FONDAZIONE PROF. MASSIMO D'ANTONA (ONLUS) TAVOLA ROTONDA Consegna del PREMIO MASSIMO D’ANTONA Per le migliori tesi in materia di diritto del lavoro AVVISO DEL MINISTERO DEL LAVORO del 9-7-2014 21 OTTOBRE 2015 MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI ROMA ATTI DEL CONVEGNO Q 2015 uaderni La presente pubblicazione fa parte dei Quaderni della Fondazione Prof. Massimo D’Antona (Onlus) Via Quintino Sella 23 - Roma Coordinamento Editoriale: Fabrizio Di Lalla, Claudio Palmisciano, Roberto Leardi ______________________ www.fondazionedantona.it www.lavoro-confronto.it PROGRAMMA 21 OTTOBRE 2015 SALONE RIUNIONI MASSIMO D’ANTONA MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI VIA FLAVIA, 6 – ROMA TAVOLA ROTONDA CONSEGNA DEL “Premio Massimo D’Antona” Il nuovo modello di vigilanza L’ISPETTORATO UNICO DEL LAVORO Per le migliori tesi in materia di diritto del lavoro PROGRAMMA AVVISO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DEL 9 LUGLIO 2014 Ore 9,30 – APERTURA DEI LAVORI Ore 11,30 – PROCLAMAZIONE DEI VINCITORI PRESENTAZIONE E COORDINAMENTO Fabrizio DI LALLA LETTURA DELLE MOTIVAZIONI Presidente Fondazione Prof. Massimo D’Antona Paolo ONELLI Presidente Commissione Giudicatrice del Premio INTRODUZIONE E INTERVENTI ESPOSIZIONE SINTETICA DI OBIETTIVI, METODO E CONCLUSIONI DEL PROPRIO LAVORO Stefano OLIVIERI PENNESI Federica MINOLFI e Marco CUTTONE Professore a contratto Università Tor Vergata, Roma Cattedra “Sociologia dei Processi Economici e del Lavoro” Dirigente del Ministero del Lavoro e delle Pol. Sociali CONSEGNA DEI PREMI DA PARTE DEL MINISTRO Ore 12,00 – FINE LAVORI Pierangelo ALBINI Direttore Area Lavoro e Welfare Confindustria Gianluigi PETTENI Segretario Confederale CISL Ore 11,00 – CONCLUSIONI Giuliano POLETTI Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ********** Commissione Scientifica di valutazione del “Premio Massimo D’Antona" Per il Ministero del Lavoro e delle Polit Sociali: - Dr. Paolo ONELLI – Presidente - Dr.ssa Valeria BELLOMIA - Dr.ssa Maria CONDEMI Per la Fondazione Prof. Massimo D’Antona - Prof. Arturo MARESCA - Prof. Roberto ROMEI ********** Nell’occasione è stato presentato il Terzo volume della Collana “Premio Massimo D’Antona” contenente le due tesi dichiarate vincitrici nella precedente edizione ******* Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 3 ~ SOMMARIO Presentazione della pubblicazione Pag. 6 Presentazione e coordinamento Pag. 8 Presidente Fondazione Prof. Massimo D'Antona Stefano OLIVIERI PENNESI Intervento introduttivo Pag. 12 Intervento Pag. 23 Intervento Pag. 29 Conclusioni Pag. 32 Pag. 40 Presidente Commissione Giudicatrice del Premio Proclamazione dei vincitori e lettura delle motivazioni Federica MINOLFI Abstract Pag. 43 Abstract Pag. 46 Pag. 50 Pag. 78 Annunziata ELIA Consigliere Fondazione Prof. Massimo D'Antona TAVOLA ROTONDA Fabrizio DI LALLA Professore a contratto Università Tor Vergata, Roma Cattedra “Sociologia Processi Economici e del Lavoro” Dirigente del Ministero del Lavoro e delle P. Sociali Pierangelo ALBINI Direttore Area Lavoro e Welfare - Confindustria Gianluigi PETTENI Segretario Confederale - CISL Nazionale Giuliano POLETTI Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Consegna del PREMIO MASSIMO D’ANTONA Paolo ONELLI Vincitrice del Premio Marco CUTTONE Vincitore del Premio Galleria fotografica Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) Organi Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 4 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 5 ~ Annunziata Elia Consigliere Fondazione Prof. Massimo D’Antona (Onlus) Presentazione della pubblicazione L’azione delle donne “Fondazione Prof. Massimo D’Antona” nella La “Fondazione Prof. Massimo D’Antona” nata nel 2001 è oggi una bella e concreta realtà grazie al contributo volontario e straordinario dei soci nonché di esponenti del mondo del lavoro, delle istituzioni, della politica e di studiosi del diritto del lavoro e della legislazione sociale. Un contributo che è stato fortemente Annunziata Elia caratterizzato dalla presenza e l’influenza delle donne che hanno offerto con sincera generosità un impegno, attento, costante responsabile, determinante a realizzarne gli obiettivi e a renderla sempre più interessante e utile per i dipendenti del Ministero del Lavoro e per tutti coloro che partecipano alle sue attività. Questo cammino lungo quindici anni è stato costellato da tante attività, che nel corso del tempo sono state perfezionate e quindi diventate veri appuntamenti ciclici che hanno interessato vari ambiti di carattere sociale, culturale, divulgativo e informativo. Le donne hanno messo a servizio il loro sapere, la loro conoscenza, la loro vivace intelligenza, il loro vedere il mondo dal punto di vista femminile, un impegno correlato ai ruoli svolti con diversi livelli di responsabilità, rivolto ad ogni attività utile al raggiungimento delle finalità di solidarietà sociale e in particolar modo diretta all’assistenza dei soci in condizione di svantaggio. Nell’ambito culturale, la Fondazione è l’esempio concreto della effettiva realizzazione delle pari opportunità. Le donne hanno rappresentato, statisticamente, nell’ambito di tutte le attività svolte, oltre il 50%, sia nella stesura di articoli per la rivista on line Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 6 ~ della Fondazione, “Lavoro@Confronto”, sia come relatrici e collaboratrici ai vari eventi convegnistici organizzati dalla Fondazione nonché come partecipanti ai bandi per l’assegnazione delle Borse di Studio per laureati in diritto del lavoro e Legislazione sociale. Dal 2008 al 2015, su un totale di 16 Borse di studio assegnate, 11 sono state vinte dal genere femminile. Le donne rappresentano una ricchezza per la “Fondazione Prof. Massimo D’Antona” che esprime questo patrimonio di valori, attraverso la sua azione. “ Ciò di cui l ui par lava er a la vita delle per s one, la vita degli uom ini e delle do nne "non in qua nto par t e di un quals i as i tipo di r appor to con tr attuale, m a in qua nto per s ona che s ceglie il lavor o com e pr ogr am m a di vita e s i as petta dal lavor o l'ident ità, il r eddito, la s icur ezza, cioè i fattor i cos titutivi del la s ua vi ta e della s ua per s on a lità” A noi il compito non solo di ricordare e di onorarne la memoria ma di fare dei valori di Massimo d'Antona un punto di partenza, per trasmettere alle giovani generazioni un sentimento di speranza in un futuro migliore. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 7 ~ Fabrizio Di Lalla Presidente Fondazione Prof. Massimo D’Antona (Onlus) Presentazione e coordinamento dell’iniziativa In nome della Fondazione Massimo D’Antona, che mi onoro di rappresentare, dò inizio ai lavori di questo evento che nel corso degli anni sta ricevendo notevoli consensi e suscitando sempre maggior interesse anche oltre i confini del Ministero del Lavoro e della Fondazione stessa. Un interesse evidenziato oggi dall’ampia, qualificata partecipazione e dalle ancor più numerose richieste cui, nostro malgrado, non abbiamo potuto dar seguito per insuperabili motivi di sicurezza. Colgo l’occasione, naturalmente, per Fabrizio Di Lalla ringraziare i nostri ospiti che parteciperanno all'odierna tavola rotonda avente per tema la riforma della vigilanza. Un grazie sentito che estendo a tutti gli invitati tra i quali vedo una numerosa rappresentanza sindacale, autorevoli funzionari della pubblica amministrazione e soggetti esterni ad essa che tuttavia sono legati al mondo della produzione come i consulenti del lavoro. Per ultimo, ma non certo come importanza, un cordiale saluto al comandante il nucleo dei carabinieri, addetti alla vigilanza cui va il nostro ringraziamento per la loro preziosa opera. Della sua presenza mi sento veramente onorato. Dicevo che questa manifestazione, indetta per la premiazione delle migliori tesi dei partecipanti al concorso che il Ministero del Lavoro e la Fondazione, bandiscono alternativamente ogni anno, trova le motivazioni del suo successo in un mix formato da cultura e giovani. Sapere che questi ultimi si confrontano su un tema, quello del diritto del lavoro, così complesso, a volte ostico e in continua evoluzione, fa ben sperare per il futuro del nostro Paese. E non dimostrano solo padronanza sulla materia. A essa aggiungono la sapienza del comunicare. Già è tanto difficile farsi capire a parole; quando, pertanto, ci si riesce per iscritto si possiede un dono quasi divino. Ma accanto a questo aspetto della manifestazione già così interessante, ne abbiamo aggiunto un altro negli ultimi anni; la Fondazione, infatti, ha ritenuto utile farla precedere da un dibattito tra il Ministro del Lavoro e i rappresentanti delle parti sociali su temi d’attualità. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 8 ~ L’argomento della tavola rotonda di quest’anno, la riforma della vigilanza, oltre che essere attuale, è sicuramente molto coinvolgente e la creazione dell’Ispettorato Unico del Lavoro, fin dalla sua formulazione nella legge delegata e nell’iter parlamentare, ha suscitato reazioni contrastanti, com’è giusto e lecito in democrazia. Quel che va rilevato è che le diverse posizioni non trovano tanto la loro ragion d’essere in punti di vista di carattere culturale o giurisprudenziale, quanto negli interessi contrapposti di gruppi di pressione esistenti nella nostra società e non solo nel recinto della funzione pubblica. Quelli favorevoli alla riforma, mettono in evidenza il ripristino dell’unità operativa dell’attività di vigilanza, parcellizzata nel corso del tempo, un processo cui attribuiscono le maggiori responsabilità dell’attuale inefficienza. E il loro giudizio positivo non è stemperato dalla consapevolezza che il processo per arrivare a tale obiettivo sarà di lunga durata. I critici, invece, si dividono in due gruppi nettamente contrapposti. Ci sono quelli che si sono battuti per mantenere le attuali specificità, ritenendo sufficiente migliorare, nella fase operativa, il coordinamento dei diversi soggetti pubblici addetti a tale funzione. C’è, poi, chi, invece, non condivide la lunghezza del processo di unificazione, che per il modo in cui è stato strutturato richiederà decenni e teme che con un obiettivo di così lungo termine le cose restino come sono nell’attuale situazione; a conforto della loro posizione evidenziano che gli ispettori dei vari soggetti pubblici, nonostante la riforma, continueranno a lavorare nei propri uffici di appartenenza, alle dipendenze della propria organizzazione, con strumentazioni e risorse non omogeneizzate, avendo in comune solo il logoro e inutile strumento del coordinamento. Per queste motivazioni, il contenuto del decreto legislativo viene definito minestra riscaldata. Ma al di là di questi diversi punti di vista, è indubbio che il Ministro del Lavoro ha avuto il merito e il coraggio di aver mosso le acque di una palude limacciosa, che si era formata nel corso dei decenni. Una palude fatta di degrado, inefficienza, inadeguatezza