Basilicata Basilicata e CdLT di Potenza Provinciale di Potenza L’indotto industriale e di servizi del Centro Olio ENI di Viggiano e dei pozzi di estrazione petrolifera della Val d’Agri: la proposta del contratto di sito Gennaio 2009 Abbiamo deciso di produrre un lavoro sindacale di analisi-inchiesta per quanto riguarda l’indotto industriale delle estrazioni petrolifere in Basilicata, al fine di poter far entrare nel dibattito generale sul petrolio in Basilicata il punto di vista dei lavoratori e del Sindacato affinché se ne possa tenere conto nelle scelte di natura industriale e istituzionale che ne derivano per via degli insediamenti estrattivi delle dimensioni assunte in Basilicata. In questo modo ci siamo posti l’obiettivo di contribuire alla definizione di regole chiare e trasparenti che assicurino ai lavoratori il rispetto dei diritti contrattuali e la difesa della salute. All’interno del Centro Olio ENI di Viggiano, ad oggi, permangono situazioni contrattuali diversificate che a volte determinano situazioni di vera e propria disuguaglianza di trattamenti tra lavoratori, sia in termini di condizioni di lavoro e di salario che di situazioni legate alla prevenzione dei rischi per la salute che tende a variare dalle caratteristiche dell’azienda per cui si lavora. Succede così che i lavoratori che per un certo numero di anni sono alle dipendenze di un’azienda, quando cambia l’appalto non solo rischiano il posto di lavoro, ma sul piano dei diritti contrattuali iniziano da capo come se per loro fosse il primo giorno di lavoro, e così succede che un lavoratore a 50 anni si vede costretto a rinunciare al salario per ottenere un nuovo contratto di lavoro che a volte è anche termine. In effetti, cambia l’appalto e ai lavoratori si azzerano i diritti contrattuali con il rischio anche di perdere le professionalità e le capacità acquisite in anni di esperienza lavorativa. Questo lavoro che cerca di fare una mappatura delle imprese che lavorano nell’indotto dell’ENI, insieme con altri obiettivi che riguardano la comprensione dell’effettivo impatto occupazionale e delle ricadute concrete per le imprese regionali, vuole porre le basi affinché si realizzi un accordo quadro all’interno del Centro Olio di Viggiano che riconosca a tutti i lavoratori pari condizioni di trattamenti contrattuali, salariali, di tutela della salute e della loro dignità. Giuseppe Cillis Segretario regionale Fiom Cgil Basilicata Rapporto Indotto ENI Val d’Agri Michele Palma Segretario Filcem Cgil Potenza -2- Gennaio 2009 La frammentazione della presenza di aziende ed il continuo ricorso ad appalti per l’assegnazione di parti del processo lavorativo e l’applicazione di Contratti collettivi diversi pone al sindacato la necessità di affrontare la tutela dei lavoratori, in particolare nei cambi di appalto, con uno strumento che dovrà essere riconosciuto pienamente dalla Società titolare dell’estrazione ENI SpA, ovvero l’applicazione della clausola sociale che dia continuità occupazionale ai lavoratori impiegati nell’ambito del Centro Oli. Quindi proponiamo un Contratto di Sito che debba valere per tutte le aziende e che possa sotto il profilo della contrattazione distribuire salario aggiuntivo, oltre a strutturare la rappresentanza dei lavoratori sull’intero sito produttivo, anche per quanto attiene la sicurezza sul lavoro. Antonio Pepe Segretario Regionale CGIL Basilicata Il presente rapporto è stato realizzato su incarico della Fiom Cgil Basilicata e della Filcem Cigl Potenza da Davide Bubbico (Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Sociologia e Scienza della Politica e Centro Interdipartimentale di Economia del Lavoro e Politica Economica). L’attività di ricerca ha avuto inizio nel mese di settembre 2008 e si è conclusa nel mese di dicembre dello stesso anno. La stesura del rapporto è avvenuta nel gennaio 2009. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -3- Gennaio 2009 Nota introduttiva Le imprese che lavorano nell’indotto del Centro Olio dell’ENI di Viggiano sono una realtà composita fatta di aziende di manutenzione, di servizio, di collaudo e progettazione impianti, smaltimento residui di lavorazione, opere edili e di altre attività ancora. Un insieme di servizi diretti e indiretti, affidati a ditte terze, che riguardano non solo il funzionamento del Centro Olio ma anche dei pozzi petroliferi. L’obiettivo di questo rapporto è quello di fornire una mappatura delle aziende che compongono questo indotto per comprendere quali siano, tra queste, le aziende regionali e soprattutto l’impatto occupazionale finora determinato. Detto, in altri termini, se la presenza dell’ENI in Basilicata ha determinato finora la nascita di nuove aziende sorte proprio per rafforzare l’indotto di cui tradizionalmente investimenti di questa natura si servono. Accanto a questo obiettivo ce ne siamo posti un altro che riguarda, proprio a partire dall’analisi appena esposta, la formulazione di una proposta finalizzata all’istituzione di un contratto di sito per meglio salvaguardare i trattamenti normativi, i livelli occupazionali, salariali e professionali di una parte dei lavoratori impiegati nei servizi di appalto. Non abbiamo incluso in questo breve rapporto, ma ci riserviamo di farlo nel prossimo futuro, un ragionamento sui rischi per la salute e per le condizioni di lavoro in genere che interessano i lavoratori dei pozzi, ma soprattutto quelli che sono impiegati nel Centro Olio, siano essi dipendenti dell’ENI o di altre aziende appaltatrici. I dati che di seguito saranno esposti sono il risultato di un’attività di indagine realizzata sul campo con il supporto della Fiom e della Filcem alla quale fanno riferimento la maggior parte delle aziende, come la stessa ENI, perché collegate al comparto dell’energia e della chimica. Nel dettaglio il rapporto – in questa che può essere considerata una prima indagine esplorativa in attesa di verifiche ulteriori sul campo – contiene alcuni dati sintetici sulle caratteristiche del Centro Olio di Viggiano e del distretto ENI Val d’Agri e sugli occupati. Successivamente abbiamo tracciato un quadro generale delle aziende che compongono l’indotto per comprendere, in primo luogo, l’impatto Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -4- Gennaio 2009 occupazionale e la sua natura e, in secondo luogo, il numero di imprese regionali coinvolte e il numero delle unità occupate (trattasi di dati riferiti al mese di settembre dello scorso anno). Va da subito evidenziato che pur valutando le difficoltà connesse alla capacità di generare economie imprenditoriali locali in relazione ad un investimento complesso come quello relativo all’attività estrattiva in Val d’Agri, ciò non significa che non sia possibile in relazione alle forniture di beni e servizi richiesti, favorire la formazione di nuove imprese che siano in grado di operare anche dopo l’esaurimento delle attività estrattive nel settore delle energie, ed in particolare delle fonti alternative1. Quello che abbiamo osservato, in altri termini, è che un tale investimento non ha determinato finora la nascita di nuove imprese e solo in pochi casi sembra aver sostenuto la crescita di imprese già esistenti. L’ultimo paragrafo contiene un quadro riepilogativo della vicenda della ex Valteco, l’azienda che in precedenza aveva in appalto2 la manutenzione del Centro Olio, e come già anticipato, proprio in considerazione delle vicende che vi sono state connesse, una proposta relativa all’istituzione di un contratto di sito giustificata dall’approssimarsi della scadenza dei contratti di appalto che l’ENI ha stipulato negli anni recenti con le attuali imprese appaltatrici. In appendice al presente lavoro abbiamo, infine, inserito il quadro delle attività previste a sostegno del sistema produttivo dell’area come risulta dal Piano Operativo Val d’Agri e così un quadro dell’attuale stato delle aziende insediate nell’area industriale di Viggiano. Per ultimo abbiamo provveduto ad inserire i dati dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia (UNMIG) sull’estrazione di gas e olio in Italia nel 2008 e l’elenco delle aziende che compongono l’indotto dell’ENI in relazione alle attività estrattive in Val d’Agri e al funzionamento del Centro Olio di Viggiano. Quanto scritto si discosta pertanto, in parte, da quanto sostenuto di seguito, «…l’apporto che l’attività estrattiva in Val d’Agri può offrire allo sviluppo regionale è davvero modesto. Innanzitutto, nel caso in cui, come nell’estrazione di idrocarburi, ci sono elevati costi fissi, i benefici per la comunità locale sono marginali. Tale risultato è dovuto al fatto che la necessità di ingenti investimenti iniziali a fronte di rendimenti significativi solo nel medio periodo, rende conveniente l’attività solo per grandi gruppi industriali, spesso provenienti dall’esterno. Come per la Val d’Agri, nel caso di investimenti che si originano dal mercato extraregionale, solo la creazione di occupazione può essere annoverata tra i possibili benefici (oltre alle royalties)», M. Percoco, Petrolio e Sostenibilità. Analisi economica e politiche di sviluppo per la Val d’Agri, Edizioni del Consiglio Regionale della Basilicata, 2007, p. 49. 2 I contratti di appalto hanno di norma una durata triennale. 1 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -5- Gennaio 2009 1. L’estrazione di idrocarburi in Val d’Agri e le caratteristiche del Centro Olio ENI di Viggiano Le attività di ricerca petrolifera in Basilicata sono state piuttosto modeste fino alla metà degli anni ’90, anche se l’estrazione di gas in Val Basento e di petrolio a Tramutola risale già alla fine degli anni ’30 (anche se conclusa già alla fine degli anni ’50). La scoperta del giacimento della Val d’Agri da parte dell’ENI risale all’inizio degli anni ’803, ma solo dalla metà degli anni ’90 la società ha deciso di procedere ad una campagna di coltivazione su larga scala (anche se l’attività estrattiva Monte Alpi è cominciata nel 1989) e alla conseguente costruzione, a partire dal 1996, di un Centro Olio nel quale avviene una prima attività di trattamento del greggio (separazione da gas, acqua, ecc.). In anni successivi è stato poi costruito un oleodotto che trasporta il petrolio greggio trattato nel Centro Olio alla raffineria ENI di Taranto4, mentre in precedenza lo stesso trasporto era effettuato attraverso l’uso di camion cisterna, come in piccola parte avviene ancora oggi per i pozzi che non sono collegati alla rete di raccolta. Nel giugno 2001 questa attività dava lavoro a circa 120 addetti riuniti in un consorzio di autotrasporto ancora oggi esistente, ma oggi composto di solo 50 unità. Questa riduzione nel numero di unità impiegate è dovuta in massima parte alla costruzione dell’oleodotto, ma anche alla più forte presenza di trasportatori pugliesi e campani. Attualmente il trasporto del greggio riguarda quello estratto dai pozzi non ancora collegati alla rete di raccolta che fa confluire il petrolio estratto al Centro Olio. Attualmente i pozzi di estrazione in Val d’Agri sono 39, ma non tutti sono ugualmente utilizzati. L’esaurimento degli attuali giacimenti in concessione all’ENI è previsto per il 20255. L’AGIP ottiene, dal 1975 al 1984, 4 nuovi permessi di ricerca sul territorio regionale che si aggiungono a quelli già in suo possesso. Dalla seconda metà degli anni ’80 oltre all’AGIP altre società come Lasmo e FINA ottengono dal Ministero dell’Industria nuove concessioni di coltivazione che partono ad una stima di 440 milioni di barili estraibili (oggi maggiore) che fanno della Basilicata una delle principali aree di estrazione su terraferma in Italia oltre che in Europa. 