Tecnologia Sorgenti di luce non coerente Osvaldo Sponzilli Nicola Fratto Ambulatorio di medicina anti aging, Omeopatia e agopuntura, Ospedale San Pietro FBF, Roma Scuola Internazionale di Medicina Estetica, Fondazione Internazionale Fatebenefratelli, Roma Luce LED Nuove prospettive in medicina estetica Riassunto L’utilizzo dell’energia elettromagnetica emessa da sorgenti di luce LED in medicina estetica si è rivelata assai interessante, in quanto utilizza attraverso il fenomeno dell’elettroluminescenza luce coerente monocromatica non collimata con una variabilità di lunghezza d’onda molto piccola di +/- 5 nm. Per cui, a fronte di un costo assai più contenuto delle apparecchiature laser, permette dei notevoli effetti di biostimolazione dei fibroblasti e dell’elastina, oltre a essere efficace nell’acne, nelle macchie superficiali, nell’attenuazioni di piccole rughe. Altrettanto non è trascurabile l’effetto di fotoporazione e di sbiancamento dentale. Summary The use of electromagnetic energy emitted by LED, light emitting diode, in aesthetic medicine has led to some interesting results: the phenomenon of electroluminescence allows to apply monochromatic coherent non collimated light with a very small wave length of about 5nm. Much cheaper than laser equipment, LED has been successfully used for biostimulation of fibroplastics and elastin, is effective in curing acne, A PAROLE CHIAVE fotobiostimolazione, elettroluminescenza LED, ringiovanimento cutaneo A KEY WORDS photobiostimulation, LED electroluminescence, skin rejuvenation 42 Dermakos • maggio 2012 Tabella I - Colore della luce emessa G Tipologia LED Colore infrarosso Tensione di giunzione 1,3 V 1,8 V 1,9 V 2,0 V 2,0 V 3,0 V 3,5 V 4 ÷ 4,5 V li effetti terapeutici della luce si basano sugli effetti Colore rosso fotobiochimici che si osservano con la luce coerente Colore giallo dei laser, ma anche con sorgenti di luce non Colore verde Colore arancio coerente quale soprattutto quelle dei LEDs che si Flash blu/bianco stanno sempre più affermando in terapia estetica e Colore blu anti-aging. Colore ultravioletto In elettronica LED è l’acronimo di Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa). Questa tecnologia è basata sul concetto di elettroluminescenza. Essa consiste nella conversione diretta dell’energia elettrica in luce, senza un passaggio intermedio attraverso un gas o il riscaldamento di un materiale. I primi diodi LED erano disponibili solo nel colore rosso. Negli anni novanta vennero realizzati LED con efficienza sempre più alta e in una gamma di colori sempre maggiore fino a quando con la realizzazione di LED a luce blu fu possibile realizzare dispositivi che, integrando tre LED (uno rosso, uno verde e uno blu), potevano generare qualsiasi colore. Anche se in terapia si stanno diffondendo LED che miscelano varie lunghezze d’onda le nostre sperimentazioni testimoniano che i migliori effetti terapeutici si ottengono con LED specifici per ogni singola lunghezza d’onda. Il colore della luce emessa dai LED dipende dalla tensione di giunzione sviluppata e dal materiale (drogante) utilizzato (tabella I). La luce LED differisce dalla luce LASER per due proprietà: non è collimata e non è ablativa (tabella II). La luce LED si applica con profitto in dermatologia e medicina estetica senza rischi o effetti secondari. I principali campi di applicazione sono: ■■ azione anti-aging (fotoringiovanimento cutaneo); ■■ trattamento dell’acne; ■■ trattamento post chirurgico, come attivatore della riparazione cutanea, antinfiammatoria e antalgica; ■■ terapia fotodinamica; ■■ fotoporazione; ■■ foto puntura; ■■ sbiancamento dentale; ■■ trattamento della PEFS; ■■ trattamento effluvium. Fotobiomodulazione e fotoporazione anti-aging La luce LED, non invasiva e atermica, trova in questo settore il maggior campo di applicazione. In natura ci sono molecole fotosensibili che cambiano funzione in base alle stimolazioni luminose. La fotomodulazione ha un effetto importante nella riparazione cellulare attraverso una flavoproteina con funzione enzimatica che, attivata dalla luce, ripara le porzioni di DNA danneggiato. Ma l’azione maggiore avviene a livello dei citocromi mitocondriali. L’effetto delle frequenze LED è di biostimolazione sulle cellule della pelle, su mastociti, macrofagi, fibroblasti e sulla microcircolazione sanguigna e linfatica, nonché