RIDUZIONE DEI DOSAGGI DI RAME NELLA DIFESA ANTIPERONOSPORICA
DELLA VITE IN OLTREPO’ PAVESE
R. PONTIROLI1, S. BERGAGLIO 2, E. BARBIERI2, M. DELPERO2
1
E.R.S.A.F.- Sede operativa territoriale di Torrazza Coste (PV)
E-mail: [email protected]
2
Anadiag Italia s.r.l. – str. Savonesa, 9 - 15050 Fraz. Rivalta Scrivia - Tortona (AL)
e-mail: [email protected]
RIASSUNTO
Le prove effettuate nel triennio 2004-06 in Oltrepò Pavese (Lombardia) hanno posto a
confronto, diversi formulati rameici di recente introduzione, appartenenti a due principali
raggruppamenti: quello tradizionale, dove il metallo è presente in composti inorganici e quello
di più recente valutazione, dove il rame è combinato con molecole organiche, i peptidati,
attivo a dosi decisamente inferiori, ma a maggior rischio di fitotossicità. Si può concludere che
in presenza di indici percentuali di gravità dell’infezione ridotti, come quelli registrati nel
triennio 2004-2006, peptidati e idrossidi a concentrazioni di rame inferiori a 50 g/hl hanno la
stessa efficacia dei solfati a 70 g/hl. I risultati sono puramente indicativi e in attesa di verifica
in presenza di decorsi epidemici più consistenti.
SUMMARY
LOW RATE COPPER FORMULATIONS IN CONTROL OF GRAPEVINE DOWNY
MILDEW IN OLTREPO’ PAVESE
During the years 2004-2006 three field trials have been carried out in Oltrepo’ Pavese (NorthWest of Italy, Lumbardy Region) against grapevine downy mildew. Two different groups of
copper formulated products were compared: a traditional one, where copper is present in
inorganic compound, and a recent one, where copper is combined with organic molecules, the
peptidate efficient at very low rates, but with high risk of phitotoxicity. In presence of low
infections of downy mildew peptidate and hydroxide with concentration of application low
than 50 g/hl have shown the same efficacy of sulphate at 70 g/hl. The results are indicative
according to the particular conditions of the trial sites, waiting for higher infections.
INTRODUZIONE
Il rame, anticrittogamico utilizzato in agricoltura da oltre un secolo, è ancor oggi impiegato
per la difesa nei confronti di Plasmopara viticola (Berk. et Curt.) Berl e De Toni nella
maggior parte degli areali di coltivazione della vite, dove è preferito ai numerosi fungicidi di
sintesi oggi disponibili, soprattutto nella fase di post-allegagione, per la sua proprietà di
limitare lo sviluppo vegetativo a favore dei processi di accumulo. In agricoltura biologica
rappresenta l’unico antiperonosporico d’indiscussa efficacia consentito ed è utilizzato in tutte
le fasi fenologiche di suscettibilità alla malattia.
La maggior parte del rame apportato attraverso i trattamenti fitoiatrici si deposita nel terreno,
dove non subisce alcuna metabolizzazione e viene eliminato unicamente dall’azione dilavante
delle piogge. Il suo accumulo eccessivo provoca la diminuzione delle popolazioni di carabidi e
lombrichi, alterazioni microbiologiche ed enzimatiche, abbassamento del pH e riduzione dello
sviluppo vegetativo della vite. Nella fase di trasformazione enologica i problemi derivati da
quantità eccessive di rame nei mosti e nei vini si possono considerare irrilevanti in quanto,
durante la fermentazione alcolica, il rame precipita quasi completamente ed è eliminato con le
fecce. La limitazione introdotta dal Regolamento CE n. 473/02 che definisce i quantitativi
massimi di 6 kg/ha dal 2006, con la possibilità di deroga, prevista fino al 2010 solo per le
colture perenni, che consente di poter calcolare i limiti massimi nell’ambito di un
quinquennio, ha modificato la concezione di “rame visto come prodotto naturale” e quindi
utilizzabile senza riserve nell’agricoltura convenzionale, ma anche di “rame come male
necessario” in agricoltura biologica, ponendo l’attenzione sulla necessità inderogabile di
razionalizzarne l’uso fitoiatrico. Il problema è certamente più pressante in agricoltura
biologica, dove, negli ambienti di coltivazione della vite più sensibili alla peronospora, le
nuove limitazioni possono compromettere la qualità della difesa antiperonosporica; in questo
settore è inoltre necessario porre attenzione agli effetti fitotossici, tanto più gravi quanto più
elevate sono le dosi di rame sulla coltura nelle prime fasi vegetative e in fioritura.
