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N° 1.10
il Sole 24Ore business Media srl - via G. Patecchio 2, 20141 Milano
POSTE ITALIANE spa - SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB Forlì
In caso di mancato recapito inviare al cmp di milano roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi
WORKPLACE - CONTRACT
DESIGN - MANAGEMENT
ufficiostile DAL 1968 RIVISTA PROFESSIONALE LEADER / SINCE 1968 LEADER PROFESSIONAL MAGAZINE
Design Stockholm Design Week: tendenze, volti, luoghi trends, faces, places
Workplace Ufficio temporaneo e virtuale Temporary and virtual office
Nuovi prodotti... aspettando Salone Ufficio New... waiting for Salone Ufficio
us award: cerimonia di consegna dei premi Prize giving ceremony
Contract Luoghi di transito Transit places
Management Edifici ibridi e sostenibili Hybrid and sustainable buildings
Realizzazione di una concessionaria
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us: rivista trimestrale
internazionale dedicata
all’architettura, al settore
immobiliare, al progetto e alla
gestione dell’ambiente di lavoro
e dei luoghi collettivi.
La rivista è integrata con
l’e-magazine “us news” e con il
sito www.ufficiostile-online.it
Direttore responsabile
Antonio Greco
Direttore operativo
Renata Sias
[email protected]
Redazione
[email protected]
Segretaria di redazione
Anna Alberti
[email protected]
Comitato scientifico
(design) Alberto Bassi
(architettura) Mario Cucinella
(ergonomia) Francesco Marcolin
(automazione e sicurezza) Luciano Scaramelli
(property management) Oliviero Tronconi
(sostenibilità) Paolo Stella
(contract-hotel) Marco Piva
Rivista fondata nel 1968 - anno 42°
n. 1/2010 marzo-aprile 2010
www.ufficiostile-online.it
In copertina/cover
Brera di Caimi Brevetti
(design Raffaello Manzoni)
Collaboratori
Fabio Anselmo/studiofans (art director),
Claudia Cavallaro (estero, realizzazioni, traduzioni),
Aurela Debellis (architettura), Gilberto Dondé,
Great Place to Work Italia (management), Gabriele
Pagani (news, products), Frida Doveil (materiali,
tecnologie), Marzia Morena (R.E., property management)
Caimi Brevetti S.p.A.
via Brodolini 25/27
20054 Nova Milanese (Mi) Italy
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UFFICIO VENDITE ITALIA:
tel. 0362 49 10 1 - fax 0362 49 10 60
fax export dept. (+39) 0362 49 10 61
e mail: [email protected]
[email protected]
Chief Sales Executive
Riccardo Arlati
Segreteria commerciale e traffico
tel 02 3964.6836 fax 02 39844800
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Abbonamenti
tel 02 3964.6420
fax 02 3964.6421
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Tariffe di abbonamento:
US singolo Italia: (annuale) € 12,00
US singolo estero: (annuale) € 44,00
Per acquisti cumulativi contattare l’ufficio abbonamenti.
I versamenti possono essere effettuati sul c/c 28308203
intestato a Il Sole 24Ore Business Media srl
us: quarterly magazine
dealing with architecture,
real estate, project
and management of the
workspace and communities.
The magazine is supplemented
with the e-magazine
“us news” and the website
www.ufficiostile-online.it
La sezione Attualità viene pubblicata nel sito e nell’e-magazine “us news”
Abbonati gratuitamente a “us news”: scrivi a [email protected]
The section Current Affairs is published in website and in the e-magazine “us news”
Free subscription to “us news”: contact [email protected]
Editoriale - Editorial
Contract
3 Come, quando e perché far crescere i collaboratori
How, when and why make collaborators grow
DOSSIER: LUOGHI DI TRANSITO
Design
Stampa Faenza Industrie Grafiche, Faenza (RA)
7
EXHIBITIONS
(di Renata Sias)
Stokholm Furniture Fair. Ottimismo che viene dal nord
Optimism coming from the North
Il Sole 24Ore Business Media srl
Direzione, Redazione, Amministrazione
via G. Patecchio 2 - 20141 Milano
tel 02 39646.1 fax 02 39844800
Workplace
39
40
41
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44
“Quelli che vanno, Quelli che restano, Gli addii”
Transit places. “The outgoing, The remaining, Farewells”
(di Donatella Bollani)
Firenze Belfiore (Foster and Partners)
Roma Tiburtina (ABDR Architetti Associati)
Torino Porta Nuova (Arch Marco Tamino)
Torino Porta Susa (Arep)
Milano Centrale (Arch Marco Tamino)
TREND
13
Presidente
Eraldo Minella
Amministratore delegato
Antonio Greco
Direttore editoriale
Mattia Losi
Direttore Divisione Industry
Fabio Franzoni
Responsabile marketing divisione building
Marzia Freri
Ufficiostile, registrazione Trib di Milano n. 57
del 20.2.1968 - ISSN 1828-0358
R.O.C. n° 6357 del 10.12.2001
Costo a copia ai soli fini fiscali: € 2,30
© Copyright by Ufficiostile. Proprietà letteraria
e artistica riservata. Riproduzione anche parziale
vietata.
(di Claudia Cavallaro e Renata Sias)
Temporaneo, virtuale e assistito. L’ufficio ai tempi della crisi
Temporary, virtual and serviced. The office in the time
of the crisis
14 Blend Tower, Milano. Uffici temporanei a quattro stelle
Blend Tower, Milan. “Four-star” temporary offices
(a cura di Aurelia Debellis)
18 us award consegna delle targhe premio
45
46
47
48
49
50
52
us award prize giving ceremony
PRODUCTS
Management
Arredi innovativi, evolutivi, sostenibili
New from the ... “Neverland” Salone Ufficio.
Innovative, evolutionary, sustainable furnishings
31 Kiron di Haworth. Progetto di Andreas Struppler e Haworth
SUSTAINABILITY
57
(a cura di Gianluigi Torchiani)
L’edilizia sostenibile taglia i consumi del 40%
The sustainable building trade cuts down on
consumption by 40%
58
Energy Park di Vimercate. Edifici “ibridi” e sostenibili
(Garretti Associati)
“Hybrid” and sustainable buildings (Garretti Associati)
60
34 Fattore Alpha di Archiutti. Design Ambostudio, Grazia Azzolin
La sede di Sap (Interior design di ArchiLabs)
Sap Headquarters (Interior design di ArchiLabs)
36 Brera di Caimi Brevetti. Design Raffaello Manzoni
REAL ESTATE
Design Studio - Design by Andreas Struppler and Haworth
Design Studio
COVER STORY
[email protected]
Hettich International Design Award
(a cura di Gabriele Pagani)
One system with many personalities
Ai sensi degli artt.7 e 10 del Decreto Legislativo 196/2003 Vi informiamo che i Vostri dati personali sono trattati da IlSole24Ore
Business Media srl, via G. Patecchio 2, 20141 Milano, Titolare del
trattamento, e che le finalità del trattamento dei Vostri dati sono
l’invio del presente periodico e/o di eventuali proposte di abbonamento, e/o l’elaborazione a fini statistici e/o la trasmissione
di iniziative editoriali e/o commerciali di IlSole24Ore Business
Media srl.
I Vostri dati saranno trattati con le finalità sopra esposte dalle
seguenti categorie di incaricati: addetti dell’ufficio abbonamenti e
diffusione, addetti al confezionamento e alla spedizione, addetti
alle attività di marketing, addetti alle attività di redazione.
Vi ricordiamo che in ogni momento avete il diritto di ottenere l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione e la cancellazione dei
Vostri dati inviando una richie-sta scritta a:
(di Aurelia Debellis)
Terminal 3 Beijing (Foster and Partners)
Terminal 2 Heathrow (Foster and Partners)
Bao’an, Shenzhen Airport (Massimiliano e Doriana Fuksas)
Pantelleria (Studio Albanese con Erregi)
Hotel Palais Stéphanie, Cannes (Maurizio Favetta)
Hotel Milano Scala (Cibic&Partners)
AWARDS
55
26 Novità del “Salone Ufficio... che non c’è”.
29 Assist di Estel. Un sistema con molte personalità
Associato all’USPI
Unione Stampa Periodica Italiana
Le aree di servizio reinterpretate da Total Tool
Service areas redesigned by Total Tool
ASSUFFICIO
62
38 Proattività, rappresentatività, coesione e comunicazione.
Intervista con il presidente FEMB, Michele Falcone
(a cura di Jones Lang LaSalle)
Q4 European Property Clock. Cauto ottimismo per il Real
Estate in Europa
A cautious optimism for the Real Estate in Europe
us 1/10 3
Workplace: quality and innovation
3° edizione
Una competizione, organizzata dalla rivista us-ufficiostile, per identificare le eccellenze nella progettazione dell’ambiente di lavoro in Europa, per promuovere e diffondere la cultura della qualità e dell’innovazione nel workplace.
Possono partecipare architetti, interior designer, uffici tecnici, dealers e contractors che iscrivano
progetti realizzati nel 2009/2010 o in fase di realizzazione (compilando, entro 3 settembre 2010, la
scheda inserita on line)
2010
Il progetto vincitore sarà pubblicato in copertina della rivista us-ufficiostile.
La cerimonia di premiazione si svolgerà presso la sede del Gruppo 24 ORE.
Nella foto: winner 2009 interior design – Library Fondazione CaRisBo
by aMDL, arch. Michele De Lucchi (supplier Mascagni Contract)
usaward
Workplace: quality and innovation
3rd competition
A competition, organized by us-ufficiostile magazine, to single out the excellences in the planning of
working environments in Europe, to promote and spread the culture of quality and innovation in
workplaces.
The competition is intended for architects, interior designers, technical departments, dealers e contractors, who will send their designs carried out in 2009/2010 or in the pipeline (by filling in the sheet
available on line; deadline September 3rd 2010).
The winner project will appear in the front cover of us-ufficiostile magazine.
The prize giving ceremony will take place at Gruppo 24 ORE headquarters.
Categorie - Categories
• interior design
• architecture
Categorie speciali
Special categories
Per ulteriori informazioni e scheda di partecipazione/For further information:
www.ufficiostile-online.it Anna Alberti +39 02 39646833 [email protected]
MAIN
SPONSOR
SPONSOR
PATROCINATO DA
MEDIA PARTNER
WEB MEDIA PARTNER
• wood@work
• color@work
editoriale
editorial
Milano design
week:
iniziative del
Gruppo 24 Ore
Salone del Mobile:
Corso Italia, Box 13
Sede Gruppo 24 Ore:
Evento “fuori salone”
collegato al numero
speciale Around food
della rivista Area.
(via Monte Rosa 91
Milano, 13 aprile,
dalle ore 19)
Come, quando e perché
far crescere i collaboratori
Si è svolta a Milano lo scorso 23 marzo, la cerimonia di
premiazione di Great Place to Work Italia, competizione che,
su giudizio insindacabile dei dipendenti, premia le aziende capaci
di creare il miglior clima organizzativo.
Spunti di grande interesse, anche per la progettazione
dell’ambiente “fisico” dell’ufficio, sono emersi dalla tavola rotonda
intitolata “Come, quando e perché far crescere i
collaboratori?”.
Far crescere i dipendenti equivale a far crescere l’azienda e
viceversa perché, come ha introdotto il conduttore Walter
Passerini, esiste un Patto implicito che prevede la crescita e lo
sviluppo sia dell’azienda che delle persone. Il Patto è una forma
reciproca di condivisione delle aspettative e degli obiettivi
che entrambe le parti in causa, persone e azienda, devono
mettere in pratica – concorda Eleonora Pagani di Pepsi Cola –
i comportamenti, soprattutto dei capi, hanno un ruolo
fondamentale nella guida degli individui.
Il Patto è un atto concreto e non lavora solo sull’immagine.
Che le persone sono importanti è un agreement intellettuale,
ma nei fatti? Si chiede David Bevilacqua, AD di Cisco. L’azienda
vuole la crescita di competenza ma spesso l’individuo ha
l’ambizione di una crescita “verticale”, come si può sodddisfare
l’aspettativa di avere tutti un ruolo sociale più elevato? In ogni
caso ci vogliono premi per chi contribuisce (retribuzione/
livello/benefit) – conferma Luca Valerii, HR director di Microsoft –
e per potere davvero crescere è necessario che il manager abbia
la sensibilità di scoprire le specificità di ciascuno, di accettare
l’errore, di valorizzare le diversità, di capire come stanno le
persone in azienda e all’interno del gruppo e anche
di creare ambienti che favoriscano la condivisione.
I manager sono modelli di riferimento, generatori di segnali: se
lavora in open space o chiuso nel suo ufficio, se risponde al
telefono durante le riunioni, se fuma... tutto questo determina di
conseguenza precisi comportamenti nel gruppo.
I manager devono produrre Simboli, generare Visioni, non
solo fabbricare slogan. I simboli e le visioni vanno comunicati,
gestiti e devono coinvolgere tutti – prosegue Gianmaurizio
Cazzarolli, HR director di TetraPack – hanno bisogno di rituali
per essere appresi e compresi. Ogni rito ha anche bisogno di un
luogo che lo rappresenti.
Se in estrema sintesi abbiamo riassunto il come? e il perché?
ora veniamo al quando? Subito.
Mentre in altri Paesi l’economia comincia a riprendere, la crisi
non è ancora finita in Italia, ma è certo che alla fine di questa
fase non si lavorerà più come prima: modalità, tempi e
strumenti saranno diversi e purtroppo non tutte le aziende se
ne sono rese conto.
Per affrontare il futuro che ci aspetta dopo la crisi le aziende
devono rimettere a punto le proprie strategie, ridefinire il
concetto di produttività, cambiare i modelli
di sviluppo. Se in passato si poteva essere più competitivi
sostituendo le azioni ripetitive con la tecnologia, oggi la
produttività è il prodotto del modo in cui le competenze
collaborano. Non dimentichiamo che cominciano a entrare
in azienda i cosiddetti “Nativi”, i nati nell’era di internet che
per istinto chattano, prima ancora di inoltrare una mail o di
alzare il telefono... le tecnologie e l’ambiente di lavoro devono
esprimere e abilitare questi nuovi modi di comunicare.
I supporti al business e alle persone devono cambiare perché
si lavora in modo diverso. In questo clima di condivisione anche
il workplace – un ambiente capace di ispirare i collaboratori
e di farli sentire parte di un gruppo che deve essere vincente –
è indubbiamente un supporto alla crescita comune.
Renata Sias
[email protected]
How, when and why make collaborators grow
The prize-giving ceremony of Great Place to Work Italia, a
competition awarding the companies that could create the best
organizational atmosphere, in the employees’ unquestionable
opinion, was held in Milan last March 23rd.
Some most interesting hints, also for the planning of the “physical”
environment of the office came from the panel called “How, when
and why make our collaborators grow?”.
To make the employees grow means to make the company grow
and vice versa, because, as stated by the host Walter Passerini,
there is an implicit Deal, that provides for the growth and
development both of the company and people.
The Deal is a mutual way of sharing expectations and goals,
that both parties, people and company, have to put into practice –
agrees Eleonora Pagani, Pepsi Cola – the behaviours, especially
the bosses’ – are most important, for they play a basic role of
“link” in guiding the individual. The Deal is an actual deed not
working on image only. From the intellectual point of view everyone
agrees that people are important, but is a fact? wonders David
Bevilacqua, AD of Cisco. The company wants the growth of
expertise but often the individual aims at a “vertical” growth”, so
how can we come up to the expectation of a higher social role for
everybody? Anyway, prizes are necessary for those who
contribute (pay/level/benefit) – confirms Luca Valerii, HR director
of Microsoft- and in order to grow actually it’s necessary for the
manager to have the sensitivity to find everyone’s peculiarity, to
accept the mistake, enhance differences and understand how
people are doing in the firm and inside the team and also to create
rooms to foster sharing. Managers are reference models,
generators of signals: if you work in an open space or in your own
office, if you answer the phone during a meeting, if you smoke...
all that leads to well-defined behaviours in the team.
Managers should produce Symbols, Visions, slogans only are
not enough. Symbols and visions must be communicated,
handled and involve everybody – adds Gianmaurizio Cazzarolli,
HR director of TetraPack – they need rituals to be learned and
understood. Every rite also needs a representative place.
We summed up how? and why?, now let’s see when? Now!
While in other countries economy is recovering, the crisis isn’t over
yet in Italy, but no doubt at the end of this phase we won’t work
as before any more: procedures, times and tools will be different
and unfortunately not all companies did realize that.
To tackle the future we expect after the crisis, companies have
to reconsider their strategies, redefine the concept of
productivity, change development models. If we could be more
competitive in the past just by replacing the repetitive actions
thanks to technology, now productivity is the outcome of the
way the various skills cooperate. Don’t forget that now in the
company we have the so-called “Natives”, people born in the
internet age and chatting out of instinct, even before sending an
e-mail or picking up the phone… technologies and working
environment must express and enable these new
communication forms. The supports to business and people have
to change, because we are working differently. In this climate of
sharing, the workplace, too – a setting inspiring the employees
and giving them the feeling to be part of a team that must be
a winning one – is no doubt a support to the common growth.
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di Renata Sias
Ottimismo che viene dal nord
Novità, volti e luoghi della Design Week Scandinava
Nella foto:
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Soundwave Geo
Design Ineke Hans
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Il disegno geometrico
di questo sistema di
pannellature acustiche
non è solo decorativo
ma ha una funzione su
larga scala: sistemando
molti pannelli in fila non
dà l’impressione che lo
spazio sia troppo
ingombro
Stockholm Furniture Fair (9-13 febbraio 2010) si è
presentata alla sua 59esima edizione più vivace e
dinamica che mai: 773 espositori da 27 Paesi su
un totale di 40.000mq espositivi e quasi 40mila visitatori di 57 nazionalità diverse (+ 3% rispetto allo
scorso anno). Grazie anche a qualche lieve segnale di ripresa del settore che ha riacceso l’ottimismo (l’export ha registrato un + 65%), la fiera offriva uno scenario decisamente positivo: la maggiore superficie espositiva di 10.000mq ha permesso
la partecipazione di alcune nuove aziende, rigorosamente selezionate per mantenere un’immagine
coerente di design di alto livello, e ha aperto le
porte anche a scuole e giovani designer nonché a
stimolanti mostre tematiche.
finalizzati alla creazione di uno store più innovativo che possa incrementare le vendite.
Al designer britannico Paul Smith, ospite d’onore
2010, e al suo policromo mondo di suggestioni
era dedicato l’appariscente padiglione posto nella
hall principale.
Nella stessa hall A, grazie al nuovo layout fieristico, per la prima volta esponevano anche alcuni
importanti marchi italiani come Caimi Brevetti e
Poltrona Frau, Cappellini, Alias, Cassina del Gruppo Frau, La Palma e Pedrali.
La coerenza è certamente la caratteristica di maggiore spicco di Stockholm Furniture Fair: la fiera
non è solo una vetrina di prodotti, ma uno scenario fedele della cultura, dello stile di vita e della circostante natura scandinava. Questa coerenza,
meglio di ogni altro elemento, consente di identificare le nuove tendenze e i nomi emergenti in un
panorama che ha alcuni elementi forti in comune.
Il design, contemporaneo e innovativo è il fil rouge
che collega ogni azienda e il livello qualitativo è alto e costante per ciascuna delle tipologie esposte
che non prevedono solo arredi e luci, ma anche
tessile, tende, moquette, materiali acustici ed altri
elementi per l’interior design per sia per il settore
contract che domestico.
Le forme semplici e minimali tipiche del design
scandinavo sono declinate in infinite varianti, il legno, materiale principe, domina e viene affiancato
a metalli e altre materiali più tecnologici in mix
equilibrati.
Il focus dei seminari e delle mostre collaterali ha
toccato alcuni dei temi chiave del design: l’area
Greenhouse, per esempio, offriva a scuole e designer indipendenti la possibilità di relizzare arredi e
ambientazioni sostenibili; la mostra Seller, curata
dall’esuberante Camilla Näslund con Ola Rune, art
director dell’azienda, dava spunti e suggerimenti
per la gestione e l’allestimento dei punti vendita,
The 59th Stockholm Furniture Fair (February 9-13,
2010) appeared more lively and dynamic than
ever: 773 exhibitors from 27 Countries on a total
expository area of 40.000m2 and some 40 thousand visitors of 57 different nationalities (+ 3%
over last year). Thanks also to some slight signs of
recovery that has stirred optimism again (export
has recorded a +65%), the fair offered a definitely
positive scenario: the larger expository area of
10.000m2 allowed the participation of a few new
companies, rigorously selected to keep a consistent image of top- level design and opened its
doors also to schools and young designers, as
well as to some inspiring theme shows.
Consistency certainly is the distinctive feature of
the Stockholm Furniture Fair: the fair isn't just a
product showcase, but a scenario true to the
Scandinavian culture, life style and the surroounding nature.This consistency, better than anything
else, allows to identify the new trends and up-andcoming names in an overview sharing some
strong components. Design, contemporary and innovative, is the fil rouge linking all companies and
the quality standard is high and constant for each
kind of product displayed, including furniture and
lights but also textile, curtains, carpeting, sound
materials and more interior design component,
both for the contract and domestic sector.
I
The new sound panel
features a geometric
pattern, decorative but
also suitable on a large
scale with many panels
in rows without looking
too cluttered
Optimism coming from the North
New products, faces and places from
the Scandinavian Design Week
usstockholm
DESIGN
us 1/10 7
design stokholm
2. Design Bar progettato
da Jonas Wagel
Design Bar designed
by Jonas Wagel
1. La mostra Seller
curata da Camilla Näslund
con Ola Rune
Seller’s exhibition
by Camilla Näslund
with Ola Rune
1
2
3. MATERIA
(gruppo Kinnarps)
Le Mur
Design Wivian Eidsaunet
e Marie Oscarsson
(Murman Architects)
www.materia.se
Sistema modulare di
sedute e separè integrato
per sedersi su entrambi
i lati ad altezze diverse,
per creare infinite soluzioni
di sedute per attesa
o incontri informali
e microambienti con aree
di privacy
3
A modular seating and
integrated booth system
to seat down on both sides
at different heights and
create space for the wait
or informal meetings
and micro-room with
private area
Promenade nei luoghi culto del design
A
8 1/10 us
Eventi, inaugurazioni e presentazioni hanno fatto
da corollario alla Furniture Fair creando un percorso design oriented ricco di sorprese.
Lo storico ristorante Berns Salonger ha affidato il
decoro della sua enorme sala in stile eclettico alla
giovane ma già affermata designer Monica Foster (foto A), nata e vissuta al Circolo Polare Artico, che ha realizzato un allestimento con oggetti
luminosi tridimensionali in carta in scala gigante
che evocano le tradizionali lanterne cinesi (foto B).
