Università degli Studi di Pavia
Corso di Laurea Specialistica Interfacoltà in
Editoria e Comunicazione Multimediale
JUVENTUS, DALLA Z ALL’ ARENA
La memoria del futuro
di Giacomo Aricò
Relatore
Marco Dotti
Correlatore
Mario Dossoni
Anno Accademico 2009/2010
JUVENTUS F.C.
Nasce nel novembre
1897 a Torino
La società calcistica più
tifata e titolata d’Italia
• 29 % di sostenitori (dati sondaggio Demos &
Pi, Settembre 2010)
• 27 Scudetti
Dalla Z all’Arena
• La tragedia dell’Heysel
• “Juventus Arena”
Si tratta di un percorso non solo della memoria,
ma anche e soprattutto della coscienza
• Il calcio: lo sport e i suoi valori
• Lo stadio: sicurezza e divertimento
La modernità che dimentica
Sigmund Freud ci insegna che l’individuo si può
difendere con la rimozione dei ricordi
disturbanti-destabilizzanti per la sua personalità,
quali traumi, fatti violenti, lutti.
Paul Connerton dimostra come, insita nella
postmodernità, predomini un “oblio sistemico, il
regno del presente perpetuo” con un costante
impoverimento della vita emozionale.
Nascono allora i luoghi della commemorazione, i
musei della memoria
Ricordi traumatici-esemplari: l’Heysel
29 MAGGIO 1985
Mercoledì 29 maggio
1985, giorno della
finale della Coppa dei
Campioni a Bruxelles
Nello stadio “Heysel”
si affrontano
Juventus e Liverpool
Un incubo
Ore 19, un’ora prima della partita, scoppiano
degli incidenti nella curva Z dello stadio: si crea
una calca contro un muro che crolla, muoiono 39
persone (di cui 32 italiani, e 36 tifosi della
Juventus) e ne rimangono ferite 600
Una tragedia, la morte del
calcio e dei valori dello
sport
Non si trattò di una
fatalità
Una vergogna
Una pessima gestione dell’evento che riguarda
diversi aspetti:
- La sede e lo stadio della partita
- Il comportamento degli hooligans inglesi
- La questione dei biglietti
- Il sistema di sicurezza belga
Il ‘circo’ Heysel
Uno impianto non solo
troppo piccolo per una
partita di tale importanza
(circa 50 mila posti)
Ma anche e soprattutto
in condizioni fatiscenti e
precarie, senza uscite di
sicurezza e corridoi di
soccorso
Animals
I supporters del Liverpool, ubriachi e drogati già
diverse ore prima della partita
Birre al seguito, lanciarazzi
invasero la curva Z
Violenza per affermarsi
Liverpool emarginata
I biglietti
Un misterioso giro di
biglietti, tragicamente
incontrollato, porta
moltissimi sostenitori
della Juventus (i più
innocui e tranquilli)
nel settore che era
inizialmente riservato
ai tifosi neutrali, il
settore Z, di fianco
agli hooligans inglesi
Il biglietto maledetto
I settori erano separati da una fragile rete da ‘pollaio’, gli
inglesi (5 mila) entrarono ubriachi e senza biglietto, alcuni non
furono nemmeno ‘staccati’
Disastro belga
Il servizio di sicurezza belga arrivò impreparato:
- 1300 gendarmi dichiarati nel piano sicurezza, ma
solo 400 effettivi all’Heysel
- 5 agenti accanto alla recinzione che divideva il
settore XY dallo Z
- Alle 19.08 la prima carica degli hooligans,
solamente alle 19.22 l’ora in cui la gendarmeria
chiede rinforzi e alle 19.29 il momento dell’arrivo
dei rinforzi
Carlo Nesti
“Con Internet, sarebbe stato possibile creare
un clima di maggiore "all'erta", perché già
molte ore prima della partita era prevedibile il
peggio”
Quando cade l’acrobata…
Per motivi di ordine
pubblico la partita si
giocò ugualmente con
quasi due ore di ritardo
rispetto il previsto
I giocatori intuirono
quello che successe ma
furono obbligati a
scendere in campo per
evitare un numero di
vittime ancor più
superiore
Bruno Pizzul
“È stata difficile da sopportare a
livello di coscienza di uomo,
perché è successo qualcosa di
assolutamente inaccettabile”
“Poi si cominciò quella partita, che
all’inizio sembrava giocata per onor di
firma. Alla fine assunse quasi la
parvenza di una partita vera, decisa
poi da un calcio di rigore che non
c’era”
Juventus-Liverpool 1-0
Il fuoriclasse della
Juventus, Michel
Platini realizza il rigore
della vittoria ed esulta
come se niente fosse
Ancora oggi si
discute su quella
esultanza, così
vera e surreale
…entrano i clown
“Sicuramente fu un’esultanza che mancò di
rispetto. Bisogna capire il momento e la situazione.
