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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
EURO 2012 SIAMO IN FINALE
GERMANIA
ITALIA
1
2
(4-2-3-1)
Neuer; Boateng (dal 26’ s.t. Muller), Hummels, Badstuber, Lahm; Khedira,
Schweinsteiger; Kroos, Ozil, Podolski
(dal 1’ s.t. Reus); Gomez (dal 1’ s.t Klose).
PANCHINA Wiese, Zieler, Schmelzer,
Howedes, Mertesacker, Gundogan,
Schurrle, Bender, Gotze.
ALLENATORE Löw.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Hummels per gioco scorretto.
I 2 gol di Balotelli
Prima Mario raccoglie il cross di
Cassano e segna di testa, poi con
una bordata fulmina Neuer AFP
(4-3-1-2)
Buffon; Balzaretti, Barzagli, Bonucci,
Chiellini; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo (dal 18’ s.t. Thiago Motta); Cassano
(dal 12’ s.t. Diamanti), Balotelli (dal 25’ s.t.
Di Natale). PANCHINA Sirigu, De Sanctis,
Abate, Ogbonna, Nocerino, Giaccherini,
Borini, Giovinco.
ALLENATORE Prandelli.
ESPULSI nessuno
AMMONITI Bonucci, De Rossi e Thiago
Motta per g.s.; Balotelli per c.n.r.
GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 0-2
MARCATORI Balotelli (I) al 20‘ e al 36’p.t.; Ozil (G) su rigore al 47’ s.t.
ARBITRO Lannoy (Fra)
NOTE Spettatori 55.540. Tiri in porta: 8-6. Tiri fuori 7-5. In fuorigioco 1-3.
Angoli 10-1. Recuperi: 1‘ p.t.; 4’ s.t.
POSSESSO PALLA
GERMANIA 56%
FALLI COMMESSI
ITALIA 44%
TIRI IN PORTA
IIIIIIII
GERMANIA 8
GERMANIA 12
ITALIA 18
TIRI FUORI
IIIIII IIIIIII
ITALIA 6
MOMENTI CHIAVE
PRIMO TEMPO
6‘ Angolo, Hummels calcia, Pirlo salva sulla linea.
13’ Gran tiro di Kroos, Buffon di pugno.
c GOL! 20‘ Gran lavoro di Cassano a sinistra,
cross, Balotelli incorna in rete.
34’ Cassano per Montolivo che spreca
c GOL! 36’ Lancio di Montolivo, Balotelli
supera Lahm e spara all’incrocio
GERMANIA 7
IIIII
ITALIA 5
SECONDO TEMPO
17‘ Punizione di Reus, miracolo di Buffon in
angolo.
22’ Azione splendida conclusa fuori da Marchisio.
30’ Ancora Marchisio a lato da ottima posizione.
37’ Di Natale, tutto solo, sbaglia.
c GOL! 47’ Rigore di Ozil per doppio mani: prima
Barzagli e poi Balzaretti.
STRAORDI
DAL NOSTRO INVIATO
LUIGI GARLANDO
VARSAVIA (Polonia)
Lui, quello delle freccette
e di Scampia, quello che tanto
non maturerà mai, quello che
ha solo un neurone, quello che
aveva ragione Mourinho, quello che ha il culo nella Nutella,
quello che è meglio Di Natale.
Lui, Mario Balotelli, si è caricato sulle spalle l’Italia e, con due
gol, l’ha trasportata in finale,
dove domenica, a Kiev, ci attende la Spagna campione del
mondo. Siamo sempre i soliti
italiani che fanno piangere la
Germania.
Per la cronaca erano più forti
loro, ma noi siamo la storia.
Una partita meravigliosa, dominata, non chiusa che, nel finale, dopo il rigore del 2-1 di
Ozil ci ha spinto il cuore in gola.
Balotelli show, i tedeschi k.o.
L’Italia in finale con la Spagna
La Germania prima spaventa, poi non regge al dominio azzurro. Mario, 2 gol
da favola, grande prestazione collettiva. Domenica sfidiamo i campioni in carica
Che film Per l’incornata e lo scal-
dabagno scagliato all’incrocio di
Neuer, Balotelli, che finalmente
ha acceso la miccia delle sue immense potenzialità, merita la copertina, ma mai come in questo
caso è stata una vittoria di squadra. Bravi tutti. Decisivo Buffon,
eroico De Rossi nella sofferenza,
il miglior Cassano a memoria
d’uomo. Pirlo, immenso. Magari
ha ragione Platini e la strada per
il Pallone d’Oro è lunga. Ma se
trova un tipo sulla terra che gioca meglio del Pirlo di Varsavia ce
lo faccia sapere. Lo stesso Balotelli è stato grande, non tanto
per i gol, ma perché finalmente
ha giocato come una parte sincronizzata con la squadra: ha di-
feso mille palloni, ha rincorso,
ha conquistato i compagni in
una notte sola. Attaccavamo
l’area con 5 uomini anche in vantaggio di due gol. Lo stadio applaudiva le nostre giocate eleganti. Un film mai visto. Tanta
bellezza ha incantato noi che
guardavamo, ma prima ancora i
giocatori tedeschi seduti in pri-
ma fila, sorpresi dal nostro calcio nuovo. Però nella ripresa abbiamo anche saputo difenderci
come abbiamo imparato da secoli. Questo il grande merito di
Prandelli: aver completato la tradizione con nuove conoscenze e
nuovo coraggio. Il c.t. è tentato
dai club? Chiudetelo a Coverciano e liberatelo tra due anni.
Marea azzurra Löw ci pianta in
area il pennellone Gomez invece di Klose e mulina alle sue
spalle i creativi Kroos (non Muller), Ozil e Podolski per toglierci i punti di riferimento. Nel primo quarto d’ora i tedeschi creano tre pericoli su azioni torbide:
una ciabattata da angolo salvata sulla linea, un semi-autogol
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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la Moviola
di FRANCESCO CENITI
Prima Barzagli
poi Balzaretti:
doppio mani
Balzaretti con il braccio REUTERS
MARIO!!!
ciano a rimpicciolirsi. Ci temono.
LA FINALE A KIEV ALLE 20.45
Portogallo 2
FINALE
Germania 1
Domenica
20.45
Spagna
Italia
Spagna
4 *
KIEV
Olimpico
Italia
2
*d.c.r.
GDS
di Barzagli... Si vede ad occhio
che De Rossi sta stringendo i
denti, Abate non ce l’ha fatta invece a recuperare e ha lasciato
la fascia a Balzaretti, che di solito abita a sinistra, dove ora si
piazza il rientrante Chiellini. Si
sa che siamo stanchi, con due
giorni di riposo in meno nelle
gambe, incerottati. E questi pe-
ricoli iniziali ci mettono un po’
di angoscia. Ma è una sensazione che si squaglia con il passare
dei minuti. Avete visto chi ha respinto sulla linea quella prima
occasione tedesca? Andrea Pirlo da Brescia. Quello del cucchiaio sterminatore. I tedeschi
lo riconoscono (Oh, mein Gott,
fa pure il difensore...) e comin-
Patto Attendevamo un pressing
superbo tra le nostre tende e invece la Germania ci aspetta rispettosa. Si avvicinano a Pirlo
intimiditi come bambini a caccia di autografi. Pirlo prende in
mano la partita e non la mollerà
più fino alla fine: mai visto un
uomo fare tante cose utili in
una sola partita. I tiri in porta di
Montolivo (17’) e Cassano (19’)
sono le prime onde della marea
azzurra che sale. Fantantonio
che riesce sempre a farsi trovare negli spazi è una promessa di
felicità. Infatti al 20’ pianta
Hummels con un passo di tango
e scodella sulla fronte di Balotelli che scaraventa in rete l’1-0.
Capite perché Prandelli alla prima conferenza da c.t. parlò della Nazionale di Cassano e Balotelli e non ha mai cambiato idea
nonostante tutto? I due devono
esserselo detto prima di iniziare: «O stanotte o mai più». Il patto di Varsavia. Eccoli. In altri
tempi ci saremmo fermati a speculare, stavolta un Cassano a genio continuo spalanca la porta a
Montolivo che spreca (34’) e
due minuti dopo, su pennellata
di Montolivo da Caravaggio,
Mario spara quello scaldabagno all’incrocio di Neuer, prima
di denudarsi come un bronzo di
Riace per mostrare fiero al mondo i suoi muscoli e la sua classe.
Ma felice.
Tic tac Nella ripresa il frastorna-
to Löw ci prova con Reus e Klose al posto dei fantasmi di Podolski e Gomez. Temiamo l’assalto
iniziale e la fatica montante. Le
accelerate di Reus ci inquietano
un po’. Prandelli soccorre la
squadra con Diamanti (Cassano), Thiago Motta (Montolivo)
e Di Natale che rileva un Balotelli appiedato dai crampi, che sono la medaglia di chi fatica tanto. Reggiamo all’assalto col cuore di bucanieri come Chiellini e
Bonucci e con una perfetta organizzazione di squadra, poi riparte la marea. Non siamo più quelli che resistono e basta. I tre gol
che si mangiano Marchisio (2)
e Di Natale consentono la sofferenza epica d’altri tempi negli
ultimi secondi dopo il rigore di
Ozil (47’). Non scherziamo, la
terza finale europea, che abbiamo vinto nel ’68 e perso nel
2000, ce la siamo meritata fino
all’ultima briciola. E ora sotto la
Spagna che abbiamo già guardato negli occhi alla prima partita senza abbassarli. Ora abbiamo un Balotelli in più. Sentiamo già il tic tac iberico, ma potrebbe anche essere il rumore
dei denti.
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Se le cava Lannoy anche
se spaventa gli italiani con un
rigore fiscale (chiamato dal
giudice di porta) nel finale. Ma
comunque Collina può essere
soddisfatto: le due semifinali
hanno mostrato direzioni
all’altezza. Questi i principali
episodi della gara: all’8’
Podolski entra deciso e in
modo duro su De Rossi a
centrocampo. Lannoy fischia
solo la punizione, ci poteva
stare anche il giallo. L’arbitro
decide di tenere un profilo
basso sui cartellini: anche
Montolivo la fa franca dopo
una serie di falli, comunque
non gravi. Al 36’ molto bravo
l’assistente Annonier sul
raddoppio azzurro: il lancio
perfetto è di Montolivo che
coglie l’attimo giusto, Lahm
sale in ritardo tenendo in
posizione regolare Balotelli. Poi
SuperMario scarica un destro
terrificante ed esulta
mostrando a tutti il fisico
statuario. Inevitabile a quel
punto il giallo per essersi
levato la maglietta. Per il resto
solo qualche sbavatura della
cinquina. Nella ripresa arriva la
seconda ammonizione: la
prende Bonucci che affossa
Kroos a 25 metri dalla porta di
Buffon che poi respinge alla
grande la punizione di
Schweinsteiger. Al minuto 83
annullato un gol a Balzaretti:
c’è il fuorigioco sull’assist di
Diamanti. Subito dopo
ammonito giustamente De
Rossi per un fallo a
centrocampo su Ozil. Altro
giallo corretto per un’entrata
dura di Thiago Motta. In pieno
recupero il rigore, chiamato da
Buquet: prima Barzagli devia
con un braccio, poi anche
Balzaretti tocca il pallone dopo
averlo colpito con la coscia.
Certo, molto fiscale ma a
questi livelli ci sta che sia
chiamato. L’ultimo giallo è per
Hummels: proteste inutili. Poi
la festa azzurra dopo 30’’ di
ulteriore sofferenza.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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EURO 2012 SIAMO IN FINALE
le Pagelle
di SEBASTIANO VERNAZZA
GERMANIA HUMMELS UMILIATO, REUS CI METTE IN DIFFICOLTÀ
5
l’allenatore Löw
6,5
h
il migliore Reus
Forse non si aspettava di subire così il possesso
degli azzurri. E però non era un’ipotesi remota,
bastava studiare Italia Inghilterra.
L’avrà fatto? Per quello che si è visto ieri,
la risposta è no. Germania a lungo passiva
e sullo 0 2 al massimo arrembante.
Col senno di poi, meritava di essere titolare.
Sua la scossa di inizio ripresa, quando
sembrava che la Germania potesse farcela
a rientrare in partita. Il più dinamico e pungente
degli attaccanti. Tira la punizione che costringe
Buffon a superarsi.
5
Ammaliata dall’Italia e non
è la prima volta che
succede. Però stavolta
è diverso: la Germania ha
strameritato di perdere.
6
5
5
5
5
5
5,5
5
5,5
4,5
4
Neuer
J. Boateng
Hummels
Badstuber
Lahm
Schweinsteiger
Khedira
Kroos
Özil
Podolski
Gomez
Klose
Che cosa può
fare un portiere
se per
due volte
il centravanti
gli si presenta
davanti?
Questo per dire
che non ha
responsabilità
specifiche sui
due Balo gol.
Showman
verso la fine,
quando si
improvvisa
semi attaccan
te e va di testa
in tuffo a
centrocampo.
Così grande e
grosso sembra
fatto apposta
per essere
turlupinato
da Cassano.
Finisce proprio
così. Il primo
Balo gol nasce
perché lui e
Hummels
vanno a vuoto
su FantAntonio.
Meglio quando
spinge, ma non
resta granché,
giusto il cross
basso del quasi
autogol.
(Müller 5,5)
Descritto
come uno dei
difensori
migliori
dell’Europeo,
viene scherzato
da Cassano
nell’azione
dell’1 0.
Ha il fisico per
reggere il
Balo impact
e toglie qualche
pallone dai
piedi di
SuperMario,
ma nelle
occasioni
che contano
non c’è.
Fuori tempo e
fuori posizione
sul cross di
Cassano che
permette a
Balotelli di
segnare l’1 0.
La fisicità di
SuperMario
e i balletti di
Cassano lo
scaraventano
nella galleria
degli orrori.
Si aspettava
due italiani
pazzarielli,
sbatte il muso
su due
fenomeni.
Prima
dell’inizio ci
preoccupavamo
per le incursioni
di Lahm.
Chissà quando
Balzaretti se lo
troverà davanti
lanciato come
un treno
in corsa...
Mai successo.
In più ha
l’aggravante del
2 0. E’ lui farsi
la pennichella
e a tenere
in gioco Balo
sul lancio del
«Monto».
Al cospetto di
Pirlo, sembra
un nanetto.
Non si ricorda
un’occasione
in cui
Schweinsteiger
renda onore
alla sua fama.
Sembra
incantato,
finisce preda
della
ragnatela dei
passaggi
azzurri e ci
resta
attaccato.
E’ il tedesco
forse meno
sorpreso da
quest’Italia
tutta possesso
e niente difesa.
Gliel’avrà detto
Mou, suo
allenatore al
Real, che gli
azzurri sono
cambiati.
Khedira prova
a combinare
qualcosina. Per
esempio il tiro
che costringe
Buffon a
decollare come
un caccia.
Ce lo
aspettavamo a
destra e così
parte, ma è
questione di
pochi minuti,
perché in un
amen ce lo
ritroviamo al
centro e poi a
sinistra.
La cosa crea
un po’ di
casino, Kroos
va a pestare
diversi piedi
amici. Ci prova
da fuori, ma
sbatte su
Buffon.
Tanti italiani
si chiedevano
come avremmo
fermato Ozil.
Gabbie?
Sbarramenti
centrali? No,
possesso palla.
Se il pallone ce
l’ha l’Italia, non
ce l’ha Ozil.
Elementare,
ragazzi.
Qualche spunto
dei suoi e in
coda il rigore
della vana
speranza. Ozil
in minore.
Attira su di sé
le simpatie di
buona parte del
pubblico di
casa, perché è
polacco per
origini. Pencola
sulla sinistra,
senza
costrutto.
Balzaretti gli
mette il
guinzaglio
e lo porta a
fare dei lunghi
giri lontano
da Buffon.
Sostituito per
manifesta
inferiorità.
Un palo della
luce. Pensare
che l’avevano
dipinto come il
SuperMario
tedesco.
Attanagliato
dalla morsa
Bonucci Barza
gli. Un po’ non
becca palla di
suo. Un po’ non
gli arrivano
rifornimenti, e
quei pochi non
sono di grande
qualità.
Mini Mario
Gomez, per dirla
con una battuta.
Presunto
titolare per
tanti, comincia
dalla panchina.
Low lo fa
entrare dal
primo minuto
della ripresa,
nella speranza
che veda di più
e meglio la
porta rispetto a
Gomez. E’ più
vivo del collega
e qualche
apprensione la
crea, ma
neppure lui
buca
SuperGigi.
5,5
ITALIA PIRLO SEMBRA MOZART, CASSANO DANZA, DE ROSSI E’ UNA DIGA
9
l’allenatore Prandelli
8,5
h
il migliore Balotelli
Come Galileo Galilei. Sembrava un visionario,
aveva la fissa di cambiare mentalità alla Nazionale
e lo guardavamo di traverso.
Due anni dopo bisogna ammettere che aveva
ragione lui: adesso l’Italia non gira più attorno alla
palla, ma la fa girare che è un piacere.
Si è svegliato il cannoniere che è in Mario.
Fine del «letargol». Che reti, gente. Passi per
la prima, di testa. Bella, ma normale.
Straordinaria la seconda: fuga verso Neuer e tiro
pazzesco, equiparabile ad arma impropria.
Uno sballo. Anzi, uno «sBalo». (Di Natale 6)
9
Contro l’Italia non c’è trippa
per i crucchi. Niente
«catenaccien», per giunta.
Tedeschi a lezione
dagli azzurri.
7,5
7,5
7
7,5
7
7
8,5
7,5
7
7,5
6
6
Buffon
Balzaretti
Barzagli
Bonucci
Chiellini
Marchisio
Pirlo
De Rossi
Montolivo
Cassano
Diamanti
Thiago Motta
Non comincia
benissimo.
Su un pallone
basso da
destra va
vicino al
pateracchio in
combutta con
Barzagli.
Poi indossa
il costume da
SuperGigi e
vola al cinema,
nel senso che
sul tiro di
Khedira e sulla
punizione di
Reus volteggia
in aria.
A destra contro
ogni logica,
perché da
quella parte è
solito soffrire.
Eppure se la
cava alla
grande. Nel
primo tempo
annulla Podolski
ed è sua una
decisiva
chiusura su
cross di
Boateng.
L’intervento
capolavoro lo
compie verso la
fine su Reus. Il
mani è un’inezia.
Nove volte su
dieci, su una
carambola
come quella tra
lui e Buffon in
principio di
partita, la palla
finisce dentro
per il più
classico degli
autogol.
«Barzaglione»
però ha il
fattore C dalla
sua. Col
passare dei
minuti dimostra
che la fortuna
non è meritata,
ma di più.
I cali di
tensione, le
giocate sopra
le righe,
una certa
presunzione di
fondo. Tutto
finito. Grande
Bonucci contro
l’Inghilterra e
grande Bonucci
ieri. Il suo
momento top
all’11’ della
ripresa quando
va in tackle su
Klose dentro
l’area e
«smina» un
probabile gol.
Destra, sinistra,
centro. E se
un giorno lo
provassimo
in porta?
«Chiellone»
dove lo piazzi
sta e combatte
metro su
metro. Il più
tedesco degli
italiani, quello
che ci mette più
spirito
guerresco.
Ogni pallone
una battaglia.
Più i tedeschi
arrembano più
si esalta.
Diamanti lo
smarca davanti
a Neuer e lui
non trova la
porta. Poi fa
l’egoista, non
passa la palla
a Di Natale
e butta via
un’altra
occasione. Però
l’Italia tritura
la celebrata
mediana
tedesca anche
perché
Marchisio è
continuo nelle
sue corse e
rincorse.
Toccato dalla
grazia, pare
Mozart che
compone il
Requiem (una
prece per i
tedeschi).
Gioca con
naturalezza,
manca solo che
moltiplichi pani,
pesci e palloni.
Riduce
Schweinsteiger
ad apprendista
regista.
Peccato che
abbia 33 anni.
E se lo
clonassimo?
Non sta bene,
lo si capisce
da taluni
movimenti, e
però non si tira
indietro. Soffre
e si offre ai
compagni.
Fondamentale
per il gioco di
sponde con
Pirlo e per le
innumerevoli
chiusure.
Libero aggiunto
davanti alla
difesa. De
Rossi idraulico:
chiude ogni
perdita.
Cassano lo
smarca davanti
a Neuer e si
emoziona,
forse perché la
mamma è
tedesca e lui
parla la lingua.
Sono cose
ataviche,
ancestrali. Chi
lo sa. Non si fa
scrupolo però
di attivare Balo
per il 2 0 con
un lancio
«pirlesco».
Continuo poi
nel suo moto
ondoso.
Suo il copyright
del primo gol.
Accerchiato
da Boateng
e Hummels,
danza attorno
ai due e
confeziona
l’assist per
Balo. Fa un
regalo
a Montolivo,
che però
si emoziona.
Incarna
l’immagine che i
tedeschi hanno
di noi italiani:
inaffidabili,
ma geniali.
La palla in
profondità che
Marchisio non
capitalizza è
la sua cosa
migliore. Ha più
di un’occasione
per abbattere
la Germania,
ma non quaglia.
A volte scivola,
in altre
situazioni
pensa troppo
o non pensa
per niente.
Comunque utile
per frenesia
e dinamismo.
Al posto di
Montolivo,
fa valere la sua
esperienza.
Un fallo tattico
gli costa
l’ammonizione,
ma è un
cartellino che
assomiglia
a una
benemerenza:
giusto
comportarsi
così, in una
euro semifinale
spezzare
l’azione
avversaria non
ha prezzo.
GLI ARBITRI:
LANNOY 6,5 Attento fino al 92’, si fida del giudice di porta e dà un rigore fiscale (mano di Barzagli prima e Balzaretti dopo) alla Germania. Cano 6,5-Annonier 7. Fautrel 6-Buquet 5,5
6
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
#
EURO 2012 SIAMO IN FINALE
ilPersonaggio
MARIO BALOTELLI
CHE SERATA MUSCOLI E GOL
1
E la statua ora si scioglie
«Due gol per mia madre»
«Che bello il saluto con lei, e in finale ci sarà pure papà: ne farò 4
Qualcuno si arrabbia perché ho tolto la maglia? Gelosi per il fisico...»
2
DAL NOSTRO INVIATO
MASSIMO CECCHINI
VARSAVIA
L’ultimo pensiero che ci
accarezza in una notte così è la
sensazione di essere entrati a
far parte di un futuro che ci sopravviverà. Possiamo dirlo: ora
l’Italia di Prandelli è diventata
pietra di paragone, materia per
un’anedottica che lasceremo in
eredità agli innamorati del calcio. Siamo convinti che ci saranno almeno tre generazioni che,
ricordando questo Italia-Germania, si chiederanno l’un l’altro:
«Ma tu dov’eri quando vincemmo a Varsavia con la doppietta
di Balotelli?». Bellissimo. Dopo
Messico 1970, Spagna 1982 e
Germania 2006, ora cresceranno bambini che potranno dire
«io c’ero», sia pure davanti a
uno schermo tv. E avranno la
fortuna di assaporare il ricordo
di aver visto Mario segnare ed
esultare come un ragazzo qualsiasi, segnare ancora e giocare a
fare il supereroe, mostrando i
muscoli in stile Hulk, come avevano fatto prima di lui Adriano
e Ibrahimovic.
Il bacio alla mamma Ecco, la
chiave forse potrebbe essere in
questo bivio che la memoria gli
ha riproposto. La fenomenologia di Balotelli racconta come finora sia parso in bilico fra il rischio di dissipazione del talento
(Adriano) e la certezza della
presa d’atto (Ibra). A Varsavia,
perciò, forse è nato il nuovo SuperMario, la garanzia. Un grazie, perciò, va d’ufficio a quella
donna che in tribuna si sfarina
per l’emozione. È Silvia Balotelli, la madre, la persona che più
di ogni altro sa entrare in sintonia con le emozioni di quel figlio ruvido e fragile, a cui la vita
ha lasciato addosso cicatrici che
non riusciremo mai a contare, e
2
domande a...
di GABRIELLA MANCINI
Mario Balotelli, 21 anni, accarezza il piccolo Christopher Cassano (REUTERS), figlio di Antonio, 29. La gara è finita e gli azzurri festeggiano.
A destra in alto l’abbraccio di Mario alla madre, in tribuna, e riconoscibile con gli occhiali in quella (ANSA) prima della partita, sotto
IL SUO ALLENATORE AL CITY
Mancini lo consacra
«Ero sicuro dei 2 gol»
Gli azzurri esultano davanti alla tv, Roberto
Mancini è felice per il suo pupillo Mario Balotelli.
«Ero sicuro che Mario avrebbe fatto due gol —
racconta l’allenatore del Manchester City —, me lo
sentivo. Pensavo che sarebbe stata la sua serata
e che avrebbe fatto la differenza. Che cosa ho
pensato dopo il secondo gol? Che avrebbe potuto
farne un altro. Peccato che si sia tolto la maglia,
non doveva farsi ammonire. Sono proprio
contento per lui: è stato sempre concentrato, ha
tenuto palla e adesso è capocannoniere. Un
aggettivo? Straordinario». Mario non voleva
uscire... «Avrebbe potuto stare in campo ancora
sei, sette minuti, comunque bene così: è il
momento che può passare da bravo giocatore a
grande giocatore. E contro la Spagna mi aspetto
che trascini la squadra. E’ arrivato il momento
della sua consacrazione».
man
che adesso — sia pure a pari merito — è persino capocannoniere dell’Europeo. E allora, a fine
partita, c’è un universo di parole nel modo in cui il gigante nero abbraccia e bacia la mamma,
che a occhi chiusi si sporge sul
campo.
Attenta Spagna «Questa è stata
l’immagine più bella della mia
serata, la più emozionante della mia vita — dice infatti Mario
—. A mia madre ho detto: "Questi gol sono per te". Ha aspettato tanto. Alla sua età è venuta
fino a qui per me insieme alla
mia famiglia e io l’ho fatta contenta. In finale, poi, ci sarà anche mio padre Franco e così cercherò di farne 4 e non solo 2. Io
capocannoniere? Conta prima
divertirsi e poi segnare. I gol?
Sul primo Cassano è stato fantastico: solo lui è capace di fare
cose del genere. E ho anche esul-
tato, lo avevo promesso ai miei
compagni e l’ho fatto per loro.
Qualcuno si è arrabbiato perché ho tolto la maglia? Forse
perché ho mostrato il fisico e sono gelosi... Sul secondo, dopo
l’assist di Montolivo, ho tirato
forte, avevo tanta rabbia. Quando sono uscito avevo i crampi,
ho detto a Prandelli che potevo
fare altri 5’, ma va bene così.
Ora c’è la finale. Speriamo di
vincere. Dopo il successo in Premier sarebbe un anno fantastico. Contro la Spagna dobbiamo
solo stare tranquilli e giocare il
nostro calcio. In fondo finora
siamo stati gli unici a farle gol.
Tornare in Italia? Spero di farlo
domenica per festeggiare insieme a tutti gli italiani, ma per ora
resto a giocare in Inghilterra». E
allora continua a far gol in azzurro, Mario. Così proveremo a
soffrire meno di nostalgia. Ma
non siamo sicuri che basterà.
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3
1 Mario Balotelli, 21 anni, ha appena segnato la
sua seconda rete alla Germania: non resiste e
si sfila la maglia SYNC 2 L’attaccante azzurro
mostra i muscoli al pubblico dello stadio
«Nazionale» di Varsavia EPA 3 Puntuale arriva il
cartellino giallo dell’arbitro francese Lannoy EPA
«Buffon è sempre il migliore
Neuer non gli lega le scarpe»
«La Spagna qui per vincere?
Non abbiamo nulla di meno»
«Noi sempre superiori
Siamo il top dell’Europeo»
«E’ stata la serata di Balo,
ma non doveva spogliarsi»
«Che bravo Prandelli
Löw non ha capito niente»
RICKY ALBERTOSI
EX PORTIERE MESSICO ’70
ALESSANDRO ALTOBELLI
EX ATTACCANTE SPAGNA ’82
FRANCO BARESI
EX CAPITANO USA ’94
GIANNI RIVERA
EX CENTROCAMPISTA MESSICO ’70
PAOLO ROSSI
EX ATTACCANTE SPAGNA ’82
Abbiamo avuto più grinta,
carattere e un po’ di fortuna:
bravo Pirlo sulla linea all’inizio
e bravo Balotelli. Buffon? Per
me è il migliore portiere del
mondo, Neuer non gli lega
neanche le scarpe...
L’Italia è più organizzata
tecnicamente superiore in
tutti i reparti. Potevamo
vincere anche 3, 4 a zero. Mi
sono piaciuti Pirlo e Balotelli,
e sono contento che li
conoscano in tutto il mondo
Bravissimi nel primo tempo,
superiori sempre. Grande
Balotelli, che si è sbloccato.
Ho apprezzato lo spirito di
squadra, la sicurezza e la
padronanza. Siamo la
Nazionale migliore all’Europeo
Tutto. Abbiamo dominato la
partita, la Germania non ha
avuto fantasia per le
soluzioni d’attacco, E’ stata la
serata di Balotelli, ma poteva
evitare di togliersi la maglia,
un gesto... da cinema
Una vittoria meritata, una
bella partita. Nel primo tempo
loro sono andati in
confusione, Löw non ci ha
capito niente. Bravo Prandelli,
che ha tenuto la squadra
corta, e bravo Balotelli
La Spagna non è la Germania,
che ormai non ci potrà più
vedere... La Spagna tiene
palla e ci farà correre
parecchio, ma all’inizio
abbiamo pareggiato e adesso
possiamo batterla
Se la Spagna è venuta qui
per vincere, noi non abbiamo
niente di meno, ce la
giochiamo ad armi pari. E
attenzione a Balotelli: dicono
che è uno che crea problemi,
ma alle squadre avversarie
I tedeschi più fisici, gli
spagnoli più fantasiosi, ma
davanti siamo meglio noi.
Balotelli può fare la differenza,
anche Buffon. Piano piano
abbiamo acquisito fiducia,
siamo una vera squadra
I favoriti sono sempre gli
spagnoli, dobbiamo
ricordarcelo, perché arrivano
da successi importanti. Ma
noi stiamo crescendo e
siamo migliorati sul piano
comportamentale
Ho sempre più fiducia, ora è
un’altra Italia. La Spagna è un
po’ calata e noi, ora che siamo
migliorati in attacco, possiamo
vincere. Avevamo bisogno
anche di questa immagine,
gestita bene da Prandelli
«Con la Spagna
ce la giochiamo»
Un’Italia fantastica, che
domina e ci fa emozionare, e
fa piangere ancora una volta
la Germania. Un primo
tempo perfetto, una partita
da incorniciare fino agli
immancabili minuti di
sofferenza finale. Questa
volta anche l’attacco ha
funzionato a meraviglia e
Mario Balotelli ha
dimostrato tutte le sue
qualità. Ai nostri opinionisti
abbiamo chiesto.
1) Che cosa abbiamo avuto
in più della Germania?
2) Che cosa si aspetta nella
finale contro la Spagna?
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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8
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
EURO 2012 SIAMO IN FINALE
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STRISCIA
IN CORSO
3-09-2010
Italia 2
Estonia 1
7-09-2010
Italia 5
Far Oer 0
8-10-2010
Italia 0
Irlanda Nord 0
12-10-2010
Italia 3
Serbia 0
(tavolino)
25-03-2011
Italia 1
Slovenia 0
3-06-2011
Italia 3
Estonia 0
2-09-2011
Italia 1
Far Oer 0
6-09-2011
Italia 1
Slovenia 0
7-10-2011
Italia 1
Serbia 1
11-10-2011
Italia 3
Irlanda Nord 0
10-06-2012
Italia 1
Spagna 1
14-06-2012
Italia 1
Croazia 1
18-06-2012
Italia 2
Irlanda 0
24-06-2012
Italia 0
Inghilterra 0
(4-2 ai rigori)
28-06-2012
Germania 1
Italia 2
PRANDELLI VUOLE TU
«Siamo straordinari
Sogniamo in grande,
questo è solo l’inizio»
Il c.t. azzurro: «Abbiamo dato un esempio di compattezza
Pirlo straordinario e Cassano ha giocato la miglior partita»
DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA ELEFANTE
VARSAVIA (Polonia)
E quando finalmente Cesare Prandelli ha potuto stringere i pugni, aprire il sorriso,
respirare profondo e provare a
rasserenare lo sguardo, facendo scivolare via le lacrime che
provavano a salire, allora è rimasta solo una piccola ombra,
dietro gli occhi di chi non si era
fermato neppure alla curva numero 15 di un cammino via via
più impervio: «Una specie di
corsa a ostacoli — aveva detto
lievemente amaro il c.t. ieri
mattina, ai microfoni di Rai
Sport —- però abbiamo saputo
isolarci». Ma c’era stato qualcosa in più, a rendergli appena incerta la voce: «A Europeo finito valuteremo», aveva detto soprattutto. Un’ombra a forma
di nuvola, perché cosa ci sia da
valutare si sa, a prescindere da
«un contratto di quattro anni e
un bellissimo rapporto con tutti»: è la sua «voglia di campo»,
dunque di un club, dunque il
rischio di un addio prematuro,
ben prima della destinazione
finale datata 2014.
laVignetta
di STEFANO FROSINI
c.t. fa inorgoglire la voce, quella che gli è rimasta: «Questo è
un esempio di compattezza e
attaccamento alla maglia:
quando si parla di Italia bisogna stare molto attenti».
La rabbia di Buffon E la Germa-
E’ solo l’inizio Prandelli ha riba-
dito tutto per un attimo anche
dopo la partita: «L’amore per
questa maglia, ma anche la voglia di quotidiano». Poi ha detto basta, «mi sembra di aver
spiegato tutto bene», perché
non era notte da ombre ma da
sogni, come aveva detto il giorno prima: «Poi apri gli occhi e
ti sembra di continuare a sognare: vedi gente felice, questa è la mia gioia più grande.
Però se si sogna, si sogna in
grande: quello di stasera è solo
l’inizio del sogno». E l’unico futuro che per Prandelli è adesso
dista meno di tre giorni, si chiama finale contro la Spagna e al
nia lo ha provato sulla sua pelle un’altra volta, «anche se in
questi giorni mi sono toccato
parecchio, perché non volevo
essere il primo a perdere con
loro. Abbiamo fatto le cose che
sapevamo avrebbero potuto
metterli in difficoltà. Non abbiamo allargato il gioco perché loro sono bravi sugli esterni e siamo passati per vie centrali, azzardando il palleggio
in mezzo, cercando sempre la
qualità del gioco: dunque Montolivo e l’uno contro uno con
Cassano, e poi la profondità di
Balotelli. Negli ultimi 10-15’
eravamo molto stanchi, anche
per colpa del terreno di gioco,
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
4
UTTO
I NUMERI
ma abbiamo sbagliato tre-quattro volte il 3-0 e per questo Buffon si è infuriato: sa che una
partita dominata va chiusa e ai
supplementari forse avremmo
perso 5-2. Ma c’erano giocatori che non ne avevano più: è
stata comunque una partita
straordinaria».
Che Cassano Straordinario co-
Cesare Prandelli, 54
anni, canta l’inno dalla
panchina ACTION IMAGES
Il retroscena
me Balotelli: «Partita svolta?
Ma la carriera di Mario è appena cominciata... Nel calcio serve un’idea di gioco e lui è stato
dentro questa idea, dentro la
partita, concentrato: ha dato
profondità, riferimenti quando dovevamo uscire e bravo a
farsi trovare pronto e resistente. L’ho tolto perché si toccava
il flessore e la finale è vicina:
per fortuna erano solo crampi». Straordinario come «la partita incredibile di Pirlo». Come
Cassano: «La sua gara migliore
per intensità, tempi di gioco.
Ha corso, lottato, e anche se ha
nelle gambe solo 50’, sono 50’
di grandissima qualità». Straordinaria come la Spagna che
ci aspetta: «Anche loro hanno
speso molto, ma sono i favoriti: hanno esperienza, alle spalle il lavoro di anni e qui hanno
sempre dominato. Ma adesso
mi voglio godere ancora questa serata». Perché alla fine
Prandelli lo dice: «E’ stata la
più bella della mia gestione anzitutto per l’importanza del risultato, ma è vero che per tre
quarti di gara abbiamo giocato
un grande calcio. Questa vittoria la dedico a chi ci ha voluto
bene e ci è stato vicino: loro
sanno a chi mi riferisco».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
13 Il c.t. e il nodo-rinnovo
le vittorie
dell’Italia sotto
la guida di
Prandelli, che
ieri era alla
panchina no 25.
13
le vittorie
degli azzurri
nelle fasi finali
degli Europei
nei quali hanno
giocato 32
partite, i pari
sono 15, k.o. 4.
2
le doppiette
nell’era
Prandelli, prima
di Balotelli c’era
riuscito
Cassano contro
l’Irlanda del
Nord, 3-0 l’11
ottobre scorso.
2
i rigori
contro l’Italia
con l’attuale
c.t., l’altro a
inizio stagione
(10 agosto ’11)
realizzato da
Xabi Alonso nel
2-1 contro la
Spagna in
amichevole.
Cesare mette il freno
Abete: «Ci è caro, resta»
DAL NOSTRO INVIATO
MASSIMO CECCHINI
VARSAVIA (Polonia)
In una notte da leggenda, solo uno spettro galleggia
sopra una Nazionale che ha
scoperto il fascino di una nuova frontiera. Parliamo del destino di Cesare Prandelli, che
ieri è tornato in bilico quando
il c.t., nel pre-partita, ha ribadito un concetto che si sperava
accantonato: «Ho un contratto che mi lega alla Nazionale
fino al 2014 e con tutti ho un
rapporto molto bello. Ho sempre detto però che il campo mi
manca, lasciamo finire l’Europeo e valuteremo».
TORNEO PREMONDIALE 2013
ni». E Gianni Petrucci gli ha fatto eco: «Spero che resti, Cesare è il simbolo di questa Nazionale, il valore aggiunto». Tutto vero, ma il colloquio
post-Europeo ci sarà senz’altro, con esito non ancora scontato. Che in un futuro non lontano Prandelli voglia tornare
ad allenare un club non è un
mistero, ma non è detto che si
arrivi ora ad una rottura, per
la Figc traumatica e col retrogusto di sconfitta.
Il presidente
del Coni, Gianni
Petrucci, e
quello della
Figc, Giancarlo
Abete,
esultano
in tribuna
SPORT IMAGE
Sette squadre su
otto già qualificate
Il tecnico italiano
sarà presente
con il Giappone
sono già qualificate: Brasile,
Spagna più Italia (Europa),
Uruguay (Sudamerica), Messico (Nordamerica), il Giappone
di Zaccheroni (Asia) e Tahiti
(Oceania). Mancano i campioni d’Africa: torneo a gennaio-febbraio 2013 in Sudafrica.
Le 8 vincenti saranno divise in
due gruppi da 4: le prime 2 alle
semifinali incrociate. Sorteggio
il 24 novembre a San Paolo:
Brasile unica testa di serie, divieto di avere due squadre della stessa confederazione nello
stesso gruppo. Quindi l’Italia
eviterà la Spagna e troverà una
tra Brasile e Uruguay.
DAL NOSTRO INVIATO
FABIO LICARI
KIEV (Ucraina)
Mentre gli azzurri preparano le valigie per Kiev — domenica c’è la finalissima — sarà bene cominciare a informarsi sul Brasile: perché tra un anno esatto, 15-30 giugno, parteciperanno anche alla Confederations Cup. Sperando vada meglio di quella sudafricana. Nata
nel 1997, la Confederations è
diventata dal 2005 il torneo-prova del Mondiale: viene
di una rottura, però, si pensa
anche a uno scenario di successione. Se il nome più importante è quello di Capello, in Figc
però si ritiene pure che ci sia
maggiore continuità con un
tecnico giovane, ed il primo
candidato sembra Ciro Ferrara, c.t. dell’Under 21, che accanto ad un inevitabile gap
d’esperienza, avrebbe il vantaggio della estrema conoscenza di quel blocco Juve che rappresenta il nucleo della Nazionale. Questa scelta porterebbe
ad un effetto domino anche
sulla panchina lasciata libera,
che in quel caso può andare a
Peruzzi (o Di Biagio). C’è infine una terza possibilità, meno
calda, quella che conduce a Zola, ex di Chelsea e Under assai
stimato. Insomma, se si arrivasse a un divorzio, la prima
richiesta che risuonerebbe in
Via Allegri sarebbe continuità
nel gioco. Per questo tutti tifano perché Prandelli rimanga.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ti), al Mondiale 2006 arrivò a
18 milioni (campione).
Anche Zac Sette nazionali su 8
Confederations
tra dodici mesi
In Brasile con noi
pure Zaccheroni
Più garanzie In vista del Mondiale il c.t. vuole lavorare in
modo diverso, più organico,
senza contrapposizioni frontali tra Lega di Serie A e Club Italia. La parola magica — a partire dagli stage (ovviamente
concordati) — dovrebbe essere solo una: collaborazione. E
in questo la Figc ha il dovere di
far sentire la propria voce, così
come lo stesso Prandelli ha il
compito di mantenere rapporti con tutte le società. Inutile
dire che le (tante) cose belle
mostrate dall’Italia abbiano
rafforzato la posizione del c.t.,
che così può alzare la posta
per ottenere più considerazione nel momento in cui dovrà
inserire molti volti nuovi. La
prossima, infatti, sarà anche la
Nazionale di Destro, di Verratti, di El Shaarawy.
I PREMI DELL’UEFA
giocata nella stessa sede, l’anno precedente. Al «mondialino» 2013 sono iscritti i campioni del mondo (Spagna), gli ospitanti (Brasile) e i sei campioni
continentali. Con la Spagna
campione 2010 e finalista
2012, il posto europeo spetta di
diritto all’Italia (che domenica
sollevi la coppa o meno). È la
seconda volta degli azzurri dopo il 2009, in Sudafrica, da campioni del mondo: un mezzo disastro. Bene gli Usa (3-1), doppio k.o. con Egitto (0-1) e Brasile (0-3) che poi vinse il torneo
battendo gli Usa (che, in semifinale, avevano superato addirittura la Spagna).
Gol dell’egiziano Homos, Italia sconfitta 1-0 nella Confederations Cup 2009 AP
9
Ferrara & Capello Nell’ipotesi
Fiducia Figc Anche se la tempi-
stica ha lasciato perplessa la
Federcalcio, la fiducia che
Giancarlo Abete ripone nel c.t.
è a prova di bomba. Non a caso, a fronte della presa di tempo dell’allenatore, ieri il presidente ha forzato: «Resta al
100%. Ha un contratto quadriennale e la Federazione ha
fatto su di lui un investimento
a lungo termine. Prima di partire avevamo già detto che comunque fosse andata, avremmo continuato con Prandelli.
Lo teniamo molto caro. Poi,
certo, lui farà le sue valutazio-
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Orari e gol fantasma Debutto il
15 giugno a Brasilia. Fase a
gruppi fino al 23 giugno. Semifinali il 26 e 27, finale il 30 a
Rio (Maracanà). Sei gli stadi:
Rio, Brasilia, Belo Horizonte,
Fortaleza, Recife e Salvador. Si
gioca alle 21 e a mezzanotte italiane. Se il Board la approverà
— come non potrebbe? — la
tecnologia sul «gol fantasma»
sarà usata per la prima volta
per le nazionali: Blatter l’ha già
promesso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’esultanza degli azzurri al termine della partita con i tedeschi IMAGESPORT
Il titolo vale oro
Un’altra vittoria
farà guadagnare
quasi 23 milioni
In caso di sconfitta
contro la Spagna
nelle casse Figc
entreranno poco
meno di 20 milioni
DAL NOSTRO INVIATO
KIEV (Ucraina)
All’assalto dell’Europeo
domenica a Kiev. E, con meno
romanticismo, anche del premio Uefa di questi tempi tutt’altro che disprezzabile. Vincendo l’Europeo entrerebbero
nelle casse federali 22,5 milioni di euro (alla Spagna 23 per
una vittoria in più nella fase a
gruppi). La sconfitta vale 19,5
milioni (per la Spagna 20). All’Europeo 2008 l’Italia incassò
11 milioni (eliminata ai quar-
Come nel 2008 Non è un Europeo ricchissimo questo e si sapeva: un po’ per la crisi mondiale, un po’ perché l’Uefa ha
dovuto usare i suoi fondi per
coprire falle e deficit degli organizzatori (riuscendoci fino
a un certo punto). La cifra massima che una nazionale può incassare è 23,5 milioni: poteva
riuscirci soltanto la Germania
con tre successi nei gruppi.
Ma, ancora una volta, ha trovato l’incubo Italia sulla sua strada. Nel 2008 la Spagna guadagnò 22 milioni: d’accordo che
non siamo (ufficialmente) in
epoca d’inflazione, ma rispetto a quattro anni fa l’aumento
è stato minimo. Nel 2004 la
Grecia aveva «vinto» 17 milioni. Probabile che lo scatto di
contingenza sia recuperato a
Francia 2016.
Tutti i premi Il sistema di premi
è quasi lo stesso di quattro anni fa (con un semplice aumento di 500mila euro): 20,5 milioni al campione; 17, 5 alla finalista; 13 alle semifinaliste;
10 a chi esce ai quarti; 9 a chi
arriva terzo nel gruppo (invece di 8); 8 al quarto. In più, per
ogni vittoria nei gruppi, un milione; per ogni pareggio, 500
mila euro. Il montepremi totale è di 196 milioni (era stato
184 nel 2008).
Classifica incassi Questa la
classifica prima della finale:
Germania 16 milioni; Spagna
15,5 (arriverà a 20-23); Italia
15 (19,5-22,5); Portogallo
15; Rep. Ceca e Inghilterra 12;
Grecia e Francia 11; Russia e
Croazia 10,5; Danimarca e
Ucraina 10; Polonia e Svezia
9; Olanda e Irlanda 8.
f.li.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
10
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
#
EURO 2012 SIAMO IN FINALE
Ma Buffon: «Che rabbia
Non si può soffrire così»
«L’Europeo è una cosa seria, le gare vanno vinte quando
si deve». E Pirlo: «Stavolta abbiamo sfiorato la perfezione»
DAL NOSTRO INVIATO
MIRKO GRAZIANO
VARSAVIA (Polonia)
Gigi li ha spenti sul nascere con un paio di voli alla Superman, Andrea li ha portati a
scuola per tutta la partita. Buffon e Pirlo. I Capitani. Loro la
Germania l’avevano «sculacciata» anche sei anni fa, a Dortmund, allora come oggi i migliori in campo. Generazione di
fenomeni! E che Dio ce li conservi ancora a lungo. Di più, loro due, De Rossi e Barzagli domenica a Kiev proveranno a entrare nella leggenda. Dove li attende Dino Zoff, l’unico azzurro capace di vincere in carriera
Mondiale (1982) ed Europeo
(1968).
