G.1. Textual Sources G.1.12.2.69. 1912. SAL. N. di prot.o 276 E-17. Li 3 giugno 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 1 Giugno 1912 Le rimetto il settimanale dal 27 Maggio al 1o Giugno ammontando in L. 149.50. Nel settimanale vi sono comprese L. 4.00 a Diotallevi Benedetto per una giornata di trasporto ghiaia nella strada della villa e L. 16.00 a Centroni Ignazio per trasporto di mattoni e di Kg. 1860 di calce da Roccagiovine a Licenza; non avendone più venduta il padrone della calcara Lunedi se ne prenderà altra di calce dal Signor Rufini Giovanni di Roccagiovine nell località Oratini. Una giornata a Centroni Luigi e Candidi Pietro in più della settimanala avendo la domenica scorsa lavorato al magazzino. Il musaico a grossi mostaccioli e stato scoperto tutto. La camera e completa di musaico. Nessun trovamento nello scavo solo i soliti intonachi in frammenti. Stia tranquillo per il lavoro dello scavo perché e da me molto vigilato e procede benone— Prego quando viene il Signor Verduchi o la S.V. Illma di portare un po di moduli per formare le ricevute per conto calce, fabbro e falegname. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.70 1912. SAL. N. di prot.o 281 E-17. Li 6 giugno 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza li 4 Giugno 1912 Le rimetto la nota del fabbro nella quale vi e unito anche il conto delle viti dei L. 21.30 chiodi, olio ecc. in La nota del falegname in L. 19.90 La nota della calce presa a Roccagiovine L. 35.34 Totale L. 76.54 ������������������������������������������������������������������������������������������ Le note le ho fatte in due specie, quelle appuntate devono andare unite perché e separata la nota dalla ricevuta dell’economo; quella che è sola è ricevuta e nota insieme fatta la scelta delle due specie una verrà lacerata. La calce presa a Roccagiovine e stata pagata coi denari miei e col residuo di L. 14.69 che avevo in deposito, che potrà ritirarli se il denaro si spedisce. Venerdi piglieremo la calce della fornace degli Oratini. L’importo dei 20 quintali di calce e di L. 38. Il trasporto della suddetta calce la faremo figurare nel settimanale in corso. I lavori di muratura seguono regolarmente perché il Sig. Verduchi non ha tanto paura del sole. Il saggio ordinato dalla S.V. Illma. Al Sig. Verduchi nel centro della Pescina e stato fatto ma senza aver trovato nessun segno di fontana, solo lastricato di sassi e pozzolana. 483 Bernard Frischer Il lavoro di sterro segue benone. Si è scoperto un altro vano grosso ed uno piccolo, quest’ultimo dimostra la finale della cortina perché il muro finisce chiuso e fatto a muro reticolato con cigli di tegole. Si sono rinvenuti vari frammenti di intonaco, la figura di un uccello, una testa da donna, un’altra testa rotta. Un piede (un corpo gambe ed un braccio). Unisco anche la nota di Centroni Iganzio ammontando in L. 11.50 quali sono L. 9.17 spese ferroviare e L. 2.33 trasporto di gesso dalla stazione di Mandela a Licenza. Mi potrà scusare perché scritto in fretta se no passava l’automobile. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola Caposquadra Avrà la cortesia di salutarmi il Sig. Gatti il Sig. Mancini, il Sig. Conte ed il Sig. Conti Pietro. G.1.12.2.71 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 358 Al Preg.mo Sig. Verduchi Giuseppe. Custode in missione agli scavi governativi di Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi Roma, addì 6 giugno 1912 Ricevo il conteggio del caposquadra De Rossi e lo trovo esattissimo. Dalle stesse sue cifre rilevo che verranno pagati i conti del fabbro, del falegname, della calce da Roccagiovane, e del grossista del gesso con lire 74.29. Invio subito questo denaro, perché vengano sistemate queste partite, trovandoci in fine di esercizio. Aspetto per domenica mattina il settimanale corrente e dove sarà incluso il pagamento della calce degli Oratini. Qui per ora non posso lasciare l’ufficio, sono contento che il lavoro proceda in perfetto ordine. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.72 1912. SAL. N. di prot.o 284 E-17. Li 10 giugno 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 8 Giugno 1912 Le rimetto il settimanale dal 3 al 8 Giugno ammontando in L. 131.00 compreso il trasporto dei 20 quintali di calce degli Oratini in L. 8.00 e L. 22.00 a Centroni Ignazio per pagamento arena, che unito alle L. 5.00 già avuto in conto formano L. 27.00 che si conteggeranno nell’entrante settimana Aggiungo la nota di Foschi Rocco per i mille mattoni acquistati in L. 52.00. Colgo l’occasione per farle conoscere che il 6 c.m. il Signor Verduchi insieme a Candidi Filippo e Pietro lavorarono nel magazzino sistemando i migliori intonachi, rimanendo solo da farsi la cassetta più grossa; finita anche la finestra nella parte interna, ed il giorno successivo furono portati nel magazzino dove sono gli altri. Il lavoro di arte muraria si seguita sempre nel muro reticolato attiguo alla scala avendone fatto più di metà. Nel lavoro di sterro si scoprono sempre nuovi muri, oggi stesso è venuto in luce un muro reticolato con intonaco di coccio pesto fino colorito rosso della lunghezza di m. 3.20 con due 484 G.1. Textual Sources scale (di guide lo stesso intonacate) da capo e due da piedi della lunghezza di m. 1.00, alte cm. 30 – quando avremo lavorato qualche altro giorno le spiegherò meglio, forse sara una piccola vasca da bagno. Assicuro che il lavoro con questi pochi operai procede bene. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola Caposquadra P.S. Le note come vanno meglio unita la copia con la ricevuta o pure la ricevuta sola indicando l’oggetto? Domani vado di buon ora a Roccagiovine pagherò la calce al Sig. Rufini in £ 38, in modo che nell’altro settimanale possa essere spedito insieme. G.1.12.2.73 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 358 Al Preg.mo Sig. Verduchi Giuseppe. Custode in missione agli scavi governativi di Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi Roma, addì 6 giugno 1912 Ricevo il conteggio del caposquadra De Rossi e lo trovo esattissimo. Dalle stesse sue cifre rilevo che verranno pagati i conti del fabbro, del falegname, della calce da Roccagiovane, e del grossista del gesso con lire 74.29. Invio subito questo denaro, perché vengano sistemate queste partite, trovandoci in fine di esercizio. Aspetto per domenica mattina il settimanale corrente e dove sarà incluso il pagamento della calce degli Oratini. Qui per ora non posso lasciare l’ufficio, sono contento che il lavoro proceda in perfetto ordine. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.74. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 375 Al Preg.mo Sig. Verduchi. Custode in missione agli scavi governativi di Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi Roma, addì 14 giugno 1912 Faccio seguito alla mia lettera di ieri avvisando la S. V. che domani (sabato) a causa di una riunione26 al Ministero non potrò recarmi a Licenza. Quindi verrò domenica mattina per sistemare i conti ed i settimanali. Intanto sarà bene che la S. V. mi faccia avvertito il De Rossi, affinché trattenga presso di sé i conteggi. Ella poi mi aspetterà in Licenza, da dove torneremo insieme lunedì sera. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.75. 1912. SAL. N. di prot.o 293 E-17. Li 16 Giugno 1912 Illmo Sig. Direttore degli scavi di Roma e Provincia Licenza li 15 Giugno 1912 26. Written above this word is “commissione.” 485 Bernard Frischer Per mezzo del porgitore le rimetto il settimanale dal 10 al 15 Giugno che ammonta in Lire 140.55, compreso L. 45 a Centroni Ignazio per saldo pagamento di m.c. 3.75 di pozzolana in L. 41.25; come la S.V. Illma aveva ordinato al Centroni di portarne 9 m.c. ora di pozzolano ne ha portato un totale di m. 8.75 tutta pagata. Rimane a conto dell’arena L. 3.75, che intutto forma un acconto di L. 30.75, liquidandone il conto nell’entrante settimana. Unito al settimanale le rimetto anche la ricevuta della calce di Rufini Giovanni che dopo tre viaggi a Roccagiovine non l’ho trovato mai. Finalmente questa sera ho pagato L. 38.00 al prete ed al nipote, facendomi firmare la ricevuta dal Sig. Rufini Giuseppe, cioè suo figlio. Lunedi attaccano al lavoro gli operai che sono ritornati da Ponte di Nona. Il lavoro di sterro procede sempre nel terreno di Angeletti attiguo al cripto portico, la vasca di cui accennai è tutta pulita, e tutta incollata anche nel piano, ha un buco di scarico che dovrà imboccare nella fogna principale, che ora si sta lavorando per verificare meglio. Attendo suoi ordini. Ossequiandola mi pregio Dev. De Rossi Nicola G.1.12.2.76. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 388 All’Ill.mo Sig. Sindaco del Comune di Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 19 giugno 1912 Prego la S.V. di consegnare al Sig. Nicola De Rossi, caposquadra degli operai che lavorano agli scavi della Villa d’Orazio, la lettera qui acclusa. ������������������������������ Con ringraziamenti ed ossequi. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.77. 1912. SAL. N. di prot.o 309 E-17. Li 22 Giugno 1912 Illmo Signor Direttore degli scavi di Roma e Provincia Licenza 21.6.1912 Le rimetto il settimanale per L. 111.99 ordinatomi dalla S.V. Illma. Il rimanente settimanale fatto in carta protocollo, domani lo compilerò; ammonterà in L. 78 e centesimi Desidero sapere se devo mandarlo a Roma, oppure inviarlo insieme al settimanale del 24 Giugno al 29. Ne il 24 ne il 29 Giugno si lavorerà salvo che la S.V. Illma non l’ordinasse Il lavoro di scavo buona parte seguita nella strada Comunale tra Ricciotti ed Onorati. Vengono in luce musaici grezzi di due qualità, bianco con fascia nera, e neri con fascia bianca, anche due monete di bronzo. Ricercando il muro di cinta nel terreno degli Onorati si è trovato troncato da un pozzo di calcara. Nel terreno Angeletti e precisamente nel punto dove imboccano le diramazioni delle fogne, alla fogna principale il 20 si è trovato un anello a cerchio apparisce oro con pietra di 486 G.1. Textual Sources onice; tenendolo in consegna io senza depositarlo al magazzino. Il conto dell’arena è stato liquidato in L. 41.40 avendone portate coppe 276 a L. 0.15 la coppa. Attendo suoi ordini. Saluti a tutti dell’ufficio. Ossequiandola mi pregio De Rossi G.1.12.2.78. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 401 Risposta a lettera del 21 giugno 1912 All’Ill.mo Sig. Sindaco di Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi All. No. 1 Roma, addì 22 giugno 1912 Approfitto della bontà della S.V. Ill.ma per fare recapitare al sig. Nicola De Rossi, caposquadra degli operai addetti agli scavi della Villa d’Orazio il settimanale inviatomi affinché egli vi faccia quelle correzioni che ho notato nella lettera a lui diretta. �������������� Con ossequi e ringraziamenti Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.79. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 402 Al Preg.mo Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: Licenza. Settimanale dal 17 al 20 giugno All. No. 1 Roma, addì 22 giugno 1912 Restituisco il settimanale perché vi sono errori che non possono essere tollerati nei rendiconti. Il primo è nel frontespizio dove è detto dal giorno 17 maggio al 20 maggio. Il secondo è sul conteggio dell’operaio Testa Giuseppe perché se l’operaio Augusto Onorati ha percepito £ 6.97 come importo di tre giornate e un decimo a Lire 2.29 al giorno l’altro non può avere percepito un centesimo di più. L’altro errore sarebbe la correzione fatta appunto sul prezzo dell’operaio Testa. Nei settimanali non si ammettono correzioni, almeno non nelle copie che diventano originali per le firme degli interessati. Come ho detto nella lettera precedente non occorre che nel piccolo settimanale torni la somma di £ 111.99. Basta che si aggiri su questa somma, non al di sopra, cioè potrà essere £ 111 precise ovvero £ 111.50, 111.60 ecc. E’ urgente che io abbia subito questo. Domattina spedirò i denari. Intanto a riguardo delle scoperte avvenute sarà bene che sia spedito assicurato per valore di lire 100 l’anello e le monete al mio indirizzo tenendo conto della ricevuta. Rimborserò il denaro. Raccomando che si spedisca subito la copia del settimanale in questione e senza correzioni. Il Direttore Angelo Pasqui 487 Bernard Frischer G.1.12.2.80. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 414 All’Ill.mo Sig. Sindaco del Comune di Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 25 giugno 1912 La mattina del giorno 22 respinsi il settimanale di £ 199 accompagnandolo con una lettera colla quale rilevavo gli errori fatti in quel settimanale e proponevo che il medesimo si aggirasse intorno alla somma di £ 111.50 poco più, poco meno, senza oltrepassare le £ 111.99. E’ evidente che dev’essere avvenuto qualche disvio perché non posso immaginare che il De Rossi non abbia compiuto gli ordini che io impartivo. L’urgenza era richiesta dalla necessità di chiudere il bilancio, e ogni ritardo reca grave imbarazzo. Colla medesima lettera avevo pregato il De Rossi di mandarmi in pacco separato e con valore dichiarato di £ 100 l’anello colla pietra e le monete trovate ultimamente. Infine domenica mattina spedii al De Rossi un vaglia postale di £ 200. Prego la S.V. Ill.ma di raccomandare al De Rossi la massima urgenza nello spedire il settimanale che deve comprendere le opere fatte a spese dello Stato e l’altro settimanale che deve comprendere le opere fatte a spese del Municipio. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.81. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 422 All’Ill.mo Sig. Sindaco del Comune di Licenza Oggetto: Licenza. Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 27 giugno 1912 Ho ricevuto i settimanali e il pacchetto inviato dal capo-squadra De Rossi Nicola. Il pacchetto, assicurato per valore, conteneva un anello d’oro massiccio con piccola pietra incisa e quattro monete di bronzo. Il tutto sarà conservato per la raccolta oraziana. A questo proposito debbo fare noto alla S. V. Ill.ma che ancora non ho avuto alcuna risposta alla mia domanda fatta all’Ill.ma Sig.ra Principessa Ruffo della Scaletta per avere in affitto il locale a terreno del Palazzo di Licenza. Ho anche tentato inutilmente di avere qualche informazione dall’amministratore dei Beni della medesima Signora. Oggi De Rossi procurerà di fare nuove sollecitazioni. Intanto pregola S.V: Ill.ma di consegnare al Sig. De Rossi la lettera e le carte qui unite. ������������������������ Colla massima osservanza Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.82. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 423 Al Preg.mo Sig. De Rossi Nicola Oggetto: Licenza. Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 27 giugno 1912 Sebbene in ritardo è giunto tutto in regola. Occorre prime di tutto che sia tenuto conto in una noticina separata delle spese postali e siano pure allegate le ricevute, specie per il pacchetto 488 G.1. Textual Sources assicurato. In quanto ai lavori sono contento che si proceda allo scoprimento delle fabbriche sotto la strada e dinanzi al muro ricostruito. Quando ritornerò a Licenza, il che sarà dopo il turno di esami, che termineranno il 7, avremo modo di prendere tutte le misure di quanto è stato finora scoperto e farne una pianta. In quel tempo ritornerà pure il Verduchi, per cui occorre che sia messo in luogo asciutto il gesso. Ora debbo avvertire che venga mandata la corrispondenza e ogni altra carta per posta e in franchigia, ma la corrispondenza non deve essere firmata dalla S.V. Basta che mi si mandi un semplice rapporto non in forma di lettera. Resta inteso che per ora si fermi lo scavo dei muri e delle camere, a suo tempo spurgheremo le fogne. E’ pure necessario per non complicare l’amministrazione, che sia sospeso ogni trasporto di rena e di pozzolana. Infine voglio sperare che il falegname abbia già messo a posto le cassette. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.83. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 425 A S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione. R. Direzione generale alle Antichità e Belle Arti. Roma Oggetto: Licenza. Compenso ai proprietari dei terreni della Villa d’Orazio Roma, addì 28 giugno 1912 Il pagamento dell’indennità dovuta dal Ministero della Pubblica Istruzione ai diversi proprietari dei terreni occupati dagli scavi della Villa d’Orazio presso Licenza, è rimasto arretrato di un anno e mezzo; cioè i detti proprietari avanzano il compenso per mancato raccolto del 1911, e già in questa metà d’anno corrente avrebbe dovuto provvedersi al pagamento dell’indennità in corso. So bene che nacquero vari incidenti; uno dei quali, il più grave e fastidioso, per cui si dovette richiedere il parere della R. Avvocatura, fu quello dell’opposizione al pagamento fatta dall’Arciprete di Licenza per urto sul diritto di decima. Ma queste e altre difficoltà furono da qualche tempo aggiustate e nondimeno subentrò la lentezza, e oggi si ritorna nelle difficoltà perché la Corte dei Conti rimanda indietro gli altri essendo sbagliato il numero del capitolo, su cui deve gravare il pagamento. Non avrei scritto questa lettera, cioè avrei aspettato che ogni ulteriore difficoltà si rimuovesse, se non fosse stato mosso da un sentimento di pietà per la ristrettezza in cui vivono i poveri proprietari di un campicello di pochi metri quadrati, da cui traggono di che vivere. Essi si sono sottoposti agli oneri dei controlli, ma non ne ricevono compenso. Ho procurato finora di calmarli e di spiegare loro le difficoltà <de>l R. Governo, ma oggi io non posso più opporre vane parole alle incessanti pressioni che giornalmente mi fanno. L’E. V. sarà compresa come nel riguardo di questo caso pietoso, e non dubito sull’efficacia di questa mia raccomandazione. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.84. 1912. SAL. N. di prot.o 320 E-17. Li 30 giugno 1912 Licenza, 29-6-1912 Le rimetto il settimanale dal 24 al 29 Giugno ammontando in lire 127.50 fatto in una sola copia per non pagare tanto alla posta. Il lavoro nella strada Comunale e proceduto col trovamento di musaici grezzi come si è detto sempre. Adesso non vengono più in luce ed io ho sospeso il lavoro. 489 Bernard Frischer Il 1o Luglio incomincerò allo sterro dello strato di terra sopra la fogna principale. Nel terreno degli eredi Onorati si lavora con qualche operaio per lo scoprimento del muro di cinta, che rotto da un pozzo di calcara si procede andare appresso ad un grosso fondamento che va verso la cascata. Nel terreno Ricciotti si è abbattuta altra pianta di oliva. Nel terreno eredi Onorati No. 8 viti. I muri nel terreno Ricciotti e Foschi sono stati tutti scoperti nella separazione delle camere e del cripto portico. Di trovamenti solo marmi che ogni tanto se ne portano al magazzino delle cariolate e dei tasselli di musaico bianco e nero grezzo che ne abbiamo trovati a mucchi. Ne abbiamo riportate già 4 cariolate e vi sono gli altri. Può esere tranquillo sul lavoro che quando viene rimanerà contento del lavoro e del modo come si è eseguito. Con osservanza mi pregio. Dev. De Rossi Nicola G.1.12.2.85. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza assente Al Preg. Sig. Giuseppe Verduchi. Custode in missione agli sacevi governativi di Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi alla Villa d’Orazio Roma, addì 3 luglio 1912 Ricevo una lettera del caposquadra De Rossi, con notazioni riguardanti nuove scoperte nell’area della Villa d’Orazio. Prendo nota specialmente della scoperta di un’iscrizione marmorea, non intera, trascritta dallo stesso De Rossi, ma non mi sembra esattamente, a meno che non si tratti di un’iscrizione medievale. Occorre che io abbia subito (a posta corrente) il calco in carta di questo frammento d’iscrizione e anche di altri se ne fossero venuti in luce in questo tempo. Il De Rossi mi parla pure di un vasetto un poco lavorato e con smalti bellissimi attaccati. La S. V. Procuri che venga tenuto in riguardo, entro un sacchetto, in modo che se gli smalti appartenessero alla decorazione del vasetto, non vengano a soffrire deperimento alcuno. Sarebbe anche opportuno ricordare al Sig. Segretario di sollecitare le trattative di affitto dei locali richiesti alla Sig. Principessa Borghese della Scaletta. Il calco delle iscrizioni può anche essere ripiegato e spedito dentro ad una busta in franchigia. Raccomando che il Parsi non carichi molto a cera la vernice per gli intonachi. La provi prima affinché non lasci alcuno strato grasso e prima di darla ai soli frammenti d’intonaco faccia riscaldare al sole i quadri. Sabato o domani spero di venire a Licenza. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.86. 1912. SAL. N. di prot.o 329 E-17. Li 4 luglio 1912 Illmo Signor Direttore degli scavi di Roma e Provincia Licenza, li 3 Luglio 1912 490 G.1. Textual Sources Questa mattina mi è stata consegnata la lettera dal Segretario, scritta il 1 Luglio ed alle ore 11 ant. mia moglie mi ha portato la lettera indirizzato al Sig. Verduchi. Veda che due lettere con due giorni di differenza arrivano assieme. Oggi sono arrivati Verduchi e Parsi domani lavorano a Roccagiovine. Unisco alla presente il calco dell’iscrizione trovata che avevo già fatta; altri pezzi non si sono trovati. Il vasetto è conservato in un avvolto di cartone grosso e bene legato, penseremo anche a metterlo meglio— Il vasetto misura centimetri 9 di altezza e centimetri 31 di circonferenza nella parte più larga. Gli smalti del vasetto sono piccolissimi. Sono N.o 16 a doppia fila attorno, fissati in piccoli nodi sporgenti messi in costruzione. Tanto l’iscrizione quanto il vasetto lo tengo nel casotto perché nel magazzino vanno i curiosi e lo fanno rompere; anche perché gli oggetti che si trovano prima li deve vedere il Sig. Direttore poi gli altri, non prima gli altri. Se ho sbagliato attendo suoi ordini. Per la richiesta del locale della Principessa la risposta è favorevole, anzi dice il Segretario al Verduchi che le scriverà in proposito. Se la corrispondenza le giunge in ritardo colpa mia non è perché appena ho una domanda rispondo subito. Di trovamenti solo marmi che tutte le sere si portano a magazzino. Il lavoro procede parte nel terreno Ricciotti e parte nel terreno eredi Onorati e Angeletti. Ansioso di una sua visita allo scavo. Con osservanza mi pregio Dev De Rossi Nicola G.1.12.2.87. 1912. SAL. N. di prot.o 355 E-17. Li 20 lug 1912 Ilmo Sig. Diretttore Licenza. 19 Luglio 1912. Accuso di aver ricevuto lettera del 18 Luglio. Il calco del fregio lungo delle Marmore oggi stesso è fatto. Gli altri calchi che girano intorno ai pilastri sono ultimati tutti. I ferri di sostegno dei gessi e dei quadri, buona parte sono stati ritirati, i rimanenti si ritireranno domani. Prima che fosse giunto il gesso a Licenza che arrivo mercoledi p. fece acquisto di chili 15 di gesso e di un chilo di olio, essendomi servito urgente per murare le grappe dei quadri. Il lavoro di muratura tanto dentro il locale come fuori, procede benone. Ringrazio del nobile pensiero che ha per me, annunziandomi che sono giunte all’economato le anticipazioni delle gite. Il lavoro di scavo procede nel terreno Angeletti, levando lo strato di terra superficialmente per poi seguitare ad approfondire Lo spurgo della diramazione della fogna di Angeletti che si era messo a parte si è ripassato trovandoci alcune monete tra le quali ve ne sono parecchie come al solito corrose, illeggibili, ve n’è una che mi sembra che sia dell’imperatrice Otacilia un’altra di Antonino; ed altre in parte si leggono in parte no. 491 Bernard Frischer Seguita lo scoprimento del muro nel terreno Angeletti, che è reticolato. Con osservanza mi pregio Dev. Verduchi Giuseppe G.1.12.2.88. 1912. SAL. N. di prot.o 388 E-17. Li 15 agosto 1912 Illmo Sig. Direttore I calchi delle iscrizioni di Percile sono fatte e venute bene. L’iscrizione del contadino e stata acquistata (da Nicola) per Lire 10, come la S.V. Illma ordinò. Dubito che si sentirà poco bene perché aveva annunziato che presto sarebbe venuto. Ansioso della sua visita per meglio intendersi cira la sospensione temporanea dello scavo, ed impartire ordini in proposito perché io Sabato devo andare a Roma per poi ripartire Domenica. Il lavoro di muratura nel cripto portico e quasi finito. Lunedi incomincerò il lavoro di muratura delle scale del giardino come la S.V. Illma ordinò. Il lavoro di scavo procede nel terreno Angeletti. Oggi si è rinvenuto qualche moneta e grossi lastroni di marmo dentro una nuova diramazione di fogna. Il settimanale dal 5 al 10 Agosto e stato pagato dal Sig. Economo con L. 11,50. Se lo scavo viene sospeso e portati gli operai in campagna il caposquadra si raccomanda che venga collocato con gli operai stessi, o pure poter seguitare nello scavo con tre o quattro operai nel tempo che mancano gli altri perché trovandosi disoccupato per un mese, e non avendo momentaneamente ingerenza alcuna, sarebbe un disastro. Attendiamo suoi ordini. Saluti distinti al Sig. Gatti al Sig. Conte anche a nome del De Rossi. Con osservanza mi pregio DevVerduchi Giuseppe G.1.12.2.89. 1912. SAL. Telegram of 24 agosto 1912. Da Licenza a Roma Stamp of the Ufficio per gli Scavi: No. di Prot. 406 E 17 Li 24 Agosto 1912 Testo: Avvertito visita scavi Deputato Venzi rimango Licenza fino domani. ������ Pasqui G.1.12.2.90. 1912. SAL. N. di prot.o 417 E-17. Li 29 agosto 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 28 Agosto 1912 Ieri ho adempito a quanto la S.V. Illma lasciò ordinato cioè di fare I calchi delle iscrizioni di Orvinio e di Percile. 492 G.1. Textual Sources I calchi delle iscrizioni di Orvinio sono 5 e siccome Domenica prossima Centroni andrà ad Orvinio a portare i calchi attendo riscontro in proposito facednomi sapere quante iscrizioni devo unire coi calchi; tutte ho in parte. Le ordinazioni al falegname sono state eseguite I lavori di scavo procedono secondo gli ordini inpartiti. Si è lavorato nella zona dove è la base di colonna di travertino, non ha dato nessuno traccia di musaico. Nel punto dove vi è il primitivo musaico attacca con altro musaico ed è lavorato della stessa specie, parte in buono stato e parte rotto. L’arena che domani si fa trasportare da Centroni lui ha diritto che gli venga pagata la portatura perché la cavatura resta a carico della direzione (dice che così è stato stabilito). Domani incomincerà il lavoro dello spurgo della fogna con parte degli operai. I sassi che stavano nelle vicinanze del cripto portico sono stati trasportati fuori della scavo. Gli altri servono per la costruzione dei muri da restaurarsi. I muri buona parte si sono allineati se il Sig. Gatti potesse venire. Lunedi 25 (6 ?) c.m. il Sindaco richiese tre concertisti dalle ore 9 ½ ant. fino alle ore 12 per fare servizio di un reduce dalla Libia. Attendo riscontro se devo fissare nel settimanale tutta la gioranta o pure ridurla nella proporzione. Nel settimanale includerò anche il trasporto arena e gesso ed altre spese. Se lo scavo viene sospeso il 31 cm.m prego far venire l’economo per pagare gli operai e dare schiarimenti opportuni tanto per la muratura come scavo e per il caposquadra. Ossequiandola mi pregio Dev. Verduchi Giuseppe G.1.12.2.91. 1912. SAL. N. di prot.o 430 E-17. Li 2 settembre 1912 Illmo Sig. Direttore degli scavi di Roma e Provincia Licenza li 31 Agosto 1912 Faccio seguito alla lettera inviata per mezzo di Verduchi nella quale mancava il settimanale in corso che la S.V.Illma aveva domandato. Nel momento che scrivevo la lettera non raccapezzavo niente perché ragionavo con un operaio (concertista) che intende fare i comodi suoi in tutto e per tutto. Ieri venne un reduce dalla Libia, mandai anche a Licenza questo concertista, gli altri vennero ad ora destinata e lui venne un’ora dopo, questa mattina gli altri alle ore 5 ½ hanno attaccato al lavoro, e lui è venuto alle ore 6 ½ e per questo motivo la lettera inviata per Verduchi credo che poco dettaglio preciso dovrà portare. Il settimanale ammonta in L. 186.09 compreso L. 6.00 trasporto di un giorno e mezzo di arena, L. 1.00 pagata da me ad Annibale per il trasporto del calco, L. 0.40 per acquisto di 4 bicchieri per lo scavo, e L. 0.50 per una candela stearica servita per la fogna. Pei concertisti gli ho fissato io che hanno guadagnato. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola (Se seguita l’arte muraria non c’è posto ed io sono costretto trovarmi altre ingerenze per poter tirare avanti, ma presentemente sarà difficile pure tanto presto trovarlo. Per i concertisti ieri hanno avuto anche servizio per un reduce della Libia. 493 Bernard Frischer Io nel settimanale fisserò ciò che hanno lavorato. Se la S V Illma crede diversamente telegrafa oggi stesso. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola) <The text in parentheses probably belongs to the following letter, of 31 August> G.1.12.2.92. 1912. SAL. N. di prot.o 425 E-17. Li 31 agosto 1912 Illmo Sig. Direttore degli scavi di Roma e Provincia Licenza li 31 Agosto 1912 Il lavoro di scavo si è seguito maggior parte nello scoprimento dei muri e dei musaici nel terreno degli eredi Onorati. Il primo musaico che si vedeva si è allargato parecchio parte rotto e parte in buono stato. Altra camera27 di una altra qualità di cui allego l’abbozzo, di tasselli fini come i primi. Lungo m. 2 x 90 altro in rottami, e senza cinta di muro. Adesso sono coperti con l’arena, parte puliti, parte a pulirsi. La rena ieri mezza giornata, oggi tutta ed ancora rimane da trasportala da Centroni. Oggi Verduchi ha ordinato altra arena e due uomini sono a cavarla. Nel terreno Angeletti precisamente vicino alla vaschetta si è rinvenuto un frammento di marmo, poggiati sopra vi sono due animali, uno piccolo ed uno grosso, proprio come quello che fu trovato prima. Questi però sono ambedue senza testa. La fogna non si può seguire a spurgarla essendo pericolosa. Bisogna prima levare lo strato della terra sopra. Oggi secondo gli ordini sospendo il lavoro di scavo mettendo tutto in ordine, e domani lascerò lo scavo anche io. A tale proposito per favore desidero sapere per quanto tempo e sospeso los scavo, perché sebbene che gli operai venissero a lavorare in campagna il posto per me non c’è (…) G.1.12.2.93. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 560 Al Preg.mo Sig. Nicola De Rossi. Capo-squadra degli operai. Licenza Oggetto: Licenza. Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 31 agosto 1912 Ho ricevuto la lettera portatami dal Verduchi, ed io ora non so nulla di certo sulla formazione della squadra che dovrà venire ad Albano, perché gli scavi di Gregna, sulla grotta ferrata sono stati rimandati di un mese. Ad ogni modo se si formerà la piccola squadra procurerò di comprendere anche Lei, ma è certo che non si può, là ad Albano avere il caposquadra e occorre che si abbiano operai lavoratori. Intanto non potei indicare tutto nel telegramma di ieri, ma è certo che io intendevo mettere ancora per due settimane Lei insieme a Filippo a Luigi ed a Pietro. Lunedì faremo l’esplorazione della piccola tomba a S. Cosimato. Occorre che Ella venga laggiù con tre uomini e con arnesi, cioè picconi e pale soltanto. L’appuntamento è alle 10 ½ all’ingresso del Convento. Domani credo che verrà certo il Serafini per pagare i settimanali. 27. Room 11. 494 G.1. Textual Sources Noi ci vedremo Lunedì mattina e la sera a Licenza assesteremo i conteggi col falegname, col Conti e col fabbro. Sarà indispensabile che la sera verso le ore 6 si trovi a S. Cosimato un carro per trasportare me, il Sig. Mancini, Verduchi e un capomastro che viene con noi. Se potesse il Centroni ne avrei piacere, perché il Centroni dovrebbe rimanere a mia disposizione fino a giovedì, e forse poi caricare e andare a Roma. ��������������� Ne riparleremo. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.94. 