Forum Europeo degli Studenti sugli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio
9 maggio 2008
Classe 5F – Liceo Class. Manzoni
Milano
CAROLA AUDISIO
LEONARDO GRELLA
ANNA BARATTA
SIBILLA LISIO
ELISA BENSI
ADA MICHELINI
ALESSANDRO BOSCAGLIA
MARTA PERONI
MATTEO CONTI
OLIVIERO PRATO
VINCENZO DE LEO
ELENA RIZZO
ELENA DI STEFANO
JACOPO SELMI
ALESSIA ESPOSITO
SIMONE SPECIALE
IRENE GOBELLO
EDOARDO VAGLIO
TOMMASO GOLA
ALESSIO ZARETTI
VELINA A
CHI?
Donne e Istruzione
Nel 2006 la percentuale di ragazze promosse
all'esame di Stato supera di due punti quella dei loro
colleghi maschi (97,7% contro il 95,3% dei maschi).
Le ragazze riportano anche i voti migliori: si diploma
con voti oltre il 90 il 25,1% delle ragazze a fronte del
14,6% dei ragazzi.
Le ragazze inoltre concludono gli studi con più
regolarità: si diploma entro i 19 anni il 78,4% a fronte
del 66,9% dei coetanei maschi.
(M.P.I. Esami di stato 2005/06)
Donne e Istruzione
Tra i candidati le ragazze sono, anche se di
poco, la maggioranza (51%). Ma la differenza
diventa sensibile a seconda del tipo di diploma.
Mentre, infatti, nei Tecnici le ragazze sono solo il
36% e nei Professionali il 45%, nei Licei
diventano la maggioranza con il 64% (68% in
quelli Artistici e negli Istituti d’arte). Le ragazze
vanno senz’altro meglio negli studi: dei 140.000
alunni in ritardo, i maschi sono 85.000 e le
femmine 55.000.(M.P.I. Esami di stato 2007/08)
Donne e Istruzione
Nel 2006 il 76,9% delle
studentesse ha conseguito un
diploma di scuola secondaria
superiore, contro il 65,4% dei
maschi. (Rapporto Isfol 2007)
Donne e Istruzione
Nell’anno accademico 2006-2007, il 78,7%
delle ragazze che si erano diplomate
nell’anno precedente è passato
all’Università. Le ragazze matricole
rappresentano il 65,1% dell’intera
popolazione femminile tra i 19 e i 20 anni,
mentre per i ragazzi la percentuale è pari al
48,4%.(Isfol, 2007)
Donne e Istruzione
Dei complessivi 161.445 studenti che
nel 2006 hanno conseguito una laurea
di primo livello, il 57,3% è costituito da
donne.
Donne e Occupazione
L’obiettivo fissato dalla strategia di Lisbona
di un tasso di occupazione femminile del
60% al 2010 appare irraggiungibile
dall’Italia. Con un dato di poco inferiore al
47% nel 2006 (contro il 71% maschile)
l’Italia ha già ampiamente disatteso anche
l’obiettivo intermedio fissato al 57% per il
2005.
Donne e occupazione
Donne e Occupazione
Il divario tra i sessi per quanto riguarda le retribuzioni nell’UE resta in
media sul 16% e non è
praticamente cambiato negli anni recenti. Il divario tra le retribuzioni è
considerevolmente più
alto nel settore privato che in quello pubblico. Le differenze di
partecipazione al mercato del
lavoro, la struttura delle carriere e delle retribuzioni e la relativa
sottovalutazione dei settori ad occupazione prevalentemente
femminile spiegano in gran parte
questo divario. In anni recenti il divario tra le retribuzioni degli uomini
e delle donne è stato
oggetto di maggiore attenzione negli Stati membri. (Relazione UE,
2004)
Donne e Occupazione
Come conseguenza del miglioramento delle
qualifiche delle donne, negli anni ’90 in dieci
Stati membri su 15 si è registrato un aumento
delle donne nelle occupazioni professionali e
nell’ambito dirigenziale ad alto livello.
