us us N° 1.10 il Sole 24Ore business Media srl - via G. Patecchio 2, 20141 Milano POSTE ITALIANE spa - SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB Forlì In caso di mancato recapito inviare al cmp di milano roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi WORKPLACE - CONTRACT DESIGN - MANAGEMENT ufficiostile DAL 1968 RIVISTA PROFESSIONALE LEADER / SINCE 1968 LEADER PROFESSIONAL MAGAZINE Design Stockholm Design Week: tendenze, volti, luoghi trends, faces, places Workplace Ufficio temporaneo e virtuale Temporary and virtual office Nuovi prodotti... aspettando Salone Ufficio New... waiting for Salone Ufficio us award: cerimonia di consegna dei premi Prize giving ceremony Contract Luoghi di transito Transit places Management Edifici ibridi e sostenibili Hybrid and sustainable buildings Realizzazione di una concessionaria www.estel.com Doppia Assist Ufficio Stile apr.indd 1 Le esigenze cambiano, ASSIST le anticipa. 24-03-2010 14:14:22 Le esigenze cambiano, ASSIST le anticipa. PRIVACY E CONDIVISIONE BANCHE E NEGOZI DIREZIONALI MEETING RECEPTION TUTTO INTORNO ALL’OPERATORE RISPARMIO, ECONOMICITÀ MENO m2, PIÙ m3 AREA BREAK, SERVIZI ECOSOSTENIBILITÀ, ECOCOMPATIBILITÀ ASSIST per ogni esigenza di lavoro www.estel.com Singola Assist Ufficio Stile apr.indd 1 24-03-2010 14:15:13 us: rivista trimestrale internazionale dedicata all’architettura, al settore immobiliare, al progetto e alla gestione dell’ambiente di lavoro e dei luoghi collettivi. La rivista è integrata con l’e-magazine “us news” e con il sito www.ufficiostile-online.it Direttore responsabile Antonio Greco Direttore operativo Renata Sias [email protected] Redazione [email protected] Segretaria di redazione Anna Alberti [email protected] Comitato scientifico (design) Alberto Bassi (architettura) Mario Cucinella (ergonomia) Francesco Marcolin (automazione e sicurezza) Luciano Scaramelli (property management) Oliviero Tronconi (sostenibilità) Paolo Stella (contract-hotel) Marco Piva Rivista fondata nel 1968 - anno 42° n. 1/2010 marzo-aprile 2010 www.ufficiostile-online.it In copertina/cover Brera di Caimi Brevetti (design Raffaello Manzoni) Collaboratori Fabio Anselmo/studiofans (art director), Claudia Cavallaro (estero, realizzazioni, traduzioni), Aurela Debellis (architettura), Gilberto Dondé, Great Place to Work Italia (management), Gabriele Pagani (news, products), Frida Doveil (materiali, tecnologie), Marzia Morena (R.E., property management) Caimi Brevetti S.p.A. via Brodolini 25/27 20054 Nova Milanese (Mi) Italy www.caimi.com UFFICIO VENDITE ITALIA: tel. 0362 49 10 1 - fax 0362 49 10 60 fax export dept. (+39) 0362 49 10 61 e mail: [email protected] [email protected] Chief Sales Executive Riccardo Arlati Segreteria commerciale e traffico tel 02 3964.6836 fax 02 39844800 [email protected] Abbonamenti tel 02 3964.6420 fax 02 3964.6421 [email protected] Tariffe di abbonamento: US singolo Italia: (annuale) € 12,00 US singolo estero: (annuale) € 44,00 Per acquisti cumulativi contattare l’ufficio abbonamenti. I versamenti possono essere effettuati sul c/c 28308203 intestato a Il Sole 24Ore Business Media srl us: quarterly magazine dealing with architecture, real estate, project and management of the workspace and communities. The magazine is supplemented with the e-magazine “us news” and the website www.ufficiostile-online.it La sezione Attualità viene pubblicata nel sito e nell’e-magazine “us news” Abbonati gratuitamente a “us news”: scrivi a [email protected] The section Current Affairs is published in website and in the e-magazine “us news” Free subscription to “us news”: contact [email protected] Editoriale - Editorial Contract 3 Come, quando e perché far crescere i collaboratori How, when and why make collaborators grow DOSSIER: LUOGHI DI TRANSITO Design Stampa Faenza Industrie Grafiche, Faenza (RA) 7 EXHIBITIONS (di Renata Sias) Stokholm Furniture Fair. Ottimismo che viene dal nord Optimism coming from the North Il Sole 24Ore Business Media srl Direzione, Redazione, Amministrazione via G. Patecchio 2 - 20141 Milano tel 02 39646.1 fax 02 39844800 Workplace 39 40 41 42 43 44 “Quelli che vanno, Quelli che restano, Gli addii” Transit places. “The outgoing, The remaining, Farewells” (di Donatella Bollani) Firenze Belfiore (Foster and Partners) Roma Tiburtina (ABDR Architetti Associati) Torino Porta Nuova (Arch Marco Tamino) Torino Porta Susa (Arep) Milano Centrale (Arch Marco Tamino) TREND 13 Presidente Eraldo Minella Amministratore delegato Antonio Greco Direttore editoriale Mattia Losi Direttore Divisione Industry Fabio Franzoni Responsabile marketing divisione building Marzia Freri Ufficiostile, registrazione Trib di Milano n. 57 del 20.2.1968 - ISSN 1828-0358 R.O.C. n° 6357 del 10.12.2001 Costo a copia ai soli fini fiscali: € 2,30 © Copyright by Ufficiostile. Proprietà letteraria e artistica riservata. Riproduzione anche parziale vietata. (di Claudia Cavallaro e Renata Sias) Temporaneo, virtuale e assistito. L’ufficio ai tempi della crisi Temporary, virtual and serviced. The office in the time of the crisis 14 Blend Tower, Milano. Uffici temporanei a quattro stelle Blend Tower, Milan. “Four-star” temporary offices (a cura di Aurelia Debellis) 18 us award consegna delle targhe premio 45 46 47 48 49 50 52 us award prize giving ceremony PRODUCTS Management Arredi innovativi, evolutivi, sostenibili New from the ... “Neverland” Salone Ufficio. Innovative, evolutionary, sustainable furnishings 31 Kiron di Haworth. Progetto di Andreas Struppler e Haworth SUSTAINABILITY 57 (a cura di Gianluigi Torchiani) L’edilizia sostenibile taglia i consumi del 40% The sustainable building trade cuts down on consumption by 40% 58 Energy Park di Vimercate. Edifici “ibridi” e sostenibili (Garretti Associati) “Hybrid” and sustainable buildings (Garretti Associati) 60 34 Fattore Alpha di Archiutti. Design Ambostudio, Grazia Azzolin La sede di Sap (Interior design di ArchiLabs) Sap Headquarters (Interior design di ArchiLabs) 36 Brera di Caimi Brevetti. Design Raffaello Manzoni REAL ESTATE Design Studio - Design by Andreas Struppler and Haworth Design Studio COVER STORY [email protected] Hettich International Design Award (a cura di Gabriele Pagani) One system with many personalities Ai sensi degli artt.7 e 10 del Decreto Legislativo 196/2003 Vi informiamo che i Vostri dati personali sono trattati da IlSole24Ore Business Media srl, via G. Patecchio 2, 20141 Milano, Titolare del trattamento, e che le finalità del trattamento dei Vostri dati sono l’invio del presente periodico e/o di eventuali proposte di abbonamento, e/o l’elaborazione a fini statistici e/o la trasmissione di iniziative editoriali e/o commerciali di IlSole24Ore Business Media srl. I Vostri dati saranno trattati con le finalità sopra esposte dalle seguenti categorie di incaricati: addetti dell’ufficio abbonamenti e diffusione, addetti al confezionamento e alla spedizione, addetti alle attività di marketing, addetti alle attività di redazione. Vi ricordiamo che in ogni momento avete il diritto di ottenere l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione e la cancellazione dei Vostri dati inviando una richie-sta scritta a: (di Aurelia Debellis) Terminal 3 Beijing (Foster and Partners) Terminal 2 Heathrow (Foster and Partners) Bao’an, Shenzhen Airport (Massimiliano e Doriana Fuksas) Pantelleria (Studio Albanese con Erregi) Hotel Palais Stéphanie, Cannes (Maurizio Favetta) Hotel Milano Scala (Cibic&Partners) AWARDS 55 26 Novità del “Salone Ufficio... che non c’è”. 29 Assist di Estel. Un sistema con molte personalità Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Le aree di servizio reinterpretate da Total Tool Service areas redesigned by Total Tool ASSUFFICIO 62 38 Proattività, rappresentatività, coesione e comunicazione. Intervista con il presidente FEMB, Michele Falcone (a cura di Jones Lang LaSalle) Q4 European Property Clock. Cauto ottimismo per il Real Estate in Europa A cautious optimism for the Real Estate in Europe us 1/10 3 Workplace: quality and innovation 3° edizione Una competizione, organizzata dalla rivista us-ufficiostile, per identificare le eccellenze nella progettazione dell’ambiente di lavoro in Europa, per promuovere e diffondere la cultura della qualità e dell’innovazione nel workplace. Possono partecipare architetti, interior designer, uffici tecnici, dealers e contractors che iscrivano progetti realizzati nel 2009/2010 o in fase di realizzazione (compilando, entro 3 settembre 2010, la scheda inserita on line) 2010 Il progetto vincitore sarà pubblicato in copertina della rivista us-ufficiostile. La cerimonia di premiazione si svolgerà presso la sede del Gruppo 24 ORE. Nella foto: winner 2009 interior design – Library Fondazione CaRisBo by aMDL, arch. Michele De Lucchi (supplier Mascagni Contract) usaward Workplace: quality and innovation 3rd competition A competition, organized by us-ufficiostile magazine, to single out the excellences in the planning of working environments in Europe, to promote and spread the culture of quality and innovation in workplaces. The competition is intended for architects, interior designers, technical departments, dealers e contractors, who will send their designs carried out in 2009/2010 or in the pipeline (by filling in the sheet available on line; deadline September 3rd 2010). The winner project will appear in the front cover of us-ufficiostile magazine. The prize giving ceremony will take place at Gruppo 24 ORE headquarters. Categorie - Categories • interior design • architecture Categorie speciali Special categories Per ulteriori informazioni e scheda di partecipazione/For further information: www.ufficiostile-online.it Anna Alberti +39 02 39646833 [email protected] MAIN SPONSOR SPONSOR PATROCINATO DA MEDIA PARTNER WEB MEDIA PARTNER • wood@work • color@work editoriale editorial Milano design week: iniziative del Gruppo 24 Ore Salone del Mobile: Corso Italia, Box 13 Sede Gruppo 24 Ore: Evento “fuori salone” collegato al numero speciale Around food della rivista Area. (via Monte Rosa 91 Milano, 13 aprile, dalle ore 19) Come, quando e perché far crescere i collaboratori Si è svolta a Milano lo scorso 23 marzo, la cerimonia di premiazione di Great Place to Work Italia, competizione che, su giudizio insindacabile dei dipendenti, premia le aziende capaci di creare il miglior clima organizzativo. Spunti di grande interesse, anche per la progettazione dell’ambiente “fisico” dell’ufficio, sono emersi dalla tavola rotonda intitolata “Come, quando e perché far crescere i collaboratori?”. Far crescere i dipendenti equivale a far crescere l’azienda e viceversa perché, come ha introdotto il conduttore Walter Passerini, esiste un Patto implicito che prevede la crescita e lo sviluppo sia dell’azienda che delle persone. Il Patto è una forma reciproca di condivisione delle aspettative e degli obiettivi che entrambe le parti in causa, persone e azienda, devono mettere in pratica – concorda Eleonora Pagani di Pepsi Cola – i comportamenti, soprattutto dei capi, hanno un ruolo fondamentale nella guida degli individui. Il Patto è un atto concreto e non lavora solo sull’immagine. Che le persone sono importanti è un agreement intellettuale, ma nei fatti? Si chiede David Bevilacqua, AD di Cisco. L’azienda vuole la crescita di competenza ma spesso l’individuo ha l’ambizione di una crescita “verticale”, come si può sodddisfare l’aspettativa di avere tutti un ruolo sociale più elevato? In ogni caso ci vogliono premi per chi contribuisce (retribuzione/ livello/benefit) – conferma Luca Valerii, HR director di Microsoft – e per potere davvero crescere è necessario che il manager abbia la sensibilità di scoprire le specificità di ciascuno, di accettare l’errore, di valorizzare le diversità, di capire come stanno le persone in azienda e all’interno del gruppo e anche di creare ambienti che favoriscano la condivisione. I manager sono modelli di riferimento, generatori di segnali: se lavora in open space o chiuso nel suo ufficio, se risponde al telefono durante le riunioni, se fuma... tutto questo determina di conseguenza precisi comportamenti nel gruppo. I manager devono produrre Simboli, generare Visioni, non solo fabbricare slogan. I simboli e le visioni vanno comunicati, gestiti e devono coinvolgere tutti – prosegue Gianmaurizio Cazzarolli, HR director di TetraPack – hanno bisogno di rituali per essere appresi e compresi. Ogni rito ha anche bisogno di un luogo che lo rappresenti. Se in estrema sintesi abbiamo riassunto il come? e il perché? ora veniamo al quando? Subito. Mentre in altri Paesi l’economia comincia a riprendere, la crisi non è ancora finita in Italia, ma è certo che alla fine di questa fase non si lavorerà più come prima: modalità, tempi e strumenti saranno diversi e purtroppo non tutte le aziende se ne sono rese conto. Per affrontare il futuro che ci aspetta dopo la crisi le aziende devono rimettere a punto le proprie strategie, ridefinire il concetto di produttività, cambiare i modelli di sviluppo. Se in passato si poteva essere più competitivi sostituendo le azioni ripetitive con la tecnologia, oggi la produttività è il prodotto del modo in cui le competenze collaborano. Non dimentichiamo che cominciano a entrare in azienda i cosiddetti “Nativi”, i nati nell’era di internet che per istinto chattano, prima ancora di inoltrare una mail o di alzare il telefono... le tecnologie e l’ambiente di lavoro devono esprimere e abilitare questi nuovi modi di comunicare. I supporti al business e alle persone devono cambiare perché si lavora in modo diverso. In questo clima di condivisione anche il workplace – un ambiente capace di ispirare i collaboratori e di farli sentire parte di un gruppo che deve essere vincente – è indubbiamente un supporto alla crescita comune. Renata Sias [email protected] How, when and why make collaborators grow The prize-giving ceremony of Great Place to Work Italia, a competition awarding the companies that could create the best organizational atmosphere, in the employees’ unquestionable opinion, was held in Milan last March 23rd. Some most interesting hints, also for the planning of the “physical” environment of the office came from the panel called “How, when and why make our collaborators grow?”. To make the employees grow means to make the company grow and vice versa, because, as stated by the host Walter Passerini, there is an implicit Deal, that provides for the growth and development both of the company and people. The Deal is a mutual way of sharing expectations and goals, that both parties, people and company, have to put into practice – agrees Eleonora Pagani, Pepsi Cola – the behaviours, especially the bosses’ – are most important, for they play a basic role of “link” in guiding the individual. The Deal is an actual deed not working on image only. From the intellectual point of view everyone agrees that people are important, but is a fact? wonders David Bevilacqua, AD of Cisco. The company wants the growth of expertise but often the individual aims at a “vertical” growth”, so how can we come up to the expectation of a higher social role for everybody? Anyway, prizes are necessary for those who contribute (pay/level/benefit) – confirms Luca Valerii, HR director of Microsoft- and in order to grow actually it’s necessary for the manager to have the sensitivity to find everyone’s peculiarity, to accept the mistake, enhance differences and understand how people are doing in the firm and inside the team and also to create rooms to foster sharing. Managers are reference models, generators of signals: if you work in an open space or in your own office, if you answer the phone during a meeting, if you smoke... all that leads to well-defined behaviours in the team. Managers should produce Symbols, Visions, slogans only are not enough. Symbols and visions must be communicated, handled and involve everybody – adds Gianmaurizio Cazzarolli, HR director of TetraPack – they need rituals to be learned and understood. Every rite also needs a representative place. We summed up how? and why?, now let’s see when? Now! While in other countries economy is recovering, the crisis isn’t over yet in Italy, but no doubt at the end of this phase we won’t work as before any more: procedures, times and tools will be different and unfortunately not all companies did realize that. To tackle the future we expect after the crisis, companies have to reconsider their strategies, redefine the concept of productivity, change development models. If we could be more competitive in the past just by replacing the repetitive actions thanks to technology, now productivity is the outcome of the way the various skills cooperate. Don’t forget that now in the company we have the so-called “Natives”, people born in the internet age and chatting out of instinct, even before sending an e-mail or picking up the phone… technologies and working environment must express and enable these new communication forms. The supports to business and people have to change, because we are working differently. In this climate of sharing, the workplace, too – a setting inspiring the employees and giving them the feeling to be part of a team that must be a winning one – is no doubt a support to the common growth. us 1/10 5 studiolantero US 01-10 - 230x306:Layout 1 11/03/10 10:21 Pagina 1 Milano - Edificio Sedici - Viale Sarca, 336 F Roma - Via degli Eugenii, 81 www.hw-style.it Dracaena massangeana - Ceramic white classic di Renata Sias Ottimismo che viene dal nord Novità, volti e luoghi della Design Week Scandinava Nella foto: OFFECCT Soundwave Geo Design Ineke Hans www.offect.se Il disegno geometrico di questo sistema di pannellature acustiche non è solo decorativo ma ha una funzione su larga scala: sistemando molti pannelli in fila non dà l’impressione che lo spazio sia troppo ingombro Stockholm Furniture Fair (9-13 febbraio 2010) si è presentata alla sua 59esima edizione più vivace e dinamica che mai: 773 espositori da 27 Paesi su un totale di 40.000mq espositivi e quasi 40mila visitatori di 57 nazionalità diverse (+ 3% rispetto allo scorso anno). Grazie anche a qualche lieve segnale di ripresa del settore che ha riacceso l’ottimismo (l’export ha registrato un + 65%), la fiera offriva uno scenario decisamente positivo: la maggiore superficie espositiva di 10.000mq ha permesso la partecipazione di alcune nuove aziende, rigorosamente selezionate per mantenere un’immagine coerente di design di alto livello, e ha aperto le porte anche a scuole e giovani designer nonché a stimolanti mostre tematiche. finalizzati alla creazione di uno store più innovativo che possa incrementare le vendite. Al designer britannico Paul Smith, ospite d’onore 2010, e al suo policromo mondo di suggestioni era dedicato l’appariscente padiglione posto nella hall principale. Nella stessa hall A, grazie al nuovo layout fieristico, per la prima volta esponevano anche alcuni importanti marchi italiani come Caimi Brevetti e Poltrona Frau, Cappellini, Alias, Cassina del Gruppo Frau, La Palma e Pedrali. La coerenza è certamente la caratteristica di maggiore spicco di Stockholm Furniture Fair: la fiera non è solo una vetrina di prodotti, ma uno scenario fedele della cultura, dello stile di vita e della circostante natura scandinava. Questa coerenza, meglio di ogni altro elemento, consente di identificare le nuove tendenze e i nomi emergenti in un panorama che ha alcuni elementi forti in comune. Il design, contemporaneo e innovativo è il fil rouge che collega ogni azienda e il livello qualitativo è alto e costante per ciascuna delle tipologie esposte che non prevedono solo arredi e luci, ma anche tessile, tende, moquette, materiali acustici ed altri elementi per l’interior design per sia per il settore contract che domestico. Le forme semplici e minimali tipiche del design scandinavo sono declinate in infinite varianti, il legno, materiale principe, domina e viene affiancato a metalli e altre materiali più tecnologici in mix equilibrati. Il focus dei seminari e delle mostre collaterali ha toccato alcuni dei temi chiave del design: l’area Greenhouse, per esempio, offriva a scuole e designer indipendenti la possibilità di relizzare arredi e ambientazioni sostenibili; la mostra Seller, curata dall’esuberante Camilla Näslund con Ola Rune, art director dell’azienda, dava spunti e suggerimenti per la gestione e l’allestimento dei punti vendita, The 59th Stockholm Furniture Fair (February 9-13, 2010) appeared more lively and dynamic than ever: 773 exhibitors from 27 Countries on a total expository area of 40.000m2 and some 40 thousand visitors of 57 different nationalities (+ 3% over last year). Thanks also to some slight signs of recovery that has stirred optimism again (export has recorded a +65%), the fair offered a definitely positive scenario: the larger expository area of 10.000m2 allowed the participation of a few new companies, rigorously selected to keep a consistent image of top- level design and opened its doors also to schools and young designers, as well as to some inspiring theme shows. Consistency certainly is the distinctive feature of the Stockholm Furniture Fair: the fair isn't just a product showcase, but a scenario true to the Scandinavian culture, life style and the surroounding nature.This consistency, better than anything else, allows to identify the new trends and up-andcoming names in an overview sharing some strong components. Design, contemporary and innovative, is the fil rouge linking all companies and the quality standard is high and constant for each kind of product displayed, including furniture and lights but also textile, curtains, carpeting, sound materials and more interior design component, both for the contract and domestic sector. I The new sound panel features a geometric pattern, decorative but also suitable on a large scale with many panels in rows without looking too cluttered Optimism coming from the North New products, faces and places from the Scandinavian Design Week usstockholm DESIGN us 1/10 7 design stokholm 2. Design Bar progettato da Jonas Wagel Design Bar designed by Jonas Wagel 1. La mostra Seller curata da Camilla Näslund con Ola Rune Seller’s exhibition by Camilla Näslund with Ola Rune 1 2 3. MATERIA (gruppo Kinnarps) Le Mur Design Wivian Eidsaunet e Marie Oscarsson (Murman Architects) www.materia.se Sistema modulare di sedute e separè integrato per sedersi su entrambi i lati ad altezze diverse, per creare infinite soluzioni di sedute per attesa o incontri informali e microambienti con aree di privacy 3 A modular seating and integrated booth system to seat down on both sides at different heights and create space for the wait or informal meetings and micro-room with private area Promenade nei luoghi culto del design A 8 1/10 us Eventi, inaugurazioni e presentazioni hanno fatto da corollario alla Furniture Fair creando un percorso design oriented ricco di sorprese. Lo storico ristorante Berns Salonger ha