Nuove visioni del marketing fonte: cap.10 de “Le nuove frontiere del mktg del turismo” di Giancarlo Dall’Ara, Franco Angeli edizione ECONOMIA E MARKETING DEL TURISMO (SECS-P/08) (LTPGT) a.a. 2009/2010 Stefan Marchioro UNA NUOVA VISIONE DEL MERCATO Dal regime di proprietà al regime di accesso Nella nuova era i mercati stanno cedendo il passo alle reti e le proprietà viene progressivamente sostituita dall’accesso. Per Rifkin nell’attuale economia delle reti è più facile che sia negoziato l’accesso ad una proprietà fisica o intellettuale, piuttosto che venga scambiata la proprietà stessa. Oggi sono le idee, i concetti, le immagini, non le cose, le componenti fondamentali del valore. Se nel vecchio mercato si parlava di compratori e venditori, Rifkin parla di fornitori ed utenti. Garanzia di disponibilità temporanea di beni controllati da reti di fornitori Nel settore dei servizi – i quali più che essere venduti sono resi disponibili, “in un’economia dei servizi è il tempo ad essere trasformato in merce, non lo spazio o le cose” – e ancor più nel settore del turismo dove parchi a tema e musei, ristoranti e villaggi vacanze vendono, ai consumatori l’accesso a esperienze, a stili di vita Rifkin, 2000 I mercati sono conversazioni Il termine “mercato” è inadeguato a rappresentare la realtà attuale, che è quello di un’area dove avvengono scambi sociali: “mercato è in realtà il sociale che fra le sue tante manifestazioni ed i suoi sottosistemi include anche quello del consumo” Fabris, 2008 I mercati sono conversazioni, recita la prima tesi del Cluetrain Manifesto che auspica una visione più umanistica del mktg e invita a ridefinire il focus del business nell’era della Rete Cova, 2007 Una nuova visione del mercato “I mercati si configurano come reti di relazioni interattive ed interconnesse, e non come un sistema atomistico di transazioni tra acquirenti e venditori” Il mktg non può essere lo strumento che si preoccupa di “ottimizzare le variabili del mktg mix al fine di ottenere una risposta positiva d’acquisto da parte di un acquirente passivo” Tunisini, 1994 UNA NUOVA VISIONE DEL CONSUMATORE Visione tradizionale del consumatore Nella visione tradizionale i consumatori vengono studiati per offrire loro le esche più adatte e “gli accademici di mktg studiavano i consumatori come i pescatori studiano i pesci, piuttosto che come potrebbero studiarli i biologi marini e gli operatori di mercato cercavano di agganciare i consumatori offrendo un prodotto o un servizio”. Gli studi dell’antropologa Mary Douglas hanno mostrato che “le teorie del consumo che postulano un consumatore fantoccio facile preda delle astuzie dei pubblicitari, sono frivole e persino pericolose” Una svolta nel mktg I processi di apprendimento e di comportamento dei consumatori sono prevalentemente auto-innescati e non calcolabili da chi si trova all’esterno e si possono conquistare meglio i consumatori se ci si lascia guidare da loro. Gerken Non più consumatori solo clienti. Le persone hanno diritti e pretese che vanno al di là di quelli del consumatore. G. Calvi Il consumo è solo un aspetto di una attività al tempo stesso sociale e individuale. La persona che acquista è la stessa che legge un libro, ha dei sentimenti.. L’individuo è un insieme fatto di conscio e di inconscio, che vive in un contesto, e il comportamento di consumo non può essere valutato come una variabile indipendente, ma come una parte di un tutto. “Il termine consumatore ipostatizza un ruolo –quello del consumare- che è inscindibilmente connesso all’individuo, che non può essere separato se non arbitrariamente dal suo agire globale” Fabris, 1995 La parola consumatore “riflette una immagine inadeguata dell’esperienza del consumatore, segnata da un duplice equivoco che esista un individuo isolabile in funzione e che l’azione del consumatore sia comprensibile al di fuori delle azioni che compongono la vita quotidiana. Il fatto che il consumo implichi un esborso di denaro non altera il significato eminentemente psicologico e socioculturale del consumo” Franchi, 2007 Turista Turista non è un termine senza sottintesi, perché spoglia il viaggiatore della sua caratteristica principale, quella di viaggiare. Il turista non viaggia, ma segue delle tappe forzate e cioè sostanzialmente manipolato dall’industria delle vacanze. Il turista è colui che “sciupa tutto, compra tutto, è vorace e invade tutti gli spazi, distrugge tutto al suo passaggio” profana e banalizza il mondo Urbain Il turista non è solo un consumatore da spremere dal punto di vista economico, non è solo il bersaglio passivo delle attività di mktg, ma è circondato da una discriminazione perché considerato colpevole di aver democratizzato e così degradato il mito nobile del viaggio e dell’avventura. IL MKTG DELLE RELAZIONI Richard Normann Pioniere dall’approccio tradizionale alla nuova visione del mktg. L’attenzione si sposta: • Dalla produzione all’utilizzo • Dal prodotto/servizio al processo • Dalla transizione alla relazione Alcuni concetti • “Momento della verità”: l’analisi di un’azienda deve partire dall’interfaccia con il cliente, non dalla produzione né dal prodotto. • Il cliente è qualcosa di più di un terminale passivo. • Il business non deriva dagli asset dell’azienda ma genera dalle relazioni con i clienti. • Il flusso fondamentale non va dalla fabbrica verso l’esterno ma dal cliente verso l’interno. Nuova prospettiva • Il mercato come bacino viene sostituito/integrato dal cliente come fonte. • La realtà delle imprese sta cambiando e la “struttura dei costi si è modificata”: • Una quota maggiore degli investimenti va alla distribuzione, al mktg, al branding, alla ricerca e sviluppo, anziché alla produzione. • I costi cominciano a riflettere significativamente l’importanza delle relazioni con i clienti. • È necessario prevedere anche un ritorno finanziario dalle relazioni con i clienti, assicurandosi la fedeltà del cliente. Normann, 2002 Nuove parole d’ordine della teoria manageriale Utilizzo intelligente del rapporto con il cliente: – Service management – Programmi di fidelizzazione – Club clienti – Tessere fedeltà – Mktg relazionale – Programmi di qualità Scuola svedese del mktg Il mktg va concepito come management delle relazioni rivolto cioè a creare, sviluppare e mantenere un network di relazioni che assicurino la sopravvivenza e la crescita dell’impresa. Il mktg diventa interattivo si basa cioè su rapporti bilaterali e multilaterali e assume un’ottica di lungo termine perché le relazioni richiedono tempi lunghi per essere costruite e mantenute. Scuola americana del mktg Kotler ritiene che il mktg deve superare l’ossessione per la transazione