Direttore Onorario
OSVALDO DE TULLIO
Direttore Responsabile
DARIO PINTI
Redattori
ARMANDO DI GIORGIO
CARLO DE PAOLIS
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Pubblicazione edita dal distretto 108 L
della Associazione Internazionale dei Lions Club
nell’anno sociale 2005-2006
Governatore Dott. Agostino Inzaina
Direttore Responsabile PDG Dario Pinti
Sede 00053 Civitavecchia - 33 Corso Marconi
Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 14457 del 17-3-1972
Stampa Industria Tipografica Laziale - Palestrina
Spedizione in Abbonamento Postale 45%
Art. 2c. 20/b L. 662/96- Filiale di Roma
Anno XXXIV - n° 65 Dicembre 2006
Periodico Quadrimestrale
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QUADERNI DEL LIONISMO
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CINQUANT’ANNI
DI LIONISMO
NEL DISTRETTO 108 L
I VALORI LA STORIA
LE ATTIVITÀ GLI UOMINI
Comitato di redazione e coordinamento:
Naldo Anselmi
Giuseppe Bellisario
Vito Cilmi
Osvaldo de Tullio
Armando Di Giorgio
Carlo Padula
Dario Pinti
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Introduzione
di Agostino Inzaina
Governatore 2005-2006
La promozione di questo tema di studio nasce dalla volontà di dare visibilità al tessuto di memoria corale del nostro distretto. Il fatto che tre club, rispettivamente del Lazio (Roma Host), della Sardegna (Sassari Host) e dell’Umbria
(Perugia Host), abbiano già raggiunto lo splendido traguardo di cinquant’anni
di vita, è stata l’occasione che mi ha ulteriormente suggerito di coinvolgere
tutti i club in una ideale e insieme concreta rivisitazione di sé e delle attività di
servizio portate a compimento nel corso degli anni; sempre con la volontà di
interpretare e perseguire i valori e gli scopi associativi. E dunque partendo da
tale presupposto ho inteso riassumere in un quadro di insieme il senso profondo
della nostra storia.
Un qualificato e folto gruppo di lavoro, da me preposto, ha proceduto alla
raccolta della documentazione relativa ai singoli club. Una notevole mole di
materiale che è stato valutato e riordinato con criteri di rigore scientifico e con
l’obiettivo di ricondurre ad unità la variegata realtà lionistica.
In questo quadro assumono particolare evidenza le sezioni riservate alla
trattazione delle grandi tematiche civiche, sociali, culturali ed etiche affrontate
negli anni in ambito distrettuale. Se ne sono fatti carico lions di particolare
spessore, esperienza e profonda conoscenza della storia e della evoluzione del
lionismo.
Quest’opera di revisione dà contezza del fatto che alcuni club rischiavano
realmente di perdere la memoria del proprio vissuto a fronte di molti altri che
hanno invece riepilogato i momenti di maggiore significatività in una vera fantasia di pubblicazioni, opuscoli, scritti vari. Sì, la memoria non è semplice ricordo
ma criterio di valutazione e di verifica e quindi reale percorso di crescita.
Dire lionismo, oggi, è ridire come Melvin Jones, dopo novant’anni, che la
vita non ha senso se non ci si spende per qualcuno. Noi lions dobbiamo, attraverso le nostre attività, guardare al passato con gratitudine e commozione per
toccare con mano il senso delle nostre radici ideali. Radici ancora forti, intatte,
che nulla hanno perduto in attualità, freschezza, validità. Sono cambiati gli scenari, le ideologie, le generazioni e i costumi, ma non cambia il valore dell’uomo fondamento e meta di ogni costruzione. Su questo valore noi fondiamo ieri
come oggi l’intima verità di ogni progetto e il segreto del nostro esserci nel
mondo e nel tempo. È pertanto un dovere non perdere la consapevolezza di chi
siamo.
Questo tema di studio potrebbe, o dovrebbe, essere lo stimolo e l’occasione
per recuperare la gioiosa appartenenza ad una realtà straordinaria, di cui i club
sono le pietre vive. Una sorta di “restauro” come quello che si riserva ad opere
d’arte preziose, appena sbiadite dalla patina del tempo. Mi chiedo cosa potrà
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restituirci questo viaggio della memoria. Spero, un lionismo ancora fedele a sé
stesso e perciò capace di esprimersi in scopi consoni ai tempi. Non è stata
casuale la sua evoluzione dall’assistenza all’individuo alla promozione dell’uomo. Un impegno civico che investe ogni ambito di vita quotidiana, dalla politica all’economia, dalla cultura all’etica stessa. Un modo di essere e di operare
che deve costituire patrimonio stabile di civiltà e di speranza. Anche perché la
fedeltà al nostro “we serve” genera un altro valore: il dono di sè stessi.
In ogni club i soci fondatori sono la memoria viva del passato; i nuovi soci
il volto del presente. È la continuità ideale e storica di presenze qualificate, di
professionalità, di competenze e capacità di interpretare la comunità e dare
risposte coerenti. A quella vicina, diretta e immediata, ed a quella lontana, ma
solo geograficamente.
È questo il grande respiro del lionismo. Un dono di umanità e di umanizzazione. In questa prospettiva assume particolare significato un terzo valore: il
lionismo come comunicazione. Comunicare per mettere in comune tutto ciò
che occorre ad avviare un processo. Che cosa dobbiamo mettere in comune, mi
chiedo. Ne abbiamo più volte parlato e scritto. Innanzitutto mettiamo in comune la scelta di riassaporare sentimenti ed emozioni già vissute e sicuramente
presenti nel nostro intimo. Forse un po’ compressi dagli ingombri inutili della
routine, delle tiepidezza e della insoddisfazione.
Credo valga la pena di gettarsi alle spalle tutte le zavorre che impigliano le
ali degli slanci e delle motivazioni. Comunicare per rimetterci in sintonia anche
tra noi nei rapporti e nello scambio di conoscenza dei nostri operati. Un modo
sicuramente positivo per arricchirci tutti guadagnando in tempo e fatica.
Comunicare infine perché è doveroso rispettare il nostro impegno nel villaggio
globale. Una qualsiasi realtà diventa di fatto problema sociale, e quindi di tutti,
solo se arriva alla coscienza comune; la vera solidarietà è perciò sentirci tutti
responsabili di tutti. È questa la strada in cui sono maturate, in cinquant’anni, la
vita e la storia del lionismo nel distretto, a testimonianza dell’autentica nostra
vocazione al bene comune.
A tutti gli amici ed amiche lions che con competenza e passione hanno collaborato alla stesura di questa pubblicazione esprimo la mia personale, affettuosa, gratitudine insieme, ne sono certo, alla riconoscenza di tutti i lions del
nostro distretto, e non solo. Un ringraziamento particolare al coordinatore del
gruppo di lavoro, Naldo Anselmi, per la dedizione, l’entusiasmo e le straordinarie capacità organizzative profuse.
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50 anni di Lionismo
di Giuseppe Grimaldi
Presidente Internazionale 1994-1995
Un volume con dentro mezzo secolo di accadimenti e fatti vissuti ed opere
intraprese perché altri ne abbiano un vantaggio: poco importa se di bene acquisito o cultura rinverdita. E tanto interpretato e prodotto da un gruppo di persone
normalmente superoccupate con le loro attività professionali e di intrapresa, ma
consci che solo dando qualcosa, non importa come e quando, ma a chi ne può
avere bisogno, si finisce con il sentirsi parte operativa del mondo, il nostro piccolo e l’altro, il globale, quasi infinito.
Il lionismo (lo spirito, si direbbe la filosofia,della Associazione
Internazionale dei Lions Clubs) offre possibilità del genere a fil di logica poco
comprensibili secondo il “do ut des”; ma stranamente entusiasmanti per chi,
partecipe per appartenenza, da, molte volte, il meglio di sè stesso per gli altri:
quasi a sfatare edonismo e relativismo - si parva licet -.
Il volume si scorre con interesse e curiosità conoscitiva che già l’indice
degli argomenti sollecita, ricco come è di argomenti e temi e service che nel
corso degli anni sono stati offerti alle comunità del distretto e prima “in the
very beginning”, all’inizio, dal club di Roma.
Di fatto, pur essendo stato il 14° dei club italiani ha subito un parterre di
tutto rispetto con i più bei nomi delle professioni, magistratura, politica, intrapresa, mondo dell’arte che ne fanno invero un club “eccellente” da Capitale di
una Nazione. Tale che dà subito alla Associazione un suo socio come sesto
governatore dell’allora Distretto Unico 108 ITALIA l’ambasciatore Ugo Sola
che compie, profittando della sua personalità ed esperienza, una operazione
rischiosa: dividere il territorio italiano in cinque distretti. Vi riesce al congresso
di Rapallo nel 1959 alla fine del suo mandato dando vita al Multidistretto Italy.
E Roma viene subito premiata dalla Associazione con la cooptazione di Sola a
direttore internazionale per il 1959-60, dando così al Paese un componente del
Board, nel momento in cui altri Paesi con storia lionistica più vecchia non se lo
sognavano.
E da quel momento inizia la storia del distretto “L” che vede primo governatore un campione di tennis ed avvocato di grido in Firenze, Pier Giovanni Canepele
che inaugura una stagione tutta da scrivere che culminerà con la elezione a direttore internazionale di Giuseppe Taranto avvocato e giornalista negli anni ’80, indimenticabile per la passione ed il contributo che ha dato al lionismo italiano e non
solo. Ma Roma ha anche la prima segreteria nazionale lions che verrà smembrata
(errore!) nel 1968 per una serie di incomprensioni dovendo attendere decenni
prima di rivederne un’altra, la attuale che nella sua struttura organizzativa si deve a
Vito Cilmi, che ha speso la sua vita prima creando l’Archivio storico e poi reggendo “Via Piave 49” oggi con la ottima signora Scaliti.
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I club intanto crescevano e con essi i soci. Giusto un esempio: nel 1962 il club
di Roma aveva 315 soci e nessuno, dico nessuno, era secondo all’altro; soci vere
personalità che poi son stati primi ministri (Andreotti, Tambroni), o attori di grande rilievo della vita politica sociale ed economica dell’Italia (Marzotto, Aloia,
Aldisio) e nel distretto un Presidente della Repubblica (Segni). Ma Roma ed il
distretto anticipano sempre tutti nella creazione di strumenti di conoscenza del
lionismo e di diffusione e dell’idea e delle potenzialità. Primi a creare un Centro
Studi (de Tullio, Taranto) che pubblica con i “Quaderni del Lionismo” una quantità enorme di idee, spunti di meditazione, contributi culturali e socio-politici raccogliendo messe di consensi ed apprezzamenti e contribuendo a sollecitare altri
distretti ad emulare tanto. Mario Cassiano irrefrenabile nella produzione di idee e
concreto fattore di realizzazioni fa della Rivista del distretto una pubblicazione
che si aspetta per la intensità degli argomenti e per gli spunti che offre. E poi i
Mezzatesta, Regard, che fu governatore come lo fu Pirrongelli, i Franchetti (che
perse da gran signore la elezione a direttore internazionale a Firenze nel 1971).
Tutti assieme con capofila Osvaldo de Tullio, poi governatore e di recente Good
Will Ambassador, si direbbe “mente” coordinatrice di un gruppo che ancora è
sulla breccia tanto l’amore per l’Associazione e la intelligenza del loro voler fare
qualcosa per gli altri.
Vi è un solo centro di ippoterapia per i disabili: sorge a Roma. Una Casa di
accoglienza in Sardegna, l’Isola parte del distretto ove in tanti hanno eccelso da
Inzaina a scendere con uomini come Rovasio, Palmas, Frau Doneddu. E poi in
Umbria, ove ormai è realtà l’AILD per la lotta al diabete voluta da Aldo Villani
(anche governatore) lions instancabile che non può più contare purtroppo sull’aiuto della indimenticabile Fabiola Galassi Bertazzoli, ma che sta dando al
distretto ed all’Italia qualcosa di eccezionale. E prima che si dividesse dalla
Toscana quanti hanno colà lavorato e dato alla Associazione: Lao Cottini, animatore carismatico e fucina inesauribile di idee e poi Luciano Braccini che è
stato uno dei migliori presidenti del consiglio dei governatori e Massimo Fabio
poi direttore internazionale e oggi - ma ormai di altro distretto - rappresentante
del Lions International alla FAO. Per non parlare dei 51 presidenti internazionali che dal 1954, epoca della omologazione del Roma Host in poi, hanno
espresso durante le loro visite apprezzamento per i club ed il distretto di
“Roma” fattori di solidarietà umanitaria e promozione sociale degne di un
Lionismo sempre al passo con i tempi.
È per tutto quanto che questo volume contiene e per la ridda dei ricordi che
suscita e desta che auguro a quanti si sono spesi per darlo alla luce di continuare nella loro opera ed a quanti lo leggeranno di trarre profitto di una esperienza
di grande interesse sociale ed umano.
In fondo il Lionismo è compartecipare al divenire del mondo rendendo la
vita migliore e fisicamente e socialmente a quanti più esseri umani possibile.
Lo facciamo dal 1917. Ma il mare dei bisogni è infinito ed i lions necessari:
auguri!
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Cinquantʼanni di lionismo
di Sergio Maggi
Direttore Internazionale 2003-2005
È trascorso mezzo secolo! Un periodo di tempo abbastanza lungo durante il
quale il destino storico del Distretto 108 L si è incrociato ed ha attraversato le
varie fasi della storia delle Città e delle Regioni che costituivano originariamente il Distretto.
Esso si è reso testimone, quant’anche protagonista attivo, delle diverse
realtà storiche ed ha avuto la possibilità di vivere l’evoluzione della Società,
rendendosi interprete dei bisogni sempre nuovi che il cambiamento sociale continuamente ha proposto e propone all’attenzione della comunità; ciò ha permesso di proporre e realizzare, con il proprio impegno e con la propria dedizione,
la soluzione delle diverse problematiche.
Chi come me ha avuto ed ha tuttora la possibilità ed il piacere di seguire la
notevole promozione culturale e le geniali intuizioni propositive che hanno
avuto origine nel vostro Distretto, può testimoniare quanto i Lions del Distretto
108L abbiano contribuito all’affermazione, in campo nazionale ed europeo, di
quella visione umanistica che caratterizza il Lionismo in Italia e ne costituisce
la forza e l’elemento differenziante.
Tutto ciò ha conferito a numerosi Lions del vostro Distretto quel prestigio
che ancora oggi viene loro riconosciuto.
Se l’uomo, come affermava Levinas, si realizza nella responsabilità per
l’altro (principio dell’alterità), così, ritengo, un Distretto, come qualsiasi altra
organizzazione che condivide principi valoriali come i nostri, si realizza nella
responsabilità per la comunità.
È questo senso di responsabilità che deve guidare costantemente le nostre
azioni, proprio in virtù di quell’etica della responsabilità che costituisce il fondamento costitutivo della nostra Associazione che, oltre a guidare i rapporti
interpersonali ed i rapporti associativi, deve essere alla base di ogni processo di
pianificazione dei service.
Così l’attività Lionistica del vostro Distretto, non si è limitata ad elaborare
indirizzi di pensiero, ma ha creato, con successo, opportunità di service in favore della comunità locale e soprattutto internazionale.
In tal modo ha testimoniato l’affermazione del “Principio della
Solidarietà”.
Tale principio non ha limiti e non ha mai fine. Il concetto stesso di solidarietà va sempre reinterpretato sulla base della evoluzione sociale.
Se un tempo, la solidarietà veniva definita “corta” dai sociologi in quanto
era limitata all’ambito di una comunità ristretta, oggi si definisce “lunga o
allargata” nel senso che essa si diffonde ad un contesto spaziale orizzontale più
ampio, ma anche ad un contesto temporale verticale, in quanto la solidarietà
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oggi deve essere diretta alla salvaguardia dell’ambiente nell’interesse delle
future generazioni.
Questo è il vero senso solidaristico di una ecologia scientificamente intesa e
ripulita da “inquinamenti” ideologici.
Questo mutamento concettuale della solidarietà, dettata dall’evolversi della
realtà sociale, richiede da parte di tutti noi impegno e coesione sempre maggiore, affinché la nostra azione sociale risulti efficace ed efficiente.
Quali gli indirizzi, quali le strategie da adottare, onde perseguire risultati
concreti e più aderenti al nuovo che avanza senza scadere nel velleitarismo?
Sono domande che richiedono risposte che rappresentino le risultanze di
indagini analitiche dei fenomeni sociali, di una seria elaborazione dei dati,
seguito da uno studio di fattibilità.
Tutto ciò non può essere impegno e prerogativa di pochi individui, ma
richiede una profonda collaborazione che dia il senso della collegialità delle
decisioni e della coralità dell’azione.
È questo lo spirito che deve animarci per affrontare e costruire quel futuro,
di cui, sono convinto il vostro Distretto sarà partecipe e protagonista.
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CODICE DELL’ETICA LIONISTICA
Dimostrare con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro la serietà della
vocazione al servizio
Perseguire il successo, domandare le giuste retribuzioni e conseguire i giusti
profitti senza pregiudicare la dignità e l’onore con atti sleali ed azioni meno che
corrette
Ricordare che nello svolgere la propria attività non si deve danneggiare quella
degli altri; essere leali con tutti, sinceri con sè stessi
Affrontare con spirito di altruismo ogni dubbio o pretesa nei confronti di altri
e, se necessario, risolverlo anche contro il proprio interesse
Considerare l’amicizia come fine e non come mezzo, nella convinzione che la
vera amicizia non esiste per i vantaggi che può offrire, ma per accettare nei
benifici lo spirito che li anima
Avere sempre presenti i doveri di cittadino verso la Patria, lo Stato, la comunità
nella quale ciascuno vive: prestare loro, con lealtà, sentimenti, opere, lavoro,
tempo e denaro
Essere solidale con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la solidarietà ai sofferenti
Essere cauto nella critica, generoso nella lode, sempre mirando a costruire e
non a distruggere
—————————
Gli autori del presente volume hanno ritenuto di onorare la memoria di due
grandi lions recentemente scomparsi: Bruzio PIRRONGELLI e Giuseppe
TARANTO, riproducendo, nella illustrazione analitica del codice di cui alle
pagine che seguono, due capitoli (rispettivamente II e VII) dovuti alle loro
riflessioni, scritti e pubblicati tempo addietro.
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Dimostrare, con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro, la serietà
della vocazione al servizio
di Carlo Padula
Il primo comma del codice dell’etica lionistica detta ed evoca uno dei valori fondamentali che definisce l’Uomo Lions: la serietà della vocazione al servizio, ovvero la sua professionalità che rappresenta uno dei requisiti affinché si
possa far parte dell’associazione.In una lettura non superficiale dell’intero paragrafo, occorre soffermarsi su alcuni aspetti primari che delineano e qualificano
l’associazionismo di servizio e quanti sono disposti ad accettarne le regole.
L’estensore parla di vocazione al servizio. Servire il prossimo è un atto di
amore che nasce da un connaturata disposizione d’animo. È un amore generoso, che si dona e si offre, un amore che è sempre comprensivo, sempre fiducioso, sempre paziente, sempre aperto alla speranza. Il sentimento dell’amore
rimane formula logora, vuota, evanescente se non si traduce concretamente
giorno per giorno in gesti positivi di accoglienza, di solidarietà verso il prossimo. Elemento illuminante del servizio è rappresentato dalla serietà nel compierlo, attraverso canali irrinunciabili come l’eccellenza delle opere (ovvero
non ridotta a semplice filantropia, solidarietà superficiale o beneficenza caritatevole, ma intesa come superiore atto di comprensione e di azione per il bene
comune) e la solerzia del lavoro (ovvero una dedizione costante, fattiva, concreta, che non conosce tentennamenti ). Ma c’è anche una seconda e parallela
chiave di lettura del comma: quella della testimonianza. I Lions, in un momento storico in cui i valori fondamentali della società non sono sempre sostenuti,
hanno il preciso compito di dimostrarne la pregnanza, lottando per la loro affermazione sempre e comunque, a dispetto di ogni ostacolo e di ogni difficoltà. Il
comma ricorda a tutti i Lions il dovere di assolvere a questo compito non solo a
parole ma anche e soprattutto con un comportamento degno, che sia esempio di
eccellenza ed alacrità.
Perseguire il successo, domandare le giuste retribuzioni e conseguire i
giusti profitti senza pregiudicare la dignità e l’onore con atti sleali ed
azioni meno che corrette
di Bruzio Pirrongelli
Se volessimo fare della semantica dovremmo tessere le lodi di colui che, traducendo il secondo principio dell’etica lionistica, ha usato il verbo “perseguire”.
È un concetto dinamico che rappresenta il Lions intento alla ricerca costante del
successo, negando il quietismo di colui che, ormai ritenendo di essere un “arrivato”, si rassegna e resta. E tanto questo concetto è vero che, poco dopo, il traduttore usa il verbo “conseguire”, parlando dei giusti profitti. Il profitto è infatti il premio finale di colui che ha operato per ottenerlo. Ma non si deve intendere che il
Lions sia persona dedita esclusivamente al successo, una specie di social climber, un arrampicatore. Si deve intendere come persona che tende al risultato posi-
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tivo della propria iniziativa. Ma anche questo è preceduto e seguito da condizioni
ben precise. Anzitutto, in partenza, ciascuno deve fare la giusta valutazione del
proprio apporto, del proprio lavoro e, di conseguenza, deve domandare la “giusta
retribuzione”. Come è ragionevole, si accenna al “giusto profitto”. Notiamo la
ripetizione dell’aggettivo: giusta, giusto. È proprio dell’uomo equilibrato stare
nel giusto. Naturalmente il concetto di giusto è labile. Non sempre e soltanto perché l’individuo, nel proprio libero apprezzamento, può errare nei rapporti con se
stesso e la società, ma anche perché la stessa società, sotto diversi cieli, può
avere un concetto diverso riportato nelle proprie leggi e costumi. Quindi chi può
apparire giusto in un luogo può apparire ingiusto in un altro. Dobbiamo ricercare
il concetto di giustizia nel modo più appropriato alla società in cui operiamo. Il
concetto primario è indubbiamente quello di non turbare l’altrui sfera di interessi
e di diritti, memori del principio che la nostra libertà finisce dove comincia quella altrui. Per sollevarci un po’ ricordiamo quel che disse Lord Bowen: “Piove sul
giusto e sull’ingiusto. Ma sul giusto piove di piu’ perché l’ingiusto gli ruba l’ombrello”. E perdoniamo noi stessi e gli altri: “Non c’è uomo giusto sulla terra che
faccia sempre il bene e non pecchi mai”.
Ed è naturale che il profitto non sia ottenuto mercanteggiando la propria
coscienza. Il Lions non deve pregiudicare la propria personalità né abdicando
alla propria dignità né con atti sleali.
Un saggio insegnava: “Il sole che tramonta oggi porterà con sé un giorno
della vita di tutti e tutte le cose”. Ed allora perché turbare la propria coscienza
con atti dei quali potremmo pentirci o, peggio, vergognarci?
Il solito saggio (HAU FEI) insegnò che: “Un asino rivestito di seta resta
sempre un asino”. Ed allora non pensiamo di migliorare noi stessi a danno del
vicino: resteremo sempre quel che siamo. Magari con il macchinone alla porta,
ma resteremo sempre quel che siamo stati capaci di conseguire con la rettitudine del nostro comportamento. Teniamo ben presente che talvolta potremo avere
un errato concetto di noi stessi. Dovremo essere pronti a criticare le nostre azioni e correggerne la portata e gli scopi.
L’attuale clima sociale ci porta sovente a levarci al mattino “pronti a combattere” per conquistare la giornata. Ma se combatteremo per la conquista del
giusto tutto sarà diverso e a sera potremo guardare le stelle con un po’ di speranza. Comunque non dimentichiamo le parole di Gramsci: “La bontà disarmata, incauta, inesperta e senza accorgimenti non è neppure bontà, è ingenuità
stolta e provoca solo disastri”.
Lasciamoci ancora con le parole del saggio, umbro questa volta: “La terra
che produce oro e argento non è buona per nessun lavoro del contadino”.
In queste ultime parole il Santo Francesco ritrova la dolcezza della vita sentita quale momento di distacco dal pensiero costante del successo e della ricchezza male intese e, da ultimo, consentitemi di invitarvi tutti (nessuno escluso!) a meditare:
“Colui che può vincere gli altri è forte, ma colui che vince se stesso è onnipotente”.
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Ricordare che nello svolgere la propria attività non si deve danneggiare
quella degli altri: essere leali con tutti, sinceri con sè stessi
di Domenico Mammoli
“Tutta la vita associativa dei Lions” - lo scriveva Osvaldo de Tullio nel bel
volume “Storia e realtà del Lionismo in Italia” edito nel maggio 1994 in onore
di Giuseppe (Pino) Grimaldi, eletto di lì a poco alla convention di Phoenix
primo presidente internazionale italiano - si snoda intorno a due fondamentali
compendi: da una parte sono le regole enunciate nei propositi del Codice
dell’Etica Lionistica, dall’altra sono gli scopi che ne costituiscono i binari entro
i quali scorre l’attività associativa, che, ad una prima lettura, sembrano poter
esprimere tutta l’azione degli uomini e delle strutture organizzative dell’associazione.
In realtà, il richiamo al “comando” morale, che si manifesta nel diritto positivo come entità giuridica, assume nel lionismo caratteristiche proprie, che si alimentano nella pratica dell’onestà, della serietà, della lealtà nei rapporti associativi
interni e in quelli, non meno importanti, dei rapporti esterni. Essere Lions, in un
momento davvero drammatico della storia dell’umanità, significa, dunque secondo l’insegnamento del nostro fondatore - praticare, senza trionfalismi di
facciata, la correttezza nello svolgimento della propria attività, senza danneggiare
quella di altri ed anzi collaborando, ove possibile, con le istituzioni e con quanti
praticano l’onestà come contrappunto morale e lezione di vita.
Ho da sempre convintamene sostenuto che il ruolo dei Lions nei rapporti
intersociali si manifesti soprattutto con l’esempio e nella professione ed esaltazione dei valori e delle tradizioni che sono anche il lievito di una autentica solidarietà.
Affrontare con spirito di altruismo ogni dubbio o pretesa nei confronti di altri
e, se necessario, risolverlo anche contro il proprio interesse
di Luigi De Sio
Questa proposizione tocca vertici di altissima idealità e moralità.
Il conflitto tra opposti interessi, quando è in gioco il proprio, non va risolto
nel senso della prevalenza tendenziale di questo o, secondo un criterio spesso
adottato dalle etiche mondane o statali, di un cosiddetto equo contemperamento, che poi non si sa mai bene in che cosa consista.
Il lonismo pone un criterio di grande coraggio e di enorme valore etico:
quello dell’ altruismo.
E questo altruismo non è concepito come un fatto eccezionale, eroico, da
grandi occasioni. Deve ispirare la quotidianità, la vita di ogni giorno.
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Considerare l’amicizia come fine e non come mezzo nella convinzione che la
vera amicizia non esiste per i vantaggi che può offrire, ma per accettare nei
benefici lo spirito che li anima
di Bruno Ferraro
Considerare l’amicizia come fine e non come mezzo, nella convinzione che
la vera amicizia non esiste per i vantaggi che può offrire ma per accettare nei
benefici lo spirito che li anima. Nel codice dell’etica lionistica occupa il sesto
posto ma, a mio avviso, è la chiave di volta di tutta la nostra filosofia associativa. Si è amici di una persona perchè si condivide con essa la visione generale
del mondo e si realizza un rapporto che dal piano razionale si trasferisce sul
piano affettivo, creando le premesse per una consociazione sentimentale. In tale
contesto, rivolgendo l’attenzione alla realtà dei gruppi associativi, si è amici di
un certo numero di persone perchè, a prescindere dalla maggiore o minore
intensità di rapporto interindividuale, si è convinti di poter intavolare un discorso di crescita complessiva, nello spirito e nell’interesse del gruppo di appartenenza.
Si può giungere, addirittura, a capovolgere il concetto intendendo l’amicizia come mezzo al fine, come strumento imprescindibile per la realizzazione
dell’interesse collettivo: voler bene al singolo, ai singoli, per creare un gruppo
valido ed armonico, in cui ci sia spazio per tutti e per ciascuno.
Il beneficio che il soggetto ritrae “sentendo” e provando l’amicizia è legato
direttamente all’armonia che si instaura all’interno del gruppo.
L’armonia è essa stessa un valore, anzi è il valore finalistico per eccellenza,
cui sono indirizzati gli atteggiamenti ed i comportamenti individuali.
Il sillogismo è in un certo senso il seguente: voglio bene all’amico, ne sono
ricambiato, scopriamo di stare bene insieme, vogliamo rafforzare la nostra unità
di intenti, la finalizziamo ad una attività di servizio, rivolgiamo questa a beneficio dei deboli e dei bisognosi, sentiamo ciascuno la bellezza e la nobiltà dell’atto,
ne usciamo gratificati e stimolati, cresce la qualità della vita all’interno del sodalizio, avverto la sensazione di trovarmi a casa, il club diventa la mia casa, mi
sento stimolato ad operare ulteriormente per far crescere l’orgoglio dell’appartenenza. Insomma, il bene del singolo si trasforma e sfocia nel bene collettivo,
l’individuale diventa sociale.
L’amicizia pura è la base di partenza ma anche il collante del gruppo, di cui
rappresenta una sorta di tessuto connettivo. L’amicizia è intessuta di stima reciproca ed è già l’anticamera dell’amore. Se come sentimento travalica la sfera del
rapporto a due o del rapporto ristretto, diventa una specie di lievito perché estrae
energia vitale e si trasforma in energia di crescita.
Si capisce, quindi, l’attenzione che va rivolta a tale valore nella scelta del
potenziale socio, nel modo di vivere all’interno del club e dell’associazione, nel
modo di atteggiarsi nel rapporto con gli altri, senza il quale il lionismo cesserebbe di essere, come è, la più grande associazione di servizio volontario del
mondo. Concludendo, l’amicizia fra i soci va considerata a ragione come un ele-
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mento socializzante capace di amalgamare ed accomunare le varie individualità.
Essa, però, pur essendo indispensabile, non è sufficiente, in quanto richiede attitudine all’ascolto, capacità e voglia di confrontarsi, disponibilità al servizio. Mi
piace immaginare il club come una squadra sportiva, in cui ogni elemento è
chiamato a svolgere un ruolo finalizzato all’efficienza complessiva del sodalizio
e teso ad integrarsi con il ruolo degli altri componenti: il che si rende possibile
nella misura in cui ognuno avverte il piacere di lavorare con e per gli altri, nell’ambito di una visione progettuale comune. Onestà intellettuale, lealtà, ripulsa
di ambizioni correnti, ricerca di spiritualità, rispetto dell’altro, comprensione
sono le qualità minime di partenza: l’amicizia è un punto di arrivo e di ripartenza per l’approdo ad un sano spirito di sodalizio.
Avere sempre presenti i doveri di cittadino verso la Patria, lo Stato,
la comunità nella quale ciascuno vive; prestare loro, con lealtà,
sentimenti, opere, lavoro, tempo e denaro
di Francesco Migliorini
Il nostro codice associativo può essere considerato un “codice dei doveri”
al quale ogni individuo, ed a maggior ragione ogni lions, dovrebbe sempre
uniformarsi. Il lionismo, definito sovente come una religione laica, ci invita, tra
le altre cose, ad avere sempre presenti i doveri di cittadino verso la comunità
nella quale ciascuno vive. È un principio, quindi, che discende direttamente
dallo scopo che si prefigge di “prendere attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità”. L’adesione ad una associazione di servizio
qual è il Lions International si dovrà tradurre nei fatti o, quanto meno, nella
capacità di individuazione del comune disagio esistenziale a cui si cercherà di
dare risposte utilizzando le potenzialità e le professionalità dei soci. È questa,
io credo, la vera realizzazione della cittadinanza attiva: prestare la propria
opera, offrire il proprio contributo con uno spirito di sincero altruismo per il
bene della comunità che ci circonda. Primo traguardo, questo, che deve poi
spingerci a volgere lo sguardo verso un panorama più ampio, verso il mondo.
Noi, che lo vogliamo a no, siamo dei moderni, dove il concetto di modernità sta
ad indicare un passo avanti rispetto al passato, in una concezione forse meno
ancorata a punti fermi, meno stabile e rassicurante ma, certamente, dinamica ed
aperta che vuole andare oltre le “colonne d’Ercole”. Noi siamo nani sulle spalle
dei giganti, per cui riusciamo a vedere oltre e più in là, riusciamo a concepire
un universo che lionisticamente si presenta con i lineamenti dell’aiuto reciproco, dell’operatività comune. Dobbiamo farci tutti portatori delle istanze che ci
conducono lontano, verso gli scopi di un lionismo più vasto, di respiro più
ampio che, superando gli steccati e le barriere fra gli individui, si faccia autentica “comunità” e che poi, oltrepassando i confini, acquisti i caratteri dell’internazionalità che ci spetta.
Lo dobbiamo fare, lo possiamo fare perché, dice il poeta: “Gli dei non sono
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morti: è morta la nostra facoltà di vederli. Non se ne sono andati: abbiamo
cessato di vederli. Abbiamo chiuso gli occhi oppure un velo di nebbia si è insinuato tra noi e loro: sussistono, vivono come vivevano, con la stessa divinità e
la stessa calma”.
Essere solidali con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli,
il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti
di Giuseppe Taranto
Sino a qualche tempo fa era convinzione diffusa che il codice dell’ etica lionistica - a differenza degli scopi del lionismo, da tempo sottoposti ad attenta
interpretazione esegetica - fosse soltanto un insieme di norme comportamentali
di ciascuno di noi lions. Senonchè, a ben osservarle, a me è occorso di realizzare che almeno una di tali norme ha un’ampiezza ed una portata operativa che
direttamente si inquadra nelle problematiche del nostro servizio associativo e
nei relativi differenziati obiettivi.
Mi riferisco a quella che ci invita ad “essere solidali con il prossimo
mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti”.
Sono tre differenti direttrici del nostro impegno solidaristico, che è comune in
tutto il mondo, ma differenziato nelle rispettive priorità a seconda delle aree
geografiche e delle relative nazioni.
L’aiuto ai deboli è chiaramente riferito ai deboli socialmente, agli emarginati, a coloro i quali non riescono da soli a far emergere ed a far valere la loro
personalità sociale, a quanti soffrono delle altrui imposizioni e degenerazioni
del potere. È, come è facile comprendere, l’obiettivo principale di noi lions italiani, frutto di quel meraviglioso fenomeno che da circa 30 anni va sotto il
nome di “nuovo corso del lionismo”.
Il soccorso ai bisognosi, obiettivo principale degli interventi della L.C.I.F.,
è rivolto alle popolazioni del terzo mondo, a quelli che subiscono l’aridità ed
infertilità delle loro terre, ed alle molte vittime delle frequenti calamità naturali:
terremoti, inondazioni; oltre che alle vittime degli eventi bellici e delle guerre
civili.
Infine la simpatia ai sofferenti, ossia, etimologicamente, provare insieme
le loro stesse sofferenze, compenetrarsi dei loro problemi e delle loro pene, è
stato da sempre e rimane l’impegno prioritario dei lions americani che sin dal
1925 sotto la spinta emotiva di Hellen Kellen lo hanno finalizzato a favore dei
non vedenti e vi si sono dedicati con impegno, con dedizione e spesso con
intelligenza, incitando a farlo i lions di ogni altra parte del mondo. Anche in
Italia, le due scuole di cani guida di Milano e di Napoli ed il Libro Parlato di
Verbania ne rappresentano esempi di servizio ad alto livello; mentre in un’altra
direzione di sofferenti si impongono i centri di rieducazione equestre di Roma e
di altre parti d’ Italia.
Infine, e sempre nell’ambito della tutela dei non vedenti, la massiccia cam-
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pagna promozionale di Sight First rappresenta una manifestazione che è di rilevante natura assistenziale internazionale, ma anche di politica sociale perché
sta dimostrando a tutte le grandi potenze del mondo che noi lions, con i nostri
mezzi limitati e con le nostre contenute risorse, stiamo realizzando quell’obiettivo di ridare o salvaguardare la vista a 40 milioni di persone, che nessuna di
tali nazioni con bilanci e possibilità operative di ben altra ampiezza si è mai
sognato di affrontare.
Essere cauto nella critica, generoso nella lode, sempre mirando
a costruire e non a distruggere
di Pietro Pegoraro
Un’attenta lettura di questo principio del codice dell’etica lionistica evidenzia come ad una semplicità di enunciazione corrisponda una profondità di pensiero.
Risulta chiaro come si faccia riferimento a tre concetti ben distinti, e cioè la
“critica”, la “lode”, e la finalizzazione a “costruire” per il bene della collettività.
In particolare, secondo lo spirito linistico, la critica non va intesa come non
dovuta, in funzione di un errato concetto di amicizia, ma, proprio in funzione di
questa, va esercitata in maniera costruttiva: non va pertanto evitata, ma anzi
esercitata con cautela, nella diversità di opinione, così che si possa raggiungere
un fine comune.
Si rifugge pertanto dalla critica fine a sè stessa, dalla critica motivata da
invidia o da preconcetta non condivisione, bensì con attenta valutazione di tutti
gli aspetti che si vogliono criticare, avendone però preliminarmente compreso
l’esatto significato, e con attento esame delle intenzioni è finalità del proponente, ma soprattutto con la cognizione della buona fede e rifuggendo da risentimenti personali e dalla convinzione che chi non la pensa come noi sia certamente in errore.
Con la critica costruttiva e cauta occorre chiarire ciò che non è esplicitato,
ma soprattutto occorre andare ad utile confronto, perchè dalla differenza di opinioni e con unitarietà di intenti si può sicuramente raggiungere un esito positivo.
Critica cauta e costruttiva significa in definitiva che la sua funzione va esercitata non contro qualcosa o qualcuno ma sempre a favore di una idea e di chi
la propone, senza alcun antagonismo o malanimo.
Se pertanto occorre essere cauti e costruttivi nella critica, altrettanto occorre
essere generosi nella lode, non certamente intesa come adulazione, bensì come
giusto riconoscimento per azioni concrete e valide e con l’idea di gratificare chi
si è impegnato in qualcosa di utile per gli altri.
La lode, pertanto, non dovrà nè potrà essere generica, di circostanza, ma
viceversa motivata e con la consapevolezza, da parte di chi la esprime, di una
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particolare attenzione e riconoscenza per quanto è stato fatto.
Certamente se così è, vale a dire una critica cauta e costruttiva ed una lode
consapevole e di gratificazione, la finalità non potrà non essere quella di
“costruire”.
Ed è bene evidente lo scopo positivo che si propone questo principio del
codice dell’etica lionistica, ponendo l’accento sulla costruzione di un mondo
migliore, per una migliore qualità della vita, attraverso una solidarietà intellettuale e rifuggendo certamente dal concetto negativo “distruggere”.
Questo principio, giustamente posto a chiusura del codice dell’etica lionistica, evidenzia come mediante una critica costruttiva pur nelle naturali ed
auspicate diversità di opinioni con una lode generosa, consapevole e di gratificazione, per una azione comunque espletata nella attività di servizio, la finalità
non potrà che essere quella di costruire un mondo migliore per gli altri ed
anche per noi stessi.
Con ciò, rafforzando l’idea di Melvin Jones che non potremo andare lontano se non faremo qualcosa per gli altri.
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SCOPI DEL LIONISMO
di Osvaldo de Tullio
Creare e stimolare uno spirito di comprensione fra i popoli del mondo
Non è casuale che la dedizione allo spirito di pace e comprensione internazionale figuri al primo posto nella elencazione degli “Scopi” del lionismo.
Esprime come meglio non si potrebbe il carattere spiccatamente internazionale,
meglio mondiale, della associazione che supera e trascende i livelli nazionalistici e che, a conferma di ciò, vede raccolti intorno al suo emblema, durante la
tradizionale sfilata alla annuale convention, lions appartenenti a Stati in quel
momento in conflitto armato fra loro.
Presupposto dello spirito di pace e comprensione è il rispetto delle varie culture, che tutte contribuiscono alla conoscenza dell’Uomo senza pregiudiziali
esclusioni. Può anzi ritenersi che sia compito delle culture più avanzate quello di
esportare, con metodi non violenti volti al convincimento e non alla imposizione,
le più ampie e civili visioni di vita. Comprensione vuol dire infatti accostarsi con
animo sgombro alle peculiarità altrui perché è proprio dalle differenze che il
mondo deve saper trarre utili spunti per il progresso comune.
In definitiva, la proposizione esalta lo spirito di pace che deve dominare
incontrastato fra genti diverse; spirito di pace che non va disgiunto da quelli di
libertà e di giustizia. Insieme costituiscono presidio del progresso delle genti.
Lo spirito di pace fra i popoli richiede e presuppone un primo livello di intima e personale disponibilità in ciascun Uomo. Riguarda la pace con sé stessi.
Occorre che ciascun Uomo ami la pace e la desideri per sé e per gli altri, ad
essa ispiri le sue azioni, aspiri a convivere con gli altri non essendo dominato
da desideri di sopraffazione nei confronti del proprio simile.
Un secondo livello riguarda le relazioni di pace fra organismi vari, ivi compresi gli Stati, che purtroppo continuano a dilaniarsi fra loro nonostante la presenza di appositi organismi creati dopo ogni guerra per mantenere la pace. La quale
non può, ovviamente, essere imposta e rivolta esclusivamente alla cristallizzazione senza speranza delle posizioni imposte dal vincitore ai perdenti.
Il lionismo richiama energicamente i livelli individuali e collettivi ad evitare gli sconcertanti bilanci fatti alla fine del ventesimo secolo, con 150 milioni
di esseri umani vittime di genocidi e distruzioni di massa.
È confortante pensare al fatto che, durante lo stesso periodo, sono scoppiati
centinaia di conflitti fra Paesi di cui almeno uno era ad ordinamento non democratico. Nessun conflitto si è invece verificato fra Paesi ambedue democratici.
Se ne deve dedurre che la libertà limita la possibilità di conflitti armati.
Promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza
Nell’implicito riferimento agli ordinamenti democratici la proposizione
appare sufficientemente chiara.
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Buon governo o, tout court, governo, vuol dire esercitare il mandato ricevuto
dagli elettori nell’interesse della generalità e non dei mandanti della propria parte.
Significa anche tutelare i cosiddetti interessi negletti, ossia dimenticati o
che non trovano spazio nelle formazioni partitiche agguerrite per la conquista
dei consensi che consentano la acquisizione del potere. Si tratta degli interessi
dei minori, dei disabili, degli emarginati, dei momenti culturali, artistici, sportivi ed, in genere, di tutti quegli altri che incontrano difficoltà ad organizzarsi e
farsi valere.
Buona cittadinanza è concetto oggettivamente connesso con il precedente
in quanto un popolo formato di buoni cittadini otterrà più facilmente che al
governo giungano buoni governanti.
Buon cittadino è il soggetto che possieda e coltivi le virtù civiche: quella di
sentirsi un soggetto cosciente delle proprie responsabilità di Uomo, di genitore, di
educatore, di lavoratore ed onesto produttore di opere e di ricchezza per sé stesso
e per la collettività, osservante delle leggi sia scritte che non scritte, attento ai
bisogni degli altri, amante del proprio Paese in tutte le sue manifestazioni sentendolo comunque come parte integrante della comunità mondiale.
Buon cittadino, nella moderna evoluzione del concetto, sta anche a significare il diritto/dovere di ciascuno di porsi come parte attiva nella determinazione dell’assetto etico e politico-economico delle comunità, limitando le deleghe
in bianco e partecipando con il suo contributo di pensiero e di azione, nelle
forme democratiche, al processo di formazione della volontà politica e dello
sviluppo della coscienza collettiva.
Prendere attivo interesse al bene civico, culturale,
sociale e morale della comunità
La proposizione enuncia un dato fondamentale per la vita delle comunità. Il
richiamo appare quanto mai opportuno se e quando le società, specie quelle
economicamente progredite, siano in procinto di scivolare verso forme di
disfattismo etico.
Il bene civico è il bene della collettività e non del singolo individuo, che
deve peraltro rapportarsi alla comunità in cui egli, ed il suo gruppo familiare,
vivono e lavorano e dalla quale ricevono sostegno, aiuto, conforto, protezione,
lavoro, onori, successo.
Il bene culturale richiama la necessità di affinamento della mente verso la
piena consapevolezza della dignità umana mediante un arricchimento che non
può prescindere dai dati immateriali costituiti dal sapere. La cultura non è un
mero aumento delle conoscenze ma un diverso modo di concepire la missione
dell’Uomo. È inoltre strumentale all’esercizio della libertà in quanto solo
l’Uomo colto è veramente libero. Il livello culturale pone diversamente gli individui nei confronti della storia delle vicende umane posto che la cultura non è
una cosa ma un modo di fare le cose, tutte le cose indistintamente.
Il bene sociale è concetto tipicamente moderno del quale Melvin Jones fu
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mirabile anticipatore. Esso va rapportato alle varie fasi e condizioni temporali e
spaziali. L’affermazione è importante in quanto introduce l’inalienabilità del
concetto di bene collettivo che non è meno importante di quello del singolo.
Anzi implicitamente esprime la superiorità del bene collettivo su quello individuale; questo attiene alla propria sfera intima e personale ed interessa di meno
il rapporto civico e politico. L’aspetto contenutistico del bene sociale non è
espresso nello scopo per come esso è formulato. Né poteva esserlo. Ma è di
tutta evidenza che esso non può non comprendere un equilibrato trattamento
delle varie componenti escludendo, in via di principio, ogni sopraffazione nei
confronti di qualcuna di esse; in particolare nei confronti delle istanze meno
protette e più esposte a rischio.
Il riferimento al bene morale appare di estrema importanza in quegli assetti
sociali che, sull’onda della filosofia del relativismo etico, facciano riferimento alla
abolizione di ogni tipo di certezze o di assoluto etico. La società ed i singoli hanno
bisogno di riferimenti a cui ancorare le proprie scelte, che non possono dipendere
dal caso, dall’arbitrio personale, dai gusti o dalle personali preferenze o utilità. Del
resto la stessa teoria del relativismo etico, quando pretenda, in nome di una fraintesa ed ingiustificabile forma di libertà senza limiti, di imporsi come l’unica possibile, cade nella contraddizione di porsi essa stessa un assoluto.
Il bene morale può essere definito in base a criteri di derivazione religiosa,
soprannaturale, naturalistica. Le società senza regole e principi di comune e
larga accettazione non possono pervenire che al disordine sociale ed al regresso. Potrebbe ritenersi compreso nel concetto di bene morale anche il valore
della legalità in quanto minimale espressione di regole comunque di carattere
etico a parte l’obbligatorietà derivante dalla loro origine formalmente legislativa e dunque, negli ordinamenti democratici, consensuale.
Unire i club con i vincoli dell’amicizia e della reciproca comprensione
Di amicizia parla in primo luogo il codice dell’etica lionistica (vedere l’apposito capitolo sull’etica lionistica) che considera: “l’amicizia come fine e non
come mezzo nella convinzione che la vera amicizia non esiste per i vantaggi
che può offrire ma per accettare nei benefici lo spirito che li anima”. Dunque
esclusione della amicizia come metodica utile a procurarsi utilità di tipo materiale che, tuttavia, con spirito realistico, non vengono escluse quando, nella
seconda parte della proposizione, c’è l’invito ad esaltare lo spirito con cui l’amico le ha offerte invece che i risultati ottenuti.
In una associazione che pone l’amicizia, vera e disinteressata, fra le sue
caratteristiche fondamentali non poteva mancare il suo richiamo anche ai rapporti fra club. Il vincolo amicale e la reciproca comprensione fra questi è un
aspetto specifico del grande tema dell’amicizia in generale. Può dunque ritenersi che esso non abbia carattere finalistico, nel senso che non è uno scopo in
senso stretto dell’attività dei club, ma assuma un carattere strumentale, teso ad
un più facile raggiungimento delle finalità associative.
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Stabilire una sede per la libera ed aperta discussione di tutti gli argomenti
di interesse pubblico, con la sola eccezione della politica di parte
e del confessionalismo religioso.
È una delle più importanti proposizioni degli “Scopi”. Da essa emergono
alcune caratteristiche fondamentali ed inalienabili della missione lionistica.
In primo luogo la libertà di pensiero e di espressione, che sono chiaramente
espressi dalla locuzione libera ed aperta discussione.
Da essa emerge anche la laicità del movimento lionistico, nel quale la
discussione degli argomenti di interesse pubblico, che riguardano la collettività,
essendo libera ed aperta, non può conoscere preclusioni di sorta. Tale laicità è
confermata dalla ultima parte della proposizione laddove viene escluso espressamente il confessionalismo religioso, inteso come pretesa di imporre una specifica religione come religione ufficiale di organismi pubblici, confermando
con ciò che gli Stati e le religioni devono vivere in posizione di separatezza.
Separatezza che, ovviamente, non nega, ma rispetta il fenomeno religioso. E
che nemmeno esclude, altrettanto ovviamente, il valore ed il peso sociale che le
religioni possono avere nell’influenzare, attraverso le opinioni dei credenti cittadini, gli orientamenti del costume e le valenze legislative.
Un ulteriore carattere che viene riaffermato è la terzietà del movimento lionistico, che emerge con chiarezza dall’obbligo di escludere le visioni di parte,
in quanto legate a posizioni di formazioni partitiche che, come tali, assumano
pregiudizialmente caratterizzazioni particolari.
Incoraggiare le persone che si dedicano al servizio a migliorare le comunità
senza scopo di lucro ed a promuovere un costante elevamento del livello di
efficienza e di serietà morale nel commercio, nella industria, nelle professioni,
negli incarichi pubblici e anche nel comportamento in privato.
In questo “Scopo” campeggia il richiamo al concetto ed all’uso di una definizione che, per la data in cui fu formulata, conferma il convincimento delle
virtù quasi profetiche di Melvin Jones. La locuzione “senza scopo di lucro”
anticipa di quasi un secolo la espressione di sintesi che sarebbe stata accolta
dalla sociologia e dal legislatore molto più tardi e dopo dilanianti conflitti
sociali. L’associazionismo di servizio ed il volontariato, tipiche organizzazioni
senza scopo di lucro, erano ai tempi di Melvin Jones configurazioni ben lontane dalla impostazione corrente dalla politica sociale.
La proposizione introduce e giustifica la definizione oggi acquisita del lionismo come sistema di vita; cioè come una serie di dettami e di vincoli etici
che informano la globalità dell’Uomo e lo assumono in una sua personalità
ideale e nelle ricadute di questa nei comportamenti.
I vincoli etici caratterizzano la condotta umana in tutte le sue espressioni e
non possono essere esclusi in via di principio: essi trovano estrinsecazione,
spesso al di fuori di ogni consapevolezza, sia nei rapporti con la divinità (per i
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credenti) sia nei rapporti interpersonali siano essi privati o pubblici. Dunque
anche nei rapporti di lavoro e professionali a cui la proposizione fa specifico
riferimento.
Apprezzabile anche il richiamo alla serietà nell’impegno lavorativo che,
insieme al suo contenuto pragmatico, è espressione dei principi di responsabilità e moralità.
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STORIA ED EVOLUZIONE DEL PENSIERO LIONISTICO
(1955-2005)
di Osvaldo de Tullio
In estrema sintesi può dirsi che il fenomeno associativo trae origine da una
duplice motivazione: la naturale tendenza a vivere insieme e la possibilità di
raggiungere meglio fini generali o particolari.
L’associazionismo di servizio si connota per una sua peculiarità: si ha quando più soggetti si associano ed operano per il raggiungimento di finalità e per la
tutela di interessi non propri ma di altri soggetti, esterni alla associazione (eterointeressi).
L’associazione lions nasce con identità ben definita fin dall’origine perchè
il suo fondatore Melvin Jones ebbe ad esprimere subito la massima fondamentale che “non possiamo arrivare lontano se non facciamo qualcosa per gli
altri”. Il servizio per gli altri non è dunque frutto di revisioni posteriori - come
sembra essere accaduto in altri casi - ma è coevo all’atto fondativo ed è formalmente espresso negli “Scopi” dell’associazione.
Questa nasce nel giugno 1917 a Chicago. Arriva in Europa nel 1948, dopo la
seconda guerra mondiale quando, il 24 marzo, nasce il club di Stoccolma, seguito in Italia da quello di Milano (1951) e da quelli di Napoli e Torino (1952).
Segue quello di Roma (omologato il 26.6.1954 - charter 26.3.1955). Questo l’attuale Roma Host - fu dunque il primo club a nascere in quel territorio che, di
lì a qualche anno, avrebbe assunto la denominazione di Distretto 108 L.
L’iniziativa si sviluppò presto nella città capitale ottenendo, a simiglianza
di quanto accaduto nei club italiani che l’avevano preceduto, l’adesione di personalità rappresentative dei massimi livelli della finanza, dell’economia, della
politica, della Amministrazione, delle professioni.
L’altruismo e la solidarietà ebbero nei primi anni una interpretazione adeguata al sentire dei tempi. L’aiuto ai bisognosi, la solidarietà e l’amore per il
prossimo furono visti in un’ottica individualistica che induceva a premure sul
singolo caso piuttosto che porre attenzione al fenomeno globale di cui il caso
singolo era espressione. In questa direzione il lionismo del tempo si distinse,
anche per le notevoli possibilità economiche dei suoi componenti, in iniziative
di grande rilievo, anche se scarsamente pubblicizzate. Il censo degli iscritti, il
loro tono di vita, la circostanza di riunirsi nei migliori alberghi in riunioni conviviali, l’eleganza delle signore presenti ai meeting finirono talvolta per oscurare nella pubblica opinione il riferimento alle vere finalità associative.
Deve peraltro osservarsi che i guasti lasciati dalla guerra negli spiriti e negli
assetti materiali assecondavano la voglia di esaltare il profilo amicale del lionismo, peraltro espressamente richiamato nel codice dell’etica lionistica* nel suo
ampio valore morale oltre che, come sarebbe stato evidenziato più tardi, come
strumento per facilitare, attraverso una più stretta consonanza fra i soci, il perseguimento degli scopi associativi.
* cfr. il capitolo dedicato all’etica lionistica pag. 11 e segg.
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Ai profili caritativo - mondano - amicale si unisce la trattazione di temi culturali che all’inizio non implicano necessariamente riferimenti di natura politico-sociale.
Appare comunque - e va riferito - qualche isolato tentativo, come quello del
lions romano Giovanni Mola, di indurre l’associazione ad interessarsi di “argomenti che possono comunque interessare la nazione”, o del lions milanese
Mario Cavallè che parla, già nel 1960, di “reale inserimento del lionismo nella
vita del Paese”. Significativamente nel 1962 viene assunto come tema nazionale annuale di studio il problema dell’analfabetismo.
Con il passar del tempo le iniziative di solidarietà cominciano ad assumere,
per il tipo, la qualità, l’impegno collettivo e l’ottica in cui vengono considerate,
un carattere che esula dal concetto di assistenza spicciola e caritativa al singolo
per assumere una valenza più chiaramente rivolta alla risoluzione di problemi
sociali. In questa direzione sono: la creazione di una scuola per cani guida aperta
a Milano dal lions Maurizio Galimberti - ancor oggi brillantemente funzionante
ed in via di ulteriore progressivo sviluppo-; i massicci interventi per gli alluvionati della Calabria, per i sinistrati del Vajont, per i terremotati di Tuscania e della
Sicilia, per la inondazione dell’Arno. Nel congresso nazionale del 1964 viene
trattato il tema del “Reinserimento dei minori disadattati nella vita sociale e civile” mentre nel 1966, ad opera del lions Achille Tarsia Incuria, di Bari, si ha traccia dell’interesse ad un problema - quello della comunicazione esterna della
nostra passione pubblica - che ancora oggi è ancora sostanzialmente irrisolto.
Gli interventi che abbiamo citato - ed altri ancora ai quali il tempo trascorso
e la mancanza di documentazione impediscono di fare puntuali riferimenti costituiscono i primi segni di una più completa interpretazione del sogno del
nostro fondatore che, con le sue parole, per quanto riferite alla società americana del suo tempo, poneva ed anticipava problematiche di carattere sociale che
sarebbero sorte nei decenni successivi in Italia ed Europa.
L’intuizione ed il vero carattere del messaggio di Melvin Jones, che risulta
con chiarezza dagli “Scopi”, consente di parlare di lui come un sociologo ante
litteram.
Melvin Jones era un americano ed un uomo d’affari. Due punti di partenza
che non lasciavano immaginare il traguardo di tipo culturale che la sua creatura
ha oggi toccato in Italia, in questo Paese benedetto da Dio per l’eccellenza
degli ingegni che vi nascono e per la loro meravigliosa attitudine alla astrazione
che, nel bene e nel male, li induce prontamente alle teorizzazioni e alla sistemazioni scientifiche.
Il nostro Fondatore capì con immediatezza e fortemente volle che l’impegno degli Uomini si rivolgesse agli “altri”, più precisamente a chi in qualche
modo vivesse nel mondo del bisogno. Ma fortemente teorizzò un codice ed un
sistema di vita che anticipava, per coloro che avrebbero saputo vedere nel lionismo tutto ciò, un sistema sociale improntato alla solidarietà ed all’aiuto reciproco. Senza avvedersene fu un grande anticipatore. Soltanto dopo molti
decenni le legislazioni cominceranno a muoversi in quella direzione.
