IL FUMO
PERCHE’ SI FUMA
CURIOSITA’
IL FUMO
STATISTICHE
TIPI DI FUMO
IL FUMO
Il fumo è una dispersione colloidale di
particelle solide in un gas, in genere
causata dalla combustione.
Molto spesso il fumo è formato da particelle di
carbonio o composti organici non bruciati
completamente. Quando si accumula sulle
pareti dei comignoli o delle ciminiere è
chiamato fuliggine o nerofumo.
Il litantrace comunemente usato nelle
acciaierie, nelle navi e nelle ferrovie, a
volte non arde completamente. Ne risulta
che grandi nuvole di fumo escono dalle
ciminiere, danneggiando seriamente le zone
circostanti. La luce del sole viene oscurata
e l'aria contaminata diviene dannosa alla
respirazione.
Molte nazioni hanno emanato particolari leggi
contro i pericoli del fumo. Si impone
l'installazione di filtri per il fumo, una
migliore combustione e si raccomanda l'uso
di antracite.
Nelle nostre maggiori città sono stati installati
appositi analizzatori automatici che registrano,
su un quadrante o su un diagramma, la quantità
di fumo esistente nell'atmosfera, rilevando in
tale modo il grado di contaminazione di una
determinata zona.
Per la depurazione dei fumi industriali, fatta
quando i fumi hanno valore commerciale o sono
dannosi, si ricorre, oltre ai normali filtri, a varie
alternative:
• le camere a polvere, che sono condotti nei quali
il fumo perdendo velocità è costretto a
depositare la polvere
• i cicloni, condotti nei quali il fumo gira
vorticosamente e, per mezzo della forza
centrifuga, le particelle più pesanti aderiscono
alle pareti dello stesso condotto
• i depuratori a pioggia, in cui il fumo attraversa
un velo d'acqua polverizzata che raccoglie la
polvere
• i filtri elettrostatici, in cui la polvere del fumo
viene attratta da pareti metalliche elettrizzate
LO SPINELLO
LA SIGARETTA
TIPI DI FUMO
LA PIPA
IL SIGARO
LO SPINELLO
Canna è un neologismo e termine gergale di
lingua italiana per indicare una sigaretta
contenente, oltre al tabacco, anche
marijuana o hashish.
Negli ambienti giovanili di tutta Italia si sono
sviluppati molteplici sinonimi di questo
termine, ugualmente diffusi per originalità
o semplicemente per non far riconoscere di
cosa si stia parlando, essendo vietati in
questo paese tanto l'uso quanto la
detenzione, coltivazione e la vendita di
sostanze stupefacenti.
Al termine canna viene fatto equivalere quello
di spinello, ma sono presenti e diffuse
diverse altre terminologie locali per
indicare questo tipo di stupefacente.
Il termine canna è associato anche a quello di
psichedelia mentre non si considera che
abbia attinenza con la parola cannabis, la
canapa dalla cui resina e dalle cui
infiorescenze si ricavano l'hashish e la
marijuana.
LA SIGARETTA
La sigaretta è un oggetto di consumo tra i
più diffusi nell'ambito della civiltà
occidentale, ed il fumo di sigaretta è il
metodo più comune di assunzione della
nicotina.
Il fumo di sigaretta è considerato causa di
gravi danni alla salute e fattore
favorente l'insorgere di patologie a
carico del sistema respiratorio,
sistema cardio-vascolare e lo sviluppo
di malattie di natura tumorale.
Esistono principalmente 2 tipi di
sigaretta:
•
Preconfezionata meccanicamente in
una catena di montaggio;
•
Confezionata manualmente.
•
In entrambe i casi si possono avere
sigarette confezionate con o senza
filtro.
La sigaretta preconfezionata è prodotta con:
• un tabacco essiccato e tagliato in fini strisce di un millimetro di spessore,
trattato con sostanze che cambiano a seconda della casa produttrice;
• una sottilissima cartina composta di cellulosa che può contenere additivi
che ne assicurano il candore, migliorano la comparizione della cenere e
garantiscono una combustione uniforme anche se la sigaretta non viene
aspirata;
• un filtro solitamente fabbricato con acetato di cellulosa, una sostanza
sintetica di consistenza fibrosa, che ferma meccanicamente una piccola
quantità di composti dannosi.
