L'alcool e i giovani............!!!! !
Sezione Lanciano - Vasto
N U C L E O di
C
NC P
H E D O S
R
E Casulae-Monteclo
U
P R I M A R I E
Costi
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i costi annuali
sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati all’alcol
sono pari al 2-5% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Secondo tale
stima sul PIL nazionale dell’anno 2003 (1324 miliardi di euro) i costi
dell’alcol risulterebbero pari a 26 – 66 miliardi di euro (52.000 –
128.000 miliardi di vecchie lire).
Cos’è l’alcol?
L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute e il
benessere degli individui. Il suo consumo non è utile
all’organismo, ma anzi risulta dannoso per molti
organi.
L’alcol è una sostanza tossica che, analogamente ad altre
sostanze illegali, può indurre dipendenza. A differenza del
fumo, l’alcol può esporre a forti rischi anche in seguito ad un
singolo episodio di consumo, spesso erronea.
Alcol: sempre più alcolizzati i giovanissimi
italiani
Brutto primato quello detenuto
dall’Italia e che non ha confronto
neanche con gli Stati dell’Europa
più liberisti; nel nostro Paese si
cominciaa bere con preoccupante
Anticipo rispetto a quanto si
faccia altrove, lo dimostra il dato
secondo il quale i nostri giovani
cominciano a far uso di alcolici a
partire dai 12,2 anni, in Europa
ciò accade all’età di 14 anni e
mezzo.Vero è che a poche
spanne dal nostro triste primato
vi sono due Stati europei dove i
giovani iniziano a bere a 12,7
anni, l’Irlanda e l’Austria, ma ciò
non ci consola per nulla, anzi, ci
angoscia!
La scuola e' una fucina di squilibri psicologici e di perversione
spirituale.
Essa e stata istituita per diffondere una Cultura
intrinsecamente "elitaria' e assolutamente inadatta
alla maggioranza degli alunni e degli stessi
insegnanti i quali non posseggono le attitudini
necessarie e per assimilarla .
La scuola obbligatoria di massa fornisce,di
fatto,solo "cascame culturale"e/o nozionionistiche
acritiche che sconvolgono psicologicamente i
giovani ,squilibrandoli e precipitandoli in uno stato
di sofferenza inconsapevole che puo' essere lenita
e compensata solo con l'assunzione di droghe
varie.
La scuola ha indotto aspettative che non possono
essere soddisfatte.
Costringendo i ragazzi a frequentare le aule scolastiche fino ai
diciotto aa e oltre (senza garantire un posto di lavoro pari alle
aspettative) e impedendo in tal modo ad essi di imparare un
qualsiasi mestiere.
La scontata conseguenza e' quella di ingenerare
frustrazioni,delusioni e risentimenti in tutti coloro che vedono
deluse le loro illusorie attese.
In tal modo si scatenano turbe psicologiche e,spesso,manie di
autodistruzione che possono essere placate solo con fughe dalla
realta',assumendo sostanze inebrianti.
Questo tipo di scuola ,con artificiosi esercizi,tende a potenziare
al massimo la sola "ragione" a detrimento delle altre facolta'
umane;una "ragione"ipertrofica spinge gli individui alla
rivendicazione di sempre maggiori diritti che ,se non
soddisfatti,inducono a ricercare forme di compensazione per lo
piu' illecite.
I NUMERI DELL’ALCOL
Consumi
In Italia il primo bicchiere viene consumato a 11-12 anni1; l’età più
Bassa nell’Unione Europea (media EU 14,5 anni). Sulla base dei
dati ISTAT2, il 75 % degli italiani consuma alcol (l’87 % dei maschi, il
63 % delle donne).
Sono 3 milioni i bevitori a rischio ed 1 milione gli alcolisti; 817.000
Giovani di età inferiore ai 17 anni hanno consumato nel 2000 bevande
alcoliche e circa 400.000 eccedono nei consumi alcolici. Il 7 % dei giovani
dichiara di ubriacarsi almeno 3 volte a settimana3 ed è in costante
crescita il numero di adolescenti che consuma alcol (birra, alcolpops e
superalcolici) fuori dai pasti (+103 % nel periodo 1995-2000 tra le
14-17enni)4.Gli astemi sono in costante diminuzione e rappresentano il
25% dellapopolazione.
Mortalita'giovanile
Piu' precoce e' il consumo , maggiore e'
il rischio di abuso e dipendenza.
In Europa,l'alcol e' la prima causa di morte dei giovani
tra i 15 e i 29 anni,cioe' muore 1 giovane su 4.
In Italia ,l'eta' di prima assunzione e' la piu' precoce
in Europa :11-12 anni .
Tra il 40 e il 60% di tutte le morti nella
regione europea dovute a ferite
intenzionali e accidentali sono attribuibili
(ricerca dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità per l’Europa) al consumo di
alcool che costa, nel complesso, alla
società una quantità pari al 2-5% del
Prodotto interno lordo.
Nella fascia d’età tra 18 e 25 anni, viene
evidenziata
un'elevata
incidenza
di
patologie traumatiche correlate all’alcool,
un preoccupante aumento delle violazioni di
legge, nonché dell'abuso contemporaneo
d’alcolici ed altre droghe.
Come agisce l'alcol ?
L'alcol ha un cosiddetto effetto bifase. All'effetto principale piacevole a
breve termine (ad es. distensione,alleviamento del dolore, disinibizione o
buon umore) seguono effetti collaterali a lungo termine indesiderati
ad es.svogliatezza, inquietudine,agitazione, cattivo umore, depressione o
mal di testa). Proprio questo effetto bifase è la causa del potenziale di
dipendenza dell'alcol, dato che gli effetti collaterali indesiderati possono
essere bloccati da un nuovo consumo di alcol. Così l'interessato o
l'interessata possono cadere col tempo in un circolo vizioso e diventare
alcoldipendenti. Il corpo si può abituare all'alcol, le persone ne sopportano
quantità sempre maggiori.
Questo aumento di tolleranza fa sì che si beva sempre più alcol per poter
ottenere ancora i piacevoli effetti principali desiderati.
Troppo fa maleI
I giovani reagiscono peggio all'alcol rispetto agli adulti.
Per via del peso corporeo spesso più basso i giovani sentono già l'effetto dell'alcol
in piccole dosi e si ubriacano più in fretta degli adulti.
Quando organi come cervello o fegato non sono ancora completamente
sviluppati,l'alcol può disturbare sensibilmente lo sviluppo globale dei giovani.
Una dipendenza si può sviluppare molto velocemente nei giovani. negli adolescenti
si riscontra dopo soli mesi fino a anni.
I giovani sono soprattutto:
di sesso maschile,hanno iniziato a bere in
compagnia di amici, in un bar o pub,pizzeria,
la motivazione di base è la ricerca di un
migliore rapporto con gli altri.
Il giovane comincia a bere soprattutto nei momenti
di euforia e/o di noia.
In molte occasioni il giovane utilizza sostanze
stupefacenti e/o alcool per essere al centro
dell'attenzione nel gruppo dei coetanei, per
fare nuove amicizie, per conquistare l'altro
sesso. L'insicurezza, la noia, l'incapacità di
essere originale e simpatico conducono il
giovane verso l'assunzione di dosi sempre
più massicce di alcool e droghe varie.
l’alcol può rappresentare una sorta di "droga
d’accesso" o "ponte" per gli individui più giovani
verso altre sostanze illegali.
I consumi di alcol sono influenzati da :
-abitudini di famiglia
-comportamento dei coetanei
-pubblicita' e strategie di mercato
-disponibilita' e prezzi promozionali.
Purtroppo la pubblicità non aiuta di certo la
riduzione del consumo di bevande alcoliche, anzi
il marketing delle industrie che producono queste
bevande considera i giovani il target
d’eccellenza.
Il modello di consumo piu' diffuso e':
-occasionale e concentrato nel fine settimana
-tendente all'ubriacatura “binge drinking”
-lontano dai pasti ,in situazione di svago e di
aggregazione,(pub,discoteca,bar,botteilon,Spagna).
Purtroppo i giovani,la nostra risorsa per il futuro,
sono i bersagli di falsi modelli di vita, di dati falsi
e di sostanze tossiche reclamizzate nei modi più
subdoli e abietti.
I giovani hanno bisogno di tutte le necessarie e
corrette informazioni perché possano affrontare la
vita e risolvere i problemi nella maniera corretta,
prima che possano usare alcol o droghe.
ALCOL: ITALIA PAESE CON RECORD
DEI PIU' GIOVANI BEVITORI
ROMA - In Italia è "emergenza" alcol per i
giovanissimi: fa infatti uso di bevande alcoliche e
superalcoliche il 19,5% dei ragazzi under-18. E
c'è un altro dato molto allarmante: l'Italia è il
Paese in Europa dove più bassa è l'età di accesso
all'alcol, dato che il primo contatto avviene nella
fascia di età 14-17 anni. (On.Eugenia Roccella)
I Conferenza nazionale sull'alcol che si svolta a Roma il 20 e 21 ottobre.
Alcol: sai cosa bevi?
Più sai, meno rischi!
L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con
una capacità di indurre dipendenza, superiore alle sostanze o droghe
illegali più conosciute.
I giovani (al di sotto dei 16 anni), le donne e gli anziani sono in genere
più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa di una
ridotta capacità del loro organismo a metabolizzare l’alcol.
Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l’alcol, pur
apportando circa 7 Kcalorie per grammo, non è un nutriente (come
ad esempio lo sono le proteine, i carboidrati o i grassi alimentari) e il
suo consumo non è utile all’organismo o alle sue funzioni; risulta
invece fonte di danno diretto alle cellule di molti organi tra cui i più
vulnerabili sono il fegato e il sistema nervoso centrale.
I giovanissimi, ha precisato il sottosegretario,
consumano soprattutto birra, ma anche
superalcolici e drink "mascherati", secondo la
moda del momento ovvero "apparentemente
inocui, e venduti anche nei supermercati,ma
che in realtà hanno un alto contenuto alcolico"
(alcopops e breezer).
A preoccupare, ha inoltre spiegato Roccella, è
anche il fatto che "è cambiata la modalità di
consumo di alcol nel nostro Paese: se negli anni
scorsi, infatti, si consumava soprattutto vino ed ai
pasti, ora si registra invece un calo nel consumo
di vino ed un aumento dell'uso di superalcolici
fuori pasto".
Quello che i giovanissimi cercano, ha aggiunto
Roccella, è innanzitutto lo "sballo e l'ubriacatura,
abitudine che si riscontra maggiormente nei
maschi". Sono questi, "comportamenti
relativamente nuovi per il nostro Paese e
rappresentano importanti fattori di rischio".
Data l'alta percentuale di baby-bevitori under-18 in
Europa , è fondamentale, ha detto Roccella,
pensare a nuove strategie di azione soprattutto sul
fronte della prevenzione, "rafforzando ad
esempio i controlli sui luoghi del bere e di ritrovo
dei ragazzi, anche se le sole politiche repressive
non sono sicuramente sufficienti e bisognerà
anche agire, ad esempio, sul fronte della
regolamentazione della pubblicità".
Il punto, ha avvertito Roccella, "è che siamo di
fronte ad un'emergenza educativa: i ragazzi sono,
cioé, sempre di più fuori dal controllo dei genitori
e della scuola,mentre aumentano i contatti via
Internet".
A ciò si aggiunge anche una sorta di 'vuoto
normativo'. La legge italiana, infatti, prevede il
divieto di somministrazione di alcolici ai minori
di 16 anni, ma non è previsto alcun divieto di
vendita agli under-18.
Sono 61.000, sulla base degli ultimi dati, i soggetti
alcol-dipendenti assistiti dai servizi sociali in
Italia:una fascia a rischio in crescita, e che ha
visto un aumento del 10% tra il 2005 e il 2006.
La maggioranza ha tra i 30 ed i 59 anni di età, ma
ben il 15% dei soggetti assistiti ha meno di 30
anni". Il problema alcol rappresenta dunque
sempre di più una "emergenza", ha sottolineato il
sottosegretario,
E' CAUSA 25% MORTALITA' GIOVANILE IN UE.
In arrivo nelle scuole superiori italiane, ma anche
nei principali luoghi di aggregazione giovanile,
10.000 videogiochi per la 'guida sicura' e contro il
consumo di alcol. ( Eugenia Roccella).
I videogiochi,realizzati in collaborazione con la Rai
- ha spiegato Roccella - hanno l'obiettivo di
educare i giovani alla guida sicura.
I Cd-rom, ha detto Roccella, saranno distribuiti
nelle scuole, nei maggiori luoghi di aggregazione
e saranno anche allegati a riviste giovanili. I 50
giocatori che realizzeranno il maggiore
punteggio, potranno inoltre partecipare ad
un concorso a premi ad hoc
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L'alcol è la più antica e diffusa dipendenza nel
mondo occidentale.
Studi epidemiologici dimostrano che su 33.000.000
di bevitori ci sono 4.000.000 di persone che
presentano problemi connessi all'uso di alcol e
1.600.000 alcolisti.