1912. SAL. N. di prot.o 451 E-17. Li 17 settembre 1912 Egregio Signor Direttore Licenza 16 Settembre 1912 Rimetto i settimanali a lei diretti. Dal giorno nove fino al quattordici a cio che lei ritiri le ricevute tanto la sua come la mia i lavori di arte muraria proseguono benissimo in quanto ai lavori della vasca da bagno, arco e cortina quella è ultimata che era rimasta l’anno scorso e ultimata <nell’interlineo> in quanto ai lavori del gritto portico sono ultimati tanto da un lato come dall’altro, ed adesso sto lavorando ai caloriferi nel terreno di Ricciotti ossia a ristaurare quei pilastrini, poi finito quello metterò mano al gritto portico vicino al cancelletto o fatto pure un quatro di quel mosaico grezzo che metterò subito a magazzino o fatte pure picco le riparazaioni attorno ai musaici nel terreno Onorati col cemento che vi erano diversi guasti e anche a quello di Ricciotti che passando potevano guastarsi ancora di più. La saluto. Suo servo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.95. 1912. SAL. N. di prot.o 453 E-17. Li 19 Settembre 1912 Pregiatissimo Sig. Direttore Licenza 18 Settembre 1912 Vengo con questo due righe per fargli sapere se come mi devo contenere per il giorno 20 Settembre corrente, siccome l’anno scorso il Signor Conte gli fece fare mezza festa e pagata tutta la giornata perciò aspetto spiegazione dalla S.V. in che modo mi devo contenere, in quanto ai lavori di muratura proseguono bene, la calce che lei mi a ordinata fino ad oggi ancora non hanno sfornata. I settimanali della settimana scorsa dal 9 al 14 li ho spediti lunedi scorso credo che l’avrà ricevuti. Suo Devotissimo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.96. 1912. Letter of Nicola De Rossi to Angiolo Pasqui, dated September 28, 1912; SAL: N. di prot.o 470 E-17 Li 30 settembre 1912 Illmo Signor Direttore dell ufficio Scavi di Roma e delle Provincie Licenza li 28 Settembre 1912 495 Bernard Frischer Lo scavo della villa di Orazio e sospeso come la S.V. Illma comunicava. E rimasto da smorsare quintali 12 di calce che Lunedi farò io ciò che si deve fare. Attendevo notizie ho [sic] la sua venuta per avere istruzioni per la vigilanza dello scavo, e lavori da eseguirsi. Io non farei solo la vigilanza, ma lavorerei anche perché vi è da levare diversa materia nella corsia cimiteriale della vasca da bagno, precisamente dove si è fatta la muratura e si è atterato il buco che comunica alla fogna, se piovesse l’acqua non averebbe sfondo. Da pulire bene e levare gruppi di terra nel cripto portico e precisamente nelle scale. Da pulire sassi sparsi ed erba. Da pulire una forma nello scarico della terra perché lo scarico è alto e la terra che si macina a riempito, e l’acqua che passa vicino al pozzo della calce, esce fuori del corso e fa danno al proprietario vicino. Infine per i lavori di muratura in ultimo se si fanno dei coccipesti sopra, potrei incominciare a fare la rompitura dei mattoni. Il pagamento di tale opera se per ragione che non vi sono fondi si potrebbe liquidare col tempo. La S.V. Illma che considera quando sono io sottomesso cercherà il modo di accontentarmi. La calce vecchia è diminuita abbastanza. Sarebbe cosa utile se la S.V. Illma potesse farne acquisto maggiore, essendo calce di buona qualità e cottura e vicino di trasporto perché i muri da restaurare sono tanti e pigliano molto materiale specialmente il muro del cripto portico vicino al cancello che è molto necessario da farsi. I musaici sono dal Signor Verduchi tutti riparati nelle rotture (col cimento). I lavori di muratura sono proceduti con tutta regola che quando verrà sul posto avrà la soddisfazione. Attendo riscontro in proposito. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola PS. Nel settimanale la mia mercede è di L. 3.50 come gli operai. Le rimetto anche le monete trovate nella terra della fogna che ho passata col passarena. G.1.12.2.97. 1912. SAL. N. di prot.o 510 E.17. Li 20 ottobre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e delle Provincie Licenza li 18 Ottobre 1912 Le rimetto No 3 settimanali Unito ai quali le rimetto le note dei danni eseguiti nel terreno di 1o Angeletti Antonio 2o Foschi Rocco 3o Foschi Mariassunta 4o Onorati Maria, Rosa, ed Alisa fu Vincenzo Nella nota Angeletti Antonio si è tenuto conto anche di N.o 4 viti ed un’albero vitato che si devono abbattere presto, o cadono da se Nella nota Foschi Rocco si è tenuto conto della noce a grosso fusto che si deve ancora abbattere. Nella nota di Onorati Maria si è tenuto conto di 4 viti che oggi stesso le ho tagliate perché due stavano vicino alla strada e due al confine dello scavo e che da un momento all’altro potevano scomparire per il passaggio delle bestie. Non appena messe le cose a posto speditele che ci penso io per le firme. 496 G.1. Textual Sources Oggi alle ore 2 pomeridiane e venuto alla Prov.le il Segretario il Dottore ed altri perché avvisati telegraficamente che negli scavi doveva venire S.E. il Ministro degli esteri— Nessuno si è visto. Io avevo messo tutto in ordine e pulito bene lo scavo. Nicola De Rossi G.1.12.2.98. 1912. SAL. N. di prot.o 523 [?] ����� E-17. Li 5 novembre 1912 Licenza, li 4 novembre 1912 Le rimetto il settimanale dal 21 al 26 Ottobre nel quale vi è computato L. 4.50 cavatura di arena. Il settimanale dal 28 Ottobre al 2 Novembre nel quale vi sono comprese le spese seguenti Trasporto di arena una giornata con due mule Pozzolana m.c. 3.75 a L. 11 Un quintale di cemento Tela di fil di ferro Trasporto del cemento L. 4.00 L. 41.25 L. 7.00 L. 2.50 L. 1.00 L. 55.75 Aspetto riscontro nell’affare degli eredi Onorati. Saluti cordialissimiDev. De Rossi G.1.12.2.99. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 670 Al Preg.mo Sig. Giuseppe Verduchi, custode degli scavi in missione a Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 6 novembre 1912 Ho ricevuto i settimanali, che trovo conformi alla lettera esplicativa, se non che per uniformare le mercedi e per mettermi in grado di non avere osservazioni dai superiori occorrerà portare la mercede di Nicola De Rossi da £ 300 a £ 280. Prego la S.V. di spiegargli bene come egli non possa avere una giornata maggiore di quella che hanno gli altri operai da noi adibiti nei lavori governativi, specie in paesi dove la vita è costosa e le opere sono care. Ad Albano, quando si riprenderanno i lavori, si fisserà la mercede a £ 280. Riguardo al lavoro a cui la S.V. attende bisogna avere per primo la cura di far rilevare la pianta della parte che ha i mosaici, e anche di ritrovare bene i muri e specialmente riconoscere le porte. Il lavoro di pulizia occorre subito, poiché il Disegnatore Sig. Gatti verrà sul luogo nella futura settimana. Io poi non posso precisare la mia gita costà, perché debbo andare prossimamente in missione a Civita Castellana. Il Direttore Angelo Pasqui 497 Bernard Frischer G.1.12.2.100. 1912. SAL. N. di prot.o 541 E.17. Li 12 novembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza, li 10 Novembre 1912 In riscontro alla lettera N.o 670 assicuro di aver comunicato a De Rossi Nicola la lettera nella quale gli viene diminuita la mercede da L. 3.00 al L. 2.80. Il De Rossi non ha fatto nessuna osservazione. Mi dice soltanto che quello che fa la S.V. Illma e ben fatto (confida nella volontà di chi conosce). Riguardo al lavoro che io attendo, ho la massima cura di trovare gli spiccati e difatti nelle camere dei musaici scavando a livello sotto il piano dei musaico ho trovato lo spiccato di tre porte, una in direzioni alle scale del gripto portico e due di passaggio. Una della prima camera ed una della seconda camera (cioè al musaico che si conosceva sempre). Ieri siccome ha pivuto insieme al De Rossi siamo andati al museo dove si è incominciato a fare i buchi per mettere le tavole e fatti due cartoni per i vetri. Il falegname ha messo le tele di fil di ferro nel sesto. Il sesto dei vetri non si può mettere se non dopo verniciato. Se il tempo non permetterà di lavorare nello scavo, sistemerò i lavori nel museo e fissare le carte alla segreteria come la S.V. Illma a scritto al Sig. Segretario. Il Sig. Gatti potrà venire a suo comodo perché cerchermo di farle trovare per quanto sia possibile sistemato. Con osservanza mi pregio Dev Verduchi Giuseppe Il De Rossi lavora con me tanto nel museo quanto nello scavo. I rampini a vita sono mesi tutti in opera. Quando vengo io si compereranno gli altri. I quadri ultimati, sono in N.o di cinque cioè due fatti prima e tre adesso. G.1.12.2.101. 1912. SAL. N. di prot.o 545 E-17. Li 13 novembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza, li 11 Novembre 1912 Ho consegnato subito l’avviso allegato alla lettera N.o 681 al Signor Marianelli Davide. Il settimanale del De Rossi cogliendo l’occasione che doveva ritornare a Roma il Signor Negri, anziché spedirlo lo porta lui stesso. Il settimanale anziché compilarlo a L. 3.00 al giorno come diceva la lettera scrita al Signor Segretario è stato compiliato al L. 2.80 come la S.V. Illma a ridotto la mercede— Il De Rossi si rimette alla volontà dei superiori, ciò che dispongono. La cartolina vaglia per i due settimanali già inviati è venuta ma ancora non si può riscuotere mancando la conferma. Ho anche informato il De Rossi per il capitello degli eredi Onorati. Il Segretario ha detto al De Rossi che altro non può fare che scrivere all’Avv. Bernardini (che sarebbe uno degli eredi). Trattandosi che in cotesto affare è impegnato il Signor Segretario, il De Rossi si astiene di fare le trattative, altrimenti anche giorno di festa sarebbe andato a Riofreddo per sentire tutti 498 G.1. Textual Sources gli eredi, lasciando allo scavo il figlio come lo lascia anche quando viene a lavorare con me al museo. Con osservanza mi pregio Devmo Verduchi Giuseppe G.1.12.2.102. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 692 Risposta a lettera del 10 novembre 1912 Al Preg.mo Sig. Verduchi Giuseppe, custode degli scavi in missione a Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 13 novembre 1912 Ricevo un poco in ritardo la lettera qui accennata e rispondo per approvare i lavori di manutenzione che si fanno nella Villa e più ancora la ricerca accurata degli spiccati delle porte. Ciò faciliterà grandemente l’opera del Disegnatore, il quale presto verrà sul posto per i rilievi ulteriori. Approvo pure che vengano ultimati i piccoli lavori nel magazzino, in modo che io possa ordinarlo nella mia prossima gita a Licenza. Occorre che il De Rossi metta nel settimanale corrente le spese ultime sia del falegname come di qualunque altro operaio e fornitore. Se occorre cemento, gesso ecc. si provveda, perché io voglio chiudere queste piccole spese. La prego di accennare al Sig. Segretario che ancora alla Direzione Generale non si sa nula dell’esito dell’istanza presentata dal Municipio a profitto degli scavi della Villa d’Orazio … <The next page is missing.> G.1.12.2.103. 1912. SAL. N. di prot.o 556 E-17. Li 17 novembre 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza, li 15 Novembre 1912 Preavviso la S.V. Illma che Domenica giorno 17 Novembre vengo a Roma col treno che arriva alle ore 9 ½. I lavori del museo sono quasi ultimati. La carta per la segreteria, una camera è stata finita, l’altra e da ultimare. De Rossi mi accompagna tanto nei lavori del museo come in altri mandando il figlio allo scavo. Con osservanza mi pregio Dev Verduchi Giuseppe G.1.12.2.104. 1912. SAL. N. di prot.o 557 E-17. Li 17 novembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Mando per Verduchi il settimanale come la S.V. Ilma mi ordinò di completarlo. Nel settimanale vi sono comprese le spese eseguite dai seguenti 499 Bernard Frischer Rufini Tiburzio………… L. 8.40 per avere fatto sei ferri a L. 1 ed un paletto per la porta del museo, nella suddetta somma è aggiunto anche L. 0.90 pagamento di mezzo chilo di olio di lino pigliato a Conti Vincenzo, e messo nel conto di Rufini Tiburzio. Orati Antonio ………… L. 16.80 per avere fatto due tavole 60 x 60 quattro tavole messe sui ferri a L. 1 raccomodata la colonnetta e qualche piccola riparazione alla porta. Per i lavori eseguiti le darà spiegazioni il Verduchi tanto dello scavo come nel museo—ed altro— Saluti cordialissimi Dev. De Rossi Nicola G.1.12.2.104a. 1912. SAL. N. di prot.o 571 E-17. Li 25 novembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza, li 23 Novembre 1912 I lavori di muratura procedono bene sempre con nuovi spiccati di porte. Il De Rossi Lunedì scorso lavorando trovò altri spiccati di due porte attigue al musaico sul terreno degli Eredi Onorati; ed ora si sta facendo il lavoro dei suddetti spiccati di porte e prolungamento dei muri reticolati; è un lavoro che riesce d’importanza. Ora le porte sarebbero in Numero di sei. Cercherò di fare in modo possibile che quando la S.V. Illma farà visita allo scavo rimarrà contento. I lavori del museo sono ultimati. Con osservanza mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.105. 1912. SAL. N. di prot.o 578 E-17. Li 29 novembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e della Provincia Licenza li 28 Novembre 1912 Prevengo alla S.V. Illma che Sabato giorno 30 c.m. vengo a Roma. Non appena la S.V. Illma mi ordinò di fare spedizione dei calchi fatti ad Orvinio, all’On. Direzione dell’ufficio Regionale pei Monumenti (Perugia) feci fare due gabbie di legno al falegname impagliati benone e fatti trasportare alla stazione di Mandela. I calchi mandati a Perugia sono uguali a quelli spediti in Orvinio in No. di sette. In quanto ai tempi finora promettono bene per i lavori di restauro, si sta restaurando presso i musaici anche gli intonachi col cemento. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi 500 G.1. Textual Sources G.1.12.2.106. 1912. SAL. N. di prot.o 580.B.7. Li 30 novembre 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e provincia Licenza li 30 Novembre 1912 Nel settimanale dal 25 al 30 Nov. è compreso il compenso del trasporto dei L. 5.00 calchi spediti a Perugia da Centroni Ignazio in Le due gabbie di legno (compreso legno chiodi e fattura) da Orati Antonio. L. 14.40 Per trasporto dei calchi dal museo all Prov.le da Candidi Pietro ed imballaggio. L. 1.35 Con osservanza mi pregio Dev. Giuseppe Verduchi G.1.12.2.107. 1912. SAL. N. di prot.o 607 E-17. Li 11 dicembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 9 Dicembre 1912 Non ho scritto prima perché il gesso non era stato ancora pigliato da Tivoli. Ora posso assicuare che un quintale di gesso da formatore è stato pigliato. Non è stato ancora messo in opera perché i tempi finora sono stati proprizi per I lavori nella villa. La spesa del gesso e del trasporto in L. 9.75 viene unito al settimanale dal 2 al 7 Dicembre. La visita allo scavo della S.V. Illma e del Sig. Gatti può essere anche presto poichè i lavori di spiccati sono quasi del tutto ordinati e si potrà procedere al rilievo della pianta della villa. Ieri il comm. Venzi è venuto a Licenza, in occasione che andò a Civitella, non andò ne allo scavo ne al magazzino. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.108. 1912. SAL. N. di prot.o 619 E-17. Li 13 dicembre 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza li 12 Dicembre 1912 I lavori di muratora procedono sempre nelle vicinanze dei musaici Finora si è lavorato con la massima sollecitudine, però questa settimana si è avuto un cambiamento di temperatura cosicchè Lunedi si piglio subito il provvedimento di rinforzare i musaici con l’arena, che difatti martedi incominciò a gelare. Attendo istruzioni se per i musaici vogliano adottare altri provvedimenti ho se si deve seguitare a rafforzare con arena fino a non farli percuotere dal gelo. Il 10 c.m. scrissi alla S.V. Illma non so se è stata ricevuta. Preavviso che Domenica 15 ritorno a Roma perche i tempi si sono cambiati. 501 Bernard Frischer Ossequiandola mi pregio Dev Giuseppe Verduchi G.1.12.2.109. 1912. SAL. N. di prot.o 633 E-17. Li 23 Dicembre 1912 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza 21 Dicembre 1912 Ieri parlando col Signor Maresciallo mi disse che fra giorni dovevano venire a visitare lo scavo i Reali— Desidera di mettersi d’accordo con la S.V. Illma in modo che chiunque ne venisse a conoscenza del giorno che vengono ne darà immediato avviso all’altro. Attendevo istruzioni dalla S.V. Illma o la sua venuta a Licenza, nulla finora--non ricevendo alcuna istruzione, rasati i muri. Lunedi in giornata ritorno a Roma perché si sono avvicinate le feste di Natale. Il lavoro di muratura ha proceduto in questi giorni regolarmente; si è lavorato nel muro reticolato attorno al musaico grezzo del terreno Ricciotti facendo ricerca anche di spiccati di porte. Lunedi porterò il settimanale dal 16 al 21 nel quale vi è aggiunta la spesa della cavatura e trasporto di arena cioè Candidi Pietro giorni 3.1/2 a L. 2.25 Centroni Ignazio giorni 2 Con due mule a trasportare l’arena L. 7.87 L. 8.00 15.87 Con osservanza mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.110. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 798 Al Preg. Sig. De Rossi Nicola. Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 24 dicembre 1912 Il custode Verduchi Giuseppe mi ha consegnato il settimanale dovuto il 21 corrente. Ho dato ordine all’Economo che provveda subito alla liquidazione di quel settimanale per mezzo di vaglia. In pari tempo ricevo la lettera della S.V. colle notizie riguardanti lo scavo ed i lavori eseguiti e da farsi. Approvo quanto si è fatto e che corrisponde a quello che io avevo stabilito, e intento durante l’assenza del Verduchi occorrerà che la S. V. presti dunque l’opera attiva lavoro e di vigilanza. Fino a nuova disposizione nel settimanale dovrà essere computata l’opera della S.V. colla mercede già stabilita in £ 280 al giorno. Ricambio gli auguri estensibili a tutti. Il Direttore Angelo Pasqui 502 G.1. Textual Sources G.1.12.2.111. 1912. SAL. N. di prot.o 637 E-17. Li 29 Dicembre 1912 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 27 Dicembre 1912 In risposta alla lettera N.o 798, farò quanto la S.V. Illma mi ha ordinato; cioè di accostare chiodi e guide vicino al musaico Ricciotti. Anzi io propongo che siccome nella parte della Villa chiodi e guide non ve ne sono, se il Sig. Verduchi tarda posso fare la scelta nel mucchio vicino alla vasca da bagno, che sono mischi buoni e cativi e sassi, e trasportarli nella parte della villa e tenerli pronti per quando si faranno i restauri. L’altro lavoro assai importantissimo e quello di coprire con la terra i muri restaurati e da restaurarsi, specialmente quella parte del cripto portico vicino al cancello che fu pulito per restararlo nel mese di settembre, e non si fece; e gli ultimi muri restaurati che ancora sono scoperti con palanghe; poichè ogni notte serena porta con se piccola o grossa gelata, ed i muri soffrono danno. Parte dei muri e vicino la terra per coprirli, e parte occorre portarla con la cariola. Attendo istruzioni quale lavoro dovrò eseguire in preferenza. Il settimanale dal 23 al 28 l’ho manderò insieme a quelli successivi. Nel settimanale del 23 al 28 si potrebbe aggiungere L. 1.80 per un chilo di olio comprato da Conti Vincenzo se la S.V. Illma lo permette. Colgo l’occasione per augurarle buon fine e buon principio e mille consolazioni per l’anno novello. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola Per favore mi saluta i conoscenti di cotesto ufficio. (PS) Il settimanale dal 30 Dicembre al 4 Gennaio si deve chiudere col 31 Dicembre o pure farlo completo fino al 4 Gennaio? G.1.12.2.112. 1912. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 803 Risposta a lettera del 27 Dicembre 1912 Al Preg. Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 29 Dicembre 1912 Ella potrà mettere nel settimanale dal 23 al 28 £ 1,80 equivalente dell’olio cotto comprato a Conti Vincenzo. Riguardo al settimanale prossimo si deve tener conto che l’esercizio finanziario ricomincia dal 1 luglio di ogni anno e finisce col 30 giugno, quindi questo settimanale dovrà portare l’intestazione 30 dicembre 1912 – 4 gennaio 1913. Approvo poi che per facilitare la scelta dei cosidetti chiodi e delle guide si faccia ricerca nel cumulo più grande delle pietre. Rinnovo gli auguri anche a nome degli altri. Il Direttore Angelo Pasqui 503 Bernard Frischer G.1.12.2.113. 1913. SAL. N. di prot.o 15 E-17. 11 genn. 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e delle Provincie Licenza 10 Gennaio 1913 Faccio ancora ricerca di chiodi e guide nel cumulo più grande come la S.V. Illma ordinò, dove ne ho scelti moltissimi. Nello stesso tempo e con lo stesso lavoro scopro anche imassi di muro caduto, e coperti con sassi e guide in modo che lo scavo fa più effetto, ma di materia ve ne molta. Incomincerò anche a farne ricerca nel cumulo vicino alla perscina, che ve ne sono e buoni, ed anche in altri punti. Io radunerò la materia necessaria per quanto sia possible. Il lavoro che sono stato costretto a fare senza l’approvazione della S.V. Illma è stato quello di mettere altra arena sopra i musaici (trasportarla con cariola) perché ogni notte fa delle gelate non tanto leggere, ed i musaici potrebbero rovinarsi. Mi regolerò secondo i tempi, ma se le gelate seguitassero ed aumentassero io seguito a coprirli anche cavando altra arena. L’intonaco della vasca piccola da bagno risente danno per la gelata, ma io nessun metodo ho usato perché non ce modo da coprirlo con terra o arena. Attendo riscontro se devo adottare altri mezzi. Per i settimanali attendo istruzioni se li devo mandare a Roma ho aspettare. Ossequandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.114. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 24 Al Preg.Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 11 gennaio 1913 Ricevo la lettera coll’indicazione dei lavori fatti e da farsi nella villa d’Orazio. Trovo giusto che si provveda al riparo dei mosaici col sovrapporvi la sabbia, che è stata provveduta in quantità sufficiente, e approvo pure la scelta dei materiali e la ripulitura di alcuni tratti di muro seppellito sotto il cumulo dei sassi. Occorre che mi vengano spediti i settimanali precedenti quello corrente, muniti delle quietanze. Provvederò subito al pagamento. Tra qualche giorno ritornerà a Licenza il Sig. Verduchi, il quale vedrà quello che si può fare per impedire la caduta dell’intonaco dentro la piccola piscina a scaletta. Io pure desidero di fare una breve spedizione costà. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.115. 1913. SAL. N. di prot.o 25 E.17. Li 15 Gennaio 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e delle Provincie Licenza, li 13 Gennaio 1913 504 G.1. Textual Sources Le rimetto i settimanali dal 23 Dicembre 1912 a tutto il giorno 11 Gennaio 1913. Nel settimanale del 23 al 28 Dicembre vi è compreso L. 1.80 olio cotto pigliato da Conti Vincenzo, e L. 0.50 per 5 chili di gesso pigliati dal Verduchi al Tabaccaio. Osservo quanto mi dice nella lettera la S.V. Illma oltre a ciò se piove qualche giorno e non potesse fare il lavoro ordinato farò la rompitura dei mattoni per i coccipesti entro il casotto. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.116. SAL. N. di prot.o 74 E-17. Li 11 Febbraio 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e della Provincia Licenza, 9 febbraio 1913 Dispiacentissimo nel sapere che la S.V. Illma si è sentito poco bene; anzi per tale motivo non ho dato spesso notizie per non disturbarlo; auguro che nel momento attuale si sia ristabilito perfettamente. Colgo l’occasione per farle conoscere che tra Marzo ho Aprile è pronta una fornace di calce. Mi è stato richiesto se la spett.le Direzione ne vuò fare acquisto e quanti quintali; Desidero un cenno di riscontro. La calce è vicina e vi sarebbe tornaconto, perché la calce smorzata e rimasta a poco. In quanto al lavoro mio ho fatto la scelta delle guide e chiodi in tutti i cumuli di sassi dello scavo trasportandone una bella quantità vicino ai musaici, dove si devono mettere in opera. Il metodo del lavoro è: quando è tempo asciutto trasporto il materiale, quando è bagnato faccio il materiale per i coccipesti ed ogni tanto faccio pulizia al museo così se capitasse qualcuno all’improvviso lo trova pulito. Posso andare a Roccagiovine per vedere se fanno dei saggi a S. Angelo e Formello? Le rimetto i settimanali dal 13 Gennaio al 8 Febbraio. Se si può provvedere al pagamento bene, altrimenti non si occupa tanto che quando vi saranno fondi si pagheranno. Per favore mi saluti il Sig. Piladino e tutti dell’ufficio. Con osservanza mi pregio Devmo De Rosi Nicola G.1.12.2.117. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 74 Risposta a lettera del 9 febbraio 1913 Al Sig. De Rossi Nicola Oggetto: Licenza. Villa d’Orazio Roma, addì 13 febbraio 1913 In riscontro alla lettera qui contro indicata permetto che fin d’ora vengano fissati venticinque quintali di calce dalla fornace indicata e che si troverà pronta per il marzo. Trovo ben fatto che si tenga in ordine lo scavo e pulito il magazzino degli oggetti. Di qui in avanti sarà bene che ogni Domenica venga trasmesso il settimanale a questa Direzione. 505 Bernard Frischer Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.118. 1913. SAL. N. di prot.o 83 E.17. Li 16 Feb. 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 15 Febbraio 1913 Accuso di aver ricevuto la lettera N.o 14, e anche cartolina vaglia dall’Economato, ed invio il settimanale dal 10 al 15 Febbraio come la S.V. Illma mi ha ordinato. Non può credere quanto sono rimasto scontento nel vedere partire il Sig. Conte senza le firme di Angeletti e Foschi per il rinnovo del contratto del mancato raccolto. Ho fatto tanto e non sono riuscito a persuaderli. Non voglio perdere di coraggio insisterò sempre fino che ho ottenuto le firme, se è cosa utile all’ufficio. Se l’ufficio potesse fare diversamente dandogli una buona lezione sarei molto contento. I contratti lasciati dal Sig. Conte li tengo io perché il Sig. Segretario non si è alzato dal letto ma l’assicuro che quei due tipi non comparirenno nemmeno per sogno davanti al Segretario perché sono contrari. Intanto attendo istruzioni migliori come mi devo contenere. In seguito cercherò di farle sapere qualche cosa in proposito Saluti cordialissimi a tutti i conoscenti dell’ufficio, nonchè l’intiera sua famiglia. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.119. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 82 All’Ill.mo Signor Sindaco del Comune di Licenza Oggetto: Scavi governativi della Villa d’Orazio Roma, addì 16 febbraio 1913 Prego la S.V. Ill.ma di significare ai Sig. Eredi Onorati e alla Sig.ra Maria Assunta Foschi che il Ministero della Pubblica Istruzione ha disposto pel pagamento di £ 189 pei primi e 219 per la seconda, a titolo di rimborso di piante abbattute nei loro fondi durante gli scavi della Villa d’Orazio. I relativi mandati saranno presto esigibili a cotesto ufficio postale. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.120. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 86 Risposta a lettera del 15 febbraio 1913 Al Preg. Sig. De Rossi Nicola Oggetto: Licenza. Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 17 febbraio 1913 506 G.1. Textual Sources Ringrazio la S.V. per quello che ha potuto fare per indurre i Sig. Angeletti e Foschi a firmare il contratto d’affitto. Questa Direzione aspetterà ancora qualche altro giorno, cioè fino a che si sarà potuto occupare della cosa il Sig. Segretario, quindi procederà a termini di legge. Ho trasmesso all’Economo il settimanale con preghiera che venga subito inviato l’importo per mezzo dell’Ufficio postale. Sarà bene di seguitare a dividere i materiali buoni per i restauri dai sassi inutili. Colla buona stagione si riprenderanno i restauri. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.121. 1913. SAL. N. di prot.o 93 E-17. Li 24 febb. 1913 Allmo Signor Direttore ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 23 Febbraio 1913 Appena ristabilitosi il Sig. Segretario gli ho consegnato i contratti del mancato raccolto dei Sigg. Foschi ed Angeletti, promettendomi di chiamarli. Con molta segretezza avverto la S.V. Illma che l’idea del Sig. Segretario e di scrivere alla S.V. Illma per fargli avere maggiore utile. Io l’ho sconsigliato perché nell’anno venturo non soli i Sigg. Foschi ed Angeletti ma anche gli altri farebbero la stessa storia; intanto io seguito a fare il mediatore onde possa riuscire a persuaderli. Raccomando di non far sapere niente di questa idea del Sig. Segretario. Unisco il settimanale dal 17 al 22 Febbraio. Il lavoro di questa settimana è stato di battere i mattoni per fare i coccipesti lavorando dentro al casotto. Non perdo tempo, ora una cosa, ora un’altra secondo i tempi. Auguro che quando la S.V. Illma farà una gita allo scavo il mio lavoro ne rimanga soddisfatto. Saluti a tutti di famiglia, augurando che godano ottima salute. Saluti a tutti dell’ufficio. Con osservanza mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.122. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 100 All’Ill.mo Sig. Sindaco di Licenza Oggetto: Scavi governativi della Villa d’Orazio Roma, addì 25 febbraio 1913 Questa Direzione non può indugiare la presentazione dei contratti d’affitto dei terreni, dove sono stati eseguiti gli scavi per la ricerca della Villa d’Orazio. Questi contratti furono ultimamente portati in Licenza dal nostro Soprastante Sig. A. Negri, il quale non poté avere l’approvazione e le firme dei due interessati Sigg. Rocco Foschi e Angeletti Antonio. Le pretese che adducono questi signori sono esagerate ed insostenibili, perché il Ministero ha offerto loro il massimo della rendita dei terreni, e perché il Ministero non può in alcun modo intervenire negli interessi che i medesimi possono avere colla locale Arcipretura. Quindi faccio viva preghiera alla S.V. Ill.ma affinché siano tentate tutte le vie amichevoli per indurre i sopraddetti interessati ad accettare e firmare il contratto di affitto se non vogliano incorrere negli estremi 507 Bernard Frischer che offre la legge. Dato il caso che alle premure della S.V. Ill.ma non rispondesse la volontà dei medesimi desidererei che mi fossero subito rimandate le copie dei contratti che si trovano depositati provvisoriamente presso il Sig. De Rossi Nicola. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.123. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 101 Al Preg.mo Signor De Rossi Nicola Oggetto: Scavi governativi della Villa d’Orazio Roma, addì 25 febbraio 1913 Rispondo all’ultima lettera accusando ricevimento del settimanale a cui verrà provveduto colla spedizione dell’importo per mezzo di vaglia postale. Ritardando, oltre ogni mia previsione, i due contratti colla approvazione e colle firme dei sigg. Foschi Rocco e Angeletti Antonio, sono stato costretto a fare una sollecitazione al Sindaco di Licenza, affinché interponga i suoi buoni uffici presso i detti interessati. Se questi si ostinassero ancora a pretendere cose inaccettabili da questa Direzione e tanto meno dal Ministro sarà bene che mi vengano restituiti i contratti con dichiarazione del Sig. Sindaco che comprovi il rifiuto dell’accettazione. Dopo procederò senza indugio agli atti consentiti dalla Legge. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.124. 1913. SAL. N. di prot.o 107 E-17. Li 3 Marzo 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza, 1 Marzo 1913 Invio il settimanale dal 24 Febbraio al 1o Marzo. Giovedì scrissi una lunga lettera facendole conoscere lo stato delle cose per i contratti di mancato raccolto dei Sigg. Foschi ed Angeletti. Nessuna novità finora dal segretario perché deve parlare a voce con la S.V. Illma. Io seguito nello scavo i soliti lavori oltre a ciò fuori dello scavo ho levato la terra che le gelate e piogge avevano radunata nella strada, per evitare maggior fango nei tempi piovosi. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola P.S. Ho ricevuto cartolina Vaglia per il settimanale dal 17 al 22 Febbraio. G.1.12.2.125. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 112 Risposta a lettera del 2 marzo 1913 Al Preg. Sig. Nicola De Rossi Oggetto: Scavi governativi Roma, addì 3 marzo 1913 508 G.1. Textual Sources Ricevo il settimanale, e faccio premura perché venga subito pagato. Intanto avverto la S.V. che per qualche giorno verrà in Licenza il Sig. Verduchi per eseguire i restauri alla Villa d’Orazio. ������������������������������� Spero che troverà tutto pronto. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.126. 1913. SAL. N. di prot.o 118 E-17. Li 8 marzo 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 6 Marzo 1913 Non appena giunto a Licenza, faccio subito il mio primo pensiero per dimostrarle che ora vengono le giornate buone, asciutte, e calde Di neve non se parla, sono diversi giorni che la neve e sparita del tutto. Il Sig. Segretario fa sapere che Lunedì viene a Roma ed averebbe desiderio di parlare a voce appena arrivato il treno delle nove e mezza. Desidera di trovarlo in ufficio, altrimenti non averebbe più tempo. Domani incomincio i restauri della Villa d’Orazio. Per l’arena fino che non viene la S.V. Illma potremo lavorare lo stesso; quando verrà decidera il da farsi. Può venire quando vuole perché i tempi sono buonissimi. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.127. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 121 Al Preg. Sig. Rocco Foschi. Licenza Oggetto: Affitto di terreni Roma, addì 7 marzo 1913 Il Ministero della Pubblica Istruzione mi ordina di avvertire la S.V. che, dopo la debita registrazione della Corte dei Conti, verrà provveduto al pagamento di £ 29,17, quale corrispettivo dell’affitto del terreno, dove si faranno gli scavi della Villa d’Orazio, detratto il 6° nell’interesse del proprietario. Il relativo mandato sarà esigibile presso cotesto ufficio postale. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.128. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 122 Alla Signora Assunta Foschi Oggetto: Affitto di terreni Roma, addì 7 marzo 1913 509 Bernard Frischer Il Ministero della Pubblica Istruzione mi ordina di avvertire la S.V. che ho provveduto al pagamento di £ 65 quale corrispettivo dell’affitto annuo del terreno dove si eseguiscono gli scavi della Villa di Orazio: Il relativo mandato, dopo la debita registrazione alla Corte dei Conti, sarà esigibile al locale Ufficio postale. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.129. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. ������������ Roma, addì <no date; the letter goes with the two preceding; March 7th is the probable date>. 1913. No. di partenza 129 Al Sig. Verduchi Giuseppe. Custode degli scavi in missione. Licenza Oggetto: Scavi governativi della Villa di Orazio Prego far recapitare le lettere qui allegate agli interessati. Abbiamo già ricevuto le due copie dei contratti Foschi e Angeletti e ci riserb(v)iamo di scrivere in proposito. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.130. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 130 Al Preg. Sig. Verduchi Giuseppe. Custode in missione a Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi Roma, addì 8 marzo 1913 Rispondendo alla lettera ultima faccio notare che se occorre opera di cavatura e di trasporto dell’arena, sarebbe bene si provvedesse subito. Non vi sarà bisogno di fare una grande spesa, e a tale fine consiglio di prendere Pietruccio per cavare la arena e di farla trasportare subito da Centroni. La S.V. avrà la bontà di dire al Sig. Segretario che ho già rinviato le copie dei contratti, che spettano ai sig.ri Foschi e Angeletti. Gli dirà pure che lunedì mattina all’arrivo del treno di Tivoli mi troverò alla stazione, dove egli potrà comunicarmi quello che desidera nell’interesse del Foschi. Le spese che si incontreranno per la cavatura e per il trasporto della arena dovranno essere comprese tutte nel prossimo settimanale. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.131. 1913. SAL. N. di prot.o 119 E-17. Li 10 marzo 1913 Illmo Signor Diretore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza, li 9 Marzo 1913 Si è ricevuto l’importo del settimanale del Sig. De Rossi dal 24 Febbraio al 1o Marzo Unisco alla presente il settimanale dal 3 Marzo al 8 Marzo. Si è ricevuto la lettera, dove vi sono incluse le lettere dei proprietari, che gli sono state subito consegnate. Quando avranno messe le cose a posto per favore spedire le copie dei contratti di Foschi ed Angeletti per resituirgli ag’interessati. 510 G.1. Textual Sources Con osservanza mi pregio Dev. Giuseppe Verduchi G.1.12.2.132. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 133 Al Signor Verduchi. Custode in missione a Licenza Oggetto: Licenza. Scavi governativi Roma, addì 10 marzo 1913 Ho ricevuto il settimanale corrente, al qui (= cui) pagamento sarà subito provveduto dall’Economo. Col giorno 8 corrente furono spediti a codesto Sig. Sindaco i contratti di Toschi (=Foschi) e di Angeletti, i quali a quest’ora li avranno avuti. Spero che il tempo buono favorisca i lavori di restauro intorno alla Villa d’Orazio. Occorre che siano messi in ordine tutti i muri, affinché il Disegnatore possa venire a Licenza e aggiornate la pianta. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.133. 1913. SAL. N. di prot.o 131 E-17. Li 17 Marzo 1913 Licenza li 16 Marzo 1913 Le rimetto il settimanale dal 10 al 15 Marzo ammontando in L. 25.80 cioè Per De Rossi Nicola Per Candidi Pietro L. 16.80 L. 9.00 (Tot.) 25.80 Nel quale settimanale vi è compreso quattro giornate di cavatura di rena a Candidi Pietro. Il trasporto dell’arena non l’ho potuto mettere al settimanale perché ancora non ha finito di trasportarla il Centroni. Il tempo fino ad ora promette bene anche i lavori di restauro seguono regolarmente. Ossequiandola anche a nome del Signor De Rossi mi credo Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.134. 1913. SAL. N. di prot.o 142 E-17. Li 22 Marzo 1913 Illmo Sig. Diretore degli scavi di Roma e della Provincia Licenza, li 22 Marzo 1913 Il settimanale dal 17 al 22 Marzo ammonta in L. 33.80 avendoci compreso L. 8.00 a Centroni Giuseppe per due giorni di lavoro con due mule per trasportare l’arena e L. 9.00 a Candidi Pietro per abbattimento di una pianta di olivo nel terreno degli eredi Onorati e cavatura di essa; ed atterramento della noce di Foschi Rocco. 511 Bernard Frischer Per il taglio della noce si è dovuto tenere il metodo di tagliare prima i rami e tirarli con fune per non far deteriorare i muri ed i musaici. Quindi a richieduto un lavoro doppio. Intanto posso assicurare che nessun minimo danno è accaduto ne ai muri ne ai musaici. A nome del Sig. De Rossi auguro alla S.V. Illma buona Pasqua unito a tutti di famiglia, con la speranza che la passiate28 ricolma di ogni sorta di felicità per quanto il suo cuore desidera, nonchè al Sig. Gatti il Sig. Conte e tutti di ufficio facendogli gli stessi auguri. Con osservanza mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.135. 1913. SAL. N. di prot.o 167-E-17. Li 31 Marzo 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e della Provincia Licenza li 29 Marzo 1913 Le rimetto il settimanale dal 24 al 29 Marzo ammontando in L. 26.90 compreso Candidi Filippo e Candidi Pietro per due giorni di lavoro. In questi due giorni abbiamo lavorato a fare i coccipesti che sono riusciti benissimo. La calce ancora ve ne parecchia. La fornace per la calce si dice che fra giorni sarà pronta. Ansioso di una sua visita per sistemazioni lavori. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.136. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 195 Telegramma A Verduchi Giuseppe. Custode missione scavi governativi Oggetto: Scavi governativi Roma, addì 11 aprile 1913 Essendo impossibile mia venuta per Domenica prego lei recarsi Roma. Direttore Pasqui G.1.12.2.137. 1913. SAL. N. di prot.o 196 E-17. Li 22 aprile 1913 Telegramma Licenza, 22/4/19[13] 28. Regina madre visitati scavi oggi ore 5 rimasta contenta. “La passiate” probably means “Pasqua.” Easter took place on March 23 in 1913. 512 G.1. Textual Sources G.1.12.2.138. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 217 Al Preg. Sig. D. Bracardi Segretario dell’Ufficio scavi Oggetto: Ritardo della gita a Licenza Signor Bracardi David segretario in missione scavi governativi Licenza Roma, addì 24 aprile 1913 Impegni improvvisi ritardano mia venuta Licenza fino mattina sabato prossimo. Direttore Pasqui G.1.12.2.139. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 220 Telegramma Al Sig. Bracardi David. Segretario in missione. Licenza Oggetto: Scavi governativi Roma, addì 25 Aprile 1913 Ricevute con soddisfazione le notizie della visita di S.M. Regina Madre. Inviai ieri telegramma Vossignoria annunziando mia venuta per domani sabato, ma impossibilitato lasciare Ufficio non potrò muovermi fino a lunedì ovvero martedì. Sarà bene quindi che per questi pochi giorni ella ritorni in Roma. ������������������� Ripartiamo insieme. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.140. 1913. SAL. N. di prot.o 204 E-17. Li 26 aprile 1913 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e della Provincia Licenza li 26 Aprile 1913 Mi urge sapere se il settimanale dal 21 al 26 Aprile devo mandarlo all’ufficio per mezzo del Sig. Verduchi o pure se devo reggerlo finocche non viene l’economo. Colgo l’occasione per sapere anche se il trasporto dell’arena, ed altro può essere compreso nel settimanale. Se si deve comprendere nel settimanale si potrebbe ogni settimana pagarne uno di questi che hanno lavorato. Ansioso di rivederla mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.141. 1913. SAL. N. di prot.o 205 E-17. Li 27 Aprile 1913 Licenza, li 26 Aprile 1913 Nel settimanale dal 21 al 26 vi è compreso anche Centroni Costantino per L. 21.60 cioè 513 Bernard Frischer Due giorni con due al trasporto dell’arena Quintali 5 di calce a L. 1.70 Trasporto di detta calce da Tivoli a Licenza L. 8.01 L. 8.50 L. 5.00 Totale L 21.50 Nel settimanale figura L. 21.60 per non fare frazioni di giornate. Per Centroni Luigi la giornata è stata fissata in L. 2.80 come Candidi Filippo per ordine del Sig. Verduchi. La pozzolana portata fino ad oggi sono carri 2 a L. 13.75 l’uno. Domani sebbene festa batterò a coccipesti essendo un lavoro molto necessario. Saulti Dev <signed:> DRN G.1.12.2.142. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 222 Telegramma espresso Al Sig. Giuseppe Verduchi. Custode in missione. Licenza Oggetto: Assente Roma, addì 26 aprile 1913 Domattina porti il settimanale dal 21 al 26 corrente facendovi segnare il trasporto della rena e il prezzo di qualche carro di pozzolana. Ogni rimanente della spesa sia della pozzolana o d’altro verrà inserito nel futuro settimanale. Lunedì sarà provveduto dall’Economo al pagamento dei settimanali. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.143. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 227 Al Sig. Giuseppe Verduchi. Custode scavi Oggetto: Scavi Licenza Roma, addì 29 aprile 1913 Il Sig. Direttore è impossibilitato a causa di urgenti affari di ufficio a venire domani. Verrà invece con i sig.ri Bracardi e Gatti venerdì 2 maggio mattina. Per il Direttore G. M. G.1.12.2.144. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 229 All’Ill.mo Sig. De Bernardini R. Ispettore dei monumenti. Roma Oggetto: Scavi governativi della Villa d’Orazio Roma, addì 30 aprile 1913 514 G.1. Textual Sources Mi preme di assicurarla che, secondando il desiderio della cittadinanza di Licenza e anche il vivo interesse dimostrato dall’On. Venzi, Deputato del Collegio, non ho lasciato occasione per fare rilevare l’importanza del proseguimento degli scavi della Villa d’Orazio. Ma ora non mi è dato sperare che il Governo venga in aiuto di quegli scavi, sia perché i mezzi sono quasi esauriti, sia perché si rimandano i progetti al prossimo esercizio. Intanto siamo in regola coi proprietari dei terreni esplorati per quanto riguarda l’affitto e i danni per l’abbattimento di piante. Inoltre una modesta economia mi ha permesso di continuare il restauro degli edifici scoperti e di scoprire altre parti dei medesimi. Però questo lavoro dovrà essere sospeso tra due settimane. Sarebbe una vera provvidenza che l’On. Venzi facesse tutti i tentativi per vedere di racimolare qualche fondo o nei residui o nella assegnazione di nuovi fondi al Parlamento. Se Ella parla con l’On. Venzi accenni al grande interesse che oggi mettono gli studiosi forestieri specialmente alle scoperte già avvenute. E’ una questione che non bisogna lasciar cadere. S’impone per il culto che dobbiamo tributare al sommo lirico, e per la fortuna di avere accertato in modo indiscutibile il luogo della sua abitazione rustica. �������������������� Con ossequi distinti Suo Dev.mo G.1.12.2.145. 1913. SAL. No. di Prot.o 215 E 17. ����������������� Li 3 maggio 1913. Licenza, 2 maggio 1913 Prego codesta Direzione a fare sollecitare il Sig. Soprastante Negri la pratica relativa alla nuova anticipazione sul Capitolo “Spese per gite” che ha già subito un forte ritardo essendo rimasta giacente presso la Ragioneria del Ministero. Occorre ancora che venga sollecitata alla Corte dei Conti l’approvazione del Rendiconto sul Capitolo “Spese di indole tecnica”. E’ necessario avvertire subito l’Economo perché dentro domenica mandi un funzionario per pagare il settimanale in corso che ammonterà a circa £ 170. Il Segretario in missione Bracardi Davide G.1.12.2.146. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 241 Al Sig. Davide Bracardi. Segretario in missione agli scavi governativi. Licenza Oggetto: Invio dei giornali di scavo All. No. 10 Roma, addì 6 maggio 1913 Trasmetto i giornali degli scavi dall’8 maggio al 25 ottobre 1911. Questi dovranno servire per le indicazioni di provenienza degli oggetti recuperati negli scavi di Licenza. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.147. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza (247) Telegramma espresso Al Sig. Davide Bracardi. Segretario in missione agli scavi governativi. Licenza Oggetto: Proseguimento dei cataloghi Roma, addì 9 maggio 1913 515 Bernard Frischer Domani, sabato, mi recherò a Licenza allo scopo di proseguire i lavori incominciati. Il Sig. Disegnatore Gatti mi raggiungerà lunedì. Intanto sarà bene di tenere pulito lo scavo dovendo essere visitato domenica da due corrispondenti di giornali francesi. Domenica stessa verrà il Sig. Segretario Serafini, che troverà pronti i settimanali. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.148. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 257 Al Sig. Giuseppe Verduchi. Custode degli scavi. Licenza Oggetto: Settimanali degli scavi Roma, addì 14 maggio 1913 Darà ordine al capo-squadra De Rossi di tener pronto per domenica mattina il corrente settimanale degli operai addetti agli scavi della Villa di Orazio. Domenica appunto si recherà in Licenza un funzionario dell’Economato per corrispondere al pagamento, non solo del settimanale, ma anche delle spese per l’acquisto e per il trasporto della calce. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.149. 1913. SAL. N. di prot.o 238 E-17. Li 19 M, 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza, li 18 Maggio 1913 Il settimanale dal 12 al 17 Maggio ammonta in L. 146.40 compreso il pagamento di un carro di pozzolana in L. 13.80. Da pagarsi ancora un’altro carro. Per il pagamento della calce a Centroni ho fatto ricevuta su moduli stampati. Non ho potuto allegare il memorandum perché solo diceva di aver pagato quintali 13 di calce in L. 19.50, ma non diceva che la calce era per conto degli scavi, quindi non era una pezza giustificativa. Per tale ragione ho pensato fare la ricevuta per L. 39.00 compreso il trasporto in L. 19.50, cioè L. 1.50 al quintale. Cercando tra i settimanali dell’anno scorso ho trovato un’appunto delle monete e di qualche oggetto rinvenuto tanto nel terreno Angeletti, Foschi e Ricciotti. Quest’appunto potrà servirci ancora per ultimare la provenienza. Tale appunto incomincia col mese di Marzo e finisce col mese di Agosto 1912 rintracciando le lettere delle monete. Saluti da De Rossi a tutti d’ufficio. Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.150. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 273 Al Preg. Sig. Verduchi Giuseppe. Custode in missione agli scavi governativi di Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio presso Licenza 516 G.1. Textual Sources Roma, addì 20 maggio 1913 Mi sembra che a riguardo dei settimanali e del pagamento della calce, pozzolana e trasporto di materiali, sia tutto in perfetta regola. Ora è per noi urgente di provvedere subito l calce prendendola dalla fornace Centroni. Se ne deve prendere tanta da poter lavorare per tutto il mese di giugno. Sarà anche bene di far trasportare sul lavoro tanta rena sufficiente alla detta calce. E’ probabile che sui primi giorni della futura settimana io faccia una fermata in Licenza, o andando o ritornando dalla mia gita in Abruzzo, ma scriverò in proposito. Voglio sperare che tutto proceda colla massima celerità e puntualità. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.151. 1913. SAL. Dallo Stabilimento Forni a Calce. ����������������������������������� Palombara Marcellina Paolo Tognola. Roma, Piazza Cavour, n. 17 Alla Spett. Direzione degli Scavi di Roma, del Lazio antico ecc. Roma Stamp of the Ufficio per gli scavi: No. di Prot. 251 E 17 Li 28 V 1913 Roma, li 28 maggio 1913 Ill.mo Sig. Direttore Come dalla sua di ieri, E 17 No. 285, spedirò al Sig. Ignazio Centroni di Licenza alla stazione di Mandela 50 quintali di calce pegando il tiro ferroviario. Per di Lei norma scrivo anche al Sig. Centroni avvisandolo della spedizione che anderò a fare. ����������������������� Con distinta stima Dev. mo Paolo Tognola G.1.12.2.152. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 289 Al Sig. Verduchi G. Custode in missione. Licenza Oggetto: Richiesta di operai Roma, addì 29 maggio 1913 Se è possibile, i cinque operai verranno a Roma Lunedì prossimo col primo treno che parte dalla stazione di Mandela alle ore 6. Non debbono portare nessun arnese essendovi qui tutto l’occorrente. Sarà bene invece che portino qualche coperta non potendo io disporre che delle sole brande col materasso. La ditta Tognola mi avverte d’avere spedito alla stazione di Mandela il carro di calce. Il Direttore G.1.12.2.153. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza Telegramma Al Sig. Verduchi Giuseppe Custode in missione a Licenza Oggetto: Roma, addì 31 maggio 1913 517 Bernard Frischer Non potendo venire Economo per pagamento settimanale corrente, è indispensabile che i cinque operai Lunedì mattina primo treno vengano Roma ove saranno pagati. Per il Direttore (E. Gatti) G.1.12.2.154. 1913. SAL. N. di prot.o 261 E 17. Li 2 giugno 1913 Licenza li 31 Maggio 1913 Invio il settimanale dal 26 al 31 Maggio perché i 5 operai devono essere pagati a Roma. Nel settimanale vi è compreso L. 12 a Centroni Costantino per due giorni con tre mule al trasporto dell’arena, ed ho fatto portare nel magazzino Marianelli anche una somma di marmi e L 9.30 a Rufini Tiburzio come da nota che allego nel settimanale. Per la calce nessun avviso finora. Io ed i rimanenti operai, se anche tardasse la calce, abbiamo molto sterro da fare perché molti muri sono rimasti ancora scoperti; e smorzare la calce poi per bene quando viene. L’arena portata allo scavo saranno circa quasi un 180 coppe-quando sarà terminata, provvederemo. A voce il Signor Verduchi le potrà dare schiarimento di altro. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola P.S. Gli operai partono primo treno, come la S.V. Illma ha ordinato. G.1.12.2.155. 1913. SAL. N. di prot.o 270-E-17. Li 6 giugno 1913 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio scavi di Roma Licenza li 5 Giugno 1913 La nota del fabbro Rufini Tiburzio rimandata a Licenza per la firma di quietanza credo non occorrerà quietanzarla perché è stato pagato col settimanale u.s. la nota del fabbro fu mandata in ufficio solo per farla controllare alla S.V. Illma se l’importo segnato nel settimanale era uguale a quello risultante nella nota. La calce è venuta ieri, e si sta smorzando. Il trasporto della calce si pagherà col settimanale? Se deve ordinare altra calce prego sollecitare perché Centroni anderà a lavorare a Roma. Sabato p. ricevetti una lettera dalla S.V. Illma per l’aumento gioranliero del muratore, e per un compenso a me prego se si potesse aumentare anche qualche cosa a Pietruccio che specie in questi giorni lavora molto di buona vena. Il lavoro assicuro buon esito tanto nello sterro che servirà come nella muratura sebbene siamo rimasti in pochi. La S.V. Illma mi ha incaricato di dire al Sig. De Rossi che si fosse tagliato un metro lineare nel terreno Angeletti per la sistemazione del cripto portico. Il De Rossi mi fa conoscere che per la riempitura della passeggiata la terra e bene pigliarla nel punto dove era la noce di Foschi, e isolare bene la scala del cripto portico ed il muro di cinta della passaggiata. Per riempire la camera grande la terra si pigliera nel terreno degli eredi Onorati. 518 G.1. Textual Sources Fatto questo si procederà senza indugio a fare il lavoro ordinato, però prima è bene chiarire se il piano che si deve tirare nel cripto portico e nella parte esterna, ed allora non serve tanta terra, se è anche dentro sta bene. Però nella fine dello spiccato del muro reticolato ci viene un forte greppo. Nel fare il pozzo della calce al terreno Ricciotti si è rinvenuto un frammento di un braccio di una statua, cioè la parte del gomito, della lunghezza di centimetri 23 e circonferenza c. 30. Nello stesso punto si è trovato una palma di mano (senza dita perché rotta) di una piccolissima statua. Non sono potuto andare avanti col lavoro perché mi serviva il pozzo della calce. Nel terreno Foschi si sono rinvenuti in totale 5 bolli di vaso aretino. Nel terreno Angeletti si è rinvenuto una moneta di media grandezza, bene conservata e si legge ////DRIANVS AVGVSTVS. Se questa roba si deve portare a Roma desidero un cenno. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi Ieri pigliai un’operaio in più per facilitare il lavoro. G.1.12.2.156. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 307 Al Preg. Sig. Verduchi Giuseppe. Custode in missione agli scavi governativi. Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 6 giugno 1913 E’ già stato provveduto alla spedizione di altri 50 quintali di calce dalla Ditta Tognola. Sta bene quello che viene spiegato nella lettera qui citata e che riguarda il conto del Rufini; ma intanto sarà bene che anche altri conti (se vi sono) vengano inclusi nel settimanale corrente. Ecco il prospetto dell’aumento delle mercedi degli operai che si trovano costà a incominciare dal 1° giugno Al De Rossi aumenti giornalmente A Filippo “ “ “ a Pietruccio “ “ “ al figlio di (Dionisio?) “ al nuovo operaio “ “ £ 0, 80 £ 0, 80 £ 0, 50 £ 0, 40 £ 0, 50 Prevedo che non potremo continuare i lavori oltre la fine di questo mese. Quindi anche gli operai che qui sono adibiti ai lavori di scavo dovranno ritornare. Intanto per sabato sera il De Rossi tenga pronto il settimanale corrente colle modificazioni che ho segnato sopra e coll’aumento di qualche nota di spesa. Spero di poter ritornare a Licenza giovedì prossimo. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.157. 1913. SAL. N. di prot.o 282 E-17. Li 12 Giugno 1913 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 11 Giugno 1913 519 Bernard Frischer L’economo Serafini a pagato il settimanale dal 1 al 7 Giugno ammontando in L. 117.80; compreso Lire 25 per trasporto col carretto dalla stazione di Mandela al castagneto. Per i 50 q. di calce mandati dal Signor Tognola e L. 5.00 per trasporto di detta calce dal castagneto agli scavi (totale L. 30). Il nuovo operaio nella scorsa settimana a lavorato 4 giorni perché si fece attaccare il mercoledì Il lavoro procede regolarmente. La calce non è ancora venuta. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.158. 1913. SAL. Provincia di Roma. Comune di Licenza Stamp of the Ufficio per gli scavi: No. di Prot. 282 E 17 Li 12 giugno 1913 Licenza, li 12 giugno 1913 Egregio Professore Verduchi mi ha detto che sarebbe venuto domenica a Licenza e siccome io sarei voluto venire Lunedì a Roma per andare da Venzi insieme con lei, così io La pregherei a sospendere la di lei venuta per Domenica ed attendermi Lunedì prossimo 16 corr.te a ore 9 ¾. Intanto prendere appuntamento coll’Onorevole. Se potrà contentarci farà cosa a noi grata, ed insieme cercheremo indurre l’On. Venzi a fare qualche cosa. Dalla di lei (cortesia ?) attendo risposta per mia norma. Riverisca e saluti con tutti di casa tanto da parte mia che dei miei. Obb.mo (sindaco di Licenza ??) G.1.12.2.159. Provincia di Roma. Comune di Licenza Stamp of the Ufficio per gli scavi: No. di Prot. 285 E 17 Li 15 giugno 1913 Licenza, li 13 giugno 1913 Egregio Professore Se potesse venire qui il 15 per ripartire il 17 od anche il 18 sarebbe lo stesso, perché potremmo andare ugualmente dall’On. Venzi. Questi, chiusa la Camera, si assenterà da Roma, andrà forse ai bagni per una mesata, come ha fatto gli anni scorsi, ed allora quando lo riprenderemo? Inoltre non sarebbe cosa migliore prendere i passi avanti? Quando sono state fatte le assegnazioni, come dice, faremo in tempo ad ottenere qualche cosa? Lo scorso anno per aspettare rimarremmo all’asciutto e quindi se lei ci aiutasse a fare qualche passo anticipato, ci farebbe un vero regalo. Veda dunque di accogliere la nostra preghiera, di venire cioè il 15 e tornare a Roma tra il 17 e il 18. Il Sig. Vaucher le ha rimandate le fotografie? Nel caso affermativo La prego portarle per ridarle. Se non le ha mandate non potrebbe sollecitarne l’invio? Saluti cordialissimi a lei ed ai suoi tutti da parte nostra. Aff.mo (sindaco di Licenza ??) 520 G.1. Textual Sources G.1.12.2.160. 1913. SAL. N. di prot.o 290 E.17. Li 16 giugno 1913 Illmo Signo Direttore dell’ufficio scavi di Roma e delle Provincie Licenza li 14 Giugno 1913 Le rimetto il conto del settimanale dal 9 al 14 Giugno ammontando in Lire 87.30, ivi compreso L. 5.00 per una giornata di lavoro a Tognazzi Rinaldo per accomodare i pezzi di travertino per le scale. Auccuso di aver ricevuta notizia oggi stesso che mi autorizza a fissare nel settimanale il trasporto della calce e che nessun’altra spesa può sostenere per ragioni di fondi Se potesse fare l’impossibile di far lavorare il Tognazzi almeno per 4 o 5 giorni per accomodare qualche pezzo per le scale; perché dietro il lavoro promesso a lasciato il lavoro ad Orvinio per fare i lavori nella villa, oltre a questo sarebbe opera vantaggiosa poichè le scale sono molto necessarie, avendo ordinati tutti i muri attigui alle scale. I lavori di muratura si spingono di buona volontà, augurando che quando viene rimarrà contento. Ieri sera venne la lettera da Tognola avvertendo che la calce era spedita quindi lunedì sarà fatto il trasporto della calce e smorrata nel migliore modoOssequiandola mi pregio Dev. Giuseppe Verduchi (segue) Il 13 Giugno gli operai non hanno lavorato essendo festa di S. Antonio. G.1.12.2.161. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 340 Al Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: Licenza. Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 23 giugno 1913 Il corrente settimanale sarà fatto in base a quelli passati ma coi soli cinque operai. I settimanali che verranno doposaranno riportati alle mercedi che erano stabilite prima che alcuni operai venissero a Roma. Inoltre si lavorerà fino a tutto sabato prossimo e si sospenderà il lavoro per il solo giorno 30 corrente, per riprenderlo subito il 1° luglio, unendo ai lavori gli operai che ritorneranno da Roma domenica o lunedì. Questa sospensione di un giorno viene imposta dalla chiusura dell’esercizio in corso. Ora mi occorre d’urgenza la misura complessiva di tutti i pezzi di pregio delle Marmore messi in terra l’uno accanto all’altro semplicemente accostati anche se frammentati nelle parti che si accostano. Questa misura complessiva mi serve per vedere se tutti questi fregi messi in fila mi coprono una lunghezza di m. 7 circa. Se vi fosse qualche dubbio in quello che ho scritto prego di chiedermi schiarimenti, ma soprattutto raccomando la sollecitudine. Il Direttore Angelo Pasqui 521 Bernard Frischer G.1.12.2.162. 1913. SAL. Telegramma espresso. Ministero dell’Istruzione Pubblica Alla Direzione Ufficio Scavi di Roma 24 giugno 1913 Stamp of the Ufficio per gli Scavi: No. di Prot. 234 E 17 Li 25. 6. 1913 Appena riceverò il danaro già richiesto al Segretario Bracardi con cartolina di stamani troncherò la mia missione, eseguirò Suoi ordini ritornando immediatamente. Il Disegnatore dell’Ufficio Scavi di Roma ed Aquila Ettore Traversari G.1.12.2.163. 1913. SAL. Prot.o 237 E-17. Li 26-Gi-1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e della Provincia Licenza li 25 Giugno 1913 In riscontro alla lettera N.o 340 che riguar. Il settimanale corrente ed il successivo; farò quanto la S.V. Illma mi ha ordinato. Solo prego caldamente se potesse mantenermi a L. 4.00 anzichè L. 3.75 perché presto servizio anche la domenica e la sera e mattina. Se però la S.V. Illma non credesse non voglio disturbarla. Appena ricevuta la lettera mi sono recato al magazzino per misurare i pezzi di fregio delle marmore. I pezzi riconosciuti delle marmore sono 12 che messi in terra l’uno accanto all’altro accostati misurano metri 5.70 circa, non compreso il calco di vigne vecchia che misura m. 0.45, però ho il dubbio che qualche forma mancherà. Martedì incomincerò il lavoro di scavo. Vicino al pozzo della calcara così avremo subito dei muri di cinta ed altri scoperti da restaurare. Il pozzo della calcara viene atterrato per poter lavorare bene e perché è anche pericoloso. I passaggi nella siepe del terreno Ricciotti sono accomodati come la S.V. Illma mi ordinò, lasciandone uno con siepe uso cancello che si può aprire. Oggi e domani due degli operai cavano l’arena, e noi lavoriamo all’arte muraria. Il trasporto dell’arena si farà venerdì pagando però col nuovo esercizio. Ossequiandola anche a nome del Prof. Traversari mi pregio Dev De Rossi Nicola G.1.12.2.164. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 349 Al Sig. Nicola De Rossi. Licenza (Roma) Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 26 giugno 1913 Dalla lettera che ricevo questa mattina mi sembra di rilevare che non è stato bene inteso il mio desiderio di avere la misura complessiva, in lunghezza e non in altezza dei fregi a metope 522 G.1. Textual Sources che noi abbiamo calcato alle Marmore. Quindi occorre che tutti quei frammenti siano messi non uno sopra l’altro ma piuttosto in fila nel modo che viene indicato dall’unito bozzetto, il quale, dopo che vi sarà stata segnata la misura che si richiede, mi verrà restituito. Non si deve dunque tener conto dei calchi delle cornici, ma soltanto dei calchi del fregio a cui sarà aggiunto anche quello che trovasi nel muro della vigna sottostante alle Marmore, e che ha la testa di vitello. Raccomando la maggiore sollecitudine. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.165. 1913. SAL. N. di prot.o 243 E-17. Li _______________ Illmo Signor Direttore Licenza 27 Giugno 1913. Con sollecitudine mi sono recato subito al magazzino per dare risposta alla lettera N.o 349. Ho eseguite le misure dei sette calchi con fregio; escludendo le cornici come la S.V. Illma m’informa. La misura in lunghezza dei 7 calchi e di metri 6.50 non compreso neanche il calco del pilstrino che misurato a parte è di m. 097. Le resituisco il bozzetto, perdonandomi se non ho beninteso per la prima volta. Quando viene il Sig. Serafini per favore mandami stampati settimanali. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.166. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 171913. No. di partenza 356 Al Preg. Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: — Roma, addì 28 giugno 1913 Le misure indicatemi nella lettera ultima sono quelle che approssimativamente si avran prese sul luogo. Si tratta del solo fregio, senza tener conto del pilastrino, che non ha che fare. Domani saranno di ritorno a Licenza gli operai che lavorano presso questa Direzione, e, secondo il convenuto, martedì 1° luglio riprenderanno il lavoro agli scavi della Villa d’Orazio. Spero di potere ritornare a Licenza nella metà della futura settimana. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.167. 