a tutti i costi, “una sindrome che porta a una vendita oggi e alla perdita di un cliente domani”. Le imprese spendono il 70% del loro budget di mktg per attirare nuovi clienti, mentre il 90% delle entrate è costituito da clienti abituali. “Privilegiano i nuovi clienti trascurando gli acquisti e registrano tassi di abbandono compresi tra il 10 ed il 30%. Spesso le aziende propongono le offerte migliori ai nuovi clienti e non a quelli già acquisiti”. Schema Il valore di un’azienda è dato sostanzialmente dal valore del ciclo di vita dei suoi clienti; Un cliente perduto rappresenta qualcosa di più rispetto alla perdita della prossima vendita. È l’intero ciclo di vita del rapporto con il cliente che se ne va; Si stima che il costo di un nuovo cliente che sostituisca quello precedente, rappresenti cinque volte quello di mantenere un cliente soddisfatto. Obiettivi • Tenere sotto osservazione il grado di soddisfazione dei clienti acquisiti, senza dare per scontata tale soddisfazione; • Cercare di trasformare i clienti abituali in sostenitori secondo la vecchia regola per la quale la migliore pubblicità è un cliente soddisfatto, che fungerà quasi inevitabilmente da fonte di referenza per gli altri. Diversi autori per raggiungere tali obiettivi, invitano le imprese a considerare i propri clienti come partner, incoraggiandoli a fornire suggerimenti e opinioni. “Il mktg relazionale è basato sull’interazione in un network di relazioni” Evert Gummesson, 2006 Approccio relazionale secondo Gronroos Il mktg ruota attorno al rapporto con il cliente e in questo rapporto gli obiettivi delle parti in causa vengono raggiunti mediante vari tipi di scambi Costruire il rapporto con il cliente è l’obiettivo più importante. Tutti devono essere coinvolti in questo processo. I rapporti a breve termine sono più dispendiosi di quelli a lungo termine. È importante cercare di avere nuovi clienti, ma il principale interesse strategico è di vendere ai clienti esistenti. Mktg delle relazioni Il mktg delle relazioni consiste nello “stabilire, mantenere e rafforzare i rapporti con i clienti e con altri partner in modo da trarne profitti e da raggiungere gli obiettivi delle parti in causa. Questo si ottiene mediante un reciproco scambio ed un reciproco mantenimento delle promesse”. “Le risorse del venditore, vale a dire del personale, tecnologia e sistemi, devono essere usate in modo tale da conservare e rafforzare la fiducia del cliente in queste risorse e quindi nell’azienda stessa”. Gronroos, 1995 Nello stabilire o mantenere il rapporto con il cliente fa una serie di promesse, dalle quali deriva che per conservare quel rapporto nel tempo, occorre mantenerle, e per sviluppare ulteriormente quel rapporto occorre fare una serie di nuove promesse. Gronroos, 1995 Il ciclo di vita del rapporto con il cliente 1. Lo stadio iniziale nel quale un cliente potenziale può ignorare i servizi dell’azienda; 2. La fase dell’acquisto nella quale il cliente è consapevole di una necessità che l’azienda può soddisfare. Nel corso del processo di acquisto il cliente potenziale “valuta il servizio in rapporto a ciò che egli cerca e a ciò che egli è disposto a pagare”; 3. Se il risultato è positivo il cliente decide di provare il servizio, entra quindi nella fase di consumo. Ora il cliente può osservare come l’azienda sia in grado di prendersi cura di lui e dei suoi bisogni. Se il cliente sarà soddisfatto il rapporto potrà eventualmente continuare. Fonte: adattamento da Gronroos, Management e mktg dei servizi, 1994 Stadio del ciclo di vita dei rapporti con i clienti Obiettivi di mktg Fase iniziale Creare interesse nell’azienda e nei suoi servizi Fase di acquisto Vendere Fase di consumo Prendersi cura/stimolare un rapporto duraturo Questa impostazione permette all’azienda che è in grado di riconoscere in quale fase del ciclo di vita si trovano i clienti che intende raggiungere, di individuare gli strumenti di mktg più opportuni 1. Nello stadio iniziale può essere sufficiente l’approccio tradizionale del mktg, anche se si sottolineano i limiti di strumenti quali la comunicazione*. 2. Nella fase di acquisto è invece opportuno un mix di mktg tradizionale e relazionale; ma nella fase di consumo le attività del mktg tradizionale possono influire poco sulle preferenze dei clienti nei confronti del servizio. È nella fase di consumo che il mktg interattivo diventa essenziale. 3. Per mantenere il cliente occorre “un continuo adattamento alle necessità, accompagnato dalle attività di mktg secondo lo stadio del ciclo di vita in cui si trova il cliente. Se l’azienda non è in grado di dare al cliente ciò che gli è stato promesso, questi può andarsene a qualsiasi stadio del processo. * Esaminando il mktg tradizionale emerge che “i tipi di comunicazione come la pubblicità avvengono a un livello astratto per i consumatori (e il pubblico in generale). Essi implicano promesse e/o informazioni che possono essere o non essere vere; tuttavia per quanto riguarda il cliente o il cliente potenziale, la validità di questi tipi di comunicazione deve ancora essere comprovata. Il momento della prova è quando il cliente si trova di fronte alla realtà” Gronroos, 1995 Nuove funzioni del marketing A. La funzione degli specialisti che si occupano della maggior parte delle attività tradizionali del mktg mix e delle ricerche di mercato; B. La funzione legata alle interazioni acquirente- venditore nelle quali le mansioni del mktg vengono svolte da “part time marketer”. I momenti dell’opportunità I momenti della verità, quando acquirente e venditore interagiscono, possono anche essere considerati e definiti i momenti dell’ opportunità La funzione del mktg interattivo riconosce che ogni componente, umana e non, della produzione di un servizio dovrebbe interessare il mktg e non essere considerata soltanto attività operativa. Carattere di continuità Il mktg relazionale può essere considerato una strategia che ha un carattere di continuità; con questo approccio il mktg viene considerato come un processo continuo dell’intero ciclo di vita del rapporto con il cliente e può essere descritto come un circolo. Per tenere il cliente nel “circolo” è necessario un continuo adattamento alle necessità, accompagnato da attività di mktg mirate secondo lo stadio di vita in cui si trova il cliente. Una azienda che non è in grado di dare al cliente ciò che gli è stato promesso, questi può andarsene in qualsiasi stadio del processo. Quattro momenti dell’attività di comunicazione 1. Aspettative/acquisti; 2. Interazioni; 3. Esperienze; 4. Passaparola/referenze. 1. 2. 3. 