Smart Grids: Energia e ICT amBieNte E Fabio L. Bellifemine, Claudio Borean, Roberto De Bonis nergia: come diretta conseguenza della crescente domanda di energia e dell’assoluta necessità di ridurre gli impatti climatici, si è creata una convergenza di interessi scientifici, industriali e politici su come le tecnologie ICT possano abilitare un processo di trasformazione strutturale di ogni fase del ciclo energetico, dalla generazione fino all’accumulo, al trasporto, alla distribuzione, alla vendita e, soprattutto, al consumo intelligente di energia. Questo connubio fra ICT ed Energia viene comunemente identificato con il termine Smart Grid, o anche Internet of Energy, per enfatizzare l’aspettativa di un cambio di paradigma, una rivoluzione strutturale e tecnologica verso una rete capillare che trasporta energia, informazione e controllo, composta da dispositivi e sistemi altamente distribuiti e cooperanti. Dispositivi che, più che connessi alla rete energetica, diventano parte attiva di un ciclo di controllo esteso alle grandi centrali di generazione così come ai comportamenti dei singoli utenti, agli elettrodomestici in casa, alle auto elettriche e ai sistemi di micro-generazione. La Smart Grid dovrà quindi appoggiarsi su una rete capillare di comunicazione che fornisca non solo la connettività fra i dispositivi, ma che diventi anche abilitatrice di nuovi servizi energetici a valore aggiunto. Questo articolo si propone di fornire alcuni spunti di riflessione sui possibili ruoli di un Operatore tramite una panoramica sul tema delle Smart Grids e su alcune iniziative di ricerca in Telecom Italia Lab. Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 15 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis 1 Introduzione Il box sottostante riporta la definizione di Smart Grid del gruppo di lavoro [1] che, per conto della Commissione Europea, sta definendo la vision e la strategia per la rete elettrica del futuro o, per usare un termine più telco, la Next Generation Grid. “It is a colossal task, but it is a task that must be done”, così recita l’incipit di un rapporto preparato per il Dipartimento Americano per l’Energia [2]. Per SmartGrid [1] si intende una rete elettrica in grado di integrare intelligentemente le azioni di tutti gli utenti connessi – produttori, consumatori, o prosumers – al fine di distribuire energia in modo efficiente, sostenibile, economicamente vantaggioso, e sicuro. La SmartGrid utilizzerà prodotti e servizi innovativi assieme a tecnologie intelligenti di monitoraggio, controllo, comunicazione, self-healing al fine di: ■ facilitare la connessione e l’operatività di generatori elettrici eterogenei di qualunque dimensione e tecnologia; ■ fornire ai consumatori strumenti per contribuire ad ottimizzare il funzionamento del sistema globale; ■ dare ai consumatori maggior informazione e potere di scelta; ■ ridurre significativamente l’impatto ambientale dell’intero sistema elettrico; ■ aumentare il grado di affidabilità e sicurezza del sistema elettrico. Ma prima ancora di analizzare i cambiamenti attesi, è d’obbligo soffermarsi un attimo a riflettere sul perché di questi cambiamenti: è opinione di chi scrive che tre siano i principali driver del cambiamento. 1. La necessità di contenere il riscaldamento climatico riducendo le emissioni di elementi inquinanti. La lotta al cambiamento climatico rappresenta una priorità a livello mondiale; già nel 1997 il protocollo di Kyoto aveva previsto l’obbligo di operare una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra per impedire in- 16 terferenze pericolose per il sistema climatico. Fin da subito l’Unione Europea ha assunto un ruolo di primo piano in questa lotta e, a Dicembre 2008, ha deliberato un accordo sul cosiddetto “pacchetto clima ed energia 20-2020” , che prevede, entro il 2020, un approccio su più fronti: la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento del 20% dell'efficienza energetica e il raggiungimento della quota del 20% di fonti di energia alternative. 2. L’impossibilità di soddisfare le previsioni di crescita dei consumi. In Figura 1 sono riportate le previsioni di consumo fornite nell’ultimo rapporto [3] della EIA (Energy Information Administration), l’organo ufficiale di analisi statistiche sull’energia del governo americano, suddivise fra paesi occidentali (membri di OECD, Organization for Economic Cooperation and Development) e non. Gli ultimi dati del 2008 hanno evidenziato il sorpasso nei consumi di energia dei cosiddetti paesi emergenti e fra il 2008 e il 2030 ci si attende un incremento dei consumi mondiali di energia di circa il 40%. È opinione diffusa che la sola introduzione dell’energia rinnovabile non sarà sufficiente a raggiungere le previsioni di crescita; infatti, secondo lo stesso rapporto, sebbene l’uso di fonti rinnovabili si stia diffondendo in modo esponenziale, ci si aspetta che i combustibili fossili forniranno ancora nel 2030 più dello 80% dell’energia. Da cui l’aspettativa sull’uso delle tecnologie ICT per aumentare l’efficienza energetica senza pregiudicare confort e stile di vita. 3. L’introduzione di massa di auto elettriche. Da molti questa è addirittura considerata la killer application delle Smart Grids, il principale elemento di discontinuità del sistema elettrico. Infatti, sebbene sia presumibile che l’industria delle auto sia pronta all’introduzione di auto elettriche nel mercato di massa, non è ancora chiaro se la rete elettrica sia altrettanto pronta a reggere l’impatto: provate a pensare quanta energia elettrica aggiuntiva bisognerà generare per alimentare le auto! È necessario dislocare sul territorio i punti di ricarica (alias la rete dei distributori di benzina), prevedere Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis 800 Dati storici Quad (quadrilion BTU) 700 Proiezioni non-OECD 600 OECD 500 400 300 200 100 0 1980 1985 1990 1995 2000 2005 Figura 1 - consumo mondiale di energia (dati eia [3]) modalità di ricarica veloce e sicura, attrezzare le case affinché sia possibile farsi il pieno a casa propria o – perché no – anche a casa degli amici, gestire modalità adeguate di tariffazione, realizzare sistemi di incentivazione a farsi il pieno evitando le ore di picco dei consumi, ecc. Enel ha recentemente pubblicato uno studio [4] in cui stima che l’adeguamento dell’intero sistema elettrico italiano all’introduzione delle auto elettriche al 2020 richiederà un investimento di circa 1 bn € e che i tempi di ritorno dell’investimento potrebbero essere superiori ai 10 anni! Non da ultimo, le auto elettriche hanno un forte impatto sul sistema elettrico, in quanto sono intrinsecamente un sistema di accumulo di energia elettrica, energia che si potrebbe utilizzare anche con cosiddetti meccanismi di veichle-to-grid per rivendere energia elettrica rimettendola in rete mentre l’auto è parcheggiata (che tipicamente rappresenta la maggior parte del tempo di vita di un’auto). In questo modo l’auto elettrica potrebbe addirittura generare dei vantaggi economici ai proprietari tramite sistemi di controllo intelligente in grado di acquistare e