Secondo una stima dell'Istituto Superiore di
Sanità l'alcol causa almeno 26.000 decessi
all'anno, cioè più di quelli legati al consumo di
droghe illegali, che sono circa 1800.
0 grammi di alcol=sicurezza
La quantità di alcol che può essere assunta per
decenni senza alcun rischio per nessuno
è relativamente modesta. Infatti si considera
l'assunzione giornaliera di:
• 0 grammi di alcol al giorno = sicurezza;
• Fino a 20 grammi di alcol al giorno per le donne e fino a 40 grammi di alcol
al giorno per gli uomini = rischio basso;
• Più di 20 grammi di alcol al giorno per le donne e più di 40 grammi per gli
uomini = rischio elevato.
Bevanda -Quantità Alcol puro (gr.)
La corrispondenza tra le più comune bevande e la
quantità di alcol puro contenuto è riportato nella
tabella sottostante:
-Un litro di Birra chiara (3-3,5 gradi) : 30gr
-Un litro di Birra scura (6-6,5 gradi) :
60gr
-Un litro di Vino (11-12 gradi) :
110gr
-Un litro di Superalcolici (40-45 gradi): 400gr
Emergenza alcol per i giovani non solo in Italia, ma
a livello europeo: nella Ue, infatti, il 25% della
mortalità giovanile tra i maschi è proprio dovuta
all'alcol,primeggia la Danimarca e le Gran
Bretagna ma anche l’Italia si trova nei primi posti.
Il 35% degli studenti italiani si è ubriacato
almeno una volta nell’anno.
La bevanda preferita dei giovani è la birra :
80,6%: maschi;
75,9%: femmine;
al secondo posto c'e' il vino:
57,4%:maschi ;
50,5%:femmine;
al terzo posto i distillati:
17,2% :maschi;
13%: femmine
Che fare per convincere sopattutto i giovani a
bere con moderazione?
Anzitutto è bene considerare che le droghe lecite
(alcol e tabacco) causano malattie e morti almeno
10 volte superiori a quelle illecite.
Quindi la battaglia deve essere totale!
Ma come possiamo prevenire queste forme di
disagio?
Chiaramente tutte le forme di prevenzione sono valide, ma la
prevenzione primaria deve essere privilegiata e deve iniziare
molto precocemente, non appena le capacità cognitive lo
permettono. Le influenze dei genitori e degli adulti in genere sono
preminenti nei processi di socializzazione che si verificano negli
anni della fanciullezza. Negli anni adolescenziali, invece, i
messaggi educativi sono meno efficaci perché sono più forti le
influenze dei coetanei e le spinte oppositive verso il mondo degli
adulti in genere. A questa età è molto utile continuare
un'educazione alla salute già iniziata nel precedente ciclo delle
scuole elementari e discutere con gli adolescenti i rischi a cui le
droghe espongono nel ciclo della vita (ad es. durante la
gravidanza l'uso di droghe, tra cui l'alcol, espone il futuro
nascituro a gravi rischi).
Educazione familiare
Se nell'infanzia e nella fanciullezza la famiglia è stata una
"base sicura", i problemi adolescenziali sono più facili
da risolvere. In ogni caso gli adulti devono tener
presenti i motivi per cui i ragazzi possono assumere
alcol. Sono motivi , a grandi linee, connessi alla
difficoltà a raggiungere l'indipendenza, che è l'aspetto
preminente che ruota intorno alle condotte
adolescenziali. Emanciparsi dalla propria famiglia
d'origine è difficile e lo è ancor di più se i genitori non
sono preparati ad accettare con equilibrio i
cambiamenti dei loro figli ed a modificare i loro schemi
educativi.
DICHIARAZIONE SUI GIOVANI E ALCOL
adottata a Stoccolma il 21 febbraio 2001
La Carta Europea sull'Alcol, adottata dagli Stati Membri nel 1995, stabilisce
principi guida e le strategie da adottare al fine di promuovere e proteggere la
salute e il benessere di tutti i cittadini della Regione Europea. La presente
Dichiarazione mira a proteggere i bambini e i giovani dalle pressioni che vengono
esercitate per indurli al bere e si prefigge di ridurre il danno direttamente o
indirettamente causato loro dall'alcol. La Dichiarazione riafferma i cinque principi
etici della Carta Europea sull'Alcol:
Tutti hanno diritto a una famiglia, una comunità ed un ambiente di lavoro protetti da
incidenti, violenza e da altre conseguenze negative del consumo alcolico.
Tutti hanno diritto, fin dalla prima infanzia, ad un'informazione e ad un'educazione
valide e imparziali riguardo gli effetti che il consumo di alcol esercita sulla salute
la famiglia e la società.
Tutti i bambini e gli adolescenti hanno il diritto di crescere in un ambiente protetto
dalle conseguenze negative del consumo di alcol e, per quanto possibile, dalla
pubblicità di bevande alcoliche.
Tutti coloro che consumano alcol secondo modalità dannose o a rischio, nonché i
membri delle loro famiglie hanno diritto a trattamenti e cure accessibili.
Tutti coloro che non desiderano consumare alcol o che non possono farlo per
motivi di salute o per altre ragioni hanno il diritto di essere salvaguardati dalle
pressioni esercitate al bere e sostenuti nel loro comportamento di astinenza.
Amici si, ma non dell'alcol!
L'alcol non perdona!
Sono migliaia i morti causati dal'alcol
L'alcol e' l'amico che ti frega!
Prevenzione
La prevenzione migliore deve essere basata, oltre che su una
informazione precoce, su legami familiari saldi e sicuri. E'
nella prima infanzia che il bambino acquisisce quella
sicurezza di base fondamentale per il suo sviluppo e quelle
certezze di essere accettato e amato, necessarie per la
costruzione della sua personalità.
I bisogni fondamentali di tutti i bambini sono
essenzialmente cinque :
- essere desiderati e accettati;
- continuità di rapporti con i genitori;
- avere una guida attenta nell'affrontare i problemi della
crescita;
- ricevere messaggi rassicuranti;
- sapere che ci sono dei valori saldi e sicuri nel mondo in
cui vivono
Motivi che possono indurre ad assumere
alcol e droghe
1. Piacere del rischio
I ragazzi per acquisire l'indipendenza devono assumere dei piccoli rischi, che li fanno sentire grandi e che possono essere
emozionanti. Se non sono sostenuti e guidati, uno di questi rischi può essere l'alcol, tanto più che è una sostanza con
effetti piacevoli, che inizialmente rafforza i sentimenti d'invulnerabilità e indipendenza e che fa sentire maggiormente il
senso di appartenenza al gruppo.
2. Desiderio di trasgredire
La nascita della capacità di pensare astrattamente porta anche a contestare, a mettere in stato d'accusa i valori degli
adulti, a trasgredire per verificare insieme ai compagni ciò che è vietato, ciò che non si conosce, ciò che desta curiosità.
Per evitare questi aspetti è importante parlare con i ragazzi, rispondere alle loro curiosità con sincerità, ascoltare le loro
opinioni e far comprendere con adeguata documentazione come realmente stanno le cose.
3. Mancanza di interessi, assenza di obiettivi
La mancanza di interessi e l'assenza di obiettivi porta alla noia e a sentimenti di inutilità. Molti giovani si accostano
all'alcol proprio per vincere questi sentimenti e per sentirsi vivi emozionalmente. E' molto importante, perciò stimolare i
ragazzi a porsi degli obiettivi (nello sport,re utile che i genitori li rendano partecipi dei loro progetti e delle loro mete.
4. Scarsa autostima
L'autostima è basilare per saper affrontare con serenità le difficoltà piccole e grandi che si succedono nel ciclo della vita.
Per aiutare i ragazzi a raggiungerla, occorre che i compiti e le responsabilità che si devono assumere, siano accessibili
alle loro capacità. In ogni caso è utile incoraggiare senza iperproteggere e bandire, nei casi di insuccesso, atteggiamenti
critici o distruttivi. Dare fiducia e messaggi rassicuranti è sempre valido.
5. Dipendenza dal gruppo
Sia un clima autoritario che permissivo sono nocivi. I ragazzi infatti, sia nel timore della severità dei genitori che nel
sentirsi trascurati in famiglia, possono reagire rifugiandosi nel gruppo dei compagni, al punto da dipenderne
completamente. Non per caso l'assunzione di alcol da parte degli adolescenti si verifica in compagnia dei coetanei ed è
un'esperienza quasi sempre vissuta come piacevole perchè alcune sostanze, tra cui l'alcol, favoriscono i rapporti sociali,
attenuano l'ansia, eliminano la noia, favoriscono la distensione, cancellano la stanchezza
I motivi sopraelencati sono senz'altro importanti, ma la sicurezza vissuta nei primi anni è uno dei fattori alla base del sens
di identità nell'età adulta o quantomeno un fattore che indirizza nel corso dello sviluppo verso scelte o atteggiamenti che
rafforzano la fiducia in sé stessi e negli altri.
“Bringe Drinking”
Bere fino a stordirsi !
E' un fenomeno che si va diffondendo in maniera
esponenziale anche tra i giovani italiani.
Perchè? e soprattutto: con quali conseguenze?
Bere......bere.....bere.....bere......!
Bene...... fino a stordirsi !
Definizione di “Binge Drinking”
Gli specialisti del settore sono ancora lontani
dal dare una definizione univoca di Binge
Drinking, dato che in passato con cio' si
andava ad indicare un periodo di due o più
giorni in cui il soggetto beveva ripetutamente
fino all’intossicazione e senza dedicarsi alle
attività e ai doveri quotidiani.
Quantita' di alcol per binge drinking
Ai nostri giorni, il lasso di tempo di riferimento è
ben più ristretto e si discute sulla quantità di
alcool da ingerire in una volta per classificare il
disturbo: comunemente, questo limite è fissato a
cinque drink per gli uomini e 4 per le donne.
Inoltre, come puntualizza la British Medical
Association, attualmente il Binge Drinking è
associato al bere con il preciso proposito di
ubriacarsi . Di solito si verifica in contesti di
socialità, piuttosto che quando si è soli.
Cenni storici
Il fenomeno arriva dagli USA, dove è conosciuto sin dai primi anni
Novanta . La maggior parte dei Binge Drinkers frequenta il
college e non si deve pensare che siano individui emarginati o
appartenenti alle classi sociali più disagiate, tutt’altro: a
partecipare a queste “sessioni di alcool” sono anche atleti e
membri di confraternite, specialmente dopo gli esami finali e gli
eventi sportivi.Secondo gli esperti, una spiegazione di questa
propensione al Binge Drinking negli studenti è che per la prima
volta al college i giovani si trovano a vivere da soli, senza la
supervisione dei genitori.
Una vera e propria spiegazione non si è ancora trovata, fatto sta
che i dati sono preoccupanti.Circa il 60% degli studenti
universitari statunitensi ha avuto episodi di Binge Drinking: in
testa alla classifica troviamo il Nord Dakota, mentre all’ultimo
posto si piazza lo Utah,(percentuale alta di Mormoni)
Rishi del binge drinking
I rischi sono gli stessi di tutte le sostanze che provocano
dipendenza. Il principale è senza dubbio la guida in stato
di ebbrezza, che oltre a cagionare ingenti danni al
bevitore è anche fonte di pericolo per terzi.
A lungo termine si possono invece riscontrare le seguenti
conseguenze:
-peggioramento delle prestazioni scolastiche e/o lavorative;
-introduzione all’uso di droghe;
-attività sessuali non pianificate;
Per non citare poi l’influenza che queste bevute
hanno sull’umore, incostante e tendente a
oscillare tra l’euforia e l’abbattimento morale,
fino alla depressione e quindi al :
SUICIDIO e SUICIDI COLLETTIVI.
“Bottellòn”
Bottellòn in ampi spazi in Spagna ,ma anche altrove !
“Bottellòn”
Il Bottellòn è l'abitudine, diffusa dalla fine del XX secolo tra i giovani spagnoli, di riunirsi
in spazi pubblici all'aperto, preferibilmente piazze o parchi, per consumare
principalmente bibite, alcolici, ma anche tabacco e talvolta droghe illegali.
Il termine viene probabilmente dallo spagnola :botella ("bottiglia").
I ragazzi si riuniscono portandosi le bevande, principalmente rum, vinobirra , e altri
ingredienti, quali coca cola, succhi di frutta, insieme ai bicchieri e al ghiaccio per
preparare cocktail artigianali e risparmiare sul prezzo delle consumazioni dei locali che
sono di solito abbastanza alti.
Il fenomeno ebbe inizio in Andalusia negli anni ottanta ma si è diffuso rapidamente in tutta
la Spagna, tanto da dare origine ad un vero e proprio conflitto sociale: infatti il rumore e
lo sporco infastidiva i cittadini. Alla fine del 2006 fu approvata la "legge anti-botellón",
per la proibizione della vendita di alcolici in supermercati e alimentari dopo le ore 22 e
dà la facoltà ai comuni di stabilire multe per chi consuma alcolici in strada e di stabilire
aree in cui il botellón è permesso.
La legge è stata applicata in maniera differente a seconda della zona: a Madrid le multe sono
molto elevate, mentre a Granada non sono quasi mai applicate.
