RIDUZIONE DEI DOSAGGI DI RAME NELLA DIFESA ANTIPERONOSPORICA DELLA VITE IN OLTREPO’ PAVESE R. PONTIROLI1, S. BERGAGLIO 2, E. BARBIERI2, M. DELPERO2 1 E.R.S.A.F.- Sede operativa territoriale di Torrazza Coste (PV) E-mail: [email protected] 2 Anadiag Italia s.r.l. – str. Savonesa, 9 - 15050 Fraz. Rivalta Scrivia - Tortona (AL) e-mail: [email protected] RIASSUNTO Le prove effettuate nel triennio 2004-06 in Oltrepò Pavese (Lombardia) hanno posto a confronto, diversi formulati rameici di recente introduzione, appartenenti a due principali raggruppamenti: quello tradizionale, dove il metallo è presente in composti inorganici e quello di più recente valutazione, dove il rame è combinato con molecole organiche, i peptidati, attivo a dosi decisamente inferiori, ma a maggior rischio di fitotossicità. Si può concludere che in presenza di indici percentuali di gravità dell’infezione ridotti, come quelli registrati nel triennio 2004-2006, peptidati e idrossidi a concentrazioni di rame inferiori a 50 g/hl hanno la stessa efficacia dei solfati a 70 g/hl. I risultati sono puramente indicativi e in attesa di verifica in presenza di decorsi epidemici più consistenti. SUMMARY LOW RATE COPPER FORMULATIONS IN CONTROL OF GRAPEVINE DOWNY MILDEW IN OLTREPO’ PAVESE During the years 2004-2006 three field trials have been carried out in Oltrepo’ Pavese (NorthWest of Italy, Lumbardy Region) against grapevine downy mildew. Two different groups of copper formulated products were compared: a traditional one, where copper is present in inorganic compound, and a recent one, where copper is combined with organic molecules, the peptidate efficient at very low rates, but with high risk of phitotoxicity. In presence of low infections of downy mildew peptidate and hydroxide with concentration of application low than 50 g/hl have shown the same efficacy of sulphate at 70 g/hl. The results are indicative according to the particular conditions of the trial sites, waiting for higher infections. INTRODUZIONE Il rame, anticrittogamico utilizzato in agricoltura da oltre un secolo, è ancor oggi impiegato per la difesa nei confronti di Plasmopara viticola (Berk. et Curt.) Berl e De Toni nella maggior parte degli areali di coltivazione della vite, dove è preferito ai numerosi fungicidi di sintesi oggi disponibili, soprattutto nella fase di post-allegagione, per la sua proprietà di limitare lo sviluppo vegetativo a favore dei processi di accumulo. In agricoltura biologica rappresenta l’unico antiperonosporico d’indiscussa efficacia consentito ed è utilizzato in tutte le fasi fenologiche di suscettibilità alla malattia. La maggior parte del rame apportato attraverso i trattamenti fitoiatrici si deposita nel terreno, dove non subisce alcuna metabolizzazione e viene eliminato unicamente dall’azione dilavante delle piogge. Il suo accumulo eccessivo provoca la diminuzione delle popolazioni di carabidi e lombrichi, alterazioni microbiologiche ed enzimatiche, abbassamento del pH e riduzione dello sviluppo vegetativo della vite. Nella fase di trasformazione enologica i problemi derivati da quantità eccessive di rame nei mosti e nei vini si possono considerare irrilevanti in quanto, durante la fermentazione alcolica, il rame precipita quasi completamente ed è eliminato con le fecce. La limitazione introdotta dal Regolamento CE n. 473/02 che definisce i quantitativi