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Mercoledì 17 Novembre 1875
DIREZIONE
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NUM.
1 1i Li1/4%
Via Gasteiletto N.° 2, Priyao Piano.
I manoacritti che &inviano alla Direzione
non Si restituimmo, r.è si rende ragione
della ricusa di stamparli: non si accettano
ANNO III
AMMINISTRAZIONE
Libreria Nistri sotto Borgo
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0-I01=1.1\T_ALE della CI ' '191. e 1 FlOVINTCIA. ai PISA
-
AMMINISTRATIVO - POLITICO -.SCIENTIFICO - LETTERARIO
scritti aìOniIfli. — Le lettere non francats
non si ricevon. b.
-
,!
Pisa 16 Novembre
LETTERE ROMANE
15 novembre.
S'ha da vedere se mi riesce guadagnare qualche mezza lira di più,
rammentando sette od otto volte Toscanelli o Simonelli o qualche altro
amico del Corriere dell'Amo, secondo mi promette a nome vostro il quisquiliografo di quel giornale Non
ci vorrebbe molto in verità; ma p.-r
quanto possa fu- piacere a quelli del
Corriere il constatare che voi siete in
quattrini, non sono amico così sviscerato del Corriere da rassegnarmi a
razzolare o a grufulare sulle traccie
dei suoi quisquiliorarl.
Sarà meglio restare nella solita prosa, vi servirò ancora. una volta il processo LUCiani; sarà l'ultima, perchè
non vi corra alle labbra il toqiours
pendrix!
C'è una parte di quel processo, che
in un paese di lotte elettorali come il
vostro, può suggerire serie riflessioni.
Vi ho già accerriato altra volta che di
cose elettorrtli s'era discusso molto alla
Corte d'Assise di Roma nella causa
per l'assassinio di Raffaele Sonzogno. —
Dalle urne e dalle agútazioni elettorali
alla Corte d'Assise non è sempre grande la distanza; Toscanelli e Simonelli
e qualche altro amico del Corriere
devono saperne qualche cosa.... Li ho
nominati, ma proprio senza volerlo.
A parte gli scherzi, una delle più
consolanti risultanze del processo Luciani fa la rivelazione di ciò che era
mistero elettorale. — A parte l'assassinio, quelli che di Luciani conoscevano la poca moralità e la nessuna serietà
politica deplorarono sinceramente l'an-
APPENDICE
VITA PER V_ORTE
Vi ricordate , se foste mai madre
quante rosee immagini vi scherzavano nella
mente da un vivo e coutinuo desiderio
messa in agitazione, allora che vi sentiste
madre per la prima volta? Voi adesso lo
confessate sorridendo, guardavate il bellissimo bambino di cera che sta nel vostro oratorio, la ricciuta testolina della
piccola Emilia, gli occhi di quel tale, le
labbra di quell'altra; e, quasi aveste dovuto modellare un mosaico di bellezza,
Parrasio delle madri!, sceglievate dappertutto il più vago, con la superba libertà
dell'ape, ed andavate careggiando tante
grazie e venustà, che non ne vennero
forse altrettante all'ispirato pensiero del
Salai°, del Correggio e del d'Arpino nell'ideare i loro putti.
Ebbene, se vi potesse esser qualche co-
--
PUBBLICA OGNI MERCOLEDÌ E SA,BATO DI CIASCUNA SETTIMANA
no scorso che egli fosse giunto a sedere in parlamento e rappresentarvi
per qualche tempo la capitale del Regno; quell'elezione sembrava un'aberrazione di municipalismo, specialmente biasimevole nella capitale. Quelli
cui stava a cuore restimazione politica degli elettori di Roma respirarono quando l' elezione Luciani venne
annullata, quando risultò che falsamente gli era stata attribuita la maggioranza -dei voti. Ma dopo il 6
febbraio, quando la voce pubblica anticipò di otto mesi il verdetto dei giurati, era sempre dolorosi che quel l'uomo, un misto di Ciodie e Catilina
in piccole proporzioni , avesse trovato tanti elettori da far dipendere
la conferma e l'annullamento della sua
elezione dai giudizio su alquante schede contestate, da permettergli di votare coi legislatori del paese, di portar la parola a nome di Roma in elogio all'integerrimo Mellana.
Ora fortunatamente è posto in chiaro che neppur di questo ebbe colpa la
maggioranza del 40. collegio di Roma,
Se Luciani prima d'essere assassino
non fosse stato un falsario, se egli
coll'aiuto di quello stesso Armati che
fu il suo primo mandatario per 1' assassinio di Sonzogno, non avesse
terato alcune schede elettorali, la parabola della vita sua, cominciata a
Tata Giovanni e finita in galera non
avrebbe toccato i banchi legislativi.
I giurati accordarone a lui come ai
suoi complici le circostanze attenuanti;
ma non credettero nella loro giustizia
di ammettere la tesi eloquentemente
svolta dall' onorevole Tarantini, che
cioè sui complici di Luciani l'atmosfera di agitazione e di passione elettorale avesse influito in modo tale che
si potesse dire avere essi agito sotto
sa di più caro di questa creatura immaginata dalla vostra fantasia, la sarebbe
stata senz'altro Mary.
Povera bambina! quando la vodevano7
per le vie saltellar con quei capricciosi
gruppetti biondi che le cadevano innanzi
agli occhi, e che essa, la spetrsiera tella!
non curava di sgoinberar con le dita,
molte madri la guardavano pressoché invidiose, alcuni signori la sollevavano da
terra per baciarla sulle due guance, e poi
ve la posavano, lasciandole uno scellino
nella manina, altri si couteuta,vano di
domandare a chi era figlia, quella rosa,
quella pesca, quAl'angiolett t! — ed allora
v'era sempre qualche vicina che rispondeva all' ignaro: — è Mary, la figlia di
Cecilia vedova di John quel battelliere
del Tamigi che — Ah! John! quello! interrompeva subito l'autor della domanda
chiunque si fosse, lo conosco; povera fanciulla! — e trascorreva innanzi guardandola pietosamente,
Allora Mary aveva quattr'anni.
l'impulso di una forza quasi irresistibile.
In verità la tesi dell'avv. Tarantini
deve sembrare ardita, come sembrò
ai giurati i quali difatti non l' accettarono. P.: però fuori di dubbio che
essa Atti in parte fondata.
Armati, Morelli e Farina erano stati
attivissimi agenti elettorali di Giuseppe
Morelli si era distinto in
Trastevere per tin agitarsi fazioso poco lontano dalla violenza. Armati. presidente di seggio, non aveva esitato a.
sottrarre le schede elettorali per alterarle poi in collaborazione con Luciani. — Disposti così bene a uscire dalla
legalità, la proposta dell' assissinio
trovò il loro animo tutt' altro che
restio.
Questo prova che l'agitazione elettorale, la passione politica, cose eccellenti per sé in quanto mantengono
l'elasticità della vita politica; possono
faciltnente spingere candidati, elettori
e non elettoH verso certe regioni dove
spira la terribile tramontana (lei Codice penale. Anche i non elettori Morelli e Farina erano di quei non elettori di Trastevere che si agitaAno....
per conquistare il diritto elettorale, il
su ifragio universale.