Anche in Italia il Botellón si è diffuso da qualche anno. Torino ha ospitato diversi raduni di
giovani nei pressi di Palazzo Nuovo o al Parco del Valentino; Milano in piazza Leonardo
da Vinci, nei pressi del Politecnico.
malattie
Ogni anno sono attribuibili, direttamente o indirettamente, al consumo di
alcol: il 10% di tutte le malattie, il 10 % di tutti i tumori, il 63 % delle
cirrosi epatiche, il 41 % degli omicidi ed il 45 % di tutti gli incidenti, il 9%
delle invalidità e delle malattie croniche (di lunga durata)5.
In Europa, il 25% dei decessi registrati tra i giovani è causato dall’alcol;
l’alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani di età compresa
tra i 15 e i 29 anni.
E'vero che...?
sfatiamo alcuni luoghi comuni !
Falso:aiuta la digestione;
Falso:fa buon sangue;
Falso:migliora la funzione
Falso:protegge dal freddo;
Falso:aumenta il latte materno;
Falso:aumenta la forza muscolare;
Falso:e' una bevanda dissetante;
Vero: rallenta ed altera lo svuotamento dello stomaco;
Vero: può causare anemia ed aumento dei grassi;
Vero: riduce gli ormoni femminili e maschili sessuale;
Vero: abbassa la temperatura corporea;
Vero: riduce la produzione del latte e può intossicare il bimbo;
Vero: riduce le capacità cerebrali e motorie;
Vero: aumenta la sete per eliminazione di liquidi(urina e sudore);
Danni dell'alcol
L'eccessivo consumo di bevande alcoliche rappresenta ancora oggi una delle cause
principali di malattie del fegato e, tra queste, soprattutto della cirrosi epatica; esiste un
preciso rapporto tra l'entità e la durata dell'abuso ed il rischio di cirrosi. L'alcool non
possiede proprietà carcinogene ed il suo effetto sul carcinoma epatico è riconducibile
essenzialmente alla capacità di indurre la cirrosi.
La suscettibilità all'effetto tossico dell'etanolo è estremamente variabile, poco dosedipendente ed influenzata da fattori genetici, ormonali, nutrizionali ed ambientali, in
altre parole dalla risposta dell'individuo.
Pertanto non esiste una quantità di alcool al di sopra della quale sicuramente si formerà
un'epatopatia, ma si considera tossica una dose superiore ai 60 gr/die nell'uomo ed ai 40
gr/die nel sesso femminile.
L'eccessivo consumo di alcool è, dunque, un concetto relativo; un qualcosa in più
rispetto al quantitativo tollerabile, tenendo conto del clima, dell'attività muscolare, della
costituzione individuale e di tutti quegli altri fattori che ne rendono così variabile
l'effetto tossico.
L'alcolismo è invece caratterizzato dalla necessità di introdurre abitualmente bevande
alcoliche in quantità sufficiente da incidere sulle funzioni dell'organismo per provocare
o mantenere una condizione di benessere o di assenza di malessere. Si tratta quindi di
una "dipendenza" psico-fisica dall'alcool, che protraendosi nel tempo costituisce le
premesse per lo sviluppo di un danno organico
Alterazioni epatiche dopo eccessiva e prolungata
ingestione di alcol:
1) Steatosi epatica (fegato grasso): la prima conseguenza
dell'abuso di alcol è l'accumulo di grasso nelle cellule
epatiche. Tale accumulo è reversibile se il paziente
smette di bere.
2) Epatite: continuando l'abuso alcolico è facile andare
incontro alla steatoepatite: si tratta di un accumulo di
grasso accompagnato da infiammazione: esiste una
forma acuta e più frequentemente una forma cronica.
3) Cirrosi epatica: la cirrosi è caratterizzata da presenza di
fibrosi diffusa del fegato e noduli di rigenerazione.
Come agisce l'alcol nell'organismo.
L’alcol viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80%dalla prima
parte dell’intestino. Se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido. L’alcol
assorbito passa nel sangue e dal sangue al fegato,che ha il compito di distruggerlo.
Finché il fegatonon ne ha completatola “digestione”, l’alcol continua a circolare
diffondendosi nei vari organi.In alcuni individui, in alcune razze e nelle donne
l’efficienza diquestosistema è molto ridotta, risultando più vulnerabili agli effetti
dell’alcol.
Circa il 90-98% dell’alcol ingerito viene rimosso dal fegato. Il restante 2-10%
viene eliminato attraverso l’urina, le feci, il respiro, il latte materno,le lacrime, il
sudore, la traspirazione.
La velocità con cui il fegato rimuove l’alcol dal sangue varia da Individuo a
individuo, è circa 1 bicchiere tipo di bevanda alcolica all’ora.
Diagnosi di :Steatosi
La sintomatologia nel caso della steatosi epatica è
assente.
Esiste solo un ingrandimento del fegato e lieve
alterazione di alcuni esami di laboratorio(lieve
incremento delle transaminasi,maggiore incremento
della gamma GT).
All'Ecografia si rileva un fegato “lucente”,
intriso di grasso.
Diagnosi di :epatopatia alcolica
L'epatite alcolica che usualmente compare in un
bevitore cronico con un recente episodio di
esagerato consumo, può variare da una modesta
forma di epatite con solo alterazioni di alcuni
esami del sangue (simili a quelli osservati nella
steatosi) fino a una severa insufficienza epatica
con complicazioni come l'ittero, l'encefalopatia
epatica (disfunzione del sistema nervoso
centrale),ascite(accumulodi liquido nell'addome),
emorragia per rottura di varici esofagee (vene
varicose dell'esofago),disturbi della coagulazione
del sangue e coma.
Diagnosi di:cirrosi
Si presenterà con riduzione dei livelli di
albumina, di attività protrombinica, aumento
delle gammaglobuline, riduzione delle piastrine,
aumento delle transaminasi e soprattutto della
gammaGT.
Possono essere presenti ascite e varici esofagee.
La cirrosi può trasformarsi in cancro del
fegato(cancrocirrosi).
Terapia dell’epatopatia alcolica
Il più importante trattamento dell'epatopatia alcolica è
l'immediata astinenza dall'alcol. Qualche volta ciò richiede
un ricovero per il trattamento della sindrome da astinenza.
Il paziente poi dovrà essere avviato a un programma di
riabilitazione con l'aiuto di gruppi di supporto come gli
Alcolisti Anonimi o i Club di Alcolisti in trattamento
(CAT). La cessazione dell’ingestione di alcol può fare
regredire la steatosi epatica e l'epatite alcolica.
Per quanto riguarda la cirrosi, pur essendo irreversibile,
tuttavia cessando l'introduzione di alcol si assiste spesso a
un netto miglioramento e a un blocco del deterioramento
altrimenti progressivo.
FONDAZIONE AMICI DELL’EPATOLOGIA- VIA ALBRICCI 9, 20122 MILANO
TEL. 02\86996284 FAX 02\86996287e-mail: [email protected] • sito internet: www.assofade.org
Altri organi colpiti dai danni
Gli organi danneggiati dall'abuso di alcool
sononumerosi. Citiamo solo alcuni dei principali
organi danneggiati dall'abuso di alcol, e alcune
delle malattie riscontrate: cuore e vasi,apparato
riproduttivo (ridotta fertilità), esofago (tumore),
stomaco (tumore), intestino, pancreas, sistema
nervoso centrale (Delirium tremens, epilessia,
allucinosi, atrofia cerebrale).
Ricoveri
Complessivamente, il 10 % dei ricoveri è attribuibile all’alcol; nell’anno
2000 tale numero è stato stimato in 326.0006, di cui circa 100.000
Sono stati effettuati con diagnosi totalmente attribuite all’alcol7 .
Alcol: sai cosa bevi?
Più sai meno rischi!
1) Eurobarometer 2002
2) ISTAT Indagine Multiscopo 2000
3) Eurobarometer
4) Dati ISTAT
5) World Health Report, OMS,2002
6) Società Italiana di Alcologia
7) Relazione sullo Stato Sanitario del Paese
2001/2002. Ministero della Salute
Considerazioni
Si continua a lasciar credere che ci sono due tipi di consumi
totalmente distinti ed opposti.
Quello buono, che provoca piacere e convivialità.
L’altro, quello cattivo che conduce all’alcolismo.
Oggi si sa molto bene che il confine tra un consumo moderato ed un
consumo eccessivo è estremamente labile e che il passaggio dal primo al
secondo è frequente e nascosto.
Se non è il caso di difendere la proibizione, che ha dimostrato i suoi effetti
perversi e la sua inefficacia, almeno si può e si deve dire tutta la verità e
adottare le misure di prevenzione, di precauzione e di protezione che si
impongono di fronte ad un fattore di rischio di tale ampiezza. All’alcol si
attribuisce nella Regione europea il 10% del carico di malattie.
L’alcol uccide brutalmente negli incidenti, nella violenza e nei suicidi che
provoca. Uccide inoltre lentamente con le degradazioni fisiche, mentali e
sociali che comporta.
Il suo peso economico è incontestabile, e questo dà il diritto alla industria
dell’alcol e alle sue lobbies di fare e dire ciò che vogliono. L’esempio della
promozione dell’alcol nello sport che arriva al punto di oscurare il nome
stesso dello sport a vantaggio di quello del marchio del prodotto ne è una
eccellente dimostrazione.
Decessi
Decessi
Ogni anno in Italia circa 40.000 individui muoiono a causa dell’alcol per
cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi,
incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali, ecc.
Nell’anno 2000, gli incidenti stradali hanno causato: 8.000 decessi,
170.000 ricoveri, 600.000 prestazioni di pronto soccorso e 20.000
invalidità permanenti.
L’alcol è causa di circa la metà degli 8.000 decessi conseguenti ad
incidentistradali, che rappresentano la prima causa di morte per gli uomini
al disotto dei 40 anni, e l’alcol è anche causa del 50% delle conseguenze
non fatali.
I dati dell'alcol,a Natale
36 milioni
i consumatori di alcol:
l’87% dei maschi e il 75% delle femmine nella popolazione al di
sopra
i 14 ann;
3 milioni i bevitori a rischio,1 milione gli alcolisti
L’alcol causa:
il 10% di tutte le malattie;
il 10 % dei ricoveri;
il 63% delle cirrosi epatiche;
il 41% degli omicidi;
il 45% degli incidenti stradali;
il 9% delle malattie croniche e delle invalidità;
il 10-20% degli infortuni sul lavoro;
Inoltre: separazioni, perdita del posto di lavoro, violenze ed abusi sessuali su minori e donne,
alcolismo e tossicodipendenza, forme varie di disagio.
Metodo “Narcon”
Il centro Narconon Alfiere da oltre 14 anni adotta un efficacissimo e nuovo metod
perla disintossicazione e la riabilitazione dalle dipendenze.
Il programma è sviluppato in una serie di passi che portano una persona intossicata
dall'abbandono dell'uso di sostanze alla completa ripresa fisica e mentale.
Droghe, medicinali e sostanze tossiche una volta assunte possono rimanere intrappolate
nei tessuti adiposi del corpo (tessuti grassi) e rimanere li' per anni dopo la loro
assunzione e possono improvvisamente rientrare in circolazione provocando reazioni
imprevedibili ed effetti molto spiacevoli, oltre a tutti i sintomi fisici che le tossine
possono continuare a provocare, queste possono spingere la persona ad un irresistibile
desiderio di riassumere la stessa sostanza. Questo e' uno dei motivi per cui molte
persone che avevarle improvvisamente non riuscendo a comprenderne la ragione.
Grazie all'espulsione di tutte le sostanze che la persona ha assunto negli anni e grazie ad
un programma di saune, esercizio fisico e reintegrazione alimentare per mezzo di
vitamine, minerali e olii le persone sperimentano una vera e propria rinascita fisica e
mentale, liberandosi di tutti gli effetti nocivi che le sostanze hanno prodotto. E' allora
che la persone può cominciare il percorso di riscoperta delle proprie abilita' e capacita' e
riscopripre i valori morali abbandonati durante il periodo di assunzione di sostanze.
Gli elementi del programma di
disintossicazione
Il programma di disintossicazione è un regime concepito in modo ben preciso, che
include gli elementi del programma di disintossicazione .
Il programma di disintossicazione è un regime concepito in modo ben preciso, che
include i seguenti elementi:
Esercizio fisico, sotto forma di corsa , per stimolare la circolazione.
Periodo prescritti da trascorrere in sauna, accompagnati dall'assunzione di
determinate vitamine e da altre sostanze nutritive, che permettono di espellere
tramite sudorazione le sostanze tossiche accumulate.
Un programma di nutrizione che include :
*La propria dieta abituale, che viene integrata da abbondanti verdure fresche
e non cotte eccessivamente.
*Un preciso reggime di assunzione di vitamine, minerali e olio.
*Liquidi a sufficienza per bilanciare la perdita di fluidi del corpo dovuta alla
sudorazione.
*Un orario personale sistemato in modo opportuno , che preveda per la
persona la quantità di sonno normalmente richiesta
Effetti dell'alcol sulla......strada !