L’attiguo Hotel Bens, per celebrare il 20° anniversario, inaugura invece 17 inconsuete stanze (foto
C), una diversa dall’altra, affidate a Yvonne Sörensen Björud e all’arch Franz Hardinger.
Nuovi showroom aprono in centro città: per esempio Mobile Box, distributore di diversi autorevoli
marchi italiani tra i quali Porada (foto D) e organiz-
B
5. ABSTRACTA
Mobi
Design Andrea Ruggiero
www.abstracta.se
Un’innovativa workstation
mobile che permette
all’utente di riconfigurarla
a proprio piacimento
It is an innovative mobile
workstation that allows the
user to reconfigure his or
her workspace on demand
5
4
4. OFFECT
Robo
Design Luca Nichetto
www.offect.se
Una sedia “scomposta”
nei suoi elementi base,
facile da smontare per
ridurre l’impatto ambientale
A “dismantled” chair in
its basic components, easy
to disassemble to reduce
environmental impact
6
6. VIVERO
Sessio
Design Yrjö Wiherheimo
www.vivero.fi
Può essere qualsiasi cosa:
una scrivania, un tavolo
conferenze e un
contenitore. Piccolo,
basso, grande o alto,
colorato, bello e acustico
7
7. SWEDESE
Lamino
Design Carina Sohl
www.swedese.se
Poltrona e sgabello lineari
disponibili in pelle di
montone in vari colori
It can be anything: a desk,
a conference table and
a storage unit. Small, low,
large or tall, colourful,
beautiful and acoustic
C
Easy chair and foot
stool with a new range
of sheepskin colours
zano presentazioni, come Kasthall – distributore
di B&B Italia – dove le designer Gunilla Lagerhem-Ullberg e Petra Lundblad-Friden (foto E),
hanno spiegato i concept dei nuovi tappeti. Hanno esposto le nuove collezioni anche Chris Martin e Magnus Elebäck, giovani fondatori di Massproductions, e marchi leader del design svedese come Offecct e Swedese. Gallery Pascal si
conferma una tappa obbligata per chi vuole scoprire gli oggetti che fanno tendenza; nuovi sono
invece il Museo Fotografiska, ancora in fase di
cantiere lo scorso febbraio e Hotel Skeppsholmen, un’oasi urbana appena ristrutturata da CKR;
il sempre dinamico Nordic Light Hotel (vedi foto
nelle pagine 39 e 54) ha proposto l’installazione di
Alexander Lervik Transit tema attuale e rappresentativo della nostra era nomadica.
D
E
us 1/10 9
design stokholm
8. LAMMHULTS
Area
Design Anya Sebton
www.lammhults.se
I moduli sono aggregati
per mezzo di un dispositivo
magnetico che facilita
la creazione di soluzioni
di sedute diverse
8
9. SALLI
SwingFit
www.salli.com
Sedersi diventa una
funzione attiva che
aumenta il benessere
del corpo e permette
di allenare i muscoli
profondi per tutto
il giorno senza fatica
The sitting is an active
function that increases the
well-being of the body;
it allows you to train your
deep muscles for the whole
day without even noticing
The modules are held
together by an innovative
magnetic linking device,
making it easy to create
different seating solutions
10. KASTHALL
Doris
Design Gunilla
Lagerhem Ullberg
www.kasthall.com
Si ispirano alla natura
i tappeti in lana con
lavorazioni esclusive
10
9
The wool carpets with
exclusive works from
the collection draw
inspiration from nature
11. HANNA KORVELA
Duetto
Design Hanna Korvela
www.hannakorveladesign.fi
La base è la combinazione
di due materiali naturali,
filato di carta e cotone,
sulla superficie del tappeto
The base is the
combination of two natural
materials, paper yarn and
cotton, on the carpet’s
surface
11
12
13. MAGNUS OLESEN
I-Sit
Design Concern
www.magnus-olesen.com
L’input per dettagli
ergonomici utili è venuto
dagli utilizzatori con
esigenze speciali.
Ciò rende la sedia adatta
a chiunque, a prescindere
dall’età, taglia e capacità
fisica
The input for the unique
ergonomic details came
from users with special
needs. This makes the
chair suitable for everyone,
regardless of age, size
and physical capability
10 1/10 us
12. ABSTRACTA
Window
Design: Jonas Forsman
www.abstracta.se
Un espositore di riviste
che può essere usato
come fonoassorbente ma
anche un pannello
fonoassorbene che può
essere usato come porta
riviste
A magazine display that
works as a sound absorber
or a sound absorber that
works as a magazine
display
13
1
1. Mårten Claesson,
Eero Koivisto e Ola Rune
(Da sinistra/From left)
2. OFFECCT
Minima
www.offecct.se
Serie di eleganti divani
Series of elegant seating
furniture
3. Progetto per i bagni
pubblici di Angelholm
all’Arkitekturmuseet
Angelholm public baths
project at Arkitekturmuseet
www.arkitekturmuseet.se
4. OFFECCT
USB flash drive press-kit
5. SWDESE
Olive
Sedie impilabili e tavolo da
bar in tre differenti forme
Stackable chairs and bar
table in three different
designs
www.swedese.se
6. I rilassanti ambienti
dell’Hotel Skeppsholmen:
un mix di citazioni dello
stile gustaviano e di design
minimale
The relaxing rooms at the
Hotel Skeppsholmen: a mix
of references of Gustavian
style and minimal design
www.hotelskeppsholmen.com
2
Dalla USB flash drive all’hotel
CKR protagonisti indiscussi del design scandinavo
I luoghi e gli oggetti più cool portano la firma Claesson Koivisto e Rune. Parafrasando l'epigrafe di Walter
Gropius “dal cucchiaio alla città”: dalla USB flash drive all’hotel, ma anche dal braccialetto al negozio, dal
vaso all’ufficio... e così via, sempre con un approccio vivace e pluridisciplinare. Abbiamo avuto il piacere di
incontrarli a Stoccolma, di visitare insieme gli scenari dei loro interventi e di conoscere i concept dei loro
progetti. Stockholm Furniture Fair è stata l’occasione per vedere in anterprima i loro ultimi lavori.
Informale, cordiale e minimale –
nell’abbigliamento e nell’atteggiamento- il trio
CKR, fondato nel 1995 da Mårten Claesson,
Eero Koivisto e Ola Rune (compagni di classe
all’University College of Arts), sta decisamente
dominando la scena, non solo in Svezia ma
anche in tutto il mondo, nel design come
nell’architettura.
Vincitori di molti premi e concorsi, nel 2004 CKR
sono stati i primi architetti svedesi invitati nella
sezione internazionale della Biennale di
Architettura di Venezia e Paola Antonelli,
curatrice del MoMA di New York ha definito il
loro linguaggio architettonico “il compendio
dell’estetica del nuovo millennio”.
Durante la Design Week l’Arkitekturmuseet
dedicava una mostra a 10 progetti di architettura
residenziale e pubblica, realizzati nel mondo;
mentre lo Skeppsholmen Hotel, dove CKR
hanno curato gli interiors, allestiva un’originale
esposizione dei loro “Smaller Object”, scultorei
prodotti di design. Situato nella lussureggiante
isola di Skeppsholmen, nel centro di Stoccolma,
l’omonimo hotel, inaugurato da pochi mesi e
insignito di Eco-Label, occupa gli edifici di
un’austera caserma del 1699. “Il concept
5
progettuale di partenza è stato la parola
Nebbia – ci spiegano – un fenomeno naturale
di bellezza incantevole che ispira la
contemplazione e rimanda all’atmosfera
tranquilla di questa isola”. Nebbia: una parola
che descrive con grande efficacia la delicata
tavolozza di colori utilizzati, grigi neutri e tinte
molto chiare.
Nel totale rispetto del passato, le modifiche
apportate con la ristrutturazione non
interferiscono con la struttura e sono quindi
reversibili e modificabili.
From the USB flash drive to the hotel
CKR, undisputed players of Scandinavian
design
3
3
4
The coolest places and objects come from Claesson
Koivisto and Rune. Paraphrasing Walter Gropius’ epigraph
“from the spoon to the city”: from the USB flash drive
to the hotel, but also from the bracelet to the shop, from
the vase to the office… and so on, still with a lively and
cross-disciplinary approach. We were pleased to meet them
in Stockholm and visit together the scenarios and to know
the concepts of their projects. Stockholm Furniture Fair was
the opportunity to see their latest works in preview.
6
I
6
us 1/10 11
Come non pensare: “maledetto lunedì devo andare a lavorare”?
Meglio un ufficio per tutti o tutti in un ufficio?
La personalizzazione dello spazio di lavoro premia?
Socializzare sul lavoro conta?
Bastano un pc e un modem per essere creativi?
Investire nello spazio di lavoro fa guadagnare di più?
Franco Guidi
Amministratore
Delegato
DEGW Italia,
guida il team
di progettisti
nello sviluppo
dell’architettura
e del design
per lo spazio
di lavoro
Enrico Cietta
economista
partner
Diomedea,
studia
i fenomeni
economici
del made
in italy,
conosce
ogni segreto
del mercato
delle industrie
creative
Giuseppe
Varchetta
psicosocioanalista,
ha guidato le
risorse umane
di grandi
multinazionali,
insegna metodi
della formazione
degli adulti e ha
le idee chiare
sul futuro del
mondo del lavoro
Paolo
Del Debbio
editorialista,
giornalista
televisivo,
opinionista ma
anche filosofo.
Il suo pensiero
offre sempre
un buon motivo
per riflettere
Renato
Mannheimer
presidente Ispo,
non c’è
sondaggio
che sfugga
alla sua analisi.
Grande esperto
di numeri
e statistiche
Antonello
Piroso
direttore
del TGLA7.
E’ diventato
giornalista
perché
“è sempre
meglio che
lavorare”
(Luigi Barzini)
Con la partecipazione di Enrico Bertolino
Per delineare la nuova via italiana dell’ufficio e offrire proposte concrete sul nuovo modo
di concepire lo spazio di lavoro
aspettando il
SaloneUfficio 2011
Ufficio Fabbrica Creativa. The Italian Way!
Venerdì 16 aprile 2010 - Ore 12.00
Fiera Milano, Rho - Centro Congressi - Sala Franci
www.cosmit.it (clicca Eventi)
a cura di
Claudia Cavallaro
e Renata Sias
Temporaneo, virtuale e assistito
L’ufficio ai tempi della crisi
Nelle foto:
Blend Tower a Milano
il progetto architettonico
di ristrutturazione della
facciata è firmato da
5+1 AA di Genova
La crisi economica che ancora ci affligge ha costretto aziende e professionisti a ridimensionare gli spazi
ufficio e a ridurre i costi di gestione. Le nuove soluzioni offerte dal mercato vengono incontro alle loro
esigenze: niente contratti di locazione a lungo termine, né costi di personale amministrativo a tempo pieno e nessun bisogno di acquistare attrezzature costose, ma solo uffici pronti per l’uso quando e dove si
vuole. In verità non si tratta di un concetto nuovo, dato che i primi esempi di temporary office risalgono
addirittura all’inizio del secolo scorso, generati negli Stati Uniti dalla prima drammatica crisi del 1929; a
caratterizzare e qualificare gli uffici virtuali odierni è soprattutto l’alto livello qualitativo degli ambienti e
degli impianti tecnologici, come dimostra il più recente esempio realizzato a Milano, Blend Tower di Windows on Europe, che pubblichiamo nelle pagine che seguono.
L’ufficio tradizionale richiede un contratto locativo
di lunga durata, attrezzature, arredi costosi e la
necessità di gestire le varie forniture. Nonostante
la crisi creditizia, la disoccupazione, la chiusura di
aziende in tutti i settori e la conseguente disponibilità di spazi commerciali, i costi di gestione non
sono scesi anzi, alcuni, come il costo dell’energia,
sono aumentati, il che significa margini di profitto
ridotti. Per questo molti professionisti stanno riconsiderando l’home office che garantisce un risparmio sui costi a breve tempo, mentre si è registrato un notevole aumento di consulenti, startup
company e studi professionali con più dipendenti,
fra cui studi legali e di commercialisti – settori tradizionalmente più prudenti – che chiudono le locazioni tradizionali e optano per uno spazio ufficio
temporaneo assistito, fornito cioè di servizio segreteria e sistemi tecnologici innovativi, al fine di
ridurre in questo modo i costi e aumentare la flessibilità. In Italia, dove esiste anche una Associazione di categoria (ANIUR), al leader mondiale Regus, si sono aggiunte numerose altre società, soprattutto straniere; un portale degli uffici temporanei assistiti consente di individuare con pochi
click un ufficio temporaneo, scegliere la regione o
la città, aprire la scheda del business center e di
contattarlo per prenotare il proprio spazio attrezzato. Quando i servizi offerti da questa tipologia
sono soddisfacenti spesso non vengono più considerati solo come soluzioni temporanee. Di solito,
a determinare l’esigenza di avere uno spazio attrezzato in affitto temporaneo è soprattutto la necessità di incontrare clienti o fornitori, effettuare
selezioni o fornire servizi di consulenza al di fuori
della propria sede operativa. Ora è possibile apri-
re un ufficio senza alcun costo di personale e di
struttura ed essere subito operativi anche in 24
ore, presentandosi allo stesso tempo con un’immagine di prestigio a costi limitati. I business center dispongono di uffici di varie dimensioni in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Con un costo
minimo, possono essere noleggiati temporaneamente, per poche ore o alcuni mesi o anni, spazi
che garantiscono immagine e professionalità, attrezzati con linee telefoniche, fax, internet e personale multilingue per servizi di segretariato. Questi centri uffici sono disponibili nelle zone più strategiche delle più importanti città italiane e sono
facili da raggiungere per chi è sempre in viaggio
per lavoro.
Nei casi più estremi si può addirittura ricorrere all’ufficio virtuale o all’e-office, un modo poco costoso per avere un indirizzo in una posizione prestigiosa: il servizio può variare dalla soluzion basic
che prevede la ricezione della posta tradizionale o
delle e-mail, alla segreteria telefonica con personale che risponde alle chiamate e si può ampliare
con servizi aggiuntivi come l’hot-desking (posto di
lavoro condiviso), sale riunioni a tempo, servizi
amministrativi e organizzazione di eventi senza
doversi impegnare in una locazione a lungo termine. Le aziende, soprattutto quando si tratta di
startup, possono noleggiare un ufficio virtuale per
“tastare il polso” del mercato e capire se valga la
pena di investire in un ufficio tradizionale. Gli analisti ritengono che ci sia spazio per una crescita
dell’ufficio virtuale, a patto che i servizi forniti siano di qualità e a un prezzo accessibile, tuttavia
questa soluzione non viene considerata una valida alternativa all’ufficio tradizionale.
ustrend
WORKPLACE
us 1/10 13
workplace trend
foto di Alberto Ferrero
1.2. Uffici da due
e quattro postazioni
Offices with two and four
workstations
1
Blend Tower, Milano
Uffici temporanei iper-tecnologici a quattro stelle
Il progetto architettonico è di 5+1 AA di Genova (archh. Alfonso Femia e Gianluca Peluffo); l’interior design
di Studio DC10 (arch Marco Vigo); l’iniziativa è firmata da Generali Immobiliare Italia SGR che gestisce il
fondo immobiliare Scarlatti – proprietario dell’edificio – e da Halldis, leader nell’affitto di appartamenti e uffici chiavi in mano in Italia e in Europa, una delle società del gruppo Windows on Europe, fondato nel 2007
da Leonardo Ferragamo e Pietro Martani operante nel settore ricettivo-immobiliare.
3. Reception
Reception
4. Corridoio
Passageway
11 piani, 100 uffici, per un totale di 300
postazioni di lavoro e 11 sale per riunioni,
per un totale di 170 posti, con lay-out variabili,
il tutto totalmente arredato e cablato, dotato di
aria condizionata, servizi telefonici avanzati,
connessione internet ad alta velocità, accesso
24 ore su 24 per 365 giorni l’anno con card
digitale, pulizie giornaliere, videosorveglianza,
sistema di sicurezza, reception multilingue,
ristorante, terrazza, lounge; inoltre un numero
illimitato di uffici virtuali con indirizzo postale,
mailbox e numero telefonico dedicato. Tutto è
improntato alla massima flessibilità, il
contratto può essere rinnovato di mese in mese,
la cauzione è bassa, la tariffa “all inclusive” e i
tempi per avviare l’ufficio sono ridotti al minimo:
c’è la possibilità di affittare solo due postazioni e
di aumentarle solo se e quando se ne presenta
la necessità, oppure di condividere con altri
l’ufficio per risparmiare o di affittarlo anche solo
per qualche ora, magari per fare un colloquio di
lavoro in un contesto prestigioso. È possibile
usufruire di servizi di segreteria “pay per use”,
prenotare alberghi, catering, appartamenti e
aerei. A disposizione anche sale per pranzi
d’affari riservati in sede, mentre entro l’estate è
prevista l’apertura di un ristorante al piano
terra. Sono queste le caratteristiche principali di
Blend Tower, building totalmente ristrutturato
che sorge in una zona strategica per la mobilità,
a 50 metri dalla Stazione Centrale di Milano, al
quale va anche riconosciuto il merito di avere
contribuito notevolmente alla riqualificazione di
questa area urbana.
14 1/10 us
Interior design
Luca Pasqualotto, business developer di
Windows on Europe, ci accompagna ai diversi
piani illustrandoci le peculiarità e gli aspetti più
innovativi di Blend Tower. L’alto livello
tecnologico è il punto di forza di questa
proposta ed è anche strumento per contenere
i consumi energetici, come nel caso del
rilevatore di presenza, attivato mediante il badge
personale, che automaticamente spegne luce
e dispositivi in assenza di persone.
Gli interni, progettati da Marco Vigo, sono
di alta qualità ma, rispecchiando la filosofia di
Windows on Europe, rifiutano il look
tradizionale del “Lusso”. Gli ambienti sono
concepiti come un involucro neutro che può
essere personalizzato a piacere – con targhe,
segnaletica, quadri e accessori – da ogni
utilizzatore; il bianco caldo è il colore dominante,
gli arredi sono essenziali e minimali, le sedute
molto confortevoli, la luce soft e rilassante.
«Il nostro marchio non è mai presente –
evidenzia Pasqualotto – questa è stata una
scelta precisa anche per differenziarci dai nostri
concorrenti: anziché puntare sull’invasività del
nostro marchio abbiamo scelto la strada
della massima discrezione. Riteniamo che i
nostri clienti debbano essere liberi di comunicare
ai propri interlocutori l’immagine e l’ambiente
che meglio li identifica e verifichiamo che spesso
non ritengono positivo trasmettere l’idea di
situazione di passaggio».
Anche in una situazione temporanea si manifesta
la necessità di appropriarsi del territorio e di
5. Ristorante al piano terra
Restaurant on the ground
floor
6. Lounge area al piano
undicesimo
Lounge area on the
eleventh floor
7. Il terrazzo al terzo piano
può essere utilizzato nei
mesi estivi
The terrace on the third
floor may be used in the
summertime
3
2
contrassegnarlo con i propri segni e di questa
consapevolezza Blend Tower fa un suo plus.
Zoning
Sono ubicate al piano terra la reception, l’area
attesa e alcune sale riunioni di piccole
dimensioni, mentre al terzo piano si trovano
sale meeting più ampie, riconfigurabili a
piacere grazie all’utilizzo di pareti manovrabili e
arredi facilmente disassemblabili. Al terzo piano
si trova inoltre un’ampia terrazza coperta
utilizzabile per pranzi e incontri di lavoro.
Gli altri piani sono occupati da uffici di varie
dimensioni, da singoli a open space di 30
persone. All’undicesimo piano, con vista
panoramica è prevista un’affascinante area
lounge per incontri informali che potrà essere
prenotata anche per eventi e manifestazioni
speciali. Utilizza arredi e sedute che si ispirano
al mondo living più che a quello dell’office,
la sua atmosfera curata, vivace e non
convenzionale meglio di ogni altro ambiente
riesce a trasmettere l’immagine e l’identità di
quella dinamica Business Community che
troverà nella Blend Tower il suo punto
I
di riferimento.
5
4
Blend Tower, Milan
Hyper-technological, “four-star” temporary
offices
These are the distinctive features of Blend Tower, an
entirely renovated building in a strategic area for
mobility, 50 metres far from Milan Central Station.
The architectural project is by the Genoa-based 5+1 AA
Interior design
Luca Pasqualotto, business developer at Windows on
Europe, takes us to the various floors explaining the
peculiarities and the most innovative features of Blend
Tower. The high technological standard is the
strength of this concept and also an energy-saving tool.
The rooms are designed as a neutral envelope to be
personalized at will; a warm white is the prevailing colour,
furnishings are basic and minimal, the chairs very
comfortable, the light is soft and relaxing. «Our trademark is nowhere to be seen – Pasqualotto points out –
that was a precise choice also to be different from our
competitors: instead of aiming at brand invasiveness
we chose maximum discretion. On the eleventh floor,
with a panoramic view, a charming lounge for
informal meetings is provided, that can also be booked
for special events. It makes use of furniture and chairs
inspired from the living room rather than the office world,
its accurate atmosphere, lively and unconventional
can convey the image and identity of that dynamic
Business Community that is going to find its landmark in
the Blend Tower better than anything else.
I
(architects Alfonso Femia and Gianluca Peluffo); the
interior design by Studio DC10 (arch. Marco Vigo); the
initiative is by Generali Immobiliare Italia SGR running the
real estate investment trust Scarlatti – owner of the
building – and Halldis, a leader in the lease of turnkey
offices and flats in Italy and Europe, a company of the
group Windows on Europe, established in 2007 by
Leonardo Ferragamo and Pietro Martani and working in
the accommodation-property industry.
11 floors, 100 offices for a total of 300 workplaces
and 11 meeting rooms, for a total of 170 seats. with
variable lay-out, all fully furnished and cabled, equipped
with air conditioning, advanced telephone
services, high-speed Internet connection, access
24 hours through for 365 days a year with digital card,
daily cleaning, video-surveillance, safety system,
multilingual reception, restaurant, terrace, lounge;
in addition, numberless virtual offices with a post
address, mailbox and dedicated telephone number.
Everything marked by maximum flexibility.
6
7
us 1/10 15
workplace trend
Temporary, virtual and serviced.
The office in the time of the crisis
In the pictures:
Outside of the Blend Tower
in Milan, the architectural
project for the renovation
of the front is by the
Genoa-based 5+1 AA
The critical period we are still going through forced companies and professionals to downsize
their office space and reduce the operating costs. The new solutions offered by the market
meet their requirements: no long-term leases,
no costs of full-time accounting personnel and
no need to buy expensive equipment, but just
ready-to use offices when and where you want.
