PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO n. 1 al verbale di seconda seduta GIUDIZI SULL’ATTIVITÀ DEI CANDIDATI GIUDIZI INDIVIDUALI DEI COMMISSARI CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta Giudizio del Prof. Sindoni Dottore di ricerca (anno 2000), ricercatore di Storia moderna M-STO/02 (anno 2004), titolare di corso di insegnamento universitario presso l’Università di Teramo, la candidata presenta un curriculum didattico e di servizio universitario (borsista, docente a contratto, ecc.) più che apprezzabile con una adeguata pratica didattica. Sul piano scientifico ha maturato diverse esperienze, anche internazionali, con partecipazione a convegni, seminari,dibattiti. Le pubblicazioni dimostrano una continuità di interessi verso il S. S. D. M-STO/2, con una attenzione spiccata verso la Storia moderna, frequentando in modo particolare il Cinquecento, secolo lungo il quale si muove con fedeltà ai classici filoni storiografici insieme ad una buona dose di originalità e innovatività. La frequentazione e la buona conoscenza dell’Archivo General de Simancas corroborano i suoi studi di ambito spagnolo, non ultima la Sicilia con problematiche quali ad esempio la Legazia Apostolica. Tra gli studi spicca il volume Marco Antonio Colonna (Roma 2003), nella Collana diretta da Giuseppe Galasso, che ci dà un ritratto, al momento il più completo, di un personaggio che appartenne a quella classe dirigente che costituì la cerniera tra il centro della Monarchia e una delle “periferie” importanti, quale fu la Sicilia; alcuni carteggi inediti costituiscono la base principale di questa monografia originale. Apprezzabili anche altri lavori, come ad esempio la curatela (insieme a Francesco Benigno) Uso e reinvenzione dell’antico nella politica di età moderna (secoli XVI-XIX) (Manduria 2006). Un contorno di lavori minori – anche on line o pro manuscripto – fa sì che la candidata possa essere presa in seria considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Nicoletta Bazzano si è laureata in Storia Contemporanea a Catania. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca a Bari. È divenuta ricercatore di Storia Moderna alla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Teramo, dove insegna Storia delle Istituzioni Politiche (dal 2005) e quindi Pratiche Culturali dell’Età Barocca. É segretaria di redazione della rivista “Meridiana”. La candidata presenta una biografia molto ampia su Marco Antonio Colonna (Marco Antonio Colonna 2003), una ricerca assai solida basata sulla conoscenza approfondita del quadro storico in cui la vicenda del Colonna si inserisce, nonché della bibliografia anche internazionale di riferimento, e contemporaneamente su di un serio lavoro di scavo su fonti di prima mano e di grandissimo interesse, quali il carteggio innanzitutto, ma anche le principali fonti spagnole, Secretarìas Provinciales, nonché la documentazione del Consejo de Italia, Napoli, Sicilia a Milano. Strumenti che le hanno consentito di leggere attraverso la cruciale figura del Colonna la storia delle fazioni interne alla curia romana non meno che i complessi rapporti esistenti fra la grande nobiltà italiana e la Spagna di Filippo II. L’autrice l’ha saputo fare con intelligenza politica e con notevole acume storico. 1 Si tratta dunque di un lavoro molto importante, che offre spunti degni di essere ripresi, come per esempio per l’intreccio fra gli interessi dell’antica nobiltà romana colpita dall’accentramento del potere pontificio e l’affiorare di tendenze eterodosse nei circoli aristocratici contrari all’affermarsi di una seppur elettiva ‘monarchia’ papale. Nella produzione presentata dalla candidata troviamo ovviamente alcune buone anticipazioni della ricerca che ha poi condotto alla monografia di cui sopra –Marco Antonio Colonna vicerè di Sicilia 1998; “A Vostra Eccellenza di buon cuore mi offerto e raccomando” 2001; Gli Avvertimenti di don Scipio di Castro a Marco Antonio Colonna quando andò vicerè di Sicilia. Un’ipotesi interpretativa 2002-. Alcuni saggi tuttavia riprendono, approfondiscono e rivisitano alcuni aspetti che nella monografia citata erano risultati solo accennati: è soprattutto il caso di La Legazia Apostolica di Sicilia (2004), che nella biografia del Colonna già risultava di grande peso specifico e di cui viene proposta una interessante reinterpretazione, o di Sicilia al segle XVI: de Carles V a la mort de Felip II (con F. Benigno, 2007), o ancora Da “imperiali” a “spagnoli”: i Colonna e la politica romana da Carlo V a Filippo II (2007), infine Estrechando lazos; pequeňa diplomacia y redes aristocraticàs internacionales. La amistad entre Marco Antonio Colonna y los príncipes de Éboli (2009), che documentano i contatti internazionali della candidata. Ultimamente, la candidata mostra di aver intrapreso una ricerca nuova che indaga, sempre nel contesto della realtà siciliana, il cerimoniale usato e l’uso politico, oltre che religioso, che di esso viene fatto. Nicoletta Bazzano presenta infine due curatele: l’introduzione a L’istituzione viceregia: modelli e pratiche di governo (2002), e l’introduzione a Uso e reinvenzione dell’antico nella politica moderna (secc. XVI-XIX), che mostrano entrambe una matura capacità di muoversi nella riflessione storica. Utili e interessanti i regesti delle Secretarías Provinciales Libri 717-722 (anche on line). Infine, la candidata ha scritto numerose e ottime voci del Dizionario dell’Inquisizione, del Dizionario Biografico degli Italiani, nonché del Diccionario biografico espaňol e buoni capitoli di opere a carattere divulgativo ( L’età moderna Laterza 2005). La candidata merita certo di essere attentamente presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. . Giudizio del Prof. Gui Nata nel 1967, dottore di ricerca, ricercatore di Storia Moderna dal 2004, docente presso l'Università di Teramo, la candidata mostra una significativa attività didattica e di ricerca, con notevoli esperienze di carattere internazionale. Risulta di particolare interesse l'attenzione sia per i temi riguardanti la monarchia spagnola in età moderna, sia per quelli della società italiana e i suoi rapporti con la Spagna. Spicca la monografia su Marco Antonio Colonna, che ricostruisce con ampia documentazione archivistica le vicende storiche della famiglia laziale, di primaria importanza nella Roma papale, compiendo al tempo stesso una acuta e puntuale ricostruzione della vicenda personale del vincitore di Lepanto, nonché viceré di Sicilia fra anni Settanta e Ottanta del Cinquecento. Sia l'intreccio delle vicende italiane che la complessa impostazione dei rapporti fra Spagna e domini italiani escono vivacemente illuminati, grazie anche ad una scrittura efficace e di piacevole lettura. Interessanti inoltre gli approfondimenti sulla storia della Sicilia, che contribuiscono a percepire le specificità della vicenda del regno, nel contesto del rapporto Italia - Spagna, cui presero parte numerose personalità di primo piano della aristocrazia italiana. Pubblicazioni e curriculum della candidata la raccomandano sicuramente per la valutazione comparativa. Giudizio della Prof.ssa Peyronel La candidata Nicoletta Bazzano, nata nel 1967, dopo un dottorato e un percorso di assegnista e borsista in Italia e all’estero, è ricercatore dal 2004 nel settore M-Sto/02 presso l’Università di Teramo. Ha fatto parte del coordinamento redazionale di Storia della Calabria. Ha collaborato ad importanti iniziative editoriali come il Dizionario biografico degli italiani, il Dizionario dell’Inquisizione e il Diccionario biografico español. I suoi interessi si sono rivolti in particolare alla storia politica della monarchia spagnola ed alle sue relazioni con la “periferia” italiana. Alcuni iniziali saggi hanno introdotto ad un’ampia ricerca sulla 2 famiglia Colonna, nell’ambito della quale la candidata ha avuto l’incarico del Ministero per i Beni culturali e ambientali di riordinare una parte del prezioso e ancora poco sfruttato Archivio Colonna conservato a Subiaco presso il monastero benedettino di Santa Scolastica. Questa ricerca si è conclusa con l’ampia e bella biografia politica di Marcantonio Colonna (2003), nella quale, attraverso questo protagonista della storia del Cinquecento, membro di uno dei più rilevanti casati aristocratici italiani, vengono analizzati i rapporti tra le élites italiane e la Spagna di Filippo II. Dal lungo apprendistato, prima di entrare nella fazione ebolista, al ruolo giocato nella battaglia di Lepanto, alla lotta clientelare che finirà con la nomina a viceré di Sicilia, fino alla morte improvvisa, forse per avvelenamento, la vicenda politica del Colonna e quella di un cinquantennio di storia del XVI secolo sono ricostruite con sicuro piglio narrativo e acuta capacità critica e di analisi delle fonti. Si tratta inoltre di una delle poche e valide biografie su uno dei protagonisti della storia della prima età moderna in Italia. In una decina di altri saggi, pubblicati in Italia e all’estero, la candidata ha approfondito la storia delle élites, come nel saggio Estrechando lazos, o I Colonna a Tagliacozzo, o il saggio sui Colonna, da ‘imperiali’ a ‘spagnoli’; alcuni di questi saggi sono dedicati, infine, alla storia della Sicilia del Cinquecento, come quelli sulla la vita cerimoniale nella Palermo dei viceré asburgici e il saggio sulla Legazia apostolica di Sicilia. Ha inoltre collaborato con vari capitoli di divulgazione scientifica all’opera di Laterza L’età moderna. Dalla scoperta dell’America alla Restaurazione. La candidata ha mostrato ampiezza di ricerca ed acutezza critica, in modo assolutamente rilevante nel solido saggio su Marcantonio Colonna, ed è meritevole di essere presa in piena considerazione ai fini della presente procedura di valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Benigno Nata nel 1967, dottore di ricerca, assegnista e borsista presso istituzioni italiane ed estere, abilitata all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, è dal 2005 ricercatore nel settore M-Sto/02 presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli studi di Teramo dove tiene l’insegnamento di Storia delle istituzioni politiche e sociali. Il curriculum mostra una corposa attività scientifica, con collaborazioni di livello internazionale, unita ad una spiccata capacità organizzativa manifestatasi nell’organizzazione di una nutrita serie di convegni e seminari di ricerca. Al centro degli interessi della candidata sta la vicenda politica della monarchia spagnola nel Cinquecento, cui è dedicata la curatela di L’istituzione viceregia. Modelli politici e pratiche di Governo (in «Trimestre» 2002) e soprattutto in una serie di saggi e nella monografia Marco Antonio Colonna (Salerno 2003). Quest’ultima costituisce un attento ritratto biografico di uno dei protagonisti politici dell’Italia del Cinquecento, esponente di spicco di una grande famiglia della nobiltà romana e attivo sostenitore della politica degli Asburgo, con un importante curriculum politico culminato nella carica di viceré di Sicilia. Si tratta di un’opera pregevole, aggiornata sul piano bibliografico e al contempo basata su una ricchissima documentazione di prima mano, tra cui la straordinaria corrispondenza conservata all’archivio Colonna di Subiaco. Essa rappresenta un contributo importante al funzionamento del governo dell’Italia spagnola e va considerata la migliore monografia dedicata ad un esponente politico di primo livello nell’Italia soggetta al dominio Asburgo, dopo quella di Carlos Hernando Sánchez a suo tempo dedicata al viceré Toledo. A fianco di questo filone, e pur rimanendo nell’ambito della storia politica italiana della prima età moderna, la candidata si è dedicata allo studio di una realtà specifica come quella siciliana da un lato e a quello dell’uso e reinvenzione dell’antico nella politica di età moderna dall’altro, pubblicando in entrambi i casi contributi attenti e aggiornati. Si fanno apprezzare i saggi di divulgazione scientifica, che mettono in evidenza pregevoli doti di sintesi. Per la qualità delle pubblicazioni e il livello internazionale delle collaborazioni scientifiche realizzate la candidata merita di essere altamente presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. 