MAGAZINE COPIA OMAGGIO - anno IX - numero 48 - maggio / giugno 2015 ALLERGOLOGIA Allergie alle vie aeree PSICOLOGIA speciale CAPELLI BELLI ANCHE IN ESTATE Il significato dei sogni INTERVISTA Pupi Avati DALLA COSMETICA DI IBRIDAZIONE LIERAC, unione del meglio di scienza e natura, nasce HYDRAGENIST la nuova linea di i d r a t a z i o n e ossigenante. Grazie all’azione del complesso Hydra O2, ricco di acido ialuronico, associato a vitamine e minerali, la pelle è come rimpolpata, le rughe appaiono levigate e l’incarnato ritrova la sua luminosità. NOVITÀ L’ossigeno, il mio segreto IN FARMACIA lierac.it editoriale anno IX numero 48 maggio - giugno 2015 copia omaggio Editore Consorzio MIA FARMACIA Via Emilia 84 40011 Anzola dell'Emilia - Bologna [email protected] Registrazione Tribunale di Bologna n. 7688 del 26/07/2006 Direttore Responsabile Cesare Bellavitis Marketing e Pubblicità Daniela Ziering Sintini [email protected] Commerciale Alessandro Benassi [email protected] Redazione Marina Dall'Olio Silvia Colombini Chiara Solitario [email protected] Collaboratori scientifici a questo numero: Elisabetta Di Cosmo Leo Orselli Maurizio Reggiani Beatrice Schiassi Clara Bonura Valeria Favalli Roseila Battaglino Giulio Frontino Andrea Rigamonti Franco Meschi Riccardo Bonfanti Graziano Barera Anna Maria Peluso Enrico Valletta Roberto Bandini Salvatore Lumia Margherita Canesi Giovanni Marsigli Grafica e impaginazione Supporti Grafici 40024 Castel San Pietro Terme - Bologna Stampa Mediagraf s.p.a. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato alla nostra iniziativa editoriale comprese le Aziende che hanno aderito con la loro inserzione Cari lettori di Mia Farmacia Magazine… L’estate sta arrivando e come ogni anno porta con sé voglia di fare e rinnovata energia. Le giornate luminose e qualche ora libera in più invogliano a leggere e a informarsi su tanti argomenti, dalla politica, allo sport, alla salute… Naturalmente le fonti di provenienza, per ogni tipo di notizia, ormai sono infinite: resiste la carta stampata per i più tradizionalisti, la televisione per chi trascorre più ore in casa e Internet, soprattutto per i più giovani. Noi di Mia Farmacia Magazine, ovviamente, abbiamo a cuore il tema “salute” e siamo sempre pronti a considerare il lavoro svolto finora come stimolo ad un ulteriore miglioramento: se pensiamo ai primi numeri di questo magazine, il bilancio ci dice che è stato fatto un percorso in continua crescita e che la strada intrapresa è quella giusta. Oggi, infatti, negli specialisti con i loro contenuti scientifici e nelle aziende che ci sostengono con il loro contributo, troviamo dei partners consolidati e insostituibili per essere puntuali, con qualità e rigore, in ogni farmacia affiliata. Il motivo di questa soddisfazione nasce anche dalla convinzione di avere creato degli strumenti divulgativi che si possono ricevere dalle mani del farmacista, oppure scaricare comodamente da Internet, con dei contenuti utili e comprensibili per tutti, nonostante la complessità degli argomenti affrontati. Prezioso il ruolo dei farmacisti, i quali investono nella comunicazione e nell’informazione nonostante il periodo economico difficile; prezioso quello delle aziende che non rinunciano a far conoscere le novità disponibili in farmacia e, soprattutto, prezioso quello dei medici: i principali educatori sanitari che da queste pagine ci ricordano spesso quanto la prevenzione sia fondamentale per vivere in salute il più a lungo possibile. Preziose anche le critiche e le curiosità degli utenti delle farmacie che insieme a qualche suggerimento non mancano mai. Cari lettori per ottenere dei buoni risultati in qualsiasi progetto, sia esso la gestione di una attività farmaceutica o il coordinamento di un magazine, occorre impegnarsi e creare un clima collaborativo con tutti: praticamente un gioco di squadra. E come succede in ogni squadra, anche se vincente, i giocatori a volte si avvicendano, a volte si fermano e lasciano spazio ad altri senza precludere il risultato finale. Quindi, se dai prossimi numeri noterete che i collaboratori in redazione sono cambiati, sappiate che comunque la qualità della comunicazione di Mia Farmacia Magazine resterà immutata. Marina Dall’Olio 3 sommario ALIMENTAZIONE 7 Paleo Diet ATTIVITÀ FISICA 11 Con la Zumba ballare fa bene al cuore 15 Come proteggere la pelle dalle insidie e dagli effetti dannosi del sole DERMATOLOGIA 15 Arriva il sole... salviamo la pelle! PSICOLOGIA 17 Il segreto dei sogni PEDIATRIA 21 Diabete e bambini SPECIALE 25 Capelli ALLERGOLOGIA 33 Allergie respiratorie ASSOCIAZIONI 37 A.I.T.Sa.M - Tutela Salute Mentale MEDICINA 39 Emorroidi 41 La malattia di Parkinson INFOSALUTE 45 Ossiuriasi (il verme bianco) A... 30 INTERVISTA Pupi Avati 25 SPECIALE Le attenzioni da riservare ai capelli in preparazione della stagione estiva 41 Ossiuriasi: un problema molto fastidioso per i nostri bambini 48 News 50 Lettere È vietata la riproduzione totale o parziale di ogni contenuto di questa pubblicazione senza l’autorizzazione dell’editore. Tutti i punti di vista espressi in questa pubblicazione sono quelli dei singoli autori e non riflettono quelli delle strutture a cui essi appartengono o dell'editore. Errori di stampa o refusi involontari di trascrizione presenti nella rivista saranno corretti a pagina 50, del prossimo numero, se segnalati alla redazione o all'editore. 5 6 alimentazione Il futuro dell’alimentazione guarda al passato Dott.ssa Elisabetta Di Cosmo Medico Chirurgo www.elisabettadicosmo.it (Bologna) N el nuovo millennio l’uomo ha raggiunto la consapevolezza di come, vivendo ogni sistema organico (psichico, nervoso, endocrino, immunitario) in un continuo scambio d’informazioni interne ed esterne, sia necessario equilibrare il proprio organismo con una corretta alimentazione e con uno stile di vita sano, basi necessarie per conservare una buona salute a lungo. La nostra specie, infatti, si è evoluta anche in ambito alimentare rispetto a quattro milioni di anni fa, sono cambiate le abitudini e gli stili di vita e, anche se oggi viviamo più a lungo, siamo a volte vittime di patologie sconosciute ai nostri antenati. Infiammazioni croniche, squilibri ormonali, obesità, ansie da stress non esistevano in passato, quando l’uomo trascorreva il tempo in continua attività per procacciarsi il cibo seguendo le stagioni e le condizioni ambientali. Da popolo migratore a stanziale Nell’era preistorica l’uomo migrava secondo il periodo dell’anno alla ricerca di cibo, cacciando e pescando, cogliendo i frutti della terra che nascevano spontaneamente. Quest’equilibrio è mutato con la nascita dell’agricoltura e dell’allevamento, che hanno dato all’uomo, oltre a cereali, latte, formaggi, anche la possibilità di fermarsi stabilmente nel luogo adatto alla coltivazione, divenendo così stanziale, mangiando diversamente, muovendosi meno e peggiorando le proprie condizioni di salute. Infatti, secondo il pensiero del nuovo movimento nutrizionista conosciuto come Paleo diet (dieta paleolitica), gli alimenti per così dire inventati in questo periodo sono non naturali, e quindi nocivi per la salute dell’uomo. Banditi cereali, legumi, latte e zuccheri, gli unici alimenti considerati dalla Paleo diet sono carne, pesce, frutta e verdura crude, semi a guscio. Un’alimentazione semplice, appunto primitiva, dalla quale vengono eliminati tutti i cibi composti da più ingredienti, tutti i prodotti industriali, i vegetali coltivati con pesticidi e concimi chimici. 7 alimentazione Più massa muscolare più difese Una dieta che secondo i suoi promotori permette di perdere grasso, aumentare la massa muscolare e migliorare le nostre difese. Vero è che l’homo sapiens per cacciare faceva più movimento sviluppando così una grande massa muscolare. Considerando che il sistema muscolare è immunomodulatore (cioè regola l’attività difensiva dell’organismo), riduce l’incidenza di tumori, aumenta le sinapsi (che sono i punti di contatto tra due cellule nervose) e il numero di cellule nervose, è assodato anche oggi che una corretta e costante attività fisica riequilibra l’organismo e aiuta a gestire lo stress. Persino il nostro cervello ottiene vantaggi dal movimento: un’attività aerobica (ad esempio, la corsa) riduce infatti l’invecchiamento cerebrale con effetti che perdurano nel tempo, stimola la produzione di nuovi neuroni, rigenera le fibre nervose e ripara alcuni danni che possono essere presenti. Una buona massa muscolare quindi, come quella che avevano i nostri antenati cacciatori, migliora la risposta immunitaria dell’organismo alle aggressioni patogene e favorisce l’eliminazione delle tossine. Evoluzione dell’uomo, evoluzione del pianeta Se è vero che l’uomo moderno è diverso rispetto ai cavernicoli, anche piante e animali presenti sul nostro pianeta sono cambiati in più di diecimila anni. Questo è un argomento utilizzato dai detrattori della Paleo diet, per i quali le mutazioni genetiche comparse nell’organismo umano ci permettono oggi di codificare, digerire e assimilare cibi che un tempo non esistevano. Nonostante questo, molte ricerche confermano quanto i cereali siano i responsabili di numerose malattie del sistema immunitario. Il sensibile aumento negli ultimi anni d’intolleranze alimentari e di fenomeni allergici, basti pensare alla celiachia, è principalmente causato dalle mutazioni che gli alimenti hanno subito da parte dell’uomo, primo fra tutti il grano. Spesso i cibi che ingeriamo minano il nostro equilibrio acido, provocando infiammazioni croniche e iperacidosi che determinano progressivamente gravi alterazioni non solo nel sistema di difesa immunitario, ma anche nei grandi sistemi di regolazione del corpo umano, cioè gli ormoni, il cervello e le grandi ghiandole endocrine (fegato, pancreas, tiroide, surrene, ovaio) che sono tutte fatte di cellule. I sintomi di questi problemi, raggruppati sotto la sigla anglosassone M.U.S (Medically Unexplained Symptoms), sono svariati e spesso presenti nella vita quotidiana di ognuno di noi: stanchezza cronica, ansia, insonnia, gonfiore dopo i pasti, stitichezza cronica, mani e piedi sempre freddi. Prima di mettersi a dieta, però... Prima di seguire la Paleo diet o di cambiare alimentazione, è fondamentale sottoporsi a una visita medica che valuti i sintomi dello stato infiammatorio e faccia un’analisi della composizione corporea. Tanti sono i parametri e le misurazioni da prendere in considerazione: acqua intra ed extracellulare, massa magra e grassa, mineralizzazione ossea, elettroliti intra ed extracellulari, grado d’infiammazione cronica, metabolismo basale generale e degli organi principali. Solo dopo queste analisi sarà possibile trovare strategie terapeutiche personalizzate. Ognuno di noi ha spesso una serie di abitudini difficili da abbandonare, ma è importante considerare che stress, assenza di movimento, cattiva alimentazione, se reiterati nel corso degli anni, possono gravemente danneggiarci e peggiorare la qualità della nostra vita. In quest’ottica, la Paleo diet promuove un ritorno a stili più naturali e vicini alle origini dell’uomo. Questo è l’unico fattore che la Paleo diet condivide con altre diete, come la mediterranea o la vegetariana, che esaltano principi all’opposto e mettono in guardia dall’ingerire troppi alimenti iperproteici privando il corpo umano di nutrienti fondamentali. Protagonista dei nostri giorni, il cibo passa così dagli schermi televisivi ai libri di ricette fino ai convegni scientifici di tutto il mondo dove medici studiano, analizzano e dibattono su quale sia il modo migliore di alimentarsi. Più qualità, meno quantità È facile concordare sul fatto che una dieta ideale deve essere bilanciata, utilizzare ingredienti di qualità, prevedere moderate quantità e valutare le giuste associazioni di cibi. A favore della Paleo diet c’è da dire che in quarantamila anni il DNA dell’uomo è cambiato in maniera lieve, quindi in teoria il nostro corpo è programmato per quel tipo di alimentazione, anche se si è evoluta in maniera sostanziale la civiltà, le attività e la vita e sono mutate le condizioni intorno a noi. Oggi ognuno ha tutti gli strumenti per valutare, in rapporto alla propria situazione esistenziale, fisica, psicologica e in relazione alla propria storia, unica e diversa da quella degli altri, quale sia il tipo di alimentazione ideale per migliorare la propria qualità della vita. Sapendo che non siamo fatti a compartimenti stagni, ma che ogni esperienza che facciamo influisce sul nostro organismo, possiamo farci aiutare da un buon nutrizionista che sia in grado di comprendere come possiamo raggiungere il migliore equilibrio per il nostro organismo. Insieme, giorno dopo giorno, possiamo così ritrovare il benessere privilegiando i cibi giusti per noi, quelli che inibiscono i processi di ossidazione e degrado cellulare, e ritrovare la nostra vitalità e la nostra gioia di vivere. Testo raccolto da Silvia Colombini 8 Fai anche tu UN PASSO PER IL TUO CUORE Scopri come MegaRed sta aiutando Andrea, Luca, Cristiano, Francesco, Raffaella, Luciana, Laura e Caterina nella loro sfida per un cuore più sano www.megared.it INTEGRATORE ALIMENTARE INTEGRATORE ALIMENTARE DI OLIO DI KRILL: CONTIENE CROSTACEI (KRILL) L’EFFETTO BENEFICO SI OTTIENE CON L’ASSUNZIONE GIORNALIERA DI 250 MG DI EPA E DHA. È IMPORTANTE MANTENERE UNA DIETA VARIA, EQUILIBRATA E UNO STILE DI VITA SANO. CONARNICA, ARNICA,ESCINA ESCINA eE BROMELINA BROMELINA con plus EMATONIL PLUS è un’emulsione gel a base di: • ARNICA • ESCINA • BROMELINA attività fisica Con la zumba ballare fa bene al cuore Dott. Leo Orselli Medico Cardiologo (Bologna) P raticata in oltre centottanta paesi del mondo da più di quindici milioni di persone, la Zumba è la protagonista della nuova stagione del fitness. La sua miscela di danza esotica, ritmi caraibici e movimenti ginnici la rende un esercizio semplice, divertente e ideale per il sistema cardiovascolare. La popolarità che le danze latine, dalla salsa al merengue, hanno avuto negli ultimi anni, è stata la corsia preferenziale sulla quale la Zumba è arrivata dalle sale da ballo alle palestre, fino a venir presa in considerazione anche dalla medicina. Il ballo, infatti, anche e soprattutto per la sempre più numerosa popolazione di anziani, è considerato un toccasana capace di dare benefici al corpo e alla mente. Oltre all’aspetto sociale e ludico, vale a dire la possibilità di fare nuove amicizie e di stare insieme ad altre persone sfuggendo così alla solitudine e alla depressione, insidiose dopo una certa età, ballare presenta molti vantaggi anche per prevenire alcune patologie fisiche molto diffuse. Benefici e vantaggi Tra tutte, le patologie cardiache sono quelle che dalla Zumba possono trarre particolare beneficio. Questa nuova disciplina, grazie all’attività aerobica cui sottopone il fisico, mascherandola però come divertimento a ritmo di samba, e alla semplicità dei movimenti, coreografie alla portata anche dei meno predisposti alla danza, gratifica chi la pratica e al contempo svolge un efficace ruolo preventivo. Come per altre discipline, esistono lezioni con diversi livelli di difficoltà e di fatica a cui è possibile partecipare, ma un allenamento di media intensità è ideale per tutti i soggetti senza malattie cardiovascolari. Le linee guida consigliano di mantenere il battito del cuore tra 64% e 80% della frequenza cardiaca massimale (220 – età in anni) e con una lezione media di Zumba il battito si mantiene intorno al 70%. 