Actually, it isn’t a new concept, since the first
examples of temporary office date from the beginning of the last century, caused in the United
States by the dramatic 1929 depression; what
marks and qualifies today’s virtual offices is most of all the high quality of rooms and technological systems, as proved by the latest example
carried out in Milan, the Blend Tower of Windows on Europe, that we are publishing on the
following pages.
The traditional office involves a long-term lease
agreement, equipment, expensive furniture and
the management of the many supplies. Despite
the credit crisis, unemployment, the closure of
companies in all industries and the consequent
availability of commercial space, the operating
costs have not fallen, on the contrary, some, like
the cost of energy, have gone up, which means
lower profit margins. That’s why many professionals are reconsidering the home office, that
ensures a short-term saving on costs, while an
increasing number of advisors, start-up companies and professional practices with more employees, including law firms and business consultants – traditionally more cautious sectors –
are closing the traditional leases and opting for
a serviced, temporary office, namely supplied
with secretariat service and innovative technological systems, in order to reduce costs and increase flexibility.
Usually, a serviced, temporary space is chosen
to meet customers or suppliers, make selections
or give consulting services outside one’s operative office. Now it’s possible to open an office
with no personnel and facility costs and be immediately in operation even in 24 hours, at the
same time offering a prestigious image at moderate costs.
In the most extreme cases, one may even opt
for the virtual or e-office, an inexpensive way to
get an address in a prestigious position, that can
be extended through additional services like
hot-desking, temporary meeting rooms, administrative services and organization of events. I
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workplace
award
a cura di
Aurelia Debellis
foto di
Gabriele Pagani
us award: consegnate le targhe premio
Committenti illuminati e nomi illustri dell’architettura internazionale
presenti alla seconda edizione di us award
Oltre 250 qualificati professionisti erano presenti alla cerimonia conclusiva di us award 2009 che ha avuto luogo il 3 febbraio
2010 nell’affascinante sede del Sole 24 Ore. L’originale formula cocktail-workshop-premiazione, che ha coinvolto in modo
informale in uno stimolante dibattito gli architetti e i committenti dei progetti premiati, i membri della qualificata giuria e i rappresentanti degli enti patrocinatori, ha offerto una sfaccettata panoramica sulle tendenze e sui nuovi valori progettuali, materiali e immateriali, dell’ambiente di lavoro.
Tutti i progetti partecipanti
a us award sono stati
pubblicati nel numero
4/09, consultabile e
scaricabile dal sito:
www.ufficiostile-online.it
18 1/10 us
Nato nel 2008 con l’obiettivo di promuovere e
diffondere la cultura della qualità nell’ambiente
di lavoro, us award è divenuto l’osservatorio
privilegiato della progettazione di workplaces
in Italia e in Europa, registrandone i mutamenti
ed interrogandosi sulle dinamiche.
L’ultima edizione si è arricchita di nuovi punti
di vista che hanno animato il dibattito fornendo
chiavi di lettura differenti e complementari;
gli stessi rappresentanti degli Enti Patrocinatori
e delle Associazioni intervenuti (Aipi, Assufficio,
Femb, Great Place to Work, Ordine degli
Architetti Milano) hanno colto da questo fervido
dialogo nuovi spunti per il proprio campo di
ricerca specifico. La serata ha seguito la ormai
consolidata formula del cocktail- workshoppremiazione durante cui, già durante il welcome
drink, i moltissimi partecipanti – oltre 250 – hanno
potuto scambiarsi opinioni in piena libertà e
godere in un momento conviviale della splendida
cornice che è la sede del Sole 24 Ore, per poi
unirsi in Sala Collina al dibattito sul tema e alla
premiazione finale.
Il benvenuto ufficiale è stato rivolto da Fabio
Franzoni (nella foto sotto), direttore della
Divisione Industry de Il Sole 24Ore Business
Media, il quale, visti il numero di presenti,
l’altissima qualità dei progetti in gara e la
peculiarità dell’evento, non ha potuto che
registrare il successo di quella che, nel segno
della competizione libera, è pura occasione
dialettica di idee e tendenze nel settore del
workplace di eccellenza.
Dopo il ringraziamento a tutti i progettisti che
hanno preso parte alla competizione – oltre 100
– e alcune osservazioni sull’impostazione della
seconda edizione del premio, Renata Sias,
direttore di us e organizzatrice della
competizione, ha condotto l’informale tavola
rotonda sul tema “Workplace: quality and
innovation”: parole chiave di un cosmo di
knowledges in costante evoluzione, emerse
durante il dibattito attraverso le figure dei relatori,
professionisti di grande competenza, provenienti
da settori diversi: Francesco Marcolin, docente
di Ergonomia, Oliviero Tronconi, docente di
Tecnologia, Francesco Paglia, capo della
progettazione Unicredit Real Estate, Gilberto
Dondè, amministratore di Great Place to Work
Italia, Alberto De Zan, presidente di Assufficio,
Franco Raggi, vicepresidente dell’Ordine degli
Architetti, Michele Falcone, presidente FEMB e
Carlo Beltramelli, amministratore delegato AIPI.
Il primo punto di vista è di Francesco Marcolin
che, in qualità di ergonomo, ha espresso il suo
apprezzamento sul valore del comfort che
emerge nei progetti in gara, aspetto fra i più
complicati in base al quale esprimere una
graduatoria: ciascuna realizzazione ha mirato
in maniera del tutto originale all’ottenimento di
livelli elevati di comfort dei dipendenti giungendo
a soluzioni formali diverse e diversamente in
MAIN SPONSOR
SPONSOR
PATROCINATO DA
www.akzonobel.com/
www.ahec-europe.org
www.assufficio.it
www.femb.org
www.aipi.it
www.ordinearchitetti.mi.it
www.greatplacetowork.it
Sintesi e photogallery della serata sono state pubblicate nei siti:
http://www.archinfo.it/us-award-consegnate-le-targhe-premio/0,1254,53_ART_1130,00.html?lw=53;1
http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_1130_cmsARCHINFO,00.html?lw=24;8
http://www.ordinearchitetti.mi.it/index.php/page,Notizie.Dettaglio/id,1515/type,oa
Domanda a Francesco Marcolin, ergonomo e docente
presso Università di Udine:
Quest’anno nei dati forniti dai progettisti nella scheda di iscrizione,
abbiamo riscontrato una maggiore attenzione al comfort, acustico
e illuminotecnico e ad altri aspetti prettamente ergonomici.
Secondo i criteri di valutazione ergonomici, qual è il tuo giudizio
rispetto ai progetti vincitori del concorso?
Nella realtà, fuori dai progetti di questo concorso, credi che la
qualità ergonomica sia davvero entrata nella cultura progettuale?
Domanda a Oliviero Tronconi, professore ordinario di tecnologia
dell’architettura presso il Politecnico di Milano:
Tra i temi ricorrenti nei progetti partecipanti al concorso us award 2009 spiccano
l’atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ambiente, sostenibilità nel senso
più ampio del termine e risparmio energetico, soprattutto nei nuovi building. Sappiamo che
BEST ha messo a punto un sistema di rating immobiliare per determinare oggettivamente
la qualità degli edifici; in base alla vostra analisi qual è la situazione in Italia? Le tecnologie
e i nuovi sistemi costruttivi possono aiutare a riqualificare il patrimonio esistente?
grado di soddisfare l’utente. Marcolin pone
l’accento su criteri progettuali basilari per il
comfort nel workplace, innanzitutto di tipo
ambientale (illuminazione, igrometria) ma anche
legati allo specifico della postazione di lavoro e
soprattutto alla corretta progettazione delle
sedute (proprio su questo tema Ergocert ha
infatti organizzato la prima edizione della
valutazione Comfortseating). Infatti la
maggioranza delle realizzazioni, soprattutto nel
nostro Paese, tende purtroppo a non rispettare
questi parametri già solo alla scala della
postazione, prima ancora che a quella dell’intero
ambiente di lavoro.
La discussione si sposta poi, con l’intervento
di Oliviero Tronconi, su un altro tema molto
sentito in questo momento: la sostenibilità.
Renata Sias osserva che questo è fra i temi
emergenti di Us Award 2009, soprattutto perché
la crisi del Real Estate obbliga a strategie
economiche molto serrate e ci si domanda quale
sia ora la situazione italiana, quali le strategie per
intervenire proficuamente sui tantissimi edifici
esistenti che si vanno a riqualificare. Il laboratorio
GestiTec (di BEST, Building Environment Science
and Technology, dipartimento di Tecnologia
dell’Architettura del Politecnico di Milano), di cui
Tronconi è direttore, ha stilato a questo proposito
un rating attraverso cui “misurare” il livello di
performance di un edificio, sia nuovo building
piuttosto che edificio esistente. Fra questi i
caratteri più importanti sono la sostenibilità
dell’intervento, la sua qualità architettonica e
l’ottimizzazione delle superfici che fa da “ago
della bilancia” nello studio della fattibilità di riuso
di immobili esistenti. Molti grandi gruppi italiani,
come Generali RE, hanno già recepito il sistema
di rating BEST e lo utilizzano nel vaglio dei loro
investimenti immobiliari, tanto che sempre più
spesso gli obiettivi per la gestione dei costi di un
intervento immobiliare ed i tempi di ritorno;
al progettista spetta “solo” il compito di rendere
fattive tali previsioni.
Francesco Paglia ha dato invece una visione
“dall’interno” della realtà dei gruppi immobiliari
oggi operanti in Italia e all’Estero, che svolgono
ricerche tese a monitorare le esigenze
corporate. Nella fattispecie ha presentato gli
esiti dello studio da lui diretto e condotto da
50 giovani talenti del Gruppo per individuare
le dinamiche lavorative Unicredit oggi.
Sono stati messi in luce aspetti che possono
facilmente riguardare la realtà di ogni grande
realtà aziendale e che investono la sfera
personale di ogni singolo operatore quanto
quella globale del brand di appartenenza: la
percezione di essere parte di una importante
realtà lavorativa è elemento chiave della
soddisfazione professionale di ciascuno, ma
al tempo stesso forte è l’ambizione di ognuno
ad “antropizzare” uno spazio lavorativo neutro
con propri segni. Ad armonizzare questi due poli
opposti definiti Universe e My World devono 1
intervenire scelte progettuali giocate sul colore
(riconoscibilità del brand), sulla tecnologia
(fluidificatore di ogni dinamica lavorativa di ufficio)
e sugli elementi d’arredo. Paglia conclude
osservando che anche progetti in gara per us
Award hanno testimoniato con grande chiarezza
l’attualità di questa ricerca.
Ma come si pongono i fruitori finali rispetto alle
richieste progettuali maturate dal committente
e risolte dall’architetto? Scelte “calate dall’alto”
colgono davvero nel segno la soddisfazione
degli operatori o tendono solo a riflettere il
gusto del progettista? Questo l’interrogativo
rivolto a Gilberto Dondè. La sua esperienza a
Domanda a Francesco Paglia, architetto e capo della progettazione
di Unicredit Real Estate:
In Unicredit avete organizzato uno stage di ricerca sul campo insieme ad alcuni giovani
talenti per identificare nuove modalità lavorative, quali sono i dati principali emersi? Questi
dati hanno trovato applicazione pratica negli uffici che avete realizzato recentemente?
Hai individuato nei progetti presentati a us award l’applicazione di elementi simili?
us 1/10 19
workplace award
Domanda a Gilberto Dondé, Amministratore Delegato Great Place to Work®
Institute Italia: Ogni anno stilate la lista delle aziende in Italia dove si lavora meglio,
raccogliendo le valutazioni di chi ci lavora. Come viene percepito dal lavoratore l’ambiente
di lavoro, inteso in senso fisico? In qualità di esperto dei metodi per rendere un ambiente di
lavoro eccellente, e conoscitore dei bisogni del lavoratore, ritieni che le soluzioni presentate
al concorso rispondano alle loro esigenze? Sono ambienti che possono essere fonte di
ispirazione, per usare il tema del vostro prossimo convegno annuale? Oppure gli architetti
tendono a proporre, con un po’ di narcisismo, soluzioni estetiche e autoreferenziali?
capo di Great Place to Work gli ha permesso
di cogliere nel tempo la grande spinta
propositiva delle aziende verso la
progettazione dei loro uffici ed il cospicuo
investimento di energie e risorse nella
realizzazione di sedi belle e confortevoli.
Di ciò i lavoratori non possono che sentirsi
gratificati, tuttavia nella maggior parte dei casi
essi non vengono interpellati per gli aspetti
più delicati della complessa filiera lavorativa
corporate, a scapito di una progettazione
profondamente condivisa in seno all’azienda.
Alberto De Zan si è fatto portatore del punto
di vista delle aziende impegnate nella produzione
di arredo d’ufficio, che hanno recepito “a
macchia di leopardo” l’attenzione a tutto tondo
verso il luogo di lavoro; coloro che hanno colto
l’ampiezza della portata del rinnovamento si
stanno sempre più cimentando nella creazione
di ambienti di lavoro coerenti con le esigenze
che il mercato fa emergere, mentre ancora tante
aziende vivono l’illusione che dal design di un
pezzo d’arredo in sé o di un dettaglio possa
scaturire la risposta ad ogni necessità del nuovo
lavoro workplace. Assufficio con il suo progetto
“Ufficio fabbrica creativa” ha intrapreso un
percorso vasto ed articolato in questo senso,
teso a migliorare la comunicazione dei nuovi
valori dell’ufficio contemporaneo a tutti gli
operatori del settore (progettisti, imprese...),
affinchè si affermi in maniera omogenea la cultura
della qualità ambientale dell’ufficio attraverso tutti
gli elementi che lo compongono.
Il brillante intervento di Franco Raggi ci riporta
alla scala dell’architettura, per comprendere se
alla base dei progetti di workplaces vige ancora
quella “retorica del potere” che associava
all’ufficio la forma del grattacielo, simbolo “fallico”
dell’ascesa, del comando, della superiorità.
Provocatoriamente Raggi sostiene che, malgrado
l’accantonamento della facile icona del grattacielo
a favore di forme nuove, la retorica
del potere è sempre subdolamente presente
nell’illusorio dualismo ordine/disordine, dove
l’apparente libertà di fruizione degli spazi
nasconde scelte precostituite. Tuttavia è ormai
generalmente superata l’idea che l’efficienza si
trovi solo nell’ordine formale: i cubicoli dei film
di Jacques Tati ci fanno sorridere… meno male!
Domanda a Franco Raggi, Vice Presidente dell’Ordine degli Architetti
di Milano: Da sempre e in ogni civiltà, l’architettura ha avuto il ruolo di esprimere
simbologie e poteri, nel caso dei building per ufficio la tipologia dominante è stata
fino ad ora quella del grattacielo, simbolo di “virilità socio-economica”.
Oggi questo modello è ancora valido? Ovviamente ogni azienda ha una propria
filosofia e identità, ma indicativamente secondo te quali tipologie architettoniche
oggi possono meglio rappresentare l’idea di un’azienda dinamica e innovativa?
La conclusione è l’elogio di un autentico
scoordinamento creativo del workplace, dove
– portando ad esempio la sede di Google –
gli operatori siano davvero liberi di scegliere il
tipo di ufficio e arredo che prediligono e
secondo quali modalità lavorative riescano ad
essere più produttivi per l’azienda.
Michele Falcone, presidente FEMB e AD di
Herman Miller Italia fa un passo indietro e ricorda
Tempi Moderni: oggi l’ufficio è una fabbrica
creativa, le aziende sono fabbriche di produzioni
immateriali e le scrivanie somigliano a grandi,
anonimi bench della catena di montaggio.
Esprimendo la sua opinione sulle alternative
europee al modello americano dominante per
molto tempo, il relatore illustra l’introduzione di un
modello di ufficio di nuova concezione che può
Domanda a Alberto De Zan, Presidente di Assufficio e titolare di Dieffebi:
Assufficio ha messo in atto diverse attività e ricerche per capire come sono cambiati modi
e stili di lavoro e per promuovere una cultura della qualità nell’ambiente di lavoro e anche
per valorizzare il ruolo degli arredi come strumento strategico. Le aziende hanno recepito,
concretamente, questi messaggi? Ritieni che anche l’approccio progettuale delle aziende
di arredo per ufficio sia cambiato rispetto al passato? Tranne poche eccezioni, io
percepisco una sorta di pigrizia mentale che impedisce di immaginare nuovi scenari...
20 1/10 us
concorrere con il modello forte dello statunitense
tipo “action office”, benché l’Italia rimanga
tendenzialmente pigra rispetto al sempre più
vivace dialogo con gli utenti finali, da cui
scaturiscono le novità sostanziali del modo di
concepire gli spazi lavorativi.
A conclusione della tavola rotonda Carlo
Beltramelli ha risposto al quesito riguardo al tipo
di contributo che un interior designer può fornire
ad un progetto della complessità del workplace.
C’è ancora, infatti, una confusione legata alle
figure professionali dell’arredatore e dell’interior
designer, nelle cui competenze c’è il ben più
complesso compito di offrire soluzioni globali
ai problemi psicologici e materiali dell’uomo,
piuttosto che la mera scelta dei pezzi d’arredo
da collocare in ufficio. L’AIPI, infatti, fin dagli
anni Ottanta si è fatta portavoce presso le
aziende e il pubblico di tematiche importanti
legate al luogo di lavoro, tra queste: l’efficienza
energetica, la tossicità di alcuni materiali,
l’abbattimento delle barriere architettoniche,
di cui oggi tutto il mondo parla.
La serrata scaletta della serata ha visto poi
il conferimento delle onorificenze nelle varie
categorie: progetti di interior design
e di architettura, oltre alle due nuove sezioni
speciali wood@work e color@work con
il patrocinio degli sponsor: AHEC (American
Hardwood Export Council) e Akzo Nobel.
Ciascun vincitore ha raccontato la propria
esperienza e lo speciale rapporto venutosi a
creare con la committenza, che è sempre
il sale di un progetto vincente. Anche quest’anno
si conferma che dietro un grande progetto c’è
sempre anche un cliente illuminato e fiducioso
I
nelle capacità del progettista cui si affida.
Domanda a Michele Falcone, Presidente FEMB e Amministratore Delegato
di Herman Miller Italia:
Sei italiano, AD di grande gruppo americano e presidente FEMB, rispetto alla cultura
aziendale e all’ambiente ufficio che la rappresenta, il modello americano mi sembra
quello che ha dominato fino ad ora, pensi che esistano caratteri – sociologici, psicologici,
culturali-distintivi “locali” e che l’Europa possa concepire e proporre un modello di
workplace alternativo a quello made in USA?
US AWARD: THE PRIZE-GIVING
CEREMONY
Prize-giving of the winning projects
and panel
Over 250 leading professionals attended the 2009 US
Award prize-giving ceremony, that took place on February
3rd 2010 at the charming venue of Il Sole 24 Ore.
The original cocktail-workshop-awarding event that
engaged in an informal and stimulating discussion
the architects and clients of the awarded projects,
the members of a competent jury and the delegates
of the sponsoring bodies – offered a many-sided overview
of trends and new planning qualities of the working
environment
The prize-giving ceremony of US Award 2009 was
a great success. The second competition organized
by the magazine us-ufficiostile to promote and
spread the culture of quality and innovation in the
working environment was backed by Aipi; Assufficio;
Femb; Great Place to Work; Ordine degli
Architetti Milano and sponsored by AHEC
and Akzo Nobel.
After the convivial welcome drink, Renata Sias,
editor of the magazine US and hostess of the
evening, broached the subject together with Fabio
Franzoni, manager of the Industry Division of Il Sole
24Ore Business Media; then, while the over 100
top-level projects, national and international, were
being projected on the large screen in Sala Collina,
the speakers’ opinions and points of view alternated
at a fast pace on the theme “Workplace: Quality
and Innovation”.
Francesco Marcolin, ergonomist and head of
Ergocert and teacher at Università di Udine,
dwelled on the ergonomic quality of the environment
but also of the workplace, stressing the importance
of a good seating and the physical and mental
repercussions it may have.
Oliviero Tronconi, professor of Technology of
Architecture at Politecnico di Milano, emphasized
the sensitivity to sustainable themes shared by
many projects, and, summing up the factors of
the property rating system set up by BEST, pointed
out that the architectural quality is closely linked to
the operating costs of the building, and it’s also
required by the real estate as it affects heavily its
value.
Francesco Paglia, architect and head of the
planning department for Unicredit Real Estate told
the experience of a field research the company
elaborated with its employees through interviews
and surveys, in order to find out the development
themes related to the office environment.
The study originated the guidelines for Unicredit
working environment: promotion of interrelations,
use of colour and technology and emphasis on
sustainability.
Gilberto Dondè, director of Great Place to Work
Italia, pointed out how companies wishing to improve
their organization are usually conscious also of the
quality of the architectural project, that can be
a source of inspiration for people working there.
The remarks that came to light during the interviews
with the employees mostly concerned the need of
feeling comfortable in the office as at home: privacy,
a green, relaxing colours, soft lighting and sound
comfort are among the most appreciated factors.
Alberto De Zan, chairman of Assufficio, expressed
the considerations of the Association, that, aware
of coping with a demanding market and interfacing
with advanced designers, is bringing into effect
studies and initiatives, that go beyond the quality
of design furniture to give new inputs to the whole
chain.
Brilliant and defiant, Franco Raggi, vice chairman
of the Architectural Fraternity, mocked at the phallic
symbology of skyscrapers, a building typology still
now prevailing to represent the “services sector”.
The crux for the company should not be focused
on identity and power, but on the dichotomy between
order and disorder. In working environments there
is still too much rhetoric about the company
power.
It’s now time to subvert it with creative anomalies
and disorder. Google’s offices could be a landmark,
there managers shut themselves up in the igloos
to think and secretaries travel on skateboards!
A “creative lack of coordination” should be
encouraged, leaving everyone the possibility of
choosing their furnishings.
Michele Falcone, chairman of FEMB and managing
director of Herman Miller Italia took a step back
and mentioned Chaplin’s Modern Times: now the
office is a creative factory, companies are factories
of immaterial productions.
Carlo Beltramelli, managind director AIPI, pointed
out that interior design doesn’t mean furniture or
decoration, the approach must be similar to that
of integrated design, with skilled knowledge to solve
the aspects of technology and home automation
and to cope with all the aspects of interior design,
the closest casing to man, therefore with more
repercussions on their wellbeing.
The panel went on in a dynamic way during the
prize-giving, when the designers and clients in person
expressed their points of view and answered the
questions they were being asked.
Claudia Salomoni, Marketing Coordinator Italia
at Akzo Nobel gave the awards for the section
color@work, while David Venables, European
director of AHEC (American Hardwood Export
Council) awarded the winners of the section
wood@work.
The ceremony went on with the awarding for the
sections Architecture and Interior Design.