3 CANDIDATO: dott. Cassese Michele Giudizio del Prof. Sindoni Dottore di ricerca (Pavia 1987), ricercatore di Storia moderna M-STO/ 02 ( Trieste 1991), presenta un profilo didattico e di impegno universitario, anche all’estero, adeguato al livello di questo concorso. Attualmente insegna Storia moderna presso l’Università di Trieste. La produzione scientifica è rivolta prevalentemente alla storia della Chiesa, con particolare attenzione alla Riforma protestante, e maggiore focalizzazione a volte su movimenti o personaggi poco studiati (da segnalare ad esempio lo studio su Zinzendorf). Uno degli impegni principali si è concentrato sull’episcopato cattolico tra Cinque e Settecento, con risultati apprezzabili, ad esempio su Girolamo Seripando e i vescovi meridionali 1535 – 1563, 2 voll., ESI, Napoli 2002); interessante poi l’edizione della Confessione Augustana (curatela, Milano 1981); nonché l’edizione di testi sulla Holy Communion (Marietti 1820, Genova 1996). In complesso il candidato – nel proprio percorso di ricerca e di produzione scientifica – ha privilegiato la pluralità dei temi (fino al riformismo settecentesco, le minoranze religiose ed etniche, le missioni) piuttosto che la ponderosità delle singole monografie. In considerazione di tutto ciò, il candidato può essere preso in considerazione ai fini delle presente valutazione. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Michele Cassese si è laureato a Napoli in Filosofia. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia socio-religiosa nel 1995. Nel 1991 è divenuto ricercatore, poi confermato, in Storia Moderna presso la Facoltà di Magistero (ora Scienze della Formazione) di Trieste. Dal 1995-96 insegna Storia Moderna presso quel corso di laurea e nel 1998-99 ha avuto in affidamento il corso di Storia del Cristianesimo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Presenta due edizioni di fonti: il testo “Holy Communion” della liturgia anglicana della Cena (1996) con una più che breve introduzione, e i due volumi su Girolamo Seripando e i vescovi meridionali (1535-63) del 2002, edizione del suo carteggio. Possiamo aggiungere anche la curatela Religioni per la pace (1987). Accanto a questi, il candidato presenta un buon numero di saggi e articoli nei quali possiamo evidenziare parecchi filoni di studio. Innanzitutto quelli su Lutero e sulla Confessione augustana (fra il 1980 e il 2002), cui possiamo avvicinare lo studio su Filippo Melantone fra Umanesimo e Riforma (2005) e i due scritti su Sacerdozio dei fedeli e sacerdozio ordinato nella diatriba fra Martin Lutero e il controversista Johannes Eck (2005) e La prima Controversistica cattolica del Cinquecento e la sua concezione della chiesa nella lotta contro Lutero (2007). Queste ricerche sono però inerenti ad aspetti propriamente teologici o liturgici, e comunque ad aspetti che riguardano piuttosto la storia del cristianesimo: del resto, hanno spesso trovato non a caso collocazione in riviste e miscellanee come “Rivista del clero”; “Studi ecumenici”; “Rivista liturgica”, “Quaderni ecumenici”, “Rivista di Storia del Cristianesimo” etc. Un secondo aspetto che il candidato ha indagato riguarda poi il pietismo e segnatamente la figura di Zinzendorf, dei Fratelli moravi e della comunità di Herrnhutt. Nella sua analisi, Cassese ritroverà in Zinzendorf e negli elementi ‘barocchi’ della sua spiritualità – il ‘cuore’ trafitto di Gesù, il sangue copioso capace di lavare i peccati - un punto di contatto fra cattolicesimo e mondo riformato, precisamente nel legame con Madame de Guyon e con la sensibilità del Molinos. Un aspetto che il candidato analizza in particolare è poi quello matrimonio, del sacerdozio e del ruolo delle donne nelle comunità morave del Settecento (2004 e 2007). Sul tema della storia di genere Cassese presenta poi un bel saggio su Giovanna e Maria d’ Aragona: due sorelle napoletane… e il loro rapporto con il potere nel 500 (2008), che coglie le due gentildonne napoletane fra inquietudini religiose e capacità di gestione e incremento del patrimonio familiare; signore in grado di mettere in campo all’occorrenza talento imprenditoriale ma anche di dar vita a corti raffinate e tanto significative da diventare un vero “antipotere”. Molto importante, come si è detto, il posto riservato a Gerolamo Seripando, figura alla quale Cassese ha dedicato parecchi saggi preparatori dell’edizione (1992-1994-1997) delle lettere del vescovo di Salerno con i confratelli del Regno di Napoli: il lavoro consta di due volumi, il primo di 4 introduzione, il secondo con la concreta edizione del carteggio. La presentazione, ben strutturata quanto alla discussione storiografica sui temi più importanti cui Seripando rimanda (rapporti con Valdés e Pole soprattutto), illumina la figura del vescovo riformatore, ma anche la rete di rapporti che, ancora nella terza fase del Concilio di Trento, esisteva fra i vecchi componenti del gruppo degli ‘spirituali’ ancora disposti a “combattere” per il ‘sogno’ di una riforma della chiesa “con il papato” e senza spaccature. Interessanti anche le note che riguardano i 42 vescovi campani esaminati e le loro schede prosopografiche, che tuttavia non sono riuscite a comporre un quadro di insieme che prometteva di essere di grande interesse. Difetta qui una ricostruzione propriamente storica che avrebbe potuto portare a risultati veramente significativi soprattutto con l’incrocio di fonti diverse. Cassese è tornato poi ancora sui vescovi tridentini e sul tema della ‘riforma’ della Chiesa, e sul problema delle ‘minoranze’ in altre occasioni (Giuseppe II, 1995-2001; Barbarigo 1999). Nonostante questi rilievi, la quantità e la qualità della produzione del candidato merita che sia preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Gui Nato nel 1948, dottore di ricerca, abilitato all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, borsista ed assegnista, dal 1991 ricercatore nel settore della Storia Moderna presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Trieste dove ha retto l’insegnamento della disciplina. Il curriculum del candidato evidenzia una intensa attività di insegnamento, sia nelle scuole superiori sia in quelle a livello universitario, unita ad una costante dedizione alla ricerca su tematiche riguardanti prevalentemente la storia dell'età della Riforma, ma anche il Settecento e le missioni cattoliche. La sua produzione risulta nutrita e con ampio spettro di interventi, significativa anche la partecipazione a convegni scientifici. Si segnala la monografia sul cardinale Seripando, accompagnata da ampia corrispondenza coeva. I contributi sul luteranesimo e le controversie con il mondo cattolico rivelano una approfondita conoscenza della tematica, che si estende anche al pietismo, con apprezzabili investigazioni della realtà dei Fratelli Moravi. Il candidato va preso in considerazione per la valutazione comparativa. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato Michele Cassese, nato nel 1948, abilitato all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, borsista e assegnista, è dal 1991 ricercatore di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Trieste. Ha iniziato gli studi di storia del cristianesimo con il professor B. Ulianich e i suoi interessi, prevalentemente rivolti alla concezione di chiesa e di ministero ecclesiastico, e ad alcuni aspetti del pensiero teologico nelle confessioni protestanti e cattolica, sono testimoniati da numerosi studi comparsi su riviste come «Studi ecumenici», «La scuola Cattolica», la «Rivista liturgica», «La rivista del Clero italiano». In seguito ha approfondito ricerche più congruenti al concorso bandito in epigrafe rivolgendo i propri interessi all’episcopato cattolico tra Cinque e Settecento e pubblicando nel 2002 l’edizione critica di una parte dell’epistolario di Gerolamo Seripando, per quel che riguarda la sua corrispondenza con i vescovi meridionali. Questa buona edizione critica è stata introdotta da un saggio interpretativo in cui viene esaminato il ruolo del Seripando all’interno dell’episcopato meridionale soprattutto dal punto di vista pastorale, piuttosto che di politica ecclesiastica. Un paio di brevi saggi sono stati dedicati ad altri vescovi come Galeazzo Florimonte e Gregorio Barbarigo. Recentemente gli interessi del candidato si sono rivolti a temi diversi, come il pietismo e in particolare Zinzendorf e i Fratelli Moravi, la storia delle donne con un bel saggio su Giovanna e Maria d’Aragona e il loro rapporto col potere nel ’500, e temi del Settecento con un saggio sui Diritti religiosi e civili dei protestanti nella politica di tolleranza di Giuseppe II: le ripercussioni del caso Blondel. Il percorso di ricerca del candidato sembra essere solo in parte congruente con le discipline bandite, poiché un vasto filone di studi si è rivolto a temi più specificamente di storia del cristianesimo. 