Nel caso di sigarette senza filtro il cilindro di tabacco e la cartina sono gli
unici componenti della sigaretta.
Un "roller" usato per fabbricare
sigarette manualmente
La sigaretta prodotta manualmente
contiene:
un tabacco tagliato in fili molto fini
(0,5/0,3 mm.) trattato con
sostanze che variano a seconda
della casa produttrice e
mantenuto umido;
una cartina in pura cellulosa con una
piccola banda ricoperta di colla
che non brucia se non fumata;
un filtro che può essere come quello
delle sigarette industriali o
prodotto artigianalmente dallo
stesso fumatore.
Anche questa sigaretta può essere
manufatta senza filtro.
LA PIPA
La pipa è un oggetto di tradizione antichissima,
utilizzato per fumare tabacco o altre sostanze.
Il fumare con la pipa è unicamente per lo scopo di
appagare il proprio piacere personale per il
gusto, l'olfatto e il contatto, visivo e tattile, con
l'oggetto stesso nelle più varie forme e
caratteristiche, con le diverse varietà e miscele
di tabacco disponibili e con i vari accessori che
ne costituiscono il corollario indispensabile. Nel
fumare la pipa il fumo non viene inspirato, ma
lentamente assaporato nella bocca, di
conseguenza gli effetti nocivi del fumo non
colpiscono tanto i polmoni quanto i tratti
superiori del sistema respiratorio. Secondo molti
studi, fumare sigari e pipa risulterebbe essere
meno rischioso che fumare sigarette, poiché
oltre a non inspirare il fumo, la frequenza con cui
si fumano sigari e pipa è solitamente più bassa
rispetto a quella con cui mediamente vengono
fumate le sigarette. La pipa inoltre, va fumata
con delle tirate lente, ritmate, e mai profonde.
La regola generale impone: Il miglior momento di
effettuare una tirata è l'istante in cui la pipa sta
per spegnersi. In questo modo si assicura una
riduzione dell'aumento di temperatura (fattore
importante per una buona pipata). Quindi tanto
più fredda si tiene la pipa durante la pipata,
tanto meglio è per assaporarla nel modo più
corretto.
IL SIGARO
Il sigaro è un cilindro di foglie di tabacco
seccate e fermentate, arrotolate molto
strette, fatto per essere acceso e
fumato.
Un sigaro si compone di foglie di
tabacco, cui sono state eliminate le
nervature, che sono arrotolate a mano o
a macchina (tripa). Il tutto è rivestito da
un'ulteriore foglia di tabacco (capote),
sigillato infine a un'estremità (a volte a
entrambe le estremità ma può essere
anche del tutto assente ogni chiusura)
da un lembo di foglia - appositamente
tesa, lavorata e sigillata al corpo del
sigaro con una goccia di resina vegetale
del tutto inodore e insapore - che è
chiamata capa e che deve essere rimossa
o bucata per poter aspirare il fumo una
volta acceso il sigaro.
È assai probabile che le prime piante di
tabacco siano state scoperte dai primi
europe nell'isola di Santo Domingo, ma la
pianta era presente un po' in tutto
l'arcipelago caraibico.
Il tabacco usato per i sigari
viene coltivato in quantità
significative in nazioni
come il Brasile, il
Camerun, Cuba, la
Repubblica Domenicana,
Honduras, Indonesia,
Messico, Nicaragua e negli
Stati Uniti.
I sigari fatti a Cuba sono stati a lungo considerati
senza pari, grazie al microclima unico della
zona di Vuelta Abajo nella provincia di Pinar
del Río nell'ovest dell'isola, dove viene
coltivato un tabacco di altissima qualità
importato nell'isola (che originariamente
aveva una varietà assai forte e acre), e
lavorato grazie all'abilità e esperienza dei
fabbricanti di sigari.
Dopo la rivoluzione castrista, le manifatture di
sigari furono nazionalizzate e questo provocò
la massiccia emigrazione di quasi tutti i
manager più esperti e di buona parte delle
abili maestranze alla volta della vicina isola di
Santo Domingo, oltre che in Nicaragua e in
Honduras, decretando la fortuna di questi
paesi che, fino ad allora, erano stati del tutto
marginali nella fabbricazione e nella
commercializzazione dei sigari.