Gigi ruggisce «Alla fine ero ar-
rabbiato — tuona Buffon —,
perché qua si sta giocando per
qualcosa di unico e di troppo
prestigioso. Per la partita che
abbiamo fatto non è giusto soffrire negli ultimi 5 minuti e
scherzare col fuoco. Se avessimo preso il 2-2, sarebbe finita
10-2 per loro. L’Europeo è una
cosa non seria, di più. Le partite
vanno vinte quando si deve, in
maniera agevole e facile. Non
faccio valutazioni in base a vittorie o sconfitte, ma certi atteggiamenti vanno migliorati. Com’è giusto che sia, i vecchietti
devono rompere le scatole in
certe situazioni».
I guerrieri E Marchisio: «Pirlo è
Da Pallone d’oro Altro che Cri-
stiano Ronaldo. L’uomo di questo Europeo, finora, è Andrea
Pirlo. Espressione un po’ così, fisico un po’ così, piedi e testa da
genio assoluto. Patrimonio nazionale. E se porta a casa il trofeo, solo una «truffa» può togliergli il Pallone d’Oro. Che arriverebbe al termine di una stagione nella quale non si ricordano sbavature, ma solo lezioni di
gioco, stile e tattica. Fra Juventus e Nazionale, Andrea è il giocatore con più minuti nelle
gambe. In Polonia e Ucraina le
nazionale eccezionale, perché
battere questa Germania non è
impresa da poco. Ma, ripeto, io
lo sapevo che eravamo venuti
qui per vincere l’Europeo. Ma
adesso la testa va alla Spagna.
Voglio una grandissima finale».
Gigi Buffon, 34 anni, butta il pallone a fine partita. Al fischio finale il capitano è andato su tutte le furie LAPRESSE
Marchisio:
«Siamo all’altezza
della Spagna»
De Rossi:
«Vittoria storica»
ha giocate tutte, mai sostituito.
Eppure, alla fine, nella tonnara
scatenata dai tedeschi era ancora il più lucido di tutti, anche in
copertura all’occorrenza. Fantastico! Come i suoi scudieri, Marchisio e De Rossi su tutti. Questo centrocampo vale quello
della Spagna, e fra poche ore ci
sarà la resa dei conti. «Sapevo
che avremmo vinto», dice Pirlo
con in mano il premio del migliore in campo. «Grazie per
questo riconoscimento — continua —, ma va condiviso con tutti i compagni. L’Italia è una
grande squadra, e oggi ha sfiorato la perfezione contro una
da Pallone d’Oro. Unico. Gigi è
impressionante per quanta sicurezza sa darci. Ora la finale più
difficile, contro i campioni di
tutto — continua l’inesauribile
centrocampista della Juventus
—. Ma qui abbiamo dimostrato
di essere alla loro altezza». La
dedica: «Questa vittoria mi
emoziona tantissimo anche per
i tifosi, spero che i nostri gol
possano dare più fiducia anche
a loro per il periodo di crisi del
nostro Paese». Arriva De Rossi:
«Vittoria storica! E’ andata, ci
tenevo ad arrivare in fondo. Il
problema al nervo sciatico c’è,
ma ora stringo i denti. La Germania è grande, ma noi nel momento che conta diamo sempre
la risposta giusta. Dopo il 2-0
bastava vedere le loro facce per
capire chi avrebbe vinto». Chiude Montolivo: «L’Italia in piazza ci mette i brividi».
Gazzetta.it
Gazza
Tvf
L’esultanza dopo l’1-0 BOZZANI
I VIDEO DEL TRIONFO
AZZURRO E LA FESTA
NELLE PIAZZE D’ITALIA
Sul nostro sito tutto
sulla magnifica serata di
Varsavia: i video dei tifosi in
festa in Polonia e in Italia, le
video-interviste ai
protagonisti, i gol di
Balotelli in 3D e le foto più
belle della vittoria degli
azzurri sulla Germania.
I VIDEO DI WIMBLEDON
E DEGLI EUROPEI
DI ATLETICA
Sul nostro sito gli
highlights della giornata di
Wimbledon e le interviste ai
protagonisti del torneo
londinese. E ampia
copertura video anche degli
Europei di atletica con le
interviste agli azzurri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Ora c’è Proença
favorito su Webb
Il risultato azzurro
taglia fuori Rizzoli
Il fischietto inglese
già con la Spagna
al Mondiale 2010
DAL NOSTRO INVIATO
FRANCESCO CENITI
VARSAVIA
Chissà se Pedro Proença
oggi dopo mezzogiorno sarà ancora d’accordo con il connazionale Cristiano Ronaldo: il campione del Real Madrid dopo
l’eliminazione ai rigori del Portogallo ha sussurrato in mondovisione: «È un’ingiustizia...».
Sarà anche così, ma all’arbitro
di Lisbona, 41 anni, le vittorie
della Spagna prima e dell’Italia
dopo hanno spalancato le porte
della finale. Nulla da fare per
Nicola Rizzoli: ieri allo stadio
ha esultato con Tagliavento e
Rocchi per il successo degli azzurri. Anche loro prima di essere arbitri sono tifosi della Nazionale e quindi nessun rammarico per il viaggio mancato a
Kiev.
Webb superato Pierluigi Collina
(ieri in tribuna per osservare da
vicino la prova del francese Lannoy) nella tarda mattinata renderà ufficiale il direttore di gara dell’ultimo atto di Euro
2012. Con l’Italia in campo, a
contendere la finale a Proença
è rimasto l’inglese Webb, ma rispetto al collega ha un «problema»: la Spagna, già diretta nel-
Pedro Proença, 41 anni FORTE
Howard Webb, 41 anni, inglese ANSA
la finale del Mondiale 2010. Un
bis a questo livello è quasi impossibile. Ecco che l’erede di Roberto Rosetti (nel 2008 a Vienna «giudice supremo» di Spagna-Germania 1-0) dovrebbe
essere proprio Proença. All’Italia ha già portato fortuna in questo torneo: era il fischietto del
quarto vinto ai rigori contro l’Inghilterra. Tutti metteremmo la
firma per ripetere anche domenica lo stesso risultato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Pinzolo.
Energia naturale.
Vivi la palestra a cielo aperto più bella del mondo
insieme ai campioni dell’Inter.
PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ
Martedi 10 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Giovedì 5 luglio
APERTURA INTER VILLAGE E VILLAGGIO TRENTINO
Attività tecnico ludiche per tutta la famiglia e incontri con i campioni
Aperto tutti i giorni: 9.00 12.30 / 14.30 18.00
Mercoledi 11 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
APERTURA STORE UFFICIALE INTER
Ore 21.00
I CAMPIONI DELL’INTER INCONTRANO I PICCOLI TIFOSI NERAZZURRI
Aperto tutti i giorni
Stadio Pineta 9.00 20.00
Piazza S. Giacomo 18.30 22.30
Giovedi 12 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
INIZIO ATTIVITÀ DAY CAMP
“Imparare giocando” con gli allenatori dell’Inter per bambini nati dal 1999 al 2006
Tutti i giorni 9.30 18.00 (iscrizioni a pagamento ore 8.30)
Venerdi 6 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Ore 21.00 Piazza S.Giacomo
INCONTRO DEI TIFOSI CON IL MISTER E LO STAFF
Sabato 7 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Ore 17.00 Stadio Pineta
PARTITA AMICHEVOLE
Venerdi 13 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Ore 21.00 Piazza S.Giacomo
NOTTE NERAZZURRA
Sabato 14 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Ore 21.00 Piazza S.Giacomo
INCONTRO CON 2 CAMPIONI PER IL SALUTO AI TIFOSI
Domenica 8 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Ore 21.00 Piazza S.Giacomo
PRESENTAZIONE SQUADRA
Domenica 15 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
Ore 17.00 Stadio U.S. Quercia Rovereto
PARTITA AMICHEVOLE
Lunedi 9 luglio
ALLENAMENTI Stadio Pineta
ALLENAMENTI GIORNALIERI DELLA SQUADRA AD INGRESSO GRATUITO
Sessioni di autografi giornaliere
sede ufficiale
ritiro estivo
f.c. internazionale
orari e programma dettagliato su visittrentino.it/inter
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
EURO 2012 SIAMO IN FINALE
NUOVA KIA CEE’D
NUMERI E CURIOSITA’
Potenza e precisione
La svolta di Balotelli
L’attaccante tocca 35 volte il pallone, partecipa alla manovra,
aiuta i compagni, subisce falli ed è micidiale in zona-gol
le cifre
POSSESSO PALLA
GERMANIA
56%
PASSAGGI UTILI
GERMANIA
ANDREA SCHIANCHI
82%
la Sfida
Passerà alla storia come
la Balo-partita, la sfida che Mario Balotelli ha vinto da solo (o
quasi). Due gol, uno di testa e
uno di piede (con il destro e
con rara potenza): la Germania stramazza a terra e non si
rialza più. Ogni volta che gli arriva il pallone Balotelli crea
qualcosa di pericoloso per gli
avversari: un dribbling, una
conclusione, un appoggio...
Lui, Mario, c’è sempre. E se fosse per lui non uscirebbe nemmeno quando i crampi gli mordono i polpacci e l’acido lattico ha da tempo oltrepassato la
linea di guardia. Balo sa che la
notte è tenera, e sa soprattutto
che è sua. Tutta sua. La differenza tra Italia e Germania sta
anche nel duello tra i due Mario dell’attacco: Balotelli da
una parte e Gomez dall’altra.
Il tedesco, al confronto dell’azzurro, non la vede mai.
MARIO
BALOTELLI
21 ANNI
ITALIA
35
HUMMELS
9
16
1
Il centrale difensivo
della Germania ha sofferto
parecchio contro il tandem
Cassano-Balotelli. Si è però
reso utile nel recupero dei
palloni: ben 9.
0
PALLONI PERSI
TIRI EFFETTUATI
3
GOL REALIZZATI
2
ÖZIL
PALLONI PERSI
5
Non è mancata
la precisione nei
passaggi, ai
tedeschi. Semmai il
difetto sta nella
velocità di
esecuzione.
PALLONI RECUPERATI
PALLONI GIOCATI
15
0
PALLONI RECUPERATI
2
1
Fisico La notizia è che il nostro
Uno scontro aereo tra Miroslav Klose, entrato all’inizio del secondo
tempo al posto di un deludente Gomez, e Claudio Marchisio ANSA
ruenza di Balotelli. Zuccata da centravanti vero
e 1-0! Il raddoppio è figlio di
un’invenzione di
Montolivo
che verticalizza e trova scoperta la difesa tedesca. Balotelli è bravo a controllare il
pallone, a proteggerlo dal rientro
di Hummels, e a scaricarlo all’incrocio
dei pali. 2-0! Aufwiedersehen!
Mario, pur non essendolo, si muove alla grande
da prima
punta. Lui
è uno che
ama girare al
largo,
partire dall’esterno
e accentrarsi, e invece contro la Germania piazza il suo
fisico in mezzo ai
due centraloni tedeschi e li fa impazzire.
Hummels e Badstuber
non riescono ad anticiparlo, perché Mario è
grosso e spostarlo non è
mica semplice, e i nostri
centrocampisti sono bravi a
cercarlo e a trovarlo. Il primo gol nasce da un’intuizione di Cassano che scivola
via sulla sinistra e pare
un’anguilla: il cross è immediato e delizioso, e ciò
disorienta il già frastornato Badstuber che non ha
la forza per opporsi all’ir-
Sacrificio Mentre Ba-
lotelli fa tutto ciò, Mario Gomez dorme. La
Germania non riesce
mai a innescare il suo
cannoniere. Il centravanti del Bayern tocca
16 palloni nel primo
tempo, poi viene sostituito da Klose. Non
gli riesce nulla: un
solo tiro (fuori)
verso la porta di
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MARIO
GOMEZ
26 ANNI
GERMANIA
La Germania
tiene il possesso del
pallone, staziona
nella metà campo
azzurra, ma non è
efficace nelle
giocate decisive.
Deludenti i
centravanti
tedeschi: prima
Gomez e poi Klose
sbagliano tutto
Buffon, 5 passaggi, 3 sponde,
1 assist. E Klose che gli subentra non fa meglio: pure lui tocca soltanto 16 palloni, pure lui
calcia una sola volta (fuori)
verso la porta di Buffon, pure
lui effettua 5 passaggini che
fanno il solletico ai difensori
azzurri. Invece Balotelli il suo
peso lo fa sentire. Eccome!
Due i tiri in porta (e due gol) e
uno quello fuori (di poco). Nei
35 palloni toccati ci sono anche i 3 falli commessi e i ben 5
subiti, consentendo così a tutta l’Italia si rifiatare. Il calcio è
una questione di velocità: noi
siamo rapidi ed efficaci, i tedeschi lenti e prevedibili. Ecco il
segreto della vittoria.
© RIPRODUZIONE
Decisamente troppo i
15 palloni persi Özil. Il
fantasista della Germania ci
ha provato, ma non è quasi
mai riuscito a innescare
l’azione offensiva.
FALLI COMMESSI
MONTOLIVO
4
Gara di sostanza e
anche di sacrificio, quella di
Riccardo Montolivo. Il
centrocampista è il più
falloso della partita.
FALLI SUBITI
BALOTELLI
5
PALLONI GIOCATI
LAHM
100
RISERVATA
Oltre alla
doppietta decisiva,
Balotelli si è fatto
apprezzare per
come ha tenuto il
pallone e subito i
falli tedeschi.
Il terzino
sinistro tedesco è
quello che tocca più
palloni (100). Tra gli
azzurri il recordman
è Pirlo (c’erano
dubbi?): 79 tocchi.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
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EURO 2012 SIAMO IN FINALE
A BRUXELLES NIENTE CALCIO DURANTE L’IMPORTANTE RIUNIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO: GLI STAFF DEI LEADER, PERÒ, AVREBBERO SEGNALATO I TRE GOL VIA SMS
Merkel-Monti: vertice sì, partita no
«Il premier ha fatto gli scongiuri...»
CARLO ANGIONI
Angela Merkel e Mario Monti prima del vertice di Bruxelles REUTERS
Montolivo:
«Ho i brividi»
Chiellini:
«Per l’Emilia»
Niente televisione nella
stanza dei leader, dicono le cronache più o meno ufficiali, ma
soltanto qualche messaggino
che sarebbe arrivato dai più fidati consiglieri giusto per aggiornare il risultato. Italia-Germania, a Bruxelles, Mario Monti e Angela Merkel l’hanno «giocata» proprio così, durante l’importantissimo (e forse decisivo) vertice salva-Europa. Il nostro premier, appassionato di
ciclismo, tifoso freddino del Milan e storico fustigatore dei vizi
del calcio, ha cominciato facendo gli scongiuri. L’ha raccontato il ministro dello Sport Piero
Gnudi, prima della partita:
«Non gli ho chiesto se vedrà la
semifinale insieme alla Merkel
ma lo farò domani (oggi, ndr),
però ha fatto gli scongiuri come me». L’uomo del governo in
tribuna d’onore a Varsavia, con
la finale in tasca, ha poi aggiunto: «È stata una bellissima partita, è stato un grande spettacolo, gli azzurri ce l’hanno messa
tutta. Andrò a vedere la sfida di
Kiev? Beh, devo chiedere prima a Monti, ma penso proprio
di sì». La cancelliera di Berlino,
che la vittoriona nei quarti di
finale contro la Grecia l’aveva
festeggiata direttamente in tribuna a Danzica accanto a Platini (facendo poi anche una capatina negli spogliatoi), si è dovu-
LA GIOIA DAL CAMPO ALLA TRIBUNA
1
FRANCESCO CENITI
VARSAVIA
Palla c’è, palla non c’è. Antonio Cassano ha fatto ammattire i panzer tedeschi: giochi di
prestigio affinati tra i vicoli di
Bari Vecchia, ma patrimonio
del dna di un campione. Il gol
che spacca la partita nasce così:
invenzione di Fantantonio sulla fascia sinistra, Hummels e
Boateng vedono sparire Cassano in un attimo. E quando provano a contrastarlo, lui ha già
pennellato in mezzo un pallone
al bacio per Balotelli. C’era scritto su: «Prego, infilare nella porta della Germania». Missione
compiuta. Ma la partita del mi-
Balzaretti: «Non
so cosa abbia
fischiato l’arbitro»
Barzagli: «Vittoria
più che meritata»
lanista è stata ricca di altre finezze per smarcare i compagni. Non sempre gestite alla perfezione (vero Montolivo?), ma
utili per mettere paura alla difesa. E infatti i centrali hanno iniziato a non entrare più come
carri armati.
Silenzio e parole Nella ripresa
Cassano è un po’ calato, ma
sembrava ancora in grado di
sprazzi decisivi quando Prandelli lo ha richiamato in panca.
Poco male, tutte energie risparmiate in vista della finale. E Antonio ha voglia di stupire ancora. L’applauso rivolto ai tifosi e
quelli mani a ringraziare vogliono dire una sola cosa: «A Kiev vi
farò divertire di nuovo». Antonio ha poi scelto il silenzio, solo
qualche frase in dialetto ai com-
Il ministro Gnudi:
«Uno spettacolo,
credo che sarò
a Kiev per la sfida
contro la Spagna»
pagni prima di andare al bus.
Se questo è il prezzo da pagare
per vincere, va bene così per dirla alla Vasco Rossi. Le parole
d’elogio arrivano da Di Natale,
il terzo uomo dell’attacco. «Cassano è un fenomeno: con lui ho
un rapporto speciale. Balotelli?
Gli sono sempre stato vicino:
grande campione e bravissimo
ragazzo». Montolivo aggiunge:
«È stata una sfida speciale fin
dall’inizio: primo tempo super.
Gli italiani festeggiano in piazza? Ho i brividi. Spagna favorita? Forse...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Napolitano:
«E’ un’impresa
senza aggettivi»
Che festa Alena
DAL NOSTRO INVIATO
FRANCESCO VELLUZZI
2
VARSAVIA
E ora a Kiev, aspettando il
presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, il più grande tifoso degli azzurri. Con la
Spagna al debutto lui c’era, e
ora deve tornare. Ma, in attesa,
come da tradizione il Capo dello Stato ha telefonato agli azzurri. «Questa è un’impresa —
ha detto — senza aggettivi, non
ci sono parole per dirvi quanto
siete stati grandi».
Muro azzurro Ma per arrivare a
giocarsi Euro 2012 servono
molte cose. Serve chi costruisce, chi finalizza, ma poi serve
la diga per arginare le ondate
degli avversari. Ieri su quella diga i tedeschi sono andati a sbattere come falene sui lampioni.
Solo un rigore fiscale ha dato
una soddisfazione inutile a
Özil. Chiellini spiega e aggiunge un pensiero da libro Cuore:
«Alla vigilia ero tranquillo, però 10 giorni fa era solo una speranza in cui credevano in pochi: devo ringraziare lo staff
medico e i preparatori. Stiamo
vivendo un sogno e con noi milioni di italiani. Li salutiamo tutti, ma un pensiero va ai terremotati dell’Emilia. Prima di partire, quel giorno lì a Parma abbiamo vissuto delle emozioni incredibili. Paura dopo il 2-1?
No, il risultato ci va molto stretto. Era giusto il 3-0». Stoico anche Balzaretti: «Felicissimo per
prestazione, vittoria e finale.
Ora ci godiamo questa vittoria,
poi pensiamo alla finale. Il rigore? Non so cosa ha fischiato, sono sincero. Forse un fallo di mano di Barzagli. Va bene comunque». A proposito, ecco Barzagli: «Noi grandi. Abbiamo sofferto da morire gli ultimi 2 minuti, ma meritavamo noi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stanza ad hoc Fonti del Consiglio europeo raccontano, comunque, che giusto accanto
alla stanza dei bottoni di Monti-Merkel & co. sia stata organizzata una saletta ad hoc per
seguire la semifinale. E così,
mentre al bar della sala stampa del vertice la potenziale
tensione italo-tedesca ha portato anche all’insolito divieto
di vendita degli alcolici («Per
evitare di surriscaldare l’atmosfera», dicono da Bruxelles), i
consiglieri dei leader la partita l’hanno vista eccome. Segnalando, sembra via sms, i
due gol di Balotelli che hanno
infiammato un bel po’ di milioni di italiani e poi pure il rigore di Özil che per qualche
minuto ha illuso i tedeschi.
Due messaggini pro Monti,
uno per la Merkel: il calcio ha
già deciso chi è il più forte.
Il capo dello Stato ha subito telefonato
agli azzurri. Mario è corso a dare un
bacio a sua madre, Antonio dal figlio
Cassano se ne va senza parlare
Di Natale: «Lui è un vero fenomeno
E Balotelli un bravissimo ragazzo»
DAL NOSTRO INVIATO
ta accontentare. Troppo importante la riunione su eurobond e
spread e troppo forte il pressing di Monti per potersi distrarre guardando l’Europeo.
Così, dopo aver visto perdere il
suo Bayern contro il Chelsea
nella finale di Champions durante il G8 americano di Camp
David (con tanto di foto, impietose, dell’inglese Cameron a
braccia alzate al suo fianco do-
po il rigore decisivo di Drogba), la Merkel ha sofferto senza poter nemmeno guardare.
3
4
1 Alena Seredova, moglie di Gigi Buffon, tifa in tribuna con in
braccio uno dei suoi bimbi 2 Antonio Cassano in azione, è stato
tra i migliori in campo 3 Eleonora Abbagnato, l’étoile dell’Opera di
Parigi moglie di Federico Balzaretti, sorride per l’impresa azzurra
4 Giovanna Perrelli, mamma di Cassano, entra allo stadio per il
suo Antonio GHIOTTO/LAPRESSE/ARVEDA/BOZZANI
Mamma Abate In tribuna si sentono più i tedeschi, ma in campo vanno forte gli italiani. E tutte le scaramanzie di Lina Abate,
la mamma di Ignazio che guida
le wags azzurre, hanno funzionato: «Va bene Cristina (la fidanzata di Montolivo, ndr) metti la maglia nuova, ma tieni sotto anche l’altra che hai indossato per le altre partite». Ma la signora Abate non è l’unica a credere nei riti scaramantici. Prima di entrare in campo Alessandro Diamanti è costretto dal
quarto uomo a togliere un braccialetto. E lui lo porta comunque in campo, nascosto negli
slip. La vigilia di Germania-Italia all’hotel Sheraton, quartier
generale delle mogli azzurre
tranne una (la Cassano, sempre nell’hotel dei giornalisti, come la compagna del c.t.), vive
tra qualche malumore per le camere da abbandonare e gli appuntamenti dal parrucchiere.
C’è un gran viavai di personaggi: da Boniek che si esprime
con chiarezza: «Tifo Italia», a
Matthäus. Da Marotta a Paratici. I rinforzi arrivano: Alena Seredova con i bambini vestiti
uguali, ed Eleonora Abbagnato, ammirevole: «Ho viaggiato
da Parigi, dopo aver lavorato,
ora forse resterò. Ne vale la pe-
na». La sera prima aveva detto
che il suo Federico avrebbe giocato: «A sinistra ci sta lui».
Clan Balo Allo stadio sono uni-
te: cantano, incitano, ma il vero spettacolo lo produce ancora
il clan Balotelli. A Enock, Puma
e Scotto si sono aggiunti altri ragazzi che hanno riprodotto con
delle calottine la cresta di Mario. «Dovevamo ripartire ma rimaniamo qui, ci stiamo trovando bene» racconta Enock. Hanno dato la scossa e la svolta a
Mario e al primo gol corrono
tutti verso la panchina per urlare la loro gioia. Fra loro c’è anche mamma Balotelli, che Supermario raggiunge in tribuna
per un bacio liberatorio. Il suo
compagno di reparto, Antonio
Mamma Abate dà
la carica, mentre
la Abbagnato
arriva da Parigi:
«Ora resto qui»
Cassano, va invece a prendere
il figlio Christopher.
Applausi Tutte queste ragazze
meritano l’applauso più grande. Come diceva quella canzone? «Ore intere ad aspettare,
ad aspettare te». Ecco, questa è
la loro mission. Pazienza, santa
pazienza. Ore intere ad aspettare un saluto con la mano, un
sms, un okay per parlare con un
giornalista. Tutte tranne una,
Lina Abate, che dà una gran mano d’aiuto alla bella Valentina
Del Vecchio, compagna di Ignazio e mamma di Matteo. E ora
Lina dovrà mostrare l’immaginetta di Padre Pio, come promesso. Dietro una grande impresa c’è spesso un santo protettore.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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EURO 2012 SIAMO IN FINALE
Dramma tedesco a fine partita.
Khedira, Özil, Schweinsteiger e
Badstuber (sinistra) PHOTOVIEWS
Due ragazze in lacrime allo
stadio (in alto) REUTERS Özil
accasciato a terra: aveva
segnato il gol del 2-1 su rigore
(destra) GETTY
Löw: «Italia, puoi battere la Spagna»
Il ct: «Azzurri migliori di noi nei momenti decisivi». Il capitano Lahm: «Terribile, ci hanno punito»
DAL NOSTRO INVIATO
PIERFRANCESCO ARCHETTI
VARSAVIA (Polonia)
Aggiungiamo Varsavia a
Città del Messico, Madrid e
Dortmund; aumentiamo i traumi e i loro racconti dolenti; anche questa generazione di tedeschi ha vissuto ieri sera la «sua»
Italia. Dopo 15 vittorie consecutive nelle partite ufficiali,
una serie che non ha eguali al
mondo; dopo quattro vittorie
di fila a questo Europeo, come
nessun altri qui, è arrivato l’Angstgegner, aggrovigliata composizione di vocaboli per dire
(non letteralmente) bestia nera. Meglio: bestia azzurra, mai
battuta nei tornei. «Peggio qui
o Dortmund? Tutte due, quando perdi è terribile» dice il capi-
tano Philipp Lahm. «Con gli azzurri non puoi permetterti sbagli stupidi, loro ti puniscono, è
storicamente sempre così. Abbiamo avuto delle occasioni, le
abbiamo fallite, e poi loro hanno segnato due volte. È un peccato e quello che fa più male è
che questa squadra aveva il potenziale per fare meglio, invece ha fallito un’altra volta».
Le scelte sbagliate Ancora una
volta Joachim Löw ha voluto
spiazzare con le scelte di formazione, ma ieri si è incartato: Toni Kroos, centrocampista ormai sempre centrale nel
Bayern, messo per la prima volta titolare e inizialmente sulla
destra, dove nelle altre gare
avevano corso due tipi più offensivi come Müller e Reus. Ma
IN GERMANIA SENTIMENTI OPPOSTI
Il kit del tifoso tedesco: birra, maglietta e... mani nei «capelli» REUTERS
A Monaco lacrime
e caroselli tricolori
MARCO DEGL’INNOCENTI
MONACO DI BAVIERA
La maledizione continua.
La Germania è ammutolita, incredula. È invece esplosa la gioia degli oltre mezzo milione di
italiani che vivono in Germania. A Monaco di Baviera, la città tedesca che conta la maggior
concentrazione di connazionali, oltre 19 mila, la gioia vestita
d’azzurro e ammantata di tricolori è esplosa sulla Leopoldstrasse, il grande boulevard del
centro, e al glorioso Olympiastadion, gremito di oltre 35 mila tifosi di entrambe le nazionalità, a seguire la partita sui maxischermi.
In pizzeria Italiani impazziti di
gioia anche nelle centinaia di
pizzerie e ristoranti del Paese.
In una delle più vecchie e tradizionali trattorie italiane di Monaco, quella di Gennaro Bussone, origini napoletane ma nato
in Germania, i clienti quasi tutti
tedeschi, paralizzati dalla delu-
sione, già prima del rigore del
2-1 tedesco (risultato pronosticato da Bussone sulla stampa tedesca) avevano riposto le bandiere. In silenzio, tutti a casa.
«È una sera tristissima», ha mormorato con gli occhi lucidi la
bionda Annemarie, che nel suo
chiosco di giornali al centro
vende con orgoglio anche la
Gazzetta. «I tedeschi avevano
parlato troppo, troppo sicuri di
vincere, gli sta bene», ha sentenziato Bussone, stappando prosecco per i pochi avventori superstiti e i suoi camerieri in maglia azzurra che saltavano con
le bandiere tricolori gridando
«Italia-Italia!». Alla fine e sino a
tarda notte, i caroselli per le
strade erano solo quelli delle
auto ammantate di tricolore.
Come nel ’70, nell’82, nel 2006.
Questa era la «vera» finale per
gli italiani di Germania. Se arriverà anche il titolo, meglio. Ma
da oggi la loro soddisfazione,
soprattutto sul lavoro, sarà
enorme: garantiti almeno altri
due anni di sfottò ai crucchi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Un altro dramma
nazionale come
nei tre Mondiali
«Abbiamo fallito
ancora una volta»
Kroos dopo poco va a cercare il
suo posto naturale al centro,
anche su ordine del c.t.: spesso
si sposta Özil, ma l’errore tattico è evidente e proprio da quel
lato, iniziando da Chiellini e
passando per Cassano, arriva il
vantaggio azzurro con Balotelli. Löw spiega: «Con Kroos volevo rinforzare il centro destra e
all’inizio avevamo la partita in
mano, le reti sono arrivate per
sbagli nell’atteggiamento difensivo: il cross di Cassano per
Balotelli non doveva assolutamente passare. Una volta in
svantaggio non siamo riusciti a
organizzare una reazione all’altezza». La Germania si fa infilzare anche in contropiede, allora Löw nella ripresa manda in
campo Klose e Reus per Gomez
e Podolski, deludenti. C’è più
profondità ma senza trovare il
gol, quindi il tecnico ne inventa un’altra: inserisce anche
Müller (per Boateng), si schiera a tre in difesa con un libero
inedito, Schweinsteiger. «E’
chiaro che dovevo tentare il tutto per tutto e sapevo che potevamo rischiare. Contro l’Italia
è sempre difficile rimontare.
Abbiamo messo il cuore nella
ripresa, ma non è bastato. L’Italia è stata incredibilmente forte. Ha grandi campioni, non so-
lo Pirlo, ma anche in attacco. È
stata migliore di noi nei momenti decisivi, può vincere la finale: la Spagna non è quella
del passato».
Il fallimento inatteso L’inizio di
una storia di successo, un nuovo capitolo sta per essere scritto: 1972-2012. Era questo il logo della spedizione tedesca, secondo lo sponsor tecnico che
ha proposto alla nazionale la
seconda maglia verde. Questo
colore venne usato nei quarti
dell’Europeo ’72, contro gli inglesi a Wembley. La vittoria
per 3-1 viene ricordata in Germania come la più bella della
nazionale, che ha portato ai veri trionfi, il primo Europeo del
‘72 e il Mondiale ’74. Questo
torneo doveva far tornare i fa-
sti di quel periodo, e da come
era nato sembrava quasi un destino scritto. Invece adesso i 16
anni dall’ultimo trionfo di una
Fussball-Nation, come si proclama la Germania per storia e
trofei, diventeranno almeno
18 fino a Brasile 2014. «E’ una
delusione bestiale, mi sembra
di essere in un buco nero: abbiamo dormito nel primo tempo, gli italiani ci hanno punito»
dice Oliver Bierhoff. L’altro
giorno la stampa tedesca dibatteva se fosse meglio festeggiare a Berlino o a Francoforte, allo stadio o in piazza: è vero che
la loro mania di organizzazione li obbliga a definire con molto anticipo qualsiasi programma, però noi italiani non lo
avremmo mai fatto.
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EURO 2012 SIAMO IN FINALE
4
Come a Dortmund
E le nostre finali
diventano nove
I NUMERI
15
vittorie
azzurre sulla
Germania su un
totale di 31
confronti: era
finita 2-1 come
ieri due volte nel
1955, il 30 marzo
e il 18 dicembre,
in due amichevoli
Gli azzurri a caccia del sesto titolo tra Euro
e Mondiale. E per i tedeschi continua il tabù
ALEX FROSIO
Una volta c’erano gli Otto
e i Franz, ora i Mesut e i Sami.
La Germania cambia, si evolve,
domina l’economia europea.
Ma se c’è un pallone che rotola,
e intorno girano delle maglie
azzurre, nein, non si passa. Ci
hanno provato Seeler, Beckenabuer e Gerd Müller, Rummenigge, Matthäus, Völler e Ballack.
Stavolta Özil e il resto della nazionale più multirazziale mai
concepita. Per mezzo secolo
(nel 1962 la prima sfida ufficiale, al Mondiale cileno), la Germania ci ha spedito contro tutta l’artiglieria forgiata nelle sue
migliori fabbriche calcistiche.
Nel frattempo è caduto anche il
muro di Berlino, ma niente da
fare: un altro muro, color azzurro, resta su. Die Mauer. Italiano, però. Con questa fanno otto: otto confronti ufficiali, tra
Europei e Mondiali, e mai una
volta che i crucchi siano riusciti
a battere l’Italia. Varsavia 2012
come Dortmund 2006, Madrid
1982, Città del Messico 1970 e
via rileggendo dal libro di storia.
E sono nove Bene così, perché
l’Italia si conferma formidabile
squadra da semifinali, avendo
fallito soltanto due volte su undici l’approdo all’ultimo atto
(all’Europeo ’88 contro l’Urss e
al Mondiale ’90 contro l’Argentina). Ora la finale, la nona della storia azzurra. Abbiamo stori-
camente più feeling con il Mondiale: 6 finali, contro le 3, con
questa, all’Europeo. La storia
azzurra parte dalla doppietta
1934-1938: liquidate in sequenza Austria e Cecoslovacchia per il primo titolo mondiale, sistemate Brasile e Ungheria
4 anni dopo. Poi servono
trent’anni per ritrovarci in finale: a Napoli, nel ’68, la monetina cade dalla parte giusta contro l’Urss, con la Jugoslavia arriva anche il primo e unico titolo
europeo. Due anni dopo, a Messico ’70, va in scena la partita
del secolo: il 4-3 ai supplementari con la Germania che ci manda al fatale appuntamento con
il Brasile di Pelé.
A colori Dal bianco e nero, i ri-
9
pareggi
tra italiani e
tedeschi, due
volte sia nella
fase finale degli
Europei che dei
Mondiali e 5 in
amichevole
Gli azzurri
festeggiano la
conquista della
finale: tra loro
Gigi Buffon e
Daniele De
Rossi, due dei
quattro azzurri
reduci di
Germania 2006
REUTERS
cordi diventano a colori con il
1982: superata la Polonia in semifinale, l’Italia diventa per la
terza volta campione del mondo, battendo, ma sarebbe quasi
inutile ricordarlo, 3-1 la Germania. Il Brasile ci ferma ancora
nel 1994 nel torrido Mondiale
americano, mentre la Francia
ci beffa nella finale europea del
2000 con l’amarissimo golden
gol di Trezeguet. La vendetta
tuttavia si consuma nel 2006.
La Germania ci porta ancora
fortuna, in semifinale: Grosso e
Del Piero in semifinale ci danno
Berlino, Cannavaro alza la coppa dopo testata e rigori. Il bilancio resta positivo: finora otto finali e cinque successi. Facciamo sei e non se ne parla più?
7
vittorie
dei tedeschi che
non ci hanno mai
battuto in gare
ufficiali e che
non vincono
dal 1995
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Le piazze della felicità
Cori e baci tricolori: che passione
MATTIA BAZZONI
1
2
3
Ci siamo, è il gran giorno, il
TG3 delle 14.20 ci galvanizza
così «Torniamo a parlare con
l’argomento con cui abbiamo
aperto perché ironia della
sorte per l’Italia è il giorno
della doppia sfida, quella di
cui abbiamo parlato appunto
con la Germania, tutta
giocata in Europa. Infatti
stasera a Kiev la sfida sarà, si
giocherà sul campo a colpi di
gol, obiettivo conquistare il
finale!» (Mariella Venditti)
4
L’Italia nel pallone Come a Ro-
Festeggiamenti Quell’amore
di
VINCENZO CITO
Dossena
è sceso
da Marte
No, Cesare, a Kiev non sarai solo. E non è per i 23 gladiatori che ti porti a dietro, o per
lo sciame dei giornalisti. C’è
tutta una nazione che ti accompagna con un affetto che diventa passione e l’orgoglio di
chi si sente, come sei anni fa, a
un passo dalla storia. Quella
nazione che ieri si è riversata
nelle piazze e ha invaso i locali: sentirsi più vicini l’uno con
l’altro per sentirsi più vicini
agli azzurri di Varsavia, e respingere tutti insieme l’assalto
tedesco.
ma, dove centinaia di tifosi
hanno iniziato ad occupare
Piazza del Popolo già nel primo pomeriggio. Da centinaia
sono diventati migliaia per
l’inizio dell’incontro, quasi
10mila secondo le stime. Nell’intervallo, a giochi ormai fatti, si sono aggiunti anche il sindaco Gianni Alemanno e l’ambasciatore tedesco Michael
Gerdts: per il primo, un bagno
di folla fra bandiere e striscioni; per il secondo un composto
omaggio a quegli avversari diventati imbattibili. L’intreccio
fra calcio e politica è andato in
scena anche in altre piazze
d’Italia. A Torino, il capogruppo della Lega Nord Fabrizio
Ricca ha invitato a disertare
l’appuntamento di piazza Vittorio per protestare contro le
aliquote Imu. La risposta viene da una coloratissima signora in piazza del Duomo a Milano, che appende al collo un
cartello: «Oggi me ne frego di
(spread e bund) Imu. Ho solo
nel cuore la "mia" Italia». Ecco, l’amore per la Nazionale
prevale su tutto.
Zupping
5
L’allarme di Amedeo Goria
(Rai) a poche ore dal via.
«Tifosi tedeschi stanno
fotografando il pullman degli
azzurri. Che abbiano paura?»
E di che?
«Qui l’atmosfera è
assolutamente elettrizzata!»
(Claudio Raimondi,
Studiosport, Italia Uno)
6
1 Un maxi schermo nel teatro greco di Taormina IMBESI. 2 I caroselli
per le vie di Napoli DE LUCA. 3 C’è chi ironizza sullo spread MARMORINO. 4
Italia-Germania, non da avversari EIDON. 5 Piazza del Popolo a Roma
EIDON. 6 La festa esplode anche a Piazza Duomo a Milano MARMORINO
che ogni piazza d’Italia ieri notte trasudava: piazza del Duomo a Milano era piena, piazza
Vittorio a Torino pure. Al Teatro Antico di Taormina c’erano Sophia Loren e Carlo Verdone insieme agli altri a soffrire
ed esultare. A Rimini, al maxischermo del Summer Village,
migliaia di tifosi italiani sono
esplosi di goia alla rete di Balotelli. Le altre facce, tristi e sconsolate, erano dei turisti tedeschi — in 250 davanti allo
schermo — che in questi giorni hanno preso d’assalto la riviera romagnola. Scene simili
si sono ripetute anche a Bella-
ria, in piazza Matteotti, a Genova, dove la tifoseria si è divisa tra lo schermo di Porto Antico e la birreria tedesca «Hofbrauhaus», in tutte le zone di
villeggiatura dalla tifoseria bipartisan. E alla fine è festa. Tricolore al vento, sciarpe, fumogeni. Un lungo bacio appassionato è stato immortalato in
Piazza del Popolo. E poi i caroselli nei centri delle città, il bagno nelle fontane. No, Cesare,
non sei solo. E se a Kiev guarderai in alto vedrai che il cielo
è azzurro. Sempre più azzurro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Si gioca! Le prime parole di
Beppe Dossena «Guarda, ci
sono delle cose interessanti
che mai avevo pensato di
vedere in questa partita!
Podolski è su Montolivo». Un
minuto dopo: «Naturalmente
ho invertito...Schweinsteiger
su Montolivo. Certo Podolski
è sulla fascia sinistra»
Beppe Dossena, la chicca
tecnica «Stop orientato di
Cassano»
Beppe Dossena, l’apoteosi
«Se ci avessero portato
adesso giù da Marte,
sarebbero tutti
irriconoscibili!»
A
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
EURO 2012 SIAMO IN FINALE
I MOMENTI PIU’ BELLI ED ENTUSIASMANTI DEL MATCH A VARSAVIA
Italia: adesso è poker
La storia si ripete, per la quarta volta
Ancora una volta la Germania si ferma di fronte agli azzurri, mai battuti in competizioni ufficiali
IL MEGLIO DELLA SFIDA CONTRO LA GERMANIA
1
S
1
Acrobazie
Montolivo toglie la palla a
Schweinsteiger con un colpo di
tacco durante il match contro la
Germania REUTERS
2
Salvataggio
Provvidenziale intervento di Pirlo
che respinge con il ginocchio il
pallone di testa di Ozil salvando
Buffon REUTERS
3
L’inchino
De Rossi si getta ai piedi di Balotelli,
autore di una splendida doppietta
contro la Germania AFP PHOTO
4
In scivolata
Bonucci irrompe su Sami Khedira
togliendogli la palla e guastandogli la
festa EPA
5
Il gigante
Giorgio Chiellini, difensore, stoppa la
palla con il petto AFP PHOTO
6
Per mano
Andrea Pirlo e Mesut Ozil si
scontrano per il possesso palla,
tenendosi quasi per mano
AFP PHOTO
7
Più in alto
Marchisio cerca di saltare più in alto
del tedesco Klose, il tutto sotto gli
occhi di Balzaretti che è pronto ad
inserirsi nell’azione EPA
2
5
6
3
4
7
17
18
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
EURO 2012 I NOSTRI AVVERSARI
E al 2-0 di Balotelli
la Roja dice in coro:
«Addio Germania»
Abbiamo visto la sfida degli azzurri con gli spagnoli.
Iniesta meravigliato: «Di solito Di Natale non sbaglia»
DAL NOSTRO INVIATO
FILIPPO MARIA RICCI
Twitter @filippomricci
KIEV (Ucraina)
Circondati dall’Italia.
Tra quattro schermi che trasmettevano Italia-Germania:
così hanno cenato i giocatori
della Spagna. Holiday Inn di
Kiev, ore 21.45. Per uno spagnolo l’orario perfetto per l’accoppiata cena+partita. E allora tutti a tavola, con famigliari
e amici venuti per la semifinale e rimasti per Italia-Spagna.
IL RIVALE DI BUFFON 99 VITTORIE CON LA ROJA
HANNO
DETTO
S
Andrés
Iniesta
Sull’occasione
fallita di Totò
Di Natale
nel secondo
tempo: «Strano,
di solito queste
occasioni non
le fallisce»
Iker Casillas, 31 anni, para il penalty di Moutinho LAPRESSE
San Iker Casillas,
l’uomo dei record
no 1 dei numeri 1
Primatista di gare
in nazionale senza
S prendere reti, è
Pepe Reina
Al secondo gol pure il più vincente
di Mario
Balotelli con le selezioni
Mezza Spagna Il salone è rac-
colto, seduti, in ordine sparso,
Iniesta, Piqué, Ramos con l’inseparabile Navas, Jordi Alba,
Reina, Negredo, Cazorla, Silva, Pedro, Torres, Juanfran.
Mata arriva dopo l’intervallo e
si siede al tavolo di Negredo e
Cazorla, Piqué, con i genitori e
un amico ma senza Shakira,
entra a partita iniziata. Pronti,
via, e la sala si anima per le parate di Buffon. Poi il primo boato di ammirazione, per il gol di
Balotelli ma soprattutto per il
numero di Cassano, che in Spagna chiamano Talentino e stimano a prescindere dalle sue
stagioni madridiste, fatte di eccessi sessual-gastronomici.
L’atmosfera è ad alto contenuto famigliare, e un pizzico surreale: bimbi piccoli che piangono, il volume basso delle tv
coperto dal chiacchiericcio della Roja, uno degli schermi con
un paio di secondi di vantaggio sugli altri tre per cui quando Balotelli esplode il suo destro per il secondo gol il grido
è doppio. Pepe Reina anticipa
l’intervallo e se ne va: «È finita», dice. Iniesta fa i complimenti all’Italia e sembra considerare chiusa la gara, noi senza plateali gesti scaramantici
o metafore etologiche trapattoniane gli ricordiamo che l’avversario si chiama Germania.
Il risultato toglie emozione alla sala, prevalgono le chiacchiere con la mamma, la moglie, l’amico, il compagno. A ri-
d
il portiere
di riserva
sbotta: «Per
la Germania
ormai è finita»
La gioia della Spagna dopo la vittoria sul Portogallo ai rigori AFP
MULTE
Trentamila euro ai russi
e ventimila agli spagnoli
per cori e versi razzisti
VARSAVIA Una multa di 30 mila euro alla
federcalcio russa ed una di 20 mila a quella
spagnola sono state inflitte dall’Uefa per
«comportamenti inappropriati» da parte dei tifosi
di queste due nazionali nel corso di Euro 2012. In
particolare la confederazione calcistica europea
ha precisato che la multa alla Spagna è stata
comminata per versi e cori razzisti fatti dai
sostenitori spagnoli nel corso della partita del 10
giugno scorso a Danzica contro l’Italia: ad essere
preso di mira dai sostenitori della Roja era stato
Mario Balotelli. Stessa cosa, cori e versi razzisti,
per i tifosi della Russia l’8 giugno contro la
Repubblica Ceca, che in quell’occasione
schierava il calciatore nero Gebre Selassie,
di origine etiope. Ora Spagna e Russia potranno
fare appello contro il provvedimento.
portare l’attenzione sul rivale
di domenica ci pensano Reus
con la sua punizione ma soprattutto Buffon con la sua parata. Tra i compagni di Casillas l’ammirazione per il portiere della Juve è palpabile e si
materializza coi commenti
che accompagnano i replay.
«Preparatevi» Il cronista soffre
in silenzio, concentrato, la sala si anima quando torna Reina, col fratello di Negredo. In
mano una decina di buste del
McDonalds. Inizia la distribuzione del cibo, interrotta dai
palpiti per le occasioni di Marchisio. Piqué è attento, Iniesta
non si stacca dal telefono ma
quando Di Natale tira male è
pronto: «Di solito queste occasioni non le sbaglia». Palpitazioni nostre per il rigore tedesco, stupore loro per il tuffo di
Neuer a metà campo, la fine:
«Preparatevi», ci dice Sergio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ramos.
KIEV (Ucraina)
Iker Casillas è identico a
suo padre, che si aggira per
l’hotel che ospita i famigliari
della Roja sorridente, disponibile e armato dell’attraente
semplicità che caratterizza il figlio, Capitan Tranquillo. Il padre è riservista della Guardia
Civil, San Iker il guardiano della Spagna calcistica. Casillas
batte record e non prende gol.
Re dei capitani Mercoledì è diventato il giocatore con più
presenze da capitano all’Europeo, 10, una in più di Maldini,
Deschamps e Gullit. Per la nona volta consecutiva non ha
preso gol in una partita a eliminazione diretta tra Europei e
Mondiali: per la Spagna due
0-0 con vittoria ai rigori, cinque 1-0 (uno ai supplementari), un 2-0 e un 3-0: in tutto
900 minuti. Mostruoso. Agli
Europei ha giocato 13 volte: in
8 occasioni non ha mai preso
gol, nelle altre 5 mai più di
uno. Ha appena battuto il record di Van der Sar di partite
in nazionale senza prendere
reti, 79 su 136. E domenica
nella finale cercherà la vittoria
numero 100. «Il fatto di sapere che in squadra con te hai un
portiere come Iker aiuta a
prendere certe decisioni», ha
detto Ramos commentando il
suo audace cucchiaio di mercoledì. Da quando c’è Casillas la
Spagna ha invertito la tendenza negativa nei rigori di Mondiali ed Europei: con quello di
Moutinho Casillas ha fermato
5 tiri, uno in più di Schumacher, Goycoechea e Ricardo.