immagazzinare energia nelle ore notturne, e rivenderla nelle ore di picco [5]. Contenere l’inquinamento, soddisfare consumi 2010 2015 2020 2025 2030 crescenti, introdurre le auto elettriche, integrare fonti rinnovabili e micro-generazione distribuita: è evidente che stimoli al cambiamento di tale natura richiedano un approccio sistemico per evolvere verso una nuova generazione di sistema elettrico. L’aspettativa mondiale è che l’impiego di tecnologie ICT sarà il volano per tale evoluzione in quanto fornisce il link mancante per la comunicazione fra utilities e utenti finali, così come le tecnologie, le piattaforme informatiche e gli algoritmi di controllo distribuito necessari ad ottimizzare l’efficienza di tutti i sistemi coinvolti (grande e micro generazione, trasporto, distribuzione, vendita, consumo, accumulo). Non da ultimo, la ICT è vista come l’abilitatore di un nuovo livello applicativo di servizi basati sull’energia: servizi di smart metering; nuovi schemi tariffari e prepagato dell’energia; portali domestici per la gestione di consumi e generazione; sistemi automatici di acquisto, accumulo e vendita dell’energia elettrica; sistemi automatici di bilanciamento della domanda e offerta di energia;... 2 Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids Cosa saranno esattamente le Smart Grids è ancora difficile dirlo, tuttavia ci si aspetta un’evoluzione sia sul piano della generazione e 17 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis distribuzione dell’energia elettrica, sia sul piano del controllo dei sistemi; dovranno diventare reti smart, attive e autonomiche, in grado di reagire agli eventi esterni e perseguire obiettivi di efficienza in modo autonomo e in tempo reale. La rete elettrica di oggi è stata progettata come una rete sostanzialmente passiva che trasporta l’energia secondo una sola direzione: da poche grandi centrali di generazione a tanti piccoli punti di consumo presso gli utenti finali. La nuova rete dovrà fare leva-su, e grande usodelle, fonti rinnovabili e dei sistemi di micro-generazione. La micro-generazione permette di creare efficienza avvicinando in termini spaziali la produzione e il consumo di energia e riducendo le perdite intrinseche del sistema di distribuzione. Tuttavia la generazione distribuita si riesce oggi ad integrare fin che si tratta di quantitativi modesti, ma una diffusione massiva comporterebbe un degrado importante dell’efficienza e della qualità dell’energia distribuita. La Smart Grid dovrà quindi essere ri-progettata per promuovere l’uso diffuso di micro-generazione e dovrà quindi essere in grado di gestire flussi energetici bi-direzionali. L’uso di fonti rinnovabili pone anche un problema sul piano del controllo in quanto: i sistemi di micro-generazione sono privati, in grandi quantità e diversità di tipologie, e ciò rende difficile un controllo centralizzato da parte del gestore della rete di distribuzione di energia; la capacità di generazione è molto variabile, dipende dalle condizioni atmosferiche locali, ed è difficile da prevedere. Sul piano del controllo, inoltre, la rete elettrica dovrà assomigliare molto ad una Internet of Energy, dove ogni dispositivo elettrico e ogni sistema di micro-generazione sarà connesso in rete e in grado di comunicare dati e ricevere e reagire in tempo reale ad eventi e stimoli che arrivino da altri dispositivi o dalla rete elettrica stessa: una rete energetica disseminata di sensori, attuatori, nodi di comunicazione, sistemi di controllo e monitoraggio. Sarà questa la killer application di IPv6? Ogni casa, ogni utente, dovrà poter potenzialmente diventare un prosu- 18 mer di energia elettrica, che compra, ma anche vende energia, in un mercato aperto ai grandi distributori così come ai piccoli utenti. Il prezzo dell’energia, sia per chi la consuma sia per chi la vende, varierà nel tempo e diventerà la principale variabile in grado di bilanciare la domanda all’offerta di energia elettrica. È presumibile che ogni utente di questo mercato sarà rappresentato da un agente software, che agirà in modalità autonoma e proattiva verso la massimizzazione di obiettivi di profitto di ogni singolo utente. È una vera e propria rivoluzione rispetto al sistema di bilanciamento attuale basato su un controllo centralizzato e con reazioni molto spesse affidate all’intervento dell’operatore umano. Piuttosto diffusi sono scenari di riferimento di price-to-device dove il costo dell’energia varia dinamicamente nel tempo: i contatori lo comunicano agli elettrodomestici che si coordinano per reagire ed adattare di conseguenza il profilo di consumo (ad esempio ritardando il ciclo di riscaldamento dell’acqua della lavatrice ad un momento in cui l’energia costi meno). Il problema del bilanciamento fra domanda e offerta di energia (cosiddetto demandresponse) è ben schematizzato dalla figura 2 dove è mostrato il tipico profilo di carico, ossia la potenza richiesta nell’arco della giornata: il dover garantire elettricità nel periodo di picco richiede dimensionare centrali elettriche che verranno utilizzate solo in quei periodi della giornata; riuscire a ridurre i consumi di picco, appiattire la curva di carico e ad avere, teoricamente, un profilo costante nel tempo, genererebbe vantaggi economici e di gestione altissimi! Questo concetto è alla base di molte iniziative internazionali (ad esempio Demand Response and Smart Grid Coalition) che puntano ad abilitare sistemi di incentivazione alla riduzione dei picchi di consumo tramite schemi di tariffazione dinamica multi-oraria, schemi che ricalcano l’andamento del mercato dell’energia con l’obiettivo di spostare i consumi dalla zona di picco della curva alle zone di valle. Infatti anche il costo dell’energia segue le normali leggi economiche e, quando la domanda è alta, il prezzo dell’energia Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis Curva di carico tipica Potenza Riduzione di picchi di consumo spostandoli nelle ore notturne 00:00 Valore medio 09:00 Ore della giornata 18:00 24:00 Figura 2 - Profilo di carico giornaliero tipico per i consumi di elettricita’ aumenta: l’andamento del prezzo dell’energia alla borsa anglo-olandese APX ha una dinamicità nell’anno [6] che arriva anche a fattori 1:50000, mentre le tipiche variazioni del prezzo ribaltate al consumatore difficilmente superano un fattore 1:2; ci sono anche momenti in cui l’energia ha un prezzo negativo [7], ossia momenti in cui i produttori pagano per immettere elettricità in rete e, potendo ribaltare ciò ai consumatori, essi potrebbero addirittura essere ricompensati per consumare energia elettrica in questi periodi! Uno studio [8] del 2007 relativo agli Stati Uniti riporta che una riduzione del picco del 5% (senza cambiare il totale dei consumi) genererebbe dei risparmi economici di 3 miliardi di dollari permettendo di eliminare ben 625 centrali elettriche e relative infrastrutture. Un’infrastruttura di demand-response non solo abiliterebbe nuovi schemi di tariffazione, incluso il pre-pagato, ma anche abiliterebbe un sistema di self-healing e self-control: in momenti di sovraccarico, la