La possibilità di ridurre l’apporto di rame in vigneto è condizionata da vari fattori, primo fra
tutti l’andamento climatico. Decorsi stagionali favorevoli al patogeno determinano
l’esecuzione di numerosi trattamenti e inoltre, in presenza di piogge abbondanti e frequenti, le
soluzioni irrorate vengono dilavate, con conseguente necessità di ridurre i turni e intensificare
gli interventi. Al contrario, negli anni di ridotta incidenza della malattia, l’applicazione dei
criteri di lotta guidata può consentire drastiche riduzioni degli apporti di rame.
Anche il tipo di formulato può contribuire efficacemente a ridurre l’apporto del metallo, pur
conseguendo un’efficace protezione. Nell’ultimo decennio le società agro-chimiche hanno
introdotto innovazioni tecnologiche volte a migliorarne l’efficacia delle formulazioni cupriche
e adeguarne l’utilizzo alla nuova normativa. Numerosi sono i formulati attualmente disponibili
in viticoltura dove il metallo è presente come solfato, ossicloruro e idrossido consigliati a dosi
inferiori rispetto al passato. Riduzioni più drastiche sembra che si possano ottenere con
preparati contenenti il metallo combinato con molecole organiche, attualmente registrati per la
concimazione fogliare, in grado di penetrare nei tessuti verdi della pianta, efficaci a dosi molto
basse, ma con maggiori rischi di fitotossicità.
MATERIALI E METODI
Le prove sperimentali sono state eseguite negli anni 2004 e 2005 presso l’'azienda
sperimentale Riccagioia, a Torrazza Coste (PV), in un vigneto in condizioni di medio vigore
vegetativo e di media suscettibilità alla peronospora, rappresentativo dell’area viticola
dell’Oltrepò Pavese. Nel 2006 il vigneto è stato individuato in una zona dell’Oltrepò centrale
normalmente più sensibile alla malattia, allo scopo di ottenere una maggiore significatività del
lavoro sperimentale. I trattamenti sono stati eseguiti con motopompa a spalla, dotata di lancia
con tre ugelli conici, distribuendo una quantità di acqua variabile da 600 a 1000 l/ha, per
garantire una buona copertura a seconda dello sviluppo vegetativo. E’ stato adottato uno
schema sperimentale a blocchi randomizzati, con 4 repliche, 7 tesi e parcelle da 10 viti. I
rilievi sono stati eseguiti negli stadi di fioritura/allegagione, pre-chiusura grappolo e invaiatura
su 100 foglie e 100 grappoli per parcella elementare, determinando la percentuale di
diffusione (% di foglie e grappoli colpiti) e la percentuale di gravità (% media di area fogliare
e del grappolo colpita). I dati generali dei vigneti e delle prove sono riportati in tabella 1.
Tabella 1 - Dati generali delle prove
Località
2004-05
2006
Torrazza
Coste
(PV)
Pietra
de’
Giorgi
(PV)
cv
Sesto di Forma Schema N° viti/
Volume
Anno di
Attrezzatura
impianto d'alleva sperimen parcell
d'acqua
impianto
impiegata
m
mento
tale
a
l/ha
1981
2,5 x 1,3
Guyot
Riesling
Italico
1979
2,2 x 2,0
Guyot
4 blocchi
randomiz
zati
10
600 in
Motopompa maggio
Maruyama 800-10
MS073D
00 da
giugno
Nel presente lavoro sono state esaminate diverse forme commerciali dove il rame è presente
come idrossisolfato, solfato, idrossido e peptidato; sono state scelte formulazioni
rappresentative delle proposte commerciali più attuali delle forme tradizionali inorganiche ed
è stata saggiata la più azzardata alternativa del peptidato di rame. Le caratteristiche e dosi dei
prodotti impiegati nella sperimentazione sono riportate nella Tabella 2.
