REGIONE LOMBARDIA
COMUNE DI SERMIDE
PROGETTO DI RIPARAZIONE E RIPRISTINO,
MIGLIORAMENTO SISMICO,
DI FABBRICATI DI PROPRIETA’ FER S.r.l.
(secondo i disposti del DL 6 giugno 2012 n.74,
convertito in legge n.122 del 1° agosto 2012)
OFFICINA GRANDI RIPARAZIONI EDIFICI A e B
FER S.r.l.
Proprietà:
via R. Zandonai, 4 Ferrara
Responsabile del procedimento:
ing. Fabrizio Maccari
progettista:
Dott. Ing. Antonio Raffagli
via Sacco e Vanzetti, 5 - 40134 Bologna
Tel. 051 6140190 - E-mail [email protected]
Collaboratori:
verifiche numeriche:
redazione tecnica del progetto:
Oggetto:
Data:
ing. Davide Bellotti
per.ind. Stefano Dondi (Studio Raffagli)
Tavola N°
Rev.1
Rev.2
Scala:
Tutti i diritti riservati vietata la riproduzione anche parziale di questo documento senza autorizzazione
indice
1
2
generalità, descrizione dei fabbricati
3
verifica sismica nello stato attuale, valutazione della resistenza sismica residua
7
2.1. capannone basso (edifico A)
2.2. capannone alto (edificio B):
2.3. studio dell’interazione fra i 2 fabbricati
2.4. riepilogo valori resistenza sismica residua per edifico A e B
3
individuazione “carenze strutturali”
9
4
danni rilevati all’esame visivo
9
5
documentazione fotografica
13
5.1. spostamenti relativi fra travi e pilastri, rotazione travi principali del coperto
5.2. dissesto dei collegamenti fra travi principali e coppelle TT del coperto
5.2.1. battimenti, sollevamenti ed urti fra elementi della copertura
5.2.2. deformazione permanente dei collegamenti
5.2.3. rotture del cls in zona ancoraggi
5.3. allentamento dei collegamenti passanti (spine e perni) fra elementi prefabbricati
5.3.1. perni di fissaggio fra travi carroponte e pilastri
5.3.2. allentamento delle spine di montaggio fra travi capannone alto e pilastri
5.4. danni agli attacchi dei prefabbricati di facciata
allentamento / parziale estrazione attacchi tipo Halfen
5.5.
martellamenti lungo il giunto E-E’ (pannelli facciata – pilastri)
5.6. lucernari a shed
5.7. danneggiamenti nelle tramezzature interne
6
interventi di adeguamento sismico e rinforzo delle strutture, generalità
27
6.1. CAPANNONE BASSO (edificio A)
6.2. CAPANNONE ALTO (edificio B)
6.3. REALIZZAZIONE GIUNTO SISMICO FRA I 2 CAPANNONI
6.4. ASSISTENZE EDILI ED IMPIANTISTICHE
7
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEI LAVORI (capitolato prestazionale)
29
7.1. PRESCRIZIONI GENERALI (comuni a tutti i lavori)
7.1.1. LAVORI PRELIMINARI ED ORGANIZZATIVI:
7.1.2. TRACCIAMENTI
7.1.3. realizzazione collegamenti trave -pilastro in direzione longitudinale
7.1.4. CAROTAGGI E ANCORAGGI IN ESTERNO
7.1.5. ponteggi interni ed esterni
8
descrizione dettagliata delle lavorazioni interne
31
8.1. messa in opera di strutture di controventamento CAPANNONE BASSO (edificio A)
8.2. descrizione dettagliata delle lavorazioni: CAPANNONE ALTO (edifico B)
rinforzi nodi fra pilastri e travi di copertura e attacchi travi copertura coppelle TT
8.3. lavori in lunghezza travi, montaggio attacchi travi coppelle (edifico B)
9
REALIZZAZIONE GIUNTO SISMICO FRA I 2 CAPANNONI
35
9.1. lavori preparatori generali
9.2. operazioni di sollevamento pannelli
9.3. smontaggio pannelli (eliminazione totale o parziale)
9.3.1. eliminazione pannelli in corrispondenza dei doppi pilastri o asportazione parte alta
9.3.2. esecuzione dei tagli nei pannelli di facciata
9.4. ricostruzione facciata alta capannone B
9.5. coprigiunti esterni ed interni
9.6. opere di completamento e lavori accessori
9.6.1 pannello di facciata su pilastri E-E’ allineamento 8
9.6.2. interventi nella SALA COMPRESSORI
9.6.3. SMONTAGGIO PENSILINA ESTERNA
9.6.4. TAGLIO PANNELLO FACCIATA OVEST
10
lavori ulteriori
43
10.1. verifica e rinforzo shed (per i capannoni alto e basso)
10.2. verifica di tutti gli ancoraggi dei pannelli di facciata
10.3. RISARCITURA LESIONI TRAMEZZATURE PIANO TERRA, DISTACCHI STRUTTURALI DALLA
STRUTTURA PORTANTE
11
OPERE IMPIANTISTICHE
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Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 2
ALLEGATO 1 : principali disegni costruttivi originali (Ditta esecutrice)
TAV. PS 1190/250
pianta pilastri, travi carri ponte, impalcato a Q. 5m
TAV. PS 1190/252
pianta copertura
TAV. PS 1190/249
sezioni longitudinali e trasversali (di insieme)
TAV. PS 1190/248
TAV. PS 1190/251
ALLEGATO 2
ALLEGATO 3
ALLEGATO 4
ALLEGATO 5
45
prefabbricati di facciata (pannelli)
su allineamenti A-M/8 e A-E/2 e E’-M/1
prefabbricati di facciata (pannelli)
su allineamenti A/2-8, E’/1-8, M/1-8
edificio A, verifica sismica nello stato attuale e
valutazione resistenza sismica residua
studio interazione fra i 2 fabbricati (giunto sismico)
edificio B, verifica sismica nello stato attuale e
valutazione resistenza sismica residua
studio interazione fra i 2 fabbricati (giunto sismico)
edifico A, verifica sismica nello stato di progetto
e verifica elementi di rinforzo
edifico B, verifica sismica nello stato di progetto
e verifica elementi di rinforzo
49
77
115
137
In separati file:
TAVOLE DI PROGETTO:
TAV. 1 – pianta del piano terra, stato di fatto
TAV. 2 – pianta del piano terra, interventi
TAV. 3 – edificio A – controventature
TAV. 4 - edificio B interventi sulle strutture del coperto rinforzo nodi travi-pilastri
TAV. 5 - edificio B interventi sulle strutture del coperto collegamenti travi – coppelle TT
TAV. 6 - edificio A e B realizzazione giunto sismico prospetto su allineamento E-E’
TAV. 7 - edificio A e B realizzazione giunto sismico – particolari costruttivi e interventi accessori
TAV. 8 - edifici A e B interventi di riparazione danni al piano terra e shed
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO OPERE EDILI E STRUTTURALI
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO IMPIANTI
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tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 3
1
generalità, descrizione dei fabbricati
l’Officina Grandi Riparazioni è costituita da 2 fabbricati industriali (A e B ), monopiano,
realizzati affiancati, a contatto.
FIG. 1 vista del sito FER in Sermide e identificazione edifici
Il Nord è in alto
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edificio A (a sx) e B vista da Nord-Ovest
in primo piano si vede la fossa del carrello traslatore
Vista della copertura con lucernari a shed
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Pag. 5
La Figura 2 mostra la maglia costruttiva comune ai 2 fabbricati OGR e permette l’ identificazione
dei vari elementi di seguito illustrati. La griglia è costituita dagli allineamenti da A ad E per il
fabbricato basso e da E’ a M per quello alto (indicando E ed E’ gli allineamenti in affaccio sul
giunto di separazione) che identificano le stilate di pilastri disposti nella direzione longitudinale
(direzione EST-OVEST), e in direzione trasversale (NORD-SUD ) dagli allineamenti da 1 a 8.
FIG. 2 identificazione elementi principali edifici
Il Nord è a sinistra nel disegno grande
Il disegno a lato è orientato a Nord
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Lungo ogni campata longitudinale dei 2 capannoni sono realizzate fosse con vie di corsa per i treni
che entrano per manutenzione, l’operazione si realizza a mezzo di un carrello traslatore che scorre
in una apposita fossa prewsente sul lato N-W .
Si veda la TAV. 1 di progetto – pianta del piano terra, stato di fatto
Le fondazioni sono comuni ai 2 fabbricati, costituite da un reticolo di travi continue, gettate in
opera e dotate di bicchieri per l’alloggiamento dei pilastri.
Spesse solette in c.c.a. sono presenti a piano terra, realizzate in continuità con le strutture interrate
delle fosse di lavoro, conferiscono all’insieme una elevata rigidezza e continuità e garantiscono
l’incastro al piede dei pilastri.
Il fabbricato B, il più alto dei due, di altezza 12,20 m in copertura, è stato realizzato per primo,
con pilastri puntiformi prefabbricati in c.a.v., travi di luce 12 metri nel campo 1-2 e travi di grande
luce, 30 metri, nei campi 2-5 e 5-8. La maglia trasversale è al passo di 7 metri, corrispondente
all’interasse fra le 7 file di pilastri (da E’ a M).
La copertura è realizzata con travi disposte in direzione longitudinale, aventi perciò luce 12 e 30
metri. Fra le travi sono ordite le coppelle (tegoli TT) di copertura fra le quali sono inseriti lucernari
a shed, anch’essi in struttura prefabbricata.
Fra gli allineamenti L ed M, a quota 5 metri, è presente un soppalco in struttura prefabbricata,
realizzato con travi longitudinali e coppelle TT , irrigidite e collegate da una spessa soletta
estradossale eseguita con getto in opera. In questa zona la maglia dei pilastri si raffittisce risultando
di 10 metri in quanto la maglia principale si completa con corti pilastri che terminano sotto alle
travi del soppalco. Al di sotto del soppalco sono presenti ambienti di lavoro, uffici e servizi, separati
da tramezzature.
Nella testata Est (campo 1-2-E’-M) è presente il magazzino, dotato di alte scaffalature, soppalcate.
Le relative strutture non hanno influenza sul comportamento di insieme del fabbricato, ma
costituiscono notevole impedimento all’esecuzione dei lavori in quanto rendono l’area non
transitabile con mezzi di cantiere.
I campi 2-5 e 5-8 sono serviti da carroponte che scorrono in direzione trasversale per tutta la
larghezza del capannone. I pilastri prefabbricati sono dotati di mensole aggettanti per dare
appoggio sia alle travi dei carroponte sia a quelle del soppalco; in testa ai pilastri sono presenti sedi
incassate (ad H per i pilastri interni, a C per quelli di testata) per l’alloggiamento delle travi portanti
la copertura.
Il fabbricato è tamponato con pannelli in c.a., alleggeriti internamente, montati in verticale,
poggianti su una trave porta pannello posta alla quota del terreno e vincolati in sommità alle
coppelle di copertura oppure alle travi portanti (dall’interno) mediante attacchi tipo Halfen o
attacchi con boccola filettata.
Tutti i pannelli delle facciate ad Ovest e ad Est (sugli allineamenti 1 e 8) sono dotati di ampi
portoni.
Il fabbricato A , di altezza 8,50 metri, è stato realizzato subito dopo il montaggio del fabbricato B e
presenta analoga tipologia costruttiva, differenziandosi solamente per la diversa maglia strutturale:
le 5 campate trasversali, da A ad E, hanno luce di 7,90 14 7,10 13,80 metri mentre il passo
dei pilastri posti sugli allineamenti longitudinali, da 2 a 8, è di 10 metri.
E’ presente un carroponte che scorre lungo l’allineamento D-E.
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Anche questo capannone è tamponato con pannelli verticali, tuttavia il lato E è mancante in quanto
a contatto con la facciata E’ del capannone alto. Tutti i pannelli delle facciate ad Ovest e ad Est
(sugli allineamenti 1 e 8) sono dotati di ampi portoni.
La situazione costruttiva dei 2 capannoni è documentata nelle tavole strutturali dell’originario
progetto consegnate in ALLEGATO 1 . Si tratta di disegni di montaggio ove si identificano tutti
gli elementi costruttivi prefabbricati, ai disegni sono allegate tabelle dimensionali e dei pesi.
TAV. PS 1190/250
TAV. PS 1190/252
TAV. PS 1190/249
pianta pilastri, travi carri ponte, impalcato a Q. 5m
pianta copertura
sezioni longitudinali e trasversali (di insieme)
TAV. PS 1190/248
prefabbricati di facciata (pannelli)
su allineamenti A-M/8 e A-E/2 e E’-M/1
prefabbricati di facciata (pannelli)
su allineamenti A/2-8, E’/1-8, M/1-8
TAV. PS 1190/251
2
verifica sismica nello stato attuale, valutazione della resistenza sismica residua
la verifica sismica di 2 fabbricati, (già consegnata in data 7/12/2012, agli atti del Comune di
Sermide con prot. 5051 del 07/12/12) che qui si allega nuovamente come ALLEGATO 2
(edificio A) e ALLEGATO 3 (edificio B) documenta le verifiche sismiche delle strutture nello
stato attuale (pre eventi sismici 2012) e la resistenza sismica residua dei 2 fabbricati.
In una prima fase la verifica sismica è stata condotta per i due fabbricati isolati, trascurando di
considerare il possibile martellamento dovuto all’assenza di un giunto sismico (problema evidente,
da risolvere a parte). Così facendo si sono evidenziati i salienti comportamenti sismici dei 2
fabbricati e verificate le particolarità strutturali dovute sia alla complessiva configurazione statica
sia alla insufficienza di alcuni particolari costruttivi.
In una seconda fase si è tenuto conto dell’assenza di un adeguato giunto costruttivo, cioè della
possibilità del verificarsi di battimenti, mediante lo studio di un modello semplificato di interazione
fra i 2 capannoni. Il tutto è documentato nella parte finale delle 2 relazioni di cui all’allegato 2 e 3.
Si ricordano di seguito i salienti esiti di tali verifiche:
2.1. capannone basso (edifico A)
il funzionamento complessivo, pur in presenza di una qualche simmetria delle strutture è
fortemente condizionato dalla eccentricità delle masse dovute ai tamponamenti esterni, derivante
dalla mancanza, sull’allineamento E, delle tamponature di facciata, ancor più significativa se si
considera che le tamponature dei lati corti, allineamenti 2 e 8, hanno massa molto inferiore di
quella della facciata sull’allineamento A, essendo dotate di ampie aperture. In altre parole il
baricentro delle masse dei prefabbricati di facciata risulta fortemente eccentrico e condiziona
fortemente il comportamento sismico della struttura.
Inadeguati sono risultati anche qui i collegamenti in copertura per l’insufficiente resistenza delle
forcelle degli alloggiamenti delle travi in testa ai pilastri; inoltre è risultata insufficiente
l’armatura di molti pilastri, anche in presenza di un sisma del 60% di quello che competerebbe ad
un analogo fabbricato di nuova costruzione. Si veda l’allegato 2.
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2.2. capannone alto (edificio B):
il funzionamento complessivo è condizionato dalla presenza del soppalco L-M/1-8 la cui elevata
rigidezza altera la simmetria del funzionamento deformativo del fabbricato, peraltro simmetrico
nella distribuzione delle masse dovute alle tamponature esterne.
Inadeguati sono risultati i collegamenti in copertura per l’insufficiente resistenza delle forcelle
degli alloggiamenti delle travi in testa ai pilastri, i pilastri sono adeguati a portare l’azione sismica
pari al 60% di quella che competerebbe ad un analogo fabbricato di nuova costruzione. Si veda
l’allegato 3.
2.3. studio dell’interazione fra i 2 fabbricati
lungo gli allineamenti E-E’ il distacco costruttivo fra i pilastri risulta di modesta ampiezza (pochi
centimetri) causa la presenza dei prefabbricati di facciata inseriti nell’interspazio esistente fra gli
stessi pilastri.
Qualora si verificassero movimenti non sincroni o in contro-fase ne deriverebbe un contatto fra il
coperto del capannone basso e le corrispondenti strutture di quello alto. L’urto coinvolgerebbe i
pilastri del capannone alto all’altezza del coperto del capannone basso, con effetti di tipo tranciante.
Inoltre risulterebbero coinvolti nel meccanismo i prefabbricati di facciata spinti in direzioni opposte
dagli eventuali movimenti non in fase (e in reciproco avvicinamento) del coperto alto e di quello
basso. Più in generale si deve considerare che un urto provoca un generale dissesto strutturale, la
possibilità che si verifichi è un evento inaccettabile. Questo al di là dei calcoli, che eventualmente
posso dare ragione solo di qualche situazione teorica nell’ambito della modellazione che ne viene
fatta. Come si vedrà nei § 4 e 5 dedicati alla documentazione dei danni, tale interazione si è già
manifestata in corrispondenza dei nodi E-E’/2 nel corso degli eventi sismici 2012.
Il verificarsi di battimenti fra le 2 strutture e stato studiato mediante un modello semplificato
(conservativo) di interazione, da questa verifica derivano ulteriori limitazioni alla resistenza residua
dei 2 capannoni. Questa verifica è consegnata, per ciascuno dei 2 fabbricati, alla fine delle
rispettive relazioni di calcolo ( § 11 per edificio A e B allegati 2 e 3 rispettivamente)
2.4. Riepilogo RESISTENZA SISMICA RESIDUA
Riprendendo i dati di tutte le verifiche fatte, la resistenza sismica residua dei 2 fabbricati,
considerati nello stato post sisma, riferita alla resistenza che dovrebbe possedere la stessa struttura
se di nuova realizzazione, è risultata essere:
capannone basso (edificio A)
testa pilastri –forcelle alla data post sisma
poi risolta con i lavori 2013
resistenza al piede pilastri (presso flessione)
resistenza pilastri (urto per interazione A e B)
12,6
%
52
34
%
%
capannone alto (edificio B)
testa pilastri –forcelle
resistenza pilastri (urto per interazione A e B)
12,5 %
17, 0 %
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3
individuazione “carenze strutturali”
nel corso di varie ispezioni, soprattutto di quelle condotte subito dopo gli eventi sismici 2012, si è
eseguita una attenta ricognizione delle strutture individuandone le carenze anche nell’ottica di
quanto elencato dall’art. 3, comma 8, del DL 74/2012 e successiva L. 122/2012.
Le carenze strutturali di seguito elencate trovano riscontro nei danni verificatisi, descritti al
paragrafo successivo.
edifico A (capannone basso)
assenza di efficaci collegamenti fra le strutture prefabbricate del coperto, che come detto è
stato montato “a secco”, escludendo l’inefficace collegamento fra travi e coppelle eseguito al
montaggio con deboli saldature fra i piatti predisposti sulle travi ad L e le anime delle coppelle TT
alcune scaffalature, prossime a pilastri o pannelli di facciata, furono all’epoca scaricate o
spostate.
Le carenze dell’edificio A, prescindendo dall’inadeguatezza del giunto di separazione con il
fabbricato B, sono state pertanto risolte con interventi immediati e successivamente nel corso del
cantiere 2013 provvedendo ad un primo step di lavori riguardante il rinforzo dei nodi: i nodi travi
di copertura - pilastri e travi - coppelle di copertura del fabbricato A sono stati rinforzati nel
corso di un cantiere sviluppatosi nel 2013, avente appunto lo scopo di risolverne le carenze
costruttive (ex DL74/2012). Pratica presentata al comune di Sermide (SCIA Prot. n° 0009722 del
09/12/2013).
Tenuto conto della inadeguata resistenza dei pilastri, evidenziata dalle verifiche sismiche, in
previsione di successivi interventi di adeguamento, gli attacchi dei rinforzi dei nodi sono stati già
predisposti per essere integrati con le strutture oggetto dei lavori qui illustrati, il che ne semplifica ,
oggi, la realizzazione.
edifico B (capannone alto)
alcune scaffalature prossime a pilastri o pannelli di facciata furono all’epoca scaricate o
spostate.
Per questo fabbricato fu emesso certificato di agibilità, di validità 6 mesi, in quanto risultavano
rispettate, almeno nell’apparenza, le prescrizioni del citato DL 74.
Il successivo reperimento della documentazione di progetto, l’esame dei disegni costruttivi e le
verifiche numeriche hanno mostrato l’inadeguatezza di molti particolari costruttivi come si è
documentato. Il certificato non è stato rinnovato.
Le carenze strutturali e ridotte capacità di risposta sismica come sopra commentate trovano
riscontro nei danni verificatisi, descritti al paragrafo successivo.
4
danni rilevati all’esame visivo
nel corso di varie ispezioni, soprattutto di quelle condotte subito dopo gli eventi sismici 2012, si è
eseguita una attenta ricognizione delle strutture che mostrano inequivoci segnali di sofferenza
(danni) da ascrivere agli accadimenti sismici subiti.
Occorre premettere che gli eventi sismici che hanno interessato la zona di Sermide nel maggio giugno 2012 sono stati caratterizzati anche da una significativa componente di accelerazione
verticale e pertanto molti danni si inquadrano in questo contesto.
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La documentazione fotografica presentata al paragrafo seguente riferisce delle tante situazioni di
danno presenti, le fotografie sono fornite per tipologie di danni e non documentano esaustivamente
tutte le casistiche in atto. Si consideri che le fotografie della parte alta dei 2 capannoni sono state
possibili principalmente per la presenza di autogrù con cestello e che, all’epoca di queste ispezioni,
non era nota la necessità di una documentazione formale di tutti danni né si erano maturate tutte le
considerazioni che successivamente hanno arricchito la conoscenza dei fatti accaduti.
All’epoca dei sopralluoghi le fotografie sono state perciò scattate con fine di documentazione
generale e non si sono dettagliate molte situazioni di danneggiamento che addirittura sono state
approfondite in seguito. Dalle fotografie a disposizione si sono potute tuttavia ricavare molte
indicazioni e conferme e si è successivamente cercato, da terra, di completare il lavoro, non senza
evidenti difficoltà, soprattutto per le ricorrenti condizioni di illuminazione in “controluce”.
I danni rilevati (per tipologie) sono così classificabili:
sconnessione dei nodi trave pilastro della struttura prefabbricata all’appoggio in testa
pilastri, per mancanza di efficaci collegamenti, rilevabile dal basso in forma di spostamenti
verificatisi fra pilastri e travi portanti; le travi dei 2 capannoni, ad un attento esame, appaiono infatti
generalmente traslate verso Nord (intendendo che le travi risultano appoggiate alla forcella NORD
della testa pilastro) e appaiono anche lievemente inclinate per rotazione antioraria della trave (nel
riferimento di chi guarda verso EST)
conseguente sconnessione degli appoggi delle coppelle di copertura sulle travi principali, a
tratti leggibili dal sollevamento delle piastre di appoggio, zancate alle travi al montaggio, per
trazione ricevuta dalle coppelle, cioè sollecitate dall’azione mutua fra piastre delle travi e gli inserti
predisposti al piede delle anime delle coppelle nelle zone di contatto, saldati in opera fra loro al
montaggio.
A conferma di questi movimenti subiti dalle strutture si nota la generalizzata presenza,
all’estradosso delle travi del coperto, di pezzi di cls staccatosi sia dall’estradosso delle travi sia
perché caduto dalle coppelle a causa dei movimenti reciproci subiti.
Sono visibili le citate piastre sollevate e riappoggiate in posizioni dislocate da quelle originarie.
ricorrenti lesioni sono presenti nei timpani degli shed, da scrivere a martellamenti dell’esile
struttura curva di copertura con le coppelle del solaio, martellamenti contrastati solamente dal
funzionamento rigido, nel proprio piano, dei timpani esterni. Al momento delle vibrazioni del
coperto, i timpani, unici elementi rigidi nel piano verticale, hanno incassato, contrastandolo in parte,
lo svergolamento del piano di appoggio delle struttura a shed. Le strutture del coperto sicuramente
hanno subito importanti effetti torsionali causati principalmente dalle vibrazioni non sincrone delle
travi principali.
danni agli attacchi alti dei prefabbricati di facciata ove in alcuni casi sono evidenti gli effetti
dei “tiri” subiti, manifestandosi parziale estrazione di alcuni tasselli di ancoraggio, perdita del tiro
(allentamento) dei dadi di serraggio delle ancorette di tenuta (Halfen), spostamento delle
cremagliere di regolazione, ecc. Gli ancoraggi esaminati sono evidentemente solo quelli interni; gli
ancoraggi esterni, posizionati all’estradosso delle coppelle TT di copertura, protetti dallo strato
isolante e dalle guaine saranno sistematicamente esaminati nel corso del cantiere.
I danneggiamenti subiti dai collegamenti alti fra pilastri e strutture di copertura mostrano come una
gran parte delle possibilità dissipative della struttura siano già state sfruttate e come sia ancor più
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ridotto (rispetto alla situazione pre eventi sismici) il margine di sicurezza che il fabbricato
implicitamente possedevano prima degli eventi sismici recenti
martellamento fra i 2 fabbricati lungo il giunto
in posizione E-E’/2 è visibile l’urto subito dal capannone alto da parte di quello basso che ha
provocato la rottura del pannello di facciata nella zona corrispondente alle travi carroponte
retrostanti
danneggiamenti nelle tramezzature e compartimentazioni al piano terra :
sono presenti rotture diffuse nei tramezzi di separazione dei locali ad uso uffici e servizi e nei locali
destinati a lavorazioni particolari
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5
documentazione fotografica
5.1. spostamenti relativi fra travi e pilastri, rotazione travi principali del coperto
le fotografie documentano, fra le tante situazioni presenti nel contesto strutturale, lo spostamento
delle travi verso le forcelle Nord e la rotazione antioraria delle stesse (nel riferimento di chi guarda
verso Est). Le prese fotografiche sono fatte con varie orientazioni ma lo spostamento e la rotazione
sono sempre equiversi. Le travi principali appaiono appoggiate alla forcella (dell’alloggiamento
in testa pilastro) da un lato e distaccata dall’altro, e in molti casi appaiono ruotate, cioè la loro
sezione ha perso la giacitura verticale. La giacitura ruotata è con ogni probabilità mantenuta da
coazioni instauratesi con le coppelle di copertura, rese possibili dagli attacchi saldati, da
considerare perciò permanentemente soggetti a sforzi anomali. La situazione risulta evidente
all’osservazione diretta. Non si tratta in ogni caso di situazioni ascrivibili al montaggio.
CAPANNONE ALTO (edifico B)
travi principali L 30 m
a sinistra: spostamento della trave
verso sinistra (nel riferimento della
foto) e contatto con la forcella,
a lato: analoga situazione vista dal lato
opposto, si nota la grande ampiezza del
gioco trave – forcella e il distacco
(dovuto alle vibrazioni) del piatto delle
spine di montaggio che appare
allentato- non più a contatto)
sotto : travi principali L 12 m del
campo E’-M/1-2, oltre allo
spostamento è ben visibile la rotazione
della trave. Nella foto a sinistra si nota
anche l’allentamento della spina di
montaggio)
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CAPANNONE BASSO (edifico A)
In alto: spostamento a sinistra e contatto con la
forcella a dx in alto, si evidenzia così rotazione
della trave
a lato: contatto in basso della trave con la
forcella e distacco in alto. La trave è ruotata.
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5.2. dissesto dei collegamenti fra travi principali e coppelle TT del coperto
5.2.1. battimenti, sollevamenti ed urti fra elementi della copertura
quasi generalizzata è la presenza, all’estradosso delle travi principali, di detriti cementizi
provenienti da rotture degli elementi in cap, dovuti alle vibrazioni e saltellamenti istantanei subiti,
nelle zone di contatto fra coppelle e coppelle/travi.