(Relazione UE, 2004)
Donne e Occupazione
Tuttavia, gli uomini hanno ancora due volte più
possibilità delle donne di assumere compiti
dirigenziali e il triplo delle possibilità di occupare
posti dirigenziali di alto livello. Le donne sono
inoltre sottorappresentate nel mondo
scientifico europeo: rappresentano il 30% dei
ricercatori nel settore pubblico e il
15% nella ricerca industriale.(Relazione UE,
2004)
Donne e Partecipazione Politica
Relazione UE 2000
La partecipazione equilibrata della donna e
degli uomini è riconosciuta in misura crescente
"come una condizione fondamentale del
processo democratico, in quanto determina
risultati positivi per tutta la società, nel senso
che consente un migliore inserimento di idee e
di valori diversi nell'ambito di tale processo, per
cui si ottengono risultati che tengono conto
meglio degli interessi e delle esigenze
dell'intera popolazione",
Donne e Partecipazione Politica
Relazione UE 2000
"la scarsa rappresentanza delle donne nei centri
decisionali è una perdita per la società nel suo
insieme e può impedire di prendere pienamente in
considerazione gli interessi e le esigenze della
popolazione nel suo complesso" e ancora: "una
partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini
al processo decisionale può generare idee, valori e
comportamenti diversi, che si muovono nella
direzione di un mondo più giusto ed equilibrato sia
per le donne che per gli uomini".
Parlamento Europeo
Le eurodeputate sono 223 su un totale
di 732, il che corrisponde al 30%.
Uomini
Donne
Parlamento europeo
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
TOTALE
DONNE
%
Finlandia
16
12
75,0%
Svezia
22
11
50,0%
Olanda
31
14
45,2%
Austria
21
9
42,8%
Francia
87
32
36,2%
Germania
99
36
36,4%
Regno Unito
87
23
34,3%
Spagna
64
18
28,1%
Italia
87
10 (3 elette in Lombardia)
11,5%
626
195
31,1%
Legislature del Parlamento
Italiano
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Legislat
ura
Anno
Camera
Senato
Donne
Totale
%
Donne
Totale
%
X
1987
82
630
13,0%
21
324
6,5%
XI
1992
51
630
8,1%
31
315
9,8%
XII
1994
93
630
14,8%
29
315
9,2%
XIII
1996
72
630
11,4%
26
315
8,3%
XIV
2001
71
630
11,3%
25
315
7,9%
XV
2006
107
647
16,8%
45
322
13,4%
XVI
2008
109
630
17,4%
26
338
7,69%
Consigli regionali
Raffronto 1995/2000
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Regioni
Elezioni 1995
Elezioni 2000
Totale
Donne
%
Totale
Donne
%
Calabria
42
4
9,52%
34
0
0,00%
Puglia
62
8
12,90%
60
0
0,00%
Basilicata
30
2
6,67%
30
1
3,33%
Liguria
50
9
18,00%
40
3
7,50%
Lazio
62
11
17,74%
60
6
10,00%
Lombardia 90
15
16,67%
80
10
12,50%
Piemonte
60
10
16.67%
60
8
13,33%
Emilia R.