11 attività fisica In questo modo, oltre ad attivare il sistema cardiovascolare, l’attività permette di consumare calorie, calare la massa grassa e mantenersi in forma in maniera maggiore rispetto ad altre discipline sportive. Il vantaggio inoltre è che la dolcezza dei movimenti e la semplicità nell’eseguirli la rendono adatta a ogni fascia d’età, dai bambini fino agli anziani senza patologie cardiovascolari. Certo, come ogni esercizio fisico richiede un minimo d’impegno e di fatica, ma questo viene ripagato ampiamente con il divertimento. L’attività fisica che si svolge durante una lezione di Zumba permette di rinforzare il sistema immunitario, con benefici generali per tutto il fisico. Prima di cominciare Essendo comunque l’apparato cardiovascolare molto coinvolto, una valutazione generale della condizione fisica del soggetto che decide di iscriversi a un corso di Zumba è sempre una buona pratica. Nel caso di un adulto, è importane valutare il suo grado di allenamento e, se magari non ha mai fatto sport o ha passato tanti anni inattivo, è meglio cominciare per gradi per evitare un sovraccarico eccessivo. Il buon funzionamento del cuore e dei vasi sanguigni determina la buona salute di tutto il nostro organismo: quando si fa esercizio fisico il cuore aumenta di ritmo e quindi di frequenza cardiaca e i vasi, presenti nei muscoli, si dilatano per consentire un maggior apporto di sangue, quindi di ossigeno e sostanze nutrienti alle fibre muscolari. Con l’allenamento si diminuisce la frequenza cardiaca a riposo e la sensibilità del cuore agli stress favorendo la maggiore elasticità dei vasi sanguigni. Per i primi tempi in cui s’inizia un’attività fisica è sempre importante trovare un equilibrio che permetta un impegno efficace e moderato. La Zumba, come altre forme di ballo ginnico, non è però un’attività né agonistica né competitiva, non sottopone a stress da prestazione ma anzi, da un punto di vista emotivo rappresenta un puro divertimento. Una volta che si è trovato il proprio piano di allenamento personalizzato, seduta dopo seduta è possibile incrementare il proprio sforzo e grazie a un esercizio costante e razionale avere giovamenti e vedere magari diminuire il dolore e i disturbi osseomuscolari da cui si era afflitti. La necessità di aumentare la quantità di aria introdotta durante l’esercizio fa sì che aumenti la capacità respiratoria dei soggetti con vantaggi a qualsiasi età. Dalle spiagge della California a casa nostra Saranno le spiagge, l’oceano, il sole, sarà che vivere circondati da tanta bellezza forse stimola a mantenere alto il livello della propria, ma tutte le novità che riguardano il fitness e il benessere vengono dalla California. È da quelle parti che il personal trainer delle star Alberto Pérez in arte Beto, istruttore colombiano in cerca di fortuna negli Stati Uniti, ha inventata per caso la Zumba nella sua palestra. Quel giorno infatti Beto si era dimen- Movimento e divertimento La piacevolezza e l’allegria della musica che accompagna la lezione di Zumba, tutti ritmi sudamericani che richiamano l’estate e il divertimento, è un altro fattore che concorre a far sì che l’ora passata in palestra assomigli di più a un momento di piacere che a una noiosa ripetizione di esercizi fatti più per dovere che altro. Muoversi a ritmo di musica, oltre al coordinamento motorio, migliora la postura e l’equilibrio, rende più agili le articolazioni aiutando a combattere l’artrosi. La stimolazione del cuore e della circolazione periferica ottenuta con la Zumba è quindi un’ottima prevenzione per malattie cardiovascolari come l’infarto, che negli ultimi anni si sono purtroppo diffuse anche nelle donne. Le variazioni di ritmo tipiche di una lezione, nel corso della quale si alternano brani musicali diversi e conseguentemente anche i passi da eseguire, fanno sì che il cuore possa variare la propria frequenza cardiaca e la propria capacità contrattile. Vista la moda, oggi tante strutture e tanti istruttori tendono a improvvisare, quindi per evitare sorprese è sempre consigliabile informarsi e rivolgersi presso centri sicuri. Poi, una volta trovata la palestra su misura per le proprie esigenze, dopo aver consultato il proprio medico e avere ottenuto il certificato d’idoneità, dopo un passaggio in farmacia per vedere le ultime novità in fatto d’integratori di sali minerali, sempre utili quando si fa attività fisica, si è finalmente pronti per scatenarsi a ritmo di Zumba. Con la sicurezza che corpo, cuore e spirito per una volta si muovono tutti allo stesso ritmo. ticato i CD con la musica selezionata per la lezione in programma e così, costretto a improvvisare, ha cambiato stile lanciandosi insieme ai suoi allievi in una serie di passi di salsa e merengue combinati con esercizi di fitness. Da allora, perfezionando l’idea e inserendo anche altri ritmi, l’intraprendente ragazzo è in poco tempo diventato un guru mondiale, dando vita a numerose varianti di Zumba e facendo molti proseliti. L’energia, l’impegno e la ricerca continua nel settore hanno trasformato così, come spesso accade, una scoperta casuale in una disciplina efficace e di successo. Testo raccolto da Silvia Colombini 12 dermatologia Arriva il sole... Dott. Maurizio Reggiani salviamo la pelle! Medico Chirurgo Specialista in Clinica Dermosifilopatica (Bologna) N egli ultimi tempi la pelle abbronzata è diventata sinonimo di salute, di forma fisica e di gioventù. Tutto ciò, unito all’aumento del tempo libero e alla possibilità di fare viaggi a basso costo, ha aumentato la quantità di radiazioni solari assorbite dalla pelle delle persone. Questi elevati livelli di radiazioni solari, specie in individui di pelle chiara, provocano seri danni alla cute, come l’invecchiamento precoce, le macchie solari e i tumori della pelle (melanoma e epiteliomi). Le radiazioni solari La luce del sole che arriva sulla pelle è composta da raggi ultravioletti (UV), dalle radiazioni luminose (luce e colori) e dai raggi infrarossi (IR). Le radiazioni solari, penetrando nell’atmosfera terrestre, vengono riflesse ed attenuate. In particolare vengono interamente rimosse dall’atmosfera le radiazioni ionizzanti (raggi gamma) e i dannosi raggi UV-C. Tutte le radiazioni sono costituite da particelle dotate di energia (fotoni). Il danno alla cute è dovuto al rilascio dei fotoni al suo interno. I fotoni delle radiazioni solari che arrivano alla pelle, vengono in parte riflessi e in parte assorbiti da alcune sostanze chimiche presenti nel derma, chiamate cromofori. Fra questi si riconoscono: la melanina gli acidi nucleici gli aminoacidi aromatici l’emoglobina il beta-carotene le porfirine. La quantità dei cromofori e il loro spettro d’assorbimento regolano il tipo e la quantità di radiazione solare che entra nella pelle, limitando così l’entità del danno alla pelle stessa. Effetti dannosi Il più comune è l’eritema solare, provocato principalmente dai raggi UV-B. Si manifesta con un arrossamento della pelle, che inizia dalle dodici alle ventiquattr'ore dopo l’esposizione, accompagnato da bruciore. Se l’esposizione è stata eccessiva, compaiono anche bolle piene di siero. Un altro effetto dannoso dato dalle radiazioni solari, è il fotoinvecchiamento o fotoageing (FA). È il risultato delle alterazioni della cute, indotte dall’esposizione al sole, e si somma alle alterazioni proprie dell’invecchiamento biologico della pelle. Ultimo effetto negativo è la fotocarginogenesi, o induzione di cancri della pelle, dovuta alle radiazioni solari. La luce del sole, purtroppo, è un cofattore nello sviluppo dei cancri cutanei. La scelta del filtro, quindi, è molto importante. Deve essere valutato in base alle caratteristiche della pelle del soggetto (il cosiddetto fototipo), all’età, alle eventuali patologie presenti e va sempre discusso con il dermatologo o il farmacista. È molto importante proteggere i bambini Se si considera che oltre il 50% della quantità totale di radiazioni UV assorbita nel corso della vita viene ricevuta prima dei diciotto anni, una fotoprotezione nell’infanzia e nell’adolescenza è indispensabile nei bambini, soprattutto per quelli con pelle chiara. È un passaggio fondamentale che aiuta a prevenire o ridurre tutti gli effetti negativi del sole (eritemi, ustioni, fotodermatiti, fotoinvecchiamento e tumori cutanei). Rispettare le lancette dell’orologio diventa importantissimo. Evitare di uscire con i bambini durante gli orari pomeridiani più caldi e soprattutto non portarli in spiaggia dalle ore undici alle ore quindici. I bambini devono sempre indossare una maglietta, gli occhiali da sole, un cappellino e stare all’ombra quando il sole è ancora alto. Bisogna ricordare che sotto l’ombrellone passa fino al 50% dei raggi solari, mentre in acqua si arriva al 90%. Come difendersi dal sole? Per ridurre i rischi da esposizione al sole è necessario: evitare creme e lettini abbronzanti; limitare il tempo di esposizione, evitando le ore centrali della giornata; indossare indumenti protettivi come cappelli, occhiali con lenti anti-UV e indumenti idonei a bloccare gli UV; assumere con la dieta, preferibilmente trenta giorni prima dell’esposizione, sostan- ze in grado di aumentare le difese contro i danni da UV, la più efficace è l’estratto di una felce tropicale (Polypodium leucotomos); utilizzare schermi/filtri solari (sun screen), la loro efficacia viene misurata dal fattore di protezione (SPF) che può essere basso, medio, alto o molto alto; non esporre un neonato al sole; gli schermi solari vanno applicati a bimbi con più di sei mesi. Testo raccolto da Chiara Solitario 15 Il segreto dei sogni psicologia Emozioni, desideri, paure, a occhi chiusi (o aperti) "Tutti i desideri mi sono nati dai sogni. E ho provato con parole il mio amore. Qual è dunque la creatura fantastica cui mi sono confidato, in quale modo doloroso e squisito mi ha imprigionato l'immaginazione?" (Paul Eluard, poeta francese 1895 - 1952). I n un’epoca che potremmo definire prescientifica, gli uomini non avevano difficoltà a trovare spiegazioni ai loro sogni. Se al risveglio riuscivano a ricordarli, li consideravano una manifestazione benigna o maligna di qualche potenza superiore benevola o malvagia. È con la nascita del pensiero scientifico che questa “mitologia” si trasforma in psicologia, e oggi sono poche le persone che mettono in dubbio che il sogno sia “la peculiare operazione psichica del sognatore”. Un mito antico Ma restiamo ancora un attimo nel mito, che comunque ancora tanto ci affascina. Della triste schiera dei figli della notte: le Moire, la Discordia, la Vecchiaia e la Morte, Ipnos (il Sonno) è l'unico a essere amico dei mortali. A differenza di Thanatos (la Morte), di cui appare una variante benevola, Ipnos viene raffigurato come un giovinetto alato, la mano armata solo da un ramoscello, con il quale sfiora la fronte degli uomini per indurre loro il sonno. Egli sembra inoltre capace di esorcizzare per sempre la morte di coloro che ama. Il mito narra di come Ipnos generasse da sé medesimo tre figli e li mandasse ai mortali per dare un contributo ai loro sogni mediante immagini che avessero parvenza di cose reali. Uno dei tre, Morfeos, s’introduceva nel sonno sotto forme umane mutevoli e dava luogo, attraverso infiniti travestimenti, alla Dott.ssa Beatrice Schiassi Psicoterapeuta Psicoanalista Spi (Società Psicolanalitica Italiana) (Bologna) molteplicità di figure che popolano i sogni. Ikelos portava invece nel sonno gli elementi minacciosi della vita e li riproduceva comparendo sotto forma di animali paurosi. Fantasos, il più misterioso di tutti, non aveva né corpo né aspetto, ma inviava nel sonno le sue creazioni: scene, luoghi, situazioni, paesaggi o cose. Costruiva lo scenario del sogno all'interno del quale si muovevano gli oggetti. Egli restava dietro alle quinte, non appariva ma faceva apparire, non agiva ma rappresentava, mostrava soltanto, un po’ come fa un artista che dipinge le sue tele e le espone. I tratti che contraddistinguevano il dio Fantasos erano: esclusione dall'agire, trasformazione iconica della realtà, creazioni d'immagini verosimili. Il suo lavoro comportava la capacità di trasformazione simbolica degli oggetti in loro assenza. Non sono queste in fondo le caratteristiche peculiari dell'attività onirica? 