In the second part of the evening, like in a talk-show,
the top-level designers winners of the competition
and the “cultured” clients were the players, engaged
in an informal discussion they entertained the
audience with wise remarks and shafts of wit, hints
I
for reflection and inspiring elements.
Domanda a Carlo Beltramelli, Amministratore Delegato AIPI:
L’interior design dell’ufficio ha una valenza fondamentale perchè è l’involucro più
immediatamente percepito dall’utente, normalmente il suo progetto viene affidato
agli space planner (visione tecnico/funzionalista). Forse c’è un pregiudizio che fa
pensare al progettista di interni come a un “decoratore” che pensa solo agli aspetti futili:
secondo te qual è il contributo che un interior designer può aggiungere alla qualità
dell’ufficio?
us 1/10 21
workplace award
Categoria color@work
La categoria color@work, per la quale è intervenuta
Claudia Salomoni, Marketing Coordinator Italia
di Akzo Nobel a premiare i progetti vincitori, ha teso
a valorizzare le realizzazioni che in maniera più
convincente basavano il loro concept progettuale
sul linguaggio del colore.
Domanda a Isacco Brioschi:
Qui colore e luce vivono in completa simbiosi come
anche nei tuoi progetti di pareti vegetali, anche per
il colore l’ispirazione arriva dalla natura?
Il terzo premio è andato ad Isacco Brioschi,
progettista della Mediolanum University,
Palazzo Archimede, Milano, che, presentando
la propria realizzazione, ha posto l’accento
sull’importanza del colore e dell’elemento
naturale in un edificio preesistente di antica
concezione che, una volta destinato a luogo
di cultura ha teso verso una nuova e piena
attenzione verso il comfort degli utenti.
Lo studio Dante O. Benini, presente nella
persona di Stefania Cerri, si è aggiudicato
il secondo premio della categoria con la sede
produttiva della BK Italia, Treviglio - BG,
rappresentata da Luca e Marco Vangelisti.
In questo caso, prevedibilmente, l’attenzione
si è spostata verso il fil-rouge dell’intero
progetto, il logo BK che ne è diventato un
segno distintivo grafico e cromatico.
La coerenza con cui questo grande bollo rosso
è stato declinato in ogni dettaglio dell’edificio –
concordano progettista e committente – ha
interpretato con grande efficacia il cambio
di corporate identity.
Massimo Roj, di Progetto CMR è intervenuto
a ritirare il primo premio per il progetto della sede
Cisco a Vimercate. Con lui sul palco è
intervenuta Flaminia Pellegrino, FM Cisco,
ad illustrare l’originale iter progettuale che ha
portato a questo building, testimoniando un caso
di progettazione “democratica e partecipata”,
attenta step by step alle scelte degli impiegati
raccolte durante periodici surveys. Il colore, in
questo caso, ha suggellato la vivacità del
processo di realizzazione, portando una ventata
di energia nella quotidianità di un ufficio, talvolta
in bianco e nero.
22 1/10 us
Domanda a Cerri e Vangelisti:
Come è nata l’idea di trasformare il logo in una
“onnipresenza” grafica e cromatica?
Domanda a Massimo Roj:
Si tratta di un progetto molto interessante che
i giurati hanno apprezzato nella sua complessità;
cosa ha trasformato il colore in un affascinante
strumento di comunicazione?
Categoria wood@work
La categoria wood@work ha visto sul palco la presenza
di David Venables, direttore europeo di AHEC
(American Hardwood Export Council) per premiare
i progetti che hanno saputo fare un uso originale del
legno. Infatti, dopo la fase in cui nell’ufficio hanno avuto
un ruolo prioritario i materiali “freddi” che trasmettevano
un’immagine high-tech, sembra invece che sia
in atto, forse proprio per equilbrare la presenza sempre
più massiccia di tecnologia, una riscoperta del legno
come elemento “naturale”, domestico con alto valore
emozionale.
Domanda a Barbara Patrizio, Il Prisma:
Ritenete che il vostro showroom rappresenti le
tendenze in atto nell’ufficio e possa quindi essere
considerato un valido modello anche per le aziende?
Barbara Patrizio, de Il Prisma si è aggiudicata
il terzo premio con il progetto della loro sedeshowroom milanese, un ambiente attento
alle esigenze psicologiche oltre che funzionali,
che enfatizza il valore emozionale e dove anche
il legno, in varie modalità presente nelle originali
ambientazioni proposte, diventa un ulteriore
strumento per raggiungere la sfera più intima e
multisensoriale. A ricevere la targa sono saliti
anche Stefano e Giuseppe Carone, de Il
Prisma.
Michele De Lucchi e Angelo Micheli, dello
Studio aMDL, classificati secondi in questa
categoria con la biblioteca Fondazione CaRisBo
nella chiesa sconsacrata di San Giuseppe in
Poggiale a Bologna, hanno modestamente
attribuito al calore del legno la riuscita del loro
progetto, di grande efficacia pur nelle linee
semplici e rigorose.
A ricevere l’onore del primo premio di categoria,
Franco Biondi e Marco Baldi, rispettivamente
architetto e direttore generale di Paschi
Gestione Immobiliare, hanno spiegato la genesi
di questa struttura di arredo in rovere sfibrato,
che richiama ed attualizza la storica scala
Spadolini in un continuum dinamico orizzontaleverticale che percorre il Palazzo Salimbeni di
Siena.
Domanda a Michele de Lucchi e Angelo Micheli:
Legno naturale, non trattato... semplicità, ma non
minimalismo... siamo di fronte a una nuova poetica?
Domanda a Franco Biondi:
L’ispirazione è la splendida scala di Spadolini
degli anni ’70, ma come è nata l’idea di
connotare architettonicamente un non-spazio,
solitamente attento solo alla sicurezza, come
abitualmente è inteso il controllo accessi?
us 1/10 23
workplace award
Categoria Architettura
Massimo Mariani, presente alla premiazione
insieme a Daniele Corsini, AD Cabel, ha
spiegato le ragioni di una forma architettonica
tanto ardita, nata dall’esigenza di standardizzare
gli elementi architettonici riconducendoli ad un
unico segno. Scelta vincente a giudicare
dall’esito formale e dal budget in cui è stato
possibile rimanere: 1650 euro/mq compresi
arredi, a conferma che la qualità non costa più
della non-qualità, ma anzi un investimento in
qualità si traduce spesso in risparmio sia in fase
di realizzazione che di gestione.
Nell’originalità del segno del mattone, veicolo
della continuità con la storia del marchio e di
Sesto San Giovanni con le sue fornaci sta il
peculiare fascino della sede Campari, che
annette alla sua struttura il primo stabilimento
dell’azienda, trasformato in museo e diventato
parte imprescindibile dell’intero progetto.
La chiave interpretativa fornita da Giancarlo
Marzorati e da Claudio Orsi per lo Studio
Botta esprime al meglio i contenuti dell’azienda,
rappresentata da Paolo Cavallo, Responsabile
Real Estate Campari e dal geometra Ducoli,
sempre di Campari.
Arrivato da Rotterdam per l’occasione, è salito
sul palco Erick van Egeraat, figura di spicco
nel panorama dell’architettura contemporanea
europea, secondo classificato con il progetto
Milanofiori Nord. Una presenza molto prestigiosa
che ha portato la propria esperienza
internazionale ironizzando sul “caos ordinato”
di questo suo primo grande lavoro in Italia.
Insieme a lui sul palco c’era Luigi Pezzoli,
presidente di Brioschi Sviluppo Immobiliare,
che con questo progetto ha disegnato una vera
e propria porta a sud per la città di Milano.
Il primo premio è andato alla sede 3M a Pioltello,
progettata da Mario Cucinella, ed è stato
di chi scrive l’onore della consegna della targa.
Con l’occasione della presenza sul palco del
progettista, di Salvatore Coppola, responsabile
3M del progetto e di Mario Tomaselli,
responsabile europeo RE, è stato interessante
comprendere il tipo di arricchimento che
l’azienda committente, impegnata nella
componentistica di sistemi per l’energy saving,
ha fornito all’architetto, già molto avanti su
questo terreno, nella fase progettuale.
Le politiche interne aziendali molto forti hanno
costituito un terreno di dialogo molto aperto e
proficuo per lo sviluppo del progetto, in cui sono
state affinate molte soluzioni a basso impatto
energetico con prodotti speciali 3M, e le sinergie
di questa unione di competenze ha reso agile
e sicura – parafrasando Cucinella – la planata
del “sogno” (progetto) sulla Terra.
24 1/10 us
I progetti selezionati dalla Giuria per questa categoria sono stati valutati in
base alle valenze dell’edificio, ai suoi costi complessivi di realizzazione, al
valore estetico trasmesso all’area d’intervento, ed alla loro ecocompatibilità,
spesso documentata dall’assegnazione di classi di merito LEED. Ad
affiancare Renata Sias durante la consegna delle targhe si sono alternate
due giovani studentesse laureande in Design all’Accademia di Belle Arti di
Brera, Marta Travagliati e Francesca Zapelli. Ex aequo si sono classificati
al terzo posto due progetti molto diversi fra loro, ma entrambi di grande
impatto estetico: la sede Cabel ad Empoli, di Massimo Mariani e quella
Campari a Sesto San Giovanni, di Mario Botta e Giancarlo Marzorati.
Domanda a Massimo Mariani:
Quali riferimenti hanno portato alla
scelta di questa forma architettonica
non convenzionale e dalla forte
identità?
Domanda a Giancarlo
Marzorati:
Uno degli elementi che distingue
questo edificio è l’utilizzo del
mattone come pelle decorativa
e non come elemento strutturale,
qual è stato il processo creativo
che ha portato a questa scelta?
Domanda a Erick van Egeraat:
Qusto è stato il tuo primo
importante lavoro in Italia ma hai
avuto diverse esperienze di rilievo
in altri Paesi; Trovi che ci siano
differenze nello svivuppo e nella
realizzazione di un progetto in Italia
rispetto agli altri Paesi?
Domanda a Mario Cucinella:
Il tuo approccio progettuale è sempre
orientato al contenimento energetico
e all’ottimizzazione delle risorse:
questo committente è un’azienda
multinazionale impegnata anche nella
produzione di prodotti afferenti al
settore del risparmio energetico in
edilizia, ha fornito stimoli progettuali
nuovi?
Categoria Interior Design
In conclusione sono stati assegnati i premi ai
progetti selezionati per la categoria di Interior Design,
i cui criteri di giudizio vertevano su valutazioni legate
alla funzionalità ed ergonomia degli spazi di lavoro,
alla freschezza delle ambientazioni ed alla novità
dei concept che li hanno originati.
Domanda a Egidio Tordera
e Pier Giuseppe Diodato:
L’edificio offre ambienti dedicati
a servizi e facilities per i dipendenti,
in che modo queste nuove aree si
integrano con gli ambienti di lavoro?
Presentano un linguaggio che le
accomuna?
Domanda a Dante Bonuccelli:
L’intervento progettuale prevedeva
l’inserimento di ambienti di lavoro
in un edificio degli anni ’50, quali
sono stati gli ostacoli progettuali
che avete incontrato e in che modo
sono stati risolti?
Domanda a Angelo Micheli:
È corretto pensare che alla base di
questo progetto ci sia una sorta
di restituzione alla chiesa della sua
maestà spaziale, ma insieme di una
domesticità ottenuta attraverso
elementi dall’aspetto “quotidiano”
che facciano sentire a proprio agio
l’utente?
Il terzo posto è stato conquistato dagli interiors
della sede milanese Zurich, dello studio
Digit&Associati; presenti i soci Egidio Tordera
e Pier Giuseppe Diodato ed Erio Paolini per
Zurich. Il progetto ha colpito per l’armonia tra
ambienti di lavoro e quelli di impronta ludica e
di relax, per cui ai progettisti è stato chiesto da
Francesca Zapelli in quale maniera fosse stato
possibile conciliare in un edificio queste attività
tanto diverse. Progettisti e committente,
concordi, hanno affermato che questa
commistione è stata auspicata e resa possibile
dal preciso input aziendale di creare per gli
operatori degli spazi che li appagassero
soddisfacendo ogni loro necessità, in sintonia
con le osservazioni emerse durante il dibattito.
Dopo il premio ricevuto nell’edizione us award
08, è anche quest’anno sul podio Dante
Bonuccelli di Avenue Architects cui è andato
il secondo posto per gli uffici Morningstar.
Insieme a lui, per ricevere la targa da Marta
Travagliati, è Davide Pelusi, amministratore
delegato Morningstar. Il progetto è stato
capace di cancellare il rigido impianto anni ’50
dell’edificio in cui si sviluppa, per disegnare
geometrie e spazi inediti, e, con grande
soddisfazione dei vertici aziendali, è stato
brillantemente gestito in termini di aderenza al
budget e alle tempistiche previste. Davide Pelusi
si è detto già pronto per nuovi progetti con
Avenue Architects…
Nuovamente sul palco, questa volta come
vincitore assoluto della categoria, Michele
De Lucchi con Angelo Micheli, project leader
del progetto per biblioteca della Fondazione
CaRisBo a Bologna. Concordi nell’esprimere
soddisfazione per l’enorme gradimento di giuria
e lettori per questo progetto, la cui raffinatezza
sta unicamente nella sobrietà delle linee e
nel trattamento naturale delle superfici, il
progettista ha voluto sottolineare la volontà
di porre in primo piano la maestà storica
del luogo e l’alta funzione culturale
della biblioteca attraverso degli interiors
che vogliono “sparire” nell’umile assolvimento
del loro servizio al luogo. Paolo Mascagni,
invitato sul palco per raccontare l’esperienza
di questa fornitura così fuori dal consueto,
ha espresso l’onore e la gioia per Mascagni
Contract di lavorare, come accadeva nel
Rinascimento, con metodi assolutamente
artigianali per un grande committente come
CaRisBo, secondo procedimenti se vogliamo
anacronistici, ma nei quali si tramanda intatto
il fascino del know-how Made in Italy che
I
tutto il mondo ci invidia da sempre.
ufficiostile 1/07 25
workplace
products
Novità del “Salone Ufficio...che non c’è”
Arredi innovativi, evolutivi, sostenibili
a cura
di Gabriele Pagani
1. METHIS
Hook
Design Jean Nouvel
www.methis.com
Il progettista lo ha definito
“Un’architettura di metallo,
come una citazione delle
architetture di Jean Prouvé,
più che una parete un vero
e proprio sistema costruttivo
continuo nel quale le
giunzioni scompaiono
dentro le pieghe del metallo.
La sua pelle corrugata,
come una carta, perforata
con regolarità e laccata,
diventa muro”
The designer defined it
“a metal architecture, a
reference to Jean Prouvé’s
architectures; a real,
continuous construction
system rather than a wall,
where joints are concealed
behind the folds of metal.
Its corrugated skin, like
paper, evenly perforated
and lacquered, turns into
a wall”
2. MARTEX
Yard
Design Mario Mazzer
www.martex.it
Di facile montaggio,
regolabile in altezza,
disponibile in diverse
dimensioni e colori
Easy to assemble, heightadjustable, available in
several sizes and colours
1
“Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”... parafrasando James Matthew Barrie che nel suo
Peter Pan indicava la strada per “L’isola che non c’è”, il luogo utopico cui solo chi è ricco di immaginazione può accedere, anche noi vogliamo proporre in queste pagine un’esposizione virtuale e ideale che raccolga il meglio delle novità per l’ufficio. Insomma, un “Salone Ufficio che non c’è”.
Diminuiscono le mansioni ripetitive e si dà
– o meglio si dovrebbe dare... – maggiore valore
alle risorse umane, creando ambienti di lavoro
strutturati per condividere informazioni,
esperienze e conoscenze. Più che uno spazio
“fisico” dove lavorare in modo creativo, l’ufficio
dovrebbe essere un luogo “concettuale”
complesso e vivace, dove possano essere svolte
contemporaneamente diverse funzioni.
Una sorta di bottega o di agorà che, per
equilibrare la massiccia presenza di tecnologia,
riscopre la domesticità, i rapporti informali,
le qualità emozionali dell’ambiente e non
sottovaluta la privacy nè la concentrazione.
Un luogo flessibile e dinamico, ricco di stimoli
sensoriali e materici, capace di evolvere in modo
semplice in base alle esigenze, un luogo
sostenibile, attento a 360° alle problematiche
ambientali. Ci auguriamo che questo sia già
un... “Ufficio che c’è”.
New from the ... “Neverland” Salone
2
26 1/10 us
Innovative, evolutionary, sustainable
furnishings
“Second star right and straight on ‘til the morning”...
paraphrasing James Matthew Barrie who showed
the way to “Neverland” in his Peter Pan, the utopian
place that only people rich in imagination can reach,
yet we want to give on these pages a virtual and ideal
exhibition of the best, new office products. In short,
a “non-existent office exhibition”...
Less repetitive tasks and a greater importance
given – or that should be given – to human resources,
by creating organized working places to share
information, experience and knowledge.
Rather than a “physical” space to work in a creative
way, the office should be a “conceptual”, complex
and lively place, where several tasks can be
performed at the same time. A sort of shop or agora,
that discovers domesticity, informal relations and
the emotional qualities of the surroundings to offset t
he massive use of technology, where privacy and
concentration are not undervalued.
A flexible and dynamic place, rich in sensory
stimulation, that can easily suit changing requirements,
a sustainable place, fully conscious of the
environmental issues. Hopefully, this is an “already
existing office”.
I
1
3. TECNO
Betapuntozero
Design Pierandrei
Associati
www.tecnospa.it
Pensato per dare nuova
forma allo spazio, adattarsi
ai comportamenti delle
persone, evolvere nel
tempo. Le configurazioni
di beta nascono dalla
combinazione di tre
componenti: backbone,
scrivanie e accessori
Designed to give space
a shape, suit people’s
behaviours and evolve
over time. The beta
configurations are the result
of three, matching
components: backbone,
desks and fittings
3
4. MASCAGNI
OP
Design Claudio Bellini
www.mascagni.it
I concetti ispiratori di
questo sistema operativo
che sarà lanciato il
prossimo maggio, sono
flessibilità e
riconfigurabilità estrema
basata su un gran numero
di nuove soluzioni tecniche
previste “di serie”
per questo scopo.
Utilizza materiali riciclabili
e facilmente smaltibili
3
3
The inspiring concept
of this task system to be
launched next May, is an
extreme flexibility based
on a large number of
new technical, “standard”
solutions meant for this
purpose. It makes use
of recyclable materials
easy to be disposed of
4
4
4
us 1/10 27
workplace products
5. SACEA
Land3
Design Egidio Panzera
www.sacea.net
Sistema modulare per
configurare scenari ricchi
di stimolazioni sensoriali
e materiche, mantenendo
un’immagine ordinata
e uniforme. Gli elementi
principali sono la scrivania
Bench che, grazie
all’elemento scorrevole
Bridge, ha la capacità
di espandersi o contrarsi;
il separé gonfiabile Bablò
e le sedute a incastro Brick
A modular system to obtain
settings rich in sensory
stimulation, keeping a tidy
and consistent image.
The chief pieces are the
desk Bench, that can
extend or shrink through
the sliding Bridge element,
the inflatable booth Bablò
and the jointed chairs Brick
5
6. BENE
Parcs
Design Tom Lloyd,
PearsonLloyd
www.bene.com
Un sistema omogeneo,
modulare e reversibile
che evolve senza impatto
sull’architettura
dell’edificio, è concepito
per un’ottimizzazione
innovativa delle zone
di circolazione e definisce
spazi per la comunicazione
o la concentrazione,
per la collaborazione
o la contemplazione
6
7. GALLOTTI & RADICE
AirDesk (Collezione Air)
Design Pinuccio
Borgonovo
www.gallottiradice.it
Il cristallo reinterpretato
in situazione office con
proposte che partono
da elementi singoli (desk,
scrivanie, cassettiere)
per arrivare a situazioni
più strutturali, pensate
per l’area hall, reception
e sale riunioni
A new use of glass in office
products, that range from
single pieces (desk and
drawer unit) to more
structural concepts for the
entrance hall, reception
and meeting room
7
28 1/10 us
A homogeneous, modular
and reversible system
evolving without impact on
the building architecture,
it’s designed for an
innovative optimization
of circulation areas and
to define space for
communication or
concentration, cooperation
or contemplation
L’isola di lavoro che non isola dai colleghi
Assist di Estel. Un sistema con molte personalità
Assist è un sistema personalizzabile di aggregazione modulare composto da contenitori, mensole, schermature ed elettrificazione, piani e gambe per scrivanie; fornisce agli spazi (siano essi chiusi o “open space”, “front office” o “back office”, nell’area “shop” o “business”) un nuovo modo di concepire la postazione di lavoro, l’accoglienza, le aree di servizi comuni e le aree lounge.
www.estel.com
Assist conferisce protezione e privacy ad ogni
singola postazione di lavoro, pur vivendo in
un ambiente aperto: isola da ciò che disturba,
ma consente le relazioni sociali che sono
necessarie. L’operatore diviene realmente il
centro di ogni sua azione grazie alla capacità
di Assist di “essere” intorno all’operatore.
È adatto anche per l’area dedicata al
management per la quale sono proposte
consolle attrezzate che danno la possibilità
di creare arredi di prestigio a prezzo molto
competitivo. Le più recenti tendenze relative al
modo di lavorare indicano una sempre maggiore
attenzione alle zone di socializzazione come
aree per riunioni informali, lavoro in team,
servizi comuni e coffee break. Assist risponde
perfettamente a questa nuova esigenza,
avvalendosi dei prodotti domestici della divisione
casa del gruppo. Grazie alle dotazioni
tecnologiche di cui dispone, riesce a ospitare
aree copy-fax, aree coffee break assieme ad
aree di incontro informale o di lavoro in team.
Nel Front Office risponde appieno alle
caratteristiche che determinano questo tipo
di ambiente di lavoro, spesso trascurato a livello
di concept.
The isle of work that does not isle from
colleagues
Assist by Estel: one system with many
personalities
Assist is a modular fusion system composed of containers,
shelves, screens and electrification cable management,
work tops and legs. Assist create and fill the spaces (both
open and closed, such as open space work stations, front
or back office, both in commercial and business areas)
offering a new way of conceiving the work station, reception
areas, common area and lounge.
