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IU TESTO P4T1GO
DELLE CONSUETUDINI DI MESSINA
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DLI. COii. VITO LÀ MANTIA
GRANDE UFFICIALE
Pnio PIiis1D[NTE ONOR\PIO In C0R1E: DAPPELLO
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TORINO
LIBRERIA RIZZI
PLtERMo
CARLO CLAUSEN
Corso Vittorio Einanje
ALBERTO R EflEJi
1895 -1897
Documenl
I I I I II IHIH II I II
0000005564910
-
Continuando i lavori storico-legali intrapresi da tanti anni , e ritardati
diigli incessauti lavori di uflicio, volli tornare a vita libera, e potei compiere
la p1l)l)Iicazioue delle Leggi Civili del Regno di Sicilia (113O-1R1t) raccolte ed ordinate l Indi cominciai la stampa del testo dello Antiche
Consuetudini delle città di Sicilia comparato secondo le antiche edizioni
e i manoscritti di archivi e biblioteche.
In ùt.tohi'e 18135 erano già stampate dallo Stabilimento tipografico A.
Giauiìitrapani lo Consuetudini di Trapani, nelle quali è contenuto il Testo
Antico di Messina (pag. 1-28). In dicembre furono stampate quelle di Messina riordinate da Appaio (1498) e accresciuta da Cariddi (pag. 29-55). e
quelle cli Girgenti (p. 57-62).
Nel 1896 furono stampate quelle (li Patti e Lipari (pag. (i3-7S Siracusa, Noto e Catania (pag. 79-155). In principio di questo anno (1813?)
(I) Palermo, Rcher, 195.—Diedi in luce (pag. 235-22) il tosto della cost.
San-
ciinus secondo l'edizione principe (Napoli, 1482), della quale nissiino avon tenuto l'agioie, e l'ho comparato coi manoscritti dcl secolo XV e le principali edizioni. Ne fu
pubblicato un Estratto: Gonsuetudini e leqgi su Protimisi (L'relazione e Retratto) in
Sicilia dat scolo XIII al XVIIT, Palermo 1895.—Tale edizione fu bene accolta <la
illustri scrittori, cd in Francia l'egregio prof. Hecry
MONNIEn nella Non rclk' Revue
I1is/oiue de droie francai et traugcr (Paris 1896, t. XX, pag. 648.657) t'e scrisse lungamente nella memoria La Jì1'otiìaesis (bus les Coutnn, ps et les bis SiciliPflnes,
e dichiarò: « L'editjon de M. Vito La Mantia sera tiès preciusc à tous ceux qu'int ctnse li tcxtc Fi'idericieji, Elle répond seule à toutes les exigences de une bonne
critique. On devra s'en servir exclusivernent désormais »
(Iber'. IJist., pag. 653).
iiii di Palermocig. l57-3,giiit& la arfi
privilegi e documenti.
Sperava di poter presto compiere la stampa del testo comparato dei
Capitoli inediti di vario argomento e della Introduzione storico-legale; ma
essendo inevitabile il ritardo nei lavori il tal genere , mi indu.ssi a piilihlicare (in Esiratio) nello seinso anno aiquanti esernphtri delle Consuetudini
di Catania e di Siracusa.
T. ovandosi in quella mia edizione indicato in margine il confronto del
Testo Antico (T. A.), nacque tosto il desiderio ai pochi cultori ditali studi
di conoseei'e quale fosse il Testo Antico, i cui numeri venivimo indicati per
comparazione nel margine delle o I tre consuetudini.
M' induco perciò a pubblicare aiquanti esemplari delle Consuetudini di
Trapani e di Messina senza attendere il compimento e la pubblicazione
dcli' intero volume con I' Introduzione. Premetto però le notizie necessarie
iler questa edizione delle Consuetudini di Trapani, che inizia la raccolta del
testo di Antiche Consuetudini delle Città di Sicilia.
Era iiiìportante per la storia del diritto la cognizione del Testo Antico
ed ignoto delle Consuetudini di Messina perduto da secoli sia per le famose sventure degli Archivi di Nessina, sia perché iei quella città rimase
sempre come legge il solo testo riordinato e riformato da Appulo sul fine
del secolo XV.
Dopo tanti anni di storiche indagini e di comparazioni di testi mi era
convinto che le sole Consuetudini di Trapani ne contengono la irmigliore
raccolta , e elio Trapani non accolse giammai il riordinamento e le riforme
di Appulo (1498).
Gregorio ( t 1809 ) faceva savio riflessioni e indicazioni nella Introduzione allo studio del diritto pubblico siciliano (Palermo 1794), iria non
avet notizia della edizione principe di Appulo e diceva che pei '1'iipani
Messina e Palermo gl'inetti compilatori confusero tutto » (i). Nei quindici
anni posteriori (1795-1809) Gregorio inteso a lavori sul diritto piiii1iico, nomi
ilavasi più alcun peiiero delle Consuetudini, nò egli foce mai alcuna moni)ue (10110 Consiietuciumi di Messina pubblicate da Appulo. e rima.o 'ro (lei
tutto negletti gli studi su te Consuet udijii di Sicilia.
si sont;mpatt lt. (r jiiiet
(1) (biEnonin scii\:
La
più
aatica edizione, che io mi abbia viduta delle costu-
uimuize di Messina, è quella pubblicata iii Palermo dalle stampe dcl i\laila neI 1559
con la profazione di Alfonso Cariddi ». !n(rod. cd. 1794, pag. 179 (Ojicrt sccl'c del
can. Rosario Gasoomuo, l'alermo 1845, pag. 47).
v
Nel 1862 raccogliendo i capitoli di diritto civile delle Consuetudini edite od inedite, o compurando i manoscritti (li Trapani, Patti, Lipari, Corleono,
(Jastiglione, Paternò, Caltagirone (1), Piazza, mi limitai per Trapani a indicare per la maggior pai'te dei capitoli , 1i quale ordine digerente fossero
disposti i capitoli di Messina, e pubblicai l'importante capitolo De praescriptionibus (2).
Ottolle Hartwig avendo comprato in Messina fra i libri di (+. Grosso
Oacopardo un esemplare dell'edizione di Appulo, studiò la mia raccolto. (1862),
che presentava un chiaro e rapido prospetto delle antiche e principali Consuetudini siciliane, e dimostrava come in quelle fossero adottati molti capitoli
(li Messina. Egli ristamparido (1867) l'edizione di Appulo con le aggiunte di
Cariddi, accennò le Consuetudini di Trapani e disse che l'ordine da inc indicato per la serie consecutiva (p. e. cap. 31, 52, 53) mostrava un ordine di
cose (lie.gt auc.h eine Sae.hordnuug voi). Concepiva allora. Hartwig il disegno
di fare un Codex juris inunicipalis Siciliae, e inviando (1867) a La Lumia il vantato suo Codex allora pubblicato, che esattamente diceva brochure, proponeva di fare una soc. ieGt pci l'edizione di Consuetudini Siciliano, assumendo egli di scrivere le Introduzioni, e lasciando a La Liunia il
carico di copiare e confrontare antiche edizioni e manoscritti (3).
1) Delle Consuetudini di Caltugiiono pubblicate nel 1708 iii quella Città non esisteva in Palei ao allora (come non esiste fimroggi) alcun esemplare, e fu mestieri nel
1562 fare uso (Iella copia esistente nel ms. Qq. F. 55.
(2) ('onsuetudm delle Crttà (li &cilza edite ed viuvlit', scelte e roisrpa.ate con
qii articoli delle Leggi ('ir'ili, Palermo, 1862, pag. 104.
(3) l'ei provare tale dicgiio d'impresa libraria ho pubblicato nell'Appendice (li
('cani .S'éorici sul dirilt Greco-Romano Pnlorrìio 187, pag. 121), lo lettere inedito
depositate nella Bi/ilioteca (;'umunce (li Palorriio dagli OsOcutirii tostamuentar'ii di Isidoro
L. LUirA 1- l$70:.—HAn'rwmu in lettera dcl 18 agosto 1867 scriveva a LA Ll:MI, da
ifarburg (['russia ' : l'ai bcsoin de la eoopdration d'un savant do la Sleile, et rio eomruiss:,rrt
per'sonnc qui y fùt plus popr quo vous, Monsicui', jo viens vous demandcr si vuris
lirIve peut-éti'o vous ddcider li me remIno ce servico, ci vrrus charger de copier a I'alei'mnro
los tex tos do,, I 'ecrirais los inti'oduetions, Il va sans dire q ire le livru prentl rai I alors
le litro de ('odx j. m. S. puliIu' par Isidoro La Lumia sI O. H. (Otto Hai'twmg). Veuilluz
me dire, je vous on prie, si vous etes dis1josì a accepter colte propositiomi. ci s'il en
itaiL ainsi, quelles seraient vos coaditions. Quant aux henorairos, il est
'rai, qire c'est
à penne si nous pouvons mi attenidre du libraire, qui se chargera d'edito, col ouvrage; n'ètarut copendant pas obligò de traitor uvee mon ancien oditeur, io vais me rnq
VT
Erano scorsi quasi venti anni dalla mia racvolta de] i 8ft2 e nessuiio
Sicilia occupavasi di quei lavori, e mi paive necessario di diffondere in Ita ha e fuori, Notizie e Documenti su le Consuetudini delle Città di Sicilia, pubblicando (1881-1887) una mia estesa monografia nell'Archivio Storico Italiano (1).
Per Trapani senesi allora (1881) nell'Archivio Storico Italiano:
« Nessuno linora ha pubblicato il testo delle Consuetudini di Trapani, n io volli inserirle nella raccolta di Consuetudini delle Città di
Sìcilia, perché avrei riprodotto con altro ordine e ripetuto quasi interatre eri rapport avec le librairci de la Cuur de Berlin lour en ottenii les nieilluures
conditions P0 S SI I ) l CS. »
Michele Aini (a 27 agosto 1808) dopo la pubblicazione (maggio 1808) del prinio volume della mia &orùz della Leijisiaine civile e cri.ina'a di &cilia ivii SCLirca:
« Spero che ripigli il suo lavoro su le Consuetudini municipali si irnpoitniiti nel nìe
dio evo. »
AMun
scriveva poi 5 dicembre 1865) a Le Lumixr : « Ecco quarto mi scrive
relativamente a voi ed al Carini il sig. llartwig in una lettera dcl 22 novembre
« Nel ringraziare distintamente i Signori La I umia e Carini, io li prego SOltanto di
sostenere tuttavia la parte rM licec del lavoro, del quale io esclusivamente avea con
brevità pregato il sig. Carini , cioè (li con/)ontar con le più antiche edizioni o codici, Ici edizioni moderne delle Consuetudini di Palermo, le sole che abbia avute alle
mari. Se il Caiiui lo desideri, io noterò la sua cooperr»ione nel titolo del libro , e
in ogni mrmdo sintende che io ne farò nicazione nella prefazione ».
1) Serie 4a, t• VII-XX, Iiienze 1851-1887. Contiene: I. Origini delle Consuetiidini sieil iii ne; Il. Cenni generali su le Consntetudimi i III. Consuetudini li I 'aler io ( t.
VII, 1881, png. -101-151): IV. Consuetudini iii àlcssina; V. Cons. di Catania VI. Cinn.
di Siracusa (1. VII, pag. 3l-350): VII. Gons. di Trej ,uni; VIII. Cons. di (bngenti; 1X
Cons, di Patti X. Cons. di Lipari : Xl. Cons. di Noto ; XII. Alcamo; Xlii. Cons. (li
C:rltagironc: XIV. Cons. di Goileone; XV. azzara; XVI. Mistretta: XVI1. Modica-Bagusa; XVIII. Nicosia; XIX. Con. dl liazza: XX. 'l'er-mnini-Imesese (t. VIII, pzìc. 181)221): XXI. Indicazione di
Consuetudini generali
del regno. --- Notizie su la
ristampa
tedesca di alcune Consuetudini (1. IX, 18S 336-357) ; XXII. Cons. di Castroiivanni (t. XI, 1883, pag. :I-20) XXIII. Conrs. di Sciacca (t. XIV, 1884, p. :105-324);
XXIV. Cons. di Vizzini: XXV. Termanova; XXVI. Coni. di Castiglione; XXVII. Cons.
di l'ateiru,: XXVIII. lulizzi: XXIX. Castroao'o: XXX. (astelteirìiinni; XXXI. C)hnie
gieco-albanesi in Sicilia; XXXII. Calatafimi; XXXIII. Augusta ; XXXIV. Monte Sani
(inrliano (Erice) ; XXXV. Conclusione (t. XX, 1887, p. 321-303).La monografia
Notc e J)ocunreaei riunita in I ' € ce to forma un volume di pag. 206.
v-ll
mente ic Consuetudini di Messina ; e perci mi limitai ad indicare l'ordine e a pubblicarne i due importanti capitoli sulla prescrizione, che erano inediti. Non esiste numerazione dei capitoli nel manoscritto, del
quale mi sono servito, ma sembrami neccssario per la chiarezza indicarli
per numeri in ordine progressivo in questi nuovi studi storici su le
Consuetudini siciliane.
« Il complesso delle Consuetudini di Trapani non offre la novità di
una propria legge municipale diversa dalla messinese; nia per uno stu-
dio accurato sulle riforme e compilazioni sicule dcl secolo XIV, mi è
riuscito di trarne, per quanto è possibile, la prova sull'ordine antico delle
consuetudini messinesi, e per ricostituire in certa guisa il testo delle compilazioni che se ne aveano nel secolo XIV a (i).
Tenni per base unica in quel tempo il solo manoscritto (Qq. F. 55) (Iella
onda inet del secolo XVI. che si conserva nella Biblioteca Comunale iii
Palermo (2). Poi privilegi concessi a Trapani da Federico d'Aragona ho (listinti) il diploma del 1314 di concessione dei privilegi di Messina e Siracusa dalla
posteriore concessione
dell'uso delle Consuetudini di Messina (3).
Seguendo il mio sistema del 1862 di non ripetere i capitoli eguali, non
riprc)dussi allora tutti i capitoli delle Consuetudini di Messina adottati in
(1) Arcit. &or. haI. 1881, t. VIII, pag. 190.
11 LlLanoscrj tto di Consuetudini di Trapani ib parte della raccolta dì manoscritti di ransuetudinj, che il Gacoiuo avea formato ¶ e che dopo la na morlc fu
(2)
depositata nella llibliotcca Comunale di Palermo (Ms. Qq. F. 5.5, IbI. 17 - 37). Nt
Ltargine di tre capitoli (fol. 29 Fo, o fol. 30), che nella mia edizione sono ora indioih
coi numeri 16(i,7, 17 § 1, si trovano alcune annotazioni del noto caratlerc li
6nE(oniO.—NcUa nota 2 pag 190 del t. VIII tle]l' Arcii. Stor. Lt. (1881) ho iiidicato che quel ms. di Trapani della Biblioteca Comunale è della seconda metà dcl
-secolo XVI.
(3) Arcli. Stor. Lt. (1881 , I. VIlI, pag. 189). 110 inserito in nota le parole più
importanti del privilegio del 1314, pubblicato nell'opera postuma di TESTA, De viea
e! rebus ijeStiS Friderici Il. Panormi 1775, pag. 272. [Io pubblicato per la prima
vol!a la parte più importante tiri privilegio di Federico d' Aragona, che concedeva a
Trapani l'uso delle Consuetudini di Messina, e l'ho desunto dalla medita ed autografa
Ifisloria di Monte S. GiuNone di Antonio Connicr, che si conserva nella Biblioteca
Comunale di Palermo, giacché nell' Archivio di Stato non esiste alcun altro manoscritto di tale privilegio.
VIII
Trapani, che per la massima parte erztwi identici, ancoreliò alcuni avessero
qualche variante.
Feci perciò l'esatto confronto per ricostituire l'ordine del Testo Antico
disposto per numeri progressivi e non per capitoli preinett,endo ad ognuno
la lettera N e notando ti-a parentesi i capitoli corrispondenti delle Consuetudini di Messina (testo di APPULO), giaccliò aiquanti capitoli erano diversamente divisi e ordinati in Trapani e in Messina.
Ho p)1licato perciò allcira. secondo il solo anzidetto manoscritto della
Biblioteca Comunale di Palermo i due capitoli inediti e speciali per
Trapani, cioò la riforma del 1371 su la protimisi e il capitolo di Martino
del 1408 su gli appelli (1). Aggiunsi il cap. de herbagiis, che proveniva dalle
messinesi e fu omesso da Appulo (2). Ristampai il cap. De praescriptionibus
escluso pure da Appulo. e da me dato in luce nel 18(32. Per la inversione
e perehè vi erano aggiunte nel testo le parole « compertum est per constitutionem serenissimi domini nostri regis Friderici » diedi pure (Arch.
Stor It. t, VIII, pag. 194'i il testo del cap. Quae jìcr.onae non tdmictcn(m
(I!! iC.flOfl?Uìfl.
Delle Observantiae terrae Trapani ho pubblicato il testo in nove
capitoli, tenendo ragione del manoscritto anzidctto della Biblioteca Comunale
(Ms. Qq. F. 55), e della Historia ine&iita ed aut.ografa dcl Cordici (Ms. Qq.
D. 48), dalla quale trassi gli argomenti in volgare inediti e non esistenti
nella copia del Gregorio(3).
Conosceva la elaborata descrizione del Regesto Poligrafo fatta in Trapani
nel 1873 da Giuseppe Polizzi bibliotecario della Fardelliana, e la Bibliografia
Trapanese (Palermo, 1876) dell'erudito canonico Fortunato Mondello, e ne
hedi notizia nella nota a pag. 190 dell'Archivio Storico Thiliano (1881, torno
VITI); ma giudicai che senza lo studio e la comparazione dei manoscritti esistenti in Trapani non mi era possibile in quel tempo fare una edizione
soddisfacente per le Consuetudini di Trapani, che contenevano il Testo Antico
di Messina.
(1) Arch. Stor. It. 1881, t. VIII, pag. 193.
t. Vili, p. 195.
(3) Nel manoscritto di Palermo le Observantiae non hanno numeri e mancano
le latine rubriche, che solo trovansi poi capi (, 8, 0. Dichiarai perciò che « per maggiore chiarezza » riproduceva dalla storia medita del Coanicr gli argoraenti in volgare, ed era inutile il notare i tre titoli.
(2) Arch. Stor. lt.,
IX
Mi era per6 convinto che il manoscritto di Palermo, essendo della seronda metà del s@colo XVI, conteneva tutti i capitoli, e che probabilmente
nei manoscritti di Trapani non si sarebbero trovati altri capitoli inediti di
consuetudini oltre quelli da me pubblicati nell'Arrhirio Stori'o lialiano (1881,
t. VIII, p. 193, 19, 196).
Nessuno per sette anni se ne dava pensiero, e soltanto nel 1887 in Palermo Antonio Todaro e Luigi Pedone Lauriel nella impresa iii ristampe
col titolo di Raccolta di Statuti Municipali Italiani (pag, 117-169), osarono speculare una edizione dell'intero testo col titolo: Consuetudines et
Observantiae nobilis (sie) terrae Drepani, dicendo: Pubblichiamo il
testo delle Consuetudini per come si conserva nella Biblioteca Fardelliana di Trapani, il privilegio di Federico per come sta pubblicato da
Testa, o le Observantiae per come furono pubblicate dal La Mantia nell'Archirio Storico Italiano » (1).
Sorpreso di tale audacia e mendacio ne feci tosto (dicembre 1887), per
amore del vero, una breve e moderata censura nell'Archivio Storico Ita-
liano (1887, t. XX. pag. 3i3, che dopo dieci anni riproduco o confermo:
« Lc Consuetudines et Observantiae NOBILIS (sic) terrae Drepani
non sono pubblicazione di testo inedito. Le Observantiae sono ristampa
di due pagine di questo Arcbivio (t. VIII, pag. 197-198).
« Gli editori non pubblicano alcun testo inedito delle Consuetudini di
Trapani, ma fanno un'edizione imaginaria. Trovarono in questo Archivie Storico (i88i, t. VIII, pag. 192-196) inseriti i titoli o argomenti di
quelle consuetudini inedite , con la designazione di ogni eguale capitolo
delle consuetudini di Messina, e la pubblicazione dei pochissimi capitoli
inediti. Credettero che le nostre indicazioni signiflcassero che la eguaglianza dei capitoli fosse completa e totale , senza veruna differenza di
parole. Ristamparono perciò le consuetudini di Messina con l'ordine da
noi indicato per Trapani, sostituendo soltanto Drepani ove è detto Measanae. Ignoravano che nei manoscritti delle Consuetudini di Trapani esistono molte varianti di testo, e che il nome di Messina col suo titolo
di nobilia, vi è conservato, e solo talvolta è aggiunto quello di Trapani)
dicendo siout in terra Trapani o Drepani.
(1) TODARO, Introduzione Ge,cral,. - Cenni sulla legcìla3ion statutaria siciliana, Palermo, Pedone, 1 887, pag. LII.
LA MANTIA,
2
x
« La differenza del testo appare dal primo capiwlo, nel quale li editori ristampano (pag. 149) il capo I di Messina coi periodo : Saepius
enim soriptum est, et in toto regno consuevit, quod ex quacumque causa
viro
vel
uxori aliqua bona provenerint, natis flhiis communia sunt inter
eos.
« Questo periodo non esiste nelle consuetudini manoscritte di Tra
pani, nì in altre consuetudini che adottarono quel capitolo di Messina,
come notammo in questo ,Archivio Storico (t. VII, pag. 316).
« Gli editori aggiunsero quasi tit. LXIII Privilegium Consuetudinum
la ristampa di un diploma del 1314, da noi indicato (Archivio Storico
t. VIII, pag. 189) come pubblicato da Testa , n posero mente che il
privilegio per le consuetudini era invece I' altro che omisero , e clic era
da noi riferito nella stessa pagina.
« Così questa ristampa di consuetudini altera i testi già noti , e
nulla offre di nuovo o d'inedito, tranne gli errori ».
Queste parole nell'Àrchivio Storico italiano ponevano fine alla mia estesa
monografia (di pag. 20(3 in Estratto) su le Consuetudini delle Città di Sicilia
con testi e documenti inediti.
Cessò allora del tutto e per sempre quella strana speculazione libraria
di Todaro e Pedone (1).
Per compiere la raccolta degli elementi necessarii alla pubblicazione
delle Antiche Con.suetudini delle Città di Sicilia, che ir'iziavasi con le Consuetudini di Trapani, nelle quali è contenuto il Testo Antico delle Consuetudini
di Messina, i miei figli Francesco e Giuseppe in maggio 1895 fecero in
Trapani, accurati confronti, elenco di varianti, e copia esatta di molti capitoli,
piivie e documenti inediti di vario argomento.
lii questa edizione di Antiche (J&n.s-ueludini delle Cithì di Sicilia nè pci'
Trajetui. nè per altre citta tenni alcun conto delle ristampe di Todaro, pei'chè
l'impresa era giA riprovata e abbandonata.
Potei dare così il testo di Consuetudini di Trapani con le principali va(1) Finiva ogni pubblicazione dopo la rassegna bibliografica nella Rivista Secrica Italiana (Torino, 1888, png. 137-143), e l' Analisi ('ritica su le ristaope iniziate in Palermo col titolo di Raccolta di Slalutì Municipali Italiani pubblicati da Toe Pedon-e La,.'eiel. e u proetti, errori e pligi di Antonio Todoeu dello Golia.
—Documenti per la Storia della Pubblica Istruzione in Italia sul fine del secolo XIX,
Palermo, Stab. tip. Virzì, 488, di pag. 34.
xi
iianti, e fu tampato iii Palermo iii ottùlie I 3 e. viene ora puì 'ìiicato, ed
offre evidente prova della esattezza dell'enuinerazione e della serie dei capitoli
di Messina, che da me furono indicati nell'Archivio Storico Italiano (1881, t.
VII, pag. 192-196; Estratto, pag. 72-76) secondo il manoscritto della Biblioteca
iijuii:ile di Palernio (I).
Fr IR presente edizione delle Consuetudini dt Trapani abbiamo adope
.iiIIu'
I.
Frammento di testo di Consuetudini di Trapani della fine del secolo
XIV o dei primordii del secolo XV, esistente nel Regesto Poligrafo (flil. 245-246) della Biblioteca Fardelliana di Trapani.
(F) per la sua antichità è il più importante manolme
rimanga
di
Consuetudini
trapanesi , od è scritte a linee intere.
i
('luincia con le parole solemutate peracte, che trovansi nel e. 15 della
edizione pag. Il, Im. 13. Riproduce il testo di ventotto capitoli delle
Consuetudini di Trapani, senza ordine e senza numerazione alcuna,
neaneo in margine.
Nella presente edizione animettiarno il numero di 49 rubriche o capitoli
seguendo la Tabella Capitulorum del Rege.sto Poligra.fo (fol. 305) o il maiioritto della Biblioteca Fardelliana del secolo XVII, che fu gi di un
( »icsto Frammento
[iidichiamo perciò secondo la nostra edizione (1895) la serie dei capitoli
li Unsuotudini contenuti nel Frammento.
Noi fol. 245 è il testo dei capitoli del T. A.: 15, 16, 16 § 1, 16 § 3,
16 § 5, 19, 44, '23, 20, 20 § 1, 34, 33, 36.
Nel fol. 245 r.° sono i cap. del T. A.: 21, 21 § i e 2, 22, 17, 24, 25,
26, 27, 40. 3t, '28. 30, 31, 32.
Nel margine inferiore a guisa di glossa si legge il testo del c. 5 delle
Ohservan.tic dalla parola lierbagia a meiiianis.
Nel fol. 246 sono i eap. del T. A. 43, 47, 20 § 3 e 4, 48, 10 § 1, 17
§ 1. 16 §
Vi. 16
§ 7.
(1 Dopo la descrizione dei manoscritti
offrirò il prospetto
comparato di numeri
e capitoli secondo i N dell' Arc/iicio &orico italiano, il testo delle Consuetudini di
Messina
(APPUL0)
e il Teseo AnCico (TnA pAra) della presento
edizione.
xTT
Nel fol. 24d i'.° sono i cap. dcl T. A. il § l,
Dopo il testo del e. 10 § 1 nel fo!. 2443 si leggc: Expliciunt Consuetudines terre Trapani. Deo gratias. Amen
E degno di nota che dopo F Expliciunt non seguono eapitoli di tc
primitivo, ma di sole dichiarazioni o riforme messinesi ed anche quella
Trapani (1371) per protiniisi. Così è provato che quasi un secolo prima dHIa
riforma di Appulo, in Messina ed anco in Trapani si aggiugnovrmo le rihime dopo gli antichi capitoli delle Consuetudini. Solamente il c. 20 § 3 è
posto prima dell'Expliciunt.
Nei f. 246 r.° è trascritta la riforma trapanese del 1371 su la protimisi
preceduta da queste parole: In nomino Domini Amen. Anno dominico Incarnationis MO C00 0 LXXJ, mense martii XVUJ dio mensis eiusdem, Xc Indictionis, regnante serenissimo domino domino nostro Friderico dei gratia rege
Sicilie illustrissimo ac Athennrum et Neopatrio (luce, regni vero sui anno XVIJO
feliciter Amen a.
La data 1371 dimostra che si tratta di una tarda riforma, posteriore di
anni quaranta alla concessione (1331) dell' uso delle Consuetudiui di Messina (li. I titoli del re o l'anno XVIJ O del regno (1355 1371) mostrano
l'epoca della riforma, che erroneamente nel Regesto Poligrafo (fol. 310 r0),
e nel LIBRO Rosso (fol. 7), e nel manoscritto della Biblioteca Comunale di
(1) Possono forse talvolta mutarsi le computazioni per 1' inizio dell' anno o dall' Incarnazione o dalla Naiiità e per l'inizio preciso di ogni anno di regno; ma qui
non av-vi dubbio che si tratti del 1371 o 1372 (m. c.', conio può vedersi re ' quegli anni
in vari diplomi pubblicati p' le stampo da GÀn0FALO nel Talìulariurn della Cappella
Palatina (Palermo 1835, pag. 180) o da M0RTIL[ÀRo per i Diplomi della Cattedrale
(Palermo 1843, pag. 295).
L'archivista prof.
