Assistenza
451
del 03/01/2015 anno XXVI°
direttore:
Marco Bedinotti
Via Divisione Acqui, 44
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Tel. 0721 281796
Fax 0721 450658
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Sports Magazine è on line: www.danilobilli.it
P e s a r o Vs A c q u a V i t a s n e l l a C a n t ù
I brianzoli di Sacripanti sono alla ricerca della loro vera identità. Dall’altra parte i ragazzi pesaresi
hanno mostrato di essere in un periodo difficile, reagire per battere Cantù è il minimo che possano fare
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Grazie ai componenti del gruppo Pesaro 1946, la brutta trasferta di Pistoia ha comunque portato qualcosa di buono. Il gruppo dei ragazzi pesaresi ha
incontrato una responsabile dell’iniziativa “Forza Manuel per sempre”, nata appunto a Pistoia consegnando una busta contenente il ricavato della
raccolta pesarese. Oltre a Pesaro 1 946 hanno contribuito anche: I like soccer league e la squadra dei Gladiatori Pesaro di calcio a 5. I proventi della
raccolta saranno divisi tra: 60% all’ospedale Meyer di Firenze e il restante 40% alla Onlus Milano25. Loro di sicuro hanno vinto la loro partita.
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VUELLE, RIESCI A FARE UNA
Ca ntù non è l a squadr a ri vel az i one del l e ul t i m e st a g i o n i :
è più vulner abi l e e sem br a non avere pi ù l a st e s s a f a m e
Il caso della Settimana
27
Gli appuntamenti
04/01/2015
Consultinvest Pu vs Vitasnella Cantù
16-17-18/01/2015
NTS convention
25/01/2015
Consultinvest Pesaro vs Enel BR
08/02/2015
Consultinvest Pesaro vs Sidigas Avellino
Per info. 0721/400272
Med a Serv ce
Sports Magazine Diffusione Gratuita
Numero 451 del 03/01/2015
Alé Vis - Quindicinale Sportivo Reg.Tribunale di Pesaro
al N° 297 Anno XXVI
Dir. Responsabile Marco Bedinotti
Composizione Grafica Matteo Bedinotti
Stampa La Pieve - V. Verucchio Impianti Linotipia - Rimini
Sports Magazine, TVRS, TV Centro Marche:
MediaService s.r.l. • Via G. Giolitti, 20 • 61121 Pesaro
Tel. e Fax 0721/490173
Cell.329/6921300
[email protected]
Il basket in tv: dopo Sky
si torna indietro di 10 anni
Quando si parla di basket in televisione ci viene
un’angoscia particolare, perché nonostante il
divorzio da Sky (le cui ragioni, probabilmente,
vanno ricercate nel desiderio della pay tv di non
investire in uno sport che in Italia non vuole crescere), la visibilità del campionato è ulteriormente calata, mentre le prospettive erano di un rilancio in piena regola. Insomma, si volevano un prodotto migliore e un pubblico maggiore e siamo
tornati a quanto oltre dieci anni fa: l’importante è che la partita vada in
televisione e che il criterio della rotazione della squadre sia rispettato.
Se, poi, gli impianti sono bui o deserti, se la qualità delle riprese è mediocre rispetto agli standard dell’alta definizione e se le partite non hanno il
minimo di interesse (o di equilibrio) tutto ciò non interessa a nessuno di
Legabasket, dove si continua a ragionare con il motto che ‘è meglio un
chicco di riso oggi che una lasagna domani’. Anche l’instant replay, che
doveva e poteva essere un piccolo contributo alla spettacolarizzazione
del prodotto, è diventato un progetto zoppo, che fatica a decollare e che soprattutto - è completamente a carico delle società, che hanno comprato
a proprie spese un software che mettono a disposizione della produzione
televisiva. Nelle scorse settimane vi avevamo dato conto dell’arrivo di un
nuovo responsabile del marketing, Julien Vigand, proveniente da
Eurolega. Ovviamente marketing e televisione vanno a braccetto, ma se campionato a parte - gli altri eventi di Legabasket sono gestiti da Rcs (in
cambio di soldi), diventa difficile immaginare cosa possa vendere il
nuovo dirigente per acquisire risorse in contanti (e non in cambio pubblicità). Mentre il basket maggiore cincischia su questo ed altri temi strategici, la federazione di Petrucci avanza a passi veloci e lunghi verso una
sorta di ‘tv del basket’, che nelle prossime settimane si ‘poggerà’ sul Sky
Sport 3: il pacchetto prevede partite delle leghe minori, compresa la femminile, e successivamente le partite delle squadre nazionali e una rubrica
settimanale. Hanno chiamato un giornalista, Nicolò Trigari, ex
Sportitalia, a coordinare quello che diventerà un vero e proprio canale
tematico, ma ancora una volta sembra che ci sia stia preoccupando della
confezione, della scatola che dovrà contenere e non della bellezza e della
qualità del prodotto. Tanto - come diceva qualcuno oltre dieci anni fa - se
ci perdiamo un canestro sui 150 di una partita che vuoi che succeda?
Marco Bedinotti
Ps.: Non vogliamo far finta di nulla di fronte allo sfogo, volgarissimo, di
Dell’Agnello al termine della gara persa con Bologna. Anche se non
fosse stato udito in diretta radiofonica, come è successo, lo avremmo giudicato come tale. Non si tratta di essere bacchettoni: sono state espressioni inaccettabili, che per l’amore infinito verso la squadra e il suo allenatore sono state giustificate dalla frustrazione del momento. Vogliamo
bene a Dell’Agnello, rispettiamo il suo lavoro, non emettiamo giudizi, ma
ci lasci dire che ci siamo rimasti profondamente male... (mb)
Pag.2
Lo abbiamo detto tante, troppe volte dall’inizio di questa stagione: la Vuelle ha tanti limiti e perdere ci sta ampiamente, ma
ci sono diversi modi di perdere e quello più brutto - come è
successo con Pistoia - è quello peggiore, perché da segnali di
resa e di indisponibilità che non piacciono assolutamente ai
tifosi. Così, se vincere contro Bologna avrebbe dato ai biancorossi qualche piccola possibilità di partecipare alle finali di
Coppa Italia, la sconfitta di 31 punti in Toscana chiude due
settimane terribili, che hanno spinto (forse irreversibilmente)
la squadra nel più completo anonimato e salva più per i demeriti di Caserta, che continua a perdere, che per propri meriti.
