e ni 91 Mercoledì 17 Novembre 1875 DIREZIONE rl NUM. 1 1i Li1/4% Via Gasteiletto N.° 2, Priyao Piano. I manoacritti che &inviano alla Direzione non Si restituimmo, r.è si rende ragione della ricusa di stamparli: non si accettano ANNO III AMMINISTRAZIONE Libreria Nistri sotto Borgo j i 0-I01=1.1\T_ALE della CI ' '191. e 1 FlOVINTCIA. ai PISA - AMMINISTRATIVO - POLITICO -.SCIENTIFICO - LETTERARIO scritti aìOniIfli. — Le lettere non francats non si ricevon. b. - ,! Pisa 16 Novembre LETTERE ROMANE 15 novembre. S'ha da vedere se mi riesce guadagnare qualche mezza lira di più, rammentando sette od otto volte Toscanelli o Simonelli o qualche altro amico del Corriere dell'Amo, secondo mi promette a nome vostro il quisquiliografo di quel giornale Non ci vorrebbe molto in verità; ma p.-r quanto possa fu- piacere a quelli del Corriere il constatare che voi siete in quattrini, non sono amico così sviscerato del Corriere da rassegnarmi a razzolare o a grufulare sulle traccie dei suoi quisquiliorarl. Sarà meglio restare nella solita prosa, vi servirò ancora. una volta il processo LUCiani; sarà l'ultima, perchè non vi corra alle labbra il toqiours pendrix! C'è una parte di quel processo, che in un paese di lotte elettorali come il vostro, può suggerire serie riflessioni. Vi ho già accerriato altra volta che di cose elettorrtli s'era discusso molto alla Corte d'Assise di Roma nella causa per l'assassinio di Raffaele Sonzogno. — Dalle urne e dalle agútazioni elettorali alla Corte d'Assise non è sempre grande la distanza; Toscanelli e Simonelli e qualche altro amico del Corriere devono saperne qualche cosa.... Li ho nominati, ma proprio senza volerlo. A parte gli scherzi, una delle più consolanti risultanze del processo Luciani fa la rivelazione di ciò che era mistero elettorale. — A parte l'assassinio, quelli che di Luciani conoscevano la poca moralità e la nessuna serietà politica deplorarono sinceramente l'an- APPENDICE VITA PER V_ORTE Vi ricordate , se foste mai madre quante rosee immagini vi scherzavano nella mente da un vivo e coutinuo desiderio messa in agitazione, allora che vi sentiste madre per la prima volta? Voi adesso lo confessate sorridendo, guardavate il bellissimo bambino di cera che sta nel vostro oratorio, la ricciuta testolina della piccola Emilia, gli occhi di quel tale, le labbra di quell'altra; e, quasi aveste dovuto modellare un mosaico di bellezza, Parrasio delle madri!, sceglievate dappertutto il più vago, con la superba libertà dell'ape, ed andavate careggiando tante grazie e venustà, che non ne vennero forse altrettante all'ispirato pensiero del Salai°, del Correggio e del d'Arpino nell'ideare i loro putti. Ebbene, se vi potesse esser qualche co- -- PUBBLICA OGNI MERCOLEDÌ E SA,BATO DI CIASCUNA SETTIMANA no scorso che egli fosse giunto a sedere in parlamento e rappresentarvi per qualche tempo la capitale del Regno; quell'elezione sembrava un'aberrazione di municipalismo, specialmente biasimevole nella capitale. Quelli cui stava a cuore restimazione politica degli elettori di Roma respirarono quando l' elezione Luciani venne annullata, quando risultò che falsamente gli era stata attribuita la maggioranza -dei voti. Ma dopo il 6 febbraio, quando la voce pubblica anticipò di otto mesi il verdetto dei giurati, era sempre dolorosi che quel l'uomo, un misto di Ciodie e Catilina in piccole proporzioni , avesse trovato tanti elettori da far dipendere la conferma e l'annullamento della sua elezione dai giudizio su alquante schede contestate, da permettergli di votare coi legislatori del paese, di portar la parola a nome di Roma in elogio all'integerrimo Mellana. Ora fortunatamente è posto in chiaro che neppur di questo ebbe colpa la maggioranza del 40. collegio di Roma, Se Luciani prima d'essere assassino non fosse stato un falsario, se egli coll'aiuto di quello stesso Armati che fu il suo primo mandatario per 1' assassinio di Sonzogno, non avesse terato alcune schede elettorali, la parabola della vita sua, cominciata a Tata Giovanni e finita in galera non avrebbe toccato i banchi legislativi. I giurati accordarone a lui come ai suoi complici le circostanze attenuanti; ma non credettero nella loro giustizia di ammettere la tesi eloquentemente svolta dall' onorevole Tarantini, che cioè sui complici di Luciani l'atmosfera di agitazione e di passione elettorale avesse influito in modo tale che si potesse dire avere essi agito sotto sa di più caro di questa creatura immaginata dalla vostra fantasia, la sarebbe stata senz'altro Mary. Povera bambina! quando la vodevano7 per le vie saltellar con quei capricciosi gruppetti biondi che le cadevano innanzi agli occhi, e che essa, la spetrsiera tella! non curava di sgoinberar con le dita, molte madri la guardavano pressoché invidiose, alcuni signori la sollevavano da terra per baciarla sulle due guance, e poi ve la posavano, lasciandole uno scellino nella manina, altri si couteuta,vano di domandare a chi era figlia, quella rosa, quella pesca, quAl'angiolett t! — ed allora v'era sempre qualche vicina che rispondeva all' ignaro: — è Mary, la figlia di Cecilia vedova di John quel battelliere del Tamigi che — Ah! John! quello! interrompeva subito l'autor della domanda chiunque si fosse, lo conosco; povera fanciulla! — e trascorreva innanzi guardandola pietosamente, Allora Mary aveva quattr'anni. l'impulso di una forza quasi irresistibile. In verità la tesi dell'avv. Tarantini deve sembrare ardita, come sembrò ai giurati i quali difatti non l' accettarono. P.: però fuori di dubbio che essa Atti in parte fondata. Armati, Morelli e Farina erano stati attivissimi agenti elettorali di Giuseppe Morelli si era distinto in Trastevere per tin agitarsi fazioso poco lontano dalla violenza. Armati. presidente di seggio, non aveva esitato a. sottrarre le schede elettorali per alterarle poi in collaborazione con Luciani. — Disposti così bene a uscire dalla legalità, la proposta dell' assissinio trovò