GIORNATE DEL TURISMO 2008
NOVARA 21-24 SETTEMBRE
FATTORI DI INNOVAZIONE DEI PAESAGGI
E TURISMO URBANO
Nel corso degli ultimi decenni i rapporti tra la trasformazione del
paesaggio urbano e lo sviluppo del turismo si presentano in
continua evoluzione, segnati da processi di omologazione
globali e scelte locali più o meno originali, tra sfide e
contraddizioni di carattere economico, politico,
socio-culturale e ambientale
Le scelte adottate dalla fine
degli anni ’70
 Ricerca da parte delle amministrazioni urbane di strumenti per
rivitalizzare l’economia e per far fronte al declino urbano.
 Le città rigenerano e riqualificano il paesaggio urbano e rilanciano
la loro immagine per attrarre investimenti e visitatori
 Cultura, innovazione e creatività, concorrono al rinnovamento del
paesaggio e all’evoluzione del turismo
 Turismo e politiche per il turismo assumono un ruolo centrale nella
definizione di una nuova economia urbana
Tali scelte alimentano dinamiche di competizione e di collaborazione
tra le città e ne ridefiniscono la posizione nell’ambito delle gerarchie
urbane nazionali ed internazionali
Rigenerazione urbana, rinnovamento del
paesaggio e promozione del turismo
 Risanamento dei quartieri storici obsoleti, segnati dalla
povertà, dalla guerra, dalle calamità
- spazi strategici e contenitori dismessi divengono una risorsa e,
ristrutturati, sono riutilizzati con funzioni differenziate (attività culturali
e creative, musei, teatri, gallerie d’arte, fiere e esposizioni, alberghi e
altre strutture di accoglienza)
- i waterfont urbani assumono un ruolo importante nei processi di
rigenerazione e riqualificazione della città
Dall’inizio degli anni ’90 le metamorfosi urbane si estendono e
radicalizzano e l’obiettivo dell’attrazione turistica diventa prevalente,
tanto nelle città europee quanto in quelle americane ed asiatiche,
incoraggiate dall’affermazione globale di politiche urbane neoliberiste
Rigenerazione urbana, rinnovamento del
paesaggio e promozione del turismo
 Incentivazione, in sinergia con il turismo, di quartieri, distretti
e cluster culturali, della creatività e dell’innovazione
(alternativi, con un’anima “neo-bohémienne”, termine che richiama la tradizione e
l’apertura al post-fordismo). (pericoli di gentrificazione)
Le iniziative si caratterizzano per :
- Tolleranza sociale e apertura verso i giovani talenti creativi per farli sentire
liberi di esprimere se stessi, le loro idee e le loro capacità (un’opzione
strategica e di immagine per la città)
- Disponibilità di locali e di servizi a costo non elevato
- Multiculturalità e particolare attrattività dei luoghi
Comunità in cui si rinnovano le competenze e le professionalità
tradizionali o se ne creano di nuove, con il contributo di classi sociali
“creative” e imprenditorialità inedite, che propongono idee e prodotti
innovativi, essenziali all’economia “informale” della città contemporanea
Rigenerazione urbana, rinnovamento del
paesaggio e promozione del turismo
 Sviluppo delle interdipendenze tra turismo e dinamiche urbane
Indirizzando le nuove fonti di attrazione turistica in funzione :
- del contenimento dello spawl urbano e della riscoperta dei
vantaggi della città compatta (riqualificazione socio-economica e dei
servizi, miglioramento della mobilità pubblica e il risparmio energetico)
- della riqualificazione delle periferie e del consolidamento del
modello di “metropoli multicentrica” (modello che evita la
«ghettizzazione» e insicurezza delle periferie, all’origine delle recenti rivolte delle
banlieu francesi)
Esempi significativi sono le forme di specializzazione turistica della Ruhr,
del Randstad Holland, di Los Angeles e della Bay Area di San Francisco,
che si adattano alla disseminazione delle capacità organizzative.