Con che spirito si va in campo e sugli spalti per giocare con
Cantù è difficile immaginarlo: a leggere le valutazioni di tutti i
giocatori che Dell’Agnello ha mandato in campo nell’ultima
del 2014 viene lo sconforto. Qual è il vero volto di Cantù? La
squadra della quale lo stesso Sacripanti ha detto che “le è
mancato l’ultimo pezzo” (5 sconfitte consecutive negli ultimi
minuti, ndr.) o quella che ha battuto, sia pure di misura,
Reggio Emilia? Certamente non è la squadra che, nelle ultime
stagioni, è stata capace sempre di stare tra le migliori della
Lega. Ma ci sta tutto: le squadre di provincia, e Cantù (come
Pesaro) è una delle piccole piazze storiche della pallacanestro
italiana, non può abituarsi a essere sempre protagonista positiva. Gli anni di transizione ci sono e vanno affrontati, senza
quella frustrazione che è stata piuttosto evidente nelle prime
12 giornate.
Quella con Reggio Emilia è stata la partita della svolta? La
verifica è proprio oggi a Pesaro, lontano dal Pianella che è un
corroborante straordinario: i tifosi spesso fanno la differenza,
dimostrando un attaccamento alla squadra che ha pochi uguali
in Italia. E quelli canturini hanno la certezza matematica che
la propria squadra lotta senza risparmiarsi mai. Come mettere
in difficoltà Cantù? Sandro Dell’Agnello e i suoi collaboratori
hanno guardato più filmati relativi ai biancoblù, compreso
quello con gli emiliani. Contro la squadra di Sacripanti bisogna essere subito aggressivi in difesa ed è questo un elemento
tattico che la Vuelle non ha ancora acquisito, visto che i biancorossi quando decidono di mettersi a giocare lo fanno solo
dopo aver dato un largo vantaggio - spesso decisivo - ai propri
avversari. Una delle chiavi è nelle mani di Johnson-Odom
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E Pesaro? Poteva raggiungere le finali di Coppa Italia,
invece esce con le ossa rotte con 3 sconfitte consecutive
21:30
Ma r c o B e d in o t t i e M i c h el e Z a v a g ni n i
(Marquette nella Ncaa e poi con i Lakers e Philadelphia nel suo curriculum), decimo miglior marcatore della stagione: sembra soffrire maledettamente i raddoppi sul pick and roll, ma è il giocatore sul quale gli avversari spendono
più falli. Senza contare l’apporto di Stefano Gentile, figlio di Nando e fratello maggiore del ‘milanese’ Alessandro,
al quale Sacripanti affida sempre più responsabilità, ricevendo tante risposte positive. E poi c’è l’attacco alla zona:
certo, questo tipo di difesa può sembrare antiquata, poco spettacolare, l’ultima ancora di salvezza, ma quando si
gioca per vincere e, soprattutto per non retrocedere come deve fare la Consultinvest, non bisogna storcere il naso se
proprio la zona può diventare un’arma tattica per mettere in difficoltà gli avversari. Per queste e tante altre ragioni,
in estrema sintesi alla Vuelle serve una gara accorta e solida, completamente diversa dalle ultime tre prestazioni: le
poche volte che è successo finora, Pesaro ha finito avanti; così come potrebbe avere un senso stare con efficacia nella zona
dipinta degli avversari, dove i biancorossi hanno potenzialmente qualche buona carta da giocarsi (è vero, Reddic?). E se poi
Cantù non riuscisse a correre sarebbe anche meglio, perché significa mandarli fuori equilibrio: non a caso, è la terza squadra
che perde più palloni (mediamente oltre 16), nella classifica guidata proprio da Pesaro. Tutte congiunture, ipotesi, argomenti
sulla carta che non serviranno a nulla se questa Vuelle non trova lo spirito (almeno quello) degli anni migliori.
Ma.Be.
La classifica
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Pesaro è conosciuto come una persona piena di estro, fantasia, imprenditorialità ed inventiva. Anche nel corso di queste
feste Andrea Marinelli non ha voluto smentirsi ed è stato protagonista di una iniziativa quantomeno geniale e perchè
Le partite di oggi
no originale. Ha contattato un produttore e venditore di
porchetta facendo sostare il camioncino per due giorni Consultinvest VL Vitasnella Cantù
prima del Natale all’interno dello stabilimento permet- EA7 Emp. MI Enel Brindisi
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tendo così a tutti i collaboratori della fabbrica di cucine
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e bagni di poter assaggiare, ad inizio e fine turno, dei
succulenti panini farciti con buona porchetta offerti tas- Grissin Bon RE Pasta Reggia CE
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sativamente dall’azienda.
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Prossimo turno 11/01/2015
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Dopo le ultime tre sconfitte rimediate in campionato, l’ultima delle quali, a Pistoia, senza che
mai vi fosse una partita vera e propria, i biancorossi si preparano a ricevere la Cantù versione
2014/2015, con in testa l’obiettivo di fornire una risposta importante sul campo.
La formazione allenata dall’ex Pino Sacripanti, costruita con l’obiettivo minimo di competere
per i playoff, si trova nel limbo di squadre a quota dieci punti, a causa di una serie di cinque
sconfitte consecutive che ha impedito a Cantù di involarsi tra le grandi del nostro campionato.
Nonostante una situazione di classifica non rosea, l’ Acqua Vitasnella non è da sottovalutare.
Parliamo di una squadra profonda, estremamente fisica e completa in tutti i ruoli, costruita per
una coppa europea e forte di un asse play-pivot di assoluto livello: il regista è Darius JohnsonOdom, ex Nba a Los Angeles e Philadelphia. Classica combo-guard moderna che fa della fisicità e dell’atletismo il suo punto di forza è anche il miglior realizzatore della squadra a 14.2 punti a partita. Vicino a
lui, la guardia James Feldeine, giocatore duttile e esperto competitore europeo.
