FONDAZIONE PROF. MASSIMO D'ANTONA (ONLUS)
TAVOLA ROTONDA
Consegna del
PREMIO MASSIMO D’ANTONA
Per le migliori tesi in materia di
diritto del lavoro
AVVISO DEL MINISTERO DEL LAVORO del 9-7-2014
21 OTTOBRE 2015
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
ROMA
ATTI DEL CONVEGNO
Q
2015
uaderni
La presente pubblicazione fa parte dei Quaderni della
Fondazione Prof. Massimo D’Antona (Onlus)
Via Quintino Sella 23 - Roma
Coordinamento Editoriale:
Fabrizio Di Lalla, Claudio Palmisciano, Roberto Leardi
______________________
www.fondazionedantona.it
www.lavoro-confronto.it
PROGRAMMA
21 OTTOBRE 2015
SALONE RIUNIONI MASSIMO D’ANTONA
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
VIA FLAVIA, 6 – ROMA
TAVOLA ROTONDA
CONSEGNA DEL
“Premio Massimo D’Antona”
Il nuovo modello di vigilanza
L’ISPETTORATO UNICO DEL LAVORO
Per le migliori tesi in materia
di diritto del lavoro
PROGRAMMA
AVVISO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE
POLITICHE SOCIALI DEL 9 LUGLIO 2014
Ore 9,30 – APERTURA DEI LAVORI
Ore 11,30 – PROCLAMAZIONE DEI VINCITORI
PRESENTAZIONE E COORDINAMENTO
Fabrizio DI LALLA
LETTURA DELLE MOTIVAZIONI
Presidente
Fondazione Prof. Massimo D’Antona
Paolo ONELLI
Presidente
Commissione Giudicatrice del Premio
INTRODUZIONE E INTERVENTI
ESPOSIZIONE SINTETICA DI OBIETTIVI, METODO E
CONCLUSIONI DEL PROPRIO LAVORO
Stefano OLIVIERI PENNESI
Federica MINOLFI e Marco CUTTONE
Professore a contratto Università Tor Vergata, Roma
Cattedra “Sociologia dei Processi Economici e del
Lavoro”
Dirigente del Ministero del Lavoro e delle Pol. Sociali
CONSEGNA DEI PREMI DA PARTE DEL MINISTRO
Ore 12,00 – FINE LAVORI
Pierangelo ALBINI
Direttore Area Lavoro e Welfare
Confindustria
Gianluigi PETTENI
Segretario Confederale
CISL
Ore 11,00 – CONCLUSIONI
Giuliano POLETTI
Ministro del Lavoro e
delle Politiche Sociali
**********
Commissione Scientifica di valutazione del
“Premio Massimo D’Antona"
Per il Ministero del Lavoro e delle Polit Sociali:
- Dr. Paolo ONELLI – Presidente
- Dr.ssa Valeria BELLOMIA
- Dr.ssa Maria CONDEMI
Per la Fondazione Prof. Massimo D’Antona
- Prof. Arturo MARESCA
- Prof. Roberto ROMEI
**********
Nell’occasione è stato presentato il Terzo
volume della Collana “Premio Massimo
D’Antona” contenente le due tesi dichiarate
vincitrici nella precedente edizione
*******
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 3 ~
SOMMARIO
Presentazione della
pubblicazione
Pag.
6
Presentazione e
coordinamento
Pag.
8
Presidente Fondazione Prof. Massimo D'Antona
Stefano OLIVIERI PENNESI
Intervento introduttivo
Pag.
12
Intervento
Pag.
23
Intervento
Pag.
29
Conclusioni
Pag.
32
Pag.
40
Presidente Commissione Giudicatrice del Premio
Proclamazione dei vincitori
e lettura delle motivazioni
Federica MINOLFI
Abstract
Pag.
43
Abstract
Pag.
46
Pag.
50
Pag.
78
Annunziata ELIA
Consigliere Fondazione Prof. Massimo D'Antona
TAVOLA ROTONDA
Fabrizio DI LALLA
Professore a contratto Università Tor Vergata, Roma
Cattedra “Sociologia Processi Economici e del Lavoro”
Dirigente del Ministero del Lavoro e delle P. Sociali
Pierangelo ALBINI
Direttore Area Lavoro e Welfare - Confindustria
Gianluigi PETTENI
Segretario Confederale - CISL Nazionale
Giuliano POLETTI
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Consegna del PREMIO MASSIMO D’ANTONA
Paolo ONELLI
Vincitrice del Premio
Marco CUTTONE
Vincitore del Premio
Galleria fotografica
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
Organi
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 4 ~
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 5 ~
Annunziata Elia
Consigliere Fondazione Prof. Massimo D’Antona (Onlus)
Presentazione della pubblicazione
L’azione
delle
donne
“Fondazione Prof. Massimo D’Antona”
nella
La “Fondazione Prof. Massimo
D’Antona” nata nel 2001 è oggi una bella e
concreta realtà grazie al contributo volontario
e straordinario dei soci nonché di esponenti del
mondo del lavoro, delle istituzioni, della
politica e di studiosi del diritto del lavoro e
della legislazione sociale.
Un contributo che è stato fortemente
Annunziata Elia
caratterizzato dalla presenza e l’influenza delle
donne che hanno offerto con sincera generosità un impegno, attento,
costante responsabile, determinante a realizzarne gli obiettivi e a renderla
sempre più interessante e utile per i dipendenti del Ministero del Lavoro e
per tutti coloro che partecipano alle sue attività.
Questo cammino lungo quindici anni è stato costellato da tante
attività, che nel corso del tempo sono state perfezionate e quindi diventate
veri appuntamenti ciclici che hanno interessato vari ambiti di carattere
sociale, culturale, divulgativo e informativo.
Le donne hanno messo a servizio il loro sapere, la loro conoscenza,
la loro vivace intelligenza, il loro vedere il mondo dal punto di vista
femminile, un impegno correlato ai ruoli svolti con diversi livelli di
responsabilità, rivolto ad ogni attività utile al raggiungimento delle finalità
di solidarietà sociale e in particolar modo diretta all’assistenza dei soci in
condizione di svantaggio.
Nell’ambito culturale, la Fondazione è l’esempio concreto della
effettiva realizzazione delle pari opportunità.
Le donne hanno rappresentato, statisticamente, nell’ambito di tutte
le attività svolte, oltre il 50%, sia nella stesura di articoli per la rivista on line
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 6 ~
della Fondazione, “Lavoro@Confronto”, sia come relatrici e collaboratrici ai
vari eventi convegnistici organizzati dalla Fondazione nonché come
partecipanti ai bandi per l’assegnazione delle Borse di Studio per laureati in
diritto del lavoro e Legislazione sociale.
Dal 2008 al 2015, su un totale di 16 Borse di studio assegnate, 11
sono state vinte dal genere femminile.
Le donne rappresentano una ricchezza per la “Fondazione Prof.
Massimo
D’Antona” che
esprime questo
patrimonio di
valori,
attraverso la sua
azione.
“ Ciò di
cui
l ui
par lava er a
la vita delle
per s one,
la
vita
degli
uom ini e delle do nne "non in qua nto par t e di un quals i as i
tipo di r appor to con tr attuale, m a in qua nto per s ona che
s ceglie il lavor o com e pr ogr am m a di vita e s i as petta dal
lavor o l'ident ità, il r eddito, la s icur ezza, cioè i fattor i
cos titutivi del la s ua vi ta e della s ua per s on a lità”
A noi il compito non solo di ricordare e di onorarne la memoria ma
di fare dei valori di Massimo d'Antona un punto di partenza, per
trasmettere alle giovani generazioni un sentimento di speranza in un futuro
migliore.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 7 ~
Fabrizio Di Lalla
Presidente Fondazione Prof. Massimo D’Antona (Onlus)
Presentazione e coordinamento dell’iniziativa
In nome della Fondazione Massimo
D’Antona, che mi onoro di rappresentare, dò
inizio ai lavori di questo evento che nel corso
degli anni sta ricevendo notevoli consensi e
suscitando sempre maggior interesse anche
oltre i confini del Ministero del Lavoro e della
Fondazione stessa. Un interesse evidenziato
oggi dall’ampia, qualificata partecipazione e
dalle ancor più numerose richieste cui, nostro
malgrado, non abbiamo potuto dar seguito per
insuperabili motivi di sicurezza.
Colgo l’occasione, naturalmente, per
Fabrizio Di Lalla
ringraziare i nostri ospiti che parteciperanno
all'odierna tavola rotonda avente per tema la
riforma della vigilanza. Un grazie sentito che estendo a tutti gli invitati tra i
quali vedo una numerosa rappresentanza sindacale, autorevoli funzionari
della pubblica amministrazione e soggetti esterni ad essa che tuttavia sono
legati al mondo della produzione come i consulenti del lavoro. Per ultimo,
ma non certo come importanza, un cordiale saluto al comandante il nucleo
dei carabinieri, addetti alla vigilanza cui va il nostro ringraziamento per la
loro preziosa opera. Della sua presenza mi sento veramente onorato.
Dicevo che questa manifestazione, indetta per la premiazione delle
migliori tesi dei partecipanti al concorso che il Ministero del Lavoro e la
Fondazione, bandiscono alternativamente ogni anno, trova le motivazioni
del suo successo in un mix formato da cultura e giovani. Sapere che questi
ultimi si confrontano su un tema, quello del diritto del lavoro, così
complesso, a volte ostico e in continua evoluzione, fa ben sperare per il
futuro del nostro Paese. E non dimostrano solo padronanza sulla materia. A
essa aggiungono la sapienza del comunicare. Già è tanto difficile farsi capire
a parole; quando, pertanto, ci si riesce per iscritto si possiede un dono quasi
divino.
Ma accanto a questo aspetto della manifestazione già così
interessante, ne abbiamo aggiunto un altro negli ultimi anni; la Fondazione,
infatti, ha ritenuto utile farla precedere da un dibattito tra il Ministro del
Lavoro e i rappresentanti delle parti sociali su temi d’attualità.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 8 ~
L’argomento della tavola rotonda di quest’anno, la riforma della
vigilanza, oltre che essere attuale, è sicuramente molto coinvolgente e la
creazione dell’Ispettorato Unico del Lavoro, fin dalla sua formulazione nella
legge delegata e nell’iter parlamentare, ha suscitato reazioni contrastanti,
com’è giusto e lecito in democrazia. Quel che va rilevato è che le diverse
posizioni non trovano tanto la loro ragion d’essere in punti di vista di
carattere culturale o giurisprudenziale, quanto negli interessi contrapposti
di gruppi di pressione esistenti nella nostra società e non solo nel recinto
della funzione pubblica.
Quelli favorevoli alla riforma, mettono in evidenza il ripristino
dell’unità operativa dell’attività di vigilanza, parcellizzata nel corso del
tempo, un processo cui attribuiscono le maggiori responsabilità dell’attuale
inefficienza. E il loro giudizio positivo non è stemperato dalla
consapevolezza che il processo per arrivare a tale obiettivo sarà di lunga
durata.
I critici, invece, si dividono in due gruppi nettamente contrapposti.
Ci sono quelli che si sono battuti per mantenere le attuali specificità,
ritenendo sufficiente migliorare, nella fase operativa, il coordinamento dei
diversi soggetti pubblici addetti a tale funzione. C’è, poi, chi, invece, non
condivide la lunghezza del processo di unificazione, che per il modo in cui è
stato strutturato richiederà decenni e teme che con un obiettivo di così
lungo termine le cose restino come sono nell’attuale situazione; a conforto
della loro posizione evidenziano che gli ispettori dei vari soggetti pubblici,
nonostante la riforma, continueranno a lavorare nei propri uffici di
appartenenza, alle dipendenze della propria organizzazione, con
strumentazioni e risorse non omogeneizzate, avendo in comune solo il
logoro e inutile strumento del coordinamento. Per queste motivazioni, il
contenuto del decreto legislativo viene definito minestra riscaldata.