il loro animo tutt' altro che restio. Questo prova che l'agitazione elettorale, la passione politica, cose eccellenti per sé in quanto mantengono l'elasticità della vita politica; possono faciltnente spingere candidati, elettori e non elettoH verso certe regioni dove spira la terribile tramontana (lei Codice penale. Anche i non elettori Morelli e Farina erano di quei non elettori di Trastevere che si agitaAno.... per conquistare il diritto elettorale, il su ifragio universale. Il funestissimo esempio è:'-bene sia tenuto presente nel vostro paese, classico per le lotte politiche ed amministrative. . Le associazioni hanno il principio il L° ed il 16 d'ogni mese, con pagamento anticipato di lire 8 por un anno e di lire 5 per sei mesi. Un .Numero separato centesiod 10, arretrati centesimi 20. Avvisi ed inserzioni centesimi 15 in linea o spazio di linea. gioni l'uso del coltello passa per una cosa nobile e irriprovevole. — Durante tutto il processo quel pubblico aveva Udito gli imputati scusarsi dicendo che credevano di conruettere un assassinio politico, aveva udito gli avvocati naturalmente a perorare in attenuazione d'un atto compiuto per nobili passioni. — Se il verdetto dei giurati fosse stato più mite, sarebbe sembrato una adesione a queste scuse, a queste difese. E il pubblico si sarebbe persuaso che gli assassini di Sonzogno erano da compiangere, più che da abborrire. <> Appena pronunziata la sentenza volli uscire dall'aula e mescolarmi alla folla che ancora non conosceva l'esito. „ Qual' è la sentenza? „ domandavano ansiosi, uomini e donne. • Tutti e cinga° ai lavori forzati a vita „ .La folla ammutoliva e si disperdeva senza ttr commenti, riflettendo a quella solenne apostrofe del Procurator Generale: „ E tu, o popolo, impara ad aprir gli occhi sui ciarlatani politici. Oh davvero che la lezione non andrà perduta. Marco T. - L'altra sera alla Chiesa Nuova fu un solenne momento. Nell' aule nei corridoi, nelle vicinanze predominava quell'elemento popolare trasteverino, che aveva intime relazioni cogli imputati. — E quando sui complici di Luciani fulminò l'inesorabile verdetto, si udì un lpngo fremito. Fremito salutarissimo in quel volgo, dove in certi casi e in certi modi e per certe raQuando ne aveva tre, sua madre Cecilia ne contava appena venti; e sua ma- dre era forse egualmente bella donna di quello che Mary era bella fanciulla,. Adesso ella è così infelice, — eppure bellezza e virtù furono le sue colpe. Oh! perchè vi ho io detto ciò! voleva parlar solo della piccola e bella Xlar y, voleva raccontarvi qualche cosa di tenero Ie di soave, ed adesso mi trovo quasi impegnato a narrarvi del tetro e del funesto; sì, giacchè vi ho parlato delle sventure di Cecilia, è forza che io ve ne discorra le cause — Udite: Thom fittaiuolo di Glascow venuto per sue faccende in Londra aveva veduto un giorno Cecilia una festa popolare, l'aveva trovata così bella, le aveva posto immenso amore un amore senza speranza, uno di quei troppo consueti deliri di giovine, che lo faceva restar le lunghe sere d'inverno addossato ad un rustico pilastro della riva, posto quasi di rincontro alla casetta dì Cecilia, a sentirla cantare. Dal quale dol- COSE UNIVERSITARiE Ieri mattina (martedì) nell'Aula Magna dell' Università ebbe luogo la solenne inaugurazione degli stria. Come gli anni passati il cortile era sparso di foglie d'alloro, gli araldi facevano pompa del loro costume, i trombettieri impugnavano i loro strumenti e nella sala una grandissima folla era là pronta pei ascoltare il discorso del prof. Alessandro D' Ancona. A fatica siamo potuti penetrare nell'Aula e dal posto che ci è riuscito di cissitno ma solo compenso lo disturbava ogni volta l' opposto cauto di John, che, ritornando a notte alta a legar alla sponda il suo battello rispondeva al saluto della canzone. Ed egli, Thotn, vedeva sporgere una testa dalla finestr ed un brièccio seminalo , e tutto di eguale bianchezza ( sebbene in parte coperto dalla nivea camicia), metter fuori un fanaletto, poi udiva la stessa voce del canto chiamar tutta lieta: — John! e non vedeva altro, non sentiva più altro, perchè la vista gli si aunuvolava, i sensi ricusavamo di prestargli il loro ufficio. Si trovava finalmente solo, rimpetto ad una finestra chiusa, su'cui cristalli illuminati si disegnavano due ombre; egli contemplava come frenetico quella fantastnagoria, e finalmente quando il lume spariva, che le imposte eran chiuse, lo sciagurato abbassava uno sguardo cupo e sinistro sul fiume, dimenava il capo, arrovesciava sull'omero il bigio mantello, si calcava il cappello sugli occhi, e dileguavasi come un malvivente ne'suoi burroni. e occupare, le parole ci arrivavano coufase, indistinte. Ce ne duole, ma ci è impossibile dare il riassunto del discorso inaugurale. >< L. 4 Mentre il prof. D' Aucona dimostrava agli attenti uditori, che lo potevano udire, conae il penonero dell' unità d' Italia sia stato non pur soltanto negli scrittori civili, ma alleo in quasi tutti i poeti fino dell' origine dell' italica poesia, noi ci siamo divagati nel guardare la gloriosa e stracciata bandiera dell'Università. Molti pensieri ci sono sudi nella mente e tra li altri questo: che senza le battaglie le quali hanno preparato la nostra indipendenza e ce l' hanno fatta coussguire, il simpatico e dotto professore D' Ancona non potrebbe ora insegnare letteratura italiana nella nostra Università. >< Lunghi e calorosi applausi ci riscoesero dai nostri pensieri. Una cosa ci consola del non aver potuto ascoltare il discorso del prof. D'Ancona: che egli o nella Nuova Antologia o in opuscolo seperato lo darà certamente alle stampe. >< Le lezioni alla R. Università incolnincieranno lunedì 22 correute. >< L'onorevole Bonghi ha diramato una Circolare onde tradurre in atto le massime adottate dal Consiglio di pubblica Istruzione circa agli incarichi speciali da affidarsi ai professori nell' Università: 1. Che ii incarichi per qualunque