Sotto le plance c’è la vecchia conoscenza Eric Williams: il centro è arrivato in Brianza in condizioni fisiche perfette
ed è sempre un pericolo per la sua esperienza e fisicità.
Dalla panchina arriva un contributo altrettanto importante, soprattutto da quella che è l’identità italiana bianco-blu:
Stefano Gentile e Awadu Abass, entrambi confermati dalla scorsa stagione. Il figlio di Nando è capace di dare alla
squadra ordine ma anche sfrontatezza e pericolosità offensiva, il prodotto del settore giovanile canturino garantisce
difesa, fisicità e estrema propensione a rimbalzo, aspetto per la Consultinvest assolutamente deficitario in questo
periodo.
Luigi Maria Piarulli
EA7 Emp. Armani MI 22
Umana Reyer Venezia 22
Dinamo Sassari
18
Enel Brindisi
18
Grissin Bon RE
18
Dolomiti Energia TN 16
Sidigas Avellino
14
Vanoli Cremona
14
Giorgio Tesi Pistoia
10
Openjobmetis Varese 10
Upea C. D’ Orlando 10
Granarolo BO
10
*
Vitasnella Cantù
10
Acea Roma
8
Consultinvest VL PS
6
Pasta Reggia CE
0
*2 punti di penalità
Giorgio Tesi PT
Sidigas AV
*Lunedì 05/01/2015
Giorgio Tesi PT
EA7 Emp. MI
*
*Lunedì 12/01/2015
Acqua vitasnella Cantù
La Squadra
0
00
1
3
4
5
8
13
23
25
33
L a Q ui n t o n Ro s s
Ke n d a l l W i l l i a m s
A n t h o ny M y l es
Nicolò Ba sile
Fr a n k G a i ne s
Be r nardo M u ss o ( K)
To m m a s o R a s p i n o
Wa l l y J u d g e
N i c h o l a s C r ow
J uv o n t e Re d d i c
L o r e n z o To r t ù
La Squadra
1
O do m D ar iu s J o h n s o n
4
Ja m es F el d e i ne
5
A b ass A b as s A wu d u
8
Giacom o Blo ise
9
Ma r co L a ga n à
15
Giacom o Ma sp ero
18
DeQ uan Jo nes
19
G i o rg i S h e r ma d i n i
22
Damian Holl is
25
Iv a n B uv a
30
St ef an o Ge n tile
31
Er ic Will iams
Capo All. S . D e l l ’ A g n e l l o
CapoAll. S t e f a n o S a c r i p a n t i
Ass. All. U m b e r t o B a d i o l i
Ass.All.M
M a s s im il ia no O ld oi ni
Ass. All. S p i r o L e ka
Ass.All. N i c o l a B r i e n z a
Mass.S . S e r a f i n i - R . Ta m b u r i n i Mass. A . L a n z i - C . B i a n c h i
Prep.Atl.R
R o b e r t o Ve n e r a n d i Prep.Atl.R
R. B i a n c hi - O . Pe d r e t t i
MediciSoc. P. B e n e l l i - M . M a n c i n o Medici.F. Ca s a ma s sim a -M .Cam a gni
E ’ S T A T O UN S A BA T O M A G I C O P E R L ’ I T A LS E R V I C E
Palafiera strapieno. Partita palpitante. Emozioni forti. Vittoria
straordinaria. E’ stato e resterà un
sabato magico il 20 dicembre
quello che ha visto l’Italservice
PesaroFano sconfiggere per 3 a 1
la capolista del campionato La
Cascina Orte, al termine di una
gara che definire avvincente è
troppo, troppo riduttivo.
I quasi 600 spettatori presenti
(mai si era visto un pubblico del
genere per una qualsiasi partita di
regular season di calcio a 5 nelle
Marche, fatta eccezione per gli
anni della serie A di Ancona e
Jesi rispettivamente 10 e 15 anni
fa...) si sono goduti uno spettacolo fantastico contraddistinto da qualità, quantità e cuore. A spuntarla sono stati i ragazzi di
Roberto Osimani che, lasciatecelo dire, per sconfiggere la corazzata allenata da Ramiro
Diaz ha disputato la partita perfetta. Tutti, ma davvero tutti i protagonisti si sono meritati la
standing ovation finale. Menzione speciale per il portierone Diego Moretti, che nei 6 minuti
finali ha parato tutto e con un pallonetto mozzafiato ha siglato il gol del 3 a 1; ovvero il gol
che ha certificato il trionfo nel momento di maggiore difficoltà dei biancorossogranata. Un
gol fantastico, così come lo è stata la sua pazza corsa intorno al perimetro del campo per
liberare la sua folle gioia.
Per chi non ha potuto esserci o volesse rivedere una sintesi del match, può consultare questo link:
https://www.facebook.com/pages/Asd-PesaroFano-Calcio-a-5/451027594920102 che è
stato trasmesso nella quarta puntata di Calcio a 5 Magazine su E’ TV Marche canale 12 del
digitale terrestre. All’interno, le dichiarazioni molto schiette di mister Osimani. Emozioni a
parte, i numeri dicono che il PesaroFano chiude il girone di andata al secondo posto del
girone A di serie A2 apari punti con il Cagliari, a 2 soli punti dalla leader La Cascina Orte.
8 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta, con 48 reti segnati e sole 22 subite (migliore difesa del
campionato).
Un gap che fa sognare un girone di ritono all’insegna della rimonta. La corsa di Tonidandel
e compagni ripartirà fra tre settimane, sabato 17 Gennaio 2015 quando il PesaroFano ospiterà il Gruppo Fassina nella seconda giornata di ritorno (alla prima di sabato 10 Gennaio i
rossiniani riposano).
Per quanto riguarda le giovanili, hanno finito l’anno con tre vittorie euna sconfitta.