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Il merito del lionismo sta nell’avere anticipato, senza rivoluzioni, senza
drammi e senza conflitti di classe, un peraltro antico messaggio fino ad allora
appannaggio della religione. Ed è ancora suo merito averlo realizzato, senza
apparentemente scomodare “grandi principi”, nella quotidianità del vivere di
gente comune che sa fare del bene in maniera diversa a seconda dei tempi e
delle latitudini: con l’aiuto spicciolo al bisognoso ed al sofferente, e poi, nelle
società moderne, inforcando ed avvalendosi dei ferri del mestiere della influenza della nostra opinione sui convincimento politici, sugli interventi normativi,
sollecitando le istituzioni all’adempimento dei doveri primari di equa ripartizione dei diritti e dei doveri, delle ricchezze e delle risorse.
E dunque il lionismo diventa contemporaneamente dottrina sociale e religione, raccoglie e fa nuovo con impostazione laica l’antico richiamo cristiano
al prossimo, che è un altro sé stesso.
Ma ancor più fortemente - ed è una sua caratteristica - detta per i suoi associati uno stile di vita, un modello comportamentale, fatto di virtù che debbono
essere dimostrate e praticate nel quotidiano: un codice etico che tende a fare
dell’uomo un uomo di pace, un buon cittadino, un buon padre, un elemento
positivo nella tutela quotidiana dei diritti naturali e fondamentali e nell’assolvimento dei doveri.
La pratica di queste virtù è obbligatoria per i soci non per un poco consapevole “arruolamento” come, ad esempio, nel battesimo dei cattolici, o per imposizione normativa, come per i cittadini di uno Stato, ma per intimo convincimento e per la volontaria adesione prestata con il giuramento alla associazione.
La formula di religione laica riferita spesso al lionismo sta proprio a significare il carattere indelebile del rapporto stabilito con superiori principi etici,
volontariamente accettati ma divenuti obbligatori in virtù di tale accettazione
(religione viene dal latino religo: legare), mettendo in luce peraltro (per i non
credenti) la derivazione naturalistica, e non divina e soprannaturale, degli stessi
e quindi il loro carattere laico.
Nel 1969 il processo di maturazione verso un lionismo di impegno sociale
è evidente nelle parole di Giuseppe Grimaldi, governatore del distretto 108 Y, e
poi direttore internazionale e presidente internazionale nel 1994: “l’epoca del
lionismo come circolo di cultura e di beneficenza (è) passata” e “siamo in
grado di diagnosticare e prospettare soluzioni per tutti quei distorti modi di
essere della società” perché “utilizzare e concretare le nostre idee vale di più
che non fare beneficenza, che è fine a sé stessa”.
Il “nuovo corso”
Questo “nuovo corso” - per quanto fra incomprensioni e timori che, peraltro, avrebbero giovato ad una esatta delimitazione dei profili dell’impegno
sociale del Lionismo, salvaguardandoci così da problemi interni ed esterni consegue una significativa affermazione al Congresso nazionale di Sorrento del
1970. Qui, ad opera di tre lions romani - Guido Mezzatesta e Giuseppe Taranto,
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del Roma Capitolium e Ciro Orsolini, del Roma Aurelium - viene presentato ed
approvato un documento in cui si fanno significative affermazioni del tipo:
“inserimento cosciente e responsabile dei lions nella vita pubblica” per un
“contributo, anche se allo stato promozionale, per la risoluzione di ogni problema attinente alla vita del Paese” deliberando di “sensibilizzare….. la opinione pubblica per la salvaguardia dei principi fondamentali della libertà,
della giustizia, e del senso del dovere…. al di sopra ed al di fuori di ogni divergenza ideologica”.
Da sottolineare nel documento tre concetti di non indifferente rilievo. Il
primo è relativo alla natura dell’intervento che si intende ragionevolmente limitato ad un contributo di tipo promozionale, e cioè rivolto a creare una opinione
pubblica più consapevole ed informata. Il secondo attiene alla individuazione
di una metodica pratica per lo sviluppo del service che deve consistere - ed in
questa direzione è l’invito ai club - alla pratica della sensibilizzazione. Di particolare importanza è poi la affermazione della terzietà ideologica del lionismo
che vede la trattazione di ogni problematica al di là ed al di fuori di ogni identificazione con posizione partigiane e partitiche ma volta sempre ed esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico generale.
Lo stesso congresso di Sorrento approvò, a coronamento pratico della visione programmatica, come tema nazionale di studio quello della “Certezza del
diritto quale garanzia della libertà del cittadino” che, in un periodo di tormenti
politico-economici quale quello allora attraversato, costituì una sorprendente e
coraggiosa presa di posizione, unica in Italia su temi di carattere pubblico concernenti la tutela di interessi fondamentali del cittadino e che valse ad accelerare i tempi della maturazione nel corpo associativo del carattere sociale dell’impegno. Nell’immediato non pochi lions accolsero il tema con tiepido entusiasmo quando non con indifferenza. Invece esso conobbe nella pratica dei club e
nella opinione pubblica una significativa adesione e trattazione con l’intervento
anche di eminenti personalità della politica e del diritto. Dette luogo alla pubblicazione del primo numero della collana dei “Quaderni del Lionismo”; collana che tanto successo doveva avere nel panorama del lionismo nazionale e che
resta ancora oggi - nel 2006 - l’unica pubblicazione associativa uscita con continuità nell’arco di oltre trenta anni ad offrire seria e documentale dimostrazione del contributo offerto dal lionismo all’esame ed alla soluzione di tutti i maggiori problemi della società italiana dal 1972 ad oggi*.
Particolare rilievo deve attribuirsi, nell’ambito della evoluzione del lionismo verso interessi di carattere pubblico, al seminario svoltosi il 17-18 aprile
1971 a S. Gimignano - ridente e storica località del distretto - che si concluse
con l’approvazione di un documento del quale, per il suo valore storico, riportiamo le parti essenziali.
i lions convenuti, premesso:
(omissis)………………………………………………………………………………
*cfr. a pag. 83 la trattazione specifica sui “Quaderni del Lionismo”
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che nell’attuale grave crisi di una tale certezza e nella dolorosa e pericolosa
frattura fra la realtà giuridica e quella sociale incombe ai lions contribuire,
costruttivamente e nel rispetto dei principi di buon governo e di civismo, al di
sopra degli interessi dei singoli e di gruppi al ristabilimento di un diritto certo e
giusto;
affermano
essere primarie, indilazionabili e determinanti le seguenti esigenze:
1. Per il potere legislativo: “…..una completa realizzazione dei principi
costituzionali al fine di colmare i vuoti legislativi…”; “….esercizio del diritto
di sciopero e della libertà del lavoro per tutti i cittadini….”; “….la irretroattività anche delle leggi non penali, gli istituti familiari, l’iniziativa privata, la
proprietà libera…”; “la riconduzione delle amnistie, degli indulti e dei condoni
in termini ed applicazioni eccezionali…”; “…norme che valgano a moralizzare
la vita pubblica e politica, come la regolamentazione e la pubblicizzazione
delle fonti di finanziamento delle organizzazioni politiche e sindacali”.
2. Per il potere esecutivo: “…norme che garantiscano al cittadino la sua
partecipazione effettiva alle attività pubbliche….”; “l’obbligo per tutti gli organi della P.A. di dare piena, pronta e fedele esecuzione al giudicato ordinario od
amministrativo”.
3. Per il potere giudiziario: “Il rigetto……ad un improprio richiamo alla
figura della interpretazione evolutiva….o di veri e propri fenomeni di creazione
o abrogazione di norme giuridiche”.
La formula “nuovo corso” trae origine dal fatto che fu veramente cosa
nuova aver capito, ed espresso, che dietro al povero, c’era la povertà; dietro al
malato, la malattia; dietro al male diffuso, l’ingiustizia. Fu chiaro che un intervento intelligente non doveva essere rivolto a soccorrere il povero ed il malato.
Piuttosto andavano studiati i motivi profondi dei cosiddetti “buchi neri” della
società e che ciò che andava studiato, combattuto ed eliminato erano la povertà,
la malattia, l’ingiustizia. Il nostro distretto 108L fu quello che, come abbiamo
visto, si distinse in questa intuizione, ma fu soprattutto il primo distretto che
iniziò, pur tra diffidenze ed incomprensioni, l’opera di attuazione del programma enunciato dando vita agli strumenti operativi incaricati dello approfondimento delle tematiche sociali più rilevanti ed alla diffusione del “nuovo corso”
in ambienti, del nostro come di altri distretti, ancora cauti nell’assumere un
convinto atteggiamento verso l’impegno civico e sociale del lionismo.
Nel 1972 viene così costituito il primo “Centro Studi” che, per statuto,
trattava e tratta non problemi lionistici ma tematiche della società civile. Primo
presidente, Giuseppe Taranto. Sempre nel 1972 videro la luce i “Quaderni del
Lionismo”. Primo direttore Osvaldo de Tullio. Il n. 1 fu dedicato alla “certezza
del diritto”; il secondo al “diritto di sciopero”: temi allora molto politicizzati e
che davano luogo ad infuocati scontri.
Nel 1974 nacque la prima rivista, fino ad allora “notiziario”, distrettuale.
Primo direttore, Mario Cassiano.
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I dubbi e le incertezze di cui abbiamo parlato erano giustificati dal timore di
negative conseguenze sulla unità della compagine associativa che poteva risentire di dissensi ideologici, politici e partitici a cui l’impegno sociale esponeva.
Ma fu subito chiaro che nostra forza doveva essere l’indifferenza alle posizioni
partitiche o corporative. L’incidenza delle nostre idee e la loro capacità di penetrazione restavano commisurate alla terzietà delle nostre valutazioni. Meta e
traguardo costante di ogni nostro atteggiamento ideologico doveva rimanere
l’incorrotto interesse pubblico, la visione generale dei problemi e l’alienità da
pregiudiziali di gruppi, da visioni corporative, da tutele categoriali. E ciò nel
rispetto assoluto del bene fondamentale della pace con giustizia, della libertà,
non disgiunta dalla rigida esclusione di ogni degenerazione di questa, cioè dal
libertinismo e dall’arbitrio, spesso usato da minoranze chiassose a danno della
maggioranza allora detta “silenziosa”.
Il Lionismo oggi. Rapporto con la società civile.
L’impegno nella associazione è un impegno morale e non politico. Deriva
dalla nostra etica e dai nostri “Scopi” e, quindi, deve necessariamente essere
pluridirezionale. I “buchi neri” della società vanno da noi scovati ovunque essi
si presentino: nel capitalismo esasperato, nelle incontrollate manipolazioni
genetiche, nella violenza di ogni provenienza, nelle carceri, nella giustizia,
nella gestione del pubblico danaro, nel non saper perseguire obiettivi di pace.
In particolare quando le istituzioni vengono occupate da uomini di parte che
cercano di assicurare potere materiale al proprio gruppo anche contro gli interessi della intera collettività che essi hanno ricevuto mandato di rappresentare e
tutelare nella sua globalità ed interezza.
La dialettica consenso - potere - istituzioni ci trova del tutto estranei. Il
nostro vero rapporto è soprattutto con la società civile. Quando diffondiamo i
nostri princìpi etici, lo facciamo a favore e con una azione rivolta in primo
luogo ai singoli. Quando predichiamo amore, comprensione, giustizia, dignità
dell’uomo, pace etc., noi vogliamo in primo luogo che gli uomini, i singoli, si
comportino in tal modo. E dunque il nostro rapporto immediato, il rapporto
corto è con la società civile, con l’aggregato umano. Oggetto delle nostre attenzioni è l’UOMO, in tutte maiuscole, che noi vogliamo retto e onesto, buon
padre e buon cittadino.
Ma siccome ad un certo momento della storia gli uomini si organizzano in
Stati e danno luogo ad organismi rappresentativi è fatale che l’interlocuzione si
sposti con le istituzioni. Ma ciò non toglie che il nostro rapporto primario,
diretto, immediato, necessario, “rapporto corto” e naturale rimanga indirizzato
al singolo e, poi, con quelle naturali aggregazioni che esso si dà (es. la famiglia,
comunità locali, associazioni, Stati).
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Il Lionismo oggi. Azione etica e non politica. La politica per l’etica e non la
politica per il potere
Le finalità della nostra Associazione sono essenzialmente etiche. Noi intendiamo indurre i nostri simili a tenere comportamenti conformi alle regole etiche.
La nostra azione pubblica non è che un mezzo, uno strumento per la realizzazione di queste, che è veramente il nostro solo fine: essenziale, unico, inderogabile. Niente di più e niente di diverso. Ma nulla di meno. E se noi avremo
convinto l’Uomo, le convinzioni etiche di questo non potranno non penetrare
nelle Istituzioni e permearne lo spirito e le azioni.
Insomma, una società di gente virtuosa non potrà non generare istituzioni
virtuose.Qualcuno riterrebbe - e teme - che in questo rapporto con le istituzioni
finiremmo per “far politica”. La frase non è né felice né propria. La nostra azione è caratterizzata da tre proposizioni fondamentali dei nostri “Scopi”: la
seconda, la terza e la quinta*.
In proposito bisogna distinguere fra due categorie concettuali: etica e politica che sono cose diverse, per quanto suscettibili di interazioni. L’azione etica
tende alla diffusione di certi comportamenti da tenersi dai soggetti umani.
La politica - ed ecco la prima differenza - non si interessa di questo.
L’azione politica tende ad altro. Parliamo naturalmente della politica non degenerata; della vera e buona politica. La quale tende a governare le collettività,
conciliando interessi contrastanti, mediando i conflitti materiali e, se vogliamo,
anche ideologici. Ma niente di più. Nessuno ha mai assegnato alla politica il
compito di evangelizzare il mondo o la funzione di diffondere amore, comprensione o pace. Purtroppo, essendo sostanziata preminentemente da interessi
materiali, finisce per diffondere più conflitti che tolleranza.
D’altra parte è evidente che noi lions non vogliamo “governare” nessuno e
dunque, già sotto questo profilo, non facciamo politica.
Si aggiunga che la politica, per governare, entra nelle istituzioni (spesso,
brutalmente se ne impadronisce), mentre noi, in quanto associazione lions,
nelle istituzioni non intendiamo entrare affatto, anzi ce ne teniamo lontani. Le
miriamo, si; ma per controllarle, criticarle, lodarle se è il caso, supportarle
quando sia utile, ma mai per immedesimarci in esse. Intendiamo soltanto - ed
in ciò è il nostro rapporto con loro - che esse agiscano in modo conforme alle
regole etiche.
A questo punto dovrebbe cominciare ad essere chiara la natura della nostra
azione che solo una visione grossolana può definire politica, visto che non ha né
i presupposti né gli scopi, né il campo d’azione che caratterizzano la politica.
Fra l’altro, questa cerca di organizzare il consenso, che è anch’esso ben
lontano dai nostri compiti, dalle nostre attenzioni e dalle nostre attitudini.
La nostra azione è ben più ampia, importante, nobile e disinteressata: ed è
*Vedi l’apposito capitolo sugli “Scopi” del lionismo a pag. 20.
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AZIONE ETICA. In poche parole noi facciamo politica per l’eticità delle istituzioni, perché vogliamo che la moralità vincoli e penetri non soltanto nei comportamenti privati ma anche in quelli pubblici, nelle azioni di coloro che abbiamo chiamato a rappresentarci ed esprimersi per noi e sulle nostre cose.
Insomma, per dirla con estrema sintesi e chiarezza, la politica per l’etica e
non la politica per il potere.
Il Lionismo oggi. Impegno umanitario ed impegno civile
L’impegno sociale e pubblico del lionismo non ha fatto venir meno nei singoli e nei club il senso della vicinanza personale e della sollecitudine solidaristica verso le persone meno fortunate. Dunque si distingue nella terminologia
corrente fra impegno umanitario ed impegno civile
Nella prima formula va ricondotta l’azione rivolta all’aiuto dei bisognosi,
dei poveri, dei malati e certamente vi è compreso anche l’aiuto morale oltre
quello materiale.
Per impegno civile si intende invece la azione rivolta alla diffusione nell’opinione pubblica dei principi di socialità, giustizia, libertà, pace; al monitoraggio e controllo del concreto operare delle istituzioni pubbliche; al carattere di
sussidiarità dei lions nei confronti delle istituzioni; alla creazione di buoni cittadini e buoni governanti (come dicono i nostri “Scopi”). Insomma tutto quello
che non è mero soccorso al bisognoso singolo, ma è indirizzato ad eliminare i
mali sociali ed a prevenire, piuttosto che curare, ad esempio, le malattie, la
povertà, il terrorismo, anche mediante la eliminazione di quelle sacche sociali
dove si annida l’ingiustizia e trova fertile “humus” l’istinto di ribellione che,
nei casi più patologici, sfocia nel terrorismo. In definitiva, l’impegno umanitario consiste nella applicazione della tradizionale formula semplice ed antica,
del “far del bene all’altro”. Anche nell’impegno civile si tratta di far del bene,
ma in una maniera più raffinata, sulle lunghe distanze, intuendo, prevenendo e
curando i mali sociali ed indirizzando l’azione collettiva, pubblica e privata,
legislativa e comportamentale, verso rimedi definitori. Questo atteggiamento
del lionismo italiano - poi diffusosi anche ad altri Paesi europei - costituisce un
logico sviluppo in chiave moderna del messaggio di Melvin Jones che tuttavia
non veniva, fino al 1979, interpretato alla stessa maniera dal lionismo degli
Stati Uniti d’America. Significative in proposito le parole che il lions Osvaldo
de Tullio, past governatore del distretto 108L, ebbe ad indirizzare al presidente
internazionale Lynam che al Forum europeo di Torre Molinos si era detto “isolato” e sorpreso a sentir parlare di temi ambientali, di libertà e di diritti umani
da tutelare. “L’elemosina” - (The Lion, n. 5/1979 pag. 20) - “ha fatto il suo
tempo perché essa non risolve i problemi sociali” ……. “un problema……..
sociale va risolto sulla base di interventi pubblici” e “le associazioni di servizio…….. devono partecipare al processo di formazione della pubblica opinione……… approfondire lo studio…… e possono indicare indirizzi utili”.
Significativo anche - ma successivamente interventi del genere diventano
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routinari e non mette conto più citarli - un Manifesto alla nazione del Consiglio
dei Governatori del febbraio 1978 che, su proposta del nostro distretto, dopo
l’assassinio terroristico del giudice Palma invitava “le autorità governative a
ripristinare…….. condizioni di sopravvivenza civile, stroncando senza debolezza……..(il) chiaro disegno eversivo”.
Il Lionismo oggi. Azione pluridirezionale ed ideologia dei lions.
Qualcuno ci imputa di proporci fini generici e non specifici e, dunque, di
essere dispersivi nell’azione. Ci è stata talora posta la domanda: ma quale è l’ideologia di voi lions? Domanda che presuppone, giustamente, che a monte di
ogni azione concreta debba esserci un’idea motrice; ma che sottintende, ingiustamente questa volta, un riferimento alle ideologie più note e che sono quelle
praticate dalla politica militante (quando e se questa riesce ad avere una chiara
matrice ideologica).
Formulata in termini più spicci la domanda, alla quale gli interroganti
hanno talora improvvidamente fornito essi stessi maliziosa risposta, è stata: in
quale delle formule correnti - conservatrice, cattolica, marxista - (e relativi
paraggi) vi riconoscete voi lions?
In nessuna, ovviamente!
Noi siamo un libero movimento di opinione, non possiamo e non vogliamo
fare politica di partito e di professione religiosa; infine la nostra visione globale
della vita è ben superiore alle settorializzazioni partitiche che, come è chiaro
anche sul piano etimologico, si sostanziano e concretano sempre posizioni di
parte.
La nostra associazione ha dei temi di fondo ispirati ad una visione di solidarietà internazionale, di fratellanza fra tutti i popoli del mondo, di amicizia fra i
singoli ed i gruppi: vincoli che vorrebbe vedere operanti nelle realtà politiche
delle singole società e che concretamente realizza nelle proprie assise mondiali
e continentali, dove lions di vario colore, mentalità, educazione e cultura sono,
fianco a fianco, ad offrire con il proprio esempio l’ideale di un mondo ispirato
al bene di tutti che è, contemporaneamente, il bene di ciascuno.
Costituiscono patrimonio del nostro bagaglio ideologico princìpi e valori
che la storia dell’umanità, il progresso civile, l’indagine sociale, biologica e
giuridica, gli studi dei politologi, l’essenza stessa della natura umana hanno
ampiamente dimostrato essere condizioni necessarie ed insopprimibili di ogni
forma sociale che voglia offrire un minimo di stabile ed ordinata convivenza.
È per questo che noi ci battiamo, in tutti i modi, per il trionfo della libertà e
dell’autorità - due facce dello stesso fenomeno -, per il rispetto dell’umana personalità (nelle organizzazioni sociali, nelle carceri, nelle scuole ecc.), per un
effettivo ed equilibrato inserimento dell’uomo nella società, per il pieno rispetto delle esigenze individuali, per la esaltazione del lavoro (dell’operaio come
dell’imprenditore), per una maggiore giustizia sociale, per l’efficienza delle
istituzioni, in una visione che tali valori tuteli e protegga in maniera effettiva e
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concreta al di fuori di ogni demagogica impostazione.
Come esempio di un impegno collettivo alieno da caratterizzazioni partitiche citiamo l’incoraggiamento rivolto dal nostro distretto alla partecipazione
alla elezione, nel 1979, del primo Parlamento Europeo. Ed, ancora, quello della
elezione degli organi di governo democratico della scuola che, negli anni
decorsi, hanno visto impegnati in prima linea molti dei nostri club che hanno
ottenuto lusinghieri successi. Senza vederne diminuita - anzi rafforzata, direi,
dal successo conseguito - l’unità del club e l’amicizia fra i soci, meglio cementata dal bene compiuto.
E poi: in una indimenticabile manifestazione svoltasi a Gubbio il 23 aprile
1978 i lions umbri sollecitavano i Paesi della Comunità europea ad accelerare il
compimento del processo europeistico. La presenza di circa mille persone dette
alla celebrazione il crisma di una vera e propria manifestazione di massa, alla
presenza di autorità nazionali, regionali ed estere, e del Presidente del
Parlamento Europeo.
In tutti questi casi - come in tantissimi altri che ricorrono nella nostra quotidianità - si è trattato di riaffermare la validità e la capacità del lionismo di essere presente - senza confusionismi con visioni di parte - in momenti vitali della
vita pubblica per una compiuta realizzazione dei principi di partecipazione del
cittadino alla vita democratica del Paese.
La natura dei rapporti del lionismo con la società civile e con le sue istituzioni rappresentative, durante l’arco del trentennio in cui è giunta alla completa
maturazione ed attuazione di oggi - 2006 - con apprezzamenti ed ampi riconoscimenti sia sul piano nazionale che internazionale e locale, è stata oggetto di
varie formulazioni.
Nell’anno 1977-78 il governatore Osvaldo de Tullio crea per la prima volta
nell’organigramma distrettuale una figura di officer distrettuale addetto alla
“azione pubblica” dei club con il compito di incoraggiare e promuovere l’impegno dei club verso le problematiche sociali.
Negli anni successivi la letteratura lionistica tende a privilegiare alcuni specifici aspetti dell’impegno pubblico del lionismo e l’associazione viene, di
volta in volta, definita come “movimento di opinione”, privilegiando così il
momento dell’offerta di approfondimento delle tematiche al fine di offrire agli
organismi pubblici deputati all’azione politica coraggiosi ed imparziali contributi ispirati alla tutela dell’interesse generale al di sopra di interessi particolaristici; o di “lionismo di proposta” o “di risposta” alle esigenze che emergono
dalla società civile; o di “movimento di pressione”, che sta ad indicare l’azione
diretta ad indurre democraticamente le istituzioni al recepimento dei princìpi e
delle risoluzioni da noi indicate; o di coscienza critica delle Istituzioni.
Gli strumenti operativi
Come abbiamo già riferito, al mutato contesto ideologico poi definito
“nuovo corso” avvenuto a cavallo degli anni ‘70, il nostro distretto - per primo
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e per molti anni il solo - si prese saggiamente cura di provvedere contestualmente alla creazione degli strumenti operativi che dovevano consentire la traduzione sul piano della concreta realtà delle impostazioni teoriche e programmatiche che andavano definendosi.
Nascono così (come con maggiore ampiezza di particolari leggerete nell’apposito capitolo di questo volume) i “Quaderni del Lionismo”, una iniziativa editoriale che caratterizzerà il nostro distretto per la sua valenza sociale.
Primo direttore Osvaldo de Tullio, che ne manterrà la responsabilità per i primi
25 anni. Costituisce l’unica iniziativa editoriale del lionismo italiano che dura
ininterrottamente fino ad oggi ed in cui vengono affrontati con larghezza di
contributi molto professionalizzati, da personalità lions e non, tutte le problematiche che hanno attraversato la società civile italiana dal 1972 ad oggi (diritto di sciopero, disabili, violenza, sindacalismo, riforme costituzionali, occupazione giovanile, droga, famiglia, donazione organi, libertà di stampa, anziani,
unità nazionale, autismo, minori, le conquiste della scienza, tecnologia, qualità
della vita, etc). I “Quaderni del Lionismo” - sessantaduesimo volume a marzo
2006 - costituiscono unica ed irripetuta espressione di un impegno sistematico
culturale e politico del lionismo con la trattazione di alto valore intellettuale
delle più delicate tematiche sociali del nostro tempo. Nel panorama lionistico
mancano esempi di iniziative congeneri.
Insieme ai “Quaderni” nasce il primo “Centro Studi” - primo presidente
Giuseppe Taranto - che si caratterizza per la sua prescrizione statutaria di essere preposto non alla disanima di problemi interni alla associazione ma delle
tematiche della società civile. Il nostro Centro Studi rimane per molto tempo
l’unico organismo del genere in Italia e soltanto dopo vari anni viene imitato
nel distretto Y dove venne affidato alle cure di Eduardo Grasso che, negli anni
immediatamente precedenti, aveva lavorato efficacemente con gli uomini del
nostro distretto che si erano distinti nella intuizione del “nuovo corso” del lionismo.
Siccome però l’impegno civile del lionismo deve diffondersi e divenire
patrimonio comune di tutti i lions viene fondata nel nostro distretto anche la
prima - e per molti anni unica - rivista distrettuale affidata alle cure del suo
primo direttore, Mario Cassiano, lions di un club romano come lions romani
erano Giuseppe Taranto ed Osvaldo de Tullio. La Rivista nasce in un primo
tempo come Notiziario ed in tale veste e denominazione incontra ostilità da
parte di altri distretti italiani che la consideravano una iniziativa al limite della
legittimità e che naturalmente durò anche quando il Notiziario si trasformò in
rivista “Centootto L”. L’opposizione fu ancora più viva quando la testata
assunse la denominazione - che dura ancora - di “Lionismo”, ritenendo che si
volesse con ciò assumere una posizione rappresentativa di tutto il lionismo
nazionale; cosa del tutto aliena dalle intenzioni.
A proposito della nascita degli strumenti operativi innanzi citati non può
essere dimenticato - e merita di essere ricordato - il contributo determinante dei
Governatori al tempo in carica: Enzo Rovasio, del club di Sassari, Governatore
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1969-70; Lao Cottini, del club di Siena ( allora la Toscana faceva parte del
distretto 108 L), Governatore 1970-71.
Una tesi di laurea sul Lionismo
L’università italiana scopre il lionismo e gli assegna un ruolo nel composito
mosaico dei contributi allo studio dell’etica e della socialità. Una giovane dottoressa, Marilena Baioni, dell’Università di Bologna, si è laureata in sociologia
politica nell’anno accademico 1999/2000 discutendo la tesi sul lionismo: “Il
Lions Club International: uno studio sulla storia, l’organizzazione, l’evoluzione dell’associazione di servizio più diffusa al mondo”.
L’evento va additato come esempio della sempre maggiore attenzione che il
mondo della cultura va riservando alla nostra associazione. La tesi è stata pubblicata per intero nel “Quaderno del Lionismo” n. 58 del 2003.
Le tematiche del terzo millennio
I primi anni del terzo millennio stanno ponendo al lionismo interrogativi di
carattere universale: sembra posta in dubbio - quando non negata - la sopravvivenza di regole etiche e comportamentali finora comunemente accettate in
quanto provenienti da principi naturali e, per i credenti, di derivazione soprannaturale.
Non potrà mancare su questi problemi la nostra attenzione: di tipo culturale
ed operativo.
Quando i nostri “Scopi” prevedono il dibattito sui grandi temi di interesse
pubblico ci impongono di posizionarci su tematiche come quelle ambientali, su
quelle relative alla clonazione umana, alla uguaglianza, alla equa distribuzione
delle risorse materiali, alla salvaguardia della cultura, al rispetto della naturalità.
Del pari appare necessario promuovere una maggiore presa di coscienza sul
problema della pace, che non prescinda dalla logica premessa che presupposto
della pace è la giustizia e che essa non può essere invocata per la cristallizzazione di situazioni oggettivamente sperequate.
Ma i temi delicati non finiscono qui.
La mondializzazione di usi e costumi è, per esempio, un tema di così vasta
risonanza e pregnanza da non potersi immaginare una posizione agnostica da
parte di un movimento come il nostro, di cui una delle più felici definizioni fu
quella di movimento di opinione.
Da una parte la globalizzazione tende ad uniformare civiltà, culture, abitudini di vita, costumi individuali e collettivi con la conseguente scomparsa peraltro già in atto - delle ricche, variegate e preziose radici che hanno caratterizzato il progresso che l’umanità ha faticosamente realizzato nel corso dei millenni e che è veramente tale quando vi concorrano in libertà le varie componenti.
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Può pensarsi che la omologazione dell’intero genere umano su standard
uniformi sia di per sé un regresso, a parte la considerazione che essa impedirebbe di fatto, e dunque subdolamente, l’esercizio delle libertà fondamentali.
Non può peraltro dimenticarsi che la mondializzazione può essere considerata positivamente quando diffonda benessere materiale e morale a popolazioni
che ne siano prive.
Altre tematiche che stanno occupando gli sforzi operativi della politica e
dei relativi presupposti scientifici e culturali sono quelle della clonazione
(umana?), della cosiddetta maternità surrogata, degli Ogm nonché le tematiche
sulla qualità della vita che non è determinata solo dall’aumento del benessere
materiale.
È peraltro chiaro che il lionismo, per la sua struttura istituzionale e per le
caratteristiche delle sue componenti umane, non è in grado di assumere - e non
può assumere - su tematiche del genere posizioni ed atteggiamenti ufficiali. Ma
resta nostro dovere dare alle tematiche in discussione uno spazio di dibattito
sereno e costruttivo che non dimentichi il principio della centralità dell’Uomo,
della sua irrinunciabile dignità, e la persistente valenza di un minimo di regole
etiche che consentano di dare equilibrato contenuto ai valori di libertà, uguaglianza, giustizia, democrazia.
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STORIA ED EVOLUZIONE DELLA SOCIETÀ ITALIANA
DAL 1955 AL 2005: IL TERRENO SU CUI SI TROVÒ
AD OPERARE IL LIONISMO
di Osvaldo de Tullio
Evoluzione della società
Il lionismo arriva in Italia nel 1951 quando la seconda grande guerra è da
pochi anni finita e l’Europa intera sta risorgendo dalle macerie morali e materiali di una avventura che lascia il segno in tutti.
Appare dunque utile descrivere la situazione italiana nelle sue implicazioni
civili, morali, economiche, politiche e di costume per comprendere il terreno
sul quale la dottrina lionistica andrà ad agire e quali siano le esigenze più vive
della società italiana del tempo.
Non sembra dubbio che il popolo italiano, per quanto sconfitto nella prima
parte del conflitto, sia stato quello che meglio di altri, usciti vittoriosi, seppe
presto e bene risorgere, dando luogo, in qualche decennio di intelligente e duro
lavoro, a quel “miracolo economico” che ci fu da tutti riconosciuto ed invidiato. Fu un miracolo dei lavoratori del braccio e della mente che inimitabilmente
accompagnò l’entusiasmo dovuto al senso di liberazione dalla dittatura, creando fremiti di pensiero non indifferenti, volti a dare un senso alla recuperata
libertà che, tutto sommato, non godeva da noi di una vecchia e consolidata tradizione.
Libertà che per qualche tempo fu usata in pacata misura, accompagnata, in
questo percorso, dai favori politici dei nostri alleati occidentali, che videro
subito nell’avamposto mediterraneo italiano un valido baluardo contro il perdurante e rinvigorito totalitarismo sovietico.
Riuscimmo a ben conciliare, in un primo tempo, i tradizionali valori occidentali con la nascita, qui in Italia, di uno dei più forti partiti comunisti del
dopoguerra. I dirigenti di questo, peraltro, si dimostrarono alieni da avventure
rivoluzionarie per motivi vari fra cui certamente sono da annoverare le non
favorevoli prospettive di successo in una situazione politica e di costume ben
diversa da quella dei Paesi dell’est europeo.
L’atmosfera che si respirava all’arrivo del lionismo nel nostro Paese era
dunque caratterizzata da un clima se non di benessere quale sarebbe stato raggiunto qualche anno dopo ma certamente di un non infondato affidamento in un
futuro che si percepiva positivo. Affidamento che era facilitato dal massiccio
aiuto, anche economico, che ci proveniva da oltre atlantico, nonché dallo spirito di sacrificio del nostro popolo e dal compiuto inserimento nel sistema democratico occidentale, di cui presto assaporammo con equilibro il concetto di
libertà politica assolutamente nuovo per le giovani e medie generazioni. In ciò
guidati ed incoraggiati dall’esempio di una classe politica di cui rifulsero doti
di attenzione allo interesse collettivo nonostante le differenziazioni ideologiche.
In questo ambiente di sufficiente tranquillità, comunque proteso verso la
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piena comprensione della rilevante novità costituita dal principio democratico,
il lionismo fu sospinto ad assumere quel carattere mondano - caritativo - conviviale di cui parliamo nel capitolo dedicato alla evoluzione del lionismo.*
I lions di allora, in genere espressione a livello culturale, economico, politico dei ceti dirigenziali del Paese, si riunivano negli alberghi cittadini più raffinati, spesso indossando abiti da sera, ed erano espressione di una cultura d’ordine, e quindi depositaria e custode di quelle regole tradizionali cui era improntata la società del tempo.
Era un fenomeno nuovo il fatto che associazioni libere e private nascessero,
che esse fossero consentite e che le loro finalità fossero rivolte ad eterointeressi. Le scienze sociologiche e le loro teorizzazioni politiche si manifestavano
con qualche cautela, in ciò favorite dal prudente atteggiamento, per i motivi che
abbiamo accennato, delle formazioni partitiche di tipo estremistico.
E dunque il lionismo di allora, quale espressione di una classe dirigente in
qualche modo attenta ai bisogni del prossimo, era sufficiente espressione delle
ansie di altruismo e solidarietà per come esse si ponevano nell’attualità.
Fu durante questo periodo che cominciarono ad emergere fenomenologie di
massa che avrebbero presto portato a conseguenze di aperta e grave conflittualità.
Tumultuose migrazioni interne verso il nord più prospero e sviluppato non
solo economicamente, la persistenza di una buona disposizione culturale verso
forme di interventismo statale nell’economia (dovuta anche alla non infelice
intuizione dell’IRI, creato negli ultimi anni dal fascismo), l’introduzione di
mezzi di locomozione rapidi e nelle disponibilità di molti, la conseguenziale
scoperta di nuove plaghe appena fuori città in una con qualche tranquillità economica creata da una classe imprenditoriale intelligente e fattiva e da lavoratori
ancora avvezzi al sacrificio, aumentavano il livello economico delle famiglie,
con ciò facilitando lo sviluppo culturale delle persone e la richiesta di maggiore
considerazione per le aspirazioni di maggiore giustizia sociale che ne derivavano. Il pur relativo benessere economico e la maggiore cultura aumentavano il
bisogno e la consapevolezza di libertà.
C’è da considerare in proposito che l’assetto politico-sociale preesistente, fra
cui la recentissima esperienza fascista, denotava un rilevante tasso di autoritarismo presente nelle istituzioni politiche. Ma questo non era che la traslazione, sul
piano istituzionale, di sentimenti diffusi nella coscienza dei cittadini.
Esso, presente nella famiglia, nella scuola, nella cultura, oltre che nelle istituzioni, in genere centralistiche, non veniva ora accettato con la medesima
ampiezza di convincimenti di prima. La persona aspirava a contare di più,
disponendo anche dello strumento elettorale - che presto fu esteso alle donne per indirizzare la politica del Paese verso mete più moderne e improntate ad
una maggiore partecipazione dei singoli ai destini comuni.
Deve dirsi, poi, che le società occidentali erano vissute fino ad allora negli
stretti schemi territoriali e culturali di “casa propria”. Ora le collettività
*cfr. il capitolo dedicato all’etica lionistica, pag. 11 e segg.
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cominciano ad aprirsi, pur senza avvedersi di come sarebbe andato lontano il
fenomeno, al concetto di “villaggio globale”, che sta giungendo a compimento
- pericolosamente secondo alcuni e sotto certi profili - oggi nel 2006.
Le città si espandono tumultuosamente e disordinatamente al di là dei vecchi confini, le periferie vengono inglobate materialmente oltre che metaforicamente mentre lo sviluppo delle comunicazioni automobilistiche, ferroviarie ed
aeree facilita grandemente i contatti umani e gli insediamenti di seconde e terze
case.
In queste condizioni i contatti fra i gruppi sociali meno provvisti, spesso al
di sotto della soglia di povertà, e quelli economicamente privilegiati rendono
palesi ai primi l’esistenza di sterminati imperi, magari nemmeno sospettati
nelle loro reali dimensioni ed ora offerti, talora con tracotanza, alla loro visione.
Su queste insofferenze, inizialmente solo emotive ed epidermiche, comincia a soffiare il vento delle ideologie che, demagogicamente, promettono tutto e
subito, trascurando che la logica di una più giusta divisione della ricchezza presuppone che ricchezza vi sia. E che dunque va riconosciuta la equilibrata valenza nel processo produttivo sia della forza “capitale” che di quella “lavoro”, che
debbono essere armonicamente, e ciascuna nel ruolo che le compete, fuse in un
processo di utilità generale.
La ventata libertaria produce nell’immediato, ed a parte la sua intrinseca
ma a volte contestata validità, effetti devastanti ed il clima delle competizioni
sociali comincia a divenire molto acceso.
Nei rapporti interpersonali privati alcune classi già marginali (artigiani,
commercianti, ed anche gente senza chiara professione, etc) sono talora economicamente provviste più e meglio delle media e piccola borghesia a reddito
fisso ma tuttavia ancora privilegiata nella considerazione sociale in quanto tuttora ritenuta il vero asse portante del Paese. Il fenomeno della evasione fiscale
accentua il divario. L’evasore fiscale può ostentare larghezza di mezzi maggiore dei ceti medio - dirigenziali, nei cui confronti la maggiore disponibilità di
denaro suggerisce atteggiamenti di provocatoria rivalsa, specie nei grandi centri
urbani.
Si diffonde così un vasto clima di insofferenza anche verso le classi piccolo-medio borghesi che, oltre a godere di consolidata considerazione sociale,
sono nel contempo espressione e custodi dei valori fondanti della società civile:
valori consacrati da antico ed indiscusso consenso.
Le ansie ugualitarie non possono andare per il sottile e, sull’onda delle
impostazioni ideologiche dei partiti estremi, arrivano rapidamente alla semplicistica conclusione che tutto il “vecchio” sia da distruggere tout court in tutte le
sue implicazioni.
Con il 1968 il fenomeno esplode con violenza nelle piazze, nelle Università
ed in molti luoghi giovanili prendendo forme spesso eccessive. Si tratta di realizzare - ma il fenomeno non è soltanto italiano - l’intento di sostituire i preesistenti assetti sociali con altri ispirati a criteri di maggiore giustizia sociale.
40
Alle stragi, ai rapimenti, ai sequestri di persona motivati politicamente, al
prepotere del potere sindacale, lo Stato non riesce a contrapporre una adeguata
e convinta linea di resistenza.
Il conflitto non è solo economico.
Tale aspetto è anzi fortemente intrecciato - e trae ideale giustificazione - da
rivendicazioni di ordine antropologico ed etico. Sono poste in dubbio le stesse
strutture portanti della società in essere. Il concetto di famiglia viene posto in
discussione. Lo statuto dei lavoratori, l’emancipazione, fin troppo ritardata,
della donna, le leggi sul divorzio e sull’aborto, la riforma del diritto di famiglia
introducono un costume sociale oggettivamente più moderno e maggiormente
attento alla cultura della personalità umana.
In queste condizioni il lionismo conosce quello che viene definito con
esemplare esattezza “nuovo corso” di cui c’è più ampia traccia nel capitolo di
questo volume dedicato alla “ Evoluzione del lionismo”.*
Ad opera di pochi ma illuminati e sensibili lions del tempo prende avvio
una interpretazione del messaggio e degli “Scopi” associativi più aderente alle
problematiche di una società che si pone interrogativi fino ad allora ignorati. E
si realizza un fenomeno di necessaria trasposizione nell’ambito associativo del
disagio sociale in cui versa uno Stato incapace e forse impossibilitato ad accogliere nell’immediato ed al di fuori di una convinta e generale accettazione, le
ansie di rinnovamento.
E ciò anche nella considerazione che oltranzistiche resistenze, a parte la
loro storica validità, avrebbero potuto facilmente, per la vastità della contestazione, innestare processi rivoluzionari che con difficoltà si erano evitati nell’immediato dopoguerra.
Fu allora chiara ai lions la portata e l’attualità di quelle proposizioni degli
“Scopi” del Lionismo che imponevano un onere ed un diritto di partecipazione
alla vita sociale. Di fronte alle problematiche derivanti dall’emergere di nuovi
bisogni i lions non potevano essere assenti ed era loro dovere superare i limiti
di una solidarietà caritatevole per divenire sede di una libera discussione dei
problemi sociali, ivi contemperando una maggiore giustizia sociale con la salvaguardia dei profili essenziali di una società che avrebbe poi accolto con maggiore consapevolezza i nuovi bisogni in un clima meno violento.
Così il lionismo comincia ad accompagnare il rinnovamento della società
italiana che negli ultimi decenni del secolo ventesimo è caratterizzata da un diffuso benessere, esteso a gruppi sociali sempre più ampi, in attesa che una
nuova ventata di modernità irrompa negli ultimi decenni in tutta la società occidentale, agitata questa volta dal completamento, oltre ogni naturale limite, del
processo di esaltazione dell’individuo. Si tratta ora, nel terzo millennio, di ristabilire un giusto rapporto fra le regole, la cui esistenza è garanzia della libertà di
tutti, e l’individuo, che è un prodotto della natura, destinato per questo alla convivenza con i propri simili. Ed il problema non si pone tanto in termini economici quanto etici. Occorrono equilibrate e fondate risposte alle legioni di coloro
* (Cfr. a pag. 25 e segg.)
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che scambiano il proprio utile, il proprio “bello”, il proprio bene personale con
il bello, l’utile, il bene di tutti. Il problema con cui deve raffrontarsi la società
del terzo millennio è il relativismo etico, che è l’estremo approdo delle lotte del
sessantotto.
Queste non sono più limitate al più evidente ed urgente aspetto di benessere
economico; ma estese alla contestazione delle basi etiche della società.
L’uomo e la scienza - che intanto ha conosciuto progressi mirabolanti sono orgogliosi dei traguardi che la mente umana ha saputo raggiungere e ritengono, in poche parole, di non avere più bisogno di Dio o, più esattamente, di
entità, principi, regole, certezze limitative della libertà asserita infinita dell’uomo.
L’età contemporanea è altresì caratterizzata dal fenomeno del diffondersi
delle conoscenza. Ma la cultura si attesta fatalmente su livelli medi di non alto
profilo.
Ed anche la fenomenologia dei principi e delle regole - cardine della società
civile finisce per assumere un mediocre aspetto orizzontale.
Il sapere, il buon gusto, la cultura, la felicità, la stabilità, la sicurezza, la
speranza nel futuro si espandono a masse sempre più ampie di persone e fatalmente perdono nel contempo di incisività, di convinzione, si slabbrano in intensità assumendo connotati sempre più materialistici, consumistici, perdendo in
forza emotiva ed altezza emozionale. Guadagnano in senso orizzontale quel
che perdono in verticale.
La cultura è più diffusa ma a livelli elementari. I teatri sono più pieni ma i
testi e gli attori non all’altezza del passato. Le istituzioni e le protezioni sociali
si moltiplicano ma la loro elefantiasi le rende scarsamente soddisfacenti. La
buona, bella e nobile arte della politica rinuncia al proprio primato di rappresentanza generale della comunità e di mediatrice fra i contrapposti interessi
cedendo il proprio scettro all’economia, che è la nuova divinità del terzo millennio e che con le sue creature (denaro e profitto) domina e controlla importanti manifestazioni del vivere sociale. La cultura diventa generalizzata ma
anche generica. Il profilo generale delle intuizioni diffuse è a livello medio.
Diminuisce il senso dello Stato e delle istituzioni. I livelli di moralità e legalità
vengono travolti dall’errore di fondo di concepire la libertà e l’uguaglianza in
senso naturalistico ed aritmetico già ripudiato da Aristotele. Lo Stato reagisce
debolmente; non può fare diversamente quando vengono meno i presidi profondi della giustificazione morale dei suoi ordini. Tutto si relativizza di fronte
all’onda della innovazione e delle nuove scoperte. La difesa di certi valori
comincia ad apparire una resistenza di retroguardia. Nella furia devastatrice
non è consentita sul piano culturale una accurata analisi e la inalienabilità dei
valori di ordine e di sicurezza appare esclusivamente strumento di resistenza
conservatrice.
In pratica è difficile far accettare il concetto che la limitazione della libertà
è subordinata alla precondizione che la limitazione valga per tutti e che non ne
siano esenti Stati e classi dominanti. La giustizia resta di difficile applicazione
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per chi non ne ha in mano gli snodi. La pace non può imporsi per la cristallizzazione delle posizioni dominanti e per togliere al povero la speranza e l’arma
della riscossa.
In merito alle caratteristiche della società attuale - scriviamo nel 2006 accenneremo alle principali espressioni del suo modo di essere.
Cultura
Abbiamo già detto che essa è aumentata nell’aspetto orizzontale, della diffusione, ma è diminuita in quello verticale, in profondità. È quanto mai vero
l’antico brocardo che dice: “non fa scienza senza lo ritener l’aver appreso”.
Troppo spesso l’apprendimento non si trasforma in patrimonio della persona, in
arricchimento duraturo. Vivremmo quella che definirei la cultura degli spot;
dell’improvviso e smodato interesse sul quale altrettanto repentinamente cala
l’oblio più profondo senza aver tratto dall’esperienza insegnamenti e spinte al
miglioramento. L’osservazione vale per la cultura, diremo, letteraria, ma anche
per quella politica che non riesce ad incidere sul sistema con i mezzi che le
sono propri.
In proposito non va sottovalutata l’importanza civile e politica della cultura,
ricordando le parole di Epitteto: “ solo l’uomo colto è libero”. Ed è chiaro il
perché.
Relativismo etico
Le società occidentali stanno vivendo, ed in vasti settori ne sembrano orgogliose, una vita senza certezze. Si contestano le fedi, anche le meno integraliste,
il senso dell’assoluto, il soprannaturale, i riferimenti certi che sovrintendono,
guidano e tracciano il sentiero.
L’incertezza colpisce anche i valori convenzionali. Ad esempio, è in crisi la
legalità, cioè quelle norme che, democraticamente e civilmente, ci siamo date
da noi stessi per una evidente ed insopprimibile necessità sociale. La crisi colpisce anche la legalità tradizionale, la consuetudine, in sostanza il costume
sociale e la tradizione: cioè quelle norme di comportamento lungamente e da
tutti osservate con il convincimento, liberamente formatosi, della loro obbligatorietà.
Stiamo sostituendo alla pratica del liberalesimo quella del libertinismo.
Qui dobbiamo ricordare Burke: “La libertà astratta, come tutte le astrazioni, non esiste. Esiste solo su parametri concreti”.
Globalizzazione
Dobbiamo porci l’interrogativo se la mondializzazione dei comportamenti
stia avvenendo su standard virtuosi o no. Cioè: stiamo uniformizzando e mondializzando la pratica delle virtù o quella dei disvalori? E questa uniformizza-
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zione appare in qualche maniera consapevole o essa avviene al di fuori di ogni
volontà e coscienza?
Ed è un valore l’appiattimento delle culture su modelli necessariamente
(sarebbe impossibile il contrario) fra i più bassi fra quelli in competizione?
Ed in quale misura, per effetto della globalizzazione, il maggiore benessere
dei popoli occidentali si trasferisce ai poveri, agli oppressi, ai diseredati?
Nuove certezze
Nel tormentato panorama sopradescritto sembrano profilarsi, al di fuori di
ogni giustificazione teoretica, nuove certezze o assoluti che stanno di fatto
sostituendo quelli ripudiati. Fra questi vanno evidenziati, in via di estrema sintesi e con sufficiente approssimazione, un esasperato egocentrismo, per cui si
vorrebbe lecito, consentito ed ammissibile tutto ciò che al singolo piaccia o
torni utile e che lo stesso riesca in qualche modo a imporre. Le società moderne
occidentali conoscono l’indiscusso primato del profitto, emblematica espressione di una società che accorda valenze ai beni materiali marginalizzando i pur
innegabili aspetti di alto profilo prodotti nel corso dei secoli.
Modernità e Modernismo
Il XX secolo ha conosciuto la più grande rivoluzione dei mezzi materiali a
disposizione dell’uomo (auto, radio, tv, telefono, aereo, tlc, benessere, salute).
Il XXI secolo sembra correre il rischio di cambiare l’Uomo stesso che, nel
nuovo habitat, ha altri desideri, ambizioni, miraggi, costumi di vita, cambiando
nello spirito, nel rapporto con la natura, di cui ha scoperto quasi tutto e che
ora, ubriacato dal successo, guarda con tracotanza e senza porsi limiti.
Questa sembra essere una degenerazione della modernità. Questa è una
somma di realizzazioni, aggiornamenti ed evoluzioni realizzate attraverso rivoluzioni pacifiche e cruente per il progresso delle genti. In quanto tale, è inarrestabile ed irreversibile. Con essa si sviluppa il progresso della vita materiale e
spirituale ed il benessere dell’anima e del corpo. Cosa diversa è il modernismo,
che della prima è degenerazione e superfetazione.
44
LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
di Enrico Cesarotti
ALCUNI CENNI STATUTARI
Art. I: Denominazione, Sigla e Motto
Sezione 1. Denominazione
Questa organizzazione denominata: Associazione Internazionale dei Lions
Club.
Art. II: Scopi
Sezione 1. Gli scopi dell’Associazione sono:
(a) Organizzare i “Service Club” denominati ‘‘Lions Club’’ ed averne la
sovraintendenza.
(b) Coordinare le attività dei club ed uniformare la loro amministrazione.
(Statuto Internazionale Art. I e II)
Sezione 4. Obblighi di un Lions Club
Per essere in regola ogni club dovrà:
(a) salvo quando diversamente stabilito, riscuotere da ogni socio il minimo di
contributi annuali intesi a coprire i contributi internazionali e distrettuali
(Distretto Singolo, Sub e Multiplo) e le altre spese necessarie all’amministrazione del club.
(b) Inviare regolarmente all’Ufficio Internazionale i rapporti richiesti dal
Consiglio di Amministrazione Internazionale.
(c) Attenersi allo Statuto, Regolamento e alla Normativa del Consiglio di
Amministrazione Internazionale.
(d) Cercare di risolvere tutte le controversie che sorgono a livello di club in
base alla Procedura per la Risoluzione di Controversie di Club stabilita, di
volta in volta, nella Normativa del Consiglio d’Amministrazione
Internazionale.
(Regolamento Internazionale Art. I Sezione 4)
Il club quindi costituisce l’elemento base-fondamentale dell’associazione
ed opera per perseguire gli “Scopi del Lionismo”.
Il club sarà considerato legalmente costituito all’atto della omologazione da
parte dell’Associazione Internazionale ed i rapporti con essa saranno regolati
dall’osservanza dello Statuto e Regolamento Internazionale.
Il club potrà essere organizzato e costituito in qualunque area geografica
definita, compreso quelle dove esistono club precedentemente stabiliti.
Ogni club che non ottemperi ai suoi impegni verso l’Associazione potrà
essere posto in “status quo” o radiato dall’Associazione per decisione del
Consiglio di Amministrazione Internazionale.
Il club è tenuto al versamento delle quote di ammissione e dei contributi
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annuali, rapportati al numero dei soci, alla Sede Centrale e dei contributi
distrettuali nella misura per socio stabilita dall’ assemblea dei delegati al congresso distrettuale.
Il club si riunirà di norma almeno due volte al mese, salvo particolari circostanze che saranno di volta in volta determinate dal consiglio direttivo.
I SOCI
Sezione 3. Requisiti per l’appartenenza ad un Lions Club. La qualifica di
socio di un Lions Club debitamente costituito può essere concessa alle persone
maggiorenni di ottima condotta morale che godono di buona reputazione nella
località.
(Statuto Internazionale Art. III Sezione 3)
I soci del club si impegnano ad osservare, nella vita di ogni giorno, il
“Codice dell’Etica Lionistica” ed a concorrere personalmente all’attività del
club.
I soci, quindi, devono avere, in sintesi, questi pregiudiziali requisiti: moralità, disponibilità al servizio e professionalità.
Il club si compone delle seguenti categorie di soci: Effettivo (od Ordinario),
Affiliato, Associato, Onorario, Vitalizio, Aggregato e Privilegiato.
Non è ammessa la contemporanea appartenenza ad un altro lions club.
L’ammissione di nuovi soci avviene esclusivamente per invito su proposta
di uno o più soci presentatori, dopo la valutazione di un apposito comitato, che
valuta i requisiti morali e di disponibilità al servizio e l’approvazione del consiglio direttivo o dell’assemblea.
ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL CLUB
Ogni club adotta un proprio Statuto e Regolamento che non sia in contrasto
con le norme dello Statuto e Regolamento internazionali e di quelli multidistrettuale e distrettuale. Le delibere relative all’adozione e alla modifica degli
stessi devono essere trasmesse al Governatore del distretto, entro trenta giorni,
per la ratifica. Per il club che non abbia adottato un proprio Statuto e
Regolamento può ritenersi operante lo Statuto e Regolamento tipo di club adottato dalla Sede Centrale ovvero quello eventualmente deliberato dal distretto di
appartenenza.
Il Presidente è il capo esecutivo del club e ne ha la rappresentanza legale. Il
Presidente svolge compiti amministrativi, organizzativi, di programmazione,
distrettuali e compiti di leader in modo comprendere il significato ed il ruolo
che l’Associazione dei Lions Club deve avere nella società.
Egli deve essere il motore trainante del club e sapere infondere ai soci l’entusiasmo e l’orgoglio di partecipare alla migliore individuazione, programmazione e realizzazione dei programmi del club.
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AUTONOMIA E COORDINAMENTO DEI CLUB
Per principio statutario ogni club è autonomo nello svolgimento della propria attività locale, fermo restando l’obbligo, che gli deriva dalla appartenenza
ad una Associazione Internazionale, di partecipare alla realizzazione dei service
deliberati dalla Sede Centrale e dai Congressi Internazionali, Multidistrettuali e
Distrettuali.
Ciascun lions club ispira la propria attività al “Codice dell’Etica Lionistica”
e la indirizza alla realizzazione degli scopi statutari dell’associazione.
CIRCOSCRIZIONI E ZONE
Il perseguimento degli scopi sopra citati ed il coordinamento delle attività
dei club giustifica il ruolo primario assegnato dal Lions International alle “circoscrizioni” ed alle “zone” che non costituiscono strutture autonome. Esse si
pongono solo come momento organizzativo intermedio tra i club (singole associazioni che aderiscono all’Associazione Internazionale) e il “Distretto”.
Infatti il Regolamento Internazionale, invece di porre attenzione alla struttura in quanto tale, indica “i compiti” del presidente di circoscrizione e del
delegato di zona che sono officer nominati dal Governatore o elettivi a seconda
del regolamento del singolo distretto.
Per zona deve intendersi la struttura immediatamente sovraordinata ad un
numero ristretto di club (normalmente non inferiore a quattro) incentrata sul
delegato di zona che è funzionario distrettuale e che fa parte del Gabinetto
Distrettuale.
-Delegato di Zona. Il Delegato di Zona opera sotto la supervisione del
Governatore Distrettuale e/o del Presidente di Circoscrizione e sarà il capo
amministrativo nella sua Zona. I suoi compiti saranno:
(1) promuovere gli scopi di questa Associazione.
(2) Fungere da Presidente del Comitato Consultivo del Governatore
Distrettuale nella sua Zona, con potere, in tale veste, di convocare le riunioni
ordinarie di detto comitato.
(3) Svolgere una parte determinante nella costituzione di nuovi club, mantenendosi ben informato sulle attività e sul buon andamento di tutti i club nella
Zona.
(4) Svolgere tutti gli altri incarichi e compiti che gli saranno richiesti dal
Consiglio di Amministrazione Internazionale, a mezzo del Manuale del
Delegato di Zona e di altre direttive.”
(Regolamento Internazionale Art. VI Sezione 5d)
Per circoscrizione deve intendersi una struttura comprendente più zone
avente al vertice il “Presidente di Circoscrizione” che è officer distrettuale e fa
parte del Gabinetto Distrettuale.