rete potrebbe richiedere a dispositivi elettrici meno prioritari di spegnersi, evitando un black-out o uno stacco totale di energia ad un appartamento, ad esempio spegnendo il solo condizionatore o ritardando il ciclo di Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 accensione degli elettrodomestici. Se da un lato si richiede alle Smart Grids di generare meccanismi incentivanti di partecipazione degli utenti, dall’altro è doveroso ricordare che l’introduzione di tecnologie ICT dovrà anche saper indirizzare le persone e i loro modelli di consumo verso comportamenti e stili di vita ecosostenibili nel lungo periodo. In Finlandia è bastato fornire agli utenti domestici dati in tempo reale sui propri consumi per ottenere un risparmio energetico del 7% e si stima [9] che il risparmio energetico potrebbe arrivare fino al 10%. Le Smart Grids dovranno quindi essere in grado di fornire ai clienti finali informazioni in tempo reale e permettere di identificare, quantificare e ricompensare le scelte e i comportamenti ecoefficienti. Quando si parla di Smart Grid non si può trascurare il problema della sicurezza, intesa come sicurezza informatica. L’introduzione di tecnologie ICT, controllo distribuito, comunicazione bi-direzionale fra i dispositivi in rete, rappresenta un punto di vulnerabilità della Smart Grid. Questo è un tema di forte attenzione che viene studiato di pari passo ad ogni evoluzione del sistema energetico. 19 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis Standard & Business: uno sguardo sul mondo Lo sviluppo di reti intelligenti di distribuzione dell’energia elettrica sta diventando una priorità di politica energetica in molti paesi. Negli Stati Uniti le Smart Grid sono un punto centrale del programma del presidente Barack Obama: nel febbraio 2009 ha approvato lo “Stimulus Plan”, un piano da 787 miliardi di dollari per risanare l’economia dalla crisi e reinvestire in vari settori dei servizi, tra cui la rete energetica intelligente. In particolare, il capitolo energetico vale 49.7 miliardi di dollari di cui 11 miliardi di investimenti destinati, come dice lo stesso Obama, “to jump start the transformation to a bigger, better, smarter grid” [16]. Gli analisti statunitensi prevedono [17] che gli erogatori di energia dovranno aggiungere un aggregato di circa 40 GW di energia pulita entro il 2030 e, per fornire tutta questa energia ai propri clienti, dovranno attuare un investimento complessivo di più di 2 trilioni di dollari in reti di trasmissione e distribuzione. Tutto ciò solo per l’energia pulita addizionale, serviranno anche investimenti in software, hardware e reti wireless per consentire l’alimentazione della rete intelligente Smart Grid in modo da gestire tutte le capacità supplementari. Ovviamente un fenomeno di questa portata economica e territoriale richiede una precisa standardizzazione di tutte le parti coinvolte. Il National Institute for Standards and Technology (NIST) e lo IEEE stanno lavorando al progetto P2030 Smart Grid Interoperability Standard [18], ossia allo sviluppo di una mappa degli standard necessari alle Smart Grids, mentre la Federal Communications Commission (FCC) si occuperà di mettere a punto le regole di accesso alle reti broadband e allo spettro radio da allocare per queste applicazioni. In Figura A è riportata l’attuale mappa degli standard proposti da NIST, dove è evidenziato lo standard ZigBee, una tecnologia wireless emergente rappresentata dalla ZigBee Alliance alla Figura a - Standard candidati dal NiSt per Smart Grid [18] ANSE C12.19/IEEE 1377/MC1219 IEC 60870-6 TAS TAS E.2 DNP3 IEEE C37.1 18 C37.118 NIST Security Standards FIPS 140-1, NIST SP800-53, NIST SP800-82, ect. IEEE 802 family IETF Internet Standards – TCP/IP, TCP/IP, VPNs, TLS, SNMP, SNMP, etc EIC 61968/61970 (CIM) MUL TISPEAK MULTISPEAK STANDARD CANDIDATI DAL NIST PER SMART GRID (USA) IEEE 1547 20 IEC P PAS AS 62559 IEC 62351 BACNET-ASHRAE/ANSI 135, BACNET-ASHRAE/ANSI ISO 16484-5 HomePlug/ZigBee Alliance Smart Energy Profile Utility AMI 2008 HAN Systems Requirements Specification IEC 61850 NERC CIP 002-009 Utility AMI 2008 UtiliSec/AMISEC Specification Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 > Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis > quale Telecom Italia aderisce e contribuisce attivamente. Altra attività correlata, in ambito europeo, che vede Telecom Italia impegnata è quella relativa alla standardizzazione in ambito ETSI della M2M, ossia la comunicazione intelligente di dati tra dispositivi wireless. Uno degli annunci del 2009 più rilevanti nel contesto SmartGrids è stato l’ingresso in campo di Microsoft e Google. Microsoft ha annunciato lo strumento di gestione energetica Hohm (contrazione di "home" e "Ohm"), per i consumatori, appoggiandosi sulla piattaforma di cloud computing Azure. Google ha invece lanciato Google Power Meter, un servizio che permette di visualizzare i consumi acquisiti dal contatore elettrico nella propria homepage iGoogle e che permette di analizzare i propri consumi e confrontarli con quelli degli altri. Google ha annunciato che intende rendere Open Source la piattaforma PowerMeter e aprire le API per sviluppo di applicazioni da parte di terze parti. Onde aggirare l’accordo necessario per acquisire i dati dalle utilities, Google ha contestualmente anche lanciato il prodotto TED 5000, un contatore non fiscale da installare in casa che remotizza i dati sulla piattaforma Google e visualizza su un display in tempo reale il dettaglio dei consumi elettrici. Rimanendo tra le big company, anche IBM e Cisco si sono attivati. IBM propone un variegato set di software per rendere la rete più intelligente, fornendo servizi di pubblica utilità e “più intelligenza” alla rete elettrica; recentemente ha creato l’Intelligent Utility Network Coalition [19], che comprende un gruppo di servizi di pubblica utilità interessati a portare il computing alla rete elettrica. Cisco sta partecipando in alcuni progetti pilota americani di smart metering fornendo la parte di networking; ovviamente sta investendo in questo settore con una strategia basata sull’introduzione del protocollo IP tramite iniziative in IETF e, al proposito, ha fondato la IPSO Alliance (IP for Smart Objects). Quest'onda di innovazione energetica, accompagnata da prospettive di business vertiginosi, si sta propagando nel mondo investendo anche l’Europa. Il progetto ”European Smart Grids Technology Platform” [20] della Commissione Europea ritiene che siano necessari investimenti per €750 miliardi nei prossimi trent’anni, di cui €100 miliardi nella Trasmissione, €300 miliardi nella Distribuzione e €350 miliardi nella Generazione. Vi partecipano i principali attori del panorama energetico europeo, tra i quali: Areva, Abb, E Control, Edf, Enel, Eon, Iberdrola, Sap, Siemens, Ziv. Anche Telecom Italia è attiva in questa Technology Platform, in particolare nel WG3 “Demand & Metering”. I principali obiettivi di questa vision comunitaria sono di rendere i consumatori parti attive nel processo di fornitura dell'energia e di promuovere la diffusione delle fonti