Più valore all’Appennino
Strategia di sviluppo dell’Appennino bolognese
Misura 19 del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020
Strategia e obiettivi in sintesi
ottobre 2015
Consulenza:
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Più valore all’Appennino
Il GAL BolognAppennino ha raccolto il punto di vista di cittadini, imprese e istituzioni locali per la
definizione di una strategia di sviluppo dell’Appennino bolognese nei prossimi sette anni che
miri, nel quadro della Misura 19 del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione EmiliaRomagna e grazie all’utilizzo del fondo Leader e alle sinergie con gli altri strumenti comunitari
di sviluppo territoriale, a:
migliorare le condizioni economiche e sociali del territorio collinare e
montano della Città Metropolitana bolognese.
Gli strumenti di consultazione e confronto sono stati:
 gli incontri (workshop di progettazione partecipata) con le Comunità locali in programma a
Porretta (23/09), Vergato (24/09), Pianoro (25/09), Castel del Rio (28/09), Monteveglio
(29/09);
 le interviste a Osservatori privilegiati e Opinion leader del territorio (a domande aperte per
raccogliere suggerimenti su strategie e temi da considerare prioritari;
 il questionario on line (a domande chiuse) con risposte on line;
 i quattro“focus group” tematici svolti il 14 e 15 ottobre con portatori di interesse, referenti
istituzionali e cittadini del territorio (per approfondimento dei temi e operazioni di progetto),
 l’incontro pubblico conclusivo del processo di consultazione.
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Per definire strategie e tematismi prioritari, il Gruppo di lavoro ha sviluppato una serie di attività di
ricerca condensate in un Atlante socio-demografico ed economico del territorio eleggibile
(comprensivo dei Comuni pedecollinari considerati dalla Regione “eleggibili”, oltre a quelli
della precedente programmazione) contenente i principali indicatori relativi all’evoluzione
del territorio (sulla base delle indicazioni ricevute dalla Regione nel corso dell’incontro di
venerdì 11 settembre 2015).
L’ Atlante, messo on line nel sito GAL per favorire l’espressione dei pareri e dei suggerimenti,
analizza tendenze i medio-lungo termine e assetto attuale dei comuni “eleggibili” .
E’ uno strumento messo a disposizione della discussione composto da una serie articolata di carte
tematiche su tutte le variabili più rilevanti che focalizzano:
 il confronto in serie storica dei censimenti Istat (popolazione, agricoltura, attività produttive), con
particolare riferimento alle dinamiche del periodo 2001-2011,
 il confronto dati e andamenti del ciclo precedente di programmazione 2007-2014;
 l’assetto del territorio dei Comuni eleggibili al 01/01/2014 (come richiesto dalla Regione con
riferimento ai dati evidenziati nella Tabella E allegata ai documenti per la nuova
programmazione).
Le carte tematiche e i pareri raccolti hanno orientato la scelta dei Temi prioritari e del Territorio
eleggibile per la nuova programmazione 2014-2020 per il GAL BolognAppennino tenendo
conto dell’ammissibilità geografica e dei criteri / soglie fissati dalla Regione Emilia – Romagna.
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Cosa emerge dalla lettura delle dinamiche del territorio?
 Il territorio della Città Metropolitana bolognese ha attraversato la crisi subendo impatti
rilevanti ma manifestando anche notevoli elementi di tenuta dei settori strategici e
importanti segnali di rilancio/innovazione con nuove iniziative e progetti di rilievo nazionale
ed europeo (ad esempio FICO).
 In questo contesto la collina e la montagna bolognese manifesta tendenze contraddittorie e
segnala difficoltà di tenuta evidenti che rischiano di approfondire il solco :
- fra potenzialità delle risorse locali (notevoli) e loro effettiva valorizzazione;
- fra turismi tradizionali della montagna (climatismo, villeggiatura) e del termalismo in
difficoltà e nuovi turismi in crescita;
- fra andamento (dinamismi/innovazione) della Città Metropolitana nel suo insieme e
specifico apporto/integrazione dell’area collinare e montana;
In sostanza le condizioni di marginalità socio-economica e il divario fisico-tecnologico
dell’Appennino, senza politiche attive, tendono a peggiorare; in questo senso l’apporto
Leader e GAL può essere non risolutivo ma cruciale.
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Cosa emerge dalla lettura delle dinamiche del territorio?