Il funestissimo esempio è:'-bene sia
tenuto presente nel vostro paese, classico per le lotte politiche ed amministrative.
.
Le associazioni hanno il principio
il L° ed il 16 d'ogni mese, con pagamento
anticipato di lire 8 por un anno e di lire 5
per sei mesi.
Un .Numero separato centesiod 10,
arretrati centesimi 20.
Avvisi ed inserzioni centesimi 15
in linea o spazio di linea.
gioni l'uso del coltello passa per una
cosa nobile e irriprovevole. — Durante
tutto il processo quel pubblico aveva
Udito gli imputati scusarsi dicendo che
credevano di conruettere un assassinio
politico, aveva udito gli avvocati naturalmente a perorare in attenuazione
d'un atto compiuto per nobili passioni. — Se il verdetto dei giurati fosse
stato più mite, sarebbe sembrato una
adesione a queste scuse, a queste difese. E il pubblico si sarebbe persuaso che gli assassini di Sonzogno erano da compiangere, più che da abborrire.
<>
Appena pronunziata la sentenza volli
uscire dall'aula e mescolarmi alla folla
che ancora non conosceva l'esito.
„ Qual' è la sentenza? „ domandavano ansiosi, uomini e donne.
• Tutti e cinga° ai lavori forzati a
vita „ .La folla ammutoliva e si disperdeva senza ttr commenti, riflettendo a quella solenne apostrofe del
Procurator Generale:
„ E tu, o popolo, impara ad aprir
gli occhi sui ciarlatani politici.
Oh davvero che la lezione non andrà perduta.
Marco T.
-
L'altra sera alla Chiesa Nuova fu
un solenne momento. Nell' aule nei
corridoi, nelle vicinanze predominava
quell'elemento popolare trasteverino,
che aveva intime relazioni cogli imputati. — E quando sui complici di Luciani fulminò l'inesorabile verdetto, si
udì un lpngo fremito. Fremito salutarissimo in quel volgo, dove in certi
casi e in certi modi e per certe raQuando ne aveva tre, sua madre Cecilia ne contava appena venti; e sua ma-
dre era forse egualmente bella donna di
quello che Mary era bella fanciulla,. Adesso ella è così infelice, — eppure bellezza e
virtù furono le sue colpe.
Oh! perchè vi ho io detto ciò! voleva
parlar solo della piccola e bella Xlar y,
voleva raccontarvi qualche cosa di tenero
Ie di soave, ed adesso mi trovo quasi impegnato a narrarvi del tetro e del funesto; sì, giacchè vi ho parlato delle sventure di Cecilia, è forza che io ve ne discorra le cause — Udite: Thom fittaiuolo
di Glascow venuto per sue faccende in
Londra aveva veduto un giorno Cecilia
una festa popolare, l'aveva trovata così
bella, le aveva posto immenso amore
un amore senza speranza, uno di quei
troppo consueti deliri di giovine, che lo
faceva restar le lunghe sere d'inverno addossato ad un rustico pilastro della riva,
posto quasi di rincontro alla casetta dì
Cecilia, a sentirla cantare. Dal quale dol-
COSE UNIVERSITARiE
Ieri mattina (martedì) nell'Aula Magna
dell' Università ebbe luogo la solenne
inaugurazione degli stria.
Come gli anni passati il cortile era
sparso di foglie d'alloro, gli araldi facevano pompa del loro costume, i trombettieri impugnavano i loro strumenti e nella
sala una grandissima folla era là pronta
pei ascoltare il discorso del prof. Alessandro D' Ancona.
A fatica siamo potuti penetrare nell'Aula e dal posto che ci è riuscito di
cissitno ma solo compenso lo disturbava
ogni volta l' opposto cauto di John, che,
ritornando a notte alta a legar alla
sponda il suo battello rispondeva al saluto della canzone. Ed egli, Thotn, vedeva sporgere una testa dalla finestr
ed un brièccio seminalo , e tutto di
eguale bianchezza ( sebbene in parte
coperto dalla nivea camicia), metter fuori
un fanaletto, poi udiva la stessa voce del
canto chiamar tutta lieta: — John! e non
vedeva altro, non sentiva più altro, perchè la vista gli si aunuvolava, i sensi ricusavamo di prestargli il loro ufficio. Si
trovava finalmente solo, rimpetto ad una
finestra chiusa, su'cui cristalli illuminati
si disegnavano due ombre; egli contemplava come frenetico quella fantastnagoria,
e finalmente quando il lume spariva, che
le imposte eran chiuse, lo sciagurato abbassava uno sguardo cupo e sinistro sul
fiume, dimenava il capo, arrovesciava sull'omero il bigio mantello, si calcava il
cappello sugli occhi, e dileguavasi come
un malvivente ne'suoi burroni.
e
occupare, le parole ci arrivavano coufase,
indistinte. Ce ne duole, ma ci è impossibile dare il riassunto del discorso inaugurale.
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L.
4
Mentre il prof. D' Aucona dimostrava
agli attenti uditori, che lo potevano udire,
conae il penonero dell' unità d' Italia sia
stato non pur soltanto negli scrittori civili, ma alleo in quasi tutti i poeti fino
dell' origine dell' italica poesia, noi ci
siamo divagati nel guardare la gloriosa e
stracciata bandiera dell'Università. Molti
pensieri ci sono sudi nella mente e tra
li altri questo: che senza le battaglie le
quali hanno preparato la nostra indipendenza e ce l' hanno fatta coussguire, il
simpatico e dotto professore D' Ancona
non potrebbe ora insegnare letteratura
italiana nella nostra Università.
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Lunghi e calorosi applausi ci riscoesero
dai nostri pensieri.
Una cosa ci consola del non aver potuto ascoltare il discorso del prof. D'Ancona: che egli o nella Nuova Antologia
o in opuscolo seperato lo darà certamente
alle stampe.
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Le lezioni alla R. Università incolnincieranno lunedì 22 correute.
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L'onorevole Bonghi ha diramato una
Circolare onde tradurre in atto le massime adottate dal Consiglio di pubblica
Istruzione circa agli incarichi speciali da
affidarsi ai professori nell' Università:
1. Che ii incarichi per qualunque inseenamemto uuiversitario saranno conferiti soltanto a coloro che hanuo i titoli
richiesti dalla legge per essere ineegnanti
privati cou effetti legali;
2. Un professore ordinario o straordinario non potrà avere mai più di un incarico oltre il proprio insegnamento;
3. Un professore il quale sia depurato
al Pa.rlainento non può avere a.lcuu iucarico di inseguaineuto;
4. I professori delle scuole secondarie
non possono essere incaricati di un insegnameuto universitario se non in via transitoria;
5. L'ufficio di magistrato e qualunque
altro ufficio non dà per sè solo titelo ad
essere incaricato di un insegnamento;
6. Gli incarichi si dauuo pei corsi obbligatorii; i corsi liberi sono lasciati all'insegnamento privato.
L'ultima sera che egli assisteva a quella
scena straziante per lui, un' idea terribile
gli si travolgeva nella mente come un rettile spaventoso; erano de' consigli iufernooli gli dicevan uon so che cosa di
una lama acuta, di ua braccio fermo, di
lui biolzo nel fiume..... e dovevau essere
pensieri così orrendi, che Vhoin scoteva
il capo cogli occhi chiusi, quasi avesse
voluto scacciar quella tentazione, che gli
ritornava sempre assidua ed insinuante,
come roder del tarlo, come la voce d'un
cattivo compagno.