Partita perfetta E Iker, cosa sapeva del rigore di Sergio? «Era
una cosa che aveva in testa lui
e non è che ci abbia detto granché. Io a lui dedico solo una parola: chapeau. Quel tiro è stata
la degna conclusione, la ciliegina su una partita, la sua, perfetta». E ora vi aspetta l’Italia... «Con loro o con la Germania, l’importante è che noi siamo in finale. Ce lo meritiamo
ma è stata una sofferenza.
Non tanto per la gara col Portogallo, equilibrata e senza grandi sussulti, quanto per i rigori.
Io fisicamente soffro poco perché non devo correre qui e lì,
però mentalmente soffro, e
tanto».
Meriti condivisi Fare gol alla
Spagna è un’impresa quasi storica: «Sì, ma non è merito mio.
Va condiviso con tutta la squadra. Le 9 partite senza reti nelle eliminazioni dirette sono un
dato che va tenuto in considerazione, che ci dà fiducia, un
numero incredibile. Però bisogna continuare a volare bassi
e a lavorare». E a battere record: la Spagna ha tolto all’Italia quello delle partite consecutive all’Europeo con la porta inviolata, 4, e, sempre nella competizione continentale, è arrivata a 11 gare senza sconfitta.
L’ultimo rovescio nel 2004,
contro il Portogallo. Grazie a
una generazione di fenomeni,
guidata da un portiere che di
straordinario ha il talento.
f.m.r.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
19
EURO 2012 I NOSTRI AVVERSARI
Cucchiaio
d’orgoglio
Sergio Ramos:
«Valgo anch’io,
l’ho dimostrato»
Lo spagnolo: «Mi prendo la rivincita su chi mi
ha criticato per l’errore su rigore col Bayern»
DAL NOSTRO INVIATO
FILIPPO MARIA RICCI
Twitter @filippomricci
KIEV (Ucraina)
«No, la foto col cucchiaio
non la faccio». Sergio Ramos,
eroe popolare, sta mangiando
con i suoi genitori, un amico e
Jesus Navas (sivigliano come
lui), al Kuvshin di Kiev, dove caviale e kebab si sposano con
semplicità non casuale.
Huevos e cucchiaio Ramos non è
scortese, tutt’altro. Legge con
piacere la Gazzetta, ride di gusto per l’apparizione sul giornale italiano, in due articoli, della
parola «huevos», gli attributi
che da mercoledì tutti gli riconoscono in quantità industriali.
Però ’sta storia del cucchiaio
non la capisce. Il rigore scavato
in Spagna, e nel resto del mondo, è il «penalty Panenka», e
Sergio ha paura di essere preso
in giro. Lo convinciamo, perché
Ramos è un buon ragazzo, semplice, genuino. E si fida. E perché sulla Gazzetta la parola cucchiaio appare associata al nome di Pirlo: «No, non ho pensato a Pirlo quando ho deciso di
tirare così - ci dice -. È chiaro
che in questi giorni dopo il suo
tiro con l’Inghilterra si parla
tanto del rigore alla Panenka,
però io ho seguito i miei pensieri, il mio istinto». Orgoglioso
Ramos, rivendica un suo percorso. E lo spiega. Perché quello scavino di mercoledì ha una
storia, serve per curare una ferita recente e profonda che andava rimarginata con un gesto altrettanto profondo.
Orgoglio ferito «Di tutta la storia
del rigore sbagliato contro il
Bayern la cosa peggiore non sono state le prese in giro quanto i
dubbi generati attorno alla mie
qualità, alla mia capacità di assumermi responsabilità e di
sopportare la pressione. Mi ha
fatto parecchio male, mi ha toccato nell’orgoglio sentire gente
dire che non sono pronto, preparato per certe cose quando io
penso che sia il contrario: sono
sempre stato un giocatore pieno di spirito e di fiducia di fronte alle responsabilità». Ramos
non fa nomi, però accenna al
Sergio Ramos, 26 anni, sigla il rigore contro Rui Patricio, n.1 del Portogallo in semifinale col cucchiaio AFP
poco che gli sono piaciuti i commenti ironici di Neuer, portiere
del Bayern. Un passaggio volante, sulle «critiche da parte di colleghi», che devono aver fatto
male ma che ora non vogliono
essere riportate in primo piano.
«
L’idea covata L’aveva program-
«
mato, Sergio, quel cucchiaio.
«Non ti posso mentire, l’ho provato, però nemmeno troppo
perché negli ultimi allenamenti
c’era sempre in giro qualche telecamera e non volevo che la
storia uscisse prematuramente. E poi (ride, ndr) non volevo
laFotografia
Amici di cucchiaio e di coraggio
A sinistra, Sergio Ramos posa per la Gazzetta dello Sport
con un cucchiaino. In Spagna il rigore tirato alla... Totti (come
all’Euro 2000) si dice «alla Panenka», in memoria del cecoslovacco
che stupì la Germania in finale nel 1976, tirando il penalty decisivo
lento, al centro e a portiere sdraiato. A destra il cucchiaione
di Pirlo autografato al cuoco di Casa Azzurri FOTO BOZZANI
Sono sempre uno
pieno di spirito
e di fiducia: so
prendermi le mie
responsabilità
Non ho pensato
a Pirlo. Quel
cucchiaio l’avevo
provato, ma fino
alla rincorsa...
far preoccupare troppo i compagni... Detto questo, sinceramente non ho preso la decisione fino a che non ho iniziato la rincorsa per tirare. Quando mi
hanno dato il pallone in mano
avevo ancora dei dubbi. Pensavo di calciare verso il mio angolo preferito. Però ero il quarto,
e avevo visto che il portiere si
era sempre tuffato con decisione: l’ho guardato negli occhi e
ho pensato che quella di toccarla sotto fosse la miglior opzione
per batterlo. Comunque la cosa
più importante è che la Spagna
giochi questa finale, continui a
fare storia. Il mio rigore alla fine resterà un aneddoto da raccontare a figli e nipoti. Con orgoglio, così come domenica,
succeda quel che succeda, la
gente potrà sentirsi orgogliosa
di noi. Abbiamo già fatto storia,
comunque vada. Certo è che
del secondo non si ricorda nessuno, quindi dobbiamo vincere». Germania o Italia? «Che
vinca il migliore, noi il nostro
l’abbiamo già fatto e aspettiamo tranquilli». Si parla di huevos: «Io non ho mai dubitato di
averne in buona quantità, ed è
chiaro che mi sento orgoglioso
di essere spagnolo, andaluso, sivigliano e che la Spagna sia la
migliore nello sport».
Sergio, Vicente e la follia In zona
mista, Ramos aveva in mano il
trofeo di Man of the Match:
«Non penso che ne vincerò tanti», scherza. Prima, ritirandolo
aveva parlato di Del Bosque. Il
c.t. in conferenza stampa non
aveva mostrato grande entusiasmo per il «penalty Panenka»
del suo difensore: «Mi è piaciuto moltissimo. Soprattutto
quando la palla è entrata», aveva detto con sottile ironia. «Il
nostro allenatore ci conosce meglio di chiunque altro e penso
che si potesse aspettare qualcosa di simile: ha a che fare con
me da tanti anni e sa che in fondo sono un poco matto». Loco,
sì. Però pieno di talento: Sergio
ha 26 anni ed è a un passo dal
diventare il più giovane europeo ad arrivare a 100 presenze
in nazionale (è a 91), record al
momento nelle mani di Podolski. Quando ne aveva 19 Florentino Perez versò al Siviglia 27
milioni di euro per portarlo via
dal suo Siviglia. E dalla sua Siviglia. Sergio è di Camas, paesotto della periferia del capoluogo
dell’Andalusia dove sono nati
due toreri storici: Curro Romero e Paco Camino. Sabato un altro torero arriverà in Ucraina
per portare a Ramos un capote
(il drappo di tela) per gli eventuali festeggiamenti di domenica. Non è spavalderia, è orgoglio taurino. Lo stesso che fa decidere a un difensore centrale
di fare il cucchiaio, gesto inconsueto, parola sconosciuta.
DOPO PENALTY E GOL
Gaffe Carbonero:
«Iniesta, avresti
tirato un rigore?»
(f.m.r.) Un record, una
piccola grande gaffe. Serata
memorabile quella di mercoledì
per Tele Cinco. Spagna
Portogallo si è trasformata
nell’evento più visto nella storia
della tv spagnola: 83.3%
di share, oltre 18 milioni di
telespettatori. Dopo la partita
le interviste a bordo campo di
Sara Carbonero, giornalista e
fidanzata del capitano Iker
Casillas. Arriva Andrés Iniesta
e Sara chiede: «Ti sarebbe
piaciuto tirare un rigore?».
Lui fa una faccia un po’ così
e cortesemente risponde:
«Veramente io il rigore l’ho
tirato, il secondo». Su twitter
parte la crocifissione della
giornalista, già sminuzzata
giorni fa da un pezzo al vetriolo
del Pais e da una campagna
ironica sempre su twitter. Lei si
è difesa: «Ero talmente nervosa
che stavo pensando ad altro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
GLI ORANJE SENZA ALLENATORE DOPO LE DIMISSIONI A SORPRESA DI VAN MARWIJK
L’Olanda in cerca del c.t.: Ronald Koeman o Gullit?
In ballo il tecnico
del Feyenoord
e l’ex milanista,
disoccupato. Ad
agosto c’è il Belgio
va che ci sarebbero stati colloqui col resto dello staff dell’ormai ex c.t., poi qualche giorno
di riflessione. Dopo il tonfo all’Europeo di una nazionale che
era salita nei mesi scorsi al 1˚
posto del ranking mondiale,
scegliere il nuovo tecnico non
sarà semplice.
ALESSANDRA BOCCI
Ronald Koeman sembra
essere il candidato n.1 per la
panchina dell’Olanda, ma le
quotazioni di Ruud Gullit sono
sempre più alte. La Federcalcio
olandese è stata colta un po’ di
sorpresa dalle dimissioni del
c.t. Bert van Marwijk, che era
stato appena riconfermato. Ieri in un comunicato si precisa-
Carisma Serve un uomo forte,
di carisma e grande nome internazionale, per far presa sulla
squadra oranje, che in Ucraina
è sembrata un gruppo di fuoriclasse capriccioso e inviperiti
l’uno con l’altro. Van Marwijk
non è riuscito a rimettere in sesto la situazione dopo che il
k.o. con la Danimarca ha aperto crepe stuccate dai successi:
Ruud Gullit, 49 anni AP
per ricominciare nel modo giusto e tenere insieme personalità come Sneijder, Robben, Van
Persie, il favorito sembra Ronald Koeman, tecnico del Feyenoord, ex Ajax, che con la nazionale ha già avuto un’esperienza da vice nel ’97- 98 con
Hiddink. «Voglio restare al
Feyenoord, non mi interessa fare il c.t. Sto facendo un buon
lavoro a Rotterdam e intendo
continuarlo», ha detto Koeman, impegnato l’altro ieri col
primo allenamento della nuova stagione. Però molti scommettono che, se la federcalcio
facesse una proposta convincente a lui e al club di Rotterdam, sciogliere il contratto e firmarne un altro non sarebbe
tanto difficile.
Gradimento Ma c’è Ruud Gullit,
Ronald Koeman, 49 anni AP
libero e disponibile. «Mi piacerebbe molto allenare la nazionale, ora mi sento pronto», ha
detto l’ex milanista. Gullit è un
obiettivo più facile da raggiungere dei grandi vecchi Van
Gaal e Hiddink, o di tecnici molto stimati in Olanda, però poco
adatti a ricoprire il ruolo di capo in un gruppo di star imbizzarrite. A Ferragosto ci sarà
l’amichevole col Belgio, poi la
prima gara di qualificazione
mondiale con la Turchia. Partita delicata: quando l’Olanda
inizia col piede sbagliato, mantenere l’ordine nello spogliatoio diventa compito da domatore di leoni. © RIPRODUZIONE RISERVATA
20
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
21
EURO 2012 LA GUIDA
TUTTO L’EUROPEO IN UNA PAGINA
DOMENICA PER L’ULTIMA SALITA
IL CAMMINO VERSO LA COPPA
GIRONE A
GIRONE B
Olanda
Giocata a:
Data
Varsavia
Incontro
8/6
Risultato
Polonia - Grecia
Danimarca Germania Portogallo
Giocata a:
Wroclaw
1-1
Data
Rep. Ceca
Kharkiv
Risultato
Olanda - Danimarca
Portogallo
1
9/6
Germania - Portogallo
12/6
Grecia - Rep. Ceca
1-2
13/6
Danimarca - Portogallo 2 - 3
12/6
Polonia - Russia
1-1
13/6
Olanda - Germania
20.45
27/6
QUARTI
1-2
Grecia - Russia
1-0
17/6
Portogallo - Olanda
2-1
16/6
Rep. Ceca - Polonia
1-0
17/6
Danimarca - Germania
1-2
Grecia
2
Domenica
1-0
16/6
SEMIFINALI
DONETSK
ai rigori
0 0 d. t. s.
Spagna
P G V N P F S
22/6
ITALIA
Spagna
DANZICA
FINALE
0-1
4-1
CLASSIFICA
1 Germania
Giocata a:
Russia - Rep. Ceca
8/6
Portogallo 2
GIRONE C
Germania
4
Lviv
Incontro
9/6
21/6
VARSAVIA
0
Spagna
Italia
Ieri
SEMIFINALI
VARSAVIA
QUARTI
2
23/6
Germania 9 3 3 0 0 5 2
Grecia
4 3 1 1 1 3 3
Portogallo 6 3 2 0 1 5 4
Russia
4 3 1 1 1 5 3
Danimarca 3 3 1 0 2 4 5
Polonia
2 3 0 2 1 2 3
Olanda
10/6
DONETSK
Spagna
Francia
4
Italia
2
0
4
Svezia
Francia
Donetsk
Inghilterra
Kiev
Risultato
Data
Incontro
Spagna - ITALIA
1-1
11/6
Francia - Inghilterra
1-1
10/6
Irlanda - Croazia
1-3
11/6
Ucraina - Svezia
2-1
14/6
ITALIA - Croazia
1-1
15/6
Ucraina - Francia
0-2
14/6
Spagna - Irlanda
4-0
15/6
Svezia - Inghilterra
2-3
18/6
Croazia - Spagna
0-1
19/6
Svezia - Francia
2-0
18/6
ITALIA - Irlanda
2-0
19/6
Inghilterra - Ucraina
1-0
24/6
KIEV
Italia
ai rigori
0 0 d. t. s.
0 3 0 0 3 2 5
Ucraina
Giocata a:
Poznan
CLASSIFICA
P G V N P F S
6 3 2 0 1 4 5
Incontro
Croazia
Risultato
Inghilterra
CLASSIFICA
R. Ceca
Irlanda
Danzica
Data
KIEV
Olimpico
2
GIRONE D
P G V N P F S
CLASSIFICA
P G V N P F S
Spagna
7 3 2 1 0 6 1
Inghilterra 7 3 2 1 0 5 3
ITALIA
5 3 1 2 0 4 2
Francia
4 3 1 1 1 3 3
Croazia
4 3 1 1 1 4 3
Ucraina
3 3 1 0 2 2 4
Irlanda
0 3 0 0 3 1 9
Svezia
3 3 1 0 2 5 5
URSS
Spagna
ITALIA
Germania O.
Cecoslovacchia
Germania O.
Francia
Olanda
Danimarca
Germania
Francia
2008
2004
2000
1996
1992
1988
1984
1980
1976
1972
1968
1964
1960
ALBO D’ORO
Grecia
Spagna
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MARCATORI
Super Mario non ha limiti
E ora è sul trono dei bomber
Super Mario senza freni. La doppietta di
ieri lo lancia al primo posto della classifica
marcatori. Ed è l’unico giocatore a quota 3
rimasto in corsa. Occhio alla pattuglia spagnola:
Xabi Alonso, Torres e Fabregas sono a 2.
3 gol: M. Balotelli (Italia); M. Gomez (Germania); A.
Dzagoev (Russia); C. Ronaldo (Portogallo).
2 gol: A. Shevchenko (Ucraina); N. Bendtner e M.
Krohn Dehli (Danimarca); V. Pilar e P. Jiracek
(Repubblica Ceca); F. Torres, C. Fabregas e Xabi
Alonso (Spagna); M. Mandzukic (Croazia); Z.
Ibrahimovic (Svezia); D. Salpingidis (Grecia).
1 gol: R. Lewandowski e J. Blaszczykowski (Polonia);
F. Gekas, G. Karagounis e G. Samaras (Grecia); R.
Shirokov e R. Pavlyuchenko (Russia); A. Di Natale, A.
Cassano e A. Pirlo (Italia); D. Silva e J. Navas (Spagna);
N. Jelavic (Croazia); S. St Ledger (Irlanda); W. Rooney,
J. Lescott, A. Carroll, D. Welbeck e T. Walcott
(Inghilterra); S. Nasri, J. Menez e Y. Cabaye (Francia); S.
Larsson e O. Mellberg (Svezia); Pepe, H. Postiga e S.
Varela (Portogallo); R. Van Persie e R. Van der Vaart
(Olanda); L. Bender, L. Podolski, P. Lahm, S. Khedira, M.
Klose, M. Reus e M. Özil (Germania).
laFotonotizia
Il timido palleggio
del giardiniere
(quasi) calciatore
Che nessuno provi a
criticarlo. Palloni a manciate,
una porta vuota e il silenzio
intorno. L’erba al millimetro.
L’attesa per una semifinale
che più classica non si può.
Uno stadio a disposizione. E
anziché lanciarsi in dribbling
fra avversari immaginari e
sfondare la traversa a
pallonate, questo eroico
ragazzo si limita a un paio di
palleggi impacciati. Senza
nemmeno abbandonare il
rastrello, ligio fino all’ultimo.
L’occasione fa l’uomo ladro. E
il giardiniere quasi calciatore.
INFOPHOTO
GAZZETTA.IT
ALLE 10.30
IN DIRETTA
GAZZAOFFSIDE
Italia in finale, con
quale formazione
giocheremo domenica? E la
Spagna come scenderà in
campo? Chi potrà essere
l’uomo decisivo della sfida?
Quanto è forte la squadra di
Prandelli? A questi e a molti
altri interrogativi
risponderanno Alberto
Cerruti e Diego Antonelli nel
corso della puntata odierna
di Gazza Offside speciale
Euro 2012 (in diretta alle
10.30, on demand a seguire).
In collegamento telefonico
l’intervento di Sebastiano
Vernazza per commentare le
pagelle degli azzurri.
22
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
el 1982, la Nazionale di Enzo Bearzot a
N
un certo punto si era trovata davanti
le due squadre più forti del mondo, in
quel momento. Contro l’Argentina di Maradona e Kempes si era arrangiata inventandosi un partitone e aveva compensato i limiti di un attacco che non riusciva a
segnare, con le prodezze di Cabrini e Tardelli. Più di così, contro il gigantesco Brasile di Zico e Falcao, l’Italia non poteva
fare: occorreva che si svegliasse l’attacco, servivano i gol di Rossi e sono arrivati, come quelli di Balotelli ieri con i tedeschi. Succedeva in Spagna, in uno stadio
visto da Marchegiani
secoli da quella partita, le perplessità e il pessimismo sulla qualità della nostra nazionale hanno
lasciato il posto all’entusiasmo e la fiducia verso
una squadra che è stata la migliore di questo europeo.
Ieri è stata una partita fantastica, vinta meritatamente contro un avversario che partiva favorito
ma che abbiamo battuto sul piano del gioco prima
ancora che nel punteggio finale. L’Italia ha avuto
il merito di non rinunciare mai a reagire alle offensive avversarie e questo è il modo migliore per
affrontare la Germania. La poca attitudine dei tedeschi alla marcatura e, in generale, alla fase difensiva è stata evidenziata dalla tecnica di Cassano e Montolivo e da un Balotelli bravissimo nei
movimenti per ricevere il pallone e finalmente ci-
di Barcellona che non esiste più ma è rimasta l’impronta di quel trionfo e incombe sugli spagnoli — da allora e ancora adesso — come un’ombra. C’è un filo rosso che tiene assieme i successi
dell’Italia sulla Germania, parte dall’Azteca, passa per il Bernabeu, accarezza Dortmund, fa sponda su Varsavia
ed è lo stesso filo che turba la tranquillità della Roja quando incrocia le gloriose maglie azzurre. Gli spagnoli ci soffrono perché sanno che siamo dei maestri nell’arte del competere: è scritto
nel dna, fa parte della storia. Il tedesco
laPuntura
SIAMO UNA SQUADRA DI QUALITA’
CONTRO INIESTA PARTIAMO ALLA PARI
iamo in finale, ci giocheremo domenica il
S
titolo europeo contro la Spagna, la squadra
con cui avevamo cominciato. Sembrano passati
nico nelle conclusioni. Peccato che nel secondo
tempo ci sia mancata un po' di forza atletica per
chiudere la partita. Il nostro merito maggiore è
stato nella gestione del pallone, incoraggiati dalla
sicurezza di Pirlo, ma anche dalla filosofia di gioco che Prandelli ha voluto fin dall’inizio, i nostri
difensori e centrocampisti hanno cercato sempre
di giocare il pallone, di non buttarlo mai via, mandando spesso fuori tempo il pressing avversario e
esaltando il gioco dei nostri attaccanti.
Vista la qualità con cui riusciamo a praticare questo possesso palla, è il momento di sottolineare la
grande tecnica dei nostri. Questa è una nazionale
piena di talento. Pirlo, Marchisio, De Rossi, Montolivo, Thiago Motta, Bonucci, Cassano, Diamanti, Di Natale, Balotelli, sono calciatori che hanno
un tasso tecnico elevatissimo e ieri sono stati tutti
della partita.
E ora sotto con la Spagna, maestra di tecnica e
possesso palla, che finalmente ci possiamo permettere di affrontare sul suo terreno.
di ROBERTO PELUCCHI
f
Il nuovo proprietario del
Lecco, Joseph Cala, ha
annunciato che quoterà la
squadra in Borsa e la
porterà in A in 4 anni. Ma
siamo sicuri che non sia
Jerry Calà?
di LORENZO CASTELLANI
di ANDREA MONTI
TwitTwit
IL CINGUETTIO DEL GIORNO
profondità, ha forza fisica e completezza di bagaglio tecnico. Ieri ha addirittura segnato con quello che dovrebbe essere il suo tallone d’Achille, il colpo di testa.
Mentre la seconda rete è la fotografia della
forza istintiva che guida questo ragazzo, che
possiede un tiro potente e preciso. Senza nulla
togliere ai suoi colleghi di reparto, Mario è
l’unico che fa davvero paura agli avversari col
fisico e la personalità. La partita con la Germania ha anche confermato che il partner ideale
di Mario è Cassano. Prandelli è stato molto
bravo a chiedere tutto al milanista in un’ora.
Ma la verità è che oramai gli azzurri corrono
più degli avversari. Nella prima fase sembrava che finissimo la benzina al 60’,
© RIPRODUZIONE RISERVATA
GIOCHIAMO CON PERSONALITA’
E IL NOSTRO LIVELLO E’ IN CRESCITA
N
iente sarà mai paragonabile a quell’11 luglio di 30 anni fa, ma devo essere sincero:
questa squadra mi sta facendo emozionare, e anche tanto. Sensazioni bellissime, anche perché
inaspettate: dieci giorni fa, con tanti dubbi, qualcuno (non io) si interrogava se gli spagnoli potessero farci il biscotto, oggi ce li ritroviamo di fronte e proveremo a togliere loro la corona. Ce lo
meriteremmo. Anche perché la finale che persi
12 anni fa con la Francia non l’ho mai dimenticata. Io, come tutta l’Italia.
Tanto di cappello: abbiamo giocato alla grandissima, con personalità e classe, e con un Balotelli
che ha messo a frutto quello che si era saputo
costruire nelle partite precedenti. Non mi ha sorpreso, Mario: dopo la vittoria con l’Inghilterra
avevo detto che poteva essere proprio lui l’uomo
decisivo. Avevo fiducia in lui e, come me, milioni
LORENZO JOVANOTTI
Cantante e qualcosa di più
Mariooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!
@lorenzojova
FLAVIA PENNETTA
Campionessa di tennis
Non capisco molto di calcio,
ma questi ragazzi mi sono
sembrati bravissimi.
hanno avuto un gran CUORE .
Grande Italiaaaaaaa!
Grandissimiii
@flavia pennetta
FRANCESCO MOLINARI
Campione di golf
Il mio eroe è Cesare Prandelli
Francesco, l’allenatore
dell’Italia. Davvero
orgoglioso dei ragazzi...
visto da Zoff
di DINO ZOFF
E’ nata una stella
ma l’Oscar
va a Prandelli
inalmente è nata una stelF
la. Eccolo lì piantato in
mezzo al campo, strafottente co-
ora non abbiamo cali di intensità. Grazie anche
ad un’organizzazione difensiva eccezionale che
ci permette di correre bene. Rispetto alle altre Italie, squadra poi non rinuncia mai a giocare.
La Germania, come l’Inghilterra, è sembrata
incapace di esprimere il proprio gioco. Merito
di Prandelli. La differenza tra le due squadre che abbiamo eliminato però è sostanziale. Se quella di Hogdson pensava soltanto a difendersi, i tedeschi non sono
riusciti a mettere in pratica il loro calcio
anche perché per annullare Pirlo hanno
cambiato modo di stare in campo. E pagato caro. Con Kroos centrale per pestare i
piedi a Pirlo, Ozil è stato costretto a rimanere largo, diventando meno pericoloso.
E soprattutto mostrando le proprie lacune in fase di non possesso palla. Come dimostra il primo gol. Ora sotto con la Spagna. Con l’ottimismo del gioco. E di Mario.
di italiani. Non mi sono mai trovato a dover lavorare con persone così, né come compagno di
squadra, né da allenatore: l’unico che mi viene in
mente è Gascoigne, ma Balotelli è di un’altra categoria.
La Germania ci temeva: si è visto dalla formazione e anche dal fatto che nelle partite decisive con
noi avessero sempre perso, fattore che ha pesato
a livello psicologico in maniera determinante.
L’unico appunto che faccio agli azzurri è quello
di non aver chiuso la partita, di occasioni ce ne
sono state tantissime: sarebbe potuta finire 4-0,
ma vorrà dire che quei gol ce li siamo tenuti per
la finale. Ora c’è la Spagna e, visto quello che
l’Europeo ha messo in mostra, dico che siamo favoriti: Prandelli ha dimostrato di saper gestire al
meglio questa squadra, e il livello delle prestazioni dell’Italia è andato via via crescendo. Nessuna
squadra ha mai vinto l’Europeo per due volte di
fila: tocca a noi confermare la tradizione.
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© RIPRODUZIONE RISERVATA
dallaPrima
© RIPRODUZIONE RISERVATA
BALOTELLI E’ FORTE E COMPLETO
CASSANO IL SUO PARTNER IDEALE
ra sembra facile parlare, ma da tempo soO
stengo che Balotelli è l’unico attaccante azzurro che deve sempre giocare. E’ il solo che dà
Jogi Löw, prima di incontrarci, si è sforzato di ripetere che il passato non conta: un mantra scandito
per scacciare le paure che si insinuano nella testa
di chi sa che sta andando a sbattere contro il suo
destino. Dev’essere per questo che, anche dopo
molto tempo, Xavi ricorda che il ciclo vincente della Spagna comincia con l’eliminazione degli azzurri ai rigori, nell’Euro2008. Una liberazione, per loro. Ci devono esorcizzare. Tolto Pirlo, questa Italia
non vale quella dell’82 ma fa niente: dopo l’1-1 con
la Roja nel debutto, la finale di domenica è l’occasione perfetta per chiudere il cerchio con una rivincita. Lasciando l’Europa stupefatta. Come ieri.
laVignetta
visto da Bergomi
di BEPPE BERGOMI
23
MAESTRI NELL’ARTE DEL COMPETERE
IL CERCHIO SI CHIUDE SULLA SPAGNA
EuroVisioni
di ALESSANDRO DE CALO’
di LUCA MARCHEGIANI
LA GAZZETTA DELLO SPORT
@F_Molinari
VALENTINO ROSSI
Fuoriclasse della Motogp
Ma cos'ha fatto Mario!!!
2 volte!!!
Grandissimo.
@ValeYellow46
CARLO ANCELOTTI
Allenatore del PSG
Grandissimi ragazzi, siete
l'orgoglio del nostro paese.
Bravo Cesare, stai dando
un'ottima immagine di noi
allenatori italiani.
@MrAncelotti
LUCA DOTTO
Azzurro di nuoto
E ora tutti quelli che
criticavano il balo in questi
giorni fanno meglio a
ricredersi!!
#balotelliimmenso
@dottolck
me un bronzo di Riace da playstation, il simbolo della nuova
Italia: SuperMario Balotelli, il
ragazzo dei sogni. Il limite è il
cielo, avevamo scritto dopo la
prova con l'Inghilterra. Non era
retorica, era un giudizio. Ieri la
Nazionale lo ha toccato davvero e lo ha dipinto col suo colore:
solo azzurro nella notte magica
di Varsavia.
Schiantando la giovane Germania in barba ai pronostici che ci
volevano più deboli e più stanchi, l'Italia è arrivata dove nessuno pensava nel modo che pochi osavano immaginare. Ha
conquistato la finale di Euro
2012 giocando un calcio brillante, quadrato, determinato, essenziale. S'è meritata pure la
buona fortuna che accompagna
gli audaci. Al lungo poema epico di Italia-Germania che attraversa le generazioni cantando
le gesta di Rivera e Paolo Rossi,
di Lippi, Cannavaro e Fabio
Grosso, si aggiunge un altro capitolo con protagonisti vecchi e
nuovi: Balotelli insieme all'immenso Pirlo, Cassano con De
Rossi e Buffon. Ma la pagina più
importante l'ha scritta il nocchiero: comunque vada contro
la Spagna - e l'idea è che ce la
giocheremo benissimo - Prandelli è un maestro di calcio e ha
vinto alla grande la sua scommessa.
A proposito: prima della partita, il ct aveva lanciato un segnale inquietante per chi ama la Nazionale e il buon calcio. Quel
"mi manca il campo…" lasciava
intendere che al ritorno da Euro2012 avrebbe potuto andarsene. Dopo il trionfo di ieri sera,
per fortuna, la questione pare
chiusa e la linea verso il Mondiale brasiliano è tracciata. Certo
Prandelli ha parecchi sassolini
nelle scarpe e prima o poi se li
toglierà. Come dargli torto? A
parte gli stage negati, il clima
del calcio scommesse e la generale disattenzione che ha accompagnato la preparazione degli azzurri da parte dei club, era
entrato all'Europeo avvolto da
un pessimismo nero come la pe-
ce. Con la sgradevole sensazione che fosse in gioco il suo prestigio. Ora che ci ha restituito il
nostro, gli dobbiamo un ringraziamento grande come una casa. Le vittorie della sua nazionale offrono a un sistema calcio indebitato e avaro con i giovani
talenti un'occasione imperdibile per ripartire.
L'Italia, con due giorni in meno
di riposo, ha prodotto la partita
perfetta. E non si dica che in fondo i tedeschi hanno attaccato di
più: con maggiore calma avremmo potuto chiuderla in goleada. Miracolosamente ritrovata
la via della rete grazie al gemello straripante e sorridente del
Balotelli lunatico e musone,
l'Italia tiene viva una leggenda
che Löw voleva interrompere
ad ogni costo, attingendo al bagaglio migliore della nostra
scuola. Il calcio è cultura e innovazione: quando ce ne ricordiamo non ci dà lezioni nessuno.
Non potevamo metterla sul
pressing. Così, abbiamo scelto
il controllo senza barricate né
fronzoli, ripartenze rapide, verticalizzazioni lucidissime. E finalmente anche la vecchia, rapinosa praticità delle soluzioni illustrata dai tocchi di Cassano e
Montolivo per SuperMario che
suggellano il successo.
Dopo l'orgia di parallelismi un
po' incauti sull'asse Roma- Berlino, la cronaca restituisce il calcio alla sua vera essenza. Una
partita bella e importante, il piacere di averla vissuta, il godimento di averla vinta con merito. Il derby tra Germania e Italia
continua oggi con altri e più severi confronti, la crisi dell'euro
è la faccenda più drammatica e
seria che ci sia capitata addosso
dal dopoguerra. Ma ieri sera,
nella festa delle piazze, l'Italia
respirava un po' meglio sapendo che la differenza tra noi e loro - non parliamo di spread per
carità - in campo calcistico non
è affatto abissale. E che forse,
anche in economia, con lo spirito giusto potremmo tornare vincenti. Domenica a Kiev ci toccano i campioni del mondo. La
Spagna non è un cliente peggiore della Germania e rispetto al
pareggio d'apertura abbiamo
un Balotelli in più. Il limite rimane il cielo. E comunque vada,
buon lavoro mister Prandelli:
resti dov'è, ne vale la pena.
24
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
MERCATO
Ecco i 5 grandi in
Destro
Gabbiadini
Silvestre
LA SITUAZIONE
LA SITUAZIONE
LA SITUAZIONE
Inter, Juve e Roma
Lo vogliono tre big
Piace a Juve e Napoli
E’ valutato 8 milioni
Inter in stand by,
occhio a Milan e Zenit
E’ il tormentone dell’estate.
Genoa e Siena (che a
sorpresa ha esercitato il
diritto di riscatto della metà)
devono accordarsi su chi si
prende l’intero cartellino del
21enne attaccante
marchigiano (foto PROIETTI).
Dopo questo passaggio
fondamentale toccherà alle
squadre interessate
soddisfare una richiesta che
si aggira sui 16 milioni di euro.
Alle tre italiane negli ultimi
giorni si è aggiunto il Paris
Saint Germain di Ancelotti.
La trattativa tra l’Atalanta e
la Juventus per il centravanti
dell’Under 21 è ormai
avviata. Gabbiadini (IMAGE
SPORT) è stato valutato 8
milioni dal club di Bergamo e
l’offerta dei bianconeri è di 4
per la metà del cartellino: 2,5
cash e i restanti in
contropartite. Tra i primi
nomi Motta e Pazienza. Ma
l’accordo ancora non c’è. Il
Napoli, a cui l’attaccante è
sempre piaciuto, potrebbe
approfittarne. Sarà finale a
sorpresa?
Il 27enne argentino del
Palermo (FOTOPRESS)
pareva ad un passo dall’Inter,
ma i nerazzurri hanno
frenato in attesa di piazzare
Lucio. Ai rosanero questa
attesa può fare gioco visto
che se il secondo assalto del
Psg per Thiago Silva andasse
a buon fine il Milan potrebbe
poi buttarsi sull’ex Catania.
Ma nello stesso intreccio
potrebbe finire il Psg di
Ancelotti e lo Zenit di
Spalletti che è intenzionato a
chiudere in tempi brevi
Kolarov
LA SITUAZIONE
Bianconeri davanti all’Inter
Ma bisogna trattare col City...
Sinistro potentissimo e accelerazioni
brucianti, il Manchester City lo comprò
due anni fa dalla Lazio per 19 milioni:
gran plusvalenza di Lotito, a cui era
costato 800mila euro. Dopo due stagioni
in Premier, però, Aleksandar Kolarov, 27
anni (TERRUSO) si guarda attorno.
Quest’anno, complice la concorrenza di
Clichy a sinistra, ha giocato meno del
previsto e non gli dispiacerebbe
una piazza dove scendere in
campo con continuità. L’Inter
c’è, così come la Juve che negli
ultimi giorni ha fatto passi
avanti. Non è però una
trattativa semplice da portare
avanti: il City non accetta la
formula del prestito con
diritto di riscatto, ha una
valutazione abbastanza alta
del calciatore (l’ha pagato
una cifra importante) ed è
intenzionato a trattare
solo per un trasferimento
a titolo definitivo.
Spallata della Juve
per Kolarov e Destro
Silvestre, sfida russa
Marotta lotta con Inter, Napoli e Roma pure per
Gabbiadini e Verratti. Zenit contro le milanesi
GIULIO DI FEO
CARLO LAUDISA
Accelerazioni brucianti, sulla corsia di sorpasso ma non solo.
Il mercato della Juventus continua veloce, e senza paura di
duellare con altre big. Come
per Kolarov: il terzino serbo è
in uscita dal Manchester City,
dove la concorrenza con Clichy
in mancina è durissima, e ai
bianconeri piace da parecchio,
così come all’Inter. Ma la Juve
nelle ultime ora sta intensificando i contatti, sapendo bene che
non è una trattativa facile: Mancini lo prese dalla Lazio per 19
milioni e non contempla l’ipotesi del prestito con riscatto. E l’Inter? Guarda altrove per ora, e
nel ruolo valuta Cissokho: il Lione vuole 12 milioni e aspetta
una risposta nel giro di una settimana.
Destro A sinistra, e poi scatto in
avanti, come per Mattia Destro.
Ieri incontro tra Roma, pretendente, e Genoa, comproprietaria: parti fredde, anche perché i
rossoblù il triangolo non lo gradiscono. Prima vogliono riscattare tutto l’attaccante dal Siena
(che ne ha ripreso metà la scor-
Quali mosse del
Pescara? Il Napoli
preme, ma
Verratti vota
bianconeri
sa settimana) e poi trattarne la
cessione. E la Juventus intanto
spinge, e ha già in agenda di vedere il Genoa a inizio prossima
settimana per capire quali sono
i passi da percorrere. Incontro
importante, sarebbe il primo
confronto diretto tra le parti e
testimonierebbe la volontà
bianconera di voler chiudere
anche questo colpo. Pure qui, e
l’Inter? Che Moratti voglia riprendersi il ragazzo è cosa nota, ma il reparto punte è abbastanza intasato e se non esce
qualcuno (Pazzini all’Atletico
Madrid, per esempio) non ci sono le condizioni per andare oltre l’interesse.
Verratti Se per Kolarov e Destro
la Juve romba e sprinta, per il
gioiellino del centrocampo del
Pescara si lavora a fari spenti.
Pochi giorni fa la trattativa era
quasi chiusa e si è arenata a causa delle contropartite, nel frattempo si era inserito il Napoli
con una proposta importante e
gli abruzzesi lo hanno tolto dal
mercato con un comunicato ufficiale. Ciò non toglie, però, che
Verratti voglia solo la Juventus
e che i bianconeri non hanno affatto mollato la presa, magari
cercando di rimodulare un’offerta in cui la condicio sine qua
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
trighi
Verratti
LA SITUAZIONE
Juventus o Napoli
ma dal 2013
non è che il ragazzo resti comunque per un anno a Pescara.
Gabbiadini Altra trattativa mol-
to ben avviata dalla Juve per il
centravanti dell’Under 21, valutato 8 milioni. All’Atalanta l’offerta è di 4 per la metà, di cui
2,5 cash e il resto in contropartite tecniche. Ma qui ancora non
c’è accordo. I primi nomi erano
Motta e Pazienza, ma il primo è
troppo offensivo come terzino
e il secondo guadagna parecchio, ecco perché le parti valutano altri nomi. Intanto il Napoli
guarda alla finestra: Gabbiadini è sempre piaciuto agli azzurri, e se sull’asse Bergamo-Torino si rallenta chissà che non
possa arrivare la sorpresa.
Silvestre Qui i bianconeri non
c’entrano, il derby per il centrale del Palermo è tutto milanese:
l’Inter ci lavora, il Milan ha sondato. Il ds rosanero Perinetti
conferma: «Con i nerazzurri
l’affare è stato a grandi linee delineato ma non li sentiamo da
qualche giorno. Il Milan ha sempre detto che il giocatore gli piace, ma non abbiamo intavolato
trattative». L’Inter ancora non
ingrana la quinta perché, vedi
sopra, aspetta prima di smaltire giocatori nel reparto (su tutti, Lucio), ma ora c’è il terzo incomodo coi rubli in tasca. Ovvero lo Zenit di Luciano Spalletti,
campione di Russia e deciso a
fare la voce grossa pure in
Champions. A Londra tratta
Song con l’Arsenal, e intanto si
è inserito con prepotenza su Silvestre. A Palermo aspettano
l’offerta, ma non danno ai russi
molto tempo. Pochi giorni, dentro o fuori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I NUMERI
2015
l’anno di
scadenza
del contratto di
Pazzini con
l’Inter.
milioni
L’ingaggio
stagionale di
Pazzini per le
prossime tre
stagioni.
8
IL FUTURO
Il club bianconero
mette le mani
su Bonatini, baby
star del Cruzeiro
le reti
segnate
dall’attaccante
toscano
nell’ultima
stagione in
nerazzurro: 5 in
campionato e 3
in Champions
League. Le
presenze sono
state 40.
60
le gare
ufficiali
giocate da
Pazzini con la
maglia dell’Inter.
Per lui 19 reti
complessive, di
cui 16 in
campionato 3 in
Champions
Si chiama Leo Bonatini,
ha 18 anni appena compiuti,
di testa è un’iradiddio ma se
la cava egregiamente pure
coi piedi, ed è la stellina del
Cruzeiro e dell’Under 17
brasiliana. La Juventus lo
punta con forza, anche
perché la sua situazione
contrattuale è favorevole: è
a scadenza nel 2013 e si
allena fuori rosa mentre il
club aspetta novità dal
mercato. Sul giocatore c’è
anche il Manchester City, ma
i bianconeri sono in
vantaggio, hanno fatto la loro
offerta e non vorrebbero
partecipare ad aste. I
dirigenti del Cruzeiro in
passato sono anche venuti in
Europa per trattarlo, ma
senza risultati. Ora la Juve
però ha sprintato, e sempre
in Brasile punta anche un
altro talento: il trequartista
Thomas del Flamengo,
classe 1993.
25
4 L’Atletico su Pazzini
2,5
L’unica cosa certa è che
Verratti (FOTOAGENZIA) il
prossimo anno giocherà
ancora con la maglia del
Pescara. Il presidente
Sebastiani infatti ha
ufficialmente ritirato dal
mercato il regista spiazzando
le pretendenti del giocatore.
Ma la Juve lo vuole e lui vuole
la Juve. Il rifiuto del giovane
bianconero Bouy di
trasferirsi in Abruzzo in
comproprietà ha rallentato la
trattativa permettendo al
Napoli di inserirsi.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Stretta per Forlan
Madridisti sull’interista se parte Falcao. Ancora in sede l’agente dell’uruguaiano. Lucio tra Turchia e Malaga
MATTEO BREGA
LUCA TAIDELLI
MILANO
BATTUTO IL NAPOLI 4-1
Vivaio Inter,
altro trionfo
Pure il titolo
Giovanissimi
L’Inter accelera per iniziare a cedere i primi big e di conseguenza sbloccare anche il mercato in entrata. La linea di Massimo Moratti è fin troppo chiara: serve asciugare il passivo e
alleggerirsi degli ingaggi più pesanti. A Lucio e Forlan è stato
notificato che non rientrano
più nei piani della società. Il
brasiliano sembrava vicino al
Fenerbahçe, ma il rifiuto interista di concedere una buonuscita all’ex Bayern ha bloccato la
trattativa.
Stretta per Lucio e Forlan Lucio
comunque alla fine se ne andrà. Ieri, malgrado le smentite
nerazzurre, è tornato fuori il nome del Malaga oltre a un forte
interesse del Galatasaray. Più
facile che il brasiliano vada davvero in Turchia. In partenza anche Forlan, il cui agente Bolotnicoff ieri era di nuovo in sede.
Alla riunione era presente anche Branca, rientrato da qualche giorno di ferie. Il dt è poi
andato a fare il punto della situazione con il ds Piero Ausilio
negli uffici di Moratti. Forlan
vorrebbe rimanere per dimostrare il proprio valore dopo
una stagione da incubo, ma l’Inter ha deciso di voltare pagina e
le parti stanno cercando una soluzione che soddisfi tutti. L’uruguaiano continua ad avere diversi estimatori, soprattutto in
Brasile (Corinthians in primis),
spaventati però dall’ingaggio
molto alto. E dall’Inghilterra rispuntano voci che vogliono il
Tottenham interessato al Cacha. I contatti con l’Inter tra l’altro restano caldi anche sul fronte Castaignos.
Punto Pazzo Diversa la situazione di Giampaolo Pazzini. L’Inter aspetta che l’ex viola torni
dalle ferie per fare il punto della situazione. Ma i nerazzurri
non hanno l’obbligo di cederlo,
sia perché continua a godere
della stima di tutti (Stramaccioni compreso) sia perché arrivare a Destro - che sarebbe la nuova alternativa a Milito - non è
facile. Senza dimenticare che,
dopo aver speso 18 milioni nel
Giampaolo
Pazzini, 27 anni.
L’attaccante
toscano è
arrivato
all’Inter dalla
Sampdoria nel
gennaio 2011
FORTE
gennaio 2011, l’Inter non può
cedere il Pazzo per meno di
10-12 milioni. Cifra che al momento potrebbe pagare il Psg di
Leonardo o l’Atletico Madrid. I
colchoneros ieri hanno fatto un
sondaggio. Pazzini infatti sarebbe l’uomo giusto se partisse Falcao. L’altra pista porta in Italia,
dove Lazio, Fiorentina e Sampdoria potrebbero pensare a un
prestito oneroso con diritto di
riscatto a fine stagione.
Voci Milito In compenso spuntano voci di un forte interessamento ancora del Galatasaray
per uno dei pochi intoccabili:
Milito. Fernando Hidalgo e la
stessa Inter hanno ribadito che
il Principe non si muove, nemmeno se i turchi davvero offrissero 10 milioni. Ma la vicenda
Eto’o insegna che in questo mercato che langue la parola «incedibile» non esiste.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
C’è il mancino e la classe
di un ragazzino che una vita fa
tifava Juventus nel 4 1 al Napoli
che ha regalato all’Inter lo
scudetto Giovanissimi
Nazionali, il sedicesimo titolo
del vivaio negli ultimi dieci anni.
«Ma da 8 anni sono orgoglioso
di vestire questa maglia –
spiega Federico Bonazzoli da
Ghedi, provincia di Brescia, 6
gol nelle 5 gare delle finali:
sarebbero stati 7 se il 3 0 con
la Reggina non fosse stato
annullato dal giudice sportivo –
ormai da tempo sono interista
a tutti gli effetti. Anche se in
tanti mi paragonano a Borriello:
forse perché segno soprattutto
di testa e di sinistro». Ieri di
testa ha mandato fuori un bel
cross dell’ottimo numero 7
Cassani, ma di sinistro ne ha
fatti tre, uno più spettacolare
dell’altro, dopo il gol in avvio di
Taufer, classe ’98, il più
giovane dei nerazzurri. Sul 2 0,
in chiusura di primo tempo, il
capitano del Napoli De Iorio è
stato messo giù dal portiere,
ha realizzato dal dischetto, e lo
scarto minimo è durato fino a
12’ dalla fine: ennesimo spunto
del genietto Taufer, 3 1 di
Bonazzoli a centro area, 3’
dopo arriva pure la tripletta.