Bella e convincente la vittoria dell’under 21 contro l’Alma Juventus Fano nel derby sentitissimo per 4-2 con la formazione di Davide
Gurini che fra infortuni e defezioni si è ritrovao ad
avere solo sei giocatori disponibili. Finisce in bellezza la Juniores di mister Pianosi, battendo in trasferta 8-3 il Brecce Bianche con un super bomber
straordinario, il portiere Alessandro Gennari. Le
formazioni allenate da mister Messina perdono
per 8-7 con gli Allievi in un tiratissimo derby con
l’Alma Fano e vincono agevolmente in trasferta
per 11-1 con i Giovanissimi in trasferta a
Senigallia. Ora, testa, cuore e gambe sulle
FINALS che si svolgeranno al Palascherma di
Ancona con tutte tre le formazioni giovanili impegnate.
Felice 2015 a tutti dall’Italservice Pesarofano
Calcio a 5.
Luca Pandolfi
SPORT V ILL AGE CENTRA UN’ AL TR A QUALI FICAZIONE
PER IL 2015 TANTE LE NOVITA’ PER LA SCUOLA NUOTO
Dopo Valentina Carlini, un’altra atleta di Sport Village centra
la qualificazione ai prossimi assoluti di marzo.
Martina Rombaldoni (foto), classe 2002, ha strappato il pass
nei 50 stile libero con il tempo di 28’01’‘.
Intanto, siamo vicini alla pausa natalizia che decreta la fine del
primo ciclo di scuola nuoto per la stagione 2014/2015.
Un ciclo ricco di novità didattiche: a partire dall’introduzione
dei “brevetti” una sorta di pagellina che denota solo i progressi, grazie ai quali è stato possibile apprezzare gli obiettivi raggiunti e le abilità acquatiche apprese dai bambini nell’arco dei
tre mesi di scuola nuoto.
“Un’idea che infonde fiducia nelle proprie capacità, motivando e gratificando il bambino - spiega Stefania Azzi, responsabile della scuola
nuoto -. Il saggio di Natale, ha poi rappresentato l’occasione per bambini e
ragazzi, dai 3 ai 18 anni, di mettere in mostra le proprie capacità attraverso una serie di percorsi ludicomotori, conquistando il passaggio al livello successivo”.
Le novità per il nuovo anno non mancano. Verrà
inserita l’attività in palestra (gratuita) in parallelo
con l’attività in acqua, consapevoli dell’importanza
di far fare ai bambini esperienze motorie diversificate. Sport Village darà poi vita a un progetto nelle
scuole primarie di Pesaro a costo zero dal titolo
“Estate... istruzioni per l’uso” in collaborazione con
la sezione nuoto per salvamento della Fin, Protezione
Civile e Croce Rossa, mentre l’assessore alle politiche educative, Giuliana Ceccarelli, sta valutando la
stessa proposta per i nidi d’infanzia e le materne.
BIANCANI: “ PARTE IL PROGETTO GENITORI V OL ONTAR I NEL LE S CUOL E COMUNA LI”
Assessorato alla Operatività Per presentarli c’è tempo fino al 10 febbraio
Parte il progetto “Genitori volontari… nelle scuole comunali”. I
progetti dovranno essere presentati all’ufficio Manutenzione entro
il 10 febbraio di ogni anno.
L’iniziativa ha preso le mosse da una convenzione tra comune di
Pesaro e Auser per favorire l’azione di volontariato dei familiari dei
bambini iscritti ai nidi e scuole dell’infanzia Comunali in attività di piccola
manutenzione dei plessi.
“Il tutto con l’obiettivo di promuovere la partecipazione – spiega l’assessore
Andrea Biancani -, la sussidiarietà,
la crescita complessiva del volontariato nell’ottica di una città solidale. Per ogni scuola saranno formati
tre genitori, ai quali il Comune
garantirà l’iscrizione all’Auser e la
copertura assicurativa. Anche le
scuole non comunali, elementari e
medie, se vorranno, potranno
comunque, tramite i dirigenti scolastici proporre dei progetti”.
Lo Statuto comunale nei suoi principi fondamentali promuove la cooperazione, favorisce e agevola l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e
associati per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base dl principio della solidarietà.
La convenzione, stipulata tra Comune e Auser provinciale di Pesaro e Urbino
avrà la durata di un anno,
rinnovabile alla scadenza. “Il progetto non produrrà oneri economici
aggiuntivi – continua
l’assessore - in quanto le
spese relative alla sua
esecuzione, valutate in
10.000 euro, sono ricomprese nei capitoli di competenza del Servizio
Manutenzioni e saranno
impegnati per l’acquisto
di attrezzature, di materiale come vernici, pennelli, ecc. e per interventi di piccola manutenzione sia all’interno che all’esterno delle scuole”.
Il progetto genitori volontari nelle scuole è molto importante ”non solo per
migliorare gli spazi interni ed esterni delle scuole che frequentano i bambini –
conclude Biancani -, ma ha un valore aggiunto anche per i genitori, che in questo modo lavorano insieme, fanno squadra, creando rapporti di amicizia anche
tra di loro.
Un progetto che contribuisce a rafforzare il senso civico della collettività, che
dimostra come i cittadini, se vengono coinvolti, rispondono nel migliore dei
modi.
Inoltre, credo sia importante per gli stessi piccoli vedere i propri genitori o i
nonni impegnarsi per il bene comune”.
Pag 4
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CONFINDUSTRIA PESARO URBINO
Accorpamento Regioni? Se ne parla da oltre vent’anni
Da oltre un ventennio si parla in Italia di accorpare le
Regioni. Sin da quando la Fondazione Agnelli ( nello studio
datato 1992 ) ipotizzò di ridurre da 20 a 12 le Regioni , periodicamente qualcuno torna sull’argomento con proposte di
legge , dichiarazioni etc. Ha fatto scalpore una recente proposta di legge di due
parlamentari romani del PD ( Morassut e Ranucci ) che prevede l’accorpamento della Provincia di Pesaro e Urbino con la Regione Emilia Romagna. Tutte le
altre proposte ( ed anche lo Studio della Fondazione Agnelli ) propongono un
accorpamento delle Marche con l’ Umbria e/o l’Abruzzo. Il dibattito nei prossimi giorni si farà sicuramente più stringente anche a seguito della volontà
governativa di ridisegnare ruoli e competenze delle Regioni. La prima osservazione che mi sento di proporre è che innanzi tutto si pensi ad un dimagrimento
dei costi e delle competenze dello Stato centrale. Anche nel 2014 , rispetto al
2013 , i costi della “ politica nazionale” ( Parlamento , Ministeri etc ) sono
aumentati di atri 60 milioni di euro . E – come ha ricordato recentemente il
Presidente Spacca – mentre dal 2009 al 2013 il taglio dei trasferimenti e dei
costi delle Regioni è stato del 38% , il taglio alle Province del 27% , ai Comuni
del 14% ( oltre ai tagli pesantissimi del 2014 e quelli previsti per il 2015) , il
aglio alle Amministrazioni Centrali è stato solo del 12%. Quindi prima di tutto
che si incomincino a tagliare i costi delle Amministrazioni Centrali ( a cominciare dal taglio degli inutili – nel numero – e costosissimi 630 deputati).