50
9
18,00%
50
8
16,00%
Umbria
30
5
16,67%
30
5
16,67%
Totale
761
103
13,53%
726
67
9,23%
Organi costituzionali e
istituzionali nazionali
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Componenti
Donne
%
Corte Costituzionale
15
1
6,60%
CNEL
117
7
6,00%
Consiglio superiore
della Magistratura
31
4
12,90%
Consiglio magistratura
militare
9
1
11,11%
Consiglio presidenza
21
giustizia amministrativa
2
9,52%
Consiglio presidenza
Corte dei Conti
19
1
5,26%
CGIE (Consiglio
generale italiani
all’estero)
94
12
12,77%
Presenza negli organismi
regionali
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Totale
Donne
%
Presidente
20
2
10,00%
Assessori
203
22
10,83%
Consiglieri
1074
89
8,30%
Consiglio regionale della
Lombardia dal 1970 al 2000
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Legislatura
Anno
Consiglieri
Totale
Donne
%donne
I
1970
80
2
2,50%
II
1975
80
4
5,00%
III
1980
81
5
6,17%
IV
1985
80
6
7,50%
V
1990
80
10
12,50%
VI
1995
90
13
14,44%
VII
2000
80
10
12,50%
Presenza nei Comuni
capoluogo
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Totale
Donne
%
Sindaci
96
6
6,25%
Assessori
886
121
13,66%
Consiglieri
3.706
415
11,20%
Presenza in alcuni ordini
professionali e nelle
associazioni di Enti Locali
Fonte: DOSSIER del Consiglio regionale della Lombardia (2002)
Segreteria Nazionale
Direzione nazionale
Medici ed
odontoiatri
Totale
Donne
%
Totale
Donne
%
Architetti
4
0
0,00%
17
0
0,00%
Consiglio
nazionale
forense
4
0
0,00%
11
2
18,18%
Consiglio
nazionale
ingegneri
5
1
20,00%
26
1
3,85%
Non solo veline
Tina Anselmi (1927)
•1944 si iscrive alla Democrazia Cristiana e partecipa
attivamente alla vita del partito
•Dal 1958 al 1964 è incaricata nazionale dei giovani nella
DC
•Nel 1963 diventa vice presidente dell’Unione europea
femminile
•Dal 1968 al 1987 è deputato
•1976 diventa la prima donna ministro in Italia
•Nel 1998 viene insignita del titolo di cavaliere di Gran
Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Rita Levi Montalcini
(1909)
•
•
•
•
•
Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso
nel 1986 ottiene il Premio Nobel per la medicina
Dal 1993 al 1998 presiede l’istituto dell’Enciclopedia Italiana
Nel 2001 diventa senatrice a vita
Il 22 gennaio 2008 riceve la laurea honoris causa in
biotecnologie industriali all’ Università degli studi di MilanoBicocca
• Il 29 aprile 2008 presiede il Senato della Repubblica nella
prima seduta della XVI legislatura.
Nilde Iotti (1920-1999)
• Nel 1946 è candidata dal Partito Comunista Italiano come
consigliere comunale
• Membro dell’Assemblea Costituente
• Dal 1948 al 1999 siede alla Camera dei Deputati
• Dal 1972 al 1992 ricopre la carica di presidente della Camera dei
Deputati.
Emma Marcegaglia
(1965)
• Dal 1996 al 2000 è presidente per il Movimento dei Giovani
industriali
• dal 2000 al 2002 è Vicepresidente sotto la presidenza di Antonio
Amato
• dal 2004 è Vicepresidente delle politiche industriali e ambientali
• Il 13 marzo 2008 è eletta alla presidenza di Confindustria, prima
donna a ricoprire tale carica.
Emma Bonino (1948)
• Nel 1976 è eletta al Partito Radicale
• Nel 1979 è eletta al Parlamento Europeo
• Dal 1989 al 1993 diviene presidente del Partito Radicale
Transnazionale
• Nel 1994 è nominata capo della delegazione del
Governo Italiano all’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite per l'iniziativa della "Moratoria sulla Pena di morte“
• Nel 1995 è nominata Commissario Europeo
responsabile della Politica dei Consumatori
Rosalba Casiraghi
(1950)
•Inizia la propria carriera lavorativa al
controllo di gestione di una multinazionale
del gruppo Utc, in seguito diventa direttore
amministrativo
•Membro dal 1994 al 2001 del Comitato per
le privatizzazioni del Ministero del Tesoro
•Attualmente è membro del Consiglio di
Sorveglianza di Intesa Sanpaolo
•Collabora con Rcs Corriere della Sera.
Gae Aulenti (1927)
• Si laurea in architettura al Politecnico di Milano
nel1953
• Dal 1995 al 1996 è presidente dell'Accademia di
Belle Arti di Brera - Milano
• Nel 1994 le viene conferita la medaglia d’oro ai
benemeriti della cultura e dell’arte
•
Nel 1995 viene nominata Cavaliere di Gran
Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
• Le viene attribuita dalla Repubblica Francese la
Legion D’Onore per l’allestimento del musero
d’Orsay.