Il regime castrista recuperò in parte questa
situazione di gravissima crisi e oggi è
considerato ancora da molti un luogo di
eccellenza per i vari vitolas prodotti, pur
subendo la forte concorrenza quantitativa e
qualitativa di Santo Domingo e, in parte,
dell'Honduras e del Nicaragua.
In Europa sono considerate di buon livello le
manifatture dell'Olanda e della Germania, ma
l'Italia, con i suoi vari tipi di sigari toscani, ha
numerosi estimatori anche fuori del Paese.
STATISTICHE
Da un'indagine della Doxa pubblicata nel 2005
risulta che in Italia il 29,2% della
popolazione adulta (di 15 anni ed oltre)
dichiara di essere fumatore (il 35% dei
maschi e il 23,8% delle donne).
Il 29% fuma sigarette e lo 0,2% fuma
esclusivamente pipa o sigari.
I fumatori si dividono in due gruppi di pari
dimensione secondo il consumo medio
quotidiano di sigarette: il 14,1% dichiara di
fumare in media meno di 15 sigarette al
giorno e il 14,6% di fumare 15 o più
sigarette al giorno.
Gli ex fumatori sono il 16,6% del campione (il
25,4% dei maschi e l'8,4% delle femmine)
mentre coloro che dichiarano di non essere
mai stati fumatori sono il 54,3% del
campione (il 39,6% dei maschi e il 67,8%
delle femmine).
CURIOSITA
DANNI DEL FUMO
INTERVISTA AD UNO
SPACCIATORE
DIFFERENZA FUMO
ATTIVO DA FUMO PASSIVO
RELAZIONE TRA
FUMO E DEMENZA
PERCHE’ SI FUMA
DANNI DEL FUMO
DANNI SULLA SESSUALITA
DEI MASCHI
EFFETTI SU ALTRI ORGANI
SULL’ESTETICA E SUL
CAVO ORALE
DANNI SULLA SESSUALITA
DEI MASCHI
Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio importantissimo
nello sviluppo sia dell'aterosclerosi che della disfunzione
erettile del pene. In un importante Studio condotto in
Massachusetts si è riscontrato che il fumo di sigaretta
amplifica notevolmente il rischio di impotenza, specie
quando associato a patologie cardiovascolari e relative
terapie farmacologiche. Nei soggetti tra i 40 e i 70 anni
l'incidenza di impotenza variava tra il 5% e il 15%. Nei
pazienti trattati per una patologia cardiaca la probabilità
di una impotenza completa era del 56% tra i fumatori e
del 21% tra i non fumatori. Tra i pazienti ipertesi in
terapia medica, quelli che fumavano avevano una incidenza
di impotenza completa del 20%.
Il gruppo di ricerca Ledda e Belcaro ha valutato il
microcircolo penieno nei fumatori impotenti studiando il
flusso ematico penieno ed il microcircolo in 26 forti
fumatori (più di 15 sigarette al giorno) con età media di
46.6 anni, mentre fumavano. I valori flussimetrici
microcircolatori furono valutati dieci minuti dopo aver
fumato una sigaretta e dopo un giorno e dopo quattro
settimane di astensione dal fumo. Il flusso medio dopo
quattro settimane senza fumare era significativamente
più alto. Il flusso microcircolatorio medio 10 minuti dopo
aver fumato una sigaretta era significativamente più
basso rispetto ai valori ottenuti dopo un giorno di
astensione dal fumo.
Ovviamente però non tutti i fumatori sono impotenti, benché il
tabacco sia nefasto sia per l'erezione che per la qualità del
liquido seminale. Ma il tabacco non ha solo un effetto
dannoso a livello vascolare, favorendo la formazione di
ateromi in tutte le arterie, esso ha anche un ruolo diretto
sul tessuto erettile del pene. L'elasticità del tessuto
erettile e quindi la sua capacità di dilatarsi diminuisce nei
forti fumatori, che spesso hanno una erezione molto meno
duratura. Questo effetto negativo è stato verificato in
numerosi studi sperimentali, che hanno mostrato come il
fumo di una sola sigaretta sia in grado di danneggiare la
qualità dell'erezione. L'eliminazione del fumo di sigaretta in
questa patologia deve quindi essere considerata la terapia di
prima linea della disfunzione erettile, oltreché una delle
misure più importanti nella prevenzione dell'aterosclerosi.