di energia rinnovabile e la generazione distribuita. Come per gli Stati Uniti, anche in Europa le grosse aziende sono scese in campo. Philips e Schneider Electric hanno lanciato una nuova visione per l’interoperabilità nell’home e building automation con una soluzione basata su reti ZigBee, che consentirà una migliore gestione energetica nelle abitazioni e negli edifici nel prossimo futuro (HOMES). Energy Optimizers Limited (EOL) ha sviluppato un plugin, basato sulla tecnologia ZigBee, per la misura dei consumi elettrici (Plogg), mentre BT si sta attivando per implementare un sistema di gestione del risparmio energetico per edifici residenziali tramite lo home gateway Thompson. Siemens ha comunicato che si attende ordini di reti elettriche intelligenti (smart grid) per oltre 6 miliardi di euro entro il 2014. Da questo humus tecnologico europeo emergono iniziative importanti quali “Alpenergy” [21], un progetto comune per le reti elettriche della zona alpina. I sei paesi che hanno aderito (Germania, Svizzera, Francia, Italia, Slovenia e Austria) si sono per ora concentrati sullo sviluppo di un modello di rete intelligente da applicare a livello locale, in grado di accogliere in modo ottimale sulla rete di distribuzione (media/bassa tensione) gli apporti che vengono dal fotovoltaico, dal mini idroelettrico, dagli impianti alimentati a biogas e biomasse e, in futuro, dal mini eolico. I partner si stanno impegnando per sviluppare un “virtual > Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 21 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis > 3 Smart Grids e Telecom Italia power system” che, integrando reti elettriche e reti di comunicazione con il decisivo apporto dell’ICT, sia in grado di combinare il carico e la produzione di energia nelle diverse realtà coinvolte. Per l’Italia, in concreto, la prima fase di sperimentazione del nuovo sistema è prevista entro il 2010 nella provincia di Mantova, caratterizzata da una buona presenza di fotovoltaico e da impianti di biogas, alimentati con gli scarti provenienti dall’agricoltura e dagli allevamenti zootecnici della zona. Dopo Mantova, sono previsti altri due impianti sperimentali a Belluno e in Val d’Aosta. Contestualmente, il Piano Energetico Ambientale della Regione Sicilia (PEARS) [22], già approvato e pubblicato a fine marzo 2009, prevede la realizzazione di una smart grid per distribuire l’energia autoprodotta dagli impianti fotovoltaici ed eolici di piccole dimensioni. Cittadini ed aziende che produrranno energia integrando nei propri immobili tecnologie solari ed eoliche potranno cedere le eccedenze alla rete, facendo svolgere ai contatori la stessa funzione che nella telematica svolgono i router. Infine sono allo studio le Super Smart Grid [23], ossia architetture per la connessione di Smart Grid appartenenti a diversi continenti. L’asse costituente una prima Super Smart Grid è quello proposto dal ministro dell’Ambiente tedesco, che interessa il collegamento tra Germania, Italia e Tunisia. Un secondo asse avviato nell’est europeo da GRTN-Terna contempla il collegamento, tramite cavi sottomarini, tra i Balcani (Croazia e Albania) e la Tunisia. Con quest’ultima si stanno inoltre sviluppando dei progetti di collaborazione bilaterale per la costruzione di nuove centrali solari. È un mercato dalle potenzialità enormi: solo il Nord d’Africa ha una potenzialità eolico e solare di circa 400.000 TW all’anno. [email protected] 22 La rete di comunicazione necessaria a realizzare le Smart Grids si può rappresentare suddivisa, come mostrato in Figura 3, in 4 segmenti. 1. La rete domestica (o Home Area Network), che interconnette i meter delle utilities energetiche (contatori di elettricità, gas, acqua, calore) con i sistemi locali di monitoraggio e controllo, quali gli impianti di micro-generazione e accumulo di energia, le auto elettriche, la sensoristica domestica, i termostati, i termosifoni, le caldaie, gli elettrodomestici e, in generale, tutti gli apparati che contribuiscono a generare, consumare, monitorare e controllare l’energia in casa. 2. La rete di quartiere (o Neighborhood Area Network), che interconnette i meter di un quartiere e consente di gestire il bilancio energetico a livello aggregato. 3. La rete metropolitana (o Wide Area Network), che convoglia i dati alle utilities e che include tutte le piattaforme di gestione sia di tipo energetico sia di tipo ICT. 4. La rete Inter-Grid che, infine, permette la comunicazione fra Smart Grid di paesi diversi al fine di gestire dinamicamente accordi di bilancio energetico. I principali argomenti di discussione sono al momento le prime due reti e le tecnologie di comunicazione e i protocolli di cooperazione e controllo distribuito necessari. La necessità di rendere disponibili in tempo reale i profili di consumo/micro-generazione, sia agli utenti sia ai gestori, richiede l’introduzione di smart meters connessi ad una rete di comunicazione broadband e in grado di gestire un flusso di monitoraggio e controllo bi-direzionale, requisito mal soddisfatto dalle tecnologie di Power Line Communication (PLC). Per Telecom Italia lo sviluppo di una rete di Smart Metering potrebbe rappresentare l’opportunità per estendere la rete di comunicazione con una rete capillare che, in primis, fornisca il servizio di metering alle utilities, in secondo luogo possa essere l’abilitatore di nuovi servizi a valore aggiunto. Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis Figura 3 - i 4 segmenti di una rete di comunicazione per la Smart Grid Ad oggi, uno dei punti più controversi nella definizione delle architetture riguarda quale debba essere l’elemento architetturale che renda possibile la concentrazione dei dati di lettura relativi alle varie utenze e che, di conseguenza, si candidi a rappresentare il gateway energetico domestico. Il gateway broadband always-on è un buon candidato per questo ruolo, ma, come discusso nel seguito, è in forte competizione con i meter delle utilities che, parimenti, potrebbero puntare a svolgere lo stesso ruolo. La Smart Grid rappresenta anche un’opportunità per l’ingresso nel mercato dell’energia di nuovi servizi a valore aggiunto basati su tariffe dinamiche e flessibili o sul controllo dei sistemi energetici domestici o industriali. Il progetto Wireless Sensor Networks di Telecom Italia Lab ha impostato una serie di iniziative rivolte a identificare e valorizzare gli asset aziendali nel contesto delle Smart Grid sia tramite collaborazioni interne con altre funzioni aziendali (rispettivamente Top Clients per quanto riguarda il metering e Home Network Innovation per quanto riguarda il contesto domestico), sia tramite collaborazioni industriali adatte a creare un eco-sistema dell’energia. 