1913. SAL. N. di prot.o 246-E-17. Li 29-6-13 Ilmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e della Provincia Licenza li 29 Giugno 1913 523 Bernard Frischer Il settimanale dal 23 al 28 Giugno ammonta in L. 106.10 però per mancanza di fondi si è dovuto correggere a me e anzichè pigliare L. 27.30 come le altre settimane, ho preso L. 21.90 residuando a mio credito L. 5.40 da potersi (se è al caso) fissare nel futuro settimanale; o come meglio la S.V. Illma crederà per più settimanali. La ragione per cui il settimanale ammonta in L. 106.10 è perché allo scalpellino gli furono date L. 30, e nel settimanale scorso vi furono messe sole L. 15.00, e le residuali si dovevano fissare nel settimanale del 23 al 28 Giugno. Attendo riscontro come mi devo contenere e se la S.V. Illma ne resta persuaso. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.1.168. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 358 Al Preg. Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: Scavi della Villa di Orazio Roma, addì 30 giugno 1913 Il Sig. Economo ritornato da Licenza mi ha portato la sua lettera dalla quale ho avuto le spiegazioni riquardanti il prezzo del settimanale. Ora bisogna che gli operai siano riportati tutti alla mercede che avevano prima di venire a Roma. Le tariffe vigenti non permettono prezzi così elevati quanto quelli che finora erano stati concessi. Intanto gli operai non si occuperanno di nessun lavoro d’arte muraria, ma semplicemente dei lavori di sterro attorno al grande terrapieno che sta accanto alla vasca del giardino. Sono sempre in attesa dei nuovi fondi per potere stabilire un programma di lavoro a Licenza e prevedo che se i fondi mi verranno negati io dovrò ricorrere alla sospensione dei lavori fino a settembre. Ma di ciò ne riparleremo. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.169. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 374 Al preg. Sig. De Rossi Nicola. Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 7 (corretto in 6) luglio 1913 Il Sig. Rocco Foschi mi scrive per protestare contro la costruzione di un casotto in muratura, che era stato progettato nell’angolo del suo terreno presso la strada d’ingresso degli scavi. Gli ho risposto che non intendo mettermi in conflitto alcuno e che nella prossima mia venuta a Licenza verrà stabilito dove e come si potrà costruire il casotto. Intanto sarà bene che ogni lavoro di trasporto del materiale che trovasi intorno a detto casotto venga sospeso. Ne riparleremo nella fine della prossime settimana, quando col Sig. Verduchi ritornerò costà. Prendo occasione per avvertire che vengano spediti (senza quietanza degli operai) i settimanali. Provvederemo al pagamento non appena sarà pervenuta a questo ufficio l’autorizzazione sulla spesa d’indole tecnica. Il Direttore Angelo Pasqui 524 G.1. Textual Sources G.1.12.2.170. 1913. SAL. N. di prot.o 256 E-17. Li 9 Luglio 1913 Illmo Sig. Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 7 Luglio 1913 Accuso di aver oggi stesso ricevuto la lettera N.o 374 assicurandola di aver considerato tutto il contenuto. Le rimetto il settimanale dal 1 al 5 Luglio ammontando in L. 126.00 compreso nella ditta Centroni Ignazio L. 6.00 per trasporto di arena un giorno con tre mule, e L. 5.40 residuo che rimase da pigliare io nell’esercizio scorso e L. 0.30 per spese di posta in occasione delle misure dei calchi delle Marmore Si lavora nel terreno degli eredi Onorati precisamente vicino al muro di cinta dove si rinvengono i muri di fondazione la maggior parte distrutti o per lo meno in parte troncati dalle forme della piantaggione delle vite; ed io per non farli deteriorare appena scoperte le troncature delle fondazioni le riunisco e collocarli. Bisogna avere la massima attenzione tutto il giorno per rintracciarli e conservarli. Assicuro che può tranquilla perché il lavoro di sterro e la conservazione dei muri di fondamento sviluppa benone. Nessun trovamento. Ossequiandola mi pregio De Rossi Nicola G.1.12.2.171. 1913. SAL. N. di prot.o 261-E-17. Li 14 luglio 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 13 Luglio 1913 Il lavoro di sterro prosegue sempre entro il terreno degli eredi Onorati, e si è dovuto abbattere l’olivo grosso, cioè il famoso olivo di cui sempre parlava il Sig. Segretario per il caposcale; finora non si presenta nessuna traccia di caposcale. Si presenta in quel punto costruzione a mattoni e dirupati dalle forme fatte per la piantaggione che ci vuole la massima attenzione per rintracciarli. Io non abbandono neanche un sol minuto gli operai appunto per stare attento e rintracciare bene la forma della costruzione, adoperando tutti i mezzi per sviluppare il lavoro onde nella sua prima visita rimanga soddisfatto del lavoro compiuto. Desidero sapere quando potrà attaccare al lavoro lo scalpellino per la sistemazione dei pezzi occorrenti alla scala del giardino. Domenica scorsa venne il Prof. Ege29 con il Prof. Ponten di Roma (scittore tedesco). Io parlai poco circa la spiegazione della villa perché tra loro dicevano che io dovevo fare la spiegazione e loro servivano di controllo; ed io feci a meno di parlare tanto, ma il Sig. Ege gli spiegava in tedesco per non farmi capire a me. Fece tutto il Prof. Ege. Nessun’altro visitatore e venuto in questi giorni. Ossequiandola unito a tutti di famiglia mi pregio Devmo De Rossi Nicola 29. Prof. Eberhard Ege (1868-?) was an honorary inspector of antiquities for Vicovaro, S. Polo dei Cavalieri, Castel Madama, Sambuci and Ciciliano. Ponten may have been the German writer Josef Ponten (1883-1940). 525 Bernard Frischer G.1.12.2.172. 1913. SAL. N. di prot.o 288 E.17. Li 31 luglio 1913 Illmo Signor Direttore Licenza 30 Luglio 1913 Il ciocco dell’oliva che rimaneva entro lo scavo, esaminatolo bene, non si potevano fare le mine come stabilito, perché aveva venature ed ho fatto con la scura che in meno di 3 ore con due operai si è cacciato fuori. Il lavoro di pulizia a buon principio e spero da farlo rimanere contento La scala del giardino si sta coprendo. Il mulattiere Centroni a lavorato un giorno con due mule al trasporto dell’arena. Ne farò capare [caparra?, capare cioè raccogliere] altra. Posso includere nel settimanale il trasporto dell’arena? Posso chiarmare lo scalpellino al lavoro? E quando? Ossequiandolo mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.173. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 420 Risposta a lettera del 30 luglio 1913 Al Preg. Sig. Nicola De Rossi. Licenza (Prov. di Roma) Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 31 luglio 1913 Fu già stabilito nell’ultima mia gita a Licenza che si dovesse richiamare lo scalpellino per provvedere i materiali occorrenti per la scala di mezzo. Come pure conviene approfittare del tempo buono per cavare e trasportare la rena. Intanto debbo avvertire che il Sig. Verduchi non ritornerà a Licenza che di qui a 15 giorni e quindi i muratori riprenderanno i muri fino agli spiccati, lasciando al Verduchi la cura delle cortine e dei reticolati. Prego di avvertire il Sig. Segretario che non solo sono stato altre volte al Gabinetto di S. E. Viceni, ma che di quanto è stato finora proposto, ho informato l’On. ������ Venzi. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.174. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 435 Al Sig. Nicola De Rossi. Capo Squadra degli operai. Licenza Oggetto: Scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 8 agosto 1913 Un giornalista di Roma mi scrive per ottenere il permesso di pubblicare l’iscrizione di Roccagiovane che egli ha veduta riprodotta in gesso nella raccolta di Licenza. Era naturale che io rifiutassi quanto egli mi richiedeva, ma supponendo che egli venga a Licenza per fare uno studio sulla Villa di Orazio, temo che si prenda l’arbitrio di copiare la detta iscrizione. Sarà quindi cosa ottima di togliere assolutamente dal piccolo Museo quel calco in gesso, e di 526 G.1. Textual Sources riporlo con diligenza dentro al camerino con le forme che vi sono. Tanto al giornalista quanto a ogni altra persona che farà richiesta di quell’iscrizione la S.V. dirà che si trova presso di me in Roma. Nella metà della futura settimana, se non vi sarà nulla in contrario il Verduchi ritornerà per riprendere i lavori murari e il Traversari per riprendere i disegni. Forse io stesso farò una gita per definire la questione del ninfeo recentemente scoperto. Bisogna procurare intento che il Verduchi trovi pronta la rena e gli scalini. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.175. 1913. SAL. N. di prot.o 311-E-17. Li 16 agosto 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e delle Provincie Licenza li 10 Agosto 1913 Il settimanale dal 4 al 9 Agosto ammonta in Lire 163.30 compreso L. 16 a Centroni Ignazio trasporto di arena quattro giorni con due mule e L. 20 a Tognazzi Rinaldo (scalpellino) per giornate 4 di lavoro. Il lavoro finora compiuto dallo scalpellino e di pezzi N.o 15 della misura lineare di metri 8 circa e parecchi cantoni. Il giorno 15 e 16 c. gli operai non lavorano nello scavo essendo festa; prego la S.V. Illma se il 15 Agosto mi concede il permesso di andare a mangiare in famiglia da mezzogiorno alle ore 2 pom. Lasicando per quelle 2 ore il mio figlio poi farò scrupolosamente il mio servizio. Sono venuto a conoscenza che il giorno 8 Agosto un proprietario facendo uno scavo per fare una capanna vicino al fabbricato di Licenza alla profondità di circa un metro e mezzo ha rinvenuto un grosso frammento di marmo che rappresenta il busto di una statua priva di testa perché rotta rasente alle spalle. Le braccia rotte a 25 centimetri dalla spalla. Sopra la spalla sinistra un rivestimento che copre fino alla rottura del braccio (dietro) e davanti fino alla mammella. Rotta a meta del ventre ed a approssitivamente le seguenti misure. Altezza dalla rottura del ventre alla rottura rasente le spalle centimetri 55 circa. Circonferenza misurata comprendendoci anche la larghezza delle spalle metri 138. Circonferenza misurata sotto la rottura delle braccia metri 1. circa. Circonferenza misurata nella parte bassa centimetri. Al proprietario l’ho fatto sospendere fino al 17 c.m. ed il masso l’ho fatto atterrare di nuovo (essendo un’orto rinchiuso) senza che nessuno sappia di questo trovamento, però è bene che io sappia come mi devo contenere; se si deve portare al camerino del magazzino fino che non venga la S.V. Illma, o pure in casa del proprietario essendo persona di fiducia. In ogni modo anche il proprietario è d’accordo di non far sapere niente a nessuno fino che non ha visto di che si tratta la S.V. Illma ed anche per evitare che di notte altre persone facesero dei saggi. Io intanto sebbene fosse una cosa di poca importanza, la sera, la mattina, ed anche durante la nottata ci faccio una scappata appunto per essere sicuro che non scavi ne il proprietario ne altri. Se mi da istruzioni come mi devo contenere (telegraficamente) e bene che non nomina l’oggetto. Io capisco subito nomina un oggetto qualunque. Ho ricevuta la lettera cui mi avverte per l’iscrizione di Roccagiovine. Il calco lo porterò subito dentro il camerino però ho pensato che se non lo trova a Licenza lo può trovare alla chiesa di Roccagiovine perché è chiodato con due semplici bollette che si possano togliere con facilità. Io intanto domani sera dopo staccati gli operai lascio il mio figlio agli scavi ed anderò a Roccagiovine vedrò se il calco come si trova ed avvertirò gli arcipreti 527 Bernard Frischer che la S.V. Illma raccomanda di non far vedere a nessuno l’iscrizione e cercherò di scoprire se quacuno fosse andato prima di oggi. Giorno 7 Agosto è venuto monsignor O’Riordan rettore del collegio Irlandese con 30 studenti rimanendo soddisfatto dello scavo, però non visitò il magazzino; mostrò il desiderio che io avesse scritto alla S.V. Illma per avere l’indirizzo dove si possono acquistare le copie delle piccole inserzioni fatte sui giornali, tanto l’illustration [cf. catalogue 1.13.1] come altri giornali perché anche lui vorrebbe fare qualche articolo sui giornali in favore degli scavi che si fanno molto desiderare. Di ciò prego anche a nome mio di mandarmi gli indirizzi per comunicargli a Tivoli dove si trova in villeggiatura. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola Ieri e venuto uno studioso con la lettera della S. V. Illma rimasto contento, portato pure al magazzino, fece diverse fotografie. Ossequi a tutti dell’ufficio. G.1.12.2.176. 1913. SAL. N. di prot.o _______. Li __________ Illmo Signo Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 17 Agosto 1913 Il settimanale dal 11 al 16 Agosto ammonta in L. 110.97 comprese L. 15.00 allo scalpellino per mercede di tre giorni di lavoro; sospendendo il lavoro perché negli scavi non vi sono più pietre da far lavorare. I pezzi per le scale sono in totale di circa metri lineari 9.80. I cantoni sono parecchi accomodati. Se la S.V. Illma desidera che vengano accomodati altri pezzi per la scala allora si potranno far fare alla cava di Percile dallo stesso scalpellino al prezzo di L. 3.50 il metro lineare se si mandano a carcare a Percile, oppure L. 4.00 se si prendono al castagneto: io con lo scalpellino non mi sono impegnato per niente. Il lavoro di sterro nella parte della villa è quasi ultimato. Sarei ansioso se la S.V. Illma potesse venire a Licenza per vedere il lavoro di sterro dove si dovrà continuare e quali muri si dovranno abbattere e quali lasciare perché vi sono molte costruzioni, così si potrebbe in cominciare a riempire e tirare un piano. Altrimenti vi sono punti che quando piove regge l’acqua per parecchi giorni. Come pure sarei ansioso sapere come mi devo contenere per il blocco di marmo di quel proprietario come feci sapere con lettera 10 c.m. Ossequi infiniti (Nicola) G.1.12.2.177. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 449 Risposta a lettera del 10 agosto 1913 Al Preg. Sig. De Rossi Nicola. Scavi della Villa d’Orazio. Licenza Oggetto: Scoperte presso Licenza Roma, addì 16 agosto 1913 Trovo molto regolare quanto è stato fatto a proposito della scoperta del tronco di statua marmorea presso Licenza. Sarà bene (per eliminare pericoli di scavi clandestini) che quel 528 G.1. Textual Sources tronco di statua venga trasferito in un angolo del magazzinetto. Con questo provvedimento il proprietario ha tutte le garanzie. Vedremo poi se sarà il caso di fare qualche saggio di scavo sul terreno della scoperta. Spero di potere fare una fugace (breve nell’interlineo) visita agli scavi prima di prendere le mie vacanze, sebbene veda la cosa molto difficile. Ad ogni modo darò ordini precisi al Sig. Verduchi a proposito del restauro del ninfeo. Ma anche per questo sono indeciso perché mi vorrei trovare io stesso presente quando si inizieranno i lavori di restauro. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.178. 1913. SAL. N. di prot.o 324-E-17. Li 23 agosto 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincie Licenza li 22 Agosto 1913 Per facilitare il lavoro della scala del giardino, e prima che venga compiuta sarebbe necessario abbatere una pianta di olivo molto vicino alla scala, e cioè nel terreno di Foschi Rocco. Come pure sarebbe necessario abbattere un’altro olivo nel terreno degli eredi Onorati, precisamente quello attiguo al muri di cinta che attacca ai musaici, perché abbattendolo dopo finito il muro recherebbe danno. Come pure se col 30 Agosto la S.V. Illma credesse sospendere il lavoro dei 4 operai addetti allo sterro, sarebbe necessario cavare e trasportare l’arena per molto tempo. Se la V.S. Ilma crede necessario ciò, prego autorizzarmi. Ossequiandola unito al Signor Gatti mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.179. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 461 Risposta a lettera del 22 agosto 1913 Al Preg. Sig. Giuseppe Verduchi. Custode in missione negli scavi di Licenza Oggetto: assente Roma, addì 23 agosto 1913 Trovo necessario quanto consigliato dalla S.V. circa l’abbattimento dei due ulivi, uno nel terreno Foschi, l’altro nel terreno Onorati. Si potrà nella settimana futura cavare la rena e farla trasportare nella Villa; ma questo lavoro dovrà esser fatto nel modo il più celere, poiché anche oggi sono stato avvertito di sospendere per qualche tempo il lavoro di sterro. Come rimanemmo d’accordo si tratta ora di occuparsi dei lavori murari. In quanto poi al restauro del ninfeo coi nicchioni ci penseremo dopo che saranno messi in ordine i mattoni per le cortine e i mattoni sagomati per i nicchioni. Il Direttore Angelo Pasqui 529 Bernard Frischer G.1.12.2.180. 1913. SAL. N. di prot.o 329 E-17. Li 26 agosto 1913 Illmo Sig Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza li 24 Agosto 1913 Il settimanale dal 18 al 23 Agosto ammonta a L. 169.55 compreso L. 29.70 a Centroni Ignazio e Costantino per pagamento di metri cubi 2.50 di pozzolana in olio di lino chiodi L. 27.50 1.20 1.00 29.70 come pure vi sono comprese anche le due giornate dello scavo dove fu trovato il busto di statua. Il 23 fu eseguito lo scavo con tre operai dove fu trovato il tronco di statua, però senza trovamenti. Non si è potuto seguitare lo scavo perché è necessario che il proprietario sistemi una maceria per collocarci la terra Il busto della statua è stato portato in magazzino. Ho ricevuta la lettera dove mi assicura la sospensione del lavoro dei quattro operai addetti al lavoro di sterro, continuando il lavoro di muratura. Farò quanto la S.V. Illma mi comanda tanto per la cavatura della rena, quanto per l’abbatimento delle piante. Ossequiandola mi pregio Dev De Rossi Nicola G.1.12.2.181. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 464 Al Sig. Ettore Traversari. Disegnatore degli Scavi in missione a Licenza Oggetto: Ettore Traversari. Disegnatore Roma, addì 26 agosto 1913 Per incarico del Sig. Direttore La prevengo che Ella dovrà rientrare in Roma la sera del giorno 31 c. m. per interrompere la sua missione. Questa misura è determinata dal fatto che occorre evitare, nell’interesse stesso della S.V., di dare alla missione carattere continuativo. La prego di regolarsi in modo che per il giorno suddetto Ella abbia ultimato qualche parte del suo lavoro. Per il Direttore G. M. G.1.12.2.182. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 466 Al Sig. Giuseppe Verduchi. Custode in missione a Licenza Oggetto: Custodia Verduchi Roma, addì 26 agosto 1913 530 G.1. Textual Sources Inutile sua venuta Roma domani. Stipendio sarà inviato vaglia postale. Impossibile liquidare ora sua nota gita non avendo ancora Ministero risposto lettera, vigendo tuttora note disposizioni. Necessaria sua vigilanza scavo fino a suo termine 30 corrente. per il Direttore G. M. G.1.12.2.183. 1913. SAL. N. di prot.o 334 E-17. Li______________ Illmo Signor Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza li 27 Agosto 1913 Le due piante d’ulivo una dentro il terreno Onorati, l’altra nel terreno Foschi sono state abbattute. Quest’ultima sarebbe l’ulivo che rimane alla scala che si deve restaurare. L’arena si sta cavando e domani si incomincerà il trasporto di essa. Gli operai addetto allo sterro sono stati avvertiti che sabato prossimo si sospenderà il lavoro. Lo scalpellino ha incominciato il lavoro di accomodamento dei cantoni che serviranno per i pilastrini della scala. Il lavoro di sterro prosegue ad accomodare le piccole strade che servono per girare intorno ai muri. Prima di sospendere si cercherà il modo di non lasciare lo scavo tanto in disordine Il lavoro di muratura prosegue benone sistemando principalmente le porte; ed il muro di cinta— Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.184. 1913. SAL. N. di prot.o 340 E-17. Li 3 Setembre 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e delle Provincie Licenza li 30 Agosto 1913 Il settimanale dal 25 al 30 Agosto ammonta in L. 159.75, compreso L. 15.00 per lavori di scalpellino eseguiti da Tognazzi Rinaldo, e L. 12.15 per trasporto di arena eseguita da Centroni Ignazio, in tre giorni di lavoro con due mule. Il fornaciaio di Magliano de’ Marsi scrive una cartolina che fra qualche giorno manderà i mattoni perché sul momento non hanno finito di espletare le pratiche giudiziarie per un pignoramento fatto sul materiale. Non credo se tanto presto verranno I quattro operai addetti allo sterro sono stati licenziati. Sono rimasti gli operai che servono per it restauri dei muri. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi 531 Bernard Frischer G.1.12.2.185. 1913. SAL. N. di prot.o 365 E.17. Li 16-9-1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e provincia Licenza li 13 Settembre 1913 Nei settimanali dal 1 al 6 Settembre e dal 8 al 13 Settembre vi sono comprese anche le seguenti spese: A Centroni Ignazio e Costantino L. 25.00 avendo prestato opera per il trasporto dei mattoni col carro dalla stazione di Mandela al castagneto, e dal castagneto allo scavo con mule ad imbasto, e per il trasporto di arena. A Candidi Pietro L. 0.45 per avere lavorato a scaricare i mattoni fuori del servizio per due ore. A De Rossi Nicola L. 1.87 per avere lavorato a scaricare i mattoni dal carro fuori del servizio per due ore e di avere fatta la guardia per tutta la notte ai mattoni che si erano scaricati nella strada Provinciale. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.186. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 498 Al Sig. Nicola De Rossi Oggetto: Spese per gli scavi di Licenza Roma, addì 16 settembre 1913 In riguardo alla lettera inviatami dalla S.V. in data 13 settembre, debbo osservare che non è lecito fare o disporre spese di alcun genere senza la preventiva autorizzazione di questa Direzione, tanto più che la S.V. non fa parte del nostro personale. Approvo per questa volta le spese fatte, avvertendola che per l’avvenire occorrerà sempre che questa Direzione sia informata a tempo delle spese da farsi. ����������� Con ossequi per il Direttore G. M. G.1.12.2.187. 1913. SAL. N. di prot.o 369-E-17. Li 18 Settembre 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza 17 Settembre 1913. Accetto ben volentieri l’avvertenza datami dalla S.V. Illma con la lettera N.o 498, e cercherò di applicarla in ogni circonstanza. È bene però che la S.V. Illma venga a conoscenza che le spese incluse nei settimanali dal 1o al 13 Settembre non furono disposte da me. Il trasporto dell’arena fu ordinato dal Sig. Direttore Pasqui, cioè di trasportare tutta l’arena cavata. Il trasporto dei mattoni da Mandela alla strada Prov.le è stato eseguito per il 1o carico dal solo Verduchi e carrettiere e l’operaio Candidi Pietro che richiese lo stesso Verduchi il 2o 532 G.1. Textual Sources carico dal carretiere e dall’operaio che arrivati alla Prov.le si dovette lavorare fino alle 8 pom. per lo scarico dei mattoni. Il trasporto dei mattoni dalla Prov.le allo scavo fu ordinato dallo stesso Verduchi. Per il compenso di L. 0.45 all’operaio Candidi Pietro il Verduchi stesso lo portò alla stazione di Mandela dalle ore 4 del mattino, e terminò il suo lavoro a scaricare l’ultimo carro dei mattoni fino alle ore 8 pom., quindi l’operaio ha lavorato ore in più 4 mentre pagate 2. L’unica cosa che ho proposto e che la sua stessa ne fu a cognizione Verduchi di guardare la notte i 2000 mattoni giacenti nella strada Prov.le. Solo questo avrò sbagliato a non lasciarli soli, e ne imploro perdono. In altri casi non mi profitterò senza autorizzazione dell’ufficio di fare niente. Ringraziandola dell’avvertimento, ed ossequiandola mi pregio Dev. De Rossi Nicola P.S. Per controllo della verità può domandare il Verduchi se è vero quanto ho descritto. G.1.12.2.188. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 527 Al Sig. Nicola De Rossi. Licenza Oggetto: Scavi della villa di Orazio Roma, addì 29 settembre 1913 Non essendo ancora tornato a Roma il Sig. Direttore e non risultandone alcun ordine suo, la riammissione dei quattro operai licenziati sarà decisa dal Direttore stesso al suo ritorno. Per il Direttore G. M. G.1.12.2.189. 1913. SAL. N. di prot.o 384-E-17. Li 26 sett. 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 25 Settembre 1913 Appena arrivato a Licenza mi sono recato agli scavi della Villa d’Orazio, dove ho trovato il lavoro dell’arte muraria che prosegue regolarmente secondo a come lasciai l’ordinazione ai lavoratori dello scavo. Tutto procede con la massima regolarità. Intanto nella mia partenza lascerò ancora il lavoro per tutta la settimana entrante; lavori che si potranno fare con facilità, essendo lavoro di fondazione; ed unito anche il lavoro di sagomatura di mattoni. Ossequiandola mi pregio Dev. Giuseppe Verduchi Ossequi dal caposquadra De Rossi a tutti i componenti l’ufficio. 533 Bernard Frischer G.1.12.2.190. 1913. SAL. N. di prot.o 409-E-17. Li 10 ottobre 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio Scavi di Roma e Provincia Licenza li 9 Ottobre 1913 Con la posta che arriva a Licenza alle ore 4 e mezza pom. È arrivato il Signor Parisotta ed il Signor Borgnoli. Hanno smontato giù allo scavo e visitatolo si sono recati alla case (…). Non so per quale ragione sia venuti, se posso scoprire qualc[he] cosa domani stesso la informerò. Intanto posso confermargli che domani si trattengono per ripartire Sabato mattinaOssequi da De Rossi Nicola che desidera molto la sua venuta. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.191. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 548 Risposta a lettera del 9 ottobre 1913 Al Preg.mo Sig. Verduchi Giuseppe. Custode in missione agli scavi governativi di Licenza Oggetto: Ispezione agli scavi della Villa d’Orazio Roma, addì 11 ottobre 1913 Sono informato che una Commissione composta dei Sig.ri Cav. Borgnoli, Comm. Pranzetti e Cav. Parisotti ha l’incarico di fare un’inchiesta sull’Economato già decaduto. Quindi è inutile che io ne riceva informazioni dalla S.V. Per quello che riguarda la mia venuta sul luogo dello scavo io non posso precisare il giorno ma sarà bene che la S.V. stabilisca subito il da farsi per ultimare i muri della Villa e per coprirli di cocci pesti. Io debbo venire costà anche per stabilire, possibilmente, che una squadra di cinque terrazzieri vengano a lavorare allo scavo di Gregna. Intanto faccia preavvisare, perché questi operai possano trovare alloggio sul luogo dello scavo. Non appena avrò questa assicurazione io fisserò la piccola squadra che avrà lavoro per circa un mese. Poi riprenderemo (secondo quanto stabilirà il Ministro) i lavori intorno alla Villa; un poco più vi sarà da fare se si tiene conto che già col fondo generale assegnato a questa Direzione, ho già sopportato una spesa di circa duemila lire. Di tutto questo prego la S.V. di informare il capo-squadra De Rossi. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.192. 1913. SAL. Classificazione di Archivio _________. No. di partenza__________ A Licenza. Custode Oggetto: Assente Roma, addì 11 ottobre 1913 Autorizzo De Rossi riprendere quattro operai per proseguire lavori indicati lettera. �������� Spedire subito gesso. 534 G.1. Textual Sources Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.193. 1913. SAL. N. di prot.o 444-E-17. Li 4 Novembre 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 3 Novembre 1913 Appena arrivato a Licenza ho domandato Candidi Filippo per avere schiarimento se domani poteva riprendere lavoro agli scavi. La risposta e quest ache il lavoro incominciato non lo ha ancora finito, perché ha trovato la fabbrica in cattivo stato ed ha dovuto abbattere altro muro. Quindi prega pazientare per altri 15 giorni dovendo ora fare il tetto. Se avesse saputo prima che domani dovevo riprendere il lavoro si sarebbe sacrificato in altro modo. Non appena finito sarà pronto pigliare lavoro. Domani parto per Poggio Moiano insieme al carrettiere Centroni e il muratore Centroni per fare i calchi. In quanto allo scavo rimane De Rossi e Ricciotti al lavoro del taglio dei mattoni e della pulitura dello scavo. Non appena arriverò a Licenza coi calchi la informerò di tutto il lavoro compiuto. Ossequiandola mi pregio Devmo Giuseppe Verduchi G.1.12.2.194. 1913. SAL. N. di prot.o 457-E-17. Li 18 Novembre 1913 Illmo Signor Direttore Licenza 17/11/1913. La sagomatura dei mattoncini in N.o 500 è finita fin dal 10 c.m. Finita la sagomatura dei mattoncini si è fatto un tratto di muro reticolato che dalla camera del musaico grezzo unisce al muro di cinta della villa; come il Signor Verduchi ordinò a Centroni Luigi prima di partire. Finito questo tratto si è incominciato a farne un’altro piccolo tratto al muro di cinta che unisce allo spigolo ancora da farsi. Oggi ancora si lavora al detto muro avendo la calce fatta; domani incominceremo a riunire i chiodi sparsi per lo scavo, e si ridurranno alla misura di quelli già messi in opera come la S.V. Illma mi ordinò. Per favore averei desiderio di sapere se i chiodi che si trovano in fondo al cripto portico Caponetti, cioè nell’entrata dell’ingresso al giardino della villa, se si devono portare da capo e ridurre. Chiedo scusa se annoio troppo. Auguro che presto la S.V. Illma possa fare una visita allo scavo. Prego salutarmi tutti dell’ufficio. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola (segue) P.S. Centroni è stato avvertito del risultato del gesso. 535 Bernard Frischer G.1.12.2.195. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 604 All’Ill.mo Sig. Segretario del Comune di Licenza Oggetto: Assente Roma, addì 21 novembre 1913 Rispondo ufficialmente alla lettera speditami dalla S.V. il 19 corr. Per affermare che io non ho avuto alcun invito dalla società “Lazio” per accompagnare la comitiva agli scavi di Licenza, e tanto meno ho ricevuto l’incarico di tenere una conferenza né qui a Roma, né altrove. Solamente è a mia cognizione che il giornale intitolato “Lazio” contiene un bell’articolo del Dott. Carlo Longhi sulla scoperta della Villa Oraziana. Credo quindi inopportuno d’invitare l’On. Comm. Avv. Venzi. Piuttosto sarà cosa utilissima di incitarlo ad occuparsi di provvedere i mezzi per la sistemazione definitiva dei medesimi scavi. Sono varie e impreviste le cause che hanno ritardato la mia venuta a Licenza, ma spero che nella settimana futura io potrò fare questa gita. �������������������� Con ossequi e saluti Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.196. 1913. SAL. N. di prot.o 468 E-17. Li 24 nov. 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 22 Novembre 1913 Nel settimanale dal 10 al 15 è compreso a Centroni Ignazio e Costantino il pagamento di metri cubi 2.50 di pozzolana a L. 11.00 il m.c. L. 27.50 Nel settimanale dal 17 al 22 Nov. è compreso il pagamento di due giorni con tre mule adebite al trasporto dell’arena L. 12.00 Adesso la quantità dell’arena è sufficiente per parecchi mesi. Noi seguitiamo a coprire i coccipesti che è molto necessario; poi ripiglieremo il lavoro di radunare i choidi sparsi nello scavo e ridurli. Ossequiandola mi pregio Devmo De Rossi Nicola G.1.12.2.197. 1913. SAL. N. di prot.o 471-E 17. Li 27 novembre 1913 Illmo Signor Direttore dell’ufficio scavi di Roma e Provincia Licenza li 25 Novembre 1913 Mi sono recato a Roccagiovine come da incarico ricevuto dalla S.V. Illma. Ho trovato il proprietario del terreno di S. Angelo il quale fa le seguenti proposte. Per il terreno seminato a fare domanda un indennizzo di Lire quindici. Per gli operai in N.o di quattro ci pensa il proprietario stesso a trovarli. A sua disposizione potrà iniziare il lavoro. Ossequiandola mi pregio Devmo 536 G.1. Textual Sources Giuseppe Verduchi G.1.12.2.198. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 617 Al Preg.mo Sig. Verduchi Giuseppe. Custode degli scavi governativi. Licenza Oggetto: Ricerche archeologiche intorno a S. Angelo di Roccagiovane Roma, addì 27 novembre 1913 Trovo non esagerata la pretesa del proprietario del terreno intorno a S. Angelo di Roccagiovane, dove si dovranno eseguire le ricerche di un antico monumento. Sarà bene di fargli sapere che questo ufficio conviene nella stima dei danni che si recano al soprassuolo e che verso il 17 di dicembre metterà mano ai lavori di esplorazione. Convengo pure che a lei venga affidata la scelta dei quattro terrazzieri che saranno adibiti in detti scavi. Spero di liberarmi da grandi difficoltà d’ufficio che sono venute fuori in questi giorni. Sabato e Domenica debbo trovarmi a Palestrina e Lunedì si opera lo scavo dell’Anfiteatro di Albano. Vedo quindi molto difficile di potere essere costà prima di martedì prossimo. Scriverò di nuovo ma intanto la S.V. ordinerà la demolizione di quei muretti a chiodi che dovrebbero essere rimessi sotto terra e rialzerà in un lato i muri e una nicchia del ninfeo per circa 40 centimetri. Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.199. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 631 Risposta a foglio No. 17002 del 29 novembre 1913 A S. E. Il Ministro della Pubblica Istruzione Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti Oggetto: Scavi della villa d’Orazio presso Licenza All. No. 2 Roma, addì 15 dicembre 1913 Trasmisi a suo tempo, come d’ordine dell’E.V., l’atto di controdiffida relativa ai due proprietari dei terreni in Licenza sigg. Angeletti e Foschi, al canonico Costantini, affinché lo ripresentasse con l’autenticazione prescritta dalla legge. Ne ho ricevuto in risposta la lettera che trasmetto all’E.V. in copia conforme per gli ulteriori provvedimenti. p. il Direttore Mancini G.1.12.2.200. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. Telegramma Al Prof. Ettore Traversari. Disegnatore in missione. Licenza Oggetto: Roma, addì 17 dicembre 1913 Dovendomi tratenere cause relative ufficio prego recarsi laghi Percile insieme custodi Parsi Verduchi per verificare ruderi antico edificio. Potrà fare fotografie. Il Direttore Angelo Pasqui 537 Bernard Frischer G.1.12.2.201. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 636 Telegramma A Parsi Edoardo. Custode in missione scavi governativi. Licenza Oggetto: Assente Roma, addì 19 dicembre 1913 Continuando impegni ufficio occorre Vossignoria ritorni subito recando apparecchi fotografici e mia valigetta. Possibilmente pregola pagare mio conto Marianelli non essendo possibile mio ritorno Licenza prima feste Natalizie. Direttore Angelo Pasqui G.1.12.2.202. 1913. SAL. Classificazione di Archivio E 17. No. di partenza 640 All’Ill.mo Sig. Ettore Traversari. Disegnatore in missione agli scavi governativi di Licenza Oggetto: Ispezione presso il lago di Percile Roma, addì 20 dicembre 1913 Rispondo alla sua lettera del 19 corr. per ringraziarla delle notizie che mi dà relativamente alla sua gita presso il lago di Percile. Credo che ella sia nel vero indicando che il rudero ivi trovato appartenga ad un monumento sepolcrale di età imperiale avanzata. Ma ora nella stagione invernale, data la distanza e la difficoltà di accedere sul luogo non bisogna pensare a fare lavori di esplorazione lassù. Del resto trattandosi di monumanto sepolcrale l’importanza del rudero viene ad essere di molto diminuita, e non può nemmeno fare sperare un risultato nelle ricerche. Domani viene a Licenza il Segretario Serafini, il quale è già stato da me informato per il pagamento delle indennità che a lei spettano. Lo stesso Serafini penserà a corrispondere cinque o sei lire alla guida che la condusse al lago di Percile e che eseguì gli assaggi. ���� Con ossequi Il Direttore Angelo Pasqui G.1.12.3. The Pasqui catalogues of object classes found at “Horace’s Villa,” 1911-1914 Categoria A. Sculture in marmo No. d’ordine Provenienza* *(numbers refer to the money paid to the owner of the parcel; s.v. = without value; the values seem to have been added later) 1 Scheggia di marmo greco, appartenente a statua colossale e forse 5 dal terreno Angeletti rispondente alla spalla, ricoperto da un lembo di plaudamento a larghe pieghe 2 Frammento di grande statua con lembo di veste a grande pieghe 3 Plinto di statua con sopra parte del piede destro nudo, un po’ più 20 “ “ Caponetti grande del vero. ��������������������� Lungh. Mass. Mm. 310. 4 Piccolo frammento di panneggio a larghe pieghe 538 3 “ “ Caponetti 2 “ “ Angeletti G.1. Textual Sources 5 Altro frammento di statua non grande coperto da panneggio 10 “ “ Caponetti 6 Appoggio di una statua non grande, raffigurante la parte superiore 5 del fusto coperto da foglie e con pezzo di coscia aderente “ “ Angeletti 7 Metà superiore di una maschera comica in marmo greco con ricca 300 copigliatura, orecchie caprine e occhi forati. �������������������������� E’ lavoro molto accurato. “ “ Angeletti Largh. mass. mm. 200. 8 Plinto di piccola statua in marmo lunense, dove rimane il piede dal terreno Angeletti sinistro nudo e con foro per il restauro 20 9 Frammento di una testa – ritrato d’imperatrice [supra-scr.: “di divinità 200 “ “ Caponetti isiaca (?)”] in marmo lunense, grande al vero, molto danneggiata nella faccia e mancante della guancia destra. Ha una capigliatura aderente alle tempie e calata con larghe frangie sulla fronte e cinta da corona gemmata. ����������������������� Lungh. Massima mm. 340. 10 Lembo di ricco panneggio, in marmo greco, disteso sopra un basso 5 plinto e appartenente a grande statua ? 11 Frammento del braccio destro di statua grande al vero, tagliato al 5 deltoide e all’avambraccio “ “ Caponetti 12 Frammento di appoggio di statua 1 “ “ Caponetti 13 Frammento di braccio di statua grande al vero 5 Caponetti 14 Frammento con metà di un polpaccio appartente a piccola statua 2 Angeletti 15 Idem di un braccio 2 “ “ 16 Piccolo frammento appartenente a statuetta 1 “ “ Angeletti 17 Idem apparetente ad una coscia di piccola statua 1 “ “ Angeletti 18 Avambraccio e parte della mano destra di una statuetta 3 dal terreno Riciotti 19 Gomito e avambraccio destro di una piccola statua di alabastro 10 “ “ Angeletti 20 Dito della mano di una statuetta metà del vero “ s.v. “ 1 Angeletti 21 Frammento di un braccio di statuetta s.v. 1 Foschi R. 22 Mano destra appoggiata al capitello di una piccola colonna 5 “ “ Angeletti 539 Bernard Frischer 23 Frammento del carpo della mano destra di una statua colossale 1 “ “ Caponetti 24 Frammento della coscia sinistra di una piccola statua } ��������� Angeletti �1 25 Frammentino appartenente all’omero di una statuetta ��������� Angeletti 26 Frammento di margo greco, rappresentante un’appoggio di grande Caponetti statua s.v. 1 27 Polso e palmo della mano destra di una statuetta 2 Ricciotti 28 Frammento di statuetta, corrispondente all’addome e all’attacco sotto la via pubblica delle gambe di un putto. ���������������������������� Con clamide dietero il dorso 15 29 Avambraccio destro appartenente a statua femminile, piegato al Ricciotti gomito e troncato al polso e al deltoide, grande un poco più del 5 vero 30 Frammento di statuetta che comprende il pettorale destro e l’attacco s.v. 1 “ ddel deltoide. Vi apparisce in quest’ultimo il foro di un grasso perno 31 Frammento della mano sinistra tagliata al polso e alle falangi 2 “ 32 Caporovescio di foglia di capitelli s.v. 0.50 “ 33 Frammento che sembra appartenere ad un ala di volatile, che era 1 forse un atributo di statua Angeletti 34 Pezzo di statua maschile in marmo bianco grande al vero con avanzo di Non prov. dalla villa clamide nella spalla sin. molto logoro 100 Categoria B: Rivestimento marmoreo delle pareti No. d’ordine Provenienza 1 Angeletti Frammento di stipite in grossa lastra di marmo sagomata con due pianetti e con gola rovescia molto distesa. ����������������������� Largh. Mm. 220; lungh. Mm. 275 10 2 Lastra di marmo grossa mm 171; larga superiormente mm. 340; alta “ mm 290, sagomata in forma di capitello, dove a bassissimo rilievo, 10 sono raffigurati gli ornamenti della teola, le volute e i fogliami. 3 Frammento di lastra marmorea appartenente a pluteo, ornato di “ bugne e di battoni circolari. 3 4 Grande frammento di lastra marmorea dello spessore di 20 mm. È 15 “ diviso a specchi per mezza di solchi a scalpello. 540 G.1. Textual Sources 5 Lastra intera sagomata a capitello con cornici e fogliami a bassissimo 12 “ relievo, alta mm. 290; larga alla tegola mm. 280, alla base mm. 200. 6 Frammenti di lastra appartenente a pluteo, sagomato con specchi a 2 “ fase. 7 Frammento di lastra con avanzo della parte sinistra di un capitello 2 “ scalpito a bassissimo rilievo. 8 Grande frammento di capitello scolpito su lastra marmorea. 7 “ 9 Altro frammento di capitello scolpito su lastra marmorea. 4 Angeletti 10 Idem, conservato più della metà, alto mm. 300, largo alle volute mm. 9 “ 300. 11 Quadro contenente quattro campioni di gole in rosso antico le quali 5 “ formavano lo spiccato delle volticelle. 12 Altro quadro con tre campioni di cornici di bardiglio. 5 “ 13 Idem con tre campioni di cornici di vari materiali. 5 “ 14 Idem con quattro campioni di rosso antico. 5 “ 15 7 frammenti di lastre marmoree con fogliami e ornati. 7 “ Categoria C: Intonachi e dipinti No. d’ordine Da 1 a 38 Provenienza N. 38 quadri di m. 0,55 di lato contenenti i più svariati campioni Prov. diverse di oramenti e di figure dipinte sull’intonacco le quali decoravano il L. 380 grande Calidario della prima costruzione delle Terme. Categoria D: Pavimenti No. d’ordine Provenienza 1 Campione di musaico a poligoni stellati neri su fondo bianco (5) terreno di Foschi 2 (61) Quadro con campione di musaico a fasce nere e bianche (5) Caponnetti 3 (103) Quadro con campione di pavimento a riquadri di palombino e di (10) Caponnetti marmo bianco, combinati a croce 4 Quadro idem con campione di pavimento ad opus spicatum 5 Quadro con campione di mosaico a cerchi e disegno geometrico (50) Diversi composto di paste vitree colorate. 541 3 - Ricciotti Bernard Frischer Categoria E: Parti decorative marmoree di edifici No. d’ordine Provenienza 1 dal terreno Caponetti Piccola base attica con attacco della colonna. Diam. mm. 230 5 2 Frammento di grossa lastra con ripartizioni di lavendri quaddrati e “ “ Caponetti decorati con rosoni. Lato della formilla quadrata mm. 100. 3 3 Idem. 2 “ 4 Piccolo frammento di lacunare “ 2 “ Caponetti 5 Gruppo di fogliami che dovevano formare la cimasa di una fonte. “ 8 “ Angeletti 6 Capitello di pilastra lavorato tutto intorno, frammetato da una parte, 5 largo alla base mm. 105, lungo mm. 190. “ “ Caponetti 7 Frammento di grande capitello corinzio con avanzo dei fogliami. “ 2 “ Caponetti Altezza cm. 20 e diametro cm. 35. 8 Frammento angolare di grande capitello con volute 4 “ 9 Idem con due volute accoppiate e fasciate con fogliami “ 4 “ Angeletti 10 Idem di base attica “ 1 “ Angeletti 11 Plinto di pilastrino quadrato di mm. 170 di lato. “ 2 “ Foschi 12 Idem con larghe sagome e un incasso per il fusto del pilastro. mm. “ 4 “ Caponetti 230 di lato 13 Capitello di pilastro, largo mm. 260, profondo mm. 120. 5 dal terreno Caponetti 14 Rovescio di foglia appartenente a capitello } “ s.v. “ Angeletti 1 15 Idem. “ s.v. “ Angeletti 16 Pezzo angolare della tegola di un capitello con traccia delle volute. 0.50 “ 17 Capigliatura di un mascherone leonino. 5 Ricciotti 18 Frammento mediano di un capitello con avanzo di fogliami 1 Foschi 19 Frammento di una grande base. 1 Caponetti 20 Colonnina a spire e a gruppo di fogliami, forata verticalmente per “ 5 “ Caponetti uso di fontana. 21 Grande sagoma di base. 1 Ricciotti 22 Cimasa di colonnetta forata, servita per fontana. “ 2 “ Angeletti 23 Frammento di lastra mediano lavorata con capigliatura e barba 8 “ fluente. 24 Frammento di marmo, idem. più piccolo. dal terreno Angeletti 1 542 G.1. Textual Sources 25 Frammento di una oscilla in forma di pelta con ippocampo da un lato “ 15 “ Angeletti e con siringa dall’altro 26 Lacunare ornato nel centro con rosone convesso di foglie di acanto, 150 sotto le quali escono ranocchie. Fra le foglie sono piccole conchiglie [entry in a con granchiolini dentro. later hand] Categoria F: Materiali da costruzioni No. d’ordine Provenienza 1-4 Quattro tegoloni in terracotta, lunghi m. 0,62, larghe m. 0,42 dal terreno Angeletti ognuno. 2- 5 Frammento di grosso diatone di terracotta che serviva per appoggio “ “ Ricciotti ai pavimenti soprastanti alle suspensurae. Grossezza mm. 0,60. 0.50 largh. Mm. 150. 6 Metà di mattone sesquipedale, larga mm. 470. �� – “ “ Angeletti 7 Mattone sesquipedale intero, largo mm. 470 (Due esemplari) “ “ Ricciotti 1 0.50 8 Diatone intero per sospensurae, largo mm. 230, alto mm. 630, grosso 0.50 Ricciotti mm. 50. 9 Mattone triangolare, largo alla base mm. 270, segnato nel mezzo con 0.50 “ un circolo profondamente impresso. 10 Tubo rettangolare di terracotta, segnato nelle facce più lunghe con “ 1 “ Caponetti solchi a croce, servito per condottura di calore nei calidari, vuoto interno mm. 120 x 70. 11 Frammento di tegola con orle e con foro nel quale si trovò infilato 2 “ un lungo chiodo di ferro con capo a T. Fu usato per rivestimento del calidario. 12-17 Sei chiodi di ferro con capo a T usati per fissare tegole, lungh. mass. 3 6 Angeletti mm. 210 18-22 Cinque chiodi con capo a disco, lungh. mm. 100. 2 5 Angeletti 23 Staffa molto robusta di ferro con capo a squadra, lungh. mm. 260. 2 “ 24 Idem più piccola, lungh. mm. 140. 1 Caponetti “ 25-28 Quattro chiodi di ferro con capo a T a squadra, lungh. massima mm. 2 4 Ricciotti 120. 29-32 Quattro chiodi con capo a disco, lungh. mm. 80. 33-49 Diciassette rampini di bronzo, con estremità rovesciata, abbattuta 17 e arrotondato; usati per fissare i rivestimenti di lastre marmoree. dal terreno Angeletti Lungh. mass. mm. 200. 543 2 4 Ricciotti Bernard Frischer 50 Lama di coltello in ferro con taglio retto e costola arcuata; lungh. 5 Foschi complessiva mm. 190 51 Frammento di mattone bipedale col bollo: //// LLI rettilineo. 1 “ “ Caponetti 52 I mattone id. Col bollo circolare: CCOMINPROC////////ISTEP.- 1 TITIAN ET////////COS “ “ Caponetti 53 Frammento di mattone id. Id. Col bollo O//////////////////////// 1 “ DOMIT PF LVCICL ////////////// 54 Frammento di tegola col bollo rettilineo: MN.NAEVI 1 “ “ Caponetti 55 56 Frammento di mattone bipedale col bollo rettilineo: 1 L.POMP dal terreno Caponetti Frammento di mattone bipedale col bollo rettilineo: 1 CCOMIN///// “ “ Caponetti FEC FELI//// 57 58 Frammento di matone bipedale col bollo: 1 � <drawing of arch> :L.BRAETI “ “ Caponetti Frammento id. Id. Col bollo frammentario: L. BRAETI. 1 “ “ Caponetti 59 Frammento di tegola col bollo rettilineo: Ricciotti CLAVD////// 1 EPICE/////// 60 Frammento di mattone bipedale col bollo circolare: “ TERTD///// 1 TITI////// 61 Frammento di mattone bipedale col bollo circolare �“ TF///////FCANOP.DOL.FE 1 TI//////////////CAO///COS. 62 Frammento di mattone bipedale col bollo rettilineo: 1 ///////INPROC///// “ “ Caponetti FEC FELIXCARTO 544 G.1. Textual Sources Categoria G: Piombi No. d’ordine 1 Provenienza Parete di grande serbatoio in lastra di piombo con orli laterali ribattuti dal terreno Caponetti per essere saldati alle altre pareti. E’ larga m. 1,22, alta m. 1,00 e 300 grossi in media mm. 5; presso il fondo e nel mezzo rilevano due iscrizioni uguali: CAESERNIVS.LVCERNIO.FEC. (presso la fogna in ζ) 2 Fistula di piombo con giuntura di due tubi con sutura rilevata e “ “ Caponetti ribattuta. Lungh. m. 1,70, diam. int. mm. 60, presso la giuntura in un 172 tubo è l’iscrizione a lettere grandi: P.OSTILI FIRMINI Peso kg. 43 (fra S e la fogna 6) (?) 3 Altra fistula con giuntura di due tubi, lunga complessivamente m. “ “ Caponetti 1,50; diam. mm. 70 e con la seguente iscrizione: 156 C.IVLIVS.PRISCVS.F. Peso kg. 39 (fra c e la fogna) 4 Frammento di fistula lungo m. 0,53; diam. mm. 75. Peso kg. 12 48 (proseguim. n. 3) “ “ Caponetti 5 Frammento di piccola fistula a grosse pareti; lungo m. 0,30 ; diam. “ “ Angeletti mm. 60. Peso kg. 3.700 15 Onorati 6 Frammento di fistula nella cui estremità è saldata un’altra fistula di 22 diametro minore per derivazione d’acqua. Lungh. m. 0,35; diam. “ “ Angeletti della fistula maggiore mm. 75; diametro della fistula minore mm. 30. Peso kg. 5.650 (nel punto della conduttura 5) 7 Frammento piccolo di fistula, diam. mm. 70. Lungh. m. 0,37. Peso “ “ Caponetti kg. 3.350 14 8 Piccolo frammento di fistula del diam. m. 0,075. Peso kg. 3.300 13.50 Ricciotti 9 Piccolo frammento di fistula del diam. m. 0,045. Peso kg. 1.100 4.50 “ 10 Pezzo di piombo di saldatura. ��������������� Peso kg. 4.100. 16.50 Caponetti 545 Bernard Frischer Categoria H: Decorazioni fittili No. d’ordine Provenienza 1 dal terreno Angeletti Frammento di fregio a rozze palmette divise da una colonna 3 2 Idem più piccolo con avanzi di un piede di vaso, che divide in due 5 l’iscrizione a lettere rilevate SI_DO. “ “ Caponetti 3 Idem con avanzi di girali 4 Idem con avanzi di un vaso e di figura non riconoscibile, tra questi 2 le lettere: MA. “ “ Caponetti 5 Idem con avanzi di girali – Cm. 12 x 9 1 “ (73) 1 “ “ Caponetti 6 Con la medesima decorazione del N. 1 1 (74) Cm. 6 x 14 “ “ Caponetti 7 Idem con ornamento di girali. ����������� Cm. 10 x 9. 4 (75) “ “ Caponetti Categoria I: Vasi di terracotta No. d’ordine Provenienza 1 Vaso aretino in forma di ciotola posata su largo piede con alto orlo Dal terreno Foschi verticale su cui sono applicate piccole maschere comiche; il corpo 40 35 del vaso è diviso in tre zone di ovoletti, rosette e piccole baccellature. Ricomposto dai frammenti. Diam. mm. 140; alt. mm. 105. 2 Grande ciotola in frammenti con orlo e bastoncello, dipinta di rosso “ sbiadito. 1 3 Fondo di ciotola con bollo entro orma di piede destro: O C T. 4 Idem “ “ conica con bollo entro uguale orma di piede: P. 1 “ CORNELI 1 Angeletti Cf. C. XV2 5116 5 Idem “ “ con bollo in cavetto [?] rettangolare: EROS 1 “ Cf. 5192-5194 6 Idem “ “ comune, con bollo in orma di piede destro: OC. 1 “ Cf. 53937 Piccolo frammento di piattello con bollo rettangolare C. VOL AVCT 546 1 Ricciotti G.1. Textual Sources 8 Altro frammento di piattello con bollo rettangolare: ATET 1 “ 9 Fondo di grande ciotola con bollo in orma di piede d.: C. NVE. 2 Foschi 10 Frammentino del fondo di piccola ciotola con bollo rettangolare: 1 Foschi MB. 11 Frammento di fondo di piatto con bollo in orma di piede: C. RAS. 1 “ 12 Fondo di ciotoletta con bollo in pianta di piede: CORNELI. 1 “ 13 Fondo di ciotola conica con bollo circolare [drawing] C. AVI sotto il fondo è graffito: MΛT 14 Fondo di grande ciotola con bollo in orma di piede destro: OCT. 15 Frammento di orlo di grande ciotola, verniciato di rosso chiaro e con “ larghi girali a barbotine. 0,20 16 Idem “ “ “ “ “ “ “ 0,20 Caponnetti 17 Idem “ “ “ “ “ “ “ 0,20 “ 18 Idem “ “ “ “ “ “ “ 0,20 Caponnetti 19 Fondo di ciotola a vernice rossa evanita e con bollo in orma di piede: 1 “ OCT 20 Idem “ “ “ “ “ “ C. M. R. 21 Idem “ sotto cui è graffito il nome: NARCISVS, e dentro è 2 “ impresso in orma di piede il bollo: M.R. 22 Fondo di piatto incomprensibile. con bollo entro impressione ; 2 Foschi (li) 1 “ 1 “ lunatae - Foschi 0,10 23 Fondo di una ciotola a vernice rossa evanita e con bollo in orma di 1 “ piede: HOME. 24 Fondo di ciotola gallica con bollo dentro impressione lunata: A NI. 1 “ 25 Fondo di grande ciotola con bollo rettangolare: CN. IVCVN. 1 Foschi 26 Frammento di grande ciotola gallica ornata di girali e di fogliami 27 Idem 28 Idem 29 Idem 30 Idem 31 Vasetto sferiforme privo di vernice a pareti sottilissime, decorato nella 25 parte superiore del corpo con bottoncini d’argilla che racchiudono, dal terreno Ricciotti come castoni, globetti di vetro colorato, e con girali e punteggiature fatti alla barbotine; alt. mm. 85; largh. della bocca mm. 80. 32 Frammento della parte superiore di un vaso simile al precedente, s.v. “ decorato con tratti alla barbotine. 33 Idem con avanzi di un castone fatto sull’argilla 34 Idem con più castoni e con tratti punteggiati alla barbotine 547 } } 15 Foschi 2 “ Bernard Frischer 35 Fondo di ciotola etrusco-campana, verniciata di nero e con quattro 1 Angeletti palmette impresse. (nella fogna) 36 Fondo di ciotola simile, con impressione di rosette e con segno in 1 Angeletti croce graffito nella parte sottostante. 37 Fondo di ciotola con rosetta impressa nel mezzo. 1 “ 38 Idem “ “ con impressioni di rosette 1 “ 39 Rozza ciotola non verniciata priva dell’orlo; diametro mm. 100. s.v. “ 40 Idem idem a tronco di cono non verniciata; diam. mm. 100 1 Ricciotti 41 Anforetta minuscola a lungo collo; alt. mm. 50 0,50 Foschi 42 Operculum rozzissimo con appendice nel mezzo; diam. mm. 105. 0,50 Ricciotti 43 Idem “ sagomato nell’orlo e con piccola appendice; diam. mm. 0,50 “ 100 44 Piccolo operculum non verniciato; diam. mm. 65 45 Piccolo glirarium forato sopra e sui fianchi semplicemente soleato al 1 dal terreno tornio; alt. mm. 150; diam. mm.110 (vaso da fiori) Caponnetti 46 Manico di anfora col bollo a rilievo: CL ABAIC “ 2 “ Caponnetti 47 Alto manico d’anfora col bollo a rilievo: L.A. CEN. dal terreno Caponnetti 1 2 48 Lucerna con piatto a forma di pesce e con rastrello graffito sopra. Nel 2 1 fondo l’iscrizione: C. OPPI. RES. Caponnetti 49 Altra simile senza bollo 50 Rozza tubo [sic] fusiforme per ossatura di piccole volte; lungh. mm 1 “ 110. 51 Idem con lunga appendice e con pareti sottili. 1 Onorati 52 Idem 1 Foschi 53 Idem “ “ “ lungh. mm. 90. 1 Angeletti 54 Fondo di grande ciotola con grande bollo su impressione di piede: 1 “ “ Foschi C. I . PRO 55 Fondo di grande ciotola con rozzo segno in croce e graffito sotto il 1 Ricciotti fondo col bollo in pianta di piede: C. RESI. 56 Fondo di grande ciotola con bollo in orma di piede dove in luogo 1 Foschi delle lettere sono indicate le legature incrociate della suola. 57 Piccolo fondo di ciotoletta con bollo dentro impressione di piede: “ 1 “ Foschi OCTA 58 Parte centrale di piatto e grande bollo in impressione di piede, ma dal terreno Foschi 1 indecifrabile. Sotto il fondo un grande segno di croce. 0,50 “ 1 Ricciotti 548 G.1. Textual Sources Categoria K: Instrumenta domestica e ornamenti No. d’ordine Provenienza 1 Menisco [sic] di bronzo, spezzato, cioè con porzione dell’anello 3 Foschi centrale e tre rebbi a punta. 2 Cerniera di osso usata per sportello di mobili, lunga mm. 90. 3 Puntale in bronzo traforato appartenente a fodero di spada, lungh. “ 5 “ Angeletti mm. 50. 4 Anello semplice di bronzo; diam. mm. 25. s.v. Ricciotti 5 Idem “ “ “ “ “ 20 “ “ 6 Spranghetta di serratura in bronzo con tre fori quadrati per i “ 3 “ Angeletti pessula. 7 Chiave di bronzo con canna foderata; lungh. mm. 70. 8 Patella di candelabro in bronzo, tornita con sagome e intagliata nell’orlo “ 10 “ Onorati a ovoletti; diam. mm. 100. 9 Chiave di bronzo con canna forata; lungh. mm. 67 2 dal terreno Ricciotti }1 2 “ 10 Ricciotti (nella fogna) 10 Piccola spranga di serratura in bronzo, con fori per i congegni. 2 Angeletti ������������� (nella fogna) 11 Idem “ “ “ “ “ più semplice 1 “ (id.) 12 Idem “ “ “ “ “ con orlo rilevato e con 1 “ (id.) appendice forata; lungh. mm. 65. 13 Frammento di spranghetta di serratura in bronzo 14 Piccolo campanello di lamina di rame, fusa e tornita. con presa a 2 Ricciotti bottone superiormente ad anello 15 Idem “ “ “ “ “ “ “ “ 16 Cucchiaio di argento terminato ad un’estremità con foglia concava dal terreno Angeletti e altra con squarto dove era inchiodata la lama del coltello [sic]. 50 Il manico è foggiato nel mezzo a guisa di un delfino. ����������� Lungh. mm. 105. 17 Campanello di bronzo fuso e tornito. 1 Foschi 18 Idem di forma più compressa. s.v. 0.20 “ 19 Amuleto in forma di campanello in osso, tornito e chiuso con tassello 3 Ricciotti pure di osso nella parte inferiore. 20 Piccolo campanello di bronzo fuso e tornito. s.v. “ 21 Idem “ “ “ “ un poco più grande 1 “ 549 s.v. Angeletti 1 Angeletti Bernard Frischer 22 Stile per scrivere in osso con grossa capocchia; lungh. mm. 100. ���������������� ad una estremità } Angeletti 1 23 Idem “ “ “ “ fusiforme; lungh. mm. 80. 24 Stile per scrivere in osso con capocchia; lungh. mm. 80 25 Piccolo stile in osso con capocchia; lungh. mm. 50. 1 Foschi 26 Frammento di stile a capocchia s.v. Ricciotti 27 Idem “ “ “ “ 1 “ 28 Ago saccale di osso a grossa cruna; lungh. mm. 150 29 Altro ago idem “ “ “ “ “ 100 30 Idem “ “ “ “ “ “ “ 100 31 Frammento di grosso ago. 32 Ago sottile; lungh. mm. 93 33 Frammento di grosso ago 34 Idem “ “ “ 35 Idem “ “ “ 36 Idem “ “ “ 37 Idem “ “ “ 38 Frammento di grosso ago s.v. Ricciotti 39 Grano per collana di smalto vitreo sagomato a spicchi 1 “ 40 Bottone sferiforme di bronzo 1 “ 41 Piccolo grano di smalto — “ 42 Bottone di pasta vitrea a filettature bianche e scure 2 Angeletti 43 Idem “ smalto nero 1 “ 44 Idem “ “ “ 1 “ 45 Idem “ “ “ 1 Foschi 46 Idem “ “ azzurro 2 “ 47 Anello di bronzo spezzato — 48 Anello semplioce di bronzo — 49 Idem di ferro — 50 Idem di bronzo — 51 Orecchino di filo di ferro con grano di smalteo vitreo 1 “ } } 1 Angeletti } } 1 Ricciotti 1 Foschi } 1 Ricciotti [under this entry is written the following: quasi tutti gli oggetti sono stati trovati nella fogna] } 52 Semplice anello di bronzo 53 Idem 0.50 Foschi 54 Plasma di smalto scuro — “ 0,50 550 G.1. Textual Sources 55 Frammento di fibbione in lamina di rame. 2 “ 56 Anello d’argento con castone contenente una plasma di vetro incisa. 5 Angeletti 57 Anellino di oro massiccio con smeraldo inciso con figura di Amorino; “ diam. mm. 18. (In ufficio) 58 Cameo di onice turchina fasciata di bianco con cui si è fatto rilevare Ricciotti una piccolissima figura di caprone, volta a sinistra e in atto di rovesciare una cesta. (Ufficio) 59 Piccolo diaspro rosso con finissima incisione di un granchio e di uno “ scorpione. (Ufficio) 60 Rozza e semplice fuseruola di terracotta. 0.50 “ 61 Ago crinale di bronzo di forma elegante e con capo sagomato a nodi; 2 Angeletti lungo mm. 110 62 Idem più semplice, lungh. mm. 103 63 Ago crinale ad asticella terminata superiormente da un’appendice 1 Ricciotti lenticolare a gancio. Lungh. mm. 120 64 Frammento di una fascia di osso, probabilmente usata per busto, forata 5 Caponnetti per le cuciture e sagomata in un’estremità. Lungh. del frammento mm. 130; largh. mm. 11 65 Specillo di osso con estremità concava e soleata, sotto nella punta; 1 Foschi lungh. mm. 120. 66 Auriscalpium di bronzo con ornato scudetto concava; lungh. mm. 103. 67 Specillo di bronzo a sottile fascia, appuntato da una parte e sagomato 2 Onorati con nodi appiattito dall’altra; lungh. mm. 104. — “ rilievo a spirale nel corpo con estremità a [formerly 2] 3 Ricciotti Categoria L: Pesi di piombo, pesi di marmo, iscrizioni No. d’ordine Provenienza 1 Peso di piombo in forma di pane allungato prismatica allargata alla base, e 25 forato all’estremità superiore; alt. mm. 170. spess. 30 dal terreno Angeletti 2 Idem più rozzo e in forma di larga fascia con occhietto lasciato di “ 25 “ Foschi fusione in una estremità; alt. mm. 230. spess. 22 3 Altro più massiccio nella cui estremità superiore è saldato un “ 25 “ Ricciotti occhietto di ferro; lungh. complessiva mm. 240. spess. 45 4 Altro di forma conica tronca con tassello triangolare sopra dove è 12 Caponnetti saldato l’occhietto di ferro; diam. mm. 70. 551 Bernard Frischer 5 Peso di travertino di forma ellittica appianato sopra e sotto e con “ 10 “ Caponnetti ansa di ferro girevole, nel mezzo X; in giro, da una parte EX ART; dall’altra: IVS AED. 6 Peso di marmo di forma discoidale, sotto da una parte è segnato nel “ 4 “ Angeletti mezzo con un: I, indicazione della libbra. 7 Frammento d’iscrizione composta di due pezzi, lunga m. 0,30. Vi si “ [formerly 15]10 “ legge; alta m. 0.18, spess. 0.03 Caponnetti ARIBVS , II MAGISTR HERMA , DISPENS . NARCISVS , CELL , ZORA ET CARCAMA D Lettere da mm. 15 a 30 Punteggiatura in forma di virgole 8 Frammento di lastra marmorea con avanzo d’iscrizione a lettere alte 3 – dal terreno mm. 30, con la seguente iscrizione: Ricciotti I I TALES D [incomplete] OMVS , P , N FAM Lungh. mass. m. 0.22. alt id. 0.16 9 Lastra marmorea scorniciata con iscrizione. Misure: lungh. 0.40 Percile largh. 0.335 spess. 0.04 altezza delle lettere mm. 25. (Proveniente 10. da Percile) D M DIDIAE . T . F . PROBAE . M . MELVIVS . ATRATINVS CONIVGI . DVULCISSIMAE (sic) ET . RARISSIMAE . ET . MARCI HELVI . SABINVS ET . PROBVS MATRI PIIS SIMAE 552 G.1. Textual Sources Categoria M: Vasche e vasi di marmo No. d’ordine Provenienza 1 Grande frammento di labrum di vasca circolare di forma piatta e con orlo 5 dal terreno Foschi piatto a bastone; diam. approssimativo m. 1.40. 2 Fondo e orlo di vasca da bagno circolare, in due pezzi. 1 Caponnetti 3 Angolo e fondo di vasca da bagno 1 “ 4 Orlo di grande labrum da bagno. [formerly 3] 1 “ 5 Parte centrale di un grande labrum, leggermente cavo e soleato a “ [formerly 3] 4 “ conchiglia. Caponnetti 6 Idem più piccolo “ “ Caponnetti 7 Fondo di vaso di marmo di forma conica. 1 “ 8 Frammento della spalla e dell’orlo di un cratere di marmo, con orlo “ 3 “ Caponnetti a fascia piatta 9 Idem calcinato dal fuoco, ma appartenente allo stesso vaso. } 10 Idem appartenente a vaso più piccolo, con orlo a fascia piatta. 1 Ricciotti 11 Orlo e angolo di vasca rettangolare con ciglio a cordo toro 2 “ 12 Piccolo frammento di un cratere di marmo. s.v. “ “ “ Caponnetti Categoria N: Frammenti di monumenti sepolcrali No. d’ordine 1 Provenienza Frammento di fregio in pietra locale, ornato di triglifi e metopa con Dal terreno rosetta. Alt. 0.52 lungh. 0.38 Caponnetti } 15 2 Idem id. id. id. “ “ Caponnetti Categoria O: Vetri No. d’ordine da 1 a 6 Provenienza Sei cartoni contenenti frammenti di vetro per finestre (presso il Caponnetti ninfeo) Angeletti Foschi Ricciotti 24 553 Bernard Frischer Categoria P: Marmi medievali No. d’ordine Provenienza 1 Rozza scultura rappresentanto [sic] a tutto rilievo un coniglio 25 grande ed uno piccolo accovacciati i quali abboccano un grappolo di uva. dal terreno Caponnetti Il coniglio grande manca della testa e quello piccolo ne ha metà. Collare ad ambedue. Base m. 0.25 x 0.21 2 Idem id. con coniglio a tutto rilievo nell’atto di mangiare un fiore, “ 15 “ Caponnetti con collare. Base m. 0.22 x 0.11 3 Plinto rozzissimo di forma rettangolare nella cui parte anteriore “ 2 “ Caponnetti restano due zampe di cane. Base m. 0.22 x 0.15 4 Testa e collo di figurina di vitello. Molto rozzo. Lungh. cm. 6 5 Frammento di plinto con gruppo di erbe, appartenente a rilievi simili “ 2 “ Angeletti al n. 1 e n. 2. } “ 5 “ Foschi Categoria Q: Monete antiche No. d’ordine Provenienza 1 Triens del sistema librale, peso e con cavallo e raggi di ruota. L. 30 25 2 Moneta di età repubblicana del sistema onciale, ridutta e battuta. 2 3 Idem 1 4 Idem 5 M.B. di Giulio Cesare e Ottaviano: DIVVS_IVLIVS R. CAESAR.DIVI.F. Cohen 3 4 L. 3 6 M.B. di Augusto: CAESAR.AVGVSTVS.TRIBVNIC.POTEST. Testa nuda a destra. R. L.SVRDINVS.IIIVIR.A.A.A.F.F.S.C. a. 15 Babelon 302 3 7 M.B. di Augusto: DIVVS.AVGVSTVS.PATER. Testa radiata a sinistra R. IMP.T.CAES.AVG.REST.S.C. Altare in esergo: PROVIDENT. Cohen 558 (restitut. da Tito) 10 } [given the total of these 7 coins = 42] 554 G.1. Textual Sources 8 M.B. di Agrippa: [carried total 42] M.AGRIPPA.L.F.COSIII. 1 Testa a sin. con corona. R. S.C. Nettuno ritto, nudo con un mantello sulle spalle, che tiene un delfino ed un tridente. a. 27/12 av.C. Cohen 3 9 M.B. di Claudio TI.CLAVDIUVS.CAESAR.AVG. Muggio [?]. R. PON.M.TR.IMP.COS.DES.II. S.C. a. 41 Cohen 72 2 10 M.B. di Claudio TI.CLADIVS [sic].CAESAR AVG.P.M.TR.P.IMP. Testa nuda a sinstra. R. S.C. Pallade in piedi che lancia il giavellatto e tiene uno scudo. Cohen 84 2 11 M.B. di Claudio TI.CLAVDIVS.CAESAR,AVG.P.M.TR.P.IMP.P. [given the total of 10 . coins = 47] Testa nuda a sinstra R. S.C. Pallade stante a destra, che lancia un giavellatto e tiene uno scudo. [carried total 47] A. 41. 2 Cohen 84. 12 M.B. di Galba: SER.SVLPI.GALBA.IMP.CAESAR.AVG.P.M.TR.P. Busto laureato a destra. R. S.C. Tre insegne militari Cf. Cohen 349 269 13 G.B. di Galba 3 SER.SVLPI.GALBA IMP.CAES.AVG.TR.P. Testa laureata a destra R. Irriconoscibile (N.B. Sembra che sia riferibile al tipo del Cohen 98-100 con rovescio della Vittoria a destra e LIBERT o LIB.AVG.). R. XL. 555 4 Bernard Frischer 14 M.B. di Vespasiano IMP.CAESAR.VESPASIAN COS VIII. Testa di Vespasiano radiato a sinistra R. CERES AVGVSTA. S.C. Cerere volta a sinistra tenente tre spighe e una face Cohen 57. 3 [given the total of 14 coins = 59] 15 M.B. di Vespasiano: [carried total 59] IMP.CAES.VESP.AVG.P.M.T.P.COS.III.CENS. Testa laureata a destra. 2 R. PAX.AVGVST.S.C. La Pace in piedi a sinistra, appoggiata su di una colonna con un caducaletto ed un ramo d’olivo. Cohen 304. 