Ma al di là di questi diversi punti di vista, è indubbio che il Ministro
del Lavoro ha avuto il merito e il coraggio di aver mosso le acque di una
palude limacciosa, che si era formata nel corso dei decenni. Una palude
fatta di degrado, inefficienza, inadeguatezza strumentale.
Chi vi parla ha conosciuto da vicino e sofferto questa situazione,
avendo svolto, tra le varie attività della sua vita, tali funzioni per circa un
ventennio in trincea, come allora si diceva. Giovane, entusiasta, fresco di
concorso, facevo parte di una società in piena evoluzione in un periodo in
cui stava per concludersi la più grande rivoluzione del nostro Paese, quella
che è stata in grado di trasformare l’Italia radicalmente. In pochi decenni,
infatti, siamo passati da un’economia da prevalentemente agricola con la
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 9 ~
sua cultura e i suoi ritmi secolari a quella industriale e post industriale.
Una trasformazione non solo economica, naturalmente, ma anche
culturale e dei costumi. E della comunicazione. Infatti, i contatti molto più
rapidi e intensi tra le varie parti d’Italia avevano inciso profondamente
anche nella comunicazione e nel linguaggio. Che sorpresa e delusione,
pertanto, vedere sopravvivere da noi il vecchio modo di comunicare che era
l’indicazione esatta di un persistente ancoraggio al passato. Pensate che
nelle lettere si usava ancora il termine obsoleto di ‘signoria vostra’ che fuori
dai nostri uffici, nella società civile era scomparso da tempo e diventato
risibile ai più. E poi la mancanza d’idonee strumentazioni già di uso comune
nel privato, indice di un atteggiamento di colpevole indifferenza se non
negligenza da parte della gestione politica e burocratica del Ministero del
Lavoro.
Si dava
rilievo alla forma
più
che
alla
sostanza,
alle
macchinose
procedure
più
che ai risultati.
All’epoca c’erano
ancora due uffici
del Ministero sul
territorio. Spesso
adiacenti o nello
stesso
stabile.
Quando ci serviva
un’informazione sul collocamento, ad esempio, la logica ci suggeriva di
chiederlo di persona, direttamente al collega dell’Ufficio del Lavoro che
trattava tale funzione, ma non si poteva fare; bisognava presentare la
richiesta formale e tra timbri, firme, protocolli in arrivo e partenza eravamo
fortunati se, per quel che si poteva fare in un’ora, passavano solo quindici
giorni. Certo, questo stato di cose era molto diffuso nella pubblica
amministrazione, ma per un ufficio operativo il danno, anche d’immagine,
per l’utenza era sicuramente più rilevante.
Così, per un organismo tanto debole e fuori mercato venne il tempo
delle spoliazioni. L’assalto alla diligenza ebbe successo; un pezzo all’INPS, un
brandello all’INAIL un altro alle autonomie locali e uno addirittura a un
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 10 ~
microrganismo come l’ENPALS del tutto inadeguato a coprire l’intero
territorio nazionale, con le poche strutture e il piccolo nucleo di operatori.
Alla base di tale decentramento c’era la logica della specificità, ma
le cose nel corso del tempo non migliorarono e l’inefficienza dell’azione di
vigilanza continuò, anzi aumentò.
Ecco perché dico oggi che, comunque sia, l’obiettivo del ripristino
dell'unità operativa è un fatto positivo; poi sulle strumentazioni adottate è
tutto un altro discorso.
Mi fermo qui, perché ad altri spetta il compito di entrare nel merito
della riforma in atto. Prima, tuttavia, di dare l’avvio alla tavola rotonda cedo
la parola a Stefano Olivieri Pennesi, che molti di voi conoscono, un esperto
fatto in casa come la buona pasta, le cui ampie e profonde conoscenze della
materia derivano da studio ed esperienza. Un’esperienza dura ma
stimolante, vissuta sul campo. E che campo, quello di Prato.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 11 ~
Stefano Olivieri Pennesi
Professore a contratto Università Tor Vergata, Roma Cattedra “Sociologia Processi Economici e del
Lavoro” - Dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Intervento introduttivo
Caro Fabrizio, grazie delle cortesissime
parole ed un ringraziamento, ovviamente, alla
Fondazione del Prof. Massimo D’Antona che
tanto sta facendo in maniera, che definirei
encomiabile. Raccogliendo le tue parole, come
hai ben evidenziato, questa attività, culturale e
convegnistica,
rappresenta
un
ottimo
contributo, come anche un segnale, per il nostro
territorio, e la nostra Amministrazione, e non
soltanto, vista la recente apertura, della
Stefano Olivieri Pennesi
Fondazione, anche ai colleghi appartenenti ad
Italia Lavoro e ad ISFOL.
Oggi siamo qui per questa bellissima ‘abbinata’: la premiazione del
concorso intitolato al Professor D’Antona e, parallelamente, una tavola
rotonda che vede, oltre al Ministro Poletti, illustri ospiti: in rappresentanza
del sindacato Gianluigi Petteni, ed in rappresentanza della Confindustria il
Dott. Albini.
Questo mio intervento sarei per impostarlo in una modalità flash, per
offrire degli spunti, se vogliamo delle sollecitazioni, anche al Ministro, per
supportare maggiormente gli addetti ai lavori, e qui ce ne sono molti, che
quotidianamente affrontano la ‘trincea’, come, spesso uso dire ai miei
collaboratori, con il prezioso contributo dell’Arma dei Carabinieri, dei nostri
colleghi che operano nei NIL di ogni Direzione Territoriale del Lavoro, dalle
quali prenderà avvio, la struttura locale dell’Agenzia nazionale Ispettiva.
Quindi, il tema è il nuovo modello di vigilanza per l’Ispettorato Unico
del Lavoro. Chiaramente parliamo di un Decreto legislativo, unitamente agli
altri che, hanno preso corpo a seguito della legge quadro sul ‘Jobs Act’ ed in
particolare quello del riordino delle attività ispettive, il 149 di recentissima
emanazione, in quanto operativo dal 24 settembre 2015.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 12 ~
Che cosa si è inteso, in buona sostanza, affrontare: il problema
principale è consistito nella razionalizzazione e semplificazione dell’attività
ispettiva e qui chi ha memorie remote o un po’ meno remote, sa bene di cosa
stiamo parlando, perché semplificare e razionalizzare sul territorio mondi
diversi come sono stati e, forse, per alcuni versi, ancora oggi sono quello delle
attività ispettive da quello che sono, invece, i ruoli amministrativi, con le
competenze sulle politiche del lavoro, non è stata un’operazione facile.
Criticità e problemi, di varia natura, che i colleghi del territorio ed i
colleghi dell’Amministrazione centrale conoscono bene perché in più di una
occasione si è parlato di fusione a freddo, chi ha memoria più datata,
sicuramente ricorda la grande operatività ed incisività dei nostri ex “uffici di
collocamento” che poi sono migrati, obtorto collo, negli attuali Centri per
l’Impiego dopo un precedente passaggio negli UPLMO, in acronimo definito
uffici provinciali del lavoro e massima occupazione, per la parte delle
politiche del lavoro, è stata una fatica immane.
Spesso abbiamo assistito al dispiegamento di interessi contrapposti,
anche per il fatto che gli ispettori del lavoro sono sempre stati visti, e sono
stati considerati quasi dei lavoratori autonomi, e forse anche loro si sono
sentiti tali.
Cosa che non è nei fatti totalmente vera, viste le evoluzioni che ci
sono state, anche rispetto ai problemi che hanno toccato la nostra
Amministrazione dal vivo.
Ovviamente, l’attività di vigilanza, quella in materia di lavoro, ci pone
ancora oggi un grande problema da affrontare che è quello delle
“sovrapposizioni”. Mi insegna il Comandante, il caro amico Marco Turchi, che
effettivamente le nostre attività, sul territorio, si scontrano con una scarsa
conoscenza di quello che avviene con le Amministrazioni coesistenti e mi
riferisco alle varie ASL, Questure, Comandi provinciali di Guardia di Finanza,
dei Carabinieri, ma non soltanto, anche Corpo Forestale, una mia recente
esperienza in tal senso, nella sede di Prato, è stata questa.
E quindi, cercare di non replicare, le attività ispettive, per non
incidere, troppo invasivamente, anche, dal punto di vista operativo,
finanziario, ma anche umano, sulla quotidianità lavorativa delle aziende,
perché subire un ispezione, e quanti di noi colleghi del Ministero, quando
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 13 ~
vengono a trovarci, come dico io i miei colleghi di casa madre della Ragioneria
dello Stato per fare le verifiche amministrativo-contabili, sanno quanto è
pesante, operativamente e psicologicamente, affrontare una ispezione quindi
rendiamoci conto che, anche, nelle aziende si estrinseca una forza d’urto non
indifferente, che agisce in sede ispettiva.
Però ciò non toglie che la legalità deve essere il nostro faro guida, ok?
Quindi da questo punto di vista indubbiamente il rispetto della legge
e soprattutto il problema delle emersioni, di quanto c’è come lavoro nero ed
evasione fiscale, parallelamente collegati ed evasione-elusione contributiva,
assicurativa, fiscale, ecc.
E, quindi, ecco perché la coesistenza, operosa, con le altre
amministrazioni, si rende necessaria, ed è uno dei suggerimenti, che
ovviamente, poi, avremo modo di offrire al Ministro e a chi, avrà l’onere e
l’onore di curare la neonata creatura dell’Agenzia Ispettiva.
Ebbene, il coordinare su tutto il territorio, in base alle direttive del
Ministro, resta un punto fermo ineludibile.
Il Ministero del lavoro, nella figura del Ministro, avrà il compito di
coordinare l’attività di vigilanza in materia del lavoro, ovviamente, anche qui
l’aspetto innovativo, è la parte riguardante l’azione inerente la contribuzione
e l’assicurazione obbligatoria, nonché tutto quello che è il portato della
sicurezza ed igiene dei luoghi di lavoro.
Ovviamente, bisogna curare un altro aspetto, del Decreto Legislativo
149, che è quello della gestione della formazione ed aggiornamento del
personale ispettivo, anche di INPS ed INAIL.
E questo è un altro punto di caduta e di criticità perché, ovviamente,
la Spending Review e volendo anche le altre problematiche, di natura
finanziaria, legate al nostro bilancio dello Stato, ci portano sempre meno
risorse, per ciò che riguarda l’impegno e l’impiego, in materia di formazione,
dal punto di vista dell’avvicinamento e alle conoscenze circa le nuove
evoluzioni del “mercato del lavoro” e conseguentemente, alle problematiche
legate alla evasione/emersione, che è presente, in questo contesto.
Quindi agire, però, sapendo che le marce delle tre Amministrazioni,
che andremo in qualche modo a coordinare e contestualizzare, in una unica
entità, tra INPS, INAIL e Ministero del Lavoro, sono percorsi, che fino ad oggi,
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 14 ~
hanno avuto un andamento, come dire, nettamente diverso, sia per
detenzioni di risorse, sia, perché anche il core dell’attività ispettiva e
comunque istituzionale, tra INPS, INAIL e Ministero del Lavoro, è
chiaramente, nettamente, distinta e separata.
Questo sarà un altro obiettivo della Agenzia Nazionale.
Buongiorno, interrompo per l’arrivo del Ministro.
Ministro ben arrivato, stavo enucleando una serie di aspetti legati al
tema di questa tavola rotonda, del nuovo tema di vigilanza dell’Ispettorato
Unico del Lavoro e mi stavo soffermando sul problema che ritenevo
opportuno porre alla Sua attenzione e, comunque, al vertice della futura
creatura ispettiva.