COSENTINO
nell'A rch. Stor. Siciliano )an. XII, 1887, pag. 333) pci
computi cronologici scrive: In margine di un atto del 14 gennaio 1371 (in. c. f37i')
appartenente ad un volume dì registri di NoI. Enrico da Cortisio, ari. 1371-75 di
N. 83, si leggono lo seguenti parole che meritano essere riprodotte: (anno) Wo (CcO
septua.esirno jninco durat usque ad XXV mare-li e deinde in antro i! ('C( sep(t4agPsimO secondo. Et rei/ai cina anno deci,no septimo durat usgue ad XXV Ortobris XI (Inditionis) proximo venSuruu, et a XX 1° octobris eiusdcm Xl: reqai
cina anno XVIIIO. Cioè che l'anno civile mutava a ogni 25 marzo, o gli anni del
regno di Federico III, che regnava in quell'epoca, incomiuciavano a contarsi dal 25
ottobre di ciascun anno.
COSENTINO,
ho fatto recensione nel Monitore
i notari in Sicilia, Palermo 1887, pag. 32. Ne
LA LEOaE,
1888, voI, I, pag. 790.
Palermo (fol. 28 r°) è indicata come fatta in Trapani 1' anno MCCLXXI.
1 errore deriva dalla omissione di una lettera C nei manosc.ritb sopra
indicati (1).
La data 1271 è apertamente erronea perchè in quel tempo Carlo d'Angiò
regnava in Sicilia, nè si parlava di conquiste di Atene o Neopatria, che furono fatte dai Catalani nel secolo XIV. Federico assegnò quei dominii, quasi
appanna9gw, ai minori suoi figli (2). TI re Ludovico nel 13.i5 per la morte
di quei giovani principi concesse il ducato di Atene o Neopatria a suo fratello Federico d'Aragona (poi detto il Semplice), il quale in ottobre dello stesso
anno a lui successe nel regno, ed al titolo di rex Siciliae aggiunse l'altro:
Athenarum et Neopatriae dux,, (3). Nel marzo 1371 perciò Federico regnava da sedici anni.
Nel margine dei cap. del T. A. 19, 23, 34, 33, 17, 26 (fine), 40, 28,
20 § 4, 48 (T. A. pag. 22. im. 12-14, Item pro abxolutiee - bona senientia)
è scritto: non est in usu; nel cap. 39 «non utimur» , e nel cap. 36 « ita
praticatur ».
Sono in margine di alcuni capitoli le rubriche e. '21 § i e 2 De ap-
(1) Nella cit. TTitoria medita di Coamci (fol. 1151
ì
scritto in tutte lettere
Millesimo ducentosimo septuagesimo primo, decimo ortavo dio mensis niartii, ilecime
ludictionis », perchè 1' autore non pose mente che quella riforma ei-a posteriore di
un secolo a quella data erronea. Anche in Trapani nella Ilibliuteca lardelliana esiste
della Ilisioì-ia di Coamci una copia manoscritta di questo secolo, o a f. 174 si ripete
l'errore 1271.
(2) l'inni, Sicilia Sacra, L I, Ghronologiu Reqm-n Sicili,ze, ed. 1733, pag. XLI!,
XLV1, XLVII. S:nio, Dissertazione istorica del ducato di jl iene e di Neopatiia
unito aUi corona di Sicilia (nel t. li degli Opusc1.i di autori siciliani, !'alcrmo 1759, pag. 267-307. Ssiuu, Gius Pubblico-Sicolo, Palermo 1786, parte I, pag. 323.
flREGoRIo, Gonsideraioni sopra la Storia di Sicilia, t. IV, Palermo 1807, lib. IV. e.
7, pvg. 192, e Prove e annotazioni, pag. 62-72 (Opere scelte, Palcrniu 1845, pag. 355).
Di Bij,si, Storia di Sicilia, Palermo 1816, L VII, lib. IX, pag. 130.
(3) FAZEuo , De rebus Sicuii, lib. IX, e. 5 (cd. l'anormi 1558, pag. 555).—
Di BLASI, Storia (li Sicifla, L VII, lib. IX, pag. 287.—iloei , (Jlo-onkjues grco-rOonanes, Berlin 1873, pagO 474. GnFaoinovLus, Geseliiel,te dcc Stadt Atlwn itu Mutelalte-r, Stuttgart 1889, t. Il, 135.—Perciò negli atti pubblici scrivenisi regnante
dominio nostro domino rege Friderico Dei gratia inclito rege Sicilie ae Athcnarum et
Neopatrie Duco ».
xrv
pellat io ne fienda; e.
24
Quod non adnti(iiinr m dier in testimouio: o. 40 De in
stdtn ve2 iniuria fixctia in casnpis: e. 28 de prescriptione XXX 'innarum; e. 29
32 LTtrum dornu beata pere. 32 (fine) Utrum locator possit
de diviaione frairum et heredum Legaiarioruìn; e.
nt auferri ante finitum iempus ci dimitti ;
propria autiorilate res conduetori. anferre pro penvi.one non roiuta: e. 48 de
.y oluiione fonda curie ; 16 § 6 Jn/crpre(auio xuper fare prollwmireos I § 7
ripete lo stesso titolo Inierprciulio eec.; e. 2 Prime Con eudini. intorpì-clatio.
inlerjìretacio ad primum capitulum videlicel ad (apitldiaa Viti ot uxoris bo.
na ete. »
Nel e. 10 § 1 5 scritto in nlargi!ie : Nota er ieto capitato eonf'Mionem
sine ncdieilate fihioram ; e nel e. 17 § I Nota forinam publicatiouis insiru-.
fltefllor?tfli fende.
Alcuni capitoli contenuti nei Fraiiiuiento offrono varianti utili pr I:!
correzione del testo, come appare nelle aiinrtazioni di varianti reirate coli
lettera F (Frarnmeo/o).
È notevole che i iniinoscrjtti di Traprmi non tiuìnù menzinin- il' Jrrrc
divieto di appellazione. fl solo Frammento (fol. 245r.°) contiene nel e. 26 T. A. le parole de jure proihiiniaeos, come si trovano premesse
nella conferma di Martino del 1408, clic riproduce 1' anzidetto e. 26 T. A.,
tranne le ultime parole: " Condeinnntus criminaliter de publico maleficio
appellare non potert ,,. A pag. 17, Un. 29 della mia edizione ho aggiunto
le parole de jure ))ro1/timiaeos , accennando in note il manoscritto (F), dal
quale furono tratte.
protliiìniseos pci
IL
Regesto Poligrafo della Biblioteca Fardelliana di Trapani.
È un grosso volume in folio, legato in pergamena con bollo impresso
Cancelleria Comunale di Trapani ». Il volume comincia dal fol. 25 e termina a fol. 525; mancano però alcuni fogli, come 244. 247. 248, 502 - 505 ecc.
I fogli sono lunghi ectit. 30 e larghi cent. 21. 11 volume ecutiene qiminterni di
vario carattere e di materie diverse , scritti dal secolo XIV al XVI. E un
codice cnrtaeeo scritto in parte a due colonne e nel resto a linee intere (1).
(1) PoLizzi nella memoria Su un Rqesto Poligrafo dei secoli XIV e XV presso
(Trapani 1873) dichiara che a sua istanza questo codice nel
la Biblioteca Fardelliana
xv
Comincia il volume con queste parole: Liber homo qui se vendit ad
precium participandum, velut if. de statn liorninum. Nello stesso foglio si
legge: Fideliain. flefeusa imponitur per oftieialem regium, per quein idem rex...
Queste parole sono nella Leetnra domini .4edrcae de Ysvrnia uper Con4i(utionibur ee giosis regni &ciliae. (Napoli, Sugganappo 1ù52, (ul. 42 col. 2). Le
parole Liber homo... sono nella parte fiuiale della glossa al tit. 1(3 , Lib. I
delle Con.st. Regni Sieiliae, Le parole Fideiinm. Defensa... sono l'inizio della
glossa al titolo seguente 17 delle Gons. (1).
A fol. 91 r. è scritto: Explicit Lectura domini Andree de Isernia super
Constitutionibue regni. Dco gracias. Amen (2).
1805 fu dall'archivio del Senato di Trapani trasferito e conservato nella Biblioteca
Fnrde]liana. Pouzzi sebbene estraneo alla giurisprudenza, fece una rapida indicazione,
che pubblicò prima nel Gioriiale delle liiblio/ec/Ée (Genova 1873, a. 1-4), e poi i'i stampò in Trapani (1873) nella memoria anzidctta con /jiunte e correzioni.
Avendo i miei figli Francesco e Giuseppe esaminato nel 1895 l'intero 1?egesto
Pvlù»'afo e preso nota dei capitoli e documenti , e copiati tutti quelli che poi' gli
studi storico-legali possono riuscire più utili, farò solo talune indicazioni dello cose
più importanti contenuto nel Re9cso.
(1) Nell'ed. Napoli, Cervone, 1772, pag. 40 col. I e 2 quelle glosse sono ampliate con le aggiunte (lei giureconsulti Pietro di Monteforte, Marino di Carainanico,
Bartolomeo di Capua, e Giovanni Grillo.
(2) Non occorre descrivere la serie delle irioltiplici scritture di vario genere,
glosse di vari scritturi, Capitoli del regno, e quanto altro si contiene in questo manoscritto, chu costituisce una vasta raccolta (li testi di legge, glosse, privilegi e docu menti (li vario argomento. Basta indicai'e alcune cose notevoli.
A fo]. 92. Memorie iudicantis, qui in tribunali quoliliet presidebit, occurruol
infrasciipta soivanda circa decisionem et cognitioneni quarumcumque causaruni.
A fu]. 91 i 0 è la nota const. di Enrico VII « Ad repiiinendunì multorum tbcinol'a » seguita d'altra eonst. (Qui sint rebe/les) che comincia: Quoniam nuper ». Se-
guono glosse di Bartolo super const. Ad repriniendum.
F. 105 Qui sint rebelle.s rubrica. F. 107 r.° Explicit extravagans domini Bartoli de
Saxoferrato eximii legum doctoi'is. - F. 107 1.0 Intollectus Capitoli Volentes. Sono
chiose di Gualtieri da Patornò, –A f. 109 è scritto: « per Saccurafam », e segue la nota
Interpretaio di Berardo
DE Muio pubblicata in Messina per le stampe di Petruccio
Spira nel 1537, dopo i (wisitia Feudalia di Guglielmo Dz PERNO.—F, 114 Bolla di
Pa1i Calisto, - F'. 125 Constitutiones iminunitatuin edite iei illusti'em dominunì
Iacobum Dei gratia regem, in festo sacre coronatiouis sue.—F. 151 r.° Incipiunt con-
XI
A fog. 21 ) o 246 è i I Framìnesto del testo di Gonswtudtnt di Tra.»'i
sopra descritto (pag. XE - XIV).
Nel fol. 251 r° è: Interpret.aeio sive declaracio capitoli Optanies faota i"
Magnani Regiam Curisia tune. Panorini degentem ad supplicationem Drepa
nensiwn (11 aprile 1416).
Da fol. 264 a 301 snito molti Consigli su Consuetudini di Trapani scritti
da vari giureconsulti, come Giovanni di Taranto , Cristoforo Di Benedetto
Paolo Peri, Giacomo Russo, Filippo de Perc1icario, Gerardo Agliata, Giacomo Pero ed altri.
Nel fol. 305 è la Tabella capitulorum et privilegiorurn.
Comincia con questo proeinio:
In nomine domini nostri Thesu Christi eiusque. matris gloriose Virgiuis
Marie et utriusque iohannis f-otiusque celestis Curie triumphantis Amen.
Inc.ipit liber sive rollus, in quo continentur om.nia privilegia et Capitula terre Trapani. Et est sciendum quoti infrascriptuin opus dividitur in
duus parte.s. Ntun in prinm 3)Or( eontiiieiitur priini Consuetudines terre
Trapani et observancie terre predicte. Itein lex novi ritus ct aliquo nove
regales constituciones. Item capitula facta in generali parlamento. Et demuin
Privilegia generalia eidem terre Trapani concessa, et aliqua que habuit a
nobili civitate Messane, et durat hec prima pars usquo ibi Gonstancia divinii fareste r'lenencia ete. Ibi incipit secunda pars, in qua traetatur primo de
officiis baiuli, iudicuin, capitanei et notariorum cum aliquibus dependenelis
et de officio luratorum. Item de officio Acathapanorunì et de officio Consulum maris et ipsorum notarii. Item capitula mercatorum et eorum (Jousulum
stitutiOne domini Friderici Sicilie regis.—F. 222 Capitula luratorum—. F. 225 Capitula reformata proposita per universitatein felicis urbis Panormi, et per Magestatern
regiam acceptata et confirmata, In primia de molitura frumenti. (DE Vio, Privileyut
nrbis Panfwrsii, an. 1310, pag 114 e seg.).—F. 250 e 252 Da a?ienatione feudorum,
Cap. Voleni'es.—F, 250 r.° Interpretatio novi ritus.—F. 252-254 r.° Capitoli di Federico « tempore coronationia sue » (aprile 1296) cd altri suoi posteriori capitoli.—
F. 255 Glosse. F. 258 Sentenze contro banditi.—F. 313 Consuetudo scripta in felici
urbe Panormi, de prritibitis c'ificiis. È il cap. 29 delle Consuetudini di Palermo, e ne
ho inilicato nelle Antiche Consuetudini (pag. 184) le varianti.—F. 320, Cap. Curn rana.
F. 320. r°. Constitutio Frederici pro redemptiono captivorum.- Seguono capitoli del
Regno, rito di Alfonso (f. 396 e seg). e ordini viceregii diversi, e in fine a f. 525
una prammatica del Conto di. Monteleone del 24 Aprile 1522 sopra banditi e ladri.
I fogli seguenti rimasero bianchi.
XVII
cuin dopendenciis ipsorum. Item de cabellis Universitatis, eI primo vini et
huehit'ie et de juribus hucheriorum. Deinde sunt aliqua capitula antiqua
civitatis Messane et ultimo capitula generalia terre Trapani fiteta de
uovo, et durat 1.isque ad flneiii; in pio libro contineutur onines rubrice pie
infirius specialiter et distincte describuntur ».
Segue I' indica delle rIll)riche delle Consuetudini di Trapani e delle
(Thservanfie, e di altri capitoli e privilegi. Negli argomenti aelle Conuetudiui
quailie variante e qualche omissione di parole. I capitoli delle Consuetudiiii noii sono numerati, ed io aggilwgu tra parentesi i numeri per maggiore comodo.
[1] Tncipiunt Consuctudines, ct primo de coniusione bonoriun viri et uxoi'is,
et [u trumi liceat de hs testari.
[2] lnterpretacio supradicte consuetudinie.
[3] Si vero mortuo altero coniugum, superstes transit ad secunda vota. quid
fiendum (le bnis.
[4j De solucione debitoruin contractorum tempore eonstantis matrinionii.
Mortuo viro et uxore, flhii non suseeptis qnid iuris sit (le bcuiis eoruiii.
[; Parentee viventes quid possint filie nubenti vai emancipato dare.
[7] Mortiio uno ex parentibus, fihlie minoribus mm] superstite remHuentibus.
eL premortuis in etate minori, quid (le bonis ipsorunm.
] Mortua matie au films divisioneni bonorumn cmii patre petere possit.
[n] iut.ei1jtetntio sive innovatio supiadicti ca1)ituli.
11 ] Nato filio aL wemnOiuo iii iiiutiinioiiio 1
imid tienduni de honis aL de restitucione dotis.
1 iJ De minoribus an possint testari aL adrninistrare.
[P2] De tutoribus minorum aL an mater gerere posait.
[13] Apud quem minores educantur.
[14] De alienandis rebus niinorum cum decreto curie.
115] De vendicione rerum stabilium.
[16] De jure prothomisios.
[17] De publicis contractibus.
[18] Quando mulier potest se obligare.
[19] De arbitris.
[20] De cogendis debitoribus ad solvenduni.
[21] De appellationibus.
[22] De exceptione fori.
[23] De defensa imponenda.
[24[ Qua persone non admictuntur ad testimonium.
[25] De possessione, data per contumaciam, recuperanda.
[261 In quibue sententiis inhibetur appellacio.
[27] Pro qua causa quis non potest carcerari.
[28] De prescripcionihus.
[I
LA MATIA.
3
XVIII
[29] Quod omnes ff111 veniunt ad successionem premortui parentis facta
c.oUacione.
[30] De divisione inter fratres et coheredes facienda.
[31] De bonis et possessionibus datis in gabella.
[32] De locationibus dornorum et possessionum.
[1 De usuris.
[34] De ludo taxiloruin et pecunia inutuata in ludo.
[36] Q,uihus cx causis fui cxheredantur.
[36] De pignoribus et distraetione coruin.
[37] Do liertagiirr solvendis.
[38] De bonis dotalibus restituendie.
[fl°1 In quibus casibue admictitur duellum.
[40] Quomodo probatur clandestin am maleficiuin.
[411 Quando liect adulterum interficere.
[42] Quando fihius familios testari potest.
[43] De divisione faeta non retractanda.
[1 De pena in contraetu apposita.
[45] .[Spuriil........(1).
[461 De rebus dotalibus non alienandis.
(47] Quando uxor potest esse in iudicin,
[48] De iuril)us Curie.
A quibus sententiis non potest appellari (2).
[49] Liotore conrmatorie superioris capituli.
Nell' indioc dei nove capitoli delle " Ohservantie 0 notiamo queste rubriche con titolo poco diverso: 2. De dieis arnis.vis per farnulum. - 3. Quando
tamutus a serviciis inicendus recesserit. - 8. De jure pro ioniv iudicum.
Alle Consuetudini di Trapani è premesso (fol. 309) il Proemio del 1410,
che riproduce in parte il Proeniio delle Consuetudini Palermitane, tranne poi
lo inizio. Il confronto di pag. 4 (liii. 32-35) e pag. 5 (lin. 1-12, 14-19, 25 e
) Qui deve aggiungersi il numero del Capitolo su gli Spurli, omesso in questa
perchè nel testo (Req. PoZigraj'b, fuI. 312) non ha argomento o rul)i'ic.
Tbella aol
(2) E questa una dupliemione del cap. 26 (T. A. pag. 7), e sono omesso soltanto
lo ultime parole « Condeinnatus crianinaLiter da pub)ico maleficio appellare non
poteat ». Questa dup]ieazione però non esiste nel ms. della Bili!. Corn. di Palermo e
nel LIBRO Rosso. Si trova invece nel Regesto Po1rjafo (fui. 312 r.°) e nel Ma. del
secolo XVII (già di ran notaio) della Bili. Fardeiliana. Anche nella Lettera del re
Martino (T. A. e. 49, pag. 22 e seg.) del i40 la conferma è preceduta dalla inserzione del capitolo 26 senza le parole: ('ondennaees—non 1)OtSt.
Così è indubitato che F esatta numerazione del testo è di 49 capitoli, e che i
de codem possono considerarsi come aggiunte o paragrafi.
XIX
(lei procinio delle Conuetwlini di Trapani della mia edizione col
lwr emio delle Consuetudini di Palermo (pag. 166 lin, 5-20, pag. 167 Im. 1-5,
7-1 dimostra tale eguaglianza.
TI testo delle Consuetudini di Trapani è compreso nei fogli 300-313,
iiilti a due colonne in carattere gotico del primo decennio delia seconda
metà de] secolo XV. Le iniziali dei capitoli sono in piccole lettere lasciando
uno spazio vuoto per i capilettere a colori. Vi sono giosse marginali.
Non avvi alcuna numerazione di capitoli o rubriche. Alcuni capitoli sono
seguiti da aggiunte o dichiarazioni segnato de eodeìn. Io per maggior comodo
dei lettori ho apposto il numero progressivo per ogni rubrica e il segno di
paragrafi per ogni de eoden, Questi paragrafi sono soltanto nei seguenti
. 28-30k
capitoli 91 11cm s'i dictas. - 10 § i Viro et uxore. - i6 § i Re atahii
u1jta - § 2 Provisurn.— 3 Vendita re stabili.— 4 in nomine domini.-
§ 5 Eoclesie.— § 6 Vice.sinw novembri&— § 7. Cum nit de antiqui&-17 § i Sptimodecimo. - 20 § 1 Debitor vero. - § 2 Debitori-s vero. - § 3 Ad excludendas. - §
4
Hec intelligenda. - 21 § i Lata .s'ententa—prorupit.— 2 Ap-
petiatione - prosecntus. - 41 § i Lex rnaritnm.
Nel fol. 320 sono le Observantie terre Thipani senza alcuna numerazione. Questo manoscritto ho seguito per la stampa del testo di Consuetudini
e Osservanze, tenendo ragione degli altri manoscritti, o annotando le principali varianti.
Dopo le Observantie si legge: Ineipil conetitutio seu lex novi ritm, che è
il noto Capitolo Cum varia (Gap. R. Sie. ediz. TESTA, I, pag. 242 - 244,
eup. 100-109).
Seguono a f. 321 Prieilegia generalia terre Trapani sibi concessa per
infraseriptos Imperatoree et Reges, et aliqua que habuit a nobili civitate
Messa ne.
Sono privilegi di Federico 11 (1199), Carlo d'Angiò (1276), Pietro d'Ai'aoiia (1282), Giacomo Infante (1283, 1285), Federico (1302), Pietro Il
(t321, 1336), Lodovico (1343), Federico 111(1363), e Martino (1392, 1399,
1400, 1404).
•Alcuni privilegi di Federico Svevo, Pietro e Giacomo erano per Messina,
e poscia furono resi comuni a Trapani.
A i 323 r. è il privilegio di Federico del 1314, ridotto senza il
principio e la fine e con la data dcl 1515. È anche riportato noi f. 344
e 349.
xx
Que,sto privilegio di Federico (1314) concede a Trapani 1&'i uiviIeg
gi concessi a Messiia e Siracusa:
FRIDRICU8 Dei gratia Rex Sicilie. Regalibus actendit titulis ad augumentum et princ.ipalis hoiioris decus et gloria rutilat cum fidoliuni suorum
merita, quos grata fidelitatis obsequia condignos approbat et ostendit, beneficus, Iibertatibus et gratiis liberaliter recompensat. Per prosons itaqiie privilegium notuni lieri vo!umits universis tain presentibus nam ituris quoti
nos diligentius actendentes labores innuineros, vigilias iiiiiltas et SOlLi(it.Udul̀S
curiosa, quas Trapanenses fideles nostri, dum hostes nostri terraiii iiostram
Trapani tenerent obsessarn, in custodiendo, defeudendo et conservando mm
fidelitate nostri dominii, promptis voluntatibus sul:iiecerunt, fidei nostre observantiam (juibUslibet dannis et duris accidentibus preponentes, ut fidei
virtus et devotionie zelus, que in eisdein viguisse noseuntur, non essent a
premio sequestrato. Universis burgensibus habitatoribus in dieta terra Trapani et eorum heredibus iii perpetuum de liberalitate mera, et speciali gratia
et cx certa nostra scientia concc55inius et concedimus. quod ipsi libertatibus, immunitatibus et gratiis, quibus Messanenses eives Messane
et Syracusani cives Syracusie utuntur et gaudent, uti valeant Ct
gaudere, ac perpetno gaudeant et utantur, fidelitate nostra necnon
Constitucionibus selenissiloi domini lacobi Aragonum et olim Sicilie
regis Ulustris et roverendj et charissimi fratri nostri, dum regno Sicilio preIuit editis, atque nostre Curie et cuiuslibe€ alterius ,jttribus semper saivis. tiniversis oiHc.ialihus curie nostro et personis tliis fidelibus nost .ris presentis
privilegii tenore mandanteg , ut nullue cuiuscumque gradus sou conditionis
existat, Trapancnses predictos vel aliquos sea aliquem eorum super piø&lictis
irnmunitatibus, libertatibus et gratiis contra huinsmodi privilegii formain inquietare vel molestare preaumat. In cuius rei testimonium, certitudinem et cautelam
presena privilegium sibi exinde fieri et sigillo nostro pendenti jussimus cominuniri. Datum in urbe felici Panormi per nobilem Fridericum de Incisa militeni regni Sicilie cancellarium, anno Dominice Inearnationie M0CCCOXIIIJO,
mense februarii, XXJO eiusdem, XUJ Indictionis. (1)
(1) Archivw di Stato di Palermo—Regia Cancelleria vo!. Il, Ibi. 68 r.°- Questo
documento era stato già pubblicato nell'opera postuma di TsrA, De rita ce rebus
gestis Friderici Il, Panormi !7'5, pag. 272.
Tonino nell'impresa di ristampe (Raccolta di Statuti Mtoicipa1i ital. Pelcrwo
1887, pag. 165) promise a questo privilegio I' indicazione: tu.
LXIII Privilegium
Consueludlnum, perché ne trovò da me pubblicata una parte nell' Arelt. &Oe, le,
(1881, t. VIII pag. 18; secondo la cit. opera di TESTA. Egli pelò non capiva che
quel diploma del 1314 da lui ristampato tratta soltanto dei privilegi di Messina e
e Siracusa e non delle Consuetudini, o che separato e del tutto diverso era il documento inedito concernente 1' uso delle Consuetudini di Messina, da me nella stessa
pagina pubblioato.
xxi
Martino concesse (l392) ai Trapanesi (fò1. 32) eseilzione di dogaiie
gabelle ed angaria, come ai Messinesi era concessa.
De exempcione jure doharie et angariarum.
Itein quod '1'ra 1 inenses sud exempti a solutione juris ilobane el ornniimt ca})ellftrum et luIgal'iarum in regno Ricilie, sicut Messanenses, iuxta
tenorem pt'ivilegiorum eisdem Tiapatiei il.0 concessorllm, eosdem Trapanenses ostendendorum, ct non aliter.
È notevole per la consuetudine della protimisi a f. 322 una speciale regola pci Giudei del 1392:
« Item qnod mdci torre predìcte habeant jis protl?imi.sios intr(t ce rontra
se
i1)SO8
et non (entra Cbristiano.v.
Il diploma di Martino e Maria del 28 marzo 1392, che conferma i privilegii
giìL
concessi ai Trapanesi, in latino, ma diviso a brani nel Regesto
Rosso (f. 31), e perciò ho creduto
necessario in questa edizione (Antiche Consuetudini, pag. 2-4) pnbhlic.arlo
Pollgrafo (fo!. 322 r°) e nel Libro
per intero secondo il testo originale in vo'gare, traendolo dai registri della
R. Cancelleria nell' Archivio di Stato (1).
(1) R. (ancefleria, voI. 20 fo!. 5 e 6.—Lo stessa giorno (28 marzo 1392) Martino e Maria conccdcvano alla sinagoga di Trapani un privilegio (R. cancelleria,
voI. 20 fo!.6 i'.°), che è omesso nel ('odke diplomatico dei Gwdci di Sicilia di LAOUMINA,
pubblicato dalla Società Siciliana per kz Storia Patria (Palermo 1884, voi. I, pag. 100).
con fìruuwio priviiepiOrUm Ct firatiaruol Alianie Trapani.
Nos MAR'rrNIs et MARIA ete. et Infana MARTINLTS ete. Ad huniiiem supplicacioechi nostre Aliame ludeorum ville Trn1uni mdc nobis factam, volentea vos graciis et
opportunia favoribus confovere, tenore presentia omnia privilegia, gratias et libertates
viilii concessa et fiicta 1r illustrea rcges die.Li regni predecessores nostros memorie
recolende, 1rout temen ipsis usquo niinc inelius usum fuit * confìruiamus. Ceterum
volumus et voljis concedimus ut quOdaiTì privilegio, quod fuit concessum per dictos
regea i>re1ecessorcs, quodque amisistis casualiter ut asseritis, contiiiens in eff'ectu quod
possitis tenere curìam inter vos, habit-a copia de eodem a ludeis civitatis Panormi,
quibus simile privilegiurn est coacessum, possitis uti et gaudere, secundum ordinacionern in co content.am, prout si ipsum haberetis in sua forma. Mandantes per eamdem lapitaneo et aliis offieialibus diete ville fidelibus nostris, presentibus et futuria,
quatenus confirmacionem et concessionem nostram huiusmodi observantes, predicta privilegia que iam habetis nunc per nos confirmata, et dictum aliud privilegiuin dictis
Iudeis Panormi concessum ut prefertur, quod vobis de novo concedimua et donamua,
vobis firmiter teneant et observent, e! ipsis vea uti sinnt et permittant ioxta ipsoLA MANTIA.
4
xxir
È degno di nota (f. 323 r0) tm capitolo dcl 1400 su la eguaglianza
reciproca di diritti dei cittadini di Trapani e Cagliari.