4. Un cliente o un potenziale cliente ha certe aspettative e può fare un acquisto; vale a dire che il rapporto con il cliente continua o si crea una nuova vendita. A questo punto il cliente passa allo stadio di consumo e qui il cliente viene coinvolto in iterazioni con l’azienda e percepisce le dimensioni della qualità tecnica e della qualità funzionale del servizio che gli è stato fornito. Queste interazioni comportano molti momenti della verità e dell’opportunità. E qui si hanno gli effetti della comunicazione interattiva. Le esperienze che derivano dal fatto che un cliente è stato coinvolto in interazioni acquirente-venditore, si moltiplicano poi per mezzo del passaparola. Le referenze e le testimonianze rappresentano un modo attivo per l’azienda di usare la comunicazione orale positiva nel mktg, capitalizzando dalle fonti potenziali di buone comunicazioni orali. Un moltiplicatore relativo al passaparola negativo, riportato da Gronroos, è dodici Il venditore deve essere consapevole del circolo della comunicazione e a fronte di interazioni eccellenti, in teoria, la comunicazione pubblicitaria potrebbe essere necessaria solo a fronte di servizi completamente nuovi. In sintesi Nell’approccio relazionale le prospettive di relazioni a lungo termine, portano alla conclusione che il mktg non è dato solo da un gruppo di specialisti, ma dall’intera organizzazione. Il personale si deve rendere conto che il modo in cui svolge il proprio lavoro ha una responsabilità di mktg, di conseguenza esiste un gran numero di part time marketer. La funzione di mktg non va confusa con il settore mktg, che è solo una situazione organizzativa, per i compiti canonici (pubblicità, prezzi, ricerca..) L’impiego del mktg nell’ azienda comporta un approccio diverso a 360°. E comunque deve portare a fare sì che soprattutto quanti hanno la responsabilità immediata di fornire il servizio debbano svolgere atività di mktg. Un orientamento al mktg richiede che la responsabilità nei confronti dei clienti non sia concentrata su poche persone, ma venga compresa e accettata da tutti Anche la qualità del servizio si basa sulle interazioni tra l’organizzazione e i suoi clienti, dove si verificano i momenti della verità. Dunque per Gronroos il problema è la gestione del sistema di produzione del servizio. Il mktg relazionale in Italia Per Ferrero alle origini del mktg relazionale vi sono i mutamenti sopravvenuti sul versante della domanda. La domanda di personalizzazione dei prodotti (con il relativo disinteresse per i prodotti in serie) manifestata dai consumatori, frutto del loro desiderio di esprimere la loro personalità, attraverso il comportamento di acquisto ed il possesso dei beni. Il mktg sentendo la necessità di prestare una attenzione sempre maggiore alle esigenze del cliente e alla sua soddisfazione, ha puntato ad acquisire una sempre migliore conoscenza delle sue specifiche esigenze e ad offrire prodotti e servizi davvero pertinenti e tempestivi, nonché pienamente rispondenti alle sue aspettative. Il mktg relazionale in Italia Se si sposta l’attenzione dalle transazioni alle relazioni, il compito degli studi di mktg per Ferrero dovrebbero consistere in primo luogo nell’esaminare come tali relazioni possono configurarsi e quali criteri e quali procedure possano essere adottate per attivarle e gestirle efficacemente. Il mktg relazionale deve concentrare l’attenzione più che sulle singole politiche operative, sulle scelte riguardanti la struttura organizzativa e i sistemi operativi. Non essendo possibile pianificare con ampio anticipo i contenuti delle politiche da adottare, fattore critico di successo diviene la capacità di creare condizioni e strumenti adeguati per poter elaborare e coordinare tali politiche durante lo sviluppo della relazione. Il mktg relazionale in Italia Il posizionamento strategico e lo sviluppo di competenze distintive non vengono più fatti dipendere dalle capacità di adattamento all’ambiente e dalla gestione dei fattori produttivi controllati direttamente, ma dalle capacità relazionali dell’impresa, dal complesso di risorse che attraverso le relazioni l’impresa è capace di mobilitare, dalla crescita delle conoscenze e dalla valorizzazione delle risorse possedute, conseguibili attraverso i processi di interazione con le altre imprese. Per Ferrero inoltre il concetto di relazione è direttamente collegato a quello di atmosfera. Atmosfera La sovrastruttura emozionale della relazione che, basata sulla percezione delle persone, rappresenta “l’insieme degli atteggiamenti che le parti coinvolte nella relazione assumono nei confronti del partner e della relazione stessa”. Un’atmosfera favorevole può semplificare l’intero processo di mktg e contribuire efficacemente al raggiungimento degli obiettivi. Il mktg relazionale in Italia Il mktg relazionale può costituire una nuova concezione del mktg volta a modificare l’assimetria tra domanda e offerta proponendosi anche nella relazione con il cliente in un’ottica di un rapporto di lungo periodo (allargato e interattivo), nel quale lo scambio non riguarda solo l’aspetto “merce contro denaro”, ma anche la capacità di ascolto dell’impresa e la conoscenza del cliente che ne deriva Fabris, 2008 Il mktg relazionale in Italia La nuova frontiera del mktg in quest’ottica prevede in primo luogo il coinvolgimento del consumatore, con il quale vanno impostate nuove modalità di dialogo su di un piano di maggior simmetria. Oggi, secondo Fabris, il mktg relazionale viene per lo più portato avanti all’insegna del pensiero tradizionale cioè all’insegna di uno schema razionale e meccanicistico che fa della fedeltà alla marca la sua principale preoccupazione. Il capovolgimento di prospettiva che il mktg relazionale dovrebbe comportare nei confronti del consumatore è ancora largamente di là da venire anche perché l’impresa ha difficoltà ad ammettere che una relazione non può avvenire senza che si accetti il principio per cui entrambe le parti possono determinare contenuto e modalità di relazione Gerd Gerken, Addio al mktg! • In un mercato instabile e contraddittorio, l’unico fattore in grado di permettere all’impresa di sopravvivere alle fluttuazioni e alle turbolenze è dato dalle relazioni. • Le relazioni sono qualcosa che è sempre presente nel mercato, indipendentemente dalle mutazioni in atto. • Le relazioni sono sempre presenti nel mercato e sono più stabili della domanda e del consumo. L’obiettivo strategico è quello di trovare una modalità di ottimizzare le relazioni sotto ogni aspetto. • Il mktg si deve impostare sulle relazioni e non sulla domanda. Forme di qualità relazionale in una sorta di coevoluzione con la domanda La comunicazione deve essere sganciata dagli obiettivi di mercato. “Il