5 Gli studi svolti sulla storia moderna dal Cinquecento al Settecento mostrano maturità di ricerca, ma non hanno ancora prodotto un’esaustiva monografia. Ciononostante il candidato può essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Benigno Nato nel 1948, dottore di ricerca, abilitato all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, borsista ed assegnista, è dal 1991 ricercatore nel settore M-Sto/02 presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Trieste dove ha retto l’insegnamento di Storia Moderna. La produzione del candidato incentrata sulla storia della Chiesa e su quella della Riforma del movimento protestante è rappresentata da una nutrita serie di saggi su tematiche che spaziano dal pietismo (con un’attenzione particolare a Zinzendorf e ai «Fratelli moravi») all'attività riformatrice di Girolamo Seripando (personaggio del quale ha lodevolmente curato un corpus epistolare relativo alla corrispondenza con l’episcopato del regno di Napoli: Girolamo Seripando e i vescovi meridionali 1535-1563, 2 tomi, Esi 2002), dalla storia delle missioni alla politica della tolleranza nel quadro del cosiddetto “riformismo illuminato” di Giuseppe II. Questa vivacità di temi, unita ad un approccio puntuale ed a spunti critici interessanti, non confluisce tuttavia ancora in un'opera di largo respiro. Dei volumi monografici presentati, infatti, il primo, un'edizione della Confessione Augustana insieme alla confutazione pontificia del 1981 rappresenta solo una promettente opera prima, mentre il volumetto sulla Holy Communion (Marietti 1996), l'ordine della liturgia eucaristica della chiesa anglicana, è un'edizione di testi con nota storica e commento teologico-liturgico. Malgrado questo limite, la quantità e qualità della produzione nonché il curriculum consentono di poter prendere in considerazione il candidato ai fini della valutazione comparativa. CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Giudizio del Prof. Sindoni Dottore di ricerca (anno 1999), ricercatore di Storia moderna M-STO/02 (anno 2006), titolare di corsi di insegnamento universitario presso l’Università di Torino, il candidato presenta un curriculum di docenza e di servizio universitario (borsista anche all’estero, docente a contratto, master, ecc.) molto apprezzabile sul piano didattico. Sul piano scientifico ha acquisito diverse esperienze, anche internazionali (da segnalare la frequentazione della EHESS a Parigi), con partecipazione a convegni, seminari, progetti di ricerca. L’ interesse del candidato verso il S. S. D. M-STO/2, Storia moderna, è documentato dalla continuità delle pubblicazioni in due filoni che la più recente storiografia ha coltivato in modo assai innovativo negli ultimi decenni: la storia dell’Inquisizione e la storia della santità. Particolarmente nel secondo filone il candidato ha dimostrato di sapersi muovere con originalità ed autorevolezza, ad esempio con il volume I beati del papa. Santità, Inquisizione e obbedienza in età moderna (per la prestigiosa casa editrice Olschki, 2002), lavoro per il quale ha vinto il premio internazionale “Desiderio Pirovano” nel 2003. Sempre nel medesimo filone è da segnalare il volume Chiesa e santità nell’Italia moderna (Laterza 2004), che rappresenta un utilissimo punto di riferimento ermeneutico per chi voglia interessarsi di questi temi. La competenza e l’autorità acquisita in questo campo gli sono valsi gli inviti quale relatore in importanti convegni internazionali, ad esempio quello promosso dall’AISSCA, Lecce 2003, introduzione di Sofia Boesch Gajano. Non è da sottovalutare, infine, la capacità di muoversi anche in settori affini, per esempio con la cura del volume Aldo Moro. Lettere dalla prigionia (Einaudi 2008), che negli ultimi anni è stato oggetto di un serrato dibattito nella storiografia contemporanea. In complesso, perciò, il candidato può essere preso in seria considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. 6 Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Il candidato si è laureato a Roma in Storia Moderna; ha conseguito a Milano il titolo di dottore di ricerca. È ricercatore confermato di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Torino. E’ collaboratore di periodici nazionali e della casa editrice Einaudi. Il dott. Gotor presenta innanzitutto ottime e ben documentate voci del Dizionario dell’Inquisizione, del Dizionario Biografico degli Italiani, della Storia della civiltà europea e del Dizionario di Storia Garzanti. Abbiamo poi diversi saggi che in parte anticipano e preparano la sua monografia del 2002 -I beati del papa-, come ad esempio La riforma dei processi di canonizzazione dalle carte del Sant’Uffizio (1588-1642) del 2000, o, sempre del 2000, la Agiografia e censura libraria: la Vita di san Carlo Borromeo di G.P. Giussani (1610), o ancora La fabbrica dei santi: la riforma urbaniana e il modello tridentino dello stesso anno di pubblicazione. Queste ricerche, sempre ottimamente documentate su fonti di prima mano, hanno poi trovato una loro sintesi nel già citato I beati del papa, in cui viene tracciata l’evoluzione, complessa e ricca di tensioni, fra il progetto tridentino, in cui l’autorità preposta al vaglio di chi muore in ‘odore di santità’ è ‘normalmente’ identificata nell’ordinario locale, e i successivi slittamenti verso una centralizzazione del controllo che finirà per avocare tale decisione a Roma grazie all’allargamento delle competenze della Congregazione dell’Inquisizione, a tutto scapito di quella dei Beati. Il percorso della ricerca mostra come questa si sia appoggiata in parte alla documentazione precedentemente indagata, che è stata via via ampliata e ordinata cronologicamente, e infine interpretata in modo organico. Il candidato ha poi dato una forma di buona divulgazione in un quadro di lungo periodo ai risultati delle sue ricerche nella monografia Chiesa e santità nell’età moderna (2004). Gotor è tornato poi su alcuni aspetti già toccati in passato, come è per esempio nel caso della Vite di san Pio V dal 1572 al 1712 tra censura, agiografia e storia (2005) che, parallelamente alla indagine sulla storia delle diverse redazioni della Vita di san Carlo, gli hanno consentito di aprire uno spiraglio di grande interesse su di una modalità di censura tutta interna al cuore stesso della Chiesa, che spesso si avvale dello strumento delle traduzioni di opere non perfettamente allineate per emendare senza clamore un testo divenuto per qualche motivo scomodo. Molto interessanti sono gli spunti che emergono dalle indagini effettuate all’interno di diversi ordini religiosi di recente fondazione, spesso impegnati a difendere le figure dei propri fondatori e soprattutto la loro ortodossia, nella sostanza allo scopo di liberarne l’origine da ‘macchie’ di deviazioni eterodosse. Questi rilievi, già presenti ne I beati del papa, hanno poi dato luogo a successive ricerche come, per i cappuccini, quella su Matteo da Bascio (Duelli di memoria: il culto veneziano di Matteo da Bascio e l’attività dell’Inquisizione romana, 1552-1634, 2003) e i due saggi sull’Ochino (Archivio Italiano per la Storia della Pietà 1999 ma Olschki 2005) e ancora più recentemente in La canonizzazione dei santi spagnoli nella Roma barocca (2007), un quadro nel quale gli aspetti politici, interni ed esterni, e quelli religiosi si intersecano continuamente. Il dott. Gotor presenta inoltre due curatele, l’una riguardante la trasposizione in Cd-rom della Storia d’Italia (2002) e l’altra degli Incontri con la storia. Politica, cultura e società di C. Vivanti (2001). Per la capacità di analisi mostrata in queste ricerche e lo scavo delle fonti ad esse sottese, il candidato merita di essere considerato con attenzione nella presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Gui Nato nel 1971, dottore di ricerca, borsista presso istituti nazionali e internazionali, ricercatore presso l’università di Torino, titolare di un insegnamento di storia moderna, collaboratore di periodici nazionali e della casa editrice Einaudi. Il curriculum mostra una notevole vivacità intellettuale e una pluralità di interessi di ricerca. Le tematiche di storia moderna maggiormente approfondite riguardano la storia della Chiesa e il tema della santità fra Cinquecento e Seicento. Particolarmente significative le investigazioni sugli orientamenti del papato e dell'Inquisizione, oltre che su importanti figure del periodo, quali Bernardino Ochino, o Matteo da Bascio, sui loro seguaci e sull'ordine francescano. Suggestive le ricognizioni e le interpretazioni dedicate alla spiritualità popolare, non meno che ai rapporti fra Chiesa romana, autorità locali e realtà ecclesiastiche decentrate, in riferimento a tale tematica. Si segnalano l'ampiezza dell'orizzonte di 7 ricerca e il recepimento dei lavori del candidato in pubblicazioni internazionali. Il candidato mostra una puntuale e vasta conoscenza degli eventi, degli apporti individuali, dei processi decisionali presi in esame. Significativa anche l'attività didattica e pubblicistica evidenziate dal curriculum, gradevole ed efficace la scrittura. Il candidato va sicuramente preso in considerazione per la valutazione comparativa. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato Miguel Gotor, nato nel 1971, dottore di ricerca e borsista presso istituti nazionali e internazionali, è ricercatore confermato dal 2009 presso l’Università di Torino. Vincitore del premio internazionale “Desiderio Pirovano” ex aequo, ha collaborato a diverse iniziative editoriali: il Dizionario biografico degli Italiani, il Dizionario dell’Inquisizione, la Storia della civiltà europea, il Dizionario di storia Garzanti. Le sue ricerche hanno indagato, all’interno della storia della Chiesa, i processi di canonizzazione alla fine del Cinquecento-inizio Seicento e il dibattito presente all’interno della Congregazione dei Beati per un disciplinamento del culto dei santi e la definizione di modelli di comportamento per i sudditi. Queste ricerche sono sfociate nel 2002 in un’ampia monografia, I beati del papa. Santità, Inquisizione e obbedienza in età moderna, in cui il candidato dà conto di una solida ricerca documentaria, sia nell’Archivio della Congregazione per le Cause dei Santi, sia nell’Archivio della Congregazione per la Dottrina della fede. La monografia ricostruisce particolareggiatamente il significato che i processi di canonizzazione acquisirono all’interno della politica ecclesiastica della Chiesa della Controriforma, le discussioni e le divergenze nella Chiesa stessa, la crescita di una devozione popolare sempre più violenta. Questi temi sono stati ripresi in un volumetto divulgativo per Laterza, Chiesa e santità nell’Italia moderna (2004), e da alcuni saggi successivi come quello sul culto veneziano di Matteo da Bascio. Oltre a questa ricerca Miguel Gotor ha dedicato alcuni saggi ai rapporti tra storia e agiografia (la storiografia cappuccina, le Vite di San Pio V), e alla figura di Bernardino Ochino, del quale ha rintracciato un inedito, presentato nel saggio Tradizione inquisitoriale e memoria eterodossa: un cartello di sfida di Bernardino Ochino al