inseenamemto uuiversitario saranno conferiti soltanto a coloro che hanuo i titoli richiesti dalla legge per essere ineegnanti privati cou effetti legali; 2. Un professore ordinario o straordinario non potrà avere mai più di un incarico oltre il proprio insegnamento; 3. Un professore il quale sia depurato al Pa.rlainento non può avere a.lcuu iucarico di inseguaineuto; 4. I professori delle scuole secondarie non possono essere incaricati di un insegnameuto universitario se non in via transitoria; 5. L'ufficio di magistrato e qualunque altro ufficio non dà per sè solo titelo ad essere incaricato di un insegnamento; 6. Gli incarichi si dauuo pei corsi obbligatorii; i corsi liberi sono lasciati all'insegnamento privato. L'ultima sera che egli assisteva a quella scena straziante per lui, un' idea terribile gli si travolgeva nella mente come un rettile spaventoso; erano de' consigli iufernooli gli dicevan uon so che cosa di una lama acuta, di ua braccio fermo, di lui biolzo nel fiume..... e dovevau essere pensieri così orrendi, che Vhoin scoteva il capo cogli occhi chiusi, quasi avesse voluto scacciar quella tentazione, che gli ritornava sempre assidua ed insinuante, come roder del tarlo, come la voce d'un cattivo compagno. Egli seutivasi sueurrar nell'orecchio: — Cecilia è troppo giovine, ha una fauciulla si vedrà senza guida, non potrà a lungo restar vedova, tu sei più ricco di John.... gioviue come lui, Thoon, su, via, non tremare! — e Thom tremava come molla che tentenni, come corda clic oscilli; tane topiiì che cominciava a sentir dal fiume la voce allungata di John rispondere come un'eco lontana al cauto di C2cilia;.... cavava allora il pugualetto, e vistolo luc- Yarieth MICHELANGELO BUONARROTI e l'Architettura moderna Pensieri del prof. architetto Guglielmo Ing. Calderini rappresentante l'Accademia di Belle Arti di Perugia alle feste del IV Centennario di Michelangelo Buonarroti celebrate in Firenze nel settembre 1875. Nella occasione delle feste Michelangiolesche in Firenze ove i ministri delle arti belle si trovavano in fraterao convegno a ricordare e venerare quel colosso del genio, Perugia, che aveva festeggiato non ha guari il centenario del suo grande architetto Galeazzo Alessi, coetaneo a Michelangiolo, amico e degno campione e divulgatore della grande riforma architettonica, operata dal genio grande di Michelangiolo, cui scosse l'Europa e il inondo, volle concorrere a festeggiare il quarto centenario del Divino, facendosi degnamente rappresentare dall'illustre architetto Calderini, professore di architettura teorico-pratica nell'Accademia di Belle Arti in Perugia. In tale solenne circostanza ci pubblicò alcune sue idee sulla moderna architettura facendone un parallelo con quella ai tempi di Michelangiolo. È una monografia a stampa scritta con molta eleganza di stile, con buona lingua, con raro acatne di osservazioni e nello stesso tempo diletta ed interessa tutti i cultori delle Arti Belle. Ei ci narra: « Michelangiolo fu grande innovatore « ai suoi tempi e la di lui apparizione eul toatro architettonico mutò faccia al« l'artistico organaineuto: esso insegnò a « prova di menuinenti che può farsi as« sai bene una trasformazioue assoluta u'« lo stile architettonico con gloria dell'ar« te, Vide che nella adii imitazione il peti« siero dell'artista non aleggia, non brilla « e che bisognava fuggife l'imitazione del« l'antico, alla quale si abbandonarono i « migliori tra i suoi coetanei. « L'Alessi abbracciò la stessa idea e si « fece a seguirlo in quella trasformazione « architettonica che noi ammiriamo nelle « opere stupende. Michelangiolo scuoteva « il mondo artistico disseminando a Roma « e Firenze ed in altre città i prodotti « della sconfinata e meravigliosa immagi« nazione, Alessi riempiva Genova e Mi« lano dei tesori originali del suo genio. « Il prime più spigliato in sicura balia « della potente immaginazione, il secouclo « più cauto nell'avvicinarsi al confine, ma « ambedue immensi e creatori di una miocicar al pallido riflesso del fanale messo fuori del finestrino, come per subitaneo impulso lo spezzava a mezzo, lo gettava nella via; — ma pur restava strettamente addossato al pilastro.... ed aspettava. John accomanditva ad un travicello della sponda il paliecherrno, saltava a terra; e Cecilia che era scesa ad incontrarlo le schiudeva l'uscio, lo accoglieva con un amplesso, ed entrambi scambiavano insieme un casto e prolungato bacio di sposi. Quel bacio fu un passar di bragia sul volto dì Thom ; un lacerar di denti sul suo cuore, egli si frugò macchinaimente nel petto, come per ricorrere al pugnale, inunetuore d'averlo pocauzi gittato via, poi voleva slanciarsi su John.... ma pure restava sempre irresoluto colle spalle strette al pilastro, protetto dall'ombra. Era l'ultimo sforzo della coscienze sul delitto; l'ultimo! — che fosca risoluzione s'impedrouì vivamente di lui, l'atnmaliò, e nel intenerito che Johu stava « va arte, fatale ai seguaci più fiacchi, ma « sublime, inarrivabile come essi la lascia« rouo. EI prosegue: « Oggi si vuole ottenere « un eguale scopo, ma con forze diseguali e e con condizioni assai diverse; con forze • diseguali perchè la Provvidenza non « sembra che voglia ancora farci segnalare e l'apparizione di qualche stella sull'ere e chitettonico orizzonte; con condizioni « assai diverse perchè i tempi che corrono • sono assai dissimili da quelli del divino e artista; quei tempi cioè in cui un Lo« renzo il M Ignifico ed un Leone X si • gloriavano di avere intorno a se gli « artisti d'Italia i più insigni ed i primi « luminari dell'arte. Oggi si strombazza da molti, ed a buon dritto di fuggire una buona volta dalle Pastoie del classicismo e dai precetti, mentre dagli stessi innovatori e ba.uditori di queste evidentissime ragioni, si pensa, per ottenerne lo scopo, di proporre altri precetti ed altre legacce creando misteriose teoriche. Al secondo Congresso artistico italiano d'ebbe luogo in