mktg, sostiene Gerken, dovrà imparare a mettersi in relazione con i raggruppamenti sociali in modo credibile, continuativo e disponibile all’apprendimento. Entrambe le parti infatti imparano l’una dall’altra”. Riviste “scenario” Gerken propone di “immergersi nei flussi del cambiamento” e di inventare nuove forme di dialogo. Riviste con le quali promuovere intenzioni, progetti e processi all’interno di determinati scenari, e poi i club, i network, le sponsorizzazioni.. Il mktg relazionale in Italia • Il libro ed il pensiero di Gerken • I testi di Gronroos e Normann Hanno avuto una grande eco in Italia. Il mktg relazionale è stato per lo più inteso come “insieme di tattiche per attirare i clienti” (Gummesson, 2002) o come un evoluzione del direct mktg. Strumenti di tipo operativo adottati in Italia • Realizzazione di archivi di dati; • Segmentazione dei clienti prevalentemente in base a valutazioni sulla loro reddittività; • Politiche di prodotto per soddisfare clienti fedeli; • Offerta di servizi pre e post vendita Cozzi, Ferrero, 2000 Il mktg relazionale in letteratura in Italia Il mktg relazionale si intende come una strategia basata sulla personalizzazione dei prodotti con un diretto coinvolgimento dei consumatori, un approccio cioè che presuppone la necessità di instaurare rapporti basati sull’interattività, la connessione, la creatività, con l’obiettivo di far stabilire relazioni, tra produttori ed acquirenti, configurabili come vere e proprie “learning relationship”. Una visione nella quale i clienti finiscono per essere considerati come partner. Il mktg relazionale nel settore turistico in Italia • Nuovo Scenario • Nuovo tipo di consumatore (attivo, informato, esperto..) • Non si vede quel capovolgimento di prospettiva che sarebbe legittimo aspettarsi da parte delle Imprese e delle Istituzioni • Internet viene utilizzato prevalentemente come grande vetrina • L’interattività viene usata in maniera meccanicistica e primitiva • I call center vengono usati prevalentemente per le emergenze o per il telemarketing • Il passaparola è lasciato vegetare spontaneamente • I momenti della verità stentano a diventare le opportunità auspicate dagli studiosi • Il tema della soddisfazione dei consumatori non è visto nell’ottica di sviluppo della fedeltà • Le possibilità di dialogo non vengono esplose nelle loro potenzialità, il che vale a sottoutilizzarle Il manifesto della “Scuola di Rimini” 1. VOCAZIONE ALL’ACCOGLIENZA: 2. CULTURA DELL’OSPITALITA’: 3. CAPACITA’ RELAZIONALE: 4. CAPACITA’ ORGANIZZATIVA: 5. 6. CENTRALITA’ DEL TURISMO: VALORE DELLE PMI: 7. CUORE DEL SISTEMA: 8. MESTIERE: il turismo per noi non è semplicemente una occupazione, è in primo luogo una vocazione, una passione culturale noi pensiamo che i turisti prima di essere consumatori siano persone, ognuna con una propria identità da accogliere e rispettare noi crediamo che il turismo sia soprattutto questione di relazioni. L’essenza dell’ospitalità è data da relazioni tra persone e il nostro modo di gestirlo è caldo, non asettico, non episodico e non meramente professionale lo sforzo organizzativo che ci ha fatto diventare la capitale del turismo nasce dalla capacità di trovare sempre un punto di equilibrio tra concorrenza e cooperazione il turismo è al centro del nostro sviluppo siamo convinti che le piccole e medie imprese, a determinate condizioni di qualità, rappresentino un punto di forza irrinunciabile grazie alla loro: flessibilità, capacità di personalizzare il servizio, capacità di offrire un’atmosfera autentica e con le radici nella nostra storia e nel nostro territorio il nostro modo di fare turismo affonda le radici nel passato, un passato che ci ha visto aperti al mondo ma al tempo stesso orgogliosi delle nostre specificità. Il cuore del sistema turistico siamo noi stessi, la nostra comunità la parola mestiere per noi indica soprattutto un elevato grado di professionalità. Come nella cultura artigianale, nel nostro modo di affrontare il turismo, “testa e mano” non sono rigidamente separate e il processo di lavoro è un continuo iter formativo 9. CULTURA DEL TURISMO: 10. DINAMISMO/INNOVAZIONE: noi crediamo che il turismo sia una componente della cultura, prima ancora che dell’economia, della nostra località flessibilità, capacità di improvvisare e di innovare Gianfranco Dall’Ara il nostro modo di fare turismo è caratterizzato da pionierismo, fantasia, spirito imprenditoriale diffuso, Mktg relazionale “totale” Concetto basato non solo sulle relazioni con i singoli clienti, ma anche sulle reti di rapporti che l’impresa intrattiene con i vari interlocutori aziendali. Tale approccio, messo a punto da Gummesson, si sostanzia per l’individuazione di trenta relazioni di mktg Pencarelli ha tentato di tradurlo nello specifico turistico, cercando di fargli assumere una impostazione più ampia, assieme al compito del governo dei rapporti sia con i consumatori finali che con tutti gli stakeholder dell’impresa, in una prospettiva reticolare e olistica. Il mktg relazionale totale nel settore turistico “Le organizzazioni turistiche dovrebbero puntare anche a inserire e raccordare la propria offerta e le proprie attività in un contesto di relazioni che travalichi il rapporto diatico con i singoli clienti, indirizzandosi verso un approccio di governo delle relazioni più ampio, centrato sul network e sulla rete di rapporti con gli altri partecipanti all’industria turistica”. Il mktg relazionale che diventa così totale è basato sulle relazioni, intese come relazioni organizzativamente diffuse con l’ambiente (il network) interno ed esterno e non circoscritto ai rapporti tra fornitore e cliente Fine tuning Per un rapporto con il consumatore non conflittuale, ma cooperativo, non basta una buona teoria, ma occorre una cultura coerente, una attività costante di “fine tuning”, che permetta di restare in contatto con la domanda, percepire correttamente le richieste e le esigenze dei consumatori Oggi l’impresa si confronta quotidianamente con un consumatore maturo, un interlocutore consapevole del proprio potere contrattuale, dimostrato dall’”inarrestabile declino della fedeltà” L’ascolto Per instaurare il dialogo con il consumatore l’elemento di base più della ricerca è l’ascolto. Occorre considerare il consumatore come un partner nel lungo termine e non il semplice destinatario di messaggi e rapporti più o meno casuali. Se la creazione di un rapporto con lui è strategica, la sua soddisfazione dovrebbe essere considerata l’investimento più redditizio per l’impresa e dunque l’obiettivo da privilegiare. Per fare questo non bastano buoni prodotti, non basta delegare alla sola front line il rapporto