Per il medico, la terapia della disfunzione erettile del pene è
l' argomentazione più importante per indurre un paziente a
smettere di fumare. La prospettiva di migliorare le
prestazioni sessuali costituisce una motivazione fortissima
per far abbandonare al fumatore la sua tossicodipendenza.
Il flusso medio dopo quattro settimane senza fumare era
significativamente più alto. Il flusso microcircolatorio medio
10 minuti dopo aver fumato una sigaretta era
significativamente più basso rispetto ai valori ottenuti dopo
un giorno di astensione dal fumo. Ovviamente però non tutti i
fumatori sono impotenti, benché il tabacco sia nefasto sia
per l'erezione che per la qualità del liquido seminale. Ma il
tabacco non ha solo un effetto dannoso a livello vascolare,
favorendo la formazione di ateromi in tutte le arterie, esso
ha anche un ruolo diretto sul tessuto erettile del pene.
L'elasticità del tessuto erettile e quindi la
sua capacità di dilatarsi diminuisce nei
forti fumatori, che spesso hanno una
erezione molto meno duratura. Questo
effetto negativo è stato verificato in
numerosi studi sperimentali, che hanno
mostrato come il fumo di una sola
sigaretta sia in grado di danneggiare la
qualità dell'erezione. L'eliminazione del
fumo di sigaretta in questa patologia
deve quindi essere considerata la
terapia di prima linea della disfunzione
erettile, oltreché una delle misure più
importanti nella prevenzione
dell'aterosclerosi.
Per il medico, la terapia della
disfunzione erettile del pene è l'
argomentazione più importante per
indurre un paziente a smettere di
fumare. La prospettiva di migliorare le
prestazioni sessuali costituisce una
motivazione fortissima per far
abbandonare al fumatore la sua
tossicodipendenza.
EFFETTI SUL CAVO ORALE E
SULL’ESTETICA
Diminuisce le difese immunitarie nei
confronti della placca batterica;
Determina un ingiallimento della
dentina; Aumenta il rischio di
gengiviti; Promuove l'insorgenza del
cancro della bocca; Accelera
l'invecchiamento della pelle;
Aumento dell'irsutismo del volto e
della raucedine con un rischio
relativo per le forti fumatrici di 5,6
per l'irsutismo del volto e di 14,2
per la raucedine
PIANTAGIONE DI TABACCO
IN BOLIVIA
EFFETTI SU ALTRI ORGANI
Il fumo aumenta il rischio di cancro: della
vescica, del fegato, della laringe,
dell'esofago, del pancreas. Il fumo è
inoltre un fattore di rischio per lo
sviluppo e la progressione di un
precoce danno renale diabetico
(albuminuria) e per il peggioramento
della retinopatia nei giovani soggetti
diabetici.
FUMO ATTIVO E
FUMO PASSIVO
Il fumo attivo è certamente il più rischioso e si riferisce a chi volontariamente
inala e aspira del fumo derivante da tabacco. Uno studio inglese a riguardo ha
pubblicato che i non fumatori vivono in media 10 anni di più dei fumatori e che
i forti fumatori hanno il 25% di possibilità in più di morire di tumore al
polmone. Il danno che provoca un fumatore ai propri polmoni può impiegare
fino a 20 anni prima di diventare un cancro. Inoltre, più uomini che donne
muoiono a causa del fumo.
Lo United States Centers for Disease Control and Prevention dichiara che il
fumo è la prima causa di rischio per la salute tra i paesi sviluppati e che il
tabagismo è una delle più importanti cause di morte prematura nel mondo.La
cancerogenicità del tabacco deriva da processo di combustione: ogni
materiale bruciato contiene infatti idrocarburi policiclici aromatici, nello
specifico benzopirene. La reazione che li rende cancerogeni deriva
dall'ossidazione che produce un eposside che lega col DNA covalentemente e
lo distorce permanentemente. La distorsione, quindi il danneggiamento del
DNA è la causa del cancro.