cardinal Carafa (1543-1628). Una parte della produzione storiografica presentata dal candidato è rivolta a tematiche contemporanee e non è dunque congruente con il concorso bandito. Il candidato dimostra ottime capacità di analisi storica e di critica brillante ed è meritevole di essere preso in seria considerazione nella presente procedura di valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Benigno Nato nel 1971, dottore di ricerca, borsista presso istituti nazionali e internazionali, ricercatore presso l’università di Torino, titolare di un insegnamento di storia moderna, collaboratore di periodici nazionali e della casa editrice Einaudi. L’interesse scientifico del candidato si è rivolto alla storia della chiesa e più in particolare alla storia della santità. Al centro della ricerca sono i processi di beatificazione, analizzati attentamente, oltre che in una nutrita serie di articoli, in una monografia dedicata alla congregazione dei Beati (I beati del papa: Santità, inquisizione e obbedienza in età moderna, Olschki 2002). Si tratta di uno studio su un’istituzione di grande importanza nella storia della Chiesa, analizzata soprattutto nella prima metà del Seicento con alacrità ed acume, realizzando un lavoro maturo che coniuga erudizione e aggiornamento bibliografico ad una notevole capacità di scavo documentario. A margine di questo importante lavoro il candidato ha anche prodotto un’agile sintesi, che delinea un quadro dell’evoluzione della santità nella storia della chiesa di età moderna: Chiesa e santità nell’Italia moderna (Laterza 2004). Di taglio divulgativo e rivolto ad un pubblico generale, questo lavoro mette in evidenza un’ottima scrittura e buone capacità di sintesi. La quantità e qualità del curriculum e delle pubblicazioni inducono a prendere seriamente in considerazione il candidato ai fini della presente valutazione comparativa. . 8 CANDIDATO: dott. Levati Stefano Giudizio del Prof. Sindoni Dottore di ricerca, ricercatore di Storia moderna M-STO/02 (anno 2000), titolare di corsi di insegnamento presso l’Università Statale di Milano, il candidato presenta un profilo ampio e articolato sul piano didattico (borsista, docente a contratto, ecc.), dove si distingue per il suo impegno sagace e continuativo. Dal punto di vista scientifico si è specializzato su un arco cronologico concentrato soprattutto nel periodo tra fine Ancien Régime e primi decenni dell’Ottocento, periodo sul quale la recente storiografia si è impegnata con crescente interesse, e nella quale Levati si distingue per continuità e operosità. I temi coltivati dal candidato, pur convergenti, sono plurimi e vanno dall’analisi del milieu economico lombardo (banchieri, commercianti, nobiltà “laboriosa”, produttori…) specie tra Ancien Régime e Restaurazione (si ricordi in particolare La nobiltà del lavoro. Negozianti e banchieri a Milano tra Ancien Régime e Restaurazione, Angeli 1997; i lavori sui Mellerio, sui Greppi, ecc.), fino all’evoluzione del sistema militare (si veda la curatela, con A. Dattero, Militari in età moderna. La centralità di un tema di confine, 2006); con convincenti propaggini fino alla seconda metà dell’Ottocento (si veda la monografia Giornalismo e tutela degli interessi mercantili. Michele Battaglia (1800-1870), Rubbettino 1999), punto di sutura tra la Storia moderna (settore in cui Levati si è specializzato) e la Storia contemporanea. La copiosità delle pubblicazioni (sempre in sedi scientifiche accreditate) e l’indubbia operosità fanno di Levati uno studioso per certi aspetti completo, e dal quale è lecito aspettarsi nuove valide prove. In conclusione, perciò, il candidato può essere preso in seria considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Il dottor Levati si è laureato a Milano preso l’Università degli Studi. Si è perfezionato presso la Scuola normale di Pisa. Ha goduto di un assegno di ricerca biennale a Milano. Dal 1 gennaio 1991 è ricercatore, ora confermato, presso il Dipartimento di Scienze della Storia a Milano. Dal 2004 insegna Storia Moderna all’Università degli Studi di Milano. È redattore di “Società e Storia” e membro del suo Comitato scientifico. Il candidato esordisce scientificamente con una monografia, frutto della tesi di laurea Da Tencin a banchieri. I Taccioli (1992), un testo ben documentato che vuole definire il carattere della borghesia sette-ottocentesca lombarda attraverso le vicende e le strategie di una famiglia che in due secoli si è spostata dal Lago Maggiore a Milano, lasciandovi i piccoli negozi di un tempo per divenire una famiglia di banchieri. A lato di questa ricerca Levati scriverà qualche articolo frutto di ricerche sempre di prima mano sui negozianti e banchieri a Milano (1993) e soprattutto Negozianti e banchieri 1994, indagine su tre diverse famiglie rappresentanti tre diversi campi di impegno economico: banche, manifattura, commercio minuto. Nel 1997 esce la seconda monografia, La nobiltà del lavoro in cui la struttura del discorso di Negozianti e banchieri viene ampliata sino ad abbracciare in una sorta di “biografia collettiva” (si tratta della storia di circa 200 persone) la formazione di un ceto nuovo interessato ad una evidente scalata sociale, e che però non disdegna il lavoro manuale. Da qui l’indagine di Levati si è gradualmente spostata verso l’800, sempre avendo come perno la famiglia -I Ciani da Leontica a Lugano (2000); Giovan Battista Sommariva (2004), Origini, fortune e patrimonio della famiglia Mellerio (2006), Origini e fortune e patrimonio di una famiglia vigezzina: i Mellerio (2007)-. In parallelo la riflessione diventa storiografica (Per una definizione del notabilato 2001, Notabili ed élites 1993; Nuova vasta e scabrosa materia: la revisione della nobiltà lombarda (1997), Elites mercantili 2007). Da queste ricerche emerge la vivacità imprenditoriale della fascia collinare o montana lombarda, da cui proviene gente nuova legata al commercio e piena di curiosità verso ogni tipo di ‘novità’ specie se ‘tecnica’, gente cui il periodo francese aprirà spazi nuovi che però la Restaurazione presto chiuderà, ridando potere quasi unicamente al vecchio ceto dei ‘possidenti’. 9 Levati si inoltra dunque nell’800 per verificare quanto ciò abbia contribuito a far emergere gli elementi di contestazione politica che sfoceranno poi nel Risorgimento. Questo nuovo capitolo di studi porta poi a saggi diversi -Tra Vienna e Torino (2000) o Il mondo degli affari nella Milano di Carlo Cattaneo (2001)- che troveranno una sintesi nella terza monografia del candidato, Tra giornalismo e tutela degli interessi mercantili: Michele Battaglia (1800-1871) (1999), un uomo di punta interpretato da Greenfield come un caso eccezionale in mezzo ad una élite preunitaria rappresentata appunto da proprietari terrieri provenienti dalla nobiltà, interpretazione smentita da questa rigorosa ricerca. Levati mette in luce i legami organici di Battaglia con la borghesia mercantile del tempo che, pur non essendo certamente monolitica, mostra tuttavia di avere ormai modelli di vita e di comportamento omogenei che si ispirano ad un progetto decisamente liberale. Una ricostruzione completa, matura, ricca e davvero convincente. Ultimo filone di indagine quello militare, tutto incentrato sul periodo napoleonico e soprattutto sulla figura di Melzi e sulla rottura dell’intesa fra poteri civili italiani e poteri militari francesi illustrata in vari saggi (Esercito ed economia nell’Italia napoleonica 1999; La riorganizzazione amministrativa dell’esercito della Repubblica italiana 2001; Il servizio di approvvigionamento dell’esercito italiano 2006), ma soprattutto in L’affaire Ceroni. Ordine militare e cospirazione politica nella Milano di Bonaparte 2005, che costituisce una delle sette curatele presentate dal candidato. Levati ha anche messo mano a molti saggi e note di carattere divulgativo, sempre ben fondate su dati di prima mano. Queste considerazioni fanno ritenere il candidato sicuramente degno di attenta considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Gui Nato nel 1964, titolare di abilitazione all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, perfezionatosi presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, borsista e assegnista, ricercatore dal 2000, insegna Storia moderna presso la Facoltà di Lettere dell’università di Milano. Il candidato mostra una vasta e puntuale attività di ricerca su tematiche di storia politicoamministrativa, sociale ed economica, con particolare attenzione scientifica all'età settecentesca, alla fase napoleonica, alla Restaurazione e ai successivi sviluppi. Le investigazioni sui ceti nobiliari e borghesi fra Ancien régime ed età rivoluzionaria, con documentazione e valutazione assai precisa a proposito di banchieri, mercanti, settori produttivi, organizzazione militari, attività assistenziali, mondo contadino, estese ad ampie aree geografiche e basate su ricerche d'archivio costituiscono un corpus di acquisizioni di sicura validità. Particolarmente investigata risulta la storia di Milano e della Lombardia, con ampio corredo di dati quantitativi e documentazione storica relativa. Da segnalare le monografie sui Taccioli e sul giornalismo e la tutela degli interessi mercantili, insieme alla presenza in pubblicazioni e iniziative di ricerca a carattere internazionale. Apprezzabile anche l'attività di docenza ed editoriale. La ricchezza delle pubblicazioni e la dedizione del candidato all'approfondimento delle tematiche menzionate appaiono evidenti. Pertanto va preso certamente in considerazione ai fini della valutazione comparativa. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato Stefano Levati, nato nel 1964, abilitato all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, perfezionato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, borsista e assegnista, è dal 2000 ricercatore nel settore M-Sto/02 presso l’Università degli Studi di Milano. E’ redattore e membro del comitato direttivo della rivista «Società e storia». Il candidato ha un’ampia produzione scientifica che si è incentrata in modo particolare sull’analisi dei ceti medi mercantili lombardi e sulla loro ascesa sociale tra Sette e Ottocento. Su questi temi ha pubblicato tre monografie: Da «tencin» a banchieri. I Taccioli: l’ascesa economica e sociale di una famiglia di negozianti tra Ghiffa e Milano; La nobiltà del lavoro. Negozianti e banchieri a Milano tra ancien régime e restaurazione; Tra giornalismo e tutela degli interessi mercantili: Michele Battaglia (1800-1871). Le sue ricerche 10 sono iniziate con la ricostruzione di una dinastia mercantile lombarda “borghese”, i Taccioli, mostrandone l’accumulazione delle ricchezze e le capacità imprenditoriali, non limitandosi agli aspetti economici ma decifrandone anche le strategie matrimoniali e l’integrazione nel ceto dirigente aristocratico. La ricerca è stata svolta su documentazione di prima mano e con già matura capacità di analisi. L’interesse per questo nuovo mondo borghese produttivo si è approfondito nella bella monografia sui gruppi mercantili milanesi e finanziari, al fine di contestare la visione di una vita economica settecentesca statica, con scarsi collegamenti con l’evoluzione del secolo successivo. Per lo sviluppo dell’economia lombarda, invece, si creò tra Sette e Ottocento una classe imprenditoriale che Levati analizza per il caso milanese, cercando di identificare quali modelli di vita e di mentalità nobiliari furono assunti da questa élite e quanto rimase della loro identità di gruppo. Si tratta di una «biografia collettiva» ricostruita su una solida analisi documentaria. L’ultima monografia si occupa di un personaggio della Milano risorgimentale, Michele Battaglia, per analizzarne l’attività giornalistica e mostrare le relazioni tra il mondo degli affari ambrosiano e la cultura. Questa vasta e solida attività di ricerca si è intrecciata con altri filoni di studio, di cui è stato dato conto in parecchi saggi: dagli studi sul commercio del vino a quelli sui notai come gruppo professionale, alla storia militare, sulla quale Levati ha sviluppato solide ricerche per l’età napoleonica. Il candidato è inoltre titolare di alcune recenti curatele come L’affaire Ceroni. Ordine militare e cospirazione politica nella Milano di Bonaparte e Ordine militare e cospirazione politica nella Milano di Bonaparte. Il candidato dimostra ampiezza di ricerca, maturità di studi, ricchezza di produzione storiografica ed è meritevole di essere preso in piena considerazione ai fini della presente procedura di valutazione comparativa. Giudizio del Prof. Benigno Nato nel 1964, abilitato all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, perfezionato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, borsista e assegnista, è dal 2000 ricercatore nel settore M-Sto/02 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Milano, dove tiene un insegnamento di Storia moderna, svolgendo un’intensa attività di collaborazione didattica e di organizzazione scientifica. E’ redattore e membro del comitato direttivo della rivista “Società e storia”. La ricca e articolata produzione scientifica del candidato si è incentrata essenzialmente sul tema, di non poco momento, della fisionomia delle classi mercantili lombarde tra la tarda età moderna e l’Ottocento. Vi è in questo senso una linea di continuità d’interessi ed una crescente maturazione tra la prima monografia (Da “tencin” a banchieri. I Taccioli: l’ascesa economica e sociale di una famiglia di negozianti tra Griffa e Milano, Banca Popolare di Intra 1992), la solida e documentata opera di sintesi (La nobiltà del lavoro. Negozianti e banchieri a Milano tra Ancien Régime e Restaurazione, Angeli 1997) e il più recente lavoro dedicato a Michele Battaglia (Giornalismo e tutela degli interessi mercantili, Rubbettino 1999) che mette in rilievo il reseau intellettuale e personale milanese del primo Ottocento, cresciuto fittamente accanto a figure del calibro di Cattaneo e De Welz. Più recentemente il candidato si è misurato con la ricostruzione della vita di una città come Cremona nella prima metà dell’Ottocento e con le dinamiche politiche del periodo napoleonico, periodo al quale ha dedicato vari saggi e una curatela (Ordine militare e cospirazione politica nella Milano di Bonaparte, Guerini 2005). Sui temi di suo interesse il candidato ha mostrato vivacità intellettuale, partecipando a gruppi di ricerca nazionali e a simposi internazionali, e pubblicando su riviste nazionali ed estere. Pur rimanendo prevalentemente incentrate sul territorio milanese, le ricerche del candidato sono inoltre sfociate anche in taluni interessanti saggi di sintesi sulle classi medie italiane, in connessione con un dibattito di portata europea, e sugli studi relativi. Per l’impegnato e ricco curriculum, così come per la produzione scientifica in continuo arricchimento, il candidato merita di essere attentamente preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa. Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. Teramo, 25-10-2010 11 - Prof. Angelo Sindoni - Prof. Claudia Di Filippo - Prof. Francesco Gui - Prof. Susanna Peyronel - Prof. Francesco Benigno - Presidente…………………………….. - Componente…………………………... - Componente…………………………… - Componente…………………………… - Segretario………………………………. 12 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO n. 2 al verbale di seconda seduta GIUDIZI SULL’ATTIVITÀ DEI CANDIDATI GIUDIZI COLLEGIALI CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta La candidata, dopo un dottorato e un percorso di assegnista e borsista in Italia e all’estero, è ricercatore dal 2004 nel settore M-Sto/02 presso l’Università di Teramo. Ha collaborato ad importanti iniziative editoriali come il Dizionario biografico degli italiani, il Dizionario dell’Inquisizione e il Diccionario Biografico espanol. Il curriculum mostra una corposa attività scientifica, con collaborazioni di livello internazionale, unita ad una spiccata capacità organizzativa manifestatasi nel coordinamento di una nutrita serie di convegni e seminari di ricerca. I suoi interessi si sono rivolti in particolare alla storia politica della monarchia spagnola ed alle sue relazioni con la “periferia” italiana. Particolarmente pregevole ed importante è la monografia, fondata su una documentazione ricchissima e di prima mano, su Marcantonio Colonna, un personaggio che appartenne a quella classe dirigente che costituì la cerniera tra il centro della monarchia e una delle “periferie” più importanti, la Sicilia. Sia l'intreccio delle vicende italiane che la complessa impostazione dei rapporti fra Spagna e domini italiani escono vivacemente illuminati, grazie anche ad una scrittura efficace e di piacevole lettura. In numerosi altri saggi, pubblicati in Italia e all’estero, la candidata ha approfondito, nel contesto della storia politica e del rapporto Italia/Spagna, sia la storia delle élites, come nel saggio Estrechando lazos, o I Colonna a Tagliacozzo, o il saggio sui Colonna da ‘imperiali’ a ‘spagnoli’, sia la storia della Sicilia del Cinquecento, come nei saggi sulla la vita cerimoniale nella Palermo dei viceré asburgici o il saggio sulla Legazia apostolica di Sicilia. Per la qualità delle pubblicazioni e per le capacità dimostrate, la candidata merita di essere pienamente presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: dott. Cassese Michele Dottore di ricerca, ricercatore di Storia moderna (Trieste 1991), docente di Storia moderna presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Trieste. Il profilo didattico del candidato è congruo alla disciplina messa a concorso. La sua produzione è incentrata prevalentemente sulla storia della Chiesa, in particolare sulla Riforma protestante, nel cui ambito ha focalizzato anche movimenti e personaggi poco studiati (un'attenzione particolare, ad esempio, a Zinzendorf e ai "Fratelli moravi"). Di Girolamo Seripando ha lodevolmente curato un corpus epistolare relativo alla corrispondenza con l'episcopato del Regno di Napoli, Girolamo Seripando e i vescovi meridionali 1535 1563, 2 voll., ESI, Napoli 2002. Si devono segnalare anche due curatele: Augusta 1530 (Milano 1981) e Religioni per la pace (1987). Si ricorda anche il libro Holy Communion (Marietti 1820, 1996), un'edizione di testi con nota storica e commento teologico-liturgico. La varietà dei temi affrontati (fino al riformismo settecentesco, le minoranze religiose ed etniche, le missioni) spesso in modo originale, si traducono in specifiche 13 monografie solo in pochi casi. La continuità e la quantità dell'impegno scientifico consentono di prendere il candidato in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Il candidato si è laureato a Roma in Storia Moderna; ha conseguito a Milano il titolo di dottore di ricerca. Dal 2009 è ricercatore confermato di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Torino. E’ collaboratore di periodici nazionali e della casa editrice Einaudi e titolare di corsi di insegnamento universitari presso l’Università di Torino. Sul piano scientifico ha acquisito diverse esperienze, anche internazionali (da segnalare la frequentazione della EHESS a Parigi), con partecipazione a convegni, seminari, progetti di ricerca. Il curriculum mostra una notevole vivacità intellettuale e una pluralità di interessi di ricerca. Le tematiche di Storia moderna maggiormente approfondite riguardano la Storia della Chiesa e il tema della santità fra Cinquecento e Seicento. Particolarmente significative le investigazioni sugli orientamenti del papato e dell'Inquisizione, oltre che su importanti figure del periodo, quali Bernardino Ochino, o Matteo da Bascio, sui loro seguaci e sull'ordine francescano. Suggestive le ricognizioni e le interpretazioni dedicate alla spiritualità popolare, non meno che ai rapporti fra Chiesa romana, autorità locali e realtà ecclesiastiche decentrate. Si segnalano l'ampiezza dell'orizzonte di ricerca e il recepimento dei lavori del candidato in pubblicazioni internazionali.. Significativa anche l'attività didattica e pubblicistica evidenziate dal curriculum, gradevole ed efficace la scrittura. Per la capacità di analisi mostrata in queste ricerche e lo scavo delle fonti ad esse sottese, il candidato merita di essere considerato con attenzione nella presente valutazione comparativa. CANDIDATO: dott. Levati Stefano Nato nel 1964, titolare di abilitazione all’insegnamento negli istituti superiori di secondo grado, perfezionatosi presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, borsista e assegnista, ricercatore dal 2000, insegna Storia moderna presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Milano. Il curriculum evidenzia un'intensa attività di collaborazione didattica e di organizzazione scientifica. Il candidato mostra una vasta e puntuale attività di ricerca su tematiche di storia politico-amministrativa, sociale ed economica, con particolare attenzione scientifica all'area lombarda nell'età settecentesca, nella fase napoleonica e nella Restaurazione. Gli studi sui ceti nobiliari e borghesi fra ancien régime ed età rivoluzionaria, con analisi pregevoli a proposito di banchieri, mercanti, settori produttivi, organizzazione militare, attività assistenziali, mondo contadino, estese ad ampie aree geografiche e basate su ricerche d'archivio, costituiscono un corpus di acquisizioni di sicura validità. Particolarmente investigata risulta la storia di Milano, con ampio corredo di dati quantitativi e documentazione storica relativa. Da segnalare le monografie su I Taccioli e su Giornalismo e tutela degli interessi mercantili, che mettono in rilievo l'ambiente intellettuale milanese tra Sette e Ottocento. Su questi temi il candidato ha mostrato vivacità intellettuale, pubblicando su riviste nazionali e di carattere internazionale. L'impegnato curriculum, la ricchezza delle pubblicazioni e la dedizione del candidato all'approfondimento delle tematiche menzionate consentono di considerarlo degno della più attenta considerazione ai fini della presente valutazione comparativa. Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. Teramo, 25-10-2010 - Prof. Angelo Sindoni - Prof. Claudia Di Filippo - Prof. Francesco Gui - Prof. Susanna Peyronel - Prof. Francesco Benigno 14 - Presidente…………………………….. - Componente…………………………... - Componente…………………………… - Componente…………………………… - Segretario………………………………. PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO “A” al verbale di terza seduta GIUDIZI SULLA DISCUSSIONE DEI TITOLI SCIENTIFICI ESIBITI GIUDIZI INDIVIDUALI DEI COMMISSARI CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Giudizio del Prof. Sindoni Il candidato, partendo dalla descrizione delle sue prime ricerche, ha delineato il suo itinerario di indagini archivistiche, nel corso del quale ha potuto prendere approccio documentario su personaggi come Bernardino Ochino e il contesto del suo tempo (pubblicando sull'argomento lavori originali); nonché il suo approccio con l'apertura del S. Uffizio, a Roma, evento che gli ha consentito l'avvio delle ricerche sui processi di canonizzazione con la conseguente pubblicazione di lavori specifici. Il candidato ha dimostrato matura proprietà di linguaggio storiografico e grande padronanza della materia. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Il candidato delinea brillantemente le motivazioni del lungo percorso di indagini sulla santità, situandolo nel più ampio quadro dei mutamenti religiosi ma anche politici dell'Italia e dell'Europa del tempo. Gli interessanti spunti sull'intreccio fra eterodossia e politica nell'ambito delle grandi famiglie italiane che emergono dalle ricerche incentrate su Ochino saranno riprese in una prospettiva europea di più ampio respiro cui il candidato sta attualmente lavorando. Giudizio del Prof. Gui Dopo essersi soffermato con competenza sulla definizione di Sant' Offizio e Inquisizione, il candidato ha illustrato l'importanza delle evidenze archivistiche messe da circa un decennio a disposizione degli studiosi, per poi tratteggiare la fisionomia religiosa, individuale e politica di una personalità come Bernardino Ochino, assurta a una dimensione europea e al tempo stesso contraddistinta da una irriducibilità al suo inserimento in schemi confessionali o comunque predefiniti. Ha inoltre preso in esame con competenza e capacità critica le interpretazioni storiografiche su talune figure "spirituali", tra cui Juan de Valdès; sulle cesure della storia religiosa cinquecentesca; sull'operato e la rilevanza di pontefici, quali Paolo IV e Pio V. Il dialogo con la commissione è stato sostenuto con competenza e completezza di esposizione. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato Miguel Gotor ha esposto con chiarezza il suo percorso di studi e di ricerca, iniziato nell’Archivio del Sant’Uffizio e sviluppatosi nella ricerca sulle canonizzazioni e l’uso dell’agiografia. Il candidato ha dimostrato capacità di individuare alcuni elementi cruciali della storia religiosa e politica di questo periodo, delineando nella discussione un nuovo e interessante percorso di ricerca che riguarda l’esperienza religiosa di Bernardino Ochino. 15 Giudizio del Prof. Benigno Il candidato espone con chiarezza ed efficacia il proprio itinerario di ricerca, rispondendo esaurientemente alle domande dei commissari e diffondendosi –su richiesta della Commissione – sulle importanti prospettive di ricerca che ne scaturiscono in relazione alla figura di Bernardino Ochino e alla riconsiderazione del rapporto tra ortodossia ed eterodossia nella prima metà del Cinquecento. CANDIDATO: dott. Levati Stefano Giudizio del Prof. Sindoni Il candidato ha illustrato le sue ricerche documentarie su Milano e sulla Lombardia tra la fine dell'Ancien Régime e i primi decenni dell'Ottocento. Dallo studio di documenti notarili e dei carteggi di alcune grandi famiglie dell'epoca ha potuto ricavare studi e monografie che si sono inseriti validamente nell'attuale dibattito storiografico, del quale il candidato ha dato alcuni elementi salienti, con sicura proprietà di linguaggio e evidente capacità di analisi critica. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Con molta sicurezza e maturità anche di prospettiva storiografica, il candidato inquadra le sue ricerche sulla borghesia professionale lombarda fra fine Seicento ed età napoleonica nell'ambito del più ampio dibattito italiano ed internazionale degli anni 80. Risponde con molta competenza a domande sulla formazione di questo ceto medio e sulle sue strategie e la sua capacità di tessere reti economiche anche nuove ed interessanti (ad esempio per le commesse militari), riscontrandole e confrontandole con analoghe situazioni italiane ed europee. Giudizio del Prof. Gui Il candidato ha proceduto ad una esauriente esposizione dei suoi temi di ricerca, soffermandosi su problematiche archivistiche, nonché relative alla formazione dei ceti mercantili e delle classi dirigenti fra età napoleonica e primi decenni dell'Ottocento, non meno che alle carriere di tali protagonisti della vita politico-sociale nell'Italia settentrionale e in particolare nel milanese. Ha affrontato inoltre con competenza le questioni riguardanti l'accumulazione dei capitali, le crisi economiche con relative conseguenze sociali, lo sviluppo di reti di interessi a dimensione continentale, i fenomeni di arricchimento connessi allo sviluppo dell'organizzazione militare in età napoleonica, sottolineando la progressiva concentrazione delle risorse finanziarie e imprenditoriali nella città di Milano. Si ripromette di sviluppare un quadro interpretativo d'insieme in merito alle tematiche oggetto delle sue ricerche. Il giudizio è largamente positivo, pur nell'auspicabilità di tale quadro interpretativo complessivo. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato ha descritto una ricerca di molti anni sulla borghesia lombarda in ascesa nell’età napoleonica. Ha delineato una vasta e puntuale indagine con capacità di ampie connessioni storiografiche e di valorizzazione delle fonti anche in direzione della storia militare. Ha anche mostrato, rispondendo alle domande della commissione, sia l’importanza dello studio di questa borghesia lombarda e delle sue scelte economiche, politiche ed ideologiche, sia gli intrecci con borghesie finanziarie in Italia e all’estero. Giudizio del Prof. Benigno Il candidato illustra con rigore e misura le tappe del proprio cammino di ricerca, rispondendo in modo soddisfacente e con competenza storiografica alle questioni postegli dalla Commissione e illustrando con accuratezza e proprietà i problemi che ruotano attorno agli studi delle elites mercantili lombarde nel Settecento e nell’Ottocento. 16 CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta Giudizio del Prof. Sindoni La candidata ha descritto il suo percorso di ricerca, soffermandosi in particolare sulla documentazione originale che pian piano è riuscita a raccogliere su un personaggio di sicuro rilievo nell'Italia del Cinquecento, Marco Antonio Colonna, esponente di una grande famiglia della nobiltà romana, divenuto viceré di Sicilia e quindi esponente di spicco della classe dirigente dell'Italia spagnola. Ha poi descritto la sua evoluzione verso ricerche sull'uso e reinvenzione dell'antico nella politica di età moderna, dimostrando piena padronanza del metodo e del dibattito storiografico. Giudizio del Prof.ssa Di Filippo. Nel quadro storiografico che negli ultimi decenni ha messo al centro del composite state il tema della corte, dei centri e delle periferie, la candidata ha presentato con competenza e passione i suoi studi su Marco Antonio Colonna e sulle diverse prospettive che questo approccio le ha consentito. Ha poi introdotto con sicurezza le sue nuove piste di ricerca cui si sta dedicando e che mescolano linguaggio politico e linguaggio religioso nel cerimoniale siciliano. Giudizio del Prof. Gui La candidata ha esordito con numerosi riferimenti alla letteratura riguardante tanto la monarchia di Spagna che i suoi domini italiani fra Cinquecento e primo Seicento. Ha esposto inoltre con competenza le problematiche relative al ruolo e alle dinamiche delle corti, sia in riferimento al gioco delle fazioni che alle reti di solidarietà e dipendenza ad esse connesse. Si è soffermata sull'importanza dell'Archivio Colonna, trasferito a Subiaco per essere posto a disposizione degli studiosi, del quale ha mostrato di padroneggiare consistenza e articolazione. In merito alla figura di Marco Antonio Colonna le sue risposte sono risultate sicuramente competenti, anche per l'ampiezza degli orizzonti in cui ha inserito l'operato del figlio di Ascanio Colonna e di Giovanna D'Aragona, celebri coniugi uniti e al tempo stesso divisi da una storia nobiliare evoluta nel corso del tempo verso il rafforzamento delle figure monarchiche, papale e asburgica, rispetto alle aspirazioni autonomistiche della grande aristocrazia romana. Ha illustrato inoltre problematiche relative all'amministrazione del regno di Sicilia e all'esercizio della "grande" e "piccola" diplomazia. Giudizio della Prof.ssa Peyronel La candidata ha spiegato le motivazioni delle sue ricerche, che partono dalla Sicilia del Cinquecento e si inseriscono in un ampio e rinnovato discorso storiografico sulla monarchia spagnola come monarchia composita e sulla rilevanza politica della corte. Ha dimostrato di saper fare un uso sapiente delle fonti e la capacità di costruire una biografia come intreccio di istanze politiche e culturali complesse. Ha anche illustrato i temi sui quali sta svolgendo ricerche più recenti, dall’uso del classicismo come linguaggio politico allo studio del cerimoniale, dimostrando sicure capacità di ricerca. Giudizio del Prof. Benigno La candidata espone con brillantezza e competenza le linee fondamentali del proprio percorso scientifico, mostrando competenza bibliografica, rispondendo con accuratezza alle domande della Commissione e illustrando la propria partecipazione al rinnovamento storiografico degli studi sulla monarchia Asburgo. 