Si vedano anche i commenti fatti al paragrafo precedente relativi alla rotazione delle travi
principali.
Molto materiale, caduto a terra, fu rimosso dopo le scosse sismiche (proveniente dal contatto fra i
bordi lunghi delle coppelle da urti dei lucernari)
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5.2.2.
deformazione permanente dei collegamenti
i fenomeni di cui sopra si manifestano anche con il sollevamento delle piastre ancorate nelle travi
nelle zone di appoggio delle coppelle TT di copertura, per effetto della trazione esercitata dalle
coppelle ad esse saldate, si vede la piastra (zancata alla trave) che si è sollevata.
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5.2.3.
rotture del cls in zona ancoraggi
in questo caso la “tenuta” dell’ancoraggio saldato ha fatto sì che si lesionasse il cls dell’anima
coppella
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5.3.
allentamento dei collegamenti passanti (spine e perni) fra elementi prefabbricati
5.3.1.
perni di fissaggio fra travi carroponte e pilastri
molti dei perni di tenuta delle travi a L rovescio dei carriponte sono risultati “liberi” e non più in
tiro. Nel corso delle ispezioni si è provveduto al serraggio per quanto possibile.
Il gioco è stato indotto dalle vibrazioni subite, la piastra si è diversamente assestata sull’elemento
prefabbricato dando luogo all’allentamento (perdita del tiro)
5.3.2.
allentamento delle spine di montaggio fra travi capannone alto e pilastri
Si vedano le foto già commentate al § 5.1.
5.4.
danni agli attacchi dei prefabbricati di facciata
allentamento / parziale estrazione attacchi tipo Halfen
quanto al fabbricato A, nel corso dei lavori per il montaggio dei rinforzi dei nodi, TUTTI gli
attacchi sull’allineamento A sono stati revisionati, alcuni attacchi sono stati trovati allentati.
Per gli allineamenti 2 e 8
si provvederà al controllo in c.d’o.
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La situazione per il fabbricato B è di seguito commentata. Le ispezioni sono state incomplete
essendo gli attacchi in copertura situati al di sotto delle guaine.
Alcune parti del fabbricato non sono state ispezionate per impossibilità ad accedervi. Nel corso del
prossimo cantiere di adeguamento e rinforzo tutti gli attacchi verranno ispezionati, provvedendo ai
lavori necessari.
Occorre far notare che molte di queste fotografie sono state scattate inserendo la macchina
fotografica negli interstizi fra coppelle e travi principali, esaminandone l’esito a monitor, in quanto
taluni attacchi si trovano in posizioni pressoché inaccessibili.
Da qui la scarsa qualità delle immagini e l’incompletezza della documentazione.
le trazioni subite dagli ancoraggi si
sono manifestate secondo tipiche
modalità di danneggiamento,
mostrandosi l’ allentamento della
vite di collegamento della
cremagliera di regolazione che vincola
l’ancoretta di fissaggio Halfen.
La lucentezza della filettatura della
vite dimostra come l’allentamento sia
recente.
A lato:
attacco alto su trave principale
allentamento della vite di
collegamento della cremagliera
a lato:
parziale estrazione del tassello di collegamento alla
trave (in questo caso la trave era priva del profilo da
Ω di fissaggio annegato nel getto)
Si nota anche qui l’allentamento della vite,
la piastra di regolazione si è piegata
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5.5.
martellamenti lungo il giunto E-E’ (pannelli facciata – pilastri)
in posizione E-E’/2 è visibile l’urto subito dal
capannone alto da parte di quello basso che ha
provocato la rottura/sfondamento del pannello di
facciata nella zona corrispondente alle travi
carroponte retrostanti (ed. B)
Le linee rosse sono state tracciate a lato delle
lesioni per darve evidenza
nel dettaglio a lato si vede come la macchia
scura, visibile nella foto precedente, originata da
muffe, sia dovuta al ristagno dell’acqua nella
zona fratturata del pannello.
Sono visibili anche rotture nello spigolo a
contatto con la facciata dell’edificio A e il
generalizzato sfondamento del pannello
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5.6.
lucernari a shed
i timpani di chiusura dei lucernari a shed appaiono sistematicamente lesionati in corrispondenza
dell’appoggio sulla coppella posta dal lato vetrata. Causa la rigidezza nel proprio piano, queste
strutture in foglio, hanno incassato (contrastandolo) lo spostamento relativofra le coppelle adiacenti,
dovuto alle distorsioni del piano di copertura. Da qui la fessurazione della zona di appoggio
inferiore del timpano ove si è concentrata l’azione di contrasto.
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5.7.
danneggiamenti nelle tramezzature interne
La marcatura in rosso nelle foto, fatta a lato delle lesioni, ne evidenzia l’andamento.
Si veda la TAV. 2 di progetto
La figura qui sotto individua le posizioni degli scatti.
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RIFERIMENTI
1 2
31 42
3 4
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RIFERIMENTI
5 6
7 8
9
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RIFERIMENTI
9 bis
11
12
10
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6
interventi di adeguamento sismico e rinforzo delle strutture, generalità
si elencano di seguito, per categorie di opere, gli interventi progettati dei quali si fornirà dettagliata
descrizione nei paragrafi successivi, allo scopo sia di inquadrare esecutivamente la loro esecuzione
sia per giustificare le relative stime economiche (computo metrico estimativo).
Gli interventi di adeguamento sismico in progetto sono quelli necessari sia per riparare i danni
subiti nel corso degli eventi sismici 2012, sia quelli necessari per elevarne la resistenza al 60% di
quella che competerebbe ad una analoga nuova costruzione.
I 2 capannoni A e B, per le finalità esecutive dei lavori di rinforzo, sono da considerare come una
unica struttura, in quanto presentano problemi in gran parte comuni e lavorazioni su parti comuni
che devono essere eseguite lavorando contemporaneamente in tutti e due.
Tutti gli interventi necessitano di assistenza di ponteggi, assistenze di sicurezza, lavorazioni
complementari edili ed impiantistiche.
6.1. CAPANNONE BASSO (edificio A)
Le verifiche numeriche hanno evidenziato la carente resistenza di alcuni pilastri nelle sezioni di
incastro al piede.
Per adeguare simicamente la struttura si mettono in opera elementi di controventamento nei
campi 3-4 e 7-8 degli allineamenti A ed E, costituiti da tiranti metallici ancorati in sommità e alla
base dei pilastri con staffe metalliche realizzate ad hoc. Gli interventi sono descritti in dettaglio nei
paragrafi seguenti. V. TAV. 3 di progetto.
La riparazione dei danni comporta interventi sulle pareti divisorie interne (in muratura) lesionate.
Le verifiche sismiche del fabbricato A, considerato nello stato di progetto, sono consegnate
nell’ALLEGATO 4 . Il fabbricato è studiato isolato dal fabbricato B ( funzionamento
indipendente in quanto gli interventi prevedono anche la formazione di un adeguato giunto sismico
fra i 2 fabbricati) e in presenza dei controventi metallici. Si dà conferma della validità delle scelte
progettuali.
6.2. CAPANNONE ALTO (edificio B)
si prevede il rinforzo e la messa in scurezza dei nodi travi-pilastri e dei collegamenti travi-coppelle
di copertura per garantire il mantenimento della geometria e dei collegamenti già descritti, in molti
casi risultati danneggiati o insufficienti. Si ripropongono perciò, anche per il capannone alto, gli
interventi di rinforzo e collegamento fra nodi travi-pilastri e nodi travi-coppelle di copertura, già
eseguiti per il capannone basso, si intende adeguando le soluzioni tecniche alle diverse proporzioni
geometriche e possibilità operative.
Le strutture di rinforzo sono essenzialmente costituite da un ritegno trasversale che impedisce il
ribaltamento della trave sul pilastro, funzionante a leva, dotato in sommità di una traversa di
collegamento delle travi opposte al fine di evitare il movimento di apertura relativa e la conseguente
sconnessione del nodo (fino alla perdita di appoggio). Soluzioni equivalenti ma ridotte per i nodi di
bordo e d’angolo.
I collegamenti fra coppelle e travi si realizzano con lamiere sagomate ancorate all’ala superiore
delle travi principali ed hanno lo scopo di evitare movimenti in apertura e/o chiusura fra i telai
longitudinali (avvicinamento o allontanamento reciproco) e nel contempo perseguire l’obiettivo di
conferire una migliore rigidezza di insieme nel piano della falda (bloccando in parte le possibilità
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di scivolamento degli appoggi fra trave e coppelle), indirizzando così il comportamento del
capannone nel suo insieme verso quello di una struttura con impalcato rigido.
Si vedano le TAVOLE 4 e 5 di progetto.
Questo garantisce anche la protezione delle delicate strutture a shed i cui timpani vengono
rinforzati, agendo prevalentemente dall’esterno, con incollaggio di materiali compositi FRP che
elevano la resistenza dell’esile parete di testata.
Sono necessari alcuni interventi di riparazione di pareti divisorie interne lesionate.
Si veda la TAVOLA 8 di progetto.
Gli interventi sono descritti in dettaglio nei paragrafi seguenti.
Le verifiche numeriche sono consegnate nell’ ALLEGATO 5 ove sono documentate le verifiche
sismiche del fabbricato B nello stato di progetto, considerato isolato (dal funzionamento
indipendente in quanto gli interventi prevedono anche la formazione di un adeguato giunto sismico
fra i 2 fabbricati). Si dà conferma della validità delle scelte progettuali.
6.3. REALIZZAZIONE GIUNTO SISMICO FRA I 2 CAPANNONI
il giunto sismico, di separazione fra i 2 fabbricati, si realizza con 2 specifici interventi:
eliminando i prefabbricati di facciata presenti negli interspazi fra i pilastri dei capannoni
A e B che si corrispondono sull’allineamento E ed E’ (nelle posizioni E-E’ 2, E-E’ 5, E-E’8 ); a tal
fine i pannelli vengono tagliati al piede e sfilati per mezzo di una autogrù di notevole sbraccio e
portata
sottraendo i pannelli di facciata presenti sull’allineamento E dal martellamento dovuto
al moto non sincrono dei 2 capannoni. I prefabbricati di facciata sono soggetti a battimenti contro il
coperto basso ove siano trascinati dal capannone alto (in controfase) alla cui sommità sono
vincolati. A tal fine i pannelli vengono tagliati al di sopra del coperto del capannone basso e ne
viene eliminata la parte superiore (sollevandoli con la stessa autogrù), sottraendoli al contatto con il
capannone alto. La stabilità dei prefabbricati di facciata viene garantita collegandoli al capannone
basso, adottando una soluzione perfettamente corrispondente a quanto in essere sul lato opposto).
Il taglio e l’eliminazione parziale dei pannelli di facciata, oltre che risolvere il problema del giunto,
realizzando gli spazi necessari al corretto funzionamento deformativo delle 2 strutture, presenta
ulteriori vantaggi: per il capannone basso (ed. A) si ricentrano le masse dei tamponamenti di
facciata, eliminandone l’eccentricità e parallelamente si ottiene un positivo effetto anche per il
capannone alto (ed. B), per il quale l’eccentricità nella distribuzione delle masse, che si crea
distaccando i prefabbricati della facciata, comporta che il baricentro delle masse dei prefabbricati
si sposti verso l’allineamento M, ove maggiore è la rigidezza dovuta alla presenza del soppalco.
Gli elementi di facciata eliminati vengono sostituiti da una fascia di pannelli sandwich in lamiera
che viene inserita nella parte alta lungo tutto l’allineamento E’ da 2 a 8.
Pannelli di minore spessore, circa 8 cm, vengono inseriti nelle zone inferiori (dal coperto basso fino
a terra) in sostituzione dei pannelli che sono stati completamente eliminati. Fra i doppi pilastri
(corrispondenti) residua un giunto di circa 12 cm sufficiente a garantire il funzionamento
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indipendente dei 2 capannoni essendo l’ampiezza > di quanto richiesto dalle valutazioni numeriche
(circa 9 cm).
I lavori sull’allineamento E-E’ (lungo il giunto) comportano di risolvere alcune situazioni di
dettaglio di seguito descritte.
Si vedano le tavole di progetto TAV. 6 e 7 di progetto.
6.4. ASSISTENZE EDILI ED IMPIANTISTICHE
Tutte le operazioni descritte necessitano inoltre di complesse assistenze edili ed impiantistiche
che di seguito verranno descritte.
7
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEI LAVORI
(la presente descrizione costituisce capitolato prestazionale dei lavori)
7.1.
PRESCRIZIONI GENERALI (comuni a tutti i lavori)
7.1.1. LAVORI PRELIMINARI ED ORGANIZZATIVI:
di concerto con il Committente l’organizzazione dei vari cantieri potrà riguardare una intera
campata o più campate, che in ogni caso verranno rese completamente disponibili per i lavori
secondo il programma concordato all’atto della stipula del contratto.
È necessario il coordinamento dei lavori con responsabili FER dell’attività dell’Officina,
si redigerà di conseguenza un programma lavori esecutivo che minimizzi le interferenze lavorative,
occorre stabilire limitazioni all’uso carri ponte in aree di lavoro, definire procedure di
movimentazione nel corso dei cantieri con spostamenti preliminari al montaggio dei ponteggi,
organizzare passaggi di mezzi e operai, ecc.
si provvederà alle protezioni a terra in presenza delle “fosse” per consentire il libero transito
dei mezzi (autoscale, cestelli su autogrù, ecc.)
di concerto con il Committente si sposteranno gli impianti che interferiscono con il
montaggio e/o l’esecuzione dei lavori per poi montarli a fine lavori (si veda il comuto metrico
estimativo degli impianti)
il coordinatore della sicurezza verificherà, in particolare, la sicurezza del lavori in relazione
alla presenza degli impianti (elettrici, fuidi, ecc.) zona per zona
7.1.2. TRACCIAMENTI
I tracciamenti di cantiere sono necessar per adeguare la progettazione all’esistente in merito ad
effettive lunghezze, angoli fra le strutture da realizzare, ecc.
preliminare individuazione delle armature in sommità dei pilastri
Sono stati recuperati i disegni di progetto che forniscono un utile supporto al lavoro. Tuttavia
l’esatta posizione delle armature verticali e orizzontali, nelle zone interessate dagli interventi, dovrà
essere verificata prima di eseguire i carotaggi per evitare interferenze.
Si prevede l’utilizzo del pacometro o l’esecuzione di mirati saggi rimuovendo selettivamente il
copriferro dei pilastri e delle travi.
tracciamento delle varie forature, da eseguire con assoluta precisione in conseguenza di
quanto rilevato (si realizzeranno dime metalliche da fissare alle strutture da forare)
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7.1.3. REALIZZAZIONE COLLEGAMENTI TRAVE -PILASTRO
il progetto prevede alcune soluzioni tipo che all’occorrenza saranno adattate alla realtà delle
strutture non appena sia possibile accedere in quota e verificare puntualmente quanto in essere.
In particolare si verificherà la corrispondenza fra posizione dei pluviali indicata in progetto (come
risulta dal progetto originale) e l’effettiva posizione di questi ed anche la posizione delle armature
nelle zone di intervento. Se necessario la DdL apporterà modifiche al progetto che saranno recepite
nei disegni costruttivi di carpenteria metallica.
7.1.4. CAROTAGGI E ANCORAGGI IN ESTERNO
In progetto è prevista l’esecuzione di carotaggi per il passaggio delle barre per il collegamento degli
ancoraggi metallici dei tiranti.
La foratura dei pilastri rappresenta una operazione che non può essere affetta da errori o
approssimazioni. E’ totale onere e responsabilità dell’Impresa attrezzare il cantiere con tutto
quanto necessario per la perfetta riuscita del lavoro, senza apportare ingiustificate semplificazioni a
quanto previsto in progetto che deve essere preventivamente accettato in via tecnica e
correttamente valutato economicamente in sede di offerta. Prima dell’avvio dei lavori la DdL
verificherà con l’Impresa la fattibilità del lavoro ed eventualmente affinerà le operazioni che si
convenga di eseguire diversamente, formalizzandole. Una volta avviato il cantiere il tutto si dovrà
svolgere secondo le procedure concordate.
Ogni eventuale cambiamento che si dovesse apportare alle lavorazioni concordate sarà
preventivamente sottoposto alla DdL e formalizzato con ODS prima dell’esecuzione.
E’ richiesta la presenza continua in cantiere di un capocantiere per organizzare e controllare
l’esecuzione dei tracciamenti, per sorvegliare costantemente la corretta esecuzione dei carotaggi che
dovranno risultare centrati nelle posizioni indicate e “in asse” con il tracciamento generale, per
sorvegliare il montaggio dei tiranti secondo lo schema indicato e per il controllo di tutte le
operazioni di cantiere.
Sarà a carico dell’Impresa qualunque onere per lavori di riparazione di forature mal eseguite,
segnatamente la messa in opera di rinforzi strutturali ove si fossero indotti indebiti indebolimenti
strutturali alle strutture portanti.
Tutti i carotaggi dovranno essere conservati perfettamente integri e chiaramente identificati per il
controllo della DdL, al fine di verificare che non siano state tagliate armature.
L’esecuzione dei carotaggi avverrà con carotatrice a colonna, con movimento a cremagliera,
raffreddando l’utensile con acqua e prevedendo il recupero dell’acqua stessa. La caro attrice sarà
dotata di un sistema per il controllo della profondità del foro, fissata alla struttura con depressore. Il
posizionamento dell’utensile dovrà garantire l’assoluto rispetto dei tracciamenti e la
perpendicolarità dei fori con i piani di lavoro.
Gli ancoraggi in esterno, che interessano i prefabbricati, saranno eseguiti dapprima eseguendo i fori
dei tiranti laterali (estendendoli perciò anche al prefabbricato) e quindi ingranditi, da fuori, con
carotatrice di maggior diametro come indicato in progetto. I fori nei prefabbricati di facciata
saranno protetti con resinatura prima del montaggio dei tiranti per evitare degrado al pannello.
Gli ancoraggi esterni, una volta montati saranno protetti da elementi in lattoneria dei quali si
fornisce un disegno rimandandone al cantiere la definizione esecutiva.
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Si realizzerà un campione al quale apportare le necessarie modifiche ed affinamenti prima di
procedere alla realizzazione di tutti i pezzi.
7.1.5.
PONTEGGI INTERNI ED ESTERNI:
i nodi alti sono difficilmente raggiungibili con elevatori a pantografo perché a quota intermedia
sussiste l’ingombro delle travi dei carroponte che obbliga ad una partenza distanziata. Così anche
per la presenza del soppalco.
Si prevede pertanto l’impiego di ponteggi realizzati nell’intorno dei pilastri, e in particolare
l’utilizzo di struttura “multidirezionale” che permette, nel corso dei lavori, una facile regolazione
dei piani di lavoro in quota, secondo le diverse necessità operative. Si terrà conto di questa necessità
nella progettazione.
Sarà comunque prerogativa dell’Impresa appaltatrice decidere le migliori soluzioni realizzative dei
ponteggi, in accordo con la DdL.
Per consentire il montaggio dei vincoli travi- coppelle TT del coperto si potranno impiegare
elevatori a pantografo.
Per tutte le lavorazioni in zona magazzino, ove la presenza di soppalchi metallici, scaffalature, ecc.
non permette il transito e l’accosto di alcun mezzo, si provvederà alla realizzazione di ponteggi
fissi nell’intorno di ciascun pilastro e anche di ponteggi estesi a tutta la lunghezza delle travi. I
soppalchi delle scaffalature , se interferenti, dovranno essere puntellati da sotto per potervi
realizzare la partenza dei ponteggi a partire dal piano soppalco.
I ponteggi sull’allineamento E’ necessari per le lavorazioni sui prefabbricati di facciata potranno
essere coordinati con quelli qui descritti.
Per le lavorazioni esterne si prevede l’impiego di elevatori.
8
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE LAVORAZIONI INTRNE
8.1. messa in opera di strutture di controventamento CAPANNONE BASSO (edificio A)
Le strutture di controvento si eseguono secondo le indicazioni della TAV. 3 di progetto.
I controventi integrativi si realizzano con barre in acciaio disposte secondo lo schema a croce di
Sant’Andrea. L’ancoraggio contrasta su un tubo di grosso diametro, forato, il che permette
l’assestamento del tirante secondo le esatte giaciture in opera.
Gli attacchi dei tiranti sui nodi alti vengono ancorati ai pilastri sfruttando la presenza degli attacchi
già realizzati per l’inserimenti di tiranti alti longitudinali (allo scopo lasciati sporgere dai piatti di
rinforzo già nel corso dei lavori 2013).
Al piede gli attacchi saranno collegati ai pilastri mediante staffaggi e inghisati nella soletta di base
per evitare indesiderate azioni taglianti sui pilastri stessi.
I lavori si eseguono con l’ausilio di ponteggi predisposti lungo i campi di lavoro,
non si ritiene utile in questo caso l’impiego di elevatori perché le operazioni comportano di
intervenire contemporaneamente su entrambi i pilastri interessati di ciascun controvento e nelle
mezzerie dei campi per agire sulle catene e sui tiranti diagonali.
I ponteggi sull’allineamento E potranno essere ricompresi in quelli da realizzare per lo smontaggio
dei prefabbricati di facciata. Lungo l’allineamento E si dovrà coordinare il montaggio con la
presenza delle travi del carroponte che scorrono parallele.
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Sequenza lavori:
preparazioni dell’area di lavoro (spostamento attrezzature fisse e mobili, protezioni, ecc.
rilievi e tracciamenti di cantiere
montaggio ponteggi
esecuzione di saggi sui pilastri (pacometro, saggi diretti con selettiva rimozione copri ferro,
ecc) per verifica posizione armature
convalida disegni di progetto e/o aggiornamento (DdL)
redazione disegni costruttivi da parte Ditta carpenteria metallica
preparazioni impiantistiche con smontaggio di quanto interferente e montaggio di quanto
smontato e recuperato, con adattamenti, a fine lavori
produzione elementi in carpenteria metallica
verniciatura o zincatura
lavori in testa pilastri:
sfilamento catene di rinforzo già in opera, il lavoro comporta di agire su 2 pilastri
contemporaneamente e l’appendimento della catena orizzontale (che perderà appoggio) alle travi
superiori
smontaggio, calo a terra degli attacchi di nodo esistenti
carotaggi pilastro a completamento fori mancanti
carotaggi nei prefabbricati di facciata per incasso ancoraggi esterni
fornitura elementi in carpenteria metallica pronti a piè d’opera, verniciati o zincati
inserimento attacchi alti tiranti diagonali e contemporaneo montaggio attacchi
precedentemente smontati a completamento
ripristino catene alte smontate (infilaggio)
messa in tiro catene alte orizzontali e serraggio di tutti gli attacchi nodo alto - pilastro
lavori al piede pilastri:
carotaggi pilastro e soletta fondazione,
montaggio elementi in carpenteria metallica di collegamento tiranti
resinature a compensazione dei giochi di montaggio, inghisaggio tirafondi nella soletta e tiro
barre di ancoraggio
Completamento struttura di controvento:
montaggio tiranti diagonali, formati in 2 pezzi, tondo liscio con filettature destra e sinistra,
con canaula per ripresa continuità e messa in tiro
tensionamento dei controventi, per fasi (ordine DdL)
riprese verniciatura, e finiture varie
ripristini impiantistici e collaudi nell’ambito delle certificazioni esistenti
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
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8.2.
descrizione dettagliata delle lavorazioni: CAPANNONE ALTO (edifico B)
rinforzi nodi fra pilastri e travi di copertura e attacchi travi copertura coppelle TT
I rinforzi dei nodi fra travi e pilastri si eseguono mettendo in opera le strutture flessionali di cui alla
TAV. 4 di progetto. Gli attacchi fra travi e coppelle si realizzano con gli elementi di cui alla
TAV. 5 di progetto.
La messa in opera dei collegamenti (elementi flessionali, ritegno delle coppelle di copertura, ecc.)
viene fatta forando le strutture prefabbricate in c.a.v. e c.a.p., eseguendo fori di piccolo diametro in
posizioni ben stabilite, che non compromettono la resistenza strutturale di quanto in essere.
L’esame dei disegni di progetto ha permesso di individuare le più opportune posizioni di foratura
che andranno verificate in c.d’o.
I collegamenti sono fatti con perni passanti o tirafondi inghisati nelle strutture in c.c.a.
I pilastri di ciascuna fila sono dotati di pluviali interni, uno si e uno no, che non devono essere
intercettati dalle forature che pertanto, in presenza del pluviale, saranno eseguite a lato, previa
verifica dell’esatta posizione del pluviale
preparazioni generali
preparazioni dell’area di lavoro (spostamento attrezzature fisse e mobili, protezioni, ecc.
montaggio ponteggi
rilievi e tracciamenti di cantiere
esecuzione di saggi sui pilastri (pacometro, saggi diretti con selettiva rimozione copri ferro,
ecc) per verifica posizione armature pilastri
convalida disegni di progetto e aggiornamento (DdL)
redazione disegni costruttivi da parte Ditta carpenteria metallica
preparazioni impiantistiche con smontaggio di quanto interferente
e montaggio con adattamenti a fine lavori. Collaudi nell’ambito delle certificazioni esistenti.
produzione elementi in carpenteria metallica
verniciatura o zincatura
lavori in testa pilastri (da piattaforme dei ponteggi):
posizionamento e fissaggio dima forature
carotaggi nel pilastro
carotaggi nelle travi
carotaggi nei prefabbricati di facciata per incasso ancoraggi esterni
fornitura elementi in carpenteria metallica pronti a piè d’opera, verniciati o zincati
tiro in quota con paranchi attacchi testa pilastro (1a parte degli elementi)
fissaggio provvisorio inserendo le barre passanti di collegamento
fissaggio alla giusta quota e collegamento dei pezzi (tenuti da cunei in asse pilastro)
montaggio cravatte e bullonatura
resinatura a compensazione dei giochi (stuccatura in basso e colatura dall’alto)
montaggio perni collegamento travi e resinatura
montaggio staffa orizzontale e saldatura in opera elementi di compensazione giochi di
montaggio
tiro finale perni e collegamenti
riprese verniciatura
Si smontano i ponteggi dopo l’approvazione della DdL
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Per i nodi di bordo e d’angolo i lavori si completano con l’esecuzione dei carotaggi esterni e finiture
protettive
completamento carotaggio pilastro in esterno, attraversando il prefabbricato (anche con
punta a rotazione sottile guidata nel carotaggio pilastro da tubo centratore)
esecuzione carotaggi esterni nel prefabbricato
resinatura bordo carotaggio per impermeabilizzare il foro
montaggio elementi di contrasto al pilastro
infilaggio barre e tiro
montaggio carter protettivo in lattoneria rame 6/10 e siliconatura
per gli attacchi con dado nel foro : formazione tappo di chiusura foro e ripristino
verniciatura
8.3. montaggio attacchi travi coppelle (edifico B)
transennatura aree di lavoro e verifica possibilità di movimentazione elevatori
lavori impiantistici preparatori: distacco impianti elettrici dalle strutture interessate dai
lavori e nelle zone di rispetto
fornitura a piè d’opera elementi di collegamento
montaggio lamiere a contatto con anime contro coppelle
fissaggio all’ala superiore della trave con montaggio spessori a misura a compensazione
del gioco dovuto alla variazione di altezza dell’appoggio coppella sulla trave
(si terranno a disposizione elementi di vario spessore opportunamente forati come gli attacchi)
foratura anima coppella e inserimento spina di collegamento con relativi fissaggi
a fine lavori ripristini impiantistici e collaudi nell’ambito delle certificazioni esistenti
VEDI COMPUTO IMPIANTI ALLEGATO
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9
REALIZZAZIONE GIUNTO SISMICO FRA I 2 CAPANNONI
Allineamento E-E’ da 2 a 8
Il giunto si realizza eliminando in parte o totalmente i pannelli di facciata situati nel tratto comune
ai 2 fabbricati in corrispondenza dei pilastri doppi per realizzare il necessario giunto sismico.