L’ipotesi di Regioni più grandi è da prendere poi in considerazione. Ma il
primo obiettivo deve essere l’Unità della Regione Marche ( come bene hanno
detto Ricci , Gostoli e Spacca). Ipotesi di “ spezzatino” sono assolutamente da
evitare. La Provincia di Pesaro e Urbino con la Regione Emilia Romagna è un
non senso , una ipotesi da scartare a prescindere, per motivi economici , culturali e turistici oltre che di opportunità ( saremmo il Sud di una Regione che ha
il proprio centro di potere politico ed economico nel triangolo ModenaReggio-Bologna).
Dal punto di vista turistico , poi , non c’entriamo nulla con la Regione Emilia
Romagna e tanto meno con la Provincia di Rimini ( Provincia che non aveva
nemmeno ragione di esistere!). La nostra offerta turistica è e deve essere sempre di più distaccata dal modello di massa romagnolo. Lo sanno bene tutti i
nostri operatori turistici che , non a caso , sono più propensi ad una macroregione con Umbria e Abruzzo. Siamo , per fortuna , diversi da Rimini & co. E
l’accorpamento nella stessa Regione avrebbe effetti devastanti dal punto di
vista promozionale e di promo-commercializzazione. Si discuta pure di accorpamento di Regioni ma lasciando perdere l’ipotesi che prevede la divisione
della Regione Marche.
Chi ha già fatto l’errore di andare in Emilia Romagna ( i 7 comuni dell’Alta
Val Marecchia ) è da tempo pentito!!
Direttore Confcommercio di Pesaro e Urbino
Amerigo Varotti
Tagli al trasporto pubblico locale: a rischio l’intero sistema dei trasporti della provincia
“Se i tagli alle risorse destinate al trasporto pubblico locale appresi dalla
stampa fossero confermati, ci troveremmo di fronte ad uno scenario veramente preoccupante”. Cosi’ il presidente di Adriabus, Giorgio Londei, ha
commentato il taglio paventato di circa il 10% delle risorse nel bilancio della
Regione Marche, che “metterebbe a serio rischio la struttura stessa del sistema di trasporto nella
nostra provincia, visto che si andrebbe a sommare a quelli avvenuti negli ultimi tre anni”. A
Pesaro al 2° posto per perdita di posti di lavoro
Pesaro e Urbino, 1.000 impiegati e 3mila operai
ecco come hanno assunto le imprese nel 2014 I lavori più richiesti? Camerieri, cuochi,addetti alle pulizie e commessi
rischio, quindi, non sono solo i collegamenti con le zone interne e quelli meno utilizzati, “ma a
questo punto anche i collegamenti tra i centri più importanti della provincia, con un rapido deterioramento dei conti delle aziende pubbliche e private che, nel tempo ed a fatica, hanno sopperito al
taglio delle risorse con la ricerca spasmodica di una maggiore entrata dai titoli di viaggio”. Per
Londei, “deve essere chiaro, infatti, che le linee molto frequentate e i relativi incassi, riescono a
tenere attivi anche i collegamenti con le zone a domanda debole e che, nel caso in cui si mettessero
in discussione i servizi ad alta frequentazione, salterebbe l’intero sistema del trasporto”. “Ecco conclude il presidente di Adriabus -, con i tagli previsti siamo proprio vicino a una drammatica
possibilità: dover mettere in discussione i collegamenti tra Pesaro e Urbino, Fano–Pesaro,
Fano–Fossombrone–Urbino e si paventa il paradosso che potrebbero essere mantenuti solo i servizi
puramente commerciali, quelli cioè, che si sostengono senza il contributo pubblico come i collegamenti nazionali per Roma e quelli per Abruzzo, Puglia e Calabria”.
Un secondo posto nella poco invidiabile classifica della perdita di posti di lavoro nelle
Marche. Dopo Ancona a quota 2.550, la provincia di Pesaro e Urbino registra infatti un
saldo significativo di - 1.730 di fuoriusciti dal mondo della piccola e media impresa. A
fronte di tanti che perdono il posto di lavoro, fortunatamente ci sono anche quelli che lo
trovano. Nel 2.014 sono stati esattamente 4.040 mentre quelli
che sono fuoriusciti (per crisi, licenziamenti, prepensionamenti, etc.) sulla base
dei dati UnionCamere sono 5.760. Il saldo dunque riporta la quota a 1.730 per
Pesaro e provincia. Nel quadro delle assunzioni, circa 1.000 sono state nel settore impiegatizio mentre 3.040 sono i posti creati tra operai e personale non
qualificato. La fotografia delle forme contrattuali nel mondo della piccola e
media impresa in provincia di Pesaro e Urbino nel 2014 - secondo i dati elaborati dalla CNA - è la seguente: 610 sono stati di contratti a tempo indeterminato; 190 quelli di apprendistato e 50 quelli a chiamata. Le forme di contratti a
tempo determinato finalizzati sono stati 500; per sostituzioni (maternità, aspettative, etc.), sono stati 290.