Milano nel 1872 la sezione architettonica volle portato in campo il seguente quesito per essere discusso e risoluto: •o< Ricercare le condizioni fondamentali di 2020 stile architettonico, il quale, giovandosi dei nuovi progressi della scienza e dei nuovi materiali di costruzione, serva ai bisogni, agli usi ed • ai costumi odierni delle varie provincie italiane e ne rappresenti i caratteri naturali e storici. Osserva mirabilmente il dotto architetto che il quesito è troppo astratto, troppo complesso, indeterminato ed assolutamente iusolubile praticamente, e che quilunque discussione passa farsi di quel problema, non porterà mai ad alcun risultato pratico Mi tornerà invece a danno dell'arte. L'architetto moderno lo risolverà colle stesse opere d'arte e con retta libertà d'azione a seconda dei casi che ud esso si present runno. In fatti, egl i rileva giustamente , che quell'unico stile che si vorrebbe cercare per le architetture moderne italiane, oltrechè essere nuova legaccia all' arte è anche assurdo e non servirebbe allo scopo, poichè a Napoli e Palermo non si può architettare come a Milano e Torinn, a Venezia non può architettarsi come a Roma. Ogni città ha i suoi usi e bisogni speciali dettati dal clima e dalla quantità ed abitudine dei cittadini. L'architettura casaliuga non può avere lo stesso stile di quella destinata ai pubblici edifizi, ed auCO per i pubblici edifici lo st!.le non può essere unico); giacchè non si darà per fermo eguale stile al tempio ed all'officina, al teatro ed alle prigioni, al palazzo municipale e alla stazione ferroviaria, per chiudere l'uscio della sua casa, egli, sviluppatosi rapidamente dal matello, si slanciava nel fiume con un grido strano e lacerante. — Un suicida! gridò Cecilia, si aiuti! — Bisogna salvare ad ogni costo quello sciagurato — esclamava John, e strappatosi alle braccia di lei si gettava nell'acqua. Il battelliero lo avrebbe salvato.... ma Thotu cui una voce interna aveva disperatamente detto; — nè tua, nè sua ! — avviluppatosi al collo di lui giù seco tra' vortici il trascinava; ed ogni volta che il povero Johu cercava di tornare a galla e di aiutarsi col nuoto, sentiva tirarsi giù con forza da un braccio che egli credeva fare l'ultimo sforzo per trovare uno scampo — ed era un braccio che faceva l'ultimo sforzo per troncare insieme due vite. S'udì un gemito, un gorgoglio, e nulla più nulla più! LA corrente traseinavasi a maz' accila IMfflar4.=2 Da Firenze riceviamo una dolorosa notizia. Domenica mattina spirava nel bacio del signore la Contessa Maddalena Agostlni-Della Seta, dopo lunga malattia di cuore. Delle eccelsi doti che adornavano l'anima e il cuure di questa egregia donna la quale, morendo lascia un vuoto indimenticabile nella città nostra, parlerà nel prossinio numero un amico nostro. Oggi ci limitiamo a questo semplice annunzio e a deplorare grandemente e sinceramente la morte della Contessa Agostini-Della Seta che ha lasciato nel pianto i suei tre fighuolila contessa Frauceschi Bicchierai: la contessa Maria e il conte Alfredo, e nel dolore quanti la co- t a noscevano. a 9 Domenica mattina _alle 8 e mezzo tutti i componenti la Società Operaia insieme alla Banda Filarmonica pisana e alla faniare dei Concordi si portavano alla ferrovia. Col treno delle 9 e mezzo arrivarono le associazioni d'Empoli, Pontedera e Ca- scine, parecchi rappresentanti della Provincia e la banda del Piano di Pisa. Tutti insieme si portarono al R. Liceo uve si ivau gurava una lapide in memoria del defunto cav. Ranfagni uno dei fondatomi della Società Operaia. * t * In una delle sale del R. Liceo entrarono le aesociazioui. Al Buco della Presidenza siedevano il coesiglier delegato cav. Vieni rappreseutante il R. Prefetto, il cav. Lostia di Santa Sofia comandante il 7.° Reggimento artiglieria, il professar Nardi-Dei rappresentante il iunnicipio, il cav. Gradi provveditore degli studi e il cav. Mesi ispettore scolastico. Il signor di Colo segretario della Società lesse moltissime adesioni di varie associazioni operaie, una lettera del generale Garibaldi e una del generale Cialdini i quali facevano vo ti per la prosperità della Società Operaia. Dopo ciò il sig. Vincenzo Andrei lesse una biografia politico-morale del cav. Ranfagni la quale verrà pubblicata. Seguirono il cavalier dottor Carlo Cuturi che sul due cadaveri, stretti ed avviluppati l'uno all'altro come per terribile amplesso. E Cecilia? — La diserta non vedendo più ricomparir sull'acque John, si cacciò disperata le mani tra i capelli, e lo chiamò più volte inclartio; fuori di sè, era anch'ella poi2r islanciarsi nel fiume... quando udì un grido acuto che la saettò in mezzo al cuore, e l'arntstò sull'orlo della tomba che ella andava a cercare da sè stessa nell'acqua. . Era Mary, che sveglia,vasi da un sogno funesto; povera fanciulla! forse aveva sognato il vero. -- Intanto se perdeva il padre salvava la vita a sua madre. Cecilia dunque s' arrestò di repente, guardò intorno con occhi spalancati e come istupiditi, poi corse al letticciuolo in mezzo al quale s'era assisa Mary, l'abbracciò, la strinse forte al patto quasi a segno di soffocarla, e poi si abbandonò tristemente a lei vicino. (Continua). o P medesimo soggetto disse nobili parole; l'operaio Colucci che pure parlò del Ranfagni e il cav. Gelassi sindaco di Cascina che ragionò intorno ai doveri dell'operaio. * Il presidente della Società, cav. Matte Remaggi, cou una breve allocuzione dichiarò aperta la festa dei premi. Questi consegnati ai meritevoli, il prof. Nardi-Dei e il cav. Vieni dissero alcune •brevi ed accoucie parole sui vantaggi che§ lo studio può apportare agli operai. Al tocco e mezzo 156 persone appartenenti a diversi gradi della società, si assidevauo a mensa nella gran sala del R. Teatro Nuovo gentilmente coucesi. Arrivato il momeuto dei briudisi, il cav. Rernaggi bevve alla salute del Re; il cav. Cuturi propose — e la proposta venne accettata — di inviare un telegramma