Quomodo homines castri Callaris tractari debent in terra Trapani
Item placet nostre Magestati quod li iiuc istri (allari in terra Trapani traetentur et habeantur, sicut Tra.panense.s in castra Gailaris traetantur
et hahentur, et quod inter ipsos de cetero nulla sit prerogativa. Datum Cathanje MOCCUCO.
A fol. 324 il privilegio (li Federico (1331), che annuisce alla petizione
di Trapani si per la conferma dei privilegi già Co1IOesi (1314), e si per l'uso
delle Consuetudini di Messina (ac omnibus Consuetudinibus, quibus iidem
Messanenses utuntur), e che, come più importante, ho premeooì al testn
delle Consuetudini di Trapani e pria d' ogni altro privilegio (Antiche Con
suetudini, pag. 1-2).
Il re Ludovico (1342) faceva la conferma generale d'immunità privilegi e Consuetudini concesse anco dai re Federico e Pietro (Antiche Consuetudini pag. 2.—Reges(o Poligrafo fol. 324).
A fol. 325 un privilegio di re Pietro per diritti concessi agli esteri
che con famiglia venivano ad abitare in Trapani e vi dimoravano oltre l'anno.
Simile concessione speciale era Mta a quei del Monte S. Uiuliaiio (10 1) 0 la
dimora di un anno in Trapani.
De venientjbus ad habitandum in terram Trapani, quando gaudent privilegiis.
Rrcx PETRTJS rex Sieilie etc. Ad instantiam nostrorum fidcliuin Trapanensium consulta deliberatione statuimus et ordinainus, quod quicumquc liomo
exterus veuerjt Jiactiiu et de cetero veniet cum uxore et fainilia ad habitandum in predicta terra nostra Trapani, nulla libertatum, immunitatuin et
gratiarum terre eiusdem uti debeant sive frui, nisi per annum, mensem. CI)domadam et diem in predieta terra cam eius uxore et familia steteiit et
continue commoretur; et ipsis anno, mense, hebdomada et die continue liabitationis sue eum dictis eius uxore et familia in cadem terra transactis, demdc in antea ipse emn eius uxore cI familia habitando in predieta terra
Trapani continue, ul burgenses utantur et gaudeant libere gratiis, lihert.atibus
et imniunitatibus prenominatis.
runì seriem et tonorem. In
cnius rei tetimonium presentem fieri iusiinus nostro
sigillo pendenti dieti dueis cominunitam. Datum in villa Trapani XXVIIJ dio marcii,
anno a nativitate domini MO CCCO XCO secundo, regnique nostri anno quintodecirno.
—Vj dit Petrua Promotor, - Dominus Dux mandavit Berengario Sarta.
XXIII
De habitatoribus terre Montis.
Itein statuimus quod nullus de burgensihus et habitatorihus terre Montis
veniat ad habitandum, et [ad] habitationem ipsius terre Trapani adinittatur,
ahsque mandato regio.
De eodem.
Itetti .1 nod si forte aìiquis de premiicta terra Moutis habitandi in dieta
terra Trapani Ucenfiam regiam lLal.)uerit et mandatum , non ut.atur lil)ertatihw4, immunitalibus et gratiis diete terre nisi per an.num, mensem, ehdomadam et diom in dieta terra continue ut burgensis commoretur; et ipsis anno,
mense, ehdomada et. dio sue predicte continue habitationis elapsis, deinde in
antea continue habitando in eadem terra gaudcat lil)ertatihuS illis, immunitatibus et gratiis, qiiibus ipsi Tra1xjnenses gandout et pariter utuntur.
A f. 325 r. è un capitolo di Ludovico (1313) ler eseguire in Trapani
all' ora consueta il suono della campana Surte per sicurezza dei cittadini e
forestieri.
De campana Surte.
REX LODOVICUS rex Sic.ilie ote. Segreto et inagistro procuratori regni Sicilie vel vice Segreto Curie in terra Tnipuui, tam presentilms quam futuria
ete. Ad audieiìt.iain Maicatatia nostre vendica rclationc devenit, quod in dieta
terra Trapani tempore noctis non pulsatur campana Surte, iuxia consuetudineoz ab ciba in e(/nO nostro pro salute nostrornm fidelium dict.i regni ohtentam, cx quo multa inconvenientia et enormia iride resultant aiiimum nostrum
turhantia noii inilignc. Cumque preinissa, si vera, sunt nostro afi animo
tediosa, et propterea illa utterius tolerare nolentcs, contra vos non indigne
turbati, fidei vestre sub ùbtentu gratie nostre fìriiìiter et expresse precipiondo
inandamus. quatenus sic circa faciendmn pulsari quotibet sero, in liora scilicet
consueta et del:dta, dictin campanam sollioite et crun vigilautia intendatie,
qiiod dieta ordinatio pulsationis campane prediete in omnem eventuin in terra
ipsa debitumu sequatur cffectum, ne defeclu pulsationis campane predicte fideles nostri diete terre et alii exteri ad terram ipsarn accedentcs, per
haiulos ct officiales alios dicte terre indebite molestentur. Datum Messane,
MOCCCOXXXXIIJ.
E'. 32G r. Comincia la seconda parte del Regesto, col titolo: « Frivilcgia
et (apitida tsrre Trapani sibi cnncc&a et donata per infra.criptos imperatores et reges, et aliqua co modo et forma prout habct ca nobilis Civitas
Messane.
Sono privilegi di Costanza del 1198 (1), di Giacomo (1285) per Messina,
Federico Aragonese, Ludovico (1345), Maria (1387), e Martino (1392, 1399).
(1) l'io! ms. per errore ò indicato MCLXXXXIII. Questo documento fu pubblicato
da HUILLArtD-BRÉHOLLES llist. dipi. t. I, Parisiis 1852, pag. 5.
XXIV
Gli anticld privilegi di Arrigo, Costanza, Fedorico non sono
l'intero testo, ma resi più brevi (1).
però
nel-
Dal f. 328 a f 330 r. sono importanti capitoli inediti.
A f 328 sono i capitoli sugli Acatapani approvati da Foderico nel .1330
De oflicio Acathapanormu sive Nadarorum terre Trapani,. et de cxercit.io
et potestate ipsormn ».
F. 328 r. De officio Consulum imu-i l345). 1'. 329 r. Capitula mercatorum et eorwn Consuiuin (1323). ]'. 330. Capitula Conuhun mercatoium
terre Trapani secundum formam et Consuetudinem civitatis Messane.
F. 330 r. Capitula ordinata per consules mercatoruin 1m1oruin.
Di questi ed tdtri capitoli facciamo ora la pubblicazione in un breve
lavoro speciale.
1'. 331. Gabelle diverse di vino, carne ed altro. F. 332 de Magi3iro
erranciurn (an. 1310) e su muccio di animali erranti, F. 332 r. Capitoli di
Giacomo per dogana e naviglio senza data, in parte stampati da GALLO, Annali,
1. I. p. 153 e seg.
F. 333. Capitula generalia terre Trapani, quo habuit a nobili civitate
M essane.
sono i noti capitoli suntuarii di Carlo d' Angiò IPer la citta di Mcina,
del 1272, pubblicati da GALLO, Anna/i di Messina, t.. il , p. 102, e da (iasnonio, Bibi. Aragon. t. E. pag. 529.
F. 333 r. Capitolo de ra/a/o deI 1272 per Messina, che non fu PtthJ
bucato (la GALLo (2).
. 333 i'. Capitulu generalia terre Trapani de uovo ordinata et per
Regiam Majestatoiu conflimata. EI primo do nuuclinis. » Servono iii certa.
guisa di supplemento alle Consuetudini ed Osservauze, e da nie vengono
pubblicati separatamente.
A fol, 335 è un importante capitolo dcl 1340 su la conservazione degli
atti e privilegi della cittè.
(1) Re^ies€o l'oli9rafo,
2) De rotulo.
ll.
321, 322
r.°, 326 r.°, 327.
Itein quod rotuluin terre Trapani do cetoro sit uuciarum
triginta tiimn et terne,
rotulo uriciarum triginta, quo ipsi Trapanenses hactenus utebantur, totaliter annullato.
Dat. Neapoli MO CC O LXXII, ».—I Trapanesi solevano nelle copie dei prii.ilegi mutare
i nomi (li M'e.sanc in Drrpani o Trapani, e jVesancnses in Drtprnvenses o Trapanenses, essendosi dal 1314 estesi e comunicati a Trapani gli antichi privilegi della
città di Messina,
xxv
De Pretorio, Archivo et Archivario.
Item quod Pretorium Bajuli et Iudieum diete terre Trapani, ubi do
causis civililms cognoscitur per cosdein, quod ruinam minatur quasi collapsum, rec.onst.ruatur ct re.edifieetur de uovo per uuiversitatcm oamdem de pacunia universitatis oiusdem. Et quod eodom Pretorio constructo, ut oxpedit,
ordinetur a primo soptembrie proximi futuri in antea, quidam Arcliivarius
in custodia actorum terre predirte. Cui Archivario singulis annis, in fine scilicet cuiusIiht [eorumdem, dieta acta per uotarium eorum actorum, qui pro]
tempore fucrit, pro parte Curie assignentur custodienda, per eiundem Archivarium deinde et successorihus officialibus eiusdem terre, eum expediem
at necessarium fuerit, assignanda , adeo quod eiiculum ainissioms actol'u]n
Jiuiusmodi de cetoro evitetur: et quod in eodem Archivio imrnictatur
capsia Universitatis, in qua reponantur Privilegia et sigillum Universitatis ipsius sub clavibus consuetis. Datwn Cathanie MOCCC0XL0.
Nel 1'. 335 ci trovano due capitoli su i danni dati, che non sono nelle
Consuetudini di Messina, mentre nelle altre città che seguivano queste
Consuetudini, simili norme pci danni dati si adottarono.
De
animalibus damnum dantibus in vineis, ortis et aliis Iocis clausis.
Primo Julti, scuiide Indicionis.
Provisuiìi et ordulnLtuln est pci Universitatein terre Trapani de comniunicato consilio in loco solito cc consueto, quod si aniinalia aliqua
intraverint in vineis , viridariis , ortis ct aliis locis clausis Trapanensium
scu babiutoruni terre predicte a teinpore vindemiarum exclusivc usquc
ad tuensein marcii inclusive, pro quolibct animali grosso intrante in vincis
et allis Iocis predictis de nocte, dowinus tencatur pene nomine ad tarenos
duos, et si de cile ad tarenum unum; et si a mense marcii ultra usque
ad vinci cmi iis i ud usi ve, tenea tu r od do pi tini, vid elicct si de nocte [ad
tarenos quatuor, [cci si de cile [ad] tarenos duos, aut extinictur damuum
[ad] clectioncni danipniim rccipicntis. Idem seu codcrn modo intelligatu r
de aninialihus parvis scu non grossis, ut pecudes, capre et his similibus,
computando scilicct singula dccciii anitnalia parvo pro uno animali grosso,
exCeptis aniwalibus porcinis, quorum singuli quinque conipulantur pro
uno animali grosso scu dccciii de parvis. fusuper provisurn similiter et
ordiiiacuni est per Universitatetii predictaw quod quilibet intrans vinearu
alteiius sive de cile sive de nocce , pene nomine solvat augustale ununi,
quaruru penarum liat divisio in hunc inodum, videlicet quod una integra
medietas applicetur damnum recipienti, cc alterius medietatis una pars applicetur operi maragmatis rncuiuni dicte terre, cc reliqua Cpitanio terre
predictc. Ita tanien quod nec Turati nomine ct pro parte dicte Univer-
I
XXVI
statis, nec ctiam Capitaneus possint de dicta pena gratialu facere; quod
si fecerint lurati possint cogi per Capitaneutn de proprio tantumdem
solvere et applicetur operi maragmatis predicti. Et viceversa si Capitaneus
contrafecerit possit cogi per luratos de suo proprio solvere et applicetur
similiter operi maragn)atis predicti tantumdern, Et hec de liberis bominibus. Servus vero talia conimictens in casii quo dominus predictam
penam solvcre noluerit, fustigetur.
De forma probacionis damni dati.
Item quod si damuo dato accusentur sive ducantui aniinalia damoum
dancia in terra Trapani, et dubitetur utrum ipsa aniinalia damoum dederitir, quod stetur sacramento recipientis damnum cum uno teste ad niinus,
ct in casu quo damnum datum sit in locis solitariis , ubi copia testium
de facili baberi non possit, quod tunc sit in clectione daninLim recipicntis
ducere animalia damnum danria ad fLrndacum terre Trapani, et tunc similiter stetur sacramento ducentis anitualia sine teste , dummodo quod
sit notabilis ct idonea persona ad arbitrium judicantis, vel ipsa retinere
donec recognoscatur coram testibus cuius sint anitualia ipsa daninum
dantia. Datuin Anguste M° CCCCO VELO
Aggiungo altro capitolo (lei tempi cli Martino e Maria, che leggesi a
f.
323 dcl R.eges/o Poiiqra.fo.
De animalibus et damnis datis.
item placet nostre Maiestati, quod si aniinalia aliqua i utraverint in
vineis, viridariis, ortis et alik locis clausis homi num teri -e nostre Trapani,
Ct patronus seu patroni elegerint petere daiiinuin per ipsa animalia illatum in loco suo, habeat super bis iustitie complimentuin ; si vero pe
nam introitus anhnaliuin elegerit habere, tuuc solvantur per dorninuni
anitnaliuui pro quolibet animali grosso tareni quatuor de nocte, et tarenus unus ct gr. dccciii de die, cuius pene niedietas Secreto nostre Curie
applicetur.
Nel fol. 335 r° è un capitolo di Trapani dei tempi della regina Maria
pci servi.
De servis mortuis emendandis.
1iegiiia Maria regina Skilic ete. Universitas liniiiinuni terre Trapani in
unum more solito congre.gatoi-ii in ail sonum campane in ecclesia saiìcti Nicolai, ubi liactenus talia cele.ln-az-i eonsuevernnt, hao consuetudine in perpe-.
tutim valitura decreverunt, quod si servue vel serva ecu dolo, vel eiilpa lata,
levi vel levissima, mortein fuerit passus naturalcm vel civilcin, ut puta quìa
XXVI i:
se interfecorit vel interfectus fuerit, vel ad niortem damnatus dignum extimatioms servi pereiiipti bursale onus uniuscuiusque liabitatoris servos voi
servas possideutis. de cetero persi iiugat umimquem. j ue, videlicet 1)10 rata,
scilicct si servus vel serva non fuerit mortuus, sed pretio nìh,oratus, eodein
reinedici dainnuin resarciatur iiifljotuiri , ne tanien delictorilm votis et affectihus ininuatur, pretium servi vel serve statuere ptima Inocleratiouie )euI
savit. Servi ergu niasculi a quintudeciuuio aunu infiu ouisttuLi aurei ditoulccim
extimentur, feinine decein ; a quintodecimo vero anulu usque ad quinquagesinium annuuui , mascifli quadragintaquinque , femine vero quadraginta; a
quinquaginta annis supra, quatraginta aurcis maseuli, et trigintaijuinque femine. Que locum habeant in simplicibus servis, in artificibus enim extirnatio
arbitrio honorum virorum, precium auctoritate servatur, ita sciiicct. ut coaecrvatis prCtii servorum supervivèutium et Servorum modo predicto
torum vei minoratorum, emendatio dammi domino servi perempti voi nuinorati
uflUmquemque p' ratha colltingat ; j ue locuni imabeant in presentihus ct
futuris negociis, sentencia vel trarusitetione nondum sopitis.
Conio prova importante della esattezza sciupolusa delle copie dei privilegi di Messina gi? resi comuni (1314) alla cittu di Trapani, ricorderò che
nel Peyes(o J.'ouigrab (fol. 342 ro_344 r°) é inserita copia dl un traiìsunto del
4 aprile 1315 del privilegio del re Giacomo (29 luglio 1294). Nel transunto
sono ricordate aiquauIt1 l)arote delhi Concessione dei privilegi ai Ti'apanesi.
De privilegiis Messanerisium Drcpanensibus concessis et habitis
a civitate Messarie.
In nouuine l)OuiiiUi fluidi. Àuiuo 1nuOu;utic:ìiO ciuhuuu uuiiUesiiiii, liiCittesimo quintodecimo, mense aprilis, quarto ciusdem, tertiedecime ludicionia,
regnante serenissimo domino nostro rege Friderico vietoriosissimo rege Sidue, regni eius anno vigesimo feieiter amen.
Nos infraseripti [ndieos eivitatis Messane, Vassallus de liwulo de Messaiia
regius piiI)licus totitis icilie ruotarius et testes iuufrascripti ad hoc vocati specieliter ct roguLti, presenti seiipto publico notum ficumus et testamur quod notarius
Thounasius (le Mavda liabicator terre Trapani, sindic.us et nuneius specialis
ad Iiec Uiuiversitatis terre Trapani, ad nostraun accudens presentiam eposuit
nt cuin i]Justris dominus noster rex predietue, servitiorum sati arduorum et
gratoruin ohsequioruni universitatis eiusdem terre Trapani collatorum eidem
domino nostro regi consideratione commotue, in benemeritum obsequiorum
Universitatis eiusdem, immimitates, libertates et gratias indultas ab aiim i •ctrocessis temporihus Universitati Civitatis !ilessane ct singulis Messanensibus,
tam per predictum dominum nostrum regem, quani alios omnes regea et
principes oliai doutinos Sicilie predecessores eiusdem domini regie, prediate
Universitati Trapani et singulia Trapanensibus gratiose coneesserit, indulserit
et canfirmaverit ut dieta Uriiversitas Trapani et singuli Trapanenses
XXVIII
predieti eisdem immunitatibus et libertatibus et gratiis utantur et
gaudeant, sicuti de eis dicta Universitas Messane et singuli faciunt
Messanenses. Et ca prolter velit formas privilegiorurn immunitatum
et gratiarum ipsalLtm ljniversitati diete eivita1i M essane dictis retruactis
teinporilnis per predictos reges et pIincipe.a sub eorum igiIlis peìidentibus
proiu]e litutorum. ad cauteiam et iiiformationein ipsius Uiiversitntis Trapani
ct siugul>rum 'rrapauetìsiiiiu. et lideni siiìgtilis in posteruni faciendain ,
ut irifrmati p CitS (le immunitatibus, libertatibus et gratiis ipsLs, uti
eis valeant et gaudere, nomine et pro 1iarte Uiiive.rsitati ipsius Trapani
prescns, se pubhcataa lialiere, requisivit los attente cx parte regia, nostrum
(lui supra Iudicum et notarii o1icium implorando, una eum eo ad alios ludicea
et luratos diete c.ivitatis Messane, apud quos ut administiatorea civitatis ipsius
Messi&ne cIves Thesauri eiusdem Universitatis Messane, ubi predieta
originalia Privilegia clictarum immunitatum, libertatum et gratiarum
indultarum eideuì Thiiversitati Messaiie coiisistunt , causa videndi eadeiii
j wiviiegia jj 1>1.0 pieclicta personaliter accelera (lehereiii. assirens 1)re(1i(tos Tudices et Tuiata a Maiestate regia inandatum
]irWeie ut ipsa originalia privilegia nobis ostenderent et de eis copiam
satisdarent.
Nos auteni ipsiu not.arii Thomasii, utpote iustis , precibua aniiuentes,
constito nolis prius de siiidicatii et 1)rocuratione ipsius notarii Thomasii, et ipso
notano Thomasio consentiente primo in nos ludicea tamquam in suos, cum
cx certa sua scientia [sciret] nas anos non esse Iudices, ne attendente.s quant.uul
lionoris et promotionia x fida pure sinceritatis probata, cbcta Trapanensis
miversitas prompto zelo ct unanimi voluntate, cum pridem extitit al) infideIWus hostibus regiis obaessa. ct ulias quasi in casii simili experimentum approI)ate fidei perquisita est, huis addere fortius proineretur nostra Measanenais
universitas ut zelatrix exaltationis 11OinhuliS domini nostri regia diligena sua
vestigia perseqiìentes nititur Trnpanenses prelihatos in onrnibus confovere,
eupit prosequi eos obsequiis effective; ad predictos ludicea et Turatos in
locuin ul)i assolcnt congregari proinde nos eontulimus personales, ct ret 1 uiiti5 ipSis 1)us pci eunidem Thomasium notariuni cx regia , ut predicta originalia privilegia p'° predieta causa, ut pro eis extitit per regiani
Maiestatem iniuììctum, nobi ostenderent ct de cia copiam satisdarcnt, ut formmi eorum in fonnam publicam pro predieta causa fideliter redigi facereiniis,
diu predicti Iudices et lurati interrogati prius per nos si de premissa Maiestate regia haberent ut predicti notanii Thomasii expositio continebat, asserunt coram nobia dictum dominum nostrum regem premissa eis expressius mandavisse; et propterea ipai una nobiseum ad Thesauruin tllivcrsitatis Messanae, ubi praedicta privilegia reposita erant, se contulerunt,
et inter alia privilegia in dicto Thesauro inventa ct nobis ostensa, ostenderunt nobia privilegium unum illustris domini regis Jacobi olim Sicilie
et nune Aragonum regia, sub pendenti sigillo eiusdem cx cera nibea,
suhscripti tenoria, quod inspexiinus, vidiinus cI publice legi fecitnus diligenter,
et attendentes ipsum non iire aboitum, non abrasum, non cancellatam, non
viciatum in aliqua parte sui, imino in prima eius figura et forma consistena,
de verl)o al verhum, aihil in co addito, dmiiuuto vel mutata , pro predieta
causa, nostra interveimiente indiciali nuetoritate, presens sumptum publicum de
predicto originali privilegio pel niauus inei pLe(l1cti notarii Vassalli exeniplari Fideliter linus et transeiihi cuius originalis privilegii tenor per
onnìia talis est.
JACOBUS dei
gratia rex Sicilie... Tunc status principis...
IL' intero diploma è stato pubblicato da GALLO, A,na1i di Mesrina, Messiima 1758, t. I, pg• 151-158].
Quod autem superius abrasum et emeridatum est viddicet in prima linea
uhi legittu' aprilis, iteni in quartadecima linea ubi legit.ur obstensa, item in
vigesima linea ubi legitui' autenì aeeidentes, item in vicesinia.exta linea tilii
legitur questionibus, item in vicesinia oetava linea ubi legitur in eadem terra
ofliciinim et lionoremu iteni in vicesimanona linea ubi legitur questionibus,
item in trigosimanomia linea ubi legitur libera cI in quadragesima linea ubi
legitur in antea nicimil per me predietum notarium abrasumn et emendatumu
est non vicio sed errore, nichilominus pro autentico babeatur.
LT ndo ad tuturam memorinm et predicte Tjniversitatis Trapaui et singulorum Trapanensiumii cautelam, et quod (le predicto originali privilegio fldes
plenaria habeat.ur ulnque, faetuni est exinde presens scriptulii blicuni de
predieto originali tralisumnptum per maims mei predic.ti notarii Vassalli, nostrani, qui [supra] Iulicum, notaiii et testiuin subscriptionibus et testimonio
roboratum. Ac.tuin Messane anno, mense, die el iuditiono premissis.
f Ego Ansalommus de Castellone ludex Messanensis.
- Ego Robertus Ca.scianiiru ludex MessanemLsis.
-J Ego Ioliamrnos de Natali testor.
Ego fohannes de Ponte testor.
Ego Fridericus de (leorgio testor.
t Ego notarius Nicolaus de Epifronia testor.
Ego Ichannes de Bonavita testor.
t Ego Aldoinus de Raynem-io testor.
t Ego Ventura de Malta de Messana testor.
f Ego Vassallus de lanulo de Messana regius puhlicu2 totius Sicilie
notarius qui predicta scripsi, testor.
t Ego Simon Schifanua testor.
f Ego Nico]aus de Pergana testor.
A f. 347 r.°-349 è l'importante transunto inedito del 2 dicembre 1439
del privilegio di Ruggiero per Messina del i i29, che pubblico separatamente.
Segue il privilegio di Federico con data 1315 per concessione ai TraLA MANnA.
xxx
panesi dell' uso dei privilegi di Messina e Siracusa, e 1' altro senza data per
I' uso delle Consuetudini di Messina. Si legge poi a nome (li Martino: Et Segretus regie Curie servet privilegia. exemptiones ah oinni colleota, anguria et
imposicione. Dopo tali documenti i notato : Extraete sunt presentes copie
ex libro universitatis Drepani per manus inei lacobi de Panicula iiotarii
Juratorum terre sinedem. »
Seguono poi ordini viecregi per Trapani sino a f. 364 r. Capitoli di
Alfonso del 1445. Ordine « pro ludo azardorum, a. lii terza. scu a la galiectit
sub pena uno. 20 ». In fine è un ordine viceregio (lei tempi di Alfonso, del
vicerè Lop Ximea d'Urrea (1450, XII. Indiz.): Ut in denunciatione peiìait&ri,
officialeg terre Drepani non extrahantur ». F. 490 Capitula fundici et ripe.
F. 492 Tabella Doirane maria terre Trapani. De inercibua lieitis et peP1nif*i5.
De iuribus, de aucoragiis et falangagiis. F. 494. Capitula Cabellarum novaruin.
F. 494 r.° De exitura. F. 507. Ordine di Martino per vino. Datum Mes.sane
21 Agosto XII Indizione. F. 515. Capitoli stprn la gahella di la. caiitìra1a, eh
cosa divino pagari e cui li divi pagari. F. 517-511). Capitula faeta pei• [a€liees et Iurat.os terre Drepaiii FO parte Universitatis eiusdem, unni presentis
XITIJ Inditionis, super rebus veualibus [pro] vite suhstentac.ione et usibua
personarum fidelium ».
Il Regesto l'oligrafo secondo le notizie finora rapidamente indicate e i
documenti estratti o accennati, rivelasi una delle migliori raccolte di leggi
patrie e documenti di vario genere, che in qnoll'età si fossero formate nei
Bolli e Reqesti delle principali cittìi di Sicilia. È notevole clic per buona
ventura nel i?egesfo Poligrafo si sono conservate le copie più antiche del
testo delle Consuetudini ed Osservanze, e di molti importanti privilegi e documenti inediti, mentre nella città di Messina si perdettero gli originali e
le copie di molti capitoli e documenti, che la città (li Trapani ei)be cura in
quei tempi di raccogliere in copie esatte e conservarle nei Bolli e Regesli,
importanti per la storia e la giurisprudenza (1).
(1) I bibliotecari della Fardelliana, Pouzzi (Studii su un Th'gcsto Polqrafo,
Trapani, 1873, pag. 4) e M0SDELIo (Jìiiiogra,a Tiapanese, Palermo 187G, pag 446)
indicano la raccolta di 138 volumi di C'opiaieaere del Senato di Trapani :1399-1727).
Quei volumi dall'Archivio Comunale si erano per le cure di POLII.Z depositati nella
Biblioteca Fardelliarra, ma ora si conservano nell'Archivio Comunale. Noto che per
l'epoca anteriore al secolo XV quasi nulla si rinviene in quei Registri di Lettere dell'Archivio del Senato: Voi. I, ari. 1399-1430; voi. Il, an. 1447-1189 voI. III, an.
no i489.1495
III.
Manoscritto della seconda metà del secolo XVI esistente nella Biblioteca Comunale di Palermo (Ms. Qq. lf. 55).
È questo il solo manoscritto. del quale mi sono servito per Trapani, pubhlicando nel 1862 la raccolta di scelti capitoli di diritto civile di Consuetadirti edito ed inedite delle città di Sicilia, e dando in luce per Trapani il 8010
capitolo inedito de praescriptionibus (pag. 1W:). Non pubblicai il capitolo
de hertaqiis non importante poi diritto civile, nè 1' altro su gli appelli che è
di rito, nè quello su la protimisi che era una riforma, poichè avendo pubblicato i molti capitoli di protimisi di Palermo, Messina, Catania e Caistigilone,
niun altro volli pubblicarne per altic citti, tranne i due lievi capitoli che
iniziano le Consuetudini di Potti,
Questo solo manoscritto bst iil i'l quami iii Firenze nell'Archivio
Storico Italiano (t.. vm pag. 192-196) feci 1' esatto confronto con lo Consuetudini di Messina, pubblicando 1' inizio delle Consuetudini: in Christi Xpi)
nomine amen. Incipiunt Consuetudines civitatis Drepani. Et primo de confusione bonoruin viri et uxoris, et ut.rum de eis possint testari », e i quattro
capitoli , due di Messina de p'aesriptiomifras e de herbagiis' (pag. 195), e due
speciali di Trapani, cioè la riforma del secolo XIV sulla protimisi e il capitolo di Martino (1408) su gli appelli (1).