Per picco di attività sono stati 570 mentre per stagionalità 1.810. “Registriamo ancora un saldo negativo
tra assunzioni e perdita di posti di lavoro - dice Moreno Bordoni, segretario provinciale della CNA - tuttavia registriamo con soddisfazione una lieve inversione di tendenza. Ovvero le assunzioni, rispetto allo
scorso anno, sono aumentate di circa il 10%. Un dato che di per sé non significa nulla, ma che rappresenta una speranza, un ritorno - seppur lento - verso una ripresa. Merito delle esportazioni, merito di una
accresciuta competitività dei prodotti, merito anche delle reti tra imprese che stanno cominciando a dare i
primi frutti concreti”. Per il segretario della CNA siamo ancora in una situazione difficile, “ma possiamo
e dobbiamo farcela investendo ancor di più nei settori meno pesanti, dando impulso alle nuove attività,
concedendo loro linee di credito”. Il dato relativo alle Marche del resto conferma la linea pesarese. Nella
regione in 15.990 hanno trovato un posto di lavoro dipendente nelle imprese. Ad effettuare assunzioni il
13,5 per cento delle aziende, con punte del 40,1 per cento nelle società di public utilities, del 27,1 per
cento nei servizi finanziari e assicurativi, del 28,9 per cento fra le imprese innovatrici e del 24,2 per
cento fra le imprese esportatrici. Ma chi hanno assunto nel 2014 gli imprenditori? Soprattutto chi conoscono (54,4 per cento) o quelli i cui curricula sono presenti nelle banche dati interne aziendali (26,7 per
cento). Il 9,4 per cento delle imprese ha assunto sulla base delle segnalazioni di conoscenti e fornitori.
Una cosa è certa. L’occupazione dei giovani non passa per i Centri per l’Impiego. Solo il 2,9 per cento ha
dichiarato di utilizzarli per la selezione del personale mentre il 2,2 per cento ha sostenuto di rivolgersi alle
società interinali. Le professioni più richieste? Camerieri, commessi, addetti alle pulizie, baristi, cuochi,
operai, contabili, autisti, facchini, muratori. Nella maggior parte dei casi, i nuovi posti di lavoro non
garantiranno ai neoassunti una sistemazione per la vita. Solo il 16,2 per cento dei nuovi contratti è a
tempo indeterminato e il 26,9 per cento di questi è part time. Per il 55,5 per cento dei casi le imprese si
sono rivolte a lavoratori con una precedente esperienza, l’8,9 per cento ha avuto difficoltà a reperire le
professionalità richieste e l’11 per cento si è rivolto a personale immigrato.
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Il 2015 secondo Matteo: “ Crediamo di più nelle nostre potenzialità ”
Dall’Unione dei Comuni «con cui, da gennaio, diventeremo la prima realtà delle
Marche» alla Fondazione Pesaro Cultura «che innova nelle forme gestionali dei contenitori», passando per vecchio palas vintage («il sogno è farci l’edizione 2016 del
Rof»), porto, sanità, nuovi assetti istituzionali. Nella conferenza stampa di fine anno
ai Musei Civici («la location non è casuale»), Matteo Ricci, affiancato da Enzo
Belloni e Rito briglia, parla di tutto. “Andare veloci”. «Il 2014? Un anno di vittorie.
Abbiamo stravinto le primarie e le elezioni, non era facile. Alla vigilia c’era chi preconizzava scenari apocalittici per il centrosinistra a Pesaro. Ma dopo quel 61 per cento, ovviamente,
sono cresciute anche le responsabilità. Anche per questo abbiamo voluto fare della velocità il tratto
caratterizzante della legislatura. Non è una mia smania, è un’esigenza della città. Non c’è tempo da
perdere. Pesaro ce la farà se sarà ambiziosa: inutile essere rinunciatari». Partenza. «Nei primi sei mesi
abbiamo messo parecchia carne al fuoco. Quasi tutti i capitoli del programma di governo sono partiti. I
risultati? Il bilancio a fine legislatura. Ma intanto i pesaresi stanno percependo la volontà: giunta e
maggioranza sono compatte, siamo coesi. Il 2015 dovrà essere l’anno dello sviluppo e della progressiva realizzazione dei progetti». Riavvolge il filo e ripercorre il cambio di passo sulla vivacità («centro,
giovani, musica, cultura: la direzione è chiara. Una città è più sicura se è più vivace. Proseguiremo»),
insieme alla strategia per la ripartenza («siamo tra le poche realtà dove le nuove attività non pagano
per tre anni le tasse comunali. Il Comune non può essere un ostacolo, deve dare una mano»). Poi l’inciso sulla «semplificazione e razionalizzazione: le nomine nella partecipate hanno visto per la prima
volta un calo notevole di costi dei cda. E più opportunità per i giovani». Soprattutto, c’è «l’ambizione
di dare visibilità alla città, che ha tutte le potenzialità per uscire dalle difficoltà. Voglio creare un clima
positivo, dove ogni pesarese possa dare il meglio di sé. Anche uscendo dal provincialismo. Pesaro
nazionale? Non è un’ambizione del sindaco. O diventa ambizione della città, oppure non serve a niente». Anno di riforme. «Il 2015? Sarà l’anno delle riforme. A gennaio costituiremo l’Unione dei
Comuni. Tra un mese saremo la prima realtà delle Marche, stiamo definendo lo statuto con Gabicce,
Gradara e Mombaroccio. E spero che presto entrino anche altri Comuni, a partire da quelli della Valle
