Esperienza clinica di bambini vittime di violenza in Pronto Soccorso Pediatrico: dal bullismo fino all'abuso. Carla Debbia UO Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza IRCCS «G.Gaslini» WORKSHOP SORVEGLIANZA DELLA VIOLENZA E DEGLI INCIDENTI (TRAUMI, USTIONI, AVVELENAMENTI, SOFFOCAMENTO): RICONOSCIMENTO E INTERVENTO NEI CASI OSSERVATI IN AMBITO OSPEDALIERO E SANITARIO 20 febbraio 2015 Roma Dati Generali • Popolazione residente (31/12/13): 598.973 minori N° 0-3aa 17.455 4-5aa 9.575 6-10aa 23.294 11-17aa 33.560 tot 83874 – Minori in carico ai Servizi Sociali tot: 7446 – Accessi al PS IGG valori medi/anno 40.000 – Segnalazioni medie/ anno IGG:150 casi Caso clinico : “il bambino non respira!” • P.M , maschio, nato il 9/10/14, 2m e1/2 età all’evento. Bambino sano. • Chiamata al 118 dal domicilio per bambino con:”pancia dura e difficoltà respiratoria”. Alla domanda dell’operatore :”da quando non respira?” La Madre risponde :”da ieri…” mentre una voce maschile ( il marito) la corregge: ” … devi dire da adesso!” • Arrivo a domicilio del 118: bambino in arresto respiratorio, addome espanso, volto tumefatto, midriasi, riflesso pupillare assente. • Il 118 allerta le Forze dell’Ordine , che trattengono i Genitori, ed all’interrogatorio riferiscono che il piccolo “è caduto dal divano” • Accesso venoso, adrenalina ev , SF ev, ventilazione manuale con ambu-reservoir+ ossigeno e cannula Mayo. Condotto in PS. Caso clinico : “il bambino non respira!” • EO in PS: incosciente, debole risposta al dolore, pupille miotiche iso-iso. Vie aeree con presenza di secrezioni abbondanti che vengono aspirate . Presente debole e ipofrequente iniziativa respiratoria. In ventilazione manuale MV bilaterale con rumori umidi; cuore : attività cardiaca ritmica FC 125 bpm, sinusale, polso centrale presente e valido, polsi periferici deboli. Refill 4”, cute fredda con gradiente termico ai gomiti e ginocchia; addome globoso, teso, trattabile, esegue echofast che esclude sangue o versamenti liberi in addome • Lesioni evidenti: ecchimosi guancia dx, periorbitario e zigomatico sx , piccola ecchimosi frontale. • Procedure in PS: riempimento volemico con SF, intubazione orotracheale , accesso arterioso radiale sx, esami ematici e tossicologici completi • TAC cranio e successivo ricovero in UTI. Caso clinico : “il bambino non respira!” • • • TAC encefalo (PS): Non evidenza di alterazioni tomodensitometriche focali o diffuse di tipo traumatico a carico del parenchima cerebrale. Ampliamento degli spazi liquorali subaracnoidei più evidente a livello pericerebellare. Presenza di versamento ematico nello spazio subaracnoideo fronto-parieto-occipitale. Normovolumetria e normale morfologia del sistema ventricolare. Non evidenti alterazioni tomodensitometriche né traumatiche a carico dei segmenti ossei compresi nel campo di vista. TAC torace (PS): L’esame condotto dopo corretto posizionamento del TET, evidenzia multiple aree di addensamento parenchimale prevalentemente posteriori ed a sx in gran parte verosimilmente riferibili ad artefatti diventilatori da ventilatore meccanico delle quali, però, non è possibile escludere sicuramente la natura contusiva o infettiva. Non pnx.Non evidenti alterazioni tomodensitometriche e traumatiche a carico dei segmenti ossei compresi nel campo di vista. Visita oculistica: globi deviati in divergenza. OO pupilla in media midriasi areagente alla luce anche intensa, Fundus oo: edema retinico diffuso con emorragie retiniche e preretiniche diffuse al polo posteriore ed alla media periferia Caso clinico : “il bambino non respira!” RMN encefalo (I) : quadro di diffusa e gravissima sofferenza cerebrale acuta, caratterizzata da rigonfiamento cerebrale e cerebellare ed esteso edema citotossico riferibile a fenomeni di tipo ipossicoischemico, associata a importante riduzione del flusso ematico arterovenoso cerebrale. L’associazione con ematomi subdurali e con emorragie retiniche pone il forte sospetto di traumatismo non accidentale (abusive