4 Nel dicembre 2006 l’ENI ha ceduto sotto forma di ramo d’azienda la società di sua proprietà Sistema di Trasporto Greggio Viggiano-Taranto alla Società Oleodotti Meridionali (S.O.M. S.p.a). 5 L’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e la Geotermia (UNMIG) fa notare nel suo ultimo rapporto che «Da molti anni il declino della produzione di gas naturale in mare (che costituisce la quota principale della produzione nazionale) non è compensato dai nuovi ritrovamenti messi in produzione, mentre lo sviluppo di 3 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -6- Gennaio 2009 Nel 2007 la superficie regionale complessivamente occupata da titoli minerari, rispetto alla superficie totale della Basilicata, era pari al 33%, quella relativa a permessi di ricerca al 12%, quella relativa a concessioni di coltivazioni al 21%6. Nel 1998 l’ENI ha concluso con la Regione Basilicata e con l’allora governo un accordo per lo sfruttamento delle risorse minerarie da cui dipendono le c.d. royalties petrolifere. Le previsioni di investimento da parte dell’ENI in Basilicata formulate a metà degli anni ’90, ammontavano fino al 2002, in 3 mila miliardi di lire, pari a 500 miliardi l’anno7. Come si evince dal Fact Book 2007 dell’ENI, la società «è operatore della concessione Val d’Agri (Eni 60,77%) in Basilicata, risultante dall’unificazione delle concessioni Volturino e Grumento Nova a fine 2005. La produzione proveniente dai giacimenti Monte Alpi, Monte Enoc e Cerro Falcone è alimentata da 22 pozzi produttori dei 47 previsti dal progetto di sviluppo approvato ed è trattata presso il centro Olio di Viggiano della capacità di trattamento di 104 mila barili/giorno di petrolio. Il petrolio attraverso un oleodotto della lunghezza di 136 chilometri è lavorato presso la raffineria Eni di Taranto. Nel 2007 la concessione ha prodotto 106 mila boe/giorno (65 mila in quota Eni), rappresentando il 31% della produzione Eni in Italia. Le attività dell’anno hanno riguardato l’avanzamento del programma di perforazione e l’adeguamento delle facility di produzione»8. Nella tabella 1.1 è contenuto un quadro riepilogativo sintetico dell’estrazione petrolifera in barili in Basilicata da gennaio a settembre 2008 e dall’inizio di gennaio di quest’anno alla data del 9 gennaio. Questi dati sono stati rilevati dall’aggiornamento giornaliero che l’ENI produce, insieme con altri dati di natura grossi giacimenti di petrolio già scoperti da tempo in Basilicata avviene con lentezza, compensando appena il declino degli altri vecchi giacimenti di olio, il che lascia la produzione nazionale attestata fra i 5 ed i 6 milioni di tonnellate/anno», Rapporto annuale 2007. Attività di ricerca e coltivazioni idrocarburi in Italia, Roma, p. 2. L’UNMIG (Ministero dello Sviluppo Economico) è stato istituito nel 1957 con la legge che ha disciplinato le attività upstream degli idrocarburi (ricerca e coltivazione) in Italia, a seguito delle prime incoraggianti scoperte dell’AGIP. Nato dai ruoli tecnici del Corpo delle miniere, l’UNMIG è demandato alla gestione amministrativa ed al controllo del settore, comprese le funzioni di polizia mineraria. 6 UNIMIG, Rapporto annuale 2007, cit. 7 Si trattava per l’ENI di un cifra considerevole se si considera che il Pil regionale nel 1997 era calcolato in 12 mila miliardi di lire. Sempre originariamente l’ammontare delle royalties era poi calcolato in 1,8 miliardi di lire, circa 90 miliardi l’anno. Un quadro più esatto ed aggiornato delle royalties effettivamente accreditate è contenuto nella tabella 1.1 di questo paragrafo. 8 ENI, Fact Book. Exploration & Production, Anno 2007, p. 16. In realtà esiste una terza concessione denominata Caldarosa. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -7- Gennaio 2009 ambientale e occupazionale, in relazione alle attività del Centro Olio di Viggiano. Nella tabella, infatti, oltre all’ammontare delle royalties accreditate alla Regione Basilicata compaiono altre due importanti informazioni, ai fini del nostro ragionamento, che sono relative al numero di occupati diretti del Centro Olio, distinti tra diretti (dipendenti ENI) e indiretti (dipendenti delle ditte appaltatrici). Il primo numero comprende solo una parte dei circa 180 dipendenti del distretto ENI Val d’Agri da noi rilevati nel mese di settembre dello scorso anno, in quanto la restante parte è composta di altri operatori di produzione (tipo giro pozzi) e dal personale amministrativo che lavora presso gli uffici che hanno sede a Viggiano. Questi ultimi sono circa 50, mentre gli addetti del Centro Olio e gli altri operatori di produzione sono i rimanenti 130. Più nello specifico, nel mese di settembre 2008 i circa 180 dipendenti dell’ENI, tra Centro Olio e uffici amministrativi, si dividevano in 8 tra coordinatori tecnici e responsabili di produzione, 91 operatori di produzione e 78 tra impiegati e tecnici con funzioni varie. Tab. 1.1 – Indicatori di estrazione di greggio in Val d’Agri da parte dell’ENI, dell’ammontare delle royalties e degli occupati diretti e indiretti del Centro Olio ENI di Viggiano – Settembre 2008 e Gennaio 2009 Indicatori vari Date di rilevazione 02.09.2008 09.01.2009 Barili di greggio/giorno 73.375 65.855 Barili estratti dal 01/01/2008 al 02/09/08; dal 01.01.2009 al 594.945 18.501.804 09.01.09 Ammontare delle royalties (sul greggio estratto) al 31.12.2006 e al 345,392 466,016 31.12.2007 (milioni di euro) Ammontare delle royalties (accreditate da Ente Regione 291,004 393,535 Basilicata) al 31.12.2006 e al 31.12.2007 (milioni di euro) Occupati diretti (dipendenti ENI presenti all’interno) 37 53 Occupati indiretti (contrattisti presenti all’interno) 232 191 Totale occupati 269 244 Fonte: Regione Basilicata su dati ENI. Nel Centro Olio avviene un primo trattamento del petrolio greggio estratto che giunge attraverso delle condotte dirette dalla maggior parte dei pozzi in produzione. Questo primo trattamento consiste più specificatamente nella separazione dell’olio da acqua, gas, zolfo e H2S (idrogeno solforato) un gas inodore, per questo pericoloso e mortale. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -8- Gennaio 2009 Le attività di perforazione sono gestite dalla SAIPEM (gruppo ENI) e dall’emiliana PERGEMINE. La gestione dei pozzi, l’attività di presidio e quella di LPT (Long Production Test) che consiste nei caricamenti provvisori del petrolio in vasche di accumulo, sono affidate alla ITALFUID Geo Energy S.r.l. di Montesilvano (Pe) e alla società A.P.M. (Appalti petroliferi Meridionali) controllata dalla stessa ITALFLUID, ma con sede legale a Viggiano. L’affidamento delle attività di manutenzione del Centro Olio e dei pozzi è gestita dalla S.E.S. (Saipem Energy Service), gruppo ENI (ex E.M.S.), che a sua volta l’affida ad altre imprese, come di seguito indicheremo. Le attività di monitoraggio dell’attività estrattiva, quella che in gergo è definita “attività di giro pozzi” è svolta da operatori ENI. Tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria sono, invece, realizzate quasi completamente da aziende esterne all’ENI. Queste aziende compongono la platea delle imprese dell’indotto, e come avremo modo di verificare nel paragrafo successivo sono quelle che hanno, di fatto, il contratto di appalto, tra cui quelle che dipendono dalla S.E.S., che per conto dell’ENI gestisce la maggior parte degli appalti in generale9. Le principali attività terziarizzate possono così consistere nelle seguenti attività: § Montaggi e allestimenti meccanici § Manutenzione meccanica § Manutenzione strumentale § Manutenzione elettrica § Manutenzione civile (opere edili) § Attività di pulizia e servizi ambientali in genere § Controllo sicurezza (DPA) Hanno in altri termini rapporti in esclusiva con la S.E.S. le società Sudelettra S.r.l. e COSMI S.p.a. che si occupano specificatamente della c.d. manutenzione programmata ai fini della produzione del Centro Olio e le società Baker Petrolite Italiana S.r.l. (ex NALCO) per la fornitura dei prodotti chimici e la MAERSK H2S S.S. ITALIA S.r.l. per la gestione e verifica dei sistemi di sicurezza. Si tratta in altri termini di quelle aziende la cui attività deve essere considerata oltre che esclusiva anche continuativa ai fini del funzionamento del Centro Olio. La S.E.S. ha poi rapporti di appalto con altre aziende come GDM, Elettra e Officine D’Andrea, quest’ultime aziende dell’area industriale di Viggiano. 9 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri -9- Gennaio 2009 § Attività di ripristino ambientale (manutenzione sul pozzo, taglio erba, opere civili, controllo recinzione) § Noleggio macchinari industriali Altre imprese, come la Experties e la RENCO, forniscono poi all’occorrenza personale specializzato per la supervisione inerente la costruzione dei pozzi e della rete di raccolta, o ancora per l’allestimento delle tubazioni, la supervisione meccanica, elettrica e civile. Sulla base dei dati in nostro possesso e che saranno illustrati più in dettaglio nel prossimo paragrafo, anche se con riferimento all’indotto potenziale, si può ritenere che gli addetti che svolgono un’attività stabile e continuativa tra il Centro Olio e i pozzi di estrazione siano complessivamente circa 450 (tab. 1.2). Questo numero comprende oltre ai 180 dipendenti dell’ENI, i circa cento addetti di APM e ITALFLUID (gestione pozzi), i circa 60 della manutenzione programmata elettrostrumentale del Centro (Sudelettra, COSMI, Iniziative Industriali), i circa 30 della Baker e della MAERSK e circa 50 tra SAIPEM e PERGEMINE. Altre imprese minori svolgono poi attività marginali in modo continuativo come Garramone e GDM (circa 30 addetti). Tab. 1.2 – Occupati in modo continuativo tra il Centro Olio e pozzi per azienda e tipologia di attività (v.a.) Azienda Attività Addetti* ENI Exploration & Production – Trattamento degli idrocarburi (Centro Olio) 130 Zone Industriale Viggiano ENI Exploration & Production – Servizi amministrativi 50 Uffici Viggiano (**) ITALFLUID e APM Gestione pozzi e attività di presidio 100 SAIPEM e PERGEMINE Sudelettra, Industriali MAERSK COSMI, Iniziative Baker Garramone, GDM e imprese minori dell’indotto Totale altre Gestione degli impianti di perforazione 50 Manutenzione programmata elettrostrumentale Centro Olio 60 Gestione e verifica sistemi di sicurezza 15 Fornitura prodotti chimici 15 Servizi vari 30 450 Fonte: ns. indagine diretta. (*) Numeri approssimati. (**) Sede del distretto di produzione Val d’Agri per ricerca e produzione di idrocarburi. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 10 - Gennaio 2009 Una stima degli addetti secondo la provenienza geografica lascia poi valutare che l’occupazione regionale non vada poco oltre il 50% (la metà dei dipendenti dell’ENI, i due terzi di APM e ITALFUILD, il 90% delle imprese della manutenzione programmata e in misura minore in SAIPEM, PERGEMINE, MAERSK e Baker). Questo dato conferma, dunque, il forte peso dei lavoratori provenienti da fuori regione, anche più elevato nei primi anni e in generale dell’elevata quota dei c.d. lavoratori trasfertisti (molti dei quali sono presenti spesso su più indotti ENI in Italia e all’estero). Ai 450 addetti impiegati in modo strutturale vanno poi aggiunti una media di 140 addetti che lavorano per conto delle altre ditte appaltatrici (compresi i servizi di trasporto greggio) tra il Centro Olio e i pozzi. Nel complesso si potrebbe, dunque, stimare un’occupazione giornaliera di 600 addetti, anche se quest’ultimo aggregato di unità di lavoro è presente in numero molto variabile e indeterminabile durante la normale attività di estrazione. Più avanti specificheremo che il numero di addetti indicati per ogni impresa che lavora in appalto per l’ENI si riferisce al bacino di lavoratori di cui ogni impresa dispone in relazione all’appalto di cui è titolare. In altri termini, per fare un esempio dei circa 100 dipendenti della società Sudelettra, indicati in una delle successive tabelle, solo 30 sono quelli che effettivamente prestano un’attività di lavoro in modo stabile presso il Centro Olio. Tale proporzione andrebbe fatta per il resto delle imprese, anche se la maggior parte di quelle mappate come indotto ENI presenta un numero di lavoratori di molto inferiore a quello della Sudelettra. Un quadro riepilogativo del bacino di occupazione reale e potenziale finora descritto è contenuto nella figura 1.1. Nei riquadri compresi nella figura 1.1 abbiamo in sostanza cercato di ricostruire la ragnatela di imprese che operano in relazione all’attività estrattiva in Val d’Agri, specificando lì dove è stato possibile le imprese e il numero approssimativo degli addetti (come riportato nella tabella 1.2). In relazione agli indotti di ENI-SAIPEM-SES e di PERGEMINE abbiamo fatto riferimento solo al numero delle imprese in quanto quello relativo agli occupati è stato trattato nel paragrafo successivo e con le precisazioni del caso. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 11 - Gennaio 2009 Fig. 1.1 – Il quadro occupazionale delle imprese e degli occupati collegate al Centro Olio e alle estrazioni petrolifere dell’ENI in Val d’Agri – v.a. stimati per imprese dell’indotto e per gli occupati ENI Exploration & Production (Centro Olio + uffici Viggiano) 178 addetti S.E.S. Saipem Energy Service (gestione appalti) (circa 10 addetti) Sudelettra, COSMI ed altre (manutenzione elettromeccanica e strumentale, circa 60 addetti) Aziende indotto (circa 90 imprese) SAIPEM (gestione impianti di perforazione) (60 dipendenti) PERGEMINE (gestione impianti di perforazione) (circa 90 addetti) Aziende indotto (circa 140 imprese) APM e ITALFULID (gestione presidio pozzi, circa 100 addetti) MAERSK e Baker (controllo sicurezza, fornitura prodotti chimici, circa 30 addetti) Fonte: ns. indagine diretta. Per le aziende dell’indotto solo indicazione del numero delle imprese. 2. Le imprese appaltatrici che operano all’interno del Centro Olio di Viggiano e nei pozzi di estrazione petrolifera Le aziende complessivamente operanti nell’indotto del Centro Olio di Viggiano e dei pozzi di estrazione gestiti dall’ENI sono risultate 8310, di cui 24 locali 10 Questo dato come scritto in precedenza si riferisce al mese di settembre 2008 e dovrebbe trattarsi di un dato non dissimile da quello rilevabile oggi. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 12 - Gennaio 2009 (7 aziende della provincia di Matera e 17 della provincia di Potenza). Complessivamente il numero dei lavoratori che costituisce il potenziale bacino di impiego è stimabile in circa 1.500; quelli dipendenti delle 24 aziende locali sono poco più di un terzo (550 addetti)11. Quando parliamo di bacino di impiego, come già scritto in precedenza, ci riferiamo ad un numero potenzialmente impegnabile sull’appalto oggetto del contratto. Questo perché si può trattare spesso di interventi straordinari, non programmabili od organizzati su più turni che dipendono molto dalla natura del servizio. Anche per questo motivo, sulla base di alcune ipotesi formulate nel corso della ricerca abbiamo calcolato che queste unità di lavoro siano presenti giornalmente in un numero non superiore a 15012. Le aziende coinvolte nell’indotto sono prevalentemente aziende del centro nord, con un numero significativo di imprese lombarde e abruzzesi, un dato che oltre ad essere spiegato dalla diversa specializzazione produttiva di queste regioni risente anche del tradizionale indotto industriale collegato all’ENI come nel caso della Lombardia13. Sono localizzate, inoltre, in questa regione (e in altre, come l’Emilia-Romagna) la maggiore parte delle aziende del settore che operano con livelli di altissima tecnologia nel campo dell’estrazione petrolifera e della manutenzione degli impianti di trattamento greggio e di raffinazione e di tutte le altre attività connesse. Sulla base dell’indagine esplorativa che abbiamo compiuto nel mese di settembre dello scorso anno si può ritenere che la distribuzione delle imprese per numero di addetti e regione in cui ricade la sede legale dell’azienda sia quella contenuta nella tabella 2.1. Valgono per i numeri contenuti in questa tabella le 11 In occasione di incontri in sede sindacale avvenuti nell’estate del 2008 l’ENI avrebbe dichiarato che le ditte che lavorano in appalto per il Centro Olio erano 53 per un’occupazione complessiva di circa 600 unità. Considerato che nella nostra mappatura abbiamo compreso anche quelle che effettuano lavorazioni di manutenzione e di altro genere sui pozzi, i dati forniti sembrano avvicinarsi piuttosto alla realtà sempre tenendo conto del diverso volume di unità di lavoro presente giornalmente tra il Centro e i pozzi. 12 Il dato degli occupati indiretti che compare nella tabella 1.1 comprende sia gli addetti che svolgono servizi di manutenzione o di altra natura, ma programmata, e sia coloro che effettuano lavoro per motivi straordinari o di altra natura, motivo che spiega anche la differenza tra il dato di settembre 2008 e quello di gennaio 2009, come del resto sarebbe osservabile rilevando lo stesso dato nell’arco di un periodo di tempo anche circoscritto. 13 Va evidenziato che l’ENI possiede un altro Centro Olio a Trecate in Lombardia e attività estrattive in Emilia-Romagna, mentre di recente è stato chiuso il Centro Olio di Ortona in Abruzzo, chiusura che potrebbe, tra l’altro, favorire il trasferimento di alcune attività prima svolte presso questo Centro a quello di Viggiano. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 13 - Gennaio 2009 precisazioni fatte ad inizio paragrafo. Delle circa 1.500 unità di lavoro indicate, in quanto riconducibili alle aziende che avevano un contratto di appalto con l’ENI nel settembre del 2008, tra il Centro Olio e i pozzi di estrazione, la presenza giornaliera effettiva è come scritto pari a poco meno del 10% (150 unità). Tab. 2.1 – Distribuzione delle imprese appaltatrici e dei dipendenti che rappresentano il bacino di lavoro utilizzato per i lavori di appalto presso il Centro Olio e i pozzi di estrazione, per regione in cui ha sede legale l’impresa e numero di addetti – (v.a. e %) Addetti Regione Imprese v.a. % v.a. % Basilicata 24 28,9 550 37,7 Lombardia 17 20,5 190 13,0 Abruzzo 10 12,0 131 9,0 Puglia 1 1,2 88 6,0 Emilia-Romagna 5 6,0 82 5,6 Lazio 6 7,2 84 5,8 Marche 2 2,4 73 5,0 Veneto 6 7,2 71 4,9 Umbria 1 1,2 70 4,8 Toscana 2 2,4 29 2,0 Campania 3 3,6 24 1,6 Sicilia 2 2,4 23 1,6 Liguria 2 2,4 7 0,5 Piemonte 1 1,2 7 0,5 Belgio 1 1,2 29 2,0 Totali 83 100,0 1.458 100,0 Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. Settembre 2008. Il maggior numero di addetti è coinvolto nei lavori di manutenzione meccanica e nella manutenzione in generale (elettromeccanica, strumentale, ecc.); in numero rilevante sono anche gli addetti impegnati nei servizi ambientali e in quelli di controllo e sicurezza. Un dato a parte riguarda le imprese e i relativi addetti impiegati nelle attività di autotrasporto, in cui bisogna comprendere una parte di addetti al trasporto del greggio ed una più consistente legata al trasporto di prodotti utilizzati nel primo processo di trattamento o ancora con riferimento a quelle imprese che effettuano il trasporto dei residui di estrazione (acqua, fanghi, ecc.). Un quadro riepilogativo delle attività appena illustrate per numero di imprese e relativi addetti è contenuto nella tabella 2.2 (anche figura 2.1). Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 14 - Gennaio 2009 Tab. 2.2 – Distribuzione delle imprese appaltatrici e dei dipendenti che rappresentano il bacino di lavoro utilizzato per i lavori di appalto presso il Centro Olio ENI di Viggiano e i pozzi di estrazione, per tipo di attività prevalente – (v.a. e %) Attività prevalente Imprese Addetti % v.a. % v.a. Manutenzione meccanica 21,7 18 22,4 327 Autotrasporto 8,4 7 11,2 164 Servizi di controllo e sicurezza 4,8 4 10,5 153 Servizi ambientali 13,3 11 9,1 133 Montaggi meccanici 3,6 3 7,8 114 Carpenteria metallica 6,0 5 9,2 134 Servizi ingegneristici 7,2 6 5,8 85 Manutenzione elettrica 8,4 7 5,0 73 Opere civili e manutenzione edile 3,6 3 4,5 65 Servizi di pulizia industriale 3,6 3 4,3 62 Servizi di telecomunicazione 7,2 6 3,8 56 Manutenzione impianti 4,8 4 1,9 27 Manutenzione strumentale 2,4 2 1,5 22 Prodotti chimici 1,2 1 1,0 14 Servizi in genere 2,4 2 1,0 15 Servizi informatici e telematici 1,2 1 0,4 6 Totale 100,0 83 100,0 1.458 Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. Le imprese regionali, definite tali perché la sede legale ricade in Basilicata, sono 24, per la maggior parte localizzate in provincia di Potenza (17). Questo non esclude che siano in realtà imprese di provenienza regionale diversa e/o che in Basilicata abbiano solo unità locali decentrate. Tuttavia ci sembra, almeno con riferimento alle imprese elencate nella tabella 2.3, che si tratti di un dato circoscritto, anche in considerazione dell’anno di inizio dell’attività, come è stato possibile indicare per la maggior parte delle imprese. Va poi ritenuto ammissibile che alcune di queste avessero, ci riferiamo soprattutto a quelle insediate nelle aree industriali della Val Basento, già rapporti con l’ENI, come dimostra il caso della società Sudelettra. Quello che si può affermare ad un prima e sommaria analisi di poter affermare è che la maggior parte di queste aziende sembra collocarsi nell’ambito delle attività tradizionali del ciclo di estrazione e trattamento dell’olio e quindi di quelle con più basso valore aggiunto. Un quadro riepilogativo delle imprese locali cui facciamo riferimento per sede legale, tipo di attività e numero di addetti è contenuto nella tabella 2.3. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 15 - Gennaio 2009 Tab. 3.3 – Imprese locali (che hanno sede legale in Basilicata) che lavorano in appalto per il Centro Olio ENI di Viggiano e per i pozzi di estrazione dell’ENI, per numero di addetti, sede legale, provincia, tipo di attività e settore (e per alcune anno di inizio attività) Azienda Rocco Caruso Anno inizio attività Addetti n.d. 22 Ecosud S.r.l. n.d. 27 Soldo S.r.l. n.d. 3 SO.ME.CO. S.r.l. (Società Metalmeccanica Costruzioni) Sede Legale Pisticci Pv MT Pisticci MT Salandra MT Attività Settore Costruzioni edili, stradali, acquedotti, fognature, lavori di palificazione, lavori di movimento terra con eventuali opere connesse in muratura e cemento armato, gasdotti, oleodotti. Opere civili e manutenzione edile Gestione di impianti di depurazione di acque di scarico.- gestione di impianti di depurazione di acque di scarico. Altre attività tecniche quali: servizi di analisi chimico-fisiche e batteriologice su diverse matrici e materiali non pericolosi, progetta. Progettazione, preparazione, costruzione e montaggio di impianti e manufatti da impiegare nella esecuzione di opere di impiantistica: industriale, stradale, cantieristica, navale-militare e civile, stradale, ferroviaria, marittima, di fabbricati in genere. Servizi ambientali Manutenzione impianti Salandra MT Costruzioni di metanodotti, acquedotti, fognature, impianti irrigui, lavori di difesa e sistemazione idraulica, oleodotti, gestione e manutenzione di impianti tecnologici. Produzione di carpenteria metallica di caldaie e di macchinari, lavori siderurgici. 94 Matera MT Progettazione, esecuzione, realizzazione, gestione, montaggio e manutenzione di impianti per la produzione e distribuzione di energia. Montaggi meccanici 1990 9 Pisticci MT Gestione e fornitura di servizi alle imprese industriali. Servizi in genere 1971 50 Ferrandina MT Costruzione, montaggio e manutenzione di impianti industriali, condotte idriche e fognanti. Carpenteria metallica n.d. 4 Potenza PZ Pulizia e disinfezione. Servizi di pulizia industriale 1997 26 Viggiano PZ Smaltimento acque refluee. Servizi ambientali Dandrea Angelo 1986 21 Viggiano PZ Fabbricazione, installazione e riparazione di strutture metalliche e di parti di strutture. Carpenteria metallica De Cunto Paolo 1979 6 Viggiano PZ Installazione impianti termici, idrosanitari e per il trasporto e l'utilizzazione del gas all'interno di edifici. Manutenzione meccanica Sudelettra S.r.l. TECNOPARCO VALBASENTO S.p.a. TU.CA.M S.r.l. (gruppo Sudelettra) LUCANIA PULISERVIC E DI CAPACCHIO NE MARIA ALTOMARE Criscuolo ECOPETROL Service S.r.l. 1984 9 1974 Manutenzione meccanica Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta e dati Infoimprese. nd= dato non disponibile. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 16 - Gennaio 2009 Tab. 2.3 bis – Imprese locali (che hanno sede legale in Basilicata) che lavorano in appalto per il Centro Olio ENI di Viggiano e per i pozzi di estrazione dell’ENI, per numero di addetti, sede legale, provincia, tipo di attività e settore e anno di inizio attività Azienda Donadio ENVIRONME NT BUILDING CORPORATIO N S.r.l. Elett.R.A. S.r.l. GARRAMONE MICHELE & FIGLI – S.n.c. GDM S.n.c. di Margherita Giuseppe, Donato e Mario Geoservice S.r.l. Anno inizio attività Addetti Settore Gallicchio PZ Attività di pulizia. Servizi ambientali 2005 5 Potenza PZ Manutenzione analizzatori fumi e gestione stazioni di monitoraggio ambientali. Servizi ambientali PZ Manutenzione della parte elettrica strumentale. Impianti elettrici civili ed industriali, telefonici e di protezione da scariche atmosferiche, realizzazione cabine di trasformazione, linee elettriche di media e bassa tensione. Manutenzione elettrica Servizi ambientali 1984 21 Viggiano nd 16 Potenza PZ Interventi ambientali; trattamenti di prodotti specifici, lavaggi bacini di contenimento, serbatoi; spurgo pozzi neri, trasporto rifiuti speciali, autotrasporto merci conto terzi. nd 34 Brienza PZ Ripristino ambientale e opere civili. Opere civili e manutenzione edile nd 23 Grumento Nova PZ Trivellazioni e perforazioni per indagini geognostiche. servizi ingegneristici 7 PANNI Pierangelo e C. - S.r.l. 1991 13 Ramunno 2006 nd S.T.L. (Consorzio) Attività 9 2003 S.I.P.E.A. Società industrie prefabbricati, edilizia ed affini, autotrasporti - S.r.l. VIGILANZA Città di Potenza società cooperativa Pv nd LUX Impianti S.r.l. Sabia e C. S.r.l. Sede Legale Installazione impianti elettrici civili ed industriali, installazione di antenne impianti di pubblica illuminazione, costruzione e assemblaggio quadri elettrici; impianti di produzione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia. Impianti elettrici per edifici civili ed industriali, comprese opere murarie relative per la produzione e distribuzione di energia. Installazione, ampliamento, trasformazione e manutenzione di impianti di produzione, trasporto, distribuzione ed utilizzazione dell'energia elettrica. Manutenzione elettrica Tramutola PZ Tito PZ 4 Tramutola PZ 12 Pietragalla PZ Manutenzione oleodotto ViggianoTaranto. Manutenzione impianti Opere civili e manutenzione edile Manutenzione elettrica manutenzione elettrica nd 9 Viggiano PZ Produzione di conglomerati cementizi; autotrasporto merci conto terzi; costruzione di qualsiasi tipo di edificio civile ed industriale e correlative opere di cemento armato, compreso lavori di fognature, acquedotti, strade, sistemazioni idrauliche, agrari. nd 76 Potenza PZ Servizio di vigilanza e custodia notturna e diurna, trasporto e scorta valori nei comuni di Grumento Nova e di Viggiano. servizi di controllo e sicurezza nd 50 Viggiano PZ Superconsorzio trasporti lucani per il trasporto del greggio. Autotrasporto Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta e dati Infoimprese. Nd= dato non disponibile. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 17 - Gennaio 2009 Fig. 2.1 – Distribuzione del totale delle imprese e del tipo di addetti dell’indotto ENI secondo le caratteristiche prima descritte per tipo di attività (solo valori %) (*) Prestazione personale specializzato Presidio pozzi e controllo parametro di produzione Manutenzione meccanica Autotrasporto Servizi di controllo e sicurezza Carpenteria metallica Servizi ambientali Montaggi meccanici Servizi ingegneristici Manutenzione elettrica Opere civili e manutenzionale edile Servizi di pulizia industriale Servizi di telecomunicazione Manutenzione impianti Manutenzione strumentale Fornitura di prodotti chimici Servizi in genere Servizi informatici e telematici 0 5 imprese 10 15 20 25 addetti Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. (*) In questa distribuzione rientrano anche le imprese riportate nella tabella 2.5 e dunque anche le attività di presidio pozzi e controllo parametri di produzione e prestazione di personale specializzato. Il numero maggiore di imprese regionali sono concentrate nei servizi ambientali (riguardano il 15% degli addetti regionali coinvolti), ma numerose (8) sono anche quelle che si occupano dei vari tipi di manutenzione (elettrica, meccanica, strumentale, ecc.) per circa 80 addetti che rappresentano poco meno del 13% dei 550 complessivi. Le aziende che si occupano di manutenzione edile, carpenteria metallica e montaggi meccanici sono complessivamente 6, ma interessano quasi la metà della platea degli occupati (230 addetti). Tra queste aziende spiccano in particolare la TU.CA.M S.r.l. del gruppo Sudelettra di Ferrandina, la Sudelettra di Matera; la GDM S.n.c. di Brienza e la Rocco Caruso di Matera per Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 18 - Gennaio 2009 quanto riguarda le opere civili e di manutenzione edile. In termini di addetti rilevante è pure il numero di quelli che fanno riferimento alla società Vigilanza Società Cooperativa (76) e al Consorzio di autotrasporto STL (Superconsorzio Trasporti Lucani per il trasporto del greggio) di Viggiano (50 addetti, in prevalenza autisti). Quello che sembra di poter affermare in conclusione, come già riportato prima, è che le aziende appena descritte sono quasi tutte precedenti alla costruzione del Centro Olio e alle attività di estrazione. L’unica azienda nata in seguito e che è quella che probabilmente fornisce i servizi a più alto valore aggiunto è la Geoservice S.r.l. di Grumento Nova (attività di trivellazione e perforazione per le indagini geognostiche). Per l’APM, che a sede legale a Viggiano, ma che è del gruppo ITALFLUID vale, invece, il ragionamento in precedenza esposto, anche se la quasi totalità della manodopera in questo caso è riconducibile con certezza a personale locale. In questo scenario va anche detto che alcune aziende dell’area di Viggiano, come le Officine D’Andrea e l’Elett.R.A. sono tra quelle che hanno conosciuto un ampliamento della loro attività e degli addetti proprio per effetto degli appalti dell’ENI. La distribuzione delle imprese e dei relativi addetti su base provinciale per quanto riguarda le imprese regionali è contenuta nella tabella 2.4. Tab. 2.4 – Imprese locali che lavorano in appalto per il Centro Olio ENI di Viggiano e per i pozzi di estrazione, per tipo di attività, numero di addetti e provincia (v.a. e %) Provincia di Matera Totale imprese Settori di attività Servizi ambientali Manutenzione elettrica Opere civili e manutenz. edile Carpenteria metallica Manutenzione impianti Manutenzione meccanica Autotrasporto Montaggi meccanici Servizi di controllo e sicurezza Servizi di pulizia industriale Servizi in genere Servizi ingegneristici numero imprese numero addetti 5 4 3 2 2 2 1 1 1 1 1 1 83 45 65 71 15 15 50 94 76 4 9 23 distribuzione % addetti 15,1 8,2 11,8 12,9 2,7 2,7 9,1 17,1 13,8 0,7 1,6 4,2 550 100,0 Totali 24 Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 19 - Provincia di Potenza numero imprese numero addetti numero imprese numero addetti 1 27 1 1 1 1 22 50 3 9 4 4 2 1 1 1 1 1 50 1 1 56 45 43 21 12 6 50 44 76 4 1 23 17 380 1 7 9 170 Gennaio 2009 All’infuori delle aziende finora descritte altre 4 completano l’indotto dell’ENI (tab. 2.5). Si tratta delle aziende ITALFLUID di Pescara e A.P.M. (Appalti Petroliferi Meridionali) del gruppo ITALFLUID, della Experties di Vado Ligure e della Tiemme di Milano. L’azienda A.P.M. ha la propria sede legale a Viggiano, ma dipende, di fatto, dalla capo fila abruzzese ITALFLUID. Tab. 2.5 – Altre aziende collegate al Centro Olio e all’attività dei pozzi di estrazione Azienda ITALFLUID GEOENERGY S.r.l. A.P.M. (Appalti petroliferi Meridionali) EXPERTIES S.r.l. TIEMME S.r.l. Addetti Sede legale Regione 40 Montesilvano (Pe) Abruzzo Gestione estrazione provvisoria dei pozzi; esecuzione di servizi reali e lavori per le ricerche petrolifere e geotermiche, costruzione e assemblaggio di attrezzature elettroniche e meccaniche 60 Viggiano (Pz) Basilicata Vedi ITALFUID. 