Assist confers the protection and privacy for
each and single workstation, while living in an
open environment and allows necessary social
relations. In fact, the operator-user can enjoy
and dispose of all the Assist’s functions which
are completed by the equipment with high
I
possibility of customizing.
us 1/10 29
workplace products
8. CAIMI BREVETTI
Prisma
Design Sezgin Aksu,
Silvia Suardi
www.caimi.com
Sistema di accessori
contenitori in acciaio
inossidabile, formato da
portaombrelli (per ombrelli
a bastone o pieghevoli)
posacenere, gettacarte
e fioriere. Gli elementi
possono vivere
singolarmente o essere
assemblati in varie
composizioni
System of accessories in
stainless steels including
umbrella stand (ordinary
or folding) ashtray, waste
paper basket and flower
boxes. These components
can be used separately
or assembled in several
arrangements
8
9
10. LAS MOBILI
5th Element
design Studio Si
www.las.it
Per assolvere in modo
semplice alle funzioni
di ambienti-ufficio
complessi
9. KNOLL
New Scope
Design Marc Krusin
www.knoll-int.com
I piani sono supportati
da travi strutturali che
fungono da connessione
universale per piani,
schermi e cestelli
passacavi. Le gambe sono
regolabili in altezza fino
a 200mm e hanno 5 diverse
opzioni di montaggio.
È previsto anche un
sistema modulare
componibile di armadi.
Ampia la gamma di finiture
ed elementi accessori
Tops are supported by
structural beams working
as a universal connection
for tops, screens and cable
holders. Legs are heightadjustable, up to 200 mm,
and offer 5 different
assembling options.
Also available, a modular
system of cabinets.
Wide range of finishes and
fittings
To perform the functions
of complex officeenvironments in a simple
way
10
11. MANERBA
K-Word
Design G.Giacobone
e M. Roj (Progetto CMR)
www.manerbaspa.com
Scrivanie, divisori freestanding e armadiature
studiate per interagire
tra loro
Desks, free-standing
partitions and cabinets
designed to interact
30 1/10 us
11
Semplicemente per spazi in evoluzione
Kiron di Haworth. Progetto di Struppler e Haworth Design Studio
“Il cambiamento è parte della nostra vita ed è nostro preciso compito sviluppare prodotti in grado di ridurre le complessità ed incentivare i cambiamenti organizzativi”. Con questi presupposti, Haworth ha sviluppato il nuovo sistema di scrivanie Kiron seguendo i principi chiave della sua nuova filosofia progettuale
“Organic Workspace”: integrazione, flessibilità e sostenibilità.
www.haworth.it
Kiron segna l’inizio di un cambiamento. Si
propone con un design moderno e senza
tempo che sa offrire in modo coerente e
armonico, diverse soluzioni con lo stesso
“design language”; è intuitivo e semplice nel
montaggio e nell‘utilizzo; dimostra una spiccata
versatilità, adattandosi ai cambiamenti culturali
ed organizzativi ed è un prodotto sostenibile
che utilizza esclusivamente materiali “non
nocivi” conformi alla normativa LGA, riciclati e
altamente riciclabili al termine del ciclo di vita
del prodotto. Kiron è stato sviluppato secondo
un concetto di “piattaforma”: struttura
sottopiano realizzata da 2 travi, 2 mensole e
snodi in pressofusione di alluminio atti ad
ospitare diversi tipi di basamenti (gambe
previste in tre diverse tipologie) regolabili in
altezza mediante diversi dispositivi (manuale
mediante pomolo o vite o manovella
e regolazione in altezza elettrica da 65 cm a 130
cm per basamento a T); il piano è scorrevole
per un facile accesso ai cablaggi. Molteplici
combinazioni di scrivanie possono essere
facilmente realizzate: postazioni doppie, bench
o configurazioni più complesse arricchite da
un’ampia scelta di cassettiere, accessori,
schermi e contenitori.
For evolving rooms only
Kiron by Haworth. Design by Andreas
Struppler and Haworth Design Studio
“Change is part of our life and it’s our clear duty to develop
products, that can reduce complexity and promote
organizational change.” Under this assumption, Haworth
developed the new desk system Kiron according to the
key principles of its new planning philosophy “Organic
Workspace”: integration, flexibility and sustainability.
Kiron marks the dawn of a change. It offers
a modern and timeless design; it’s intuitive
and easy to assemble and use; it’s versatile
and sustainable.
It was developed according to a “platform “
concept : under-top structure formed by 2
beams, 2 shelves and joints in aluminium die
cast to lodge several kinds of bases, heightadjustable through several devices; the sliding
top allows an easy access to cables.
Many arrangements are also possible and
easy to carry out: dual workplaces, benches
or more complex shapes enriched by a wide
choice of drawer units, fittings, screens
and storage units.
I
us 1/10 31
12. STYLOFFICE
Sedicinoni 2.0
Design S Design
www.styloffice.com
Dalla struttura semplice,
a ponte, si sviluppa in
modo modulare un sistema
completo
A plain, bridge-like
structure producing a
complete, modular system
12
13. TELKO
FACCHINETTI GROUP
Arca
Design UP Facchinetti
www.facchinettigroup.it
Struttura semplice e finiture
sofisticate per creare
ambientazioni diverse
art direction: cheplero_Pd
BY
Plain structure and
sophisticated finishes to
create different settings
14. ALEA
Atreo
Design Mirto Antonel
www.aleaoffice.com
Sistema operativo
modulare con struttura
metallica a cavalletto
13
Modular, task system with
metal trestle-structure
DESIGN FOR YOU
Spiriti creativi, animi curiosi, pensatori dinamici,
noi progettiamo e produciamo per voi.
Oggetti in produzione limitata, oggetti senza
tempo, dove ogni singolo pezzo mantiene la
propria unicità grazie ad interventi artigianali
sapientemente inseriti nei processi industriali.
Creative spirits, curious minds, dynamic thinkers.
We design for you. Limited production objects,
timeless furniture, where each single piece keeps
its uniqueness through handmade details skilfully
combined with the industrial process.
14
15. EMMEITALIA
Contenitori Nomadi
Design Alessandro
Barison
www.designforyou.it
Minimalismo e funzionalità
dinamica per contenitori
e cassettiere
www.emmesystem.com
[email protected]
EMMESYSTEM - Via Galilei 2H
35030 Caselle di Selvazzano - PD - Italy
Tel. ++39.049.8975763 - Fax ++39.049.8977454
15
Minimalism and dynamic
functionality for storage
and drawer units
16. DIEFFEBI
Chiave di volta
Design 967
www.dieffebi.com
Libreria componibile
in acciaio con piani in
alluminio
PERILLO
architecture & design
Sectional bookcase in steel
with aluminium tops
16
17. BIOXIGEN
Verdillo
www.bioxigen.com
Sembra un vaso, ma
è un sistema integrato
per la depurazione e
sanificazione dell’aria
Design: Martin Ballendat
It looks like a vase, yet it’s
an integrated system to
purify and sanitize air
17
18. HUMANSCALE
Element
www.humanscale.com
Lampada da lavoro a
risparmio energetico
(certificata LEED)
Energy-saving table lamp
(certified LEED)
18
Area 35 Srl – Treviolo (BG) – Tel. 035.5788210
Castiglioni & Gitzl Srl – Bressanone (BZ) – Tel. 0472.830936
Corridi Sas – Roma (RM) – Tel. 06.44252010
Faiferri Arredamenti Sas – Cagliari (CA) – Tel. 070.656381
Riva Arredamenti Spa – Brescia (BS) – Tel. 030.40205
S.M.A. Store – Torino (TO) – Tel. 011.534333
Spazio Tre Snc – Udine (UD) – Tel. 0432.601047
U. Spalmach Snc – Roma (RM) – Tel. 06.87138181
Produttore: Züco Bürositzmöbel AG, CH-9445 Rebstein,
www.zueco.com; Distribuzione: Dauphin Italia S.r.l., Via
Gaetano Crespi 12, 20134 Milano, www.dauphin.it
Dauphin HumanDesign® Company
workplace
cover story
Luce e materiali,
trasparenze ed essenze si
alternano in Fattore Alpha,
creando un’atmosfera
minimalista e raffinata
che si adatta perfettamente
allo spazio di lavoro
ed esprimono il senso
dell’accoglienza
Light and material,
transparencies and
essences alternate
in Fattore Alpha to create
a minimalist and refined
atmosphere perfectly
suiting the work space
and expressing a welcome
feeling
www.archiutti.com
34 1/10 us
Comfort intellettivo e sensoriale
Fattore Alpha di Archiutti. Design Ambostudio e Grazia Azzolin
Comfort intellettivo e sensoriale, elemento essenziale per un’atmosfera di lavoro piacevole: è questa l’idea
che vuole esprimere Archiutti attraverso la collezione Fattore Alpha; l’ufficio può essere anche un luogo di
quiete e concentrazione, non più esclusivamente un ambiente dinamico e frenetico.
Il design contemporaneo viene interpretato dalla purezza delle linee geometriche, l’attenzione al dettaglio,
l’eleganza dei legni naturali, la lucentezza dei metalli e del cristallo.
Una nuova concezione dell’operatività: la linearità
della struttura e il piano annegato, un unico
segno tracciato dal profilo perimetrale e/o dai
piani che piegano in continuità su un lato sino
a divenire supporto, disegnando la versione
più rigorosa ed essenziale.
Fattore Alpha è un sistema di tavoli declinabili
per situazioni operative, uffici direzionali e
sale riunione. Consente di integrare, attraverso
le molteplici finiture e attrezzature, le diverse
funzioni ed organizzazioni del lavoro: l’ufficio
direzionale ad esempio può essere impreziosito
dalle finiture calde del noce canaletto e
del wengè, dal cristallo del tavolo che crea
atmosfere che riflettono lo spazio o dal
top-access in alluminio.
Questa collezione risponde anche alle esigenze
più tecniche proponendo tavoli di lavoro dotati
di tecnologie avanzate multimediali, screen
luminosi, contenitori laterali apribili a pressione
con meccanismo elettromeccanico e attrezzabili
con vani mini bar completi di porta bicchieri
o adatti ad alloggiare apparecchiature
I
informatiche.
Intellective and sensory comfort
Fattore Alpha by Archiutti.
Design Ambostudio and Grazia Azzolin
Intellective and sensory comfort, a basic factor for a
pleasant working atmosphere: that’s the idea expressed
by Archiutti through the collection Fattore Alpha; the office
can also be a place of quiet and concentration, no longer
just a dynamic and frantic environment.
Contemporary design is rendered by the purity of the
geometric lines, the carefully designed details, the elegance
of natural woods, the shine of metals and cut glass.
A new concept of effectiveness: a system of tables
suitable for task offices, executive offices and
meeting rooms. It allows the integration of the many
tasks and work organizations through manifold finishes
and fittings. This collection meets the technical
requirements, as well, as the work tables are supplied
with multimedia advanced technologies, luminous
screens, side storage units opening through an
electromechanical mechanism and to be equipped
with minibar complete with glass holders or suitable
for IT equipment.
I
4
us 1/10 35
workplace
cover story
In bella mostra
Sistema Brera di Caimi Brevetti
progettato da Raffaello Manzoni
Brera è il nuovo frutto della collaborazione
tra il giovane e brillante designer, fondatore
e titolare di x-novo design, e Caimi Brevetti,
azienda sempre alla ricerca di nuova creatività.
Il sistema espositivo Brera rappresenta una
nuova tappa nella ricerca dell’azienda di soluzioni
sempre più originali, eleganti e trasversali, perfetti
per la casa, gli spazi commerciali, l’ufficio e
il mondo contract.
Fra le novità presentate dall’azienda nel
2010 e raccolte nel nuovo catalogo, uno
dei prodotti di spicco è Brera, un originale
sistema di espositori bifronte che ancora
una volta conferma la vocazione di ricerca
e sperimentazione che da sempre
contraddistingue Caimi Brevetti, leader
nel settore arredo e complementi d’arredo
per ufficio e contract. Come tutti i prodotti
di questa azienda, anche gli espositori
della linea Brera si distinguono per l’integrazione
di forma e funzione con i requisiti di una
produzione in serie basata sulla versatilità
e su un esperto uso di materiali e
tecnologie avanzate. Formati da una coppia
di pesi in metallo galvanizzato, una speciale
cornice in policarbonato e due fogli di
protezione e contenimento in PET, questi
innovativi espositori bifronte mettono in risalto
e valorizzano il contenuto rendendolo
simile a un quadro. Disponibili in formato A5,
A4, A3, e quindi modulari tra loro, le cornici
possono essere montate sui cavi sia in
orizzontale che in verticale. Gli attacchi in
tecnopolimero permettono un facile montaggio
sia a parete che a soffitto o a pavimento
grazie al morsetto interno di cui sono forniti per il
bloccaggio del cavo, sempre in tecnopolimero.
Inoltre, la dotazione di fermi con meccanismo
a molla rende la regolazione dell’altezza
degli espositori estremamente semplice e
I
rapida.
36 1/10 us
On show
System Brera by Caimi Brevetti designed
by Raffaello Manzoni
Brera is the outcome of the cooperation between the
young and brilliant designer, founder and owner of x-novo
design, and Caimi Brevetti, a company always looking for
new creativity. The display system Brera is a breakthrough
in the search for increasingly original, elegant and
transversal solutions, perfect for the home, stores, office
and the contract world.
One of the leading products among the novelties
presented by the company in 2010 and included
in the new catalogue, is Brera, an original system
of double-sided display units once again confirming
the disposition for research and experimentation
that has always been the hallmark of Caimi Brevetti,
a leading company in the industry of furniture and
accessories for office and contract. Formed by a pair
of galvanized metal ballasts, a special frame in
polycarbonate and two sheets in PET to protect and
contain, these innovative double-sided display units
are available in the A5, A4, A3 formats, and may be
assembled on cables both horizontally and
vertically, or wall/ceiling/floor mounted; the height
I
adjustment is extremely easy and quick.
Caimi Box 1.0:
il nuovo catalogo 2010
Un appuntamento annuale, attraverso cui Caimi Brevetti racconta il suo modo di concepire, interpretare
e arredare gli spazi del vivere siano essi pubblici o
domestici.
Di semplice consultazione e rinnovata nella grafica,
la pubblicazione è strutturata in cinque volumi, ciascuno dei quali dedicati ad un tema: Sistemi, Sedute
& Tavoli, Comunicazione & Divisori, Accessori & Luci
e Caimi World, una presentazione in sintesi di tutta la
produzione.
4
us 1/10 37
workplace
assufficio
Proattività, rappresentatività, coesione e comunicazione
Le parole chiave del nuovo presidente FEMB, Michele Falcone
di Renata Sias
Nato 47 anni fa, dopo
un’esperienza
professionale in Natuzzi,
Castelli e Mim, Michele
Falcone è oggi
amministratore delegato
di Herman Miller in Italia
dal 2000 e responsabile
Sud Europa dal 2006.
Entrato in Herman Miller
come Direttore
Commerciale nel 1998,
è attualmente alla guida
di questa azienda che
distribuisce ed esporta
dalla Brianza prodotti
italiani nel mondo.
Numerosi gli incarichi
anche in ambito
associativo: oltre ad
essere consigliere nel
direttivo di Assufficio
di FederlegnoArredo,
è membro del Direttivo
PMI e della Giunta in
Assolombarda, già
Presidente del G.M. Legno
e Arredo 2006/08-2008/10,
Vicepresidente della
Territoriale Nord 2007/09,
Membro del Board of
Directors della Camera
di Commercio Americana
www.assufficio.it
38 1/10 us
Michele Falcone è stato nominato lo scorso dicembre presidente di FEMB. Questo importante incarico,
fortemente caldeggiato da Assufficio, permetterà al neo presidente di attuare nei prossimi due anni di
mandato i tre principali obiettivi del suo programma: “ricercare una coesione tra le diverse esigenze dei
paesi membri della Federazione, rendere FEMB un utile referente per Bruxelles e poter fornire analisi attendibili sul mercato europeo del settore”.
Incontriamo Michele Falcone per per avere uno
scenario di prima mano sulla situazione europea
del settore ufficio e per capire quali sono le
principali problematiche da affrontare all’interno
di FEMB.
di una proposta di legge meglio articolata.
Perché questo non si ripeta, io vorrei cambiare
la situazione da passiva a attiva affiché FEMB
diventi referente ufficiale per l’introduzione di
nuove leggi».
us: È un momento difficile a livello globale
per il settore ufficio; seppure in mancanza
di dati ufficiali, qual è lo scenario generale?
M.F.: «In Europa siamo regrediti ai livelli di
acquisto di 3 o 4 anni fa e la crisi c’è per tutti,
ma è opinione condivisa che siamo usciti dalla
crisi più profonda; presumibilmente ci vorranno
almeno altri 4 anni per tornare a un livello di
“soddisfazione”. Alcuni Paesi hanno in questo
momento qualche opportunità in più, ma in linea
generale si esclude di poter tornare in breve
tempo alla curva di crescita che abbiamo
registrato in passato».
us: L’obiettivo di voler assumere un ruolo
attivo muoverà l’interesse dei partecipanti?
M.F.: «Ogni Paese aveva la presunzione di poter
essere autonomo e di poter difendere a Bruxelles
le proprie istanze, talvolta in competizione con
gli altri Paesi europei. Oggi abbiamo la
consapevolezza che va superata la barriera fisica
del confine tra le diverse nazioni europee e
che dobbiamo dialogare tra noi, affrontare,
gestire, combattere, fare fronte comune e portare
avanti insieme i nostri interessi per difenderci
da altri Paesi extra-europei che non rispettano
le regole. Ora è più che mai indispensabile
essere proattivi, intensificare la comunicazione
e lo scambio di informazioni e cooperare per
assumere una maggiore rappresentatività in sede
di Parlamento Europeo».
us: FEMB è una federazione “itinerante” per
vocazione, ritieni che questa caratteristica
possa essere cambiata?
M.F.: «Sì, FEMB non ha mai avuto una sede
fissa, la sede temporanea è assegnata al Paese
che riceve la presidenza, oggi però ritengo
che le esigenze siano diverse e sia necessaria
una sede anche fisica. Più che un indirizzo,
è indispensabile un segretariato permanente
che acquisisca le informazioni e rappresenti la
memoria storica delle attività della federazione,
che conosca le dinamiche e che gestisca le
attività di routine.
Una connotazione di maggiore stabilità non è
solo questione di immagine ma ha anche
importanti risvolti pratici. Per esempio una FEMB
itinerante non è mai stata percepita da Bruxelles
come un referente; questo ha fatto sì che alcune
leggi siano passate sulle nostre teste e subite
passivamente».
us: Il tuo tono è quasi quello di una
denuncia... ti stai riferendo a una legge
in particolare?
M.F.: Mi sto riferendo alla legge dell’ Eco-Label,
passata nel 2009 senza interpellare FEMB,
che il settore ha dovuto subire e che ora stiamo
cercando di far modificare.
La legge, approvata per il settore pubblico e
con forti influenze anche nel privato, prevede
che possano fregiarsi del marchio Eco-Label
solo gli arredi composti almeno dal 97% in legno
massello: è una decisione illogica e contraria
alla composizione della filiera, che affronta in
modo miope e riduttivo il tema della
sostenibilità.
Ora stiamo affrontando il tema in modo coeso,
con una commissione tecnica europea gestita
da un responsabile italiano, per farci promotori
us: Il settore ufficio in Italia è costituito
principalmente da piccole o medio-piccole
aziende, in Europa operano però anche
grandi gruppi; pensi che sia possibile
difendere gli interessi di tutti senza conflitti
o squilibri?
M.F.: «Abbiamo intenzione di rappresentare
gli interessi di tutti, considerando anche le
capacità dei piccoli , non solo dei grandi players.
Altri Paesi oltre all’Italia presentano una realtà
economica, fatta di piccole imprese, per
esempio Belgio e Francia. Ci sono certamente
elementi comuni, che valgono per tutti
soprattutto in un momento di crisi: per esempio
servono regole condivise sul tema della
sostenibilità, è indispensabile semplificare il
business e razionalizzare il processi, rendere
meno complesse le procedure per le
certificazioni.
Oggi anche le piccole aziende, a conduzione
familiare, devono necessariamente entrare
nel business in modo più evoluto e adottare
una logica davvero imprenditoriale con una
visione lungimirante. Chi ha ignorato questi input
deve adeguarsi immediatamente se vuole
sopravvivere. É impensabile, anche per una
piccola azienda, offrire prodotti che non r
ispettino gli standard stabiliti a livello europeo...
a fare quei prodotti ci pensano già i Paesi
asiatici!
Le piccole aziende potranno peraltro giocare le
proprie carte su ciò che le rende indispensabili,
per esempio nella produzione fuori serie su
disegno dove, rispetto ai grandi gruppi, sono
I
certamente più competitive e flessibili.»
FEMB è la federazione
europea delle aziende
produttrici di mobili per
ufficio, i Paesi membri
sono: Belgio, Francia,
Germania, Italia, Olanda,
Spagna Turchia.
www.femb.org
Luoghi di transito
Quelli che vanno, Quelli che restano, Gli addii
Nelle foto:
Transit, un’installazione
sul viaggio di Alexander
Lervik al Nordic Light
Hotel. Alexander Lervik
interpreta la sensazione
di essere in movimento
con la nuova installazione
nella hall del Nordic Light
Hotel, aperta in
concomitanza con la
settimana del Design di
Stoccolma 2010. La hall
è trasformata in un hub
per arrivi e partenze.
“Flight routes”, create
con LED uniti a fibre
ottiche, decorano l’entrata
dell’albergo e la hall
assume l’immagine di un
atrio di transito con un
divano lungo 9 metri
a forma di nastro per la
consegna dei bagagli
di un aeroporto e cuscini
a forma di borse e valigie.
Altre cento valigie
“leggere” appese al soffitto
contribuiscono a creare
l’atmosfera del viaggio
Va ai Futuristi il merito di avere per primi esaltato il
dinamismo e il movimento come elementi base
del panorama urbano e delle nostre esistenze:
niente meglio del trittico “Gli Stati d’animo” di
Boccioni (Gli addii, Quelli che vanno, Quelli che
restano) riesce a esprimere valori e sentimenti di
una civiltà che fa dei luoghi di transito il proprio
mito: ancora oggi, a 100 anni di distanza, ci identifichiamo perfettamente in quella sublime “dinamica motoria”. Forse non siamo tutti come George
Clooney che in “Tra le nuvole”, il nuovo film di Jason Reitman, trascorre 322 giorni all’anno lontano
da casa e può vantare la considerevole cifra di un
milione di miglia volate accreditate sulla sua frequent flyer card... eppure aeroporti, stazioni, autostrade, hotel e rent a car occupano indiscutibilmente un posto importante nei nostri stili di vita
da nomadi metropolitani.
Questi sono diventati i luoghi dove non solo “transitiamo” ma “viviamo”: facciamo shopping veloci
approfittando del tempo a disposizione tra due
aerei o di una sosta per il pieno di benzina, oppure seduti sui divani delle sale di attesa o al piccolo
desk di una camera d’albergo, lavoriamo con il pc
e telefono cellulare.
