Intolleranze alimentari e reazioni avverse
agli alimenti
Si tratta di un argomento complesso e non privo di rischi
di interpretazione. Mi spiego meglio: in medicina il termine
“intolleranza alimentare” è riservato solamente alle
seguenti intolleranze enzimatiche: lattosio, glutine
(celiachia), PK o G6PDH (favismo) e fenilalanina
(fenilchetonuria). Queste intolleranze sono determinate
dall’incapacità dell’organismo di metabolizzare alcune
sostanze presenti negli alimenti a causa di deficit
enzimatici.
Sono determinate geneticamente e sono disponibili test di laboratorio specifici e sensibili.
Le altre manifestazioni che chiamiamo “intolleranze alimentari” in realtà sono delle reazioni
avverse agli alimenti. Sono diverse anche dalle reazioni allergiche in quanto non
dipendono dalle IgE (ma dalle IgG) e raramente presentano effetti immediati e violenti
tipici delle allergie alimentari. L’incidenza dell’allergia alimentare è bassa (1-2% della
popolazione adulta). Le reazioni avverse agli alimenti IgG mediate sembrano essere molto
più frequenti.
Queste reazioni sono dose-dipendenti (proporzionali alla quantità di alimento introdotto): i
sintomi sono legati all’accumulo di sostanze non tollerate dall’organismo e compaiono con
un certo ritardo rispetto all’assunzione del cibo. Se la causa del disturbo è l’accumulo
dell’alimento non tollerato, la guarigione si otterrà con l’eliminazione dalla dieta e per un
certo periodo dell’alimento stesso fino ad arrivare alla “disintossicazione” dell’organismo. A
questo punto sarà possibile la re-introduzione in modo controllato del cibo in causa senza
più avere gli effetti indesiderati.
Il percorso da compiere è chiaro e prevede tappe ben precise. Una di queste, forse la più
importante e critica, è senza dubbio l’identificazione degli alimenti non tollerati. Come ho
detto in precedenza, gli effetti indesiderati si notano dopo un certo periodo di tempo
dall’assunzione del cibo e quindi non sempre, anzi quasi mai, è possibile ricondurre con
precisione gli spiacevoli sintomi ad un alimento.
BIOMEDICA di Beccegato Dott. Pafispi –
C.F. BCC PSP 49C02 H897 Z – P. IVA 01543920282
Viale
Vicenza,
55
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36061
Bassano
del
Grappa
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0424
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La scelta del test diviene allora fondamentale. Il mercato ne propone diversi. Alcuni si
basano su principi scientificamente discutibili, altri, in particolare quelli su sangue, sono al
momento considerati tra i più validi e riproducibili.
La mia esperienza mi ha portato oggi ad adottare i test ELISA per il dosaggio delle IgG. La
diffusione di queste analisi e la auto prescrizione può condurre il paziente a compiere
errate modificazioni del proprio regime alimentare. Questo può succedere soprattutto
quando una persona con i risultati del test si auto-gestisce la dieta di eliminazione. Se
siamo di fronte a intolleranze multiple si rischia, nel tentativo di eliminare gli alimenti non
tollerati, a restringere la propria dieta a pochi cibi e rischiare fortemente di cadere in regimi
alimentari sbilanciati che porteranno successivamente a seri danni alla salute.
I disturbi associati alle reazioni avverse IgG mediate sono molteplici e comuni ad altre
patologie. Possono colpire tutti gli apparati: gastro-enterico (difficoltà digestive, gonfiore
addominale, flatulenza, gastrite, ulcera gastro-duodenale, colite, diarrea aerofagia,
emorroidi), cutaneo (orticaria, acne, eczema, dermatite e cellulite), sistema nervoso
(cefalea, alterazione dell’equilibrio, ansia, depressione, difficoltà di concentrazione),
respiratorio (asma, tosse, eccesso di muco, sinusite), cardio-circolatorio (palpitazioni,
alterazioni della pressione arteriosa), uro-genitale (infiammazioni), muscolo-articolare
(crampi, spasmi, debolezza muscolare), generale (stanchezza cronica, sonnolenza,
ritenzione idrica, obesità). Con un appropriato regime alimentare bilanciato che preveda
l’eliminazione degli alimenti risultati non tollerati è possibile ridurre notevolmente una
sintomatologia che spesso è poco sopportata e condiziona in modo importante la qualità
della vita.
Per poter eseguire il test presso il laboratorio Biomedica è sufficiente presentarsi a digiuno
dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 10,30 per l’esecuzione del prelievo di sangue. Non è
necessaria la ricetta del medico.
Dott. Molari Alfiero
Direttore Laboratorio Analisi Biomedica – Bassano del Grappa (VI)
Biologo nutrizionista
Specialista in: Scienza dell’Alimentazione, Biochimica e Chimica
Clinica, Microbiologia e Virologia
Riceve a: Bassano del Grappa (VI)
E-mail: [email protected]; tel. 0424503336
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