-Presidente di Circoscrizione. Il Presidente di Circoscrizione, se la carica è
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utilizzata durante il mandato del Governatore Distrettuale, opera sotto la
supervisione e direzione del Governatore Distrettuale e sarà il capo amministrativo nella sua circoscrizione.
I suoi compiti specifici saranno:
(1) promuovere gli scopi di questa Associazione.
(2)Esercitare controllo sulle attività dei Delegati di Zona nella sua circoscrizione e su quei Presidenti di Comitato che gli saranno assegnati dal
Governatore.
(3)Interpretare un ruolo determinante nella organizzazione di nuovi club e nel
rafforzamento di quelli deboli.
(4) Svolgere tutti gli altri incarichi e compiti che gli saranno richiesti dal
Consiglio di Amministrazione Internazionale, a mezzo del Manuale del
Presidente di Circoscrizione e di altre direttive.”
(Regolamento Internazionale Art. VI Sezione 5c)
Dall’elencazione dei compiti del Presidente di Circoscrizione e del
Delegato di Zona si ricava che i due officer costituiscono i più importanti anelli
di congiunzione tra i club e il distretto e, di conseguenza, sono i più diretti collaboratori del Governatore nel perseguimento sia degli scopi che delle finalità
dell’ associazione.
Sarà loro compito, inoltre, sia rendere omogenea e coordinata l’azione dei
club regolandone la vita e risolvendo gli eventuali conflitti, sia attuare la linea
“politica” del Governatore e dell’associazione.
IL DISTRETTO
Art. VII - Organizzazione Distrettuale
Il territorio dei Lions Club regolarmente costituiti sarà suddiviso in Distretti e
unità amministrative, secondo quanto stabilito nel Regolamento.
(Statuto Internazionale Art. VII)
-Governatore Distrettuale. Come Officer internazionale di questa Associazione
e sotto la supervisione generale del Consiglio di Amministrazione
Internazionale, egli rappresenta l’Associazione nel suo Distretto. Inoltre egli è
il Capo Amministrativo del Distretto ed avrà diretto controllo sui Presidenti di
Circoscrizione, sui Delegati di Zona, sul Segretario e Tesoriere di Gabinetto (o
Segretario-Tesoriere) e su quei membri del Gabinetto stabiliti dallo Statuto e
Regolamento del proprio distretto Singolo, o Multiplo. I suoi compiti specifici
saranno:
(1) promuovere gli scopi di questa Associazione.
(2) Curare l’organizzazione di nuovi Lions Club.
(3) Promuovere la Fondazione Lions Club International e tutte le attività di
servizio dell’Associazione.
(4) Presiedere, quando presente, le riunioni di gabinetto, i Congressi e ogni
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altra riunione di carattere distrettuale.
(5) Svolgere tutti gli altri incarichi e compiti che gli saranno richiesti dal
Consiglio di Amministrazione Internazionale, a mezzo del Manuale del
Governatore Distrettuale e di altre direttive.”
(Regolamento Internazionale Art. VI Sezione 5a)
Ogni distretto ha un Gabinetto del Governatore distrettuale composto dal
Governatore, che lo presiede, dall’Immediato Past Governatore, dal Vice
Governatore distrettuale, dal Segretario distrettuale, dal Tesoriere distrettuale,
dal Cerimoniere distrettuale, dai Presidenti di Circoscrizione e dai Delegati di
Zona.
Le disposizioni dello Statuto Internazionale prevedono la facoltà per ciascun distretto di regolare nel proprio statuto le figure di Officer che compongono il Gabinetto distrettuale, tanto da configurare in modo diverso la composizione del Gabinetto distrettuale a seconda del distretto.
L’elezione per la carica di Governatore distrettuale e di Vice Governatore
distrettuale si dovrà svolgere in base alle disposizioni contenute nello Statuto e
Regolamento del rispettivo distretto.
Nel caso in cui un distretto, non provveda ad eleggere un Governatore in
possesso dei requisiti richiesti, o nel caso che la elezione non venga ratificata, il
distretto avrà un Governatore designato dal Consiglio di Amministrazione
Internazionale.
Ogni distretto dovrà adottare uno Statuto le cui norme siano compatibili
con quelle dello Statuto e Regolamento Internazionali e dello Statuto e
Regolamento Multidistrettuale e dovrà tener conto delle leggi in vigore nello
Stato nel quale il distretto è costituito.
È compito del distretto, quindi, dare un indirizzo di operatività omogenea ai
lions club rientranti nella propria sfera di competenza territoriale, attraverso un
programma da realizzare in comune con l’apporto di tutti i lions che con pari
dignità collaborano, al meglio delle loro possibilità, alla diffusione ed al progresso dei principi del lionismo ed alla realizzazione dei programmi indicati dal
distretto.
In linea di principio le maggiori decisioni nell’ambito distrettuale, ad eccezione di quelle riservate espressamente dallo Statuto al Governatore ed al
Gabinetto distrettuale, dovranno essere prese in sede di congresso distrettuale
al quale hanno diritto di partecipare tutti i club in regola nei confronti del
distretto e dell’associazione, a mezzo di propri delegati stabiliti, in numero,
dallo Statuto Internazionale. Attraverso la partecipazione attiva a tale assise i
club danno un effettivo contributo al distretto di propria appartenenza affinché i
compiti, demandati per statuto al distretto, siano svolti al meglio.
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IL LIONISMO NEL DISTRETTO 108L
Il lionismo entra ufficialmente in Italia il 19 maggio 1951 con la consegna
della Charter (Carta Costitutiva) al lions club Milano. Nel successivo anno
nascono i lions club di Napoli e di Torino, nel 1953 quelli di Firenze, Bergamo,
Pescara, Como e Parma e nel 1954 altri undici lions club si aggiungono alla
lista compreso il lions club Roma, primo club sull’attuale territorio del distretto
108L che, come noto, comprende le regioni Lazio, Sardegna ed Umbria.
La costituzione del distretto 108 avviene il 12 settembre 1953 ad opera dei
primi sei lions club italiani (Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bergamo e
Pescara) ed il primo congresso elegge, nello stesso anno, anche il primo
Governatore italiano nella persona di Mario Boneschi del lions club Milano.
L’aumento del numero dei lions club su tutto il territorio italiano porta nel
congresso di Rapallo del maggio 1959, sotto la conduzione del Governatore
Ugo Sola del lions club Roma, alla scissione del Distretto Unico 108 in cinque
distretti contrassegnati dalle lettere I, T, A, L ed Y a conferma dell’intento unitario anche del Multidistretto 108. Lo stesso congresso ratifica anche la nomina
dell’Ambasciatore Ugo Sola a primo Direttore Internazionale italiano.
Il distretto 108L che così nasce comprende le regioni Toscana, Lazio,
Sardegna ed Umbria e Pier Giovanni Canepele del lions club Firenze è eletto
primo Governatore distrettuale 108L.
Alla nascita, il distretto 108L vede 32 lions club con 1.155 soci così suddivisi: 16 lions club e 316 soci in Toscana, 7 lions club e 523 soci nel Lazio, 6
lions club e 208 soci in Sardegna e 3 lions club e 108 soci in Umbria. Questi
territori e lions club sono a loro volta suddivisi in quattro circoscrizioni e 12
zone.
I lions club delle nostre tre regioni attuali e presenti alla nascita del distretto
108L sono: Perugia (58 soci), Terni (20 soci), Orvieto (30 soci), Viterbo (37
soci), Roma (339 soci), Roma Lido (23 soci), Roma Palatinum (52 soci),
Cassino (21 soci), Frosinone (15 soci), Latina (36 soci), Cagliari (58 soci), La
Maddalena (16 soci), Nuoro (24 soci), Ozieri (15 soci), Sassari (73 soci) e
Tempio Pausania (22 soci).
L’espansione del lionismo nelle quattro regioni continua; si contano 44
lions club e 2.309 soci nel 1965, 64 lions club e 3.253 soci nel 1970, 72 lions
club e 3.727 soci nel 1975, 88 lions club e 4.400 soci nel 1980, 106 lions club e
5.108 soci nel 1985 e 137 lions club e 6.114 soci nel 1990.
Al congresso nazionale di Montecatini nel maggio del 1992 viene approvata la separazione della regione Toscana e la formazione del distretto 108LA,
separazione che individua il distretto 108L nelle tre regioni attuali.
A livello multidistrettuale gli iniziali cinque distretti nati nel 1953 crescono
a sei nel 1974 con la scissione del distretto I in IA ed IB, a sette nel 1976 per la
scissione TA e TB, ad otto nel 1992 per la scissione L ed LA, per salire a tredici
distretti nel 1996 per la nascita dei distretti IA1, IA2, IA3, IB1, IB2, IB3 ed
IB4. nel successivo anno il numero sale agli attuali diciassette distretti con le
50
scissioni TA1, TA2, TA3, A, AB, YA ed YB.
Dopo la separazione della Toscana del 1992, il distretto 108 L vede 96 lions
club e 4.020 soci nel 1995, 106 lions club e 4054 soci nel 2000 e 117 lions club
e 4.049 soci all’inizio dell’ anno lionistico 2005/2006.
La struttura di coordinamento del distretto, circoscrizioni e zone il cui
numero ed estensione sono unica responsabilità del Governatore pro tempore,
vede variazioni anche notevoli negli anni.
Al momento della scissione del Distretto Unico, il distretto 108L viene
strutturato con 4 circoscrizioni e 12 zone.
Questo numero varia all’aumentare del numero dei club fino ad arrivare
alle otto attuali circoscrizioni e 27 attuali zone.
Nell’allegata tabella sono riportati i dati statistici relativi ai soci, al numero
di lions club, delle zone e delle circoscrizioni negli anni.
51
LE RIUNIONI ISTITUZIONALI
Le riunioni istituzionali del distretto sono rappresentate dalle riunioni del
Gabinetto del Governatore e dal congresso distrettuale.
In linea di principio le maggiori decisioni nell’ambito distrettuale, ad eccezione di quelle riservate espressamente dallo Statuto e dal Regolamento distrettuale od internazionale al Governatore ed al Gabinetto distrettuale, dovranno
essere prese in sede di congresso distrettuale al quale hanno diritto di partecipare tutti i club in regola nei confronti del distretto e dell’associazione, a mezzo
di propri delegati stabiliti nella misura di uno ogni dieci soci.
Le riunioni del Gabinetto del Governatore (detto anche “Gabinetto
Ristretto”) sono riservate agli officer indicati nello Statuto, e sono generalmen-
52
te seguite da riunioni “allargate” cioè aperte a tutti gli officer distrettuali ed ai
presidenti di club.
Il Gabinetto Ristretto è l’organo deliberante distrettuale a cui il
Governatore sottopone tutte le decisioni da assumere e che non è possibile dilazionare al congresso distrettuale.
Congresso Art. 5 - I congressi ordinari organizzati dal distretto 108/L che si tengono
durante l’anno lionistico sono due:
il congresso d’autunno, di norma, tenuto nel mese di novembre;
il congresso distrettuale, di norma tenuto nel successivo mese di maggio.
Entrambi i congressi sono deliberanti.
L’assemblea dei delegati ai congressi è costituita dai delegati dei singoli lions
club del distretto presenti all’assemblea.
Ogni club, debitamente omologato ha diritto a partecipare ai congressi con un
determinato numero di delegati e supplenti come specificatamente previsto nel
regolamento.
Ogni Past Governatore distrettuale, che sia socio in regola di un club in regola,
indipendentemente dalla quota di delegati come sopra prevista, è di diritto delegato al congresso.
Nelle assemblee il voto non è delegabile.
Entro il mese di febbraio di ciascun anno i club possono inviare al Governatore
richieste motivate da inserire nell’ordine del giorno del congresso distrettuale.
Le richieste devono essere convalidate da uno stralcio del verbale dell’assemblea del club firmato dal presidente e dal segretario.
Nel congresso distrettuale l’assemblea discute ed approva l’opera svolta nell’anno sociale dal Governatore e dal Gabinetto del Governatore.
Esprime mozioni per l’attività futura.
Provvede alla elezione delle cariche sociali - oltre a quelle del Governatore e
Vice Governatore - come specificatamente previsto nel regolamento.
Designa per la rappresentanza del distretto, i membri del Collegio dei Revisori
dei Conti per il Multidistretto e per la Rivista “The Lion” ed i membri delle
commissioni permanenti multidistrettuali che competono al distretto.
Provvede all’approvazione dei service e dei temi distrettuali nonché alle eventuali modifiche statutarie e all’eventuale istituzione di nuovi organi, associazioni, fondazioni e strutture associative, con il quorum e la maggioranza qualificata nelle percentuali indicate dal regolamento.
Delibera a scrutinio segreto in merito all’eventuale suddivisione del distretto e
di modifiche territoriali con il quorum e la maggioranza qualificata nelle percentuali indicate nel regolamento.
Discute le proposte di norme per l’organizzazione ed il funzionamento del
distretto, delibera su tutti gli argomenti interessanti la vita, l’organizzazione ed
il progresso del lionismo nel distretto.
Sceglie le sedi dei congressi.
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Elegge, a scrutinio segreto, il Governatore ed il Vice Governatore con il quorum e la maggioranza nelle percentuali inidcate nel regolamento.
Il congresso d’autunno è la sede privilegiata per la trattazione, svolta prevalentemente da lions, di problematiche associative o di carattere etico, morale,
sociale, ambientale, e comunque che abbiano carattere di attualità o di interesse
storico.
Il tema del congresso è scelto dal Governatore che ne traccia il programma dei
lavori nominando i relatori e predisponendo gli interventi programmati,
lasciando adeguato spazio di tempo per gli interventi liberi.
Il congresso può concludersi con una mozione votata dall’assemblea. La
mozione conclusiva, le relazioni e gli interventi potranno essere pubblicati sui
“Quaderni del Lionismo”.
L’assemblea, quando spetta al Multidistretto 108 Italy la nomina del Direttore
Internazionale, provvede ad eleggere il prorpio candidato, secondo le modalità
previste nel regolamento.
Delibera sulla approvazione del bilancio consuntivo distrettuale dello anno lionistico precedente secondo le modalità previste nel regolamento.
(Statuto Distretto 108L - Art. 5)
Gabinetto del Governatore
Art. 8 - Il Gabinetto del Governatore è costituito dal Governatore, dal Vice
Governatore, dall’Immediato Past Governatore, dal Segretario, dal Tesoriere,
dai Presidenti di Circoscrizione dai Delegati di Zona, dal Cerimoniere.
Il Governatore può inviatre a partecipare alle riunioni del Gabinetto i Past
Governatori, gli Officer distrettuali ed altri lions di cui ritenga di volta in volta
necessaria la presenza.
Il Gabinetto del Governatore collabora con il Governatore e delibera su tutte le
questioni che gli sono daquesto sottoposti.
(Statuto Distretto 108L - Art. 8)
ORGANI
Art. 20 - Il Governatore convoca il Gabinetto almeno ogni quadrimestre.
(Regolamento Distretto 108L Capo III - Art. 23)
Oltre alle riunioni sopra indicate esiste tutta una serie di riunioni previste
dallo Statuto distrettuale come:
il Governatore indice le riunioni di formazione per gli Officer di club nel periodo compreso fra il 15 aprile ed il 30 giugno a cui convocherà Presidenti,
Segretari, Tesorieri, Cerimonieri, Censori e Leo Advisor eletti per il successivo
anno sociale. Altri Officer di club neo eletti potranno anche essere convocati.
Le predette riunioni pur essendo improntate alla formazione pratica degli
Officer di Club dovranno riservare una sessione dei lavori alla formazione ed
informazione degli offcier su tematiche riguardanti le finalità eticje morali,
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sociali, civiche ed umanitarie dell’Associazione.
Del programma di tale sessione, d’intesa con il Governatore si interesserà,
anche come proposta delle tematiche da trattare e sviluppare un apposito
comitato composto di Lions particolarmente esperti nominati dal Governatore.
Il Governatore indice il Seminario dei Presidenti e dei Segretari neoeletti per
l’orientamento ed il coordinamento delle attività. A detta riunione può invitare
anche gli Officer Distrettuali che riterrà opportuno. Il Governatore provvederà
alla presentazione degli Officer Distrettuali invitati, esporrà il suo programma
e fornirà indicazioni sulle attività da svolgere durante l’anno sociale.
Il Governatore indice la riunione delle cariche.
Il Governatore indice il Congresso d’Autunno che si terrà di norma nel mese di
novembre di ogni anno per la trattazione, svolta prevalentemente dai Lions di
problematiche associative o di carattere etico, morale, sociale ambientale, e
comunque che abbiano carattere di attualità o di interesse storico.
(Tratti dagli Artt. 5 e 6 dello Statuto Distrettuale 108L)
L’INFORMATIZZAZIONE DISTRETTUALE
La storia dell’informatizzazione del nostro distretto inizia nell’anno
1999/2000 con l’acquisizione, nel maggio 2000, del dominio “lions108l.it” e
nel 2000/2001 con l’accordo stipulato con una società telefonica che prevedeva
la possibilità, da parte di tutti i soci, di utilizzare fino a 5.000 caselle di posta
elettronica a costo zero, senza alcun legame contrattuale e tutte situate nel
dominio distrettuale.
L’accordo, al termine dell’anno 2000/2001, aveva visto l’apertura di sole
300-400 caselle di posta elettronica, numero rimasto pressoché invariato nei
successivi due anni (2001/2002 e 2002/2003) in cui l’utilizzo del mezzo elettronico è stato completamente ignorato.
Nell’anno 2003/2004 il mezzo elettronico è tornato al centro delle comunicazioni distrettuali ed una diversa società ha fornito al distretto la possibilità di
operare.
Attualmente tutta la comunicazione 108l utilizza due diversi domini: il
dominio lions108l.it per notizie che si autopropagano nella rete ed il dominio
lions108l.com come sistema di telelavoro e gestione a distanza.
Il dominio è l’indirizzo univoco nel world wide web la grande ragnatela
mondiale a cui è associato il nostro distretto. Il sito web è ciò che i motori di
ricerca internazionali (Google, Yahoo,...) trovano scandagliando la grande rete
come risposta agli utenti che cercano “lions108l”.
Il sito è impostato come un luogo virtuale in cui chiunque può trovare
documentazione e memoria di chi ha operato nel corso degli anni e di cosa ha
portato a termine.
Ogni socio ha così a portata di mano uno strumento che lo può aiutare nelle
sue ricerche, non fosse altro che per pura curiosità, e, cosa più importante, gli
può permette di farsi forte delle documentazioni presenti sul sito per illustrare,
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ad eventuali non lions, chi sono i lions e cosa fanno.
Parimenti, una qualsiasi persona incuriosita dal nome lions, utilizzando il
moderno strumento di Internet, può trovare utili notizie e chiarimenti sull’attività dell’Associazione.
Il dominio “lions108l.com” è riservato, mediante accesso con numero di
tessera e password, a tutti i soci del distretto permettendo loro di consultare
l’organigramma del distretto e l’annuario, mentre gli amministratori del distretto (Responsabile Informatico Distrettuale, Responsabili Informatici di Area e
Presidenti, Segretari ed Informatici di club) possono accedere - con diversi privilegi - ad aree riservate tipo l’area soci in cui possono essere trasmessi moduli
e documenti come i rapporti (mensili, PU-101, attività) da inviare al distretto ed
alla Sede Centrale ed effettuare le modifiche e l’aggiornamento del data base
dei club.
Gli attori principali della rete distrettuale sono: il Responsabile Informatico
Distrettuale, codificato nelle Statuto Distrettuale, il Web Master, gli Informatici
di area ed i Responsabili Informatici di club.
Responsabile Informatico Distrettuale
Art. 11 - Il responsabile informatico distrettuale opera esclusivamente sotto il
controllo del Governatore distrettuale. Assolve tutti i compiti inerenti la sua
mansione su indicazione del Governatore.
Coordina l’attività di eventuali informatici di area.
È responsabile del reperimento, trattamento e conservazione dei dati dei soci e
del loso trasferimento ed utilizzo da parte delle strutture multidistrettuali.
(Statuto Distretto 108L - Art. 11)
Art. 27a - Il responsabile informatico di club opera sotto il controllo del presidente di club.
È membro di diritto del consiglio direttivo del club.
È responsabile e coordina le attività di flusso delle notizie per via elettronica
tra il distretto ed il club.
Coadiuva con gli altri officer di club nell’apprendimento e nell’utilizzo degli
strumenti informatici approntati dal distretto e disponibili sul sito distrettuale.
È l’unico responsabile della cura ed aggiornamento della banca dati dei soci
del club e del loro trattamento ed utilizzo in sede distrettuale o multi distrettuale.
Egli cura la ricezione e la spedizione della posta elettronica del club consegnando quella in arrivo ai relativi destinatari.
Egli si adopererà affinché anche la comunicazione all’interno del club sia facilitata attraverso l’utilizzo della posta elettronica.
Egli curerà il sito web del lions club.
La carica sarà annuale e rinnovabile.
(Statuto Tipo Distretto 108L - Art. 27a)
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ORGANIZZAZIONE MULTIDISTRETTUALE ED INTERNAZIONALE
L’attività multidistrettuale si concretizza nella partecipazione a manifestazioni multidistrettuali come il congresso nazionale, i seminari sul tema di studio e sul service nazionale, la “giornata della pace multidistrettuale” e la “giornata con le Nazioni Unite multidistrettuale”.
CAPO II - ORGANI DEL MULTIDISTRETTO
Art.5 - Organi del Multidistretto sono:
- l’Assemblea dei Delegati al Congresso del Multidistretto;
- il Consiglio dei Governatori;
- il Collegio dei Revisori dei Conti.
(Statuto Multidistrettuale 108 Italy)
Art.6. - L’Assemblea dei delegati è l’organo sovrano del Multidistretto. Essa è
composta dai lions delegati dai rispettivi lions club, in regola, appartenenti al
Multidistretto.
(Statuto Multidistrettuale 108 Italy)
Art.9 - Congresso del Multidistretto
1.Data e luogo
Ogni anno, almeno trenta giorni prima della data di inizio del Congresso
Internazionale, si tiene il Congresso del Multidistretto in una località scelta nel
corso del Congresso del secondo anno precedente e ad una data ed ora fissate
dal Consiglio dei Governatori.
2. Formula per il calcolo dei delegati di club.
a.- Ogni club debitamente omologato ed in regola nei confronti dei Lions
International e del suo distretto ha diritto ad ogni congresso di questo
Multidistretto ad un delegato e ad un supplente per ogni dieci soci, o frazione
non inferiore a cinque, che siano stati iscritti per almeno un anno ed un giorno,
così come indicato dai registri dell’Ufficio Internazionale al primo giorno del
mese precedente quello in cui si svolge il congresso.
b.- Ogni Past Governatore, socio in regola di un club in regola è di diritto
delegato al congresso, in eccedenza alla quota del club di appartenenza.
c.- In ogni caso, ogni club omologato ed in regola ha diritto ad almeno un
delegato ed un supplente.
d.- Ogni delegato certificato e presente di persona ha diritto ad un voto per
ogni carica che deve essere assegnata e ad un voto per ogni proposta posta in
votazione. Salvo quando diversamente stabilito, il voto della maggioranza dei
delegati votanti su qualsiasi questione costituisce la decisione del congresso.
e.- Il voto non è delegabile e gli astenuti nelle votazioni palesi e le schede bianche nelle votazioni segrete non sono computabili nel numero dei votanti.
f.- In mancanza di specifiche disposizioni, ed in quanto compatibili, si applicano al congresso le norme del Regolamento del Senato della Repubblica
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Italiana, riguardanti il funzionamento dell’assemblea.
(Statuto Multidistrettuale 108 Italy)
Art.7- Compiti dell’Assemblea
7.1.- L’Assemblea dibatte ed approva, adottando ogni deliberazione conseguente:
a.- la relazione del Presidente del Consiglio dei Governatori;
b.- i risultati del Tema e del Service Nazionale dell’anno sociale in corso;
c.- il Tema ed il Service Nazionale per l’anno sociale successivo;
d.- le modifiche territoriali e di suddivisione dei distretti e del multidistretto;
e.- le proposte di modifica e di integrazione delle norme dello Statuto e del
Regolamento vigenti;
f.- la scelta ogni tre anni, ovvero quando si renda necessario durante il triennio, della sede del Campo Italia e del Campo Italia per disabili, l’elezione dei
rispettivi direttori e la determinazione delle quote annue a carico di ciascuno
socio;
g.- il rendiconto del Multidistretto dell’anno precedente;
h.- le situazioni contabili e finanziarie e le relazioni del Collegio dei Revisori
dei Conti dell’anno in corso della rivista nazionale, del Campo Italia e del
Campo Italia per disabili, del congresso multidistrettuale del precedente anno
sociale, nonché di ogni altro organismo, struttura ed ufficio multidistrettuale;
i.- la situazione economico-finanziaria, redatta dal Governatore delegato alla
tesoreria aggiornata a data non anteriore al 31 marzo dell’anno in corso, corredata da una dettagliata relazione contabile degli introiti e delle spese, con
indicazione delle previsioni di entrata e di spesa sino alla chiusura dell’anno
sociale;
l.- la quota individuale e l’eventuale integrazione per il congresso a carico di
ogni lions, da calcolarsi in conformità a quanto disposto dal successivo art.29
e da corrispondersi dai club per il tramite dei singoli distretti, determinata
sulla base della situazione economico-finanziaria dell’anno in corso, necessaria al funzionamento del multidistretto e delle sue attività istituzionali, alla
pubblicazione della rivista nazionale “The Lion” ed alla organizzazione del
congresso multidistrettuale del secondo anno successivo a quello in corso.
Non può essere sottoposta all’assemblea alcuna deliberazione che comporti,
direttamente o indirettamente, aumenti della quota individuale come sopra
determinata, o comunque contributi obbligatori a carico dei club, a favore di
chiunque.
7.2 - elegge:
a.- su designazione delle assemblee distrettuali, i componenti delle commissioni permanenti;
b.-.i componenti del collegio dei revisori dei conti ed i lions chiamati a ricoprire incarichi nel multidistretto, nel Forum europeo o specificatamente attribuiti
dall’assemblea stessa;
c.- i candidati agli incarichi di 2° Vice Presidente Internazionale e/o di
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Direttore Internazionale da eleggersi fra i lions che abbiano ottenuto la designazione dall’assemblea del distretto di appartenenza nell’anno sociale in
corso. Le candidature, non più di una per distretto, devono essere comunicate
alla presidenza del congresso corredate dai profilli lionistici del candidato.
7.3- designa la località in cui si terrà il congresso del secondo anno successivo
a quello in corso;
7.4- prende atto della proclamazione dei Governatori eletti e del loro
Presidente del Consiglio.
(Regolamento del Multidistretto 108 Italy)
Art.7- Consiglio dei Governatori
1.- Composizione
Il Consiglio dei Governatori è formato dai Governatori dei distretti componenti il multidistretto e dal suoPresidente.
Ciascun componente ha diritto ad un voto su ogni questione che richieda decisione consiliare.
Possono partecipare, senza diritto al voto, i past Presidenti Internazionali e gli
Officer Internazionali in carica che siano soci in regola di un club del multidistretto.
2.- Officer
a.- Gli Officer Esecutivi del Consiglio sono: il Presidente del Consiglio dei
Governatori, il vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere.
b.- Il Presidente del Consiglio dei Governatori viene eletto, tra i Governatori
in carica che stanno completando il mandato, dai Governatori distrettuali eletti, in una riunione appositamente convocata dal Presidente del congresso multidistrettuale nell’ultimo giorno dei lavori.
c.- Il Consiglio dei Governatori, nella sua prima riunione, elegge tra i suoi
componenti il Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere, al quale è affidata
la responsabilità della gestione.
Nella stessa riunione il Consiglio nomina, tra i suoi componenti, il Comitato
Finanze con il compito di collaborare con il Tesoriere multidistrettuale alla
formazione dei documenti preventivi e consuntivi e di controllarne gli scostamenti.
3.- Poteri
Il Consiglio dei Governatori ha:
a.- la giurisdizione ed il controllo nei confronti di tutti gli Officer ed i componenti del Consiglio dei Governatori nell’esercizio delle loro funzioni, su tutte le
commissioni e comitati e su tutte le altre riunioni del multidistretto;
b.- la gestione ed il controllo dei beni, degli affari e dei fondi del multidistretto.
Non può assumere alcun impegno che possa dar luogo ad uno squilibrio o passività di bilancio in qualsiasi anno sociale;
c.- la prima giurisdizione, secondo le disposizioni del Consiglio di
Amministrazione Internazionale, quando autorizzato dalle disposizioni di detto
Consiglio e dalle norme di procedura stabilite dallo stesso, nell’esaminare e
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decidere qualsiasi controversia di carattere statutario di rilevanza multidistrettuale, sollevata da uno o più distretti, lions club o soci di lions club.
(Statuto Multidistrettuale 108 Italy)
Art.10 - Collegio dei Revisori dei Conti
1.- Il Collegio dei Revisori dei Conti, formato da tre componenti effettivi e due
supplenti, è eletto dall’assemblea dei delegati tra i lions che professionalmente
esercitano l’attività di Revisori Contabili, dura in carica un anno e non è
immediatament rieleggibile.
2.- Il Collegio dei Revisori dei Conti controllo l’amministrazione del multidistretto, vigila sull’osservanza delle norme contabili del multidistretto, accerta
la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del rendiconto alle
risultanze dei libri contabili e delle scritture.
Di ogni ispezione, anche individuale, dovrà compilarsi verbale da inserire in
apposito libro.
(Statuto Multidistrettuale 108 Italy)
A livello internazionale le principali manifestazioni a cui siamo chiamati a partecipare sono la Convention Internazionale, il Forum Europeo, la Conferenza
dei Lions del Mediterraneo e la Giornata Mondiale con le Nazioni Unite di
New York.
Certamente la più importante è la Convention Internazionale codificata nello
Statuto e Regolamento Internazionale ed a cui sono demandate le modifiche
allo Statuto ed al Regolamento Internazionali.
IL FORUM EUROPEO
II Forum Europeo è una riunione annuale per tutti i lions dei paesi d’Europa
che, prescindendo dalle diverse nazionalità e culture, si incontrano per i
seguenti scopi:
a) promuovere l’amicizia e la reciproca comprensione tra i soci dei lions club
in Europa;
b) stabilire un mercato ed una sede di libera discussione per lo scambio di
esperienze e per lo sviluppo di nuove idee sull’amministrazione dei club e
distretti e sulle attività dei lions nella società multiculturale europea;
c) promuovere gli scopi del Lions Clubs International e formare i dirigenti
lions europei;
d) stimolare la partecipazione al congresso internazionale ed altri congressi;
e) ricevere e dibattere le relazioni dei rappresentanti dell’associazione presso
le organizzazioni internazionali con sede in Europa( il Consiglio d’Europa,
l’OMS, la FAO, l’UNESCO, l’UNICEF, gli Uffici di Ginevra e di Vienna delle
Nazioni Unite);
f) promuovere la Fondazionei Lions Club International (LCIF);
g) offrire l’occasione di discussione sulle possibilità di analizzare i bisogni
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della società europea e di realizzare comuni attività di servizio per il beneficio
di tutti coloro che appartengono alla società multiculturale europea;
h) promuovere ed attuare gli obiettivi del presidente dell’associazione.
Il Forum opera per raggiungere questi scopi sottoponendo raccomandazioni
a tutti i multidistretti, distretti e club, ma non ha alcun potere di sovrimporre o
creare qualsiasi struttura di governo oltre ed al di sopra delle normali organizzazioni distrettuali e multidistrettuali, né ha la facoltà di raccogliere quote.
Il primo Forum Europeo ebbe luogo nel 1953 ad Aix Les Bains e da allora,
con cadenza annuale, le delegazioni dei lions operanti nel continente, si sono
ritrovati, fino all’ultimo tenutosi nel settembre 2005 a Stoccarda, in ben 51
“convegni”, di cui sette organizzati in Italia (1958 a Venezia, 1964 a Firenze,
1972 a Taormina, 1983 a Venezia, 1992 a Genova, 2000 a Firenze e 2004 a
Roma).
Ciascun Forum assunse un “tema generale” di respiro europeo attorno al
quale è impostato tutto il programma del Forum stesso. Esso è tenuto annualmente nei mesi di settembre od ottobre in date approvate dal Presidente
Internazionale. La lingua ufficiale può essere l’inglese, il francese, il tedesco,
l’italiano od una lingua scandinava a scelta del paese ospitante che è però tenuto a provvedere alla traduzione nelle altre summenzionate lingue durante le riunioni principali
Al vertice opera il Consiglio Europeo, l’organo per la formulazione e controllo della politica dei Forum, dei suoi temi e delle norme di procedura dirette
al raggiungimento dei suoi scopi e finalità. Esso è composto da un delegato per
ogni paese membro ed è presieduto dal Presidente del Forum.
Il Gruppo di Monitoraggio è composto dai Direttori Internazionali in carica per l’Europa e dal Consulente ed Archivista del Forum ed è presieduto dal
Direttore Internazionale designato dal Presidente Internazionale a seguire il
Forum.
Altro comitato fondamentale è il Comitato di Programma che ha la
responsabilità di specifiche materie quali l’organizzazione dell’agenda del
Forum del prossimo anno, la selezione e la designazione, con l’approvazione
del Consiglio Europeo, del relatore che introdurrà il Tema Generale del Forum
e di accettare e, se possibile, inserire proposte di argomenti per i seminari ed i
gruppi di lavoro provenienti dai paesi membri, purché siano correlate al Tema
Generale del Forum.
Esiste infine il Comitato Organizzatore, designato dal paese membro
ospitante il Forum e sono responsabilità del comitato la preparazione e la
gestione operativa dei Forum, in stretto contatto con il Comitato di Programma,
l’organizzazione del Centro Internet per la veicolazione delle informazioni che
riguardano il Forum e per lo scambio di informazioni tra il Forum ed i Paesi
membri, la redazione del bilancio del Forum ed il controllo di ogni transazione
finanziaria del Forum ed, infine, la redazione del rapporto finale sulle spese
entro tre mesi dalla conclusione del Forum.
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LA CONFERENZA DEI LIONS DEL MEDITERRANEO
Nasce come incontro annuale del Comitato Lions per la tutela del
Mediterraneo che ha sempre operato nella convinzione che la conservazione
del mediterraneo, delle sue risorse, delle sue potenzialità, del suo ruolo naturale
di mare della pace e della solidarietà fra tutti i popoli rivieraschi sia un fattore
determinante per la convivenza pacifica dei popoli.
La prima fase, dal 1986 al 1994, è caratterizzata dalla permanenza della
manifestazione a Taormina mentre la seconda fase, iniziata nel 1995, assume
come caratteristica fondamentale la volontà dei lions mediterranei di rendere
itinerante la manifestazione e di strutturarla in tre sessioni distinte: la Sessione
Relazioni Umane, Culturali e Sociali; la Sessione Economica e la Sessione
Ambiente.
I paesi attualmente rappresentati alla Conferenza sono: Albania, Algeria,
Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Italia, Israele, Libano,
Malta, Marocco, Slovenia, Spagna, Turchia e Tunisia.
La Conferenza dei Lions del Mediterraneo è una riunione annuale per tutti i
lions dei Paesi del mediterraneo, che si incontrano, prescindendo dalle diversità culturali e nazionali, per i seguenti scopi:
a) Promuovere l’amicizia e la reciproca comprensione tra i lions del mediterraneo.
b) Confrontare le diverse esperienze lionistiche e discutere dei temi e delle attività inerenti le finalità associative.
c) Realizzare comuni attività di servizio.
d) Discutere ed affrontare argomenti di comune interesse.
Gli organi della Conferenza sono:
a) Il Comitato Direttivo, costituito dal Comitato Direttivo dell’Ossevatorio
della Solidarietà Mediterranea, ha lo scopo di stabilire i temi principali da
trattare nelle varie sessioni di lavoro.
b) Il Comitato Organizzatore, organo esecutivo che ha il compito di pianificare
gli argomenti da trattare nelle varie sessioni rispettando l’indicazione dei temi
principali ed ha la responsabilità dell’organizzazione strutturale e dei programmi di lavoro della Conferenza.
La Conferenza è tenuta annualmente nel mese di marzo con uno specifico programma. Le lingue ufficiali sono l’italiano, il francese e l’inglese ed è prevista
la traduzione simultanea.
Da quanto sopra risulta evidente come l’Osservatorio della Solidarietà
Mediterranea costituisca il vero centro pensante dell’iniziativa.
L’articolo 2 della relativa normativa ne individua le finalità ed i compiti:
l’Osservatorio ha le seguenti finalità:
a) promuovere la diffusione e la conoscenza delle culture diverse.
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b) Sostenere le iniziative rivolte alla salvaguardia dell’ambiente.
c) Favorire i flussi informativi tra i Paesi membri sulle iniziative e sulle attività
intraprese dai loro distretti.
d) Incentivare un programma di gemellaggi tra i club delle diverse sponde del
mediterraneo.
e) Predisporre un piano di scambi giovanili tra i giovani dell’area mediterranea.
f) Creare un partenariato con la comunità delle università del mediterraneo o
altre eventuali istituzioni universitarie allo scopo di favorire la creazione di
borse di studio e la realizzazione di stage per studenti e neo laureati.
g) Affiancare il comitato organizzatore della Conferenza, fornendo consulenza,
proponendo temi operativi, di studio e quanti altri argomenti riterrà opportuno
da inserire all’ordine dei giorno della Conferenza stessa.
L’articolo 3 ne specifica la composizione:
l’Osservatorio è retto da un Comitato Direttivo costituito da delegati, uno per
ogni Paese membro, i quali nel loro seno eleggono un coordinatore. I delegati
ed il coordinatore durano in carica tre anni.
La Segreteria dell’Osservatorio è a Roma presso la Segreteria Nazionale
del MD 108.
OFFICER INTERNAZIONALI
Gli Officer Internazionali della nostra associazione sono:
Officer e Consiglio d’Amministrazione Internazionale
Sezione 1. Officer. Gli Officer dell’Associazione sono: il Presidente,
l’Immediato Past Presidente, il Primo Vice Presidente, il Secondo Vice
Presidente, (che sono gli Officer esecutivi), i Direttori Internazionali, i
Governatori Distrettuali, l’Amministratore Esecutivo, il Tesoriere, il Segretario
(l’Amministratore Esecutivo, il Tesoriere ed il Segretario sono i funzionari
amministrativi) ed ogni altro Officer designato dal Consiglio di
Amministrazione Internazionale.
(Statuto Internazionale Art. IV)
Sezione 4. Composizione ed elezione del Consiglio di Amministrazione
Internazionale.
Il Consiglio di Amministrazione Internazionale di questa Associazione è composto dal Presidente, dall’Immediato Past Presidente, dal Primo e Secondo
Vice Presidente e da Direttori eletti nel modo seguente: in tutti gli anni pari,
saranno eletti sedici (16) Direttori: uno (1) dai club dell’India, Asia del Sud,
Africa e Medio Oriente; uno (1) dai club dell’Australia, Nuova Zelanda, Papua
Nuova Guinea, Indonesia e Isole dell’Oceano Pacifico del Sud; due (2) dai
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club dell’Europa; tre (3) dai club dell’Oriente e dell’Asia Sud-orientale; due
(2) dai club del Sud America, America Centrale, Messico ed Isole del Mar dei
Caraibi; e sette (7) dai club degli Stati Uniti d’America e paesi affiliati,
Bermude e Bahamas.
In tutti gli anni dispari, saranno eletti diciassette (17) Direttori: due (2) dai
club dell’India, Asia del Sud, Africa e Medio Oriente; uno (1) dai club del
Canada; tre (3) dai club dell’Europa; due (2) dai club dell’Oriente e dell’Asia
Sud orientale; uno (1) dai club del Sud America, America Centrale, Messico ed
Isole del Mar dei Caraibi ed otto (8) dai club degli Stati Uniti d’America e
paesi affiliati, Bermude e Bahamas.
(Statuto Internazionale Art. IV)
L’Italia ha espresso:
Presidente Internazionale
Prof. Giuseppe “Pino” Grimaldi 1994/1995
Direttori Internazionali:
Ugo Sola
(Lions Club Roma)
Giovanni Gardini
Giuseppe Grimaldi
Giuseppe Taranto
(Lions Club Roma Capitolium)
Giovanni Rigone
Paolo Bernardi
Massimo Fabio
Antonio Perrot
Sergio Maggi
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1959/1960
1966/1968
1972/1974
1980/1982
1988/1990
1996/1998
1999/2001
2001/2003
2004/2006
CONGRESSI DISTRETTUALI
di Vito Cilmi
I congressi nazionali e distrettuali vengono convocati ogni anno per la trattazione dei problemi organizzativi e operativi che interessano rispettivamente il
multidistretto e il distretto secondo le modalità fissate da Statuto e
Regolamento Internazionale, Multidistrettuale e Distrettuali. In particolare,
come recita l’art. 5 dello statuto del distretto 108L, i congressi ordinari del
distretto che si tengono durante l’anno lionistico sono due: il Congresso
d’Autunno, di norma tenuto nel mese di novembre ed il Congresso Distrettuale,
di norma tenuto nel successivo mese di maggio.
Il Congresso Distrettuale di Primavera è pienamente deliberante.
Il primo congresso distrettuale ha avuto luogo nell’anno sociale 1959-60 a
Porto d’Ischia, Governatore Pier Giovanni Canepele, il 3 giugno 1960.
Ogni anno sono stati pubblicati gli atti che, se inviati, sono stati conservati
nell’Archivio Storico Nazionale oggi trasferito presso la Segreteria Nazionale
dove dalle ricerche effettuate sono stati rinvenuti solo quelli di 47 anni.
Mancano quelli del 1967 (DG Fracassini) - 1968 (DG Cricchio) - 1969 (DG
Barbieri).
Negli ultimi anni, in alcuni distretti, tra cui il nostro, oltre agli annuali congressi distrettuali, si svolgono i “Congressi d’Autunno”.
Il Congresso d’Autunno è la sede privilegiata per la trattazione di problematiche associative o di carattere etico, morale, sociale, ambientale, e comunque che abbiano carattere di attualità e di interesse storico. Esso è deliberante
solo in materia di approvazione del bilancio consuntivo del distretto e di designazione del candidato del distretto alla carica di direttore internazionale.
Il tema del congresso è scelto dal Governatore che traccia il programma dei
lavori nominando i relatori e predisponendo gli interventi programmati,
lasciando adeguato spazio di tempo per gli interventi liberi.
Il congresso può concludersi con mozioni votate dall’assemblea.
La mozione conclusiva, le relazioni e gli interventi potranno essere pubblicati sulla stampa associativa.
Elenco dei Congressi annuali di primavera
Fino al congresso di Sanremo (1985) i congressi del nostro distretto si svolgono nella stessa sede ed in occasione del congresso nazionale
I - Porto d’Ischia - 3 giugno 1960 - DG Pier Giovanni CANEPELE
II - Alghero - 8 maggio 1961 - DG Arturo SCATTINI
III - Cattolica - 31 maggio 1962 - DG Emanuele PILO
Per la morte del Governatore Pilo nel corso dell’anno sociale l’incarico è completato dal Past Governatore Scattini
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Il lions dott. Cataldo del club di Cassino propone di aprire i club alle donne. La
proposta non è accolta. Una simile proposta è invece accolta dopo 25 anni alla
Convention di Taipei nel 1987.
IV - Trieste - 24 maggio 1963 - DG Vincenzo BARILE
L’attivo della gestione dell’anno precedente di £.1.650.000 viene assegnato al
club di Trieste a favore di opere assistenziale della città.
V - Sanremo - 29 maggio 1964 - DG Lelio LANDI
VI - Taormina - 1 giugno 1965 - DG Arturo FRANCHETTI
È approvata la proposta di tenere il congresso distrettuale in coincidenza di data
e località con il congresso nazionale.
VII - Viareggio - 2 Giugno 1966 - DG Giuseppe PISANO URAS
È approvata la proposta relativa ad un gentlemen agreement che prevede l’elezione del Governatore seguendo la rotazione Lazio, Toscana, Umbria - Lazio,
Toscana Sardegna.
È approvata la proposta di costruzione casa/albergo per anziani lions e non lions.
VIII - Merano - DG Victor Ugo FRACASSINI
IX - Bari - DG Francesco CRICCHIO
X - Stresa - DG Dario BARBIERI
XI - Sorrento - 24 maggio 1970 - DG Enzo ROVASIO
È approvato di proporre al congresso nazionale l’adozione come tema di studio
nazionale “La certezza del diritto quale garanzia per la libertà dei cittadini”. Il
tema al congresso nazionale è approvato all’unanimità.
XII - Firenze - 29 maggio 1971 - DG Lao COTTINI
È approvata la costituzione del “Centro Studi del Lionismo”. - È approvata la
stampa della collana dei “Quaderni del lionismo” con affidamento dalla direzione a Osvaldo de Tullio.- È approvata la costituzione del “Fondo della Bontà”
XIII - Merano - 10 giugno 1972 - DG Massimo REGARD
È approvata la proposta di modifica degli articoli 10, 13, 15 e 22 dello Statuto
Distrettuale. - È approvata la soppressione della rivista “Argomenti”.
XIV - Milano Marittima - 30 maggio 1973 - DG Carlo ABBOZZO
È approvato di proporre al congresso nazionale come tema di studio nazionale
“I disadattati”. Il tema al congresso nazionale è approvato all’unanimità.
XV - Sanremo - 28 maggio 1974 - DG Mario GIOVANNINI
L’assemblea aderisce all’iniziativa nazionale per la presentazione della candidatura a terzo Presidente Internazionale di Giuseppe Grimaldi.
XVI - Taormina - 29 maggio 1975 - DG Giuseppe TARANTO
66
È approvata l’adozione dello Statuto e Regolamento tipo per i club del distretto.
XVII - Viareggio - 1976 - DG Agostino FRAU DONEDDU
XVIII Gardone Riviera - 25 maggio 1977 - DG Pierluigi GUIDI
È approvata la costituzione della “ Stampa lionistica s.r.l.” per la gestione della
rivista distrettuale. - La proposta di tenere il congresso distrettuale con ampio
anticipo ed in sede diversa da quello nazionale è respinta.
XIX - Rimini - 26 maggio 1978 - DG Osvaldo de TULLIO
XX - Bologna - 24 maggio 1979 - DG Domenico MAMMOLI
Giuseppe Taranto è designato candidato Direttore Internazionale per il biennio
1980-1982.
XXI - Fiuggi - 29 maggio 1980 - DG Enrico BELLINI
È approvata la sostituzione dell’espressione “Fondo della Bontà” con “Fondo
della solidarietà sociale” ed il relativo regolamento.
È approvata la proposta per l’elezione, a partire dal prossimo anno sociale, del
“Governatore designato” per il secondo anno successivo all’anno di designazione.
XXII - Stresa - 28 maggio 1981 - DG Ferdinando ANTONIOTTI
È approvata la designazione di Vito Cilmi a componente della commissione
multidistrettuale per le relazioni internazionali per il biennio 1982-1984.
Governatore designato per l’anno 1982-1983 è eletto Brunello Bretoni.
XXIII - Montecatini - 3 giugno 1982 - DG Romeo PAPANDREA
Governatore designato per l’anno 1983-1984 è eletto Giuseppe SANSONETTI.
XXIV - Sorrento - 19 maggio 1983 - DG Brunello BRETTONI
Governatore designato per l’anno 1984-1985 è eletto Francesco PAMPANINI.
XXV - Bologna - 24 maggio 1984 - DG Giuseppe SANSONETTI
XXVI - Sanremo - 9 maggio 1985 - DG Francesco PAMPANINI
È approvata la proposta di anticipare il congresso distrettuale rispetto a quello
nazionale da tenersi nell’ambito del territorio del distretto, contrariamente a quanto deliberato al congresso del 1965. È respinta la proposta di suddivisione del
distretto. È respinta la proposta dell’elezione del Vice Governatore (ora denominato Presidente di Circoscrizione) e dei Delegati di Zona su designazione dei club.
Da quest’anno in poi per effetto della delibera adottata al congresso di Sanremo,
i congressi distrettuali si svolgono in una località del distretto e non nella stessa
sede ed in occasione del congresso nazionale come fin qui praticato.
XXVII - Alghero - 3 maggio 1986 - DG Luciano BRACCINI
È approvato il nuovo testo dello Statuto e Regolamento distrettuali.
Per la carica di Conservatore dell’Archivio Storico Nazionale per il biennio
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1986- 1988 è approvata la riconferma di Vito Cilmi. La conferma sarà portata
per la ratifica al prossimo congresso nazionale in base all’art. 10 del regolamento multidistrettuale,
XXVIII - Chianciano Terme - 1 maggio 1987 - DG Umberto MANUCCI
È approvata l’adozione del nuovo Statuto e Regolamento tipo di club obbligatorio per tutti i club che non hanno uno statuto proprio. È messo in votazione e
approvato a maggioranza il gentlemen agreement relativo all’istituzione del
“Candidato Unico per Governatore del secondo anno successivo”, in sostituzione del Governatore designato.
XXIX - Montecatini Terme - 6 maggio 1988 - DG Jolao FARCI
È assegnato il Premio “Lao Cottini” per una tesi di laurea sul volontariato.
È eletto “candidato unico” a Governatore anno 1989-1990 Rosario Troccoli
XXX - Chianciano Terme - 29 aprile 1989 - DG Vittorio PIZZA
Il progetto di ristrutturazione del distretto 108/L è respinto.”Mondolions” è la
migliore rivista di club.
È eletto candidato unico a Governatore anno 1990-1991 Aldo Villani
XXXI - Chianciano Terme - 11 maggio 1990 - DG Bruzio PIRRONGELLI
È eletto candidato unico a Governatore 1991-1992 Giovanni Fenzi
XXXII - Viareggio - 10 maggio 1991 - DG Aldo VILLANI
È eletto candidato unico a Governatore 1992-1993 Dario Pinti
XXXIII - Montecatini Terme - 19 maggio 1992 - DG Giovanni Fenzi
A seguito della suddivisione del distretto sono eletti per l’anno 1992-1993 due
Governatori: per il distretto 108/LA (Toscana) Mauro Bellavista e per il distretto 108/L (Lazio, Umbria e Sardegna) Dario Pinti
XXXIV - Fiuggi Terme - 7 maggio 1993 - DG Dario PINTI
È eletto Candidato Unico a Governatore 1994-1995 Bruno Ferraro
XXXV - Perugia - 6 maggio 1994 - DG Antonello TONDO
Da quest’anno, e con effetto dall’anno sociale successivo, la carica di
Candidato Unico è sostituita da quella di Vice Governatore ufficialmente stabilita dalla Sede Centrale. Pertanto è eletto Vice Governatore 1994-1995
Francesco Migliorini con diritto di candidarsi solo lui a Governatore per l’anno
sociale 1995-1996.
XXXVI - Todi 12 maggio 1995 - DG Bruno FERRARO
Sono approvate alcune modifiche statutarie - È eletto Vice Governatore19951996 Carlo Padula
XXXVII - Gaeta - 10 maggio 1996 - DG Francesco MIGLIORINI
È eletto Vice Governatore 1996-1997 Giuseppe Palmas
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XXXVIII - Fiuggi Terme - 9 maggio 1997 - DG Carlo PADULA
La proposta di modifica degli art. 4, 21 e 71 dello Statuto distrettuale è approvata. Il premio per il migliore notiziario di club è assegnato al club di Terni
Host. - È eletto Vice Governatore 1998-1999 Bruno Riitano.
XXXIX - Perugia - 15 maggio 1998 - DG Giuseppe PALMAS
È eletto Vice Governatore 1998-1999 Pietro Pegoraro.
XL - Orvieto - 14 maggio 1999 - DG Bruno RIITANO
Bruzio Pirrongelli è eletto candidato del distretto alla carica di Direttore
Internazionale per il biennio 2001- 2003.
È eletto Vice Governatore 1999-2000 Enrico Cesarotti
XLI - Quartu S.Elena - 12 maggio 2000 - Pietro PEGORARO
È eletto Vice Governatore 2000-2001 Raffaele Gallus Cardia.
XLII - Foligno - 18 maggio 2001 - DG Enrico CESAROTTI
Le proposte di alcune modifiche alla Statuto distrettuale sono approvate. La
proposta di un tema di studio distrettuale è respinta. La richiesta di utilizzo del
marchio Lions per l’Associazione ALI.TE.MO non è approvata.
È eletto Vice Governatore 2001-2002 Luigi De Sio.
XLIII - Viterbo - 10 maggio 2002 - DG Raffaele GALLUS CARDIA
Enrico Cesarotti è eletto candidato del distretto alla carica di Direttore
Internazionale per il biennio 2004- 2006. È eletto Vice Governatore 2002-2003
Renato Palumbo.
XLIV - Sabaudia - 9 maggio 2003 - DG Luigi DE SIO
La proposta di alcune modifiche al Regolamento del Centro Studi non è approvata. È eletto Vice Governatore 2003-2004 Alberto Maria Tarantino.
XLV - Gubbio - 7 maggio 2004 - DG Renato PALUMBO
È approvata la designazione del PDG Osvaldo de Tullio a componente della
Commissione Multidistrettuale per le Relazioni Internazionali. È approvato lo
studio relativo alla costituzione della “Fondazione del Distretto 108/L” È
approvata l’istituzione dell’informatico del distretto e dell’informatico di club.
È approvata l’istituzione del premio “Leone d’oro” da assegnare ad un club. È
eletto Vice Governatore 2004-2005 Agostino Inzaina.
XLVI - Ostia ( Roma) - 13 maggio 2005 - DG Alberto M. TARANTINO Con
mozione d’ordine l’argomento relativo a “Statuto Fondazione Distrettuale”
viene eliminato dall’OdG e rinviato al congresso del prossimo anno per
approfondimento. Le proposte di modifica ad alcuni articoli del regolamento
distrettuale sono approvate. Il PDG Renato Palumbo è designato candidato alla
carica di Direttore Internazionale per il biennio 2007-2009. È eletto Vice
Governatore 2005-2006 Ida Panusa.
69
XLVII - Sabaudia - 5 maggio 2006 - DG Agostino INZAINA - È approvato il
nuovo Statuto e Regolamento Distrettuali - È eletto Vice Governatore 20062007 Vincenzo Mennella.
Congressi d’Autunno
1994-1995 - DG Bruno Ferraro - Tema: Ruolo dei lions club in un sistema di
democrazia partecipativa
1995-1996 - DG Francesco Migliorini - Tema: La difesa dell’unità nazionale,
precetto primario della nostra Costituzione e compito tradizionale dei lions nell’ambito dell’impegno istituzionale dell’associazione e del principio di solidarietà fra regioni ricche e regioni povere.
1996-1997 - DG Carlo Padula - Tema: Il lionismo e le sfide del 2000
1997-1998 - Non ha avuto luogo
1998-1999 - DG Bruno Riitano - Tema: La conquista della scienza e l’uso
distorto delle sue scoperte
1999-2000 - DG Pietro Pegoraro - Tema: Disoccupazione e lavoro: nuove strategie e formazione dei giovani nel terzo millennio
2000-2001 - DG Enrico Cesarotti - Tema: Conoscere il lionismo per viverlo
appieno
2001-2002 - DG Raffaele Gallus Cardia - Tema: I lions per la salvaguardia
degli ideali di pace, di libertà, di solidarietà e di giustizia sociale tra i popoli del
mondo
2002-2003 - DG Luigi De Sio - Tema: La violenza nel mondo giovanile
2003-2004 - DG Renato Palumbo - Tema: Tecnologia, innovazione e qualità
della vita
2004-2005 - DG Alberto Maria Tarantino - Tema: I lions club protagonisti nella
società
2005-2006 - DG Agostino Inzaina - Tema: Il futuro del lionismo tra sfide e
risposte del mondo che cambia
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TEMI DI STUDIO
di Vito Cilmi
Dopo il primo periodo che ha visto la nostra associazione impegnata nell’organizzazione territoriale e nello sviluppo dei rapporti operativi tra i club e
nel cercare di darsi una connotazione culturale più conforme alle nostre tradizioni, nel 1962 al congresso nazionale di Riccione si comprese l’importanza di
leggere con maggiore e rinnovata attenzione alcuni dettati del “codice dell’etica
lionistica” e degli “scopi”.
Significava interessarsi alle problematiche di largo interesse sociale e quindi potere affrontare attraverso la trattazione un argomento di valenza generale e
attuale.
Il primo tema trattato fu “l’Analfabetismo”. Si era in un periodo (anno
1962) che vedeva ancora una fascia di connazionali in condizioni di relativa
acculturazione.
Originali e vari nel tempo i temi trattati dai lions nella società contemporanea.
Dall’anno sociale 1993-1994, Governatore Antonello Tondo, nel congresso
distrettuale, oltre al tema nazionale, viene trattato anche un tema distrettuale
che era stato votato al congresso dell’anno precedente e dibattuto nel corso dell’intero anno sociale.
