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CO $SOET OIM $F IM TRAPA$I
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NELLE QUALI È CONTENUTO
ILi TESTO Jfl1TIGO
DELLE CONSUETUDINI DI MESSINA
PUBBLICATE PER CURA
DEL COMrM. VETO LÀ MANTLk
GRANDE' UFFICIALE
PRIMO PRESIDENTE ONORARIO. DI CORTE D'APPELLO
TOfiJI'40
TRAPMI4I
LIBRERIA RIZZIPRIIERM0
manucje r.
CARLO CLAUSENCorso Vittorio
ALBERTO REBER
-1895-197 •'
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Document
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Continuando i lavori storico-legali intrapresi da tanti anni e ritardati
dagli incessanti lavori di ufficio, volli tornare a vita libera, e pote Compiere
la pubblicazione delle Leggi Civili del Regno di Sicilia (1130-1816) raccolte ed ordinate (1). Lidi cominciai la stampa del testo delle Antiche
Consuetudini delle città di Sicilia comparato secondo le antiche edizioni
e i manoscritti di archivi e biblioteche.
In ottobre 1895 erano già stampate dallo Stabilimento tipografico A.
Giannitrapatii le Consuetudini di Trapani, nelle quali è contenuto il Testo
Antico di Mesina (pag. 1-28). In dicembre furono stampate quelle di Messina riordinate da A.ppulo (1498) e aceresciute da Cariddi (pag. 20-55), e
quelle di Girgenti (p. 57-62).
Ne) 1800 furono stampate quelle di Patti-e Lipari (pag. 6378) , Siracusa, Noto e Catanià (pag. 79-155). In principio di questo anno (1897)
(1) Palermo, fleber, 1895.—Diedi in luce (pag. 235-242) il testo delta cost. Sancinius secondo l'edizione principe (Napoli 1 1482), della quale nissuno avea tenuto ragione, e l'ho comparato coi manoscritti del secolo XV e le principali edizioni. Ne fu
pubblicato un Estratto; Consuetudini e leggi su Protimisi (Prelazione e Retratto) in
Sicilia dal secolo XIII al XVII!, Palermo 1895.—Tale edizione fu bene accolta da
illustri scrittori, ed in Francia l'agregio prof. flenry Mexaina nella Nouvelie Retate
il istorique de dvoit franaù al diranger (Paris 1896, t. XX, pag. 648-657) ne scrisse lungamente nella nelnerin Laprotimesis dans los couturncs al los bis sidiliennes,
e dichiarò « L'edition de 14. Vito La Mantia sera t.rès précieusc à tous ee,ix quintei'esse le texte Fridericien. Elle répond seule à toutes los exigeuces de une bonne
critique. On devra s'en ser yj r exelusivernent désormais » (Ree. .2]7st., pag. 653j
Iv
si sono stampato le Consuetudini di Palermo (pag. 157-223) seguite da molti
p rivile i e documentL
Sperava di poter presto compiere la stampa del testo comparato , dei
Capitoli inediti di vario argomento e della Introduzione storio-legale; ma
essendb inevitabile il ritardo nei lavori di tal genere , mi indussi a pubblicaro (fn Estratto) nello scorso anno alqaanti esemplari delle Consuetudini
cli Catania e di Siracusa.
'2ovandosi in cjuella mia edizione indicato in margine il confronto del
Testo Antico (T. A.), nacque tosto il desiderio ai pochi cultori di tali studi
di conoscere quale fosse il Testo Antico, i cui numeri venivano indicati per
comprazione nel margine delle altre consuetudini.
l\L' induco. perciò a pubblicare alquanti esemplari delle Consuetudini di
Trapani e di Messina senza attendere il compimento e la pubblicazione
dcli' intero volume con 1' Introduzione. Premetto però le notizie necessarie
per questa edizione delle Consuetudini di Trapani, che inizia la raccolta del
tcstojdi Antiche Consuetudini delle Città di Sicilia.
Era importante per la storia del diritto la cognizione del Testo Antico
cd iuoto delle Consuetudini di Messina perduto da secoli sia per le fainos sventure degli Archivi di Messina, sia perché per quella città rimase
semn1fre come legge il solo testo riordinato e riformato da • Appulo sul flue
del 3écolo XV.
'Dopo tanti anni di storiche indagini e di comparazioni (li testi mi era
comiJinto che le sole Consuetudini di Trapani ire contengono la migliore
racolt , e clic Tiapani noTi accolse giammai il. riordinamento e le riformo
di Àppnlo (1498).
Grègorio (j- 1809) faceva savie riflessioni e indicazioni nella IntroduzioPe allo studio del diritto pubblico siciliano (Palermo 1794. ma non
aveL notizia della edizione principe di Appulo e diceva che per Trapani
Motsina e Palermo c gl'inctti compilatori confusero tutto ' (1.). Nei quindici
ami posteriori (1795-1809) Gregorio inteso a lavori sul diritto pubblico, noi].
daasi più alcun pensiero delle Consuetudini, nè egli fece mai alcuna nienriobc delle Consuetudini di Messina pubblicate da Appulo, e rimasero dcl
tuto negietti gli studi su l& Consuetudini di Sicilia.
(I) Guncoamo scrive: La più antica edizione, che io mi abbia veduta delle costomanzo di Messina, è quella pubblicata in Palermo dalle stampe dcl Maida nel 1559
coi la prefazione di Alfonso Cariddi », Imtrod.. od. 1794, pag. 179 (Opero scelte del
00b. Rosario Oazooaro, l'alormo 1845, pag. 47).
Nel 1862 raccogliendo i capitoli di diritto civile delle Consuetudini edite ed inedite, e comparendo i manoscritti di Trapani, Patti, Lipari, Corleone,
Castiglione, Paternò, Caltagirone (1), Piazza, mi limitai per Trapani a indicare per la maggior parte dei capitoli , in qutde ordine differente fossero
disposti i capitoli di Mcssina, e pubblicai l'importante capitolo De praescriptionibus (2.).
Ottone Hattwig avendo doinprato in Messina fra i libri di G. Grosso
Cacopardo un esemplare dell'edizione di Appulo, studiò la mia raccolta (1862),
che presentava un chiaro e rapido prospetto delle antiche e principali Consuetudini siciliane, e dimostrava come in qudile fossero adottati molti capitoli
di Messina. Egli ristampanclo (1807) l'edizione di Appnlo con le aggiunte di
Cariddi, aeccnnò ie Consuetudini di Trapani e disse che l'ordine da inc indicato per la serie consecutiva p. e. eap. 31, 52, 53) mostrava un ordine di
cose Qiegt auch eine Sacliordnung voi). Concepiva allora Hartwig il disegno
di fare un Codex juris municipalis Siciliae, e inviando (1867) a La Lumia il vantato suo Codex allora pubblicato , che esattamente diceva brochure, proponeva di fare una soeieta pci. l'edizione di Consuetudini Siciliane, assunieiìdo egli di scrivere k Introduzioni, e lasciando a. La Lumia il
carico di copiare e confrontare antiche edizioni e manoscritti (3).
(1) Delle Consuetudini di Ca [tagi iene pubblicato nel 1798 in que] la Città non esisteva in Palermo allora (co-ne non esiste finoggi) alcun esemplare, e fu mestieri nel
1862 faro uso della copia esistente nel ms. Qq. F'. 55.
(2) Consnetudini delle Cittù di Sicilia edito ed inedite, scelte e comparata con
gli articoli delle Lggi Civili, Palermo, 1862, pg. 104.
(3) l'e, provare tale disegno diinpresa libraria Lo pubblicato nell'Appendice ai
Ccnni Storici sul diritto Greco-Romano Palermo 1887, pag. 124), le lettere inedite
depositate nellà Biblioteca Comunafe di Palermo dagli osocutori testainentarii di Isidoro
L.& LUNIA + 1879: . —HA 1'.T w i ct in lettera del 18 agosto 1867 scilveva a LÀ LUMIA da
M^.rburg (Prnssia: J'ai bcsoin do la coopiràtion d'un savant de la Sicile, et ne connissnrit
personno qui y fiit i 1 us propro que vous, Monsiour, je iens votis deniander ni vous
poiive/ petit-òtre voos décider ti filO iondt'e ce service, et vous charger do Copier a Palermo
los textes dout j'ecrirais les introductions. Il va saas (lire qile le liuto pr6ndrait alors
te tino de Codcx j. tn. 8. publié poi Isidoro La Lumia et O. H. (Otto Hartwig). Veuillez
me dire, je vous Ca pi-io, si u'ous ètes disposò a accepter cette propesilion, et s'il en
ètait ainsi, que]les seraient vos conditions. Quant mix bonoraires, il est s'rai, que c'est
ti pomo si nous pouvons en atteadre du libraire, qei se chargera d'editer cet oavrage; n'ètant cependant pas obligò de traiter avec men ancien editeur, jo vais 'ne mot-
r
vi!
Erario scorsi quasi, venti anni claUa mia raccolta del 1.862 e nessuno in
Sicilia oeeupavasi di quei lavori, cmi parve necessario di diffondere in Italia e fuoL-i, Notizie e Documenti su le Consuetudini delle Città di Sicilia, phMieando (1881-1.887) una mia estesa monografia nell'Archivio Storico Italiano (i).
PeiJ Trapani scrissi allora (1881) nell'Archivio Storico Italiano:
« Nessuno finora ha pubblicato il testo delle Consuetudini di Trapani, n io volli inserirle nella raccolta
di
Consuetudini delle Città
di
Sicilia, perchè avrei' riprodottq con altro ordine e ripetuto quasi interatre en rapport avee le ]i]u-aire de la Gour de Berlin pace en obteùir les meillcures
condition possibles. »
Michele AMARI (a 27 agosto 1868) dopo la pubblicazione (maggio 1868) del primo volute della mia Storia delta Lcqisla:ionc civile e c,'i,nina!e di Sicilia mi scrivea:
« Spero he ripigli il suo lavoro su le Consuetudini municipali sì importanti nel medio evo.»
, AJnr scriveva poi (5 dicembre 1868) a La Lumin a Ecco quanto mi scrive
rolativanLnte a voi ed al Carini il sig. Hartwig i a una lettera dei 22 noverulu-e
« Nel iihgraziarc distintamente i Signori La Lumiri e Carini, io li prego soltanto di
sostener tuttavia la parte più lieve del lavoro, del quale io esclusivamente avea con
brevità 1regato il sig. Carini , cioè di confrontorc con le più antiche edizioni o codici, le dizioni moderne delle Consuetudini di Palermo, le sole clic abbia avute alte
morti. sd il Carini lo desideri, io noterò la sua cooperazione nel titolo del Iibr-n , e
in ogni nodo &intende che io ne faiò rnenzione nella prefazione a.
(1) 'Serie 41, 1. V,lI-XX, Firenze 1831-1887. Contiene: t Origini delle Consuetedini siciiane; Il. Cenni generali su lo Consuetudini ; III. Consuetudini di Palermo (t.
VII. 18.1, jng. 161-181); lv. Consuetudini di Messina; V. Cons. di Catania; Vi. Cons.
di Siraehsa ( t. VII, pag. 31 3-350);Vll. Gona. di 'Jirapani; VilI. Cons. di Girgenti; 1X
Cons. dij Patti X. Cons. di Lipari ; Xl. Gaas. di Noto ; XII. Alcamo; XIII. Gaas. $i
CaItagiiene; Xlv. Cons. diGorleone; XV. Mazzara; XVI. Mistretta: XVII. Modica-Ragusa; XVIII. Nicosia; XIX. Cons. di Piazza; XX. Terraini-Imesese (t. VIII, pog. 189221); XXl. lndicazroue di Consuetudini generali del regno. --.- Notizie su la ristampe
tedesca 1 di alcune Consuetudini (t. IX, 1882 , pag. 336-357) XXII. Cons. di Castrogiovanni (t:XI, 1883, pag. 3-20); XXIII. oris. di Sciacea (t. XIV, 1884, p. 305-324);
XXIV. Cons. di Vizzini; XXV. Terranova; XXVI. Cous. di Gastiglione; XXVII. Cons.
di Paterrrò; XX VIII. Polizzi; XXIX. Gastronovo; XXX. Casteltermìirii; XXXI. Gjiorrie
greeo_,,baancsi in Sicilia; XXXII. Calatafimi; XXXIII. Augusta XXXIV. Morrte San
Oiulianb (Erice) ; XXXV. Conclusione (t. XX, 1887, p. 321-363). - La inenogrnfia
Notizie e Documenti riunita in Estro/te forma un volume di pag. 206,
VII
mente le Consuetudini di Messina; e perciò mi limitai ad indicare l'ordine e a pubblicarne i due importanti capitoli sulla prescrzioné, che erano inediti. Non esiste numerazione dei capitoli nel manoscritto, del
quale mi sono servito, ma senibrami necessario per la chiarezza indicarli
per numeri in ordine progressivo, in questi nuovi studi storici sii le
Consuetudini siciliane.
Il complesso delle Consuetudini di Trapani non offre la novità di
una propria legge municipale diversa dalla ruessinese; ma per uno studio accurato sulle riforme e compilazioni sicule del secolo
X1V, mi è
riuscitoj di trarne, per quanto è possibile, la prova sull'ordine antico delle'
consuetudini messinesi, e per ricostituire in certa guisa il testo delle compilazioni che se ne aveano nel secolo XIV o (i).
Tenni per base unica in quel tempo il solo manoscritto (Qq. 1'. 55) della
seconda inetd del secolo XVI. che si conserva nella Biblioteca Comunale di
Palermo (2). Poi privilegi concessi a Trapani da Federico d'Aragona ho distinto il diploma del 131.4 di concessione dei privilegi di Messina e Siracusa dalla posteriore concessione dell'uso delle Consiietudin,i di Messina (3).
Seguendo il mio sistema del 1862 di non ripetere i cttpitoli eguali, non
ìiprodussi allora tutti i capitoli delle Consuetudini di Messina adottati in
(1) Aro/i. .Stor. Itat. 1881, t. VII!, pag. 190.
(2) Il manoscritto di Consuetudini di Trapani fa parte della raccolta di manoscritti di consuetudini, che il 6nrouzo avea formato , e che dopo la sua morto fu
depositata nella Biblioteca Comunale di Palermo (Ms. Qq. F. 55, fol. 17 - 37). Nel
margine (li tre capitoli (fol. 29v 0, e fo!. 30), che nella mia edizione sono ora indicati
coi rnljneri 16 § 6, § 7, 17 § 1, si trovano alcune annotazioni del noto carattere di
Guaonio.—Nclla nota 2 a pag. 190 del t. VIII dell' Arch. Sto,'. 1€. (1881) ho indicato che quel ms. di Trapani della Biblioteca Comunale è della seconda metà del
secolo XVI.
(3) Aroh. ,Stor. li. (1881 , t. VIII, pag. 189). Ho inserito in nota le parole più
importanti del privilegio del 1314, pubblicato nell'opera postuma di TESTA, Do vita
et rebus gestis Friderici lT, Panormi 1775, pag. 272. Ho pubblicato per la prima
volta la parte più importante del privilegio di Federico ci' Aragona, che concedeva a
Trapani l'uso delle Consuetudini di Messina, e l'ho desunto dalla medita ed autografa
iiistoria di Monto 8. Giuliano di Antonio Connici, che si conserva nella Biblioteca
Comunale di Palermo, giacchA nell' Archivio di Stato non esiste alcun altro mùnoscritto 'di tale privilegio.
e
VII
Trapani,p che per la massima parte erano identici, ancorchò alcuni avssero
qualche 'variante
• Peiii perciò l'esatto confronto per ricostituire l'ordine del Testo Antico
disPostor per numeri progressivi c non per capitoli , premettendo ad ognuno
la lettera N e notando tra parentesi i capitoli corrispondenti delle Consutudini di Messìiia (testo di Anima), giacché alquanti capitoli erano diversamente £visi e ordinati iu Trapani e in Messina.
H4 pubblicato perciò allora, secondo i) solo anzidetto manoscritto della
Biblioteca Comunale di Palermo , i due capitoli inediti e speciali per
Trapa4, cioè la riforma del 1371. su la protiinisi , e il capitolo di Martino
del 148 sii gli appelli (1). Aggiunsi il cap. de herbagiis, che proveniya dalle
messinosi e fu omesso da Appulo (2). Ristampai il cap. De praescriptionibus
esclus pure da A.ppnlo, e da inc dato in luce nel 1862. Per la inversione
e percìè vi erano aggiunto nel testo le parole « compertum est per constitutincrh serenissimi domini nostri regis Friderici » diedi pure (Arch.
Stor. lt. t. VIII, pag. 194) il testo del cap. Quae personac non adinictantnr
ad test!imoninm.
Delle Observantiae terrae Trapani ho pubblicato il testo in nove
capitofr-tenendo ragione del manoscritto anzidetto della BibliotccaConinnale
(Ms. Qq. E. 56), e della Flistoria medita ed autografa del Cordici (Ms. Qq.
D. 48, dalla quale trassi c gli argomenti in volgare inediti e non esistenti
nella kop del Gregorio (3).
Conosceva la elaborata descrizione del Regesto Poligrafo fatta in Trapani
nel 1873 da Giuseppe Pelizzi bibliotecario della Fardelliana, e la. Bibliografia
Traj)anese (Palermo, 1876) dell'erudito canonico Fortunato Mondello, e ne
diedip notizia nella nota a pa.g. 190 dell'Archivio Storico Italiano (1.881., torno
vm; ma giudicai che senza lo studio e la comparazione dei manoscritti esisteiti in Trapani non mi era possibile in quel tempo faro una edizi ne
soddisfacente per le Consuetudini di Trapani, che contenevano il Testo Antico
di Messina.
1) Aro/I. Stor. It. 1 881, t. VIII, pag. 1 93.
t2) Aro/I. Stor. IL, t. VIII, p. 195.
(3) Nel manoscritto di Palermo le Observantiae non hanno numeri e mancano
le latine rubriche, che solo trovarmi pei capi 6, 8, 9. Dichiarai perciò che « per maggior chiarezza » riproduceva dalla storia inedite del Coanici gli argoìnenti in volgare', ed ora inutile il notare i tre titoli.
Ix
• Mi era però convinto che il manoscritto di Palermo, essendo della seconda metà del secolo XVI, conteneva tutti i capitoli, e che probabilmente
nei manoscritti di Trapani non si sarebbero trovati altri capitoli inediti di
consuetudini oltre quelli da inc pubblicati nell'Archivio Storico It&iano (1881,
t. V1U, p. 1.93, 195, 196).
Nessuno per sette anni se ne dava pensiero, e soltanto nel 1887 in Palermo Antonio Todaro e Luigi Pedone Lauriel nella impresa di ristampe
col titolo di Raccolta di Statuti Municipali Italiani (pag. 147-169), osarono speculare una edizione dell'intero tosto col titolo; « Consuetudines et
Observantiae nobilis (sic) terrae Drepani, dicendo: Pubblichiamo il
testo delle Consuetudini per come si conserva nella Biblioteca Fardelliana di Trapani, il privilegio di Federico per come sta pubblicato da
Testa., e le Observantiae per come furono pubblicate - dal La Mantia neli 'Archivio Storico Italiano i' (1).
Sorpreso di tale audacia e mendacio ne feci tosto (dicembre 1887), per
umore dcl vero, una breve e moderata censura nell'Archivio Storico Italiano (1887, t. XX. pag. 362), che dopo dieci anni riproduco o confermo:
Le Consuetudines et Observantiae NOBILIS (sic) terrae Drepani
non sono pubblicazione di testo inedito. Le Observantiae sono ristampa
di due pagine di questà .Archiviò (t. VIII, pag. 197-198).
«Gli editori non pubblicano alcun testo inedito delle Consuetudini di
Trapani, tua fanno un'edizione imaginaria. Trovarono in questo .Archivio Storico (i8Sr, t. VIII, pag. 192-196) inseriti i titoli o argomenti di
quelle consuetudini inedite , cpn la designazione di ogni eguale capitolo
delle consuetudini di Messina, e la pubblicazione dei pochissimi capitoli
inediti, Credettero che le nostre indicazioni significassero che la eguaglianza dei capitoli fosse oompleta e totale , senza veruna differenza di
parole. Ristamparono perciò le consuetudini di Messina con l'otdine dii
noi indicato per Trapani, sostituendo soltanto Drepani ove è 4etto Meaeanae. Ignoravano che nei manoscritti delle Consuetudini di Trapani e- sistono molte varianti di testo, e che il nome di Messina col suo titolo
di nobili; vi è conservato, e solo talvolta è aggiunto quello di Trapani,
dicendo sicut in terra Trapani o Drepani.
(i) TODABO, lh:,-oduzione Genorak. - Cenni sull4x lcgitlarionc s(atutav'ia
liana, Palermo, Pedone, 1 887, pag. LII.
LA MANnA.
2
Sici-
Xp
testo appare dal primo capitolo, nel quale gli editori ristampano (pag. r4) il capo I di Messina col perio4o Saepius
a a differenza del
enim sòriptum est, et in toto regno conuevit, quod cx quacumque causa
viro vel uxori aliqua bona provenerint, natis fihiis communia sunt inter eos.
« Questo periodo non siste nelle consuetudini inanoscritte di Trapani, in altre consuetudini che adottarono quel capitolo di Messina,
come notammo in questo ,Arehivio Storico (t. VII, pag. 3 i6).
cc Gli editori aggiunsero quasi tit. LXIII Privilegium Consuetudirtum
la ristampa di un diploma del 1314, da noi indicato (Archivio Storico
t. VIII, pag. 189) come pubblicato da Testa , nè posero mente che il
privileio per le consuetudini era invece I' altro che oniisero , e clic era
da noi riterito ùella stessa pagina. Così
questa
ristanipa
di
consuetudini
altera
i
testi
già
noti
,e
«
nulla ffre di nuovo o d'inedito, tranne gli errori a.
Queste parole nell'Archivio Storico italiano ponevano fine alla mia estesa
mon4rafia (di pag. 206 in Estratto) su le Consuetudini delle Città di Sicilia
con tosti e docimenti inediti.
qessò allora del tutto e per sempre quella strana speculazione libraria
di Tddaro e Pedone (1).
Per compiere la raccolta degli elementi necessarii alla. pubblicazione
dalle 'Antiche Consuetudini delle Cittd di Sicilia, che iniziavasi con le Consuetudi di Trapani, nelle quali è contenuto il Testo Antico delle Consuetudini
di Mssina, i miei figli Francesco e Giuseppe in maggio 1895 fecero in
Tra$ni, accurati confronti, elenco di varianti, e copia esatta di molti capitoli,
privilegi e documenti inediti di vario argomento.
un questa edizioiie di Antiche Consuetudini delle Città di Sicilia nè per
Trapani, nè per altre città tenni alcun conto delle ristampe di Todaro, perché
1'iinrcsa era già nprovata e abbandonata.
Potei dare così il testo di Consuetudini di Trapani con le principali vaFiniva ogai pubblicazione dopo la rassegna bibliografica nella Rivista Storia 1 Italiana (Torino, 1888, png. 137-143), e 1'. Analisi Critica su le ristampe iaiziate in Palermo col titolo di Raccolta di Statuti Municipali Italiani pubblicati da Toduro •e Pedone Lauriel, e su progetti, errori o plagi di Antonio Todaro della Gelia.
—D9cumenti per la Storia della Pubblica Istruzione in Italia sul fine del secolo XIX,
Palermo, Stab. tip. Virzì, 4888, di pag. 34,
XI
rianti, o fu stampato in Palermo in ottobre 1895 e viene ora pubblicato, ed
offre evidente prova della esattezza dell'enmuerazione e della serie dei capitoli
di Messina, che da me furono indicati nell'Archivio Storico Italiano (1881, t.
VII, pag. 192-196; Estratto, pag. 72-76) secondo il manoscritto della Biblioteca
Comunale di Palermo (1).
Per la presente edizione delle Consuetudini di Trapani abbiamo adoperati cinque manoscritti
I.
Frammento di testo di Consuetudini di Trapani della fine del secolo
XIV o dei primordii del secolo XV , esistente nel Regesto Poligrafo (fol. 245-246) della Biblioteca Farddlliana di Trapani.
Questo Frammento (F) per la sua antichità è il più importante manoscritto che rimanga di Consuetudini trapauesi , cd è scritto a linee intere.
Comincia con le parole solernn?itate poracte, che trovansi nel o. 15 della
nostra edizione pag. 11, Un. 13. Riprodnee il testo di ventotto capitoli delle
Consuetudini di Trapani, senza ordine e senza numerazione alcuna,
nean.co in margine.
- Nella presente edizione ammettiamo il numero cli 49 rubriche o capitoli
seguendo la Tabella Capitulorum de] .Rcgesto Poligrafo (fol. 305) e il manoscritto della Biblioteca Fardelliana del secolo XVII, che fu già di un
notaio.
Indichiamo perciò secondo la nostra edizione (1895) la serie dei capitoli
di Consuetudini contenuti nel Frammento.
Nel fol. 245 è il testo dei capitoli del T. A.: 15, 16, 16 § 1, 16 § 3,
16 § 5, 19, 44, 23, 20, 20 § 1, 34, 33, 36.
Nel fol. 245 r.° sono i cap. del T. A.: 21, 21 § 1 e 2, 22, 17, 24, 25,
26, 27, 40. 39, 28, 30, 31, 32.
Nel margine inferiore a guisa di glossa si legge il testo del o. 5 delle
Obeorvantie dalla parola 1erbagia a medianis.
Nel fo]. 246 sono i Cap. del T. A. 43, 47, 20 § 3 o 4, 48, 10 § 1, 17
§1.16 §6,167.
(1) Dopo la descrizione dci manoscritti offrirò il prospetto comparato di numeri
e capitoli secondo i N dell Archivio Storico Italiano , il testo delle Consuetudini di
Messina (An'uLo) o il Testo Antico (TRAPANI) della presente edizione,
xll
Ne1fol. 246 r.° sono i cap. del T. A. 164, 2.
Do13o il testo del e. 10 § 1 noi fol. 246 si legge: Expiiciunt Consuetudines terre Trapani. Dea gratias. Amen.
E degno di nota che dopo 1' Expliciunt non seguono capitoli di testo
primitiv, ma di sole dichiarazioni o riforme messinesi ed ari che quella di
Tnpani (1.371) per protimisi. Così è provato che quasi un,secoio prima della
riforma di Appulo, in Messina ed anco in Trapani si aggiugnevano le riforme dop), gli antichi capitoli delle Consuetudini. Solamente il e. 20 § 3 è
posto piiina dell'Expliciunt.
Ne f.. 246 r.° è trascritta la riforma trapanese del 1371 su la .protimisi
preceduta da queste parole: Li nomine Domini Amen. Anno dominice Inearnationis M° CCC° LXXT, mense martii, XV[IJ die mensis eiusdem, XC Indietionis, regnante sorenissimo domino domino nostro Friderico dei gratia rege
Sicilie illustrissimo ac Athenarum et Nepatrie duce, regni vero sui anno XVIJ°
fe1icitei Amen a.
La data 1371 dimostra che si tratta di una tarda riforma, posteriore di
anni qdaranta alla concessione (1331.) dell52so delle Consuetudini di Messina (1). I titoli do! re e l'anno XVIJO del regno (1355 - 1371) mostrano
l'epoca della riforma, che erroneamente nel Regesto Poligrafo (fol. 310 r0),
e nel Linno Rosso (fol. 7), e nel manoscritto della Biblioteca Comunale di
(1) Possono forse talvolta mutarsi le computazioni per I' inizio dell' anno e dalo dalla Naeivitd e per l'inizio preciso di ogni anno di regno; ma qui
non avv'i dubbio che si tratti del 1371 o 1372 (m'e.', come può vedersi per quegli anni
in varidiplomi puhblicat.i per 'e stampo da GAn0FA,.o nel Tabzdarium della cappella
Palatink (Palermo 1835, pag. 180) e da MOaTILLARO per i Diplomi della Cattedrale
(Palermo 1843, pag. 295).