E’ quello, appunto, della formazione che in qualche modo Ministero
del Lavoro, INPS,
INAIL,
anche
grazie
alle
attività ed alle
direttive
del
Ministro,
vengono
ben
identificate
all’interno del
testo
del
Decreto
legislativo 149.
E’ ovviamente in capo all’Amministrazione del Lavoro ed è di certo un
problema non indifferente, in considerazione del fatto che fino ad oggi i
colleghi di INPS, INAIL ed Ispettorato del Lavoro, hanno avuto una realtà,
sostanzialmente diversa, ed una possibilità diversa di formarsi, anche
tenendo conto delle diverse mission delle organizzazioni e delle risorse avute
a disposizione.
Quindi, questo sarà sicuramente un problema.
Cercare di portare a fattor comune questo bagaglio di esperienze e di
conoscenze, che, in qualche modo dovranno integrarsi con nuovi bisogni,
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 15 ~
nuove conoscenze e, soprattutto, nuove visioni di quello che sarà il ruolo
della nuova Agenzia Nazionale Ispettiva.
Altro aspetto è anche il bisogno, il grande bisogno, a mio vedere, di
una attività di studio e di analisi dei fenomeni di lavoro sommerso ed
irregolare, proprio per orientare l’attività di vigilanza che è un altro passaggio
rilevante del Decreto Legislativo.
Ovviamente, è lapalissiano, anche, il discorso della gestione delle
risorse, per uniformare la vigilanza, perché qui abbiamo competenze
professionali, che si legano anche alla attività di formazione nettamente
diverse, che si sono attagliate e stratificate nel tempo e nello spazio fisico, e,
quindi, anche per questo la necessità di “coordinare una attività di vigilanza”,
che non venga, in qualche modo, vista come sovrapposizione dell’azione.
E’ un problema che i nostri colleghi delle rappresentanze datoriali,
spesso portano ai tavoli, il mio ultimo avuto con l’incontro nella sede della
Confindustria di Prato-Pistoia-Lucca, dove era presente il prof. Maresca, che
ha partecipato a un interessante dibattito.
Ed uno dei problemi che sono emersi, da parte dei datori di lavoro, è,
appunto, questo aspetto.
Si parlava tra l’altro di controllo a distanza dei lavoratori, di
videosorveglianza, ecc. è stato evidenziato il bisogno, di non sovrapporre
autorizzazioni, attività ispettive, adempimenti burocratici.
E soprattutto anche la non conoscenza dei rispettivi interventi
ispettivi, delle varie Amministrazioni, che si sono susseguiti ed accavallati
anche in periodi relativamente brevi.
Quindi, anche una “analisi dello storico” da parte delle singoli
Amministrazioni sarà un problema da affrontare, Ministro.
Dopodiché, passiamo, anche, ad ulteriori aspetti, il coordinamento
con le altre Istituzioni locali.
Qui mi premi portare l’esempio, in tal senso, vogliate scusarmi, di
Prato.
Certamente il Ministro ne è a conoscenza così come i vertici della
Direzione Generale ed il Segretariato Generale, della qualità e quantità di
rapporti promossi con il patto di ‘Prato sicura’, voluto fortemente dalla
Regione Toscana e dal Prefetto, che poi ha visto la declinazione, dopo gli
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 16 ~
eventi tragici della ‘Teresa Moda’ alla fine del 2013, che hanno causato la
perdita di sette vite umane in un laboratorio tessile cinese, cosa che, mi
preme in qualche modo sottolineare.
La buona pratica che mi sentirei così di individuare, anche per altre
esperienze e in altri territori, è proprio questa.
Noi, diciamo ogni 15 giorni, abbiamo un tavolo con il Comandante
Provinciale dei Carabinieri, di Guardia di Finanza unitamente al Questore, al
Prefetto, al Responsabile della ASL, al Comandante della Polizia Municipale,
nonché alle altre Istituzioni, volta per volta presenti perché, è un tavolo se
vogliamo flessibile, Corpo Forestale dello Stato, vedi la recente campagna che
abbiamo svolto, ’Orti di Prato’, anche lì l’imprenditoria cinese ha esteso i
propri interessi.
Ma non soltanto, parliamo anche di Agenzia Ambientale, parliamo
dei NAS, (con i colleghi di Firenze abbiamo fatto una azione ad hoc,
recentemente).
Insomma, in buona sostanza, voglio rappresentare che è possibile
creare una sinergia e soprattutto un “tavolo permanente” di confronto per
l’attività programmatoria; perché lì, forse, è una delle maggiori sfide che la
nuova Agenzia Nazionale dovrà in qualche modo, affrontare.
E’ stato chiesto il nostro apporto fondamentale come Dtl perché la
conoscenza del territorio, soprattutto la conoscenza, unitamente, anche alle
autorità locali, Polizia Municipale, piuttosto che Comune, ci porta a poter fare
una attività di intelligence che è fondamentale per la buona riuscita dal punto
di vista qualitativo delle Attività Ispettive e non solo quantitativo.
Un inciso, in passato, nel recente, passato, si è mossa qualche piccolo
critica al fatto che il numero delle ispezioni effettuate durante l’anno, hanno
avuto, una sorta di contrazione, ma mi permetto di dire, in maniera
assolutamente sommessa, che In questo modo ne ha beneficiato la qualità,
nel senso che si è andato a selezionare, con maggior attenzione, obiettivi ed
idoneità di interventi, dal punto di vista qualitativo, perché non è detto che la
quantità di ispezioni porti ad un risultato finale di raggiungimento obiettivi
sostanziali rilevanti.
Altro, problema, a mio modesto parere, e al tempo stesso un
suggerimento, riguarda la creazione di “uffici studi ed analisi” in ogni singola
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 17 ~
realtà, ovviamente, là dove è possibile, quindi sul territorio; ancorché
sappiamo ben presente ed efficace il “gruppo analisi”, posto sotto la
supervisione del Comandante Turchi, che sappiamo di particolare valore, in
quanto, poi i nostri colleghi dei NIL, sul territorio, utilizzano queste
informazioni, anche laddove non sempre è presente, e qui mi duole
rappresentarlo, una buon intesa con il direttore della sede piuttosto che con i
colleghi ispettori civili. .
Quindi, questo scambio di informazioni interne all’ufficio diventa
altro elemento cardine, e pur sempre omogeneizzazione di impegno e
risorse.
Ovviamente abbiamo anche l’obbligo imposto per INPS ed INAIL e le
agenzie delle Entrate di mettere a disposizione, dell’Ispettorato Nazionale
futuro, gli archivi informatici, i dati e le informazioni.
Non è problema secondario, questo, perché noi, spesso soprattutto
nella visione basica o meno della banca dati della Camera di Commercio,
piuttosto che, della banca dati anagrafica dei Comuni per l’accesso e la
conoscenza, di domicili, per recapitare, notificare documentazioni, piuttosto
che per verificare l’effettività della presenze/domiciliazioni nei plessi
industriali ed artigianali, riscontriamo molte difficoltà.
Bene, questo è un elemento, come dire, qualificante dell’azione.
La conoscenza e l’interscambio degli archivi informatici sarà
sicuramente motivo di grande sforzo, che comunque andrà fatto, perché, ad
oggi, ripeto anche qui a macchia di leopardo però, sono rare le piene e
spontanee collaborazioni per mettere a fattor comune questo patrimonio di
memorie ed archivi storici.
Ovviamente anche la forma, parliamo di programmazione e
svolgimento delle attività. ma anche la difesa in giudizio e l’orientamento
dell’azione ispettiva.
Per la difesa in giudizio, apriamo questo piccolo inciso, è legata al
fatto che abbiamo come innovazione importante, Ministro, la possibilità di
difendere in primo, non solo in primo, ma anche in sono grado
l’Amministrazione.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 18 ~
Cosa che avveniva per mezzo dell’Avvocatura dello Stato, con i nostri
funzionari, ma che non sono solo i nostri, del Ministero del lavoro ma saranno
anche quelli di INPS ed INAIL.
Cosa, assolutamente, fondamentale.
E qui, una sottolineatura, le tematiche e le difese in giudizio per gli
aspetti previdenziali e gli aspetti lavoristici, certamente porta ad avere delle
problematiche.
Quindi, ulteriore annotazione, la capacità di rappresentanza in
giudizio assumerà maggior valore, se, da parte dei dirigenti, in capo alle
nuove strutture, ci sarà la capacità di far, anche lì, dialogare e, soprattutto
coesistere i nostri responsabili contenzioso con gli altri enti.
Perché l’INPS ha la fortuna di avere un corpo professionisti legali, così
come gli attuari, a se stante, sono appunto i professionisti incardinati
nell’ente previdenziale.
Nel nostro caso spesso utilizziamo, ed io ho la fortuna di avere un
ispettore, mio malgrado lo devo dirottare alla difesa in giudizio, ma che caso
ha voluto appartenente alle nuove leve ovvero agli ultimi ingressi in
Amministrazione che risalgono ormai ad una decina di anni fa, 6 o 7 anni fa,
dove molti dei nostri nuovi ispettori, appunto, sono anche in possesso del
titolo di avvocato, piuttosto che essere commercialisti, comunque gente che,
già ha svolto attività nella libera professione e, che, sicuramente, è un valore
aggiunto non indifferente per l’Amministrazione.
Quindi abbiamo ottime figure, ripeto, il mio piccolo esempio, mi dice
questo.
Abbiamo sicuramente il discorso che tra 45 giorni, quindi nella prima
decade di Novembre, ci sarà lo Statuto e i DPCM, poi, vedremo le evoluzioni,
so che gli uffici tecnici del Ministro stanno lavorando alacremente e quindi,
insomma, c’é un bell’impegno, indubbiamente, dal territorio riporto la voce,
avere qualche piccolo elemento flash, di conoscenza, non sarebbe male,
Ministro, però questo, riguarda, poi, l’evoluzione degli studi e gli
approfondimenti assolutamente in itinere.
Ed ora possiamo, quindi, due-tre criticità, che è giusto rappresentare,
con due-tre proposte che mi permetto, sommessamente, di poter produrre,
molto velocemente.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 19 ~
Noi abbiamo il problema, come criticità delle, andiamo per titoli,
omogeneizzazioni e dotazione strumentali, qui, Ministro c’è, un problema
grosso, perché noi osserviamo le valigette informatiche dei colleghi di INPS e
Asl ed anche altri strumenti tecnologici avanzati dei colleghi stessi di INAIL,
ancorché essere numericamente inferiori, ci danno l’opportunità di
adoperare/usufruire di questi strumenti quando andiamo in abbinata, con i
colleghi, ce ne avvaliamo, ma lì è il buon senso degli ispettori, che su campo
riescono a parlarsi e a poter, come dire, rendere fungibile la dotazione
tecnologica informatica in possesso degli operatori in maniera trasversale.
Il coordinamento dei corpi ispettivi di Ministero, INPS ed INAIL, è un
problema, di cui si è parlato molto, però è un problema molto sentito sul
territorio e spesso fonte di reale criticità.
Ovviamente il coordinamento, anche, della logistica delle sedi,
perché la dipendenza funzionale dalla dipendenza gerarchica, comunque,
porterà delle distorsioni, che, è bene in qualche modo, si possa indagare e
risolvere preventivamente, a monte, come amministrazione centrale, per
poter permettere al territorio di operare con una certa sicura funzionalità.
Aggiornamento e formazione professionale, l’abbiamo accennato, è
un altro passaggio importante.
La rideterminazione del trattamento di missione, anche qui, abbiamo
delle discrasie tra i colleghi degli enti di previdenza ed assicurativi, rispetto ai
colleghi del Ministero del lavoro, è una grande lamentela, lo sappiamo, però,
poter mettere, diciamo, in interfaccia, colleghi che fanno lo stesso lavoro,
che, però, hanno un trattamento accessorio e di missione diverso, crea,
ovviamente, malumori, dissidi, ed è, un po’, se volgiamo, il freno a mano
tirato delle altre due Amministrazioni, che anche, oggi, insomma, si sente in
maniera quotidiana.
