DIFESA/VITICOLTURA
Rappresenta l’unica opzione per i trattamenti di copertura in post-allegagione
RAME IN VITICOLTURA:
SELETTIVITÀ DI DIVERSI
FORMULATI COMMERCIALI
La situazione
meteorologica
al momento
del trattamento
risulta fondamentale
nel condizionare
i danni (fitotossicità)
a carico dell’apparato
fogliare della vite.
Il rischio maggiore
è legato a trattamenti
eseguiti su vegetazione
bagnata
Delaiti Marco
Sandri Oliviero
U.O. Difesa delle Coltute e Selezione sanitaria - Istituto Agrario S.Michele
TERRA TRENTINA
INTRODUZIONE
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Da oltre 100 anni, prima con la
sola poltiglia bordolese, in seguito con l’impiego anche di
ossicloruri e più recentemente
di idrossidi e solfati basici, l’impiego dei prodotti cuprici ha
conosciuto in provincia di
Trento un utilizzo generalizzato e costante.
L’ampio impiego dei prodotti
rameici, da soli o in miscela, è
giustificato dal fatto che, assieme ai ditiocarbammati hanno
rappresentato per lungo tempo
gli unici anticrittogamici di con-
tatto disponibili per la difesa
della vite in post-allegagione.
Il loro impiego è stato ulteriormente favorito dall’introduzione del protocollo di autodisciplina, che vieta l’uso dei
ditiocarbammati (mancozeb e
metiram) e dei tioftalimmidi
(folpet) dopo la fase di allegazione.
L’introduzione sul mercato dei
nuovi fungicidi di contatto del
gruppo QoI (azoxystrobin)
sembrava aver offerto una nuova valida alternativa rispetto al
binomio rame-ditiocarbammati. Purtroppo la recente
comparsa di resistenza nei confronti di questi principi attivi ne
ha ridimensionato l’utilizzo lasciando al viticoltore trentino i
soli prodotti rameici, da soli o
in miscela, come unica opzione per i trattamenti di copertura in post-allegagione.
D’altra parte il reiterato impiego di prodotti cuprici in prossimità della vendemmia può
determinare problemi connessi con l’elevata presenza di residui sulle uve e, in talune condizioni ambientali e su particolari varietà, può causare fenomeni di fitotossicità.
A tale proposito risulta importante poter disporre di formulazioni rameiche in grado di
apportare ridotti quantitativi di
rame e di non causare fenomeni di fitotossicità anche se impiegati in condizioni climatiche
limitanti. Con questa prova si
è quindi inteso valutare la
fitotossicita di Kocide 2000,
Kentan, Cupraxat liquido,
Azuram, Poltiglia Bordolese
Dispers, Cobre Nordox Super
75 WG e R6 Erresei Bordeaux
su vite, utilizzando le formulazioni a confronto con diverse situazioni meteorologiche.
MATERIALI E METODI
La prova è stata condotta presso l’azienda “Navesell” nel comune di Rovereto (TN) sulla
varietà Marzemino allevata a
pergola semplice (sesto d’impianto 2,8 m x 0,8 m). La scelta
di questa varietà auctoctona è
giustificata dal fatto di essere
particolarmente sensibile alla
fitotossicità da rame.
La prova è stata realizzata secondo un disegno sperimentale completamente randomizzato nel quale le dieci tesi in
prova risultavano ripetute tre
volte in parcelle di circa 90 mq
cadauna (circa 40 piante).
I formulati utilizzati e i relativi
dosaggi sono riportati in tabella 1; nella stessa si riporta anche la quantità di rame metallo per ettaro apportata con ogni
trattamento. I trattamenti sono
stati eseguiti distribuendo 250
litri/ha (4 concentrazioni). Per
la scelta delle dosi d’impiego
si è fatto riferimento a quanto
riportato in etichetta. E’ comun-
Tabella 1: formulati, loro dosaggi e relativi apporti di rame metallo per ettaro
Prodotto
Kocide 2000
Kocide 2000
Kocide 2000
Kentan
Cupraxat liquido
Azuram
Poltiglia Bordolese Dispers
Cobre Nordox Super 75 WG
R6 Erresei Bordeaux
Testimone
que da ribadire che la efficacia
dei prodotti rameici nei confronti della peronospora dipende dalla quantità di rame metallo impiegato e in tal senso la
lettura dei risultati finali deve
tenere opportunamente in considerazione il diverso apporto
di rame conseguito nelle tesi a
confronto. Per tale motivo la
comparazione fra le formulazioni sarà limitata ai dosaggi
effettivamente paragonabili.
