Le idee di Expo verso la Carta di Milano, Report tavolo tematico 7 Un’occasione unica per lavoro e imprese Contributo n° 34 LE IDEE DI EXPO 2015 – VERSO LA CARTA DI MILANO Milano, 7 febbraio 2015 TAVOLO N° 7 Tavolo di Lavoro: Un’opportunità unica per lavoro e imprese Coordinatore: Sergio Rossi, Camera di Commercio di Milano Rapporteur: Caterina Croce, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Partecipanti al Tavolo: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. [Alberto Dell’Acqua, SDA BOCCONI] [Elisa Menuzzo, Vice Presidente CAME GROUP] [Emilio Genovesi, Consigliere CONSORZIO SIEXPO] [Jane Reeve, Amministratore Delegato CAMERA DELLA MODA] [Enrico Pazzali, Amministratore Delegato, FIERA MILANO SPA] [Giorgio Rapari, Vice Presidente UNIONE CONFCOMMERCIO] [Massimiliano Daniele, Responsabile pianificazione e sviluppo risorse, INTESA SAN PAOLO] [Marco Lavazza, Vice Presidente LAVAZZA] [Stefano Barrese, Responsabile area sales e marketing INTESA SAN PAOLO] [Roberta Cocco, Direttore Responsabile MICROSOFT CORPORATION] [Pina Amarelli, Amministratore Delegato AMARELLI SPA] [Marina Geri, Direttore Marketing Commerciale PADIGLIONE ITALIA] [Marco Porcaro, Amministratore Delegato CORTILIA SRL] [Antonio Cenini, Commissione UE] [Stefano Mantegazza, Segretario generale Uila] [Paolo Voltini, Pres. Fed. Coldiretti Cremona COLDIRETTI] SESSIONE MATTUTINA Elenco delle parole chiave/concetti raccolti e loro descrizione sintetica: 1. Alberto Dell’Acqua: Connettere persone e idee attraverso azioni congiunte > in particolare connettere modelli economici e framework di analisi con azioni manageriali chiare e trasparenti. 2. Elisa Menuzzo: Corresponsabilità > rafforzare il rapporto delle aziende col territorio e la comunità di riferimento. 3. Emilio Genovesi: Lato solido dell’innovazione > applicare l’innovazione ai materiali di produzione in chiave di ecosostenibilità e tracciabilità. 4. Jane Reeve: Contaminazione e business acceleration > favorire lo scambio di competenze e know-how tra eccellenze per aiutare i giovani a emergere creando business. 5. Enrico Pazzali: Crescita > anche cogliendo l’occasione di Expo 2015, investire su progetti in grado di creare nuove prospettive di business, favorendo rapporti tra imprese per penetrare nuovi mercati. 6. Giorgio Rapari: Portabilità > sviluppare progetti replicabili in diversi contesti anche facendo leva sull’innovazione digitale. 7. Massimiliano Daniele: Nutrirsi responsabilmente > anche in ambito aziendale, promuovere l’approvvigionamento locale a km zero, diffondere la consapevolezza nutrizionale e l’educazione alimentare. 8. Marco Lavazza: Formazione e internazionalizzazione > professionalizzare la forza lavoro e puntare sull’export per crescere all’estero. 9. Stefano Barrese: Eccellenza > Presidiare il territorio per dare respiro internazionale alle eccellenze 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. del made in Italy, puntando sulle grandi aziende che investono nella creazione di poli di formazione per i talenti, anche in collaborazione con le università, così da favorire il collegamento delle filiere ed evitare la delocalizzazione. Roberta Cocco: Innovazione e tecnologia come leve di sviluppo > sviluppare digital skill per garantire competitività alle imprese e ai lavoratori italiani, impegnandosi per formare nuove competenze. Pina Amarelli: Valori delle imprese > fare leva sui valori aziendali, in particolare valori interni nei confronti dei collaboratori e valori nei confronti del territorio e dei consumatori. Marina Geri: Delivery > offrire alle imprese strumenti concreti per sviluppare nuovi mercati e supportare le startup nella ricerca di investitori. Marco Porcaro: Ambizione > ambire a mantenere le persone formate in Italia proponendosi sul mercato internazionale e sviluppando competenze tecnologiche. Antonio Cenini: Europa > l’Expo rappresenta una sfida e un’opportunità anche per l’Unione Europea, per questo deve costituire una piattaforma di diplomazia economica e di policy utile a formulare i temi all’interno dell’Agenda europea. Stefano Mantegazza: Marchio etico del lavoro > diffondere un marchio etico affinché la qualità del cibo corrisponda alla qualità del lavoro, combattendo così il fenomeno del lavoro nero. Paolo Voltini: Salvare il Made in Italy > diffondere strumenti quali l’etichettatura trasparente e di origine certificata per combattere il falso made in Italy. Descrizione delle case history segnalate: 1. Alberto dell’Acqua: Ricerca indotto economico di Expo > la ricerca stima che la produzione aggiuntiva legata ad Expo sull’economia italiana, nel periodo 2012-2020 ammonterà a € 23,6 miliardi, cui corrisponde un incremento di valore aggiunto pari a circa € 10 miliardi e unità di lavoro addizionali pari a 190.000. Lo studio rappresenta una legacy in sé, in quanto per la prima volta a livello internazionale viene prodotta una metodologia ad hoc per misurare gli impatti economici di un’Esposizione Universale e monitorare gli effetti prodotti negli anni dall’evento. 