Essendo la nicotina un potente stimolante, che anche se presente in piccole dosi,
è sufficiente per creare una dipendenza. Secondo la Canadian Lung
Association, il fumo uccide circa 40.000 canadesi ogni anno. Il fumo è altresì
importante fattore causale dell'enfisema polmonare, della bronchite cronica,
dell'ipertensione, dell'infarto cardiaco e di altri danni più o meno rilevanti ad
una grandissima parte degli organi del corpo umano.
Il fumo passivo è il fumo che viene involontariamente
respirato in ambienti in cui sono presenti persone
che fumano. Un rapporto della European
Respiratory Society (Lifting the smokescreen,
2006), stima che, il fumo passivo sarebbe stato
responsabile della morte di circa 80.000 adulti in
Europa, di cui circa 7000 sui luoghi di lavoro. Per
l’Italia sono stati stimati 7180 morti complessivi
per fumo passivo di cui 993 per esposizione sui
luoghi di lavoro. È questa la causa principale dei
divieti di fumo vigenti nella maggior parte delle
nazioni industrializzate. I rapporti di valutazione
che continuano ad affluire da molti paesi del mondo
indicano che la legislazione che ha esteso il divieto
di fumo a tutti gli ambienti chiusi, riduce il consumo
del tabacco ed ha un effetto economico neutro o
positivo sul settore dell'ospitalità mentre la lista
dei paesi che vietano il fumo negli ambienti pubblici
si va incrementando. Nel 2007 sono entrate in
vigore in Europa legislazioni che hanno vietato il
fumo gli ambienti indoor d’Inghilterra, Galles,
Irlanda del Nord e Canton Ticino, mentre dal
gennaio 2008 il divieto si è esteso interamente
anche alla Francia. In Italia, la riduzione osservata
del fumo passivo dopo l'entrata in vigore della
legge antifumo avrebbe determinato già a breve
termine effetti sulla salute misurabili. Una
riduzione dell’11% dei ricoveri per infarto acuto del
miocardio è stato osservato in Piemonte nei sei
mesi successivi all’entrata in vigore della legge nella
popolazione sotto i 60 anni(Barone-Adesi, 2006).
RELAZIONE TRA FUMO E
DEMENZA
I danni delle sigarette non riguardano solo i polmoni.
Forse non sono in molti ad essere al corrente del
danno cerebrale che può infliggere. Recenti studi,
infatti, evidenziano che il tabagismo, con l'andare del
tempo, aumenta il rischio di problemi mentali. Chi
fuma, ha un nuovo motivo per cercare di smettere: le
sigarette danneggiano anche la mente! Secondo un
gruppo di ricercatori dell'Università di Londra il vizio
del fumo,aumenta notevolmente il rischio di un declino
mentale. I risultati della ricerca, hanno evidenziato
che i fumatori sono maggiormente soggetti ad un
danneggiamento dei vasi sanguigni, compresi quelli
cerebrali. Il fumo causa un restringimento ed un
indurimento delle arterie, compromettendo l'apporto
di ossigeno al cervello. Il "vizio della sigaretta", con il
passare degli anni, non danneggia solo bronchi e
polmoni; al contrario sembra colpire e deteriorare
anche le funzioni cerebrali.
INTERVISTA AD UNO
SPACCIATORE
Mi viene da ridere ad iniziare questa “intervista ad uno spacciatore”!
Esagerato! Questa è l’intervista ad un ragazzotto che raccoglie le richieste di un gruppo di amici
e si fa carico di esaudirle, guadagnando qualcosa per il disturbo.
Ineccepibile, ma la richiesta è quella di sostanze non lecite.
Sostanze che vengono chiamate “droghe leggere”. Non so se la definizione è la migliore, ma serve
per chiarire che io vendo solo fumo o erba. Detto questo, sì, sono sostanze non lecite …
Come mai solo droghe leggere? E’ una scelta etica?!
Il fatto è che io stesso sono un semplice fumatore di cannabis. Altre droghe non ne ho provate e
sinceramente non m’incuriosiscono nemmeno. Vendo quello che comprerei per me, tutto qua.
Poi se vuoi c’è anche un po’ di etica personale dietro questa cosa. La tua domanda suonava
come una presa in giro, ma guarda che invece la risposta potrebbe essere interessante.