17 psicologia Sigmund Freud e “L'interpretazione dei sogni” Ma, al di là delle suggestive ipotesi legate al mito, la vera posta in gioco del sogno è la sua spiegazione. Sigmund Freud nel 1900 pubblica “L'interpretazione dei sogni”. Prima di allora i sogni erano stati o eccessivamente idealizzati come grande contenitori di verità e/o presagi, o al contrario svalorizzati e considerati come privi di significato. Ma di cosa parla “L'interpretazione dei sogni”? Parla di sogni, ma anche di tante altre cose. A cominciare dalla distinzione fondamentale tra contenuto latente e contenuto manifesto del sogno. Freud getta le basi della teoria psicoanalitica dell'interpretazione. Interpretare un evento significa attribuirgli un significato. Nel suo monumentale studio, il sogno serve a scoprire le leggi che regolano il discorso, e ciò è alla base dello sviluppo della psicoanalisi stessa, che attraverso il metodo delle libere associazioni dimostrerà poi la possibilità di dare un significato e un senso non solo ai sogni, ma a tutte le esperienze soggettive dell'uomo, persino a quelle più enigmatiche, costituendo una via d'accesso privilegiata all'inconscio. Al centro dell'interesse di Freud c'è una duplice domanda sul significato del sogno: in primo luogo s’interroga sulla posizione occupata dall’attività onirica rispetto ad altri processi psichici, e contemporaneamente si chiede se il sogno stesso abbia un senso, ovvero se sia o meno interpretabile. E giunge alla conclusione che il linguaggio del sogno è altamente simbolico. Ogni linguaggio, tra l’altro, è simbolico: la parola è il simbolo della cosa che mira a rappresentare. I primi simboli si vengono a formare quando viene a mancare l'oggetto dell'appagamento. Shakespeare ci insegna che “siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita”. Ma di che materia sono fatti veramente i sogni? Sigmund Freud 18 I loro ingredienti sono tanti; ne ricordiamo alcuni: i pensieri che occupano la mente di colui che dorme, le preoccupazioni che lo assillano, i suoi desideri inappagati, i resti diurni, cioè le cose avvenute durante il giorno che si sono accumulate, le cose rimaste a metà che creano agitazione, le emozioni intense, i ricordi importanti che sono mantenuti sempre a portata di mano nell'archivio della memoria, i sentimenti, gli affetti presenti e passati. Il prodotto dell'attività onirica appare spesso assurdo e disordinato. I pensieri del sognatore, infatti, per essere rappresentati nel sogno, devono subire una complessa trasformazione . Immagini sensoriali per lo più visive debbono diventare situazioni raffigurabili. Questo lavoro complesso, allentata la sorveglianza nella situazione di sonno, permetterà a pensieri dimenticati o nascosti di emergere, anche se in questo processo interverrà la censura, e si giungerà alla formazione di un compromesso. Il sogno che ricordiamo, infatti - o quello che ci viene raccontato - è il sogno manifesto, mentre il materiale che si ricava mediante le libere associazioni rappresenta il contenuto latente. Generatività dei sogni Ancor oggi il sogno è considerato uno dei punti cardine della terapia psicoanalitica, e all’imponente opera del suo fondatore si sono aggiunti in questi cento e più anni numerosi e interessanti studi che gettano altra luce su questo affascinante e ancora misterioso fenomeno. Il sogno è un'esperienza creativa, intima e liberatoria, e la sua importanza e funzione vitale sono riconosciute da tutti; inoltre la terapia psicoanalitica offre la possibilità di costruire uno spazio condiviso nel quale paziente e analista, insieme, dovranno riscrivere il racconto delle emozioni. Il sogno è essenziale per la vita della nostra mente e per conoscerla Esso non è più solo il “guardiano del sonno”, com’era inteso una volta, ma possiede funzioni generative vitalizzanti: creatore e trasformatore di sensi e propulsore di pensieri. I sogni sono essenzialmente la funzione della mente che gestisce la nostra esperienza estetica del mondo. Oggi si tende a valorizzare di più la relazione e l'esperienza emotiva che ne deriva; quest'ultima trova una sua forma significante attraverso la trasformazione operata dal sogno. I sogni mettono in forma le emozioni e, come nella musica, l'insieme della struttura è significante, così come lo sono le sue parti costitutive e i loro rapporti interni; anche se tale significato è spesso ambiguo, aperto e carico di stupore nel suo stesso generarsi. L'essenza dell'uomo quindi si esplica nell'alchimia delle emozioni, nella generatività dei sogni, nella poesia della vita, nel mistero dell’esistenza umana, sia singola, sia collettiva. Testo raccolto da Silvia Colombini e se stavolta provassi l’ Omeopatia? Ti bruciano gli occhi? Sono rossi e irritati? I medicinali omeopatici possono dare un rapido sollievo agli occhi stanchi, secchi, irritati per cause diverse: polvere, pollini, smog, raggi solari, cloro dell’acqua delle piscine, uso prolungato di videoterminali, lenti a contatto. I medicinali omeopatici esistono in specifiche forme orali come granuli, globuli e in colliri anche monodose e possono essere utilizzati da grandi e piccoli. Parlane con il tuo Medico e con il tuo Farmacista, sapranno prescriverti e consigliarti un medicinale omeopatico adatto ai tuoi sintomi. www.boiron.it L’omeopatia un altro modo di curarti Sfondo tratto da un’opera di Gregorio Mancino Occhi Rossi? pediatria Diabete e bambini Dott.ssa Clara Bonura - Dott.ssa Valeria Favalli Dott.ssa Roseila Battaglino - Dott. Giulio Frontino Dott. Andrea Rigamonti - Dott. Franco Meschi Dott. Riccardo Bonfanti - Dott. Graziano Barera Centro Regionale di Riferimento per la Diabetologia Pediatrica Diabetes Research Institute - DRI IRCCS - Ospedale San Raffaele (Milano) Come aiutarli a convivere con la malattia Cosa è il diabete? Il diabete mellito è una delle patologie croniche più frequenti in età pediatrica ed è caratterizzato dalla presenza di iperglicemia cronica (elevati livelli di glucosio nel sangue) dovuto a un deficit relativo o assoluto di insulina. L’insulina è un ormone normalmente prodotto dal pancreas umano e ha come funzione principale quella di trasformare gli zuccheri (carboidrati), normalmente ingeriti con l’alimentazione, in energia utilizzabile dall’organismo. È necessario anzitutto sottolineare che con il termine diabete mellito si intende una serie di disordini endocrinologici caratterizzati da iperglicemia, ma causati da meccanismi possibilmente diversi. Le forme più ricorrenti in età pediatrica sono il diabete mellito di tipo 1 (DMT1), di tipo 2 (DMT2) e altre forme più rare (diabete neonatale, diabete monogenico). Cosa è il DMT1? Il diabete mellito di tipo 1 è determinato dalla distruzione delle beta cellule che producono insulina, presenti nelle Isole di Langerhans del pancreas. Ciò conduce a una progressiva diminuzione della produzione di insulina, con il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue. Il sistema immunitario, che ha la funzione di difenderci dagli agenti estranei all’organismo, come batteri e virus, risulta alterato e quindi produce autoanticorpi che distruggono le beta cellule. È una malattia autoimmune e per questo i bambini con DMT1 sono a più elevato rischio di svilupparne (come tiroidite o celiachia), ma non sono a maggior rischio di infezioni. La malattia dipende dall’interazione fra una predisposizione genetica e una o più cause esterne (ambientali) e, riconoscendo come causa un processo autoimmune, non è direttamente correlato a sovrappeso, obesità o a un’alimentazione ricca di zuccheri. Come riconoscerlo? Nel diabete di Tipo 1, a causa della insufficiente produzione di insulina, i livelli di zucchero nel sangue (glicemia) aumentano progressivamente dando luogo a una serie di manifestazioni cliniche abbastanza evidenti. Infatti, sebbene nei soggetti non diabetici i valori glicemici non eccedano mai i 126 mg/ dl a digiuno e i 200 mg/dl dopo carico orale di glucosio, nel bambino col diabete non ancora diagnosticato si riscontrano valori glice- 21 pediatria mici estremamente elevati, spesso superiori a 250-300 mg/dl. L’organismo risponde alla presenza di valori glicemici “tossici” con il tentativo di eliminazione degli zuccheri superflui attraverso la diuresi. Le urine di un soggetto con diabete all’esordio tenderanno quindi a contenere glucosio in eccesso (glicosuria) e ciò porta ad un aumento della frequenza e della quantità della diuresi totale con anche frequenti alzate notturne a causa dello stimolo minzionale. Poiché vengono persi molti liquidi con le urine, questi devono essere reintegrati; ecco allora che si associa una sete intensa. Altro sintomo molto frequente all’esordio è la perdita di peso, dovuta alla disidratazione e al fatto che le cellule, in assenza di insulina, pur disponendo di livelli di zucchero elevati nel sangue non riescono ad utilizzarlo e sfruttano come energia “alternativa” quella dei grassi contenuta nei depositi del tessuto adiposo. Se questo processo dura a lungo l’acidità del sangue continua ad abbassarsi, e si determina chetoacidosi, una grave situazione acuta che richiede il ricovero ospedaliero urgente. Per tali motivi, se un bambino dovesse presentare sintomi quali aumentato senso della sete e diuresi giornaliera e calo ponderale inspiegato, è importante rivolgersi al proprio pediatra o farmacista per eseguire un test glicemico su sangue o urine. Quale è la terapia per questi bambini? Spesso all’esordio della malattia si rende necessario un breve ricovero ospedaliero in cui il bambino e la famiglia vengono educati sulla corretta gestione del diabete da parte di un team dedicato (medico diabetologo, infermieri dedicati, dietista e psicologa). Tuttavia la terapia del DMT1 non si conclude con il ricovero ma continua nella vita di tutti i giorni e si basa su quattro punti fondamentali: 1) Terapia insulinica sostitutiva: in media sono necessarie dalle quattro alle sei somministrazioni di insulina al giorno per assicurare la copertura sia durante il digiuno che ai pasti principali (schema basal-bolus), da fare attraverso iniezioni sottocutanee di insuline “rapide” e “lente” o tramite piccola pompa insulinica (microinfusore) connessa 24h/24h al sottocute per assicurare una copertura continua. 2) Automonitoraggio giornaliero: lo scopo delle misurazioni glicemiche (effettuate prelevando un piccola goccia di sangue capillare con ago pungi-dito dai polpastrelli almeno sette volte al giorno) è quello di adeguare il dosaggio insulinico al fabbisogno giornaliero del bambino e alle diverse esigenze che possono crearsi durante la vita di tutti i giorni. È necessario misurare la glicemia prima di ogni pasto, due ore dopo il pasto, durante la notte e in ogni caso se il bambino dovesse manifestare sintomi di malessere (sudorazione, palpitazioni, stanchezza). 3) Corretta alimentazione: l’alimentazione di un bambino con DMT1 non deve essere diversa da quella di un bambino della stessa età, con le regole di un’alimentazione bilanciata composta da tre pasti principali e due merende e particolare riguardo alla distribuzione dei pasti, delle calorie e/o carboidrati nei diversi pasti e al controllo dei grassi e del colesterolo. Non è necessario vietare gli zuccheri (o carboidrati), che rappresentano il maggior nutriente per un bambino (circa il 50-60% dell’apporto totale), ma bisogna limitare la quantità di zuccheri semplici, l’assunzione di alimenti particolarmente grassi e assumere un adeguato contenuto di fibre vegetali. 