City lounge
A third place or urban
monument: today's
library is a stimulus for
active citizenship
Text by
Sara Pizzorno
Photos courtesy of
Marco Muscogiuri
Il salotto
della città
· ‚ Fresnes (Francia) - Biblioteca civica - by Badia Berger, 1995-1998
Luogo terzo o
monumento urbano:
la biblioteca di oggi
è stimolo per una
cittadinanza attiva
P
rosegue l’analisi del ruolo della biblioteca, tema
affrontato in occasione del Congresso mondiale IFLA.
Se lo scorso numero abbiamo trattato con l’architetto Marco
Muscogiuri e la dottoressa Anna Galluzzi l’architettura delle
biblioteche, questo mese ci avvaliamo della loro esperienza
per esaminare la funzione della biblioteca come spazio
pubblico. Abbiamo chiesto a Marco Muscogiuri di illustrare le
caratteristiche fondamentali della biblioteca intesa come spazio
pubblico. «La biblioteca oggi deve avere le caratteristiche di
quelli che Ray Oldemburg chiamava i ‘luoghi terzi’. Secondo
il sociologo americano, i ‘’luoghi terzi’, costituiscono un luogo
sicuro, informale, ‘neutrale’, dove le persone si sentono a loro
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agio e possono incontrarsi e socializzare. Le caratteristiche di
questi luoghi sono: accesso libero o estremamente economico,
accoglienti e confortevoli, facilmente raggiungibili a piedi e
frequentati da utenti abituali. Una biblioteca pubblica, se
concepita in modo innovativo, può essere un ‘luogo terzo’ per
eccellenza». E sull’importanza del ruolo sociale della biblioteca
continua: “una biblioteca dovrebbe essere il “salotto della
città”, e come tale dev’essere progettata, illuminata, arredata.
Tutti gli spazi pubblici in genere dovrebbero educare i cittadini
alla bellezza, a raffinare i propri gusti” ritrovandosi in linea
con Anna Galluzzi la quale afferma “biblioteche di nuova
realizzazione hanno dimostrato di svolgere un significativo ed
efficace ruolo urbano e sociale, in quanto luogo pubblico libero
e sicuro, dotato anche di un rilevante valore simbolico. Una
biblioteca può contribuire alla costruzione dell’identità di una
comunità, realizzando un rapporto costruttivo e dinamico con
le altre strutture di servizio, stimolando un approccio euristico
e articolato ai contenuti informativi e bibliografici per una
cittadinanza attiva”. È ancora Muscogiuri a sottolineare come
“per attrarre nuovi utenti, - sfondare quella soglia di uno scarno
8-10 % che è la percentuale media italiana di utenti sul numero
di abitanti (15 o 20% in rarissimi casi) - occorre infondere una
certa percezione della biblioteca: un’immagine di efficienza
e piacevolezza, allo stesso tempo rassicurante e accattivante,
di affascinante luogo della memoria e dinamica fabbrica
del futuro, di officina della conoscenza e dell’informazione.
Guardando a un futuro molto vicino, quando recarsi in
biblioteca non sarà più un dovere, allora dovrà diventare un
piacere”. Secondo Anna Galluzzi, per raggiungere tali obiettivi
e realizzare la sua funzione di spazio pubblico, la biblioteca deve
rispondere ai principali bisogni del cittadino contemporaneo:
essere informati; essere intrattenuti piacevolmente; fare un
buon acquisto; rapidità del servizio; sentirsi sicuri; sentirsi
· ‚ Londra - British Library - by Colin St John Wilson,1973-1998
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speciali. Nell'affrontare il tema dell'articolazione degli spazi
nella biblioteca di oggi, è ancora Muscogiuri a spiegare come la
biblioteca abbia mantenuto sostanzialmente immutate le sue tre
principali funzioni di conservazione, mediazione e diffusione
della conoscenza e dell’informazione con una differenza
sostanziale rispetto al passato: è diventata luogo centrale della
vita culturale e sociale di una comunità. A partire da gli anni
Settanta del Novecento, ma già con le biblioteche scandinave
di Alvar Aalto, si trova a integrare sempre di più le attività di
aggregazione sociale e di svago culturale. A conferma anche il
pensiero di Anna Galluzzi secondo la quale, indipendentemente
dal modello architettonico prescelto, gli spazi della biblioteca
di oggi devono garantire innanzitutto la massima flessibilità e
adattabilità nel tempo, con attenzione alle nuove tecnologie.