3.1 Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Metering La conoscenza dei profili di consumo in tempo reale consente a chi gestisce le reti energetiche di realizzare meccanismi di maggiore dinamicità, flessibilità, decentralizzazione e interattività nella gestione delle reti stesse; inoltre permette a chi utilizza l’energia una maggiore consapevolezza di quanto si sta consumando. Questo tipo di scenari evolutivi ha come presupposto fondamentale la capacità di rendere disponibili in tempo reale i consumi legati alle varie utenze (elettricità, gas, acqua, calore), sia agli utilizzatori sia ai gestori delle reti energetiche, per cui i contatori di nuova generazione devono essere in grado di trasmettere a distanza queste informazioni. Questa modalità di rilevamento e gestione dei consumi va sotto il nome di Smart Metering. I governi, attraverso le autorità energetiche nazionali, stanno richiedendo alle utilities di realizzare lo Smart Metering. Per quanto riguarda l’Italia, a Ottobre 2008 la delibera 155/08 [10] dell’Authority per l’energia ha reso obbligatori meccanismi di telelettura e telegestione per i con- 23 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis tatori del gas, mentre a Marzo 2009 la commissione europea ha dato mandato [11] a CEN, CENELEC ed ETSI di sviluppare gli standard necessari alla realizzazione di un’architettura aperta di sistemi di Smart Metering interoperabili. È evidente come questi presupposti stiano portando ad un cambiamento epocale nei servizi legati all’energia e di conseguenza ad un’enorme possibilità per le aziende che possono avere un ruolo attivo nella catena del valore di questa tipologia di servizi. Contestualmente, si stanno ipotizzando una serie di scenari con servizi a valore aggiunto che possano avvantaggiarsi delle infrastrutture di Smart Metering. 3.1.1 Architetture di Smart Metering L’architettura semplificata di un sistema di Smart Metering è rappresentata in Figura 4. Figura 4 - architettura di Smart metering 24 Il meter intelligente è dotato di interfaccia bi-direzionale di comunicazione e trasmette i dati di lettura verso un sistema che li memorizza e li rende disponibili ai sistemi di back-office dei Distribution System Operators (DSO). La connessione in Home Area Network (HAN) tra i dispositivi domestici e lo smart meter (o tra lo smart meter ed un metering gateway che svolge funzioni di sola comunicazione) avviene su protocolli ad onde convogliate (PLC), oppure su protocolli in radio frequenza (RF) low power (ad esempio ZigBee). La comunicazione dei dati di lettura verso il sistema di raccolta dati può avvenire direttamente con protocolli WAN (Wide Area Network) tipicamente GPRS o xDSL, oppure, nel caso si faccia ricorso ad uno stadio di concentrazione dati, ancora mediante PLC e RF Low Power. I concentratori dati comunicano verso il centro raccolta con protocolli WAN. Uno degli aspetti più controversi e dibattuti sui vari tavoli che definiscono le architetture di Smart Metering riguarda la tecnologia RF low power da adottare. Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis Per quanto concerne la comunicazione in area HAN esistono vari protocolli che presentano una certa maturità e affidabilità. In particolare, ZigBee si sta affermando come leader di mercato per le applicazioni nell’ambito domestico legate all’home automation e alla gestione dell’energia. Ha una certa rilevanza anche lo standard Wireless M-Bus basato sulla famiglia di standard europei EN13757, che è nato specificamente per la comunicazione di dati legati al metering ed è un’estensione wireless dello standard M-Bus, standard ampiamente consolidato. Per quanto riguarda la comunicazione tra lo smart meter e il concentratore dati (ambito NAN), laddove non si possa far ricorso ai protocolli PLC (come nel caso del gas metering), non esistono ad oggi standard RF già accettati dal mercato e in grado di soddisfare i requisiti attesi: elevato range di copertura, bassi consumi, costi contenuti, sistema aperto e offerto in condizioni non discriminatorie (FRAND). Esistono numerose tecnologie standard (in particolare ZigBee e Wireless M-Bus) e numerose proprietarie (es. Wavenis di Coronis), ma uno dei fattori principali di controversia riguarda le frequenze di trasmissione da adottare per la comunicazione tra smart meter e concentratore. Le varie soluzioni ad oggi sul mercato spaziano dai 169 MHz, ai 433MHz, agli 868MHz ai 2,45GHz. Sebbene sia noto che frequenze inferiori permettono maggiore copertura radio, i protocolli a 2,45 GHz sono molto interessanti, in quanto si avvalgono di un maggior numero di canali e di architetture mesh che permettono percorsi alternativi e sfruttano il multihop. Altri fattori da tener presenti sono gli interferenti nelle varie bande di frequenza, il numero di canali disponibili e le potenze utilizzabili. Tutte le tecnologie attualmente disponibili operano in bande di frequenza ISM non licenziate e utilizzate da diverse altre tecnologie (es. WiFi), sono in atto, però, azioni che puntano a riservare per lo smart metering opportune bande di frequenza (ad esempio ETSI ha riservato la frequenza a 169MHz [12]), ma al momento non esistono soluzioni standard che adottino queste nuove frequenze e che abbiano definito i livelli Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 superiori della pila protocollare. È anche presumibile che in Italia, considerando le differenti tipologie abitative e posizioni dei contatori del gas, non si riuscirà a selezionare un’unica tecnologia radio che possa offrire le migliori prestazioni per tutti i differenti contesti. Un altro punto cruciale nella definizione delle architetture in discussione riguarda quale debba essere l’elemento che rende possibile la concentrazione dei dati di lettura relativi alle varie utenze (elettricità, gas, acqua, calore) e li trasmetta verso la rete di telelettura e verso un dispositivo di visualizzazione interno alla casa. Esistono al momento varie possibilità per l’elemento che in figura 4 è indicato come HAN 2 LAN Gateway. La prima possibilità riguarda l’utilizzo del contatore elettrico, avendo quest’ultimo il notevole vantaggio di poter disporre in modo costante e non interrompibile di una fonte di alimentazione. Questa soluzione è stata ad esempio adottata in Olanda e prevede che il contatore elettrico funga da concentratore dei dati di lettura anche delle altre utenze (es. gas e acqua); questo approccio crea però una situazione di squilibrio laddove le aziende di distribuzione di elettricità e gas non coincidano o, come in Italia, siano anche concorrenti, in quanto ad esempio il distributore del gas si trova a dover dipendere per la telelettura da dispositivi e reti appartenenti ad un distributore di energia elettrica. Al fine di ovviare a ciò, in altri paesi (ad esempio in Germania) si è pensato ad un dispositivo che svolga esclusivamente ed appositamente il ruolo di concentratore delle utenze domestiche (in figura 4 indicato come Multi Utility Gateway) e funga anche da dispositivo di comunicazione verso la rete di tele lettura, utilizzando sia la tecnologia PLC, sia la tecnologia RF. Questo approccio risolve l’asimmetricità tra i distributori di energia, ma al tempo stesso crea il problema organizzativo di definire a chi appartiene questo oggetto, chi ha l’onere di alimentarlo e tenerlo sempre alimentato e di come gestire i rapporti con le varie utilities che lo utilizzano. Questo approccio è coerente con l’idea