Inoltre vengono tagliati i prefabbricati di facciata nel tratto superiore al capannone basso.
9.1. lavori preparatori generali
ponteggi interni sui 2 lati dei pannelli di facciata, servono per assistenze al taglio e
smontaggio pannelli, smontaggio impiantistica, montaggio attacchi e pannelli di finitura su pilastri
capannone basso (in alternativa, in alcune zone, potranno impiegarsi elevatori a pantografo o
autogrù).
Nella zona magazzino solo ponteggi essendo il magazzino impraticabile agli elevatori.
ponteggi in quota a partire dal coperto del capannone basso per esecuzione tagli, assistenze
allo smontaggio pannelli, montaggio facciata alta in lamiera sandwich, ecc
predisposizione scala di sicurezza dal piazzale (o dagli stessi ponteggi, dotati di modulo
scala, per accedere al cantiere in quota (occorre salire sul coperto basso e su quello alto)
predisposizioni di sicurezza in quota (su lucernari, affacci nel vuoto, ecc.)
spostamenti attrezzature e materiali nell’intorno pilastri e lungo il giunto, dai 2 lati
9.2. operazioni di sollevamento pannelli (AUTOGRU’ e OPERAZIONI RELATIVE)
Pannello tipo: lunghezza 12,50 m, larghezza 2,35 m, peso 9,5 t
Sollevamento con impiego autogrù con sbraccio minimo 60 m dotata di 2° braccio per
basculaggio pannelli e carico sui mezzi di trasporto, con manovratore (nolo a caldo)
personale di assistenza in quota e a terra:
1 persona in quota per aggancio pannelli, comandi di sollevamento, ecc.
1 persona su ponteggio interno per distacco attacchi (tipo Halfen) alle travi principali capannone
alto al momento della messa in tiro e sollevamento
2 persone a terra per basculamento pannelli, posizionamento su rastrelliere e/o carico su camion,
distacco agganci, ecc.
1 coordinatore dei lavori, dotato di radio per coordinamento operazioni di distacco fra interno ed
esterno e regolamentazione traffico mezzi di trasporto
camion per trasporto in discarica (2 pannelli per volta o peso equivalente per porzioni di pezzatura
inferiore)
oneri di trasporto
attrezzatura a terra per stoccaggio provvisorio eventuale pannelli rimossi
predisposizione piazzale per i 2 posizionamenti e stoccaggio del materiale, transennature, ecc.
predisposizione zone sosta camion
posizionamento blocchi di cemento nella fossa del carrello traslatore per realizzare piano di
appoggio in quota con il piazzale per gli stabilizzatori dell’autogrù
posizionamento autogrù e preparazione (montaggio zavorre, ecc.) pronta all’uso
sollevamento pannelli e scarico nel piazzale (zona predisposta)
trasporto in discarica a Poggio Rusco
scarico pannelli dal camion in discarica (a cura ricevente)
oneri di discarica
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Durante le fasi di smontaggio e montaggio delle nuova finitura in lamiera si predisporranno teli di
protezione nelle zone che rimarranno scoperte.
E’ richiesta la guardiania del cantiere nel periodo in cui i capannoni resteranno aperti per mancanza
di chiusure perimetrali a cura di una Ditta di Sorveglianza
9.3.
smontaggio pannelli (eliminazione totale o parziale) v. TAV. 6 di progetto
9.3.1. eliminazione pannelli in corrispondenza dei doppi pilastri o asportazione parte alta
1
verifiche generali della situazione in atto, esame dei vari pannelli per tutta la loro estensione
per organizzare tutte le assistenze necessarie (distacchi , smontaggi, ecc.)
2
distacco dell’impiantistica collegata ai pannelli lungo il giunto, canaline, mensole e attacchi,
impianti passanti, canaline e scatole di derivazione, ecc.
Appendimento provvisorio impianti distaccati o taglio e realizzazione by-pass eventuali
Si veda il preventivo impianti
3
lungo i pannelli del giunto rimozione attrezzature di officina, spostamento armadi e più in
generale spostamenti a terra per consentire l’esecuzione delle lavorazioni, ecc.
4
eliminazione delle sigillature fra i pannelli (dall’interno lato A o lato B) ) e dal coperto in su
per l’ultimo tratto (i pannelli devono essere liberi di scorrere al sollevamento)
5
rimozione bandinelle sommitali, rimozione guaina e sottofondi/isolanti in copertura, ecc.
per il tratto strettamente necessario
5bis rimozione guaine e risvolti su prefabbricati attacco copertura bassa
6
scopertura guaina e individuazione attacchi di sollevamento esistenti in testa pannelli (a
testa sferica (DEA), con boccole per golfari, altro …), pulizia e verifica stato di conservazione e
affidabilità (lavori eventuali per formazione nuovi attacchi)
La ditta che eseguirà i sollevamenti sarà dotata dei necessari (e corrispondenti) agganci certificati
7
individuazione ancoraggi tipo Halfen esistenti, per l’ancoraggio dei pannelli alle coppelle
(sul coperto) o alle travi (dall’interno capannone alto) e preparazioni per il successivo distacco
(pulizia, preparazione idonee attrezzature quali chiavi lunghe per utilizzo nei recessi , ecc. )
8
collegamento pannelli (che restano in essere) al capannone basso, mediante vincoli a doppio
effetto ancorati al pannello e all’estradosso delle travi di bordo del capannone basso
9
preparazioni al taglio, taglio orizzontale per distacco parti da eliminare
I tagli riguardano i pannelli da sfilare totalmente (taglio al piede)
e i tagli al di sopra del coperto basso per i pannelli che restano in opera nella parte inferiore per i
quali si asporta solamente la parte alta.
10
seguono lavori di finitura al piede, con eliminazione tratto inserito a pavimento e finitura
9.3.2. esecuzione dei tagli nei pannelli di facciata
Il taglio al piede dei pannelli inseriti fra i pilastri dei 2 capannoni viene eseguito con filo
diamantato, a partire da forature passanti per l’inserimento del “catena”.
Si inserirà una lamiera a protezione del pilastro lato taglio. L’utilizzo del filo diamantato prevede il
posizionamento di rulli/rinvii del tiro da fissare a terra oppure sui pannelli adiacenti.
La Ditta esecutrice sottoporrà alla approvazione della DdL le proposte operative di dettaglio.
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Il taglio dei pannelli, da eseguire nella loro larghezza, ne provoca il calo e un indesiderato
assestamento; per ovviare vengono eseguiti preliminarmente carotaggi di bordo entro i quali si
inseriscono cunei conici che vengono forzati e messi in grado di portare il peso del pannello
evitandone l’assestamento.
I tagli alti potranno essere eseguiti con un certo anticipo (se pure lasciati incompleti a garanzia della
stabilità dei pezzi) rispetto alle operazioni di sollevamento; all’atto del sollevamento, con pannello
in tiro (in sicurezza) si completeranno i tagli realizzando il distacco totale.
Segue lo sgancio dei collegamenti pannello-struttura (halfen) dall’interno e si procede al
sollevamento coordinando tutte le operazioni (Direttore del sollevamento)
Per i tagli al piede il pannello risulta guidato dai pilastri opposti e saranno eventualmente sufficienti
cunei lignei per limitarne le oscillazioni.
Il taglio dei pannelli a quota coperto alto avviene anch’esso utilizzando i cunei di forzatura che,
al montaggio, saranno dotati di piastre per contenere eventuali movimenti (oscillazioni) fuori del
piano che potrebbero verificarsi nelle fasi di sollevamento. Si noti che la parte alta da eliminare
pesa circa 2 tonnellate, l’esecuzione del taglio deve essere coordinata con le operazioni di
sollevamento.
Sono previsti tagli verticali di alcuni pannelli e la parziale asportazione, tagli da eseguire con
flessibile.
Finitura dei bordi dei pannelli tagliati (in orizzontale sopra al coperto alto e quelli tagliati in
verticale per eliminarne una sola porzione) che risultano privati dei cordoli di bordo che
collegavano le 2 sottili “croste” superficiali. Si provvede pertanto alla come segue:
eliminazione polistirolo di alleggerimento lungo il taglio (15 cm)
formazione di elemento in lamiera inox 4 mm, presso piegato, sagomato per dare ancoraggio e
contrasto alle 2 croste in cls, da incassare nel bordo, dotato di asole per la saldatura in opera alle
armature affioranti dal taglio, da pulire e liberare per breve tratto , dotato di fori per il
completamento della schiumatura interna.
Da fissare con perni passanti resinati eseguendo fori nelle predisposizioni.
Lungo i tagli orizzontali eseguiti sulla parte alta, i pannelli verranno collegati in continuità
sovrapponendovi un profilo ad U in lamiera presso piegata, zincata, sp. 6 mm, da fissare con perni
passanti e allettare con malta in sommità del pannello.
V. particolari costruttivi TAV. ….. di progetto
9.4. Ricostruzione facciata alta capannone B
v. TAV. 6 e 7 di progetto
la facciata alta viene ricostruita con pannelli sandwich in lamiera coibentata, fissati alle travi
portanti del capannone alto previo montaggio di idonee strutture di aggancio costituite da profilati
correnti in lamiera presso piegata, zincata, sp. 4 mm, ai quali avvitare i pannelli sandwich in
lamiera
prevedere realizzazione di un campione da sottoporre alla verifica della DdL
profilo superiore di ancoraggio in angolare 8x8 sp, 4 mm, opportunamente forato, zincato, da
fissare alle coppelle di copertura eventualmente sfruttando gli inserti dei pannelli prefabbricati
oppure con fissaggio meccanico di nuova esecuzione saldando orecchie forate per inserimento di 2
tasselli per ogni tegolo.
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Profilo inferiore costituito da elemento corrente ad OMEGA tassellato alla trave in posizioni
indicate dalla DdL, in lamiera sp. 4 mm, zincato.
Pannelli sandwich sp 20 cm, tipo ICE della ditta SILEX, in lamiera pre-verniciata colore adeguato
all’esistente, da scegliere fra quelli disponibili nel catalogo del fornitore, larghezza 1 metro, con
battentatura ad incastro per fissaggio a scomparsa. E’prevista l’esecuzione di un elemento centrale
di raccordo tagliando un pannello e recuperandone i bordi.
Al piede delle lamiere verrà fissato un gocciolatoio, come da progetto, con ampio sormonto dei
pannelli inferiori.
Ricostruzione con integrazioni o sostituzioni delle guaine del coperto alto, sormontando i pannelli,
con ripristino scarichi. Protezione in sommità con bandinella esistente recuperata o di nuova
fornitura.
Nelle zone ove mancano i prefabbricati di facciata (eliminati a tutta altezza) si provvederà alla
messa in opera di un pannello sandwich sp. 8 cm, eseguendo con tagli alcuni elementi di larghezza
a rilevo.
Pannelli da montare a filo esterno facciata, con incasso di 8 cm (valore massimo) nello spessore dei
pannelli in c.a.
9.5.
Coprigiunti esterni ed interni
V. TAV. 7 di progetto.
Le zone di movimento reciproco vngono protette in esterno e in interno con elementi coprigiunto
così composti:
incollaggio di guaina, lasciata abbondante, con possibilità di movimento, dentro il giunto
fissaggio di bandinella in lamiera con elementi scorrevoli (fissata da un solo lato e pressata contro la
parte opposta del giunto)
Anche per pilastri interni.
9.6. opere di completamento e lavori accessori, descrizione dettagliata delle lavorazioni
Lungo gli allineamenti E ed E’ sono necessari ulteriori lavori per completare l’esecuzione del
giunto, si tratta di interventi puntuali atti a garantire sia l’esecuzione del lavoro sia il corretto
funzionamento del giunto nelle zone di bordo.
Si veda la TAV. 2 di progetto che individua gli interventi.
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9.6.1 pannello di facciata su pilastri E-E’ allineamento 8
il pannello attraversa la zona di giunto e pertanto deve essere tagliato per realizzare il giunto
necessario ai movimenti della facciata trasversale (capannone A)
I tagli sui pannelli e la finitura vengono eseguiti secondo le specifiche già illustrate.
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9.6.2. interventi nella SALA COMPRESSORI
per rendere possibile lo sfilamento (e il preventivo taglio) del pannello fra i pilastri E-E’ ,
allineamento 2, occorre demolire il muro che delimita la sala compressori, realizzato in aderenza al
pannello.
Il muro verrà ricostruito a fine lavori senza modifiche rispetto a quanto attualmente in opera.
La fodera muraria fu realizzata (a contatto del pannello) per completare la SALA COMPRESSORI
appoggiandovi anche il solaio di copertura (posto ad altezza intermedia).
Per evidenti ragioni il solaio deve essere puntellato di forza durante queste operazioni, si prevedono
puntelli da 2 t/m.
Segue demolizione del muro
una volta sfilato il pannello di facciata, il muro potrà essere ricostruito ridando appoggio alle
strutture del solaio intermedio.
Sono necessarie alcune assistenze edili ed impiantistiche.
Vista dall’interno pilastro E-2
Sul fondo il muro affiancato al
pannello di facciata retrostante da
demolire e ricostruire
Si deducono le interferenze
impiantistiche
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9.6.3. SMONTAGGIO PENSILINA ESTERNA
lo smontaggio della pensilina esterna, posizionata nell’angolo N-W all’attacco fra il fabbricato A e
il fabbricato B, si rende necessario sia per liberare le strutture da rimuovere sia anche per dar
spazio ai ponteggi ed ai mezzi d’opera. Si tratta di un modesto lavoro che comporta:
lo smontaggio della lamiera ,
il distacco dei tasselli a parete
lo smontaggio della struttura metallica
il tutto sarà accatastato in area di cantiere e montato a fine lavori, con eventuali integrazioni del
materiale non recuperabile
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9.6.4. TAGLIO PANNELLO FACCIATA OVEST
il pannello esterno, ancorato al capannone B, deve essere tagliato in parte per realizzare la parte
terminale del giunto fra la facciata del capannone A e B.
Si procede analogamente a quanto visto per il pannello di facciata lato Sud-Ovest, taglio,
demolizione dell’eccedenza, rinforzo del bordo e ripristino, montaggio elementi coprigiunto.
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10
lavori ulteriori
10.1. verifica e rinforzo shed (per i capannoni alto e basso)
agendo dall’esterno, verifica in opera dei timpani di testata dei lucernari a shed e rinforzo mediante
incollaggi di rinforzi in fibre, orientati secondo le direzioni di massimo sforzo
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10.2. verifica di tutti gli ancoraggi dei pannelli di facciata
la precaria situazione di molti attacchi alti dei prefabbricati di facciata è stata illustrata nel § 5.4.
Si prevede la seguente scaletta di lavori:
rimozione selettiva delle bandinelle e delle guaine in copertura, sollevamento strati isolanti
individuazione attacchi tipo Halfen in copertura (ove assenti all’interno all’estradosso delle travi
principali)
verifica ancoraggi
lavori di rinforzo eventuali
in alternativa:
nei casi di dubbia efficienza oppure ove non ispezionabili (perchè nascosti dal montaggio
successivo delle coppelle di copertura) montaggio di ritegni integrativi da fissare all’estradosso
delle travi principali
V. particolari costruttivi TAV. 7 di progetto
10.3.
RISARCITURA LESIONI TRAMEZZATURE PIANO TERRA,
DISTACCHI STRUTTURALI DALLA STRUTTURA PORTANTE
Nella TAV. 2 di progetto sono individuate le zone lesionate (con riferimenti fotogtrafici a quanto
mostrato nel § 5.7. ) e le strutture da riparare e rinforzare
in via presuntiva, non essendo ispezionabili completamente i muri e per non creare disagio alle
attività in essere, si prevede l’esecuzione di lavorazioni a cuci e scuci e l’iniezione di malte
cementizie fluide.
I lavori effettivi verranno decisi in corso d’opera e compensati con i prezzi regionali.
11
OPERE IMPIANTISTICHE
Si veda il computo metrico estimativo IMPIANTI
Il progettista
(Albo Ingegneri della Provincia di Parma , n° 895)
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ALLEGAT0 1
Disegni di montaggio elementi prefabbricati del progetto originale
TAV. PS 1190/250
pianta pilastri, travi carri ponte, impalcato a Q. 5m
TAV. PS 1190/252
pianta copertura
TAV. PS 1190/249
sezioni longitudinali e trasversali (di insieme)
TAV. PS 1190/248
TAV. PS 1190/251
prefabbricati di facciata (pannelli)
su allineamenti A-M/8 e A-E/2 e E’-M/1
prefabbricati di facciata (pannelli)
su allineamenti A/2-8, E’/1-8, M/1-8
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ALLEGATO 2
Verifica sismica edificio A nello stato attuale (post sisma)
e valutazione resistenza sismica residua
studio dell’urto fra i fabbricati A e B
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indice
1 Descrizione dell’opera
2 Normative di riferimento e metodo di analisi
3 Materiali
3.1. Fattore di confidenza
4 Carichi statici
4.1. Elementi prefabbricati
4.2. Pannelli di chiusura
4.3. Carroponte
5 Carichi sismici
5.1. Fattore di struttura
5.2. Combinazione delle azioni
6 Descrizione del modello
6.1. Casi di carico e combinazioni di carico
7 Analisi Modale
8 Verifiche agli spostamenti – SLD
9 Verifiche degli effetti del secondo ordine – SLV
10 Verifiche a presso – flessione dei pilastri
10.1. Verifiche pilastri con sezione 50x50
10.2 Verifiche pilastri con sezione 50x7
10.3 verifica al ribaltamento trave longitudinale
(verifica flessionale delle forcelle)
11 interazione fra l’edificio A e l’edificio B
12 riepilogo livelli di resistenza sismica residua attuale
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1 Descrizione dell’opera
L’edificio in esame è ad uso officina/deposito. Il capannone è una struttura prefabbricata
monopiano a telai paralleli, realizzata mediante connessioni a secco.
La struttura è costituita da cinque campate in direzione longitudinale e da sei campate in
direzione trasversale. In direzione longitudinale le campate presentano luci variabili
rispettivamente pari a 7.9m, 14m, 7.10m, 13.8m. In direzione trasversale le campate
laterali hanno luce 9.75m mentre quelle centrali presentano una luce di 10m.
I pilastri hanno sezione 50x50cm tranne in corrispondenza della campata del carroponte
(allineamento D – E), dove sono presenti pilastri con sezione variabile: alla base, fino alla
quota di posa del carroponte, la sezione è pari a 70x50cm, mentre in sommità la sezione
ha dimensioni 50x50cm, eccentrica rispetto all’asse inferiore: in corrispondenza della
rastremazione poggia la trave in C.A. che porta il carroponte, di massa 5ton.
Tutti i pilastri sono caratterizzati da una testa a forcella con sezione a U, in corrispondenza
dei pilastri perimetrali, o ad H, per i pilastri centrali.
Le travi sono delle I di altezza pari a 90cm sulle quali poggiano dei tegoli TT caratterizzati
da una larghezza di circa 166cm.
La copertura del capannone è realizzata mediante elementi lucernari a shed che gravano
su tegoli binervati di altezza 40 cm che presentano luci variali: la massima è di 14m.
Le fondazioni del capannone di tipo diretto sono costituite principalmente da plinti posti
alla base dei pilastri. I plinti a bicchiere sono interamente prefabbricati; negli elaborati di
progetto il piano di posa dei pilastri nel bicchiere e la sommità del bicchiere sono pari
rispettivamente a -1,5 m e -0,5 m rispetto all’estradosso della pavimentazione industriale.
La struttura presenta tamponamenti esterni realizzati con pannelli verticali di spessore 20
cm. I pannelli sono appoggiati in fondazione e connessi all’estradosso dei tegoli di
copertura mediante unioni metalliche con profili a C zancati negli elementi in CAP e viti
con testa a martelletto.
2 Normative di riferimento e metodo di analisi
La verifica sismica della struttura prefabbricata è condotta secondo quanto previsto per gli
edifici industriali dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74, convertito nella legge n.122 dell’1 agosto
2012, “Interventi immediati per il superamento dell’emergenza” facendo riferimento a
quanto disposto dalle seguenti normative nazionali:
• Nuove norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n.29 del 4 febbraio 2008, Supplemento Ordinario n. 30) in seguito
richiamate come NTC.
• Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al
D.M. 14 gennaio 2008 (Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009) in seguito richiamata
Circolare.
Per quanto non in contrasto con le precedenti normative si adotta quanto suggerito dalle
seguenti norme volontarie:
“Eurocodice 2: Progettazione delle strutture di calcestruzzo. Parte 1-1: Regole generali e
regole per gli edifici” (UNI ENV 1992-1-1).
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3 Materiali
L’edificio in esame tratta un esistente progettato negli anni ’90. La caratterizzazione dei
materiali è valutata sia in fase diagnostica che del progetto esecutivo. Sulla struttura sono
state effettuate un numero di prove considerato significativo dalle quali sono state desunte
le classi di resistenza dei calcestruzzi e la resistenza delle barre di armatura.
I valori di resistenza dei materiali da utilizzare nelle formule di capacità degli elementi
duttili e fragili sono determinati in base all’assunzione di un livello di conoscenza LC3 con
corrispondente fattore di confidenza (FC) pari a 1.0 (rif. C.8.7.4).
La verifica degli elementi strutturali, che costituiscono il telaio del capannone in esame,
viene eseguita attraverso l’impiego del calcestruzzo con Rck 40MPa per i pilastri e Rck
50MPa per travi e Tegoli TT. L’acciaio è di tipo FeB44k per le armature lente. Le
caratteristiche e i valori di verifica dei materiali sono riassunte nelle seguenti tabelle.
Pilastro
Rck
Rif. NTC
=
40
Mpa
Mpa
fck
=
33.2
fctm
=
3.10
fcd
=
18.8
Mpa
fcm
=
41.2
Mpa
fcmd
=
27.5
Mpa
Ecm
=
33642.78
Mpa
Ecm
=
3.36E+07
kN/m2
Rck
=
50
Mpa
fck
=
41.5
Mpa
fctm
=
3.60
11.2.10.1
11.2.10.2
11.2.10.3
Travi
11.2.10.1
11.2.10.2
fcd'
=
23.5
Mpa
fcm
=
49.5
Mpa
fcmd
=
33.0
Mpa
Ecm
=
35547.11
Mpa
Ecm
=
3.55E+07
kN/m2
=
25
Mpa
Mpa
11.2.10.3
Fondazioni
Rck
fck
=
20.75
fctm
=
2.27
fcd'
=
11.8
Mpa
fcm
=
28.75
Mpa
fcmd
=
19.2
Mpa
Ecm
=
30200.49
Mpa
Ecm
=
3.02E+07
kN/m2
11.2.10.1
11.2.10.2
11.2.10.3
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Acciaio
FeB44k
fym
=
440
MPa
verifica a presso-flessione
fym
=
383
MPa
verifica a taglio
3.1. Fattore di confidenza
Il paragrafo §8.7.2 delle NTC definisce che per il calcolo delle capacità degli elementi
strutturali devono essere considerate le proprietà dei materiali esistenti (sulla base di
documentazioni disponibili, verifiche in situ e indagini sperimentali) divise per i fattori di
confidenza in relazione al livello di conoscenza raggiunto.
Si prevede di raggiungere un livello di conoscenza LC3 e per questo motivo nelle verifiche
si utilizza un fattore di confidenza pari a FC=1,00.
4 Carichi statici
Essendo la struttura industriale esistente, i carichi da peso proprio e i sovraccarichi
necessari per la verifica sismica sono stati calcolati adottando i valori indicati nel progetto
originale delle strutture.
4.1. Elementi prefabbricati
I carichi statici che determinano la massa della struttura sono :
Elemento
proprio trave H90
trave carroponte
tegoli TT
shed (Luce=10m)
shed (Luce=5m)
=
=
=
=
=
440
710
211
3800
2260
kg/m
kg/m
kg/m2
kg
kg
=
=
=
=
=
4.31
6.96
2.07
37.27
22.16
kN/m
kN/m
kN/m2
kN
kN
4.2. Pannelli di chiusura
Pannelli verticali, così suddivisi in base alla tipologia indicata dagli esecutivi di progetto. Si
sottolinea che tali elementi sono stati considerati come massa ma non come carico. La
massa considerata nel modello viene concentrata ai nodi aventi quota pari alla posizione
del tegolo dove, di fatto, viene ancorato il pannello. Nella tabella seguente si individuano il
numero e il peso dei pannelli che rivestono la struttura perimetrale.
Tipo
Peso
pannello
[kg]
AL
A-E/8 BASSO
n°pannelli
A-E/2 BASSO
2-8/A BASSO
peso [kg]
n°pannelli
peso [kg]
n°pannelli
peso [kg]
6240
0
1
6240
1
6240
AM
6416
0
0
25
160400
AN
6240
0
1
6240
AO
4377
AP
4377
1
4377
AQ
2400
12
28800
6
14400
2
12832
1
6240
0
AR
6416
5
32080
AS
4329
1
4329
AT
4377
0
1
4377
0
0
1
4377
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AU
4549
0
1
4549
AV
6415
0
1
6415
AZ
6416
0
1
6416
BA
3032
0
4
12128
BB
6416
0
1
6416
BC
6416
0
1
6416
75826
20
84566
∑
20
27
172880
4.3. Carroponte
Il peso proprio dei carroponti è stato valutato trascurando la loro portata.
Carroponte
Peso
Tra allineamenti D e E
50 kN
5 Carichi sismici
Per la determinazione degli spettri di risposta sismica, si fa riferimento al paragrafo §3.2.3.
“Valutazione dell’azione sismica” nelle Nuove Norme Tecniche. La ricerca dei parametri
sismici è stata condotta per coordinate del sito di riferimento. I parametri ag, Fo, Tc* sono
calcolati come media pesata dei valori assunti da tali parametri nei quattro vertici della
maglia elementare del reticolo di riferimento contenente il punto in esame (NTC Allegato
A).
La verifica sismica della struttura esistente è stata condotta ai sensi delle nuove Norme
tecniche per le Costruzioni (NTC) attraverso un’analisi dinamica modale (§7.3.3.1) con
spettro di risposta ridotto mediante il fattore di struttura q.
Per la definizione dell’azione sismica è stata assunta una vita nominale dell’edificio pari a
VN = 50 anni e una classe d’uso II a cui corrisponde un coefficiente d’uso CU = 1.0. Dai
dati sopra citati, si ottiene un periodo di riferimento per l’azione sismica (NTC §2.4.3), VR
= 50 anni, che corrisponde ad un periodo di ritorno allo SLV, TR = 475 anni (probabilità di
superamento del 10% in 50 anni).
I risultati delle indagini geotecniche (riportati più dettagliatamente nella relazione
geotecnica allegata redatta dal dott. Beniamino Costantini) hanno permesso di individuare,
ai sensi delle NTC (§3.2.2), un terreno di fondazione di tipo C (“Depositi di terreni a grana
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grossa mediamente addensati o terreni a grana fina mediamente consistenti” con valori di
Vs,30 compresi tra 180 m/s e 360 m/s).
Data la conformazione topografica pianeggiante del sito di ubicazione della struttura si può
considerare una categoria topografica T1 (“Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati
con inclinazione media i < 15°”) per la quale si ot tiene un coefficiente topografico ST =1.0.