massimi di 6 kg/ha dal 2006, con la possibilità di deroga, prevista fino al 2010 solo per le colture perenni, che consente di poter calcolare i limiti massimi nell’ambito di un quinquennio, ha modificato la concezione di “rame visto come prodotto naturale” e quindi utilizzabile senza riserve nell’agricoltura convenzionale, ma anche di “rame come male necessario” in agricoltura biologica, ponendo l’attenzione sulla necessità inderogabile di razionalizzarne l’uso fitoiatrico. Il problema è certamente più pressante in agricoltura biologica, dove, negli ambienti di coltivazione della vite più sensibili alla peronospora, le nuove limitazioni possono compromettere la qualità della difesa antiperonosporica; in questo settore è inoltre necessario porre attenzione agli effetti fitotossici, tanto più gravi quanto più elevate sono le dosi di rame sulla coltura nelle prime fasi vegetative e in fioritura. La possibilità di ridurre l’apporto di rame in vigneto è condizionata da vari fattori, primo fra tutti l’andamento climatico. Decorsi stagionali favorevoli al patogeno determinano l’esecuzione di numerosi trattamenti e inoltre, in presenza di piogge abbondanti e frequenti, le soluzioni irrorate vengono dilavate, con conseguente necessità di ridurre i turni e intensificare gli interventi. Al contrario, negli anni di ridotta incidenza della malattia, l’applicazione dei criteri di lotta guidata può consentire drastiche riduzioni degli apporti di rame. Anche il tipo di formulato può contribuire efficacemente a ridurre l’apporto del metallo, pur conseguendo un’efficace protezione. Nell’ultimo decennio le società agro-chimiche hanno introdotto innovazioni tecnologiche volte a migliorarne l’efficacia delle formulazioni cupriche e adeguarne l’utilizzo alla nuova normativa. Numerosi sono i formulati attualmente disponibili in viticoltura dove il metallo è presente come solfato, ossicloruro e idrossido consigliati a dosi inferiori rispetto al passato. Riduzioni più drastiche sembra che si possano ottenere con preparati contenenti il metallo combinato con molecole organiche, attualmente registrati per la concimazione fogliare, in grado di penetrare nei tessuti verdi della pianta, efficaci a dosi molto basse, ma con maggiori rischi di fitotossicità. MATERIALI E METODI Le prove sperimentali sono state eseguite negli anni 2004 e 2005 presso l’'azienda sperimentale Riccagioia, a Torrazza Coste (PV), in un vigneto in condizioni di medio vigore vegetativo e di media suscettibilità alla peronospora, rappresentativo dell’area viticola dell’Oltrepò Pavese. Nel 2006 il vigneto è stato individuato in una zona dell’Oltrepò centrale normalmente più sensibile alla malattia, allo scopo di ottenere una maggiore significatività del lavoro sperimentale. I trattamenti sono stati eseguiti con motopompa a spalla, dotata di lancia con tre ugelli conici, distribuendo una quantità di acqua variabile da 600 a 1000 l/ha, per garantire una buona copertura a seconda dello sviluppo vegetativo. E’ stato adottato uno schema sperimentale a blocchi randomizzati, con 4 repliche, 7 tesi e parcelle da 10 viti. I rilievi sono stati eseguiti negli stadi di fioritura/allegagione, pre-chiusura grappolo e invaiatura su 100 foglie e 100 grappoli per parcella elementare, determinando la percentuale di diffusione (% di foglie e grappoli colpiti) e la percentuale di gravità (% media di area fogliare e del grappolo colpita). I dati generali dei vigneti e delle prove sono riportati in tabella 1. Tabella 1 - Dati generali delle prove Località 2004-05 2006 Torrazza Coste (PV) Pietra de’ Giorgi (PV) cv Sesto di Forma Schema N° viti/ Volume Anno di Attrezzatura impianto d'alleva sperimen parcell d'acqua impianto impiegata m mento tale a l/ha 1981 2,5 x 1,3 Guyot Riesling Italico 1979 2,2 x 2,0 Guyot 4 blocchi randomiz zati 10 600 in Motopompa maggio Maruyama 800-10 MS073D 00 da giugno Nel presente lavoro sono state esaminate diverse forme commerciali dove il rame è presente come idrossisolfato, solfato, idrossido e peptidato; sono state scelte formulazioni rappresentative delle proposte commerciali più attuali delle forme tradizionali inorganiche ed è stata saggiata la più azzardata alternativa del peptidato di rame. Le caratteristiche e dosi dei prodotti impiegati nella sperimentazione sono riportate nella Tabella 2. Tabella 2 - Prodotti, epoche di applicazione e dosi d'impiego. dosi N° tesi Nome commerciale Forma chimica del principio attivo 1 Poltiglia Disperss (Cerexagri) idrossisolfato di rame + gesso *DC Spray Dried (Dal Cin) 2 Applicazione % Cu FC pa A B 20 350 g/ Hl 70 g/hl 20 idrossido di rame + bentonite attivata A B 350 g/ 70 g/hl Hl 57,5 g/ 500 hl ml/hl 300 58,5 g/ ml/hl hl 400 25,6 g/ ml/hl hl 350 g/ 70 g/hl hl 200 12,8 g/ ml/hl hl 300 g/ 45 g/hl hl ** Bentoram 10 (Dal Cin) Cuproxat S.D.I. solfato di rame 3 A B 15,2 (Sipcam) tribasico Naturam 5 4 peptidato di rame A B 5 (Sicit) Poltiglia Disperss idrossisolfato di rame A 20 (Cerexagri) + gesso 5 Naturam 5 peptidato di rame 5 (Sicit) ***Kocide 3000 6 idrossido di rame A B 15 (Du Pont) Testimone non 7 trattato * Utilizzato negli anni 2004-2005 ** Utilizzato nell’anno 2006 *** Tesi inserita dal 2005 A = fino all’allegagione - B= dopo l’allegagione ANDAMENTO CLIMATICO L’andamento climatico del triennio sperimentale, non è risultato favorevole alle infezioni peronosporiche. Il 2004 (Grafico 1) è stato l’anno che ha fatto registrare minori precipitazioni, nel periodo aprile-agosto le piogge sono state sporadiche e di scarsa entità; nel 2005 (Grafico 2), più frequenti e di discreta entità; nel 2006 (Grafico 3) il decorso si è presentato mediamente piovoso in aprile, decisamente siccitoso nei mesi di maggio, giugno e fino alla prima decade di luglio, solo successivamente sono state registrate precipitazioni di rilievo e più frequenti in agosto. Grafico 1 – Andamento climatico 2004 40 30 20 10 pioggia mm 27-ago 7-ago 17-ago 28-lug 8-lug 18-lug 28-giu 8-giu 18-giu 29-mag 9-mag 19-mag 29-apr 9-apr 19-apr 0 T med °C Date trattamenti: 8/05; 18/05; 6/06; 30/06; 18/07 Grafico 2 – Andamento climatico 2005 40 30 20 10 pioggia mm 27-ago 17-ago 7-ago 28-lug 18-lug 8-lug 28-giu 18-giu 8-giu 29-mag 19-mag 9-mag 29-apr 9-apr 19-apr 0 T med °C Date trattamenti: 23/05; 31/05;10/06; 20/06; 5/07; 20/07; 2/08. Grafico 3 – Andamento climatico 2006 9-apr 19-apr 29-apr 9-mag 19-mag 29-mag 8-giu 18-giu 28-giu 8-lug 18-lug 28-lug 7-ago 17-ago 27-ago 40 30 20 10 0 pioggia mm T med °C Date dei trattamenti: 16/05; 24/05; 05/06; 14/06; 23/06; 04/07; 13/07; 26/07 La strategia di difesa è stata impostata eseguendo il primo trattamento secondo la regola dei “tre dieci”; per gli interventi successivi, nel 2004, in funzione delle condizioni climatiche decisamene