16 M.B. di Vespasiano: IMP.CAES,VESPASIAN.AVG.COSIII. Testa a destra R. Aquila su globo ed ai lati solamente: S.C. Battuta l’anno 71 a. [sic!] C. Cohen 480 2 17 M.B. di Vespasiano: IMP.CAESAR.VESPASIAN. R. Indecifrabile 0,20 [formerly 0,50] 18 M.B. di Domiziano: IMP.CAES.DOMITIAN.AVG.GERM.COS.XI. Testa radiata a destra R. FORTVNAE.AVGVSTI.S.C. La Fortuna – a.85 Cohen 120 2 19 M.B. di Domiziano: [given the total of 18 IMP.CAES.DOMITIAN.AVG COSXIII CENS.PER P.P. coins = 65,20] Testa laureata a destra [carried total 65.20] R. FORTVNAE AVGVSTI S.C. La Fortuna appoggiasi a timone di nave e con cornucopia nella sinistra (Coniata nell’87 a [sic] C.). 2 Cohen 125. 20 M. B. di Domiziano: 2 IMP CAES DOMIT AVG GERM COS XIII CENS PERPP Testa laureata a destra R. La Fortuna a sinistra appoggiata al timone e con corno d’Abbondanza nella sinistra. Cohen 126 FORTVNA AVGVSTI S.C. 556 G.1. Textual Sources 21 G. B. di Domiziano: IMP.CAES.DOMIT.AVG.GERM.COS.XIII.CENS.PER.P.P. Busto laureato a destra R. IOVI.VICTORI.S.C. Giove seduto a sinistra, che tiene una Vittoria al suo scettro. Cohen 311 4 22 M.B. di Domiziano: CAES.DIVI.AVG.VESP.P.DOMITIAN...... Teta laureata a d. R. Pallade con scudo e asta protesa volto a sinistra. S.C. (due esemplari) Cohen 438 [given the total of 22 coins = 73,20] 23 M.B. di Nerva IMP.NERVA CAES AVG PM.TRP COS II PP. Teta laureata a destra R. LIBERTAS PVBLICA Libertà a sinistra con scettro Cohen 108 2 24 G.B. di Traiano: 4 IMP.CAES.NERVA TRAIANO AVG.GERM.DAC.P<.TR.P.COS VI PP. R. S.P.Q.R. OPTIMO PRINCIPI Non riscontrato dal Cohen. 25 M.B. di Traiano: IMP.CAES.NERVA TRAIAN...... R. Indecifrabile. (forse la 62a del Cohen). 0,60 [formerly 1,50] 26 G.B. di Traiano: R. Indecifrabile. Cohen 612? 0,20 27 Traiano Denaro d’argento. R. S.P.Q.R. OPTIMO PRINCIPI (anno 104-110) – Cohen 429 2 [given the total of 27 coins = 90] 28 M.B. di Adriano: [carried total 90] IMP.CAESAR.TRAIANVS.HADRIANVS.AVG. 2 Busto radiato a destra. R. ANNONA AVG (nell’esergo) PONT.MAX.TR.POT.COS.II.S.C. L’Abbondanza in piedi a sinistra, con due spighe ed il corno di Amaltea; a sin. il madius con tre spighe; a destra un uccello. A. 118. Cohen 179. 557 [carried total 73.20] 8 Bernard Frischer 29 M.B. di Antonino Pio. 2 ANTONINVS.AVG.PIVS.P.P.TR.P.COS.II. Busto laureato e appoggiato a destra R. SALVS.AVG.S.C. La Salute in piedi a sinistra, che nutrisce un serpente arrotolato intorno ad un altare e con un timone poggiato su di un globo. A. 139 Cohen 713 30 M.B. di Antonino Pio: IMP.ANTONINVS PIVS PP. Testa laureata a destra R. SCYTIA S.C. La Scitia a sinistra con scettro e corona. Cohen 778 10 31 M.B. di Faustina seniore: DIVA.FAVSTINA Busto a destra. R. AVGVSTA. S.C. La Concordia in piedi a sinistra, con una statuetta. Cohen 122 123 [given the total of 30 coins = 104] [carried total 104] 8 32 M.B. di Marco Aurelio: IMP.CAES.M.AVREL.ANTONINVS.AVG.P.M. Busto radiato a destra. R. CONCORD.AVGVSTOR.TR.P.XV.COS III S.C. M. Aurelio e L. Vero in piedi, che si danno la mano. a. 161 Cohen 49. 0,50 33 M.B. di Marco Aurelio M.AVRELIVS M.ANTONINVS. AVG.GERM.SARM.TR.P.XXXI. Testa laureata a destra. R. FELICITATI AVG.PP, nel campo IMP.VIII sopra è COS II in giro. Nave a destra con quattro rematori e una statua di Nettuno a poppa. Cohen 191 4 34 M.B. di Marco Aurelio: AVRELIVS.CAESAR.AVG.PII.F Testa a destra. R. TR.POT.XV.COS. III Uomo in piedi a sinistra, con bacchetta e scettro trasversale. A 161 – Cohen 789. 0,50 M.B. di Marco Aurelio: Testa R. Irriconoscibile. [carried total 117] 0,20 35 558 [given the total of 34 coins = 117] G.1. Textual Sources 36 G.B. di Faustina giovane: FAVSTINA.AVGVSTA. Busto a destra R. SALVTI AVGVSTAE La salute seduta a sinistra, che nutrisce un serpente avvolto intorno ad un altare. Cohen 200. 0,50 [in a circle, probably subtracted from the total] dal terreno Caponetti 37 G.B. di Faustina: DIVA FAVSTINA Testa a destra. R. Indecifrabile 0,20 38 M.B. di L. Verus: L.VERVS.AVG.GERM.PARTH. Testa di L. Vero laureata a destra R. Vittoria a sinistra, che rialza un trofeo, ai cui piedi uno scudo. Cohen 282. 0,50 39 G.B. di Commodo: M.COMMODVS.ANTONINVS.AVG. Testa laureata a sinistra. R. LIB.AVG.IIII.TR.P.VI.IMP.IIII.COS III P.P. (esergo) Commodo su un suggesto e la Libertà. a. 181. Cohen 310 [given the total of 38 coins = 117,90] [carried total 117,90] 20 40 AR di Commodo: 1 M.COMMODVS.ANTON.AVG.PIVS. Testa a destra R. TR.P.VIII.IMP.VI.COS.IIII.P.P. La Provvidenza ritta a sinistra, indicando con una bacchetta un globo che è ai suoi piedi, e con uno scettro. a. 183 Cohen 905 41 M.B. di Gordiano Pio: 0,50 MP.GORDIANVS.PIVS.FEL.AVG. Busto laureato a destra. R. P.M.TR.P.IIII.COS.II.P.P. Gordiano in abito militare in piedi a destra, che regge un asta trasversale ed un globo. A. 241. Cohen: 255. 559 Bernard Frischer 42 M.B. Modulo del pezzo d’argento di Gordiano Pio: D.IMP.CAES.M.ANT GORDIANVS AVG. Busto laureate a destra. R. PAX.AVGVSTI. La Pace in piedi a sinistra, con un ramo d’olivo ed una asta. Inedita.. Cfr. Cohen n. 178, 179, 180. 43 M.B. di Gordiano Pio: [carried total 139,40] IMP.GORDIANVS.PIVS.FEL.AVG. 0,50 Busto laureato a destra R. SECVRITAS.AVG.S.C. La Securitas seduta a sinistra presso un altare, con uno scettro e sostenendo la testa con la mano sinistra. Cohen 330. 44 M.B. di Gordiano il Pio: IMP.GORDIANVS PIVS FEL.AVG. Testa laureata a destra. R. VIRTVTI AVGVSTI S.C. Ercole appoggiato alla clava. Cohen 406. 5 45 G.B. di Massimo: MAXIMVS.CAES.GERM. Busto diappeggiato a destra R. PRINC.IVVENTVTIS. Massimo ritto a sinistro con una bacchetta ed un’asta; diestro di lui due insegne militari. a. 238 Cohen 14 10 [in a circle, probably subtracted from the total] dal terreno Caponetti 46 G.B. di Otacilia Severa: MARCIA.OTACIL SEVERA AVG. Busto diademato a destra. R. PIETAS AVG. S.C. La Pietà in piedi di fronte con testa a sinistra con mano destra alzata e mano sin. Recante una theca. Cohen 41. [given the total of 45 coins = 144,90] [carried total 144,90] 0,50 47 G.B. di Otacilia: MARCIA OTACIL.SEVERA AVG. Busto diademato a destra R. SAECVLARES.AVGG. Ippotamo che guarda in alto. Moneta commemorativa dei Ludi seculares. Cohen 65. 10 [in a circle, probably subtracted from the total] dal terreno Caponetti 560 dal terreno Caponetti 2 [in a circle, probably subtracted from the total] [given the total of 42 coins = 141,40 139,40] G.1. Textual Sources 48 P.B. di Traiano Decio: IMP.CAES.TRAIANVS DECIVS AVG. Testa laureata a destra R. LIBERALITAS AVG.S.C. (anno 248). Cohen 71. 0,50 49 G.B. di Gallieno: GALLIENVS AVG. Busto a destra PIETAS AVG. Gallieno velato a sin. Innanzi a tripode e una patera a sinistra. (Coniata nel 266-268 d.C.). Cohen 788 0,50 [in a circle, probably subtracted from the total] “ “ Angeletti 50 P.B. di Gallieno: GALLIENVS AVG Busto a destra e testa radiata. R. SOLICONS AVG. Pegaso volante a destra. Coh 981 [given the total of 49 coins = 145,90] [carried total 145,90] 2 51 Gallieno? R. VOTA etc.? Entro corona di lauro 0,20 52 M.B. di Salonina: 6 CORNELIA SALONINA AVG. Testa a destra con collo ammanteato. R. IVNO REGINA S.C. Giunone a sinistra appoggiata a lungo scettro e una patera nella destra protesa. Cohen 63 53 P.B. di Claudio II il Gotico: DIVO CLAUDIO Testa radiata a destra R. CONSECRATIO. Aquila stante e di faccia che si volta a destra. Cohen 46. 54 P.B. di Claudio II. 3 DIVO CLAVDIO OPTIMO IMP. [given the total of 54 Busto coins = 157,60] R. REQVIES. OPTIMOR.MERIT. Claudio seduto a sinistra su sedia curule la mano destra alzata, ed uno scett<r>o nella sin. Cohen 243 55 P.B. di Claudio II il Gotico. C..... Testa radiata R. Irriconoscibile 0,50 [carried total 157,60] 0,10 561 Bernard Frischer 56 M.B. di Severina, moglie di Aureliano: 6 SEVERINA AVG. Busto a destra. R. IVNO REGINA Giunone a sinistra con patera nella destra e scettro nella sinistra e pavone ai piedi. Nell’esergo S Cohen 9 57 P.B. di Dioclziano: IMP.DIOCLETIANVS P.F. AVG. Busto radiato e corrazzato a destra. R. VOT.XX.A in una corona d’alloro. Cohen 543 58 P.B. di Massimiano Erculeo: 3 IMP.MAXIMAIANVS.P.F.AVG. [given the total of 58 Busto radiato e drappeggiato a destra. coins = 168,60] R. CONCORDIA MILITVM Massimiano in piedi a destra in abito militare e Giove nudo con il mantello sulla spala sinistra, sostengono un globo sormontato da una Vittoria. Massimiano ha un corto scettro a perizonium e Giove uno scettro lungo. Cohen 50. 59 M.B. di Massimiano: IMP.C.MAXIMIANVS P.F.AVG. Busto. R. FIDEX.MILITVM AVGG.ET CAESS.NN. La Fedeltà che si appoggia a un’insegna militare. Cohen 123. 60 P.B. di Massimiano Erculeo. Illegibile. 61 Tre P.B. di Massimiano Erculeo: 62 [skipped in catalogue] 63 IMP.C.M.MAXIMIANVS P.F.AVG Testa coronata a destra R. VOT XX entro corona Cohen 675. 64 P.B. di Costantino I. 2 IMP.CONSTANTINVS.P.F.AVG. Testa nuda a destra. R. FVNDAT.PACIS. Marte nudo, con il mantello al ventre, gradiente a destra che tiene un barbaro per i capelli e un trofeo. Cohen 157 65 Due esemplari di P.B. di Costantino: 2 [carried total 168,60] 2 0,50 [given the total of 65 coins = 173,10] 562 G.1. Textual Sources 66 IMP.CONSTANTINVS. [carried total 173,10] Busto laureato a destra. 2 R. SOLI INVICTO COMITI Figura del Sole seminuda a sinistra e con mano destra alzato e un globo nella sinistra appoggiata al fianco. Cohen 546 67 M.B. di Costantino (il Grande): R. FVNDAT.PACIS. Cohen 157 4 68 P.B. di Costantino I: D.CONSTANTINVS P.F.AVG. Testa laureata a destra. R. SOLI INVICTO COMITI Cohen 515 3 69 p.B. di Massenzio: MAXENTIVS. R. VOT.Q.Q.MILIT Cohen 136 1 70 M.B. di Massenzio: MASS[sic]ENTIVS Testa laureata a destra R. AETERNITAS AVG N. Cohen 10. 0,50 71 P.B. di Costantino II il giovane: [given the total of 70 CONSTANTINVS.IVN.NOB.C. coins = 183,60] Testa laureata a destra. R. CAESARVM.NOSTRORVM intorno ad una corona d’alloro nella quale si legge: VOT.V. [carried total 183,60] Cohen 31. 0,20 72 Faustina Seniore (Denaro d’argento) R. AVGVSTA Trono con scettro di traverso e diadema sopra. Cohen 131. Monete trovate in gruppo 5 73 G.B. di Marco Aurelio: M.AVRELIO. Cohen 213. “ “ “ 0,50 74 M.B. di Caracalla: ANTONINVS PIVS AVG BRIT. Testa laureata a destra. R. PM TRP XVI.IMP.II COS III S.C. Quadriga al passo verso destra guidata da Caracalla (anno 213). Cohen 234. “ “ “ 3 75 G.B. di Mamea: R. FELICITAS PVBLICA Cohen 21 “ “ “ 0,50 563 Bernard Frischer 76 M.B. di Emiliano: R. irriconoscibile “ “ “ 77 G.B. di Filippo Padre: R. FIDES MILITVM Cohen 52 “ “ “ [given the total of 76 coins = 192,80] [carried total 192,80] 4 78 M.B. di Valeriano. R. VICTORIA AVGG. Cohen 226. Monete gruppo 6 79 G.B. di Adriano. Hilaritas P.R. Ces. II S.C. Cohen II p. 175 n.817 “ “ “ 6 80 M.B. di M. Aurelio. SALVTI AVG COS III dell’anno 169 Cohen III p. 56 n. 545 “ “ “ 81 P.B. di Costanzo II D.N. CONSTANTIVS P E AVG Busto di Costantino a destra R. FEL.TEMP. REPARATIO Cavaliere caduto e attaccato da un astato Cohen 44 “ “ “ 0,50 82 CONSTANTINVS AVG. Testa laureata a destra R. PROVIDENTIAE AVG. Porta di costume sormontata da due torri. Sopra una stella –SMTSA Cohen p. 281 n.454 “ “ “ 0,20 trovate in “ “ “ 0,50 [given the total of 82 coins = 210,00] G.1.13. Early published accounts of Pasqui’s excavations G.1.13.1. 1913. Robert Vaucher, L’Illustration vol. 451 (May 17, 1913): Plan-croquis des fouilles de la villa d’Horace, relevé sur place, le 11 mai 1913, par M. Robert Vaucher [=B.4, fig. 20]. 1. Entrée de la villa (destruite par des glissements de terrains). – 2. Le cryptoportique. - 3. Gardin.- 4. Piscine. - 5. Triclinium - 6. Partie habitée par les maîtres. - 7. Partie reservée aux serviteurs - 8. Caldarium. - 9. Égouts. - 10. Conduite emmenant l’eau de la piscine. - 11. Collecteur des eaux. - 12. Bains vespasiens. - 13. Frigidarium. - 14. Porte de l’eglise construite sur le frigidarium. - 15. Crypte creusée dans la piscine. - 16. Terrains restant à fouiller. La Villa D’Horace Rome, 12 Mai 1913 564 G.1. Textual Sources “La visite de la reine Marguerite à la villa d’Horace [cf. G.1.12.2.139] a récemment attiré l’attention de l’habitation du grande poète. M. Angiolo Pasqui, le distingué directeur de fouilles de la province de Rome, a bien voulu me consacrer une journée, afin que L’Illustration, la première, pût donner à ses lecteurs une vision exacte de ce que l’on découvre actuellement. Depuis Rome, le chemin de fer de l’Adriatique nous transporte jusqu’à Mandela, dans la Sabine. De là, au trot régulier de nos mulets, nous nous acheminons à travers des vallées pittoresques, qui vont se resserrant de plus en plus. Bientôt, le pays devient sauvage; de loin en loin, sur les sommets des montagnes, dont quelques-unes ont plus de 1,000 mètres d’altitude, de petits villages sont perchés en nids d’aigles. Nous arrivons enfin au pied du mont Lucretile, où les travaux, commencées en mai 1911, sont actuellement assez avancés pour permettre d’apprécier l’importance des découvertes faites. Il y a longtemps que l’on a cherché dans le monde des archéologues quel pouvait bien être l’emplacement de la villa d’Horace. Déjà, dans le courant du quinzième siècle, Daleandro Alberti avait voulu résoudre le probleme, mais sans succès. En 1776, de Sanctis étudia la topographie du terrain et établit que la villa d’Horace devait se trouver près de Licenza. Il est intéressant de remarquer qu’un peintre français, J. Ph. Hackert, fit, en 1780, quelques peintures dans la vallée de Licenza, dont l’une, intitulée: «Vue de la situation de la maison de campagne d’Horace», nous montre un joli paysage situé au pied du Lucretile, exactment à l’endroit où les fouilles se poursuivent actuellement. Il semble donc que, en 1780 déjà, on ait été sur la bonne voie. Malheureusement, M. Pietro Rosa affirmait, en 1857, que la villa d’Horace se trouvait à Rocca-Giovane, village situé à quelques kilomètres de Licenza. Les déclarations d’Horace dans plusieurs de ses écrits s’inservent en faux contre cette thèse. Le grand lyrique dit, en-effet, que, pour se rendre chez lui, il quitte la Via Valeria à Varia et gagne, par une succession ininterrompue de vallées entourées de montagnes sauvages, le temple de Vacuna, puis continue jusque’au mont Lucretile à un endroit où, dit-il, se trouve sa villa “dont le côté droit est illuminé par le soleil levant et le côté gauche couvert des ombres du couchant”. Le temple de Vacuna a été retrouvé à Rocca-Giovane, où une inscription de Vespasien rappelle les restaurations que l’empereur a fait exécuter au temple de la Victoire: la Vacuna dei Sabini. Une fois ce temple découvert, il était impossible de continuer à situer la villa d’Horace à Rocca-Giovane, puisque le poète lui-même déclare qu’elle se trouve au delà, sur la route qui, de Varia (actuellement Vicovaro), conduit dans la haute Sabine. Or, des monuments et tombeaux d’une grande importance, portant souvent des inscriptions, en particulier le temple dédié à Flora, la déesse sabine, ont été retrouvés dernièrement le long de cette route, et confirment encore l’existence, dans cette direction, de la villa d’Horace. Enfin, les derniers doutes disparaissent lorsqu’on voit la Licenza (ancienne Digentia) roulant ses eaux mugissantes à 120 mètres de la villa repérée, et qu’on se rappelle que la poète a souvent parlé de ce torrent dans se oevres. Il a dit expressément que sa modeste maison se trouvait près des rives fraîches de la Digentia, dont les eaux vont se perdre à Mandela. Ces eaux qui, selon Horace, avient des qualités médicinales, calmant spécialement les maux de tête et d’estomac, possèdent encore ces propriétés aujourd’hui. C’est ce torrent aussi qui fournissait l’eau à la villa et aux bains qui furent établis tout auprès. Horace a vécu pendant trente ans dans sa villa de Licenza et y écrit beaucoup d’odes. Il y courut deux dangers mortels: il fut attaqué par un loup dans une forêt du Lucretile, et risqua, une autre fois, d’être écrasé par un grand noyer qui faillit tomber sur lui. Pour témoigner sa reconnaissance d’avoir été sauvé de ce second péril, le poète sacrifia dès lors chaque année un chevreau aux dieux des fôrets. Dans les environs de sa villa, Horace possédait cinq autres propriétés; aussi pouvait-il être représenté au Conseil de Varia par cinq chefs de famille. Ses domaines se trouvant sur les bords de la Digentia, le poète connut certains des ennuis inhérents à la propriété rurale: il se plaint, en effet, d’avoir souvent à remettre en état se terrains, dévastés par les eaux grossies du torrent. D’autre part, on peut voir un mur de clôture, qu’il dut faire construire afin de protégér ses moutons contre les 565 Bernard Frischer incursions des loups, nombeux dans les bois touffus de Lucretile. Il est intéressant de noter que les traditions populaires ont toujours gardé le nom de villa d’Horace au verger planté d’oliviers et de noyers où l’on a entrepis le fouilles avec tant de succès. Horace, comme Agrippa et Mécène, légua son patrimoine à Auguste lui-même. Ses terrains devinrent donc biens impériaux. Grâce au respect inspiré par le nom d’Horace, la villa resta intacte, tandis qu’on bâtissait à côté un établissement de bains publics, qu’il eût été plus aisé de construire sur les fondements mêmes de la maison du poète. La villa d’Horace forme un rectangle parfait, autour duquel un mur d’enceinte à contreforts devait empêcher les glissements de terre. Le jardin, qui occupe environ les quatre cinquèmes du terrain, est lui-même entouré d’un cryptoportique (ou galerie voûtée) et contient une très vaste piscine. Devant la maison, qui est un peu plus élevée que le jardin, et à laquelle on accède par quelques gradins, le cryptoportique existe aussi, afin de donner plus de fraîcheur en été. Le bâtiment est divisé en deux parties, dont l’une, à droite, est réservée aux maîtres. Dans l’autre habitaient le villicus et les esclaves. Dans la première partie se trouvent plusieurs chambres à coucher et un grand triclinium. Les mosaïques de toutes ces salles sont de marbre finement travaillé et rappellent la belle époque d’Auguste, tandis que celles des chambres réservées aux serviteurs sont d’un travail beaucoup plus grossier. A côté de ces chambres, séparés par un corridor, se voient les bains avec caldarium pour hommes et pour femmes. Le cryptoportique était pavé de petits carrés de marbre, alternant avec des morceaux de palombino (qui est un calcaire du pays). Les piliers étaient de marbre. La grande piscine, située au centre du jardin, a deux mètres de profondeur. De beaux marbres ont été retrouvés à l’intérieur de la maison. Malheuresment, en 1857, l’abbé Marco Tulli, archiprêtre de Licenza, voulant y construire une église, fit faire des fouilles sur l’emplacement de la villa d’Horace, et, avec les marbres mis à jour, fabriqua la chaux qui lui était nécessaire. Les murs sont faits en reticolato (matériaux prismatiques donnant aux surfaces l’aspect d’un réseau), caractéristique de l’epoque d’Auguste. Encore faut-il remarquer que, tandis qu’à Rome le reticolato est en tuf, il est, ici, taillé dans du calcaire très dur. C’est donc intentionnellement qu’un l’a employé, afin d’être en rapport avec l’architecture. La villa n’a subi dès lors aucune reconstruction. Adjacentes à la maison d’Horace se trouvent des constructions postérieures, séparées, dont une partie est du temps de Vespasien. L’autre, plus récente, date des Antonins. Ces ruines longent le jardin du poète et sont les restes d’un grand bain. On y a relevé l’emplacement d’une vaste salle, autoure de laquelle couraient des canaux pour la conduite des eaux et de la vapeur nécessaire au chauffage. Dans une piscine peinte en bleu, on élevait des poissons, probablement pour amuser les visiteurs. Tandis que le caldarium est resté intact, le frigidarium a subi de nombreuses transformations. Celui-ci a la forme d’un rectangle, avec des niches dans chaque angle et, au milieu, la piscine. Plus tard, une église fut construite sur le frigidarium lui-même, et de la piscine, on fit une sorte de crypte que l’on employa comme cimitière. Cette crypte fut trouvée pleine de squelettes, portant au cou des colliers avec médailles, qui permettaient de faire remonter la construction de l’église au sixième ou septième siècle, soit au temps des Goths et des Lombards. Les mosaïques qui couvrent le fond sont très grossières. On rencontre chaque jour des objets de toutes espèces au fur et à mesure que les fouilles avancent. M. Pasqui a réuni dans le pittoresque village de Licenza une collection très complète d’objets ayant appartenu à Horace. Il y a une tête en marbre de l’impératrice Sanonina qui est assez intéressante. Les ustensiles domestiques (cuillers, candélabres, clefs, anneaux, poids marqués et portant le sceau du vérificateur) sont nombreux. Le grand poète avait même de jolies pierres pour le jeu des osselets. Des vases gaulois bien conservés peints à la barbotine, et remontant au deuxième et au troisième siècle, voisinent avec un glyrarium, sorte de vase de terre cuite renversé, employé comme cage afin d’engraisser rapidement les oiseaux et n’ayant que quelques trous pour laisser passer la nourriture. Déjà les anciens connaissaient donc des procédés pour l’élevage intensif. Des briques ont été recueillies avec la signature: “Numeri 566 G.1. Textual Sources Nevi”. Elles sont donc parmi les plus anciennes que l’on connaisse. M. Pasqui me montre également de ravissants camées et une bague en or de grande valeur, trouvés dans la villa ellemême. Une pierre tombale, représentant les quatre saisons, nous donne des conseils de résignation: “Certes, vous devrez tous mourir, dit l’inscription, mais du moins vous avez vécu. Dans la vie, l’on mange et l’on boit bien: aussi devez-vous être heureux d’avoir vécu...”. Nous voici arrivées au bout de notre excursion et, tandis que le soleil se couche derrière le mont Lucretile, je me hâte de faire un croquis de l’emplacement de la villa d’Horace, car il est impossible d’en obtenir le plan. “J’ai une modeste maison de campagne”, écrit Horace; en effet, la villa n’est pas très grande, — juste la place, dans la partie réservée aux serviteurs, pour loger les huit esclaves que possédait le poète. Les travaux sont loin d’etre terminés, et l’on peut espérer que le gouvernement italien, vu les beaux résultats déjà obtenus par M. Pasqui, se hâtera de permettre— financièrement—de poursuivre les fouilles qui nous réservent peut-être encore d’agréables surprises. Il y a deux ans; le promeneur attentif aurait à peine remarqué, sur une colline ombragée d’oliviers et de noyers, deux piliers dépassant le sol de 50 centimètres, et il ne se serait certainment pas douté que des mosaïques se trouvaient merveilleusement conservées, dans cet endroit retiré, à deux mètres sous terre. Le sol italien est encore riche en trésors, et l’ère de découvertes n’est point close.” G.1.13.2. 1913. Paolo Giordani, “La villa d’Orazio,” La Lettura. Rivista mensile del Corriere della Sera, vol. 13 (September 1913) 845-850, at 846-849: “Da quanto finora è venuto alla luce si può indurre che intorno alla villa, costituita, così come ci appare, da un perfetto rettangolo, corresse un muro di cinta a contrafforti per impedire i facili scoscendimenti del terreno. Le mura, fatte con delle intagliature prismatiche in un calcare durissimo, anzi che nel tufo, come usava a Roma, hanno l’aspetto di un reticolato caratteristico dell’epoca di Augusto. L’ingresso s’apre con alcuni scalini e davanti alla casa è il criptoportico—perché d’estate ci si godesse il fresco—tutto ornato di quadrettini di marmo alternati con dei pezzi di palombino, un calcare del luogo, e sorretto da pilastri di marmo. Entro al rettangolo, un po’ in basso, è il giardino che occupa i quattro quinti del terreno ed è anch’esso circondato da una galleria a volte; in mezzo al giardino una vastissima piscina alta due metri. La casa vera e propria è poi divisa in due parti. In quella a destra, riservata al padrone ed agli ospiti, si trovano numerose camere da letto e un ampio triclinio, tutte sale adorne di bei mosaici di marmo finemente lavorato dell’epoca di Augusto. Nell’altra, dove abitavano i villici e gli otto schiavi, che il poeta possedeva, i mosaici sono molti grossolani. Accanto alle camere dei servi, separate da un corridoi, si vedono i bagni per uomini e per donne con un calidarium, dove si riscontrano i pilastri che sostenevano il pavimento e tra i quali scorreva l’acqua calda. Modesta invero, sebbene non priva di commodità, questa casa di campagna, tanto cara al poeta.... Presso il giardino del poeta, accanto alle rovine del tempio di Vespasiano vediamo i resti di questo gran bagno d’epoca posteriore, probabilmente degli antonini. Intorno a una vasta sala corrono dei canali, dove passava l’acqua e il vapore necessario al riscaldamento. Il calidarium è quasi integro, ma il frigidarium a forma ovale con delle nicchie intorna e la piscina nel mezzo, ha dovuto subire numerose trasformazioni. In altra epoca infatti vi fu sopra costruita una chiesa e la piscina fu ridotta a una specie di cripta, che servì da cimitero. N’è prova il fatto che vi si trovarono numerosissimi scheletri e dalle medaglie appese al collo di questi si è indotti a far rimontare la costruzione della chiesa al sesto o settimo secolo, al tempo dei Goti o dei Longobardi. Purtroppo ancora non ci è stato rivelato tutto il mistero di questo suolo 567 Bernard Frischer prezioso e chi sa per quanto tempo tesori d’arte e costruzioni famose ci saranno contesi dalla terra.... Così nel villaggio di Licenza, Angelo Pasqui ha potuto ordinare con cura minuziosa una ricchissima collezione di oggetti appartenuti ad Orazio, un vero e proprio Museo Oraziano, che a rendere oltre ogni dire interessante basterebbe la sola testa in marmo dell’imperatrice Faustina Junior. Gli utensili domestici vi abbondano: chiavi, annelli, candelabri, cucchiai, financo dei pesi col bollo del verificatore. Tra i vasi, ve ne sono alcuni gallici del secondo e terzo secolo, dipinti col seme santo e stupendamente conservati, e poi anche un glyrarium—sorta di vaso di terra cotta rovesciato con dei piccoli fori—che serviva all’allevamento intensivo degli uccelli. Infine dei mattoni con la marca Numeri Nevi, fra i più antichi perciò che si conoscano, dei vistosi cammei e un anello d’oro di straordinario valore—tutte cose rinvenute nella villa stessa—completano la bella raccolta, insieme con una pietra tombale raffigurante le quattro stagioni, che reca scritto: “Voi tutti, certo, dovrete morire, ma almeno voi avete vissuto. Nella vita si mangia e si beve: perciò voi dovete esser contenti d’aver vissuto...”. G.1.13.3. 1912-1915.30 Pasqui’s last report about the excavation. ����������������������������������������� A. Pasqui, “L’opera delle sovrintendenze dei monumenti, delle gallerie, dei musei e degli scavi (Quinquennio 1909-1914). Sovrintendenza dei Musei e Scavi di Roma e del Lazio,” Bollettino D’Arte 1916, 11-13: “LICENZA. – Villa di Orazio. – Intorno al 1776 si agitò fra i letterati la questione sulla località del territorio sabino, dove Orazio Flacco per trent’anni godé la sua casa di campagna donatagli da Mecenate. Gli studi del De Sanctis e dello Chaupy stabilirono che la villa doveva occupare la sommità di una valletta solcata traversalmente dal rivo del Digentia. Ivi né allora né qualche anno fa apparivano avanzi ragguardevoli di antiche costruzioni, ma tutto induceva a riconoscere questa località come la sede della Villa d’Orazio, sia perché in essa trovavano perfetto riscontro i ricordi del poeta, sia perché si prestava a preferenza di ogni altro luogo vicino alla disposizione di una villa fornita di abbondanti sorgive, sia perché anticamente quei terreni formavano un solo insieme, soggetto al fisco, e poi denominato, a motivo dei tributi, Terra S. Petri.... La Direzione Generale delle Antichità...ordinò al Direttore degli Scavi di Roma e del Lazio Antico di occuparsi personalmente del complesso delle questioni e di formulare colla piena coscienza un suo parere sulla vera località, che lungamente aveva motivato le discussioni. Dopo un accurato studio sulla topografia della regione del Digentia, fu riconosciuto in modo indiscutibile che la località della piccola valle denominata Terra S. Petri era stata la sede della Villa rustica d’Orazio, e ciò rispondeva alle tradizioni lasciateci dal poeta. Fu quindi formulato un progetto di scavo a conto dello Stato e col consenso dei diversi proprietari del luogo, e il giorno 22 maggio 1911 si iniziarono le esplorazioni regolari. Bastarono poche opere di scavo per riconoscere che tutta la parte superiore della piccola valle nascondeva sotto lo strato della terra coltivata gli avanzi di fabbriche antiche, come fu facile assicurare subito che una parte di questi avanzi costituiva un vasto fabbricato esclusivamente costruito ad opera reticolata, e un’altra parte costituiva un seguito di fabbriche ad opera incerta rivestite con bella cortina di laterizi. L’opera reticolata appositamente fatta con materiali durissimi, quali il calcare bianco del luogo, riferivasi senza dubbio ad un fabbricato dell’età augustea, mentre le costruzioni a cortina di laterizi dovevano riportarsi all’età traianea e anche posteriore. Inoltre col procedere degli scavi sistematici apparve all’evidenza che la prima struttura a reticolato doveva appartenere ad una villa, della 30. Based on internal evidence, it is clear that this report was mainly written in 1912 with a coda added sometime before Pasqui’s death in 1915. 