Figura 1 Spettro orizzontale q=1 – SLD
Figura 2 Spettro verticale q=1 – SLD
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Figura 3 Spettro orizzontale q=1.5 – SLV
Figura 4 Spettro verticale q=1.0 – SLV
La risposta è calcolata separatamente per ciascuna delle tre componenti Ex, Ey e Ez. Gli
effetti della struttura (sollecitazioni, deformazioni, spostamenti ecc.) sono combinati
successivamente, applicando le espressioni:
1.0 Ex + 0.3 Ey + 0.3 Ez
0.3 Ex + 1.0 Ey + 0.3 Ez
0.3 Ex + 0.3 Ey + 1.0 Ez
La valutazione mediante analisi numerica sarà condotta utilizzando il programma di
calcolo Midas GEN (versione 2.1).
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5.1. Fattore di struttura
Per la verifica sismica di edifici esistenti mediante lo spettro di progetto, le NTC prevedono
l’utilizzo di due distinti fattori di struttura come definito nella Circolare al §C.8.7.2.4: uno
per la verifica degli elementi duttili ed uno per la verifica degli elementi fragili. Data la
scarsa duttilità e le scarse capacità dissipative degli edifici industriali con struttura
prefabbricata in C.A., si è assunto un unico fattore di struttura pari a q = 1.5 per tutte le
verifiche, che soddisfa la condizione data dalla circolare esplicativa delle NTC (§C.8.7.2.4)
secondo la quale per gli edifici esistenti il fattore di struttura deve essere compreso tra 1.5
≤ q ≤ 3.0.
5.2. Combinazione delle azioni
Le sollecitazioni indotte dall’azione sismica sulla struttura industriale sono state valutate
considerando la combinazione delle azioni prevista dalle NTC al §3.2.4.
Dove:
•
G1 è il peso proprio di tutti gli elementi strutturali.
•
G2 è il peso proprio degli elementi non strutturali.
•
Qkj è il valore caratteristico delle azioni variabili.
Gli effetti dell’azione sismica sono stati valutati considerando le masse associate ai
seguenti carichi gravitazionali:
I valori dei coefficienti di combinazione sono stati desunti dalla tabella seguente.
Dati i valori dei coefficienti ψ2j previsti per le azioni da neve e vento, tali azioni possono
essere trascurate ai fini della verifica sismica della struttura.
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6 Descrizione del modello
La valutazione dello stato di sollecitazione della struttura è stata condotta mediante analisi
agli elementi finiti operando nell’ipotesi di un comportamento elastico-lineare dei materiali.
Sono state eseguite delle analisi dinamiche modali con spettro di risposta in campo lineare
al fine di valutare la risposta sismica della struttura esistente.
Il comportamento della struttura è stato valutato mediante un modello tridimensionale agli
elementi finiti sviluppato mediante il codice di calcolo Midas Gen v. 2.1.
A corredo del codice di calcolo sono disponibili manuali d’uso sia in forma cartacea che su
supporto informatico, in cui è indicata la teoria di base di tutte le procedure implementate
dal codice. E’ presente anche un elenco esauriente di esempi per la verifica dell’affidabilità
del programma, come disposto al capitolo 10.2 delle NTC.Le verifiche dei singoli elementi
strutturali sono state quindi condotte secondo la teoria degli Stati Limite, secondo quanto
previsto dagli attuali riferimenti normativi nazionali (NTC).
Il modello definisce gli elementi strutturali (travi, pilastri e tegoli) attraverso elementi
“frame” definiti con due nodi nello spazio tridimensionale. La loro formulazione è basata
sulla teoria di Timoshenko, tenendo in considerazione la rigidezza effettiva della
trazione/compressione, taglio, momento e deformazioni torsionali.
I pilastri della struttura sono stati modellati mediante elementi “frame” deformabili a
flessione e taglio. La rigidezza flessionale e a taglio degli elementi è stata ridotta del 50%
per tenere conto della fessurazione e per rappresentare la reale rigidezza della struttura al
punto di snervamento secondo quanto previsto nelle NTC al §7.2.6.
L’appoggio delle travi del carroponte sulle mensole tozze dei pilastri, viene simulata
attraverso elementi rigidi, denominati dal programma “Beam end Offset”. Questi
consentono di specificare una distanza di offset dal nodo selezionato nelle direzioni degli
assi globali X o Y (dove viene definito il piano dell’edificio).
La connessione pilastro-trave e tegolo-trave è poi analizzata aggiungendo degli “Beam
End Release” che consentono di simulare la cerniera e quindi le rotazioni ai nodi. In
particolare per la connessione pilastro-trave si adottano delle cerniere sferiche, mentre per
le connessioni tegolo-trave si utilizzano cerniere cilindrica, evitando di svincolare la
rotazione lungo la direzione di massima rigidezza della sezione del tegolo.
Sono stati inseriti degli elementi “rigid link” per simulare la rigidezza della trave trasversale
I di altezza 90cm. In particolare si assume come nodo master quelli posizionati lungo
l’asse della trave, mentre i nodi slave sono i nodi di collegamento alla sommità del pilastro
e all’asse del tegolo.
I carichi sono stati applicati direttamente ai nodi dei pilastri e convertite direttamente dal
programma in masse.
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Figura 5 Rappresentazione del modello 3D con MIDAS GEN (v.2.1).
Figura 6 Particolare del modello 3D con MIDAS GEN (v.2.1).
6.1. Casi di carico e combinazioni di carico
I casi di carico statici considerati nelle simulazioni numeriche sono riassunti di seguito:
Caso di carico
Copertura
Travi cop
Travi carr
Pannelli
Pilastri
Carroponte
Descrizione
peso proprio degli elementi di copertura, rappresentato come carichi concentrati in sommità
dei pilastri ad una quota pari alla quota baricentrica dei tegoli di copertura.
Peso proprio delle travi di copertura, rappresentato come carichi concentrati in sommità dei
pilastri ad una quota pari alla quota baricentrica delle travi longitudinali.
Peso proprio delle travi reggi-carroponte, rappresentato come carichi concentrati in
corrispondenza dell’intersezione fra le travi e i pilastri.
Peso proprio dei pannelli di facciata. Si è assunto che il 67% del carico dei pannelli fosse
trasmesso dalle connessioni in sommità dai pannelli e i carichi sono stati rappresentati
mediante carichi concentrati in corrispondenza della sommità dei pilastri.
Peso proprio dei pilastri, rappresentato sotto forma di carico distribuito per unità di
lunghezza applicato agli elementi dei pilastri.
Peso proprio dei sistemi di carroponte applicato sotto forma di carichi concentrati nei punti di
intersezione con i pilastri.
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A tali casi di carico si aggiungono i casi di analisi con spettro di risposta riassunti di
seguito:
Caso di carico
Descrizione
SLV-X
Azione sismica allo SLV (q = 1.5) in direzione X.
SLV-Y
Azione sismica allo SLV (q = 1.5) in direzione Y.
SLV-Z
Azione sismica allo SLV (q = 1.5) in direzione Z.
SLD-X
Azione sismica allo SLD in direzione X.
SLD-Y
Azione sismica allo SLD in direzione Y.
SLD-Z
Azione sismica allo SLD in direzione Z.
I casi di carico sopra descritti sono stati combinati secondo le seguenti combinazioni:
Combinazione di carico
Verticali
Sisma X
Sisma Y
Sisma Z
Sisma SLD X
Sisma SLD Y
Sisma SLD Z
Caso di carico
Copertura
Travi cop
Travi carr
Pannelli
Pilastri
Carroponte
Verticali
SLV-X
SLV-Y
SLV-Z
Verticali
SLV-X
SLV-Y
SLV-Z
Verticali
SLV-X
SLV-Y
SLV-Z
Verticali
SLD-X
SLD-Y
SLD-Z
Verticali
SLD-X
SLD-Y
SLD-Z
Verticali
SLD-X
SLD-Y
SLD-Z
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Fattore
1.0
1.0
1.0
1.0
1.0
1.0
1.0
1.0
0.3
0.3
1.0
0.3
1.0
0.3
1.0
0.3
0.3
1.0
1.0
1.0
0.3
0.3
1.0
0.3
1.0
0.3
1.0
0.3
0.3
1.0
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7 Analisi Modale
Le NTC al §7.3.3.1 dispongono che tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%
siano considerati nell’analisi modale della struttura e che la massa partecipante
complessiva ottenuta dall’analisi risulti superiore all’85%.
L’analisi è stata condotta considerando i primi 3 modi al fine di soddisfare tali richieste. Si
riportano di seguito i risultati dell’analisi modale.
Si riportano qui di seguito i risultati dell’analisi modale dell’edificio a telai paralleli. In
particolare, si riportano i risultati delle percentuali di massa partecipante nelle direzioni
principali in cui è definito il piano dell’edificio e la rotazione torsionale della struttura attorno
all’asse fuori piano (direzione Z).
Mode No
Frequency
Frequency
Period
(rad/sec)
(cycle/sec)
(sec)
4.5826
0.7294
1.3711
1
Mode
TRAN-X
SUM
(%)
TRANY
MASS
(%)
SUM
(%)
TRANZ
MASS
(%)
ROTNZ
MASS
(%)
No
MASS
(%)
0.00
0.00
81.36
81.36
0.00
SU
M
(%)
0.00
SUM
(%)
1
13.59
13.59
2
21.86
21.86
10.74
92.10
0.00
0.00
63.02
76.61
3
74.26
96.12
3.05
95.14
0.00
0.00
18.28
94.89
4
0.01
96.13
1.31
5
0.02
96.15
0.00
96.45
0.00
0.00
1.34
96.23
96.45
0.00
0.00
0.02
96.25
6
0.00
96.16
0.01
96.46
0.00
0.00
0.02
96.27
7
0.00
96.16
0.00
96.46
0.00
0.00
0.01
96.28
8
9
0.00
96.16
0.08
96.54
0.00
0.00
0.17
96.45
0.00
96.16
0.00
96.54
0.00
0.00
0.00
96.45
10
0.00
96.16
0.00
96.54
0.00
0.00
0.00
96.45
Si individua una evidente massa partecipante torsionale dovuta principalmente alle masse
dei pannelli che coprono solo 3 lati dell’edificio.
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Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
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Figura 7 1° modo: T1=1.37sec , M%x = 0.00%, M%y = 81.36%, M%rot.z = 13.59%
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 63
Figura 8 2° modo: T2=1.10sec, M%x = 21.86%, M%y = 10.74%, M%rot.z = 63.02%
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 64
Figura 9 3° modo: T3=1.09sec, M%x = 74.26%, M%y = 3.05%, M%rot.z = 18.28%
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
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8 Verifiche agli spostamenti – SLD
Secondo il paragrafo 7.3.7.2 delle NTC “Per le costruzioni ricadenti in classe d’uso I e II si
deve verificare che l’azione sismica di progetto non produca agli elementi costruttivi senza
funzione strutturale danni tali da rendere la costruzione temporaneamente inagibile”.
Si determinano gli spostamenti relativi di interpiano per l’azione sismica di progetto relativa
allo SLD e si verifica che siano inferiori a 0.01h (equazione 7.3.17 NTC).
La condizione è sempre verificata per tutti i pilastri del monopiano A.
Tabella 1 Valutazione dei limiti di spostamento della struttura per l’azione del sisma in direzione X.
AllineaTipo
Node
Load
H (m) ∆DX /
∆Dy /
drmin
drmax
mento
H
H
(%)
(%)
A8
D
36
combo SLD+_X
7.40
0.0026 0.0011 0.0370 0.0740 < 0.01h
B8
N
37
combo SLD+_X
7.40
0.0026
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
C8
G
38
combo SLD+_X
7.40
0.0026
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D8
T
39
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E8
AC
40
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
A7
F
41
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0011
0.0370
0.0740
< 0.01h
B7
M
42
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
C7
H
43
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D7
S
44
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E7
P
45
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
A6
E
46
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0011
0.0370
0.0740
< 0.01h
B6
L
47
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
C6
I
48
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D6
R
49
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E6
AA
50
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
A5
B
51
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0011
0.0370
0.0740
< 0.01h
B5
H
52
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
C5
H
53
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D5
P
54
combo SLD+_X
7.40
0.0023
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E5
S
55
combo SLD+_X
7.40
0.0023
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
A4
C
56
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0011
0.0370
0.0740
< 0.01h
B4
I
57
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
C4
L
58
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D4
Q
59
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E4
Z
60
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
A3
B
61
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0011
0.0370
0.0740
< 0.01h
B3
H
62
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
C3
M
63
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D3
P
64
combo SLD+_X
7.40
0.0024
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E3
S
65
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
A2
A
66
combo SLD+_X
7.40
0.0026
0.0011
0.0370
0.0740
< 0.01h
B2
G
67
combo SLD+_X
7.40
0.0026
0.0009
0.0370
0.0740
< 0.01h
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 66
C2
N
68
combo SLD+_X
7.40
0.0026
0.0008
0.0370
0.0740
< 0.01h
D2
O
69
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0007
0.0370
0.0740
< 0.01h
E2
U
70
combo SLD+_X
7.40
0.0025
0.0006
0.0370
0.0740
< 0.01h
Tabella 2 Valutazione dei limiti di spostamento della struttura per l’azione del sisma in direzione Y.
drmax
AllineaTipo
Node
Load
H (m) ∆DX /
∆Dy /
drmin
mento
(%)
(%)
H
H
A8
D
36
combo SLD+_Y
7.40
0.0018 0.0034 0.0370 0.0740 < 0.01h
B8
N
37
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C8
G
38
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D8
T
39
combo SLD+_Y
7.40
0.0017
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E8
AC
40
combo SLD+_Y
7.40
0.0017
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
A7
F
41
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0034
0.0370
0.0740
< 0.01h
B7
M
42
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C7
H
43
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D7
S
44
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E7
P
45
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
A6
E
46
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0034
0.0370
0.0740
< 0.01h
B6
L
47
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C6
I
48
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D6
R
49
combo SLD+_Y
7.40
0.0010
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E6
AA
50
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
A5
B
51
combo SLD+_Y
7.40
0.0008
0.0034
0.0370
0.0740
< 0.01h
B5
H
52
combo SLD+_Y
7.40
0.0007
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C5
H
53
combo SLD+_Y
7.40
0.0007
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D5
P
54
combo SLD+_Y
7.40
0.0007
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E5
S
55
combo SLD+_Y
7.40
0.0007
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
A4
C
56
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0034
0.0370
0.0740
< 0.01h
B4
I
57
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C4
L
58
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D4
Q
59
combo SLD+_Y
7.40
0.0010
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E4
Z
60
combo SLD+_Y
7.40
0.0011
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
A3
B
61
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0034
0.0370
0.0740
< 0.01h
B3
H
62
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C3
M
63
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D3
P
64
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E3
S
65
combo SLD+_Y
7.40
0.0014
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
A2
A
66
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0034
0.0370
0.0740
< 0.01h
B2
G
67
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0030
0.0370
0.0740
< 0.01h
C2
N
68
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0024
0.0370
0.0740
< 0.01h
D2
O
69
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0021
0.0370
0.0740
< 0.01h
E2
U
70
combo SLD+_Y
7.40
0.0018
0.0018
0.0370
0.0740
< 0.01h
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 67
Risultando il drift di interpiano sempre inferiore a 1% la condizione risulta sempre verificata
per l’azione sismica di progetto prevista per l’edificio industriale, risulta pertanto
sicuramente verificata anche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle
norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
9 Verifiche degli effetti del secondo ordine – SLV
E’ stato valutato il fattore θ, come definito nelle NTC al paragrafo 7.3.1, per determinare
l’amplificazione dovuta alle non linearità geometriche.
Le non linearità geometriche sono tenute in conto, quando necessario, attraverso il fattore
θ di seguito definito.
θ=
p ⋅ dr
V ⋅h
Ove:
p
carico verticale totale (QP) della parte di struttura sovrastante l’orizzontamento in
esame;
dr
spostamento orizzontale medio d’interpiano, ovvero la differenza tra lo spostamento
orizzontale dell’orizzontamento in esame e lo spostamento orizzontale dell’orizzontamento
appena sottostante;
V
forza orizzontale in corrispondenza dell’orizzontamento in esame;
h
differenza di quota tra l’orizzontamento in esame e quello appena sottostante.
Tabella 3 Valutazione degli effetti di secondo ordine per l’azione del sisma in direzione X.
Allinea-
Tipo
mento
A8
D
B8
N
C8
G
D8
T
E8
AC
A7
F
B7
M
C7
H
D7
S
E7
P
A6
E
B6
L
C6
I
D6
R
E6
AA
DX
DY
Axial
Shear-y
Shear-z
(m)
(m)
(kN)
(kN)
(kN)
0.033
0.014
-109.61
8.28
20.89
0.034
0.012
0.034
0.010
0.032
0.009
0.032
0.008
0.033
0.014
0.033
0.012
0.033
0.010
0.032
0.009
0.032
0.008
0.032
0.014
0.032
0.012
0.032
0.010
0.031
0.009
0.031
0.008
θ
check
0.038
< 0.1
1
-172.34
7.19
21.6
0.060
< 0.1
1
-168.57
5.82
21.5
0.058
< 0.1
1
-217.43
8.28
51.72
0.049
< 0.1
1
-182.21
7.72
50.34
0.040
< 0.1
1
-174.26
8.22
21.74
0.061
< 0.1
1
-299.6
7.2
21.01
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
-291.82
5.83
20.86
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
-376.18
8.31
51.64
0.085
< 0.1
1
-306.12
7.75
51.12
0.068
< 0.1
1
-174.8
8.22
21.34
0.061
< 0.1
1
-300.19
7.19
20.44
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
-292.36
5.83
20.31
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
-377.53
8.31
50.57
0.085
< 0.1
1
-307.46
7.74
50.08
0.068
< 0.1
1
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 68
A5
B
B5
H
C5
H
D5
P
E5
S
A4
C
B4
I
C4
L
D4
Q
E4
Z
A3
B
B3
H
C3
M
D3
P
E3
S
A2
A
B2
G
C2
N
D2
O
E2
U
0.031
0.014
0.031
0.012
0.031
0.010
0.030
0.009
0.030
0.008
0.032
0.014
0.032
0.012
0.032
0.010
0.031
0.009
0.031
0.008
0.033
0.014
0.033
0.012
0.033
0.010
0.032
0.009
0.032
0.008
0.034
0.014
0.034
0.012
0.034
0.010
0.033
0.009
0.033
0.008
-174.89
8.22
20.61
0.061
< 0.1
1
-300.26
7.19
19.74
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
-292.4
5.83
19.61
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
-377.54
8.32
48.82
0.085
< 0.1
1
-307.51
7.74
48.37
0.068
< 0.1
1
-174.82
8.23
21.3
0.061
< 0.1
1
-300.2
7.19
20.42
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
-292.37
5.83
20.28
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
-377.52
8.32
50.47
0.085
< 0.1
1
-307.46
7.74
49.98
0.068
< 0.1
1
-174.27
8.23
21.73
0.061
< 0.1
1
-299.6
7.19
21.01
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
-291.8
5.83
20.87
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
-366.81
8.31
51.5
0.083
< 0.1
1
-296.7
7.73
50.82
0.066
< 0.1
1
-109.7
8.29
20.95
0.038
< 0.1
1
-172.33
7.17
21.8
0.060
< 0.1
1
-168.56
5.81
21.63
0.059
< 0.1
1
-188.46
7.55
50.77
0.047
< 0.1
1
-153.05
6.93
49.41
0.038
< 0.1
1
Tabella 4 Valutazione degli effetti di secondo ordine per l’azione del sisma in direzione Y.
AllineaTipo
DX
DY
Axial
Shear-y
Shear-z
θ
check
mento
(m)
(m)
(kN)
(kN)
(kN)
y
y
A8
D
0.023
0.045
-109.59
26.49
14.92
0.038
< 0.1
1
B8
N
0.024
0.040
-172.07
23.43
15.49
0.060
< 0.1
1
C8
G
0.023
0.031
-168.28
18.38
15.39
0.058
< 0.1
1
D8
T
0.023
0.028
-217.31
25.13
37.33
0.049
< 0.1
1
E8
AC
0.023
0.024
-182.1
21.62
36.35
0.040
< 0.1
1
A7
F
0.019
0.045
-174.03
26.31
12.22
0.061
< 0.1
1
B7
M
0.019
0.040
-299.46
23.46
11.87
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
C7
H
0.019
0.031
-291.72
18.4
11.79
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
D7
S
0.018
0.028
-376.69
25.22
28.78
0.085
< 0.1
1
E7
P
0.018
0.024
-306.31
21.7
28.82
0.068
< 0.1
1
A6
E
0.014
0.045
-174.72
26.31
9.29
0.061
< 0.1
1
B6
L
0.014
0.040
-300.12
23.46
8.91
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
C6
I
0.014
0.031
-292.32
18.4
8.85
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
D6
R
0.014
0.028
-378.09
25.22
21.78
0.085
< 0.1
1
E6
AA
0.014
0.024
-307.7
21.69
21.99
0.068
< 0.1
1
A5
B
0.010
0.045
-174.99
26.31
6.46
0.061
< 0.1
1
B5
H
0.010
0.040
-300.31
23.47
6.19
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
C5
H
0.010
0.031
-292.42
18.4
6.15
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
D5
P
0.009
0.028
-378.13
25.22
15.01
0.085
< 0.1
1
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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E5
S
0.010
0.024
-307.84
21.69
15.38
0.068
< 0.1
1
A4
C
0.014
0.045
-174.73
26.31
9.26
0.061
< 0.1
1
B4
I
0.014
0.040
-300.13
23.46
8.89
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
C4
L
0.014
0.031
-292.33
18.4
8.83
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
D4
Q
0.013
0.028
-378.08
25.24
21.71
0.085
< 0.1
1
E4
Z
0.014
0.024
-307.71
21.71
21.92
0.068
< 0.1
1
A3
B
0.019
0.045
-173.99
26.32
12.3
0.061
< 0.1
1
B3
H
0.019
0.040
-299.43
23.46
11.96
0.104
0.1 < dr < 0.2
1.12
C3
M
0.019
0.031
-291.69
18.4
11.88
0.101
0.1 < dr < 0.2
1.11
D3
P
0.018
0.028
-367.26
25.22
29.93
0.083
< 0.1
1
E3
S
0.018
0.024
-296.83
21.71
29.8
0.066
< 0.1
1
A2
A
0.024
0.045
-109.69
26.49
15.14
0.038
< 0.1
1
B2
G
0.024
0.040
-172.04
23.41
15.79
0.060
< 0.1
1
C2
N
0.024
0.031
-168.28
18.35
15.68
0.058
< 0.1
1
D2
O
0.023
0.028
-188.17
22.92
36.23
0.047
< 0.1
1
E2
U
0.023
0.024
-152.9
19.4
35.24
0.038
< 0.1
1
In particolare, attraverso l’equazione proposta dalle NTC, si determina un fattore θ
maggiore di 0.1 solo per la campata di luce 14m. Solo per i nodi corrispondenti ai pilastri di
questa campata, le azioni agenti saranno amplificate di un fattore correttivo pari 1.12.
10
Verifiche a presso – flessione dei pilastri
Le verifiche sono state condotte sulle sezioni 50x50 e 70x50 secondo le tipologie
evidenziate dalla documentazione.
I valori del momento resistente e della posizione dell’asse neutro, sono stati determinati
tramite il programma del prof. Gelfi dell’Università di Brescia (VcaSLU), applicando
l’azione assiale di progetto allo Stato Limite di Salvaguardia della Vita. I diagrammi così
ottenuti vengono quindi confrontati con i momenti flettenti determinati dalle combinazioni di
carico SLV con sisma in direzione X e Y.
10.1. Verifiche pilastri con sezione 50x50
I pilastri delle file A, B e C hanno sezione 50x50cm lungo tutta l’altezza. Le armature alla
base sono 4Ø18 e sono armate a taglio con staffe Ø6 passo 25cm.
Il grafico di figura 6 riassume le azioni valutare dal modello per tutti i pilastri con sezione
50x50cm (i diagrammi resistenti si riferiscono alla singola tipologia di pilastro 50x50 con la
relativa azione assiale agente per la combinazione SLV).
Nello stesso grafico si riassumono anche le condizioni minime richieste dal Decreto Legge
n°74 del 2012: 60% del livello di sicurezza di una struttura di nuova costruzione. Per
alcune tipologie di pilastro questo limite non è garantito: le figure riassumono i risultati al
60% dell’azione valutata dal modello di calcolo. I grafici rappresentano il comportamento
resistente a presso-flessione deviata per ogni tipologia di pilastro e le relative azioni agenti
per ciascun allineamento individuato all’interno delle tavole progettuali.
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tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Figura 10 Riassunto totale combinazioni sismiche con sisma in X e in Y. Azioni al 100% e al 60%
Le verifiche a presso-flessione deviata dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista
per l’edificio industriale non risultano tutte soddisfatte. Alcune tipologie di pilastro non
risultano verificate neanche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle
norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74:
Pilastro A:
Msd = 208.3 kNm
Mrd = 109.5 kN
109.5/208.3 = 0.52 = 52%
La resistenza attuale della base dei pilastri risulta perciò essere pari al 52% dell’azione
sismica di progetto.
10.2
Verifiche pilastri con sezione 50x70
I pilastri delle file D e E hanno sezione 50x70cm fino alla quota di posa della trave del
carroponte. La sezione si rastrema da tale quota fino in copertura. In questo paragrafo si
verificano a presso-flessione deviata le sezioni di base. Le armature alla base sono 6 _20
e sono armate a taglio con staffe __6 passo 25cm.
Il grafico di figura 23 riassume le azioni valutate dal modello per tutti i pilastri con sezione
50x70cm (i diagrammi resistenti si riferiscono alla singola tipologia di pilastro 50x70 con la
relativa azione assiale agente per la combinazione SLV).
Nello stesso grafico si riassumono anche le condizioni minime richieste dal Decreto Legge
n°74 del 2012: 60% del livello di sicurezza di una struttura di nuova costruzione. Per
alcune tipologie di pilastro questo limite non è garantito: le figure riassumono i risultati al
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60% dell’azione valutata dal modello di calcolo. I grafici rappresentano il comportamento
resistente a presso-flessione deviata per ogni tipologia di pilastro e le relative azioni agenti
per ciascun allineamento individuato all’interno delle tavole progettuali.
Figura 11 Riassunto totale combinazioni sismiche con sisma in X e in Y. Azioni al 100% e al 60%
Le verifiche a presso-flessione deviata dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista
per l’edificio industriale non risultano tutte soddisfatte. Alcune tipologie di pilastro non
risultano verificate neanche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle
norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
10.3
Verifica flessionale delle forcelle
La resistenza a flessione delle forcelle è stata valutata ipotizzando che la sezione dell’ala
della forcella sia indipendente dall’anima. Si riportano le azioni di progetto per la
condizione di carico sfavorevole: il sisma applicato in direzione X determina il ribaltamento
delle travi principali.
Forcella
FOR 1
FOR 2
VSd [kN]
25.9
51.72
H [m]
0.9
0.9
MSd [kNm]
22.7
45.6
60% MSd [kNm] MRd [kNm]
13.6
2.87
27.4
5.8
La tabella riassume i risultati al 60% dell’azione valutata dal modello di calcolo.
Mrd/Msd = 2.87/22.7 = 12.6%
La resistenza flessionale attuale delle forcelle risulta essere pari al 12.6 % dell’azione
sismica di progetto.
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La resistenza al taglio degli elementi di forcella è stata valutata considerando l’ala della
forcella come una sezione indipendente dall’anima e facendo riferimento ai criteri per la
verifica al taglio delle sezioni in C.A. previsti per le strutture esistenti. Le resistenze al
taglio delle forcelle sono riportate nel seguente grafico.