affidato il decoro della sua enorme sala in stile eclettico alla giovane ma già affermata designer Monica Foster (foto A), nata e vissuta al Circolo Polare Artico, che ha realizzato un allestimento con oggetti luminosi tridimensionali in carta in scala gigante che evocano le tradizionali lanterne cinesi (foto B). L’attiguo Hotel Bens, per celebrare il 20° anniversario, inaugura invece 17 inconsuete stanze (foto C), una diversa dall’altra, affidate a Yvonne Sörensen Björud e all’arch Franz Hardinger. Nuovi showroom aprono in centro città: per esempio Mobile Box, distributore di diversi autorevoli marchi italiani tra i quali Porada (foto D) e organiz- B 5. ABSTRACTA Mobi Design Andrea Ruggiero www.abstracta.se Un’innovativa workstation mobile che permette all’utente di riconfigurarla a proprio piacimento It is an innovative mobile workstation that allows the user to reconfigure his or her workspace on demand 5 4 4. OFFECT Robo Design Luca Nichetto www.offect.se Una sedia “scomposta” nei suoi elementi base, facile da smontare per ridurre l’impatto ambientale A “dismantled” chair in its basic components, easy to disassemble to reduce environmental impact 6 6. VIVERO Sessio Design Yrjö Wiherheimo www.vivero.fi Può essere qualsiasi cosa: una scrivania, un tavolo conferenze e un contenitore. Piccolo, basso, grande o alto, colorato, bello e acustico 7 7. SWEDESE Lamino Design Carina Sohl www.swedese.se Poltrona e sgabello lineari disponibili in pelle di montone in vari colori It can be anything: a desk, a conference table and a storage unit. Small, low, large or tall, colourful, beautiful and acoustic C Easy chair and foot stool with a new range of sheepskin colours zano presentazioni, come Kasthall – distributore di B&B Italia – dove le designer Gunilla Lagerhem-Ullberg e Petra Lundblad-Friden (foto E), hanno spiegato i concept dei nuovi tappeti. Hanno esposto le nuove collezioni anche Chris Martin e Magnus Elebäck, giovani fondatori di Massproductions, e marchi leader del design svedese come Offecct e Swedese. Gallery Pascal si conferma una tappa obbligata per chi vuole scoprire gli oggetti che fanno tendenza; nuovi sono invece il Museo Fotografiska, ancora in fase di cantiere lo scorso febbraio e Hotel Skeppsholmen, un’oasi urbana appena ristrutturata da CKR; il sempre dinamico Nordic Light Hotel (vedi foto nelle pagine 39 e 54) ha proposto l’installazione di Alexander Lervik Transit tema attuale e rappresentativo della nostra era nomadica. D E us 1/10 9 design stokholm 8. LAMMHULTS Area Design Anya Sebton www.lammhults.se I moduli sono aggregati per mezzo di un dispositivo magnetico che facilita la creazione di soluzioni di sedute diverse 8 9. SALLI SwingFit www.salli.com Sedersi diventa una funzione attiva che aumenta il benessere del corpo e permette di allenare i muscoli profondi per tutto il giorno senza fatica The sitting is an active function that increases the well-being of the body; it allows you to train your deep muscles for the whole day without even noticing The modules are held together by an innovative magnetic linking device, making it easy to create different seating solutions 10. KASTHALL Doris Design Gunilla Lagerhem Ullberg www.kasthall.com Si ispirano alla natura i tappeti in lana con lavorazioni esclusive 10 9 The wool carpets with exclusive works from the collection draw inspiration from nature 11. HANNA KORVELA Duetto Design Hanna Korvela www.hannakorveladesign.fi La base è la combinazione di due materiali naturali, filato di carta e cotone, sulla superficie del tappeto The base is the combination of two natural materials, paper yarn and cotton, on the carpet’s surface 11 12 13. MAGNUS OLESEN I-Sit Design Concern www.magnus-olesen.com L’input per dettagli ergonomici utili è venuto dagli utilizzatori con esigenze speciali. Ciò rende la sedia adatta a chiunque, a prescindere dall’età, taglia e capacità fisica The input for the unique ergonomic details came from users with special needs. This makes the chair suitable for everyone, regardless of age, size and physical capability 10 1/10 us 12. ABSTRACTA Window Design: Jonas Forsman www.abstracta.se Un espositore di riviste che può essere usato come fonoassorbente ma anche un pannello fonoassorbene che può essere usato come porta riviste A magazine display that works as a sound absorber or a sound absorber that works as a magazine display 13 1 1. Mårten Claesson, Eero Koivisto e Ola Rune (Da sinistra/From left) 2. OFFECCT Minima www.offecct.se Serie di eleganti divani Series of elegant seating furniture 3. Progetto per i bagni pubblici di Angelholm all’Arkitekturmuseet Angelholm public baths project at Arkitekturmuseet www.arkitekturmuseet.se 4. OFFECCT USB flash drive press-kit 5. SWDESE Olive Sedie impilabili e tavolo da bar in tre differenti forme Stackable chairs and bar table in three different designs www.swedese.se 6. I rilassanti ambienti dell’Hotel Skeppsholmen: un mix di citazioni dello stile gustaviano e di design minimale The relaxing rooms at the Hotel Skeppsholmen: a mix of references of Gustavian style and minimal design www.hotelskeppsholmen.com 2 Dalla USB flash drive all’hotel CKR protagonisti indiscussi del design scandinavo I luoghi e gli oggetti più cool portano la firma Claesson Koivisto e Rune. Parafrasando l'epigrafe di Walter Gropius “dal cucchiaio alla città”: dalla USB flash drive all’hotel, ma anche dal braccialetto al negozio, dal vaso all’ufficio... e così via, sempre con un approccio vivace e pluridisciplinare. Abbiamo avuto il piacere di incontrarli a Stoccolma, di visitare insieme gli scenari dei loro interventi e di conoscere i concept dei loro progetti. Stockholm Furniture Fair è stata l’occasione per vedere in anterprima i loro ultimi lavori. Informale, cordiale e minimale – nell’abbigliamento e nell’atteggiamento- il trio CKR, fondato nel 1995 da Mårten Claesson, Eero Koivisto e Ola Rune (compagni di classe all’University College of Arts), sta decisamente dominando la scena, non solo in Svezia ma anche in tutto il mondo, nel design come nell’architettura. Vincitori di molti premi e concorsi, nel 2004 CKR sono stati i primi architetti svedesi invitati nella sezione internazionale della Biennale di Architettura di Venezia e Paola Antonelli, curatrice del MoMA di New York ha definito il loro linguaggio architettonico “il compendio dell’estetica del nuovo millennio”. Durante la Design Week l’Arkitekturmuseet dedicava una mostra a 10 progetti di architettura residenziale e pubblica, realizzati nel mondo; mentre lo Skeppsholmen Hotel, dove CKR hanno curato gli interiors, allestiva un’originale esposizione dei loro “Smaller Object”, scultorei prodotti di design. Situato nella lussureggiante isola di Skeppsholmen, nel centro di Stoccolma, l’omonimo hotel, inaugurato da pochi mesi e insignito di Eco-Label, occupa gli edifici di un’austera caserma del 1699. “Il concept 5 progettuale di partenza è stato la parola Nebbia – ci spiegano – un fenomeno naturale di bellezza incantevole che ispira la contemplazione e rimanda all’atmosfera tranquilla di questa isola”. Nebbia: una parola che descrive con grande efficacia la delicata tavolozza di colori utilizzati, grigi neutri e tinte molto chiare. Nel totale rispetto del passato, le modifiche apportate con la ristrutturazione non interferiscono con la struttura e sono quindi reversibili e modificabili. From the USB flash drive to the hotel CKR, undisputed players of Scandinavian design 3 3 4 The coolest places and objects come from Claesson Koivisto and Rune. Paraphrasing Walter Gropius’ epigraph “from the spoon to the city”: from the USB flash drive to the hotel, but also from the bracelet to the shop, from the vase to the office… and so on, still with a lively and cross-disciplinary approach. We were pleased to meet them in Stockholm and visit together the scenarios and to know the concepts of their projects. Stockholm Furniture Fair was the opportunity to see their latest works in preview. 6 I 6 us 1/10 11 Come non pensare: “maledetto lunedì devo andare a lavorare”? Meglio un ufficio per tutti o tutti in un ufficio? La personalizzazione dello spazio di lavoro premia? Socializzare sul lavoro conta? Bastano un pc e un modem per essere creativi? Investire nello spazio di lavoro fa guadagnare di più? Franco Guidi Amministratore Delegato DEGW Italia, guida il team di progettisti nello sviluppo dell’architettura e del design per lo spazio di lavoro Enrico Cietta economista partner Diomedea, studia i fenomeni economici del made in italy, conosce ogni segreto del mercato delle industrie creative Giuseppe Varchetta psicosocioanalista, ha guidato le risorse umane di grandi multinazionali, insegna metodi della formazione degli adulti e ha le idee chiare sul futuro del mondo del lavoro Paolo Del Debbio editorialista, giornalista televisivo, opinionista ma anche filosofo. Il suo pensiero offre sempre un buon motivo per riflettere Renato Mannheimer presidente Ispo, non c’è sondaggio che sfugga alla sua analisi. Grande esperto di numeri e statistiche Antonello Piroso direttore del TGLA7. E’ diventato giornalista perché “è sempre meglio che lavorare” (Luigi Barzini) Con la partecipazione di Enrico Bertolino Per delineare la nuova via italiana dell’ufficio e offrire proposte concrete sul nuovo modo di concepire lo spazio di lavoro aspettando il SaloneUfficio 2011 Ufficio Fabbrica Creativa. The Italian Way! Venerdì 16 aprile 2010 - Ore 12.00 Fiera Milano, Rho - Centro Congressi - Sala Franci www.cosmit.it (clicca Eventi) a cura di Claudia Cavallaro e Renata Sias Temporaneo, virtuale e assistito L’ufficio ai tempi della crisi Nelle foto: Blend Tower a Milano il progetto architettonico di ristrutturazione della facciata è firmato da 5+1 AA di Genova La crisi economica che ancora ci affligge ha costretto aziende e professionisti a ridimensionare gli spazi ufficio e a ridurre i costi di gestione. Le nuove soluzioni offerte dal mercato vengono incontro alle loro esigenze: niente contratti di locazione a lungo termine, né costi di personale amministrativo a tempo pieno e nessun bisogno di acquistare attrezzature costose, ma solo uffici pronti per l’uso quando e dove si vuole. In verità non si tratta di un concetto nuovo, dato che i primi esempi di temporary office risalgono addirittura all’inizio del secolo scorso, generati negli Stati Uniti dalla prima drammatica crisi del 1929; a caratterizzare e qualificare gli uffici virtuali odierni è soprattutto l’alto livello qualitativo degli ambienti e degli impianti tecnologici, come dimostra il più recente esempio realizzato a Milano, Blend Tower di Windows on Europe, che pubblichiamo nelle pagine che seguono. L’ufficio tradizionale richiede un contratto locativo di lunga durata, attrezzature, arredi costosi e la necessità di gestire le varie forniture. Nonostante la crisi creditizia, la disoccupazione, la chiusura di aziende in tutti i settori e la conseguente disponibilità di spazi commerciali, i costi di gestione non sono scesi anzi, alcuni, come il costo dell’energia, sono aumentati, il che significa margini di profitto ridotti. Per questo molti professionisti stanno riconsiderando l’home office che garantisce un risparmio sui costi a breve tempo, mentre si è registrato un notevole aumento di consulenti, startup company e studi professionali con più dipendenti, fra cui studi legali e di commercialisti – settori tradizionalmente più prudenti – che chiudono le locazioni tradizionali e optano per uno spazio ufficio temporaneo assistito, fornito cioè di servizio segreteria e sistemi tecnologici innovativi, al fine di ridurre in questo modo i costi e aumentare la flessibilità. In Italia, dove esiste anche una Associazione di categoria (ANIUR), al leader mondiale Regus, si sono aggiunte numerose altre società, soprattutto straniere; un portale degli uffici temporanei assistiti consente di individuare con pochi click un ufficio temporaneo, scegliere la regione o la città, aprire la scheda del business center e di contattarlo per prenotare il proprio spazio attrezzato. Quando i servizi offerti da questa tipologia sono soddisfacenti spesso non vengono più considerati solo come soluzioni temporanee. Di solito, a determinare l’esigenza di avere uno spazio attrezzato in affitto temporaneo è soprattutto la necessità di incontrare clienti o fornitori, effettuare selezioni o fornire servizi di consulenza al di fuori della propria sede operativa. Ora è possibile apri- re un ufficio senza alcun costo di personale e di struttura ed essere subito operativi anche in 24 ore, presentandosi allo stesso tempo con un’immagine di prestigio a costi limitati. I business center dispongono di uffici di varie dimensioni in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Con un costo minimo, possono essere noleggiati temporaneamente, per poche ore o alcuni mesi o anni, spazi che garantiscono immagine e professionalità, attrezzati con linee telefoniche, fax, internet e personale multilingue per servizi di segretariato. Questi centri uffici sono disponibili nelle zone più strategiche delle più importanti città italiane e sono facili da raggiungere per chi è sempre in viaggio per lavoro. Nei casi più estremi si può addirittura ricorrere all’ufficio virtuale o all’e-office, un modo poco costoso per avere un indirizzo in una posizione prestigiosa: il servizio può variare dalla soluzion basic che prevede la ricezione della posta tradizionale o delle e-mail, alla segreteria telefonica con personale che risponde alle chiamate e si può ampliare con servizi aggiuntivi come l’hot-desking (posto di lavoro condiviso), sale riunioni a tempo, servizi amministrativi e organizzazione di eventi senza doversi impegnare in una locazione a lungo termine. Le aziende, soprattutto quando si tratta di startup, possono noleggiare un ufficio virtuale per “tastare il polso” del mercato e capire se valga la pena di investire in un ufficio tradizionale. Gli analisti ritengono che ci sia spazio per una crescita dell’ufficio virtuale, a patto che i servizi forniti siano di qualità e a un prezzo accessibile, tuttavia questa soluzione non viene considerata una valida alternativa all’ufficio tradizionale. ustrend WORKPLACE us 1/10 13 workplace trend foto di Alberto Ferrero 1.2. Uffici da due e quattro postazioni Offices with two and four workstations 1 Blend Tower, Milano Uffici temporanei iper-tecnologici a quattro stelle Il progetto architettonico è di 5+1 AA di Genova (archh. Alfonso Femia e Gianluca Peluffo); l’interior design di Studio DC10 (arch Marco Vigo); l’iniziativa è firmata da Generali Immobiliare Italia SGR che gestisce il fondo immobiliare Scarlatti – proprietario dell’edificio – e da Halldis, leader nell’affitto di appartamenti e uffici chiavi in mano in Italia e in Europa, una delle società del gruppo Windows on Europe, fondato nel 2007 da Leonardo Ferragamo e Pietro Martani operante nel settore ricettivo-immobiliare. 3. Reception Reception 4. Corridoio Passageway 11 piani, 100 uffici, per un totale di 300 postazioni di lavoro e 11 sale per riunioni, per un totale di 170 posti, con lay-out variabili, il tutto totalmente arredato e cablato, dotato di aria condizionata, servizi telefonici avanzati, connessione internet ad alta velocità, accesso 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno con card digitale, pulizie giornaliere, videosorveglianza, sistema di sicurezza, reception multilingue, ristorante, terrazza, lounge; inoltre un numero illimitato di uffici virtuali con indirizzo postale, mailbox e numero telefonico dedicato. Tutto è improntato alla massima flessibilità, il contratto può essere rinnovato di mese in mese, la cauzione è bassa, la tariffa “all inclusive” e i tempi per avviare l’ufficio sono ridotti al minimo: c’è la possibilità di affittare solo due postazioni e di aumentarle solo se e quando se ne presenta la necessità, oppure di condividere con altri l’ufficio per risparmiare o di affittarlo anche solo per qualche ora, magari per fare un colloquio di lavoro in un contesto prestigioso. È possibile usufruire di servizi di segreteria “pay per use”, prenotare alberghi, catering, appartamenti e aerei. A disposizione anche sale per pranzi d’affari riservati in sede, mentre entro l’estate è prevista l’apertura di un ristorante al piano terra. Sono queste le caratteristiche principali di Blend Tower, building totalmente ristrutturato che sorge in una zona strategica per la mobilità, a 50 metri dalla Stazione Centrale di Milano, al quale va anche riconosciuto il merito di avere contribuito notevolmente alla riqualificazione di questa area urbana. 14 1/10 us Interior design Luca Pasqualotto, business developer di Windows on Europe, ci accompagna ai diversi piani illustrandoci le peculiarità e gli aspetti più innovativi di Blend Tower. L’alto livello tecnologico è il punto di forza di questa proposta ed è anche strumento per contenere i consumi energetici, come nel caso del rilevatore di presenza, attivato mediante il badge personale, che automaticamente spegne luce e dispositivi in assenza di persone. Gli interni, progettati da Marco Vigo, sono di alta qualità ma, rispecchiando la filosofia di Windows on Europe, rifiutano il look tradizionale del “Lusso”. Gli ambienti sono concepiti come un involucro neutro che può essere personalizzato a piacere – con targhe, segnaletica, quadri e accessori – da ogni utilizzatore; il bianco caldo è il colore dominante, gli arredi sono essenziali e minimali, le sedute molto confortevoli, la luce soft e rilassante. «Il nostro marchio non è mai presente – evidenzia Pasqualotto – questa è stata una scelta precisa anche per differenziarci dai nostri concorrenti: anziché puntare sull’invasività del nostro marchio abbiamo scelto la strada della massima discrezione. Riteniamo che i nostri clienti debbano essere liberi di comunicare ai propri interlocutori l’immagine e l’ambiente che meglio li identifica e verifichiamo che spesso non ritengono positivo trasmettere l’idea di situazione di passaggio». Anche in una situazione temporanea si manifesta la necessità di appropriarsi del territorio e di 5. Ristorante al piano terra Restaurant on the ground floor 6. Lounge area al piano undicesimo Lounge area on the eleventh floor 7. Il terrazzo al terzo piano può essere utilizzato nei mesi estivi The terrace on the third floor may be used in the summertime 3 2 contrassegnarlo con i propri segni e di questa consapevolezza Blend Tower fa un suo plus. Zoning Sono ubicate al piano terra la reception, l’area attesa e alcune sale riunioni di piccole dimensioni, mentre al terzo piano si trovano sale meeting più ampie, riconfigurabili a piacere grazie all’utilizzo di pareti manovrabili e arredi facilmente disassemblabili. Al terzo piano si trova inoltre un’ampia terrazza coperta utilizzabile per pranzi e incontri di lavoro. Gli altri piani sono occupati da uffici di varie dimensioni, da singoli a open space di 30 persone. All’undicesimo piano, con vista panoramica è prevista un’affascinante area lounge per incontri informali che potrà essere prenotata anche per eventi e manifestazioni speciali. Utilizza arredi e sedute che si ispirano al mondo living più che a quello dell’office, la sua atmosfera curata, vivace e non convenzionale meglio di ogni altro ambiente riesce a trasmettere l’immagine e l’identità di quella dinamica Business Community che troverà nella Blend Tower il suo punto I di riferimento. 5 4 Blend Tower, Milan Hyper-technological, “four-star” temporary offices These are the distinctive features of Blend Tower, an entirely renovated building in a strategic area for mobility, 50 metres far from Milan Central Station. The architectural project is by the Genoa-based 5+1 AA Interior design Luca Pasqualotto, business developer at Windows on Europe, takes us to the various floors explaining the peculiarities and the most innovative features of Blend Tower. The high technological standard is the strength of this concept and also an energy-saving tool. The rooms are designed as a neutral envelope to be personalized at will; a warm white is the prevailing colour, furnishings are basic and minimal, the chairs very comfortable, the light is soft and relaxing. «Our trademark is nowhere to be seen – Pasqualotto points out – that was a precise choice also to be different from our competitors: instead of aiming at brand invasiveness we chose maximum discretion. On the eleventh floor, with a panoramic view, a charming lounge for informal meetings is provided, that can also be booked for special events. It makes use of furniture and chairs inspired from the living room rather than the office world, its accurate atmosphere, lively and unconventional can convey the image and identity of that dynamic Business Community that is going to find its landmark in the Blend Tower better than anything else. I (architects Alfonso Femia and Gianluca Peluffo); the interior design by Studio DC10 (arch. Marco Vigo); the initiative is by Generali Immobiliare Italia SGR running the real estate investment trust Scarlatti – owner of the building – and Halldis, a leader in the lease of turnkey offices and flats in Italy and Europe, a company of the group Windows on Europe, established in 2007 by Leonardo Ferragamo and Pietro Martani and working in the accommodation-property industry. 11 floors, 100 offices for a total of 300 workplaces and 11 meeting rooms, for a total of 170 seats. with variable lay-out, all fully furnished and cabled, equipped with air conditioning, advanced telephone services, high-speed Internet connection, access 24 hours through for 365 days a year with digital card, daily cleaning, video-surveillance, safety system, multilingual reception, restaurant, terrace, lounge; in addition, numberless virtual offices with a post address, mailbox and dedicated telephone number. Everything marked by maximum flexibility. 