Pubblicai inoltre nell' Arcli. Slor. 11. (1881 , t. VIII, pag. 197-198) le
(Thservantiae terrae Trapasmi aggiunte sempre al testo delle Consuetudini, e clic
erano inedite, e vi apposi per maggiore chiarezza gli argomenti o rubriche in
volgare, secondo il manoscritto di Cordici.
Il manoscritto di Consuetudini di Trapani contenuto nel volume Qq.
F. 55 della Biblioteca Comunale di Palermo, comincia:
In xj nomine amen. Incipiunt consuetudines civitatis drepani.
Et primo de confusione bonorum viri et uxoris et utrum de eis
possint testari.
t. \llb pag. 193, e l9ti.—A pa. 194 ho riferito il c.
(M, 47), dichiarando Vi ha la riforma di Federico con testo alquanto diverso nella l)riìna parte : ludaci adversus
Christianos, comperlum est per Constitutionem serenissimi domini nostri reis Friderici,
nec Christiani :trlvorsus Iudaeos in testimonium a,liitjctantur. lieiìi inulier ami LsLiinouium non ,tl,nictitur. nisi in pat'entela, paitti, nativitale, actalo, furnis, balnois, domibus, ccclesiis, llomariis et allis locis solitatiis ».
(1) Arch. S'tor. 11. 1881,
Quu, pe'oe
O on mi,, ir?an tu,i 1' .ti,,o,,iu,n
XXXII
Le Consuetudini si trovano inserite nei fogli 17-36 r.° I capitoli non
sono numerati, e solamente nel fol. 25 si trovano in margine segnati i n. 3,
4, 5 e nel fo!. 26 il n. j.
Nel fol. 28 r.° si legge la riforma sulla prot.imisi dcl 1371, che per errore è indicata anno MCCLXXI.
Ne.! fo!. 29 r.° (ìrcgoi'io aggiunse una postilla alla riforma messinese
(1293) su protimisi, che per errore nel Ms. è segnata. M OCCXXXXILJ e
scrisse: « Questa data si deve correggere. ed è dell' anno 1203, inipercioec.hè
è copiata di parola in parola dalla Consuetudine (li Messina 53
Nel fo!. 3() al capitolo che comincia : Cum .sif de antiqui.s c&n.uetwliaihui
(T. A. 16 § 7), Gregorio nota in margine: « Questa è copiata dalla consuetudine messinese 54.
Nel fol. 30 al capitolo clic comincia: « Septimo decimò martii, IHJ md.
(T. A. 17 § 1) Gregorio nota in margine: « Questa è copiata dalla consue.tudine messinese 51 ».
Le glosse su aiquanti capitoli sono di diversi giureconsulti. Nel foglio 19
è segnato: Blascus Lanza, e nel fol. 24 r°. Antonius Ballus.
Ho indicato nell' Archivio Storico Ifaliano (1881, t. VIII. pag. 100) come
segno certo dell' epoca del Ms. la menzione di una sentenza dcl 1552 in una
lite della famiglia Staiti per impugnate innovazioni di contratto matrimoniale. Si diceva: « sed hodie die 4° novembìis XfJ" md. 1552 fuit decisnm
per Magnam Curiam existentem Messanae ».
In alcune glosse si trova questa menione: « In materia vide qua dicit
avus meus in consuetudine Messane X a in apostillis » (fo!. 26 r.°) - Vide
apostillas positas per avum mneum super consuetudine Messane 50 de materia
istiu5 consuetudinis (fol. 241 r°) - Adde ea quo dicit avus meus in suis additionibus in consuetudine Messane 42 » (fol 31 r°.)
Il testo delle Consuetudini di Trapani in generale puè dirsi corretto,
tanto che per qualche variante A stato da me seguito, ed aneo talvolta lireferito agli altri manoscritti.
Da fol. 36 r°-37 r° sono le Observancie terre Trapani. Sono comprese
in nove brevi capitoli non numnciati. Le Observancie nomi hanno rubriche,
tranne per i numeri 41, 8, 9, cioè : [ 6 de debitore ei eau.r ,uercedts, (Ì de Jirovivione Indicum, [9] de jwoei.ione adro#aforuin. Tali rubriche corrispondono ai
e. 6, 8 e O della mia edizione. Lo Observancie non hanno glosso tranne
due linee sotto la 6°, e quattro righe, sotto la 7°.
Nello stesso Ms. Qq. F. 55 in quaderni di altro carattere e di altra
XXXIII
epoca (fo!. 128-154) sono 17 Consilia di Antonio De Bailis su le Consuetudrni di Trapani, e gli argomenti sono stati riferiti da Boouso (I manoscritti
della Biblioteca Comunale di Palermo, ivi 1881, vo]. I, pag. 473 e seg.), che
indica pure 1' argomento di un consiglio di Girolamo Fimia (fol. 118) che
comincia con le parole elì iarc e non ahbreviate: Illumina domine oculos
meos .
Trapani non possiede pr le Consuetudini alcun manoscritto del secolo XVI.
Iv.
Libro Rosso dcli' Archivio Comunale di Trapani
(1601).
È un volume in folio rilegato in questo secolo in pelle iossa (011 lo
stemma barbonico impresso ai lati. Ne] dorso ha titolo : Rollus Privilegiorum civitatis Drepani. Il manoscritto è copiato da unica mano sino a
fo]. 301, che contiene un ordine viceregio del 1599 registrato agti atti dei
(Uui'ati a 22 maggio I tiOO. Da l'ul. 801 il volume è. continuato da mani diverso, e contiene alquanto copie di carattere differente. A fol. 275 è una let
tora dcl 27 marzo 1584 di Filippo Il diretta a Marc' Antonio Colonna vicerè
acciò si facci il Vescovato in Trapani . A fo]. 312 è in documento del
24 aprile 1812. 11 volume contiene fogli 389.
Il manoscritto è copiato Cori grande eleganza in linee 2t poi' pagina
con eapiletterc miniate a colori e dorate.
Nel j1iflhi) foglio ì il titolo Rollus Consuetudinum, observantiarum,
privilegiorum, litterarum regiarum, viceregiarum, ordinationum omuniuinque stabilimentorum Iuvictis.iniae Civitatis Drepani r.
In tale foglio è la figura della Madonna (li Trapani e ai suoi lati sono
8. Alberto e 8. Ivone, e sotto è scritto « . ALBERT1JS », e « 8. 1vi V. I. D. »,
o sotto la figura della Madonna: « SUB TUDI PRESIDIUM ». Nella parte inferiore
80110 tre stemmi, due della città, ed uno reale.
Al verso del foglio sono gli stemmi di Giacomo Aiitonio Crapanzano,
Vilo Barlotta Morano1 Marcello Provenzano barone di Lioodia, Michele Martino Far-della barone di Moxlinrta (I).
(1) In un fregio dogli temimii nella parte inferiore di questo foglio è scritto:
Raphael Boronattus Romanus scribebat el faciebat. Forse questi fu il miniatore del
Lieno Ross''.
xxxTv
Il volume comincia con una breve prefazione sottoscritta da Antonio
Gucciurcli segretario (1).
Dopo un' ant.iporta miniata sii fondo d' argento, e che non ha alcun
titolo, comincia nel foglio seguente il pi'oentio delle consuetudini del 1410.
Questo Proernio era nel Regesio Foligri/'o (fol. 309) sopra descritto, e apparisce copiato in gran parte dal Proeinio alle Consuetudini di Palermo, conio
sopra ho notato (pag. XVIII:i. Pii da me dato in luce in ottobre 1896 e
preniesso al testo delle Consuetudini di Trapani, col titolo Proeinio gener&e dei secolo XV. (Antiche Consuetudini, pag. 4 e 5).
Il testo delle Consuetudini compreso nei fogli -13, e comincia con
le parole: « Iucipiunt Consuetudines Terme Trapani, et primo de confusione
l)onornm viri et itxoris, et su liceat de Iiiis testari». Nel fine di questo capitolo sono omesse le paì'olc: iuxte extimatorum testari a, che si trovano invece nel Regesto Polignafo, negli altri manoscritti, e nelle Consuetudini di altre città che adottarono quel capitolo fondainoiitale del 'J4o delico di Messina.
Nel LIBRO Rosso è l'inversione del cap. Quibun ex cawsis fuji cxluwredanitr (T. A. 35) anteposto al eap. De ledo tajilThrum ci pecuniu niuiwila
in ied (T. A. 34), che però precede nel Regesto Polignafo (fol. 312) e nel
Ms. della Bibliotec& Comunale di Palermo (fol. 34 r°).
(1)
Ai
lettori. Era la scrittura del libro onde questo volutrie fu esemplato si
svanita per la lunghezza del tempo, che a leggersi dava noia et ad intendersi dava
difficulth. EI perciò non si potea fare che 1101! si leggesse bene spesso per la varieth
(lei
flCUC, dio
giornalmente si offerivano, toccanti quanilo ai Privilegi e qiian'lo alle
Consuetudini e costumi di questa cittIi, pI'escro deliberazione i (hui'ati di questo anno 11301 Xliii Irìd., i quali sono Giacomo Antonio Ci'apnnzano, \ìto Morano Bar]otta,
r.)oz Marcello Provenzario, Michel Mai tino Faidella. cli fai'lo scriVere ci eseulpiaLe del
modo che si vede. Fatica non men utile che necessaria, non inen lodata che desiderata pci lo stabilimento che ne ha questa comunanza circa la cognitione de cause
attive e passive, le quali correano tra cittadini e cittadini et esteri, Troveiannosi al1 occasione
ti
di leggeili cotuo di servirsene ognuno notati nei loro luoghi i F'ii-
vilegi, i Capitoli, le Consuetudini, i Statuti, l'ordinacioni, le lettere regie e viceregie,
le loto conflirnationi cI oi'sei'vatorjc sotto i loi'o numeri ilelle carte riferite nelle tavole con ordine piacevole.
Regnano in questo sudotto anno Clemente VIII Sommo Pontefice, liorì Filippo III
ie Cotolico N.S., IJon Bernardino Cardiaas duca di Macheda viceiò in questo legno.
« Don Antonio Gucciasdi &'grctario »
xxxv
Non esiste alcuna numerazione di capitoli di Consuetudini, nè avvi
alcuna l)arola di ti(ulus. eonsue(inlo, nè alcun numero innanzi o in fine della Ful)rica, n in margine.
Seguono le ()bserrantiae terrae Trapani (fol. 17-19), senza alcuna numerazione, e ciascuna è preceduta dall'argomento.
Indi segue la copia della vasta raccolta di privilegi, capitoli e documenti di vario argomento. L'ordine in gran parte A simile a quello del Regesto Poliqra/i. Vi si trovano aiquante differenze nel testo o nelle rubriche,
che costituiscono varianti, e forse awennero perché la copia non fu fatta sul
Reqesto Poligrafo. ma su altro Bollo di epoca posteriore.
A fol. 71 dopo un ordine della regina Maria (1387), che vieta ai sarti
(li vender panni, sono due capitoli non esistenti nel Regesto Poliqrafo (faI. 331),
e che aI)parisoonl) scritti da qualche giureconsulto.
Quid est consuetudo.
Coiisuetuilo et unus nsus rationabilis longo tempore confirmatus. nullo
teinpoie cai'rnpttied frequenti netu siiie contra(lictione inductus.
Introductoria Consuetudinis.
Q uatuor sunt introductoria Cousuetudinis se.ilicet mores , tempus , ratio
et concessio papali.
A fol. 212 è il privilegio di Martino e Maria dcl 28 marzo 1392, che
conferma « privilegi, capituli, offitii et Consuetudini ». Ne ho pubblicato
pag. 2-4:.
Nel fol. 215 è. riferito il capitolo ultimo delle Consuetudini di Trapani
(T. A. 49. pag. 22-23) con questo titolo: « Conlirniatio aliquarum consuetudinuin et capitulortun terrae Trapani circa jus prothomiseos et visionem
oeulorum, de quibus appellari non potest ». E notevole la pubblicazione della
lettera di Martino : « XV Novetrjlnjs. secun(lae Iriditionis. Publicata extitit
praesens confirmatio in ecclesia Sancti Nicolai, more solito per luratos
dictae terrae Trapani » (li.
il testo inedito (Antiche con.s€etciini,
Per la grande importanza pubblico ora il privilegio concesso a Trapani
(1) Non farò menione di privilegi viceregii contenuti nel LIBRO Rosso, ed estranei a Consuetudini e leggi. Accenno soltanto che il Vicerè Cardona a 5 luglio 1478
concesse alla città di Trapani il titolo d'invittissima... « civitatem ipsam Drepani invictissimam de cetero appellari ac cognominami volumus et iuhemus, eamque titulo
ipso invictissime insignimus et decoramus ». Queste parole desumo dal testo che se ne
conserva nel voI. 139, fol. 285, r° Cancelleria) dellArchivio di Stato di Palermo.
xxxv'
da Carlo V, eoììtenuto nl LIBRO Rosso (I. 2tJ3 i" - 265 10:1. E peniesa
testo dei capitoli questa notizia:
"Nota come nel mese di settemhrc T'anno 1535 la Maestà di Carlo Quiii.
imperatore e re di Spagna venne in questa città di Trapani con una pok
annata e grosso esercito per Issal' nelle parti (li Buharia, et vi skl
continui quattro giorni, e nello intrare che fece li •Turati di quel tempo
cero che nella Chiesa di Santo Agostino (li questa città, giurasse di nsserv
non solamente li privilegi che tiene detta città, ma tutto il regno, ct di
ne nasce che nel sigillo (li detta città si leggo: Ubi Caesar primum iuravit (I).
(Japilule. imnwnitates e gralitze ck-ila/is Drepaat Sii)! concessa Ie1 Niniestatem Caesaream Caroli Quinti imperataris in hoc regno et iii civitate P"
dieta advenientis.
Capitoli, Privilegi, gratii et immunitati, li quali Immiliter et gratiose
a vostra Maestà Cesarea ce adimanda la fidele vestra città di Trapani.
Tu 1niinis che vestra Cesarea 3Iaest. se degni c.onfirmare. aceptare et
de novo concedere tutte quelle gratie, privilegi, iiniiiunitat.i, cap:t.uli, iiistituti,
Consuetudini et observantie concessi, ordinate et confirmate per li i-eeolemle
memorie dclii retro Principi di vostra Catholia Cesarea Maestà, sicut continentur in Roilo tniversitatis, si como promisi et jurao vestra Catholica Cesarea Maestà confirmare con tutta 1' autorità che toni. in la felici et prospera
venuta di vestra Catholiea Cesarea Maestà in (letta città in la ecclesia di
Santo Agostino, non obstante fossero in alcuna parte interrotte— Plaze a Su
Magestad corno stan en l)osseon.
Item supplica vestra Catholica Cesarea Maestà questa povera città per
li continui servitii fatti, et che continuamenti fa a vostra Catholica Cesarea
Maestà et per li receputi interessi et danni, tanto del tempo preterito corno
nel presente per receptare la regia armata di vostra Catholica Cesarea Maestà
(1) l necessario notare che per equivoco nel Liane R4S
t
detto Gute
venne in Trapani in settembre con potente armata per passare nelle parti di Barbaria. » Le itiomorie storiche provano che l'imperatore venne in Trapani toi000Ii) vittorioso dalFAfrica. Basta citare l'importante volume 1?eruìn a t'aiolo V (aesare An!rns (o in A,0'ica bello yrstarum co,n;neatarii, Antuerpiae MDLHII ». Nel Diarium
expeditionis Tunetanae di Giovanni Ernorno a f. 142 si legge che Carlo a 1:3 giugno
(Idibus lunii) da cagliari partiva direttamente per Tunisi, e a f. 56 r 41. che dopo la
vittoria di Africa tornando giungeva a 22 agosto in Trapani « undecimo Calendas
Septembria in portum Drepani, quae Sicilice civitos est, cum cunctis longis aula navibus, aliisque actuariis perverìit . Anche il siciliano Federico Dio, CRnrro, De
bello Africano per Caroluo V (nel torno I degli Opuscoli di autori siciliani. Catania 1758 png. 48,72), dice per Carlo che andò in Africa e al iitorno venne in Trapani: « Hic Drepani quatriduo moratu, terrestri itinere Panrrnum tetendit ».
xxxv"
et dare lo complimento (li vettovaglie, li citatini poterse sustenire ne lo
servitio di vostra Catholiea Cesarea Maestà ne l'arte inaritnna con loro vaxclli,
et stare pronipti a fare obataculo a li inimici di vesti-a Catholica Cesarea
Maestà, per essere questa città posta a lo infronto de questo Regno, maxime
de li barbarici parte de infideli, da cui è stata continuamenti vexat.a et dannificata, che vi plaza de henignitè concedere soi citatini siano liberi et franchi
per tutti li altri reami di vestra Catholic.a Cesarea Maestà, como al presente
sonno liberi et franchi de ogni diritto di dohana in mare ed in terra per
tutto el Regno de Sicilia, como per soi privilegi largamente si contene. sieut
et quemadmodum nune gaudet civitas Messanae.—Que gozen de la franqueza
que tienen, y que en lo demas Su Magestad los mandai-a favorezer en todos
sua Reynos como a sua buenos vasailos.
Item supplica questa povera città vestra Catholica Cesarea Maestà havendo privilegi, observantie et consuetudine antiqua. non essere gravata, angariata da li stipendiarii et soldati di questo regno como in quelli si conteni.
et già nella prospera venuta di vostra Catholica Cesarea Maestà in questa
città con li Alaitianni. como di questo ni è informata, che per forza expellendo
li citatini de. loro liabitatione, ad alti-e levandole la roba, ad altri facemiose
dare lo vitto aminazandole, privarele de la vita et honore se impoteraro di
tutta la città facendo a loro voluntà, et al fine della partita li Alamanni inculpando a doi citadini innocenti se portaro per forza con le nave quelli
volendo componere per docati cento per uno, contro ogni giustitia et la forma
de li privilegii et ohservantii, di modo che una gran parte de citatini fugero
de la città in li convicini, non potendo habitare ne la città; clic se degni de
estero fare observare vesti-a Catholica Cesarea Maestà detti privilegi, Consuetudini, observantie, ct per beneficio publico non siano in futuruni vexati
dare posati a soldati, altramente questa città se verrà a disabitare et de lo
in tutto destruere.—Que Su Mage.stad mandara guardar sus privilegios y
exempciones, como fuere de razon, y provehera qua sean favorezidos y bien
tratados.
Item supplica questa povera città vestra Catholica Cesarea Maestà de li
danni innumerabili receputi da li soldati allogiati in questa città e de le
gravitie che tene in le subventioni di vestra Catholica Cesarea Maestà, che
la città per sè non teni uno scudo per alcuna occurrente necessità, et li
citadini so tahnente destrutti che non fora possibile taxarle de alcuna minima quantità. ancorchè haveriano lo animo prompto al servitio et subventioni de vestra Cathoica Cesarea Maestà, a pena se ponxio loro vita sustentare,
se digni vestra Catholica Cesarea Maestà recompensarle a le donative de
vestra Catholica Cesarea Maestà, et a quello in questo parlamento generale
se concluderà oi vero de altro che parrà a vesti-a Catholica Cesarea Mr.està.Que Su Magesad tenra memoria de esta Ciudad, y la favorecera en todo lo
que se le offreciere.
Item supplica questa vostra fidele città vestra Catholica Cesarea Maestà
LA MANTIA,
6
XXX Vf'
se degni recordare essendo in ipsa città li lurati, supplicaro vestra Uatholiea
Cesarea Maestà de alcune gratie contenti in quello et questo memoriale. et
vestra Catholica Cesarea Maestà respose volere rendere resposta in Falermo, che vestra Catholica Cesarea Maestà se digne respondere ron quella
resposta fece nostro Signore. Dio incarnato a la petitione del ceniurione. per
la sanità de la propria figlia, si come si espetta di una tanta Cesarea et henigna persona, dove non se trova essere stato mancamento de gratia; tanto
più in questa così gloriosa vittoria de la provincia de Africa, accadendo per
sorte a questa vostra città in questo Regno la prima volta havere desceso
in ipsa et con tanta vittoria felice et ispera sanità di vestra Catliolic.a
Cesarea Maestà, donde ad uno tanto grande Re et Imperatore è neeesilà
fare et concedere grntie maxime a soi fidele servi et vassalli. -- 120 que se
suplicò en Trapatia aun no se ha podido veer, quando se viere.se respondera.
Decretado y acisido y inandado de Su Magestad en Palermo a VI
de octubre VIII md. 1535 (1). TJrries Seerefarie.9
È superfluo ogni altro cenno su documenti di epoca posteriore estranea
alla pubblicazione di Antiche
Consuetudini.
Aggiungo però che il Lisito
Rosso , malgrado aiquanti errori incorsi dai copisti, intenti talvolta più all'eleganza che alla correzione, rimane sempre una raccolta utilissima per la
storia della città di Trapani e per le leggi municipali. Riesce (ai di nostri)
più comodo aglinesperti il Liaao Rosso (1601), perché le cognizioni dilatino.
di paleografia e di antico diritto sono indispensabili per lo studio del
Poligrafo
del secolo XV, che è il
Rollo o la
Regesto
raccolta più importante che
si conservi nella eittà di Trapani.
(1) Questo privilegio è dato da Palermo a 6 ottobre 1535. L' Imperatore avea
giurato in Trapani nella Chiesa di S. Agostino di etmfermare i n'iviiegi e Consuetudini della città, e si trova in quella chiesa nel lato sinistro entrando dalla porta
maggiore questa iscrizione, che è giusto riferire.
l)eo Optiuno Maximo
Divoque Augustino sacra illiistrissinìi Senatus rirepanitani 1srvetusLa Domus,
ubi Concilia Maiora Cogit. Disput.ationis examine medicos appro]Jat, auditqiie Senatus
idem Quadragesimac Conciones. ac ubi Tunete expugnata Sioiliam ndvcnicns, maximus Caesaruin, Carol tis Qui ritus anathema victoriae Purptiram appondi t , primumqiie
iuravit Verbi Fiominis Anno M1)XXXV. »
Carlo V si riserbò di sottoscrivere il privilegio in Palermo, eonie appare dal testo
sopra inserito.
Notizie su quella venuta di Carlo V danno gli scrittori trapanesi:
Annali della ciwi di Tsvipani (Ms. della Biblioteca Furdelliana) pag.
Guida per qii stran ieri ii Thipani, ivi 1825 pag. 96 e
artistica di Trapo.ai, lvi 1883, pag. 2O e 23.
302.-- FERRO,
245, - MONIELLO,
Gldida
Manoscritto della fine del secolo XVII che si conserva
nella Biblioteca Fardelliana.
E un volume di pagine 471- rilegato in pelle in questo secolo, e nel dorso
vi è scritto « Consuetudines . I fogli sono alti eont. 31 e larghi ceut. 30.
Nel primo figlio scritto : « A spese provinciali , 1857 », e sotto con
inchiostro turchino è annotato: Questo Ma. fu trovato tra le carte d'un defunto
notaio, e ftto avere alla Fank/luzno dal sig. Roceo Mazzarese bibliotecario.
Nel margine inferiore sono due righe cancellate con altro inchiostro,
ma vi si legge chiaramente : « Ad usum mci 1). Xaverii Piazza Procuratorie
(JrLusidici, anno 17'J7 >. Questa nieliziune del u°°'° è estranea alla data
(le mauostTit.to.
11 manoscritto coahincia: Textus Corisuetudinum, Observantiarum,
Privilegiorurn, Immunitatum invictissimi et fidelissimi S. P. 9 . D. »
Dopo questo titolo leggosi il J?roennem rut ('on-uetwliaw proepo.situm.
E quello dcl 1410 (la inc pubblicato nella presente edizione (pag. 4 e 5).
Dopo il proernio (pag. 5( seguono le Consuetudini (li Trapani:
« Incipiunt Consuetudines terrae Trapani. Consuetudo I, Do confusione bonoriiin vii•i et uxoris, et utrum de hiis posaint testari ».
Le Consuetudini di Trapani in questo solo manoscritto si trovano divise
in Consnetudijji 49, con la numerazione in numeri romani. Nessun numero
o altro segrin apiosto nelle aggiunte o dichiarazioni segiiate de eodein in
vari capitoli. Ho dovuto perciò seguire quest' ultimo manoscritto per la numerazione dei capitoli del testo, notando per maggiore chiarezza e brevità
con semplice segno di paragrafi i pochi de eodem. Vi è l'inversione per la
rubrica de pignorihu.s cc. (T. A. 36) , che è anteposta alla mb. Quibus cx
caurs fUji rxhoeredantur (T. A. 35).
Le Observantiae sono erroneamente numerate come seguito di capitoli
di Consuetudini. (Consuet. L- LIII!).
Chiudesi il volume, con 1' Indice, distinto delle Consuetudini ed esservanse. privilegi e documenti vari che contiene.
Questo manoscritto è di minore importanza. ma è sempre utile malgrado
i molti errori di copia.
Polizzi descrisse ampiamente il contenuto di questo manoscritto IICÌ giornale L' Iniziatore, Foqlio di scienze, lettere ed or/i (Trapani , P dicembre
1858, N. 21-24, pag. 161-1's A pag. 168 pubblicò Polizzi una sua versione
deli' anzidetto proemio dcl 1410.
Prima edizione delle Consuetudini di Trapani (1895).
Comparando il testo dello Consuetudini e Osservanze nei cinque manoscritti, dei quali sopra ho dato chiara notizia, tenni per base il Regesto Poligrafo del secolo XV, trassi utili emeiìdazioni dal Frammento (fol. 245
e 246), e notai le varianti principali degli altri manoscritti posteriori di Palerino e di Trapani. Potei così iiel 1895 formare la presente edizione nel
modo che ho giudicato più esatto.
È questa la prima edizione delle Consuetudini (li Trapani, perehè ilel
1881 diedi in luce nell'Archivio Sferico Ifaliano i soli capitoli inediti non
compresi nella edizione di Appulo (1498), e insieme le Osservanze e il privilegio di Federico d'Aragona, che concedeva a Trapani l'uso delle Consuetudini di Messina.
La pubblicazione di quelle Consuetudini fatta in Palermo (1887) nella
Impresa di ristampe di A. Todaro e Luigi Pedone col titolo di Raccolta
di Statuti ì!anicipoii Ii&iani (pag. 147-1Th), fu una edizione irnaginaria,
che ristampava i capitoli dell' Arcltù'ii Storico Italiano e delle Consuetudini
di Messina, senza aver veduto alcun manoscritto nè in Palermo nè in
Trapani.
Il Testo Antico delle Consuetudini messinosi, che in Trapani è i-accolto,
conserva i capitoli primitivi e vi aggiugne e riunisce altresi le dichiarazioni
o riforme posteriori. Appulo (1498) riordinando con talune riforme le Consuetudini messinesi, distinse e poso dopo gli antichi capitoli quelle aggiunto
o riforme, come si scorge negli ultimi capitoli di Messina (e.ap. 48 a 56,
pag• 4 a 50 della presente edizione).
Invece nelle Consuetudini raccolte in Trapani vennero aggiunto le dichiarazioni o riforme dopo i capitoli, ai quali si riferivano, e per ordine di
materia.
Così le Consuetudini di Messina riordinate da Appulo, e rimaste poi
per unica legge, conservano il Testo Antico con aiquante lievi riforme e
con ordiiie diverso, e coit varie suddivisioni di capiteli, o nel complesso generale foririano lo stesso Codice, con la differenza che in Trapani non fu
ammesso il e. 50, e in Messiiia furono esclusi da À1.ì1mlo gli antichi capitoli
riguardanti prescrizioru (T. A. 28), erbaggi (T. A. 37), e quella parte del
T. A. 24 che riguarda i Giudei e che poi fu aggiunta nel 1559 da Cariddi
ne! cap. 47.
Nel solo manoscritto che fu gi di un notaro (sopra indicato pag. XXXIX)
XLI
esiste la numerazione di 49 capitoli o consuetudini, e non sono numerati i
de eodem, quasi accessorio dei vari capitoli.
La Tabella Capitulorum del Regesto Poligrafo sebbene non indica
numeri, contiene pul-e 49 capitoli (oltre i c. de eodem), come fu da me
dimostrato (pag. XVII-XVTI[j, ponendo in margine nel principio delle rubriche i numeri entro parentesi. In entrambi i manoscritti era occorso il
doppio errore di un capitolo duplicato, e fu da me sopra accennato (pagina XVIII, nota ).
