focus
Come cambia la città
l’isola pedonale che divide
ambienti
Note high-tech
design d’alluminio
editoriale
di Maria Grazia Frisaldi
Eppur si muove”, disse
una volta qualcuno. Già,
qualcosa si inizia a muovere - timidamente - anche in
una città come Foggia, che
troppo spesso si mostra stanca e pigra. E il cambiamento
può realizzarsi in modi e tempi differenti: può sembrare
uno “scossone”, una piccola
rivoluzione, anche imperfetta, in attesa di trovare la forma
ideale e universalmente condivisa; oppure può passare
attraverso un gesto, un atto
rappresentativo e del tutto
simbolico, ma in grado di svegliare quelle coscienze ormai
sopite che, oggi più che mai,
sono responsabili della pigrizia cittadina che tutti biasimano.
Lo scossone, nell’ultimo
mese, è arrivato con la pedonalizzazione di piazza Giordano, una novità sulla quale
abbiamo incentrato il Focus
di questo mese.
Una decisione potenzialmente positiva, ma che si porta dietro tante criticità; un atto amministrativo che deve
trovare ancora la quadratura
del cerchio, la forma perfetta
che possa accontentare tutti
gli attori sociali coinvolti in
questa piccola grande novità.
Diversamente, il cambiamento può passare per un
simbolo, una fiaccola accesa
in un gelido pomeriggio di
gennaio. Mi riferisco alla
Fiaccolata per la legalità promossa dal Comune di Foggia
in risposta alla preoccupante
escalation criminale e alla
successione di attentati dinamitardi registrati in città negli ultimi mesi.
Circa 350 persone hanno
sfidato il freddo pungente
della Merla e hanno sfilato
per le strade del centro cittadino; centinaia le fiaccole che
hanno illuminato piazza Cavour prima e corso Vittorio
Emanuele poi fino ad arrivare
ai piedi del Palazzo di Città. Un
risultato che equivale né più,
né meno ad una vittoria che fa
morale: pur non portando a
nessun cambiamento concreto, infatti, si tratta di un risultato che va a rinsaldare la
coscienza collettiva della città, che dimostra come - in fondo - non siamo i soli a volerle
cambiare volto e fisionomia.
E per farlo, per una sera soltanto, sono bastate delle fiaccole ballerine e capricciose
(complice il freddo umido ed
il vento), pronte ad illuminare
Foggia con le luci della legalità, contro il buio del malaffare che ci vuole succubi, intimoriti, o semplicemente
apatici. E, ditemi voi, se questo
non è un cambiamento. Anzi,
il cambiamento.
“
Buona lettura!
2
febbraio - duemilaquindici
sommario
Personaggio del mese
4
Le Supermaestre,
il fumetto di Giuseppe Guida
Foggia notes
5
Ecco “Pentraxina 3”:
il marcatore della svolta
Verso il “Premio 6Donna”
in cerca di eroine
Focus
6
7
Come cambia la città
Nuova isola pedonale,
tra prospettive e polemiche
Corsie preferenziali, addio!
L’Ataf ‘cambia verso’
Politica
8
Le quote rosa dei Cda
Le donne delle ex municipalizzate
Aziende partecipate,
tutti i presenti
Benessere
10 Intolleranze o patologie?
Se il glutine diventa un nemico
Salute
11 I rischi delle diete tout-court
Il “piacere” di mangiare
Bellezza
13 Seduttrice si diventa
Potenzia il tuo sex appeal
Società
14 Viaggio nell’identità sessuale
Ambienti
21 Note high-tech: l’alluminio reinventa il design
Itinerari
22 Tra storia e bellezza, la “ricchezza” dei Cammini
Le insegnanti
dell'As.so.ri
a fumetti
il personaggio
Le Supermaestre
Le maestre preferite dei bambini sono comics.
La proverbiale pazienza non basta più, in classe
oggi servono i superpoteri. Ogni giorno è un’avventura. E qui entrano in azione Mary e Lucy, le
Supermaestre.
Nate dalla matita di Giuseppe Guida, fumettista e illustratore foggiano, da una scuola del Rione San Pio X sono arrivate fino allo spazio e puntano dritto all’Olimpo degli eroi dei fumetti. La nona arte ha reso immortali due
insegnanti in carne e ossa: Maria Adele Prencipe e Lucia Cinquesanti.
Sono le responsabili dei corsi di fumetto dell’As.so.ri di Foggia. Un anno e mezzo fa hanno preso forma in un laboratorio. Le loro superavventure sono iniziate lì e poi
sono arrivate sui banchi della Lombardia e della Toscana, in copertina su Kids Magazine,
e in città sul “giornale bambino” Echino della casa editrice Mammeonline.
Attraverso i social (www.facebook.com/LeSupermaestre) le maestre di tutta Italia seguono le loro avventure, interagiscono e contribuiscono alla sceneggiatura.
“Alcune storie mi sono state trasmesse proprio da loro. Ultimamente poi mi è capitato in Rete di avere molte domande anche da docenti delle scuole superiori e da professori universitari, proprio perché si sentono vicini a questi due personaggi, perché
comunicano anche loro agli alunni più grandi queste stesse emozioni”. Le tavole
pubblicate on line (http://lesupermaestre.blogspot.com) potrebbero diventare un
libro.
La “morbidezza” di Mary e Lucy ha conquistato i bambini. “Ho creato questi
personaggi con delle forme abbastanza goffe, tonde - le descrive così Giuseppe
Guida- mi rifaccio un po’ al personaggio gommoso, Disney se vogliamo, proprio perché devono trasmettere al bambino sicurezza, allegria, simpatia. L’As.so.ri ha sposato questo progetto per far capire che le maestre hanno dei poteri e spesso non viene attribuita abbastanza importanza a quello che fanno”.
I bulli non la passano liscia quando nei paraggi ci sono loro. Sono testimonial a fumetti anti-
Il progetto di
Giuseppe
Guida
bullismo e anti-violenza e a due così sta troppo stretta una scuola: svolazzano anche nei cieli di Londra e del
Gargano, con i loro poteri al servizio di
altre buone cause. “Ad esempio, entrambe sono andate a donare sangue
ed io ho creato la loro avventura. Si
sono svegliate, si sono date appuntamento all’Avis e hanno lanciato un messaggio alla gente: donando
sangue si
diventa supereroi. In particolare, ci tengo alla tavola che Pio e
Amedeo hanno messo all’asta per l’iniziativa “Una mano per il Gargano”: ho rappresentato loro che sorvolavano i cieli del Gargano, provavano la sofferenza della gente che aveva subito l’alluvione, e lanciavano un appello per aiutare
quegli abitanti”.
Giuseppe Guida è anche il creatore del personaggio di Ze Pèppe, la maschera
tipica del Carnevale di Manfredonia. Erano i suoi primi disegni, quando frequentava l’accademia. “Ero molto giovane”. I suoi miti sono i maestri del fumetto francobelga, autori come Moebius, ma non dimentica il conterraneo Andrea Pazienza. Vuole portare il fumetto nelle scuole. “L’intento è quello di divulgare di più questa forma
d’arte, di creare eventi, e di far avvicinare i ragazzi anche alla storia del fumetto.
Nelle scuole mi capita di chiedere di uno dei tanti autori oltre al nostro compianto Andrea Pazienza, ad esempio Hugo Pratt, Milo Manara, e non li conoscono. Sono molto
legati alle mode, come al fumetto manga che ormai da un po’ di anni ha superato anche quello americano. Io cerco di far capire che il fumetto è comunicazione, significa
comunicare e condividere anche pensieri, consigli ed emozioni”.
Mariangela Mariani
L’arte per affinare capacità ma anche come hobby coinvolgente
La pittura come specchio del sé
a docente di arte (e artista a sua volta) Stefania Piccirilli(in foto) non ama il termine corsista: “troppo freddo, distante e impersonale”, spiega. E non potrebbe essere
altrimenti data la grande cura e attenzione - umana e professionale - che dedica a quanti seguono i corsi d’arte e di disegno che da circa tre anni l’associazione culturale “I percorsi dell’arte” offre alla città.
Un luogo di formazione creativa e di socializzazione che
lei stessa ama presentare come “una famiglia serena”. Stefania, che presiede l’associazione, profonde tutto il suo impegno nella diffusione della cultura dell’arte promuovendo
corsi tecnici, laboratori pratici, workshop e seminari di approfondimento che, anno dopo anno, vanno ad arricchire il
ricco carnet targato “I per-corsi dell’arte”.
Dall’inizio delle attività, la scuola d’arte ha proposto - tra
le altre cose - laboratori e corsi di natura morta, ritratto e autoritratto, figura umana e corsi creativi di disegno e pittura, con
durata trimestrale e aperti a tutti, appassionati e neofiti.
Per andare incontro alle esigenze di quanti frequentano
la sede di via Trieste, la scuola organizza anche seminari che
vedono legate a doppio filo la materia artistica all’approfondimento psicologico. “E non potrebbe essere altrimenti - spie-
L
ga la docente - poiché
un’opera d’arte non è
altro che l’espressione
più intima e personale
dell’artista, un gesto di
coraggio e di generosità infinita di chi sceglie
di mettere i propri sentimenti a nudo su una
tela, in un processo di
proiezione del sé e di
autoaffermazione”.
Iniziative di questo
tipo sono finalizzate a scandagliare nuove latitudini e dimensioni nell’ambito socio-affettivo, “ma con molta umiltà e semplicità, caratteristica dell’associazione sin dalla prima ora. Il
nostro obiettivo, infatti, è quello di educare alla sensibilità artistica e all’empatia. La nostra attività vuole consentire a tutti di avvicinarsi alla pratica artistica che non deve essere vista
come un’attività elitaria ed esclusiva, ma come un mondo da
conoscere con curiosità e in modo piacevole e divertente”,
spiega.
Tra i prossimi appuntamenti in programma segnala il
seminario del prossimo 1° MARZO. Il tema è tanto vasto, quanto intrigante e trasversale: “Eros & Thanatos”, incontro sulle pulsioni di amore e morte a cura
della stessa Stefania Piccirilli che, per l’occasione,
sarà affiancata dallo psichiatra e psicoterapeuta Antonio D’Onghia.
L’evento, in programma
alle ore 17, in via Trieste 15,
sarà ad ingresso libero (ma è necessario prenotarsi
a [email protected] - Tel. 3490078470)
L’ASSOCIAZIONE ORGANIZZA CORSI DI:
Corso di
ritratto e
autoritratto
Corso Creativo
di Disegno
e Pittura
Corso di
natura morta
Corso di
Figura umana
Ogni corso è aperto a tutti (dai 14
anni in su) e non sono richieste
precedenti esperienze artistiche,
né attitudini particolari.
La durata di ciascun corso è trimestrale e so­
no previste quattro lezioni al mese della du­
rata di due ore e mezzo ciascuna, con caden­
za settimanale.
Ogni classe­laboratorio accoglierà non più di cinque allievi, per permettere alla
docente di seguire tutti con la medesima attenzione e dedizione, assecondando
i tempi di apprendimento di ciascuno.
ASSOCIAZIONE
ARTISTICO-CULTURALE
I PER-CORSI
DELL’ARTE
Via Trieste, 15 - Foggia
Tel.349.0078470
347/4163625
[email protected]
www.ipercorsidellarte.it
febbraio - duemilaquindici
3
4
febbraio - duemilaquindici
foggia notes
Prevenzione e diagnosi: ancora un importante risultato per la ricerca UniFg
“PENTRAXINA 3”,
marcatore della svolta
Una nuova frontiera per i pazienti affetti da patologie della prostata
a svolta può venire da Foggia. Le riviste scientifiche
tornano a parlare dell’Unifg
e dell’importante lavoro che viene
svolto dai cervelli e dalle professionalità che ne fanno parte.
L’ateneo dauno, infatti, torna sotto le luci della ribalta, all’attenzione della comunità scientifica
internazionale per un’altra importante scoperta condotta e
messa a punto dal Dipartimento
di Nefro-Urologia dell’Azienda
ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia diretto dal
prof. Giuseppe Carrieri.
La rivista scientifica internazionale Cancer Reaserch ha pubblicato per intero lo studio - condotto dall’équipe foggiana
coordinata dai professori Giuseppe Carrieri e Giuseppe Grandaliano - che ha permesso di scoprire e utilizzare la Pentraxina 3:
un nuovo marcatore in grado di
predire la progressione della infiammazione prostatica in presenza di un carcinoma.
“Sappiamo infatti che circa il
20% dei carcinomi della prostata
- spiega il prof. Carrieri - sono
L
causati da un’infiammazione cronica, per cui è di
grande importanza clinica conoscere quali sono
i pazienti affetti da prostatite che successivamente andranno incontro ad un tumore
prostatico”.
La ricerca condotta
presso il Dipartimento
Nefro-Urologico dell’Università di Foggia ha
sostanzialmente evidenziato che
la Pentraxina 3 (una proteina immunoregolatrice) è iperespressa
a livello tissutale nei pazienti affetti da prostatite che successivamente sviluppano un carcinoma
della prostata: ovvero in quei pazienti che, in una prima biopsia
prostatica risultata negativa per
carcinoma, dovessero presentare elevati livelli di Pentraxina 3 potrebbe registrare un rischio statisticamente più elevato di
riscontrare un carcinoma prostatico in una eventuale seconda
biopsia.
Il team che ha messo a punto
l’importante ricerca è composto
Prof. Giuseppe Carrieri
dai professori Giovanni Stallone,
Luigi Cormio, Stefano Netti, Barbara Infante, Oscar Selvaggio,
Giuseppe Difino, Elena Ranieri,
Francesca Bruno, Clelia Pratichizzo, Francesca Sanguedolce,
Simona Tortorella e Pantaleo Bufo. Già nei prossimi mesi, la diagnosi sui soggetti a rischio potrebbe beneficiare della ricerca
‘Made in UniFg’ e l’obiettivo è
quello di attuare concretamente
questa indagine entro la fine dell’anno.