head trauma) RMN encefalo II(dopo 10 giorni):Evoluzione del noto quadro di diffusa e gravissima sofferenza cerebrale e cerebellare ipossico-ischemica con iniziale degenerazione walleriana e cistica parenchimale, ed evoluzione degli ematomi subdurali periencefalici e pericerebellari. Ripristinato il segnale di flusso ematico nel circolo artesioso e venoso intracranico. RMN III (dopo 20 giorni) Quadro di diffusa e gravissima sofferenza cerebrale e cerebellare ipossico-ischemica, attualmente caratterizzato da diffuso incremento del contenuto idrico cerebrale e cerebellare in rapporto ad evoluzione simil cistica/colliquativa del parenchima Caso clinico : “il bambino non respira!” • EEG: tracciato ipovoltato e ipostrutturato; in seguito a stimolazione acustica omprs di grafoelementi cuspidali sulle derivazioni fronto centrali (>sx) incostantemente. Profilassi anticonvulsiva (levitiracetam +topiramato) • Monitoraggio video-EEG: osservati episodi di tremore con corrispettivo EEG in sede frontale, malgrado la terapia. Associazione di ac valproico • Valutazione fisiatrica: B. Tranquillo, ventila in aria ambiente . Apre gli occhi e reagisce allo stimolo doloroso: non fissa e non insegue, strabismo divergente. Capo atteggiato in lateroflessione sx ed estensione parzialmente riducibile Modico ipertono 4AA in flessione, riducibile passivamente. Inizia rieducazione neuromotoria per mobilizzazione polisegmentale ed allineamento Caso clinico : “il bambino non respira!” • • • Controllo fisiatrico dopo 1 mese dall’evento:discrete condizioni generali, ventila in ambiente ed è stabile dal punto di vista cardiocircolatorio con qualche apnea sporadica, che si risolve con minima quantità di O2. Vigile, risponde allo stimolo doloroso, non fissa e non insegue. Quadro clinico di tetraparesi spastica. La motilità volontaria è minima ed afinalistica Dopo 1 mese e mezzo: non più desaturazioni. Vigile, ma non aggancia. Chiude gli occhi allo stimolo sonoro improvviso. Ipertono agli AAII con motricità spontanea, ma afinalistica. Alla stimolazione orobuccale qualche atto deglutitorio, che si innesca in ritardo, ma efficace. Nutrizione enterale Dopo 2 mesi: Vigile. Relazione con l’ambiente caratterizzata da ipersensibilità e4 controllo insufficiente con risposte globali e poco differenziate. Movimenti di suzione non funzionali automatici ed evocabili con la stimolazione buccale. Tendenza all’ipertono diffuso con motilità spontanea presente piovera e sincopata a tipo 2cramped movement”, tremori. Nessun controllo posturale del capo e del tronco. Caso clinico : “il bambino non respira!” • E’ stato proposto sostegno psicologico ai Genitori, che è stato rifiutato, al momento. • Il Tribunale dei Minori ha in carico il caso e l’affido del minore. • Proseguono le indagini…. Caso clinico: il bambino “sviene” • G.G, M, età 11anni e 8/12, sano • Primo accesso al PS : I genitori conducono il bimbo in PS perché:” veniva strattonato per la sciarpa dal cane di casa”, riportando un ‘abrasione al collo’. • Viene eseguita visita oculistica per emorragia sottocongiuntivale bilaterale • Viene eseguito Rx Collo per valutare la pervietà della colonna aerea faringotracheale che risulta negativo • Il pz viene dimesso Caso clinico: il bambino “sviene” • • • • Dopo 2 giorni il pz torna in PS per una lipotimia e trauma cranico occipitale commotivo con perdita di coscienza per circa 2 minuti , avvenuto la sera precedente. In questa occasione viene specificato dai Genitori che il trauma precedente era da “strozzamento con contusione al collo , perdita di coscienza” e marcata emorragia sottocongiuntivale bilat. Chiedendo maggiori delucidazioni si scopre che il cane di famiglia era uso giocare con nastri o corde e si era attaccato alla sciarpa che il bimbo indossava. La Madre riferisce che il cane , di grossa taglia, aveva trascinato e scosso il bimbo a lungo e con violenza. Peraltro non voleva lasciare la sciarpa fino a che la Madre dovette mordere essa stessa il cane per fargli