Egli seutivasi sueurrar nell'orecchio: —
Cecilia è troppo giovine, ha una fauciulla
si vedrà senza guida, non potrà a lungo
restar vedova, tu sei più ricco di John....
gioviue come lui, Thoon, su, via, non tremare! — e Thom tremava come molla
che tentenni, come corda clic oscilli; tane
topiiì che cominciava a sentir dal fiume
la voce allungata di John rispondere come un'eco lontana al cauto di C2cilia;....
cavava allora il pugualetto, e vistolo luc-
Yarieth
MICHELANGELO BUONARROTI
e l'Architettura moderna
Pensieri del prof. architetto Guglielmo
Ing. Calderini rappresentante l'Accademia
di Belle Arti di Perugia alle feste del IV
Centennario di Michelangelo Buonarroti
celebrate in Firenze nel settembre 1875.
Nella occasione delle feste Michelangiolesche in Firenze ove i ministri delle arti
belle si trovavano in fraterao convegno
a ricordare e venerare quel colosso del genio, Perugia, che aveva festeggiato non
ha guari il centenario del suo grande architetto Galeazzo Alessi, coetaneo a Michelangiolo, amico e degno campione e
divulgatore della grande riforma architettonica, operata dal genio grande di Michelangiolo, cui scosse l'Europa e il inondo, volle concorrere a festeggiare il quarto centenario del Divino, facendosi degnamente rappresentare dall'illustre architetto
Calderini, professore di architettura teorico-pratica nell'Accademia di Belle Arti
in Perugia.
In tale solenne circostanza ci pubblicò
alcune sue idee sulla moderna architettura
facendone un parallelo con quella ai tempi
di Michelangiolo. È una monografia a stampa scritta con molta eleganza di stile,
con buona lingua, con raro acatne di osservazioni e nello stesso tempo diletta ed
interessa tutti i cultori delle Arti Belle.
Ei ci narra:
« Michelangiolo fu grande innovatore
« ai suoi tempi e la di lui apparizione
eul toatro architettonico mutò faccia al« l'artistico organaineuto: esso insegnò a
« prova di menuinenti che può farsi as« sai bene una trasformazioue assoluta u'« lo stile architettonico con gloria dell'ar« te, Vide che nella adii imitazione il peti« siero dell'artista non aleggia, non brilla
« e che bisognava fuggife l'imitazione del« l'antico, alla quale si abbandonarono i
« migliori tra i suoi coetanei.
« L'Alessi abbracciò la stessa idea e si
« fece a seguirlo in quella trasformazione
« architettonica che noi ammiriamo nelle
« opere stupende. Michelangiolo scuoteva
« il mondo artistico disseminando a Roma
« e Firenze ed in altre città i prodotti
« della sconfinata e meravigliosa immagi« nazione, Alessi riempiva Genova e Mi« lano dei tesori originali del suo genio.
« Il prime più spigliato in sicura balia
« della potente immaginazione, il secouclo
« più cauto nell'avvicinarsi al confine, ma
« ambedue immensi e creatori di una miocicar al pallido riflesso del fanale messo
fuori del finestrino, come per subitaneo
impulso lo spezzava a mezzo, lo gettava
nella via; — ma pur restava strettamente
addossato al pilastro.... ed aspettava.
John accomanditva ad un travicello
della sponda il paliecherrno, saltava a
terra; e Cecilia che era scesa ad incontrarlo le schiudeva l'uscio, lo accoglieva
con un amplesso, ed entrambi scambiavano insieme un casto e prolungato bacio di sposi.
Quel bacio fu un passar di bragia sul
volto dì Thom ; un lacerar di denti
sul suo cuore, egli si frugò macchinaimente nel petto, come per ricorrere al
pugnale, inunetuore d'averlo pocauzi gittato via, poi voleva slanciarsi su John....
ma pure restava sempre irresoluto colle
spalle strette al pilastro, protetto dall'ombra. Era l'ultimo sforzo della coscienze
sul delitto; l'ultimo! — che fosca risoluzione s'impedrouì vivamente di lui, l'atnmaliò, e nel intenerito che Johu stava
« va arte, fatale ai seguaci più fiacchi, ma
« sublime, inarrivabile come essi la lascia« rouo.
EI prosegue: « Oggi si vuole ottenere
« un eguale scopo, ma con forze diseguali
e e con condizioni assai diverse; con forze
• diseguali perchè la Provvidenza non
« sembra che voglia ancora farci segnalare
e l'apparizione di qualche stella sull'ere
e chitettonico orizzonte; con condizioni
« assai diverse perchè i tempi che corrono
• sono assai dissimili da quelli del divino
e artista; quei tempi cioè in cui un Lo« renzo il M Ignifico ed un Leone X si
• gloriavano di avere intorno a se gli
« artisti d'Italia i più insigni ed i primi
« luminari dell'arte.
Oggi si strombazza da molti, ed a buon
dritto di fuggire una buona volta dalle
Pastoie del classicismo e dai precetti, mentre dagli stessi innovatori e ba.uditori di
queste evidentissime ragioni, si pensa, per
ottenerne lo scopo, di proporre altri precetti ed altre legacce creando misteriose
teoriche.
Al secondo Congresso artistico italiano
d'ebbe luogo in Milano nel 1872 la sezione architettonica volle portato in campo il seguente quesito per essere discusso
e risoluto:
•o< Ricercare le condizioni fondamentali
di 2020 stile architettonico, il quale, giovandosi dei nuovi progressi della scienza
e dei nuovi materiali di costruzione, serva
ai bisogni, agli usi ed • ai costumi odierni
delle varie provincie italiane e ne rappresenti i caratteri naturali e storici.
Osserva mirabilmente il dotto architetto
che il quesito è troppo astratto, troppo
complesso, indeterminato ed assolutamente
iusolubile praticamente, e che quilunque
discussione passa farsi di quel problema,
non porterà mai ad alcun risultato pratico Mi tornerà invece a danno dell'arte.