strumentale. Chi vi parla ha conosciuto da vicino e sofferto questa situazione, avendo svolto, tra le varie attività della sua vita, tali funzioni per circa un ventennio in trincea, come allora si diceva. Giovane, entusiasta, fresco di concorso, facevo parte di una società in piena evoluzione in un periodo in cui stava per concludersi la più grande rivoluzione del nostro Paese, quella che è stata in grado di trasformare l’Italia radicalmente. In pochi decenni, infatti, siamo passati da un’economia da prevalentemente agricola con la Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 9 ~ sua cultura e i suoi ritmi secolari a quella industriale e post industriale. Una trasformazione non solo economica, naturalmente, ma anche culturale e dei costumi. E della comunicazione. Infatti, i contatti molto più rapidi e intensi tra le varie parti d’Italia avevano inciso profondamente anche nella comunicazione e nel linguaggio. Che sorpresa e delusione, pertanto, vedere sopravvivere da noi il vecchio modo di comunicare che era l’indicazione esatta di un persistente ancoraggio al passato. Pensate che nelle lettere si usava ancora il termine obsoleto di ‘signoria vostra’ che fuori dai nostri uffici, nella società civile era scomparso da tempo e diventato risibile ai più. E poi la mancanza d’idonee strumentazioni già di uso comune nel privato, indice di un atteggiamento di colpevole indifferenza se non negligenza da parte della gestione politica e burocratica del Ministero del Lavoro. Si dava rilievo alla forma più che alla sostanza, alle macchinose procedure più che ai risultati. All’epoca c’erano ancora due uffici del Ministero sul territorio. Spesso adiacenti o nello stesso stabile. Quando ci serviva un’informazione sul collocamento, ad esempio, la logica ci suggeriva di chiederlo di persona, direttamente al collega dell’Ufficio del Lavoro che trattava tale funzione, ma non si poteva fare; bisognava presentare la richiesta formale e tra timbri, firme, protocolli in arrivo e partenza eravamo fortunati se, per quel che si poteva fare in un’ora, passavano solo quindici giorni. Certo, questo stato di cose era molto diffuso nella pubblica amministrazione, ma per un ufficio operativo il danno, anche d’immagine, per l’utenza era sicuramente più rilevante. Così, per un organismo tanto debole e fuori mercato venne il tempo delle spoliazioni. L’assalto alla diligenza ebbe successo; un pezzo all’INPS, un brandello all’INAIL un altro alle autonomie locali e uno addirittura a un Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 10 ~ microrganismo come l’ENPALS del tutto inadeguato a coprire l’intero territorio nazionale, con le poche strutture e il piccolo nucleo di operatori. Alla base di tale decentramento c’era la logica della specificità, ma le cose nel corso del tempo non migliorarono e l’inefficienza dell’azione di vigilanza continuò, anzi aumentò. Ecco perché dico oggi che, comunque sia, l’obiettivo del ripristino dell'unità operativa è un fatto positivo; poi sulle strumentazioni adottate è tutto un altro discorso. Mi fermo qui, perché ad altri spetta il compito di entrare nel merito della riforma in atto. Prima, tuttavia, di dare l’avvio alla tavola rotonda cedo la parola a Stefano Olivieri Pennesi, che molti di voi conoscono, un esperto fatto in casa come la buona pasta, le cui ampie e profonde conoscenze della materia derivano da studio ed esperienza. Un’esperienza dura ma stimolante, vissuta sul campo. E che campo, quello di Prato. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 11 ~ Stefano Olivieri Pennesi Professore a contratto Università Tor Vergata, Roma Cattedra “Sociologia Processi Economici e del Lavoro” - Dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Intervento introduttivo Caro Fabrizio, grazie delle cortesissime parole ed un ringraziamento, ovviamente, alla Fondazione del Prof. Massimo D’Antona che tanto sta facendo in maniera, che definirei encomiabile. Raccogliendo le tue parole, come hai ben evidenziato, questa attività, culturale e convegnistica, rappresenta un ottimo contributo, come anche un segnale, per il nostro territorio, e la nostra Amministrazione, e non soltanto, vista la recente apertura, della Stefano Olivieri Pennesi Fondazione, anche ai colleghi appartenenti ad Italia Lavoro e ad ISFOL. Oggi siamo qui per questa bellissima ‘abbinata’: la premiazione del concorso intitolato al Professor D’Antona e, parallelamente, una tavola rotonda che vede, oltre al Ministro Poletti, illustri ospiti: in rappresentanza del sindacato Gianluigi Petteni, ed in rappresentanza della Confindustria il Dott. Albini. Questo mio intervento sarei per impostarlo in una modalità flash, per offrire degli spunti, se vogliamo delle sollecitazioni, anche al Ministro, per supportare maggiormente gli addetti ai lavori, e qui ce ne sono molti, che quotidianamente affrontano la ‘trincea’, come, spesso uso dire ai miei collaboratori, con il prezioso contributo dell’Arma dei Carabinieri, dei nostri colleghi che operano nei NIL di ogni Direzione Territoriale del Lavoro, dalle quali prenderà avvio, la struttura locale dell’Agenzia nazionale Ispettiva. Quindi, il tema è il nuovo modello di vigilanza per l’Ispettorato Unico del Lavoro. Chiaramente parliamo di un Decreto legislativo, unitamente agli altri che, hanno preso corpo a seguito della legge quadro sul ‘Jobs Act’ ed in particolare quello del riordino delle attività ispettive, il 149 di recentissima emanazione, in quanto operativo dal 24 settembre 2015. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 12 ~ Che cosa si è inteso, in buona sostanza, affrontare: il problema principale è consistito nella razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva e qui chi ha memorie remote o un po’ meno remote, sa bene di cosa stiamo parlando, perché semplificare e razionalizzare sul territorio mondi diversi come sono stati e, forse, per alcuni versi, ancora oggi sono quello delle attività ispettive da quello che sono, invece, i ruoli amministrativi, con le competenze sulle politiche del lavoro, non è stata un’operazione facile. Criticità e problemi, di varia natura, che i colleghi del territorio ed i colleghi dell’Amministrazione centrale conoscono bene perché in più di una occasione si è parlato di fusione a freddo, chi ha memoria più datata, sicuramente ricorda la grande operatività ed incisività dei nostri ex “uffici di collocamento” che poi sono migrati, obtorto collo, negli attuali Centri per l’Impiego dopo un precedente passaggio negli UPLMO, in acronimo definito uffici provinciali del lavoro e massima occupazione, per la parte delle politiche del lavoro, è stata una fatica immane. Spesso abbiamo assistito al dispiegamento di interessi contrapposti, anche per il fatto che gli ispettori del lavoro sono sempre stati visti, e sono stati considerati quasi dei lavoratori autonomi, e forse anche loro si sono sentiti tali. Cosa che non è nei fatti totalmente vera, viste le evoluzioni che ci sono state, anche rispetto ai problemi che hanno toccato la nostra Amministrazione dal vivo. Ovviamente, l’attività di vigilanza, quella in materia di lavoro, ci pone ancora oggi un grande problema da affrontare che è quello delle “sovrapposizioni”. Mi insegna il Comandante, il caro amico Marco Turchi, che effettivamente le nostre attività, sul territorio, si scontrano con una scarsa conoscenza di quello che avviene con le Amministrazioni coesistenti e mi riferisco alle varie ASL, Questure, Comandi provinciali di Guardia di Finanza, dei Carabinieri, ma non soltanto, anche Corpo Forestale, una mia recente esperienza in tal senso, nella sede di Prato, è stata questa. E quindi, cercare di non replicare, le attività ispettive, per non incidere, troppo invasivamente, anche, dal punto di vista operativo, finanziario, ma anche umano, sulla quotidianità lavorativa delle aziende, perché subire un ispezione, e quanti di noi colleghi del Ministero, quando Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 13 ~ vengono a trovarci, come dico io i miei colleghi di casa madre della Ragioneria dello Stato per fare le verifiche amministrativo-contabili, sanno quanto è pesante, operativamente e psicologicamente, affrontare una ispezione quindi rendiamoci conto che, anche, nelle aziende si estrinseca una forza d’urto non indifferente, che agisce in sede ispettiva. Però ciò non toglie che la legalità deve essere il nostro faro guida, ok? Quindi da questo punto di vista indubbiamente il rispetto della legge e soprattutto il problema delle emersioni, di quanto c’è come lavoro nero ed evasione fiscale, parallelamente collegati ed evasione-elusione contributiva, assicurativa, fiscale, ecc. E, quindi, ecco perché la coesistenza, operosa, con le altre amministrazioni, si rende necessaria, ed è uno dei suggerimenti, che ovviamente, poi, avremo modo di offrire al Ministro e a chi, avrà l’onere e l’onore di curare la neonata creatura dell’Agenzia Ispettiva. Ebbene, il coordinare su tutto il territorio, in base alle direttive del Ministro, resta un punto fermo ineludibile. Il Ministero del lavoro, nella figura del Ministro, avrà il compito di coordinare l’attività di vigilanza in materia del lavoro, ovviamente, anche qui l’aspetto innovativo, è la parte riguardante l’azione inerente la contribuzione e l’assicurazione obbligatoria, nonché tutto quello che è il portato della sicurezza ed igiene dei luoghi di lavoro. Ovviamente, bisogna curare un altro aspetto, del Decreto Legislativo 149, che è quello della gestione della formazione ed aggiornamento del personale ispettivo, anche di INPS ed INAIL. E questo è un altro punto di caduta e di criticità perché, ovviamente, la Spending Review e volendo anche le altre problematiche, di natura finanziaria, legate al nostro bilancio dello Stato, ci portano sempre meno risorse, per ciò che riguarda l’impegno e l’impiego, in materia di formazione, dal punto di vista dell’avvicinamento e alle conoscenze circa le nuove evoluzioni del “mercato del lavoro” e conseguentemente, alle problematiche legate alla evasione/emersione, che è presente, in questo contesto. Quindi agire, però, sapendo che le marce delle tre Amministrazioni, che andremo in qualche modo a coordinare e contestualizzare, in una unica entità, tra INPS, INAIL e Ministero del Lavoro, sono percorsi, che fino ad oggi, Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 14 ~ hanno avuto un andamento, come dire, nettamente diverso, sia per detenzioni di risorse, sia, perché anche il core dell’attività ispettiva e comunque istituzionale, tra INPS, INAIL e Ministero del Lavoro, è chiaramente, nettamente, distinta e separata. Questo sarà un altro obiettivo della Agenzia Nazionale. Buongiorno, interrompo per l’arrivo del Ministro. Ministro ben arrivato, stavo enucleando una serie di aspetti legati al tema di questa tavola rotonda, del nuovo tema di vigilanza dell’Ispettorato Unico del Lavoro e mi stavo soffermando sul problema che ritenevo opportuno porre alla Sua attenzione e, comunque, al