al principe Umberto e uno al deputato Toseauelli presidente onorario della Società Operaia pisana; il genovese professor Nervi bevve alla salute di Pisa, dicendosi lieto delle finite gare tra la sua e la mostra città; il cavalier Gelassi propinò all'Esercito ed al brindisi gentile rispose ringraziando con molto affatto il cav. Bartoloanneis maggiore d'Artiglieria; il signor Bellincioni presidente della So•cietà operaia di Pontedera propinò al la voro; il prof. De Benedetti rappresentante di quella di Novara, alla unione degli operai; il sig. Ore,te Vettori rappresentante la S.iit di Salvataggio pisana parlò dell'aiuto scatubievole che possono prestarsi tra loro le classi operaie; il signor Di Colo propose fosse inviato un dispaccio al deputato Barsanti; il cavalier domandò il perCuturi approvando messo a:l'Adananza di segnare quel telegramma col etto nome: parlò nuovamente il sig. Andrei e nuovamente il sig. Vettori che propose di bere alla salute di Vincenzo Andrei educatore del popolo. Altri ancora psrlarono e dopo che il vice-presidente signor Rossi ebbe ringraziato, a nome della Società, i rappresentanti delle varie Associazioni, i radunati uscirono per godere il palio delle Regate. * Pregati, pubblichiamo la seguente: -Signori tuttt onorevoli della Associazione di mutuo soccorso fra gli Operai in Pisa. Profondamente commoeso dal gentile pensiero che avete avuto di inaugurare in questo solenne giorno sociale in cui vien festeggiato il 14. 0 anniversario di sua fondazione, una lapide a memoria dell'estinto mio fratello dott. Enrico Ranfagui per le indefesse premure avute in vita tendenti al progresso e vantaggio di detta Associazione, mi sento nel dovere di manifestarvi tutti i miei rispettosi ringraziementi da parte ancora dell'altro mio fratello dottor Robustiano medico condotto del paese di Asciauo, che non è potuto intervenire per cause d'impiego, congratulandomi in pari tempo per la buona ed utile scelta che faceste nella persona del distinto signor cav. Matteo Re.maggi a Presidente della predetta Associazione, il quale certamente per le sue non comuni qualità, sarà a procurare maggior progresso e nuo- vi vantaggi alla Associazione predetta. Pisa li 14 novembre 1875. Devotissimo IPPOLITO RANFAGNI. ** * La Provincia di Pisa è informata come dal commendatore Aghemo Capo •del Gabiuetto particolare di Sua Mae- stà, sieno state inviate al cornmend. Sindaco lire 5mila, con incarico di distribuirle a nome del Sovrano ai più bisognosi fra coloro che nella recente permanenza della prefata Maestà Sua a San Rossore, gli rivolsero istanze di sussidio, ** * Il presidente dell'associazione di mutuo soccorso fra gli operai di Pisa avverte tutti coloro i quali desiderano intervenire alle Scuole serali aperte per cura della suddetta Associazione, che potranno inscriversi nel relativo Ruolo, da lunedì 15 a domenica 21 corrente, dalle ore O antimeridiane alle una pomeridiaue nel locale della residenza. Alle scuole serali potranno intervenire tutti coloro che lima° oltrepass ito il dodicesimo anno di età. *a * Lunedì sera, coll'ultimo treno, una signora insieme alla sua cameriera, si trovava alla Stazioue per partire per Firenze. Una guardia le insegna il compartimento in cui deve moutare; un'altra, guarda i biglietti, li ritira e il treno parte.... per Livorno. Giunta in questa città e narrato il fatto, il capo-stazione le fu largo di gentilezze; non le fece pagare il viaggio fatto suo malgrado, non il ritorno a Pisa e le consegnò un nuovo biglietto per Firenze valevole il giorno seguente. Tutto ciò và, beniesiino. Ma le guardie che devono riscontrare i biglietti cosa fanno? Mancano di occhi? Equivoci così noiosi che, talvolta, potrebbero avere serie conseguenze non dovrebbero avvenir mai. * Abbiamo ricevuto da Roma il primo numero del nuovo giornale li Bersagliere organo della gievaue sinistra. Diamo il beuvenuto al nuovo confratello che, da quanto possiamo giudicare per ora, ci sembra assai garbato e molto ben fatto. ** Giuseppe B tr. della R ata, la sera del 14 corrente criticava iu pubblico la condotta tenuta in paese da Leandro Bel. di detto luogo, il quale divertivasi a far buffonate , che al primo 11011 piacevano. Adontatosi Leandro di tali critiche, estraese di tasca un dente di pettine da canapino, e fattosi adesso con quello a Giuseppe lo ferì lievemente in varie parti del corpo gravemente però alla testa. Nel furore della mischia Leandro ferì pure leggermente certo Iacopo B. che si era posto in mezzo, e tentava salvare il ferito dalla furia del feritore. Sono fie qui riuscite vane le ricerche della forza per l' arresto del colpevole, perchè, compita la sua bravura, si rendeva subito latitante. * * Ranieri M. e la di lui moglie Ida di S. Marco alla Cappelle,ivennero a alterco con Pa.squina M. madre del primo, ed il figlio fattosi adosso alla madre la tenue ferma ed eccitò la moglie a percuoterla, la quale con zoccolo dette non pochi colpi al capo della povera donna. Sapraggiuuti però Ranieri e Costantino V. cugini , di Pasquina, vollero interporsi , ma Ranieri M. si fece contro anche a costoro, e scaglialo un zoccolo a Costantino, lo investì nel naso accagionandegli non lieve lesione. L' autorità procede. ** Circa le ore due antimeridiane del 12 corrente naufragava presso Vada la fartene Ancora, proveniente da Terracina e diretta a Genova. Fortunatamente però l'intiero equipaggio è salvo. Santi M. di Pisa era ammogliato da poco tempo , e la sera del 14 corrente veiso le ore 6 era andato a spasso colla moglie Pattuire di anni 18 alle trincero lungo l'argine del fosso. Circa l'ora suddetta la rapida corrente avvolse il corpo della povera Pattuire. Come vi era caduta? Alcune guardie daziarie ebbero sospetto che ciò fosse opera del marito e lo arrestarono. Il corpo della infelice non è ancora stato trovato. Essa era gravida di circa 6 mesi. Le autorità cornpiono accurate indagini per appurare il fatto doloroso. Basta per ora su ciò. Giorni sono era una matrigna che uccideva la figliastra , oggi sarebbe il marito che affoga la moglie ! NOTIZIE TEATRALI L'ultima rappresentazione data domenica sera al Teatro Nuovo dalla signora Giaciuta Pezzaua-Gualtieri fu veramente una cosa riuscita. Non solo la platea e i posti distinti riboceavano di spettatori, ma pur anche i palchi: pareva di essere tornati ad una sera della passata Quaresitua, quando invece della Signora delle Ganaelie e di Maria Stuarda passeggiavano sul palco scenico Salika e Nelueko. 