L'architetto moderno lo risolverà colle stesse opere d'arte e con retta libertà d'azione a seconda dei casi che ud esso si present runno. In fatti, egl i rileva giustamente
,
che quell'unico stile che si vorrebbe cercare per le architetture moderne italiane,
oltrechè essere nuova legaccia all' arte è
anche assurdo e non servirebbe allo scopo, poichè a Napoli e Palermo non si può
architettare come a Milano e Torinn, a
Venezia non può architettarsi come a Roma. Ogni città ha i suoi usi e bisogni speciali dettati dal clima e dalla quantità ed
abitudine dei cittadini. L'architettura casaliuga non può avere lo stesso stile di
quella destinata ai pubblici edifizi, ed auCO per i pubblici edifici lo st!.le non può
essere unico); giacchè non si darà per fermo eguale stile al tempio ed all'officina,
al teatro ed alle prigioni, al palazzo municipale e alla stazione ferroviaria,
per chiudere l'uscio della sua casa, egli,
sviluppatosi rapidamente dal matello, si
slanciava nel fiume con un grido strano
e lacerante.
— Un suicida! gridò Cecilia, si aiuti!
— Bisogna salvare ad ogni costo quello
sciagurato — esclamava John, e strappatosi alle braccia di lei si gettava nell'acqua.
Il battelliero lo avrebbe salvato.... ma
Thotu cui una voce interna aveva disperatamente detto; — nè tua, nè sua ! —
avviluppatosi al collo di lui giù seco tra'
vortici il trascinava; ed ogni volta che il
povero Johu cercava di tornare a galla e
di aiutarsi col nuoto, sentiva tirarsi giù
con forza da un braccio che egli credeva
fare l'ultimo sforzo per trovare uno scampo — ed era un braccio che faceva l'ultimo sforzo per troncare insieme due vite.
S'udì un gemito, un gorgoglio, e nulla
più nulla più!
LA corrente traseinavasi a maz' accila
IMfflar4.=2
Da Firenze riceviamo una dolorosa notizia. Domenica mattina spirava nel bacio del signore la Contessa Maddalena Agostlni-Della Seta, dopo
lunga malattia di cuore.
Delle eccelsi doti che adornavano l'anima e il cuure di questa egregia donna la
quale, morendo lascia un vuoto indimenticabile nella città nostra, parlerà nel prossinio numero un amico nostro.
Oggi ci limitiamo a questo semplice annunzio e a deplorare grandemente e sinceramente la morte della Contessa Agostini-Della Seta che ha lasciato nel
pianto i suei tre fighuolila contessa Frauceschi Bicchierai: la contessa Maria e il
conte Alfredo, e nel dolore quanti la co-
t
a
noscevano.
a
9
Domenica mattina _alle 8 e mezzo tutti
i componenti la Società Operaia insieme
alla Banda Filarmonica pisana e alla faniare dei Concordi si portavano alla ferrovia.
Col treno delle 9 e mezzo arrivarono
le associazioni d'Empoli, Pontedera e Ca-
scine, parecchi rappresentanti della Provincia e la banda del Piano di Pisa.
Tutti insieme si portarono al R. Liceo
uve si ivau gurava una lapide in memoria
del defunto cav. Ranfagni uno dei fondatomi della Società Operaia.
*
t
*
In una delle sale del R. Liceo entrarono le aesociazioui. Al Buco della Presidenza siedevano il coesiglier delegato
cav. Vieni rappreseutante il R. Prefetto,
il cav. Lostia di Santa Sofia comandante
il 7.° Reggimento artiglieria, il professar
Nardi-Dei rappresentante il iunnicipio, il
cav. Gradi provveditore degli studi e il
cav. Mesi ispettore scolastico.
Il signor di Colo segretario della Società lesse moltissime adesioni di varie
associazioni operaie, una lettera del generale Garibaldi e una del generale Cialdini
i quali facevano vo ti per la prosperità
della Società Operaia.
Dopo ciò il sig. Vincenzo Andrei lesse
una biografia politico-morale del cav. Ranfagni la quale verrà pubblicata. Seguirono il cavalier dottor Carlo Cuturi che sul
due cadaveri, stretti ed avviluppati l'uno
all'altro come per terribile amplesso.
E Cecilia? — La diserta non vedendo
più ricomparir sull'acque John, si cacciò
disperata le mani tra i capelli, e lo chiamò più volte inclartio; fuori di sè, era
anch'ella poi2r islanciarsi nel fiume... quando udì un grido acuto che la saettò in
mezzo al cuore, e l'arntstò sull'orlo della
tomba che ella andava a cercare da sè
stessa nell'acqua.
.
Era Mary, che sveglia,vasi da un sogno funesto; povera fanciulla! forse aveva sognato il vero. -- Intanto se perdeva
il padre salvava la vita a sua madre.
Cecilia dunque s' arrestò di repente,
guardò intorno con occhi spalancati e
come istupiditi, poi corse al letticciuolo
in mezzo al quale s'era assisa Mary, l'abbracciò, la strinse forte al patto quasi a
segno di soffocarla, e poi si abbandonò
tristemente a lei vicino.
(Continua).
o
P
medesimo soggetto disse nobili parole;
l'operaio Colucci che pure parlò del Ranfagni e il cav. Gelassi sindaco di Cascina che ragionò intorno ai doveri dell'operaio.
*
Il presidente della Società, cav. Matte
Remaggi, cou una breve allocuzione dichiarò aperta la festa dei premi.
Questi consegnati ai meritevoli, il prof.
Nardi-Dei e il cav. Vieni dissero alcune
•brevi ed accoucie parole sui vantaggi che§
lo studio può apportare agli operai.
Al tocco e mezzo 156 persone appartenenti a diversi gradi della società, si
assidevauo a mensa nella gran sala del
R. Teatro Nuovo gentilmente coucesi.
Arrivato il momeuto dei briudisi, il
cav. Rernaggi bevve alla salute del Re; il
cav. Cuturi propose — e la proposta venne accettata — di inviare un telegramma
al principe Umberto e uno al deputato
Toseauelli presidente onorario della Società Operaia pisana; il genovese professor
Nervi bevve alla salute di Pisa, dicendosi lieto delle finite gare tra la sua e la
mostra città; il cavalier Gelassi propinò all'Esercito ed al brindisi gentile rispose ringraziando con molto affatto il
cav. Bartoloanneis maggiore d'Artiglieria;
il signor Bellincioni presidente della So•cietà operaia di Pontedera propinò al la
voro; il prof. De Benedetti rappresentante
di quella di Novara, alla unione degli
operai; il sig. Ore,te Vettori rappresentante la S.iit di Salvataggio pisana
parlò dell'aiuto scatubievole che possono
prestarsi tra loro le classi operaie; il signor Di Colo propose fosse inviato un
dispaccio al deputato Barsanti; il cavalier
domandò il perCuturi approvando messo a:l'Adananza di segnare quel telegramma col etto nome: parlò nuovamente
il sig. Andrei e nuovamente il sig. Vettori che propose di bere alla salute di
Vincenzo Andrei educatore del popolo.
Altri ancora psrlarono e dopo che il
vice-presidente signor Rossi ebbe ringraziato, a nome della Società, i rappresentanti
delle varie Associazioni, i radunati uscirono per godere il palio delle Regate.
*
Pregati, pubblichiamo la seguente:
-Signori tuttt onorevoli della Associazione
di mutuo soccorso fra gli Operai in
Pisa.