Io non penso che Platini la condivise e penso che
quando vede quelle foto forse se ne vergogna”
Guido Vaciago - Tuttosport
Ma ancor di più fece
discutere il giro dei giocatori
con la Coppa dei Campioni,
esibita anche all’aeroporto di
Caselle al rientro a Torino
Mario Sconcerti
“L’Heysel per la Juventus non rappresenta
un grandissimo momento.
A parte i morti, fu giocata una partita
finta. Nessuno dei presenti pensava che
alla fine qualcuno avrebbe alzato la
coppa e ci fossero state scene di
entusiasmo. I giocatori si giustificarono
dicendo che non sapevano niente. Quindi
l’imbarazzo è rimasto grande”
La coppa maledetta
Ancora oggi il dibattito è aperto
sul valore sportivo di quella
Coppa, secondo molti non
doveva essere assegnata o
almeno andava restituita anche
in nome dello ‘stile Juve’
Per la maggior parte dei tifosi
bianconeri, la Champions
League vinta nel 1996 a Roma
è la prima vera Coppa dei
Campioni vinta
Il processo
Otello Lorentini, padre di
Roberto una delle vittime,
riunisce i parenti dei caduti
nella “Associazione dei
parenti delle vittime” per
ottenere giustizia
Dopo diversi anni la lotta di Lorentini
fu premiata da una sentenza che ha
fatto giurisprudenza: nel 1991 la
Cassazione belga condanna la UEFA
come corresponsabile della strage
dell’Heysel
Il silenzio degli innocenti
Seguì poi un silenzio assordante, né la Juventus,
né le istituzioni commemorarono i tragici fatti di
Bruxelles
Le famiglie delle vittime si sentirono
ulteriormente abbandonate, dopo aver
intrapreso il Processo senza sostegno da parte
della società
Inciampare nel ricordo: 2000
Il 14 giugno 2000 in occasione dei
campionati europei di calcio in
Olanda e Belgio, l’Italia gioca a
Bruxelles nello stadio della tragedia,
ribattezzato “Re Baldovino”
Sotto l’ex curva Z, ribattezzata
“Nord”, troviamo una targa
gelida e quasi anonima che si
vorrebbe letteralmente
‘cestinare’
Inciampare nel ricordo
Solo 5 anni più tardi, nel ventesimo anniversario, verrà
apposta una targa con i nomi di tutte le vittime dell’ex
Heysel
Inciampare nel ricordo: 2005
Nel ventesimo anniversario, aprile
2005, il sorteggio di Champions
League mette di fronte Juventus e
Liverpool
Liverpool, città, società e tifosi,
organizzano un gesto per
ricordare Bruxelles e per
creare un clima di amicizia tra
le due squadre
La perversione del ricordo
Fin dalla stessa serata
girano i primi cori e le
prime scritte che
inneggiano ai tifosi reds e
insultano i morti
Una perversione del
ricordo ancora attuale,
figlia dell’oblio delle
istituzioni e del calcio, che
ha ricordato solo per
questioni di sorteggio
Sulla giusta via
A partire dal 2005 la Juventus comincia a celebrare il
ricordo con più partecipazione (prima il Presidente
Grande Stevens accoglie i parenti nella sede e poi il
suo successore Cobolli Gigli presenzia all’intitolazione
di una piazza ad Arezzo)
La forza di un libro
Dopo l’instant book di Nereo Ferlat “L’ultima curva”
(Corsi Editore, Torino) scritto nel 1985, non segue alcuna
pubblicazione per 18 anni
Nel 2003 rompe il silenzio
Francesco Caremani con “Le
verità sull’Heysel – Storia di
una strage annunciata” un
testo scritto a quattro mani con
Otello Lorentini
(Editore Libri di Sport, Bologna)
La forza di un libro
Nel 2006 è la volta di
Jean Philippe Leclaire
con “Heysel – La
tragedia che la
Juventus ha cercato di
dimenticare” (Piemme,
Casale Monferrato)
Il giornalista-autore ha organizzato
l’incontro tra l’hooligan pentito Terry
Wilson e Otello Lorentini
La forza di un libro
Nel 2008 Fabrizio Casa firma un romanzo
ispirato all’Heysel, “Batte forte il cuore”
(Editore Sinnos, Roma).