Elenco dei Temi di studio
Temi Nazionali
1961-1962 - L’Analfabetismo
1962-1963 - Educazione dei privi della vista in relazione al loro inserimento
nel mondo del lavoro
1963-1964 e 1964-1965 - Reinserimento dei minori disadattati nella vita sociale e civile
1965-1966 - L’infortunistica stradale e pronto soccorso
1966-1967 - L’assistenza agli anziani
1967-1968 - Lionismo e cultura
1968-1969 - I giovani e la società contemporanea
1969-1970 - I lions nella società italiana d’oggi: spirito e azione
71
1970-1971 - La certezza del diritto quale garanzia della libertà del cittadino
(proposto dal Distretto L) - (trattato anche nei 2 anni successivi) - Assistenza ai
subnormali
1971-1972 - 1972-1973 - L’azione dei lions per l’Europa unita - I disadattati
1973-1974 - Il fenomeno della violenza, responsabilità di genitori, educatori e
governanti nel conflitto fra autorità e libertà: disadattamento minorile e ristrutturazione e restauro dell’ambiente socio economico (proposto dal distretto L) La difesa del cittadino dinanzi alla pubblica amministrazione
1974-1975 - Assistenza ai disadattati - Formazione dell’uomo e del cittadino
nella scuola - Credibilità dell’azione dei lions come promotori del pensiero
civico della nazione - Emigrazione interna nel contesto nazionale
1975-1976 - La formazione del cittadino in funzione del dovere costituzionale
di concorrere con il proprio lavoro al progresso della società (proposto dal
distretto L)
1976-1977 - L’azione dei lions nelle strutture di base attraverso la serietà e
l’impegno nel lavoro quali elementi essenziali per il risanamento morale ed
economico della società e per la tutela della libertà del cittadino
1977-1978 - Il dramma della incomunicabilità sociale del nostro tempo (proposto dal distretto L)
1978-1979 - Crisi dello Stato: realtà e prospettive. Funzione e contributo del
lionismo
1979-1980 - Il contributo dell’Associazione nella valorizzazione delle vocazioni agricole, turistiche e artigianali italiane per il rilancio economico del Paese
nel contesto comunitario europeo
1980-1981 - Necessità dell’inserimento di tutti i ceti produttivi nel dialogo
decisionale tra la classe dirigente e organizzazioni partitiche e sindacali (proposto dal distretto L)
1981-1982 - Necessaria ed intima correlazione tra il dovere contributivo del
cittadino ed il dovere dello Stato dei suoi organi e dei suoi Amministratori di
oculato e funzionale impiego del denaro pubblico (proposto dal distretto L)
1982-1983 - Funzione sociale dell’associazionismo nella democrazia
1983 -1984 - L’uomo ed il suo futuro: Ricerche dei lions per lo sviluppo dei
popoli e della società
72
1984-1985 - La completezza e l’obiettività dell’informazione come garanzia di
libertà. - La donazione del sangue: dovere sociale ed esigenza umana (ripetuto
nell’anno successivo)
1985-1986 - Eclissi della famiglia: nuovi modelli
1986-1987 - Proposte concrete dei lions italiani per l’efficienza delle istituzioni
1987-1988 - Ambiente sviluppo e qualità della vita. - Ama di più la tua città
(ripetuto nei 4 anni successivi)
1988-1989 - Le tradizioni e la loro riscoperta: un patrimonio da salvare(proposto dal distretto L)
1989-1990 - Il futuro dell’uomo di fronte alla degenerazione del potere
1991-1992 - Diritti e doveri sociali del singolo per l’equilibrato sviluppo di una
società civile (proposto dal distretto L)
1992-1993 - Quarantacinque anni della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:il contributo dei lions alla riaffermazione della sostanziale uguaglianza
morale, sociale di tutti gli individui come utile indicazione per un adeguato rinnovamento istituzionale (proposto dal distretto L)
1993-1994 - Ritornare al nucleare per garantire al paese più autonomia,
ambiente e aria pulita, sviluppo tecnologico ed energia a costo più basso
1994-1995 - I giovani ed il loro futuro nell’Europa dei popoli:valori fondamentali e valori nuovi - La solidarietà come impegno di tutti: il Progetto Albania
(ripetuto nell’anno successivo)
1995-1996 - La difesa dell’unità nazionale precetto primario della nostra
Costituzione e compito tradizionale dei lions nell’ambito dell’impegno istituzionale dell’associazione e del principio di solidarietà fra regioni ricche e
regioni povere del paese
1996-1997 - Al crepuscolo delle ideologie, i grandi ed antichi valori della solidarietà e della tolleranza per una migliore convivenza pluralista e per uno stato
al servizio della persona umana
1997-1998 - La legge “no profit” apre nuovi scenari: un lionismo a difesa dei
valori umani fondamentali attraverso la promozione della cittadinanza attiva,
forma concreta di solidarietà sociale. - Lotta al diabete: impegno dei lions Fight Autism (ripetuto nell’anno successivo)
1998-1999 - A 50 anni della Dichiarazione Universale l’azione dei lions per
73
l’affermazione dei diritti dell’Uomo: cittadinanza attiva nazionale ed internazionale
1999-2000 - La tolleranza come rispetto, accettazione ed apprezzamento della
ricchezza e della diversità delle culture, riconoscimento dei diritti universali e
delle libertà fondamentali degli altri - Progetto Infanzia Serena.
La tutela dei minori (ripetuto nell’anno successivo)
2000-2001 - 2001-2002 - Sorella acqua per il 2000: conoscerla per salvarla
2002-2003 - Cellule staminali: trapianto o donazione - Una nuova era, una
nuova etica. O un nuovo caso Galileo?
2003-2004 - Il disagio giovanile ed i diritti dei minori
2004-2005 - La malattia di Alzheimer trova la società impreparata ad accogliere e curare le sue vittime, sempre più numerose - L’impegno dei lions e dei leo
nelle famiglie e nei servizi può migliorare la qualità della vita
2005-2006 - Sordità una disabilità superabile. L’importanza dei lions nella difesa dell’inquinamento acustico (ripetuto nell’anno successivo)
2006-2007 - La mobilità delle persone in ossigenoterapia a lungo termine
Temi Distrettuali
1993-1994 - Il contributo dei lions alla riaffermazione della sostanziale uguaglianza morale, sociale, giuridica di tutti gli individui come utile indicazione
per un adeguato rinnovamento istituzionale.
1998-1999 - L’istituto del difensore civico, segno tangibile di crescita democratica.
2000-2001 - Radiazioni elettromagnetiche: problematiche socio - economiche e
ambientali
2002- 2003 - Il lionismo invecchia: come reagire.
2003-2004 - Organismi geneticamente modificati: OGM aspettative ed interrogativi
2004 -2005 - Il lavoro etico e la responsabilità sociale d’impresa
2005 - 2006 - Dal trattato di Roma alla costituzione europea - Cinquant’anni di
lionismo nel distretto.
2006 -2007 - Immigrazione, integrazione e diritti umani.
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SERVICE NAZIONALI E DISTRETTUALI
di Vito Cilmi
Melvin Jones, fondatore dell’associazione, affermava: “Sono completamente convinto che non possiamo arrivare lontano se non facciamo qualche cosa
per gli altri”.
Sarà la norma fondamentale del lionismo e della sua azione sociale, che
raggiungerà la sua vera essenza quando si assumerà l’impegno statutario non di
fare “qualcosa per gli altri” ma di dedicare tutta l’attività associativa agli interessi generali della comunità: essere cioè un “club service”, ossia di servizio
dell’umanità.
Di questo servizio, svoltosi sotto molteplici forme, è ricchissima la vita del
lionismo del nostro distretto.
Grande importanza assumono i service internazionali quali Sight First e gli
investimenti per le grandi calamità naturali.
In questa ultima materia i lions sono stati sempre fra i primi soccorritori.
Basterà ricordare gli interventi per i terremotati di Tuscania ed il concorso del
nostro distretto ai service nazionale per la rifusione della Campana di Rovereto,
per l’assistenza alla popolazioni del Vajont, ecc.
Questo capitolo si occupa solo dei service nazionali, cioè quei service che
vengono deliberati dai congressi nazionali e vengono portati a compimento per
l’intero anno sociale da tutti i club del multidistretto. Non saranno oggetto di
trattazione i service dei club, singoli o associati, posto che il loro numero supera le possibilità di ogni sia pur esemplificativa trattazione e che costituiscono,
come è noto, materia della quotidiana e normale attività dei singoli sodalizi.
Dall’anno 1987-1988, ad iniziativa di alcuni Governatori, è stato portato in
votazione ai singoli congressi distrettuali anche un service distrettuale con invito ai club del distretto a trattarlo nel corso dell’anno.
Elenco dei Service nazionali e distrettuali
Service nazionali
1963-1964 - Centri per la diagnosi precoce del glaucoma intesa come profilassi
della cecità
1964-1965 - Le vie d’accesso al turismo in Italia
1965-1966 - Infortunistica stradale e pronto soccorso
1966-1967 - L’assistenza agli anziani
1967-1968 - 1968-1969 - 1969-1970 - Nessun service
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1970-71 - 1971-72 - 1972-73 - 1973-74 - 1974-75 - L’assistenza ai disadattati
1975-1976 - Nessun service
1976-1977 - Studio per l’organizzazione e l’attuazione dei soccorsi in caso di
calamità naturali. La protezione civile
1977-1978 - La protezione civile
1978-1979 - L’azione dei lions in vista delle elezioni 1979 per il Parlamento
Europeo e il voto degli italiani all’estero
1979-1980 - Protezione civile: I lions, con i giovani, nella comune difesa di
questo mondo
1980-1981 - Volontariato espressione di libertà: impegno operativo dei lions
nell’ecologia e nella protezione civile
1981-1982 - La protezione civile: un’esperienza da non procrastinare
1982-1983 - Anziani: dimensione 2000
1983-1984 - La donazione degli organi: espressione concreta di sensibilità e
solidarietà umana e di dovere civile
1984-1985 - 1985-1986 - La donazione del sangue: dovere sociale ed esigenza
umana
1986.1987 - 1987-1988 - 1988-1989 - 1989-1990 - 1990-1991 - 1991-1992 Rispetto alla vita: educazione al primo soccorso
1987-1988 - 1988-1989 - 1989- 1990 - 1990-1991 - 1991-1992 Ama di più la
tua città
1992-1993 - 1993-1994 - Adozione di una scheda oftalmica per la prevenzione
e la diagnosi precoce delle alterazioni visive nel bambino - Vivere la legalità
nei gesti quotidiani per costruire una nuova cultura della convivenza
1994-1995 - Il nostro comune, il nostro statuto; l’impegno di solidarietà civile
dei lions per rendere concreta e operativa la partecipazione del cittadino alla
vita delle istituzioni
1995-1996 - Obiettivo 2000: persone vere per vincere la leucemia (ripetuto nell’anno successivo)
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1996-1997 - Donazione e trapianto di organi e di midollo osseo - La solidarietà
come impegno di tutti: Progetto Albania
1997-1998 - Fight Autism (ripetuto nell’anno successivo)
1998-1999 - Lotta al diabete: impegno dei lions
1999-2000 - Progetto infanzia serena - la tutela dei minori (ripetuto nell’anno
successivo)
2000-2001 - Fondazione “Banca degli Occhi” Melvin Jones
2001-2002 - Trauma cranico: prevenzione e ritorno alla vita
2002-2003 - Aidweb.org. insieme contro le malattie rare
2003-2004- Informatizzazione e nuove tecnologie per potenziare l’organizzazione operativa lions: un progetto di formazione e lavoro per disabili
2004-2005 - I lions ed il mondo dei giovani ( YOUNG FIRST)
2005-2006 - Il “Libro Parlato”
2006-2007 - Mai più bambini sordi
Service distrettuali (del Distretto 108L)
1987-1988 - Proposte per una città migliore - Fotoemoteca (ripetuto nei 5 anni
successivi - Difesa e recupero dei beni ambientali - Protezione Civile e difesa
dell’ambiente (ripetuto nei 2 anni successivi)
1988-1989 - Un lions, un albero
1989-1990 - Difensore civico - Progetto Prisma 90 (ripetuto nell’anno successivo) - Tutela del patrimonio artistico (ripetuto nell’anno successivo)
1990-1991 - Progetto Leonida
1991-1992 - Cura e prevenzione del diabete
1992-1993 - Aiutiamo l’Europa a crescere
1993-1994 - Obiettivo anziani: i lions al tuo fianco
77
1994-1995 - Nessun service
1995-1996 - Casa di accoglienza di Cagliari (ripetuto nei 2 anni successivi) - Il
nostro Comune il nostro Statuto
1996-1997 - Progetto città (ripetuto nell’anno successivo) - Obiettivo anziani
(ripetuto nell’anno successivo) - Un club leo per ogni club lions
1997-1998 - Dolce sorriso
1998-1999 - Prevenzione del Melanoma e degli altri tumori della pelle
1999-2000 - Insieme città facendo - Contributo dei lions club per l’inserimento
dei giovani nel mondo del lavoro
2000-2001 - Inserimento dei giovani nel mondo del lavoro
2001-2002 - 2002-2003 - Donazione del sangue del cordone ombelicale (ripetuto nell’anno successivo)
2003-2004 - Infanzia negata
2004-2005 - No al doping per uno sport sano: istruzioni per l’uso
2005-2006 - 2006-2007 - Costruiamo la speranza, il villaggio SO.SPE
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I LEO
di Stefano Sartoris
Il programma LEO è un programma giovanile dell’International
Association of Lions Clubs, rivolto alla fondazione e sviluppo dei leo club,
costituiti da giovani tra i 12 e 28 anni, animati da forte spirito di amicizia e di
servizio, i quali svolgono attività a sostegno della comunità nell’ambito della
quale operano. I leo, come i lions, hanno alla base del loro agire uno scopo che
ben si adatta alla loro crescita e maturazione e che, se ben diffuso e sostenuto,
permette ai giovani di agire fondando le loro opere su basi profondamente etiche: promuovere fra i giovani della comunità quelle attività di servizio civico
che sviluppano le qualità individuali di Leadership, Esperienza ed Opportunità
(da cui l’acronimo L.E.O.).
I leo del distretto 108L, così come i loro padrini lions, sono stati precursori
dei tempi e, il 2 ottobre 1969, governatore l’avv. Enzo Rovasio, grazie anche
alla lungimiranza del lions club Civitavecchia - Santa Marinella Host e dell’indimenticabile ing. Giuseppe Sansonetti, fondarono il primo leo club del distretto e d’Italia.
Seguirono diversi anni nel corso dei quali nacquero altri leo club (Cagliari,
Firenze, Formia, Latina Host, etc.), fino a giungere all’anno sociale 1979/1980,
nel corso del quale nacque il distretto leo 108L, che comprendeva allora il Lazio,
la Sardegna, la Toscana e l’Umbria. A ricoprire la carica di presidente del distretto fu il dott. Alberto De Stefano (socio del leo club Roma Host), allora 26enne,
oggi socio del lions club Roma Host. Chairman del distretto era ancora l’ing.
Giuseppe Sansonetti. Era l’anno in cui si tenne la prima conferenza dei leo club
italiani. Vice presidente del distretto era allora un grande lions ed un amico speciale, l’avv. Stefano Pecchioli (socio del leo club Spoleto), recentemente scomparso, che ricoprì, l’anno successivo (1980/81), all’età di 24 anni, la carica di presidente distrettuale. Era l’anno in cui si approvarono le norme leo-lions al congresso di Stresa e l’anno in cui si tenne il primo Forum Europeo Leo a Turku in
Finlandia, l’anno in cui i distretti leo italiani divennero cinque, l’anno in cui i leo
club del distretto erano già diventati ventuno. Altri presidenti nel corso degli anni
si succedettero, diversi appartenevano ai leo club della Toscana, ma voglio ricordare, fino all’anno della suddivisione del distretto lions 108L (e di conseguenza
di quello leo), per brevità e facile identificabilità quelli che appartenevano ai club
che costituiscono il nostro attuale distretto: l’anno sociale 1982/83 ricoprì la carica di presidente distrettuale, all’età di 26 anni, il dott. Piero De Stefano (socio del
leo club Roma Host), chairman era l’avv. Domenico Mammoli, l’anno 1983/84 la
carica di presidente distrettuale fu ricoperta da Fabio Manca (socio del leo club
Cagliari), governatore l’ing. Giuseppe Sansonetti, chairman era ancora l’avv.
Domenico Mammoli, l’anno 1985/86 ricoprì la carica di presidente distrettuale,
all’età di 26 anni (socio del leo club Roma Capitolium), il dott. Fabrizio
Sciarretta, attuale presidente del lions club Roma Quirinale. I leo club erano già
diventati ventiquattro ed i distretti leo italiani erano sette. Nell’anno 1986/87 a
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ricoprire la carica di presidente distrettuale fu l’avv. Andrea Pirastu, allora 27enne
socio del leo club Cagliari, ed attuale socio del lions club Cagliari Castello,
governatore il cav. Umberto Manucci, chairman l’ing. Francesco Migliorini.
Proprio sull’ing. Migliorini, governatore nell’anno sociale 1995/96, mi soffermerò un attimo. Come l’ing. Sansonetti, Migliorini ricoprì la carica di chairman
per diversi anni (fino all’anno sociale 1992/93) e, come per l’ing. Sansonetti, la
sua presenza tra i leo, il suo grande equilibrio e la sua moderazione, furono per
molti leo un esempio da seguire, furono per molti giovani la massima espressione
di attenzione e di rispetto per le idee altrui, furono per molti leo il vero significato
di un’associazione che proprio in quegli anni vide appartenere ai vari leo club
alcuni soci che ancora oggi proseguono il loro servizio disinteressato all’interno
di un lions club. Molto i leo devono all’ing. Migliorini grazie al suo impegno ed
alla sua sapiente guida. Nel riprendere il cammino verso giorni più recenti, l’anno
1988/89 vide la presidenza della dott.ssa Lucilla Boschero del leo club Frosinone,
chairman l’ing. Francesco Migliorini, i club erano trentadue, l’anno 1989/90
divenne presidente del distretto il dott. Vincenzo Marchianò, allora socio 29enne
del leo club Terni, oggi presidente del lions club Roma Appia Antica,
Governatore il compianto avv. Bruzio Pirrongelli, Chairman l’ing. Francesco
Migliorini. E veniamo all’anno sociale 1991/92, al termine del quale dal distretto
leo 108L nacque per gemmazione il distretto leo 108La. Era l’anno della presidenza della dott.ssa Elisabetta Cesarotti, attuale chairman del distretto Leo 108L
e socio del lions club Roma Appia Antica, chairman ancora l’ing. Francesco
Migliorini. I club attivi erano allora trentotto e sette i distretti leo. Era l’anno in
cui i leo censirono tutte le biblioteche italiane non appartenenti all’Unione
Italiana Ciechi e pubblicarono un catalogo di tutti i libri parlati disponibili nel
distretto 108L. Nasce spontaneo notare quanto un service realizzato dai leo ormai
quattordici anni fa è, ancora oggi, nell’anno in cui il libro parlato ci vede ancora
impegnati in prima linea, di grandissima attualità.
Molteplici comunque furono fino a quegli anni le attività sviluppate quali, per
esempio, iniziative rivolte alla salvaguardia dei beni culturali e raccolte fondi a
favore di istituti per anziani (1980/81), pubblicazione sulla protezione civile
(1981/82), rilievo delle barriere architettoniche nelle aree di servizio collocate
all’interno del distretto 108L e raccolte fondi con donazioni per circa trenta milioni
di lire (1983/84), attività di sensibilizzazione sulla “retinopatia diabetica” e pubblicazione su “I paraplegici e le barriere architettoniche: risultati di una indagine”
(1984/85), raccolta fondi per l’AIRC ed organizzazione di stage all’estero per l’apprendimento di lavori artigianali in via di estinzione, oltre a raccolte fondi e donazioni per circa sessanta milioni di lire (1985/86), distribuzione di buste ecologiche
nei supermercati localizzati nell’area del distretto 108L e conferenza sulla prevenzione delle malattie del tabagismo con l’intervento dell’on. Degan (1986/87), raccolta fondi e donazioni per centotto milioni di lire (trentadue dei quali destinati
all’Unione Italiana Ciechi e otto milioni circa destinati all’Associazione Italiana
Sclerosi Multipla) (1987/88), raccolte fondi e donazioni per centocinquanta milioni di lire (1989/90), partecipazione al Telethon (1991/92).
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Gli anni a seguire videro avvicendarsi alla presidenza del distretto leo soci di
provata esperienza, alcuni dei quali sarebbero poi diventati lions, quali ad esempio l’avv. Antonino Ruggiano (1993/94) (attualmente socio del lions club Todi),
governatore prof. Antonello Tondo, chairman ancora l’ing. Francesco
Migliorini, Stefano Sartoris (1994/95) (attualmente socio del lions club Sassari
Host e chairman del distretto leo negli anni sociali 2002/2003 e 2003/2004),
Governatore prof. dr. Bruno Ferraro, Chairman dott. Luigi De Sio, Antonio
Troiani (1996/97) (attualmente socio del lions club Roma Appia Antica), governatore dott. Carlo Padula, Chairman dott. Luigi De Sio, il dott. Simone De Sio
(2000/2001) (attualmente socio del lions club Civitavecchia S. Marinella Host),
governatore l’ing. Enrico Cesarotti, chairman la dott.ssa Elisabetta Costantini
Castaldi, Nicola Giangrande (2001/2002) (attualmente socio del lions club
Cassino), governatore l’avv. Raffaele Gallus Cardia, Chairman la dott.ssa
Elisabetta Costantini Castaldi. Anche le attività svolte continuarono ad essere di
rilievo e tra queste possiamo ricordare, per esempio, il gemellaggio tra il distretto leo 108L ed il distretto leo 108La (1993/94) presidente l’avv. Antonino
Ruggiano, raccolta fondi a favore della lotta alla adrenoleucodistrofia che vide i
presidenti dei distretti leo italiani partecipare alla trasmissione “Maurizio
Costanzo Show” ed attività di raccolta fondi ed invio generi di prima necessità
per gli alluvionati del Piemonte (1994/95) presidente Stefano Sartoris, organizzazione delle Leolimpiadi in memoria di Alberta Lucciola straordinaria amica e
impareggiabile leo del club di Formia, presidente Filippo Petrianni (1995/96),
governatore Ing. Francesco Migliorini, chairman dott. Luigi De Sio, attività di
raccolta fondi nell’anno 1996/97, presidente Antonio Troiani, raccolta fondi ed
aiuti alle zone terremotate dell’Umbria, presidente del distretto leo dott.ssa
Maria Enrica Angelone (1997/98), governatore avv. Giuseppe Palmas, chairman
dott. Luigi De Sio, pubblicazione e distribuzione nelle scuole elementari degli
opuscoli “Le avventure di Bernardo” sul tema del rispetto dell’ambiente, presidente del distretto leo dott.ssa Barbara Terrosu (1998/1999), governatore avv.
Bruno Riitano, Chairman Lorenzo Macone, attività di raccolta fondi presidente
Rita Mastrogirolamo (1999/2000), governatore avv. Pietro Pegoraro, chairman
avv. Stefano Pecchioli, attività di raccolta fondi con la partecipazione del presidente distrettuale Simone De Sio alla trasmissione “Uno mattina” (2000/2001),
raccolta fondi di circa ventimila euro a favore di Casa Dago (struttura in Italia
per la reintegrazione familiare, sociale, scolastica e lavorativa del paziente postcomatoso), presidente Nicola Giangrande, con la partecipazione del presidente
distrettuale leo al programma televisivo “Omnibus” sull’emittente LA7
(2001/2002), raccolte fondi per circa diciassettemila euro sotto la presidenza
della dott.ssa Costanza Cossu e approvazione del Tema Operativo Nazionale
proposto dal distretto leo 108L “Adotta un atleta speciale” dell’Associazione
Special Olympics Italia ONLUS (2002/2003), Governatore dott. Luigi De Sio,
chairman Stefano Sartoris, raccolta fondi per sostenere la campagna “Adotta un
Atleta speciale” per i Giochi Nazionali Estivi del 2004 (adozione di un atleta per
ciascun club del multidistretto per un totale di 317 atleti) sotto la presidenza del
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dr. Maurizio Grande (2003/2004), governatore Prof. Renato Palumbo, chairman
Stefano Sartoris, sostegno operativo all’Associazione Special Olympics anche
attraverso raccolta fondi, e sostegno all’Associazione Italiana Persone Down,
presidente Marco Giangrande (2004/2005), governatore dott. Alberto Maria
Tarantino, chairman dr. Emanuele Mùrino. Quest’anno (2005/2006), presidente
ing. Alessandra Vinci, governatore dott. Agostino Inzaina, chairman dott.ssa
Elisabetta Cesarotti Rosicarelli, l’attività leo è rivolta alla raccolta fondi a favore
del Telefono Azzurro e AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale
Amiotrofica) e conferma la collaborazione con l’Associazione Special
Olympics. Inoltre nel 2005-2006 un leo del distretto 108L, il past presidente
distrettuale dr. Maurizio Grande, è stato eletto alla carica di vice presidente del
multidistretto leo 108 ITALY.
I leo club, nel corso di tutti questi anni, fino ad oggi, hanno sempre proposto nuovi ed interessanti service e temi di indubbia importanza e delicatezza,
così come impegni internazionali di grande richiamo riproponendo, ancora
oggi, ai loro lions padrini, in maniera silenziosa, quel service permanente che
richiede una oculata e prolungata pianificazione: il programma leo. Alcune
considerazioni statistiche inducono a riflessioni nell’ottica del futuro associativo letto in chiave di sviluppo che guardi con convinzione alle risorse interne.
Oggi, nel nostro distretto, esistono 38 leo club attivi pari a circa il 31,6% del
potenziale sviluppo - sono 120 i lions club, potenziali padrini; a livello nazionale, solo una percentuale prossima all’11% del totale dei soci leo che hanno
lasciato l’associazione per raggiunti limiti di età, hanno proseguito il loro cammino di servizio all’interno del club padrino.
È da sottolineare che il supporto di un leo club funge, nel caso di quei lions
club padrini che portano avanti il service in maniera costruttiva ed educativa, da
grosso stimolo per le attività istituzionali dei club. L’operato dei leo e dei lions,
laddove questo si svolga su un piano paritetico, ha portato e porterà sempre a dei
risultati importanti quali il reciproco coinvolgimento, il reciproco stimolo ad operare, la crescita ed il rafforzamento dello spirito d’amicizia, tutti valori che sono
alla base di una sicura crescita del livello di coinvolgimento dei soci. Questo fattore, nel momento in cui un leo lascia l’associazione al raggiungimento dell’età
limite prevista, è garanzia di sviluppi futuri della personalità del giovane all’interno del club padrino, è garanzia di nuova linfa per lo stesso club lions, è garanzia
del coinvolgimento di un socio di qualità, di un socio formato e motivato.
La società cambia, cambiano i rapporti temporali per i quali un giovane che
a 29 anni esce da un leo club si trova a dover far fronte ad uno stato occupazionale ancora incerto. È in questo momento che noi lions dobbiamo intervenire
supportando il giovane e mantenendo vivo il suo interesse associazionistico
affinché nel breve volgere di qualche anno questo non vada perduto insieme
alle forti motivazioni ed al sapere lionistico che, ricco di entusiasmo, si porta
dietro sin dal momento del suo ingresso in un leo club. Lavoriamo per i leo
affinché possano essere a pieno titolo i lions del futuro.
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“QUADERNI DEL LIONISMO” - IMPEGNO CIVICO
di Dario Pinti
È da alte sorgenti di pensiero lionistico che ci viene, incontaminata come è
l’acqua sorgiva, il giudizio sulla importanza, per la vitale attualità della nostra
associazione, da dare al nostro impegno civico che meglio ci identifica e ci
distingue dalle altre associazioni di servizio ed anche da quelle di promozione
sociale.
Impegno civico che in passato si chiamava semplicemente impegno lionistico e che in seguito fu chiamato impegno pubblico, impegno sociale, impegno
politico e conseguentemente il lionismo si caratterizzò come lionismo di opinione, lionismo di denuncia, lionismo di risposta, lionismo di proposta, lionismo di pressione.
Il tutto, oggi, senza fare compartimenti stagno lo classifichiamo come
impegno civico.
Può sembrare strano che ciò che ci distingue dalle altre associazioni di servizio non abbia un contenuto ben definito, ma l’incertezza è solo nominale perché è difficile racchiudere in una parola la multiforme attività che viene svolta
e che, di volta in volta, può essere dettata dalla necessità e opportunità di esprimere su determinate questioni la nostra opinione, di denunciare certe storture,
di rispondere a certe istanze sociali, di fare proposte concrete per la soluzione
di certi problemi, di insistere presso gli organi competenti per sollecitarne l’attività deliberativa o attuativa di provvedimenti in itinere o in letargo, di fare
informazione educativa, di formare il cittadino del domani, di diffondere i principi del corretto vivere nel contesto sociale.
In ogni caso i nostri punti fermi, da cui non possiamo derogare e che delimitano i nostri spazi operativi comunque denominati,ma anche la natura, l’oggetto, il modo dei nostri interventi restano e sono soltanto quelli compendiati
nelle seguenti proposizioni elencate negli scopi della nostra associazione:
- “prendere” attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della
comunità
- “praticare” la libera ed aperta discussione di tutti gli argomenti di interesse pubblico con la sola eccezione della politica di partito e del settarismo religioso.
Ma anche il nostro codice etico, una volta ritenuto riferibile soltanto alla
persona dei lions, ma che oggi deve intendersi in certe proposizioni riferibile
anche all’associazione dei lions, offre un ulteriore contributo per ampliare gli
spazi di intervento con:
- l’avere sempre presenti i doveri del cittadino verso la Patria, lo Stato, la
comunità in cui ciascuno vive;
- il dover prestar loro, con lealtà, sentimenti, opere, lavoro, tempo e denaro;
- l’essere solidale con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai
bisognosi la simpatia ai sofferenti.
Se così non fosse, se cioè detto principio di solidarietà non fosse riferibile
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anche all’associazione essa non avrebbe, nei suoi scopi e nel suo codice etico,
alcun riferimento di natura costituzionale ad attività umanitarie.
Il che sarebbe motivo di incoerenza e di inconciliabilità con la stessa quotidianità operativa dell’associazione.
Il contenuto delle predette cinque proposizioni ci dà, quindi, la carta d’identità, ma anche la misura e la qualità di quello che inizialmente era l’impegno
lionistico. Resta, ora, da vedere se detto impegno ora chiamato civico le comprende tutte o soltanto alcune di esse.
Anche la precedente formulazione degli scopi, pur offrendoci uno spaccato
del modo di essere e di parlare da lions più dettagliato della concisa formula di
oggi, non ci aiuta a stabilire cosa è impegno civico e cosa non è impegno civico.
Infatti, in essa, si legge che gli scopi dell’associazione sono:
- “promuovere” il benessere economico, sociale, morale;
- “favorire” la discussione libera e piena di tutti gli argomenti di interesse
pubblico intesa alla ricerca della verità in uno spirito di rispetto, di lealtà e di
tolleranza reciproca seguendo i principi etici di buon governo e di civismo al di
sopra degli interessi dei singoli e dei gruppi.
Quest’ultima è una buona regola pratica da sottintendere alla normativa
vigente, ma non ci consente di rispondere al quesito postoci e cioè se tutto può
essere considerato impegno civico, o se qualcosa o qualcuna delle predette cinque proposizioni, può o deve essere diversamente classificata.
A prima vista e ritengo definitivamente che sia da inquadrare più sotto l’impegno umanitario che sotto l’impegno civico l’essere solidale con il prossimo
mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti.
Quest’ultima espressione dovrebbe essere stata modificata in “solidarietà ai
sofferenti” il che a dir poco è riduttivo e ripetitivo perché già c’è il concetto di
solidarietà “nell’essere solidale verso il prossimo” al che segue le semplificazione del come essere solidale ed il come si sostanzia nell’aiuto ai deboli, il
soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti (e non solidarietà ai sofferenti).
Perché simpatia ai sofferenti? Simpatia perché, facendo ricorso alla etimologia della parola “simpatia”, essa significa “provare insieme al sofferente le
sue stesse sofferenze, o compenetrarsi dei suoi problemi e delle sue pene”.
Quindi “dare simpatia ai sofferenti” sarebbe più appropriato o, quanto
meno, più specifico che non il dare solidarietà. Ma è evidente che dovremo
accettare la correzione evidentemente deliberata nella sede competente se non
dovesse trattarsi di errore materiale.
Veniamo a parlare ora dell’altra novità che è data dalla Missione del Lions
Club International che da un pò di tempo appare stampata nell’annuario sotto
l’emblema dell’associazione, il leone bifronte, in calce all’etica ed agli scopi,
dove si legge che la missione dei lions è: “Cercare e promuovere fra tutti i
popoli uno spirito di comprensione per i bisogni umanitari attraverso volontari
servizi coinvolgenti le comunità e la cooperazione internazionale”.
Perciò la missione riguarda i grandi service a livello mondiale o comunque
internazionale, ragione per cui ho ritenuto di continuare a fare riferimento, sia a
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livello individuale che a livello associativo, anche alla pratica della solidarietà
mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia (o la solidarietà)
ai sofferenti che si riferisce, invece, ai piccoli service e comunque ai service
locali, regionali ed anche nazionali ma che la comunità beneficata riceve per
mezzo dell’organismo associativo lions che li ha patrocinati senza la cooperazione internazionale o il coinvolgimento di altre comunità.
Ma perché Missione e non semplicemente scopo aggiunto agli altri? Perché
evidentemente si è voluto dare particolare risalto ai grandi service.
Ed è, quindi, questo il motivo per cui tale attività è stata qualificata
Missione.
Missione che non può essere intesa nella sua comune accezione (che non
richiede la “m” maiuscola) di attività comandata da svolgere fuori della propria
sede abituale di lavoro, né di attività speciale, talvolta a rischio, richiesta a soggetti qualificati obbligati a prestarla, ed in tal caso la M potrebbe essere maiuscola, ma lo è senz’altro quando si tratta di attività liberamente scelta, liberamente condivisa e voluta da chi la compie che per ciò stesso si connota di un
significato più alto di cui d’altronde vi è anche un riscontro storico nella precedente elencazione degli scopi tra i quali figura quello di “unire con i vincoli
dell’amicizia uomini qualificati di elevati principi morali….dando loro modo di
servire, in ogni circostanza l’interesse generale richiamandoli al DOVERE che
ci viene da DIO di una partecipazione attiva nella vita sociale”.
Quindi, la parola missione dovrebbe comprendere tutta l’attività dei lions,
ma i nuovi tempi hanno richiesto una distinzione all’interno delle nostre attività
per cui, per Missione del Lions Club International, deve intendersi il compito di
alto profilo morale e di notevole impiego di uomini e di mezzi che attinge nella
religiosità implicita del mandato assunto la sua precipua connotazione.
Deriva da ciò che l’impegno civico, anche se ritenuto particolarmente
importante nel nostro distretto (ed anche in altri), come l’impegno che meglio
ci qualifica e meglio ci identifica nel panorama delle associazioni di servizio
non è così dove si respira l’aria nativa della nostra associazione.
Ciò non toglie che per noi detto impegno resta importante, quanto quello
dei piccoli e grandi service.
Ed è per questo impegno visto come argine allo straripamento del malcostume pubblico e privato, come baluardo in difesa dei principi, derivati dalle
categorie generali della scienze pratiche sociali, politiche e filosofiche, e mai in
difesa degli interessi di singoli o di gruppi, che nel 1969-1970 fece ingresso nel
nostro distretto “il nuovo corso” per opera di Giuseppe Taranto che, insieme a
Guido Mezzatesta del club Roma Capitolium, e Ciro Orsolini del club Roma
Aurelium, fece approvare, all’unanimità, al congresso di Sorrento del 1970, la
mozione finale nella quale veniva affermato la necessità dell’inserimento
cosciente e responsabile dei lions nella vita pubblica allo scopo di portare il
nostro valido e costruttivo contributo, anche se allo scopo promozionale, per la
risoluzione di ogni problema attinente alla vita del Paese “e veniva deliberato”
che i lions italiani nell’ambito degli specifici scopi del lionismo assumono l’i-
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niziativa di sensibilizzare, con ogni mezzo a loro disposizione l’opinione pubblica per la salvaguardia dei principi fondamentali della libertà, della giustizia e
del senso del dovere che sono patrimonio di tutti i cittadini al di sopra ed al di
fuori di ogni divergenza ideologica”.
Si può dire che detta mozione finale del congresso del 1970 sia stato l’atto
di nascita del “nuovo corso” nel nostro distretto, anche se preceduto da importanti anticipazioni fatte da Giuseppe Grimaldi (che divenne in seguito, nel
1994, Presidente Internazionale dell’Associazione il primo, e fino ad oggi, l’unico Presidente Internazionale Italiano) che nel 1969 scriveva un articolo pubblicato dalla rivista “The Lion” dal titolo: “I lions nella vita sociale” che anticipava il tema congressuale dell’anno successivo “I lions nella società italiana di
oggi: spirito ed azione” che non a torto viene considerato il pronunciamento
ufficiale da parte del MD108 di una svolta radicale nella vita del lionismo italiano.
Scriveva Grimaldi nel predetto articolo: “Penso che l’epoca del lionismo,
inteso come circolo di cultura e di beneficenza, sia passata. Siamo il più forte
“Service Club” del mondo, siamo presenti dappertutto. Rappresentiamo il
meglio delle categorie sociali operanti in ogni comunità; dovunque siamo,
siamo in grado di diagnosticare e prospettare soluzioni per tutti quei distorti
modi di essere della società dei quali ogni giorno ci lagniamo. Per fare ciò bisogna uscire dal club ed andare verso chi deve essere compreso, aiutato, sollecitato ad agire. Utilizzare le nostre idee e concretarle vale di più che non fare della
beneficenza che è fine a sè stessa o indire premi vari”.
Seguirono una serie di temi proposti in sede nazionale da rappresentanti del
nostro distretto che costituiscono momenti significativi del processo di graduale inserimento dei lions nelle problematiche sociali, politiche e politico-sociali
di cui avevamo cominciato ad occuparci.
Il primo tema successivo alla mozione di Sorrento fu “La certezza del diritto quale garanzia per la libertà del cittadino”.
Scriveva Lao Cottini (sul n. 1 dei “Quaderni del Lionismo”) Governatore
del distretto 108/L in quell’anno: “Ed è perciò necessario continuare a battere la
stessa strada, quella dell’inserimento nella realtà di ogni giorno; quello della
battaglia delle idee, delle iniziative, quella dell’ordine, del reggimento onesto,
della salvaguardia del diritto, dell’applicazione della legge, della dignità
umana”.
Al che aggiungeva Giuseppe Taranto (delegato, all’epoca, alla presidenza
del Centro Studi, costituito sempre nel 1970) ancora nel n.1 dei “Quaderni del
Lionismo” al convegno di studi svoltosi a Perugia sul tema ”La regolamentazione del diritto di sciopero per il superamento della conflittualità tra le forze
della produzione e del lavoro”, che, questo tema, aveva trovato poi larga eco
nel discorso di un altissimo magistrato per la inaugurazione dell’anno giudiziario ed aveva costituito uno dei motivi fondamentali del messaggio che il più
illustre dei lions italiani (all’epoca Giovanni Leone) aveva rivolto alle Camere
nell’assumere la carica di Presidente della Repubblica.
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“Va da sé” - così concludeva la sua nota - “che non abbiamo la pretesa di
aver determinato l’uno o l’altro di tali autorevoli interventi; riteniamo però di
avere contribuito forse anche in maniera rilevante ad agitare un problema che
giaceva sopito nelle coscienze di molti e boicottato in quelle di altri, a manifestarlo nella sua vera essenza, a portarlo alla ribalta dell’interesse nazionale”.
Ed Osvaldo de Tullio, primo direttore dei “Quaderni del Lionismo” (pubblicazione nata con l’autorizzazione del Tribunale di Roma n.14457 il 17.3.1972
nel nostro distretto è tuttora pubblicazione edita soltanto dal nostro distretto
anche se è a carattere nazionale. Fino ad oggi sono stati pubblicati n.63
“Quaderni” e tre supplementi: il 18bis, il 29bis, il 38bis) scriveva sul più volte
citato n.1 dei predetti “Quaderni”: …. “rientra negli scopi del lionismo il favorire la discussione libera e piena di tutti i problemi di interesse pubblico intesa
alla ricerca della verità promuovendo il benessere economico sociale e morale
della società civile ….”.
“ In questo solco il lionismo intende muoversi assolvendo alla sua funzione
di servizio….. Non ci preoccupano le eventuali diversità ideologiche di fondo
che legittimamente sono presenti ed arricchiscono la nostra istituzione: non ci
preoccupano perché noi che non abbiamo e non serviamo alcun interesse strettamente politico o di parte attribuiamo a nostro merito il sapere esaltare ciò che
ci unisce piuttosto che esasperare ciò che ci divide……”.
“Questi nostri ideali, il nostro servizio, rimarrebbero ben poca cosa se fossero circoscritti all’ambito strettamente lionistico ed al grado di episodica esercitazione accademica”.
“Devono piuttosto entrare in contatto con mondi esterni al nostro per dare e
riceverne utili stimoli e sollecitazioni”.
A proposito del convegno di Perugia sulla “Regolamentazione del diritto di
sciopero” già Massimo Regard, in quell’anno Governatore del nostro distretto,
avvertiva la presenza strisciante di un dissenso all’interno del nostro distretto
ed all’esterno proveniente da altri distretti.
Scriveva sul n.2 dei “Quaderni del Lionismo”: “So quali sono le critiche
che ci vengono mosse da qualche parte ma sono anche convinto che affrontare i
problemi che affliggono la comunità nazionale non con spirito di parte, ma con
equilibrio ed obiettività suggerendo soluzioni volte a contribuire al benessere
sociale morale ed economico della Nazione debba considerarsi un vero e proprio servizio a favore della società”.
Seguirono poi altri due importanti convegni: uno pubblicato sul
“Quaderno” n.7 dal titolo “la Costituzione trent’anni dopo”, tenuto a
Civitavecchia e subito dopo ci fu un altro convegno dal titolo “il Lionismo
come partecipazione alla vita sociale”, pubblicato nel N. 9 dei “Quaderni del
Lionismo”.
La introduzione al tema nel convegno di Civitavecchia fu tenuta dal
Governatore Giuseppe Taranto mentre la prolusione generale fu tenuta dal
Prof. Giuseppe Abbamonte, cui è seguita la relazione del Prof. Giuseppe Pera il
quale ha condiviso la proposta del Prof. Giuseppe Abbamonte e cioè la parteci-
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pazione in senso vasto dei cittadini alla cosa pubblica e quindi delle associazioni e organismi di volontariato e di servizio a favore della collettività - come
rimedio utile alla impotenza (allora) dell’apparato statale incapace di affrontare
e risolvere i gravi e grossi problemi dell’epoca, anche se Abbamonte auspicava
una partecipazione attiva fatta, però, di contenuti concreti.
Hanno svolto relazioni Spartaco Spano sul tema “gli artt.39 e 40 della
Costituzione”, Lao Cottini sul tema “la Costituzione e la scuola”, Dario Pinti
sul tema “la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica attraverso i lions”,
che anche oggi sarebbe attuale; Vittorio Battista che ha concluso. Sono anche
intervenuti Silvio Rea e Vitaliano Amiconi.
Si tratta, diceva Abbamonte, di indicare delle soluzioni che siano frutto di
un lavoro di preparazione meticoloso fatto da ognuno nell’ambito della propria
competenza, come studio disinteressato, contributo altrettanto disinteressato ma
con indicazioni operative.
Nel frattempo c’erano stati altri convegni come quello riguardante la difesa
delle libere professioni (“Quaderni del lionismo” n. 4) tenutosi a Cagliari il 3 e
4 marzo 1973 nel quale Osvaldo de Tullio, parlando di lionismo e libertà, introduceva il suo intervento con la seguente osservazione: “ancora una volta la
pubblica opinione trova il lionismo impegnato a trattare un tema di generale
interesse per una società che sia e voglia rimanere solidamente ancorata a valori insostituibili della libertà e della effettiva tutela dei beni fondamentali dell’individuo e della collettività”.
Ed aggiungeva: “non sarà sfuggito a chi segue il pensiero dei lions espresso
in questi “Quaderni” come il tema della libertà nelle sue implicazioni più evidenti ed in quelle più ascose costituisca una linea di indirizzo permanente, fondamentale: libertà che va difesa contro ogni attentato; libertà che peraltro va
necessariamente contemperata con l’ordine sociale e l’interesse di tutti ad una
ordinata convivenza civile al di fuori della quale non vi è pace e progresso
sociale”.
Ma ancora di più nel N. 5 dei “Quaderni” sul convegno centrato sul tema
“La giustizia al servizio del cittadino: prospettive di riforma“, Osvaldo de
Tullio diceva: …. “il lettore che si compiacerà di scorrere le pagine di questo
fascicolo avrà modo di rendersi conto della condizione prospettica in cui ci
siamo posti per trattare il tema che è quella del cittadino….. Ci sembra di poter
dire che l’indagine è sempre neutrale ed obiettiva; se un partito è stato scelto è
quello del buon cittadino che ha bisogno e diritto di essere protetto dallo Stato
nell’esplicazione della sua posizione costituzionale”.
Seguiva il convegno del 19.4.75 pubblicato sul n.9 dei “Quaderni del
Lionismo” sul tema “rapporti tra pubblica amministrazione ed imprenditori privati. Esigenze di comprensione e collaborazione. Esperienze e prospettive”.
Tema che introduceva l’allora Governatore Giuseppe Taranto precisando che:
…“in una società libera e democratica …basata sulla libera iniziativa…..l’impresa privata va rispettata e garantita in concreto oltre che nella
enunciazione teorica del principio, proprio perché il graduale restringimento di
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tale sfera di libertà porta inevitabilmente all’annullamento della stessa ed al
sovvertimento del sistema”.
Un tema che pur riguardando specifici problemi della categoria non era né
settoriale né circoscritto agli interessi degli imprenditori privati ed anzi mirava
a porre le necessarie premesse per una fattiva collaborazione tra pubblici poteri
ed impresa privata. Il che fu espresso chiaramente nella mozione finale congiunta cui dettero il proprio contributo anche i rappresentanti della P.A.
Si parlò di industriali nel convegno del 2.4.1977 svoltosi a Pisa
nell’Auditorium dell’Istituto Farmaceutico “Sclavo”.
Il Prof. Romano Prodi, direttore del centro di Economia e Politica industriale dell’Università di Bologna, tenne la prolusione. Parteciparono al dibattito il Dr. Massimo Fabio, del Comitato Industria ed Artigianato, Dr. Valentino
Giannotti (Comitato Commercio CC), Gr.Uff. Bruno Nottola (Comitato
Agricoltura), Rag. Enrico Bellini (Comitato Convegni e Congressi).
Sono intervenuti dott. Aldo Diamanti, dott. Adriano Borghini, prof.
Osvaldo de Tullio, dott. Piero Ragionieri, prof. Giuseppe Pera, avv. Giuseppe
Taranto, dr. Francesco Marchesi, dr. Carlo Abozzo, dr. Florio Campani, dott.
Garibaldo Bisso, dott. Silvio Rea.
Diceva, tra l’altro, in quella occasione, il prof. Romano Prodi, oggi
Presidente del Consiglio dei Ministri: … “e qui c’è un altro discorso di moralità. Io non accuso nessuna categoria di evasione fiscale, però quando penso
che i lavoratori indipendenti pagano in media meno della metà dell’imposta dei
lavoratori dipendenti, allora, signori miei, qualcosa che non va, c’è”.
Diceva anche che: … “alcuni elementi di carattere sociale e di carattere tecnico, entrambi presenti nella nostra società fanno sì che soltanto i piccoli corpi
responsabilizzati (le imprese piccole) possono avere un futuro dell’economia”.
Ovviamente ha parlato di tante altre cose, di potere reale e potere istituzionale, del mondo del lavoro, dell’impresa pubblica, della lezione della crisi.
Nell’anno lionistico 74-75 con la costituzione dei comitati di partecipazione
sociali voluti dal Governatore Giuseppe Taranto i lions cominciarono ad interessarsi anche dei problemi connessi all’agricoltura, ma il convegno più importante si è avuto il 9.6.1999 a Bagnoregio sul tema “Nuove frontiere
dell’Agricoltura “.
In particolare si è parlato dell’ecosistema Ager e della agricoltura ecocompatibile partendo dal principio che le nuove frontiere dell’agricoltura non sono
semplicemente di natura tecnico-scientifico ma anche culturali in quanto legate
alla percezione del sistema agricoltura ed al suo orientamento nella direzione
della sostenibilità o ecocompatibilità che è quella che migliora la qualità dell’ambiente, le risorse naturali dalle quali dipende, quella che è economicamente
valida che migliora la qualità della vita per gli agricoltori e l’intera società e
promuove il mantenimento della popolazione agricola sul territorio rurale di cui
essa avrà maggior cura con il conseguente miglioramento delle opere sistematorie delle infrastrutture vegetazionali e di quant’altro richiesto per una rivalutazione, anche estetica, oltreché funzionale del territorio. Si è anche parlato
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delle risorse agroforestali e quindi dell’ecosistema Silva costituito dalle foreste
che, strano a dirsi, sarebbero in aumento tanto che, pur con tutti gli incendi che
si verificano, la Regione Trentino Alto Adige sarebbe stata costretta a vietare il
rimboscamento, essendovi in certe zone una vera e propria invasione di specie
forestali spontanee in aree di montagna che una volta si coltivavano.
Fecero seguito altri importanti temi congressuali e convegni di cui citerò
quelli più significativi per l’argomento trattato, in questo lavoro.
Il congresso nazionale di Viareggio del 1976 approvava il tema proposto
dal nostro distretto: “La formazione del cittadino in funzione del dovere costituzionale di contribuire con il proprio lavoro e la propria attività al progresso
della società”.
L’anno appresso a Desenzano (1977) il congresso nazionale approvò i temi
“L’azione dei lions nelle strutture di base attraverso la serietà e l’impegno nel
lavoro quali elementi essenziali per il risanamento morale ed economico della
società e per la tutela dei diritti del cittadino” nonché il tema-service “Studio
per l’organizzazione e l’attuazione dei soccorsi in caso di calamità naturale con
ristrutturazione dell’attuale protezione civile”.
Nel 1979 a Bologna “Crisi dello Stato, realtà e prospettive. Funzione e contributo del lionismo”; ed anche: “L’azione dei lions in vista delle elezioni politiche 1979 per il Parlamento Europeo”; nonché: “Il voto agli Italiani all’estero”.
Seguì nel 1981 al congresso nazionale di Milano l’approvazione dei temi:
1- “Necessità dell’inserimento di tutti i ceti produttivi nel dialogo decisionale tra classe dirigente ed organizzazioni partitiche e sindacali”.
2- “Volontariato espressione di libertà”.
3- “Impegno operativo dei lions nella ecologia e nella protezione civile”.
Ancora nell’anno 1982 a Montecatini altri temi proposti dal nostro distretto: “Necessaria ed intima correlazione tra il dovere contributivo del cittadino ed
il dovere dello Stato, dei suoi organi e dei suoi amministratori di oculato e funzionale impiego del danaro pubblico”.
“ La protezione civile: una esigenza da non procrastinare”.
Quindi nel 1987 a Milano: “Proposte concrete dei lions per l’efficienza
delle istituzioni”.
Poi dal 1989 al 1992 i congressi nazionali di Montecatini, di Chianciano, di
Bari e di Verona, approvarono il tema - service proposto da Dario Pinti “Ama
di più la tua città”, che si colloca nell’impegno civico per le sue molteplici
valenze compresa quella educativa.
Nel frattempo c’erano stati importanti convegni.
Mi riferisco al convegno tenuto a Pisa sui problemi e prospettive della
occupazione giovanile pubblicato sui “Quaderni del Lionismo” n. 20 nel quale
Ferdinando Antoniotti, Governatore nell’anno 1981, introduceva con una sua
nota personale detto “Quaderno” facendo rilevare (il che va detto anche per la
nostra associazione che riceve gli impulsi dalle diverse culture e professionalità
dei suoi componenti) che “ogni essere umano trasfonde nel servizio a favore di
altri la propria esperienza di vita per cui emerge inevitabilmente l’aspetto che
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ritiene più importante e più difficile da risolvere in un determinato momento
storico”.
Per cui diceva Ferdinando Antoniotti: “per chi, come me, vive ormai da
qualche decennio nel mondo giovanile degli studi (univeristari) era doveroso
ritenere preponderante e degno del massimo rilievo per la società italiana di
oggi il problema, purtroppo disgregato, del rapporto tra giovani e lavoro”, e ne
ringraziava l’organizzazione nella persona dell’Avv. Domenico Mammoli quale
delegato alla presidenza del Centro Studi (una disamina storico-scientifica condotta ad alto livello di competenza che consentisse - come aveva consentito - di
individuare i punti critici più negativi, le dissaldature e le soluzioni dirette a
modificare la situazione critica registrata negli ultimi tempi).
Di detto convegno si interessò anche la stampa specializzata non per criticare le soluzioni suggerite ma per rilevarne la pratica impossibilità di attuazione a causa della situazione di instabilità governativa che non consentiva a qualsiasi forza politica di giocarsi la propria immagine a favore di un programma
rigoroso che non avrebbe potuto portare mai a termine a causa dell’esigua durata dei governi dell’epoca.
Relatori furono nell’ordine Enrico Paoletti, Francesco Carobbi, Ruggero
Puletti, Gianfranco Anedda, Salvatore Valitutti, Paolo Annibaldi, Dario Pinti.
Hanno svolto interventi Franco Pampanini, Tullio Mango, Carlo Abbozzo,
Giovanni Rigone.
Detto convegno era stato appunto preceduto da una tavola rotonda su
“Democrazia e Governabilità” pubblicato nel “Quaderno” n.18 del 1980 relatori Enrico Bellini, Giacomo Tropea, Giuseppe Taranto, Antonio Patuelli
(V.Segretario Nazionale del P.L.I.),Osvaldo de Tullio, Bartolo Ciccardini.
Non può essere inoltre dimenticato il convegno multidistrettuale sulla protezione civile tenuto nei giorni 8 - 9 luglio 1978 a Cagliari. Vi furono 18 relazioni e 5 interventi.
Particolarmente significativa per l’argomento del presente contributo la
relazione di Jolao Farci che, tra l’altro, ebbe ad evidenziare la necessità della
informazione specialmente nelle scuole come avveniva in Francia ad esempio,
dove erano state diffuse milioni di copie di manuali di informazione tra i quali
il notissimo “Savoir pour vivre” che è servito da traccia in Italia per la redazione dell’opuscolo “sopravvive chi pensa e provvede in tempo” pubblicato dallo
Stato maggiore dell’Esercito. Opuscolo che però NON era stato mai - diceva
allora Farci - propagandato.
Per cui sottolineava l’importanza dell’informazione, cui potevano contribuire anche i lions, perché “la conoscenza dei pericoli e l’apprendimento delle
giuste possibilità di difesa… (costituivano) per ogni cittadino garanzie di valore
grandissimo”.
Dal che la valenza dell’impegno civico dei lions di dare fiato alle trombe
per informare e sollecitare chi di competenza, e quindi, tentare di impedire l’accadimento di veri e propri disastri o, quanto meno, di mitigarne gli effetti.
Ed infine il 18.4.1976 era stato tenuto il VI convegno del Centro Studi
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durante il governatorato di Agostino Frau Doneddu su “Il Sindacato in Italia
oggi” con 4 relazioni di Giuseppe Pera, Francesco Padoin, Giuseppe
Stancanelli, Marco Comporti e l’introduzione di Marcello Ceccherini, delegato
alla Presidenza del Centro Studi, e del Governatore Agostino Frau Doneddu, il
quale ha esordito dicendo:..“il nostro distretto non può sottrarsi a questo impegno civico” (eravamo nel 1976, Frau Doneddu fu quindi l’antesignano dell’attuale definizione dell’attività pubblica sociale, politica, informativa-educativa
dei lions) e conseguentemente ignorare i problemi più scottanti urgenti e pressanti della comunità - che sono tutti aspetti della nostra vita sociale che hanno
visto i lions dediti ad uno studio approfondito e qualificato coinvolti in un
dibattito appassionato. I risultati di questi studi e di questi dibattiti sono stati
quindi fissati e diffusi in altrettanti “Quaderni del Lionismo”.
Come dire li abbiamo affidati alla storia del lionismo del nostro distretto, e
li abbiamo divulgati per una conoscenza immediata di coloro che dovrebbero
avvantaggiarsene.
Il convegno è stato pubblicato nel n.10 dei “Quaderni del Lionismo”.
Questa è stata ed è la funzione dei “Quaderni del Lionismo”.
Diceva Osvaldo de Tullio nel primo “Quaderno”, presentando la nuova
pubblicazione: … “rientra negli scopi del lionismo il favorire la discussione
libera e piena di tutti i problemi di interesse pubblico e di far conoscere all’esterno dell’associazione non solo il risultato delle nostre riflessioni, nate anche
dagli autorevoli apporti esterni, ma anche la metodologia da noi seguita con la
speranza di far privilegiare in ogni sede come metodo di discussione il dialogo
rispettoso delle idee altrui piuttosto che la rissa verbale che caratterizzava, allora ed in parte ancora oggi, la società politica, sempre più scossa da una frenetica corsa all’odio irresponsabile, spesso artificiosa, inconsciente e viscerale dilatazione dei motivi di divisione”.
E siamo giunti alla trattazione del tema “Quarantacinque anni dalla dichiarazione dei diritti universali dell’uomo: il contributo dei lions alla riaffermazione della sostanziale eguaglianza morale sociale e giuridica di tutti gli individui
come utile indicazione per un adeguato rinnovamento istituzionale”. (congresso
nazionale di Fiuggi nell’anno lionistico 1992-1993).