Non può mancare la molteplicità, ossia la compresenza di spazi
con caratteristiche e finalità diverse: per la socializzazione, per
lo studio individuale, per il lavoro, le sale di lettura e i luoghi di
ristorazione. Trasparenza e luminosità rendono infine il luogo
più gradevole e vivibile, trasformandolo in uno spazio leggibile
dall'esterno e maggiormente inserito nel tessuto urbano.
Muscogiuri sottolinea “la principale suddivisione funzionale
è tra l’area destinata ai servizi interni e quella dei servizi al
pubblico articolata in varie sezioni, differenziate a seconda degli
utenti, dei materiali e degli usi e tale suddivisione può essere
accentuata o possono esserci delle integrazioni”.
In merito alle soluzioni architettoniche applicate risponde
Anna Galluzzi: “in generale, si può dire che i progetti di
nuove biblioteche quasi mai riproducono un modello teorico
puro, bensì sono il frutto della combinazione di più soluzioni
tipologiche”. Sulla stessa linea anche Muscogiuri: “esaminando
i progetti degli ultimi vent’anni, emerge come sia del tutto
impossibile individuare dei modelli tipologici e funzionali,
semmai è possibile riconoscere alcune soluzioni ricorrenti”.
Tra queste Muscogiuri pone l’attenzione su tipologie
architettoniche mutuate dalle architetture sacre, per conferire
all’istituzione bibliotecaria una dignità e una venerabilità pari
a quella dei luoghi di culto. Altro elemento ricorrente sul
quale entrambi gli esperti pongono l’attenzione è il grande
spazio a tutt’altezza - solitamente l’atrio d’ingresso e luogo di
mediazione tra interno ed esterno - che funge da piazza, da
snodo da cui si articolano le diverse funzioni. “Anche gli spazi
di lettura a scaffale aperto hanno subito modifiche significative”
continua Muscogiuri “le soluzioni architettoniche per gli spazi
di lettura e di studio sono molteplici, e differiscono molto a
seconda della fisionomia bibliotecaria”. In alcuni casi i posti
a sedere vengono distribuiti in modo diffuso, in altri vengono
realizzate sale di lettura; alcune soluzioni propongono ‘muri di
libri’ ma per Anna Galluzzi è essenziale privilegiare lo ‘scaffale
aperto’, ossia la possibilità per gli utenti di accedere liberamente
agli scaffali, cogliendo gli stimoli che nascono dall'incontro più
o meno casuale con i libri. n
 · ‚ Amsterdam (Olanda) - Biblioteca civica centrale - byJo Coenen, 2001-2007
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· Fresnes (Francia) - Biblioteca civica - by Badia Berger, 1995-1998
‚ Samarate, Varese (Italia) - Biblioteca civica - by alterstudio partners, 2008-in corso
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Analysis of the role of libraries continues in the wake of
the IFLA World Congress. Our last issue discussed the
architecture of libraries with architect Marco Muscogiuri and
Dr. Anna Galluzzi, while this month we take advantage
of their experience to examine the function of libraries as
public spaces. We asked Marco Muscogiuri to illustrate the
fundamental features of a library as a public space. "Libraries
today must have the features that Ray Oldemburg defined as
‘third places’. The American sociologist suggested that ‘third
places’ are safe, informal and ‘neutral’ facilities where people
feel at ease and can meet and socialise. The features of these
places are: free or extremely economic access, welcoming and
comfortable, easily reached on foot and enjoyed by habitual
users. A public library, if it is conceived in an innovative
manner, can become a par excellence ‘third place’". And he
adds, as regards the importance of the social role of libraries: “a
library should be the ‘lounge of the city’ and as such it must be
appropriately designed, illuminated and furnished. All public
spaces in general should educate citizens about beauty, to refine
their tastes,” in complete agreement with Anna Galluzzi, who
says that “new libraries have demonstrated that they play a
significant and effective urban and social role, since they are
free and safe public places that also have a significant symbolic
value. A library can help create the identity of a community by
implementing a constructive and dynamic relationship with