Figura 12 Azioni di taglio allo SLV con combinazione del sisma in direzione X: valutazione del limite di taglio (determinato
dalla crisi delle armature trasversali).
La resistenza a taglio attuale delle forcelle risulta essere pari al 62 % dell’azione sismica di
progetto:
Vsd/Vrd = 51.72/32 = 61.8%
11
interazione fra l’edificio A e l’edificio B - verifica martellamento
È stato valutato l’effetto del martellamento tra i due edifici adiacenti, il Corpo A e il Corpo
B. Il martellamento, che in caso di evento sismico avverrebbe in ogni caso in quanto che i
due edifici sono stati realizzati in aderenza. Il contatto avviene a livello del coperto del
capannone basso contro il fabbricato alto che riceve l’urto sui pilastri a quell’altezza.
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Figura 13 Vista in pianta del Corpo A (sinistra) e del Corpo B (destra)
Figura 14 Vista in pianta del Corpo A (sinistra) e del Corpo B (destra)
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Figura 15 Vista in configurazione deformata: spostamenti in direzione X dovuti alla combinazione Sisma X
Posizione nodo spostamento massimo:
Node
260
X (m)
42.8
Y (m)
38.92
Z (m)
8.61965
Spostamento massimo nodo 260:
Node
260
Load
combo SLV+_X
DX (m)
0.038
DY (m)
0.012205
DZ (m)
0.000
Lo spostamento massimo in direzione x dovuto al sisma in X del Corpo A alla quota della
copertura (8.62 m) è di 3.8 cm.
Il contatto tra i due capannoni può avvenire in corrispondenza di 3 pilastri del corpo
basso:
• Tipo U (allineamento 2 E-E’)
• Tipo S (allineamento 5 E-E’)
• Tipo AC (allineamento 8 E-E’)
È stata calcolata la resistenza a taglio dei pilastri del Corpo B in corrispondenza della
copertura del Corpo A, cioè i pilastri tipo BB, BA e AS (disegni del costruttore) a livello
della trave carroponte, pari a 42.8 kN.
Si è poi verificato se tale forza si poteva essere compatibile con la reazione di un
eventuale vincolo messo sui pilastri alti appartenenti al Corpo B a quella quota (cioè un
caso sismico ove il capannone B vibra in presenza anche di questi vincoli in quota).
La reazione risultante era pari a 1532 kN.
La forza minore delle 2 (quella che fornisce la resistenza attuale del capannone alto) è
stata verificata se compatibile con quella che può fornire il capannone basso, con la sua
resistenza limite (applicandola staticamente sul coperto per verificare i momenti al piede).
Forza nei confronti del corpo basso:
F = 42.8 kN alla quota forza: 8.62 m
Momento dovuto al martellamento = 42.8*8.62 = 369 kNm
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I 3 pilastri del Corpo A (corpo basso) a contatto con il corpo alto sono: U, S e AC. Tutti di
sezioni 50X70 con l’inerzia maggiore lungo X (cioè la direzione verso il capannone alto).
Pilastro AC: Mrd 260 kNm
Msd = 400 kNm
Si sono sommati i contributi del momento dovuto al martellamento e del momento agente
allo SLU sul pilastro dovuto al sisma di progetto.
Msd = 369 + 400 = 769 kNm
Mrd/Msd = 260/769 = 33.8 % = 34 %
Se ne deduce che la resistenza attuale dei pilastri nei confronti del martellamento risulta
essere pari al 34 % dell’azione sismica di progetto (§ 11).
12 Riepilogo livelli di resistenza sismica residua attuale
• La resistenza attuale delle forcelle risulta essere pari al 12.6 % dell’azione sismica
di progetto (§ 10.3).
• La resistenza attuale della base dei pilastri risulta essere pari al 52% dell’azione
sismica di progetto (§ 10.1. )
• La resistenza attuale dei pilastri nei confronti del martellamento risulta essere pari al
34 % dell’azione sismica di progetto (§ 11).
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Pagina bianca
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ALLEGATO 3
Verifica sismica edificio B nello stato attuale (post sisma)
e valutazione resistenza sismica residua
urto fra i fabbricati A e B
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Indice
1 Descrizione dell’opera
2 Normative di riferimento e metodo di analisi
3 Materiali
3.1. calcestruzzo
3.2. acciaio per c.a.
3.3. Fattore di confidenza
4 Carichi statici
4.1. copertura
4.2. impalcato intermedio
4.3.
travi
4.4. Carroponte
4.5. Pannelli di chiusura
5 Carichi sismici
5.1. Fattore di struttura
5.2. spettri di risposta SLV
5.3. spettri di risposta SLD
5.4. combinazione delle azioni
6 Descrizione del modello
6.1. Modellazione pilastri
6.2. Modellazione travi
6.3. Modellazione copertura
6.4. Modellazione impalcato intermedio
6.5. Casi di carico e combinazioni di carico
6.6. Masse sismiche
7 Analisi Modale
8 Verifiche a presso – flessione dei pilastri
9 verifiche a taglio dei pilastri
10 verifica al ribaltamento trave longitudinale
(verifica forcelle )
11 interazione edifico A con edificio B (martellamento)
12 riepilogo livelli di resistenza sismica residua attuale
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1 Descrizione dell’opera
La struttura prefabbricata è per buona parte una struttura monopiano realizzata mediante
connessioni a secco. La tipologia è a telai paralleli con elementi shed e tegoli di copertura
sorretti da travi longitudinali con sezione a I. Una porzione dell’edificio presenta un piano
intermedio realizzato con tegoli che gravano su travi con sezione a L disposte in direzione
longitudinale al capannone. Le travi sono sorrette da mensole presenti nei pilastri della
zona a due piani dell’edificio.
Il capannone presenta 3 campate in direzione longitudinale, pari a 29.65 m, 29.65 m e
12.05 m e 6 campate in direzione trasversale con luce media pari a 7 m. Nell’ultima
campata trasversale è presente il piano intermedio, il quale è sorretto da ulteriori 8 pilastri
che dividono le prime due campate longitudinali da 29.65 m in 3 campate da circa 10 m.
Secondo la convenzione prevista dal progetto originale della struttura gli allineamenti dei
pilastri in direzione longitudinale sono indicati con lettere da E a M, quelli in direzione
trasversale con numeri da 1 a 8.
La struttura ha altezza massima costante in tutte le campate, sia nella zona monopiano
che pluriplano. L’altezza nella porzione monopiano misurata a partire dall’estradosso del
pavimento industriale fino all’estradosso dei tegoli di copertura è pari a 12.20 m.
Nelle campate da 29.65m sono presenti due carroponti sorretti da travi prefabbricate con
sezione ad L di altezza 1.2 m. Le travi si sviluppano in direzione trasversale al capannone
e poggiano su mensole tozze previste nei pilastri. La quota all’estradosso delle travi portacarroponte è pari a 8.1 m misurata a partire dall’estradosso della pavimentazione
industriale.
Le fondazioni del capannone di tipo diretto sono costituite principalmente da plinti posti
alla base dei pilastri e connessi da travi di fondazione disposte in direzione trasversale.
Solo i pilastri dell’allineamento 1E-M hanno come fondazioni dei plinti a bicchiere isolati. I
plinti a bicchiere sono interamente prefabbricati; negli elaborati di progetto il piano di posa
dei pilastri nel bicchiere e la sommità del bicchiere sono pari rispettivamente a -1,5 m e 0,5 m rispetto all’estradosso della pavimentazione industriale.
I pilastri degli allineamenti 2E-M, 5E-M e 8E-M hanno sezione variabile lungo l’altezza.
Dalla base fino alla mensola della trave reggi-carroponte hanno sezione quadrata 70x70
cm al di sopra la sezione diventa rettangolare 60x70 cm. I pilastri dell’allineamento 1E-M e
quelli che sorreggono il piano intermedio (3L-M, 4L-M, 6L-M e 7L-M) hanno tutti sezione
costante pari a 60x60 cm. In sommità i pilastri che sorreggono la copertura presentano
delle forcelle per ospitare l’appoggio delle travi principali.
Le travi longitudinali a I che sorreggono la copertura hanno sezione variabile a seconda
della luce delle campate: per le campate da 29.65 m hanno un’altezza di 1.8 m, mentre
per quelle da 12.05 m hanno un’altezza di 0.90 m. Le travi ad I sono semplicemente
appoggiate all’interno delle forcelle dei pilastri per circa 20 cm, è inoltre presente uno
spinotto trasversale che collega le travi alle forcelle.
Nella porzione pluriplano, il solaio intermedio grava su travi a L disposte in direzione
longitudinale rispetto al capannone di sezione 60x(59+18.5) cm semplicemente
appoggiate sulle mensole dei pilastri (luce media 10 m). Sulle travi sono appoggiati tegoli
binervati di altezza 40 cm resi collaboranti mediante un getto integrativo di calcestruzzo di
altezza 5 cm.
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La copertura del capannone è realizzata mediante elementi lucernari a shed che gravano
su tegoli binervati di altezza 30 cm orditi in direzione trasversale al capannone. I tegoli
hanno luce media 7 m e sono direttamente appoggiati sulle travi longitudinali ad I. Gli
elementi lucernari “a shed” si sviluppano per una lunghezza di 10 m, pertanto occupano 2
campate da 7 m, i rimanenti 4 m sono occupati da ulteriori tegoli che poggiano sui tegoli
principali.
La struttura presenta tamponamenti esterni realizzati con pannelli verticali di spessore 20
cm. I pannelli sono appoggiati in fondazione e connessi all’estradosso dei tegoli di
copertura mediante unioni metalliche con profili a C zancati negli elementi in CAP e viti
con testa a martelletto.
2 Normative di riferimento
La verifica sismica della struttura prefabbricata è condotta secondo quanto previsto per gli
edifici industriali dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74, convertito nella legge n.122 dell’1 agosto
2012, “Interventi immediati per il superamento dell’emergenza” facendo riferimento a
quanto disposto dalle seguenti normative nazionali:
• Nuove norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n.29 del 4 febbraio 2008, Supplemento Ordinario n. 30) in seguito
richiamate come NTC.
• Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al
D.M. 14 gennaio 2008 (Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009) in seguito richiamata
Circolare.
Per quanto non in contrasto con le precedenti normative si adotta quanto suggerito dalle
seguenti norme volontarie:
• “Eurocodice 2: Progettazione delle strutture di calcestruzzo. Parte 1-1: Regole
generali e regole per gli edifici” (UNI ENV 1992-1-1).
3 Materiali
Per la verifica delle strutture relative al manufatto in esame si sono utilizzati i seguenti
materiali, le cui caratteristiche di resistenza vengono stabilite in base alle informazioni
contenute nel progetto esecutivo strutturale a disposizione.
3.1. Calcestruzzo
Travi, pilastri e tegoli prefabbricati
Denominazione
Rck 500
Resistenza caratteristica cubica
Rck = 50 MPa
Resistenza caratteristica cilindrica
fck = 41 MPa
Resistenza media cilindrica
fcm = 49 MPa
Modulo elastico medio
Ecm = 35220 MPa
Peso specifico
γcls = 25 kN/mc
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Coefficiente di sicurezza
γc = 1.5
3.2. Acciaio per C.A.
Travi, pilastri e tegoli prefabbricati
Denominazione
FeB44k controllato
Resistenza caratteristica allo snervamento
fyk = 430 MPa
Resistenza caratteristica a rottura
ftk = 540 MPa
Resistenza media allo snervamento
fym = 440 MPa
Modulo elastico medio
Ecm = 210000 MPa
Peso specifico
γcls = 78.6 kN/mc
Coefficiente di sicurezza
γc = 1.15
3.3. Fattore di confidenza
Il paragrafo §8.7.2 delle NTC definisce che per il calcolo delle capacità degli elementi
strutturali devono essere considerate le proprietà dei materiali esistenti (sulla base di
documentazioni disponibili, verifiche in situ e indagini sperimentali) divise per i fattori di
confidenza in relazione al livello di conoscenza raggiunto.
Si prevede di raggiungere un livello di conoscenza LC3 e per questo motivo nelle verifiche
si utilizza un fattore di confidenza pari a FC=1,00.
4 Carichi statici
Essendo la struttura industriale esistente, i carichi da peso proprio e i sovraccarichi
necessari per la verifica sismica sono stati calcolati adottando i valori indicati nel progetto
originale delle strutture.
4.1. Copertura
Il peso del singolo elemento lucernario a shed di dimensioni 10x2.5m è quantificato in 38
kN (3800 kg) considerando il peso dei timpani di testata (sp. 8cm), della soletta di sp. 3cm,
delle nervature, del telaio e delle finestre in policabornato (0.25 kN/mq).
Il peso proprio dei tegoli binervati (H30 cm) secondo il progetto originale è pari a 1.8
kN/mq a cui sono stati aggiunti 0.2 kN/mq per tenere conto del peso del materiale isolante
e delle guaine di copertura.
A partire dai pesi dei singoli elementi è stato valutato il peso di moduli tipo della copertura
sorretti da 4 pilastri agli spigoli.
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Modulo A (29.65x7 m)
Elemento
Quantità/mq
Metà elemento lucernario shed
Peso
6
Tegoli
114 kN
135.7 mq
271.4 kN
Totale
380.4 kN
Modulo B (12.05x7 m)
Elemento
Quantità/mq
Metà elemento lucernario shed
Tegoli
Peso
2
38 kN
61.2 mq
122.4 kN
Totale
160.4 kN
4.2. Impalcato intermedio
I carichi unitari considerati per il calcolo dei carichi sull’impalcato intermedio sono stati
ricavati dal progetto originale.
Carico
Valore
Peso proprio tegoli binervati H40 cm
1.92 kN/mq
Peso proprio soletta collaborante (sp. 5 cm)
1.25 kN/mq
Peso proprio travi longitudinali
10 kN/m
Carico permanente pavimentazione
1.00 kN/mq
Sovraccarico accidentale
6.00 kN/mq
A partire dai pesi dei singoli elementi è stato valutato il peso di moduli tipo dell’impalcato
intermedio sorretti da 4 pilastri agli spigoli.
Modulo C (10x7 m)
Elemento
mq/ml
Peso
Peso proprio tegoli binervati H40 cm
70 mq
134.4 kN
Peso proprio soletta collaborante (sp. 5 cm)
70 mq
87.5 kN
Peso proprio travi longitudinali
20 m
200 kN
Carico permanente pavimentazione
70 mq
70 kN
Sovraccarico accidentale
70 mq
420 kN
Totale permanente
492 kN
Totale accidentale
420 kN
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Modulo D (12x7 m)
Elemento
mq/ml
Peso
Peso proprio tegoli binervati H40 cm
84 mq
161.3 kN
Peso proprio soletta collaborante (sp. 5 cm)
84 mq
105 kN
Peso proprio travi longitudinali
24 m
240 kN
Carico permanente pavimentazione
84 mq
84 kN
Sovraccarico accidentale
84 mq
504 kN
Totale permanente
590 kN
Totale accidentale
420 kN
4.3. Travi
I pesi propri delle travi longitudinali che sorreggono gli elementi di copertura e delle travi
reggi-carroponte sono stati assunti pari a quelli previsti dal progetto originale dell’opera.
Tipologia trave
Peso
Trave ad I – H180
11.2 kN/m
Trave ad I – H90
4.4 kN/m
Trave carroponte – L120
7.1 kN/m
4.4. Carroponte
Il peso proprio dei carroponti è stato valutato trascurando la loro portata.
Carroponte
Peso
Tra allineamenti 2E-M e 5E-M
440 kN
Tra allineamenti 5E-M e 8E-M
350 kN
4.5. Pannelli di chiusura
Il peso proprio dei pannelli di facciata è stato valutato a partire dal progetto originale
dell’opera. Il peso complessivo delle quattro facciate dell’edificio è stato determinato a
partire dai pesi dei singoli pannelli (considerando tutte le aperture presenti). A partire dai
pesi complessivi delle singole facciate è stato quindi determinato un peso a metro lineare
di sviluppo orizzontale.
Facciata
Peso
Peso/m
8E-M
1271.3 kN
30.27 kN/m
1M-E
1492.5 kN
35.54 kN/m
M8-1
2700.0 kN
37.84 kN/m
M1-8
2733.8 kN
38.32 kN/m
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5 Carichi sismici
La verifica sismica della struttura esistente è stata condotta ai sensi delle nuove Norme
tecniche per le Costruzioni (NTC) attraverso un’analisi dinamica modale (§7.3.3.1) con
spettro di risposta ridotto mediante il fattore di struttura q.
Per la definizione dell’azione sismica è stata assunta una vita nominale dell’edificio pari a
VN = 50 anni e una classe d’uso II a cui corrisponde un coefficiente d’uso CU = 1.0. Dai dati
sopra citati, si ottiene un periodo di riferimento per l’azione sismica (NTC §2.4.3), VR = 50
anni, che corrisponde ad un periodo di ritorno allo SLV, TR = 475 anni (probabilità di
superamento del 10% in 50 anni).
I risultati delle indagini geotecniche (riportati più dettagliatamente nella relazione
geotecnica allegata redatta dal dott. Beniamino Costantini) hanno permesso di individuare,
ai sensi delle NTC (§3.2.2), un terreno di fondazione di tipo C (“Depositi di terreni a grana
grossa mediamente addensati o terreni a grana fina mediamente consistenti” con valori di
Vs,30 compresi tra 180 m/s e 360 m/s).
Data la conformazione topografica pianeggiante del sito di ubicazione della struttura si può
considerare una categoria topografica T1 (“Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati
con inclinazione media i <15°”) per la quale si ottiene un coefficiente topografico ST =1.0.
5.1. Fattore di struttura
Per la verifica sismica di edifici esistenti mediante lo spettro di progetto, le NTC prevedono
l’utilizzo di due distinti fattori di struttura come definito nella Circolare al §C.8.7.2.4: uno
per la verifica degli elementi duttili ed uno per la verifica degli elementi fragili. Data la
scarsa duttilità e le scarse capacità dissipative degli edifici industriali con struttura
prefabbricata in C.A., si è assunto un unico fattore di struttura pari a q = 1.5 per tutte le
verifiche, che soddisfa la condizione data dalla circolare esplicativa delle NTC (§C.8.7.2.4)
secondo la quale per gli edifici esistenti il fattore di struttura deve essere compreso tra 1.5
≤ q ≤ 3.0.
5.2. Spettri di risposta SLV
L’azione sismica è stata valutata per il comune di Sermide (44.994722 N, 11.295556 E)
per lo stato limite di salvaguardia della vita, SLV, e per lo stato limite di danno SLD. In
tabella sono indicati i parametri per la definizione degli spettri di risposta di progetto
orizzontale e verticale per lo SLV (NTC §3.2.3).
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Nella figura seguente sono riportati gli spettri di risposta orizzontali, elastico e di progetto
(q = 1.5), per lo SLV.
Nella figura seguente è riportato lo spettro di risposta verticale per lo SLV.
5.3. Spettri di risposta SLD
In tabella sono indicati i parametri per la definizione degli spettri di risposta di progetto
orizzontale e verticale per lo SLD (NTC §3.2.3).
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Nelle figure seguenti sono riportati gli spettri di risposta, orizzontale e verticale,
corrispondenti allo SLD.
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5.4. Combinazione dell’azione sismica con le altre azioni
Le sollecitazioni indotte dall’azione sismica sulla struttura industriale sono state valutate
considerando la combinazione delle azioni prevista dalle NTC al §3.2.4.
Dove:
• G1 è il peso proprio di tutti gli elementi strutturali.
• G2 è il peso proprio degli elementi non strutturali.
• Qkj è il valore caratteristico delle azioni variabili.
Gli effetti dell’azione sismica sono stati valutati considerando le masse associate ai
seguenti carichi gravitazionali:
I valori dei coefficienti di combinazione sono stati desunti dalla tabella seguente.
Dati i valori dei coefficienti 2j previsti per le azioni da neve e vento, tali azioni possono
essere trascurate ai fini della verifica sismica della struttura. L’unica azione variabile
considerata ai fini delle verifiche è il carico accidentale presente sull’impalcato intermedio.
Data la destinazione d’uso dell’edificio i carichi accidentali appartengono alla categoria E.
La risposta è calcolata separatamente per ciascuna delle tre componenti Ex, Ey e Ez
dell’azione sismica. Gli effetti sulla struttura (sollecitazioni, deformazioni, spostamenti ecc.)
sono quindi combinati per tenere conto della distribuzione spaziale dell’azione sismica,
applicando le espressioni:
1.0 Ex + 0.3 Ey + 0.3 Ez
0.3 Ex + 1.0 Ey + 0.3 Ez
0.3 Ex + 0.3 Ey + 1.0 Ez
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6 Descrizione del modello
La valutazione dello stato di sollecitazione della struttura è stata condotta mediante analisi
agli elementi finiti operando nell’ipotesi di un comportamento elastico-lineare dei materiali.
Sono state eseguite delle analisi dinamiche modali con spettro di risposta in campo lineare
al fine di valutare la risposta sismica della struttura esistente.
Il comportamento della struttura è stato valutato mediante un modello tridimensionale agli
elementi finiti sviluppato mediante il codice di calcolo Midas Gen v. 2.1. A corredo del
codice di calcolo sono disponibili manuali d’uso sia in forma cartacea che su supporto
informatico, in cui è indicata la teoria di base di tutte le procedure implementate dal codice.
E’ presente anche un elenco esauriente di esempi per la verifica dell’affidabilità del
programma, come disposto al capitolo 10.2 delle NTC.
Le verifiche dei singoli elementi strutturali sono state quindi condotte secondo la teoria
degli Stati Limite, secondo quanto previsto dagli attuali riferimenti normativi nazionali
(NTC).
Il modello numerico realizzato è principalmente costituito da elementi “frame” che
rappresentano travi e pilastri e da connessioni rigide interne (“rigid-link”) per rappresentare
la corretta collocazione dei singoli elementi strutturali.
Nella realizzazione del modello si è ipotizzato che i pilastri che sorreggono la struttura
siano incastrati alla base, in corrispondenza del pavimento industriale (quota -0.30 m
rispetto all’estradosso del pavimento industriale). Questa ipotesi è giustificata dal
significativo spessore di tale pavimentazione, necessario per le attività che si svolgono
all’interno dell’edificio industriale.
La numerazione dei nodi e degli elementi è riportata in allegato A.
Figura 16 Vista tridimensionale del modello di calcolo.
6.1. Modellazione pilastri
I pilastri della struttura sono stati modellati mediante elementi “frame” deformabili a
flessione e taglio. La rigidezza flessionale e a taglio degli elementi è stata ridotta del 50%
per tenere conto della fessurazione e per rappresentare la reale rigidezza della struttura al
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punto di snervamento secondo quanto previsto nelle NTC al §7.2.6. Lungo l’altezza dei
pilastri sono stati previsti dei nodi in corrispondenza delle intersezioni con le travi
dell’impalcato intermedio e quelle reggi-carroponte. I pilastri sono modellati con elementi
“frame” fino al livello di appoggio delle travi longitudinali, le connessioni con gli elementi
che riproducono le travi e i tegoli sono state realizzate tramite dei “rigid-link” al fine di
rappresentare la reale distribuzione geometrica degli elementi strutturali.
Sono stati considerati elementi di sezione diversa al di sotto ed al di sopra delle travi
carroponte e la configurazione dei restringimenti è stata riprodotta fedelmente mediante
l’assegnazione degli assi baricentrici dei singoli elementi.
Figura 17 Modellazione nodo connessione pilastro-trave-tegolo e restringimento pilastri
6.2. Modellazione travi
Le travi longitudinali con sezione a I sono state modellate mediante elementi “frame”
deformabili a flessione e taglio. Lungo lo sviluppo delle travi sono stati previsti dei nodi
intermedi in corrispondenza delle intersezioni con gli elementi di copertura (tegoli H30). La
connessione degli elementi delle travi longitudinali con gli elementi dei tegoli e con quelli
dei pilastri è stata realizzata per mezzo di “rigid-link”. Il reale grado di vincolo delle travi è
stato riprodotto tramite dei “beam end releases” assumendo che alle estremità le travi
longitudinali fossero incernierate sia nel piano verticale che in quello orizzontale.
Le travi reggi-carroponte sono state modellate tramite elementi “frame”. Come per le altre
travi si è assunto che alle estremità le travi fossero incernierate in entrambe le direzioni
principali di flessione. Al fine di rappresentare correttamente la reale distribuzione di
rigidezza le travi sono state disallineate rispetto ai pilastri di 0.50 m in direzione
orizzontale, considerando la reale distanza fra il loro baricentro e quello degli elementi
verticali.
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Figura 18 Dettaglio modellazione travi reggi-carroponte
6.3. Modellazione copertura
Al fine di rappresentare la reale rigidezza nel piano della copertura questa è stata
modellata rappresentando unicamente i tegoli binervati con elementi “frame”. Gli elementi
tegolo sono stati connessi alle travi longitudinali tramite “rigid-link” in modo da
rappresentare il loro disallineamento nel piano verticale. Le connessioni agli estremi degli
elementi sono state rappresentate con delle cerniere sferiche in modo da cogliere la reale
deformabilità nel piano verticale e l’effettiva rigidezza in quello orizzontale, ipotizzando la
presenza di connessioni atte al trasferimento degli sforzi derivanti.
Figura 19 Dettaglio modellazione tegoli di copertura
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6.4. Modellazione impalcato intermedio
Data la presenza di un getto integrativo di calcestruzzo l’impalcato intermedio è stato
assunto come rigido nel piano orizzontale, pertanto è stato modellato mediante un vincolo
interno a diaframma vincolando gli spostamenti in X e Y e le rotazioni intorno a Z dei
singoli nodi fra di loro.
Figura 20 Modellazione diaframma di piano rigido
6.5. Casi e combinazioni di carico adottate nelle analisi numeriche
I casi di carico statici considerati nelle simulazioni numeriche sono riassunti di seguito:
Caso di carico
Descrizione
Copertura
peso proprio degli elementi di copertura, rappresentato come carichi concentrati in
sommità dei pilastri ad una quota pari alla quota baricentrica dei tegoli di copertura.
Travi cop
Peso proprio delle travi di copertura, rappresentato come carichi concentrati in
sommità dei pilastri ad una quota pari alla quota baricentrica delle travi
longitudinali.
Travi carr
Peso proprio delle travi reggi-carroponte, rappresentato come carichi concentrati in
corrispondenza dell’intersezione fra le travi e i pilastri.
Solaio inter
Peso proprio + sovraccarichi accidentali combinati secondo la combinazione
sismica. Il carico è rappresentato come carichi concentrati in corrispondenza delle
intersezioni dell’impalcato con i pilastri.
Pannelli
Peso proprio dei pannelli di facciata. Si è assunto che il 67% del carico dei pannelli
fosse trasmesso dalle connessioni in sommità dai pannelli e i carichi sono stati
rappresentati mediante carichi concentrati in corrispondenza della sommità dei
pilastri.
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Pilastri
Peso proprio dei pilastri, rappresentato sotto forma di carico distribuito per unità di
lunghezza applicato agli elementi dei pilastri.
Carroponte
Peso proprio dei sistemi di carroponte applicato sotto forma di carichi concentrati
nei punti di intersezione con i pilastri.
A tali casi di carico si aggiungono i casi di analisi con spettro di risposta riassunti di
seguito:
Caso di carico
Descrizione
SLV-X
Azione sismica allo SLV (q = 1.5) in direzione X.
SLV-Y
Azione sismica allo SLV (q = 1.5) in direzione Y.
SLV-Z
Azione sismica allo SLV (q = 1.5) in direzione Z.
SLD-X
Azione sismica allo SLD in direzione X.