Certamente a questo si abbina, anche, l’indennità chilometrica e l’uso
del mezzo proprio, sto parlando di cose concrete, Ministro, però, che so bene
che sono state portate alla sua attenzione.
Coperture assicurative e, ovviamente, parametrazioni stipendiali di
tutto l’organico sono una esigenza legittima e comprensibile.
L’accesso alla banca dati, anche lì, dobbiamo essere ben convinti che
è lo strumento fondamentale per essere incisivi.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 20 ~
Il mantenimento delle sedi attuali, ma qui, parliamo, di presidiare il
territorio capillarmente.
Certamente alcune bozze che sono girate di accorpamenti di sedi,
hanno spaventato molto non soltanto il personale ma l’intera utenza e le
altre istituzioni locali.
Ma mi permetto di dire hanno anche spaventato le organizzazioni
sindacali e datoriali, i professionisti/consulenti, nonché i cittadini.
Le sedi che hanno una frequentazione di utenza particolarmente
intensa, hanno anche, quotidianamente, come dire, il riferimento a quanto è
importante avere a portata di mano l’ufficio per fare ad esempio le richieste
di astensione di maternità, piuttosto che le domande di conciliazione,
piuttosto che le richieste di intervento ispettivo, ecc. e quindi, insomma, una
riflessione approfondita sul mantenimento delle sedi, ancorché magari
gestite unitariamente.
Questo necessita.
Un passaggio veloce lo voglio fare per chiudere l’intervento sulle
proposte.
Ministro, un bel Roadshow, Suo, dei Sottosegretari ed anche dei
Consiglieri giuridici non sarebbe male.
Anzi sarebbe, particolarmente, apprezzato dal territorio, anche per
spiegare, gli elementi cardine non solo del Decreto inerente la
razionalizzazione della Attività Ispettiva ma anche gli altri decreti del Jobs Act.
Parliamo anche quello degli ammortizzatori sociali, che è un altro
problema che a noi direttori del territorio riguarda molto, così anche per le
altre tematiche, tempi di vita-tempi di lavoro, problemi di
semplificazione/sburocratizzazione e quanto altro.
Ovviamente anche queste buone pratiche.
Cercare di poterle diffondere, magari, a livello più parcellizzato, un
servizio informatico itinerante, sarebbe fondamentale.
Una ulteriore idea, si basa sul fatto che molti colleghi del territorio
non hanno l’esperto informatico.
Devono chiedere il favore alla sede più o meno vicina
territorialmente del Ministero.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 21 ~
Così, anche, come, spesso, l’avvalimento della Responsabile del
servizio di Protezione e Prevenzione, come anche degli ispettori tecnici, che
magari sono in coesistenza tra più sedi ed anche delle capacità tecniche
informatiche, che, in qualche modo, aiutano, se possono essere condivise con
più celerità, in
avvalimento.
Quindi
anche
un
interscambio ed
una diffusione,
diciamo, di una
presenza,
in
qualche modo,
itinerante
di
gruppo di esperti
informatici può
aiutare, volta per
volta, senza ricorrere all’autorizzazione… dal centro… per richiedere la
missione per intervenire.
Attività, centri di ascolto, chiudiamo, con questo.
Ovviamente i nostri ispettori che vengono in maniera impropria
chiamati ispettori di turno in molti luoghi.
Nel mio ufficio possiamo parlare, invece, di “centro di ascolto”, come
ho inteso istituire.
Mi sono permesso di dare questa nuova visione perché è un vero e
proprio punto di riferimento per l’utenza, che porta ad avvicinare i cittadini
alle Istituzioni e non soltanto. Parliamo anche di “servizi di mediazione
culturale”, come ho voluto istituire per il mio ufficio.
Con questo chiuderei, il termine e il contenuto delle altre proposte e
criticità avrò modo di poterlo rappresentare in sede opportuna, direttamente
al Ministro e ai suoi uffici tecnici.
Vi ringrazio e ringrazio il Ministro.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 22 ~
Pierangelo ALBINI
Direttore Area Lavoro e Welfare – Confindustria
Intervento
Grazie.
Buongiorno
a
tutti.
Buongiorno Signor Ministro.
E’ una occasione, come sempre,
importante, questa che ci ritagliamo per un
doveroso momento di commemorazione e
per discutere di temi di attualità.
Per dare un contributo a questa
riflessione farei una premessa di scenario e, a
seguire, alcune brevi considerazioni, che
riguardano, il tema oggetto del nostro
Pierangelo Albini
convegno.
Questa non è una crisi episodica che una volta conclusa - riporta tutto e tutti al punto in cui eravamo prima.
Questo è, piuttosto, una trasformazione vera e propria del tessuto
produttivo, del tessuto economico e persino, del tessuto sociale del paese.
Quindi, dobbiamo, cominciare a considerare i nostri temi – anche quelli che
esaminiamo oggi - avendo in mente un preciso quadro di riferimento. Il
mondo, infatti, sta cambiando rapidamente.
Non è, peraltro, vero che il mondo stia cambiano in peggio o se
preferiamo, sia tutto in crisi. Anzi, è vero il contrario. Per rendersene conto
basta considerare due dati. Prima della crisi, se avessimo voluto indicare
con un numero la capacità di produrre ricchezza del mondo avremmo usato
il parametro 100, assegnando all’Italia un valore pari a 99. Oggi, dovessimo
rifare lo stesso esercizio, saremmo costretti a prendere atto che mentre il
mondo nel suo complesso è arrivato a 137, l’Italia è scesa a 75. Quindi, c’è
una parte del mondo che corre, che cambia, che si trasforma. Questa parte
del mondo che trascina lo sviluppo del pianeta, noi vorremmo che ci
vedesse protagonisti, così come lo siamo stati in passato, perché l’Italia
rimane una delle grandi potenze mondiali.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 23 ~
Questo Governo, a me pare, che stia leggendo, correttamente, i
segni del cambiamento e si sta attrezzando per modificare molte situazioni.
Temo, però, che non sarà facile, come appunto abbiamo appena
sentito per quanto riguarda l’argomento in discussione oggi.
Una delle maggiori resistenze deriverà, infatti, dalla nostra difficoltà
a declinare i problemi al plurale, cioè, dicendo: noi dobbiamo. Abbiamo,
invece, una naturale propensione a vedere sempre le questioni solo ed
esclusivamente nella prospettiva individualista, quella che ciascuno di noi
rappresenta: la logica delle imprese; l’interesse del sindacato, i vincoli e le
ragioni della Pubblica Amministrazione.
Ma c’è un momento in cui bisogna iniziare a ragionare “al plurale”.
Ed è questo il momento: quello in cui la necessità ci costringe a cambiare
per rimanere nel gruppo dei paesi migliori.
Bisogna iniziare a ragionare con il ‘noi’, sforzandosi di contemperare
le ragioni che ciascuno rappresenta con quelle di interesse generale.
L’argomento, oggi in discussione, si presta bene a qualche riflessione.
Noi oggi ci confrontiamo, infatti, su un tema, che riguarda una
attività fondamentale della Pubblica Amministrazione. Essa si rivolge ad un
mondo che sta cambiando e, quindi è essa stessa chiamata a cambiare.
Troverei difficile immaginare, che, mentre tutto è in via di trasformazione, il
modo di essere e di lavorare della pubblica amministrazione non debba
esso stesso necessariamente cambiare.
Ciò deriva in primo luogo, dal cambiamento organizzativo delle
imprese. Abbiamo sul tavolo la pubblicazione delle tesi dello scorso anno
che, non casualmente, affrontano proprio questi argomenti. Lo stesso
Governo, come dicevo prima, si sta esercitando, in maniera molto
significativa per dare indicazioni in questo senso alle imprese. Lavora per
dire all’imprese che debbono cambiare, che debbono cambiare il loro modo
di organizzarsi. La prima delle due tesi premiate lo scorso anno tratta di
esternalizzazioni e fa, dunque, riferimento ad un modello di impresa, che
cambia. Studia i riflessi del mondo che cambia sulle imprese e sulla loro
organizzazione perché in questi anni cambia la competizione e,
conseguentemente, deve cambiare il modo di fare impresa nell’epoca della
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 24 ~
globalizzazione. La seconda tesi tratta del lavoro occasionale in relazione
all’emersione del sommerso e tocca, quindi, da vicino il tema che stiamo
discutendo oggi. La vigilanza e il controllo sono influenzati dal quadro
normativo e dagli strumenti che vengono messi a disposizione delle
imprese. Avere a disposizioni alcuni strumenti contrattuali piuttosto che
altri, influisce sulle scelte organizzative delle imprese. Del resto, a mio
avviso, ne abbiamo una chiara percezione se consideriamo le novità che
vengono dal jobs act. Di questo quadro evolutivo il sistema delle ispezioni
deve avere piena consapevolezza.
Dopo di me, parlerà Gigi Petteni. Noi ci occupiamo di relazioni
industriali
e
siamo
contrattualisti.
In questi
mesi, abbiamo
provato
a
costruire
uno
spazio
di
maggiore
di
autonomia per il
mondo
del
lavoro.
Volevamo dimostrare che le Parti Sociali sono capaci di darsi delle regole ed
anche di rispettarle, senza bisogno che ci sia l’intervento del legislatore e
conseguentemente, del magistrato. Questo tentativo non è irrilevante per
la questione della vigilanza e del controllo.
Legislatore, ispettore e magistrato.
Noi pensiamo che ci possa essere altro. Non tutto si risolve qui. Noi
rivendichiamo più autonomia e quindi, implicitamente immaginiamo la
possibilità di autoregolare alcuni aspetti della relazione lavorativa. In fondo,
è un po', come la riflessione che propone questa mattina la liturgia. La
lettera ai Romani ci interroga, infatti, sulla questione dell’essere sottoposti
alla legge o alla grazia. Sarebbe un poco come chiedersi se i comportamenti
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 25 ~
devono essere la conseguenza della paura di una sanzione o scelta
consapevole di stare in un mondo che questa coerenza di comportamenti ti
chiede. Come dicevo, lavorare per ampliare l’autonomia collettiva non è
ininfluente sul tema dei controlli ispettivi.
E questo è lo sforzo, cui, questo paese deve tendere. E’ difficile ma
sarebbe assai utile riuscirci.
Poiché le scelte si fanno sulla base della convenienza, si deve
lavorare su tutti i fronti per dimostrare che è conveniente comportarsi
correttamente, essere rispettosi delle regole, stare dentro un quadro, in cui,
tutti capiscono che c’è uno sforzo complessivo per costruire un mondo
migliore. Per questo, dicevo, dobbiamo ragionare in termini del ‘noi’.
In questa prospettiva apprezzo, anche, la scelta che è stata fatta dal
legislatore su questa materia.
Razionalizzazione e semplificazione e non il solito approccio del
riformista di turno che vuol cambiare completamente le cose. Aggiungo,
però, una considerazione.
Razionalizzare e semplificare va bene ma non basta. Serve di più. Mi
auguro che questo sia l’inizio di un processo per cui lo Stato si prende cura
di questa parte della pubblica Amministrazione.
Perché un conto è curare le cose, un conto è pensare di guarirle, con
un intervento lampo.
Questo è un processo che le imprese aspettano da molto tempo: si
faccia una razionalizzazione ed una semplificazione ma prendendosi cura di
chi deve poi ottenere i risultati attesi. Il Decreto rimanda, esso stesso, a
molti altri interventi, ma anche questi non saranno da soli sufficienti.
Bisogna - se si vuole costruire un servizio ispettivo di qualità nella Pubblica
Amministrazione – cominciare a prendersene cura con una certa continuità.