di un ruolo di Metering Service Provider, ruolo che non neces- 25 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis sariamente coincide con un distributore di energia bensì agisce da responsabile del servizio di misura dei consumi energetici. In paesi in cui il servizio di Smart Metering non viene disegnato da zero, ma ci si trova già di fronte a reti di metering parzialmente realizzate (ad esempio in Italia la rete di telelettura in campo elettrico), il contatore del gas potrebbe essere direttamente l’elemento che comunica a distanza i dati di lettura. In questa situazione (indicata nella parte bassa della figura 4, in cui lo Smart Gas Meter funge da HAN 2 LAN gateway), la rete di Smart Metering del gas si presenta come una rete parallela a quella di telelettura dell’elettricità. Questo approccio, che non risulta ottimizzato e non realizza sinergia, va comunque previsto, in quanto in alcuni contesti risulta difficile ipotizzare che il contatore del gas venga incluso in un insieme di oggetti a livello di Home Area Network di un singolo utente. A prescindere da quale sia l’elemento che funge da concentratore domestico e da gateway verso la rete LAN, si può rendere necessario, per ottimizzare la rete di tele lettura nel caso in cui si utilizzino protocolli low power RF, creare un livello di concentrazione che raccolga più utenze e trasmetta i dati periodicamente verso i sistemi di gestione remoti. Questi concentratori in area LAN per le PLC sfruttano le stazioni di trasformazione della rete elettrica e per le altre tipologie necessitano di spazi opportuni che consentano di ottenere il maggior grado di concentrazione possibile oppure di creare reti mesh allo stesso scopo; in questo caso tipicamente vengono sfruttati spazi quali i tetti delle abitazioni, i lampioni o, perché no, proprio gli asset della rete telefonica! 3.1.2 Lo Smart Metering del gas in Italia e il ruolo di Telecom Italia In Italia la delibera 155/08 dell’Authority dell’energia [10] ha reso obbligatoria la telelettura per i contatori ad uso domestico a partire dal 2012, fino a coprire l’80% dei contatori istallati entro il 2016, mentre per i contatori di calibro maggiore destinati alle imprese e agli impianti in- 26 dustriali, tale obbligo scatta già dal 2010. A questo scopo è stato creato un gruppo di lavoro del CIG (Comitato Italiano Gas), a cui Telecom Italia contribuisce attivamente per definire l’architettura del sistema di teleletura e telegestione. Nel campo elettrico, l’Enel in Italia è stata un pre-cursore e ha sostituito praticamente in modo completo il proprio parco di contatori elettrici con sistemi che possono essere teleletti e telegestiti. Questo crea una situazione in cui diventa difficile e poco efficiente la realizzazione di concentratori multi-utility per singolo utente, a causa della tipologia istallativa dei diversi contatori presenti in Italia dove tipicamente il contatore elettrico è in cantina, il contatore del gas sul balcone e quello dell’acqua in bagno o per strada! In ambito CIG si sta definendo una rete coerente con l’architettura riportata in figura 4 dove l’elemento Smart Gas Meter comunica i dati di lettura verso la rete a monte, in particolare verso i concentratori dati (nel caso tipico di contesti urbani), ed eventualmente direttamente verso il centro di gestione con protocolli WAN nel caso di contesti rurali isolati oppure in aree commerciali e industriali. Anche in questo caso il tema maggiormente dibattuto riguarda il protocollo RF da utilizzare per la comunicazione tra gas meter e concentratore dati; è stata effettuata una valutazione teorica comparativa tra quattro protocolli che sembrano offrire maggiori garanzie (ZigBee nelle due versioni a 868MHz e a 2,45GHz, Wireless M-Bus e Wavenis). La valutazione non ha evidenziato differenze così significative da consentire una scelta definitiva ed è stato stabilito che occorrerà una valutazione in campo delle differenti soluzioni al fine di avere maggiori elementi utili alla scelta del protocollo. Per Telecom Italia questa potrebbe essere un’opportunità per non proporsi come mero fornitore di connettività, ma avere un ruolo più strategico nella catena del valore come fornitore del servizio di Smart Metering, sfruttando asset aziendali quali: • le infrastrutture fisiche sul territorio: abbiamo circa 150.000 armadi stradali di distribuzione, 8 milioni di distributori collocati normalmente nei locali cantina dei condomini, migliaia di Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis • • • edifici che ospitano centrali e altri apparati, decine di migliaia di stazioni radio base e di punti di telefonia pubblica; le piattaforme di rete nel ruolo di Central Access Data Server; le competenze di pianificazione e gestione di rete (si noti che a tutti gli effetti si tratta di realizzare una rete wireless capillare); le competenze di protocolli e tecnologie RF Low Power quali ZigBee. Inoltre, la rete dispiegata per il metering potrebbe essere utilizzata per offrire altri servizi (ad esempio alle pubbliche amministrazioni) in una logica di Digital City (monitoraggio inquinamento, anti-incendio, illuminazione) e in questo modo sarebbe possibile ammortare in tempi più rapidi gli investimenti infrastrutturali. In altri contesti geografici, Gas Natural in Spagna e Goteborg Energi in Svezia hanno cominciato il deployment di reti di smart metering basate sulla tecnologia ZigBee e hanno cominciato ad offrire e vendere servizi anche ad altre utilities e a terze parti (es. Amministrazioni locali, amministratori di condominio), delineando scenari in cui le utilities cominciano a profilarsi come ulteriori concorrenti per gli operatori di telecomunicazioni. Telecom Italia ha avviato lo studio e la progettazione di una soluzione di smart metering coerente con le specifiche in via di definizione presso il CIG e ha già impostato dei contatti con utilities del gas italiane per effettuare delle sperimentazioni in campo. 3.2 Energy@Home Dal punto di vista tecnologico i servizi di monitoraggio energetico in ambito domestico possono essere realizzati mediante l’utilizzo di piattaforme di servizio su rete Internet che, tramite opportuni gateway domestici, siano in grado di comunicare con gli oggetti dell’ambiente domestico, utilizzando tecnologie wireless di prossimità (ZigBee) o mediante tecnologie Power Line Communica- Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 tion (PLC), che utilizzano la rete elettrica stessa come mezzo trasmissivo. Una soluzione ottimale per il monitoraggio energetico prevederà l’utilizzo congiunto di tecnologia wireless e PLC; a questo proposito ZigBee Alliance ha avviato un gruppo di lavoro congiunto con Home Plug Alliance [13] al fine di condividere lo stesso modello dati nelle due tecnologie di comunicazione. La sperimentazione Energy@Home [14] di Telecom Italia è un prototipo di una soluzione di monitoraggio energetico domestico. Il sistema, sviluppato in collaborazione tra le funzioni Home Network Innovation e Research Projects, utilizza dispositivi ZigBee, denominati prese intelligenti o Smart Plugs, che