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SPORT BRASILE 2014
Corriere del Ticino
SABATO 7 GIUGNO 2014
Gruppo G
Germania-Portogallo:
subito un concerto
coi tenori protagonisti
SPORT BRASILE 2014
Corriere del Ticino
SABATO 7 GIUGNO 2014
PALLONE D’ORO Cristiano
Ronaldo ha qualche problema fisico: il Portogallo punta tutto sul suo
talento.
(Foto Keystone)
La partita più intrigante del girone aprirà le danze a Salvador
Stati Uniti e Ghana rischiano di non riuscire a tenere il ritmo
Si parte alla grande, con un concerto di tenori: sarà Germania-Portogallo infatti ad aprire le
danze di un girone nel quale Stati Uniti e Ghana rischiano di fare la figura dei comprimari.
Attenti però: sia gli yankee sia gli africani, qualche buon numero lo possiedono e non è detto
che si accontentino di vivere nell’ombra delle due europee. Soprattutto il Portogallo, se non
ritroverà il miglior Cristiano Ronaldo, reduce da una stagione lunga e faticosa e alle prese con
problemi fisici, rischia di disputare un torneo al di sotto delle attese e magari di mettere in
pericolo il passaggio del turno. In questo girone giocheranno il Pallone d’Oro e uno dei migliori portieri al mondo, il tedesco Manuel Neuer. Il loro confronto diretto nella partita di apertura
del girone è una promessa di spettacolo. La Germania giocherà con la pressione di dover vincere il titolo e tutta la nazione tedesca è impaziente di vedere la «Mannschaft» tornare sul
gradino più alto del podio. Sconfitti in finale all’Europeo 2008, eliminati in semifinale sia al
Mondiale 2010 sia all’Europeo 2012, i tedeschi hanno l’obbligo di riscatto e il loro coach Joachim Löw responsabilità pesanti come macigni. Interessanti anche altri incroci in questo girone, come quello tra l’allenatore tedesco degli USA Jürgen Klinsmann e la sua ex nazionale, o i
fratelli Boateng: Jerome, che ha scelto la nazionalità tedesca e porta la maglia della Germania,
e Kevin-Prince, che invece giocherà per il Paese d’origine, il Ghana. Quattro anni fa in Sudafrica, Essien e soci arrivarono sino ai quarti di finale, poi battuti dall’Uruguay ai rigori. Stavolta il
loro compito appare più complicato, anche perché la squadra ha un rendimento incostante,
nonostante l’ottimo potenziale offensivo.
LUNEDÌ 16 GIUGNO Salvador
Germania - Portogallo
Ore 18:00
MARTEDÌ 17 GIUGNO Natal
Ghana - Usa
Ore 00:00
SABATO 21 GIUGNO Fortaleza
Germania - Ghana
Ore 21:00
LUNEDÌ 23 GIUGNO Manaus
Usa - Portogallo
Ore 00:00
GIOVEDÌ 26 GIUGNO Recife
Usa - Germania
Ore 18:00
GIOVEDÌ 26 GIUGNO Brasilia
Portogallo - Ghana
Ore 18:00
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Il numero delle presenze consecutive al Mondiale del Portogallo, una nazione in crescita dal punto di vista calcistico.
In tutta la sua storia, infatti, la nazionale portoghese vanta ancora soltanto due presenze per un totale di
sei partecipazioni.
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Sono le partite vinte
dagli USA nelle eliminatorie: nessun’altra
nazionale ha vinto così
Inserto a cura di: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Tarcisio Bullo
Testi: . . . . . . . . . . . . . . . .Tarcisio Bullo, Marcello Pelizzari,
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Giona Carcano e Agenzia ANSA
Concetto grafico: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Andrea Spinelli
Fotografie: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Keystone
Infografica:. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .P&G ITALIA
Germania Cifre che parlano
zxy Il Portogallo può essere la
mina vagante del Mondiale.