Aggiungo una seconda considerazione e mi avvio alla conclusione.
Prendo a prestito alcuni termini usati prima dal Professor Olivieri
Pennesi. Ovvio, che siamo tutti favorevoli per questa fusione a freddo e
siamo tutti convinti che il recupero di una unitarietà operativa sia un
obiettivo a cui bisogna tendere. Ma, come è stato osservato, il tema di
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 26 ~
fondo è - anche qui, uso parole che ho sentito - cambiare la modalità
relazionale.
Occupandomi di relazioni sindacali so bene che l’accordo è sempre
l’esito di una relazione.
Più la relazione è di qualità, più il risultato è buono. Ecco perché
bisogna iniziare ad investire sulla relazione. Ho sentito parlare di ‘centro di
ascoltò: non è la sensazione che, fino adesso, le imprese hanno, quando
ricevono una visita ispettiva. Le imprese hanno piuttosto, l’idea che
l’ispettore, abbia, obiettivamente, dalla sua un apparato legislativo
talmente complesso e bizantino che gli consente di trovare qualunque
irregolarità voglia trovare. Da qui nasce probabilmente la sensazione
spiacevole che imprese e cittadini talvolta, lamentano di essere vittima di
un atteggiamento burocratico, talvolta, ingiustificatamente vessatorio della
Pubblica Amministrazione. In questi giorni, vedendo mia figlia alle prese con
i ‘Promessi Sposi’, mi è capitato di rileggere le considerazioni del Manzoni
sulla giustizia del seicento. Non ho potuto fare a meno di pensare che,
anche oggi in alcune circostanze, la Pubblica Amministrazione appare dura
con i deboli e debole con i forti. Niente di nuovo, quindi. Anni fa, ad un
convegno a Milano, avevo visto una mappa di questo paese che mostrava,
con diverse gradazioni di colore, le aree in cui vi erano più irregolarità e più
violazioni. Vedendo che le maggiori irregolarità non stavano nelle regioni
dove pensavo dovessero stare, avevo notato una evidente correlazione fra
il colore delle macchie e il numero di persone, che erano dedicate ai servizi
ispettivi. Capisco, perfettamente, che andare in certe realtà italiane a fare
ispezioni si incontrano problemi, che, invece, altrove, neppure si
immaginano, però non può essere questo il criterio da seguire per garantire
il rispetto della legalità.
Con lo stesso approccio che auspicavo prima, occorre prendersi cura
delle cose e non pensare che, in maniera miracolistica, fatto un Decreto
Legislativo, abbiamo risolto i problemi. Ci sono problemi gravi d affrontare
ma sono ottimista perchè vedo segnali incoraggianti nel decreto. Penso alle
funzioni che vengono date alle Agenzie. Ce ne sono alcune che sono
straordinariamente rilevanti: la mappatura, la rilevazione di questi
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 27 ~
fenomeni, lo studio, l’analisi, la formazione, sono attività che lasciano
intravedere la possibilità di un cambiamento positivo.
Immagino, le difficoltà che il Ministro, il Ministero e, comunque, le
persone di buona volontà che si cimenteranno con questo progetto,
dovranno affrontare, perché le vivo, in altre sedi. Quando partecipo a
dibattiti su questo tema all’INPS o all’INAIL, vedo la ritrosia a rinunciare a
spazi di autonomia per garantire un maggio coordinamento che si
raggiunge mettendo a fattor comune i servi ispettivi di tutti.
Bonhoffer scriveva nelle sue ‘Lettere dal carcere’ questa frase
bellissima, che cito spesso.
E’ un po' la sintesi estrema dei problemi che abbiamo noi in Italia.
“Le quantità si contendono gli spazi, le qualità si completano fra
loro”.
Ecco vedo, qui, in questo progetto, il tentativo di mettere insieme le
qualità per costruire qualcosa di meglio e di più funzionale. Dopo tanti
tentativi di coordinare soggetti diversi e mettere ordine nella materia spero
sia giunto finalmente il momento di ottenere un risultato di qualità. Questo
è l’auspicio che faccio a nome di Confindustria sapendo molto bene quanta
fatica costi cimentarsi col fatto di dover cambiare le cose.
Ma come dicevo all’inizio del mio intervento, cambiare è adesso
necessario.
Vi ringrazio per l’attenzione.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 28 ~
Gianluigi PETTENI
Segretario Confederale CISL
Intervento
E’ questo il Paese dove la maggior
parte delle persone in macchina indossano la
cintura di sicurezza perché intravedono il vigile
o il Carabiniere e non perché che l’indossare
una cintura è uno dei più importanti
meccanismi di protezione per la propria
sicurezza.
Siamo in una fase di profonda e
travagliata trasformazione del lavoro, abbiamo
necessità di nuove regole del lavoro, regole
innovative ma fruibili e al tempo stesso
sanzionabili in caso di inosservanza.
Gianluigi Petteni
Allo stesso modo, in questa particolare fase di trasformazione
abbiamo bisogno di costruire il lavoro, renderlo creativo ed incentivare
l’autoimprenditorialità.
Creare e costruire un lavoro anche attraverso una azione, come ad
esempio quello della cooperazione “attenzionando” però l’uso diverso che
alcune persone potrebbero fare di questo o altri strumenti simili “…penso
all’abuso di logistica!”. I voucher sono strumenti validi “... ma attenzione ...
i voucher vanno bene se utilizzati nel settore della ristorazione il sabato o la
domenica, ma se utilizzati in edilizia sono un problema!”.
Dunque sì a nuove regole ma attenzione ai “c.d. bracconieri del
lavoro”.
Abbiamo, altresì, bisogno di politiche attive del lavoro e misure di
accompagnamento efficaci, efficienti, adeguati e coerenti con il nuovo
assetto del mercato del lavoro che portino a valorizzare il lavoro come
strumento di ricchezza e dignità cercando di sconfiggere tutti quegli
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 29 ~
elementi che indeboliscono il tessuto economico e creano concorrenza al
ribasso, mettendo in difficoltà i soggetti più seri, più competitivi e più
innovativi.
Mi riferisco ai molti datori di lavoro che assumono persone con
trattamenti normativi ed economici meno favorevoli di quelli che gli
sarebbero spettati rispetto ad una assunzione regolarizzata nel luogo in cui
prestano la propria attività di manodopera.
Per cui bene una riforma che cerca di affrontare le sfide del
cambiamento, già in corso, del lavoro, bene il contratto a tutele crescenti,
che porta un significativo miglioramento della qualità del lavoro assorbendo
tipologie contrattuali che in precedenza avevano elementi di minore
stabilità ma attenzione a non creare strumenti a coloro che voglio erodere
questo elemento della qualità del lavoro.
In più occasioni nell’iter dei confronti con il Governo, con il Ministro
Poletti, abbiamo affrontato questo tema ma “i coordinamenti non hanno
avuto successo”. Bisognava adottare una nuova strumentazione ed allora
abbiamo chiesto di scindere il confronto: il confronto generale sul progetto
ed il confronto più diretto rispetto agli operatori, alle persone interessate a
questo percorso.
Io penso che non sia un caso il luogo in cui si sta svolgendo questo
incontro: una Fondazione, che ricorda una figura importante del
Riformismo di questo paese, di chi ha avuto il coraggio di fare proposte per
rinnovare, ahimè anche pagando con la vita rispetto a questo, io penso che
più che la strumentazione andrebbe fatta una grande operazione di grande
partecipazione e coinvolgimento dei soggetti. Essere qui alla Fondazione
D’Antona è per ricordare che in questo paese si possono fare le riforme con
i lavoratori, non contro i lavoratori.
Sfidare coloro che hanno un ruolo a mettersi in gioco rinunciando
alla pigrizia e ad elementi di gelosia: “…. Non dovrai picchiare sulla pietra,
ma dovrai costruire la cattedrale! Evitare che coloro che devono operare si
sentono come spaccatori di pietre e non come costruttori di cattedrali”.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 30 ~
Concludendo, il Dott. Albini non ha mancato di richiamare, “sul
comune sentire dei contrattualisti”.
Ebbene i contrattualisti si devono rendere conto che il mondo è
cambiato, è cambiato per tutti e dunque anche per i contrattualisti come
noi.
Per cui il contrattualismo rimane l’elemento più importante, a mio
giudizio, di tutela e di autonomia, della rappresentanza delle parti, però noi
dobbiamo pensare anche ad un contrattualismo di responsabilità, ad un
contrattualismo di
sussidiarietà, ad
un
contrattualismo,
che preveda nel
suo
ruolo
il
Welfare,
le
politiche attive, la
formazione e così
via, e che può, in
modo intelligente,
incontrare, anche,
il Legislatore, senza perdere la propria autonomia, se ha una progettualità.
Io mi fermo qui e speriamo che, col contributo di tutti, questa sia
una sfida, che venga vinta, ma non nell’interesse di alcuni, ma nell’interesse
generale della collettività.
Perché, in questo momento di travagliata trasformazione, ci sono
elementi qualitativi, ma ci sono anche le condizioni per un lavoro “a
qualsiasi costo” e per fare questo occorre trovare tutte le condizioni, anche
quelle di regole e sanzioni, che possono permettere di andare in questa
direzione.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 31 ~
Giuliano POLETTI
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Conclusioni
So no , pie nam e nte , conv into de l
fatto che no i stiam o v iv e ndo una fase
di gran de trasfo rm azi o ne : da un lato
la
subiam o ,
da
un
altro
la
pro v o chiam o ,
quindi
do bb iam o
ce rcare di av e re sempre chiaro , quale
è l’asse di fo n do , l’o rizzo nte , de ntro
al quale ci m uo v iam o .
Cre do
che
qui
ci
sia ,
v e ram e nte , un cam biam e nto di passo ,
Giuliano Poletti
sul piano cult urale , sul piano di una
v alutazio ne .
No n v o rre i e sage rare, m a, co nside ro che , in que sto
m om e nto , pe r una se rie di ragio ni, no i sia m o di fro nte a una
fase , ne lla quale , sta cam biando , è cam biato e può cam biare
pro fo ndam e nte l’im patto de l lav o ro ne lla v ita de lle pe rso ne .
Siam o m emo ri di una lunga fase , ne ll a qu ale , la v ita
de lle pe rso ne , de lle so cie tà e de lle c o m unità, è stata
co struita, co m e una so rta di dipe n de nza di re tta de ll’e sige nza
di pro durre u n’e fficie nza ne l lav o ro .
P ro v ate a pe nsarci, l a no stra v ita è stata re go lata in
fo rza de l “D e bbo andare a lav o rare ” , “ Ho un o rario di
lav o ro ” , “ De bbo produrre ” e l’o rganizza z io ne de lla no stra
v ita è stata, fo rtissim am e nte , co ndizio na ta, pe r non d ire di
più, dai m o de lli pro du ttiv i.
E il lav o ro ne è stato , largam e nte , se gnato .
Facciam o ci una do m anda: o ggi c’è una buo na
co e re nza, tra que ll’im pianto e la le gittim a aspirazio ne di
o gni cittadino alla fe licità? Io dico no . Siam o andati mo lto
lo ntani da que ll’o bie ttiv o : abbiam o av uto , m agari, i be ni
m ate riali ne ce ssari a v iv e re e , fo rse , abbiam o av uto di più di
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 32 ~
que llo che sare b be st ato ne ce ssario ; m a, se do v e ssi dire che
av e re que sti be ni ha pro do tto l’e sito , al quale do v rem o più o
m e no tutti, co nsape vo lm e nte aspirare , since ram e nte , no n lo
fare i.
No i v e niam o da una lung a fase , i n cu i, la v ita de l
cittadino è stata pe nsata, m e diam e nte co sì: pe r v e nti anni si
studia e pe r tre nt’ann i si lav o ra e il lav o ro che faccio in que l
pe rio do lì, v a be ne anche se è co sì co sì, pe rché la m ia
aspirazio ne è andare in pe nsio ne , prim a che po sso , pe rché ,
do po , farò finalm e nte la v ita che m i piace .