6 7 us 1/10 15 workplace trend Temporary, virtual and serviced. The office in the time of the crisis In the pictures: Outside of the Blend Tower in Milan, the architectural project for the renovation of the front is by the Genoa-based 5+1 AA The critical period we are still going through forced companies and professionals to downsize their office space and reduce the operating costs. The new solutions offered by the market meet their requirements: no long-term leases, no costs of full-time accounting personnel and no need to buy expensive equipment, but just ready-to use offices when and where you want. Actually, it isn’t a new concept, since the first examples of temporary office date from the beginning of the last century, caused in the United States by the dramatic 1929 depression; what marks and qualifies today’s virtual offices is most of all the high quality of rooms and technological systems, as proved by the latest example carried out in Milan, the Blend Tower of Windows on Europe, that we are publishing on the following pages. The traditional office involves a long-term lease agreement, equipment, expensive furniture and the management of the many supplies. Despite the credit crisis, unemployment, the closure of companies in all industries and the consequent availability of commercial space, the operating costs have not fallen, on the contrary, some, like the cost of energy, have gone up, which means lower profit margins. That’s why many professionals are reconsidering the home office, that ensures a short-term saving on costs, while an increasing number of advisors, start-up companies and professional practices with more employees, including law firms and business consultants – traditionally more cautious sectors – are closing the traditional leases and opting for a serviced, temporary office, namely supplied with secretariat service and innovative technological systems, in order to reduce costs and increase flexibility. Usually, a serviced, temporary space is chosen to meet customers or suppliers, make selections or give consulting services outside one’s operative office. Now it’s possible to open an office with no personnel and facility costs and be immediately in operation even in 24 hours, at the same time offering a prestigious image at moderate costs. In the most extreme cases, one may even opt for the virtual or e-office, an inexpensive way to get an address in a prestigious position, that can be extended through additional services like hot-desking, temporary meeting rooms, administrative services and organization of events. I su ECALPKROW dnert 2161/10 1/10us us 4 Non sa che legno usare? Per una scelta informata consulti la nuova guida alle specie di legni di latifoglie americane sostenibili. SCARICHI DAL SITO OPPURE ORDINI ONLINE LA SUA COPIA GRATUITA www.americanhardwood.org workplace award a cura di Aurelia Debellis foto di Gabriele Pagani us award: consegnate le targhe premio Committenti illuminati e nomi illustri dell’architettura internazionale presenti alla seconda edizione di us award Oltre 250 qualificati professionisti erano presenti alla cerimonia conclusiva di us award 2009 che ha avuto luogo il 3 febbraio 2010 nell’affascinante sede del Sole 24 Ore. L’originale formula cocktail-workshop-premiazione, che ha coinvolto in modo informale in uno stimolante dibattito gli architetti e i committenti dei progetti premiati, i membri della qualificata giuria e i rappresentanti degli enti patrocinatori, ha offerto una sfaccettata panoramica sulle tendenze e sui nuovi valori progettuali, materiali e immateriali, dell’ambiente di lavoro. Tutti i progetti partecipanti a us award sono stati pubblicati nel numero 4/09, consultabile e scaricabile dal sito: www.ufficiostile-online.it 18 1/10 us Nato nel 2008 con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura della qualità nell’ambiente di lavoro, us award è divenuto l’osservatorio privilegiato della progettazione di workplaces in Italia e in Europa, registrandone i mutamenti ed interrogandosi sulle dinamiche. L’ultima edizione si è arricchita di nuovi punti di vista che hanno animato il dibattito fornendo chiavi di lettura differenti e complementari; gli stessi rappresentanti degli Enti Patrocinatori e delle Associazioni intervenuti (Aipi, Assufficio, Femb, Great Place to Work, Ordine degli Architetti Milano) hanno colto da questo fervido dialogo nuovi spunti per il proprio campo di ricerca specifico. La serata ha seguito la ormai consolidata formula del cocktail- workshoppremiazione durante cui, già durante il welcome drink, i moltissimi partecipanti – oltre 250 – hanno potuto scambiarsi opinioni in piena libertà e godere in un momento conviviale della splendida cornice che è la sede del Sole 24 Ore, per poi unirsi in Sala Collina al dibattito sul tema e alla premiazione finale. Il benvenuto ufficiale è stato rivolto da Fabio Franzoni (nella foto sotto), direttore della Divisione Industry de Il Sole 24Ore Business Media, il quale, visti il numero di presenti, l’altissima qualità dei progetti in gara e la peculiarità dell’evento, non ha potuto che registrare il successo di quella che, nel segno della competizione libera, è pura occasione dialettica di idee e tendenze nel settore del workplace di eccellenza. Dopo il ringraziamento a tutti i progettisti che hanno preso parte alla competizione – oltre 100 – e alcune osservazioni sull’impostazione della seconda edizione del premio, Renata Sias, direttore di us e organizzatrice della competizione, ha condotto l’informale tavola rotonda sul tema “Workplace: quality and innovation”: parole chiave di un cosmo di knowledges in costante evoluzione, emerse durante il dibattito attraverso le figure dei relatori, professionisti di grande competenza, provenienti da settori diversi: Francesco Marcolin, docente di Ergonomia, Oliviero Tronconi, docente di Tecnologia, Francesco Paglia, capo della progettazione Unicredit Real Estate, Gilberto Dondè, amministratore di Great Place to Work Italia, Alberto De Zan, presidente di Assufficio, Franco Raggi, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti, Michele Falcone, presidente FEMB e Carlo Beltramelli, amministratore delegato AIPI. Il primo punto di vista è di Francesco Marcolin che, in qualità di ergonomo, ha espresso il suo apprezzamento sul valore del comfort che emerge nei progetti in gara, aspetto fra i più complicati in base al quale esprimere una graduatoria: ciascuna realizzazione ha mirato in maniera del tutto originale all’ottenimento di livelli elevati di comfort dei dipendenti giungendo a soluzioni formali diverse e diversamente in MAIN SPONSOR SPONSOR PATROCINATO DA www.akzonobel.com/ www.ahec-europe.org www.assufficio.it www.femb.org www.aipi.it www.ordinearchitetti.mi.it www.greatplacetowork.it Sintesi e photogallery della serata sono state pubblicate nei siti: http://www.archinfo.it/us-award-consegnate-le-targhe-premio/0,1254,53_ART_1130,00.html?lw=53;1 http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_1130_cmsARCHINFO,00.html?lw=24;8 http://www.ordinearchitetti.mi.it/index.php/page,Notizie.Dettaglio/id,1515/type,oa Domanda a Francesco Marcolin, ergonomo e docente presso Università di Udine: Quest’anno nei dati forniti dai progettisti nella scheda di iscrizione, abbiamo riscontrato una maggiore attenzione al comfort, acustico e illuminotecnico e ad altri aspetti prettamente ergonomici. Secondo i criteri di valutazione ergonomici, qual è il tuo giudizio rispetto ai progetti vincitori del concorso? Nella realtà, fuori dai progetti di questo concorso, credi che la qualità ergonomica sia davvero entrata nella cultura progettuale? Domanda a Oliviero Tronconi, professore ordinario di tecnologia dell’architettura presso il Politecnico di Milano: Tra i temi ricorrenti nei progetti partecipanti al concorso us award 2009 spiccano l’atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ambiente, sostenibilità nel senso più ampio del termine e risparmio energetico, soprattutto nei nuovi building. Sappiamo che BEST ha messo a punto un sistema di rating immobiliare per determinare oggettivamente la qualità degli edifici; in base alla vostra analisi qual è la situazione in Italia? Le tecnologie e i nuovi sistemi costruttivi possono aiutare a riqualificare il patrimonio esistente? grado di soddisfare l’utente. Marcolin pone l’accento su criteri progettuali basilari per il comfort nel workplace, innanzitutto di tipo ambientale (illuminazione, igrometria) ma anche legati allo specifico della postazione di lavoro e soprattutto alla corretta progettazione delle sedute (proprio su questo tema Ergocert ha infatti organizzato la prima edizione della valutazione Comfortseating). Infatti la maggioranza delle realizzazioni, soprattutto nel nostro Paese, tende purtroppo a non rispettare questi parametri già solo alla scala della postazione, prima ancora che a quella dell’intero ambiente di lavoro. La discussione si sposta poi, con l’intervento di Oliviero Tronconi, su un altro tema molto sentito in questo momento: la sostenibilità. Renata Sias osserva che questo è fra i temi emergenti di Us Award 2009, soprattutto perché la crisi del Real Estate obbliga a strategie economiche molto serrate e ci si domanda quale sia ora la situazione italiana, quali le strategie per intervenire proficuamente sui tantissimi edifici esistenti che si vanno a riqualificare. Il laboratorio GestiTec (di BEST, Building Environment Science and Technology, dipartimento di Tecnologia dell’Architettura del Politecnico di Milano), di cui Tronconi è direttore, ha stilato a questo proposito un rating attraverso cui “misurare” il livello di performance di un edificio, sia nuovo building piuttosto che edificio esistente. Fra questi i caratteri più importanti sono la sostenibilità dell’intervento, la sua qualità architettonica e l’ottimizzazione delle superfici che fa da “ago della bilancia” nello studio della fattibilità di riuso di immobili esistenti. Molti grandi gruppi italiani, come Generali RE, hanno già recepito il sistema di rating BEST e lo utilizzano nel vaglio dei loro investimenti immobiliari, tanto che sempre più spesso gli obiettivi per la gestione dei costi di un intervento immobiliare ed i tempi di ritorno; al progettista spetta “solo” il compito di rendere fattive tali previsioni. Francesco Paglia ha dato invece una visione “dall’interno” della realtà dei gruppi immobiliari oggi operanti in Italia e all’Estero, che svolgono ricerche tese a monitorare le esigenze corporate. Nella fattispecie ha presentato gli esiti dello studio da lui diretto e condotto da 50 giovani talenti del Gruppo per individuare le dinamiche lavorative Unicredit oggi. Sono stati messi in luce aspetti che possono facilmente riguardare la realtà di ogni grande realtà aziendale e che investono la sfera personale di ogni singolo operatore quanto quella globale del brand di appartenenza: la percezione di essere parte di una importante realtà lavorativa è elemento chiave della soddisfazione professionale di ciascuno, ma al tempo stesso forte è l’ambizione di ognuno ad “antropizzare” uno spazio lavorativo neutro con propri segni. Ad armonizzare questi due poli opposti definiti Universe e My World devono 1 intervenire scelte progettuali giocate sul colore (riconoscibilità del brand), sulla tecnologia (fluidificatore di ogni dinamica lavorativa di ufficio) e sugli elementi d’arredo. Paglia conclude osservando che anche progetti in gara per us Award hanno testimoniato con grande chiarezza l’attualità di questa ricerca. Ma come si pongono i fruitori finali rispetto alle richieste progettuali maturate dal committente e risolte dall’architetto? Scelte “calate dall’alto” colgono davvero nel segno la soddisfazione degli operatori o tendono solo a riflettere il gusto del progettista? Questo l’interrogativo rivolto a Gilberto Dondè. La sua esperienza a Domanda a Francesco Paglia, architetto e capo della progettazione di Unicredit Real Estate: In Unicredit avete organizzato uno stage di ricerca sul campo insieme ad alcuni giovani talenti per identificare nuove modalità lavorative, quali sono i dati principali emersi? Questi dati hanno trovato applicazione pratica negli uffici che avete realizzato recentemente? Hai individuato nei progetti presentati a us award l’applicazione di elementi simili? us 1/10 19 workplace award Domanda a Gilberto Dondé, Amministratore Delegato Great Place to Work® Institute Italia: Ogni anno stilate la lista delle aziende in Italia dove si lavora meglio, raccogliendo le valutazioni di chi ci lavora. Come viene percepito dal lavoratore l’ambiente di lavoro, inteso in senso fisico? In qualità di esperto dei metodi per rendere un ambiente di lavoro eccellente, e conoscitore dei bisogni del lavoratore, ritieni che le soluzioni presentate al concorso rispondano alle loro esigenze? Sono ambienti che possono essere fonte di ispirazione, per usare il tema del vostro prossimo convegno annuale? Oppure gli architetti tendono a proporre, con un po’ di narcisismo, soluzioni estetiche e autoreferenziali? capo di Great Place to Work gli ha permesso di cogliere nel tempo la grande spinta propositiva delle aziende verso la progettazione dei loro uffici ed il cospicuo investimento di energie e risorse nella realizzazione di sedi belle e confortevoli. Di ciò i lavoratori non possono che sentirsi gratificati, tuttavia nella maggior parte dei casi essi non vengono interpellati per gli aspetti più delicati della complessa filiera lavorativa corporate, a scapito di una progettazione profondamente condivisa in seno all’azienda. Alberto De Zan si è fatto portatore del punto di vista delle aziende impegnate nella produzione di arredo d’ufficio, che hanno recepito “a macchia di leopardo” l’attenzione a tutto tondo verso il luogo di lavoro; coloro che hanno colto l’ampiezza della portata del rinnovamento si stanno sempre più cimentando nella creazione di ambienti di lavoro coerenti con le esigenze che il mercato fa emergere, mentre ancora tante aziende vivono l’illusione che dal design di un pezzo d’arredo in sé o di un dettaglio possa scaturire la risposta ad ogni necessità del nuovo lavoro workplace. Assufficio con il suo progetto “Ufficio fabbrica creativa” ha intrapreso un percorso vasto ed articolato in questo senso, teso a migliorare la comunicazione dei nuovi valori dell’ufficio contemporaneo a tutti gli operatori del settore (progettisti, imprese...), affinchè si affermi in maniera omogenea la cultura della qualità ambientale dell’ufficio attraverso tutti gli elementi che lo compongono. Il brillante intervento di Franco Raggi ci riporta alla scala dell’architettura, per comprendere se alla base dei progetti di workplaces vige ancora quella “retorica del potere” che associava all’ufficio la forma del grattacielo, simbolo “fallico” dell’ascesa, del comando, della superiorità. Provocatoriamente Raggi sostiene che, malgrado l’accantonamento della facile icona del grattacielo a favore di forme nuove, la retorica del potere è sempre subdolamente presente nell’illusorio dualismo ordine/disordine, dove l’apparente libertà di fruizione degli spazi nasconde scelte precostituite. Tuttavia è ormai generalmente superata l’idea che l’efficienza si trovi solo nell’ordine formale: i cubicoli dei film di Jacques Tati ci fanno sorridere… meno male! Domanda a Franco Raggi, Vice Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano: Da sempre e in ogni civiltà, l’architettura ha avuto il ruolo di esprimere simbologie e poteri, nel caso dei building per ufficio la tipologia dominante è stata fino ad ora quella del grattacielo, simbolo di “virilità socio-economica”. Oggi questo modello è ancora valido? Ovviamente ogni azienda ha una propria filosofia e identità, ma indicativamente secondo te quali tipologie architettoniche oggi possono meglio rappresentare l’idea di un’azienda dinamica e innovativa? La conclusione è l’elogio di un autentico scoordinamento creativo del workplace, dove – portando ad esempio la sede di Google – gli operatori siano davvero liberi di scegliere il tipo di ufficio e arredo che prediligono e secondo quali modalità lavorative riescano ad essere più produttivi per l’azienda. Michele Falcone, presidente FEMB e AD di Herman Miller Italia fa un passo indietro e ricorda Tempi Moderni: oggi l’ufficio è una fabbrica creativa, le aziende sono fabbriche di produzioni immateriali e le scrivanie somigliano a grandi, anonimi bench della catena di montaggio. Esprimendo la sua opinione sulle alternative europee al modello americano dominante per molto tempo, il relatore illustra l’introduzione di un modello di ufficio di nuova concezione che può Domanda a Alberto De Zan, Presidente di Assufficio e titolare di Dieffebi: Assufficio ha messo in atto diverse attività e ricerche per capire come sono cambiati modi e stili di lavoro e per promuovere una cultura della qualità nell’ambiente di lavoro e anche per valorizzare il ruolo degli arredi come strumento strategico. Le aziende hanno recepito, concretamente, questi messaggi? Ritieni che anche l’approccio progettuale delle aziende di arredo per ufficio sia cambiato rispetto al passato? Tranne poche eccezioni, io percepisco una sorta di pigrizia mentale che impedisce di immaginare nuovi scenari... 20 1/10 us concorrere con il modello forte dello statunitense tipo “action office”, benché l’Italia rimanga tendenzialmente pigra rispetto al sempre più vivace dialogo con gli utenti finali, da cui scaturiscono le novità sostanziali del modo di concepire gli spazi lavorativi. A conclusione della tavola rotonda Carlo Beltramelli ha risposto al quesito riguardo al tipo di contributo che un interior designer può fornire ad un progetto della complessità del workplace. C’è ancora, infatti, una confusione legata alle figure professionali dell’arredatore e dell’interior designer, nelle cui competenze c’è il ben più complesso compito di offrire soluzioni globali ai problemi psicologici e materiali dell’uomo, piuttosto che la mera scelta dei pezzi d’arredo da collocare in ufficio. L’AIPI, infatti, fin dagli anni Ottanta si è fatta portavoce presso le aziende e il pubblico di tematiche importanti legate al luogo di lavoro, tra queste: l’efficienza energetica, la tossicità di alcuni materiali, l’abbattimento delle barriere architettoniche, di cui oggi tutto il mondo parla. La serrata scaletta della serata ha visto poi il conferimento delle onorificenze nelle varie categorie: progetti di interior design e di architettura, oltre alle due nuove sezioni speciali wood@work e color@work con il patrocinio degli sponsor: AHEC (American Hardwood Export Council) e Akzo Nobel. Ciascun vincitore ha raccontato la propria esperienza e lo speciale rapporto venutosi a creare con la committenza, che è sempre il sale di un progetto vincente. Anche quest’anno si conferma che dietro un grande progetto c’è sempre anche un cliente illuminato e fiducioso I nelle capacità del progettista cui si affida. Domanda a Michele Falcone, Presidente FEMB e Amministratore Delegato di Herman Miller Italia: Sei italiano, AD di grande gruppo americano e presidente FEMB, rispetto alla cultura aziendale e all’ambiente ufficio che la rappresenta, il modello americano mi sembra quello che ha dominato fino ad ora, pensi che esistano caratteri – sociologici, psicologici, culturali-distintivi “locali” e che l’Europa possa concepire e proporre un modello di workplace alternativo a quello made in USA? US AWARD: THE PRIZE-GIVING CEREMONY Prize-giving of the winning projects and panel Over 250 leading professionals attended the 2009 US Award prize-giving ceremony, that took place on February 3rd 2010 at the charming venue of Il Sole 24 Ore. The original cocktail-workshop-awarding event that engaged in an informal and stimulating discussion the architects and clients of the awarded projects, the members of a competent jury and the delegates of the sponsoring bodies – offered a many-sided overview of trends and new planning qualities of the working environment The prize-giving ceremony of US Award 2009 was a great success. The second competition organized by the magazine us-ufficiostile to promote and spread the culture of quality and innovation in the working environment was backed by Aipi; Assufficio; Femb; Great Place to Work; Ordine degli Architetti Milano and sponsored by AHEC and Akzo Nobel. After the convivial welcome drink, Renata Sias, editor of the magazine US and hostess of the evening, broached the subject together with Fabio Franzoni, manager of the Industry Division of Il Sole 24Ore Business Media; then, while the over 100 top-level projects, national and international, were being projected on the large screen in Sala Collina, the speakers’ opinions and points of view alternated at a fast pace on the theme “Workplace: Quality and Innovation”. Francesco Marcolin, ergonomist and head of Ergocert and teacher at Università di Udine, dwelled on the ergonomic quality of the environment but also of the workplace, stressing the importance of a good seating and the physical and mental repercussions it may have. Oliviero Tronconi, professor of Technology of Architecture at Politecnico di Milano, emphasized the sensitivity to sustainable themes shared by many projects, and, summing up the factors of the property rating system set up by BEST, pointed out that the architectural quality is closely linked to the operating costs of the building, and it’s also required by the real estate as it affects heavily its value. Francesco Paglia, architect and head of the planning department for Unicredit Real Estate told the experience of a field research the company elaborated with its employees through interviews and surveys, in order to find out the development themes related to the office environment. The study originated the guidelines for Unicredit working environment: promotion of interrelations, use of colour and technology and emphasis on sustainability. Gilberto Dondè, director of Great Place to Work Italia, pointed out how companies wishing to improve their organization are usually conscious also of the quality of the architectural project, that can be a source of inspiration for people working there. The remarks that came to light during the interviews with the employees mostly concerned the need of feeling comfortable in the office as at home: privacy, a green, relaxing colours, soft lighting and sound comfort are among the most appreciated factors. Alberto De Zan, chairman of Assufficio, expressed the considerations of the Association, that, aware of coping with a demanding market and interfacing with advanced designers, is bringing into effect studies and initiatives, that go beyond the quality of design furniture to give new inputs to the whole chain. Brilliant and defiant, Franco Raggi, vice chairman of the Architectural Fraternity, mocked at the phallic symbology of skyscrapers, a building typology still now prevailing to represent the “services sector”. The crux for the company should not be focused on identity and power, but on the dichotomy between order and disorder. In working environments there is still too much rhetoric about the company power. It’s now time to subvert it with creative anomalies and disorder. Google’s offices could be a landmark, there managers shut themselves up in the igloos to think and secretaries travel on skateboards! A “creative lack of coordination” should be encouraged, leaving everyone the possibility of choosing their furnishings. Michele Falcone, chairman of FEMB and managing director of Herman Miller Italia took a step back and mentioned Chaplin’s Modern Times: now the office is a creative factory, companies are factories of immaterial productions. Carlo Beltramelli, managind director AIPI, pointed out that interior design doesn’t mean furniture or decoration, the approach must be similar to that of integrated design, with skilled knowledge to solve the aspects of technology and home automation and to cope with all the aspects of interior design, the closest casing to man, therefore with more repercussions