L'archivista prof. CosnTIxo nell'Arch. Stor. Siciliano (an. Xli, 1887, png. 333) pci
cempu;i croaologici scrive: « In margine di un atto del 14 gennaio 1371 (m. e. 1372)
appartnente ad un volume di registri di Not. Enrico da Cortisio, an. 1371-75 di
N. 83, si leggono le segueati parole, che meritano essere riprodotte: (anno) flf° OGO'
soptuaqesimo primo durat usque ad XXV raarcii et deinde in antea MO CGG° sqp1, Jnca,nazione
tuageskmo secundo. Et regni eins anno decirno septirno duraI usque ad XXV odohris
ki (Inditionis) proxirno venturum, cI a XXV° octoòris civsdem XI: regni
Cioè che l'anno civile mutava a ogni 25 marzo, e gli acini del
regno di Federico III, che regnava in quell'epoca, incomiaciavaao a contarsi dol 25
ottobr di ciascun anno a. Ceszwr,No, I notari in Sicilia, Palermo 1887, pag. 32. Ne
ho fato recensione nel Monitore LA LEGGE, 1888, voI. I, pag. 790.
cina ano XVIII°.
i:."'
Palermo (fol. 28 ro) è indicata come fatta in Trapani 1' anno MCCLXXI.
L' errore deriva dalla omissione di una lettera C nei manoscritti sopra
indicati (1).
La data 127J è apertamente erronea perciò in quel tempo Carlo d'Angiò
regnava in Sicilia, nè si parlava cli conquiste di Atene e Neopatria, che furono fatte dai Catalaui nel secolo XIV. Federico assegnò quei dominii, quasi
appannaggio, ai minori suoi figli (2). Il re Ludovico nei 1855 per la morte
di quei giovani principi concesse il ducato di Atene e Neopatria a suo fratello Federico d'Aragona (poi detto il Semplicc, il quale in ottobre dello stesso
anno a lui successe nel regno, cd al titolo di rex Siciliae aggiunse l'altro:
"Athenarum et Neòpa-iae dux,. (3): Ne) marzo 1371 perciÒ Federico regnava da sedici anni.
Nel margine dei cap. del T. A. 19, 23, 34, 33, 17, 26 (fine), 40, 28,
20 § 4, 48 (T. A. pag. 22, liii. 12-14, Itcin pro absol•uiione - bona scnieniia)
è scritto: non est in usu; nel cap. 39 «non utimur» , e nel cap. 38 « ita
praticatur.
Sono in margine di alcuni capitoli le rubriche e. 21 § 1 e 2 De ap(I) Nel]a cit. Ristoria medita di Conteci (fol. 115) ò scritto in tutLe lettere:
Millesimo dticentesimo septuagesimo primo, decinio octavo dio mensis niertii , (lecinie
Indictionis », perché l'autore non pose nìente che quella riforma era posteriore di
un secolo a quella data erronea. AncI,ò in Trapani nella l3ihlioteca Fardelliana esiste
della Historia di onoici una copia manescritLa di questo secolo, o a 1. 174 si ripete
l'errore 1271.
(2) Pnini, Sicilia Sacra, t. I, G/tronotogia Rcqurn Sicilice, ed. 1733, pag. XLII,
XLV1, XLVII. Snaio, Dissertezione istorica del ducato di Atene e di Neopatìia
unito alla Corona di Sicilia (nel t. 11 degli Opuscoli di autori siciliani, Palermo 1759, pag. 267-307. SARRI, Gius Pubblico-Sicolo, Palermo 1786, parte I, pag. 323,
Gitroonio, Considerazioni sopra la Storia di Sicilia, t. IV, Palermo 1807, lib. IV. c.
7, pag. 192, e Prove e ahnotazioni, pag. 62-72 (Opere scelte, Palermo 1845, pag. 355).
Di 13i,cs,, Storia di Sicilia, Palermo 1816, L. VII, lib. IX, pag. 130.
(3) FAzin,io, De rebus Sicuiis, IiÌj. IX, e. 5 (od. Panorini 1558, pug. 555j.—
Di I3LASI, Storia di Sicilia, t. VII, lib IX, pag. 287.—Mori', (JI,oniques grèco-rOnianes, Berlin 1873, pag. 474. GnEGoIovIus, Geschic/,te der Stadt At/mn ivi MitteTaiter, Stuttgart 1889, t. Il, pag. 135.—Perciò negli atti puhhlici serivensi regnante
4omino nostro domino rege Friderico Dei gratia inclito roge Sicilie cc Athenarum et
Neopatrie Duce ».
XW
pcllation'e fienda; e. 24 Quod non admittiiur mulier in testi?i1onio e. 40
De insultu vk iniuria factis in Campie: e. '28 de prescriptione XXX annorum;
e. 29
de di Visione fratrunt et lzercdwni legatn.riorum; e. 32 Glrum do,nus beata po&& anfJrì-i ante finitum teènpus cI dimitti ; e. 32 (fine) Utrum. bocator possit
propr auttoritate ree conductoris au/'re pro pensione non solula: e. 48 de
solutio,e ficìda curie; 16 § 6 Interpre/atio super jure prol.hoiuiseos; 16 § 7
ripete 10 stesso titolo Intcrpretatio ecc.: e. 2 Prime Consuetudinie intepret.atio.
Interjn4tacio ad primunv capitulum videlicel ad capitulune " Viri et uxoris bo-
nn etc.J »
Ndl e. 10 § I scritto in margine Nota cr lato capitubo eonfusioncnt
sine ndtivuate fiiùn-unt; e nel e. 17 § i Nota forinane jwldicationis inetrutncntot- t on fienile.
Alcuni capitoli contenuti nel Fraimuento offrono varianti utili per la
correziòne del testo, come appare nelle annotazioni di varianti segnate con
lebtera F (Frammento).
-
É notevole che i maimscritti di Trapani non fanno menzione de jure
prothimiseos pci divieto di appellazione. fl solo Frammento (fol. 245r.°) contiene e. 24 T. A. le parole dejnreprotìnmiseos, come si &ovano premesse
nella !onfenna di Martino del 1408, che riproduce i' anzidetto e. 26 T. A.,
tratm le ultime parole: " . Oondeinna€us criminaliter de publico maieficio
appellLre non potest ,,. A pag. 17, lin. 29 della mia edizione ho aggiunto
le paJole de jnrc protkimiscos ,, accennando in nota il manoscritto (F), dal
quale furono tratte.
I
11.
• Regesto Poligrafo della Biblioteca Fardelliana di Trapani.
E un grosso volume in folio, legato in pergamena con bollo impresso
« Capeelleria Comunale di Trapani ». Il volume eomin&a dal foi. 25 e terminaa fol. 525; mancano però alcuni fogli, come 244. 247, 248, 502 -505 eco.
I foqli sono lunghi cent. 30 e larghi cent. 21. 11 volume contiene quinterni di
vario carattere e di materie diverse , scritti dal seeoiò XIV al XVI. E un
codie cartaceo scritto in parte a due colonne e nel resto a linee intere (i).
i) Pouzzr nella memoria Su un Regeseo Poligrafo dei secoli X!Ve XVpresso
(Trapani1873) dichiara che a sua istanza questo codice nel
la Bi blio teca Fardelliana
xv
Comincia il volume con queste parole: Liber homo qui se vendit ad
preciulu participandum. velut il'. de statu hominum. Nello stesso foglio si
legge: Fidelium. Defensa imponitur per offleialem regium per quen idem rea...
Queste parole sono nella Lettera domini A.ndvcae de Yern.ia super Constitu-
tionibus et glorie regni Siciline. (Napoli, Sugganappo 1552, fol. 42 col. 2). Le
parole Liber homo... sono nella parte finale della glossa al Mt. 16 , Lili. I
delle Const. Regni Siciiiae. Le parole Fidelivm. Defensa... sono l'inizio della
glossa al titolo seguente 17 delle Conci. (1).
A fol. 91 r.a è scritto : Explieit Lectura domini Andree de Isernia super
Constitutionibus regni. Deo gracias. Amen (2).
4865 fu dall'archivio del Senato di Trapani trasferito e conservato nella Biblioteca
Fordelliana. POLIZZE sebbene estraneo alla giurisprudenza, fece una rapida indicazione,
che pubblicò prima nel Giornale delle Bibliotec/ze ( Genova 1873, u. 1-4), e poi i-istampò in Trapani (487 nella memoria anzidotta con giunte o correzioni.
Avendo i miei figli Francesco e Giuseppe esaminato nel 4895 l'intero J?tyjesto
Poligrafo e preso nota dei capitoli e documenti , e copiati tutti quelli che per gli
studi storico-legali possono riuscire più utili, farò solo talune indicazioni delle cose
più importanti contenuto nel Re oste.
(1) Nell'ed. Napoli, Cervone, 1772, pag. 40 coI. I e 2 quelle glosse sono ampliate con le aggiunte dei giurecoasulti Pietro di Monteforte, Marino di Cnrainanico,
Bartolomeo di Capua, e Giovanni Grillo.
(2) Non occorre descrivere la serie delle nioltiplici scritture di vario genere,
glosse di vari scnttori, Capitoli dcl legno, e quanto altro si contiene in questo manoscritto, che costituisce una vasta raccolta di testi di legge, glosse, privilegi e donomonti di vario argomento. Basta indicare alcune cose notevoli.
A fol. 92. Memorie iudicaatis, qui in tribuanli quoiibet prcsidebit; occurrunt
infrnscripta servanda circa deeisioaem et cognitionem quaromculnque causarum._
A fol. 94 r° à la nota const. di Enrico VII « Ad reprimenduin rnultorum fncinora » seguita d'altra const. (Qui sint rebelies) che comincia: « Quoniam nuper ». Seguono glossc di Bartolo super const. Ad reprimendum.
F. 105 Qui sint rebelles rubrica. F. 407 r.° Explicit extravagans domini Bartoli de
Snxofcrrato enimii legum doctoris. - F. 407 r.° Ictellectus Capituli Volentes. Sono
chiose di Gualticri da Pateraò.—A f. 109 è scritto: « per Saceurafani », e segue la nota
Inteipretatio di Berardo DE Manco pubblicata in Messina per le stampe di Pctruocio
Spira nel 4537, dopo i C'onsicia Feudalia di Guglielmo DE PERNO,—F. 114 Bolla di
Papa Calisto. - F. 125 Constitutioncs immunitatum edito p& illustrem dominum
lacobum Dei gratia regem, in lesto sacre eoronationis sue.—?. 151 r.° Incipiunt con-
xvi:
A fog. 245 o 246 è il Frammento del testo di Consuetudini di Trapani
sopra escritto (pag. XI- Xli?).
N41 fol. 251 r° è: Interpret.acio sire declaracio capitoli Optantes facta per
Magna Regiarn Curiain tunc Panormi degentem ad supplicatioiem Dropanensiu)n (li aprile 1416).
fo]. 2434 a 301 80110 molti Consigli su Consuetudini di Trapani scritti
da vaii giureconsufli, come Giovanni di Taranto Cristoforo Di Be%ledetto
Paolo Peri, Giacomo Russo, Filippo de Pordicario, Gcrardo Agliata, Giacomo Pro cd aitrh
Nl fol. 305 è la Tabella •capitulorum et privilègiorum.
Comincia con questo proemio:
Ii nomine domini nostri Iliesu Christi eiusque matris gloriose Virginis
Mario eL utriusque lobannis totiusquo celestis Curie triumphantis Amen.
Iùcipit liber sive rollus, in pio continentur omnia privilegia et Capitula terre Trapani. Et est sciendum quod infrascriptum opus divi ditur in
duas partes. Nain in prima parte continentur primo Consuetudines terre
Trap6i et observancie terre predicte. Belli lex non ritira et alique nove
rega]cs constitnciones. 11cm capitula facta in generali pariamento. Et demrnn
Priviiegia generalia eidem terre Trapani concessa, et aliqua que habuit a
nobili civitate Messane, et durat liec prima pors usquo ibi Constancia divina favente cieniencia ete. Thi incipit secunda pan, in qua tractatur primo de
officii haiuli, iudicum, capitanei et notariornm cnn aliquihus depondenciis
et de officio luratorum. Bern de officio Acathapanorum et de officio Consumm maris et ipsorurn notarii. Item capitula mercatorum et eoram Consnlum
--.
stitutiones domini Friderici Sicilie regis.—P. 222 6apitula luratorunì—. F.225 Copitula rformnta proposita per universilatern feticis urbis Panormi, et per Magestatem
regiam acceptata et confirmate. In primis de molitura frumenti. (DE Vio, 1'rivileqia
icrbis Panhorrni, ari. 13i0, pag. 414 e seg.).—F. 250 e 252 De alienatione feudorvm,
Cap. Voietucs.—F. 250 r.° lnterpretstio novi ritus.—F. 252-254 rP Capitoli di Federico tempore coronationie sue » (aprile 1296) cd altri suoi posteriori capitoli.—
F. 25 Glosse. F. 258 Sentenze contro banditi.—F. 343 Consuetudo scripta in felici
urbe Panormi, de prohibitis edificiis. È il cnp. 29 delle Consuetudini di Palermo, o ne
ho inhicato nelle Antiche Consuetudini (pag. 184) le varianti.—F. 320, Gap. Cim varia.
F. 32v. r°. Constitutio Frederici pro redemptione captivorum.-- Seguono capitoli del
Regn rito di Alfonso (f. 396 e seg). e ordini viceregii diversi, e in flee a 1'. 525
una prammatica del Conte diMonteleone del 24 Aprile 1522 sopra banditi e ladri.
fogli seguenti rimasero bianchi.
-
. rvu
eum dependenciis jpsorurn. ttem de cabellis Universitatis. et primo vini •et.
buchirie ct de juribus bucheriorum. Deinde smit aliqua capitula antiqua
civitatis Messane et ultimo capitula generalia terre Trapani faeta de
uovo, et durat usque ad finem; in quo libro contincitur omnes rubrice pie
infcrius speciahter et distincte describuntur ».
Segue l'indice delle rubriche delle Consuetudini di Trapani e delle
Obscrvantie, e di altri capitoli e privilegi. Negli argomenti delle Consuetudini
è prnkhe variante e qualche omissione di parole. I capitoli delle Consuetudini non sono numerati. ed io aggiungo tra parentesi i nuineri per maggioie comodo.
[1] Incipiunt Consuctudines. et plimo de confusione bonorum viri et uxor.is,
et [utru]n] li ceat de huis testari.
[2] lnterpretacio supradicte consuetudinis.
[3] Si vero mortuo altero coniuguin, superstes transit ad secunda vota, quid
fiendum de bonia.
4] De solucione debitoriim contractorum tempore constantis matrhnonii.
[5] Mortuo viro et uxorc. fiuiis non susceptis, quid iu.ris sit de honis eoruin.
[6] Parentes viventes quid possint fflie nubenti vel emancipato dare.
[73 Mortuo uno cx pareutihus, filiis minoribus Icunì] superstite remanenfibus.
et premortuis in etate mii]ori. quid de bonio ipsorum.
[8] Mortua matre all filius divisionem bouorinn curn patre petere possit.
[9] Interpietatio sire inflovatio supradieti capitoli.
[10] Nato filio et premortuo in matrimonio quid fiendum de bonis et de re.stitueionc dotis.
[1.1] De ininoribus an possint testari et adininistrare.
[12] De tutoribus minorum et an mater gerere possit.
[13] Apud quen minores educantur.
[143 De alienandis rebus minoruin cum decreto curie.
[15] De vendicione rerum stabilium
[16] De jure prothomisios.
[17] De publicis eontractibus.
[18] Quando mulier potest se obligare.
[19] De arbitris.
[20] De cogendis debitoribus ad solvendum.
[213 De appellationibus.
[22. ] De exceptione fori.
[233 De defensa iinponenda.
[243 Que persone non admictuntur ad testimonium.
[25] De possessione, data per eontuìnaciam, recuperanda. [26] In quibus sententiis inhihetur appellacio.
27] Pro qua causa quis non potest Carcerari,
[28] De prescripcionibus.
LÀ MANnA.
[29] Qubd omncs fui veniunt ad successionem preinortui parentis fact
collacione.
[30] uef divisione inter fratros et coheredes facienda.
[31] D& bonia et possessionibus datis in gabella.
[32] De locationibus domorum et possessionulu.
[33] DÀis.
[34] De ludo taxiliorum ot pecunia mutuata in ludo.
[35] Qilibus cx enusis fili cxheredantur.
[36] Dà pignoribus et distraetione eoriun.
[37] D hertagiis solvendis.
[38] De bonis dotalibus restituendia.
[39] In quibus casibua admictitur dudllum.
[40] Quomodo probatur clandestinum maleficium. [41] Quando licet adulterum interficere.
[42] uaiido fihius familias testari potest.
[43] De divisione faeta non retractanda.
[44] De pena in contractu apposita.
45] .f [Spurii]........(1).
[46] Pe rebus dotal.ibus non alienandia.
[47] Quando uxor potest esse in iudicio.
[48] De iurihus Curie.
jA. quibus senteutiis non potest appellan (2).
[49] Lictere confirmatorie superioris capitali.
TeU' indice dei nove capitoli de'le " Observnntie,, notiamo queste rubriclic on titolo poco diverso : 2. De dietis arnissis per famulum. - 3. Quando
famn?ts a serviciis inliceneiatus reeeeserit. -
8.
De jure provfsionis Indicunì.
k ile Consuetudini di Trapani è promesso (fol. 309) il Proemio dcl 1410,
che Fiproduce in parte il Proemio delle Consuetudini Palennitano, tranne per
lo idizio. fl confronto di pag. 4 (En. 32-35) e pag. 5 1in. 1-12; 14-10, 25 e
t i) Qui deve aggiungersi il numero del Capitolo su gli Spurii, omesso in questa
so' perchè nel Lesto (bg. Poiigrafo, fol. 3±2) non ha argomento o rubrica.
(2) È questa una duplicazione del cap. 26 (T. A. pag. 17), e sono omesso soltanto
le Jitime parole « Condeinnati,s criminaliter de publico maleficio appellare non
potet ». Questa duplicazione però non esiste nel ms. della BibI. Cern. di Pa]ermo e
nel L H R0 Rosso. Si trova invece nel .Uegesto Poligi-afo (fol. 312 r.°) e nel Ms. del
seco?o XVII (già di un notaio) delta BibI, Fardelliana. Anche nella Lettera del re
Martino (T. A. e. 49, pag. 22 e seg.) del 1408 la conferma è preceduta dalla inserzione del capitolo 26 senza le parole: Condemnatus—non potcst.
Cos, è indubitato che F esatta numerazione del testo è di 49 capitoli, e che i
de eodem possono considerarsi come aggiunto o paragrafi.
Tabdua
XIX
26, 2-3O) del proelnio delle Consuetudini di,Trapani della mia edizione col
proemio delle Consuetudini di Palermo (pag. 166 Un, 5-20, pag. 167 la. 1-5,
7-lo) dimostra tale eguaglianza.
Il testo delle Consuetudini di Trapani è compreso noi fogli 300-313,
scritti a due colonne in carattere gotico del primo decennio della seconda
metà ,del secolo XV. Le iniziali dei capitoli sono in piccole lettere lasciando
uno' spazio vuoto per i capilettete a colori. Vi sono glosse marginali.
"Non avvi alcuna numerazione di capitoli o rubriche. Alcuni capitoli sono
seguiti da aggiunte o dichiarazioni segnate de codeni. Io per maggior comodo
dei lettori ho apposto il numero progressivo per ogni rubrica e il segno di
paragrafi per ogni de codea&. Questi paragrafi sono soltanto 'nei ' seguenti
capitoll: 9 i Itcnz si dietws. - io 1 Viro ci nxorc. - '6 § 1 Re stabili
vendita. - § 2 Provisnm.— 3 Vendita re stalili.— 4 In nomine domini.-
§ 5 Ecclesie.— § 6 Vicesimo novembris.— § 7. Gum sii de antiquis.-17 § i &ptirnodee&n.o. - 20 § 1 Debito,' vero. - § 2 Debitoris vero. .- § 3 Ad exetudendas. - § 4 M'ce intelligenda. 21 § 1 Lata sententia—prorupit.— 2 Appellatione - rosec2t2es. - 41 § 1 Lex inaritum.
Nel fUI. 320 sono le Observaniie terre Trapani senza alcuna numerazione. Questo manoscritto ho seguito per la stampa del testo di Consuetudini
e Osservanze, tenendo ragione degli altri manoscritti, e annotando - le principali varianti.
Dopo le Obsen'antic si legge Ineipit con stitutio ecu lex non rime, che è
il noto Capitolo Gum varia (Cap. E. &e. ediz. TESTA , I, pag. 242 244,
eap. 100-109).
Seguono a f. 321 Privilegio genera/La torre Trapani sibi concessa per
infrascriptos Imperatores et Reges, ct aliqua que hahuit a nobili civitate
Messane.
Sono privilegi di Federico 11 (1199), Carlo d' Angiò (1276), Pietro d' Aragona (1282), Giacomo Infante (1283, 1285). Federico (1302), Pietro 11
(1321, 1336), Lodovico (1343), Federico III (1363), e Martino (1392, 1399,
14400, 1404):
•Alcuni privilegi di Federico Svevo, Pietro e Giacomo erano per Messina,
e poscia furono resi pomuni a Trapani.
A .f. 323 r. .ò il privilegio di Federico del 1314, ridotto senza il
principio e la fine e con la data del 1315. È anche riportato nei f. 344
•e 349.
xìt
Questo privilegio di Federico (1314) concede a Trapiini l'uso dei privilegi
già co cessi a Messii e Siracusa:
FRwEnzccs Dei gratia Rex Sicille. Regalibus. actendit titulis ad augumentuÀi et principalis honoris decus et gloria rutilat eum fideiurn suoi-un
merita,1 quos grata fideitatis obsequia conclignos approhat ci osteÈdit, beneficus, bertatibus et gra.tiis liberaliter recompensat. Per presens itaque privilegiuni notuin fieri volumus universis mm presentibua quam futuris quod
los d4igeMius actendentes labores innumeros, vigilias inultas et sollieitudincs
curiosas, quas Trapauenses fideles nostri, dum liostes nostri terrai» ,ìostrarn
Trapani tenerent obsessam, in custodiendo, defendendo et conservando cuiu
fide]itate nostri dominii, promptis voluntatibus suhiecerunt, fidei nostre observadtiam quibus}ibct dannis eL duris accidentihus preponentes, iii fidei
virtusi et devotionis zelus, que in eisdem viguisse noscuntur, non essent a
premiò sequestrata. Universis burgensibus habitatoribus iii dieta terra Trapani ?t coi-un heredibus in perpetuuin de liberalitate luera, et speciali gratia
ci cx certa nostra scientia concessimus et concedimus. quod ipsi libertatibus, iminunitatibus et gratiis, quibus Messanenses cives Messane
et Sracusani cives Syracusie utuntur et gaudent, uti valeant et
gaudere, ac perpetuo gaudeant et utantur, fidelitate nostra necnon
Cons1titucionibus serenissirni domini Lacobi Aragonum et olim Sicilie
regis i)lustris et reverendi et c]aarissimni fratria nostri, dum regno Sicilie prefitit ehitis. atque nore Curie ci euiusiibet alterius juribus semper salvia. Universih offieialibus curie nostro et personis allis fidclibus nostiis presentia
privilegui tenore mandantea, ut nullus euiuscuinque gradus san conditioiiis
u5tLt, Trapanensea predictos vc! aliquos seu aliquen eorum super predict.is
imininitatibus, libertatibus et gratiis contra huiusmodi privilegii formarn inquietare tel molestare prsmnat. In cuius rei testimonium, certitudiiiem et canielani
presens privilegium sibi exinde fieri et sigillo nostro pendenti jussimus conimuniri. Datum in urbe felici Panorini per nobilem Fridericum de Incisa militeni regni Sicilie canceflarium, anno Dominice Inearnationis MOCCCOXIILTO,
menie februarii, XXJ° eiusdem, XIIJO Indictionis. (1)
Archivio di Stato di Palermo—Regia Cancelleria voi. Il, mi. 68 r.°— Questo
documento era stato già pubblicato nellopera postuma di TESTA, De vita Ct rebus
yesti Friderici 11, Panormi 1775, pag. 272.
TonARo nell'impresa di ristampe (Raccolta di Statuti Municipali ital. Palermo
1887, pg 165) premise a questo privilegio l'indicazione: ti!. ' LXIII Privilegium
Conduetudinum, perché ne trovò da me pubblicata una parte nell' Arch Stor. It.
(1881, t. VIII pag. 189) secondo la cit. opera di TESTA. Egli però non capiva che
qucl diploma del 1314 da lui ristampato tratta soltanto dei privilegi di Messina e
e Siracusa e non dello Consuetudini, e che separato e del tutto diverso era il documedto inedito concernente l'uso delle Consuetudini di Messina, da me nella stessa
pagina pubblicato.
flT
Mattino concessb (139Q) ai trapanesi fo1. 322) esénzione di dogane
gabelle ed angaria, come ai Messinesi era concessa.
De exempcione jure doharie et angariarum.
Baia qnod Trapaiienses sint exempti a solutione juris dobane et omnium cahelian,m et angariaruin in regnò Sicilie, sicut Messanenses, iuxta
tenorem privilegiorum eisdem Trapnnensibus concessorum, per eosdem Trapanenses ostendendorum, et non aliter.
È notevole per la consuetudine della. protimisi a £ 322 una speciale regola poi Giadei del :1392:
<c Item quod mdci terre predicte haheantjvs prothimisios in ira ci contra
se ijsos ci non conira Clìrtitiavoo..
Il dijdoma di Martino e Maria del. 28 marzo 1392, che conferma i privilegii giì concessi ai Trapanesi, è in latino. ma diviso a brani nel Regeso
J'oliqrafo (fol. 322 .r04 e nel Libto Rosso. (f. 31.), e perciò ho creduto
necessario in questa edizione (Antiche Consuetudini, pag. 2-4) pubblicano
per intero secondo il testo originale in volgare, traendolo dai registri deila
R. Oan.elleria nell':Aichivio di Stato (1).
(1) Th Gancelleria, voI. 20fot. 5 e G;—Lo stesso giorno (28 marzo 1392) Ma,t
tino e Maria conceclevano alla sinagoga di Trapani un jiiivilegio (1?. Gahoeiterid,
voi. 2Ò faI. 6 r.°), che è omesso nel Codice diplomatico dei Giudei di Sicilia di LAGUMINA,
pubblicato dalla Società Siciliana per la Storia Patria (Palermo i884, voI. 1, pog. 106).
Gon/irmacio privileqiorum ce qratiarnnr Aliame Trapani.
Nàs MARrINUs Ct M.uux eto et lufana MARTINUS ete. Ad humilem supplieacionem nostre Aliame ludeotum ville Trnpani mdc nobis factain, volentes vos graciis t
opportunis favorihus confovere, tenore presentin omnia privilegio, gi'ntids et libertatS
vobis concessa et faeta per illustres reges dieti regni predecessores nostros memorie
reeolende, prout taffien ipsis usque nulle nielius asum fuit, eoaflrmamus. Ceteruni
volmnus et vobis coneedirnus ut quodam privilegio, quod fuit coneessum per dktds
roges predecessores, qnodque amisistis casualiter ut asseritis, continens in effectu quod
possitis tenere euriam inter vos, hahita copia de eodem a ludeis eivitatis Panonni,
quihus simile privilegiutn est eoneessum, possitis uti èt gaudere, . seoundum ordinaeionem in eo eontentam, prout si ipsum haberetis in sua forma. Mandantes per cern(1cm Capitaneo et aliis offieialibus diete ville fidelibus nostris, presentibus et futuris,
qnatenue confirmacionem et coneessionem nostrain huiusmodi observantes, predicta pri
vilegia que inm habetis nulle per nos confirmata, et dictum aliud privilegium dietis
Iudeis Panormi conoessum ut prefertur, quod vobis de novo eòncedimus et donamus,
vobie firmiter tenonnt et observent, et ipsis vos uti sinant et permittant inxta ipsoLA MMITIA.
4
È degno di nota (f. 323 r°) un capitolo dcl 14 su la eguaglianza
reciproca cli diritti dei cittadini di Trapani e Cagliari.
Quomodo homines castri Callaris tractari debent in terra Trapani.
It?m placet nostre Magestati quod homines cnst,ri Cal]aris iii terra 'Trapani tractentur et liabeantur, sicut T.raprinenses in castro Callaris tractantur
et hahktur, et quod inter ipsos de ceLere nulla sit prerogativa. Datum Cathanie M0CCCCO.