vertice della futura creatura ispettiva. E’ quello, appunto, della formazione che in qualche modo Ministero del Lavoro, INPS, INAIL, anche grazie alle attività ed alle direttive del Ministro, vengono ben identificate all’interno del testo del Decreto legislativo 149. E’ ovviamente in capo all’Amministrazione del Lavoro ed è di certo un problema non indifferente, in considerazione del fatto che fino ad oggi i colleghi di INPS, INAIL ed Ispettorato del Lavoro, hanno avuto una realtà, sostanzialmente diversa, ed una possibilità diversa di formarsi, anche tenendo conto delle diverse mission delle organizzazioni e delle risorse avute a disposizione. Quindi, questo sarà sicuramente un problema. Cercare di portare a fattor comune questo bagaglio di esperienze e di conoscenze, che, in qualche modo dovranno integrarsi con nuovi bisogni, Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 15 ~ nuove conoscenze e, soprattutto, nuove visioni di quello che sarà il ruolo della nuova Agenzia Nazionale Ispettiva. Altro aspetto è anche il bisogno, il grande bisogno, a mio vedere, di una attività di studio e di analisi dei fenomeni di lavoro sommerso ed irregolare, proprio per orientare l’attività di vigilanza che è un altro passaggio rilevante del Decreto Legislativo. Ovviamente, è lapalissiano, anche, il discorso della gestione delle risorse, per uniformare la vigilanza, perché qui abbiamo competenze professionali, che si legano anche alla attività di formazione nettamente diverse, che si sono attagliate e stratificate nel tempo e nello spazio fisico, e, quindi, anche per questo la necessità di “coordinare una attività di vigilanza”, che non venga, in qualche modo, vista come sovrapposizione dell’azione. E’ un problema che i nostri colleghi delle rappresentanze datoriali, spesso portano ai tavoli, il mio ultimo avuto con l’incontro nella sede della Confindustria di Prato-Pistoia-Lucca, dove era presente il prof. Maresca, che ha partecipato a un interessante dibattito. Ed uno dei problemi che sono emersi, da parte dei datori di lavoro, è, appunto, questo aspetto. Si parlava tra l’altro di controllo a distanza dei lavoratori, di videosorveglianza, ecc. è stato evidenziato il bisogno, di non sovrapporre autorizzazioni, attività ispettive, adempimenti burocratici. E soprattutto anche la non conoscenza dei rispettivi interventi ispettivi, delle varie Amministrazioni, che si sono susseguiti ed accavallati anche in periodi relativamente brevi. Quindi, anche una “analisi dello storico” da parte delle singoli Amministrazioni sarà un problema da affrontare, Ministro. Dopodiché, passiamo, anche, ad ulteriori aspetti, il coordinamento con le altre Istituzioni locali. Qui mi premi portare l’esempio, in tal senso, vogliate scusarmi, di Prato. Certamente il Ministro ne è a conoscenza così come i vertici della Direzione Generale ed il Segretariato Generale, della qualità e quantità di rapporti promossi con il patto di ‘Prato sicura’, voluto fortemente dalla Regione Toscana e dal Prefetto, che poi ha visto la declinazione, dopo gli Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 16 ~ eventi tragici della ‘Teresa Moda’ alla fine del 2013, che hanno causato la perdita di sette vite umane in un laboratorio tessile cinese, cosa che, mi preme in qualche modo sottolineare. La buona pratica che mi sentirei così di individuare, anche per altre esperienze e in altri territori, è proprio questa. Noi, diciamo ogni 15 giorni, abbiamo un tavolo con il Comandante Provinciale dei Carabinieri, di Guardia di Finanza unitamente al Questore, al Prefetto, al Responsabile della ASL, al Comandante della Polizia Municipale, nonché alle altre Istituzioni, volta per volta presenti perché, è un tavolo se vogliamo flessibile, Corpo Forestale dello Stato, vedi la recente campagna che abbiamo svolto, ’Orti di Prato’, anche lì l’imprenditoria cinese ha esteso i propri interessi. Ma non soltanto, parliamo anche di Agenzia Ambientale, parliamo dei NAS, (con i colleghi di Firenze abbiamo fatto una azione ad hoc, recentemente). Insomma, in buona sostanza, voglio rappresentare che è possibile creare una sinergia e soprattutto un “tavolo permanente” di confronto per l’attività programmatoria; perché lì, forse, è una delle maggiori sfide che la nuova Agenzia Nazionale dovrà in qualche modo, affrontare. E’ stato chiesto il nostro apporto fondamentale come Dtl perché la conoscenza del territorio, soprattutto la conoscenza, unitamente, anche alle autorità locali, Polizia Municipale, piuttosto che Comune, ci porta a poter fare una attività di intelligence che è fondamentale per la buona riuscita dal punto di vista qualitativo delle Attività Ispettive e non solo quantitativo. Un inciso, in passato, nel recente, passato, si è mossa qualche piccolo critica al fatto che il numero delle ispezioni effettuate durante l’anno, hanno avuto, una sorta di contrazione, ma mi permetto di dire, in maniera assolutamente sommessa, che In questo modo ne ha beneficiato la qualità, nel senso che si è andato a selezionare, con maggior attenzione, obiettivi ed idoneità di interventi, dal punto di vista qualitativo, perché non è detto che la quantità di ispezioni porti ad un risultato finale di raggiungimento obiettivi sostanziali rilevanti. Altro, problema, a mio modesto parere, e al tempo stesso un suggerimento, riguarda la creazione di “uffici studi ed analisi” in ogni singola Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 17 ~ realtà, ovviamente, là dove è possibile, quindi sul territorio; ancorché sappiamo ben presente ed efficace il “gruppo analisi”, posto sotto la supervisione del Comandante Turchi, che sappiamo di particolare valore, in quanto, poi i nostri colleghi dei NIL, sul territorio, utilizzano queste informazioni, anche laddove non sempre è presente, e qui mi duole rappresentarlo, una buon intesa con il direttore della sede piuttosto che con i colleghi ispettori civili. . Quindi, questo scambio di informazioni interne all’ufficio diventa altro elemento cardine, e pur sempre omogeneizzazione di impegno e risorse. Ovviamente abbiamo anche l’obbligo imposto per INPS ed INAIL e le agenzie delle Entrate di mettere a disposizione, dell’Ispettorato Nazionale futuro, gli archivi informatici, i dati e le informazioni. Non è problema secondario, questo, perché noi, spesso soprattutto nella visione basica o meno della banca dati della Camera di Commercio, piuttosto che, della banca dati anagrafica dei Comuni per l’accesso e la conoscenza, di domicili, per recapitare, notificare documentazioni, piuttosto che per verificare l’effettività della presenze/domiciliazioni nei plessi industriali ed artigianali, riscontriamo molte difficoltà. Bene, questo è un elemento, come dire, qualificante dell’azione. La conoscenza e l’interscambio degli archivi informatici sarà sicuramente motivo di grande sforzo, che comunque andrà fatto, perché, ad oggi, ripeto anche qui a macchia di leopardo però, sono rare le piene e spontanee collaborazioni per mettere a fattor comune questo patrimonio di memorie ed archivi storici. Ovviamente anche la forma, parliamo di programmazione e svolgimento delle attività. ma anche la difesa in giudizio e l’orientamento dell’azione ispettiva. Per la difesa in giudizio, apriamo questo piccolo inciso, è legata al fatto che abbiamo come innovazione importante, Ministro, la possibilità di difendere in primo, non solo in primo, ma anche in sono grado l’Amministrazione. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 18 ~ Cosa che avveniva per mezzo dell’Avvocatura dello Stato, con i nostri funzionari, ma che non sono solo i nostri, del Ministero del lavoro ma saranno anche quelli di INPS ed INAIL. Cosa, assolutamente, fondamentale. E qui, una sottolineatura, le tematiche e le difese in giudizio per gli aspetti previdenziali e gli aspetti lavoristici, certamente porta ad avere delle problematiche. Quindi, ulteriore annotazione, la capacità di rappresentanza in giudizio assumerà maggior valore, se, da parte dei dirigenti, in capo alle nuove strutture, ci sarà la capacità di far, anche lì, dialogare e, soprattutto coesistere i nostri responsabili contenzioso con gli altri enti. Perché l’INPS ha la fortuna di avere un corpo professionisti legali, così come gli attuari, a se stante, sono appunto i professionisti incardinati nell’ente previdenziale. Nel nostro caso spesso utilizziamo, ed io ho la fortuna di avere un ispettore, mio malgrado lo devo dirottare alla difesa in giudizio, ma che caso ha voluto appartenente alle nuove leve ovvero agli ultimi ingressi in Amministrazione che risalgono ormai ad una decina di anni fa, 6 o 7 anni fa, dove molti dei nostri nuovi ispettori, appunto, sono anche in possesso del titolo di avvocato, piuttosto che essere commercialisti, comunque gente che, già ha svolto attività nella libera professione e, che, sicuramente, è un valore aggiunto non indifferente per l’Amministrazione. Quindi abbiamo ottime figure, ripeto, il mio piccolo esempio, mi dice questo. Abbiamo sicuramente il discorso che tra 45 giorni, quindi nella prima decade di Novembre, ci sarà lo Statuto e i DPCM, poi, vedremo le evoluzioni, so che gli uffici tecnici del Ministro stanno lavorando alacremente e quindi, insomma, c’é un bell’impegno, indubbiamente, dal territorio riporto la voce, avere qualche piccolo elemento flash, di conoscenza, non sarebbe male, Ministro, però questo, riguarda, poi, l’evoluzione degli studi e gli approfondimenti assolutamente in itinere. Ed ora possiamo, quindi, due-tre criticità, che è giusto rappresentare, con due-tre proposte che mi permetto, sommessamente, di poter produrre, molto velocemente. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 19 ~ Noi abbiamo il problema, come criticità delle, andiamo per titoli, omogeneizzazioni e dotazione strumentali, qui, Ministro c’è, un problema grosso, perché noi osserviamo le valigette informatiche dei colleghi di INPS e Asl ed anche altri strumenti tecnologici avanzati dei colleghi stessi di INAIL, ancorché essere numericamente inferiori, ci danno l’opportunità di adoperare/usufruire di questi strumenti quando andiamo in abbinata, con i colleghi, ce ne avvaliamo, ma lì è il buon senso degli ispettori, che su campo riescono a parlarsi e a poter, come dire, rendere fungibile la dotazione tecnologica informatica in possesso degli operatori in maniera trasversale. Il coordinamento dei corpi ispettivi di Ministero, INPS ed INAIL, è un problema, di cui si è parlato molto, però è un problema molto sentito sul territorio e spesso fonte di reale criticità. Ovviamente il coordinamento, anche, della logistica delle sedi, perché la dipendenza funzionale dalla dipendenza gerarchica, comunque, porterà delle distorsioni, che, è bene in qualche modo, si possa indagare e risolvere preventivamente, a monte, come amministrazione centrale, per poter permettere al territorio di operare con una certa sicura funzionalità. Aggiornamento e formazione professionale, l’abbiamo accennato, è un altro passaggio importante. La rideterminazione del trattamento di missione, anche qui, abbiamo delle discrasie tra i colleghi degli enti di previdenza ed assicurativi, rispetto ai colleghi del Ministero del lavoro, è una grande lamentela, lo sappiamo, però, poter mettere, diciamo, in interfaccia, colleghi che fanno lo stesso lavoro, che, però, hanno un trattamento accessorio e di missione diverso, crea, ovviamente, malumori, dissidi, ed è, un po’, se volgiamo, il freno a mano tirato delle altre due Amministrazioni, che anche, oggi, insomma, si sente in maniera quotidiana. Certamente a questo si abbina, anche, l’indennità chilometrica e l’uso del mezzo proprio, sto parlando di cose concrete, Ministro, però, che so bene che sono state portate alla sua attenzione. Coperture assicurative e, ovviamente, parametrazioni stipendiali di tutto l’organico sono una esigenza legittima e comprensibile. L’accesso alla banca dati, anche lì, dobbiamo essere ben convinti che è lo strumento fondamentale per essere incisivi. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 20 ~ Il mantenimento delle sedi attuali, ma qui, parliamo, di presidiare il territorio capillarmente. Certamente alcune bozze che sono girate di accorpamenti di sedi, hanno spaventato molto non soltanto il personale ma l’intera utenza e le altre istituzioni locali. Ma mi permetto di dire hanno anche spaventato le organizzazioni sindacali e datoriali, i professionisti/consulenti, nonché i cittadini. Le sedi che hanno una frequentazione di utenza particolarmente intensa, hanno anche, quotidianamente, come dire, il riferimento a quanto è importante avere a portata di mano l’ufficio per fare ad esempio le richieste di astensione di maternità, piuttosto che le domande di conciliazione, piuttosto che le richieste di intervento ispettivo, ecc. e quindi, insomma, una riflessione approfondita sul mantenimento delle sedi, ancorché magari gestite unitariamente. Questo necessita. Un passaggio veloce lo voglio fare per chiudere l’intervento sulle proposte. Ministro, un bel Roadshow, Suo, dei Sottosegretari ed anche dei Consiglieri giuridici non sarebbe male. Anzi sarebbe, particolarmente, apprezzato dal territorio, anche per spiegare, gli elementi cardine non solo del Decreto inerente la razionalizzazione della Attività Ispettiva ma anche gli altri decreti del Jobs Act. Parliamo anche quello degli ammortizzatori sociali, che è un altro problema che a noi direttori del territorio riguarda molto, così anche per le altre tematiche, tempi di vita-tempi di lavoro, problemi di semplificazione/sburocratizzazione e quanto altro. Ovviamente anche queste buone pratiche. Cercare di poterle diffondere, magari, a livello più parcellizzato, un servizio informatico itinerante, sarebbe fondamentale. Una ulteriore idea, si basa sul fatto che molti colleghi del territorio non hanno l’esperto informatico. Devono chiedere il favore alla sede più o meno vicina territorialmente del Ministero. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 21 ~ Così, anche, come, spesso, l’avvalimento della Responsabile del servizio di Protezione e Prevenzione, come anche degli ispettori tecnici, che magari sono in coesistenza tra più sedi ed anche delle capacità tecniche informatiche, che, in qualche modo, aiutano, se possono essere condivise con più celerità, in avvalimento. Quindi anche un interscambio ed una diffusione, diciamo, di una presenza, in qualche modo, itinerante di gruppo di esperti informatici può aiutare, volta per volta, senza ricorrere all’autorizzazione… dal centro… per richiedere la missione per intervenire. Attività, centri di ascolto, chiudiamo, con questo. Ovviamente i nostri ispettori che vengono in maniera impropria chiamati ispettori di turno in molti luoghi. Nel mio ufficio possiamo parlare, invece, di “centro di ascolto”, come ho inteso istituire. Mi sono permesso di dare questa nuova visione perché è un vero e proprio punto di riferimento per l’utenza, che porta ad avvicinare i cittadini alle Istituzioni e non soltanto. Parliamo anche di “servizi di mediazione culturale”, come ho voluto istituire per il mio ufficio. Con questo chiuderei, il termine e il contenuto delle altre proposte e criticità avrò modo di poterlo rappresentare in sede opportuna, direttamente al Ministro e ai suoi uffici tecnici. Vi ringrazio e ringrazio il Ministro. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 22 ~ Pierangelo ALBINI Direttore Area Lavoro e Welfare – Confindustria Intervento Grazie. Buongiorno a tutti. Buongiorno Signor Ministro. E’ una occasione, come sempre, importante, questa che ci ritagliamo per un doveroso momento di commemorazione e per discutere di temi di attualità. Per dare un contributo a questa riflessione farei una premessa di scenario e, a seguire, alcune brevi considerazioni, che riguardano, il tema oggetto del nostro Pierangelo Albini convegno. Questa non è una crisi episodica che una volta conclusa - riporta tutto e tutti al punto in cui eravamo prima. Questo è, piuttosto, una trasformazione vera e propria del tessuto produttivo, del tessuto economico e persino, del tessuto sociale del paese. Quindi, dobbiamo, cominciare a considerare i nostri temi – anche quelli che esaminiamo oggi - avendo in mente un preciso quadro di riferimento. Il mondo, infatti, sta cambiando rapidamente. Non è, peraltro, vero che il mondo stia cambiano in peggio o se preferiamo, sia tutto in crisi. Anzi, è vero il contrario. Per rendersene conto basta considerare due dati. Prima della crisi, se avessimo voluto indicare con un numero la capacità di produrre ricchezza del mondo avremmo usato il parametro 100, assegnando all’Italia un valore pari a 99. Oggi, dovessimo rifare lo stesso esercizio, saremmo costretti a prendere atto che mentre il mondo nel suo complesso è arrivato a 137, l’Italia è scesa a 75. Quindi, c’è una parte del mondo che corre, che cambia, che si trasforma. Questa parte del mondo che trascina lo sviluppo del pianeta, noi vorremmo che ci vedesse protagonisti, così come lo siamo stati in passato, perché l’Italia rimane una delle grandi potenze mondiali. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 23 ~ Questo Governo, a me pare, che stia leggendo, correttamente, i segni del cambiamento e si sta attrezzando per modificare molte situazioni. Temo, però, che non sarà facile, come appunto abbiamo appena sentito per quanto riguarda l’argomento in discussione oggi. Una delle maggiori resistenze deriverà, infatti, dalla nostra difficoltà a declinare i problemi al plurale, cioè, dicendo: noi dobbiamo. Abbiamo, invece, una naturale propensione a vedere sempre le questioni solo ed esclusivamente nella prospettiva individualista, quella che ciascuno di noi rappresenta: la logica delle imprese; l’interesse del sindacato, i vincoli e le ragioni della Pubblica Amministrazione. Ma c’è un momento in cui bisogna iniziare a ragionare “al plurale”. Ed è questo il momento: quello in cui la necessità ci costringe a cambiare per rimanere nel gruppo dei paesi migliori. Bisogna iniziare a ragionare con il ‘noi’, sforzandosi di contemperare le ragioni che ciascuno rappresenta con quelle di interesse generale. L’argomento, oggi in discussione, si presta bene a qualche riflessione. Noi oggi ci confrontiamo, infatti, su un tema, che riguarda una attività fondamentale della Pubblica Amministrazione. Essa si rivolge ad un mondo che sta cambiando e, quindi è essa stessa chiamata a cambiare. Troverei difficile immaginare, che, mentre tutto è in via di trasformazione, il modo di essere e di lavorare della pubblica amministrazione non debba esso stesso necessariamente cambiare. Ciò deriva in primo luogo, dal cambiamento organizzativo delle imprese. Abbiamo sul tavolo la pubblicazione delle tesi dello scorso anno che, non casualmente, affrontano proprio questi argomenti. Lo stesso Governo, come dicevo prima, si sta esercitando, in maniera molto significativa per dare indicazioni in questo senso alle imprese. Lavora per dire all’imprese che debbono cambiare, che debbono cambiare il loro modo di organizzarsi. La prima delle due tesi premiate lo scorso anno tratta di esternalizzazioni e fa, dunque, riferimento ad un modello di impresa, che cambia. Studia i riflessi del mondo che cambia sulle imprese e sulla loro organizzazione perché in questi anni cambia la competizione e, conseguentemente, deve cambiare il modo di fare impresa nell’epoca della Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 24 ~ globalizzazione. La seconda tesi tratta del lavoro occasionale in relazione all’emersione del sommerso e tocca, quindi, da vicino il tema che stiamo discutendo oggi. La vigilanza e il controllo sono influenzati dal quadro normativo e dagli strumenti che vengono messi a disposizione delle imprese. Avere a disposizioni alcuni strumenti contrattuali piuttosto che altri, influisce sulle scelte organizzative delle imprese. Del resto, a mio avviso, ne abbiamo una chiara percezione se consideriamo le novità che vengono dal jobs act. Di questo quadro evolutivo il sistema delle ispezioni deve avere piena consapevolezza. Dopo di me, parlerà Gigi Petteni. Noi ci occupiamo di relazioni industriali e siamo contrattualisti. In questi mesi, abbiamo provato a costruire uno spazio di maggiore di autonomia per il mondo del lavoro. Volevamo dimostrare che le Parti Sociali sono capaci di darsi delle regole ed anche di rispettarle, senza bisogno che ci sia l’intervento del legislatore e conseguentemente, del magistrato. Questo tentativo non è irrilevante per la questione della vigilanza e del controllo. Legislatore, ispettore e magistrato. Noi pensiamo che ci possa essere altro. Non tutto si risolve qui. Noi rivendichiamo più autonomia e quindi, implicitamente immaginiamo la possibilità di autoregolare alcuni aspetti della relazione lavorativa. In fondo, è un po', come la riflessione che propone questa mattina la liturgia. La lettera ai Romani ci interroga, infatti, sulla questione dell’essere sottoposti alla legge o alla grazia. Sarebbe un poco come chiedersi se i comportamenti Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 25 ~ devono essere la conseguenza della paura di una sanzione o scelta consapevole di stare in un mondo che questa coerenza di comportamenti ti chiede. Come dicevo, lavorare per ampliare l’autonomia collettiva non è ininfluente sul tema dei controlli ispettivi. E questo è lo sforzo, cui, questo paese deve tendere. E’ difficile ma sarebbe assai utile riuscirci. Poiché le scelte si fanno sulla base della convenienza, si deve lavorare su tutti i fronti per dimostrare che è conveniente comportarsi correttamente, essere rispettosi delle regole, stare dentro un quadro, in cui, tutti capiscono che c’è uno sforzo complessivo per costruire un mondo migliore. Per questo, dicevo, dobbiamo ragionare in termini del ‘noi’. In questa prospettiva apprezzo, anche, la scelta che è stata fatta dal legislatore su questa materia. Razionalizzazione e semplificazione e non il solito approccio del riformista di turno che vuol