La necessità di un nostro più marcato intervento è stata evidenziata al predetto al congresso dal Governatore Dario Pinti e sintetizzata nella seguente
mozione finale presentata dal PDG Domenico Mammoli: “Il congresso distrettuale del 108/L tenutosi a Fiuggi il 7- 8- 9 maggio 1993 condividendo le indicazioni emerse nell’ampia relazione del Governatore al congresso di Fiuggi in
ordine alla responsabile partecipazione dei lions al processo di rinascita morale
e civile del nostro Paese; fatte proprie le valutazioni, i richiami e le conclusioni
della relazione del Prof. Osvaldo de Tullio sul tema nazionale di studio al fine
di portare all’esterno il corale pensiero dei Lions approva all’unanimità:
1) di pubblicare la relazione conclusiva sul tema nazionale di studio del
PDG Osvaldo de Tullio come inserto speciale nel prossimo numero della rivista
distrettuale “Lionismo”;
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2) di inviare una copia della rivista accompagnata da una lettera del
Governatore al Presidente della Repubblica, al Capo del Governo, ai Ministri,
Segretari di Stato ai Presidenti del Senato e della Camera dei deputati, ai
Presidenti delle giunte e delle Assemblee Regionali, ai Sindaci delle città ubicate all’interno dell’area del Distretto confermativa dell’impegno dei lions a collaborare alla soluzione dei gravi problemi del Paese”.
Al che seguiva la lettera di accompagnamento nella quale il Governatore
Dario Pinti diceva: “A tanto provvedo in esecuzione del deliberato congressuale per manifestare alle autorità un indirizzo attraverso la predetta relazione
l’impegno dei lions del distretto 108/L a dare il loro contributo per creare condizioni soggettive idonee a comprendere il contenuto ed i limiti del “rinnovamento” in atto di cui poco si fa intendere in termini di fattibilità adeguata all’attuale realtà politica sociale culturale ove ancora densi sono “i sedimenti antichi” e grave ancora il pericolo dei nostri mali storici”.
D’altra parte erano tempi che registravano la scomparsa dalla scena politica
di partiti storici e si avvertiva la necessità che il rinnovamento avesse una adeguata base culturale (che mancava) per potersi compiutamente esprimere. Base
culturale che si poteva formare sui princìpi di uno Stato etico che richiedeva il
superamento degli interessi settoriali, princìpi che rappresentavano finalizzazioni del “buon governo”, riservando al popolo da governare e quindi a noi
stessi l’esercizio della buona cittadinanza che richiede comunque una partecipazione attiva dei cittadini che poteva essere esercitata nostro tramite, facendo
proprio l’insegnamento di Platone che nelle “Leggi” dice: “l’Uomo di senno
quando si tratta della Patria deve parlare allorchè vede che essa non è ben ordinata”.
E noi Lions abbiamo parlato.
Lo abbiamo fatto anche prima del congresso di Fiuggi, alla terza assemblea
generale degli officer distrettuali a Todi il 13-14 febbraio 1993, la cui agenda
dei lavori indicava alle ore 18-18,30: relazione del Governatore Dario Pinti sul
tema “Discutiamo di politica - lions a confronto”.
Sull’argomento intervennero i lions Aldo Grassi, Marcello Casentini, Aldo
Villani, Andrea Di Battista, Giuseppe Taranto, Luigi Siconolfi,Osvaldo de
Tullio ed ovviamente il Governatore Dario Pinti con la relazione integrata dalle
puntualizzazioni e risposte agli interventi.
La discussione si protrasse oltre il previsto, per il vivo interesse manifestato
dai partecipanti.
La domanda come riempire il vuoto di potere politico che i partiti stavano
lasciando in quel momento in cui noti uomini politici venivano posti sotto processo, ebbe, come vedremo, parziali risposte: comunque, allora, quelle possibili.
Oggi, (cioè allora) diceva Aldo Grassi, più che mai se questa associazione
ha un senso come credo che abbia, se questa nostra associazione è portatrice e
fautrice di valori essenziali, il nostro stare alla finestra potrebbe pregiudicare
l’apporto che noi, oggi, potremmo dare facendo sentire il nostro peso morale.
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La discussione fu accesa e vivace ma fu ribadito che come associazione
non potevamo dare alcuna indicazione di carattere prettamente politico.
Potevamo, però, esprimere il nostro pensiero sui valori da riscoprire, utili
per la rifondazione dei partiti o di organismi similari, utili per fare le nuove
aggregazioni cominciando dai princìpi etici per finire con la giusta valutazione
delle nuove esigenze di una società in fase di cambiamento.
Ed il 4-6-1993 promosso dal distretto 108L, sul tema “Valori aggreganti per
l’associazionismo politico”, si è tenuto a Roma il 1° convegno dei centri studi
riuniti del multidistretto che ha suscitato sorpresa e compiacimento perché era
un avvenimento che si auspicava da anni e che non si era mai riusciti a realizzare.
Il convegno è stato pubblicato con il n. 38 dei “Quaderni del Lionismo”.
Hanno tenuto relazioni il Governatore Dario Pinti, che ha introdotto il
tema, il PDG Marcello Briguglio sul tema “Vecchi e nuovi Valori”, e il PDG
Osvaldo de Tullio sul tema “Valori aggreganti per una nuova concezione dell’associazionismo politico”, il PDG Eduardo Grasso sul tema “ Forma della
partecipazione politica”.
Hanno svolto ulteriori relazioni i PDG Giacinto Froggio Francica sul tema:
“L’autorità è servizio”, il PDG Massimo Fabio sul tema: “La divisione dei
poteri”, il lions Andrea Di Battista sul tema: “Le problematiche economiche”,
il lions Mario Venditti sul tema: “La non colpa dei partiti”, il PDG Bruzio
Pirrongelli sul tema: “Gli ideali guida”, il lions Luigi Siconolfi sul tema: “I
confini dei partiti”. Ha concluso il PID Giuseppe Taranto.
È stato detto: … “sarebbe opportuno che, per le associazioni politiche e per
i sindacati, fosse elaborato uno statuto tipo per evitare il tralignamento che si è
verificato della funzione pubblica (Grasso)”.
È stato anche detto: “noi potremmo essere, per la politica, come gli uomini
Radar sono per il volo. Gli uomini Radar non volano, ma sono utili e forse indispensabili perché il volo (il tragitto politico) si compia bene e felicemente
(Froggio Francica)”.
È stato anche detto: “noi non facciamo politica diretta ma la facciamo in via
indiretta (Siconolfi)”.
È stato, infine, detto in conclusione da Giuseppe Taranto: “Per quanto
riguarda le varie relazioni devo anzitutto ricordare che Pinti ha ripetuto qui un
discorso che gli è stato familiare durante tutto il suo anno di governatorato.
Lui ha avviato con fermezza, ma anche con garbo, questo discorso sulla
necessità che i lions facciano qualcosa di più sul terreno della partecipazione
attiva alla vita sociale.
Qualcuno forse lo ha frainteso, altri lo hanno valutato nella sua giusta
dimensione. Mi sembra che il risultato di questo convegno stia a dimostrare che
effettivamente noi non solo possiamo, ma dobbiamo fare molto di più”.
Il convegno ha avuto un esito soddisfacente perché pur marcando i confini
del nostro interesse politico volto, sostanzialmente, ad indicare ai futuri governanti la strada da percorrere per “un buon governo”, in relazione alle condizio-
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ni oggettive del momento ed ai cittadini i principi e le regole di una buon cittadinanza, ci ha ulteriormente convinti della necessità di far sentire la nostra voce
di cui talvolta il mondo politico e spesso la società tutta, raccoglie il non fazioso contributo volto a realizzare il benessere materiale e morale della intera
comunità.
Ed è proprio nella identità del fine ultimo “benessere materiale e morale
della comunità” perseguito, sia dalla politica attiva, sia dalla politica discente e
docente interpretata dalla società civile e quindi anche dalla nostra associazione
che c’è il solo punto di contatto tra i due mondi dal quale contatto potrebbe,
però, generarsi una energia comune che risulterebbe potenziata nei rispettivi e
separati ambiti operativi.
Per il contenuto degli argomenti facciamo un salto nel tempo e ci portiamo
direttamente al 1997 e subito dopo ritorneremo indietro.
Il convegno sul tema “Potere, Moralità, Corruzione. La morale di parata e
la morale di giornata”. Ha introdotto il tema, e concluso, il PDG Dario Pinti,
relatori sono stati, On. Paolo Becchetti, il PID Giovanni Rigone, il PDG
Massimo Fabio, il PDG Osvaldo de Tullio, lions Franco Bozzi, lions Giuseppe
Palmas. Sono intervenuti il PDG Bruzio Pirrongelli e il lions Giancarlo
Serafini. È stato detto:
“La morale è una realtà la cui esistenza non è soltanto una categoria dell’intelletto perché nasce dall’esperienza e presuppone la libertà perché non sono
possibili regole, comandi, obbedienza e colpe quando il soggetto non abbia la
capacità e l’autonomia decisionale e, quindi, la conseguente responsabilità
(Kant, citato dall’On. Paolo Becchetti, il quale ha concluso dicendo che “oggi
si comincia a vedere un po’ di morale di parata, un po’ di morale di giornata”)”.
Fondamentale e prezioso diventa il principio di fondo dell’esercizio responsabile delle proprie funzioni in modo tale che se questo esercizio viene coniugato ad un ineccepibile senso morale della propria funzione, dovrebbero crearsi
le condizioni per l’utilizzo del potere da parte delle istituzioni con risultati che
siano i più prossimi alle aspettative dei cittadini (Rigone).
Quale il ruolo dei lions? I lions sono prima di tutto cittadini responsabili,
come tali riaffermando e diffondendo i nostri principi ridurremo le relazioni
perverse tra potere e corruzione e miglioreremo le relazioni positive tra potere e
morale.
Occorre una corretta interpretazione della società moderna basata su una
forte consapevolezza della società civile per ritrovare tutti, Stato ed economia,
politici e cittadini, quel senso della responsabilità che in qualunque consorzio
umano è la garanzia di una sana convivenza e di un reale progresso economico
e sociale. (Fabio Massimo).
Potere, moralità e corruzione. Moralità che nel tema risulta collocata in
mezzo fra potere inteso come prepotere, cioè come invadenza del potere oltre il
giusto, il lecito ed il consentito: in una parola come straripamento del potere
(non il potere legale dello Stato, dei genitori, degli educatori, dei sovraordinati)
e corruzione, mi sembra già condannata anche dal titolo del tema ad essere
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quella che nella storia del mondo sembra sia sempre stata: cioè una realtà molto
poco realtà, compressa e premuta… “fra due macigni” (de Tullio). E quindi con
poche possibilità di emergere nella vicenda umana.
Ogni altra soluzione - il giustizialismo o l’uomo della provvidenza - sarebbe null’altro che una scorciatoia per un popolo incapace di comprendere che la
democrazia non è l’isola beata ma pur sempre travaglio, errore e imperfezione
(Franco Bozzi).
Naufragati i partiti politici, come organismi di mediazione tra potere politico e corpo elettorale, perché non provare, come libero associazionismo, a fungere come elemento di raccordo fra cittadino ed istituzioni… spingere il rinnovamento con la forza delle proprie teorizzazioni è parte dell’essenza, se mi permettete, della terza fase del lionismo quella della trasformazione del movimento di opinione in movimento di pressione (Bruno Ferraro).
Proprio perché la crisi sociale, morale delle istituzioni e delle identità etniche nazionali si ravviva e si rafforza con la richiamata evoluzione dell’intera
umanità, è compito di tutti gli uomini e donne di buona volontà e massimamente dei lions affrontare i fondamentali temi della convivenza civile e del buon
governo.
La via da seguire, crediamo, iniziando dal chiuso dei nostri club è quella
che è ispirata e si fonda sugli scopi del lionismo (Giuseppe Palmas).
Ho l’impressione di dover concludere nel senso che ci troviamo di fronte a
situazioni ineluttabili ed invincibili e che forse il nostro ottimismo “tanto lionistico” potrebbe servire alla morale di parata ma non a quella di giornata, ma siccome non possiamo concludere che sia preferibile uno Stato nel quale vi sia qualche
eccezione di uso confuso tra interesse pubblico e privato interesse, rispetto ad
uno Stato dominato da un Robespierre che non ruba una lira però decapita la
gente, dobbiamo respingere sia l’una che l’altra e ricominciare dalla educazione
dei bambini, dalla educazione che viene fatta attraverso la televisione, dobbiamo
rieducare, se necessario, i genitori e gli insegnanti, insomma dobbiamo ricominciare daccapo per ridare alla moralità il giusto ruolo senza dovere pagare prezzi
esosi in fatto di libertà e di dignità della persona umana (Dario Pinti).
Il convegno organizzato fra i centri studi dei distretti 108/Y, 108/A,108/L,
108/La il 24 aprile 1995 nell’aula assembleare del CNEL a Roma sul tema:
“Comunità, società, solidarietà”, che ha avuto una pubblicazione a parte.
La relazione introduttiva è stata svolta dal PDG Eduardo Grasso, del
distretto 108/Y, il quale partendo dal titolo dato al tema che, ha detto, riecheggia la terminologia di sociologi da Spenser a Weber fino a Talcott Persons che,
pur con impostazioni diverse, erano giunti alle stesse conclusioni individuando
nella comunità la solidarietà che nasceva dai sentimenti e nella società la solidarietà che nasceva da regole di convivenza, auspicava, in mancanza di altri
possibili percorsi, che la società di oggi riuscisse a convincere gli individui,
quanto meno, dell’utilità di comportamenti solidali: conclusione non esaltante
ma che risultava l’unica possibile rispetto al tipo di società attuale descritta
efficacemente dal presidente del CNEL Dr. Giuseppe de Rita come società alta-
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mente competitiva e, quindi, altamente selettiva comportante meno aziende e
meno occupati e quindi creando marginalità rispetto al sistema, per cui la vera
solidarietà potrebbe attuarsi soltanto con la creazione di un sistema che permetta agli esclusi di rientrare nel sistema o di non uscirne mai.
Tutti gli altri relatori, Raffaele Cera del distretto 108/A, Dario Pinti del
distretto 108/L, Paolo Fanfani del distretto 108/La e gli intervenuti nel dibattito, Giuseppe Taranto, Giovanni Rigone, Luigi Gemma e Carlo Martinenghi,
hanno evidenziato le difficoltà finanche culturali della società di oggi a trovare
soluzioni idonee a risolvere il problema degli “out” ed alla fine è parsa doverosa, al di là di una rivisitazione concettuale del principio della solidarietà, l’assunzione di maggiore responsabilità da parte dei lions: più fatti e progetti operativi e meno parole, cercando di sviluppare una cultura non solo della solidarietà ma attraverso l’ONU e l’Europa, una cultura della pace e dello sviluppo
armonico di tutti i popoli del mondo.
A questo punto mi viene da pensare, e traduco il pensiero con questa osservazione, che per avere una società che eviti di lasciare una parte dei propri
componenti fuori del sistema si dovrebbe cambiare il modo di valutare l’umanità non misurandola in termini economici ma ogni singolo uomo, nella sua
dignità, come portatore di diritti primari coesistenti con la sua naturalità.
Nel VI secolo a.c. nella scuola italica di Crotone, il filosofo medico
Alcmeone, affermava che condizione della vita è la risultante del continuo
equilibrarsi di forze antagoniste.
Applicando detto principio alla società umana potremmo sostenere che condizione del divenire di essa nel miglioramento e nel progresso sarebbe la risultante del continuo equilibrarsi delle forze antagoniste e non il prevalere delle
sole forze positive: ciò spiegherebbe perché ogni progresso paga il suo costo di
negatività.
Nell’anno lionistico 1993-94 (Governatore Antonello Tondo), è stato dato
risalto al programma internazionale riguardante il problema dell’anziano ed in
termini di service a favore degli anziani sono state poste in cantiere, sia nel
Lazio che in Umbria, ma particolarmente in Sardegna, varie iniziative.
Al congresso distrettuale di Perugia del 1994 (Governatore Antonello
Tondo), i lions hanno discusso sulla revisione integrativa della costituzione
mediante l’aggiunta di un articolo così formulato: “la Repubblica tutela gli
anziani promuove le iniziative per evitarne l’emarginazione ed assicurare loro
una esistenza serena, dignitosa ed appagante del contributo dato dalla loro
generazione allo sviluppo della Nazione”.
Detta richiesta ha avuto formale formulazione in una mozione finale approvata dal congresso.
Sull’argomento si è tenuto a Civitavecchia un convegno il 30.4.1994, organizzato dal Centro Studi del distretto lions 108L, sul tema: “L’anziano: anello
di congiunzione tra passato, presente e futuro” a cui ha partecipato anche il
Governatore Antonello Tondo.
Dopo la relazione introduttiva del PDG Dario Pinti e del saluto del Sindaco
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di Civitavecchia, Pietro De Angelis, hanno tenuto relazioni, Ileana Giacomelli
in rappresentanza del Presidente della Provincia di Roma Dr. Achille Ricci, sul
tema: “L’anziano nella storia”, Claudio Calvaruso, Presidente del Labos, sul
tema: “La condizione degli anziani in Italia”, il PDG Osvaldo de Tullio, sul
tema: “Età pensionabile”, Giusi Belelli Sciarretta, coordinatrice culturale UNITRE Roma, sul tema: “Cultura perché la vecchiaia sia un dono”, Fortunato
Carrera, lions di Caprera, professore di tecnica navale, sul tema: “un ruolo per
gli anziani”, Alfredo Wiel Marin, Primario chirurgo ospedaliero, Rettore UNITRE di Civitavecchia, sul tema: “UNITRE una valida risposta”.
Hanno fatto seguito gli interventi liberi di Alberto Maria Felicetti,
Magistrato, lions del Club Roma-Monti Parioli, Rosario Barletta, lions del
Club Roma Capitolium, medico, Giovanni Accetta, lions del club RomaAurelium, avvocato.
Ha concluso il PDG Dario Pinti dicendo: … “c’è indubbiamente un disimpegno della società nei confronti dell’anziano per quanto concerne il suo inserimento nella società. È stato messo l’accento sull’anziano ancora efficiente, sull’anziano emarginato, sull’anziano la cui anzianità è rimossa dalla società in
nome dell’efficientismo di cui egli stesso si fa forte per negare la sua condizione e la società lo accetta così come egli stesso vuole essere riconosciuto, ma,
proprio per questo patto faustiano, l’anziano deve avere un ruolo nella società
per evitare gli stati depressivi che lo portano alla solitudine involontaria per
mancanza di comunicazione e di ruolo”.
Varie proposte sono emerse; alcune delle quali hanno interessato anche
l’autorità Comunale.
Al congresso d’autunno di Rieti nei giorni 19-20 novembre 1994, chiamato
per l’occasione congresso straordinario, essendo la prima volta di un secondo
congresso, Governatore Bruno Ferraro, si è discusso il tema “Ruolo dei lions
club in un sistema di democrazia partecipativa”.
Al teatro comunale “Flavio Vespasiano” sono affluiti 300 lions, autorità
civili, 5 TV, 3 Radio, 3 testate giornalistiche, 85 i clubs rappresentati, 43 relazioni, 44 gli interventi, 5 le delibere di club.
Ha aperto i lavori il Governatore Bruno Ferraro spiegando il perché di un
congresso straordinario dovuto “al particolare momento nel quale ognuno di
noi deve riconsiderare sia individualmente, sia quale espressione di un gruppo
associato il proprio ruolo nella società”, ed ha aggiunto: “noi - sempre nell’ottica della collaborazione che caratterizza il modo di essere della associazione
all’interno della società - vogliamo e dobbiamo essere la voce della comunità,
la voce nella comunità, la voce per la comunità”.
Ha fatto seguito il saluto dei Sindaco, Antonio Cicchetti, arricchito da considerazioni sulla utilità del tema indicando lo spazio vuoto che i lions, come
altre organizzazioni similari, dovrebbero occupare, “facendo politica perché
l’uomo è un animale politico anche quando non si esprime partiticamente,
anche quando non ha una tessera di partito e non aderisce ad una organizzazione politica, ma la politica, quella nel senso nobile, deve essere fatta perché tale
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politica è un impegno per ogni cittadino“.
Hanno svolto relazioni, nell’ordine, Dario Pinti, Osvaldo de Tullio,
Romano Mastrogirolamo, Paolo Soccorsi Aliforni.
Sono intervenuti Zeno Fioritoni, Andrea Di Battista, Piero Carotti,
Sebastiano Rosas, Alberto Maria Tarantino, Sirio Giannone, Lanfranco Frezza,
Enzo Brunelli,. Stefano Sartoris, Giuseppe La Bella, Bruzio Pirrongelli, Aldo
Grassi, Vindicio Bonagura, Angelo Bellosono, Raffaele Cardia Gallus,
Gabriella Niccolai, Stefano Neri, Ernesto Palatta, Giuseppe Taranto, Alberto
Maria Felicetti, Piero Toraldo, Carlo Padula, Giulio Cesare Papandrea, Mario
Cassiano, Luigi De Sio, Maria Petrangeli Faraglia, Dario Maria Crocetta,
Sergio Gigli, Elvio Cricchi, Mario Santucci, Giovanni Marzocco, Maristella
Manai, Ennio de Vita, Fabrizio Sciarretta, liliana Zafred, Rosario Barletta,
Giovanni Accetta, Mario Lupi, Luigi Gemma, Giuliana Galmonte, Armando Di
Giorgio, Pellegrino Meoli, Fabiola Galassi.
La mozione conclusiva ha auspicato che l’attività dei club si svolga nell’ottica della collaborazione con le Istituzioni per la promozione degli ideali di
buona cittadinanza.
Inoltre che i club debbono interessarsi delle problematiche internazionali
cooperando per assicurare vita dignitosa ad ogni essere umano, nonché delle
problematiche nazionali e locali controllando che l’attività dei pubblici amministratori sia sempre improntata ad onestà, serenità e competenza, curando che
l’intervento dei lions non entri mai in contrasto con il valore dell’amicizia tra
soci e che sia caratterizzato da terzietà.
Si sono, poi, indicati i settori d’intervento:
1)- ovunque risulti utile riaffermare i principi etici;
2)- nella elevazione del livello culturale delle città.
E le modalità di intervento: cominciando dalla preventiva deliberazione
all’inizio dell’anno delle cose da fare in base alla quantità dei consensi tenendo
anche conto della qualità dei dissensi e proseguendo con la predisposizione e
presentazione di progetti aventi alto grado di realizzabilità organizzando pubblici dibattiti coinvolgendo altre associazioni ed organismi rappresentati, curando - d’accordo con le autorità scolastiche - cicli di conferenze nelle scuole
medie superiori sulla democrazia partecipativa antica e moderna e su altri argomenti formativi, ivi compresa l’educazione alla solidarietà universale; proseguendo con il porre in essere ogni altra attività ritenuta idonea. Strumenti di
intervento: partire dalla stampa nazionale, locale e lionistica per arrivare, attraverso la radio e le televisioni, ai manifesti ed alle manifestazioni, ai comportamenti nel privato e nelle professioni ed al coinvolgimento di personalità non
lions.
L’anno 1995-96, governatore Francesco Migliorini, è stato dedicato al tema
nazionale di studio sulla “Difesa della unità nazionale, precetto primario della
nostra Costituzione e compito tradizionale dei lions nell’ambito dell’impegno
istituzionale della associazione e del principio di solidarietà fra regioni ricche e
regioni povere del paese”.
99
Il nostro distretto, per iniziativa del Governatore Francesco Migliorini, gli
ha dedicato il congresso d’autunno, tenutosi a Gubbio nei giorni 18 e 19
novembre ed il “Quaderno del Lionismo” N. 42 dal titolo “l’Unità nazionale,
precetto primario della nostra Costituzione”.
Ha aperto i lavori il Governatore Francesco Migliorini; ha introdotto il
tema Luigi Siconolfi su: Unità e Federalismo; Antonio Baldassarre, già
Presidente della Corte Costituzionale su: I lions e l’unità d’Italia; Dario Pinti
su: Unità e decentramento; Mauro Volpi su: La nostra ideologia; Giuseppe
Taranto su: Valori spirituali, culturali, economici nell’unità d’Italia; Osvaldo de
Tullio su: Partecipazione all’unità; Bruzio Pirrongelli su: Le origini storiche del
precetto costituzionale di unità nazionale; Franco Bozzi su: Modello di decentramento; Cesare Mirabelli su: Modello di rinnovamento; Bruno Ferraro su:
Rinnovamento della democrazia.
Presentata ed illustrata da Domenico Mammoli, il congresso ha approvato,
la seguente mozione:
“i partecipanti al Congresso d’Autunno del Distretto 108/L … …
- elevano la loro protesta contro tutti i tentativi che per chiari fini strumentali si vanno elaborando per attuare movimenti e spinte secessioniste che si
pongono in netto contrasto con le tradizioni sociali e politiche del nostro Paese;
- riaffermano l’urgenza di dare corpo ad una autentica solidarietà nazionale
che contribuisca, anche attraverso una più corretta integrazione degli ordinamenti regionali ed una più equa distribuzione delle risorse e degli interventi, al
raggiungimento del necessario equilibrio tra le popolazioni radicate nelle diverse regioni italiane;
- fanno voti perché il Capo dello Stato, custode della Costituzione
Repubblicana e il Parlamento nazionale assumano responsabilmente tutte le
iniziative per contrastare l’assurdo disegno di una frammentazione e suddivisione territoriale della nostra Nazione, respingendone le suggestive ma infide
prospettazioni che si pongono in netto contrasto con la vocazione unitaria del
popolo, conquistata anche con il sacrificio di milioni di caduti nel nome della
Patria;
- demandano al Governatore in carica di trasmettere la presente mozione al
Capo dello Stato, alla Presidenza del Parlamento e del Senato della Repubblica,
al Capo del Governo”.
Ci sono state: 4 relazioni ufficiali, 7 interventi programmati, 16 interventi
liberi. Presenti le Autorità civili della Città e della Regione Umbra, 300 partecipanti.
Sono intervenuti: Giuseppe Tito Sechi, Emilio Acciaro, Sirio Giannone,
Bruno Melis, Giuseppe Palmas, Dario Crocetta, Fabrizio Sciarretta,
Francesco Monastra, Augusto Vito, Delio Caporale, Andrea Di Battista,
Giuseppe Biggio, Antonio Uras, Ida Panusa, Luciano De Filippis, Alberto
Bertolucci.
Hanno detto: “Mi sostiene la speranza che emergano in questa sede elementi utili per il dibattito in corso nel Paese atti a giustificare questo incontro,
100
espressione dell’impegno civile dei lions e della loro capacità di individuare le
suggestioni della verità figlia del tempo” (Migliorini).
“Tutelare l’integrità nazionale vuol dire difendere un patrimonio culturale e
nazionale inalienabile ed a questo compito noi intendiamo adempiere”
(Siconolfi).
“Ed allora io vi devo dire che quando questo tema fu enunciato, prima ideato eppoi enunciato da Giuseppe Taranto, poi portato a Torino al congresso
nazionale, e quando fu approvato, io provai un attimo di sgomento perché
temevo che la trattazione del tema ci imponesse di affrontare una tematica politica con i pericoli che questa posizione poteva procurarci….. Le relazioni che
ho inteso ieri ed anche gli interventi mi hanno invece fatto capire che noi siamo
in grado di affrontare questa tematica a viso aperto…..” (Mammoli).
“Prima di concludere dico: Io sono contento due volte perché a Todi ad una
riunione distrettuale dissi: parliamo di politica ci fu un grande afflusso, grandi
consensi, poi vennero grandi dissensi… Si cominciò a fare una piccola marcia
indietro, oggi noi stiamo parlando di politica e stiamo parlando di politica non
oltre il livello che io avevo indicato cioè scienza della politica, scienza della
politica che hanno trattato Rousseau, Diderot, Mosca ed altri……Esorto a continuare su questa strada…..” (Pinti).
“Con questo non vorrei aggiungere altro se non l’auspicio che l’interesse
che questo convegno ha dimostrato, la passione con la quale questi discorsi
sono stati affrontati da chi è lions….. possa finalmente dare al mondo esterno la
qualificazione dell’impegno di noi lions per questo problema, problema che
all’inizio presentava una perplessità, ve lo dico io stesso, perché è vero che noi
lions possiamo affrontare i problemi politici però ci sono preclusi i problemi di
politica di parte. Allora mi ero posto il problema se affrontare un argomento del
genere in aperta contraddizione con una parte politica che sostiene la separazione…. potesse esserci precluso” (Taranto).
Ha subito aggiunto, però: “Io penso di no, perché quando si difende la
legge primaria di uno Stato qual’è la costituzione, non si fa mai politica di
parte, (va anche detto che la scienza della politica annovera fra i doveri fondamentali di ogni cives quello di difendere e preservare la Carta Costituzionale da
ogni attacco che possa mettere in pericolo la regolamentazione democratica
dello Stato)”.
“Dunque noi siamo chiamati ad un discorso non giuridico ma politico-culturale… Ed allora la conclusione è che l’unità d’Italia non è solo un dato giuridico, ma è una realtà che va difesa nel profondo convincimento della unitarieà
di fondo della comunità nazionale che non rinnega i divari ed i localismi, ma
che anzi questi vuole comporre…” (de Tullio).
“Provavo, allora, lo stesso senso di sgomento di cui ha parlato l’amico
Domenico Mammoli unito ad alcune perplessità di fondo sul momento particolare, speciale, per molti versi angosciante della vita politica del nostro Paese.
Temevo contraccolpi e ricadute negative sulla nostra associazione….Bene io
penso che dobbiamo avere il coraggio e la capacità di sfruttare in questo
101
momento che ci viene dalle circostanze e dobbiamo uscire da questo congresso
proclamando apertis verbis ed esternando questi sentimenti di cui siamo tutti
senza nessuna eccezione permeati” (Ferraro).
“La politica è una cosa strana, io la rispetto ma non la condivido in molti
suoi aspetti e se per politica si intende l’amministrazione della cosa pubblica,
discutere del benessere della nazione del popolo, sono d’accordo altrimenti
andiamo in un campo che è molto minato” (Panusa).
Nell’anno 1996-97, Governatore Carlo Padula, il congresso d’autunno si è
tenuto a Viterbo sul tema “il lionismo e le sfide del duemila” che ha riguardato
i probabili problemi che la società, a partire dal 2000, avrebbe dovuto affrontare, suggerendo nuove strategie di azione dei lions.
Inoltre il giorno 19 novembre 1996 si è tenuto a Roma nella sala conferenze
della Promoteca del Campidoglio, il convegno a carattere distrettuale, sul tema
nazionale di studio “crepuscolo delle ideologie i grandi ed antichi valori della
solidarietà e della tolleranza per una convivenza pluralista e per uno Stato al
servizio della persona umana”, con 8 relazioni e 3 interventi programmati.
Sono state rappresentate le Autorità.
Hanno tenuto le relazioni: Giulio Cesare Papandrea, sul tema: “Tramonto
delle ideologie: solidarietà e tolleranza in una società pluralista” (con i seguenti
paragrafi: Il villaggio globale: tappe di una coscienza planetaria; Globalizzazione
ed identità etniche e culturali; I confini: da barriere a membrane filtranti; Lo sviluppo della mondializzazione della civiltà e della cultura; La formazione di un
folclore planetario; La telepartecipazione planetaria; Il problema Albania).
Marcello Veneziani: sul tema: “Dalla società tribale alla comunità aperta e
contro la tendenza a valutare”.
Forte presa di posizione contro certi apparenti fenomeni interpretati, erroneamente, come tramonto delle ideologie. “Nonché” - ha detto - “è necessario
declinare in modo corretto il termine solidarietà che non deve essere un surrogato per sostituire il rapporto con le proprie vere responsabilità con i meriti ed i
demeriti di ciascuno; è inoltre necessario - ha proseguito - che la tolleranza non
diventi indifferenza rispetto alla diversità”.
Il rimedio: la comunità aperta, cioè una società che riconosca il valore delle
radici, ma non le giochi in antagonismo alle radici degli altri.
Hanno svolto altre relazioni direttamente sul tema nazionale: Maria
Antonietta Macciocchi, Luigi Di Liegro, Ferdinando Adornato, Osvaldo de
Tullio, Giancarlo Zizola, Bruno Ferraro. Hanno svolto interventi: Elisabetta
Costantini Castaldi, Franco Marin, Stefano Pecchioli. Ha concluso il
Governatore Carlo Padula, dicendo, tra l’altro, che noi lions siamo convinti
che in una società in cui nessuno crede più a nessuno e tutti sanno il fatto loro,
il punto nodale della fondazione di un’etica sociale è il riconoscimento dell’altro e dei suoi bisogni nell’ottica di una forte riproposta dei valori etici che sono
alla base della convivenza civile e dello sviluppo universale.
Nell’anno 1997-98, Governatore Giuseppe Palmas, il nostro distretto si è
occupato del problema dei diritti dell’uomo e la tutela dei minori ed ha dedica-
102
to al tema il “ Quaderno del Lionismo” N. 46.
Il convegno si è tenuto a Latina il 7.2.1998. Ha introdotto gli argomenti del
convegno Bernardino Palumbo. I relatori sono stati: Katia Miranda, Tommaso
Filineri, Bruzio Pirrongelli, Maria Rosetta Spina, Bruno Ferraro, Carlo
Padula, Francesco di Ciollo.
Risulta inserita nel “Quaderno”, per esteso, la convenzione sui diritti del
fanciullo firmata a New York il 20.11.89 e ratificata con legge 27.5.1991 n.176.
La successiva annata lionistica 1999-2000, Governatore Pietro Pegoraro,
segnala il convegno d’autunno tenutosi a Terni sul tema: “Disoccupazione e
lavoro. Nuove strategie e formazione dei giovani nel terzo millennio” trattato
dal Presidente emerito della Corte Costituzionale Vincenzo Caianello e da altri
illustri relatori come, il Consigliere di Cassazione, Aldo Grassi, pubblicato sul
N. 51 dei “Quaderni del Lionismo.”
I sottotemi trattati sono stati:
“I problemi della occupazione intellettuale” ( Prof. Vincenzo Caianello)
“La politica dei lions verso i Giovani “(dr. Massimo Fabio, Direttore
Internazionale in carica)
“L’impresa dinanzi alla Globalizzazione”
“Nuovi modelli della formazione e del lavoro” (Ing. Catervo Cangiotti,
Presidente Formazione Professionale della Confindustria)
“La condizione giovanile tra disoccupazione e nuove opportunità” (PDG
Carlo Padula)
“I giovani e le loro devianze” (dr. Aldo Grassi, Cons. Corte di Cassazione)
Sono intervenuti: PDG Bruno Ferraro, PDG Bruzio Pirrongelli, Ecc.za
Sergio Zoppi, Sottosegretario al Ministero Pubblica Istruzione, Ing. Paolo
Ricci, dr. Tito Sechi, Francesco Olivieri, geom. Francesco Rocchi, avv. Michele
Maria Amici, avv. Mario Cassiano.
Ha concluso il Governatore Pietro Pegoraro, augurandosi di portare all’esterno i risultati del convegno per far conoscere la nostra professionalità e capacità nel suggerire gli opportuni percorsi da seguire per dare risposte concrete
alle giuste istanze che i giovani rivolgono alla società.
Nell’anno 2000-2001, Governatore Enrico Cesarotti, il congresso d’autunno svoltosi a Perugia il 19 novembre 2000 ha trattato il tema “Conoscere il lionismo per viverlo appieno” che è stato pubblicato nel N. 55 dei “Quaderni del
Lionismo”.
Osvaldo de Tullio ha svolto la introduzione al tema del convegno.
Hanno tenuto relazioni: Flaviano Bastardi, Italo Castaldi, Massimo
Giannaccari, Aldo Stefanori, Franco Mura, Tito Sechi, Daria Grilli, Adolfo
Puxeddu, Antonello Tondo, Franco Migliorini. Vi sono stati interventi liberi di:
Enrico Tozzoli, Vincenzo Mennella, Renato Palumbo, Angelo Russo, Pasquale
D’Innella Capano, Alberto Maria Tarantino, Ida Panusa, Antonello Tondo,
Lucio Marinaro, Ermanno Scerrati, Tito Sechi, Ivan Trimarchi, Giorgio Dori,
Bruno Carità, Amedeo Calenzo.
Al termine è stato approvato un documento “affinché resti qualcosa e resti
103
la possibilità per gli organismi e le strutture di utilizzare i suggerimenti emersi
che riguardano anche l’impegno civico.”
Il distretto ha, poi, ospitato e curato la realizzazione, per conto del multidistretto, della annuale giornata della Pace nel Mondo svoltosi a Roma il
26.1.2001 con la trattazione del tema “Diritto delle minoranze contro intolleranza, razzismo e xenofobia”.
Il 27-28 ottobre 2001 a Fiuggi, Governatore Raffaele Cardia Gallus, si è
tenuto il VII congresso d’autunno sul tema: “I lions per la salvaguardia degli
ideali di pace, di libertà, di solidarietà, di giustizia sociale tra i popoli del
mondo”.
Hanno tenuto relazioni: il Governatore Raffaele Cardia Gallus, il Direttore
Internazionale Antonio Perrot, e il PDI Giuseppe Taranto. Le altre relazioni
sono state svolte dai PDG: Osvaldo de Tullio, Antonello Tondo, Domenico
Mammoli, Bruno Ferraro, Carlo Padula, Jolao Farci; dal Presidente di
Circoscrizione Francesco Lo Monaco, dal Delegato di Zona Daria Grilli, dai
Presidenti di club Dario Crocetta, Rocco Falcone, Lanfranco Frezza, dalla
Presidente di comitato Teresa Orrù, dagli O.D. Stefania Trincia Francioni e
Vincenzo Caredda.
Tre i convegni sulla giustizia tenutisi a Cagliari, Terni e Latina.
Varie vicende non hanno permesso la pubblicazione dei predetti convegni
su un apposito numero dei “Quaderni”.
Le notizie che riportiamo qui di seguito sono state tratte dalla rivista
“Lionismo” e sono limitate al convegno tenutosi a Latina il 2.3.2002 con il titolo “Sotto esame la giustizia” organizzato dal club Latina Mare (Presidente
Maria Teresa Cicero Donati).
Ha introdotto il tema, dopo il saluto del Governatore Raffaele Cardia
Gallus, il PDG Osvaldo de Tullio. Qui di seguito gli argomenti trattati dai singoli oratori:
“Le cause della eccessiva durata del processo civile, la legge Pinto ed il
risarcimento da durata irragionevole del processo” (Prof. Avv. Giovanni
Arieta); “Crisi del giudizio di Cassazione ed ipotesi di razionalizzazione” (Dr.
Vincenzo Geraci); “Gli strumenti alternativi alla giustizia civile” (Prof. Avv.
Giovanni Giacobbe); “Giudizi speciali e giudizi d’appello: riflessioni e proposte di intervento” (Prof. Avv. Augusto Panzini).
Hanno svolto interventi programmati: Italo Amorelli, Ernesto Palatta,
Bernardino Palumbo, Massimo Pinti, Angelo Vancheri, Vincenzo Vanda. Ha
concluso il lions Aldo Grassi, Consigliere della Corte di Cassazione.
Conclusione apprezzata da tutti e particolarmente da S.E. il Presidente emerito
della Corte Costituzionale, Prof. Vincenzo Caianello.
È stato redatto un documento finale nel quale i lions della Regione Lazio
del distretto 108L, hanno auspicato vari provvedimenti in merito al processo
civile specificando:
- che bisogna procedere alla revisione dell’art. 24 della Costituzione, al fine
di devolvere al Legislatore ordinario, la potestà di individuare rapporti sostan-
104
ziali la cui tutela possa essere affidata a forme e strumenti alternativi a quella
giurisdizionale;
- che bisogna evitare l’incremento del ricorso a Giudici onorari, a meno che
la loro professionalità non sia previamente sottoposta ad adeguata valutazione e
ad essi venga corrisposto un trattamento economico congruo;
- che bisogna incentivare il ricorso al “processo telematico” e la cultura
della conciliazione anche extragiudiziale mentre il contraddittorio orale fra le
parti venga limitato ai casi di interrogatorio libero, di tentativo di conciliazione
e di assunzione di mezzi istruttori affidando il resto dell’attività difensiva a
comparse e memorie da depositare in cancelleria;
- che bisogna anticipare, alla fase del contraddittorio, la precisazione definitiva della domanda.
Parimenti hanno previsto innovazioni in sede penale suggerendo:
- l’incentivazione del ricorso a riti alternativi escludendo il potere di integrazione probatoria, attualmente riconosciuta al Giudice delle indagini preliminari, incrementandone gli effetti premiali; l’immediata esecuzione delle sentenze emesse a conclusione di essi e riconoscendo effetto premiale all’acquiescenza eventualmente prestata alla sentenza di 1° grado;
- la previsione della formazione in sede di merito del giudicato parziale sui
capi e punti delle decisioni non impugnate;
- la sospensione del corso della prescrizione dei reati dopo la sentenza inappellabile di 1° grado e la sentenza d’appello nel corso del giudizio di legittimità;
- il riaffidamento al Giudice a quo della potestà di dichiarare l’inammissibilità delle impugnazioni conseguenti a cause di carattere formale;
- la previsione di un deposito cauzionale per la proposizione dei ricorsi in
Cassazione;
- la drastica riduzione delle cause e dei motivi di ricorso in sede di legittimità, specie con riferimento al vizio di motivazione delle sentenze impugnate.
Anno lionistico 2002-2003, Governatore Luigi De Sio, congresso d’autunno
tenutosi a Civitavecchia il 23.11.2002 nell’aula consiliare “Renato Pucci” del
Palazzo Comunale sul tema: “La violenza nel mondo giovanile”.
Hanno partecipato con relazioni ed interventi: Il Governatore Luigi De Sio,
il Sindaco di Civitavecchia Alessio De Sio, il Past Presidente Internazionale
Giuseppe Grimaldi, il Presidente della Regione Lazio On. Francesco Storace,
il PDG Bruno Ferraro, quale moderatore, Don Antonio Mazzi, il Prof.
Francesco Bruno, la Dr.ssa Simonetta Matone, Sostituto Procuratore del
Tribunale per i minori di Roma, il giornalista Augusto Giordano, il PDG
Osvaldo de Tullio, il PDG Ferdinando Antoniotti, il PDG Francesco
Migliorini, Renato Palumbo, Gino Marino, il PDG Bruzio Pirrongelli,
Alessandro Maruccio, Presidente del leo club di Civitavecchia-S.Marinella,
Tito Sechi, Giorgio Parisi, Raffaele Cardia Gallus, Fabiola Galassi, Pietro
Tonini.
Scrive il PDG Pinti sul N. 59 dei “Quaderni del lionismo”:… “il prendere
105
attivo interesse al bene civico culturale sociale e morale della comunità comprende anche quello di ridurre a fenomeno marginale il problema della violenza
minorile che è sempre esistita perché insita nella naturale aggressività dell’adolescente che è fattore positivo per la sua crescita, ma che diventa negativa se
degenera trasformandosi in forza distruttiva verso sé stessi, cose e persone, talvolta finalizzata al crimine”.
La finalità perseguita dal predetto congresso non è stata quella di gestire un
congresso di denuncia, ma semmai quella di gestire un congresso di proposta.
È emerso, in conclusione, il valore fondamentale della famiglia alla quale è
stato detto bisognerebbe recuperare il ruolo del padre come principale educatore dei propri figli ed il valore fondamentale della scuola che dovrebbe avere
programmi indirizzati all’educazione civile.
Di famiglia i lions si erano occupati anche durante il Governatorato di
Bruno Ferraro, unitamente al progetto scuola e salute: di cui ne ha dato completo resoconto il N. 41 dei “Quaderni del Lionismo”.
Altra iniziativa del Governatore De Sio è stata quella di far svolgere il tema
della violenza, avendo come traccia la poesia di Quasimodo “Uomo del mio
tempo”, a 40 mila ragazzi della 3° Media inferiore, la cui manifestazione conclusiva, contro la violenza, si è tenuta a Roma il 7.5.2003 nel grande Teatro
Tenda di Roma ove sono affluiti 3.600 ragazzi, la cui immagine dell’effetto
“tutto esaurito” è data dalla fotografia di tale manifestazione riprodotta sul
N.60 dei “Quaderni del lionismo” dal titolo “educando gli adolescenti alla non
violenza”.
L’educazione degli adolescenti alla pace ed all’assunzione dei primi doveri
di convivenza civile, nonché al rispetto delle prime regole comportamentali,
costituisce un onere sociale oltre che familiare da ascriversi tra le attività più
significative del nostro impegno civico.
L’anno lionistico 2003-2004, Governatore Renato Palumbo, è stato caratterizzato dalla riproposizione di argomenti di politica non partitica trattata energicamente dal Governatore in occasione del 3° Gabinetto ed Assemblea distrettuale del 3-4 aprile 2006 a Gaeta la cui agenda dei lavori aveva il titolo “Una
svolta per il lionismo: politica non partitica” per la cui trattazione, come era
previsto all’ordine del giorno, è intervento il Governatore seguito dall’intervento del P.D.I. Antonio Perrot sul tema “ Lionismo e politica Internazionale”.
Dall’agenda dei lavori la programmazione di una tavola rotonda sullo stesso argomento da tenersi il giorno successivo.
Inoltre il Governatore Palumbo ha, successivamente, fatto pervenire a tutti i
club un questionario molto articolato al quale avrebbero dovuto rispondere tutti
i lions e quindi ogni club del nostro distretto, manifestando attraverso le risposte alle varie domande, se erano, o meno, favorevoli alla svolta politica non
partitica della nostra associazione.
Sempre durante il governatorato di Renato Palumbo grande successo ha
avuto il tema sulla “Tecnologia, innovazione e qualità della vita”, trattato al
congresso d’autunno di Viterbo il 23.11.2003 con il contributo di professori
106
universitari di grande notorietà, a cominciare da Luigi Frati, Lucio Ubertini,
Angelo Vescovi, Giuseppe Pelicci, Adolfo Puxeddu, Domenico Di Virgilio, per
finire con EL SHEIK, Padre Gonzalo Miranda, Mario Manganaro, Roberto
Battiston, Fabio Ferlazzo, da considerarsi rilevante anche ai fini dell’impegno
civico perché è riuscito a coniugare le esigenze scientifiche e tecnologiche con
l’etica del rispetto.
Rispetto della natura e delle leggi naturali. Rispetto della salute. Rispetto
della qualità della vita. Rispetto delle tradizioni e dei credi religiosi. Rispetto
della vita. Rispetto della dignità dell’uomo.
Diceva Marcello Veneziani al convegno che si è svolto a Roma il 19.11.96
nella sala della Promoteca del Campidoglio, durante il Governatorato di Carlo
Padula: “Io ho sempre pensato che per intendere i valori della solidarietà e
della tolleranza bisogna fare un salto in avanti verso il rispetto che implica un
rapporto di attenzione attiva verso gli altri; per cui, come non c’è vera solidarietà e vera tolleranza senza il rispetto verso i destinatari, così non c’è vera
scienza, vero programma umanitario per il tramite della scienza se non c’è l’etica del rispetto dei valori che presidiano le grandi leggi della natura e dell’uomo”.
Il 28.11.2004 a Bagni di Tivoli presso l‘Hotel “Duca D’Este”, Governatore
Alberto Maria Tarantino, si è tenuto il congresso d’autunno. Nella lettera di
convocazione, il Governatore comunicava che, come previsto dallo statuto
distrettuale, si sarebbe trattato un argomento lionistico finalizzato allo sviluppo
della associazione e del distretto 108/L dal titolo “I lions club protagonisti nella
società”.
Hanno svolto relazioni: Franco Emilio Pirone, PDG Renato Palumbo, PDG
Bruno Ferraro, PDG Osvaldo de Tullio. Hanno svolto interventi preordinati:
Giancarlo Serafini, Marco Giangrande, Maria Teresa Pesce, PDG Francesco
Migliorini.
Hanno fatto seguito interventi liberi di: PDG Dario Pinti, Bruno Riscaldati,
Franco Tracquilio, Giovanni Tamponi, Salvatore Orestano, Mario Manganaro,
Sergio Gigli, Luigi Foglietti. Hanno preceduto le conclusioni del Governatore, i
coordinatori dei gruppi di lavoro: PDG Carlo Padula su “Merl e formazione”,
PDG Enrico Cesarotti su “Tecnologia ed informatizzazione”, PDG Bruno
Ferraro su “Organizzazione distrettuale”, PDG Dario Pinti su “Obiettivi del
distretto 108/L”.
Gli atti del Congresso sono stati pubblicati con il N. 62 dei “Quaderni del
Lionismo”.
Atti che interessano l’impegno civico non solo perché l’immediato Past
Governatore Palumbo ha relazionato sull’impegno civico affidatogli dal
Governatore Tarantino per la continuità del programma di politica non partitica
il cui obiettivo era quello di far assumere iniziative che fossero da esempio e
stimolo per uno sviluppo civile dell’uomo moderno con una azione di proposta
di ordine politico non di parte, ma anche perché l’argomento conduttore “I
lions club protagonisti nella società” e molti dei sottotemi di settore ricalcano il
107
concetto ben espresso dal direttore internazionale Sergio Maggi quando afferma che… “È necessario che i club siano il centro della formazione democratica, della realizzazione delle norme etiche del comportamento, il centro della
propulsione dell’associazione, la palestra del dialogo, della discussione”.
Presenti 250 congressisti, il Governatore chiudendo il congresso si è dichiarato soddisfatto della partecipazione e della passione con la quale erano stati
trattati i vari argomenti in un confronto di idee e di opinioni talvolta diverse ma
sempre nel rispetto reciproco ed è questo quel che conta, ha detto, perché nessuno è depositario della verità assoluta, ma probabilmente ciascuno di una parte
di essa: tutte necessarie per portare l’insieme ad unità.
Nell’anno 2005-2006 ha diretto il distretto 108/L il Governatore Agostino
Inzaina, che ha avuto l’idea di questa pubblicazione celebrativa dei 50 anni di
lionismo nel distretto 108/L, che è stato il primo distretto ad avvertire la inadeguatezza della nostra funzione svolta prevalentemente in chiave assistenziale
fino al 1970 e tra i primi a scoprire che gli stessi nostri scopi e lo stesso nostro
codice etico ci imponevano una presenza attiva nella società per riaffermare i
valori di un corretto vivere civile insieme agli altri da cittadini consapevoli del
ruolo affidatoci quali soci dell’Associazione Internazionale dei Lions Club.
“ E fu così - dice Osvaldo de Tullio - che in un mondo che si avviava a
divenire senza certezze noi ritrovammo il fondamento di sufficienti certezze. E
fu allora che venne fuori la pecularietà del nostro distretto la cui storia, i cui
uomini, le cui opere stanno a dimostrare la giustezza del predicativo da esso
ampiamente meritato di “distretto dei valori” con ciò intendendo quel distretto
che prima e meglio degli altri si soffermò sulla ideologia del lionismo, proponendo ricerche, definizioni ed approfondimenti ampiamente condivisi”.
Al congresso d’autunno tenutosi a Fiuggi il 20.11.2005, si è discusso sul
tema “Il futuro del lionismo tra sfide e risposte del mondo che cambia”.
Hanno parlato: PDG Osvaldo de Tullio sul tema “Una sfida mondiale la
dignità della persona umana”; PDG Raffaele Cardia Gallus su “Il lionismo nei
paesi dell’est europeo: attualità e prospettive di sviluppo”; PID Massimo Fabio
su “Emergenze umanitarie: la missione del lionismo ed i criteri di cooperazione
internazionale”; Silvio Tessari su “obiettivi di pace e di giustizia negli scenari
internazionali”; PDG Dario Pinti su “La risposta dei lions alle sfide della
pace”; PDG Enrico Cesarotti “impegno associativo globale nella prevenzione
della cecità”; PDG Bruno Ferraro sul tema “La legalità per fondare una cittadinanza di diritti e di doveri”; Franco Pirone su “Il Distretto come lo vorrei”;
Carlo Patatu su “Scuola e famiglia”; Stefano Forti su “Punto di vista dei giovani su sfide e risposte”; PDG Renato Palumbo sul tema “Innovazione, tecnologia, qualità della vita”; Naldo Anselmi su “L’ambiente e le conseguenze
ambientali”; PDG Carlo Padula sul tema “Il fenomeno dell’associazionismo”.
Sono stati registrati inoltre interventi liberi di: Mario Manganaro, Adriana
Rittale, Cristina Aisa, Teresa Orrù Lai.
“Ha assunto rilevanza anche questo congresso d’autunno nell’ottica del
nostro impegno civico convalidata” - ha detto il Governatore Agostino Inzaina
108
- “dalla impressionante percentuale degli svantaggiati del mondo da cui emerge
chiaramente una iniqua distribuzione delle risorse economiche ed una iniqua
ripartizione delle possibilità di accesso alle risorse consumabili che dovrebbe
impegnarci a promuovere un patto mondiale che impegni quel terzo circa della
popolazione mondiale che assorbe e consuma la maggior parte delle risorse ad
affrontare con progetti permanenti le disumane condizioni di mera precaria
sopravvivenza di intere popolazioni che dovrebbe essere la sfida più importante
che tutto il mondo occidentale dovrebbe accettare e vincere per assicurare un
lungo periodo di pace”.
Ha assunto rilevanza anche per lo sforzo propositivo contenuto nella maggior parte delle relazioni.
D’altra parte ci sono le organizzazioni a ciò deputate UNICEF - FAO OMS ed altre ancora, soprattutto l’ONU, ma anche le organizzazioni e le associazioni di servizio, come la nostra, (che lancia il Sight First 2 per prevenire la
cecità nel mondo), che potrebbero, anzi, dovrebbero riunirsi in consorzio mondiale per il solo fine di gestire oculatamente le risorse necessarie provenienti
dal contributo di tutti gli Stati progrediti per assicurare una dignitosa esistenza
ai diseredati del mondo le cui risorse naturali sono state, per lo più, a loro sottratte dal progresso.
Questa attività, nella sua fase attuativa, rientrerebbe nell’impegno umanitario, ma nella sua fase progettuale e promozionale di coinvolgimento e di organizzazione, rientra nell’impegno civico.
L’impegno civico è diventato anche un service distrettuale autonomo per la
ragione - è stato detto - che “gli scopi associativi prevedono la partecipazione
attiva ai processi della vita sociale ed alla elaborazione di strategie, progetti e
proposte atti a favorire la crescita della comunità in un rapporto di stimolo e di
collaborazione propositiva con le istituzioni pubbliche”.
Non so ancora valutare se le ragioni del sì siano prevalenti rispetto alle
ragioni del no, ma sono più per il no, sia perché il termine impegno civico è più
ampio come significato delle attività specifiche che con detto termine si usano
compendiare in esso sia perché e principalmente attribuisco all’impegno civico,
come all’impegno umanitario, la valenza di contenitore di varie attività di studio ed operative nei vari campi del sociale dell’economa, dell’economia sociale, della politica-sociale, della teoria politica e anche a carattere educativo, formativo, relazionale con le pubbliche istituzioni ed ogni altra attività che interessi i pubblici rapporti, sicchè un comitato specifico con tale funzione entrerebbe,
probabilmente, in conflitto di attribuzione con i responsabili di altri comitati già
esistenti che, invece, rientrando anch’essi nel contenitore dell’impegno civico
non hanno bisogno di essere individuati con sottoclassificazioni, ma di essere
individuati nel settore dell’impegno civico con il nome proprio dell’attività che
il comitato svolge.
Comunque il comitato “Impegno Civico”, di cui è stato responsabile nell’anno 2005-2006 Naldo Anselmi, ha lavorato bene, validamente coadiuvato da
altri lions tra cui Ginetta Bergodi.
109
Sono state infatti individuate tre possibili attività:
- la prima nella promozione a livello di istituzioni e dei cittadini del bilancio sociale di mandato degli enti pubblici;
- la seconda nella promozione sempre a livello dei cittadini e di istituzioni
della figura dell’amministratore di sostegno istituito con la legge 9.1.2004;
- la terza, nello sviluppo di una analisi sulla diffusione, sull’efficacia operativa e sulle difficoltà incontrate da parte dei difensori civici.
Il comitato ha anche organizzato un convegno distrettuale sul tema
“Impegno civico: una sfida per il lionismo”, che si è tenuto a Roma il
19.1.2006 a Palazzo Marini, Sala delle Conferenze Camera dei Deputati.
Vi hanno partecipato, unitamente al Prof. Naldo Anselmi, l’on. Angela
Napoli, l’on. Olimpia Tarsia, il prof. Angelo Tanese, il prof. Michele Tamponi,
il prof. Mario Timio, il prof. Osvaldo de Tullio, il prof. Carlo Patatu, l’Avv.
Ginetta Bergodi.
Ha tenuto banco il bilancio sociale di mandato strumento di rendicontazione di introduzione piuttosto recente e poco conosciuto. Il convegno ha evidenziato che essendovi necessità di ridare credibilità alle amministrazioni e di riavvicinare la gente alle istituzioni nonché di riconquistare la fiducia dei cittadini,
da parte dei politici, questi ultimi dovrebbero essere favorevoli ad una rendicontazione più trasparente e più comprensibile a tutti.
Ed il bilancio sociale di mandato sembrerebbe essere il mezzo più idoneo
ed efficace per ottenere il predetto risultato.
Ha quindi concluso l’on. Angela Napoli auspicando che i politici riscoprano il vero significato della politica governando la res-pubblica ad esclusivo servizio della collettività ed un “ritiro” dei politici da quegli ambiti ultimamente
troppo “colonizzati” dagli stessi (ad es. la sanità) od ad una separazione tra
apparati amministrativi ed apparati politici che eviterebbe la sudditanza dei
primi verso i secondi.