Evelina Christillin (1955)
•E' Presidente dell’Associazione PR.A.TO. (Prevenzione
Anoressia Torino)
•Nel 1998-99 è Presidente Esecutivo del Comitato
Promotore Torino 2006 per le Olimpiadi Invernali.
•Nel 2005 le viene attribuita l’onorificenza di
Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica
Italiana” dal Presidente della Repubblica.
Livia Pomodoro (1940)
•
•
•
•
•
•
•
Dal 1990 al 1993 vicecapo di Gabinetto al Ministero di Giustizia
Promotrice del nuovo Codice di procedura penale per i minori
Capo della Corte d’Appello di Milano
Attualmente è capo di un ufficio giudiziario
Dal 1993 al 2007 ha presieduto il Tribunale per i Minorenni di Milano
Prima donna presidente del Tribunale di Milano
Membro della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
Per affermare i diritti delle
donne
Leggi e istituzioni
Convenzione sui Diritti
dell'Infanzia e dell'Adolescenza
Articolo 2
Gli Stati parti s'impegnano a rispettare i diritti
che sono enunciati nella presente
Convenzione e a garantirli ad ogni fanciullo
nel proprio ambito giurisdizionale, senza
distinzione alcuna per ragioni di razza, di
colore, di sesso, di lingua, di religione, di
opinione politica o di altro genere, del
fanciullo o dei suoi genitori o tutori, della loro
origine nazionale, etnica o sociale, della loro
ricchezza, della loro invalidità, della loro
nascita o di qualunque altra condizione
Carta dei Diritti Fondamentali
dell’Unione Europea
Articolo 23: Parità tra uomini e donne
La parità tra uomini e donne deve essere
assicurata in tutti i campi, compreso in materia di
occupazione, di lavoro e di retribuzione.
Il principio della parità non osta al mantenimento
o all'adozione di misure che prevedano vantaggi
specifici a favore del sesso sottorappresentato
Costituzione Italiana
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
eguali davanti alla legge,senza distinzioni di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali.
Costituzione Italiana
Articolo 4
La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al
lavoro e promuove le condizioni che rendano
effettivo questo diritto.
Costituzione Italiana
Articolo 37
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità
di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al
lavoratore. Le condizioni di lavoro devono
consentire l’adempimento della sua essenziale
funzione familiare e assicurare alla madre e al
bambino una speciale adeguata protezione.
Costituzione Italiana
Articolo 51
Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso
possono accedere agli uffici pubblici e alle
cariche elettive in condizioni di eguaglianza,
secondo i requisiti stabiliti dalle legge. A tale
fine la Repubblica promuove con appositi
provvedimenti le pari opportunità tra donne e
uomini.
Statuto della regione
Lombardia
Articolo 3
La Regione concorre a promuovere il pieno
sviluppo della persona umana e la reale
partecipazione di tutti i cittadini
all'organizzazione politica, economica e sociale
del Paese, per renderne effettive la libertà e la
eguaglianza.
Legge 10 aprile 1991, n.125
AZIONI POSITIVE PER LA
REALIZZAZIONE DELLA PARITA’
UOMO-DONNA NEL LAVORO
Legge 10 aprile 1991, n.125
Articolo 1
Le disposizioni contenute nella
presente legge hanno lo scopo di
favorire l`occupazione femminile e di
realizzare, l`ugualianza
sostanzialmente tra uomini e donne nel
lavoro, anche mediante l`adozione di
misure , denominate azioni positive per
le donne, al fine di rimuovere gli
ostacoli che di fatto impediscono la
realizzazione di pari opportunità.