other service facilities, stimulating an heuristic and articulate
approach to informative and bibliographical content for more
active citizenship.” Muscogiuri also highlights that “in order
to attract new users - and break through the dismal threshold
of 8-10 % that is the Italian average percentage of users by
number of inhabitants (15% or 20% in very rare cases) we must infuse a better perception of libraries: an image of
efficiency and pleasure, that at the same time is reassuring and
appealing, a fascinating place of memory, a dynamic factory
of the future, a workshop of knowledge and information.
Looking to a very near future, hopefully visiting a library will
no longer be a duty but a pleasure.” Anna Galluzzi suggests
that in order to achieve these objectives and implement their
function as a public space, libraries must respond to the main
needs of contemporary citizens: be informed; be enjoyably
entertained; make good purchases; fast service; feel safe; feel
special. In tackling the topic of the articulation of spaces in
a library of today, Muscogiuri again explains how libraries
have substantially retained their three main functions of
conservation, mediation and distribution of knowledge and
information with a major difference compared to the past:
they have become a central place in the cultural and social
life of communities. As of the 1970s - yet even with the
Scandinavian libraries of Alvar Aalto - today more than
ever before libraries integrate social aggregation and cultural
entertainment activities. Anna Galluzzi confirms this by
suggesting that, regardless of the chosen architectural model,
library spaces today must first and foremost ensure maximum
flexibility and adaptability over time, with special attention
to new technologies. Multiplicity is also essential, that is
the co-existence of spaces with different characteristics and
purposes: for socialising, individual study, work, reading rooms
and catering facilities. Transparency and brightness, lastly,
make such places more agreeable and liveable, transforming
them into a space readily identified from the exterior and
· ‚ Samarate, Varese (Italia) - Biblioteca civica - by alterstudio partners, 2008-in corso
better inserted into the urban fabric. Muscogiuri emphasises
that “the main functional division is between areas for internal
services and public service areas involving various sections
that are differentiated depending on users, materials and
applications and that such division can be accentuated or even
include integrations”.
As regards the architectural solutions employed, Anna
Galluzzi says: “in general, it can be said that projects for new
libraries almost never reproduce a pure theoretical model
but, rather, are the result of the combination of several
typological solutions”. Muscogiuri has much the same to say:
“analysis of projects from the last twenty years shows that it
is entirely impossible to identify typological and functional
models, although certain recurrent solutions can be found”.
In this regard, Muscogiuri focuses on architectural typologies
"borrowed" from holy architecture whereby library institutes
gain a dignity and venerability similar to those of places of
worship. Another recurrent element on which both experts
focus is the large full-height space - usually the atrium and place
of mediation between the interior and the exterior - acting
like a square leading visitors to the various other functions.
“Even reading facilities with open shelves have undergone
significant modifications,” Muscogiuri continues; “there are
many architectural solutions for reading and study areas and
the differ considerably depending on the physiognomy of the
library.” In some cases, seating places are broadly distributed,
while in others reading rooms are set up; certain solutions
propose ‘book walls’, although Anna Galluzzi feels that it is
essential to emphasise ‘open shelves’, that is the possibility
of free access to shelves by users that encourage the stimuli
resulting from more or less casual encounters with the booksi. n
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