Era perciò necessario seguire quella giusta numerazione, e sarebbe stato
arbitrio il fare altrimenti (1). Anche a tale numerazione di 49 capitoli oltre
i paragrafi de eodem, corrisponde la comparazione numerica, che per comodo
degli studiosi del patrio diritto fu da me fatta nell'Archivio Slorico Italiano,
ponendo a fronte i capitoli dello Consuetudini di Messina (Aeruio); ed ora
posso ripetei-ne il prospetto numerico, aggiungendo le parole iniziali dei capitoli o paragrafi pci- maggiore chiarezza e promettendo il numero dei 49 capitoli del Testo Antico (T. A.i, gi stampato nel 1895 come inizio della mia
edizione delle Antiche Consuetudini delle Città di Sicilia.
I cap. 49 delLa presente edizione corrispondono ai 68 numeri segnati
nell' Archivio Storico Italiano pel manoscritto del secolo XVI della Biblioteca
Comunale di Palermo. Infatti aggiungendo i paragrafi 17 de eodea della
presente edizione, e il secondo de eodern del e. de praescription.ibu.s (Ms. Qq.
F. 55, fol. 32 x-°). e il de eodcm. (Lata sententia in absentem et non--prorupit) del e. de appeliationibu.s (Ms. Qq. F. 55, fol. 31 m'etro) si hanno i N. 68,
che sono appunto quelli indicati nella serie dell' Archivio Storico Italiano.
La divisione di tre de eodern nel c. de a opeilationibw?, e la divisione del
c. de praescrijjtionibus con un de eodern, sono ueciali del manoscritto della
Biblioteca Comunale di Palermo.
(f) Negli Statuti, e nelle Consuetudini o (ou1ume. è il numero progressivo nei c.
de eodenm, sia perchi nel gran numero di quei capitoli riusciva più comoda la serie progressiva senza distinzione in paragrafi, sia perchè non eravi manosci-itto che contenesse numerazione diversa e non progressiva. lo perciS non poteva seguire queWesempio, molto più perchè negli antichi manoscritti delle Consuetudini di Trapani non
esiste alcuna numerazione, e la Tabella Capitulorum del Regesto Polzgì-afo e il manoscritto del notaro in e. XLIX richiedono la numerazione d me seguita, cioè escludendo i de eodem dalla numerazione progressiva,
XLII
Prospetto comparato della Serie dei 49 capitoli del Testo Antico, dei
numeri indicati nell' Archivio Storico Italiano, e dei capitoli delle
Consuetudini di Messina (APPULO. 1498).
''•.\Th.f-1. TOR.. MEIY.\
ITALJANO
TRAPAM)
PAROLE iNIZIALI
I)EL TJS'1'() ANIl(I
(1881)
(APPIILO,
Viri e uxoris
Prajnortuo.
4
Si veto pnworiatnr.
5
48
Non ot novuin.
2
2
Vir praemortua.
3
3
7
8
4
4
Debita c1u.
12
Viro prmortuo.
5
o
Pater et mater.
6
6
1(1
Patre mo rtuo.
7
7
lJtroque parente.
11
3
Utroque parente.
(i
8
Si mortua.
8
Item - rcscrvuta.
o
49
9
Item si dictus.
§1
1O
49
Filio nato.
I(I)
11
o
Viro et. uxore.
§1
12
15
Mirior.
13
19
li
Viro ah intestato.
12
14
16
Pue]]a.
21
I[inoi'es.
13
17
15
18
I
Imminente.
14
30
17
Vendieioti.
15
lus prothtmiseos.
16
18
31
Re stabili.
31
19
§1
Provisurn.
52
§2
31
\ei1ita.
i
i
I
i
XLIII
T. A.ARCH. STOII. MESSINA
ITALiANO
(TRAPANI)(1l)(APPuro)
*
22
§5
31
23
53
24
§ li
§7
54
25
17
26
26
§1
27
51
18
28
27
19
29
'29
20
30
40
§1
31
40
§2
32
40
§8
33
55
§4
34
55
'21
35
42
§1
36
42
37
38
42
22
si i
36
23
10
46
§4
24 41
25 42
26 43
27 44
28
29
47
l)EL TESTO ANTICO
(TRAPANI)
In nomine... aiì. MCCCLXXJ.
Eccìesiae.
Vicesimo.
Cum sit.
NuIlns.
Septinìo (leCirno,
Ijxor.
Faeto.
Debitore.
Debitor vero - redderit.
Debitoris - quantitate.
Ad excludendas.
Haec.
Lata sententia - potest.
Lata - duraverit.
Lata - prorupit,
Appellationeprosecutus.
Civis Me.sanae.
Poena.
Iudaei (CARInO! C. 47).
Ttem mulier.
39
Dato alicui.
42
A sententia - non potest.
38
Nemo - potest.
42
Item - non debet.
Si quis - liberatur.
45
Similiter - probaverit.
4C,
47
PAROLE INIZIALI
23
Pilia nupta.
XLIV
T. A.ARCH. STOR. ?ifESSIXA
ITALIANO
(TRAPANI)(1881)(APPuIo)
PAROLE INIZIALI
IJEL TIST() ANTIIU
(TRAPANI)
24
30
Fratri bus.
48
32
I,)tn(1.
31
49
33
32
50
Dornw4.
35
33
51
Tjsurae.
34
34
52
Si quis.
35
22
Filius.
53
Rea nTlobiles.
41
36
54
Hertgia.
37
56 14
Ren tal)i1is.
38
De nialedieto.
44
39
57
45
De insultibus.
40
58
41
43
Si uìaritus.
59
43
Lex niarituin.
60
20
Filius familias.
42
61
25
Re stabili.
62
43
28
63
44
Nulla poena.
22
Spurii.
45
64
13
Rem stabilem.
46
65
47
37
Mulier virum.
66
48
67
In personalibua.
*
49
68
MARTINIJS. (1)
(1) Un asterisco * segna i cap. 16 § 4 e 49 (T. A.), che sono di Trapani e non di
Messina. 11 segno indica che i e. 28 o 37 del T. A. furono esclusi in Messina da
APPULO, come egli ha dichiarato (Antiche Consuetudini, pag. 32, im. 17, 2U, e che
del e. 24 (T. A.) fu tolta nel c. 47 di Messina una parto, che venne poi aggiunta da
CARIDDI (1559), e nella presente edizione è indicata in nota a pag. 46.
XLV
Riunendo in unica edizione le Antiche Consuetudini delle città di
Sicilia deve collocarsi innanzi ogni altro il Testo Antico delle Consuetudini
di Messina raccolte in Trapani, contiene il codice più antico o più
sicuro di Consuetudini siciliane adottate o imitate in parte nelle altre citt.ù (1).
Le compilazioni o raccolte dei capitoli delle Cousnctudini di Palermo e
(li Messina non sono a noi peivei'nte in alcun codice antico e completo, che
offra un testo genuino e sicuro, in manoscritto originale o in copia autentica.
Non sono state munito di regia sanzione, che abbia approvato il codice o la
raccolta dei capitoli nel suo intero tenore. Rimase per legge in Palermo il
testo pubblicato da NAso (1478) e poi da CAJO (1547), e in Messina il testo
riordinato da APPULO (1498) con taluni capitoli aggiunti 1)Oi da CARIDDI (1559).
(hEoonlo nel fine del secolo scorso raccogliendo i manoscritti, nulla ebbe
per Messina, anzi perfino ignorA 1' edizione principe (2).
Inutile A riuscita ogni diligente indagine già fatta da me e di recente dai
miei figli per la ricerca di pergamene o di qualsiasi antico manoscritto di Consuetudini (li Messina, e nulla si A rinvenuto nelle biblioteche o negli archivi di
Palermo, Messina, Catania, Patti, Lipari, Castroreale, Girgenti, Siracusa e Noto.
Per le Consuetudini di Palermo ho già annunziato secondo un registro
di Girgenti che il re Federico (1318 avea prescritto che in Mazzara fossero
seguite le Consuetudini cli Palermo (3). TSSTA avea pubblicato quel documento (4). Le ricerche fitte in Mazzara rimasero inutili per gli antichi e
recenti incendii dell' Archivio e della Biblioteca (5). Anche in Trapani fu
(1) Nei capitoli 16 § 5, 6, 7 (pag. 13), 17 § I (p. 14), 22 (p. 17), 44 (p. 21) ho
indicato in carattere corsivo lo poche parole estranee al testo di Messina e speciali
per Trapaniin terra Trapani stiiI. » ( 165; per universitatem tei-re Trapani
sicut (1 '6); o1 Trapani » (167); « per universitatii Trapani sicut » (17 § 1);
« et idem in Trapanense » (22); « et ita seivatur Trapani a (14).
(2) UaEr,oluo, Introduzione allo xludio del diritto pubblico, Palermo 1794 , pagina 179.—Ne ho dato notizia sopra pag. IV, a. 1.
(3) 11 Linno Rosso dell'Archivio Comunale della città di Mazzara comincia con
quel privilegio di re Federico del 14 luglio 1318 per l'uso delle consuetudini di Pa
lermo. - Archivio Storico Italiano (1881, t. VIII, pag. 210).
(4) TSSTA, De vita es rebus gesti.s F,-iderici Il, Panormi 1775, pag. 277.
(5) Nel Linno Rosso di Mazzara (fol. 131-137) sono i « Capitoli del Capitano
d armi » dcl 1° settembre i 525, e un capitolo finale (fol. 137) prescrive : « Itein che
tucli li officiali de la cità preditta in tucte le altre cause, questioni eL negocii a li
citatini, incoli et habitaturi di quella debiano in omnibus et per omnia observara le
Consuetudini de la felice cita de Palermo, come per lo passato se hanno observati.
LA MANTIA.
7
XLVI
invano ricercato il manoscritto delle Consuetudini di Palermo, le quali erano
seguite dai Trapanesi per lungo tempo, secoudo i documenti (lei secoli XIII
e XIV, prima che fosse loro dal re Federico concesso (1331) 1' UsO delle
Consuetudini di Messina. Nell' Archivio di Stato di Palermo nulla si è ritivenuto finora neanco tra i pochissimi registri rimasti dei secoli XIV e XV
della Corte Pretoriana (1).
È probabile che il codice delle Consuetudini di Palermo noit conservi
I' antica seinplicita di un testo primitivo e che sia stato invece acocresciuto
e forse emendato in talune parti, e che NASO cancelliere, segretari'), e primo
editore abbia voluto ridurre il testo più completo e corretto unendovi clichiarazioni o lievi riforme ed aggiunte, che in vari tempi si erano fatte. Di ciò
niuna prova sicura rimane; ma comparando aiquanti capitoli di Palenno e
di Messina si scorge la differenza tra un testo primitivo ed uno accresciuto
o modificato (2). Può anche supporsi che nella serie numerosa di lunghi
capitoli che davano norme per diversi argomenti, si fossero aggiunte nel
corso dci secoli alquanto dichiarazioni e correzioni al tosto dei capitoli, e
non è verisimile che soltanto si fossero dichiarati o emendati i due capitoli
su la usura (1320) e la protimisi (1330).
Il Testo Antico di Messina al contrario offre del tutto distinti i capitoli primitivi e quelli posteriori d'interpretazione e rinnovazione poi corso
di anni trenta (1293-1322).
Posso ora rapidamente indicare le principali prove, che fanno ritenere
come Testo Antico delle Consuetudini di Messina quello contenuto nelle
Consuetudini di Trapani.
È certo che Trapani ottenuti (1314) i privilegi di Messina ebbe cura di
farne tosto eseguire le copie esattamente, e ne rimane la prova nel Transunto (1315) da me pubblicato (pag. XXVII).
Convien credere che in simil modo dopo la concessione delle Consuetudini messinosi (1331) si fosse eseguita la copia di tutti i capitoli di Consuetudini, tanto dei primitivi quanto dei posteriori, che contenevano aggiunto,
dichiarazioni o riforme.
(i) Nel Regesto Pol.igrafo della Biblioteca Fardelliana di Trapani a foi. 313 è
riferito il cap. 29 de prohibitis edificiis, delle Consuetudini (li Palermo, e in fine si
legge; « E consuetudine panhorinitana eoiiservata penca Archivum regni Regio Curie
Preture felicis urbis Panhormi extracta est presens copia. Collacione salva ». Antiche
Consuetudini, pag. 184.
(2) Basta leggere i capitoli su la protimisi (26 a 28), e il cap. 43 e seg. su la comuuioue per conoscere come le primitive regole si troviuo ampliate, dichiarata o limitate,
XLVII
Dopo anni quaranta (1371) fu fatta in Trapani una dichiarazione sul
termine di protimisi, o venne inserita nel Testo Antico di Messina (T. A. 1
§ 4, pag. 12).
Finalmente nei primordi del secolo XV i Trapanesi ottennero dal re
Martino una dichiarazione (14o8 su lo appellazioni, e nella raccolta 1' aggiunsero in fine come ultimo capitolo dopo il Testo Antico, e chiuscro allora il Codice di Consuetudini col titolo di Consuetudines terre Trapani,
che sono tutto (li Messina e nu'la contengono di Trapani, tranne questi due
capitoli (1371, 1408).
Da quel tempo rimase inalterato quel Codice , tanto che altri capitoli
speciali di Trapani furono aggiunti e distinti col titolo di Observantie
terre Trapani.
Non può iiìettersi in dubbio che nelle Consuetudini di Trapani sia contenuto il Testo Antico delle Consuetudini di Messina, e prova solenne del
loro inizio ne offre la testimonianza ciclI' insigne e dotto prelato Nicoò TzDEsonI (Abbas Siculus o Panormitanus), che nel Conil. 63 ha conservato
il testo del capitolo fondamentale della comunione di beni fra coniugi o figli
come approvato dall'imperatore Federico per la città di Messina.
TEDESCHI con sapiente Goniium dimostrò che era invalido il legato ad
pia.s causa contro il divieto della legge municipale, che per bene dei figli
permetteva alle madri di dispone soltanto di una metà degli immobili se
non avessero mobili. L' autorità del dotto prelato e la forza di sue ragioni
resero celebre quel responso, che vedesi perciò citato da molti scrittori italiani e stranieri. Tzozscni scrivea (1425) quando esistevano gli antichi manoscritti di leggi municipali, e risaliva alla più autorevole sanzione di quella
consuetudine (1).
« Stante quadain constitutione quoudam Frederici Irnperatoris, quam
ipse edidit hominibus et populo messanensi regni Sicilie tenoris infra
scripti. videlicet
Viri et uxoris bona omnia a quacumque parte proveniant, natie flhiis
confunduntur ct umunu rorpus efficiuntur. Et volentibus viro et uxore dividere cuin fihiis, tertia pars bonorum tenetur (debetu.r) patri et altera matri,
et reliqua tertia mio vel filiis. Premort.uo vero patre vel matre ab intestato,
(1) Nicolò TEDESCHI fu eletto Abate di S. Maria di Maniaci nel 1425 quando
scrisse i ConslM. Fu detto peici Ah/,as 3Ianiaeen.is, che per errore si vede indicato
tielle antiche edizioni per Mcumce7sis o Mnnaeensù. Si distinse al Concilio di Basilea.
Fu caro ad Alfonso il lagnanimo, ed infine fu Arcivescovo di l'alernio , ove mori
imel 1145. Le SUO opere furono stampate nel secolo XV e riprodotte in varie edizioni.
x'vin
et fihio voi fihiis viventihus patro superstite vel matre, te.rt.ia pare premort.ui
cedat fihiis vel fihio. Et sic iidem fui habent duas partes, unani debitam sibi
iure nature, alteram parentis premortui. Si vero pater premoriatur testatus,
eiu stabitur testamento, dummodo in eodem testamento de tertia filios suos
recognosc.at.. Si vero premoriatur mater, potest de mobilibus tertie sue portionis pro velle testari. Stabilia vero, ea mortua, cedunt. fihiis. Si autem non
sunt mobilia, potost de stabilibus usque ad medietatem valorie eorumdem
stabilium iusta extimatione testari (1).
Tz»secai dice poi che tale legge è dell' iliLperatorO, e accenna che sarebbe sempre valida se fosse statuto della cittv: « Dieta constitutio fuit edita
ab imperatore et sic est ius commune quoad eos. Et idem dicerein
ubi ipsa c.ivitas lìoc etatuisset, quin iii hoc Iiabet potestatem a iure cominuni,
ut in 1. Omnea populi ('2).
La sanzione sovrana garentiva da ogni imprudente mutazione, ed accresceva 1' autorità della consuetudine municipale.
Sventuratamente per la perdita degli antichi documenti e privilegi di
Messina non è rimasta alcuna memoria della costituzione di Federico, ma
non è lecito (li trarne argomento per negarla o per attribuirla al re Federico
d' Aragona, poiché prima che egli giugnesse al trono esisteva quella comunione, confusione e tripartizione di beni tra coniugi e figli in Messina. Questo
giovane i'e nel giorno di sua coronazione ('25 marzo 1296) promulgava alquanto costituzioni, e in quella De uxoribus proditorum l /lliis. mitigando la
confisca per le famiglie dei ribelli dichiarava: « Si vero praedieti eoruni
itiariti mortui fueriut, siquidcm non existentibus liberis, dotes mac resti(1) Così comincia il (onsj(, LXIII di TEDESCHI nella edizione di Ferrara 1475.
Sono premesso al volume dei Consilia le parole: « In Dei omnipotentis nomine Amen.
lnfrasc.ripta sunt Consilia seu aliegationes faete seu composite per Reuerendum.....
dominum Nicolaum de Sicilia almbatem Mainaren. (corr. Maniacen.) decretorum doc.
subtilissimum, anno dai M D CCCCOXXVO ». - L. MANTIA, Leqyi Civili dei licquo di
Sicilia (1130-1816), Palermo 1805, pag. 177.—HARTwIG (Das &adteclnt con
Cassel u. (bittingen 1867, pag. 53) credette interpretare D. ABB. e' Andraas da
L3arbazia, mentre era notissimo designarsi Abbas il celebre siciliano Nicolò Tedeschi.
l'oscia un'ho dubitando, in pagina separata (p. 75) in fine del volumetto aggiungeva
suppleuCnI e coi-ie.ione, e diceva che forse la Sigla D. Abb. può interpretarsi Ahbus Siculus aue Panornmi(anmns , ma dcjmlora che non potea vederne i ('onsilia. l)i
quell' illustre siciliano non era lecito ignorare il nome e lo opere, o mi sembra mlpossibile mancarne gli esemplari nelle i-ieehe bibliuLoche di Hailo e di Gottinga.
(2 li la nota leggo Dig. liii. I, tit. I, de justi€ia cI fiere, fi. 9, CAJO, msI.
XLIX
tuantur eisdem; liberis autem existentibus, tertia pars bonorum corrimuniurn tempore constantis matrimonii dictis mulieribus relaxetur; de duabus
vero partibus praedictorum bonorum fihiabus tantum, ]iumanitatis intuitu,
voluinus alimenta praestari, rnasculis cmiii enioluiue.nto bonorum huiusmodi
penitus excludendis (1). Così è manifesto che il re Federico riconosceva
sin dall' inizio del suo regno come consuetudine generale la sola comunione
fra coniugi per la nascita dei figli (2).
Indi a poco (1° novembre 1322) facevasi in Messina per la deduzione
di « lucra sordida et male quaesita la dichiarazione di quella Consuetudine
di comunione Viri et uxoris, dicendola antiquam consuetudinem. Non
poteva darsi tal nome se fosse stata quella consuetudine introdotta dal re
Federico ? che allora da soli ventisei anni regnava, e ben si poteva piuttosto
intendere quella designazione di antiqua per la sua antica origine o 1' antica
approvazione di Federico imperatore.
È notevole anche 1' esistenza di antica norma su la prescrizione barbarica di un anno, un mese e un giorno ammessa nei capitoli del Testo Antico (cap. 28) e in Patti (c. 3), e che ricorda altresì una costituzione di
Guglielmo 11, della quale non avvi altra notizia. Anche Arrigo VI ammetteva
quella breve prescrizione in un privilegio per la cit& di Messina (3). Le
brevi prescrizioni furono riprovate da Federico imperatore nelle Costituzioni
(1) C'piuk4 Regni Sicdiae, Federico, c 6.—LA MANTIA, Leggi CiVili del iPf/flO
di Sicilia (1130-1816), Palermo 1895, pag. 193.
(2) La legge dava norma generale pci caso ordinario di matrimonio di coniugi
che avevano dote e beni, che si confondevano per la nascita dei figli. Non tenea
ragione dei coniugi anco senza figli, pci quali avea luogo l: * comunione pci solo dccorrimento di un anno dopo il matrimonio, che era ammessa in Palermo, €altagirone,
Piazza e poi in Corleone e piii tardi in astrogiovanni. Neanro facea menziono dei
coniugi poveri, pei quali in talune città era ammessa la comunione degli acquisti
anco senza figli (T. A. IO § i.— APPULO, e. 15. - Palermo, e. 46. - Patti e. 20—
Noto e. 9).
(3) L imperatore Airigo VI nel 1194 confermò gli usi e le consuetudini di
Messina e inoltre atatuì Praeterca statujmus ut rj uicum 7ue possessionetn aìi'/uani
annum ununs
cun
iusto
CC
mcnwrn unum et septinionani u.nain et dieci unaei tenuerit
Litulo ce sine calmnnia,
CC
acer pracscns /'uerit, possessor ei respond!'re
uleeri'us non teneatur .— GALLO, Annali di iIessina, t. lI, pag. O8-70.—Dz CHERiIIER,
Hist, de la luUe des Papes ce des E»ipørc'trs de la ìnaison de Souabe (Paris 1858,
t. I, pag. 491)).—Arcli. S'or. 11. (1881, t. VII, p. 313).— Li'ggi Cieili del Regna (1
Sicilia, Palermo 185, pag. 311,
L
del Regno (i).
notò: Hoc locum habebat Mesescluse quel capitolo di testo antico, dicendo : Quid eniin
de veterrima illa praescriptione nos mire oportet P si constitutio Duraxn
imperatoris Frederici eam penitus iussit. aboleri (3).
L'imperatore Federico vietò pure il diniego di appellazione nelle materie criminali, che dicevasi permesso dalle Consuetudini di Messina (4).
Anche il eap. de hertagiis ò di antica origine, e Arruio escludevalo
come già caduto in desuetudine : < eiu cpituIi iisns nullus apud nos extat. »
(Antiche Consuetudini. pag. 32).
sanae (2).
MARINO » CARAMANICO
APCLO
Confermasi la pi'ova della vera antichità del testo conservato in Trapani
col fatto indubitato di riforme e dichiarazioni, che se ne facevano sul fine
del secolo XIII e nei primordi del XIV.
Sono di epoca corta (oltre la sopra notata dichiarazione del 1322 per
male quaesita) aiquanti capitoli di dichiarazioni o riforme aggiunte al testo
primitivo delle Consuetudini di Messina, o tutte intorpretano e riformano
antiche Consuetudini di Messina, le quali doveano perciò esistere da lungo
tempo e forse da un secolo.
Rimane dell' anno 1293, anteriore al regno di Federico (1296), un' antica dichiarazione su la protimisi (cap. 53 Messina - T. A. 16 § 6) che
viene poi ricordata in altra dcl 1302 eup. 54 Messina - T. A. 16 § 7), cd
infine si è conservata nel codice altra dichiarazione e nuova consuetudine
del 1311 per protimisi e contratti (5).
Gonst. Regni Sie. lib. III, tit. 37.—Leggi Civili, pag. 311.
(2) (]onst. Regni Siciliae CUOi c)nenta?ijs(eruo Iuriscoinul.torum ,
Cervone, 1773, pag. 394 nota e.
Napoli,
(3) Antiche Consuetudini, pag. 32, Im, 18-19.
di Federico dcl 1240, pLrl)blicato da Carcani (Napoli 1786,
pag. 354, n.° XXVI!) dopo le ('onseitu(jone Regni &ciliae, si legge: Tu alicui appellaLioni non defers, asscrens hoc de obtenta esse consuetudine civitatix ìtc,nnwae.
Cum igitur talis consuetudo mn penitus adversetu ........a. - Nel T. A. 26 'Antiche
Consuetudini, pag. 18, lin. 5) è stabilito: Condcmnatus cniminalit.ei de publico maleficio
appellarepoes ». - Messina c. 42, pag. 45 im. 17-18.
5) Il cap. 51 di Messina (T. A. 17 1) ha la sola designazione del giorno,
del mese o della indizione, e rimane incerto so sia del 1291 o degli anni seguenti nel
periodo in cui si faceano quelle dichiarazioni, che vennero poi raccolte ed aggiunte
ai capitoli primitivi del Testo Antico, Il cap. 50 di Messina Pro instrunaentis reyisteandis (1! gennaio, Xl md, 1297) non è compreso nel Testo Antico di Trapani. Le
date di varie riforme sopra indicato mancano nel Testo Antico, tranne pcI e. 1(3 § 6,
e si desumono dal testo riordinato di ACCULO che le ha indicate.
(4) NoI J?efJeturn
LI
Questi cenni bastano per dimostrare come risalga a tempi molto anteriori al regna di Federico d' Aragona il Testo Artico di Messina, e come le
varie interpretazioni e riforme per la protimisi (1293-1311) provino pure che
le vetuste Consuetudini di Messina su la protimisi raccolte nel capo primitivo (T. A. itI) doveano essere compilate dopo la cost. Saìwimuz dell' iìnperatore Federico 11 (1).
L' ordine dei capitoli (lei Testo Antico dee ritenersi conservato in
Trapani, poichò le Antiche Consuetudini di Messina e di altre città che
molti capitoli ne adottarono, cominciano sempre dalla comunione col primitivo testo Viri et uxoris approvato da Federico imperatore. Non dubito che
in Patti e Lipari la compilazione cominciasse egualmente da comunione,
Viri et uxoris, e che per inesattezza o arbitrio di compilatori o di copisti
urano aggiunti e premessi i primi dodici capitoli che coirlinciavano con
1 ['cm, indicante manifesta aggiunzione, mentre dal 11. 13 sino al fine per
tutti i capitoli non avvi quell' 11cm che indica i' aggiunzione, ed io ho conservato in questa edizione quell' ordine per la scrupolosa riproduzione dci
manoscritti, e perciò può dirsi clic anche Patti e Lipari, come irgenti e
Noto, conservano in gran parte l'inizio e 1' ordine dei capitoli dei Testo
Antico (2).
Quando sul fine del secolo XV
APPULO riordinava le Consuetudini, conservò nell'inizio la prima parte del capitolo Viri et uxoris su la comunione,
aggiungendo la dichiarazione che dicevala consuetudine del regno: « Saepius enim scriptum est, et in toto regno consuevit », sebbene abbia
diviso in tre parti quel capitolo Con5. di Messina e. 1. 4. 5); e ciò faceva per
l'importanza di quella consuetudine fondamentale e perciò vedevala in molte
città all'inizio delle Consuetudini, che quel capitolo di Messina adottavano.
È mestieri aggiungere che i capitoli su i danni dati dagli animali nelle
campagne non sono nel Tcto An/ico di Messina conservato in Trapani nè
nelle Consuetudini di Palermo e Caltagirone, e perciò neanco in Piazza. È
probabile che Messina, città marittima e commerciale, non I' abbia ammesso
Palermo 1895, pag. 238.
(2) Potrebbe dirsi che Siracusa e Catania avessero pure cominciato la compilalione con la consuetudine su la comunione dei beni tra coniugi e figli, poiché soltanto
vi si premettono i capitoli sui danni dati , e in Catania anche quello degli ufficiali
(Siracusa e. 4, catania c. 3. Nelle Consuetudini di Caltagirone ò premesso un TacCatus de jure protomiseos
e cominciano poi i capitoli della comunione. Anche Corleone
(1439), dopo un preambolo, comincia i capitoli flona viri ce uxoris,
ancorchò seguisse
in gran parte le Consuetudini di Palermo.
(I) Leqqi Civili del reqno di Sicilia,
LII
fra i capitoli primitivi del Codice e abbia provveduto con capitolo speciale
e isolato.
È certo che Oirgenti (1304), Patti (1312) e Lipari, ne contengono il
testo alquanto simile, e le tre ritta (li Siracusa, Noto, Catania (e Paternò
che ha adottato le Consuetudiui di Catania) ne riproducono le norme piincipali, e non è verisimile che quelle città le abbiano desunte da Patti e Lipari.
