Università Università degli studi di Genova DIPTEM, Dipartimento di Ingegneria della produzione, Termoenergetica e Modelli Matematici, Sezione TErmoenergetica e Condizionamento ambientale, TEC LE RISORSE RINNOVABILI: Caratteristiche della fonte solare e le tecnologie per produzione del calore Corso di Energie Rinnovabili 1 Marco Fossa Dipartimento di Ingegneria della Produzione, Termoenergetica e Modelli Matematici, DIPTEM Rev. 04/02/2008 M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 1 / 58 Contenuti Generalità Bilancio di energia al captatore Rendimento Tipologia dei collettori solari per la produzione di calore a bassa temperatura Schemi di impianto Calcolo dell’energia captata Sistemi ad alta temperatura Utilizzo del calore solare per le operazioni di raffrescamento Collettore a tubo sottovuoto M.Fossa, Energie Rinnovabili UniGe - Pag. 2 / 58 coassiale1,con concentratore 1 Generalità (M ed ia a nn ua ) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 3 / 58 Generalità (I) Irraggiamento solare Circuito primario Collettori solari Circuito primario Distribuzione acqua calda sanitaria Pompa di circolazione primaria Integrazione termica Serbatoio di stoccaggio Pompa di circolazione Scambiatore intermedio Alimentazione acqua sanitaria M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 4 / 58 2 Generalità (II) A) B) C) D) E) F) G) H) K) Irraggiamento solare diffuso Irraggiamento solare diretto Vento, pioggia, neve (vettori del disperdimento) Scambio convettivo esterno Conduzione nel pannello posteriore Irraggiamento della superficie captante Irraggiamento della copertura trasparente Fluido vettore (flusso termico estratto) Riflessione diretta e diffusa M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 5 / 58 Generalità (III) 40 convezione Irraggiamento Per ottimizzare lo sfruttamento dell’energia solare, occorre che il collettore abbia una serie di caratteristiche, non sempre completamente compatibili tra loro 1) Alta trasmissività della copertura vetrata 2) Elevata assorptività Bilancio al collettore dell’assorbitore alle basse lunghezze d’onda 3) Bassa emissività dell’assorbitore alle alte 110 lunghezze d’onda 115 4) Bassa conduttanza della copertura Copertura Conduzione 5) Ridotto scambio vetrata 160 convettivo 65 nell’intercapedine tra copertura e assorbitore 6) Basse temperature di funzionamento 7) Bassa trasmittanza Flusso disperso al retro del collettore verso il retro M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 6 / 58 3 Proprietà radianti delle superfici (I) Trasmissività normale spettrale La trasmissività di un vetro semplice alla radiazione termica dipende dalla lunghezza d’onda. Il vetro risulta trasparente per un campo finito di lunghezze d’onda ed è praticamente opaco per λ maggiore di 2.7µm e nella regione dell’ultravioletto Lunghezza d’onda della radiazione incidente M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 7 / 58 Proprietà radianti delle superfici (II) La trasmissività di un vetro semplice dipende inoltre dall’angolo con cui la radiazione incide. (τ α) Fino a 60° circa la trasmissività si mantiene prossima ai valori dell’incidenza normale All’aumentare del numero degli elementi vetrati (vetrature doppie e multiple) la trasmissività complessivamente diminuisce, ma diminuiscono i disperdimenti verso l’esterno Angolo della radiazione incidente M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 8 / 58 4 Proprietà radianti delle superfici (III) (τ α) / (τ α)N La presenza di strati multipli ha effetti anche sulla trasmissività ad incidenze diverse da quella normale Infatti all’aumentare del numero delle coperture vetrate, la trasmissività agli elevati angoli di incidenza risulta percentualmente minore rispetto al caso della singola copertura Angolo di incidenza dei raggi solari al collettore M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 9 / 58 Proprietà radianti delle superfici (IV) L’esigenza di avere alte assorpitività nel visibile e vicino infrarosso è finalizzata ad ottenere il massimo assorbimento dell’energia solare e a minimizzare i disperdimenti. Di qui l’esigenza di superfici selettive dal punto di vista delle proprietà radianti. Come rivestimenti, vengono in genere utilizzati ossidi metallici, detti anche composti metallico-dielettrici (cermets) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 10 / 58 5 Proprietà radianti delle superfici (V) DC reactively sputtered stainless steel-carbon (SS-C) coating L’esigenza di avere alte assorpitività nel visibile e vicino infrarosso e basse emissività nell’infrarosso può essere risolta soltanto con l’utilizzo di superifici selettive In questo caso lo scambio termico radiante nell’intercapedine tra assorbitore e copertura è ridotto, ma il flusso convettivo può aumentare. Una soluzione: intercapedine sottovuoto M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 11 / 58 Bilancio di energia al collettore M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 12 / 58 6 Bilancio di energia al collettore (I) G”u = G”a - G”disp G”u = G”a – K” (Tp, ave – Ta) G”a = = G”glob (τα)ave (Tp, ave – Tfluid, ave) = G”u / h fluid G”glob G”u (1 + K”/ h fluid ) = G”a – K” (Tfluid, ave – Ta) G”u = F’[G”a – K” (Tfluid, ave – Ta)] G”disp F’ = h fluid / (K” + h fluid ) Fattore di efficienza Ta Copertura vetrata G”ass Tp Portata fluido m” Tf G”utile Fluido vettore Isolante Termico M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 13 / 58 Bilancio di energia al collettore (II) G”u = F’[G”a – K” (Tfluid, ave – Ta)] G”u = m”c (Tfi – Tfu)] A=WL dA = Wdx G”u dA = G”u (W dx) = (m” A) c dTf m”c L dTf / dx = F’[G”a – K” (Tf, x – Ta)] dTf = -1/K” d[G”a – K” (Tf, x – Ta)] F’/(m”c L) dx = (-1/K”) d[G”a – K” (Tf, x – Ta)] / [G”a – K” (Tf, x – Ta)] (G”a – K” (Tf, u – Ta)) / (G”a – K” (Tf, i – Ta)) = exp [-F’K”/(m”c)] L W G”glob G”disp y Ta x Copertura vetrata G”ass G”utile TFI Isolante Termico Tp TFU TF Fluido vettore ∆x Portata fluido m” (per unità di superficie) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 14 / 58 7 Bilancio di energia al collettore (III) Fattore di rimozione termica FR G”u = F’[G”a – K” (Tfluid, ave – Ta)] FR= G”u / [G”a – K” (Tfluid, in – Ta)] FR approssima l’unità per alte portate, alti coefficienti di scambio, bassi disperdimenti. Si può dimostrare che: FR= [1 – exp(-F’K”/m”c)](m”c)/K” G”u = FR[G”a – K” (Tfluid, in – Ta)] Da cui: (Equazione di Bliss) G”glob G”disp Ta Copertura vetrata G”ass Tp TFU TFI Tf G”utile Fluido vettore Isolante Termico Portata fluido m” (per unità di superficie) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 15 / 58 Bilancio di energia al collettore (IV) G”u = FR[G”a – K” (Tfluid, in – Ta)] (Equazione di Bliss) G”a = G”inc (τα) [J/m2 giorno] Ea = Einc, ave (τα)ave (su base giornaliera media mensile) Si definisce rendimento η del collettore la quantità: η = FR [G”a – K” (Tfluid, in – Ta)] / G”inc ηave = FR [Ea – K” (Tfluid, in – Ta, ave)∆τ] / Einc (su base giornaliera media mensile) Ea = Einc (τα) ave G”glob G”disp Ta Copertura vetrata Einc = ET G”ass TFI Tp Tf G”utile Fluido vettore ET = Energia incidente su superficie inclinata (vedi Lezioni precedenti) TFU Portata fluido m” Isolante Termico (per unità di superficie M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 16 / 58 8 Rendimento del collettore (I) ηave = FR (τα) – FRK” [(Tfluid, in – Ta)] / G”inc 2 2 2 2 2 2 M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 17 / 58 Rendimento del collettore (II) η= FR (τα) – FRK” [(Tfluid, in – Ta)] / G”inc η=a + bx Nota: 1) talvolta FR (τα) è indicato come η0 2) talvolta η= a + b1x + b2x2 η 1 FR τα Atan (K”FR ) [(Tfluid, in – Ta)] / G”inc ] M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 18 / 58 9 Rendimento del collettore (III) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 19 / 58 Rendimento del collettore (IV) Coefficienti di prestazione per collettori testati presso CSTB (Francia) MARQUES de CAPTEURS BUDERUS - Logasol SKS CLIPSOL - TGD Y1200 DE DIETRICH - Sol 1 GASOKOL - Enersol GKAN et GKAQ GIORDANO - C8 HI Avis Technique CSTB Coef. τ α CSTB Coef. K“ W/m2.°C 14-00/577 0,79 4,89 AT 14 + 5/03839 0,73 4,26 4-00/576 0,68 3,82 14/02-716 0,77 3,86 14/02-747 0,72 4,36 14+5/02-756 0,72 4,80 SOLAHART - Solahart Ko 14/01-672 0,79 4,76 SONNENKRAFT - SK500 (Solar Connexion) 14-00/575 0,76 3,78 SUNMASTER - SK20 LM (New Point Products) 14/01 – 650 0,77 4,17 14/00-584 0,76 4,34 PHÖNIX - Infinity 21 VIESSMANN - Vitosol 100 S1,7 WAGNER - EURO C20 AR 14/03-844 0,85 3,34 WEISHAUP - WTS-F 14+5/03-793 0,77 2,75 ZENIT - Thermic 14+5/01-609 0,77 3,62 M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 20 / 58 10 Collettori piani e a tubi sottovuoto M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 21 / 58 Collettori piani (I) Copertura vetrata Piastra assorbente (assorbitore) Tubazioni del fluido vettore Isolamento termico M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 22 / 58 11 Collettori piani (II) Collettori a copertura piana con concentratore Copertura vetrata Tubazione captante concentratore M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 23 / 58 Collettori sottovuoto (evacuated tube, I) Nei sistemi a tubo evacuato, viene drasticamente ridotto il flusso termico disperso verso l’ambiente in quanto viene realizzato il vuoto tra superficie captante (assorbitore) e la copertura vetrata, in questo caso curva. Questa circostanza migliora la trasmissività del vetro ai raggi incidenti obliqui. Il tubo sottovuoto, risulta così simile ad thermos e come esso può presentare un deposito di film o ossido metallico per aumentare o diminuire la assorpitività della superficie. Nel tubo più interno, scorre un fluido, generalmente il fluido vettore o un fluido intermedio (heat pipe configuration). Andata e ritorno del fluido vettore possono essere paralleli, coassiali oppure a correnti miscelate (convezione naturale). Collettore sottovuoto a tubi paralleli M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 24 / 58 12 Collettori sottovuoto (evacuated tube, I) Tubo coassiale alettato in rame, con alettatura piana a rivestimento selettivo M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 25 / 58 Collettori sottovuoto (evacuated tube, II) Tubo coassiale in vetro, con rivestimento riflettente sul tubo evacuato e rivestimento selettivo sul tubo captatore 1. Jacket Tube 2. Mirror 3. Vacuum 4. Absorber tube M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 26 / 58 13 Collettori sottovuoto (evacuated tube, II) (Schott evacuated tube collector) 1. Jacket Tube 2. Mirror 3. Vacuum 4. Absorber tube M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 27 / 58 Collettori sottovuoto (evacuated tube, II) 2 4 1 3 2 η = 0,84 - 2,02 (Ti -Ta)/G - 0.0046G[(Ti -Ta)/G]2 Tubo evacuato (1), con Heat Pipe (2) dotato di alettatura (3) a rivestimento selettivo. Lo scambio termico con il fluido vettore avviene in corrispondenza della testa calda del tubo di calore, che è immersa nella corrente fluida (4) del tubo di mandata M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 28 / 58 14 Collettori sottovuoto e piani Tubi sottovuoto Collettore piano M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 29 / 58 Configurazioni di impianto M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 30 / 58 15 Configurazioni di impianto (I) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 31 / 58 Configurazioni di impianto (circolazione naturale) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 32 / 58 16 Configurazioni di impianto (circolazione forzata) Acqua fredda (rete) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 33 / 58 Configurazioni di impianto (circolazione forzata) Utenze (Acs (Acs e riscaldamento) Caldaia gas o gasolio M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 34 / 58 17 Configurazioni di impianto (II) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 35 / 58 Configurazioni di impianto (III) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 36 / 58 18 Configurazioni di impianto (IV) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 37 / 58 Configurazioni di impianto (V) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 38 / 58 19 Configurazioni di impianto (VI) Tubi sottovuoto con Heat Pipes M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 39 / 58 Configurazioni di impianto (VII) Configurazione “Drain back” Tubi sottovuoto con Heat Pipes Un sistema “Drainback” richiede una pompa più potente, in quanto deve sollevare il fluido nel punto più alto del sistema. Quando il controller rileva che non vi è più energia captabile, la pompa viene spenta ed il fluido rifluisce nel serbatoio (7) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 40 / 58 20 Configurazioni di impianto (Simsol, I) Questo schema è utilizzato per piccole installazioni (Superficie inferiore a 20m2) Le caratteristiche sono: scambiatore di calore esterno al serbatoio, serbatoio di accumulo e di integrazione comuni, il circolatore secondario è comandato insieme al primo. Il circolatore primario può essere omesso. L’integrazione avviene con un bruciatore oppure una resistenza elettrica di piccola potenza M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 41 / 58 Configurazioni di impianto (Simsol, II) Questo schema è utilizzato per grandi installazioni (Superficie superiore a 20m2) Le caratteristiche sono: scambiatore di calore esterno al