sull’armonizzazione degli strati di acqua superficiali del sottocutaneo. Le applicazioni possono essere o meno associate ad altri sistemi terapeutici. Molti studi a livello internazionale testimoniano l’effetto della luce LED sulla prevenzione dell’invecchiamento cutaneo. Gli effetti si esplicano soprattutto in un miglioramento della texture ed elasticità cutanea, così come sulle rughe fini, sull’eritema e sulla porosità. Gli effetti si evidenziano in genere nell’arco di quattro mesi. ???????????? La Anche nelle lesioni pigmentarie o ipercromie l’utilizzo della luce LED svolge un effetto sinergico nicotina sembra in e amplificativo delle terapie cosmetiche depigmentanti. L’effetto della luce LED si esplica grado di attivare le comunque prevalentemente nelle alterazioni pigmentate che interessano il livello epidermico cioè cellule dendritiche in quelle macchie che vengono messe in risalto con la luce di Wood. a stimolare i linfociti Uno studio coreano ha verificato l’efficacia clinica della fototerapia a LED per il ringiovanimento T, il cui ruolo nei della pelle attraverso il confronto con tre diversi parametri esaminando anche i cambiamenti processi patogenetici istologici, ultrastrutturali e biochimici indotti dalla luce LED. della psoriasi è ben Settantasei pazienti con rughe del viso sono stati trattati con i dispositivi LED sulla parte destra noto del volto. Tutti i soggetti sono stati randomizzati in quattro gruppi trattati con 830 nm, 633 nm, una combinazione di 830 e 633 nm, e una luce di trattamento simulato, due volte a settimana per quattro settimane. Fotografia seriale, profilometria e misurazioni oggettive della elasticità della pelle e melanina sono stati eseguiti durante il periodo di trattamento con tre mesi di followup. Le valutazioni sono state effettuate in doppio cieco. I campioni della pelle sono stati valutati per i cambiamenti istologici e ultrastrutturali, alterazione dello status delle metalloproteinasi della matrice (MMP) e loro inibitori tissutali (TIMP), e i cambiamenti nei livelli di mRNA di IL-1SS, TNF-a, ICAM-1, IL-6 e connessina 43 (Cx43), utilizzando coloranti specifici, TEM, immunoistochimica e real-time RT-PCR, rispettivamente. I dati oggettivamente misurati hanno mostrato una significativa riduzione delle rughe (massimo: 36%) e aumento di elasticità della pelle del viso (massimo: 19%) rispetto al basale nei tre gruppi di trattamento. Istologicamente è stata osservato un marcato aumento della quantità di fibre collagene ed elastiche in tutti i gruppi trattati. L’esame ultrastrutturale ha dimostrato fibroblasti altamente attivi, circondati da abbondanti fibre elastiche e collagene. La sperimentazione conclude che le frequenze lunghezze d’onda ottimali sono quelle tra 830 e 633 nm. Altri autori, come Barolet, Weiss et al., hanno affermato l’effetto di fotobiomodulazione dei LED nei danni da fotoaging e cronoaging, con un conseguente aumento di sintesi di collagene e riduzione di MMP, utilizzando una varietà di sorgenti luminose LED dal visibile all’infrarosso (590, 630, 660 nm). Sono stati eseguiti studi in vitro con diversi esperimenti, tra Tabella II - Differenze in breve tra luce visibile, cui colture di fibroblasti, modelli animali e lembi cutanei luce LED e luce Laser post chirurgici, che con studi clinici, che hanno dimostrato Luce visibile LED Laser un aumento significativo della produzione di collagene Contiene una variabilità con concomitante riduzione di MMP in associazione al Contiene una sola Presenta un ampio cromatica molto lunghezza d’onda: è campo di frequenze, è miglioramento dell’aspetto della cute fotodanneggiata. piccola, compresa in monocromatica policromatica Recentemente è stata introdotta una nuova determinante per +/- 5-20 nm L’emissione dei Conversione Viene emesso un fotone il processo dell’invecchiamento biologico legata alla messa fotoni avviene senza diretta dell’energia a sua volta stimolato in ordine armonica degli strati d’acqua interfacciale. La stimolazione esterna, elettrica in luce da un fotone della scoperta della loro armonizzazione con frequenze di luce a spontaneamente “elettroluminescenza”. stessa energia 670 nm ha ispirato un modello con cui è possibile invertire la Emette luce coerente, È coerente, i fotoni sono degenerazione dell’elastina attraverso l’interazione con gli strati È incoerente