del Foglia. Ma già così avremo 110mila abitanti». Ancora: «Ci sarà la riorganizzazione delle partecipate, altro obiettivo strategico del programma. Oltre a Mms e Ami, avremo un’unica società per il resto
dei servizi. Oggi ne abbiamo 10, scenderanno a tre. Significa semplificazione nei rapporti con il
Comune e nella costruzione delle procedure». Non solo: «Con Fondazione Pesaro Cultura nel 2015
mettiamo insieme i contenitori culturali della città in un’unica gestione. Un modello differente, dove la
cultura può diventare, a tutti gli effetti, volano economico. In più, tra gennaio e febbraio presenteremo
il progetto di arredo del centro storico e quello per il nuovo viale Trieste. Così daremo struttura fisica
concreta alla strategia turistica. Vogliamo lasciare un segno forte sul centro e sul mare, nonostante le
difficoltà economiche. Noi facciamo la nostra parte». Progetti. «Confidiamo che nel mese di gennaio
Autostrade ci presenti i progetti definitivi per le opere: parliamo di infrastrutture per 60 milioni di
euro. Dovrà essere l’anno della fine delle procedure, per partire con i lavori nel 2016». Sul porto:
«Abbiamo sbloccato 5 milioni. Il dragaggio della darsena procede. Nella prossima primavera raddoppieremo i posti barca. Il porto sarà più bello e funzionale». Vecchio palas vintage: «Contiamo di partire
con i lavori nel 2015. Il mio sogno è fare lì l’edizione 2016 del Rof». Restyling stadio Benelli: « Il progetto preliminare è pronto, corrisponde a quello che ci aveva chiesto la società. Nelle prime settimane
dell’anno lo illustreremo. Il meccanismo è a step: in alcuni
casi prevede la vendita di aree a vantaggio della ristrutturazione dello stadio. In altri casi interverremo con risorse
nostre». Annuncia giunte itineranti nei quartieri, «per fare
il punto con i nuovi consiglieri appena eletti». E aggiunge:
«I rapporti con il governo sono costanti. Non è garanzia di
risoluzioni di problemi, ma abbiamo contatti in più. Che
dobbiamo fare valere per Rocca Costanza, o per la verifica
dell’idea della nuova Questura all’ex Intendenza di
Finanza, che ci ha lasciato il prefetto Visconti». Oppure
per la ‘città della musica’: Il ministro Franceschini verrà a Pesaro: rilanceremo». Resta una condizione
economica «complicata: la vera delusione del 2014 è la parte della legge di stabilità che riguarda
Comuni ed enti locali. Sicuramente mi sarei aspettato di più dal governo. Si continua a tagliare». C’è il
dialogo positivo con l’opposizione, «anche dal punto di vista umano. Noi abbiamo un programma da
portare avanti, siamo stati eletti sulla base di quello. Se vengono fuori buone idee dall’opposizione, le
prendiamo in considerazione». Sugli spazi culturali e Museo della Città: «Si può fare un ragionamento,
ma a ragion veduta. Stiamo cercando di razionalizzare l’organizzazione del Comune, che oggi è distribuito in troppe sedi. Dobbiamo mettere gli uffici in meno sedi, per migliorare l’efficienza e risparmiare
sugli affitti. Il personale calerà. Devo avere un quadro chiaro su come possiamo organizzare lo spostamento degli uffici nei prossimi anni. Poi, di conseguenza, potremo valutare come utilizzare al meglio
gli spazi dei palazzi rimanenti. Ma se vogliamo fare un Museo, voglio capire dove prendiamo i soldi
per realizzarlo, come va gestito, quale sarà il Piano di fattibilità. E’ vero che senza finanziamenti pubblici la cultura non sta in piedi, ma gli investimenti devono tornare alla fine dell’anno. L’idea che il
Comune, alla fine dell’anno, ripiani i bilanci non esiste più. E’ un’altra epoca». Sanità. «La situazione
ci vede ancora del tutto insoddisfatti, ma se non altro abbiamo aperto una trattativa importante. Il nodo
resta la mobilità passiva. Finché non c’è una Regione che aggredisce il problema, il meccanismo non
cambia. Continueremo la battaglia. La prima risposta che dobbiamo avere è quella sul budget, altrimenti nel 2015 ci saranno i reparti chiusi. Ospedale nuovo? Siamo a favore, lo abbiamo sempre detto.
Ma ne discuteremo con il nuovo presidente di Regione. Non è serio farlo diventare argomento di campagna elettorale». La considerazione: «Pesaro non può essere ritenuta la rottura di balle della Regione.
E’ un errore, anche perché tra un mese saremo la prima realtà. Vogliamo avere il peso che ci spetta.
Aggiungo: vogliamo una Regione più grande. Regioni piccole come le nostre non reggono più. Prima
non c’era la globalizzazione, né l’Europa. Abbiamo bisogno di una Regione che decida cosa sarà da
grande. Abbiamo due strade: o con l’Umbria o con l’Emilia Romagna. Ma la Regione Marche deve
rimanere integra. In ogni caso, con l’Abruzzo e il Molise non c’entriamo niente». Regionali. «Non
commetterò l’errore di alcuni miei predecessori. Se c’è un pesarese che ha la possibilità di guidare la
Regione farò di tutto per sostenerlo. In passato, pur di non avere uno di questo territorio, magari non
gradito, si è andati su D’Ambrosio e Spacca. Ottime figure,per carità, ma non del nostro territorio».
Quindi: «O in maniera unitaria, attraverso la candidatura di Fabbri, o con le primarie, attraverso la candidatura di Ceriscioli, possiamo avere un presidente pesarese.
Francesco Nonni
Esefunzionasse?
