Product Design LED Source Una tecnologia praticata Fosforo Remoto! Ancora una volta ci troviamo in questo spazio a parlare di un prodotto che fa parte di quelli “nominati” fra le novità e per prestazioni entusiastiche, ovvero il fosforo remoto! Nuovo in realtà non lo è proprio, anche se qualche recente miglioramento ai prodotti fruibili in questo ambito si è avuto Partiamo dal principio. Che cosa si intende con queste due parole ? Genericamente che il processo di lumino-conversione normalmente utilizzato per gli ormai comuni LED Bianchi, cioè LED a luce Blu con una deposizione di uno strato di fosforo (con materiali e soprattutto tecniche di deposizione diverse, e ognuna di esse con pregi e difetti ) viene realizzato “remotando” appunto il fosforo a distanza dal chip. Per quale motivo? Una dichiarata maggiore stabilità nel tempo della cromaticità, con una maggiore efficienza e uniformità nella emissione. Diciamo subito che a proposito di fosfori remoti di nuovo nella sostanza non c’è nulla. Philips che ha utilizzato per prima questa soluzione non ha continuato su questa strada anche se per motivi commerciali utilizza il nome per tutti i suoi moduli LED, Fortimo. Un’altra società aveva seguito questa strada e tuttora continua, andando però a proporre particolari dispositivi ad altissima resa cromatica, a coprire nicchie di mercato. La società al vertice nella produzione di fosfori per LED e che sta promuovendo questa tecnologia è Intematix. Come vediamo nella tabella I quali sono le parti che compongono il sistema fosforo remoto. Schematicamente, avremo quanto proposto nella figura 1. Figura 1 – Sistema a fosforo remoto (cortesia dell’autore) Tabella I – Le componenti di un sistema a fosforo remoto (cortesia dell’autore) Parte Note Sorgente LED Blu 450 nm Camera di miscelazione Materiale ad alta riflettenza Fosforo Depositato su PC o vetro Tabella II – Pro e contro di un sistema a fosforo remoto (cortesia dell’autore) a cura di Vincenzo Reda* le forme del progetto *esperto in elettronica industriale, optoelettronica e tecnologia LED – responsabile Italia Universal Science 72 n.6/2013 Peculiarità Note e alternative Tecnologia “particolare”. Positiva per il marketing Non così facilmente fruibile per la messa a punto del sistema Monosorgente Reperibilità a programma mentre i LED hanno contenitori compatibili Temperatura colore costante All’interno di 3 step MacAdam ma anche i LED ormai si avvicinano Diverse forme disponibili Personalizzazione costosa e con tempi lunghi Luce uniforme ad alto rapporto lm/W Possibili soluzioni alternative COB e Mid Power Le applicazioni e le forme disponibili Anche questo prodotto fa parte delle possibili soluzioni per l’illuminazione e deve quindi essere analizzato e verificato nelle peculiarità e per i possibili vantaggi tecnici e commerciali in modo oggettivo (vedi tabella II). Vediamo le possibili applicazioni nelle diverse forme standard disponibili. Forma circolare. Sono i primi LED di questo tipo nati su supporto policarbonato che non permette alte densità di energia quindi sono oggi messi in dura competizione per la grande diffusione e disponibilità dai COB, più compatti, semplici, standard ed economici con efficienze alla fine dei conti comparabili e comunque che non giustificano, a favore dei COB, le differenze nei costi. Forma rettangolare. Si tratta del tipo per strip LED. Interessante soprattutto su supporto in vetro ma necessita comunque della realizzazione di una camera di miscelazione e quindi presenta difficoltà a rimanere compatto. Le alternative delle numerosissime strisce LED con MidPower ne riducono le peculiarità di utilizzo ed hanno risultati analoghi ma certo dipende dall’applicazione e - attenzione all’abbagliamento - che è una questione tediosa e difficile da risolvere. Forma tridimensionale. Tipicamente nata per realizzare lampadine LED; interessante ma per via della sua colorazione intensamente gialla non risulta troppo gradevole, presentandosi anzi un po’ troppo “appariscente” (vedi figura 2). Figura 2 – Sistema a fosforo remoto: forma tridimensionale (cortesia: Intematix) Figura 3 a – Soluzione lineare a fosforo remoto (cortesia: Intematix) Figura 3 b – Dettaglio con sezione della soluzione lineare a fosforo remoto, con lente e caratteristiche fotometriche dell’emissione (cortesia: Intematix) Figura 4 – Alcune immagini della soluzione lineare a fosforo remoto realizzata (cortesia dell’autore) Una semplice soluzione lineare le forme del progetto A parte i tentativi più o meno riusciti per l’uso del fosforo remoto una interessante novità a mio avviso è stata presentata nel settembre di questo anno con una soluzione lineare “semplice” (vedi figura 3 a). Il kit si compone di profilo di alluminio dedicato, barra LED blu e ovviamente del modulo di fosforo remoto, unica limitazione quella che è fornibile a misure standard 300/600 e 1200 mm ma queste sono le misure classiche delle T5; il risultato è l’efficienza sempre >100Lumen/Watt). La chiave tecnologica di questa soluzione è nell’utilizzo di un LED Mid Power con lente ellittica siliconica che permette l’utilizzo di un numero inferiore di LED e quindi ottimizza il costo ed ovviamente la disponibilità di un estruso di fosforo remoto standard lineare (figura 3 b). 74 n.6/2013 Il prodotto che viene presentato pronto all’uso è quindi una soluzione lineare a luce uniforme, diffusa, con angolo di apertura prossimo ai 160 gradi ed un’efficienza elevata, grazie al fatto che per rendere la luce uniforme non è necessario l’uso di alcuna copertura o diffusore (vedi figura 4). In conclusione… Forse questo potrebbe essere il prodotto che rende fruibile in modo massivo questa tecnologia , anche se ovviamente per correttezza devo affermare che è lontano dall’ essere l’unica soluzione. La giriamo al mercato ed ai designer per vedere come risponderanno.