“Occorre in ogni caso”- ha detto l’On. Napoli - “promuovere con forza, l’etica della politica, un patto etico tra politici, tra politici e cittadini che dovrebbero, però, vivere le istituzioni e le leggi con serietà civica, oggi purtroppo
carente”.
Il convegno ha quindi evidenziato che i lions devono e possono costituire
l’anello di congiunzione tra i cittadini e politici con una partecipazione attiva ai
processi della vita sociale ed un’azione di stimolo e di collaborazione propositiva con le istituzioni.
Al congresso distrettuale di Sabaudia tenutosi nei giorni 5-6-7 Maggio
2006 è stato approvato il nuovo Statuto ed il nuovo Regolamento distrettuale ed
è stato approvato un tema distrettuale che interessa l’impegno civico:
“Immigrazione: integrazione, diritti umani”.
110
I LIONS E L’EUROPA
In materia di unità europea i Lions di questo Distretto hanno svolto sempre
una diffusa e convinta azione di promozione e diffusione.
Piace qui dare, a solo titolo esemplificativo, qualche cenno su quattro manifestazioni che, a distanza di tempo, hanno testimoniato il perdurante impegno.
——————Il 23.4.1978, Governatore Osvaldo de Tullio, si è svolto a Gubbio una
manifestazione che per molteplici aspetti ha assunto una dimensione ed un
significato che ben si colloca nel nuovo corso perché traduce nei termini concreti un più esatto e moderno modo di intendere il lionismo sceso in piazza; in
questa occasione fianco a fianco con i pubblici poteri per dire una parola significante e pregna di contenuti su una tematica, che all’epoca era ancora nel
limbo delle “attese”, quella della indispensabilità di una Europa Unita.
Riceveva così puntuale e corale applicazione la finalità associativa del
“prendere attivo interesse al bene collettivo con la presenza attiva e convinta,
operante ed efficace di una vastissima schiera di amici lions, di tutti i soci dei
club dell’Umbria a cui si sono aggiunti numerosissimi altri lions e privati cittadini di una giornata memorabile per la stessa città di Gubbio anche se l’atmosfera rarefatta del dramma che stava sconvolgendo il Paese per l’ennesima offesa allo Stato ed alla civiltà rendeva più contenuta le manifestazioni che erano
comunque espressione di una dignitosa ma forte opposizione alla irrazionale
ferocia dell’anti-Stato perpetuando in dignità e senza clamori la vita di ogni
giorno adempiendo ai propri impegni sulla base di quel principio-guida, “il
lavoro” su cui le società più solide ed evolute realizzano compiutamente la propria attività sociale.
Anche qui sta il significato della presenza e dell’illuminato discorso tenuto
nell’occasione dal Presidente del Parlamento Europeo, l’on. Emilio Colombo,
mentre la sua famiglia politica trascorreva inenarrabili ore per le incognite sulla
vita di Aldo Moro. Egli infatti superando indugi e perplessità ritenne suo dovere
essere in mezzo a noi lions per testimoniare che l’Europa si fa anche con il
sacrificio, l’impegno ed il lavoro di tutti ciascuno nell’ambito che gli è proprio.
L’on. Colombo, che ha preso la parola dopo l’applaudito intervento del
Governatore Osvaldo de Tullio, ha ricordato di aver già partecipato ad altre iniziative europeistiche curate dai lions. Presenti alla manifestazione il Senatore
Spitella sottosegretario ai beni Culturali, il Prefetto di Perugia dott. Chialant, il
Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, il Consigliere di
Cassazione S.E. Bellocchi, il Comandante la zona Militare, il Comandante la
Legione dei Carabinieri Col. Paolini, il Sen. Ermini, il Prof. Abbondanza per la
Regione Umbria.
Al tavolo dei lavori sedevano S.E. Emilio Colombo, Presidente del
Parlamento Europeo, il V. Sindaco di Gubbio, il Governatore Prof. Osvaldo de
Tullio, il Vice Governatore A. Bellavigna.
Al termine del convegno, tenutosi nel Palazzo municipale, una pioggia di
111
volantini di circostanza lanciati da un aereo. Nel pomeriggio la suggestiva esibizione degli Sbandieratori dei Balestrieri, offerta dalla associazione del
Maggio Eugubino.
Qui di segutio il messaggio dei lions Umbri ai Capi di Stato della Comunità
Europea.
I Lions dell’Umbria convenuti a Gubbio, dopo ampio ed approfondito
dibattito di tutte le problematiche connesse alla realizzazione dell’unità
Europea ed alla elezione diretta del Parlamento Europeo nello spirito dei grandi
santi della nobile terra umbra: S. Benedetto da Norcia, che nel cupo Medio
Evo, riuscì con la forza della fede ad unire i Paesi d’Europa, ponendo le basi di
una istituzione destinata a divenire faro di civiltà per ogni Nazione del Mondo;
S. Francesco D’Assisi, che sette secoli più tardi, con il suo mistico slancio, rinnovava e rinsaldava rapporti d’amore fra le genti, nel nome dell’internazionalismo dell’associazione mondiale dei lions che, al di sopra di ogni differenza di
luoghi, di razza, di lingua o di religione, affratella gli uomini tutti nella visione
di una Patria comune, fanno unanimi voti ai Capi degli Stati attualmente impegnati alla edificazione dell’unità politica europea perché con superiore dedizione, in spirito di fratellanza e con profonda convinzione, essi ed i loro popoli
realizzino gli apporti necessari, perché l’Unione Europea riceva sollecita, completa e concreta attuazione, nella visione di una comunità continentale affrancata da servitù e protesa alla realizzazione del massimo progresso morale, civile,
politico, economico.
——————————Di Europa si è parlato ancora il 21-22.5.1993 a Roma nella sala Terrazza di
Monte Mario, Hotel Cavalieri Hilton nella “1° Giornata Internazionale dei
Lions e Leo per l’Europa” organizzata durante il governatorato di Dario Pinti
dai comitati distrettuali Lions e Leo per le pubbliche relazioni sotto il patrocinio del Ministero per gli affari esteri, Ministero per il commercio con l’estero,
consiglio regionale del Lazio, Giunta regionale del Lazio, Ufficio per l’Italia
del Parlamento Europeo, Ufficio per l’Italia della Commissione delle Comunità
Europee.
Hanno svolto relazioni: il lions dr. Ettore Marsiglia (della Confindustria), il
lions dr. Giovanni Salimbeni, direttore dell’ufficio per l’Italia del Parlamento
Europeo, l’avv. Giuseppe Taranto PDI, l’avv. Vittorio Di Stefano direttore centrale dell’IRI, dr. Carlo Casali presidente del Consiglio dei Governatori, dr.
Mario Santi dell’Ufficio per l’Italia della Commissione della Comunità
Europea, il dr. Giovanni Rigone Past Direttore Internazionale, il dr. Alessandro
Franchini amministratore delegato della GEPI.
I lavori sono stati ripresi alle ore 15,30 ed il giornalista Nuccio Fava, che
per precedenti impegni non poteva essere presente, nel pomeriggio è stato
sostituito da Sandro Di Paola.
Le relazioni pomeridiane sono state tenute da: Lia Cipolla, rappresentante
del comitato Europa Unita del distretto lions 108/B; il dr. Carlo Martinenghi,
direttore della rivista “The Lion”; il prof. Osvaldo De Tullio, direttore della
112
rivista “Lionismo”; il Sen. Carmelo Azzarà, sottosegretario agli Affari Esteri; il
dr. Dario Crocetta, presidente di sezione della Corte dei Conti, già consigliere
giuridico del Ministro degli Esteri; il prof. Giulio Cesare Papandra; il dr.
Alberto Maria Felicetti; l’avv. Mario Cassiano.
Ha concluso i lavori pomeridiani il Governatore Dario Pinti che ha tenuto
un discorso anche nella riunione serale.
Quindi ha avuto la parola il presidente del distretto leo, Paolo Emilio Testa.
Durante la serata il Governatore ha consegnato al dott. Giovanni Salimbeni una
petizione in cui, dopo aver posto tutte le problematiche da superare e gli obiettivi
da raggiungere si auspicava che le autorità della comunità fossero partecipi e
consapevoli che “nel non facile cammino che ancora ci separa dalla piena realizzazione di una Europa unita ove la serenità e la libertà dei singoli essere umani
siano l’espressione del contributo e della buona volontà di tutti, noi Lions e Leo
ci saremo, pronti a fare fino in fondo la nostra parte ed a far sentire la nostra
voce in favore della pace e della giustizia quanto più forte ci sarà possibile”.
Durante l’anno lionistico 2005-2006 i lions del distretto 108/L hanno riparlato dell’Europa, trattando il tema distrettuale “dal trattato di Roma alla costituzione europea”.
—————Si segnala anche la conferenza organizzata il 12.11.2005 a Cagliari dalla
Federazione regionale sarda dell’associazione dei Comuni, province e regioni
d’Europa (AICCRE) alla quale hanno attivamente partecipato i lions della V
circoscrizione ed alla quale hanno partecipato anche altre associazioni tra cui
L’ANCI, AEDC, UPS, UNCEM, ASEL AEGEE. Ha presieduto la conferenza il
PDG Raffaele Gallus Cardia.
In particolare si è parlato delle politiche comunitarie (agricoltura, trasporti,
pesca) e dei loro riflessi nell’area del mediterraneo e nella economia della
Sardegna e dei ritardi accusati dalla Regione Sarda che ha impegnato soltanto
la metà dei fondi europei disponibili nei 6 anni compresi tra il 2000 e 2006
rischiando di perdere la restante metà dei contributi.
Sono state quindi avanzate proposte operative tra cui promuovere gemellaggi tra comuni, province e regioni.
————Un altro convegno si è tenuto nella terza circoscrizione il 9.3.2006 presso la
sala delle Colonne di Palazzo Marini della Camera dei deputati.
Hanno partecipato con relazioni il prof. Giuseppe Schiavone, Presidente
dell’Istituto Studi Europei A. De Gasperi e docente di organizzazione internazionale presso l’Università degli studi di Catania, il prof. Aldo Grassi, consigliere presso la Suprema Corte di Cassazione, il prof. Osvaldo de Tullio presidente onorario della Corte dei Conti, il prof. Giovanni Battista Petti, consigliere presso la suprema Corte di Cassazione, il sen. Cosimo Ventucci sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e rapporti con il parlamento.
Ne ha fatto un puntuale resoconto sulla rivista “Lionismo” il lions Sergio
Di Donato.
113
I “QUADERNI” PUBBLICATI DAL 1972
N. 1 aprile 1972
La certezza del diritto quale garanzia della libertà del cittadino
N. 2 giugno 1972
La regolamentazione del diritto di sciopero per il superamento della conflittualità tra le forze della produzione e del lavoro
N. 3 febbraio 1973
Il recupero dei disadattati fisici e psichici
N. 4 aprile 1973
Interesse della società alla tutela ed alla sopravvivenza delle libere professioni
insostituibili pilastri della libertà di tutti i cittadini
N. 5 aprile 1974
La giustizia al servizio del cittadino. Prospettive di riforma
N. 6 giugno 1974
Il fenomeno della violenza
N. 7 aprile 1975
La Costituzione trent’anni dopo
N. 8 maggio 1975
Riforma Sanitaria: alba o tramonto dell’assistenza
N. 9 giugno 1975
Il Lionismo come partecipazione alla vita sociale
N. 10 maggio 1976
Il Sindacalismo in Italia, oggi
N. 11 aprile 1977
La scuola ed il futuro dell’economia
N. 12 maggio 1977
Istituzioni ed economia
N. 13 gennaio 1978
Problemi turistici del Lazio
114
N. 14 aprile 1978
La scienza: conquista dell’uomo o fonte della sua distruzione?
N. 15 giugno 1978
Al passo con l’Europa: rilancio della cultura, delle istituzioni, dell’economia Giungla retributiva
N. 16 aprile 1979
I cittadini invalidi e l’associazionismo
N. 17 maggio 1979
La protezione civile: problemi e prospettive
N. 18 aprile 1980
Problemi d’oggi - Democrazia, governabilità, inflazione
N. 18s maggio 1980
I mestieri tradizionali per la conservazione del patrimonio architettonico
(Associazione Internazionale dei Lions Clubs - Ministero dei Beni Culturali Consiglio d’Europa) - Fuori serie
N. 19 maggio 1981
Per la salute del cittadino
N. 20 giugno 1981
Problemi e prospettive dell’occupazione giovanile
N. 21 maggio 1982
Fonti energetiche alternative. Proposte di impianti pilota in Versilia
N. 22 maggio 1983
Il giudice nell’equilibrio dei poteri dello Stato
N. 23 giugno 1983
Problemi d’oggi - Lavoro e professionalità energie alternative ed integrative
N. 24 maggio 1984
Le riforme istituzionali
N. 25 giugno 1985
Ipotesi per una leadership per il futuro
N. 26 maggio 1986
Droga famiglia società
115
N. 27 aprile1987
Scienze e tecnologia fra sviluppo e sicurezza: la sfida degli anni ’90
N. 28 dicembre 1987
I trapianti d’organo
N. 29 dicembre 1988
I boschi e il fumo nel bacino del Mediterraneo
N. 29/b maggio 1989
Conoscersi bene per servire meglio
N. 30 dicembre 1989
Il volontariato fra pubblico e privato
N. 31 marzo 1990
Donazione degli organi - Quando cessa la vita?
N. 32 settembre 1990
Il cittadino e le istituzioni: vittima o protagonista?
N. 33 marzo 1991
Il volontariato: problemi e prospettive giuridiche
N. 34 dicembre 1991
Etica individuale e coscienza collettiva: modelli di comportamento
N. 35 maggio 1992
Un nuovo cittadino per un nuovo Stato. La legge 7 agosto ’90 n. 241
N. 36 novembre 1992
Associazionismo e volontariato. La legge 11 agosto 1992 n. 266
N. 37 giugno 1993
La libertà di stampa e diritti del cittadino. Il segreto giudiziario
N. 38 ottobre 1993
Valori aggreganti per l’associazionismo politico
N. 38/b settembre 1994
Conoscere il lionismo (Etica, scopi ed organizzazione del Lions International)
N. 39 novembre 1994
L’anziano, anello di congiunzione tra passato, presente e futuro
116
N. 40 marzo 1995
Ruolo dei lions club in un sistema di democrazia partecipativa
N. 41 novembre 1995
Scuola - Famiglia - Sanità
N. 42 maggio 1996
L’unità nazionale precetto primario della nostra Costituzione
N. 43 dicembre 1996
Al crepuscolo delle ideologie i grandi ed antichi valori della solidarietà e della
tolleranza per una migliore convivenza pluralista e per uno Stato al servizio
della persona umana
N. 44 giugno 1997
Potere, moralità, corruzione - La morale di parata e la morale di giornata
N. 45 dicembre 1997
L’autismo
N. 46 giugno 1998
I diritti dell’uomo e la tutela dei minori
N. 47 dicembre 1998
La conquiste della scienza ed il loro uso distorto
N. 48 aprile 1999
L’internazionalità del Lionismo
N. 49 maggio 1999
Il difensore civico
N. 50 luglio 1999
Congressi
N. 51 aprile 2000
Disoccupazione e lavoro
N. 52 maggio 2000
I Lions per i trapianti
N. 53 giugno 2000
Il dizionario dei Lions
117
N. 54 luglio 2000
Luci ed ombre del giudice unico
N. 55 febbraio 2001
Conoscere il lionismo per viverlo appieno
N. 56 giugno 2001
Il termine della vita
N. 57 gennaio 2002
La donazione del sangue del cordone ombelicale
N. 58 maggio 2003
“Il Lions Clubs International”
N. 59 giugno 2003
La violenza nel mondo giovanile
N. 60 giugno 2003
…..Educando gli adolescenti alla non violenza
N. 61 giugno 2004
Tecnologia, innovazione e qualità della vita
N. 62 febbraio 2005
I Lions Club protagonisti nella società
N. 63 febbraio 2006
Il futuro del Lionismo tra sfide e risposte del mondo che cambia
118
IL CENTRO STUDI “GIUSEPPE TARANTO”
di Bruno Ferraro
Il “Centro Studi” del distretto 108 L è stato antesignano e progenitore di
tutti gli analoghi organismi sorti successivamente negli altri distretti italiani.La
nascita nel congresso di Firenze del 1971 si collega alla felicissima intuizione
di uomini del 108L che va sotto il nome di “nuovo corso”: una corrente illuminata di pensiero secondo cui il lionismo, senza dismettere la propria primaria
vocazione assistenziale, deve aprirsi ad un soffio di modernità privilegiando
“impegni di natura più spiccatamente sociale e di interesse pubblico” (così
Taranto “Nel segno del Leone” 83 sgg.).
L’evento, di per sé particolarmente significativo ed espressivo della grande
vitalità di pensiero del nostro distretto, fu così descritto dallo stesso Taranto: …
“i riflessi si vedono al termine dell’anno, e più esattamente al congresso distrettuale di Firenze del 1971, quando Giuseppe Taranto del club Roma Capitolium
presenta la proposta della costituzione del “Centro Studi del Lionismo”, che
viene approvata incondizionatamente, e che darà vita ad uno speciale organismo, cui viene tra gli altri assegnato il compito di predisporre ed organizzare
convegni su problemi di interesse promozionale e di particolare impegno.
Il Governatore Massimo Regard (1971 - 1972) affiderà a Taranto l’incarico
di delegato del Governatore alla presidenza del Centro Studi. A comporre il
primo consiglio direttivo vengono inoltre chiamati Francesco Campus (Pisa),
Giovanni Carloni (Cortona), Osvaldo de Tullio (Roma Tyrrhenum), Agostino
Frau Doneddu (Cagliari), Tullio Mango (Roma Aurelium), Gino Papuli (Terni)
e, quale segretario, Spartaco Spano (Roma Parioli).
Il Centro Studi inizia subito la sua attività con la realizzazione del suo
primo convegno, che ha luogo l’11 marzo 1972 a Perugia, nell’Aula Magna
dell’Università per Stranieri, con la trattazione di un tema eclatante: “La regolamentazione del diritto di sciopero per il superamento della conflittualità tra le
forze della produzione e del lavoro”.
La primazia del 108L si coglie anche nella felicissima intuizione che fu alla
base dei “Quaderni” e che l’allora Governatore Massino Regard racchiuse nella
seguente incisiva proposizione: “L’esigenza dei “Quaderni” è venuta spontaneamente dall’ansia che il nostro lavoro non resti sempre fine a sè stesso, una
semplice accademia di perditempo, una manifestazione istantanea priva di conseguenze e responsabilità. Nel nostro quotidiano esercizio di lionismo ci stiamo
oramai tutti accorgendo delle sue pecche: una di queste la mancanza di documentazione ufficiale e, di conseguenza, l’impossibilità di portare a conoscenza
di chi di dovere i nostri lavori e i nostri deliberati”.
Sta di fatto che Centro Studi e “Quaderni” hanno proceduto di pari passo, i
secondi avendo svolto il ruolo di veicolo di comunicazione e cassa di risonanza
degli argomenti messi a fuoco dal “Centro”. Per rendersene conto, è sufficiente
consultare la collana dei “Quaderni”, anche con riferimento ai numerosissimi
personaggi di assoluto rilievo, di estrazione lionistica e non, che sono interve-
119
nuti nel dibattito:
- La certezza del diritto quale garanzia di libertà del cittadino (n. 1, 1972).
- La regolamentazione del diritto di sciopero per il superamento della conflittualità tra le forze della produzione e del lavoro (n. 2, 1972).
- Il recupero dei disadattati fisici e psichici (n. 3, 1973).
- L’interesse della società alla tutela ed alla sopravvivenza delle libere professioni, insostituibili pilastri della libertà di tutti i cittadini (n. 4, 1973).
- La scienza, conquista dell’uomo o fonte della sua distruzione? (n. 14, 1978).
- I cittadini invalidi e l’associazionismo (n. 16, 1979).
- Democrazia, governabilità, inflazione (n. 18, 1980).
- Problemi e prospettive della occupazione giovanile (n. 20, 1981).
- Le riforme istituzionali (n. 24, 1984).
- Ipotesi di una leadership per il futuro (n. 25, 1985).
- Associazionismo e volontariato, la legge 11.8.1991 n. 266 (n. 36, 1992).
- Valori aggreganti per l’associazionismo politico (n. 38, 1993).
- L’anziano anello di congiunzione tra passato, presente e futuro (n. 39,
1994).
- Potere, moralità, corruzione, la morale di parata e la morale di giornata (n.
44, 1997).
- Luci ed ombre del giudice unico e della provvisoria esecuzione delle sentenze (n. 54, 2000).
- Il termine della vita (n. 56, 2001).
- La violenza nel mondo giovanile (n. 59, 2002).
Per dare un’idea della cura e dei contenuti sottesi alla organizzazione dei
convegni del Centro Studi, si possono citare i passi riportati nella relazione del
Governatore Mammoli del 1979.
Il 18 gennaio 1979, a Roma, sotto il patrocinio del “Centro Studi del
Lionismo”, si è svolto il primo convegno sul tema: “I cittadini invalidi e l’utilità delle loro associazioni”. Le relazioni svolte sono state ordinate e raccolte
nel 16° “Quaderno del Lionismo” sotto il titolo “I cittadini invalidi e l’associazionismo”.
Al convegno hanno partecipato con relazioni e apprezzati interventi i
responsabili nazionali di sette associazioni di invalidi, oltre i maggiori esperti
dell’associazionismo delle categorie interessate.
Il successo della manifestazione, comprovato dalla presenza di un foltissimo uditorio e dalla attuazione della mozione conclusiva diretta a costituire una
comune piattaforma operativa tra le associazioni interessate, costituisce la
migliore ricompensa alle non lievi fatiche degli organizzatori.
L’importanza del Centro Studi è scolpita nelle carte istitutive e si ravviva
nell’elencazione dei suoi compiti. Forse è azzardato definire i Centri Studi “una
presenza autorevole ed indispensabile nella realtà lionistica, potendo essere
considerati, nelle loro migliori realizzazioni, dei veri e propri piccoli istituti di
cultura, di talchè anche solo l’affievolimento della loro voce sarebbe causa di
un grave impoverimento sul piano ideologico e culturale del nostro lionismo”
120
(così Marcello Briguglio nel congresso del distretto 108TB del 1990 - 1991).
È certo, comunque, che i Centri Studi, ed il nostro in particolare, sono chiamati a svolgere un ruolo di centralità nella vita distrettuale.
Ed invero il Centro Studi:
- ha coinvolto spesso soci ed uomini di indiscusso prestigio;
- ha impegnato anche per intere giornate uditorii soddisfatti per le iniziative
prese;
- si è impegnato spesso a tutto campo ed in varie direzioni, suggerendo modifiche statutarie, proponendo modifiche organizzative, approfondendo delicati temi culturali, formulando proposte di temi distrettuali;
- si è proposto come fondamentale organo di arricchimento culturale e di partecipazione lionistica ai problemi della collettività;
- potrebbe porsi (ed è questo lo spirito dell’incontro del 5 marzo 2004 a
Bologna con il Centro Studi del distretto 108TB) come antesignano di
nuove occasioni di incontro-confronto con analoghi organismi di altri
distretti, contribuendo a colmare il vuoto lasciato dalla mancata istituzione
di un Centro Studi multidistrettuale.
Si noti che nel suo pregevole studio del 2003, il PDG Melchionda del
distretto 108 TB definisce il Centro Studi come “un laboratorio, composto di
lavoratori del pensiero allenati alla ricerca, sopraffini nella dialettica, culturalmente laici, membri di un osservatorio di speculazione filosofica particolarmente forte, provvisti di doti naturali e di esperienze maturate nel campo della
vita lionistica, che per tutto un anno si incontrano, discutono, approfondiscono
e pervengono a conclusioni lungamente meditate……. E tutto ciò soprattutto in
problematiche squisitamente lionistiche, nel senso di filosofia del pensiero e
dell’essenza del lionismo, con ampia diffusione e pubblicazione dei risultati
delle varie iniziative”.
Il regolamento del Centro Studi 108L consente ed impone al tempo stesso
una serie di interrogativi e riflessioni:
- essere all’altezza del proprio passato e del proprio rango di antesignano e
precursore di tutti i Centri Studi italiani;
- essere in grado di affrontare, sotto il profilo giuridico, economico, scientifico e sociale (dopo il congresso di Sabaudia del 2003 anche lionistico), problemi di rilevante interesse nazionale;
- essere capace di contribuire al programma dei lions italiani di inserirsi fattivamente e con responsablità di intenti nella società nazionale, promuovendo riforme legislative nonché la corretta applicazione delle norme esistenti
non ancora attuate;
- coinvolgere zone e club, anche attraverso la nomina di corrispondenti e collaboratori;
- realizzare pubblicazioni, convegni, dibattiti di sicuro spessore intellettuale e
forniti di adeguata dignità scientifica.
È evidente che un simile ampliamento di compiti e di spettro spinge verso
121
l’alto il ruolo, la collocazione e l’impegno del Centro Studi, facendone veramente quella “Università del pensiero lionistico” immaginata dal PDG
Palumbo.
Ma, naturalmente, un tale carico di impegno e responsabilità richiede persone adatte, inclinazioni di un certo tipo, impegno e passione non comuni, qualità non impossibili a rinvenirsi, ma abbisognevoli di dispiegarsi a tutto tondo e
di sfruttare doti di dedizione rese più difficili dalla convulsa società in cui
viviamo e dai molteplici impegni del quotidiano.
Anche per questa ragione, si spiega la tendenza, invalsa in tutti i Centri
Studi italiani (e quindi anche nel nostro), ad affidare la cura di tali organismi ad
uomini particolarmente preparati, generalmente investiti delle più alte cariche
lionistiche od in predicato per conseguirle.
Per averne un’idea precisa è sufficiente scorrere il volume del PDG Ferraro
pubblicato nel 2005 dal titolo “Il Centro Studi del distretto 108L: storia, attività, prospettive” che riporta, tra l’altro: il regolamento del 1971, con le modifiche deliberate dal Consiglio di Gabinetto il 18.9.1976 e dal congresso di
Sabaudia del maggio 2003; tutti gli articoli pubblicati sulla rivista “Lionismo”
dal 1974 - 1975 al 2004 - 2005 sulle attività e le iniziative del Centro Studi; l’elenco dei responsabili del Centro Studi (PDG Taranto, Cottini, Pirrongelli,
Mammoli, Fanfani, Fabio, Pinti, Padula, Ferraro; lions di assoluto rilievo come
Tropea, Mezzatesta, Battista, Ceccherini, Mango, Pitzurra, Caroleo, Siconolfi).
Si noti che dal 1993 -1994 il delegato alla presidenza è stato scelto dai vari
Governatori nella persona di un Past Governatore e che la composizione si è
progressivamente arricchita con l’immissione di altri componenti.
I convegni interamente sponsorizzati da un club (sotto l’aspetto finanziario
e tematico) sono la chiara dimostrazione di una presenza e di un ruolo crescente del Centro Studi per un lionismo che vuole volare alto per guardare lontano
(motto del DG Inzaina).
122
TRENTA ANNI DELLA RIVISTA “LIONISMO”
(Informazione, Immagine, Formazione)
di Osvaldo de Tullio
La stampa è essenzialmente uno strumento di comunicazione. Ma questa
comunicazione assume per una associazione come la nostra un senso ed un
sapore particolari.
Che è quello di diffondere la nostra etica, il nostro modo di concepire l’uomo e le sua funzione nel mondo, il cittadino nella società, nel tessuto urbano in
cui vive, ispirandosi all’etica della solidarietà, della pace, della libertà, della
tolleranza, della giustizia.
Le nostre opere, le nostre attività, i nostri convegni, le nostre campagne assistenziali sono il contenuto della comunicazione; la stampa ne è lo strumento.
Quando noi comunichiamo una nostra iniziativa non vogliamo semplicemente far sapere, nè per autocompiacimento né per altro del genere, ma perché
solo attraverso la comunicazione agli altri del nostro pensiero e delle nostre
opere noi adempiamo la nostra missione: che è quella di convertire gli altri ai
buoni principi ed alle regole dell’etica lionistica.
Da qui una prima conclusione: la necessità della comunicazione.
Questa può essere interna, cioè diretta all’interno della associazione ed in
tal caso assolve un indispensabile compito di informazione e di formazione. È
esterna quando è diretta al di fuori dell’ambito associativo. Noi ci occupiamo
prevalentemente della prima.
In linea generale i mass-media contemporanei esterni al Lionismo richiedono, in un villaggio globale in cui ogni giorno essi sono invasi da eventi spesso
drammatici provenienti da tutto il mondo, notizie che abbiano un alto grado di
attrazione, che vengano lette, che facciano vendere, che attraggano i pubblicitari, che sono oggi i veri dominus della informazione contemporanea. E questa è
una difficoltà per noi.
Le nostre prediche ed anche le nostre azioni virtuose, peraltro spesso modeste materialmente, non attraggono il lettore. Quindi “l’altra stampa”, quella
esterna, degli editori che si ripromettono profitti economici e politici, non dà
rilievo a noi. Peraltro noi non abbiamo creato finora per una serie di motivi una
efficiente informazione esterna, diretta cioè al pubblico non lions. Unica e limitata eccezione è costituita dai “Quaderni del Lionismo”, che tuttavia hanno una
ancora molto limitata diffusione esterna.
In termini generali va aggiunto che il personale lionistico non è sufficientemente attento alle esigenze della modernità ed esperto delle metodiche della
moderna comunicazione necessarie per stabilire una struttura stabile, specializzata ed efficiente.
Ad oggi - giugno 2006 - la comunicazione affidata ai club lascia a desiderare.
Molti informatici di club non funzionano. Meno di 50 club (su circa 120) hanno
un sito. Gli addetti stampa e PP.RR. operano in maniera discontinua e vengono
spesso scelti senza tener conto delle attitudini e capacità, anche informatiche.
123
La nascita della rivista “ LIONISMO”
Quando a cavallo degli anni 70 il lionismo del nostro distretto - allora comprendente anche la Toscana - scoprì la sua vera essenza sociale ed introdusse il
cosiddetto “nuovo corso”* ebbe la saggezza di fornirsi subito di un primo strumento idoneo alla comunicazione degli intenti civici (latu sensu: politici), alla
loro elaborazione e comunque, alla comunicazione, anche interna, delle attività
in proposito svolte dai club e dal distretto oltre che dagli organismi nazionale e
internazionali.
Da qui la nascita, nel 1972 della collana monografica dei “Quaderni del
Lionismo” e, infine, nel 1974, di una pubblicazione destinata a far conoscere
all’interno dell’associazione l’attività della stessa, le sue problematiche, le sue
strutture.
Fu l’amico Mario Cassiano, del club Roma Parioli, che si accollò l’onere
del primo tentativo in Italia di quello che timidamente fu chiamato “notiziario
distrettuale” che poi cavalcò rapidamente, nonostante le difficoltà, le vie del
successo. E tra le incomprensioni e le ostilità di chi non condivideva l’iniziativa (anche le vie del Paradiso sono lastricate di ostacoli) si pervenne alla creazione di una vera e propria rivista che assunse in un primo tempo la testata di
“108L”, dal nome del distretto. Poi, ancora una volta non indolorosamente, trasformò nel 1981 il proprio titolo da “108L” in “Lionismo”, termine che non era
naturalmente appannaggio di nessuno in particolare ma patrimonio di tutti. Ma
il buon Cassiano - e tanti con lui - dovemmo sostenere bordate di ostilità da
parte di altri distretti italiani che temettero che noi volessimo porci, attraverso
l’uso di quel titolo, come depositari esclusivi dell’immagine della associazione.
Di fatto la nostra rivista si pose subito, e per lungo tempo vi rimase, come
l’unico organo di stampa distrettuale di informazione non acritica ma come un
centro di dibattiti e, quindi, di riferimento della cultura lionistica.
Poi naturalmente, fummo imitati. Ed oggi, avendo tutti finalmente capito la
necessità della circolazione delle idee, ogni distretto ha la sua rivista.
La rivista “ LIONISMO”. La stampa lionistica e “l’altra stampa”.
È doveroso, per comprendere appieno il fenomeno lionistico, sottolineare,
dopo 32 anni di lavoro, il divario esistente tra i giornali e riviste non lionistici cioè la stampa di informazione in generale - e la “nostra stampa” (cioè la rivista
“LIONISMO” e gli altri fogli pubblicati dall’associazione).
Ancorata la prima ai princìpi della partigianeria, quando non della cosciente
menzogna; dell’interesse dell’editore, talora in contrasto con l’interesse generale; della propria cultura e della propria ideologia; della tirannia della tiratura o
dell’audience che dir si voglia. Tutti elementi questi fanno premio sulla verità e
sulla serietà: distorcendo i fatti a favore delle tesi precostituite e più convenien-
* (Cfr. per più specifiche indicazioni al merito il capitolo: “Evoluzione del lionismo” di Osvaldo de Tullio a
pag. 25 e segg.)
124
ti, penalizzano la verità dell’informazione.
In palese ed onorato contrasto con tutto ciò è la ricerca continua di obiettività della nostra stampa: obiettività difficile a conseguirsi ma sempre perseguita
con tenacia e con vigore.
E spesso raggiunta attraverso il percorso sicuro della visione regolatrice
suprema, che deve essere quella dell’interesse generale, più facile ad individuarsi di quanto possa sembrare a chi non sa assumere pregiudizialmente quest’ultimo - l’interesse generale - a linea discriminante dei propri esercizi intellettuali.
E se il tratto essenziale e permanente della nostra azione - e quindi della
stampa associativa - è la solidarietà, nessun aiuto ai soggetti dell’umano consorzio è più valido e solidale di quello di offrire il frutto del proprio intelletto
onesto ed obiettivo, e di un lavoro volto al recupero dei valori di fratellanza, di
uguaglianza, di libertà e di giustizia. Che non possono essere soltanto affermati
ma costituire la premessa e la conclusione di ogni azione civica e di generale
interesse.
Questo noi lions abbiamo fatto durante un ventennio di stampa equilibrata,
saggia, dolente sugli errori umani e capace di riscatto a favore degli umili, dei
diseredati, dei meno abbienti, di quelle valanghe di miliardi di soggetti che
ancora vivono nel bisogno, nella ignoranza e nella schiavitù.
LA PREVEGGENZA
Le pagine di 30 anni della Rivista stanno a dimostrare la forte sensibilità ed
il senso della innovazione che ha distinto il lionismo. Nelle pagine che seguono
sono annotate, per comodità dei lettori, alcune delle problematiche sociali sollevate e trattate nella rivista “LIONISMO”, con annotazione dei tempi in cui
esse furono sollevate e sottoposte alla opinione degli altri per una soluzione da
parte di chi avesse competenze a risolverle. Salterà subito all’occhio una caratteristica che qualcuno ha voluto definire come “preveggenza” dei lions di fronte alle esigenze di cambiamento. Naturalmente, il termine va inteso nel suo
autentico significato letterale di vedere prima, prima degli altri, quali tormenti,
palpiti, contraddizioni, anacronismi, ingiustizie costellassero l’andamento della
società.
E se il lettore più interessato e paziente vorrà consultare la collana dei
“Quaderni del Lionismo”* potrà avere più completa e documentata prova di
questa preveggenza oltre che della professionalità, serietà ed equilibrio con cui
le singole problematiche sono state trattate.
La preveggenza è dovuta in primo luogo al fatto che noi siamo un corpo
sensibile, avvertito, variegato sì ma monolitico nella sua struttura fondamentale. C’è un fondo inossidabile comune al pensiero ed alla cultura degli uomini e
donne lions che si ribellano insieme o insieme accettano certe cose. Le scelte
fondamentali dei lions, anche quando essi sembrano divisi e perplessi, sono
* (Vedi il capitolo sui “Quaderni del lionismo” di Dario Pinti a pag. 83 e segg.)
125
sempre ispirate al buon senso ed all’amore di certi valori. Essi sentono subito
sul proprio corpo le ferite inferte dalle offese ai valori fondamentali. Ed allora
sono pronti a costruire la ribellione con la forza delle proprie idee, che naturalmente, vengono prima dei fatti. Queste idee sono oggetto di elaborazione da
parte della rivista. Ed i “fatti” non possono venire che dopo l’elaborazione teorica dei princìpi. Magari non si ha la percezione esatta di questi due momenti
logici, ma essi esistono. E sono il segreto della nostra responsabilità sociale,
alias, preveggenza.
Ma questa preveggenza è anche la prova e la conferma della nostra indipendenza dai vari interessi precostituiti e corporativi che ostacolano il progresso e
la affermazione completa delle regole di giustizia.
FORMARE INFORMANDO
La rivista “LIONISMO” adempie sia ad una funzione informativa che formativa rivolta naturalmente soprattutto all’interno dell’associazione per quanto
essa venga in qualche misura distribuita anche al di fuori di stretti ambiti associativi. Può dirsi che le due funzioni si integrino e si cumulino a vicenda.
Nella funzione informativa essa porta a conoscenza gli eventi più importanti succedutisi. L’accaduto può essere utile non solo per meri fini di pur doverosa conoscenza ma anche per operare da esempio e stimolo.
La funzione formativa si atteggia un po’ per proprio conto e un po’ deriva
dalla prima. “Formare informando”, è il noto slogan degli studiosi della comunicazione. Lo disse anche Mac Luan, riconosciuto apostolo della scienza della
comunicazione moderna; lo ripetiamo noi.
La funzione formativa è essenziale e fondamentale ai fini della formazione
(o educazione) permanente del cittadino, del lavoratore, del professionista e, da
noi, del socio, soprattutto nuovo, ma anche del suo antipodo, del socio anziano
di iscrizione, che pone esigenze di aggiornamento.
STORIA
Come abbiamo prima accennato la rivista nasce, come semplice
“Notiziario”, nell’anno 1974/75; primo direttore ne fu l’avv. Mario Cassiano
del club Roma Parioli. Cassiano ne fu l’instancabile animatore, oltre che ideatore, e ne tenne la direzione per un decennio durante il quale numerosissime
furono le iniziative tendenti a valorizzare la pubblicazione, a renderla accetta e
leggibile, ed a mobilitare intorno ad essa un vivo movimento di idee, di opinioni, agitando spesso problematiche di grande valore non soltanto lionistico ma
generale.
I direttori responsabili della pubblicazione si susseguono così nel tempo:
Mario Cassiano dall’anno 1974 all’anno 1975 Testata: Notiziario
Mario Cassiano dal nov. 1975 al 1981 Testata: 108 L
126
Dal nov. 1981 in poi la testata resta definitivamente fissata in “LIONISMO” e
si susseguono come direttori responsabili:
Mario Cassiano
nel 1981/82;
Mario Cassiano
nel 1982/83;
Mario Cassiano
nel 1983/84;
Domenico Mammoli
nel 1984/85;
Domenico Mammoli
nel 1985/86;
Domenico Mammoli
nel 1986/87;
Pier Carlo Carta
nel 1987/88;
Enrico Paoletti
nel 1988/89;
Domenico Mammoli
nel 1989/90;
Domenico Mammoli
nel 1990/91;
Mauro Bellavista
nel 1991/92; (condirettore Osvaldo de Tullio)
Osvaldo de Tullio
nel 1992/93;
Osvaldo de Tullio
nel 1993/94;
Osvaldo de Tullio
nel 1994/95;
Osvaldo de Tullio
nel 1995/96;
Osvaldo de Tullio
nel 1996/97;
Domenico Mammoli
nel 1997/98;
Domenico Mammoli
nel 1998/99,
Domenico Mammoli
nel 1999/00;
Domenico Mammoli
nel 2000/01;
Domenico Mammoli
nel 2001/02;
Osvaldo de Tullio
nel 2002/03;
Osvaldo de Tullio
nel 2003/04;
Osvaldo de Tullio
nel 2004/05;
Osvaldo de Tullio
nel 2005/06.
Non è agevole tracciare una indicazione delle varie tematiche toccate dalla
rivista “LIONISMO” durante il suo trentennio di vita.
Varrà in qualche misura a dare un saggio del suo percorso storico e della
sua identità annotare qualche tema specifico soprattutto relativo ad anni ormai
lontani del quale non è probabile che ne esista ricordo fra gli attuali lettori.
Citeremo dunque: creazione a Roma di un “Lions Information Center”;
campagna per la salvaguardia dei monumenti nazionali; per molti anni le
copertine sono frutto dell’opera dell’illustre scultore Aldo Caron (socio del
Roma Parioli); molti anni prima della delibera della convention di Taipei viene
agitato il problema della ammissione pleno iure della donna; i lions pongono
fra i primissimi in Italia (nel 1978) il problema della Protezione Civile che culminerà poi con la creazione di un apposito Ministero (oggi dipartimento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri). Vengono tenuti convegni aperti al pubblico ed ad esperti a Cagliari, Civitavecchia, S. Miniato; è molto decisa ed
aperta, negli anni 70 ed 80, la presa di posizione della rivista contro la forte
pressione esercitata dalle organizzazioni sindacali sulla opinione pubblica e
127
sulle istituzioni spesso - si assume - trasmodando dai loro compiti specifici;
modifica statuto distrettuale: il governatore distrettuale viene eletto con un
anno di anticipo; fondazione della Bontà: destinata ad iniziative benefiche di
emergenza; viene trattato molto il problema della liberalizzazione della droga;
campagna per l’istituzione a Roma di una accademia nazionale della letteratura, arte, scienza; inizia la serie dei “Mostri Sacri” che vedrà dipinte, fra il serio
ed il faceto, le figure delle personalità più eminenti del lionismo nazionale
(opera del PDG Domenico Mammoli - ha inizio con il ritratto del PDG Sergio
Fedeli); i lions donano le controporte della Basilica di Assisi; in occasione della
elezione del Parlamento europeo la rivista inizia - e continuerà fino ad oggi una incessante campagna in favore dell’ideale europeistico; la figura del difensore civico (ombusman). Utile o no? Polemica con il difensore civico della
Regione Toscana; le Tavole Rotonde tenute sulla rivista negli anni più lontani:
(aprile - maggio 1976 - n. 8/9) “Partecipazione e assenteismo” (partecipanti: Di
Bella; Martinenghi; Agazia; Adinolfi; Scoponi; Contieri oltre Taranto e
Cassiano) - (novembre - dicembre 1976 - n. 3/4); “Il lionismo e la formazione
dei quadri” (partecipanti: Brando; Cottini; Bandini; De Caridi; Scarpa;
Tirapani; Tosetto oltre Taranto e Cassiano); (aprile 1977 - n. 7) “Le prospettive
organizzative ed ideologiche del lionismo europeo nel contesto internazionale”
(partecipanti: Abbozzo; Boccato; Cadoppi; Capriotti; Martignoni; Paderni oltre
Taranto e Cassiano); (novembre 1977 - n. 2) “Il lionismo di fronte al futuro del
Paese: agnosticismo ed operatività” (partecipanti: Aiachini; Frau Doneddu;
Pavan; Grimaldi; Magnini, oltre Taranto e Cassiano); (maggio 1978 - n. 6)
“Analisi del rapporto tra governatori, officer e club” (partecipanti: De Santis;
Weiss; Riccitiello; Lupo; Capurso; Vespasiani; Sacco, oltre Taranto e
Cassiano); (dicembre 1978 - n. 3) “Identikit del lionismo di domani” (partecipanti: De Regibus; Pirovano; Gardini; Massari; Tropea; Grasso, oltre Taranto e
Cassiano); (aprile 1980 - n. 4/5) “La stampa lionistica” (partecipanti: Paderni;
de Tullio; Acquaviva; De Santis, oltre Taranto e Cassiano). Nell’anno 1982
viene trattato il tema di un esercito professionale invece che di leva; polemica
sulla preghiera dei lions; ristrutturazione del MD (in vari anni); aumento del
numero degli officer distrettuali (nel 1983 siamo a 108); inaugurazione Casa
Accoglienza per malati terminali a Cagliari; nasce in ambito lionistico l’idea e
la pratica delle adozioni a distanza; CREC ed ippoterapia al Roma Capitolium;
più recentemente, una tesi di laurea sul lionismo.
128
RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI
di Basilio Perugini
La nostra associazione, per la realizzazione delle finalità associative, ha
sempre avvertito la necessità di instaurare rapporti con le istituzioni.
E nel mentre a livello internazionale sono state create stabili relazioni con le
organizzazioni più importanti e significative (ONU, FAO, ecc.), la stessa cosa
non si è verificata a livello nazionale con particolare riguardo al nostro distretto,
al di là di episodiche e limitate iniziative, pur essendo ancora frequente la partecipazione ai nostri meeting di personalità del mondo istituzionale, della cultura
umanistica e scientifica, dell’arte, della politica, del sociale e di ogni disciplina
informata all’etica e alla morale; partecipazione che, nei primi decenni di vita
della nostra associazione nel territorio del nostro distretto, si traduceva non soltanto nella presenza delle predette personalità ai nostri meeting ma, anche, nel
contributo di pensiero che veniva spesso da loro nella trattazione degli argomenti e dei temi da noi discussi durante i meeting o in appositi convegni.
Comunque neppure in tale periodo sono state create relazioni significative
tra la nostra associazione e le istituzioni.
In questi ultimi tempi anche la predetta frequenza si è ridotta, specie nei
grandi centri, ove più veloce è l’assorbimento e la riduzione ad ordinarietà dei
fenomeni che al loro sorgere avevano creato curiosità ed interesse, ma dove la
caduta di interesse potrebbe essere anche conseguenza della nostra difficoltà a
far conoscere tutte le nostre attività per continuare ad avere occasione privilegiata di incontri da tradurre nel tempo in stabili rapporti tra la nostra associazione e le pubbliche istituzioni.
I club che, invece, operano in provincia e nei centri più piccoli, avendo,
attraverso i propri dirigenti, la possibilità di personale contatto con i responsabili della cosa pubblica, riescono ad ottenere adeguata attenzione. Instaurano,
quindi, stretti rapporti di collaborazione per la realizzazione di iniziative concrete, che si traducono in manifestazioni ed in attività operative singole e, talvolta, in protocolli di intesa che danno luogo ad attività ripetute o, addirittura,
permanenti.
Al contrario, nei grandi centri, i club incontrano grandi difficoltà a contattare ed ancor più ad incontrare gli amministratori che contano, e solo in rare
occasioni, esclusivamente in virtù di rapporti personali, riescono ad ottenere
una qualche attenzione.
Per questo motivo assume grande importanza il protocollo stipulato dal
distretto 108 L, di ampia portata internazionale, sottoscritto nel 2003 dall’allora
Governatore Luigi De Sio con il Comune di Roma, che ha attribuito al medesimo distretto la funzione, nelle Nazioni nelle quali la nostra associazione è presente, di ambasciatore della città di Roma, ai fini della promozione dell’immagine della città stessa nel mondo. Ed in virtù di tale protocollo sono stati realizzati numerosi importanti eventi e manifestazioni in collaborazione tra il distretto ed il comune di Roma.
129
Un protocollo analogo, nel 2004, fu stipulato dal distretto con il comune di
Viterbo ad opera dell’allora Governatore Renato Palombo, in virtù del quale, ad
esempio, il 2-3 giugno 2006, in collaborazione con il suddetto comune, è stato
organizzato il 4° congresso internazionale delle città murate, a cui hanno partecipato oltre 100 lions provenienti da varie parti d’Europa.
Protocolli simili furono stipulati, nel 2003, con i comuni di Anzio e di
Nettuno (promossi dal lions club “Anzio-Nettuno”), ad opera del Governatore
De Sio, e nel 2004, con il comune di Rieti (promosso dal lions club “Rieti
Flavia Gens”) e con la Regione Umbria, ad opera del Governatore Palumbo.
Tra le varie altre attività di collaborazione con Istituzioni locali, si ricordano quelle codificate dai protocolli d’intesa:
- tra il lions club “Velina Gens”di Antrodoco e la sezione UNITALSI della
provincia di Rieti (dal 2000), con finalità prettamente assistenziali;
- tra il Lions Club International e l’Università per Stranieri di Perugia (dl
2004), per “La diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero”, con
previsione anche di sconti particolari sull’iscrizione di lions e relativi parenti
stranieri ai corsi tenuti dalla suddetta Università.
Sempre nel 2004 protocolli di collaborazione furono stipulati anche con
l’UNICEF, per interventi nel terzo mondo, e con la SIAE, per agevolazioni in
occasione di manifestazioni pubbliche.
Trattative sono in corso con l’amministrazione provinciale di Roma in ordine ad un eventuale accordo di collaborazione nel campo degli sportelli di servizi informativi ai cittadini, che potrebbero essere affidati, nei vari comuni del
territorio provinciale, ai club presenti in tali ambiti.
L’auspicio è quello di non arrendersi di fronte alle eventuali difficoltà e di
sfruttare tutte le opportunità ed occasioni per proporsi all’attenzione delle istituzioni, con le professionalità espresse nei settori più svariati dai lions, offrendo
collaborazione, non solo propositiva, ma anche operativa.
130
IMPEGNO SOCIALE - CULTURALE
di Vincenzo Mennella
Si può affermare che la principale ragione d’esistere dell’”Associazione
Internazionale dei Lions Club” nel mondo sia l’attività di servizio sintetizzata
nel motto “we serve”. Con il passare degli anni per rispondere alle esigenze di
una società sempre più complessa per problemi e bisogni, questa attività si è
diversificata su percorsi che hanno tenuto conto: di una crescente sensibilità dei
cittadini, della impossibilità da parte delle amministrazioni pubbliche di risolvere in maniera completa i problemi della società, della necessità del coinvolgimento di più soggetti cooperanti tra loro, della possibilità di affrontare i fenomeni su basi sociali, culturali ed emotive. I lions veri “stakeholder delle comunità” ne hanno saputo interpretare i bisogni aprendo nuove vie prima inesplorate e ampliando, arricchendoli di contenuti nuovi, percorsi già noti. Nella mappa
degli attori del territorio i lions hanno rappresentato e rappresentano soggetti
potenzialmente interessati e pronti a mobilitarsi sulla spinta delle problematiche più urgenti delle comunità, in primo luogo dialogando e confrontandosi con
realtà locali, su cui si sono trovati in sinergia con le popolazioni. Non desta pertanto meraviglia come i lions club oltre che svolgere attività di servizio inerenti
i problemi sociali primari abbiano operato, con grande fervore, in molteplici
attività di servizio di grande prestigio estremamente diversificate, ma calate
egregiamente in modo diretto e concreto nel contesto locale. Per rendere più
intelligibile la grande mole e varietà di queste attività, che dimostrano in modo
inequivocabile l’operosità dei club, si è pensato di suddividerle per argomento
nei seguenti tre grandi gruppi che comprendono rispettivamente:
gruppo A
Produzione di libri, volumi, monografie per approfondire la conoscenza sui
beni culturali, naturali e paesaggistici; guide per apprezzare la storia, la vita
religiosa, il folklore, i costumi di città e territori; volumi che indagano sull’uomo come cittadino e sui suoi rapporti con le istituzioni; libri di poesie; storie di
uomini e famiglie illustri che con pensiero, virtù civiche, azioni e opere si siano
distinti nel loro tempo e che costituiscono il patrimonio storico e spirituale di
molti comuni.
gruppo B
Costruzione, erezione, ristrutturazioni e restauri di significative opere edili
(case, ospizi, chiese, etc.) o architettoniche (monumenti, sculture, porte, etc.) o
opere varie (impianti di illuminazione, opere d’arte, affreschi, aree archeologiche, impianti per la valorizzazione di intere aree, borghi urbani, piazze).
gruppo C
Donazioni a ospedali, case di cura, scuole, orfanotrofi enti e istituzioni di:
macchinari, attrezzature tecniche, ambulanze e autobus; opere di allestimento e
131
arredo; strutture didattiche per scuole; impianti di allarme e impianti tecnologici
innovativi per consentire l’istruzione di soggetti variamente handicappati (non
vedenti, sordomuti, etc.); apparecchi e presidi sanitari; interi ambulatori per
monitoraggio e terapie medico-sanitarie; attrezzature informatiche e volumi.
Le attività dei club nel nostro distretto sugli argomenti sono state di tutto
rispetto e dagli anni ‘80 si sono intensificate. Per avere un’idea di quanto grandi e sconosciuti ai più siano i bisogni insoddisfatti nel campo sanitario, assistenziale, culturale della società, della loro evoluzione nel tempo e di come i
singoli lions club abbiano saputo individuarli e soddisfarli, i singoli service
sono stati sia pure in modo sintetico raggruppati per periodi di realizzazione nel
primo e nel secondo venticinquennio. L’elenco che ne è derivato potrebbe a
prima vista risultare noioso ed inutile. Ma credo che sua lettura, potrà costituire
un viaggio interessante che consente agli interpreti di riscoprire con gioia e stupore il proprio operato e le proprie radici culturali, agli altri di individuare le
parti che più direttamente attireranno il loro desiderio di sapere e la possibilità
di riferirsi ai singoli club che li hanno attuati, per confrontarsi o avere spunti
per nuove iniziative.
Duemila anni fa Cicerone sosteneva che “non sapere che cosa è avvenuto
prima di noi è come non avere identità”. In questa ottica approfondire la cognizione di quanto i club hanno fatto significa capire meglio i problemi di oggi e
affinare una sensibilità critica per meglio valutare i sentimenti gli interessi e la
cultura delle singole comunità in cui operano i club.
Dall’analisi delle attività emerge con chiarezza che nei secondi venticinque
anni l’impegno dei lions club nei tre gruppi di attività di cui ci occupiamo si è
notevolmente accresciuta coinvolgendo più club ma soprattutto ampliando
enormemente gli spazi operativi.
Sebbene la vastità delle iniziative intraprese non consenta di individuare
quali siano le attività su cui maggiormente si è concentrata l’attenzione dei club,
i tre scenari tracciati sono sufficienti a dimostrare la grande capacità di concretizzazione dei problemi con cui i club si propongono sul territorio al servizio
delle comunità. È per questo tipo di iniziative adeguate e commisurate alle caratteristiche ed alle esigenze del tessuto sociale con cui si opera con i singoli lions
club riescono a penetrare efficacemente nel territorio imponendosi all’attenzione
della pubblica opinione. Ciò consente inoltre ai singoli club di essere presenti
attivamente nelle problematiche delle società secondo i valori espressi nell’etica
lionistica, di conquistarsi la stima e la considerazione collettiva per l’impegno
qualificato ed operativo, di contare in modo più diffuso del mondo della cultura,
di supportare la insufficienza degli enti istituzionalmente preposti al governo
locale e risolvere alcuni problemi di emarginazione, isolamento sociale umano e
psichico che affliggono la società post moderna e globalizzata. In tal modo infine i lions, veri e disinteressati portatori di interessi delle comunità possono dare
un contributo fondamentale al rispetto dei diritti umani e del bene comune, alleviando nel tempo le sofferenze e ristabilendo il rispetto della dignità di uomini,
donne, bambini divenuti un “mezzo” o un “oggetto caduto”.
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Attività esplicate dal 1955 al 1980
Gruppo A
Cagliari-Host: monografia “Cagliari: le medaglie d’oro”; libro “Cagliari: sei
secoli di amministrazione cittadina”. Viterbo: libri su “Viterbo e le sue acque
termali”; “Sculture di Francesco Nagni”. Ozieri: contributo per la pubblicazione
del libro del dr. F. Amadu “Ozieri e il suo territorio dal neolitico all’età romana”
in memoria del lion S. Cosseddu barbaramente assassinato mentre reagiva ad un
tentativo di sequestro. Rieti Varrone: realizzazione di un cortometraggio a colori sulle attrezzature turistiche e sul patrimonio artistico-monumentale dell’altopiano leonessano. Perugia Host: restauro dei testi cinquecentini di Baldo degli
Ubaldi alla Università degli Studi di Perugia; Biblioteca multimediale Sergio
Agabiti per non vedenti. Nuoro Host: volume “Vecchia Nuoro”. La Maddalena: riproduzione registri parrocchiali. Roma Capitolium: pubblicazione rivista
“Capitolium”. Todi: edizione del libro “Jacopone storia e leggenda”.
Gruppo B
Ozieri: restauro del “Prometeo” di Aligi Sassu, la più grande pittura murale di
Europa; posa nella Casa Comunale di Ozieri di un lapide in memoria dei caduti
di tutte le guerre. Spoleto: ripristino illuminazione croce di Monteluco; restauro degli affreschi trecenteschi di S. Anna al Duomo. Macomer: posa di una
lapide ricordo in memoria di un giovane eroico paracadutista di Macomer.
Anzio: realizzazione del monumento alla pace universale eseguito dallo scultore Americo Tot. Tempio Pausania: restauro della facciata della chiesa di Santa
Croce. Trasimeno: riscoperta e restauro dello “Scoglio di S. Francesco”
sull’Isola Maggiore del Lago Trasimeno nel 750° anniversario della morte del
Santo Patrono d’Italia. Bracciano: monumento ai caduti in Piazza IV
Novembre e monumento all’eroe Odino Bombieri nel campo sportivo;
Formia: contributo per la ricostruzione del porticciolo caposele di Formia e
stampa di opuscolo con cenni storici.