Al fine di valutare la predisposizione a causare fitotossicità
da parte delle formulazioni in
prova, i trattamenti sono stati
effettuati in tre diverse situazioni meteorologiche: nel primo
pomeriggio in un giorno soleggiato, in un giorno nuvoloso con temperature moderate
e presto al mattino su vegetazione umida (tabella 2). I trattamenti sono stati eseguiti il 18
luglio, il 29 luglio e il 18 agosto: nelle figure 1, 2 e 3 sono
riportate le condizioni climatiche registrate durante il trattamento e nelle 31 ore successive all’inizio del trattamento.
La prova è stata condotta secondo le direttive OEPP/EPPO,
1997 “Guidelines for the efficacy evaluation of plant protection products. Vol. 2 Fungicides & Bactericides. Per la
valutazione della fitotossicità si
è fatto riferimento alla scheda
dell’EPPO PP1/135(2). Seguendo queste direttive, venticinque foglie per ripetizione sono
state raccolte e suddivise in cin-
Descrizione
rame idrossido 35% di Cu
rame idrossido 35% di Cu
rame idrossido 35% di Cu
rame idrossido 40%
rame solfato tribasico 19,3%
rame ossicloruro 40%
solfato di rame 20% di Cu
ossido di rame 75% di Cu
fosetil Al 25% rame ossicloruro 25%
trattato con acqua
Dose
150
200
400
300
400
500
1000
100
400
Cu/ha
525
700
1400
1200
772
2000
2000
750
1000
0
TERRA TRENTINA
Tesi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
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DIFESA/VITICOLTURA
Tabella 2: situazioni meteorologiche in cui sono stati eseguiti i trattamenti
Trattamento
1
2
3
Situazione
presto nel pomeriggio in un giorno soleggiato e caldo
nuvoloso con temperature moderate
presto al mattino con vegetazione umida
Tabella 3: classi utilizzate per suddividere le foglie in funzione del danno
evidenziato.
Classe
0
1
2
3
4
Descrizione del danno
Nessuna alterazione
Necrosi puntiforme
Necrosi puntiforme, leggera decolorazione, piccole macchie
necrotiche
Decolorazione, macchie necrotiche piuttosto estese
Forte decolorazione con macchie necrotiche estese
Tabella 4: Incrementi del valore dell’indice di fitotossicità registrati nelle
diverse tesi dopo ciascun trattamento.
TERRA TRENTINA
tesi
Trattamento/i 1
2
3
4
5
6
7
8
9 Media
1
0,10 0,16 0,21 0,38 0,19 0,21 0,13 0,30 0,47 0,24
2
0,02 0,07 0,04 0,15 0,06 0,10 -0,01 0,12 0,13 0,08
3
0,18 0,22 0,21 0,00 0,18 0,31 0,04 0,02 0,25 0,16
34
que classi di danno in relazione alla sintomatologia riportata in tabella 3 e figura 4. I controlli sono stati eseguiti il 23
luglio, il 7 agosto e il 27 agosto. I dati raccolti sono stati trasformati nell’indice di fitotossicità e i valori di quest’ultimo
sono stati sottoposti ad analisi
della varianza e al test di
Duncan per valutare la significatività delle differenze presentate dalle diverse tesi.
Alla vendemmia (11 settembre)
sono state inoltre eseguite delle misurazioni relative al grado
zuccherino e al peso medio
degli acini, per valutare eventuali effetti negativi sulla produzione.
RISULTATI
Nella tesi testimone trattata
con acqua (tesi 10) l’indice di
fitotossicità variava da 0,08 in
data 23 luglio a 0,13 in data 27
agosto (figura 5). Il basso valore dell’indice e la sua sostanziale stabilità durante i tre periodi considerati stanno a significare che le eventuali alterazioni fogliari rilevate nelle
tesi a confronto sono da attribuire all’effetto dei trattamenti.