5 Vado Ligure (Sv) Liguria 10 Buscate (Mi) Lombardia Attività Servizi per la progettazione, realizzazione, avviamento, esercizio e manutenzione impianti oil & gas, produzione energia, chimici, petrolchimici, petroliferi, dissalazione, ed industriali in genere. Servizi offerti Servizi di Project Management; Servizi di Assistenza Tecnica per cantieri; Servizi di Commissioning e Start-up; Ingegneria di Processo, Base e Dettaglio; Redazione Manuali e Documentazione Tecnica; Training; Ingegneria di Manutenzione e CMMS ; Manutenzione di Valvole, Teste Pozzo e BOP; Impianti Trattamento Acque. Lavori forestali, utilizzazione boschiva, rimboschimenti, impianti, manutenzioni e riqualificazioni vegetazionali, lavori di manutenzione del verde e esercizio di attività agricola. Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. L’APM è, di fatto, l’unica società che si occupa delle attività di gestione dei pozzi ed ha all’incirca 60 dipendenti, per la maggior parte riconducibili a lavoratori lucani. La ITALFLUID, la società controllante, ha la maggior parte dei propri dipendenti, circa 40, concentrati a Calvello (pozzi CF1, CF2 e CF3). Di questi circa 25 sono riconducibili a lavoratori locali e 15 provenienti dall’Abruzzo. Tuttavia pur lavorando da più di dieci anni i lavoratori locali sono stati impiegati finora principalmente attraverso contratti di lavoro a tempo determinato. I lavoratori provenienti dalla sede centrale di Montesilvano sono in prevalenza sorveglianti e capi turno, impiegati tra Calvello e Viggiano, ed hanno un contratto a tempo indeterminato. La presenza di lavoratori sui pozzi di Calvello è giustificata dal fatto che qui è presente un centro di carico (serbatoio autonomo di stoccaggio, LPT) in assenza di un collegamento diretto di questo pozzo al Centro Olio di Viggiano. Il Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 20 - Gennaio 2009 completamento della rete di raccolta potrebbe comportare in prospettiva problemi di carattere occupazionale proprio per le 25 unità così impiegate. I dati che abbiamo finora esposto descrivono un quadro solo in parte chiaro, in quanto le informazioni che abbiamo ricostruito a partire dalle aziende che lavorano in appalto per l’ENI tra la manutenzione del Centro Olio e i pozzi di estrazione, consentono solo una valutazione di massima soprattutto per quanto attiene all’effettivo impatto occupazionale, anche e soprattutto per le 24 imprese locali censite. Altra riflessione merita poi il quadro delle attività svolte da queste imprese rispetto alle attività più generali che riguardano il funzionamento del Centro Olio e dei pozzi. Ci pare tuttavia di poter affermare, anche se la nostra ricerca avrà sicuramente necessità di attività di indagine ulteriori, che siamo ben lontani da quelle “significative ricadute occupazionali connesse all’indotto” come pure la Regione Basilicata ha scritto nel passato Programma Operativo Regionale14, quando questa ricaduta era stimata in circa 1.000 unità. Quest’ultimo dato è con molta probabilità da attribuire alla valutazione fatta dalla IEFE-Bocconi a metà degli anni ’90, quando a fronte di 3 mila miliardi delle vecchie lire di investimenti previsti dall’ENI, si calcolava che l’effetto indotto sarebbe stato quantificabile in poco più di 8.800 miliardi di lire. Ma lo stesso studio dello IEFE calcolava anche che la domanda totale dell’Agip localizzata in Basilicata sarebbe stata pari solo all’1,7%, «di conseguenza, se si ipotizza una medesima percentuale per gli effetti indotti, solo circa 150 miliardi di lire costituiscono il contributo allo sviluppo locale da parte delle attività estrattive»15. Sempre in base allo stesso studio l’impatto occupazionale, diretto e indiretto, delle attività di Agip-ENI era quantificato nei numeri indicati nella tabella 2.6 per gli anni dal 1995 al 2000. Tab. 2.6 – Effetti occupazionali dell’attività Agip in Val d’Agri dal 1995 al 2000 1996 1997 1998 1999 Occupazione 1995 Occupazione diretta 35 40 45 90 90 Occupazione indiretta 310 620 975 975 975 Totali 345 660 1.020 1.065 1.065 2000 90 975 1.065 Fonte: IEFE-Bocconi (1997). Regione Basilicata, Programma Operativo Regionale 2000-2006, pubblicazione nel BUR del 7 agosto 2000, in part. p. 7018. 15 M. Percoco, cit., p. 52. 14 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 21 - Gennaio 2009 Al di là dell’impatto occupazionale, rimane il problema dell’assenza di iniziative industriali sorte a seguito della costruzione del Centro Olio e delle attività estrattive e dell’effettiva crescita delle aziende locali già impegnate nei settori delle manutenzioni meccaniche ed elettrostrumentali, e nei servizi ambientali, se pure con qualche eccezione. Questo problema era del resto già stato sollevato dall’Api di Matera nel 200116. Eppure secondo le dichiarazioni recenti del vicedirettore dell’ENI, Claudio De Scalzi, le ditte lucane in rapporto con l’ENI sarebbero 300 e di queste 60 vi lavorerebbero in modo continuativo17. 3.1 L’indotto della Società PERGEMINE S.p.a. La società PERGEMINE è presente in Val d’Agri dal 2000 nello sviluppo dei campi di estrazione petrolifera di tre impianti: M.Enoc 10 Or (A), Alli 4 Or, M.Enoc West 1 Or (A). La sociètà è stata fondata nel 1956 stabilendo la sua base logistico/operativa a Parma18. Nata come azienda individuale si è trasformata nel corso degli anni prima in S.r.l. e quindi in S.p.a. In Val d’Agri ha una delle proprie sedi oltre a quelle in provincia di Foggia e Gela. Si tratta di una società specializzata nelle perforazioni «a detta dell’Associazione lucana delle piccole imprese (Api), mentre a Gela con l’AGIP lavorano solo imprese siciliane, in Val d’Agri operano quasi esclusivamente imprese del Nord o del profondo Sud, in testa Emilia-Romagna e Sicilia, per di più anche le maestranze lucane non compaiono, se non in misura esigua (40%), a tutto vantaggio di operai mandati in Basilicata in trasferta ad un costo che evidentemente, le imprese riescono a sopportare in virtù dei larghi margini di utile. L’incidenza delle aziende lucane nei lavori di infrastrutturazione legati allo sviluppo dell’industria estrattiva è sino ad ora del 34%, ma se si escludono i subappalti, la percentuale si assottiglia al 9%; se si considera poi che alcune imprese hanno sede legale in Basilicata, ma in realtà sono nel Nord, i numeri si riducono ulteriormente. I grossi gruppi imprenditoriali emiliani e siciliani che si aggiudicano le gare partecipando sotto forma di consorzi, tengono costantemente fuori gli operatori locali affidando loro solo lavori in subappalto con prezzi bassissimi», M. Di Gemma, Petrolio e imprenditoria locale, in “La Nuova Basilicata”, 26 marzo 2001. 17 Facciamo riferimento a quanto dichiarato dallo stesso nell’articolo di Carlo Vulpio, Basilicata, il petrolio che non porta ricchezza, pubblicato il 22 settembre 2008 sul “Corriere della Sera”. Nella parte interessata dell’articolo si afferma che “L’accordo tra ENI e Basilicata prevede ben 11 progetti compensativi del valore di 180 milioni di euro, per la sostenibilità ambientale, la formazione e lo sviluppo culturale. E il vicedirettore generale dell’ENI, Claudio De Scalzi, vanta i seguenti risultati: «Royalties per 500 milioni di euro già versati [?], con un potenziale di 2 miliardi per i prossimi anni se si riuscirà ad arrivare a uno sviluppo completo dei campi della Val d’Agri. Centotrenta tecnici lucani assunti e altre 30 assunzioni in corso. Trecento ditte lucane dell’indotto in rapporto con l’ENI, di queste 60 lavorano in modo continuativo con la società». 18 Molte delle informazioni di seguito presentate sono state rilevate dal sito www.pergemine.it. Alla fine del 2004 per la PERGEMINE lavorano circa 220 persone in parte presso la sede operativa di Parma ed il resto come complementi dei vari impianti di perforazione dislocati sul territorio italiano e quindi compresa la Val d’Agri. 16 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 22 - Gennaio 2009 petrolifere, anche di tipo orizzontale come quelli della Val d’agri (fino a 3 mila metri di scostamento dalla verticale). Secondo i dati in nostro possesso per questa azienda lavoravano complessivamente nel mese di aprile 2008 circa 80 aziende in settori diversi che vanno dai lavori meccanici di allestimento, ai servizi di consulenza tecnica e amministrativa, dal trasporto e trattamento fluidi ai lavori di manutenzione e sistemazione edile. Si tratta di un insieme di imprese piuttosto complesso dove a fianco di aziende statunitensi leader del settore come Andergauge Inc. (servizi di fornitura ed assistenza per materiali e accessori di perforazione), Frank’s International Inc. (movimentazione casing e tubing), Hulliburton Inc (cementazione, coilde tubing, DST, slick line, completamento, garvel pack, pomp/kill pozzo) ve ne sono altre, in maggioranza, italiane e in piccola parte regionali. Si tratta, circa quest’ultime, di una parte di aziende già contrattiste dell’ENI. A differenza del quadro prima descritto siamo qui però in grado solo di elencare le aziende e non gli addetti, anche se per molte di queste il dato è stato già riportato in precedenza. Nella tabella 2.7 abbiamo pertanto indicato solo le aziende che hanno sede legale in regione. Va poi aggiunto che qui compaiono, a differenza dell’indotto ENI, due consorzi che riuniscono in parte o totalmente imprese regionali, CIVA che riunisce le imprese D’Andrea, DM Calcestruzzi S.n.c. SO.ME.CO., Soldo (lavori meccanici di allestimento in simultanea) e LUCUS S.r.l. che riunisce le imprese Solesi, Caruso, General Construction e CO.GE.FOR (opere civili, opere di carpenteria metallica e opere elettriche). Venendo invece solo alle 26 imprese regionali tra le 76 complessivamente censite si tratta in 14 casi di imprese già contrattiste dell’ENI. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese di manutenzione e montaggi meccanici, di manutenzione elettrica e di opere edili in genere direttamente collegate all’attività dei pozzi di estrazione. Vi sono poi le imprese di smaltimento delle acque e di altri residui di lavorazioni già descritte in precedenza (tipo smaltimento e/o recupero fanghi di lavorazione). Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 23 - Gennaio 2009 Tab. 3.6 – Aziende regionali contrattiste della società PERGEMINE S.p.a. per sede legale, tipo di attività, numero di addetti Azienda Sede legale Attività Già contrattiste ENI BNG S.r.l. C.I.V.A. (Consorzio Imprese Val d'Agri) Ferrandina (Mt) Marsicovetere (Pz) CARUSO Pisticci (Mt) Ultimazione lavori civili; fornitura acqua, pulizia canalette, manovalanza generica, ultimazione e manutenzione postazione; assistenza cantiere, sgombero neve e traino automezzi. Sì Viggiano (Pz) autospurgo, trasporto e smaltimento rifiuti. Sì Viggiano (Pz) Lavori meccanici di allestimento in simultanea. Servizi di portineria; preparazione fanghi, pulizia canalette, movimentazione materiale, pulizia baracche, piazzale e vasche, conduzione piano sonda. Sì Criscuolo ECO-PETROL Service S.r.l. D'Andrea (Consorzio C.I.V.A.) Di Cataldo Avigliano (Pz) DM Calcestruzzi (Consorzio C.I.V.A.) S.n.c. Moliterno (Pz) ELETT.R.A. S.r.l. Guardia Perticara (Pz) Viggiano (Pz) G.D.M. S.n.c. Brienza (Pz) EDIL Strade S.n.c. GEOLOG S.p.a. GEOSERVICES S.r.l. Potenza (con sede a Viggiano, sede centrale Milano) Grumento Nova (Pz) GHIZZONI S.p.a. Ferrandina (Mt) A.P.M. Viggiano (Pz) Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. Servizio di trattamento, smaltimento e/o recupero fanghi di perforazione. Lavori meccanici di allestimento in simultanea. Lavori meccanici di allestimento in simultanea. Noleggio autogrù. Impianti di media tensione, fibra ottica e controllo; protezione catodica Fornitura d'acqua; sgombero neve, guardiania, servizi accessori durante la perforazione. Sì Sì Servizi di Mud logging. Well testing e Wireline (Slickline). Lavori meccanici (esecuzione Tie in, inserimento tubi camicia, posa e collegamento condotte, saldature e montaggi, prove idrauliche) e lavori civili (pulizia, scavi e ripristini, rimozione materiali e sistemazione recinzioni). Spurgo, prova di produzione, produzione in oleodotto Pomp/Stimol; controllo e verifica dei parametri relativi all’attività estrattiva. Sì Sì Tab. 3.6 bis – Aziende regionali contrattiste della società PERGEMINE S.p.a. per sede legale, tipo di attività, numero di addetti Azienda Sede legale Attività IULA S.r.l. Ferrandina (Mt) Servizio "a chiamata" di trattamento, smaltimento e/o recupero fanghi di perforazione in Italia; trasporti. KLIMA Tecnocontrol di Contino Francesco Matera (Mt) Attività di progettazione, installazione e manutenzione impianti di condizionamento, riscaldamento e refrigerazione. LUCUS S.r.l. Consorzio (SOLESI+CARUSO+ GENERAL CONSTRUCTION + CO.GE.FOR.) LUX Impianti S.r.l. PANNI PIERANGELO E C. S.r.l. RAMUNNO S.I.P.E.A. S.r.l. SO.ME.CO. (Consorzio CIVA) SOLDO (Cosnorzio CIVA) Viggiano (Pz) Solesi S.r.l. (Siracusa), lavori edili; Caruso, Pisticci, Matera) Opere civili, opere di carpenteria metallica e opere elettriche. Tramutola (Pz) lavori elettici per alimentazione elettrica. Tito (Pz) Servizio di manutenzione apparecchiature elettriche, verifica messa a terra. Tramutola (Pz) lavori elettrici per alimentazione elettrica. Viggiano (Pz) noleggio autogrù con operatore. Salandra (Mt) Lavori meccanici di allestimento in simultanea. Salandra (Mt) Lavori meccanici di allestimento in simultanea. Sì Sì Sì SUDELETTRA Matera (Mt) TOSTI S.r.l. Salandra (Mt) Lavori elettrostrumentali per alimentazione elettrica; lavori di manutenzione meccanica. Rifornimento acqua; pulizia canalette, traino automezzi, manovalanza generica, sgombero neve e assistenza continua di cantiere. Fonte: ns. elaborazione su indagine diretta. nd= dato non disponibile. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri Già contrattiste ENI - 25 - Gennaio 2009 Sì Sì Sì Sì Sì Tra le aziende con diversa e più qualificata missione oltre alla Geoservice di Grumento Nova, compare anche la Geolog S.p.a. di Milano19, con una propria sede a Viggiano (analisi di mud logging20). Alle 76 aziende fin qui considerate andrebbero poi aggiunte altre 60 aziende di cui, però non siamo in possesso di informazioni e dati più dettagliati, che in piccola parte comprendono altre aziende regionali. Si tratta, tuttavia, di aziende specializzate in lavorazioni e/o servizi specifici con scarso impatto occupazionale o con prestazioni di lavoro piuttosto frammentate, ma che nell’insieme contribuiscono a determinare l’indotto collegato alle attività di estrazione. 4. Un contratto di sito per il Centro Olio di Viggiano: la proposta di inserimento della clausola sociale La novità principale nelle relazioni sindacali che riguardano le imprese dell’indotto del Centro Olio è intervenuta nell’aprile del 2007 alla scadenza dell’appalto di una parte della manutenzione degli impianti del Centro affidato alla società Valteco21, che all’epoca impegnava 36 addetti. La nuova gara promossa dall’ENI vede vincente la società materana Sudelettra S.r.l., già impegnata presso altri insediamenti dell’ENI, come Gela e Taranto. Quando il 3 aprile 2007 la Valteco colloca in mobilità tutte le maestranze, il giorno 5 aprile, 29 di queste sono assorbite da Sudelettra e le rimanenti 7 dalla società COSMI S.p.a.22 di Ravenna, quest’ultima da sempre presente negli indotti dell’ENI. 19 In attività dal 2004 la società offre servizi per l’assistenza geologica, il controllo della perforazione, il monitoraggio di H2S con relativa gestione delle operazioni e la commercializzazione all’ingrosso delle attrezzature connesse ai servizi appena descritti. A Viggiano ha sede un laboratorio dove avvengono attività di progettazione, fabbricazione, produzione e vendita di attrezzature ed impianti utilizzati nel settore petrolchimico per la ricerca e lo sviluppo delle risorse energetiche. 20 Il mud-logging consiste nell’analisi da parte dei geologi dei frammenti di roccia che vengono portati in superficie per comprendere l’intervallo roccioso che si sta perforando. 21 La Valteco è in origine una società consortile (Scrl) costituita nel 2000 con sede legale e operativa a Viggiano. Al momento della sua costituzione impiegava 39 addetti. Con un fatturato tra i 5 e i 10 milioni euro il capitale azionario versato era pari a soli 11 mila euro. 22 La società con sede a Ravenna (circa 200 i dipendenti) si dedica alla costruzione impianti industriali e alla realizzazione di lavori meccanici e di carpenteria in genere, montaggio, manutenzione e assistenza impianti industriali e attrezzature in genere e di perforazione. La Sudelettra vince la gara di appalto dell’ENI per la manutenzione elettromeccanica del Centro Olio con un forte ribasso. Considerato che questa stessa azienda ha assorbito una buona parte dei lavoratori collocati in mobilità da parte della Valteco, il forte ribasso è stato reso probabilmente possibile per effetto del minore costo del lavoro, poiché la legge prevede per l’impresa che assume lavoratori collocati in mobilità uno sgravio sugli oneri e sui contributi per la durata di 18 mesi. La Valteco tuttavia era riuscita ad assicurare ai propri dipendenti, in accordo con ENI, un premio di risultato all’incirca di 1.200 euro, premio che la nuova società ha rifiutato di corrispondere alla fine del primo anno di attività23. Questa una delle motivazioni che hanno poi condotto all’intervento della Fiom e delle altre organizzazioni di categoria. In seguito ad un successivo accordo in raggiunto in sede di contrattazione sindacale gli ex dipendenti della Valteco ora assorbiti dalla società Sudelettra hanno visto ristabilito un premio di produzione di 600 euro. Le vicende contrattuali che hanno interessato gli ex dipendenti della società Valteco e l’accordo sindacale successivamente sottoscritto conducono a ritenere che in previsione del rinnovo degli appalti previsti nel 2010, quando andranno in scadenza quelli siglati nel 2007, che garantire i livelli occupazionali presenti e degli inquadramenti professionali e salariali conseguiti si debba giungere alla sottoscrizione di un contratto di sito con inserito al suo interno la c.d. clausola sociale, ovvero quella clausola che prevede la garanzia delle tutele contrattuali conseguite nel precedente rapporto nel passaggio dei lavoratori da una società ad un’altra in caso di una nuova impresa appaltatrice. L’attribuzione di un premio di risultato di tale entità era stato reso possibile dal riconoscimento di un bonus-malus da parte dell’ENI alla Valteco. 23 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 27 - Gennaio 2009 Appendice Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 28 - Gennaio 2009 Il Piano Operativo Val d’Agri e le misure di sostegno alle imprese industriali e artigianali Il Programma Operativo Val d’Agri è stato approvato nel 2003 come strumento specifico ed aggiuntivo a supporto dello sviluppo territoriale che utilizzando le risorse finanziarie devolute alla Regione in relazione allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi ivi situati si proponeva di incidere positivamente sulla situazione socio-economica complessiva dell’area interessata dall'estrazione petrolifera. L’individuazione dei 30 comuni sui quali far ricadere le azioni tese allo sviluppo economico e all’incremento occupazionale è avvenuta sulla base dei criteri suggeriti dalla legge regionale n. 40 del 199524. Si tratta di un’area già interessata da 7 Comunità Montane e da 5 Progetti Integrati Territoriali (PIT). Il sistema produttivo del comprensorio è concentrato sui settori tradizionali e su mciro-imprese polverizzate sul territorio ed impegnate prevalentemente nei comparti tradizionali della manifattura (alimentare, legno e abbigliamento). Le unità locali rilevate in occasione del Censimento generale dell’industria e dei Servizi nel 2001 erano pari all’11,2% del totale regionale, gli addetti extra-agricoli al 10,1%. Valori entrambe inferiori all’incidenza demografica del comprensorio che era pari, alla stessa data, all’11,5%25. La media degli addetti delle imprese extra-agricole, sempre secondo il Censimento generale dell’industria e dei servizi del 2001, era di 3,3 addetti contro una media regionale di 4 addetti (contro una media nazionale per unità locale di 4,5 addetti). Il tasso di industrializzazione (rapporto tra addetti al settore industriale e popolazione residente) era pari al 6% contro il 7,7% della media regionale. Sempre dai dati del Censimento generale del 2001 si evince che la maggior parte degli addetti erano concentrati in prevalenza nei comparti dell’edilizia e nel suo indotto (lavorazione della pietra, produzione di calce e calcestruzzo, carpenteria I 30 comuni sono compresi in 7 delle ex Comunità Montane (Alto Agri, Alto Basento, Camastra Alto Sauro, Collina Materana, Medio Agri Sauro, Melandro, Lagonegrese): Abriola, Aliano, Anzi, Armento, Brienza, Brindisi di Montagna, Calvello, Castelsaraceno, Corleto Perticara, Gallicchio, Gorgoglione, Grumento Nova, Guardia Perticara, Laurenzana, Marsiconuovo, Marsicovetere, Missanello, Moliterno, Montemurro, Paterno, Roccanova, San Chirico Raparo, San Martino d’Agri, Sant’Arcangelo, Sarconi, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Spinoso, Tramutola, Viggiano. 25 Alcuni dati sono stati ripresi direttamente dal documento introduttivo del Programma Operativo in oggetto. 