con i clienti, ma occorre che tutta l’impresa sia orientata alla gestione delle relazioni. IL MKTG DI NICCHIA Mktg di nicchia Nella visione tradizionale del mktg indica quel tipo di mktg che si rivolge a porzioni di mercato piccole, con una serie di prodotti distinti tra loro solo per differenze minime. Mattiacci, 2000 Si tratta di gruppi ristretti di consumatori che hanno bisogni ed esigenze molto ben definiti rispetto alla generalità del mercato. Kotler Crescente frammentazione del mercato attuale Un numero sempre più grande di gruppi diversi l’uno dall’altro pretende con forza sempre maggiore cose sempre più disparate. I mercati di massa si fanno sempre più piccoli, nascono micro-gruppi, diversi da quelli rigidi del passato, caratterizzati da una grande mobilità (“fluidità”), da uno stile di cnsumo e bisogni ben precisi. Neotribalismo Come reazione allo sfrenato individualismo della società moderna è esploso un movimento contrario in direzione della ricerca ansiosa di un legame sociale di tipo comunitario. “Più diventiamo globali più agiamo con una logica tribale” Naisbitt Caratteristiche delle nuove tribù • Condividono uno stesso territorio, reale o immaginario che sia • Condividere uno stesso stile di vita o almeno uno stesso “costume” • Condividere un insieme di rituali, di feste e di usi comuni Nicchia Tribù in movimento Le nicchie, come le tribù, si possono costituire attorno ad un interesse, ad una passione o ad un prodotto, ad una destinazione, un personaggio, un luogo di incontro e sono il termometro di un forte bisogno di stare insieme, di legami sociali e anche di viaggiare insieme. Appartenenza a forte coloritura emozionale Perché si possa parlare di nicchia, oltre e indipendentemente dalla dimensione, è necessario che gli individui condividano lo stesso senso di appartenenza e consapevolezza, intorno a marche e prodotti con una spiccata identità. Fabris, 2003 Comunità di consumo Codeluppi ritiene che parallelamente all’effettuazione di scelte di consumo sempre più personalizzate, e forse proprio in conseguenza di queste, i consumatori cercano anche di ricostituire attraverso il consumo dei legami sociali, tendono cioè a riequilibrare il loro rapporto con la realtà dando vita a vere e proprie tribù, formate da persone che condividono il loro stesso interesse per un determinato prodotto Raggruppamenti emozionali Comunità di emozioni, reticoli esistenziali che il più delle volte hanno come caratteristiche l’aspetto effimero, la composizione mutevole, comunità virtuali per le quali la struttura associativa tradizionale è obsoleta. La società postmoderna appare sempre più come un tessuto fatto di microgruppi societari nei quali gli individui stabiliscono forti legami emotivi. A volte si tratta di semplici reti amicali, di persone che si ritrovano per discutere di argomenti del loro mondo, riti composti di momenti che sono stati definiti “piccoli niente”, perché il fatto di stare insieme è più forte del motivo che sta alla base del legame. Non più il mercato ordinato del passato, quello che si poteva capire stabilendo delle tipologie precise (i giovani, gli anziani, i tedeschi, i turisti sportivi..) Gran parte dei turisti oggi mostra di essere caratterizzata da un bisogno particolare: la ricerca di un legame sociale e comunitario in seno a raggruppamenti che hanno l’aspetto di network e comunità. I nuovi turisti I nuovi turisti sono parte o desiderano di fare parte di comunità moderne, emozionali, nate spesso da una passione o da un’esperienza comune condivisa come un Evento o un Festival, con l’obiettivo di poterne parlare, di dare un senso all’esperienza, e di provare emozioni senza dover instaurare troppi legami sociali, senza troppi obblighi ai quali adempiere. In quelle comunità ogni soggetto mantiene la propria autonomia ed è libero di uscire dal gruppo quando lo desidera. Caratteristiche delle nicchie • Fluidità dei raggruppamenti • Ampiezza del fenomeno • Forte grado di fedeltà che caratterizza i componenti Segmenti di domanda_Turismi Temi tradizionali • • • • • • • • • • • Natura e ambiente Cultura Sport Benessere, cura del corpo Enogastronomia Memoria e radici Relax e divertimento Religione Relazioni, socializzazione Congressi e affari Vacanze di esperienza (scoperta, avventura, polisensorialità, living culture, eventi..) I turismi • Enormi aggregati • Inadeguatezza teorica • Inadeguatezza di utilizzo concreto per la maggior parte delle imprese ospitali • Poco significativi rispetto agli obiettivi di mktg Le nicchie • La frammentazione trasforma i grandi mercati di massa in minimercati • Intensità dei bisogni • Particolarità dei bisogni Forme di nicchia • • • • • • • • • Nicchie a tema Nicchie di interesse Nicchie virtuali Nicchie nascoste Nicchie manifeste Nicchie strutturate Nicchie stabili Nicchie semplici reticoli di relazioni Etc. Mercato di nicchia Sistema in cui le imprese hanno relazioni con un mercato in cui le relazioni si instaurano con un gruppo e con consumatori identificabili singolarmente. La nicchia, a differenza di un segmento, è spesso strutturata, si può cioè interloquire con lei, ha un tema o un interesse che la porta a viaggiare, a far incontrare i membri tra di loro I plus delle nicchie 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. La nicchia non è legata ad una meta, ma è deterritorializzata, cioè può spostarsi e andare dove vuole La nicchia è destagionalizzata, parte indipendentemente dalla stagione o dal clima Una nicchia fa uscire dalla solita routine di mktg, costringe a progettare qualcosa di diverso Raggiungere una nicchia costa di meno, anche se impegna di più Lavorare con le nicchie evita la competizione diretta con i concorrenti Ospitare nicchie contribuisce a posizionarsi Una nicchia offre stimoli ed idee per l’innovazione e per offerte di tendenza Le nicchie rappresentano un investimento per il futuro perché possono crescere (ogni aderente ad una nicchia può appartenere a diverse altre comunità e ciò porta ad allargare enormemente il mercato potenziale di un operatore) Suggerimenti • Per individuare una nicchia cui rivolgersi si deve necessariamente fare ricorso ad una ricerca che metta a fuoco comunità affini e permetta in primo luogo di verificare se le caratteristiche di quelle individuate sono “convenienti” e successivamente permetta di registrarne i riti e linguaggi, così da poter confezionare proposte mirate • Presupposto per aver successo nel mktg di nicchia è quello di comprendere e almeno in parte condividere la passione e le competenze per il prodotto tipiche dei consumatori che la costituiscono Caratteristiche di una nicchia per essere giudicata interessante