“Grazie al dosaggio della Pentraxina 3 – aggiunge ancora Carrieri – ci si augura di limitare il numero di pazienti che devono
sottoporsi a ripetute biopsie
prostatiche, magari dopo
una prima biopsia risultata
negativa. Un risultato straordinario di cui andiamo
molto fieri, innanzi tutto perché coinvolge un folto gruppo di medici e ricercatori
dell’Università di Foggia e
poi perché potrebbe rappresentare una nuova frontiera
per i pazienti affetti da patologie della prostata o carcinoma. Siamo molto soddisfatti
dell’esito di questa ricerca, perché testimonia il grado di preparazione di un Dipartimento che
pur tra mille difficoltà, amministrative e oggettive, riesce a concentrare i propri sforzi nella direzione della qualità delle cure e
delle attenzioni da somministrare ai propri pazienti”.
Per l’ottimo risultato ottenuto,
al Dipartimento di Nefro-Urologia dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia sono giunte anche le
congratulazioni del rettore dell’Università, Maurizio Ricci e dei
due direttori dei dipartimenti area
“Premio 6Donna”, medaglia all’impegno
A prima vista può sembrare un passo indietro. In realtà, il nostro vuole essere un doppio balzo in avanti. Perché quando a fare notizia sembra
ormai essere solo la straordinarietà
(nel senso di fuori dall’ordinario) e
l’eccezione che conferma la regola,
la normalità diventa una rarità da ricercare e valorizzare.
Così, molto presto, sarà la quotidianità ad eclissare l’eccezione, fino a inghiottire l’esemplare. Ed è
proprio nella pancia di questo cortocircuito, tra corsi e ricorsi storici di
interesse, che nasce il “Premio
6Donna”, che intende omaggiare le
“eroine” di ogni giorno. Ovvero, tut- 0881.563395
te quelle donne che, nel silenzio,
contribuiscono in maniera fattiva a portare avanti il carrozzone della città, a beneficio di tutti.
Nessuno oltre loro sa cosa stiano passando e cosa le aspetti a casa.
Eppure non hanno mancato un giorno di lavoro, non hanno abusato dei loro diritti acquisiti, con abnegazione e spirito di sacrificio si sono dedicate agli altri e non hanno fatto mai mancare il proprio contributo alla co-
Mensile di attualità e informazione.
Registrazione presso il Tribunale di Foggia
n° 2/2002 del 26/09/2002
Editore
Publicentro Servizi Pubblicitari s.r.l.
La cerimonia di premiazione il prossimo 8 marzo, nell’Auditorium Santa Chiara
Un omaggio alle “eroine”
della concretezza e responsabilità
medica dell’Ateneo, Lorenzo Lo
Muzio (direttore del Dipartimento
di Medicina clinica) e Maria Pia
Foschino (direttore del Dipartimento di Scienze mediche).
“Il livello della nostra ricerca puntualizza Ricci - è tale da farci
sembrare queste scoperte, come
quella messa a punto dall’équipe
del prof. Giuseppe Carrieri, quasi
normali. Invece si tratta di dati ed
esiti straordinari, che portano con
orgoglio e soddisfazione il nome
dell’Università di Foggia in giro
per il mondo. La pubblicazione su
organi scientifici internazionali
rappresenta un ottimo traguardo,
ma in particolare se si guarda al
lato umano dell’utilizzo di questo
nuovo metodo scientifico mi piace
pensare che molta gente potrà fare ricorso a queste tecniche per
curarsi meglio e con minore approssimazione”.
Angela Dalicco
munità. La redazione di 6Donna, l’unico free-magazine di genere in Puglia, decide allora di premiare una perfetta sconosciuta, un’eroina dei
nostri giorni, che si distingue per le sue capacità, che fornisce alla comunità un contributo prezioso, che con altruismo si dedica al prossimo,
ogni giorno, senza cercare vetrine, copertine o riconoscimenti di sorta. Un
unico requisito viene loro richiesto: la candidata ideale alla prima edizione del Premio 6Donna non deve ricoprire alcun incarico dirigenziale o
ruolo di prestigio.
E deve essere foggiana, o comunque contribuire alla crescita della città di Foggia. Chiunque, un collega, il
capo, un amico, un utente, può inviare la candidatura di una donna speciale, con tutti i riferimenti utili per rintracciarla e la motivazione. La giuria
verificherà di persona le indicazioni
pervenute, intervistando chi è a stretto contatto con la candidata ed effettuando eventuali sopralluoghi.
Il premio sarà assegnato, a Foggia, il prossimo 8 marzo- Giornata Internazionale della Donna - nell’ambito di una serata di riflessione, interventi e performance al femminile ospitata nella “Casa della Cultura”,
l’Auditorium Santa Chiara in via Arpi a Foggia. Per segnalare la donna
dell’anno c’è tempo fino al prossimo 22 febbraio, scrivendo all’indirizzo
[email protected] oppure contattate la redazione con un messaggio alla pagina di Facebook.
Direttore Responsabile
Maria Grazia Frisaldi
Direzione commerciale
Angela Dalicco
In redazione
Dalila Campanile
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Foggia
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La collaborazione è volontaria e gratuita.
I testi e le foto da voi inviate non verranno restituite.
Questo numero è stato stampato in 43mila copie
e distribuito gratuitamente a domicilio nella città di Foggia
febbraio - duemilaquindici
5
focus
“Foggia città pedonalizzata”
Giungla di ordinanze e automobilisti in tilt: prospettive e polemiche
Firmata l’ordinanza per la chiusura al traffico di via Lanza e piazza Giordano,
ma servono parcheggi di scambio e politiche di mobilità urbana e sostenibile
l bronzeo Umberto Giordano può tirare un sospiro di sollievo. E respirare (quasi) a pieni polmoni. Il dado, infatti, è ormai tratto, la notizia è ufficiale, fissata nero su bianco nelle carte della disposizione comunale n. 7 del 28 gennaio 2015, con la quale la Giunta Comunale di Foggia ha
deliberato l’ampliamento definitivo dell’isola pedonale su via Vincenzo Lanza e piazza Umberto Giordano, nel tratto compreso tra via Diomede e piazza Cavour. La statua della principale piazza di Foggia, quindi, potrà continuare a godere la sua bolla d’ossigeno, alleggerita di buona parte di gas e fumi di scarico delle autovetture che fino a pochi mesi fa continuavano ad incolonnarsi ai suoi piedi.
I
Il provvedimento - prima
“sperimentato” nel periodo natalizio, poi prorogato in via straordinaria fino al 2 febbraio, grazie ad un
valzer di “ordinanze-tampone” è diventato ora definitivo e rientra
- spiegano dagli uffici comunali negli obiettivi strategici dell’Amministrazione per “migliorare la
qualità e la vivibilità del centro cittadino, rafforzando la sua destinazione naturale di centro commerciale oltre che di riferimento
culturale e luogo di aggregazione
sociale.
Un cambiamento che, per settimane, ha gettato nello sconforto e nel caos più totale gli automobilisti foggiani a causa del
susseguirsi e rincorrersi di ordinanze disposte dal dirigente al ramo, con correttivi e percorsi alternativi ballerini che prestavano
il fianco ad attacchi trasversali.
Come quelli dei consiglieri comunali Alfonso De Pellegrino, Pasquale Russo e Augusto Marasco
che avevano paventato la possibi-
lità di un ricorso al
Ministero dei trasporti per l’utilizzo
facile dello strumento ordinanze per fare ordine in materia di traffico.
Con la delibera comunale, il
sindaco non è riuscito a spegnere
le polemiche, né a eliminare il
malcontento, come quello che si
respira tra i commercianti di via
Santa Maria della Neve. Anche se
diversamente formalizzata, infatti, la pedonalizzazione di piazza
Giordano porta con sé ancora numerose criticità come la cancellazione di tutte le corsie preferenziali per autobus e taxi
conseguente alla chiusura al traffico di via Lanza (che renderebbe
più complicata anche la mobilità
dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine) o la definitiva cancellazione di un centinaio di stalli
per la sosta a pagamento (sottraendo un servizio a chi risiede o lavora in quell’area e un’entrata finanziaria per la società comunale
di trasporto pubblico).
Tutti punti all’ordine del giorno che saranno discussi in Consiglio comunale, dove il sindaco
Franco Landella potrebbe presentarsi presto, su richiesta di 8
consiglieri di minoranza per ar-
gomentare le scelte compiute e
sottoporle al vaglio dell’unico organismo amministrativo titolare
della competenza in materia di
programmazione della mobilità
urbana.
“Polemiche strumentali”,
quelle legate all’isola pedonale.
Così le aveva sbrigativamente bollate il consigliere comunale Vincenzo Rizzi;
polemiche
che non
possono
nascondere “la validità di tale
intento, teso a creare
una vasta
zona pedonale a Foggia”. “Per
fortuna abbiamo, nella nostra
comunità,
cittadini che
contribuiscono con idee e progetti a migliorarla”. Il consigliere fa riferimento alla spinta partecipativa
degli attivisti WWF di Foggia che
avevano anche elaborato un articolato piano traffico che andasse
incontro alle esigenze dei cittadini, contemperando le necessità di
avere un’isola pedonale facendo
salva la viabilità scorrevole. Insomma, la città vuole dire la sua.
Chiamata in causa nella vicenda
anche l’Ataf (azienda che si occupa del servizio pubblico cittadino),
per rielaborare e snellire i percorsi all’interno della città (vedi
Piazza Umberto Giordano , Foggia
pagina accanto).
L’unica cosa certa, alla fine di
questa fiera, infatti, è che il processo di pedonalizzazione di
un’area cittadina non può essere
slegato dalla programmazione in
sincrono di percorsi di mobilità urbana e sostenibile. “La nostra città aveva una delle isole pedonali
più piccole d’Italia – ha puntualizzato capogruppo di DestinAzione
comune in Consiglio comunale,
Joseph Splendido – che si limitava ad un tratto di corso Vittorio
Emanuele II e piazza Cesare Battisti”. Tuttavia, il lavoro sulla mobilità sostenibile non
potrà certo
fermarsi alla delibera
della Giunta comunale, “ma dov
r
à
affrontare il
prima possibile l’istituzione dei
parcheggi
di scambio,
aree dove i
cittadini potranno lasciare le
proprie autovetture e raggiungere il centro cittadino con i mezzi
pubblici di trasporto, in modo da
decongestionare il traffico e migliorare la qualità dell’aria”. Staremo a vedere.
Da circa otto anni la città si interroga su tale possibilità
Chiusura di via Arpi, cui prodest?
Il comitato di quartiere chiede la riqualificazione del centro storico
Nel lontano 2007 circolava la
prima petizione, i grillini si agitavano e i commercianti decidevano da
che parte mettersi: chiusura sì,
chiusura no di Via Arpi. All’epoca fu
il commissario dell’Azienda di Promozione Turistica Nicola Vascello
a lanciare la proposta shock di interdire il traffico. E già allora era limitato. Otto anni fa la città non solo si arrovellava su uno stesso
identico dilemma ma per giunta
sollevava le medesime obiezioni.
La pedonalizzazione non c’è mai
stata. E l’amministrazione Landella ha ampliato l’isola pedonale dalla parte opposta. D’altro canto se
chiudessero ora quella strada del
6
febbraio - duemilaquindici
centro storico sarebbe un mortorio: non ha dubbi il Comitato di Via
Arpi presieduto da Antonella Rutigliano.
“Noi non siamo contrari alla
chiusura, come abbiamo sempre
detto, però, bisogna investire nella
zona di via Arpi e in quella che è la
classica “piazzetta”, perché da
troppi anni è abbandonata a se
stessa. Un piccolo passo è stato fatto con Piazza Mercato, tant’è che
questo Natale abbiamo fatto un
evento sfruttando quello spazio.
Però sono manifestazioni che
“aprono e chiudono”. Noi non abbiamo un centro storico degno di
tale nome così come le altre città.
L’ampliamento dell’isola pedonale sicuramente è una bella cosa, se
studiata e portata anche nel centro
storico con l’apertura di negozi, attività commerciali che favoriscano
l’artigianato locale, la giusta illuminazione, l’arredo urbano. Ma così è solamente un posto in cui ormai nessuno passeggia più. Stiamo
assistendo anche alle tante chiusure delle attività commerciali. La
nostra battaglia è sempre stata
questa: si parla di chiusura, ma non
si parla di riqualificazione. Non mi
puoi chiudere una strada abbandonata, perché diventa un cimitero.
Allora iniziamo a vedere tutti quei
locali chiusi di chi sono e a dare la
possibilità a chi vuole investire nel
centro storico di avere magari uno
sgravio sulle tasse. Manca il fioraio, e visto che siamo vicino all’Università, manca una bella libreria,
un bar letterario, l’artigianato? Si
faccia uno studio di settore, per
mettere prima su queste attività e
poi si potrà pensare alla chiusura”.
Il gruppo Foggia Propositiva
invece, anticiperebbe quantomeno la Ztl alle 20. “Foggia propositiva si è sempre battuta per migliorare la qualità della vita del
cittadino - spiega il fondatore Roberto Parisi - motivo per cui abbia-
Via Arpi , Foggia.
mo spinto fortemente per l’estensione dell’isola pedonale di piazza
Giordano. Ma per il centro storico
e per via Arpi abbiamo un’idea diversa. Andrebbero eliminate tutte le
aree di parcheggio e resa accessibile tutti i giorni della settimana solo via Arpi per il transito fino alle ore
20. Finalmente ci sarebbe spazio
per passeggiare senza le auto e
magari con un miglioramento dell’arredo urbano. Libererei completamente zone di parcheggio come
quella della chiesa dell’Addolorata e dove ha sede la Taverna del Gufo, restituendole nel loro splendore alla cittadinanza”.
m.m.