24 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 29 - Gennaio 2009 metallica e in legno) e in altre piccole imprese manifatturiere a carattere artigianale. A queste fanno eccezione alcune aziende dell’area industriale di Viggiano, come avremo modo di osservare in seguito, oltre al Centro Olio ENI. In termini localizzativi, il comparto industriale appare concentrato nell’area sud occidentale del comprensorio (Viggiano, Marsicovetere, Marsico Nuovo, Grumento Nova, Moliterno, Tramutola), dove si concentra il 56,5% del totale degli addetti all’industria del comprensorio. Il Piano Operativo Val d’Agri è stato costruito su 4 linee di intervento, di cui l’ultima incentrata “sull’aumento delle condizioni e delle occasioni di occupabilità attraverso il sostegno alle attività produttive, finalizzato allo sviluppo di sistemi ed in coerenza con l’avvio del Parco nazionale della Val d’Agri”26. Gli interventi previsti si caratterizzavano sia per gli investimenti sul piano infrastrutturale (tav. 1) sia per investimenti diretti alla creazione di impresa (tav. 2). Va segnalato che nella descrizione dei regimi di aiuto si segnalava l’importanza «dell’attivazione di un set ampio di opportunità localizzative volte sia a sostenere operatori locali attuali o potenziali che ad intercettare ed attrarre investimenti extra-regionali per delocalizzazioni produttive di particolare interesse per gli impianti occupazionali durevoli e le caratteristiche di competitività» (p. 30). Per quanto riguarda specificatamente le poste finanziare impegnate sulle due linee di intervento prima richiamate queste ammontavano complessivamente a 144 milioni di euro su 350, di cui 10 per le aree industriali e la parte rimanente per la localizzazione di impresa (103 milioni) e per la creazione di impresa e l’occupabilità (30 milioni) (tav. 3). In conclusione l’occupazione aggiuntiva prevista, secondo lo scenario di base, considerando tutte le tipologie di intervento era stata stimata in 5.681 addetti, e nell’ipotesi alternativa in 5.45227. Le altre linee di intervento del Piano Operativo sono: a) la salvaguardia e miglioramento del contesto di vivibilità ambientale, attraverso la salvaguardia degli equilibri ambientali, la tutela dell’architettura paesaggistica e il decoro dei centri urbani; b) il potenziamento della dotazione di infrastrutture essenziali; c) il miglioramento delle dotazioni di servizio per l’elevazione della qualità della vita. 27 Nel documento si precisa tuttavia che l’occupazione indotta è riferita a tutto il territorio regionale ed alla somma dell’occupazione di cantiere, ottenibile nel breve periodo, e di tutti i successivi impatti indiretti ed indotti, in un arco temporale più lungo, anche dopo che il programma Val d’Agri si sarà concluso. Lo 26 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 30 - Gennaio 2009 Tav. 1 – Infrastrutture essenziali Tematica Interventi B.3 Aree industriali ed artigianali ed infrastrutture turistiche Soggetto attuatore Comuni/Com unità Montane/ Consorzio Industriale di Potenza Completamento/ampliamenti e miglioramento delle aree destinate alla localizzazione di attività produttive, in coerenza con gli interventi previsti dalla scheda D; potenziamento delle infrastrutture turistiche e loro messa in rete. Tav. 2 – Sostegno alle attività produttive Tematica Interventi Azioni di sostegno alle imprese esistenti e alle nuove nei settori produttivi ad elevato potenziale di sviluppo endogeno (disponibilità di risorse, tradizione artigianale, vocazione turistica, agricola, agroalimentare e zootecnica, commerciale, terziario e terziario avanzato, ecc.). Soggetto attuatore Regione D.1 Sostegno all’impresa D.2 Impresa e territorio Azioni di sostegno alle imprese esistenti ed alle nuove operanti nei settori dei servizi alla persona o in altri settori individuati attraverso le procedure di concertazione. Regione Animazione e promozione finalizzata della cultura d’impresa, di opportunità localizzative, dei prodotti tipici, di accordi commerciali, di jointventures, di trasferimenti tecnologici e di accesso ad altri servizi reali alle imprese. Promozione di nuova imprenditorialità Regione Regione Indicazioni operative Coordinamento da parte della Regione di interventi concertati tra Comuni, CC.MM. e Consorzio Sviluppo Industriale di Potenza Indicazioni operative Regimi di aiuto regionali, azioni delle misure di formazione ed altre agevolazioni e servizi per la possibile incentivazione in forma integrata (PIA), in coerenza con gli interventi previsti nella scheda B.3 e possibilmente in collegamento con i programmi nazionali e regionali per la ricerca e l’innovazione tecnologica. Previsione di premialità territoriali o settoriali tra i criteri di selezione (compre previsto per i PIT). Possibilità di attivazione anche mediante scorrimento delle graduatorie già esistenti o anche mediante incremento della dotazione finanziaria specifica per i Comuni del comprensorio dei bandi in corso o futuri. Regimi di aiuto regionali, azioni delle misure di formazione ed altre agevolazioni e servizi per la possibile incentivazione in forma integrata (PIA). Previsione di premialità territoriali o settoriali tra i criteri di selezione (come previsto per i PIR). Possibilità di attivazione anche mediante incremento della dotazione finanziaria specifica per i comuni del comprensorio in occasione di bandi ordinari futuri. Iniziative da realizzare anche attraverso partnership con soggetti cofinanziatori delle iniziative stesse. Da realizzare in coerenza con gli interventi previsti nella scheda B.3. Fonte: Piano Operativo Val d’Agri. scenario di base ottiene risultati occupazionali previsionali migliori di quello alternativo, che sposta maggiori risorse sui regimi d’aiuto a detrimento degli interventi sulle infrastrutture e sui servizi. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 31 - Gennaio 2009 Tav. 3 – Piano finanziario del Piano Operativo limitatamente alle attività di sostegno alle attività produttive Milioni Milioni Componente Sub-componenti di di euro euro Realizzazione di B.3 Aree artigianali e industriali e B infrastrutture 60 10 infrastrutture turistiche essenziali D D.1 Creazione di impresa e occupabilità 30 Sostegno alle 134 D.2 Impresa e Territorio 1 attività produttive D.3 Localizzazione d’impresa 103 Totali 350 Fonte: Regione Basilicata, P.O. Val d’Agri (Maggio 2003). Una prima valutazione dell’impatto occupazione del Piano Operativo è stata diffusa nel mese di luglio del 2008. A questa data risultava impegnato il 75% delle risorse complessive disponibili (350 milioni di euro). I responsabili del programma hanno calcolato che in una situazione teorica di assenza di intervento, fra il giugno 2004 e il giugno 2008 il territorio avrebbe perso 480 addetti (causa flussi migratori e chiusura di aziende)28. In sintesi, in base allo stato di avanzamento a Febbraio 2008 (per i regimi di aiuto che hanno interessato il 12% delle imprese localizzate nell’area pari a circa 8 mila nel 2007) e Giugno 2008 (per le infrastrutture) si avrebbe una creazione di occupazione lorda, tramite gli interventi del P.O. (quindi nel comparto “agevolato” dal P.O. del sistema economico della Val d'Agri) pari a: 380-400 nuovi occupati tramite i regimi di aiuto (considerando l’occupazione dichiarata dalle imprese beneficiarie e lo stato di avanzamento dei progetti di investimento); 200-300 occupati di cantiere tramite le infrastrutture ed opere pubbliche (considerando la spesa effettuata ed i parametri standard di attivazione occupazionale nei cantieri contenuti nell’Avviso comune di congruità di incidenza di manodopera in edilizia del 17.05.2007, ma anche i risultati prodotti da un’elaborazione sulla matrice SAM (Social Account Matrix) per l’economia della Basilicata; 100 addetti nell'indotto e/o creati in forma indiretta dagli interventi, tramite effetti di reddito e di filiera che si sono irraggiati sul territorio, e misurati ancora una volta dalla matrice SAM. 28 Questo risulterebbe sempre secondo i responsabili del Piano da una proiezione effettuata sugli andamenti storici dell’occupazione registrati nel comprensorio prima dell’attivazione del Piano Operativo, rispetto ai quali si registra un calo di addetti complessivi pari a circa 6.000 unità fra 1981 e 2004 (dati Istat ed Osservatorio Banche Imprese-Istituto Tagliacarne). Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 32 - Gennaio 2009 L’occupazione così raggiunta, depurata della perdita di 480 addetti, avrebbe però, di fatto, determinato un’occupazione tra le 200 e le 300 unità. La valutazione è, dunque, quella di una sterilizzazione della tendenziale diminuzione dell’occupazione nell’area del P.O., ottenuta dalla compensazione delle perdite occupazionali che si sono verificate nel comparto “non agevolato” dell’economia locale con quelle che si sono verificate nel comparto “agevolato” (imprese beneficiarie di regimi di aiuto, occupazione da opere pubbliche) considerando anche l’effetto occupazionale indotto che il comparto agevolato ha generato su quello non agevolato. Gli stessi responsabili del P.O. evidenziano pure che altri tipi di regimi di aiuto, quali quelli attivati per il tramite delle delibere di Giunta regionale 433/2008 e 673/2008, hanno consentito anche di difendere e consolidare posti di lavoro già esistenti, per il tramite di attività formative e di riqualificazione del personale comprese nel PIA, per 44 iniziative. Il quadro delle imprese e dell’occupazione dell’area industriale di Viggiano Se il quadro occupazionale risultante dal Piano Operativo Val d’Agri non è propriamente positivo, pur assicurando un parziale mantenimento dei livelli occupazionali, quello che emerge osservando le imprese che insistono nell’area industriale di Viggiano non va in una direzione migliore. Altri dati in nostro possesso confermano un quadro tendenzialmente negativo per quanto riguarda il comparto delle imprese industriali presenti nell’area (tra gli altri facciamo riferimento all’esito dei bandi POR Val d’Agri Misura IV.2 di sostegno alle attività manifatturiere). Un dato, quest’ultimo, che finisce per riflettersi poi sulle dinamiche demografiche dei 30 comuni29. Ritornando alle aziende dell’area industriale di Viggiano (tav. 4), secondo i dati del Consorzio Industriale di Potenza (ottobre 2006) nell’area di circa 2 milioni di mq i lotti assegnati erano 39, con 32 aziende attive, 3 aziende chiuse e 4 in Nel documento introduttivo del Programma Operativo il dato sulla ripresa dei flussi migratori è ben evidenziato e come si afferma esplicitamente “nell’insieme, i livelli occupazionali non sono sufficientemente elevati da compensare l’alta incidenza della popolazione inattiva”. 29 Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 33 - Gennaio 2009 programma per un’occupazione complessiva di 619 addetti. A distanza di due anni il quadro delle imprese e dell’occupazione si è però ulteriormente caratterizzato in negativo, ad esempio per la chiusura di 2 delle 4 nuove imprese che si erano insediate con il Contratto d’Area (Sipi e TS Engineering Italia, entrambe società del settore ICT che avevano previsto un’occupazione a pieno regime rispettivamente di 108 e 74 addetti) e per la minore occupazione effettiva raggiunta dalle altre 2 ancora attive, ma ben distanti dall’occupazione prevista secondo il progetto di investimento originario (Spalberg Production e Duerre, rispettivamente accessori per abbigliamento e semilavorati in legno). La prima che attualmente lavora a fasi alterne, ricorrendo alla cassa integrazione, non avrebbe un numero di dipendenti superiore a 30 rispetto ai 130 previsti da progetto originario. Le uniche aziende di una certa consistenza occupazionale rimangono la VIBAC, che pure ha collocato di recente in mobilità 34 addetti, attestandosi così intorno ai 190 addetti, e l’ELBE di Viggiano che attualmente oltre ai 74 addetti a tempo indeterminato comprende altri 13 assunti con contratto a tempo determinato. Inoltre, come già evidenziato in precedenza, alcune imprese collegate alle forniture ENI hanno di recente incrementato il numero di addetti (Officine D’Andrea e Elett.R.A.) e così altre. Nel complesso si può tuttavia stimare un’occupazione simile a quella del 2006, ma solo includendo i dipendenti amministrativi dell’ENI che hanno gli uffici in comune e non nell’area industriale. Permangono le situazioni di crisi e comunque, rispetto al 2006, sono aumentate il numero di aziende chiuse o che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, fino alla mobilità. Sono, infatti, circa cento i lavoratori delle aziende di Viggiano interessati da uno degli ammortizzatori sociali appena descritti. È, inoltre, in via di completamento l’incubatore di impresa previsto da Sviluppo Italia Basilicata nell’ex stabilimento VALPORT. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 34 - Gennaio 2009 Tav. 4 –Quadro delle imprese dell’area industriale di Viggiano N° 1 CARPENTERIA D'ANDREA Angelo Carpenterie metalliche STATO DI FATTO In Attività 2 3 S.I.P.E.A. D.E.L. GAS Distribuzione Energie Lucane ECO PETROL SERVICE F.lli CRISCUOLO C. & C IFI GEST S.r.l. (ex Vicap) LA BERSAGLIERA ITALFLUID Impianto calcestruzzo Commercio Serbatoi GPL In Attività In Attività 9 3 In Attività In Attività In Attività Già Esistente In Attività 5 26 5 n.d. 40 in Attività 5 In Attività In Attività In Attività 50 7 8 In Attività In Attività Chiusa In Attività In Attività In Attività In Costruzione Chiusa 30 10 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 AZIENDA MOSCOGIURI Cosimo Lotto libero ENI S.p.A. Divisione AGIP B.R.D. LEGNO S.r.l. COGEVI CONSORZIO ASI (Ufficio) SPALBERG PRODUCTION LITOFORME FAPAK S.r.l. S & T Ingegneria CRICENTI DUERRE S.n.c. FUTURA S.r.l. TUBIFOR - EURELETRIC s.r.l.(ex VILAME) S.I.P.I. S.r.l. T S ENGINEERING ITALIA Consorzio STL TRASPORTI LUCANI METALLURGICA SUD ELBE ITALIA SUD s.r.l. ex D.B.M. SUD INFORMA G & B FERTILIZZANTI (fitto C.I.B.) ora I.INDUS PRINTINGHUOUSE 2 (fitto VIBAC S.p.A.) S.I.P.E.A. S.r.l. VIBAC S.p.A. VIBAC S.p.A. ex LA BAIA C.I.A. AZIMUT s.r.l. IVIG (fitto CISB) ora NEMOPLAST SVILUPPO ITALIA ex VALPORT NUOVA AZIMUT ALIFRUITS S.n.c. ELETT.R.A. S.r.l. DONADIO VINCENZO IMPES SERVICE S.p.A. Impresa CRISCI PRODUZIONE Stoccaggio Rifiuti Deposito Materiali cantiere ENI Deposito Materiali cantiere ENI Bar Trattoria Impianti Speciali per Ricerche Petrolifere Autotrasporti Estrazione e stoccaggio idrocarburi Legno lamellare e listellare Deposito Materiali Edili (bosco) Sede Distaccata Consortile Accessori per abbigliamento Lavorazione marmo e pietre Film in Propilene Produzione cartografia Falegnameria Semilavorati in legno Imbottigliamento G.P.L. Tubi in PVC 21 10 2 10 Produzione Hardware e Software Elaborati informatizzati Area parcheggio cisterne Trefolo x Cemento Armato (cavi in acciaio) Giunti cardanici Moduli continui Fertilizzanti organici Chiusa Chiusa In Attività In Attività In Attività In Attività Chiusa 74 20 Deposito In Attività n.d Calce idrata Film in prolipropilene Deposito Concimi organici Centrale di cogenerazione Lavorazione materiale plastico Incubatore d'impresa Manut. installazione imp. ind. Produzione di frutta secca Quadri Elettrici Chiodi e ferramenta Deposito Materiali cantiere ENI Attività di rispristino ambientale Chiusa In Attività In Attività Chiusa In Attività In Attività In programma In Attività In Costruzione In Attività Chiusa In Attività In Attività 50 7 190 n.d. 5 5 n.d. 21 n.d. 7 Fonte: ns. indagine diretta + fonti varie. Nd= dato non disponibile. Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 35 - Gennaio 2009 Aziende Indotto ENI Val d’Agri Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 36 - Gennaio 2009 Elenco delle aziende che compongono l’indotto ENI (Centro Olio e pozzi) n. Azienda Sede Legale regione 1 ABB Italia S.p.a. Sesto San Giovanni (Mi) Lombardia 2 A.C.R. di Reggiani Albertino S.p.a. Mirandola (Mo) 3 BT ALBACOM S.p.a. Milano EmiliaRomagna Lombardia 4 Domenico Alberico Autotrasporti Atessa (Ch) Abruzzo 5 LUCANIA PULISERVICE DI CAPACCHIONE MARIA ALTOMARE Potenza (Pz) Basilicata 6 ANSALDO S.p.a. Genova Liguria 7 AT Consoultans S.r.l. Ortona (Ch) Abruzzo 8 BA.CO. GAS Trasporti S.r.l. (autisti) PozzuOlio (Na) Campania 9 BAKER PETROLIOTE ITALIANA S.R.L. Milano Lombardia 10 Biological Service S.r.l. Abruzzo 11 Alfaquadri S.p.a. San Giovanni Teatino (Ch) Milano 12 13 Rocco Caruso CMTI S.r.l. Society Petroleum Pisticci (Mt) Ortona (Ch) Basilicata Abruzzo 14 CO.L.MEC. S.r.l. Brindisi (Br) Puglia 15 COSMI S.p.a. Ravenna 16 CREA S.r.l. Ravenna 17 Criscuolo ECO-PETROL Service S.r.l. Viggiano (Pz) EmiliaRomagna EmiliaRomagna Basilicata 18 Dandrea Angelo Viggiano (Pz) Basilicata 19 De Cunto Paolo Viggiano (Pz) Basilicata 20 Di Cinto Trasporti Pescara Abruzzo 21 Donadio Gallicchio (Pz) Basilicata 22 Dresser Italia S.r.l. Casavatore (Na) Campania 23 Easycom Sistemi S.r.l. Roma Lazio 24 ENVIRONMENT BUILDING CORPORATION S.R.L. Potenza Basilicata 25 Ecosud S.r.l. Pisticci (Mt) Basilicata 26 Elett.R.A. S.r.l. Viggiano (Pz) Basilicata 27 Emerson Process Management S.r.l. Seregno (Mi) Lombardia 28 S.E.S. (SAIPEM ENERGY SERVICES) S.p.a. San Donato Milanese (Mi) Lombardia Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 37 - Lombardia Gennaio 2009 29 Eusebi Service S.r.l. Ancona Marche 30 WEIR Gabbioneta S.r.l. Milano Lombardia 31 GARRAMONE MICHELE & FIGLI - S.N.C. Potenza Basilicata 32 GDM S.N.C. DI MARGHERITA GIUSEPPE, DONATO E MARIO Brienza (Pz) Basilicata 33 Geoservice S.r.l. Basilicata 34 Industrial Packing In.Pack S.r.l. Grumento Nova (Pz) Roma 35 Iniziative Industriali S.r.l. Ortona (Ch) Abruzzo 36 INTERTEK CALEB BRETT S.R.L. Genova Liguria 37 IONICS ITALBA S.R.L Milano Lombardia 38 IREM S.p.a Siracusa Sicilia 39 ITALSABI S.r.l. Sandrigo (Vi) Veneto 40 KSB SERVICE ITALIA S.R.L. Scorzè (Ve) Veneto 41 LASER LAB S.R.L. Chieti Abruzzo 42 LUX Impianti S.r.l. Tramutola (Pz) Basilicata 43 Macchi (divisione di Sofinter S.p.a.) Gallarate (Va) Lombardia 44 MAERSK H2S S.S. ITALIA S.r.l. Roma Lazio 45 MarelliMotori S.p.a. Arzignano (Vi) Veneto 46 Nuovo Pignone S.p.a. Firenze Toscana 47 L'AFFILATURA UTENSILI DI OLMI SEVERINO & C. S.N.C. (OLMI) Bergamo Lombardia 48 PANNI PIERANGELO E C. - S.R.L. Tito (Pz) Basilicata 49 Perna Ecologia S.r.l. (autisti) Marigliano (Na) Campania 50 Peroni Pompe S.p.a. Milano Lombardia 51 Ponti Radio PR S.p.a. (Gruppo Inditel) Lombardia 52 53 Proger S.p.a. RAM Power S.r.l. Peschiera Borromeo (Mi) Pescara Firenze 54 Ramunno Tramutola (Pz) Basilicata 55 Venezia Veneto 56 RE.AL. SERVICE PRONTO INTERVENTO ECOLOGICO S.P.A. RENCO S.p.a. Pesaro Marche 57 RIEM Service S.r.l. Roma Lazio 58 RIVOIRA Milano Lombardia 59 RM Ponterosso S.p.a. Venezia Veneto 60 61 Sabia e C. S.r.l. SCHLUMBERGER Italiana S.p.a. Pietragalla (Pz) Parma Basilicata EmiliaRomagna Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 38 - Lazio Abruzzo Toscana Gennaio 2009 62 Sergen S.r.l. Lombardia Setra S.r.l. San Martino in strada (Lo) Ortona (Ch) 63 64 Se.Tra.S (Servizi Trasporti Speciali) Narni Scalo (Tr) Umbria 65 Sieco Service S.r.l. Ortona (Ch) Abruzzo 66 Sielte S.p.a. Sicilia 67 68 69 Siemens Italia S.p.a. S.I.P.E.A. - SOCIETA' INDUSTRIE PREFABBRICATI, EDILIZIA ED AFFINI, AUTOTRASPORTI - S.R.L. SKF industrie S.p.a. San Gregorio di Catania (Ct) Milano Viggiano (Pz) Torino Piemonte 70 Solar Turbines SA Europe (gruppo Caterpillar) Belgio 71 Soldo S.r.l. Grosselies (Belgio) Salandra (Mt) 72 SO.ME.CO. S.r.l. (Società Metalmeccanica Costruzioni) Salandra (Mt) Basilicata 73 Sudelettra S.r.l. Matera Basilicata 74 TBP S.r.l. Olgiate Olona Lombardia 75 Technofrigo Dell'Orto S.p.a. 76 TECNOPARCO VALBASENTO S.P.A. Castel Maggiore (Bo) Pisticci (Mt) EmiliaRomagna Basilicata 77 Telespazio S.p.a. Roma Lazio 78 T.T.S. S.R.L. – TECNO TROLLEY SYSTEM Padova Veneto 79 TU.CA.M S.r.l. (gruppo Sudelettra) Ferrandina (Mt) Basilicata 80 Valtellina S.p.a. Gorle (Bg) Lombardia 81 VIGILANZA CITTA' DI POTENZA SOCIETA' COOPERATIVA Potenza Basilicata 82 Zerotecnica S.r.l. Latina Lazio 83 S.T.L. Superconsorzio Trasporti Lucano (Consorzio) Viggiano (Pz) Basilicata Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 39 - Abruzzo Lombardia Basilicata Basilicata Gennaio 2009 Produzione di olio e di gas in Italia nel periodo Gennaio-Ottobre 2008 Fonte UNMIG Rapporto Indotto ENI Val d’Agri - 40 - Gennaio 2009 Tab. 1 – Produzione di gas sul territorio italiano (migliaia di smc) Gennaio-Ottobre 2008 Regione/Zona Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Abruzzo 3.389 3.110 2.669 2.683 3.273 Basilicata 99.783 92.187 94.743 92.875 93.074 Calabria 1.440 1.294 949 943 960 Emilia Romagna 17.589 17.321 17.985 17.304 17.296 Lombardia 2.800 2.620 2.712 2.566 2.639 Marche 2.751 2.913 2.983 2.833 2.850 Molise 7.265 6.031 6.746 6.802 6.871 Piemonte 1.292 1.230 1.361 1.309 1.853 Puglia 30.032 31.894 36.463 34.498 34.355 Sicilia 26.426 23.708 26.263 26.031 27.316 Toscana 118 96 112 118 143 Veneto 71 64 71 66 66 Totale Terra 192.955 182.468 193.056 188.027 190.696 Zona A 440.547 402.839 420.968 400.273 407.774 Zona B 82.984 67.827 104.170 111.953 119.911 Zona C 302 276 294 291 298 Zona D 83.026 77.435 82.705 80524 82502 Totale Mare 606.859 548.377 608.136 593.041 610.486 Totale Italia 799.814 730.846 801.193 781.067 801.182 Giugno 3.049 88.798 879 16.030 2.554 4.700 7.058 2.379 32.442 27.652 112 65 185.717 386.249 114.469 292 78344 579.354 765.071 Luglio 3.186 89.008 956 15.894 2.667 4.562 7.452 2.376 35.416 32.428 113 66 194.124 285.502 118.443 303 39085 443.333 637.456 Agosto 3.376 88.626 933 13.288 2.507 5.961 7.581 1.848 29.973 31.406 101 66 185.665 409.565 113.264 315 75251 598.394 784.059 Settembre 2.976 85.240 914 15.472 2.426 4.492 7.224 1.329 33.152 30.008 109 63 183.405 401.059 103.816 320 70329 575.524 758.929 Ottobre 3.353 88.265 916 14.583 2.653 5.472 7.394 1.479 34.113 30.306 124 66 188.723 407.181 103.167 331 70584 581.263 769.986 Totale 31.064 912.599 10.184 162.762 26.144 39.517 70.424 16.456 332.338 281.544 1.146 664 1.884.836 3.961.957 1.040.004 3.022 739.785 5.744.767 7.629.603 Peso % 1,6 48,4 0,5 8,6 1,4 2,1 3,7 0,9 17,6 14,9 0,1 0,0 100,0 Giugno 321.228 2.878 20 2.054 22.025 45.181 393.385 31.874 12212 44.086 437.472 Luglio 319.055 2.914 19 2.091 22.145 48.327 394.551 31.793 13143 44.936 439.487 Agosto 316.824 2.994 17 2.178 15.603 42.963 380.579 31.784 13298 45.082 425.661 Settembre 307.518 2.869 18 2.127 7.862 41.850 362.245 24.812 13129 37.941 400.186 Ottobre 319.448 2.966 19 2.190 8.816 43.497 376.935 31.550 14211 45.760 422.695 Totale 3.026.346 26.568 169 19.649 116.550 404.976 3.594.258 280.521 115.421 395.942 3.990.201 Peso % 84,2 0,7 0,0 0,5 3,2 11,3 100,0 (*)12,0 Fonte: UNMIG (*) Produzione Basilicata su produzione totale. Tab. 2 – Produzione di Olio sul territorio italiano (tonnellate) Gennaio-Ottobre 2008 Regione/Zona Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Basilicata 369.922 343.960 355.303 348.054 332.964 Emilia Romagna 3.289 2.730 2.992 2.908 2.995 Lazio 19 19 20 18 19 Molise 2.848 1.991 2.072 2.090 2.198 Piemonte 8.305 7.679 9.133 8.031 15.768 Sicilia 46.816 44.028 46.378 44.295 45.138 Totale Terra 431.198 400.406 415.898 405.396 399.082 Zona B 33.336 30.604 32.529 31.127 32.662 Zona C 13.833 12.158 13.093 12.507 12594 Totale Mare 47.169 42.762 45.622 43.634 45.256 Totale Italia 478.367 443.168 461.520 449.030 444.338 Fonte: UNMIG (*) Produzione Basilicata su produzione totale. (*)75,8