Legge 10 aprile 1991, n.125
2. Le azioni positive di cui al comma 1 hanno in
particolare lo scopo di:
a) eliminare le disparità di fatto di cui le donne sono
oggetto nella formazione scolastica e professionale,
nell`accesso al lavoro, nella progressione di carriera,
nella vita lavorativa e nei periodi di mobilità;
b) favorire la diversificazione delle scelte
professionali delle donne in particolare attraverso
l`orientamento scolastico e professionale e gli
strumenti della formazione; favorire l`accesso al
lavoro autonomo e alla formazione imprenditoriale e
la qualificazione professionale delle lavoratrici
autonome e delle imprenditrici;
Legge 10 aprile 1991, n.125
• c) superare condizioni, organizzazione e
distribuzione del lavoro che provocano effetti
diversi, a seconda del sesso, nei confronti dei
dipendenti con pregiudizio nella formazione
nell`avanzamento professionale e di carriera
ovvero nel trattamento economico e retributivo;
• d) promuovere l`inserimento delle donne nelle
attività nei settori professionali e nei livelli nei
quali esse sono sottorappresentate e in
particolare nei settori tecnologicamente avanzati
ed ai livelli di responsabilità;
Legge 10 aprile 1991, n.125
e) favorire anche mediante una diversa
organizzazione del lavoro, delle condizioni
e del tempo di lavoro l`equilibrio tra
responsabilità familiari e professionali e
una migliore riparazione di tali
responsabilità tra i due sessi.
Legge 10 aprile 1991, n.125
Articolo 4
• 1. Costituisce discriminazione ai sensi della
legge 9 dicembre 1977 n. 903 qualsiasi atto o
comportamento che produca un effetto
pregiudizievole discriminando anche in via
indiretta i lavoratori in ragione del sesso;
• 2. Costituisce discriminazione indiretta ogni
trattamento pregiudizievole conseguente alla
adozione di criteri che svantaggino in modo
proporzionalmente maggiore i lavoratori dell`uno
dell`altro sesso e riguardano requisiti non
essenziali allo svolgimento dell`attività
lavorativa.
Legge 10 aprile 1991, n.125
Articolo 5
Al fine di promuovere la rimozione dei
comportamenti discriminatori per sesso e di ogni
altro ostacolo che limiti di fatto l`uguaglianza delle
donne nell`accesso al lavoro e sul lavoro e la
progressione professionale e di carriera é istituito,
presso il Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, il Comitato nazionale per l`attuazione dei
principi di parità di trattamento ed uguaglianza di
opportunità tra lavoratori e lavoratrici.
Legge 10 aprile 1991, n.125
Articolo 6
il Comitato adotta ogni iniziativa utile ed in
particolare:
a) formula proposte sulle questioni generali
relative all`attuazione degli obiettivi della parità
e delle pari opportunità nonché per lo sviluppo e
il perfezionamento della legislazione vigente che
direttamente incide sulle condizioni di lavoro
delle donne;
b) informa e sensibilizza l`opinione pubblica
sulla necessità di promuovere le pari
opportunità per le donne nella formazione e
nella vita lavorativa;
Legge 10 aprile 1991, n.125
c) elabora codici di comportamento
diretti a specificare le regole di
condotta conformi alla parità é ad
individuare le manifestazioni anche
indirette delle discriminazioni;
d) verifica lo stato di applicazione
della legislazione vigente in materia di
parità;
Legge 10 aprile 1991, n.125
e) propone soluzioni alle controverse collettive,
anche indirizzando gli interessati all`adozione di
piani di azioni positive per la rimozione delle
discriminazioni pregresse e la creazione di pari
opportunità per le lavoratrici;
f) promuove una adeguata rappresentanza di
donne negli organismi professionale.
DECRETO LEGISLATIVO 31
luglio 2003, n.226
Trasformazione della Commissione
nazionale per la parità in Commissione
per le pari opportunità tra uomo e
donna
DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio
2003, n.226
La Commissione:
formula proposte al Ministro per l'elaborazione delle
modifiche normative necessarie a rimuovere qualsiasi
forma di
discriminazione, sia diretta che indiretta, nei confronti
delle donne
ed a conformare l'ordinamento giuridico al principio di
pari
opportunita' fra uomo e donna, fornendo elementi
informativi,
documentali, tecnici e statistici, utili ai fini della
predisposizione degli atti normativi;
DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio
2003, n.226
cura la raccolta, l'analisi e l'elaborazione di dati
allo
scopo di verificare lo stato di attuazione delle
politiche di pari
opportunità nei vari settori della vita politica,
economica e sociale e di segnalare le iniziative
opportune
Scarica

Velina a chi? - Liceo Classico Manzoni