A colloquio con l’avvocato Raffaele Ferrantino
Corsie preferenziali addio
focus
Come l'Ataf ‘cambia verso’
n principio fu il cordolo, lo spartitraffico di Corso Cairoli rottamato e asfaltato. Ora spariscono anche le corsie preferenziali. Di giallo restano solo i semafori in centro. Cambia
verso anche la "circolare": inevitabilmente, diverse linee hanno subito una variazione di percorso per aggirare la chiusura
al traffico di via Lanza e mezza piazza Giordano. Ma viaggiano
in una corsia promiscua, quelle riservate a bus e taxi non esistono più. Su carta gli orari non sono cambiati ma i tempi di
percorrenza potrebbero risentire della sosta selvaggia, del
traffico nelle ore di punta e delle manovre degli automobilisti indisciplinati. In piazza Italia e in Corso Cairoli,
dove ormai vige il doppio senso di marcia, si rischia di
rimanere imbottigliati. Raffaele Ferrantino, l'avvocato da poco nominato alla guida dell'Ataf, non la fa
così tragica. Per anni responsabile provinciale di
Federconsumatori, eredita un'azienda del trasporto pubblico in perdita che gestisce anche la
sosta tariffata.
Cosa cambia per l’utente? Si una corsia preferenziale per i bus
non vi preoccupa?
registreranno ritardi?
Cambia ben poco. La nuova organizzazione è ancora in fase di ottimizzazione e potrebbe verificarsi qualche disguido, ma è stato riscontrato che il percorso è stato
addirittura velocizzato: tanti semafori sono
venuti meno e in media i tempi di percorrenza si sono ridotti di un minuto e mezzo circa.
Ci potrà essere qualche ritardo dovuto al traffico, ma questo dipende anche dalla civiltà
degli automobilisti. Le criticità si verificano
soprattutto la mattina davanti alle scuole, come già accadeva in passato, perché alcuni genitori pretendono di accompagnare i bambini con la macchina “fin dentro la classe”,
oppure in alcuni punti nevralgici della città
come corso Giannone e via Matteotti, nelle
vicinanze del mercato Rosati, dove la sosta
selvaggia può generare il caos. Certo, alcune fermate storiche alle quali gli utenti erano
ormai abituati sono venute a mancare, ma si
sono spostate di qualche decina di metri, nella strada parallela.
Il fatto che non esisterà più
Ci potrebbe preoccupare, ma se il traffico è disciplinato, non si creano doppie file e
le macchine non si fermano in divieto di sosta,
ci sarà una maggiore fluidità.
biamo migliorare il servizio perché nulla è
perfetto - e tutti pagano, anche la frazione di
ora, vengono compensati. Non si cercherà di
recuperarli spolpando ulteriormente il cittadino. E saranno anche preservate le unità lavorative.
meno: fare l’interscambio quando non c’è la
cultura del suo utilizzo significa far girare dei
pullman a vuoto con dei costi esorbitanti. Serve una intensa campagna di sensibilizzazione, occorre far capire soprattutto a chi viene
da fuori che il centro può essere attraversato come in tante altre città con il mezzo pubblico. Se l’area pedonale rimane così com’è,
certi discorsi avviati già dalla precedente amministrazione verranno portati avanti, penso al parcheggio di viale Manfredi o all’altra
area vicino alla Fiera, oltre al miglioramento
di quelli già esistenti, Ginnetto e Zuretti, ma sono ipotesi che vanno studiate.
Sta già lavorando sulle strisce
blu?
Quindi lei condivide la propoE i minori introiti derivanti
dalle strisce blu eliminate con la sta di realizzare dei parcheggi di
interscambio, il Park and ride?
nuova isola pedonale?
Sono dai 100 ai 120 stalli in meno. Potrebbero preoccupare, dico potrebbero perché
se c’è l’educazione a decongestionare il centro, a utilizzare il mezzo pubblico - certo dob-
Nella presa d’atto da parte del nuovo
Consiglio di amministrazione abbiamo discusso anche di questo. È in fase di elaborazione. Qui non si tratta di essere d’accordo o
Certo non verranno aumentate, questo è
sicuro. Può darsi che verranno regolarizzate
in maniera diversa fra la periferia e il centro,
è un’idea, ma va sviluppata e vanno visti soprattutto i conti. Noi siamo sempre una Spa
controllata dalla Corte dei Conti e i nostri bilanci sono sotto la sua lente di ingrandimento.
Mariangela Mariani
IL PUNTO DI CONFCOMMERCIO IL PUNTO DI CONFESERCENTI
“L’allargamento dell’isola pedonale na, su cui gravitano molte attività di sera Foggia è un elemento di novità che sa- vizi nelle ore diurne; un ripensamento
lutiamo con favore ma che deve trovare complessivo del sistema di trasporto
un’applicazione quotidiana più consona pubblico, con l’utilizzo di piccoli bus naa garantire le esigenze di tutti”.
vetta per l’attraversamento dell’area peE’ questa la richiesta della Confcom- donale e zone limitrofe per evitare ingormercio, scaturita dopo un vertice in as- ghi e intralci al traffico; agevolazioni per
sociazione, per dare nuovo impulso al le attività commerciali che si attiveranprovvedimento dell’Amministrazione fi- no per rivitalizzare la zona e renderla più
nalizzato a favorire la frefruibile; un programma di iniquentazione del centro cittaziative partecipato con la citdino con l’auspicio di
tà per attirare le persone nelrilanciare i consumi.
la
zona
interessata
Da via Miranda, dove ha
dall’ordinanza”.
sede l’organizzazione preInterventi che, ribadiscosieduta da Damiano Gelsono dalla Confcommercio, non
mino, i commercianti ribadipotranno prescindere da
scono il loro sostengo
un’altra serie di iniziative e
all’iniziativa “ma chiedono
provvedimenti che rendano
che si entri nel merito di all’intero sistema commerciale
cune questioni legate alla Damiano Gelsomino e dei servizi in grado di funmobilità ed alla qualità della
zionare al meglio in tutte le
vita nelle zone limitrofe l’area pedonaliz- zone della città. “Su questo - conclude la
zata”.
nota con la posizione ufficiale dell’orgaTutti nodi da sciogliere con il coinvol- nizzazione rispetto alla pedonalizzaziogimento dei soggetti funzionalmente in- ne di piazza Umberto Giordano- il conteressati per superare le criticità evi- fronto con l’Amministrazione è stato fin
denziate a più voci e a più livelli. “Tra le qui proficuo e siamo certi continuerà ad
priorità: un piano parcheggi adeguato e esserlo nell’interesse di tutta i cittadini
utile a favorire la frequentazione della zo- foggiani”.
“Non siamo pregiudizialmente contro
A rischiare di essere maggiormente
l’allargamento dell’isola pedonale. Rite- danneggiati - socialmente ed economicaniamo però che vada accompagnata da una mente - dal nuovo assetto cittadino sono il
serie di interventi finalizzati a promuovere commercio di vicinato, le imprese di serun modello di sviluppo economico, socia- vizio alla persona e alle famiglie e i resile ed ambientale più sostenibile, attraver- denti. Ma l’ordinanza è ormai firmata, i gioso una migliore organizzazione delle poli- chi sono fatti. Quali sono allora i
tiche di mobilità urbana connessa alle suggerimenti per migliorare la situaziopolitiche di valorizzazione degli attrattori ne? Tra le misure urgenti e necessarie da
culturali della città”.
adottare affinché questo provCosì il direttore provinciavedimento possa giovare a tutle di Confesercenti, Franco
te le categorie sociali, bisogna
Granata, rispetto all’allarga“realizzare un forte intervento
mento dell’isola pedonale di
di rivitalizzazione e rigeneraFoggia; una ‘atto di forza’ che
zione dei quartieri del centro e
si porta dietro il pesante farcostruire una città a mobilità
dello di preoccupazione, relenta, non inquinata, non conmore e perplessità degli
gestionata, innovativa, all’inseesercenti della zona.
gna del recupero delle relazio“La semplice chiusura al
ni sociali, culturali ed
traffico di un’area se non aceconomiche di prossimità; elaFranco Granata
compagnata da aree di parborare un carta cittadina dei becheggio di prossimità, dalla valorizzazio- ni culturali e archeologici, da cui ricavare
ne degli attrattori culturali e dall’offerta di punti di forza per il centro urbano; valorizadeguati servizi ai cittadini rischia la de- zare gli spazi pubblici e renderli fruibili a
sertificazione dell’area stessa e la disper- cittadini e famiglie”.
sione residenziale e produttiva degli at“La sfera estetica della città e la funtrattori presenti, che rischiano di rimanere zionalità - conclude - devono essere confuori dai circuiti economici e di consumo siderate insieme se vogliamo fare di Fogdella città”, spiega Granata.
gia un luogo piacevole e attrattivo”.
febbraio
gennaio - duemilaquindici
7
politica
Le donne delle ex municipalizzate. Torna in sella Lucia Lambresa
A CURA DI MARIANGELA MARIANI
Le quote rosa dei Cda
Lucia Lambresa
acta sunt servanda. I patti vanno
rispettati. Nessuna cambiale da
pagare, solo accordi politici da
onorare. La telefonata alla fine è arrivata. A
dicembre, Lucia Lambresa si era detta perplessa perché dopo il ballottaggio non c’era
stato nemmeno un incontro con il candidato
sindaco che aveva suggellato il patto con una
stretta di mano, proprio come il suo predecessore. Un mese dopo è stata nominata nel
Consiglio di Amministrazione di Amiu Puglia.
Un incarico prestigioso, se si considera che
l’azienda che gestisce il servizio rifiuti è regionale, e dalla forte valenza politica. Alla
presentazione dei nuovi Cda delle aziende
partecipate, Franco Landella ha speso per lei
parole di stima, una “sviolinata” da farle venire
gli occhi lucidi, e lei ricambia. “Sotto il profilo
politico ha un grossissimo significato per
quello che mi riguarda, io non guardo all’incarico in quanto tale, quanto al significato politico di una ricomposizione di un quadro del
centrodestra che tra l’altro si sta muovendo
moltissimo anche a livello nazionale: a Foggia
è venuto Flavio Tosi, c’è molto fermento nell’area di centrodestra. Io lo vedo soprattutto
da questo punto di vista come un fatto molto
positivo. E chi lo ha fatto è molto lungimirante e bisognerebbe anche dirgli grazie. Landella ha dato una grossa mano alla ricostruzione del centrodestra”.
Come tutti gli altri - lo prevede la procedura
- ha consegnato il curriculum, che comprova
la sua esperienza in materia: già presidente
dell’Amica ai tempi d’oro, la sua figura ha finito
per identificarsi con quella dell’azienda. Conosce uno ad uno i lavoratori, tanto da preoccuparsi delle loro sorti anche quando ne era
ormai fuori. Indiscutibilmente entusiasta dell’incarico, ha subito letto tutte le carte e ha già
il quadro completo: “Il compito di un consigliere di amministrazione è normato dal Codice Civile e dallo statuto della società che ho
già visto. Per il resto mi sono fatta dare un po’
di documentazione. Le idee sono ormai chiarissime. C’è da mettere a regime l’organizzazione dell’azienda perché lavorano ancora
con quella provvisoria del primo affidamento,
da definire i rapporti contrattuali con il Comune e poi bisogna comprendere come fare
affinché il Comune di Foggia abbia maggiore
possibilità di incidere anche sotto il profilo organizzativo, perché al momento, per come
sono gli atti, il presidente ha in mano tutti i poteri”.In cima alla lista mette ancora i dipendenti, per quanto possano fare i componenti di un Cda rispetto alla riorganizzazione del
personale. “Il Consiglio di amministrazione è
competente per l’approvazione, rispetto alle
P
8
febbraio - duemilaquindici
Lia Siani
trattative normalmente è il direttore che entra nelle relazioni sindacali, insieme al presidente. Ovviamente buon garbo vorrebbe che
anche i consiglieri di amministrazione fossero coinvolti, per non ritrovarsi a vedere solo il
lavoro finito e discuterne a posteriori, ma questo appartiene ovviamente alla sfera della conoscenza e siamo nella fase iniziale, al rodaggio”.
Un decreto legge dell’anno scorso ha fatto cadere l’obbligo di nominare tra i membri dei Cda dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione. Così il
sindaco ha potuto sostituire i dirigenti comunali Carlo Dicesare e Angelo Mansella con figure esterne. A rappresentare il Comune nell’Amiu c’è anche il commercialista Francesco
Borgese. Rimane al suo posto Marisa Cavaliere, presidente del Collegio dei Revisori dei
Conti. Con due donne a Bari, le quote rosa salgano oltre il minimo sindacale. Per legge, il genere meno rappresentato ottiene almeno
un terzo dei componenti. E nell’Am Service
Srl (società di assistenza informatica, gestio-
Claudia Lioia
ne degli impianti termici comunali e verifica degli impianti termici privati) c’è pure una vicepresidenza al femminile: Rosalia Patrizia Siani, per tutti Lia, funzionaria dell’Asl di Foggia
candidata nella lista di Forza Italia alle ultime
elezioni amministrative, con una lunga militanza alle spalle. Tra i componenti dell’organo amministrativo di Ataf figura, invece, Maria Claudia Lioia, avvocato, della studio legale
di famiglia Curtotti-Lioia.
Quando nomina Maria Santovito, detta
Mariolina, il sindaco parla di “saggezza politica”. In tema di questioni di genere ha fatto
anche parte della Consulta comunale per la
parità e le pari opportunità. Nella segreteria della Puglia Prima di Tutto, funzionaria
amministrativa ai Riuniti, entra in Amgas Spa
e ha entusiasmo da vendere. “L’incarico certamente mi entusiasma perché sono sempre
aperta a nuove sfide e conoscenze, anche se
a dire il vero non sono esattamente a digiuno
di amministrazioni”. Ha fatto la sua gavetta,
anche a titolo gratuito, e scherza definendosi una burocrate nata, che ama le carte
Mariolina Santovito
amministrative. “Ancora non ho una panoramica completa, considerato che ci siamo
insediati solo da pochi giorni, ma stiamo già
studiando quel che riguarda un po’ genericamente la gestione passata come il piano di
rientro a cui l’azienda è stata sottoposta. Apprezzabilissimo il lavoro svolto dall’amministratore unico uscente, ma ora si devono affrontare tematiche più allargate: attuazioni
di norme regionali e nazionali che riguardano la forma di distribuzione gas per ambiti
territoriali e poi ci sono le problematiche di
gestione interna come quelle relative al personale, di cui occorre prendere contezza per
garantire una sempre migliore gestione all’insegna del buon management basata sulle tre E: efficienza, efficacia ed economicità.