Le permanenze sempre più lunghe e frequenti
hanno alzato il livello delle nostre aspettative rispetto a questi spazi – un tempo anonimi e poco
funzionali – che in passato eravamo più disposti a
subire, con molti disagi, come un male necessario
che affiancava ogni spostamento.
Oggi pretendiamo spazi confortevoli e attrezzati
per le nostre evolute esigenze. La città stessa pretende di più da questi edifici che tanto bene rappresentano il concetto di visioni del mondo glocal,
di identità multinazionali e di esistenze in costante
spostamento. Le nuove architetture, vere e proprie palestre progettuali affidate ad architetti di
spicco, si connotano come nuove cattedrali della
nostra era. Anche le strutture esistenti richiedono
ristrutturazioni e upgrading per rispondere a nuove necessità sociali, urbane, ecologiche.
I luoghi di transito si trasformano. Non più i tipici
“non luoghi” identificati da Marc Augè, ma landmark di rilievo sempre più attenti, oltre che ai bisogni dell’utente, al rapporto con il territorio e alle
problematiche legate alla sostenibilità, quasi un
dovere morale per compensare, anche se solo
parzialmente, gli elevatissimi sprechi energetici
che le nostre vite votate al costante movimento
infliggono, talvolta senza una reale necessità, al
Pianeta. (Renata Sias)
I
usdossier
CONTRACT
us 1/10 39
contract dossier luoghi di transito
Transiti progettati
Si rinnovano le stazioni ferroviarie in Italia
di Donatella Bollani
(Responsabile Redazione
Architettura, Business Unit
Editoria di Settore,
Il Sole 24 Ore)
Il vasto programma di rinnovamento della rete ferroviaria italiana, che sta prendendo
forma in questi anni con la costruzione delle linee ad alta velocità Torino-Venezia e
Milano-Napoli, trova la sua manifestazione urbana più evidente nel rinnovamento di
alcune delle stazioni esistenti (Milano e Napoli Centrale, Roma Tiburtina e Bologna) e
nella costruzione di altre completamente nuove (Firenze Belfiore e Napoli Afragola).
Firenze Belfiore
Progetto architettonico: Foster and Partners
Progetto architettonico:
Foster and Partners
Progetto strutturale
e impiantistico:
Arup
Data concorso:
2002
Data di apertura
al traffico:
2012
40 1/10 us
Il motto del progetto di concorso, il dantesco
“A riveder le stelle”, denuncia già l’idea fondante
del progetto: quella della massima permeabilità
possibile fra livello delle banchine e cielo.
Questo proposito – apparentemente semplice,
ma complesso da realizzare in pratica – significa,
per il viaggiatore in arrivo, la percezione
immediata dell’atmosfera della città; per quello
in partenza, la possibilità di vedere i treni non
appena entrato in stazione e, quindi, di orientarsi
facilmente anche senza l’ausilio della
segnaletica. Il ricorso alla luce naturale e alla
permeabilità visiva degli spazi è risultato
cruciale per garantire una stazione con costi di
gestione contenuti, grazie al ridotto ricorso
all’illuminazione artificiale: uno degli esempi di
come, in questo progetto, le scelte
architettoniche e ingegneristiche siano
virtuosamente convergenti. Mentre la parte
interrata della stazione si presenta come un
grande volume piranesiano (cosiddetto
“camerone”) di 445 x 52 x 25 metri, attraversato
da passerelle, ascensori e scale mobili, la
porzione emergente è un omaggio alla tradizione
ottocentesca delle stazioni coperte da grandi
volte di ferro e vetro. La forma voltata della
copertura – opportunamente aggiornata, rispetto
ai riferimenti storici, per ottimizzare il processo
costruttivo, gestire i flussi luminosi e garantire la
ventilazione naturale – ospita i servizi ai
viaggiatori e una galleria commerciale a due
livelli che contribuirà a rivitalizzare l’area dismessa
su cui sorgerà la stazione. L’accesso principale
avverrà dalla testata sud – quella rivolta verso il
centro storico – davanti alla quale sarà realizzata
una piazza. La strategia impiantistica per la
stazione prevede un sistema di ventilazione
meccanica per il “camerone”, integrato da
riscaldamento e raffrescamento a pavimento
nelle aree in cui si prevede lo stazionamento delle
persone. La galleria del piano terra è invece
ventilata naturalmente, e funge da camino per
l’aria calda proveniente dai livelli inferiori.
Firenze Belfiore
The motto of the project, Dante’s “A riveder le
stelle (seeing the stars again)”, already shows
the concept underlying the project: that is as
much permeability as possible between
platform level and sky. That means, to the
incoming traveller, the immediate perception
of the city atmosphere; to the outgoing ones
the possibility of seeing the trains as soon as
they enter the station, so they can easily find
their bearings. The resort to daylight and
visual permeability of space turned out to be
crucial to ensure a station with limited
I
operating costs.
Designed transits
Italian railways stations are updating
The wide updating plan of the Italian railway network, that is now taking shape through the carrying out of the high-speed lines Turin-Venice and Milan-Naples, is
most apparent in the renovation of some of the existing stations (Milano and Napoli
Centrale, Roma Tiburtina and Bologna) and in the building of some entirely new
ones (Firenze Belfiore and Napoli Afragola).
Progetto architettonico:
ABDR Architetti associati
Maria Laura Arlotti,
Michele Beccu, Paolo
Desideri, Filippo
Raimondo, con Nicolas
Cazzato, Mauro Merlo,
Enzo Calabrese
(progettazione volumi
sospesi).
Progetto strutturale
e impiantistico:
Ezio Maria Gruttadauria,
Massimo Majowiecki,
Consulenti: V. Calderaro
(bioclimatica), A. Desideri
(geotecnica), E. Mariotti
(lighting design),
O. Manfroni (strutture
acciaio e vetro)
Data concorso:
2002
Data di apertura
al traffico:
2010
Roma Tiburtina
Progetto architettonico: ABDR Architetti associati
La grande galleria pedonale costruita sul ponte
ferroviario è stata intesa non solo come stazione
ferroviaria, ma anche come monumentale
boulevard urbano coperto. Una galleria
totalmente sgombra da elementi strutturali alla
quota di +9.00 metri garantirà una reale
flessibilità nell’utilizzazione dello spazio
attraverso allestimenti liberi in grado di integrare
concretamente le aree destinate al commercio e
quelle destinate alle sale di attesa. Per questo
motivo la progettazione si è indirizzata verso
soluzioni che eliminassero il più possibile la
presenza di elementi strutturali verticali quali i
pilastri preferendo l’idea spaziale di un grande
contenitore all’interno del quale galleggiano
volumetrie sospese che ospitano le funzioni
specialistiche (vip lounge, internet-caffé,
uffici in affitto, ristoranti, sala controllo
elettronico traffico). Otto volumi, ciascuno
con accesso diretto dal piano della galleria
a quota +9.00, per mezzo di scala mobile
e di ascensore, collegati da una passerella
sospesa che attraversa longitudinalmente tutta
la volumetria vetrata della stazione. Il progetto
adotta efficaci strategie bioclimatiche.
Il grande parallelepipedo vetrato della galleria è
il motore di una continua produzione di aria
calda che si genera naturalmente per effetto
serra. Questa produzione è utilizzata
direttamente in periodo invernale, mentre in
periodo estivo è sfruttata come innesco di un
ricircolo convettivo che assicura la continua
immissione di aria fresca. Nei mesi caldi è inoltre
previsto il contenimento dell’irraggiamento
solare attraverso sistemi di protezione diretta
(reti, sistemi lamellari, grigliati di schermatura),
che costituiscono l’articolato della grande
facciata orizzontale.
Tiburtina in Rome
A big containers, where suspended mass
volumes float inside, (VIP lounge, Internetcafé, restaurant, leased offices, traffic
electronic control room) connected through a
suspension footbridge. The project is marked
I
by effective bioclimatic strategies.
us 1/10 41
contract dossier luoghi di transito
Torino Porta Nuova
Progetto architettonico: Marco Tamino
Progetto architettonico:
Marco Tamino,
sviluppato
esecutivamente
dall’Impresa Italiana
Costruzioni
Direttore artistico:
Luca Moretto
Data gara d’appalto:
agosto 2005 (contratto
impresa: maggio 2005)
Data di apertura
al traffico:
2009 - 2010
42 1/10 us
Sono in via di completamento, a cura di Grandi
Stazioni, i lavori di rinnovamento della stazione
ferroviaria di Torino Porta Nuova, complesso
monumentale realizzato a partire dalla seconda
metà dell’Ottocento per la prima capitale italiana.
Agli interventi di restauro dei partiti architettonici
dai volumi imponenti si sono affiancate le opere
volte alla formazione di nuovi spazi per
i viaggiatori, con l’estensione e la creazione
di aree commerciali su più livelli, collegati col
piano del ferro per mezzo di scale mobili ed
elicoidali con ascensori panoramici. In posizione
ideale per lo shopping; la stazione si trova a un
estremo della via Roma, una delle principali della
città, e ne congiunge – idealmente – i due lati
porticati. Nell’ambito delle opere di
riqualificazione della terza più grande stazione
d’Italia – con oltre 70 milioni di frequentatori
all’anno – si rilevano, per l’emozione che
generano con la luce e con i colori, gli
interventi disposti nel corso dei lavori nella
galleria di testa, dove – illuminata, a sud, da una
estesa vetrata serigrafata – una superficie
inclinata di oltre mille metri quadrati – a nord –
è colorata con un disegno che, richiamando
i contemporanei codici a barre, rimanda ai
colori della città. Se nelle gallerie laterali una
teoria di colori a soffitto (gialli, arancioni, verdi
acidi, rossi, azzurri), con illuminazione sia diretta
sia indiretta, ne valorizza gli spazi
accentuandone il senso d’accoglienza, nel
temporaneo club Eurostar una sinuosa scultura
luminosa, omaggio rosso a Lucio Fontana,
accenta gli spazi d’attesa e d’incontro.
In corso d’opera sono stati realizzati numerosi
interventi provvisori – sorta di installazioni visive volti a diminuire l’impatto del cantiere sulla città.
La città si riappropria così, in vista delle
celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità
d’Italia, di uno dei suoi edifici più simbolici,
luminoso, colorato e vibrante.
Porta Nuova in Turin
Along with the restoration projects of the
impressive architectural masses, new space for
the travellers was created by extending and
designing shopping areas on more levels.
A wide, mat glass window features a coloured
pattern calling to mind the contemporary bar
I
codes, to refer to the colours of the city.
Torino Porta Susa
Progetto architettonico e ingegneristico: Arep
Il progetto del nuovo fabbricato è la ridefinizione
di uno spazio pubblico, dove la stazione, vera
e propria galleria coperta, diviene passage,
strada, continuum spaziale, luogo di una
nuova urbanità. La città entra in stazione e la
stazione diviene essa stessa città. I lavori per
il nuovo edificio, che secondo le previsioni
assorbirà il passaggio di oltre 500 treni al giorno
con una media di oltre 23 mila viaggiatori,
procedono su due livelli. A livello del piano
stradale, l’edificio, uno scrigno in cristallo e
acciaio lungo 385 metri (l’estensione del TGV),
largo 30 e con un’altezza variabile rispetto alla
quota stradale esterna tra i 12 ed i 3 metri al
colmo della copertura, identifica il progetto
firmato dalla società francese Arep. In questi
luoghi transiteranno settemila viaggiatori l’ora
diretti verso i treni dell’alta velocità e a quelli
del sottostante metrò. Parte del progetto sarà
realizzato sotto il livello stradale con binari
interrati. L’opera è stata attualizzata con
tecnologie finalizzate al risparmio energetico.
I pannelli di vetro che danno forma alla galleria
saranno distanziati tra loro di circa 40 millimetri
per consentire la ventilazione naturale e
integrate con cellule fotovoltaiche.
L’obiettivo è stato quello di trasformare la
stazione in una centrale energetica urbana.
Per il riscaldamento e raffrescamento dell’edificio
è previsto un sistema di pannelli radianti
a pavimento; mentre nebbia artificiale
e alberature contribuiranno a un maggiore
comfort climatico nei caldi mesi estivi.
Porta Susa in Turin
The station, a glass and steel box, an actual,
covered gallery, turns into a passage, a
street, a space continuum, a new urban
place. The city enters the station and the station
itself becomes city. The work was updated
through technologies targeted to energy
saving (natural ventilation, photovoltaic cells,
floor-standing radiant panels, trees for the
climatic comfort in summer). The goal was
to change the station into a local energy
I
station.
Progetto architettonico
e ingegneristico: società
Arep con gli architetti
Jean-Marie Duthilleul,
Etienne Tricaud,
Silvio D’Ascia e
Agostino Magnaghi
Data concorso:
2002
Data di apertura
al traffico:
2011
us 1/10 43
contract dossier luoghi di transito
Milano Centrale
Progetto architettonico: Marco Tamino
Progetto architettonico:
Marco Tamino
Progetto strutturale:
Massimo Antonelli
Progetto impiantistico:
Manens Intertecnica
e Lorenzo Pagnoncelli
Data concorso:
2000
44 1/10 us
A quasi ottant’anni dalla sua inaugurazione, con
l'enorme incremento dei flussi dei viaggiatori e
con l'evoluzione delle tecnologie e dei servizi che
si è verificato, la Stazione Centrale di Milano è
stata coinvolta da un ampio e complesso
cantiere di recupero e riqualificazione
funzionale. Il punto di partenza del progetto è
stato il restauro monumentale e l’eliminazione
delle superfetazioni e delle baraccopoli costituite
dai box commerciali/pubblicitari e il rinnovo delle
attrezzature e dei servizi della stazione che
presentavano un livello di inefficienza e di
obsolescenza inaccettabile. Le trasformazioni
introdotte sono legate in particolare alla
riorganizzazione delle percorrenze e dei sistemi
di mobilità interna, che hanno sempre
rappresentato il punto più debole della stazione
storica di Ulisse Stacchini; spariscono le scale
mobili sostituite da tapis roulant, mentre negli
spazi defilati rispetto alle principali percorrenze
e atri monumentali, trovano spazio moderni
servizi di qualità per i viaggiatori. Sul piano
architettonico, l’idea guida è quella di superare
l’isolamento che separa tradizionalmente la
stazione dalla città, di renderla permeabile
verso il tessuto urbano che la circonda. Una
nuova galleria pedonale realizzata utilizzando
spazi destinati in precedenza a impianti e
magazzini, ospita i principali servizi e attraversa
l'intero complesso. L’arrivo dalla metropolitana
sarà prolungato all’interno della Galleria delle
Carrozze che, una volta liberata dall’invadenza
delle auto, riporterà la vivibilità di questo
monumentale spazio pubblico e restituirà
l'originario collegamento fisico e visivo della
stazione con la piazza Amedeo d’Aosta e con
il grande asse prospettico via Pisani - Piazza
della Repubblica. I grandi ambienti, ora
disponibili per nuovi utilizzi, ospiteranno eventi
cittadini, incontri pubblici, esposizioni,
spettacoli o sfilate di moda, in una vetrina
urbana di straordinaria visibilità.
Milano Centrale
The starting point of the project was the
monumental restoration and the removal of the
superfetations and shanties formed by the
commercial/advertising booths and the renewal
of the equipment and services inside the
station, the inefficiency and obsolescence of
which was definitely unacceptable. In particular,
the changes made concern the reorganization
of the inside hauls and mobility system.
From the architectural point of view, the
guideline was to make the station permeable
I
to the surrounding urban fabric.
Green on the road
Green on the road
Le aree di servizio reinterpretate da Total Tool
Service areas redesigned by Total Tool
A basso impatto, radicati al territorio, attrattivi e iconici; i nuovi
edifici delle aree di sosta non si lasciano sfuggire l’occasione
di essere delle buone architetture.
Low-impact, locally deep-rooted, attractive and iconic; the
new buildings in the service areas don’t miss the chance of
being good architectures, too.
Ravenna
Progetto architettonico:
Total Tool, Giulio Ceppi
con Ermes Invernizzi,
Stefano Mandato e
Alessandro Maggioni
Progetto strutturale,
esecutivo e direzione
lavori: Starching Srl,
Marcello Cerea con
Pierluigi Cavalli, Paolo
Colombo, Francesco
Ferrari da Grado,
Gilberto Mambelli,
Andrea Peco
Progentto energetico
e impiantistico:
Geoenergia Bozzolo
Realizzazione:
agosto 2008-gennaio
2009
L’area di servizio nel comune di Ravenna è
situata in un luogo dal carattere prevalentemente
agricolo e rurale. Da questo e dal preciso
obiettivo, sia della committenza sia dei
professionisti coinvolti, di sperimentare nuove
tecnologie costruttive e impiantistiche
energeticamente efficienti, si sviluppa
un’architettura che considera la terra, il
paesaggio, come materiale dato per la
costruzione. (si vedano gli articoli pubblicati
nei numeri 1/09 e 4/09 di us). L’interno è
organizzato in modo pratico e funzionale:
rivestimenti di cartongesso e pavimentazioni
delle zone pubbliche di resina, il tutto rallegrato
da cornici arancioni per il bar e la zona
d’ingresso e da espositori dalle forme sinuose
color verde brillante. Simulazioni effettuate per
stimare il risparmio energetico e l’emissione di
CO2 hanno evidenziato come l’energia
necessaria al normale funzionamento del locale
sia il 75% di quella necessaria a una
corrispondente struttura tradizionale, il costo
d’esercizio si riduca al 35% e le complessive
emissioni di CO2 al 65%; ciò a fronte di
un aumento del costo di costruzione di circa
il 10%, ammortizzabile in un periodo stimato
fra i 3 e i 5 anni.
Ravenna
Trying new building technologies and energyefficient plant engineering, they developed
an architecture that considers the land, the
landscape, as a construction material. (see
articles published in the issues 1/09 and 4/09
of us). Energy saving and the emission
I
of CO2 will be reduced by 75%.
Villoresi Est a Milano
L’edificio è strettamente collegato all’Autogrill
storico di Angelo Bianchetti valorizzando il
passaggio sotterraneo che lo collega all'area
Ovest. Il nuovo edificio si comporta come un
organismo energeticamente complesso e
altamente performante, nutrendosi con la terra
e con il sole tramite due sistemi principali:
la pila termica e la vela attiva della copertura.
Si tratta di una porzione di terreno in cui si
accumula freddo durante l’inverno per
poterlo utilizzare durante l’estate per la
climatizzazione.
Il tetto assolve diverse funzioni a seconda
del periodo climatico dell’anno; durante
le notti invernali e durante le giornate fredde
e non soleggiate, disperde il calore del
terreno.
Durante le giornate soleggiate invernali e
nelle mezze stagioni, il tetto lavora per
scomparti: le parti esposte al sole producono
acqua calda da inviare alle docce, ai bagni,
alle macchine del caffè o alle lavastoviglie.
In estate invece l’irraggiamento solare è
utilizzato per scaldare tutta l’acqua necessaria,
con l’ulteriore beneficio di abbattere gli effetti
dell’irraggiamento sulla copertura.
Progetto architettonico:
Total Tool-Giulio Ceppi
Progetto strutturale,
esecutivo e direzione
lavori: Starching Srl Marcello Cerea
Progetto energetico
e impiantistico:
Geoenergia Vercelli Guido Noce
Realizzazione:
2009-2010
Villoresi Est in Milan
The new building is closely connected with
the renowned Autogrill by Angelo Bianchetti
and acts as an energetically complex and
high-performance organism, feeding on earth
and sun through two chief systems: the thermic
pile and the active crown of the roofing.
The roof performs several tasks according to
I
the climatic period of the year.
us 1/10 45
contract dossier luoghi di transito
di Aurelia Debellis
Land art made in China
50 nuovi aeroporti nei prossimi 5 anni
Da parte del Governo guidato da Hu Jintao, l’aeroporto sta alla base della politica di
modernizzazione della China, ma si tratta anche di una sfida alle potenze mondiali e
alla natura, giocata convocando architetti di fama mondiale per progetti ambiziosi,
anche in siti impervi come nel caso di Nagqu, in Tibet, a 4500 m sul livello del mare.
Terminal 3 aeroporto internazionale di Pechino
Progetto architettonico: Foster and Partners
Anno di realizzazione:
2009
Credit:
Nigel Young /
Foster and Partners
46 1/10 us
La forma aerodinamica della copertura,
simbolica del volo e ben visibile sorvolando la
città, è un segno forte che si radica nel paesaggio
attraverso l’allusione ai colori ed alle forme del
Paese. Una schiena di dragone a scaglie
laccate sovrasta un immenso terminal che copre
circa 1 milione e 300 mila mq di superficie e
che entro il 2020 consentirà il transito di oltre 85
milioni di passeggeri annui; questo aeroporto
di inusitata grandezza è stato progettato
all’insegna di sostenibilità e flessibilità per
poter supportare l’evoluzione continua del
trasporto aeronautico e s’impone per l’altissimo
livello dei numerosi servizi offerti. Oltre 90
ristoranti, 64 supermercati, negozi e grandi firme,
ma anche centri benessere, cinema, teatri ed un
lago con le lanterne cinesi rendono l’aeroporto
una micro-città dove “vivere” l’attesa del volo.
Prioritaria attenzione è stata posta
nell’ottimizzare prospettive e visuali, e nel
minimizzare le distanze da percorrere a piedi
e i cambi di quota. Il legame con le valenze
architettoniche del territorio si compie attraverso
la scelta dei colori che vanno dal rosso laccato
delle colonne in facciata all’arancio e al giallo dei
tralicci di sostegno delle vetrate secondo un
indovinato mix di valori locali e globali,
tradizionali e innovativi.
Terminal 3 Beijing international airport
The streamlined shape of the roofing, that
calls to mind the dragon’s lacquered scaled
back, dominates a huge terminal designed
according to sustainability and flexibility
standards, that stands out for the many toplevel services offered. Over 90 restaurants,
64 supermarkets, shops, fitness centres, picture
houses, theatres and a lake make the airport
a micro-city, where you “live” the wait for your
flight. The focus was on the optimization
of prospects and views and the minimization
I
of the walking distances.
Land art made in China
50 new airports in the next five years
The airport underlies the modernization policy pursued by the Chinese government led
by Hu Jintao, but it’s also a challenge to the world powers and nature, that involves architects of worldwide renown in ambitious projects or the choice of inaccessible sites
for new air stations, like the one in the Nagqu region, in Tibet, 4500 m above sea level.
Progetto architettonico:
Massimiliano e Doriana
Fuksas
Area:
400.000 mq
Fine lavori attesa:
2035
Prima deadline (61 porte
e infrastrutture):
2015
Rendering:
courtesy Studio Fuksas
Aeroporto di Bao’an, Shenzhen, Cina
Progetto architettonico: Massimiliano e Doriana Fuksas
L’espansione T3 dell’Aeroporto Internazionale
Bao'an di Shenzhen dovrà servire come
gateway tra la Cina e il resto del mondo, ma
rafforzerà anche le relazioni economiche interne
fra le città cinesi.