Alcol:in auto e' il nemico nemico nr 1
Ben il 46 %. , questo è l'allarmante dato che è venuto a galla
durante il Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti ,in
Trattamento.
Bastano piccole quantità di alcol per aver colpi di sonno,
riflessi lenti e vista annebbiata.
l'Oms ha condotto uno studio secondo il quale un quarto dei
decessi di giovani maschi tra i 15 e i 29 anni è dovuto al
consumo di alcolici, per un totale di 55mila morti all'anno,
uno ogni quarto d'ora. mila, uno ogni quarto d'ora!
Dati Istat
I conducenti della fascia di età tra i 25 e i 29 anni (con 452 morti e 31.451
feriti ) tra i 30-34 anni (con 457 morti e 31.259 feriti) sono quelli più
colpiti dagli ncidenti stradali. La mortalità è molto elevata anche fra i
conducenti di 21-24 anni (379 morti e 24.302 feriti).
Negli incidenti notturni si verifica il più alto indice di mortalità, con un
valore massimo intorno alle 5 del mattino.
Particolare allarme suscita l'elevata percentuale di incidenti notturni del
venerdì e sabato, data l'elevata correlazione stimata tra questo tipo di
incidente stradale e 'abuso di alcol o altre sostanze d'abuso,soprattutto da
parte dei giovani.
Gli incidenti del venerdì e sabato notte nel 2006 hanno rappresentato il
44,6 % del totale degli incidenti notturni, ed i morti e feriti in tali incidenti
rappresentano,rispettivamente, il 46,1% ed il 47,1% del totale degli
incidenti notturni.
Da un recente studio ISTAT (2006) risulta che alcuni comportamenti di
consumo a rischio (consumo di alcolici fuori pasto e binge drinking) sono
più frequenti tracoloro che frequentano le discoteche e luoghi in cui si
balla, sia per i maschi che per le femmine.
sabato sera.............!!!!!!!!!
Sabato sera............!!!!!!!!
Sabato sera........!!!!!!!
Invalidita' permanente........!!!!!
Morte...........!!!!!!!!!
Assumere una quantità di alcol anche limitata, sottolineano gli
esperti, può essere molto pericoloso per la guida:
in Italia il limite legale del tasso alcolico per chi guida è 0,5 per mille.
(In questi giorni una proposta di legge lo porta a 0,2%.Oltre questo limite
c'e' l'arresto).
Ciò che colpisce, in chi viene trovato a guidare in stato di ebbrezza e' la
scarsa conoscenza delle conseguenze di questo comportamento.
Non sideve credere che la paura della sanzione possa costituire un
deterrente in chi è abituato ad assumere alcolici; soprattutto i più giovani
fanno fatica apercepirne la gravità.
Ma bere alcol non è come bere un bicchiere d’acqua o un’altra bevanda, e
chi guida l'auto o anche un motorino lo deve sapere.
Anche la famiglia la scuola e tutte le altre istituzioni devono fare la loro
parte per contrastare questo fenomeno dilagante dell’alcol. Mi rivolgo
soprattutto a voi giovani, se vi accorgete che fate fatica ad allontanare
l’alcol, non siate indulgenti, affrettatevi a recarvi nelle strutture mediche
dove possono aiutarvi a uscire fuori da questo labirinto, prima che sia
troppo tardi.
Perciò ragazzi non abusate, riflettete!!!!!!
Al primo posto nel mondo per il consumo di alcol,l’UE interviene
per arrestare un fenomeno, i cui dati mostrano tendenze
inquietanti.
Che cosa trasforma una bevuta con gli amici in un consumo eccessivo e
pericoloso? Di fronte a milioni di morti all’anno causati dall’abuso di alcol in
Europa, sembrerebbe che la linea di demarcazione tra un consumo responsabile e
un consumo nocivo sfugga ancora a molti.
Il consumo da parte dei minori e gli incidenti stradali legati all’abuso di alcol sono
fattori allarmanti in tutta Europa. Gli sforzi dei singoli paesi per invertire la
tendenza nel loro territorio rischiano di essere compromessi dalla pubblicità e dalla
possibilità di acquistare alcol in altri paesi.
Per questo , oltre ad elaborare una strategia per affrontare i problemi legati all'alcol
in tutta Europa, l’UE ha istituito il forum europeo su alcol e salute (che riunisce 40
imprese e organizzazioni non governative) per contrastare il fenomeno del
consumo di alcol tra i minori, sensibilizzare agli effetti dell’abuso di alcol e
promuovere pratiche di vendita e di pubblicità responsabili.
Il forum ha definito un elenco di 78 impegni , tra i quali:
· insegnare a baristi e commessi come comportarsi con i giovani che cercano di
acquistare alcol illegalmente;
· assicurarsi che i medici informino le donne sui rischi dell’alcol prima e durante
una gravidanza;
· rafforzare il ruolo dei gruppi di auto-aiuto.
Considerazione
Ogni giorno al tg si sentono notizie agghiaccianti riguardanti
ubriachi che al volante della propria macchina uccidono
pedoni, automobilisti, ciclisti e tutti quei disgraziati che si
trovano a passare nelle loro vicinanze. E’ tanto difficile capire
che è da imbecilli guidare dopo aver bevuto troppo? E
piantiamola col dire “ma io sto bene, lo reggo l’alcol” … la
troppa sicurezza di sè stessi a volte è portatrice di guai. Se
bevi non guidi …. se una sera non puoi bere perchè sai che
devi guidare, non è la fine del mondo. Il limite legale per la
guida è troppo basso? Adeguatevi invece di lamentarvi e
rendetevi conto di quanti morti ogni anno ci sono per guida
in stato di ebrezza.
Sai quanto bevi?
Si considera che un bicchiere di vino,
un aperitivo, un bicchierino di
superalcolico, un boccale di birra
contengono la stessa quantità di alcol:
12 grammi di alcol=1 unità. Il limite
legale per la guida è di 0,5g/l di alcol
nel sangue. Con quanto alcol si
raggiunge questo limite non si può dire
con precisione; dipende da sesso, peso,
età, tipo di bevanda, assunzione a
digiuno o a stomaco pieno. Per
approssimazione possono bastare 2
bicchieri o anche 1 a digiuno. Se
parliamo di donne basta ancora meno.
Occorre 1 ora per smaltire 1 bicchiere.
Cosa combina l’alcol alla guida !
1. Ridotta capacità di giudizio.
Anche a basse dosi dà senso di benessere ed auforia con
sottovalutazione del pericolo.
2. Errata valutazione delle distanze e della velocità. Sorpassi
azzardati.
3. Problemi visivi. Riduce il campo visivo, diminuisce la visibilità
laterale, aumenta la sensibilità all’abbagliamento, riduce la
visione notturna del 25%.
4.Minore concentrazione. Provoca sonnolenza e riduce
l’attenzione.
5. Tempi di reazione (riflessi) più lenti.
RISPETTA LA TUA VITA E QUELLA ALTRUI.:
CHI GUIDA NON BEVE!
ESISTONO QUANTITA’ “SICURE” DI ALCOL ?
In base alle conoscenze attuali non è possibile identificare delle quantità di
consumo alcolico raccomandabili o“sicure” per la salute. Ai fini della tutela della
salute è più adeguato parlare di quantità “a basso rischio”,evidenziando che il
rischio esiste a qualunque livello di consumo ed aumenta progressivamente con
l’incremento delle quantità di bevande alcoliche consumate.È da considerare a
basso rischio una quantità di alcol giornaliera da assumersi durante i pasti
principali (non fuori pasto) che non deve superare i 20-40 grammi per gli uomini
e i10-20 grammi per le donne.
Queste quantità devono essere ulteriormente ridotte negli anziani e nei giovani.
Alcol? Meno è meglio!
COME CALCOLARE QUANTO SI BEVE
Il modo più semplice per calcolarlo è: contare il
numero di bicchieri di alcolici che giornalmente o
abitualmente si bevono.
-un bicchiere di vino (da 125 ml),
-una birra (da330 ml),
-un bicchiere di superalcolico (da 40ml),
contiengono la stessa quantitàdi alcol pari a circa
12 gr.
Se proprio si nsceglie di bere…allora bisogna
ricordarsi che meno è meglio.
Una semplice regola quindi è:
Alcol: sai cosa bevi? Più sai meno rischi!
Conta i bicchieri,perché loro contano.
Se il numero di unità o bicchieri è zero non si
corre alcun rischio.
Se il numero di unità o bicchieri è superiore a:
2 - 3 unità o bicchieri al giorno per gli uomini
1 - 2 unità o bicchieri al giorno per le donne,
salute e benessere sono esposti ad un maggior rischio.
IN
QUALI
CONDIZIONI E’ RACCOMANDABILE
NON BERE !
Ci sono situazioni in cui è raccomandata l’astensione completa dal consumo di bevande alcoliche:
• Se si ha meno di 16 anni di età
•
•
Se è stata programmata una gravidanza
Se si è in gravidanza o si sta allattando
•
•
Se si assumono farmaci
Se si soffre di una patologia acuta o cronica
•
•
Se si hanno o si sono avuti altri tipi di dipendenza
•
•
•
Se si è alcolisti
Se si è a digiuno o lontano dai pasti
Se ci si deve recare al lavoro o durante l’attività lavorativa
Se si deve guidare un veicolo o usare un macchinario
COME ACCORGERSI CHE E’ TROPPO?
E’ fondamentale sapere che stesse quantità di alcol possonoavere effetti differenti da
individuo a individuo.Chi abitualmente beve al di sopra delle quantità indicate come a
“basso rischio” può riscontrare alcuni segni o sintomi ricorrenti: sensazione di euforia,
stanchezza o appesantimento, postumi di uno stato anche occasionale di ubriachezza,
perdita temporanea della memoria e, con tutta probabilità, una condizione fisica non
ottimale.Potrebbe capitare di sentirsi a disagio, di aver perso il controllo o di sentirsi
irritati, violenti o, al contrario, depressi o di esser stati causa di situazioni spiacevoli come
ad esempio aver guastato, a causa del bere, l’atmosfera serena di una serata con gli amici o
in famiglia.Chi beve in maniera inadeguata si rivolge frequentemente al proprio medico per
problemi più o meno manifesti, quali un aumento della pressione arteriosa, difficoltà a
ricordare le cose fatte o da fare, scarsa capacità di concentrazione, diminuito rendimento
lavorativo o scolastico, problemi dell’apparato digerente o del fegato, senza pensare che
queste manifestazioni potrebbero essere causate dal bere.Anche in assenza di queste
manifestazioni è comunque molto probabile che l’organismo abbia già iniziato a subire le
Conseguenze dell’abitudine a consumare quotidianamente quantità di bevande alcoliche
superiori a quelle considerate a basso rischio.
Inoltre gli effetti negativi dell’alcol possono essere aggravati dal consumo di molte
categorie di farmaci, come ad esempio gli ansiolitici, gli anticoagulanti o la semplice
aspirina.Anche il peso oltre al sesso, influisce in maniera determinante e, in genere, chi
pesa meno ha una maggiore vulnerabilità agli effetti dell’alcol a causa della ridott
quantità di liquidi
Bere richiede molta
responsabilità!
Alcol le tabelle da esporre nei locali
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 dell'8 settembre 2008 il Decreto 30 luglio 2008 del Ministro
del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, con il quale vengono definiti i contenuti delle tabelle da esporre nei
locali ove si svolgono spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente alla vendita e
somministrazione di bevande alcoliche.
Le tabelle sono finalizzate ad informare i frequentatori dei locali sugli effetti del consumo delle diverse
quantità e tipologie di bevande alcoliche, per prevenire i danni alcol correlati e in particolare gli incidenti
stradali.
Il decreto è stato predisposto in attuazione del Decreto legge 3 agosto 2007 n.117, recante:Disposizioni
urgenti modificative del Codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione,convertito
in legge,con modificazioni, dall'articolo 1 della Legge 2 ottobre 2007, n. 160.
L'art. 6 del decreto legge introduce nuove norme volte a promuovere la consapevolezza dei rischi di incidente
stradale in caso di guida in stato di ebbrezza. In particolare viene introdotto l';obbligo per i titolari e i gestori
dei locali ove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di
intrattenimento,congiuntamente alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche, di esporre
all'entrata, all'interno e all'uscita dei locali, apposite tabelle che riproducano: la descrizione dei sintomi
correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell'aria alveolare espirata le quantità delle bevande
alcoliche più comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico legale (0,5 grammiper litro).
L'inosservanza delle disposizioni comporta la sanzione di chiusura del locale da sette a trenta giorni, secondo
la valutazione dell'autorità competente.
Redazione Ministerosalute.it - 9 settembre 2008.
Vedi pdf.
SANZIONI PER GUIDA E CONSUMO DI BEVANDE
ALCOLICHE !
Secondo il codice della strada (art. 186 e successive modifiche) il limite legale di
alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) durante la guida non deve superare
Con il nuovo decreto legge il conducente può essere sottoposto, ad un
accertamento da parte delle forze dell’ordine della quantità di alcol che ha
consumato misurandone la quantità nell’aria espirata (etilometro).