4) Regolare attività sportiva: lo sport è molto importante per i bambini diabetici in quanto riduce il rischio di complicanze vascolari e l’insulino-resistenza dei tessuti periferici, migliora il pattern dei livelli ematici di trigliceridi e colesterolo e permette al bambino un buon inserimento sociale. Tuttavia l’attività sportiva deve essere sempre programmata e sorvegliata al fine di poter prevenire il rischio di ipoglicemie (riduzione eccessiva del valore glicemico). Come si può parlare del diabete ai più piccoli? Il DMT1 può insorgere a qualsiasi età e man mano che il bambino cresce aumenta la consapevolezza di essere “diverso” dagli altri bimbi della stessa età; spesso ciò porta a una scarsa accettazione della malattia ed a un peggioramento del controllo glicometabolico, specialmente in età adolescenziale quando il confronto con i coetanei è inevitabile. Per tale motivo regola fondamentale è quella di spiegare al bambino la propria situazione in modo tale che egli, attraverso i suoi mezzi di comprensione, elaborerà delle strategie per far fronte alle dinamiche di tutti i giorni. A fronte di questa esigenza sono nati dei progetti che aiutano il bambino diabetico a comprendere e elaborare la propria condizione. Esistono, ad esempio, dei fumetti e delle applicazioni su smartphone che spiegano il diabete ai più piccoli sfruttando il gioco come sistema comunicativo principale. Inoltre in alcuni Centri di Diabetologia Pediatrica europei, tra i quali l’Ospedale San Raffaele di Milano, è in atto un progetto pilota con alcuni piccoli Robot umanoidi (Aliz-E Project). Tali piccoli robot di nome Nao e Robin sono capaci di diventare dei veri e propri compagni di giochi per i piccoli pazienti e attraverso la capacità di catturare e tenere alta l’attenzione dei bambini, cercano di fornire loro informazioni sul diabete e norme di comportamento per la corretta gestione delle situazioni che la vita di tutti i giorni propone. Testo raccolto da Silvia Colombini 22 Solari Avène A I R E / PA R creatività CAR TAEMAT I TA.I T ER PA R EN TN T Sempre i più venduti in Farmacia * * MERCATO SOLARI: IMS Health - Database Pharmatrend Francia, Italia, Spagna, Germania, Belgio, Austria, Svizzera e Portogallo – mercato solari che include attivatori di pigmentazione, autoabbronzanti, schermi solari, doposole (esclusi prodotti neonati & bambini) schermi solari bambini e altri prodotti solari - Dicembre 2013 MAT - vendite in volume e valore. IL SITO HA CAMBIATO PELLE: VISITA BENVENUTOSOLE.IT E SCARICA LA NUOVA APP “OCCHIO AI NEI” PER iOS E ANDROID. speciale Dott.ssa Anna Maria Peluso Specialista in Dermatologia Clinica Privata Villalba (Bologna) Prendiamo l'estate per i capelli Patologie, cure e trattamenti per non perdere la testa A ogni stagione le sue attenzioni Se Julia Roberts dice di avere i capelli che variano a seconda dell’umore, è vero per ognuno di noi che i capelli variano a seconda della stagione. A ogni cambio di clima, infatti, e quindi a seconda del periodo dell’anno, i nostri capelli subiscono variazioni che necessitano di particolari attenzioni. Come per altre parti del corpo, la salute dei capelli dipende dall’alimentazione, dallo stato psico-fisico generale e anche dal momento stagionale ma, a differenza di altre parti, è certo quella che da sempre, nella storia dell’uomo, subisce maggior- mente il cambiamento della moda e viene usata come un vero e proprio mezzo di espressione. Per questo il cattivo stato di salute dei nostri capelli, le patologie, la caduta stagionale influiscono sul nostro stato d’animo, poichè molto spesso sono il nostro biglietto da visita verso il mondo esterno. 2525 speciale La stagione estiva, se da un lato rilassa il nostro fisico e la nostra mente, dall’altro può essere molto stressante per i nostri capelli e i motivi sono svariati. Ad esempio: l’esposizione ai raggi ultravioletti, in città come nei luoghi di vacanza, provoca uno stress ossidativo superiore ad altri periodi dell’anno; i bagni al mare o in piscina con salsedine e cloro irritano il cuoio capelluto; l’aumento di sudorazione modifica gli equilibri del ciclo follicolare. In questa stagione anche i trattamenti consueti come tinture, permanenti, asciugature a phon o casco, a volte, se effettuati in maniera eccessiva, contribuiscono a peggiorare la situazione e lo stato di salute della nostra chioma. Tutti questi eventi comportano, già verso la fine delle vacanze, una caduta dei capelli più intensa del solito, che diventa copiosa nel periodo autunnale. Questa situazione, se non prosegue nel tempo, non deve preoccupare. In realtà si tratta solo di una caduta fisiologica causata da quanto già detto. In genere i capelli tendono a cadere da tutte le zone del cuoio capelluto, ma si tratta di un fenomeno transitorio che si risolve spontaneamente in qualche settimana. Potrebbe essere comunque utile adottare soluzioni che aiutino il trofismo del follicolo pilifero, ad esempio, integratori che contengono sostanze antiossidanti e lozioni utili a favorire l’equilibrio del turn-over del follicolo. Va ricordato che i capelli, in estate, andrebbero protetti con un copricapo in fibra naturale. Ciclo vitale del capello Prima di analizzare le varie patologie che possono causare la caduta dei capelli, è importante sapere che i capelli che noi vediamo sono la parte esterna del follicolo pilifero, che ha una ciclica attività caratterizzata da tre periodi distinti: la fase anagen (crescita) la fase telogen (riposo) la fase catagen (involuzione). I vari follicoli nello stesso momento si trovano nelle tre differenti fasi secondo le quali possono verificarsi alcune patologie piuttosto che altre. 26 Di seguito le più comuni patologie del cuoio capelluto. Dermatite seborroica La dermatite seborroica è un’affezione molto comune, con un andamento cronico recidivante, che si manifesta con lesioni eritematose coperte da squame di colorito giallastro e con piccole formazioni crostose e spesso molto pruriginose. L’età più colpita è quella tra i diciotto e quarant'anni. La causa è sconosciuta, ma l’attività delle ghiandole sebacee gioca un ruolo importante nella patogenesi della dermatite seborroica. Altri fattori che ne favoriscono lo sviluppo sono gli stress emotivi e il clima, con una maggiore incidenza in inverno. La dermatite seborroica del cuoio capelluto si può presentare in due diverse forme: pitiriasi secca - comunemente conosciuta come forfora caratterizzata da squame bianche grigiastre localizzate in chiazze sparse o diffusamente distribuite su tutto il cuoio capelluto; pitiriasi steatoide - caratterizzata da squame più grandi untuose giallastre su una base eritematosa. Il trattamento di elezione per entrambe le forme di dermatite seborroica è uno shampoo che contenga un antimicotico tipo ketoconazolo. In associazione è utile utilizzare uno shampoo contenente acido salicilico, zinco piritione, solfuro di selenio. Solo nei periodi di maggiore infiammazione e per brevi periodi di tempo sono utili le lozioni corticosteroidee. Psoriasi del cuoio capelluto La psoriasi è una malattia genetica che può colpire o tutto l’ambito cutaneo e/o interessare solo il cuoio capelluto e si manifesta con chiazze roseo-rossastre coperte da accumuli compatti di squame bianche argentee ben adese al cuoio capelluto. In alcune forme più gravi è presente una “calotta psoriasica” con interessamento di tutto il cuoio capelluto, ed è tipica la formazione di un orletto squamoso di circa uno/due centimetri ai margini dell’attaccatura dei capelli. In alcuni casi la psoriasi può associarsi a un aumento della caduta dei capelli, soprattutto nelle zone maggiormente interessate dalle squame, caduta che di solito diminuisce con il miglioramento delle manifestazioni psoriasiche. Per il trattamento, inizialmente è importante utilizzare prodotti topici da applicare per alcune ore a base di acido salicilico per la rimozione delle squame, successivamente prodotti a base di corticosteroidi, catrami vegetali, calcipotriolo. Per quanto riguarda gli shampoo sono utili prodotti a base di zinco piritione e coaltar. speciale Alopecia androgenetica maschile L’alopecia androgenetica è la forma più comune di alopecia e la frequenza aumenta con l’età. Per la sua comparsa sono indispensabili due cause concomitanti: gli ormoni androgeni (tra questi il testosterone è il più importante) e la predisposizione ereditaria. Il testosterone è la causa principale della calvizie per la maggiore sensibilità del capello a quest’ormone. Gli uomini affetti da calvizie non hanno livelli di androgeni più alti di quelli senza calvizie. La sensibilità dei capelli agli androgeni dipende da un enzima, la 5-alfa reduttasi, che trasforma il testosterone in deidrotestosterone o DHT. I follicoli delle aree del cuoio capelluto che sviluppano la calvizie producono maggior quantità di enzima 5-alfa reduttasi e quindi più deidrotestosterone rispetto alle aree che non sono colpite dalla calvizie. Il deidrotestosterone comporta la miniaturizzazione del follicolo pilifero che produce peluria non visibile a occhio nudo. La maggior sensibilità del follicolo agli ormoni androgeni è determinata dalla predisposizione genetica e studi recenti indicano come l'ereditarietà da parte materna sia più dannosa rispetto a quella da parte paterna. La calvizie porta a un progressivo assottigliamento dei capelli che diventano sempre più piccoli e chiari. Questo processo è graduale e richiede numerosi cicli follicolari fino a quando il cuoio capelluto colpito diventa glabro. Diagnosi e trattamenti La diagnosi di alopecia androgenetica si basa sull’anamnesi, sul pull test, che permette di valutare se la caduta è aumentatata. Il pull test si esegue tirando dolcemente una ciocca di capelli: da come questi si staccano dal cuoio capelluto il dermatologo potrà ricavare delle informazioni fondamentali per inquadrare il paziente. Importante il tricogramma, un altro esame leggermente più invasivo poiché si strappano circa cinquanta capelli che vengono analizzati al microscopio ottico in modo da distinguere le varie fasi del ciclo del capello, per distinguere se i capelli sono più in fase telogen che in quella anagen. Un ruolo sempre più importante nella diagnosi precoce è l’uso della dermatoscopia che permette di vedere se i follicoli piliferi delle aree androgeno dipendenti presentano le “depressioni pelipilari” indice d’infiammazione perifollicolare e diminuzione del diametro dei fusti. Per il trattamento il minoxidil in lozione al 5% stimola la crescita dei follicoli e l’uso dovrebbe essere continuativo, altrimenti i capelli riprendono a cadere. La finasteride è un principio attivo che agisce inibendo la 5-alfa reduttasi e quindi blocca la formazione di deidrotestosterone. È molto efficace nell’alopecia lieve e moderata bloccando la caduta fino al 99% circa dei casi, mentre nel 63% circa comporta una “ricrescita”. In rari casi (uno su duecento) può avere come effetto collaterale la diminuzione della libido che torna normale alla sospensione del farmaco. I fitosteroli sono composti naturali identici alla finasteride. Latanoprost e Bimatoprost sono molecole usate in oculistica per la terapia del glaucoma e sembrano efficaci nel trattamento dell’alopecia, ma non sono ancora disponibili soluzioni per i capelli. Sono allo studio altri principi attivi insieme a nuovi e promettenti prodotti topici a base di extremosio (associazione brevettata) e Metil-Vanillato, aminoacidi da grano e soia, sostanze che comportano un incremento del diametro del capello e formazione di nuovi follicoli piliferi. Un nuovo trattamento, che però non è supportato ancora da studi scientifici, è quello di utilizzare il plasma ricco di piastrine. Iniettato direttamente nel cuoio capelluto, dovrebbe produrre fattori di crescita in grado di stimolare le cellule staminali del follicolo. Infine, un altro rimedio può essere il trapianto dei capelli o meglio l’autotrapianto di follicoli dalla regione occipitale alla regione del vertice o frontale. I follicoli trapiantati mantengono la loro attività, ma la terapia per la calvizie va comunque continuata poiché l’alopecia androgenetica continua nel tempo a peggiorare. Alopecia androgenetica femminile La caduta dei capelli nella donna causa problemi psicologici importanti. Purtroppo è un problema comune che colpisce circa il 40% delle donne e che si manifesta soprattutto durante l’adolescenza, dopo la gravidanza e dopo la menopausa. L’alopecia androgenetica femminile non è caratterizzata da alterazioni ormonali, ma da un’esagerata sensibilità del follicolo agli ormoni androgeni. Questa sensibilità dipende da fattori genetici. In un terzo delle donne affette da alopecia androgenetica è presente la Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) caratterizzata da cicli anovulatori, alterazioni del ciclo mestruale, irsutismo e obesità. Come nei maschi, è presente un progressivo assottigliamento del capello associato a un progressivo diradamento. La localizzazione del diradamento è diversa a seconda dell’età, infatti nelle adolescenti è comune nella parte centrale dell’attaccatura con un pattern triangolare che ricorda un albero di Natale. La varietà con stempiatura e diradamento del vertice come nei maschi è più frequente nelle donne in post menopausa, quando è dovuta a patologie ormonali. Un terzo tipo è caratterizzato dal diradamento uniforme con allargamento della riga centrale. 