monocromatica ma non in fase e con la stessa collimata orientazione ordinati d’acqua interfacciali nella matrice extracellulare. È stato S maggio 2012 • Dermakos 43 Tecnologia Sorgenti di luce non coerente Figura 1 Labbra: riduzione del codice a barre con LED, tecnologia Arrogomen (660 nm + 850 nm fotobiomodulazione + fotoporazione). Prima e dopo 4 mesi di trattamento 44 Dermakos • maggio 2012 convalidato il modello in 10 mesi attraverso auto-esperimenti, arrivando a definire un effettivo programma di ringiovanimento facciale. I risultati di tali sperimentazioni comprendono un nuovo modo di concepire la funzione protettiva del mantello acido della pelle, un’intuizione nuova degli effetti delle specie reattive di ossigeno (ROS) sugli strati interfacciali di acqua, e la loro implicazione nei processi biologici di invecchiamento, includendo la riduzione delle riserve follicolari della cellula staminale e dell’accorciamento dei telomeri, che ci portarono alla creazione di un metodo di ringiovanimento accelerato della pelle. Lo studio in esame ha dimostrato che prolungate irradiazioni periodiche con intensità di luce a 670 nm, generata da LED, riduce significantemente i livelli di rughe facciali, L’elastina nativa è ricoperta in maniera rilevante da un strato acquifero interfacciale cristallino. La stabilità del legame delle molecole d’acqua interfacciale in un solido dipende dalla loro affinità con la superficie solida. A tal fine sono stati fatti esperimenti di laboratorio su substrati di diamanti nano-cristallini per paragonare la stabilità del legame degli strati acquiferi interfacciali su superfici idrogenate e non-idrogenate. Si è così scoperto che la stabilità del legame è più alta nelle specie idrogenate. In contrasto con la funzione lubrificante degli strati acquiferi interfacciali su queste specie idrogenate, corrispondenti strati acquiferi, mascherando superfici idrofile, hanno mostrato estrema viscosità con proprietà glue-like (simile a colla). Una riflessione globale delle funzioni biologiche che dipendono dalla proprietà strutturale degli strati di acqua interfacciali arricchisce le conoscenze sui processi principali d’invecchiamento biologico, in particolare sotto l’impatto accelerato dei ROS. Successivi studi sui cambiamenti connessi ai ROS e riguardanti gli strati interfacciali di acqua (pH interfacciale), focalizzandosi sul legame che intercorre tra stress e idrofilicità, potrebbero aprire nuove strade per un invecchiamento ritardato della pelle e dei vari organi. A parte quest’aspetto preventivo, è evidente che la qualità della luce impiegata nello studio sul ringiovanimento è efficace nell’accelerazione della proliferazione della cellula staminale in vitro. Considerando questa possibilità, questi studi potrebbero fornire valide strategie non solo al fine di proteggere le cellule staminali nella loro collocazione, ma anche al fine di identificare stimoli che ci permettano di usare la luce per riempire le riserve in vivo parzialmente ridotte di cellule staminali, in tal modo da ritardare e invertire l’invecchiamento biologico. In ultima analisi lo studio propone una strategia al fine di minimizzare l’impatto dello stress ossidativo sull’accorciamento telomerico (telomere shortening). Se veramente esistesse un accumulo stress-mediato di strati di acqua interfacciali simili a colla (glue-like), che contribuirebbero all’accorciamento del telomero, allora dovrebbe essere possibile interrompere l’effetto colla attraverso l’irradiazione con moderati livelli di luce visibile. Tale aspettativa deriva da precedenti esperimenti svolti in laboratorio che mostrano che la luce aumenta la fluidità degli strati di acqua interfacciali su superfici idrofilie, il che equivale a un riduzione del loro carattere colloso. Il nostro gruppo di ricerca italo spagnolo in seno al progetto europeo Arragonem ha effettuato una sperimentazione su un gruppo di 48 soggetti di sesso femminile compreso tra 34 e 56 anni per verificare l’effetto della fotobiomodulazione sul recupero dell’elasticità cutanea e sulla regolazione del PH. Abbiamo utilizzato una apparecchiatura sperimentale con diodi LED di ultimissima generazione in grado di mantenere una monocromaticità frequenziale perfetta con scarto di 0.3 nm. Il prototipo utilizzato usa la tecnologia più attuale con i LED contenuti in una stessa testina