Tabella 2 - Prodotti, epoche di applicazione e dosi d'impiego.
dosi
N°
tesi
Nome
commerciale
Forma chimica del
principio attivo
1
Poltiglia Disperss
(Cerexagri)
idrossisolfato di rame
+ gesso
*DC Spray Dried
(Dal Cin)
2
Applicazione
% Cu
FC
pa
A B
20
350 g/
Hl
70 g/hl
20
idrossido di rame +
bentonite attivata
A B
350 g/ 70 g/hl
Hl
57,5 g/
500
hl
ml/hl
300
58,5 g/
ml/hl
hl
400
25,6 g/
ml/hl
hl
350 g/
70 g/hl
hl
200
12,8 g/
ml/hl
hl
300 g/
45 g/hl
hl
** Bentoram
10
(Dal Cin)
Cuproxat S.D.I.
solfato di rame
3
A B
15,2
(Sipcam)
tribasico
Naturam 5
4
peptidato di rame
A B
5
(Sicit)
Poltiglia Disperss idrossisolfato di rame
A
20
(Cerexagri)
+ gesso
5
Naturam 5
peptidato di rame
5
(Sicit)
***Kocide 3000
6
idrossido di rame
A B
15
(Du Pont)
Testimone non
7
trattato
* Utilizzato negli anni 2004-2005 ** Utilizzato nell’anno 2006 *** Tesi inserita dal 2005
A = fino all’allegagione - B= dopo l’allegagione
ANDAMENTO CLIMATICO
L’andamento climatico del triennio sperimentale, non è risultato favorevole alle infezioni
peronosporiche. Il 2004 (Grafico 1) è stato l’anno che ha fatto registrare minori precipitazioni,
nel periodo aprile-agosto le piogge sono state sporadiche e di scarsa entità; nel 2005 (Grafico
2), più frequenti e di discreta entità; nel 2006 (Grafico 3) il decorso si è presentato
mediamente piovoso in aprile, decisamente siccitoso nei mesi di maggio, giugno e fino alla
prima decade di luglio, solo successivamente sono state registrate precipitazioni di rilievo e
più frequenti in agosto.
Grafico 1 – Andamento climatico 2004
40
30
20
10
pioggia mm
27-ago
7-ago
17-ago
28-lug
8-lug
18-lug
28-giu
8-giu
18-giu
29-mag
9-mag
19-mag
29-apr
9-apr
19-apr
0
T med °C
Date trattamenti: 8/05; 18/05; 6/06; 30/06; 18/07
Grafico 2 – Andamento climatico 2005
40
30
20
10
pioggia mm
27-ago
17-ago
7-ago
28-lug
18-lug
8-lug
28-giu
18-giu
8-giu
29-mag
19-mag
9-mag
29-apr
9-apr
19-apr
0
T med °C
Date trattamenti: 23/05; 31/05;10/06; 20/06; 5/07; 20/07; 2/08.
Grafico 3 – Andamento climatico 2006
9-apr
19-apr
29-apr
9-mag
19-mag
29-mag
8-giu
18-giu
28-giu
8-lug
18-lug
28-lug
7-ago
17-ago
27-ago
40
30
20
10
0
pioggia mm
T med °C
Date dei trattamenti: 16/05; 24/05; 05/06; 14/06; 23/06; 04/07; 13/07; 26/07
La strategia di difesa è stata impostata eseguendo il primo trattamento secondo la regola dei
“tre dieci”; per gli interventi successivi, nel 2004, in funzione delle condizioni climatiche
decisamene siccitose, i trattamenti sono stati eseguiti solo in via cautelativa a copertura delle
fasi fenologiche ritenute più critiche (formazione dei grappolini, fioritura, rapido
accrescimento del grappolo, emissione femminelle); negli anni 2005 e 2006, in condizioni
climatiche più instabili, è stato adottato un turno variabile da 10 giorni, nelle prime fasi a più
rapido accrescimento vegetativo, a 15 giorni, nelle fasi a più lento accrescimento, allo scopo di
mantenere costante la copertura.
RISULTATI
Le infezioni di P. viticola non sono state di particolare gravità nei tre anni di prova e in modo
più evidente nel 2004. La prima ed unica pioggia infettante dell’intera campagna viticola è
stata registrata il 1° maggio e le prime macchie d’olio sono state rilevate a distanza di circa un
mese, ai primi di giugno. In seguito la malattia non si è evoluta in infezioni secondarie, in
concomitanza con un decorso stagionale caldo e siccitoso fino alla fine di agosto. I risultati
dell’unico rilievo effettuato su foglia il 6 giugno, mostrano la significativa protezione
parimenti conseguita da tutte le tesi trattate rispetto al testimone non trattato (Tabella 3).