00 I signori componenti la Società Orchestrale suonarono quattro pezzi di musica e vennero multo applauditi. La compagnia drainuatica recitò prima lo scherzo comico La vedova delle Camelie, poi il primo atto del dramma G-iulia che, per i udisposizione di un attore, uon, potè essere continuato e, per ultimo, la bellissima commedia del povero Coletti Yi presento mia moglie. In quest'ultima, la signora Pezzaua fu insuperabile e il pubblico applaudendola incessantemente, volle anche dimostrarle il dispiacere che sentiva per la sua partenza. Z. COMUNICAZIONI DEL PUBBLIA Provvedimenti pel nuovo catasto dei terreni. — Resoconto della seconda conferenza avvenuta in Pisa il dì 6 corrente. Tre furono . i qaesiti posti all'ordine del giorno. 1. e Se diversamente da quanto è detto nella proposta della legge, il fitto dell'acqua per la irrigazione debba formare soggetto di detrazioue nella determinazione della rendita dei terreni. 2. « Se il catasto deve essere probatorio a tutti gli effetti giuridici (quesito ri- za mobile non altrimenti si distinguono e agli effetti della tassa governativa i beni mobili, da quelli immobili, è però un fatto che questi sono inoltre gravati dalle tasse provinciali, comunali e fluvia.tili, per non doversetse confondere la loro n attira. 3. « Che se la legge dei 26 gennaio 1865, non ammette la detraziooe nei beni urbani dei fitto dell'acqua potabile, ciò si risolve ancorehè in un errore, di breve importanza, quando il proprietario ne ricava perciò una maggior pigione dall'inquilino. 4. « Che le difficoltà esposte nella relazione ministeriale relativamente alle apprezzazioui non sussistono, perché se poca si è la importanza dell'acqua, è il criterio peritico che ne determina l'estimo, mentre se grande si è cotale importanza apposite amministrazioni di respettivi uffici ne esprimono la rendita. 5. « Che neppure sussiste la necessità di un Catasto speciale per le acque, menare basta il proeeguire prossimamente il vigente sistema dei Catasti geometrici. Fu poi ritenuto alla unanimità dagli adunati (meno il signor Malfatti) che il Catasto esser dovrebbe probatorio a tutti gli effetti giuridici, sì della proprietà e della confinazioue, che delle servitù tutte, tanto attive che passive. E fu su di ciò ossnwato che l'errore ministeriale consiste in questo; nella supposta necessità di determinare a priori, quanto nella relazione a carte 15 è detto « i vi » dovrebbe essere preceduto (il Cala- ( sto) da una generale determinazione di « confini, col concorso (lei proprietari, e « dalla r;soluzione delle questioni che sor« gerebbero Certamente collo stabilire « la proprietà di ognuno in modo sicuro « Si renderebbe un segnalato servizio alla ( proprietà fondiaria » — mentre tutto ciò potrebbe conseguirsi apoeteriori, mediante prescrizione a termine, prorogatine a seconda dei casi, onde il paziente non soggiacesse in defiuitivo a ciò che nelle relative finche eatnpiouali, e nelle mappe geometriche fesee riportato come precario. — E tutto ciò onde l'effetto sia che a catasto compilato, entro, al più, 10 anni successivi, si trasformasse in un catasta probatorio. E per ultimo, relativamente all'aggiornamento con unità di sistema dei Catasti geometrici sussistenti, fa ritenuto alla unanimità che questo provvedimento mentre si risolverebbe in Una economia malintesa, ed in 'una perdita di tempo prezioso, le immense difficoltà del suo conseguimento ne occasionerebbero la sorte del toscano collegamento del vecchio estimo del 1622 con quello or vigente del 1833, la sorte cioè di un provvediinento tentato. ma non conseguito. CERRI. proposto). 3. « Se debbano aggiornarsi con sistema di unificazione o farsi ex-integro i catasti geometrici in quelle provincie che ne sono provvedute. » Presero viva parte alla discussione gli ingegneri ed agrouomi Donati, Bartolommei, Malfatti, Garzella, Cini, Pellegrini e lo scrivente Cerri. Fu ritenuto alla unanimità, degli adunati, che il primo e relativo concetto ministeriale sia erroneo, e perciò si possa opporgli: 1. « Che il fitto dell'acqua per la irrigazione dei terreni non deve porsi nella categoria dei canoni di livello, delle decime e simili, quando non si risolve in un accolto, ma in una spesa pagabile ai terzi, come ogni altra di letame, lavoro e via dicendo. 2. e (The se pie: !a le fge detta ricchez- ATTI E DOCUMENTI UFFICIALI •••■■••••••1111.11/11.1.-.■••••••■• — La Gazzetta Ufficiale del 30 31.` t h in bre contiene: 1. R. decreto 29 agosto, che approva l'auincuto di capitale della S,icietà cooperativa del Volture. 2. R. decreto 29 agosto che accorda facoltà per derivazioni d'acqua. — Quella del 1 ottobre omtien..: I. Regio decreto 9 seacinbre, eh o autorizza la Banca Popol.tre VI bOtICSO, sedente in Monteleone fai Calabria, 2. Regio decreto 9 settoinbre, che approva La conversione t1elli Aioni l•)la BLnca. Agricola nazionale di Lacca. 2. Eleneo degli atti di morte di nazionali pervenuti dall'estero n'A in se di ag ,sto 1375. .21 "a •1•1 2 ..3tt. .):c — ( - 411 Ghelardoni Livia di Raffaello, nubile, orlatrice, di san Marco alle Cappelle - Tozzelli Armando di Pietro, celibe, pizzicagnolo, di Pistoia, con Bellatalla Laura di Giovanni, nubile, attendente a casa, di Pisa - Lenzi Giovanni di Francesco, celibe, fornaio, di Pisa, con Carmassi Filomena di Giuseppe, nubile, tessitrice, di san Marco alle Cappelle. 