con cambiamento di frequenza dal pannello di controllo senza mescolanza di frequenze elettromagnetiche. In altre parole si sono utilizzate frequenze elettromagnetiche onde monocromatiche pure, non derivate dalla somma e/o mescolanza di più frequenze per ottenerne una specifica. Tecnologia Sorgenti di luce non coerente La fotobiomodulazione è stata così effettuata: ■■ tecnologia pulsata 800 on e 100 off; ■■ lunghezze d’onda 660 e 850 nm; ■■ tempo di trattamento 3 minuti a 660 nm e 3 minuti a 850 nm; ■■ sedute effettuate 12, con frequenza 2 volte a settimana. Il risultato è stato verificato in termini di pH, elasticità cutanea e indice di soddisfacimento individuale a 2 mesi e a 4 mesi. L’elasticità cutanea è migliorata nella media del gruppo esaminato del 24%, mentre l’indice medio di soddisfacimento per un miglioramento generale dello stato della cute e riduzione di rughe sottili è risultato 7 in una scala da 1 a 10 (figura 1). Questi risultati ci hanno portato a intraprendere un nuovo lavoro che oltre a sfruttare l’effetto di fotobiomodulazione utilizzi anche la fotoporazione, per cui abbiamo iniziato una sperimentazione fotoporando preparati idrolizzati di fibronectina, sieri proteici ed epigallocatechingallato al fine di verificare l’effetto combinato di fotoporazione e fotobiomodulazione. Essendo però questa sperimentazione ancora all’inizio non siamo in grado di poter trarre nessuna conclusione anche se i risultati sembrano estremamente incoraggianti. Trattamento dell’acne L’effetto della luce LED si esplica soprattutto nel diminuire la popolazione batterica e nell’eliminare la flogosi. Il Propionibacterium acnes è il microrganismo prevalente nella pelle e nei follicoli delle aree ricche in ghiandole sebacee; questo batterio produce porfirine endogene la cui componente principale è la coproporfirina 3. L’esposizione alla lunghezza d’onda del blu e del violetto aumenta la produzione di questa porfirina attraverso l’assorbimento di fotoni e la Bibliografia 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 46 Cornelius CE III, Ludwig GD. Red fluorescence of comedones: Production of porphyrins by Corynebacterium acnes. J Invest Dermatol 1967; 49: 368-370. Elman M, Lebzelter J. Light therapy in the treatment of acne vulgaris. Dermatol Surg 2004;30:139-146. Elman M, Slatkine M, Harth Y. The effective treatment of acne vulgaris by a high-intensity, narrow band 405–420 nm light source. J Cosmet Laser Ther 2003; 5: 111-116. Iuchi S; Chen H; Paesani F; Voth GA. Hydrated excess proton at waterhydrophobic interfaces. J Phys Chem B 2009, 113: 4017-4030. Karu T. 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Questa azione citotossica si attua per perossidazione delle strutture cellulari lipidiche molto abbondanti nelle pareti cellulari del Propionibacterium acnes. Tre sono i fattori fondamentali da cui dipende il trattamento fotodinamico: ■■ la fotosensibilizzazione; ■■ la luce a una lunghezza d’onda ottimale; ■■ l’ossigeno. Il Propionibacterium acnes viene considerato un anaerobio, ma in realtà è un microaerobio perché utilizza l’ossigeno in una concentrazione molto bassa, inferiore a quella che si ha nell’aria. Nell’unità pilosebacea si realizza appunto questo stato di relativa aerobiosi. L’effetto della luce LED è estremamente rapido e colpisce il batterio senza compromettere la cellula. Uno studio coreano del 2006 pubblicato in Lasers in Surgery and Medicine dimostra che la terapia combinata di luce LED blu 415 nm e rossa 633 nm è un trattamento efficace e non doloroso per l’acne vulgaris lieve o moderatamente grave, soprattutto per le lesioni papulo-pustulose. Sempre nell’ambito di miglioramento dei risultati anche in questa patologia abbiamo sperimentato la tecnologia Arragomen utilizzando in sequenza 415 nm per 15 minuti (potenza 48 mw/cmq), 660 nm per 30 minuti (potenza 73 mw/cmq), e 850 nm per 30 minuti (potenza 30 mw/cmq), in continuo che equivalgono rispettivamente a una dose di 43 J/cmq, 131 J/ cmq e 54 J/cmq. I risultati sono stati sorprendenti (figura 2) e ci incoraggiano a ulteriori sperimentazioni e approfondimenti anche nella combinazione delle metodologie peeling con la fotobiomodulazione. ■ Figura 2 Trattamento acne con LED, tecnologia Arrogomen (415 nm + 660 nm + 850 nm). Prima e dopo 5 mesi di trattamento © RIPRODUZIONE RISERVATAw maggio 2012 • Dermakos 47