La spending review, l’anticorruzione, la trasparenza saranno i pilastri. Vedremo, ove ci
siano necessità o criticità, di intervenire con attenzione e celerità così da preservare quello
che è un patrimonio della città e lavorare per
migliorare la nostra azienda partecipata”.
Chi c'è
nelle aziende
partecipate
anco il tempo di sedersi, le poltrone delle aziende partecipate già traballano sotto le sentenze di chi ha innescato il conto alla rovescia. È che manca all’appello
qualche nome, tipo Giulio Scapato, il socialista che ha sostenuto
apertamente Landella al ballottaggio per ripicca.
Per ora non potrebbe rivestire alcun ruolo in quelle società in
quanto consigliere comunale uscente. I presidenti non si preoccupano mica delle voci che circolano, e i loro incarichi sono a tempo da contratto. Congedati gli amministratori unici Gino Fiore (Ataf),
Massimo Russo (Amgas Spa) e Danilo Santoro (Amgas Blu), arrivano Raffaele Ferrantino, Nicola Cardinale e Antonio Cristantielli. Il primo si dice sorpreso dell’incarico, il secondo, ex direttore
degli Ospedali Riuniti in pensione, ha accettato di farlo gratis et
amore Dei, per un anno e senza possibilità di proroga o rinnovo
(cesserà dalla carica il 31 gennaio 2016).
Il Nuovo Centro Destra si prenda la presidenza della società per
la fornitura di gas ed energia elettrica detenuta all’80% dal Gruppo Ascopiave e al 20% da Amgas S.p.A.
In Ataf entrano anche Riccardo Pagliara, che in passato aveva ricoperto l’incarico di presidente del collegio dei revisori dei
conti dell’azienda, e Claudia Lioia; in Amgas Spa vanno Daniele
Mobilia e Maria Santovito. Rispetto al passato, i Cda costano il 20
M
percento in meno: lo impone il decreto legge numero 90 del 24
giugno 2014 che dal primo gennaio riduce il compenso dell’organo di amministrazione sulle somme del 2013.
Qualcuno forse se l’era scordata, ma c’è anche l’AM Service, società indirettamente partecipata dal Comune di Foggia attraverso Amgas Spa che ne detiene la totalità del capitale. L’amministratore unico è scaduto il 31 dicembre e operava in regime di
proroga, al suo posto arriva Antonio Bove, alle ultime elezioni candidato per Forza Italia.
Con lui ci sono Lia Siani e l’ex assessore allo Sport Umberto
Candela. Il centrosinistra (a parte i socialisti di Lello Di Gioia come
Angelo Benvenuto) ha bocciato il salto nel passato: il segretario
cittadino del PD Mariano Rauseo lo ha definito “l’ennesimo scempio da Prima Repubblica” di un centrodestra “assetato di poltrone”. Il consigliere di opposizione del gruppo Lavoro e Libertà Luigi Buonarota si è detto d’accordo con Gianni Mongelli che sul suo
profilo Facebook aveva scritto “Siamo alla pura lottizzazione politica con le Aziende Comunali utilizzate come elementi di scambio”.Ha aggiunto: “Siamo alle solite. Con le nomine dei nuovi Cda
delle ex municipalizzate Franco Landella ha saldato i suoi debiti politici, o almeno si spera”.
febbraio - duemilaquindici
9
Due le patologie legate a questa sostanza
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febbraio - duemilaquindici
La “sensibilità” è una situazione transitoria;
la celiachia, invece, ha componenti genetiche
l “glutine” - che dal latino gluten-inis
significa colla - fu isolato per la prima
volta da Beccari nel 1728; è una sostanza lipoproteica contenente due proteine: la gliadina (frazione tossica) e la
glutenina presenti principalmente nell’endosperma delle cariosside di cereali quali frumento, farro, segale e orzo.
Oggi si conoscono due tipi di patologie legate all’ingestione di glutine. La prima viene definita come “Sensibilità al
glutine”: si tratta di una situazione transitoria in cui i soggetti colpiti sono risultati negativi ai saggi ematici per la celiachia ed eventuali allergie al frumento. Si
risolve interrompendo, per un periodo di
tempo, l’assunzione di alimenti contenenti glutine, i quali in seguito verranno
reintrodotti gradualmente. L’altra, definita “celiachia”, è una patologia autoimmune che provoca una condizione infiammatoria cronica, una patologia
complessa dell’intestino tenue causata da
un’inadeguata risposta immunitaria al
glutine ingerito. Quando gli individui geneticamente predisposti introducono con
I
la dieta alimenti contenente glutine, alcuni epitopi di gliadina vengono riconosciuti e sequestrati dagli antigeni presenti nella lamina propria inducendo la
proliferazione di cellule specifiche per la
gliadina, CD4 T, che attaccano l’intestino provocando lo stato infiammatorio tipico di questa patologia.
La celiachia è caratterizzata da
un’atrofia dei villi, iperplasia delle cripte,
e infiammazione dell’epitelio e della lamina propria, che a sua volta portano a
un malassorbimento di sostanze nutritive e/o diarrea cronica e il suo unico trattamento attuale è un’esclusione permanente del glutine dalla dieta.
La celiachia ha una forte componente genetica, una significativa proporzione della predisposizione genetica proviene dai geni HLA-DQ2 e -DQ8,
anche se i soli geni HLA-DQ2 e -DQ8 non
sono sufficienti per predisporre alla celiachia poiché più individui positivi ai geni DQ2 o DQ8 rimangono sani, un gran
numero di geni non HLA probabilmente contribuiscono alla patogenesi della
celiachia, ai quali si associano anche fattori ambientali.
Per la diagnosi della celiachia si esegue inizialmente un dosaggio ematico di
transglutaminasi antitissutale (tTGA le
più usate a fini diagnostici), gli anticorpi
anti-endomisio (EMA) e gli anticorpi antigliadina (AGA meno utilizzati per l’alto
tasso di falsi positivi).
Pazienti con elevati titoli di transglutaminasi antitissutale ed anticorpi antiendomisio hanno una probabilità di oltre il 95% di essere celiaci e quindi
candidabile ad ulteriori esami di accertamento, come la biopsia duodenale.
Si tratta di un esame invasivo, l’esame si effettua mediante esofagogastroduodenoscopia, durante la quale un lungo e sottile tubicino flessibile viene
inserito attraverso la cavità orale e fatto
scendere lungo l’esofago fino allo stomaco e al primo tratto dell’intestino, dove viene prelevato un piccolo campione
per l’esame citologico, il quale consente
di confermare o di escludere con certezza pressoché assoluta la celiachia.
salute
Riconoscere i rischi delle diete tout-court
Riscoprire il “PIACERE” di mangiare
dal segnale fisiologico
di vuoto di stomaco. Appare evidente che costringendo una persona
a mangiare secondo orari prestabiliti determinati cibi addirittura programmati con giorni di anticipo, a pesare
tutto ciò che si mangia, la si allontana ancor di più dalla comprensione dello stimolo della fame e sazietà che il corpo gli invia.
Il meccanismo delle diete conduce, tra
l’altro, a fidarsi sempre meno di sé stessi,
ad affidare la lettura dei
propri bisogni ad altre
persone.
Il risultato? Persone che inevitabilmente
pensano che: meno
cibo porti a meno calorie, che a loro volta, si
traduce in meno peso.
Qualsiasi dieta ipocalorica, infatti, fa dimagrire se seguita scrupolosamente, ma se
una volta raggiunto il peso voluto si ritorna alle abitudini alimentari precedenti i chili ritornano uno dopo l’altro, cominciando
l’effetto yo – yo noto a tutte le persone che
fanno diete e che combattono quotidianamente con il cibo e la bilancia.
Con l’educazione alimentare
si smaltiscono i kg di troppo
ma anche le insicurezze,
le ansie ed i disagi di tutti i giorni
A CURA DELLA DOTT.SSA CAPUANO
gnuno di noi è continuamente messo
a confronto con immagini snelle ed
eleganti e su come mangiare “bene”,
“sano” o “perdere peso”. Questa continua
ricerca dell’essere magri
ha contagiato uomini,
donne e ragazzini sempre
più convinti che è normale “essere a dieta” per
rincorrere un peso e un
corpo ideale.
Si è dato il via ad un
overdose di informazioni
che disorientano migliaia di persone che non sanno più cosa, quanto e come mangiare di
fronte a una grande offerta di cibo sempre
più saporito e allettante. In conseguenza di
ciò, la risposta cibo viene data a tutta una
serie di bisogni (per condizionamento sociale, per vincere la noia, per avere piacere, per ricompensarsi) indipendentemente
O
Cosa fare, allora? Recuperare un rapporto di “fiducia” con il cibo, imparando a
rispondere alla fame e alla sazietà, riscoprendo il piacere della buona tavola, educandoci a corrette abitudini alimentari.
Questo è il segreto: un percorso di educazione alimentare dove si acquisisce la capacità di gestire la fame, non ci si sottopone
a diete restrittive , si impara a mangiar
sano, attraverso la conoscenza degli alimenti e, soprattutto, si passa dall’essere
soggetti “passivi” a cui vengono detti come
e quando mangiare ad “attori principali”
capaci di fare delle scelte alimentari corrette. Naturalmente non è facile assumere questo atteggiamento, soprattutto quando si hanno alle spalle anni di diete fallite. La prima volta che si ascolta una proposta di questo tipo si ha paura di ingozzarsi di cioccolata o dar fondo a un intero
dolce alla crema; ma questo accade proprio a chi si sente a dieta e pensa di non poter mangiare questi cibi, non a chi ha capito che questi, come tutti gli altri cibi possono far parte della propria alimentazione. A poco a poco si ricomincia a dialogare quotidianamente con il proprio istinto
alimentare e con il proprio corpo , ed è proprio l’istinto che salva dagli eccessi. Con il
percorso di educazione alimentare insieme ai chili di troppo si smaltiscono insi-
curezze, ansietà e disagi di fronte al problema “cibo”, un questione da affrontare
e risolvere comunque, almeno tre volte al
giorno.
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L’evoluzione della professione estetica
Massaggio “TUINA”,
al via il primo
corso di formazione:
agisce sul benessere
fisico ed emotivo
del paziente
n qualificato pool di professionisti il medico chirurgo Antonella Giuliani.
ha dato il via alle nuove opportunità Il primo corso base infatti sarà dedicato al
formative e professionali dedicate “TUINA”, l’antico massaggio orientalesinon solo ai professionimile all’agopuntura
sti del settore estetico
ma, a differenza di
ma anche quelli del
quest’ultima, eseguisettore sanitario (fisioto senza aghi. Ancora
terapisti, infermieri,
poco conosciuto in
ostetriche e figure anaPuglia, il TUINA agiloghe) che abbiano vosce non solo su muglia di avvicinarsi alla
scoli e articolazioni
Medicina Tradizionale
ma a livello più proCinese. Per l’occasione,
fondo, influenzando lo
infatti, erano presenti
stato di benessere fil’estetologa Antonietta in foto i docenti dei Corsi presentati sico ed emotivo del
Mastrangelo, docente di tecniche di mas- paziente.
saggio psicosomatico essenziale nonché
Non solo estetica: il TUINA si presta a
fondatrice del Metodo DAFLAROS, il dot- diversi ambiti di applicazione come queltor Diego Fumagalli, direttore della scuo- lo infantile.
la A.I.F.O. TUINA, insegnante di MTC, TUIFORMAZIONE EUROPEAN CAMPUS
NA e SHIATSU e responsabile del progetto
“E’ tempo che la formazione estetica
pilota Auricolo – Pressione e Dismerrea,
assuma una nuova connotazione - spieProgetto D.C.A, Tuina e Quigong nei diga la dottoressa Mastrangelo - affinché i
sturbi del comportamento alimentare, la
professionisti del domani possano contadottoressa psicoterapeuta Ines Panessae
U
re su un valore aggiunto: alla base del percorso formativo c’è una visione olistica
dell’uomo che insegna a concepire la malattia non solo come una disfunzione fisiologica”.
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Scegli un makeup leggero, no transfert
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OCCHI IN PRIMO PIANO
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non fate più da tempo. Anche
in questo caso il make up potrà essere un valido alleato:
l’ombretto dovrà essere in grado di risaltare il colore dei tuoi
occhi e le ciglia dovranno essere lunghe e affusolate.
IL SORRISO
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Non dimenticare di curare l’igiene orale e di regalarti una
seduta di sbiancamento professionale dal dentista, magari per il matrimonio. Preferisci rossetti kissproofoppure un
lucidalabbra trasparente per rendere le labbra più turgide.
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Gli uomini sono attratti principalmente da stimolazioni visive. Per un
appuntamento romantico, andrai sul
sicuro sfoggiando un abito rosso: la
preferenza per questo colore avrebbe radici biologiche primitive. Per il
grande giorno invece gioca con pizzi
e trasparenze: accendono la fantasia. Scegli un abito in grado
di valorizzare la tua silhouette e, se vuoi osare, concediti una generosa scollatura su cui avrai spruzzato
cipria illuminante. Avrai sicuramente l’apprezzamento del tuo futuro marito!
GESTUALITÀ
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quando lo fa lui, accostare il bicchiere alla labbra nello stesso momento… Il tocco in più? Non dimenticare il profumo, che
si spanderà nell’aria in sintonia con i tuoi movimenti, solleticando il suo olfatto.
Dalila Campanile
febbraio - duemilaquindici
13
Sistema
VIENI A RITIRARE IL
PROGRAMMA DEL
CALENDARIO
Il valore dell’esperienza
ATTENZIONE:
DAL 1 GENNAIO 2015
CAMBIA L’ISEE
I VECCHI MODELLI
ELABORATI
NEL 2014 NON
VALGONO PIÙ
50 & PIU’ CAAF comunica
che dal 1 Gennaio cambiano le regole per l’ISEE, moduli e modalità di calcolo diversi a seconda delle
prestazioni richieste.