568 G.1. Textual Sources quale in appresso descriveremo le parti. L’altra costruzione poi senza dubbio appartenne ad una terma pubblica, alimentata con apposite condotture delle acque salutari del Digentia. La villa occupava tutta la parte superiore e pianeggiante della vallata distendosi tra le pendici del Lucretile e quelle di una collinetta isolata e rivestita di annosi castagni. L’asse principale di questa villa era perfettamente diretto a mezzogiorno. L’altro fabbricato, costruito appositamente per una terma pubblica, si distendeva a contatto del muro di cinta, che limitava sulla destra la villa, senza che in nessun punto apparisse o comunicazione colla villa stessa o promiscuità di ambienti o di costruzioni, in modo che nel periodo, in cui fu costruito il bagno, la villa doveva conservarsi intatta. Gli scavi progredirono fino al novembre del 1911 e furono poi ripresi nel marzo del corrente anno per essere condotti così innanzi da potere completamente distinguere l’insieme e le parti dei due edifici. La villa è costituita da un giardino rettangolare largo m. 34, lungo m. 76, recinto, o meglio chiuso, da un cripto portico, a cui si accedeva solamente da un ingresso aperto sulla fronte del recinto; ingresso che aveva il suo sfondo nel giardino. Questo era fornito ad esuberanza dalle acque del Digentia, le quali erano contenute in una vasca rettangolare lunga m. 22, larga m. 11, profonda m. 2, con pozzo e fogna di scarico. I due luoghi tratti laterali del cipto portico, oltre ad avere una leggera inclinazione, salivano per mezzo di cinque gradini ad un corridoio trasversale, che fronteggiava la villa propriamente detta. Sulla metà di questo corridoio discendevasi al giardino con una gradinata. Il cripto portico dalla parte del giardino era suddiviso con pilastri e con grandi specchi rivestiti di materiali pregievoli, quali il rosso e il giallo antico; all’interno era ricoperto d’intonaco dove rimaneva qualche traccia di decorazioni a colori. Il muro esterno del cripto portico, oltre la linea trasversale, cioè appena oltrepassate le due gradinate, proseguiva allineato sino agli angoli estremi del corpo di fabbrica, poi piegava ad angolo retto chiudendo posteriormente la villa e formando così un grande rettangolo di m. 41 di larghezza e di m. 108 di lunghezza. Sebbene lo stato del terreno messo fino da antico tempo a cultura intensa e coperto del solo strato vegetale non permettesse che scarsi risultati, nondimeno l’opera del piccone mise al nudo tutto il piano della villa colle sue ripartizioni e perfino con camere interamente pavimentate di fini musaici. La divisione generale del corpo di fabbrica accenna che la parte destra della villa coi pavimenti a musaico doveva costituire il quartiere padronale; mentre la parte a sinistra in talune camere pavimentate con musaico più rozzo, ed in altre più semplicemente con opus testaceum indica che fosse riserbata ai famigliari. Tra gli sterri oltre ai numerosi frammenti di marmo, i quali facevano testimonizanza che la villa in ogni tempo venne decorata anche di statue. Si raccolsero stili da scrivere, aghi crinali, frammenti di vasi aretini e molti altri instrumenta domestica. Si potè ancora rintracciare tutte le opere che appartenevano al sottosuolo, cioè condutture d’acqua e fogne di scarico. In complesso gli scavi di questa villa, che a buon diritto devesi riconoscere per quella di Q. Orazio Flacco, hanno offerto nella loro integrità l’esempio di un edificio privato dell’età augustea quale non hanno offerto le famose ville coetanee del Lazio. Di pari passo procedevasi alla scoperta dell’altro edificio che abbiamo fin dal principio designato col nome di terma pubblica. Ricordiamo che esso di stendesi a contatto del fianco destro dell’accennata villa sulle pendici del Lucretile, e che oggi, liberato dalle terre, si mostra conservato per un’altezza notevole, e tuttora rivestito di cortine a mattoni da rassomigliarlo ad uno dei più bei gruppi dei ruderi di Villa Adriana. Lo scopo di questo edificio venne dichiarato dall’indole stessa delle sue ripartizioni, che, sebbene grandiose, non sono poi numerose, e lo scopo stesso viene anche spiegato dal fatto evidente che l’edificio, che oggi si mostra più conservato e che deve corrispondere all’età traianea, fu preceduto da un altro edificio dello stesso genere posato in un livello molto più basso e decorato con stucchi ed intonachi figurati rispondenti all’età dei Flavi. Quest’edificio più basso di circa tre metri fu in antico appianato con terrapieno e i suoi grandi ambienti senza subire trasformazioni, servirono per stanza al personale addetto al bagno. Di questa parte più antica è conservato un grande calidario absidato 569 Bernard Frischer con pavimento circondato da fosse in muratura e con pareti rivestite di tegole in modo che sotto il pavimento e lungo le pareti circolasse il calore che perveniva dal vicino forno. Da questa grande sala provennero esempi bellissimi d’intonachi dipinti con ornati e figure. La parte opposta all’abside di questo calidario fu chiusa dalle nuove costruzioni per poterla convertire in un vivaio da pesci solidamente cementato e colorito d’oltremare fino al filo d’acqua. Un motivo di scale permetteva discendere fino al livello d’acqua e nel fondo del vivaio. Abbandonato dunque l’edificio primitivo forse perché piazzato in un livello molto basso e quindi molestato dalle infiltrazioni e forse anche dal pericolo delle frane del ripido Lucretile si estese il nuovo fabbricato verso la china della piccola valle. Del bagno pubblico emersero le tre parti principali, l’una in continuità all’altra e regolarmente disposte cioè l’apodytherium, il calidarium coi suoi annessi e il frigidarium. Alla vita che si è svolta in questo luogo ricercato per l’efficacia delle acque del Digentia rispondono i piccoli oggetti d’uso e di toeletta, le numerose monete, tra le quali sono da notarsi quelle di Otacilia Severa e di Severina, e qualche oggetto di valore perdutosi nelle grandi fognature, quale sarebbe un anellino d’oro massiccio su cui è incastonato uno smeraldo inciso con figura d’Eros, e un cucchiaio o ligula d’argento, nel cui manico è rilevato un delfino e nella cui estremità apparisce lo squarto e l’inchiodatura di una lama girevole di coltello. Gli ambienti di questa terma erano chiusi da grandi finestre a vetri, dei quali erano stati gettati i frammenti nelle fogne. Da alcuni pezzi ricostruiti si può arguire che i vetri misuravano quasi tutti circa centimetri 40 per 30; erano stati fusi sopra un piano perfetto e formati di una pasta trasparentissima; il loro spessore varia da mm. 6 a mm. 2. È da notarsi questo fatto perché nessuno scavo d’antichità romana, ha dato tale quantità di vetri da finestre. Procedendo negli sterri del frigidario si trovò che nel basso medioevo vi era stata costruita una chiesetta, che aveva il suo accesso nell’apertura del frigidario medesimo, e questo accesso era costruito da una porta con limitare e stipiti, che provenivano dalle rovine della terma. Il piano della soglia corrispondeva allo strato di una via, che dalla mansione di Varia sulla via Valeria, oltrepassando il fanum Vacunae, si dirigeva, secondo le indicazioni del poeta, alla località della sua villa rustica. Intorno a questa chiesa che forse ebbe il titolo di S. Pietro si trovarono molte sepolture internate nel puteus del frigidario e racchiuse tra i muri del bagno. Lo studio topografico che precedette l’esplorazione della località, dove apparevero gli avanzi della Villa d’Orazio, aveva condotto alla scoperta di monumenti importanti tuttora sconosciuti, i quali verranno illustrati scientificamente insieme ai ruderi degli edifici sovraccennati.... Sulla fine del 1913 e durante il 1914 non furono interrotti che a brevi intervalli i lavori di protezione e di scavo intorno alla Villa d’Orazio. Nel centro del corpo della Villa dove appariva che in origine fosse stato lasciato uno spazio libero, si riconobbe un ninfeo, limitato da nicchie e da canali che prendevano l’acqua dal vicino torrente del Digentia. Quest’opera fu aggiunta in tempi più recenti in modo che non può ritensersi facente parte del complesso dei fabbricati che costituivano la Villa. Si estesero inoltre gli scavi su tutto il limite posteriore del fabbricato, e in ultimo si fecero ricerche speciali e con risultato favorevole per stabilire il limite del criptoportico sull’ingresso del fabbricato. Il limite che si cercava doveva essere dato dagli angoli del criptoportico, e, dall’ingresso al criptoportico medesimo che fu trovato corrispondente sulla metà della fronte con una platea di massicciata, la quale fa supporre che ivi fosse fondata una scalea. Cogli scavi recenti si può dire completata la forma della Villa Oraziana, esempio unico di villa del periodo Augusteo integralmente conservata.” 570 G.1. Textual Sources G.1.14. 1931. Lugli’s correspondence with Mrs. George Hallam. � De�� B �risis ������ F �amily ������ A �rchive ������, S. �� ��� Antonio, Tivoli. G.1.14.1. 1931. Lugli to Mrs. Hallam, 1 Giugno 1931: “Gentile Signora Hallam, Le mando, benchè un po’ in ritardo, il resoconto della spesa fatta per i restauri nella Villa di Orazio. Delle 1000 lire erano state spese al 31 Novembre lire 837.50 e ne restavano Lire 162.50. L’ultimo conto che ho pagato ai De Rossi per i restauri fatti durante la primavera assommava a Lire 210.00. Dovrei avere, perciò, Lire 47.50. Resta ancora un po’ di calce e di pozzolana, ma manca il denaro per la mano d’opera. Ha ricevuto il n. del Bollettino dell’Associazione per gli Studi Mediterranei? Vi era un resoconto dei scavi fatti alla Villa d’Orazio per conto dell’Accademia Americana e dei Signori Hallam con un ringraziamento ad ambedue…” G.1.14.2. Lugli to Mrs. Hallam, 14.8.31. “Gentile Signora Hallam <…> Nicola De Rossi mi scrive che rimane ancora calce per circa 25 giornate di lavoro e che la stagione è propizia per i restauri all’opus reticulatum. La spesa per la mano d’opera potrà essere di circa 500 lire. Ve ne sono poi ancora scoperte 50 o 60 delle ultime mille lire (non ricordo bene, ma Le mandai il rendiconto) quindi in tutto 550 lire…”. G.1.14.3. Lugli to Mrs. Hallam, 30.8.31. “Gentile Signora Hallam, Andando a Roma avanti ieri ho trovato la sua gentile lettera col vaglia di 500 lire per i lavori più urgenti alla Villa di Orazio, nella parte oraziana. La ringrazio molto non solo per il bene che Lei e suo marito fanno ai venerandi avanzi, ma anche per il bene in più del De Rossi, dando così lavoro per quasi un mese al figlio del nostro Nicola, Rocco, il quale è ora disoccupato…”. G.1.14.4. Lugli to Prof. Giorgio Hallam. �������������������� Roma, Oct. 31, 1931: “Qui accluso invio alla S.V. il settimanale dell’operaio Rocco De Rossi incaricato dei restauri per la Villa di Orazio in Licenza, eseguiti a cura e spese della S.V., per l’importo di 500 lire. In tale occasione mi è grato di porgere a Lei, egregio Professore, e alla gentile Signora, che tanto si interessano dei venerandi ruderi della villa oraziana, i migliori ringraziamenti da parte di questa Soprintendenza e mia per così benevola elargizione, più volte ripetuta con tanta munificenza…”. G.1.15. 1944. The site and museum during the German occupation G.1.15.1. 1944. Rocco De Rossi to Salvatore Aurigemma, the Superintendent, March 13, 1944: “Oggi stesso i soldati tedeschi (contro il mio parere) hanno occupato il museo senza farmi trasportare gli oggetti in altro locale dello stesso stabile, quindi io ho dovuto cedere e consegnargli la chiave. Ora la S.V. veda se può a Roma presso il Comando Generale tedesco ottenere lo sgombero altrimenti io non posso far nulla…”. G.1.15.2. 1944. Aurigemma to De Rossi and the German Commander in Licenza, March 24, 1944 (draft): 571 Bernard Frischer “Viene da Roma a Licenza (Villa di Orazio) il custode di questa Soprintendenza, Sig. Guglielmo Di Pietro. Egli, dopo aver visitato i ruderi della villa di Orazio a Licenza, dovrà segnalarmi quali opere di manutenzione e di restauro si rendono a detta villa necessarie; e dovrà altresì segnalarmi lo stato del materiale archeologico conservato nella villa. Data la eventualità di possibili sgomberi del paese per effetto di eventi di guerra, egli ha ordine di collocare detto materiale archeologico entro apposite casse, o di racoglierlo entro altro locale: dovrà insomma prendere tutte le disposizioni che riterrà opportune ai fini della migliore protezione dei ruderi e del materiale archeologico contro i rischi di guerra.” G.1.15.3. 1944. Guglielmo Di Pietro to Aurigemma, March 27, 1944: “In seguito a V. ordine mi sono recato a Licenza per constatare la situazione del Museo e di quanto è di pertinenza di questo Ufficio, accompagnato dal custode del luogo Sig. Rossi Rocco. Ho notato che il museo locale fu in parte occupato con materiale di vestiario da un reparto di soldati germanici, ma dopo due giorni, dietro insistente richiesta del detto custode, per lasciar libero il museo fu sgombrato e tutto è rimasto normale. Non ho creduto opportuno prender alcun provvedimento conservativo del materiale esposto nel museo perché tutto è normale (anche perché il commandante del reparto germanico mi ha assicurato che per nessuna ragione potrebbe essere occupato il locale del museo)…. Inoltre in compagnia del custode ci siamo recati nella zona dei resti della villa d’Orazio ove ho constato che i ruderi sono liberi da ogni occupazione di truppe e si trovano in buono stato di conservazione…”. G.1.15.4. 1944. Rocco De Rossi to the Superintendent, April 12, 1944: “Come è anche a conoscenza della S.V. il museo di Licenza fu sgombrato dai soldati tedeschi e non è stato ancora rioccupato….” G.1.15.5. 1944. Rocco De Rossi to the Superintendent, June 27, 1944; SAL 7 luglio 1944, N. di protocollo 614: “La confusione enorme nel periodo della permanenza dei tedeschi a Licenza e nelle sue vicinanze, e del passaggio delle truppe in ritirata (dove facevano tappa ogni giorno proprio nel castagneto che confina con la Villa di Orazio) sono stato obbligato separare il servizio del Museo, con quello della Villa, in modo che mio padre (ex custode) faceva servizio notte e giorno nella Villa in mezzo a migliaia di soldati che avevano un Comando tappa proprio nella Villa, ed io sono stato obbligato lo stesso fare il servizio al Museo. Posso assicurare però che ne la Villa ne il Museo hanno subito danni, solo nel casotto della Villa l’ultimo giorno di permanenza di quei malvagi hanno rotto tutti i vetri della finestra. Prego autorizzarmi per l’acquisto dei vetri appena mi sarà possibile trovarli....” G.1.15.6. Rocco De Rossi to the Superintendent, September 3, 1944; SAL, 11 settembre 1944; N. di Prot. 825: “Oggi stesso nella villa di Orazio abbiamo avuto la gradita visita compiuta da un capitano ed un sergente dell’esercito alleato qualificandosi come addetti ad una commissione per la conservazione dei monumenti i quali come sempre hanno trovato puntualmente me e mio padre. Siamo stati interrogati circa i danni subiti nella Villa e nel museo prodotto dai soldati tedeschi. Sono stati assicurati che nessuna danno è stato prodotto nei ruderi della Villa e nel museo (e ciò anche per nostro merito perché e stato vigilato notte e giorno durante il 572 G.1. Textual Sources tempo dell’occupazione tedesca) salvo la rottura dei vetri della finestra della casetta guardia. L’ispezione della villa è stata accurata in ogni sua parte, per il museo si sono accontentati con l’osservazione che tutto trovasi a posto.” G.1.16. Reports concerning the state of the archaeological site and museum, 1944-1981 G.1.16.1. 1944. Letter of Rocco De Rossi to the Superintendent, dated October 30, 1944; SAL, 8 nov. 1944, no N. di prot.o.: “In riferimento alla lettera del 20 corr. mi affretto ad assicurarlo che nel museo tutto bene, nella Villa e precisamente nel piccolo frigidario imperiale, il muro opus reticolatum da una parte di esso (e cioè metri quadrati cinque) è gonfio. Nel cripto portico destro vi è qualche (tasello quadrato) di pietra caduto a terra, nel resto della villa tutto bene....” G.1.16.2. 1951. Letter written by Rocco De Rossi, dated April 14, 1951, to the Superintendent; SAL, no date, no N. di prot.o.: “Io oggi stesso ho aperto le cassette che sono state messe sopra ai mosaici, per farli asciugare e pulirli, perché in questa settimana ha piovuto un giorno e una notte. Con grande sorpresa ho costatato che il mosaico della camera da letto di Orazio e precisamente quel mosaico che abbiamo avuto riguardo da non scoprilo ai visitatori, a causa della molta acqua caduta ed infiltratasi nella sabbia, ha fatto gonfiare il pavimento del mosaico da conoscersi diverse venature. Prego la S.V. provvedere di inviare un competente e vedere se si potesse fare qualche iniezione di cemento e poi metterci qualche peso per farlo ritornare piano. �������������������� Gli altri 3 mosaici non hanno sofferto.” G.1.16.3. Letter by an assistant, whose signature is illegible, to the Superintendency, dated October 28, 1952; SAL, 17 nov. 1952, N. di Prot.o 2854: “In data 27 c.m. il custode della Villa di Orazio: Sig. DeRossi Rocco, mi sc[r]ive che nella Villa in parola dei mosaici a figure geometriche a tesserine bianche e nere, già alterati da tempo stanno sensibilmente peggiorando. Essendo a mia conoscenza che per la Villa di Orazio il Superiore Ministero, accogliendo il preventivo redatto in proposito, ha stanziato lire 200.000, ho provveduto a quanto occorre per i lavori di cui sopra e a lavoro ultimato darò, a codesto Superiore Ufficio, la dovuta comunicazione.” G.1.16.4. 1953. Letter by an assistant, whose signature is illegible, to the Superintendency, dated May 29, 1953; SAL, 3 giu. 1953, N. di prot.o 1269: “Martedi 26 c.m. sono stato alla Villa di Orazio presso Licenza, dove mi sono reso conto dei lavori di restauro da eseguirsi. Per quanto il restauro dei mosaici, da mercoledi a tutto oggi, il nostro restauratore: Manetti Agostino aiutato da D’Offizi Marcello, ha eseguito le opere più necessarie. Per le opere murarie, ho trovato del posto un capo mastro: Moscetti Alberto fu Luigi a cui ho affidato i lavori a misura. Data la piccola entità del lavoro non occorre che vada più di un paio di volte durante l’esecuzione dei lavori e una volta per la misura dei lavori stessi.” 573 Bernard Frischer G.1.16.5. 1956. Letter written by Giuseppe D’Offizi to the Superintendent, dated Tivoli, December 15, 1956; SAL, no date, no N. di prot.o: “Per ordine della S.V. Ill.ma ho eseguito il sopraluogo alla Villa di Orazio al Comune di Licenza. Nel corso di detto sopraluogo ho notato che due dei quattro cassettoni di legno che coprono i pavimenti in mosaico ivi esistenti sono in uno stato di deterioramento ed è bene che siano rinnovati. La spese per tale rinnovo secondo un artigiano del luogo da me interpellato importa una spesa di L. 4.000, oltre a ciò è indispensabile una piccola scure a ciò che il custode del sito possa servirsene per estirpare le piante che via via vengono formendosi nelle pareti delle mura antiche. Sarebbe bene pure riparare con cocciopesto le fasciature che ricoprono i resti delle mura antiche, questo lavoro però è bene che sia eseguito nella stagione propizia, ossia nel prossimo estate <sic>. Il custode addetto alla sorveglianza del monumento è persona assai attiva ed esplica le sue manzioni <sic> con passione e zelo.” G.1.16.6. 1957. Letter written by Superintendent Giulio Iacopi, dated Feburary 12, 1957, to Duilio Foschi; SAL, no date, N. di prot.o 592: “Affinchè questa Soprintendenza possa pagarLe la somma di L. 4.150, pattuita per i cassettoni in legno eseguiti dalla S.V. per ricoprire i pavimenti in mosaico esistenti nella Villa di Orazio, La invito a voler mandare a questo Ufficio la relativa fattura in triplice copia.” G.1.16.7. 1957-1963. Documents in SAL about the “cantiere-scuola,” directed by Adriano La Regina, at Horace’s Villa. G.1.16.7.1 1957. Technical report about creation of an employment program for unemployed workers in the town of Licenza, dated March, 5, 1957 and sent to the Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Ispettorato Generale per l’Impiego della Mano d’Opera disoccupata, Div. VII, Rome; SAL, no date, no N. di prot.o: “Nel Comune di Licenza, sorgoni i resti della famosa Villa d’Orazio. La villa trovasi per alcune parti in stato di abbandono. Sono necessari lavori di sterro, di pulizia e di sistemazione. Per ovviare a questa deficienza e bruttura, si chiede l’istituzione da parte di codesto Ministero di un cantiere-scuola. Il lavoro da eseguire dagli allievi del cantiere consiste essenzialmente nello sterro e nel carico e scarico della terra a brevissima distanza per mezzo di carriuole. L’Ente Gestore è il Comune di Licenza; è in possesso e fornirà i mezzi d’opera necessari al lavoro (pale, picchi, carriuole). Il lavoro per la particolare natura, verrà sorvegliato direttamente dalla Soprintendenza alle Antichità di Roma I, per mezzo dei suoi funzionari e del custode della Villa medesima e per mezzo del personale istruttore del cantiere, da essa nominato. L’Ente Gestore provvederà per la mensa degli allievi e per le loro esercitazioni teoriche. Le esercitazioni verteranno principalmente alla conoscenza del materiale edilizio. L’Ente Gestore dichiara che provvederà al versamento dei fondi occorrenti per l’indennità di missione e rimborso spese di viaggio per il personale dell’Ufficio tecnico competente. 574 G.1. Textual Sources L’Ente Gestore dichiara che il terreno in cui dovranno svolgersi i lavori è di esclusiva proprietà demaniale.” G.1.16.7.2. 1957. Letter of Rocco De Rossi to the Superintendent, dated May 11, 1957; SAL 13 magg. 1957, N. di Prot.o 1879: “Oggi stesso è arrivato nel pomeriggio alla Villa un Ispettore del Ministero Belle Arti (così si è manifestato) ha fatto un giretto nella Villa. Lui ha detto che la S.V. Ill.ma aveva fatta una relazione che la Villa era ben tenuta, invece qui si trova diverso. Graffiava e rompeva la copertura dei muri, io gli ho detto: che i muri erano stati restaurati da 3 anni, ma il grande freddo dell’inverno che porta ogni anno la gelata e anche quest’anno la nottata del giurno 8 c.m. ha fatta nuovamente una gelata che ha rovinato tutta la campagna, ed quindi i muri sono ridotti in questo stato. Riguardo all’Erba si rende il bisogno aspettare l’ora per tagliarla. Egli a detto qui non c’è tanto male, ma ad altre parti abbiamo trovato molto peggio. Appena entrato a fatto la sua rimostranza, mentre quando è ripartito ha esclamato la Villa è ben tenuta. ������� Io non ci capisco nulla.....” G.1.16.7.3. 1957. Letter written by Superintendent Giulio Iacopi, dated December 3, 1957, to Dott. C. Casetellucci, Direttore dell’Ufficio Regionale del Lavoro; SAL, no date, no N. di prot.o: “Dal Ministero del Lavoro è stato concesso il Cantiere Scuola n. 037668L, per lo Scavo e la sistemazione della Villa D’Orazio a Licenza. Data la natura archeologica del lavoro, propone per l’ufficio di istruttore un suo nominativo, il Sig. Adriano La Regina, della Scuola di Archeologia dell’Università di Roma, studioso di nostra completa fiducia. Rivolgo particolare preghiera di accogliere la richiesta per il buon andamento del Cantiere stesso. Il Cantiere verrà presumibilmente aperto il 15 dicembre c.a.” G.1.16.7.4. 1958 [?]. Letter written by Superintendent Giulio Iacopi, without date (but written during the period when the cantiere-scuola was active, viz., December 1957 through March 1958; see next document), to Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Antichità e Belle Arti; SAL, no date, no N. di prot.o: “In occasione degli attuali lavori di pulizia e saggi nella Villa in oggetto effettuati con un cantiere scuola gestito dal Comune di Licenza e sotto sorveglianza tecnica di questa Soprintendenza, faccio presente a codesto Sup. Ministero la necessità urgente di provvedere sia al restauro di alcune strutture murarie fatiscenti e compromesse vieppiù dagli agenti atmosferici sia alla sostituzione degli attuali boccaporti messi in opera per consentire al pubblico la visione dei trati di mosaico conservati in quattro ambienti della Villa stessa. All’uopo si è redatto l’allegato preventivo di spesa ridotta al minimo indispensabile per l’acquisto del materiale occorrente, dato che per la mano d’opera si conta di usufruire di quella attualmente impiegata nel cantiere scuola....” <Attached is the following budget request> 575 Bernard Frischer “PREVENTIVO DI SPESA PER LA PROTEZIONE DEI MOSAICI E DEL CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DI ALCUNE OPERE MURARIE DELLA VILLA D’ORAZIO a LICENZA 1)-Fornitura e messa in opera di boccaporti delle dimensioni di m. 0,50 x 0,50 x 0,30 per la protezione dei tratti di mosaico del pavimento della Villa lasciati scoperti appositamente per la loro visibilità, costituiti come segue: Telaio in legno larice rivestito da lastre di eternit dello spessore di cm. 0,50, con la copertura in cristallo temperato dello spessore di cm. 0,50 scorrevole su guida d’ottone fissate al telaio medesimo, il tutto protetto da un successivo coperchio in legno ribaltabile su cerniere, riutilizzato dalla vecchia protezione esistente. Il tutto con una mano d’olio di lino cotto e due di vernice sottomarina nelle parti in legno viste: n. 4 a L. 10.000 cd. L. 40.000 2)-Materiale occorente per la chiusura di breccie esistenti nelle vecchie parti di muratura in opera reticolata ed in opera mista, con reimpiego per 2/3 del materiale esistente ed accantonato, nonchè per il rifacimento di tratti di copertina deteriorata in coccio pisto sulle murature esistenti, e la formazione di altre nuove sulle murature emerse dagli scavi in corso: cemento tipo 500 q.li 8 a L. 2.500 Mattoncini in cotto sabbiati n. 200 a L. 15 Malta bastarda per coccio pisto mc.5 a L. 3.800 Per piccolo ponte di servizio trasporto del materiale ed eventuali imprevisti Totale L. 20.000 L. 3.000 L. 19.000 L. 12.000 L.100.000 G.1.16.7.5. 1963. Declaration of Superintendent Giulio Iacopi, dated Rome, January 16, 1963; SAL, 16 gen. 1963, prot. No 224: “A richiesta dell’interessato, dott. Adriano LA REGINA, si dichiara che il medesimo ha svolto le funzioni di istruttore-capo cantiere presso il cantiere di lavoro no 037668/L operante nel comprensorio archeologico della c.d. Villa di Orazio a Licenza, dal dicembre 1957 al marzo 1958. Durante tale lavoro vennero in luce alcuni vani della villa, con pavimenti a mosaico e venne chiarita la stuttura di alcuni rifacimenti in vani precedentemente scavati...”. G.1.16.8. 1965. “Perizia di spesa per i lavori di recinzione protettiva del perimetro esterno a zona acquario del comprensorio archeologico della villa d’Orazio di proprietà demaniale nel Comune di Licenza (Prov. Di Roma) da eseguirsi in cottimo fiduciario...,” signed Il Soprintendente, dated Rome, September 10, 1965; SAL, no date, no N. di prot.o: “I lavori di recinzione protettiva nel perimetro esterno e nella zona del perimetro dell’acquario, presenta un vero pericolo per l’incolumità al pubblico e al bestiame bovino equino che i contadini lasciano al pascolo nella zona che confina con il comprensorio archeologico essendo situato in un aperta campagna. 1) Recinzione formata da montanti di passoni di castagno, dell’altezza di m. 2,00 e della sezione circa di mm. 80 di diametro, posti alla distanza di ml. 1.50 e collegati con 7 fili di ferro zingato o spinato (nel perimetro della boscaglia) con formazione di tessitura fermati 576 G.1. Textual Sources con una croce di S. Andrea: posti orizzontalmente e ancorati ai passoni stessi con grappe di ferro a U. 2) Formazione di un cancello con intelaiatura lignea con filagne di filo di sega, e nel riquadro chiuso con dogato di pali di castagno, ml. 1.50x1.80 compreso tutti i ferramenti e serramenti. 3) Descrizione dei materiali da impiegarsi in opere dirette dell’amministrazione per protezione di pavimentazioni musivi; rivisione del casotto del posto di guardiano, i lavori consistono alle riprese d’intonaco con malta di cemento, revisione del tetto, e riappezzi della pavimentazione...”. G.1.16.9. 1966. Letter written by Augusto Onorati, Commissario of the Ente Provinciale per il Turismo di Roma Associazione ‘Pro Licenza,’ to Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Antichità e Belle Arti, dated Feburary 14, 1966; SAL, no date, no N. di prot.o: “Questa Associazione celebra il Bimillenario da quando Orazio stabilì la sua dimora nel nostro territorio nella Villa donatagli da Mecenate. Durante gli scavi non ancora ultimati sono venuti alla luce molti reperti archeologici di pregevole fattura e di grande valore che si trovano oggi raccolti nel “Museo Oraziano” nel Castello di Licenza. Gli oggetti si provano in una stanza, un po’ accatastati e disordinati. Da oltre quaranta anni non sono stati più rimossi e, ormai, hanno urgente bisogno di una nuova e più adeguata sistemazione. Anchi i locali hanno bisogno di restauri per l’indecente stato di abbandono in cui versano. Questa Associazione rivolge quindi una cortese domanda affinchè codesto Ministero voglia concedere un contributo da destinare a quanto descritto.” G.1.16.10. 1968. Pietro Griffo, Superintendent, “Relazione di progetto. Lavori di scavo, consolidamento e restauro delle murature e dei pavimenti a mosaico della ‘Villa di Orazio’ a Licenza di proprietà di demanio dello Stato nel Comune di Licenza (Prov., Roma),” dated October 28, 1968; SAL, no date of receipt, no N. di prot.o: “Relazione Tecnica Il lungo stato di abbandono in cui è stato lasciato l’importantissimo complesso archeologico della ‘Villa di Orazio’ di Licenza ha fatto sì che attualmente è urgente e necessario un congruo intervento con opere indispensabili per salvaguardare in modo duraturo le opere murarie e le opere decorative in essa contenute. L’allegata perizia contempla infatti dei lavori sostanziali che ovvierebbero a quanto sopracitato; e precisamente: a) lavori di sterro per rimettere in luce alcuni tratti di murature della villa attualmente sepolte da detriti, sterpaglie accumulatesi con il tempo; 577 Bernard Frischer b) tagli e demolizioni di muratura per l’asporto di quei tratti ormai slegati e fatiscenti onde trovare il nucleo consistente ed omogeneo su cui inserire le nuove murature di consolidamento e restauro; c) allontanamento dalla zona di tutti i materiali di rifiuto considerando invece il reimpiego delle terre per la regolarizzazione degli accessi e dei percorsi obbligati per la visita al complesso monumentale; d) opere murarie di vari tipi (opus reticulatum, a concrezione, in pietrame, e paramenti in laterizio) ad imitazione di quelli esistenti, per il consolidamento delle strutture; e) bauletto protettivo alla sommità di tutte le murature onde proteggerle dalla corrosione degli agenti atmosferici particolarmente gravosi nella zona; f) distacco, controdistacco, restauro e rimessa in opera dei pavimenti musivi più fatiscenti; g) opere complementari per la sistemazione ed il riassetto generale della villa. Le particolari condizioni del complesso richiedono la necessità di provvedere con tempestività almeno ai lavori più importanti, ove evitare che il medesimo subisca le ingiurie di un’altra invernata che, verrebbero a compromettere definitivamente le parti più delicate e più esposte.” G.1.16.11. 1969. Letter of Augusto Onorati, Director of the Museo Oraziano e Antiquarium, Comune di Licenza, written to the Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Antichità e Belle Arti and the Soprintendenza alle Antichità di Roma, without date (but ca. Nov. 20, 1969); SAL, 22 Nov. 1969, N. di prot.o 41109: “Questo Ente, in concomitanza con i lavori di restauro e scavo che la Soprintendenza alle Antichità del Lazio sta effettuando a Licenza alla Villa d’Orazio, ha programmato il completamento dei lavori da eseguire per il trasferimento del Museo-Antiquarium dagli attuali angusti locali (mq 25 circa) in altri di mq 100 circa in parte messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale ed in parte già acquistati. Tale trasferimento comporta un ingente sforzo economico anche in considerazione che i nuovi locali acquisiti abisognano di una profonda opera di restauro. A detti lavori va aggiunto l’acquisto di armadi in cristallo per l’esposizione e tutela dei piccoli reperti; restauri ad alcuni affreschi che ornano le pareti dei nuovi locali; ricostruzione in quadri dei frammenti di affreschi reperiti durante gli scavi alla Villa; ricostruzione dei frammenti di vetri del ‘vivarium’ e raccolta dalle campagne di altri resti di antichi monumenti. Da un approfondito esame dei costi di quanto dovrà essere realizzato si presume che l’opera completa comporterà una spesa di L. 7.600.000 e su questa spesa si richiede a codesto Ministero un sussidio di L. 2.000.000. Si fa presente che il nuovo assetto del Museo e Antiquarium si rende necessario per assecondare il desiderio di moltissimi studiosi e turisti italiani e stranieri che si recano a visitare i resti della Villa e questo Museo. Come risulta dall’allegato piano finanziario già si dispone di una piccola somma ed altri contributi sono stati, non in forma impegnativa, promessi. Si spera, come per il passato, che anche codesto Ministero vorrà contribuire in maniera determinante alla realizzazione di questa opera....” 578 G.1. Textual Sources G.1.16.12. 1972. Letter of the Mayor of Licenza to the Superintendent of SAL, dated April 6, 1972; SAL, 12 apr. 1972, N. di prot.o 1790: “Licenza, nei giorni feriali e festivi, a primavera e in autunno, l’inverno e nella bella stagione, è meta di turisti italiani e stranieri. Visitata la Villa del poeta Q. Orazio Flacco, il Ninfeo degli Orsini e altri luoghi caratteristici, tutti chiedono di poter visitare il Museo Oraziano. Però non trovando l’incaricato sul posto, sono costretti, loro malgrado, a rinunciare e partono con il rammarico di non aver potuto visitare e osservare i reperti archeologici che furono rinvenuti, durante i lavori, nella Villa di Orazio. Spesso, se di giorni feriali, i turisti prima di andar via, si recano negli Uffici comunali e protestano, criticano per il disservizio. Criticano, protestano a ragione, perché non si può visitare parzialmente Licenza. Si accede alla Villa di Orazio, si osservano le mura del Ninfeo degli Orsini e non si può visitare il Museo Oraziano e osservare i reperti archeologici perché non vi è persona incaricata che apra e chiuda il locale. La colpa, le cause di ciò sono nostre, della Soprintendenza alle Antichità, di altri? Non interessa ciò. Quello che interessa ai cittadini, ai turisti è il servizio, la garanzia per l’accesso, per la garanzia d’ingresso al Museo. Per far cessare critiche e proteste ci auguriamo che prima dell’inizio della bella stagione la questione venga risolta positivamente nell’interesse dei turisti, dei cittadini che vengono a visitare Licenza. Facciamo appello all’alto senso di comprensione e di responsabilità affinché intervenga per risolvere in modo positivo la questione dell’apertura del Museo Oraziano.” G.1.16.13. 