on their wellbeing. The panel went on in a dynamic way during the prize-giving, when the designers and clients in person expressed their points of view and answered the questions they were being asked. Claudia Salomoni, Marketing Coordinator Italia at Akzo Nobel gave the awards for the section color@work, while David Venables, European director of AHEC (American Hardwood Export Council) awarded the winners of the section wood@work. The ceremony went on with the awarding for the sections Architecture and Interior Design. In the second part of the evening, like in a talk-show, the top-level designers winners of the competition and the “cultured” clients were the players, engaged in an informal discussion they entertained the audience with wise remarks and shafts of wit, hints I for reflection and inspiring elements. Domanda a Carlo Beltramelli, Amministratore Delegato AIPI: L’interior design dell’ufficio ha una valenza fondamentale perchè è l’involucro più immediatamente percepito dall’utente, normalmente il suo progetto viene affidato agli space planner (visione tecnico/funzionalista). Forse c’è un pregiudizio che fa pensare al progettista di interni come a un “decoratore” che pensa solo agli aspetti futili: secondo te qual è il contributo che un interior designer può aggiungere alla qualità dell’ufficio? us 1/10 21 workplace award Categoria color@work La categoria color@work, per la quale è intervenuta Claudia Salomoni, Marketing Coordinator Italia di Akzo Nobel a premiare i progetti vincitori, ha teso a valorizzare le realizzazioni che in maniera più convincente basavano il loro concept progettuale sul linguaggio del colore. Domanda a Isacco Brioschi: Qui colore e luce vivono in completa simbiosi come anche nei tuoi progetti di pareti vegetali, anche per il colore l’ispirazione arriva dalla natura? Il terzo premio è andato ad Isacco Brioschi, progettista della Mediolanum University, Palazzo Archimede, Milano, che, presentando la propria realizzazione, ha posto l’accento sull’importanza del colore e dell’elemento naturale in un edificio preesistente di antica concezione che, una volta destinato a luogo di cultura ha teso verso una nuova e piena attenzione verso il comfort degli utenti. Lo studio Dante O. Benini, presente nella persona di Stefania Cerri, si è aggiudicato il secondo premio della categoria con la sede produttiva della BK Italia, Treviglio - BG, rappresentata da Luca e Marco Vangelisti. In questo caso, prevedibilmente, l’attenzione si è spostata verso il fil-rouge dell’intero progetto, il logo BK che ne è diventato un segno distintivo grafico e cromatico. La coerenza con cui questo grande bollo rosso è stato declinato in ogni dettaglio dell’edificio – concordano progettista e committente – ha interpretato con grande efficacia il cambio di corporate identity. Massimo Roj, di Progetto CMR è intervenuto a ritirare il primo premio per il progetto della sede Cisco a Vimercate. Con lui sul palco è intervenuta Flaminia Pellegrino, FM Cisco, ad illustrare l’originale iter progettuale che ha portato a questo building, testimoniando un caso di progettazione “democratica e partecipata”, attenta step by step alle scelte degli impiegati raccolte durante periodici surveys. Il colore, in questo caso, ha suggellato la vivacità del processo di realizzazione, portando una ventata di energia nella quotidianità di un ufficio, talvolta in bianco e nero. 22 1/10 us Domanda a Cerri e Vangelisti: Come è nata l’idea di trasformare il logo in una “onnipresenza” grafica e cromatica? Domanda a Massimo Roj: Si tratta di un progetto molto interessante che i giurati hanno apprezzato nella sua complessità; cosa ha trasformato il colore in un affascinante strumento di comunicazione? Categoria wood@work La categoria wood@work ha visto sul palco la presenza di David Venables, direttore europeo di AHEC (American Hardwood Export Council) per premiare i progetti che hanno saputo fare un uso originale del legno. Infatti, dopo la fase in cui nell’ufficio hanno avuto un ruolo prioritario i materiali “freddi” che trasmettevano un’immagine high-tech, sembra invece che sia in atto, forse proprio per equilbrare la presenza sempre più massiccia di tecnologia, una riscoperta del legno come elemento “naturale”, domestico con alto valore emozionale. Domanda a Barbara Patrizio, Il Prisma: Ritenete che il vostro showroom rappresenti le tendenze in atto nell’ufficio e possa quindi essere considerato un valido modello anche per le aziende? Barbara Patrizio, de Il Prisma si è aggiudicata il terzo premio con il progetto della loro sedeshowroom milanese, un ambiente attento alle esigenze psicologiche oltre che funzionali, che enfatizza il valore emozionale e dove anche il legno, in varie modalità presente nelle originali ambientazioni proposte, diventa un ulteriore strumento per raggiungere la sfera più intima e multisensoriale. A ricevere la targa sono saliti anche Stefano e Giuseppe Carone, de Il Prisma. Michele De Lucchi e Angelo Micheli, dello Studio aMDL, classificati secondi in questa categoria con la biblioteca Fondazione CaRisBo nella chiesa sconsacrata di San Giuseppe in Poggiale a Bologna, hanno modestamente attribuito al calore del legno la riuscita del loro progetto, di grande efficacia pur nelle linee semplici e rigorose. A ricevere l’onore del primo premio di categoria, Franco Biondi e Marco Baldi, rispettivamente architetto e direttore generale di Paschi Gestione Immobiliare, hanno spiegato la genesi di questa struttura di arredo in rovere sfibrato, che richiama ed attualizza la storica scala Spadolini in un continuum dinamico orizzontaleverticale che percorre il Palazzo Salimbeni di Siena. Domanda a Michele de Lucchi e Angelo Micheli: Legno naturale, non trattato... semplicità, ma non minimalismo... siamo di fronte a una nuova poetica? Domanda a Franco Biondi: L’ispirazione è la splendida scala di Spadolini degli anni ’70, ma come è nata l’idea di connotare architettonicamente un non-spazio, solitamente attento solo alla sicurezza, come abitualmente è inteso il controllo accessi? us 1/10 23 workplace award Categoria Architettura Massimo Mariani, presente alla premiazione insieme a Daniele Corsini, AD Cabel, ha spiegato le ragioni di una forma architettonica tanto ardita, nata dall’esigenza di standardizzare gli elementi architettonici riconducendoli ad un unico segno. Scelta vincente a giudicare dall’esito formale e dal budget in cui è stato possibile rimanere: 1650 euro/mq compresi arredi, a conferma che la qualità non costa più della non-qualità, ma anzi un investimento in qualità si traduce spesso in risparmio sia in fase di realizzazione che di gestione. Nell’originalità del segno del mattone, veicolo della continuità con la storia del marchio e di Sesto San Giovanni con le sue fornaci sta il peculiare fascino della sede Campari, che annette alla sua struttura il primo stabilimento dell’azienda, trasformato in museo e diventato parte imprescindibile dell’intero progetto. La chiave interpretativa fornita da Giancarlo Marzorati e da Claudio Orsi per lo Studio Botta esprime al meglio i contenuti dell’azienda, rappresentata da Paolo Cavallo, Responsabile Real Estate Campari e dal geometra Ducoli, sempre di Campari. Arrivato da Rotterdam per l’occasione, è salito sul palco Erick van Egeraat, figura di spicco nel panorama dell’architettura contemporanea europea, secondo classificato con il progetto Milanofiori Nord. Una presenza molto prestigiosa che ha portato la propria esperienza internazionale ironizzando sul “caos ordinato” di questo suo primo grande lavoro in Italia. Insieme a lui sul palco c’era Luigi Pezzoli, presidente di Brioschi Sviluppo Immobiliare, che con questo progetto ha disegnato una vera e propria porta a sud per la città di Milano. Il primo premio è andato alla sede 3M a Pioltello, progettata da Mario Cucinella, ed è stato di chi scrive l’onore della consegna della targa. Con l’occasione della presenza sul palco del progettista, di Salvatore Coppola, responsabile 3M del progetto e di Mario Tomaselli, responsabile europeo RE, è stato interessante comprendere il tipo di arricchimento che l’azienda committente, impegnata nella componentistica di sistemi per l’energy saving, ha fornito all’architetto, già molto avanti su questo terreno, nella fase progettuale. Le politiche interne aziendali molto forti hanno costituito un terreno di dialogo molto aperto e proficuo per lo sviluppo del progetto, in cui sono state affinate molte soluzioni a basso impatto energetico con prodotti speciali 3M, e le sinergie di questa unione di competenze ha reso agile e sicura – parafrasando Cucinella – la planata del “sogno” (progetto) sulla Terra. 24 1/10 us I progetti selezionati dalla Giuria per questa categoria sono stati valutati in base alle valenze dell’edificio, ai suoi costi complessivi di realizzazione, al valore estetico trasmesso all’area d’intervento, ed alla loro ecocompatibilità, spesso documentata dall’assegnazione di classi di merito LEED. Ad affiancare Renata Sias durante la consegna delle targhe si sono alternate due giovani studentesse laureande in Design all’Accademia di Belle Arti di Brera, Marta Travagliati e Francesca Zapelli. Ex aequo si sono classificati al terzo posto due progetti molto diversi fra loro, ma entrambi di grande impatto estetico: la sede Cabel ad Empoli, di Massimo Mariani e quella Campari a Sesto San Giovanni, di Mario Botta e Giancarlo Marzorati. Domanda a Massimo Mariani: Quali riferimenti hanno portato alla scelta di questa forma architettonica non convenzionale e dalla forte identità? Domanda a Giancarlo Marzorati: Uno degli elementi che distingue questo edificio è l’utilizzo del mattone come pelle decorativa e non come elemento strutturale, qual è stato il processo creativo che ha portato a questa scelta? Domanda a Erick van Egeraat: Qusto è stato il tuo primo importante lavoro in Italia ma hai avuto diverse esperienze di rilievo in altri Paesi; Trovi che ci siano differenze nello svivuppo e nella realizzazione di un progetto in Italia rispetto agli altri Paesi? Domanda a Mario Cucinella: Il tuo approccio progettuale è sempre orientato al contenimento energetico e all’ottimizzazione delle risorse: questo committente è un’azienda multinazionale impegnata anche nella produzione di prodotti afferenti al settore del risparmio energetico in edilizia, ha fornito stimoli progettuali nuovi? Categoria Interior Design In conclusione sono stati assegnati i premi ai progetti selezionati per la categoria di Interior Design, i cui criteri di giudizio vertevano su valutazioni legate alla funzionalità ed ergonomia degli spazi di lavoro, alla freschezza delle ambientazioni ed alla novità dei concept che li hanno originati. Domanda a Egidio Tordera e Pier Giuseppe Diodato: L’edificio offre ambienti dedicati a servizi e facilities per i dipendenti, in che modo queste nuove aree si integrano con gli ambienti di lavoro? Presentano un linguaggio che le accomuna? Domanda a Dante Bonuccelli: L’intervento progettuale prevedeva l’inserimento di ambienti di lavoro in un edificio degli anni ’50, quali sono stati gli ostacoli progettuali che avete incontrato e in che modo sono stati risolti? Domanda a Angelo Micheli: È corretto pensare che alla base di questo progetto ci sia una sorta di restituzione alla chiesa della sua maestà spaziale, ma insieme di una domesticità ottenuta attraverso elementi dall’aspetto “quotidiano” che facciano sentire a proprio agio l’utente? Il terzo posto è stato conquistato dagli interiors della sede milanese Zurich, dello studio Digit&Associati; presenti i soci Egidio Tordera e Pier Giuseppe Diodato ed Erio Paolini per Zurich. Il progetto ha colpito per l’armonia tra ambienti di lavoro e quelli di impronta ludica e di relax, per cui ai progettisti è stato chiesto da Francesca Zapelli in quale maniera fosse stato possibile conciliare in un edificio queste attività tanto diverse. Progettisti e committente, concordi, hanno affermato che questa commistione è stata auspicata e resa possibile dal preciso input aziendale di creare per gli operatori degli spazi che li appagassero soddisfacendo ogni loro necessità, in sintonia con le osservazioni emerse durante il dibattito. Dopo il premio ricevuto nell’edizione us award 08, è anche quest’anno sul podio Dante Bonuccelli di Avenue Architects cui è andato il secondo posto per gli uffici Morningstar. Insieme a lui, per ricevere la targa da Marta Travagliati, è Davide Pelusi, amministratore delegato Morningstar. Il progetto è stato capace di cancellare il rigido impianto anni ’50 dell’edificio in cui si sviluppa, per disegnare geometrie e spazi inediti, e, con grande soddisfazione dei vertici aziendali, è stato brillantemente gestito in termini di aderenza al budget e alle tempistiche previste. Davide Pelusi si è detto già pronto per nuovi progetti con Avenue Architects… Nuovamente sul palco, questa volta come vincitore assoluto della categoria, Michele De Lucchi con Angelo Micheli, project leader del progetto per biblioteca della Fondazione CaRisBo a Bologna. Concordi nell’esprimere soddisfazione per l’enorme gradimento di giuria e lettori per questo progetto, la cui raffinatezza sta unicamente nella sobrietà delle linee e nel trattamento naturale delle superfici, il progettista ha voluto sottolineare la volontà di porre in primo piano la maestà storica del luogo e l’alta funzione culturale della biblioteca attraverso degli interiors che vogliono “sparire” nell’umile assolvimento del loro servizio al luogo. Paolo Mascagni, invitato sul palco per raccontare l’esperienza di questa fornitura così fuori dal consueto, ha espresso l’onore e la gioia per Mascagni Contract di lavorare, come accadeva nel Rinascimento, con metodi assolutamente artigianali per un grande committente come CaRisBo, secondo procedimenti se vogliamo anacronistici, ma nei quali si tramanda intatto il fascino del know-how Made in Italy che I tutto il mondo ci invidia da sempre. ufficiostile 1/07 25 workplace products Novità del “Salone Ufficio...che non c’è” Arredi innovativi, evolutivi, sostenibili a cura di Gabriele Pagani 1. METHIS Hook Design Jean Nouvel www.methis.com Il progettista lo ha definito “Un’architettura di metallo, come una citazione delle architetture di Jean Prouvé, più che una parete un vero e proprio sistema costruttivo continuo nel quale le giunzioni scompaiono dentro le pieghe del metallo. La sua pelle corrugata, come una carta, perforata con regolarità e laccata, diventa muro” The designer defined it “a metal architecture, a reference to Jean Prouvé’s architectures; a real, continuous construction system rather than a wall, where joints are concealed behind the folds of metal. Its corrugated skin, like paper, evenly perforated and lacquered, turns into a wall” 2. MARTEX Yard Design Mario Mazzer www.martex.it Di facile montaggio, regolabile in altezza, disponibile in diverse dimensioni e colori Easy to assemble, heightadjustable, available in several sizes and colours 1 “Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”... parafrasando James Matthew Barrie che nel suo Peter Pan indicava la strada per “L’isola che non c’è”, il luogo utopico cui solo chi è ricco di immaginazione può accedere, anche noi vogliamo proporre in queste pagine un’esposizione virtuale e ideale che raccolga il meglio delle novità per l’ufficio. Insomma, un “Salone Ufficio che non c’è”. Diminuiscono le mansioni ripetitive e si dà – o meglio si dovrebbe dare... – maggiore valore alle risorse umane, creando ambienti di lavoro strutturati per condividere informazioni, esperienze e conoscenze. Più che uno spazio “fisico” dove lavorare in modo creativo, l’ufficio dovrebbe essere un luogo “concettuale” complesso e vivace, dove possano essere svolte contemporaneamente diverse funzioni. Una sorta di bottega o di agorà che, per equilibrare la massiccia presenza di tecnologia, riscopre la domesticità, i rapporti informali, le qualità emozionali dell’ambiente e non sottovaluta la privacy nè la concentrazione. Un luogo flessibile e dinamico, ricco di stimoli sensoriali e materici, capace di evolvere in modo semplice in base alle esigenze, un luogo sostenibile, attento a 360° alle problematiche ambientali. Ci auguriamo che questo sia già un... “Ufficio che c’è”. New from the ... “Neverland” Salone 2 26 1/10 us Innovative, evolutionary, sustainable furnishings “Second star right and straight on ‘til the morning”... paraphrasing James Matthew Barrie who showed the way to “Neverland” in his Peter Pan, the utopian place that only people rich in imagination can reach, yet we want to give on these pages a virtual and ideal exhibition of the best, new office products. In short, a “non-existent office exhibition”... Less repetitive tasks and a greater importance given – or that should be given – to human resources, by creating organized working places to share information, experience and knowledge. Rather than a “physical” space to work in a creative way, the office should be a “conceptual”, complex and lively place, where several tasks can be performed at the same time. A sort of shop or agora, that discovers domesticity, informal relations and the emotional qualities of the surroundings to offset t he massive use of technology, where privacy and concentration are not undervalued. A flexible and dynamic place, rich in sensory stimulation, that can easily suit changing requirements, a sustainable place, fully conscious of the environmental issues. Hopefully, this is an “already existing office”. I 1 3. TECNO Betapuntozero Design Pierandrei Associati www.tecnospa.it Pensato per dare nuova forma allo spazio, adattarsi ai comportamenti delle persone, evolvere nel tempo. Le configurazioni di beta nascono dalla combinazione di tre componenti: backbone, scrivanie e accessori Designed to give space a shape, suit people’s behaviours and evolve over time. The beta configurations are the result of three, matching components: backbone, desks and fittings 3 4. MASCAGNI OP Design Claudio Bellini www.mascagni.it I concetti ispiratori di questo sistema operativo che sarà lanciato il prossimo maggio, sono flessibilità e riconfigurabilità estrema basata su un gran numero di nuove soluzioni tecniche previste “di serie” per questo scopo. Utilizza materiali riciclabili e facilmente smaltibili 3 3 The inspiring concept of this task system to be launched next May, is an extreme flexibility based on a large number of new technical, “standard” solutions meant for this purpose. It makes use of recyclable materials easy to be disposed of 4 4 4 us 1/10 27 workplace products 5. SACEA Land3 Design Egidio Panzera www.sacea.net Sistema modulare per configurare scenari ricchi di stimolazioni sensoriali e materiche, mantenendo un’immagine ordinata e uniforme. Gli elementi principali sono la scrivania Bench che, grazie all’elemento scorrevole Bridge, ha la capacità di espandersi o contrarsi; il separé gonfiabile Bablò e le sedute a incastro Brick A modular system to obtain settings rich in sensory stimulation, keeping a tidy and consistent image. The chief pieces are the desk Bench, that can extend or shrink through the sliding Bridge element, the inflatable booth Bablò and the jointed chairs Brick 5 6. BENE Parcs Design Tom Lloyd, PearsonLloyd www.bene.com Un sistema omogeneo, modulare e reversibile che evolve senza impatto sull’architettura dell’edificio, è concepito per un’ottimizzazione innovativa delle zone di circolazione e definisce spazi per la comunicazione o la concentrazione, per la collaborazione o la contemplazione 6 7. GALLOTTI & RADICE AirDesk (Collezione Air) Design Pinuccio Borgonovo www.gallottiradice.it Il cristallo reinterpretato in situazione office con proposte che partono da elementi singoli (desk, scrivanie, cassettiere) per arrivare a situazioni più strutturali, pensate per l’area hall, reception e sale riunioni A new use of glass in office products, that range from single pieces (desk and drawer unit) to more structural concepts for the entrance hall, reception and meeting room 7 28 1/10 us A homogeneous, modular and reversible system evolving without impact on the building architecture, it’s designed for an innovative optimization of circulation areas and to define space for communication or concentration, cooperation or contemplation L’isola di lavoro che non isola dai colleghi Assist di Estel. Un sistema con molte personalità Assist è un sistema personalizzabile di aggregazione modulare composto da contenitori, mensole, schermature ed elettrificazione, piani e gambe per scrivanie; fornisce agli spazi (siano essi chiusi o “open space”, “front office” o “back office”, nell’area “shop” o “business”) un nuovo modo di concepire la postazione di lavoro, l’accoglienza, le aree di servizi comuni e le aree lounge. www.estel.com Assist conferisce protezione e privacy ad ogni singola postazione di lavoro, pur vivendo in un ambiente aperto: isola da ciò che disturba, ma consente le relazioni sociali che sono necessarie. L’operatore diviene realmente il centro di ogni sua azione grazie alla capacità di Assist di “essere” intorno all’operatore. È adatto anche per l’area dedicata al management per la quale sono proposte consolle attrezzate che danno la possibilità di creare arredi di prestigio a prezzo molto competitivo. Le più recenti tendenze relative al modo di lavorare indicano una sempre maggiore attenzione alle zone di socializzazione come aree per riunioni informali, lavoro in team, servizi comuni e coffee break. Assist risponde perfettamente a questa nuova esigenza, avvalendosi dei prodotti domestici della divisione casa del gruppo. Grazie alle dotazioni tecnologiche di cui dispone, riesce a ospitare aree copy-fax, aree coffee break assieme ad aree di incontro informale o di lavoro in team. Nel Front Office risponde appieno alle caratteristiche che determinano questo tipo di ambiente di lavoro, spesso trascurato a livello di concept. The isle of work that does not isle from colleagues Assist by Estel: one system with many personalities Assist is a modular fusion system composed of containers, shelves, screens and electrification cable management, work tops and legs. Assist create and fill the spaces (both open and closed, such as open space work stations, front or back office, both in commercial and business areas) offering a new way of conceiving the work station, reception areas, common area and lounge. Assist confers the protection and privacy for each and single workstation, while living in an open environment and allows necessary social relations. In fact, the operator-user can enjoy and dispose of all the Assist’s functions which are completed by the equipment with high I possibility of customizing. us 1/10 29 workplace products 8. CAIMI BREVETTI Prisma Design Sezgin Aksu, Silvia Suardi www.caimi.com Sistema di accessori contenitori in acciaio inossidabile, formato da portaombrelli (per ombrelli a bastone o pieghevoli) posacenere, gettacarte