I punti di forza su cui lavorare sono i valori culturali e paesaggistici, di naturalità e biodiversità del
territorio, il permanere, sia pure con fatica, di filiere produttive di rilievo (dalla viticoltura alla
castanicoltura, ma anche le possibili filiere acqua, pane, birre artigianali, verdure, frutta, carni,
prodotti del latte, del bosco e del sottobosco, il legno, ecc.) e lo sviluppo positivo di nuove forme di
turismo di scoperta del territorio (itinerari, percorsi per camminate, pratiche sportive nella natura,
enogastronomia, turismo culturale, si veda il successo della riapertura della Rocchetta Mattei).

Questi punti di forza necessitano di ulteriori supporti per lo sviluppo di processi aggregativi (filiere,
reti di impresa, rapporto pubblico-privato) e di processi qualitativi per migliorare l’offerta di ospitalità
e accoglienza e la promozione del turismo e dei prodotti tipici del territorio appenninico superando
difficoltà e debolezze evidenti nell’assetto del territorio e nei sistemi di impresa.

I punti di debolezza sono: fragilità del territorio, problemi di accessibilità, abbandono dei coltivi e
conseguente difficoltà di gestione dei processi di rinaturalizzazione (problema ungulati), dalla
difficoltà a costruire azioni di sistema (frammentazione imprenditoriale e delle iniziative di
valorizzazione).
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Cosa emerge dal confronto con le Comunità locali? quasi unanimemente, la proposta di due
tematismi principali:
 il “turismo sostenibile” è stato individuato come tema prioritario,
 assieme al tema “filiere produttive” del territorio “eleggibile” Leader.
L’indicazione tiene conto delle peculiarità e potenzialità ambientali, paesaggistiche e antropiche
del territorio delle colline e montagne bolognesi e della capacità di questi due tematismi di
operare insieme realizzando forti sinergie in quanto:
 fra loro già oggi tematiche notevolmente integrate (si veda il fenomeno in crescita, anche
grazie alle azioni GAL, dell’agriturismo e della vendita diretta dei prodotti della terra in
mercati locali e direttamente in azienda) e ulteriormente integrabili in filiere che vanno dalla
produzione delle materie prime, alla trasformazione locale, al consumo nel territorio
attirando visitatori e acquirenti nelle aree e nelle aziende collinari e montane;
 temi di intervento in grado, insieme, di contribuire, se sviluppati in modo sostenibile alla
riqualificazione paesistico-ambientale del territorio (recupero di percorsi e sentieri, la cura
dei siti e il miglioramento fondiario per la prevenzione del degrado e per la qualificazione del
paesaggio, il rilancio della vivibilità anche attraverso il presidio di comunità e lo sviluppo dei
servizi basilari per i residenti e i turisti);
 temi capaci di rappresentare al meglio i valori dell’Appennino bolognese con riferimento alla
cultura e alla storia locale, agli stili di vita, agli usi e costumi delle zone in rilievo.
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Cosa emerge da una prima lettura in sede tecnica delle dinamiche in corso?
Il TURISMO SOSTENIBILE ha ampi margini di crescita nel territorio della Città Metropolitana bolognese:

Dal 2000 ad oggi la città di Bologna ha manifestato una particolare predisposizione per attirare
turismo internazionale (ormai componente fondamentale degli arrivi nel territorio) e sta puntando
a rinsaldare queste positive dinamiche sia con progetti mirati (Bologna Città del Cibo,
riconoscimento dei Portici come Patrimonio dell’Umanità Unesco, FICO, sviluppo e qualificazione
dell’aeroporto, alta velocità ferroviaria e sistema ferroviario metropolitano, rilancio della Fiera,
Mostre ed eventi culturali, ecc.), sia puntando su una maggiore/migliore integrazione con tutte le
parti del territorio metropolitano, a cominciare da montagna-collina (si veda la recente firma
dell’apposito Protocollo) che può offrire una carta in più (si pensi alla clientela ecologista in cerca di
spazi verdi e di naturalità, specie del Nord Europa).