permettono di monitorare i consumi energetici dei carichi attestati e di comandare da remoto l’alimentazione dei dispositivi elettrici connessi alle prese. Le informazioni relative ai consumi sono trasmesse ad una piattaforma centrale di servizio, denominata Wireless Sensor Network Center (WSNC), attraverso l’Access Gateway Telecom Italia con un plug-in software e hardware per abilitarlo alla comunicazione ZigBee. Le informazioni raccolte possono essere anche utilizzate direttamente da terminali domestici o da dispositivi quali i-Phone per comandare direttamente le prese, eliminando i consumi in stand-by o razionalizzandone l’utilizzo (ad esempio inibendone il funzionamento nelle ore notturne). Il sistema sviluppato permette di fare retrofit nelle abitazioni esistenti e realizzare un portale domestico dell’energia. Una prima fase di sperimentazione è stata avviata nel corso del 2009 usando la tecnologia ZigBee per la comunicazione tra Smart Plug e video telefono. Le fasi successive della sperimentazione vedranno un’estensione del numero di utenti e un’analisi relativa ai consumi monitorati rispetto ai consumi totali. I vantaggi legati alla soluzione Energy@Home sono elencati di seguito: • disporre delle informazioni del consumo dei dispositivi domestici consente all’utente una consapevolezza che si traduce in un risparmio economico indiretto. Esiste un “Effetto Monitoring” e, offrendo agli utenti disponibilità 27 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis Figura 5 - Scenario di energy&Home • • • 28 di informazioni real-time riguardo i consumi energetici, si è motivati a ridurre i consumi; è possibile rilevare ed eliminare i consumi “parassiti” (ad esempio le correnti di stand-by di decoder, televisori e altri apparati); il controllo può essere operato mediante una logica locale (ad esempio residente sul gateway domestico) o in rete; è possibile operare il controllo dei carichi “energivori” e ridurre i consumi di picco, evitando il distacco del contatore o permettendo contratti meno costosi: nel caso in cui più elettrodomestici stiano funzionando contemporaneamente, il sistema rileva l’avvicinarsi al limite di assorbimento consentito dal contratto energetico corrente e può agire direttamente sui singoli dispositivi; in scenari in cui il prezzo dell’energia varia dinamicamente in modo dipendente dalle fasce orarie, il sistema Energy@Home consenti- rebbe di gestire i dispositivi domestici per ridurre i consumi nelle ore di maggior costo e ottimizzare le spese legate al consumo energetico. Telecom Italia potrebbe avere un ruolo determinante nell’abilitare questi scenari, in quanto: 1) dispone di una significativa penetrazione nelle case mediante le offerte dati ADSL e potrebbe utilizzare asset importanti, quali l’Access Gateway domestico (Alice Home Gate) e le piattaforme di rete per la gestione delle informazioni; 2) dispone di una base utente ampia che permetterebbe di offrire servizi a valore aggiunto basati su comunità di utenti o su informazioni derivati da quantità di dati statisticamente significativi. In sostanza, l’Operatore si potrebbe candidare in modo pressoché naturale al ruolo di gestore Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis della comunicazione tra gli oggetti (“Internet of Things”). Abilitatori tecnologici di una soluzione di gestione energetica domestica sono da una parte la possibilità di interagire direttamente con i dispositivi (ad es. gli elettrodomestici), dall’altra la possibilità di interagire con il contatore elettrico per rilevare il consumo totale puntuale e il profilo di carico personale. Il recente accordo fra Telecom Italia, Indesit Company, Electrolux ed Enel si pone proprio l’obiettivo di lavorare insieme per la creazione di un ecosistema di dispositivi che interagiscono e si coordinano per ridurre i consumi di picco, evitare i sovraccarichi, e meglio bilanciare la domanda e l’offerta di energia. Una prima fase di integrazione tra una lavatrice ed il gateway Alice di Telecom Italia è già stata completata mediante l’allestimento di un primo dimostratore: lo smart phone connesso all'home network WiFi controlla la lavatrice remotizzandone l'interfaccia utente, la stessa cosa è resa possibile al cliente Telecom Italia connesso ad Internet, o al centro servizi del costruttore. L’abilitatore del sistema è il gateway Alice, che opera da controllore della rete domotica ZigBee, rendendo visibili alla rete IP tutti i device ZigBee. Sempre al fine di creare una rete tra tutti gli attori del settore energia a livello nazionale (produttori di energia, componenti e sistemi, distributori di energia, società di creazione e fornitura dei servizi fino agli utilizzatori finali), Telecom Italia coordina il progetto e-Cube finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’obiettivo è quello di creare un sistema dedicato all’ottimizzazione e la gestione dinamica dei consumi energetici. Partecipano al progetto importanti realtà industriali e di ricerca nazionali, tra cui: STMicroelectronics, Telit, Edison, Ospedale S. Raffaele ed Electrolux. Nel contesto delle Smart Grids, una sfida rilevante è data dal principio fondamentale che - nel processo di efficienza energetica - le persone, i loro modelli di consumo di beni e servizi, le comunità d’appartenenza e le loro abitudini giocano un ruolo determinante che le tecnologie ICT devono saper indirizzare: un’evoluzione virtuosa dei consumi può diventare duratura solo se radicata nello stile di vita dei consumatori. Questo problema viene affrontato da Telecom Italia nell’ambito della proposta di progetto STORIES [16] del Polo ICT di Torino Wireless nel quale ci si è proposti di utilizzare una metodologia di “user-centred design” per definire il sistema energetico domestico e le modalità di interazione che meglio rispondono alle esigenze degli utenti. C Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 onCLUSIonI Contenere l’inquinamento e soddisfare una crescente domanda di energia tramite una rete elettrica in grado di gestire flussi bi-direzionali di energia e informazione, di integrare dispositivi intelligenti di consumo, e di promuovere i consumatori a livello di prosumer, questa in estrema sintesi è la sfida tecnologica delle Smart Grids. Una sorta di Internet of Energy che renda attiva la rete elettrica tramite una rete IT che contribuisce a massimizzare l’efficienza di tutte le fasi del ciclo: dalla generazione fino alla distribuzione e al consumo intelligente di energia. L’aspettativa internazionale è che le tecnologie ICT saranno il principale volano per l’evoluzione, ma l’evoluzione richiede non solo considerazioni di tipo tecnologico, bensì soprattutto considerazioni di mercato, di impatto ambientale, di impatto su requisiti e stili di vita delle persone, aspetti regolatori, e, non ultimo, strategie di migrazione dei sistemi attuali. Centrale per questa evoluzione è il ruolo degli standard come abilitatori di interoperabilità fra sistemi dal livello semantico e di modellizzazione dei dati fino al livello di comunicazione e di architettura. Non è ancora chiaro che ruolo