cambiare completamente le cose. Aggiungo, però, una considerazione. Razionalizzare e semplificare va bene ma non basta. Serve di più. Mi auguro che questo sia l’inizio di un processo per cui lo Stato si prende cura di questa parte della pubblica Amministrazione. Perché un conto è curare le cose, un conto è pensare di guarirle, con un intervento lampo. Questo è un processo che le imprese aspettano da molto tempo: si faccia una razionalizzazione ed una semplificazione ma prendendosi cura di chi deve poi ottenere i risultati attesi. Il Decreto rimanda, esso stesso, a molti altri interventi, ma anche questi non saranno da soli sufficienti. Bisogna - se si vuole costruire un servizio ispettivo di qualità nella Pubblica Amministrazione – cominciare a prendersene cura con una certa continuità. Aggiungo una seconda considerazione e mi avvio alla conclusione. Prendo a prestito alcuni termini usati prima dal Professor Olivieri Pennesi. Ovvio, che siamo tutti favorevoli per questa fusione a freddo e siamo tutti convinti che il recupero di una unitarietà operativa sia un obiettivo a cui bisogna tendere. Ma, come è stato osservato, il tema di Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 26 ~ fondo è - anche qui, uso parole che ho sentito - cambiare la modalità relazionale. Occupandomi di relazioni sindacali so bene che l’accordo è sempre l’esito di una relazione. Più la relazione è di qualità, più il risultato è buono. Ecco perché bisogna iniziare ad investire sulla relazione. Ho sentito parlare di ‘centro di ascoltò: non è la sensazione che, fino adesso, le imprese hanno, quando ricevono una visita ispettiva. Le imprese hanno piuttosto, l’idea che l’ispettore, abbia, obiettivamente, dalla sua un apparato legislativo talmente complesso e bizantino che gli consente di trovare qualunque irregolarità voglia trovare. Da qui nasce probabilmente la sensazione spiacevole che imprese e cittadini talvolta, lamentano di essere vittima di un atteggiamento burocratico, talvolta, ingiustificatamente vessatorio della Pubblica Amministrazione. In questi giorni, vedendo mia figlia alle prese con i ‘Promessi Sposi’, mi è capitato di rileggere le considerazioni del Manzoni sulla giustizia del seicento. Non ho potuto fare a meno di pensare che, anche oggi in alcune circostanze, la Pubblica Amministrazione appare dura con i deboli e debole con i forti. Niente di nuovo, quindi. Anni fa, ad un convegno a Milano, avevo visto una mappa di questo paese che mostrava, con diverse gradazioni di colore, le aree in cui vi erano più irregolarità e più violazioni. Vedendo che le maggiori irregolarità non stavano nelle regioni dove pensavo dovessero stare, avevo notato una evidente correlazione fra il colore delle macchie e il numero di persone, che erano dedicate ai servizi ispettivi. Capisco, perfettamente, che andare in certe realtà italiane a fare ispezioni si incontrano problemi, che, invece, altrove, neppure si immaginano, però non può essere questo il criterio da seguire per garantire il rispetto della legalità. Con lo stesso approccio che auspicavo prima, occorre prendersi cura delle cose e non pensare che, in maniera miracolistica, fatto un Decreto Legislativo, abbiamo risolto i problemi. Ci sono problemi gravi d affrontare ma sono ottimista perchè vedo segnali incoraggianti nel decreto. Penso alle funzioni che vengono date alle Agenzie. Ce ne sono alcune che sono straordinariamente rilevanti: la mappatura, la rilevazione di questi Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 27 ~ fenomeni, lo studio, l’analisi, la formazione, sono attività che lasciano intravedere la possibilità di un cambiamento positivo. Immagino, le difficoltà che il Ministro, il Ministero e, comunque, le persone di buona volontà che si cimenteranno con questo progetto, dovranno affrontare, perché le vivo, in altre sedi. Quando partecipo a dibattiti su questo tema all’INPS o all’INAIL, vedo la ritrosia a rinunciare a spazi di autonomia per garantire un maggio coordinamento che si raggiunge mettendo a fattor comune i servi ispettivi di tutti. Bonhoffer scriveva nelle sue ‘Lettere dal carcere’ questa frase bellissima, che cito spesso. E’ un po' la sintesi estrema dei problemi che abbiamo noi in Italia. “Le quantità si contendono gli spazi, le qualità si completano fra loro”. Ecco vedo, qui, in questo progetto, il tentativo di mettere insieme le qualità per costruire qualcosa di meglio e di più funzionale. Dopo tanti tentativi di coordinare soggetti diversi e mettere ordine nella materia spero sia giunto finalmente il momento di ottenere un risultato di qualità. Questo è l’auspicio che faccio a nome di Confindustria sapendo molto bene quanta fatica costi cimentarsi col fatto di dover cambiare le cose. Ma come dicevo all’inizio del mio intervento, cambiare è adesso necessario. Vi ringrazio per l’attenzione. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 28 ~ Gianluigi PETTENI Segretario Confederale CISL Intervento E’ questo il Paese dove la maggior parte delle persone in macchina indossano la cintura di sicurezza perché intravedono il vigile o il Carabiniere e non perché che l’indossare una cintura è uno dei più importanti meccanismi di protezione per la propria sicurezza. Siamo in una fase di profonda e travagliata trasformazione del lavoro, abbiamo necessità di nuove regole del lavoro, regole innovative ma fruibili e al tempo stesso sanzionabili in caso di inosservanza. Gianluigi Petteni Allo stesso modo, in questa particolare fase di trasformazione abbiamo bisogno di costruire il lavoro, renderlo creativo ed incentivare l’autoimprenditorialità. Creare e costruire un lavoro anche attraverso una azione, come ad esempio quello della cooperazione “attenzionando” però l’uso diverso che alcune persone potrebbero fare di questo o altri strumenti simili “…penso all’abuso di logistica!”. I voucher sono strumenti validi “... ma attenzione ... i voucher vanno bene se utilizzati nel settore della ristorazione il sabato o la domenica, ma se utilizzati in edilizia sono un problema!”. Dunque sì a nuove regole ma attenzione ai “c.d. bracconieri del lavoro”. Abbiamo, altresì, bisogno di politiche attive del lavoro e misure di accompagnamento efficaci, efficienti, adeguati e coerenti con il nuovo assetto del mercato del lavoro che portino a valorizzare il lavoro come strumento di ricchezza e dignità cercando di sconfiggere tutti quegli Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 29 ~ elementi che indeboliscono il tessuto economico e creano concorrenza al ribasso, mettendo in difficoltà i soggetti più seri, più competitivi e più innovativi. Mi riferisco ai molti datori di lavoro che assumono persone con trattamenti normativi ed economici meno favorevoli di quelli che gli sarebbero spettati rispetto ad una assunzione regolarizzata nel luogo in cui prestano la propria attività di manodopera. Per cui bene una riforma che cerca di affrontare le sfide del cambiamento, già in corso, del lavoro, bene il contratto a tutele crescenti, che porta un significativo miglioramento della qualità del lavoro assorbendo tipologie contrattuali che in precedenza avevano elementi di minore stabilità ma attenzione a non creare strumenti a coloro che voglio erodere questo elemento della qualità del lavoro. In più occasioni nell’iter dei confronti con il Governo, con il Ministro Poletti, abbiamo affrontato questo tema ma “i coordinamenti non hanno avuto successo”. Bisognava adottare una nuova strumentazione ed allora abbiamo chiesto di scindere il confronto: il confronto generale sul progetto ed il confronto più diretto rispetto agli operatori, alle persone interessate a questo percorso. Io penso che non sia un caso il luogo in cui si sta svolgendo questo incontro: una Fondazione, che ricorda una figura importante del Riformismo di questo paese, di chi ha avuto il coraggio di fare proposte per rinnovare, ahimè anche pagando con la vita rispetto a questo, io penso che più che la strumentazione andrebbe fatta una grande operazione di grande partecipazione e coinvolgimento dei soggetti. Essere qui alla Fondazione D’Antona è per ricordare che in questo paese si possono fare le riforme con i lavoratori, non contro i lavoratori. Sfidare coloro che hanno un ruolo a mettersi in gioco rinunciando alla pigrizia e ad elementi di gelosia: “…. Non dovrai picchiare sulla pietra, ma dovrai costruire la cattedrale! Evitare che coloro che devono operare si sentono come spaccatori di pietre e non come costruttori di cattedrali”. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 30 ~ Concludendo, il Dott. Albini non ha mancato di richiamare, “sul comune sentire dei contrattualisti”. Ebbene i contrattualisti si devono rendere conto che il mondo è cambiato, è cambiato per tutti e dunque anche per i contrattualisti come noi. Per cui il contrattualismo rimane l’elemento più importante, a mio giudizio, di tutela e di autonomia, della rappresentanza delle parti, però noi dobbiamo pensare anche ad un contrattualismo di responsabilità, ad un contrattualismo di sussidiarietà, ad un contrattualismo, che preveda nel suo ruolo il Welfare, le politiche attive, la formazione e così via, e che può, in modo intelligente, incontrare, anche, il Legislatore, senza perdere la propria autonomia, se ha una progettualità. Io mi fermo qui e speriamo che, col contributo di tutti, questa sia una sfida, che venga vinta, ma non nell’interesse di alcuni, ma nell’interesse generale della collettività. Perché, in questo momento di travagliata trasformazione, ci sono elementi qualitativi, ma ci sono anche le condizioni per un lavoro “a qualsiasi costo” e per fare questo occorre trovare tutte le condizioni, anche quelle di regole e sanzioni, che possono permettere di andare in questa direzione. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 31 ~ Giuliano POLETTI Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Conclusioni So no , pie nam e nte , conv into de l fatto che no i stiam o v iv e ndo una fase di gran de trasfo rm azi o ne : da un lato la subiam o , da un altro la pro v o chiam o , quindi do bb iam o ce rcare di av e re sempre chiaro , quale è l’asse di fo n do , l’o rizzo nte , de ntro al quale ci m uo v iam o . Cre do che qui ci sia , v e ram e nte , un cam biam e nto di passo , Giuliano Poletti sul piano cult urale , sul piano di una v alutazio ne . No n v o rre i e sage rare, m a, co nside ro che , in que sto m om e nto , pe r una se rie di ragio ni, no i sia m o di fro nte a una fase , ne lla quale , sta cam biando , è cam biato e può cam biare pro fo ndam e nte l’im patto de l lav o ro ne lla v ita de lle pe rso ne . Siam o m emo ri di una lunga fase , ne ll a qu ale , la v ita de lle pe rso ne , de lle so cie tà e de lle c o m unità, è stata co struita, co m e una so rta di dipe n de nza di re tta de ll’e sige nza di pro durre u n’e fficie nza ne l lav o ro . P ro v ate a pe nsarci, l a no stra v ita è stata re go lata in fo rza de l “D e bbo andare a lav o rare ” , “ Ho un o rario di lav o ro ” , “ De bbo produrre ” e l’o rganizza z io ne de lla no stra v ita è stata, fo rtissim am e nte , co ndizio na ta, pe r non d ire di più, dai m o de lli pro du ttiv i. E il lav o ro ne è stato , largam e nte , se gnato . Facciam o ci una do m anda: o ggi c’è una buo na co e re nza, tra que ll’im pianto e la le gittim a aspirazio ne di o gni cittadino alla fe licità? Io dico no . Siam o andati mo lto lo ntani da que ll’o bie ttiv o : abbiam o av uto , m agari, i be ni m ate riali ne ce ssari a v iv e re e , fo rse , abbiam o av uto di più di Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 32 ~ que llo che sare b be st ato ne ce ssario ; m a, se do v e ssi dire che av e re que sti be ni ha pro do tto l’e sito , al quale do v rem o più o m e no tutti, co nsape vo lm e nte aspirare , since ram e nte , no n lo fare i. No i v e niam o da una lung a fase , i n cu i, la v ita de l cittadino è stata pe nsata, m e diam e nte co sì: pe r v e nti anni si studia e pe r tre nt’ann i si lav o ra e il lav o ro che faccio in que l pe rio do lì, v a be ne anche se è co sì co sì, pe rché la m ia aspirazio ne è andare in pe nsio ne , prim a che po sso , pe rché , do po , farò finalm e nte la v ita che m i piace . Oggi no n è più co sì, n o n è più, m ate rialm e nte , co sì. L ’allungam e nto de lla v ita, i cam biam e nti te cno lo gici, gli e le m e nti de l sape re e de lla co no sce nza, la po ssibilità a parte cipare re spo nsa bilm e nte , la m o bilità ne gli spa zi ha nno cam biato , radicalm e nte , que ste co se . No i e rav am o abituati a dire “ Vado a lav o rare ” e o ggi spe sso è il lavo ro che v ie ne da no i. Av evam o un o rario di lav o ro , m a o ggi il lav o ro si incune a e pe rm e a, siste m aticam e nte , la no stra v ita. Quindi, o ggi siam o de ntro que sta trasfo rm azio n e . E allo ra, pro babi l m e nte , m o lti de gli strum e nti, che , sto ricam e nte , abbiam o usato pe r ge stire , ad e se m pio , le re lazio ni tra im pre sa e lav o ro o ggi so no arm i spuntate , strum e nti incapaci di rappre se nt are , il futuro de lla qualità di que sto lav o ro e no i av re mo biso gno di co struire strum e nti nuo v i, pe rché abbiam o usato de lle e ntità fisiche pe r m isurare le pre stazio ni lav o rativ e , tipo un’o ra di lavo ro ; ma fantasia, cre ativ ità, im pe gno , re spo nsabilità e co no sce nza, si po ssono m isurare a o re ? De cisam e nte no . Ci v ie ne co sì in so cco rso un te m a mo lto div e rso , che è la re lazio ne tra il cittad ino , il lav o rato re e l’o pe ra: il risultato de l suo lav o ro div e nta l’unica m isura zio ne v e ra de ll’appo rto , che o gnuno , ha dato a que l pro ce sso . Siam o de ntro que sto passaggio co m plicato e se no n ce rchiam o di razio nalizzar lo , di dargli de lle rispo ste , alla Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 33 ~ fine , i no stri strum e nti, le no stre le ggi, le circolari, le re go lazio ni no n v arra nno nie nte . P e rché la re altà sarà andata pe r un’a ltra s trada, e no i litighe re m o , co stante m e nte , pe r ce rcare di inte rpretare que lla re altà che è de l tutto div e rsa, co n de gli strum e nti incapaci d i inte rpre t arla, che saranno se m pre più lo ntani e saranno v issuti, siste m aticam e nte , co me inadatti, co m e figli di un altro m o ndo , di un altro te m po , di un’altra cultura. Allo ra l’e v o luzio ne che stiam o pro duce ndo rispe tto al te m a de lla re go lazio ne de l lav o ro , tutto que llo che sta de ntro al Jo bs Act, que llo di cui discutia m o o ggi, parla di que sta co sa qui: de lla ne ce ssità di co struire strum e nti che abbiano all’i nte rno un siste m a di auto rifo rm a, di capacità di ade guam e nto e di stare in re lazio ne con una re altà che cam bia. Un pro do tto v e niva pro ge ttato e rim ane v a in co mm e rcio die ci anni o quindici ann i; ade sso ci rim ane die ci gio rni e guardate che no n è so ltanto il prodo tto , è la no stra ide a, il no stro m o do di v ive re , tutto que sto , è l’o rganiz zazio ne de l lav o ro , che è caratte rizzata da u na dinam ica tutta div e rsa. Se le co se stanno co sì, allo ra, cre do che o ggi do bbiam o pro v are a rico struire una co ndizio ne nuo v a, a partire da un altro aggio rna-m e nto che riguarda m o lto il no stro pae se . Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 34 ~ Cre do che le classi dirige nti di que sto pae se abbiano fatto un e rro re te rrib ile . Quan do si è i nfat ti pro do tta la fase di cam biam e nto pro fo ndo , so stanzialm e nte , di ape rtur a de l m o ndo , que lla che abbiam o de finito , co n una paro la so la, glo baliz zazio ne , no i, anzic hé , co glie rla, co m e una grande o ppo rtunità e inv e stirci pe r e sse re lì dav anti, ci siam o pre si paura e abb iam o fre nato . Abbiam o co sì alzato una co rtina, che è stata inte rpre tata co n una paro la, che in questi v e nti anni, se la andate a ve de re , la trov e re te ripe tuta e ripe tuta: dife nde re . D o bbiam o dife nde re il lav o ro , l’im pre sa, il re ddito , la picco la im pre sa e tanto altro . N o n abbiam o dife so nulla al la fine e se sia m o o ne sti i num e ri di co no c he abbiam o m e no re ddito e m e no lav o ro . Que sto è un pae se che ha un pro ble m a culturale gi gante sco pe rché no n si è m ai co struito un’ide a po sitiv a de l succe sso . P rov ate a pe nsarci, se una pe rso na ha succe sso e chie de te a chi gli sta into rno , co sa ne pe nsi, v i dirà che ha pagato le tange nti, rubato , sfruttato i suo i lav o rato ri, e re ditato se nza m e rito , e cce te ra. Al m assimo uno o due v i diranno “ E’ stato brav o , si è pre so una re spo nsabilità, co rre ndo rischi” . B iso gna av e re il co raggio e la re spo nsabilità di affro ntare que ste co se qui. No i pre fe riam o far accade re le co se , piuttosto che de cide re , quali v o gliam o che accadano ; pe rché de cide re , sign ifica pre nde rsi la re spo ns abilità de lle pro prie azio ni, m e ntre , se una co sa accade , co lpa di tutti, co lpa di ne s suno . Io co ntinuo a ripe te re : “ Esci di casa, tro v i una bo ttiglia di plastica v uo ta sul m arciapie di, il prim o pe nsie ro che ti passa pe r la te sta è co m ’è che il co m une no n ha anco ra spazzato ” , m a la do m anda giusta sa re bbe “ Chi è que l cre tino che ha b uttato lì la bo ttiglia? ” . E pe rché no i pe nsiam o “ Com e m ai il co m une no n ha s pa zzato ? ” P e rché in que sto m o do no i ci siam o auto asso lti. No n è m ai no stra re spo nsabilità, no n c’è m ai ne ssuno che butta lì la bo ttiglia, c’è sem pre un sindaco che no n l’ha Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 35 ~ racco lta. Fino a quando uno usce ndo di casa, pe nse rà che è co lpa de l Com une se c’è la bo ttiglia in terra, que sto pae se no n cam bie rà. E allo ra biso gna tro v are il mo do pe r co nv ince rlo e me tterlo ne lla co ndizio ne di ragio nare in que sta m anie ra. Allo ra, io pe nso , che , qui, ci sia v e ram e nte da fare un grande passo av anti e v o glio re cupe rare un ragio name nto , che m i so no se ntito fare m o lte v o lte , su una paro la m e rav iglio sa, che è il co o rdinam e nto . Quando abbiam o discusso di te m i quali ispe zio ni e age nzia unica, all’i ni zio , m i dice v ano “ M inistro , m a pe rché l’Ispe tto rato , pe rché m e tte re insie m e? No n baste re bbe il co o rdinam e nto ?” . E io rispo nde v o “ Grande ide a, no n ci av e v o pe nsato ! Vuo i che siccom e no n ci abbia pe nsato io , no n ci av e sse pe nsat o prim a ne ssuno ? ” E lo ro “ No M inistro , no n è che no n ci a bbi a m ai pe nsato ne ssun o , ci so no già se i le ggi i n Italia, che pr e v e do no l’o bbligo de l co o rdinam e nto ” . Be ne , allo ra, se abbiam o già se i le ggi che pre v e do no l’o bbligo de l co o rdi nam e nto , l’av re mo sicuram e nte fatto ! P e rché no i siam o que lli che tute lano e v e rificano , che la le gge sia rispe ttata. E inv e ce no : abbiam o una batte ria di le ggi che pre v e do no il co o rdinam e nto , m a, che , ne i fatti no n siam o m ai stati in grado di praticare . Que sto pe rché , e v ide nte m e nte , i v inco li, le re siste n ze , i pro ble m i, le diffico ltà e le co nsue tudini ha nno pro do tto que sto tipo di risultato . Que sto è il prim o pro ble m a, abbiam o biso gno di co struire una i nfrast ruttura stab ile , o rga nica e ape rta, c he sia la pi ù ricca, la p iù fo rte , la più e fficace , la più e ffic ie nte , ape rta all’utiliz zo di tutti que lli, che hanno tito lo ad utiliz zarla. No i abbiam o , ad o ggi , se m pre agito in se nso o ppo sto: o gnuno si è co struito , in base alle pro prie e sige nze , il pro prio siste m a di info rm azio ni; que sto ha pro do tto tutti Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 36 ~ siste m i parziali, re pli cati, m o ltiplicati e qu indi, no n adatti a un lo gica co m e que sta. P e rché tutte le po litiche si parlano , la po litica de l lav o ro e le po litiche so ciali si parlano , pro v ate a pe nsare : no i abbiam o co struito tutte po litiche che so no una so rt a di silo s paralle li, le po litiche so ciali ne l silo s de l l e po l itiche so ciali, le po litiche de l lav o ro ne l silo s de lle po litiche de l lav o ro , le po litiche de lla salute ne l silo s de lle po litich e de l salute . Guardate che è te rribile : pe rché se una fam iglia è po v e ra, no ve vo lte su die ci è pe rché ha una pe rso na diso ccupata, m a chi si o ccupa de lla po v e rtà no n si o ccupa de l lav o ro e chi si o ccupa de l lav o ro no n si o ccupa de lla po v e rtà. A me pare una ro ba che no n sta da ne ssuna parte , pe rò è co sì: su un cittadino inte rv e ngo no gli En ti lo cali co n le po litiche so ciali, l a Re gio ne co n le pro prie , il M iniste ro co n le pro prie, l’INP S co n le pro prie , m a ne ssuno sa su que lla unità, il cittadi no , che co sa capita re alme nte e co ncre tam e n-te . P e r cui può capitare che sul cittadino A inte rv e niam o in se i e sul cittadin o B, ze ro : e no i do v re mo e sse re una so cie tà, che è e qua? Che è capace di giudi care que llo che sta face ndo , e quam e nte ? Io cre do che abbiam o un be l pro ble m a. Quindi il prim o dato è que sto : lav o rare , non ne l senso , pro prie tario de lle info rm azio ni, m a lavo rare , ne l se nso di m assim a utilizzabi lità di que sta info rm azio ne . Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 37 ~ Esse re co nte nti di av e re parte cipato a co struire qualche co sa di grand e , di v e ro , di im po rtante , di e fficace e di po te rlo usare . P e rché que sto è il dato , no n la pro prie tà de l sistem a, m a la utilizzab ilità d e l siste m a, l’infrastru ttura utile a tutti quanti, co n, de ntro , tutte le info rm azio ni po ssibi li, uti li, ne ce ssarie e la ape rtura ad una larga u tilizza bilità, ne ll a ragio ne che prim a dic e v o . Altro grande pro bl e m a: no i, ne gli a nni, ne lla m o ltiplicazio ne de l le tipo lo gie co ntrattuali, ne lla m o ltiplicazio ne no rm ativ a, di fatto , abbia m o co struito tante di que lle zo ne d’o m bra, are e di ince rte zz a, cam biame nti di situazio ne , che è div e ntato mo lto , ma m o lto , difficile ge stirne la v e rifica de lla pie na le g ittim ità e le galità. No i abbiam o biso gno di fare una o pe razio ne m o lto div e rsa, che è que lla che stiam o prov ando di fare : ce rcare di av e re un m e rcato de l lav o ro , do v e ci siano tipo lo gie co ntrattuali m ino ri, più chiare , più de fi ni te , più ce rte , più auto m atiche , co n uno spirito che è chiaro : pro durrem o que sto e sito se le tip o lo gie co ntrattuali ch e v o gliam o che si affe rm ino , saranno le più co nv e nie nti. Allo ra, se il co ntratto a te m po inde te rm inato è il co ntratto che v o gliam o fare cre sce re , no n abbiam o tre ce nto strade , ne abbiam o una, lo fai co stare di m e no , pe rché se , co sta di m eno , v e drai che chi lo può usare , lo usa. E’ banale , m a pe r ve nti anni ab biam o fatto l’o ppo sto . E’ una banalità, che pe r v e nti anni, a bbiam o ne gato ne i co m po rtam e nti, pe rché tutte le altre tipo lo gie co ntrattuali, so stanzialm e nte , co stav ano di m e no , quindi, abbiam o pro do tto la spe ttaco lare situazi o ne , che av e v amo de i co ntratti fle ssib ili, pre cari, co n m e no v inco li, che co stav ano di me no . E po i ci siam o me rav igliati che su ce nto co ntratti, o ttantacinque fo sse ro pre cari; ade sso , io m i m e rav iglio de i quin dici, no n de g li o ttantacinque , m i m e rav iglio de i quin dici, Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 38 ~ pe rché si de v e av e re un “ ce rto fisico ” , pe r de cide re d i usare que l co ntratto lì. No i av e v amo un o bie ttiv o che e ra sconfigge re l a paura, la cult ura pe r cui in que sto pae se no n si può più assum e re a te m po inde te rm inato (pe rché so no v e nti anni che no n si assum e più a t e m po inde te rm inato ) e l’unica m anie ra di dim o strare che si può fare è che spo sti un m ilio ne di co ntratti da A a B, allo ra, fo rse , sare m o to rnati alla no rm alità di u n pe ns ie ro che dice “ Allo ra se l’ha fatto un m ilio ne di pe rso ne v orrà dire che no n è un disastro ” . Biso gna cam biare i fo ndam e ntali e que sto pe r noi è il cam biare il fo ndam e ntale : passare a una lo gica de i contratti che abbia que sta natura. Per cam biare o ggi ab biam o biso gno de lla parte cipazio ne di tutt i: gli im pre ndito ri, i l av o rato ri, le lo ro rappre se ntan ze , gli ispe tto ri, chi fa qu e sto lavo ro e le co m unità lo cali. Te ne te co nto , che se lo spirito è que llo di cui parlav o prim a, be h, d av v e ro il ne sso , l’im pia nto , l’im patto , può e sse re mo lto più ape rto , mo lto più dinam ico , m o lto più capace di te ne re co nt o de lle situaz io ni e di no n co m m e tte re e rro ri pe r insuff icie nt i asco lto e se nsibilità a co glie re il dato . Sicuram e nte , abbiam o biso gno de l sape re , de lla co m pe te nza, de lla dispo ni bilità d i tutti gli inte re ssa ti, pe r que l che dipe nde d al M iniste ro de l L av o ro , ce rtam e nte , il no stro sfo rzo sarà v o lto a pro durre le m iglio ri co ndizio n i po ssibi li, pe rché que sta e spe ri e nza si re aliz zi in p o sitiv o , pe rché la co nside riam o una com po ne nte fo ndam e ntale de ll’o pe razio ne più ge ne rale , che st ia m o face ndo into rno alle te m atiche de l lav o ro , de ll’o ccupazi o ne e de lla le ga lità ne l no stro pae se . Quindi, io v i ringra zio dav v e ro , de lla co llabo razio ne che o gnuno di no i, o gnun o di v o i po trà darci. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 39 ~ CONSEGNA DEL “Premio Massimo D’Antona” PER LE MIGLIORI TESI IN DIRITTO DEL LAVORO Avviso del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9 luglio 2014 Commissione scientifica Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: - Dr. Paolo ONELLI – Presidente - Dr.ssa Valeria BELLOMIA - Dr.ssa Maria CONDEMI Per la Fondazione Prof. Massimo D’Antona - Prof. Arturo MARESCA - Prof. Roberto ROMEI Nomina dei vincitori, lettura delle motivazioni e consegna del Premio Paolo ONELLI Presidente della Commissione Giudicatrice del Premio Grazie. Intanto permettetemi di esprimere il senso di onore, che ho, nell’avere presieduto questa commissione scientifica. Vorrei, dunque, ringraziare il Prof. Maresca, il Prof. Romei, la Dott.ssa Condemi, la Dott.ssa Bellomia e la segreteria, la Dott.ssa Viscusi e la dott.ssa Fornara, che hanno, con molta professionalità, accompagnato questo lavoro. Paolo Onelli Un onore, che deriva, anche, dalla valutazione della quantità e qualità dei lavori che abbiamo potuto esaminare. Abbiamo cercato di farlo con quell’atteggiamento mentale, che qualcuno ha definito con una battuta, simile ad un paracadute: “non Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 40 ~ funziona, se non è aperto”. E, vi assicuro che è stata un’esperienza molto interessante. Quindi saluto e ringrazio la Dott.ssa Minolfi e il Dott. Cuttone e procedo senza ulteriori indugi alla lettura delle motivazioni della Commissione per l’assegnazione dei Premi ‘Massimo D’Antona’ 2014-2015. L’onore, ovviamente, mi deriva, anche, dal fatto, che questo è un premio intitolato ad una persona che ha dato la vita, ovviamente, per questa causa e quindi, è sempre con una certa emozione che si assiste al passaggio del testimone tra le generazioni. La Commissione scientifica di valutazione per l’assegnazione del Premi di studio ‘Massimo D’Antona’ 2014-2015, composta dal Dott. Paolo Onelli, in qualità di Presidente, dalla Dott.ssa Valeria Bellomia, dalla Dott.ssa Maria Condemi, dal Prof. Roberto Romei, dal Prof. Arturo Maresca, ha deciso, ad unanimità, di assegnare il Premio per la migliore tesi di Dottorato, alla Dott.ssa Federica Minolfi, per la tesi di Dottorato dal titolo “La contrattazione collettiva aziendale in Europa”, con la seguente motivazione: “L’evoluzione della contrattazione collettiva, tra dimensione nazionale e dimensione collettiva nazionale ed Europea è, attualmente, uno dei temi di maggiore rilevanza. In questo contesto, il lavoro di Federica Minolfi appare completo, sostenuto da una bibliografia accurata e puntuale e corredato da considerazioni finale articolate e ben formulate” Quindi, questo è il premio per la migliore tesi di Dottorato. Grazie. E di assegnare il Premio per la migliore tesi di Laurea, quindi, al Dott. Marco Cuttone, per la Tesi di Laurea dal titolo “Trasferimento d’azienda e appalti nell’ordinamento multilivello tra problematiche aperte e possibili evoluzioni” con la seguente motivazione: “L’intreccio tra le molte problematiche evidenziate nella concretezza della vicenda economica sul versante degli appalti e su quello dei trasferimenti d’azienda, in un quadro caratterizzato da un incessante processo di riorganizzazione, costituisce il campo, su cui si muove il lavoro di Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 41 ~ Marco Cuttone, che ha la capacità di cogliere il fenomeno nella sua complessità sociale ed economica, e nelle molteplici implicazioni giuridiche, attraverso un adeguato impianto metodologico ed una ricca bibliografia” Questa la motivazione. Ecco, brevissimamente, sono temi che riguardano, non il passato, molto riguardano il presente e credo che riguarderanno anche il futuro, perché l’evoluzione della contrattazione ed i rapporti tra contrattazione aziendale e contrattazione collettiva nazionale, rappresenta un tema bruciante e nella prospettiva Europea, lo diventerà sempre di più. Parimenti, per esperienza diretta, il tema dei trasferimenti di azienda e dei cambi di appalti, è uno dei tormenti quotidiani, uno dei banchi di prova, su cui si misura la capacità di approntare tutele in grado di compendiare gli interessi dei lavoratori, da un lato ed anche quelli delle aziende. Quindi, grazie a voi, e chiederei al Ministro, se siete d’accordo, di procedere alla consegna dei Premi, prima di darvi la parola per il vostro intervento. Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 42 ~ Dr.ssa Federica MINOLFI Vincitrice del Premio per la migliore tesi di Dottorato dal titolo “La contrattazione collettiva aziendale in Europa” Abstract Allo ra, ci te ngo i nnan zitutto a ringra ziare il M iniste ro de l lav o ro , la Fo ndazio ne ‘M assi m o D ’Anto na’ e , naturalm e nte , la Co mm issio ne scie ntifica che ha rite nuto di v alutare po sitiv am e nte il m io lavo ro di rice rca. Quindi, ric hiam e rò bre v e m e nte gli obie ttiv i e i co nte nuti de lla m ia te si e , in partico lare , la m e to do lo gia Federica Minolfi utiliz zata. L a te si è stata svo lta in co -tute la co n l’Univ e rsità di Av igno ne , o v e ho trasco rso un pe rio do di rice rca dura nte il quale ho av uto mo do di studiare e analizzare da v icino il siste m a france se di re lazio ni ind ustriali che , pe r alcuni v e rsi, è m o lto più co m ple sso e de ttagliato di que llo italiano . So no partita co n un rife rim e nto all’ o rdinam e nto co m unitario , o ltre che pe r de line are un ev e ntuale liv e llo di co ntrattazio ne co lle ttiv a e uro pe a, pe r tracciare la co rnice e ntro cui si inse riscono i due o rdinam e nti m e ssi a co nfro nto , no nché pe r r ichia m are gli in put a l de ce ntram e nto co ntrattuale de i sistem i nazio nali di re lazi o ni industrial i che , in se guito all a crisi e co no m ica, so no v e nuti inna nzitutto da parte de lle istituzio ni e uro pe e . Ho po i anali zzato n e l de ttaglio i due o rdinam e nti giuri dici - que llo fran ce se e que llo italiano - che , se bbe ne i n te m pi div e rsi, hanno co no sciuto rifo rm e caratte rizzate da un Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 43 ~ pe rco rso sim ilare , pro prio in te rm ini di tale te ndenza al de ce ntram e nto co ntrattuale . Si tratta d i siste m i f ra lo ro m o lto div e rsi, qui ndi la co m parazio ne no n è stata affatto sem plice . In tale se de, pe rtanto , m i lim ite rò a richiam are l’e le m e nto che ho utiliz zato al fine di co ndurre tale co m parazio ne , o v v e ro il ruo lo che le parti so ciali hanno av uto ne ll’am bito de lle rispe ttiv e rifo rm e . In partico lare , ho av uto mo do di anali zzare il ruo lo che le parti so ciali hanno assunto ne lla de finiz io ne de lle re go le che de v o no pre sie de re al nuo v o siste m a di co ntrattazio ne co lle ttiv a. In re altà, è pro prio ta le e le m e nto , che o riginariame nte allo ntanav a m aggio rm e nte i due siste m i, che o ggi sem bra, co m e de l re sto ho so tto line ato ne lle m ie co nclusio ni, av e r av v icinato i due siste m i di re lazio ni in dustr iali. Oggi, in Italia, stiam o assiste ndo a que lla che è stata de finita da più parti co m e la crisi de lla no zio ne di auto no m ia co lle ttiv a (lo dim o stra la ste ssa rifo rm a co ntrattuale , i cui e siti po sitiv am e nte de finiti da lle parti so no stati po i disco no