siccitose, i trattamenti sono stati eseguiti solo in via cautelativa a copertura delle fasi fenologiche ritenute più critiche (formazione dei grappolini, fioritura, rapido accrescimento del grappolo, emissione femminelle); negli anni 2005 e 2006, in condizioni climatiche più instabili, è stato adottato un turno variabile da 10 giorni, nelle prime fasi a più rapido accrescimento vegetativo, a 15 giorni, nelle fasi a più lento accrescimento, allo scopo di mantenere costante la copertura. RISULTATI Le infezioni di P. viticola non sono state di particolare gravità nei tre anni di prova e in modo più evidente nel 2004. La prima ed unica pioggia infettante dell’intera campagna viticola è stata registrata il 1° maggio e le prime macchie d’olio sono state rilevate a distanza di circa un mese, ai primi di giugno. In seguito la malattia non si è evoluta in infezioni secondarie, in concomitanza con un decorso stagionale caldo e siccitoso fino alla fine di agosto. I risultati dell’unico rilievo effettuato su foglia il 6 giugno, mostrano la significativa protezione parimenti conseguita da tutte le tesi trattate rispetto al testimone non trattato (Tabella 3). Tabella 3 - Risultati della prova 2004 Rilievo 6/06 Foglia Tesi I%D I%P 2,5 b 75,6 idrossisolfato di rame + gesso 1,3 b 86,0 idrossido di rame + bentonite attivata solfato di rame tribasico 2,3 b 76,6 1,5 b 84,4 peptidato di rame 1b 88,1 rame solfato + gesso + peptidato di rame 9,8 a 0,0 testimone non trattato I%D = indice percentuale di diffusione; I%P = indice percentuale di protezione calcolato secondo Abbott Le medie della medesima colonna contrassegnate dalle stesse lettere non sono tra loro significativamente diverse al test di Tukey (P=0,05) Nel 2005 le prime infezioni su foglia sono state rilevate il 10 giugno e per tutto il mese solo le foglie mostravano sintomi di peronospora. Nel prosieguo della stagione sulle foglie si è verificata una lenta, ma progressiva diffusione dell’infezione, e sui grappoli è comparsa la forma larvata in luglio, diffusa in agosto su tutto il vigneto. Nel primo rilievo su foglia al 20/06, con diffusione molto bassa della malattia, la migliore protezione rispetto al testimone è fornita dal peptidato di rame. Al rilievo successivo il 26/07 la diffusione di P. viticola sulle foglie presenta differenza significativa per tutte le tesi rispetto al testimone, ma non risultano differenze significative fra i prodotti testati, anche se la migliore protezione è stata ottenuta con idrossido di rame + bentonite attivata e idrossido di rame. La diffusione delle infezioni al grappolo è risultata inferiore al testimone solo per idrossisolfato di rame + gesso. L’ultimo rilievo indica una diffusione delle infezioni sui grappoli che differisce dal testimone solo nelle tesi di idrossisolfato di rame + gesso e idrossido di rame. Valutando a confronto gli indici percentuali di protezione sulla diffusione delle infezioni, si nota che i diversi prodotti non presentano la stessa copertura dei grappoli rispetto alle foglie; l’idrosisolfato di rame + gesso sembra presentare la copertura più uniforme. Tutti i rilievi sull’indice di gravità hanno fornito valori troppo bassi sul testimone non trattato per consentire valutazioni significative. (Tabella 4). Tabella 4 - Risultati della prova 2005 Tesi Rilievo 20/06 Foglia I%D (I%P) Rilievo 26/07 Foglia Grappolo