Lo stato di ebbrezza sarà dimostrato qualora il limite legale di 0.5 venga superato
in base a due misurazioni consecutive effettuate in un intervallo di cinque minuti.
In questi casi scatta la sospensione della patente, una sanzione amministrativa:
una multa pari ad un minimo di 258 euroe una sottrazione di10 punti dalla
patente di guida.
Prima di mettersi alla guida di un qualunque veicolo, è indispensabile aspettare
almeno un’ora per ogni bicchiere tipo di bevanda alcolica bevuto.
Per ulteriori dettagli relativi ai differenti livelli di consumo e per imparare
ad adeguarsi ai livelli consigliati, può essere utile leggere la tabella che segue.
EFFETTI SULL’ORGANISMO DI QUANTITA’
CRESCENTI DI ALCOL CONSUMATO
L’alcolemia è la quantità di alcol che si ritrova nel sangue dopol’ingestione di bevande alcoliche.
Una concentrazione di 0,2 grammi di alcol ogni cento millilitri di sangue (0,2% gr) si raggiunge in un maschio o in una
femmina di circa 60 chili di peso con l’ingestione a stomaco pieno di circa 12 grammi di alcol puro, pari al consumo
di : In virtù delle differenze fisiologiche tra sesso maschile e femminile le donne sono più vulnerabili all’alcol e
raggiungono gli stessi livelli di alcolemia con quantità inferiori di alcol consumato e con una maggiore rapidità.
Indicativamente due bicchieri tipo (24 grammi alcol) sono sufficienti per il sesso femminile a raggiungere il limite legale per la
guida; per un uomo il limite si raggiunge con circa 3 bicchieri tipo (36 grammi alcol).
cocktail alcolico bicchiere 40 ml 36°
Aperitivo bicchiere 80 ml 18°
Birra bicchiere 330 ml 4,5°􀀀
Vino bicchiere 125 ml12°􀀀
Iniziale tendenza a guidare in modo più rischioso, i riflessi sono disturbati leggermente ma AUMENTA la tendenza ad agire in
modo imprudente in virtù di una riduzione della percezione del rischio Rallentano le capacità di vigilanza ed elaborazione
mentale; le percezioni ed i movimenti o le manovre vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di Coordinazione Il campo
visivo si riduce prevalentemente a causa della riduzione della visione laterale (più difficile perciò controllare lo specchietto
retrovisore o controllare le manovre di sorpasso); contemporaneamente si verifica la riduzione del 30-40 % della capacità di
percezione degli stimoli sonori, luminosi e uditivi e della conseguente capacità di Reazione I movimenti e gli ostacoli vengono
percepiti con notevole ritardo e la facoltà visiva laterale è fortemente compromessa I tempi di reazione sono fortemente
compromessi; l’esecuzione dei normali movimenti attuati alla guida è Priva di coordinamento, confusa e conduce sempre a
gravi conseguenze.
Limite legale 0,5
Effetti sull’organismo Sono compromessi: l’adattamento all’oscurità, la capacità di valutazione delle distanze, degli ingombri,
delle traiettoriedei veicoli e delle percezioni visive simultanee (per esempiodi due autoveicoli se ne percepisce solo uno)
EBBREZZA franca e manifesta, caratterizzata da euforia edisturbi motori che rendono precario l’equilibrio. E’ manifesta
e visibile l’alterazione della capacità di attenzione, con livelli dicapacità visiva minima e tempi di reazione assolutamente
inadeguati, c’è maggior tendenza alla distrazione.Il comportamento alla guida si caratterizza attraverso
sbandate volontarie dell’autoveicolo o della moto, guida alcentro della strada o in senso contrario, incapacità di
valutazione della posizione del veicolo rispetto allacarreggiata. Le luci degli abbaglianti, le percezioni luminose
intense, possono essere la causa determinante della perdita completa di un controllo già precario, provocando un
accecamento transitorio a cui segue un recupero molto lento della visione. Le percezioni sonore, quali quelle del clacson,
vengono avvertite con un ritardo accentuato e comunque in maniera inefficace a determinare un riflesso utile alla
salvaguardia della propria e altrui incolumità. Lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione
mentale e di totale perdita della lucidità con conseguente sopore e sonnolenza molto intensa.0,9gr/l1gr/l>1gr/l
QUANDO SI DEVE SMETTERE DI BERE!
Alcune circostanze o condizioni possono essere d’aiuto per
identificarele situazioni in cui smettere di bere è necessario e
costituisce la scelta migliore per la propria salute.
Si deve smettere:
• se si hanno vuoti di memoria o frequenti dimenticanze
• se ci si sente soli o depressi
• se si bevono alcolici appena svegli
• se la mattina si hanno tremori dopo aver bevuto la sera
• se si è provato disagio o senso di colpa a causa del bere
• se si è stati oggetto di critiche per il proprio bere
• se qualcuno ci ha fatto rilevare la necessità di smettere o ridurre di
bere
SE CI SI IDENTIFICA IN UNA DELLE CONDIZIONI RIPORTATE
SIGNIFICA CHE
Se si pensa di avere un problema col bere è meglio
chiedere aiuto e rivolgersi:
• al medico di famiglia
• ai servizi pubblici
• alle associazioni presenti nel territorio.
si deve smettere ora !
Buon senso
Molte volte è sufficiente un po’ di buon senso:
Se scegli di bere...bere meno è meglio.
Adesso lo sai, e... più sai meno rischi
“Sballo”
“Cultura dello sballo.........!”
Tra musica forte, balli e alcool, i ragazzi si "spogliano” in maniera artefatta, del
proprio Sé, per ricongiungersi agli altri, eludendo ansia e paura.
Si è sviluppata, così, tra i giovani e i giovanissimi la cosiddetta “cultura da
sballo”, contrassegnata dal consumo di bevande alcoliche, dall’uso di sostanze
stupefacenti, ma altresì da condotte disinibite e pseudoaudaci.
l’assunzione di una o più bevande alcoliche, in maniera tracotante ed in
determinate condizioni, alterano lo stato di coscienza. Lo stato alterato, in
antitesi allo stato regolare, si distingue per la poca o scarsa consapevolezza
dellambiente attiguo, da parte del soggetto sbronzo, il quale fruendo di un
controllo ridotto, ovvero inefficace dei suoi sensi, elabora in maniera distorta le
proprie sensazioni.
L’arte dei suoni, unita all’alcool, costituisce, un’esperienza, dunque, che
conduce l’ascoltatore, in un gorgo di emozioni lancinanti, somministrando
vitalità necessaria, per ballare nelle ore notturne, con il ritmo di una musica
rintronante.
Emerge così, uno stordimento , un vero e proprio trip, che discosta, i ragazzi, a
dir poco, per qualche ora, da una realtà bigia e monotona.
Questo perché, l´effetto dell’alcool, è quello di sopprimere le insicurezze,
regalando euforia e abilità sociali.
Red bull
I RED BULL fù creato per stimolare il cervello delle persone sottoposte ad un
grande sforzo fisico (stress) e mai per essere consumato come una bibita
rinfrescante.
RED BULL E’ UNA BIBITA VITALIZZANTE !
Si commercializza a livello mondiale così:
“Aumenta la resistenza fisica, aiuta la capacità di concentrazione e la velocità di
reagire, apporta più energia e migliora lo stato d’animo emotivo.
Tutto questo si può trovare in una lattina di RED BULL, la bibita energetica del
millennio.. “
Red Bull è riuscita a penetrare in quasi 100 paesi di tutto il mondo ed ha
come clienti sopratutto giovani e sportivi.
La Redbull è da pochi anni in commercioanche in Italia e le vendite sono in
progressivo aumento .
Pochi sanno come è fatta e quali sono i principi attivi che danno a chi la beve
quella “botta” di energia che tira su per qualche ora.
Contenuto Red Bull
Taurina - la Taurina è un aminoacido prodotto naturalmente dal corpo umano. Ogni lattina di Redbull contiene
1000 mg di Taurina, che aiuta a far muovere attraverso le cellule minerali come il potassio, il sodio, il
calcio e il magnesio; questo aiuta a generare impulsi nervosi. Ci sono state numerosi controversie sugli
effetti negativi che possono avere per l’organismo livelli troppo alti di Taurina, ad esempio molti studio
hanno evidenziato il rischio di ipertensione, e ciò ha portato alcuni paesi a vietare la commercializzazione
della Redbull e di tutte le altre bevande contenenti Taurina. La vendita è a tutt’oggi proibita in Danimarca,
Francia, Uruguay e Norvegia; in questi paesi è prevalsa una politica preventiva, certamente più sicura per i
cittadini, in quanto hanno deciso che anche un piccolo dubbio sugli effetti della taurina dovesse bloccarne
la vendita.
Glucuronolattone – Il Glucuronolattone è un precursore della taurina. E’ stato dimostrato che il suo uso
aumenta la memoria e la concentrazione, ha anche effetti stimolanti e effetti simili a quelli ottenuti con gli
antidepressivi.
Inositolo – L’Inositolo serve ad alzare rapidamente l’umore e a fare in modo che il cervello usi meglio la
serotonina. Questo meccanismo d’azione è simile a quello di molti farmaci antidepressivi come lo zoloft e
il prozac. Alcuni studi hanno recentemente dimostrato che l’Inositolo, che si trova in grandi quantità nei
nervi del midollo spinale, nel cervello e nel fluido cerebro-spinale, può aiutare nel trattamento di alcune
patologie come i disordini bipolari, la depressione e gli attacchi di panico.
Niacina – La Niacina è la Vitamina B3 che aiuta nella produzione di energia; metabolizza l’energia partendo
dai grassi e dai carboidrati.
Vitamina B5 o D-pantotenolo – La Vitamina B5 è conosciuta per il suo effetto postivo sull’umore e
sull’energia, aiuta a trasformare i grassi in energia e aumenta il metabolismo.
Vitamina B6 – Aiuta la produzione di globuli rossi e permette un migliore utilizzo dell’ossigeno. Oltre tutto
aiuta a liberare gli zuccheri depositati nell’organismo per usarli nella produzione di energia.
Vitamina B12 - La B12 come la B6 aiuta la produzione di globuli rossi permettendo così un migliore utilizzo
dell’ossigeno. Aumenta anche il metabolismo dei grassi e delle proteine.
Caffeina – La Redbull contiene 80.0 milligrammi di caffeina per lattina, circa il doppio di qualsiasi altro soft
drink. La caffeina fornisce energia bloccando l’uso dell’adenosina da parte del cervello. Bloccando
l’adenosina il corpo rilascia adrenalina che tiene svegli.
L'alto contenuto di questi elementi mescolate il
piu' delle volte a birra,vino,vinobirra,droghe,rende
la bevanda stimolante e facilitante allo “sballo”.
Alolismo e bambini
Lo spumante per
bambini!
Evviva! Ne sentivamo veramente il
bisogno...
In previsione delle feste Natalizie sta arrivando nei
supermercati di quasi tutta l’Europa lo spumante per
bambini!
bambini felici e fidelizzati!
Devo ammettere che l'idea non è male,
gli esperti del marketing che si sono inventati questa
cosa hanno meritato il loro stipendio.
I bambini non si sentiranno esclusi dai brindisi degli
adulti e si abitueranno sin da piccoli a stappare una
bottiglia in
occasione delle feste, gli esperti di marketing
ottengono così un doppio risultato:
bambini felici e fidelizzati!
gli ingredienti!!!
Ma la cosa più assurda e sicuramente non tollerabile
sono gli ingredienti!!!
Abbiamo letto l’etichetta e ora vi elencheremo tutti gli
ingredienti approfondendo i loro possibili effetti
collaterali (tumori, allergie etc etc).
E950: Acesulfame potassico.
Edulcorante artificiale.
Per molti cibi il suo uso non è stato approvato; The Center for Science in
the Public Interest (CSPI) include questo dolcificante nella lista dei dieci
peggiori additivi alimentari. Causa il cancro negli animali da esperimento e
aumenta il rischio di tumore nell'uomo.
E952: Acido ciclamico.
Edulcorante artificiale.
Noto per causare emicrania e altre reazioni, può essere cancerogeno, ha
causato danni ai testicoli delle cavie da esperimento.
Vietato negli USA e nella Gran Bretagna a causa del forte rischio di cancro!
E954: Saccarina.
Dolcificante artificiale. Fin dalla sua introduzione la saccarina è stata al
centro di preoccupazioni sulla sua potenziale nocività.
Durante gli anni '60 diversi studi hanno suggerito che la saccarina fosse
un cancerogeno per gli animali. Da allora molti studi sono stati condotti
sulla saccarina, con risultati controversi;lo studio del 1977 è stato
criticato per via delle altissime dosi di saccarina date ai ratti, un valore
ritenuto assolutamente irrealistico per un normale consumatore.
La saccarina, infatti,si comporta come sostanza cancerogena se ingerita
nella quantità di 4g/Kg in dose unica mentre le concentrazioni di tale
dolcificante negli alimenti è nell'ordine de milligrammi.
Finora nessuno studio ha evidenziato pericoli per l'uomo, alle dosi
normalmente utilizzate.
E202: Sorbato di Potassio.
Conservante.