17 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO “B” al verbale di terza seduta GIUDIZI SULLA DISCUSSIONE DEI TITOLI SCIENTIFICI ESIBITI GIUDIZI COLLEGIALI CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Il candidato ha esposto con chiarezza il suo percorso di ricerca e di studi, iniziato a partire dall’apertura dell’Archivio del Sant’Uffizio; da qui egli ha potuto approfondire, sul piano documentario e della riflessione critica, lo studio di personaggi come Bernardino Ochino, assurti ad una dimensione europea e al contempo non riducibili a schemi predefiniti. Su richiesta della Commissione si è diffuso in modo esauriente sull’importante prospettiva di ricerca offerta da questa figura. Con maturità di linguaggio e completezza di esposizione, rispondendo con efficacia alle domande della Commissione, ha poi illustrato la realtà e la potenzialità offerte dalle ricerche sui processi di canonizzazione e sull’uso dell’agiografia. CANDIDATO: dott. Levati Stefano Il candidato ha descritto in modo puntuale e convincente una ricerca di lunga lena sulla borghesia e sulla nobiltà produttiva lombarda in ascesa fra la fine dell’Antico Regime, l’età napoleonica e la Restaurazione. La vasta conoscenza delle fonti notarili e dei carteggi familiari gli ha permesso di individuare e sottolineare rapporti con altri tipi di fonti (ad esempio quelle su cui lavora la storia militare) che consentono di completare, anche nella prospettiva di un lavoro di sintesi complessiva, l’affresco della società lombarda e della sua modernizzazione economica, politica e culturale. Rispetto alle questioni poste dalla Commissione, ha mostrato padronanza dei problemi storiografici connessi a un periodo di così notevoli trasformazion.i CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta La candidata ha esposto in modo brillante le linee fondamentali del proprio percorso scientifico, con numerosi riferimenti alla letteratura riguardante la Monarchia di Spagna e i suoi domini italiani. In particolare, ha dimostrato di saper padroneggiare il materiale dell’Archivio Colonna, da poco messo a disposizione degli studiosi. L’utilizzo di questa e di altre fonti le ha consentito di ricostruire in maniera completa ed efficace il complesso intreccio attorno alla figura di Marco Antonio Colonna, esponente di una grande famiglia nobiliare romana e divenuto viceré di una delle aree cruciali della geopolitica spagnola, la Sicilia. Ha saputo inoltre rispondere in modo molto appropriato alle questioni storiografiche richiamate dalla Commissione. 18 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO “A” al verbale di quarta seduta GIUDIZI SULLA PROVA DIDATTICA DEI CANDIDATI GIUDIZI INDIVIDUALI DEI COMMISSARI CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Il dott. Gotor Facello Miguel Angel, in seguito a sorteggio e successiva scelta, ha optato, come prova di lezione, per il tema contrassegnato con il n. 3 dal titolo “La crisi del Seicento in Italia”. Il dott. Gotor ha iniziato la lezione alle ore 14.35 ed ha terminato alle ore 15.20. Giudizio del Prof. Sindoni Il candidato ha svolto la prova didattica con larghezza di impostazione e notevole capacità di esposizione. Ha dimostrato inoltre padronanza dell’argomento discusso, con spunti su alcuni aspetti del dibattito storiografico e richiami anche alla più generale attualità culturale. Ha saputo dosare i tempi, privilegiando particolarmente alcune tematiche. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Il candidato ha presentato con brillantezza un percorso molto particolare – ma certo molto poco didattico- che ha concesso molto di più alla componente diciamo così ideologica che in Italia ha ‘inquinato’ la valutazione del XVII secolo come periodo di ‘crisi’, che non alla fattualità della crisi stessa. Anche la descrizione delle correzioni storiografiche successive è risultata complessivamente semplificata e sommaria. Giudizio del Prof. Gui La lezione è stata presentata come immaginata per essere accessibile ad un uditorio di studenti, anche con riferimenti all'attualità e in una prospettiva di inserimento dell'esposizione nel più ampio quadro di interrelazioni fra gli stati europei dell'epoca, con una visione di lunga durata, peraltro non dimentica delle tematiche relative alla diversità di sviluppo fra nord e sud, sia a livello continentale che italiano. Soffermatosi sulle interpretazioni della crisi seicentesca emerse durante il Risorgimento italiano e rimeditate grazie alle originali "letture" offerte da Gramsci non meno che da Croce, la lezione ha illustrato il concetto di "crisi generale", attribuibile ad una storiografia di ispirazione marxista emersa poco oltre la metà del secolo scorso, concetto poi modificatosi e arricchitosi nel corso del dibattito storiografico con cui sono stati rivisitati i giudizi tradizionali di decadenza e rifeudalizzazione. Un contributo ascritto in parte a Ruggero Romano e ancor più a Domenico Sella, su cui la lezione si è soffermata estesamente sottolineandone la critica alle concezioni tanto di Braudel che dell'antispagnolismo risorgimentale. L'analisi economica del fenomeno in oggetto, offerta in un'ottica per cui la crisi deve essere concepita anche come mutamento e innovazione, è proseguita avvalendosi, tra le altre, delle riflessioni di Malanima, mediante le quali è stato possibile fornire un giudizio variegato 19 e non unidirezionale sulla ruralizzazione delle manifatture, la crisi demografica accompagnata dalle epidemie, i rapporti città-campagna, gli investimenti nelle bonifiche e nelle nuove produzioni agricole, che avrebbero di fatto consentito un rilancio produttivo con il concludersi del diciassettesimo secolo. A tale ripresa avrebbe contribuito l'intensificarsi dei rapporti commerciali con il Nuovo Mondo, per un certo aspetto causa della crisi ma anche fattore di rinascita. Un'esposizione sicuramente brillante e ricca di citazioni, e tuttavia non completa sia nei riferimenti storiografici che nell'illustrazione dei dati fattuali, oltre che del contesto complessivo della crisi seicentesca. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato ha presentato una lezione sulla crisi del Seicento in Italia, che ha strutturato in modo brillante ma forse troppo ambizioso, delineando un vasto quadro interpretativo da Marx a Gramsci, fino al dibattito che negli anni Sessanta e Settanta ha animato soprattutto la storiografia italiana. I riferimenti a questo dibattito sono parsi tuttavia a volte troppo rapidi e schematici, mentre sono mancati, in una lezione che pur dovrebbe avere finalità didattiche, riferimenti sufficienti al quadro storico politico e sociale, che permettessero una comprensione dei riferimenti storiografici. Giudizio del Prof. Benigno Il candidato espone con brillantezza ed indubbia efficacia il tema scelto. La ricostruzione del dibattito storiografico, per quanto assai soggettiva, appare suggestiva e informata. Più incerta e frammentaria la ricostruzione degli elementi fattuali e di contesto che originano la discussione sulla crisi seicentesca in Italia. CANDIDATO: dott. Levati Stefano Il dott. Levati, in seguito a sorteggio e successiva scelta, ha optato, come prova di lezione, per il tema contrassegnato con il n. 4 dal titolo “Mondo rurale e rivolte contadine nella Francia del Seicento”. Il dott. Levati ha iniziato la lezione alle ore 15.35 ed ha terminato alle ore 16.20. Giudizio del Prof. Sindoni Il candidato, con una esposizione equilibrata, ha dimostrato grande dimestichezza con la pratica didattica. L’esposizione è stata lineare ed efficace, toccando i punti salienti dell’argomento della lezione, senza ignorare il dibattito storiografico degli ultimi decenni. Ha saputo utilizzare i tempi a disposizione con una buona capacità analitica. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo Il candidato ha esposto con rigore un percorso molto bene organizzato e capace di far entrare in gioco molteplici elementi: il dibattito storiografico, le cause vicine e lontane delle numerose rivolte contadine del 600 francese, le tipologie delle medesime, ed eventuali materiali di supporto didattico: un quadro completo ed esaustivo lievemente costretto dai tempi materiali. Giudizio del Prof. Gui Dopo un esordio a carattere metodologico in tema di frequenze e localizzazione delle rivolte nel quadro europeo di età moderna, oltre che di sistematizzazione dell'analisi del fenomeno preso in esame, ivi compresa la ricognizione della diversità del paesaggio agricolo francese nell'epoca 20 indicata, la lezione si è soffermata sulla rivoluzione finanziaria comportata dalla politica europea di Richelieu, che imponeva una crescita imponente della spesa militare con conseguente aumento vertiginoso delle esigenze fiscali della corona. Tali esigenze debordavano ampiamente dalle disponibilità del demanio, all'interno del quale i contadini ritenevano dovessero contenersi le risorse della corona. L'esposizione ha abbracciato inoltre le conseguenze indotte sull'organizzazione del potere monarchico, segnata da una concentrazione del potere e dal ricorso agli intendenti (sia pure nella presunzione di innocenza del sovrano), soffermandosi nel prosieguo sulla cronologia, la tipologia delle aree interessate, le cause, le modalità, le maggiori evidenze del fenomeno, nonché la distinzione suggerita dagli interpreti fra rivolta e insurrezione. Al di là degli accenni al tema della rivolta signorile, il candidato ha offerto una puntuale ricostruzione, anche dal punto di vista cronologico, dei diversi apporti storiografici seguiti a quella che potrebbe essere definita la "scoperta" operata da Poršnev di un tema tanto significativo, poi rielaborata, fra gli altri, da Mousnier, Mandrou e gli allievi di questi. Lezione esposta con sistematicità e ricchezza di dati, sicuramente apprezzabile, sia pure con qualche carenza per quanto attiene alla descrizione in sé del fenomeno delle rivolte e della sua imponenza, con relative drastiche repressioni. Giudizio della Prof.ssa Peyronel Il candidato ha sviluppato una lezione sul mondo rurale e le rivolte contadine nella Francia del Seicento, anticipando doverosamente i limiti entro i quali si sarebbe mosso e i materiali didattici che avrebbe usato in una lezione effettiva. Ha esposto con grande chiarezza ed ampiezza il problema delle rivolte contadine all’interno della crisi economica e delle scelte politiche della Francia di Richelieu e Mazzarino ed ha concluso con una rapida sintesi del dibattito storiografico. Giudizio del Prof. Benigno Il tema prescelto viene esposto con apprezzabile ordine e precisione di dettaglio. La ricostruzione procede per punti programmaticamente concatenati in una visione lineare, appoggiata talvolta su riferimenti puntuali di contesto, assai efficace sul piano didattico. La parte storiografica mostra una sufficiente conoscenza del dibattito classico sul tema. CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta La dott.ssa Bazzano Nicoletta, in seguito a sorteggio e successiva scelta, ha optato, come prova di lezione, per il tema contrassegnato con il n. 4 dal titolo “La protoindustria”. La dott.ssa Bazzano ha iniziato la lezione alle ore 16.35 ed ha terminato alle ore 17.20. Giudizio del Prof. Sindoni La candidata ha toccato, con ottima capacità di esposizione, gli aspetti teorici del tema seguendo gli sviluppi del dibattito storiografico. La sintesi è stata molto convincente sul piano didattico grazie anche alle indubbie doti comunicative e alla sicura conoscenza della dottrina in argomento. Giudizio della Prof.ssa Di Filippo La candidata ha presentato con molta vivacità un excursus assai pulito e chiaro sulla nascita del concetto stesso di protoindustria e sul dibattito storiografico successivo sino al suo esaurimento. 