F.
Mezzogiorno e demografia nel XV secolo, Rubbettino, Soveria Mannelli 1986.
COZZETTO,
Con questo volume Fausto Cozzetto, studioso attento del Mezzogiorno
medievale e moderno, reca un decisivo contributo per una più puntuale
definizione della situazione demografica del Regno di Napoli nel Quattrocento arrivando, in particolare, a definire con certezza la data di compilazione di uno dei più preziosi documenti di quel periodo.
Allo ricerca di dati sulla situazione demografica del Mezzogiorno tra
Quattro e Cinquecento e nell'ambito di un riesame complessivo delle fonti
disponibili per una storia delle rilevazioni fiscali e quindi demografiche
dell'epoca, Cozzetto porta infatti una nuova luce sul Liber focorum Regni
Neapoli, la fonte fiscale più antica per il periodo considerato.
Il Liber, conservato presso la Biblioteca Civica « Berio » di Genova,
è ben noto agli studiosi. Esso è già stato utilizzato, ad esempio, da Giuseppe Galasso che, valorizzandolo più come fonte demografica che come
fonte fiscale, ne aveva esaminato soprattutto la parte riguardante la Calabria per il suo ormai classico lavoro su Economia e società nella Calabria
del Cinquecento (Napoli 1967), mentre la parte abruzzese è stata analizzata
da A. De Matteis in L'Aquila e il Contado. Demografia e fiscalità (secoli
XV-XVIII) (Napoli 1973). E, d'altra parte, più recentemente è stata data
alle stampe anche una edizione critica del Liber a cura di Giovanna Da
Molin [La popolazione del Regno di Napoli a metà Quattrocento. Studio
di un focolario aragonese, Adriatica Editrice, Bari 1979).
Di questa fonte fiscale tuttavia non è nota la data di compilazione;
a livello di ipotesi sono state attribuite le date dell'anno 1447 (Da Molin),
del periodo 1446-52 (De Matteis) e quella più tarda dell'anno 1505 (Galasso). L'incertezza della data di stesura, pur non sminuendo il valore del
documento, costituiva senza dubbio un limite per una corretta utilizzazione
volta a fare luce sulla composizione demografica e sulla situazione socioeconomica della popolazione del Regno di Napoli tra la fine del Medioevo
e l'inizio dell'età moderna.
Sulla base di una indagine comparativa sulle fonti fiscali degli anni
successivi, Cozzetto arriva alla conclusione che il Liber riporta in realtà i
dati della prima numerazione fiscale effettuata in età aragonese, quella cioè
del 1443, anno in cui un accordo tra il nuovo re, Alfonso il Magnanimo,
e il parlamento baronale (il così detto Parlamento di S. Lorenzo) introduceva un nuovo sistema fiscale: « Abrogate le molteplici e onerose collette,
per dare una base sicura al bilancio statale — ricorda infatti Cozzetto —
fu introdotto il principio di un'imposizione unica per fuoco, pari ad 1
ducato per anno, sulla base di un sistema di censimenti, a scadenza triennale, della popolazione del Regno (numerazioni) ».
Dopo aver stabilito la data di compilazione del documento, la ricerca
di Cozzetto affronta il tema centrale della struttura demografica del Regno
di Napoli a metà Quattrocento.
Le indicazioni contenute nella fonte fiscale permettono infatti di avere
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tino, Soveria Mannelli 1986.