a. b. c. d. e. f. Deve avere una sede e/o un indirizzo ed essere contattabile (meglio se ha più di una sede) Avere un giornale, un notiziario o almeno un bollettino interno. Di norma le nicchie hanno bisogno di uno strumento di comunicazione proprio, fortemente specializzato e questo rappresenta un vantaggio per chi deve comunicare con loro perché significa che esiste uno spazio per comunicare Avere degli eventi rituali di incontro, dei raduni, degli appuntamenti che rappresentano delle occasioni di viaggio e vacanza Devono essere sufficientemente ampie, avere cioè un certo numero di aderenti, tale da garantire un ritorno per l’investimento effettuato Avere una potenziale crescita Essere di tendenza (effetto alone) Il ciclo di vita di una nicchia La nascita, la sua fase iniziale è caratterizzata da entusiasmo. Gli utenti di un determinato prodotto o servizio, gli appassionati di un hobby, gli aderenti ad un reticolo hanno bisogno di far conoscere i propri interessi anche ad altri, così cercano e trovano nuovi amici con i quali dialogare, relazionarsi e condividere le stesse passioni Il ciclo di vita di una nicchia Sorge presto l’esigenza di avere nuovi punti di riferimento, di espandersi, di stabilire nuovi legami e di trovare nuovi amici con i quali relazionarsi: è la seconda fase, quella dello sviluppo. La comunità cresce e si arricchisce di informazioni, di iniziative e di esperienze. Il ciclo di vita di una nicchia Si raggiunge così, più o meno lentamente, la Maturità, la terza fase del CV che si caratterizza come idilliaca, con gli aderenti che si aiutano l’un l’altro, condividono esperienze, materiali e consigli. In questa fase emergono leadership, si realizzano iniziative, incontri e raduni e si raggiungono nuovi traguardi. Il ciclo di vita di una nicchia La fase successiva è definibile di Maturità stanca; continua cioè la luna di miele, ma emergono spinte di segno opposto, idiosincrasie. Tra gli aderenti qualcuno spinge per ampliare il tema di interesse o per fare altre esperienze, altri manifestano noia. Il ciclo di vita di una nicchia Comincia lentamente la fase di declino nella quale la leadership oppure il modello organizzativo è messa/o in crisi. Il declino può essere l’ultima fase della vita di una nicchia oppure può rappresentare l’occasione per far nascere da un lato altre nicchie o dall’altro il rilancio della stessa comunità iniziale. Il mktg di nicchia Analogamente al mktg tribale anche il mktg di nicchia si fonda sulle relazioni stabilite tra un fenomeno di desiderio di ritorno della comunità e i mutamenti del consumo. Il prodotto o il servizio diventa pertanto il vettore di comunione, una sorta di totem e funge da polo di attrazione per gli aderenti e da supporto per i loro incontri ed i loro riti Cova, 2003 Il mktg di nicchia nel settore turistico Per fare mktg di nicchia bisogna partire dall’idea che gli aderenti ad una nicchia non interessa una proposta che equivalga semplicemente ad un soggiorno turistico. Anzi, la motivazione primaria delle nicchie non è affatto relativa ai servizi turistici o ospitali. Con le nicchie bisogna adottare un mktg che sia al tempo stesso mimetico, relazionale e rituale. Vi sono rituali più o meno impercettibili che permettono di sentirsi a proprio agio in un luogo; i rituali di appartenenza si ritrovano negli uffici e negli studi, nei viaggi e nelle vacanze Maffesoli, 1998 Microcerimonie, propri rituali Qualunque tipo di nicchia ha necessità di microcerimonie, di propri rituali, perché possa vivere. Per questo una modalità di relazionarsi con loro e di fare mktg potrebbe far leva proprio su aspetti rituali e simbolici e risultare così coerente con le loro aspettative. Sei classi di riti 1. DI APPARTENENZA vedi Maffesoli 2. INIZIATICI cioè i riti di ingresso e di adozione 3. DI PASSAGGIO da una condizione ad un’altra, da uno status ad un altro 4. COMMEMORATIVI come quelli legati ad alcune ricorrenze, a date o al calendario: meglio se il calendario è quello che scandisce i tempi della nicchia, in alternativa si possono valutare date particolarmente significative ed anniversari 5. CICLICI come la riunione del lunedì, la festa di settembre, l’incontro degli astrofili, il raduno annuale, il meeting ecc. 6. OCCASIONALI il mercatino che si svolge nel territorio, la festa, l’inaugurazione ecc. Prodotti interessanti per le nicchie • • • • • • • • • • • Raduni ed eventi Feste Cerimonie (riti di passaggio) Forum Congressi e convegni Appuntamenti conviviali Seminari tematici Laboratori Pacchetti su misura Incontri di presentazione (riti di iniziazione) Vacanze (inversioni rituali) Proposte e relazioni con le nicchie vanno sempre avviate senza strumentalizzazioni, ma imparando ad “agire assieme a loro” e puntando poi su forme di fedeltà attiva Cova, 2007 IL MKTG DEL RICORDO Nell’emergente economia dell’esperienza, che comprende uno spettro di attività che si estende dal turismo, all’ospitalità, all’intrattenimento e che “si fonda sulla produzione e lo scambio di ciò che fa battere il cuore non si producono beni ma ricordi” Pine,Gilmore, 2000; Rifkin, 2000 L’industria del ricordo Altri operatori turistici Località Negozi Club di prodotto Albergh i Musei Ristoranti Uffici informazion e Produrre non tanto servizi ma ricordi I ricordi nascono dalle esperienze e da quanto può essere stimolato dopo l’esperienza di un viaggio o di un soggiorno • • • • • Trasformare i servizi e i prodotti in racconti Far entrare le persone nelle loro storie Costruire trame, più che servizi Fare vivere (non visitare) il territorio Mettere in scena esperienze memorabili Il mktg del ricordo Le esperienze costituiscono da sempre il cuore dell’intrattenimento, ma il mktg del ricordo permette di considerarle come l’elemento di base per avviare e gestire nuove modalità di mktg. – – – – – – Costruire un mondo narrativo Trasformare un servizio in un racconto Proporre esperienze memorabili Tenere vive le relazioni con gli ospiti anche dopo il soggiorno Incentivare il ritorno Stimolare gli ospiti a diventare partner e testimonial attivi Stadi della vacanza 1) Prima della vacanza c’è la vacanza sognata, desiderata. In questa fase le persone pensano alle mete del loro soggiorno e al tipo di vacanza che vogliono fare, ne parlano, si informano, si organizzano ed eventualmente prenotano 2) Vi è poi la vacanza vera e propria, il periodo di tempo trascorso nella località e nella struttura ospitale scelta 3) La terza fase comincia con la fine della vacanza ed il ritorno a case: è quella del ricordo, del regalo di souvenir ai propri cari, delle fotografie, dei filmati, delle diapositive, mostrate alla propria cerchia di amici e