Kocide 2000 (tesi 1, 2, 3); l’effetto fitotossico risulta essere
proporzionale alla quantità di
rame metallo impiegata, sebbene le differenze nei valori dell’indice non risultino sempre
statisticamente significative. In
particolare:
· le tre diverse dosi di Kocide
2000 applicate in condizioni
meteorologiche ottimali (nel
primo pomeriggio in un giorno soleggiato e caldo) non
determinano differenze significative nei valori dell’indice di fitotossicità.
· le stesse tre dosi di Kocide
2000 applicate nella seconda
situazione meteorologica
(nuvoloso con temperature
moderate) non hanno influito in modo marcato sull’incremento di fitotossicità. E’
stata riscontrata una differenza significativa fra la tesi 1 e
le tesi 2 e 3. Ciò potrebbe essere dovuto all’accumulo del
prodotto.
· I trattamenti con Kocide 2000
eseguiti con la terza situazione meteorologica (al mattino
con vegetazione umida) hanno incrementato in maniera
significativa la fitotossicità
con tutte le tre dosi di rame.
Kentan (tesi 4); pur essendo un
idrossido di rame al pari di
Kocide 2000, utilizzato a
dosaggi paragonabili (1200
contro 1400 g Cu++/ha) ha
manifestato una fitotossicità significativamente più elevata
nelle condizioni meno rischiose (prime due situazioni mete-
orologiche). Nessun incremento di danno è stato rilevato nella situazione più critica con
vegetazione umida.
Azuram (tesi 6) e Poltiglia
Bordolese Dispers (tesi 7), pur
essendo stati utilizzati alla stessa quantità di rame metallo per
ettaro (2000 g/ha), determinano un effetto sulla vegetazione completamente diverso.
Mentre infatti Azuram risultava essere significativamente
fitotossico nelle situazioni meteorologiche 2 e 3, nessun effetto era riscontrabile a carico
di Poltiglia Bordolese Dispers.
Quest’ultima formulazione è risultata in assoluto la meno aggressiva fra i prodotti a confronto.
R6 Erresei Bordeaux (tesi 9); ha
determinato un effetto fitotossico superiore a tutte le altre
tesi già dal primo intervento. La
presenza di fosetil-Al nella formulazione potrebbe fungere
da veicolante per il rame in
questa formulazione, aumentandone di conseguenza l’aggressività.
CONCLUSIONI
In conclusione merita effettuare una breve riflessione sui dati
riportati nella tabella 4 relativi
agli incrementi del valore dell’indice di fitotossicità registrati
per le diverse tesi nei tre periodi di riferimento. Sebbene sia
stata riscontrata una variabilità nel danno da fitotossicità fra
i formulati, contrariamente a
quanto era lecito attendersi
l’incremento medio più elevato dell’indice di fitotossicità risulta essere in conseguenza
del primo trattamento (0,24)
mentre i valori relativi ai trattamenti successivi sono più
contenuti. Purtroppo la valutazione della fitotossicità nel
nostro studio è limitata dal fatto che risulta difficile scorporare l’effetto d’accumulo
(del rame e del danno) dall’effetto delle condizioni in cui si
è eseguito il trattamento. Da
questi valori è comunque possibile affermare che tutte le
formulazioni non hanno determinato un danno tale da compromettere l’efficienza fotosintetica. Sebbene la varietà
Marzemino sia particolarmente sensibile agli interventi con
prodotti a base di rame, dalle
analisi effettuate non sono stati
riscontrati effetti negativi a carico dell’uva ne in termini di
peso medio degli acini ne per
quanto concerne la concentrazione zuccherina.