Rigenerazione urbana, rinnovamento
del paesaggio e promozione del turismo
 Sviluppo delle strutture e delle attività ricreative, dello svago,
dell’intrattenimento e dello sport e organizzazione di “grandi
eventi” che lasciano un patrimonio materiale e immateriale di
interesse culturale, commerciale, sportivo, religioso
 Miglioramento delle infrastrutture e della qualità dell’offerta di
servizi, dell’eco-sistema e della sostenibilità urbana
 Valorizzazione dei paesaggi urbani che emergono da
migrazioni, sicurezza, integrazione razziale (città multietnica)
 Consolidamento e diffusione dell’immagine dei paesaggi
urbani attraverso il romanzo, il cinema e lo spettacolo, che ne
interpretano l’atmosfera decretandone l’attrazione turistica
Le iniziative di rigenerazione e rinnovamento del
paesaggio di maggior successo nello sviluppo
del turismo :
- sono gestite da leadership visionarie e governance che coagulano
attori e risorse locali e attraggono investimenti pubblici e privati
- sono il prodotto di vivacità culturale, innovazione e creatività
- esaltano l’anima autentica della città, la sua vitalità, i suoi simboli,
le tradizioni culturali e le identità collettive;
- attivano ex novo processi di identificazione e valorizzano il
pluralismo etnico- sociale;
- animano città e quartieri con una vivace vita di strada e particolari
“sensescapes”, che si caratterizzano “as a Living Work of Art”
(Landry C.(2006),The Art of City Making, London, Earthscan)
- imprimono nei cittadini un radicato senso estetico, del design e
della qualità della vita
I risultati delle politiche e delle iniziative che
coinvolgono paesaggio e turismo sono
spesso controversi
 opzioni e indirizzi in apparenza simili, celano differenze tra
iniziative originali e creative e altre banalmente ripetitive e
omologanti, che conseguono un vantaggi competitivi effimeri,
richiamano un turismo di basso profilo e compromettono la
sostenibilità urbana
 richiedono valutazioni oggettive e soggettive ad un tempo ed
approcci socioeconomici e semiotici. Basti pensare alle molteplici
interpretazioni cui danno luogo i fenomeni di gentrificazione nei
quartieri coinvolti
Le critiche più accese investono gli interventi simbolici di rinnovamento
della città post-fordista ed in particolare i prodotti degli architetti
e degli urbanisti come elementi di attrazione turistica
Il prodotto dell’architettura contemporanea come
icona della città postmoderna
La figura dell’architetto di successo come “Star” era già evidente
ai tempi di Le Corbusier e di Frank Lloyd Wright, ma nel XXI
secolo ha assunto toni tanto elevati quanto imprevedibili
Le “archistar” sono un misto di artisti, manager e personaggi del
mondo dello spettacolo, che si dedicano tanto alla progettazione di
edifici e spazi urbani, quanto alla divulgazione della propria identità e
immagine che garantisce incarichi sempre più prestigiosi
Le archistar sono parte di un sistema che impone un veloce,
continuo, energico e competitivo superamento di se
stesso, delle mode, degli stili, delle convenzioni.
Il prodotto dell’architettura contemporanea come
icona della città postmoderna
L’architettura è divenuta iperespressiva, spettacolare, i suoi
prodotti sono mezzo di promozione d’immagine, “brand”, “griffe”
che interconnettono l’architettura, al marketing e alla
comunicazione, alla pubblicità, all’editoria, all’arte, al design,
all’alta moda e allo spettacolo.
Strutture architettoniche sofisticate e di forte impatto sulla
scena urbana sono sempre più spesso il risultato delle
collaborazioni fra Brand della moda e Star-system
.
Gli interrogativi sul valore simbolico
dell’architettura contemporanea
 Le icone create dall’architettura contemporanea sono un reale
elemento di promozione del turismo o soltanto espressione della
vanità politica e degli architetti?
 Il nuovo linguaggio architettonico per imporsi nel paesaggio
urbano deve essere compreso anche dalla gente comune, oltre
che da élite?
 Quali conseguenze ambientali e civiche coinvolge la sfrenata
competizione tra le firme dell’architettura ?
 E’ vero che solo le nuove icone di cui si appropriano le
comunità locali possono avere effetti positivi sulle relazioni
sociali e civiche, mentre le altre tendono a dissociarle?
Critiche all’architettura contemporanea
 Tende a stupire e richiamare il grande pubblico con trovate più
adatte ad una messa in scena che a fornire un genuino contributo
culturale
 Serve gli interessi e i profitti di costruttori, immobiliaristi, grandi
investitori, operatori del commercio e della moda (Neil Smith, geografo
maxista, studioso di antropologia urbana e culturale)
 E’ autoreferenziale, incentrata sulla «firma», sull’egoismo e il culto
del genio (l’antropologo Franco La Cecla).
 Lo spirito del decostruttivismo è nichilista (nega la comunità) è
distruttivo della città, della società e della cultura
Per il matematico Nikos Salingaros e lo storico dell’architettura Joseph Rykwert,
architetti come Gehry, Libeskind, Piano, Rogers non costruiscono per la
città, ma contro, incapaci di produrre simboli condivisi che
contribuiscano alla “seduzione dei luoghi”
Frank Gehry, Steven Holl e Daniel
Libeskind, non costruiscono
pensando alle persone ma per i
loro fini espressivi.
In passato gli edifici pubblici e
istituzionali trasmettevano un
senso di ordine e solidità oggi
suggeriscono collasso e
disarmonia, come lo Stata Center
di Gehry, cuore delle indagini
scientifiche del MIT (John Silber
della Boston University)
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