Tabella 3 - Risultati della prova 2004
Rilievo 6/06
Foglia
Tesi
I%D
I%P
2,5 b
75,6
idrossisolfato di rame + gesso
1,3 b
86,0
idrossido di rame + bentonite attivata
solfato di rame tribasico
2,3 b
76,6
1,5 b
84,4
peptidato di rame
1b
88,1
rame solfato + gesso + peptidato di rame
9,8
a
0,0
testimone non trattato
I%D = indice percentuale di diffusione; I%P = indice percentuale di protezione calcolato
secondo Abbott
Le medie della medesima colonna contrassegnate dalle stesse lettere non sono tra loro
significativamente diverse al test di Tukey (P=0,05)
Nel 2005 le prime infezioni su foglia sono state rilevate il 10 giugno e per tutto il mese solo le
foglie mostravano sintomi di peronospora. Nel prosieguo della stagione sulle foglie si è
verificata una lenta, ma progressiva diffusione dell’infezione, e sui grappoli è comparsa la
forma larvata in luglio, diffusa in agosto su tutto il vigneto. Nel primo rilievo su foglia al
20/06, con diffusione molto bassa della malattia, la migliore protezione rispetto al testimone è
fornita dal peptidato di rame. Al rilievo successivo il 26/07 la diffusione di P. viticola sulle
foglie presenta differenza significativa per tutte le tesi rispetto al testimone, ma non risultano
differenze significative fra i prodotti testati, anche se la migliore protezione è stata ottenuta
con idrossido di rame + bentonite attivata e idrossido di rame. La diffusione delle infezioni al
grappolo è risultata inferiore al testimone solo per idrossisolfato di rame + gesso. L’ultimo
rilievo indica una diffusione delle infezioni sui grappoli che differisce dal testimone solo nelle
tesi di idrossisolfato di rame + gesso e idrossido di rame. Valutando a confronto gli indici
percentuali di protezione sulla diffusione delle infezioni, si nota che i diversi prodotti non
presentano la stessa copertura dei grappoli rispetto alle foglie; l’idrosisolfato di rame + gesso
sembra presentare la copertura più uniforme. Tutti i rilievi sull’indice di gravità hanno fornito
valori troppo bassi sul testimone non trattato per consentire valutazioni significative. (Tabella
4).
Tabella 4 - Risultati della prova 2005
Tesi
Rilievo 20/06
Foglia
I%D
(I%P)
Rilievo 26/07
Foglia
Grappolo
I%D
I%G
I%D
I%G
(I%P)
(I%P)
(I%P)
(I%P
Rilievo 18/08
Grappolo
I%D
I%G
(I%P
(I%P)
idrossisolfato di
rame + gesso
3,00 b
(73,81)
10,00 b
(68,63)
0,69 b
(79,68)
8,25 b
(60,11)
0,39 ab
(49,23)
18,75 b
(47,58)
0,57 b
(70,75)
idrossido di rame +
bentonite attivata
solfato di rame
tribasico
2,75 b
(76,74)
5,50 b
(79,78)
0,24 b
(89,32)
10,75 ab
(50,33)
0,35 ab
(47,47)
27,00 ab
(28,38)
0,85 b
(65,01)
3,50 b
(69,75)
8,50 b
(70,96)
0,56 b
(81,34)
13,75 ab
(34,42)
0,38 ab
(45,45)
20,75 ab
(41,40)
0,61 b
(73,26)
peptidato di rame
0,25 b
(97,50)
11,75 b
(63,19)
0,85 b
(75,16)
11,75 ab
(43,44)
0,30 ab
(58,93)
24,75 ab
(33,70)
0,64 b
(72,48)
idrossisolfato di
rame + gesso /
peptidato di rame
6,00 ab
(63,51)
14,75 b
(51,46)
1,22 b
(56,45)
11,75 ab
(42,05)
0,30 ab
(62,99)
24,50 ab
(35,09)
0,70 b
(66,85)
idrossido di rame
4,25 ab
(68,85)
7,25 b
(79,54)
0,50 b
(86,71)
9,75 ab
(57,30)
0,27 b
(66,03)
18,25 b
(50,85)
0,64 b
(73,06)
testimone non
13,00 a
29,75 a
2,98 a
22,00 a
0,78 a
38,00 a
2,52 a
trattato
I%D = indice percentuale di diffusione; I%G = indice percentuale di gravità; I%P = indice
percentuale di protezione calcolato secondo Abbott.