sciuti dal le gislato re ). D iv e rsam e nte , l’o rdinam e nto france se , tradizio nalm ente caratte rizzato da u n fo rte inte rv e nto da parte de llo Stato no n so lo in m ate ria di lav o ro m a anche e so prattutto in Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 44 ~ m ate ria sindacale , con le rifo rm e de l 20 0 4 e de l 200 8 , che ho ripe rco rso ne lla m ia te si, ha co no sciuto una fase di fo rte v alo rizzazio ne de ll’ auto no m ia de lle parti so ciali. I n partico lare , le parti hanno acqu isito un m aggio r ruo lo ne lla de finiz io ne de lle re go le de l siste m a di co ntrattazio ne co lle ttiv a. So tto que st’ultim o pro filo , ho analizzato , in che m o do e in quale m isura, i l diffe re nte ruo lo ch e le parti so ciali hanno gio cato ne lla de finizio ne de i rispe ttiv i sist e m i di co ntrattazio ne co lle ttiv a, abbia inciso in te rm ini di co ncre ta o pe rativ ità de l siste ma di re lazio ni i ndustr i ali. Infatti, ne ll’o rdi nam e nto france se , o vv e ro lì do v e v i è stata una m aggio re parte cipazio ne d e lle parti ne lla de finiz io ne de lla rifo rm a de l siste m a co ntrattuale , si è pe rv e nuti a una maggio re e e ffe ttiv a diffusio ne de lla co ntrattazio ne azie n dale , se bbe ne in que l co nte sto la fo rtuna di tale liv e llo sia do v uta anche a ulte rio ri e diffe re nti fatto ri, q ua li l’e siste nza di un o bbligo a ne go ziare a liv e llo d’im pre sa e la funzio nali zza zio ne de gli acco rdi azie ndal i a o bie tti v i di po litica so ci ale de finiti dal le gislato re . A que sto punto , ho ce rcato di trasfe rire gli e ffe tti po sitiv i co nse guiti ne ll’o rdinam e nto france se in que llo italiano auspican do , in fav o re di una m aggio re o pe rativ ità de l siste m a di co nt rattazio ne co lle ttiv a e diffus io ne de l liv e llo azie ndale , un re cupe ro de lla co n ce rtazio ne so ciale affinché le re go le de l nuo v o siste m a v e ngano de finite co ngiuntam e nte da le gislato re e parti so ciali, co sì com e av v e nuto in Francia. Ne lle m ie co nclusio ni, ho co nside rato l’e v e ntualità che pe r il futuro parti e le gislato re inte rv e ngano sì co ngiu ntam e nte m a che lo facciano innan zitutto in m ate ria di rap pre se nta tiv ità sindacale , se m pre sulla scia de ll’e se m pio france se o v e è stata Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 45 ~ re alizzata una v e ra e pro pria rifo n dazio ne de lla dem o crazia so ciale . ______ Dr. Marco CUTTONE Vincitore del Premio per la migliore tesi di Laurea dal titolo “Trasferimento d’azienda e appalti nell’ordinamento multilivello tra problematiche aperte e possibili evoluzioni” Abstract Mi acco do , anche io , ai ringra ziam e nti al M iniste ro de l lav o ro , alla Fo ndazio ne D ’Anto na, e so tto line o , com e , mi se nta, do ppiam e nte , o no rato de l P re m io attribuito m i, po iché M assim o D ’Anto na, a Catania , ha inse g nato , ne gli ann i 8 0 , ne lla m ia Univ e rsità, co ntribue ndo , alla f o ndazio ne de lla scuo la Giuslav o ristica catane se , Marco Cuttone nazio nalm e nte e int e rnazio nalm e nte rico no sciuta, e anco ra e siste nte all’inte rno de l m io dipartim e nto . Ce rche rò di e sse re bre v issimo in que sto m io inte rv e nto , ce rcando di de line are le di re ttiv e fo ndam e ntali de l m io lav o ro . All’int e rno de lla m ia te si di laure a ho ce rcato di so tto line are le inco ngrue nze sussiste nti tra la discipli na nazio nale de l trasf e rim e nto d’azie nda e la discipl ina Euro pe a: le dire ttiv e Euro pe e di trasfe rim e nto di azie nda, e l’inte rpre tazio ne che la Co rte di giustizia ne ha dato , alla luce de i cam biam e nti di caratte re so cio -eco no m ico , re lativ i agli app alti. L a fattispe cie e sam inata rappre se nta uno de i classici casi cui il no stro pae se risulta e sse re po rtato re di grav i Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 46 ~ ritardi, de te rm inando una co nd izio ne d i sc arsa tutela sia pe r i lav o rato ri, che pe r le im pre se , che o pe rano ne l se tto re . Ne l m io lav o ro , ho te ntato di affe rm are l’inco m patibilità co munitaria de lla No rm ativ a italiana, in de ll’artico lo 2 9 de l D e cre to Biagi, che stabilisce c he il trasfe rim e nto di un gruppo o rgani zzato di lav o rato ri, no n co stituisce trasfe rim e nto di azie nda, sulla sco rta de ll’e v o luzio ne fo rnita dalla Co rte di Giusti zia Euro pe . D ifatti l’o rdinam e nto italiano è anco ra stru tturalm e nte le gato alla de finiz i o ne di azie nda, pr e se nte all’inte rno de ll’im pianto de l 1 94 2 ne l no stro Co dice Civ ile , caratte rizzata pe r la pre se nza di e le m e nti di “ m aterialità” . Al co ntrario o cco rre so tto line are l’e sige nza di co nside rare azie nda, anc he , tutti que i fe no m e ni di tipo so ciale , que gli agglo m e rati di lav o ri o rganizzat i, co sidde tti labo ur-inte ns iv e , que lle attiv ità labo ur-inte nsiv e che ne l 1 94 2 no n esiste v ano , o e siste v ano so lo in parte , e d, o ggi, ra ppre se ntano una grande fe tta de l no str o substrato e co nom ico e so ciale . E quindi, ne gare le tute le de l trasfe rim e nto di azie nda e d im po rre , in caso di succe ssio ne di ap palto e di attiv ità labo ur-inte ns iv e , la discipli na de l lice nzia m e nto co lle ttivo , pe r e se m pio , piutto sto , che l’artico lo 21 1 2 de l co dice Civ ile, è quanto di pi ù co ntrario alla flui difica z io ne de i pro ce ssi e co nom ici, quanto di pi ù co ntrario , a nche , alla tute la, ste ssa, de i lav o rato ri, che , attrav e rso una inte rpre tazio ne e v o lutiv a de l trasfe rim e nto di azie nda ado ttata in se de co m unitaria, gio v e rebbe ro di tute le be n m aggio ri, di que lle che , o ggi, gio v ano , da un lato , pe r co l pa de l la L egge Italiana, anco ra in die tro su que sto punto ; dall’alt ro , anche , pe r una inte rpre ta zi o ne mo lto re strittiva de i tribuna li in tutto il no stro pae se , se nza, cam biam e nti o o rie ntam e nti co ntrari, che in qu alche m o do no n co nside rano q ue ste attiv ità, com e de lle v e re e pro prie picco le azie nde, di tipo labo ur-inte ns iv e . Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 47 ~ Quindi o cco rre re bbe fo rnire a que ste e ntità tutte le tute le fo rnite dall’artico lo 21 1 2 de l c.c. fav o re ndo il succe de rsi di im pre se all’inte rno de gli a pp alti, in pre se nz a di un qua dro no rm ativ o ince ntiv ante pe r le im pre se e che , allo ste sso tem po , fo rnisca garanz ia ai lav o rato ri. E’ m io augurio che il m io lavo ro po ssa contribui re a riaprire il dibattito , sulle que stio ni acce nnate po iché la fattispe cie de gli appa lti riv e ste una ce ntral ità cre sce nte , e in partico lare la succe ssio ne tra diffe re nti im pre se all’inte rno de l m e de simo appalto rappre se nta un fe no m e no sem pre più fre q ue nte e utiliz zato , che richie de re bbe la pre dispo sizio ne d i un apparato no rm ativ o aggio rnato rispe tto a que llo pro fo ndam e nte le gato al dato m ateriale , fatto pro prio dal no stro o rdinam e nto e in ne tto co ntrasto co n le e vo luzio ni e il se ntim e nto giuridico e uro pe o . __________ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 48 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 49 ~ TAVOLA ROTONDA Il nuovo modello di vigilanza L'ISPETTORATO UNICO DEL LAVORO Consegna del PREMIO MASSIMO D’ANTONA Roma, 21 OTTOBRE 2015 GALLERIA FOTOGRAFICA Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 50 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 51 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 52 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 53 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 54 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 55 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 56 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 57 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 58 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 59 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 60 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 61 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 62 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 63 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 64 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 65 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 66 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 67 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 68 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 69 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 70 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 71 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 72 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 73 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 74 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 75 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 76 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 77 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) Via Quintino Sella, 23 - 00187 ROMA Tel. 06.4741079 - Fax 06.45427494 E-mail: [email protected] ORGANI CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE Presidente DI LALLA Fabrizio Componenti CASTRIOTTA Raffaele, CATALDO Francesco, CAVALIERE Michele, D’ONOFRIO Palmina, ELIA Annunziata, STEFANI Stefano, VENTRELLI Antonio Dirett. Esec. PALMISCIANO Claudio Segretario LEARDI Roberto COMITATO DIRETTIVO Componenti DI LALLA Fabrizio, ELIA Annunziata, STEFANI Stefano COLLEGIO DEI REVISORI Presidente Compon. Eff. Compon. Suppl. DE LUCIA Alfonso OLIVIERI PENNESI Stefano, AZZARITI Agata RUSSO Gennaro, GERMANI Tiberio COLLEGIO DEI PROBIVIRI Presidente Compon. Eff. Compon. Suppl. ERCOLANI Dr. Francesco PAPALIA Luigia, VACCHIANO Carminantonio DIANA Erminia, SOLINAS Ferdinando Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 78 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) Via Quintino Sella, 23 - 00187 ROMA Tel. 06.4741079 - Fax 06.45427494 E-mail: [email protected] ASSEMBLEA NAZIONALE RAPPRESENTANTI REGIONALI ABRUZZO CIOSCHI Orazio, D’ANDREA Giuseppe CALABRIA OPPEDISANO Luigi CAMPANIA ALFANO Giuseppe, FONZO Giorgio, IANNONE Alfonso, ZITO Antonio EMILIA-ROM. MARAMOTTI Franco, NIBBIO Renato, PALUMBO Giuseppe LAZIO ACRI Francesco, AREZZI Maria Dina, CATALDI Paolo, DE FILIPPIS Gianna Elena, LEARDI Roberto, MUDADU Antonio, PIERANGELI Bianca, PIERGENTILI Angelo, SACRATI Anna Maria, TRAICA Carmela MARCHE MERCANTI Marica PIEMONTE LA ROSA Antonella, MESSINEO Dario PUGLIA CUCINELLA Rosa Anna, DI LIDDO Natale, PAGANO Pasquale, POMENTALE Antonio, TEDESCHI Alfonso SARDEGNA CUCCURRU Massimo, LODDI Franca, MARTINEZ Rosa Angela, PODDIGHE Gavina TOSCANA FUSCO Aniello VENETO VERRENGIA Orsola Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 79 ~ Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus) ~ 80 ~