TURISMO
SI CHIAMANO NASPI, ASDI E DIS-COLL
I NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI introdotti
dal Governo nel decreto attuativo sulle
indennità di disoccupazione del Jobs Act.
L’entrata in vigore delle nuove tutele
è prevista dal 1° maggio 2015
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L’essere umano non è così scontato come sembra
società
Un viaggio nell’identità sessuale
TRA RUOLO, ORIENTAMENTO E IDENTITÀ: DI COSA PARLIAMO?
Vogliamo partire provando a farvi fare
un viaggio nell’identità sessuale. La prima
zona in cui ci addentriamo è quella del
sesso biologico, determinato dai cromosomi (XX per le femmine, XY per i maschi),
dagli ormoni (testosterone per i maschi,
estrogeno e progesterone per le femmine), dai genitali interni ed esterni (pene e
testicoli per i maschi, vulva, clitoride e vagina per le femmine). Una cosa scontata,
vero?
Non proprio, perché oltre a chi nasce
“femmina” e a chi nasce “maschio” c’è
chi nasce con aspetti biologici di entrambi i sessi. Insomma, l’essere umano non è
così scontato nemmeno al momento della nascita. Ecco la prima grande sfida che
si potrebbe porre ad un genitore: a quale
dei due sessi biologici decido di far appartenere mio figlio/mia figlia? Decido di
operare mio/a figlio/a per uniformarlo alla divisione maschi/femmine o aspetto
che i tempi siano per lui/lei più maturi per
scegliere liberamente? E che destino
questa persona avrà, se decido di non
operarla subito, in un mondo che ragiona
per dicotomie?
Proseguendo, approdiamo in una de-
dovrebbero mettere in atto o provare.
licata zona popolata da
Chi non aderisce a ciò, non è un/una
persone nate “maschi” che
transessuale ma semplicemente si
si definiscono “maschi”,
sente libero/a di potersi esprimere in
persone nate “femmine”
base a ciò che sente, che la società lo
che si definiscono “femmiritenga opportuno o no.
ne”. E da persone che nate
Il nostro viaggio prosegue e apbiologicamente maschi si
prodiamo in una zona chiamata oriensentono intimamente dontamento sessuale in cui le donne
ne o che nate femmine si
amano gli uomini, gli uomini amano
sentono intimamente uole donne, gli uomini amano gli uomimini. Queste ultime si senni, le donne amano le donne e additono combattute, osservarittura alcune persone amano uomino un’immagine di sé allo
ni e donne. Le prime due categorie
specchio che non è quella
Da sinistra Giovanni Papa, Tiziana Carella e Claudia Girardi (*)
provano un’attrazione erotica e affeta cui sentono di appartenere. Non capiscono perché tutti continui- ne transessuali che decidono di effettua- tiva per persone del sesso opposto al prono a chiamarla “Giulio” quando lei si sen- re percorsi MtF (da uomo a donna) o FtM prio (eterosessuali); le successive due categorie per persone del proprio stesso
te “GiuliA”. Iniziano cure ormonali, (da donna a uomo).
Il nostro viaggio continua e incontria- sesso (omosessuali) e l’ultima categoria
psicoterapie, periodi di real life in cui “cimentarsi nei panni” del sesso cui sento- mo persone che non ci stanno ad identi- per entrambi i sessi (bisessuali).
Ecco l’identità sessuale è data dall’inno di appartenere. Ed eventualmente de- ficarsi totalmente negli atteggiamenti e
cidono anche di sottoporsi a interventi nei comportamenti che la società in cui terazione complessa e articolata di quechirurgici per avere una vagina o avere un vivono assegna al genere maschile e al ste dimensioni, che si intrecciano tra di
pene. E’ l’area dell’identità di genere,os- genere femminile. Stiamo toccando l’area loro, nelle maniere più disparate e molsia l’identificazione profonda di sé come del ruolo di genere. Se ci pensiamo la no- teplici.
Questa rubrica sarà un viaggio nelle
uomo o donna. L’identità di genere può stra società ha nel tempo assegnato comcoincidere con il sesso biologico oppure portamenti, atteggiamenti e anche ipo- tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali
no. Nel secondo caso parliamo di perso- tetici sentimenti che uomini e donne e transessuali). Viaggi con noi?
(*)Tiziana Carella, psicologa e psicoterapeuta; Giovanni Papa e Claudia Girardi psicologi e specializzandi in psicoterapia
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febbraio - duemilaquindici
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A 25 km da Foggia , nella rigogliosa campagna Dauna della
tradizionale cittadina di Cerignola, lontano dai frastuoni , sorge
la tenuta Villa Demetra. Una struttura immersa in un meraviglioso parco di 30.000 mq, la magica scenografia naturale che renderà ogni cerimonia indimenticabile. Nel parco di Villa Demetra è possibile gustare aperitivi deliziosi e ottimi buffet, celebrare
matrimoni con rito civile o con rito religioso ed anche è realizzare un ricevimento completamente all’esterno.
Villa Demetra riesce a creare magiche atmosfere sospese nel
tempo che prendono vita in due distinte sale dalla diversa personalità.
La Sala Demetra, struttura in grado di garantire ampia comodità anche ai matrimoni più numerosi, grazie ad una ricettività
capace di accogliere oltre 300 ospiti.
L’ampiezza della sala non pregiudica la sensazione di sentirsi
in un luogo intimo e familiare. Una maestosa capriata in legno
che sovrasta la grande sala contribuisce a determinare quella suggestione calda e ricercata, sottolineata dalla luce di preziosi lampadari che enfatizzano i toni dorati di quadri, mobili, specchi e
candelieri i cui riflessi si sposano in un connubio perfetto con l’argenteria che adorna ogni tavola.
La Sala Storica è arredata con toni pastello tendaggi dalle sfumature tenui e delicate, pavimentazioni in cotto spagnolo e maioliche dipinte a mano. Il gioco di colori dall’affascinante candore che fonde arredamenti e allestimenti, rende ancor più
indimenticabile ogni ricevimento, avvolgendolo in una luce da
sogno che farà sentire sia gli sposi che ogni ospite, coccolati nel massimo relax.
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GINECOLOGA
S.O.S. perdite di sangue durante il mese
DI TIZIANA CELESTE
Chi si
somiglia
si piglia
Sanguinamenti uterini anomali
Fenomeno riconducibile a cause ormonali o anatomiche
irca 1 donna su 30 in età fertile e 1 su
20 tra 30 e 49 anni consultano annualmente il ginecologo per menometrorragie (mestruazioni abbondanti e
prolungate). Il 50% circa delle consultazioni ginecologiche sono per sanguinamenti
uterini anomali, detti AUB (abnormal uteryne bleeding)
Le cause possono essere disfunzionali (cicli anovulatori, iperestrogenismo, insufficienza o assenza di corpo luteo e progesterone), quindi legate ad alterazioni di
natura ormonale, più frequenti nelle donne giovani tra i 20 e 40 anni.
Per quanto riguarda le cause organiche, prevalenti dopo i 40 anni, bisogna distinguere in sistemiche - patologie della
coagulazione, patologie endocrine, malattie del fegato, infezioni dell’apparato genitale – e genitali, polipi endometriali e del canale cervicale, miomi sottomucosi, iperplasia a basso ed alto rischio, cancro dell’endometrio, istmocele, endometrite, residui corioplacentari, policistosi ovarica,
miomi intramurali e sottosierosi, atrofia dell’endometrio.
E’ importante sapere che il cancro dell’endometrio e i suoi precursori (iperplasia
atipica) aumentano dai 40 anni in poi, per arrivare alla massima espressione tra i 70 e
gli 80 anni (50-90%), in proporzione anche
C
con la crescita progressiva dello spessore
dell’endometrio.
Quindi cosa fare se all’improvviso notiamo la comparsa di perdite ematiche
(spotting) tra una mestruazione e la successiva? O abbiamo flussi mestruali insolitamente abbondanti, o prolungati oltre 7
giorni, o troppo ravvicinati?
Prima di tutto non rimandare mai Perché una diagnosi corretta fatta per tempo
potrebbe evitare l’insorgenza di spiacevoli
complicanze. Andare subito dal ginecologo
per sottoporsi ad un controllo. Un’accurata anamnesi orienterà lo specialista su
possibili ipotesi diagnostiche, seguirà una
visita ginecologica che permette di rilevare la presenza di neoformazioni in vagina,
di valutare le caratteristiche dell’utero ed
eventuali problemi a carico degli annessi.
Il posizionamento dello speculum vaginale consentirà di evidenziare l’eventuale
presenza di lesioni delle pareti vaginali o del
collo dell’utero, ed anche la presenza di polipi cervicali.
Seguirà una ecografia pelvica, che permette di valutare la presenza di leiomiomi
sottomucosi o intramurali delle pareti uterine, l’adenomiosi.
Lo studio dell’endometrio (cioè la mucosa che riveste l’interno della cavità uterina) consente di scoprire la presenza di po-
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FISIOTERAPISTA
Spesso la soluzione è nella fisioterapia
lipi endometriali, di iperplasia o cancro dell’endometrio.
La diagnosi di certezza la raggiungiamo
con l’esecuzione di una isteroscopia diagnostica, fattibile solo quando non ci sono
perdite ematiche, ma la cui accuratezza diagnostica è del 100%.
Inoltre una biopsia endometriale permetterà di fare diagnosi di certezza grazie
all’esame istologico.
In conclusione se la paziente non ha
perdite ematiche atipiche e ha un endometrio inferiore ai 4 mm non deve fare nulla a nessuna età.
Se ha perdite ematiche e lo spessore endometriale è maggiore di 4 mm o minore ma
irregolare, il suo aspetto appare disomogeneo deve fare una isteroscopia con eventuale biopsia sia prima che in menopausa
o postmenopausa.
Se ha perdite di sangue in menopausa
o postmenopausa deve sempre fare una
isteroscopia diagnostica con eventuale
biopsia, anche se l’ecografia appare del tutto normale.
DI LUTGARDA CONSOLETTI
Ad ognuno il suo mal di testa
al di testa! Tutti almeno una
volta nella vita abbiamo
sofferto questa sgradita
esperienza. Secondo il Global Burden of Disease Survey 2010, la cefalea è tra le prime dieci malattie
disabilitanti al mondo, tra i disturbi a più elevato impatto socio-economico per spesa sanitaria, lavoro e compromissione della qualità
di vita.
Alcuni descrivono un cerchio
alla testa, altri un mattone, in ogni
caso chi ne soffre sente il proprio
mal di testa unico, diverso dagli altri. Ed è vero, esistono così tante tipologie che per fare ordine l’International Headache Society ha
stilato una classifica delle cefalee
dividendole in primarie (dalle cause ancora oscure) e secondarie
(scatenate da patologie o disturbi
ben determinati).
L’emicrania rientra tra le patologie primarie, caratterizzata da
dolore pulsante intenso, più frequentemente unilaterale, con durata da 4-72 ore e frequenza da 14 attacchi mensili, spesso accompagnato da vomito, nausea e fotofonofobia.
La cefalea tensiva (TTH) è la
forma più diffusa: ne soffre il 38%
M
E’ tra le prime
10 malattie
disabilitanti
al mondo
della popolazione mondiale. Il dolore lieve/moderato è di tipo gravativo, colpendo in maniera diffusa, “a fascia”. Essendo una
patologia primaria, le reali cause
sono ancora ignote; ciò che invece emerge da alcuni studi è una
correlazione tra cefalea tensiva e
trigger points, i quali rappresentano aree all’interno di fibre muscolari particolarmente irritabili e
sensibili che, se stimolate meccanicamente, rispondono con dolore
avvertito a distanza. Quando attivi, tali punti sono in grado di sensibilizzare ulteriormente il siste-
ma nervoso aumentando intensità, frequenza e durata degli attacchi.
Tra le cefalee secondarie vi è
quella cervicogenica (CEH), la cefalea da disturbotemporo mandibolare e quella da abuso di farmaci. La prima è causata da un
disordine del rachide cervicale superiore e dei suoi componenti (disco, vertebre e/o tessuti molli). Il
dolore è unilaterale, origina dalla
regione posteriore del collo o della testa, associato spesso a rigidità cervicale con riduzione del movimento, visione offuscata, nausea
e vertigini.
Un dolore diffuso alla testa e
al viso può invece dipendere da una
disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), quella
che ci permette di masticare. Il
problema può dipendere dai muscoli, dal cuscinetto presente tra
la testa mandibolare e la fossa che
l’accoglie, da posture scorrette,
mal occlusioni o cattive abitudini
(es. digrignare i denti). L’atteggiamento comune, di fronte al mal di
testa, è quello di ricorrere ad un
farmaco, talvolta troppo facilmente. Ciò crea un circolo vizioso in
quanto, spesso, l’abuso di farma-
in poche parole
ci è esso stesso causa di cefalea e
cronicizzazione.
Allora cosa fare? Una risposta
arriva dalla fisioterapia. In alcune
forme di cefalea (cervicogenica o
da disturbi dell’ATM), questa può
essere spesso risolutiva; sensibili miglioramenti sono invece ravvisabili in pazienti con emicrania o
cefalea tensiva. Il trattamento fisioterapico delle cefalee, previa attenta valutazione e diagnosi, può
avvalersi di tecniche di terapie manuali, miofasciali, esercizio terapeutico, trattamento dell’ATM, dei
trigger points, rieducazione posturale.
Uno studio scientifico americano condotto su oltre 100 pazienti, coordinato da James Dunning,
fisioterapista e docente dell’Università dell’Alabama, in collaborazione con il collega Firas Mourad,
ha dimostrato come possano ridursi fino al 70% i sintomi e il dolore in caso di cefalea nell’arco dei 3
mesi successivi al trattamento,
con conseguente diminuzione dell’assunzione di farmaci fino anche
al 50%. Ciò dimostra che un corretto trattamento fisioterapico può
comportare un impatto più che positivo per queste patologie.
rubriche rubriche rubriche rubriche rubriche
Un noto e antico proverbio dice che “Dio li fa e poi li accoppia”.