I%D I%G I%D I%G (I%P) (I%P) (I%P) (I%P Rilievo 18/08 Grappolo I%D I%G (I%P (I%P) idrossisolfato di rame + gesso 3,00 b (73,81) 10,00 b (68,63) 0,69 b (79,68) 8,25 b (60,11) 0,39 ab (49,23) 18,75 b (47,58) 0,57 b (70,75) idrossido di rame + bentonite attivata solfato di rame tribasico 2,75 b (76,74) 5,50 b (79,78) 0,24 b (89,32) 10,75 ab (50,33) 0,35 ab (47,47) 27,00 ab (28,38) 0,85 b (65,01) 3,50 b (69,75) 8,50 b (70,96) 0,56 b (81,34) 13,75 ab (34,42) 0,38 ab (45,45) 20,75 ab (41,40) 0,61 b (73,26) peptidato di rame 0,25 b (97,50) 11,75 b (63,19) 0,85 b (75,16) 11,75 ab (43,44) 0,30 ab (58,93) 24,75 ab (33,70) 0,64 b (72,48) idrossisolfato di rame + gesso / peptidato di rame 6,00 ab (63,51) 14,75 b (51,46) 1,22 b (56,45) 11,75 ab (42,05) 0,30 ab (62,99) 24,50 ab (35,09) 0,70 b (66,85) idrossido di rame 4,25 ab (68,85) 7,25 b (79,54) 0,50 b (86,71) 9,75 ab (57,30) 0,27 b (66,03) 18,25 b (50,85) 0,64 b (73,06) testimone non 13,00 a 29,75 a 2,98 a 22,00 a 0,78 a 38,00 a 2,52 a trattato I%D = indice percentuale di diffusione; I%G = indice percentuale di gravità; I%P = indice percentuale di protezione calcolato secondo Abbott. Le medie della medesima colonna contrassegnate dalle stesse lettere non sono tra loro significativamente diverse al test di Tukey (P=0,05) Nel 2006 durante tutto il periodo della prova non sono state rilevate macchie d’olio e le prime infezioni sono comparse sulle foglie alla fine di agosto, con la tipica sintomatologia a mosaico. A circa un mese dall’ultimo trattamento, il rilievo eseguito il 5 settembre evidenzia che il peptidato di rame, alle due dosi saggiate, non presenta differenza significativa dal testimone non trattato, mentre tutti i prodotti cuprici inorganici differiscono statisticamente e fra questi la migliore protezione è stata registrata da idrossido di rame + bentonite attivata e da solfato di rame tribasico (Tabella 6). Tabella 5 - Risultati della prova 2006 Tesi idrossisolfato di rame + gesso idrossido di rame + bentonite attivata solfato di rame tribasico peptidato di rame idrossisolfato di rame + gesso / peptidato di rame idrossido di rame Rilievo 5/09 Foglia I%D I%G (I%P) (I%P) 11,63 b 1,63 b (69,42) (74,74) 7,25 b 0,68 b (81,23) (90,21) 6,00 b 0,73 b (82,21) (88,21) 16,75 b 4,55 ab (51,44) (49,22) 12,88 b 2,87 ab (68,54) (62,47) 10,50 b 1,86 b (72,98) (70,54) testimone non trattato 36,25 a 6,94 a I%D = indice percentuale di diffusione; I%G = indice percentuale di gravità; I%P = indice percentuale di protezione calcolato secondo Abbott Le medie della medesima colonna contrassegnate dalle stesse lettere non sono tra loro significativamente diverse al test di Tukey (P=0,05) Per quanto riguarda i rilievi sulla fitotossicità dei prodotti saggiati, nel corso delle annate 2004-2005 non sono stati riscontrati sintomi di rilievo, mentre nella prova del 2006, ubicata in una zona più umida si sono manifestate le tipiche punteggiature necrotiche a partire dai primi trattamenti, sulla tesi trattata con peptidato. Sulle altre tesi i sintomi sono apparsi tardivamente e solo l’idrossisolfato + gesso non ha mostrato fitotossicità, nonostante la maggior dose di rame somministrata rispetto a tutte le altre tesi. I rilievi più significativi del 2006 sono riportati in Tabella 6. Tabella 6 – Fitotossicità riscontrata nel 2006 Rilievo 24/05 Foglia F (1-9) Tesi idrossisolfato di rame + gesso