Le medie della medesima colonna contrassegnate dalle stesse lettere non sono tra loro
significativamente diverse al test di Tukey (P=0,05)
Nel 2006 durante tutto il periodo della prova non sono state rilevate macchie d’olio e le prime
infezioni sono comparse sulle foglie alla fine di agosto, con la tipica sintomatologia a
mosaico. A circa un mese dall’ultimo trattamento, il rilievo eseguito il 5 settembre evidenzia
che il peptidato di rame, alle due dosi saggiate, non presenta differenza significativa dal
testimone non trattato, mentre tutti i prodotti cuprici inorganici differiscono statisticamente e
fra questi la migliore protezione è stata registrata da idrossido di rame + bentonite attivata e da
solfato di rame tribasico (Tabella 6).
Tabella 5 - Risultati della prova 2006
Tesi
idrossisolfato di rame + gesso
idrossido di rame + bentonite attivata
solfato di rame tribasico
peptidato di rame
idrossisolfato di rame + gesso / peptidato di rame
idrossido di rame
Rilievo 5/09
Foglia
I%D
I%G
(I%P)
(I%P)
11,63 b
1,63 b
(69,42)
(74,74)
7,25 b
0,68 b
(81,23)
(90,21)
6,00 b
0,73 b
(82,21)
(88,21)
16,75 b
4,55 ab
(51,44)
(49,22)
12,88 b
2,87 ab
(68,54)
(62,47)
10,50 b
1,86 b
(72,98)
(70,54)
testimone non trattato
36,25 a
6,94 a
I%D = indice percentuale di diffusione; I%G = indice percentuale di gravità; I%P = indice
percentuale di protezione calcolato secondo Abbott
Le medie della medesima colonna contrassegnate dalle stesse lettere non sono tra loro
significativamente diverse al test di Tukey (P=0,05)
Per quanto riguarda i rilievi sulla fitotossicità dei prodotti saggiati, nel corso delle annate
2004-2005 non sono stati riscontrati sintomi di rilievo, mentre nella prova del 2006, ubicata in
una zona più umida si sono manifestate le tipiche punteggiature necrotiche a partire dai primi
trattamenti, sulla tesi trattata con peptidato. Sulle altre tesi i sintomi sono apparsi tardivamente
e solo l’idrossisolfato + gesso non ha mostrato fitotossicità, nonostante la maggior dose di
rame somministrata rispetto a tutte le altre tesi. I rilievi più significativi del 2006 sono riportati
in Tabella 6.
Tabella 6 – Fitotossicità riscontrata nel 2006
Rilievo
24/05
Foglia
F (1-9)
Tesi
idrossisolfato di rame + gesso
Rilievo
05/06
Foglia
F (1-9)
1,00
1,00
Rilievo
14/06
Foglia
F (1-9)
1,00
Rilievo
04/07
Foglia
F (1-9)
1,00
idrossido di rame + bentonite attivata
1,00
1,00
1,00
2,00
solfato di rame tribasico
1,00
1,00
1,00
2,00
peptidato di rame
2,25
2,75
3,00
3,00
idrossisolfato di rame + gesso / peptidato di rame
1,00
1,00
1,00
1,13
idrossido di rame
1,00
1,00
2,00
2,50
testimone non trattato
1,00
1,00
1,00
1,00
F (1-9) = indice di fitotossicità rilevato con una scala 1-9; 1=nessun sintomo, 3=leggero,
5=medio, 7=grave, 9=distruzione della coltura
Tabella 7 - Dosi annue di rame/ha distribuita nei tre anni di prova.
Tesi
Rame solfato + gesso
Rame idrossido + bentonite attivata
Rame solfato tribasico
Peptidato di rame
Rame solfato + gesso / Peptidato di rame
Rame idrossido
CONCLUSIONI
2004
kg /ha
Cu
2,520
2,520
2,106
0,922
1,502
-
2005
kg /ha
Cu
3,640
3,640
3,042
1,331
1,809
2,340
2006
kg/ha
Cu
5,040
4,140
4,212
1,843
2,752
3,240
I risultati del triennio di prova, caratterizzato da una ridotta incidenza della peronospora,
confermano che, in condizioni di rischio contenuto, è possibile ridurre drasticamente sia il
numero dei trattamenti che gli apporti di rame metallo per trattamento, mantenendo costante la
protezione. Con decorsi decisamente siccitosi, in cui il turno dei trattamenti si spinge fino a
oltre 20 giorni, non si notano differenze significative di efficacia tra dosaggi di rame che
variano da 12,8 a 70 g/hl di rame, ma il fenomeno viene spiegato semplicemente dal fatto che
non c’è stata infezione in campo.