conoscenti, delle immagini digitali inviate via email, dei commenti in ufficio e sul luogo di lavoro.. Boyer Il mktg del ricordo prende avvio proprio da questa considerazione e invita a pensare a tutte e tre le fasi che compongono una vacanza. Temi riguardanti il mktg operativo • Le attività di comunicazione per stimolare la domanda • La distribuzione del prodotto, quali canali cioè privilegiare per rendere reperibile il nostro prodotto nei mercati • I tempi del mercato, quando muoversi per fare promozione così che vi sia sincronizzazione tra i tempi decisionali della domanda e le offerte di vacanza.. • Le opportunità di mercato come le fiere alle quali partecipare L’attenzione alle prime due fasi comporta che le attività di promozione e di mktg riguardino soprattutto i temi della comunicazione dei vantaggi offerti (prima della vacanza), e della soddisfazione dei clienti ospitati (come garantire qualità ai servizi durante il soggiorno), dei prezzi, degli sconti e delle attività promozionali e commerciali. Il mktg del ricordo intende bilanciare i termini della questione attribuendo altrettanta importanza alla terza fase, quella del viaggio prolungato e del ricordo. Temi rilevanti per il mktg del ricordo Importanza sia ai servizi che alle attenzioni prestati durante il soggiorno Importanza alla comunicazione e al mktg che gli operatori possono fare dopo che è avvenuto il soggiorno, a cominciare da quella che gli antropologi chiamano la fase dell’”incorporazione”. Per avviare il mktg del ricordo occorre ripensare all’intero ciclo di produzione dei servizi e di relazioni con il cliente dall’arrivo di un ospite alla sua partenza, compresi gli interventi che si possono attivare successivamente alla vacanza, alla luce del tema del ricordo. Le relazioni sono un rapporto in progress che evolve e si arricchisce nel tempo (Fabris, 2008) e a ben vedere “prima della vacanza, durante e dopo”, è anche un modello che configura a tutti gli effetti un ciclo di vita delle relazioni con gli ospiti. Cultura “turistica” Il mktg del ricordo comporta in primo luogo lavorare seriamente sul prodotto, prevedere un mktg non urlato, non fatto di manifesti sui muri o di pubblicità intrusiva, ma che interviene sugli aspetti reali del servizio, del soggiorno, della qualità, dell’innovazione, perché è consapevole del fatto che un consumatore va in primo luogo rispettato. Per produrre ricordi lo strumento di mktg sul quale puntare inizialmente è il prodotto, cioè quello che si offre agli ospiti. Nell’ottica per la quale un turista è una risorsa, occorre rendere le esperienze degli ospiti tali da essere ricordate e ciò richiede di riuscire a coinvolgerli sul piano personale. “emozioni, sensazioni positive, il rispetto dell’attesa e dell’immaginario della località sono gli elementi da curare maggiormente nella fruizione del prodotto, perseguendo un obiettivo che fondamentalmente può essere individuato con i paradigmi della qualità soggettiva: il rapporto aspettativa/percezione”. Billi, 2004 Per facilitare lo “sharing” occorre agevolare il rapporto con il luogo, con gli abitanti, con il gruppo, con i servizi. Assumono quindi un valore forte i servizi di accoglienza e di accesso”. Figure • Il “facilitatore di contatti”, capace di favorire il rapporto tra l’ospite e il sistema sociale in cui è inserito nell’ottica del turismo come cultura dell’incontro • I personaggi del territorio e i residenti che possono essere coinvolti, presentati e messi in relazione con gli ospiti • L’accompagnatore che, oltre ad un ruolo tecnico, dovrebbe avere anche il compito di semplificare e facilitare i rapporti all’interno del gruppo, riuscendo ad interpretare le dinamiche interpersonali • L’addetto all’accoglienza • L’animatore dei percorsi e degli itinerari • Il narratore di luoghi Strumenti nuovi per la “promozione” tra queste: il racconto del luogo Guenter “l’esperienza personale può diventare un prodotto turistico se è resa accessibile” Il racconto del luogo Riuscire a proporre assieme ai prodotti anche la loro storia, in modo vivace, la storia di un piatto mentre lo si propone ad un ristorante, la storia di un vitigno mentre si parla di vini, la storia di un castello, di una pensione a gestione familiare, di un parco tematico…, con l’attenzione a raccontare storie che hanno a che fare con il luogo e che “ci toccano”, significa rendere tutto più vero, più forte ed avvincente. Si tratta di raccontare e rendere partecipi delle storie che hanno a che fare con i luoghi. Per raccontare un luogo bisogna imparare considerare davvero i turisti come “persone”. a Il racconto dei luoghi è una parte fondamentale del mktg del ricordo. Raccontare Raccontare è simile a sviluppare una storia, quando tutto questo riesce quel luogo non viene più dimenticato, verrà raccomandato ad altri in moo avvincente, dice Guenter, ma ciò richiede, al fondo, una vocazione, la voglia di farlo e delle competenze. Un racconto prevede una struttura, dei nessi, degli elementi di fascino e un filo conduttore. Processo di significazione “Se parliamo di turismo come servizio dobbiamo capire che offrire quel servizio significa dare qualcosa alle persone, orientarle, guidarle, agire da intermediari e rendere loro le cose riconoscibili e accessibili”. Il racconto dei luoghi è un processo di significazione che contribuisce ad individuare i significati culturalmente più attuali e veicolabili e a fissarli sull’oggetto. “dopo” Per un turista è assolutamente necessario poter comunicare la propria esperienza di vacanza. Per molti turisti è più importante la comunicazione di quanto fatto del comportamento relativo. Andare in vacanza non è sufficiente. Si fa vacanza anche per poterlo raccontare. Verifica empirica Ogni ospite, ogni persona vive all’interno di una rete che può essere amicale o professionale e le sue esperienze “devono” essere presto trasmesse agli altri membri della rete, magari a quelli più vicini. Un operatore dell’ospitalità si trova di fronte ad una grande opportunità di comunicazione e può facilmente stimolare e supportare il ricordo; ed il ricordo può generare altri comportamenti virtuosi, può cioè essere contagioso. Legame di “residenzialità affettiva” Al ritorno da una vacanza, specialmente dopo un soggiorno piacevole, resta nel ricordo un attaccamento ai luoghi visitati. Si genera un legame di “residenzialità affettiva” (Billi, 2004). Supportare la “residenzialità affettiva” attraverso una opportuna comunicazione o l’utilizzo di strumenti mirati può fare sentire il turista una volta rientrato a casa come un componente importante del territorio dove ha soggiornato, un residente temporaneo. L’esperienza del sogno del