Ma è il 2010 che segna un’occasione
importante per pubblicare
Walter Veltroni scrive “Quando cade
l’acrobata, entrano i clown – Heysel,
l’ultima partita” (Einaudi, Torino).
Un monologo teatrale,per la prima
volta in scena l’8 luglio 2010 al
“Ravello Festival”
La forza di un libro
Lo stesso Veltroni scrive la prefazione a due
altre opere:
“Heysel – 29 maggio 1985,
Prove di memoria” di Emilio
Targia (Reality Book, Roma);
“Heysel – Le verità di una
strage annunciata” di
Francesco Caremani
(Bradipolibri, Torino)
Emilio Targia
“La memoria dell’Heysel mi sembrava si
stesse sfilacciando, diventando una
chiacchiera da bar. Avvertito questo
campanello d’allarme, visto che faccio il
giornalista e qualche volta lo scrittore, visto
che avevo un ‘biglietto giusto’ e che ho
portato a casa la pelle, facendo questo
lavoro mi sarei sentito un vigliacco a non
prendere carta e penna e a provare a
scrivere qualcosa, magari una goccia nel
mare, ma le gocce nel mare qualche volta
qualche piccola onda la causano”
Emilio Targia
“Parliamo di una vicenda che
anche a me che ero presente ha
richiesto 25 anni prima di
metabolizzarla, analizzarla. Per
poi sciogliere nell'inchiostro di
un libro quel nodo che avevo
dentro”
Francesco Caremani
“Dal 29 maggio 1985 sono
passati diciotto anni prima che si
tornasse a parlarne
pubblicamente, a ricordare
quella tragedia, grazie anche al
mio libro, e in tutto questo
tempo i familiari delle vittime
sono stati abbandonati a loro
stessi: alla loro memoria, ai loro
ricordi, alle loro difficoltà, alla
loro tragedia umana”
Francesco Caremani
“Ancora oggi l’Heysel non è una
memoria condivisa, me ne sono
reso conto andando in giro con il
mio libro, e questa è una
mancanza dolosa, perché in
troppi hanno cercato di
cancellare quella strage. Senza
memoria non c’è esempio, senza
questo non c’è cultura né
pensiero”
2010: far pace con il ricordo
Liverpool dà vita a
diverse iniziative di
commemorazione: una
targa viene scoperta all’
“Anfield Road”.