2. Elisa Menuzzo: Food@Work > Progetto di sensibilizzazione alimentare che CAME ha ideato per i propri dipendenti. Perno di tutta l’iniziativa è l’alimentazione: cicli di incontri, menù biologici e a base di prodotti a Km0 proposti dalle mense aziendali. 3. Emilio Genovesi: Catalogo SIEXPO > Catalogo online progettato per contenere prodotti e materiali ecosostenibili e innovativi messi a disposizione nel contesto di Expo. Uno strumento che valorizza gli aspetti di sostenibilità e innovazione attraverso meccanismi di certificazione e visibilità. 4. Jane Reeve: Progetto NEXT GENERATION > Iniziativa dedicata a giovani designer finalizzata alla ricerca di una nuova generazione di stilisti capaci di rappresentare e valorizzare il futuro del Made in Italy. 5. Enrico Pazzali: Expo Business Matching > Piattaforma web a supporto dell’internazionalizzazione del tessuto economico del territorio, utile a generare per le imprese italiane occasioni di matching B2B, individuali o con delegazioni business e di buyer, ed intercettare così il maggior numero di opportunità di business e di scambi tra imprese locali e realtà dei Paesi partecipanti. 6. Giorgio Rapari: a) E015 > piattaforma digitale sviluppata con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi informativi da parte delle Istituzioni, delle imprese e delle altre realtà territoriali a favore dei cittadini e dei visitatori. b) Catalogo beni e servizi per i Partecipanti > piattaforma virtuale che ha l’obiettivo di mettere in contatto i Partecipanti con le aziende e i professionisti per la fornitura di beni e servizi (vetrina importante soprattutto per le PMI). 7. Massimiliano Daniele: Nutrizione in azienda > Progetto di sensibilizzazione alimentare che Intesa Sanpaolo ha realizzato per i propri dipendenti. 8. Marco Lavazza: formazione dei giovani baristi > rivolta ai diplomandi degli Istituti Alberghieri più rappresentativi, che saranno formati e coinvolti nella gestione operativa della Piazzetta Tematica Caffè e nell’accoglienza dei visitatori (in linea con la metafora del Vivaio del Padiglione Italia). 9. Stefano Barrese: Created in Italy > portale di e-commerce che valorizza, attraverso un marchio, le eccellenze dell'imprenditoria italiana nell'ambito di food, fashion, design e hospitality e le mette in contatto con i 12 milioni di clienti di Intesa Sanpaolo. 10. Roberta Cocco: a) Laboratori di Esperienza Digitale > centri di innovazione per diffondere la cultura dell’innovazione, dare vita a una PMI digitale e facilitare l’adozione in azienda delle tecnologie Microsoft e delle soluzioni Cloud, formando in particolare i giovani e puntando sui digital skill per ampliare il range delle opportunità di inserimento professionale. b) Pink Cloud > progetto formativo per colmare il divario di genere nel campo della scienza, della tecnologia e della ricerca. 11. Pina Amarelli: L’Azienda Amarelli lungo più di 300 anni di storia. 12. Marina Geri: Padiglione Italia > realizzare nell’ambito del Padiglione Italia iniziative a supporto del sistema delle imprese con particolare focus sulle start up, coerentemente al concept del Vivaio. 13. Marco Porcaro: Tavoli Tematici per Expo e Cortilia > I Tavoli Tematici per Expo hanno avuto avvio nel 2010 allo scopo di intercettare proposte e progetti imprenditoriali di valore (circa un migliaio) nati su stimolo di Expo 2015. Cortilia è stata protagonista del progetto e si è rivelata un’esperienza imprenditoriale di grande successo per l’innovazione che ha portato nella distribuzione dei prodotti alimentari nell’area di Milano. 14. Antonio Cenini: l’Unione Europea ad Expo 2015 > L’Unione Europea ha organizzato la propria presenza ad Expo 2015 anche nell’ottica di favorire un processo di riconoscimento delle grandi organizzazioni di Stati, oltre che dei singoli Paesi, in quanto la dimensione sovranazionale può affrontare i temi cruciali dello sviluppo con una più ampia e sistemica visione di insieme. 