Rilievo 05/06 Foglia F (1-9) 1,00 1,00 Rilievo 14/06 Foglia F (1-9) 1,00 Rilievo 04/07 Foglia F (1-9) 1,00 idrossido di rame + bentonite attivata 1,00 1,00 1,00 2,00 solfato di rame tribasico 1,00 1,00 1,00 2,00 peptidato di rame 2,25 2,75 3,00 3,00 idrossisolfato di rame + gesso / peptidato di rame 1,00 1,00 1,00 1,13 idrossido di rame 1,00 1,00 2,00 2,50 testimone non trattato 1,00 1,00 1,00 1,00 F (1-9) = indice di fitotossicità rilevato con una scala 1-9; 1=nessun sintomo, 3=leggero, 5=medio, 7=grave, 9=distruzione della coltura Tabella 7 - Dosi annue di rame/ha distribuita nei tre anni di prova. Tesi Rame solfato + gesso Rame idrossido + bentonite attivata Rame solfato tribasico Peptidato di rame Rame solfato + gesso / Peptidato di rame Rame idrossido CONCLUSIONI 2004 kg /ha Cu 2,520 2,520 2,106 0,922 1,502 - 2005 kg /ha Cu 3,640 3,640 3,042 1,331 1,809 2,340 2006 kg/ha Cu 5,040 4,140 4,212 1,843 2,752 3,240 I risultati del triennio di prova, caratterizzato da una ridotta incidenza della peronospora, confermano che, in condizioni di rischio contenuto, è possibile ridurre drasticamente sia il numero dei trattamenti che gli apporti di rame metallo per trattamento, mantenendo costante la protezione. Con decorsi decisamente siccitosi, in cui il turno dei trattamenti si spinge fino a oltre 20 giorni, non si notano differenze significative di efficacia tra dosaggi di rame che variano da 12,8 a 70 g/hl di rame, ma il fenomeno viene spiegato semplicemente dal fatto che non c’è stata infezione in campo. All’aumentare del rischio epidemico entro limiti di virulenza medio-bassa, nel 2005, si possono esprimere alcune considerazioni sui prodotti saggiati con riferimento al rilievo del 26 luglio per quanto riguarda le foglie, dove rame idrossido+bentonite attivata e rame idrossido presentano differenza significativa rispetto al testimone, sia per la diffusione che per la gravità delle infezioni. Per quanto riguarda la difesa dei grappoli il rilievo del 18 agosto conferma la migliore difesa ottenuta da idrossido di rame e da rame solfato + gesso. La prova del 2006, per il particolare andamento stagionale che l’ha caratterizzata, consente unicamente una valutazione sulla persistenza dei prodotti in prova, fra cui i migliori risultati sono stati registrati da rame idrossido+bentonite e da rame solfato tribasico. Si può concludere che in presenza di indici percentuali di gravità dell’infezione ridotti, come quelli registrati nel triennio 2004-2006, peptidati e idrossidi a concentrazioni di rame inferiori a 50 g/hl hanno la stessa efficacia dei solfati a 70 g/hl. Nel complesso la fitotossicità del rame sulle foglie è risultata accettabile per tutti i prodotti testati, anche se il peptidato ha manifestato maggiori sintomi mentre l’idrossisolfato nessun sintomo. I risultati sono puramente indicativi e in attesa di verifica in presenza di decorsi epidemici ben più consistenti. Infine la prova evidenzia che, in dette condizioni ambientali, i quantitativi di rame/ha all’anno utilizzati in tutte le tesi trattate rientrano nei limiti posti dal Reg. CE 473/02 (Tabella 7). BIBLIOGRAFIA Amati A., 1984. Il rame e l’enologia. Vigneti, 11 (5), 95-98. Beltrami P., Capri E., 1999. Alcune riflessioni sulla sostenibilità ambientale dei trattamenti cuprici in vigneti del Nord Italia. 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