A fo!. 324 è il privilegio di Federico (1331), che annuisce alla petizione
._di Traani si per la conferma dei privilegi già concessi (1314), e sì per Fuso
delle Cnsuetudjnj di Messina (ac omnibus Consuetudinibus, quibus iidem
Messnenses utuntur), e che, come più importante, ho premesso a! testo
delle onsuetudini di Trapani e pria d' ogni altro privilegio (Antiche Consuetudini, pag. 1-2).
I! re Ludovico (1342) faceva !a conferma generale d'immunità, privi!egi e Consuetudini concesse anco dai re Federico e Pietro (Antiche Consuetudini pag. 2.—Regesio Polign-ifb fol. 324.
fo!. 325 è un privilegio di re Pietro per diritti concessi agli esteri
che con famiglia venivano ad abitare in Trapani cvi dimoravano oltre 1' anno.
Sijni1e concessione speciale era fatta a quei del Monte S. Giuliano dopo la
dimora di un anno in Trapani.
De venientibus ad habitanclurn in terram Trapani, quando gaudent privileglis.
PETRDS rex Sicilie eto. Ad instantiarn nostrorum fidelium Trapanensi+n consulta deliberatione statuimus et ordinaaaus, quod quicuinque hoino
exterus venerit hactenus et de cete.ro. veniet cum uxore et familia ad habitandum in predicta terra nostra Trapani, nulla libertaturn, immunitatum et
gi'atiarum terre eiusdem uti deboant sive frui, nisi per annuiri, mcnsem, ehdomaàam et diem in pi.edicta terra cum eius uxore et fami!ia steterit et
continue commoretus; et ipsis anno, mense, hebdoinada et die continue baLitationis sue eum dictis eius urore et faniilia in eadem terra transactis, deinde n antea ipse cuin eius uxore et familia habitando in predicta terra
Trapani continue, ut burgnses utantur et gaudeant libere gratiis, libertatibua
et imnunitatiLus prenominatie.
mm erjem ot tenoren. In cuius rei testimonium presenlem fieri iussimus nostro
sigillo1 pendenti dieti dueis eornniunitam. Datum in villa Trapani XXVIIJ clic mnroii,
anno a hativitate domini MO CCGO XCO secondo, rognique nostri anno quintodecimo.
—Vidh Petrus Promotor. - Dorninus Dux mandavit Berengario Sarta;
"tu'
De habitatoribus terre Montis.
11cm statuirnus quod nullus de burgensibus ci habitateribus terre Montis
venia.t ad habitandum, cI [adJ habitationem ipsius terre Trapani adrnttatur,
absque mandato regio.
De eodem.
Item quod si fo.te aliquis de pi-edieta terra. Montis habitairdi in dieta
terra Trapani licentiarn regiarn liabuerit cI rnandstmn , non utatur liberIatibus, immunitntibus et gratiis diete lan-e n.isi per annum, rnensem, ebdomadan cI diein in dieta terra continue ut hurgensis cominoretur; cI ipsis anno,
mense, ehdomada et dio sue predicte continue habitationis elapsis, deinde in
cuI-ca continue liabitando in eadern terra gaudeal iibertatibus illis, immunitatibus ci gratiis, quibus ipsi Trapa.uenses gaudent et pariter utnntur.
A £ 325 r. è un capitolo di Ludovico (1343) per eseguire in Trapan:i
all' ora consueta il suono della campana Surte per sicurezza dei cittadini e
forestieri.
De campana Surte.
REN Lnnovxcus rex Siciie de. Segreto et magistro proeuratori. regni Sidue ve1 vice Segreto Curie in terra Trapani, tam presentibus quam futuris
etc. Ad andientiam Maiestatis nostre vendica rolatione devcnit, quod in dieta
terra Trapani tempore noetis non pulsatur campana Surte, ivxta consvctuditieni ab olivi in regno nostro pro salute nostrorunì fideium dieti regni ohtentain, ex quo mnita inconvenientia et enonnia mdc resultant animuin nosirum
turbantia non indigne. Cumque premissa, si vera, sunt -nostro satis animo
tediosa, et propterea illa ultenius tolerare nolentes, contra vos non indigne
turbati, fidei vestre sub ohtentu gratie nostre Liriniter et expresse preeipiendo
inandamus, quatenus sie circa faeiendum pulsari quoìibet sero, in hora seil:ieet
consueta et debita, dictam eampanam sollicite et euin vigilantia intendatie,
quod dieta ordinatio pulsationis campane prediete in omnem cventum in terra
ipsa debitum sequatur effectum. ne defeetu puisationis campane prediete fideles nostri diete terre et alii exteri ad tcrram ipsarn aceedentes, p6r
baiulos et offieiales alios diete terre indebite molcstentur. Datum Messane,
NOCCCOXXXX-IIJ.
F. 326 r. Comincia la seconda parte del Regesio, col titolo « Privilegia
ci Ccpitvla terre Trapani sibi concessa ci donata per infraseriptos imperatores et reges, et aliqua ce indo oL forma prout habet ca nobilis Civitas
Messan e.
Serio -privilegi di Costanza del 1.198 (1), di Giacomo (1285) per Messina.,
Federico Aragonese, Ludovico (1345), Maria (1387), e Martino (1392, 1399).
(1) NeI ms. per orrore à indicato MCLXXXXIII. Questo documento fu pubblicato
da HUILLARD-J3RÈHOLLES 1lire. dipi. 1. 1, Parisiis i 852, pag. 5.
x1v
Gli autichi privilegi di Arrigo, CSanza; Fed&ioo ùoi .sòno però nell' intei)o tpsto, ma resi più brevi (1) .Dal f. 328 a f. 330 r. soaò liuportanti òapitoli inediti.
A! f. 328 sono i capitoli sugli Acatapani approvati da. Federico nbl:.133d
De officio Acatliapanorum sive Nadarorum terre Trapani,. cI de ox&citiQ
potstate ipsorum ».
rj. 328 r. De officio Gousulum mari (1345). F. 329 r. Cpitula .inereatoruinj et eorum Consuluni (1323). -E-. 330. Capitula Cohsulurn merca.kfuni
tene Tiapazn secundum formam et Consuetndinem civitatis Messane
F. 33p r. Capitula ordinata por consules mercatordrn pannorum. Jli questi ed altri capitoli fadciaino. ora 1a pubblicazione in un. breve
lavorò speciale.
E. 331. Gabelle diverse di vino.,. carne, ed altro..)?. 332 do Magisiro
erra4iu .na (an. 1310) e su. macelio di aniinali erranti. F. 332 r Capitoli. di
Giacomo poi- dogana o naviglio senza data in parte stampati da Gx.Lo, Ànnali.,
t. I, . 153 e seg.
-333 « Capitula genesalia Iene Tnpani, qua iiabuit a nobili civitate
. -..
Mesane.
ono i noti capitoli suntuarù. di Carlo d'Angiò per la cittij-di. Messina,
del 1b72, pubblicati da GALLo, Anali di Mcssina, L.-Ii p. 102, e da GisEeoaio Bibi. Aragon. t. 11. pag. 529.
333 r. Capitolo de raMo del 1272 ppr Messina, clic non fu pubo
da
GALLO (2).
!1ip
333 r. « Capitula goneralia terre trapani de novo ordinata ct per
Regiòm Majestatom confirmata. Et primo de nui,dini. » Servono in certa
guisai di supplemento allo Consuetudini ed Osservaize, e d me vengono
pubbicati separatamente.
À. fol. 335 è un importante capitolo dcl 1.340 su la consòrvazione degli
atti privilegi della città.
it) Reperto Paligrafo, faI. 321, 322 r.°, 325 ,-.°, 327.
2) De rotula.
lieta quoti rotulum [erro Trapani de eetero sii unciarum triginta ti'iutn ol tercio,
rotula ur'eiarum triginta, quo ipsi Trapanenses hoctenus utebantur, totaliter annullato.
.Dat. Neapoli M° (Xo LXXII. ».—1 T,apanesi solevano nello copie dei priaflegi mutare
i noti di Mersane in Drepani o 24-aj ani, e ]Ucssancnses in Drepanenser o Ti-apenenscs, essendosi dal 1314 estesi e comunicati a Trapani gli antichi privilegi dol]a
città I di Messina.
XXV
De Pretorio, Archivo et Archivario.
11cm quod Pretorium Bajuli et Iudieum diete terre Trapani, ubi de
causis eivilibus cognosoitur per eosdem, 4uod ruinam minatar quasi collapsum reeonstruatur et reedifieetur de uovo per universitatem eamdein de peòunia univej'sitatis eiusdem. Et uod eodem Pretorio construoto, itt cxpedit,
àrdinetur a primo septembris proximi futuri in antea, quidaau Archivarius
in custodia actorum terre prediate. Cui Archivario siugulle annis, in fine seilieet euiuslibet [eorumdem, dieta aeta per notariuni eorurn actoruni, qui pro]
teinpore fuerit, pro parte Carie assignntur custodienda, per emndem Archifl±ium deinde et suecessorihus offieiaiibas eiusdem terre, aiim expediens
et neeessarium fuerit, a.ssignanda adeo quod porieulum amissionis aotorum
buiusmodi do cetero evitetur; et quod in eodem Archivio immictatur
capsia Universitatis, in qua reponantur Privilegia et sigillum Universitatis ipsius sub clavibus consuetis. Datum Cathanie M00000XL0.
Nel f. 335 si trovano due capitoli su i daini dati, che flon sono nelle
Consuetudini di Messina, mentre nelle altre città che seguivano queste
Consuetudini, simili nonne pci danni dati si adottarono.
De animalibus damnum dantibus in vineis, ortis et aula loeis olausia.
Primo Julii, seconde Indicionis.
Provisum et ordinatuin est pci Universitatem terre Trapani de cotnmunicato consilio in loco solite ci consueto, quod si animalia aliqua
intraverint in vineis , viridariis , ortis et allis Iocis clausis Trapanensiunì
scu habitatorum terre predicie a tetnpore vindemiarum eKclusive usque
ad mensem niarcii inclusive, pro quoliber animali grosso mirante in vineis
et allis locis predictis de nocte, dotninus teneatur pene nomine ad tarenos
duos, Ct SI (le die ad tarenum Onu a]; Ct si a mense marcii ultra usquc
ad vindemias indusive, teneatur ad du pIo iii, videlicet SI (le nøcte [ad]
tarenos quatoor, [et] si de die [ad] tarenos duos, aut cxtimctur danmuni
[ad] electioneni dampnum rccipicntis. Idem scu eodeni modo intelligatar
de aninialibus parvis seu non grossis, ut pecudes, caprc et liis similibus,
computando scilicet singula dccem animalia parva pro uno animali grosso,
exceptis aniinalibus porcinis, quorum singoli quinque computantur pro
uno animati grosso seu decein de parvis. Insuper provisurn simither et
ordinatum est per Universitatcm predictam quod qoilibet intrans vineam
a]terius sive de die sive de nocte , pene nomine solvat augustale unurn,
q uarurn penarnm fiat divisio in hunc modum, videlicet quoti una integra
medietas applicettir dainnum recipienti, et alterius medietatis una pars appilcetur operi maragmatis mcnium dice terre, et reliqua Capitanio terre
predictc. ha tainen quod nec Turati nomine et pro parte diete Univer-
I
X4V1
sitatis, *c etiam Capitaneus. possint- de dicta pena gratiain facere; quod
si feceint Turati possint cogi per Capitaneutu de proprio tantuindem
solvere et applicetur operi niaragniatis predicti.Et viceversa si Capitaneus
contrafecerit possit cogi per luratos de suo proprio solvere et applicetur
siniiiiter operi maragmatis predicti tantumdem. Et hec de liberis bominibus. Servus vero tafla conimictens in casu qua dominus predictam
penam solvere noluerit, fustigetur.
forma probaoionis damni dati.
Itein quod si damuo dato accusentur sive ducantur anitualia damnum
dancia in terra Trapani, et dubitetur utru in i psa animalia darnnu in dederint, quod stetur sacramento recipientis damnuni cuin uno teste ad nunus,
et in sasu quo dainnutn datuin sit in locis solitariis , ubi copia testiu in
de facili haberi non possit, quod tunc sit in clectione damnuin recipientis
ducere animalia damnum dantia ad fundacum terre Trapani, et tunc similiter stetur sacramento ducentis aniinalia sine teste , durninodo quod
sir nottbilis et idonea persona ad arbitriuni judicantis, ve! ipsa retinere
donec cognoscatur coram testibus cuius sint aniuialia ipsa damnum
dantia.f Datum Auguste M° CCCCO VIL°
Agiungo altro capitolo dei tempi cli Martino e Maria, che leggesi a
f. 323 do] Regesto Po1qrafo.
De animalibua et damnis datia.
Itein placet nostre Maiestati, quod si animalla aliqua i ntraverint in
vineis, 1 viridariis, ortis cI aliis locis clausis hominum terre nostre Trapani,
e! paftonus seu patroni elegerint petere damnum per ipsa animalia illatuin i loco suo, habeat super bis iustitie compliinentun ; si vero penam itroitus animalium elegerii habere, tunc solvantur per dominum
animaiurn pro quolibet animali grosso tareni quatuor dc nocte, et tarenus unus et gr. decem de die, cuius pene medietas Secreto nostre Curie
appii4tur.
Ìel fol. 335 r° è un capitolo di Trapani dei tempi d.olia regina Maria
pci srvi.
L' e servis mortuis emendandia. 4egina M.tuia regina Scilie eto. Universitas iioniinu,n terre Trnpaui in
unuin more solito congregatonrin ad sonum campane in occlesia sanati Nicolai, ubi hactonus talia celebravi consueveruut, lino consuetudine in perpetuum valitura decreverunt, quod si servus voI serva seu dolo, vel culpa lata,
levi vel levissima, mortem fuerit passus naturalem vel civi]em, ut puta quia
fltft
le interfecerit vel interfetus fuerit. rei ad mortcm damnatus, dignum ortimationis servi perempti bursale onus uiuuscuiusque Labit.atoris servos vel
servas possideatis, (le cetero perstiingat ulìunlquemque, videlicet iro, rata
scilieet si sei-viis rei serva non fuerit mortuus, sed pretio minoratua, codein
remedio damnum resarciotur inilietum, ne tamen detictoru,n votis et affeetibus annuatar, pretiu in servi ve1 serve statuere optima moderatiou.e petisavit. Servi ergo inascitii a quintedecinio anno infra constituti auicis duodcciin
extimentu,r, feinine decein; a quintodecimo veio anno usqiie ad quinquagesinrum annum, masculi qnadragintaqninque, femiue vero quaclra.ginta; a
quinquaginta airnis supra quatraginta aurcis masculi, et trigintaquinque femine. Que locum habeant in sinìplicibus servis, iii artificibus eni,n ertimatio
arbitrio bonorum virorum p'reciiim auctoritate servatur, ita sciiicet ut coacervatis pretiis servorum superviventiun eL servornm modo predieto peremptorum rei minoratoruin, emondatio da,nni domino servi perempti ve] minorati
unumqaernque pro ratha contingat; gite locam haboant iii prcsentil)iis et
futuris negociis, sentencia ve1 transaetione nondunì sopitis.
Come prova importante della esattezza scrupo].osa delle copie dei privilegi di Messina gi resi comuni (1.31.4) alla città di Trapani, ricorderò che
nel Beqesto Poligrafo (fol. 342 r'-344 vo) é inserita copia di un transunto del
4 aprile 1,315 del privilegio del re Giacomo (29 luglio 1294:). Nel tiansunto
80110 ricordate alquanto parole della concessione dei privi1 egi ai' rIi.apani.
De privilegiis Messanensium Drepanensibus concessis et habitis
a ,tivitate Messane.
In nomine Domini amen. Anno Incarnationis eiusdem millesimo tricentesimuo quintodecimo, mense apriiis quarto eiusdem, tertiedecime Indicionis,
regnante serenissimo domino nostro rege Friderico victoriosissimo rege Sicilie, regni eius anno vigesimo feliciter amen.
Non infrasenpti Iudiees civitatis Messane, Vassallus de lanulo de Mensana
regius publicus totius Sicilie notarius et testes infrascripti ad hec vocati Specialiter et rogati, presenti seripto publico notumn facimus et testamur quod notarimis
r1'homasius de Mayda habitator terre Trapani, sindieus et nuncius specialis
ad 1100 Universitatis terre Trapani, ad nostraru aceedens present.ia.in expesuit
ut eum illustris domninus noster rex predictus servffiorum satis arduorum et
gratorum obsequiorum universitatis eiusdemn terre Trapani eollatorum eidem
domino nostro regi eonsideratione commotus, in benemeritum obsequiorum
Universitatis eiusdem, immunitates, libertates et gratian indultas ah olim retrocessis temporibus Universitati Civitatin Messane et singuìis Messanensibus,
tam per predictum deminum nostrum regem, quain alios omnes reges et
principes elim dorninos Siellie predecessorea eiusdem domini regis, predicte
Universitati Trapani et singulia Trapanensibus gratiose concesserit, indulserit
et confirmaverit ut dieta Tjniversitas Trapani et singuli Trapanenses
prediciti cisdeni immunitatibus et iibertàtibus et gratiis utàntur ef
gaude1ant, sicuti de eis dicta Universitas Messane et singuli faciunt
Messanenses. Et ea propl;er veht formas privilegiorum iitmunitatum
et gratiarum ipsaram Universitati diete eivitatis Messane dietis retroaetis
teiupoiibus per predictos reges et principes sub coruin sigilhis peTldéntibus
proinde faetonitn, ad eautelam et informationein ipsius Universitatis Trapani
et singulornm Trapancnsium, et fidem singuIis in posterum faciendain , et
ut infrmati per eas d.e immunitatibus, libertatibus et gratiis ipais, uti
eis valeant et gaudére, nomine eL pro parte Universitatis ipsius Trapani
presens, se puhlieatas habere, requisivit nos attente cx parte regia, nos&urn
qui sJpra Iudicum et notarii oilìciurn implorando, una eum eo ad alios Iudiccs
et Inatos diete civitatis Messane, apud quos nt adininistratores eivitatis ipsius
Messne elaves Thesauri eiusdem Universitatis Messane, ubi predieta
originalia Privilegia dictarum immunitatum, libertatum et gratiarum
indultarumeidein Universitati Messano consistunt, causa videncìi cadem
privilegia et sibi pubìicandi pro causa predieta persouahtcr accedere deberemua, assereas 1redictos Iudices et Turatios a Maiestate regia mandatum
babere ut ipSa originalia privilegia nobis ostendercnt et de eis copiam
satis1darent.
ftos auten). ipsius notarii Thoinasii, utpotc iuMtis , prècibus annuentes,
eonsjito nobis prius dé sindicatu et procuratione ipsius notarii Thomasii, et ipso
notano Thomasio eonsentieute primo in nos Tudices tamquarn in suos, eum
cx eèrta sua scientia. frciret nos suos non esse Iudices, ac attendentes quantum
hondris et promotionis ex fide pure sinecritatis probata, dieta Trapanensis
universitas prompto zelo et unanimi voluntate, eum pridem extitit ah infidelibu? hostibus regiis obsessa, et aìias quasi in casu simili experimentum approbate fidei perquisita est, hiis addere fortiusprornerétur nostra Messaneusis
unhersito.s uti zelatrix exaltationis nominis domini nostri regis diligcns sua
vestigia perse4uentes nititur Trapanenses prdihatos in omnibus confovere,
eupit prosequi eos ohsequiis affective ad predictos Iudices et Tiiratos in
locum ubi assoknt congregali proinde nos contulimus personales, et requisiti ipsis priusper eunidem Thomasiùm notanium cx parte regia, ut predieta originalia pnivilegia pi• o predieta causa, nt pro eis cxtitit per regiaiu
Mai1 estatern iniunctum, nobis osteiiderent et de eis eopiam satisdarent, ut • formah eorum in forma.m publicam pro predkta causa fideliter redigi facerernus,
diu predieti Iudices et lurati interrogati prius per nos si de premissa Malestate regia haberent ut predieti notarii Thomasii expositio eontinebat, asserut edraan nobis dictum dorninum nostrum regem premissa eis expressius maiidavisse; et proptere ipsi una nobiscum ad Thesauruin Universi±ats Messanae, ubi prSdida privilegia reposita erant, se eontulerunt,
et ;iiiter alia privilegia in dicto Thesauro invehta et nobis ostensa. osten
deknt nobia pr1ilegium unum iflustria domini regis Jaàobi olim Siculo
et nune Aragonum regis, sub pendenti sigilld eiusdéin ex cera rubea,
suhsci'ipti tenoris. quod inspexiinus, \'idimUs et iblice legi feciinus diligentor,
et attendentes ipsum non fore abolitum, non abrasun, non cancellatum, aron
viciatuin in aliqua parte sui, immo in prima cina figura et forma consistens,
de verbo ad verbum, nihul in eo addito, diminuto voi mutato, pro predicta
causa., nostra interveniente iud.iciali auctoritate. prescns sumptum puhlicum de
predicto originali privilegio per manca mCi predieti notarii Vassalli exelnpari fideliter .fècimus et transcribi cuins originalis privilegii tenor per
omnia talis est.
JAconus dei gratia rox Sidili....Tane status prindipia...
[12 intero diploma è stato pubblicato da GALLO, Annali di _lfenina, Messina 1758, t. I, pag. 151-158].
Quod autem superius abrasuin et emendatuin est videlicet in prima linea
ubi legitur aprilis, itcm in quartadecirna linea ubi legitur obstensa, iten in
vigesima linea ubi legitar autem accidentes, item in vicesimasexta linea ubi
legitur questionibua, item in vicesima octava linea ubi legitur in eadem tera
ofliciu,n et lionorcin itein in vicesi,iianona linea ubi legitur questionilius,
item in trigesimanona linea ubi legitur libere et in quadragesima linea ubi
legitur in antea nicliil per me predictunì notarium abrasurn et emendatum
est non vicio sed errore, nichuloihinus pro autentico habeatur.
lnde ad futuram mcinoriam et predicte Universitatia 1rapani et singulorum Trapanensiuin cautelanì, et quod de predicto orginali privilegio fides
plenaria liabeatur ubique. factum est exinde presens scriptmn publicuin de
predicto originali transurnptum per manus mei predicti notarii Vassalli, nostruin, qui [supra] Iu&cum notarii et tostiun Sul)Scriptionihus et testimonio
roboratum. Actam Messane anno, mense, dio et inditione premissia.
Ego Ansalonus de Castelione Judex Messanensia.
Ugo Robertua Casciamira ludex Messanensis.
Ego lobamies de Natali testor.
Egolobannes de Ponte testor.
Ego Fridericus de Georgio testor.
Ego notarius Nicolaus do Epifronia testor.
Ego Iohannes de Bonavita testor.
Ego Aldoinus de Raynerio testor.
t Ego Ventura de Malta de Messana testor.
Ugo Vassallus de lanulo de Messana •regius .publicus .totius :Sicilie
notarius qui predieta scripsi, testor.
t Ego Simon Sohifanus testor.
Ego Nicolaus de Pergana testor.
A f. 347 r.-349 è 1' importante transunto inedito del 22 dicembre 1439
del privilegio di Ruggiero per Messina del 1129, che pubblico separatamente.
Segue il privilegio di Federico con data 1315 per concessione ai Tra-
t
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LÀ MANnA.
panesi dell' uso dei privilegi di Messina e Siracusa, e I' altro senza data per
1' so delle Consuetudun di Messina. Si legge poi a nome di Martino: 1k Segretus regie Curie servet privilegia. exeIptioI)es ai) Omfli eollecta, anguria et
inposicione. Dopo tali documenti è notato : Extracte sunt presentes copie
et libro universjtatis Drepani per manus luci lacobi de Panicula notarii
• IJratorum terre eiusdem. »
Seguono poi ordini viceregi per Trapani sino a f. 364 r. Capitoli cli
*f0n50 del 1445. Ordiiie c pro indo azardorum, a lo terza sen a la gallecta
si± pena unc. 20 ». In fine è un ordine viceregio dei tempi di Alfonso, del
sicerò .Lop Ximen d'Urrea (1450, XII. Iudiz.): « Ut in denunciatione peilararu,
ociales terre Drepani non extrahantur ». F. 490 Capitula fundici et ripe.
E. 492 Tabella Dohane Inaris terre Trapani. De anercibus Jicitis et pCflfliSSiS.
De iuribus, de ancoragiis et falangagiis. 1'. 494. Capitula Cabellaruin novaruin.
F. 494 r.° De eritura. E'. 507. Ordine di Martino per vino. Datu,n Messane
Agosto XU Indizione. E. 615. Capitoli slpra la gabeila. di la! cali.tara.ta, chi
òosa divino pagari e cui li divi pa.gari. E. 517-519. Capitula factn per luices et luratos terre Drepani pro parte Uuiversitatis eiusdem, aiilli presentis
XIIIJ Inditionis, snper rebus venalibus [pro] vite suhsteutacione et iisibus
1 ersonarum fideliun ,.
Il Regssto Poliqrafo secondo le notizie finora rapidamente indicate e i
documenti estratti o accennati , rivelasi una delle migliori raccolte di leggi
patrie e documenti di vario genere, che in quell'età si fossero formate nei
!Bolli e Begexti delle principali città di Sicilia. È notevole che per buona
ventura nel .Regesto Poligrafo si sono conservate le copie più antiche del
testo delle Consuetudini ed Osservanze. e di molti importanti privilegi e documenti inediti , mentre nella città di Messina si perdettero gli originali e
le copio di molti capitoli e documenti, che la città di Trapani ebbe cura in
quei tempi di raccogliere in copie esatte e conservarle nei Bolli e Begesti,
importanti per la storia e la giurisprudenza (1).
(1) 1 Libliotecari dcl]a Fardelliana, Pouzzi (Studii su un Rcgesto Poligrafo,
Trapani, 4873, pag. 4) o MONDEEL0 (Bibliografia Trapanese, Palermo 1876, pag. 446)
indicano ]a raccolta di 138 volumi di Copialeitere dei Senato di Trapnni (1399-1727).
Quei volumi dall'Archivio Comunale si erano per le cure di POLIZZE depositati nella
Biblioteca Fardelliana, ma ora si conservano nell'Archivio Comunole. Noto che pe'
l'epoca anteriore ai secolo XV quasi nulla si rinviene ia quei Registri di Lettere dell'Archivio del Senoto: Voi. I, an. 4399-4430; voI. Il, aD. 4447-1489; voI. 111, anno A489.i495,,
'III.
Manoscritto della seconda metà del secolo XVI esistente nella Biblioteca Comunale di Palermo (Ms. Qq. E. 55).
È questo il solo inanoscrto, del quale lui SOflo servito per Trapani, pubblicando noi 1.862 la raccolta di scelti capitoli di diritto civile di Consuetudini edite ed inedite delle città di Sicilia, e dando iu luce per Trapani il solo
capitolo inedite , de praescriptionibus (pag. 101). Non pubblicai il capitolo
de leerlagiis non importante pel diritto civile, nè I' altro su gli appelli che è
di rito, nè quello su la protimisi che era una riforma, poichè avendo pubblicato i molti capitoli di protiniisi di Palermo, Messina, Catania e Castiglione,
niun altro volli pubblicarne per altre città, tranne i due brevi capitoli cho iniziano le Consuetudini di Patti.
Questo solo manoscritto bastò nel 1881, quando i]i Firenze nell'Archivio
Storico Ikdiano (t. V pag. 192-198) feci 1' esatto confronto con le Consuetudini di l\iessina, pubblicando l'inizio delle Consuetudini: «In Christi (Xpi)
nomine amen. Incipiunt Consuetudines civitatis Drepani. Et primo de confusione bonorum viri et uxoris, et uirum de eis possint testari », e i quattro
capitoli , due di Messina de praesarip(ionibns e de herbagiis (pag. 195), e due
speciali di Trapani, cioè la riforma del secolo XIV sulla protimisi e il capitolo di Martino (1408) su gli appelli (i).
Pubblicai inoltre nell' Areh. Slor. li. (1881 , t. VIII, pag. 197-198) le
Observantiae tenne 14rpani aggiunte sempre al testo delle Consuetudini, e clic
erano inedite, e vi appesi per maggiore chiarezza gli argomenti o rubriche in
volgare, secondo il manoscritto di Cordici.
Il manoscritto di Consnetudlini di Trapani eontenuto nel volume Qq.
F. 55 della Biblioteca Comunale di Palermo, comincia:
In X1 nomine amen. Incipiunt consuetudines civitatis drepani.