e fioriere. Gli elementi possono vivere singolarmente o essere assemblati in varie composizioni System of accessories in stainless steels including umbrella stand (ordinary or folding) ashtray, waste paper basket and flower boxes. These components can be used separately or assembled in several arrangements 8 9 10. LAS MOBILI 5th Element design Studio Si www.las.it Per assolvere in modo semplice alle funzioni di ambienti-ufficio complessi 9. KNOLL New Scope Design Marc Krusin www.knoll-int.com I piani sono supportati da travi strutturali che fungono da connessione universale per piani, schermi e cestelli passacavi. Le gambe sono regolabili in altezza fino a 200mm e hanno 5 diverse opzioni di montaggio. È previsto anche un sistema modulare componibile di armadi. Ampia la gamma di finiture ed elementi accessori Tops are supported by structural beams working as a universal connection for tops, screens and cable holders. Legs are heightadjustable, up to 200 mm, and offer 5 different assembling options. Also available, a modular system of cabinets. Wide range of finishes and fittings To perform the functions of complex officeenvironments in a simple way 10 11. MANERBA K-Word Design G.Giacobone e M. Roj (Progetto CMR) www.manerbaspa.com Scrivanie, divisori freestanding e armadiature studiate per interagire tra loro Desks, free-standing partitions and cabinets designed to interact 30 1/10 us 11 Semplicemente per spazi in evoluzione Kiron di Haworth. Progetto di Struppler e Haworth Design Studio “Il cambiamento è parte della nostra vita ed è nostro preciso compito sviluppare prodotti in grado di ridurre le complessità ed incentivare i cambiamenti organizzativi”. Con questi presupposti, Haworth ha sviluppato il nuovo sistema di scrivanie Kiron seguendo i principi chiave della sua nuova filosofia progettuale “Organic Workspace”: integrazione, flessibilità e sostenibilità. www.haworth.it Kiron segna l’inizio di un cambiamento. Si propone con un design moderno e senza tempo che sa offrire in modo coerente e armonico, diverse soluzioni con lo stesso “design language”; è intuitivo e semplice nel montaggio e nell‘utilizzo; dimostra una spiccata versatilità, adattandosi ai cambiamenti culturali ed organizzativi ed è un prodotto sostenibile che utilizza esclusivamente materiali “non nocivi” conformi alla normativa LGA, riciclati e altamente riciclabili al termine del ciclo di vita del prodotto. Kiron è stato sviluppato secondo un concetto di “piattaforma”: struttura sottopiano realizzata da 2 travi, 2 mensole e snodi in pressofusione di alluminio atti ad ospitare diversi tipi di basamenti (gambe previste in tre diverse tipologie) regolabili in altezza mediante diversi dispositivi (manuale mediante pomolo o vite o manovella e regolazione in altezza elettrica da 65 cm a 130 cm per basamento a T); il piano è scorrevole per un facile accesso ai cablaggi. Molteplici combinazioni di scrivanie possono essere facilmente realizzate: postazioni doppie, bench o configurazioni più complesse arricchite da un’ampia scelta di cassettiere, accessori, schermi e contenitori. For evolving rooms only Kiron by Haworth. Design by Andreas Struppler and Haworth Design Studio “Change is part of our life and it’s our clear duty to develop products, that can reduce complexity and promote organizational change.” Under this assumption, Haworth developed the new desk system Kiron according to the key principles of its new planning philosophy “Organic Workspace”: integration, flexibility and sustainability. Kiron marks the dawn of a change. It offers a modern and timeless design; it’s intuitive and easy to assemble and use; it’s versatile and sustainable. It was developed according to a “platform “ concept : under-top structure formed by 2 beams, 2 shelves and joints in aluminium die cast to lodge several kinds of bases, heightadjustable through several devices; the sliding top allows an easy access to cables. Many arrangements are also possible and easy to carry out: dual workplaces, benches or more complex shapes enriched by a wide choice of drawer units, fittings, screens and storage units. I us 1/10 31 12. STYLOFFICE Sedicinoni 2.0 Design S Design www.styloffice.com Dalla struttura semplice, a ponte, si sviluppa in modo modulare un sistema completo A plain, bridge-like structure producing a complete, modular system 12 13. TELKO FACCHINETTI GROUP Arca Design UP Facchinetti www.facchinettigroup.it Struttura semplice e finiture sofisticate per creare ambientazioni diverse art direction: cheplero_Pd BY Plain structure and sophisticated finishes to create different settings 14. ALEA Atreo Design Mirto Antonel www.aleaoffice.com Sistema operativo modulare con struttura metallica a cavalletto 13 Modular, task system with metal trestle-structure DESIGN FOR YOU Spiriti creativi, animi curiosi, pensatori dinamici, noi progettiamo e produciamo per voi. Oggetti in produzione limitata, oggetti senza tempo, dove ogni singolo pezzo mantiene la propria unicità grazie ad interventi artigianali sapientemente inseriti nei processi industriali. Creative spirits, curious minds, dynamic thinkers. We design for you. Limited production objects, timeless furniture, where each single piece keeps its uniqueness through handmade details skilfully combined with the industrial process. 14 15. EMMEITALIA Contenitori Nomadi Design Alessandro Barison www.designforyou.it Minimalismo e funzionalità dinamica per contenitori e cassettiere www.emmesystem.com [email protected] EMMESYSTEM - Via Galilei 2H 35030 Caselle di Selvazzano - PD - Italy Tel. ++39.049.8975763 - Fax ++39.049.8977454 15 Minimalism and dynamic functionality for storage and drawer units 16. DIEFFEBI Chiave di volta Design 967 www.dieffebi.com Libreria componibile in acciaio con piani in alluminio PERILLO architecture & design Sectional bookcase in steel with aluminium tops 16 17. BIOXIGEN Verdillo www.bioxigen.com Sembra un vaso, ma è un sistema integrato per la depurazione e sanificazione dell’aria Design: Martin Ballendat It looks like a vase, yet it’s an integrated system to purify and sanitize air 17 18. HUMANSCALE Element www.humanscale.com Lampada da lavoro a risparmio energetico (certificata LEED) Energy-saving table lamp (certified LEED) 18 Area 35 Srl – Treviolo (BG) – Tel. 035.5788210 Castiglioni & Gitzl Srl – Bressanone (BZ) – Tel. 0472.830936 Corridi Sas – Roma (RM) – Tel. 06.44252010 Faiferri Arredamenti Sas – Cagliari (CA) – Tel. 070.656381 Riva Arredamenti Spa – Brescia (BS) – Tel. 030.40205 S.M.A. Store – Torino (TO) – Tel. 011.534333 Spazio Tre Snc – Udine (UD) – Tel. 0432.601047 U. Spalmach Snc – Roma (RM) – Tel. 06.87138181 Produttore: Züco Bürositzmöbel AG, CH-9445 Rebstein, www.zueco.com; Distribuzione: Dauphin Italia S.r.l., Via Gaetano Crespi 12, 20134 Milano, www.dauphin.it Dauphin HumanDesign® Company workplace cover story Luce e materiali, trasparenze ed essenze si alternano in Fattore Alpha, creando un’atmosfera minimalista e raffinata che si adatta perfettamente allo spazio di lavoro ed esprimono il senso dell’accoglienza Light and material, transparencies and essences alternate in Fattore Alpha to create a minimalist and refined atmosphere perfectly suiting the work space and expressing a welcome feeling www.archiutti.com 34 1/10 us Comfort intellettivo e sensoriale Fattore Alpha di Archiutti. Design Ambostudio e Grazia Azzolin Comfort intellettivo e sensoriale, elemento essenziale per un’atmosfera di lavoro piacevole: è questa l’idea che vuole esprimere Archiutti attraverso la collezione Fattore Alpha; l’ufficio può essere anche un luogo di quiete e concentrazione, non più esclusivamente un ambiente dinamico e frenetico. Il design contemporaneo viene interpretato dalla purezza delle linee geometriche, l’attenzione al dettaglio, l’eleganza dei legni naturali, la lucentezza dei metalli e del cristallo. Una nuova concezione dell’operatività: la linearità della struttura e il piano annegato, un unico segno tracciato dal profilo perimetrale e/o dai piani che piegano in continuità su un lato sino a divenire supporto, disegnando la versione più rigorosa ed essenziale. Fattore Alpha è un sistema di tavoli declinabili per situazioni operative, uffici direzionali e sale riunione. Consente di integrare, attraverso le molteplici finiture e attrezzature, le diverse funzioni ed organizzazioni del lavoro: l’ufficio direzionale ad esempio può essere impreziosito dalle finiture calde del noce canaletto e del wengè, dal cristallo del tavolo che crea atmosfere che riflettono lo spazio o dal top-access in alluminio. Questa collezione risponde anche alle esigenze più tecniche proponendo tavoli di lavoro dotati di tecnologie avanzate multimediali, screen luminosi, contenitori laterali apribili a pressione con meccanismo elettromeccanico e attrezzabili con vani mini bar completi di porta bicchieri o adatti ad alloggiare apparecchiature I informatiche. Intellective and sensory comfort Fattore Alpha by Archiutti. Design Ambostudio and Grazia Azzolin Intellective and sensory comfort, a basic factor for a pleasant working atmosphere: that’s the idea expressed by Archiutti through the collection Fattore Alpha; the office can also be a place of quiet and concentration, no longer just a dynamic and frantic environment. Contemporary design is rendered by the purity of the geometric lines, the carefully designed details, the elegance of natural woods, the shine of metals and cut glass. A new concept of effectiveness: a system of tables suitable for task offices, executive offices and meeting rooms. It allows the integration of the many tasks and work organizations through manifold finishes and fittings. This collection meets the technical requirements, as well, as the work tables are supplied with multimedia advanced technologies, luminous screens, side storage units opening through an electromechanical mechanism and to be equipped with minibar complete with glass holders or suitable for IT equipment. I 4 us 1/10 35 workplace cover story In bella mostra Sistema Brera di Caimi Brevetti progettato da Raffaello Manzoni Brera è il nuovo frutto della collaborazione tra il giovane e brillante designer, fondatore e titolare di x-novo design, e Caimi Brevetti, azienda sempre alla ricerca di nuova creatività. Il sistema espositivo Brera rappresenta una nuova tappa nella ricerca dell’azienda di soluzioni sempre più originali, eleganti e trasversali, perfetti per la casa, gli spazi commerciali, l’ufficio e il mondo contract. Fra le novità presentate dall’azienda nel 2010 e raccolte nel nuovo catalogo, uno dei prodotti di spicco è Brera, un originale sistema di espositori bifronte che ancora una volta conferma la vocazione di ricerca e sperimentazione che da sempre contraddistingue Caimi Brevetti, leader nel settore arredo e complementi d’arredo per ufficio e contract. Come tutti i prodotti di questa azienda, anche gli espositori della linea Brera si distinguono per l’integrazione di forma e funzione con i requisiti di una produzione in serie basata sulla versatilità e su un esperto uso di materiali e tecnologie avanzate. Formati da una coppia di pesi in metallo galvanizzato, una speciale cornice in policarbonato e due fogli di protezione e contenimento in PET, questi innovativi espositori bifronte mettono in risalto e valorizzano il contenuto rendendolo simile a un quadro. Disponibili in formato A5, A4, A3, e quindi modulari tra loro, le cornici possono essere montate sui cavi sia in orizzontale che in verticale. Gli attacchi in tecnopolimero permettono un facile montaggio sia a parete che a soffitto o a pavimento grazie al morsetto interno di cui sono forniti per il bloccaggio del cavo, sempre in tecnopolimero. Inoltre, la dotazione di fermi con meccanismo a molla rende la regolazione dell’altezza degli espositori estremamente semplice e I rapida. 36 1/10 us On show System Brera by Caimi Brevetti designed by Raffaello Manzoni Brera is the outcome of the cooperation between the young and brilliant designer, founder and owner of x-novo design, and Caimi Brevetti, a company always looking for new creativity. The display system Brera is a breakthrough in the search for increasingly original, elegant and transversal solutions, perfect for the home, stores, office and the contract world. One of the leading products among the novelties presented by the company in 2010 and included in the new catalogue, is Brera, an original system of double-sided display units once again confirming the disposition for research and experimentation that has always been the hallmark of Caimi Brevetti, a leading company in the industry of furniture and accessories for office and contract. Formed by a pair of galvanized metal ballasts, a special frame in polycarbonate and two sheets in PET to protect and contain, these innovative double-sided display units are available in the A5, A4, A3 formats, and may be assembled on cables both horizontally and vertically, or wall/ceiling/floor mounted; the height I adjustment is extremely easy and quick. Caimi Box 1.0: il nuovo catalogo 2010 Un appuntamento annuale, attraverso cui Caimi Brevetti racconta il suo modo di concepire, interpretare e arredare gli spazi del vivere siano essi pubblici o domestici. Di semplice consultazione e rinnovata nella grafica, la pubblicazione è strutturata in cinque volumi, ciascuno dei quali dedicati ad un tema: Sistemi, Sedute & Tavoli, Comunicazione & Divisori, Accessori & Luci e Caimi World, una presentazione in sintesi di tutta la produzione. 4 us 1/10 37 workplace assufficio Proattività, rappresentatività, coesione e comunicazione Le parole chiave del nuovo presidente FEMB, Michele Falcone di Renata Sias Nato 47 anni fa, dopo un’esperienza professionale in Natuzzi, Castelli e Mim, Michele Falcone è oggi amministratore delegato di Herman Miller in Italia dal 2000 e responsabile Sud Europa dal 2006. Entrato in Herman Miller come Direttore Commerciale nel 1998, è attualmente alla guida di questa azienda che distribuisce ed esporta dalla Brianza prodotti italiani nel mondo. Numerosi gli incarichi anche in ambito associativo: oltre ad essere consigliere nel direttivo di Assufficio di FederlegnoArredo, è membro del Direttivo PMI e della Giunta in Assolombarda, già Presidente del G.M. Legno e Arredo 2006/08-2008/10, Vicepresidente della Territoriale Nord 2007/09, Membro del Board of Directors della Camera di Commercio Americana www.assufficio.it 38 1/10 us Michele Falcone è stato nominato lo scorso dicembre presidente di FEMB. Questo importante incarico, fortemente caldeggiato da Assufficio, permetterà al neo presidente di attuare nei prossimi due anni di mandato i tre principali obiettivi del suo programma: “ricercare una coesione tra le diverse esigenze dei paesi membri della Federazione, rendere FEMB un utile referente per Bruxelles e poter fornire analisi attendibili sul mercato europeo del settore”. Incontriamo Michele Falcone per per avere uno scenario di prima mano sulla situazione europea del settore ufficio e per capire quali sono le principali problematiche da affrontare all’interno di FEMB. di una proposta di legge meglio articolata. Perché questo non si ripeta, io vorrei cambiare la situazione da passiva a attiva affiché FEMB diventi referente ufficiale per l’introduzione di nuove leggi». us: È un momento difficile a livello globale per il settore ufficio; seppure in mancanza di dati ufficiali, qual è lo scenario generale? M.F.: «In Europa siamo regrediti ai livelli di acquisto di 3 o 4 anni fa e la crisi c’è per tutti, ma è opinione condivisa che siamo usciti dalla crisi più profonda; presumibilmente ci vorranno almeno altri 4 anni per tornare a un livello di “soddisfazione”. Alcuni Paesi hanno in questo momento qualche opportunità in più, ma in linea generale si esclude di poter tornare in breve tempo alla curva di crescita che abbiamo registrato in passato». us: L’obiettivo di voler assumere un ruolo attivo muoverà l’interesse dei partecipanti? M.F.: «Ogni Paese aveva la presunzione di poter essere autonomo e di poter difendere a Bruxelles le proprie istanze, talvolta in competizione con gli altri Paesi europei. Oggi abbiamo la consapevolezza che va superata la barriera fisica del confine tra le diverse nazioni europee e che dobbiamo dialogare tra noi, affrontare, gestire, combattere, fare fronte comune e portare avanti insieme i nostri interessi per difenderci da altri Paesi extra-europei che non rispettano le regole. Ora è più che mai indispensabile essere proattivi, intensificare la comunicazione e lo scambio di informazioni e cooperare per assumere una maggiore rappresentatività in sede di Parlamento Europeo». us: FEMB è una federazione “itinerante” per vocazione, ritieni che questa caratteristica possa essere cambiata? M.F.: «Sì, FEMB non ha mai avuto una sede fissa, la sede temporanea è assegnata al Paese che riceve la presidenza, oggi però ritengo che le esigenze siano diverse e sia necessaria una sede anche fisica. Più che un indirizzo, è indispensabile un segretariato permanente che acquisisca le informazioni e rappresenti la memoria storica delle attività della federazione, che conosca le dinamiche e che gestisca le attività di routine. Una connotazione di maggiore stabilità non è solo questione di immagine ma ha anche importanti risvolti pratici. Per esempio una FEMB itinerante non è mai stata percepita da Bruxelles come un referente; questo ha fatto sì che alcune leggi siano passate sulle nostre teste e subite passivamente». us: Il tuo tono è quasi quello di una denuncia... ti stai riferendo a una legge in particolare? M.F.: Mi sto riferendo alla legge dell’ Eco-Label, passata nel 2009 senza interpellare FEMB, che il settore ha dovuto subire e che ora stiamo cercando di far modificare. La legge, approvata per il settore pubblico e con forti influenze anche nel privato, prevede che possano fregiarsi del marchio Eco-Label solo gli arredi composti almeno dal 97% in legno massello: è una decisione illogica e contraria alla composizione della filiera, che affronta in modo miope e riduttivo il tema della sostenibilità. Ora stiamo affrontando il tema in modo coeso, con una commissione tecnica europea gestita da un responsabile italiano, per farci promotori us: Il settore ufficio in Italia è costituito principalmente da piccole o medio-piccole aziende, in Europa operano però anche grandi gruppi; pensi che sia possibile difendere gli interessi di tutti senza conflitti o squilibri? M.F.: «Abbiamo intenzione di rappresentare gli interessi di tutti, considerando anche le capacità dei piccoli , non solo dei grandi players. Altri Paesi oltre all’Italia presentano una realtà economica, fatta di piccole imprese, per esempio Belgio e Francia. Ci sono certamente elementi comuni, che valgono per tutti soprattutto in un momento di crisi: per esempio servono regole condivise sul tema della sostenibilità, è indispensabile semplificare il business e razionalizzare il processi, rendere meno complesse le procedure per le certificazioni. Oggi anche le piccole aziende, a conduzione familiare, devono necessariamente entrare nel business in modo più evoluto e adottare una logica davvero imprenditoriale con una visione lungimirante. Chi ha ignorato questi input deve adeguarsi immediatamente se vuole sopravvivere. É impensabile, anche per una piccola azienda, offrire prodotti che non r ispettino gli standard stabiliti a livello europeo... a fare quei prodotti ci pensano già i Paesi asiatici! Le piccole aziende potranno peraltro giocare le proprie carte su ciò che le rende indispensabili, per esempio nella produzione fuori serie su disegno dove, rispetto ai grandi gruppi, sono I certamente più competitive e flessibili.» FEMB è la federazione europea delle aziende produttrici di mobili per ufficio, i Paesi membri sono: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna Turchia. www.femb.org Luoghi di transito Quelli che vanno, Quelli che restano, Gli addii Nelle foto: Transit, un’installazione sul viaggio di Alexander Lervik al Nordic Light Hotel. Alexander Lervik interpreta la sensazione di essere in movimento con la nuova installazione nella hall del Nordic Light Hotel, aperta in concomitanza con la settimana del Design di Stoccolma 2010. La hall è trasformata in un hub per arrivi e partenze. “Flight routes”, create con LED uniti a fibre ottiche, decorano l’entrata dell’albergo e la hall assume l’immagine di un atrio di transito con un divano lungo 9 metri a forma di nastro per la consegna dei bagagli di un aeroporto e cuscini a forma di borse e valigie. Altre cento valigie “leggere” appese al soffitto contribuiscono a creare l’atmosfera del viaggio Va ai Futuristi il merito di avere per primi esaltato il dinamismo e il movimento come elementi base del panorama urbano e delle nostre esistenze: niente meglio del trittico “Gli Stati d’animo” di Boccioni (Gli addii, Quelli che vanno, Quelli che restano) riesce a esprimere valori e sentimenti di una civiltà che fa dei luoghi di transito il proprio mito: ancora oggi, a 100 anni di distanza, ci identifichiamo perfettamente in quella sublime “dinamica motoria”. Forse non siamo tutti come George Clooney che in “Tra le nuvole”, il nuovo film di Jason Reitman, trascorre 322 giorni all’anno lontano da casa e può vantare la considerevole cifra di un milione di miglia volate accreditate sulla sua frequent flyer card... eppure aeroporti, stazioni, autostrade, hotel e rent a car occupano indiscutibilmente un posto importante nei nostri stili di vita da nomadi metropolitani. Questi sono diventati i luoghi dove non solo “transitiamo” ma “viviamo”: facciamo shopping veloci approfittando del tempo a disposizione tra due aerei o di una sosta per il pieno di benzina, oppure seduti sui divani delle sale di attesa o al piccolo desk di una camera d’albergo, lavoriamo con il pc e telefono cellulare. Le permanenze sempre più lunghe e frequenti hanno alzato il livello delle nostre aspettative rispetto a questi spazi – un tempo anonimi e poco funzionali – che in passato eravamo più disposti a subire, con molti disagi, come un male necessario che affiancava ogni spostamento. Oggi pretendiamo spazi confortevoli e attrezzati per le nostre evolute esigenze. La città stessa pretende di più da questi edifici che tanto bene rappresentano il concetto di visioni del mondo glocal, di identità multinazionali e di esistenze in costante spostamento. Le nuove architetture, vere e proprie palestre progettuali affidate ad architetti di spicco, si connotano come nuove cattedrali della nostra era. Anche le strutture esistenti richiedono ristrutturazioni e upgrading per rispondere a nuove necessità sociali, urbane, ecologiche. I luoghi di transito si trasformano. Non più i tipici “non luoghi” identificati da Marc Augè, ma landmark di rilievo sempre più attenti, oltre che ai bisogni dell’utente, al rapporto con il territorio e alle problematiche legate alla sostenibilità, quasi un dovere morale per compensare, anche