“La nascita di una nuova start-up è la riprova che esistono tanti giovani molto in gamba e diversi imprenditori lungimiranti che hanno
voglia e coraggio di supportare le aziende innovative e di aiutare il
nostro territorio”. Così il Carlo Renzi, presidente dei Giovani
Imprenditori di Confindustria Pesaro Urbino, che ha annunciato oggi
la nascita ufficiale della prima start-up realizzata attraverso ‘E se funzionasse?’, il progetto del gruppo pesarese che punta a fare incontrare giovani e
imprese, con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo di aziende innovative. Il titolare
della nuova società è Pietro Lo Mastro, torinese di 29 anni e urbinate di adozione,
dai tempi della laurea triennale nella città ducale, fino alla specialistica a Pesaro,
passando per un’esperienza di quasi due anni nell’ufficio marketing della Schnell di
Montemaggiore al Metauro, conclusa proprio per intraprendere quest’avventura
imprenditoriale. Si tratta di un portale, attivo dal prossimo mese di marzo, dedicato
al settore Ho.Re.Ca. acronimo che sta per hotel-restaurant-catering, una piattaforma
social per trovare lavoro nel settore del turismo e della ristorazione. In pratica, Lo
Mastro ha pensato a un enorme database, in grado di unire profili di professionisti,
verificati e qualificati, a quelli di strutture e datori di lavoro che sono continuamente
alla ricerca del giusto staff per mandare avanti nel miglior modo le attività che, in un settore come questo,
rivolto al pubblico e alla soddisfazione del cliente, si rivela davvero una scelta cruciale, in grado spesso di
determinare il suo successo o insuccesso. “L’ho pensata in questo settore – ha spiegato Lo Mastro - proprio
per via dell’importanza che ricopre la selezione del personale e la qualità dei suoi professionisti, molto
spesso sottovalutati, oltre che per l’altissimo turnover che si registra tra stagionalità e cambi di gestione, e
infine anche perché è un settore che ho conosciuto dall’interno, avendo lavorando, tra gli altri, anche per
Eden Viaggi”. Il progetto è molto strutturato e benché si avvalga, almeno inizialmente, di servizi di alcune
società esterne (per sviluppo, comunicazione ed altro, ndr.), prevede nei primi due anni almeno tre-quattro
assunzioni interne. L’aspetto economico è garantito da una società romagnola, da una pesarese e da un
imprenditore romagnolo. Quest’ultimo ha conosciuto il progetto durante la finale di ‘Esefunzionasse?’, del
24 ottobre scorso a Pesaro, dove partecipava in qualità di membro della giuria. Successivamente si è creata
una forte empatia tra i due: entrambi condividevano un passato come cameriere, con l’ambizione di fare
qualcosa di davvero grande. Da quell’incontro ne sono nati di successivi per approfondire e valutare bene
le specifiche e le potenzialità dell’idea, per arrivare alla fumata bianca, con l’effettiva costituzione della
società. Lo Mastro aveva già partecipato alla prima edizione di ‘Esefunzionasse?’ con lo stesso progetto,
superando il primo step di selezione, ma non il secondo, non rientrando così tra i cinque finalisti. Nella
seconda edizione si è presentato con la stessa idea, sulla quale aveva lavorato molto durante l’anno, con
l’obiettivo di strutturarla meglio. “Questa edizione di ‘esf?’ mi ha davvero cambiato la vita e mi ha dato
l’opportunità concreta di realizzare un sogno che inseguivo da tempo e in cui credo moltissimo – ha concluso Lo Mastro -: non vedo l’ora di mettermi alla prova e fare in modo che questo sogno non si fermi qui,
ma continui a crescere, insieme alle persone che mi stanno dando questa grande occasione e che, cosa più
importante, sento entusiaste esattamente come lo sono io”.
Ricci ricorda Stefanini
Le iniziative pubbliche a 20 anni dalla scomparsa.
Dionigi: «Per me un fratello maggiore» Ricci «E’ stato il
sindaco migliore con una vita intensa, fatta di passione e
impegno». Così il sindaco Matteo Ricci ha definito l’esistenza di Marcello Stefanini, nella sala del consiglio provinciale, a 20 anni dalla scomparsa. «Non l’ho mai conosciuto personalmente. Sono andato al suo funerale, in
mezzo a una piazza stracolma di gente. Avevo 20 anni e rimasi colpito:
tutti gli volevano bene. La commozione era legata alla sofferenza, che
anche i militanti vivevano. Perché un uomo che aveva dedicato la vita all’impegno politico e agli alti
ideali, fu costretto, in un periodo drammatico per il Paese, a giustificare cose che in verità non doveva
giustificare. Fu costretto a spiegare ai giudici la sua onestà, è non c’è cosa più difficile da sopportare
per un uomo onesto. Quando le indagini dimostrarono che Stefanini era sempre stato una persona pulita, le lacrime di commozione diventarono lacrime di orgoglio, per un popolo che era cresciuto con lui.
Ma la giustizia, purtroppo, è arrivata solo dopo la sua scomparsa». In sala Pierangeli, all’iniziativa
organizzata da Comune, Centro Studi Stefanini e Fondazione XXV Aprile, anche la sorella del politico, Bruna, e la moglie Giuliana Gamba. «Stefanini - ha osservato Ricci – ha dimostrato che un uomo
orgogliosamente di parte può essere il sindaco di tutti, anche di chi non lo vota. Ha tenuto insieme la
dimensione politica e quella istituzionale. Aveva visione strategica: a gennaio faremo l’Unione dei
Comuni ma la prima applicazione amministrativa intercomunale risale a lui. Capì anche l’importanza
della comunicazione. E voleva una cultura a portata dei quartieri e delle piazze. E’ andato ben oltre il
suo mandato, sentiva respirare la città, era dentro gli ambiti più profondi della società. E Pesaro ha vissuto una grande stagione. Se fosse qui, oggi? Di sicuro non sarebbe un gufo, a dispetto del suo soprannome da cestista. Ma metterebbe la propria intelligenza, anche critica, al servizio del partito in modo
costruttivo. E’ stato il sindaco migliore di Pesaro». Piero Fassino, assente per impegni istituzionali,
invia un video-messaggio: «E ‘ stato un grande amministratore e un ottimo uomo di partito, tesoriere
negli anni della trasformazione. Un protagonista, amato da tutti. Si è assunto responsabilità difficili e
delicate. Era colto, sviscerava i problemi. Un dirigente nel verso senso della parola, con un profondo
senso dello Stato. Ha onorato gli ideali in cui credeva. Ha dimostrato che la politica può essere una
cosa alta e nobile». Per il rettore dell’ateneo bolognese Ivano Dionigi «è un fratello maggiore. Uno di
quelli con cui avrei voluto invecchiare, al pari di Scevola Mariotti e Don Gaudiano». Il professore cita
le abitazioni e i luoghi degli anni’70, i convegni a Villa San Martino, le ‘spedizioni’ da Dossetti. «Con
lui è arrivato il Rof, ha dato fiducia a Mariotti, è andato controcorrente. Una volta si presentò in ritardo
alla stazione, gli prestai i soldi per andare a Roma. Me li restituì la sera stessa, facendomeli recapitare
dalla moglie. Indicativo del suo modo di essere. Una sera disse che era impegnato e non poteva partecipare alla Festa dell’Unità. In realtà andammo a vedere il precampionato di pallacanestro insieme. Un
grande amico». Al cimitero centrale, nella Tomba degli Illustri, la commemorazione del senatore Ugo
Sposetti.
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