Gruppo C
Foligno: dono di aula didattica completa di audiovisivi all’associazione per il
sostegno e l’inserimento di ragazzi portatori di handicap; dono alla Croce
Bianca di Foligno di apparecchio per la rianimazione; dono di apparecchio che
permette ai ciechi la lettura di qualsiasi stampa; dono di radio ricetrasmittente
per un’ambulanza della Pubblica Assistenza.Cagliari-Host: apparecchio diagnostico all’Ospedale di Cagliari; offerta di una carrozzella ortopedica ad un
invalido e tre carrozzelle per handicappati; acquisto di una tenda ad ossigeno
per l’ospedale civile di Cagliari. Ozieri: in favore dei talassemici, acquisto di
13 microinfusori portatili per l’infusione lenta di Desferal; moderna ambulanza
donata all’Ospedale Civile di Ozieri. Spoleto: donazione della villa di campagna del socio Dante Bonagurelli al CEIS; contributo per acquisto di una clinica
mobile; materiali audiovisivi alle scuole elementari. Anzio: dono di un genera-
133
tore portatile per l’energia elettrica per l’unità mobile di pronto soccorso della
C.R.I.; donazione di un pulmino al “Centro per la Vita” per i diversamente abili
di Anzio; dono di una incubatrice alla sezione natale del reparto ginecologico
dell’ospedale di Nettuno. Civitavecchia Host: raccolta fondi e consegna di
materiali di ausilio terapeutico a favore dell’istituto cittadino “Santa Lucia” per
ragazzi subnormali. Macomer: dono degli arredi e delle strutture didattiche per
le aule della scuola materna delle suore Salesiane; dono delle attrezzature tecniche per gli spastici al Centro Servizi Sociali di Macomer; dono delle attrezzature per la sede zonale AVIS di Macomer; realizzazione del centro dialisi di
Macomer. Orvieto: donazione di carrozzella a un invalido. Viterbo: progettazione e costruzione di ambulatorio, completo di attrezzature mediche, donato al
comune di Tuscania, a seguito del terremoto che colpì la cittadina nel Febbraio
1971 e che rese inservibile l’Ospedale. L’opera fu realizzata in meno di un anno
ed è stata la prima opera costruita e consegnata funzionante al comune dopo il
terremoto; donazione all’asilo nido de La Quercia di impianti di lavanderia e
frigoriferi; donazione di poltroncine per l’arredo del Gerontocomio Giovanni
XXIII di Viterbo. Roma Host: donazione al S. Camillo di un apparecchio per
la dialisi. Porto Torres: donazione di microinfusori a tutti i cittadini talassemici; recupero delle cumbessias della Basilica di San Gavino; formitura di attrezzature all’Asilo infantile, alla casa di Riposo e all’ambulanza comunale. Tivoli
Host: donazione all’ospedale di congelatore per la conservazione di farmaci
oncologici.
Attività esplicate dal 1981 al 2006
Gruppo A
Antrodoco: volumetti su “Prima battaglia del risorgimento italiano” e “Prima
battaglia del risorgimento italiano nelle Gole di Antrodoco”. Anzio-Nettuno:
volumetti su “Funzioni sociali dell’associazionismo nella democrazia”; “Tra
fiori e conchiglie del litorale romano”; “Progetto per la costruzione della biblioteca della pace presso il centro ecumenico di Lavinio”. Città della Pieve:
“Nella patria del Perugino” “Diario storico di Città della Pieve”. CagliariCastello: pubblicazione di studio dei sotterranei e della cavità nel quartiere
Castello; “Carta dell’orto botanico di Cagliari”; volume sul quartiere Castello
dal titolo “Storie di Castello”. Cagliari-Villanova: restauri della Chiesa del SS.
Crocifisso, nell’Oratorio delle Anime e nella parrocchia di S. Giacomo. Valle
Tiberina: sponsorizzazione pluriennale della Guida Turistico Culturale “La
Sabina e la Valle Tiberina in tasca”; redazione e pubblicazione di opere culturali quali “La Storia negli Anni Santi” scritta dal socio Giancarlo Alù. Rieti
Flavia Gens: poesie di Laura Tomasi. Iglesias: libri “Boschi e incendi boschivi”; “Mappa dei siti a rischio del territorio”; “Lo statuto comunale”; “La cultura
della memoria”; “La fontana di Su Maimone di Iglesias”; “Prevenzione del
Melanoma”; “Prevenzione primaria delle droghe: Alcol (Giulio Solinas);
134
Cappella del “Trittico del Mainas” (Policlinico Universitario di Cagliari e
società “Malorgio”); monitoraggio climatico e supporti fotografici dell’opera.
Quartu S. Elena: pubblicazione in collaborazione con il club Cagliari Castello
dell’opuscolo su “Le emergenze della medicina interna”; presso il circolo
Ufficiali di Cagliari donazione di 5000 opuscoli relativi alla lotta all’alcolismo
da diffondere fra le reclute in servizio nell’isola. Orvieto: edizione di una cartella contenente la riproduzione di lavori di grafica del socio Alberto
Stramaccioni. Carbonia: stampa di 2.000 volumetti di “Sicurezza nelle abitazioni”. Foligno: realizzazione della guida per immagini della Città di Foligno;
realizzazione di un manuale e campagna per la prevenzione e cura del diabete;
realizzazione di un quaderno sulle allergie; sponsorizzazione dell’edizione del
libro “Palazzo Trinci”; traduzione in italiano della guida di un museo romano di
Magonza. Gubbio Host: apparato di comunicazione radio al Centro Scout;
volumetto su “Indagine sulla situazione giovanile eugubina”; “Sentiero francescano”; ricerca su “ I rapporti intercorsi tra Gubbio e Pergola nei secoli” autore
lo storico pergolese S.Sebastianelli. Rieti Host: conio della medaglia celebrativa della visita a Rieti di SS Giovanni Paolo II; “Affreschi nelle chiese della
Provincia di Rieti”; pubblicazione della ricerca dell’appassionato cultore d’arte
Cesare Verani sulle pitture medievali delle chiese della Provincia, curata e rielaborata dal direttore emerito della Biblioteca di Rieti, Roberto Messina. Rieti
Varrone: volume bilingue sui campionati mondiali di volo a vela “Rieti 1985”
con il campione del mondo Brigliadori; libro su Margherita d’Austria nel settimo centenario della fondazione della città. Roma Aurelium: pubblicazione
della “Guida-catalogo della Mostra Didattica di Astronomia”; pubblicazione e
divulgazione di un libro scritto da persona affetta da sclerosi multipla, per rendere più agevole visitare Roma a persone disabili. Nuoro Host: pubblicazione
volumi “Sebastiano Satta Pittore” - “Le memorie di Pietra”. Todi: guida “Todi
per immagini”. Roma Mare: realizzato un opuscolo sul Pantheon in 3.000
esemplari. Roma Colosseum: pubblicati 2000 libri commemorativi della figura
del PDI avv. G. Taranto; varato il progetto quinquennale di restauro nella chiesa
di S.Caterina della Rota. Passo Corese: pubblicazione dei volumi “Latte e T.VI ragazzi davanti al video”; “Un aereo chiamato schermo” in collaborazione
con la RAI ed il centro di cinematografia dei ragazzi di Roma. Roma Panteon:
volumetto “Futuro dell’uomo e degenerazione del potere”. Marsciano: presentazione del libro sui servizi “Per una città migliore: Marciano”; libro “viaggio
di vino in etichetta”. Roma Sistina: pubblicazione del I, II, III, volumetto di
“Itineraria”. Valnerina: presentazione libro A. Spinosa “Vittorio Emanuele III:
l’astuzia di un re”. Città di Castello: costituzione della Fototeca storica digitalizzata di Città di Castello (circa 8000 foto). Spoleto: presentazione del libro
“L’oro del coraggio” del Maestro Marcello Ghigne. Sabaudia: libro “Itinerari
Pontini”. Olbia: fornitura e posa in opera di 40 mappe topografiche nei vari
punti della città; pubblicazione volumetto “poesia multietnica città di Olbia” “San Simplicio”; pubblicazione di una ricerca elaborata dagli studenti del Liceo
Classico sulla presenza di vari ed importanti siti archeologici nel territorio di
135
Olbia. L’opera è stata edita anche in inglese per essere a disposizione anche dei
turisti; pubblicazione del libro “Viaggi per mare, viaggi per l’aldilà”: vecchi e
nuovi rinvenimenti olbiesi a cura degli archeologi A. Amucano, R. D’Oriano,
G. Pietra, E. Riccardi, A. Sancii, G. Tilocca. Illustra i recenti ritrovamenti di
navi romane e la scoperta di luoghi di tumulazione sotto la chiesa parrocchiale;
stampa volumetto “Olbia… non solo mare”: visita ai principali monumenti e
siti archeologici. Latina Host: “Le nuove frontiere della scienza” (84 pp.
Editoriale Pantheon); Sabino Vona e Massimiliano Vittori - Gli affreschi dimenticati (55 pp. Novecento) (soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio e per il patrimoni storico artistico…., la Provincia di Latina, il Comune di
Latina, lions club Latina Host e assoc. culturale “Vittorio Veneto”). Ozieri:
sponsorizzazione ristampa libro sull’antica Basilica di S. Antioco di Bisarcio;
apposizione targhe artistiche nelle case natali di grandi interpreti della poesia
estemporanea in lingua sarda. Gubbio Host: pubblicazione del libro sul restauro della “ Fonte di Dante” e dell’affresco sovrastante (autori della ricerca storica Ettore Sannipoli e F.Cece- edizioni Artegrafica). Oristano: pubblicazione tre
quaderni dei portali monumentali degli oliveti dell’Oristanese. Porto Torres:
volumetti “Le Torri di Porto Torres” e “Il Satiro”. Assisi: stampa dei libri “La
rocca di Assisi” di Brizi “Per un linguaggio universale della pace” “Umbria”
della collana letteratura delle regioni d’Italia; Tivoli Host: pubblicazione libro
“Tivoli una città come mito” e libro sulle opere d’arte del comune di
Montecchio.
Gruppo B
Anzio- Nettuno: “monumento alla pace universale” (scultura in ferro di
Amerigo Tot); campanile del Centro Ecumenico di Lavinio (Anzio).
Bracciano: “Monumento ai caduti” e monumento all’eroe “Odino Pompieri”
nel campo sportivo di Bracciano. Cagliari-Castello: restauro del Festigio
Bronzeo del Portale del Regio Arsenale di Cagliari. Cagliari-Host: scultura
bronzea a ricordo caduti dei bombardamenti di Cagliari del 1943; restauro della
“Porta dei Leoni” che dà accesso al quartiere medioevale di Castello; monumento a Sant’Agostino al Largo Carlo Felice; restauro di lapidi storiche al
quartiere Castello. Città della Pieve: consolidamento delle opere murarie
all’interno dell’Oratorio di santa Maria dei Bianchi; illuminazione dell’affresco
“adorazione dei Magi” del Perugino; restauro degli affreschi del Perugino nella
chiesa “Santa Maria dei servi”. Roma Eur: restauro dipinti sulle colonne
dell’Abbazia delle Tre Fontane all’EUR. Marsciano: restauro del quadro
“Madonna col Bambino” (di G. Dottori) e “Madonna col Bambino S.Francesco
S.Bernardino (scuola del Perugino Chiesa S. Giovanni); collaborazione al
restauro dell’edicola di S.Lucia di Cerqueto, attribuita a Raffaello. Orvieto:
contributo per la realizzazione delle controporte della basilica di S. Francesco;
donazione alla caserma Nino Bixio del monumento ai caduti dell’Aeronautica;
restauro di altro affresco trecentesco nella chiesa di S. Giovenale; donazione
136
per la campana della Cappella di Santa Rita sullo scoglio di Roccaporena;
donazione alla caserma Nino Bixio del monumento ai caduti dell’Aeronautica;
restauro di altro affresco trecentesco nella chiesa di S. Giovenale. Perugia
Host: controporte in vetro alla Basilica Superiore di S. Francesco di Assisi;
restauro della Chiesa di S. Agata; targhe di bronzo ai palazzi di Perugia; opere
di restauro a S. Prospero; sistemazione del prato del Tempio di San Michele
Arcangelo; impianti per la sala di musico-terapia al Serafico di Assisi. Foligno:
restauro del Portale della Cattedrale di San Feliciano; dono del sistema allarmeantifurto a protezione dei dipinti di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno nella
Chiesa di San Nicolò; realizzazione tabelle esplicative poste all’ingresso delle
principali chiese del centro storico; restauro della porta lignea di Palazzo Deli;
restauro di una cappella (“della Croce”). Roma Tiberis: restauro di un quadro
nella Chiesa di S. Maria dell’Orto a Trastevere. Spoleto: consegna del monumento ai carabinieri; ultimazione restauro affresco trecentesco; donazione
materiale a centro pastorale giovanile; donazione quadro a chiesa S. Cuore;
restauro complesso di S. Ansano; targhe stradali del club e dei palazzi storici;
restauro complesso di S. Ansano; costruzione casa famiglia OAMI; restauro
opere del m° Orsini; inizio restauro cineteca Festival; illuminazione Mura
Ciclopiche. Roma Aurelium: restauro di due quadri di Sebastiano Conca e del
Maratta, conservati nella Chiesa di S.Maria nel comune di Gerano, dove si realizza la più antica “Infiorata” d’Italia. Nuoro Host: monumento a Grazia
Deledda in Piazza Italia; realizzazione di Fontana Artistica. Quartu S. Elena:
donato il calco in gesso del busto, ora collocato nella sala delle riunioni della
giunta, della medaglia d’oro Cap. Eligio Porcu, un eroe di appena 24 anni di
età, caduto sul Montello nell’adempimento del dovere nella guerra 1915/18 e
realizzazione di busto bronzeo su cippo granitico spezzato eretto sulla piazza
Matteotti; progetto per la realizzazione di una piazza su un’area degradata
lungo il viale Colombo; donazione alla chiesa di Sant’Elena di un impianto di
allarme per la tutela della pinacoteca; restaurato in quel di Montebelluna del
cippo al Cap. Eligio Porcu; restauro del coro ligneo della Chiesa di Sant’Elena,
gravemente danneggiato da un’incendio casuale sviluppatosi qualche anno
prima. Tempio Pausania: sistemazione della stele sulla collina di Curraggia
per i caduti del rogo; sistemazione targhe di granito nei rioni cittadini; inaugurazione della Chiesa della Madonna della Neve e sistemazione targhe storiche.
Valnerina: donazione della campana alla Nuova Cappella di S. Rita sullo
Scoglio della Preghiera a Roccaporena di Cascia; restauro affresco Chiesa S.
Francesco - Cascia; iIlluminazione Cripta della Chiesa di S. Benedetto Norcia; restauro della facciata della Chiesa di S. Martino a Maltignano di
Cascia e inizio restauro dell’organo di S. Maria dell’Annunziata; restauro organo Chiesa di S. Maria Annunziata a Cerreto di Spoleto; campo di bocce all’istituto per anziani Lonbrici di Norcia; restauro del “Bara del Cristo morto” della
Collegiata di S. Maria della visitazione di Cascia; riproduzione 1:1 della tomba
n. 5 detta “del Principe Guerriero” risalente al VII-VI sec. a.C. scoperta a
Norcia nel 1999 in loc. Campo Boario; restauro vestito in seta ed oro della
137
Madonna Addolorata di Cascia; rifacimento copie dei vasi del corredo funebre
della tomba n. 5 detta “del Principe Guerriero”; rifacimento di n. 2 statue lignee
(S. Michele Arcangelo e S. Emidio) nella Chiesa parrocchiale di Castelluccio di
Norcia; contributo per il restauro organo antico della Chiesa parrocchiale di
Scheggino; restauro di dipinto olio su tela “Immacolata tra i Santi Benedetto e
Scolastica”. Trasimeno: restauro della pala dell’altare della Chiesa di Castel
Rigone; restauro della chiesa parrocchiale di Tuoro; recupero dell’affresco della
Madonna delle Grazie di Magione. Passo Corese: ripristino del monumento sul
passaggio di Garibaldi a Passo Corese; restauro di 2 pale d’altare del 600 del
pittore V. Manenti della chiesa di S.Antonino di Fara in Sabina; recupero degli
scavi archeologici di Vescovio in collaborazione con la British School at Rome.
Valle Tiberina: restauro di 37 dipinti della Cattedrale SS. Assunta in
Castelnuovo di Porto; donazione di una croce bronzea per il campanile della
Chiesa Parrocchiale di Morlupo; contributo al restauro del Rosone della Chiesa
Parrocchiale di Castelnuovo di Porto; apposizione di targhe e cartelli informativi in luoghi di particolare interesse artistico, storico o culturale del territorio.
Carbonia: ristrutturazione orologio torre campanaria civica Carbonia; consegna progetto arredo urbano del vecchio borgo di Tratalias. Rieti Host: restauro
dei battenti lignei cinquecenteschi di Porta Conca sita nelle mura medievali di
Rieti. Civitavecchia Host: restauro della targa marmorea del 1681 “Calmiere
del pesce”; posa di “Monumento al Granatiere”; posa di targhe marmoree e di
monumenti a uomini illustri; restauro di monumenti archeologici. Castelsardo:
restauro chiesetta Lu Spiritu Santu; restauro statua lignea San Pietro,
Valledoria. Olbia: sistemazione a verde dell’area della Parrocchia N. S. delle
scalette in onore del socio Paolo Selis; illuminazione del sagrato e della chiesa
di S. Pantaleo; posa di n° 10 targhe in ceramica Cerasarda con i nomi degli storici quartieri di Olbia; illuminazione esterna Parrocchia S.Paolo; progettazione
e costruzione di una teca di legno, consegnata al Parroco della Basilica Minore
di S. Simplicio in Olbia, adibita alla conservazione e al trasporto in processione
del Santo; restauro, a cura dei frati benedettini di S. Pietro di sores, dei “quinque libri” della chiesa parrocchiale a partire dal 1663. Macomer: costruzione
di un “Percorso Vita” nella pineta “Albano” di Macomer; opera lapidea in 15
monoliti di basalto raffiguranti la “Via Crucis” e posti in opera presso la strada
di accesso alla chiesetta campestre di S. Antonio a Macomer. Viterbo: restauro
di due antichi affreschi murali nelle Chiese S. Silvestro e S. Maria del Suffragio
in Viterbo; donazione al Museo del “Colle del Duomo” di una teca per la conservazione di paramenti sacri; restauro Stemma Cardinalizio e complesso
Leone Guelfo, simbolo di Viterbo, in P.za del Comune; intestazione Parco
Comunale a Melvin Jones; restauro Porte della Cattedrale di Viterbo.
Antrodoco: affresco ex-novo della Cupola dell’ Ex Chiesa di Sant’Agostino in
Antrodoco. Nuoro Host: monumento a “Grazia Deledda” in Piazza Italia;
Fontana Artistica, Nuoro Monte Ortobene; bassorilievo a Salvatore Satta, nella
casa natale; Salvatore Satta, copia in bronzo del bassorilievo, nell’atrio Istituto
Tecnico; scultura “Tempietto dell’equinozio invernale”, collocata in un’aiuola
138
spartitraffico; monumento a Gianpietro Chironi, davanti alla casa natale.
Fondi: restauro della lunetta della Chiesa di Santa Maria. Ozieri: apposizione
segnaletica turistica per la Basilica di S.Antioco di Bisarcio; altare in pietra trachitica, nella monumentale Basilica si S. Antioco di Bisarcio; realizzazione cartellonistica e sistemazione nelle vie di accesso alla città di Ozieri; n.12 targhe
artistiche raffiguranti i rioni e i siti più importanti della città di Ozieri. Rieti
Flavia Gens: realizzazione plastici dei Santuari Francescani per non vedenti
con indicazione scritte in Braille; in occasione del giubileo 2000 consegna dei
plastici ai Santuari e alle Chiese di Rieti concedenti l’indulgenza plenaria. Rieti
Host: inaugurato l’impianto di illuminazione della settecentesca Via Crucis di
S. Antonio al Monte restaurato dal club. Rieti Varrone: restauro del Coro
Ligneo della Cattedrale di Rieti e apposizione di una targa in memoria del socio
Fioritoni. Roma Sistina: restauro di 24 ritratti (Conservatorio. S. Eufemia).
Roma Parioli: contributo al restauro ed all’installazione dell’impianto di
riscaldamento della Basilica di S. Cecilia a Roma. Latina Host: statua “Don
Torello primo parroco di Latina”. Gubbio Host: restauro della cosiddetta
“Fonte di Dante” sec.XIX e del sovrastante affresco “Madonna col Bambino”
sec. XV attribuito ad Ottaviano Nelli; Gubbio Piazza Grande: restauro del
corale di San Domenico sezione Archivio di Stato di Gubbio; restauro Statuto
di Gubbio sec. XIV e Breve dell’Arte dei falegnami; restauro Fontana del
Bargello; presentazione volume e mostra su storia e restauro; pannello protettivo “Carta del Ghelli”; restauro della facciata del Palazzo del Bargello; restauro
edicola “Cristo deposto” di S. Croce. Ittiri: restauro tetto Chiesa Campestre.
Montefiascone Falisco-Vulsineo: restauro affresco Chiesa della Neve alla
Rocca dei Papi di Montefiascone; tabellone turistico al Belvedere di
Montefiascone. Nuoro Valverde: realizzazione e sistemazione di una statua nel
cortile della Biblioteca S.Satta di Nuoro. Roma Nomentanum: raccolta fondi
per restauro della Villa Ramazzini. Terni Host: restauro dipinto seicentesco
“Natività di Maria” di Rutilio Spolti; restauro di un antico torchio di stampa.
Oristano: restauro portale monumentale dell’Oliveto “Cabitza” e facciata della
chiesa della SS. Trinità di Oristano; busto del commediografo “Antonio Garau”
nell’atrio del teatro civico; progetto di rimboschimento dell’area della chiesa
medioevale S. Giovanni di Fuori e realizzazione di un’aiuola nell’istituto magistrale di Oristano. Porto Torres: restauro e donazione di una “cumbessias”;
restauro statua lignea della Basilica di San Gavino; monumento ai Caduti.
Perugia Augusta: restauri di opere d’arte fra cui un antico Gonfalone, una teca
per il S.Anello, dipinti di pittori umbri, un affresco in Via Baglioni, uno nell’ingresso della Basilica di S.Pietro. Tivoli d’Este: restauro Romitorio di San
Cosimato, portale e affreschi; restauro Cinquecentine, patrimonio librario tiburtino; restauro Torcere quattrocentesche nella Cattedrale di Tivoli; targhe dei
palazzi antichi di Tivoli e di Montecelio insieme al Tivoli Host; restauro delle
formelle della via Crucis nella cappella delle cementerie di Guidonia; restauro
dell’edicola quattrocentesca della “Madonna del Pane”, Montecelio. Perugia
Concordia: struttura prefabbricata adibita a centro sociale polivalente al comu-
139
ne di Scheggia Pascelupo in collaborazione con quattro club austriaci del
distretto 114M. Cagliari Karel: restauri nelle chiese di SS. Crocifisso, nell’oratorio delle anime e nella parrocchia di S. Giacomo. Cerveteri Ladispoli: realizzazione di area a verde attrezzata in Ladispoli. Civitacastellana: progetti di
restauro della fontana dei “Draghi” e della “porta Borgiana” (XV sec.); Gaeta:
restauro Chiesa dell’Annunziata. Narni: restauri di “crocifisso ligneo del 500”
nello Speco di S. Francesco, dell’orologio ottocentesco della torre civica, di
due statue nel duomo di pala lignea bifacciale “Dormitio Virginia” e
“Annunciazione”. Pomezia: fondi per casa famiglia “Chiara e Francesco”.
Porto Torres: restauro “ponte Romano” e statua equestre di San Gavino; pulizia siti archeologici. Roma Palatinum: recupero affreschi cappella S. Gregorio
al Celio e Pantheon. Ronciglione: recupero chiesa del Rosario e del monumento ai caduti. Tivoli Host: restauro edicole “Mariane” di San Marco; palificazione e illuminazione strada villaggio don Bosco e donazione campana alla chiesa
S. Bernardino da Siena. Umbertide: restauro orologio Abbazia di Monte
Corona, monumento generale Briganti. Tempio Pausania: restauro chiesa sul
monte Limbara.
Gruppo C
Amatrice: contributi all’Avis e attrezzature di primo soccorso alla locale sezione della CRI; realizzazione presso il centro “Nespolo” di Lisciano (Rieti) di
una struttura per le ascoltazioni di minori in procedimenti giudiziari; defibrillatore e attrezzature varie per l’Ospedale di Amatrice; donazione di materiale
sanitario all’istituto per anziani Padre Giovanni Minozzi. Anzio- Nettuno: colposcopio all’Ospedale di Nettuno; Cagliari-Castello: automezzo alla comunità
disabili di Soleminis; cartellonistica stradale dei monumenti nel quartiere di
Castello; autovettura alla comunità disabili di Soleminis; tre televisori ai reparti
di pediatria degli Ospedali di Iglesias e Carbonia; tre carrozzelle ortopediche
alla casa di riposo Vittorio Emanuele per anziani; tenda ad ossigeno
all’Ospedale di Civile; Corciano: realizzazione di allestimento e arredo interno
per la casi di accoglienza per disabili “Casa del nibbio” di Perugia. Macomer:
dono di un automezzo da destinare ad uso ambulanza per la “Croce Verde” di
Macomer. Orvieto: donazione di 60 coperte agli anziani ospiti dell’istituto
Piccolomini Febei; donazione di 60 coperte agli anziani ospiti dell’istituto
Piccolomini Febei. Foligno: dono di una motozappa all’associazione per il
sostegno e l’inserimento di ragazzi portatori di handicap; dono di un’aula didattica e di un gazebo al centro accoglienza giovani con patologie mentali; dono di
un saturimetro al reparto medicina - Ospedale di Foligno; dono di un’aula
didattica e di un gazebo al centro accoglienza giovani con patologie mentali;
dono di un TV color al centro diurno disabili del Comune. Fondi: dono di una
rete da pesca alla comunità terapeutica. Anzio-Nettuno: dono di un colposcopio all’ospedale di Nettuno. Palestrina: donazione al centro anziani di un
biliardo con accessori; donazione al centro anziani proiettore cinematografico.
Quartu S. Elena: donazione dodici carrozzelle all’istituto Mons. Angioni per
140
le ospiti disabili; donazione di un cardiotelefono alla Fraternità della
Misericordia con una manifestazione dove viene allestita una tendopoli militare
per le dimostrazioni pratiche in collaborazione con le crocerossine e con i
volontari della Misericordia, ripreso interamente da RAI 3; acquisto di un computer per le sezioni cittadine dell’AVIS e AIDO; donata ad una scuola cittadina
una pompa sommersa per l’irrigazione del giardino attrezzato a verde; acquisto
diversi Kit per la vaccinazione polivalente; Viterbo: donazione al Centro
Sociale dell’Azione Cattolica di una sala giochi; donazione di gazebo alla riserva naturale di Monte Rumeno. Carbonia: donazione materiale antinfortunistico per il centro antidroga di Padre Morittu; donazione progetto di una pista
ciclabile del comune di Carbonia; donazione elettrocardiografo all’associazione
volontari ASVOC; donazione panchine per poste central; donazione al comune
di Portoscuso di arredi per il service “Una spiaggia per tutti”; donazione computer per reparto dialisi ospedale Sirai; donazione otto televisori al reparto dialisi dell’ospedale Sirai; pubblicazione volume “SARDIS” di S. Solinas, in collaborazione con la provincia di Cagliari; consegna progetto al comune di
Portoscuso; valorizzazione sito archeologico di Ghiotta; donazione indumenti e
giocattoli a bambini nomadi; donazione a Croce azzurra di Portoscuso di una
barella traumatica; donazione telecamera digitale all’associazione malati mentali Albeschida; raccolta fondi con stampa calendario miniere. Civitavecchia
Host: contributo per la creazione del primo Reparto Dialisi per bambini
nell’Ospedale Bambino Gesù di Roma; costruzione di un campo bocce presso
il ricovero per anziani di Macomer. Rieti Host: adoloscentologia: istituzione
del centro operativo di assistenza ed orientamento degli adolescenti; donazione
strumenti musicali al centro Peter Pan che ospita bambini artistici. Roma Host:
donazione di un apparecchio per la dialisi al Bambin Gesù. Spoleto: contributo
per nuova campana chiesa di S. Rita di Roccaporena; realizzazione campo
bocce a casa di riposo; donazione materiale di prevenzione a scuole elementari;
donazione materiale a vigili del fuoco; osservatorio dei problemi Spoletini;
donazione di materiale tecnico a sala operatoria ortopedica; donazione materiale a casa di riposo S. Paolo; donazione attrezzatura per analisi mediche.
Marciano: sistemazione a verde pubblico di un’area urbana disutilizzata e contributi a Ospedale di Marciano, Avis, Croce Rossa italiana, Aido. Macomer:
contributo per l’acquisto di un servo scala da installare nell’abitazione di un
giovane di Macomer affetto da tetraparesi spastica; dono di un respiratore automatico per la nuova ambulanza della pubblica assistenza “Croce Verde” di
Macomer; dono di un sollevatore di persone alla casa per anziani di Macomer;
dono di un defibrillatore semiautomatico alla pubblica assistenza “Croce
Verde” di Macomer. Roma Aurelium: fornitura all’ospedale “Bambino Gesù”
di un frigorifero per la conservazione di sacche di plasma; donazione di 10
sdraio speciali per donazione del sangue all’AVIS di Anguillara; consegnata
all’Ospedale Sandro Pertini un auto “Fiat Panda”, attrezzata per il trasporto del
sangue; donazione di due carrozzine al reparto di Oncologia Pediatrica del
Policlinico. Castelsardo: dono degli arredi alla locale sede Avis. Roma Eur:
141
donazione all’Ospedale S. Filippo Neri di Roma di un colpoisteroscopio per la
diagnosi precoce dei tumori dell’utero; donazione di tre pompe per somministrazione farmaci a pazienti affetti da tumori al fegato; donazione di un macchinario al reparto di Oncologia Pediatrica Policlinico Agostino Gemelli di Roma;
donazione di due centrifughe elettroniche al reparto di Oncologia Pediatrica
Policlinico Agostino Gemelli di Roma; donazione all’A.VI.M. (Associazione
per una Vita Migliore) di pulmino per portatori di handicap. Iglesias: campo di
bocce alla Casa di Riposo “Regina Margherita”; teca alla “Madonna delle
Grazie”; cartelli di pericolo a mare nelle spiagge del territorio. Gubbio Host:
rastrelliere per bici in città. Roma Mare: omaggi di due televisori ad una famiglia disagiata e ad una casa di ricovero per anziani. Roma Tiberis: istituzione
di una biblioteca per anziani in un Centro Anziani della II Circ.ne; donazione di
una autovettura Fiat Panda per trasporto sangue pro ANTEA; donazione di una
autovettura Fiat Panda per trasporto sangue pro RYDER ITALIA; donazione di
una autovettura Fiat Panda per trasporto sangue pro Ospedale di Palestrina.
Sabaudia: completo restauro Cappella Chiesa in Sabaudia; ristrutturazione
completa della Casa dell’anziano; donazione ambulanza e defibrillatore città di
Sabaudia. Olbia: contributo alla U.S.L. n° 4 per l’acquisto di apparecchiature
sanitarie all’ospedale di Olbia. Perugia Host: pulmino per l’istituto per anziani
di Fontenovo. Terni S. Valentino: acquisto di una poltrona di attesa per chemioterapici per l’Ospedale di Terni. Città di Castello: donazione di sistemi
informatici per l’oratorio della parrocchia di San Domenico-Santa Maria Nova.
Roma Amicizia: è stata consegnata all’Ospedale Sandro Pertini un auto “Fiat
Panda”, attrezzata per il trasporto del sangue. Roma Mare: acquisto di un
autovettura per il trasporto del sangue del cordone ombelicale. Roma Parioli:
donazione di un minibus attrezzato per il trasporto dei disabili all’associazione
dei Volontari della C.R.I. del XIX Municipio di Roma. Rieti Flavia Gens:
donazione pulmino alla associazione “Famiglie Reatine Portatori di handicap”.
Rieti Varrone: realizzazione dell’impianto TV a circuito chiuso al fine dell’audizione protetta dei minori nell’ambito dei procedimenti penali; contributo alla
realizzazione dell’organo per la chiesa di S. Domenico; offerta di giubbotti per
i giovani portatori di handicap dell’associazione ARFH di Rieti; fornitura di kit
per analisi pediatriche offerte dai farmacisti soci del club all’associazione
“Oltre Confine”; offerta di tute per i disabili dell’associazione “Sport e
Terapia” di Rieti in occasione della manifestazione sportiva di moto Trial.
Roma Accademia: dono minibus ad associazione “Il nostro futuro”. Terni
Host: donazione defibrillatore portatile alla Croce Verde. Terni S. Valentino:
acquisto di un elettrocardiografo da campo per i terremotati del Molise.
Terracina: acquisto di una poltrona medica destinata all’Avis di Terracina.
Fondi: dono di un crocefisso e di un leggìo per la cappella dell’Ospedale di
Fondi; dono di un TV color e videoregistratore al reparto Pediatria
dell’Ospedale di Fondi. Oristano: donazione arredo sala giochi bimbi, tenda ad
ossigeno, attrezzatura ambulanza dell’Ospedale di Oristano; realizzazione di un
percorso attrezzato per disabili nella zona centrale della città. Perugia
142
Augusta: donata una attrezzatura della palestra ad un istituto per bambini disabili; donato un apparecchio per aiutare a parlare i sordi alla ASL; acquisto di un
apparecchio per la dialisi a casa; acquisto apparecchio per trasfusioni; acquisto
apparecchio per salire le scale per un invalido. Roma Castel Sant’Angelo:
donazione di una tenda oftalmica; monitor OXYK 4700 alla clinica pediatrica
del Policlinico Umberto I; donazione di un pulmino per il trasporto dei traumatizzati all’istituto di riabilitazione S. Lucia. Tivoli d’Este: acquisto apparecchiature per il reparto oftalmico per l’ospedale di Tivoli; acquisto di un auto
medica per il pronto soccorso; acquisto di un terminale atto ad attivare dispositivi di allarme destinati ad anziani soli. Valle Tiberina: a scuola elementare di
Castelnuovo Di Porto: donazione di un Personal Computer per collegamento in
Internet; a scuola media di Capena: donazione di un Personal Computer per
collegamento in Internet; a scuola media di Castelnuovo Di Porto: donazione di
una serie di volumi per l’arricchimento della biblioteca scolastica; a scuola
media di Morlupo: donazione di due lettori DVD e di un registratore VHS; a
scuola media di Riano: donazione di un grande televisore per l’aula multimediale; a scuola media di Monterotondo: donazione di un lettore DVD e un lettore VHS; donazione di una autovettura di servizio a Croce Rossa Italiana di
Morlupo. Perugia Concordia: donazione di computer vocali per tetraplegici
all’Unità Spinale dell’Ospedale Silvestrini di Perugia; fornitura letti degenza a
“Casa per anziani” di Sant’Enea di Perugia; donazione di computer all’Unità
Spinale Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Cagliari Karel:
dono arredi sede Avis; Cerveteri: attrezzature per scuola media Cerveteri.
Civitavecchia: raddoppio posti letto sala rianimazione ospedale Andosilla.
Formia: dono televisori Ospedali di Formia e di Minturno; Narni: apparecchio
guida fonico turistica in Cattedrale. Perugia Volumnia: dono autobus per trasporto anziani alla casa di riposo di Fontenuovo. Roma Appia Antica: contributi a reparto oncologico policlinico Gemelli. Sangemini: fornitura attrezzature e dotazione servoscala alla scuola Media. Tivoli Host: apertura ambulatorio
per anziani; salvato olivo di 2000 anni e riproduzione di molti alberelli derivati
da accurata selezione genetica dei getti; raccolta fondi per dispensario a
Brazville; arredo Aula Magna liceo classico. Todi: illuminazione esterna tempio della Consolazione e delle porte della cinta muraria medioevale.
Umbertide: donazione attrezzi agricoli cooperativa disabili.
143
PARI OPPORTUNITÀ - DIRITTI DELLE DONNE
di Ida Panusa Zappalà
Credo interessante sapere e capire la “genesi” del comitato “Pari opportunità” che quando è sorto era sicuramente una novità ed una rarità per i lions, o
almeno per i lions del 108L.
Una calda e solare mattina di giugno del 2001 in quel di Sorrento, dove mi
trovavo con mio marito per suoi impegni istituzionali, si è concretizzata in me
la convinzione che era giunta l’ora di fare il punto della situazione sull’ingresso
della “donna” nel mondo lionistico, in qualità di lions e non più lioness. Erano
passati già parecchi anni dalla convention di Taipei (1987) e, molto speranzosa,
avevo potuto anche apprezzare l’unica donna, l’amica Fabiola Galassi, tra il
gotha del lionismo distrettuale, ma poi…
Ecco che sicuramente tra “pari opportunità-diritti delle donne” etc… era il
caso di “focalizzare” l’attenzione sull’argomento.
Mi sono posta allora una prima domanda ovvia: “perché sono lions?” ed
ancora perché sono “donna lions?”
Questo tema, a dire il vero, già mi serpeggiava nella mente dal novembre
2000, cioè dal nostro congresso d’autunno che aveva come argomento “l’essere
lions”. A ciò si era aggiunta la mia esperienza di presidente di circoscrizione,
che mi aveva indotto a fare delle opportune considerazioni; ed ancora il nutrito
e valido “Dossier Donna” apparso sul “The Lion” (aprile 2001, n. 4); ed infine
la mia esperienza professionale vissuta con entusiasmo, convinzione e anche
con un pizzico di originalità, così da riuscire quotidianamente a coinvolgere
alla cultura i giovani, sempre più, ahimè, restii a ciò; e per ultimo, ma non certo
ultimo, il mio vivere da “Persona-Donna” che momento dopo momento nella
vita privata e pubblica deve “adattare” il proprio comportamento alla logica del
confronto con l’ovvia presenza dominante della “Persona-Uomo”. Ebbene
tutto ciò in sintesi è stato il motivo per un momento di riflessione da lions e da
donna lions.
Essere lions è una maniera intelligente, dignitosa, incisiva, (perché ben
organizzata), di fare sentire la nostra presenza come volontari del servizio sia
nel piccolo (le comunità in cui viviamo) che nel grande.
Naturalmente traspare da quanto detto la consapevolezza e l’orgoglio di
fare parte della famiglia lions presente in oltre 192 Stati.
Purtroppo questo è quanto forse noi lions poco trasmettiamo ai nostri amici
nei club che via via vengono a far parte della nostra associazione. Ed è molto
grave perché si perde una parte importante della nostra appartenenza che, specie in questo nostro mondo moderno che parla solo ed essenzialmente di globalizzazione, non tiene conto che noi lions siamo già “cittadini del mondo” e lo
siamo dal lontano 1917.
Ma torniamo alla mia domanda iniziale!
Perché è tanto importante la convention di Taipei? Essa è la pietra miliare
ed una svolta oculata e opportuna nel concetto di appartenenza della donna al
144
mondo lions visto che fino ad allora era stata relegata al mondo delle lioness.
È sicuramente dal confronto tra uomo e donna, due mondi diversi come
sensibilità, capacità di riflessione, di organizzazione ed altro che viene, in ultima analisi, la soluzione ottimale per il nostro convivere.
Ha ragione la psicoanalista Franca Maisetti Mazzei quando afferma che….
“uno degli errori del femminismo (importante e determinante per diverse conquiste) è stato forse quello di entrare in competizione con il maschile senza
analizzare a fondo i limiti di quel potere che si voleva conquistare e non avendo
la forza e la capacità di contrapporre un altro tipo di potere e di cultura”.
Al che mi sono chiesta: perché all’alba del nuovo millennio non si pensa ad
organizzare, almeno nel nostro distretto, una “tavola rotonda”, un comitato, un
convegno che porti le esperienze, le aspirazioni, le delusioni ed infine i risultati
raggiunti insieme ad i nostri “compagni di viaggio”?
È partendo da ciò che si potrebbe arrivare ad una analisi su ciò che nella
società civile è stato fatto per la realizzazione delle pari dignità dell’essere
umano, della persona nell’organizzazione civile, nella fruizione dei “benefici”
offerti dalla società cosiddetta organizzata.
Con soddisfazione si può constatare che l’Unione Europea è stata ed è particolarmente attenta a problematiche di questo genere ed il Parlamento Europeo
ha già aperto e apre nuove strade per contribuire a risolvere tali problematiche,
con attenzione a tutte le donne di qualsiasi condizione, vita o lavoro. Dopo i
trattati di Roma, Maastricht ed Amsterdam e l’adozione delle direttive comunitarie relative alla parità delle opportunità, la giurisprudenza della Corte di
Giustizia dell’Unione Europea ha avuto l’occasione di pronunciarsi a più riprese su casi particolari per garantire il riconoscimento ed il rispetto di tali diritti.
È gia dal 1984 che il Parlamento Europeo si è dotato di una commissione per i
diritti delle donne. Tale commissione dispone di strutture adeguate: la sezione
“informazione donne” che ha lo scopo di diffondere l’informazione riguardante
le politiche e le attività comunitarie a favore delle donne; il programma
“Daphne” che ha lo scopo di combattere la violenza contro le donne, gli adolescenti ed i bambini, e così via.
Ed i lions ed in particolare le donne lions cosa potrebbero fare? Innanzi
tutto INFORMARE!
I lions potrebbero e dovrebbero portare avanti programmi informativi circa
la reale attuazione da parte delle istituzioni locali (Comuni, Province, Regioni)
circa i programmi sopra detti.
È nei nostri scopi “promuovere i principi di buon governo e di buona
cittadinanza e prendere attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e
morale della comunità”.
Sono certa che il senso pratico, la lucidità e, perché no, l’ostinazione del
“pianeta donna lions” riuscirebbe sicuramente a raggiungere anno dopo anno
obiettivi concreti non soggetti a regole politico-partitiche ma semplicemente a
regole di “servizio”.
È stato con questo spirito e con questi obiettivi che ho chiesto la presenza
145
nel distretto di un comitato per i diritti delle donne e degli adolescenti. La
risposta del governatore Raffaele Gallus Cardia è stata sicuramente sollecita e
per me molto gratificante. E quindi il governatore, durante il suo anno 20012002, mi ha dato l’incarico di coordinatore del “COMITATO PARI
OPPORTUNITÀ - DIRITTI DELLE DONNE”; ha pure nominato 3 componenti, (uno per ogni singola regione), e precisamente Domenico Tripodi per il
Lazio, Maria Grazia Siddi Pigheddu per la Sardegna e Anna Santantoni per
l’Umbria.
Ci siamo subito messi all’opera per elaborare un’ipotesi di organizzazione
da comunicare ai presidenti di circoscrizione, delegati di zona e presidenti di
club.
Abbiamo “semplicemente” chiesto ai club un referente che potesse essere il
mezzo di collegamento tra il comitato ed i singoli club e quindi le realtà locali.
Nell’ipotesi di organizzazione si sono immediatamente chiariti alcuni punti
che abbiano ritenuto importanti per non essere male interpretati nello svolgimento di tale argomento e precisamente abbiamo chiarito cosa noi abbiamo
inteso per “pari opportunità - diritti delle donne”.
Ci è sembrato doveroso focalizzare la nostra attenzione su un doppio binario:
• per pari opportunità noi dobbiamo intendere qualcosa di molto più ampio,
articolato ed attuale di quanto possa apparire ad un primo esame superficiale. Per pari opportunità noi intendiamo l’opportunità o meglio il diritto che
ha ogni essere vivente, “la persona umana”, a vedere rispettata la propria
individualità, i propri bisogni ed in sintesi la propria libertà e dignità nell’ambito, naturalmente, sia di un contesto civile e ben organizzato, sia in
qual si voglia “environment” non sempre ben organizzato o civile. Siamo
tutti consapevoli che esistono molte “opportunità non pari” nel mondo in
cui viviamo, dove numerosi sono i problemi di sottosviluppo, indigenza,
ingiustizia e precarietà di vita;
• per quanto attiene ai “diritti delle donne” un primo immediato piano di
lavoro è partito con uno screening nell’ambito del distretto 108L, per conoscere il numero di donne lions presenti nei singoli club, la loro permanenza,
la loro rappresentanza ed i ruoli assunti a livello di club - zona - circoscrizione - distretto. Il tutto nell’arco di 5 anni cioè dall’anno 1997-98 all’anno
2001-2002. Lo scopo, naturalmente, di questo screening è stato quello di
verificare nell’ambito del nostro mondo lionistico, dopo un certo periodo
dall’apertura alle donne, quale reale interesse hanno dimostrato le donne
alla collaborazione nei club misti, quale spazio sono riuscite ad ottenere e
quale spazio avrebbero voluto.
A questa ipotesi di piano operativo di lavoro si è aggiunta l’organizzazione
di 3 convegni, rispettivamente nelle tre regioni, Lazio, Umbria e Sardegna, ed
uno conclusivo a maggio a Roma, con la presenza del ministro italiano P.O. e
della responsabile P.O. UE, con lo scopo di conoscere la situazione delle P.O.
nelle istituzioni: quali e quanti responsabili delle P.O. presenti a livello comunale, provinciale e regionale.
146
In ultimo e non per ultimo il coinvolgimento dei giovani! Per loro è stato
elaborato un concorso impostato come segue: partecipazione ai convegni di cui
sopra delle scolaresche all’uopo sensibilizzate, a cui è stato distribuito in seguito un questionario. Sono 3 le vincitrici tra le candidate che hanno svolto i questionari. Ad esse è stato offerto il costo del biglietto aereo per partecipare agli
“scambi giovanili”, service che rappresenta un utile e pratico strumento di diffusione della cultura e dei principi del lionismo e della sua internazionalità e
che dà la possibilità ai giovani di tutto il mondo di vivere esperienze di incontro, di cooperazione e di confronto tra realtà diverse, per promuovere duraturi
rapporti di amicizia, di comprensione e condivisione della civiltà dell’accoglienza.
Questa in sintesi la prima fase di lavoro per l’impostazione di una chiaro ed
organizzato piano di lavoro.
I club hanno risposto positivamente agli stimoli sopra detti ed hanno provveduto alla nomina del lions referente (naturalmente non necessariamente
donna, anzi posso affermare di aver avuto degli ottimi referenti uomini!).
Lo screening effettuato ha avuto questo riscontro:
1997-1998
1998-1999
1999-2000
2000-2001
2001-2002
LAZIO
U
D
1810
320
1793
331
1790
341
1801
344
1748
342
UMBRIA
U
D
946
100
955
100
961
107
941
121
1070
111
SARDEGNA
U
D
743
125
725
126
710
126
694
122
690
144
A questa tabella si potrebbe aggiungere l’indagine effettuata nei singoli
club, nelle zone, nelle circoscrizioni e nel distretto, della presenza delle donne
in qualità di officer.
I risultati ottenuti non sono molto esaltanti. Faccio presente solo la tabella
riassuntiva che riporto qui di seguito:
1997-98 1998-99 1999-00 2000-01 2001-02
Officer distrettuali
34
36
29
32
48
Officer di club
77
85
80
81
82
Presenza donne
545
557
574
577
577
A dire il vero la stessa indagine è stata effettuata anche nell’anno 20022003 con i seguenti risultati:
UOMINI DONNE OFFICER CLUB OFFICER DISTRETTUALI
LAZIO
1732
356
40
31
UMBRIA
956
126
11
6
SARDEGNA
718
107*
8
9
*distribuite 103 nella V Circoscrizione e 4 nella VI Circoscrizione.
147
È stata fatta pure un’indagine nella regione Lazio sulla presenza dell'assessorato alle pari opportunità o almeno di una sezione di qualche assessorato che
preveda le pari opportunità. Su 120 comuni dell’area romana solo il comune di
Colleferro ha previsto l’assessore alle pari opportunità e 9 comuni hanno previsto una “qualsivoglia delega” alle pari opportunità.
Nell’area viterbese su 60 comuni solo Montefiascone ha previsto l’assessore alle pari opportunità e 6 comuni la delega nell’ambito dei servizi sociali.
Nell’area del reatino su 72 comuni nessun assessorato alle pari opportunità
e 4 deleghe dei servizi sociali o politiche sociali.
Nell’area del frusinate su 92 comuni nessun assessorato alle pari opportunità e 6 deleghe più o meno chiare.
Il lavoro svolto è stato capillare e puntuale per avere una visione quanto più
chiara ed esatta del fenomeno in esame. Possiamo dire con sincerità e realismo
che ancora molto si deve fare perché le “opportunità pari” (nel senso che ho
evidenziato all’inizio) possano veramente dirsi soddisfatte.
Quanto ai convegni il primo si è svolto a Roma il 25 marzo 2002 nella sala
delle bandiere presso la sede del Parlamento Europeo con il titolo “PARI
OPPORTUNITÀ: dall’Unione Europea alla dimensione locale”, con la partecipazione
• della scrittrice Emilia Sarogni, autrice del libro “La donna italiana. Il lungo
cammino verso i diritti, dal 1861 ai nostri giorni”, che ha brillantemente
analizzato dal punto di vista storico-culturale la situazione femminile sotto
tutti gli aspetti evolutivi ed involutivi dovuti al faticoso iter percorso dalla
donna per l’affermazione del proprio ruolo “sociale” oltre che familiare.
• Dell’onorevole Olimpia Tarzia, presidente commissione “Politiche
Familiari e Pari Opportunità” alla Regione Lazio, la quale ha condotto
un’attenta analisi della situazione inerenti le P.O. dal punto di vista legislativo ed istituzionale, soffermandosi sui traguardi raggiunti e le prospettive
future.
• Della consigliera Pamela Pierotti, delegato alle P.O. del comune di Tolfa, la
quale ha evidenziato, grazie alla sua giovane età ed al suo giovanile entusiasmo, quali costruttivi progetti futuri sono in cantiere per il raggiungimento degli obiettivi relativi alle P.O.
È seguito un costruttivo ed attento dibattito arricchito dalla presenza e dalla
partecipazione attiva delle numerose studentesse presenti provenienti da Latina,
Roma, Velletri, Civitavecchia, Bracciano, Sora, Viterbo, Tarquinia,
Montefiascone, Cagliari e Gubbio e dagli intelligenti ed acuti interventi dei
numerosi presenti, fra cui è doveroso citare il PDG prof. Osvaldo de Tullio che,
con la consueta abilità, ha evidenziato il suo autorevole interesse e la sua personale convinzione che il lionismo al femminile non solo è condivisibile ma persino auspicabile, citando a tal proposito un suo “non sospetto” intervento su
“The Lion”, n. 5 - 1988 pag. 28.
148
Il Secondo convegno ha avuto luogo in Sardegna, a Cagliari, l’8 maggio,
presso la sala riunioni della Camera di Commercio, con il seguente titolo
“L’associazionismo femminile e l’evoluzione nel sociale: quale futuro?” e
con la partecipazione, oltre naturalmente del Gov. Avv. Raffaele Gallus Cardia
e del coordinatore distrettuale del comitato P.O. lions Ida Panusa Zappalà, di:
• lions Maria Grazia Siddi Pigheddu, coordinatore regionale del comitato,
che ha relazionato su “Una tappa verso altri traguardi”;
• dott.ssa Ada Lai Cicero, dirigente comune Cagliari, che ha relazionato su
“La figura femminile nella struttura lionistica”;
• dott.ssa Maria Grazia Angioni Massimino, socio fondatore e consigliere
d’amministrazione del parco scientifico tecnologico, che ha brillantemente
e realisticamente relazionato su “Etica ed innovazione: il ruolo femminile
nella sfida imprenditoriale del terzo millennio”;
• l’avv. Franca Bergamini, pres. P.O. regionale che ha relazionato su “Le
donne in politica: presenza che cresce e si sviluppa”;
• prof. Giampiero Farru, pres. associazione “solidarietà e servizio”, su
“L’impegno nel volontariato”;
• lions Silvana Maniscalco Cicu, pres. ass. “progetto Donna Ceteris”, su “Le
donne per le donne”.
È seguito un ampio dibattito ed infine le conclusioni del governatore prof.
Gallus Cardia. Il tutto condotto dal bravissimo lions Gianni Massa, moderatore
del convegno.
Il terzo convegno si è tenuto a Roma, sempre presso la sede del Parlamento
Europeo, il giorno 23 maggio 2002, con la partecipazione tra gli altri
• dell’on. Amalia Sartori, Deputato Europeo, che ha relazionato su “Donne,
Democrazia Paritaria e Politiche di Pari Opportunità”;
• l’on. O. Tarzia su “La persona umana: condizionamenti e risvolti in positivo e in negativo del mondo della pubblicità e della moda”;
• dott.ssa Caterina Nisida, sociologa Team Europe Member, su “Le diverse
dimensioni delle pari opportunità e la società dell’informazione”;
• prof.ssa Gaetana Pace, presidente “Centro int. della cultura e dei diritti dell’uomo”, su “Infanzia: i diritti violati”.
Alla fine delle relazioni gli interventi ed il dibattito hanno evidenziato l’interesse del pubblico per le problematiche trattate, soprattutto quelle relative
all’infanzia al femminile.
Moderatore eccellente, il PDG Osvaldo de Tullio.
Ad ogni referente di club è stato consegnato un piccolo presente, raffigurante la “Vittoria Alata”, a testimonianza del lavoro svolto e dell’impegno profuso.
È stata pure proclamata la vincitrice del concorso indetto presso le scuole
del Lazio: Battista Antonella, della IV C ISIS di Tarquinia che ha potuto usufruire dell’opportunità di recarsi in Olanda nell’ambito degli “Scambi
Giovanili”.
149
Al ritorno la studentessa ha relazionato sull’esperienza vissuta, da lei
dichiarata “esaltante”.
Allego il questionario proposto alle partecipanti al concorso.
Gli amici e le amiche lions ed io, abbiamo vissuto un impegno gravoso ma
sicuramente gratificante, per il quale abbiamo profuso energie, tempo ed anche
denaro, ma che ci ha arricchito e cementato nella convinzione di aver programmato e condotto un buon service nel vero spirito lionistico per il miglioramento
della nostra associazione.
Grazie al gov. Raffaele Gallus Cardia che ha avuto fiducia in noi!
Piacevolmente sorprese e soddisfatte, noi del comitato, l’anno seguente
abbiamo visto la lions Flora Lombardo Altamura eletta quale presidente del
“Consiglio dei Governatori” del multidistretto 108 I.T.A.L.Y.
E nell’anno 2003-2004 il presidente internazionale Tae Sup Lee ha scritto
“…in un mondo dove le donne rappresentano il 52% della popolazione ed una
percentuale sempre più crescente di leader negli affari, nella politica e nella
comunità, dobbiamo fare di più”; ed in seguito a ciò è stato designato un comitato internazionale, formato da una rappresentante per ciascuna delle sette aree
territoriali, in cui è divisa l’associazione, per studiare lo sviluppo e la partecipazione femminile a livello distrettuale e multidistrettuale e per individuare le
ragioni che tengono la donna in una posizione di secondo piano e di minore
presenza nell’associazione.
Pregevole l’articolo della lions Flora Lombardo Altamura (coordinatrice del
comitato suddetto) che analizza la condizione femminile nell’associazione
dagli inizi al novembre 2003, individuando le cause, i limiti e i traguardi raggiunti.
Sono convinta che abbiamo già percorso un buon cammino ma che ancora
molto deve e può essere fatto. Comunque è grazie a quanto è stato fatto che per
l’anno sociale 2006-2007 non saranno solo 2 i governatori donne del multidistretto I.T.A.L.Y., bensì per la prima volta 3. Auspichiamo possano essere 4 per
il 2007-2008 e così via aumentando. È un’utopia? Non credo!
Se si crede nei sogni alla fine riusciamo a realizzarli!
150
FAMIGLIA E MINORI
di Carlo Patatu
Da sempre, famiglia e minori hanno occupato un posto importante nelle
attività svolte dai club del nostro distretto. D’altra parte, non poteva essere
diversamente, tenuto conto della sensibilità, molto diffusa nelle nostre comunità, per l’istituto familiare e i soggetti che lo compongono. Vero è che, sovente
purtroppo, si tratta di una sensibilità che trova accoglimento più spesso in
solenni dichiarazioni d’intenti che in atti concreti e produttivi di ricadute di
segno positivo nel nostro tessuto sociale.
Dell’interesse dei lions rendono testimonianza inequivocabile anche i documenti pubblicati sui “Quaderni del Lionismo” nel corso dell’ultimo trentennio.
Ben sette numeri monografici sono stati dedicati a problematiche afferenti ai
minori e alla famiglia. Il fenomeno della violenza (n.6- Giugno 1974) ha anticipato
tematiche oggi molto dibattute nell’ambito delle molteplici iniziative portate avanti dai club del 108-L. Altri numeri sono stati dedicati a Droga, famiglia e società
(n.26- Maggio 1988); Scuola, famiglia, sanità (n. 41- Novembre 1995); L’Autismo
(n.45- Dicembre 1997); I diritti dell’uomo e la tutela dei minori (n. 46 - Giugno
1988); La violenza nel mondo giovanile (n.59- Luglio 2003); …Educando gli adolescenti alla non violenza (n.60- 2004). Gli atti e i saggi contenuti nei quaderni
citati sono stati, a un tempo, analisi, informazione, dibattito, denuncia e proposte
formulate nell’interesse dei minori e della famiglia; avendo come prospettiva una
società migliore, più giusta e più rispettosa delle regole. In breve, più umana.
C’è da sottolineare, per quanto attiene specificatamente a queste note, che
l’analisi delle iniziative promosse e portate avanti dai club durante mezzo secolo di vita del 108-L può essere lacunosa, sia per le manchevolezze inevitabili di
chi scrive che per i riscontri non unanimi forniti dai club all’invito a suo tempo
rivolto dal governatore. Cionondimeno un’altissima percentuale di club ha promosso iniziative in ordine alle problematiche familiari e minorili. Di questi la
quasi totalità (88,71%) ha esplicitato azioni programmate e portate a compimento in favore dei bambini. Soprattutto dei bambini; ma anche della famiglia.