Che mancava, nei campionati
organizzati dal Settore
Giovanile e Scolastico, dal
2006 07: Milan Genoa 4 0, tris
di Paloschi in provincia di
Lecce. Quello stesso giorno, e
sullo stesso campo,
Stramaccioni vinse il suo primo
scudetto, coi Giovanissimi della
Roma: ieri, dal sito ufficiale, ha
fatto i complimenti a tutti. «Non
ricordo una stagione in cui un
club ha vinto 3 titoli su 4 in
palio: complimenti ai tecnici, a
Paolillo e a Samadem, e a due
di cui si parla sempre troppo
poco, Pier Casiraghi e Paolo
Manighetti».
Francesco Oddi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
26
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
MERCATO
S’è mosso il Vasco
Ma Inzaghi tentenna
e aspetta l’Atalanta
Il centravanti riflette anche sul Galatasaray e i cinesi
Intanto Nesta va a Montreal e Seedorf flirta coi Galaxy
MASSIMO LOPES PEGNA
MARCO PASOTTO
LA SORPRESA
Cena a Milano
per Al-Khelaifi,
numero 1 del Psg
Uno lo rivedremo in campo sicuramente. Gli altri due ci
stanno pensando. C’è un (corposo) pezzo di storia del Milan
in attesa di capire come riprendere in mano la propria vita
sportiva. Non c’è fretta. Non
ancora. Dopo anni trascorsi
sotto lo stesso tetto, non si può
cambiare città e colori alla leggera. Pippo Inzaghi, Alessandro Nesta e Clarence Seedorf
sono nel pensatoio, davanti a
una pentola in cui per tutti bolle qualcosa.
MILANO (ma.bre) Una
sorpresa a Milano, a cena. Da
Giannino, il ristorante per
eccellenza del mercato, spunta
Nasser Al Khelaifi, presidente
del Paris St. Germain e uomo
di fiducia del principe erede
Tamin Al Thani. In sostanza,
l’uomo mercato dei francesi.
Non si è parlato di trattative,
giurano, anche se è normale
che il pensiero vada a Thiago
Silva. «Sono qui sono per un
evento per i diritti tv assicura
però Al Khelaifi , non per
Thiago Silva. Complimenti
all’Italia per la vittoria». In
effetti era ospite al tavolo
dell’editore Francisco Silva e
prima di occuparsi del Psg era
stato dg di Al Jazeera Sport (tv
che ha appena comprato i
diritti della Premier, magari
mirano alla Serie A), ma al
tavolo a fianco c’era il ds del
Milan Ariedo Braida e nei
pressi anche Marcelo
Simonian, l’agente di Pastore.
Magari due chiacchiere le
avranno fatte.
Pippo E’ in sospeso fra la deci-
sione di chiudere col calcio giocato, accettando la panchina
degli Allievi nazionali del Milan offerta da Galliani, e proseguire per un’altra stagione. Le
offerte non mancano e Inzaghi
— non è un mistero — ha ancora una voglia matta di giocare.
La novità più succosa arriva
dal Brasile: Pippo ha ricevuto
una telefonata dal Vasco da Gama, direttamente dal presidente Roberto Dinamite. E’ probabilmente questo lo scenario
più suggestivo. Sul piatto estero però ballano anche altre offerte: dalla Cina e dal Galatasaray (che la prossima stagione
giocherà la Champions...). Ma
ci sono pure piste italiane (Parma, Bologna, Siena), fra cui
una che a Pippo piacerebbe
molto: l’Atalanta, che per lui
sarebbe un ritorno di cuore (ottimi i rapporti col presidente
Percassi e il d.g. Marino) nel
club con cui ha vinto la classifica marcatori nel ’97. Nel panorama nazionale, il club nerazzurro sarebbe l’unico preso in
considerazione da SuperPippo.
Sandro Il suo ultimo avvista-
mento è in Canada. Montreal
per la precisione, dove c’è il
Montreal Impact. Un club non
casuale, recentemente accostato a Del Piero e a Seedorf. Ma
soprattutto, è la squadra in cui
gioca Di Vaio, amico di Nesta e
compagno di squadra ai tempi
della Lazio. Sandro ha proseguito le sue vacanze spostandosi dagli Usa in Canada per andare a trovarlo. Dal club non
confermano abboccamenti o
personaggio
MILANO
Dal 9 luglio scalderà i
guanti accanto a Christian Abbiati, che nel 2001 era stato allenato da suo padre Andrea. E’
il fascino degli incroci e delle
storie che sa regalare il calcio.
Per Edoardo Pazzagli il trasferimento dalla Fiorentina al Milan rappresenta qualcosa di
speciale. Anzi di familiare, visto che per papà Andrea — portiere-cantautore scomparso un
anno fa — la maglia rossonera
ha rappresentato una parte importante della carriera. Ora toc-
Filippo
Inzaghi, 38
anni, undici
stagioni con
la maglia
del Milan
INFOPHOTO
trattative, ma Nesta starebbe
«studiando» l’ambiente per capire se ci sarebbero i margini
di un trasferimento. Margini
che invece mancano per un
eventuale ritorno al Milan: Galliani ha provato a convincerlo
a restare, ma il difensore non è
tipo da rimangiare le sue decisioni.
Clarence Dopo la partecipazio-
ne all’allenamento dei Los Angeles Galaxy di qualche giorno
fa, la società conferma la sua
presenza, ma solo come ospite
per una sgambata mentre l’ex
rossonero si trova in vacanza a
Los Angeles. Insomma, il club
usa il profilo basso e molta cautela. Il tecnico Bruce Arena, sull’argomento, ha anche respinto una richiesta d’intervista.
Comunque, lo stipendio che
potrebbero offrire i Galaxy all’olandese non sarebbe certo
di grande rilievo: probabilmen-
4
I NUMERI
326
le presenze
di Alessandro
Nesta in
rossonero
accompagnate
da 10 reti,
stagione più
prolifica il
2009-10 con tre
reti (Juventus e
doppietta
Chievo)
126
le reti
realizzate da
Superpippo
Inzaghi con il
Milan, l’ultima lo
scorso maggio
al Novara in
chiusura di
campionato; le
presenze sono
300
51
le presenze
di Seedorf nella
stagione
2006/07 quella
dove è stato più
utilizzato in
rossonero;
chiude la sua
esperienza al
Milan con 432
presenze e 65
reti
te una cifra nell’ordine dei trecentomila euro. I team della
Mls, infatti, hanno un «salary
cap» massimo di 2 milioni e
300 mila euro per tutta la rosa,
con la possibilità di impiegare
solo tre giocatori con stipendi
senza limiti (la «Beckham rule»). Ma i Galaxy hanno già
usato quelle tre eccezioni: con
Beckham, appunto, Landon
Donovan e l’irlandese Robbie
Keane. Insomma, in caso di fumata bianca per Seedorf sarebbe una scelta d’ambiente e non
certo economica. Il suo agente, Deborah Martin, ieri ha
commentato a Lancenet: «Clarence sta per decidere, al più
tardi sarà lunedì. Le voci sui
Galaxy? Per adesso si sta godendo questo periodo in California e gli è piaciuto allenarsi
con loro. Non posso dire però
se tutto questo influirà sulla
sua decisione futura».
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VISITE MEDICHE PER L’EX GENOANO E ACERBI
Constant: «Adesso
voglio dimostrare
di essere da Milan»
Il centrocampista:
«Spero di poter
vincere qualche
titolo con la maglia
rossonera»
MILANO
Catapultato sulla luna
da un giorno all’altro. Per Kevin Constant il Milan si è materializzato di colpo. Il tempo
che Galliani venisse a conoscenza del brutto infortunio
capitato a Muntari. Esaurite le
imprecazioni (che non sono
state poche), l’amministratore
delegato rossonero si è messo
subito al lavoro per capire come sopperire all’assenza del
ghanese. E, avendo in quei
giorni il presidente del Genoa
Preziosi a portata di mano per
l’affare Acerbi, ha fatto che
chiedergli anche Constant. Ottenendo in cambio un altro
gentile sì sull’asse di mercato
più prolifico di tutto il campionato.
Speranze Ieri Constant e Acerbi hanno sostenuto le visite
mediche a Busto Arsizio. Tutto okay per entrambi, oggi ci
sarà il secondo round con i
test a Milanello come da prassi
per i nuovi arrivati. Kevin, che
è sbarcato al Milan in prestito
con diritto di riscatto (fissato a
8 milioni), ha rilasciato anche
le sue prime parole da rossonero: «Sono felicissimo di essere
qui — ha detto a Sky —. Il mio
idolo al Milan? Tutti. La rosa è
Kevin Constant, 25 anni FORTE
Francesco Acerbi, 23 anni ANSA
interamente composta da
grandi giocatori, adesso con loro ci sono anch’io e non vedo
l’ora di giocare. Voglio dimostrare di poterci stare in questa squadra. Spero di poter vincere qualche titolo con la maglia rossonera».
m.pas.
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laFotonotizia
Nuovo terreno: via ai lavori a Milano
Incomincia la ristrutturazione del terreno allo stadio San
Siro. Tolta l’erba, lunedì la Desso (società olandese) comincerà i
lavori sul fondo del campo. Il manto erboso rinforzato da fibre
sintetiche dovrebbe risolvere i problemi sulla tenuta del campo IPP
Storie di famiglia, dopo Andrea ecco Edoardo Pazzagli
ca a lui, figlio d’arte nato a Firenze ad aprile dell’89. Il Milan
l’ha prelevato a parametro zero dal club viola — dove la scorsa stagione è stato il terzo portiere dietro a Boruc e Neto —
offrendogli un contratto triennale. In realtà la società rossonera aveva preso contatti già
un paio di mesi fa con la Fiorentina, che non aveva posto ostacoli e aveva condiviso l’operazione, a conferma dei buoni
rapporti fra i due club. Un ruolo decisivo l’ha giocato ovviamente la volontà di Edoardo,
per il quale il Milan rappresenta (anche) un modo per onora-
con le idee altrettanto chiare e
una grande presenza di spirito.
Chi gli sta vicino ha potuto apprezzare la maturità con cui ha
reagito alla perdita del papà.
Edoardo proverà a ripercorrere la carriera di Andrea, e non
solo come calciatore: «Mi piacerebbe diventare bravo come lui
anche come cantautore, era
davvero in gamba — ha detto a
Sky —. I suoi testi mi toccavano molto. Sono felice di questa
avventura al Milan: mi godo il
ritiro e poi vedremo, voglio giocare e fare esperienza».
re la memoria del padre.
Orme paterne La scomparsa di
Andrea, lo scorso luglio, ha costretto Edoardo a crescere più
in fretta. Così, dopo due stagioni a Prato in Seconda divisione, è arrivata la decisione di
rientrare a Firenze per stare vicino alla famiglia. Uomo di casa suo malgrado, accanto a
mamma, sorella e fratello minore. Ora, a 23 anni, è arrivato
il momento del grande salto.
Edoardo è un ragazzo con un
carattere diverso dal papà, personaggio molto estroverso. Lui
è più riservato e taciturno, ma
m.pas.
Andrea Pazzagli LIVERANI
Edoardo Pazzagli, 23 anni
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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
27
MONDO
Clamoroso a Londra
Per sir Beckham
niente Olimpiade
Il ct. Pearce lo ha escluso così: «Mi serve un terzino»
Il simbolo della Gran Bretagna sarà il gallese Giggs
STEFANO BOLDRINI
clic
Meglio Micah Richards
che David Beckham. Meglio
un difensore che un centrocampista. L’Olimpiade di Londra è cominciata con il botto
con 29 giorni d’anticipo:
Stuart Pearce, tecnico della nazionale della Gran Bretagna,
ha infatti escluso Beck dal listone dei 18 giocatori. Al suo posto, simbolo e capitano, il gallese Ryan Giggs, che all’età di
38 anni avrà la soddisfazione
di partecipare al primo grande
evento calcistico della sua carriera.
La bocciatura L’estromissione
di Beckham, 115 gare – 59 da
capitano – e 17 gol con la maglia dell’Inghilterra, è clamorosa. Era nel gruppo dei 35 preselezionati. La sua presenza appariva scontata. All’Old Trafford, tutto esaurito per la prima gara della Gran Bretagna,
contro il Senegal, il 26 luglio:
75 mila biglietti andati a ruba
con il popolo di Manchester
che voleva rivedere uno dei
suoi campioni prediletti. Beckham si è speso molto per
Londra 2012. E’ stato uno degli ambasciatori della delegazione britannica che ottenne
l’assegnazione dei Giochi a
Singapore, nel luglio del
2005. Ha portato la fiaccola
olimpica da Atene in Gran Bretagna. E’ stato uno dei tedofori. La bocciatura ha colto di sorpresa persino Sebastian Coe,
presidente del Logoc, comitato organizzatore di Londra
2012: «Cercheremo di affidare a Beckham un ruolo durante l’Olimpiade perché è una figura importante dello sport inglese ed essendo nato a East
London sa benissimo quanto
sia importante quest’evento
per quella parte della città».
Beckham sarà presente alla cerimonia inaugurale, il 27 luglio, ma non sarà facile assegnargli un ruolo last minute.
Va anche accertata la sua disponibilità.
SI PARTE IL 26 LUGLIO
LE FAVORITE SONO
BRASILE E SPAGNA
David Beckham tedoforo: ha preso la fiaccola ad
Atene e l’ha «portata» a Londra. Sotto, Ryan Giggs EPA
Il retroscena Stuart Pearce ha
parlato al telefono con Beck
nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo averlo visionato
dal vivo in una partita dei
L.A. Galaxy, la scorsa settimana: «David, mi dispiace, ma devo escluderti
dalla lista definitiva. Mi
serve un difensore». Beck ci è rimasto male e lo ha fatto sapere: «Naturalmente sono molto deluso, ma nessuno
tiferà più del sottoscritto per
la Gran Bretagna. Avrei voluto
avere l’onore di far parte di
questa squadra e di lottare
per conquistare la medaglia d’oro. Come londinese
ero orgoglioso di vivere
da protagonista l’Olimpiade». I tre fuoriquota scelti
da Pearce sono, oltre a
Giggs, il gallese Craig
Bellamy del Liverpool
e Micah Richards del
Manchester City, bocciato da
Il torneo di calcio
olimpico comincerà il 26
luglio. La Gran Bretagna
farà il suo esordio a
Manchester (ore 17) contro
gli Emirati Arabi. Le prime
due squadre di ciascuno dei
4 gruppi si qualificano per i
quarti di finale, che si
giocheranno il 4 agosto.
Semifinali il 7, finale per la
medaglia di bronzo il 10 e
finalissima per l’oro l’11
agosto. Ecco le squadre.
GRUPPO A: Gran Bretagna,
Emirati Arabi, Senegal e
Uruguay. GRUPPO B: Corea
del Sud, Gabon, Messico e
Svizzera. GRUPPO C:
Bielorussia, Brasile, Egitto e
Nuova Zelanda. GRUPPO D:
Giappone, Honduras,
Marocco e Spagna.
Roy Hodgson per il recente Europeo in Polonia e Ucraina.
Reazioni Le reazioni all’esclu-
sione di Beckham sono veementi. Gli ex calciatori Gary
Lineker e Robbie Savage
definiscono una «sciagura» la scelta di Stuart Pearce. Qualcuno, sul web,
ha invece apprezzato il
coraggio del commissario
tecnico della Gran Bretagna. I
commenti sulla vicenda sono
stati i più letti sulle versione
online dei giornali. C’è chi ha
sottolineato come questa decisione rappresenti uno sgarbo
nei confronti dell’Adidas,
sponsor di Beckham e della nazionale britannica. Stuart Pearce ha avuto un bel coraggio:
Londra 2012 potrebbe rivelarsi per lui un’Olimpiade da incubo.
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y
COPPA LIBERTADORES LA FINALE D’ANDATA
LA
SCHEDA
David Joseph
Robert
Beckham, è
nato a Londra il
2 maggio 1975.
S
LE SQUADRE
Inizio nelle
giovanili del
Brimsdown, Dal
1993 al 2003 è
Manchester
United. Poi Real
Madrid, L.A.
Galaxi e Milan.
In nazionale 115
e 17 gol.
S
LE VITTORIE
Col Manchester
United 1
Champions, 1
Intercontinentale, 6 Premier
League, 2
coppe
d’Inghilterra, 1
Charity Shield.
Col Real Madrid
1 Liga e 1
Supercoppa di
Spagna. Con il
Los Angeles
Galaxy, 1
campionato Mls
e 1 Mls
Supporters
Shield
Romarinho, 21 anni (al centro) esulta dopo il suo gol del pari REUTERS
C’è un Romarinho
per il Corinthians
e il Boca è bloccato
MAURICIO CANNONE
BUENOS AIRES
Riquelme? No. Il personaggio della finale d’andata
della Libertadores è Romario,
anzi, Romarinho. Non è il figlio
del campione mondiale col Brasile nel 1994, come dicono in
Argentina. E non è nemmeno
soprannominato così in suo
omaggio. Il nomignolo è un
mix del nome del padre, Ronaldo (non il Fenomeno), con
quello del nonno, Mario. Ha 21
anni, è nato a Palestina, cittadina dello stato di San Paolo. E
ha salvato il Corinthians al tramonto della finale d’andata col
Boca Juniors, siglando l’1-1
che ha zittito 50 mila voci alla
Bombonera. Compresa quella
di Maradona dalla sua cabina
privata.
Gol viola La gara è stata molto
aperta, con capovolgimenti di
fronte, spettacolare. Ma non ci
sono state tante occasioni, soprattutto nel primo tempo. Un
forte tiro di Paulinho, playmaker del centrocampo brasiliano, deviato in angolo dal portiere Órion. Poi una gran bella
rovesciata dell’uruguaiano
Santiago Silva, attaccante del
Boca (ed ex Chievo e Fiorentina), che però finisce la corsa
contro il corpo di Alessandro,
terzino del Corinthians. Nella
ripresa invece il Boca si scatena e al 28’ sblocca il risultato. Il
gol arriva da un calci d’angolo
battuto da Mouche prolungato
di testa da Caruzzo. Santiago
Silva di testa in tuffo colpisce a
botta sicura: Chicão, difensore
corintiano, salva con la mano
sulla linea ma Roncaglia, futuro difensore della Fiorentina,
s’avventa sul pallone e segna.
Ecco Romarinho La vittoria argentina sembra scontata, ma
im Corinthians non si perde
d’animo e il tecnico Tite spende il suo asso nella manica: Romarinho. La mezzapunta rivelatasi nel campionato paulista
col Bragantino, che aveva già
segnato una doppietta nel derby di domenica con il Palmeiras per il campionato brasiliano, entra al 37’ e dopo 3 minuti
regala il pari alla sua squadra.
L’azione comincia nella metà
campo brasiliana: Paulinho recupera il pallone, avanza, serve Emerson che s’inventa il passaggio filtrante per Romarinho, bravo a scavalcare
Orion con un dolce tocco di destro. Il Boca a questo punto si
butta in avanti alla ricerca del
nuovo vantaggio, ma si ferma
al palo con Viatri. Il pari vale
oro per il Corinthians, che ora
ha la possibilità di sfruttare il
ritorno in casa (mercoledì prossimo a San Paolo) e provare a
conquistare la sua prima Libertadores e ora decide in casa. Il
Boca invece tenta di superare il
record di titoli internazionali
in parità col Milan (18).
BOCA JUNIORS-CORINTHIANS 1-1
MARCATORI Roncaglia (B) al 28’, Romarinho (C) al 40’ s.t.
BOCA JUNIORS (4-2-1-3) Orión; Roncaglia, Schiavi, Caruzzo, Clemente Rodríguez; Ledesma (Rivero dal 36’st), Somoza, Erviti; Riquelme; Mouche (Cvitanich dal 42’st), Santiago Silva (Viatri dal
39’st). All. Falcioni.
CORINTHIANS (4-2-2-2) Cássio;
Alessandro, Chicão, Leandro Castán,
Fábio Santos; Ralf, Paulinho, Danilo
(Romarinho dal 37’st), Alex (Wallace dal
47’st); Jorge Henrique (Liedson dal
38’pt), Emerson. All. Tite.
ARBITRO Enrique Osses (Cile)
NOTE Ammoniti: Roncaglia, Riquelme,
Chicão. Spettatori 49 mila
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
MERCATO
L’UNICO CLUB DI A CHE NON HA ANCORA ANNUNCIATO L’ALLENATORE
Deschamps lontano Per questo
Samp, la scelta nel weekend
In corsa anche Ferrara e Zola
Difficile arrivare a Deschamps,
in calo le azioni di Rossi e Giampaolo
ALESSIO DA RONCH
GENOVA
La Sampdoria ha
un’idea ben precisa in testa e
non vuole arrendersi prima di
aver verificato che in questo
momento è irrealizzabile. Dopo Benitez, così, arrivano altri
candidati, nomi nuovi, con un
modo ben preciso di vedere e
vivere il calcio. Tutti in corsa,
ma solo per due o tre giorni,
perché orami il club blucerchiato non può più temporeggiare. L’inseguimento a Beni-
tez si è rivelato comunque una
bella avventura, ma il tecnico
spagnolo voleva partire subito
da una situazione più competitiva rispetto ai programmi della famiglia Garrone. Chiedeva
un investimento immediato di
oltre 30 milioni di euro. Per
questo non si è arrivati neppure all’incontro finale e i sei
giorni di attesa hanno rosicchiato irrimediabilmente il
tempo rimasto a disposizione
dei blucerchiati. Il fine settimana, insomma, deve rivelarsi decisivo.
Ciro Ferrara, 45 anni LAPRESSE
Gianfranco Zola, 45 anni AP
La nuova Roma vara
il low cost di qualità
«Squadra già forte»
Budget di 30 milioni, acquisti mirati, nessuna follia
E oggi Sabatini farà il punto di mercato con Zeman
ALESSANDRO CATAPANO
ROMA
È stato il direttore generale Franco Baldini a illustrare ai
consiglieri della Roma le linee
guida dell’imminente campagna di rafforzamento: pochi acquisti mirati, soprattutto in difesa e a centrocampo, nessuna
follia, la rosa è già abbastanza
competitiva così. Tradotto in
soldoni: gli americani e i soci di
UniCredit — ieri riuniti in un
Cda che ha spostato a settembre l’aumento di capitale e rimandato alla prossima settimana pure la questione stadio —,
tireranno fuori circa trenta milioni, una decina in meno di un
anno fa. Pure troppi, per un
club che chiuderà il bilancio al
30 giugno con un rosso di almeno 50 milioni. I tifosi dovranno
accontentarsi, con la speranza
(molto ottimistica) di rimpinguare il tesoretto grazie ad un
paio di cessioni eccellenti.
ma americana — è lungo quanto problematico, proprio perché si tratta di stipendi pesanti.
Esempio: Borriello guadagna,
veri, circa 4 milioni netti a stagione, chi se li può permettere
oggi in Italia?
Summit al mare A Zeman questa
politica low cost (ma di qualità)
è stata tratteggiata fin dal primo incontro. Ovviamente, non
ha fatto una piega. E non ha sottoposto alla dirigenza romanista alcuna conditio sine qua
non. Si è limitato ad elencare le
caratteristiche che dovranno
avere i giocatori per trovare
spazio nel suo 4-3-3. Oggi Walter Sabatini scenderà a Mondello per incontrarlo e, alla luce
del Cda di ieri, fare il primo vero punto di mercato. Come ha
detto Baldini, la rosa va puntellata in difesa — il terzino brasiliano Dodò è atteso nelle prossi-
me ore, il centrale Castan a
giorni — e a centrocampo, reparto che già registra il reintegro di Marquinho. In attacco,
dopo il riscatto a caro prezzo di
Borini, si interverrà solo se capiterà l’occasione giusta. Con
questa premessa, Sabatini non
molla la pista che porta a Mattia Destro (di cui riferiamo lungamente in altra parte del giornale). L’attaccante a metà tra
Siena e Genoa resta nel mirino
di Sabatini, che ieri ha incontrato il d.s. rossoblù Capozucca,
anche per trattare il centrocampista greco Tachtsidis. Al termine dell’incontro, la valutazione
di Destro non è cambiata: resta
di 16 milioni, che la Roma può
mettere insieme solo con contropartite tecniche molto interessanti o dopo aver ceduto
uno tra Osvaldo e Borini. Questo passa il convento.
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Nuove idee azzurre Iachini è
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CHIUSURA DELLA TRATTATIVA A FINE EUROPEO
S
Castan
Brasiliano,
centrale
difensivo del
Corinthians che
si sta giocando
la Libertadores
col Boca
Juniors. Arriverà
per poco più di
5 milioni
S
Zdenek Zeman e Franco Baldini nel giorno della presentazione. Sotto, Walter Sabatini ANSA
sotto contratto, evidentemente non corrisponde all’identikit del tecnico ideale per il
progetto Samp, ma potrebbe
essere una soluzione ponte,
tra l’altro a costo zero, visto
che in ogni caso dovrà essere
pagato. Il club blucerchiato però vuole sfruttare questi ultimi giorni di tempo e si guarderà in giro in cerca di un’idea
più corrispondente al suo modello: Ciro Ferrara, attuale tecnico dell’Under 21, già nel mirino del Pescara, costituirebbe
una soluzione interessante:
nome importante, un passato
alla Juve, conosciuto bene dal
d.s. Sensibile. Un’alternativa
potrebbe essere rappresentata da Zola, ex tecnico del West
Ham, pure lui nome pesante
con in più una bella esperienza all’estero nel curriculum.
Le possibili sorprese, insomma, non mancano e fanno sfumare progressivamente i nomi di Rossi e Gianpaolo.
POSSIBILI
OBIETTIVI
Tachtsidis
Centrocampista
difensivo greco,
di proprietà del
Genoa, ha
giocato l’ultima
stagione a
Verona, in Serie
B. Ieri ne hanno
parlato Sabatini
e Capozucca
Via i rami secchi Su quell’«abba-
stanza competitiva», probabilmente, tifosi e addetti ai lavori
discuteranno all’infinito, ma intanto, come ama dire Walter
Sabatini, «la Roma va soltanto
puntellata, non ricostruita».
Tradotto: toglietevi dalla testa
l’imbarcata di giocatori scaricata su questi lidi un anno fa. Con
il ritorno dei prestiti e la promozione forzata (per raggiunti limiti d’età) dei Primavera, la rosa a disposizione di Zeman si è
gonfiata come una torta e Trigoria rischia di esplodere: poco meno di quaranta unità. Casomai, più di qualcuno sarà invitato a trovarsi un’altra destinazione, e la moral suasion partirà con quelli che rischiano di
trascorrere un anno di ferie lautamente pagato: da Borriello a
Pizarro, l’elenco delle cessioni
con cui asciugare il monte ingaggi — anche quest’anno
l’obiettivo primario della Ro-
A
motivo rischia di sfumare la
candidatura di Didier Deschamps, tecnico al quale è legato il d.s. Pasquale Sensibile,
con cui probabilmente non esisterebbero problemi d’ingaggio, nè di budget di mercato.
L’ostacolo, in questo caso, è
proprio il tempo. L’ex allenatore della Juventus, infatti, è il
maggior candidato a sostituire Blanc se quest’ultimo lascerà la panchina della Francia.
Per lui sarebbe il coronamento di un sogno, quindi non vuole prendere in considerazione
altre ipotesi finché la porta dei
bleus non sarà chiusa. Ieri, però, Blanc, che è inseguito dal
Tottenham, ha incontrato il
presidente della federazione
Le Graet, rimandando una decisione al prossimo summit in
programma il 3 luglio. Difficile che la Samp possa attendere fino a quel giorno.
S
Destro
È il caso
dell’estate 2012,
lo vogliono tutti.
La Roma è in
concorrenza con
Inter, Juventus e
Psg. Al giocatore
piacerebbe
essere allenato
da Zeman
Miguel Veloso, 26 anni, contro Fabregas nella semifinale europea AFP
Veloso, ciao Genoa
«Vado via al 100%»
Dinamo Kiev vicina
Gli ucraini offrono
7 milioni e il play
portoghese ha
deciso: «All’Est?
Voglio cambiare»
DAL NOSTRO INVIATO
ALESSANDRA BOCCI
DONETSK (Ucraina)
La Dinamo Kiev vuole Miguel Veloso e Miguel Veloso
vuole la Dinamo Kiev. «La mia
attenzione finora è stata tutta
per la nazionale, ero convinto
come i miei compagni che il
Portogallo avrebbe potuto fare
un grande Europeo. Però ormai la finale ci è sfuggita, Euro
2012 per noi è finito, e bisognerà discutere del mio futuro. In
Italia sono stato bene, con il Genoa ha fatto una bella esperienza: non c’è nulla che non va,
semplicemente sento che è arrivato il momento di cambiare e
di misurare il mio valore da
un’altra parte».
La fiera dell’Est Un accordo di
massima fra i club era già stato
preso nei giorni scorsi, e la Dinamo con la sua offerta di sette
milioni di euro sembra aver
convinto il Genoa, che inizialmente ne aveva chiesti almeno
otto. Anche Luciano Spalletti si
era fatto avanti con lo Zenit e
pure il Cska Mosca è interessato al mediano portoghese che
ha giocato un buon Europeo,
da titolare e soprattutto da protagonista. Anche la sua prova
contro la Spagna è stata di
buon livello: la forza fisica e il
dinamismo di Veloso sembrano indispensabili per completare il catalogo di una nazionale
di qualità come quella portoghese. E le sue quotazioni dopo la semifinale raggiunta un
po’ a sorpresa si sono impennate. Ma Veloso era già promesso
da tempo, e l’esperienza di queste settimane semmai non ha
fatto che incrementare la sua
ambizione e la voglia di lasciare un club nel quale ormai sente di aver fatto tutto quello che
poteva.
Ambizione Europa «In Italia è andato tutto bene», ripete. Ma
ora il ragazzo vuole correre in
Europa anche con un club: della Dinamo Kiev lo attrae il palmares e soprattutto la possibilità di giocare la Champions League, e non lo impressiona il fatto di dover cambiare stile di vita. Veloso si sente pronto a traslocare all’Est, e semmai per il
momento tiene soltanto un po’
aperta l’asta. «Non c’è ancora
nulla di certo», risponde più
volte ai cronisti arrivati da
Kiev. Veloso sarebbe un acquisto di qualità per l’ex club di
Shevchenko: la Dinamo vuol
tentare di pareggiare il gap con
lo Shakhtar. «Logicamente tutti noi desideriamo sempre qualcosa di più grande, e la Dinamo
è un club importante. La vita
nell’Est è molto diversa? Io sono curioso e motivato, voglio
fare un’altra esperienza. Adesso che l’Europeo è finito, parlerò con i miei agenti e prenderò
una decisione definitiva. Ma di
certo lascerò l’Italia».
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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
MERCATO
Doppio Bologna:
Curci più Motta
Pescara su Muñoz
Napoli: avanza Gamberini. Genoa: Velazquez
Cagliari: Astori 2016. Catania: sprint Mazzola
BIANCHIN-DI CHIARA-GOZZINI
Uno-due Fiorentina,
con il tre all’orizzonte. I viola
hanno definito il primo acquisto: è El Hamdaoui, attaccante in lite con l’Ajax, arriverà
per meno di un milione. Il secondo colpo a basso costo può
essere lo svincolato Roncaglia, difensore del Boca: chiusura dopo la finale di ritorno
di Libertadores. Poi, all’inizio
della prossima settimana, incontro col Palermo per Viviano, e qualche ragionamento
per il centrocampo: obiettivi
Elm (Az), Badelj (Dinamo Zagabria), Ralf (Corinthians),
N’Diaye (Bursaspor) e Pizarro (Roma). Trattative con
l’estero anche per la Lazio,
che parla sempre col Trabzonspor per Yilmaz: in alternativa lo zambiano Mayuka
(Young Boys) e lo svedese Guidetti (Feyenoord). Se ci fossero problemi per Breno, invece,
pronto Abraham, argentino
del Basilea.
Punto Bologna Il Bologna sta
per definire il portiere. Gillet
va verso il Torino, trattative
avanzate per Curci (Roma) e
Leali (Juve, ex Brescia): arri-
Alessandro Gamberini, 30 anni
Davide Astori, 25 anni AG. PHOTOS
va uno dei due. In difesa offerto un biennale a Heinze (a breve la risposta) e resta valida
l’ipotesi-Marco Motta dalla
Juve, in mezzo ok per Pasquato dall’Udinese e idea-Guarente dal Siviglia, davanti frenata
per Belfodil: se salta si va su
Bueno (Nacional) o Varela
(Porto). Intanto il d.g. Zanzi
ha precisato: «Gaston Ramirez costa 20 milioni». Il Napo-
li prende nota e prende atto di
un rallentamento per Miranda (Atletico Madrid): molto
più seri i discorsi con la Fiorentina per Gamberini. Il Genoa
è vicinissimo a Velazquez (Independiente) e ha praticamente chiuso per il centrocampista
Anselmo (Palmeiras). Più difficile l’affondo a El Burrito
Martinez (Velez).
Catania, Palermo e... Altro sudamericano in arrivo: è Carlos
Muñoz, attaccante del Colo
Colo che ha quasi l’accordo col
Pescara: offerto prestito con
diritto di riscatto a 3 milioni. Il
Pescara è ai dettagli per lo
scambio alla pari Colucci-Gessa col Cesena, segue sempre
Mazzarani e disturba il Catania per Frison. Attivissimo anche il Torino, che ieri non ha
chiuso con Sansone ma pensa
di acquistarlo a titolo definitivo, lavora per Barreto (Udinese), pensa a Rivas svincolato
dal Varese, sonda Ceravolo
(Reggina), incassa il no dell’Independiente per Rodriguez e
tratta Spolli col Catania. A Palermo visite per Rios, con Alvarez sempre più vicino alla Dinamo Bucarest. In Sicilia, affare in vista anche per il Catania: oggi incontro per Mazzola, attaccante argentino del Locarno, presto consultazioni
col Parma per il centrale Padella. Proprio il Parma ha preso Filippi in comproprietà dal
Cesena, ha acquistato Portin
nell’operazione che ha portato
a Padova la coppia Galli-Feltscher, sonda Fischnaller con
l’Alto Adige e, soprattutto, ha
detto no a El Kaddouri, sempre più destinato alla Juve.
Uscite da Lecce: il Chievo punta sempre forte su Di Michele
e l’Atalanta non molla l’esterno Brivio. Il Cagliari è su Stoian (Roma-Bari) ed è vicino al
rinnovo fino al 2016 con Astori: passa da 400mila a 800mila euro. Il Siena infine va su
Giulio Donati, difensore nell’ultimo anno a Padova.
Verso l’estero Gargano piace a
Malaga e Porto, Torje ufficiale in prestito a Granada dall’Udinese, come Floro Flores,
mentre l’ex Bologna Coda piace al Cska Sofia. Lavezzi domenica sarà a Parigi, Jordi Alba passa ufficialmente dal Valencia al Barcellona per 14 milioni: l’esterno sinistro ha firmato un quinquennale.
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CALCIOSCOMMESSE
Bertani ritorna in libertà
«Non è nell’associazione»
Per il Tribunale
del riesame può
avere combinato
le gare pur stando
fuori dal gruppo
ROBERTO PELUCCHI
Se è un calciatore corrotto, e non lo si può escludere, tre
partite probabilmente taroccate, e tutte della sua squadra (all’epoca, il Novara), sono poche
per considerarlo parte integrante e continua di un’organizzazione dedita alla frode sportiva. E’ questa la conclusione a
cui è giunto il Tribunale del riesame di Brescia, che ieri ha annullato gli arresti domiciliari di
Cristian Bertani, attaccante della Sampdoria, rimettendolo in
libertà. Dichiarata inammissibile, invece, la richiesta di riesame per Omar Milanetto, perché
la misura cautelare nei suoi confronti era già stata revocata dal
gip Guido Salvini.
Prove insufficienti Il pronuncia-
mento a sorpresa del Riesame
è, evidentemente, un punto a
favore della difesa, anche se i
giudici non escludono che Bertani abbia effettivamente taroccato le partite. Ma «la consumazione di singoli reati-fine non
Cristian Bertani, 31 anni ANSA
comporta, di per sé e secondo
un automatismo probatorio, la
prova dell’adesione al sodalizio
criminoso, dal momento che a
tale ultimo fine occorre un compendio grave in termini di consapevole contributo dell’indagato all’azione del gruppo ed alle sue finalità». «Ad avviso del
Collegio — si legge ancora —
nel caso di specie il materiale
rimesso nei confronti del ricor-
rente Bertani è ampiamente insufficiente a dimostrazione del
suo inserimento nell’associazione a delinquere di cui erano parte, tra gli altri, Gegic, Ilievski,
Tisci e Zamperini. L’affermazione prescinde, ovviamente, dall’ascrivibilità a Bertani di singoli reati». Ma il numero di partite
eventualmente manipolate dall’attaccante (tre) e l’arco temporale in cui queste manipolazioni sarebbero avvenute (circa
un mese), sono considerati elementi in contraddizione «con
l’addebito associativo, negando quel più ampio coinvolgimento. in termini anche di durata, nel rapporto». A Cremona, ovviamente, la pensano diversamente. Per gli inquirenti il
quadro indiziario su Bertani è
molto più grave di quello su Tisci, ma mentre per quest’ultimo lo stesso Riesame ha accettato l’ipotesi del reato associativo, per l’ex attaccante del Novara questo non è avvenuto.
Tra Bari e Roma Andrea Masiel-
lo ha riproposto il patteggiamento in sede penale con le
stesse modalità precedentemente respinte (1 anno 10 mesi), lo stesso ha fatto l’amico Carella. Aggiornato il calendario
delle audizioni in Procura federale: Pagano (Nocerina) e Vincenti (osservatore Livorno) saranno ascoltati il 5 luglio, Ariatti (Pescara) viene spostato al 9.
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Taccuino
CONTRO LA RADIAZIONE
Moggi ricorre
al Tar del Lazio
Contro la sentenza dell’Alta
corte di giustizia sportiva, i legali di
Moggi hanno presentato ricorso al
Tar. L’Alta Corte aveva confermato
la radiazione di Moggi, Giraudo e
Mazzini per Calciopoli. Al momento
risulta che il solo ex d.g. juventino
abbia presentato ricorso.
LEGA
Assemblea di A
il 4 luglio
Convocata per il 4 luglio l’as
semblea ordinaria della Lega di A.
SLA
Primo trapianto
staminali su uomo
Per la prima volta al mondo a
Terni sono state trapiantate in un
uomo colpito da sclerosi laterale
amiotrofica (Sla) cellule staminali
del cervello prelevate da un feto
morto per cause naturali. È il primo
passo che potrebbe portare ad una
vera «reazione a catena» nelle spe
rimentazioni in questo campo. Po
trebbe essere sufficiente una picco
la quantità di tessuto nervoso per
poter trattare fino a 100 pazienti e
affrontare, oltre alla Sla, altre malat
tie neurologiche degenerative.
SIENA
Ritiro, a Cascia
la seconda parte
Dopo la prima fase a S.Vito di
Cadore (13 28 luglio), il Siena sarà a
Cascia: 31 luglio 8 agosto.
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n. 15: € 4,17; n. 17: € 4,58; n. 18, 19:
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n. 4: Corriere della Sera €4,42; Gazzetta
dello Sport € 1,67; abbinata € 5,00.
n.16: Corriere della Sera €1,67; Gazzetta
dello Sport € 0,83; abbinata € 2,08.
n 22: Corriere della Sera €4,08; Gazzetta
dello Sport € 2,92; abbinata € 4,67.
n 23: Corriere della Sera €4,08; Gazzetta
dello Sport € 2,92; abbinata € 5,00.
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
31
SERIE B MERCATO
Padova, tre squilli:
Feltscher e Galli ok,
Babacar a un passo
L’alternativa per i veneti è Bonazzoli. Ascoli: Colomba jr
Novara: idea Forestieri. Il Cesena va su Oduamadi
BREGA-D’ANGELO-ERCOLI
Doppia operazione del
Padova che con il Parma ha definito gli acquisti di Rolf Feltscher e Niccolò Galli. Il primo
arriva a Padova con la formula
del prestito con diritto di riscatto (e contro riscatto da parte
del Parma già fissato), mentre
Galli è stato trasferito in comproprietà. Nell’ambito della
stessa operazione, il Padova ha
ceduto alla società emiliana la
comproprietà di Portin che rimarrà in Veneto un’altra stagione. Il Padova è inoltre vicino a
Babacar (proprietà Fiorentina,
l’anno scorso al Racing Santander in Spagna) e si è fatto sotto
per Bonazzoli (Reggina).
Ufficialità Lo Spezia ha definito
i prestiti di Mario Rui (Parma,
era al Gubbio) e di Iacobucci
(Siena, era all’Alto Adige); vicino anche Crisetig (a metà tra
Inter e Parma); settimana prossima si definirà per Di Cesare
(Torino) e per la punta che ancora manca. Il Cesena ha preso
Doppio colpo
del Verona:
dal Palermo
arrivano Verdun
e Arzamendia
Defrel (attaccante del ’91, ultimo anno a Foggia) che arriva
in comproprietà dal Parma e segue sempre Di Roberto e Bellazzini (su quest’ultimo prova a
sprintare però il Grosseto) del
Cittadella; vicino Brandao (Parma) e ci prova per Oduamadi
(Torino). Il Verona prende in
prestito con diritto di riscatto
l’attaccante Verdun (’93) e il
centrocampista Arzamendia
(’94), entrambi paraguaiani
provenienti dal Palermo; e la
prossima settimana può essere
quella buona per Grossi (Siena) e Colombo (Reggina).
L’Ascoli ha annunciato l’ingaggio di Hanine dal Chievo, nell’operazione rientra la cessione
di metà cartellino di Marchionni ai veneti; definito anche l’ingaggio di Davide Colomba (Parma), figlio del tecnico Franco;
Khouma Babacar, 19 anni, 8 gare nella Liga FORTE
piace Fossati (Milan, ultimo anno al Latina). Il Cittadella ha
rinnovato la comproprietà di
Baselli (’92) con l’Atalanta e resterà in Veneto; così come Pellizzer che da ieri è tutto del Cittadella: è stata riscattata infatti
anche la seconda metà dal Bassano.
Le trattative L’ultima idea del
Novara è Forestieri (l’anno
scorso al Bari dove ha giocato
28 partite in B). La Juve Stabia
è sempre a caccia di un difensore centrale: corteggiati Vinci,
in scadenza di contratto con
l’Empoli, Regini, in comproprietà tra lo stesso Empoli e la
Sampdoria, e Figliomeni, ex
Nocerina, cartellino di proprietà del Varese; dalla Fiorentina
potrebbe arrivare in prestito il
centrocampista Agyei, ghanese, capitano della Primavera viola. La Ternana pensa al portiere Brignoli (Lumezzane), per
la difesa sembra aver accantonato Stefano Piccinni (AlbinoLeffe), mentre a centrocampo
segue sempre Cristiano Piccini
(Fiorentina, lo scorso anno alla
Carrarese) e Di Deo (Taranto).
Ieri la Reggina ha trovato l’accordo con il Milan per avere Comi in prestito, mentre Stuani
troverà ancora casa in Spagna
dove nell’ultima stagione ha difeso i colori del Racing Santander (il contratto con i calabresi
dura ancora un anno, fino al 30
giugno 2013). Il Livorno cerca
un attaccante e sta seguendo
Papazoglou (Paok Salonicco),
greco del 1988 di un metro e
96 che si può prendere a zero
(occhio anche allo Spezia che
ci sta facendo un pensierino).
Il Modena sonda Rafael (ex Bologna, difensore brasiliano),
sul quale c’è anche la Ternana.
Lanciano: fatta per Fofana (Siracusa), vicini Madonia (Trapani) e Vanin (Sorrento).
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MERCATO
IL CASO
C’è Scienza
per il Vicenza
Pavia, vicino
La Camera
«Taranto in B
grazie al Tar»
Tifosi in festa
ma è una bufala
L’ultima idea per la
panchina del Vicenza si
chiama Giuseppe Scienza, fino
al dicembre scorso sulla
panchina del Brescia. Il
Catanzaro ha ufficializzato
Fioretti (Gavorrano) e Fiore
(Chieti), mentre si lavora per
avere Pisseri (Parma) in
prestito. Il Gubbio ha
ingaggiato Grea (Alto Adige), si
avvicina a Guerri (Barletta),
insegue Lebran (AlbinoLeffe),
aspetta il sì di Baiocco
(Siracusa) e ha nel mirino
Lebran (AlbinoLeffe), Improta
(Genoa Milan) e Del Core
(Andria). La Reggiana attende
Camillucci e Antonelli che sono
legati ancora da un anno di
contratto con il Sorrento e il
Lumezzane. Il Viareggio
(Cuoghi in pole per la panchina)
segue Torregrossa (Udinese,
nella scorsa stagione al Monza)
e Benedetti (Prato). Cuneo su
D’Onofrio (Viareggio). Pavia a
un passo da La Camera
(Benevento) e segue Scampini
(Pisa). Il Como ha preso Micai
(Palermo) in prestito.
Seconda divisione Ufficiale
Giovanni Tedesco allenatore
del Foligno che segue
Balistreri (Perugia), Girardi
(Taranto) e Castiglia (Spal).
Revocato lo stato di
liquidazione del Casale che ora
lotta contro il tempo per
iscriversi.
Che caos. Taranto passa
in poche ore dalla gioia alla
delusione per colpa di uno
scherzo di cattivo gusto. Ieri
poco dopo le 14 si diffonde la
voce che il Tar del Lazio ha
accolto il ricorso contro i sei
punti di penalizzazione al
Taranto e che la società è stata
ripescata in serie B. Circola
anche un documento,
palesemente un falso contro cui
la Federcalcio sta valutando se
sporgere querela, che accredita
la voce. Un falso anche fatto
male, visto che si tratta di
poche righe scritte sul «ruolo
d’udienza», il foglio che viene
affisso fuori dell’aula dove si
svolge un dibattimento. Sembra
addirittura che il presidente del
Taranto si sia rivolto alla
segreteria della Lega di B per
chiedere «quali documenti
servivano per l’iscrizione».
Insomma un gran caos condito
da caroselli di auto e bagni nelle
fontane cittadine. Poi, pian
piano la verità si fa largo. Il Tar,
onde evitare
strumentalizzazioni, pubblica la
sentenza vera: «Il Tribunale
Amministrativo Regionale per il
Lazio (Sezione Terza Quater)
definitivamente pronunciando
sul ricorso lo dichiara
inammissibile». Del resto la
Cassazione era stata chiara: il
Tar non può intervenire su
sanzioni sportive e tanto meno
lo può fare su richiesta di tifosi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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2
3
1 Emiliano Bonazzoli, 33 anni, attaccante della
Reggina LAPRESSE 2 Davide Colomba, 23 anni, Il figlio
del tecnico Franco giocherà nell’Ascoli LIVERANI 3
Fernando Forestieri, 22 anni, piace al Novara IANUALE
32
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
CICLISMO DOMANI IL VIA
21 TAPPE, 3497 KM
Il 99˚Tour de France che scatta
domani da Liegi si concluderà
domenica 22 luglio con la consueta
passerella sui Campi Elisi.
Queste le tappe.
Domani: prologo a Liegi (Belgio),
cronometro individuale 6,4 km.