Ora ad affermarlo con certezza è
anche la scienza, sostenendo
che il grado di somiglianza genetica tra due persone sposate è
maggiore di quello che esiste tra
due persone qualunque, una
componente non trascurabile in
materia di affinità di coppia. Da
anni si cerca di dare risposte sulle dinamiche di coppie e sull’attrazione reciproca sulla base delle conoscenze che provengono
dalla biologia, e in particolare
dalla teoria dell’evoluzione e dalla genetica.
Lo studio, riportato sul sito di
Le Scienze in un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, è di Benjamin
W. Domingue dell’Università del
Colorado a Boulder, e colleghi di
altri istituti statunitensi. Lo studioso ha effettuato un’osservazione su un campione di oltre 800
coppie, battezzando il fenomeno
con il nome di “accoppiamento
assortativo sull’intero genoma”.
In biologia, si parla di accoppiamento assortativo quando all’interno di una popolazione la scelta del partner non è casuale: gli
individui tendono a scegliere persone uguali a sé (omogamia) oppure molto differenti da sé (eterogamia). Alcuni studi hanno
dimostrato che nelle popolazioni umane moderne esiste un accoppiamento assortativo di tipo
educativo, perché le persone tendono a scegliere un partner con lo
stesso livello di scolarità e di
istruzione. Nessuno studio aveva invece affrontato ancora il problema di un possibile accoppiamento assortativo dal punto di
vista genetico. Domingue e colleghi hanno raccolto i genomi di
825 coppie sposate statunitensi
e hanno analizzato 1,7 milioni di
polimorfismi di singolo nucleotide, cioè di mutazioni a carico di
singoli geni. Dall’analisi statistica è emerso che i due partner di
una coppia sono geneticamente
più simili tra loro di due persone
scelte a caso.Un’analisi più approfondita ha rivelato tuttavia che
la correlazione tra somiglianza
genetica e scelta del partner, per
quanto significativa, è molto meno forte di quella che riguarda il livello di istruzione. Ciò significa in
sostanza che la somiglianza genetica, innata, è comunque meno determinante della componente appresa nell’influenzare
l’affinità tra due persone.
Irma Mecca
febbraio - duemilaquindici
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in poche parole
Essere
nonni
La figura dei nonni nella società odierna è diventata ormai
indispensabile: accudiscono i nipoti quando i genitori sono a lavoro, giocano con loro, sono sempre attenti e molto presenti. Ma
quando diventano una figura ingombrante e invadente per i loro
figli? Il rapporto che si instaura
tra nonno e nipote è a volte automatico, ma ci sono alcune cose
che i genitori dei bambini, per
quanto grati del loro prezioso aiuto, non riescono proprio a tollerare. Non esistono manuali o
istruzioni per l’uso, ma ci sono alcune semplici regole che ci offre
il sito de Il sole 24ore affinché il
ruolo dei genitori non venga sovrastato o messo in discussione
da quello dei nonni. Infatti spesso
si può cadere in un banale errore:
comportarsi con i propri nipoti come se fossero i propri figli e, di
conseguenza, creare tensioni con
i figli che finiscono per vedersi
esautorati nel loro ruolo di genitori o, viceversa, per approfittarsi della disponibilità dei nonni per
scaricare un po’ del peso delle responsabilità che derivano dall’essere genitore. Per questo è
importante stabilire sin dall’arrivo del primo nipote delle regole
precise. Da un lato i genitori dei
bambini non devono fare totale
affidamento sui nonni, che dovrebbero mettere in chiaro quanto tempo sono disposti a dedicare ai nipoti senza rinunciare alla
propria autonomia e ai propri impegni. Dall’altro i nonni non devono essere troppo invadenti: sono i genitori dei bambini a
stabilire le regole della loro educazione e l’esperienza non deve
far credere di aver automaticamente diritto di stabilire cosa è
giusto o cosa è sbagliato nelle
scelte educative dei figli. Per lo
stesso motivo non bisogna cadere nel frequente errore di cedere
a qualsiasi capriccio dei nipoti, di
inondarli di regali e di esaudire
ogni loro richiesta. Non è infatti
in questo modo che si costruisce
un bel rapporto, ma condividendo momenti che diventeranno ricordi indelebili. A trarre vantaggi
da scelte di questo tipo saranno
anche i nonni, che potranno sentirsi utili ai loro figli e felici di vedere
crescere e godersi i nipoti in serenità, senza sentire il peso delle responsabilità che invece competono ai genitori. Rispettare i
rispettivi ruoli è il primo passo per
stabilire una sana armonia tra le
famiglie.
Irma Mecca
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febbraio - duemilaquindici
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DENTISTA
Una tecnica preventiva della carie
DI VALENTINA LA RICCIA
La sigillatura dei solchi
E’ una procedura indolore ed economica
a carie è la patologia più
frequente nel mondo: in
media il 90% della popolazione ne soffre o ne ha sofferto in passato. Gli ultimi dati
epidemiologici che descrivono
lo stato della salute
orale fra i ragazzi di
12 anni in Italia,
documentano la
presenza di carie
nel 43,1% dei giovanissimi. Questo
dato è sorprendente se
si considera quanta attenzione
oggigiorno sia rivolta alla prevenzione, infatti la carie si può
prevenire in molti modi: adoperando frequentemente e in
modo efficace spazzolino, dentifricio e filo interdentale, recandosi periodicamente (almeno semestralmente) alle
visite di controllo, praticando
un’alimentazione sana ed
equilibrata, assumendo fluoro
sotto il controllo medico e sigillando i solchi e le fossette di
molari e premolari prima che
si instauri un processo carioso.
La sigillatura dei solchi e
L
delle fossette delle superfici
masticatorie degli elementi
dentari è una metodica di prevenzione della carie conosciuta ed applicata in tutto il mondo
ormai da molti decenni, perché
è chiaramente più
vantaggioso sottoporsi alla sigillatura piuttosto
che rischiare di
ritrovarsi con i denti cariati. Infatti per la peculiare conformazione anatomica delle superfici occlusali del dente, i batteri
vi trovano il loro habitat ideale,
inoltre la placca tende ad accumularvisi anche perché in
quelle zone è più difficile rimuoverla: in queste sedi si sviluppa infatti il 90% delle lesioni cariose durante l’età
evolutiva. Inoltre, proprio nelle
fosse e nei solchi, lo strato di
smalto è più sottile.
La sigillatura è una procedura rapida, indolore ed economica. Essa consiste nell’applicare una resina fluida
adesiva sui denti molari e premolari in corrispondenza dei
solchi e delle fossette, che impedisce alla placca di penetrarvi e quindi ai batteri di agire, ottenendo
una superficie liscia
sfavorevole alla colonizzazione batterica e
più facile da detergere.
La sigillatura dei denti
va attuata preferibilmente entro due anni
dall’eruzione: molari e premolari permanenti solitamente
erompono tra i sei e i dodici anni, età in cui è massimo il consumo di zuccheri ed ancora insufficiente la capacità di pulire
i denti autonomamente in modo corretto.
Tuttavia è indicata anche da
giovani e da adulti per otturare
le più piccole e più superficiali
carie dello smalto, riducendo
notevolmente il rischio che in
futuro possano estendersi a discapito del tessuto dentale sano, oppure per prevenire il rischio di ammalarsi di carie
dentale (ad esempio nelle donne che prevedono di avere figli,
nei pazienti che lamentano
bocca secca - condizione chiamata xerostomia -, che frequentemente assumono farmaci, che devono sottoporsi a
radioterapia o a interventi di
chirurgia maxillo-facciale oppure a cure con apparecchi ortodontici). Alle visite di controllo periodiche sarà opportuno
controllare l’integrità della sigillatura e quindi il livello di protezione fornito dal sigillante nel
tempo. Infatti la carie non può
iniziare sotto il sigillante quando esso è integro, perché priva
i batteri del cibo e dell’ossigeno
di cui hanno bisogno per vivere
e per moltiplicarsi. Il sigillante
fornisce una protezione totale
(pari al 100%) dalla carie in solchi e fessure completamente
sigillati.
MOVIMENTO CONSUMATORI Per i vostri quesiti: [email protected] - Tel. 0881.563326 DI ROSANGELA LORISO
Tessera europea di assicurazione malattia
Viaggiare negli stati UE in sicurezza
La T.E.A.M. è gratuita e ha una validità di 6 anni
Che cos’è, come funziona e cosa garantisce
La Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) è una
tessera gratuita che dà diritto all’assistenza sanitaria statale in
caso di permanenza temporanea in uno dei 28 Stati membri
dell’UE, in Islanda, in Liechtenstein, in Norvegia e in Svizzera, alle stesse condizioni e allo
stesso
costo
(gratuitamente in alcuni paesi) degli assistiti del paese in
cui ci si trova.
Essa è entrata in vigore,
anche in Italia, dal 1° novembre 2004 ed è il retro della Tessera Sanitaria nazionale (TS)
o della Carta Regionale dei
Servizi per le regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.
La TEAM, viene rilasciata
gratuitamente, in linea di principio a tutte le persone iscritte e a
carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) in possesso della
cittadinanza italiana che hanno
la residenza in Italia.
Non è un’alternativa all’as-
sicurazione di viaggio, non copre
l’assistenza sanitaria privata né
i costi come quelli del volo di ritorno al proprio paese di provenienza o relativi a beni persi o rubati. Inoltre non copre i costi se
si viaggia al solo scopo di ottene-
re cure mediche. Non garantisce
servizi gratuiti, atteso che i sistemi sanitari dei vari paesi sono
diversi: determinati servizi che
nel proprio paese sono gratuiti
potrebbero non esserlo in un altro stato.
Ne consegue che,
coloro che si ammalino o subiscano un infortunio mentre viaggiano all’interno di un paese UE o in Islanda,
in Liechtenstein, in Norvegia o in
Svizzera, hanno diritto a cure di
emergenza. A tal fine, è
necessario esibire la Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM) ad
un medico o una struttura sanitaria pubblica. Che darà diritto
a ricevere assistenza medica in
forma diretta a
fronte del pagamento
di un eventuale ticket
a diretto carico dell’assistito e quindi non
rimborsabile.
Inoltre, per tenere sotto mano i numeri d’emergenza in caso
di necessità e per ulteriori informazioni sulle cure coperte, i relativi costi, le modalità di rimborso e le persone da contattare
in caso di smarrimento della tes-
sera,
è
possibile scaricare la speciale applicazione per smartphone. L’applicazione è disponibile in 24 lingue
e non deve ritenersi sostitutiva
della tessera TEAM.
La TEAM ha validità sei anni
(Decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2010, che aggiorna il De-
creto dell’11 marzo 2004),
eccetto diversa indicazione da
parte della Regione/ASL di appartenenza. In prossimità della
scadenza, l’Agenzia delle entrate provvede automaticamente ad
inviare la nuova tessera.
rubriche rubriche rubriche rubriche rubriche
Per i vostri quesiti: [email protected] - Tel. 0881.563326
AVVOCATO
Finalmente è in vigore la legge n. 162/2014
DI
DANIELA MURANO
La separazione diventa “smart”
inalmente è stata soddisfatta l’esigenza di abbreviare i tempi della separazione personale: è in vigore la
legge n. 162/2014. Le novità riguardano la separazione cosiddetta consensuale: i coniugi devono essere d’accordo non solo
sul fatto di separarsi ma anche
sulle modalità con cui addivenire alla separazione, in particolare riguardo alla gestione dei figli
ed alla regolamentazione degli
aspetti economici relativi all’assegno di mantenimento o l’assegnazione della casa familiare.
Ebbene prima della nuova
legge i coniugi dovevano necessariamente instaurare il procedimento di separazione consensuale innanzi al Tribunale. Tale
procedimento richiede l’intervento del giudice che è investito
del dovere di controllare il contenuto dell’accordo di separazione: se tale controllo ha esito
positivo il Tribunale, con decreto
di omologazione, rende efficace
la separazione. Con la nuova legge tale procedimento non è stato eliminato ma i coniugi hanno la
possibilità di scegliere un procedimento più snello con cui si ri-
F
I coniugi possono scegliere un procedimento più snello:
saranno direttamente gli avvocati a redigere gli accordi
ducono i tempi della separazione dal momento che il controllo
del giudice viene agevolato dall’operato degli avvocati. Sono gli
avvocati, regolarmente iscritti
nell’apposito albo,
ad avere la responsabilità di redigere gli accordi
di separazione effettuando il controllo di conformità degli accordi
stessi agli interessi di tutti i soggetti
coinvolti.
Che ruolo ha dunque, a questo punto, l’intervento
del giudice?
Se i coniugi non hanno figli
minori o portatori di handicap o
maggiorenni ma non economicamente autosufficienti il giudice deve controllare unicamente
che gli avvocati abbiano rispettato le regole di forma per la validità dell’accordo. In poche parole
gli avvocati devono essere bravi
soltanto a scrivere un accordo di
separazione giuridicamente corretto. Se il pubblico ministero
non riscontra irregolarità rilascia il nulla-osta per la annotazione della separazione nei registri dello
stato civile: i
coniugi saranno separati nel giro di
dieci giorni!
Se i coniugi invece hanno figli minori
o portatori di
handicap o
maggiorenni
non economicamente autosufficienti gli avvocati dovranno essere ancora più bravi poiché
hanno il dovere di redigere un accordo di separazione che tuteli
nel modo migliore possibile i figli.
Se il pubblico ministero verifica
che l’accordo di separazione è
stato stipulato tenendo conto del
fatto che i figli necessitano della
presenza non solo economica
ma anche affettiva di entrambi i
Per i vostri quesiti: [email protected] - Tel. 0881.563326
OSTETRICA
Il corpo come risorsa: conoscerlo e ascoltarlo
genitori rilascia l’autorizzazione
ed anche in questo caso lo status di coniuge separato potrà acquistarsi nel giro di dieci giorni.