se solo parzialmente, gli elevatissimi sprechi energetici che le nostre vite votate al costante movimento infliggono, talvolta senza una reale necessità, al Pianeta. (Renata Sias) I usdossier CONTRACT us 1/10 39 contract dossier luoghi di transito Transiti progettati Si rinnovano le stazioni ferroviarie in Italia di Donatella Bollani (Responsabile Redazione Architettura, Business Unit Editoria di Settore, Il Sole 24 Ore) Il vasto programma di rinnovamento della rete ferroviaria italiana, che sta prendendo forma in questi anni con la costruzione delle linee ad alta velocità Torino-Venezia e Milano-Napoli, trova la sua manifestazione urbana più evidente nel rinnovamento di alcune delle stazioni esistenti (Milano e Napoli Centrale, Roma Tiburtina e Bologna) e nella costruzione di altre completamente nuove (Firenze Belfiore e Napoli Afragola). Firenze Belfiore Progetto architettonico: Foster and Partners Progetto architettonico: Foster and Partners Progetto strutturale e impiantistico: Arup Data concorso: 2002 Data di apertura al traffico: 2012 40 1/10 us Il motto del progetto di concorso, il dantesco “A riveder le stelle”, denuncia già l’idea fondante del progetto: quella della massima permeabilità possibile fra livello delle banchine e cielo. Questo proposito – apparentemente semplice, ma complesso da realizzare in pratica – significa, per il viaggiatore in arrivo, la percezione immediata dell’atmosfera della città; per quello in partenza, la possibilità di vedere i treni non appena entrato in stazione e, quindi, di orientarsi facilmente anche senza l’ausilio della segnaletica. Il ricorso alla luce naturale e alla permeabilità visiva degli spazi è risultato cruciale per garantire una stazione con costi di gestione contenuti, grazie al ridotto ricorso all’illuminazione artificiale: uno degli esempi di come, in questo progetto, le scelte architettoniche e ingegneristiche siano virtuosamente convergenti. Mentre la parte interrata della stazione si presenta come un grande volume piranesiano (cosiddetto “camerone”) di 445 x 52 x 25 metri, attraversato da passerelle, ascensori e scale mobili, la porzione emergente è un omaggio alla tradizione ottocentesca delle stazioni coperte da grandi volte di ferro e vetro. La forma voltata della copertura – opportunamente aggiornata, rispetto ai riferimenti storici, per ottimizzare il processo costruttivo, gestire i flussi luminosi e garantire la ventilazione naturale – ospita i servizi ai viaggiatori e una galleria commerciale a due livelli che contribuirà a rivitalizzare l’area dismessa su cui sorgerà la stazione. L’accesso principale avverrà dalla testata sud – quella rivolta verso il centro storico – davanti alla quale sarà realizzata una piazza. La strategia impiantistica per la stazione prevede un sistema di ventilazione meccanica per il “camerone”, integrato da riscaldamento e raffrescamento a pavimento nelle aree in cui si prevede lo stazionamento delle persone. La galleria del piano terra è invece ventilata naturalmente, e funge da camino per l’aria calda proveniente dai livelli inferiori. Firenze Belfiore The motto of the project, Dante’s “A riveder le stelle (seeing the stars again)”, already shows the concept underlying the project: that is as much permeability as possible between platform level and sky. That means, to the incoming traveller, the immediate perception of the city atmosphere; to the outgoing ones the possibility of seeing the trains as soon as they enter the station, so they can easily find their bearings. The resort to daylight and visual permeability of space turned out to be crucial to ensure a station with limited I operating costs. Designed transits Italian railways stations are updating The wide updating plan of the Italian railway network, that is now taking shape through the carrying out of the high-speed lines Turin-Venice and Milan-Naples, is most apparent in the renovation of some of the existing stations (Milano and Napoli Centrale, Roma Tiburtina and Bologna) and in the building of some entirely new ones (Firenze Belfiore and Napoli Afragola). Progetto architettonico: ABDR Architetti associati Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo, con Nicolas Cazzato, Mauro Merlo, Enzo Calabrese (progettazione volumi sospesi). Progetto strutturale e impiantistico: Ezio Maria Gruttadauria, Massimo Majowiecki, Consulenti: V. Calderaro (bioclimatica), A. Desideri (geotecnica), E. Mariotti (lighting design), O. Manfroni (strutture acciaio e vetro) Data concorso: 2002 Data di apertura al traffico: 2010 Roma Tiburtina Progetto architettonico: ABDR Architetti associati La grande galleria pedonale costruita sul ponte ferroviario è stata intesa non solo come stazione ferroviaria, ma anche come monumentale boulevard urbano coperto. Una galleria totalmente sgombra da elementi strutturali alla quota di +9.00 metri garantirà una reale flessibilità nell’utilizzazione dello spazio attraverso allestimenti liberi in grado di integrare concretamente le aree destinate al commercio e quelle destinate alle sale di attesa. Per questo motivo la progettazione si è indirizzata verso soluzioni che eliminassero il più possibile la presenza di elementi strutturali verticali quali i pilastri preferendo l’idea spaziale di un grande contenitore all’interno del quale galleggiano volumetrie sospese che ospitano le funzioni specialistiche (vip lounge, internet-caffé, uffici in affitto, ristoranti, sala controllo elettronico traffico). Otto volumi, ciascuno con accesso diretto dal piano della galleria a quota +9.00, per mezzo di scala mobile e di ascensore, collegati da una passerella sospesa che attraversa longitudinalmente tutta la volumetria vetrata della stazione. Il progetto adotta efficaci strategie bioclimatiche. Il grande parallelepipedo vetrato della galleria è il motore di una continua produzione di aria calda che si genera naturalmente per effetto serra. Questa produzione è utilizzata direttamente in periodo invernale, mentre in periodo estivo è sfruttata come innesco di un ricircolo convettivo che assicura la continua immissione di aria fresca. Nei mesi caldi è inoltre previsto il contenimento dell’irraggiamento solare attraverso sistemi di protezione diretta (reti, sistemi lamellari, grigliati di schermatura), che costituiscono l’articolato della grande facciata orizzontale. Tiburtina in Rome A big containers, where suspended mass volumes float inside, (VIP lounge, Internetcafé, restaurant, leased offices, traffic electronic control room) connected through a suspension footbridge. The project is marked I by effective bioclimatic strategies. us 1/10 41 contract dossier luoghi di transito Torino Porta Nuova Progetto architettonico: Marco Tamino Progetto architettonico: Marco Tamino, sviluppato esecutivamente dall’Impresa Italiana Costruzioni Direttore artistico: Luca Moretto Data gara d’appalto: agosto 2005 (contratto impresa: maggio 2005) Data di apertura al traffico: 2009 - 2010 42 1/10 us Sono in via di completamento, a cura di Grandi Stazioni, i lavori di rinnovamento della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova, complesso monumentale realizzato a partire dalla seconda metà dell’Ottocento per la prima capitale italiana. Agli interventi di restauro dei partiti architettonici dai volumi imponenti si sono affiancate le opere volte alla formazione di nuovi spazi per i viaggiatori, con l’estensione e la creazione di aree commerciali su più livelli, collegati col piano del ferro per mezzo di scale mobili ed elicoidali con ascensori panoramici. In posizione ideale per lo shopping; la stazione si trova a un estremo della via Roma, una delle principali della città, e ne congiunge – idealmente – i due lati porticati. Nell’ambito delle opere di riqualificazione della terza più grande stazione d’Italia – con oltre 70 milioni di frequentatori all’anno – si rilevano, per l’emozione che generano con la luce e con i colori, gli interventi disposti nel corso dei lavori nella galleria di testa, dove – illuminata, a sud, da una estesa vetrata serigrafata – una superficie inclinata di oltre mille metri quadrati – a nord – è colorata con un disegno che, richiamando i contemporanei codici a barre, rimanda ai colori della città. Se nelle gallerie laterali una teoria di colori a soffitto (gialli, arancioni, verdi acidi, rossi, azzurri), con illuminazione sia diretta sia indiretta, ne valorizza gli spazi accentuandone il senso d’accoglienza, nel temporaneo club Eurostar una sinuosa scultura luminosa, omaggio rosso a Lucio Fontana, accenta gli spazi d’attesa e d’incontro. In corso d’opera sono stati realizzati numerosi interventi provvisori – sorta di installazioni visive volti a diminuire l’impatto del cantiere sulla città. La città si riappropria così, in vista delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, di uno dei suoi edifici più simbolici, luminoso, colorato e vibrante. Porta Nuova in Turin Along with the restoration projects of the impressive architectural masses, new space for the travellers was created by extending and designing shopping areas on more levels. A wide, mat glass window features a coloured pattern calling to mind the contemporary bar I codes, to refer to the colours of the city. Torino Porta Susa Progetto architettonico e ingegneristico: Arep Il progetto del nuovo fabbricato è la ridefinizione di uno spazio pubblico, dove la stazione, vera e propria galleria coperta, diviene passage, strada, continuum spaziale, luogo di una nuova urbanità. La città entra in stazione e la stazione diviene essa stessa città. I lavori per il nuovo edificio, che secondo le previsioni assorbirà il passaggio di oltre 500 treni al giorno con una media di oltre 23 mila viaggiatori, procedono su due livelli. A livello del piano stradale, l’edificio, uno scrigno in cristallo e acciaio lungo 385 metri (l’estensione del TGV), largo 30 e con un’altezza variabile rispetto alla quota stradale esterna tra i 12 ed i 3 metri al colmo della copertura, identifica il progetto firmato dalla società francese Arep. In questi luoghi transiteranno settemila viaggiatori l’ora diretti verso i treni dell’alta velocità e a quelli del sottostante metrò. Parte del progetto sarà realizzato sotto il livello stradale con binari interrati. L’opera è stata attualizzata con tecnologie finalizzate al risparmio energetico. I pannelli di vetro che danno forma alla galleria saranno distanziati tra loro di circa 40 millimetri per consentire la ventilazione naturale e integrate con cellule fotovoltaiche. L’obiettivo è stato quello di trasformare la stazione in una centrale energetica urbana. Per il riscaldamento e raffrescamento dell’edificio è previsto un sistema di pannelli radianti a pavimento; mentre nebbia artificiale e alberature contribuiranno a un maggiore comfort climatico nei caldi mesi estivi. Porta Susa in Turin The station, a glass and steel box, an actual, covered gallery, turns into a passage, a street, a space continuum, a new urban place. The city enters the station and the station itself becomes city. The work was updated through technologies targeted to energy saving (natural ventilation, photovoltaic cells, floor-standing radiant panels, trees for the climatic comfort in summer). The goal was to change the station into a local energy I station. Progetto architettonico e ingegneristico: società Arep con gli architetti Jean-Marie Duthilleul, Etienne Tricaud, Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi Data concorso: 2002 Data di apertura al traffico: 2011 us 1/10 43 contract dossier luoghi di transito Milano Centrale Progetto architettonico: Marco Tamino Progetto architettonico: Marco Tamino Progetto strutturale: Massimo Antonelli Progetto impiantistico: Manens Intertecnica e Lorenzo Pagnoncelli Data concorso: 2000 44 1/10 us A quasi ottant’anni dalla sua inaugurazione, con l'enorme incremento dei flussi dei viaggiatori e con l'evoluzione delle tecnologie e dei servizi che si è verificato, la Stazione Centrale di Milano è stata coinvolta da un ampio e complesso cantiere di recupero e riqualificazione funzionale. Il punto di partenza del progetto è stato il restauro monumentale e l’eliminazione delle superfetazioni e delle baraccopoli costituite dai box commerciali/pubblicitari e il rinnovo delle attrezzature e dei servizi della stazione che presentavano un livello di inefficienza e di obsolescenza inaccettabile. Le trasformazioni introdotte sono legate in particolare alla riorganizzazione delle percorrenze e dei sistemi di mobilità interna, che hanno sempre rappresentato il punto più debole della stazione storica di Ulisse Stacchini; spariscono le scale mobili sostituite da tapis roulant, mentre negli spazi defilati rispetto alle principali percorrenze e atri monumentali, trovano spazio moderni servizi di qualità per i viaggiatori. Sul piano architettonico, l’idea guida è quella di superare l’isolamento che separa tradizionalmente la stazione dalla città, di renderla permeabile verso il tessuto urbano che la circonda. Una nuova galleria pedonale realizzata utilizzando spazi destinati in precedenza a impianti e magazzini, ospita i principali servizi e attraversa l'intero complesso. L’arrivo dalla metropolitana sarà prolungato all’interno della Galleria delle Carrozze che, una volta liberata dall’invadenza delle auto, riporterà la vivibilità di questo monumentale spazio pubblico e restituirà l'originario collegamento fisico e visivo della stazione con la piazza Amedeo d’Aosta e con il grande asse prospettico via Pisani - Piazza della Repubblica. I grandi ambienti, ora disponibili per nuovi utilizzi, ospiteranno eventi cittadini, incontri pubblici, esposizioni, spettacoli o sfilate di moda, in una vetrina urbana di straordinaria visibilità. Milano Centrale The starting point of the project was the monumental restoration and the removal of the superfetations and shanties formed by the commercial/advertising booths and the renewal of the equipment and services inside the station, the inefficiency and obsolescence of which was definitely unacceptable. In particular, the changes made concern the reorganization of the inside hauls and mobility system. From the architectural point of view, the guideline was to make the station permeable I to the surrounding urban fabric. Green on the road Green on the road Le aree di servizio reinterpretate da Total Tool Service areas redesigned by Total Tool A basso impatto, radicati al territorio, attrattivi e iconici; i nuovi edifici delle aree di sosta non si lasciano sfuggire l’occasione di essere delle buone architetture. Low-impact, locally deep-rooted, attractive and iconic; the new buildings in the service areas don’t miss the chance of being good architectures, too. Ravenna Progetto architettonico: Total Tool, Giulio Ceppi con Ermes Invernizzi, Stefano Mandato e Alessandro Maggioni Progetto strutturale, esecutivo e direzione lavori: Starching Srl, Marcello Cerea con Pierluigi Cavalli, Paolo Colombo, Francesco Ferrari da Grado, Gilberto Mambelli, Andrea Peco Progentto energetico e impiantistico: Geoenergia Bozzolo Realizzazione: agosto 2008-gennaio 2009 L’area di servizio nel comune di Ravenna è situata in un luogo dal carattere prevalentemente agricolo e rurale. Da questo e dal preciso obiettivo, sia della committenza sia dei professionisti coinvolti, di sperimentare nuove tecnologie costruttive e impiantistiche energeticamente efficienti, si sviluppa un’architettura che considera la terra, il paesaggio, come materiale dato per la costruzione. (si vedano gli articoli pubblicati nei numeri 1/09 e 4/09 di us). L’interno è organizzato in modo pratico e funzionale: rivestimenti di cartongesso e pavimentazioni delle zone pubbliche di resina, il tutto rallegrato da cornici arancioni per il bar e la zona d’ingresso e da espositori dalle forme sinuose color verde brillante. Simulazioni effettuate per stimare il risparmio energetico e l’emissione di CO2 hanno evidenziato come l’energia necessaria al normale funzionamento del locale sia il 75% di quella necessaria a una corrispondente struttura tradizionale, il costo d’esercizio si riduca al 35% e le complessive emissioni di CO2 al 65%; ciò a fronte di un aumento del costo di costruzione di circa il 10%, ammortizzabile in un periodo stimato fra i 3 e i 5 anni. Ravenna Trying new building technologies and energyefficient plant engineering, they developed an architecture that considers the land, the landscape, as a construction material. (see articles published in the issues 1/09 and 4/09 of us). Energy saving and the emission I of CO2 will be reduced by 75%. Villoresi Est a Milano L’edificio è strettamente collegato all’Autogrill storico di Angelo Bianchetti valorizzando il passaggio sotterraneo che lo collega all'area Ovest. Il nuovo edificio si comporta come un organismo energeticamente complesso e altamente performante, nutrendosi con la terra e con il sole tramite due sistemi principali: la pila termica e la vela attiva della copertura. Si tratta di una porzione di terreno in cui si accumula freddo durante l’inverno per poterlo utilizzare durante l’estate per la climatizzazione. Il tetto assolve diverse funzioni a seconda del periodo climatico dell’anno; durante le notti invernali e durante le giornate fredde e non soleggiate, disperde il calore del terreno. Durante le giornate soleggiate invernali e nelle mezze stagioni, il tetto lavora per scomparti: le parti esposte al sole producono acqua calda da inviare alle docce, ai bagni, alle macchine del caffè o alle lavastoviglie. In estate invece l’irraggiamento solare è utilizzato per scaldare tutta l’acqua necessaria, con l’ulteriore beneficio di abbattere gli effetti dell’irraggiamento sulla copertura. Progetto architettonico: Total Tool-Giulio Ceppi Progetto strutturale, esecutivo e direzione lavori: Starching Srl Marcello Cerea Progetto energetico e impiantistico: Geoenergia Vercelli Guido Noce Realizzazione: 2009-2010 Villoresi Est in Milan The new building is closely connected with the renowned Autogrill by Angelo Bianchetti and acts as an energetically complex and high-performance organism, feeding on earth and sun through two chief systems: the thermic pile and the active crown of the roofing. The roof performs several tasks according to I the climatic period of the year. us 1/10 45 contract dossier luoghi di transito di Aurelia Debellis Land art made in China 50 nuovi aeroporti nei prossimi 5 anni Da parte del Governo guidato da Hu Jintao, l’aeroporto sta alla base della politica di modernizzazione della China, ma si tratta anche di una sfida alle potenze mondiali e alla natura, giocata convocando architetti di fama mondiale per progetti ambiziosi, anche in siti impervi come nel caso di Nagqu, in Tibet, a 4500 m sul livello del mare. Terminal 3 aeroporto internazionale di Pechino Progetto architettonico: Foster and Partners Anno di realizzazione: 2009 Credit: Nigel Young / Foster and Partners 46 1/10 us La forma aerodinamica della copertura, simbolica del volo e ben visibile sorvolando la città, è un segno forte che si radica nel paesaggio attraverso l’allusione ai colori ed alle forme del Paese. Una schiena di dragone a scaglie laccate sovrasta un immenso terminal che copre circa 1 milione e 300 mila mq di superficie e che entro il 2020 consentirà il transito di oltre 85 milioni di passeggeri annui; questo aeroporto di inusitata grandezza è stato progettato all’insegna di sostenibilità e flessibilità per poter supportare l’evoluzione continua del trasporto aeronautico e s’impone per l’altissimo livello dei numerosi servizi offerti. Oltre 90 ristoranti, 64 supermercati, negozi e grandi firme, ma anche centri benessere, cinema, teatri ed un lago con le lanterne cinesi rendono l’aeroporto una micro-città dove “vivere” l’attesa del volo. Prioritaria attenzione è stata posta nell’ottimizzare prospettive e visuali, e nel minimizzare le distanze da percorrere a piedi e i cambi di quota. Il legame con le valenze architettoniche del territorio si compie attraverso la scelta dei colori che vanno dal rosso laccato delle colonne in facciata all’arancio e al giallo dei tralicci di sostegno delle vetrate secondo un indovinato mix di valori locali e globali, tradizionali e innovativi. Terminal 3 Beijing international airport The streamlined shape of the roofing, that calls to mind the dragon’s lacquered scaled back, dominates a huge terminal designed according to sustainability and flexibility standards, that stands out for the many toplevel services offered. Over 90 restaurants, 64 supermarkets, shops, fitness centres, picture houses, theatres and a lake make the airport a micro-city, where you “live” the wait for your flight. The focus was on the optimization of prospects and views and the minimization I of the walking distances. Land art made in China 50 new airports in the next five years The airport underlies the modernization policy pursued by the Chinese government led by Hu Jintao, but it’s also a challenge to the world powers and nature, that involves architects of worldwide renown in ambitious projects or the choice of inaccessible sites for new air stations, like the one in the Nagqu region, in Tibet, 4500 m above sea level. Progetto architettonico: Massimiliano e Doriana Fuksas Area: 400.000 mq Fine lavori attesa: 2035 Prima deadline (61 porte e infrastrutture): 2015 Rendering: courtesy Studio Fuksas Aeroporto di Bao’an, Shenzhen, Cina Progetto architettonico: Massimiliano e Doriana Fuksas L’espansione T3 dell’Aeroporto Internazionale Bao'an di Shenzhen dovrà servire come gateway tra la Cina e il resto del mondo, ma rafforzerà anche le relazioni economiche interne fra le città cinesi. Per grandezza ed impatto visivo, lo scalo supera il concetto di architettura, sconfinando nel campo dell’arte: all’insegna della fluidità la struttura è costituita da una sorta di tessuto a nido d’ape studiato per ottimizzare le prestazioni dei materiali, selezionati sulla base della disponibilità locale, della funzionalità, dell’applicazione delle competenze locali; questa inedita soluzione genera spazi onirici e avvolge il passeggero in un tunnel luminoso dal design inconsueto che offre soluzioni illuminotecniche diverse per connotare gli spazi. L’atrio sintetizzerà i valori estetici e qualitativi dell’intera opera con una segnaletica chiara e percorsi immersi nella luce naturale morbidamente filtrata dal doppio tessuto anche per motivi di energy saving. Grande attenzione è stata rivolta alle distanze da coprire a piedi; la piazza al piano terra è lo snodo principale fra arrivi, partenze, negozi e strutture per riunioni d’affari. I vari livelli sono collegati alla doppia e tripla altezza della sala partenze tramite giochi di luce provenienti dal tetto. Bao’an Airport, Shenzhen, China For its size and visual impact, the air station crosses the concept of architecture to enter the field of art: a fluid structure formed by a sort of cellular fabric studied to optimize