1973. Letter of Pietro Griffo, Superintendent of SAL, to the Regione del Lazio, Sezione Urbanistica and to the Soprintendenza ai Monumenti del Lazio, without date; SAL, 22 feb. 1973, N. di prot.o 1074 <heavily excerpted>: “Con riferimento alla prot. 616 in data 2 febbraio 1973, qui pervenuta il 7.2.1973, contenente la richiesta del parere di competenza sul Regolamento edilizio e Programma di Fabbricazione trasmesso con la medesima, questa Soprintendenza ha verificato quanto di suo interesse e competenza. ...A pag. 11 a proposito di previsioni di una modesta rete di strade sotto il paragrafo C viene programmata: 3) “La trasformazione e prolungamento razionale dell’attuale strada” che adduce dalla statale alla Villa di Orazio. Su questo punto la scrivente osserva che nella riunione congiunta tenuta presso la Soprintendenza ai Monumenti era stato fatto presente che la strada dovrà essere chiusa all’altezza dei ruderi della Villa poiché costruita sopra murature antiche da mettere in un prossimo futuro in luce mentre l’accesso alla Villa dovrà essere spostato a sud del complesso ed a quanto alludeva la raccomandazione fatta dal Provveditorato alle OO.PP. di cui sopra. Stupisce poi quanto viene affermato a p.12 e cioè che occorre: 579 Bernard Frischer ‘Assicurare un idoneo isolamento alla zona archeologica della Villa d’Orazio, vincolando anzitutto la località vera e propria della Villa alla inedificabilità, e un’ampia fascia circostante ad una edilizia residenziale molto rada e bassa che non alteri assolutamente il paesaggio.’ Sembra ovvio infatti che sull’area della Villa, peraltro demaniale, non si debba costruire. C’è piuttosto da osservare che la Villa stessa non è stata ancora del tutto scavata e mentre ignoriamo da che lato si trovi la parte rustica di essa - non si può né si deve consentire che ‘un ampia fascia circostante sia destinata ad un’edilizia molto rada e bassa che non alteri assolutamente il paesaggio’ - Del resto quanto è stato costruito nella zona—forse senza alcuna licenza—è una valida dimostrazione a favore della inedificabilità assoluta, l’unica—come si era convenuto— valida a conservare l’ambiente cantato da Orazio soprattutto nelle sue Odi...”. G.1.16.14. 1975. Letter by the actor Spike Milligan to Giovanni Leone, President of Italy, dated October 2, 1975. SAL, no date, no N. di prot.o: “I write directly to you concerning the enclosed cutting from a magazine. I was wondering whether you knew of the sad condition that prevails around Horace’s Sabine Farm. I do hope that you might be able to take some action against the destruction of this area, which is unique in Roman History.” <Attached is a clipping from an unidentified and undated British magazine or newspaper, entitled “Conservation Neglected: A Warning from Italy.”> G.1.16.15. 1975. Maria Santangelo, “Relazione del sopralluogo allo scavo della Villa Romana di Orazio a Licenza,” dated Rome, October 30, 1975; SAL, no date, no N. di prot.o: “In relazione al sopralluogo compiuto sabato 25 ottobre a Licenza per controllare la situazione del complesso e riferire a quanto richiestoci dalla Direzione Generale a seguito della denuncia a stampa su un giornale britannico segnalato all’attenzione del Presidente della Repubblica, la sottoscritta riferisce quanto segue. Nei dintorni della Villa sono sorte due costruzioni nuove: una di un impiegato comunale sig. Foschi nei pressi della via Licinese presenta una cubatura imponente mentre un’altra a monte degli scavi e dietro la Fontana degli Orsini, ben mimetizzata nel verde del monte Lucretile, è stata costruita dall’addetto navale dell’Ambasciata Americana. A tale costruzione— alcuni anni or sono—questa Soprintendenza nella persona della Sottoscritta tempestata di telefonate, si era opposta. Ricordo, anzi, che essendo in discussione il P.R.G. fu indetta, per una opportuna salvaguardia della zona, una riunione presso la Soprintendenza ai Monumenti. Riunione, organizzata dal Presidente della Pro-Loco Onorati, cui partecipai anch’io insieme al Soprintendent dr. Griffo, al prof. Pacini, e ad alcuni architetti della Soprintendenza ai Monumenti. Nessuno secondo il P.R. convenientemente modificato, avrebbe dovuto più costruire allo scopo di mantenere alla zona, celebrata da Orazio nella sue opere, il suo carattere agreste. Ma a quanto pare ciò non è avvenuto e per noi è assai triste constatare che la strada eseguita dall’Ufficiale Americano per accedere in macchina alla sua costruzione, oltre che per portarvi i materiali con i camions, è stata aperta nei pressi della Fontana monumentale degli Orsini. 580 G.1. Textual Sources Inoltre l’articolo pur non dicendo gran che sugli scavi e sulla loro manutenzione, è corredato da numerose fotografie della parte meridionale, cioè della parte in cui si sarebbe dovuto operare con lavori di sistemazione, scavo e restauro per completare l’opera da me affrontata mentre era Soprintendente il dr. Griffo: un lavoro rimasto interotto anche per quanto si riferisce al rifacimento dei bauletti protettivi nonostante le mie annuali richieste e nonostante la preoccupazione di veder sparire alcune murature tarde messe in luce durante l’ultima fase dei lavori fra la zona termale della Villa ed il cosidetto Vivarium nonché il sottofondo a sud dell’antico accesso alla Villa da me messo in luce nelle ultime indagini del 1970/71.” G.1.16.16. 1975-76. Maria Santangelo, “Digentia, Licenza (Sabina, Roma). Villa di Orazio. Scavi e restauri,” Fasti Archeologici 1975-76, no. 11766, 803: “Notevoli lavori di scavo sono stati eseguiti nella Sabina Meridionale, con il restauro e le nuove indagini condotte in più campagne nella piccola villa donata al poeta Orazio fra il 33-32 a.C. dal suo protettore ed amico Mecenate.... Si è provveduto a mettere in luce nella loro interezza tutti i mosaici, operando il loro distacco, controdistacco e restauro in situ ed integrando le parti mancanti con il sistema a graniglia di cemento capace di rendere consistenti e resistenti alle gelate frequenti nella zona questi pavimenti in opera musiva a tessere bianche e nere e dai fini disegni geometrici, tipici dell’età augustea. Allo stesso modo sono stati restaurati i resti delle costruzioni che furono aggiunte alla ‘Sabina Villula Horatii’ nel II sec. d.C. da un privato che, dopo averla acquistata dal fisco imperiale, provvide a restaurarla e ad ampliarla verso SudOvest con notevole lusso.... È stata inoltre condotta nella zona meridionale e verso le pendici del Lucretile una nuova esplorazione fino all’estremo limite della proprietà demaniale. Da tali lavori è emerso che l’accesso della villa finora ignoto era a Sud.” G.1.16.17. 1978. Catalogues of items stolen from the Museo Oraziano in January, 1978, and never recovered. G.1.16.17.1. 1978. M. L. Veloccia Rinaldi, Superintendent of SAL, Catalogue of the first theft, which occurred the night between Dec. 31, 1977 and Jan. 1, 1978; SAL, 6 gen. 1978, N. di prot.o 65: MARMI • Frammento di una testa femminile in marmo lunense forse ritratto di imperatrice dell’età degli Antonini in costume di sacerdottessa di Iside. • Una maschera di Satiro in marmo greco forse ornamento di una fontana.• Testa di giovinetto (?) a tutto tondo policletea.- MONETE Quadretto con tredici monete di Adriano e Commodo. a) b) c) d) e) f) g) Medio Bronzo di Adriano Medio Bronzo di Antonino Pio Medio Bronzo di Antonino Pio Medio Bronzo di Faustina Seniore Medio Bronzo di Marco Aurelio Medio Bronzo di Marco Aurelio Medio Bronzo di Marco Aurelio 581 Bernard Frischer h) Medio Bronzo di Marco Aurelio i) Grande Bronzo di Faustina Giovane Quadretto recante sette monete di imperatori della casa Giulio-Claudia. a) b) c) d) e) f) Quadretto contente cinque monete (una di Nerva, quattro di Traiano). a) b) c) d) e) Medio Bronzo di Gordiano Pio Medio Bronzo. Modulo del pezzo d’argento di Gordiano Pio. Medio Bronzo di Gordiano Pio Medio Bronzo di Gordiano Pio Grande Bronzo di Massimo Grande bronzo di Otacilia Severa Grando Bronzo di Otacilia Piccolo Bronzo di Traiano Decio Quadretto con undici monete da Massimiano a Costantino II. a-c) d-e) f) g) h) i) j) k) Medio Bronzo di Nerva Grande Bronzo di Traiano Medio Bronzo di Traiano Grande Bronzo di Traiano Moneta di Traiano. Denaro d’argento Quadretto contenente undici monete da Gordiano a Gallieno. a) b) c) d) e) f) g) h) Medio Bronzo di Giulio Cesare Ottaviano Medio Bronzo di Augusto Medio Bronzo di Augusto Medio Bronzo di Agrippa Medio Bronzo di Claudio Medio Bronzo di Claudio Tre piccoli Bronzi di Massimiano Erculeo Due esemplari di piccoli Bronzi di Costantino Piccolo Bronzo di Constantino I Piccolo Bronzo di Costantino I Piccolo Bronzo di Costantino il Grande Piccolo Bronzo di Massenzio Medio Bronzo di Massenzio Piccolo Bronzo di Costantino II il Giovane Quadretto contenente nove monete da Salonina a Massimiano. a) b) c) d) e) f) g) Medio Bronzo di Salonina Piccolo Bronzo di Claudio II il Gotico Piccolo Bronzo di Claudio II Piccolo Bronzo di Claudio II il Gotico Medio Bronzo di Severina, moglie di Aureliano Piccolo Bronzo di Diocleziano Piccolo Bronzo di Massimiano Erculeo 582 G.1. Textual Sources h) Medio Bronzo di Massimiano i) Piccolo Bronzo di Massimiano Quadretto contenente dodici monete di varie epoche. a) Piccolo Bronzo di Traiano b) Grande Bronzo di Adriano c) Denaro d’argento di Faustina Seniore d) Grande Bronzo di Marco Aurelio e) Medio Bronzo di Marco Aurelio f) Medio Bronzo di Caracalla g) Grande Bronzo di Mamea h) Medio Bronzo di Emiliano i) Grande Bronzo di Filippo Padre j) Medio Bronzo di Valeriano k) Piccolo Bronzo di Costanzo II l) Medio Bronzo di Costantino Decimo quadretto contenente undici monete che non si riesce a decifrare. ������������������� In una soltanto si riesce a vedere: SANCTUS PAULUS. G.1.16.17.2. 1978. M. L. Veloccia Rinaldi, Superintendent of SAL, Catalogue of the second theft, which occurred the night between Jan. 6, 1978 and Jan. 7, 1978; SAL, 10 gen. 1978, N. di prot.o 138: MARMI • Frammento di lastra marmorea con resto di epigrafe su tre righe. ATALES DOMUS, P, N --FAM altezza delle lettere cm. 3 • Rozza scultura rappresentante a tutto rilievo un coniglio • Scultura con un coniglio accucciato a tutto rilievo. MONETE • Quadretto con quattro monete di epoca repubblicana. a) Un triente del sistema librale, fuso b) Moneta di età repubblicana del sistema onciale c) Due monete identiche alla b. • Quadretto recante sette monete di imperatori della casa Giulio-Claudia. La settima: g) Medio Bronzo di Claudio. 583 Bernard Frischer • Quadretto con undici monete da Galba agli imperatori Flavi. a) b) c) d) e) f) g) h) i) j) k) Medio Bronzo di Galba Grande Bronzo di Galba Medio Bronzo di Vespasiano Medio Bronzo di Vespasiano Medio Bronzo di Vespasiano Medio Bronzo di Vespasiano Medio Bronzo di Domiziano Medio Bronzo di Domiziano Medio Bronzo di Domiziano Grande Bronzo di Domiziano Medio Bronzo di Domiziano G.1.16.18. 1979. Letter by A. M. Reggiani, Inspector of SAL, to the Superintendent of SAL, no date (but written ca. January 20, 1979); SAL, no date, no N. di prot.o: “....Ricordo che l’ampliamento dello scavo della Villa è stato inserito nei programmi triennali unitamente alla ripresa delle opere di restauro e di manutenzione, comprendenti anche una nuova recinzione di m. 500, essendo quella attuale praticamente inesistente.....” G.1.16.19. 1981. Documents concerning the campaign of cleaning, restoration, and excavation undertaken in 1981 by Margherita Bedello, Inspector of SAL. G.1.16.19.1. 1981. “Perizia di spesa per i lavori di manutenzione e consolidamento dei resti della villa d’Orazio di proprietà demaniale nel Comune di Licenza (Prov. di Roma) da eseguirsi in economia a cottimo fiduciario,” dated Rome, February 11, 1981; SAL, no date, no N. di prot. o: “I lavori che si intendono eseguire con la presente perizia consistono principalmente nel proseguire gli scavi nella villa d’Orazio a Licenza; la zona in cui si vuole intervenire è precisamente la parte a sud-est per riportare alla luce i confini della villa che in quella zona sono ancora parzialmente interrati. Si intende procedere, successivamente, al consolidamento delle strutture che emergeranno. Si effettuerà una recinzione protettiva della villa che ricalcherà il tracciato della recinzione provvisoria; si procederà, al fine di raggiungere questo scopo, al taglio a carpa del costone di terra a ridosso dei confini della villa nella parte ad est ove si intraprenderà un accurato diserbo. Si procederà inoltre a scavare nell’area centrale della villa ai due lati della piscina. Si prevede anche di riservare una somma in economia allo scopo di effettuare eventuali varie opere di protezione, particolari operazioni di scavo di carattere delicato, per la setacciatura di terreno proveniente da eventuali saggi stratigrafici; per il trasporto di eventuali cassette con materiale archaeologico….” G.1.16.19.2. 1981. Report of Margherita Bedello, dated June 1, 1981, sent to the Superintendent of SAL; SAL, no date, no N. di prot.o: 584 G.1. Textual Sources “Relazione Tecnica La villa cosidetta di Orazio a Licenza fu scavata tra gli anni 1911-1915 sotto la supervisione del Pasqui. Di essa fu messa in luce quasi tutta la parte edificata in età augustea e flavio adrianea. Rimasero inesplorate alcune zone interessate da un insediamento monastico molto più tardo ad eccezione di quelle strutture che risultavano impostate sulle murature di età imperiale. Per quanto riguarda tali strutture riportabili al medioevo esse saranno oggetto di studio grazie ad un finanziamento della Provincia che ha stanziato i fondi per lo scavo archeologico della zona Nord-Ovest interessata appunto da questo insediamento. Per quanto riguarda invece l’attività di ricerca della Soprintendenza si intende procedere a vari interventi allo scopo di meglio tutelare l’area archeologica già espropriata a rendere agibile al visitatore quelle aree che, per interri avvenuti dopo lo scavo o perché parzialmente inesplorate, necessitino di adeguate ricerche. Si provvederà inizialmente alla recinzione della zona archaeologica con muretto e rete metallica lungo i lati nord, est e sud, là dove cioè i limiti dell’impianto antico risultano certi. Per quanto riguarda il lato ovest si soprassiederà per il momento lasciando in sito l’attuale recinzione provvisoria in attesa che gli scavi promossi dalla Provincia contribuiscano ad accertare l’entità delle presenze antiche. Per quanto attiene lo scavo, esso interesserà il corridoio nord-est, in parte seimiterrato, e quello sud ovest che dagli imponenti ammassi di terra pare non essere mai stato sottoposto ad una adeguata opera di ricerca sistematica. I corridoi suddetti, che si trovano a lato di una ampia area con piscina centrale, saranno riportati al piano antico di calpestio. Se sarà possibile si procederà allo svuotamento della vasca della piscina ed a ricerche nelle due aree intorno che secondo il Lugli erano adibite nell’antichità a giardino. Lo scavo procederà di pari passo con il restauro delle strutture che emergeranno e di quelle che risultino attualmente fatiscenti. Se sarà necessario si eseguiranno, in casi particolari, saggi stratigrafici. Sarà sistemata a taglio per evitare frane l’area a lato del corridoio N-E che, liberata dalla presenza di arbusti e dalla vegetazione disordinata sarà coltivata a prato….” G.1.16.19.3. 1981. Report sent by Margherita Bedello to the Superintendency of SAL about the work of fencing, maintenance, and consolidation of the archaeological site of Horace’s Villa, no date (but probably from the period May-June 1981); SAL, no date, no N. di prot.o: “Sono in corso attualmente, nella località in oggetto [i.e., La Villa di Orazio, Licenza], i lavori di manutenzione, recinzione e consolidamento dei resti della Villa d’Orazio, consegnati alla ditta Silvestrini in data 5/6/1981. Per l’esecuzione di tali lavori il geometra TATA ha compilato in data 25/3/1981 la perizia di spesa n. 417 a titolo “Manutenzione, recinzione e consolidamento dei resti della Villa d’Orazio nel Comune di Licenza,” facendo seguito ad un sopralluogo effettuato continuamente ai primi di febbraio. 585 Bernard Frischer La situazione sul terreno da tale data è però notevolmente cambiata soprattutto a causa delle gelate e del mal tempo che in quest’anno si sono prolungati in Licenza oltre i limiti dell’inverno, per essere seguiti fin da un improvviso rialzo della temperatura. Tali condizioni atmosferiche hanno così favorito lo sfaldamento di immense murature ed il danneggiamento di vecchi restauri e bauletti protettivi che andranno assolutamente ripresi, allargando così le necessità di restauro oltre quanto previsto. Un’altra variante riguarda le opere di recinzione che dovranno essere limitate rispetto a quanto stabilito poiché in alcune zone si ritiene opportuno per motivi di stabilità allargare l’area da recintare in modo da impiantare il cordolo di cemento su cui basare la rete metallica su una zona piana e non sulla scarpata come si era deciso in un primo momento. Ciò sarà possibile solo dopo l’esproprio di alcune piccole aree ricadenti in proprietà privata la cui presenza, per il momento, ostacola la messa in opera della rete. Inoltre il Comune ha autorizzato lo scarico della terra proveniente dallo scavo di una scarpata distante m. 50-100 dalla Villa d’Orazio il che rende del tutto inutile la voce prevista come— trasporto allo scarico pubblico. Il diserbo infine risulta operazione più complessa e delicata specie per la presenza di edere e rampicanti in mezzo alle strutture. Si ritiene dunque opportuno procedere alla presentazione di una perizia di variante che tenga conto delle diverse necessità sopravvenute.” G.1.16.19.4. 1981. Margherita Bedello, unpublished fieldnotes from the campaign of cleaning, restoration, and excavation of the Archaeological Superintendency for Lazio; found in the archive of SAL; 6 pages. Transcribed by M. De Simone. Giornale degli Scavi Che si eseguiscono in comune di Località Direttore dei lavori Assistente Impresa Giornale redatto da Periodo di lavoro Dati catastali (particelle) Proprietario dell’immobile Topografia schematica della zona di scavo Data N. operai e ore di lavoro Descrizione dei lavori 8.VI.81 Diserbo 9.VI.81 Diserbo 586 Licenza Licenza – Villa di Orazio Bedello dott.ssa Margherita D’Offizi Adriano Società r.l. Silvestrini dott.ssa Bedello Margherita 5.6.81–26.6.81; 12.X.81–3.XI.81 Demanio dello stato - G.1. Textual Sources Data N. operai e ore di lavoro Descrizione dei lavori 10.VI.81 Rimessa in luce degli elementi reinterrati nel corridoio E (Vd. Lugli, Mon. A. Lincei 1926). Durante la ripulitura si sono rinvenuti fr. di intonaco bianco e rosso a m. 1.55, 3.50, 6 dall’ultimo gradino della scala che scende al corridoio (Cassetta Lic. 81-1). Facevano parte della decorazione del corridoio. 11.VI.81 Nel corridoio Est è affiorato tra le mura in opera reticolata un primo sbarramento orizzontale incompleto formato da un muretto costruito con “cubilia” reimpiegati, legati tra loro con tecnica assai sommaria. Alle mura in reticolato si accosta all’altezza di m [...] un muro più tardo costruito con blocchetti in calcare quadrati e rettangolari di reimpiego. Dallo scavo sono emersi fr. di tegole (v. cass. Lic. 81-2: più di 15 fr.). Il terreno appare duro e compattato. 12.VI.81 Diserbo e pulizia del corridoio Est. 15.VI.81 Diserbo e pulizia del corridoio Est. 18.VI.81 Diserbo e pulizia del corridoio Est. 19.VI.81 Lavori nei pressi della “piscina” (v. Lugli, Mon. A. Lincei 1926, p. [sic.= col] 466 sgg). Diserbo e ripulitura, dai quali è apparsa chiaramente la fatiscenza dei muri in conglomerato, che necessitano di consolidamento e restauro. Pertanto si è tolta la terra accanto al muro fino a trovare la parte buona per far partire da qui il restauro. Lo scavo accanto al muro era già stato effettuato forse allo scopo di delimitare il perimetro della piscina anni or sono. Ora il perimetro appare più chiaramente. Sul lato nord la parete ha subito un crollo come dimostra il tratto di muro in conglomerato non allineato ai muri del lato ma spostato in avanti ed incurvato. Dallo scavo eseguito a lato delle murature (terreno compatto e duro) per il restauro sono emersi fr. di tegole (cass. Lic 81-4). Sul lato esterno è stato rinvenuto un fr. di rocchio di colonna (cass. Lic 81-3). Il materiale rinvenuto non è stato trovato in strato, ma si ha l’impressione che provenga dagli scavi effettuati nel passato e dei quali non si ha documentazione. 22.VI.81 Pulitura e diserbo nella zona ove verrà impiantata la rete metallica. 23.VI.81 587 Bernard Frischer Data 24.VI.81 N. operai e ore di lavoro Descrizione dei lavori Pulizia del muretto certo medievale nel corridoio est. Tale muretto fungeva da secondo sbarramento tra i muri in reticolato. Ai lati di questo muro sono due altri muretti costruiti sempre allo stesso modo: mattoncini rettangolari di calcare o cubilia riutilizzati e uniti a secco o con malta molto magra. Tali muretti si dirigono verso la “piscina”. Nel corridoio est accanto al muro in reticolato apparsa una pavimentazione formata da sassi e laterizi. Su questa si imposta un manufatto forse in opera laterizia che si sovrappose, distruggendolo in parte, ad un muro in opera reticolata. Le varie superfetazioni sono difficilmente databili. Si è lavorato nella zona della “piscina” creando spazi per l’esecuzione di restauri e consolidamento. Durante la pulizia nell’angolo sud ovest si sono rinvenuti non in strato, un rocchio di colonna ed un plinto in marmo e tufelli (cass. Lic. 81.6). Terreno compattato. Nella piscina è stato ricoperto di terra tutto il settore Est per evitare che le murature si deteriorino. Il restauro interessa il settore ovest. Non si è rinvenuta malta idraulica alle pareti pertanto rimangono dubbi sulla sua utilizzazione in antico come piscina. Per capire se la mancanza di malta sia dovuta a distruzione bisognerà togliere l’imponente accumulo di terra che la ingombra 25.VI.81 Sono continuate le operazioni di diserbo 26.VI.81 Sono continuate le operazioni di diserbo. 12.IX.81 Ripresa lavori di restauro. Scavo per rinforzare il cordolo. Messa in opera del cordolo e dei paletti per la rete metallica. 25.IX.81 Corridoio Est. Si abbassa il livello dello scavo per rendere più agevole la visita. Ambiente D2 (Lugli) consolidamento “suspensurae”. Ambiente D3 (Lugli) nel ripulire la stanza viene messa bene in luce l’apertura che collega l’ambiente alla vicina stanza D2 (praefurnium). Alla base della finestrella il terreno appare arrossato dal fuoco, frammisto a tracce di bruciato. Ai lati, poggiano mattoni riarsi che formavano i piedritti per la cappuccina. L’ambiente conserva ai lati una prima pavimentazione in cocciopesto a livello di fondazione. Quella superiore non è conservata. 2.XI.81 Riprese murarie lungo il corridoio est. Consolidamento strutture in laterizio 3.XI.81 Lavori di restauro e consolidamento bauletti. Riprese murarie. Ulteriore spianamento terreno corridoio est allo scopo di favorire il restauro delle murature. Sketch of the pool (oriented with South on top) Sketch of the eastern branch (oriented with East on top); it has the annotation: “PAVIMENTAZIONE MEDIEVALE ? FORNO” 588 G.1. Textual Sources G.1.16.19.5. 1981. Final report of Margherita Bedello, no date; SAL, no date, no N. di prot.o: “LICENZA (Roma) Lavori nella Villa di Orazio. Nell’anno 1981, nei periodi 5.5.81-26.6.81 e 12.10.81-3.11.81 sono stati eseguiti a Licenza, nell’area della così detta Villa d’Orazio, lavori di scavo (corridoio est) di restauro (corridoio est, edifici di età Adrianea e zona della piscina) ed opere di recinzione lungo i lati perimetrali nord ed est. Lo scavo nel corridoio est ha permesso di portare alla luce accanto alle murature in opera reticolata, alcuni muri costruiti successivamente con materiale di reimpiego. Tali muri, costruiti con tecnica assai sommaria si addossavano alle murature in reticolato o creano degli sbarramenti orizzonatli [sic] che fanno pensare ad una successiva riutilizzazione del corridoio suddiviso in più sezioni. Alcune di queste murature traversali continuano verso il centro della villa e pertanto solo uno scavo in questa zona potrà chiarire il motivo della loro presenza. Inoltre circa a metà del corridoio, dopo il terzo muretto di sbarramento si è messa in luce una pavimentazione di sassi e laterizi su cui si è imposta [sic] una struttura assai sconnessa (poi restaurata) a ferro di cavallo costruita con materiale laterizio di reimpiego che sembra appartenere ad un focolare o forno. La struttura non è stata scavata interamente poiché sul lato est è ancora interrata sotto un imponente ammasso di terra che è stato impossibile rimuovere. La terra sarà asportata solo quando si potrà sistemare a scarpata l’ammasso di terra che si estende tra la recinzione e il confine perimentrale della villa. Tutto il materiale rinvenuto durante lo scavo del corridoio è risultato sporadico. Non si è rilevata alcuna stratigrafia, segno che nella zona si era operato già ai primi del ‘900, dopodiché l’abbandono aveva creato nel tempo un successivo interro. Nella zona della così detta piscina si sono compiute operazioni di diserbo e di restauro. Queste ultime che hanno interessato il lato ovest e parzialmente quello sud, sono consistite in iniezioni di boiacca fluida allo scopo di consolidare le murature e nella messa in opera di bauletti protettivi. Bauletti e restauri sono stati effettuati nelle zone scavate e nella parte Adrianea dove si sono rilevati molti crolli e distruzioni.” G.1.16.20. 1987. Report written by the Capo Servizio (only his initials are given) to SAL, dated Tivoli May 9, 1987; SAL, no date, no N. di prot.o: Oggetto: VILLA DI ORAZIO - Licenza - Comunicazione “Informo il Superiore Ufficio di quanto segue: Il giorno 17 aprile 1987 alle ore 13,00 a OVEST della Villa in oggetto [i.e., Horace’s Villa] (proprietà privata) si è svilippato un grande incendio, le fiamme hanno raggiunto solo il confine sud-ovest del complesso archeologico, distruggendo circa ml. 50 di recinzione, formata da paletti di castagno e filo spinato. 589 Bernard Frischer Sono intervenuti i Vigili del Fuoco-Carabinieri e Forestale. Il custode e guardia notturna SCARDALE Guido ha dato l’allarme e grazie al suo attivismo, il fuoco è stato circoscritto, pertanto nessun danno al patrimonio archeologico. Sarebbe opportuno dotare la Villa di un ESTINTORE.” G.1.16.21. 1988. Letter of the Mayor of Licenza to SAL, dated June 24, 1988; SAL 4 lug. 1988, N. di prot. o 7325: Oggetto: Lavori di sistemazione Museo Oraziano “Il Comune di Licenza ha ottenuto dall’Ammistrazione Provinciale di Roma un contributo di L. 20.000.000, per l’acquisto del locale ove sono sistemati i reperti della Villa del poeta latino Quinto Orazio Flacco. Dalla stessa Amministrazione abbiamo avuto assegnato un contributo per la sistemazione dei locali. Allo stato attuale i locali adibiti a Museo hanno gli infissi fatiscenti, gli intonaci rovinati, la pavimentazione sconnessa. Dovendo provvedere con urgenza, alla ristrutturazione del locale, si prega di voler nominare un tecnico per la catalogazione e l’inventario dei reperti archeologici....” G.1.17. Records of sporadic finds from the Licenza valley G.1.17.1. 1946. Letter written by Rocco De Rossi to the Superintendent, dated April 15, 1946; SAL, 24 apr. 1946, N. di prot.o 418: “Nella parte sottostante della Villa di Orazio, a circa 100 metri dai ruderi, un proprietario lavorando la terra per piantare ortaggi, ha rinvenuto una piccola pietra di rozza fattura, rotta la quale misura 23 x 23, in cui si possono leggere (non tanto bene perché le lettere sono irregolari) le seguenti parole: M.EVSIVS ER SEC altezza delle lettere centimetri 3. Inoltre ha rinvenuto anche un piccolo quadrato di marmo smussato intorno della misura 16 x 16 e nel centro vi è un piccolo incavo che misura 6 x 4 profondo 1 centimetro, spessore del piccolo quadrato centimetri 5. Tutto è in possesso del proprietario, che ho pregato di tenerli a disposizione della Soprintendenza, il quale ha aderito alla mia proposta, e nello stesso tempo ha creduto mio dovere communicarlo alla S.V., la quale desiderà in merita. Attendo istruzioni....” G.1.17.2. 1952. Letter written by Rocco De Rossi to the Superintendent, dated July 16, 1952; SAL, 29 lug. 1952, N. di Prot.o 1927: “Il Signor Angeletti Antonio a trovato una moneta nelle vicinanze della Villa di Orazio, io lo pregato di consegnarmela, perché era mio dovere riferire al mio superiore detto trovamento. 590 G.1. Textual Sources Per mezzo di questo piccolo calco che unisco alla presente, la S.V. potrà osservarla e darmi delle disposizioni. Nella Villa di Orazio tutto procede bene. Ricordo di non mandare a lungo i restauri dei muri e del pavimento a mosaico della stanza da letto di Orazio....” G.1.17.3. 1958. Discovery of a small male bust G.1.17.3.1. 1958 Letter written by Rocco De Rossi to the Superintendent, dated November 3, 1958; SAL, 6 nov. 1958, N. di prot.o 5368: “Il contadino De Rossi Pietro facendo il lavoro di maggese con il trattore al terreno Voc. Sainesi, ha trovato una testa di marmo, lungo fino a un dito sotto il mento, io subito ho portato al Museo, così quando avrà occasione di venire il competente potrà verificarla. Ieri domenica io ed io proprietario mi sono recato su posto, dove sul terreno vi sono rottami di tegole romane e qualche guida rettangolare nera. Nella Villa di Orazio tutto procede bene....” G.1.17.3.2. 1966. Letter written by Superintendent Nevio Degrassi to Pietro De Rossi, no date; SAL, 6 giu. 1966, N. di prot.o 3080: “Questo Ufficio è in grado di comunicarLe la stima della piccola testa marmorea di tradizione policletea (alt. 0,18) con la superficie piuttosto consunta, rinvenuta fortuitamente da Lei mentre lavorava il terreno sito nel Comune di Licenza in vocabolo Sainesi, terreno di proprietà di Suo nipote Muzi Angelo. La stima, comprendente il valore archeologico dell’oggetto e quello tenuissimo del marmo è adesso pari a L. 80.000.= sul mercato nazionale. A norma dell’art. 49 (2° comma) della legge 1° giugno 1939 n.1089 a Lei spetta un premio che, al massimo, può raggiungere un quarto del valore di stima attribuito alla testa, per la Sua qualità di rinvenitore. Poichè Ella ha denunziato subito la scoperta ed è venuta incontro spontaneamente a quest’Ufficio, si è creduto attribuirLe il premio massimo di L. 20.000. La stima è subordinata all’assentimento del superiore Ministero, al quale questo Ufficio la sottoporrà unitamente alla proposta del premio, non appena perverrà a questo Ufficio un Suo cortese cenno di accettazione.” G.1.17.3.3. 1967. Letter written by the Minister of the Ministero della Pubblica Istruzione to the Superintendent, dated May 17, 1967; SAL, 17 mag. 1967, N. di prot.o 3073: “Si partecipa che questo Ministero ha provveduto al pagamento in oggetto a favore del Signor Pietro De Rossi a titolo di premio quale rinvenitore della testa marmorea descritta nel verbale di codesto Ufficio in data 19-X-1966. Il relativo mandato di pagamento sarà esigibile, dopo che la Corte dei Conti lo avrà registrato, con quietanza dell’interessato.” 591 Bernard Frischer G.1.17.4. 1999. Letter written by Don Giuseppe Migliorisi, parish priest of Cineto Romano, to Bernard Frischer, dated September 22, 1999; archive of The Horace’s Villa Project: “Attesto che l’iniziativa di Sua Ecc.a Mons. Guglielmo Gioguinta ebbi l’incarico di parocco a Licenza negli anni 1978-1983; durante questi anni ebbi dalla Signora Jacovelli Natalia di Licenza come dono una moneta trovata nel suo campicello nei pressi della Villa di Orazio ad ove contigua in direzione verso la “fonte Bandusia” di cui l’acqua attraversa il campicello. Il denario bronzeo che ricevetti in dono lo feci interpretare da una esperta, la professoressa Antonietta Tomei della S.A.M.T. (Società Atti e Memorie Tiburtine) negli anni 1983 circa. Ecco la interpretazione: ‘Denarius Bronzeo di Domiziano (fine del I secolo d.C.).’ Mi firmo in fede....” 592