Et primo de confusione bonorum viri et uxoris et utrum de eis
possint testari.
(1) Ara7,. Stor. li. ISSI, i. VIlI, pag. 193, e 196.—A pag. 194 ho riferiLo il e.
Quce persone non adrnictantur ad testirneniurn (isl. 47), dichiarando : Vi ha la riferita di Federico con testo alquanto diverso nella prima parte: « lodaei adversus
Christianos, compertum est per Censtitutionem serenissimi domini nostri reuis Friderici,
nec Cliristinni adversus ludaeos in Lestirnonium ndmictantur. 11cm mulier ad tòstimoIIÌUIU 11011 admicLitur, nisi in palentela, partu, nativitate, notaio, furnis, halnois, domibus, eccicsiis, flomariis et nliis loeis solitariis a,
Le Consuetudini si trovano inserito nei fogli 17-86 r.° I capitoli non
soup numerati, e solamente nel fd. 25 si trovano in margine segnati n. 3,
4,e nel fo!. 26 il n. vj.
Nel fo!. 28 r.° si iege la riforma sulla protimisi del 1.371., che per errot'e è indicaa anno MCCLXXI.
Nei fol. 29 r.° Gregorio aggiunse una postilla alla riforma rnessineS
(1293) su protimisi, che ler errore ne! è segnata MO CCflXflTJ o
siisse: « Questa data si deve correggere. ed è dell' anno 1293, irnpercioccliè
è opiata di- parola in pardla dalla Consuetudine di Messina 53 ».
Nel foL 30 a! capitolo che comincia : Guai Sit de antitjuis consue/.vdinibw
(T. A. £6 § 7), Gregorio nota in margine: « Questa è copiata dalla consuetudine messinese 54 ».
Nel fol. 30 al capitolo clic comincia: Septimo declino martii, mj md.
(T.4 A-. 17i.)- Gregorio nota in margine: Questa è copiata dalla consuetndine-messinese 51».
Le glosse su a!quallt-i capitoll sono di diversi giureconsulti. Nel foglio 19
è- segnato: B!ascus Lanza, e nel fo!. 24 r°. Antonius BaIlus.
Ho indicato nel]' Archivio Storico Italiano (1881, t. vm. pag. 190) come
segno certo dcli' epoca del Ma. la menzione di una sentenza del 1552 in uù
lit della famiglia- Stfiiti per impugnate innovazioni di contratto matrijnoniale. Si diceva: « sed hodie die 40 noveinbris flje md. 1552 fult decisuin
pGì' fanhih Curiam étstontem Messanne ».
In a]cuile glosse si. trova questa i nenzione: « In materia vide que dicit
avus mette in consuetudine Messane Xa in apostillis » (fol. 26 ra) - Vide
.apdstillas positas per avum mcmxi super consuetudine Messane 50 de materia
ist4is consixetudinis (fol. 26 r°) Adde ea que dicit avus meus in suis ad
ditionibus in consuetudine Messane 42 » (fo! 31 r°.)
Il testo delle Consuetudini di Trapani in generale può dirsi corretto,
tanto che per quale/te variante è stato da me seguito, ed anco talvolta prefe4to agli altri manoscritti.
Da fo!. 36 r°-37 r° sono le Observancie terre Trapani. Sono comprese
in ove brevi capitoli non numerati. Le Observancie non hanno rubriche,
triUne per i numeri 6, 8, 9, cioè: [6] de debUore ex CaIta merced-4-, [8] depro
vi$one Iudicum, [9] de provi-sicrne od-vocatorum. Tali rubriche corrispondono ai
e. , 8 e 9 della mia edizionò. Le Observancie non hanno glosse tranne
du linee sotto la 6CL, e quattro righe sotto la 7i
Nello stesso Ma. Qq. F. 55 in- quadrni di altro oarat-teie e di altra
cuoca (fl. 128-154) . soiio 17 Consllid di Antoniò De BaIlis su le Consuetudini di Trapani, e gli argomenti sono stati riferiti da BooLno (I manoscritti
della Biblioteca Comunale di Palermo, ivi 1884, voi. I, pag; 4:73 e seg.), che
indica pure 1' argomento di un consiglio di Girolamo Fimia (foL 118) che
comincia con le pardie chiare e non abbreuia.te: « Illumina domine oculos
n1os .
Trapani non possiede per le Consuetudini njcun ninnoscritto del secolo XVI.
Iv.
Libro Ròsso dcli' Archivio Comunale di Trapani (i6oi).
È un volumo in folio rilegato in questo secolo in pelle rossa con lo
stemma borbonico impresso ai lati. Nei dorso ha titolo Rollus Privilegiorum civitatis Drepani. I] manoscritto è copiato da unica mano sino a
LeI. 30]. che contiene un ordine viceregio del 1591) registrato agli atti dei
Giurati a 22 maggio 16w. Da fo] .301 il volume è continuato da mani diverse e contiene alquanto copie di carattere differente. A fol. 275 è una let
teFa dcl 27 marzo 1584 di Filippo lI diretta a Marc'Àntonio Colonna vicerè
acciò si facci il Vescovaeo in Trapani ». A fol. 312 è bn documento del
24 aprile 1812. Il volume contiene fogli 389.
Il manoscritto è copiato con grande eleganza in linee 26 per pagina
con capilettcrc miniato a colori e dorate.
Nel primo foglio è :il titolo: Rollus Consuetudinum, observatttiarum,
privilegioruìn, litterarum regiarum. viceregiarum, ordinationum O)T1iiiuiuquie stabilimentorum Invictissijnac Civitatis Drep ani .
In tale foglio è la figura della Madonna d Trapain e ai suoi lati sono
5. Alberto e 5. Ivonc, e sotto è scritto «5. ALBERTUS , e « 5. ivus V. I. D. »,
e sotto la figura della Madonna: « SUB TImE PRE5IDIUSI ». Nella parte inferiore
sono tee stemmi, due della città, ed uno reale.
Al verso del foglio sono gli stemmi di Giacomo Antonio Crapanzano,
Vito I3arlottn. Morano, Marcello P.rovcnzano barone di Licodia, Michele Martino Farde.11a barone di Moxharta (1).
(1) In ' in fregio degli ste,nnmi nella parte inferiore di questo foglio è scritto:
Raphael Boroiiattus Rbmanus s'cribobat 61 faciebal. Forse questi fu il rniniato,e del
Ljaao Rosso.
volume comincia con una breve prefasione sottoscritta da Antonio
G-ueciaa'di segretario (1).
opo un.' aiitiporta minia.ta su fondo d' argento , e che non ha alcun
titolo, comincia nel foglio seguente il proernio delle consuetudini del 141.0.
Questo Proemio era 11cl Regesto Poligrafo (foL 309) sopra descritto, e apparisoe copiato in gran parte dal Proemio alle Consuetudini di Palermo, come
sopri ho notato (pag. XVIII). Fu da IIÌe dato in luce in ottobre 1895 e
premesso al testo delle Consuetudini di Trapani, col titolo Proemio goner&e dcl secolo XV. (Antiche Consuetudini, pag. 4 e 5).
il testo delle Consuetudini è compreso nei fogli 2-16, e comincia con
le parole Isieipiunt Consuetudines Ter.rae Trapani, et primo de confusione
bonoum viri et nxoris, et all liceat de hiis testari». Nel fine di questo capitoìb sono omesse le parole iuxte extimatorum testari i. che si trovanq invece ncl .Regesto Poliqrafo, negli altri manoscritti, e nelle Consuetudinialtre città che adottarono quel capitolo fondamentale del Testo Antico di Messina.
Nel LIBRO Rosso è l'inversione del eap. Qnibus eansis fUi exluicredant Cr (T. A. 35) anteposto al cap. De indo taxiiorum et pecunia ntntuata
in Indo (T. A. 34. che però precède nel Reges(o Poligrafo (fol. 312) e nel
Ms. della Biblioteca Comunale di Palermo foi. 34 r°).
(1) Ai lettori,
Era la scrittura
(id
libro onde questo volume fu esomplato si
svanita per la lunghezza del tempo, che a leggersi dava noia et ad intendersi dava
diffldultà. Et perchà non si potea fare che non si leggesse bene spesso per la varietà
dei regoei, che giornalmente si otl'erivano, toccanti quando ai Privilegi e quanrlo alle
Gons1uetudini e costumi di questa città, presero deliberazione i Giurati di questo anno iOi Xllll lrnl,, i qnali sono Giacomo Antonio Crapanzano, Vite Mornno Barlotta,
Dori Marcello Provenzar,o, Michel Martino Fardella, (li farlo scrivere et esemplare del
mod6 che si vede. Fatico non nlen utile che necessaria, non luca lodata che desiderata per lo stabilimento che ne ha questa corirunanza circa la cognitione de cause
atLiv! e passivo, lo quali com'reano tra cittadini e cittadini et esteri. Troveraanosi alF occasione così di leggerli come di servirsene ognuno notati nei loro luoghi i Piivilei, i Capitoli, le Consuetudini, i Statuti, l'ordinacioni, le lettere regie e \iceregie,
le Idro confirinationi et oljservatorie sotto i loro "omeri delle carte riferito nelle tavole con ordine piacevole.
Regnano ir questo sudotto anno Clemente VIlI Sornnio Pontefice, Don Filippo III
retolico ?&S., Dea Ilernardioo Car'dinas duca di Macheda viceré in questo regno.
« Don Antonio Gucciardi Segretario »
XXXV
Non esiste alcuna numerazione di capitoli di Conuetudini, nè avvi
alcuna parola di titulus. consuetudo, nè alcun numero innanzi o in fine della rubrica, nè in margine.
Seguono le Obse?'vantias terrae Trapeni (fol. 17-19), senza alcuna numerazione, e ciascuna è preceduta dall'argomento.
Indi segue la copia della vasta raccolta. di privilegi, capitoli e documenti di vario argomento. L'ordine in gran parte è simile a quelio del Regesto .Pohqrafo. Vi si trovano alquante differene nel testo o nelle rubriche,
che costituiscono varianti, e forse aflennero perché la copia non fu fatta sul
Regesi o Poligrafo. ma su altro Bo/io di epoca. posteriore.
A fol. 71 dopo un ordine de'la regina Maria (1387), che vieta ai sarti
cli vender panni, sono due capitoli non esistenti nel Regesto Polqafo (fol. 331),
e che appariscono scritti da qualche giureconsulto.
Quid est consuetudo.
Consuetudo est unua nsus rationabilis longo tempore confirmatus. nullo
tempore corrnptus sed frequenti actn sine contradictione inductus.
Introduetoria Consuetudiriis.
Quatuor sunt introductoria Consuetudinis seilicet mores, tempus, ratio
et concessio populi.
A fol. 212 è il privilegio di Martino e Maria del 28 marzo 1392, che
conferma privilegi, capituli, offitii et Consuetudini ». Ne ho pubblicato
il testo inedito (An/ide Consuetudini, pag. 2-4).
Nel fo). 215 è riferito il capitolo ultimo delle Consuetudini di Trapani
(T, A. 49, pag. 22-23) con questo titolo « Confirmatio aliquaruin consuetudinu,n et capitulorum terrae Trapani circa jus prothomiseos et visionem
oeulorum, de quibus a.ppellari non potest . È notevole la pubblicazione della
lettera di Martino: « XV Novemhris. seeundae Inditionis. Publicata extitit
praesens confirmatio in ecclesia Saneti Nicolai, more solito per luratos
dictae terrae Trapani » (1).
Per la grande importanza pubblico ora il privilegio concesso a Trapani
(4) Non farò nìenzione di privilegi viceregii contenuti nel LTanO Rosso, ed estranei a Cansuet,]dini e leggi. Accenno soltanto che il Vicerè Cardona a 5 luglio 1478
concesse alla città di Trapani il titolo d'invittissima... « civitatem ipsam Drepani invictissimam de ceLero appellari ac cognominari volumus et iubemus, eamque titulo
ipSO Enviotissime insignimus et decorainus ». Queste parole desumo dal testo che se ne
conserva nel voI. 439, faI. 285, r°. (R, Cancelleria) dellArehivio di Stato di Palermo.
da Carlo Y, contenuto nel LIBRO Rosso (f. 263 r° - 265 'i• È premessa al
testo dei capitoli questa notizia:
"Nota come nel mese di settembre l'anùo 1535 la. Maestà di Carlo Quinto
imperatore e re di Spagna venne in questa. città di Trapani con una poteiitc
amata e grosso esercito per passare nelle parti di Barbaria, et v.i stette
cofitinui quattro giorni, e nello intrare che fece li Jurati di quel tempo fe:
cero che nella Chiesa di Santo Agostino di questa città, giurasse di osservare
nog solamente li privilegi che tiene detta città, ma tutto il regno, et di questo
ne nasce che nel sigillo di detta città si legge: Ubi Caesar primum iuraylt (i.).
Gvpitula, immunilates et gratiae civilatis Drepani sibi concessa per Maiestatem Caesarea.m Caroli Quinti hnperatoris in hoc regno et in civitate praedieta advenien tis.
Capitoli, Privilegi, gratii et immunitati, li quali hurnilitor et gratiose
a yostra Maestà Cesarèa ce adirnanda la fidele vestra città di Trapani.
In prirnis clic vestra Cesarea Maestà se degni eonfirniare, aceptare et
dej novo concedere tutte qnelle gratie, privilegi, irnuiunitati, capitali, iistituti,
Consuetudini et ohservantie concessi, ordinate et coufirmate per li reqolende
memorie delli retro Principi di vostra Catlìolica Cesarea Maestà, sieut continentur in Bollo Universitatis, si como promisi et jurao vestra Catholica Cesaiea Maestà confirmare con tutta 1' autorità che teni. ii la felici et prospera
veiìnta di vestra Catbol.ica Cesarea, Maestà in detto, città in la ecclesia di
Saito Agostino, non obstonte fossero in alcuna parte iuterrotte—.Plaze a Su
Magestad corno stan en possession.
Itein supplica vestra Cathelica Cesarea Maestà questa povera città per
li Qontinui servitii fatti, et che continuamenti fa a vostra Catholica Cesarea
Mestà et per li receputi interessi et danni, tanto del tempo preterito como
nel presente per receptare la regia armata di vostra Catholica Cesarea Maestà
(1) È necessario notare che per equivoco nel LIBRO Rosso è detto che Carlo
venne in Trapani in settembre o con potente armata per passare nelle partidi Barbaria: a Le memorie storiche provano che l'imperatore venne in Trapani tornando vittorioo dallAfrica. Basta citare l'importante volume: Rerum a cavolo v caesare Avqvto Africa bello gestarum commentarii, Antuerpiae 1DLllll ». Nel Diariuni
cx)jedieionis Tunetanae di Giovoani Ernonio a f. 142 si legge che carlo a 13 giugno
(Idibus lunii) da Cagliari partiva direttamente per Tunisi, e a f. 56 r°. che dopo la
vit,oria di Africa tornando giungeva a 22 agosto in Trapani: « undecimo Galendas
Septembria in portum Drepani, quao Sielline eivitas est, cum cunetis loagis suis navibùs, aliisque oetuariis pervenit i. Anche il siciliano Federico DEr. CARRETTO, De
beqo Africano per Carolunt 7 (nel torno I degli Opuscoli di autori siciliani, Gotania 1758 pag. 48,72), dice per Carlo che andò in Africa e al ritorno venne in Tra,pan]i e Hie Drepani .quatriduo moratua, terrestri itinere Panorrnum tetendit ».
nktn
et dare lo complimento di vettovaglie, li citatini poterse sustenire ne lò
servitio di vostra Catholica Cesarea Maestà ne l'arte inaritima con loro varcHi,
et stare prompti a fare obstaci,lo a li inimici di vestra- Catholica Cesarea
Maestà, per essere questa città posta a lo infronto de questo Regno.matme
de li barbarici parte de infideli, da cui è stata outinuamenti vexata et dannificata, che vi plaza de benignità concedere soi citatini siano liberi et francEi
per tutti li altri reami di vestra Catholica Cesarea Maestà, como al presente
sonno liberi et franchi (le ogni diritto di dohana in mare ed in terra per
tutto et Regno de Sicilia, como per soi privilegi largamente si contene, sicut
et quemadmoduin nunc gaudet civitas Messanae.—Que gozen de la franqueza
que tienen, y que en lo deinas Su Magestad los mandara favorezer eh todos
sus Reynos como a sue buenos vasalios.
Item supplica questa povera città vestra- Cati,olica Cesarea Maestà havendo privilegi, observantie et consuetudine autiqua, non essere gravata, angariata da li stipendiarii et soldati di questo regno como in quelli si conteni.
et già nella prospera venuta di vostra Catholiea Cesarea Maestà in questa
città con ]i Alamanni. como di questo ni è informata, che per forza expellendo
li citatini de loro habitatione, ad aLtre levandole la ròba, ad altri facendone
dare lo vitto aminazaudole, privarele de la vita et honore se impoteraro di
tutta la città facendo a loro voluntà, et al fine della partita li Alamanni inculpando a doi citadini innocenti se portaro per fàrza con le nave quelli
volendo componere per docati cento per uno, contro ogni giustitia et la forma
de li privilegii et ohservantii, di modo che una gran parte de citatinifugero
de la città in li convicini, non potendo liabitare ne la città; che se degni de
cetero fare observare vestra Catholica Cesarea Maestà detti privilegi, Consuetudini, observantie, et per beneficio publico non siano in futurum verati
dare posati a soldati, altramente questa città se verrà a disabitare et de lo
in tutto destruere.—Que Su Magestad mandara guardar sus privilegios y
exempciones, como fuere de razon, y proveliera que sean favorezidos y bien
tratados.
Item supplica questa povera città vestra Catholica Cesarea Maestà de li
danni innumerabili receput.i da li soldati allogiati in questa città e de lé
gravitie che tene in le subventioni di vestra Catholiea Cesarea Maestà, che
la città per sè non teni uno scudo per alcuna oceurrente necessità, et li
citadini so talmente destrntti che non fora . possibile taxarle de alcuna mi
nima quantità, ancorchè haveriano lo animo prompto al servitio et. subventioni de vestra Catholica Cesarea Maestà, a pena se ponno loro vita sustentare,
se digni vestra Catholica Cesarea Maestà reeompensarle a le donative de
vestra Catholica Cesarea Maestà, et. a quello in questo parlamento generale
se -concluderà oi vero de altro che parrà a vestra Catholica Cesarea Mr.està,Que Su Mayestad tenra memoria de esta Ciudad, y la favorecera en todo lo
qua se le offreciere.
Item supplica questa vostra fidble città vestra Catholica Cesarea Mastà
LA MXwrZA,
6
XXXVIII
se degni recordare essendo in ipsa città li Inriiti, supplicaro vestra Oatholica
Cesarea Maestà de alcune gratie contenti in quello et questo memoriale, et
vehtra Cathoiica Cesarea Maestà respose volere rendere resposta in Faiebmo, che vestra Catholica Cesarea Maestà se digne respoudei'e con quella
reposta fece nostro Signore Dio incarnato a la petitionc del centurione per
la sanità de la propria glia, si come si espetta di una tanta Cesarea et benina persona, dove non se trova essere stato mancamento de gratia; tanto
pi in questa così gloriosa vittoria de la provincia de Africa. accadendo per
sorte a questa vostra città in questo Regno la prima volta liavere desceso
in ipsa et con tanta vittoria felice et prospera sanità di vestra Ca.tliolica
C6sarea Maestà, d'onde ad uno tanto grande Re et Imperatore è necessità
fa'e et concedere gratie maxime a soi fidele servi ct vassalli. - Lo qve se
stplicò en Trapana aull no se La podido veer, quando se viere se respondera.
Decretado y acreido y mandado de Su Magestaci en Palermo a VI
d& octubre Vm md. 1535 (1).
fl,'ries Scretarius
È superfluo ogni altro cenno su documenti di epoca posteriore estranea
alla pubblicazione di Antiche Consuetudini. Aggiungo però che il Liana
Rjsso , malgrado alquanti errori incorsi dai copisti, inteiti talvolta più all'eleganza che alla correzione, rimane sempre una raccolta utilissima, per la
stria della, città di Trapani e per le leggi municipali. Riesce (ai dì nostri)
pii comodo aglinesperti il Linuo Rosso (i6oi), perché le cognizioni di latino,
di paleografia e di antico diritto sono indispensabili per lo studio del Regesto
Pbligrafo del secolo XV, che è il Rollo o la raccolta più importante clic
si conseni nella città di Trapani.
(1) Questo privilegio è dato da Palermo a 8 ottobre 1535. L' Imperatore arca
ato in Trapani nello Chiesa di S. Agostino (li confermare i privilegi e Consnèai dello città, e si trova in quella chiesa nel lato sinistro entrando dalla porta
gioie questo iscrizione, che è giusto riferire.
o Dea Optimo Maximo
« Divoquc Augustino sacra illustrissirni Senatus Drepani tani pervetusta Dornus,
Goncilia Maioro Cogit. Disputationis examine n,edicos approlint, audilguo Senatus
i Quodragcaimac Conciones. ac ubi Tunete espugnata Siciliam adveniens, mariCaesarum, Carolus Quintus anathema victorine Purpuram appondit primumque
vit Verbi Hominis Anno MDXXXV. »
Carlo V si riserbò di sottoscrivere il privilegio in Palermo, como oppare dal testa
n inserita.
Notizie su quella venuta di Carlo V danno gli scrittori trapanesi: FABDELLA,
ali della città di Trapani (Ms. della Biblioteca Fardelliana) pag. 302.— FERRO,
la per gli stranieri in Trapani, ivi 1825 png. 96 e 245. - Mozqnnw, Ouida
stica di 2?eperni, lvi 1883, png. 20, e 23,
I
v.
Manoscritto della fine del secolo XVII che si conserva
nella Thblioteca Fardelliana.
È un volume di pagine 474 rilegato in pelle in questo secolo e nel dorso
vi è scritto « Consuetudines . I fogli sono alti cent. 31 e larghi cent 30.
Nel primo foglio è scritto : « A spese provinciali 1857 », e sotto con
inchiostro turchino è annotato Questo Ms. fu trovato tra le carte d'un defunto
notaio, e fatt6 avere alla Fardelliana dal Sig. Rocco Mazzarese bibliotecario.
Nei margine inferiore sono due righe cancellato con altro inchiostro,
ma vi si legge chiaramente « Ad usum nei D. Xaverii Piazza Procuratoris
Causidic, amio 1767 ». Questa menzione del possessore è estranea alla data
del manoscritto.
Il manoscritto corninia: Textus Consuetudinum, Observantiarum,
Frivilegiorum, Immunitatum invictissimi et fidelissimi S. P. Q . D. »
Dopo questo titolo leggesi i] .Proenznern ad Consuetvdines praepositum.
È quello del 141.0 da. me pubblicato nella presente edizione (pag. 4 e 5).
Dopo il proemio (pag. 5) seguono le Consuetudi:ui di Trapani:
« Incipiunt Consuetudines terrae Trapani. Consuetudo I, De confusione honorum viri et uxoris, et utrnm de hiis possint testari .
Le Consuetudini di Trapani in questo solo manoscritto si trovano divise
in Consuetudini 49, con la numcrazioue in numeri ro,nani. Nessun numero
o altro segno è apposto nelle aggiunte o dichiarazioni segnate de codenv in
vari capitoli. Ho dovuto perciò seguire quest' ultimo manoscritto per la nuInerazione dei, capitoli del testo, notando per maggiore chiarezza o brevità
con semplice segno di paragrafi i pochi de codcnt. Vi è l':inversiono per la
rubrica de pignori/ms cc. (T. A. 36) , clic é anteposta alla. rul). Qui/ms cx
causis fdii exhaeredantnr ( T. A. 35).
Le Observantiae sono erroneamente numerate come seguito di capitoli
di Consuetudini. (Consuet. L—LJIIJ).
Clziudesi il volume con 1' Indice distinto delle Consuetudini ed esservanze. privilegi e documenti var.i clic contiene.
Questo manoscritto è di minore importanza, ma è sempre utile malgrado
i molti errori di copia.
Polizzi descrisse ampiamente il contenuto di questo manoscritto nel giorna.le L' Iniziatore, Foglio di scienze, leUcre ed arti, (Trapani , 1 . 0 dieemnbre
1858, N. 21-24, pag. 161-190). A pag. 188 pubblicò Polizzi una sua versione
dell' anzidetto proemio del 1410.
Prima edizione delle Consuetudini di Trapani (1895).
Comparando il testo delle Consuetudini e Osservanze nei cinque mano,
scritti, dei quali sopra ho dato chiara notizia, tenni per base il Regesto Poligrafd del secolo XV, trassi ùtili emendazioni dal Frammento (fol. 245
e 246), e notai le varianti principali degli altri manoscritti posteriori di Pa.loxjmo e di Trapani. Potei così ne 1895 formare la presente edizione nel
modo che ho giudicato più esatto.
È questa la prima edizione delle Consuetudini di Trapani, perché nel
diedi in luce nell'Archivio Storico Italiano .i soli capitoli inediti non
compresi nella edizione di Appulo (1498), e insieme le Osservanze e il pnvdi Federico d'Aragona. che concedeva! a Trapani l'uso delle ConsLlctudiUi di I1essina.
La pubblicazione di quelle Consuetudini fatta in Palermo (1887) nella
Impresa di ristampe di A. Todaro e Luigi Pedone col titolo di I?accolia
di Statuti Mitn.icipali Italiani (pag. 147-166), fu una edizione imaginaria,
c$e ristampava i capitoli dell' Archivio Storico Italiano e delle Consuetndini
di Messina, senza aver veduto alcun manoscritto nè in Palermo nè in
Tkapani.
Il Testo Antico delle Consuetudini messincsi, elio in Trapani è raccolto,
cdnserva i capitoli primitivi e vi aggiugne e riunisce altresì le dichiarazioni
oriforme posteriori. Appulo (1498) riordinando con ta'une riforme le Consuetudini mé.ssinesi, distinse e pose dopo gli anticlu capitoli quelle aggiunte
- oriforme, come si scorge negli ultimi capitoli di Messina (cap. 48 a 56,
ptg. 48 a 50 della presente edizione).
Invece nelle Consuetudini raccolte in Trapani vennero aggiunte le dichiarazioni o riforme dopo i ctpitoli, aiquali si riferivano, e pr ordine di
materia.
Così le Consuetudini •di Messina riordinate da Appulo , e rimaste poi
pr unica! legge, conservano il Testo Antico con aiquante lievi riforme e
c'ei ordine diverso, e con varie suddivisioni di ca1itoli, e nel complesso gen1erale formano lo stesso Codice, coli la differenza che in Trapani non :fn
aLmesso il e. 50, e in li ftirono esclusi da Appulo gli antichi capitoli
r4guardanti pracrizione (T. A. 28), erbaggi (T. A. 37), e quella parte del
T. A. 4 che riguarda i Giudei e che poi fu aggiunta nei 1559 da Cariddi
SI cap. 47.
Nel solo manoscritto che fu già di un notaro (sopra indicato pag. XXXDC)
esiste ia numerazione di 9 capitoli o -consuetudini,non 'sono numerati
de eodem, quasi accessorio dei vari capitoli.
La Tabella Capitulorum del Regesto Poligrafo sebbene non indica
numeri, contiene pure 49 capitoli (oltre i e. de eodem), come fu da me
dimostrato (pag. XVll-XVIH), ponendo in margine nel principio delle rubriche i numeri entro parentesi. In entrambi i manoscritti era occorso il
doppio errore di un capitolo duplicato, e fu da me sopra accennato (pagina XVtII, nota 2).
Era perciò necessario seguire quella giusta numerazione, e sarebbe stato
arbitrio il fare altrimenti (1). Anche a tale numerazione di capitoli oltre
i paragrafi de eodem, corrisponde la comparazione numerica, che per comodo
degli studiosi del patrio diritto fu da me fatta nell'Archivio Storico Italiano,
ponendo a fronte i -capitoli -delle Consuetudini di Messina Anto); ed ora
posso ripeterne il prospetto nmnerico, aggiungendo le parole iniziali dei capitoli o paragrafi per maggiore chiarezza e premettendo il numero dei 49 capitoli del Testo Antico (T. A.), già stampato nel 1895 come inizio della mia
edizione delle Antiche Consuetudini delle Città di Sicilia.