Requisiti minimi necessari per il
rilascio dell’autorizzazione sono
generalmente considerati la
congruità dell’assegno di mantenimento con il reddito del coniuge obbligato e la ragionevolezza nella gestione del rapporto
genitori-figli. Nel caso invece di
accordi furbescamente orientati alla sola agevolazione nei tempi per la separazione il pubblico
ministero non potrà accontentarsi dell’operato degli avvocati
ma dovrà richiedere il controllo
del tribunale. Le novità non sono finite: questo procedimento
semplificato può infatti essere
utilizzato anche per il divorzio ovvero per modificare le condizioni già pattuite in sede di separazione o divorzio.
In conclusione: la legge c’è
ed è dalla parte dei cittadini ma è
fondamentale rivolgersi ad avvocati competenti e preparati.
DI VIVIANA LOBUONO
Sono incinta? Da cosa posso capirlo?
I segnali per individuare i sintomi di una gravidanza
l corpo umano è una macchina perfetta e il
corpo di una donna in attesa lo è ancor di più.
La gravidanza infatti, non è altro che
l’espressione di un evento fisiologico a conferma dello stato di benessere della futura mamma.
Ma conosciamo abbastanza il nostro corpo
da riuscire ad individuare i cambiamenti a cui va
incontro mensilmente? In primo luogo è necessario essere consapevoli del proprio ciclo
mestruale, dei segnali che si presentano ciclicamente in modo da poter notare anche piccole modifiche che possono presentarsi in determinati momenti del mese. Ogni donna e ogni
corpo reagisce diversamente alle variazioni ormonali, motivo per cui ognuna di noi può percepire differenti modificazioni (fisiche e/o emotive) in concomitanza con l’arrivo del ciclo
mestruale. Riconoscere i sintomi di una gravidanza non è impossibile occorre conoscersi e saper ascoltare i segnali che il corpo ci invia.
L’ovulazione è il primo segnale che ci permette di identificare il periodo fecondo, da lì a
breve se avviene il concepimento passeranno
8-10 giorni circa prima che l’embrione raggiunga l’utero, che si impianti nella cavità uterina e inizino ad essere rilasciati nel circolo materno gli ormoni della gravidanza. Tutto questo
processo avviene quindi circa 4-5 settimane
dopo l’ultimo ciclo mestruale e l’iniziale variazione ormonale può scatenare segnali molto
I
simili per caratteristiche, intensità e tempistiche a quelli della fase premestruale. I sintomi
precoci della gravidanza, che alcune donne percepiscono già dal concepimento o,
comunque, molto prima
dell’amenorrea, sono
chiamati fenomeni
simpatici della gravidanza; in particolare
nelle primissime fasi dopo la fecondazione, a intervenire pesantemente è un ormone – il
Beta HCG - la cui presenza determinerà poi la positività del test di gravidanza.
Sotto il suo effetto, il corpo subisce profonde
trasformazioni, indispensabili per permettere
il buon proseguimento della gravidanza stessa.
C’è da dire che i sintomi iniziali di una gravidanza variano da donna a donna e, in una stessa donna, da gravidanza a gravidanza. Ma come
riconoscerli? Uno dei primi campanelli d’allarme è senza dubbio l’amenorrea, ovvero il
mancato arrivo delle mestruazioni. E’ importante ricordare però che non tutte le donne hanno cicli regolari e dunque non è possibile fare affidamento unicamente su questo primo
segnale. Inoltre in caso di avvenuta fecondazione è possibile che si presentino delle perdite ematiche dovute all’impianto dell’embrione
nell’utero, tendenzialmente scarse e della du-
rata di pochi giorni ma che possono facilmente essere confuse
con le normali perdite mestruali.
Oltre al ritardo, il corpo può avvisarci tramite una schiera di sintomi
tipici della variazione ormonale, facilmente
confondibili con quelli della fase premestruale, tra questi ricordiamo: cefalea, pancia gonfia,
crampi addominali, tensione e aumento del seno, irritabilità, sbalzi d’umore, crisi di pianto,
sonnolenza o eccessiva stanchezza. In alcuni
casi, già dalle prime settimane è possibile percepire anche fastidiosi disturbi gastrici tipo, acidità, difficoltà digestiva, nausea verso particolari cibi e sensibilità agli odori.
E se i sintomi ci sono, che fare?
La certezza di essere in attesa a questo
punto potrà essere confermata solo dal test di
gravidanza che può essere eseguito a partire
già dal quinto sesto giorno di ritardo, da lì a breve scoprirete se il vostro corpo vi ha inviato i giusti segnali e soprattutto quanto siete state attente nell’ascoltarlo.
rubriche rubriche rubriche rubriche rubriche
in poche parole
Mamme
Over40
Le nuove mamme italiane
del terzo millennio sono sempre
meno giovani e sempre più over
40. L’attuale tracciato ci viene dato dai ginecologi della Sigo (Societa’ italiana di ostetricia e ginecologia) e riportato sul sito
dell’Ansa. Nel 2013, sono nati
complessivamente circa 20mila
bimbi in meno rispetto all’anno
precedente – spiegano infatti i ginecologi – da ragazze con meno
di 19 anni, mentre le over 40 rappresentano ormai oltre l’8% di
tutte le partorienti italiane.
“Accogliamo con soddisfazione il dato sulle baby mamme
in diminuzione, ma resta ancora
molta strada da percorrere. In
Italia, infatti, ci sono ancora forti
differenze tra i vari territori –
spiega il professor Paolo Scollo,
presidente Sigo – solo in alcune
zone l’uso dei contraccettivi raggiunge i livelli europei e oltre il
60% delle giovanissime madri
italiane viene da regioni del Mezzogiorno”. Osservando i dati relativi al 2013, continua Scollo,
“rinnoviamo il nostro appello alle Istituzioni affinché sia approvata al più presto una legge che
renda obbligatoria l’educazione
sessuale in tutte le scuole del nostro Paese”.
“Sulle maternità oltre i 40
anni- evidenzia ancora il presidente Sigo - è indubbio che siano più a rischio, ma in aiuto ci viene ad esempio il supporto offerto
dalla diagnosi prenatale e un
maggiore affidamento della paziente al corpo sanitario”.
“Mettere al mondo un figlio
in età avanzata, dal punto di vista
medico e scientifico, non presenta particolari problemi - sottolinea invece Mauro Busacca vice Presidente Sigo - è una
tendenza ormai consolidata e noi
ginecologi siamo in grado di gestire anche questo tipo di gravidanze”. Tuttavia, proprio perché
l’età media della maternità è in
aumento è importante investire
ancora di più su stili di vita sani e
una corretta alimentazione, fattori che aiutano a preservare il
sistema riproduttivo femminile.
“Seguire una dieta equilibrata è
sempre più importante per prevenire molte malattie ginecologiche ed ostetriche”, sottolinea
infatti Busacca. L’aumento delle
gravidanze tra le donne over 40,
che proprio perché considerate
più a rischio necessitano comunque di una maggiore attenzione, fanno riemergere anche il
problema dei punti nascita con
meno di 500 parti l’anno.
Irma Mecca
febbraio - duemilaquindici
19
in poche parole
Per i vostri quesiti: [email protected] - Tel. 0881.563326
PSICOLOGA
Cyber bullismo, le insidie della rete
DI INES PANESSA
Cosmetici Il lato oscuro del web
per Con
il file-sharing, oggi, siamo tutti vulnerabili
Come colmare il gap della “Distanza sociale”
ogni età C
Ogni mattina centinaia di donne
provvedono alla cura e all’igiene
personale utilizzando diversi e numerosi cosmetici e prodotti per il
corpo. Ma dietro gesti ed usi quotidiani si celano prodotti non sicuri che farebbero anticipare la menopausa. Uno studio pubblicato
sulla rivista Plos One e riportato
sul sito de La Repubblica afferma
che gli inquinanti usati nell’industria del make-up, ma anche detersivi e saponi, possono anticipare anche di 4 anni la fine
dell’ovulazione. I ricercatori della Washington University a St.Louis, coordinati da Amber Cooper,
hanno seguito 31.500 donne, coinvolte in un vasto studio di sorveglianza epidemiologica e sottoposte ad un questionario su salute
e nutrizione. Sono stati inoltre
analizzati sangue e urine per verificare la presenza di inquinanti
come, ad esempio, pesticidi e ftalati presenti in profumi, materie
plastiche, cosmetici, smalti per
unghie, lacche per capelli.
Esaminando i dati, si è osservato
che le donne erano andate in menopausa prima delle altre e avevano una probabilità sei volte più
elevata di anticipare la fine dell’ovulazione. “I nostri risultati non
provano che l’esposizione a questi prodotti provoca la menopausa
precoce. Ma provano che le due
cose sono comunque collegate in
qualche modo”, spiega Cooper,
che consiglia di ridurre il contatto
con le sostanze chimiche scegliendo prodotti senza profumi di
sintesi (che contengono ftalati)
oppure bio, per ridurre i pesticidi.
“L’esposizione a molte di queste
sostanze è al di fuori dal nostro
controllo”, aggiunge Cooper. “Le
troviamo dappertutto: nell’acqua,
nel terreno e nell’aria. Ma possiamo provare a gestire le sostanze
chimiche che usiamo ogni giorno
e aumentare la nostra consapevolezza. Dobbiamo limitare l’uso di
alcuni prodotti”.
“Quello che abbiamo scoperto è
comunque un campanello di allarme e dovremo fare ulteriori ricerche per approfondire la questione”, conclude Cooper. Il
declino della funzione ovarica e la
menopausa precoce non ha solo
implicazioni sulla fertilità di una
donna, ma anche sul rischio di
soffrire di malattie cardiache,
osteoporosi o di avere altri problemi di salute. Le stesse sostanze chimiche sono note per aumentare il rischio di alcuni tumori,
della sindrome metabolica e, nelle donne più giovani, della pubertà precoce.
Irma Mecca
20
febbraio - duemilaquindici
on il termine cyber bullismo o bullismo online si indicano quegli atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l’e-mail, le chat, i blog, i telefoni cellulari,
i siti web o qualsiasi altra forma di comunicazione riconducibile al web che è arrivato a
rappresentare circa un terzo del bullismo totale. Si presenta in una forma diversa, ma anche
quello su internet è bullismo: far circolare delle foto spiacevoli o inviare e-mail contenente materiale offensivo può far molto più male di un pugno o un calcio.
ESISTONO VARI TIPI DI CYBER BULLISMO:
Flaming: messaggi online violenti e volgari
mirati a suscitare battaglie verbali in un forum.
Cyber-stalking: molestie e denigrazioni ripetute, persecutorie e minacciose mirate a incutere paura.
Molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.
Denigrazione:“sparlare” di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail e messaggistica instantanea.
Sostituzione di persona: farsi passare per
un’altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.
Rivelazioni: pubblicare informazioni private
e/o imbarazzanti su un’altra persona.
Inganno: ottenere la fiducia di qualcuno per
poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via mezzi elettronici.
Esclusione: escludere deliberatamente una
persona da un gruppo online per ferirla.
Molti cyber-bulli agiscono in maniera aggressiva e violenta perché desiderano avere visibilità e fanno di tutto perché il loro atto venga conosciuto e reso pubblico. Più il comportamento
violento del bullo viene conosciuto, e più che il
bullo ottiene ciò che desidera. Il cyber-bullo agisce non tanto per esercitare una violenza su
qualcuno, bensì per attrarre su di sé tutte le attenzioni possibili: con la metodologia del filesharing oggigiorno è sempre più facile che un
video o una notizia venga a conoscenza di tutto il
popolo della Rete. Per prevenire il fenomeno si devono educare gli adolescenti e tutti quei giovani
che navigano su Internet a riflettere che, prima
o poi, una persona a cui si tiene molto, verrà a
conoscenza del comportamento deviante messo in atto e deve essere consapevole che può essere rintracciato. E’ quindi essenziale che la figura
dei genitori. Il cyber-bullo, infatti, non è altro che
un soggetto che indossa una sorta di maschera
virtuale, e che sfrutta questa nuova situazione
per compiere dei comportamenti disinibiti e aggressivi. E’ importante sottolineare che non so-
lo il bullo ha l’impressione di essere invisibile,
ma anche che è la stessa vittima ad apparire tale: entrambi, infatti, assumono identità virtuali
e nicknames. Se da una parte perciò il bullo si
crede invisibile e quindi non accusabile e non
scopribile, dall’altra parte la vittima appare come un’entità semi-anonima e non dotata di emozioni o sentimenti. Mancano cioè, nel rapporto
tra cyber-bullo e cyber-victim, tutta quella serie di feedback che fanno capire al bullo che la
vittima sta soffrendo. A tal riguardo gli studi di
psicologia sociale hanno stabilito che la “distanza
sociale” possa essere la causa di atti violenti e
orribili; “distanza sociale” che negli scambi comunicativi eseguiti tramite computer viene amplificata. Conseguentemente il bullo non riesce
a capire che il dolore, la frustrazione, l’umiliazione, generata nei confronti della vittima sono
tutti dei sentimenti reali. E’ necessario, in questi
casi o simili, chiedere aiuto alle figure di competenza (genitori, educatori, polizia, polizia postale, insegnanti) in modo da porre fine ad una difficoltà che potrebbe diventare ingestibile.
SPECIALE GIORNATA CONTRO IL CANCRO Per i vostri quesiti: [email protected] - Tel. 0881.563326
L’impegno dei Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) - ASL Foggia
Il cancro non è (solo) sfortuna
nche Foggia ha celebrato, lo
scorso 4 febbraio, la “Giornata Mondiale Contro il Cancro”, indetta dalla Union for International
Cancer
Control.
Un’occasione importante, durante
la quale i Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN)
della Asl di Foggia hanno ribadito il
proprio impegno nella Prevenzione Primaria mediante la promozione dei corretti stili di vita attraverso la realizzazione del
Med-Food Anticancer Program.