Non ci sono reazioni avverse consosciute.
E211: Benzoato di Sodio.
Usato come conservante come ingannatore dei sapori (per i cibi di
scarsa qualità).
Causa orticaria e aggrava l'asma!
E122: Cocciniglia.
Colorante di sintesi.
Può causare reazioni gravi ai soggetti asmatici e/o allergici all'aspirina.
Vietato in Svezia, USA, Austria e Norvegia.
E131 Blu patent V (colorante)
Vietato in Australia, USA e Norvegia.
Fenilanalina
Aminoacido essenziale.
Nel caso di soggetti affetti da una malattia denominata fenilchetonuria,
può determinare problemi neurologici.
Considerazioni e conclusioni
Non si capisce il senso dell’esistenza di questo prodotto!
Attraggono i bambini con la bottiglia colorata che riporta l'immagine
delle loro "eroine“…
Non bastava mettere un po' di acqua, zucchero, anidride carbonica e
estratto di fragola??
Cari produttori e ideatori di
queste porcate
…!
Che vi hanno fatto di male i
nostri bambini?
Con questa presentazione spero di dato una
buon informazione ed aver prodotto un po'
di sana indignazione…
Vi chiedo di esternarla nei commenti e di diffondere
l'informazione il più possibile.
Le informazioni sugli additivi sono state reperite
da Wikipedia e da Food Figures.
Alcolpops
è un marketing irresponsabile e predatorio
Come l’industria del tabacco, alcuni produttori di bevande alcoliche in USA attuano
strategie di marketing destinate specificamente a giovani, bevitori problematici, persone
vulnerabili:
E’ dura la conclusione a cui si giunge in un recente studio pubblicato sui costi sociali
degli "alcopops", le nuove bibite alcoliche aromatizzate alla frutta che ogni anno nella
sola California sarebbero responsabili di 60 morti fra giovani, 50.000 “incidenti” fra
rapine, microcriminalità, rapporti sessuali a rischio, incidenti d’auto e un costo per la
collettività stimato in 1,25 miliardi di USD.
Preoccupano i dati riferiti ai minori: in California il consumo di alcopop fra gli
adolescenti (che iniziano a berne sin dall’età di 12 anni) è superiore di 5,5 volte rispetto
al consumo dei giovani adulti e i minori rappresentano complessivamente il 47% del
mercato di queste bevande.
Una delle misure di prevenzione a più rapido effetto, sarebbe quella di “un intervento
legislativo tempestivo volto a modificare l’attuale classificazione di queste bevande, che
oggi hanno la tassazione della birra mentre in realtà sono a base di spiriti o distillati”.
Il pericolo di queste bevande è che tendono ad abituare gradualmente i giovani all’uso
regolare di alcol, con conseguenze pericolose soprattutto nei ragazzi vulnerabili.
Le strategie di “fidelizzazione” dei giovani clienti fanno leva sulla pubblicità e sul
packaging, tendenti a fissare nella memoria dell’adolescente il “brand”, il logo, il
marchio dei prodotti alcolici ad alta gradazione di fabbricazione tradizionale (vodka,
gin, rhum, ecc.) verso i quali viene di fatto indirizzato il futuro consumo.
Alcol e anziani
L'anziano cerca spesso nell'alcol un aiuto per
affrontare situazioni di disagio:solitudine,senso di
inutilita',vedovanza,mancanza di interessi e
progetti.
In realta' , l'alcol aggrava tutti i problemi a cui e' gia'
soggetto l'anziano:
-riduce ulteriormente la massa ossea
-predispone alle cadute,rendendo piu' frequenti le
fratture piu'invalidanti(femore,colonna vertebrale...)
-accellera il deterioramento mentale
-aggrava i disordini della nutrizione
-accentua gli effetti indesiderati dei numerosi farmaci
assunti frequentamente dell'anziano
Alcol ed immmigrati
Il consumo di bevande alcoliche e' sempre piu' diffuso tra gli
immigrati.
Sono vari i modelli e i significati dell'uso /abuso di alcol
L'alcol si inserisce in ' un esistenza caratterizzata da:
-sdradicamentodalla propria realta'
-solitudine affettiva
-disattamento sociale -emarginazione
-assenza di riferimenti,anche religiosi
-precarieta' lavorativa
-disagio abitativo
-scarsa conoscenza della lingua
-atteggiamenti di rifiuto
-clandestinita'.
Appendice
(altre dipendenze)
-
Musica, I-Doser
Fashion addiction
Denaro
Videopoker
Videogiochi;
I-Doser ,musica da sballo!
I-doser
I-Doser
Sballo virtuale, è allarme. La nuova droga si chiama I-Doser e sembra uscita da un racconto di fantascienza: non si fuma, non
si ingerisce, né si inala. Solo si ascolta. I-Doser, infatti, è un file mp3, basta scaricarlo, indossare le cuffie le cuffie,
rilassarsi e il gioco è fatto.
Con questa droga virtuale, secondo quanto promettono numerosi siti che commercializzano questi file, gli adolescenti
possono infatti drogarsi virtualmente, sparandosi nelle orecchie, per ore e ore, suoni particolari alla ricerca di effetti
psichedelici.
Il fenomeno, nato negli Usa e arrivato in Europa, si sta diffondendo anche in Italia. I primi a scoprirlo sono stati gli uomini
del Nucleo speciale frodi telematiche della guardia di finanza: le community online, blog e forum, sono i luoghi di spaccio
della cyber-droga, che ora è finita anche sotto la lente degli esperti del Cnr che avvertono "le sue potenziali insidie sono
ancora tutte da indagare".
"A provocare il 'trip' - riferiscono gli esperti del Cnr - sarebbero onde sonore, che si basano sull'effetto binaurale
dei suoni, che stimola il cervello su frequenze bassissime, tra i 3 e i 30 Hertz (i cosiddetti infrasuoni), innescando le
più diverse reazioni e sollecitando l'attività cerebrale in maniera anomala". Ma cosa succede dopo?
"Questi suoni a bassissima frequenza - spiega Michelangelo Iannone dell'Istituto di scienze neurologiche (Isn) del Cnr di
Catanzaro - non vengono somministrati 'tal quali', ma sono il risultato della complessa tecnica dei 'battiti binaurali', che
riesce a produrre una frequenza così bassa da due frequenze udibili, ma che posseggono una minima differenza. A titolo di
esempio - continua Iannone - la somministrazione di 500 Hertz da un lato della cuffia e 530 nell'altro", insomma il
'tecnologico sperimentatore di nuove sensazioni', dovrebbe trovare il suo paradiso artificiale nella differenza di 30 Hz tra i
due auricolari.
Le dinamiche commerciali sono simili a quelle del mercato tradizionale degli allucinogeni: si comincia con file
offerti gratuitamente, per passare poi alla 'somministrazione' a pagamento, con pratiche guide all'uso, tipo "Come far
funzionare una dose al 100%". "In particolare, - dice ancora Iannone dell'Isn-Cnr - abbiamo somministrato ad alcuni
animali da esperimento una quantità minima di ecstasy, incapace da sola di determinare effetti neurologici, insieme con
una 'dose' di suono a 95 decibel, il massimo consentito per legge nelle discoteche, riscontrando un potenziamento degli
effetti dell'ecstasy. Non solo, aumentando la dose iniziale, abbiamo ottenuto un forte incremento dell'effetto che è durato
cinque giorni". E questa interazione e'relativa alla potenza del suono,non alla sua frequenza.
Fashion addiction.........!!!!!
Dipendenza dalla moda.
Fashion victim
Vittima della moda è chi, senza capirci niente, segue in modo
passivo e imperturbabile il gusto e le indicazioni dello stilista
preferito ed è succube del griffato.
Fashion victim ( vittima della moda) è un neologismo con il
quale vengono identificati i soggetti che seguono in modo
passivo e acritico qualunque dettame della moda.
Si parla di vittimismo per via della vulnerabilità di fronte al
materialismo ed alla caducità, due dei principali eccessi della moda,
e di conseguenza si diviene vittime, da un lato dei pregiudizi sociali,
e dall'altro degli interessi dell'industria della moda. Secondo
Versace una donna diventa una fashion victim, quando altera
esageratamente il proprio look da stagione in stagione.
Il denaro...............!
La maggior parte dei giovani e degli adolescenti in particolare tende ad essere
consumista ad oltranza. I loro acquisti hanno breve durata ( o troppo lunga, vedi
scarpe feticcio portate fino al disfacimento..) , ci riempiono la casa e mettono a
dura
prova i nostri bilanci.
Molti degli oggetti acquistati hanno lo scopo di permettere il riconoscimento di
appartenenza ad un gruppo o sottogruppo e superano il mero aspetto del
consumo per diventare veri e propri mezzi per crescere e maturare .
Noi genitori siamo presi tra due fuochi: concedere tanto , rispetto alle nostre
possibilità, con il rischio di abituarli a credere di potere avere tutto chiedendo,
oppure lesinare e richiamare all'austerità . Entrambe queste posizioni mettono a
rischio i buoni rapporti tra genitori e figli se non nascono da riflessione e dibattito.
Se i genitori offrono un esempio di consumo intelligente, aperto alla socialità
manon
succube delle mode, il ragazzo modererà spontaneamente le sue richieste
sapendo che i genitori esercitano un controllo ma che capiscono le sue esigenze
di integrazione e riconoscimento e collegano le sue richieste ad un bisogno sano
di comunicare con i propri simili . In tal caso ,il concedere qualche eccesso sarà
interpretato come un aiuto affettuoso in un lavoro sociale piuttosto che una resa o
un gesto di riparazione. Molto importante è la tipologia dell'eccesso":sì ai giocattoli ,
a qualche maglietta o jeans in più , al viaggio con gli amici, al cinema e alla pizza, no
a troppe griffe, moto e motorini, locali
trendy ed acquisti compulsivi.
I genitori e il denaro............!!!
Il rapporto con il denaro è alla base di tante nevrosi sia compulsive, comprare
smodatamente, sia ritentive, risparmiare e considerare sprechi peccaminosi tutti
gli acquisti voluttuari. Un buon equilibrio è davvero difficile, sia verso noi
stessi che verso i nostri figli. Quello su cui bisogna lavorare è il significato
profondo che i consumi hanno per chi li effettua.
Il significato vero è spesso inconfessabile, un vero tabù: consumiamo al di là
del giusto per riempire dei vuoti che non riusciamo a colmare diversamente.
Ed è su questo che dobbiamo impegnarci: non a colpevolizzare i consumi così
vitali per noi , ma a conoscere meglio noi stessi ed ad allenarci a superare la
dipendenza e la schiavitù che ci possono indurre a comportamenti
autolesionisti. Dobbiamo lavorare su noi stessi prima ancora che pretendere che
i figli comprendano da soli o si fidino delle nostre parole. Se noi madri
rimbrottiamo le nostre figlie perchè comprano troppi cosmetici e poi ne
abbiamo cassetti straripanti e non manchiamo l'ultima novità, le nostre parole
saranno solo controproducenti. E' giusto indurre nei figli un controllo delle
compulsioni ma , in primis, curiamo le nostre..
Il Gioco d'azzardo,
un labirinto......
Dr Rodolfo Sammarone
Medico di Medicina Generale
Via Australe ,1Sant'Eusanio del Sangro
N U C L E O di
C
Lanciano 27 Marzo 2009
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H E D O S
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E Casulae-Monteclo
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Sezione di Lanciano-Vasto
ll gioco d’azzardo patologico è una forma di
“dipendenza senza droga”.
E' un vero e proprio disturbo del comportamento, in cui la
dipendenza è data non da una sostanza ma da una attività.
In questo caso infatti l’individuo non è dipendente da una sostanza ma
da azioni caratterizzate da un bisogno di ripetitività, ossessione e
schiavitù.
Il gioco è una tipica occupazione umana, rilassante e divertente,
che fa vivere momenti di entusiasmo e relazionali e può
favorire la creatività e l’abilità.
Alcuni giochi racchiudono in sé il pericolo della
dipendenza !
Esistono infatti vari parametri per indicare se si e'
di fronte ad un disturbo.
Parametri
Questi parametri consistono innanzitutto nella:
- richiesta di aiuto da parte del soggetto interessato e di una persona a
lui vicino, essenziale per aiutare un potenziale giocatore Patologico;
-il bisogno di giocare che diventa una necessità, qualcosa di più forte
del soggetto,una costrizione vera e propria ;
-varie pubblicità televisive e sui quotidiani, di gratta e vinci, lotto,
scommesse su cavalli e così via che esortano al gioco stesso, ponendo
in una luce assolutamente irreale tali attività;
Infatti l’ esortazione al gioco attraverso la quasi sicurezza delle
vincite altro non crea e rinforza la suddetta dipendenza.;
Gambling............!!
dipendenza da video poker
Nell’ultimo decennio, in molti Paesi, il gioco d’azzardo ha
visto una grandissima diffusione a macchia d’olio.
Ultimamente in qualunque direzione andiamo e ci giriamo
ci troviamo di fronte alle slot machine e a video poker.
Analisi della parte tecnica e di che cosa
sia effettivamente un videopoker .