1. R. decreto 19 settembre che stabilisee quanto segue: Art. 1. La Direzione generale del Debito pubblico ò autorizzata a tenere a (Esposizione (lei ministero delle finanze le numero 53035 obbligazioni comuni della Società delle ferrovie romane, che le furono esibite dal 1 al 28 agoato ti. u., per la complessiva, rendita di lire 795,525, con decorreeza dal primo gennaio 1873. Art. 2. In cambio della Obbligazioni indicate unì precedente articolo sarà iscritta nel Gran Libro (lel Debito pubblico, in aumento del Consolidato 5 per 100, la Corrisponilento rendita di lire 995,525, con decorrenza dal pritno Inozlio 1875. Art. 3. Il fondo stanziato al capitolo primo del bilancio di definitiva previsione della spesa (lel rninlstero delle finanze per l'anno 1875 sarà aumentato di lire 396,762 50. importo lordo del semestre primo gennaio 1876 sulla rendita di lire 795,525 di cui all'articolo 2. Sarà pure aumentato il fondo del capitolo 40 del detto bilancio di definitiva previsione della eguale sansina di tiro 396,762 50 pel semestre al primo luglio 1875 dovuto alle parti sulla rendita loro assegnata in cambio. 2. Regio decreto 29 agosto che approva la modificazione dello statuto del a Società Procida lsehia. 3. Conferimento i rnalaglio d'argento al valore civile e di menzioni onorevoli. — Qualla del 4 ottobre contienia • 1. R. decreto 29 agosto, che istituisce in Rovigo una Commissione conservatrice dei monumenti o delle opere arte di quella provineia. 2. R. decreto 5 settembre, che approva la proroga dilla durata della Banca, popolare agricola di fluttuo credito del circondario di Crema dai 20 ai 50 anni, e ne approva il nuovo statuto. 3. Pubblicazione di concorso per cinque posti di volontario nelle carriere diplomatica e consolare. Le domande di ammissione dovranno essere presentate noti più tardi del 20 dicembre. — Quella del 5 ottobre contiene: 1. Regio decreto 5 settembre che autorizza la frazione di Birago a tenere le proprie rendite e passività patrimoniali e le spese contemplate dah'ultitno paragrafo dell'art. 13 della legge comunale, separate da quelle del rimanente del Comune di Lantate sul Seveso. 2. Regio decreto 9 settembre che autorizza la Camera di commercio ed arti di Siena ad imporre una tassa annua sugli esercenti commercio ed industria nel territorio del suo distretto. 3. Disposizioni nel personale del Ministero della guerra e in quello dello stato-maggiore generale ed aggregati della regia marina. STATO CIVILE Morti. Sereni Giuseppa di Paolo di anni 1, di PisaGrognani Pietro q. Luigi, vedovo, bracciante, di Gallo (san Giuliano) - Silvestri Giuseppa di Carlo 1, di santo Stefano estra moenia - Guerrini vedova Scateni Anna q. Pietro 70, colona, d LariGiordani Emilio di Francesco, celibe 36, calzolaro, di Pisa - Stefanini Emilio di Ranieri, celibe 25, seggiolaju, di Pisa - Ghezzani ne' Fanti Alaide di Giovacchiuo 21, attendente a casa, di san Michele degii Scalzi - Zanobini Annita di Tito 4, di Oratoio - Morandi Olinto di Raffaello 1, di san Marco alle Cappelle - Possenti Gemma di Gaetano 4, di Pisa - Barsanti vedova Bellani Maria q. Ranieri 66, attendente a casa, di PiSh — Gio- vunnelli Alessandro q. Bartolommeo, coniugato 35, bracciante, di Pisa - Cassieri Arturo di Michele 2, di Pisa - Carlini Carlo q. Cristiano, coniugato 73, sarto, di Pisa - Canali Amelia di Sileno 3, di S. Marco alle CappAle..Pieroni Ameliadi Francesco 4, di Pisa - Burchi ne'llarchi Cherubina q. Angiolo 12, di Pisa-Lodovichi Ranieri q. Tominaso, coniugato 76, mendicante, di Cascina. Palandri Arturo di Raffaello 4, di sill Alare° alle Cappelle - Pisanelli Luerezia q. Giov. Ranier, nubile 75, possidente, di Riglione - Sabatini Caterina di Gievanni, nuble, oblata conversa, di Pisa- Taddei ne' Bandini Emilia q. Cristoforo 23, attendente a casa, di Pisa - Forcini Enrico dei Regi Spedali 1, di Pisa -Turbanti Goffredo, dei Regi Spedali 4, di Pisa - Betlani Arleogasto di Luigi 3, di Pisa - Gagliardi Enriehetta di Giuseppe, nubile 19, attendente a casa, di Pisa Salvadorini Ranieri di Pietro 3, di Rarbaricina Ghignola nei Mussi Annunziata q. Ran:eri 51, bracciante, di san Giovanni al Gelano - Rainacciotti Zelinda d Angiolo 13, di Pisa - Tofani xedo; a Romani Carolina q. Ippolito 5, attendente a casa, di Barbaricaia. E più 43 al disotto di un anno. Cambiamenti di residenza. Fiaschi Giuseppe q. Giovan Batista, da Pisa a Livorno - Bani Cesare q. Ranieri, da Pisa a Livorno - Giorgi Giorgio di Silvio, da Pisa a Roma - Magnani Diga di Matteo da Pisa a Livorno - Nassi Pietro q. Matteo, da Pisa a Livorno. _ FORTUNATO POLI Gelanti respons. immuni r mimmul NON Mai MEEMC.RE SALUTE RISTABILITA SENZA MEDICINE. La deliziosa Farina di Salute Da Barry REVALENTA ARABICA risana lo stomaco, i nervi, il fegato, le reni, intestini, vessiea, membrana mucosa, cervello, bile e sangue i più ammalati. 30 anni di sueeesso — 75,500 cure annuali. 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Egualmente preferibile al latte, alle cattive nutrici per l' allovainento dei bambini, essa è per eccellenza, l'unica aline.ntaz:one che garantisce contro lotti i pericoli dell'infanzia. — Essa infine economizza 50 volte il suo prezzo in medicine. Estratto di 80,000 certificati di guarigioni ribelli ad ogni altro trattamento Cura num. 73,422. Serravalle Scrivia (Piemonte) 19 sei!. 1872, La sua meravigliosa farina Revalen.ta Arabica ha tenuto in vita mia moglie, che ne Usa moderatamente già da tre anni. Si abbia i miei più sentiti ringraziamenti. Prof. Pietro Canevari, istituto Grillo, Serravalle Scrivia. Cura num. 51,436. Berlino, 6 dicembre 1866. Signore - Da lungo tempo ho avuto occasione d' osservare la salutifera influenza della Revalenta Arabica du Barry sopra i malati, i di cui risultati curativi e riparatori invariabilmente ottenuti hanno giustificato la mia buona opinione del:a sua efficacia, e non esiterei a conairinare quanto sopra in ogni occasione che si presentasse. Ho l'onore di presentarvi i miei distinti saluti Angestein doti. medico, membro