serbatoio, serbatoio di accumulo e di integrazione differenziati, il circolatore secondario è comandato insieme al primo. L’integrazione avviene con un bruciatore oppure una resistenza elettrica di piccola potenza L’accumulo separato per l’integrazione consente di lavorare a temperature più favorevoli (più basse) al collettore M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 42 / 58 21 Configurazioni di impianto (Simsol, III) Questo schema è utilizzato per grandi installazioni (Superficie superiore a 20m2) Le caratteristiche sono: scambiatore di calore interno al serbatoio di accumulo, serbatoio di accumulo e di integrazione differenziati, il circolatore secondario è comandato insieme al primo. L’integrazione avviene con un bruciatore oppure una resistenza elettrica di piccola potenza M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 43 / 58 Configurazioni di impianto (Simsol, IV) Questo schema prevede l’integrazione termica realizzata in un dispositivo senza accumulo, di tipo istantaneo, di grande potenza (e.g. calderina) In questa rappresentazione lo scambiatore è esterno, ma potrebbe anche essere interno M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 44 / 58 22 Scambiatori intermedi (I) In genere sono utilizzati quelli a piastre, più efficienti, oppure quelli a tubo a spirale, integrati nel serbatoio, più economici. Il serbatoio di accumulo, indicativamente, dovrà essere 50-80 litri per metro quadrato di captatore M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 45 / 58 La scelta delle dimensioni della superficie captante L’approccio rigoroso prevede l’analisi con il metodo F-chart, descritto nella norma UNI 8477, parte II Un dimensionamento ragionevole (dal pto di vista dei costi di primo impianto) porta ad una copertura del fabbisogno di ACS pari al 60-70% su base annua e di circa il 30% nel mese più sfavorevole Un criterio indicativo prevede che una famiglia di 4 persone si utilizzino 3-5 m2 di pannelli piani ed un accumulo di 200-400 litri. Il legame tra accumulo e superficie indicativamente dovrebbe essere 40-80 litri/ m2 Il dimensionamento dell’accumulo dipende dal consumo di ACS nella famiglia: 35-70 l/(persona/giorno), tipico La portata (per metro quadro) al collettore, tipica: 30-80 litri/(m2h) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 46 / 58 23 Alcune cifre, iva compresa Costo del collettore solare (collettore piano): 300-400euro/m2 Costo dell’accumulo (bollitore solare): 600-1200euro Costo di una caldaia con accumulo integrato e condensazione (24kW): 2800-4000euro Costo della produzione di acqua calda con diversi combustibili (iva c.) Gasolio* 1,190 €/l 0,128 € /kWh GPL** 1,650 € /kg 0,122 € /kWh 0,076 € /kWh Gas metano*** 0,72 € /m3 Per riscaldare un kilogrammo di acqua (circa un litro) da 15°C a 45°C occorrono circa 125kJ che corrispondono a circa 0.035kWh. Per riscaldare 50x4x365=73000 litri/anno di acqua calda con un rendimento di caldaia del 90% occorrono circa 2500 kWh, per un costo di circa 200€ * potere calorifico 11.3kWh/kg, densità (liq.) 820 kg/m3, (1kWh=3.6MJ) ** potere calorifico 12.7kWh/kg, densità (liq.) 510 kg/m3, *** potere calorifico 9.5kWh/m3, pari a circa 13.3kWh/kg, densità 0.71 kg/m3 M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 47 / 58 Scambiatori intermedi (II) Effetto dell’efficienza dello scambiatore sulle prestazioni del sistema solare (lezione del docente in aula) Il metodo F-Chart per la stima della copertura del fabbisogno di energia termica (lezione del docente in aula) Esempi di calcolo (dimensionamento di un sistema di collettori solari piani e calcolo della frazione coperta del fabbisogno termico su base media mensile, includendo la penalizzazione introdotta dallo scambiatore intermedio) (lezione del docente in aula) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 48 / 58 24 Sistemi a concentrazione (impianto Enea Archimede) Tratto dal Rapporto ENEA/TM/PRES/2001_10 M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 49 / 58 Impianto Archimede (I) Impianto dimostrativo da 40 MWe Sistema a concentrazione e con tecnologia dei collettori parabolici lineari Nove grandi impianti di questo tipo operano nel deserto del Mojave, nel sud della California, con potenze tra 14 e 80 MWatt, dal 1991 Il fluido vettore è una miscela di sali (nitrati di sodio e di potassio) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 50 / 58 25 Impianto Archimede (I) Soleggiamento annuo Distribuzione