Il Belgio ricorda la
tragedia con una messa
e la Federazione Italiana
sceglie l’ex Heysel per
l’amichevole ItaliaMessico
2010: far pace con il ricordo
Il nuovo Presidente Andrea
Agnelli scrive una lettera a
Otello Lorentini facendo
sentire la vicinanza della
Juventus alla sua
Associazione
2010: far pace con il ricordo
A Torino, mentre i tifosi sfilano in città, nella sede della
Juventus viene celebrata una cerimonia in cui
presenziano dirigenti e giocatori (passato e presente)
della Juventus e del Liverpool, oltre che al Presidente
Uefa Michel Platini
Domenico Laudadio
Saladellamemoriaheysel.it
“I pensieri sull'Heysel, a
circa ventisei anni dalla
tragedia, dovrebbero
coagularsi in un sentimento
comune, all'interno di un
luogo fisico, una sala della
memoria nel nuovo stadio di
Torino, come accade nel mio
sito museo virtuale
multimediale. In questo
modo la memoria è la
madre dei pensieri attivi che
nutriranno la verità nella
testimonianza ai posteri”
Verso l’ Arena…
Il Presidente Agnelli annuncia che nel nuovo
stadio della Juventus ci sarà un luogo e un
monumento per ricordare le vittime di quella
tragica notte, “per non dimenticare”
Juventus Arena: ricostruire il futuro
Cultura v.s. Struttura
L’Inghilterra ha gradualmente risolto il problema
degli hooligans allo stadio diventando un
modello, con il rinnovamento degli impianti e
l’aumento dei sistemi di sicurezza e di controllo:
una nuova cultura
In Italia ci sono stati ancora morti e casi di
violenza (Spagnolo, Raciti). Gli stadi sono
consumati e inadeguati, la recente ‘Tessera del
Tifoso’ è un provvedimento che non convince del
tutto
Darwin Pastorin
“Lo stadio dovrebbe
ritornare ad essere
veramente un luogo di
allegria, di felicità
Il calcio deve cambiare non solo nelle strutture, nelle
forme architettoniche. Deve cambiare nelle forme mentali:
dobbiamo cercare di riportare tutto ad una normalità, ad
una forma di educazione e di racconto”
World Football Show
“Se prende piede, come
auspichiamo, una nuova cultura e
quindi anche una nuova gestione
degli stadi, siamo in una fase
davvero di trapasso”
Carlo Laudisa – Gazzetta dello Sport
“La Juve è su una buona
strada e sono sicuro che
cercheranno di seguirla
anche le altre società. È la
speranza del calcio”
Michele Uva - FIGC
Juventus Arena
È lo stadio di proprietà della Juventus, sorge sulle
fondamenta del vecchio stadio “Delle Alpi”
Il progetto è stato
approvato dal CdA nel
marzo 2008, con un
investimento
complessivo di circa 105
milioni di euro
Dalle Alpi all’ Arena
I lavori di demolizione
sono iniziati nel
novembre 2008 e si
sono conclusi nel
marzo 2009.
L’inizio della
costruzione è avvenuta
nel giugno 2009 e i
lavori termineranno
nel maggio 2011.
Inaugurazione prevista
per luglio 2011
L’Arena, sette giorni su sette
• 41.000 posti a sedere
• 4.000 posti auto
• 355.000 mq area totale
• 45.000 mq di superficie
interna (8 aree di ristorazione,
20 bar)
• 150.000 mq aree servizi
• 34.000 mq aree commerciali
• 30.000 aree verdi e piazze
Sicurezza e spettacolo
Concepito con i massimi
standard di sicurezza, controlli
all’ingresso e aree per mezzi
di servizio e soccorso
Gradinate e tribune a 7,5
metri dal campo a cui si
accede da 16 passerelle
Panchine in prima fila
all’interno della tribuna
In caso di emergenza
l’impianto si svuota in 4
minuti
Le stelle
Lo stadio è diviso in 50 settori, ognuno dedicato
ad un campione della storia della Juventus
I tifosi-stakeholder possono acquistare una
‘stellina’ su cui verrà inciso il loro nome
scegliendo un settore-giocatore
Italo Cucci
“La Juventus è sempre
il club più importante
e illuminato: la nascita
del “suo” stadio è un
grande esempio di
organizzazione della
passione. Gli altri
fanno soprattutto
chiacchiere”
Conclusioni
Dopo la tragedia dell’Heysel è seguito un
periodo di silenzio, quasi a voler
cancellare il ricordo di quella notte
maledetta
Nessuna commemorazione, se non per
obblighi di calendario o per questioni di
sorteggio
Dal silenzio nasce la perversione del
ricordo, una deriva sociale pericolosa
Conclusioni
Le pagine di un libro si fanno preziose,
l’Heysel deve essere una lezione per tutti,
per chi organizza e gestisce l’evento
sportivo e per chi vuole viverlo
La Juventus rende omaggio al ricordo
dell’Heysel con un monumento nel
nuovo impianto, portando una nuova
cultura sportiva e soprattutto insegnando
alle generazioni future quella notte che
non dovrà più accadere
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
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Aricò Giacomo - Cim - Università degli studi di Pavia