All’aumentare del rischio epidemico entro limiti di virulenza medio-bassa, nel 2005, si
possono esprimere alcune considerazioni sui prodotti saggiati con riferimento al rilievo del 26
luglio per quanto riguarda le foglie, dove rame idrossido+bentonite attivata e rame idrossido
presentano differenza significativa rispetto al testimone, sia per la diffusione che per la gravità
delle infezioni. Per quanto riguarda la difesa dei grappoli il rilievo del 18 agosto conferma la
migliore difesa ottenuta da idrossido di rame e da rame solfato + gesso.
La prova del 2006, per il particolare andamento stagionale che l’ha caratterizzata, consente
unicamente una valutazione sulla persistenza dei prodotti in prova, fra cui i migliori risultati
sono stati registrati da rame idrossido+bentonite e da rame solfato tribasico.
Si può concludere che in presenza di indici percentuali di gravità dell’infezione ridotti, come
quelli registrati nel triennio 2004-2006, peptidati e idrossidi a concentrazioni di rame inferiori
a 50 g/hl hanno la stessa efficacia dei solfati a 70 g/hl. Nel complesso la fitotossicità del rame
sulle foglie è risultata accettabile per tutti i prodotti testati, anche se il peptidato ha manifestato
maggiori sintomi mentre l’idrossisolfato nessun sintomo. I risultati sono puramente indicativi
e in attesa di verifica in presenza di decorsi epidemici ben più consistenti.
Infine la prova evidenzia che, in dette condizioni ambientali, i quantitativi di rame/ha all’anno
utilizzati in tutte le tesi trattate rientrano nei limiti posti dal Reg. CE 473/02 (Tabella 7).
BIBLIOGRAFIA
Amati A., 1984. Il rame e l’enologia. Vigneti, 11 (5), 95-98.
Beltrami P., Capri E., 1999. Alcune riflessioni sulla sostenibilità ambientale dei trattamenti
cuprici in vigneti del Nord Italia. Informatore Fitopatologico , 49 (4), 41-43.
Brunelli A., 1995. I prodotti naturali nella lotta alle malattie fungine. La Difesa delle Piante,
18 (2), 57-69.
Donnarumma L., La Torre A. 2000. Sali di rame in agricoltura biologica e possibili
alternative. Informatore Fitopatologico, La difesa delle piante, 50 (4), 27-31.
Fregoni M., Bavaresco L., 1984. Il rame nel terreno e nella nutrizione della vite. Vignevini, 11
(5), 37-49.
Galet P., 1977. Les maladies et les parasites de la vigne. Vol.1, Paysan du Midi.
Goidanich G., 1964. Manuale di Patologia Vegetale, 2, 333. Ed. Agricole, Bologna.
Gullino M.L., Gullino G., Morando A., 1980. Effetti positivi e negativi dell’uso dei derivati
rameici come antiperonosporici su vite. La Difesa delle Piante, 3, 179-188.
Kelderer M., Morten M., 1996. Uso del fosfito di potassio nella difesa fitopatologica in
viticoltura biologica. Informatore Fitopatologico, 46 (1), 2-3.
Morando A., Morando P., Bevione D., Lembo S., 1997. Vite e rame. Vignevini, 24 (7/8),
53-57.
Pertot I., Delaiti M., Mescalchin E., Zini M., Forti D., 2002. Attività antiperonosporica di
nuove formulazioni di composti rameici utilizzati a dosi ridotte e prodotti alternativi al
rame impiegabili in viticoltura biologica. Atti Giornate Fitopatologiche, 2, 297-303.
Pontiroli R., Rizzotti R., Zerbetto F., 2001. “ Prove di difesa antiperonosporica in viticoltura
biologica. Informatore fitopatologico, 10, 62-66.
Rousseau J., Domange A.L., 1996. Il rame: un male necessario? Bioagricultura, 39, 14-20.
Wicks T.J., Magarey P.A., Wachtel M.F., Frensham A.B., 1991. Effect of postinfection
application of phosphorous (phosphonic) acid on the incidence and sporulation of
Plasmopara viticola on grapevine. Plant Disease, 75, 40-43.
Attività svolta nell’ambito del progetto “Riduzione dei dosaggi di rame in viticoltura”
cofinanziato dalla Regione Lombardia D.G. Agricoltura nel Programma ERSAF 2004.
Scarica

Lombardia