La realizzazione e la programmazione è complessa;
è un insieme di meccanismi matematici.
Il sistema infatti è realizzato prevedendo una sequenza
fissa di vincite.
Le vincite e le perdite non sono nel modo lasciate alla
fortuna.
Le vincite basse sono le più frequenti,più infrequenti
quelle medie, eccezionali e rare le vincite alte.
Il videopoker o giochi similari non sono altro che dei
computer rivestiti con una scatola accattivante con luci
e suoni per attirare il giocatore.
Ancora più strutturati invece sono i giochi on-line i quali hanno
un duplice vantaggio, ossia la possibilità di collegarsi in qualsiasi
orario da casa o dall’ufficio e l’opportunità di incassare le
eventuali vincite sul conto della propria carta di credito, alla larga
dalla lente di ingrandimento del fisco.Questo perché i casinò
virtuali sono “residenti” in Paesi nei quali il gioco d’azzardo è del
tutto legale .
I gestori, per prevenire grane, chiedono ai giocatori di effettuare una
“registrazione” che poi equivale ad un contratto ingannevole a cui è
difficile recedere.
E' possibile rivalersi sulla casa da gioco?
Certo che è possibile, salvo scoprire a quale condizione: “I diritti
delle parti saranno determinati, amministrati e regolati secondo le
leggi del paese che propone il gioco, paese normalmente localizzato
per esempio in Nigeria. Abbastanza lontano per scoraggiare ogni
tentativo.
In Italia attorno a cui orbitano molti casinò telematici si hanno il più
alto numero di giocatori dopo quello del mercato inglese.
Che cos'è il gioco d'azzardo
Il gioco d'azzardo è un'attività ludica che ha tre
caratteristiche fondamentali:
-Lo scopo del gioco è l'ottenimento di un premio
(denaro, beni materiali, buoni ecc.)
-Per parteciparvi è necessario rischiare una somma
più o meno ingente di denaro o equivalenti
(propri beni ecc.)
-La vincita è più dovuta al caso che alla perizia del
giocatore.
Breve storia del gioco d'azzardo
La storia del gioco d'azzardo è strettamente legata alla storia dell'uomo,
tanto che i primi cenni a questa attività si riscontrano addirittura nel
3000-4000 a.C. Nella civiltà egiziana, infatti, era già praticato il gioco dei
dadi. Il termine "azzardo" deriva dal francese "hasard", a sua volta
termine di origine araba, "az-zahr", che significa proprio "dadi". Più a
est, in India, Giappone e Cina, si hanno testimonianze di forti scommesse,
sia
al
gioco
dei
dadi
che
alle
corse
dei
carri.
Non da meno, nella Roma imperiale, personaggi come Nerone, Caligola,
Claudio furono certamente accaniti giocatori (oggi probabilmente
diremmo
"giocatori
patologici
o
compulsivi").
Connaturata con il gioco d'azzardo, inoltre, pare essere la propensione
al barare, confermata dal ritrovamento di dadi appesantiti da un lato.
Se il gioco dei dadi vanta la storia più lunga, nei secoli a noi più vicini c'è
stata una notevole espansione delle modalità di gioco, a partire dalle
scommesse sui cavalli ("lo sport dei re"), alle lotterie, delle quali si ha
testimonianza dai secoli XVI-XVII. La roulette fu inventata nel XVI
secolo dal filosofo Blaise Pascal, mentre le slot-machine nel 1895
dall'americano Charles Fay.
Gioco d'azzardo: vizio o malattia?
Il vizio e la malattia.
Spesso capita di sentirsi dire: "Ho il vizio del bere; del gioco..."; più
raramente invece le persone affermano: "Sono un alcolista; un
fumatore dipendente (tabagista); un giocatore patologico".
Ma l'alcol, il fumo, il gioco d'azzardo sono vizio o malattia?
La risposta più corretta è: dipende!
Bisogna innanzitutto intendersi sui termini.
Il vizio, infatti, è un comportamento deliberatamente messo in atto, al
quale si riferiscono connotati moralistici negativi. In sostanza è un
comportamento:
VOLONTARIO: il soggetto può interromperlo a suo piacimento.
CRITICATO:"non bisognerebbe farlo, però...".
La malattia invece è una condizione che il soggetto subisce e che
lo priva di qualcosa (della salute in primo luogo).
Quando il vizio diventa malattia?
Il fumo, l'alcol, il gioco d'azzardo rimangono un "vizio" finché non
insorgono le caratteristiche tipiche della dipendenza e cioè:
La TOLLERANZA :
bisogno di sempre più sostanza o più gioco per ottenere lo stesso livello di
eccitamento.
L'ASTINENZA:
nervosismo, ansia, tremori se si tenta di smettere.
La PERDITA DI CONTROLLO:
capacità di poter smettere, senza riuscirci nella realtà.
Quello che sembrava un semplice vizio si trasforma in una vera e propria
"schiavitù".
Perché questo accade?
Probabilmente esiste una predisposizione alla dipendenza generata
da fattori:
BIOLOGICI:
Forse deficit del sistema neurotrasmettitoriale ,forse fattori ereditari.
AMBIENTALI:
pressione sociale, ambiente familiare e suoi valori ,pubblicita'.
PSICOLOGICI:
volontà di autopunizione, necessità di fuga e di eccitazione, sensazione
di poter controllare l'esito del gioco!
I soggetti predisposti possono sviluppare più facilmente un abuso e,
in seguito, una dipendenza. Questa evoluzione, nella maggior parte
dei casi, è subdola e progressiva, manifestandosi "senza che ce ne si
accorga". Qualsiasi tipo di gioco d'azzardo può sviluppare una
dipendenza.
Che cos'è il Gioco d'Azzardo Patologico
(GAP)
E’ stato possibile stimare che circa l'1,5-3 % della
popolazione italiana sia colpita da questo disturbo
caratterizzato da un periodo di esordio riscontrabile,
molto frequentemente già in età adolescenziale e ben
più raramente dopo i 40 anni di età. Il sesso maschile
sembra esserne maggiormente colpito per motivi
probabilmente legati a fattori socio-culturali, ma le
ricerche in corso non hanno ancora evidenziato dei
dati chiari a favore di una differenza di sesso.
Per il giocatore d'azzardo patologico , il bisogno di giocare
è incontrollabile e si riconosce in almeno 5 delle situazioni
elencate di seguito:
1 E' completamente assorbito dal gioco d'azzardo (rivive esperienze
di gioco del passato, pensa senza sosta a come ottenere il denaro
per giocare).
2 Deve aumentare costantemente le puntate per arrivare allo stesso
livello di eccitazione.
3 Non riesce in alcun modo a controllare, diminuire o interrompere le
giocate.
4 Si sente irrequieto e irritabile se cerca di ridurre o interrompere il
gioco d'azzardo.
5 Giocare è un modo di fuggire dai problemi, dal senso di colpa,
dall'ansia o dalla depressione.
6 "Rincorre le perdite" (per esempio raddoppia le puntate per
vincere tutto in una volta per rifarsi delle perdite).
7 Mente ai familiari, al terapeuta e ad altri per occultare l'entità del
suo coinvolgimento nel gioco.
8 Ha commesso azioni illegali (falsificazione, frode, furto,
appropriazione indebita) per finanziare le giocate.
9 Ha rischiato o perso una relazione significativa, il lavoro,
opportunità di studio o di carriera a causa del gioco.
10 Fa affidamento su altri per reperire il denaro con cui sanare una
situazione finanziaria disperata a causa del gioco.
L’attuale nosografia psichiatrica non sembra aver ancora
fornito un preciso inquadramento di questa tipologia di
disturbo. Fino ad oggi, infatti, si è tentato di inquadrare il
Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) all’interno di
diverse categorie diagnostiche: dall’appartenenza ai disturbi
affettivi, allo spettro dei Disturbi Ossessivo-Compulsivi ,alle
patologie da “addiction”, fino ad arrivare ad approcci legati
all’appartenenza alla sfera dei disturbi legati al “discontrollo
degli impulsi”. In questa ottica, gli estensori dell’ultima
edizione del Manuale per la diagnosi dei disturbi mentali
(DSM IV-TR), hanno infatti deciso di classificare il disturbo
GAP tra i disturbi dell’impulso Non Altrimenti Specificati
(NAS)
I giocatori compulsivi (o patologici) sono
quegli individui che si trovano
cronicamente incapaci di resistere all'impulso
di giocare.
Il loro comportamento compromette e
distrugge le loro relazioni personali,
matrimoniali, familiari e lavorative.
Chi sono i giocatori patologici
Il giocatore patologico non presenta caratteristiche
somatiche, di età, di sesso o di classe sociale che lo
rendano"riconoscibile".
Tuttavia, dal punto di vista psicologico, più
frequentemente è un individuo con struttura della
personalità narcisista, dipendente e impulsiva.
Spesso, sotto una facciata boriosa, nasconde
un'autostima molto bassa.
Che cosa prova il giocatore d'azzardo
L'esperienza dell'azzardo è spesso descritta come
"eccitante" o addirittura "esaltante".
Effettivamente sono state riscontrate notevoli
modificazioni fisiologiche e psicologiche (tensione
muscolare, pallore, intensa sudorazione,
inquietudine, eccitazione psicomotoria), che
testimoniano le perturbazioni interne indotte dal
comportamento.
Perché si continua a giocare ?
La prima domanda che ci si pone davanti ad una persona che si
è rovinata con il gioco è: "Ma perché non si è fermato
prima?".
Nelle dipendenze, in realtà, si determina tutta una serie di
circoli viziosi che automantengono il comportamento. Nello
specifico del gioco d'azzardo il principale tra essi è il
"chasing", cioè l'inseguimento delle perdite. Spesso infatti
dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la
tendenza dell'individuo predisposto all'abuso è di
"rincorrere" altre vincite, aumentando la frequenza di gioco
e le puntate. Quando inizia a perdere, attribuisce ciò ad un
"periodo sfortunato" e tende ad aumentare il fattore rischio,
nell'illusione di poter ottenere vincite più alte. Le perdite a
questo punto superano di gran lunga le vincite ed inizia così
la fase dell'inseguimento delle perdite (chasing), cioè il
tentativo di recuperare il denaro perduto con un "colpo di
fortuna".
Fattori di rischio
La valutazione di questi soggetti ha permesso di identificare,
almeno in via teorica, tre fattori in grado di favorire lo sviluppo
del disturbo del gioco d'azzardo. Il primo fattore si fonda sulla
constatazione di un numero elevato di eventi di abbandono che
il futuro giocatore ha subito nell’infanzia e nella prima
adolescenza, come ad esempio:
morte o grave patologia di un genitore;
separazione o divorzio dei genitori;
trasferimento per anni nella casa di parenti (nonni o zii) per
motivi socio-economici dei genitori;
trasferimenti ripetuti in città o nazioni diverse;
scarsa empatia nelle risposte emotive genitoriali;
precoci adultizzazioni;
abusi psico-fisici.
Tali eventi, uniti, probabilmente, a fattori genetici
responsabili dello sviluppo di reazioni depressive di
fronte a episodi di perdita (temperamento depressivo),
conducono a deficit nel processo di strutturazione del Sé,
il quale a sua volta sembra essere responsabile dello
sviluppo di condotte di dipendenza.
Il secondo fattore sembra essere l’evidente coinvolgimento della
dimensione “impulsività” nell’ambito del disturbo del gioco
d'azzardo, in accordo con la recente letteratura:
il suo ruolo nella richiesta di gratificazione immediata
senza valutazione del rischio-danno correlato;
l’influenza dell’intensità di questa dimensione nella severità
clinica del quadro e nella facilità di ricadute;
l’elevata co-morbilità con l'Abuso di sostanze con l'elevata incidenza
di tentativi di suicidio,dinamiche entrambe fortemente correlate al
discontrollo degli impulsi;
i buoni risultati ottenuti con la somministrazione di farmaci la cui
ratio è basata sull’attenuazione del discontrollo impulsivo (per
esempio, SSRI, antipsicotici atipici, nuovi antiepilettici);
la possibilità offerta, al momento attuale, dall’impulsività di
rappresentare una “cerniera dimensionale” logica tra i vari spettri
psicopatologici.
Il terzo fattore sembra essere determinato da una serie di
caratteristiche soggettive , come è stato possibile
evidenziare frequentemente nel giocatore, come ad esempio:
l’apparente insensibilità alle crescenti perdite;
la scarsa tolleranza allo stress e all’ansia;
la difficoltà nell’apprendere dall’esperienza;
l’incapacità di anticipare le conseguenze e di inibire le
risposte;
l’affettività labile;
le capacità di pianificazione deficitarie;
i sentimenti di inadeguatezza e inferiorità;
L e relazioni interpersonali superficiali.
I sintomi del Gioco d'Azzardo Patologico
SINTOMI PSICHICI
Ossessione del gioco,senso di onnipotenza,
presunzione,nervosismo, irritabilità, ansia,alterazioni del
tono dell'umore ,persecuzione,senso di colpa, alterazioni
della autostima,tendenza alla superstizione,aumento
dell'impulsività ,distorsione della realtà (minimizzare,
Enfatizzare).