Domenica 1 luglio: 1ª tappa
Liegi-Seraing (Belgio), 198 km.
Lunedì 2 luglio: 2ª tappa
Visé-Tournai (Belgio), 207,5 km.
Martedì 3 luglio: 3ª tappa
Orchies-Boulogne sur Mer, 197 km.
Mercoledì 4 luglio: 4ª tappa
Abbeville-Rouen, 214,5 km.
Da Liegi
È LA 99a EDIZIONE
Tre arrivi in salita,
nove occasioni
per i velocisti
e 101,4 km a crono
Giovedì 5 luglio: 5ª tappa
Rouen-Saint Quentin, 196,5 km.
Venerdì 6 luglio: 6ª tappa
Epernay-Metz, 207,5 km.
Sabato 7 luglio: 7ª tappa
Tomblaine-La Planche des Belles
Filles, 199 km.
Domenica 8 luglio: 8ª tappa
Belfort-Porrentruy (Svizzera),
157,5 km.
Lunedì 9 luglio: 9ª tappa Arc et
Senans-Besançon, cronometro
individuale 41,5 km.
Martedì 10 luglio: riposo.
Mercoledì 11 luglio: 10ª tappa
Mâcon-Bellegarde sur Valserine,
DAL NOSTRO INVIATO
MARCO PASTONESI
LIEGI (Belgio)
Da qui, domani alle 14,
scatta il Tour de France numero 99 della storia. Una corsa
che, ogni volta, è epocale. Una
corsa che, ogni volta, fa pedalare il mondo. Una corsa che,
ogni volta, dev’essere scoperta. Ecco i 10 leit-motiv di questa edizione, che per molti farà anche da trampolino verso i
Giochi olimpici di Londra.
1
Il solito Tour aspettando
l’edizione trionfale numero
100 del 2013?
Sulla carta, è un bel Tour. E,
sulla strada, potrebbe essere
bellissimo. Nove tappe piatte,
quattro miste con un arrivo in
salita, cinque di montagne
con due arrivi in salita, un cronoprologo e due crono individuali per un totale di 101,4 chilometri. Quest’anno, prima le
Alpi (Grand Colombier, Madeleine, Croix de Fer...), poi i Pirenei (Aubisque, Tourmalet,
Aspin, Peyresourde, Port de
Balès...). Più salite: 25 colli fra
seconda, prima e fuori categoria. Due gli sconfinamenti: subito in Belgio, poi in Svizzera.
Apparentemente non ci sono
trappole, come il pavé, ma il
ciclismo è, di per sé, uno slalom fra le trappole.
2
Una curiosità: un arrivo
è alla Planche des Belles Filles. Con quel nome, di che
posto si tratta?
Traduzione: il palcoscenico
delle belle ragazze. E’ una delle nove sedi inedite, fra partenze e arrivi, di questo Tour. E’
una cima nella catena dei Vosgi, a 1148 metri, e prende il
nome da una fuga delle donne
della valle, che volevano scappare da un massacro dei vichinghi nel XV secolo. Non ci
riuscirono.
3
Gli abbuoni?
Zero. Christian Prudhomme,
il direttore del Tour, ha fatto
piazza pulita. Perché privilegiare le tappe piatte, penalizzare quelle in salita e ignorare
quelle a cronometro? O sempre o mai. Zero abbuoni signifi-
Tante stelle
a caccia
del trono
di re Evans
Da Wiggins a Nibali e Gesink:
pronostico incertissimo.
E per il vincitore 450 mila euro
Storico
Cadel Evans,
35 anni,
sui Campi Elisi
dopo la vittoria
al Tour 2011
BETTINI
TOUR CHAMPAG
CHAMPA
ca condizioni uguali per tutti.
Il massimo della democrazia
ciclistica.
4
Evans contro Wiggins.
Sarà questo il duello?
Cadel, il detentore del titolo. E
Bradley, lo sfidante. Sono i
due favoriti. L’australiano,
quest’anno, ha puntato tutto
sul bis al Tour, ha dato segnali
di forza fisica e mentale, e dimostrazioni di determinazione e coraggio. L’inglese non ha
fallito un obiettivo, dalla Pari-
gi-Nizza al Giro del Delfinato.
Non ci sono Contador (squalifica) e Andy Schleck (infortunio), ma il livello dei protagonisti è altissimo. Il massimo
della gerarchia ciclistica.
5
Nomi e cognomi?
Per la generale: Ryder Hesjedal, che ha vinto — primo
canadese della storia — il Giro
d’Italia, poi Frank Schleck, Jurgen Van den Broeck, Samuel
Sanchez e Alejandro Valverde, Robert Gesink, Levi Leiphe-
Gazzetta.it
UNA GRANDE BOUCLE
SENZA SEGRETI CON
SERVIZI, AUDIO, VIDEO
Su Gazzetta.it tutti i
giorni potete seguire il Tour:
cronaca live delle fasi
principali, audio e video
dalla corsa, gli highlights
con le immagini più
spettacolari della tappa
imer, Pierre Roland, Denis
Menchov... Per le volate: il
campione del mondo Mark Cavendish, Peter Sagan, Andre
Greipel e Marcel Kittel, Tyler
Farrar, Matthew Goss, José
Rojas e Oscar Freire... Per le
tappe: Philippe Gilbert, Fabio
Cancellara, Tony Martin, Thomas Voeckler, Edvald Boasson
Hagen, Sylvain Chavanel, Simon Gerrans, Alexandre Vinokourov...
6 E gli italiani?
GIRODONNE OGGI A NAPOLI IL VIA: DALLA VOS ALLA POOLEY CI SONO TUTTE LE PIÙ FORTI AL MONDO
Bronzini: «Il mio test per i Giochi»
L’iridata cerca
volate per provare
Londra: «Le cadute
sono dimenticate»
GIULIA DE MAIO
NAPOLI
Parte oggi da Napoli il GiroDonne, la corsa a tappe femminile più importante al mondo che si concluderà dopo 9 tappe a Bergamo. Al via da Piazza
Giorgia Bronzini, 28 anni BETTINI
Plebiscito, a mezzogiorno, 129
atlete, tra cui 14 campionesse
nazionali, la maglia rosa uscente Marianne Vos che è anche
l’atleta più pronosticata per il
successo nella generale 2012 e
la campionessa del mondo Giorgia Bronzini. Per la piacentina,
in particolare, sarà un banco di
prova molto importante sulla
strada che porta ai Giochi di
Londra. Si presenta a due mesi
dalla lussazione alla spalla subita in Lussemburgo e pochi giorni dopo i Campionati italiani
vinti dalla compagna di squadra Giada Borgato. «Sto molto
bene — afferma —: dopo le cadute di inizio stagione mi sono
rimboccata le maniche e ho recuperato. Sono pronta a una decina di giorni al massimo per
raccogliere tutto quel che si
può nelle tappe adatte a me, come quella di oggi, e capire le
mie condizioni in vista di Londra».
Ultima recita Il Giro sarà l’ulti-
mo appuntamento italiano. «E
per questo — dice Giorgia — voglio capire come sto e in quale
direzione dovrò lavorare nel ritiro della Nazionale a Livigno
in cui sarò impegnata con le altre azzurre al termine del Giro.
In volata con avversarie come
la tedesca Teutenberg potrò testare la gamba al meglio». Per
la generale, la Bronzini non ha
dubbi. «Sarò poco originale,
ma dico Vos. È un’atleta straordinaria e, anche se due sere fa,
appena è arrivata in Italia, le
hanno rubato la bici, sarà il faro
della corsa. Oltre a lei da tenere
d’occhio Arndt e Pooley, che come Marianne, oltre ad andar
forte, hanno alle spalle una
squadra che può controllare la
corsa. Che cosa ho portato in valigia per questo Giro? Il sorriso
e la voglia, insieme alle altre ragazze, di far conoscere il ciclismo femminile agli italiani».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Quindici, in tutto. Pochi. Per
la generale, Vincenzo Nibali:
ha saltato il Giro, che poteva
vincere, per dedicarsi al Tour
e magari scalare il podio. Per
le tappe di montagna, Michele
Scarponi: al Giro aveva perso
il sorriso, qui può riaccenderlo. Per le volate, Alessandro Petacchi: ma le sue condizioni, e
anche la sua voglia, sono da verificare. Per le fughe, Marco
Marcato. Gli altri saranno devoti ai loro capitani, compreso
Ivan Basso, che si metterà a disposizione di Nibali come Vin-
la guida
(g. de maio) Al via 129 atlete di 17 squadre (e 26 Paesi). Grande favorita è
l’olandese Marianne Vos, 1ª nel 2011,
seguita dalla britannica Pooley e dalla
tedesca Arndt. Per la classifica l’Italia
si affida soprattutto a Guderzo e Cantele. Nove le tappe in programma, per
quasi 1000 km che toccheranno 7 regioni e 20 province.
Le tappe - Oggi: 1ª, Napoli-Terracina (Lt) 139,1 km. Domani: 2ª, cronometro a Roma, 7,2 km. Domenica: 3ª,
Vernio (Po)-Castiglione dei Pepoli
(Bo), 124 km. Lunedì: 4ª, Montecatini
(Pt)-Montecatini (Pt), 98 km. Martedì:
5ª, Polesella (Ro)-Molinella (Bo), 118,7
km. Mercoledì: 6ª, Modena-Salsomaggiore (Pr), 124 km. Giovedì: 7ª, Voghera (Pv)-Castagnole delle Lanze
(At), 130 km. Venerdì: 8ª, Crugnola di
Mornago (Va)-Lonate Pozzolo (Va)
116,2 km. Sabato 7: 9ª, Sarnico
(Bg)-Bergamo, 108 km
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
194,5 km.
Giovedì 12 luglio: 11ª tappa
Albertville-La Toussuire Les
Sybelles, 148 km.
Venerdì 13 luglio: 12ª tappa Saint
Jean de Maurienne-Annonay
Davézieux, 226 km.
Sabato 14 luglio: 13ª tappa Saint
Paul Trois Châteaux-Le Cap d'Agde,
217 km.
Domenica 15 luglio: 14ª tappa
Limoux-Foix, 191 km.
Lunedì 16 luglio: 15ª tappa
Samatan-Pau, 158,5 km.
Martedì 17 luglio: riposo.
Mercoledì 18 luglio: 16ª tappa
Pau-Bagnères de Luchon, 197 km.
Giovedì 19 luglio: 17ª tappa
Bagnères de Luchon-Peyragudes,
143,5 km.
Venerdì 20 luglio: 18ª tappa
Blagnac-Brive la Gaillarde, 222,5
km.
Sabato 21 luglio: 19ª tappa
Bonneval-Chartres, cronometro
individuale 53,5 km.
Domenica 22 luglio: 20ª tappa
Rambouillet-Parigi, 120 km.
IN TV Ogni giorno sono previste
lunghe dirette su RaiSport 2
(domani il prologo dalle 14.50) e su
Eurosport.
Cavendish per le
volate, ma occhio
a Goss, Greipel
e al nuovo
cannibale Sagan
8
Il Giro d’Italia, ma anche il Giro di Svizzera, sono
stati vinti da «outsider». Potrà succedere anche al Tour?
Sì, ammesso che Nibali o Gesink, Hesjedal o Valverde, possano essere considerati «outsider». Questo è un ciclismo più
di squadra, a volte di più squadre, più controllato dai corridori, e soprattutto dall’antidoping, più studiato e ragionato.
La differenza sarà fatta proprio dall’immaginazione, dalla fantasia, dalla follia.
GNE
cenzo fece con lui al Giro
2010.
7
Quali saranno le tattiche?
Wiggins, il più forte a crono,
altrove si difenderà. Tutti gli
altri dovranno attaccarlo sulle
montagne: in salita, ma anche
in discesa. Lo farà Evans, come è successo al Giro del Delfinato. E dovrebbe farlo anche
Nibali, che ha la vocazione per
l’avventura e ci dovrà provare
pure in discesa. Gli attacchi —
9
Lo scorso anno una macchina del seguito urtò lo spagnolo Flecha e fece volare
l’olandese Hoogerland. Provvedimenti?
Prudhomme ha riconosciuto
che il Tour si è ingigantito, e
che bisogna tornare a dimensioni più ragionevoli. La cura
dimagrante è cominciata riducendo il numero delle moto in
corsa, delle persone ai villaggi
di partenza e degli spazi nella
zona tecnica.
10
Un’ultima domanda:
quanto guadagnerà il vincitore del Tour?
La bellezza di 450 mila euro.
Ma, come nella tradizione del
ciclismo, rinuncerà al premio
e lo dividerà fra compagni di
squadra e staff.
DOPING
TRA GLI
AMATORI
Ai piedi di Bradley
L’antidivo che ama il rock:
ecco chi è Bradley Wiggins,
l’ex pistard che sogna il Tour.
FOCUS A PAGINA 47
INCHIESTA PRELIMINARE
Pratiche illecite
al Tour 2011
Guai Europcar
LIEGI (Belgio) - Sono
stati gli eroi francesi
dell’ultimo Tour de France:
Thomas Voeckler (nella foto),
a lungo in giallo e giusto ai
piedi del podio a Parigi.
E Pierre Rolland, trionfatore
sul mito-Alpe d’Huez. Ma ieri,
all’appuntamento con i
cronisti, per il primo quarto
d’ora (almeno) non si è
potuto parlare di ciclismo.
Perché la loro squadra,
l’Europcar di Jean Rene
Bernaudeau (non partecipa
di diritto ma è invitata dagli
organizzatori), è oggetto di
una indagine preliminare del
parquet di Parigi (aperta ad
agosto 2011), riguardante la
possibilità di pratiche illecite
effettuate al Tour 2011. Le
indagini sono state affidate
all’Oclaesp, l’ufficio centrale
di lotta contro gli attentati
all’ambiente e alla salute
pubblica. I sospetti
riguardano il presunto
utilizzo di iniezioni per
accelerare il recupero dopo
le tappe (pratica vietata dalla
Wada) e l’utilizzo di corticoidi
per accrescere le
prestazioni. Bernaudeau,
Voeckler e Rolland hanno
respinto ogni addebito, e si
sono detti tranquilli. La
squadra a quanto sembra
non rischia l’esclusione dal
Tour (che si dice sia stato
infastidito dalla fuga di
notizie a così poco dal via),
ma di certo non è il miglior
modo di cominciare.
(mi.la.) La
squadra Mobile
di Pavia sta
svolgendo
un’inchiesta,
coordinata dal
procuratore
della Repubblica
Paolo Mazza,
sull’uso di
sostanze
dopanti nel
ciclismo a livello
amatoriale. Nel
mirino degli
inquirenti sono
finite quattro
persone, tre
residenti in
provincia di
Pavia e uno in
provincia di
Piacenza.
Indagati
Fra gli indagati
figura il ciclista
A.R., di 50 anni.
Nella sua casa
sarebbero state
rinvenute
sostanze
dopanti e lo
stesso ciclista a
un controllo
antidoping
sarebbe
risultato
positivo all’epo
ricombinante e
al testosterone
di origine non
endogena.
Perquisita
anche
l’abitazione di
M.D., all’interno
della quale
sarebbe stato
trovato del
testosterone.
Nessuna traccia
di sostanze
sospette invece
a casa di altri
due soggetti:
anche loro però
sono accusati di
aver consumato
Epo.
Ciro Scognamiglio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Chiesto un anno
e addio Olimpiade
La Procura Coni non gli crede: la frequentazione
del dottor Ferrari sarebbe continuata fino al 2010
S
MAURIZIO GALDI
ROMA
La Procura antidoping del
Coni ha chiesto un anno di squalifica per Filippo Pozzato «per
essersi avvalso della consulenza e prestazione di soggetto inibito durante il periodo
2005-2010 e quindi in modo
continuo e reiterato, violando
le disposizioni normative succedutesi durante l’anzidetto periodo». E dal comunicato emerge
un’altra novità: Pozzato è andato dal dottor Michele Ferrari anche dopo il 2009. E quindi nel
2010, l’anno del 4˚ posto al
Mondiale di Geelong. Insomma, la collaborazione che sembrava aver dato in un primo tempo il corridore non è servita a
contenergli la squalifica. In realtà la Procura ha ritenuto che
Pozzato non abbia detto la verità. Intanto, sin dal 2008 Ettore
Torri aveva personalmente informato tutti i medici sportivi
del ciclismo e i dirigenti delle
principali società di quali fossero i medici inibiti. E aveva avvertito che, frequentandoli, i loro
atleti sarebbero incorsi in squalifica. Inoltre nel 2008 proprio la
Liquigas, squadra per cui correva Pozzato e che a fine anno
non aveva rinnovato il contratto al veneto, aveva annunciato
ai suoi tesserati pesanti ammende se avessero frequentato medici esterni al team.
Filippo
Pozzato,
30 anni,
pro’ dal 2000,
44 successi in
carriera,
vincitore della
Sanremo 2006
e 4˚ al Mondiale
2010.
Quest’anno con
la Farnese-Selle
Italia ha vinto il
Gp Larciano e
s’è piazzato 2˚
al Giro delle
Fiandre dietro a
Tom Boonen.
Il c.t. Bettini
puntava su di lui
per la gara
olimpica di
Londra: Pippo
può continuare
a correre, ma
non in azzurro.
FOTO ANSA
Un lunga telefonata Pro-
babilmente sul deferimento di Pozzato ha influito
anche una lunga telefonata che il procuratore antidoping del Coni, Ettore
Torri, ha avuto in questi
giorni con il pm della Procura di Padova Benedetto
Roberti. I due hanno parlato soprattutto dei tempi
di chiusura dell’inchiesta
veneta, ma probabilmente
i due magistrati si saranno
anche scambiati informazioni sull’audizione di Pozzato
il 19 giugno alla Procura antidoping. Proprio da questo
sarebbero emerse le contraddizioni se, a verbale,
Pozzato aveva fatto scrivere
di aver frequentato Ferrari
(«solo per le tabelle di allenamento») dal 2005 al 2009 mentre ora nel deferimento si parla
di 2010.
in Gazzetta
A LONDRA INTESA CON L’AGENZIA DI DIRITTI AUDIO-VISIVI
LA MAGLIA AZZURRA
Giro, accordo con Img
Più visibilità all’estero
Rabottini
rinnova
con la Farnese
Matteo Rabottini, 24
anni, vincitore all’ultimo Giro
della tappa dei Resinelli e
della maglia azzurra di re dei
gran premi della montagna,
ha fatto visita in Gazzetta e
ha confessato il suo
prossimo obiettivo: il
Lombardia. Intanto ha
appena firmato il rinnovo del
contratto: anche nel 2013
correrà con la Farnese Vini.
33
y Pozzato deferito
In gara 15 italiani:
Scarponi e Basso
fanno il bis dopo
il Giro. Come
la rosa Hesjedal
sentimento, più che ragione
— sono sempre l’anima del ciclismo. Lo stesso Prudhomme
dice di aver previsto più montagne nel percorso che alla fine proprio per incendiare la
corsa.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
DAL NOSTRO INVIATO
VINCENZO MARTUCCI
LONDRA
«Per crescere il ciclismo».
Come annuncia, da Londra,
Giacomo Catano, amministratore delegato Rcs Sport. «Per
aumentare la visibilità del Giro
d’Italia e delle altre corse organizzate da Rcs a livello internazionale e ad agevolare milioni
di appassionati nel mondo ad
apprezzare anche le bellezze
dell’Italia tutta». La Rcs Sport
si accorda per 8 anni (almeno
fino al 2020) con la Img, l’agenzia-colosso di eventi sportivi,
quale advisor nella vendita e distribuzione dei diritti audio-visivi del Giro a livello mondiale,
con un occhio particolare a
new media ed alta definizione.
Non solo il Giro: entrano nella
partnership anche Sanremo,
Lombardia, Tirreno-Adriatico,
Strade Bianche e Gran Piemonte. La Rai resta il partner ideale
nazionale. «Ma Rcs ha lanciato
nel 2009 la sfida internazionale e stiamo lavorando per ren-
Tempi di giudizio Chiaramente
fino alla decisione del Tribunale nazionale antidoping (Tna)
Pozzato può continuare a correre, nei suoi confronti non c’è
nessuna richiesta di sospensione salvo le norme che gli impediscono di indossare la maglia azzurra. Lunedì il Tna dovrebbe
riunirsi per decidere il giorno
dell’udienza.
Addio Olimpiadi Ma il deferimen-
to impedisce di fatto la convocazione di Pozzato nella squadra
azzurra che parteciperà all’Olimpiade, di cui Pippo avrebbe dovuto essere la punta. A chiarirlo,
in una nota ufficiale, lo stesso
presidente della Federciclismo,
Renato Di Rocco. «I regolamenti del Cio non consentono agli atleti che abbiano deferimenti in
corso di partecipare ai Giochi —
ha detto —. D’altronde, il fatto
che questa federazione stia privilegiando i contenuti etici rispetto a quelli sportivi è ormai acclarato». E il corridore, che non è
stato possibile raggiungere al telefono, su twitter si è limitato a
un messaggio: «Grazie a tutti i
tifosi vicini... per me siete importantissimi!! Oggi meglio
non commentare... Magari
ci penso un attimo a mente
fredda».
L’inchiesta penale Intanto l’inchiesta della
Procura di Padova dovrebbe essere arrivata
alle battute finali. Il
pm Roberti dovrebbe
aver ricevuto in questi
giorni anche del materiale della Procura di
Torino. Si tratta di una
vecchia inchiesta del
24 settembre 2001
che aveva portato a 12
arresti e 102 indagati.
Oltre a cicloamatori
c’erano bodybuilder,
calciatori e nuotatori,
dietro tutto questo ci
sarebbe stato anche un
personaggio già noto alle Procure di diverse città italiane, coinvolto in inchieste da Brescia a Trento, visto anche all’ultimo Giro d’Italia. Roberti, con
gli uomini dei carabinieri del
Nas di Firenze e Brescia e la Gdf
di Padova, starebbe approfondendo i contatti di questa persona con molti ciclisti di alto livello di cui sarebbe «molto amico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
dere la corsa e la copertura televisiva il più spettacolare possibile», puntualizza Michele
Acquarone, direttore generale
di Rcs Sport. Pubblico internazionale già notevole per il Giro, toccando 156 Paesi, 5 continenti, 125 milioni di abitazioni, con un’audience globale di
circa 775 milioni. «Rcs Sport
ha una forte vocazione internazionale e Img è il giusto partner per sviluppare strategie
globali», precisa Catano a Ioris Francini, direttore esecutivo acquisizioni e vendite Img
Media. Entusiasta dall’esperienza al Giro: «L’attrattiva del
ciclismo su strada, per sponsor e media, è oggi più forte
che mai».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
34
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
MOTOMONDIALE GP OLANDA
MOTOGP/LIBERE 1
PILOTA
1. LORENZO
(NAZ-MOTO) TEMPO
(SPA-YAMAHA)
1'35"106
media 171,926 Km/h
2. PEDROSA
(SPA-HONDA)
1'35"126
3. STONER
(AUS-HONDA)
1'35"181
4. SPIES
(USA-YAMAHA)
1'35"555
5. HAYDEN
(USA-DUCATI)
1'35"841
6. BAUTISTA
(SPA-HONDA)
1'35"867
7. BARBERA
(SPA-DUCATI)
1'35"970
8. DOVIZIOSO
(ITA-YAMAHA)
1'35"995
y
QUALIFICA
DALLE 13
Domani si corre
ad Assen (4.542
m) il GP Olanda,
settima prova
(su 18) del
Motomondiale
2012
9. CRUTCHLOW (GB-YAMAHA)
1'36"031
10. ROSSI
(ITA-DUCATI)
1’36"084
S
11. BRADL
(GER-HONDA)
1'36"737
12. DE PUNIET
(FRA-ART)
Oggi
Libere 3
ore 9.15 Moto3;
ore 10.10
MotoGP; ore
11.10 Moto2.
Qualifiche
ore 13 Moto3;
ore 13.55
MotoGP
ore 15.10 Moto2.
Libere e
qualifiche in
diretta su Italia
2; qualifiche
anche su Italia 1
13. A.ESPARGARO (SPA-ART)
1'37"187
1'37"365
14. PIRRO
(ITA-FTR)
1'37"771
15. ABRAHAM
(R.CEC-DUCATI)
1'37"850
16. PASINI
(ITA-ART)
17. HERNANDEZ (COL-BQR)
1'38"642
1'38"649
18. EDWARDS
(USA-SUTER)
1'39"076
19. PETRUCCI
(ITA-IODA)
1'39"385
20. ELLISON
(GB-ART)
1'39"495
21. SILVA
(SPA-BQR)
1'39"530
MOTOGP/ LIBERE 2
PILOTA
1. SPIES
(NAZ-MOTO) TEMPO
(USA-YAMAHA)
1’34"866
media172,361km/h
2. CRUTCHLOW (GB-YAMAHA)
1’34"872
3. HAYDEN
(USA-DUCATI)
1’34"968
4. BAUTISTA
(SPA-HONDA)
1’35"008
5. LORENZO
(SPA-YAMAHA)
1’35"057
6. PEDROSA
(SPA-HONDA)
1'35"080
7. DOVIZIOSO
(ITA-YAMAHA)
1’35"257
8. ROSSI
(ITA-DUCATI)
1’35"296
9. BARBERA
(SPA-DUCATI)
1’35"298
10. STONER
(AUS-HONDA)
1'35"304
11. BRADL
(GER-HONDA)
1'35"337
12. A. ESPARGARO (SPA-ART)
1’36"615
13. DE PUNIET
(FRA-ART)
1'36"871
14. PIRRO
(ITA-FTR)
1'37"057
15. HERNANDEZ (COL-BQR)
1'37"572
16. ABRAHAM
(R. CEC-DUCATI)
1'37"628
17. PASINI
(ITA-ART)
1'37"657
18. EDWARDS
(USA-SUTER)
1'37"669
19. ELLISON
(GBR-ART)
1'37"973
20. SILVA
(SPA-BQR)
1'38"279
21. PETRUCCI
(ITA-IODA)
1'38"373
MOTO2
PILOTA
(NAZ-MOTO) TEMPO
1. P. ESPARGARO (SPA-KALEX)
1’38"421
media 166,135 km/h
2. IANNONE
(ITA-SPEED UP)
3. AEGERTER
(SVI-SUTER)
1’38"872
4. MARQUEZ
(SPA-SUTER)
1’39"063
5. ZARCO
(FRA-MOTOBI)
1’39"130
6. CORTI
7. ELIAS
(ITA-KALEX)
(SPA-SUTER)
1’39"148
1’39"160
8. CORSI
(ITA-FTR)
1’38"568
1’39"182
9. REDDING
(GB-KALEX)
10. DE ANGELIS (RSM-FTR)
1’39"232
1’39"318
11. SMITH
(GB-TECH 3)
1’39"362
12. KALLIO
(FIN-KALEX)
1’39"373
13. RABAT
(SPA-KALEX)
1’39"424
14. LUTHI
(SVI-SUTER)
1’39"456
15. NAKAGAMI (GIA-KALEX)
16. NEUKIRCHNER (GER-KALEX)
1’39"486
1’39"493
17. WILAIROT
(TAI-SUTER)
1’39"554
18. ROLFO
19. TEROL
(ITA-SUTER)
(SPA-SUTER)
1’39"704
1’39"824
20. DI MEGLIO
(FRA-SPEED UP)
1’40"006
21. WEST
(AUS-MORIWAKI)
1’40"084
22. KRUMMENACHER (SVI-KALEX)
1’40"107
MOTO3
PILOTA
1. M. VIÑALES
(NAZ-MOTO) TEMPO
(SPA-FTR HONDA) 1’44"312
media 156,752 km/h
2. OLIVEIRA (POR-SUTER HONDA)
1’45"049
3. AJO
(FIN-KTM)
1’45"299
4. CORTESE
(GER-KTM)
1’45"306
5. SALOM
(SPA-KALEX KTM)
1’45"480
6. TECHER
(FRA-HONDA)
1’45"504
Spies Revival
S
Domani
Warm-up
Su Italia 2: ore
8.40 Moto3; ore
9.10 Moto2; ore
9.40 MotoGP.
Gare
Su Italia 1 e 2:
ore 11 Moto3
(22 giri, 99,924
km); ore 12.20
Moto2 (24 giri,
109,008 km);
ore 14 MotoGP
(26 giri,
118,092 km).
S
Classifiche
MotoGP
1. Lorenzo
p. 140
2. Stoner
115
3. Pedrosa
101
4. Crutchlow
66
5. Dovizioso
60
6. Rossi
58
7. Bautista
58
8. Bradl
51
Moto2
1. Marquez
p. 102
2. Espargaro
96
3. Luthi
96
4. Iannone
84
Moto3
1. Viñales
p. 105
2. Cortese
103
3. Salom
75
4. Fenati
61
S
Prossima
gara
8 luglio
GP
Germania
Sachsenring
Ben torna primo ad Assen
11 piloti in 438 millesimi!
Solo l’americano, che qui
ha vinto nel 2011, e Pedrosa
hanno il ritmo gara di Lorenzo
DAL NOSTRO INVIATO
FILIPPO FALSAPERLA
ASSEN (Olanda)
Che cosa succede? Non
piove e non tira vento ad Assen,
Valentino Rossi 4o a due decimi
dal miglior tempo, senza che la
pista sia bagnata. Nicky
Hayden addirittura primo a 6’
dalla fine. È proprio una giornata particolare. Anche se alla fine Ben Spies e Cal Crutchlow
superano l’americano per poco
più di un decimo e Valentino
scivola all’ottavo posto (dietro
Andrea Dovizioso), anche se
con soli 4 decimi di ritardo: il
margine più ristretto dell’anno.
Lavoro Ma Nicky e Valentino ti-
rano il freno a mano. Le argomentiazioni, ora che le due
moto sono molto simili nella
messa a punto di ciclistica e
nella gestione dell’elettronica,
che è evoluta rispetto alla gara
precedente, coincidono: «Con
la gomma nuova siamo abba-
Battaglia Perché ci sono praticamente tutti gli 11 ufficiali
(Abraham, 16o, soffre ancora
delle fratture alla mano sinistra) racchiusi addirittura in
438 millesimi: niente! Ma anche le Crt, con l’ottimo Aleix
Espargaro, non sono lontane,
visto che prendono 1"749. Merito principale della pista, che
una volta era l’università della
moto con i suoi 6 chilometri,
mentre oggi è una semplice
scuola dell’obbligo, da poco
più di 4,5 km decisamente me-
S
Ben Spies
27 anni, ha
vinto il Mondiale
Superbike nel
2009 con la
Yamaha. Dal
2010 corre in
MotoGP per la
Casa di Iwata
CANONIERO
MEMEDIA
Ricordi Muovendosi tra i mille-
simi non è facile ricostruire i valori della giornata. Davanti a
tutti c’è Ben Spies, che si deve
essere ricordato di aver vinto
qui lo scorso anno, la sua prima e unica gara in MotoGP,
poi Cal Crutchlow e Nicky
Hayden a chiudere l’ipotetica prima fila. Dietro Alvaro
Bautista (lo spagnolo di
Gresini sembra essersi
svegliato e non vuole
più fermarsi), Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, i
due più seri
candidati alla vittoria.
Guai Jorge
lavora solo
per la gara e
nel pomerig-
gio non ha toccato le gomme
morbide, che non si useranno
in gara. Eppure ha fatto tutti i
giri sul passo di 1’35" basso, che
solo Pedrosa e Spies riescono a
tenere con una cadenza vicina.
Se vedere la Yamaha veloce
non è una novità, stupisce vedere davanti Dani nelle libere. Ma
c’è da portare al limite la Honda e le novità (un telaio differente) per risolvere l’ormai cronico chattering. «La situazione
è migliorata ma il merito è dell’elettronica, non del telaio». È
rilassato lo spagnolo, forse perché in questi giorni potrebbe firmare il rinnovo con la Hrc.
Rabbia Saettavano, invece,
fuori dal casco gli occhi di
Casey Stoner, praticamente ultimo (10o) anche se
staccato di soli 438 millesimi. «Abbiamo perso tutta la mattina per cercare
di risolvere il chattering,
senza riuscire a preparare la gara. E
al pomeriggio il
nuovo telaio è
diventato nervoso». La
Honda continua a farlo
soffrire.
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RISERVATA
LE ALTRE CLASSI IN MOTO3 VIÑALES SCATENATO MENTRE FENATI È SOLO DECIMO
Iannone nella scia di Pol Espargaro
7. KORNFEIL(R.CEC-FTR HONDA)
1’45"525
8. KENT
1’45"641
GIOVANNI ZAMAGNI
9. RINS (SPA-SUTER HONDA)
1’45"716
ASSEN
10. FENATI
(ITA-FTR HONDA)
1’45"733
11. MONCAYO
(SPA-KALEX KTM)
1’45"797
12. ANTONELLI (ITA-FTR HONDA)
1’45"891
13. ROSSI
(FRA-FTR HONDA)
1’45"925
14. MASBOU
(FRA-HONDA)
1’45"938
15. SISSIS
(AUS-KTM)
1’45"959
16. FAUBEL
(SPA-KALEX KTM)
1’45"971
17. BINDER
(RSA-KALEX KTM)
1’46"126
18. VAZQUEZ
(SPA-FTR HONDA)
1’46"199
25. TONUCCI
(ITA-FTR HONDA)
1’46"951
27. GROTZKYJ (ITA-SUTER HONDA)
1’47"400
34. MORCIANO (ITA-IODA)
1’48"516
(GB-KTM)
stanza veloci, però dopo pochi
giri le prestazioni calano in
modo preoccupante». Parliamo di soli 2-3 passaggi, per il
surriscaldamento della gomma posteriore che inizia a flettere (diventando meno precisa) e di conseguenza a rovinarsi prima. Sarà anche così ma fa
piacere vedere le rosse lottare
gomito a gomito con gli altri,
in una giornata di libere esaltante dal punto di vista cronometrico.
no entusiasmanti. Ma tra le cause ci sono anche le condizioni
climatiche, praticamente perfette, con l’asfalto caldo e il vento quasi assente. Quindi oggi
sarà piuttosto difficile migliorare molto. Così resteranno ancora validi i riferimenti delle 800,
anche se la pista viene considerata nuova, visto che la curva 6
è stata «aperta» nella traiettoria e dovrebbe essere un po’ più
veloce.
Vola Pol Espargaro, il pilota più in forma della Moto2: solo Andrea Iannone riesce a stargli in scia. Vola Maverick Vinales, il grande favorito della Moto3 e nessuno riesce a contenerlo: il più immediato inseguitore, Miguel Oliveira, si è preso
0”737 su una pista dove i distacchi sono di solito molto contenuti. Non si possono emettere
verdetti dopo una sola giornata
di prove libere, ma è evidente
che Espargaro e Vinales puntano a ripetere il successo dell’ultimo GP di Gran Bretagna, dove avevano anche conquistato
la pole position. Pol è stato molto costante, così come Iannone,
protagonista di prove certamente positive. «Ci manca solo
un po’ di accelerazione in uscita di curva, ma nel complesso
siamo messi bene», commenta
soddisfatto. Andrea, sempre
più a suo agio con la moto, sa
che siamo in un momento cru-
Andrea Iannone, 22 anni, primo a Montmelò IPP
ciale della stagione e sembra
pronto a resistere agli attacchi
degli spagnoli, con Marc Marquez per il momento solo 4O a
oltre 6 decimi. Sesto Claudio
Corti, scivolato senza conseguenze al mattino, con Simone
Corsi 8o e il sanmarinese Alex
De Angelis 10o. Per Alex, che ha
lasciato la Suter a favore della
FTR, sensazioni positive, al di
là di una innocua caduta nel pomeriggio. In Moto3, migliore
italiano è Romano Fenati, 10o a
1"4 da Vinales, ma vicinissimo
a tutti gli altri, con Niccolò Antonelli 12o a un decimo da Fenati: entrambi stanno ancora imparando i segreti di Assen.
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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
GALLERIA
1
La Ducati si risveglia
Hayden punta in alto
Nicky 3O: «Credo in questa marca e voglio restarci»
Valentino ottavo: «Più veloci, ma le gomme soffrono»
2
DAL NOSTRO INVIATO
PAOLO IANIERI
ASSEN (Olanda)
3
4
1. Valentino discute col capotecnico Burgess
2. Sempre il Dottore impegnato in curva
3. Nicky Hayden esprime la sua soddisfazione
4. Barbera sulla sua Ducati satellite MILAGRO
«Io credo in questa moto.
Sono convinto che prima o poi
sarà competitiva, visto il tantissimo lavoro che stanno facendo a Borgo Panigale e anche il
sostegno degli sponsor che ci
mettono i soldi». A professare il
suo amore per la Ducati non è
Valentino Rossi ma Nicky
Hayden, attorno al cui nome da
qualche settimana aleggia quello di Cal Crutchlow, candidato
a sedere sulla Desmosedici
2013. «Cal per il suo stile potrebbe essere una buona scelta
per la Ducati, perché no?», commenta Valentino, che nell’occasione non ricorre alla diplomazia di Fernando Alonso, sempre pronto a proteggere Felipe
Massa.
Opzione In ogni caso, Hayden sa
che il suo percorso in rosso potrebbe avere un termine a breve almeno in MotoGP. «Tra un
paio di giorni (a fine mese;
n.d.r.) scade l’opzione che la
Ducati vanta nei miei confronti, ma mi hanno già detto che
finché il discorso con l’Audi
non sarà completato non possono decidere. So che Valentino
resta la prima opzione per loro,
ma io voglio restare in MotoGP
LA GAZZETTA DELLO SPORT
35
consumo gomme». Parole che
ricalcano quelle di Rossi, secondo il quale «il sottosterzo rimane sempre un problema da risolvere, ma ormai ho capito che è
una caratteristica di questa moto. In questo momento però il
consumo dei pneumatici è il
guaio maggiore». La faccia seria di Vale è dovuta «al fatto che
prima di venire a parlare, stavo
dormendo», ma per il resto il pesarese conferma i segnali positivi evidenziati dalla classifica.
«Sono 8O (al pomeriggio, in realtà 9O del giorno; n.d.r.) ma a
soli 4 decimi dal primo ed è un
bel passo avanti — spiega Rossi
—. Con la gomma nuova andiamo molto bene, ma poi iniziamo a scivolare tanto, la moto diventa più difficile da guidare e
dobbiamo rallentare. Dobbiamo riuscire a trovare più aderenza al posteriore per essere
più costanti».
Competitivi La strada imboccata
Nicky Hayden,
30 anni,
iridato 2006
con la Honda
è alla quarta
stagione con
la Ducati:
quest’anno è
stato 4˚ negli
Usa MILAGRO
e so che per farlo servono risultati». Di sicuro Kentucky Kid
non si sta risparmiando per portare la Desmosedici lassù, dove
tutti i tifosi la vorrebbero. E fino a una manciata di minuti dalla fine del turno pomeridiano
ieri la missione sembrava compiersi. Poi è comparso Ben
Spies, che qui un anno fa vinse
la sua prima (e unica) gara in
MotoGP e poco dopo l’altra
Yamaha di Crutchlow, dando a
Nicky un terzo posto di giornata a un solo decimo dalla vetta
che è comunque tutt’altro che
disprezzabile, considerando
quello cha la stagione ha finora
riservato alla rossa. «Le cose
vanno un po’ meglio, anche se
continuiamo a fare fatica quando la gomma si consuma —
spiega Nicky —. Essere veloci è
sicuramente positivo, ma dobbiamo riuscire a essere più consistenti. Stiamo utilizzando lo
stesso assetto provato ad Aragon e che a Silverstone aveva
dato i suoi frutti. Ma ora dobbiamo risolvere il problema del
per riuscirci comporta «l’utilizzo di un assetto diverso, con la
moto più caricata davanti che
mi permette di entrare in curva
più forte. E poi l’ultima evoluzione dell’elettronica va piuttosto bene». Insomma, nonostante il meteo preveda scrosci d’acqua, il cielo Ducati vive di squarci di cielo azzurro. «Siamo più
competitivi di Silverstone, ma
dopo tre-quattro giri con la
gomma nuova siamo costretti
ad andare più piano e mi trovo
a perdere tantissimo in ingresso di curva. Ho girato quasi solo con la gomma dura perché è
quella che penso userò, con la
morbida la temperatura si alza
troppo e i consumi aumentano
ancor più. Però dal punto di vista della sicurezza adesso queste gomme sono meglio: in passato il comportamento e le loro
caratteristiche avevano causato incidenti, ora paghiamo però un calo di prestazioni».
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36
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
MOTOMONDIALE GP OLANDA
SUPERBIKE GP SPAGNA
d
il Film
HANNO
DETTO
Stoner e Dovi
ad Assen
inseguono
la gara-riscatto
CASEY ARRABBIATO
L’australiano non vince dal 6 maggio
L’australiano Casey Stoner, 26 anni, campione del mondo in
carica, non vince dal GP del Portogallo del 6 maggio MILAGRO
ANDREA SU DI GIRI
L’italiano a caccia del podio-bis
Andrea Dovizioso, 26 anni, è salito sul podio (terzo) a
Montmelò: ieri ha chiuso davanti a Valentino MILAGRO
S
Pedrosa
«Sono contento
dei progressi. Il
nuovo telaio va
provato su una
pista con frenate
più violente. Qui
quasi tutte le
curve sono
raccordate
tra di loro»
S
Jorge Lorenzo, 25 anni, leader del Mondiale, ha vinto le ultime tre gare consecutive: ieri ad Assen è stato il più rapido nella sessione del mattino CANONIERO
Lorenzo fa il manager
«Mi gestirò da solo»
Lo spagnolo divorzia da Hirsch: «Avevo bisogno di crescere.
E per la corsa sono a posto». Spies: «Questa pista mi esalta»
DAL NOSTRO INVIATO
PAOLO IANIERI
ASSEN (Olanda)
il mio ultimo contratto. Non
mi piace si dicano cose cattive».
pista che non quando sono in
moto».
Automanager Ed ecco quindi
È una giornata targata
Yamaha. Per il primo tempo
che premia Ben Spies, che forse si ricorda dell’unica vittoria
ottenuta qui un anno fa, ma soprattutto per la notizia del giorno, quella del divorzio tra Jorge Lorenzo e il suo manager
Marcos Hirsch. Una separazione giunta a pochi giorni dal rinnovo del contratto che lega lo
spagnolo alla Casa di Iwata e
che nel paddock ha suscitato
diverse interpretazioni, come
quella che l’ex preparatore atletico di Jorge non avesse rivelato al suo pilota la controfferta
fatta dalla Honda per rilanciare quella della Yamaha. «È una
cosa totalmente falsa — smentisce Lorenzo —. Ci pensavo
da mesi, ma non era giusto che
Marcus non potesse negoziare
Cambio rotta Le ragioni, spiega
Jorge, stanno altrove. «Ci siamo lasciati dopo 10 anni (gli
ultimi tre in qualità di manager; n.d.r.) ma non c’è stato
nessun litigio. Nella mia carriera ho lavorato con tre persone,
mio papà, Dani Amatriain e
Marcos. Non sempre hanno fatto il mio meglio (con il papà ha
litigato pesantemente, Amatriain aveva grossi problemi
personali; n.d.r.), ma mi hanno aiutato a essere una persona e un pilota migliore. Ma
adesso mi serviva qualcosa di
nuovo. Marcos non è un manager naturale, mi ha aiutato
molto quando avevo problemi
personali, ma in questo momento non era la persona migliore per continuare in questo
ruolo, per farmi fare un altro
passo in avanti, più fuori dalla
Jorge che, sulla scia di Valentino Rossi, diventa manager di
se stesso. «Ci sarà un mio amico, Albert Valera (28enne di
Barcellona, laureato in business; n.d.r.), che si occuperà di
seguire i rapporti con gli sponsor e il marketing, ma su tutto
il resto sarò io a prendere le decisioni finali. Sarò il mio manager. E anche dal punto di vista
della preparazione fisica non
so se continuerò a lavorare con
Marcos. Lui già nell’ultimo anno era un po’ part time...».
Buon passo Dagli affari alla pi-
sta, con Jorge che ha chiuso
con il 5o tempo di giornata e
buone sensazioni per il fine settimana. «Al mattino ero davanti, poi il pomeriggio quasi tutti
nel finale hanno montato le
gomme morbide mentre io ho
continuato a lavorare per la gara, cercando di rendere la moto più stabile. Ho girato facilmente a un ritmo di 1’35” basso e va bene, l’obiettivo è di togliere qualche altro decimo».
Crescita Sorride anche Ben
Spies, che da qualche gara sembra essere uscito dal letargo in
cui era sprofondato. «In moto
ho la stessa fiducia di Silverstone, dove fino a quando le gomme non sono stranamente crollate ero andato forte. Lì avevo
il passo per salire sul podio,
qui avverto le stesse sensazioni nel caso in cui il tempo resti
bello». L’americano nega che
la vittoria conquistata qui un
anno fa gli regali qualcosa in
più. «No, non fa nessuna differenza. La verità è che io dalla
Spagna sto andando forte, anche se ho fatto qualche errore.
Però questa pista mi piace. Sento di avere un buon ritmo».
Bautista
«Qui non ho molti
ricordi con la
MotoGP, era
come girare su
un tracciato
nuovo. Abbiamo
fatto anche degli
errori nella messa
a punto, ma non
mi lamento»
S
Dovizioso
«Ho rischiato
di cadere in
un paio di
curvoni
e ho perso
confidenza.
Ma siamo
tutti vicini
e le sensazioni
sono positive»
S
Alex
Espargaro
«Non ho
toccato nulla
rispetto a
Silverstone
la mia moto è
sempre più
semplice da
guidare e a me
la pista piace»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DVD CON LA GAZZETTA A 12,99 EURO
Via libera a Marquez in Hrc
«Closer to the Edge»
documentario sul TT
Oggi saranno ratificate
dalla Grand Prix Commission
le decisioni che Carmelo Ezpeleta, capo della Dorna, aveva
anticipato a Silverstone. Non
ci sarà l’abolizione del muletto, verranno mantenuti i freni
in carbonio e cadrà la regola
che vieta ai piloti provenienti
da altre categorie di approdare in una squadra ufficiale: via
libera a Marquez, che può andare dalla Moto2 alla Hrc. Per
quanto riguarda le regole tecniche (centralina unica, giri limitati, motori congelati o meno
costosi) da introdurre nel
2014 bisognerà aspettare. Per
quella data, inoltre, la Hrc dovrebbe presentare una propria
Crt. Intanto nel 2013 arriverà
una centralina elettronica (Magneti Marelli) per le Crt: «La
pagheremo noi — dice Ezpeleta — e chi vorrà, potrà utilizzarla a prezzo calmierato».
la 2ª o 3ª gara dell’anno), ma il
governo spagnolo ha messo in
guardia i propri piloti e scuderie da possibili «atti ostili» dopo la nazionalizzazione della
compagnia Ypf, appartenente
alla Repsol (sponsor Honda) e
alle conseguenti ritorsioni di
Madrid. «Come per per la centrale nucleare di Fukushima —
ha spiegato Ezpeleta —, chiederò all’organizzazione locale
di fornirmi tutte le garanzie necessarie per andarci».