Dimmela, sono curioso.
Non credo che spaccerei mai cocaina o altro. Io stesso ritengo certe droghe pericolose. Sì,
pericolose per la testa o per la salute … che poi è la stessa cosa. Insomma non venderei mai
quello che non comprerei per me;
Volendo essere critico fino in fondo, però, te alimenti un commercio illegale i cui proventi
vanno alla criminalità organizzata.
Hai ragione e la cosa mi dà un certo fastidio. Cinicamente potrei dirti che se non lo facessi io lo
farebbe qualcun altro, ma si tratterebbe di un argomento che non annulla la tua critica. Allo
stesso modo posso dirti che è lo Stato a consegnare questi proventi alla criminalità
organizzata, che giustamente ringrazia. La gente in Italia fuma e fuma parecchio – almeno da
quanto posso vedere io, ma anche dalla lettura dei dati che si possono trovare al riguardo –
credo sarebbe ora di rivedere le leggi sul consumo e sulla vendita di “droga”, soprattutto per
quel che riguarda sostanze minimamente dannose come cannabis e derivati.
Su questo vorrei tornare dopo; voglio prima chiederti com’è che hai iniziato a fare il commerciante al
dettaglio di cannabis?
Fumo cannabis da quando ho16-17 anni. Nel mio gruppo di amici siamo in parecchi a fumare … come dire, una
richiesta costante e continua. L’anno scorso avevo qualche soldo messo da parte, fra regali pecuniari di nonne
e parenti. Invece di spenderli ho pensato potesse essere il caso d’investirli.
Ho pensato che avrei potuto essere io quello che comprava una grossa quantità e poi s’occupava di rivendere
al dettaglio, come dicevi te.
In fondo avevo la garanzia della richiesta non solo del gruppo più stretto di amici, ma anche di un giro più
largo di conoscenti. La cosa ha funzionato la prima e così l’ho ripetuta altre volte.
Non ti chiedo come reperisci queste “grosse quantità” …
Non è difficile, ma non si tratta nemmeno di grandissime quantità, al massimo mezzo chilo per volta.
La cosa è redditizia?
Sì, si può guadagnare qualche soldo e fumare gratuitamente.
Ma i rischi penali?
Sì, lo so, non manco di pensarci anch’io, ovviamente. Però vendere come vendo io è molto meno rischioso. Il
telefono non lo uso per queste cose, sono più tranquillo io e sono più tranquilli gli amici. Ho la fortuna di avere
una frequentazione pressoché quotidiana con gli amici che comprano … perché ribadisco, si tratta di amici,
non di clienti.
Ti ripeto, non è che io mi sono messo a fare lo spacciatore, ho solo colto un’opportunità offerta da una
situazione di quotidiana normalità. Amici, persone normalissime, che consumano una sostanza che è
considerata illegale, ma che si reperisce con una certa facilità.
Quindi sei il prodotto di un antiproibizionismo inefficace e dannoso.
E soprattutto sciocco per quel che riguarda la canapa. Insomma proibirne il consumo è come proibire il consumo di
insalata! Si tratta di una pianta che non deve essere lavorata, solo essiccata per essere consumata. Non
arreca danni permanenti e non crea dipendenza, a differenza dell’alcool. Ma soprattutto è già oggi
diffusissima ed immagino che lo sarà sempre di più, nonostante tutto.
Rivedere le leggi sul consumo, ma anche sulla vendita, di quelle che sono chiamate “droghe leggere”, che per
quanto mi riguarda è la cannabis, sarebbe un atto di responsabilità e di presa d’atto di una situazione che non
ha senso continuare a nascondere sotto il tappeto dell’illegalità.
Sei un antiproibizionista quindi.
Sì, ma non militante, né sfegatato. Insomma non scelgo le mie preferenze politiche sulla base esclusiva di
questioni antiproibizioniste. Credo ci siano urgenze più importanti. Sono convinto che la mia generazione,
quando – un giorno credo molto lontano – avrà la possibilità di esprimersi in merito sceglierà una soluzione
antiproibizionista, qualunque sarà la forza politica alla guida del paese.
E per l’oggi?
Per oggi continuo a fumare.
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