Oggi no n è più co sì, n o n è più, m ate rialm e nte , co sì.
L ’allungam e nto de lla v ita, i cam biam e nti te cno lo gici,
gli e le m e nti de l sape re e de lla co no sce nza, la po ssibilità a
parte cipare re spo nsa bilm e nte , la m o bilità ne gli spa zi ha nno
cam biato , radicalm e nte , que ste co se .
No i e rav am o abituati a dire “ Vado a lav o rare ” e o ggi
spe sso è il lavo ro che v ie ne da no i. Av evam o un o rario di
lav o ro , m a o ggi il lav o ro si incune a e pe rm e a,
siste m aticam e nte , la no stra v ita. Quindi, o ggi siam o de ntro
que sta trasfo rm azio n e . E allo ra, pro babi l m e nte , m o lti de gli
strum e nti, che , sto ricam e nte , abbiam o usato pe r ge stire , ad
e se m pio , le re lazio ni tra im pre sa e lav o ro o ggi so no arm i
spuntate , strum e nti incapaci di rappre se nt are , il futuro de lla
qualità di que sto lav o ro e no i av re mo biso gno di co struire
strum e nti nuo v i, pe rché abbiam o usato de lle e ntità fisiche
pe r m isurare le pre stazio ni lav o rativ e , tipo un’o ra di lavo ro ;
ma
fantasia,
cre ativ ità,
im pe gno ,
re spo nsabilità
e
co no sce nza, si po ssono m isurare a o re ? De cisam e nte no . Ci
v ie ne co sì in so cco rso un te m a mo lto div e rso , che è la
re lazio ne tra il cittad ino , il lav o rato re e l’o pe ra: il risultato
de l suo lav o ro div e nta l’unica m isura zio ne v e ra de ll’appo rto ,
che o gnuno , ha dato a que l pro ce sso .
Siam o de ntro que sto passaggio co m plicato e se no n
ce rchiam o di razio nalizzar lo , di dargli de lle rispo ste , alla
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 33 ~
fine , i no stri strum e nti, le no stre le ggi, le circolari, le
re go lazio ni no n v arra nno nie nte .
P e rché la re altà sarà andata pe r un’a ltra s trada, e no i
litighe re m o , co stante m e nte , pe r ce rcare di inte rpretare
que lla re altà che è de l tutto div e rsa, co n de gli strum e nti
incapaci d i inte rpre t arla, che saranno se m pre più lo ntani e
saranno v issuti, siste m aticam e nte , co me inadatti, co m e figli
di un altro m o ndo , di un altro te m po , di un’altra cultura.
Allo ra l’e v o luzio ne che stiam o pro duce ndo rispe tto al
te m a de lla re go lazio ne de l lav o ro , tutto que llo che sta
de ntro al Jo bs Act, que llo di cui discutia m o o ggi, parla di
que sta co sa qui: de lla ne ce ssità di co struire strum e nti che
abbiano all’i nte rno un siste m a di auto rifo rm a, di capacità di
ade guam e nto e di stare in re lazio ne con una re altà che
cam bia.
Un pro do tto v e niva pro ge ttato e rim ane v a in
co mm e rcio die ci anni o quindici ann i; ade sso ci rim ane die ci
gio rni e guardate che no n è so ltanto il prodo tto , è la no stra
ide a, il no stro m o do di v ive re , tutto que sto , è
l’o rganiz zazio ne de l lav o ro , che è caratte rizzata da u na
dinam ica tutta div e rsa.
Se le
co se stanno
co sì, allo ra,
cre do
che
o ggi
do bbiam o
pro v are
a
rico struire
una
co ndizio ne
nuo v a, a partire da un altro aggio rna-m e nto che riguarda
m o lto il no stro pae se .
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 34 ~
Cre do che le classi dirige nti di que sto pae se abbiano
fatto un e rro re te rrib ile . Quan do si è i nfat ti pro do tta la fase
di cam biam e nto pro fo ndo , so stanzialm e nte , di ape rtur a de l
m o ndo , que lla che abbiam o de finito , co n una paro la so la,
glo baliz zazio ne , no i, anzic hé , co glie rla, co m e una grande
o ppo rtunità e inv e stirci pe r e sse re lì dav anti, ci siam o pre si
paura e abb iam o fre nato . Abbiam o co sì alzato una co rtina,
che è stata inte rpre tata co n una paro la, che in questi v e nti
anni, se la andate a ve de re , la trov e re te ripe tuta e ripe tuta:
dife nde re . D o bbiam o dife nde re il lav o ro , l’im pre sa, il
re ddito , la picco la im pre sa e tanto altro . N o n abbiam o dife so
nulla al la fine e se sia m o o ne sti i num e ri di co no c he abbiam o
m e no re ddito e m e no lav o ro . Que sto è un pae se che ha un
pro ble m a culturale gi gante sco pe rché no n si è m ai co struito
un’ide a po sitiv a de l succe sso . P rov ate a pe nsarci, se una
pe rso na ha succe sso e chie de te a chi gli sta into rno , co sa ne
pe nsi, v i dirà che ha pagato le tange nti, rubato , sfruttato i
suo i lav o rato ri, e re ditato se nza m e rito , e cce te ra. Al m assimo
uno o due v i diranno “ E’ stato brav o , si è pre so una
re spo nsabilità, co rre ndo rischi” . B iso gna av e re il co raggio e
la re spo nsabilità di affro ntare que ste co se qui. No i
pre fe riam o far accade re le co se , piuttosto che de cide re ,
quali v o gliam o che accadano ; pe rché de cide re , sign ifica
pre nde rsi la re spo ns abilità de lle pro prie azio ni, m e ntre , se
una co sa accade , co lpa di tutti, co lpa di ne s suno .
Io co ntinuo a ripe te re : “ Esci di casa, tro v i una
bo ttiglia di plastica v uo ta sul m arciapie di, il prim o pe nsie ro
che ti passa pe r la te sta è co m ’è che il co m une no n ha
anco ra spazzato ” , m a la do m anda giusta sa re bbe “ Chi è que l
cre tino che ha b uttato lì la bo ttiglia? ” . E pe rché no i
pe nsiam o “ Com e m ai il co m une no n ha s pa zzato ? ” P e rché in
que sto m o do no i ci siam o auto asso lti.
No n è m ai no stra re spo nsabilità, no n c’è m ai ne ssuno
che butta lì la bo ttiglia, c’è sem pre un sindaco che no n l’ha
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 35 ~
racco lta. Fino a quando uno usce ndo di casa, pe nse rà che è
co lpa de l Com une se c’è la bo ttiglia in terra, que sto pae se
no n cam bie rà. E allo ra biso gna tro v are il mo do pe r
co nv ince rlo e me tterlo ne lla co ndizio ne di ragio nare in
que sta m anie ra.
Allo ra, io pe nso , che , qui, ci sia v e ram e nte da fare un
grande passo av anti e v o glio re cupe rare un ragio name nto ,
che m i so no se ntito fare m o lte v o lte , su una paro la
m e rav iglio sa, che è il co o rdinam e nto .
Quando abbiam o discusso di te m i quali ispe zio ni e
age nzia unica, all’i ni zio , m i dice v ano “ M inistro , m a pe rché
l’Ispe tto rato , pe rché m e tte re insie m e? No n baste re bbe il
co o rdinam e nto ?” . E io rispo nde v o “ Grande ide a, no n ci
av e v o pe nsato ! Vuo i che siccom e no n ci abbia pe nsato io ,
no n ci av e sse pe nsat o prim a ne ssuno ? ” E lo ro “ No M inistro ,
no n è che no n ci a bbi a m ai pe nsato ne ssun o , ci so no già se i
le ggi i n Italia, che pr e v e do no l’o bbligo de l co o rdinam e nto ” .
Be ne , allo ra, se abbiam o già se i le ggi che pre v e do no
l’o bbligo de l co o rdi nam e nto , l’av re mo sicuram e nte fatto !
P e rché no i siam o que lli che tute lano e v e rificano , che la
le gge sia rispe ttata. E inv e ce no : abbiam o una batte ria di
le ggi che pre v e do no il co o rdinam e nto , m a, che , ne i fatti no n
siam o m ai stati in grado di praticare . Que sto pe rché ,
e v ide nte m e nte , i v inco li, le re siste n ze , i pro ble m i, le
diffico ltà e le co nsue tudini ha nno pro do tto que sto tipo di
risultato .
Que sto è il prim o pro ble m a, abbiam o biso gno di
co struire una i nfrast ruttura stab ile , o rga nica e ape rta, c he
sia la pi ù ricca, la p iù fo rte , la più e fficace , la più e ffic ie nte ,
ape rta all’utiliz zo di tutti que lli, che hanno tito lo ad
utiliz zarla.
No i abbiam o , ad o ggi , se m pre agito in se nso o ppo sto:
o gnuno si è co struito , in base alle pro prie e sige nze , il
pro prio siste m a di info rm azio ni; que sto ha pro do tto tutti
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 36 ~
siste m i parziali, re pli cati, m o ltiplicati e qu indi, no n adatti a
un lo gica co m e que sta.
P e rché tutte le po litiche si parlano , la po litica de l
lav o ro e le po litiche so ciali si parlano , pro v ate a pe nsare : no i
abbiam o co struito tutte po litiche che so no una so rt a di silo s
paralle li, le po litiche so ciali ne l silo s de l l e po l itiche so ciali,
le po litiche de l lav o ro ne l silo s de lle po litiche de l lav o ro , le
po litiche de lla salute ne l silo s de lle po litich e de l salute .
Guardate che è te rribile : pe rché se una fam iglia è
po v e ra, no ve vo lte su die ci è pe rché ha una pe rso na
diso ccupata, m a chi si o ccupa de lla po v e rtà no n si o ccupa
de l lav o ro e
chi si o ccupa
de l
lav o ro
no n si o ccupa
de lla po v e rtà.
A
me
pare una ro ba
che no n sta
da
ne ssuna
parte , pe rò è
co sì: su un
cittadino
inte rv e ngo no gli En ti lo cali co n le po litiche so ciali, l a
Re gio ne co n le pro prie , il M iniste ro co n le pro prie, l’INP S
co n le pro prie , m a ne ssuno sa su que lla unità, il cittadi no ,
che co sa capita re alme nte e co ncre tam e n-te .
P e r cui può capitare che sul cittadino A inte rv e niam o
in se i e sul cittadin o B, ze ro : e no i do v re mo e sse re una
so cie tà, che è e qua? Che è capace di giudi care que llo che sta
face ndo , e quam e nte ? Io cre do che abbiam o un be l pro ble m a.
Quindi il prim o dato è que sto : lav o rare , non ne l senso ,
pro prie tario de lle info rm azio ni, m a lavo rare , ne l se nso di
m assim a utilizzabi lità di que sta info rm azio ne .
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 37 ~
Esse re co nte nti di av e re parte cipato a co struire
qualche co sa di grand e , di v e ro , di im po rtante , di e fficace e
di po te rlo usare .
P e rché que sto è il dato , no n la pro prie tà de l sistem a,
m a la utilizzab ilità d e l siste m a, l’infrastru ttura utile a tutti
quanti, co n, de ntro , tutte le info rm azio ni po ssibi li, uti li,
ne ce ssarie e la ape rtura ad una larga u tilizza bilità, ne ll a
ragio ne che prim a dic e v o .