della radiazione per il sito di GELA. M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 51 / 58 Impianto Archimede (III) L’impianto è del tipo a concentrazione, Concentrating Solar Power CSP, spesso indicato anche come STPP Solar Thermal Power Plant. In questo tipo di impianti ci sono quattro elementi base: il concentratore, il ricevitore, il sistema di trasporto e quello di conversione dell’energia. Il concentratore cattura e concentra la radiazione solare sul ricevitore. Il ricevitore assorbe la luce solare concentrata trasferendo la sua energia termica ad un fluido vettore, che tramite il sistema di trasporto viene inviato al sistema di conversione. Una parte dell’energia è accumulata. Nel sistema di conversione l’energia termica viene utilizzata per la produzione di energia elettrica attraverso un ciclo Rankine a vapore oppure un ciclo combinato con turbina a gas. Sono presenti tre circuiti separati: i) Il circuito primario in cui viene effettuata la concentrazione, la raccolta, la distribuzione e l’accumulo dell’energia termica solare. ii) Il circuito secondario in cui l’energia accumulata, nel serbatoio caldo, viene utilizzata in un opportuno generatore di vapore. iii) Il ciclo termico in cui viene effettuata la conversione dell’energia termica in energia elettrica. M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 52 / 58 26 Impianto Archimede (IV) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 53 / 58 Impianto Archimede (V) Nell’impianto saranno utilizzati collettori di lunghezza 100 m ed apertura 5.76 m. Verranno collegati 6 collettori in serie a costituire un singolo modulo da 600 m, il rendimento termico di picco del singolo modulo risulta pari a 0.79, mentre il rendimento termico medio annuale si può ritenere pari a 0.667. La potenza termica complessiva di progetto è 95kWt Il riflettore ha forma parabolica, e concentra continuamente, tramite un opportuno sistema di controllo, la radiazione diretta del sole su un tubo assorbitore, il ricevitore, disposto sul fuoco della parabola La direzione N-S consente di ottenere una migliore raccolta dell’energia solare nei mesi estivi rispetto a quelli invernali, globalmente l’energia risulta comunque essere superiore rispetto alla disposizione E-O che comunque presenta una distribuzione più uniforme dell’energia raccolta. M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 54 / 58 27 Impianto Archimede (VI) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 55 / 58 Impianto Archimede (VII) N M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 56 / 58 28 Impianto Archimede (VII) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 57 / 58 Impianto Archimede (VIII) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 58 / 58 29 Raffrescamento solare M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 59 / 58 Raffrescamento solare (I) Il principio di funzionamento si basa sul raffreddamento sensibile per saturazione adiabatica (4). Nella ruota deumidificatrice, la riduzione di grado igrometrico è associata ad un riscaldamento per effetto della temperatura del dessiccante Nello scambiatore di calore (trasf. 2-3) l’aria si raffredda prima di entrare nel saturatore adiabatico. y h’ All’uscita dello scambiatore (trasf. 5-6), l’aria viene riscaldata dall’energia solare T L’aria calda rigenera la ruota deumidificatrice (trasf. 7-8) M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 60 / 58 30 C.Mé énézo C.M Raffrescamento solare (II) Capteurs Auxiliaire Ballon stockage Air Repris (Ambiant) Air rejeté 5 9 8 7 6 Humidificateurs Air extérieur Air Soufflé 1 2 Roue de déshumidification 3 4 Échangeur de chaleur M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 61 / 58 Raffrescamento solare (III) In un ciclo inverso a compressione di vapore, il lavoro meccanico viene utilizzato per il trasferimento di calore inverso. Un ciclo inverso a vapore può essere realizzato attraverso una macchina ad assorbimento T2 > T1 Q2 Q2 T1 Q1 Q1 M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 62 / 58 31 Raffrescamento solare (IV) Source fro Source chaude Q2 T2 T1 Q1 Bassa conc. Qdes Alta concentrazione M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 63 / 58 Raffrescamento solare (V) Ripartizione costi M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 64 / 58 32 Raffrescamento solare (VI) Impianto ad assorbimento presso CSTB, Sophia Antipolis M.Fossa, Energie Rinnovabili 1, UniGe - Pag. 65 / 58 33