the performance of the materials: this unusual solution produces oneiric spaces and wraps up the passenger in a bright tunnel with an unusual design offering different lighting solutions to mark out the areas.The entrance hall features clear signs and routes immersed in daylight, softly filtered by the double fabric I also for energy-saving reasons. us 1/10 47 contract dossier luoghi di transito La sostenibilità atterra in aeroporto Nonostante il trasporto aereo sia fra i principali responsabili dei massicci consumi energetici planetari e delle relative ricadute ambientali, la coscienza ambientalista inizia a diffondersi anche fra le nuove progettazioni aeroportuali ovunque e a tutte le scale. Nuovo terminal 2 aeroporto internazionale di Heathrow, Londra Progetto architettonico: Foster and Partners Progetto architettonico: Foster and Partners Fine lavori attesa: 2019 Rendering: courtesy BAA (British Airways) 48 1/10 us Dopo la recente inaugurazione del terminal 5, l’aeroporto europeo più importante per bacino d’utenza si prepara ad accrescere ulteriormente il proprio servizio grazie all’ampliamento del terminal 2 e del Queen’s building con un progetto che si pone coscientemente il problema della sostenibilità ambientale come presupposto-chiave. Il nuovo terminal passerà da un traffico di 20 milioni di passeggeri l’anno ad uno di 30 milioni abbattendo del 40% i consumi energetici. Il dato risulta ancor più interessante se si tiene conto che la superficie utile che il progetto prevede è di oltre 180.000 mq e che, grazie all’impiego dell’immensa superficie di copertura, vetrata verso nord e fotovoltaica verso sud, si potranno ridurre i costi di condizionamento estivo e le schermature delle postazioni lavorative, ma anche produrre energia rinnovabile per l’intero terminal. All’interno del terminal saranno presenti postazioni check-in tradizionali affiancate a quelle fast, e vetrate immense sulle piste. Lo studio Foster ha anche predisposto un rigoroso piano di gestione dei lavori, strutturato secondo due grandi step che portino progressivamente al raggiungimento della superficie totale e che permettano la fruizione per tutta la durata dei lavori ricucendo al minimo i disagi dei passeggeri. New terminal 2, Heathrow international airport, London The major European airport for catchment area is going to increase its service still further through a project having the issue of environmental sustainability as key-premise. The new terminal will increase its traffic of 20 million passengers to 30 millions with a 40% reduction in energy consumption. By using the huge covering surface, glazed to the north and photovoltaic to the south, the air conditioning costs in the summertime will be reduced, as well as the screening of the workplaces, but renewable energy for the whole terminal will also be I produced. Sustainability lands at the airport Although air transport is to blame for one of the highest energy consumption on the planet and its effects on the environment, ecological awareness is gaining ground also in the new airport projects everywhere and at all scales. Ampliamento dell’aerostazione di Pantelleria, Sicilia Progetto architettonico: asa Studio Albanese con Erregi Progetto architettonico: asa Studio Albanese con Erregi s.r.l. Fine lavori attesa: 2011 L’ampliamento della piccola aerostazione, nata per fini bellici negli anni 30, muove da un senso di grande rispetto, dalla volontà preservare i caratteri naturali e storici e di riprendere la radicata impronta antropica locale, fatta di terrazzamenti e muri a secco. Le nuove volumetrie (da 1500 mc si passerà ad 8000 mc) si articolano su un livello ipogeo (con muri in pietra lavica che rievoca il dammuso, l’architettura tradizionale dell’isola) e un cratere per la penetrazione della luce. Il collegamento tra i due livelli avverrà attraverso un sistema di scale mobili contenute da una copertura vetrata ad andamento tellurico. Le volumetrie esistenti verranno “rinaturalizzate”, cioè riassorbite dal paesaggio pantesco perché rese trasparenti e leggere. È prevista anche un’area espositiva per aerei e mezzi storici nonché luoghi di sosta e spazi di lettura con vista su giardini mediterranei. L’aeroporto sarà sovvenzionato dalla Comunità Europea per quasi 22 milioni di euro poiché sarà in grado di autosostentarsi energeticamente e addirittura vendere il surplus; sarà dotato dei più moderni sistemi di autoproduzione elettrica con pannelli fotovoltaici di seconda generazione, utilizzo di scambiatori geotermici e trattamento delle acque reflue con la tecnologia di fitodepurazione. Extension of the air station in Pantelleria, Sicily The extension of the small air station dating from the thirties was made necessary to preserve the natural and historic features and to recover the deep-rooted, local anthropic imprint. The new mass volumes (from 1500 m3 to 8000 m3) are on a hypogean level with walls in lava stone evoking the dammuso (the traditional architecture of the island) and a crater to let the light in. The airport will be financed by the European Community, as it will be energetically selfsupporting thanks to the modern systems of electrical self-production through photovoltaic panels, geothermic exchangers I and sewage treatment. us 1/10 49 contract dossier luoghi di transito Palais Stéphanie, Cannes Il nuovo e spettacolare design dell’albergo rende omaggio al mondo del cinema. Gli arredi delle camere sono stati realizzati su disegno da Lema Sotto il segno del cinema, per business e per turismo L’Hotel Palais Stéphanie gode di una posizione straordinaria, di fronte alla spiaggia al centro della Croisette, esattamente dove un tempo si trovava il mitico Palais des Festivals. La radicale ristrutturazione, curata da Maurizio Favetta, durata oltre sei mesi e costata 38 milioni di euro, fa di questa caratteristica il suo elemento distintivo: l’aura del cinema è l’elemento ricorrente nel lussuoso e raffinato design degli interni di questo inimitabile “5 stelle” che esprime glamour e leggenda. L’imponente scultura che riprende la forma del “Palme d’Or” domina la hall d’ingresso, dove anche il disegno della moquette evoca il movimento dinamico della bobina cinematografica. L’utilizzo di mobili contemporanei, dai colori contrastanti, panna e nero, definisce il nuovo look dell’hotel, curato da un team di designer e architetti sulla base dei desideri e delle indicazioni del titolare. «Il nostro obiettivo era di restaurare questo magnifico albergo in modo da mettere in risalto la posizione nella quale si trova e affermare 50 1/10 us la sua storia cinematografica con modernità e stile» dice il Direttore Generale Richard Duvauchelle. Le 261 camere e suites spaziose sono state completamente rinnovate: cuoio con imbastiture a vista, muri tappezzati in diverse raffinate sfumature di color cioccolato e macro-ritratti in bianco e nero di star del cinema, hanno trasformato il mood dei diversi ambienti. Le camere sono anche dotate di attrezzature tecnologiche di ultima generazione tra cui TV a schermi piatti ed accesso Internet ad alta velocità. The new and spectacular design of the hotel is a homage to the movies world. The furnishings for the rooms were designed and carried out by Lema Hotel Palais Stéphanie in Cannes Under the sign of films, for business and tourism Hotel Palais Stéphanie is in a really charming spot, opposite the beach in the centre of the Croisette, exactly where the fabulous Palais des Festivals once was. The thorough renovation, that lasted over six months and cost 38 milion Euro, extolled this distinctive feature: the aura of the movies is the recurrent component in the plush interior design of this unique five-star hotel synonymous with glamour and legend. Dall’ampia terrazza situata sulla copertura dell’ultimo piano, si possono ammirare splendide viste sulla Baia di Cannes, rilassandosi con la piscina riscaldata e le vasche idromassaggio oppure organizzare affascinanti eventi e incontri di lavoro. Oltre al Bar Panorama sul terrazzo, a piano terra l’elegante ristorante La Scena propone un raffinato menù eclettico. Palais Stéphanie dispone anche di un auditorium di 820 posti che può essere utilizzato per ogni tipo di meeting professionale o proiezioni di film. Inoltre offre 16 sale meeting e oltre 4.200 I metri quadrati di spazi espositivi. The impressive sculpture shaped as the “Palme d’Or” dominates the entrance hall, where even the pattern of the carpeting calls to mind the dynamic motion of the film spool. «Our goal was to restore this wonderful hotel so as to enhance its situation and state its movies history with modernity and style» General Director Richard Duvauchelle says. The ample-sized 261 rooms and suites were fully refurbished: leather with ornamental tacking, wallpapers in many refined shades of chocolate and macro-portraits in black and white of movie stars, changed the mood in every room. Also, Palais Stéphanie has an 820-seat auditorium, 16 meeting rooms and over 4.200 sqm of expository areas. I us 1/10 51 contract dossier luoghi di transito Hotel Milano Scala Lirica, comfort ed emissioni zero Un nuovo indirizzo dell’ospitalità di charme e della cultura musicale apre a Brera, centro artistico della città meneghina. Nome e concept di questo hotel che vanta un’invidiabile posizione ruotano intorno al tema della lirica, uno dei punti di forza della città di Milano; ma l’elemento distintivo più importante è l’eco-sostenibilità. L’hotel, progettato da Cibic&Partners (con la collaborazione di arch. Confino, studio LL.TT e arch. Sbriglione), è infatti tra i pochissimi in Italia a produrre energia senza bruciare alcun tipo di combustibile e quindi senza rilasciare CO2 nell’ambiente. Il progetto nasce dall’intuizione dell’imprenditore milanese Vittorio Modena: “realizzare un albergo che dialoghi con l’ospite in un linguaggio universalmente condiviso e che ha trovato a Milano la sua manifestazione più eccellente, la Musica Lirica”. Gli ambienti di questo “4 stelle superior” sono concepiti per diventare palcoscenico di eventi, occasione di incontro e di relax: il piano terra con graziosi portici ad arco invita ad entrare nell’accogliente e vibrante lounge bar; la lobby, che sorge nella ex-corte del palazzo, ha un soffitto in cristallo che permette di godere del verde di un giardino verticale. Altro elemento fondamentale del progetto è il concetto di “Ospitalità ad emissione Zero” a ribadire che, come sottolinea Maurizio Faroldi, General Manager dell’hotel “sono possibili, anche nel mondo dell’hotellerie, tecnologie che azzerino l’inquinamento atmosferico, nel pieno rispetto dell’ecosistema”. L’hotel adotta un sistema di climatizzazione, trattamento dell’aria e produzione d’acqua calda a recupero di calore, realizzato grazie alla tecnologia Mitsubishi Electric, completamente alimentato ad energia elettrica. L’hotel si avvale di provider di energia che utilizzano esclusivamente fonti pulite e rinnovabili. Questa combinazione consentirà di arrivare a utilizzare energia con assenza di agenti inquinanti. L’applicazione di queste tecnologie consentirà 52 1/10 us un risparmio energetico annuo del 45% rispetto ai sistemi tradizionali e una riduzione di emissioni di CO2 pari a 417,5 tonnellate all’anno. Inoltre, l’hotel sarà dotato di isolamenti termici e acustici particolarmente efficaci che garantiscono parametri ben maggiori rispetto alle normative vigenti. Hotel Milano Scala Lyric drama, comfort and zero emissions A new address for a hotel de charme and musical culture in the Brera district, the artistic centre of Milan. Name and concept of this hotel, that boasts of a superb situation, revolve round the theme of lyric drama, one of the fortes of the city of Milan; but ecosustainability is its most important hallmark. The hotel, the design of which was entrusted to Cibic&Partners, architect Confino together with LL.TT and architect Sbriglione, is one of the very few in Italy producing energy without burning any kind of fuel, hence without releasing CO2 into the environment. The surroundings of this “four-star superior” are designed to be a stage for events, meeting and relaxing: the ground floor with elegant arch porticos invites to enter the comfortable and vibrant lounge bar; the lobby features a glass ceiling to enjoy the green of an edible wall. The hotel is supplied with a system of climate control, air treatment and regenerative hot water by Mitsubishi Electric, fully electrically-powered to allow a 45% yearly energy saving. I L’hotel offre 62 camere, di cui 11 suite, ognuna delle quali è dedicata ad un’opera lirica (Rendering: progetto Cibic&Partners - Aldo Cibic e Luigi Marchetti) The hotel has 62 bedrooms, including 11 suites, each of them dedicated to a lyric drama La lobby è concepita come sala di conversazione, consultazione di libreria tematica, salotto per ascolti musicali The lobby is designed as a conversation room, where one can also refer to the theme library and listen to music us 1/10 53 contract dossier transito Transit places. The outgoing, The remaining, Farewells In the pictures: Transit, an installation on travel by Alexander Lervik at Nordic Light Hotel. Alexander Lervik interprets the feeling of being on the move in a new lobby installation at Nordic Light Hotel. The lobby was transformed into a hub for arrivals and departures. The installation will open in connection with Stockholm Design Week 2010. “Flight routes”, created by LED in combination with fiberoptic decorates the hotel’s entrance and the lobby is transformed into a transit hall featuring a 9 meter long sofa shaped as an airport baggage belt. 100 “light” suitcases hanging from the ceiling adds to the atmosphere of being on the move The Futurists were the first to extol dynamism and movement as basic elements of the cityscape and our lives: nothing is better than the triptych “Gli Stati d’animo” by Boccioni (Farewells, The outgoing, The remaining) to express the values and feelings of a civilization, that makes transit places its own myth: still now, 100 years after, we perfectly identify with that sublime “motor dynamics”. Maybe we are not like George Clooney who, in “Up in the air”, Jason Reitman’s new film, spends 322 days a year far from home and can boast of the remarkable figure of one million miles credited to his frequent flyer card... yet airports, railway stations, motorways, hotels and rent-a-car agencies are no doubt a key factor for our “metropolitan nomad” life style.They have become places, where we don’t just “pass by”, we “live” there: we quickly do our shopping, grabbing a chance between airplanes or during a stop to fill up the tank, or sitting on the settees of the waiting rooms or at the small desk of a hotel room, where we work with our PC and mobile phone. The increasingly long and frequent stays have in- creased our expectations with regard to these places – once nondescript and not too functional – that in the past we were more willing to put up with, with many discomforts, as something inherent in all moves. Now we demand comfortable spaces equipped for our advanced requirements. Now the city itself expects more from these buildings, that are such a good portrayal of the glocal world concept, multinational identities and one-the-move lives: the architectures are entrusted to leading architects and are considered as new cathedrals of our age. Instead, the existing structures require renovation and upgrading to meet new social, urban and ecological needs. Transit places are changing. No longer the typical Marc Augé’s “non-lieux”, but important landmarks increasingly conscious of the user’s needs and the relation with the territory and sustainability-related issues, almost a must to offset, although partly, the very high energy wastes inflicted on the Planet by our lives devoted to a constant move, which is sometimes not really necessary. I su TCARTNOC reissod 54 1/10 us contract award 1 1° premio allo slovacco Lukas Priecko per la poltroncina interattiva “Transphone Chair”, realizzata con una lega intelligente che si comanda a voce e cambia forma in risposta alle modifiche di un campo elettronico 1st prize to the Slovak Lukas Priecko for the interactive chair “Transphone Chair”, carried out in an intelligent alloy, voice-controlled, and changing its shape to the changes in an electronic field 2° premio a Elena Veselkova, Federazione Russa, per “Root”, soluzione composta da poltroncina, divano e rivestimento di pavimento che dà l’impressione di stare distesi sull’erba 2nd prize to Elena Veselkova, Russian Federation, for “Root”, a solution formed by chair, settee and flooring conveying the impression of being stretched out on the grass 3° premio a Chao Luan, Cina, per “Melted Star”, divano azionato da energia elettrica solare, la cui superficie è un display a cristalli liquidi 3rd prize to Chao Luan, China, for “Melted Star”, a solar electrical energyoperated settee, the surface of which is a liquid crystal display 2 International Design Award Presto il lancio dell’edizione 2010 Crescita esponenziale per la settima edizione di IDA, il premio di design annuale sostenuto alternativamente da Hettich e Rehau: oltre 1.600 le richieste di partecipazione pervenute all’ultima edizione di questa competizione che ha l’obiettivo di promuovere giovani talenti e di presentare trend e visioni del futuro concepiti da menti creative. Cinque i premi assegnati. Il concorso, che nel 2008 arriverà all’ottava edizione, invita studenti di design di tutto il mondo a creare soluzioni orientate verso il futuro, innovative e fuori dall’ordinario. Per l’ultima edizione il tema riguardava le visioni per due possibili modalità di vita per il 2020: Silver Business Generation e Tecnica Freak. Su questi input erano richieste innovazioni per le funzioni dei arredi e di sistemi adattabili a vari ambienti funzionali e di vita. Dopo due giorni di consultazioni tenute a Herford, nel museo MARTa, una giuria internazionale ha premiato cinque candidati di quattro diverse nazioni, i cui Istituti riceveranno i premi in denaro di 20.000 euro in totale. Il primo premio è stato assegnato alla Technical University di Zvolen, Slovacchia. Il secondo e il quinto posto del concorso sono stati raggiunti dalla Samara State University of Architecture and Construction e dalla Ural State Academy of Architecture and Arts di Ekaterinburg, entrambe della Federazione Russa. Il terzo posto è stato conseguito dalla Beijing Forestry University, Cina, segue poi al quarto posto l’Istituto superiore di arte e scienze applicate HAWK di Hildesheim/Holzminden/ Göttingen, Germania. 4° premio a Stefan Ulrich e Yi-Cong Lu, entrambi dalla Germania, per “Liquid Wall”, ambiente con pareti “intelligenti” che modificano condizioni di luce e clima per creare il massimo comfort 4th prize to Stefan Ulrich and Yi-Cong Lu, both from Germany, for “Liquid Wall”, a room with “intelligent” walls changing the light and climate condition to create maximum comfort 3 5° premio a Igor Lobanov, Federazione Russa, per il progetto “Piccels”, divano gonfiabile dalle forme biologiche richiudibile in un elemento che funge da elemento divisorio e anche da tavolo per il divano stesso 4 International Design Award Soon the launching of the 2010 edition 5th prize to Igor Lobanov, Russian Federation, for the project “Piccels”, inflatable settee featuring organic shapes, that once closet acts as partition for the settee itself An exponential growth for the seventh IDA, the yearly Design Award alternatively backed by Hettich and Rehau: over 1.600 applications for the last edition of this competition, that aims at promoting young talents and presenting trends and visions of the future devised by creative minds. Five prize awarded. I 5 us 1/10 55 www.formazione.ilsole24ore.com/forumarchitettura ARCHITETTURA 3° FORUM ARCHITETTURA MILANO, 27 MAGGIO 2010 Sede del Gruppo 24 ORE, Sala Collina - Via Monte Rosa 91 © Cristian Guizzo Ore 9.30 - 11.30 Tavola rotonda TRENDSETTING DELLE TECNOLOGIE PER LE COSTRUZIONI Quali saranno i materiali e le soluzioni costruttive più diffuse nei progetti e nei cantieri del futuro? Un board scientifico composto da alcuni dei più noti progettisti e tecnologi presenta il panorama, le ricerche e le sperimentazioni più significative che coinvolgono i settori della progettazione e tracciano le tendenze di mercato. Ore 11.30 - 13.00 ASPETTANDO L’EXPO 2015 Lo sviluppo del progetto dell’area dell’Esposizione Universale raccontato dall’Ufficio di Piano Ore 14.00 - 16.00 Tavola rotonda COMUNICARE L’ARCHITETTURA Nuovi bisogni informativi, nuovi strumenti di comunicazione e crisi della carta stampata In che modo e attraverso quali canali si parlerà di architettura nei prossimi anni? Come stanno utilizzando i nuovi strumenti gli studi di progettazione e le aziende? Ne discute un panel di qualificati esperti di alcuni dei media più noti del settore. Gruppo 24 ORE per l’Architettura: Web Media Partner: La partecipazione all’evento è libera e gratuita fino ad esaurimento posti. Per iscrizioni e maggiori informazioni visita il sito: www.formazione.ilsole24ore.com/forumarchitettura Servizio Clienti Tel. 02 5660.1887 - Fax 02 7004.8601 [email protected] Il Sole 24 ORE Formazione www.formazione.ilsole24ore.com Organizzazione con sistema di qualità certificato ISO 9001:2008 L’edilizia sostenibile taglia i consumi del 40% Energy Park di Vimercate, edifici ibridi e sostenibili a cura di Gianluigi Torchiani editor b2b24 È un dato di fatto che negli ultimi decenni le attività produttive si siano trasformate da attività industriali di tipo pesante e fisicamente ingombranti ad attività produttive leggere, più piccole e più “pulite”. Molti di questi esercizi si sono adattati o insediati in comparti già sede di vecchie attività industriali, edifici esistenti non idonei alle realtà tecniche e lavorative delle nuove aziende. Gli edifici esistenti presentano tutte le caratteristiche degli edifici di vecchia generazione, assimilabili a dei veri e propri capannoni industriali, quasi sempre monopiano, spesso consumatori di una quantità di energia notevolmente superiore a quella consumata da edifici “tecnologicamente avanzati”, inoltre tali edifici nella maggior parte dei casi non soddisfano più il modus lavorandi contemporaneo più flessibile e dinamico. Garretti Associati, studio di architettura e progettazione integrata, ha interpretato queste nuove esigenze e riproposto per Segro (società britannica di investimento e sviluppo, leader europeo nella fornitura di spazi e soluzioni flessibili per il business) un progetto per la riqualificazione di un’area già caratterizzata dalla vocazione industriale/produttiva, con l’obiettivo di ottenere una trasformazione moderna, sostenibile ed indispensabile per la sopravvivenza del comparto nel futuro. Il progetto Energy Park, registrato presso l’U.S. Green Building Council per la certificazione energetica LEED-CS, si propone come la reale risposta per