Profondamente commoeso dal gentile
pensiero che avete avuto di inaugurare in
questo solenne giorno sociale in cui vien
festeggiato il 14. 0 anniversario di sua fondazione, una lapide a memoria dell'estinto
mio fratello dott. Enrico Ranfagui per le
indefesse premure avute in vita tendenti
al progresso e vantaggio di detta Associazione, mi sento nel dovere di manifestarvi tutti i miei rispettosi ringraziementi
da parte ancora dell'altro mio fratello dottor Robustiano medico condotto del paese
di Asciauo, che non è potuto intervenire
per cause d'impiego, congratulandomi in
pari tempo per la buona ed utile scelta
che faceste nella persona del distinto signor cav. Matteo Re.maggi a Presidente
della predetta Associazione, il quale certamente per le sue non comuni qualità,
sarà a procurare maggior progresso e nuo- vi vantaggi alla Associazione predetta.
Pisa li 14 novembre 1875.
Devotissimo
IPPOLITO RANFAGNI.
** *
La Provincia di Pisa è informata
come dal commendatore Aghemo Capo
•del Gabiuetto particolare di Sua Mae-
stà, sieno state inviate al cornmend. Sindaco lire 5mila, con incarico di distribuirle
a nome del Sovrano ai più bisognosi fra
coloro che nella recente permanenza della
prefata Maestà Sua a San Rossore, gli
rivolsero istanze di sussidio,
** *
Il presidente dell'associazione di mutuo
soccorso fra gli operai di Pisa avverte
tutti coloro i quali desiderano intervenire
alle Scuole serali aperte per cura della
suddetta Associazione, che potranno inscriversi nel relativo Ruolo, da lunedì 15
a domenica 21 corrente, dalle ore O antimeridiane alle una pomeridiaue nel locale
della residenza.
Alle scuole serali potranno intervenire
tutti coloro che lima° oltrepass ito il dodicesimo anno di età.
*a *
Lunedì sera, coll'ultimo treno, una signora insieme alla sua cameriera, si trovava alla Stazioue per partire per Firenze. Una guardia le insegna il compartimento in cui deve moutare; un'altra, guarda i biglietti, li ritira e il treno parte....
per Livorno. Giunta in questa città e narrato il fatto, il capo-stazione le fu largo
di gentilezze; non le fece pagare il viaggio fatto suo malgrado, non il ritorno a
Pisa e le consegnò un nuovo biglietto per
Firenze valevole il giorno seguente.
Tutto ciò và, beniesiino.
Ma le guardie che devono riscontrare
i biglietti cosa fanno? Mancano di occhi?
Equivoci così noiosi che, talvolta, potrebbero avere serie conseguenze non dovrebbero avvenir mai.
*
Abbiamo ricevuto da Roma il primo
numero del nuovo giornale li Bersagliere
organo della gievaue sinistra.
Diamo il beuvenuto al nuovo confratello che, da quanto possiamo giudicare
per ora, ci sembra assai garbato e molto
ben fatto.
**
Giuseppe B tr. della R ata, la sera del
14 corrente criticava iu pubblico la condotta tenuta in paese da Leandro Bel. di
detto luogo, il quale divertivasi a far buffonate , che al primo 11011 piacevano. Adontatosi Leandro di tali critiche, estraese
di tasca un dente di pettine da canapino,
e fattosi adesso con quello a Giuseppe lo
ferì lievemente in varie parti del corpo
gravemente però alla testa. Nel furore
della mischia Leandro ferì pure leggermente certo Iacopo B. che si era posto
in mezzo, e tentava salvare il ferito dalla
furia del feritore. Sono fie qui riuscite vane
le ricerche della forza per l' arresto del
colpevole, perchè, compita la sua bravura,
si rendeva subito latitante.
*
*
Ranieri M. e la di lui moglie Ida di
S. Marco alla Cappelle,ivennero a alterco
con Pa.squina M. madre del primo, ed il
figlio fattosi adosso alla madre la tenue
ferma ed eccitò la moglie a percuoterla,
la quale con zoccolo dette non pochi colpi
al capo della povera donna. Sapraggiuuti
però Ranieri e Costantino V. cugini , di
Pasquina, vollero interporsi , ma Ranieri
M. si fece contro anche a costoro, e scaglialo un zoccolo a Costantino, lo investì
nel naso accagionandegli non lieve lesione. L' autorità procede.
**
Circa le ore due antimeridiane del 12
corrente naufragava presso Vada la fartene Ancora, proveniente da Terracina e
diretta a Genova.
Fortunatamente però l'intiero equipaggio è salvo.
Santi M. di Pisa era ammogliato da
poco tempo , e la sera del 14 corrente
veiso le ore 6 era andato a spasso colla
moglie Pattuire di anni 18 alle trincero
lungo l'argine del fosso. Circa l'ora suddetta la rapida corrente avvolse il corpo
della povera Pattuire. Come vi era caduta? Alcune guardie daziarie ebbero
sospetto che ciò fosse opera del marito
e lo arrestarono. Il corpo della infelice
non è ancora stato trovato. Essa era
gravida di circa 6 mesi. Le autorità cornpiono accurate indagini per appurare il
fatto doloroso. Basta per ora su ciò.
Giorni sono era una matrigna che uccideva la figliastra , oggi sarebbe il marito che affoga la moglie !
NOTIZIE TEATRALI
L'ultima rappresentazione data domenica sera al Teatro Nuovo dalla signora
Giaciuta Pezzaua-Gualtieri fu veramente
una cosa riuscita. Non solo la platea e
i posti distinti riboceavano di spettatori,
ma pur anche i palchi: pareva di essere
tornati ad una sera della passata Quaresitua, quando invece della Signora delle
Ganaelie e di Maria Stuarda passeggiavano sul palco scenico Salika e Nelueko.
00
I signori componenti la Società Orchestrale suonarono quattro pezzi di musica
e vennero multo applauditi.
La compagnia drainuatica recitò prima lo scherzo comico La vedova delle Camelie, poi il primo atto del dramma G-iulia che, per i udisposizione di un attore,
uon, potè essere continuato e, per ultimo,
la bellissima commedia del povero Coletti
Yi presento mia moglie.
In quest'ultima, la signora Pezzaua fu
insuperabile e il pubblico applaudendola
incessantemente, volle anche dimostrarle
il dispiacere che sentiva per la sua partenza.
Z.
COMUNICAZIONI DEL PUBBLIA
Provvedimenti pel nuovo catasto dei terreni. — Resoconto della
seconda conferenza avvenuta in Pisa il dì
6 corrente.
Tre furono . i qaesiti posti all'ordine del
giorno.
1. e Se diversamente da quanto è detto
nella proposta della legge, il fitto dell'acqua per la irrigazione debba formare soggetto di detrazioue nella determinazione
della rendita dei terreni.