Altro grande pro bl e m a: no i, ne gli a nni, ne lla
m o ltiplicazio ne
de l le
tipo lo gie
co ntrattuali,
ne lla
m o ltiplicazio ne no rm ativ a, di fatto , abbia m o co struito tante
di que lle zo ne d’o m bra, are e di ince rte zz a, cam biame nti di
situazio ne , che è div e ntato mo lto , ma m o lto , difficile
ge stirne la v e rifica de lla pie na le g ittim ità e le galità.
No i abbiam o biso gno di fare una o pe razio ne m o lto
div e rsa, che è que lla che stiam o prov ando di fare : ce rcare di
av e re un m e rcato de l lav o ro , do v e ci siano tipo lo gie
co ntrattuali m ino ri, più chiare , più de fi ni te , più ce rte , più
auto m atiche , co n uno spirito che è chiaro : pro durrem o
que sto e sito se le tip o lo gie co ntrattuali ch e v o gliam o che si
affe rm ino , saranno le più co nv e nie nti. Allo ra, se il co ntratto
a te m po inde te rm inato è il co ntratto che v o gliam o fare
cre sce re , no n abbiam o tre ce nto strade , ne abbiam o una, lo
fai co stare di m e no , pe rché se , co sta di m eno , v e drai che chi
lo può usare , lo usa. E’ banale , m a pe r ve nti anni ab biam o
fatto l’o ppo sto . E’ una banalità, che pe r v e nti anni, a bbiam o
ne gato ne i co m po rtam e nti, pe rché tutte le altre tipo lo gie
co ntrattuali, so stanzialm e nte , co stav ano di m e no , quindi,
abbiam o pro do tto la spe ttaco lare situazi o ne , che av e v amo
de i co ntratti fle ssib ili, pre cari, co n m e no v inco li, che
co stav ano di me no .
E po i ci siam o me rav igliati che su ce nto co ntratti,
o ttantacinque fo sse ro pre cari; ade sso , io m i m e rav iglio de i
quin dici, no n de g li o ttantacinque , m i m e rav iglio de i quin dici,
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 38 ~
pe rché si de v e av e re un “ ce rto fisico ” , pe r de cide re d i usare
que l co ntratto lì.
No i av e v amo un o bie ttiv o che e ra sconfigge re l a
paura, la cult ura pe r cui in que sto pae se no n si può più
assum e re a te m po inde te rm inato (pe rché so no v e nti anni che
no n si assum e più a t e m po inde te rm inato ) e l’unica m anie ra
di dim o strare che si può fare è che spo sti un m ilio ne di
co ntratti da A a B, allo ra, fo rse , sare m o to rnati alla
no rm alità di u n pe ns ie ro che dice “ Allo ra se l’ha fatto un
m ilio ne di pe rso ne v orrà dire che no n è un disastro ” . Biso gna
cam biare i fo ndam e ntali e que sto pe r noi è il cam biare il
fo ndam e ntale : passare a una lo gica de i contratti che abbia
que sta natura.
Per
cam biare
o ggi
ab biam o
biso gno
de lla
parte cipazio ne di tutt i: gli im pre ndito ri, i l av o rato ri, le lo ro
rappre se ntan ze , gli ispe tto ri, chi fa qu e sto lavo ro e le
co m unità lo cali.
Te ne te co nto , che se lo spirito è que llo di cui parlav o
prim a, be h, d av v e ro il ne sso , l’im pia nto , l’im patto , può
e sse re mo lto più ape rto , mo lto più dinam ico , m o lto più
capace di te ne re co nt o de lle situaz io ni e di no n co m m e tte re
e rro ri pe r insuff icie nt i asco lto e se nsibilità a co glie re il dato .
Sicuram e nte , abbiam o biso gno de l sape re , de lla co m pe te nza,
de lla dispo ni bilità d i tutti gli inte re ssa ti, pe r que l che
dipe nde d al M iniste ro de l L av o ro , ce rtam e nte , il no stro
sfo rzo sarà v o lto a pro durre le m iglio ri co ndizio n i po ssibi li,
pe rché que sta e spe ri e nza si re aliz zi in p o sitiv o , pe rché la
co nside riam o una com po ne nte fo ndam e ntale de ll’o pe razio ne
più ge ne rale , che st ia m o face ndo into rno alle te m atiche de l
lav o ro , de ll’o ccupazi o ne e de lla le ga lità ne l no stro pae se .
Quindi, io v i ringra zio dav v e ro , de lla co llabo razio ne che
o gnuno di no i, o gnun o di v o i po trà darci.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 39 ~
CONSEGNA DEL
“Premio Massimo D’Antona”
PER LE MIGLIORI TESI IN DIRITTO DEL LAVORO
Avviso del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
del 9 luglio 2014
Commissione scientifica
Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:
- Dr. Paolo ONELLI – Presidente
- Dr.ssa Valeria BELLOMIA
- Dr.ssa Maria CONDEMI
Per la Fondazione Prof. Massimo D’Antona
- Prof. Arturo MARESCA
- Prof. Roberto ROMEI
Nomina dei vincitori, lettura delle motivazioni e consegna
del Premio
Paolo ONELLI
Presidente della Commissione Giudicatrice del Premio
Grazie.
Intanto permettetemi di esprimere il
senso di onore, che ho, nell’avere presieduto
questa commissione scientifica.
Vorrei, dunque, ringraziare il Prof.
Maresca, il Prof. Romei, la Dott.ssa Condemi, la
Dott.ssa Bellomia e la segreteria, la Dott.ssa
Viscusi e la dott.ssa Fornara, che hanno, con
molta professionalità, accompagnato questo
lavoro.
Paolo Onelli
Un onore, che deriva, anche, dalla
valutazione della quantità e qualità dei lavori
che abbiamo potuto esaminare.
Abbiamo cercato di farlo con quell’atteggiamento mentale, che
qualcuno ha definito con una battuta, simile ad un paracadute: “non
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 40 ~
funziona, se non è aperto”. E, vi assicuro che è stata un’esperienza molto
interessante.
Quindi saluto e ringrazio la Dott.ssa Minolfi e il Dott. Cuttone e
procedo senza ulteriori indugi alla lettura delle motivazioni della
Commissione per l’assegnazione dei Premi ‘Massimo D’Antona’ 2014-2015.
L’onore, ovviamente, mi deriva, anche, dal fatto, che questo è un
premio intitolato ad una persona che ha dato la vita, ovviamente, per
questa causa e quindi, è sempre con una certa emozione che si assiste al
passaggio del testimone tra le generazioni.
La Commissione scientifica di valutazione per l’assegnazione del
Premi di studio ‘Massimo D’Antona’ 2014-2015, composta dal Dott. Paolo
Onelli, in qualità di Presidente, dalla Dott.ssa Valeria Bellomia, dalla
Dott.ssa Maria Condemi, dal Prof. Roberto Romei, dal Prof. Arturo Maresca,
ha deciso, ad unanimità, di assegnare il Premio per la migliore tesi di
Dottorato, alla Dott.ssa Federica Minolfi, per la tesi di Dottorato dal titolo
“La contrattazione collettiva aziendale in Europa”, con la seguente
motivazione:
“L’evoluzione della contrattazione collettiva, tra dimensione
nazionale e dimensione collettiva nazionale ed Europea è, attualmente, uno
dei temi di maggiore rilevanza. In questo contesto, il lavoro di Federica
Minolfi appare completo, sostenuto da una bibliografia accurata e puntuale
e corredato da considerazioni finale articolate e ben formulate”
Quindi, questo è il premio per la migliore tesi di Dottorato.
Grazie.
E di assegnare il Premio per la migliore tesi di Laurea, quindi, al
Dott. Marco Cuttone, per la Tesi di Laurea dal titolo “Trasferimento
d’azienda e appalti nell’ordinamento multilivello tra problematiche aperte e
possibili evoluzioni” con la seguente motivazione:
“L’intreccio tra le molte problematiche evidenziate nella concretezza
della vicenda economica sul versante degli appalti e su quello dei
trasferimenti d’azienda, in un quadro caratterizzato da un incessante
processo di riorganizzazione, costituisce il campo, su cui si muove il lavoro di
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 41 ~
Marco Cuttone, che ha la capacità di cogliere il fenomeno nella sua
complessità sociale ed economica, e nelle molteplici implicazioni giuridiche,
attraverso un adeguato impianto metodologico ed una ricca bibliografia”
Questa la motivazione.
Ecco, brevissimamente, sono temi che riguardano, non il passato,
molto riguardano il presente e credo che riguarderanno anche il futuro,
perché l’evoluzione della contrattazione ed i rapporti tra contrattazione
aziendale e contrattazione collettiva nazionale, rappresenta un tema
bruciante e nella prospettiva Europea, lo diventerà sempre di più.
Parimenti, per esperienza diretta, il tema dei trasferimenti di
azienda e dei
cambi di appalti,
è
uno
dei
tormenti
quotidiani, uno
dei banchi di
prova, su cui si
misura
la
capacità
di
approntare
tutele in grado
di compendiare
gli interessi dei lavoratori, da un lato ed anche quelli delle aziende.
Quindi, grazie a voi, e chiederei al Ministro, se siete d’accordo, di
procedere alla consegna dei Premi, prima di darvi la parola per il vostro
intervento.
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 42 ~
Dr.ssa Federica MINOLFI
Vincitrice del Premio per la migliore tesi di Dottorato dal titolo
“La contrattazione collettiva aziendale in Europa”
Abstract
Allo ra, ci te ngo i nnan zitutto a
ringra ziare il M iniste ro de l lav o ro ,
la Fo ndazio ne ‘M assi m o D ’Anto na’
e , naturalm e nte , la Co mm issio ne
scie ntifica che ha rite nuto di
v alutare po sitiv am e nte il m io lavo ro
di rice rca.
Quindi,
ric hiam e rò
bre v e m e nte
gli
obie ttiv i
e
i
co nte nuti de lla m ia te si e , in
partico lare ,
la
m e to do lo gia
Federica Minolfi
utiliz zata.
L a te si è stata svo lta in co -tute la co n l’Univ e rsità di
Av igno ne , o v e ho trasco rso un pe rio do di rice rca dura nte il
quale ho av uto mo do di studiare e analizzare da v icino il
siste m a france se di re lazio ni ind ustriali che , pe r alcuni v e rsi,
è m o lto più co m ple sso e de ttagliato di que llo italiano .
So no partita co n un rife rim e nto all’ o rdinam e nto
co m unitario , o ltre che pe r de line are un ev e ntuale liv e llo di
co ntrattazio ne co lle ttiv a e uro pe a, pe r tracciare la co rnice
e ntro cui si inse riscono i due o rdinam e nti m e ssi a co nfro nto ,
no nché pe r r ichia m are gli in put a l de ce ntram e nto
co ntrattuale de i sistem i nazio nali di re lazi o ni industrial i che ,
in se guito all a crisi e co no m ica, so no v e nuti inna nzitutto da
parte de lle istituzio ni e uro pe e .
Ho po i anali zzato n e l de ttaglio i due o rdinam e nti
giuri dici - que llo fran ce se e que llo italiano - che , se bbe ne i n
te m pi div e rsi, hanno co no sciuto rifo rm e caratte rizzate da un
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 43 ~
pe rco rso sim ilare , pro prio in te rm ini di tale te ndenza al
de ce ntram e nto co ntrattuale .
Si tratta d i siste m i f ra lo ro m o lto div e rsi, qui ndi la
co m parazio ne no n è stata affatto sem plice . In tale se de,
pe rtanto , m i lim ite rò a richiam are l’e le m e nto che ho
utiliz zato al fine di co ndurre tale co m parazio ne , o v v e ro il
ruo lo che le parti so ciali hanno av uto ne ll’am bito de lle
rispe ttiv e rifo rm e .
In partico lare , ho av uto mo do di anali zzare il ruo lo che
le parti so ciali hanno assunto ne lla de finiz io ne de lle re go le
che de v o no pre sie de re al nuo v o siste m a di co ntrattazio ne
co lle ttiv a.