27 speciale Diagnosi e trattamenti La diagnosi si basa sul pull test che è quasi sempre normale e sul tricogramma che mostra una diminuzione del diametro del fusto e un aumento di capelli in fase telogen. La dermatoscopia mostra la diminuzione del diametro del capello. Anche in questo caso, il minoxidil è efficace al 2% e va applicato due volte al giorno mentre al 5% una volta al giorno. In genere è ben tollerato e va usato sempre. La finasteride è efficace in circa il 60% delle donne, ma va sempre associata a un contraccettivo nelle donne in età fertile. La melatonina per via orale influenza il ciclo dei capelli e stimola la fase anagen del follicolo. La caduta dei capelli è una condizione che può essere curata, ma non guarita, per cui qualsiasi trattamento deve essere continuato Cos'è il telogen effluvium Con questo termine s’intende una caduta diffusa dei capelli durante la fase di riposo telogen. Abbiamo visto all’inizio che i follicoli piliferi hanno una ciclica attività caratterizzata da tre periodi distinti. La caduta dei capelli avviene circa tre mesi dopo l’entrata in fase telogen, fase di riposo, poiché il capello rimane ancora ancorato al follicolo e viene eliminato quando il follicolo riprende il ciclo, cioè la fase anagen. Quindi il termine telogen effluvium descrive l’entrata dei capelli nella fase di riposo e la conseguente caduta, dopo circa tre mesi dalla causa che ha determinato l’entrata in fase telogen di molti follicoli simultaneamente. Il telogen effluvim è in genere un evento acuto che non porta alla calvizie permanente e che va incontro a risoluzione spontanea in qualche mese. Le cause più comuni sono: diete drastiche, post parto, post febbrile, ipertiroidismo e ipotiroidismo, interventi chirurgici importanti, stress, gravi malattie sistemiche, carenza di vitamina D, carenza di ferro. É fondamentale individuare la causa e cercare di correggerla e, anche se si tratta di un fenomeno transitorio, è sempre consigliabile utilizzare rimedi come uno steroide topico che ne rallenti la caduta e/o integratori specifici e lozioni che in parte rendano la capigliatura più folta. Poiché in alcuni casi una copiosa caduta di capelli può mascherare una sottostante alopecia androgenetica non bisogna mai sottovalutare il telogen effluvium. nel tempo per essere efficace. È importante sottolineare che, in caso di diradamento dei capelli, bisogna ricorrere subito al dermatologo, lo specialista in grado di fare una diagnosi e di prescrivere un’adeguata terapia. Purtroppo però il disagio può essere tale da diventare causa di una forte diminuzione di autostima, per cui la maggior parte dei pazienti “disperati” chiede pareri agli amici degli amici, al parrucchiere o si reca nei cosiddetti “centri tricologici” che non hanno alcuna competenza medica. In questo modo però non solo non si ottengono risultati soddisfacenti, ma si ritardano diagnosi e terapia che, per essere efficaci, devono venir fatte tempestivamente. Consigli utili L'estate è quindi una stagione particolarmente impegnativa per i capelli. Al sole, sia in città sia nelle località turistiche, al mare come in montagna, è importante prendersene cura. Come per il resto del cor- 28 po, bisogna ricordarsi di usare un'attenzione particolare per farli arrivare all’autunno in perfetta forma, lucidi, folti, sani e luminosi come piacciono a noi. Le buone abitudini quotidiane, da tenere in ogni stagione, vanno intensificate nel corso dei mesi estivi, che rappresentano un momento intenso per i nostri capelli. Shampoo, balsamo, maschere specifiche e di qualità, l’uso limitato di piastre o altre fonti di calore prolungate, un’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura sono le semplici attenzioni che ci permettono di evitare spiacevoli sorprese, soprattutto in casi nei quali ci sia predisposizione a patologie come la caduta dei capelli. Un capello sano è sempre più bello al di là dell’acconciatura e del colore. In estate possiamo andare una volta di meno dal parrucchiere perché, come dice la saggia Mafalda, il noto personaggio dei fumetti “Io vivo spettinata perché tutte le cose belle, veramente belle di questa vita, spettinano”. Testo raccolto da Silvia Colombini Ferrotone® è l’innovativo integratore di ferro che si presenta come acqua da bere. Risulta altamente assimilabile, perchè si tratta di un’acqua naturalmente ricca di ferro, prelevata direttamente alla sorgente di Trefriw Wells, nel Galles. 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Passando dal racconto romantico all’horror, dalle dolcezze dell’animo alle sue miserie, Avati a settantacinque anni ha più entusiasmo e originalità di tanti esordienti. 30 Lei ha detto che confida nell’impossibile. È questo il segreto della sua vitalità? Riuscire a mantenere attiva l’immaginazione, con il passare degli anni, è difficile. Invecchiando si tende a ripiegare verso il passato, lo si paragona con il presente a scapito di quest’ultimo. Invece continuare a immaginare che ci sia aperta una possibilità nel futuro è molto importante. Sinatra diceva “the best is here to come”, il meglio deve ancora venire. Immaginare è una forma di sollecitazione per l’intero organismo, fa bene al cervello. Bisogna sempre continuare a progettare e attendersi dalla vita delle cose, anche a una certa età è fondamentale non rassegnarsi a una vita rinunciataria da giardinetti e nipotini. Diventando anziani, poi, il tempo acquista importanza ed è necessario dare un senso a ogni giornata. Una creatività così grande come la sua, se soffocata, nuoce alla salute? Bernard Shaw diceva "se non riesci a ottenere quello che ti piace, fatti piacere quello che ottieni". La creatività ha a che fare con la razionalità e con la pratica e va canalizzata attraverso strumenti che possano realizzarla. In questo senso il racconto, anche orale, rappresenta comunque una condivisione di quello che hai immaginato. E poi intervista a... la scrittura. Io stesso vedo che, da quando non è più così facile in Italia fare un tipo di cinema identitario e abbiamo ripiegato sulla televisione, scrivo e anche se la soddisfazione, se non si viene pubblicati, è ridotta, contenuta, comunque la creatività trova un modo di esprimersi e di lasciare un segno. In fondo, io credo che il problema dell’essere umano sia lasciare una traccia di se stesso. Lei dice di amare gli sconfitti. Qual è il suo consiglio per riprendersi da un fallimento? Fare tesoro di com’è andata. Io credo che il soccombente abbia dentro di sé una conoscenza dell’evento che l’ha visto soccombere più densa, più dettagliata, puntigliosa di quanto non sia la ricostruzione di chi è stato vincitore che, nell’ebrezza della vittoria, ha resettato tutto. Lo sconfitto ricostruisce ogni momento della sua sconfitta, com’è successo che sia andato al tappeto ed è una lezione di vita e di strategia non trascurabile. Io ho imparato più dai film che non sono andati bene. Non so mai perché un film ha successo, ma se va male viene sviscerato e l’analisi ti fa crescere. La sconfitta matura l’essere umano. Gli attori che hanno vissuto esperienze personali complicate sono migliori di quelli che hanno avuto solo successi senza transitare attraverso la sofferenza. Le esperienze dolorose aumentano il livello di sensibilità, riducendo gli anticorpi e le difese. Non sono le persone assertive, depositarie di certezze che m’interessano, ma sono le persone più fragili, allo sbando, che riservano emozioni e sorprese. Lei ha una grande capacità d’osservazione e interpretazione della realtà, è una dote che ritiene utile anche in una professione come quella del medico? Io ho sempre pensato: ma perché certe persone fanno il medico e si occupano di curare le persone senza manifestare nessuna curiosità per il loro paziente? La medicina richiede vocazione, non è un mestiere, la possiamo comparare all’insegnamento. I maestri devono avere un’attenzione, una curiosità e un amore verso l’essere umano che fa sì che ogni bambino diventi unico, sia un’eccezione, e così il medico. Non si possono appli- care regole rigorose che una determinata patologia prevede. Il medico deve sapere che ogni essere umano, ogni organismo reagisce agli aspetti psicologici che giocano un ruolo importante. Vediamo certe guarigioni improbabili o viceversa, e molto spesso dipende dallo stato d’animo, dalla mente, e dal rapporto che un paziente ha con il medico che lo cura. Io quando vedo nei corridoi degli ospedali transitare questi piccoli cortei con il primario davanti e dietro gli studenti, e pare impossibile ottenere tre parole, una diagnosi, ecco, certi atteggiamenti dovrebbero cambiare. Si dice che il mondo del cinema sia pieno di narcisisti, ma c’è una sindrome tipica di chi fa il suo mestiere? È tutta insicurezza mascherata quella che porta il tuo ego al centro dell’universo. Soprattutto per chi si espone fisicamente, per gli attori, è un deficit affettivo, un bisogno di avere più amore per essere più rassicurati e quando si vedono attori con atteggiamenti a volte ridicoli, sprezzanti, in realtà sono modi per mascherare una grande insicurezza. Dipendere da un circuito in cui devi vincere tutte le sere, arrivare primo, essere in alto nel box office è terribile. Ci sono vicende umane dolorose del nostro mestiere, storie psicologicamente complicate, questo mestiere ti espone a temperature varie, vedi certi attori che usciti di scena finiscono male e questo è molto doloroso. Un film dietro l’altro, e il prossimo? Abbiamo finito adesso una storia per la televisione che riguarda il problema dei bambini che dalla Siria entrano in Europa e si perdono. Mi sono posto il problema di rendere seducenti questi esseri umani che arrivano dall’altra parte del mondo e producono sconcerto e paura. Ormai le persone li temono, il senso dell’accoglienza è vanificato, si è perso il senso cristiano del prossimo. Quindi per farli sentire più vicini a noi un espediente narrativo che mi venuto in mente è stato parlare di uno solo di questi bambini. Quando leggiamo “sono morti in trecento” vediamo una massa che non ha un’identità, invece un ragazzino di otto, dieci anni è molto più simile a un bambino nostro. I bambini, anche di razze, religioni, culture diverse comunicano più facilmente. Sono solo bambini: se vedono un pallone gli danno un calcio, non hanno sovrastrutture come gli adulti. Il film racconta come questo bambino viene adottato da una donna che non ha figli, sola, separata, che si occupa di trovare anche la sua famiglia d’origine lungo un percorso umano che conduce a una vicenda densa e commovente. In programma poi ho un progetto a cui tengo molto, un film che anticipa una serie che si occupa della lezione del Vangelo nella nostra vita. Io credo che la lezione evangelica sia ancora attuale e necessaria nel nostro presente. Gireremo il primo episodio che ha come tema le nozze di Cana, il primo miracolo che ha fatto Gesù, sollecitato dalla madre. Con tutti questi progetti, qual è l’antidoto allo stress? Continuare a immaginarsi indispensabili, necessari. Si dice che i cimiteri siano pieni di persone indispensabili, ma sentirsi necessari agli altri produce un allentamento dello stress. Intervista di Silvia Colombini 31 novità Per un’azione drenante evoluta Più di un semplice drenante con Complesso molecolare a base di estratti liofilizzati per: • il benessere vascolare (linfatico e venoso) da Grano Saraceno e Rusco • il drenaggio dei liquidi corporei da Tarassaco, Verga d’oro e Orthosiphon senza glutine 12 flaconcini monodose gluten free DISPONIBILE ANCHE IN TISANA Cambiare si può Aboca S.p.A. Società Agricola Sansepolcro (AR) - www.aboca.com I prodotti non sostituiscono una dieta variata. Seguire un regime alimentare ipocalorico adeguato, uno stile di vita sano e una regolare attività fisica. In caso di dieta seguita per periodi prolungati, oltre le tre settimane, si consiglia di sentire il parere del medico. INNOVAZIONE PER LA SALUTE allergologia Allergie respiratorie Dott. Enrico Valletta Direttore dell’U.O. di Pediatria AUSL della Romagna (Forlì) Dai pollini all’inquinamento L e allergie respiratorie sono un fenomeno in grande crescita. Le percentuali di chi ne soffre aumentano ogni anno arrivando al 10% per gli adulti e fino al 40% nei bambini. Se fino a qualche tempo fa i principali responsabili erano i pollini, negli ultimi anni la crescita dell’inquinamento nelle nostre città ha provocato l’acuirsi di nuovi, insidiosi e allarmanti fenomeni allergici. Come spesso avviene, una persona allergica può non manifestare immediatamente sintomi e reazioni, ma il suo organismo sviluppa progressivamente una sensibilizzazione che può coinvolgere sia le vie aeree superiori che quelle inferiori. Se l’allergia alle piante è conosciuta e studiata da secoli, quella favorita da fattori come l’inquinamento atmosferico e ambientale, dovuta all’industrializzazione e allo sviluppo dei centri urbani, è a tutt’oggi oggetto di numerose ricerche. Influenza dell’inquinamento Gli inquinanti (esterni e domestici) sono tantissimi, di diversa natura, variabili da zona a zona e ciascuno di loro può agire singolarmente o in sinergia con altri composti presenti nell’aria, nell’acqua o negli alimenti. Quando e come inquinamento e sistema immunitario interagiscono è oggi oggetto di studi molto intensi. Molti meccanismi con i quali lavora il nostro sistema immunitario (il sistema che difende l’integrità del nostro organismo da qualsiasi aggressione esterna, e interna) ci sono noti, tuttavia conosciamo ancora relativamente poco sui tempi e le modalità con le quali in ciascuno di noi può attivarsi (o non attivarsi). Questo è uno dei motivi per i quali qualcuno è più suscettibile di altri alle infezioni, oppure diviene allergico in un certo momento della propria vita, sviluppa una malattia autoimmune o si ammala di un tumore. Certamente, gli inquinanti atmosferici (ozono, monossido di carbonio, benzene, polveri più o meno sottili) o ambientali (fumo di sigaretta) determinano uno stato infiammatorio delle vie aeree, le irritano, le rendono più suscettibili alle infezioni e ne alterano i sistemi di difesa predisponendole anche allo sviluppo delle allergie. L’irritazione che avvertiamo nel naso, in gola e nei bronchi quando ci troviamo in luoghi evidentemente molto inquinati è il primo segnale di quest’aggressione che, se protratta negli anni, non potrà che avere effetti nocivi prolungati per la salute delle nostre vie respiratorie. 