I cap. 49 della presente edizione corrispondono ai 68 numeri segnati
nell' Archivio Storico Italiano pel manoscritto del secolo XVI della Biblioteca
Comunale di Palermo. Infatti aggiungendo i paragrafi i7 de eodern della
presente edizione, e i-i secondo de eodern del c. de praescriptionibua (Ms. Qq.
3'. 55, fol. 32 ra), e il de codein (Lata sententia in absentem et non—prorupit del o. de appcllationibus (Me. Qq. 2. 55, fol. 31. retro) si hanno i N. 68,
che sono appunto quelli indicati nella serie dell' Archivio Storico Italiano.
La divisione di tre de eodern nel o. de a'zpdlationibus, e la divisione del
e. de praescriptionibus con un de eodern, sono •rneciali del manoscritto della
Biblioteca Comunale di Palermo.
-
(i) Negli St.at,iti, e nelle Consuetudini o Coutumcs è il numero progressivo nei e.
de eodcm, sia perché nel gran numero di quei capitoli riusciva più comoda la serie pro
gI'essiva senza distinzione in paragrafi , sia perchò -non eravi manoscritto che contenesse numerazione diversa e non progressiva. lo perciò non poteva seguire quell'esempio, molto più perché negli antichi manoscritti delle Consuetudini di Trapani non
esiste alcuna numerazione, e la Tabella Capitulorum del Regesto Poligrafo e il manoscritto del notare in o. XLIX richiedono la numerazione da me seguita cioè esclu
dendo i de eodm Ialla numerazione progressiva,
XLU
Prpspetto comparato della Serie dei 49 capitoli del Testo Antico, dei
numeri indicati nell' Archivio Storico Italiano, e dei capitoli delle
Consuetudini di Messina (APPULO, 1498).
'i. A.
(TRAPAÌn)
(1881)xPPuLo)
i
1
4
3
4
O
6
7
8
9
2
3
4
O
6
7
8
o
§1
10
11
10
§1
12
11
13
12
14
13
DEL TESTO ANTICO
ITALIANO
1
2
PAROLE IITIZIALt
CII. STOR. I MES8DA
15
14
16
i.?
15
16
:18
11.9
§1
20
2
21
§3
5
(TRAPANI)
Viri et lixoris
Prnortuo.
Si vero prrnoriatnr.
48
Non est novuin
Vir praemortua.
7
8
Debita qu.
12
Viro piiemortuo.
Pater et mater.
2
Patre nortuo.
10
IJtroque parente.
11
3
Utroque parente.
Si marIna.
6
ltein - rcscrvata.
Li)
Item si dictus.
4:0
Filio nato.
9
Viro et uxore.
15
Minor.
19
Viro ab intestato.
16
Puefla.
21
Minores.
17
18
Imminente.
30
Vondielones.
31
ms prothilniseo5.
31
Re stabili.
Prov.isum.
52
Vendita.
31
T. A.ARaTI. STOR. I MESSINA
I
(TRAPAM)IITALIANO
(1881)
I
3,
22
§5
31
23
§13
53
24
§7
25
54
17
21]
243
§1
27
51
18
28
27
19
29
29
20
30
40
§1
31
40
§2
32
4:0
§3
55
33
§4
34
55
21
35
42
§1
313
42
37
§2
42
38
22
39
343
23
443
40
24 41
25 42
243 43
27 4-4
28
29
(mAFANI)
I
§4
PAROLE INIZIALI
DEL TESTO ANTICO
47
In nomine... an. MCCCLXXJ.
Ecclesiae.
Vicesiino
Cum sit.
Nulius.
Septirno decimo.
Uxor.
Paeto.
Debitore.
Debitor vero - redderit.
Debitoris - quantitate.
Ad exeludendas.
Haee.
Lata sententia potest.
Lata - duraverit.
Lata - prorupit.
Appellatione - prosecutua.
Civ.is Messanne.
Poena.
ludaci (OARLDD! e. 47).
Beni inulier.
39
Data a.licui.
42
A sententia - non pctest.
38
Nemo - otest.
42
Item - non debet.
45
Si quis - liberatur.
443
47
23
Siiniliter - probaverit.
Pilia nupta.
EI S l'i
T. A.ARCII. STOR.
ITALIANO
(TIuPANI)
(1881)
MESSINA
(APPULO)
PAROLE INIZIALI
DEL TESTO ANIUCO
(mAPANI)
24
Fratribus.
30
48
32
Domo.
31
49.
32
33
Dornus.
50
35
33
51:
Usurce.
34,
34
52
Si quis.
22
Filius.
35
53
41
Res inobilca.
30
54
Re rtagia.
37
55
14
Res stabilie.
88
56
De maledieto.
44
39
57
45.
De insultibus.
40.
58
41
43,
Si inriftis.
59
§1
43
Lex maritum.
60
61:
42
20
Films familias.
25
Re stabili.
43
62
28
Nulla poema.
44
68
22:
45.
64.
Spurii.
13:
Rem stabilem.
46
65
47
66
37
Mulier viran.
In personalibus.
48
67
56
*
49
68
MARTINDS. (1)
(1) (in asterisco * segna i cap. 10 § 4 o 49 (T. A.), che sono di Trapani e non di
'sina. 11 segno j indica che i e. 28 a 37 del T. A. furono esclusi in Messina da
come egli ha dichiarato (Antiche Consueludini, pag. 32, Im. 17, 2!), e che
c. 24 (T È.) fu tolta nel e. 47 di Messina una parte, che venne poi aggiunta da
.IDDI (1559j e nella presente edizione è indicata in nota a .pag. 46.
nv
Riunendo in unica edizione le Antiche Consuetudini delle città di
Sicilia deve collocarsi innanzi ogni altro il Testo Antico delle Consuetudini
di Messina raccolte in Trapani, perché contiene il codice più antico e più
sicuro di Cohsuetudini siciliane adottate o imitate in. parte nelle altre città (1).
Le compilazioni o raccolte dei capitoli delle Consuetudini di Palermo e
di Messina non sono a noi perveiìuto in alcun codice antico e completo, che
offra un testo genuino e sicuro, in mimoscritto originale o in copia autentica.
Non sono stato munite di regia sanzione, che abbia approvato il codice o la
raccolta dei capitoli nel suo intero tenore. Rimase per legge in Palermo il
teto pubblicato da NASO (1478) e poi da CAJO (1547), e in Messina il testo
riordinato da Arruno (1498) con taluni capitoli aggiunti poi da CARIDDI @559)
Gnuoonzo nel fine del secolo scorso raccogliendo i manoscritti, nulla ebbe
per Messina, anzi perfino ignorò 1' edizione principe (2).
Inutile è riuscita ogni diligente indagine già fatta da me e di recente dai
miei figli per la ricerca di pergamene o di qualsiasi antico manoscritto di Consuetudini di Messina, e nulla si è rinvenuto nelle biblioteche o negli archivi di
Palermo, Messina, Catania, Patti, Lipari, Castroreale, Girgenti, Siracusa e Noto.
Per le Consuetudini di Palermo ho già annunziato secondo un registro
di Girgenti èhe il re Federico (1318) avea prescritto che in Ma2zara fosero
seguite le Consuetudini di Palermo (3). TEsTA avea pubblicato quei documento (4). Le ricerche fatte in Mazzara rimasero inutili per gli antichi e
recenti incendii dell' Archivio e della Biblioteca (5). Anche in Trapani fu
(1) Nei capitoli 16 § 5, 6, 7 (pag. 13), 17 § 1 (p. 14), 22 (p. f71, 44 (p. 21) ho
indicato in carattere corsivo le poche parole estranee al tosto di Messina e speciali
per Trapani « in terra Trapani sic,,t » (10 § 5); « per universitatem terre Trapani
sieut (10 § 0); «et Trapaai » (10 § 7); « per universitatcm l'rapani tient » (17 § 1);
« et idem in Trapniiease » (22); « eL ita servatur Trapani » (44).
(2) GREGoRIO, Iatroduzionc allo ztudio del diritto pubblico, Palermo 1794, pagina 179.—Ne ho dato aotizia sopra pag. IV, a. 1.
(3) 11 Lrnno Rosso dell'Archivio Comunale della città di Mazzara comincia coa
quel privilegio di re Federico del 14 luglio 1318 per l'uso delle consuetudini di Pa
lermo. - Archivio Storico Italiano (1881, t. VIII, pag. 210).
(4) TESTA, De vita ce rebus gesti» Friderici Il', Panorini 1775, pag. 277.
(5) Nel Ln,no Rosso di Mazzara (fol. 131-137) sono i « Capitoli del Capitano
d'armi a del 1° settembre 1525, e un capitolo finale (fol. 137) prescrive « Item che
tueti li officiali de la eità preditta in tucte le altre cause, qustioai et negocii a li
citatini, incoli et habitaturi di quella doblano in omnibus el per ornata observar .j
CohuetudiÀi de la felice ciffi de Palermo, come per lo passato se hanno observati.
Lk MANnA.
XLVI
invd.no ricercato il manoscritto delle Consuetudini di Palermo, le quali erano
segiite dai Trapanesi per lungo tempo, secondo i documenti dei secoli XIII
e )frV, prima clic fosse loro dal re Federico concesso (1331) 1' uso delle
Coi)suetudini di Messina. Nell' Archivio di Stato di Palermo nulla si è rinvento finora neanco tra i pochissimi registri rimasti dei secoli XIV e XV
d5llL Corte Pretoriana (1).
È probabile che il codice delle Consuetudini di Palermo non consel.vi
1' antica semplicità di un testo primitivo e che sia stato invece' aeccresciuto
e fc!rse emendato in talune parti, e che NAso cancelliere. segretario, e primo:
edittre abbia voluto ridurre il testo più completo e corretto unendovi dichiarazipni o lievi rifonne ed aggiunte, che in vari tempi si erano fatte. Di ciò
niu4a prova sicura rimane; ma comparaudo alquanti capitoli di Palermo e
di Messina si scorge la differenza tra nn testo primitivo ed uno accresciuto
o niodificato (2). Può anche supporsi che nella serio numerosa di lunghi
capitoli che davano nonne per diversi argomenti, si fossero aggiunte nel
coro dei secoli alquante dichiarazioni e correzioni al testo dei capitoli, e
noa è verisimile che soltanto si fossero dichiarati o emendati i due capitoli
su la nsura (1320) e la protimisi (1330)..
.11 Testo Antico di Messina al contrario offre del tutto distinti i capitoli primitivi e quelli posteriori d' interpretazione e rinnovaziòne pel corso
di ani trenta (1293-1322).
Posso ora rapidamente indicare le principali prove, che fanno i'itenere
come Testo Antico delle Consuetudini di Messina quello conteunto nelle
Conketudini di Trapani.
È certo che Trapani ottenuti (1314) i privilegi di Messina ebbe cura di
farne tosto eseguire le copie esattamente, e ne rimane la prova nel TransuntJp (1315) da me pubblicato (pag. XXVII).
Convien credere che in simil modo dopo la concessione delle Consuetudini messinesi (1331) si fosse eseguita la copia di tutti i capitoli di Consuetkdini, tanto dei primitivi quanto dei posteriori, clic contenevano aggiunte,
dichiarazioni o riforme.
(1) Nel Reqesto Poligra/b della Biblioteca Fardelliana di Trapani a fo!. 313 è
riferi'to il eap. 29 de prohibitis ertiflciis, delle Consuetudini di Palermo, e in fine si
lcggd: « Es consuetudine panhormnitaaa conservata penes Archivum regai Regie Curie
Pret,re felicis urhis Paubormi extracta est presens copia. Collacione salva a. Antiche
Consùetudini, pag. 184.
¶2) Basta leggere i capitoli su la protimisi (20 a 28), e il eap. 43 e seg. su la comunione per conoscere come le primitive regole si trovino ampliate, dichiarate ò limitate,
Dopo anni quarata (1371) fu fatta in Trapani una dichiarazione sul
termine di protimisi, e venne inserita nel Testo Antico di Messina (T. A. 16
§ 4, pag. 12).
Finalmente nei primordi del secolò XV i Trapanesi ottennero dal re
Martino una dichiarazione (1408) SU le appclla.zioni, e nella raccolta 1' aggiunsero in fine come ultimo capitolo dopo il Testo Antico, e chiusero allora il Codice di Consuetudini col titolo di Consuetudines terre Trapani,
che sono tutte di Messina e nulla contengono di Trapani, tranne questi due
capitoli (1371, 1408).
Da quel tempo rimase inalterato quel Codice tanto che altri capitoli
speciali di Trapani furono aggiunti e distinti col titolo di Observantie
terre Trapani.
Non può mettersi iii dubbio clic nelle Consuetudini di Trapani sia contenuto il Testo Antico delle Consuetudini di Messina, e prova solenne del
loro inizio ne offre la testimonianza dell' insigne e dotto prelato Nicolò Tanascai (Abbas Siculus o Panormitanus), che nel L'onsil. 63 ha conservato
il testo del capitolo fondamentale della comunione di beni fra coniugi e figli
come approvato dall'imperatore Federico per la città di Messina.
TEDESCa! con sapiente Consilium dimostrò che era invalido il legato ad
pios esusas contro il divieto deliit legge municipale, che per bene dei figli
permetteva alle madri di disporre soltanto cli una metà degli immobili se
non avessero mobili, li' autorità del dotto prelato e la forza di sue ragioni
resero celebre quel, responso, che vedesi perciò citato da molti scrittori italiani e stranieri. Tunascm scrivea (1425) quando esistevano gli antichi manoscritti dileggi municipali, è risaliva alla più autorevole sanzione di quella
consuetudine (1).
cc Stante quadam constitutione quondam Frederici Iniperatoris, quam
ipse edidit homiriibus et populo messanensi regni Sicilie tenoris infrascripti, videlicet:
Viri et uxoris bona omnia a quacumque parte proveniant, natis fihiis
confunduntur et unum corpns efficiuntur. Et volentihus viro et urore dividere eum filiis, tertia pars bonorum tenetur (debetur) patri et altera matri,
et reliqua tertia filo ve1 fihiis. Premortuo vero patre vel matre ab intestato,
(I) Nicolò TEDE5CU1 fu eletto Abate di S. Maria di Maniaci nel 1425 quando
scrisse i Gonsitia. Fu dotto porci?) .4bbas Manfeccnsis, che per errore si vede indicato
nelle antiche edizioni poi Marnacensis o Monacenis. Si distinse al Concilio di Basilea.
Fu caro ad Alfonso il Magnanimo, ed infine fu Arcivescovo di Palermo , ove mori
nel 1445. Le sue opero furono stampate nel secolo XV e riprodotte in varie edizioni.
illls viventibns patre superstite ve1 matre, tertia pars premortui
'ci filo. Et sic iidem fui habent duas partes, unam debitam cibi
alteram parentis premortui. Si vero pater premoriatur testatus,
testamento, dummodo in eodeni testamento de tertia fIco caos
Si vero premoriatur mater, potcst de inobilibus tertie sue poralle testari. Stabila vero, ea mortua, cedunt fihiis. Si autem non
potest de stabilibus usgue ad medietatem valoris eorumdem
;ta extimatione testai'i » (1).
TEoEscm dice poi che tale legge è dell' imperatore, e accenna che caDO sempre valida se fosse statuto della città « Dieta constitutio fuit edita
imperat?re et sic est ius commune quoad eos. Et idem dicereni
ipsa civitas hoc statuisset, pila in hoc habet potestatem a iure communi,
ut
1. O,nnes populi » (2).
-
La sanzione sovrana garentiva da ogni imprudente mutazione, ed acero1' autorità della consuetudine municipale.
Sventuratamente per la perdita degli antichi documenti e privilegi di
sina non è rimasta alcuna memoria della costituzione di Federico, ma
• è lecito di trarne argomento per negarla o per attnbuirla al re Federico
a, ua.gona, poiché prima che egli giugnesse al trono esisteva quella comuìe, confusione e tr.ipartizione di beni tra coniugi e figli in Messina. Queste
vane re nel giorno di sua coronazione (25 marzo 1296) promulgavt al.nte costituzioni, e in cjuella De vxorzbus proditorum ci fiuiis, mitigando la
fisca per le famiglie dei ribelli dichiarava: Si vero prnedicti eorum
iti mortui fuerint siquidcm non existentibus liberis, dotes suae resti, va
(1) Così comincia il Gonsii. LXIII di TEDESCHI nella edizione di Ferrara 1475.
sobo premesse al volume dei onsilia le parole: « In Dei omnipotentis nomine Amen.
[nl1rascripta sunt Consilia seu aliegationes Thcte seu composite per Roucrendum.....
dominum Nicolaum de Sicilia al,hatem Mamacen. (corr. Maaiaeen.) deerotorum doc.
suiflilissimum, anno dni M 0 00000XXVO ». - LA ISIANTIÀ, Leggi Civili del Regno di
Sicilia (1130. 1816), Palermo 1895, pag. I 77.—HAisTwI$ (IS Stedirecht von Messina,
CaLsel o. Gòttingen 1867, pag. 53) credette interpretare D. ABI3. per Andreas do
IJa'rbazia, mentre era notissimo designarsi Abbas il celebre siciliano Nicolò Tedeschi.
PcJscia anche dubitando, in pagina separata (p. 75) in fine del volumetto oggiiiiigeva
supiernen(o o correoione, e diceva che forse la Sigla O. A&&. può interpretarsi Abbd.s ,Siculus arI Panorrni(an,cs, ma deplora che non potea vederne i Gonsiiia. Di
pie1' illustre siciliano non era lecito ignorare il nome e le opere, e mi sembra impoLibile mancarne gli esemplari nelle ricche biblioteche di Falle o di Gottinga.
(2) È la nota legge Dig. lib. I, tit. I, de justiUa cI jure, fi. 9, CAdo, msi.
XLIX
tuantur eisdeni; liberis autem existentibus, tertia pars bonorum communiurn tempore const•antis matrimonii dietia mulieribus relaretur; de duabus
vero partibus praedictonm bonorum fihiabus tantum, humanitatis int.uitu,
volumus alimenta praestari, masculis omni emolumento bonorum huiusmodi
penitus exeluderidis » (1). Così è manifesto che il re Federico riconosceva
siu dall' inizio del suo regno come consuetudine generale la sola comunione
fra coniugi per la nascita dei figli (2).
Indi a poco (1° novembre 1322) facevasi in Messina per la deduzione
di « lucra sordida et male quaesita la dichiarazione di quella Consuetudine
di comunione Viri cI nxoris, dicendola antiquarn consuetudinem. Non
poteva darsi tal nome se fosse stata qudila consuetudine introdotta dal re
Federico, clic allora da sali ventisei anni regnava, e ben si poteva piuttosto
intendere quella designazione di antiqua per la sua antica origine e 1' antica
approvazione di Federico imperatore.
È notevole anche 1' esistenza di antica norma su la prescrizione barbarica di un anno, un mese e un giorno ammessa nei capitoli del Testo An7
tico (cap. 28) e in Patti (o. 39), e che ricorda altresì una costituzione cli
Gugliehuo 11, della quale non avvi altra notizia. Anche Ari4go VI ammetteva
quella breve prescrizione in un privilegio per la città di Messina (3). Le
brevi prescrizioni furono riprovate da Federico imperatore nelle Costituzioni
Federico, e 0.—LA MANTEA, Leggi Civili del ,•egno
Palermo 1895, pag. 193.
(2) La legge dava norma generale pci caso ordinario di matrimonio di coniugi
che avevano dote e beni, che si confondevano per la nascita dei figli. Non tenea
ragione dei coniugi anco senza figli, pci quali avea luogo la comunione pci solo decorrimento di un anno dopo il matri,nonio, che era ammessa in Palermo, Galtagiroae,
Piazza e poi in orleono e più tardi in castrogiovanni. Neancc facea menziono dei
coniugi poveri, pci quali in talune città era ammessa la comunione degli acquisti
etico senza figli (T. A. 10 § 1.— APPUW, e. 15.— Palermo, e. 46.— Patti e. 20—
Noto e. 9).
(3) li' imperatore Arrigo VI nel 1.494 confermi' gli usi e le consuetudini di
Messina e inoltre statuì Practerea statuinius ut uicu,nque possessionem aliguarn
(1) (apituta 1?eqni Sicìliae,
di Sicilia (1130-1810),
per annusi ununi et rnensern unun. al scptirnanant una;n al dieìn unuìn tenucrit
cu,m iusto titulo et sine calunnia, cI acor prasens fuerit, posscssor ci respondcre
t. lI, pag. 0S-70.—l)z Cazuntun,
Hist. de la tutte des Papes al des Emporeurs de la inaison de Souabe (Paris 1858,
t. I, pag. 499).—Arcli. Stoi-. li. (1881, t. VII. p. 313). Leggi Civili del Regno di
Sicilia, Palermo 1895, pag. 311,
sjltcrius non tencatur
5.—GALLO,
Annali di Messina,
L
ie1 Regno (1). MARINo DA CARnSAMC0 notò: Hoc Iocum habebat Mes'sanae (2). APPULO escluso quel capitolo di testo antico, dicendo : Quid cnim
de veterrima illa praescriptiorie nos scire oportet? si constitutio Duram
mperatoris Frederic.i eam penitus iussit abolcr.i (3).
L'imperatore Federico vietò pure il diniego di appellazione nelle matene criminali, clic dicevasi permesso dalle Consuotudini di Messina (4).
Anche il cap. de hertagiis è di antica origine, e An'uLo escludevalo
come già cadute in desuetudine: « eius capituli usus nullus apud nos extat. »
(Antiche Consuetudini, pag. 32).
Confermasi la prova della vera antichità del testo conservato in Trapani
col fatto indubitato di riforme e dichiarazioni, che se ne facevano sul fine
del-secolo XIII o nei primordi del XIV.
Sono di epoca certa (oltre la sopra notata dichiarazione del 1322 per
ma2e quassita) alquanti capitoli di dichiarazioni o riforme aggiunte al testo
primitivo delle Consuetudini di Mcssina, e tutte interpretano e riformano
antiche Consuetudini di Messina, le quali doveano perciò esistere da idugo
tempo e forse da un secolo.
Rimane dell' anno 1293, anteriore al regno dF Federico (1296), un' antica dichiarazione su la protimisi (cap. 53 Messina - T. A. 16 § 6) che
viene poi ricordata in altra dcl 1302 (cap. 54 Messina— T. A. 16 § 7), ed
infine si è conservata nel codice altra dichiarazione e nuova consuetudine
del 1311 per protùnisi e contratti (5). lib. III, tit. 37.—Leggi Givili, pag. 311.
(2) Const. Reqni Sjciljae cuni coenrnenjarjjg veterurn luriseonsuitorun,,
Cervono, 7fl pag. 394 nota e.
(1) Const. Regni .Sic.
Napoli,
(3) Antiche Consuetdini, pag. 32, Im. 1 8-19.
(4) Nel Regestum di Foderico deI 1240, pubblicato da Carcani (Napoli 1780,
pag. 354, a.° XXVII) dopo lo Constitutiones Regni Siciliae, si logge: Tu aticui appellalioni non defers, asserens hoc de obtenta esse consuetudine civitatis Messnae.
Cum igitur talis consuetudo iuri penitus adversctur......». - Nel T. A. 213 (Antiche
Consoetuilini, pag. 18, Im. 5) 6 stabilito: Condernnatus criminaliter do publico maleficio
appellare non potest ». - Messina c. 42, pag. 45 Im. 17-18.
(5) Il cap. 5 di Messina (T. A. 17 S 1) ha la sola designazione del giorno,
del mese o della indizione, e rimane incerto so sia del 1291 o degli anni seguenti nel
periodo in ciii si faceano quelle dichiaiazjonj, che vennero poi raccolte cd aggiunte
ai capitoli primitivi del Jsto Antico. Il eop. 50 di Messina Pro instrumentts registrandis (Il gennaio, XI md. 1297) non è compreso nel Testo Antico di Trapani. Le
date di varie riforme sopra indicate mancano nel Testo Antico, tranne pcI e. 16 § 6,
e si desumono dal testo riordinato di APPULO che le ha indicate.
LT
Questi cenni bastano per dimostrare conte risalga a tempi molto anteriori al .1.egl10 di Federico d' Aragona il Testo Antico di. Messina, e come le
varie interpretazioni e riforme per la protimisi (1293-1311) provino pure che
le vetusto Consuetudini di Messina su la protimisi raccolte nel capo primitivo (T. A. 16) doveano essere compilate dopo la ccst. Sancimua dell imperatore Federico 11 (1).
L' ordine dei capitoli del Testo Antico dcc ritenersi conservato in
Trapani, poichò le Antiche Consuetudini di Messina e di altre città che
molti capitoli ne adottarono, cominciano sempre dalla comunione col primitivo testo Viri et uxoris approvato da Federico imperatore. Non dubito clic
in Patti e Lipari la compilazione coininciasse egualmente da comunione,
Viri et uxoris, e che per inesattezza o arbitrio di compilatori o di copisti
furono aggiunti e premessi i primi dodici capitoli . che cominciavano con
1' [t cm, indicante manifesta aggiunzione, mentre dal n. 13 sino al fine per
tutti i capitoli non avvi quell' .Ticm che indica 1' aggiunzione, cd io ho conservato in questa edizione quell' ordine per la scrupolosa riproduzione dei
manoscritti, e perciò può dirsi che anche Patti e Lipari, còrne Girgenti e
Noto, conservaùo in gran parte l'inizio e I' ordine dei capitoli del Testo
Antico (2).
Quando sul fine del secolo XV Armino riordinava le Consuetudini, conservò nell'inizio la prima parte del capitolo Viri et uxoris su la comunione,
aggiungendo la dichiarazione che dicevala consuetudine del regno: c Saepius enim scriptum est, et in toto regno consuevit », sebbene abbia
diviso in tre parti quel capitolo (Cone. di Messina e. 1. 4. 5); e ciò faceva per
l'importanza di quella consuetudine fondamentale e perchè vedevala in molte
città all'inizio delle Consuetudini, clic quel capitolo di Messina adottavano.
È mestieri aggiungere clic i capitoli su i danni dati dagli animali nelle
campagne non sono nel Testo Antico di Messina conservato in Trapani nè
nelle Consuetudini di Palermo e Caltagirone, e perciò ncanco in Piazza. È
probabile che Messina, città marittima e commerciale, non 1' abbia ammesso
(1) Leggi Civili del regno di Sicilia,
Palermo 1895, pag. 238.
(2) Potrebbe dirsi che Siracusa e Catania avessero pure cominciato la
compila-
zione con la consuetudine su la comunione dei beni tra coniugi e figli, poichò soltanto
vi si promettono i capitoli sui danni dati, e in Catania anche quello degli ufficiali
(Siracusa c. 4, Catania e. 3). Nelle Consuetudini di Caltagirone premesso un Traetatus de jure protomiseos e cominciano poi i capitoli della comunione. Anche Corleone
(1439), dopo un preambolo, comincia i capitoli liana viri et uxoris, ancotehù seguisse
in grn porto le Consuetudini di Palermo.
trE
fra i capitoli primitivi del Codice e abbia provveduto con capitolo sj,eeiale
e isolato.
È certo clic Girgenti (1304), Patti (1312) e Lipari , ne contengono il
testo alquanto simile , e le tre città di Siracusa, Noto , Catanià (e Paternò
che ha adottato Je Consùetudini di Catania) ne riproducono le nofine prin- cipali, e non è verisimile che quelle città le abbiano desunte da Patti e Lipari.
L'esistenza di capitolo antico e isolato di Messina su i danni dati mi
pare più probabile, avendo trovate quelle norme barbariche in due capitoli
di Trapani, uno con la sola indicazione del mese e dell'indizione, e 1' altro
con la data 1407, ed inoltre una rifonna con approvazione regia, senza data,
e quei testi ho sopra pubblicato (1).
Anco un privilegio del re Federico (1312) per Palermo accenna per
pena e risarcimento di danni dati (poenae nomine) il pagamento secondo il
numero degli animali, e prescrive il modo legale di prova (2).