Calendario Oggi verrà presenta-
f.f.
to il GP Argentina 2013 (sarà
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Bmw su Checa
La Ducati cerca
di tenerlo stretto
L’iridato ha appena provato
la Panigale, ma i tedeschi
lo vogliono con Melandri
PAOLO GOZZI
ALCANIZ (Spagna)
L'altipiano di Aragona
è un forno. Ieri, nell’ora di gara 2, c’erano 41o all’ombra e
55 o sull’asfalto. Sarà un
week end rovente per tutti. E
qui comincia a bollire il mercato. Sfumato per poco il colpo a fine 2012, la Bmw Italia
torna su Carlos Checa che ha Checa A. PHOTO
appena provato la Ducati del
futuro, la 1199 Panigale. A 40 anni l’iridato potrebbe preferire la certezza di una Bmw matura
(2 trionfi e 9 podi in 13 gare) al rischio di sviluppare un progetto nuovo. L’incognita per Checa
è ignorare i vincoli di peso e alimentazione per
la Ducati 2013. Il piano Bmw è convincerlo prima che la gestione Audi prenda in mano la rossa (oggi arriva il manager del pilota). Pure in
Bmw c’è fermento. I tedeschi potrebbero chiudere il team interno e puntare sulla squadra italiana che si auto finanzia magari con Checa accanto a Marco Melandri. Se lo spagnolo dovesse andarsene, l’alternativa più a portata di mano sarebbe Nicky Hayden, in uscita dalla MotoGP, già vincitore della Superbike americana,
che potrebbe far coppia con Leon Haslam, liberato dalla Bmw.
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NUOVE REGOLE CALENDARIO: MADRID CONTRO IL GP D’ARGENTINA
ASSEN
MERCATO SI PENSA AL 2013
Da oggi in edicola con
la Gazzetta una collana
sulle gare di moto stradali:
4 dvd su Tourist Trophy e
Northwest 200. La prima
uscita a 12,99 euro (più il
prezzo del giornale) è «TT
Closer to the Edge»,
documentario nel quale la
telecamera segue il pilota
La prima uscita
Guy Martin nell’edizione
2010. Le altre due uscite (a 10,99 e) riguardano
l’edizione 2012. La quarta e ultima «Northwest
200, 2012 Bonetti sul podio» (in edicola dal 20
luglio) le 7 gare della Northwest 2012.
PROGRAMMA — Domani ore 11:20 Qualifiche 2, 15 Superpole. Domenica: gara-1 alle 11.20, gara-2 alle 15.
CLASSIFICA (dopo 7 appuntamenti su 14) — 1. Biaggi
(Ita-Aprilia) punti 210,5; 2. Rea (Gb-Honda) 172; 3. Sykes
(Gb-Kawasaki) 164,5; 4. Melandri (Ita-Bmw) 155,5.
Taccuino
FORMULA 1/ IL PROGETTO
Ecclestone paga un GP a Londra
Bernie Ecclestone intende realizzare un GP di
F.1 a Londra che passi davanti a Westmister, Trafal
gar Square e Buckingham Palace. E sarebbe disposto
a pagare di tasca i 35 milioni di sterline (43 milioni di
euro) per coprire i costi della promozione, dei palchi e
della chiusura delle strade. Il progetto è stato anticipa
to ieri dal Times e si terrebbe in estate. Gli studi per il
percorso e i costi sono stati finanziati dal Banco di
Santander e condotti da Popolous, il pool di architetti
che hanno costruito lo stadio olimpico e ristrutturato
Silverstone. Ma per i bookmakers si farà dopo il 2016.
FORMULA 1/ DOPO IL K.O. DI VALENCIA
Renault cambia l’alternatore
L’alternatore, che domenica a Valencia ha fer
mato Vettel e Grosjean, si è guastato per un surriscal
damento. Ma che cosa lo abbia provocato non è anco
ra chiaro tanto che si sta lavorando al banco prova di
Viry Chatillon (Francia) per scoprirlo. Ora la Renault
deve scegliere tra tre opzioni: fornire una nuova parti
ta di alternatori, modificarne il disegno, ritornare alla
versione 2011. Inoltre con Red Bull e Lotus si sta stu
diando un diverso raffreddamento e un cambio delle
mappe dell’acceleratore.
SUPERSTARS A BUDAPEST
Chi frena Kristoffersson?
Si corre questo fine settimana sul circuito di Bu
dapest (Ungheria) il quinto appuntamento della Super
stars International Series, che ha visto sinora cinque
vincitori differenti in otto gare. Leader della classifica
è lo svedese Johan Kristoffersson (Audi RS5). Fari
puntati anche sui nostri Thomas Biagi (Bmw), Andrea
Larini (Mercedes), Gianni Morbidelli (Audi), Max Pigoli
(Mercedes) e Vitantonio Liuzzi (Mercedes). Domani li
bere e qualifiche, domenica gara 1 alle 11.05 (diretta
su Rai Sport 2), mentre gara 2 sarà trasmessa alle 18
sullo stesso canale.
INTERNAZIONALI D’ITALIA SUPERCROSS
Domani si inizia a Recetto
(m.z.) Scattano domani a Recetto (Novara) gli
Internazionali d’Italia Supercross. In programma cin
que prove, epilogo il 16 novembre al Salone della moto
di Milano. Favoriti della SX1 i francesi Alex Rouis (Hon
da) e Christophe Martin (Honda), primo e secondo nel
lo scorso anno, mentre la compagine azzurra conta su
Stefano Dami (Honda), Davide Degli Esposti (Suzuki) e
Angelo Pellegrini (Honda). In gara anche le SX2, le
SX125 e le SuperMini. Apertura alle 21, biglietti a 15
euro (intero) e 8 (ridotto).
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
37
BASKET IL CASO
Crisi Roma: Toti apre
un piccolo spiraglio
Il 5 luglio scade il termine per l’iscrizione alla serie A
Il presidente: «Non ho ancora deciso, lascio al 95%»
MARIO CANFORA
ROMA
Ci sbilanciamo: Roma
non chiuderà, la vedremo ancora in A, come da 32 anni di fila a
questa parte. «Stia attento, rischia di fare una brutta figura»,
avverte però Claudio Toti, il presidente-patron a cui sono legate
le sorti del club della Capitale.
Ma sono proprio le sue parole, i
suoi passaggi, che ci fanno sbilanciare al termine della chiacchierata. Anche perché, rispetto alle ultime uscite, la chiusura
netta verso il basket, non l’abbiamo più trovata. Se prima, la
frase era «lascio, a malincuore,
ma lascio» ora c’è un «sinceramente non ho ancora deciso cosa fare». Per come s’era messa la
questione, un gran passo in
avanti. Anzi, esistono anche le
percentuali. E anche qui, rispetto al recente passato, siamo passati da un abbandono al
«100%», a un «non mi va di farle, ma diciamo che lascio al
95%».
Decisioni Il 5 luglio è il termine
ultimo per presentare in Lega la
fideiussione di 150mila euro
per iscrivere il club. «Sì, la data
è quella — continua Toti — ed è
il momento delle decisioni. Purtroppo, sono ancora amareggia-
Oggi, non trovo corretto che ci
sia solo io a fare investimenti copiosi».
Linfa Toti aveva cercato nuova
linfa in alcuni investitori. «Ma
ho raccolto solo 4-5 adesioni,
poche per fare la squadra e andare avanti». Intanto, bisogna
portare a casa quel poco che c’è.
Come la sponsorizzazione Acea
(«dovrei incontrarmi col sindaco Alemanno la prossima settimana, ma la data non è stata ancora fissata») più il ritorno al Palaeur a costi irrisori o quasi («è
una delle condizioni che ho posto per continuare, ma non tocca a me prendere queste decisioni»).
Stringere la cinghia Insomma, la
presenza di Roma dipenderà solo da lui. E qui Toti si apre un
po’. «Capisco che fate il vostro
lavoro e vorreste sapere ma ripeto ancora un volta che non ho
deciso — prosegue —. Certo,
potrebbe pure essere che poi
qualcuno alla fine impazzisca e
iscriva la squadra...». Col passare dei giorni, Toti si sarà pure
reso conto che non funziona più
l’idea di una Roma che non può
avere una squadra «debole». Oggi, conta solo restare in sella,
«Ho capito che
il basket a Roma
interessa poco:
soltanto qualcuno
si è fatto vivo»
Claudio Toti,
57 anni, è
proprietario
della Virtus
Roma dal 2001
CIAMILLO
to perché ho capito che il basket
a Roma interessa pochi eletti.
Non ho avuto telefonate, soltanto qualcuno si è fatto vivo». Resta il fatto che, uscire di scena
ed essere ricordato come il presidente della fine della Virtus, è
una cosa da non dormirci la notte. Soprattutto per uno come lui
che ha il virus del basket nel sangue. Avrà fatto tanti errori, ma
sulla passione e sugli sforzi economici, nessuno gli potrà mai dire nulla. «La passione a volte
non può bastare — osserva —:
sono un imprenditore e quindi
devo stare sempre attento affinché i conti possano poi tornare.
stringere la cinghia e fare di necessità virtù. Da qui al 5 luglio,
di sicuro, cavalieri bianchi che
vengano a salvare il club non
esistono. Al momento, Toti sembra più sereno rispetto a un mese fa. Ed il finale, positivo, appare proprio già scritto.
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A
LE ALTRE
CRISI
S
Treviso
Dopo l’annuncio
del disimpegno
della famiglia
Benetton (nella
foto il
presidente
Andrea) è fallito
il tentativo di
costituire un
Consorzio
S
Teramo
Già penalizzata
di 8 punti
per irregolarità
amministrative. Il
club di Pellecchia
(foto) è stato
messo in mora
da giocatori e
staff per stipendi
non pagati
Taccuino
NAZIONALE
Italia -14 in Francia
La Nazionale Sperimentale è
stata battuta dalla Francia 76 62
(14 19, 30 30; 59 46) nella seconda
amichevole a Boulazac, dopo esse
re stata anche sopra di 12. Marcato
ri: Moraschini 20, Chessa e D’Ercole
8, Polonara e Mazzola 7, Cournooh e
Magro 5, Ferrero 2. Per la Francia 11
di Diaw e Seraphin.
DONNE Rottura del legamento cro
ciato per l’azzurra Alessandra Formi
ca: sarà operato a giorni.
MERCATO
Brindisi su Rocca
(f.d.s.) Mason Rocca potreb
be raggiungere a Brindisi coach Pie
ro Bucchi con cui è già stato a Napoli
e all’Olimpia. Alessandro Gentile è
stato operato in artroscopia a Mila
no per instabilità della spalla sini
stra: 4 mesi di stop.
INTERROGAZIONE MPS Il parla
mentare della Lega Nord Nicola Mol
teni ha presentato un’interrogazio
ne al ministro dell’Economia per chie
dere «se ritenga compatibile con il
piano di austerità del Monte dei Pa
schi di Siena e con le pesanti neces
sità di ricapitalizzazione dell’istituto
coperte dallo Stato il forte sostegno
economico a favore di squadre spor
tive professioniste».
RITIRI ECCELLENTI
Garba e Parker stop
(pe.m.) Due grandi giocatori
si sono ritirati: Jorge Garbajosa,
34enne ex Treviso dal 2000 al 2004,
e Anthony Parker, 37enne a Roma
nel 2003. Garba lavorerà con la Fe
derazione per la promozione della
Coppa del Mondo 2014 in Spagna.
SUMMER (cam.ca.) Da oggi al 14 lu
glio Summer Basket, torneo misto di
5 vs 5 a Montegranaro con Luca Vi
tali e Amoroso.
DRAFT NBA Stamattina su Gazzet
ta.it video e reazioni dopo il draft.
38
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
ATLETICA
EUROPEI
NEL GIAVELLOTTO
Il ceco Vesely
beffa i nordici
Nella seconda giornata la
grande sorpresa è stata la
vittoria nel giavellotto dei ceco
Viteslav Vesely (foto AFP), 29enne
di onesta carriera che però solo
ora sta toccando il meglio. Ieri in
condizioni climatiche difficili gli è
bastato 83.72 (ha 88.11 di
personale), per battere in questa
terra dove il giavellotto è una
religione, i momumenti
Thorkildsen (4˚ con 81.55) e
Pitkamaki (11˚ con 74.89).
IL TEDESCO FA 8558 PUNTI
Decathlon record
di Behrenbruch
Il titolo europeo del
decathlon è stato conquistato dal
tedesco Pascal Behrenbruch con
8558 punti, risultato notevole se
si considerano le condizioni
climatiche delle due giorni di
gara. Behrenbruch ha 27 anni e
sino a ieri il suo personale era
fermo agli 8439 punti ottenuti
nel 2009, prima che una serie di
infortuni lo fermassero. Sarà un
bell’avversario per il primatista
del mondo Eaton a Londra.
Lo sprint è francese
Lemaitre più forte
delle false partenze
Il lituano Sakalauskas resta ai blocchi, Collio scatta in anticipo
Poi Christophe in rimonta ma va a prendere Vicaut: 10"09
DAL NOSTRO INVIATO
PIERANGELO MOLINARO
HELSINKI (Finlandia)
Christophe Lemaitre ha
avuto paura, ha esultato solo
quando il tabellone dello stadio ha ufficializzato la sua vittoria nella finale dei 100 metri, il bis di quanto fece due anni fa da enfant-prodige a Barcellona. Un metro dopo il traguardo si è trovato dietro al
compagno Jimmy Vicaut ed al
norvegese di origine maliana
Jaysuma Saidy Ndure. Non
era sicuro di avercela fatta perché non si sente ancora il miglior Lemaitre.
False Ma è stata una finale dif-
ficile e strana e non deve far
storcere il naso il 10"09 del
francese ottenuto controvento (-0.7 metri al secondo), su
pista bagnata ed una temperatura di 15 gradi e tanta umidità. Condizioni velenose per
uno sprinter. Ma ancor più velenose sono state le due false
partenze che hanno portato il
nervosismo alle stelle. Nella
prima è stato protagonista suo
malgrado il lituano Rytis Sakalauskas, che dopo il 10"23 della semifinale era crollato sulla
pista per un problema muscolare. Si è accoccolato sul blocco della finale solo per la foto
ricordo e probabilmente non
ha fatto pressione sui blocchi
tanto da far scattare il meccanismo di «falsa». Il giudice l’ha
solo ammonito anche perché
la sensibilità dei nuovi blocchi
Omega ancora non è conosciuta da tutti gli atleti. Il lituano è
rimasto fermo anche nella partenza buona. La seconda più
evidente falsa l’ha fatta il no-
clic
SIMONE SQUALIFICATO
PER AVVIO ANTICIPATO
REAZIONE IN 1/100
stro Collio, che è stato subito
squalificato. «Ero nervoso —
dice l’azzurro — cose che succedono: festeggerò con Ivet
(Ivet Lalova, bulgara, neocampionessa europea dei 100, fidanzata ufficiale di Simone
che vive e si allena a Rieti ndr)».
Velocità Lemaitre, anche in fi-
Dopo il «giallo» a
Sakalauskas, poi non partito,
Collio è stato squalificato
(foto REUTERS) per falsa
partenza perché ha fatto
registrare al blocco un
tempo di reazione di 1/100
nale, in partenza non è stato
un fulmine di guerra. Tempo
di reazione normale (0.166")
ma come nei due turni precedenti, una messa in moto macchinosa. Ha vinto solo negli ultimi metri grazie alla sua velocità di punta, ma commettendo anche l’errore di buttarsi
troppo presto sul traguardo.
Forse la speranza bianca ai
Giochi di Londra in una velocità mondiale che da troppo tempo è solo nera, è ancora carico
A
GIORNATA POSITIVA PER LA SQUADRA ITALIANA
Helsinki fa grandi tre azzurri
Donato, Vistalli e la Grenot
GLI ALTRI
AZZURRI
Una sicurezza Anche capitan
Vizzoni non tradisce mai. In
qualificazione ha scagliato il
martello a 76.42, la sua miglior cifra stagionale, mostran-
l’Analisi
di GIANNI MERLO
S HELSINKI — Libania «Panterita» Grenot ha un
Nadia
Ejjafini
La 34enne
azzurra di
origine
marocchina in
evidenza nella
finale dei 5000:
sesta in 15’16"54
HELSINKI (Finlandia)
Delusione La sua prestazione
ha lenito la delusione per l’eliminazione di Daniele Greco,
leader europeo stagionale con
17.47, che non ha eseguito un
salto decente lasciando la pedana con un’unica misura all’attivo, uno scarso 15.90.
di lavoro, non parteciperà ai
200 e contribuirà alla causa nazionale con la staffetta. «Non è
stato facile - spiega il francese
- prima le due false, poi quell’avversario alla mia sinistra
che non è partito in quella buona e mi ha disorientato. No,
non è stata una corsa perfetta,
è stato molto più facile due anni fa a Barcellona, allora non
avevo niente da perdere. Ora
penso all’Olimpiade, probabilmente parteciperò a una sola
Panterita in finale
senza regolamento
Il triplista atterra
in piedi a 17.17. In
semifinale primi i
quattrocentisti:
oggi le due finali
Per l’Italia ieri le belle notizie sono arrivate dalle qualificazioni. Merito dei senatori Fabrizio Donato e Nicola Vizzoni
e dei quattrocentisti, Marco Vistalli e Libania Grenot che hanno guadagnato le finale del giro di pista in programma oggi.
Tutti e quattro potrebbero portarci sul podio. In finale anche
Fabrizio Schembri nel triplo e
Chiara Rosa nel peso. Donato
ha fornito una prova di autorità qualificandosi al primo salto a 17.17 atterrando in piedi,
salto che se fosse stato chiuso
con tutti i crismi l’avrebbe portato a 17.50, misura che domani varrà una medaglia.
Il vincitore: «Non
è stato facile».
L’azzurro si
consola con
la... Lalova
S
Fabrizio Donato, 35 anni COLOMBO
Marco Vistalli, 24 anni COLOMBO
Libania Grenot, 28 anni REUTERS
do grande sicurezza su una pedana difficile, che genera molti attriti, come dimostrano le
misure ottenute. Meglio di lui
ha fatto solo l’ungherese Pars,
78.09. Ma ieri la bella sorpresa è stata ritrovare Libania Grenot, vincitrice della sua semifinale in 52"02 dopo l’incerta
prova in batteria di mercoledì
e la qualificazione solo in virtù
del ripescaggio. Una Grenot in
semifinale finalmente decisa e
autoritaria che per 300 metri è
rimasta in spinta, prima di rallentare nel finale. Tra le finaliste vanta il quarto tempo, oggi
deve tirar fuori gli ultimi 50
che ad Helsinki non ha ancora
mostrato. Ma una bella impressione ha destato pure nelle se-
mifinali maschili del giro di pista Marco Vistalli, pure lui vincitore in 46"01. Non è un gran
tempo a questi livelli e oggi potrebbe costargli una corsia infelice, ma il ventiquattrenne
bergamasco di Alzano Lombardo l’ha ottenuto sotto uno scroscio di pioggia. La sensazione
comunque è che possa fare meglio.
solo la Ejjafini ha cercato di resisterle piazzandosi sesta con
il nuovo personale, 15’16"70.
La Romagnolo (nona in
15’24"38) e la Weissteiner
(quindicesima in 15’39"23) si
sono perse. Nessuna delle tre
ha quel cambio che serve in
questo tipo di gare.
Le donnine A deludere un po’
sono state le tre azzurre nella
finale secca dei 5000 che si sono fatte risucchiare in gruppo
quando la gara è entrata nel vivo, seppur a ritmi non pazzeschi. La vincitrice, la russa Golovkina, si è messa al collo
l’oro chiudendo in 15’11"70 e
Oggi Oggi saranno molti gli azzurri in finale, oltre a Libania
Grenot e Marco Vistalli (nei
400) da seguire anche Simona
La Mantia nel triplo donne, Yuri Floriani e Patrick Nasti in
quella dei 3000 siepi. Al terzo
giorno è ora di rompere il digiuno.
pa. m.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nicola
Vizzoni
Ancora una
volta non
tradisce: va in
finale del
martello con
76.42, seconda
misura
S
Chiara
Rosa
È quinta nelle
qualificazioni del
peso con 17.89:
oggi la finale.
Non ce la fa
invece Julaika
Nicoletti (15.94)
carattere particolare ed è una donna di fibra
forte. Mercoledì aveva corso la batteria dei
400 come un’atleta senza speranze. Era
spenta, molle e con la testa altrove. Forse si
era autoconvinta che bastasse classificarsi
quarta per qualificarsi per la semifinale,
mentre in realtà passavano direttamente le
prime tre. E’ stata ripescata grazie al tempo,
anche se mediocre (53”09), ma non ha
voluto ammettere di essere stata così
distratta da non avere letto il regolamento
della gara. Non le piace confessare i suoi
errori, è troppo orgogliosa. Ha detto che era
colpa dell’indisposizione femminile, la
normale tortura mensile. Ma 24 ore dopo in
semifinale ha offerto la versione
correttamente riveduta di se stessa come
atleta di talento. Ha studiato a lungo anche
come fissare il blocco di partenza, perché
voleva avviarsi con decisione, dimostrare
che è davvero un poco «Panterita».
Finalmente i suoi piedi hanno graffiato la
pista e per 300 metri è stata quasi perfetta.
Azione facile, penetrante, elegante. Il suo
motore ha cominciato a battere in testa a
cinque metri dal traguardo e ha fatto un
saltino per superare la linea d’arrivo. Però
era ancora prima: 52”02, un secondo in
meno del giorno precedente, quarto tempo
assoluto delle finaliste.
Oggi c’è la finale e siamo di fronte ad un
dilemma: ha speso ormai tutto oppure può
arrivare ad una medaglia, visto che anche le
altre erano piuttosto sfiatate? Se si è davvero
allenata con puntiglio dovrebbe avere
ancora un tesoretto di energie in serbo. Una
condotta tattica adeguata potrebbe fare
diventare un sogno realtà, un errore invece
la rimanderebbe nel purgatorio con
conseguente contestazione tecnica, perché in
troppi non accettano che abbia scelto un
allenatore straniero, statunitense, e si sia
trasferita in Florida.
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VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA SPAGNOLA A 1.97
Senza la Di Martino
l’alto va alla Beitia
ATLETICA
TRIALS GIAMAICA
ESENTATI DALLE BATTERIE
Bolt e i migliori 24
iniziano dai quarti
Orfano della Di Martino,
l’alto è andato alla spagnola Beitia
(foto AP) che ha vinto con 1.97
davanti alla rivelazione Angelsen.
KINGSTON Gli hanno
evitato un fatica: Usain Bolt (fot
AFP) e i migliori 24 sprinter del lotto
sono stati esentati dal primo turno
LA GAZZETTA DELLO SPORT
39
dei 100, ammessi direttamente ai
quarti disputati nella notte
italiana. Oggi, nella serata
giamaicana, semifinali e finale
anche tra le donne. Intanto, nel
1˚ turno dei 400 hs femminili,
54"88 di Melanie Walker, oro
olimpico in carica e 57"04 di
Janieve Russell, m.p.m. jr 2012.
y Shelly-Ann e le altre
KEMBOI
NEI GUAI
La finale dei 100: Christophe
Lemaitre (Fra) precede il
connazionale Jimmy Vicaut e il
norvegese Saidy Ndure REUTERS
gara individuale e deciderò solo dopo i meeting di luglio: il 6
a Parigi, dove correrò i 100, e
forse la due giorni di Londra al
Crystal Palace di metà mese
dove sarò in pista sui 200».
Nel programma serrato degli
Europei di Helsinki oggi sono
già in programma i primi due
turni dei 200 metri. Fa bene Lemaitre a non rischiare in questo clima, un infortunio adesso sarebbe micidiale.
FRANCIA IN TESTA
GDS
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la guida
La Golovkina sorprende tutti nei 5000
Il lungo è della francese Leuseur: 6.81
Oggi anche La Mantia in finale nel triplo
FINALI. Uomini. 100 (-0.7): 1. Lemaitre (Fra) 10"09; 2. Vicaut (Fra) 10"12; 3.
Saidy Ndure (Nor) 10"17; 4. Aikines-Aryeetey (Gb) 10"31; 5. Smelyk
(Ucr) 10"34; Arajs (Let), Sakalauskas
(Lit) n.f.; COLLIO squal.
Giavellotto: 1. Vesely (R.Cec) 83.72;
2. Iordan (Rus) 83.23; 3. Mannio (Fin)
82.63; 4. Thorkildsen (Nor) 81.55; 5.
Pyatnytsya (Ucr) 81.41; 6. Janik (Pol)
81.21; 11. Pitkämäki (Fin) 74.89.
Decathlon: 1. Behrenbruch (Ger)
8558 (10"93/+0.8, 7.15/-0.8, 16.89,
1.97, 48"54; 14.16/+0.2, 48.24, 5.00,
67.45, 4’34"02); 2. Kasyanov (Ucr)
8321; 3. Shkurenyov (Rus) 8219; 4. Dudas (Ser) 8154; 5. Querin (Fra) 8098;
6. Sebrle (R.Cec) 8052.
Donne. 100 (-0.7): 1. Lalova (Bul)
11"28; 2. Povh (Ucr) 11"32; 3. Grincikaite (Lit) 11"32; 3. Okparaebo (Nor)
11"39; 5. Belkina (Rus) 11"42; 6. Sailer
(Ger) 11"42; 7. Cibis (Ger) 11"54; 8. Lofamakanda Pinto (Ger) 11"62.
5000: 1. Golovkina (Rus) 15’11"70; 2.
Kovalenko (Ucr) 15’12"03; 3. Moreira
(Por) 15’12"05; 4. Bleasdale (Gb)
15’12"77; 5. Barca (Rom) 15’13"40; 6.
EJJAFINI 15’16"54; 7. Kireyeva (Rus)
15’19"55; 9. ROMAGNOLO 15’24"38;
15. WEISSTEINER 15’39"23.
Alto: 1. Beitia (Spa) 1.97; 2. Angelsen
(Nor) 1.97; 3. Gordeyeva (Rus), Green
(Sve), 3. Holosha (Ucr) 1.92; 6. Ayhan
(Tur), Melfort (Fra) 1.92; 8. Demireva
(Bul) 1.92.
Lungo: 1. Lesueur (Fra) 6.81 (+0.5); 2.
Sudarava (Bie) 6.74 (+0.6); 3. Renstrom (Nor) 6.67 (+1.2); 4. Mey (Tur)
6.62 (+0.5); 5. Taroum Moguenara
(Ger) 6.59 (-0.2); 6. Radevica (Let)
6.55 (-0.6); 7. Pusterla (Svi) 6.53
(+0.9); 8. Bauschke (Ger) 6.50 (-0.1).
QUALIFICAZIONI Uomini. 400. Semifinali. I: 1. Deak-Nagy (Ung) 45"68;
2. Sanford (Isr) 45"77; 3. Fonsat (Fra)
45"78; 6. VALENTINI 46"96 (el.). II: 1.
VISTALLI 46"01 (q.); 2. Buck (Gb)
46"13. III: 1. Maslak (R.Cec) 45"66; 2.
Gregan (Irl) 45"76.
800. Semifinali. I: 1. Reina (Spa)
1’46"49; 2. Repcik (Slk) 1’46"62. II: 1.
Bosse (Fra) 1’46"70; 2. Borzakovskiy
(Rus) 1’46"92. III: 1. Bube (Dan)
1’48"48; 2. Lathouwers (Ola) 1’48"49.
400 hs. Semifinali. I: Bekric (Ser)
49"37; 2. Fleischhauer (Ger) 49"52; 3.
Magi (Est) 49"54. II: 1. Melnykov (Ucr)
49"72; 2. Iakovakis (Gre) 49"83. III: R.
Williams (Gb) 49"63; 2. Clemenceau
(Fra) 49"80.
Triplo: 1. DONATO 17.17 (-2.0) q.; Hoffmann (Pol) 17.09 (+0.7); Tsapik (Bie)
16.95; El-Sheryf (Ucr) 16.91 (+0.8); 7.
SCHEMBRI 16.58 (+1.3) q.; 24. GRECO
15.90 (-0.3) el.
Martello: Pars (Ung) 78.09; 2. VIZZONI 76.42 (q.); Sokyrsky (Ucr) 75.35;
Karjalainen (Fin) 74.54; 15. POVEGLIANO 72.47 (el.); 21. LINGUA 71.07 (el.).
Donne. 400. Semifinali. I: 1. Zadorina (Rus) 51"35; 2. Hjelmer (Sve) 51"40;
8. SPACCA 53"02 (el.). II: 1. GRENOT
52"02; 2. Zemlyak (Ucr) 52"10.
3000 sp. Batterie. I: 1. Shmidt (Ucr)
9’36"77; 2. Jelizarova (let) 9’39"92; 3.
Martin (Spa) 9’40"02; 4. Gorchanova
(Rus) 9’40"09. II: 1. Mingir (Tur)
9’32"39; 2. Moldner Schmidt (Ger)
9’33"47; 3. Krause (Ger) 9’35"86; 9.
MARTINELLI 9’57"19 el.
400 hs. Semifinali. I: 1. Yaqroshchuk
(Ucr) 54"69; 2. Rosolova (Cec) 54"71;
3. Churakova (Rus) 54"92; 6. GENTILI
57"03. II: 1. Davydova (Rus) 54"68; 2.
Hejnova (R.Cec) 55"36; 3. Ouedraogo
(Bel) 55"77.
Asta. Qual.: Ptacnikova (Cec) 4.45;
Spiegelburg (Ger), Savchenko (Rus),
Strutz (Ger), Stefanidi (Gre), Boslak
(Fra), Shvedova (Bie) 4.40.
Peso: Kleinert (Ger) 18.65; Tarasova
(Rus) 18.31; Terlecki (Ger) 18.22; 5. ROSA 17.89 (q.); 15. NICOLETTI 15.94 (el.).
PROGRAMMA Ore 8 qual. disco (Faloci). 8.30 batt. 100 hs (Caravelli, Cattaneo, Pennella). 9.40 100 hs eptathlon.
10.35 qual martello D (Salis). 10.55 alto ep. 11.30 batt. 200 (Manenti, Marani). 12.30 qual. lungo. 13 batt. 200 D
(Hooper). 13.25 peso ep. Ore 17 finale peso D (ev. Rosa, Nicoletti). 17.20
200 ept. 17.40 finale alto (Tamberi).
18.05 finale 3000 sp (Floriani, Nasti). 18.30 finale giavellotto D (Bani).
18.40 finale 800. 19 finale 400 hs.
19.25 sem. 200. 19.55 sem. 200 D.
20 finale triplo D (La Mantia). 20.20
finale peso. 20.25 finale 400 (Vistalli). 20.45 finale 800 D. 21.05 finale
400 hs. 21.25 finale 400 D (Grenot).
IN TV Diretta TV su RaiSport 2 e su
Eurosport dalle ore 7.55 alle 13.15 e
dalle 16 alle 21.45.
Ezekiel Kemboi
rischia di non
partecipare a
Londra 2012. Il
keniano, oro di
Atene 2004 nei
3000 siepi, è
accusato di
un’aggressione,
avvenuta
mercoledì notte,
verso una donna,
ora ricoverata a
Eldoret, che ha
raccontato di
essere stata
assalita con un
coltello dopo
aver rifiutato le
sue avance.
Kemboi ha detto
invece di essere
stato lui stesso
aggredito da
cinque persone e
di aver schivato
una coltellata,
che poi avrebbe
colpito la donna.
L’atleta dovrà
comparire in
tribunale il 25
settembre.
Secondo un
dirigente della
federazione, il
suo stato di
indagato
potrebbe
impedirgli di
espatriare e
quindi di andare
a Londra.
Montsho
veloce
(si.g.) Amantle
Montsho (Bot)
impressiona nella
batteria dei 400
(50"42), poi
corre in 51"25
nella semifinale
dei campionati
africani a Porto
Novo (Benin).
Qualificato per la
finale maschile
Oscar Pistorius
(46"14 in sf).
Uomini. 400
(batt): Makwala
(Bot) 45"50.
Donne. 100:
Zang Milama
(Gab) 11"16;
Okagbare (Nig)
11"18. 5000:
Nyaruai (Ken)
15'40"65
Il vento di Kingston
soffia anche in rosa
Non solo Bolt: oggi finale dei 100 donne con Fraser e
Campbell. Ma le atlete col minimo olimpico sono 12
DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA BUONGIOVANNI
KINGSTON (Giamaica)
L’isola è spazzata dal vento. C’è quello che spira naturale
e quello provocato dai tanti,
tantissimi sprinter in versione
jet — tutti rigorosamente made
in Jamaica — in gara ai Trials.
Pensando a Londra, l’obiettivo
è arrivare a una squadra forte
di sessanta convocati. Ieri, in
apertura di rassegna, nelle batterie (dimezzate) dei 100 maschili, il vento naturale fischiava contrario al rettilineo d’arrivo, oscillante tra -1.4 e -3.7
m/s. Ma oggi è il grande giorno
e al National Stadium, in tribuna anche il primo ministro Portia Simpson-Miller, niente fermerà lo spettacolo. In palio entrambi i titoli dei 100. E se la
sfida per quello maschile è
l’evento clou, non da meno sarà
la volata delle signore. Serve ricordare che a Pechino 2008 fecero oro, argento e bronzo?
Nessun Paese, nella storia femminile a cinque cerchi della specialità, era arrivato a tanto.
Donne d’oro Shelly-Ann Fraser,
Grace Jackson:
«Una volta per
crescere si
andava negli Usa,
ora si resta qui»
Sherone Simpson e Kerron
Stewart, protagoniste dell’impresa, all’epoca 69 anni in tre,
saranno nuovamente sui blocchi. La prima, oggi signora
Pryce, 25enne topolino di 160
centimetri, divide il ruolo di favorita con Veronica Campbell,
30enne dai muscoli d’acciaio.
La terza scenderà in pista come
outsider di lusso. Più ardua la
caccia al podio, sinonimo di
pass olimpico, per miss Simpson, da anni alle prese con infortuni assortiti. Nel 2012 Shelly-Ann ha corso in 10"92, Veronica in 10"94. Meglio, al mondo, hanno fatto solo la statunitense Carmelita Jeter (10"81) e
la trinidegna Kelly-Ann Baptiste (10"86). Insomma: per le velociste giamaicane sognare medaglie ai Giochi non sarà vietato. La Fraser è pronta per la leggenda: solo le statunitensi Wyomia Tyus (Tokyo 1964-Città
del Messico 1968) e Gail Devers (Barcellona 1992-Atlanta
1996), hanno fatto uno-due
nei 100 olimpici. Come la Campbell nei 200: lei, nella specialità, inseguirà addirittura la tripletta, come nessuno mai, uomini compresi. Shally-Ann ha
corso sotto gli 11"00 quattordici volte, Veronica undici, ma
guida il computo degli scontri
diretti (7-4).
In alto,
Shelly-Ann
Fraser, 25
anni, oro nei
100 ai Giochi di
Pechino e un
personale di
10"73. Sopra,
Veronica
Campbell, 30,
biolimpionica
dei 200
Mamma Grace Intanto sono ben
l’11"29 del minimo A olimpico
(la miglior italiana delle ultime
quattro stagioni ha corso in
11"42...). «Non ci sono solo
Bolt, Powell e Blake — dice la
51enne Grace Jackson, vicepresidente vicario della federazione giamaicana, argento sui 200
a Seul 1988 e oggi una sorta di
mamma delle sprinter delle
nuove generazioni —: anche
Shelly-Ann è un esempio per le
nostre giovani. Grazie anche a
quanto compiuto dalle ragazze
prima a Pechino e poi ai Mondiali di Berlino 2009, molto è
cambiato nella nostra atletica.
Il "prodotto" è aumentato di valore, ci sono più possibilità di
negoziare con gli sponsor e, da
parte dei teenager, più voglia
di emulare. Da gennaio a giugno, ogni weekend organizziamo almeno due meeting frequentati da 1500/2000 atleti,
con fino a 21-22 batterie alla
volta di 100 e 200. Una volta,
per crescere tecnicamente, occorreva trasferirsi nei college
statunitensi. Ora si può scegliere, perché per chi vuole rimanere, le opportunità non mancano. Poi ci sono ancora tante contraddizioni: in federazione, per
esempio, lavorano solo due persone assunte. Ma siamo sulla
giusta strada, non ci fermeremo sul più bello». Oggi, è garantito, se ne avrà una conferma: i
venti saranno fortissimi.
dodici le ragazze che vantano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TRIALS USA
Gare ieri notte
Kersee chiede
il run-off martedì
EUGENE Le gare sono
riprese ieri notte ai Trials Usa.
Intanto Bobby Kersee,
allenatore di Allyson Felix e
Jeneba Tarmoh, le due atlete
finite terze a parimerito nella
finale dei 100, ha chiesto alla
Usatf (la federatletica Usa) di
procrastinare l’eventuale
run off fra le due sprinter fino
almeno a martedì della
prossima settimana. Dunque,
due giorni dopo la scadenza
imposta: «La squadra olimpica
per Londra dovrà essere
determinata entro la
conclusione dei Trials domenica
sera», aveva annunciato in un
comunicato la Usatf. Kersee
spiegava: «Se correranno la
finale dei 200 sabato, avranno
entrambe bisogno di un po’ di
riposo, prima di ripresentarsi in
pista per l’eventuale spareggio
sui 100».
FRIEDRICH OLIMPICA (si.g.)
A Eberstadt (Ger), 1.95 in alto
per Ariane Friedrich che ha
così centrato il minimo olimpico
richiesto
dalla federazione tedesca.
40
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
TENNIS TORNEO DI WIMBLEDON
Che botta!
Nadal distrutto
Il n. 100 Rosol
lo manda a casa
Rafa è sotto 2 set a 1, rimonta e ha il match in
mano, ma le sassate del ceco lo demoliscono
RINO TOMMASI
LONDRA
Poche volte nella storia di
Wimbledon una sorpresa — e
che l’eliminazione al secondo
turno di Rafael Nadal in un torneo che ha vinto due volte e in
cui è stato finalista anche l’anno
scorso lo sia non ci sono dubbi
— si è verificata in modo così
confuso ma alla fine anche legittimo come quello di ieri sera.
Tetto maledetto Si potrà discute-
re in eterno in quale modo le
particolari ed assolutamente
inedite situazioni attraverso le
quali si è sviluppato un risultato
che nessuno avrebbe potuto prevedere. A Lukas Rosol, ceco di
Brno, classe 1985 e numero
100 nella classifica mondiale,
nessuno avrebbe potuto concedere probabilità di vittoria soprattutto quando, dopo aver
mancato tre set point, ha perduto il primo set, ma soprattutto
quando dopo essere andato in
vantaggio per due set a uno ha
perso nettamente il quarto.
Qui, gli è arrivato l’aiuto indiretto del giudice arbitro, che ha deciso di chiudere il tetto per consentire che il match finisse nonostante l’oscurità, consentendo al ceco, che aveva appena subito la rimonta, di riordinare le
idee, raffreddando il momento
positivo dello spagnolo.
Lukas è
all’esordio a
Wimbledon: «È
stato il più bel
match della mia
vita. Mi dispiace
per Rafa, ma
questa volta ho
giocato meglio io»
un’altalena di colpi di scena che
non hanno né riscontri, né precedenti nella storia del gioco.
E’ quasi incredibile che un guerriero come Nadal, che malgrado
la giovane età ha un’esperienza
solidissima, non sia riuscito a
sfruttare le situazioni che la partita gli ha proposto e soprattutto
non sia riuscito a sfruttare le situazioni molto particolari che tutto sommato gli avevano consentito di riemergere almeno due vol-
Altalena La storia di questo gio-
co maledetto insegna che quando il giocatore favorito viene rimesso due volte in vita è quasi
impossibile che possa perdere.
Oppure, rovesciando i termini
del discorso è ancora meno possibile che un outsider che si è
trovato per due volte nella situazione di controllare il match riesca ugualmente a vincerlo con
Lukas Rosol assomiglia molto a
Robin Soderling (sopra) che batté
a sorpresa Nadal a Parigi nel 2009
te e di diventare il padrone del
match. In particolare l’aspetto
più difficile da capire e da spiegare è come mai Nadal si sia fatto
sorprendere all’inizio del quinto
set subendo un break che non è
più riuscito a recuperare.
Troppo tempo? In quanto a Ro-
sol è quasi incredibile come un
giocatore che aveva avuto una
carriera abbastanza modesta
con solo sei presenze nei tornei
del Grande Slam ed era esordiente a Wimbledon sia riuscito
a mantenere lucidità e freddezza, tirando sempre a tutto braccio e non tremando al servizio
nel quinto set, in una situazione
così difficile fino al punto da far
ritenere alla fine quasi regolare
uno dei più clamorosi risultati
nella storia più recente del grande tennis. Che Rafa accetta pur
togliendosi qualche sassolino:
«Troppo bravo lui? Troppo semplice, nel quinto non ho potuto
far nulla, ha giocato più che incredibile. Nei primi tre set io
non ho giocato bene, non ho
avuto l’ispirazione giusta, che
su una superficie come l’erba paghi caro, soprattutto contro chi
picchia duro senza avvertire
pressione. Qualsiasi cosa dicessi
ora suonerebbe come una scusa, certamente la decisione di
chiudere il tetto non è stata la
migliore per me. Ci hanno messo 35-40 minuti, non sapevo che
ci volesse tanto tempo. Ma è solo match di tennis, non è una tragedia». E Rosol non sta nella pelle: «Certo, mi dispiace per lui,
ma io ho giocato il miglior match della mia carriera, è una sensazione fantastica. Ma non ho
ancora fatto nulla, adesso devo
dimostrare di poter giocare una
partita di questo livello anche
contro il prossimo avversario».
Ma intanto è già nella storia.
Gazzetta.it
K.O. CONTRO MURRAY
Karlovic perde
e accusa: «Troppi
falli di piede»
RISULTATI IN DIRETTA
SINTESI E INTERVISTE
DOPO LE PARTITE
Lo spettacolo unico di
Wimbledon, terzo Slam
della stagione, è in diretta
ogni giorno sul nostro sito:
dalle 12.30 tutti i risultati in
tempo reale, i tabelloni
aggiornati e la cronaca dei
match più importanti nella
splendida grafica
sviluppata dal torneo
londinese. L’offerta video è
ancora più ampia, con la
presentazione del
programma al mattino, gli
highlights dei big poche ore
dopo il punto della vittoria,
le interviste e le foto più
belle, come quelle delle
quattro azzurre Camila
Giorgi, Sara Errani, Roberta
Vinci e Francesca
Schiavone qualificate per il
terzo turno. L’analisi dei
temi e dei numeri più
significativi la trovate sui
blog Gazzetta
«Breakpoint» e «Score».
Dopo Carlo e Camilla
accorsi per Roger Federer, il
Royal Box ha ospitato Pippa
Middleton, sorella di Kate (la
moglie del Principe William),
venuta a fare il tifo per il
suddito Andy Murray. Quattro
set intensi e di buona fattura
che proiettano lo scozzese al
terzo turno, ma che non
evitano le polemiche per gli 11
falli di piede che i giudici di
linea hanno chiamato in
maniera sistematica al povero
Karlovic.
«Wimbledon — ha detto irato il
croato in conferenza stampa
— per me ha perso credibilità,
non ho mai fatto in carriera più
di uno o due falli di piede a
incontro. E’ scandaloso, i
questa partita continuavano a
chiamarli anche se mi
accingevo a servire a 20
centimetri dalla riga di fondo.
E poi mai sul 30 0 o sul 40 0,
ma sempre sul 30 30. Siamo
in un match di Coppa Davis
oppure sul Centre Court di
Wimbledon?».
Lukas Rosol, 24 anni, n.100 AFP
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RAGAZZE D’ORO IL GRUPPO STORICO DI ERRANI, VINCI E SCHIAVONE CON LA VENTENNE GIORGI AL POSTO DELLA PENNETTA. LA SQUADRA DI FED CUP NON TRADISCE
Quattro azzurre al 3o turno: eguagliato il record 2005
DAL NOSTRO INVIATO
VINCENZO MARTUCCI
LONDRA
Una squadra è una squadra. Un gruppo non si fa in un
giorno. E il gruppo azzurro di
Fed Cup ha dimostrato, negli
anni, di sapere reagire a infortuni, cali di forma, partite sbagliate, crisi di fiducia. Perciò, se
una delle due colonne, Flavia
Pennetta, attraversa un momento difficile, viene avvicendata da un’italiana che non
t’aspetti, come la ventenne Camila Giorgi e le altre del gruppo
storico, Sara Errani, Roberta
Vinci e Francesca Schiavone
fanno fronte comune. Unite dai
successi di 2o turno, tutti senza
perdere set, e dal record di 4 azzurre del 2005 sull’erba più famosa dello sport. Duro soprattutto per «Cichi», finalista del
Roland Garros e numero 10 del
mondo, contro Yaroslava Shvedova: «Agli ottavi di Serena
non ci penso. Il prossimo è più
che complicato: ci ho perso a
Parigi tre anni fa, è fastidiosa,
spinge da fondo, anche a Parigi
ha giocato bene». A 25 anni, Saretta ha già esperienza: «Mi ha
fatto bene ricaricare le batterie,
negli Slam il ritmo è alto, non ti
fermi mai, a fine giornata sei
morto, stressato, nervosissimo». Saretta non può puntare
troppo sul vantaggio nei precedenti con la kazaka con gli occhiali scuri (2-1), né illudersi
per il 6-1 6-1 ad Annie KO (Keothavong), beniamina di casa:
«Sono contenta della mobilità
in campo, delle risposte e di come sto giocando più aggressiva».
Coraggio La «gemella» di doppio, Roberta Vinci, ritrova il sorriso: «Era peggio la Bartoli, ma
questa Lucic non è da sottovalutare. Sull’erba di Birmingham
ci ho perso l’anno scorso, 7-6 al
3o». Ma la miglior volée del tennis azzurro cresce: «Servo bene
e gioco bene di dritto, ora devo
essere più aggressiva, andare
anche a rete. Dovrei essere più
menefreghista del punto. Io sono tranquilla, non rischio». Il
6-4 6-3 della Vinci (contro
Erakovic) è diverso dal 6-4 6-4
della Schiavone (contro Pliskova): «Nel 1o set, da 2-4 a 6-4,
bene, poi da 0-2 a 4-2... Devo
alzare il livello, quando gioco
quei 2-3 punti molto bene, che,
sull’erba, fanno la differenza.
Se voglio vincere il 3o turno,
contro Zakopalova che ha caratteristiche da erba, sta molto bassa, gioca piatto, ma soffre il mio
tipo di gioco, devo migliorare
anche la prima di servizio. Sono soddisfatta di come arrivo
sulla palla, ci metto non solo velocità. Questo sport mi dà emozioni, gioie, anche tantissimi
dolori, però cresco tanto in campo, e voglio rimanere qua dove
sono». Parola di capo-squadra.