SLD-Y
Azione sismica allo SLD in direzione Y.
SLD-Z
Azione sismica allo SLD in direzione Z.
I casi di carico sopra descritti sono stati combinati secondo le seguenti combinazioni:
Cambinazione di carico
Verticali
Caso di carico
Fattore
Copertura
1.0
Travi cop
1.0
Travi carr
1.0
Solaio inter
1.0
Pannelli
1.0
Pilastri
1.0
Carroponte
1.0
Verticali
1.0
SLV-X
1.0
SLV-Y
0.3
SLV-Z
0.3
Sisma X
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Verticali
1.0
SLV-X
0.3
SLV-Y
1.0
SLV-Z
0.3
Verticali
1.0
SLV-X
0.3
SLV-Y
0.3
SLV-Z
1.0
Verticali
1.0
SLD-X
1.0
SLD-Y
0.3
SLD-Z
0.3
Verticali
1.0
SLD-X
0.3
SLD-Y
1.0
SLD-Z
0.3
Verticali
1.0
SLD-X
0.3
SLD-Y
0.3
SLD-Z
1.0
Sisma Y
Sisma Z
Sisma SLD X
Sisma SLD Y
Sisma SLD Z
6.6. Masse sismiche
Le masse da considerare per l’analisi dinamica modale nel modello numerico sono state
valutate a partire dai carichi della combinazione verticale e sono state concentrate nei nodi
secondo un approccio “lumped-mass”.
7 Analisi Modale
Le NTC al §7.3.3.1 dispongono che tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%
siano considerati nell’analisi modale della struttura e che la massa partecipante
complessiva ottenuta dall’analisi risulti superiore all’85%.
L’analisi è stata condotta considerando i primi 15 modi al fine di soddisfare tali richieste. Si
riportano di seguito i risultati dell’analisi modale.
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Modo
T [s]
M%x
ΣM%x
M%x
M%x
1
1.91
0.59
0.59
73.85
73.86
2
1.89
80.12
80.71
0.86
74.72
3
1.75
0.53
81.24
5.77
80.49
4
0.71
0.06
81.30
0.09
80.58
5
0.45
0.04
81.34
1.41
81.99
6
0.45
0.07
81.42
0.21
82.21
7
0.35
0.003
81.42
13.53
95.74
8
0.33
0.035
81.46
0.019
95.76
9
0.31
0.058
81.51
0.004
95.76
10
0.31
0.271
81.79
0.013
95.78
11
0.30
0.058
81.84
0.0008
95.78
12
0.30
0.018
81.86
0.0009
95.78
13
0.28
10.05
91.92
0.015
95.80
14
0.28
4.21
96.13
0.037
95.83
15
0.25
0.33
96.46
0.090
95.92
Nelle figure di seguito sono riportati i due principali modi di vibrare della struttura.
Figura 21 Modo 1, T = 1.91 s, M%x = 0.59%, M%y = 73.85%.
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Figura 22 Modo 2, T = 1.89 s, M%x = 80.12%, M%y = 0.86%.
8
Verifiche a presso – flessione dei pilastri
Le verifiche sono state condotte in accordo a quanto previsto nei riferimenti nazionali per
le sezioni critiche dei pilastri: alla base, in corrispondenza all’intersezione con l’impalcato
intermedio e in corrispondenza dell’intersezione con le travi reggi-carroponte.
Le verifiche a presso-flessione deviata sono state eseguite considerando le sollecitazioni
ottenute dalle analisi numeriche per le combinazioni allo SLV: Sisma X e Sisma Y. Di
seguito si riporta un prospetto delle sezioni considerate e delle sollecitazioni ottenute dalle
analisi.
Verifiche pilastri 1E-1F-1G-1H-1I
I pilastri hanno solo la sezione di base come critica, sono armati con 4Ø25 + 8Ø24
disposti simmetricamente agli spigoli della sezione 60x60 cm. Di seguito si riporta il
dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al
100%.
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Verifiche pilastri 1L-1M
I pilastri hanno due sezioni critiche: alla base e in corrispondenza dell’impalcato
intermedio.
Alla base sono armati con 4Ø25 + 8Ø24 disposti simmetricamente agli spigoli della
sezione 60x60 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di
sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
In corrispondenza dell’impalcato intermedio sono armati con 4Ø25 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x60 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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Verifiche pilastri 2E-2F-2G-2H-2I
I pilastri hanno due sezioni critiche: alla base e in corrispondenza della trave reggicarroponte.
Alla base sono armati con 24Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
In corrispondenza della trave reggi-carroponte sono armati con 4Ø25 + 4Ø14 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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Verifiche pilastri 2L-2M
I pilastri hanno tre sezioni critiche: alla base, in corrispondenza dell’impalcato intermedio e
in corrispondenza della trave reggi-carroponte.
Alla base sono armati con 24Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
In corrispondenza dell’impalcato intermedio sono armati con 20Ø25 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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In corrispondenza della trave reggi-carroponte sono armati con 8Ø25 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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Verifiche pilastri 3L-3M-4L-4M-6L-6M-7L-7M
I pilastri hanno una sola sezione critica, quella di base.
Alla base sono armati con 12Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
60x60 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
Verifiche pilastri 5E-5F-5G-5H-5I
I pilastri hanno due sezioni critiche: alla base e in corrispondenza della trave reggicarroponte.
Alla base sono armati con 28Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
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In corrispondenza della trave reggi-carroponte sono armati con 4Ø25 + 4Ø12 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
Verifiche pilastri 5L-5M
I pilastri hanno tre sezioni critiche: alla base, in corrispondenza dell’impalcato intermedio e
in corrispondenza della trave reggi-carroponte.
Alla base sono armati con 28Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
In corrispondenza dell’impalcato intermedio sono armati con 20Ø25 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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In corrispondenza della trave reggi-carroponte sono armati con 4Ø25 + 4Ø14 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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Verifiche pilastri 8E-8F-8G-8H-8I
I pilastri hanno due sezioni critiche: alla base e in corrispondenza della trave reggicarroponte.
Alla base sono armati con 24Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
In corrispondenza della trave reggi-carroponte sono armati con 4Ø25 + 4Ø14 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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Verifiche pilastri 8L-8M
I pilastri hanno tre sezioni critiche: alla base, in corrispondenza dell’impalcato intermedio e
in corrispondenza della trave reggi-carroponte.
Alla base sono armati con 24Ø25 disposti simmetricamente agli spigoli della sezione
70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di resistenza con i relativi punti di sollecitazione
per l’azione sismica da NTC al 100%.
In corrispondenza dell’impalcato intermedio sono armati con 20Ø25 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 70x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
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In corrispondenza della trave reggi-carroponte sono armati con 4Ø25 + 4Ø14 disposti
simmetricamente agli spigoli della sezione 60x70 cm. Di seguito si riporta il dominio di
resistenza con i relativi punti di sollecitazione per l’azione sismica da NTC al 100%.
Le verifiche a presso-flessione deviata dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista
per l’edificio industriale risultano tutte soddisfatte. Risultano pertanto sicuramente
verificate anche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali
come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
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9
Verifiche a taglio dei pilastri
Le verifiche a taglio dei pilastri sono state condotto secondo quanto previsto nella circolare
alle NTC al §C.8.7.2.5 per gli elementi di strutture esistenti. Le resistenze dei materiali
sono state assunte pari ai valori medi ridotti del fattore di confidenza e dei coefficienti
parziali di sicurezza.
Gli esiti delle verifiche sono riportati nel prospetto seguente.
Nome
Livello
Staffe
N
Vy,max
Vz,max
VRd
[kN]
[kN]
[kN]
[kN]
VSd/VRd
VSd/VRd
60%
1E
1
2Ø6/25
411.84
24.67
25.16
42.8
0.58
0.35
1F
1
2Ø6/25
361.66
23.84
24.74
42.8
0.56
0.33
1G
1
2Ø6/25
387.35
23.1
24.95
42.8
0.54
0.32
1H
1
2Ø6/25
362.15
22.54
24.77
42.8
0.53
0.32
1I
1
2Ø6/25
387.13
22.1
24.96
42.8
0.52
0.31
1L
1
2Ø6/25
609.69
59.14
24.13
42.8
1.38
0.83
2
2Ø6/25
315.7
31.95
25.54
42.8
0.75
0.45
1M
1
2Ø6/25
658.96
59.61
25.46
42.8
1.39
0.83
2
2Ø6/25
364.96
32.13
26.88
42.8
0.75
0.45
2E
1
2Ø6+2Ø8/25
1036.48
47.44
44.01
129.8
0.37
0.22
3
2Ø6/25
910.61
45.42
56.85
42.8
1.06
0.64
2F
1
2Ø6+2Ø8/25
566.58
46
46.12
129.8
0.35
0.21
3
2Ø6/25
440.7
43.8
46.75
42.8
1.02
0.61
2G
1
2Ø6+2Ø8/25
666.82
45.41
45.61
129.8
0.35
0.21
3
2Ø6/25
540.95
41.74
48.96
42.8
0.97
0.58
2H
1
2Ø6+2Ø8/25
566.12
43.83
46.11
129.8
0.34
0.20
3
2Ø6/25
440.24
40.71
47.23
42.8
0.95
0.57
2I
1
2Ø6+2Ø8/25
664.72
43.64
45.61
129.8
0.34
0.20
3
2Ø6/25
538.85
42.38
49.36
42.8
0.99
0.59
1
2Ø6+2Ø8/20
1240.79
100.48
53.27
162.3
0.62
0.37
2
2Ø8+2Ø10/20
723.55
79.4
87.53
266.1
0.30
0.18
3
2Ø6/25
438.94
57.77
40.43
42.8
1.35
0.81
1
2Ø6+2Ø8/20
1483.83
100
53.55
162.3
0.62
0.37
2
2Ø8+2Ø10/20
966.61
52.31
76.05
266.1
0.20
0.12
2L
2M
3
2Ø6/25
901.99
51.09
52.06
42.8
1.19
0.72
3L
1
2Ø6/25
459
61.06
58.46
42.8
1.43
0.86
3M
1
2Ø6/25
459
60.29
58.59
42.8
1.41
0.84
4L
1
2Ø6/25
459
61.06
57.52
42.8
1.43
0.86
4M
1
2Ø6/25
459
60.29
57.65
42.8
1.41
0.84
5E
1
2Ø6+2Ø8/20
1500.53
48.99
45.9
162.3
0.30
0.18
3
2Ø6/25
1345.56
45.07
62.3
42.8
1.05
0.63
1
2Ø6+2Ø8/20
822.34
47.15
48.36
162.3
0.29
0.17
5F
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Pag. 107
5G
5H
3
2Ø6/25
667.37
43.59
50.13
42.8
1.02
0.61
1
2Ø6+2Ø8/20
973.79
45.61
47.86
162.3
0.28
0.17
3
2Ø6/25
818.82
40.8
52.27
42.8
0.95
0.57
1
2Ø6+2Ø8/20
823.09
43.69
48.42
162.3
0.27
0.16
3
2Ø6/25
668.12
41.91
50.3
42.8
0.98
0.59
1
2Ø6+2Ø8/20
973.44
44.46
47.99
162.3
0.27
0.16
3
2Ø6/25
818.47
47.23
52.59
42.8
1.10
0.66
1
2Ø6+2Ø8/20
1630.69
102.53
75.54
162.3
0.63
0.38
2
2Ø6+2Ø8/15
1155.44
73.53
112.77
216.4
0.34
0.20
3
2Ø6/25
666.72
59.98
37.2
42.8
1.40
0.84
1
2Ø6+2Ø8/20
1905.03
88.83
75.39
162.3
0.55
0.33
2
2Ø6+2Ø8/15
1429.78
50.21
100.41
216.4
0.23
0.14
3
2Ø6/25
1336.06
51.86
52.48
42.8
1.21
0.73
6L
1
2Ø6/25
459
61.06
60.22
42.8
1.43
0.86
6M
1
2Ø6/25
459
60.29
60.33
42.8
1.41
0.84
5I
5L
5M
7L
1
2Ø6/25
459
61.06
63.49
42.8
1.43
0.86
7M
1
2Ø6/25
459
60.29
63.52
42.8
1.41
0.84
8E
1
2Ø6+2Ø8/25
880.25
48.42
53.79
129.8
0.37
0.22
3
2Ø6/25
754.38
45.57
60.18
42.8
1.06
0.64
1
2Ø6+2Ø8/25
613.52
47.11
54.44
129.8
0.36
0.22
3
2Ø6/25
487.65
43.96
54.87
42.8
1.03
0.62
1
2Ø6+2Ø8/25
689.51
45.46
54.31
129.8
0.35
0.21
3
2Ø6/25
563.64
41.09
56.01
42.8
0.96
0.58
8F
8G
8H
8I
8L
8M
1
2Ø6+2Ø8/25
613.82
44.65
54.79
129.8
0.34
0.21
3
2Ø6/25
487.95
40.86
54.77
42.8
0.95
0.57
1
2Ø6+2Ø8/25
688.94
41.97
54.99
129.8
0.32
0.19
3
2Ø6/25
563.07
43.09
56.28
42.8
1.01
0.60
1
2Ø6+2Ø8/20
995.39
103.3
130.3
162.3
0.64
0.38
2
2Ø8+2Ø10/20
727.14
61.11
134.84
266.1
0.23
0.14
3
2Ø6/25
487.52
52.79
42.64
42.8
1.23
0.74
1
2Ø6+2Ø8/20
1081.63
94.54
128.35
162.3
0.58
0.35
2
2Ø8+2Ø10/20
813.39
55.82
118.44
266.1
0.21
0.13
3
2Ø6/25
748.77
54.41
50.33
42.8
1.27
0.76
Le verifiche a taglio dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista per l’edificio
industriale non risultano soddisfatte al 100%. Tuttavia gli elementi risultano verificati per
un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali come richiesto dal
D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
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Pag. 108
10
Verifica a ribaltamento della trave longitudinale (verifica
forcelle)
La verifica al ribaltamento delle travi longitudinali è condotta valutando la capacità delle
forcelle poste in sommità dei pilastri di assorbire le azioni di flessione e taglio derivanti
dalle forze di inerzia dei tegoli di copertura.
La struttura presenta tre tipologie diverse di forcelle a seconda degli elementi verticali che
le ospitano:
Forcella
Sezione
Armature
Allineamenti
4Ø20 + 4Ø14 + 4Ø12
FOR 1
2E-M e 5E-M
Staffe Ø8 passo 150 mm
4Ø25 + 4Ø14 + 2Ø12
FOR 2
8E-M
Staffe Ø8 passo 150 mm
4Ø20 + 4Ø10
FOR 3
1E-M
Staffe Ø8 passo 150 mm
Le verifiche sono state condotte considerando la resistenza al taglio e a flessione delle
sole forcelle, trascurando il contributo fornito dalle anime in calcestruzzo delle sezioni. La
forza di taglio agente sulle forcelle è il taglio trasmesso alla testa dai pilastri, la
sollecitazione flettente è ottenuta in modo conservativo dal prodotto di tale taglio per
l’altezza della forcella, ipotizzando che la forza sia trasmessa in modo concentrato in quel
punto. Le sollecitazioni massime ottenute per la combinazione Sisma X per le tre tipologie
di forcelle sono riassunte di seguito. Per la tipologia FOR 1 il taglio agente è stato diviso in
due in quanto è trasmesso mediante due forcelle.
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Forcella
VSd [kN]
H [m]
MSd [kNm]
FOR 1
31.1
1.8
56
FOR 2
60.2
1.8
108
FOR 3
26.9
0.9
24
La resistenza al taglio degli elementi di forcella è stata valutata considerando l’ala della
forcella come una sezione indipendente dall’anima e facendo riferimento ai criteri per la
verifica al taglio delle sezioni in C.A. previsti per le strutture esistenti. Le resistenze al
taglio delle forcelle sono riportate nella tabella seguente.
Forcella
bw
h
Asw
s
VRd,c
VRds
VRd
[mm]
[mm]
[mm ]
[mm]
[kN]
[kN]
[kN]
FOR 1
220
135
100.5
150
21.8
23.1
21.8
FOR 2
220
135
100.5
150
24.3
23.1
23.1
FOR 3
220
140
100.5
150
21.0
23.1
21.0
2
Il confronto fra sollecitazione e resistenza nell’ipotesi di azione sismica al 100% e al 60% è
riportato per le singole sezioni di forcella nella tabella seguente
Forcella
VSd 100% [kN]
VSd 60% [kN]
VRd [kN]
FOR 1
31.1
18.7
21.8
FOR 2
60.2
36.1
23.1
FOR 3
26.9
16.1
21.0
Tutte le forcelle non risultano verificate al taglio se si considera l’azione sismica di progetto
al 100% come previsto dai riferimenti normativi nazionali (NTC). Tuttavia le sole forcelle
FOR 2 risultano non verificate per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle
norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
La resistenza a flessione delle forcelle è stata valutata ancora una volta ipotizzando che la
sezione dell’ala della forcella sia indipendente dall’anima. Si riportano le resistenze a
flessione delle singole forcelle.
Forcella
bw
h
MRd
[mm]
[mm]
[kN]
FOR 1
220
135
7.0
FOR 2
220
135
7.2
FOR 3
220
140
6.0
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Il confronto fra sollecitazione e resistenza nell’ipotesi di azione sismica al 100% e al 60% è
riportato per le singole sezioni di forcella nella tabella seguente
Forcella
MSd 100% [kNm]
MSd 60% [kNm]
MRd [kNm]
FOR 1
56
33.6
7.0
FOR 2
108
64.8
7.2
FOR 3
24
14.4
6.0
La verifica a flessione delle forcelle risulta sempre non soddisfatta sia assumendo l’azione
sismica al 100% che al 60% come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
Resistenza sismica residua attuale forcelle
La resistenza attuale delle forcella FOR 2 del Corpo B nei confronti dell’azioni sismica è
perciò pari al 6.6 % dell’azione sismica di progetto:
Mrd/Msd=7.2/108=6.6%
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11
interazione del fabbricato B con il fabbricato A
(verifica martellamento)
È stato valutato l’effetto del martellamento tra i due edifici adiacenti, il Corpo A e il Corpo
B. Il martellamento, che in caso di evento sismico avverrebbe in ogni caso dato che i due
edifici sono a contatto, deriva da un contatto a livello del coperto del capannone basso
contro il fabbricato alto che riceve l’urto sui pilastri a quell’altezza.
Figura 23 Vista in pianta del Corpo A (sinistra) e del Corpo B (destra)
Figura 24 Vista in pianta del Corpo A (sinistra) e del Corpo B (destra)
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Figura 25 Vista in configurazione deformata: spostamenti in direzione X dovuti alla combinazione Sisma X
Node
451
452
453
454
Load
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
DX (m)
0.041
0.040
0.041
0.042
DY (m)
0.013
0.014
0.014
0.014
DZ (m)
0.000
-0.001
0.000
0.000
Lo spostamento massimo in direzione x dovuto al sisma in X del Corpo B alla quota della
copertura del Corpo A (8.62 m) è di 4.2 cm.
Il contatto tra i due capannoni è in corrispondenza di 3 pilastri del corpo basso:
• Tipo AS (allineamento 8 E’)
• Tipo BA (allineamento 5 E’)
• Tipo BB (allineamento 2 E’)
È stata calcolata la resistenza a taglio dei pilastri del Corpo B in corrispondenza della
copertura del Corpo A, cioè i pilastri BB, BA e AS, a livello della trave carroponte (rif. 3),
pari a 42.8 kN.
Si è poi verificato se tale forza si poteva essere compatibile con la reazione di un
eventuale vincolo messo sui pilastri alti appartenenti al Corpo B a quella quota (cioè un
caso sismico ove il capannone vibra in presenza anche di questi vincoli in quota).
Le reazioni risultanti sono pari a 1125 kN in corrispondenza del pilastro AS, 1559 kN in
corrispondenza del pilastro BA e 1093 kN in corrispondenza del pilastro BB.
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Figura 26 Reazioni in presenza dei vincoli aggiunti
La forza derivante dalla reazione del vincolo fittizio è stata verificata se compatibile con
quella che può fornire il Corpo B, con la sua resistenza limite (applicandola staticamente
Il momento resistente minimo dei 3 pilastri BB, BA e AS è pari a:
Pilastro AS: Mrd 1750 kNm
Ms_martellamento = 1125 kN * 8.62 m = 9697 kN
Msd = 524 kNm
Mstot = 9697 + 524 = 10221 kNm
Ne risulta la resistenza sismica attuale
Mrd/Mstot = 1750/10221 = 0.17 = 17 %
12 Riepilogo livelli di resistenza sismica residua
• La resistenza attuale delle forcelle nei confronti dell’azioni sismica è pari al 6.6 %
dell’azione sismica di progetto (§ 10).
• La resistenza attuale dei pilastri nei confronti del martellamento con il fabbricato A
risulta essere pari al 17 % dell’azione sismica di progetto (§ 11).
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ALLEGATO 4
Verifica sismica edificio A nello stato di progetto
e verifica rinforzi sismici
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1 Descrizione intervento fabbricato A
L’intervento prevede che vengano tagliati tutti i altri pannelli che si trovano lungo l’affaccio
dei 2 capannoni al di sopra del coperto basso, eliminando la parte alta, per sottrarli alla
flessione conseguente al movimento relativo che subirebbero se si andasse in
avvicinamento dei 2 fabbricati. Per questo motivo tutti i pannelli prefabbricati sul lato in
comune tra i 2 corpi sono stati assegnati come massa al capannone basso perché non
avrebbero più il vincolo attuale in testa al capannone alto. È stata effettuata perciò una
nuova analisi in cui si è effettuata la verifica sismica con le nuove masse aggiunte dovute
a pannelli bassi come sul lato opposto.
Eliminando i pannelli fra i pilastri si realizza un giunto sismico in quanto si ottiene una
distanza tra i 2 corpi di 20 cm di ampiezza.
La distanza minima necessaria per realizzare il giunto sismico tra i 2 corpi alla quota di
8.62 m è di 8 cm (4.2 cm + 3.8 cm) (vedi Allegati).
Figura 27 Vista in pianta del Corpo A (sinistra) e del Corpo B (destra)
Poiché, nonostante l’eliminazione dei pannelli, alcuni pilastri non risultavano ancora
verificati al 60 % dell’azione sismica di progetto, si sono disposte delle funi di controvento
a croce di Sant’Andrea di diametro Ø27 tra l’allineamento 7 ed 8 dell’allineamento A ed E.
Figura 28 Rappresentazione del modello 3D con MIDAS GEN (v.2.1).
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Pag. 117
2
Analisi Modale
Le NTC al §7.3.3.1 dispongono che tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%
siano considerati nell’analisi modale della struttura e che la massa partecipante
complessiva ottenuta dall’analisi risulti superiore all’85%.
L’analisi è stata condotta considerando i primi 5 modi al fine di soddisfare tali richieste. Si
riportano di seguito i risultati dell’analisi modale.
Si riportano qui di seguito i risultati dell’analisi modale dell’edificio a telai paralleli. In
particolare, si riportano i risultati delle percentuali di massa partecipante nelle direzioni
principali in cui è definito il piano dell’edificio e la rotazione torsionale della struttura attorno
all’asse fuori piano (direzione Z).
Mode No
Frequency
Frequency
Period
(rad/sec)
(cycle/sec)
(sec)
1
6.3631
1.0127
0.9874
2
7.8212
1.2448
0.8034
3
7.902
1.2576
0.7951
4
10.9031
1.7353
0.5763
5
12.7268
2.0255
0.4937
6
14.2661
2.2705
0.4404
7
16.234
2.5837
0.387
8
17.7183
2.82
0.3546
9
18.3007
2.9126
0.3433
10
18.7984
2.9919
0.3342
Mode No TRAN-X
TRAN-Y
TRAN-Z
ROTN-Z
MASS(%) SUM(%) MASS(%) SUM(%) MASS(%) SUM(%) MASS(%) SUM(%)
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
94.6975
0.0111
0.0018
0.7339
0.0006
0.0008
0.0608
0.0127
0.0142
0
94.6975
94.7086
94.7104
95.4443
95.4449
95.4457
95.5064
95.5191
95.5333
95.5333
0
14.8793
74.3324
0
0.1577
0.0701
0.0001
0.0015
0.0059
6.4055
0
14.8793
89.2117
89.2117
89.3694
89.4395
89.4395
89.441
89.447
95.8525
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
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tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
0.0162
55.847
14.9015
0.0108
22.5589
2.1681
0.026
0.0005
0.0211
0.2022
0.0162
55.8632
70.7647
70.7755
93.3344
95.5025
95.5285
95.529
95.5501
95.7523
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Pag. 118
Figura 29 1° modo: T1=0.98sec
Figura 30 2° modo: T2=0.8034
Figura 31 3° modo: T3= 0.7951
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Figura 32 4° modo: T4= 0.5763
Figura 33 5° modo: T5= 0.4937
3
Verifiche agli spostamenti – SLD
Secondo il paragrafo 7.3.7.2 delle NTC “Per le costruzioni ricadenti in classe d’uso I e II si
deve verificare che l’azione sismica di progetto non produca agli elementi costruttivi senza
funzione strutturale danni tali da rendere la costruzione temporaneamente inagibile”.
Si determinano gli spostamenti relativi di interpiano per l’azione sismica di progetto relativa
allo SLD e si verifica che siano inferiori a 0.01h (equazione 7.3.17 NTC).
La condizione è sempre verificata per tutti i pilastri del Corpo A.
Allineamento
A8
B8
C8
D8
E8
A7
Tabella 5 Valutazione dei limiti di spostamento della struttura per l’azione del sisma in direzione X.
Tipo Node
Load
H (m)
ΔDX / H
ΔDy / H
drmin (%)
drmax (%)
D
N
G
T
AC
F
36
37
38
39
40
41
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
0.002016
0.015116
0.015151
0.014589
0.01472
0.017096
0.000326
0.0032
0.003934
0.003591
0.00186
0.002429
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
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tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
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Pag. 120
B7
C7
D7
E7
A6
B6
C6
D6
E6
A5
B5
C5
D5
E5
A4
B4
C4
D4
E4
A3
B3
C3
D3
E3
A2
B2
C2
D2
E2
M
H
S
P
E
L
I
R
AA
B
H
H
P
S
C
I
L
Q
Z
B
H
M
P
S
A
G
N
O
U
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
combo SLD+_X
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
0.017395
0.017374
0.0167
0.016925
0.017759
0.018064
0.018036
0.017343
0.017574
0.017044
0.01733
0.017303
0.01663
0.016867
0.017976
0.018285
0.018257
0.017565
0.017793
0.017654
0.01796
0.017939
0.017376
0.017602
0.015278
0.015477
0.015508
0.015075
0.014999
0.003196
0.003933
0.003592
0.001869
0.002487
0.003195
0.003934
0.003592
0.001884
0.00248
0.003196
0.003934
0.003592
0.001882
0.002413
0.0032
0.003934
0.003592
0.001865
0.002414
0.003207
0.003934
0.003593
0.001866
0.002467
0.003212
0.003936
0.003574
0.001876
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
Tabella 6 Valutazione dei limiti di spostamento della struttura per l’azione del sisma in direzione Y.