In conclusione si può affermare che la fitotossicità aumenta
tendenzialmente all’aumentare
della dose di rame metallo
utilizzato, tuttavia , questa tendenza è condizionata dal tipo
e dalla qualità di formulazione attraverso la quale si
somministra il rame. Infatti è
evidente dai risultati esposti
che alcune delle formulazioni
utilizzate si sono manifestate
meno aggressive. Nella applicazione pratica, l’utilizzo di
700–800 g/ha di rame metallo
risulta sufficiente per una discreta copertura nei confronti
della peronospora (Pertot et
al., 2002). La mancanza di significativi effetti fitotossici da
parte di Kocide 2000, Cupraxat
liquido e Poltiglia Bordolese
Dispers pur in presenza di apporti di rame nettamente superiori a quelle strettamente necessarie, sembrano una buona
garanzia della qualità del formulato.
Come da sempre ribadito nella pratica di campo la situazione meteorologica al momento del trattamento risulta fondamentale nel condizionare i danni a carico dell’apparato fogliare della vite. Il danno maggiore da fitotossicità
TERRA TRENTINA
Cupraxat liquido (tesi 5) e
Cobre Nordox Super 75 WG
(tesi 8); sono stati utilizzati con
un dosaggio di rame paragonabile alla tesi 2 (Kocide 2000
a 700 grammi di Cu++/ha) alla
quale ci rapporteremo nell’esporre i dati.
Mentre Cupraxat liquido non
differiva dalla tesi Kocide 2000
e il suo effetto fitotossico appariva solo nelle condizioni
peggiori, Cobre Nordox Super
75 WG manifestava una fitotossicità significativamente maggiore rispetto a Kocide 2000 e
Cuproxat liquido nelle condizioni meteorologiche ottimali
di trattamento. Per contro nessun incremento di danno è stato rilevato nella situazione più
critica.
35
DIFESA/VITICOLTURA
viene riscontrato con i trattamenti eseguiti su vegetazione
umida, mentre il rischio di danno con situazioni soleggiate e
calde sembra essere più trascurabile.
senza di popolazioni di Plasmopara viticola resistenti ai
fungicidi inibitori della respirazione mitocondriale (QoI
STAR) in vigneti dell’Italia nord
orientale. Informatore Fitopatologico - La Difesa delle Piante, 51 (12): 86-87.
BIBLIOGRAFIA
GULLINO M. L., GILARDI G.,
STEFANELLI G., MESCALCHIN
E. E GARIBALDI A., 2001 – Pre-
GULLINO M. L. E GARIBALDI
A., 2003 - La resistenza ai fungicidi in viticoltura: un aggiornamento sulla situazione italiana.
Informatore Fitopatologico - La
Difesa delle Piante, 53 (4): 1722.
PERTOT I., DELAITI M., MESCALCHIN E.,ZINI M, FORTI
D. (2002) – Attività antiperonosporica di nuove formulazioni
di composti rameici utilizzati a
dosi ridotte e prodotti alternativi al rame impiegabili in viticoltura biologica. Atti Giornate Fitopatologiche 2: 297-302.
I FUNGICIDI “Qoi.”
Essi costituiscono ormai una numerosa famiglia costituita dagli inibitori della respirazione
mitocondriale conosciuti anche con la sigla “QoI”. Precisamente si tratta di inibitori del sito di
ossidazione del coenzima Q situato sulla faccia esterna del citocromo b, uno dei componenti
maggiori del complesso mitocondriale III. Esistono anche inibitori che si fissano sulla faccia
interna dello stesso citocromo b, attualmente non registrati in viticoltura, denominati con la
sigla “QiI”.
Al gruppo “QoI” appartengono le molecole azoxystrobin, famoxate e fenemidone. A partire
dall’anno 2001 stata osservata una resistenza incrociata positiva fra i fungicidi “QoI” (Gullino
et al 2001, Gullino et al 2003).
Tutti questi prodotti oltre che nel controllo della peronospora sono attivi anche verso l’oidio.
TERRA TRENTINA
FATTI/PREVISIONI
36
I vivaisti viticoli trentini aderenti all’omonima associazione
sono stati invitati dai dirigenti
a diminuire del 5-10% il numero di innesti talea da predisporre nei primi mesi del 2005. La
contrazione è suggerita dal fatto che in Italia e in Trentino è
previsto un calo generalizzato
di nuovi impianti di vigneto e/
o rinnovi. A determinare la minore propensione a piantare
viti è il ridimensionamento dei
prezzi pagati. per le uve da
vino.