15. Stefano Mantegazza: l’impegno della UILA contro il lavoro nero. 16. Paolo Voltini: l’impegno di Coldiretti a tutela del made in Italy dell’agroalimentare. APPENDICE ALTRI PROGETTI CCIAA MILANO per Expo 2015: a) EXPO IN CITTA’ > Insieme al Comune di Milano con il convinto sostegno di Expo Milano 2015 abbiamo realizzato il progetto Expo in Città. Obiettivo dell’iniziativa è offrire la possibilità a tutti gli operatori interessati a organizzare eventi di essere accolti in un palinsesto prima e durante l’esposizione universale, permettendo a turisti, cittadini e city user di identificare, in maniera immediata, appuntamenti ed eventi culturali, commerciali e turistici che prenderanno vita nella Grande Milano in occasione di Expo 2015. Expo in città permette quindi di avere un unico interlocutore dedicato che facilita l’incontro tra domanda e offerta contribuendo a velocizzare la concessione di spazi e aree pubbliche. b) EXPLORA > Società a regia pubblica, partecipata da Camera di Commercio di Milano, Unioncamere Lombardia, Expo 2015 S.p.A. e Regione Lombardia, nata per facilitare, prima, durante e dopo l’evento l’incontro tra la domanda e l’offerta di servizi e prodotti turistici e la creazione di pacchetti personalizzati sulle esigenze dei diversi target di visita. Fondamentale nella sua articolazione è anche la partnership con gli attori della filiera del turismo, mondo associativo e imprese del settore in primis. In particolare, si occupa di attivare politiche di attrazione e di promozione di flussi turistici incoming, attraverso l’aggregazione sistemica delle differenti componenti dell’offerta turistica, una sorta di convention bureau che potrà costituire una delle principali eredità dell’Expo 2015 alla città di Milano e a tutta la nazione. SESSIONE POMERIDIANA Qual è il ruolo delle imprese e in che modo esse condividono con le istituzioni, i cittadini, le associazioni e i corpi intermedi la responsabilità di elaborare modelli di produzione, di sviluppo e di consumo più equi, sostenibili e generatori di opportunità di lavoro? In primo luogo, le imprese italiane possono giocare un ruolo importante in materia di education sui temi della nutrizione, della salute e della sicurezza alimentare: più in generale, l’educazione del consumatore e del cittadino consente di premiare prodotti e processi di qualità. In questo senso, le imprese possono intervenire anche per avviare un percorso di valorizzazione del capitale umano mirato alla creazione di nuovi profili professionali. Altra area di intervento riguarda il rapporto con il territorio: la tutela del patrimonio culturale, della storia locale, delle risorse del territorio (anche in termini di incremento dei flussi turistici) è una leva fondamentale per la competitività del nostro Paese (occorrono sforzi e risorse, pubblici e privati, in logica di partnership). Le imprese possono inoltre spronare i decision maker a “pensare digitale”, attuando processi che accelerino la diffusione e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Attraverso la condivisione di esperienze e una collaborazione tra il mondo delle imprese e la pubblica amministrazione, può nascere una cultura dell’innovazione che realizzi crescita e sviluppo sul territorio. Sul piano internazionale, le imprese italiane rappresentano, infine, un canale privilegiato con cui esportare la qualità e le eccellenze del nostro Paese. In questo contesto, Expo costituisce un’occasione unica per ragionare in ottica strategica, in particolare per preservare i valori, le qualità e le specificità delle nostre produzioni, valorizzandoli nei confronti dei mercati esteri. Grazie a Expo è possibile innescare un percorso virtuoso di internazionalizzazione dei nostri prodotti, investendo su una maggiore riconoscibilità del Made in Italy che può passare, ad esempio, per la creazione di un unico marchio di “certificazione Italia”, capace di misurare e attestare qualità, valori, creatività e way of life italiani. In questo percorso potrebbe essere utile adottare una prospettiva europea e internazionale, vista la crescente regionalizzazione dei mercati. In ottica internazionale, Expo 2015 potrebbe essere un’occasione per riformare il BIE e rafforzare il ruolo delle organizzazioni internazionali e sovranazionali. Elenco degli impegni-raccomandazioni emersi nella discussione (laddove possibile divisi per i cluster di riferimento della Carta – 1.cittadini, 2. associazioni, 3.imprese, 4.istituzioni) 1. Responsabilità sociale: qualità del lavoro e formazione a) Il marchio “Lavoro di qualità” per le aziende virtuose (Mantegazza – Proposta della Uila-Uil per Expo 2015) Expo 2015 è una vetrina importantissima per l’agroalimentare italiano: per questo, è necessario che Governo e imprese promuovano l’acquisto responsabile di prodotti agroalimentari non solo di buona qualità ma anche “etici” perché ottenuti nel rispetto degli obblighi fiscali e contributivi e dei diritti di legge e contrattuali dei lavoratori. Per questo motivo, la Uila-Uil propone di finanziare con le risorse dei PSR una “certificazione bilaterale” (realizzata