A8
A9
A10
A11
A12
A13
A14
A15
A16
A17
A18
A19
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
0.011777
0.011964
0.012139
0.011769
0.011988
0.012251
0.012507
0.012503
0.011974
0.012223
0.009775
0.009972
0.007764
0.010445
0.012814
0.011653
0.005881
0.007818
0.010436
0.012809
0.011657
0.005913
0.008052
0.010433
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 121
A20
A21
A22
A23
A24
A25
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A27
A28
A29
A30
A31
A32
A33
A34
A35
A36
A37
A38
A39
A40
A41
A42
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
D
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
combo SLD+_Y
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
7.40
0.009954
0.009486
0.009762
0.005355
0.005447
0.005438
0.005093
0.005398
0.009481
0.009671
0.009657
0.009202
0.009473
0.012233
0.012487
0.012485
0.01206
0.01232
0.011714
0.011894
0.012065
0.011834
0.011844
0.012812
0.011659
0.005977
0.008075
0.010432
0.012814
0.01166
0.005989
0.007882
0.010437
0.012812
0.01166
0.00595
0.007873
0.010445
0.012807
0.011665
0.005955
0.008045
0.010456
0.012811
0.011605
0.005988
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.037
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
0.074
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
< 0.01h
Risultando il drift di interpiano sempre inferiore a 0.5% la condizione risulta sempre
verificata per l’azione sismica di progetto prevista per l’edificio industriale, risulta pertanto
sicuramente verificata anche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle
norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
4
Verifiche degli effetti del secondo ordine – SLV
E’ stato valutato il fattore θ, come definito nelle NTC al paragrafo 7.3.1, per determinare
l’amplificazione dovuta alle non linearità geometriche.
Le non linearità geometriche sono tenute in conto, quando necessario, attraverso il fattore
θ di seguito definito.
θ=
p ⋅ dr
V ⋅h
Ove:
p
carico verticale totale (QP) della parte di struttura sovrastante l’orizzontamento in
esame;
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 122
dr
spostamento orizzontale medio d’interpiano, ovvero la differenza tra lo spostamento
orizzontale dell’orizzontamento in esame e lo spostamento orizzontale dell’orizzontamento
appena sottostante;
V
forza orizzontale in corrispondenza dell’orizzontamento in esame;
h
differenza di quota tra l’orizzontamento in esame e quello appena sottostante.
In particolare, attraverso l’equazione proposta dalle NTC, in direzione X non si determina
mai un fattore θ maggiore di 0.1 perciò la verifica risulta soddisfatta senza amplificare le
azioni agenti di un fattore correttivo.
In direzione Y si determina un fattore θ maggiore di 0.1 solo per l’allineamento A (A7, A4 e
A3). Solo per questi elementi le azioni agenti saranno amplificate di un fattore correttivo
pari a 1.19, 1.18 e 1.19.
Tabella 7 Valutazione degli effetti di secondo ordine per l’azione del sisma in direzione X.
AllineaTipo Elem
Load
H (m) Axial (kN) Shear-z (kN) Node
mento
combo
A8
D
1
7.4
-88.27
15.62
36
SLV+_X
combo
B8
N
2
7.4
-171.66
16.89
37
SLV+_X
combo
C8
G
3
7.4
-167.68
17.04
38
SLV+_X
combo
D8
T
4
7.4
-217.19
41.08
39
SLV+_X
combo
E8
AC
5
7.4
-165.69
40.92
40
SLV+_X
combo
A7
F
6
7.4
-154.34
17.71
41
SLV+_X
combo
B7
M
7
7.4
-299.13
19.95
42
SLV+_X
combo
C7
H
8
7.4
-291.52
19.85
43
SLV+_X
combo
D7
S
9
7.4
-376.87
49.69
44
SLV+_X
combo
E7
P
10
7.4
-290.96
49.43
45
SLV+_X
combo
A6
E
11
7.4
-174.23
18.41
46
SLV+_X
combo
B6
L
12
7.4
-299.88
20.72
47
SLV+_X
combo
C6
I
13
7.4
-292.17
20.55
48
SLV+_X
combo
D6
R
14
7.4
-378.26
51.46
49
SLV+_X
combo
E6
AA
15
7.4
-307.52
51.15
50
SLV+_X
combo
A5
B
16
7.4
-174.19
17.69
51
SLV+_X
combo
B5
H
17
7.4
-299.83
19.84
52
SLV+_X
combo
C5
H
18
7.4
-292.13
19.69
53
SLV+_X
combo
D5
P
19
7.4
-378.23
49.09
54
SLV+_X
combo
E5
S
20
7.4
-307.51
48.83
55
SLV+_X
Drx (m)
θ
check
0.039
0.030
<0.1
0.040
0.055
<0.1
0.040
0.053
<0.1
0.039
0.028
<0.1
0.039
0.021
<0.1
0.045
0.053
<0.1
0.046
0.093
<0.1
0.046
0.091
<0.1
0.044
0.046
<0.1
0.045
0.036
<0.1
0.047
0.060
<0.1
0.048
0.093
<0.1
0.048
0.092
<0.1
0.046
0.046
<0.1
0.046
0.038
<0.1
0.045
0.060
<0.1
0.046
0.094
<0.1
0.046
0.092
<0.1
0.044
0.046
<0.1
0.044
0.038
<0.1
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 123
A4
C
21
B4
I
22
C4
L
23
D4
Q
24
E4
Z
25
A3
B
26
B3
H
27
C3
M
28
D3
P
29
E3
S
30
A2
A
31
B2
G
32
C2
N
33
D2
O
34
E2
U
35
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
7.4
-155.22
18.62
56
0.048
0.054
<0.1
7.4
-299.86
20.94
57
0.048
0.094
<0.1
7.4
-292.17
20.78
58
0.048
0.092
<0.1
7.4
-378.25
52.13
59
0.047
0.046
<0.1
7.4
-292.48
51.79
60
0.047
0.036
<0.1
7.4
-154.04
18.12
61
0.047
0.054
<0.1
7.4
-298.94
20.41
62
0.048
0.094
<0.1
7.4
-291.39
20.3
63
0.047
0.092
<0.1
7.4
-475.27
55.06
64
0.046
0.054
<0.1
7.4
-389.58
54.67
65
0.046
0.045
<0.1
7.4
-108.03
16.07
66
0.040
0.037
<0.1
7.4
-171.6
17.35
67
0.041
0.055
<0.1
7.4
-167.54
17.5
68
0.041
0.053
<0.1
7.4
-187.95
41.5
69
0.040
0.024
<0.1
7.4
-151.67
40.86
70
0.040
0.020
<0.1
θ
check
coeff
0.055
<0.1
1
0.040
<0.1
1
0.039
<0.1
1
0.030
<0.1
1
0.022
<0.1
1
0.162
0.1 < dr < 0.2
1.19
0.072
<0.1
1
0.070
<0.1
1
0.051
<0.1
1
0.044
<0.1
1
0.041
<0.1
1
0.072
<0.1
1
Tabella 8 Valutazione degli effetti di secondo ordine per l’azione del sisma in direzione Y.
AllineaAxial
ShearTipo Elem
Load
H (m)
Node Dry (m)
mento
(kN)
y (kN)
combo
A8
D
1
7.4
-43.4
1.47
36
0.014
SLV+_Y
combo
B8
N
2
7.4
-170.9
10.7
37
0.019
SLV+_Y
combo
C8
G
3
7.4
-166.02
13.13
38
0.023
SLV+_Y
combo
D8
T
4
7.4
-216
20.38
39
0.021
SLV+_Y
combo
E8
AC
5
7.4
-131.87
8.49
40
0.010
SLV+_Y
combo
A7
F
6
7.4
-111.3
1.28
41
0.014
SLV+_Y
combo
B7
M
7
7.4
-298.63
10.37
42
0.018
SLV+_Y
combo
C7
H
8
7.4
-291.32
12.75
43
0.023
SLV+_Y
combo
D7
S
9
7.4
-376.7
20.54
44
0.021
SLV+_Y
combo
E7
P
10
7.4
-257.95
8.32
45
0.010
SLV+_Y
combo
A6
E
11
7.4
-173.98
8.26
46
0.014
SLV+_Y
combo
B6
L
12
7.4
-299.7
10.37
47
0.018
SLV+_Y
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 124
C6
I
13
D6
R
14
E6
AA
15
A5
B
16
B5
H
17
C5
H
18
D5
P
19
E5
S
20
A4
C
21
B4
I
22
C4
L
23
D4
Q
24
E4
Z
25
A3
B
26
B3
H
27
C3
M
28
D3
P
29
E3
S
30
A2
A
31
B2
G
32
C2
N
33
D2
O
34
E2
U
35
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
7.4
-292.05
12.75
48
0.023
0.070
<0.1
1
7.4
-378.2
20.56
49
0.021
0.051
<0.1
1
7.4
-307.38
7.86
50
0.011
0.056
<0.1
1
7.4
-174.71
8.28
51
0.014
0.041
<0.1
1
7.4
-300.13
10.37
52
0.018
0.072
<0.1
1
7.4
-292.31
12.76
53
0.023
0.070
<0.1
1
7.4
-378.32
20.59
54
0.021
0.051
<0.1
1
7.4
-307.81
7.74
55
0.011
0.057
<0.1
1
7.4
-112.08
1.37
56
0.014
0.154
0.1 < dr < 0.2
1.18
7.4
-299.68
10.37
57
0.018
0.072
<0.1
1
7.4
-292.06
12.75
58
0.023
0.070
<0.1
1
7.4
-378.19
20.65
59
0.021
0.051
<0.1
1
7.4
-259.87
7.98
60
0.010
0.046
<0.1
1
7.4
-109.77
1.27
61
0.014
0.163
0.1 < dr < 0.2
1.19
7.4
-298.42
10.38
62
0.019
0.072
<0.1
1
7.4
-291.2
12.75
63
0.023
0.070
<0.1
1
7.4
-475.1
21.22
64
0.021
0.063
<0.1
1
7.4
-357.2
8.45
65
0.010
0.060
<0.1
1
7.4
-107.06
8.35
66
0.014
0.025
<0.1
1
7.4
-171.05
10.71
67
0.019
0.040
<0.1
1
7.4
-165.89
13.13
68
0.023
0.039
<0.1
1
7.4
-186.81
16.78
69
0.021
0.031
<0.1
1
7.4
-150.25
8.6
70
0.011
0.025
<0.1
1
Attraverso l’equazione proposta dalle NTC, si determina un fattore θ maggiore di 0.1 solo
per alcuni pilastri: le azioni agenti sono state amplificate di un fattore correttivo pari 1.12.
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 125
5
Verifiche a presso – flessione dei pilastri
Le verifiche sono state condotte sulle sezioni 50x50 e 70x50 secondo le tipologie
evidenziate dalla documentazione.
I valori del momento resistente e della posizione dell’asse neutro, sono stati determinati
tramite il programma del prof. Gelfi dell’Università di Brescia (VcaSLU), applicando
l’azione assiale di progetto allo Stato Limite di Salvaguardia della Vita. I diagrammi così
ottenuti vengono quindi confrontati con i momenti flettenti determinati dalle combinazioni di
carico SLV con sisma in direzione X e Y.
5.1. Verifiche pilastri con sezione 50x50
Il grafici riassumono le azioni valutate dal modello per tutti i pilastri con sezione 50x50cm (i
diagrammi resistenti si riferiscono alla singola tipologia di pilastro 50x50 con la relativa
azione assiale agente per la combinazione SLV) con le condizioni minime richieste dal
Decreto Legge n°74 del 2012: 60% del livello di sic urezza di una struttura di nuova
costruzione.
Per tutte le tipologie il livello di sicurezza del 60% è garantito.
I grafici rappresentano il comportamento resistente a presso-flessione deviata per ogni
tipologia di pilastro e le relative azioni agenti per ciascun allineamento individuato
all’interno delle tavole progettuali.
Figura 34 Verifica pilastri a presso-flessione per Combo Sisma X e Y – azioni 60%: tipo A e D.
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 126
Figura 35 Verifica pilastri a presso-flessione per Combo Sisma X e Y – azioni 60%: tipo G e N.
Figura 36 Verifica pilastri a presso-flessione per Combo Sisma X e Y – azioni 60%: tipo B, C, E, F, H, I e L
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
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Pag. 127
Le verifiche a presso-flessione deviata dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista
per l’edificio industriale risultano tutte soddisfatte e gli elementi risultano verificati per
un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali come richiesto dal
D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
5.2. Verifiche pilastri con sezione 50x70
Il grafici riassumono le azioni valutate dal modello per tutti i pilastri con sezione 50x70cm (i
diagrammi resistenti si riferiscono alla singola tipologia di pilastro 50x70 con la relativa
azione assiale agente per la combinazione SLV) con le condizioni minime richieste dal
Decreto Legge n°74 del 2012: 60% del livello di sic urezza di una struttura di nuova
costruzione.
Per tutte le tipologie il livello di sicurezza del 60% è garantito.
I grafici rappresentano il comportamento resistente a presso-flessione deviata per ogni
tipologia di pilastro e le relative azioni agenti per ciascun allineamento individuato
all’interno delle tavole progettuali.
Figura 37 Verifica pilastri a presso-flessione per Combo Sisma X e Y – azioni 60%: tipo O, P, R, S, T, Z, AA e AC
Le verifiche a presso-flessione deviata dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista
per l’edificio industriale risultano tutte soddisfatte e gli elementi risultano verificati per
un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali come richiesto dal
D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
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Pag. 128
6
Verifiche a taglio dei pilastri
In questi sotto-paragrafi sono riportati i principali risultati ottenuti dalla valutazione a taglio
delle sezioni di base dei pilastri 50x50 e 50x70 dei pilastri. La valutazione delle resistenze
a taglio è stata condotta secondo le indicazioni del capitolo 4.1.2.1 delle NTC.
Tipo
D
N
G
T
AC
F
M
H
S
P
E
L
I
R
AA
B
H
H
P
S
C
I
L
Q
Z
B
H
M
P
S
A
G
N
O
Sez
50x50
50x50
50x50
50x50
50x70
50x50
50x50
50x50
50x50
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x50
Nome
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
Combinazione
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
Staffe
N
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/26
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
2Ø6/25
[kN]
-88.27
-171.66
-167.68
-217.19
-165.69
-154.34
-299.13
-291.52
-376.87
-290.96
-174.23
-299.88
-292.17
-378.26
-307.52
-174.19
-299.83
-292.13
-378.23
-307.51
-155.22
-299.86
-292.17
-378.25
-292.48
-154.04
-298.94
-291.39
-475.27
-389.58
-108.03
-171.6
-167.54
-187.95
Vy,max Vz,max
[kN]
0.47
3.27
4.02
6.26
2.75
0.36
3.17
3.91
6.31
2.68
2.54
3.17
3.91
6.31
2.45
2.54
3.17
3.91
6.33
2.42
0.45
3.17
3.91
6.35
2.63
0.36
3.18
3.91
6.53
2.89
2.55
3.28
4.02
5.15
[kN]
15.62
16.89
17.04
41.08
40.92
17.71
19.95
19.85
49.69
49.43
18.41
20.72
20.55
51.46
51.15
17.69
19.84
19.69
49.09
48.83
18.62
20.94
20.78
52.13
51.79
18.12
20.41
20.3
55.06
54.67
16.07
17.35
17.5
41.5
bw
h
d
[mm] [mm] [mm]
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
500
450
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Pag. 129
U
50x70
35
combo SLV+_X 2Ø6/25 -151.67
Nome VRd,min
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
[kN]
106.7
95.4
96.0
89.3
131.3
97.8
78.2
79.3
67.7
113.8
95.1
78.1
79.2
101.7
111.5
95.1
78.1
79.2
101.7
111.5
97.7
78.1
79.2
101.7
113.6
97.8
78.3
79.3
88.2
100.1
104.0
95.4
96.0
93.2
133.2
2.67
VRd
VRdc
VRds
VRd
[kN]
119.0
107.7
108.3
101.6
134.6
110.1
90.5
91.6
80.0
117.1
107.4
90.4
91.5
105.0
114.8
107.4
90.4
91.5
105.0
114.8
110.0
90.4
91.5
105.0
116.9
110.1
90.5
91.6
91.5
103.4
116.3
107.7
108.3
105.5
136.5
[kN]
1635.9
1619.0
1619.8
1609.8
2354.1
1622.5
1593.2
1594.7
1577.4
2328.0
1618.5
1593.0
1594.6
2309.7
2324.5
1618.5
1593.0
1594.6
2309.7
2324.5
1622.3
1593.0
1594.6
2309.7
2327.6
1622.6
1593.2
1594.7
2289.5
2307.4
1631.9
1619.0
1619.8
1615.7
2357.1
[kN]
35.1
35.1
35.1
35.1
50.6
35.1
35.1
35.1
35.1
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
35.1
50.6
[kN]
35.1
35.1
35.1
35.1
50.6
35.1
35.1
35.1
35.1
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
50.6
50.6
35.1
35.1
35.1
35.1
50.6
40.86
500
700
VSd/VRd VSd/VRd
0.45
0.48
0.49
1.17
0.81
0.51
0.57
0.57
1.42
0.98
0.53
0.59
0.59
1.02
1.01
0.50
0.57
0.56
0.97
0.96
0.53
0.60
0.59
1.03
1.02
0.52
0.58
0.58
1.09
1.08
0.46
0.50
0.50
1.18
0.81
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
60%
0.27
0.29
0.29
0.70
0.48
0.30
0.34
0.34
0.85
0.59
0.32
0.35
0.35
0.61
0.61
0.30
0.34
0.34
0.58
0.58
0.32
0.36
0.36
0.62
0.61
0.31
0.35
0.35
0.65
0.65
0.28
0.30
0.30
0.71
0.48
650
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 130
Figura 38 Verifica delle azioni di taglio di progetto al 60% della direzione di sisma X confrontato con il taglio resistente
(determinato dalla crisi delle armature trasversali).
Tipo
D
N
G
T
AC
F
M
H
S
P
E
L
I
R
AA
B
H
H
Sez
50x50
50x50
50x50
50x50
50x70
50x50
50x50
50x50
50x50
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
Nome
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Combinazione
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
Staffe
N
2Ø6/25
2Ø6/26
2Ø6/27
2Ø6/28
2Ø6/29
2Ø6/30
2Ø6/31
2Ø6/32
2Ø6/33
2Ø6/34
2Ø6/35
2Ø6/36
2Ø6/37
2Ø6/38
2Ø6/39
2Ø6/40
2Ø6/41
2Ø6/42
[kN]
-43.4
-170.9
-166.02
-216
-131.87
-111.3
-298.63
-291.32
-376.7
-257.95
-173.98
-299.7
-292.05
-378.2
-307.38
-174.71
-300.13
-292.31
Vy,max Vz,max
[kN]
1.47
10.7
13.13
20.38
8.49
1.28
10.37
12.75
20.54
8.32
8.26
10.37
12.75
20.56
7.86
8.28
10.37
12.76
[kN]
11.93
13.1
13.8
34.81
35.32
12.47
14.39
14.42
37.15
37.1
10.05
11.53
11.43
29.18
29.3
5.54
6.23
6.18
bw
h
d
[mm] [mm] [mm]
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
500
700
650
500
700
650
500
500
450
500
500
450
500
500
450
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
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P
S
C
I
L
Q
Z
B
H
M
P
S
A
G
N
O
U
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x70
50x70
50x50
50x50
50x50
50x50
50x70
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
combo SLV+_Y
2Ø6/43
2Ø6/44
2Ø6/45
2Ø6/46
2Ø6/47
2Ø6/48
2Ø6/49
2Ø6/50
2Ø6/51
2Ø6/52
2Ø6/53
2Ø6/54
2Ø6/55
2Ø6/56
2Ø6/57
2Ø6/58
2Ø6/59
-378.32
-307.81
-112.08
-299.68
-292.06
-378.19
-259.87
-109.77
-298.42
-291.2
-475.1
-357.2
-107.06
-171.05
-165.89
-186.81
-150.25
20.59
7.74
1.37
10.37
12.75
20.65
7.98
1.27
10.38
12.75
21.22
8.45
8.35
10.71
13.13
16.78
8.6
VRd,min
VRd
VRdc
VRds
VRd
[kN]
112.8
95.5
96.2
89.5
136.0
103.6
78.3
79.3
67.8
118.4
95.1
78.2
79.2
101.7
111.5
95.0
78.1
79.1
101.7
111.5
103.5
78.2
[kN]
125.0
107.9
108.6
101.9
139.5
116.1
90.8
91.8
80.3
122.1
107.8
90.8
91.9
105.5
115.4
107.8
90.9
92.0
105.7
115.6
116.5
91.2
[kN]
1645.0
1619.1
1620.1
1610.0
2361.2
1631.2
1593.3
1594.8
1577.5
2334.9
1618.5
1593.1
1594.6
2309.7
2324.5
1618.4
1593.0
1594.6
2309.7
2324.4
1631.1
1593.1
[kN]
34.5
34.4
34.2
34.1
49.1
33.8
33.7
33.6
33.4
48.1
33.2
33.1
32.9
47.4
47.2
32.6
32.5
32.3
46.5
46.4
32.0
31.9
[kN]
34.5
34.4
34.2
34.1
49.1
33.8
33.7
33.6
33.4
48.1
33.2
33.1
32.9
47.4
47.2
32.6
32.5
32.3
46.5
46.4
32.0
31.9
15.14
15.57
9.72
11.15
11.07
28.31
28.39
12.32
14.22
14.25
40.98
40.92
11.91
13.05
13.73
33.25
33.23
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
500
VSd/VRd VSd/VRd
0.35
0.38
0.40
1.02
0.72
0.37
0.43
0.43
1.11
0.77
0.30
0.35
0.35
0.62
0.62
0.17
0.19
0.19
0.33
0.34
0.30
0.35
60%
0.21
0.23
0.24
0.61
0.43
0.22
0.26
0.26
0.67
0.46
0.18
0.21
0.21
0.37
0.37
0.10
0.12
0.11
0.20
0.20
0.18
0.21
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
700
700
500
500
500
700
700
500
500
500
700
700
500
500
500
500
700
650
650
450
450
450
650
650
450
450
450
650
650
450
450
450
450
650
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Pag. 132
79.2
101.7
118.2
103.8
78.3
79.3
88.2
104.6
104.2
95.5
96.2
93.4
133.4
92.2
106.0
122.5
117.0
91.5
92.5
92.7
109.1
117.5
108.9
109.6
106.8
138.2
1594.6
2309.7
2334.5
1631.5
1593.3
1594.8
2289.5
2314.1
1632.1
1619.1
1620.2
1615.9
2357.4
31.7
45.7
45.5
31.4
31.3
31.2
44.9
44.7
30.9
30.7
30.6
30.5
43.9
31.7
45.7
45.5
31.4
31.3
31.2
44.9
44.7
30.9
30.7
30.6
30.5
43.9
0.35
0.62
0.62
0.39
0.45
0.46
0.91
0.91
0.39
0.42
0.45
1.09
0.76
0.21
0.37
0.37
0.24
0.27
0.27
0.55
0.55
0.23
0.25
0.27
0.65
0.45
Figura 39 Verifica delle azioni di taglio di progetto al 60% della direzione di sisma Y confrontato con il taglio resistente
(determinato dalla crisi delle armature trasversali).
Le verifiche a taglio dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista per l’edificio
industriale risultano tutte soddisfatte e gli elementi risultano verificati per un’azione sismica
pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012
n. 74.
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 133
7
Verifiche dei controventi di rinforzo
Si riportano di seguito gli sforzi assiali risultanti nei diagonali di controvento di diametro
Ø27 ciascuno considerando l’azione sismica al 60%.
Figura 40 Distribuzione forza assiali elementi: sisma in direzione Y
Si riportano le sollecitazioni ottenute negli elementi:
Elem
310
311
312
313
314
315
316
317
Elem
310
311
Load
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
combo
SLV+_X
Load
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
Part
Axial 60%
(kN)
A
(mm2)
σ
(Mpa)
I[26]
18.95
572.6
33.10
I[1]
19.22
572.6
33.57
I[5]
14.27
572.6
24.93
I[30]
14.24
572.6
24.88
I[21]
18.98
572.6
33.15
I[6]
19.26
572.6
33.64
I[10]
14.62
572.6
25.54
I[25]
14.14
572.6
24.70
Part
Axial 60%
(kN)
A
(mm2)
σ (Mpa)
I[26]
63.07
572.6
110.14
I[1]
63.00
572.6
110.02
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 134
312
313
314
315
316
317
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
I[5]
47.05
572.6
82.16
I[30]
46.97
572.6
82.03
I[21]
63.01
572.6
110.05
I[6]
62.71
572.6
109.51
I[10]
47.08
572.6
82.21
I[25]
47.02
572.6
82.11
È stato effettuato un secondo modello in cui si sono inseriti unicamente i diagonali tesi
(una direzione per volta) considerando l’azione sismica al 60%.
Figura 41 Distribuzione forza assiali elementi: sisma in direzione Y
Si riportano le sollecitazioni ottenute negli elementi:
Elem
311
311
312
312
314
314
317
317
Load
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
combo SLV+_X
Part
I[1]
J[41]
I[5]
J[45]
I[21]
J[61]
I[25]
J[65]
Axial 60% (kN)
32.48
32.48
30.40
30.40
32.12
32.12
29.98
29.98
A (mm2)
572.6
572.6
572.6
572.6
572.6
572.6
572.6
572.6
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
σ (Mpa)
56.74
56.74
53.10
53.10
56.10
56.10
52.37
52.37
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Pag. 135
Elem
311
311
312
312
314
314
317
317
Load
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
combo
SLV+_Y
Part
Axial 60%
(kN)
A
(mm2)
σ
(Mpa)
I[1]
93.174
572.6
162.73
J[41]
93.174
572.6
162.73
I[5]
85.956
572.6
150.13
J[45]
85.956
572.6
150.13
I[21]
92.484
572.6
161.53
J[61]
92.484
572.6
161.53
I[25]
85.236
572.6
148.87
J[65]
85.236
572.6
148.87
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pagina bianca
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Pag. 137
ALLEGATO 5
Verifica sismica edificio B nello stato di progetto
e verifica rinforzi sismici
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Pag. 138
1
Descrizione intervento
L’analisi è stata condotta eliminando i pannelli al di sopra del livello della copertura del lato
verso il Corpo A. Si prevede di sostituirli con dei pannelli sandwich in lamiera il cui peso è
trascurabile rispetto all’attuale.
Figura 42 Rappresentazione del modello 3D con la nuova distribuzione di carichi dovuti ai pannelli
La distanza minima necessaria per realizzare il giunto sismico tra i 2 corpi alla quota di
8.62 m è di 8 cm (4.2 cm + 3.8 cm) (vedi Allegati 2 e 3).
2 Analisi Modale
Le NTC al §7.3.3.1 dispongono che tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%
siano considerati nell’analisi modale della struttura e che la massa partecipante
complessiva ottenuta dall’analisi risulti superiore all’85%.
L’analisi è stata condotta considerando i primi 15 modi al fine di soddisfare tali richieste. Si
riportano di seguito i risultati dell’analisi modale.