Per grandezza ed impatto visivo, lo scalo supera
il concetto di architettura, sconfinando
nel campo dell’arte: all’insegna della fluidità
la struttura è costituita da una sorta di tessuto
a nido d’ape studiato per ottimizzare le
prestazioni dei materiali, selezionati sulla base
della disponibilità locale, della funzionalità,
dell’applicazione delle competenze locali; questa
inedita soluzione genera spazi onirici e avvolge
il passeggero in un tunnel luminoso dal design
inconsueto che offre soluzioni illuminotecniche
diverse per connotare gli spazi.
L’atrio sintetizzerà i valori estetici e qualitativi
dell’intera opera con una segnaletica chiara e
percorsi immersi nella luce naturale
morbidamente filtrata dal doppio tessuto anche
per motivi di energy saving. Grande attenzione è
stata rivolta alle distanze da coprire a piedi;
la piazza al piano terra è lo snodo principale
fra arrivi, partenze, negozi e strutture per riunioni
d’affari. I vari livelli sono collegati alla doppia e
tripla altezza della sala partenze tramite giochi
di luce provenienti dal tetto.
Bao’an Airport, Shenzhen, China
For its size and visual impact, the air station
crosses the concept of architecture to enter
the field of art: a fluid structure formed by
a sort of cellular fabric studied to optimize
the performance of the materials: this unusual
solution produces oneiric spaces and wraps
up the passenger in a bright tunnel with an
unusual design offering different lighting
solutions to mark out the areas.The entrance
hall features clear signs and routes immersed
in daylight, softly filtered by the double fabric
I
also for energy-saving reasons.
us 1/10 47
contract dossier luoghi di transito
La sostenibilità atterra in aeroporto
Nonostante il trasporto aereo sia fra i principali responsabili dei massicci consumi
energetici planetari e delle relative ricadute ambientali, la coscienza ambientalista
inizia a diffondersi anche fra le nuove progettazioni aeroportuali ovunque e a tutte le
scale.
Nuovo terminal 2 aeroporto internazionale di Heathrow, Londra
Progetto architettonico: Foster and Partners
Progetto architettonico:
Foster and Partners
Fine lavori attesa:
2019
Rendering:
courtesy BAA (British
Airways)
48 1/10 us
Dopo la recente inaugurazione del terminal 5,
l’aeroporto europeo più importante per bacino
d’utenza si prepara ad accrescere ulteriormente
il proprio servizio grazie all’ampliamento
del terminal 2 e del Queen’s building con un
progetto che si pone coscientemente il problema
della sostenibilità ambientale come
presupposto-chiave. Il nuovo terminal passerà
da un traffico di 20 milioni di passeggeri l’anno
ad uno di 30 milioni abbattendo del 40%
i consumi energetici. Il dato risulta ancor più
interessante se si tiene conto che la superficie
utile che il progetto prevede è di oltre 180.000
mq e che, grazie all’impiego dell’immensa
superficie di copertura, vetrata verso nord
e fotovoltaica verso sud, si potranno ridurre
i costi di condizionamento estivo e le
schermature delle postazioni lavorative, ma
anche produrre energia rinnovabile per l’intero
terminal. All’interno del terminal saranno presenti
postazioni check-in tradizionali affiancate a quelle
fast, e vetrate immense sulle piste. Lo studio
Foster ha anche predisposto un rigoroso piano
di gestione dei lavori, strutturato secondo due
grandi step che portino progressivamente al
raggiungimento della superficie totale e che
permettano la fruizione per tutta la durata dei
lavori ricucendo al minimo i disagi dei passeggeri.
New terminal 2, Heathrow
international airport, London
The major European airport for catchment area
is going to increase its service still further through
a project having the issue of environmental
sustainability as key-premise. The new terminal
will increase its traffic of 20 million passengers
to 30 millions with a 40% reduction in energy
consumption. By using the huge covering
surface, glazed to the north and photovoltaic
to the south, the air conditioning costs in the
summertime will be reduced, as well as the
screening of the workplaces, but renewable
energy for the whole terminal will also be
I
produced.
Sustainability lands at the airport
Although air transport is to blame for one of the highest energy consumption on the
planet and its effects on the environment, ecological awareness is gaining ground
also in the new airport projects everywhere and at all scales.
Ampliamento dell’aerostazione di Pantelleria, Sicilia
Progetto architettonico: asa Studio Albanese con Erregi
Progetto architettonico:
asa Studio Albanese
con Erregi s.r.l.
Fine lavori attesa:
2011
L’ampliamento della piccola aerostazione, nata
per fini bellici negli anni 30, muove da un senso di
grande rispetto, dalla volontà preservare i
caratteri naturali e storici e di riprendere la
radicata impronta antropica locale, fatta di
terrazzamenti e muri a secco. Le nuove
volumetrie (da 1500 mc si passerà ad 8000 mc)
si articolano su un livello ipogeo (con muri in
pietra lavica che rievoca il dammuso,
l’architettura tradizionale dell’isola) e un cratere
per la penetrazione della luce. Il collegamento
tra i due livelli avverrà attraverso un sistema di
scale mobili contenute da una copertura vetrata
ad andamento tellurico. Le volumetrie esistenti
verranno “rinaturalizzate”, cioè riassorbite dal
paesaggio pantesco perché rese trasparenti
e leggere. È prevista anche un’area espositiva
per aerei e mezzi storici nonché luoghi di sosta
e spazi di lettura con vista su giardini
mediterranei. L’aeroporto sarà sovvenzionato
dalla Comunità Europea per quasi 22 milioni di
euro poiché sarà in grado di autosostentarsi
energeticamente e addirittura vendere il surplus;
sarà dotato dei più moderni sistemi di
autoproduzione elettrica con pannelli
fotovoltaici di seconda generazione, utilizzo di
scambiatori geotermici e trattamento
delle acque reflue con la tecnologia di
fitodepurazione.
Extension of the air station
in Pantelleria, Sicily
The extension of the small air station dating from
the thirties was made necessary to preserve the
natural and historic features and to recover the
deep-rooted, local anthropic imprint. The new
mass volumes (from 1500 m3 to 8000 m3) are on
a hypogean level with walls in lava stone
evoking the dammuso (the traditional architecture
of the island) and a crater to let the light in.
The airport will be financed by the European
Community, as it will be energetically selfsupporting thanks to the modern systems
of electrical self-production through
photovoltaic panels, geothermic exchangers
I
and sewage treatment.
us 1/10 49
contract dossier luoghi di transito
Palais Stéphanie, Cannes
Il nuovo e spettacolare
design dell’albergo rende
omaggio al mondo del
cinema.
Gli arredi delle camere
sono stati realizzati su
disegno da Lema
Sotto il segno del cinema, per business e per turismo
L’Hotel Palais Stéphanie gode di una posizione straordinaria, di fronte alla spiaggia al centro della Croisette, esattamente dove un tempo si trovava il mitico Palais des Festivals. La radicale ristrutturazione, curata
da Maurizio Favetta, durata oltre sei mesi e costata 38 milioni di euro, fa di questa caratteristica il suo elemento distintivo: l’aura del cinema è l’elemento ricorrente nel lussuoso e raffinato design degli interni di
questo inimitabile “5 stelle” che esprime glamour e leggenda.
L’imponente scultura che riprende la forma
del “Palme d’Or” domina la hall d’ingresso,
dove anche il disegno della moquette evoca
il movimento dinamico della bobina
cinematografica.
L’utilizzo di mobili contemporanei, dai colori
contrastanti, panna e nero, definisce il nuovo
look dell’hotel, curato da un team di designer
e architetti sulla base dei desideri e delle
indicazioni del titolare.
«Il nostro obiettivo era di restaurare questo
magnifico albergo in modo da mettere in risalto
la posizione nella quale si trova e affermare
50 1/10 us
la sua storia cinematografica con modernità
e stile» dice il Direttore Generale Richard
Duvauchelle.
Le 261 camere e suites spaziose sono state
completamente rinnovate: cuoio con
imbastiture a vista, muri tappezzati in diverse
raffinate sfumature di color cioccolato e
macro-ritratti in bianco e nero di star
del cinema, hanno trasformato il mood dei
diversi ambienti. Le camere sono anche dotate
di attrezzature tecnologiche di ultima
generazione tra cui TV a schermi piatti ed
accesso Internet ad alta velocità.
The new and spectacular
design of the hotel is a
homage to the movies
world. The furnishings for
the rooms were designed
and carried out by Lema
Hotel Palais Stéphanie in Cannes
Under the sign of films, for business
and tourism
Hotel Palais Stéphanie is in a really charming spot,
opposite the beach in the centre of the Croisette, exactly
where the fabulous Palais des Festivals once was.
The thorough renovation, that lasted over six months
and cost 38 milion Euro, extolled this distinctive feature:
the aura of the movies is the recurrent component
in the plush interior design of this unique five-star hotel
synonymous with glamour and legend.
Dall’ampia terrazza situata sulla copertura
dell’ultimo piano, si possono ammirare splendide
viste sulla Baia di Cannes, rilassandosi con la
piscina riscaldata e le vasche idromassaggio
oppure organizzare affascinanti eventi e incontri
di lavoro. Oltre al Bar Panorama sul terrazzo, a
piano terra l’elegante ristorante La Scena
propone un raffinato menù eclettico. Palais
Stéphanie dispone anche di un auditorium di
820 posti che può essere utilizzato per ogni tipo
di meeting professionale o proiezioni di film.
Inoltre offre 16 sale meeting e oltre 4.200
I
metri quadrati di spazi espositivi.
The impressive sculpture shaped as the “Palme d’Or”
dominates the entrance hall, where even the pattern
of the carpeting calls to mind the dynamic motion
of the film spool. «Our goal was to restore this
wonderful hotel so as to enhance its situation and
state its movies history with modernity and style»
General Director Richard Duvauchelle says.
The ample-sized 261 rooms and suites were fully
refurbished: leather with ornamental tacking,
wallpapers in many refined shades of chocolate
and macro-portraits in black and white of movie
stars, changed the mood in every room. Also, Palais
Stéphanie has an 820-seat auditorium, 16 meeting
rooms and over 4.200 sqm of expository areas. I
us 1/10 51
contract dossier luoghi di transito
Hotel Milano Scala
Lirica, comfort ed emissioni zero
Un nuovo indirizzo dell’ospitalità di charme e della cultura musicale apre a Brera, centro artistico della città
meneghina. Nome e concept di questo hotel che vanta un’invidiabile posizione ruotano intorno al tema della lirica, uno dei punti di forza della città di Milano; ma l’elemento distintivo più importante è l’eco-sostenibilità. L’hotel, progettato da Cibic&Partners (con la collaborazione di arch. Confino, studio LL.TT e arch.
Sbriglione), è infatti tra i pochissimi in Italia a produrre energia senza bruciare alcun tipo di combustibile e
quindi senza rilasciare CO2 nell’ambiente.
Il progetto nasce dall’intuizione dell’imprenditore
milanese Vittorio Modena: “realizzare un
albergo che dialoghi con l’ospite in un linguaggio
universalmente condiviso e che ha trovato a
Milano la sua manifestazione più eccellente,
la Musica Lirica”.
Gli ambienti di questo “4 stelle superior” sono
concepiti per diventare palcoscenico di eventi,
occasione di incontro e di relax: il piano terra
con graziosi portici ad arco invita ad entrare
nell’accogliente e vibrante lounge bar; la lobby,
che sorge nella ex-corte del palazzo, ha un
soffitto in cristallo che permette di godere del
verde di un giardino verticale.
Altro elemento fondamentale del progetto è
il concetto di “Ospitalità ad emissione Zero”
a ribadire che, come sottolinea Maurizio
Faroldi, General Manager dell’hotel “sono
possibili, anche nel mondo dell’hotellerie,
tecnologie che azzerino l’inquinamento
atmosferico, nel pieno rispetto
dell’ecosistema”.
L’hotel adotta un sistema di climatizzazione,
trattamento dell’aria e produzione d’acqua
calda a recupero di calore, realizzato grazie
alla tecnologia Mitsubishi Electric,
completamente alimentato ad energia
elettrica.
L’hotel si avvale di provider di energia che
utilizzano esclusivamente fonti pulite e
rinnovabili. Questa combinazione consentirà
di arrivare a utilizzare energia con assenza di
agenti inquinanti.
L’applicazione di queste tecnologie consentirà
52 1/10 us
un risparmio energetico annuo del 45%
rispetto ai sistemi tradizionali e una riduzione
di emissioni di CO2 pari a 417,5 tonnellate
all’anno.
Inoltre, l’hotel sarà dotato di isolamenti termici
e acustici particolarmente efficaci che
garantiscono parametri ben maggiori rispetto
alle normative vigenti.
Hotel Milano Scala
Lyric drama, comfort and zero emissions
A new address for a hotel de charme and musical
culture in the Brera district, the artistic centre of Milan.
Name and concept of this hotel, that boasts of a superb
situation, revolve round the theme of lyric drama,
one of the fortes of the city of Milan; but ecosustainability is its most important hallmark.
The hotel, the design of which was entrusted to
Cibic&Partners, architect Confino together with LL.TT
and architect Sbriglione, is one of the very few in Italy
producing energy without burning any kind of fuel, hence
without releasing CO2 into the environment.
The surroundings of this “four-star superior” are
designed to be a stage for events, meeting and
relaxing: the ground floor with elegant arch porticos
invites to enter the comfortable and vibrant lounge
bar; the lobby features a glass ceiling to enjoy the
green of an edible wall.
The hotel is supplied with a system of climate control,
air treatment and regenerative hot water by Mitsubishi
Electric, fully electrically-powered to allow a 45%
yearly energy saving.
I
L’hotel offre 62 camere,
di cui 11 suite, ognuna
delle quali è dedicata
ad un’opera lirica
(Rendering: progetto
Cibic&Partners - Aldo
Cibic e Luigi Marchetti)
The hotel has 62
bedrooms, including
11 suites, each of them
dedicated to a lyric
drama
La lobby è concepita
come sala di
conversazione,
consultazione di libreria
tematica, salotto per
ascolti musicali
The lobby is designed
as a conversation room,
where one can also refer
to the theme library
and listen to music
us 1/10 53
contract dossier transito
Transit places. The outgoing, The remaining, Farewells
In the pictures:
Transit, an installation on
travel by Alexander Lervik
at Nordic Light Hotel.
Alexander Lervik interprets
the feeling of being on the
move in a new lobby
installation at Nordic Light
Hotel. The lobby was
transformed into a hub for
arrivals and departures.
The installation will open
in connection with
Stockholm Design Week
2010. “Flight routes”,
created by LED in
combination with fiberoptic decorates the hotel’s
entrance and the lobby is
transformed into a transit
hall featuring a 9 meter
long sofa shaped as an
airport baggage belt. 100
“light” suitcases hanging
from the ceiling adds to
the atmosphere of being
on the move
The Futurists were the first to extol dynamism and
movement as basic elements of the cityscape and
our lives: nothing is better than the triptych “Gli
Stati d’animo” by Boccioni (Farewells, The outgoing, The remaining) to express the values and
feelings of a civilization, that makes transit places
its own myth: still now, 100 years after, we perfectly identify with that sublime “motor dynamics”.
Maybe we are not like George Clooney who, in
“Up in the air”, Jason Reitman’s new film, spends
322 days a year far from home and can boast of
the remarkable figure of one million miles credited
to his frequent flyer card... yet airports, railway
stations, motorways, hotels and rent-a-car agencies are no doubt a key factor for our “metropolitan nomad” life style.They have become places,
where we don’t just “pass by”, we “live” there: we
quickly do our shopping, grabbing a chance
between airplanes or during a stop to fill up the
tank, or sitting on the settees of the waiting rooms
or at the small desk of a hotel room, where we
work with our PC and mobile phone.
The increasingly long and frequent stays have in-
creased our expectations with regard to these
places – once nondescript and not too functional
– that in the past we were more willing to put up
with, with many discomforts, as something inherent in all moves.
Now we demand comfortable spaces equipped
for our advanced requirements. Now the city itself
expects more from these buildings, that are such
a good portrayal of the glocal world concept, multinational identities and one-the-move lives: the
architectures are entrusted to leading architects
and are considered as new cathedrals of our age.
Instead, the existing structures require renovation
and upgrading to meet new social, urban and
ecological needs.
Transit places are changing. No longer the typical
Marc Augé’s “non-lieux”, but important landmarks
increasingly conscious of the user’s needs and the
relation with the territory and sustainability-related
issues, almost a must to offset, although partly,
the very high energy wastes inflicted on the Planet
by our lives devoted to a constant move, which is
sometimes not really necessary.
I
su
TCARTNOC
reissod
54 1/10 us
contract
award
1
1° premio allo slovacco
Lukas Priecko per la
poltroncina interattiva
“Transphone Chair”,
realizzata con una lega
intelligente che si
comanda a voce e cambia
forma in risposta alle
modifiche di un campo
elettronico
1st prize to the Slovak
Lukas Priecko for the
interactive chair
“Transphone Chair”,
carried out in an intelligent
alloy, voice-controlled,
and changing its shape
to the changes in
an electronic field
2° premio a Elena
Veselkova, Federazione
Russa, per “Root”,
soluzione composta da
poltroncina, divano e
rivestimento di pavimento
che dà l’impressione
di stare distesi sull’erba
2nd prize to Elena
Veselkova, Russian
Federation, for “Root”,
a solution formed by chair,
settee and flooring
conveying the impression
of being stretched out
on the grass
3° premio a Chao Luan,
Cina, per “Melted Star”,
divano azionato da energia
elettrica solare, la cui
superficie è un display
a cristalli liquidi
3rd prize to Chao Luan,
China, for “Melted Star”,
a solar electrical energyoperated settee,
the surface of which is
a liquid crystal display
2
International Design Award
Presto il lancio dell’edizione 2010
Crescita esponenziale per la settima edizione di IDA, il premio di design annuale sostenuto alternativamente da Hettich e Rehau: oltre 1.600 le richieste di partecipazione pervenute all’ultima edizione di questa
competizione che ha l’obiettivo di promuovere giovani talenti e di presentare trend e visioni del futuro concepiti da menti creative. Cinque i premi assegnati.
Il concorso, che nel 2008 arriverà all’ottava
edizione, invita studenti di design di tutto
il mondo a creare soluzioni orientate verso il
futuro, innovative e fuori dall’ordinario.
Per l’ultima edizione il tema riguardava le visioni
per due possibili modalità di vita per il 2020:
Silver Business Generation e Tecnica Freak.
Su questi input erano richieste innovazioni per
le funzioni dei arredi e di sistemi adattabili a vari
ambienti funzionali e di vita.
Dopo due giorni di consultazioni tenute a
Herford, nel museo MARTa, una giuria
internazionale ha premiato cinque candidati di
quattro diverse nazioni, i cui Istituti riceveranno
i premi in denaro di 20.000 euro in totale.
Il primo premio è stato assegnato alla Technical
University di Zvolen, Slovacchia.
Il secondo e il quinto posto del concorso sono
stati raggiunti dalla Samara State University
of Architecture and Construction e dalla
Ural State Academy of Architecture and Arts
di Ekaterinburg, entrambe della Federazione
Russa.
Il terzo posto è stato conseguito dalla Beijing
Forestry University, Cina, segue poi al quarto
posto l’Istituto superiore di arte e scienze
applicate HAWK di Hildesheim/Holzminden/
Göttingen, Germania.
4° premio a Stefan Ulrich
e Yi-Cong Lu, entrambi
dalla Germania, per
“Liquid Wall”, ambiente
con pareti “intelligenti”
che modificano condizioni
di luce e clima per creare
il massimo comfort
4th prize to Stefan Ulrich
and Yi-Cong Lu, both
from Germany, for
“Liquid Wall”, a room
with “intelligent” walls
changing the light
and climate condition
to create maximum
comfort
3
5° premio a Igor Lobanov,
Federazione Russa, per il
progetto “Piccels”, divano
gonfiabile dalle forme
biologiche richiudibile
in un elemento che funge
da elemento divisorio
e anche da tavolo
per il divano stesso
4
International Design Award
Soon the launching of the 2010 edition
5th prize to Igor Lobanov,
Russian Federation,
for the project “Piccels”,
inflatable settee featuring
organic shapes, that once
closet acts as partition
for the settee itself
An exponential growth for the seventh IDA, the yearly
Design Award alternatively backed by Hettich and Rehau:
over 1.600 applications for the last edition of this
competition, that aims at promoting young talents and
presenting trends and visions of the future devised by
creative minds. Five prize awarded.
I
5
us 1/10 55
www.formazione.ilsole24ore.com/forumarchitettura
ARCHITETTURA
3° FORUM ARCHITETTURA
MILANO, 27 MAGGIO 2010
Sede del Gruppo 24 ORE, Sala Collina - Via Monte Rosa 91
© Cristian Guizzo
Ore 9.30 - 11.30 Tavola rotonda
TRENDSETTING DELLE TECNOLOGIE PER LE COSTRUZIONI
Quali saranno i materiali e le soluzioni costruttive più diffuse nei progetti e nei cantieri
del futuro?
Un board scientifico composto da alcuni dei più noti progettisti e tecnologi presenta il panorama, le ricerche
e le sperimentazioni più significative che coinvolgono i settori della progettazione e tracciano le tendenze
di mercato.
Ore 11.30 - 13.00
ASPETTANDO L’EXPO 2015
Lo sviluppo del progetto dell’area dell’Esposizione Universale raccontato dall’Ufficio di Piano
Ore 14.00 - 16.00 Tavola rotonda
COMUNICARE L’ARCHITETTURA
Nuovi bisogni informativi, nuovi strumenti di comunicazione e crisi della carta stampata
In che modo e attraverso quali canali si parlerà di architettura nei prossimi anni? Come stanno utilizzando
i nuovi strumenti gli studi di progettazione e le aziende? Ne discute un panel di qualificati esperti di alcuni dei
media più noti del settore.
Gruppo 24 ORE per l’Architettura:
Web Media Partner:
La partecipazione all’evento è libera e gratuita fino ad esaurimento posti. Per iscrizioni e maggiori informazioni visita il sito:
www.formazione.ilsole24ore.com/forumarchitettura
Servizio Clienti
Tel. 02 5660.1887 - Fax 02 7004.8601
[email protected]
Il Sole 24 ORE Formazione
www.formazione.ilsole24ore.com
Organizzazione con sistema di qualità certificato ISO 9001:2008
L’edilizia sostenibile taglia i consumi del 40%
Energy Park di Vimercate, edifici ibridi e sostenibili
a cura di
Gianluigi Torchiani
editor b2b24
È un dato di fatto che negli ultimi decenni le attività produttive si siano trasformate da attività industriali di tipo pesante e fisicamente ingombranti ad attività produttive leggere, più piccole e più
“pulite”. Molti di questi esercizi si sono adattati o
insediati in comparti già sede di vecchie attività
industriali, edifici esistenti non idonei alle realtà
tecniche e lavorative delle nuove aziende.