potranno giocare gli operatori di telecomunicazione tuttavia è evidente la necessità di opportune piattaforme ICT e servizi di comunicazione in grado di differenziare la qualità del servizio a diversi livelli: all’interno della casa fra i meter delle utilities e i sistemi intelligenti di consumo e di micro-generazione, a livello cittadino per la realizzazione di 29 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis un’infrastruttura capillare di comunicazione fra gli smart meter, a livello di sistemi di generazione e distribuzione per l’opportuno bilanciamento di domanda e offerta. La Smart Grid dovrà quindi appoggiarsi su una rete capillare di comunicazione che fornisca non solo connettività, ma che diventi anche integratore di sistemi e abilitatore di nuovi servizi energetici a valore aggiunto. Ma energia non è solo rete elettrica, è anche gas, acqua, riscaldamento, rifiuti, materiali e le Smart Grids dovranno anche saper integrare tutto ciò in un sistema di sistemi. Telecom Italia intende presidiare il contesto delle Smart Grids tramite un opportuno progetto di ricerca e nell’articolo sono state presentate le principali iniziative in atto. Una sfida così ampia non può prescindere dalla collaborazione con gli altri attori del sistema e, a tal fine, si stanno impostando un certo numero di accordi come il recente con ENEL, Indesit ed Electrolux, finalizzato a realizzare uno eco-sistema di dispositivi per offrire nuovi servizi di risparmio energetico. L’evoluzione verso le Smart Grids sarà un cammino lungo, qualcuno ipotizza 2020, qualcuno anche più in là. Tuttavia è importante esserci fin da subito per contribuire a guidare l’evoluzione piuttosto che aspettare di reagire ad essa. B IBLIoGrafIa [1] European Technology Platform on SmartGrids. Strategic Deployment Document for Europe’s Electricity Networks of the Future. 25/9/2008. http://www.smartgrids.eu/ [2] Litos Strategic Communication. The Smart Gird: An Introduction. Prepared for the U.S. Department of Energy. http://www.oe. energy.gov/1165.htm [3] Energy Information Administration. International Energy Outlook 2009. 27/5/2009. http://www.eia.doe.gov/oiaf/ieo/index.html [4] P. Petroni. New business potential for DSOs 30 electrical vehicles. CIRED, the 20th Int. Conf. and Exhibition on Electricity Distribution. 8-11/6/2009. Praga. [5] S. Letendre et al., Electric and Hybrid Vehicles: New Load or New Resource?. Public Utilies Fortnightly, pp 28-37. Dic 2006. http://www.udel.edu/V2G/docs/LetendDenLil-LoadOrResource06.pdf [6] P. van den Bosch et al. Energy Market Signaling. Concertation Meeting on Monitoring and Control for Energy Efficiency. 4/3/2009. Brussels. ftp://ftp.cordis.europa.eu/pub/fp7/ ict/docs/necs/20090304-07-hyconpvdb_en.pdf [7] Independent Electricity System Operator IESO. Monthly Market Report, Set. 2009. http://www.ieso.ca/imoweb/pubs/marketReports/monthly/2006sep.pdf [8] A. Faruqui et al. The Power of Five Percent. 16/5/2007. http://sites.energetics.com/madri/ pdfs/ArticleReport2441.pdf [9] Comunicazione al Parlamento Europeo n. 241 del 13/05/2008: Addressing the challenge of energy efficiency through Information and Communication Technologies [10] Autorità per l’energia elettrica ed il gas. Direttive per la messa in servizio dei gruppi di misura del gas, caratterizzati da requisiti funzionali minimi e con funzioni di telelettura e telegestione, per i punti di riconsegna delle reti di distribuzione del gas naturale. Delibera ARG/Gas 155/08 del 23/10/2008. http://www.autorita.energia.it/it/ docs/08/15508-ARG.htm [11] European Commission. 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Smart TOols to Reduce our Impact on the Environment and to live more Sustainably. http://www.torinowireless.it/stories.php [16] The American Reinvestment and Recovery Plan — By the numbers http://www.whitehouse.gov/assets/documents/recovery_plan _metrics_report_508.pdf [17] Genitron. Smart Grid: La rete intelligente. Breve guida alla rivoluzionaria tecnologia sostenibile 2.0. http://www.genitronsviluppo.com/2009/04/07/smart-grid-rete-elettricaintelligente [18] NIST. Framework and Roadmap for Smart a Smart Grid Interoperability Standards. http://www.nist.gov/public_affairs/releases/s martgrid_interoperability [19] IBM News. IBM expands global intelligent utility network coalition to accelerate smart grid development on two more continents” http://www-03.ibm.com/industries/utilities/ us/detail/news/D400854Q47092I49.html [20] European Smart Grids Technology Platform - http://www.smartgrids.eu/ [21] AlpEnergy - http://www.alpenergy.net/ [22] PEARS. Nuovo Piano Energetico Regionale Sicilia. 12/2/2009. http://www.edilnotizie.it/ 2009/02/piano_energetico_sicilia_scarica_te stopdf/ [23] Super Smart Grids - http://www.supersmartgrid.net/ [email protected] [email protected] [email protected] UTorI Fabio l. Bellifemine PMP. È senior project manager in Telecom Italia, dove ha maturato un’esperienza di più di 10 anni nel ruolo e dove attualmente coordina il progetto Wireless Sensor Networks. In passato si è occupato di tecnologia di agenti software lanciando il progetto JADE e guidando il FIPA Architecture Board. In precedenza ha lavorato presso il CNR svolgendo per 5 anni ricerca nel campo dell’analisi del segnale video digitale. Egli è membro del Comitato Tecnico Distributed Intelligent Systems di IEEE SMC Society, membro del comitato di programma di alcune conferenze scientifiche internazionali, co-autore di numerosi articoli e di alcuni libri scientifici. Nel 2006 è stato eletto Senior Member di IEEE ■ Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009 31 Smart Grids: energia e ict - Fabio l. Bellifemine, claudio Borean, roberto De Bonis claudio Borean Laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino nel 2000 ed ha ricevuto il Master in Telecomunicazioni come IP Network Architect dallo ISGRR. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca sui temi di Next Generation Wireless LAN, tecnologia RFID e Wireless Microdevices. Dal 2006 egli è chairman del Telecom Applications Working Group della ZigBee Alliance ■ roberto De Bonis Lavora in Tilab (all’epoca CSELT) dal 1990; ha lavorato su svariati aspetti nel campo delle telecomunicazioni dal software engineering, alla stima dei costi di sviluppo del software a piattaforme per il commercio elettronico, allo sviluppo di servizi e piattaforme per telefonia mobile (quali ad esempio piattaforme per micro pagamenti via cellulare, piattaforma di Transcoding e Multichannel Delivery). Ha seguito numerosi progetti europei (su svariati temi, dalla sicurezza informatica, all’ e-health), partecipato a numerosi organismi di standardizzazione (ISO, ITU-T, 3gpp e OMA) ed è autore di brevetti. Dal 2005 lavora nel campo delle wireless sensor networks ed in particolare sul tema del M2M applicato allo Smart Metering; segue le attività in ambito ETSI sul tema Machine 2 Machine ed e’ il referente per Telecom Italia per le attività di standardizzazione del metering del gas nell’ambito del CIG (Comitato Italiano Gas) ■ 32 Notiziario tecNico telecom italia - anno18 Numerotre2009