L’Assessorato provinciale all’agricoltura di Trento ha assunto un impegno di spesa di 8
milioni di euro per rendere esecutivi 45 progetti di ristrutturazione di altrettante malghe del
Trentino presentati da Comuni
e/o amministrazioni separate
di beni di uso civico nell’esercizio amministrativo 2004 del
piano di sviluppo rurale. Una
parte degli interventi è già stata avviata, ma i lavori saranno
completati nel 2005. I progetti
riguardano il miglioramento
degli stabili di abitazione dei
malgari e dei locali di lavorazione del latte, la costruzione
di strade di collegamento, l’acquisto di attrezzature ed interventi agronomici migliorativi
sul pascolo.
Sono 70 i giovani di età inferiore a 40 anni che frequentano il corso di formazione professionale attivato anche per il
biennio 2004-2005 dall’Istituto
Agrario di S. Michele all’Adige,
programmato sull’arco di 600
ore di lezioni teoriche e pratiche. E’ significativo il fatto che
circa la metà dei frequentanti
provenga da settori diversi dell’agricoltura.
Organigramma dei Servizi agricoli del Dipartimento agricoltura alimentazione
via G.B. Trener, 3 - 38100 TRENTO
http://www.provincia.tn.it/agricoltura - e-mail: [email protected]
Dipartimento agricoltura, alimentazione
dott. Mauro Fezzitel. 0461/495796 - e-mail: [email protected]
Incarico Speciale
Servizio
Servizio
Servizio
Infrastrutture Agricole “Studio, consulenza,
Strutture, gestione
Vigilanza e Promozione
coordinamento
e Riordinamento
e sviluppo delle
dell’attività agricola
nell’ambito del settore
Fondiario
aziende agricole
dott. Fabrizio
agricolo provinciale”
dott. ssa Marta Da Vià
Dagostintel. 0461/495921 dott. Alberto Giacomoni
dott. Giovanni
tel. 0461/495773
tel. 0461/495638
[email protected]
Defrancesco
[email protected] [email protected]
tel. 0461/494911
Ufficio
Ufficio
Ufficio
giovanni.defrancesco@
Infrastrutture
Tecnico e per
Fitosanitario
provincia.tn.it
agricole
l’agricoltura
provinciale
dott. Guido Orsingher
di montagna
dott. ssa Lorenza Tessari
tel. 0461/495803
dott. Pietro Molfetta
tel. 0461/495783
tel. 0461/495907
Ufficio
Utenti Motori agricoli
(U.M.A.)
p.a. Giorgio Scalet
tel. 0461/495652
Ufficio
Programmazione
Rurale
dott. Pietro Frattin
tel. 0461/495810
Ufficio
Proprietà
Diretto-coltivatrice
dott. Tullio Zanoni
tel. 0461/495780
Ufficio
Tutela delle
produzioni agricole
dott. Mario Chemolli
tel. 0461/495782
Ufficio
Economia e Politica
agraria
p.a. Giovanni Bazzoli
tel. 0461/495634
Ufficio
per le Strutture
cooperative
dott. Fabrizio Popoli
tel. 0461/495806
Ufficio
Vigilanza consorzi e
strutture fondiarie
p.a. Giulio Bazzanella
tel. 0461/494981
Ufficio
Archivio Imprese
agricole e Sistema
Informativo agricolo
dott. Edoardo Arnoldi
tel. 0461/495797
Ufficio per la Qualità
delle Produzioni
agroalimentari
dott. Federico Bigaran
tel. 0461/495911
Ufficio periferico
di Borgo Valsugana
p.a. Florio Carlin
tel. 0461/753022
Ufficio periferico
di Rovereto e Arco
dott. Gianantonio Tonelli
tel. 0464/433603
Ufficio periferico
di Tione e Malè
p.a. Giovanni Martini
tel. 0465/321178
Ufficio periferico
di Trento
e Fiemme-Fassa
dott. Gianfranco Varesco
tel. 0461/496158
TERRA TRENTINA
Ufficio periferico
di Cles
dott. Pio Stancher
tel. 0463/421027
37
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Rame in viticoltura: selettività di diversi formulati