L'esistenza di capitolo antico e isolato di Messina su i danni dati mi
pare più probabile, avendo trovate quelle norme barbariche in due capitoli
di Trapani, uno con la sola indicazione del mese e dell'indizione, e 1' altro
con la data 1407, ed inoltre una riforma con approvazione regia, senza data,
e quei testi ho sopra pubblicato (1).
Anco un privilegio del re Federico (1312) per Palermo accenna per
pena e risarcimento di danni dati (poenae nomine) il pagamento secondo il
numero degli animali, e prescrive il modo legale di prova ('2).
Dopo le notizie finora indicate, per non dirne più oltre aggiungerò soltanto clic Aimo (1498) riordinò e in qualche parte riformò il Testo Antico
quando Girgenti (1304) da due secoli avevane già adottati alquanti capitoli,
Patti nel 1312 il massimo numero, e molti Noto (1341) nei loro codici di
regia sanzione muniti, nè mai mutati o aceresciuti. Trapani dopo il 1331
raccolse come proprie consuetudini tanto i capitoli primitivi, che le dichiarazioni o riforme posteriori (1293-1322), nè mai fino al secolo nostro tenne
ragione del codice riordinato di Aeu'uto; sicchè non può dubitarsi che il
testo antico e piìt completo delle Consuetudini di Messina sia quello contenuto nelle Consuetudini di Trapani accresciuto delle posteriori riforme, e in
parte dalle altre città adottato.
Questa edizione delle Consuetudini ed Osservanze di Trapani e di alcuni
privilegi. non comprende i capitoli di vario argomento col titolo Capitula
generalia terre Trapani, che rimasero finora inediti o che sui manoscritti
di Trapani vengono per mia cura pubblicati (3).
(1) Tali capitoli sopra pubblicati (pag. XXV.XXVI) su
i danni dati sono nel
RegesM Powjrafo (fol. 323 e 335).
(2) Dz Vie, Pririlegia Foelicis Urbis Panor,aitanae, Panormi iO6, pag. 42 e
43. - È noto che le iiorme legali per danni dati venivano designate per le consuetudini
e leggi barbariche in varie regioni italiche, e veggonsi accennate nelle Const. cii Fecjerico (lib. 111, tit. 53-58.
(3) Consolato del Mare e dei Mercanti e capitoli vari di Messina e di Trapani,
Palermo i897, pag. 5 e seg.
INDICE
Consuetudini di Trapani, nelle quali è contenuto il Testo Antico delle Consuetudini di
Messina.
PREFAZIOI'4E
Notizie preliminari. - Precedenti indicazioni per origine e ricognizione di quel
Testo Antico nelle Consuetudini di Trapani, fatte nel 1862, e nel i88i nell'Archivio
Slorico Italiano........... pag. iii
Pubblicazione di
TODARO
e
PEDONE (1887)
nell' Impresa di ri-
stampe sopra un asserto manoscritto non esistente . .
Edizione presente
(1895)
» IX
su i vari manoscritti esistenti di Palermo
e di Trapani ............5x
Manoscritti : I. Frarnni'nIo di Consuetudini di Trapani della flne
del secolo XIV o dei primordi de] XV esistente nel Recsto Poligrafo» xi
Esatta indicazione del capitolo speciale di Trapani dcl 137! del
re Federico, re 5jcjlia, ac Athe7;arurn et Neopatriae duce ..» XII
fl.
Regesto Poligrafo. Descrizione ......» xiv
Tabella capitulorum con proenhio ......a xvi
Cenno sul Proemio del secolo XV delle Consuetudini desunto
in parte da quello di Palermo......» XVIII
Privilegio di Federico (1314) che concede a Trapani i privilegi
di Messina e di Siracusa........» xx
Privilegi di Martino per esenzione di dogane e per Giudei. xxi
Cenno su diploma di Martino per conferma di privilegi .D ivi
Capitolo del
1400 per eguaglianza di diritti di cittadini di Trapani e Cagliari...........
XXII
Privilegi per cittadinanza in Trapani e Monte S. Giuliano a ivi
Ordine di Ludovico per campana di Sciurta . ...a xxrn
Capitolo del rotolo del
1272
per Messina ...a XXIV
Cap. per conservazione degli atti ......a xxv
Capitoli su danni dati dagli animali nelle campagne . .
ivi
Capitolo dci tempi della regina Maria pei servi ...» xxvi
Transunto in Messina (1315) di copia di privilegio di Giacomo» xxvii
L MANT1A.
8
I. Manoscritto della seconda metà del secolo XVI della Biblioteca Comunale di Palermo, che comincia « In xi nomine a; unico
manoscritto che servi per le pubblicazioni del i8( ' a e del z88i
(Archivio Storico Ituliuno)....
Glossc di Biasco Lanza e di Antonio De Ballis
Indice pubblicato da
BOGLINO
pag.
XXXI
i, XXXII
per C 'i1, so le Consuetudini
di Trapani.......
i)
XXXIII
»
ivi
Descrizione.....-.
»
'vi
Prefazione sottoscritta da Gucciardi..
»
XXXIV
IV.
LIIIRO Rosso
dell' Archivio Comunale diTrpani (x6oI
Cenno sul Proemio desunto da quello di Palermo
IVI
Non ha numerazione alcuna di capitoli di Consuetudini
XXXV
Regole su Consuetudine.
ivi
»
ivi
Privilegio di Martino e Maria per Consuetudini
Pubblicazione del capitolo (T. A. 49) di Martino i4ob nella
Chiesa di S. Nicolò in Trapani ......
ivi
ivi
Titolo d' Invittissimu concesso a Trapani (1478).
Privilegi concessi (x53) da Carlo V ai Trapanesi
)
Iscrizione per la venuta di Carlo V (1535) in Trapani.
,) XXXVIII
XXXVI
V. Manoscritto della fine del secolo XVII, clic fu di un nolar , e
che si conserva nella Biblioteca Fardelliana di ...rztpani.—Dcscrizione
XXXIX
Numerazione in consuetudini 49 ...
ivi
Presente edizione delle Consuetudini di Trapani (1895)
» XL
Ristampa imaginaria di To1).Ro sopra asserto manoscritto (1887)
>)ivi
Numerazione dei capitoli...
'I
iVi
Prospetto comparato della serie dci 49 capitoli del Testo Antico,
dei numeri indicati nell' Archivio Siirico Italiano, e dei capitoli delle
Consuetudini di Messina (APPuLo, 1498) . .
il
XLII
Mancano i manoscrilti autentici delle Consuetudini di Palermo
e di Mcssina.—Indagini..........
XLV
U
L' edizione principe delle Consuetudini di Palermo non offre un
testo primitivo, iii.' accresciuto per dichiarazioni e modificazioni.
Il Tasto Antico di Messina offre distinti i capitoli priniltivi dalle
posteriori diduarazioni o riforme . ..
Fu raccolto nelle Consuetudini di ..rapani. - Prove
Capitolo fondamentale della Comunione di beni Ira coniugi e figli,
approvato dall' imperatore Federico
Testo riferito da
TEDESCHI
(Ahbas Ptnormitanus)
anteriore alla coronazionc di Federico d' Aragona (1296
Capitolo su la prescrizione anteriore alle Costituzioni del regno.
XL.vI
»ivi
I)
a
Vi
XLVII
IVI
XLVIII
»XI.IX
LV
Altri antichi capitoli.....
pag. L
Riforme e dichiaraiioni raccolte od Tosto Antico.
),ivi
Ordine dei capitoli e principio da comunione Viri et UXOFiS bona.
aI.!
Non sono nel Testo Antico i capitoli su i danni dati
ivi
Riordinamento di \rnuLo (1498) diverso dal Testo Antico
a LII
Rinvio per Consolato del Mare e dei Mercanti e pci Capitoli vari
di Messina e di Trapani....
» ivi
Privilegi per Consuetudini di Trapani
I.
dUe
Federico (1331) conferma ai '1'ripanesi i privilegi di Messina, e concede i'
Conoietudini di Messina ....... .. pag. i
XI. Ludovico (1342) conferma le concessioni di Privilegi e Consuetudini»2
XII. Martino e Maria (2 marzo 1392; confermano Capitoli e Consuetudm1 in Iv modu et forma comu su in lu rollu ... .»lvi
IV. Proemio generale del secolo XV (desunto in parte da quello di
Palerni n )............4
Testo delle Consuetudini di Trapani (cap. I-49j
U1.er:an1iae lcrras 7ripani c.ip. 9...
Avvertenza per le abb,eviaioni usate nella indicazione delle varianti
Indice delle Consuetudini e Osservanze ..
» 6
»
23
26
» Z7
Palermo—SIab. Tip. A. 6iannitrapati.
Q uod Trapaneusc's gawlcant privi/e giis ci in,mtwaaiibus Messa,ienso;t.
Rex Frklericus rex Siciiiae ctc. Universis officialibus curiae per Siciliam constitutis ne non Iustitiariis terrae Trapani tam praesentihus,
quam futuris fidelibus suis gratiacn et honarn voluntatein. Pro parte Universitatis borninuin dictac tei rae Trapani nostrorurn lidelium oblata et
5
praesen tata fuerunt coLmi ni nostro no per Capitula inrrascripta, videlicet
In primis quod praedicti honiincs terrae Trapani hahitntcs in ea,
omnibus immunitatibus, libertatibus et gracis, quihus Messanenses cives
Messanac fideles nostri utuntur et gaudent, uti et gaudere valeant, sicut
continetur in )nvilcgio cisdenì Trapancnsibus per celsitudinem nostram i>
facto, ac OMNIRUS CONSUETUDINIBIJS QOII3US IIDEM MESSANENSES UTUNTUR
sine molestia et contradictione permictntur, et ipsae [ahj eis inviolabiliter ohserventur.
De carceratis, ei fura carcerum.
Iteni quod ah illis cisdem burgensibus et habitatoi bus Trapani qui
incarcerati fucrint pro qutbuscumque de]ictis seu criminihus sive causis,
videlicet si non pernoctaverint in carcere nibil exigatis vel recipiatls aut
exigi vel recipi pertnictatis. Si vero pernoctaverint , vel per rnaius temporis spatium in carcere ipso tenebuntur, cern liberabuntur et exiverint,
jLIrC carceris o
recipiatis vel recipi permictatis a qnolibet coruin pro porta ve1
seu aliq gr. X tantuin.
LÀ MANTIt,
I
--)De ani,nalibus, roba et It'C/iS non apiendìs od migoriovi.
Item quod nulius vestrum ab aliquo burgense vel liabitatore eiusdeni
terrae Trapani capiat ve! capi faciat animalia ad ongariarn ve! robam
aut lectuin.
5
Et humilirer supplicatum ut supra observari faciendi eis capitula
supradicra nostras vobis literas dirigere dignarernur. Nos igitur actendentes
lideni purani , devocioneni sinceram quani praedicti Trapanenses erga
celsitudincm nostram constanter gesseruor et gerunt, huiusmodi supplicanoni eorum benigne duximus annuendum. Quo circa fidelitari vestrac
mandamus quatenus oninia et singula supradie vi capitula dictis Trapanensihus obscrvetis et observari faciatis. I)atunì Mazariae M° CCCO XXXJ0.
De confirmatione Privilegiorum e.t Gapitulorum.
Rex Ludovicus rex Siciliae etc. Praesentis itaque privilcgii serie nomm (ieri vo!umus universis tam pracsentihus quanì futuris, quod nos
pcnsantes arduam fìdern, quani otiines Trapaucnses fldeies nostri erga
dominos praedecessorcs nostros iflustres reges Siciliae foelicis memoriae,
et praesertitil gloriosos principes dignae recordationis regeni Fridcricuni
avum, et dominum regem Petruin genitorem, noscros reverendos acque
carissimos, semper et continue temporihus beliorum et pacis, ferventihus
o anirnis et indefessa operum exhibitione monstrarunt et monstrare ferveni ms erga nostrani Majestateni non desinunt, eisdern Trapancnsibus om nia
Privilegio, Gonsueludines cc immunitates, !ibertates cc gratias con6rniatas
et concessas eis diversis temporibus per pracdictos dominos reges avum
cc genitores nostros de libcralitate inera, et plenitudine reiae potestatis,
2 accepranuls, ratliagerimus ct pieno ivorc regio confirmamus, non obstante
(1U0d in aliqua eorum parte fucrint interrupta forsitan ve! aliquatcnus
ii!is extiterit derogatum. Datunì Cathaniae M° CCC° XI.JJ°.
Capi/tifa Ierrae Trapani concessa Universi/a/i diciae terrae Trapani.
In Dci nomine pateat univcrsis quod nos Martinus et Maria Dei
30 gratia etc. et infans Marcinus etc. Visis et plenarie inte!]ectis infrascriptis
capitulis pro parte universitatis villae Trapani nostris cu!niinibus praesentatis, quae sunt huiusniodi serlei
Li Capituli li quali lieti la universitati di Trapani, la quali peti Id !i
sianu observati per la serenissima signura Iegina.
35
In primis Id tutti li annigui regali privilegii sianu confirmati a la dicta
Universitati in lu modu et forma comu su in lu rollu et situiliter Capituli,
Oflicii et Consuetudini. Plnct/ dominac Rcginae
-3--
Ite!n ki tucti li parciali di iu nobili Andria de Claromonte sianu
nianutenuti et conservati tantu in li loru persuni, sui Lhloli et domestiki
et ctiain in li beni et cosi loru et ki nulla novitati li sia facta per nixuua
persuna. Piace! dorninae Regi iìac.
Item ki non si clierchi nulla vindjcta et ki onìni delicto conmiissu
5
per li dicti parciali si chi remicta et perdoni. Piace! dorninae Reginae.
Itein ki nullu di li tbraxiti di Trapaiiu in Trapani pe aicunu tempo
li
qIali
sui oflicii et rationi petunt, j ustum nec rationabile quare dicta
domina Regina non concederet contenta in capitulo, cuni venit in regnuni
suum pro cotiservacione justiCiac Ct non pw expellendo aliquem ab aliqua o
civitate, vilta scu loco absque aliqua lusta causa , sed faciat provisiones
quas poterit quol! revertantur ad ea , vcrlimtalnen si aliqui ex eis qui
sunt etra viltam pr.iedictam sunt iii aliquo puniendi quavis ratioiic
SCLI
causa ftciat justiciaflh gciieraletii, decet quoque I)r\1dcbitur qond nullus
recipi.it nec recipere valeit vindictam ab aliquo cutu ipsa
SU domina
dicti regni nec praeicta niodo aliquo sustinucrit. Ideni.
Item ki li t'oviiiuiii ki conchessi la santa anima di tu i1uondaiìi
signuri re Fredericu, e li altri sov predecessuri, tain generali quam spe
ciai, siano con[ermati et acceptatila dieta signura Regina. Placei
domivae Reginae.
70
Item ki non si fata nulla restitucioiii di li cosi nobili occupati et
itidbitatnente prisi per alcunu di li ofticiali Ct parciali di lo dietu nobili
Andtia. Idein.
Iteni ki nulla novitati sia (acta a la nobili Artaru Ragonu et a la
sua brigata, ci ki tucti li soldati sindi pozanu andari liberi coni armis
et cavallis, et quilli ki haniìu inuglieri pozanu stari in Irapatii al loru
arbitrio. Ide,ii.
Item ki nulla novitati sia facta a Philippu di Claramunti , Macheu
di lo cavalieri, li loru mugleri, figlioli et parenti, amici ci beni loro. Idea;.
[tein omni cabelli novi ci onini graviza ki fussi stata imposita a a
dita Universitati sia annichilata et reducti a tu stato pristinu. PIacct de
cabeliis Im posi tis per barones.
ltetn ki ti cabelli di la Universi tati ki tucti sianu reducii a la dita
Universitati. Piace! de hiis que iuste possiderunt.
Item ki omni novitati oi predi facii da eri in za idest die dominico ;
in antea, scilicei XX [llJ praesentis mensis niarcii ficti per pirsurti di lu
Munti oi altri, sianu restituti. Piace! dictae dominae Reginae.
Iteni ki omui cosa facta o judicata da za in decendii vaya per facta.
Placa de hiis quae fueruni per Iustitiam terininatae. Lo Dnc.
Tenore praesentis Capitula supradicta uxta tanien responsiones mdc io
-4er nos facras prout in Irne cuiuslibet ipsorum Capitulorum CoflhliletUr
htudarnus , concedimus et lirmainus , promictentes in manu et et
inanu nostri secretarii inferius scripti praedicta Capitula itxta seriein
praedictarum 1csponswnum tenere et observarc et non contrafacere aliqua
ratione vel causa. Mandaotes per eamdeiu Capitaneo et aliis offlcialibus
nobis obcdientihus et ridelibus dictae villae praesentihus et futuri quatenus
praedicta Capitula juxta responstones praetatas per nos fictas ut in fine
ipsorum cotitinetur, teneant lirmiter et observcnr, nil in contrarium tentaturi. In cuus rei testiinoniunl praescitcii tieri, et sigillo pendenti nostri
I0
dicti l)ucis jusimus cominuniri. l)atuni in villa Trapani XXVLIJ° die
inarcii anno a nativkate 1)omini M° CCC U XC0 secundo, regnique nostri
anno quintodeci mo, Petrus proniotor.
Signum Martini ct Mariae Dei grafia regis et reginac Siciliae etc.
pracdictoruni qui haec la udamus et firmamus.
Signuin Jnfantis Mattini etc. praedicti qui liaec laiidatnus et firiiiainus.
Testes huius rei sunt nobilis et egregius vii' Guilleltnus Raytnundi
de Montecateno comes \ugustae, Bernardus de Capraria, Hugucctus de
Sancta pace inilites, ct Petrus Serra consiliarii dicti domini Duck.
Fuit clausum per RaytnunduLrl de Cumbis secretarium dicti domini
2)
Ducis.
li)oiiiinus Dux et dominus Rex mandat mihi Rayn1undo de Cumbis
in cuus posse producta fuit (L).
Proemio generale del secolo XV.]
Nullam aliatu extra Corpus sacraruin constitutionuni Lustiniani Co2;
dtcis coilstitutioilem retroprincipes legendam esse sanxcrunt, nisi postea
varia reruin natura aliquod novum creaverit , quod ipsoruln principum
sanctione indigeret; sed quia niultas formas sciuper edere natura depro perat, sicque nova emergunt negotia, quae legum laqueis non sunt innodata, necessariun visuin est post conliriiiationetn dicti codicis augustum
31)
implorare i'emedum. Itaque propter uova negotia, novas decisiones, consuetudines [ac Statuta, privilegia, pluriniaque Capitula] quae ad perfectionein
regendoruin deesse videbantur, tan ad utilitatein nostroruin doniinoruin
regnanhiun, quarn ad utilitatei.n civiuin ipsoruln et incolarum, novi Prin.
cipes ediderunt. Cuiii crgo Trapanenses cc incolac terrae Trapani, Romanorum lege viventes, in quibusdatu causis cc quacstiouibus inrc municipali
non scripto, ac privilegiis, aliisque capitulis uti velient, ad instar cx oi'bis
(i) Dal voI.
20
(Col.6)I[a Rit Cwlleria.---Ardiivio di Stato di Palermo.
gcntibus atiquarum, ut tain cx cis quam cx vctcribus legibus Romanoruin inter eos vigeret pacis et iUSt1tIJC plCnitLldO [Ct] conservetur, nova jura
quodainmodo de natLlrae greinio producentes , quasdain sibi fecerant
ConsLletudilles approbatas ac Privilegia, plurimaque CapitLita, quae ab in
frascripcis imperatoribus et regibus obtinuerunt in causis, et questionihus
ac negotiis aliis observandas, statunique pacifìcum et universale hencficlum concernentes; quibus consuetLidinibus , capitulis ac privileg 'tis ipsi
Trapanenses ac siccessores eorum postinodum usi et gavisi sunt cx
consensu [regnati tium J doniinorLlm longissiinis temporibus [pacitice] et
quiete. Verum qilia pro elapsi temporis vetustate deticicntibus antiquis io
civihus, quorutii memoriae haec otunia pienius inhaerebant , iam super
aliquibus iricipiebat cx dictis usihus et consuetudinibus dubitari, ideoque
nos lurati tcrrae praeLiictac aLl ipsius reipublicae substentationetn respi•
cientes, oh ipsorum revei-entiam, qui ura ipsa Municipalia, privilegia Ct
C;ipitula magnis cxquisita vigiliis ad posteriores transtuiseruut pro futu- i ;
rorutii memoria et bono statu terrac ejusdein, ad petitionem Uiiiversitatis
terrac ipsius ad Arcbivutn custodiae nos contulimus et ibidem conspectis,
revolutis et coadunatis in aliquoruin superstitum omniuin praesentiam,
cartis, rollis et notuUs Consuetudinum , Capituloruin ac Priviiegiorutn
praedictorurn, que in Arcliivo terrac eusdetn in variis et diversis roliis, 20
cartis, papiris Ct inembranis dispersa existebant, volentes ipsa Municipalia
lura, Capitula et Privilegia terrae antefinae ut erracica relinquere scd ipsa
decerpere jura, ipsa Privilegia et Capitula, otimiaque dispersa [ut supra]
in unam sanctionern colleinius et prioribus consuetudinibus aggregaviinus,
et ut omuimodo ad oinnium notitiam valeant pervenire in qitaterno sive a;
rollo uno, jtira ipsa, Privilegia et Capitula seriatim de verbo ad verbum
ad nostram et alioruin memoriani rcdigi per virum perituin a quo conscribi tnandavimus sicut corstat inferius , in quaternus vel rollus ipse
diligenter repositus Ct Conservatus in Archivo custodiae simili cam originatibus privilegiis terrae eiusdetn in poserum idein faciat duhitantibus.— 30
Datum Irapani XXV .F Marti3, qiiartae Inditionis, sub anno 1)omini
M' CCCC° X°, regnante sereiìissiino domino domino nostro rege Martino
Dei gratia rege Siciliae etc. regni vero eius anno decimosexto.
CONSUETtJDINI DI TRAPANI
N1LIi' Q[ALI E CONTENUT
ILr TESTO A.TICO
DELLE CONSUETUDINI DI MESSINA
INIPIUNT ONSUETUDINES TERRAE TRAPANI
Et primo de confusione bonorum viri et uxoris et utrum de hiis
possint testari.
i Viri et uoris hona ollinia a quatiinque parte provcni.lnt , natis
liliis confunduntur et ununi corpu ctTiiuntur. 1t volentibus viro et
usore dividere cuin lilis, tenia pars bonoruin debetur patri, altera matri,
o. rcliqua tertia hlio, vel Éjliis. l'racinortuo vero patre vel m tre ab intest;Uo,
tilio vcl tliis viveutibus cum patre vel cum matre superstite, tertia pars
praemortui cedit fihiis. lt sic iidcm fuji habent duas partes, unam debitam
io sibi iurc natura; et alteratii parcntis praemortul. Si vero inoriatur testatus,
elus stabitur testamento dummodo in codein testamento de tercia sua
lilios recognoscar. Si vero praenìoriatur cnater, potest de niobilibus suae
pro 'ellc testIri; stabilia vero, Ca mortua, cedurit tiliis. Si vero
non sint ci mobilia, potest de stabilibus pOrtiOfliS sLlac usque ad medietatem valoris stahilium iustc extimatoruni testari.
2. Interpretatio supradictae eonsuetudinis.
'i. -3 Non est novum quin de consuetudinihus et statutis scriptis sive non
scriptis, auantuiucumque veterrimis, inter lidgantes uova quaestio scu
[dubietas] oriatur, sed sicut novae quaestioncs, Ct dubitationes ciuergunt,
:o ta et uova debent decisionuiu medicanienta praestari. Universitas igitur
Messanensis deliberato consifio et omnibus solepnitatibus observaiis quac
ad haec requiruntur, an tiquani consuetudinem Messanae q uac dicit qu od
viri et uxoris bona omnia natis (ìliis confunduntur et unum corpus
efliciuntur, et una tercia debetur patri, altera matri et reliqua tilio vel
; tiliis, hoc modo est interpretata, ur sublatis lucris sordidis, et male quaesitis,
2 et an licc,t de iis L I possnt om. 1. 4 perveniaut L i i; valoris eorurndeni
LP I iustc cxtimatorum testari om. L 1 17 SIVC noti scrptiS on. l I 19 litigatio oriatur
RP I dubietas oriatur F dubietates eniLrgunt F 20 equtamenta praestari F I ai Trapanensis deliberato F 22 consuetudine Trapani F I 23 vili1a Oìz. F I 24 itii in2tri
F I alla tifo F I a; bonis sordidis E I acquisitis E.
-7 -de residuo tantum praefatis patri et matri et filiis tertia debeatur; propter
quod si testator, idemque maritus et pater, in ultimis suis, vel quolibct
mortis periculo coustitutus vel constttuendus in brevi puta ad hcllum
ubi immineat mortis periculuin sit iturus , iuraverit de sordidis lucris,
et male quaesitis habere se aliquid , illud vel tantumdem de universo
acrimonio tamquam restitutioni subiectum, sicut et alia constantis matrimonii debita, dcducatur, per ipsum patrem, vel per quem ipse statnerit,
ilIis a quibus ablatuw fucrit, vel piis Iocis resignans, et residua tantum
uxori et allis ac patri per tertiani dividantur, ne maritus , ct pater in
perpetuum lugeat , et uxor et fui irrationabiliter Iucrifaciant aliena. Si
vero non sit in ultimis vel mortis periculo constitutus, vel in brevi constituendus, scd in scncctute ve! sciiio, quo casu non est verisimile ipsum
ut suae salutis imnlcmorem deierare , et iuraverit , ut praedictum est,
lucra sordida et male quaesita se habere, ita demum de medio ea, ut
praedictum est, (letrahat, si in continenti, idest infra menscm ad tardius i s
inanualiter restituat, sicut superius est cxprcssurn.
3. Si mortuo altero coniugum , superstes trarisit ad secunda vota
quid fiendum de bonis.
Vir praemorrua uxore, ve! uxor praemortuo viro, ad secunda vota
Al.
cum sua tcrtia OtCSt transirc libere, et tenia illa cum bonis.secundi
viri, ve! secundae uxoris, natis fìliis, unum corpus efficiuntur : quo vel
qua mortua ab intestato, omnia bona ifla in tres partes dividuntur, quoruin
tertia debetur viro [velJ uxori superviventi, tertia filiis illius secundi matrimonii et in reliqua tenia praetuortui , tam Utili primi , quam sccundi
Inatrimonii succedunt in capita. Si vero tcstameiitum condidcrit , et de 2 i
tertia lìlios primi nlatrinloiìii non recognovit, tainquam ah intestato fui
su cced u nt.
4. De soluptione debitorum f'aetorum tempore constantis matrimonii.
Debita quae apparuerint tenipore primi matrinlonii, solvi debent de AP.
bonis filiorum primi matrinonii, et de tertia cunì qua pater ve! mater o
ad secunda vota transivit. Debita vero ficta {tempore] secundi matrimonii
I tantum pracnioi tui fihiis tertia debeatur I.. praefati patria , llLnris et j j fli F
testatur pater in ultiniis auis L maritus et mater F I 3 fllùrtis niodo ve! constituendus L ut puta P I 4 hel!urn CI mortis periculuni sit iturus • iuravit I. belluni
ve! alibi F J lucris cm. L I lucratis scu F I ; zicquisitis F aliquid illiciturn ab universo L 6 subiectum cm. L I constantia L I 7 debentur per ipsunl L deducantur
F I ipsum cm. F 8 locis designatia 1' iO lugeatit R I i I nec mortis FL 12 sci Iicct in L 13 degerare FL I digcrare R decerare N 54 bona sordida F I acquisita
F ea oin. FL 20 tenia parte L 23 Ct tercia uxori R 31 transiverit N.
2
7
-8 soivi debent de bonis secundi matrimonii , et de praedicta tertia , quae
cum ipsis [bonis] natis ffluis conhisa est. Debita
VCLO
quac rationabiliter
facra apparucriur medio tempore itlter primum et secunduni matrimoniulu,
de couimunibus honis selvi debent.
5. Mortuo viro et uxore fihiis non susceptis quid juris sit de bonis
eorum.