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Sara Errani, n. 10 al mondo EPA
Francesca Schiavone, n. 26 EPA
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
41
NUOTO TRIALS STATUNITENSI A OMAHA
FENOMENO GIORGI
Aveva 14 anni
e già sognava
Lukas Rosol, 27,
saluta Nadal,
26: il numero
100 ha battuto
il 2 REUTERS
(v.m.) La Giorgi, non
Monica, la piccoletta elettrica
tutta d’attacco che s’è fatta un
nome negli anni 70, ma quella
moderna, Camila, che ha firmato il record italiano di una qualificata al terzo turno di Wimbledon, ha sempre detto che puntava al numero 1. Anche quando aveva 14 anni, come si vede
nella pagina della Gazzetta che
riproponiamo. Non ce l’ha ancora fatta, ma continua a ripeterlo, nello Slam dove si sta facendo un nome. Eppure, la 20enne
di Macerata, cresciuta tennisticamente ovunque, piuttosto
che in Italia, da papà Sergio (argentino di padre e nonno italiani), è assolutamente sconosciuta alle altre azzurre. Che non
l’hanno mai vista giocare, sanno a malapena che «picchia forte da dietro, e tira la prima come la seconda di servizio». Così come lei non conosce loro.
LA POLEMICA
Simon: «Troppi
soldi alle donne»
LUCA MARIANANTONI
Fresco di nomina nell’Atp Player Council,
il francese Gilles Simon — n. 13 del mondo —
si è scagliato contro il tennis femminile polemizzando sulla parificazione dei montepremi
tra uomini e donne. «Il tennis maschile ha un
livello nettamente più alto di quello femminile.
Al Roland Garros il tempo trascorso in campo
dai giocatori è stato il doppio di quello delle
donne. La parità di stipendio non ha senso».
Replica Le risposte non si sono fatte attendere.
Maria Sharapova, numero 1 del mondo, ha dichiarato che «la Wta ha combattuto per tanti
anni per ottenere gli stessi premi in denaro dei
giocatori. Siamo tutte orgogliose di questo riconoscimento e cerchiamo sempre di rendere il
nostro gioco più affascinante. Sono sicura che
le mie partite fanno più spettatori delle sue».
Serena Williams dice che «Maria ha ragione,
molte più persone vedono lei rispetto a Simon.
Il tennis femminile è fantastico. Ognuno ha diritto di avere una opinione in merito. E questo è
solo il suo parere». Sam Stosur: «La gente ama
vederci giocare». L’Open Usa garantisce lo stesso montepremi dal 1973, l’Australia dal 2000,
Roland Garros e Wimbledon solo dal 2007.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4 Rivincita Phelps
I NUMERI
0
Le italiane
che prima di
Camila Giorgi
avevano
raggiunto il 3˚
turno a
Wimbledon
partendo dalle
qualificazioni. Il
record per una
qualificata è la
semifinale
raggiunta dalla
Stevenson nel
1999
4
Le italiane
approdate
al 3˚ turno di
Wimbledon.
Eguagliato il
record assoluto
stabilito nel
2005 da Silvia
Farina, Flavia
Pennetta,
Roberta Vinci e
Antonella Serra
Zanetti
7
I cinque set
giocati
consecutivamente da Troicki
negli Slam: 1
allo Us Open
2011, 2 in
Australia, 2 al
Roland Garros e
2 a Wimbledon
quest’anno.
26
Gli ace messi a
segno da Mardy
Fish nel match
vinto sul
britannico
James Ward
che ne ha fatti
16
Lochte nei 200 sl
rimane dietro
Il tempo (1’49"70) non è super, ma adesso
la sfida è pari: «La rivalità migliora entrambi»
DAL NOSTRO INVIATO
STEFANO ARCOBELLI
OMAHA (Usa)
La prima rivincita, al di
là del tempo. La prima gara da
vero Phelps contro Lochte, da
quando il gioco si fa duro anche se - come lamenta l’allenatore del mito, Bob Bowman questo «giocare al gatto col topo comincia a farsi pericoloso,
la rivalità dev’essere solo in acqua e deve servire a fare andare più forte tutti e due». Spodestato nei misti, Michael si riscopre vincente contro il prodigio
di Daytona alle selezioni olimpiche americane: mette la ma-
LA GARA AI RAGGI X
ULTIMA VIRATA FATALE PER LOCHTE
Nella tebella l’equilibrio della gara. Con Lochte che
sbagliando la virata ai 150 metri, perde quei 5 centesimi che gli saranno fatali, visto che i due fenomeni l’ultima vasca l’hanno poi nuotata esattamente
con lo stesso tempo e sul traguardo la differenza
sarà proprio di 5 centesimi
PHELPS
LOCHTE
50 metri
24’89
24"97
100 metri
totale
26"85
51"74
26"83
51"80
150 metri
totale
26"37
1’19"11
27"36
1’19"16
200 metri
totale
26"59
1’45"70
26"59
1’45"75
Impatto Un’altra sconfitta ai
Trials, tuttavia, avrebbe provocato altre complicazioni a Phelps: che ha gareggiato, dunque,
con piglio antico, una voglia
matta, la nuotata potente e rotonda fronteggiando Lochte
anche con gli occhi, metro dopo metro, stando sull’acqua un
po’ più alto di lui: sperando nell’errore altrui che stavolta è arrivato e curiosamente in virata
(che come le fa lui non le fa nessuno al mondo). «S’è girato alto e l’ha pagata cara, sì li ha persi lì quei 5 centesimi, ecco perché dico che non deve distrarsi
e ho avuto ragione che Phelps
non fosse in crisi» s’è arrabbiato Greg Troy, il mentore dello
sconfitto di giornata che conduce nel confronto biennale
(post body) 3-1. Phelps invece
si faceva i complimenti: «Avevo nuotato così male in semifinale che riguardandomi il video mi sono detto "mio Dio, così non posso continuare". E ho
Fiducia Aspettando i grandi
tempi, una vittoria per il morale in una gara sublime, tipicamente olimpica: conta vincerla a prescindere. E Phelps lo ha
fatto alla sua maniera, ricordando al rivale che prima di
oscurarlo dovrà fare cose ancora più straordinarie. Prima di
Londra ci sarà un altro confronto, qui ad Omaha: nei 200 misti. Phelps, a questo punto, medita il secondo colpaccio. Per
cancellare la doppia onta mondiale di Shanghai.
La grinta di Michael Phelps AFP
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Testa e testa subacqueo: sopra con la cuffia azzurra Ryan Lochte: si vede tutto l’equilibrio, praticamente è appaiato a Michael Phelps AFP
la guida
la guida
Serena e Sharapova avanti
Oggi Djokovic e Federer
Coughlin eliminata
dai 100 dorso
Come va Grevers
(lu.mar.) Bene le due regine Serena Williams e Maria Sharapova. L’americana piazza 10 ace e smorza le velleità dell’ungherese Melinda Czink: «Non sento la pressione — dice Serena — di dover vincere per forza, gioco davvero in modo
rilassato e questo è positivo». Ha bisogno invece del terzo
set la numero 1 del mondo Maria Sharapova per allontanare i fantasmi del rovescio della bulgara Pironkova in una
partita completata in due giorni: «Ero più contenta del match d’esordio, di questo meno. Lei ha iniziato bene e poi ha
finito il secondo set in crescendo. Se si giocasse sempre
sull’erba sarebbe sicuramente tra le prime 5 del mondo».
OGGI. Campo Centrale: Djokovic (Ser) b. Stepanek (Cec);
A. Radwanska (Pol) b. Watson (Gb); Federer (Svi) b. Benneteau (Fra) . Numero 1: Sharapova (Rus) b. Su-Wei Hsieh
(Taiw); Zvonareva (Rus) c. Clijsters (Bel); Almagro (Spa) b.
Gasquet (Fra) . Numero 2: Troicki (Ser) c. Monaco (Arg);
McHale (Usa) c. Kerber (Ger); Youzhny (Rus) c. Tipsarevic
(Ser) . Numero 3: Stephens (Usa) c. Lisicki (Ger); Verdasco
(Spa) c. Malisse (Bel); Petrova (Rus) c. GIORGI. Numero 12:
Peng Shuai (Cina) c. Rus (Ola); Mayer (Ger) c. Janowicz
(Pol) . Numero 18: Falla (Col) c. Istomin (Uzb); Cirstea (Rom)
c. Kirilenko (Rus).
IN TV Diretta su Sky Sport 3 e Sky Sport Extra con sei
canali dedicati.
I RISULTATI A pagina 41
no davanti di 5 centesimi nei
200 sl, specialità in cui ha dimenticato le migliori sensazioni da 4 anni, dall’oro con record mondiale di Pechino in
1’42"96. Da quel dominio, il
mito aveva poi rimediato solo
scoppole: ai Mondiali di Roma
2009 dal polpo tedesco Biedermann, ai Mondiali di Shanghai
appunto da Lochte, per non dimenticare l’oro perso ad Atene
da Thorpe. Insomma, più il
compito diventa arduo, rischioso, più Phelps tende a dimostrare chi è davvero Phelps. Lo
ha tradotto in acqua con una
prestazione da campione che
si ribella al declino, anche se
battere Lochte è una soddisfazione massima, ma raccogliere
appena un 1’45"70 «non ti dà
nessuna certezza di vincere
l’oro a Londra», ammetterà la
leggenda: «La concorrenza è
folta, si chiama Agnel (primo
al mondo in 1’44"42, ndr), Biedermann, Park, Matsuda, Sun
Yang».
fatto una gara più attenta anche se sono arrabbiato per il
tempo. A nessuno dei due piace perdere, il nostro patto per
l’Olimpiade sarà: andare più
forte, sempre più veloce». Gli
ultimi 50 metri Michael e Ryan
li hanno nuotati addirittura
con lo stesso tempo: a testimoniare come pur di prevalere
conti di più cosa fa l’altro, pur
di farlo saltare. La pressione,
nei 200 crawl, adesso è tutta
per Lochte, che è campione
mondiale in 1’44"44, ed è costretto a nuotare deluso anche
la batteria dei 100 al contrario
di Phelps che li cancella per risparmiare energie in vista della finale dei 200 farfalla. «Non
c’è altro modo di battere Michael - dirà Ryan -, stargli davanti dal primo metro: è stato
più bravo lui, stavolta: una gara divertente per il pubblico
(12.671 paganti, ndr) che ho
persa negli ultimi 75 metri e arrivando lungo». E’ curioso come i due fenomeni si soffermino sui particolari da sistemare
per la gara olimpica: «Sull’entrata e l’uscita dal muro ho molti margini» insisterà Phelps,
che secondo il suo allenatore
non è ancora al top della forma: «Il vero Michael lo vedrete
a Londra, ancora nelle braccia
è pesante». Non riesce a scaricare la forza di cui dispone, il
14 volte olimpionico cui mancano 3 medaglie per diventare
il più grande atleta olimpico di
tutti gli sport e scavalcare a 18
l’ex ginnasta russa Latynina.
(s.a.) Natalie Coughlin perde tutto: è a
una medaglia dal record assoluto di
Jenny Thompson e Dara Torres (12) ma
non è ancora qualificata. E chiudendo
terza nei 100 dorso ha perso la possibilità di diventare la terza donna nella storia a fare il tris olimpico nella stessa
specialità dopo l’australiana Fraser
(100 sl) e l’ungherese Egerszegi (200
dorso, in lizza resta solo Kirsty Coventry, Zim). A negare il pass alla Coughlin
(che passa sparata in 28"50 e tocca in
1’00"06) è la diciottenne Rachel Bootsma, che chiude in 59"49 dietro Melissa Franklin, prodigio al primo pass olimpico e che assesta un duro colpo alla
medesima Coughlin strappandole di 9
centesimi il record americano in 58"85,
primo crono al mondo che scavalca il
58"97 della russa Zueva. Nei 100 dorso
maschili, Matt Grevers si ritaglia una serata alla Peirsol vincendo in 52"08, a 14
centesimi dal record mondiale di Aa-
ron, ritiratosi nel 2010. Nick Thoman
per 12 centesimi (52"86) evita la bocciatura ed è il secondo promosso.
Promossa senza sorriso Rebecca Soni, sconfitta per la prima volta nei 100
rana da quattro anni e peggioratasi dalla semifinale da 1’05"82 a 1’05"99. Per
battere Breeja Larson avrebbe dovuto
ribadire il suo primato stagionale mondiale, la Soni, sorpresa un po’ come tutti dall’impeto della ventenne dell’Arizona ultima di sei sorelle che ha cominciato a nuotare a 17 anni e s’è migliorata
dalla semifinale da 1’07"00 a 1’05"92! I
promossi dei 200 sl per la 4x200 Usa
sono Ricky Berens, che c’era pure a Pechino, e Conor Dwyer, che si allena con
Lochte, mentre da quinto potrebbe essere ripescato Matt McLean autore di
un considerevole 1’46"78, 11˚ crono
mondiale. In semifinale erano tornati in
acqua sia Phelps, terzo nei 200 farfalla
che hanno visto ancora protagonista
un Bollier da 1’56"06; che la Franklin nei
200 sl in cui era andata al risparmio prima dei 100 dorso: Allison Schmitt è stata la più veloce in 1’55"59.
Risultati (3a g.). FINALI. 200 sl: 1.
Phelps 1’45"70; 2. Lochte 1’45"75; 3. Berens 1’46"56; 4. Dwyer 1’46"64; 5.
Nathalie Coughlin, 29 anni
McLean 1’46"78; 6. Houchin 1’46"88; 7.
Tarwater 1’47"02; 8. Klue 1’48229. 100
dorso: 1. Grevers 52"08 (2˚ t.alltime);
2. Thoman 52"86; 3. Plummer 52"98; 4.
Hesen 53"03; 5. Godsoe 53"61; 6. Murphy (16) 53"92; 7. Owens 54"31; 8. Conger 54"63. Donne. 100 dorso: 1.
Franklin 58"85 (29"74, r.n.); 2. Bootsma (18) 59"49 (30"94); 3. Coughlin
1’00"06 (28"50); 4. Smoliga 1’00"46; 5.
Brandon 1’00"82; 6. Connolly 1’00"83;
7. Stewart 1’00"86; 8. Romano 1’01"82.
100 rana: 1. Larson 1’05"92 (31"04); 2.
Soni 1’05"99 (s. 1’05"82); 3. Hardy
1’06"53 (30"88); 4. Baumgardner
1’07"19; 5. Chandler 1’07"28; 6. McClellan 1’07"41; 7. Lawrence 1’07"67; 8. Wanland 1’07"89.
SEMIFINALI. Uomini, 200 farf.: 1. Bollier 1’56"06; 2. Tarwater 1’56"10; 3. Phelps 1’56"42; 4. Clary 1’56"56; 5. Dylla
1’57"78; 6. Flach 1’58"04; 7. Madwed
1’58"26; 8. Hodgson 1’58"45. Donne,
200 sl: 1. Schmitt 1’55"59; 2. Vreeland
1’57"78; 3. Vollmer 1’57"89; 4. Romano
1’57"99; 5. Franklin 1’58"04; 6. Anderson 1’58"09; 7. Perdue 1’58"28; 8. Chenault 1’58"64. 200 mx: 1. Leverenz
2’10"51; 2. Pelton 2’11"37; 3. Beisel
2’12"27; 4. Kukors 2’12"32; 5. Dirado
2’12"62; 6. Manginelli 2’13"48; 7. Tosky
2’13"87; 8. Li 2’14"02.
BATTERIE (4a g.). Uomini, 100 sl: 1.
Robison 49"09; 2. Adrian 49"17; 3. Grevers 49"24; 5. Lochte 49"33; 9. Lezak
(36) 49"40; 11. Ervin 49"54. 200 ra: 1.
Burckle 2’10"30; 2. Weltz 2’10"90; 3.
Shanteau 2’11"57, 5. Hansen 2’12"14.
Donne, 200 fa: 1. Vanderburg 2’08"78;
2. Adams 2’08"84.
DOPATO (m.can.) Il brasiliano Glauber
Silva è stato squalificato per due anni
per doping (testosterone). Silva, che
quindi non disputerà i 100 farfalla a Londra, era risultato positivo proprio nelle
gare organizzate dalla Confederazione
Brasiliana di Sport Acquatici a maggio
come ultima opportunità di qualificazione a Londra.
42
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
TUTTENOTIZIE & RISULTATI
Pallavolo WORLD LEAGUE A DALLAS
Ippica STASERA TRIOSSI A ROMA
Torna l’Italia A
con la Francia
Bellei a caccia
del GP stregato
(a.a.) Torna l’Italia di
Berruto. Dopo le due trasferte in Francia e Sud Corea con
la squadra B di Montagnani,
e a 40 giorni esatti dall’ultimo show di Firenze con lo
straordinario 3-0 inflitto agli
Stati Uniti (campioni olimpici), la squadra titolare torna
in campo stanotte a Dallas.
Nel quarto e ultimo concentramento della World League. Nel quale la qualificazione alle Final Six di Sofia non
è più verosimilmente in discussione (sebbene l’aritmetica ancora non ci condanni),
ma ci sono da mettere a punto gioco e condizione. Sono
le ultime gare ufficiali (poi ci
saranno le amichevoli, certo)
per farlo, prima di Londra.
A mezzanotte (con diretta su
Rai Sport 1) si comincia con
la Francia. Quindi alla stessa
ora di domani la Sud Corea, e
nella notte tra domenica e lunedì (2.30) gli Usa. Non ci sarà Mastrangelo, per il problema al gomito che lo ha fermato. Al suo posto in rosa Giulio
De ogni: al centro andranno
quindi Fei e Birarelli. E intanto Cuba, vincendo a casa della Serbia a Novi Sad, si è qualificata per le finali di Sofia.
Scattano le notturne
(con grande ritardo rispetto
al passato) ed è subito spettacolo. Da oggi a domenica il
trittico Roma-Milano-Treviso manderà in scena una serie di GP importanti e (si spera) spettacolari. Si parte oggi
da Tordivalle (l’inizio del convegno è alle 20.20) dove nel
giorno del Santo Patrono
(Santi Pietro e Paolo) come
da tradizione c’è il Premio Tino Triossi, prova internazionale (una volta...) riservata
ai quattro anni. A dir la verità
c’è uno straniero, lo svedese
Staro Foot Loose che però
non sembra avere grandi
chance. Il favorito sarà infatti Obama Gar, il cavallo più
continuo della generazione a
cui però manca ancora il
grandissimo acuto. Stasera il
numero all’interno del rivale
Owen Cr (che lo ha battuto
nell’Europa il 25 aprile e lo
scorso anno nel Nazionale)
sembra però dare una grossa
mano a Obama Gar, in sulky
al quale il top driver Enrico
Bellei cerca il primo successo
nel Triossi, una delle pochissime grandi corse italiane
che mancano al suo palmares. Ma attenzione anche al
Varennino Osasco di Ruggi
che ritrova le mani di Roberto Vecchione e che sul doppio chilometro si esalta. Da
vedere anche Oropuro Bar,
fermato da un grave infortu-
GIRONE A - A Novi Sad (Ser) – Giappone-Russia 2-3 (25-20, 26-24,
19-25, 17-25, 11-15), Serbia-Cuba
2-3 (26-24, 16-25, 25-21, 24-26,
Cristian Savani a muro FIVB
13-15). Oggi: Russia-Cuba e Giappone-Serbia. Classifica: Cuba 25; Serbia 16; Russia 15; Giappone 2.
Girone B Classifica: Polonia 29;
Brasile 26; Canada 10; Finlandia 7.
GIRONE C a Dallas (Usa) – Oggi: (24
dir. Raisport) Francia-Italia, Stati Uniti-Sud Corea. Classifica: Stati Uniti
20; Francia 17; Italia 11; Sud Corea 6.
GIRONE D - a Sofia (Bul) – Oggi: Argentina-Germania e Bulgaria-Portogallo. Classifica: Germania 22; Bulgaria, Argentina 16; Portogallo 0.
GRAND PRIX (a.a.) Nella final six del
Grand Prix a Ningbo (Cina) la Turchia
(Ozsoy e Darnel 12) si trova in testa
superando anche Cuba, vincono anche gli Stati Uniti (Hodge 25) sulla
Thailandia e il Brasile sulla Cina.
Programma - Stati Uniti-Thailandia
3-1 (25-18, 27-25, 18-25, 25-18), Cuba-Turchia 0-3 (23-25, 9-25,
20-25), Cina-Brasile 1-3 (21-25,
25-21, 19-25, 18-25). Oggi: Brasile-Cuba, Turchia-Stati Uniti, Cina-Thailandia.
Classifica: Turchia 6; Stati Uniti 5;
Brasile 4; Cina 3; Thailandia, Cuba 0.
Baseball
DOMANI ALL STAR GAME (m.c.) Presentata la 2a edizione dell’All Star Game, domani alle 21 allo Jannella di Grosseto. In campo la Ñazionale di Marco Mazzieri (assenti
al raduno iniziato ieri gli infortunati Simone
e Sgnaolin, in dubbio Ramos) e la selezione dell’Ibl votata dai tifosi e guidata da Doriano Bindi, manager del San Marino campione d’Italia. Alle 20 homerun derby. Fibs
e Grosseto doneranno 50 euro per ogni
fuoricampo alla Lega Fibrosi cistica e alle
popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma.
Beach volley
WORLD CUP (c.f.) Per l’Italia sudato successo 2-1 sull'Uruguay nell’esordio della
World Cup di Mosca, ultimo torneo di qualificazione olimpica (2 posti per genere). Dopo il k.o. 2-1 di Giombini-Orsi Toth con Gomez-Guigou, Gioria-Momoli hanno pareggiato con un netto 2-0 a Cardozo-Nieto e
poi superato 17-15 nel golden set Gomez-Guigou. Oggi contro Kenya (Ndakala-Ndasaba e Rotich-Maiyo) e Cina (Wang
Fan-Yue Yuan e Yuanyuan Ma-Zhang
Changning), domani ultima sfida del girone con la Svizzera.
Boxe
Europei juniores
Colella già bronzo
Obama Gar con Bellei DE NARDIN
nio dopo un inizio di carriera
da favola e ora alla ricerca
della miglior condizione: se
fosse al top sarebbe in grado
di lottare per la vittoria. Il record della corsa è dello svedese Raja Mirchi: 1.12.1 lo scorso anno.
Nel convegno anche la prova
riservata alle femmine con
Ombretta Bar favorita su Oklahoma Ans e Omera Win
Sm.
7ª corsa - 23.05 - GP Tino Triossi
- e 187.000, m 2100: 1 On the Way
Grif (R. Andreghetti); 2 Odino Jet (N.
Cintura); 3 Obama Gar (E. Bellei); 4
Owen Cr (P. Gubellini); 5 Orsia (A.
Gocciadoro); 6 Olona Ok (G. Minnucci); 7 Olmo Holz (Vp. Dell’Annunziata);
8 Ok America (A. Di Nardo); 9 Osasco di Ruggi (R. Vecchione); 10
Owen’s Club (A. Guzzinati); 11 Oropuro Bar (M. Smorgon); 12 Staro Foot
Loose (A.J. Mollema); 13 Opera Auteuil (L. Besana).
(i.m.) L’Italia di Maurizio Stecca in medaglia agli Europei juniores di Sofia (Bul). Nei
quarti dei 52 kg Vincenzo Colella ha sconfitto per 15-9 Silvio Schierle (Ger), dominandolo dalla prima ripresa (6-2, 10-6 i
parziali). Oggi in semifinale affronterà Sushkov Blagovestov (Bul). Nei 66 kg eliminato agli ottavi Giovanni Sarchioto (16-3-1)
per ferita al naso al 3o round contro Adzinayeu (Bie) col quale al 2o era in svantaggio 11-8.
Golf
Irlanda, 19o Gagli
Comandano in due
Lorenzo Gagli è 19o con 68 colpi (-4: sei
birdie, due bogey) dopo il primo giro dell’Irish Open, torneo dell’European Tour a
Portrush (Irlanda del Nord, montepremi
2.000.000 e). In testa a -7 il francese Bourdy e l’indiano Jeev Singh. Francesco Molinari è 53o con -2, Andrea Pavan e Matteo
Manassero sono al 94o posto (par), Federico Colombo 116˚ con +1.
CRESPI GUIDA Marco Crespi è in testa
con -10 (64 66) dopo il secondo giro del
Provincia di Varese, torneo del Challenge
Tour in corso al club Varese (par 70). Insieme a lui lo scozzese Raymond Russell (63
67) e l’argentino Daniel Vancsik (65 65).
Alessandro Tadini è 5o a -8 con 132 (66
66), Federico Elli 8o a -7 con 133 (66 67).
Pallavolo
Arco LE SQUADRE PER LONDRA
Pallanuoto A COSENZA
Giochi: Lionetti
scalza Sartori
Settebello, pari «Sport movies» Carnera moriva
col Montenegro col film su Senna 45 anni fa
(a.p.) Marco Galiazzo,
Michele Frangilli, Mauro Nespoli per gli uomini; Natalia Valeeva, Jessica Tomasi e Pia Lionetti tra le donne. Sono questi
gli azzurri per Londra 2012 nell’arco, al via il 27 luglio — giorno della cerimonia inaugurale
— con le 72 frecce di qualifica.
La presentazione delle squadre si è svolta ieri in Palazzo
Vecchio a Firenze. La scelta del
c.t. Gigi Vella, assente alla cerimonia, lascia a casa come riserve Luca Melotto e Guendalina
Sartori, quest’ultima iridata a
squadre a Torino 2006. «In
qualche gara potevo fare di
più, ma sarò la prima tifosa delle ragazze» ha detto la padovana, commossa come Pia Lionetti, che la sostituirà. L’Italia dell’arco va a medaglia da Atlanta
1996: da allora due argenti e
un bronzo a squadre e l’oro di
Galiazzo ad Atene 2004. Per
Valeeva sarà la sesta Olimpiade: la prima fu nel 1992 con la
Comunità Stati Indipendenti.
Saranno dieci gli atleti per le
Paralimpiadi: in testa Oscar
De Pellegrin, portabandiera.
Alex Giorgetti, 24 anni LAPRESSE
A Cosenza, nella 2a giornata dell’Otto Nazioni, è pareggio tra il Settebello e il Montenegro: il 7-7 è siglato a 55"
dal termine da Giorgetti in superiorità numerica. Per l’attaccante della Pro Recco una tripletta, altre reti azzurre di
Marcz, Figlioli, Presciutti e Fiorentini. Lo stesso Giorgetti e Figlioli hanno fallito un rigore.
Tra i pali ha giocato Volarevic.
Figari ha scontato il turno di
squalifica dopo l’espulsione rimediata all’esordio con l’Australia.
L’evento A DICEMBRE A MILANO
Presentata la 30a edizione dello «Sport Movies & Tv
2012» che si terrà a Milano dal
5 al 9 dicembre prossimi, a
conclusione dei festeggiamenti per il trentennale della fondazione della Fédération Internationale Cinéma Télévision
Sportifs. Sono intervenuti Ottavio Missoni, presidente
d’onore della giuria, Sandro
Gamba, ex c.t. della Nazionale
di basket e Irene Camber prima donna a vincere l’oro nella
scherma alle Olimpiadi e ai
Mondiali che hanno ricevuto
dal presidente della Ficts Franco Ascani il Medaglione d’Onore. Parteciperanno tra gli altri
il film su Tazio Nuvolari e Alessandro Nannini «A spasso per
l’Italia con Nannini e Nuvolari», su Carolina Kostner «Opera on ice», lo scacchista Robert
James Fischer «Bobby Fischer
against the world» e il documentario su Ayrton Senna.
Ospiti d’onore saranno Giampiero Boniperti e Roman Abramovic, proprietario del Chelsea. Le iscrizioni si chiudono il
16 luglio.
2a g. Gir. A: Kazakistan-Canada 10-6,
Ungheria-Serbia 7-5. Class.: Ungheria 6; Serbia, Kazakistan 3; Canada 0.
Oggi: Kazakistan-Serbia (ore 17), Ungheria-Canada (19.40).
Gir. B: Australia-Grecia 4-4, Italia-Montenegro 7-7. Class.: Italia,
Montenegro 4; Grecia, Australia 1. Oggi: Montenegro-Australia (18.20), Italia-Grecia (21).
Pia Carmen Lionetti, 25 anni
QUARTU IN A1 Storica promozione
per la Sardegna. La Promogest Quartu, battendo in due gare la Pallanuoto
Brescia (8-14 e 6-5), è la prima squadra a salire in A-1. Domani, la bella tra
Lazio e Telimar Palermo deciderà l’altra promossa.
S. Gamba, I. Camber e O. Missoni
Boxe L’ANNIVERSARIO
MERCATO (an.gal.-f.c.) Mancava solo l’ufficialità: Angelo Lorenzetti è il nuovo allenatore di Modena. Dopo il libero Paparoni,
Castellana prende lo schiacciatore-ricevitore Ludovico Dolfo, 23 anni (era a Belluno). Pesaresi già libero a Segrate (ma di
proprietà di Macerata) il prossimo anno
giocherà in A-1 con Verona. Marco Rizzolo
(da Genova) è il nuovo libero di Molfetta.
Nel femminile, bocciata la richiesta di Loreto di giocare a Perugia: pareri negativi dei
comitati di Marche e Umbria della Fipav.
Casalmaggiore disputerà le gare interne
al Pala Farina di Viadana (Mn).
MERCATO A BOLOGNA (f.c.) Si terrà a Bologna dal 17 al 19 luglio il mercato del volley
maschile. Per l’A-1 stop alle operazioni alle
13 del 18 mentre i Club di A-2 potranno tesserare entro le 18 dello stesso giorno. Giovedì 19, infine, saranno annunciate le date
della stagione (inclusi playoff e altri eventi).
Rugby
Carnera, malato, sbarca a Fiumicino
(al.fr) Ricorre oggi il 45o
anniversario dalla morte di Primo Carnera. Il pugile friulano
morì a Sequals (Pn), il suo paese natale (25 ottobre 1906) a
cui era molto legato: gravemente malato, vi fece infatti ritorno per trascorrere gli ultimi
giorni della sua vita. Era emigrato negli Stati Uniti dal primo dopoguerra, era diventato
anche campione del mondo di
catch. Il 20 maggio 1967 atterrò a Roma, atteso da una folla
di tifosi e di giornalisti, ormai
consumato dal male. Subito si
trasferì nella sua Sequals, dove oggi, alle 18, nella chiesa
dei Santi Pietro e Paolo, si celebrerà una Messa in suffragio alla presenza della figlia Giovanna Maria, da qualche mese tornata a vivere Sequals sulle orme del padre. Il 29 giugno si
ricorda anche la conquista del
titolo mondiale dei pesi massimi, nel 1933, al Madison Square Garden di New York, dove
Carnera batté Jack Sharkey al
6o round. Fu il primo italiano a
indossare la cintura di campione del mondo.
FARRELL RITORNA Andy Farrell rientra
nello staff dell’Inghilterra. Già a fianco di
Lancaster nel Sei Nazioni 2012, vinto con
incarico ad interim, l’ex tredicista aveva
rifiutato il rinnovo con la Nazionale, per restare ai Saracens. Poi l’addio al club e ora
il triennale: sarà responsabile di trequarti
e difesa fino al Mondiale 2015.
PER ROVIGO (i.m.) Il Rovigo prende l’australiano di passaporto italiano Rhys Lenarduzzi, 22 anni, apertura e utility back
nazionale italiano di rugby XIII (4 presenze), dal Lezignan XIII (Francia).
Ippica
Napoli: 4-10-8-1-15
6a corsa - m 2060: 1 Polinesia (G. Ruocco)
1.17.4; 2 Patriot Gv; 3 Pamela Cas; 4 Prins;
5 Persico Jet; Tot.: 6,25; 2,92, 3,73, 16,86
(103,27). Quinté: e 27.857,88. Quarté: e
24.606,75. Tris: e 1.762,60.
OGGI QUINTÉ A ROMA A Tordivalle anche
il quinté in cui scegliamo Noce Moscata
(13), Golddigger (15), Mario Emidi (10), Madam di Poggio (14), Fico K Jet (16), Marlin
Stars (8) e Gigolò Ponz (7).
SI CORRE ANCHE Galoppo: Milano (17) e
Napoli (19.55). Trotto: Modena (21) e Follonica (20.35).
Tennis
Risultati Wimbledon
Uomini, 2˚ turno: Fish (Usa) b. Ward (Gb)
6-3 5-7 6-4 6-7 (3) 6-3; Tsonga (Fra) b.
Garcia-Lopez (Spa) 6-7 (3) 6-4 6-1 6-3; Del
Potro (Arg) b. Soeda (Japan) 6-2 6-3 1-6
6-4; Baghdatis (Cip) b. Dimitrov (Bul) 7-5
4-1 rit.; Murray (Gb) b. Karlovic (Cro) 7-5
6-7 (5) 6-2 7-6 (4); Kohlschreiber (Ger) b.
Jaziri (Tun) 6-1 7-6 (2) 6-1; Roddick (Usa) b.
Phau (Ger) 6-3 7-6 (1) 6-3; Cilic (Cro) b.
Kubot (Pol) 7-6 (4) 6-2 6-1; Paire (Fra) b.
Disabili
ATLETICA
Minetti bronzo
nei 1500
(c.ar.) Con il bronzo di
Annalisa Minetti nei 1500 m
(cat. T11-T12) si sono chiusi
gli Europei di atletica, in
Olanda. L’Italia ha vinto 4
ori (2 di Oxana Corso: 100 e
200m T35, Martina Caironi:
100m T42, Riccardo Scendoni: 100m T44) e 6 bronzi.
Dolgopolov (Ucr) 7-6 (2) 6-4 6-4; Lacko
(Slk) b. Melzer (Aut) 6-4 6-7 (4) 3-6 6-3
6-4; Ferrer (Spa) b. De Schepper (Fra) 7-6
(1) 6-2 6-4; Verdasco (Spa) b. Zemlja (Slo)
7-6 (4) 7-6 (4) 3-6 6-3; Falla (Col) b. Mahut
(Fra) 6-4 6-3 4-6 4-6 7-5; Stepanek (Cec)
b. Becker (Ger) 6-2 7-6 (4) 6-3; Malisse
(Bel) b. Simon (Fra) 6-4 6-4 7-6 (5); Goffin
(Bel) b. Levine (Usa) 4-6 6-4 6-1 6-3;
Nishikori (Giap) b. Serra (Fra) 6-3 7-5 6-2;
Baker (Usa) b. Nieminen (Fin) 6-0 6-2 6-4;
Rosol (R.Cec) b. Nadal (Spa) 6-7 (9) 6-4
6-4 2-6 6-4.
Donne, 2˚ turno: Kvitova (Cec) b. Baltacha
(Gb) 6-0 6-4; Azarenka (Bie) b. Oprandi
(Svi) 6-2 6-0; Lepchenko (Usa) b. Pavlyuchenkova (Rus) 7-6 (4) 6-4; Petrova (Rus)
b. Babos (Ung) 6-4 6-7 (3) 9-7; Lucic (Cro)
b. Bartoli (Fra) 6-4 6-3; SCHIAVONE b.
Pliskova (Cec) 6-4 6-4; Wickmayer (Bel) b.
Voskoboeva (Kaz) 4-6 6-3 8-6; Ivanovic
(Ser) b. K. Bondarenko (Ucr) 6-3 7-6 (3);
Paszek (Aut) b. Cornet (Fra) 6-2 6-1; Zakopalova (Cec) b. Govortsova (Bie) 2-6 6-1
6-2; Goerges (Ger) b. Yakimova (Bie) 7-6
(3) 6-2; Shvedova (Kaz) b. Bertens (Ola)
6-4 6-4; Sharapova (Rus) b. Pironkova
(Bul) 7-6 (3) 6-7 (3) 6-0; S. Williams (Usa)
b. Czink (Ung) 6-1 6-4; McHale (Usa) b.
Johansson (Fra) 7-5 7-5; Kerber (Ger) b.
Makarova (Rus) 7-5 6-3; Zheng Jie (Cina)
b. Wozniak (Can) 6-4 6-2; VINCI b. Erakovic (N.Zel.) 6-4 6-3; ERRANI b. Keothavong (Gb) 6-1 6-1.
Tuffi
TRICOLORI (al.f.) Da oggi a domenica, al
Foro Italico di Roma si assegnano i titoli
italiani di categoria. In gara Tania Cagnotto e gli altri big azzurri al penultimo test
prima dei Giochi.
Vela
Luna Piranha terza
(r.ra.) Nella prima giornata delle World Series di Newport (Usa) Oracle Racing guidato da James Spithill ha vinto la regata di
flotta davanti ai compagni di squadra capeggiati da Russell Coutts, 3a Luna Rossa
Piranha (timoniere Draper) 7a Luna Rossa
Pescespada (timoniere Campbell James).
Nel match race Luna Rossa Piranha ha
sconfitto 2-0 Emirates Team New Zealand (i kiwi hanno riportato gravi danni all’ala rigida dopo una scuffia nel primo match e non hanno potuto disputare il secondo) Oracle Coutts ha battuto per 2–1 Luna
Rossa Pescespada, Artemis 2-0 Energy
Team e Oracle Spithill 2–1 a Team Korea.
Oggi una regata di flotta e le semifinali Luna Rossa Piranha–Oracle Coutts,
Artemis–Oracle Spithill. Partenza alle
14.30 (20.30 in Italia) diretta su Italia 2 a
partire dalle 20.30
VOLVO RACE (r.ra.) Rivoluzione nella Volvo Ocean Race, giro del mondo in equipaggio: le prossime due edizioni si disputeranno per la prima volta con barche tutte
uguali. Obiettivo è di ridurre i costi.
EUROPEO ORCI (r.ra.) Dopo la 4a giornata
all’Europeo ORCI a Punta Ala nel gruppo A
conduce Aniene 1˚ Classe (tattico Vascotto) seguito da Cronos 2 (tattico De Angelis) 3˚ Exprivia Luduan Reloaded. Nel gruppo B 1˚ Low Noise, 2˚ Morgan IV 3˚ Scugnizza.
REGIONE MARCHE
Azienda Sanitaria Unica Regionale Area Vasta 4
Via Zeppilli, 18 - 63900 Fermo (AP)
AVVISO ESITO GARA
Si rende noto che l’ASUR AV4 di Fermo ha aggiudicato
con det. 340 ASUR DG 2012 procedura aperta per la
fornitura di reagenti e apparecchiature per gli esami per
biologia molecolare (L1 CIG 317657509E. IMPORTO
COMPLESSIVO MESI 60 € 613.158,30 + IVA), markers
epatite (L2 CIG 3176623838 IMPORTO DURATA INIZIALE MESI 60 € 272.150,00). Maggiori informazioni
sono disponibili sul sito www.asl11 marche.it oppure
UOC Provv-Eco: tel. 0734/6252887 - fax 07346252830
e-mail [email protected] it. Data invio GUCE
23/05/2012.
IL DIRETTORE UOC PROVV-ECO
Dott. Fulvio De Cicco
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
43
ALTRI MONDI
Il fatto del giorno
DI GIORGIO DELL’ARTI
[email protected]
Ma la Germania
adesso dice sì
agli eurobond
e a un tetto
per gli spread?
Il ministro Schäuble prima ha aperto poi ha
negato: è difficile, infatti, che la Merkel si faccia
convincere da Monti. Resta la carta Tobin Tax...
Il Wall Street Journal,
che l’altro giorno aveva messo
nei guai la Fornero, ieri ha fatto
dire al ministro Schäuble cose
che Schäuble non poteva evidentemente dire, c’è stata agitazione nei palazzi della politica...
1Che cosa gli ha fatto dire?
Che gli acquisti diretti dei Btp
o dei Bonos da parte dei due
fondi salva-stati saranno possibili, purché vi sia una formale
richiesta dei governi. E che
qualcosa per gli eurobond si
potrà fare, purché venga creato una specie di zar che tenga
sotto controllo i conti pubblici
dei paesi indebitati. Schäuble
è il ministro delle Finanze di
Berlino, se dice certe cose siamo tutti autorizzati a crederci.
Solo che fino all’altro giorno la
Merkel ha detto il contrario,
tant’è vero che Monti, per far
passare la storia dei fondi salva stati che comprano i titoli
dei paesi in difficoltà, s’è detto
disposto a costringere tutti al
tavolo delle trattative fino a domenica sera. L’intervista al
WSJ ha provocato un tale rumore che lo stesso Schäuble
l’ha dovuta smentire: la posizione tedesca è sempre quella,
niente eurobond e niente scudi anti-spread.
2
Forse, mentre il vertice è ancora in corso (dovrebbe concludersi stasera), converrebbe ri-
passare un po’ la materia. Fondi salva-stati?
Faccia conto che siano delle
casse comuni, a cui hanno contribuito gli stati membri ciascuno mettendo qualche miliardo. Hanno dei nomi impossibili. Uno si chiama Efsf, acronimo di European Financial Stability Facility. Dopo il salvataggio di Irlanda e Portogallo ha
in pancia 250 miliardi di euro.
La seconda cassa si chiama
Esm, European Stability
Mechanism, e ha a disposizione (per ora) 750 miliardi. Comincerà a funzionare da lunedì prossimo. L’idea di Monti è
che si fissi un tetto agli spread,
cioè al differenziale tra titoli di
stato a dieci anni di un paese in
crisi e l’analogo titolo tedesco
(Bund). Quando il differenziale supera la soglia stabilita, i
due fondi comprano e scoraggiano i venditori, i quali vendendo a tutto spiano i titoli,
per esempio, italiani puntano
a deprimerne il loro valore e
ad alzare il rendimento, cioè a
far pagare allo stato indebitato
interessi sempre più alti. Questa è la richiesta principe di Mario Monti: se la Merkel cedesse
su questo punto, il nostro premier potrebbe tornare a casa
trionfante.
3
Perché la Merkel non dovrebbe cedere?
La Merkel ha elogiato ancora
ieri il presidente del consiglio
italiano, affermando per l’en-
d
lafrase
DEL GIORNO
_il vertice di Bruxelles
A
AMATO:
«NIENTE
SCONTRI»
S
Roma
negozia
«Non c’è alcuno
scontro fra
Italia e
Germania.
Quella italiana è
una posizione
negoziale
nella quale
è evidente
che il governo
Monti è
interessato
ad avere
risultati».
Così l’ex
presidente del
Consiglio
Giuliano Amato
ha parlato del
vertice di
Bruxelles e dei
rapporti tra
Roma
e Berlino
Sopra, Mario Monti a Bruxelles con i colleghi premier di Austria, Bulgaria,
Estonia e Irlanda. Sotto, la Merkel col presidente greco Papoulias REUTERS
nesima volta che siamo sulla
strada giusta, eccetera. Far
comprare titoli italiani ai due
fondi significa trasferire un
pezzetto del nostro debito all’Europa. Automaticamente. I
tedeschi hanno sempre sostenuto che non può esserci condivisione a livello europeo dei debiti senza una qualche cessione di sovranità, senza dare
cioè all’Europa (soprattutto alla Germania) il potere di intervenire nei bilanci altrui, di impedire sprechi, di imporre tagli eccetera. Sulla cessione di
sovranità registriamo una vaga disponibilità francese. Hollande l’altra sera ha incontrato
la Merkel a Parigi, e subito dopo ha detto: «Siamo entrambi
coscienti delle misure necessarie per la stabilità finanziaria e
vogliamo entrambi approfondire l’unione economica, monetaria e, un domani, politica». Non può esserci unione
senza cessione di sovranità.
4
Hollande è d’accordo con quello che chiede Monti?
Monti ha raccolto un consenso
piuttosto vasto. Lo appoggiano ufficialmente il presidente
francese, e il presidente del
Consiglio europeo, Van Rompuy. Van Rompuy ha preparato un rapporto, piuttosto sgradito ai tedeschi, in cui si prevedono unione monetaria, emissione comune del debito eccetera. Tutti temi da sempre tabù per Berlino.
5
Come farà Monti a persuadere
la Merkel delle sue buone ragioni?
La Merkel vuole seriamente
istituire la Tobin tax, magari limitandola a 9 Paesi. Ricorderà
che la Tobin tax è una tassa dello 0,5 o dell’1 per mille su tutte
le transazioni finanziarie. Hollande è d’accordo, ma Monti è
deciso ad opporsi se prima non
otterrà lo scudo a difesa dello
spread. Un altro punto importante, al primo posto nella piattaforma francese, sono questi
120 o 130 miliardi che la Ue
dovrebbe investire nei Paesi in
difficoltà (cominciando dalla
Grecia) per aiutare le varie economie a ripartire. Ultimo tema, quello delle banche. Il trattamento riservato alla Spagna,
che ha chiesto i 100 miliardi
che servono ai suoi istituti, è
stato tremendo: la Germania
ha imposto che questi soldi venissero dati allo Stato, con la
conseguenza che il debito spagnolo si avvicina ormai al
100% del Pil. Il premier Rajoy
è disperato: le ultime aste hanno portato l’interesse sui titoli
di stato in prossimità del 7 per
cento, in queste condizioni, se
lo spread non si raffredda rapidamente, il Paese non può finanziarsi sui mercati e deve dipendere dalla Troika. Soldi in
cassa non ce ne sono più, servono subito almeno una quarantina di miliardi. La situazione
greca, insomma, ma di ben altre dimensioni.
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TROPPE
TENSIONI
TRA
I PARTITI
«È positivo
che in un
momento di
difficoltà
il premier
rappresenti
l’Italia
a Bruxelles
forte del suo
mandato.
Ma è preoccupante che
si vadano
acuendo
motivi di
conflittualità
tra le
forze che
sostengono
il governo.
Queste
tensioni si
manifestano
anche in
rapporto alla
prospettiva
delle elezioni
nel 2013. E
la revisione
costituzionale richiede
una ponderazione non
immaginabile
in questo
periodo»
GIORGIO
NAPOLITANO
CAPO DELLO STATO
LE STIME PIL 2012 A -2,4%
Confindustria
dà l’allarme:
«Italia come
in una guerra»
Il presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi, 69 anni ANSA
L’Italia non è in guerra
ma, a guardare l’impatto della
crisi, è come se fossimo «in un
conflitto». L’immagine disastrosa della recessione in corso l’ha
fornita il Centro studi di Confindustria, nel rapporto presentato ieri: «L’aumento e il livello dei debiti pubblici sono
analoghi a quelli presentati al
termine degli scontri bellici
mondiali. E a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia: l’industria manifatturiera e le giovani generazioni. Quelle da cui dipende il futuro», si legge nel documento. Confindustria vede
addirittura il Paese «nell’abisso»: secondo le stime, il Pil del
2012 scenderebbe del 2,4% rispetto al dato fornito a dicembre di -1,6%, mentre per il
2013 si prevede un -0,3% (rispetto allo 0,6%). E si allontana pure il pareggio di bilancio:
il deficit pubblico nel 2013 sarà a -1,6% del Pil e non a -0,1%
come previsto inizialmente e
nel 2012 si assesterà -2,6%, in
peggioramento di 1,1 punti.
Confindustria sostiene che la
crisi nasce per «errori recenti e
mali antichi» e, tra i fattori che
hanno portato a rivedere al ribasso le stime del Pil, evidenzia la mancanza di «una soluzione rapida della crisi dei debiti sovrani dell’eurozona». Particolarmente critico Giorgio
Squinzi, il presidente degli industriali italiani, che ha però lasciato spazio alla speranza:
«Speriamo di dare il meglio di
noi sull’orlo dell’abisso».