Gli edifici esistenti presentano tutte le caratteristiche degli edifici di vecchia generazione, assimilabili a dei veri e propri capannoni industriali,
quasi sempre monopiano, spesso consumatori di
una quantità di energia notevolmente superiore a
quella consumata da edifici “tecnologicamente
avanzati”, inoltre tali edifici nella maggior parte
dei casi non soddisfano più il modus lavorandi
contemporaneo più flessibile e dinamico.
Garretti Associati, studio di architettura e progettazione integrata, ha interpretato queste nuove
esigenze e riproposto per Segro (società britannica di investimento e sviluppo, leader europeo
nella fornitura di spazi e soluzioni flessibili per il
business) un progetto per la riqualificazione di
un’area già caratterizzata dalla vocazione industriale/produttiva, con l’obiettivo di ottenere una
trasformazione moderna, sostenibile ed indispensabile per la sopravvivenza del comparto nel futuro. Il progetto Energy Park, registrato presso
l’U.S. Green Building Council per la certificazione
energetica LEED-CS, si propone come la reale risposta per tutte le aziende operanti nel settore
dell’High-Tech, delle telecomunicazioni e dell’Information Technology che intendono razionalizzare i propri costi di locazione ed energetici,
migliorando, nel contempo, le condizioni ambientali di lavoro per i propri collaboratori.
Il masterplan occupa un’area di 160.000 mq complessivi, e una slp pari a 110.000 mq di cui 50.000
attualmente occupati da Alcatel e affiliati e 60.000
mq in via di sviluppo in fasi successive. La fase di
nuovo sviluppo è iniziata con i lavori di costruzione del primo edificio di circa 11.000 mq.
The sustainable building trade cuts down
on consumption by 40%
Energy Park at Vimercate, “hybrid”
and sustainable buildings
It’s a fact that in the past few decades the industrial activities have changed from heavy and
physically cumbersome into light, smaller and
“cleaner” activities. Many of them fit in or are settled in already existing industrial buildings, not
suitable for the technical and working requirements of the new companies.
The project Energy Park, registered at the U.S.
Green Building Council for the energy label
LEED-CS, wants to be the actual answer to all
those firms working in the high-tech industry, telecommunication and Information Technology aiming at rationalizing their own location and
energy costs, improving at the same time the environmental working condition for their collaborators. The master plan takes up a total area of
160.000 sqm, and an slp of 110.000 sqm 50.000
of which are at present taken up by Alcatel and
its associated and 60.000 sqm are under construction in varied phases. The new development
phase started with the construction works of the
first building of about 11.000 sqm.
us
sustainability
MANAGEMENT
us 1/10 57
management sustainability
Energy Park di Vimercate
Progetto di Garretti Associati
a cura della redazione di
Archinfo.it
L’edilizia è sempre più impegnata sul fronte della sostenibilità e del risparmio energetico: ne è un esempio
il Parco Tecnologico "Energy Park” di Vimercate, recentemente inaugurato, che ospiterà gli uffici di aziende internazionali e locali operanti in settori industriali ad alto valore aggiunto (Information Technology, Telecomunicazioni e il mondo della Moda e del Design), tra cui Sap.
L’opera è stata promossa dall’investitore
immobiliare Segro, sull’esempio di parchi simili
in stile campus già realizzati nel Regno Unito.
«Rispetto a un edificio standard – spiega Marco
Simonetti, Business Unit Director Southern
Europe di Segro – il risparmio energetico
potrà arrivare sino al 40%, per merito della
particolare geometria e posizione
dell’immobile, nonché grazie all’utilizzo di una
serie di accorgimenti come la facciata a parete
ventilata, il recupero dell’acqua di falda per il
riscaldamento o il raffreddamento, la
schermatura solare costituita da frangisole
esterni fissi. L’Energy Park è inoltre concepito
per essere uno spazio polifunzionale: gli edifici
sono stati studiati per essere utilizzati per scopi
e mestieri diversi. Accanto agli uffici ci saranno
laboratori, spazi per la ricerca, ecc».
Per la costruzione del primo dei cinque
immobili previsti (11.500 mq) dall’Energy Park
ci sono voluti quasi 12 mesi: gli uffici e i
laboratori di Sap ne occuperanno circa 6.000,
mentre lo spazio restante, assicura il
responsabile di Segro, è in via di assegnazione.
Gli altri 4 edifici saranno realizzati nei prossimi
anni sui 50.000 mq ancora a disposizione
nell’area di Vimercate.
Uno degli elementi realmente innovativi di
questo progetto è il fatto che sia costituito
da edifici cosiddetti “ibridi”. La loro peculiarità
risiede proprio nella doppia tipologia. Nelle fasi di
progettazione si è pensato all’interazione più che
l’isolamento, alla trasparenza più che all’opacità.
Nella maggior parte dei casi si tratta di open
space intelligenti, razionali, spazi di
socializzazione e di relax, luoghi che favoriscono
il lavoro d’équipe e gli scambi interpersonali,
58 1/10 us
luoghi nei quali alla consueta funzione di ufficio
si affiancano anche funzioni legate alla ricerca,
allo sviluppo e ad attività speciali.
La certificazione Leed
Il distretto tecnologico, che otterrà la
certificazione Leed (Leadership in Energy and
Environmental Design) americana, offrirà inoltre
una serie di servizi comuni a tutte le aziende
quali ad esempio l’asilo, studi medici, la
mensa, il servizio banca, bar, sale meeting,
bus navetta, servizi di videosorveglianza
oltre a una particolare dotazione di parcheggi
e di spazi verdi a disposizione di tutti gli
utilizzatori.
Energy Park at Vimercate
The building trade is increasingly committed to the
pursuing of sustainability and energy saving: that’s proved
by the Technological Park “Energy Park” at Vimercate, just
opened, which will be the venue of international and local
companies working in industrial sectors with a high value
added (Information Technology, Telecommunications and
the world of Fashion and Desig), including Sap.
The work was promoted by the developer Segro,
following the example of similar campus-like parks
already carried out in UK: «Compared to a standard
building – Marco Simonetti explains (Segro’s Business
Unit Director Southern Europe) – energy saving could
attain 40%, thanks to the special geometry and
location of the building, as well as to the use of some
tactics like the ventilated-wall front, the recycling of
the groundwater for the heating or cooling, the sun
screening formed by outside fixed sun-blinds, special
activities».
I
us 1/10 59
management sustainability
La sede di Sap
Interior design di ArchiLabs
Il primo edificio completato ospita la sede del quartier generale della multinazionale SAP, leader mondiale
nelle soluzioni software per il business. Si tratta di un edificio semplice e lineare: all'esterno appare come
una scatola di metallo (pannelli di acciaio sagomato e forato) interrotta da finestrature molto regolari; al
suo interno invece, un caldo cuore di legno (pino e abete) trasmette calore ed eleganza.
La filosofia e le politiche
ambientali di Sap
«La nostra idea di partenza – puntualizza
Augusto Abbarchi, vice presidente Emea di
Sap – è stata quella di ripensare lo spazio in
funzione di come si è evoluto negli ultimi anni
il modo di lavorare. Gli uffici tradizionali non
sono più corrispondenti alla moderna
organizzazione produttiva: il lavoro individuale
è diminuito moltissimo mentre, al contrario,
è aumentato notevolmente quello di gruppo.
Nell'Energy Park gli spazi dedicati alle scrivanie
individuali saranno perciò ridotti mentre
aumenteranno le aree in cui si potrà lavorare
in comune».
La scelta della nuova sede di Sap è stata
influenzata anche dalle politiche aziendali
in tema di sostenibilità: «Sap si è impegnata
a ridurre le proprie emissioni di Co2 entro il
2020 al livello del 2000 – conferma Abbarchi –
un anno in cui il fatturato dell'azienda era la
metà rispetto a oggi. Siamo fiduciosi che
questo impegno sociale e ambientale possa
portare dei benefici anche al nostro business.
Ci sono tanti esempi in proposito: le aziende
che sposano in anticipo le regolamentazioni
più severe poi si trovano successivamente
avvantaggiate.
Inoltre i consumatori sono sempre più sensibili
a questi temi e dunque non è certo per
filantropia che le imprese investono in
sostenibilità, quanto piuttosto perché il mondo
intero va verso questa direzione».
Interiors all’insegna del benessere
Il progetto di Space Planning e l’Interior Design,
sviluppato da ArchiLabs, ha visto il
coinvolgimento di un gruppo di lavoro interno
costituito da dipendenti SAP, con i quali sono
state condivise scelte e sviluppate soluzioni
per un ambiente che rispecchia in ogni suo
aspetto i valori aziendali.
Il concept dei nuovi uffici, che si sviluppano
su 3 livelli per un totale di circa 6.000 mq,
nasce dalla volontà di favorire il miglioramento
della qualità del lavoro, condizione funzionale
alla crescita professionale di tutti i dipendenti.
Significativo in questo senso è il rapporto
aree di lavoro/aree di supporto, previsto in
ragione di un posto in meeting per ogni
postazione di lavoro.
Gli spazi di lavoro sono stati rivisitati in chiave
moderna e dinamica, privilegiando il
knowledge sharing: l’open space è intervallato
da work box – aree multiuso ideali per
meeting informali – e touch down – zone
dedicate ad attività lavorative di breve
durata.
Numerose le aree di supporto innovative
introdotte per consentire alle persone di svolgere
60 1/10 us
le proprie mansioni in ambienti particolarmente
creativi e stimolanti: Brain storming con
pareti scrivibili e allestimenti informali; Quiet
rooms che garantiscono una particolare
privacy; SAPteca (biblioteca, emeroteca
e videoteca interna); Training area con
4 moderne aule riconfigurabili (capienza fino
a 52 posti) e area coffee dedicata; Customer
area moderna ed efficiente (capienza fino
a 120 posti), con 5 aule dedicate e pareti
mobili impacchettabili per agevolare la
riconfigurabilità degli spazi.
Il progetto permette di raggiungere il massimo
grado di efficacia nell’utilizzo degli spazi.
Anche la flessibilità è massimizzata: l’utilizzo
di spinewalls (divisori di 1,30 m di altezza
cablati) rende possibile una rapida e semplice
riconfigurazione delle isole di lavoro senza
spese di cablaggio.
Viene inoltre garantita la completa fruibilità
dei più nuovi strumenti multimediali: sistema
Voice over IP; copertura wireless totale;
5 Multimedia room per proiezioni/audio
diffusione e 5 Videoconference room con
2 flat monitors, pensate per meeting interni;
Internet point.
Sono anche state previste zone “non
tradizionali” dedicate ai momenti di pausa:
lounge per consentire momenti di relax; family
room, per i dipendenti-genitori che abbiano
necessità di trascorrere brevi periodi in azienda
con i propri bambini; cyber coffee, attrezzato
con cucina, macchine automatiche, area games
(Wii, Playstation 3 e calcio balilla) ed area
I
accoglienza e diversi Coffee break point.
4
Sap headquarters
The first finished building accommodates the headquarters
of the multinational SAP, a world leader in business
software. It’s a plain and linear construction: outside it looks
like a metal box (shaped and perforated panels) broken by
quite regular windows; inside, instead, a warm wooden
heart (pine and fir) conveys warmth and elegance.
Sap’s philosophy and environmental policies
«The starting idea – points up Augusto Abbarchi,
deputy president Emea of Sap – was to fit the room to
the evolution of the working procedures that has
occurred in the last few years; there has been a
remarkable decline in individual work while teamwork
has increased ». The choice of the new Sap offices was
also influenced by the company’s sustainability
policies: «Sap is striving for reducing its Co2 emission
by 2020 to the level of 2000, when the company
turnover was the half of today’s”.
Wellbeing-oriented interiors
The Space Planning and Interior Design, developed by
ArchiLabs, has involved a in-house teamwork, with
whom choices were shared and solutions were
developed to create an environment reflecting the
corporate values in all its aspects.
The working spaces were reconsidered according to a
modern and dynamic vision, opting for the knowledge
sharing solution: the open space is alternated with
work boxes – multipurpose areas perfect for informal
meetings – and touch down areas for short-lasting
jobs. Many innovative ancillary areas enable people to
perform their tasks in most creative and stimulating
settings.
I
us 1/10 61
management
real estate
Q4 European Property Clock
RE: cauto ottimismo in Europa, ma a Milano e Roma c’è ripresa?
a cura di
Jones Lang LaSalle
Secondo il Q4 2009 European Property Clock di Jones Lang LaSalle le economie europee mostrano incoraggianti segnali di ripresa economica. Tuttavia, il gap tra l’economia in senso stretto e l’impatto che la ripresa avrà sul mondo degli utilizzatori rimane ampio e potrà risultare in un ritardo nella ripresa dell’assorbimento di spazi ad uso ufficio. Nell’ultimo trimestre dell’anno molti paesi si sono mossi in modo differente
sull’orologio immobiliare, con alcuni mercati entrati nella fase di bottoming out del ciclo, e che quindi si apprestano a cominciare la ripresa nel corso del 2010 (Londra, Varsavia, Oslo), mentre altri che devono ancora esaurire il ciclo di contrazione dei prime rent (Roma, Milano, Atene e Barcellona).
“Il 2010 sarà caratterizzato da un fragile
equilibrio economico, ma le grandi
Corporate, che hanno rimandato le proprie
decisioni immobiliari nel corso del 2009,
oggi guardano con più fiducia e un cauto
ottimismo al futuro”.
(Pierre Marin, CEO di Jones Lang LaSalle)
A livello regionale (EMEA), l’Indice European
Prime Office Rental, basato sulla performance
di 24 mercati, è diminuito dello 0,8% nel quarto
trimestre 2009, dopo aver registrato una
diminuzione simile nel terzo trimestre.
Nel corso del quarto trimestre 2009 i canoni
prime sono ulteriormente diminuiti in 9 dei
24 mercati monitorati, variando dal -4.3% di
Varsavia al -1.7% di Monaco. Tra questi troviamo
anche altri grandi mercati tedeschi, come
Francoforte (-2.9%), Berlino (-2.4%) e Dusseldorf
(-2.2%), che fino ad ora sono rimasti indietro
nel ciclo europeo. Londra, che ha registrato una
diminuzione dei canoni prime pari a quasi il 35%
dal loro punto di picco, è ora il primo mercato
ad aver raggiunto la fine della fase di declino;
la crescente fiducia del mercato fa presumere
che i canoni prime possano ricominciare a
crescere nel primo trimestre 2010 in questo
mercato. Nei due mercati italiani il prime rent
è rimasto stabile nel quarto trimestre del 2009,
pari a 420 euro mq/a a Roma e 500 euro mq/a
a Milano. «A Roma abbiamo registrato nel corso
del 2009 una crescente domanda da parte di
società che cercano uffici piccoli in centro,
dove l’offerta continua ad essere scarsa» afferma
Luca Di Nisio, responsabile dell’ufficio di Roma
di Jones Lang LaSalle. «Ciò ha contribuito a
tenere i canoni fermi in queste aree e, allo stato
attuale, non crediamo che ci sarà uno squilibrio
tra offerta e domanda nei prossimi mesi tale
da far nuovamente crescere i canoni prime nel
breve periodo. Riteniamo però che entro la fine
del 2010 anche Roma tornerà alle ore 6
dell’orologio, almeno per il prodotto prime nel
CBD». A Milano la situazione è diversa e la
stabilità dei canoni prime nel quarto trimestre
rispetto al precedente è attribuibile principalmente
a due fattori: innnanzi tutto all’attività crescente di
transazioni nelle zone del CBD e centro,
registrata negli ultimi mesi dell’anno, con canoni
compresi nel range 400-500 euro mq/a, o
superiori in casi molto particolari; il secondo
fattore riguarda la minore flessibilità mostrata da
alcune proprietà che continuano a richiedere
canoni elevati per alcuni immobili in centro.
62 1/10 us
«A Milano alla fine del 2009 sono stati
completati poco più di 100.000 mq di nuovi
uffici speculativi, ciò ha spinto il vacancy rate
al 9,1%», afferma Yannis De Francesco,
Head del dipartimento Office Agency di Milano
di Jones Lang LaSalle. «Finalmente anche
a Milano diventa concreta la competizione fra
tutti i prodotti nuovi di buona qualità e a
prezzi dimezzati rispetto ai canoni prime.
I grandi utilizzatori, che dalla seconda metà
del 2008 sono in attesa che migliori il mercato,
oggi iniziano ad avere l’evidenza di bilanci sani.
Ci aspettiamo che essi tornino a cercare
attivamente l’ufficio dei sogni che meglio
si adatti alla loro attività, a canoni vantaggiosi».
Pierre Marin, CEO di Jones Lang LaSalle, ha
commentato: «Mentre migliorano le prospettive
economiche, rimane critica la situazione
relativa al mercato del lavoro e molto ci si
aspetta dagli incentivi governativi allo studio
in molti paesi europei. In tutta Europa la fiducia
nel mercato continua ad aumentare rispetto
ai minimi storici dell’inizio del 2009, ma
l’imperativo dominante nelle aziende rimane
il cost saving anche per i prossimi anni.
“A Roma abbiamo registrato nel corso del
2009 una crescente domanda da parte di
società che cercano uffici piccoli in centro,
dove l’offerta continua ad essere scarsa”.
(Luca Di Nisio, responsabile dell’ufficio di Roma
di Jones Lang LaSalle)
Tuttavia, alcune società stanno iniziando a capire
l’opportunità derivante da questo momento
di mercato a loro favorevole, con molto prodotto
di buona qualità disponibile sul mercato».
Conclude Marin: «Il 2010 sarà caratterizzato
da un fragile equilibrio economico, e la
minaccia della disoccupazione avrà una
ripercussione diretta sulla domanda immobiliare.
In compenso le grandi Corporate, che hanno
rimandato le proprie decisioni immobiliari nel
corso del 2009, oggi guardano con più fiducia
ed un cauto ottimismo al futuro. Il 2009 si è
chiuso con un aumento dell’offerta di spazi
di qualità e ciò ha contribuito a creare maggiore
competitività, in particolare nelle zone
semicentrali e periferiche. In questa situazione,
il rilancio del mercato immobiliare potrà
avvenire, secondo noi, solo se ci sarà un
adeguamento dei canoni di locazione tale
da facilitare l’incontro tra offerta e domanda». I
1. Headquarters Axa
(via Fara 26, Milano)
“Finalmente anche a Milano diventa
concreta la competizione fra tutti i prodotti
nuovi di buona qualità e a prezzi dimezzati
rispetto ai canoni prime”.
(Yannis De Francesco, Head del dipartimento
Office Agency di Milano di Jones Lang LaSalle)
1
“Londra è il primo mercato
ad aver raggiunto la fine
della fase di declino;
la crescente fiducia fa
presumere che i canoni
prime possano ricominciare
a crescere nel primo
trimestre 2010”.
(Pierre Marin, CEO di Jones
Lang LaSalle)
É online e gratuito il Grademeter, lo strumento
realizzato da Jones Lang LaSalle per misurare
il Grado di Qualità degli immobili ad uso ufficio
È online su www.joneslanglasalle.it, a disposizione di tutti, il Grademeter, uno strumento chiaro, oggettivo e semplice per misurare la qualità degli immobili ad uso uffici ed aiutare investitori, sviluppatori ed utilizzatori nella scelta del proprio immobile.
Che cosa si intende per “Grado di Qualità degli immobili”? Questa è la domanda che negli ultimi anni ricorre più
frequentemente nella community immobiliare. Oggi, in realtà, non esiste una definizione condivisa e standardizzata in Europa o nel mondo per classificare un immobile ad uso ufficio in base al grado A, B o C. La pratica comunemente utilizzata è soggettiva e legata alle caratteristiche immobiliari proprie del Paese.
In Italia ad esempio, il grado è stato spesso attribuito in base alla vetustà dell’edificio in analisi: se nuovo corrisponde ad un Grado A, se “usato” ad un grado B o C, in base a considerazioni soggettive di chi è deputato a fornire un giudizio di qualità sull’immobile, spesso gli agenti.
La difficoltà legata all’eccessiva soggettività nella definizione della qualità, unita alla pressione sempre più forte
da parte degli utilizzatori e alla crescente necessità di rendere il mercato sempre più trasparente e di allineare i
prodotti agli standard europei, ha spinto Jones Lang LaSalle a realizzare questo nuovo strumento: il Grademeter
permetterà una lettura unica del mercato e, di conseguenza, ne potrà favorire l’ulteriore crescita e trasparenza;
l’accesso al Grademeter è libero e si effettua tramite il sito www.joneslanglasalle.it.
us 1/10 63
management real estate
2
2. Building Schroder
Property Investment
Management
(via Sapori 83, Roma)
Q4 European Property Clock
A cautious optimism for the Real Estate
in Europe, but is there an upturn
in Milan and Rome?
According to the Q4 2009 European Property Clock by
Jones Lang LaSalle, European economies are showing
encouraging signs of recovery. However, the gap between
economy in a strict sense and the impact that the recovery
“2010 will be marked by a fragile
economic balance, but the big
Corporations that postponed their
property decisions in the course of 2009
are now more confident and cautiously
optimistic about the future”.
will have on the users’ community is still wide and could
delay the recovery in the absorption of office space.
In the last quarter of the year many countries moved
differently on the property clock, with a few markets now
in the bottoming out phase of the cycle, hence their
recovery is going to start in the course of 2010 (London,
Warsaw, Oslo), while others still have to come out of the
contraction cycle of the prime rent (Rome, Milan, Athens
and Barcelona).
“At last, in Milan, too, there is an actual
competition among all new, quality
products and at halved prices compared
with the prime rents”.
In the two Italian markets the prime rent was stable
in the fourth quarter of 2009, equal to 420 euro/sqm in
Rome and 500 euro/sqm in Milan.
In Rome a growing demand was recorded in 2009 by
companies looking for small offices downtown, where
supply is still insufficient. In Milan there is a different
situation: at the end of 2009 some 100.000 euro/sqm
of new, speculative offices were completed, which
drove the vacancy rate to 9,1%. «2010 will be
marked by a fragile economic balance, and the
unemployment threat will have a direct repercussion
on property demand. On the other hand, the big
corporations, that postponed their property decisions
in the course of 2009, are now more confident and
cautiously optimistic about the future».
I
64 1/10 us
“London is the first market now reaching
the end of the decline phase; the growing
confidence suggests that prime rents
may be growing again in the first quarter
of 2010”.
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suo grande formato. Big Org@Tower.
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