In questo contesto la collina e la montagna bolognese devono sforzarsi di fornire all’attrazione
complessiva del territorio metropolitano:
- lo sviluppo di una capacità di accoglienza di più elevata qualità e sostenibilità in sintonia con le
qualità paesaggistico-ambientali del territorio collinare e montano;
- la possibilità di praticare un turismo attivo, esperienziale, dinamico con forme e modalità
connaturate con le caratteristiche di naturalità (ad es. il biologico) e con la dotazione di
verde/Parchi e qualità ambientale della parte in rilievo del territorio metropolitano;
- una organizzazione logistico/tecnologica e di incoming capace di eliminare divari e distanze fra
l’area collinare e montana e infrastrutture basilari del territorio metropolitano;
- l’integrazione fra filiere produttive e turismo: un turismo organizzato per visitare le aziende e
aziende attrezzate per diventare “al meglio” ospitali.
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Cosa emerge da una prima lettura in sede tecnica delle dinamiche in corso?
Le FILIERE PRODUTTIVE VOCATE PER I TERRITORI COLLINARI E MONTANI tengono ma, se
puntano sulla quantità e non sulla qualità, rischiano di scivolare verso l’annacquamento dei
valori identitari e vocazionali migliori:
 le aziende più innovative puntano già oggi su criteri e disciplinari più selettivi per garantire
alla clientela una qualità tipica dei territori collinari e montani;
 le politiche regionali di settore, con al centro un tipo di impresa di più ampie capacità
produttive, non sempre rappresentano un sostegno adeguato per le piccole imprese di
collina e montagna;
 le azioni Leader e i Gal possono invece sostenere in modo mirato e demarcato lo sforzo delle
piccole imprese di collina e montagna verso una migliore qualità e visibilità sul mercato;
 tecnologie, metodologie mirate per la collina e la montagna e servizi alle imprese (specie se
raggruppate in reti, ancorché di limitata numerosità) e soprattutto accoglienza dei visitatori,
esperienza diretta di come si produce con qualità, dialogo con i turisti e vendita sul posto.
Le filiere di prodotto della collina e della montagna bolognese, nel quadro dello sviluppo del
turismo sostenibile, possono in questa prospettiva fornire al territorio metropolitano quel
qualcosa in più e di meglio che città e pianura non possono offrire.
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OBIETTIVI DELL’AZIONE GAL
Il Gal non può fare tutto, ma può contribuire positivamente:

a rendere più organico il rapporto pubblico-privato: la valorizzazione delle località, dei territori
nella loro complessità di attrattive e servizi, delle risorse paesistico-ambientali, culturali e
antropiche, degli eventi e delle iniziative progettuali richiede una presenza costante e un impegno
progettuale e finanziario delle Istituzioni locali concertato con le espressioni del mondo
imprenditoriale più innovative/dinamiche e intenzionate ad investire;

dal punto di vista delle reti d’impresa: le singole imprese della collina e della montagna sono
chiamate a “fare squadra” e a fissare regole e comportamenti condivisi per puntare al salto di
qualità;

in chiave tecnologico/produttiva: il supporto consulenziale e progettuale è indispensabile per
fornire alle imprese e ai territori gli strumenti più idonei per il salto di qualità:

in chiave logistica: il miglioramento, con modalità ambientalmente sostenibili (a partire dalle
forme più soft e meno inquinanti), dell’accessibilità fisica e tecnologica, dei servizi incoming e del
marketing per i territori collinari e montani è indispensabile per competere;