Dopo le notizie finora indicate, per non dirne più oltre aggiungerà soltanto che Animo (1498) riordinò e in qualche parte riformò il Testo Antico
quando Girgenti (1304) da due secoli avevane già adottati alquanti capitoli,
Patti nel 1312 il massimo numero , e molti Noto (1341) nei loro c odici di
regia sanzione muniti, nè nai mutati o accresciuti. Trapani dopo il 1331
raccolse come proprie consuetudini tanto i capitoli primitivi, che le dichiarazioni o riforme posteriori (1293-1322), nè mai fino al secolo nostro tenne
ragione del codice riordinato di APPULO; sicc])è non può dubitarsi che il
testo antico e più completo delle Consuetudini di Messina sia quello contenuto nelle Consuetudini di Trapani accresciuto deUe posteriori riforme, e in
parte dalle altre città adottato.
Questa edizione delle Consuetudini cd Osservanze di Trapani e di alcuni
privilegi, non comprende i capitoli di vario argomento col titolo: Capitnla
generalia terre Trapani, che rimasero finora inediti e che sui manoscritti
di Trapani vengono per mia dura pubblicati (3).
(1) Tali capitoli sopra pubblicati (lrng. XXV .XXVI) su i dancil- dati sono nel
«01. 323 e 335).
(2) Dz Vio, Privilegia Focticis (Jrbis Panorìnitanac, Paaormi 1700, pag. 42 e
43. -. È noto che le norme legali per danni dati venivano designate per le consuetudini
e leggi barbariche in varie regioni italiclie, e vcggonsi accennate nelle Const. di Federico (Iib.e 111, tit. 53-58'. Regesto Polijjrafo
(3) consolato del Mare e dei Mercanti e capitoli vari di Messina e di Trapani,
Palermo 1897, pag. 15 e aeg.
INDICE
Consuetudini di Trapani, nelle quali è contenuto il Tosto Antico delle Consuetudini di
Messina.
PEpiiZIO$E
Notizie preliminari. - Precedenti indicazioni per origine e ricogilizione di quel
Testo Antico nelle Consuetudini di Trapani, fatte nel 1862, e nel r88i nell'Archivio
Storico italiano........... pag. III
Pubblicazione di T0DAR0 e PEDONE ('887) nell' Impresa di ristampe Sopra un asserto manoscritto non esistente . ...IX
Edizione presente (1895) su i vari manoscritti esistenti di Palermo
e di Trapani ...........»x
Manoscritti I. Frammento di Consuetudini di Trapani de]la fine
del secolo XIV o dei primordi del XV esistente nel Regesto Poligrafoa xl
Esatta indicazione del capitolo speciale di Trapani del i 371 del
re Federico, rege SiCiIiae ac Athenarum e! Neopatriae duce . .» XII
U. Regesto Poligrafo. Descrizione ......a xiv
Tabella capilulorum con proemio ......» XVI
Cenno sul Proemio del secolo XV delle Consu'etudini desunto
in parte da quello di Palermo .......i) XVIII
Privilegio di Federico (zp) che concede a Trapani i privilegi
di Messina e di Siracusa..-.....» XX
Privilegi di Martino per esenzione di dogane e per Giudei. o XXI
Cenno su diploma di Martino per conferma di privilegi .a ivi
Capitolo dcl 1400 per eguaglianza di diritti di cittadini di Trapani e Cagliari..........XXII
Privilegi per cittadinanza in Trapani e MonteS. Giuliano a ivi
Ordine di Ludovico per campana di Sciurta .....
» XXIII
Capitolo del rotolo del 1272 per Messina ....a XXIV'
Cap. per conservazione degli atti .....» nv
Capitoli su danni dati dagli animali nelle campagne . .» ivi
Capitolo dei tempi delta regina Maria pei servi ,,.» XXVI
Transunto in Messina (1315) di copia di privilegio di Giacomo - a XXVII
LA MANnA.
8
E. Manoscritto della seconda netà del secolo XVJ della Bl-'
Ilioteca Comunale di Palermo, che comincia « in Xpi nomine unico
kianoscritto clic servi per' le pubblicazioni del 1862 C del i881
pag. XXXI
Archivio Storico Italiano)..
XXXI:
Glosse di Elasco Lanza e di Antonio De Ballis
Indice pubblicato da B0GLIN0 per Consilia su Id Consuetudini
i Trapani..
) XXXIII
..
IV. Ltnao Rosso dell' Archivio Comunale di Trapani (1601)
»ivi
Descrizione
»ivi
.',.
» XXXIV
Prefazione sottoscritta da Gucciardi.
Cenno sui Proemio desunto Ma tqudllo UI Pdler,no.-
»ivi
Non ha numerazione alcuna di capitoli di Consuetudini
Regole su iConsuetudine..*
'I XXXV
lPrWilegio di Iartino e Maria per ConsuetudinL .
»ivi
Pubblicazione del capitolo (T. A. 9) di Martino ('408) itella
Chiesa di S. Nicdlò in 'Trapani...
Titolo d' lnvjttissjma concesso a Trapani (1478,1.
ivi
I'ivi
IiVi
Privilegi concessi (I35)"da 'Cado V ai'l'rapanesi
-'I •XXXVI
Iscriiione 'per la venuta di Carlo V (i3) in Trapani.
V. Manosedtto délla fine del secolo 'XVII, che fu di un'notaro, e
che Si conserva nella Biblioteca Fardelliana diTrapani.escrizione
» XXXVIIT
I,
XXXIX
i,ivi
Numerazione in 'consuetudini 49 ,..'
Presente edizione del]e Consuetudini di Trapani (1895)
I) XL
"Ristampa imaginaria di T0DAR0 sopra asserto manoscritto'(,I887)
» ivi
'Numerazione dei capitoli,...
a•ivi
Prospetto 'comparato -della -serie dei '49 capitdli del Testo CAntico,
déi numeri indicati nell' Archivio Storico Italiano, e dei capitoli delle
Consuetudini di 'Mesiina-( PPULO, 1498),,
» 'XLII
'Maritano i manoscritti autentici delle Consuetudini di Palermo
e di. 'Messina—Indagini..
'
O XLV
t'edizione principe delle 'Consuetudini di 'Pzilermo non offre un
testo primitivo, ma accresdiùto per dichiarazioni e nodiflcaziotii.
'O
XLV1
Th Teélo Antico di Messina offre distinti i capitoli 'primitivi dalle
posteriori dichiarazioni o riforme . .'.
Pu raccolto nelle Consuetudini di Trapani. —'Prove
a ivi
»ivi
'Capitolo fondamentale della Coniwiione 'di 'beni fra coniugi e figli,
Àpprovato dall' imperatore Federico ..
I, XLVII
Testo riferito da 'I'F,DEscm (Atmas Panormitanns) ,
'È anteriore alla coronazione di Federico d'Aragona (1296)
'Capitolo su la prescrizione anteriore alle Costituzioni del 'regno.
iVi
O,
XLVIII
XLIX'
LV
Altri antichi capitoli...
pag.
Riforme e dichiarazioni raccolte nel Testo Antico.
L
,,ivi
Ordine dei capitoli e principiQ da comunione Viri el uxoris bene.
JiId
Non sono nel Testo Antico i capitoli su i danni dati
»ivi
Riordinamento di Ai'put.o (1498) diverso dal Testo Antico
a LII
Rinvio per Conso]ato dei Mare e dei Mercanti e pei Capitoli "ari
di Messina e di Trapani.....
» ivi
Privilegi per Consuetudini di Trapani
I. Federico (1331) conferma ai Trapanesi i privilegi di Messina, e concede i' Uso
delle Consuetudini di Messina......
. pag. i
IX. Ludovico (1342) conferma le concessioni di Privilegi e Consuetudini »2
111. Martino e Maria (28 marzo 1392) confennano Capitoli e Consuetudini in Iu modu et forma comu su in iii rollu -....»ivi
IV. Proemio generale del secolo XV (desunto in parte da quello di
Palermo)............»4
Testo delle Consuetudini di Trapani (cap. 1-49)..» 6
Observantiae terrae Trapani cap. 9.......a 23
Avvertenza per le abbreviaioni usate nella indicazione delle varianti . - a 26
Indice delle Consuetudini e Osservanze .....» 27
Palormo—Stab. Tip. A. Giannitrapani.
Q uod Trapanenses gaudeani privilegiis a imn,uniiatibus
Rex Fridericus rex Siciiiàe etc. Universis offlcialibus curiae per Siciliam CoLlsUtUtiS nec non Iustitiariis terne Trapani tam praesentibus,
quam futuris fidelibus suis gratiam ci bonam vo!untatem. Pro parte Universiratis horni num dictae teirae Trapani nostrorum fidelium oblata Ct
5
pnaesentata fucrunt culmini nostro nuper Capitula infrascripta, videlicet
[n primis quod praedicti honiines teme Trapani habitantes in ci,
omnibus immunitatibus, Iibertatibus et gnacìis, quihus Messanenses cives
Messanie fideles nostri utuntur et gaudent, uti et gaudere valeant, sicut
continetur in privilegio eisdem Trapanensibus per celsitudinem nostram io
facto, ac OMN'IØUS CONSUflTUDINIBUS QUII3US 1IDEM MESSANENSES UTtJNTUR
sine no!estia et contradictione perrnictantur, et ipsae rabi eis inviohibiliter observentur.
De carceralis, a lava carcerum.
Itetn quod ab i!lis eisdern burgensibus et Iiabitatorbus Trapani qui i;
incarcerati fuerint pro quibuscumque delictis seu cniniinibus sive causis,
videlicct si non pernoctaverint in carcere nihi! exigatis ve! recipiatis aur
exigi vel recipi petmictatis. Si vero pernoctaverint , vel per maius teinparis spatium in carcere ipso tenebuntur, cum liberabuntur et exiverint,
ecipiatis ve! recipi permictatis a quolibet eoruin pro porta ve! jure carceris 20
seu aliq gr. X tanfuni.
LAMANTIA.
I
-2—
De animai ibus, roba ci iechs non capiendis ad augariam.
Item quod nuflus vestrum ab aliquo burgense vel habitatore eiusdeni
tenne Trapani capiat vel capi faciat animalia d angariam vel robam
ut lectuni.
s Et bumuliter supplicturn ut supra observari faciendi eis capiula
upradicta nostras vobis literas dirigere dignareniur. Nos igitur actendentes
fidem puram , devocioneni sinceram quani praedicti Trapanenses erga
.elsitudinern nostrani constanter gesserunt et gerunt, hutusmodi suppliationi ecruin benigne duxinius annuenclum. Quo circa fidelitati vestrae
•rnandanus quarenus omnia et singula supradicia capitula diuis Trapa!nensibtts observetis Ct observari faciatis. Datuni Mazariae M O CCCO XXXJ0.
De conJir;na/ione Privilegiorrun
ti
Gapitulorum.
•Rex Ludovicus rex Siciliae etc. Praesentis itaque privilegii serie notum fieri volurnus univérsis tani pracsenribus quani futuris, quod nos
i pensantes arduarn fideni, quani omnes Trapanenses fideles nostri erga
doniinos praedecessores nosiros illustres reges Siciliae foelicis memoriae,
praesertini gloriosos principes dignacrecordationis regeni Fridericum
avurn, et dorninum regem Petruin genitorni, nostros reverendos atque
tarissinos, scmper et continue teniporibus bellorun et pacis, ferventibus
20 hnimis et indefessa operurn exhibitione monstrarunt et inonstrare ferventius erga nostrani Majestaieni non desinunt, cisdeni Trapanensibus ownia
•Privilegia, Gonsuclndines et ininìunitates, libertates cc gratias confirniatas
concessas eis diversis temporibus per praedictos doininos reges avuin
éc genitores nostros de liberali mie meni, et plenitudine regiae potestatis,
2; .cceptamus, rathagerimus et pieno favore regio confirmamus, non obstante
quod in aliqua coruni parte fuerint interrupta forsitan vel aliquatenus
iilis extiterit derogatum. Daitim Cathaniae M° CCCO XLIJ°.
Gapitula Ierrae Trapani concessa Universilati diclae leriac Trapani.
In Dei nomine pateat uhiversis quod nos Martinus cc Maria Dei
30 gratia etc. et infans Martinus etc. Visis et plcùarie intelkctis infrascriptis
apitulis pro parte universitatis villae Trapani nostris culminibus praeSentatis, quae sunt huiustnodi seriei
Li Capituli li quali pci la universitati di Trapani, la quali peti ki li
s1ianu observati per la serenissima signura )egina.
In primis Id tutti li antigui regali privilegii sianu confirmati a la dicra
Ljniversitati in lu modu et forma comu su in lu rollu et simuliter Capituli,
• òf'floii et Consuetudini. Placa dominae Reginae.
-3-fieni ki mcd li parciali di lu nobili Andria de Claromonte sianu
nianutenuti er conservati taiu in li loru persuni, sui figloli et dornestiki
er etiain in li beni et cosi loro et ki nulla novitati li sia facta per nixuna
persuna. Placa doniinae Reginae.
fieni ki non si cherclii nulla vindicta et ki onini delicto commissu 5
per li dici parciali si chi remicta et perduni. Piace! doniinae Reginae.
Item ki nuilu di li foraxiti di Trapanu in Trapani per aicunu tenipu
li quali sui oflicii et rationi petunt, j ustuni nec rationabile uare dica
domina Regina non concederet contenta in capitulo, crini venit in regnum
suu ni pro conservacione justiciac Ct noti pro expellendo aiiquein ah aliqua j o
civitate, villa seu loco absque aiiqua iusta causa , sed fitciat provisiones
quas poterit quoti revertantur ad ea , vertimtamen si aliqui cx cis qui
sunt extra villani praedictan sunt in aliquo puniendi quavis ratione seu
causa faciat justiciani generalem, decet quoque providebitur quod nultus
recipiat nec recipere vate;it vindictam b aliquo curu ipsa sir domina 15
dici regni nec praedicta modo aliquo sustinucrit. Ide,,,.
Itein Id lì PRIVI LEGIi ki conchessi la santa anima di lu quondain
signuri re Fredericu, e li altri soy predecessuri, tani generali quam speciali, sianu confermati et acceptati per la dicta signura Regina. Piace!
doniinae Reginae.
-
20
[tem ki non si f.iza nulla restitucioni di li cosi mobili occupati et
indebitamente prisi per alcunu di li of(iciali Ct parciali di la dictu nobili Andria. ide»,.
-
hem 1<1 nulla novitati sia facta a la nobili Artaru Ragonu et a la
sua brigata, et Ri tucti li suldati sindi pozanu andari liberi curn armis 25
et cavallis, et quillli Ri hanno inuglieri pozanu stari in 'trapani al loru
arbitriu. ide,,,.
Iteni ki nulla novitati sia facta a Philippu di Claramunti , Maclieu
di lu cavalieri, li loru niugleri, figlioli et parenti, amici et beni loru. ide,,,.
- Itein oinni cabeili novi et omni graviza ki fussi stata imposita a la 30
dita Universitati sia annichilata et reducti a in stani pristinu. Tiacet de
cabellis irnpositis per barones.
lieni ki li cabelli di la Uni versitati ki luci sianu reduci a la dita
Universitati. Piace! de bus que iuste possiderunt.
Item ki oinni novitati oi- predi facti da eri in za idest die donìinic.o
in antea, scilicet XX[LiJ° praesentis niensis niarcii facti per pirsuni di lu
Munti oi altri, sianu restituti. Piacet dictie doininae Reginae.
bern Ri omni cosa facta o judicata da za in deccndui vaya per facta.
Piace! de hiis qu-ae fuerunt per justitiarn terminatae. Lo Due.
Tenore praesentis Capitula supradicta juxta tarnen responsiones mdc io
-4—
per nos factas prout in fine cuiuslibet ipsorum Capitulorum continetur
laudatnus , concedimus et Eirniamus , promictentes in manu Ct posse Ct
i1nanu nostri secretarii iuferius scripti praedicta Capitula juxca scrietn
praedinarnni responsionum tenere et observare et non contiafàcere aliqua
5 ratione vel causa. Mandantes per eanidem Capitaneo ci aliis officiaIius
yobis obcdicntibus et hdeiibus dictae villae praesentibus cc futuris quatenus
praedicca Capitula juxia responsiones praebtas per nos factas ut in fine
¶psoruni continetur, teneant firniiter et observent, uil in contrarium tenIn cujus rei testimoniuin praesentecì fieri, et sigillo pendenti nostri
io dicti Ducis jussiinus comniuniri. Datuin in villa Trapani XXVIIJ° die
marcii anno a nativhate Domini M o CCC° XCO secundo, regnique nostri
hnno quincodecitno. Petrus promotor.
Signum Mattini cc Mariae Dei gratia regis et reginae Siciiiae ecc.
praedictoruin qui haec laudamus et flrmamus.
-
Signucn Jnfitnds Martini etc. praedicti qui lìaec laudamus et firinamus.
Testes huins rei sunt nobilis et cgregius vir Guillelinus ltaytnundi
de Montecateno cowes Augustae, Bernardus de Capraria, Hugucctus de
Sancta pace tnilites, et Pecrus Serra consiliarii dicti domini Ducis.
Fnit clausum per Raymundutn de Cumbis secretarium dicti domini
20
.Ducis.
Dorninus Dux et dotninus Rex niandat mihi Raymundo de Cumbis
in cnjus posse produca fuic (
L
[Proemio generale del secolo XV.]
Nullani aliacu extra corpus sacrarum constitutionuni lustiniani Go2;
dicis constitutionem retroprincipes legendam esse sanxcrunt, nisi poscea
varia rerum natura aliquod novuin creaverit , qLlod ipsorum p?incipum
sanctione indigeret; sed quia tnulcas [ormas semper edere natura deproperat, sicque nova emerguntnegocia, quae legum laqueis non sunt innodata, necessariuni visoni est post confirmationem dicti codicis augustuni
30 imp'orare retnedkcm. Itaque propter nova negotia, novas decisiones, consuetudines [ac Statuta, privilegia, plurimaque Capitula] quae ad perfectionem
regendorum deessc videbaucur, tan ad uti[itatem nostrorum dominorum
regnantiuru, quani ad utilitatetn civiuni ipsoruni ci incolaruin, novi Prin
cipes ediderunt. Guai ergo Trapanenscs cc incolac terrae Trapani, Romanorum lege vivente; in quibusdacn causis cc quaestionibus iurc municipali
non scripto, ac priviegiis, aliisquc capitulis uti velleni, ad instar cx orbis
(i) Dai voI.
20 ([01.
5 e 6) delta Reght Cancellerii.—Ard,ivio di Stato di PaLermo.
a
-5gentibus aliquarutn, ut tani ex cis quam cx veteribus legibus Romanotwa inter eos vigeret pacis et iustitiae plenitudo [et] conservetur, nova jura
quodamniodo de naturae grernio producentes, quasdain sibi fecerant
Consuetudines approbatas ac Privilegia,uriniaquc Capitula, quae ab infrascriptis iniperatoribus et regibus obtìnuernnt in causis, et questionibus
ac negotiis atiis observandas, statumque paciGcum et universa'e beneficiuffi concernentes; quibus consuetudinibus , capitulis ac pris'i[egiis ipsi
Trapanenses ac successores eoruni postmodum usi et gavisi sunt cx
COnSCUSL1 [rcgnantium] dowinorLiin Iongissimis temporibus [pacihce] et
qùiete. Veruin quia pro elapsi temporis vetustate deficientibus antiquis io
civibus, quorum memoriae haec oinnia plenius inhaerebant , iani super
aliquibus ncipiebat ex dictis usibus et consuetudinibus dubitari, ideoque
nos lurati terne praedictae ad ipsius reipublicae substentationein respicientes, ob ipsoruin reverentiam, qui juta ipsa Municipalia, privilegia et
Capitula magnis exquisita vigiliis ad posteriores transniiseruut pro futu- i;
rorum menjoria et bono statu terrae ejusdem, ad petitionem U niversitatis
terrae ipsius ad Archivuin custodiae nos contulimus et ibidem conspectis,
revolutis er coadunatis in aliquorum superstitum otnniutn praesentiaffi,
cartis, rollis ci not&is Consuetudinuin , Capituiorum ac Privilegioruni
praedictorum, que in Archivo terrae ejusdem in variis et diversis roliis, 20
cartis, papiris et mernbrauis dispersa existebant, vo!entes ipsa Municipalia
lura, Capitula et Privilegia terrae anteLitae tu erratica relinquere sed ipsa
decerpere jtira, ipsa Privilegia et Capitula, omniaque dispersa [tu supra]
iii unam sanclioneffi coIIeimus et prioribus consuetudinibus aggregavimus,
et ut ornnimodo ad oinnium notitiarn valeani pervenire in quaterno sive 25
rollo uno, lura psa, Privilegia et Capitula seriatim de verbo ad verbum
ad nostranì et aliorum memoriam redigi per virum peritum a quo con scribi mandavimus sicut constat inferius , ut quaternus vel rollus ipse
ditigenter repositus ct conservatus in Archivo custodiae simul cain originalibus privilegiis terrae eiusdem in pos'erutn Fidein faciat dubitantibus.— 30 Datu a Trapani XXVJ° Martij, quartae Inditionis, sub anno Domini
M° CCCC° X°, regnante serenissimo domino domino nostro rege Martino
Dei grana rege Siciliae etc. regni vero eius anno decimosexto.
CONSUETUDINI DI TRAPANI
NELLE QUALI i CONTENUTO
IT flS?iQ
ANtCC
DELLE CONSUETUDINI DI MESSINA
IWCIPIUNT GONSU[TUOINES TERRA( TRAPANI
Lt primo de confusione bonorum viri et uxoris et utrum de hiis
!possi n t testari.
i
Viri et uxoris bona oiiinia a quacu inque parte prOVCniant , natis
hilis conFunduntur et unuin corpus efhciuntnr. Iit volenlibus viro et
Lixore dividere cuin filiis, tenia pars bonorum debetur patri, alicra matri,
ai'. 4 reliqua tenia flhio, vel Ghiis. Praemortuo vero patre vel nutre ab intestato,
filio vel fihiis viventibus CUW patre vel cum nutre superstite, tertia pars
praemortui cedit fihiis. Et sie iidem fitii habent duas partes, unam debita in
io sibi iue naturae, et alteram pareatis praemortui. Si ' ero inoriatur testatus,
eius stabitur testamento , du mmodo in eodein testamento de tercia stia
AI'. ; fihios recognoscar. Si vero praemoriattir rnater, potest de mobilibus suae
'portionis pro vefle testari; stabilia vero, ea mortua, cedunt Nliis. Si vero
non sint ei mobilia, potest de stabihibus portionis suae usque ad mediei ; tatem valoris stabilium iuste extitnatorum testari.
2. lnterpretatio supradictae oonsuetudinis.
Ai'. 48Non est novun quin de consuetudinibus et statutis scriptis sive noh
scriptis, quanturflCumqtie veterrimis, inter itigantes nova quaesuo SeLi
[dubietas] oriatur, sed sicut novae quaestioncs, et dùbitationes emergunt,
:0 ta et nova debent decisionum medicamenta praestari. Universitas igitur
Messanensis deliberato consiLia et oinnibus o1epnitatibus observaris quae
ad haec requiruntur, an tiquain consuetudiuem Messanae quae dicit Li od
viri et uxoris bona omnia natis fihiis conFunduntur et unum corpus
efliciuntur, et una tercia debetur patri, altera matri et reliqua hhio vel
25 hliis, hlth [nodo est interpretata, ut suhlatis lucris sordidis, et male quaesitis,
2 et an liceat de iis L 3 possint 0,0-. 1. 4 perveniant L 15 valoris CorUn]dCW
LI2 I iuste extinlatorunl testari orn. L I 17 sive non scriptis on P 19 litigatio Oriatur
dubietas oriatur F I dubietates emerguat E 20 equitanienta praestari 1 I 21 Tra-
panelisis deliberato F I 22 consuetudine Trapani I 23 oninia cui. E I 24 alla nutri
E I alla lilio E I 2$ bonis sordidis E acquisitis E.
-7—
de residuo tantum praefatis patti et matri et Lhlis tertia debeatLlr; propter
quod si testator, idemque maritus et pater, in uhinìis suis, vet quolibet
mortis pericolo constitutus ve! constituendus in brevi puta ad hellum
ubi immineat mortis periculum , sit i turus iuraveri t de sordidis lucris,
et male quaesitis habere se aliquid , illud vel tantunidem de universo 5
patrimonio tamquarn restitutioni subiectum, sicut et alla constantis matrimonii debita, deducatur, per ipsum patrem, ve! per quem ipse statuerit, ilUs a quibus ablatum fuerit, vel piis locis resignans, et residua tantum
uxori et fihiis ne patti per tertiam dividantur, ne niaritus , et pater in
perpetuum lugeat , et uxor et HIll irrationabiliter Iucrifaciant aliena. Si :o
vero non sit in ultimis vel mortis periculo constitutLls, vel in brevi constituendus, sed in senectute ve! sei.iio, quo casu non est vcrisimile ipsum
ut sune salutis inimemorem deierare , et iuraverit , ut praedictum est,
lucra sordida et ma]e quaesita se habere, ita denium de medio e; ut
praedictum est, detraliar, si in continenti, idest infra niensem ad tardius '5
manualiter restituat, sicut superius est expressum.
3. Si mortuo altero coniugum , superstes trarisit ad secunda vota
quid fiendum de bonis.
Vir praemorwa uxore, ve! uxor praemortuo viro, ad secunda vota AP. 7
cum sua tenia potest transire libere, et tertia illa curn bonis secundi 20
viri, ve) secundae uxoris, natis filiis, unum corpus efliciuntur: quo vel
qua mortua ab intestato, oninia bona illa in tres partes dividuntur, quoruni
tenia debetur viro [vel] uxori supervivenii, tertia filiis illius secundi matrimonii et in reliqua tertia praemortui , tam fui primi , quarn secundi
1natrimonii succcdunt in capita. Si vero lestamentum condiderit , et de 25
tenia filios primi matrimonii non recognovit, tamquam ab intestato flii
succedunt.
4. De soluptione debitorum factorum tempore constantis matrimonii.
Debita- quae apparuerint tempore primi matrimoùii, solvi debent de A?. 8
bonis filiorum primi matrimonii, et de tenia cum qua pater vel mater 30
ad seconda vota transivit. Debita vero facta [tempore] secundi matrimonii
i tantuin praernortui fihiis tenia debeatur L J praefziti patris , niatris et ilii F
testatur pater in ultiniis suis L maritus Ct mater F I 3 nlortis modo vel constituendus 1. ut puta P 4 bel!um CI tnortis periculum sit iturus i uravit L I belluni
vet alibi F lucris am. L I ]ucratis scu F 15 acquisitis F I a1iuid illicitum ab mliverso L I 6 subiectuni orn. L I constantia L I 7 debentùr per ipsuni L I deducantur
I ipsuni om. F I 8 locis designatis P io lugeant R 'i nec mortis EL I 12 sci ]icet in L 13 degerare FL digerare R decerare N 14 bona sordida F acquisita
I Ca orn. FL 20 tetti, parte L 23 et tercia uxori R j t transiverit N.
2
o
-8soIvi debent de bonis secundi matrimonii , et de praedicta tertia , quae
cum ipsis [bonis] natis filiis confusa est. Debita vero quac rationabiliter
facta apparuerint medio tenipore inter primum et secundum inatrimonturn,
de communibus bonis solvi debent.
5. Mortuo viro et uxore fihlie non susceptis quid juris si! de bonis
eorum.
A p . 12
Viro praemortuo fihiis non susccptis, mulier superstes dotem et do-
tpriuni suum consequi debet. Reliqua bona praemortui ab intestato pertinent ad proximiores, cx testamento pertinent ad eos quibus ipsc in
io tstamento reliqueiit. Uxore praemortua cxtinguitur dotarium, et dos ad
dotantern reverLitur. Sed si vir volucrit eam propriis suniptibus sepelire,
+ ctutn cuin toto apparatu suo quo bit prima nocte matrimonii, babere
4ebet, si extat. Si ameni non extat, cuni meltori apparatu, qui eo tempore in domo invenitur. Quae si testaii voluerit, potest quidem de nio15 ilibus, de stabilibus autem minime , nec viro nec extraneis quoad pro-
prietate iii.
O. Parentes viventes quid possurìt fihiae nubenti voi emancipato dare.
AV. 2Pater
et mater viventes, si voluerint fiuiam viro tradere , liceat eis
[dare in doremj de bonis suis pro velle eorum. Si vero filium emanci20 pare voluerint, de tertia eorum possunt ci pro velle suo dare ultra partem
sibi contingelitem, et de tertia quartI cum fratre ve) cum fratribus, habent
cmmunem ; quod si onines fihios, ve! fihias forfiimiliaverint et partein
eorutn acceperint,- inter patrem et niatrem bona reliqùa dividuntur.