e controllata dagli enti gestiti dalle parti sociali) della qualità e della sicurezza del cibo italiano, assieme a quella della qualità e della regolarità del lavoro che lo ha prodotto. b) Le esperienze virtuose esposte da CAME, Intesa Sanpaolo e Amarelli in chiave di responsabilità sociale interna (educazione alimentare dei dipendenti) ed esterna (rafforzare il rapporto delle aziende col territorio e la comunità di riferimento) possono rappresentare un modello da diffondere presso le imprese come azione positiva nei confronti dei cittadini. c) L’esperienza di Microsoft di formazione dei giovani e delle donne in termini di digital skill e quella di Camera della Moda di incentivo all’inserimento dei giovani rappresentano una leva per rilanciare il mercato del lavoro incidendo quindi sulla qualità della vita dei cittadini. 2. Smart city e politiche alimentari urbane (Alberto dell’Acqua): sviluppo di una piattaforma sociotecnologica (fisica e virtuale) per una produzione, una distribuzione e un consumo più equi e sostenibili. Si tratta di stabilire modelli di distribuzione del cibo più informativi e innovativi capaci di istituire un nuovo rapporto tra città e campagna, tra mondo della produzione, della conservazione e del consumo. 3. Sfruttare innovazione tecnologica per esportare la qualità italiana. a) Utilizzare il digitale per garantire il riconoscimento e l’espansione delle imprese italiane. L’Italia è il Paese delle piccole e medie imprese: il valore che la tecnologia offre loro si traduce nella capacità di essere più flessibili, efficienti e competitive anche nel contesto internazionale (Cocco, Porcaro). b) Sfruttare le potenzialità offerte dalle telecomunicazioni digitali per politiche di marketing più efficaci a livello internazionale. c) Creare reti e rapporti verticali di filiera per valorizzare le produzioni italiane in chiave di totale tracciabilità. d) Fornire strumenti concreti per penetrare i mercati internazionali (Expo Business Matching). e) Promuovere le imprese italiane di eccellenza grazie a strumenti quali il Catalogo dei Fornitori e il catalogo SiExpo. 4. Imprese e Istituzioni: a) Riformare le regole stabilite dal BIE affinché le Esposizioni universali contribuiscano alla crescita della consapevolezza pubblica e della partecipazione civica grazie ad un ruolo più centrale degli organismi internazionali e sovranazionali. b) Sulla base dell’esperienza della ricerca “L’indotto economico di Expo 2015”, diffondere modelli di analisi e monitoraggio degli impatti economici degli investimenti pubblici in chiave di accountability istituzionale. c) Favorire la contaminazione dell’innovazione tecnologica nel settore pubblico grazie alla partnership con il sistema delle imprese. SINTESI COMPLESSIVA dei lavori della giornata - max.2000 caratteri spazi inclusi Expo vedrà la partecipazione e il coinvolgimento di milioni di persone: cittadini, imprese, soggetti pubblici e privati. Il lavoro ai tavoli ha dimostrato come ciascuna di queste categorie sia portatrice di aspettative e interessi specifici. L’esigenza comune espressa dai partecipanti al tavolo è che Expo 2015 sia un’opportunità per fare sistema e creare una rete di nuove relazioni a partire dal sistema delle imprese. Le imprese italiane nel contesto internazionale hanno il valore aggiunto di essersi via via specializzate su produzioni di qualità, in tutti i settori in cui il nostro Paese eccelle e tanto più nel comparto agroalimentare, e questa leva rimane predominante per competere sul piano globale. Il percorso da seguire per valorizzare questo asset fondamentale segue alcune direttrici fondamentali: - in primo luogo, risulta importante incentivare la creazione di reti di imprese e di rapporti verticali di filiera al fine di garantire la totale tracciabilità dei prodotti italiani e pertanto di tutelare i valori alla base delle nostre produzioni, tra cui il lavoro, nonché per ridurre l’eccessiva frammentazione territoriale delle produzioni; - in secondo luogo, è fondamentale investire nell’innovazione tecnologica, anche nell’ottica di conseguire, laddove possibile, minori costi di produzione e rendere i prodotti del Made in Italy più accessibili sotto il profilo economico; - ancora, risulta fondamentale puntare sulla formazione del capitale umano combinando qualità e innovazione; - infine, occorre guadagnare nuovi mercati con strategie di internazionalizzazione, che passano anche dal saper comunicare l’eccellenza delle nostre produzioni in maniera più efficace, sia in Italia che all’estero, tanto in chiave di educazione del cittadino/consumatore quanto in chiave di marketing, sfruttando in particolare le potenzialità che offre il digitale.