2. « Se il catasto deve essere probatorio a tutti gli effetti giuridici (quesito ri-
za mobile non altrimenti si distinguono
e agli effetti della tassa governativa i
beni mobili, da quelli immobili, è però
un fatto che questi sono inoltre gravati
dalle tasse provinciali, comunali e fluvia.tili, per non doversetse confondere la loro
n attira.
3. « Che se la legge dei 26 gennaio
1865, non ammette la detraziooe nei beni urbani dei fitto dell'acqua potabile,
ciò si risolve ancorehè in un errore, di
breve importanza, quando il proprietario
ne ricava perciò una maggior pigione
dall'inquilino.
4. « Che le difficoltà esposte nella relazione ministeriale relativamente alle apprezzazioui non sussistono, perché se poca
si è la importanza dell'acqua, è il criterio
peritico che ne determina l'estimo, mentre se grande si è cotale importanza apposite amministrazioni di respettivi uffici
ne esprimono la rendita.
5. « Che neppure sussiste la necessità
di un Catasto speciale per le acque, menare basta il proeeguire prossimamente il
vigente sistema dei Catasti geometrici.
Fu poi ritenuto alla unanimità dagli
adunati (meno il signor Malfatti) che il
Catasto esser dovrebbe probatorio a tutti
gli effetti giuridici, sì della proprietà e
della confinazioue, che delle servitù tutte,
tanto attive che passive.
E fu su di ciò ossnwato che l'errore
ministeriale consiste in questo; nella supposta necessità di determinare a priori,
quanto nella relazione a carte 15 è detto
« i vi » dovrebbe essere preceduto (il Cala-
( sto) da una generale determinazione di
« confini, col concorso (lei proprietari, e
« dalla r;soluzione delle questioni che sor« gerebbero Certamente collo stabilire
« la proprietà di ognuno in modo sicuro
« Si renderebbe un segnalato servizio alla
( proprietà fondiaria » — mentre tutto
ciò potrebbe conseguirsi apoeteriori, mediante prescrizione a termine, prorogatine
a seconda dei casi, onde il paziente non
soggiacesse in defiuitivo a ciò che nelle
relative finche eatnpiouali, e nelle mappe
geometriche fesee riportato come precario. — E tutto ciò onde l'effetto sia che
a catasto compilato, entro, al più, 10 anni successivi, si trasformasse in un catasta probatorio.
E per ultimo, relativamente all'aggiornamento con unità di sistema dei Catasti
geometrici sussistenti, fa ritenuto alla
unanimità che questo provvedimento mentre si risolverebbe in Una economia malintesa, ed in 'una perdita di tempo prezioso, le immense difficoltà del suo conseguimento ne occasionerebbero la sorte
del toscano collegamento del vecchio estimo del 1622 con quello or vigente del
1833, la sorte cioè di un provvediinento
tentato. ma non conseguito.
CERRI.
proposto).
3. « Se debbano aggiornarsi con sistema di unificazione o farsi ex-integro i catasti geometrici in quelle provincie che
ne sono provvedute. »
Presero viva parte alla discussione gli
ingegneri ed agrouomi Donati, Bartolommei, Malfatti, Garzella, Cini, Pellegrini e
lo scrivente Cerri.
Fu ritenuto alla unanimità, degli adunati, che il primo e relativo concetto ministeriale sia erroneo, e perciò si possa
opporgli:
1. « Che il fitto dell'acqua per la irrigazione dei terreni non deve porsi nella
categoria dei canoni di livello, delle decime e simili, quando non si risolve in un
accolto, ma in una spesa pagabile ai terzi, come ogni altra di letame, lavoro e
via dicendo.
2. e (The se pie: !a le fge detta ricchez-
ATTI E DOCUMENTI UFFICIALI
•••■■••••••1111.11/11.1.-.■••••••■•
— La Gazzetta Ufficiale del 30 31.` t h in bre
contiene:
1. R. decreto 29 agosto, che approva l'auincuto di capitale della S,icietà cooperativa
del Volture.
2. R. decreto 29 agosto che accorda facoltà
per derivazioni d'acqua.
— Quella del 1 ottobre omtien..:
I. Regio decreto 9 seacinbre, eh o autorizza la Banca Popol.tre VI bOtICSO, sedente
in Monteleone fai Calabria,
2. Regio decreto 9 settoinbre, che approva La conversione t1elli Aioni l•)la BLnca.
Agricola nazionale di Lacca.
2. Eleneo degli atti di morte di nazionali
pervenuti dall'estero n'A in se di ag ,sto 1375.
.21 "a •1•1 2 ..3tt. .):c
—
(
-
411
Ghelardoni Livia di Raffaello, nubile, orlatrice,
di san Marco alle Cappelle - Tozzelli Armando
di Pietro, celibe, pizzicagnolo, di Pistoia, con Bellatalla Laura di Giovanni, nubile, attendente a
casa, di Pisa - Lenzi Giovanni di Francesco, celibe, fornaio, di Pisa, con Carmassi Filomena di
Giuseppe, nubile, tessitrice, di san Marco alle
Cappelle.
1. R. decreto 19 settembre che stabilisee
quanto segue:
Art. 1. La Direzione generale del Debito
pubblico ò autorizzata a tenere a (Esposizione
(lei ministero delle finanze le numero 53035
obbligazioni comuni della Società delle ferrovie romane, che le furono esibite dal 1 al
28 agoato ti. u., per la complessiva, rendita
di lire 795,525, con decorreeza dal primo
gennaio 1873.
Art. 2. In cambio della Obbligazioni indicate unì precedente articolo sarà iscritta
nel Gran Libro (lel Debito pubblico, in aumento del Consolidato 5 per 100, la Corrisponilento rendita di lire 995,525, con decorrenza dal pritno Inozlio 1875.
Art. 3. Il fondo stanziato al capitolo primo
del bilancio di definitiva previsione della
spesa (lel rninlstero delle finanze per l'anno
1875 sarà aumentato di lire 396,762 50. importo lordo del semestre primo gennaio 1876
sulla rendita di lire 795,525 di cui all'articolo 2.
Sarà pure aumentato il fondo del capitolo
40 del detto bilancio di definitiva previsione
della eguale sansina di tiro 396,762 50 pel
semestre al primo luglio 1875 dovuto alle
parti sulla rendita loro assegnata in cambio.
2. Regio decreto 29 agosto che approva
la modificazione dello statuto del a Società
Procida lsehia.
3. Conferimento i rnalaglio d'argento al
valore civile e di menzioni onorevoli.
— Qualla del 4 ottobre contienia
• 1. R. decreto 29 agosto, che istituisce in
Rovigo una Commissione conservatrice dei
monumenti o delle opere arte di quella
provineia.
2. R. decreto 5 settembre, che approva
la proroga dilla durata della Banca, popolare agricola di fluttuo credito del circondario di Crema dai 20 ai 50 anni, e ne approva il nuovo statuto.
3. Pubblicazione di concorso per cinque
posti di volontario nelle carriere diplomatica
e consolare.
Le domande di ammissione dovranno essere presentate noti più tardi del 20 dicembre.