in chiave organizzativa: la competitività è data, oltre che dalla qualità e distintività dei prodotti e
dei territori, anche dall’organizzazione che deve saper integrare città e zone in rilievo di
montagna/collina e le proposte di qualità di questi territori con mercati sempre più ampi.
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OBIETTIVI DELL’AZIONE GAL
Il Gal non può fare tutto, ma può contribuire positivamente:
 al miglioramento della capacità delle imprese di interagire positivamente con il territorio:
imprese turistiche, imprese agricole e imprese di servizio in sinergia per superare le difficoltà
e migliorare la vivibilità delle Comunità locali e del turismo;
 allo sviluppo di una capacità di accoglienza più articolata e in sintonia con le esigenze dei
nuovi flussi di turismo: di più elevata qualità e sostenibilità in sintonia con i nuovi
comportamenti di consumo più attenti all’ambiente e in grado di valorizzare le qualità
paesaggistico-ambientali del territorio collinare e montano;
 alla possibilità di praticare un turismo attivo, esperienziale, dinamico con forme e modalità
connaturate con le caratteristiche di naturalità (ad es. il biologico) e con la dotazione di punti
di interesse culturale, naturalistico, verde/Parchi e qualità ambientale della parte in rilievo del
territorio metropolitano;
 al miglioramento dell’organizzazione logistico/tecnologica e di incoming capace di eliminare
divari e distanze dalle infrastrutture basilari del territorio metropolitano;
 all’integrazione fra filiere produttive e turismo: un turismo organizzato per visitare le aziende
e aziende attrezzate per diventare “al meglio” ospitali.
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In sintesi
L’idea strategica per dare più valore all’Appennino è quello di operare per un salto di qualità
organizzativo e promozionale di prodotti turistici, delle filiere tipiche e dell’accoglienza dei
territori che valorizzi in modo integrato queste aree.


perché è in questi ambiti che i dati evidenziano il maggior squilibrio fra potenzialità e grado
effettivo di sviluppo, puntando in sede operativa a raggiungere mercati sempre più ampi
attraverso la qualificazione dei prodotti e l’innovazione di processi produttivi sostenibili per il
territorio;
perché le tendenze positive dell’economia della Città metropolitana potrebbero giovarsi in modo
rilevante dell’apporto delle specifiche caratteristiche delle aree collinari e montane per
qualificare l’offerta complessiva del territorio.
L’obiettivo per la collina e la montagna nei prossimi sette anni è diventare un fattore essenziale per un
posizionamento dell’economia del territorio della Città Metropolitana bolognese su un gradino
(meglio se un gradone) più alto nelle graduatorie della competitività nazionale e internazionale.
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Il territorio eleggibile per la nuova programmazione 2014-2020 GAL BolognAppennino è stato
selezionato tenendo conto dell’ammissibilità geografica e dei criteri / soglie fissati dalla Regione.
Alla luce delle strategie e degli obiettivi individuati appare necessario tenere insieme collina e
montagna per attrezzare una gamba solida e propositiva nel Tavolo Metropolitano con l’idea di
diventare in sette anni la componente ad alta qualità di questo territorio. Tutti i Comuni eleggibili
non sono però proponibili perché, con 281.716 abitanti, superano di gran lunga i limiti massimi
stabiliti dalla Regione (150.000 residenti al 01/01/2014).
Il territorio eleggibile (restando nei parametri obbligatori regionali) include le aree classificate:
 aree rurali con problemi di sviluppo (zone D): comuni per intero delle Unioni Alto Reno, Appennino
bolognese, Savena Idice e comuni collinari del Nuovo Circondario Imolese (80.982 residenti);
 aree Intermedie (zone C) incluse totalmente e parzialmente nella programmazione 2007-2014:
Comuni di Castello di Serravalle, Monteveglio, Savigno (13.023 abitanti ora parte di Valsamoggia) e
Comuni di Monte S. Pietro, Pianoro (tranne Rastignano conurbato con Bologna ) e Sasso Marconi
(tranne Borgonuovo conurbato con Casalecchio);
 parti esclusivamente collinari dei restanti Comuni non inclusi nella precedente programmazione:
Bazzano, Crespellano (ora Valsamoggia), Casalecchio di Reno, Castel S. Pietro Terme, Dozza, Ozzano
dell’Emilia, San Lazzaro di Savena, Zola Predosa (in totale circa 10.000 residenti);
In totale: circa 148.000 residenti, tutti di collina e montagna e tutti attorno ai temi integrati del
turismo sostenibile e delle filiere produttive tipiche.
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