AP. 12
Viro praemortuo F1iis
11011
susceptis, niulier superstes dotem et do-
tarium suum consequi debet. Reliqua bolla praemortui ah intestato pertinent ad proximiores, cx testamento pertinent ad eos quibus ipse in
io testamento reliqoeiit. Uxore praemortua cxtinguitur dotariuni, et dos ad
dotantem revertitur. Sed si vir volucrit eam propriis sumptihus sepelire,
lectum curn toto apparato suo quo tuit prima nocte matrimonii, babere
debet, si extat. Si autem non extat, cum meliori apparatu, qui eo temporc in domo invenitur. Quae si testari voluerit, potest quidem de mo15
bilibus, de stabilibus autem minime , nec viro nec cxtraneis quoad pro.
pri etate 111.
6. Parentes viventes quid possunt fihiae nubenti vel emancipato dare.
2
Pater et mater viventc, si voluerint Iiiiam viro tradere , Iiceat cis
I dare
an
111
dotem] de bonis suis pro veile eorum. Si vero (ìium emanci-
pare volucrint, de tertia coroni possunt ci pro velle suo dare ultra partem
sibi contingciteni, et de tertia quani
Cmii
fratre ve coni fratribus, habent
communem ; quod si omnes ilios, vc filias forf.imiliavcrint Ct partein
eoruin acL'perint, inter patrem et matrern bona reliqua dividontur.
7. Mortuo uno ex parentibus, liliis minoribus [cum superstite rema2
nentibusj et praemortuis in aetate minori, quid de bonis ipsorum.
io
Patre niortuo, filiis ninoribus cmli nutre remanentibus, et iii minori
aetate praenlortuis ve1 ab intestato, bona eorum stabilia, si pervenerint eis
a nutre, ad eamdeni revertuntur, et si a patre pervenerint, ad proxin'ìiores
patris. Sliniliter praemortua mitre, patre superstite, rm2verturltur. De mo30
bilibus vero, tertia pats quae eis iure suo pervenit, ad patrem , vel matreni superstitem devolvitur. Reliqua vero tertia, quac jure patermiae vel
maternae successionis, eis acquisita est , ad proximiores patris de[uncti,
r.vel matris revertitur. Utroque parente praemortuo , et filiis eorurn in
minori aetate, ve! ab intestato postea defunctis, bolla coroni stabilia ad
2 ipsis fi!iis R. ips1a bonis P I 8 bona oin. P 17 crnancipatac P I 19 dare de
bonis N J dare in doteni P J 22 isfamiliavcrint P I 24 cum superstite reinancntibus
PLNbona fihiorum L 29 niortua P 33 utroque vero P.
—oeamdem partem revertuntur, a qua provcnerunt. l)c mobilibus vero una
tertia ad proximiores patris, alia ad ptoximiorcs tnatris devolvitur. Utro- . 3
que parente vivente, fihius etiarn factus maior de bonis communibus portionem petere non potest.
8. Mortua niatre an filius dvisionem cuni patre petere potest,
Si mortua matre (ìlius factus rnaior nolucrit i' familia patris rnancrc ?0. 6
sed per se voluerit vivere, patre nolente ci pro posse fideliter administrare, non cogitur pater [ei] dare nisi tcrtiarn a matre praemortua prove.
nientem. Reliquam tertiam eidem fìlio iurc naturae debitam, [pater] quoad
usumfructurn sibi rctincrt potest, proprietatc tamen filio reservata, donec 1
ad secunda vota convolaverit. Si vero secundani [Lnwrem] duxerit, fihius
medietatem usufructus alterius tertiae partis suae potest petere, altera
medietate patri remanent'. Patre vero praernortuo, matre superstite, si
1ìlius in comniuni cuin marre vivere noluerit, duas partes sibi contingentes
15
ab ipsa inatre petere potest.
9. Iriterpretacio et
declaracio
sive innovacio supradieti capituli.
Item tnortua nutre , pater superstes in tota vita sua sit usufru- 49
ctuarius bonorum communiuni inter eum, dictam uxorem et fihios suos
remanentiuin post obituni dictae uxoris suac, et iidem fU j i in maiori vel
minori aetate constituti nolentes [in cotnmuni] cum patre vivere et manere 20
de ipsis honis, dum ipse pater vixerit, et sccundam uxorem non duxerit,
aUquani portionem [eis] contingenteni tam iure naturae quarn matcrnae
successionis, secunduui consuetudines Messanae, petere et habere non
possint, nec pater eis dare cogatur. Sed idem pater teneatur cisdern fihiis
suis secundum conditionenì et facultates suas alimenta praestare , [con . 25
suetudinibus Messanac oIim editis praesenti] consuetudini [orte contrariis
non obstantihus quoquo modo, proprietate bonoruni ipsorum eisdein
fìl jj s secundurn ipsas cous uetudines, ii ihilotninus reservata.
§ i. De eodem.
Item si dicrus pater aliani uxorem duxerit , praedicti fuji possint 30
petere et haberc porcioneni ipsoruni bonorum [eisj contingentern iure Al'. 49
2 una iuc.li/as ad proxilniorcs patris. - Cons. di Girgcnti e li Noto (Arch. .5/or.
1!. 1881, t. VIII , pag. 200. .Votii' e Docu,,zenti, p. 80) I 4 nOn potest , nec etiani
tcstari P I 5 petere possit tP 6 rcmanere I' I 7 patre volente L 8 pater ci LP
tertiani partern P praemortua ci pervcnientcm P 9 patri, quoad RL ii uxoreni
RL 12 medietateni suae !o,,,. L 14 duas tercias P I 17 Item si R x8 et
dictani P 20 nolentes 20 ne R nolentes in comuni P I 22 COS contingenteni R I
cis contingenteni PL I 24 possunt P I 25 conditiones L facuttatem suam P 26 consuetudinibus—praesenti PLN I 31 bonorum, eos R.
LA MANTIA.
2
- lo matrnae successionis quoad usumfructum et proprietareni, reliqua terna
eorumdem bonoruni [eis] contingente iure narurie dicto patri quoad
usuinfructuni in vita ipsius patris tantuni servata.
IO. Nato filio et praemortuo in matrimonio, quid fiendum de bonis
5
A?.
et de restitutione dotis.
9 Filio nato et praemortuo, patre et matre superstitihus, quilibet eoruni
in trtia eiusdem filii pro media parte succedir, en sic omnia bona sunt
inter cos coinmunia. Et in hoc casu viro defuncto, uxor superstes optionem [habet], ve! dimidiani suam omnium bonorum sibi retinere, vel
o dotein repetere ; salvo jure cognatis eiusdenì viri legitimis successoribus,
si bona fucrint stabilii, redimendi alias retinendi ea pro quanto fuerint
iuste aestirnata valere.
i. De code,,:.
.&r. iViro et uxore sine dote et dotano, coni utcrque nil in bonis habeat,
15 matimoniuui contrahentihus, fihiis non susceptis, vel susceptis et prie-
mortuis, quaecumque acquisita sunt horia communia sunt.
Il. De minoribus an possint testari et administrare.
AP. 19
Minor posr quartum deciinurn annum testari potcst , et octavo de-
cimo anno completo niaior eflicitur, en deinde rcs suas legitime adrni20 nistrat.
12. De tutoribus minorum et an mater gerere possit.
r. i6 Viro ab intestato defuncto, vel ab eodcm testato, [nihiij de tutore disposito uxor superstes lilioruni suorurn tutelam gerere potest, nulla iuris
observantia perquisita, si fuerit honesta [et] diligens administratrix quoti23 sque ad secunda vota non transierit. Si vero ad secunda vota convolaverit, tutor legitimus si fucrit ad administrandum idoneus , auctoritate
curiae ipsorum pupiliorum turelam genere potest, facto inventano. Si
vero !egitimus non invenitur, Curia ex oflicio suo virurn idoneum ipsis
pupi!!is [tutorem] constiruar.
30Viro testato defuncto, tutor ah codeni in testamento consnitutus cx
sola testamenti auctoritare tutelam minoruni administrat.
A?. 21Pue!!a minor si nupserit muori cum viri sui authoritate, res suas a
tutore suo petere potcst.
2 eo R J patri eorum PLN in om. Loptioncm fit R optionem habet P
3
portionem habet L dimidiani parnent 1' io dotem sua,n P I cognationi eiusdem P
il alias retinendi om. P ca om. L J 22 intestato praemortuo 1 nisi R nihil PL I
24 et LN 2$ quousque tainen P 27 curiae eorumdem P 28 si autem P inveniatur P unurn idoneurn L1 29 pupillis tutorem instituet i?.
il
13. Apud quem minores educaritur.
Minores apud tutoren suurn educari debent , cxcCptO si mater vel
arnita educare eos voluerint, tunc a tutore pro eorum educatione vitae
necessaria eidern matri vel arnitae dantur.
Al'. 17
14. De alienandis rebus minorum cum decreto Curiae.
Imminente iusta necessitate pro qua res minorum obligari debeant •
vel alienari, nccessitatis causa [per curiatn discussal et cognita, possunt
res minorum CULU decreto obligari, ve1 alienari nec aliquando retractantur.
Res etiam niaioruin vel absentiurn per curiam cum causae cognitione
obligatae, vel in solutum data; irretractabiles permanent.
15. De vendicione rerum stabilium.
Vendiciones rerun stabiliuni debent per Curiaiu celebrari, quae cum .i'.
fucrint debita soIepnitat peractae scilicet de asignationc rei vendiiae per
notarium publicum facta et per eundem instrumento confecto , et tani
pro [suscripcionibus] venditorurn quatn subscripcionibus iudicum et sua- 15
ticoti cominunito nunquam ah ipsis venditoribus vel eorum heredibus,
aliqua causa retractari possunt.
30
16. De jure prothimiseos.
lus prothimiscos competit [tain] jure consauguinitatis, quam [conti .
guitatis] loci. Et habens prot1oniisifli et consaflgLlinitatC usque ad tcrciuni
graduni ex linea descendenti praefertur ci qui habet ex contiguitate loci,
duinmodo is qui petit, sit cx ca consanguinitate per lincani de.scendentem a qua res venalis provenisse cognoscitur.
§ i. De eodem.
Re stabili vendita et publico notano locuni venditum puhlice desiguarite, et [ci qui habet jus prothimiscos denunciatione praemissa per
curiatn] quousque publicum instrumentunl venditionis debita solemnitate
non fuerit peractum, habens prothomisim jure protbimiseos uti potest.
8 rctractentur
2 educantur P 3 iuste necessaria P 7 per curiarn discussa LPN I
P 9 etianl minoruni 1' 13 de subsignatione de subscriptione F I de suhsignatione P
sccundurn designationeni L I dcsignatione N i tam pro scriptionibus R suscriptionibus P i i6 straticoti seu bajuli F I 19 tanl P J contiguitatc R contguitz1tis FL I
hic qui 1' is orn.
20 habens jus prothinìiseos F 21 pracicratur E habet jus E I 22
E 23 decernitur F I a6 ci qui habet—curiam F praemissa denunciante per curiani
ci qui fit jus prothimiseos R praemissa designante N I 28 is qui habet jus prothirniseos iure F.
AP. 31
20
2
AP. 31
- 12 -
§ 2. De codem.
Ar. j2 Provisum, statutuni et ordinatunì est per curiam civitatis Mcssauac
de consilio advocatorum et aliorum proboruin civitatis Messanae et eam
regencium, ut habeatur aniodo pro consuetudine scripta et approbata, quod
; in omnibus instrumentis conficiendis de quibuscumque contractihus (cx
quibus tam secundum anriquas consuctudines scripras civitatis Messanac,
quam secundum alias novas consuetudiues seriptas jus prothimiseos conìpetir, tani jure sanguinis quam contiguitatis loci) habeatur pro una ex
solemnitatibus instrulnentorum ipsorum, er quod necessario debeant in
io tervenire praesentationes insrrumentorum apud acta curiae civitatis Messanae, et scribacur dies praesentaciouis ipsoruw per notariuni actorum
in fine vel circa lines instrumentorum ipsoruiii. Et quod debeant instruiuenta ipsa de bis contractibus tacta stare et detincri per integrum tnduum in actis curiae supradictae, die praesentationis non computato.
i;
Et alias non haheancur instrumenta ipsa pro oinni SOlemnitate vai-
lata, sed tamdiu competat et peti possic jus prothimiseos quamdiu in
ipsis instrumentis non apparuerit scriptus dies pracsentationis eoruni
practeritus ut supra.
§ . De eodem.
20
Vendita re stabili, absente co, cui ms prothiniiseos conipetit, si idetn
3J abscns infra annum redienit, et usquc [ad] XV dies post redituni se
Curiae 1)riesel)tavcnit, et rem venditain jure prothimiseos babere petierit,
restituto integro praecio primo einptori, et solutis iustis expensis eanidem
[reni] habere potest.
2;
'
4 . De eodern.
In
nomine domini anno dorninicae incarnation j s M° CCCO LXXJO de mense
marcii, XVI1J o niensis ciusdern, X'
Inditionis, regnante serenissimo domino nostro
domino Friderico dei gratia rege Siciliae illustrissinìo ac At]ienarum et Neopatriae
duce, regni vero sei
anno XVIJ fehciter amen.] Nos infrascripti otìiciales terrae
30 Trapani et scripti aJii homines dictae tcrrae qui in praesenti decreto pubblico sumus
scripti, cx tenore hulus notuni fieri volumiis universis, tam praesentibus uani futuris,
quod die praetitulato universitas dictac terrae in loco solito congregata, deliberato
et maturo consUio praehabiu), servatis omnihus solepnitatibus quae in talibus requirur.tur, futuris litibus finem imponere cupientes quae super lure prothimiseos se3; pius ensergebant, coni non sit novum si nova crescente malitia novis abusibus nova
4 cciam pro L io instrumentorum ipsorum L 13 de ipsis LN I i6 et competere
possit L 17 corunì Ct L 2! ad F 23 in integruin practo N czimdcm reni LN
pianii: I 26 domini Amen F MoCCoLXx
J Ip[ . I M°cccLxxJop I de oni. F
27 die InenSii FL I 28 illUstrissimo—amen F I 30 subscripti alii probi i! I 31 SUmus
suhscripti LI' I huius decreti et puhlid instrutnenri F universis om. F 32 die penultinio RP I die praetitulato F univcrsitas Trapanensiuns in E I 34 cupiendo lsaec E
35 ct si P malitia et P j novisque F.
rcnicdia prtehcantur, tatui1 ac ctiini ordinavit ut infra scquitur, ita quod mine in
antea sit consuetudo cx certa scientia inrroducta, quae in udicio et extra dcheat inviolabiliter observari, vidcflcet quod si ille contra qucm agitur ipso jure prothimiseos
cx forma consuetudinum dictae terrae, exibucrit publicum instrumentum aIienationis]
rei de qua agitur, debita subscripcionc roboratum et probaverit se post contractunl
alienationis ipsius tcnuissc et possedisse pro se et suo nomine proprio palam et non
clanidestine seu latenter saltim per annum, menseni, hebdornadatn atque diem, omnibus etiam illis quibus dcnunciatum per Curiam non appareat, Ct etiam quibus dicta
denunciatio per curiarn facta non fuit via agendi ipso jure prothimiseos penitus sit
praeclusa, aetatis, viduitatis, sexus, paupertatis et quocunique alio privilegio aon oh- io
stante. Cacteris aliis dispositis et ordinatis in scriptis cipi1ulis consuctudinum dictac
terrae maxime de ct super jure prothimiseos suis coiisUetis viribus duraturis, et litibus
inchoatis scu pendentibus de et super dicto iurc prothiniiscos cx hiis nullo praeiuditio generato, er haec intelligenda sunt nedum in alienationibus de caetero facicndis, sed ctiarn in aliis retro factis.
§ . De eodeni.
Ecclesiae, monasteria, harones, comites us prothoiniscos in h'rra 1'• 3
Trapani sicui in civitate Mcssanae non habent.
§ 6. De eodem.
Vicesimo novembris, VlJ Indit.ionis anno incarnationis M°CC no- 20
nagesirno tcrcio ipsius iriditionis. Provisurn et ordinatum est per univer- AV. 53
sitatem terrae Trapani sicul per universitatem Messanae quod jus prothimiseos competat tanì jure sanguinis, quam contiguitatis loci ex omni
contractu celebrato inter contrahentes ex quo transferatur domiuium
utile vel directum, nihilominus consuetudine antiqua quantum ad solepnitatem subscriptionuin in suo robore permanente. Excepto in dotibus
dandis, baereditatibus, legatis, divisionibus, et quibuscumquc coiitractibus
initis inter parentes et liberos in infinitum, ct fratres et sorores, et filios
fratrum et sororum.
30
§ j. De eodeni.
Cum sit de antiquis consuetudinibus civitatis Messanae ci Trapani \1'. 54
quod in vendicionibus reruin stabilium per Curiani celebratis ius prothimiseos competat, tam ratione sanguinis quam contiguitatis locL Et pro.
pterea quod in eis diversae fraudes [fiebant et quod veraciter vendebatur,
commento fraudis] in donationes, pertnutaciones et alios diversos simu- 35
late concipiebatur contractus, actum extiterit et in consuctudincm novam
4 alienationis FL Ide re de P I debitis subscriptonibus F I 6 ipsius cm. F
proprio rem praedictani F 8 scilicet ilIis F non apparet L dieta om. F 9 pcflituS
oro. F i i consuctudinum ow. F J4 sint neduni P 20 XXVIJ novemhris 11lJ Inditionis F MCCXCIIJ E 21 ipsius inditionis cm. F 22 per universitatem Messanae
F 25 tantum R J quantum FLP I solepnitates FP I 27 quibuslibet L 31 quia iq N I
flebant—fraudis FPLN I fiebant —fraudis cm. R 36 Ct actum N cxtitit E,
I
- 14 deductum quod dictum jus prothirniseos colnpeteret ex onmi contractu,
e quo transfertur dominium utile vel directum, excepto in dotibus et
divisionibus et quibuscumque contractibus initis inter parentes et Liberos
in inlinitum, et fratres et sorores, et fihios fratrum et sororuni. Et ex
; hac exceptione dubia oriebantur propter generalitatcrn verborum quae
continetirur [in eis] sci]icct, et quibuscumque contractibus et caetera per
quae videbatur innui, quod in venditionibus inter dictas personas celebratis dictum ius non com p e terct.'Declaratum T
extjtjt per eaindem Universitatem solernniter, et statutuni quod dicta exceptio, etsi generalibus
io verbis tradita sit, non trabatur ad venditiones scd ad casus ad quos prorogat nova corisuetudo pracdicta uc puta dotis, donationis , divisionis
permutationis et ad alios contractus, ex quihus utile ve! directum dominiutu transfcratur, venditiooe excepta, in qua prout est primis consuetLidiflibUS tradituin observctur.
i17. De publicis contractibus.
AI. 26Nullus contractus privatus valet, aut tenet nisi a duobus, ve! Pluribus idoneis testibus fuerit roboratus.
At'. 51
§ • Septimodecinio Marcii quartae Indictionis. Provisuin est per
universilalem Trapani sicul per uuiversitatem et straticotuni [et judicesj
2o civitatis Messanae ut sit ainodo consuetudo ex certa [scientia] introducta
a tota universitate praedicta, quod nulla instrumenta publicentur sive
debiti sive venditionis sive cuiuscumque alterius contractus, nisi vocata
parte quae tangitur flat publicatio supradicra, et si in alia forma Ilat non
tencant instrumenta publicata praedicta [et] nullani habeant firmitatetm
25
18. Quando mulier potest obligare se.
.AI'.
Uxor cuin marito susccptis fìliis obligari potest, nOn susceptis filiis
obligari similiter potest si pro communi utilitate vel nccessitate obligatio
facta fuerit. Mulier vero virum non habens se et sua obligare potcst.
19. De arbitro.
Facto a partibus in aliquo cornproinisso cum poenae appositione,
Al'. 29 firma est arbitrorumn scntcntia in civili negotio et eciam in criminali, in
6 in cis FL j scilicet cx N scilicet a L I propter quae LI' I io ad causas P
ad quos derogat I'LN I li nova constitutio I' I 13 transfertur F I de qua F est in
F 16 aut tenet om. F iS Decimoseptirno F' 19 per straticotuin Ct judices civitatis
Mcssauae Ct per Universiiatern ipsaln ut sit F' 20 certa senteiltia R scientia FI'
2.4 praedicta om. F et nulLun FI'LN I 26 si non susccptis P 30 Facta F compromissione F.
- 15 quo sanguinis poena non csset per Curiani inf]igenda. Sententia arbitroruni promulgata, si aliqua parcium dixerit se habere arbitruni suspectum, scilicet quod contra conscientiam pronunciavir , tenetur arbiter se
mdc iuramento purare.
20. De cogeridis debitoribus ad solvendum.
5
Debitore ad solvendurn condemnato de mobilibus eius vel semoven-
AV. 40
tibus si komparuerint], prius satisFaciendurn est creditori; quibus non comparentibus vel fideiussoriatn cautionem praestabit de solutione vel in carccrern detrudetui- usque ad XV dies ibidem detemptus,
itt taedio carceris
aflctus, si sint ci mobilia, {solvatj quod debet. Post vero XV dies eodem °
debitore dicente se niòbilia non habere, eius stabitur juramento.
Debitorum vero ad solucionern condemnatorum rebus stabilibus comparentibus, nec inventis mobilibus, creditor in possessioncrn earunideni
rerum per curiam mittitur, proventibus quos mdc Fperceperit] in sortem
debiti non computatis. Post annum vero si creditori a debitore non
15
fuerit satisfacturn, rcs cuius data [fuerit] posscssio eidem creditori datur
per curiam in solutum, eiusdem rei valore iuste , aestimato , pro debiti
quantitate.
Debitor qui dicit se mobilia non habere nec in sernoventihus [ve1
stabilibus] est solvendo, XLV diebus in carcere detinetur, quibus decursis,
20
si debituni non solverit, praestito iurarnerito, ut quicquid acquirere vcl
lucrari poterit, deductis expensis vitae necessariis, creditori [suo] fideliter
solvat [usque] ad integram debiti solutionein, [a carcere liberatur].
§ i. De eodem.
Debitor vero qui non imminenti fortuito casti, sed cx fraude et
iniqua causa debitor est, tamdiu in carcere detineatur quousque universum
25
AP. 40
debitum redderit.
§ 2.
De eodern.
Debitoris vero rebus stabilibus comparentibus creditor in possessionein
AV. 40
earum mittatur per curiam pro inensura debiti dedarati, tenendani usque 30
3 contra conscientiam sententiarn iniquam prornulgavcrit F 6 ad salutionem
FLPN comparuerint F comparet R cotnparent LP I apparcrit N satisfaciendum
creditorjhus F 8 vel de R vel solutioneru F 9 in carcerem dabitur F dies uh
districtus et sc taedio F io efftus R affectus FP si extant F solvarur R
solvat FPL it co dicente F iz resolucionern R ad soluptionem PLN I debitore
ad soluptioneni condcmnato F 14 quos tarnen F perceperit FP percepii R i per
annum si creditori F i6 fuit R fucrit F 17 debita quantitate F 20 vel stabilibus
non est F et nec in se Inoventia in stabilibus est L nec in stabilibus N 22 creditori suo FLNP 23 US4UC FLN 26 detincatur F I detinetur R quousque sovcrit
F 30 earum renim I..
-
-
ad annum, pensionihus ve! proventibus infra annum inde perccptis in
soluptione debiti non cornputatis. Post annum vero si eidem satisfactum
nor fuerit, res cuius data fucrit possessio postea per curiam conceditur,
ejusdern rei valore iuste aestimato pro debiti quantitate.
sS
3 . De eodem.
AP. ; Ad excludendas calupnias et dilationes frustratorias debitoruni, quae
contra creditores instrumenta hahentes obiiciuntur frequentius , et sic
niu]tociens oportebat ipsos crcditores invitos transigere ve! pacisci, de co
quod liquebat per publica instrumenta. Convocato Messanensi consilio
io [et] universo populo messanensi , hanc generalem consuetudinern de
conensu praedicti populi edidirnus ut quotiescumque apparebit creditor
in j udicio [ostendens publicurn] instrucnenturn debita solewiìi tate peractum,
per quod appareat aliqucru debitorem, quod si ipse debitor soluptioneni
obiiciat ve! in partein, vel in totum , ve! quamcunque aliam ad impei diendam solupcionem et ad probationern ipsius longas dilationes exigat,
XV dierum terrninum excedentes , quod nu!latenus audiatuir , sed facta
soluptione per eum, dilaciones quas pecierit, idonea cautione a creditore
recepta [concedantur]; quod si prohabit legitirne solucioncrn {obiectam},
creditor restituat sibi ipsarn pecuniatn et tantunidern.
§ . De rodein.
Haec intelligenda sunt in instrumentis mutui, conmiodati et depositi
et [in] solucione si opponatur, et in excepcione solucionis tanturn [ohiectaj;
in caeteris autem locutu habeat ius comtnune, ct ita fuit pronunciatum
et provisurn [dej voluntate otnniurn. Item et etiaru tunc habeat locurn
as quando debituin est celehratutn Messatiae , et instrurnenturn est factum
Messanae. Si autem alibi, tunc habeat locum ius conirnune.
21. De appellacone.
Ar. .12Lata sententa in praesentern incontinenti [ab ea] appellari potest,
vel ìnfra triduurn si [hoc} tuerit protestatuni et infra X. dies processus ne30
gocii peti potest.
§ i. De eodern.
AP. 42Lata
sententia in absenteni per contumaciarn , ab ea appellari non
potest, nisi quarndi it judicii figura duraverit.
:t a1iìs creditori non ileputatis R non coniputatis N I fucrit N fuit R conceditur et R 8 tr.msigerc cc L j io consilio Ct F ii quod quoticscumquc apparuerit
F iz ostendens publicum F ostendens instrillnentuni L 15 ad probationcs F
i6 quae nullatenus P 17 cautione praestita F i8 qui si probaverit solutionem
obiectam 1" solucionent obtentarn R 2! instrumentis F instrumcnto R 22 in F
exccpcionibus F' obiecta F I obtentzt NP a de FL I 25 celebratum Trapani Ct iflstrumenturn est factum Trapani F 26 habet F 27 de appellacionibus LPN I 28 ab
ea F 29 hoc F negocii om. F 32 in absentes L.
- 17 Lata sententia in absentetn et non per contumaciatn potest is contra
quern prOnunCiatUtu est appellare, si quam cito scivit, in vocern appellationis prorupit.
AP. 42
§ 2. De codeni.
Appellatione legitiine facta debet is qui appellavit mUra terrninum
sibi a curia datum prosequi appellacionern. Post terininum vero non est
audiendus , nisi apparuerit [euni cx justa] causa inipeditum , quotninus
appellacionenì infra tcrrninum Ierit] prosccutus.
22, De exceptione fori.
5
A?. 36
Civis Messanae cx quacumque causa non cogitur subire udicium '°
prima fronte nisi in Curia Messanac, ci idem in Irapanense.
23.
De defensione imponenda.
Poena defensionis [ab] aliquo alicui imposita non valet , nec tenet
nisi fucrit a haulo vel judicibus vel ab aliquo pro cis iuste apposita.
A?. 46
Quae persoriae non admittuntur ad testimonium.
24.
ludaci adversus Christiauos , nec Cliristiani adversus Iudaeos in te- Cariddi
stinlonium adrnittuntur.
Item rnulier ad testimoniutn non adrnittitur nisi in parentela, partu, AP. 47
nativitate, aetate, furnis, balneis , [domibus] , ecclesiis , flomariis et allis
20
locis solitariis.
25.
De possessione, data propter contumaciam, recuperanda.
Data alicui possessione rei, de qua agitur, per contulnaciam advcrsarii AP. 39
causa rei servandac sive ante contestatam sive post contestatam litem
si infra dies quinquaginta {contutnax] se [in] judicio [praesentaverit] data
fidciubsoria cautione iudicio sistendi, accore citato et praesente , posses- 25
sionem recuperat. Perseverante vero in contumacia ultra dies quinquaginta
possessio apud cuni, cui data fucrit, remanebir.
26.
In quibus sententiis inhibelur appellari.
A sententia contumaciac et possessionts [de jure prothimiseos], de re
vili et de divisionibus praedioruin, vinearum, domorum, de cursu aquarum,
2 si quando N 6 curia statutum F I s'ero om. F
7 eum cx justa F 8 fucrit
F appellacioneni fuerit LPN io Burgensis 'trapani prima fronte cx nulla causa ad
iudicium trahitur nisi in curia Trapani F ti et om. L 13 ah aliquo F i6 Christianos
compertum est per constitutionem serenissimi domini nostri regis Frederici P 57 addiicuntur N 19 doniibus FLNP vel floinariis E 23 ante contestationenl F J 24 COfltumax si 1" in FPN pracscntaverit FP I 26 diem quinquagesimuni F 28 prohibetur
appellacio P I inhibetur appellacio NP 29 de jure prothiniiseos F 130 et osn. L.