33 allergologia Epigenetica: un nuovo campo di indagine Con il termine di epigenetica s’intende un ambito di ricerca che cerca di comprendere come gli inquinanti ambientali possano interferire sul funzionamento dei geni che costituiscono il DNA pur senza alterarne direttamente la struttura ma, semplicemente, modificandone alcune parti che ne regolano il funzionamento. Sottoposte ad un contatto prolungato con agenti inquinanti, le cellule del nostro organismo possono subire importanti modificazioni di fondamentali parti “regolatorie” del genoma, che trasmettendosi alle generazioni successive, pongono le basi per un alterato funzionamento del sistema immunitario e per un possibile sviluppo di patologie anche gravi come quelle tumorali. Inizia a farsi largo l’ipotesi che questi meccanismi di danno epigenetico potrebbero agire già nel periodo fetale attraverso l’esposizione della madre ad agenti inquinanti presenti nell’ambiente durante la gravidanza. Inquinanti ambientali e allergeni Potremmo dire che gli inquinanti ambientali (ricordiamo sempre che parliamo di sostanze molto diverse tra loro per composizione chimica ed effetti) agiscono in certa misura come irritanti aspecifici delle vie aeree e in parte attraverso un’interazione specifica (per ciascuno dei composti) con recettori cellulari, con la componente epigenetica del genoma o addirittura con il DNA stesso causando il verificarsi di vere e proprie mutazioni genetiche. D’altra parte, i pollini, le muffe, ma anche il più noto Dermatophagoides (l’acaro della polvere) agiscono come veri e propri allergeni, sostanze cioè che, per contatto con la mucosa respiratoria (ma anche dell’intestino o attraverso la pelle) stimolano il sistema immunitario in maniera molto specifica e oggi ben nota, provocando le reazioni allergiche tipiche dell’asma, della rinite o della congiuntivite allergica. INQUINAMENTO ATMOSFERICO: un rischio per la salute umana Dott. Roberto Bandini Dipartimento Sanità Pubblica (Forlì) Negli ultimi decenni numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un´associazione tra i livelli degli inquinanti atmosferici e la salute. Le patologie più influenzate dalle variazioni giornaliere dei livelli d’inquinamento atmosferico sono le patologie respiratorie e cardiache in soggetti predisposti, le infezioni respiratorie acute, le crisi di asma bronchiale, i disturbi circolatori e ischemici. Gli effetti a lungo termine riguardano soprattutto gli effetti cardiovascolari e il tumore al polmone. Le vie respiratorie possiedono una serie di "meccanismi di difesa" contro le sostanze estranee che penetrano in esse. Lo stimolo prolungato per mesi o anni da parte di contaminanti chimici, di pollini, muffe e allergeni in generale rappresenta un'azione cronica contro il sistema immunitario e le cellule coinvolte nei processi infiammatori; quest’azione può far insorgere allergie respiratorie o causare una recrudescenza di allergie respiratorie già presenti. Nella realtà, i due fattori di rischio sono strettamente connessi, dal momento che è stato dimostrato che gli inquinanti atmosferici possono interagire con gli allergeni modificandone la struttura in maniera da renderli ancora più capaci di innescare reazioni allergiche. Ci sono, infine, evidenze sempre più forti che i livelli d’inquinamento sono strettamente correlati con il rischio di sviluppare una sensibilizzazione allergica o di riacutizzare crisi allergiche respiratorie in chi già ne soffre. Sintomi e diagnosi Prurito agli occhi, lacrimazione, naso chiuso con prurito e abbondanti secrezioni trasparenti sono i sintomi facilmente identificabili di congiuntivite e rinite allergica. Meno riconoscibili, talora, le manifestazioni dell’asma come iperattività bronchiale, tosse persistente, difficoltà respiratoria, fino alla vera e propria crisi con broncospasmo, che può essere grave quando una persona molto allergica viene a contatto con il polline o l’allergene al quale è sensibilizzata. È importante che il medico indirizzi verso gli accertamenti necessari per diagnosticare sia l’allergia (cioè, l’avvenuta sensibilizzazione) a una determinata sostanza, sia la presenza di una vera e propria asma bronchiale (la spirometria è il test fondamentale). Alimentazione e ambiente: previsioni per il futuro Considerato che viviamo immersi in una civiltà che di per sé inquina l’ambiente nel quale si sviluppa e cresce, è possibile che inquinanti ambientali possano poi finire nel nostro piatto con l’alimentazione. Per fortuna la sensibilità dei cittadini a questo problema è anch’essa in continua crescita e così quella dei governi (non tutti e non ovunque, evidentemente) e delle organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali. I livelli di tolleranza sono continuamente monitorati e le industrie e le attività alimentari devono tenere conto di questo. É compito e interesse di tutti noi fare in modo che l’attenzione su questi temi non diminuisca e, anzi, si accresca ulteriormente. Testo raccolto da Silvia Colombini 34 la tua bocca Da 30 an ni a lf ia è un ambiente DA PRESERVARE. li specialisti deg o nc IN FARMACIA Preserva la salute di denti e gengive Pre con Dentosan. Dent Dentosan è la linea completa di prodotti per l’igiene orale quotidiana, scientificamente studiati per combattere quot prevenire la formazione della placca batterica, causa e pre principali disturbi gengivali. dei p Lo sspecialista della tua igiene orale. Chi Chiedi al tuo farmacista. associazioni A.I.T.Sa.M Onlus Stop ai pregiudizi sui disturbi mentali L’Associazione prende vita nel maggio del 1985 dall’unione di alcune associazioni di familiari di persone con disturbi psichici, spontaneamente costituitesi per far fronte all’assenza di servizi, sostenersi reciprocamente, ottenere ascolto presso le istituzioni, rispetto, cure e opportunità per i propri familiari malati. Nel 1994, resi forti delle esperienze vissute, queste unioni danno vita ad un’unica Associazione, l’AITSaM: Associazione Italiana Tutela Salute Mentale, che oggi conta 24 sezioni e gruppi di familiari in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia e Liguria. GLI OBIETTIVI Finalità statutarie dell’AITSaM sono la difesa dei diritti fondamentali delle persone malate di mente e delle loro famiglie e la tutela della salute mentale, da attuare attraverso molteplici e differenziati interventi pubblici e privati. Questo serve per realizzare le migliori condizioni di prevenzione, cura e riabilitazione, il reinserimento sociale del malato di mente e il supporto della sua famiglia. Da sempre l’Associazione si impegna nel sostegno alla sua ricerca, nella promozione e nell’applicazione delle buone leggi e delle buone pratiche nei servizi, nell’impulso alla presa in carico con progetti personalizzati e mirati all’inclusione sociale, lavorativa e abitativa delle persone. Lo scopo è dare loro speranza e opportunità di vita “normale” e diritti di cittadinanza. L’ostacolo più forte era, ed è ancora rappresentato dai diffusi pregiudizi sui disturbi mentali e dallo stigma che colpisce, irrazionalmente e crudelmente, le persone malate e le famiglie coinvolte. LE INIZIATIVE Per raggiungere gli obiettivi, lo scopo è stabilire e mantenere i contatti con i competenti organi nazionali, regionali e locali, per sensibilizzare la comunità sui problemi dei malati di mente. Per affrontare il tema della sofferenza psichica l’AITSaM ha organizzato: manifestazioni, convegni, dibattiti, interventi presso le istituzioni e gli organi di comunicazione; informazione e formazione nelle scuole attraverso laboratori mirati, in collaborazione con le istituzioni. Con risorse proprie e l’aiuto della comunità, l’Associazione ha realizzato anche azioni concrete e innovative per rispondere ai bisogni delle persone sofferenti, tra cui: una cooperativa per l’inserimento lavorativo delle persone svan- taggiate che, in varie sedi del territorio, ha dato a moltissimi individui, l’opportunità di vivere una vita attiva e produttiva, una vita “normale”; laboratori creativi rivolti agli adolescenti e laboratori nelle scuole elementari, mirati alla conoscenza dei diritti e dei doveri di cittadinanza, alla promozione di relazioni positive, al lavoro di gruppo e alla creatività sociale; formazione di Amministratori di Sostegno e attivazione di sportelli informativi. Infine ha creato alcuni centri sociali e di accoglienza per rispondere ai bisogni di relazioni, amicizia e solidarietà, insiti in ogni persona. IMPORTANTE PROGETTO Per completare il circuito dell’integrazione sociale, l’Associazione sta conducendo un progetto residenziale e sperimentale di autonomia abitativa, denominato “Casa mia”. Il luogo è rappresentato da una civile abitazione dove cinque persone, con diverse storie di disturbo mentale, possono sviluppare abilità relazionali e autonomia di vita, in una normale abitazione. Questo è possibile grazie al supporto di persone con adeguate disponibilità e capacità, selezionate e formate, in collaborazione con il Centro per l’Impiego della Provincia (ass.fam.c.d.badanti). I residenti condividono i costi complessivi della residenzialità. Il monitoraggio e la valutazione dei percorsi sono invece seguiti dai volontari e l’Associazione gestisce tutta la parte amministrativa. L’esperienza di questo gruppo di “convivenza assistita”, si pone lo scopo di migliorare la qualità di vita delle persone, incentivare l’autonomia e la partecipazione sociale, rinnovare l’immagine collettiva delle persone con disturbi psichici, facilitandone così l’accoglienza sociale. Per maggiori informazioni: A.I.T.Sa.M Onlus Via Comandante di Fratta, 22 - 31046 Oderzo (TV) Tel.0422 710926 - fax 0422 200270 - c/c postale: 24527459 37 medicina Emorroidi L a malattia emorroidaria rappresenta una patologia completamente benigna, che mostra una forte influenza su momenti importanti della giornata, rendendo spiacevoli e problematici comportamenti comuni della vita quotidiana soprattutto nelle stagioni più calde. Andare in bicicletta o in moto, in automobile, a volte stare seduti, fare una partita a tennis o nuotare in piscina, sono attività che possono creare spiacevoli inconvenienti al paziente affetto da malattia emorroidaria, quando non sono addirittura presenti gravi conseguenze, come l’anemizzazione secondaria al sanguinamento. La patologia In passato, la malattia emorroidaria veniva attribuita ad una primitiva dilatazione della rete vascolare venosa sottomucosa, del retto inferiore e canale anale. Oggi è ormai riconosciuto che, secondo la teoria unitaria del prolasso (= scivolamento) del retto anale, la malattia sia causata dallo scivolamento della tonaca mucosa interna del retto e dalla frammentazione del legamento di tessuto elastico, che manterrebbe i cuscinetti emorroidari, all’interno del canale anale. Questi i principali fattori che determinano la fuoriuscita dei cuscinetti emorroidari con congestione venosa, distrofia, lesioni mucose e sanguinamento. La malattia emorroidaria si classifica in quattro stadi (I - II - III - IV) in base alla gravità: I grado - Malattia interna al canale anale con dilatazioni vascolari, sanguinanti o meno. II grado – Dilatazione dei cuscinetti emorroidari, che scivolano all’esterno del canale anale solo con la defecazione e, al termine di questa, rientrano spontaneamente. La diagnosi in questi primi stadi si fa con l’a- noscopia o con la rettoscopia. III grado - I cuscinetti emorroidari dilatati fuoriescono permanentemente dall'ano e possono rientrare solo con manovre manuali. IV grado - La malattia è in fase avanzata. La fuoriuscita è completa e non è più possibile riposizionare i cuscinetti emorroidari all’interno del canale anale, neanche manualmente. In questo caso possono presentarsi complicanze, come trombosi emorroidaria o ulcerazione della mucosa prolassata. Sintomi e raccomandazioni Il sintomo principale della malattia emorroidaria è il sanguinamento al momento dell’evacuazione. Altri sintomi possono essere il dolore, la secrezione mucosa, il senso di evacuazione incompleta, il disagio nella posizione seduta, il prurito. Sintomi più marcati sono avvertiti in presenza di complicanze, quali lo strozzamento emorroidario e l’ulcerazione. La malattia ha comunque un carattere evolutivo, non guarisce spontaneamente. Per questo motivo il trattamento medico è basato su raccomandazioni igienico dietetiche e farmaci. Il consiglio è quello di seguire un’alimentazione ricca di fibre ed acqua, evitando i cibi irritanti e speziati, per non favorire ancora di più l’insorgere del problema. L’indicazione al solo trattamento medico è per la malattia emorroidaria al I e II stadio, mentre è di complemento nel III e IV stadio. Dott. Salvatore Lumia Chirurgia Generale Ospedale S.Orsola-Malpighi (Bologna) persistenti nel I e II grado. Ha scarso successo invece la crioterapia, quasi del tutto abbandonata, perché gravata da complicanze. Nel III e IV stadio invece la terapia chirurgica è la sola in grado di trattare la malattia, anche se viene di solito procrastinata, soprattutto se il sanguinamento e la sintomatologia sono saltuari. Questo perché gli interventi chirurgici, tradizionalmente utilizzati, sono gravati da importanti conseguenze come il dolore post-operatorio, spesso intenso per tre-quattro settimane, dopo l’intervento. Oggi esistono anche interventi di resezione del prolasso interno con conseguente sospensione interna, eseguiti con anuscopi e suturatrici meccaniche, che possono avere un’indicazione anche nei casi di malattia non avanzata. In ogni caso è sempre bene consultare uno specialista proctologo che abbia dimestichezza con ogni tipo di trattamento medico e chirurgico della malattia emorroidaria. Testo raccolto da Chiara Solitario Quando il problema diventa grave Esistono provvedimenti cosiddetti “parachirurgici”, a volte troppo enfatizzati, la cui utilità è limitata solo ad alcuni casi. Tra questi può essere utile la legatura elastica per sanguinamenti 39 Quando i tuoi occhi sono irritati e lacrimano per l’allergia, puoi provare Quando i tuoi occhi bruciano o sono arrossati, puoi provare Collirio Imidazyl Antistaminico Collirio Imidazyl a base di nafazolina nitrato 40 medicinali. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Non somministrare ai bambini al di sotto di 12 anni. Aut. del 14.08.2013 Sono medicina La malattia Dott.ssa Margherita Canesi Dirigente Medico Centro Parkinson e Disordini del Movimento Istituti Clinici di Perfezionamento CTO [email protected] (Milano) di Parkinson: sintomi, diagnosi e cure L a malattia di Parkinson, diffusa in tutto il mondo (in Italia le persone affette sono circa duecentomila), interessa entrambi i sessi anche se con una lieve prevalenza maschile. L’età media d’esordio è intorno ai sessant'anni, ma può colpire individui più giovani, anche sotto i quarant'anni. É considerata una patologia neurodegenerativa progressiva che si manifesta in modo caratteristico con lentezza e riduzione di ampiezza dei movimenti, rigidità e, a volte, tremore. Altri sintomi, che riguardano prevalentemente l’asse corporeo, sono la postura in flessione, le difficoltà durante il cammino, l’instabilità posturale con pericolo di cadute. I sintomi L’esordio dei sintomi motori data l’inizio della malattia, tuttavia alcuni sintomi non motori possono comparire molti anni prima, espressione di una degenerazione più diffusa che interessa sia il sistema nervoso centrale che periferico. I sintomi non motori, riscontrabili in molti pazienti, sono i disturbi cardiovascolari, urinari gastro-intestinali, disturbi degli organi di senso, del sonno, disturbi psichiatrici (ansia, depressione, apatia) e deficit cognitivi. L’iposmia (la difficoltà di identificare e discriminare gli odori), il disturbo del sonno che compare durante la fase REM (fase del sogno), la stipsi e la depressione sono altri disturbi non motori che possono precedere anche di anni i sintomi motori della malattia. La diagnosi Ma perché ricercare i sintomi pre-motori o possibili markers di malattia quando non esiste, ad oggi, un trattamento in grado di debellarla? Un obiettivo scientifico, a lungo termine, è studiare nella popolazione a rischio strategie terapeutiche che possano ritardare o prevenire l’esordio dei sintomi motori. Quindi la ricerca di markers affidabili in grado di caratterizzare la popolazione a rischio è il primo passo per avviare queste indagini. La diagnosi, infatti, si basa sulla comparsa dei sintomi motori che includono la lentezza a iniziare i movimenti volontari (bradicinesia), la scarsità dei movimenti (ipocinesia), il tremore (a riposo), la rigidità e, in fase più avanzata, l’instabilità posturale 41 medicina e i disturbi della marcia, ma anche dall’evoluzione progressiva dei sintomi e dalla risposta eccellente alla terapia (levodopa, il principio attivo utilizzato nei farmaci per curare il Parkinson) che si mantiene nel tempo. Nei primi anni di malattia, tuttavia, la diagnosi può essere difficile poiché molti dei sintomi motori e non motori caratteristici della malattia di Parkinson sono presenti anche in altre malattie chiamate genericamente parkinsonismi. La diagnosi richiede così un’accurata raccolta della storia clinica, un attento esame neurologico e l’esecuzione di alcuni esami strumentali. co e non vi sono evidenze adeguate che sia in grado di modificare il processo che causa la malattia. In associazione alla levodopa si usano gli inibitori di enzimi (MAO e COMT) in grado di degradare la levodopa stessa. La loro inibizione permette una maggiore di- temente nei soggetti più giovani e possono essere indicati in persone sopra i settant'anni se in buone condizioni generali. In genere non sono indicati in pazienti con problemi cognitivi, allucinazioni o con gravi problemi di fluttuazioni della pressione arteriosa. sponibilità e durata della levodopa. Questi inibitori possono essere usati in monoterapia (inibitore delle MAO) o in associazione alla levodopa (inibitori delle MAO e/o delle COMT), incrementando la sua efficacia e permettendo di ridurne il dosaggio giornaliero. Esistono farmaci che agiscono simulando l’azione della levodopa (dopamino agonisti), e che per questo sono in grado di controllare gran parte dei disturbi motori sia quando sono usati in monoterapia che in associazione agli altri farmaci. Se poco nota è la loro efficacia nel rallentare o modificare l’evoluzione dei sintomi, sono utili nel controllo di gran parte dei sintomi motori e di alcune delle complicazioni motorie quali le discinesie (movimenti involontari della muscolatura). Tra i tanti, l’apomorfina, in formulazione liquida con somministrazione sottocute, è in grado di risolvere rapidamente le fasi di blocco motorio. Un altro dopamino agonista prevede una somministrazione transdermica (cerotto), ottenendo così una concentrazione costante del farmaco nelle ventiquattr'ore, mentre altri sono somministrati per via orale una sola volta al giorno perché il rilascio della molecola è prolungato nelle ventiquattr'ore. Funzionano sia in monoterapia nelle fasi iniziali di malattia sia in associazione alla levodopa anche nelle fasi più avanzate. Sono farmaci usati prevalen- Le nuove ricerche Le strategie terapeutiche Si basano principalmente sull’equilibrato utilizzo di farmaci che, sebbene non sono in grado di curare la malattia, possono controllarne i sintomi. Si usa dire che la terapia deve essere cucita addosso al paziente così come un sarto prepara il vestito per il suo cliente. Infatti la terapia è sempre individuale e la scelta terapeutica operata dal neurologo si dovrà basare su diversi indizi come età del paziente, attività lavorativa svolta, contesto sociale, prestazioni richieste, patologie concomitanti e farmaci assunti. La terapia inoltre cambia nel tempo proprio perché nel tempo si modificano le condizioni cliniche e ambientali del paziente. Le cure A tutt’oggi, il principio attivo più importante per la cura rimane la levodopa. Utilizzato per la prima volta nel 1961, considerato prima “salvavita” poi da introdurre in terapia come “ultima spiaggia” e infine rivalutato, la levodopa rimane il principio attivo che i pazienti devono, prima o poi, assumere per meglio controllare gran parte dei disturbi motori. Le formulazioni sia a rilascio immediato, le più usate, che a rilascio ritardato, sono somministrate per via orale. Il dosaggio e il numero di somministrazioni giornaliere varia da paziente a paziente, semplice regola è quella di usare il dosaggio minimo utile e, per situazioni cliniche avanzate, è disponibile anche una formulazione di levodopa in gel. La levodopa rimane tuttavia un principio attivo sintomati- Le strategie neurochirurgiche rivestono una sempre maggiore importanza nel trattamento della sintomatologia e hanno l’obiettivo di controllare in modo efficace le fluttuazioni motorie non più altrimenti controllabili con la modulazione della terapia per via orale. Sebbene i trattamenti esistenti consentano di ottenere ottimi risultati, purtroppo nelle fasi più avanzate di malattia compaiono disturbi legati a disfunzioni di sistemi non controllabili con la terapia dopaminergica: instabilità e cadute, freezing improvviso (termine che si riferisce ad un congelamento dei piedi al terreno), deficit cognitivi. Le ricerche future hanno come obiettivo primario quello di individuare terapie in grado di rallentare o di arrestare l’evoluzione della malattia, evitando le fasi complicate e invalidanti. Nelle ultime decadi la disponibilità di numerosi farmaci e strategie chirurgiche hanno migliorato in modo significativo la qualità di vita dei pazienti. I trattamenti futuri prevedono l’uso di cellule staminali, fattori di crescita e terapie geniche; i risultati di questi studi in corso potremo averli tra qualche anno. Infine il trattamento farmacologico non può prescindere da altre norme importantissime come la riabilitazione motoria, che deve essere indicata sin dalle prime fasi di malattia, e la dieta ipoproteica intrapresa dopo l’introduzione in terapia della levodopa. Testo raccolto da Silvia Colombini 42 Metodo esclusivo a t s i gon ane! a settim t o r P due A • SE 2 ••••••••••• ••• Nel kit anche la nostra guida alimentare in omaggio SNELL BALANCE PROGRAM - il nuovo metodo per il controllo del peso corporeo basato sulla gestione della concentrazione di insulina, grazie alla più moderna applicazione della dieta iperproteica. Un programma di due settimane integrato con prodotti salutistici. 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Dopo che le uova si sono schiuse, i vermi si sviluppano nell’intestino tenue (primo tratto) e raggiungono la propria maturazione nell’intestino cieco, dove vi sono colon e retto. Da questa sede, durante la notte, la femmina prima di morire migra verso il canale anale dove deposita le uova sulla cute perianale. I sintomi La maggioranza degli individui affetti da ossiuriasi non ha sintomi. I casi sintomatici invece presentano solitamente prurito perianale soprattutto notturno, lesioni da grattamento della regione anale, dolori addominali, orticaria in bambini non allergici e nelle ragazze, in casi rari, si possono verificare infiammazioni vaginali. Farmacia Santa Rita (Bologna) Ci si può accorgere per caso della loro presenza perché i bimbi li eliminano con le feci, che appaiono striate di filamenti bianchi. La diagnosi si fa ricercando il parassita e le sue uova nelle feci, oppure con il cosiddetto “scotch test” che si esegue applicando sulle pieghe perianali del bambino una striscia di nastro adesivo che andrà poi incollato su di un vetrino e inviato al laboratorio. Come avviene l’infestazione... Solitamente le uova del parassita vengono trasferite con le dita dalla regione anale a veicoli come vestiti, biancheria da letto, mobili, coperte, giocattoli e da qui raggiungono la 45 infosalute Esistono dei rimedi naturali? bocca e vengono ingoiate. Meno frequentemente è possibile inalare il parassita in ambienti chiusi, dove è stata agitata biancheria contaminata, oppure ancora introdurlo nel naso con le dita sporche. Un rischio, non raro, è quello della reinfestazione (ricaduta), provocata dal grattarsi nella zona anale. Se il bimbo infatti si porta alla bocca le manine non lavate, ingerendo altre uova, potrà aumentare in modo sensibile il numero di vermi infestanti e la durata del fenomeno. ... E come si cura Una volta accertata la diagnosi, la corretta terapia va individuata dal pediatra o dal medico di famiglia. In genere è sufficiente l'assunzione di farmaci a base del principio attivo mebendazolo in unica dose ripetibile dopo quindici giorni. È ragionevole anche che il medico faccia eseguire la terapia a tutti i familiari strettamente conviventi, per evitare contagi multipli. Può capitare infatti che l’infezione non guarisca e ricompaia di nuovo. In questi casi l'eradicazione completa degli ossiuri si ottiene somministrando ad ogni singolo componente della famiglia medicinali a base di pyrantel pamoato in dose terapeutica, ripetendo il trattamento dopo due settimane. Un’altra opzione, non sempre praticabile, è quella di allontanare tutta la famiglia dalla propria abitazione per un periodo superiore a quello del ciclo vitale del parassita (tre settimane). In ogni caso bisogna fare attenzione ad evitare le contaminazioni crociate. Il farmacista poi, potrà consigliare creme o unguenti molto utili per alleviare sintomi come il prurito e prevenire le eventuali lesioni della cute, conseguenti ad un eccessivo grattamento. 46 Può essere efficace seguire alcune regole alimentari e utilizzare trattamenti naturali con azione antiparassitaria. Si consiglia: una dieta ricca di verdura, ad alto contenuto di fibra, per mantenere l’intestino pulito e ridurre la facilità con la quale i parassiti possono attecchire e proliferare; la riduzione dell’assunzione di carboidrati e zuccheri semplici, che contribuisce a creare un ambiente meno favorevole allo sviluppo dei piccoli vermi; l'assunzione d’estratto di semi di pompelmo, perché possiede una potente azione anti parassitaria; sarà sufficiente assumere dieci gocce di estratto, miscelate in un bicchiere d’acqua, avendo cura di ripetere il trattamento tre volte al giorno per una settimana. La tradizione popolare, inoltre, attribuisce a diversi prodotti naturali un’azione di contrasto all’infestazione da ossiuri. Tra i rimedi più curiosi ci sono l'aglio, il cui preparato ottenuto mescolando i suoi spicchi con una crema commerciale va appplicato nella zona anale o vaginale. L'infuso di cipolla, da bere tre volte a giorno per liberare l’intestino dagli ossiuri. L'assenzio romano, che danneggia la membrana cellulare del parassita. La carota che, assunta con la dieta più volte al giorno, contrasta l’infezione da ossiuri. Il salice bianco, la cui corteccia contiene acido acetilsalicilico, efficace anche contro questa infestazione. La zucca amara, il cui succo, bevuto per alcuni giorni, può ripulire l’intestino dai parassiti. E infine l'aceto di mele che crea, come il succo di zucca, un ambiente inospitale per i parassiti. Tra le altre curiosità, pare che in India sia molto popolare assumere un cucchiaio di polpa di cocco al mattino seguito, dopo un paio d’ore, da un lassativo come l’olio di ricino. Ossiuri nei bambini: ecco cosa fare Sono soprattutto comunità, scuole, asili, centri sportivi, i luoghi dove i bambini possono facilmente infettarsi e trasmettere l’infezione ad altri. La promiscuità e la scarsa attenzione all’igiene personale tipica dei bambini, sono le cause principali. Lo scambio di cibo, giocattoli, libri infettati, dopo essersi grattati per il prurito anale, è molto comune. Passa circa un mese, dall’avvenuto contagio, prima che l’infezione si sviluppi. Quindi è necessario, in caso si siano già manifestati casi di bambini infetti, adottare