Fare Prevenzione Primaria, per i
medici del SIAN della Asl Fg significa innanzitutto sfatare falsi miti e
notizie distorte. Nessuno poteva
immaginare, ad esempio, l’enorme copertura mediatica suscitata
dalla pubblicazione di un articolo
(“Variation in cancer risk among
tissues can be explained by the
number of stem cell divisions”)
pubblicato recentemente su
Science il 2 gennaio e che ha visto
la “sfortuna” come leitmotiv dei
suoi principali commenti. Si sono
moltiplicati, ad esempio, titoli come
“Prendere il cancro è solo sfortuna?” o “Tumori, la ricerca shock:
ne causa più la sfortuna che lo stile di vita”.
A
L’importanza della prevenzione primaria
Tuttavia, c’è una grande discrepanza tra i contenuti del lavoro di Science e la relativa divulgazione. E desta una certa
preoccupazione per come l’articolo sia stato “traviato” nel rafforzare la convinzione che il cancro
è colpa del “caso” e sottace l’importante ruolo protettivo dei corretti stili di vita nei confronti di
molte forme tumorali. Evidenze
scientifiche, infatti, sostengono
che il normopeso, l’alimentazione sana e l’attività motoria possono prevenire centinaia di migliaia
di tumori ogni anno.
Il lavoro pubblicato su Science
si avvale di un modello matematico per stimare l’influenza “statistica” dei fattori di rischio del cancro,
ed in particolare delle mutazioni
che possono insorgere durante la
divisione cellulare. Nondimeno,
l’obiettivo dell’articolo di Science è
un approccio interessante che può
aiutare a capire meglio il motivo
per cui i ricercatori non hanno trovato un forte legame tra alcuni tipi
di cancro (tumori del sangue, delle ossa e del tessuto nervoso, per
esempio) e gli stili di vita.
Ma a pesare in questa vicenda
è l’imprecisione della copertura
mediatica che ha semplicisticamente trattato il cancro come se
fosse un’unica malattia e non un
insieme di diverse e molteplici patologie.
La revisione scientifica continua a dimostrare che circa 1/3 dei
tumori più comuni può essere prevenuto mediante un’alimentazione
sana, l’attività motoria ed il normopeso; proporzione che sale a
1/2 se si smette di fumare e di non
esporsi troppo al sole.
Non tutti i tumori, quindi, possono essere prevenuti mediante gli
stili di vita, ma solo alcuni come
ad esempio quelli del tratto gastrointestinale, nonché quelli
di diversi altri organi che ne sono fortemente influenzati. Circa la metà dei tumori esaminati nel lavoro Science erano
quelli per cui non è documentata un’associazione con lo stile di vita. Al contrario, per molti dei tumori più comuni, tra cui
quelli del colon-retto, esofago
e prostata, è possibile adottare
misure in grado di ridurre significativamente il rischio. In conclusione, anche per i tumori non esiste un rapporto lineare
causa-effetto e quando si parla di
cancro ci sarà sempre una certa
casualità, proprio quella che si cerca di stimare. Ed è importante ricordare che solide evidenze scientifiche dimostrano che è possibile
prevenire il cancro, che centinaia
di migliaia di casi possono essere
evitati e che i corretti stili di vita offrono una efficace protezione non
solo contro i tumori, ma anche per
il diabete, le malattie cardiovascolari e molte altre.
rubriche rubriche rubriche rubriche rubriche
ambienti
DI SIMONA
CAMPANELLA
ARCHITETTO
NOTE HIGH-TECH:
l’alluminio reinventa il design
E’ il materiale che,
più degli altri,
conquista
e stupisce
lluminio. Dimenticate lattine di coca e
carta stagnola, questo metallo dall’aspetto contemporaneo e dall’uso versatile è il nuovo must-have nella vostra casa,
se si desidera creare un look moderno e minimale, dimenticandoci del total-white che
può aver annoiato.
In particolare, l’alluminio si può considerare la scelta ideale per elementi contenitori, per complementi come tavoli e sedie, come per le porte di casa, infissi e serramenti.
Se si sta valutando un arredo che abbia componenti di design per il vostro progetto di casa, ecco uno sguardo più da vicino che vi farà
comprendere che l’alluminio è la strada da
percorrere.
L’alluminio è stato tradizionalmente utilizzato
nell’ambito di edifici commerciali ed uffici, ma sta diventando una scelta popolare crescente anche per
uso domestico. La ragione
del suo successo commerciale è stato il fatto che, insieme a un’estetica davvero di eccezionale impatto,
gli elementi in alluminio sono caratterizzati da
un ottimo rapporto qualità-prezzo. L’alluminio inoltre è un materiale robusto. Per questa
ragione, porte e infissi sono le sue migliori
A
declinazioni. A differenza di porte e finestre
in legno, che hanno bisogno di manutenzione costante per mantenere al meglio aspetto e prestazioni, i serramenti in alluminio si alterano molto poco nel tempo, a prescindere
dalla manutenzione che si dedica loro. Anche la luce del sole non altererà alcuna sua
proprietà: i raggi UV non hanno alcun impatto sui vostri infissi. Non subiscono, inoltre, il
fenomeno progressivo dell’inflessione. Non si
arrugginiscono e, se pure possono apparire
sporchi, possono essere rapidamente puliti
con un panno umido.
Il design più accattivante contemporaneo comporta l’innovazione. L’alluminio con-
sente di ottenere con facilità serramenti di
(quasi) qualsiasi forma e dimensione si possano immaginare! L’unico vero limite può essere il budget. Ma dall’oblò di un pozzo luce al-
l’infisso con triplo vetro, è tutto realizzabile.
L’immediata ventata di modernità di un ambiente che si illumina già solo dagli infissi è
di sicuro effetto. L’alluminio è ideale per porte, per sistemi contenitori incassati a parete
intelligenti, serramenti tradizionali, come per
una varietà di porte da interni scorrevoli. Come, ad esempio, le ante a vetro per mobili da
interni.
Le possibilità creative dell’alluminio continuano ulteriormente grazie alla varietà delle colorazioni ottenibili. Non è necessario optare per la finitura in metallo tipica, ma si può
invece aggiungere una dose di carattere scegliendo, ad esempio, audaci colori primari
(rosso, blu, giallo) o provare un look effetto
legno, a seconda dello stile dell’ambiente in
cui li inseriremo. Cosa dire per la sicurezza
dei telai in alluminio? L’alluminio è il top: porte e serramenti sono tutti estremamente resistenti al fuoco - un punto di forza interessante in una casa moderna e progettata a
norma. Un’ultima nota riguarda l’attualissima questione energetica. L’alluminio è caratterizzato da alta efficienza energetica. È
malleabile e leggero, facile da lavorare, anche
per i piccoli artigiani. Ciò significa che è possibile creare porte e serramenti che hanno
un’elevata resistenza alle intemperie, tenuta all’aria ed efficienza energetica. Non solo
danno un aspetto accattivante e high-tech alla vostra casa, ma aiutano a raggiungere bollette più basse! Questo metallo è riciclabile
inoltre, quindi se si decidesse di sbarazzarsi
del vostro infisso, è certo che non si danneggerà l’ambiente.
febbraio - duemilaquindici
21
itinerari
Mettersi in viaggio significa cercare la felicità (e sé stessi)
Tra storia e bellezza,
la “ricchezza” dei Cammini
A CURA DI MARIA GRAZIA FRISALDI
A colloquio con il camminatore-simbolo Michele del Giudice,
a lavoro per ricostruire le varianti della Via Francigena nel Sud
i sono tanti modi per conoscere un territorio. Uno di
questi è viverlo, camminarci
attraverso, in pieno stile slow. Lo sa
bene il camminatore Michele del
Giudice, che ha percorso i principali grandi Cammini e sta ricercando le
varianti locali della Via Francigena
nel Sud, per sviluppare le potenzialità dei territori interni attraversati
dal grande Cammino.
Nel 2014 ha dato vita all’associazione “CamminaCammini” affiancandosi ad altre tre professionalità del territorio, tutti variamente
legati dalla comune passione: Enzo Dota, che con Intuizioni Creative
ha sviluppato il sistema informatico
flywheel che mette in contatto i territori attraversati dalla Via Francigena nel Sud con il grande numero
di Camminatori che dal mondo intero premono per percorrere il Centro-Sud Italia, e Walter Di Paola e
Federico Croce, due grandi cartografi italiani esperti nell’evidenziare i percorsi sulle mappe, per la loro fruizione con strumenti cartacei
o informatici. Oggi “CamminaCammini” è in grado di interagire con tutte le Istituzioni locali, nazionali ed
internazionali per implementare la
Via Francigena nel Centro-Sud, partendo dalla progettazione per arrivare allo sviluppo ed alla sua implementazione. Ne abbiamo parlato
con il camminatore simbolo, Michele del Giudice.
Come nasce la passione per i
cammini?
Nasce per caso. È la vita che ti
mette in cammino. Si avverte, ad un
certo punto, l’esigenza di andare
verso… e ci si mette in cammino
nello spazio attraversando territori sconosciuti, nella storia da cui dipende la nostra società, dentro di
noi per conoscerci come non ci siamo mai conosciuti.
Quali sono i “doni”, i regali in
termini di bellezze naturalistiche,
storiche e culturali, che il territorio
offre ai camminatori?
Il Camminante/Pellegrino ha
bisogno di conoscere. E i territori
devono aprirsi sotto l’aspetto ambientale (ecco perché sono importanti i sentieri interni e non le strade), culturale/sociale (per capire da
cosa proviene la realtà del territorio) e gastronomico per mostrare la
stupenda alimentazione italiana de-
C
Michele Del Giudice
rivante da millenni di storia
Dalla bellezza della natura alla
bellezza del creato il passo è breve.
Quanto conta l’aspetto mistico in
questo tipo di esperienza?
All’inizio e per molti secoli si
camminava per espiare i propri peccati; oggi si cammina alla ricerca di
se stessi, scendendo quanto più
possibile nella propria anima. Per
far questo ci si affida alla natura meravigliosa del Creato, ai magnifici
segni che l’uomo ha lasciato nel suo
passaggio, a quanto le popolazioni
stanno facendo di buono per valorizzare la propria realtà.
Camminare è un viaggio spiri-
tuale e intimo, a contatto con la natura e la storia. E’ importante condividere il percorso con altre persone o è un viaggio che, a suo giudizio,
va affrontato in solitario?
Mettersi in cammino significa
cercare la felicità e questa la si raggiunge in qualsiasi modo: con la
persona amata, con la propria famiglia, con gli amici o da soli con se
stessi. L’importante è andare verso
ciò che non si conosce, verso il giorno appresso superando problemi e
prove che ci fanno star meglio anche se sono difficili da superare.
La Capitanata, crocevia di antichi percorsi e cammini storici e re-
ligiosi, è adeguata in termini di infrastrutture e servizi ad accogliere
questo tipo di attività?
La provincia di Foggia è la parte
d’Italia più irrorata di Cammini. Diari di antichi Camminatori - studiati
dal professore Infante dell’Università
di Foggia - col quale interagisco per
l’individuazione di tutti i miei Cammini, certificano passaggi importanti per la Daunia ed il Gargano.
L’impegno dell’associazione, quindi, è anche quello di incrementare i
punti di accoglienza per Camminatori/Pellegrini con l’aiuto degli Enti
pubblici e privati e delle associazioni territoriali. Nel nascente sito
www.camminacammini.com potrete seguire tutti gli sviluppi del
grande lavoro che stiamo portando
avanti coinvolgendo i nostri giovani
soci e socie.
Quale cammino sogna di intraprendere in futuro?
Il mio prossimo Cammino, molto probabilmente, resterà solo un
doloroso desiderio della mia anima.
Vorrei percorrere i circa 12.000 km
della Grande Muraglia cinese in un
anno e mezzo. Un domani, forse, se
Dio vorrà!
All’estero con Intercultura
Silvia Gliatta: “Un’esperienza di studio e di vita,
per confrontarsi con la diversità culturale”
Genitori apprensivi?
i chiama Fiorella ed è appena arrivata a Foggia dalla Colombia: è
una studentessa che ha scelto la
nostra città per un’esperienza di
scambio scolastico organizzata da Intercultura. La Onlus, posta sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri, ha
come mission quella di promuovere gli
scambi interculturali, inviando ogni
anno circa 1800 ragazzi delle scuole
secondarie a vivere e studiare all’estero; al tempo stesso, l’Italia accoglie ogni anno un migliaio di giovani di
ogni nazione intenzionati a trascorrere un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole.
Dalla partenza all’arrivo all’aeroporto, lo studente riceverà il supporto di
un volontario per tutta la durata dell’esperienza. La famiglia ospitante presso cui lo studente trascorrerà il soggiorno aderisce in maniera gratuita all’iniziativa, e viene previamente selezionata dall’associazione.
S
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febbraio - duemilaquindici
Ti piacerebbe partire ma credi di non avere i mezzi?
Ti piacerebbe fare questa esperienza?
I volontari del Centro Locale di Foggia sono sempre disponibili
per informare e supportare chi ha deciso di partire: “Intercultura
non è solo un’esperienza finalizzata ad apprendere una nuova lingua - specifica la professoressa Silvia Gliatta, presidentessa del
centro locale foggiano - ma un’esperienza di studio e di vita in grado di far maturare i giovani e renderli adulti in grado di confrontarsi con la diversità culturale”.
Puoi fare domanda per la borsa di studio che Intercultura bandisce per
offrire quest’esperienza formativa a tutti gli studenti. Il Centro Locale di Foggia organizza periodicamente attività e riunioni con i volontari, gli studenti returnees e i genitori per fornire una conoscenza diretta di chi ha già vissuto Intercultura. Sono ben 40 i Paesi aderential programma; l’aspirante candidato
può scegliere anche la durata del suo soggiorno: dai programmi estivi fino
all’intero anno scolastico. Al suo rientro, la normativa italiana, gli garantisce
l’accesso all’anno scolastico successivo della propria scuola italiana.
Per info: www.intercultura.it - 392.4740389
Dalila Campanile
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