tutte le aziende operanti nel settore dell’High-Tech, delle telecomunicazioni e dell’Information Technology che intendono razionalizzare i propri costi di locazione ed energetici, migliorando, nel contempo, le condizioni ambientali di lavoro per i propri collaboratori. Il masterplan occupa un’area di 160.000 mq complessivi, e una slp pari a 110.000 mq di cui 50.000 attualmente occupati da Alcatel e affiliati e 60.000 mq in via di sviluppo in fasi successive. La fase di nuovo sviluppo è iniziata con i lavori di costruzione del primo edificio di circa 11.000 mq. The sustainable building trade cuts down on consumption by 40% Energy Park at Vimercate, “hybrid” and sustainable buildings It’s a fact that in the past few decades the industrial activities have changed from heavy and physically cumbersome into light, smaller and “cleaner” activities. Many of them fit in or are settled in already existing industrial buildings, not suitable for the technical and working requirements of the new companies. The project Energy Park, registered at the U.S. Green Building Council for the energy label LEED-CS, wants to be the actual answer to all those firms working in the high-tech industry, telecommunication and Information Technology aiming at rationalizing their own location and energy costs, improving at the same time the environmental working condition for their collaborators. The master plan takes up a total area of 160.000 sqm, and an slp of 110.000 sqm 50.000 of which are at present taken up by Alcatel and its associated and 60.000 sqm are under construction in varied phases. The new development phase started with the construction works of the first building of about 11.000 sqm. us sustainability MANAGEMENT us 1/10 57 management sustainability Energy Park di Vimercate Progetto di Garretti Associati a cura della redazione di Archinfo.it L’edilizia è sempre più impegnata sul fronte della sostenibilità e del risparmio energetico: ne è un esempio il Parco Tecnologico "Energy Park” di Vimercate, recentemente inaugurato, che ospiterà gli uffici di aziende internazionali e locali operanti in settori industriali ad alto valore aggiunto (Information Technology, Telecomunicazioni e il mondo della Moda e del Design), tra cui Sap. L’opera è stata promossa dall’investitore immobiliare Segro, sull’esempio di parchi simili in stile campus già realizzati nel Regno Unito. «Rispetto a un edificio standard – spiega Marco Simonetti, Business Unit Director Southern Europe di Segro – il risparmio energetico potrà arrivare sino al 40%, per merito della particolare geometria e posizione dell’immobile, nonché grazie all’utilizzo di una serie di accorgimenti come la facciata a parete ventilata, il recupero dell’acqua di falda per il riscaldamento o il raffreddamento, la schermatura solare costituita da frangisole esterni fissi. L’Energy Park è inoltre concepito per essere uno spazio polifunzionale: gli edifici sono stati studiati per essere utilizzati per scopi e mestieri diversi. Accanto agli uffici ci saranno laboratori, spazi per la ricerca, ecc». Per la costruzione del primo dei cinque immobili previsti (11.500 mq) dall’Energy Park ci sono voluti quasi 12 mesi: gli uffici e i laboratori di Sap ne occuperanno circa 6.000, mentre lo spazio restante, assicura il responsabile di Segro, è in via di assegnazione. Gli altri 4 edifici saranno realizzati nei prossimi anni sui 50.000 mq ancora a disposizione nell’area di Vimercate. Uno degli elementi realmente innovativi di questo progetto è il fatto che sia costituito da edifici cosiddetti “ibridi”. La loro peculiarità risiede proprio nella doppia tipologia. Nelle fasi di progettazione si è pensato all’interazione più che l’isolamento, alla trasparenza più che all’opacità. Nella maggior parte dei casi si tratta di open space intelligenti, razionali, spazi di socializzazione e di relax, luoghi che favoriscono il lavoro d’équipe e gli scambi interpersonali, 58 1/10 us luoghi nei quali alla consueta funzione di ufficio si affiancano anche funzioni legate alla ricerca, allo sviluppo e ad attività speciali. La certificazione Leed Il distretto tecnologico, che otterrà la certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) americana, offrirà inoltre una serie di servizi comuni a tutte le aziende quali ad esempio l’asilo, studi medici, la mensa, il servizio banca, bar, sale meeting, bus navetta, servizi di videosorveglianza oltre a una particolare dotazione di parcheggi e di spazi verdi a disposizione di tutti gli utilizzatori. Energy Park at Vimercate The building trade is increasingly committed to the pursuing of sustainability and energy saving: that’s proved by the Technological Park “Energy Park” at Vimercate, just opened, which will be the venue of international and local companies working in industrial sectors with a high value added (Information Technology, Telecommunications and the world of Fashion and Desig), including Sap. The work was promoted by the developer Segro, following the example of similar campus-like parks already carried out in UK: «Compared to a standard building – Marco Simonetti explains (Segro’s Business Unit Director Southern Europe) – energy saving could attain 40%, thanks to the special geometry and location of the building, as well as to the use of some tactics like the ventilated-wall front, the recycling of the groundwater for the heating or cooling, the sun screening formed by outside fixed sun-blinds, special activities». I us 1/10 59 management sustainability La sede di Sap Interior design di ArchiLabs Il primo edificio completato ospita la sede del quartier generale della multinazionale SAP, leader mondiale nelle soluzioni software per il business. Si tratta di un edificio semplice e lineare: all'esterno appare come una scatola di metallo (pannelli di acciaio sagomato e forato) interrotta da finestrature molto regolari; al suo interno invece, un caldo cuore di legno (pino e abete) trasmette calore ed eleganza. La filosofia e le politiche ambientali di Sap «La nostra idea di partenza – puntualizza Augusto Abbarchi, vice presidente Emea di Sap – è stata quella di ripensare lo spazio in funzione di come si è evoluto negli ultimi anni il modo di lavorare. Gli uffici tradizionali non sono più corrispondenti alla moderna organizzazione produttiva: il lavoro individuale è diminuito moltissimo mentre, al contrario, è aumentato notevolmente quello di gruppo. Nell'Energy Park gli spazi dedicati alle scrivanie individuali saranno perciò ridotti mentre aumenteranno le aree in cui si potrà lavorare in comune». La scelta della nuova sede di Sap è stata influenzata anche dalle politiche aziendali in tema di sostenibilità: «Sap si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di Co2 entro il 2020 al livello del 2000 – conferma Abbarchi – un anno in cui il fatturato dell'azienda era la metà rispetto a oggi. Siamo fiduciosi che questo impegno sociale e ambientale possa portare dei benefici anche al nostro business. Ci sono tanti esempi in proposito: le aziende che sposano in anticipo le regolamentazioni più severe poi si trovano successivamente avvantaggiate. Inoltre i consumatori sono sempre più sensibili a questi temi e dunque non è certo per filantropia che le imprese investono in sostenibilità, quanto piuttosto perché il mondo intero va verso questa direzione». Interiors all’insegna del benessere Il progetto di Space Planning e l’Interior Design, sviluppato da ArchiLabs, ha visto il coinvolgimento di un gruppo di lavoro interno costituito da dipendenti SAP, con i quali sono state condivise scelte e sviluppate soluzioni per un ambiente che rispecchia in ogni suo aspetto i valori aziendali. Il concept dei nuovi uffici, che si sviluppano su 3 livelli per un totale di circa 6.000 mq, nasce dalla volontà di favorire il miglioramento della qualità del lavoro, condizione funzionale alla crescita professionale di tutti i dipendenti. Significativo in questo senso è il rapporto aree di lavoro/aree di supporto, previsto in ragione di un posto in meeting per ogni postazione di lavoro. Gli spazi di lavoro sono stati rivisitati in chiave moderna e dinamica, privilegiando il knowledge sharing: l’open space è intervallato da work box – aree multiuso ideali per meeting informali – e touch down – zone dedicate ad attività lavorative di breve durata. Numerose le aree di supporto innovative introdotte per consentire alle persone di svolgere 60 1/10 us le proprie mansioni in ambienti particolarmente creativi e stimolanti: Brain storming con pareti scrivibili e allestimenti informali; Quiet rooms che garantiscono una particolare privacy; SAPteca (biblioteca, emeroteca e videoteca interna); Training area con 4 moderne aule riconfigurabili (capienza fino a 52 posti) e area coffee dedicata; Customer area moderna ed efficiente (capienza fino a 120 posti), con 5 aule dedicate e pareti mobili impacchettabili per agevolare la riconfigurabilità degli spazi. Il progetto permette di raggiungere il massimo grado di efficacia nell’utilizzo degli spazi. Anche la flessibilità è massimizzata: l’utilizzo di spinewalls (divisori di 1,30 m di altezza cablati) rende possibile una rapida e semplice riconfigurazione delle isole di lavoro senza spese di cablaggio. Viene inoltre garantita la completa fruibilità dei più nuovi strumenti multimediali: sistema Voice over IP; copertura wireless totale; 5 Multimedia room per proiezioni/audio diffusione e 5 Videoconference room con 2 flat monitors, pensate per meeting interni; Internet point. Sono anche state previste zone “non tradizionali” dedicate ai momenti di pausa: lounge per consentire momenti di relax; family room, per i dipendenti-genitori che abbiano necessità di trascorrere brevi periodi in azienda con i propri bambini; cyber coffee, attrezzato con cucina, macchine automatiche, area games (Wii, Playstation 3 e calcio balilla) ed area I accoglienza e diversi Coffee break point. 4 Sap headquarters The first finished building accommodates the headquarters of the multinational SAP, a world leader in business software. It’s a plain and linear construction: outside it looks like a metal box (shaped and perforated panels) broken by quite regular windows; inside, instead, a warm wooden heart (pine and fir) conveys warmth and elegance. Sap’s philosophy and environmental policies «The starting idea – points up Augusto Abbarchi, deputy president Emea of Sap – was to fit the room to the evolution of the working procedures that has occurred in the last few years; there has been a remarkable decline in individual work while teamwork has increased ». The choice of the new Sap offices was also influenced by the company’s sustainability policies: «Sap is striving for reducing its Co2 emission by 2020 to the level of 2000, when the company turnover was the half of today’s”. Wellbeing-oriented interiors The Space Planning and Interior Design, developed by ArchiLabs, has involved a in-house teamwork, with whom choices were shared and solutions were developed to create an environment reflecting the corporate values in all its aspects. The working spaces were reconsidered according to a modern and dynamic vision, opting for the knowledge sharing solution: the open space is alternated with work boxes – multipurpose areas perfect for informal meetings – and touch down areas for short-lasting jobs. Many innovative ancillary areas enable people to perform their tasks in most creative and stimulating settings. I us 1/10 61 management real estate Q4 European Property Clock RE: cauto ottimismo in Europa, ma a Milano e Roma c’è ripresa? a cura di Jones Lang LaSalle Secondo il Q4 2009 European Property Clock di Jones Lang LaSalle le economie europee mostrano incoraggianti segnali di ripresa economica. Tuttavia, il gap tra l’economia in senso stretto e l’impatto che la ripresa avrà sul mondo degli utilizzatori rimane ampio e potrà risultare in un ritardo nella ripresa dell’assorbimento di spazi ad uso ufficio. Nell’ultimo trimestre dell’anno molti paesi si sono mossi in modo differente sull’orologio immobiliare, con alcuni mercati entrati nella fase di bottoming out del ciclo, e che quindi si apprestano a cominciare la ripresa nel corso del 2010 (Londra, Varsavia, Oslo), mentre altri che devono ancora esaurire il ciclo di contrazione dei prime rent (Roma, Milano, Atene e Barcellona). “Il 2010 sarà caratterizzato da un fragile equilibrio economico, ma le grandi Corporate, che hanno rimandato le proprie decisioni immobiliari nel corso del 2009, oggi guardano con più fiducia e un cauto ottimismo al futuro”. (Pierre Marin, CEO di Jones Lang LaSalle) A livello regionale (EMEA), l’Indice European Prime Office Rental, basato sulla performance di 24 mercati, è diminuito dello 0,8% nel quarto trimestre 2009, dopo aver registrato una diminuzione simile nel terzo trimestre. Nel corso del quarto trimestre 2009 i canoni prime sono ulteriormente diminuiti in 9 dei 24 mercati monitorati, variando dal -4.3% di Varsavia al -1.7% di Monaco. Tra questi troviamo anche altri grandi mercati tedeschi, come Francoforte (-2.9%), Berlino (-2.4%) e Dusseldorf (-2.2%), che fino ad ora sono rimasti indietro nel ciclo europeo. Londra, che ha registrato una diminuzione dei canoni prime pari a quasi il 35% dal loro punto di picco, è ora il primo mercato ad aver raggiunto la fine della fase di declino; la crescente fiducia del mercato fa presumere che i canoni prime possano ricominciare a crescere nel primo trimestre 2010 in questo mercato. Nei due mercati italiani il prime rent è rimasto stabile nel quarto trimestre del 2009, pari a 420 euro mq/a a Roma e 500 euro mq/a a Milano. «A Roma abbiamo registrato nel corso del 2009 una crescente domanda da parte di società che cercano uffici piccoli in centro, dove l’offerta continua ad essere scarsa» afferma Luca Di Nisio, responsabile dell’ufficio di Roma di Jones Lang LaSalle. «Ciò ha contribuito a tenere i canoni fermi in queste aree e, allo stato attuale, non crediamo che ci sarà uno squilibrio tra offerta e domanda nei prossimi mesi tale da far nuovamente crescere i canoni prime nel breve periodo. Riteniamo però che entro la fine del 2010 anche Roma tornerà alle ore 6 dell’orologio, almeno per il prodotto prime nel CBD». A Milano la situazione è diversa e la stabilità dei canoni prime nel quarto trimestre rispetto al precedente è attribuibile principalmente a due fattori: innnanzi tutto all’attività crescente di transazioni nelle zone del CBD e centro, registrata negli ultimi mesi dell’anno, con canoni compresi nel range 400-500 euro mq/a, o superiori in casi molto particolari; il secondo fattore riguarda la minore flessibilità mostrata da alcune proprietà che continuano a richiedere canoni elevati per alcuni immobili in centro. 62 1/10 us «A Milano alla fine del 2009 sono stati completati poco più di 100.000 mq di nuovi uffici speculativi, ciò ha spinto il vacancy rate al 9,1%», afferma Yannis De Francesco, Head del dipartimento Office Agency di Milano di Jones Lang LaSalle. «Finalmente anche a Milano diventa concreta la competizione fra tutti i prodotti nuovi di buona qualità e a prezzi dimezzati rispetto ai canoni prime. I grandi utilizzatori, che dalla seconda metà del 2008 sono in attesa che migliori il mercato, oggi iniziano ad avere l’evidenza di bilanci sani. Ci aspettiamo che essi tornino a cercare attivamente l’ufficio dei sogni che meglio si adatti alla loro attività, a canoni vantaggiosi». Pierre Marin, CEO di Jones Lang LaSalle, ha commentato: «Mentre migliorano le prospettive economiche, rimane critica la situazione relativa al mercato del lavoro e molto ci si aspetta dagli incentivi governativi allo studio in molti paesi europei. In tutta Europa la fiducia nel mercato continua ad aumentare rispetto ai minimi storici dell’inizio del 2009, ma l’imperativo dominante nelle aziende rimane il cost saving anche per i prossimi anni. “A Roma abbiamo registrato nel corso del 2009 una crescente domanda da parte di società che cercano uffici piccoli in centro, dove l’offerta continua ad essere scarsa”. (Luca Di Nisio, responsabile dell’ufficio di Roma di Jones Lang LaSalle) Tuttavia, alcune società stanno iniziando a capire l’opportunità derivante da questo momento di mercato a loro favorevole, con molto prodotto di buona qualità disponibile sul mercato». Conclude Marin: «Il 2010 sarà caratterizzato da un fragile equilibrio economico, e la minaccia della disoccupazione avrà una ripercussione diretta sulla domanda immobiliare. In compenso le grandi Corporate, che hanno rimandato le proprie decisioni immobiliari nel corso del 2009, oggi guardano con più fiducia ed un cauto ottimismo al futuro. Il 2009 si è chiuso con un aumento dell’offerta di spazi di qualità e ciò ha contribuito a creare maggiore competitività, in particolare nelle zone semicentrali e periferiche. In questa situazione, il rilancio del mercato immobiliare potrà avvenire, secondo noi, solo se ci sarà un adeguamento dei canoni di locazione tale da facilitare l’incontro tra offerta e domanda». I 1. Headquarters Axa (via Fara 26, Milano) “Finalmente anche a Milano diventa concreta la competizione fra tutti i prodotti nuovi di buona qualità e a prezzi dimezzati rispetto ai canoni prime”. (Yannis De Francesco, Head del dipartimento Office Agency di Milano di Jones Lang LaSalle) 1 “Londra è il primo mercato ad aver raggiunto la fine della fase di declino; la crescente fiducia fa presumere che i canoni prime possano ricominciare a crescere nel primo trimestre 2010”. (Pierre Marin, CEO di Jones Lang LaSalle) É online e gratuito il Grademeter, lo strumento realizzato da Jones Lang LaSalle per misurare il Grado di Qualità degli immobili ad uso ufficio È online su www.joneslanglasalle.it, a disposizione di tutti, il Grademeter, uno strumento chiaro, oggettivo e semplice per misurare la qualità degli immobili ad uso uffici ed aiutare investitori, sviluppatori ed utilizzatori nella scelta del proprio immobile. Che cosa si intende per “Grado di Qualità degli immobili”? Questa è la domanda che negli ultimi anni ricorre più frequentemente nella community immobiliare. Oggi, in realtà, non esiste una definizione condivisa e standardizzata in Europa o nel mondo per classificare un immobile ad uso ufficio in base al grado A, B o C. La pratica comunemente utilizzata è soggettiva e legata alle caratteristiche immobiliari proprie del Paese. In Italia ad esempio, il grado è stato spesso attribuito in base alla vetustà dell’edificio in analisi: se nuovo corrisponde ad un Grado A, se “usato” ad un grado B o C, in base a considerazioni soggettive di chi è deputato a fornire un giudizio di qualità sull’immobile, spesso gli agenti. La difficoltà legata all’eccessiva soggettività nella definizione della qualità, unita alla pressione sempre più forte da parte degli utilizzatori e alla crescente necessità di rendere il mercato sempre più trasparente e di allineare i prodotti agli standard europei, ha spinto Jones Lang LaSalle a realizzare questo nuovo strumento: il Grademeter permetterà una lettura unica del mercato e, di conseguenza, ne potrà favorire l’ulteriore crescita e trasparenza; l’accesso al Grademeter è libero e si effettua tramite il sito www.joneslanglasalle.it. us 1/10 63 management real estate 2 2. Building Schroder Property Investment Management (via Sapori 83, Roma) Q4 European Property Clock A cautious optimism for the Real Estate in Europe, but is there an upturn in Milan and Rome? According to the Q4 2009 European Property Clock by Jones Lang LaSalle, European economies are showing encouraging signs of recovery. However, the gap between economy in a strict sense and the impact that the recovery “2010 will be marked by a fragile economic balance, but the big Corporations that postponed their property decisions in the course of 2009 are now more confident and cautiously optimistic about the future”. will have on the users’ community is still wide and could delay the recovery in the absorption of office space. In the last quarter of the year many countries moved differently on the property clock, with a few markets now in the bottoming out phase of the cycle, hence their recovery is going to start in the course of 2010 (London, Warsaw, Oslo), while others still have to come out of the contraction cycle of the prime rent (Rome, Milan, Athens and Barcelona). “At last, in Milan, too, there is an actual competition among all new, quality products and at halved prices compared with the prime rents”. In the two Italian markets the prime rent was stable in the fourth quarter of 2009, equal to 420 euro/sqm in Rome and 500 euro/sqm in Milan. In Rome a growing demand was recorded in 2009 by companies looking for small offices downtown, where supply is still insufficient. In Milan there is a different situation: at the end of 2009 some 100.000 euro/sqm of new, speculative offices were completed, which drove the vacancy rate to 9,1%. «2010 will be marked by a fragile economic balance, and the unemployment threat will have a direct repercussion on property demand. On the other hand, the big corporations, that postponed their property decisions in the course of 2009, are now more confident and cautiously optimistic about the future». I 64 1/10 us “London is the first market now reaching the end of the decline phase; the growing confidence suggests that prime rents may be growing again in the first quarter of 2010”. Il nuovo talento dell‘organizzazione nel suo grande formato. Big Org@Tower. Hettich guarda il futuro con il nuovo contenitore per ufficio: Big Orgatower. Ogni postazione di lavoro presenta diverse esigenze in termini di funzionalita‘ e possibilita‘ organizzative: con il talento dell‘organizzazione in ufficio, nel suo grande formato derivato dal programma organizzativo modulare Systema Top 2000, la flessibilita‘ totale è garantita. Il Big Orgatower è allo stesso tempo un elemento divisore di spazi e un elemento contenitivo da organizzare individualmente. Ogni lato puo‘ essere infatti equipaggiato individualmente con diversi elementi organizzativi. Il Big Orgatower assolve con efficienza ad ogni impiego. www.hettich.com BB$=B2)&B[B,7$LQGG Semplicemente, per spazi in evoluzione Il cambiamento non è mai stato più semplice: QSPHFUUBUPDPOVOEFTJHO DPODFQUDIFQSFWFEFVOVOJDBTUSVUUVSBPSJ[[POUBMFJOHSBEPEJPTQJUBSF Kiron BTTJDVSBMBNBTTJNB semplicità di EJWFSTFTPMV[JPOJEJCBTBNFOUJ, assemblaggio FMB facile e rapida configurazione degli spazi. Kiron contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente: JMTJTUFNBQSFWFEFVO BNQJPVUJMJ[[PEJNBUFSJBMJSJDJDMBUJFEÒJOUFSBNFOUFSJDJDMBCJMF Vieni a provare Kiron nei nostri showroom: Haworth Creative Center t1JB[[B$BTUFMMPt.JMBOP Haworth Creative Center t&VS1JB[[B.BSDPOJ&t3PNB Filiale Haworth t7JB1JFUSP.JDDBt5PSJOP Haworth S.p.A t7JB&JOTUFJOt4BO(JPWBOOJJO1FSTJDFUPtBO e presso i nostri rivenditori autorizzati t QFSNBHHJPSJJOGPSNB[JPOJ: www.haworth.it Ufficio stile _haworth_Kiron_13_11_2009 .indd 1 13/11/2009 16.15.21