Cristiano Ronaldo ne è il goleador, l’anima e il capitano, ma
Bento può contare anche su altri calciatori d’esperienza, dotati di classe cristallina. Qualche nome? Moutinho, Nani o
Coentrao e Pepe del Real Madrid. Il miglior piazzamento
dell’ultimo decennio è il secondo posto nell’Europeo 2004,
dopo una finale persa incredibilmente in casa contro la Grecia dei miracoli. Il miglior piazzamento ai Mondiali risale al
1966, terzo posto in Inghilterra,
alle spalle dei padroni di casa e
della Germania Ovest. Era il
Portogallo di un devastante Eusebio, espressione di un calcio
che non c’è più. Altro piazzamento onorevole nel 2006:
quarto in Germania, alle spalle
proprio dei tedeschi, della
Francia e dell’Italia. Il Brasile
può essere considerato un nuovo banco di prova per una Nazionale alla quale manca sempre un soldo per fare una lira,
come si diceva un tempo. Il
Portogallo, infatti, è un’eterna
incompiuta, a prescindere dai
talenti calcistici che è riuscito a
esprimere nella storia. La generazione dei terribili giovani si è
esaurita da tempo (Figo e Rui
Costa prima, Nani e Cristiano
Ronaldo a seguire), in Brasile
potrebbero mettersi in mostra
altri protagonisti in cerca d’autore. Paulo Bento sta comunque facendo un ottimo lavoro,
come selezionatore dei lusitani. Lui che è stato buon centrocampista fra gli anni ‘90 e 2000,
giocando con Oviedo, Benfica e
Sporting Lisbona, ha una visione piuttosto completa, armonica ed elastica del calcio. Cominciò ad allenare nel 2005,
portando i biancoverdi dello
Sporting Lisbona alla conquista di cinque coppe nazionali.
Nel 2009 venne chiamato dalla
Federcalcio che lo incaricò di
guidare la Nazionale: in Brasile
sarà alla terza competizione uf-
zxy È considerato il Brasile d’Africa. Una definizione che la dice
lunga sui meriti, le capacità e le
potenzialità di questa Nazionale.
Il Ghana è approdato alla fase finale dei Mondiali brasiliani a vele spiegate: in maniera netta e
inequivocabile, sbaragliando la
concorrenza dell’Egitto, cui ha
rifilato un umiliante 6-1, prima
di essere sconfitto nella sfida-bis
(2-1), ridotta davvero a una pura
formalità. La supremazia delle
Stelle nere mai è stata in discussione e, nel verdetto finale, ha
influito anche la ritrovata vena di
un elemento come Kevin Prince
Boateng, tornato in Nazionale e
in gol proprio all’ombra delle piramidi, contro gli eredi dei Faraoni.
Il trascinatore del Ghana, in Bra-
zxy Sette finali dei Mondiali disputate, tre delle quali (1954 a
Berna, 1974 a Monaco di Baviera,
1990 a Roma) vinte; 12 piazzamenti nelle prime quattro; sei finali dell’Europeo giocate, delle
quali tre vinte (1972 a Monaco di
Baviera, 1980 a Roma, 1996 a
Londra); in otto circostanze è arrivata fra le prime quattro del
torneo continentale. Bastano
questi numeri a certificare la
continuità della Nazionale tedesca. I «panzer» sono dei mostri di
regolarità, veri e propri rullicompressori, avversari caparbi,
tenaci, che arrivano (quasi) sempre fino in fondo alla manifestazione che disputano e a qualunque costo. Ma come si presentano i tedeschi a questo Mondiale?
Sicuramente non male, dal momento che vantano un organico
di altissima affidabilità, che Joachim Löw riesce a gestire al meglio. Il ct dei bianchi ha miscelato
i due blocchi delle corazzate Bayern Monaco e Borussia
Dortmund, trovando i giusti
equilibri. La Germania è una delle poche nazionali, assieme al
Brasile, che vanta una rosa in cui
le presunte riserve «pesano»
quanto i possibili titolari.
Il blocco più consistente è quello
del Bayern, con il portiere Neuer,
il difensore Jerome Boateng, il
jolly Lahm, il colosso di centrocampo Schweinsteiger, l’elegantissimo regista Kroos, i fantasisti
Götze e Müller, destinati al ruolo
di titolari.