+0,66%
la chiusura in Borsa
Piazza Affari ha chiuso ieri in
positivo, unica positiva con
Madrid: Ftse Mib +0,66%
44
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
ALTRI MONDI
UCCISO DALLA MAFIA
Il Papa: «Don Puglisi
sarà presto beato»
Don Pino Puglisi, il sacer
dote palermitano (nella foto Ansa)
ucciso dalla mafia il 15 settembre
del 1993, vicino alla parrocchia di
Marchionne duro:
«Su Pomigliano
è folklore locale»
L’a.d. Fiat critica il reintegro degli operai Fiom
Un caso in Abruzzo: «Sciopero per la partita»
FILIPPO CONTICELLO
Changsha è la capitale
della provincia di Hunan: semisconosciuta città della Cina
del sud attraversata dal vastissimo (e inquinatissimo) fiume
Xiangjiang, enorme bacino di
forza lavoro con oltre sei milioni di abitanti. Ieri ha fatto un
salto lì anche Sergio Marchionne, giusto il tempo di
inaugurare l’impianto da
750.000 metri quadri nel quale si produce al ritmo di
140.000 unità all’anno la Viaggio, auto disegnata per il mercato cinese. E poi di pungere
sul tema pieno di spine delle
relazioni sindacali. Niente
mezzi termini quando c’è da
commentare la sentenza che
obbliga la Fiat all’assunzione
nello stabilimento di Pomigliano di 145 iscritti alla Fiom, vittima di «discriminazioni» per
il Tribunale di Roma: «Non voglio dire quello che penso, ma
questa legge non esiste in nessuna parte del mondo — ha ribadito più di una volta —. Focalizzare l’attenzione su questioni locali ignorando il resto
è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare Paese che ha regole particolari che sono folcloristicamente locali. Faremo ricorso».
Ha lasciato quindi intendere
di preferire questioni più globali: «L’Italia ha un livello di
complessità nella gestione delle questioni industriali che
non esiste altrove. Le implicazioni sul business sono drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire». Parole
dure, ma nel frattempo Marchionne ha anche annunciato
che la quota di Fiat in Chrysler
salirà di un altro 3,3%, arrivando così al 61,8.
San Gaetano, nel quartiere Bran
caccio, nel giorno del 56˚ comple
anno, sarà beato. Il Papa ha
autorizzato la Congregazione per
le Cause dei santi a promulgare
il decreto sul martirio di Puglisi,
ucciso «in odio alla fede». L’arci
vescovo di Palermo, Romeo:
«Don Pino un esempio per tanti».
A TRE ANNI DALL’INCIDENTE
Strage di Viareggio:
ieri chiusa l’inchiesta
Ieri, alla vigilia del terzo
anniversario della strage di Viareggio che il 29 giugno 2009
causò la morte di 32 persone, la
LA RIFORMA SANITARIA STORICO SÌ
È costituzionale
l’ObamaCare
«Vince la gente»
Sorride Barack Obama. Il suo discorso
agli americani è pieno di soddisfazione e speranza, i suoi occhi illuminati dall’idea che tutto possa cambiare sul serio. La Corte Suprema ha infatti confermato (con 5 voti a favore
e 4 contro) la costituzionalità di quella discussa parte della sua riforma sanitaria in cui si
prevede l’obbligo per i lavoratori di avere entro il 2014 un’assicurazione medica, con l’abbassamento dei prezzi delle polizze. «Questa
sentenza è una vittoria per il popolo americano» ha detto dalla Casa Bianca il presidente.
«La riforma sanitaria deve essere ora attuata
pienamente e se possibile migliorata. Ma non
si torna più indietro». Obama ha ribadito di
non aver sostenuto la nuova legge per motivi
politici, ma perché «era giusto per il Paese.
Gli americani non dovranno più appellarsi al
caso per preservare i propri averi. Questa decisione rende la sanità più sicura e più accessibile. Gli americani finora hanno dovuto preoccuparsi non solo delle loro malattie ma anche del costo per tornare a stare in salute, ora
sarà tutto diverso». La legge aveva spaccato
l’opinione pubblica: da una parte chi la giudicava un importante passo avanti per l’equità
sociale, dall’altra chi la vedeva come un’intollerabile ingerenza nell’autonomia decisionale degli americani.
La risposta di Romney I risvolti politici sono
Sergio Marchionne nella visita alla fabbrica di Changsha, in Cina ANSA
Che zuffa L’uscita cinese non è
piaciuta ai sindacati tutti e ha
fatto infuriare pure il centrosinistra. «È davvero insopportabile la sua arroganza e il continuo disprezzo per la democrazia e il rispetto della legalità»,
Il Lingotto accusa
il sindacato:
«A Val di Sangro
volevano vedere
Italia-Germania»
è stato il commento di Nichi
Vendola, presidente di Sel. E
ha reagito anche il Pd: «Parlare di una sentenza di un Tribunale della Repubblica che applica le leggi dello Stato e la
Costituzione associandolo ad
un fenomeno di folklore è un
insulto al Paese», s’è lamentato Andrea Orlando, presidente del Forum giustizia del partito. Non bastasse la tensione a
Pomigliano, un’altra grana è
nata ieri sull’asse Fiat-Fiom: il
Lingotto ha, infatti, emesso un
duro comunicato contro il sindacato per lo stabilimento Sevel di Val Di Sangro, in Abruzzo, in cui è stato proclamato
«uno sciopero di quattro ore in
coincidenza di Italia-Germania». Per loro, la scelta dell’orario e la programmazione «non
lasciano dubbi». Sul tema non
si è pronunciato il ministero
dello Sviluppo economico che
ieri aveva altro da fare: ha convocato per il 16 luglio il tavolo
sul futuro dello stabilimento
di Termini Imerese.
E oggi sale l’allarme per «Caronte»
Pisa, due anziani morti
per il caldo in spiaggia
Le tariffe da lunedì
Bollette in salita
Elettricità +0,2%
Il gas vola: +2,6%
Arrivano i nuovi aumenti
per elettricità e gas: da lunedì, con l’inizio di luglio, come
ha stabilito l’Autorità per
l’energia, i prezzi dell’energia
elettrica per le famiglie e i
piccoli consumatori serviti
in regime di tutela saliranno
dello 0,2% mentre per il gas è
I sostenitori di Obama dopo il sì della Corte AFP
© RIPRODUZIONE RISERVATA
notizie
Tascabili
Due anziani sono morti a causa del caldo ieri a
Tirrenia, sul litorale pisano. Le vittime sono una
donna di 70 anni di Perugia, Serenella Venturi, e un
uomo di 71 anni di Livorno, Rino Moroni. È successo
nella tarda mattinata: i due villeggianti si sono sentiti
male a poca distanza l’uno dall’altra e sono deceduti
per arresto cardiocircolatorio nonostante il tentativo
di rianimarli. Moroni si trovava in spiaggia, la
Venturi era appena uscita dall’acqua. E subito è
arrivata la denuncia del Codacons: «Pisa è uno degli
oltre 8000 comuni nei quali non è attivo il sistema di
previsione allarme meteo che censisce le persone
più sensibili al caldo». Intanto oggi è allarme ovunque
perché inizia un weekend infuocato, con temperatu
re record: a causa dell’anticiclone africano chiamato
«Caronte», il picco si avrà tra domenica e lunedì.
inevitabili. E anche se la riforma aveva avuto
un sostegno bipartisan, ieri il candidato repubblicano alla presidenza Mitt Romney ha
messo le cose in chiaro: «Quello che non ha
fatto la Corte Suprema lo farò io nel mio primo giorno di presidenza: intendo quindi
abrogare immediatamente la riforma sanitaria di Obama». Romney spiega poi le sue ragioni: «L’ObamaCare era una legge sbagliata
ieri e lo è anche oggi. È una riforma che porterà ad aumentare le tasse che pesano sugli
americani di 500 miliardi di dollari e nonostante questo crescerà di migliaia di miliardi
di dollari il debito pubblico americano».
previsto un aumento del 2,6%.
Per l’elettricità, la spesa
del consumatore tipo rimarrà
praticamente stabile (un euro
in più su base annua) mentre
per il gas, la maggiore spesa
sarà di circa 32 euro. Il prezzo
del Gpl subirà invece una
riduzione del 5,1%, con un
risparmio annuo di 62 euro.
I consumatori del Codacons
sono sul piede di guerra:
«Sono aumenti insostenibili,
come dimostrato dal fatto che
nel 2011 il consumo interno
lordo di energia è sceso a
livello del 1999 e negli ultimi
due anni, 2010 e 2011, il 10%
delle famiglie era in condizioni
di morosità nel pagamento dei
servizi elettrici e del gas». È
arrivata anche una proposta:
«Il governo dovrebbe introdurre la possibilità di sospendere per 12 mesi il pagamento
delle bollette per chi si
trova in difficoltà. Oppure
andrebbe prevista almeno la
rateizzazione dei pagamenti».
Nel Milanese
A
L’AUTOPSIA
DI FRANCO
procura di Lucca ha chiuso le
indagini. Gli indagati sono 32
(più 9 enti) e i reati contestati
sono disastro ferroviario colpo
so, incendio colposo, omicidio
e lesioni colpose plurime. Fra
i destinatari dell’avviso di chiu
sura delle indagini anche l’a.d.
delle Ferrovie Mauro Moretti.
ilrisparmiatore
DI FRANCESCO CARLÀ*
S
«Nessuna
anomalia
evidente»
Non sarebbe
stata
riscontrata
alcuna
«malformazione
evidente»
durante
l’autopsia sul
corpo del
piccolo Franco
Lori, il bambino
di 11 anni morto
martedì durante
una gita sul
monte Calvana,
alle spalle di
Prato, con la
parrocchia.
L’indiscrezione
arriva da uno
dei legali della
famiglia del
bambino e trova
conferma nel
procuratore
capo di Prato
Piero Tony.
Saranno
necessari nuovi
esami per
capire che cosa
abbia portato
all’improvviso
malore costato
la vita a Franco.
Intanto sembra
che non tutto
sia andato liscio
nella macchina
dei soccorsi:
pare che non ci
fosse nessuno
ad accogliere
l’elicottero
all’ospedale
Careggi di
Firenze
La cavalcata
dell’oro
sta per finire:
attenzione
Sta finendo la grande
cavalcata dell’oro che
abbiamo raccontato da 400
dollari l’oncia fino a quasi
2000? L’ultima volta ne
abbiamo parlato qui più
di un anno fa con un
avvertimento. Ricordate?
Per sapere fino a quando
sarebbe andato avanti il
boom del metallo giallo
bisognava tenere d’occhio il
dollaro e la sua crisi. Inutile
dire che quella crisi è finita,
di sicuro verso l’euro. E
proprio per la crescita del
dollaro pochi se ne sono
accorti, ma il lingotto ha
già perso quota 1700 dollari
l’oncia, poi ha lasciato il
livello 1600 e adesso sta
approcciando i 1500 dollari.
Motivi di questa crisi a parte
le faccende valutarie?
Soprattutto due. Intanto la
crisi economica. L’oro è
anche una materia prima
come tutte le altre e se il
petrolio è crollato da 115
dollari al barile fino agli
attuali 80 non c’è ragione
che l’oro tenga botta.
Secondo motivo: la paura
dell’inflazione comincia a
prendere corpo. Per questo
la Fed non se la sente di
stampare altri dollari e
questo soffoca il metallo
giallo. Infatti l’oro, l’argento
e gli altri metalli preziosi,
come il platino, sono monete
sostitutive e tendono a
crescere quando le ordinarie
perdono valore. Del resto il
ciclo che stiamo vivendo è
cominciato nel 1999 a quota
252 dollari l’oncia, e quindi
dura da 13 anni. Ultima
considerazione: quand’è
che in Italia si comincia a
parlare di sfruttare le nostre
riserve auree, ancora tra le
maggiori al mondo, per
abbattere il debito pubblico?
Quando l’oro sta perdendo
posizioni e potrebbe
continuare a perdere terreno.
* presidente
www.finanzaworld.it
Condannato per una maxitruffa
Massacra moglie Nove anni di carcere
con un mattarello al «Madoff dei Parioli»
Primario in cella
Mercoledì è stata massa
crata a colpi di mattarello alla
testa dall’ex marito davanti
ad alcuni condomini a Legnano,
nel Milanese. Ieri Stefania
Cancelliere, 39 anni, non ce l’ha
fatta: è morta in ospedale. Così
Roberto Colombo, 58 anni, pri
mario di Oculistica a Gravedona
(Como), è accusato di omicidio
volontario. L’uomo si era separa
to dalla donna e in passato era
stato denunciato per stalking, ma
la situazione non era mai degene
rata. Prima di mercoledì, quando
la violenza è esplosa: la donna,
con in braccio il figlio di due anni,
ha cercato di fuggire, mentre altri
due bambini di poco più grandi
risalivano per le scale. Dopo
l’aggressione Colombo è rimasto
lì, mentre arrivavano gli agenti.
Gianfranco
Lande, noto
come il
«Madoff
dei Parioli»,
mentre
ascolta la
sentenza
ANSA
Il tribunale di Roma ha condannato in primo
grado a 9 anni di carcere Gianfranco Lande, noto
come il «Madoff dei Parioli», nel processo sulla
megatruffa da 300 milioni di euro ai danni di oltre
1700 clienti, tra cui molti vip (Sabina Guzzanti, i Van
zina, Rizzitelli tanto per citarne alcuni) e professionisti della Capitale. Lande doveva rispondere di
associazione a delinquere finalizzata ai reati di
abusivismo finanziario, truffa e appropriazione
indebita. Secondo l’imputato, che ha assistito
impassibile alla lettura del verdetto, si tratta di «una
sentenza scandalosa». Per Lande è stata decisa
anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
ALTRI MONDI
IL RE DEI FILM HARD
Schicchi migliora
«È fuori dal coma»
È grave ma non più in coma
Riccardo Schicchi. Il 60enne
talent scout e regista hard
(nella foto Afp) è stato ricoverato
Laura Pausini,
38 anni,
ha vinto tra
i giovani
a Sanremo
nel 1993 ANSA
all’ospedale San Pietro di Roma
dopo essere entrato in coma a
causa del diabete mellito, di cui
soffre da 15 anni. Ora sta meglio
e dal reparto di terapia intensiva
è stato trasferito in rianimazione.
«Non sta bene — ha detto l’ex
moglie Eva Henger — ma Riccar
do è un Highlander, ce la farà».
«Io giro
il mondo, ma
l’Italia mi
emoziona»
La Pausini si confessa:
«Avrei fatto di tutto per essere
al concerto per l’Emilia». E dal
7 luglio sarà di nuovo in tour
A
LUNEDÌ
AI «WIND»
S
Dall’Arena
di Verona
Laura Pausini
è una delle star
della sesta
edizione dei
«Wind Music
Awards», che
andrà in onda
lunedì in prima
serata su Rai 1
e sarà condotta
da Carlo Conti e
Vanessa
Incontrada. Sul
palco dell’Arena
di Verona ci
saranno anche
la Amoroso,
Antonacci,
Emma, Ferro,
Giorgia,
Ligabue,
i Modà e
Venditti
MASSIMO ARCIDIACONO
Ha fatto 62 concerti in sei
mesi, ha riempito il Palais de
Bercy e la Royal Albert Hall. Lunedì era a Bologna per i terremotati e il prossimo sarà in tv
(su Rai 1) per i Wind Music
Awards. Poi dal 7 luglio ancora
in tour in Italia. Laura Pausini
gira come una trottola, ma non
perde la sua energia.
In Sud America ed Europa un
«tutto esaurito» dietro l’altro,
in teatri che non è facile riempire: se lo aspettava?
«Non abbiamo suonato solo nei
teatri, ho affrontato palazzetti
e arene dove pochi giorni prima, magari, si erano esibite
star internazionali: una bella
scarica di adrenalina. Abbiamo
attraversato l’America Latina
con una serie di concerti molto
emozionanti. Poi otto date in
Francia, la Germania e infine il
debutto alla Royal Albert Hall.
Mi sembrava il modo migliore
per tornare dopo due anni».
Erano italiani in trasferta o il
suo è davvero un pubblico così
internazionale?
«I fan italiani mi seguono ovunque, ma sanno che negli altri Paesi canto per una platea di lingua diversa: in Spagna e Sud
America il concerto è intera-
mente in spagnolo, in Francia
mi esibisco sempre con alcuni
brani in francese. E in ogni Paese saluto e parlo nella loro lingua, è una forma di rispetto e
un modo di essere più diretti».
Eppure la sua musica ha forti
connotazioni latine, vuol dire
che ci sono grossi spazi per gli
artisti italiani?
«Ecco, questo è uno degli aspetti del mio Paese che mi fa arrabbiare: noi abbiamo artisti bra-
«
Per i giornali
dovrei essere
sposata già diverse
volte... Sono stufa
di falsità
LAURA PAUSINI
SUL MATRIMONIO
vissimi, che non hanno nulla
da invidiare agli stranieri, ma
che vengono percepiti come
"minori". Io, invece, sono fiera
dell’Italia e di tutto quello che
artisticamente siamo in grado
di produrre».
Quali sensazioni ha provato al
concerto per l’Emilia?
«Non potevo mancare. Sono
rientrata apposta dagli Usa, dove stavo lavorando al dvd, per
essere a Bologna: la mia band
non era disponibile visto che il
tour è in pausa, ma ho voluto
chiamare Cesare Cremonini
per proporgli di fare qualcosa
insieme, un omaggio a un emiliano doc come Lucio Dalla, che
sarebbe stato il primo a voler salire su quel palco. Avrei voluto
cantare di piu ma non c’è stato
nemmeno il tempo per provare
e, piuttosto che non esserci, ho
preferito esibirmi così».
Ha dichiarato che si occupa della sua terra in privato, quindi è
d’accordo con Vasco che ritiene concerti simili solo propaganda poco faticosa?
«Io ho partecipato perché credevo nell’iniziativa. E mi impegno
privatamente e pubblicamente
perché così sentivo di fare. Credo che Vasco volesse solo esprimere un suo parere e non fare
polemica, Vasco è sempre stato
coerente e determinato, la sua
dichiarazione l’ho letta in questo senso anche stavolta».
Ci facciamo i fatti suoi: ha 38 anni, non crede sia venuto il tempo di fare un figlio e sposarsi?
«Ve lo prometto: quando aspetterò un figlio lo saprete da me.
Ora mi piacerebbe che questa
curiosità morbosa cessasse.
Stando ai giornali dovrei già essermi sposata diverse volte...
Mi sono un po’ stancata di queste falsità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
A
50 ANNI
DI STONES
S
La «lingua»
diventa
celebrativa
I Rolling
Stones
festeggiano
i 50 anni di
carriera e la
famosa lingua
che dal 1971
li rappresenta
nel mondo si
rinnova.
A mettere mano
al fortunato
e splendido
disegno di John
Pasche,
all’epoca
studente del
Royal College of
Art di Londra, è
stato Shepard
Fairey, l’artista
esploso grazie
al celebre
manifesto di
Obama
«Hope». Quel
logo è sacro
e lui ha il buon
senso di non
ritoccarlo
troppo, ma
intorno alla
lingua rosso
fuoco spuntano
artistici
riferimenti
al rotondo
anniversario
IL SUPERENALOTTO
Nessun «6» né «5+1»
Jackpot a 10,7 milioni
Niente «6» né «5+1» né «5
Superstar» nel Superenalotto di
ieri. La combinazione vincente
(6 20 25 42 57 80; Numero Jolly:
LA GAZZETTA DELLO SPORT
45
49; Numero SuperStar: 63) non
ha quindi regalato montepremi
«interessanti» ma ha portato il
jackpot per il concorso di do
mani a 10,7 milioni. Intanto, con
tinua il calo delle giocate: nel
mese di giugno c’è stata una
contrazione del 25%, mentre il
2012 sul 2011 perde il 21%.
NOVITÀ TV E SU LA 7: «NON CI INTERESSA COMPRARLA»
Cinema, calcio ed Olimpiade:
su Sky la videoteca on demand
(luigi ferro) Dal 1˚ luglio il
pulsante rosso del telecomando
di Sky diventa il passepartout
per accedere a una videoteca
che entro l’anno dovrebbe
arrivare a circa 2 mila titoli.
«Sky on demand», incluso
nell’abbonamento senza costi
aggiuntivi, sarà offerto in
anteprima ai clienti abbonati da
almeno un anno dotati di MySky
Hd e dal 1˚ novembre a tutti gli
altri. A riguardo l’a.d. di Sky
Italia, Andrea Zappia, ha detto:
«Siamo consapevoli delle
difficoltà del mercato, ma con
questo investimento riusciamo
a soddisfare meglio degli altri
i bisogni di visione, tv e
intrattenimento. È solo l’ultimo
tassello di un processo di
innovazione che cambierà
radicalmente la tv on demand».
Per poi smentire subito
l’interessamento all’acquisto di
La7: «Il nostro business è la pay
tv». In ogni caso, per usufruire
Uno dei tedofori dei Giochi
di Londra con la torcia REUTERS
del servizio è necessario un
collegamento in banda larga via
cavo o wi fi. Oltre 1200 titoli
sono a disposizione subito, dei
quali circa 600 film. C’è spazio
anche per lo sport: si potranno
rivedere le sintesi delle gare di
campionato e Champions. Poi
ancora tennis, rugby, golf e
Formula 1, che da marzo 2013
entra a far parte dell’offerta.
E già l’Olimpiade sarà tutta
rivedibile il giorno stesso.
le Foto
Asinara: trovata la corazzata Roma
Affondata nel ’43, morirono in 1.352
È stata identificata nel
golfo dell’Asinara, in Sardegna, una parte del relitto
della Corazzata Roma (nella
foto Ansa uno dei cannoni),
affondata dall’attacco di 15
aerei tedeschi il giorno dopo
l’armistizio, il 9 settembre
1943. Il relitto è a 1000 metri
di profondità a 16 miglia dalla
costa. Sulla Roma, un gigante da oltre 44 mila tonnellate,
lungo 240 metri e largo 32
(nella foto Ansa), morirono
1.352 marinai, mentre furono
solo 622 i sopravvissuti
LA GAZZETTA DELLO SPORT
46
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
ALTRI MONDI
Oroscopo
21/3 - 20/4
21/4 - 20/5
21/5 - 21/6
22/6 - 22/7
23/7 - 23/8
20/2 - 20/3
LE PAGELLE
Ariete 7+
Toro 6+
Gemelli 6
Cancro 7,5
Leone 5,5
Pesci 8
DI ANTONIO CAPITANI
Nel lavoro stupite e
accumulate successi,
l’economia si rafforza,
e il vostro fiuto
s’affina. Giovando pure
all’amor-fornicazione.
Grandi!
Lavoro, amore
e rapporti stonano
un cicinìn. Ma
contratti e prospettive
economiche ricevono
input preziosi. Non
manca il brio suino.
I ritmi nel lavoro
si intensificano
e non lasciano tempo
per gli svaghi.
Né per lo sport. E per
il sudombelico non ne
parliamo. Migliorerà.
Il vostro tocco
personale rende
il vostro lavoro un
vero capolavoro.
Un colloquio promette
bene, il vostro charme
suino stende chiunque.
Il vostro morale cala.
Il tono vitale pure.
Casa, famiglia e lavoro
avviliscono. Stryke!
Siate tolleranti e state
su, per non portarvi
sfiga da soli.
24/8 - 22/9
23/9 - 22/10
23/10 - 22/11
23/11 - 21/12
22/12 - 20/1
21/1 - 19/2
IL MIGLIORE
Arrivano
riconoscimenti
al vostro lavoro.
E tutto sa di successo.
Ai rivali viene l’ernia
iatale per l’invidia,
voi fornicate
con mucho slancio.
Vergine 7+
Bilancia 6+
Scorpione 7,5
Sagittario 6-
Capricorno 7,5
Acquario 5,5
Il vostro spirito
decisionale cresce.
Insieme alla faccia
di glutei. E si rivela
una mano santa per
il lavoro. Il suino
in voi segna.
Lavoro e finanze
(ap)pagano, ma siete
cupi. E chi vi guarda
si tocca gli zebedei.
State su, senza
buttar via tempo.
Né il vostro corpo.
Luna nel vostro segno,
che vi apre gli occhi,
vi conferisce fiuto,
vi fa guadagnare punti
su punti: grandi!
L’esperienza, anche
suina, vince!
Dovrete scalare
in solitaria. Perché
gli aiuti non ci sono.
O, magari, sono nocivi.
Il sudombelico, pure,
ha bisogno di una
mano. Ussignùr.
Luna utile a lavoro,
soldi, amicizie.
Se poi ci mettete un
po’ di faccia di glutei
trionfate. Fornicazione
senza soluzione
di continuità.
La Luna non agevola
il rendimento nel
lavoro. E rende casa
e famiglia due bombe
a idrogeno attaccate
agli zebedei. Non
drammatizzate, però.
MAXI MORALEZ
Il trequartista argentino
dell’Atalanta è nato a
Granadero Baigorria
il 27 febbraio 1987.
È arrivato a Bergamo
la scorsa estate
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8.35
9.05
10.05
11.00
13.00
13.40
14.45
16.50
18.45
7.30
10.40
11.25
13.00
14.00
14.45
15.30
16.15
17.00
17.50
18.15
18.45
20.30
21.05
20.00
20.30
21.10
23.35
23.55
0.25
1.10
2.00
RETE 4
ITALIA 1
TG5
FINALMENTE SOLI
LE ORRIBILI...
NAVIGARE INFORMATI
FORUM
TG5
SOAP
POMERIGGIO CINQUE
GLI ANGELI DI LISA
IL BRACCIO
E LA MENTE
TG5
VELINE
L'AMORE È ETERNO
FINCHÈ DURA
SUPERCINEMA
TG5 - NOTTE
VELINE
QUAI N. 1
QUAI N. 1
CARTONI
DAWSON'S CREEK
STUDIO APERTO
STUDIO SPORT
GRAND PRIX
MOTO GP OLANDA
MOTO GP OLANDA MOTO2
LE COSE CHE...
FRIENDS
MERCANTE IN FIERA
STUDIO APERTO
C.S.I. NEW YORK
V
Telefilm
UNDERWORLD
NAVIGARE INFORMATI
SAVING GRACE
STUDIO APERTO LA GIORNATA
8.10
10.30
12.25
13.00
13.30
13.55
15.10
16.00
17.10
17.35
18.30
19.25
21.10
23.50
0.50
2.00
2.55
9.50
10.50
11.30
12.00
12.55
13.50
15.35
16.35
18.55
19.35
19.45
21.10
23.45
23.47
0.35
MONK
RICETTE DI FAMIGLIA
TG4
CUORE CONTRO...
DISTRETTO DI POLIZIA
FORUM
DIETRO LE QUINTE
DI THE CHASE
LE MINIERE
DI RE SALOMONE
TG4
RICETTE DI SERA
TEMPESTA D'AMORE
LE INDAGINI
DI PADRE CASTELL
CINEMA D'ESTATE
LA MOGLIE
IN BIANCO...
L'AMANTE AL PEPE
NAVIGARE INFORMATI
Film sul
Digitale Terrestre
Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre
PREMIUM
IN DIRETTA
13.10 DESPERADO
STEEL
13.20 GRIFFIN E PHOENIX
MYA
14.15 I SIGNORI
DELLA TRUFFA
PREMIUM CINEMA
16.30 BASTARDI
SENZA GLORIA
PREMIUM CINEMA
17.15 VERSO UNA NUOVA
VITA
MYA
19.10 SHELTER - IDENTITÀ
PARANORMALI
PREMIUM CINEMA
21.15 IL DILEMMA
PREMIUM CINEMA
23.00 STAR TREK VI:
ROTTA VERSO
L'IGNOTO
STEEL
CALCIO
11.00 SVIZZERA DANIMARCA
Finale terzo posto
Europeo U17 femminile
Eurosport
12.00 MANCHESTER CITY
U15 - AJAX U15
Semifinale Lion City Cup
SportItalia
BASEBALL
MOTOCICLISMO
20.00 CHICAGO CUBS HOUSTON ASTROS
14.00 GP D’OLANDA
14.45 SINGAPORE U16 VASCO DA GAMA U15
EUROPEI
14.00 WIMBLEDON
Sky Wimbledon 2
VOLLEY
Campionato Mediterraneo WBC.
SuperMedi.
Da Fiano Romano (Rm)
Rai Sport 1
PGA European Tour.
Da Antrim, Irlanda del Nord
Sky Sport 2
Ieri
ALGHERO
18
31
ANCONA
18
32
AOSTA
20
25
BARI
17
29
BOLOGNA
20
34
min max
CIELO
VENTI
CAGLIARI
21
31
Sole
Deboli
CAMPOBASSO
18
30
Moderati
CATANIA
21
30
FIRENZE
20
35
Torino
18 29
20 30
Milano
Venezia
20 31
Perugia
19 35
19 32
28
18
28
MILANO
22
32
ROMA
NAPOLI
24
33
20 35
Neve
Mossi
PERUGIA
19
34
POTENZA
Nebbia
Agitati
16
28
REGGIO CALABRIA
22
31
ROMA
21
33
TORINO
22
30
19
33
Il sole oggi
MILANO
ROMA
TRENTO
Sorge
Tramonta
Sorge
Tramonta
TRIESTE
5:36
21:15
5:36
20:49
20
29
VENEZIA
20
28
22.00 BILIARDO: SNOOKER
WUXI CLASSIC
Da Wuxi, Cina
RAI SPORT 1
9.05
Test Match
CALCIO: GERMANIA ITALIA
Semifinale Europeo 2012. Sintesi
14.45 CALCIO: GERMANIA ITALIA
EUROSPORT
1.00
Semifinale Europeo 2012
ATLETICA: EUROPEI
Semifinale Europeo 2012
17.35 TIRO CON L'ARCO:
TARGAPARA-ARCHERY
Da Sarzana (Sp)
18.30 DUATHLON:
CAMPIONATO ITALIANO
Da Norcia (Pg)
EUROSPORT 2
17.30 CALCIO: PORTOGALLO
- SPAGNA
IL BLOG
Coppa Libertadores
tutto sulla finale
Boca-Corinthians
Sul blog «Tropico del
Calcio», dedicato al calcio
sudamericano, tutto sulla
finale della Libertadores
Boca Corinthians.
RAI SPORT 2
22.10 CICLISMO: GIRO
D’ITALIA FEMMINILE
Semifinale Europeo 2012
Sul nostro sito potete
scaricare «Endless
Summer», l’inno
dell’Europeo di Oceana
Mahlmann (nella foto)
www.gazzetta.it
Prima tappa. Napoli-Terracina
Domani
Dopodomani
Altra giornata soleggiata su tutto il Paese con
innocue velature lungo l'Appennino e localmente
lungo i litorali tirrenici. Addensamenti localizzati
sulle Alpi occidentali con possibili temporali.
Caldo in ulteriore aumento, picchi di oltre 36 °C.
Ennesima giornata dai cieli sereni salvo velature
sparse, più spesse sulla Sardegna e sull'alta Val
Padana. Tuttavia sono attesi temporali diffusi
sulle Alpi fino all'area pedemontana del Piemonte.
Caldo record con punte intorno ai 40 °C.
Ancona
Firenze
24
28
Scarica «Endless
Summer», l’inno
dell’Europeo
24 35
21 26
L'AQUILA
23
L’AUDIO
Bologna
Genova
GENOVA
PALERMO
Sul nostro sito
il sondaggio legato alla
super sfida tra Germania
e Italia: date un voto
alla prova degli azzurri.
19 31
Molto forti
Calmi
0.15
0.25
Italia-Germania,
giudicate la prova
degli azzurri
21 32
Coperto
Temporali
RUGBY: AUSTRALIA GALLES
Inizia una nuova lunga fase anticiclonica di matrice
africana. Tempo pertanto stabile e soleggiato su
tutta l'Italia accompagnato da temperature elevate.
Locali addensamenti solo sulle Alpi. Massime fin
oltre 35 °C sulle pianure interne.
Trieste
Trento
17 28
23.55
Test Match
2.30
Oggi
Forti
MARI
11.30 RUGBY:
NUOVA ZELANDA IRLANDA
Serie B
PGA European Tour.
Da Antrim, Irlanda del Nord
Champions League
Aosta
18.00
18.55
20.00
20.30
21.10
TG LA7
COFFEE BREAK
TI CI PORTO IO
I MENÙ DI BENEDETTA
TG LA7
MOVIE FLASH
IL FEDERALE
L’ISPETTORE
BARNABY
I MENÙ DI BENEDETTA
CUOCHI E FIAMME
TG LA7
OTTO E MEZZO
IL TRENO
Film
SOTTO CANESTRO
CONDUCE
UGO FRANCICA NAVA
HALIFAX
TG LA7
MLB
23.00 CALCIO: GERMANIA ITALIA
GOLF: OPEN
D'IRLANDA
7.30
Rovesci
Pioggia
BASEBALL:
NEW YORK METS NEW YORK YANKEES
CALCIO:
PESCARA JUVE STABIA
SKY SPORT 2
11.00 CALCIO:
VILLARREAL NAPOLI
15.00 OPEN D'IRLANDA
9.30
7.30
9.45
11.10
12.30
13.30
14.05
14.10
16.10
Da Helsinki, Finlandia
SKY SPORT 1
GOLF
A CURA DI
1.30
World League.
Da Dallas, Stati Uniti
Rai Sport 1
22.25 DE CAROLIS - BARAN
Da Helsinki, Finlandia
Eurosport, Rai Sport 2
Serie A
24.00 FRANCIA - ITALIA
BOXE
GazzaMeteo
Nuvolo
Sky Wimbledon 1, Wimbledon 3,
Wimbledon 4, Wimbledon 5
Da Wuxi, Cina
Eurosport 2
17.00 EUROPEI
Legenda
12.30 WIMBLEDON
13.30 SNOOKER:
WUXI CLASSIC
ATLETICA
Da Helsinki, Finlandia
Eurosport, Rai Sport 2
TENNIS
SNOOKER:
WUXI CLASSIC
Da Wuxi, Cina
Eurosport 2
Semifinale Lion City Cup
SportItalia
8.00
Moto 2. Prove. Da Assen
BILIARDO
14.15 FRANCIA - GERMANIA
Finale Europeo U17 femminile
Eurosport
Moto GP. Prove. Da Assen
15.10 GP D’OLANDA
MLB
ESPN America
8.00
15.00 CALCIO: FAN CLUB
MILAN
15.30 CALCIO: FAN CLUB
ROMA
16.00 CALCIO: FAN CLUB
INTER
16.30 CALCIO: FAN CLUB
LAZIO
17.00 CALCIO: FAN CLUB
NAPOLI
17.30 CALCIO: FAN CLUB
JUVENTUS
21.00 CALCIO: INTER - MILAN
IL SONDAGGIO
LA 7
24 31
L’Aquila
15 29
Campobasso
Bari
19 31
18 34
Napoli
Potenza
21 35
16 29
Cagliari
Catanzaro
21 31
18 32
Palermo
Reggio Calabria
22 34
22 34
Catania
22 30
Il sole domani
MILANO
La luna
ROMA
Sorge
Tramonta
Sorge
Tramonta
5:37
21:15
5:37
20:49
Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto
19 giu.
26 giu.
4 lug.
11 lug.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
TERZO TEMPO
GazzaFocus
LETTERE
Ecco il campione che può dare il primo
trionfo in giallo alla Gran Bretagna
Wiggins, rock e ciclismo
E il Tour a portata di mano
Dagli ori in pista ai Campi Elisi: nessuno mai. Ci prova Bradley,
l’uomo che a Simpson e Charlton preferisce il cantante Weller
Personalità Non è simpatico a
tutti, ma non è banale. Piccola
antologia: «Io amo l’estetica
della bici. Se posso fare degli
esempi "italiani", penso a Fondriest. Guardandolo avevo
l’impressione che lui e la bici
fossero una cosa sola. E Moser
lo stesso». «Alla gente il ciclismo piace perché la maggior
parte dei corridori sono persone normali. Io non vivo a Montecarlo e non guido una Ferrari, e quando torno a casa mi ritrovo con un sacco di merda
da pulire perché vivo in una cascina tra Liverpool e Manchester dove conduco una vita
normale (è sposato e ha due
figli, ndr). Per questo la gente
si può identificare in noi».
Un olimpionico della pista capace di vincere il Tour de France? Mai visto, almeno finora.
Un britannico sul gradino più
alto del podio? Idem. Chi può
riscrivere la storia si chiama
Bradley Wiggins, tre ori a cinque cerchi nell’inseguimento
e principale favorito della 99ª
Grande Boucle, che scatta domani da Liegi.
DAL NOSTRO INVIATO
CIRO SCOGNAMIGLIO
LIEGI (Belgio)
L’uomo è dotato di notevole spirito. Qualche giorno fa
hanno chiesto a Bradley Wiggins chi avrebbe scelto di diventare, potendo, fra tre suoi
mitici connazionali: Tommy
Simpson, che faceva il suo stesso mestiere e negli anni 60 vinse Mondiale, Sanremo, Fiandre e Lombardia (prima di morire tragicamente al Tour sul
Ventoux); Bobby Charlton,
campione del mondo di calcio
nel 1966; e il musicista Paul
Weller, già leader degli Style
Council. Wiggins ha scelto
Weller «perché guadagna molto più di me, facendo un lavoro molto meno duro. E, soprattutto, quando lavora non corre il rischio di rompersi una
clavicola».
Passioni Alla vigilia del Giro
2010, Wiggins aveva già completato la metamorfosi da
grande pistard (passata attraverso un notevole calo di peso) a uomo da grandi corse a
tappe, visto che l’anno prima
al Tour era arrivato ai piedi
del podio (4˚). Ma l’Italia lo
scoprì meglio in quella occasione, perché si era presentato
alla corsa Gazzetta come favorito per la prima maglia rosa,
puntualmente indossata dopo
il vittorioso prologo di Amsterdam: «Io ho una personalità divisa in due. Se ho i capelli corti
sono un ciclista, se li ho lunghi, alla Keith Richards (il chitarrista dei Rolling Stones,
ndr), sono Bradley Wiggins —
diceva —. La maglia rosa è
un’icona del mio sport ed è fantastico indossarla». Specialista delle imitazioni, collezionista accanito di chitarre vintage e appassionato di Vespa e
Lambretta, con un debole per
l’Italian wine, Amarone su tutti: Wiggins è (anche) questo.
Lavoro Ha preparato questo
Tour con certosina determinazione e la scelta degli organiz-
Bradley Wiggins, 32 anni, in azione all’ultimo Giro del Delfinato DE WAELE
Determinazione Il Tour l’aveva
CHE CARRIERA
È nato in Belgio
Tri-olimpionico
nell’inseguimento
Bradley Wiggins è nato
il 28 aprile 1980 a Gand, in
Belgio: la madre si trovava lì
al seguito del marito,
corridore pistard, che stava
disputando una Sei Giorni.
In pista «Wiggo» ha vinto 3 ori
olimpici (1 ad Atene 2004,
inseguimento individuale,
e 2 a Pechino 2008,
inseguimento individuale e a
squadre) più sei titoli
mondiali. Su strada, è stato la
prima maglia rosa del Giro
2010, è arrivato 4˚ al Tour
(2009) e 3˚ alla Vuelta (2011).
Argento iridato a cronometro
2011, dietro a Tony Martin, tra
i principali successi su strada
conta 2 Giri del Delfinato (2011
e 2012), la Parigi-Nizza (2012)
e il Romandia (2012).
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
[email protected]
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
[email protected]
VICEDIRETTORI
Franco Arturi
[email protected]
Stefano Cazzetta
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Ruggiero Palombo
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Umberto Zapelloni
[email protected]
Testata di proprietà de "La Gazzetta dello
Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012
47
PRESIDENTE
Angelo Provasoli
VICE PRESIDENTI
Roland Berger
Giuseppe Rotelli
CONSIGLIERI
Umberto Ambrosoli, Andrea Bonomi C.,
Fulvio Conti, Luca Garavoglia,
Piergaetano Marchetti,
Paolo Merloni, Carlo Pesenti,
Giuseppe Vita
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI
Giulio Lattanzi
nel mirino da un pezzo, ma
l’assalto del 2010 era fallito
sul campo e quello del 2011
era stato sfortunato, perché
«Wiggo» era stato costretto al
ritiro da una caduta dopo essere arrivato in Francia con i favori del pronostico. Ma quest’anno, dopo il 3˚ posto alla
Vuelta 2011, sembra non avere punti deboli. Ha partecipato solo a brevi corse a tappe e
ha quasi fatto l’en-plein, dominando Parigi-Nizza, Romandia e Delfinato. Troppo per
non alimentare voci maligne,
che Wiggins ha sempre rigettato con fermezza. E non si è fatto problemi a dire che «nel
2011, con la vittoria di Evans,
abbiamo avuto un Tour in cui
tutti potevano credere, perché
lui è un ambasciatore fantastico del nostro sport. E dunque
venire dopo di lui sarebbe bello, piuttosto che seguire qualcuno che ha avuto un test positivo con un caso che è andato
avanti per due anni (Alberto
Contador, ndr)».
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Bradley l’anti-divo
abita in una cascina
e conduce una vita
normale: «Per questo
la gente si identifica
in noi ciclisti»
zatori di tornare dopo qualche
stagione a «privilegiare» la crono (101 km)) gliel’ha cucito
ancora di più addosso. Dopo il
Delfinato si è allenato a Maiorca, ma in stagione è stato di casa sul vulcano Teide, a Tenerife. «È estremo. Non ci sono distrazioni, quasi non c’è internet. Pedali, mangi, fai i massaggi e dormi. Il nostro capo-allenatore, Shane Sutton,
ha un mantra: "Allenati duro,
corri facile". È diventato anche il mio motto». Nello staff
tecnico, Wiggins si avvale della collaborazione dell’australiano Tim Kerrison, tecnico
del nuoto che aveva già lavorato per il miglior centro natatorio federale inglese. Niente è
lasciato al caso, per chi ha corso il Delfinato alla maniera di
Armstrong.
Adesso questo ex grande pistard deve «solo» pedalare per
3.500 chilometri più veloce di
tutti, e a quel punto avrà realizzato un qualcosa di mai riuscito. A nessuno.
Non solo calcio
A cura di FAUSTO NARDUCCI
Fax: 0262827917.Email: [email protected]
Gli imprenditori, lo sport
e il tornaconto economico
Una domanda che mi pongo, come appassionato di tutti gli
sport, è quella del motivo che spinge imprenditori e non ad
acquistare società sportive, più o meno grandi. Non riesco a
capire la convenienza nell’acquisto di un qualunque team, se
è vero che nello sport le entrate, magari anche forti, non riusciranno mai a sopperire alle uscite. Secondo qualcuno un
imprenditore sarebbe disposto a sacrificare una fetta del suo
capitale solo per far crescere la squadra del cuore. Purtroppo
questa ipotesi romantica non mi convince mi chiedo se non ci
siano motivazioni più o meno oscure che spingono alcuni
imprenditori a spendere enormi capitali in società sportive.
Daniele (Modena)
Credo che lei abbia posto bene il problema. La situazione
è sotto gli occhi di tutti: oggi che in tempi di crisi scarseggiano i
contributi amministrativi e certe contabilità «allegre» vengono
passate al setaccio dalla finanza sono spariti i mecenati che
sbandieravano la loro passione per lo sport nell’acquisizione di
società sportive. Evidentemente non hanno più nessun tornaconto e la passione non basta (o era una scusa). Ogni giorno c’è
una società sportiva che scompare e il fenomeno continuerà.
I ricchi di
Treviso
Sono un abbonato di lunga
data dell’ormai ex Benetton
basket e vorrei segnalare il
comportamento, a mio avviso incomprensibile, delle istituzioni politiche trevigiane.
Tanto bravi a salire sul carro
dei vincitori nel recente passato (quando le squadre cittadine inanellavano successi a
ripetizione) e tanto orgogliosi del recente conferimento a
Treviso di citta europea dello
sport di cui non hanno alcun
merito, nulla stanno facendo
per aiutare tutti coloro che si
stanno battendo come leoni
per salvare la pallacanestro
trevigiana. Mentre in realtà
più povere le istituzioni locali sono intervenute, mi domando come mai una delle
province più ricche d’Italia rischi di perdere la sua gloriosa
realtà cestistica senza che
nessuno si muova
Danilo Carapella (Casier, Tv)
Salviamo
il basket
Finora non ho letto molti articoli che parlassero della storica realtà cestistica della mia
città: Treviso. In particolare
in questo difficilissimo momento storico e dopo il ritiro
del sig. Zago dal progetto
«Universo Treviso» vi chiederei di dare, se possibile, risalto agli ultimi tentativi di salvezza di una squadra che ha
fatto la storia della nostra pallacanestro.
Paolo (Treviso)
Dopo il fallimento dell’azionariato popolare (341 bonifici per 54.266 euro) purtrop-
po siamo vicini anche al disfacimento della gloriosa società.
Se nessuno interverrà in extremis c’è veramente da chiedersi dove siano finiti gli imprenditori di una delle province più
ricche d’Italia.
Lo sport
che diverte
Per me lo sport è puro divertimento oltre che un sano passatempo e per questo lo divido in due semplici categorie.
Innanzitutto quello che mi
coinvolge in pieno per lo spettacolo che offre e guardo anche se non ci sono squadre o
atleti italiani in gara: es le
partite del calcio inglese, il
Tour de France, il canottaggio a Lucerna oltre allo snooker. Poi quello che mi lascia
del tutto indifferente e quindi ignoro ma per il quale nutro il massimo rispetto: es la
scherma (anche se la sua storia è zeppa di medaglie), il judo (pure se la finale più prestigiosa alle Olimpiadi fosse
tra due campioni italiani) o il
tiro al piattello. All’Olimpiade che ci apprestiamo a vivere mi auguro che vinca lo
sport anche se non è tinto di
azzurro, perché le medaglie
sono solo un dettaglio per la
bacheca dei politici che saranno pronti ad appropriarsene.
Enzo Bernasconi (Varese)
Punto di vista condivisibile: ci sono sport che appassionano in assoluto (io ci metto
tennis e atletica in primis), altri
che sono più legati al successo degli italiani (ma ognuno ha
le sue gerarchie). Anche in Gazzetta seguiamo questo criterio nella divisione degli spazi.
Poi però riguardo alle medaglie olimpiche non ci...sputerei
su.
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Panini N. 8 e 6,19 - con Libro Juve e 9,19 - con la Grande Storia
del Giro N. 7 e 8,19 - con Libro della Salute e 14,10 - con Lupin
N. 8 e 11,19 - con Alessandro Del Piero e 11,19 - con Grandi
Club Raggi X N. 4 e 4,19 - con T-shirt Invinc bili e 16,19 - con Le
Stelle della NBA N. 2 e 6,19 - con DVD Inzaghi e 14,19 - con
Libro Mondiale più bello e 14,19 - con Magic Europeo Card e
11,19 - con SportWeek e 2,70 - con Max e 3,50
PROMOZIONI
Non vendibili separatamente in Calabria: La Gazzetta
dello Sport e 1,00 + il Domani dello Sport e 0,20
ARRETRATI
Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E.
Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p.
n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio
del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.
PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 8,70; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00;
Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,30; Tunisia TD 3,50;
Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 29 GIUGNO 2012
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