In re altà, è pro prio ta le e le m e nto , che o riginariame nte
allo ntanav a m aggio rm e nte i due siste m i, che o ggi sem bra,
co m e de l re sto ho so tto line ato ne lle m ie co nclusio ni, av e r
av v icinato i due siste m i di re lazio ni in dustr iali.
Oggi, in Italia, stiam o assiste ndo a que lla che è stata
de finita da più
parti co m e la crisi
de lla no zio ne di
auto no m ia
co lle ttiv a
(lo
dim o stra la ste ssa
rifo rm a
co ntrattuale , i cui
e siti
po sitiv am e nte
de finiti da lle parti
so no
stati
po i
disco no sciuti dal
le gislato re ).
D iv e rsam e nte , l’o rdinam e nto france se , tradizio nalm ente
caratte rizzato da u n fo rte inte rv e nto da parte de llo Stato
no n so lo in m ate ria di lav o ro m a anche e so prattutto in
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 44 ~
m ate ria sindacale , con le rifo rm e de l 20 0 4 e de l 200 8 , che ho
ripe rco rso ne lla m ia te si, ha co no sciuto una fase di fo rte
v alo rizzazio ne de ll’ auto no m ia de lle parti so ciali. I n
partico lare , le parti hanno acqu isito un m aggio r ruo lo ne lla
de finiz io ne de lle re go le de l siste m a di co ntrattazio ne
co lle ttiv a.
So tto que st’ultim o pro filo , ho analizzato , in che m o do
e in quale m isura, i l diffe re nte ruo lo ch e le parti so ciali
hanno gio cato ne lla de finizio ne de i rispe ttiv i sist e m i di
co ntrattazio ne co lle ttiv a, abbia inciso in te rm ini di co ncre ta
o pe rativ ità de l siste ma di re lazio ni i ndustr i ali.
Infatti, ne ll’o rdi nam e nto france se , o vv e ro lì do v e v i è
stata una m aggio re parte cipazio ne d e lle parti ne lla
de finiz io ne de lla rifo rm a de l siste m a co ntrattuale , si è
pe rv e nuti a una maggio re e e ffe ttiv a diffusio ne de lla
co ntrattazio ne azie n dale , se bbe ne in que l co nte sto la
fo rtuna di tale liv e llo sia do v uta anche a ulte rio ri e
diffe re nti fatto ri, q ua li l’e siste nza di un o bbligo a ne go ziare
a liv e llo d’im pre sa e la funzio nali zza zio ne de gli acco rdi
azie ndal i a o bie tti v i di po litica so ci ale de finiti dal
le gislato re .
A que sto punto , ho ce rcato di trasfe rire gli e ffe tti
po sitiv i co nse guiti ne ll’o rdinam e nto france se in que llo
italiano auspican do , in fav o re di una m aggio re o pe rativ ità
de l siste m a di co nt rattazio ne co lle ttiv a e diffus io ne de l
liv e llo azie ndale , un re cupe ro de lla co n ce rtazio ne so ciale
affinché le re go le de l nuo v o siste m a v e ngano de finite
co ngiuntam e nte da le gislato re e parti so ciali, co sì com e
av v e nuto in Francia. Ne lle m ie co nclusio ni, ho co nside rato
l’e v e ntualità che pe r il futuro parti e le gislato re
inte rv e ngano sì co ngiu ntam e nte m a che lo facciano
innan zitutto in m ate ria di rap pre se nta tiv ità sindacale ,
se m pre sulla scia de ll’e se m pio france se o v e è stata
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 45 ~
re alizzata una v e ra e pro pria rifo n dazio ne de lla dem o crazia
so ciale .
______
Dr. Marco CUTTONE
Vincitore del Premio per la migliore tesi di Laurea dal titolo
“Trasferimento d’azienda e appalti nell’ordinamento multilivello tra
problematiche aperte e possibili evoluzioni”
Abstract
Mi
acco do ,
anche
io ,
ai
ringra ziam e nti
al
M iniste ro
de l
lav o ro , alla Fo ndazio ne D ’Anto na, e
so tto line o ,
com e ,
mi
se nta,
do ppiam e nte , o no rato de l P re m io
attribuito m i,
po iché
M assim o
D ’Anto na, a Catania , ha inse g nato ,
ne gli ann i 8 0 , ne lla m ia Univ e rsità,
co ntribue ndo , alla f o ndazio ne de lla
scuo la
Giuslav o ristica
catane se ,
Marco Cuttone
nazio nalm e nte e int e rnazio nalm e nte
rico no sciuta,
e
anco ra e siste nte
all’inte rno de l m io dipartim e nto .
Ce rche rò di e sse re bre v issimo in que sto m io
inte rv e nto , ce rcando di de line are le di re ttiv e fo ndam e ntali
de l m io lav o ro . All’int e rno de lla m ia te si di laure a ho ce rcato
di so tto line are le inco ngrue nze sussiste nti tra la discipli na
nazio nale de l trasf e rim e nto d’azie nda e la discipl ina
Euro pe a: le dire ttiv e Euro pe e di trasfe rim e nto di azie nda, e
l’inte rpre tazio ne che la Co rte di giustizia ne ha dato , alla
luce de i cam biam e nti di caratte re so cio -eco no m ico , re lativ i
agli app alti.
L a fattispe cie e sam inata rappre se nta uno de i classici
casi cui il no stro pae se risulta e sse re po rtato re di grav i
Fondazione Prof. Massimo D'Antona (Onlus)
~ 46 ~
ritardi, de te rm inando una co nd izio ne d i sc arsa tutela sia pe r
i lav o rato ri, che pe r le im pre se , che o pe rano ne l se tto re .
Ne l
m io
lav o ro ,
ho
te ntato
di
affe rm are
l’inco m patibilità co munitaria de lla No rm ativ a italiana, in
de ll’artico lo 2 9 de l D e cre to Biagi, che stabilisce c he il
trasfe rim e nto di un gruppo o rgani zzato di lav o rato ri, no n
co stituisce
trasfe rim e nto
di
azie nda,
sulla
sco rta
de ll’e v o luzio ne fo rnita dalla Co rte di Giusti zia Euro pe .
D ifatti l’o rdinam e nto italiano è anco ra stru tturalm e nte
le gato alla de finiz i o ne di azie nda, pr e se nte all’inte rno
de ll’im pianto
de l
1 94 2
ne l
no stro
Co dice
Civ ile ,
caratte rizzata pe r la pre se nza di e le m e nti di “ m aterialità” . Al
co ntrario o cco rre so tto line are l’e sige nza di co nside rare
azie nda, anc he , tutti que i fe no m e ni di tipo so ciale , que gli
agglo m e rati di lav o ri o rganizzat i, co sidde tti labo ur-inte ns iv e ,
que lle attiv ità labo ur-inte nsiv e che ne l 1 94 2 no n esiste v ano ,
o e siste v ano so lo in parte , e d, o ggi, ra ppre se ntano una
grande fe tta de l no str o substrato e co nom ico e so ciale .
E quindi, ne gare le tute le de l trasfe rim e nto di azie nda
e d im po rre , in caso di succe ssio ne di ap palto e di attiv ità
labo ur-inte ns iv e , la discipli na de l lice nzia m e nto co lle ttivo ,
pe r e se m pio , piutto sto , che l’artico lo 21 1 2 de l co dice Civ ile,
è quanto di pi ù co ntrario alla flui difica z io ne de i pro ce ssi
e co nom ici, quanto di pi ù co ntrario , a nche , alla tute la,
ste ssa, de i lav o rato ri, che , attrav e rso una inte rpre tazio ne
e v o lutiv a de l trasfe rim e nto di azie nda ado ttata in se de
co m unitaria, gio v e rebbe ro di tute le be n m aggio ri, di que lle
che , o ggi, gio v ano , da un lato , pe r co l pa
de l la L egge
Italiana, anco ra in die tro su que sto punto ; dall’alt ro , anche ,
pe r una inte rpre ta zi o ne mo lto re strittiva de i tribuna li in
tutto il no stro pae se , se nza, cam biam e nti o o rie ntam e nti
co ntrari, che in qu alche m o do no n co nside rano q ue ste
attiv ità, com e de lle v e re e pro prie picco le azie nde, di tipo
labo ur-inte ns iv e .
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Quindi o cco rre re bbe fo rnire a que ste e ntità tutte le
tute le fo rnite dall’artico lo 21 1 2 de l c.c. fav o re ndo il
succe de rsi di im pre se all’inte rno de gli a pp alti, in pre se nz a di
un qua dro no rm ativ o ince ntiv ante pe r le im pre se e che , allo
ste sso tem po , fo rnisca garanz ia ai lav o rato ri.
E’ m io augurio che il m io lavo ro po ssa contribui re a
riaprire il dibattito , sulle que stio ni acce nnate po iché la
fattispe cie de gli appa lti riv e ste una ce ntral ità cre sce nte , e in
partico lare
la
succe ssio ne
tra
diffe re nti im pre se
all’inte rno
de l
m e de simo appalto
rappre se nta
un
fe no m e no sem pre
più fre q ue nte e
utiliz zato ,
che
richie de re bbe
la
pre dispo sizio ne d i
un
apparato
no rm ativ o
aggio rnato
rispe tto a que llo pro fo ndam e nte le gato al dato m ateriale ,
fatto pro prio dal no stro o rdinam e nto e in ne tto co ntrasto
co n le e vo luzio ni e il se ntim e nto giuridico e uro pe o .
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TAVOLA ROTONDA
Il nuovo modello di vigilanza
L'ISPETTORATO UNICO DEL LAVORO
Consegna del
PREMIO MASSIMO D’ANTONA
Roma, 21 OTTOBRE 2015
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CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE
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Componenti CASTRIOTTA Raffaele, CATALDO Francesco,
CAVALIERE Michele, D’ONOFRIO Palmina,
ELIA Annunziata, STEFANI Stefano,
VENTRELLI Antonio
Dirett. Esec. PALMISCIANO Claudio
Segretario
LEARDI Roberto
COMITATO DIRETTIVO
Componenti
DI LALLA Fabrizio, ELIA Annunziata,
STEFANI Stefano
COLLEGIO DEI REVISORI
Presidente
Compon. Eff.
Compon. Suppl.
DE LUCIA Alfonso
OLIVIERI PENNESI Stefano, AZZARITI Agata
RUSSO Gennaro, GERMANI Tiberio
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Presidente
Compon. Eff.
Compon. Suppl.
ERCOLANI Dr. Francesco
PAPALIA Luigia, VACCHIANO Carminantonio
DIANA Erminia, SOLINAS Ferdinando
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ASSEMBLEA NAZIONALE
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ABRUZZO
CIOSCHI Orazio, D’ANDREA Giuseppe
CALABRIA
OPPEDISANO Luigi
CAMPANIA
ALFANO Giuseppe, FONZO Giorgio,
IANNONE Alfonso, ZITO Antonio
EMILIA-ROM. MARAMOTTI Franco, NIBBIO Renato,
PALUMBO Giuseppe
LAZIO
ACRI Francesco, AREZZI Maria Dina,
CATALDI Paolo, DE FILIPPIS Gianna Elena,
LEARDI Roberto, MUDADU Antonio,
PIERANGELI Bianca, PIERGENTILI Angelo,
SACRATI Anna Maria, TRAICA Carmela
MARCHE
MERCANTI Marica
PIEMONTE
LA ROSA Antonella, MESSINEO Dario
PUGLIA
CUCINELLA Rosa Anna, DI LIDDO Natale,
PAGANO Pasquale, POMENTALE Antonio,
TEDESCHI Alfonso
SARDEGNA CUCCURRU Massimo, LODDI Franca,
MARTINEZ Rosa Angela, PODDIGHE Gavina
TOSCANA
FUSCO Aniello
VENETO
VERRENGIA Orsola
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