-7. Mortuo uno ex parentibus, fihiis minoribus [eum superstite rema2 nentibusJ et praemortuis In aetate minori, quid de bonis ipsorum.
Al'.
io Patre niortuo, fltiis niinoribus cum matre remanen tibus, et in minori
etate praemortuis ve1 ab intestato, bona eorum stahilia si pervenerint eis
a mare, ad eaindem revertuntur, et si a pare pervenerint, d proximiores
patris. Simi)iter praemortua mare, pare superstite, revertuntur. De mo30 bilibus vero, tenia pars quae eis iure suo pervenir, ad patrem , ve) ma-
tem superstitem devolvitur. Ecliqua vero tenia, quae jure paternae vel
taternae successionis, eis acquisita est, ad proximiores patris defuncti,
Ar.
i vel matris revertitur. Utroque parente praemortuo , et Huis eorum in
minori aetate, ve) ab intestato postea defunctis, bona ecrum stabilia ad
2 5S5 fihiis R. ipsis honis P 8 bona om. P7 eniaflcipatae 1' 19 dare de
bpnis N I dare in dotem P i 22 isfaniiliaverint P 24 CUni superstite renianentibus
PLN 27 bona fihioruin L 29 mottua Putroque vero E
-9earndem parteni revertuntur, a qua provenerunt. De inobilibus vero una
tenia ad proximiores patris, alla ad proximiores rnatris devolvitur. Utro- AP. 3
que parente vivente, fihus etiarn facths tnaior de bonis communibus portionem petere non potest.
8. Mortua matre an filius divisionem eum patre petere potest.5
Si mortua matre rilius factus maior noluerit in farnilia patris manere At'. 6
sed per se voluerit vivere, patre nolente ci pro posse fideliter administrare, non cogitur pater [ei] dare nisi tertiarn a matte praeniortua provenientem. Re]iquarn tertiatn eidern filo iure naturac debitani, [pater] quoad
usumfructuni sibi retinere potest, proprietate tainen filo reservata, donec io
ad secunda vota convolaverit. Si vero secundam [uxoretn] duxerit, fiuius
medietatem usufructns alterius tertiae partis suae potest petere , altera
medietate patri remanente. Patre vero praemortuo, inatre superstite, si
filius in coniniuni cuin matre vivere noluerit, duas partes sibi contingentes
ab ipsa inatre petere potcst.
'5
9. lrìterpretacio et declaracio sive innovacio supradieti capituli.
Item mortua rnatre , pater superstes in tota vita sua sit Usufru- A?. 49
ctuarius bonorum conimuniuni inter eum, dictam uxorem et fihios suos
remanentiurn post obitum dictae uxoris suae, et iidetn fili in malori vel
minori actate constituti noientes [in coniniuni] cuni patre vivere et manere 20
de ipsis bonis, dum ipse pater vixerit, et secundain uxorein non duxerit,
aiiquam portionern [eis] contingenteni tain, iure naturae quarn maternae
successionis, secundum consuetudines Messanae, petere et liabere non
possint, nec poter eis dare cogatur. Sed idem pater teneatur eisdem fihiis
suis secundum conditionein et lacu]tates suas alimenta praestare , [con. 25
suetudinibus Messanae oliai editis praesenti] consuetudini forte contrariis
non obstantibus quoquo modo, proprietate bonorum ipsorurn eisdem
fiuiis secundum ipsas consuetudines, nibilominus reservata.
§ i. De eodem.
Iteni si dictus pater aiiarn uxorem duxerit, praedicti fili possint 30
petere et babere porcionem ipsoruin bonorum [eis] contingentem iure A?. 49
2 una ,,,edietas ad proxirniores patris. - Cons. di Girgenti e di Noto (Areb. &or.
I!. i 88i, . VIII • pig. 200, Notitie e Doct,,,,enli, p. 80) 4 11011 potest , nec etiani
testari P $ petere possit LP I 6 reinanère I' I 7 patre yolentc L I 8 pater ci LP
tertiani parteln P praeniortua ci pervenieutem P patri, quoad RL ir uxòrein
C'a. RL 12 medietatem - suaelont. L 14 duas tercias P '7 Itetn si R i8 et
dictam P 20 nolentes an ne R nolcntes in comuni I 22 cos contiiigqutem R I
eis contingenteni PL I 24 possunt P 2$ conditiones L facuitatem suam 1' I 26 consuetudinibus—praescnti PLN I 31 bonoruni, eos R.
2
LA MANTIA.
- lo maternae successionis quoad usumfructum et proprietatem, reliqua tenia
eortimdem bonoruin [eis] contingente iure naturae dicto patri quoad
usui,fructum in vita ipsius patris tantum servata.
IO. Nato Ville et praemortuo in matrimonio, quid fiendum de bonis
5 et de restitutione della.-
AP. 9
Filio nato et praernortuo, patre et nutre superstitibus, quilibet eoruin
in tenia eiusdem fui pro media parte succedit, et sic omnia bona sunt
intet eos coininunia. Et in hoc casu viro defuncto, uxor superstes
op
-tionh[abej,vldminsuo brmsietn,vl
io dottn repetere; salvo jure cognatis eiusdem viri legitimis successoribus,
si bna fuerint stabilia, redimendi alias retinendi ea pro quanto fuerint
iusté aestimata valere.
§ r. De codern.
Ar'. 15
Viro et uxore sine dote et dotarlo, cum uterque nil in bonis babeat, is matrimonium contrahentibus, fihiis non susceptis, vel susceptis -et prae-
mortuis, quaecumque acquisita sunt bona communia sunt.
li. De minoribus an possint testari et administrare.
Ar'.
19
Minor post quarturn decimum annum testari potest , et octavo de-:
citn anno completo maior efficitur, et deinde rcs suas legitime adrni20 nistrat.
12. De tutoribus minorum e! an mater gerere possit.
Ar'. '6 Viro ab intestato defuncto, vel ab eodetn testato, {nihil] de tutore disposito uxor superstes fihioruni suorum tutelani gerere potest, nulla iuris
obsUrvantia perquisita, si fuerit honesta [et] diligens administratrix quoe2$
squ ad secunda vota non transierit. Si vero ad secunda vota convolaverit, tutor legitimus si fuerit ad adniinistranduni idoneus , auctoritate
curiae ipsorum pupilloruni tutelam gerere potest, facto inventano. Si
vero legitimus non invenitur, Curia ex oflicio suo virurn idoneum ipsis
pupillis [tutorem] constituat.
30
Viro testato dcfuncto, tutor ab eodem in testamento constitutus cx
sola' testamenti auctoritate tutelani minoruni administrat.
Al'. 21Puella minor si nupserit maioriècum viri sui authoritate, res suas a
tutore -suo petere potest.
R patri eoruni PLN 3 in or' ,. Loptioncrn fit R optionern habet 1' I
portipnem 1 habet L diniidiani partem P io dotenì suani P I cognationi eiusdcm P
I
i r alias retinendi °m•Ca o'n. L 22 intestato praemortuo P nisi R nibi] PL
24 e; LN I 2$ quousque tamen I' 27 curiae corumdem P
28 si autem 1 inveniatur 1' J ununi idoneuna LI' I 29 pupi]lis tutorena instituet I'.
- 11 la. Apud quem minores educantur.
Minores apud tutorein suum educari debent, excepto si mater vel AP. 17
amita educare eos voluerint, tunc a tutore pro eorum educatione vitae
necessaria eidem matti vel amitae dantur.
14. De alienandis rebus minorum cunì decreto Curiae.
Imminente iusta necessitate pro qua res minorutn obligari debeant A?. 18
vel alienari, necessitatis causa [per curiatu discussa] et cognita, possunt
res minorum cum decreto obligari, vel alienari nec aliquando retractantur.
Rea etiani maiorum vel absentium per curiam cum causae cognitione
obligatae, vel in So)utLlfli darne, irretractabiles permanent. io
15. De vendioione rerum stabitium.
30
Vendiciones reruin stabiliuni debent per Curiani celebrari, quae cum AV.
fucrint debita solepnitate peractae scilicet de asignatione rei venditae per
notariurn publicum fatta et per eundeni instrutnento confecto , et ram
pro [suscripcionibus] venditorurn quatu subscripcionibus iudicum et sua-
15
ticoti cotnmunito nunquam ah ipsis venditoribus vel eorum heredibus,
aliqua causa retractari possunt.
16. De jure prothmiseos.
lus prothitniseos competir [tam] jure consanguinitatis, quam [conti . AP. 31
guitatis] loci. Et habens prothomisini ec consanguinitate usque ad tercium o
graduai ex linea descendenti praefertur ci qui habet ex contiguitate bei,
dummodo is qui petit, sit cx ea consanguinitate per lineam descendentem a qua res venalis provenisse cognoscitur.
§ i. De eodem,
Re stabili vendita et publico notano locuni vendituin publice desi- 25
guam; er [ci qui habet jus prothimiseos denunciatione praemissa per AP. 31
curiatn] quousque publicum instrumentunl venditionis debita so!ernnitate
non fucrit penactum, habens prothomisini jure prothimiseos mi potest.
2 educantur P I 3 iuste neccssaria P per curiani discussa LPN I 8 retractentur
9 etiam minorum 1' 13 de subsignatione de subscripuone F I de subsignatione P
secunduni designationeffi L I desigiTatione N I i tani pro scriptionibus R I suscniptionibus P i6 straticoti seri bajuli F I 19 ram P I contiguitate R I contiguitatis FL
11k qui P Is oni.
30 liabens jus prothimiseos F I 21 pracleratur F Iiabet jus22
F 23 decernitur I 26 ci qui habet—curiam F praemissa denunciante per curiam
ci qui fit jus prothimiseos R praetissa designante N I 28 is qui habet jus prothi-
rniseos iurt F.
-12§ 2, De codein.
Al'. 52
l'rovisum, statutum et ordinatuni est per curiani civitatis Mcssanae
de 9onsilio advocatorum et Wiorum proboroni civitatis Messanae et eam
regdncium, ut habeatur atnodo pro consuetudine scripta et approbata, quod
j in ?mnibus instrun)entis conficiendis de quibuscunique contractibus (ex
quit1us tam secundum antiquas consuetudines scriptas civitatis Messanae,
quarn secunduni alias novas consuetudines scriptas jus prothimiseos com
pent, tani jure sanguinis quam contiguicatis loci) babeatur pro una ex
solekiinitatibus instrlln)entorun l
ipsorum, et quod necessario debeant in.
io tervènire praesentationes instrunlentorum apud acta curiae civitatis 1\'lessanae, et scribatur dies praesentacionjs ipsoruin per Liatariuni actorum
in fine vel circa fines instrumentoriim ipsorum. Et quod debeant instrumenu ipsa de his contractibus facta stare et deuneri per integrum tnduum in actis curiae supradictac, die praesentauonjs non computato.
i; Et allas non babeantur instrumenta ipsa pro oiimi solemnitate vallata, sed tatndiu cornpetat et peti possii jus protbimiseos quamdiu in
ipsis instrumentis non apparuerit scriptus dies praesentationis eorum
praerenitus ut supra.
-S
3• De eodern.
20Vendita re stabili, absente co, cui
AP.
ms prothiniiseos competir, si idein
31 absens infra annum redienit, et usque [ad] XV dies post redituni se
Curiàe praesentaverit, et reni venditam jure prothimiseos habere petierit,
restituto integro praecio primo emptori, et solutis iustis expensis earndeni
[remi haberé potest.
25S 4 . De eodem.
In nomine domini anno dominicae incaniationjs MO CCCO LXXJ° de mense
inarcii, XVIIJ° mensis ciusdeni, Xo Inditioni 5 , regnante serenissimo domino nostro
domi4o Friderico dei gratia rege Siciliae [illustrissimo ac Athenarum et Neopatriae
duce, regni vero sui anno XVJj feliciter amen.] Nos infrascripti officiales terrae
30 Trapani et scripti alii homines dictae terrae qui in praesenti decreto pubblico sumus
scripti, ex tenore huius notum fieri volunius universis, tam praesentibus quam futuris,
quod die praeritulato universitas dictae terrae in loco solito congregata, deliberato
et maturo consilio praebabito, servatis omnihus solepnitatibus quae in talibus repìiruntur, futuris litibus fineni imponere cupientes qnae super jure prothimiseos se5; pius eniergebant, cum non sit novum si nova crescente malitia novis abusibus nova
4 eciam pro L i io instrumentoruni ipsorum L 13 de ipsis LW
j x6 et competere
possit L 17 eorunì et r, 2 i ad F 23
in integru m praetio N eandem reni LN
psain em F I 26 domini Amen F M0CCuLxxJogp I M°CCCLXxJ
op de mii. F
27 die tnensis FL 28 illustrissimo_amen F i
30 subscripti alii probi F 31 SUn,Us
subscripti LI' htiius decreti et publici instrunieilti -F i universis °". F r 32 die penultinio RP j die praetitulato F universitas Trapanensiun
i in Ecupiendo haec E
i
3; et i I' malitia et P novisque F.
-18--reniedia praebeantur, statuit ac etiani ordivavit ut infla sequitu!, in quod notte in
antea sit consuetudo cx certa scientia introducta, quae in judicio et extra debeat inviolabiliter observari, videlicet -quod si ille contra queni agitur ipso jure prothiniiseos
cx forma consuetudinum dictae terrae, exibucrit publicurn instrumentutn [alienationis]
rei de qua agitur, debita subscripcione roboratum et probaverit se post contraCtuni
alienationis ipsius tenuisse et possdisse pro se et suo nomine proprio palam et non
clamdestine scu latenter saItiii per annuni, rnensem, hebdornadani ntque diem, omnibus etiatn illis quibus denunciatum per Curiam non appareat, et etiam quibus dieta
denunciatio per curiam faeta non fuir via agendi ipso jure prothinaiseos penitus sit
praeclusa, aetatis, viduitatis, sexus, paupertatis et quocutuque alio privilegio non ob- so
stante. Caeteris aliis disposilis ct ordinatis in scriptis capitulis consuetudinunì dictac
terme maxime de et super ure rothimiseos suis consuetis viribus duraturis, et litibus
inchoatis seu pendentibus de et super dicto ure prothimiseos cx bUs nullo pmaeiuditio generato, et haec. intelligenda sunt nedum in alienationibus de caetero facien15
dis, sed etiarn in aliis retro factis. § 5.
De eodem.
Ecclesiae, inonasteria, barones, comites luS prothoniiseos in terra AI'. 31
Trapani sicnt in evitate Messanae non habent.
§ 6. De eodern.
Vicesirno novenibris, VIJ' Inditionis anno incarnationis M°CC° no- 20
nagesinio tardo ipsius Inditionis. Provisurn et ordinatum est per univer- At'. 53
sitatem terrae Trapani sicul per universitatem Messanae quod jus prothi
misos cornpetat tam jure sanguinis, quam contiguitatiS loci ex omni
contractu cekbrato inter cantrahentes ex qua transferatur dotniuium
utile vel directuni, nihilominus consuetudine antiqua quantuin ad solep-
25
nitatem subscriptionuni in suo robore permanente. Excepto in dotibus
dandis, haereditaubus, legatis, divisionibus, et quibuscunique contractibus
initis inter parentes et liberos in infinituw, ct fratres et sorores, et fihios
fratrum Ct sororuni.
§ 7.
De eodern.
Cuni sk de antiquis cousuetudinibus civitatis Messanae et Trapani
30
AL'.
quod in vendicionibus reruni stabilium per Curiam celebratis ius prochimiseos competat, tam ratione sanguinis quam contiguitatis bei. Et propterea quod in eis diversae fraudes [fiebant et quod veraciter yeudebatur,
commento fraudis] in donationes, perniutaciones et alios diversos simu- 35
late concipiebatur contractus, acturu extiterit et in consuetudinem novatn
4 alienationis FLde re de P I debitis subscfiptionibus F 6 ipsius 0lit. F
proprio reni praedictarn F 8 scilicet illis E non apparer L dieta ont. F pCnitus
orti. F i' consuetudinuni 0w. E I 54 sint neduni 1? 20 XXVIJ novenibris flJJe Inditionis E I MCCXCIIJ E j 21 ipsiùs inditionis onz. F 22 per universitateni Messanae
F 25 tantum RI quantum FLP solepnitates FP J 27 quibuslihet L 3 quia mN
fiebant—fraudis FPLN fiebant—fraudis ona. R 36 et actum N cxtitit E,
54
-14dedhctum quod dictum jus prothimiseos cornpeteret ex on'mi contractu,
ex uo transfertur dominium utile vel directum, excepto in dotibus et
diviionibus et quibuscumque contractibus initis inter parentes et liberos
in nflnituni, et fratres et sorores, et fihios frairum et sororuni. Et ex
hac exceptione dubia oriebantur propter generalitatem verborum quae
continentur [in eis] scflicet, et quibuscumque contractibus ci caetera per
qua videbatur innui, quod in venditionibus inter dictas persoins celebrat . is dictum ms non conip e
teret:Declaratuuextitit per eamdem Univeritatem solemniter, et statutuiii quod dicca exceptio, Cisl generalibus
io verlSis tradita sk, non trabatur ad venditiones sed ad casus ad quos prorogat nova consuetudo praedicta ut puta dotis , donationis , divisionis
permutationis t ad alios contractus, ex quibus utile vel directum domi.
nium transferatur, venditione excepta, in qua prout est pr[niis consuetudinibus traditum observetur.
17. De publiois contraotibus.
AI. 26
Nullus contractus privatus valet, aut tenct nisi a duobus, vel pluribus idoneis testibus Iuerit roboràtus.
AI'. 51
- 20
§Septiniodecimo Marcii quarrae Indictionis. Provisutu est per
universiiatem Trapani stetti per universitatem et straticotum [et judices]
civiatis Messaniie ut sii amodo consuetudo cx certa [scientia] introducta
a tcta universitate praedicia, quod nulla instrumenta publicentur sive
debiti sive venditionis sive cuiuscumque alterius contractus, nisi vocata
pade quae tangitur fin publicatio supradicia, et si in alia forma fiat non
tenant instrumenta publicata praedicia [etj nullam habeant firniitatem.
2518. Quando mulier potest obligare se.
A]'. 27
Uxor cum marito susceptis flhiis obligari potcst, non susceptis filiis
obligari similiter potest si pro communi utilitate vel necessitate obligatio
facta fuerit. Mulier vero virum non habens se et sua obligare potest.
19. De arbitro.
30
AV. 29
Facto a partibus in aliquo compromisso cuni poenae appositione,
firma est arbitrorum sententia in civili negotio Ct eciarn in criminali, in
6 in eis FL j scilicet cx N scilicet a 1. I propter quae LP
I io ad causas P i
ad quos derogat PLN i' non constitutio 1' 13 transfertur F I de qua F I est in
16 aut tenet om.
F iS Decituoseptimo F 19 per straticotuin et judices civitatis
FI
Messanae et per Universitatern ipsarn ut sit F' 20 certa senteritia R scientia FP
24 praedicta 0?;i. F et nullani F'PLN 26 si non susceptis 1?
I
j 30 Facta F compromisskone F'.
- 15 quo sanguinis poena non esset per Curiam infligenda. Sententia arbitroruni promulgata, si aliqua parcium dixerit se babere arbitrum suspectum, scilicet quod contra conscientiam pronunciavir, tehetur arbiter se
mdc iuraniento purgare.
20. De cogendis debitoribus ad solvendum.
5
Debitore ad solvendurn condmnato de tnobilibus eius ve! semoven- AP. 40
tibus si [comparuerint], prius satisFacienduni est creditori; quibus non conparentibus vel fldeiussoriam cautionem praestabit de solutione vel in carcerern detrudetur usque ad XV dies ibidem detemptus, ut taedio carceris
affectus, si sint ei mobilia, [soivat} quod debet. Post vero XV dies eodern rn
debitore dicente se mobilia non habere, eius stabitor juramento.
Debitorunì vero ad solucioneni condemnatorum rebus stabilibus corriparentibus, nec inventis mobilibus, creditor in possessioncm earumdem
rerum per curianì mittitur, proventibus quos mdc [perceperitj in sortem
debiti non computatis. Post annum vero si creditori a debitore non 15
fuerit satisfactum, res cuius data [fuerit] possessio eideni creditori datur
per curiam in solutum, eiusdem rei valore iuste • aestimato , pro debiti
quantitate.
Debitor qui dicit se mobitia non babere nec in senioventibus [vel
stabilibus] est solvendo, XLV diebus in carcere detinetur, quibus decursis, 20
si debituni non solverit, praestito iurarnento, ur quicquid acquirere vel
lucrari poterit, deductis expensis vitae necessariis, creditori [suo] fideliter
solvat [usque] ad integrarn debiti solutionem, [a carcere liberatur].
§ i. De eodem.
Debitor vero qui non imminenti fortuito casti, sed cx fraude et 25
iniqua causa debitor est, tamdiu in carcere detineatur quousque universuni AP. 40
debitum redderir.
§ 2. De eodem.
Debitoris vero rebus stabilibus comparentibus creditor in possessionein A?. 40
earum mittatur per curiam pro niensura debiti deciarati, tenendam usque 30
3 contra conscientiarn sententiam iniquam prornulgaverit F I 6 ad solutioneni
FLPN comparuerint IF comparet R cotnparent LP apparerit N satisfaciendum
crcditoribus F 8 vel de R vel soluttonem F 9 in carcerem dahitur F dies ub
districtus et sic taedio F io effectus R affectus FP si extant F solvatur R
solvat FPL i' eo dicente F 12 resolucionem R ad soluptionem PLN I debitore
ad soluptioneni condetnnato F 14 quos tarnen F perceperit FP percepit R i 5 per
annuni si creditori F '6 fuit R fuerit F 17 debita quantitate F 20 vel stabilibus
non est E' I et nec in se moventia in stabilibus est L nec in stabilibus N 22 creditori suo FLNP I 23 usque FLN I 26 detineatur F I detinetur R quousque solvcrit
F 30 Caruni rcrtiln L.
ad nnuni, pensionibus ve! proventibus infra annurn• inde perceptis in
soluptione debiti non cornputatis. Post annum vero si eidem satisfacturn
noti fuerit, res cuius data fuerit possessio postea per curiarn conceditur,
ejudem rei valore iuste aestimato pro debiti quantitate.
• § 3 . De eodern.
AV
55 Ad excludendas calupnias et dilationes frustratorias debitorum, quae
contra creditores instrunienta habentes obiiciuntur frequentius , et SiC
rnu!tociens oportebat ipsos creditores invitos transigere vel pacisci, de eo
quo1d liquebat per publica instrunlenta. Convocato Messanensi consilio
io [et] universo popolo niessanensi , hanc generalem consuetudinern de
consensu praedicti populi edidinms ut quotiescunique apparebir creditor
iii ludicio [oscenderìs piblicum] instrurnentum debita solernnkate eracturn,
per quod appareat aliqueni debitorem, quod si ipse debitor soluptionem
obiiciat vel in partem, vel in totum , vel quamcunque aliam ad impei; dietdam solupcionem et ad probationeru ipsius longas dilationes exigat,
XV dierum terininun) excedentes , quod nullatenu, s audiatur sed facta
s&u'ptione per cnn; dilaciones -quas pecierir, idonea cautione a creditore
receta [concedanturJ; quod si probabit legitirne solucioneni [obiectarn],
creditor restituat sibi isani pecuniani et tantunidern.
20§ 4. De eodepn.
Haec intelligenda sunt in instrumentis nnitui, conitnodati et depositi
et [in] solucione si opponatur, et in excepcione solucionis tantum [obiecta};
in cLeteris autem locum habeat ius conunune, et ha fuit pronunciaturn
et rovisurn [de] voluntate otnnium. Item et etiani tunc habeat locurn
25 quando debitum est celebratuin Mcssanae, et instrurnenturn est factuni
Messanae. Si autem alibi, mac habeat Iocum jus commune.
21. De appellacione
42Lata sententia in praesentern incontinenti [ab ea] appellati potest,
vel infra triduum si [hoc] fuerit protestatum et infra Xdies processus ne-
30 gocu NtI OtC5t.
§ i. De eudem.
AV. 42Lata
sententia in absenterfl per contuniaciarn , ab ea appellari non
potet, nisi quarndiu judicii figura duraverit.
2 alias creditori non deputatis R non computatii N 3 fucrit N fuit R conceditur et R 8 transigere et L io consilio et F i i quod quotiescumque apparuerit
F 12 ostendens publicuni F ostenclens instrnnidntuln L 15 od probationcs F
i6 q,ae nuflatenus Pj 17 cautione praestita F t8 qui si probaverit solutionem
obiectarn F solucionern obtentam R I 2! instrunicntis I? I instrurnento R 22 in F
excepcionibus E I . obiecta F I obtenta NP I 24 de EL I 25 celebratun, Trapani et instrudenturn est factum Trapani E I 26 habet E I 27 de appellacionibus LPN I 28 ab
Ca F.j 29 hoenegocii om. FI 32 in absentes L.
- 17 Lata sententia in absentem et non per contumaciam potest Is conta
quem pronunciatum est appellare, si quam cito scivit, in vocem appellationis prorupit,
§ 2. De eodenz.
AP.
Appellatione legitime facta debet is qui appellavit infra terminurn
5
42
sibi a curia datum prosequi appellacionem. Post terminum vero non est
audiendus , nisi apparuerit [euni cx justa] causa impeditum, quominus
appdilacionem infra terminum [fucrit] prosecutus.
22.
De exceptione fori.
AP.
36
Civis Messanae ex quacunique causa non cogittir subire judicium '°
prima fronte nisi in Curia Messanae, ci idem in irapanense.
23.
De defensione imponenda.
- Poena defensionis [ab] aliquo alicui imposita non valet, nec tenet AP. 46
nisi fuerit a bajulo ve! judicibus vel ab aliquo pro eis iuste apposita.
24.
Quae personae non admittuntur ad testimonium. Is
Iudaei adversus Cbristiauos , nec Christiaui adversus Iudaeos in te- Cariddi
stimonlum admittuntur.
• Item mulier ad testimonium non admittitur nisi in parentela, parto,
AP.
47
nativitate, aetate, furnis, balneis , [dornibus] , ecclesiis , flomariis et allis
20
locis solitariis.
25.
De possessione, data propter contumaciam, recuperanda.
Data alicui possessione rei, de qua agitur, per contumaciam adversarii A?. 39
causa rei servandae sive ante contestatam sive post contestatam litem
si infra dies quinquaginta [contuniax] se [in] judicio [praesentaverit] data
fideiubsoria cautione iudicio sistendi, actore citato et pracsente , posses- 25
sionem recuperar. Perseverante vero in contumacia ultra dies quinquaginta
possessio apud eum, cui data fuerir, remanebir.
26.
In quibus sententiis inhibetur appellari.
A sententia contumaciae et possessionis [de ure prothimiseos], de re
A?.
vili et de divisionibus praediorum, vinearum, domorum, de cursu aquarum, 30
2 si quando N 6 curia statutum F I vero am. P euni cx justa F 8 fuerit
F appellacionetn fuerit LPN j io Burgensis Trapani prima fronte ex nulla causa, ad
iudicium trahitur nisi in curia Trapani F I i et o,n. L i 3 ab aliquo F i6 Christianos
cornpertum est per constitutionem serenissinii domini nostri regis Frederici ' I 17 adducuntur N 19 doniibus FLNP vel flouiariis F I 23 ante contestationenì F j 24 conturnax si F in FPN praesentaverit FP i 26 diem quinquagesirnum F I 28 prohibetur
appellacio I? inhibetur appellacio NP 29 de jure prothirniseos F 130 Ct CHI. L.
LA MAUT1A
3
D
42
4e ,kquis 1 pìuvialib.us,
et
- 4 p viis 1 [,vjcinalibus] ct is sirniliius, quae per
iLn'p
stip 'em ] oculorutn.difflniuntur, et perpublica instrumenta.inquibus
huiismodi divisiones et fines [continentur, de quibus etiarn summarie
cogoscitur] appellari non potest. Similiter ab uncia una intra non re,cipitur appellacio. Condemnatus criminaliter de publico maleficio appellare
non potest.
27.
Pro qua causa quis non potest caroerari.