21 Giudizio del Prof. Gui La candidata ha offerto una ricognizione sulle diverse interpretazioni del fenomeno, tutte attraversate dal filo rosso della frattura epocale e della discontinuità. Merito di Mendels, alla fine degli anni Sessanta, è stato proprio quello di proporre all'attenzione la consistenza e l'importanza del fenomeno, indagato nel contesto della storia settecentesca delle Fiandre, mediante l'elaborazione di un modello dedicato alla fabbrica a domicilio, alla sotto-occupazione contadina, con conseguente offerta di lavoro a basso costo ai mercanti cittadini, allo sviluppo di competenze preindustriali tanto nel contadino che nel mercante, ai riflessi indotti da tale quadro sociale in vista dell'affermazione dell'industrializzazione e il ridimensionamento dell'importanza dell'economia agricola. Nel modello rientrava anche l'analisi della condizione femminile, dell'abbandono della pratica del matrimonio tardivo, dello sviluppo demografico conseguente. La lezione è proseguita con l'esposizione degli apporti scientifici successivi, tra cui quelli di Carlo Poni, interessati a definire la durata della proto industrializzazione, le diverse modalità di questa, la non completa ripetitività del modello, la diffusione dell'industria rurale e a domicilio nelle diverse aree dell'Europa, le diversità sussistenti nell'Europa meridionale, la forza reale delle corporazioni, la complementarità del rapporto città-campagna, l'evoluzione demografica, spesso non omogenea, la contraddittorietà di alcuni dati, l'emancipazione del processo dalla cornice dello statonazione. L'esposizione si è conclusa soffermandosi sul quadro italiano, a proposito del quale la storiografia più avvertita ha ridimensionato i giudizi di rifeudalizzazione e di "tradimento" della borghesia. L'esposizione è stata tutta rivolta al dibattito storiografico, piuttosto che alla descrizione dei dati economici oggettivi e dei contesti politico-statuali connessi alla protoindustrializzazione. Giudizio della Prof.ssa Peyronel La candidata ha svolto una lezione sul dibattito storiografico che si è sviluppato dalla seconda metà del secolo scorso attorno al concetto di protoindustria, inizialmente usato come modello interpretativo di una fase preliminare dell’industrializzazione, o addirittura come fase di transizione dal feudalesimo al capitalismo, e infine parzialmente criticato in quanto modello, perché presente come fenomeno fin dall’età medievale e non applicabile rigidamente né a tutta Europa, né a distinte realtà di città e campagna, per secoli profondamente integrate. Il dibattito oggi è assai meno presente, prevalendo differenti interessi storiografici. La lezione è stata assai chiara, ben delineata e con riferimenti ampi ed appropriati, nei limiti di un approccio esclusivamente storiografico. Giudizio del Prof. Benigno L’esposizione del tema segue il filo del dibattito storiografico (da cui peraltro origina lo stesso nome e il quadro concettuale di “protoindustria”) raccontato con competenza, vivacità e precisione bibliografica. L’analisi mette in luce le ragioni della discussione sul tema e il suo progressivo affievolimento, con una giusta attenzione rivolta, nel quadro del contesto europeo, alla specificità del caso italiano. . 22 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO “B” al verbale di quarta seduta GIUDIZI SULLA PROVA DIDATTICA DEI CANDIDATI GIUDIZI COLLEGIALI CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Esposizione brillante e assai suggestiva, storiograficamente informata, non sempre supportata da un quadro di elementi fattuali e di contesto che ne consentano una piena fruizione didattica. CANDIDATO: dott. Levati Stefano Esposizione accurata e molto sicura, sviluppata con incedere didatticamente congruo, aggiornata sul piano storiografico. CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta Esposizione vivace e incentrata sul dibattito storiografico, illustrata con eloquio attraente a capace di cogliere ed esporre i nodi essenziali del tema. 23 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO “A” al verbale di quinta seduta GIUDIZI COMPLESSIVI COLLEGIALI FINALI CANDIDATO: dott.ssa Bazzano Nicoletta Il profilo complessivo della candidata, quale emerge sia dal curriculum, sia dalla produzione scientifica, sia dalle prove svolte, è quello di una studiosa attenta e padrona delle tematiche fondamentali della disciplina. In particolare emerge la innovatività della sua produzione scientifica nell’ambito degli studi sulla storia politica italiana nell’epoca della dominazione spagnola. Anche la prova didattica ha mostrato un’ottima disposizione alla sintesi e una solida conoscenza delle linee portanti del dibattito storiografico. L’insieme delle prove sostenute e dei titoli presentati indica la candidata Bazzano come particolarmente meritevole di ricoprire il ruolo di professore universitario di seconda fascia. CANDIDATO: dott. Gotor Facello Miguel Angel Il profilo complessivo del candidato quale emerge sia dal curriculum sia dalla produzione scientifica sia dalle prove svolte, è quello di uno studioso vivace ed originale. Tanto nei titoli scientifici quanto nell’esposizione della prova didattica si sono constatate doti di brillantezza e di capacità comunicativa. Gli studi sinora svolti sul tema della santità e della Inquisizione si fanno apprezzare per capacità di studio e di interpretazione. L’insieme delle prove sostenute e i titoli presentati indica il candidato Gotor come meritevole di ricoprire il ruolo di professore universitario di seconda fascia. CANDIDATO: dott. Levati Stefano Il profilo complessivo del candidato quale emerge sia dal curriculum sia dalla produzione scientifica sia dalle prove svolte, è quello di uno studioso serio e assai impegnato nella ricerca. In particolare spicca lo spessore quantitativo e qualitativo, e anche continuativo nel tempo, della sua produzione scientifica, che ne fa un punto di riferimento per gli studi sulla storia economica e sociale lombarda nel periodo compreso fra l’Antico Regime e la Restaurazione. Anche nella prova didattica il candidato ha confermato una sicurezza e una capacità di sintesi molto apprezzate. L’insieme delle prove sostenute e dei titoli presentati indica il candidato Levati come particolarmente meritevole di ricoprire il ruolo di professore universitario di seconda fascia. 24 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER IL RECLUTAMENTO DI N. 1 PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO - FASCIA DEGLI ASSOCIATI - NEL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-STO/02 PRESSO LA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO (D.R. n. 250 del 3 giugno 2008, il cui avviso è stato pubblicato nella G.U. n. 46 -4^ serie speciale- del 13 giugno 2008). ALLEGATO “B” al verbale di quinta seduta RELAZIONE FINALE La Commissione, nominata con D.R. n. 15 del 12-1-2010, reso noto per via telematica e pubblicato nella G.U. 9-2-2010, modificata a seguito della dimissione di un membro, accettata con D.R. 133 del 13-3-2010 pubblicato sulla G.U. 29 del 13-4-2010 e successiva integrazione, come da D.R. 153 del 20-4-2010, pubblicato sulla G.U. 35 del 4-5-2010, così composta: - Prof. Angelo Sindoni - Prof. Claudia Di Filippo - Prof. Francesco Gui - Prof. Susanna Peyronel - Prof. Francesco Benigno - Presidente - Componente - Componente - Componente - Segretario ha svolto i suoi lavori secondo il seguente schema: - Seduta preliminare - Prima seduta - Seconda seduta - Terza seduta - Quarta seduta - Quinta seduta giorno 1-7-2010 giorno 25-10-2010 giorno 25-10-2010 giorno 25-10-2010 giorno 26-10-2010 giorno 27-10-2010 dalle ore 12.00 alle ore 12.30; dalle ore 08.30 alle ore 10.30; dalle ore 11.00. alle ore 11.45; dalle ore 12.00 alle ore 19.00; dalle ore 14.15 alle ore 19.30; dalle ore 08.00 alle ore 12.00. La Commissione ha tenuto complessivamente n. 6 riunioni, iniziando i lavori il 1-7-2010 e concludendoli il 27-10-2010. Nella seduta preliminare (verbale seduta preliminare con allegato 1) la Commissione ha stabilito i criteri di massima per la valutazione comparativa dei titoli presentati dai candidati. Nella prima seduta (verbale prima seduta) ha provveduto ad esaminare le pubblicazioni ed i titoli presentati dai candidati. Nella seconda seduta (verbale seconda seduta con allegati n. 1 e n. 2) ha provveduto alla enunciazione dei giudizi individuali (allegato n. 1) e poi di quelli collegiali (allegato n. 2) per ogni candidato e a stabilire il calendario per la discussione dei titoli e per l’espletamento della prova didattica. Nella terza seduta (verbale terza seduta con allegati A e B) la Commissione ha proceduto alla discussione dei titoli per ciascun candidato ed alla successiva formulazione dei giudizi individuali (allegato A) e collegiali (allegato B) dei candidati; la Commissione ha fatto effettuare, inoltre, il sorteggio dell’argomento della prova didattica per ogni singolo candidato. Nella quarta seduta (verbale quarta seduta con allegati A e B) la Commissione, eseguite le singole prove didattiche, ha provveduto alla valutazione delle stesse ed ha proceduto alla formulazione dei giudizi individuali (allegato A) e collegiali (allegato B) delle stesse. 25 Nella quinta seduta (verbale quinta seduta con allegati A e B) la Commissione si è riunita per procedere alla valutazione comparativa dei candidati sulla base dei giudizi collegiali già espressi, al fine di formulare i giudizi complessivi finali (allegato A) per ognuno dei partecipanti alla procedura e, sulla base della valutazione comparativa, a dichiararne le idoneità nelle persone dei dott.ri Bazzano Nicoletta e Levati Stefano. Ha, quindi, elaborato la relazione finale (allegato B). Letto, approvato e sottoscritto seduta stante. Teramo, 27-10-2010 - Prof. Angelo Sindoni - Prof. Claudia Di Filippo - Prof. Francesco Gui - Prof. Susanna Peyronel - Prof. Francesco Benigno - Presidente…………………………….. - Componente…………………………... - Componente…………………………… - Componente…………………………… - Segretario………………………………. 26