i trattamenti più idonei, soprattutto dal punto di vista igienico, per evitare che l’infezione si propaghi in famiglia. Le uova possono vivere fino a tre settimane, al di fuori del corpo. Va comunque ricordato che l’infezione da ossiuri è fastidiosa, ma non provoca alcuna patologia e gli unici problemi possono verificarsi per le infezioni procurate graffiandosi quando ci si gratta, per alleviare il prurito. Parola d’ordine: prevenzione Importantissimo cercare di evitare le reinfestazioni. Per questo sarà sufficiente osservare scrupolosamente alcune minime e generali regole di igiene personale: lavare molto spesso le mani avendo cura di spazzolare con acqua e sapone sotto le unghie, accorciandole se sono lunghe; non dimenticare mai di lavare le mani dopo l’evacuazione e prima di mangiare; cambiare spesso le lenzuola; lavare la biancheria intima e i pigiami ogni giorno (almeno per due settimane); non utilizzare biancheria o oggetti di altre persone, perché potenzialmente infetti; lavare attentamente e ogni giorno la zona anale, che potrebbe ospitare eventuali uova; in casi particolarmente gravi allontanarsi dal posto contagiato, almeno per tre settimane. Testo raccolto da Chiara Solitario wellcare.it NUOVO DALLA RICERCA “L’OROLOGIO DELLA NOTTE” MELATONINA L’ormone naturale che promuove il sonno favorendo un riposo di qualità. S Combatte il GONFIORE Anice Verde - Melissa - Finocchio Favorisce la DIGESTIONE Finocchio - Melissa - Anice Verde Riequilibra la FLORA INTESTINALE e avete difficoltà a prendere sonno e il riposo notturno fa a “pugni” con il vostro cuscino non preoccupatevi. La ricerca scientifica ha individuato nella carenza di Melatonina, sostanza ormonale prodotta di notte da una ghiandola del cervello, una delle cause alla base di questo problema di cui soffre circa un terzo della popolazione italiana. La vita stressante e le preoccupazioni di tutti i giorni, l’abuso di farmaci, la menopausa e per chi viaggia i continui cambi di fuso orario, sono alcune delle ragioni o stili di vita che sempre più frequentemente causano disordini nel ritmo sonno/veglia. L’assunzione di 1 mg di Melatonina, meglio ancora se potenziata con estratti vegetali specifici, contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno e, quando serve, ad alleviare gli effetti del jet-lag: non a caso è stato coniato un detto, “una bella dormita e sorridi alla vita”. Bifidobacterium Breve - Lactobacillus Plantarum Triocarbone Pancia Piatta è il nuovo integratore alimentare a base di enzimi, carbone ed estratti vegetali, con fermenti lattici e vitamine del gruppo B. La particolare associazione di enzimi aiuta a favorire i processi digestivi e l’assorbimento dei nutrienti. Gli estratti vegetali di anice verde, melissa e finocchio favoriscono la funzione digestiva e una regolare motilità intestinale, con eliminazione dei gas responsabili del gonfiore addominale. I fermenti lattici vivi ad azione probiotica favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale. Triocarbone Pancia Piatta. Sgonfia pancia. Oggi in Farmacia c’è Gold Melatonina, Melatonina Melatonina 1 mg in compresse a due strati effetto fast e slow release “rapido e lento rilascio”. L’originale formulazione è arricchita con estratti secchi di Griffonia, Melissa e Avena, utili per favorire il rilassamento, il benessere mentale e il normale tono dell’umore. Gold Melatonina Affronta la vita con serenità. Chiedi l’originale al Farmacista. Notte dopo notte, Gold Melatonina ti aiuterà a riposare bene e a lasciarti alle spalle la sensazione di tensione dovuta alla stanchezza. news "AVIS PER EXPO. NUTRIAMO LA VITA" La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, quest’anno, è per AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) strettamente collegata ad EXPO 2015, all'interno del progetto “AVISperExpo. Nutriamo la vita”. Nel padiglione espositivo dedicato al no profit, Cascina Triulza, si concentra il 14 giugno un importante momento di riflessione, sull’attività della donazione di sangue in Italia e nel mondo, con particolare attenzione agli stili di vita, uniti alla donazione periodica. Tema che sarà ripreso poi, a fine agosto, nel Forum Internazionale Giovani Donatori. Cosa vuole significare la presenza del volon- 5 MAGGIO 2015 GIORNATA MONDIALE DELL’ASMA Martedì 5 maggio 2015 si svolgerà, in 35 Paesi di tutto il mondo, il World Asthma Day (WAD), la Giornata Mondiale dell’Asma, che ha come obiettivo quello di aumentare la conoscenza su questa patologia cronica e le possibilità di intervento terapeutico. L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, che si manifesta con episodi ricorrenti di respiro sibilante, senso di costrizione toracica, dispnea, tosse. I sintomi variano molto da paziente a paziente, a seconda della gravità della malattia e possono manifestarsi anche più volte al giorno, peggiorare durante l’attività fisica o durante la notte. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), 300 milioni di 48 tariato del sangue, all’interno di Expo? Non si tratta di un ruolo simbolico o marginale. Per la prima volta nella storia delle esposizioni universali, il volontariato viene considerato una presenza attiva, con un ricchissimo panorama culturale. È il tema stesso di EXPO, “Nutriamo il pianeta, energia per la vita” che richiede un impegno del volontariato, intelligente e originale. L’accesso al cibo per tutti, un’alimentazione sana ed equilibrata e un corretto utilizzo delle risorse sono temi che, da sempre, si trovano al centro di progetti e iniziative del no profit. Rispetto a tutto ciò, AVIS sarà impegnata, per tutta la durata di EXPO, con attività di sensibilizzazione e promozione riguardanti stili di vita sani e corretti. Particolare interesse sarà rivolto al questionario in italiano e inglese (compilabile da tutti sul sito www.avisperexpo.it), per capire e conoscere le abitudini della popolazione dei donatori di sangue, sia italiani che stranieri, in tema di alimentazione. L’obiettivo è quello di focalizzare le conoscenze teoriche e le abitudini pratiche. A volte ciò che pensiamo di sapere in ambito alimentare (ad esempio, quanti litri di acqua bere, quanto sale consumare), non corrisponde a quanto mettiamo in pratica. I dati raccolti serviranno per uno scopo ben preciso: promuovere azioni sempre più efficaci per la donazione di sangue, anche in ambito di medicina preventiva. persone nel mondo soffrono di asma e i più colpiti sono purtroppo i bambini. La patologia può essere posta sotto controllo con i farmaci, anche se non ci sono cure definitive. La Giornata Mondiale dell’Asma è promossa dall’associazione statunitense Global Initiative on Asthma (GINA) e la prima edizione si è svolta nel 1998. Le attività vengono organizzate, in ogni Paese aderente, da medici, infermieri, operatori sanitari, educatori e associazioni di pazienti. Il motto di GINA, che fa da filo conduttore in tutto il mondo è “You can control your Asthma” cioè “puoi controllare l’asma” ed è un invito rivolto a pazienti, educatori e operatori a conoscere bene questa patologia. È importante sottoporsi, o invitare a sottoporsi a controlli, ad attuare misure di prevenzione e terapie, in modo che l’asma venga ben controllata e non incida sulla qualità della vita dei pazienti e sulle loro abitudini. Tale obiettivo è raggiungibile nella gran parte dei pazienti asmatici, con le terapie oggi a disposizione. In questa giornata, in tutte le città, verranno eseguite gratuitamente prove di funzionalità respiratoria e verrà distribuito materiale informativo. Gli operatori saranno a disposizione dei pazienti per rispondere a dubbi e domande. I programmi dettagliati delle attività verranno stilati da ogni singola pneumologia italiana aderente all’iniziativa. Per maggiori informazioni: www.avisperexpo.it Per maggiori informazioni: http://www.ginasthma.org/World-Asthma-Day - http://new2.ginasma.it/) Troppi impegni ti fanno sentire stanca e irritabile? mag2. Per la tua vitalità. Quando nelle tue giornate piene di impegni e attività una carenza di magnesio ti fa sentire stanca e irritabile, mag2 ti può aiutare. mag2 reintegra la quota fisiologica di magnesio e ti aiuta a combattere irritabilità e stanchezza. È un medicinale a base di magnesio pidolato. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Attenzione, i medicinali vanno assunti con cautela, per un breve periodo di tempo, non superando le dosi consigliate e solo per le indicazioni riportate nel foglio illustrativo. In caso di dubbio rivolgersi al medico o al farmacista. Autorizzazione del 01/12/2014. www.ilmagnesio.it lettere PROTESI DELL’ANCA: QUANTO È FREQUENTE IL RISCHIO TROMBO? Ad una mia amica, che ha solo sessant’anni, è stata impiantata una protesi dell’anca. Quando è stata dimessa, ha avuto un serio problema. Dopo una decina di giorni le si è gonfiata la gamba e i medici che l’hanno curata, hanno diagnosticato un trombo nell’arteria femorale. Vorrei sapere se questo è un rischio inevitabile o se qualche cosa in più andava fatta? Grazie per la risposta. Maria M. (Milano) Risponde il Dott. Emanuele Caldarella Specialista in Ortopedia e Traumatologia (Milano) Gentile signora, il rischio di trombosi (che generalmente è venosa) è sempre presente in ogni procedura chirurgica, in particolar modo in quella ortopedica e in quella associata a periodi di limitata autonomia del paziente. Tale rischio, che non può mai essere eliminato del tutto, viene ridotto grazie all'uso di calze compressive, fisioterapia, profilassi farmacologica a base di eparina a basso peso molecolare o a base di nuovi farmaci per os (ovvero via orale) anticoagulanti. 50 ZANZARE E ALTRI INSETTI FASTIDIOSI: COME DIFENDERSI? Ho letto sulla vostra rivista un articolo sugli insetti e vorrei farvi la seguente domanda: zanzare, moscerini, pappataci, formiche volanti, tafani e vespe ogni estate, nonostante le campagne di prevenzione, tornano a complicarci la vita. Qual è il parere del vostro esperto in merito alle “armi chimiche” per uso domestico? Quali altri rimedi si possono usare se in casa ci sono dei bambini? Maria Grazia F. (Imola, Bo) Risponde il Dott. Claudio Venturelli Entomologo, AUSL della Romagna U.O. Igiene e Sanità Pubblica (Cesena) Per le zanzare e i pappataci in commercio esistono gli elettroemanatori (fornellini elettrici). Di norma c’è scritto che i locali, dove vengono impiegati, devono essere arieggiati prima di soggiornarvi, questa semplice precauzione rende più sicuro lo strumento. Per le formiche e i moscerini esistono metodi più moderni, costituiti da gel insetticida, trappole attrattive (realizzabili anche artigianalmente con acqua e aceto) oppure i normali spray. Contro le vespe, che normalmente sono in ambiente esterno, si possono impiegare le apposite trappole attrattive oppure insetticidi specifici da utilizzare al mattino presto dopo aver individuato il nido. Esistono spray a lunga gittata (fino a cinque metri), che garantiscono una maggiore sicurezza dell’operatore. Contro i tafani le cose si complicano un po’, in quanto sono animali che si sviluppano in ambienti umidi e ricchi di sostanze organiche in decomposizione (foglie accumulate, sottobosco, compost) difficili da individuare e sono attratti da ambienti dove c’è acqua, come potrebbe essere una piscina, ad esempio. Se ci sono forti infestazioni, si può ricorrere a insetticidi di sintesi con potere abbattente (agiscono sugli insetti presenti nel momento del trattamento) oppure ricorrere, anche in questo caso, a trappole attrattive. In ogni caso quando ci sono bambini, le precauzioni devono essere maggiori, per proteggerli dalle punture di zanzare, pappataci e tafani, vanno impiegati repellenti adeguati all’età. Sul sito www.zanzaratigreonline.it c’è una tabella specifica molto utile. INTEGRATORI: SONO VIETATI IN GRAVIDANZA? Gentilissimi, sono una persona sportiva, pratico attività fisica e svolgo un lavoro non sedentario, per questo durante l’anno assumo (a cicli) degli integratori di vitamine e minerali. Da pochi giorni ho scoperto di essere incinta. La notizia mi ha reso molto felice, ma immagino che dovrò cambiare il mio stile di vita almeno per i prossimi nove mesi. Vorrei chiedere, ad un esperto, quali integratori si possono assumere durante la gravidanza e l’allattamento. Grazie per il chiarimento. Cristina R. (Piacenza) Risponde la Dott.ssa Fiammetta Trallo Specialista in Ginecologia e Ostetricia (Bologna) Integratori di vitamine e sali minerali sono consigliati in gravidanza, vanno assunti però quelli specificamente formulati per la donna in attesa poiché contengono anche 400 mcg di acido folico, vitamina preziosa per mamma e feto. Gli stessi possono essere assunti anche durante allattamento, nelle dosi e modalità consigliate. I contenuti che Mia Farmacia Magazine propone sono solo a scopo informativo e in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. Pertanto i medici che collaborano a Mia Farmacia Magazine rispondono ai lettori al solo scopo di approfondire una tematica. Tutti i quesiti inviati all'indirizzo: [email protected] riceveranno una risposta e, a discrezione della redazione, alcuni saranno pubblicati sulla rivista. profondità, Proteggi la tua pelle in fino al cuore delle cellule lar ez io ne zio UV B ne UV Prote A e Pro t e B iologica C io n ell z e u ot Pr SNELLENTE CELLULITE? PERDITA DI TONICITA’? AVETE VOGLIA DI OTTENERE RISULTATI VISIBILI E RAPIDI IN MODO NATURALE? Cofanetto Anticellulite Olio Secco Snellente Inalatore Taglia Fame Crema Snellente EXPRESS Ventosa CELLULI VAC L’efficacia allo stato puro