LA
MrxA.
3
A?. 42
30
- 18
de aquis pluvialibus, et de viis [vicinalibus] et his similibus, quae per
{inspectionem] oculorurn diffiniuntur, et per publica instrumenta in quibus
huiusrnodi divisioncs et fines [continentur , de quibus etiam suinrnarie
cognosciturj appellari non potest. Sirniliter ab uncia una infra non res cipiwr appellacio. Condernnatus crirninaliter de publico malelicio appellare
non potest.
27. Pro qua causa quis non potest carcerari.
Ai'. 38Nerno
42
pro civili causa incarceretur si fideiussioneru dare potest. Iteni
[in] crirninalihus in quibus poena sanguinis infligi non debet.
io28. De praescripcionibus.
Si quis rcrn inimobilem per annum, mensem, hebdoiriadarn et diein
justo titulo et nulla calupula interposita possidcrit in [acie eius qui petit,
per constitutioneru regis Guillelini secundi in civitate obtentarn absolvitur
ab impeticione. Si vero per decennium bona fide sine titulo in facie
15 eius possiderit, non apparente justa causa, per quani ius suun protestari
ve! consequi non potuit, ab impeticione contra cuni proposita liberatur.
Sirniliter contra absentem viginti annoruna praescripcione absolvitur,
praeterquain inter fratrcs et consanguineos usque ad tertiurn gradum.
Triginta [autem] annorum praescripcio quernlibet possessorem tuetur,
ao praeterquain contra eum qui se in captivitate deteinptuin probaverit.
29. Quod omnes fui veniunt ad successionem praemortui parentis
faota collacione.
AP. aFilia
2;
nupta et dotata a patre et matre aut altero eorum, renianentibus fratribus et sororibus in faniilia, mortuo patre ve! inatre ab intestato,
potes fihia, si voluerit, facca collatione dotis, ad paternatn ve! maternana
successioncrn venire cuni fratribus et sororibus, quae in familia remanserunt. Idem potest filius emancipatus.
i vicinalibus F J et de his F 2 inspicioncm R per instrunlenturn publicuni
Fcontinentur, de quibus etiatn summarie cognoscitur F continentur PLN I
; appellari non potese nec appellatio recipitur F 8 carceratur F I carecretur P
fideiussorem FP I 9 Iteni cx illis crirninatibus R In criminalibus pro quibus F
Item de illis criminalibus PL I criniinibus N infligitur F I non debeat appellari F I
12 titulo, quiete possederit nulla F in faciern F 13 constitutioncm secundi regia
Guglicrni in terra Trapani observatam ab inipeticione ahsolvitur F I Guglicirni L
14 decretuni bona N j titulo non apparuerit iusta causa, per quam adversarius ius
suurn F faciem R faic PN I i6 non poterit a petitione F preposita L I 18 in
fratres F '9 Triginta autem FPL 25 poterit fihia L a' Ideni PLN Iterri R.
- 19 30.
De divi8ionibus inter fratres et cohaeredes faciendis.
Fratribus nolentibus in communi vivere [Ct volentibus] paternam
vel nìaternam haereditatem inter se dividere, maiori natu datur divisio
celebranda, minori optio eligendi conceditur, et sic gradatim usque ad
maiorem. Adventicia vero et legata inter cohaercdes Ct legatarios sorte
dividu ntur.
Al'. 24
31. De bonis et possessionibus dandis in gabeliam.
Domo, vinea, et qualìcuniquc possessione in gabellam data, cx duabus A?. 32
causis contractus gabellae rescinditur per venditionem et [proi danda dote,
praeterquam si rci dominus, qui in gabellam dederit, expresse se obliga- 10
verit non posse pro neutro istorum cabellam infringere ve! impedire ac
renunciata consuetudine civitatis, quia omnis contractus cx convencione
legem accipit.
32.
De Iooaoionibus domorum et possessionibus.
Domus locata auferri non potcst ante constitutum tempus locationis, ;
praeterquam si doniinus qui locat, in ipsa domo habitare voluerit, vel res33
suas cx necessitate in Ca reponere. Si vero conductor ad propriam domum
ante finitum tcnipus conductionis migrare voluerit [ad habitandum], seu
ad alias partes domicilium mutare [volueritJ, potest, dummodo transacti
temporis solvat loherium , ultra vero non tenetur. Locator vero domus 20
pro pensione sibi non soluta potest per se res inquilini [auferre] CL retinere donec pensio sibi solvatur.
33.
De usuris.
Usurac datae non repetuntur nec in sortem debiti colnputantur. A?. 35
Dandae dan non coguntur, praeterquam viduis et pupillis, duminodo sint 25
nioder;ttae.
34.
De ludo taxiliorum et pecunia mutuata in ludo.
Si quis niutuavcnit pecuniam ad taxilios ve! [ad] aliquem luduin 34
perdicionis, ci actio denegatur et mutuatarn pecuniatn atnittit , nisi per
2 et volcntibus PL et volcntibus communeni hacreditateni dividere F I 4 celebrandi RP ceehranda F Ct minori FL I de gradu in gradu usquc F 17 datis in
gabellam PN I 9 gabdflac rescindi potcst pro dote danda et venditione praeterquanl
F J i pro aliqua istarum F i abrenunciata F consuetudine quod F I i6 ve] in
ipsa F J rer oncret N 18 d habitandum I! I 19 mutare volucrit F 21 auferre FPN I
aS ad aliquem F'P I 29 denegatur et debitum amittit F.
- 20 redemptionem pignoris sibi cautum fuerir. Si autem proniiserit aut convenerit aliquid dare, is cui proniissum est, actionem non habet, {sed] datum
non repetitur , cum in turpi causa melior sit conditio [accipientis vel]
possidentis.
535. Quibus ex causis fui exhaeredantur.
Ar. 22Filius vel filia a maternis vel paternis bonis ex his causis a patre
vel rnatre exhaeredari potest, ex quibus per leges exhaeredantur.
36.
De pignoribus et distractionibus eorum.
AP. 41Res mobiles [vcl sese tnoventesj (si) phuori obligatae, si in termino
o constituto dcbituin solutum non luerit, XV dierum induciis debitori datis,
infra quos solvere tenetur, si pignus non redemerit, creditor curn auctoritate curiae pignus ipsum vendere potest pro debiti sui [satisfactone].
Si vero de quantitate debiti intcr creditorcin et debitorein quacstio orta
fucrit, sacramento creditoris pignori incunibentìs statur uque ad pignoris
is valorem, nisi de5itor per testes contrarium prohet. De residuo jurat debitor,
nisi creditor prohet lcgitirne.
37.
De hertagiis solvendis.
Hertagia debitor condepnatus pro quantitate debiti bajulo solvere
cogitur; non habente unde solvat, creditor solvere non tenetur.
2038. De bonis dotalibus restituendis.
Ar. '4 Res stabilis dotalis qualis fuerit tempore redhihcndae dotis , sive
melior sive deterior facta, dotanti vel ci cui debetur redditur. Si vero
maritus fundum vacuum, vel solum in dotem reccperit , et de propriis
eum aedificaverit, is ad quem dos revertitur, utiles et necessarias expensas
s in aedificio factas reddat ci in ea quantitate, qua tunc ipsum aedificium
valere extimabitur, quia aedifìcium solo cedit. Guarnimenta, et supellectilia
qualiter co tempore fuerint redduntur.
39. In quibus oausis admittitur ducHum.
Ar. 44De maledicto priricipis duellutn non admittitur. De crimine vero
30 lesae majestatis in trihus rcasibus], si quis contra vitain principis conspiraverit, vel macbinatus fucrit quod terratu amictat , aut faisam inonetan
2 et datum RP sed datuni F 3 turpi lucro L accipieiitis ve! F 9 rei sese
moventes F io termino statuto F it non redemerit a creditore cum auctoritate
curiae vendi potest F 12 satisfacere R satisfactione FLP i si vero quaestio de
F i in contrarium RP juret F 25 in acdifìcatione L 30 causis R casibus FP.
- 21 cuderit. De homicidiis vero, de furtis, de rapinis et de maleficiis, pro quibus
vita vel u-iembrum awicti debeat, duellum admittitur tam contra accusanterri quarn contra accusatum, quatn etiam contra tcstes.
40. Quomodo probatur clandestinum maleflcium.
De insultibus et percussionihus de nocte ve! extra civitatCfl) in canipis, 5
in locis solitariis factis , de quibus poena pecuniaria [datur] , si testes
dcfuerint, statur sacramento eius qui insultus vel percussioneni passus est,
si talis fuerit persona cuius sacramento stari debeat ; alioquin stibitur
sacramento accusati , si fuerit omni exceptioni rnaior, sacramento cuius
tP.
sit credendum.
43
10
41. Quando licet adultorum interficere.
Si maritus uxorern in ipso acru adulterii dcpraehenderit, tam uxorem
Ai'.
43
quam adulterum occidere licehit, nulla tamen mora protracta.
§ i. De eodem.
'5
Lex maritum lenocinii poena coercet , qui uxorem in adulterio deAP. 43
praehensam detinuit, adulterumque diinisit, nisi forte sine culpa sua ille
autugit.
42. Quando fihius familias testari potest.
Filiusfamilias, utroque parente vivente, de bonis eorum praeter voluntateru, et conseflsum eoruai testari non potest. De peculio vero I.suo]
AP. 20
20
pro veUe testari potest.
43. De divisione faeta non retraetanda.
Re stabili communi inter aliquos de coniniuni voluntate divisa,
postquam quilihet porcionCin suafli agnoverit et ea contentus fuerit, nullo
tempore ve! cx aliqua causa per aliquem eoruun , vel ipsorum haeredes
A?. 25
i psa d ivisio retractari potest.
44. De poena in privato contractu apposita.
Nulla poena in privato contractu apposita soivitur, praetcrquakfl in
arbitrali instrumcnto apposita, excepto si de ca !ìat publicum istrumentum,
et ita interpreatur in curia Messanae [e! ifa strz'a!ur Trapanil.
i Item de homicidiis F contri accusatoretn F I extra Trapanuni F 6 infrinsi tcstes non iritergitur RP I datur F 7 testes deciciunt per sacrarncntum ejus F I
fuerint stetur P qui passus est injuriani probatur F 8 sacramento credi posst F I
sacrimelito cius sii LP I
9 juratfleflto F I sacramento cujus sit crejendum om. F
27 de pocnis in contraetu appovero
suo
L
20
mura
1
peracta
N
I
13 nulla CUUI
sitis N in privato orn. L I 28 practerquam si in arbitrurum instrumeflto appoflatUr
F 29 de poena F 130 et ita servatur Trapani F.
I
AP.
30
28
A?. 2245.
Spurii et qui non legirime nati sunt non haereditantur.
48. De rebus dotalibus non alienandis.
A?. 13
Rem scabilem dotalem nec vir cum consensu uxoris, nec uxor cum
consensu viri, non susceptis fihiis, aut non existentibus fihiis, rendere
vel alienare possunt, nisi cogente magna necessitate cognita et discussa
per Curiam.
47. Quomodo uxor potest esse in judicio.
AI'. 37
Mulier viruni habens sine sui viri auctoritate non habet caput standi
in judicio.
IO48. De
juribus Curiae.
AI'. 56 In. personalibus actionibus a condcmnato [pro jure Curiae] de
[quibuscumque centum tarenis] exiguntur tareni X. Item ro absolutionc
solvuntur Curiae pro quolibet centenario [rareni duo] vel tres ad plus
pro bona sententia. Et hoc licet non sit semper consueturn, [tamen] ut
x plurirnurn ita servatur. Item pro interposirione decreti quando pars confitetur, pro quolibet centenario tt. ij; quando petitur intrare • capere et
vendere, cc pars rei negat, et con vincitur per testes et fertur sententia,
[Ct fit eecutio cc non aliter] : tunc quia Curia magis laborat, debet
aliquantulurn Curia magis habere, videlicet duos [tarenos] et dimidium
20 pro quolibet centenario. Item si agatur rei vendicatione et condemnatio
sequitur, solvuntur Curiae secunduin iustarn extirnationem rei, pro quolibet
centenario ab actrice parte tareni duo ve! tres ad plus. Si fìat absolucio,
tunc pars quae absolvitur, debet solvere Curiae tantumdem pro bona
sententia. Itern si contingat processurn annullari, tunc nihil solvitur pro
2; iure Curiae. Item pro tediali possessione, quando in contumacia partis
mittitur aliquis in possessione, nihil solvitur pro iure Curiac.
49. Litcra coifirrnatoria superioris capiIzli [a quihus sentcntiis non potest ap-.
pellar[.
MARTINIJS Dei gratia rex Sici!iac etc. Nobili regni Siciliac Magistro Justiciario
30 consanguineo, judicibus Magnae Curiac, consiliariis aliisque ofticialibus quos spectat
praesentibua et futuris, fidelibus nostris gratiani et honam voluntatern.
ti pro jure curiac de quihuscumque centuru tarenis F per curiam de quibuslibet
centcnarjjs tareni R J 13 tareni duo F J 14 sententj absolutorja P tamen, ut F I
i6 de quolibet RP pro quolibee F J i et quando pars negat F t8 et fit exccutio
et non aliter F J habere debet tarenos Ij et F 19 duos tarenos N 27 confirnlatoria
capituli a quibus - appellari L 29 justiciario et judici Magnae Regiae Curiae P
30 consiliariis - literae otn. P,
-23Tenor 1terae.
Pro parte Universitatis terrae Trapani fidelium nostrorum fuit nostrae Majestati
huniiliter supplicatum quod cum in consuetudinibus dictae terrae Ct dio in eadem
terra et alibi observatis, per nostram cclsitudinem confrmatis, sit quoddam capituhim
super jure prothimiseos dictans et ordinatum continentiae subsequentis vidclicet A 5
sententia contumaciae Ct possessionis, de jure prothotniscos de re vili de divisionibus praediorum, vinearuni et domoruni, de cursu aquaruni Ct de aquis pluvialibus,
de viis vicinalibus Ct bis similibus, quae per inspectioneni oculoruni difiniuntur Ct per
publica instrumenta, in quibus huiusmodi divisiones et fines continentur, appellari non
potcst, similitcr ab oncia una non recipitur appellacio; ipsum capituluni iuxta eius IO
continenciam et tenorem acceptare et confirmare ac servare cum effectu mandare
benigniter dignaremur. Qua supplicatione per nos clementer admissa, consideracione
praesertiw serviciorum quampluriurn per dictam universiratem nostrae Majestati praestitorum, quae praestat ad praesens et praestare poterit dante domino graciora, dictum
capituluni quod propterea per judices magnae nostrae curiac inspici fecimus et videri, i
prout jacet et juxta ipsius continentiam Ct tenorem, et prout bactenus melius usi
fuerint acceptamus, approbanius et benigno favore regio confirmamus, 'obis et vestrum cuilibet iniungendo mandantes quatenus praedictum capituluni prout jacet et
iuxta ipsius serieni et tenorem et prout ipsi Trapanenses praedicto capitulo ]lactenus
melius usi fucrunt observare effectualiter debeatis ac faciatis ab oninibus efiìcaciter 20
observari. Datuni Trapani, anno Domini millesimo CCCC VJIJ°, die XXVJIIJ 0 septembris, IJe Indictionis. - Rex MAJtTINUS.
Expliciunt Consuetudines. Irioipiunt Observantiae terrae Trapani.
Et primo de jurisdictione Iuratorum.
I. In primLs quod lurati terrae Trapani, Iicet nullam habeant jurisdictionem, possunt tamen cognoscere inter forensem et trapanensew, si
forensis boc eligerir, ex quo trapanensis extra terram Trapani non potest
conveniri, dummodo quod ipsi lurati surnmarie cognoscant sive cognoscere possint summarie de causa. Habet enini exierus electionem cuiuscumque Iudicis iurisdictionem habentis , coram quo velit Trapanensern
convenire ; et non appellatur ab ipsorutn sernetitis seu provisionibus,
et sic servatur.
25
30
2. De quaestionibus inter dominum et t'amulum.
Itein quod si quaestio oriatur inter do&ninutn et fainulum seu inter
stipendiarium et dominuin de dietis arnissis , statur sacramento patroni
sive domini, per dominum designandis ut evitetur fraus, et ita servatur
usque ad dietas quindecim.
i Tenor Ct continentia literae L 2 fidelium nostrorum o,?;. P 5 sequeutis P I
8 et aliis similibus L 20 fuerint P 25 Datuni Drepani P J 1408 XX septembris P 28
recognoscant L 29 causa in cxterum electionem C f Habet tamen P 3s stetur
sacramento PC I 36 domini usqne ad dietas quindecim PC.
35
- 2-I 3. De eodem.
Item si famulus aut stipendiarius illicentiarus a serviciis rcesserit,
vel servire ante tinitum tempus recusaverit, tenetur ad restitutionein toclus solidi scu stipendii tocius serviti temporis. Est tamen in electione
domini seu patroni [si] velit restitucionem solidorum acceptare aut ipsum
faniuluni rccipere in serviciis suis. Et si nolit famulus ad servicia accedere, poterit ad peticioiiem domini carcerari, donec de alio farnulo ipsi
dolLiino provideatur.
4.
De eodem, de Istipendio] serviti temporis.
IO Item si quaestio oriatur inter doininum et famulum de stipendio
serviti teniporis recipiendo, et dominus Eteatur debitum , sed opponat
aliqualn exceptionem percnlptoriam vel dilatoriuin, non audiatur dorninus,
nisi penes acta curiac deponat pecaniam vel pignus argenteurn , quani
oppositionem dominus probet infra dies octo ad plus a die depositionis
IS pecuniac in antea nuinerandos, ulterius non audiatur, scd venditur pignus,
et pecunia tradatur famulo et si iustam et legitirnani causain dominus
alleaverit arbitrio judicis discuciatur, et tunc lis suo marte dccurrat nec
de his audiatur appellacio.
5. De stipendiis et Ioheriis non solvendis post biennium.
20 Iteni post biennium solida sive stipendia, herbagia sive terragia et
loheria domorum non exiguntur, sed sitnplici verbo cum sacramento inquilini sive coloni aut domini dicentium solvisse credatur, nec audiatur
agens, volens probare contrarium, nsi legitima causa intervenerit, qua
exigentes perere non potuerunt infra biermnium praedictum aut ipsi inqui25 lirii, coloni et stipendiarii adhuc in terris, dainibus et viueis aut serviciis
continuatis temporibus steterint usque ad diem exactionis ve! actor pignus
habeat aut publicain scripturam aut cxactuin debitum fateatur, sed aliam
praeter soluptionis [causam] opponat quoniam tunc servatur us corntnune.
Item in gabellotis pro residuis gabellarum, a medianis, servientibus curiae
30 seu monteriis et aliis similibus.
3 ante constituturo C I 5 si veflt PC si cm. R 9 de supradicto serviti R de
stipendio L 12 cxcusationem promptuariam el I. I 13 curiae praedictae C I 14 domini probent infra P 15 scilicct venditur L I 20 quod post biennium PNC 21
cum juraniento L I 24 potucrint P I 25 adhuc in terra F I 26 vel eactor P I 27
exactis P scilicet aliarn L 28 causain cm. R I causam FPNC I 29 Idetn PC I
medianis FPC.
-256, De mercede statim solvenda.
[tem si coristat quod i1itui:, e causa mercedis est debitor , statim
tacta peticione per recipere debentcm, debitor dehet solvere aut dare pignus sufflcicns niriediate distrahendum, sine aliqua dilatione temporis
iauda ipsi debitori ad solvendum vel ad pkus redituenduin , et ita
5
servatur.
7. Quando f'amulus non accedit ad servicia.
Itenì si aliquis locaverit operas et scrvicia personae suae vel alterius
ad dietam, rnensem vel ad annum, et non ut pro(niserit iverit ad servicia
aut ire recuset, so!vat pro poena baractariae augustale unum. In CUU5 10
defectu poterit etiam carcerari propter baractariarn per euui commissarn.
Et si ceperit arrarn et non iverit ad servicia, restituat arrarn duplicatam,
etiam si fuerit data pecunia pro arra, et pagamento in quacunique quantitate ; et ita servatur, nisi justa et legitima causa intercedat , quia tunc
servatur us cominune.
5
8. De salario judicum.
Item quod Iudices in terra Trapani pro ure provisionis ipsorurn
debent habere in causis civilibus tarenum unum pro qualibet oncia solvenda ante prolacionem sententiac, vel a petente expeditioneni babito
pignore ah a(io solvere non curante. In criminalibus vero [causis] pro 20
cera tarenos duos ab unoquoque, licct a liberato aliquociens judices pro
bona sententia et absolutoria recipiant ultra fiorenum.
9. De salario Advooatorum.
Itein Advocati pro corurn salario debent babere in causis civilibus
pro qualibet uncia in quibus praestant patrocinium grana quindecitn, et
25
debet solvi salarium per tertium. Una pars debet solvi statinì lite contestata, reliqua tertia post publicationem et residuurn apertis punctis, et
facca disputatione ante prolacionem sententiae.
In criminalibus vero causis in quibus poena pecuniarìa est a lege
statuta, ad eamdem rationem solvitur , licet consueverit in causis , in 30
i De debitore cx causa mercedis P I de mercede statim solvenda costando L
a est creditor Ppro rccipere debeiìte Cdandi PC I 9 vencril ad L promisit
PC I possit carcerari P x6 De provisione Iudicum P I 17 pro provisione ipsorunl
P J 19 solvendum a partibus ante PC a partibus N ] 20 causis L I De criminalibus
vero rarenos duos P j 25 liberato aliquo omnes judices P 22
causis 11
usque ad fiorenum PC I 23 De provisione advocatorum P.
ii margine
LÀ MAW'rrA.
4
- 2 quibus proceditur per viam libelli, solvi augustale unum, In his autem
causis criminalibus, quae poenarn mortis, deportationis aut membri inci
sionem important, arbitrio judicis secundum formarn constitucionurn imperialiuin salariurn advocato constituitur, et ica servatur.
Expliciunt Observaritiae terrae Trapani.
i solvjtur C 2 aut membri recisjonem 4 sic servatur C.
AVVERTENZA
Il capitolo r6 § dcli' anno 1 37j (pg. 12-13) e il capitolo 49 dcl '408
pag. 2 2-21), stampati in carattere più piccolo, SOflo speciali per Trapani e aggiunti
ai testo antico delle Consuetudini di Messina adottato in Trapani. Sono inoltre in
carattcre corsivo le poche parole estranee al testo di Messina e speciali per Trapani,
nei capitoli i6 5 , 6, 7 (pag. 13), 17 5 i ( p.i4), 22 (p. 17),
44 (p. 21).
Abbiamo indicato in fine d'ogni pagina le varianti dei diversi manoscritti con le
seguenti abbreviazioni
F = Frammento dcl Regesto Poligrafo di Trapani (fol. 24, 246).
L = Libro Rosso dell'Archivio Comunale di Trapani.
N = Ms. della Bibi. Fardelliana gia appartenente a un flotaro.
P = Ms. della Biblioteca Comunale di Palermo.
R = Regesto Poligrafo della Biblioteca Fardelliana di Trapani.
Nelle Obserrntiae sono inoltre indicate con la lettera C le varianti sul Ms. di
Cordici della Biblioteca Comunale di Palermo.
INDICE
DELLE CONSUETUDINI DI TRAPANI
NELLE GUALI È CONTENUTO
[LMtT
DELLE CONSUETUDINI DI MESSINA
CONSUETUDINES 1-ERRAE TRAi'AtI
IO.
Nato fihio et praemortuo in
matrimonio , quid fienduni
de honis et de rcstitutioni
doti» . .......pag.
§ i. De ednt .....i, ivi
De confusione bonorum viri
et uxoris Ct utruni de bis
possint testari .....pag. 6
Il. De minoribus an possint te2. Intcrpretatio supradictae constiri et administrare. . . » lvi
suetudinis ......n ivi
12. De tutoribus minorum et an
3. Si mortuo altero coniugum,
1\1
mater gerere possit . .»
superstes transit ad secunda
13. Apud quem minores eduvota quid fiendutn de honis » 7
'I
cantur. .. .....»
4. De soluptione debitorirni fac14. De alienandis rebus minotorum tempore constafltiS
rum cum decreto Curiae . » IVI
matrimoni1 ......»ivi
15. De vendicione rerum stabi5. Mortuo viro Ct nxore fjliis
lium........» lvi
non susceptis quid iuris Sit
ivi
16. De
jure
prothirniseos
. . . »
de bonis
eoriun
. . . . » 8
ivi
i,
i. De eodem. .
6. Parentes viventes quid p0»2. De eodem .....»
sunt fihiae nubenti vel elvi
mancipato dare . . . . » ivi
§ 3. De eodeni .....»
lvi
§ 4. De eodem.....»
7. Mortuo uno cx parcntibus,
13
§ . De
codem,
.
.
.
.
»
fihiis ininoribus [cum su••
Iv'
perstite renianentibusj et
S 6. De eodem .....»
§ 7.
De
.....» lv'
praefliOrtuiS
in aetateeodcm
mi
17. Dc publicis contractibus . . »
'4
nori, quid de bonis ipsoivi
........»
i.
..........ivi
rum
18. Quando mulier potest obli8. Mortua matre an fihius divi
garese..... » IVI
sionem cum patre petcrc
IV'
19. De arbitro. . .»
potest ........»9
20. De cogendis dehitorftu id
9. fnterprctacio et declaracio sisolvcndun ......
ve innOvacio supradicti Ca
s i. De eodem ..... 5 lvi
pituli ........» ".'
lvi
§ 2. De eodem .....
§ i. De eodem .....» ivi
S . De codem. pag. i6
S 4. De codeni .....» . ivi
21. De appellacioite .....»ivi
S . De eodem .....»ivi
2. De eodeni.. . . »17
22 De exceptionc fori . . . . »ivi
23. De defensione imponenda . ,ivi
24, Quae personae non admittuntur ad testimonium .. » ivi
25. De possessione, data propter
contunlaciam, recuperanda. »ivi
26. In quibus sententiis inhihctur
appellari .......
27. Pro qua causa quis f101i 10test carcerari . . . . . »
28. De praescripcionibus . . . »ivi
29. Quod anines fui reninflt ad
SUCccsSidueni praeniortui
parcntis facta coUacione . » ivi
30. Dc divisionibus inter fratres
ct cobaeredes facienis.19
31. De bonis et possessionibus
dandis in gabellani . . . »Ivi
32. De locacionibus domorum et
possessionibus. . . . . » ivi
ivi
33. De tisuris . ... . »
34. De ludo taxifloruni et pecunia
Inutuata in ludo .. . » ivi
35. Qnibus cx causis fui exlìacredantur . . . , . . . »20
36. De pignoribus et distractionibus eOrum .....» IVI
37. De hertagiis SolveoLlil. . . »ivi
38. De boni» dotalibus restituendis. . .
IVI
39. In quihus causis adniitttur
duelluin .......IVI
840. Quomodo probatur clandestinum maleficiutu . . . pag. 2!
41. Quando Iicet adu1terun interficere .......»iv
§ . De eodem . . . . . »ivi
42. Quando fibus familjas testari
potest........»ivi
43. De divisione facta non retractanda......•»ivi
44. De poena in privato contractu apposita.....),ivi
45. (Spurii Ct qui non legitime
nati) ........»
46. De rebus dotalibus non alienandis........»ivi
47. Quomodo uxor potest esse
in judicio.. ....ivi
4.8. De juribus Curiac . . . .ivi
49. Litera confirmatoria superioris capitoli [a quihus sentCntiis flOfl pOtCSt appellari] »ivi
OBSERVANTTA1 TERRAE TRAPANI
I. De jurisdictione Iurarorum pag. 23
2. De quaestionihus inter donlinum Ct famuluni» ivi
3. De eodem....... 5 24
4. De eodem, de [stipendio]
serviti tcmporis
» ivi
5. De stipendiis Ct loheriis non
solvcndis post biennium iVi
6. De mercede statim solvenda » 21
7, Quando farnulus non ac.edit
ad servicia . . »IVI
8. De salario judicum. » iYi
9. De salario Advocatorurn» ivi
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Consuetudini di Trapani nelle quali e contenuto il testo antico delle