Mode No
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Frequency
(rad/sec)
3.427
3.4511
3.7371
9.1694
14.608
14.7852
18.0834
20.1154
20.417
20.6537
Frequency
(cycle/sec)
0.5454
0.5493
0.5948
1.4594
2.3249
2.3531
2.8781
3.2015
3.2495
3.2871
Period
(sec)
1.8335
1.8206
1.6813
0.6852
0.4301
0.425
0.3475
0.3124
0.3077
0.3042
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11
12
13
14
15
Mode No
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
21.0705
21.4623
22.3769
22.5896
25.9367
3.3535
3.4158
3.5614
3.5952
4.1279
0.2982
0.2928
0.2808
0.2781
0.2423
TRAN-X
TRAN-Y
TRAN-Z
ROTN-Z
MASS(%) SUM(%) MASS(%) SUM(%) MASS(%) SUM(%) MASS(%) SUM(%)
0.2528
0.2528 79.4216 79.4216
0
0
0.0118
0.0118
79.1871 79.4399
0.2929 79.7145
0
0
1.5496
1.5614
1.0984 80.5383
0.0743 79.7887
0
0 81.5085 83.0699
0.08 80.6183
0.0564 79.8452
0
0
0.3193 83.3891
0.0997
80.718
1.1535 80.9986
0
0
0.001 83.3901
0.0344 80.7523
1.0514
82.05
0
0
0.0063 83.3964
0.0018 80.7542 13.7074 95.7574
0
0
1.2431 84.6395
0.0809 80.8351
0.0193 95.7767
0
0
0.0389 84.6783
0.2465 81.0816
0.0127 95.7893
0
0
0.098 84.7764
0.0519 81.1334
0.0055 95.7948
0
0
0.0188 84.7952
0.0196
81.153
0 95.7949
0
0
0.0016 84.7968
0.0002 81.1532
0.0002 95.7951
0
0
0.0003 84.7971
5.5533 86.7065
0.0008 95.7959
0
0
0.4437 85.2408
9.1839 95.8904
0.0514 95.8473
0
0
3.569 88.8098
1.6018 97.4922
0.0163 95.8636
0
0
3.5944 92.4042
Figura 43 1° modo: T1 = 1.83s
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 140
Figura 44 2° modo: T2 = 1.82s
Figura 45 3° modo: T3 = 1.68s
3
Verifiche agli spostamenti – SLD
Secondo il §7.3.7.2 delle NTC “Per le costruzioni ricadenti in classe d’uso I e II si deve
verificare che l’azione sismica di progetto non produca agli elementi costruttivi senza
funzione strutturale danni tali da rendere la costruzione temporaneamente inagibile”.
Si determinano i massimi spostamenti relativi di interpiano per l’azione sismica di progetto
relativa allo SLD e si verifica che siano inferiori a 0.01h (NTC equazione 7.3.17). Data la
presenza di una porzione di struttura monopiano e di una con un impalcato intermedio le
verifiche sono state condotte verificando tre spostamenti di interpiano:
1. Globale: il massimo spostamento di interpiano misurato fra gli elementi di copertura
e la base del modello.
2. Impalcato inferiore: il massimo spostamento di interpiano misurato fra l’impalcato e
la base del modello.
3. Impalcato superiore: il massimo spostamento di interpiano misurato fra l’impalcato e
gli elementi di copertura.
Nella tabella seguente sono riassunti i dettagli delle verifiche per le combinazioni di carico
Sisma SLD X e Sisma SLD Y.
Load Case
SLD-X(RS)
Story
Globale
Level (m) δmax (m) drmin % drmax %
12.43
0.0381
0.1243
0.6215 <0.01 h
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Pag. 141
SLD-X(RS)
SLD-Y(RS)
SLD-Y(RS)
Impalcato
Globale
Impalcato
5
12.43
5
0.0082
0.0025
0.0007
0.05
0.1243
0.05
0.25 <0.01 h
0.6215 <0.01 h
0.25 <0.01 h
Risultando il drift di interpiano sempre inferiore a 0.5% la condizione risulta sempre
verificata per l’azione sismica di progetto prevista per l’edificio industriale, risulta pertanto
sicuramente verificata anche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle
norme nazionali come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
4
Verifiche degli effetti del secondo ordine – SLV
Secondo quanto previsto al §7.3.1 delle NTC è stato valutato il fattore θ, per determinare
l’importanza degli effetti del secondo ordine nella valutazione della risposta sismica della
struttura in esame. Il fattore θ è definito in funzione del massimo spostamento relativo fra
gli impalcati, del taglio di piano e del carico assiale agente sull’impalcato superiore.
Essendo in presenza di due porzioni di struttura una monopiano e l’altra pluripiano, in via
semplificata si è assunta l’intera copertura come impalcato superiore con il suo carico
complessivo per la verifica del monopiano e il solo impalcato intermedio con i suoi carichi
per la verifica in zona pluripiano. Per la prima verifica è stato considerato il taglio alla base
complessivo, per la seconda solo quello relativo agli elementi verticali presenti nella
porzione dell’impalcato intermedio. Essendo una verifica allo SLV gli spostamenti ottenuti
dal modello sono stati amplificati del fattore di struttura q = 1.5. Nella tabella seguente
sono riassunti gli esiti della verifica:
Load
FX (kN)
Sisma X 1639.094
FZ (kN)
16098
dx
h
0.106065 12
θ
0.0868
Load
FY (kN)
Sisma Y 1583.949
FZ (kN)
16098
d
h
0.108191 12
θ
0.0916
Essendo il valore di θ sempre inferiore a 0.1 è possibile trascurare gli effetti del secondo
ordine ai fini delle analisi.
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Pag. 142
5
Verifiche a presso – flessione dei pilastri
Di seguito si riporta un prospetto delle sezioni considerate e delle sollecitazioni ottenute
dalle analisi.
Elem
Load
Part
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
Sisma X
I[1]
I[2]
I[3]
I[4]
I[5]
I[6]
I[7]
I[8]
I[9]
I[10]
I[11]
I[12]
I[13]
I[14]
I[15]
I[16]
I[17]
I[18]
I[19]
I[20]
I[21]
I[22]
I[23]
I[24]
I[25]
I[26]
I[27]
I[28]
I[29]
I[30]
I[31]
I[32]
I[33]
I[34]
I[35]
I[36]
Axial
Shear-y
(kN)
(kN)
-571.98
16.99
-614.02
15.58
-689.25
14.79
-613.55
14.83
-688.8
14.29
-996.11
33.6
-1082.65 31.68
-459
21.11
-459
23.05
-459
21.11
-459
23.05
-992.62
16.56
-822.43
15.44
-973.87
14.55
-823.07
13.62
-973.67
14.15
-1630.67 32.39
-1905.12 33.48
-459
21.11
-459
23.05
-459
21.11
-459
23.05
-679.66
15.95
-566.44
14.85
-666.68
14.33
-565.93
13.26
-665.55
15.04
-1242.09 30.85
-1485.65 40.53
-340.67
8.33
-361.97
7.8
-387.42
7.45
-362.11
7.37
-387.31
7.39
-610.28
18.73
-658.96
22.29
Shear-z
(kN)
49.77
49.8
49.86
50.35
50.38
126.07
123.74
58.98
58.94
56.81
56.91
46.06
46.87
46.38
46.95
46.55
76.6
76.33
56.02
56.15
56.65
56.71
44.13
44.6
44.18
44.8
44.23
59.63
59.3
23.29
23.44
23.64
23.44
23.65
27.6
28.34
Torsion Moment- Moment(kN*m) y (kN*m) z (kN*m)
9.59
476.03
180.43
8.71
475.38
171.53
9.21
474.66
163.12
9.36
475.8
157.74
18.37
474.58
154.05
8.96
535.56
160.04
8.96
533.82
171.41
4.83
312.28
105.53
4.83
312.26
115.26
4.83
307.81
105.53
4.83
307.99
115.26
8.22
477.38
177.41
8.45
479.62
167.85
8.78
477.9
158.83
9.84
479.21
149.73
11.38
477.42
148.76
8.96
467.74
157.85
8.96
469.54
176.3
4.83
306.72
105.53
4.83
306.94
115.26
4.83
310.5
105.53
4.83
310.63
115.26
6.53
488.4
171.33
7.97
489.72
162.9
9
488.31
154.69
8.66
489.56
146.12
13.88
487.58
150.02
8.96
476.32
155.63
8.96
477.1
185.77
0
268.42
94.96
0
269.34
89.82
0
270.57
85.29
0
269.36
82.23
0
270.58
83.3
4.83
262.83
87.2
4.83
262.28
98.29
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
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Pag. 143
Poiché le sollecitazioni nei pilastri risultano pressoché invariate rispetto al modello del
Corpo B esistente e i pilastri risultavano già tutti verificati, si riporta il dominio di un pilastro
tipo I con le nuove sollecitazioni.
Figura 46 Verifica pilastro a presso-flessione per Combo Sisma X e Y – azioni 100%: tipo G.
Le verifiche a presso-flessione deviata dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista
per l’edificio industriale risultano tutte soddisfatte. Risultano pertanto sicuramente
verificate anche per un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali
come richiesto dal D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
6
Verifiche a taglio dei pilastri
Le verifiche a taglio dei pilastri sono state condotto secondo quanto previsto nella circolare
alle NTC al §C.8.7.2.5 per gli elementi di strutture esistenti. Le resistenze dei materiali
sono state assunte pari ai valori medi ridotti del fattore di confidenza e dei coefficienti
parziali di sicurezza.
Gli esiti delle verifiche sono riportati nel prospetto seguente.
Nome
Livello
Staffe
El.
Comb
N
Vy,max
Vz,max
VRd
[kN]
[kN]
[kN]
[kN]
VSd/VRd
VSd/VRd
60%
1E
1
2Ø6/25
30
Sisma X
-340.67
8.33
23.29
42.8
0.54
0.33
1F
1
2Ø6/25
31
Sisma X
-361.97
7.8
23.44
42.8
0.55
0.33
1G
1
2Ø6/25
32
Sisma X
-387.42
7.45
23.64
42.8
0.55
0.33
1H
1
2Ø6/25
33
Sisma X
-362.11
7.37
23.44
42.8
0.55
0.33
1I
1
2Ø6/25
34
Sisma X
-387.31
7.39
23.65
42.8
0.55
0.33
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Pag. 144
1L
1
2Ø6/25
35
Sisma X
-610.28
18.73
27.6
42.8
0.64
0.39
0
2
2Ø6/25
101
Sisma X
-316.29
11.01
25.24
42.8
0.59
0.35
1M
1
2Ø6/25
36
Sisma X
-658.96
22.29
28.34
42.8
0.66
0.40
0
2
2Ø6/25
102
Sisma X
-364.96
12.23
26.46
42.8
0.62
0.37
2E
1
2Ø6+2Ø8/25
23
Sisma X
-679.66
15.95
44.13
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
117
Sisma X
-553.79
15.5
47.33
46.7
1.01
0.61
2F
1
2Ø6+2Ø8/25
24
Sisma X
-566.44
14.85
44.6
129.8
0.34
0.21
0
3
2Ø6/25
118
Sisma X
-440.56
14.03
44.88
46.7
0.96
0.58
2G
1
2Ø6+2Ø8/25
25
Sisma X
-666.68
14.33
44.18
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
119
Sisma X
-540.81
12.96
47.23
46.7
1.01
0.61
2H
1
2Ø6+2Ø8/25
26
Sisma X
-565.93
13.26
44.8
129.8
0.35
0.21
0
3
2Ø6/25
120
Sisma X
-440.06
13.04
46.06
46.7
0.99
0.59
2I
1
2Ø6+2Ø8/25
27
Sisma X
-665.55
15.04
44.23
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
121
Sisma X
-539.68
13.17
48.43
46.7
1.04
0.62
2L
1
2Ø6+2Ø8/20
28
Sisma X
-1242.09
30.85
59.63
162.3
0.37
0.22
0
2
2Ø8+2Ø10/20
70
Sisma X
-724.84
34.93
86.41
266.1
0.32
0.19
0
3
2Ø6/25
122
Sisma X
-440.22
15.41
39.3
46.7
0.84
0.50
2M
1
2Ø6+2Ø8/20
29
Sisma X
-1485.65
40.53
59.3
162.3
0.37
0.22
0
2
2Ø8+2Ø10/20
71
Sisma X
-968.43
20.63
74.34
266.1
0.28
0.17
0
3
2Ø6/25
123
Sisma X
-903.81
18.79
52.59
46.7
1.13
0.68
3L
1
2Ø6/25
21
Sisma X
-459
21.11
56.65
42.8
1.32
0.79
3M
1
2Ø6/25
22
Sisma X
-459
23.05
56.71
42.8
1.32
0.79
4L
1
2Ø6/25
19
Sisma X
-459
21.11
56.02
42.8
1.31
0.78
4M
1
2Ø6/25
20
Sisma X
-459
23.05
56.15
42.8
1.31
0.79
5E
1
2Ø6+2Ø8/20
12
Sisma X
-992.62
16.56
46.06
162.3
0.28
0.17
0
3
2Ø6/25
110
Sisma X
-837.65
15.56
52.5
46.7
1.12
0.67
5F
1
2Ø6+2Ø8/20
13
Sisma X
-822.43
15.44
46.87
162.3
0.29
0.17
0
3
2Ø6/25
111
Sisma X
-667.45
13.92
48.97
46.7
1.05
0.63
5G
1
2Ø6+2Ø8/20
14
Sisma X
-973.87
14.55
46.38
162.3
0.29
0.17
0
3
2Ø6/25
112
Sisma X
-818.89
12.9
51.32
46.7
1.10
0.66
5H
1
2Ø6+2Ø8/20
15
Sisma X
-823.07
13.62
46.95
162.3
0.29
0.17
0
3
2Ø6/25
113
Sisma X
-668.1
13.19
49.31
46.7
1.06
0.63
5I
1
2Ø6+2Ø8/20
16
Sisma X
-973.67
14.15
46.55
162.3
0.29
0.17
0
3
2Ø6/25
114
Sisma X
-818.7
15.25
51.76
46.7
1.11
0.66
5L
1
2Ø6+2Ø8/20
17
Sisma X
-1630.67
32.39
76.6
162.3
0.47
0.28
0
2
2Ø6+2Ø8/15
63
Sisma X
-1155.43
26.92
110.26
216.4
0.51
0.31
0
3
2Ø6/25
115
Sisma X
-666.71
20.58
36.61
46.7
0.78
0.47
5M
1
2Ø6+2Ø8/20
18
Sisma X
-1905.12
33.48
76.33
162.3
0.47
0.28
0
2
2Ø6+2Ø8/15
64
Sisma X
-1429.88
20.24
97.45
216.4
0.45
0.27
0
3
2Ø6/25
116
Sisma X
-1336.16
21.85
52.67
46.7
1.13
0.68
6L
1
2Ø6/25
10
Sisma X
-459
21.11
56.81
42.8
1.33
0.80
6M
1
2Ø6/25
11
Sisma X
-459
23.05
56.91
42.8
1.33
0.80
7L
1
2Ø6/25
8
Sisma X
-459
21.11
58.98
42.8
1.38
0.83
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 145
7M
1
2Ø6/25
9
Sisma X
-459
8E
1
2Ø6+2Ø8/25
1
Sisma X
-571.98
0
3
2Ø6/25
103
Sisma X
-446.11
8F
1
2Ø6+2Ø8/25
2
Sisma X
-614.02
0
3
2Ø6/25
104
Sisma X
-488.14
8G
1
2Ø6+2Ø8/25
3
Sisma X
-689.25
0
3
2Ø6/25
105
Sisma X
-563.37
8H
1
2Ø6+2Ø8/25
4
Sisma X
-613.55
0
3
2Ø6/25
106
Sisma X
-487.68
8I
1
2Ø6+2Ø8/25
5
Sisma X
-688.8
0
3
2Ø6/25
107
Sisma X
-562.93
8L
1
2Ø6+2Ø8/20
6
Sisma X
-996.11
0
2
2Ø8+2Ø10/20
56
Sisma X
23.05
58.94
42.8
1.38
0.83
16.99
49.77
129.8
0.38
0.23
16.24
49.58
46.7
1.06
0.64
15.58
49.8
129.8
0.38
0.23
13.84
50.65
46.7
1.08
0.65
14.79
49.86
129.8
0.38
0.23
12.74
52.16
46.7
1.12
0.67
14.83
50.35
129.8
0.39
0.23
13.05
51.25
46.7
1.10
0.66
14.29
50.38
129.8
0.39
0.23
13.76
52.88
46.7
1.13
0.68
33.6
126.07
162.3
0.78
0.47
-727.86
16.1
128.59
266.1
0.48
0.29
0
3
2Ø6/25
108
Sisma X
-488.24
14.06
39.05
46.7
0.84
0.50
8M
1
2Ø6+2Ø8/20
7
Sisma X
-1082.65
31.68
123.74
162.3
0.76
0.46
0
2
2Ø8+2Ø10/20
57
Sisma X
-814.41
23.55
113.35
266.1
0.43
0.26
0
3
2Ø6/25
109
Sisma X
-749.79
20.63
48.28
46.7
1.03
0.62
Staffe
El.
N
Vy,max
Vz,max
VRd
[kN]
[kN]
[kN]
[kN]
Nome
Livello
Comb
VSd/VRd
VSd/VRd
60%
1E
1
2Ø6/25
30
Sisma Y
-340.5
22.44
8.42
42.8
0.52
0.31
1F
1
2Ø6/25
31
Sisma Y
-361.72
22.43
8.46
42.8
0.52
0.31
1G
1
2Ø6/25
32
Sisma Y
-387.28
22.48
8.56
42.8
0.52
0.31
1H
1
2Ø6/25
33
Sisma Y
-362.13
22.65
8.42
42.8
0.53
0.32
1I
1
2Ø6/25
34
Sisma Y
-387.11
22.87
8.51
42.8
0.53
0.32
1L
1
2Ø6/25
35
Sisma Y
-609.68
57.75
17.54
42.8
1.35
0.81
0
2
2Ø6/25
101
Sisma Y
-315.68
33.12
10.66
42.8
0.77
0.46
1M
1
2Ø6/25
36
Sisma Y
-658.98
58.56
17.77
42.8
1.37
0.82
0
2
2Ø6/25
102
Sisma Y
-364.99
33.94
11.2
42.8
0.79
0.48
2E
1
2Ø6+2Ø8/25
23
Sisma Y
-679.04
43.62
16.59
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
117
Sisma Y
-553.17
40.19
18.85
46.7
0.86
0.52
2F
1
2Ø6+2Ø8/25
24
Sisma Y
-566.2
43.46
16.94
129.8
0.33
0.20
0
3
2Ø6/25
118
Sisma Y
-440.33
40.61
16.01
46.7
0.87
0.52
2G
1
2Ø6+2Ø8/25
25
Sisma Y
-666.46
43.98
16.88
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
119
Sisma Y
-540.59
40.27
17.15
46.7
0.86
0.52
2H
1
2Ø6+2Ø8/25
26
Sisma Y
-566.24
43.77
17.24
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
120
Sisma Y
-440.37
40.56
18.39
46.7
0.87
0.52
2I
1
2Ø6+2Ø8/25
27
Sisma Y
-664.72
44.74
16.3
129.8
0.34
0.21
0
3
2Ø6/25
121
Sisma Y
-538.85
43.45
18.52
46.7
0.93
0.56
2L
1
2Ø6+2Ø8/20
28
Sisma Y
-1240.91
98.09
30.96
162.3
0.60
0.36
0
2
2Ø8+2Ø10/20
70
Sisma Y
-723.67
83.64
42.73
266.1
0.31
0.19
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 146
0
3
2Ø6/25
122
Sisma Y
-439.06
59.02
15.07
46.7
1.26
0.76
2M
1
2Ø6+2Ø8/20
29
Sisma Y
-1483.08
98.1
29.21
162.3
0.60
0.36
0
2
2Ø8+2Ø10/20
71
Sisma Y
-965.87
56.46
31.05
266.1
0.21
0.13
0
3
2Ø6/25
123
Sisma Y
-901.25
55.93
23.86
46.7
1.20
0.72
3L
1
2Ø6/25
21
Sisma Y
-459
64.27
19.35
42.8
1.50
0.90
3M
1
2Ø6/25
22
Sisma Y
-459
65.14
19.26
42.8
1.52
0.91
4L
1
2Ø6/25
19
Sisma Y
-459
64.27
17.66
42.8
1.50
0.90
4M
1
2Ø6/25
20
Sisma Y
-459
65.14
17.69
42.8
1.52
0.91
5E
1
2Ø6+2Ø8/20
12
Sisma Y
-994.55
44.35
15.01
162.3
0.27
0.16
0
3
2Ø6/25
110
Sisma Y
-839.58
38.88
17.28
46.7
0.83
0.50
5F
1
2Ø6+2Ø8/20
13
Sisma Y
-822.79
44.49
15.23
162.3
0.27
0.16
0
3
2Ø6/25
111
Sisma Y
-667.81
39.76
15.82
46.7
0.85
0.51
5G
1
2Ø6+2Ø8/20
14
Sisma Y
-973.79
44.35
15.09
162.3
0.27
0.16
0
3
2Ø6/25
112
Sisma Y
-818.82
39.35
16.57
46.7
0.84
0.51
5H
1
2Ø6+2Ø8/20
15
Sisma Y
-823.08
43.69
15.27
162.3
0.27
0.16
0
3
2Ø6/25
113
Sisma Y
-668.11
41.91
15.92
46.7
0.90
0.54
5I
1
2Ø6+2Ø8/20
16
Sisma Y
-973.45
45.17
15.2
162.3
0.28
0.17
0
3
2Ø6/25
114
Sisma Y
-818.48
48.27
16.77
46.7
1.03
0.62
5L
1
2Ø6+2Ø8/20
17
Sisma Y
-1630.73
100.12
27.54
162.3
0.62
0.37
0
2
2Ø6+2Ø8/15
63
Sisma Y
-1155.49
77.82
38.94
216.4
0.36
0.22
0
3
2Ø6/25
115
Sisma Y
-666.77
61.64
11.49
46.7
1.32
0.79
5M
1
2Ø6+2Ø8/20
18
Sisma Y
-1907.12
87.19
27.31
162.3
0.54
0.32
0
2
2Ø6+2Ø8/15
64
Sisma Y
-1431.88
55.43
33.69
216.4
0.26
0.15
0
3
2Ø6/25
116
Sisma Y
-1338.15
57.22
17.23
46.7
1.22
0.73
6L
1
2Ø6/25
10
Sisma Y
-459
64.27
19.27
42.8
1.50
0.90
6M
1
2Ø6/25
11
Sisma Y
-459
65.14
19.28
42.8
1.52
0.91
7L
1
2Ø6/25
8
Sisma Y
-459
64.27
21.53
42.8
1.50
0.90
7M
1
2Ø6/25
9
Sisma Y
-459
65.14
21.41
42.8
1.52
0.91
8E
1
2Ø6+2Ø8/25
1
Sisma Y
-571.57
44.29
19.33
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
103
Sisma Y
-445.7
40.52
19.67
46.7
0.87
0.52
8F
1
2Ø6+2Ø8/25
2
Sisma Y
-613.14
44.13
19.51
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
104
Sisma Y
-487.26
40.52
18.85
46.7
0.87
0.52
8G
1
2Ø6+2Ø8/25
3
Sisma Y
-689.05
44.25
19.77
129.8
0.34
0.20
0
3
2Ø6/25
105
Sisma Y
-563.17
39.86
19.74
46.7
0.85
0.51
8H
1
2Ø6+2Ø8/25
4
Sisma Y
-613.96
44.87
20.19
129.8
0.35
0.21
0
3
2Ø6/25
106
Sisma Y
-488.09
40.77
20.96
46.7
0.87
0.52
8I
1
2Ø6+2Ø8/25
5
Sisma Y
-688.93
43.19
19.43
129.8
0.33
0.20
0
3
2Ø6/25
107
Sisma Y
-563.05
44.14
21.19
46.7
0.94
0.57
8L
1
2Ø6+2Ø8/20
6
Sisma Y
-995.33
100.91
56.3
162.3
0.62
0.37
0
2
2Ø8+2Ø10/20
56
Sisma Y
-727.08
65.31
59.12
266.1
0.25
0.15
0
3
2Ø6/25
108
Sisma Y
-487.46
54.4
15.37
46.7
1.16
0.70
8M
1
2Ø6+2Ø8/20
7
Sisma Y
-1080.95
92.8
53.85
162.3
0.57
0.34
0
2
2Ø8+2Ø10/20
57
Sisma Y
-812.71
59.43
46.91
266.1
0.22
0.13
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 147
0
3
2Ø6/25
109
Sisma Y
-748.09
58.98
21.77
46.7
1.26
0.76
Le verifiche a taglio dei pilastri per l’azione sismica di progetto prevista per l’edificio
industriale non risultano tutte soddisfatte. Tuttavia gli elementi risultano verificati per
un’azione sismica pari al 60% di quella prevista dalle norme nazionali come richiesto dal
D.L. 6 giugno 2012 n. 74.
7
Verifica strutture di rinforzo dei nodi trave copertura pilastro
Di seguito si riporta l’analisi dei carichi e dei nodi del Corpo B per il dimensionamento degli
ancoraggi dei pilastri
Analisi dei carichi Corpo B
−
Pannelli di facciata
(vedi tabulato pannelli) carichi totali e masse equivalenti all’attacco superiore Q. +12 m
all. 1—E-M peso totale (ton) 149,2
t
massa equiv. in alto 149,2 x 2/3 / (7m x 6 campate) = 2,36
all. 8—E-M peso totale (ton) 84,57
t
massa equiv. in alto 84,57 x2/3 / (7x6) =
all. E—1-8 peso totale (ton)
273,4
1,34
t/m
t
massa equiv. in alto 273,4 x2/3 / (30+30+12) =
all. M—1-8 peso totale (ton)
273,4
massa equiv. in alto 273,4 x2/3 / 72 =
−
2,53
t/m
t
2,53
t/m
piano copertura, Quota + 12 m
travi principali H 90
(L 12 m)
travi principali H 180 (L 30 m)
−
t/m
4,6
t
34,7 t
tegoli e shed modulo 30 x7 mq
(AH x1 + AN x1 + L x5 + CA x12 + Ex6 + CBx6 )
peso equivalente tegoli TT, shed, timpani e coppelle testata = 165 kg/mq
finiture e varie
15 kg/mq
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 148
TOTALE 180
kg/mq
per 1 modulo 30x7
0,18 x 30 x 7 = 37,8 t
su ogni nodo del modulo 30x7
−
0,18 x 3,5 x 15 = 9,45
t
tegoli e shed modulo 12 x 7 mq
(B+I+O + CA x 4 + E x 2 + CC x 2)
peso equivalente tegoli TT, shed, timpani e coppelle testata = 166
finiture e varie
TOTALE 180
kg/mq
15
kg/mq
per 1 modulo 12x7
0,18 x 12 x 7 = 15,12 t
su ogni nodo del modulo 12
0,18 x 3,5 x 6 = 3,78 t
Analisi dei carichi per i nodi tipo (masse nei nodi)
−
nodo H2
prefabbricati facciata su all. 1
travi principali H90
coperto fra all. 1 e 2
2,36 x 7
16,5 t
4,6
180 kg/mq x 7 m x 12 m =
massa totale nel nodo =
15,1
36,2 ton
Data la massa, la forza agente su ciascun collegamento vale:
fi = wi · Sa · (T1)/g
dove:
wi corrisponde alla somma tra la massa dell’elemento e le masse corrispondenti ai carichi
permanenti
strutturali e non strutturali da esso portati
wi = 36,2 ton = 362 kN
T1 = 1.83 sec
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
Verifica sismica e progetto di adeguamento sismico dei fabbricati OGR (edifici A e B)
Pag. 149
Figura 47 Spettro orizzontale q=1.5 – SLV
F = 362 * 0.65 / 9.81 = 23.9 kN
I tiranti hanno diametro Ø27:
σ = 23900/572.6 = 41.7 Mpa
Figura 48 Rinforzo nodo trave-colonna
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
tel. 051 6140190 [email protected] [email protected]
Edifici FER in Sermide, via Fratelli bandiera
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All’equilibrio a momento:
Figura 49 Equilibrio a momento: reazioni (sinistra) e andamento momento (destra)
Reazione intermedia: 47.8 kN
σ = 47800/572.6 = 83.5 Mpa
Ing. Antonio Raffagli, via Sacco e Vanzetti 5 40134 Bologna
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LG1.P1.6.03