La Germania è un mix perfetto di
solidità, concretezza, ma anche
stile ed eleganza. Una squadra
molto ben assortita, per avere
ragione della quale bisognerà
davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo. Il modulo collaudato da
Löw è il 4-2-3-1, con Klose terminale del gioco. Il laziale non ha
fatto scintille nell’arco della stagione, ma sono in molti a pensare che si sia risparmiato per l’ultima importante interpretazione
di una carriera straordinaria, che
lo ha portato a essere protagonista di ben quattro fasi finali dei
NON SOLO RONALDO Joao Moutinho è uno dei tanti giocatori di
valore che compongono la squadra portoghese. (Foto Keystone)
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Sono i titoli vinti dalla Germania, che si presenta con numeri impressionanti: tre vittorie nel Mondiale (1954,
1974, 1990) e tre nell’Europeo
(1972, 1980 e 1996), 18 presenze
alla fase finale del Campionato del
mondo, sempre dal 1954 in poi.
tanto.
Ghana Tante individualità
e una chimica da creare
sile, sarà proprio l’ex milanista –
oggi allo Schalke 04 – che, assieme all’ex compagno di squadra
Muntari e allo juventino Asamoah, formano lo zoccolo duro
della squadra allenata da James
Kwesi Appiah, ghanese di Kumasi, classe 1960, con un lungo passato da assistente.
Il compito che aspetta il selezionatore dei ghanesi non è dei più
facili. Anzi. Il materiale umano a
disposizione è di prima qualità,
ma non sarà facile portare a termine l’opera di amalgama di tante stelle, fino a farle diventare
una squadra, parte integrante di
un progetto comune. Peraltro in
poco tempo. Il problema dei
ghanesi è proprio questo, sebbene alcuni di loro abbiano giocato
assieme, negli stessi club, e si conoscano da anni. Dunque, problemi di assemblaggio per il ct
che, per il resto, spera di tenere
fede alle promesse. Dal momento che, quella ghanese, fra le
squadre africane del Mondiale, è
la più attesa: le si chiede quantomeno la qualificazione agli ottavi, se non addirittura di ripetersi,
quattro anni dopo l’accesso ai
quarti in Sudafrica. Nell’ultima
Coppa d’Africa, il cammino del
Ghana si è fermato in semifinale,
quando si è arreso al Burkina Faso ai calci di rigore, ma ai Mondiali sarà diverso. Il reparto che
fornisce la garanzie maggiori è il
centrocampo, con Muntari, Asamoah e Badu in grado di macinare chilometri ad alte velocità e
ad altissime temperature, ma
anche di assicurare qualità. In
avanti ci pensa Asamoah Gyan,
che detiene il record di gol in
Nazionale (39), dopo averlo
strappato ad Abedi Pelè. Gyan ha
un conto in sospeso con i Mondiali e in Brasile vuole riscattare
l’errore dal dischetto commesso
quattro anni fa, in Sudafrica,
contro l’Uruguay, che privò il
Ghana di una storica semifinale.
I dubbi sono davvero pochi sul
fatto che la stella sia Kevin Prince
Boateng: eclettico, potente ed
imprevedibile.
CURIOSITÀ
Il numero delle Coppe d’Africa vinte dal Ghana nella sua
storia, ma solo 3 le partecipazioni al Mondiale, la prima nel 2006.
Portogallo Non è solo
la squadra di Ronaldo
ficiale, dopo i Mondiali 2010 e
l’Europeo 2012.
Il suo sogno è di arrivare a una
finale tutta in lingua portoghese, naturalmente contro il Brasile. Il Portogallo guidato da
Paulo Jorge Gomes Bento, per
approdare in Brasile, è dovuto
passare per i playoff e per la sfida tutt’altro che semplice contro la Svezia di Ibrahimovic.
Secondo nel proprio girone, rispetto alla Russia aveva ottenuto un punto in meno (21, contro i 22 della squadra di Capello), dunque si è visto costretto
ad affrontare una pericolosa
«appendice», che si è trasformata in una specie di passeggiata di salute in Svezia, grazie
alle prodezze di un incontenibile Cristiano Ronaldo.