— Quella del 5 ottobre contiene:
1. Regio decreto 5 settembre che autorizza
la frazione di Birago a tenere le proprie
rendite e passività patrimoniali e le spese
contemplate dah'ultitno paragrafo dell'art. 13
della legge comunale, separate da quelle del
rimanente del Comune di Lantate sul Seveso.
2. Regio decreto 9 settembre che autorizza la Camera di commercio ed arti di Siena
ad imporre una tassa annua sugli esercenti
commercio ed industria nel territorio del suo
distretto.
3. Disposizioni nel personale del Ministero
della guerra e in quello dello stato-maggiore
generale ed aggregati della regia marina.
STATO CIVILE
Morti.
Sereni Giuseppa di Paolo di anni 1, di PisaGrognani Pietro q. Luigi, vedovo, bracciante, di
Gallo (san Giuliano) - Silvestri Giuseppa di Carlo
1, di santo Stefano estra moenia - Guerrini vedova Scateni Anna q. Pietro 70, colona, d LariGiordani Emilio di Francesco, celibe 36, calzolaro,
di Pisa - Stefanini Emilio di Ranieri, celibe 25,
seggiolaju, di Pisa - Ghezzani ne' Fanti Alaide di
Giovacchiuo 21, attendente a casa, di san Michele
degii Scalzi - Zanobini Annita di Tito 4, di Oratoio - Morandi Olinto di Raffaello 1, di san
Marco alle Cappelle - Possenti Gemma di Gaetano 4, di Pisa - Barsanti vedova Bellani Maria
q. Ranieri 66, attendente a casa, di PiSh — Gio-
vunnelli Alessandro q. Bartolommeo, coniugato
35, bracciante, di Pisa - Cassieri Arturo di
Michele 2, di Pisa - Carlini Carlo q. Cristiano,
coniugato 73, sarto, di Pisa - Canali Amelia di
Sileno 3, di S. Marco alle CappAle..Pieroni Ameliadi
Francesco 4, di Pisa - Burchi ne'llarchi Cherubina q. Angiolo 12, di Pisa-Lodovichi Ranieri q.
Tominaso, coniugato 76, mendicante, di Cascina.
Palandri Arturo di Raffaello 4, di sill Alare°
alle Cappelle - Pisanelli Luerezia q. Giov. Ranier,
nubile 75, possidente, di Riglione - Sabatini
Caterina di Gievanni, nuble, oblata conversa, di
Pisa- Taddei ne' Bandini Emilia q. Cristoforo 23,
attendente a casa, di Pisa - Forcini Enrico dei
Regi Spedali 1, di Pisa -Turbanti Goffredo, dei
Regi Spedali 4, di Pisa - Betlani Arleogasto di
Luigi 3, di Pisa - Gagliardi Enriehetta di Giuseppe, nubile 19, attendente a casa, di Pisa Salvadorini Ranieri di Pietro 3, di Rarbaricina Ghignola nei Mussi Annunziata q. Ran:eri 51,
bracciante, di san Giovanni al Gelano - Rainacciotti Zelinda d Angiolo 13, di Pisa - Tofani
xedo; a Romani Carolina q. Ippolito 5, attendente
a casa, di Barbaricaia.
E più 43 al disotto di un anno.
Cambiamenti di residenza.
Fiaschi Giuseppe q. Giovan Batista, da Pisa a
Livorno - Bani Cesare q. Ranieri, da Pisa a Livorno - Giorgi Giorgio di Silvio, da Pisa a
Roma - Magnani Diga di Matteo da Pisa a Livorno - Nassi Pietro q. Matteo, da Pisa a Livorno.
_
FORTUNATO POLI Gelanti respons.
immuni
r
mimmul
NON Mai MEEMC.RE
SALUTE RISTABILITA SENZA MEDICINE. La deliziosa Farina di Salute Da Barry REVALENTA ARABICA risana lo stomaco, i nervi, il fegato,
le reni, intestini, vessiea, membrana mucosa, cervello, bile e sangue i più
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risana lo stomaco, i nervi, i polmoni, fegato, glandole, vessica, reni, cervello, sangue e
membrana mucosa, ridona l'appetito con buona digestione e sonno riparatora, combattendo,
da 28 anni a questa parte con invariabile successo le cattive digestioni (dispepsie) gastriti.
gastro-enterite, gastralgie, costipazioni abituali, emorroili, flatulenze, palpitazioni, diarrea,
dissenteria, gonfiarneuti, vertigini, ronzio nelle orecchie, aciduità, pituita, mali di capo ;
emicrania, sordità, nausea e vomiti dopo il pasto e in tempo di gravidanza, dolori, congestioni,
infiaaanaziona degli intestini, e della vessiea; crampi e spasimi di stomaco, insonnie, flussioni
di petto, sensazioni anormali di caldo e freddo, tosse, oppressioni, asma, bronchiti, etisia
(consunzione) dastriti, eruzioni cutanee, accessi, ulcerazioui, melanconia, nervosità, estenuamento deperimento, reuatatisnai, gotta, febbri, grippa, raffreddori, catarro, riscaldamento,ititerismo, nevralgia, epilessia, par a.lisìa gl'incomodi della vecchiaia, anemia, aairbitto, clorosi,
vizi e povertà del sangue, debolezza, sudori diurni e notturni, idropisia, diabete, gravella,
ritenzione d'orina e disordini della gola, del fiato e della voce; le malattie generali dei
fanciulli e delle donne. le soppress.oni e la mansanza di freschezza e d' energia. nervosa.
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è per eccellenza, l'unica aline.ntaz:one che garantisce contro lotti i pericoli dell'infanzia. —
Essa infine economizza 50 volte il suo prezzo in medicine.
Estratto di 80,000 certificati di guarigioni ribelli ad ogni altro trattamento
Cura num. 73,422.
Serravalle Scrivia (Piemonte) 19 sei!. 1872,
La sua meravigliosa farina Revalen.ta Arabica ha tenuto in vita mia moglie, che ne Usa
moderatamente già da tre anni. Si abbia i miei
più sentiti ringraziamenti.
Prof. Pietro Canevari, istituto Grillo,
Serravalle Scrivia.
Cura num. 51,436.
Berlino, 6 dicembre 1866.
Signore - Da lungo tempo ho avuto occasione d' osservare la salutifera influenza della
Revalenta Arabica du Barry sopra i malati, i di cui risultati curativi e riparatori invariabilmente ottenuti hanno giustificato la mia
buona opinione del:a sua efficacia, e non esiterei
a conairinare quanto sopra in ogni occasione che
si presentasse.
Ho l'onore di presentarvi i miei distinti saluti
Angestein doti. medico, membro
del Consigio sanitario reale.
Cura nurn. 78,931.
Certificalo del dottore MAnuel Saenz da Dejada, dottore della Facoltà, medico chirurgica,
Cordova, Spagna ecc.
certifico che ho ottenuto mercé la &malattia,
membro della Università di
Cura num, 80,416.
il Sig. i). F. W. Ungo professore di medicina all' Università di Marburgo fa il rapporto.
seguente alla clinica di Berlino 8 aprile 4872.