del Consigio sanitario reale. Cura nurn. 78,931. Certificalo del dottore MAnuel Saenz da Dejada, dottore della Facoltà, medico chirurgica, Cordova, Spagna ecc. certifico che ho ottenuto mercé la &malattia, membro della Università di Cura num, 80,416. il Sig. i). F. W. Ungo professore di medicina all' Università di Marburgo fa il rapporto. seguente alla clinica di Berlino 8 aprile 4872. « Non dimenticherò giammai che io sena debitore della vita d'uno dei miei figli alla Re- valenta du Barry. t Il fanciullo all'età di quattro anni soffriva,. senza causa apparente, d'una atrofia completa,. con vomiti continui, che resistevano alla dieta più rigorosa, a due nutrici ed a tutti i trattamenti dell'arte medica. La Revalenta ha immediatamente arrestati i vonati, e completamente ristabilita la sua salute in sei settimane di tempo. Tutti gli esperimenti che feci dipoi con la Revalenta ebbero lo stesso successo. Essa nutrisce più che la carne. Cura num, 79,831. Il sig. H. d'Esclavelles di Dieppe constata lacura d'una giovane persona ch'aveva lo stomaco pressochè intieramente distrutto, e che da due . anni circa soffriva di dispepsia e bronchite cronica, con insonnie, dimagramento e tutte le miserie di un generale marasmo. Sonno, salute, forza e grassezza sono ritornati allo stato normale. , Cura num. 79,128 Avallon, Vanne, 14 febbraio 1874. parecchie guarigioni in affezioni della massima Debbo alla verità, e a profitto dei poveri gravità sopra alcuni miei clieui dimorauti in ammalati sofferenti di gastriti e gastralgie diquesta città; cito gialla D. di Felpe Zaftino ammichiarare che l'uso fatto della Revalenta durante nistratore della dogana di Mattillii, quello delta due mesi mi ha procacciato tale benessere signora Amelia Gomez, moglie d'un capo militare, che mai mi era stato possibile conseguire cora, perfettamente ristabilitasi, quella del signor Ratutti i trattamenti ordinatimi dai medici nel mon Olonzo, giovane di 20 anni che da parecchi corso di otto anni. mesi soffriva di un grave attacco al petto. Vi autorizzo a pubblicare questa dichiaraCordova, 12 ottobre 1873. zione.Mandot. Dott. Manuel Saenz de Dejada. La scatola del peso di V, di kil. fr. 2 50: 112 kil. fr, 1, 50: 1 kil. fr. 8: 2 4,4 ki!. fr.; 47, 50: 6 kil. fr. 36: le lui. tr. 6b. Per i viaggiatri e parsone che non ha nno il comodo di cuouerla abbiamo cnfezienati i Biscotti di Revalenta. In scatole di i libbra inglese L. 4, 50 - Scatole di 2 libbre inglesi L. 8. Zgat ichemmii Dal dì 11 al 20 Cobre 1875 inclusive REVALENTA AL CiOCCOLATTE Nascite denunziate — Femmine 33. Maschi 27 Nati morti 2. Matrimoni. 9 Supino avv. Davide del cav. Moisè, con Perugia Regina del cav. dott. Cesare, ambedue celibi, possidenti, di Pisa Allatti conte Prospero di Pompeo, con Crolialanza Maria Olga di 0, a/ Ciocolatte. Francesco Braconi, Sindaco. Cura nurn. 67,324. Sassari [Sardegna) 5 giugno 1869. Da lungo tempo oppresso da malattia ner- Giovan Battista, ambedue celibi, possidenti, di Pisa - Vaglini Natale q. Valentino, bracciante, Marco alle Cappelle Taccola-Van- ni Sabino q. Sabatino, celibe, calzolaro, di sun Giovanni al Gatimo, con Carmignani Rosa q. Mar o, vedova, tessitrice, di Pisa - Giorgett i Emilio di Giovacchino, cuoco, con Macchi Aure. lia di Fortunato, sarta, ambedue celibi, di Pisa - Evangelisti Giovanni di Giovan Battista, vedovo, rnacellaro, di 13arbaricana, con Martini Aniabilia d'Alessandro, nubile, attendente a casa, di Barbaricina - Parola Antonio di Giovanni, celibe, bracciante, di Barbancina, con Tofani Concetta di Giovanni, nubile, tessitrice, di Campo (san Giuliano) - Ciabattari Alessandro di Carlo, celibe, possidente, di Lucca, con Bederlunger Maria di Luigi, nubile, possidente, di Pisa - Vanni Flamina) di Pasquale, vedovo, fabbro, di Pisa, con vosa, cattiva digestione, debolezza e vertigini, trovaigranvantaggio con l'uso di otto giorni della deliziosa e salutifera farina la RevalentaArabica. Non trovando quindi altro rimedio più efficace di questo ai miei malori la prego spedirrnene ecc. Notaio PIETRO PORCHEDDU presso l'avv. Stefano Usoi, Sindaco di Sassari. Prezzi: In POLVERE: scatole per 12 tazze fr. a,50; per 24, fr. 4, 50; per 48, fr. 8; fr. per 120, ft'. ' O; per 288 fr_ 36; per 576, fr. 65.In TAVOLETTE: fr. 1,30; fr.2,50; fr. 4,50; 8. con Piaggesi Isola q. Matteo, sarta, ambedue celibi, di san Poggio iUmbrial 29 maggio 4869. Dopo 20 anni di ostinato ronzio di orecchie e di cronico reumatismo da farmi stare in letto tutto l'inverno, finalmente mi liberai da questi martori, merce la vostra meravigliosa Revalenta rafla FF, Nistri. Pubblicaziolli delliriTip—oC Ogni scatola contiene nostro stampato colle istruzioni sul modo di preparare e fare uso della Revalenta Da Barrg, e le regole generali dietetiche per gli ammalati. Milano. CASA Barry IDii I3arry e Comp., 2 Via Tommaso Grossi, Rivenditori in tutte le ar!a presso i principali farina asti e dreghieri. CrICDFI di anatomia, fisioltvgia o »toLoà»Za DEGLI ANIMALI Anno Quinto. Questo Giornale, compilato dai professori nella scuola Zoojatrica della IL Università di Pisa Lombardini, Rivolta, Baraldi, Vachena (ie., si pubblica a fascicoli bimestrali di pag. 64 gr., e costa lire a l'anno per l'Italia: per l'Estero 10, 50.- Un fascicolo separato (quando disponibile) lire :l. PISA, farmacia Rossini pre-e v C rii v Prida , Carrai. farmacia inglese. PISTG I A ■;13(intr■ ..v teni-G. 1'. Patria SIENA Gaetano Raad,ni FIREYZE, Roberis, sarm .1r1 deila Legazion Brittannica; via Tornahuoni - Drogheria '15.soni, via Tornabuoni - Cesare Pegna e deli droebieri, via dello Studio 10 - Adolfo Mostardini, via Tornabuoni - Farmacia e Drogheria Bambi . , Pisa, Tip. Nistri, 1875. Mercato Nuovo - Drogheria Achino, via della Ninna - G. Gualtierotti, via Guieciardini, I -Giov. Margarolo, farm. - Garnieri, Piazza del 'uomo. RIZZO. Giacomo Ronz e comp. LIVORNO. Dunn e Malatesta. LUCCA, Farmacia Gemignani. MASSA-CARRARA D. Chiappe rara. j12