lasciare la presa perché il ragazzo era cianotico ed incosciente. EO in PS : segni di strangolamento. Emorragia congiuntivale. Non evidenza di ulteriori traumi contusivi a torace, addome, arti. EN nella norma. Non altri reperti significativi Caso clinico: il bambino “sviene” • RMN : affossamento minimo della squama occipitale dx, che ha determinato millimetrico film ematico subdurale e alterazione del profilo del seno trasverso omolaterale Caso clinico: il bambino “sviene” Caso clinico: il bambino “sviene” • Ecodoppler vasi epiaortici : negativo • Valutazione neurochirurgica: non indicazione chirurgica • Valutazione neurologica : EN nella norma. • EEG: minime alterazioni aspecifiche • Il paziente in buone condizioni generali è stato dimesso con controlli ambulatoriali Caso clinico: il bambino “sviene” • Il paziente è stato segnalato ai Servizi Sociali. • Sono in corso accertamenti Caso clinico: Telefono Azzurro • Genova - A giudizio la madre-padrona che trattava da schiava la figlia 12enne • Dai Giornali: • «Sequestro di persona e riduzione in schiavitu'. Per questi reati e' stata rinviata a giudizio un coppia per avere trattato la figlia di 12 anni come un animale, costringendola ad una vita di umiliazioni, tenendola anche segregata sul balcone di casa per ore, e facendole fare una vita da schiava». • «La donna sara' processata dai giudici della corte d'assise di Genova insieme al convivente, gia' rinviato a giudizio». (AGI) • «Sequestro di persona e riduzione in schiavitù. Queste le accuse per una coppia. La coppia, che vive a Genova, è stata rinviata a giudizio dopo che ha costretto la bambina 12enne a mangiare gli avanzi di cibo in una ciotola e a restare nuda per ore sul balcone di casa» Caso clinico: Telefono Azzurro • • • • • • Secondo quanto è stato riferito agli agenti del nucleo investigativo del commissariato, la bambina veniva insultata e doveva servire in tavola, alla quale sedevano anche i due fratelli maschi. Alle richieste dei familiari doveva sempre rispondere "comandi". Per lei nessun piatto né posate ma solamente una ciotola dove mangiava gli avanzi. La madre, durante l'udienza preliminare davanti al gip , ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo che la figlia era ribelle e violenta e l'aveva anche aggredita. Dice di averle imposto di fare i lavori domestici "finchè non avesse chiesto scusa". La donna, denunciata grazie a una segnalazione anonima al Telefono Azzurro, sarà processata insieme al convivente, patrigno La bambina è stata condotta in PS dagli agenti di Polizia , accompagnata dagli Assistenti Sociali , per i controlli del caso. Non abbiamo rilevato segni di abuso fisico o violenza sessuale. Gli esami fisici: ematologia, tamponi, visita ginecologica, ecografia sono risultati negativi Caso clinico : telefono Azzurro • Le consulenze psico-diagnostiche hanno confermato quanto riferito dalla chiamata anonima al Telefono Azzurro. • La bimba subiva costante violenza psicologica , denigrazione, ed era trattata come una schiava. Mostrava alterazioni comportamentali: paura, non parlava, opposizione alla visita e rifiuto a mostrarsi spogliata. • La bimba , affidata dal Tribunale dei Minori ai Servizi Sociali ha potuto proseguire il supporto psicologico e la riabilitazione Conclusioni • E’ importante ascoltare il minore ed i suoi accompagnatori, con particolare attenzione ad eventuali incongruenze/ritardi di segnalazione • Ricerca attenta di «anomalie» nella storia clinica e nei reperti obiettivi alla visita • Particolare riguardo nel momento del triage e della visita per il rispetto della privacy ed intimità del paziente Conclusioni • Attenzione ad evitare domande «suggestive» ( il bambino è facilmente suggestionabile e manipolabile) • Accoglienza ed accudimento: estrema attenzione alla care ed alla particolare sensibilità del paziente nel massimo rispetto del suo vissuto • Empatia: cercare di entrare in sintonia con il piccolo paziente per condividerne i pensieri, le emozioni , la sensibilità