« Non dimenticherò giammai che io sena
debitore della vita d'uno dei miei figli alla Re-
valenta du Barry.
t Il fanciullo all'età di quattro anni soffriva,.
senza causa apparente, d'una atrofia completa,.
con vomiti continui, che resistevano alla dieta
più rigorosa, a due nutrici ed a tutti i trattamenti dell'arte medica. La Revalenta ha immediatamente arrestati i vonati, e completamente
ristabilita la sua salute in sei settimane di
tempo. Tutti gli esperimenti che feci dipoi con
la Revalenta ebbero lo stesso successo. Essa nutrisce più che la carne.
Cura num, 79,831.
Il sig. H. d'Esclavelles di Dieppe constata lacura d'una giovane persona ch'aveva lo stomaco
pressochè intieramente distrutto, e che da due .
anni circa soffriva di dispepsia e bronchite cronica,
con insonnie, dimagramento e tutte le miserie
di un generale marasmo. Sonno, salute, forza e
grassezza sono ritornati allo stato normale.
,
Cura num. 79,128
Avallon, Vanne, 14 febbraio 1874.
parecchie guarigioni in affezioni della massima
Debbo alla verità, e a profitto dei poveri
gravità sopra alcuni miei clieui dimorauti in
ammalati sofferenti di gastriti e gastralgie diquesta città; cito gialla D. di Felpe Zaftino ammichiarare che l'uso fatto della Revalenta durante
nistratore della dogana di Mattillii, quello delta
due mesi mi ha procacciato tale benessere
signora Amelia Gomez, moglie d'un capo militare,
che mai mi era stato possibile conseguire cora,
perfettamente ristabilitasi, quella del signor Ratutti i trattamenti ordinatimi dai medici nel
mon Olonzo, giovane di 20 anni che da parecchi
corso di otto anni.
mesi soffriva di un grave attacco al petto.
Vi autorizzo a pubblicare questa dichiaraCordova, 12 ottobre 1873.
zione.Mandot.
Dott. Manuel Saenz de Dejada.
La scatola del peso di V, di kil. fr. 2 50: 112 kil. fr, 1, 50: 1 kil. fr. 8: 2 4,4 ki!. fr.; 47, 50:
6 kil. fr. 36: le lui. tr. 6b.
Per i viaggiatri e parsone che non ha nno il comodo di cuouerla abbiamo cnfezienati i Biscotti di Revalenta.
In scatole di i libbra inglese L. 4, 50 - Scatole di 2 libbre inglesi L. 8.
Zgat
ichemmii
Dal dì 11 al 20 Cobre 1875 inclusive
REVALENTA AL CiOCCOLATTE
Nascite denunziate
— Femmine 33.
Maschi 27
Nati morti 2.
Matrimoni.
9
Supino avv. Davide del cav. Moisè, con Perugia Regina del cav. dott. Cesare, ambedue
celibi, possidenti, di Pisa Allatti conte Prospero di Pompeo, con Crolialanza Maria Olga di
0,
a/ Ciocolatte. Francesco Braconi, Sindaco.
Cura nurn. 67,324.
Sassari [Sardegna) 5 giugno 1869.
Da lungo tempo oppresso da malattia ner-
Giovan Battista, ambedue celibi, possidenti, di
Pisa - Vaglini Natale q. Valentino, bracciante,
Marco alle Cappelle Taccola-Van-
ni Sabino q. Sabatino, celibe, calzolaro, di sun
Giovanni al Gatimo, con Carmignani Rosa q.
Mar o, vedova, tessitrice, di Pisa - Giorgett i
Emilio di Giovacchino, cuoco, con Macchi Aure.
lia di Fortunato, sarta, ambedue celibi, di Pisa -
Evangelisti Giovanni di Giovan Battista, vedovo,
rnacellaro, di 13arbaricana, con Martini Aniabilia
d'Alessandro, nubile, attendente a casa, di Barbaricina - Parola Antonio di Giovanni, celibe, bracciante, di Barbancina, con Tofani Concetta di
Giovanni, nubile, tessitrice, di Campo (san Giuliano) - Ciabattari Alessandro di Carlo, celibe,
possidente, di Lucca, con Bederlunger Maria di
Luigi, nubile, possidente, di Pisa - Vanni Flamina) di Pasquale, vedovo, fabbro, di Pisa, con
vosa, cattiva digestione, debolezza e vertigini,
trovaigranvantaggio con l'uso di otto giorni della deliziosa e salutifera farina la RevalentaArabica.
Non trovando quindi altro rimedio più efficace di
questo ai miei malori la prego spedirrnene ecc.
Notaio PIETRO PORCHEDDU
presso l'avv. Stefano Usoi, Sindaco di Sassari.
Prezzi: In POLVERE: scatole per 12 tazze fr. a,50; per 24, fr. 4, 50; per 48, fr. 8;
fr.
per 120, ft'. '
O; per 288 fr_ 36; per 576, fr. 65.In TAVOLETTE: fr. 1,30; fr.2,50; fr. 4,50; 8.
con Piaggesi Isola q. Matteo, sarta, ambedue
celibi, di san
Poggio iUmbrial 29 maggio 4869.
Dopo 20 anni di ostinato ronzio di orecchie e
di cronico reumatismo da farmi stare in letto
tutto l'inverno, finalmente mi liberai da questi
martori, merce la vostra meravigliosa Revalenta
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Rivenditori in tutte le ar!a presso i principali farina asti e dreghieri.
CrICDFI
di
anatomia, fisioltvgia o »toLoà»Za
DEGLI ANIMALI
Anno Quinto.
Questo Giornale, compilato dai professori
nella scuola Zoojatrica della IL Università di Pisa
Lombardini, Rivolta, Baraldi, Vachena
(ie., si pubblica a fascicoli bimestrali di pag. 64
gr., e costa lire a l'anno per l'Italia: per
l'Estero 10, 50.- Un fascicolo separato (quando
disponibile) lire :l.
PISA, farmacia Rossini pre-e v C rii v Prida
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Carrai. farmacia inglese.
PISTG I A ■;13(intr■ ..v teni-G. 1'. Patria
SIENA Gaetano Raad,ni
FIREYZE, Roberis, sarm .1r1 deila Legazion
Brittannica; via Tornahuoni - Drogheria '15.soni,
via Tornabuoni - Cesare Pegna e deli droebieri,
via dello Studio 10 - Adolfo Mostardini, via
Tornabuoni - Farmacia e Drogheria Bambi
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,
Pisa, Tip. Nistri, 1875.
Mercato Nuovo - Drogheria Achino, via della
Ninna - G. Gualtierotti, via Guieciardini, I -Giov. Margarolo, farm. - Garnieri, Piazza del
'uomo.
RIZZO. Giacomo Ronz e comp.
LIVORNO. Dunn e Malatesta.
LUCCA, Farmacia Gemignani.
MASSA-CARRARA D. Chiappe rara. j12
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