consumo “L’esperienza del sogno del consumo, utilizza le fotografie per rivivere l’esperienza passata, che si fonda sui racconti e sulle discussioni con gli amici sui giorni trascorsi e che si basa sulla classificazione dei ricordi” Cova, 2003 Il tema dei souvenir Il ricordo è strettamente legato al tema dei souvenir, dei memorabilia, concepiti come prodotti di una vera e propria industria del ricordo che fa della gestione degli anniversari, della distribuzione delle fotografie, della produzione di diari, almanacchi, album, gadget, oggetti da collezionare, diplomi e attestati, cartoline, indumenti da viaggio, zainetti.. Delle modalità di gestione di relazioni che la vendita di oggetti ricordo associati ad un’esperienza è un modo per estendere l’esperienza stessa. MARKETING DEL RICORDO VISIONE ESPERENZIALE GESTIONE DI RELAZIONI DI SPESSORE NUOVE COMPETENZE Douglas, Isherwood, 1984 “l’individuo singolo spogliato della sua umanità è un fondamento concettuale del tutto inutile per delineare un quadro della società umana. Esistono soltanto esseri radicati nella cultura del loro tempo e del loro paese” L’APPROCCIO ANTROPOLOGICO PER LA COMPRENSIONE DEL FENOMENO TURISTICO Il consumo nell’antropologia culturale Per l’antropologia culturale anche il consumo è un processo rituale. La funzione essenziale del consumo è nella sua capacità di dare un significato e un senso al flusso degli eventi che altrimenti resterebbe indistinto. Le merci sono esse stesse mezzi per il conseguimento di obiettivi. Beni, come i rituali, sono la parte visibile della cultura. La sfida “ sta proprio nel riuscire a comprendere il consumatore non più a partire dalla sua appartenenza socioeconomica, non ci sono più target da colpire, ma consumatori con cui entrare in empatia” Paltrinieri, 1998 I sistemi di consumo I sistemi di consumo costituiscono “veri e propri codici linguistici e gli individui hanno la facoltà di scegliere quelli a cui aderire, di volta in volta, senza che questa adesione sia definitoria e stabilita una volta per tutte”. Una persona può passare da un sistema ad un altro “operando selezioni contingenti che mantengono aperte tutte le altre possibilità”, e questo permette di capire la contraddittorietà dei comportamenti espressi dai consumatori. La vacanza secondo l’approccio antropologico Vacanze come riti di passaggio Vacanze come iniziazione Vacanze come festa Vacanze come Potlach Vacanza come mezzo di esclusione Vacanza come inversione rituale Vacanze come Riti di Passaggio “La vita è una successione di eventi marcati da cambiamenti di stato, tra questi le vacanze. Il viaggio di tipo turistico è più che un semplice spostamento di tipo geografico o uno stato alterato simbolicamente” (Graburn). Nella pratica turistica ritroviamo le fasi proprie di tali riti: —La separazione, cioè la rottura delle quotidianità e del tempo ordinario che avviene con la partenza —L’ingresso in una fase di transizione, di limen. L’avvio cioè del viaggio vero e proprio in un tempo diverso e sacro, né di qua né di là —L’incorporazione, il rientro cioè nella quotidianità con un comportamento ostentatorio, di dimostrazione del rito compiuto attraverso le nuove insegne (l’abbronzatura, l’acquisto di souvenir o di abiti particolari..) Vacanze come Iniziazione Nella nostra società il turismo è un rituale moderno, la sopravvivenza di un’accezione sacra ed antica (holy day), in una vita che la storia tende a rendere sempre più secolare. La vacanza come atto di iniziazione, grazie al quale il neofita attraversa la soglia, cambia nello status, ma anche nel modo di vedere e giudicare. L’abbronzatura come l’abbigliamento esotico al ritorno di un viaggio è una sorta di maschera rituale. Si possono osservare nei comportamenti dei turisti le ritualità che hanno permesso di parlare di vacanze come di un culto moderno con proprie divinità e miti, da quello del Sole a quello del Mediterraneo a quello dell’Acqua. Per Illich, la vacanza è una forma di iniziazione che trasforma un consumo in un rituale di propiziazione Vacanze come Festa Ai giorni nostri, l’uscita da ritmi temporali ordinari si esprime con un bisogno continuo di distrazioni e di evasioni, la lettura dei giornali, gli spettacoli, la tv, lo sport..Tra le uscite dal tempo vi sono anche le vacanze. Nel passaggio dalla festa alle vacanze quest’ultima mantiene molte delle caratteristiche della festa, ma anziché avere contenuti parossistici rappresenta un rallentamento dell’attività sociale. Alcuni autori parlano, a proposito di vacanze, di festa ragionevole. La Vacanza conserva la struttura antropologica della Festa —favorisce la propensione a dissipare in un breve intervallo parte delle risorse accumulate durante l’attività lavorativa —Svolge una funzione rigenerativa rispetto al tempo lavorato —Costituisce uno spazio libero per accedere ai godimenti altrimenti negati —Produce un’unione materiale e simbolica dei membri —Attiva un processo di effervescenza collettiva —Tende ad annullare il senso del pericolo fisico Costa, 1985 Vacanze come Potlach Alcune componenti del Potlach sono facilmente riscontrabili nelle grandi vacanze dello spreco, nei costosissimi viaggi intorno al mondo, in alcune crociere, in vacanze che sembrano sfide a lunga distanza con i rivali Vacanze come mezzo di esclusione Da un punto di vista storico la vacanza è stata a lungo l’accesso ad un mondo riservato ad una élite.nei grandi alberghi Ritz, definiti “i castelli della borghesia” la porta girevole, una porta straordinaria che all’apparenza non è mai chiusa, si apriva su di un palcoscenico sul quale gli ospiti compaiono nel loro fulgore. L’ingresso in quel modo esclusivo era un modo di mettere in evidenza la propria condizione privilegiata. Illich parla di vacanza anche come “rituale di espiazione che sacrifica i suoi disertori quali capri espiatori del sottosviluppo”. Nella nostra società la partecipazione simbolica al rituale senza fine diventa obbligatoria, chi non raggiunge livelli di consumo minimi si sente in colpa, anzi “si sente fuori dal paradiso dopo essere stato battezzato”. Vacanze come Inversione rituale Per Graburn, la vacanza può essere vista come l’inversione rituale della nostra società. La vacanza è l’inverso del lavoro, è l’inverso dello stile di vita che si conduce nella vita di tutti i giorni. In essa si capovolgono il ritmo di vita e le abitudini. Il turista incapace di raggiungere la classe superiore nella vita quotidiana, lo fa in vacanza: “Re per un giorno”. In questa visione è la dimensione temporalmente diversa della vacanza, con l’ingresso in un tempo nonordinario, che permette le trasgressioni individuate nelle inversioni rituali.