Prima del vertice Europa-Asia Putin va ad Arcore. Poi l’incontro
con il premier. Anche lo zar ha capito che in Italia governa Renzusconi
Venerdì 17 ottobre 2014 – Anno 6 – n° 286
e 1,40 – Arretrati: e 2,00
Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma
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Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
LA RIVOLTA CONTRO RENZI
Avevamo ragione noi
“FACILE TAGLIARE LE TASSE
CON I SOLDI DEI CITTADINI”
Sconto sull’Irap e 80 euro
caricati su Regioni e Comuni
per 8 miliardi: in arrivo la scure
su sanità, scuole e trasporti.
Zingaretti: “È come invitare
a cena qualcuno e fare bella figura
senza pagare il conto”.
Chiamparino: “Così ci mettono
fuori dallo Stato”. Il premier
li provoca: “Pensate agli sprechi”
Di Foggia, Feltri e Palombi » pag. 2 - 3 - 4 - 5
ZAIA
CASCELLA
Il governatore
veneto: “Zero fondi
contro il dissesto
idrogeologico”
Marra » pag. 2
Matteo Renzi se la ride insieme con Angela Merkel Ansa
L’AGENZIA CONTROLLATA DA POLETTI
Si chiama “Italia
lavoro”: e infatti
licenzia i dipendenti
L’ex portavoce
del Quirinale: “Così
la mia Barletta
cadrà a pezzi”
Calapà » pag. 2
Cannavò » pag. 5
» MANOVRA » E sulla lotta all’evasione buio pesto: i miliardi messi in preventivo sono solo sulla carta
Tfr e fondi pensione: altra rapina
Aliquote raddoppiate o quasi
sui rendimenti di liquidazioni e
previdenza integrativa. Gli esperti: “Così
colpiscono il risparmio dei lavoratori”.
Che perderanno 400 milioni. Fisco,
si punta sull’adempimento volontario
stimato in 2,9 miliardi. Autoriciclaggio,
legge all’acqua di rose. Mentre
la Svizzera ci chiede di far rientrare
i capitali: sono già spariti e noi a Berna
non rispondiamo nemmeno Tecce » pag. 6
B. SALVATO DALLA “SEVERINO”
“Ruby, le prostitute
ad Arcore c’erano
Ma la concussione
non c’è più”
Barbacetto » pag. 7
M5S SENZA TREGUA
LA CATTIVERIA
y(7HC0D7*KSTKKQ( +[!#!z!#!/
Il costo dei lavoratori
sarà così basso che la Cina
protesterà per concorrenza
sleale
» www.spinoza.it
Nuove espulsioni
e il caso Orellana
Salta il gruppo
con Farage
De Carolis e Scanzi » pag. 8
PROMESSE MANCATE
Divorzio breve
bye bye, restano
i mega affari
degli avvocati
Liuzzi » pag. 7
MACCHINA DEL FANGO
Tutte le bugie
di Burlando,
da un trentennio
Attila della Liguria
Sansa » pag. 9
di Marco Travaglio
l 18 luglio, quando la II Corte d’appello di Milano assolse B. nel processo Ruby perché la
I
concussione “non sussiste” e la prostituzione minorile “non costituisce reato”, la disinformatija
all’italiana diede il meglio di sé raccontando che
dunque la Procura s’era inventata decine di prostitute, minorenni e non, nelle varie dimore del
premier; e s’era sognata le sue telefonate notturne
dal vertice internazionale di Parigi per buttare giù
dal letto il capo di gabinetto della Questura, Pietro Ostuni, e far rilasciare la minorenne fermata
per furto Karima El Mahroug (spacciata per nipote di Mubarak) nelle mani di Nicole Minetti e
della collega Michelle Conceiçao contro il parere
del pm minorile Annamaria Fiorillo. Nessuno, a
parte il Fatto e l’avvocato Coppi, osò ricordare che
il 6 novembre 2012 Pd e Pdl avevano approvato la
legge Severino, detta comicamente “anticorruzione”, che spacchettava la vecchia concussione
(per costrizione o per induzione, non faceva differenza) in due diversi reati: concussione (nel solo caso della costrizione) e l’induzione indebita a
dare o promettere utilità (nei casi più lievi), proprio mentre ne erano imputati B. e Penati. Il Fatto
spiegò, prim’ancora che uscisse la sentenza, in un
pezzo di Marco Lillo, che fino al 2012 bastava che
un pubblico ufficiale ottenesse soldi o favori da
qualcuno, costringendolo con violenze o minacce o inducendolo con lusinghe o timori riverenziali, profittando della sua posizione, per far scattare il reato di concussione. Dal 2012 non più: nel
caso di induzione, come stabilito dalle sezioni
unite della Cassazione, bisogna anche dimostrare
che l’indotto (non più vittima, ma complice
dell’inducente) ha ricavato un “indebito vantaggio” dal suo cedimento. Cioè, nel caso Ruby, perché B. rispondesse di induzione, va provato che
Ostuni abbia ceduto alle sue richieste in cambio
di vantaggi indebiti. E, siccome Ostuni non ne ha
avuti, la nuova legge salva B.
Il Tribunale aveva tagliato la testa al toro, condannandolo a 6 anni (più uno per la prostituzione
minorile) per concussione per costrizione. Mossa azzardata, visto che le telefonate di B. da Parigi
non contengono violenze o minacce: è il tipico
caso dell’induzione, come ha ritenuto la Corte
d’appello, che però non ha potuto condannarlo
per il nuovo reato per mancanza di vantaggi ingiusti per Ostuni. Il 18 luglio, in un dibattito su
La7, tentai di spiegarlo a Giuliano Ferrara, che
gabellava l’assoluzione per un colpo di spugna su
tutti i fatti dimostrati dal processo (e, già che
c’era, anche da tutti i processi degli ultimi 22 anni,
da Tangentopoli in poi). Lui, per tutta risposta, si
mise a sbraitare, si alzò e se ne andò. L’indomani
i giornali fecero a gara nel distrarre l’attenzione
dal vero nodo della sentenza: che era strettamente giuridico per la nuova legge, e non inficiava
minimamente i fatti ampiamente assodati. Libero
titolava: “La puttanata è il processo. Chi paga ora
per le intercettazioni, i costi, le ragazze alla sbarra,
la caduta del governo?”. E tal Borgonovo ridacchiava dei “manettari” e “rosiconi”, “da Lerner a
Travaglio”, che hanno “già emesso la sentenza
per ideologia e invocano la gogna per Silvio”. Il
Giornale dell’imputato chiedeva che qualcuno
“pagasse” per il presunto errore giudiziario e addirittura “chiedesse scusa” al padrone puttaniere.
Sallusti ringraziava l’amico Renzi per “aver tenuto aperta la porta al condannato” e scatenò i
suoi segugi a caccia dei “mandanti ed esecutori”
del “colpo di Stato”. Zurlo sfotteva Merkel e Sarkozy che “ridevano sulle nostre disgrazie”: come
se ridessero per il bungabunga. La Stampa dava un
annuncio trionfale: “È finita la guerra dei
vent’anni”. Persino Repubblica titolava sulla “rivincita di Berlusconi”, relegando in poche righe
la chiave del verdetto: la modifica del reato, frutto
dell’oscena legge Severino. Sul Corriere il solito
giurista per caso Pigi Battista attaccava chi “ha
mischiato vicende giudiziarie e vicende politiche” e “fatto il tifo per una sentenza che liquidasse
l’avversario”, ignaro del fatto che la Severino
l’aveva votata il Pd assieme a B.
Segue a pagina 18
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facile tagliare le tasse con i soldi dei cittadini