&P. 38Nemo pro civili causa incarceretur si fideiussionrn dare p.otes
.t. Item
AP. 42 [in], criminalibus in quibus poena sanguinis infligi non debéi.
io'28.
De praesqripciorìibus.
Si quis rem imniobileni per annum, niensew,rhebdoniadarnet diem
justo titulo et nulla &lupnia interposita possiderit in facieeius qui petit,
per 4onstitutionenì regis Guiilelnii secundi in civitate obtentani absolvitur
is
ah ipeticione. Si vero per decenniurn bona fide sine titulo in facie
eius possiderit, non apparente justa causa, pe7 quani ius suum protestati
y el ,consequi non potuit, ah inipeticione coiura euni proposita Iflberatur.
Similiter contra absentem viginti annorum praescripcipne absolvitur,
pr
erqqam itr fratres et consanguineos usque 2ad terip gradum.
Jrgin [autem] annorum praescripcio quemlibet possessorem-tuet•ur,
..%o praeterqùain contra eum qui se in captivitate detemptuni pr.obaverix.
29 ,QP951 :QmP jìiii y e!jiunt ad .ucoessionem PraemortuI .parentis
f'aota colkcione.
AP. 23Filia .pupa et 4otata a patre et .rnatre .aut altero eorurn, remanen-
tibus fratribus et .sororibus in familia, !Qrtup patre .vel matte ab interato,
25 pp$est fili; si volucrit, fiicta collatione dotis, ad paternam ve! materna
s.vscsioncm vnir cum ftiatiibus er sororibus, •quae ip f;ipilia remanserunt. Idem potest filius :elpancipatus.
' F Jet de his .F. 2 inspkioncm R i per ,instrurnenturn publicuin
F 13 continentur , de quibus etiaiii summarie cognoscitur FJ continentur LNj
appellari non potest nec appeliatio rccipitur .F I 8 carceratur 1? I carceretur 1'
fideiussoreni FPItem ex ilhis crirninalibus RI In crirninalibus ro quik q s F
Item,llis cnminal,bus PL cnminibus N infligitur E I non debeat appellari E I
12 titulo, quiete possderit nuIa F n faciem F I
.csutiocp seuqi regia
uglieJrni in terra Trapani observatarn ab inipeticione absolvitur F Guglielmi 1 I
14 decretum bona N titulo nqn ppparuerit iusta causa, per quam dversa4us ius
suurnFI facipm R Lade PN.I i6 on poterit a petitione F; prepoøia J8 4n
frates FI 19 Triginta auteni25 pòterit fiuia . LrF y.JdPI.N IJtetp.,
1'—'-
36: de-
divisionibus inter fratres et oohaeredes facfendis;
Frattibù bòkntibù ih &iSmuni viere [et volentibus] pa t ernam
vel maternam hacreditatem inter se dividere, maiori natu datùr diviio
celebranda, minori optio eligendi conceditur, er sk gradatint usque ad
maiorem. Adventicia vero et fegata inter cohaeredes et legatarios sorte
dividmttdrSI. ÒC bonis et possessionibus dhdIs
ii
Al'. 24
5
gabellam.
Domo, vinea, et qualicumqnc possessione in gabeltam data, cx duabu AP. 32
caiJis cotrattus gabellae rscindithr per veòditionem et [pro]dandadote,
ptterÙatn si rei domifius, qUi iii gabellani dederit, expressdse obIiga Ib
vérit iioti pose pro neutro i^torum cabellarh infringere vel impedire c
retiundiaca consuetudhie civitatis, quia ofnis contractus cx convencione
IetEm cCipit.
S2. be looaoionibus domorum
et
possessionibus.
Domus locata auferri non potest ante constitutum ternpus 1ocationis5
praeterquam si dominus qui Iocat, in ipsa domo habitare voluerit, vel res A?. 33
suas ex necessitate in ea reponere. Si vero conductor ad propriam domum
arfté fibitum tempus condiictiodis migrate oIuerit [ad- habitandum], seu
ad alias pàrtes domiciiium mutare [voluetit], potest, dummodo tYansacti
temporis solvat Ioherium , ultra vero non tenetur. Locator vero domus 20
pro pensione sibi non soluta potest per se res inquilini [auferre] et retiere doi,ec ensid ibi solvatur:
33. lie
usuris.
Uurae datae non repetuntur nec in sortem debiti computantur. Al'. 35
Dmdae dan non coguntur, pra&terquarn viduis- et pupillis,dummodo : ^int fs'
in o de r ta e
34.
De ludo taxiliorum et pecunia mutuata in ludo.
Si quis mutoaverit pecuniam ad taxilios vel [ad] aIiuem ludum AP. 34
perdicionis, ci actio deLiegatur ct mutuatarn pectiniatn aLnirtit , Pisi per
2 et volentibus PL et volcntibus conirnuneni haereditatem divid&e F I 4 celebraMi RP celebranda F et minori FL de grado in grado usque 7 datis in
gabellani PN I 9 gabellae rescindi potcst pro dMe danda ef -vSditioiie praeterquani
E j i' pto aliqua istarum E 12 ahrenuiiciau F consuetudine quod F i i6 vel in
ipsa P JreFonert N i8 ad liabitanduin F 19 mutare voluerit E 1-2! aufeffc FP
2 ad aliquem FP 1-29 denegatur ct debituni afluittit E.
- 20 redmptionem pignoris sibi cautum fuerit. Si autem proniiserit aut convenerit aliquid dare, is cui protnissum est, actionem non habet, [sed] datum
non repetitur , cum in turpi causa nielior sit conditio [accipientis vel]
possidentis.
535. Quihus ex causis lilii exhaeredantur.
A?. 22Filius vel fiuia a waternis vel paternis bonis ex bis causis a patre
ve matte ehaeredari potest, cx quibus per leges exhaeredantur.
:36. De pignoribus et distractionibus eorum.
AV. 41Res mobiles [vel sese moventes] (si) pignori obhgatae, si in termino
]O constituto debitum solutum non fuerit, XV dierum induciis debitori datis,
infra quos solvere tebetur, si pignus non redemerit, creditor cum auctoritate curiae pignus ipsuni vendere potest pro debiti sui'[satisfactione].
Si vero de quantitate debiti inter creditoreni et debitoreni quaestio orta
fucrit, sacramento creditoris pignori incumbentis statur uque ad pignoris
i va1oiem, nisi debitor per testes contrariuni probet. D residuo jurat debiror,
nisi creditor prohet legitime.
37. De hertagiis solvendis.
Hertagia debitor condepnatus pro quantitate debiti bajulo solvere
cogitur; non babente unde solvat, creditor solvere non tenerur.
2038. De bonie dotalibus restituendis.
Ap. ' 4
Res stabilis dotalis qualis fucrit tenipore redbibendae dotis , sive
nielior sive deterior facta, dotanti vel ci cui debecur redditur. Si vero
maritus fundum vacuuni, vel soluni in dotem receperit , et de propriis
eurnaedificaverit, is ad quem dos revertitur, utiles et necessarias expensas
25 in adificio factas reddat ci in ea quantitate, qua tunc ipsum aedihcium
valere extiniabitur, quia aedificiuni solo cedir. Guarninienta, et supeliectilia
qualiter eo tempore fuerint redduntur. 39. In quibus causis admittitur duellum.
A?. 44De maledicto principis duellum non admittitur. De crimine vero
30 lesae1 majestatis in tribus fcasibus], si quis contra vitani principis conspiraveli t, vel macbinatus fuerii quod terran amictat , aut falsain inonetam
2 et datum RP j sed datum F turpi lucro L i accipientis vel F ve! sese
nioventes E io termino statuto F a i non redeinerit a creditore cuan auctoritate
curia vendi potest E I 12 satisfacere R satisfactione FLP i 3 si vero quaestio de
E J i in contrarium RP j juret F 25 in aediacatione L Jo causis R i casibus FI?.
- 21 cuderit. De homicidiis vero, de furtis, de rapinis et de maleficiis, pro . quibus vita ve! inembrurn anicu debeat , duellurn admittitur tam contra accusanterfl quam contra accusatum, quam etiam contra testes.
40. Quomodo probatur clandestinum matefioium.
De insultibus et percussionibus de nocte ve! extra civitatem in carnpis, 5
P.
in locis solitariis factis , de quibus poena pecuniaria [datur] . , si testes 45
defuerint, statur sacramento eius qui insultus ve! percussionetn passus est,
si talis fuerit persona cuius sacramento stari debeat ; alioquin stabitur
sacramento accusati , si fuerit oinni eceptioni maior , sacramento cuius
io
sit credendum.
41. Quando Iicet adulterum interficere.
Si inaritus uxorem in' ipso actu adulterii depraehenderit, tam uxorern
quam adulterun occidere licebit, nulla tamen mora protracta.
§ i. De eodem.
Lex maritum lenocinii poena coercet , qui uxorern in adulterio depraehensam detinuit, adulterumque dimisit, nisi forte sine culpa sua ille
A?. 43
.15
A?. 4$
aufugit.
42. Quando fihius familias testari potest.
Filiusfamilias, utroque parente vivente, de bonis eorum praeter voluntatern, et consensum eorurn testari non potes. De peculio vero [suo]
pro vefle testari potest.
AP. 20
20
43. De divisione faota non retraetanda.
Re stabili communi inter aliquos de comnluni voluntate divisa,
postquatn quiìibet porcionein suam agnoverit et ea contentus fuerit, nullo
tempore vei cx aliqua causa per aliquem eorucn , vel ipsorum haeredes
ipsa divisio retractari potest.
44. De poena in privato contractu apposita. . A?. 25
Nulla poena in privato contractu apposita sovitur, praeterquam in
arbitrali instrumento apposita, excepto si de ea fiat publicuni istrumentum,
et ha interpreatur in curia Messanae [ci ita seruatur Trapani]. i Item de homicidiis F I 3 contra accusatorein F I 5 extra Trapanuni F 6 infrinF I si tcstes non intergitur RP I datur F I 7 testes deticiunt per sacramentuin ejus
sacramento
credi possit F I
8
fuerint stetur 1' I qui passus est injuriam probatur F I
sacramento
ejus sit LP I
om.
P
I sacramento cujus sit c-redendum
9 juramefltO F
appode
poenis
in
contractu
suo
L
vero
20
27
peract
N
P
13 nulla cuin mora
practerquam
si
lii
arbitrorun2
istrument0
appoflatUr
sitis N I in privato ont. L I 28
F I 29 de poena F 130 et ita servatUr Trapani P.
A?. 28
25
30
AI'. 2245t Spuii: et
i Ùdfi I&gith ngti tiùt nÒfi'
hi&fjwVz
46. be relus doùiibus non aIena,jdjs.
A?. 13
Rem stabilem dotalem nec vir cutn consensu uxoris, nec ucor curn
consensu viri, non susceptis fihiis, aut non exitentibus fiflis, vendere
5
vel' àlienÉire Ouht, nii cgehte rnagtiif necessitate dogMta ét discussa
è? Guriam.
47. Quoniodo axor' potesf esse in judiolo.
A?. 37
Miilier Virifm habens sine sùi viri uctoriratetiotj bab&'capùt staifdi
in judicio.
1048. De juribus Curiae.
AV'.
56 ifi. éronaIibus actionibus' a condetnùatò [prà jùre Curiaè] de
[quibuscurnqde c'edtuin tareris] exiguttur Seni X; Itèìn f6 Gso1utidti
soIvunur Curiae pro quolibet centenario [tareni doti] sel fres ad plus
's
pto boini sehtéijti: Et hoc licet non sft sernØer co1isuetù [taàei] ut
p1urkiu iti• setvatur. Item pro interposititine dècìetiqtiiùdo ifs coiifitetur, pro quolibet centenario tt. ij; quando petitur intrare, capèYe' et
vendere, et pars rei negat, et convincitur per testes et fertur sententia,
[et fit executio et non ailter] : tunc quia Curia magis labofat, debet
aIi4uniuItth Curia magis habe?e, ideiicet duos [taìenos] et diThidium
io ro uo!ibet cntenario.. iteru si agatùr rei vendica
Ttiotie et còndhnifid
sequit'ur, solvuntur Curiae secunduin iustam extirnatioheiii Si pt'o qtSòIib(
centeÀario ab actrice parte tareni duo vel tres ad plus. Si fiat absolucio,
tunc pars quae absolvitur, debct so!vere Curiae tantumdèm pro bona
senteihia.. Itern si ccYntingaf processurn anfiulkri, «inc nibil solvitur pro
25
iure uriae. Jtem pro tediali possessiotie, quando in conwniacia pa?tiS
mittitùr aliquis in possessione, nihil soìvitur pro iure Curiae:
49. Litera confinnatoria superioris capitu?i [a
qtibus sententiis non potest apftllari].
MkRTJNUS Dei gratia rex Siciline etc. Nobili regni Siciliae M2gistro Justiciao
30 consanguineo, judicibus Magnae Curia; consiliariis aliisque officialibus quos specfat
praesentibus et futuris, fidelibus nostris gratiam et honarn voluntatern.
i i pto jure curia de quibuscurnque centurn tarenis F pe? uHa de quibuslibet
ceuten4riis tareni R j 13 tareni duo F J 14
sententia bso1utoria P tanieri ur F I
i6 de uolibet RP pro quolihet E Ji et quando pars negat E I i8 et At executid
et non a]itcr E I Isabere debei tarenos I] et F 19 duos tarenos N 2 confirniatoria.
capituli t a quibus - appellari L 29 justiciario Ct jitdici Magnae Regiae Curiae 1' i
30 coniliariis —literae o»,. 1?,
r2r
Tenor literac,
Pro parte Universitatis terrae Trapani fidelium nostrorum fiuit nostrae Majestati
humiliter supplicatum quod cum in consuctudinibus dictae terrae t diu in eadem
terra et alibi observatis, per nostram celsitudinem confirmatis, sit quoddam capitulum
super jure prothimiseos dictans ct ordinatum continentiae subsequentis videlicet : A 5
sententia contumaciae et possessionis, de jure prothpmiseos de re vili , de divisionibus praediorum, vinearuni et donioruni, de cursu aquarpm et de aquis pluvialibus,
de viis vicinalibus et his similibus, quae per inspectionen' oculorum difiniuntur et per
publica instrpmenta, in quibus huiusmodi divisiones et fines continentur, appellari non
potest, similiter ab uncia una non recipitur appellacio; ipsum capitulumiuxta eius Io
continenciam et tenorem acceptare et confirmare ne servare cum effectn mandare
benigniter dignareniur. Qua sùpplieatione per nos clernenter admissa, consideracione
praesertim serviciorum quampluriurn per dictam universitatem nostrae Majestati praestitorun), quae praestat ad praesens et praestare poterit dante domino graciora, dictum
capitulurn quod propteren per judices magnae nostrae curiac inspici fecimus et videri, i
prout jncet et juxta ipsius continentiani et tenorem, et prout hactenus melius usi
fuerint acceptamus, approbainus et benigno favore regio confirmamu, vobis et vestrum cuilibet iniungendo mandantes quatenus praedicturn capitulurn prout jacet et
iuxta .ipsius seriem et tenorem et prout ipsi Trapanenses praedicto capitulo hactenus
rnclius usi fucrunt observare effectualitcr debeatis ac faciatis ab omnibus cificaciter 25)
observari. Datum Trapani, anno Domini millesimo CCCC° VJJJ° J die XXVIIIJ° septembris, JJc Indictionis. - Rex IMARTINUS.
Expliciurtt Consuetudines. lricipiunt Observantiae terrao Trapani.
t primo de .jprisdiotioneiuratorum.
k i. .Ta prinis quod lMrati terne Trapani, hcet nullani habeant juris- s
dictioneni, pqsint tamen cognoscere inter forensem et trapanensem, si
.forensis hoc eligerit, ex quo trapanensis extra terram Trapani nonpest
conveniri, duniniodo quod ipsi Turati summarie .cognoscant sive cognoere possint summarie de causa. Habet enim exterus electionem cuiuscumque Iudicis iurisdictionem habentis , coram quo velit Trapannsrn ;30
convnire; et ppn appellawr ab ipsorumntenpis st proyisiiikis,
Mt
SC
servatur.
2. De quaestionibus inter dominum et famulum.
Item quod si quaestio oriatur inter doinio e
:MlflU.1Um .seu.inter
stipendiarium et dorninum de dietis arnissis , statur sacramento patroni 35
sive domini, per dotninurn designandis ut evitetur fraus, et ita servatur
usque ad gietas quindecim.
i Tenor et continentia literae Lj 2 fideliurn.nostrorum om. P I i sequeutis Pj
8 et allis simulibus L ao fuerint P j 21 Datun Prepani.P4 1408 XX septembrisPj 28
recognoscant I 29 causa in exterunì .electioiem CI F!akFt ;aren 1' j3 stetur
sacramento PC I 36 domini usque ad dietas quindecim PC.
- 24 3. De eodem.
Item si farnulus aut stipendiarius illicentiatus a serviciis recesserit,
ve1servire ante finitum tempus recusaverit, tenetor ad iestitutionem to-
ciu solidi seu stipendil tocius serviti teniporis. Est tarnen in electione
5 dorhini seu patroni [si] velit restitucionem solidorum acceptare aut ipsurn
fanulum recipere in serviciis suis. Et si nolit famulus ad servicia accedere, poterit ad peticionem domini carcerari, donec de allo faniulo ipsi
doijìino provideatur.
4. De eodem, de [stipendio] serviti temporis.
Io Item si quaestio oriatur inter dominum et famulum de stipendio
serQiti temporis recipiendo, et dominus fitteatur debituin , sed opponat
aliquam exceptionein peremptoriarn vel dilatoriam, non audiatur dorninus,
nisi' penes acta curiae deponat peconiam vel pignus argenteuxn , quam
oppositioneLu dominus probet infra dies octo ad plus a die depositionis
15 pccuniae in antea numerandos, ulterius non audiatur, sed venditur pignus,et pecunia tradatur farnulo, et si iustam et legitimatn causani doniinus
al1eaverit arbitrio udicis discuciatur, et tunc lis suo marte decurrat nec
de bis audiatur appellacio.
5. De stipendiis et loheriis non solvendie post biennium.
20 Item post biennium solida sive stipendia, berbagia sive terragia et
lohtria dotnorum non exiguntur, sed simplici verbo cum sacramento inqui!ini sive coloni aut domini dicentium solvisse crèdatur, nec audiatur
agens, vokns probare contrariuni, nisi Ìegitiina causa intervenerit , qua
exigentes petere non .potuerLlnt infta biennium praedictum aut ipsi inqui25 lini, coloni et stipendiarii adhuc in terris, dotnibus et vineis aut serviciis
continuatis temporibus steterint usque ad diem exactionis vel actor pignus
•habeat aut publicain scripturam aut exactum debitum fateatur, seØ aliarn
praèter soluptionis [causamJ opponat quoniam tunc servatur jus commune.
Item in gabellotis pro residuis gabellarum, a niedianis, servientibus curiae
3° seu monteriis et aliis simulibus.
3 ante constitutum C I s si velit PC I si Dat. R de supradicto serviti R I de
stipèndio L '2 excusationeni proniptuariarn vel L 13 curiac praedictae C I 14 domini probent infra P i scilicct venditur L 20 quod post biennium PNC 21
cum juramento L I 24 potuerint I' I 25 adluc in terra F I 26 vel exactor P 27
eatis P scilicet atiam L I 28 causam o,i. R causam FPNC I 29 Idem PC I et
medianis PPC.
- 25 6. De mercede statim solvenda,
Item si constat quod aliquis cx causa niercedis .est debitorstatim
facta peticione per recipere debentem, debitor debet solvere aut dare p1gnus sufflciens immediate distrahendum, sine aliqua dilatione temporis
danda ipsi debitori ad soNendum ve! ad pignus redimendum, et ita 5
servatur.
7. Quando famulus non accedit ad servicia.
Item si aliquis Iocaverit operas et servicia personae suae ve alterius
ad dietam, mensem vel ad annuni, er non ut promiserit iverit ad servicia
aut ire recuset, solvat pro poena baractariae augustale unum. In cuius 10
defectu poterit etiam carcerari propter baractariam per eum commissam.
Et' si ceperit arram et non iverit ad servicia; restituat arram dupllcatam,
etiam si fuerit data pecunia pro arra, et pagamento in quacumque quantitate; et in -servatur, nisi justa et egiti[na causa intercedat, quia tunc
15
servatur jus cornmune.
8. De salario judicum.
Iteni quod Iudices in terra Trapani pro jure provisionis ipsoruni
debent babere in causis civilibus tarenum unum, pro qualibet uncia so!venda ante pr&acionem sententiae, ve! a petente expcditionem babito
pignore ab allo solvere non curarne. In criminalibus vero {causis] pro 20
cera tarenos duos ab unoquoque, licet a liberato a!iquociens Iudices pro
bona sententia et abso!utoria recipiant ultra fiorenum.
9. De salario Advocatorum,
Itern Advocati pro eorurn salario debent habere in causis civilibus
pro qualibet uncia in quibus praestant patrociniunì grana quindecini, et 25
debet solvi. sa!arium per tertiuni. Una pars debet solvi statim lite contestata, reliqua tenia post publicationem et residuuni apertis punctis et
facn disputatione ante prolacionem sententiae.
In criminaiibus vero causis in quibus poena pecuniaria est a lege
statuta, ad eamdem rationein solvitur, licet consueverit in causis, in 30
-i De debitore cx causa mercedis P de mercede statim solvenda costando L
2 est creditor P J 3 pro recipere debente C I dandi PC venerit ad L promisit
PC I ' possit carcerari P x6 De provisione Iudicum P I 17 pro provisiorie ipsorum
P J 19 solvendum a partibus ante-PC I a-partibus N I 20 causis L I De crinnnalibus
causis R in margine I vero tarenos duos P 21 liberato aliquo omnes judices 1? I 22
usque ad fiorenum PC I 23 De provisione advocatorum P.
Ls ?ùwru.
- 4
qubus proceditur per viarn libelli, solvi augustale unuin. In his autem
cadsis criminalibus, quae poenam morti; deportationis aut membri mcisionem important, arbitrio judicis secunduni formar-u bdnstituciaùum imperialidm salarium advocato cotistituitur, et ha servaìur.
Explioiunt Observantiae terrae Trapani.
I solvitur C a aut membri recisionem P I 4 sic servatur C.
AVVERTENZA
li capitolo r6
5 4 dcli' inno 13.71 (Øg. 12-Ij) e il capitcio 4 del i4d
(pag. 22_23), stampati in carattére più piccolo, sono speciali per Trapani e iig'5ti
al testo antico delle Consuetudini d Messina adottato in Trapani. Sond inoltre in
carattere coìsivo le poche parole Fstranee al testo di Messina e specia]Ì R er Trapani;
nei qpitoli i6 § g, 6,(pag. i3), i 5 i (p.q),
22 (p. '7), 44 (p. 21).
Abbiiinio indicafo iit Me d'ogifi ita le vilrihui dèi dièrsi iiiaoéritt con le
seguehti abbreviariòni:
F = Iìrammento del Regesto Poligrafo di Trapani (fol. 245, 246).
L = lLibro Rosso dell'Archivio Comunale di Trapani.
N =Ms della Bibi. Farde]liana gik appartenente it un hotaro:
M. della Biblioteca Comunale di Paiento.
P
R = Fbgesto Polig-rafo della Biblioteca Fardelliùa di Trapani.
Nelle Observantiae sono inoltre indic*te coh la lettera C le viriand ul Ms. di
Cordidi della Biblioteca Comunale di Palerma
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INDICE
1ELLE COETUtÌNI DI RÀMi.NELLE QUALF È CONTENUTO'4'
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0
DELLE
CÒNSÙÈ?UDINI Dl MIÀ ...
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IO. Nato Mio et pracmottuo,,. j
CONSUETUDINES TERRAE Tn.pANI
I. De confusione bonorum viri
et uxoris et utrum de bis
possiilt testat9 ..... pg. 6
2. Jnterpreiatio suptadictae consuetudinis . .- . ..lvi
3. Si mortuo altero coniugum,
sUperte traiit ad sundà
vofa quid fienduini de bonis a'
4. De soluptioné debitorum faotorum tempore coosiafttis
matrimoflii ....... ivi
5. Mortuo viro et uic6iè fihiis
non sùscjflis qùd iuri sit
8
de boni edrtini .. . »
6. Pareùi€ vivèMe quid kossunf fihiie iihbnii 'e1 niancipato dare . . . . » ivi
7. Mortuo uno Eit pireritibus;
fihiis nindribus [chrii siLperstite remanentibus] et
praetflOrtUis in aetate minori, quid de bonis ipso
iv'
rum
8. Mortua matre an filius divisionem cum patre petere
potest ........»
9
9. Interpretacio et declaracio sive innovacio supradicti capituli ........ ivi
5 i. De eodetn .....» ivi
matrimonio, quid.fiehd.um:..
de boiiis et de restitutidtie
dotis ............pag IO
5 i. De eodem ....... »ivi
Il. De minoribus an possint te- . t
atari et adminis triare .. . ,. »
12. De tutoribus minoruni et an-I
mater gerere possit . . . ' ii'i
IS. Apud quem mitiores edù- ,..
canìur....... ii_i.
14. De alienandis rebus minorum cum decreto. Curiaea . ivi,
15. De vendicione rerum stabilium ........... I
IL De jur k rothirhises . .. , ii ii
5 i. Deeodem .... i . i, .jvi
i . ii.
§ 2. De éodeiù .....
§ . de eodem .......»i.i
5 4. De dodeni ....... a. ivi;
§ . De c'odeni .......-.,».il
§ 6. Dè éodni ..... iliVi
§ . De eodem .....»ivi
17. De publicis contractibus »14
»ivi
18. Quando mulier potest obligare: se .......» ivi
19. De arbitro .......» ivi
20. De cogcridis debitoribus ad
solvcndum ......
5 i. De eodem .....»ivi
5 2. De eodem ......ivi
53 . De eodem. pag. i6
§ 4 . De eodem .....» ivi
21. De appellacione. . . . '.. »ivi
5 a. De eodem .....aivi
§ 2. De eodem. . . .1117
22, De exceptione fori . . . »ivi
23. De defensione imponendaivi
24. Quae personae non adniit
tuntur ad testimoniuni . . » ivi
25. De possessione, data propter
contumaciam, recuperanda. » ivi
26. In quibus sententiis inhibetur
appellari .......aivi
27. Pro qua causa quis non p0--- -.
test carcerari .....ao 8
28. De praescripcionibus . . * a ivi
29. Quod omnes Mii veniunt ad
successionem praeniortui
parentis facta collacione . aivi
30. De diviiohibus inter fratres
et cobaeredès facienis. . a
SI. De bonis et pnssessionibtis
dandi in gabellam ....»ivi
32. De locacionibus domorum et
possessionibus .....aivi
33. De usuris ....... jjivi
34. De ludo takillòrùm et pecunia
mutuata in ludo . . . . a ivi
35. Qubus cx causis fui exbae-redantur ....... 120
36. De pignoHbu ét distractio.
nibus eorum .....aivi
37. De hertagiis saivendis.....ivi
38. De bonis dotalibus restituendis........jivi
39. in quibus causis admuttitur
duellum .......oivi
840. Quoniodo probatur clandcstinum maleficium . .pag. 21
41. Quando licet adulterurn interficere .......»ivi
§ i. De eodem .. .» ivi
42. Quando flhius familias testari
potest .........aivi
43. be divisione facta non retractanda......•,,ivi
44. De poena in privato co,atr.ictu apposita.....»ivi
45. (Spurii et qui non legitime
nati) .........,,22
46. De rebus dotalibus non alienandis........»ivi
47. Quornodo uxor potest esse
in judicio .. • .»ivi
48. De juribus Curiae . . .» ivi
49. Litera confirniatoria superid-ris capitu]i [a quibus sententiis non potes? appellari] a ivi
OBSERVMTTAÉ TERRAE TRAPANI
I. De jurisdictione luratorum . pag. 23
2. De quaestionibus inter dominuni et famuluon . .» ivi
3. De eodem ....... » 24
4. De eodem, de [stipendio]
serviti temporis .....aivi
5. De stipendiis et loheriis non
solvcndis post biennium» ivi
6. De mercede statini solvenda » 25
7. Quando fatiaulus non accedit
ad servicia........ivi
8. De salario judicuni. . .» ivi
9. De salario Advocatorum.» ivi