-Disturbi dell’Umore;
-Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività;
- Abuso o Dipendenza da sostanze(in particolare
alcool e cocaina);
Distturbi
della
personalita'
(antisociale,narcisisistico e bordeline;
-Tentativi di suicidio.
SINTOMI FISICI
Alterazionedell'alimentazione,cefalea,insonnia,sintomi
fisici dell'ansia (tremori, sudorazione, palpitazioni ecc.).
Danni economici,danni morali ,danni sociali ,danni
Familiari ,danni lavorativi,difficile gestione del denaro
(spese impulsive),isolamento sociale.
L'astinenza
Come tutte le dipendenze, anche il gioco d'azzardo patologico
presenta dei sintomi d'astinenza, spesso molto intensi e caratterizzati
Da:
inquietudine, nervosismo, tremori,nausea, vomito ,insonnia
ecc.
Le conseguenze del Gioco d'Azzardo Patologico
Il gioco d'azzardo patologico è una malattia molto grave ed
è una malattia potenzialmente mortale!
Si è calcolato infatti che i tentativi di suicidio nei giocatori
d'azzardo patologici sono fino a 4 volte superiori rispetto alla
media dell'intera popolazione.
A ciò bisogna aggiungere i danni creati dalla frequente
associazione con altre dipendenze (politossicodipendenze o
codipendenze).
Parimenti frequente è lo sviluppo di disturbi legati allo stress:
dolori allo stomaco, ulcere, coliti, insonnia, ipertensione,
malattie cardiache, emicranie ecc
Le conseguenze più evidenti, inoltre, sono quelle più
strettamente legate alle perdite finanziarie e dei propri beni; le
ripercussioni sull'ambiente di lavoro, le separazioni e i divorzi,
le conseguenze sui figli.
Evoluzione del Gioco d'Azzardo Patologico
L'evoluzione del gioco d'azzardo patologico è stata
ben descritta da Custer (1982), come una
successione di fasi che, dalla primitiva fase
vincente, passando attraverso la fase perdente,
culminano nella fase della disperazione.
A questo punto vi può essere il recupero, passando
attraverso una fase critica, di ricostruzione e di
crescita.
Le diverse fasi sono così caratterizzate:
FASE VINCENTE
-gioco occasionale;
-vincite iniziali;
-gioco come rimedio (contro la depressione, l'ansia
ecc.);
-si prova piacere.
FASE PERDENTE
-gioco solitario
-aumenta la quantità di denaro e tempo investiti
-perdite prolungate
-si pensa solo al gioco
-si utilizzano coperture e menzogne
-non si riesce a smettere di giocare
-inseguimento delle perdite
-sviluppo dei sintomi della dipendenza
-si fanno debiti
FASE DI DISPERAZIONE
-marcato aumento del tempo e denaro dedicati al
gioco;
-isolamento sociale ;
-panico;
-azioni illegali;
-arresti, divorzi;
FASE CRITICA
-desiderio di aiuto
-speranza
-tentativo realistico di sospensione
-si torna a lavorare
-si pianifica un risarcimento per i debiti contratti
FASE DI RICOSTRUZIONE
-miglioramento nei rapporti familiari
-miglioramento dell'autostima
-pianificazione degli obiettivi
-maggiore rilassatezza
FASE DI CRESCITA
-diminuzione delle preoccupazioni legate al gioco;
-maggiore introspezione ;
-nuovo stile di vita.
Come riconoscere il giocatore d'azzardo
Quello che segue è un breve test :
1.Quando giochi, torni spesso a giocare un'altra volta per rivincere i soldi persi?
2.Hai mai affermato di aver vinto soldi col gioco d'azzardo, quando in realtà avevi perso?
3.Ritieni di avere (o avere avuto) problemi col gioco d'azzardo?
4.Hai mai giocato più di quanto volevi?
5.Sei mai stato criticato per avere giocato d'azzardo?
6.Ti sei mai sentito colpevole per il tuo modo di giocare d'azzardo e per quello che succede
Quando giochi d'azzardo?
7.Ti sei mai sentito come se avessi voglia di smettere di giocare, ma non potevi farlo?
8.Hai mai nascosto ricevute delle scommesse, biglietti di lotteria, denaro destinato al gioco o
qualsiasi altra cosa riguardante il gioco d'azzardo al tuo coniuge, ai tuoi figli o ad altre persone
importanti nella tua vita?
9.Hai mai discusso con le persone con cui vivi sul tuo modo di comportarti nei confronti del
denaro?
10.(Se hai risposto "sì" alla domanda 9) .Le discussioni sul denaro riguardavano il fatto che tu
giochi d'azzardo?
11.Hai mai chiesto in prestito denaro a qualcuno senza restituirlo a causa del gioco d'azzardo?
12.Hai mai sottratto tempo al lavoro (o alla scuola) a causa del gioco d'azzardo?
13.Se hai chiesto in prestito denaro per giocare d'azzardo o per pagare debiti di gioco, da chi o
dove lo hai preso in prestito?dai soldi di famiglia,dal coniuge ,da altri parenti,da banche o
agenzie di credito,tramite carte di credito,dagli usurai ("strozzini"),mettendo all'incasso azioni,
obbligazioni o altri titoli,vendendo proprietà personali o di famiglia,emettendo assegni scoperti
(a vuoto),hai (o avevi) un conto aperto con un allibratore,hai (o avevi) un conto aperto con un
casinò.Se hai risposto "no" a tutte le domande, non hai problemi con il gioco d'azzardo;
se hai risposto "sì" da una a quattro domande, puoi avere qualche Problema con il gioco;se hai
risposto "sì" ad almeno cinque domande, la diagnosi di gioco d'azzardo patologico è molto
probabile, per cui sarebbe necessario consultare nel più breve tempo possibile uno specialista
Si può curare?
Il gioco d'azzardo patologico, come tutte le
dipendenze, è una malattia cronica, che abbisogna
pertanto di un intervento terapeutico strutturato.
L'obiettivo della cura deve essere dapprima
l'astinenza dal comportamento e successivamente
il raggiungimento di una condizione di "sobrietà",
cioè un cambiamento dello stile di vita che
permetta di essere più forti verso le sempre
possibili ricadute.
Come curarlo
Nessuno si reca dal medico se non ha un valido motivo per farlo. E'
esperienza comune che solamente quando il mal di denti si fa
insopportabile ci si convince di prendere un appuntamento dal
dentista.
La tendenza di unapersona dipendente è quella di negare o
minimizzare il problema e credere che "se solo volessi, potrei
smettere... domani...". Il primo compito delmedico deve essere allora
quello di aumentare il livello di motivazione alla terapia con una serie
di colloqui motivazionali.
Il passo successivo deve essere la stipula di un contratto terapeutico
tra il paziente, la famiglia e il terapeuta, che comprende un eventuale
ricovero, la strutturazione del programma terapeutico (colloqui
individuali, gruppi psicoterapeutici e psicoeducazionali, terapia
psicofarmacologica, gruppi per i familiari ecc.) e la pianificazione del
rientro dai debiti, con eventualeassistenza legale.
La famiglia deve essere sempre aiutata ad imparare a conoscere
questa particolare malattia e deve essere coinvolta nella gestione
terapeutica del paziente.
Intervento farmacologico.
E' diretto specificamente alla riduzione dei sintomi del gioco
d'azzardo e dei disturbi eventualmente associati (es. un
episodio depressivo) ed e' spesso molto utile nelle prime fasi
della terapia.
E'principalmente condotto con farmaci SSRI(Inibitori selettivi
della ricaptazione della serotinina )o stabilizzanti del tono
dell'umore.
Fluoxetina , sertralina , escitalopram , paroxetina e
citalopram sono alcuni degli SSRI prescritti comunemente
per disturbi da
attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, sindrom
post traumatica da stress e fobia sociale.
Al momento c'è una limitata evidenza sull'utilità del litio, della
carbamazepina e del valproato.
Nota:Zoloft per maggior presenza di serotonina in circolo
Puo' provocare una euforia ,sicurezza e dunque GAP;
Mirapexin:si puo' verificare alterazione del
comportamento
e quindi provocare GAP.
Psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Il
comportamento di gioco e' una reazione adottata da un
soggetto per alleviare uno stato negativo, che puo' essere
caratterizzato da noia,umore instabile o da tensione interna.
Il trattamento comportamentale si fonda su diversi aspetti che
comprendono:
 rimozione degli stimoli condizionanti al gioco (locali da
gioco, disponibilita' delle carte di credito, avere tempo
libero non strutturato, etc.);
 aiuto al paziente a delineare schemi realistici d'intervento e
di gestione economica (debiti, risorse economiche, etc.) per
evitare buchi finanziari che possono rappresentare uno
stimolo al gioco;
 identificazione di metodi diversi dal gioco per alleviare stati
dell'umore disforici (ad es. con tecniche di gestione dello
stress);
 sviluppo di metodi diversi dal gioco per ottenere stati di
eccitazione o piacere.
Consulenze di esperti per eventuali
problemi legali.
Terapia di gruppo e gruppi di auto-aiuto.
Accanto alla terapia individuale e'consigliabile, quando
possibile, invitareil paziente a partecipare a gruppi quali i
Giocatori Anonimi (strutturati sul modello degli Alcolisti
Anonimi), che prevedono come obiettivo la completa
astinenza dal gioco.
Grazie !
il gioco
d'azzardo!!!
Alcol e lavoro.
È necessario rimuovere i fattori che favoriscono non solo l’abuso ma anche il
semplice uso di bevandealcoliche.
Nella legislazione specifica del lavoro (art. 24 del D.P.R. 303 del
1956) si vieta la somministrazione di bevande alcoliche all’interno
dell’azienda.
La legge 22 dicembre 1975 numero 685 si occupa degli interventi
preventivi, curativi e riabilitativi degli alcolisti in genere e dei
lavoratori in particolare.
La legge 18 marzo 1988 numero 11 detta norme sul controllo
alcolemico sui conducenti di autoveicoli.
La legge 125 del 30 marzo 2001 contro l’abuso di alcol è una vera
rivoluzione nel settore e prevede una serie di novità destinate ad
irrigidire la normativa.
È ovvio, a questo punto, ritenere che non esista nessun tipo di
lavoro compatibile con l’uso di alcol, sia per quanto concerne il
rischio di infortunio, sia per l’effetto negativo sulla qualità del
lavoro, sulla produttività,sulle capacità di rapportarsi e cooperare con altri soggetti
presenti nello ambito lavorativo.
L’azienda ha facoltà di istituire regole formali sulla limitazione dell’uso
A tal proposito va ricordato che di bevande alcoliche al suo interno,
sia in applicazione dell’atto di intesa Stato-Regioni, per le mansioni
individuate, che al di fuori di esso, per tutti, semplicemente
utilizzando un “regolamento aziendale interno”.
Rimuovere o evitare la disponibilità di alcol sul
posto
Un regolamento concepito in tal senso rientra nell’ambito della politica aziendale contro gli infortuni sul
Lavoro. Rimuovere o evitare la disponibilità di alcol sul posto di lavoro (presenza di bar interni ai luoghi
di lavoro, alcol portato da casa dagli stessi lavoratori, alcol presente nelle mense aziendali, eventuali
distributori automatici illegali).
- Evitare le occasioni per bere sul posto di lavoro sia durante che fuori l’orario di mensa, in particolare
prima del lavoro.
- Rimuovere le condizioni che possono creare l’isolamento da relazioni sociali, anche favorendo la
condivisione della situazione con le figure aziendali preposte (Rls, medico competente, Rspp).
-Impostare un sistema di vigilanza allo scopo di monitorare e individuare con immediatezza eventuali
comportamenti a rischio o situazioni di disagio. Accompagnare tale vigilanza con un opportuno sistema
di richiami e sanzioni.
-Mantenere alta la percezione del rischio. La maggioranza delle persone generalmente ritiene che l’alcol possa
fare male solo a dosi eccessive.
Comunque, nonostante la percezione, il consumo di alcolici, in
particolare nella pausa pranzo, rimane un’abitudine estremamente diffusa. Inoltre esiste una sostanziale diversità di
atteggiamento verso l’alcol rispetto alle altre sostanze d’abuso (cannabis, eroina, cocaina, ecc.): mentre per queste
ultime sia l’uso che l’abuso sono inaccettabili e fonte di problemi, per quanto riguarda l’alcol vi è una maggiore
soglia di tolleranza a livello sociale, non solo per il suo utilizzo, ma anche per i comportamenti alcol-correlati;
inoltre dell’alcol viene riconosciuto un uso “normale”, non ammesso invece per le altre sostanze. Le tradizioni
Culturali e le abitudini relative al consumo e anche all’abuso di alcol sono fortemente radicate nella cultura della
nostra società e forte è la resistenza ad ognicambiamento.
- Sfatare il concetto che l’alcol non vada demonizzato in quanto fa parte della nostra società, della
nostra cultura e della nostra alimentazione. Bisogna ricordare che quando l’abuso prevale sull’uso, l’alcol
genera dolore, emarginazione, frustrazione, disgregazione di beni, proprietà, famiglie.
Grazie!!!!
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Alcolismo quadro base