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I tedeschi da sempre hanno uno straordinario rendimento
Mondiali: nel 2002, in Sudcorea e
Giappone; nel 2006, in Germania; nel 2010, in Sudafrica; nel
2014. Klose ha nel mirino il record di segnature di una leggenda del calcio tedesco: Gerd
Mueller, infallibile goleader degli
anni ‘70, fermo come lui a quota
68. Basterà un gol al laziale per
sopravanzare l’illustre predecessore che, tuttavia, a livello di media-gol a partita è inattaccabile
con il suo 1,1. L’attaccante non
può sperare di battere il record di
presenze di Lothar Matthäus che
è arrivato a disputare 150 partite,
condite da cinque partecipazioni ai Mondiali.
Mesut Özil è una delle tante stelle che brillano nel firmamento
del calcio tedesco. Non l’unica,
però. Nato a Gelsenkirchen, il 15
ottobre 1988, cresciuto nello
Schalke 04 (la squadra della sua
città natale), si è rivelato al mondo durante i Mondiali in Sudafrica, facendo innamorare gli osservatori di tutto il pianeta. Alla
fine di quella rassegna iridata,
dal Werder Brema finì al Real
Madrid, poi all’Arsenal, che l’anno scorso ha versato una cinquantina di milioni al club spagnolo per aggiudicarsi il cartellino di questo centrocampista,
ancora rimpianto dalle parti del
Bernabeu.
Özil è un turco-tedesco di terza
generazione. I suoi avi provengono da Devrek e Zonguldak, paesini del nord della Turchia. Musulmano praticante, parla quattro lingue: tedesco, turco, spagnolo, inglese. Nel Real Madrid
si è guadagnato il soprannome
«Il mago di Oz», per il suo modo
naturale di nascondere il pallone e per le magie con il sinistro,
il suo piede preferito. In Nazionale, Özil si è dovuto – e deve
farlo tutt’ora – misurare con la
concorrenza di Mario Götze,
meno mobile di lui, ma ugualmente dotato di un talento purissimo. La differenza sta nel
fatto che, a differenza del collega del Bayern, Mesut è più leader, perchè riesce a trascinare la
squadra, a caricarsela sulle spalle nei momenti di difficoltà.
TRANQUILLO Il coach tedesco Jogi Löw sembra rilassato: lo sarà
anche durante il Mondiale?
(Foto Keystone)
Stati Uniti
Una qualificazione
troppo agevole
zxy Il cammino della Nazionale
statunitense verso la fase finale
del Mondiale è stato meno tortuoso del previsto. Grazie soprattutto alla posizione nel ranking
della Fifa, che ha permesso alla
squadra guidata da Klinsmann
di partire dal terzo turno, dove si
è dovuta confrontare in un girone piuttosto agevole per testare
le proprie ambizioni: contro Giamaica, Guatemala e Antigua Barbuda, i giochi erano praticamente fatti. La Nazionale a stelle e
strisce - e non poteva essere altrimenti - ha chiuso la classifica al
primo posto; solo nel quarto turno, per via della presenza di
squadre di ben altro lignaggio,
come Costa Rica, Honduras,
Messico, Panama e Giamaica, il
livello di competizione si è alzato, senza però precludere la qualificazione agli Usa. Che, dopo gli
ottavi di finale in Sudafrica, quattro anni fa, in Brasile cercheranno di migliorarsi, magari con il
sogno di ripetere la qualificazione ai quarti conquistata in Corea
del sud-Giappone, nel 2002.
L’impresa si annuncia disperata
per gli yankee, che sono inseriti
in un girone a occhio e croce
senza storia, visto che le corazzate Germania e Portogallo non
dovrebbero avere problemi di
sorta a proseguire il cammino
iridato. Klinsmann dispone di un
gruppo esperto e affidabile, ma
non mancano le carenze nel reparto arretrato, che vengono
compensate da una maggiore
completezza in avanti. Giocatori
come Bradley e Dempsey, che
hanno maturato esperienze importanti, garantiscono una certa
solidità, ma i problemi semmai
sono altri. Grande assente della
spedizione statunitense sarà
Landon Donovan ritenuto il giocatore più rappresentativo: la sua
esperienza si sarebbe miscelata
alla perfezione con la freschezza
e l’irruenza del giovanissimo
Jozy Altidore, che gioca nel Sunderland, dopo essere esploso a
suon di gol nell’Az Alkmaar, in
Olanda.
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