Ciò è stato fatto ponendo in essere iniziative di natura varia e che vanno dagli
interventi sul campo, concreti e verificabili, all’attuazione di programmi di
natura essenzialmente culturale.
Oltre un terzo dei club ha manifestato sensibilità e interesse particolari per
le adozioni a distanza e per il sostegno da offrire alle istituzioni che si occupano di minori nei Paesi del Terzo Mondo. In alcuni casi, tali attività hanno il
carattere della continuità (Bracciano, Cagliari Karel, Calangianus, Città di
Castello, Gubbio Host, Oristano, Passo Corese Sabina Gens, Perugia Augusta
Perusia, Rieti Flavia Gens, Roma Appia Antica, Roma Colosseum, Roma Host,
Roma Quirinale e Ronciglione Sutri Monti Cimini). Dell’adozione a distanza, i
lions di Ozieri hanno fatto un service permanente. Altri club sostengono a scansione periodica istituzioni che assistono bambini poveri o abbandonati nelle
Filippine (Cagliari Castello); finanziano screening audiometrici in favore dei
151
minori in Senegal (Cerveteri Ladispoli); contribuiscono alla lotta contro le
malattie killer dei bambini nel Burkina Faso (Gubbio Host); supportano case di
accoglienza per le madri bambine di Fortaleza in Brasile (Cagliari Karel) e di
Alva in Mozambico (Terracina). Ma vi è pure chi fa dono di attrezzature mediche importanti all’ospedale pediatrico di Durazzo in Albania (Rieti Flavia Gens
e Valle Tiberina). Quartu Sant’Elena svolge opera di assistenza a favore dei
bambini del Nicaragua, mentre i lions di Terracina e Ronciglione Sutri aiutano,
con interventi di entità anche rilevante, gli orfanotrofi rispettivamente di Balad
in Somalia e di un villaggio nei pressi di Addis Abeba in Etiopia.
Altri club, e sono numerosi, si adoperano per aiutare enti e istituti che operano sotto casa. Infatti, per trovare situazioni da Terzo Mondo non è sempre necessario travalicare i confini nazionali. Basta guardarsi un po’ intorno, per registrare
tante situazione di miseria e di degrado anche dalle nostre parti. Ed è quello che
hanno fatto numerosi club. Che si sono attivati con interventi di carattere finanziario e no a favore di parrocchie o di altri centri assistenziali individuati in loco
(Anzio Nettuno, Bracciano Anguillara, Cagliari Host, Carbonia, Ciampino, Città
della Pieve, Latina Host, Nuoro Valverde, Perugia Augusta Perusia, Pomezia,
Porto Torres, Rieti Varrone, Roma Tiberis, Viterbo). I lions di Cagliari Villanova
hanno inviato giocattoli ai bambini di Asti, dopo l’alluvione che colpì il Piemonte
qualche anno fa. Il L.C. Civitavecchia Santa Marinella, che insieme a
Civitavecchia Porto Traiano garantisce un sostegno a carattere continuativo alla
Repubblica dei Ragazzi, ha pure conferito il “Lions d’Oro” a don Antonio
Rivolta, fondatore di quella istituzione benefica e al quale, sempre per loro iniziativa, è stata intitolata una via cittadina. Il club Roma San Paolo è sponsor della
prima ora dell’erigendo Villaggio So.Spe., della cui realizzazione, anche per celebrare il proprio giubileo, in questa annata si fa carico il distretto 108-L nella sua
globalità, Governatore compreso, che ha disposto di destinare alla realizzazione
di quell’opera una parte sostanziosa dei doni fattigli dai club in occasione delle
sue visite e devolvendo la parte restante a favore di altre iniziative benefiche.
I progetti Infanzia negata, Infanzia serena - tutela dei minori, Un dolce sorriso hanno avuto molto successo. Migliaia di lions si sono attivati per il reperimento dei fondi necessari all’acquisto di migliaia e migliaia di kit per la vaccinazione
esavalente dei bambini nei paesi cosiddetti sottosviluppati, ma operando anche
con interventi personali e diretti all’interno dei reparti pediatrici degli ospedali,
per allietare con spettacoli e doni, o col semplice ma significativo conforto di
visite non episodiche e saltuarie, i piccoli affetti da patologie più o meno gravi. E
costretti, pertanto, a patire tempi di degenza ospedaliera anche lunghi. L’attività
svolta nell’ambito del service Infanzia negata ha consentito d’intervenire, con
efficacia e concretezza, nella Repubblica del Congo. Grazie anche al protocollo
d’intesa sottoscritto dal governatore Palumbo (2003/04) e dal presidente
dell’Unicef, cui tanti club continuano a garantire un supporto finanziario interessante, finalizzato al perseguimento dei tanti progetti assistenziali che impegnano
con successo quell’istituzione umanitaria nelle aree più povere del pianeta.
La sensibilità per i bambini ricoverati in ospedale, già stimolata dai service
152
Un dolce sorriso e Infanzia serena, ha prodotto un’estensione di quei progetti,
inizialmente non prevista. Alcuni club sardi (Calangianus, Castelsardo, Iglesias e
Nuoro Valverde) hanno rappresentato di avere speso energie ed entusiasmi per
promuovere, con convegni e altre manifestazioni coinvolgenti le istituzioni, i
diritti dei minori. Diritti che, sebbene stampati a lettere di fuoco nella nostra
Carta Costituzionale e nelle Leggi dello Stato, non sempre trovano un’applicazione puntuale. Soprattutto in quegli spazi che la comunità ritiene deputati allo svolgersi del percorso formativo dei bambini: famiglia, scuola, sanità. Seguendo questo filone e alleandosi saldamente con le istituzioni scolastiche del territorio, il
L.C. Castelsardo persegue, da almeno sei anni, l’idea di conseguire la modifica di
una legge regionale che, in Sardegna, detta disposizioni inadeguate in materia di
minori ricoverati in ospedale e che, di fatto, risulta del tutto sconosciuta alle strutture sanitarie isolane. L’iniziativa, fatta propria dai club sardi, si è concretizzata
nella elaborazione di un articolato che modifica la legge in questione e che è stato
già sottoposto all’attenzione della presidenza e dei capi gruppo del consiglio
regionale. Che, nonostante le pur interessanti assicurazioni verbali fatte pervenire
da più parti, non ha ancora trovato il tempo per discuterlo. I minori, si sa, non
sempre sono in cima ai pensieri di chi regge le istituzioni pubbliche.
Sedici club hanno realizzato molteplici occasioni d’incontro e di dibattito,
chiamando genitori, docenti, amministratori e operatori sociali a discutere sulle
problematiche inerenti ai disagi familiare e minorile. Tali iniziative hanno potuto richiamare l’attenzione di chi ha a cuore le sorti delle giovani generazioni sui
casi di disgregazione sociale e sulle ricadute negative che, conseguentemente,
si registrano sui minori. Nel corso di questi ultimi anni, in un panorama già
variegato del disagio giovanile, aggravato ulteriormente da ricorrenti episodi di
pedofilia anche in ambito familiare, è comparso un fenomeno nuovo e preoccupante: il bullismo a scuola. Segnatamente in quella primaria. I lions, anticipando la stessa scuola e altre agenzie educative, hanno posto con determinazione
tale problema sul tavolo del dibattito pubblico. Sovente si è trattato del lancio
vero e proprio di un sasso, se non proprio di un macigno, in uno stagno che non
si voleva e ancora non si vuole agitare.
Non sono mancati neppure gli interventi volti a favorire i bambini disabili o,
come si preferisce chiamarli oggi, diversamente abili. Si è trattato di forme concrete di sostegno attuate in favore di scuole operanti nel territorio di competenza
del club (Cagliari Host) o di famiglie con bambini in situazione di handicap
(Cagliari Karel). Taluni hanno provveduto alla fornitura di strumenti musicali ai
piccoli non autosufficienti (Anzio Nettuno); altri hanno operato vere e proprie
adozioni d’istituti che accolgono minori con handicap di natura sia fisica che
psichica (Ciampino, Valle Tiberina). Altri ancora si sono spesi nella fornitura di
materiali di ausilio terapeutico a favore di strutture cittadine che assistono ragazzi subnormali (Civitavecchia Santa Marinella). Le problematiche connesse alle
patologie gravi, che ovviamente non risparmiano neppure i bambini, hanno
coinvolto emotivamente molti club. Che, nel tempo, hanno programmato e
attuato con successo progetti di valore sociale straordinario. E che hanno fatto
153
registrare azioni tanto lodevoli quanto diversificate; sia per le modalità scelte per
operare che per la qualità degli stessi interventi. In alcuni casi, i club si sono fatti
carico del ricovero e delle cure di minori provenienti da altri Paesi (Anzio
Nettuno, Terracina); in altri hanno supportato, con la donazione di apparecchiature o la raccolta di fondi, le strutture sanitarie impegnate nell’accoglienza e la
cura di quei piccoli sfortunati (Cagliari Host, Valle Tiberina). Anche in questo
settore, non sono mancate le attività di carattere culturale, finalizzate a richiamare l’attenzione della comunità sulle problematiche inerenti alle patologie gravi
che affliggono i minori. Sono stati numerosi, al riguardo, i convegni di studio e
dibattito, con la partecipazione di conferenzieri di provata esperienza e di prestigio notevole in campo internazionale (Bracciano Anguillara, Carbonia).
Ci sono state anche iniziative che hanno visto taluni club sostituirsi all’ente
locale nel fornire strutture o servizi a beneficio dei ragazzi. Limitati nel numero, ma di rilevanza sociale e politica molto vasta, quei progetti hanno suscitato
un interesse notevole e una ricaduta di segno positivo nelle comunità in cui
sono stati realizzati. A Civitavecchia, per iniziativa dei lions, è stato allestito un
parco giochi in un’area comunale (Civitavecchia Santa Marinella); a Rieti è
stato donato un impianto di televisione a circuito chiuso per l’audizione protetta dei minori durante i processi penali (Rieti Varrone).
Le azioni a beneficio della famiglia si sono intrecciate, com’era naturale del
resto, con quelle che interessano i minori. Anche in questo caso, alle tante azioni volte a beneficare, con donazioni o altri interventi di sostegno, singole famiglie individuate dai club nei territori di rispettiva competenza, si sono affiancate numerose occasioni di dibattito e di confronto sulle tematiche relative al
disagio familiare, alle unioni di fatto, alle separazioni, adozioni e affidi. Una
miriade di convegni hanno coinvolto, sempre per iniziativa dei lions, le comunità e le istituzioni che le governano. Ma anche la scuola, le associazioni di
volontariato e i servizi sociali territoriali.
Sono stati dibattuti temi riguardanti il diritto di famiglia, le crisi coniugali
ricorrenti, il ruolo essenziale e insostituibile dell’istituto familiare nella formazione dell’uomo e del cittadino; ma con occhio sempre attento ai mutamenti
sopravvenuti nelle condizioni esistenziali e abitative dei singoli ambiti territoriali. Non mancando di formulare proposte ritenute adeguate all’oggetto del dibattito e da sottoporre all’attenzione di chi ha responsabilità politiche e di governo.
Per concludere, ai minori e alla famiglia i lions del distretto 108-L hanno
dedicato interesse, passione e tante energie. In questo momento storico, l’attenzione della comunità nazionale verso tali soggetti si è accentuata. Si fa un gran
parlare di famiglia e di bambini, oggi. Non sempre a proposito. Non sempre in
modo compiuto e con i risultati attesi. E cioè facendo seguire subito atti concreti
in sede legislativa alle innumerevoli concioni di convegni, giornali e televisione.
Sono certo che il distretto proseguirà su tali azioni: auspico che possa essere approvato un tema di studio od un service su “Minori e Famiglia”. Si tratterebbe di una bella sfida. Peraltro non più rinviabile e che i lions devono accettare nell’interesse della comunità nazionale.
154
ATTIVITÀ VERSO I GIOVANI
di Francesco Migliorini
Sempre significativo l’impegno dei lions rivolto ai giovani sin dai primi
anni di attività del nostro distretto. Ed un posto di primo piano in questo genere
di servizio è stato l’interesse rivolto alla costruzione della comune Patria europea. Nell’anno 1978/79 il governatore Domenico Mammoli coniò lo slogan
“Con i giovani costruiamo l’Europa”, concetto più volte richiamato anche negli
anni successivi.
Il governatore Dario Pinti nell’anno 1992/93 ha organizzato una “Giornata
Internazionale dei Lions e dei Leo per l’Europa”, con il patrocinio del
Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per il Commercio con l’Estero,
della Regione Lazio, dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo. Ad una
sessione di studio con l’intervento di numerose personalità tra le quali il
Ministro degli Affari Esteri, è seguita una giornata con una visita alla sede della
FAO in Roma. Il distretto ha poi provveduto alla pubblicazione degli atti del
convegno.
Nell’anno sociale 1995/96 il governatore Francesco Migliorini ha proposto
ed attuato il service “I giovani e l’Europa”, sotto il patrocinio del Ministero
dell’Istruzione, con lo scopo di svolgere un’opera di sensibilizzazione dei giovani nei confronti dell’idea di “Europa”, per una migliore conoscenza delle
poste in gioco e per potenziare la consapevolezza del cambiamento apportato
nella vita quotidiana e nelle prospettive di sviluppo personale dalla costruzione
dell’Unione Europea.
È stato distribuito un volume, predisposto dall’apposito comitato distrettuale, in circa 20.000 copie tra gli studenti degli istituti superiori del distretto. Si
sono tenuti numerosi incontri presso le stesse scuole ed è stato bandito un concorso a premi tra gli alunni per un tema ed un’opera grafica. L’attività si è conclusa con un convegno organizzato in collaborazione con l’associazione dei
giornalisti europei sul tema “I giovani e l’Europa: un service dei lions” tenuto
presso l’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo a Roma e con una visita a
Bruxelles presso la sede della Comunità.
Numerosi poi le iniziative dei club rivolte ai giovani. Tra queste si può
ricordare il convegno sul tema “I giovani ed il lavoro: miti e realtà” organizzato
dal club di Marciano nel febbraio dell’anno 1996. Nel corso dei lavori sono
stati illustrati i risultati dell’indagine “Percorsi occupazionali dei diplomati nel
comprensorio Marciano-Todi” promossa dallo stesso club di Marsciano e realizzata dall’Agenzia per l’Impiego dell’Umbria. Sempre nell’anno 95/96 il club
di Gualdo Tadino-Nocera Umbra in collaborazione con il club Alto Canavese
del distretto Ia1 ha organizzato un concorso sul tema “Giovani e ceramica”,
mentre il club di Spoleto nell’anno 1994/95 ha istituito un corso per giovani
ceramisti decoratori.
Il giorno 7 maggio dell’anno 2003, per volontà ed iniziativa del governato-
155
re Luigi De Sio, con la collaborazione di tutti i club, si è svolto al Gran Teatro
di Roma un incontro di alunni delle scuole medie del nostro distretto giudicati
vincitori del concorso bandito dallo stesso governatore sul tema “No alla violenza”. La rivista distrettuale “Lionismo” titolava il servizio sull’avvenimento
“la carica dei tremilaseicento”, tanti erano i ragazzi presenti all’incontro che ha
costituito un successo sul piano dell’immagine e della esaltazione dello spirito
lionistico.
Come già detto all’inizio, i club del nostro distretto in questi cinquanta anni
di vita hanno sempre rivolto la loro attenzione ed il loro impegno all’universo
giovanile con una molteplicità di interventi che sarebbe lungo elencare.
156
LIONISMO SOCIALE PER L’INSERIMENTO DEI GIOVANI
NEL MONDO DEL LAVORO
(dal miracolo italiano degli anni sessanta alle crisi del terzo millennio)
di Giuseppe Tito Sechi
I prodromi della crisi occupazionale
Dopo il “miracolo italiano” degli anni sessanta i problemi dell’occupazione
si sono presentati in tutta la loro evidenza in maniera sempre più grave e preoccupante di decennio in decennio. I lions, sensibili osservatori dei tempi, a più
riprese si sono occupati in quel periodo dei giovani in cerca di primo lavoro,
così estendendo il loro interesse alle problematiche economiche dei giovani,
secondo il corso innovativo intrapreso in Italia dal lionismo negli anni settanta.
Citeremo per tutte due iniziative di rilievo assunte dal distretto 108 L in
quell’epoca.
Nel marzo del 1981, secondo la cronaca pubblicata da Dario Pinti su
“Lionismo” dell’epoca, si tenne a Pisa, organizzato dal “Centro Studi” del
nostro distretto, un convegno nel quale, in due intense giornate di lavoro, furono analizzati e discussi “Problemi e prospettive dell’occupazione giovanile”.
Gli interventi - ben 15, tutti di indiscusso interesse, tra i quali quelli dei lions
Ferdinando Antoniotti, governatore in carica, Domenico Mammoli, Massimo
Fabio, Dario Pinti, Franco Pampanini - affrontarono i temi dell’istruzione scolastica e universitaria, della formazione e dell’avvio al lavoro, dell’apprendistato e del tirocinio, degli interventi delle istituzioni pubbliche a livello europeo,
statale e regionale. Significativi gli elementi di particolare attualità riportati
nella cronaca. Il governatore Antoniotti riferì che, grazie all’impegno da lui
richiesto ai club delle quattro regioni del distretto 108 L di attivarsi per creare
condizioni di lavoro per i giovani, ben 130 di essi avevano trovato in quell’anno “nuova e prima occupazione”. Il PDI Massimo Fabio introdusse un tema
che oggi figura ampiamente recepito nella normativa del lavoro: la flessibilità.
Egli sostenne che dopo il boom economico improntato al liberismo la società
mirò a garantire i diritti acquisiti di chi era al lavoro e sacrificò, impedendo la
flessibilità dei contratti di lavoro, i diritti di chi cercava occupazione. Così
argomentava, infine: …. “ la situazione potrà quindi cambiare ed in senso
favorevole alle legittime aspettative dei giovani se prevarranno ai principi
della conservazione, i valori del miglioramento”.
Dalle ricerche fatte sul materiale disponibile, l’interesse specifico verso il
lavoro dei giovani riprese negli anni 1990/1993 con il “Progetto Prisma ‘90”
che vide, come coordinatori del comitato distrettuale, per il primo anno Emidio
Valentini, del club Roma Aurelium, e successivamente Gianni Tamponi, del
club Porto Torres. Il service fu svolto con la determinante collaborazione dei
componenti del comitato, composto da Carlo Patatu (L.C. Castelsardo), Marco
Tarantola (L.C. Sassari Host), Paolo Carta (L.C. Sassari Ducale) e Paolo
Lupino (L.C.Alghero), essendo in quel periodo governatori Bruzio Pirrongelli,
157
Aldo Villani, Giovanni Fenzi e Dario Pinti.
Deve essere detto che l’apporto iniziale e la spinta più forte venne proprio
dal club di Porto Torres, dal quale partì l’iniziativa più rappresentativa condotta
poi nel periodo citato dai lions dei club di Sassari Host, Sassari Ducale, Porto
Torres, Alghero e Castelsardo. Era quello il periodo in cui più acuta si era fatta
la crisi economica e la disoccupazione nelle industrie operanti nella Sardegna
del nord ovest e più impellenti dunque erano i problemi sociali che investivano
in pari tempo lavoratori disoccupati e giovani in cerca di primo lavoro. Il progetto fu articolato in tre distinte fasi: quella della verifica dell’orientamento al
lavoro e delle prospettive occupazionali presso le scuole e le aziende del comprensorio nel quale operavano i club; la seconda fase rivolta all’educazione dei
giovani al lavoro professionale (Career education); la terza fase tesa a stimolare l’ideazione di progetti per la creazione di attività imprenditoriali (job creation). La prima fase conseguì i risultati più validi, specie per la scoperta del
grande interesse degli studenti di molti istituti scolastici coinvolti e della pressoché assenza di cultura d’impresa nelle attività didattiche. Tutta l’attività, presentata alla comunità del comprensorio, nella fase di avvio e in quella di consuntivo, nell’aula magna dell’Università di Sassari, raccolse la collaborazione
delle strutture imprenditoriali e scolastiche e attestò l’impegno e l’interesse dei
lions verso il mondo prima poco esplorato dei giovani in cerca di occupazione.
2. La svolta degli anni ’90
Con l’acuirsi della crisi economica, specie nel Mezzogiorno e nelle isole
divenne sempre più sentito il problema della disoccupazione dilagante e più
forte venne recepito il problema dei giovani inoccupati in sconfortante lunga
attesa di essere immessi nel mondo del lavoro. La sensibilità dei lions del
nostro distretto verso questa grave situazione, inizialmente affrontata in
Sardegna col “Progetto Prisma ‘90”, fu allora scossa da un fremito nuovo, un
irresistibile impulso ad ampliare la gamma di interventi istituzionali verso i
giovani. Si affermò così una spontanea linea di tendenza che convalidò la
necessità di un service continuativo, anch’esso istituzionale, votato a farsi carico delle problematiche dei giovani in cerca di lavoro, minacciati in modo
preoccupante dall’aggravarsi della crisi occupazionale che interessava in particolare il nostro distretto e tutto il meridione.
Il passo era stato, malgrado l’apparente digressione verso problematiche
economiche, spontaneo e coerente con gli scopi del lionismo. Fu detto e denunciato, nelle assemblee e nei congressi distrettuali dell’epoca, che la situazione
di disagio dei giovani in lunga e vana attesa di occupazione era per essi una
vera e propria malattia. Questa situazione richiedeva perciò l’ impellente intervento dei lions, perché i giovani inoccupati e disoccupati erano proprio quel
prossimo debole, bisognoso e sofferente nei confronti del quale si esplica con
più forza la nostra azione di solidarietà, secondo i principi che animano la
nostra etica.
158
Fu il presidente della sesta circoscrizione nell’annata 1995/1996, G. Tito
Sechi, che, osservando la preoccupante ascesa del tasso di disoccupazione giovanile, giunto in Sardegna nel 1995 all’impressionante cifra del 40% (contro il
25 % nazionale), avvertì l’urgenza di richiamare l’attenzione dei lions sullo
stato di emergenza in cui versavano i giovani in cerca di lavoro e sull’esigenza,
quindi, di adoperarsi per recare sollievo ed aiuto con idee, proposte ed interventi possibili.
L’ispirazione aveva preso le mosse dal tema nazionale di studio, approvato
nel giugno del 1995 dal congresso di Torino e discusso nel novembre dello
stesso anno al congresso d’autunno di Gubbio. In quell’occasione i lions italiani erano stati chiamati a discutere su “La difesa dell’unità nazionale, precetto
primario della nostra Costituzione e compito tradizionale dei lions, nell’ambito
dell’impegno istituzionale dell’associazione e del principio di solidarietà fra
regioni ricche e regioni povere del Paese”.
L’idea di un adeguato service sulla disoccupazione giovanile in Sardegna,
mirato a rilevare e censire lo stato di disagio e la posizione dei giovani sulla
questione, fu fatta propria dal club Sassari Host, condivisa dalla sesta circoscrizione e quindi accolta con molto interesse dal governatore Francesco Migliorini
e dagli officers di tutti i club della Sardegna alla riunione delle cariche di
Macomer e, infine, valutata positivamente dal Gabinetto e Assemblea distrettuali riuniti a Porto Cervo nell’ottobre 1995. L’iniziativa risultava inoltre inerente e complementare ai programmi “Impegno per il futuro dei giovani” e “I
giovani e l’Europa” da Francesco Migliorini affidati per l’annata 1995/96 alla
guida rispettivamente di Cosimo Imbrioscia ed Enrico Cesarotti.
Nella relazione presentata da G. Tito Sechi al congresso d’autunno di
Gubbio (v. “Quaderni del Lionismo”, n.42, pagg. 117/123) fu invocata la solidarietà degli imprenditori delle regioni ricche per la dislocazione nel meridione
e nelle isole di impianti industriali, a fronte di una rinuncia ad un terzo del salario, per un triennio, dei giovani lavoratori e dei disoccupati di lungo periodo a
tali condizioni assunti, correggibile in relazione agli incrementi di produttività
ed ai risultati economici che nel periodo si sarebbero potuti registrare. Una
invenzione questa, al salario ridotto, che, contrastando l’emigrazione, non
intendeva ripristinare le aborrite “gabbie salariali” ma che, come la storia economica di questi anni insegna, teneva conto della emergente tendenza delle
imprese a delocalizzare le attività produttive nell’Europa dell’Est ed ora anche
in Cina e in India.
La proposta di nuovi insediamenti nel Mezzogiorno delle industrie del nord
e del salario flessibile - che andava ad aggiungersi alle provvidenze già previste
dallo Stato - fu sottoposta al vaglio dei giovani delle ultime classi delle scuole
medie di secondo grado e delle due Università della Sardegna con un questionario alla cui diffusione collaborarono fattivamente anche i leo club di Alghero,
Cagliari e Sassari. L’iniziativa trovò ampio risalto nella stampa sarda, che pubblicò il testo del progetto e lo stesso questionario sollecitando la partecipazione
degli studenti. Dei risultati del sondaggio promosso dai lions della Sardegna, al
159
quale parteciparono ben 1230 giovani, fu data ampia notizia a livello nazionale
il 7 giugno 1996 dal quotidiano economico “Il Sole-24 Ore” (pag. 14:
“Problemi del lavoro. Sondaggi - Sassari: i giovani per un posto pronti a ridurre
il salario”).
Il successivo 14 giugno gli orientamenti espressi nei questionari furono
illustrati e commentati in un convegno regionale organizzato a Sassari dai club
della zona A della sesta circoscrizione, al quale parteciparono, tra gli altri alcuni sindacalisti. Ad essi, secondo le risultanze del sondaggio, fu tra l’altro evidenziato che il 59,84% degli intervistati accettava temporaneamente il salario
ridotto a fronte di occupazione e che il 75% riteneva che sindacati e classe politica dovevano attivarsi per rendere ciò possibile. In questa occasione fu testata
l’osservazione di Massimo Fabio esplicitata nel convegno di Pisa del 1981:
funzione primaria dei sindacati dovrebbe essere quella di tutelare i lavoratori in
cerca di occupazione, secondo una visione unitaria che aborrisca i privilegi.
Nel corso di quel convegno fu rimarcato che la flessibilità del salario poteva essere ormai l’unico fattore suscettibile di sbloccare una crisi strutturale
profonda, senza altre speranze. Si disse: …” se i disoccupati sono disposti a
questo sacrificio per evitare l’emigrazione, le istituzioni, oltre a fornire adeguati incentivi finanziari, sono chiamate ad operare per favorire gli insediamenti approntando le infrastrutture, risolvendo i problemi delle fonti energetiche e dei trasporti. Se una rivoluzione del genere potesse affermarsi, via via si
andrebbe radicando e perfezionando quella cultura d’impresa, quel tessuto
economico, quel complesso di relazioni, senza dei quali la Sardegna non potrà
riscattarsi dalla situazione di latente sottosviluppo”.
Scelta disperata, la drammatica opzione dai giovani espressa a favore del
salario iniziale ridotto per avere occupazione sicura, ma non velleitaria, se si
considera che il 24 settembre 1996 Governo e sindacati firmarono “L’Accordo
per il Lavoro” che prevedeva, tra l’altro, per i nuovi “Contratti d’Area” l’introduzione della “flessibilità salariale”.
I Lions con i giovani per il lavoro
Se l’attenzione verso i giovani costituisce per i lions di tutto il mondo una
costante dei programmi d’intervento dei lions, quali i service permanenti “Leo
Club”, “Scambi Giovanili”, “Campi della Gioventù”, “Poster per la Pace”,
“Lions-Quest”, la lunga crisi economica e occupazionale del mezzogiorno
d’Italia e delle isole ha naturalmente orientato il nostro distretto a rendere parimenti permanente questo service sociale rivolto ai giovani, un’attività di “soccorso” che negli anni ha coinvolto molti lions e impegnato tutti i club.
Nell’annata 1996/97 il governatore Carlo Padula, avvertendo con tempestivo intuito le nuove problematiche, istituì il comitato “Prospettive per l’occupazione”, ne nominò presidente G. Tito Sechi, e chiamò a farne parte Aldo
Piersanti, Giuseppe Jurilli, Enrico Testa e Vittorio Scatozza. Questo organismo,
richiedendo pure la collaborazione dei leo club, si dette carico di coinvolgere i
160
giovani delle scuole superiori e delle Università nonché delle organizzazioni
imprenditoriali locali, per l’accertamento, anche con questionari, delle potenzialità economiche del territorio, della propensione alla mobilità, delle opportunità offerte dall’innovazione e dal lavoro autonomo.
L’interesse per le problematiche del lavoro giovanile, mai trascurato, si riaffermò con tratto energico e risoluto nell’annata 1999/2000, governatore Pietro
Pegoraro, grazie al service distrettuale “Contributo dei Lions Club per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro” votato nel maggio del 1999 dal congresso di Orvieto, su proposta del club di Tempio Pausania. Pietro Pegoraro,
sensibile ai problemi della disoccupazione, purtroppo presenti anche nelle
regioni Lazio ed Umbria, e in particolare nel territorio di Terni, incaricò della
sovrintendenza del service un ottimo comitato, presieduto dal PDG Carlo
Padula e composto da Armando Di Giorgio, Dino Toniutti, Martino Traviano ed
Enzo Betti. Il service ebbe un fausto e fecondo avvio con il congresso d’autunno di Terni che il governatore volle dedicare al tema “Disoccupazione e
Lavoro. Nuove strategie e formazione dei giovani nel terzo millennio”. Nei
“Quaderni del Lionismo” n. 51 figurano riportate le relazioni e gli interventi di
Vincenzo Caianiello (presidente emerito della Corte Costituzionale), Sergio
Zoppis (sottosegretario Ministero P.I), dell’ing. Catervo Cangiotti della
Confindustria, di Aldo Grassi (consigliere di Cassazione), e dei lions Massimo
Fabio, Giuseppe Taranto, Carlo Padula, Bruno Ferraro, Bruzio Pirrongelli,
Paolo Ricci, G. Tito Sechi, Paolo Olivieri, Francesco Rocchi, Michele Maria
Amici e Mario Cassiano. Di particolare significato le analisi di Carlo Padula,
confortate da dati statistici e le rilevazioni sul campo ed i quattro progetti operativi presentati da G.Tito Sechi. Bruno Ferraro, quasi richiamando le preoccupazioni espresse da Massimo Fabio nel convegno di Pisa del 1981, avvertì che
“dovremmo far capire, e capire anzitutto noi, che in una situazione di flessibilità continua e generale del mercato non possiamo probabilmente più andare
avanti con i vecchi modelli del garantismo ad oltranza” sancito dallo statuto
dei diritti del lavoratore”.
In questa annata, con l’intento di fornire un manuale informativo ai giovani
in cerca di occupazione, fu per la prima volta realizzato (ad opera del comitato)
il “DIZIONARIO DEL LAVORO” sia in volume che in floppy disk. L’opera
conteneva un’illustrazione, in ordine alfabetico, dei più disparati rapporti di
lavoro, di norme, sigle, istituzioni pubbliche, riguardanti la cultura del lavoro e
dell’impresa.
Questa fu una nuova tappa del percorso verso i giovani intrapreso dai lions
del nostro distretto che segnò definitivamente l’acquisizione in materia di una
cultura specifica dalla quale sono scaturiti programmi e service sempre più
mirati ed efficaci.
Nell’annata 2000/01 il service “Contributo dei lions Club per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”, riproposto e riapprovato dal congresso
distrettuale di Selargius, viene affidato dal governatore Enrico Cesarotti ad un
rinnovato comitato, presieduto da Armando Di Giorgio e composto da Amedeo
161
Calenzo, Francesco Rocchi, Giuseppe Seganti, Marcello Parroni, Simonetta
Staico Todde, G. Tito Sechi, Anna Lunani, Giovanni Ceccarani. Il lavoro viene
svolto con molto impegno. Sono molti i club che intervengono con iniziative
concrete sul loro territorio. Col determinante apporto di Amedeo Calenzo (L.C.
Formia) viene ampliato ed arricchito della normativa, anche europea e regionale, il “Dizionario del lavoro”, realizzato in volume e su CD ROM e diffuso in
tutto il distretto. Tra le iniziative di rilievo si ricordano il “Videoteleconvegno”
di Cagliari organizzato in collaborazione dai lions club di Cagliari Karel, Terni
e Bracciano ed i convegni di Castelsardo, di Civitavecchia e di Sassari, rispettivamente organizzati dal club di Castelsardo, dai club della zona A della IV° circoscrizione e dal club Sassari Host unitamente al leo club Sassari Castello.
Nell’annata 2001/02 l’attività in materia è stata proseguita dal comitato
“Opportunità per i giovani”, istituito dal governatore Raffaele Gallus Cardia,
coordinato da Armando Di Giorgio e costituito da Valentino Carluccio,
Simonetta Staico Todde, Marcello Delitala, Giovanni Ceccarani, Pietro
Notaristefano, Arcangela Addamiano, Giuseppe Seganti, Anna Maria Scavizzi
e Giovanni Maria Morello. Di particolare rilievo le iniziative adottate dai club
Terni San Valentino (attività di informazione per i disabili e il lavoro), Roma
Aurelium, Rieti, Valle Tiberina e Sassari Host, club quest’ultimo che, per iniziativa di Stefano Sartoris, ottiene la sponsorizzazione per riprodurre 5000
copie del CD ROM “Dizionario del lavoro”. Questo ottimo prodotto informatico viene quindi offerto in parte ai club e in parte è distribuito dai club e dai leo
della sesta circoscrizione agli studenti delle scuole medie superiori in occasione
di incontri nei quali viene utilizzato per contribuire alla conoscenza del mondo
del lavoro e della normativa che ne disciplina i rapporti.
Nell’annata 2002/03, sotto l’insegna “Opportunità per i giovani offerte dai
lions”, che, secondo le più recenti indicazioni di Oak Brook ricomprende tutti i
service stabilmente programmati per la gioventù, il governatore Luigi De Sio
costituisce l’omonimo comitato, coordinato da G.Tito Sechi e formato da
Giovanni Ceccarani, Filiberto Abbate, Gordana Kaitovic, Maria Pompea
Riglietti Guido, Fabrizio Carmenati, Antonio Caproni, Paola Leoni e Franco
Vittozzi. Sulla scorta delle indicazioni fornite dal coordinatore in apposito
fascicolo gli officers hanno operato secondo due principali direttrici: - un’attività di studio e di proposta volta a ricercare e suggerire i progetti realizzabili
secondo i consueti canoni dell’economicità, della sponsorizzazione della spesa,
del coinvolgimento delle istituzioni, della massima produttività, del necessario
ritorno d’immagine; - un’azione di supporto, d’informazione e di sostegno dei
membri del comitato “Opportunità per i giovani” da esercitare collegialmente e
personalmente nei confronti dei club operanti nelle regioni e nelle circoscrizioni di competenza. I service suggeriti ai club per l’attività di sostegno ai giovani
hanno riguardato l’impresa (“Come mettersi in proprio”), l’introduzione al
lavoro (“Tirocinio formativo”, “Contratto formazione e lavoro”, “Adottiamo i
giovani a fare impresa”), l’informazione sui contratti atipici e interinali
(“Guidiamo i giovani nei meandri dei nuovi rapporti di lavoro”), il lavoro coo-
162
perativo (“Una cooperativa di giovani per ogni club”).
Nell’annata 2003/04, nell’area “promozione sociale”, il governatore
Renato Palumbo include tutte le sezioni comprendenti i programmi rivolti ai
giovani ed assegna il coordinamento di esse al PDG Francesco Migliorini. La
sezione “Opportunità per i giovani”, che come abbiamo in precedenza evidenziato segue l’indirizzo impresso da Oak Brook, viene affidata alla responsabile
del service, Lucia di Giovine, ed ai referenti dislocati nelle tre Regioni del
distretto Emanuele Murino, Pasquale Azara e Giuseppe Neri.
Nell’annata 2004/05 il governatore Alberto Maria Tarantino con il service
“Impegno ed opportunità per i giovani” invita i lions del distretto a svolgere
“concrete azioni per accrescere nei giovani il senso civico, la partecipazione
ad attività di volontariato umanitarie, allo sviluppo della loro personalità coinvolgendoli nei grandi problemi della società moderna”. L’azione di supporto e
sviluppo è affidata al responsabile del comitato, il PDG Luigi De Sio, che a
queste problematiche aveva dedicato molta parte dell’impegno del distretto,
alla segreteria, gestita da Armando Di Giorgio e Silvana Maniscalco Cicu, ed ai
referenti Vincenzo Taccone, Basilio Perugini, Massimo Giannaccari, Bruno
Riscaldati, Efisio Ibba, Rosa Maria Pellegrino, Franco Fuduli, Massimo
Mattioli.
Per l’annata del cinquantennale della costituzione del distretto
(2005/06) il governatore Agostino Inzaina costituisce il “Dipartimento giovani”, ancora affidato al coordinatore PDG Francesco Migliorini, comprendente il
comitato “Impegno lions per i giovani”. Dello svolgimento del service affidato
a questo organismo sono incaricati il responsabile Giuseppe Comanda e i referenti Carlo Cricchi, Umberto Cassetta, Augusto Bruno di Belmonte, Lucia Di
Giovine, Francesco Gioi e Giovanni Canu.
E siamo ai giorni nostri.
Questa relazione, tra la cronaca e la storia, fa parte di un grande slancio di
vitalità e di introspezione dei lions del distretto 108 L, che indagando il passato
acquistano certezza e consapevolezza che l’impegno prodigato, giorno per giorno, da generazioni di uomini e donne per realizzare gli scopi del lionismo ha
dato buoni frutti. Nelle stagioni passate ed in quella della nostra generazione,
costante è stata la spinta all’innovazione e alla ricerca di sempre più ambiziosi
traguardi. Il nostro distretto, senza tema di demagogia o di trionfalismi, in questi cinquant’anni ha fieramente e con intelligenza tracciato la rotta, ha aperto
nuove vie, ha creato istituzioni d’avanguardia, che fanno onore a quei lions che
le hanno ideate e costituiscono strumenti con i quali il lionismo potrà raggiungere sempre più i migliori traguardi.
163
SCAMBI GIOVANILI - CAMPI DELLA GIOVENTÙ
di Pierluigi Garberini
“Durante il soggiorno nella vostra terra, mi sono innamorata dell’Italia, della
sua meravigliosa cultura, dei suoi stupendi paesaggi e soprattutto della gente
lions per il calore e l’affetto dimostratomi.
Io posso solo dirvi grazie, molte grazie davvero per questa fantastica, irripetibile ed indimenticabile esperienza”.
Katryn MILLER (N.S.W. - Australia)
Questo commento è, per semplicità e spontaneità, la “voce” più adatta per
presentare e raccontare un service (perché di service si tratta) che ci distingue e
che più ci evidenzia all’esterno: il programma scambi giovanili.
In una società contraddittoria e culturalmente limitante, come quella che
stiamo vivendo in questo scorcio d’inizio millennio, i giovani sono quelli più
esposti ai pericoli delle droghe, delle malattie, delle suggestioni dei media,
delle ideologie, della sopraffazione delle armi, dell’odio indiscriminato e, non
ultimo, della xenofobia.
Xenos, per gli antichi greci, era parola sacra: identificava invariabilmente lo
straniero, il diverso, l’ospite, colui che venendo da un altro paese, in pace, era
onorato con la filoxenia: l’accoglienza, lo scambio rituale dei doni, la sacra
ospitalità. È con questo sentimento che noi lions abbiamo accolto dal 1961 ad
oggi tanti giovani ospiti nelle nostre case.
Un programma gratuito, che ha consentito a decine di migliaia di giovani
(oggi sono ben 196 le nazioni lions che partecipano) di confrontarsi con altri
giovani di cultura, lingua, tradizioni, colore ed ideologie diverse al fine di allargare i propri orizzonti culturali e sviluppare la leadership.
Rimandando il lettore a quanto riportato sull’argomento nei “Quaderni del
Lionismo”1 e nelle guide e manualetti divulgati2 tra il 1996 e il 2000, mi limiterò all’essenziale.
Gli scambi sono sponsorizzati e organizzati dai singoli lions club, le attività
da apposito comitato e le assegnazioni dei giovani da un coordinatore del multidistretto (YED) che fornisce, su richiesta, informazioni e materiale sul programma stesso.
L’internazionalità che caratterizza questa attività, comune a tanti altri programmi della nostra associazione, come comprensione e collaborazione internazionale, adozione internazionale, L.C.I.F., Lions Quest, gemellaggi ed altri,
si ritrova nel primo degli scopi del lionismo:
“CREARE E STIMOLARE UNO SPIRITO DI COMPRENSIONE
FRA POPOLI DEL MONDO”.
Possono partecipare, agli scambi, giovani di ambo i sessi di età compresa
tra i 17 e i 22 anni, che dimostrino spiccato interesse verso la cultura di un altro
1 Quaderni del Lionismo, 38B, pagg. 140.145.
2 Pl. Garberini: Aprite le vostre porte e i vostri cuori ai giovani del mondo, 1996; Vademecum per i giovani,
1996; Scambi Giovanili e Campi della Gioventù, 1998;
164
Paese e vivo desiderio di condividere, con la gente di tale Paese, esperienze
diverse. L’ammissione non È limitata ai figli o ai parenti di soci lions, ma aperta a tutti. Sono requisiti essenziali un profitto scolastico superiore al normale,
essere in buone condizioni di salute ed avere una sufficiente conoscenza della
lingua inglese.
Anche i giovani “down”, compresi i non vedenti e i non udenti, possono
partecipare al programma scambi giovanili come ospiti di famiglie ove simili
condizioni siano presenti o in campi a loro riservati (nel multidistretto 108
opera per loro il “Campo Prateria”).
Gli scambi non richiedono di essere necessariamente effettuati su una base
reciproca di “uno per uno”. Non è necessario, infatti, che i lions club o i distretti ospitino lo stesso numero di giovani che sponsorizzano, tuttavia è consigliabile, quando inviano giovani all’estero, che siano pronti a ricambiare. Così pure
le famiglie dei giovani che sono accettati potranno ricevere l’invito di accogliere in cambio giovani ospiti.
La storia degli scambi nel nostro distretto può essere riassunta attraverso
l’opera dei presidenti (YEC=Youth Exchange Chairman) che si sono avvicendati in 47 anni:*
1961-65 Pietrangeli Agostino; 1965-66 Tarantini Manfred; 1966-67
Pietrangeli Agostino; 1967-68 Rivano Giuseppe; 1968-69 Regard Massimo;
1969-70 Nobiloni Nello; 1970-71 Pellegrini Raffaello; 1971-72 Sansonetti
Giuseppe; 1972-73 Macciocchi Olimpio; 1973-74 Sansonetti Giuseppe; 197475 Diana Mario; 1975-76 Macciocchi Olimpio; 1976-77 Macciocchi Olimpio;
1977-78 Macciocchi Olimpio; 1978-79 Macciocchi Olimpio; 1979-80
Pellegrineschi Ruffo; 1980-81 Pellegrineschi Ruffo; 1981-82 Calcagni
Aldo;1982-83 Pellegrineschi Ruffo; 1983-84 Macciocchi Olimpio; 1984-85
Macciocchi Olimpio; 1985-86 Pizza Vittorio; 1986-87 Pizza Vittorio; 1987-88
Mattoni Valerio; 1988-89 Mattoni Valerio; 1989-90 Di Stefano Alberto; 199091 Mattoni Valerio;1991-92 Bellavista Mauro; 1992-93 Mattoni Valerio;
1993-94 Mattoni Valerio; 1994-95 Garberini Pierluigi; 1995-96 Garberini
Pierluigi; 1996-97 Garberini Pierluigi; 1997-98 Garberini Pierluigi; 1998-99
Garberini Pierluigi; 1999-00 Seganti Giuseppe; 2000-01 Mariotti Vittorio;
2001-02 Mariotti Vittorio; 2002-03 Scerrati Ermanno; 2003-04 Scerrati
Ermanno; 2004-05 Carmenati Fabrizio; 2005-06 Carmenati Fabrizio.
L’opera svolta da ognuno ed il risultato raggiunto, come esamineremo più
avanti, sono, nella maggior parte dei casi, funzione del tempo trascorso in carica e/o nel comitato.
Nei primi anni a causa della difficoltà e lentezza delle comunicazioni (tutto
avveniva attraverso il servizio postale), della mancanza di un coordinatore e,
non ultimo, dell’inesperienza, poche furono le attività di scambio.
L’organizzazione cominciò a migliorare ed a raccogliere i primi frutti nel 1972
con Giuseppe Sansonetti. Successivamente, con Olimpio Macciocchi (il lions
* gli YEC in corsivo sono dell’attuale Distretto LA, quelli evidenziati in neretto hanno ricoperto la carica di
governatore.
165
che più a lungo di ogni altro nel nostro distretto ha ricoperto gli incarichi di
YEC e direttore di “Campo”) e fino al 1999, si è avuto un aumento costante nel
numero dei partecipanti e un miglioramento qualitativo negli standard di organizzazione. Altro YEC da ricordare per impegno e soprattutto per le grandi doti
umane è Valerio Mattoni (7 anni nel programma di cui 5 come presidente).
Dal 1961 ad oggi sono stati accolti nel nostro distretto oltre 600 giovani e
inviati in altri paesi circa 390 nostri ragazzi e ragazze. Traguardi, questi, riconducibili non soltanto alla buona volontà ed alla intraprendenza di alcuni YEC,
ma anche e soprattutto alla capacità dei coordinatori multidistrettuali. Gli anni
dal 1995 al 1999 sono stati quelli che hanno visto un notevole miglioramento
nell’organizzazione frutto di una campagna d’informazione e formazione molto
intensa, portata ai club, alle famiglie, passate (censimento del dicembre 1998)
da 16 a 104, disponibili all’ospitalità e soprattutto ai giovani. Le città che
hanno accolto il maggior numero di ospiti in seno alle famiglie, sono state,
negli anni, Selargius e Cagliari (ad opera di Teresa Orrù Lai, la “Lady degli
Scambi”), Tivoli (L.C. Tivoli d’Este), Perugia (L.C. Perugia Concordia ed
Host) e Rieti (L.C.Flavia Gens). Tanti i lions che hanno aperto le loro case ad
interi gruppi di giovani in occasione di welcome e/o farewell party.
Nel vasto e variegato mondo degli scambi giovanili, un posto di tutto rilievo viene, a ragione, riconosciuto ai Campi Internazionali della Gioventù:
momento d’incontro, d’aggregazione, di scambio e d’amicizia tra i giovani.
Nel 1963, viene organizzato, guidato e finanziato dai lions della Svezia, il
primo campo internazionale. Tanto fu il successo che l’”Associazione
Internazionale dei Lions Clubs” nel 1974 adottò il programma dei campi internazionali della gioventù nell’ambito degli scambi giovanili.
Il Italia, allora costituita da soli 5 distretti, il 108L si fece subito promotore
dell’istituzione di un campus in Toscana a cui fu dato il nome di CAMPO ITALIA e nell’anno 1975·76 (i distretti erano diventati 7) ne affidò lo studio al
lions Giangiacomo Sechi. Nel 1977 il CAMPO ITALIA divenne operativo sotto
la guida di Olimpio Maciocchi. Per l’importanza acquisita ed il nome stesso del
campus, il multidistretto ritenne, nel 1990, di avocare a sè la gestione. Nello
stesso anno, il nostro distretto, forte dell’esperienza acquisita, apre, sempre in
Toscana, il “Campo Chianti”, affidandone la direzione a Mauro Bellavista. Due
anni dopo (1992·93) con la secessione della Toscana il 108L rimane senza
“Campo”.
Nel 1995, lo YEC di quell’anno caldeggiò, in vista del Giubileo del 2000,
l’istituzione di un campus a Roma. La proposta fu accolta dal governatore
Bruno FERRARO ed attuata l’anno seguente dal successore Francesco
MIGLIORINI, già membro della commissione permanente multidistrettuale
della gioventù. Fu chiamato all’organizzazione il lions Angelo PROSCIUTTI
che gli assegnò il nome di “AMICITIA verso il Giubileo del 2000”e che per i
primi tre anni ne curò la diligente organizzazione.
Il “Campo AMICITIA”, in considerazione dei successi ottenuti (ricordo per
tutti quello svoltosi ad Alghero nel 2002 che ebbe come padrino il governatore
166
Raffaele Gallus Cardia) è uno dei più ambiti e richiesti dai giovani di tutto il
mondo.
Nell’estate del 2004, successivamente all’attentato dell’11 marzo di
Madrid, tutte le attività di scambio nel multidistretto furono sospese per motivi
di sicurezza.
DIRETTORI DEL “CAMPO AMICITIA”
1996-97 Prosciutti Angelo; 1997-98 Prosciutti Angelo; 1998-99 Prosciutti
Angelo;
1999-00 Foglietti Luigi; 2000-01 Gallo Roberto; 2001-02 Garberini
Pierluigi
2002-03 Marinaro Lucio; 2003-2004 Marinaro Lucio; 2004-2005 Marinaro
Lucio;
2005-2006 Mariotti Vittorio.
NUOVE PROSPETTIVE PER NUOVI E PIÙ GRANDI IMPEGNI
Gli scambi giovanili, da 45 anni prerogativa e segno distintivo dei lions,
vengono oggi praticati da altre istituzioni, comprese quelle pubbliche. In Italia,
il Ministero Affari Esteri, attraverso il settore scambi giovanili della direzione
generale per la promozione e la cooperazione internazionale, promuove queste
attività, cura l’applicazione di protocolli bilaterali e provvede all’erogazione
dei fondi messi a disposizione ogni anno dalla Comunità Europea. Questi
fondi, costituiti da cospicue somme di danaro pubblico, servono a finanziare
progetti presentati da enti, associazioni, istituti scolastici ecc., ed accettati da
una speciale commissione di controllo.
Alla luce di queste novità che in qualche modo vanno a sovrapporsi a questo nostro impegno, è necessario andare a rivedere la nostra posizione e quindi
la nostra “politica” di servizio. Si apre, come noi diciamo nel linguaggio degli
scambi, una nuova “finestra”, questa volta non su un’altra nazione, ma all’interno del nostro Paese, ricca di risorse. Forti della nostra esperienza, della capacità organizzativa (16 campi della gioventù in Italia!) e dei successi fino ad
oggi conseguiti, abbiamo pieno titolo e possiamo proporci alle istituzioni come
partners “primi” e privilegiati nell’organizzazione degli scambi giovanili.
Ciò facendo oltre ad economizzare ingenti somme da poter “riversare” in
altri altrettanto importanti “service”, assolveremo in maniera più ampia e compiuta al nostro compito ed il dettato della prima proposizione degli scopi del
lionismo, che ci accompagna in questo “servire”:
“CREARE E STIMOLARE UNO SPIRITO DI COMPRENSIONE
FRA POPOLI DEL MONDO”,
diverrà, affidato ad un numero sempre più grande di giovani, la speranza
del domani per un’umanità migliore, nell’amore, nel rispetto, nella lealtà e
nell’AMICITIA.
167
LIONS QUEST
di Francesco Migliorini
Il Lions International nel suo costante impegno verso i giovani ha messo a
punto nell’anno 1984, con la collaborazione di una qualificata agenzia educativa degli USA, il Quest, una serie di programmi di prevenzione primaria nell’intento di offrire uno strumento di aiuto nella crescita degli adolescenti dei paesi
nei quali è presente la nostra associazione.
Con l’indicazione “Lions Quest” si fa, pertanto, riferimento a questo particolare settore di intervento introdotto nel nostro multidistretto nell’anno 1992
con il “Progetto adolescenza”.
Un service dunque abbastanza giovane se confrontato con i cinquanta anni
di vita del distretto 108L, nel segno del costante rinnovamento degli strumenti
associativi sempre più adeguati alle esigenze emergenti della società.
Il “Progetto adolescenza” consiste in un programma di prevenzione primaria rivolto agli adolescenti per aiutarli a crescere in modo sano, con una visione
positiva e corretta dello stile di vita da adottare, per renderli capaci di agire
autonomamente ed in grado di opporsi alle pressioni negative esterne. I giovani
destinatari della nostra azione vengono raggiunti attraverso i docenti, ai quali il
progetto viene presentato da un formatore mediante un corso intensivo della
durata di tre giorni, per essere poi applicato nel corso della normale attività
didattica quale supporto per tutte le discipline curricolari. Particolare attenzione
nel progetto viene riservata al coinvolgimento dei genitori per renderli maggiormente partecipi al percorso educativo della scuola.
Notevoli sono gli aspetti positivi presentati dal progetto il quale costituisce
una precisa risposta alle diverse iniziative nel campo della prevenzione presentate dal Ministero dell’Istruzione nel nostro Paese, in quanto tratta argomenti in
esse indicati, quali la conoscenza di sé, le gestione dei propri sentimenti, l’amicizia, il volontariato, la capacità di scelte autonome e consapevoli.
Il “Progetto adolescenza” fonda la sua filosofia sull’atteggiamento positivo
nei confronti dei giovani, i quali costituiscono una grande risorsa vitale. Per far
emergere le capacità insite nel giovane per un corretto inserimento nella vista
sociale e scolastica, vengono offerte valide risposte alle esigenze che un minore
ha nel percorso di crescita verso l’età adulta.
Si è potuto riscontrare dal costante monitoraggio della attività svolta che
con il “Progetto adolescenza” si possono raggiungere i seguenti risultati:
• un incremento dello sviluppo intellettivo in quanto non solo vengono messe
in atto molte strategie di apprendimento ma si dà ampio spazio alla creatività ed allo stile personale;
• la valorizzazione delle capacità di tutti i componenti del gruppo, anche di
quelli meno dotati. con la creazione di una saldatura fra le diverse discipline curricolari tenendo nel massimo conto i criteri più attuali della pedagogia che indicano come l’apprendimento passi attraverso la scoperta personale e la sfera affettiva ed emozionale;
168
• uno sviluppo affettivo e relazionale armonioso spingendo il giovane ad
esprimere liberamente i propri sentimenti, a sviluppare lo spirito critico, la
capacità di fare delle scelte costruttive, di essere ben inserito nel gruppo dei
pari ed anche nel gruppo sociale più ampio che comprende sia tutti gli adulti di riferimento, sia la collettività;
• una efficace presa di coscienza del sé corporeo con la integrazione delle
attività di apprendimento con gli input derivanti dalle strategie relazionali
delle dinamiche di gruppo.
Il “Progetto adolescenza”, segnalato dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità come capace di promuovere le abilità vitali e raccomandato anche dalla
Commissione Europea nel “Programma comunitario di promozione alla salute,
informazione, educazione e formazione”, costituisce pertanto un valido strumento di aiuto nella crescita degli adolescenti.
L’associazione “Lions Quest Italia”, creata nell’anno 1996 nell’ambito del
multidistretto 108 ITALY per la diffusione di questa attività, ha avuto il riconoscimento da parte del Ministero dell’Istruzione quale ente autorizzato ad effettuare formazione nella scuola italiana.
Nel distretto 108L il primo club che ha raccolto l’invito ad operare in questo settore è stato quello di Antrodoco il quale ha organizzato n. 2 corsi di formazione negli anni sociali 1996/97 e 1998/99. Nell’anno sociale 1999/2000 coordinatore multidistrettuale del Lions Quest Italia il PDG Francesco
Migliorini che ha mantenuto l’incarico per sei anni fino al 2004/2005 - si sono
tenuti n. 3 corsi per iniziativa dei club di Cassino, Oristano e Perugia Host. I
club di Oristano e Perugia Host hanno ripetuto poi l’iniziativa nell’anno sociale
successivo 2000/2001 con corsi organizzati a Villacidro ed a Perugia. A questi
si sono aggiunti i club della Zona B della VIII° Circoscrizione, Terni Host,
Terni S.Valentino, Narni e Sangemini con un corso di formazione tenutosi nella
città di Terni.
L’anno di maggior impegno ed operatività è stato il 2001/2002 con n. 6
corsi di cui n.1 a Siniscola per iniziativa del club di Nuoro, n. 1 a S.Vero Milis
e n. 1 a Cabras (club di Oristano su richiesta degli istituti scolastici) n. 1 a
Cassino (club Cassino), n. 1 a Terni (club Terni Host, Terni S.Valentino, Narni e
Sangemini) e n. 1 a Perugia (club Perugia Host).
Nell’anno 2002/2003 i corsi tenuti sono stati n. 3 e precisamente a Sabaudia
per iniziativa del club Sabaudia-S.Felice Circeo, a Cagliari organizzato dai club
Selargius, Quartu S.Elena e Cagliari Karel ed uno a Terni con la collaborazione, come per i precedenti, dei club della Zona.
L’anno 2003/2004 ha visto la organizzazione di n. 2 corsi, di cui uno per
iniziativa ancora del club di Sabaudia-S.Felice Circeo e l’altro da parte del club
di Todi.
Nell’anno sociale 2004/2005, oltre ad un corso per docenti della scuola
voluto dal club di Marsciano, si è dato vita anche nel nostro distretto ad una
nuova fase sperimentale (attuata sempre dal PDG Francesco Migliorini) in partnership con il Ministero della Giustizia. Il distretto 108L ha, infatti, sponsoriz-
169
zato, sostenendone il peso economico, un corso residenziale tenutosi a Roma
presso la “Scuola di Formazione del Personale della Giustizia Minorile” di
Casal del Marmo, rivolto agli operatori sociali della Giustizia Minorile, del
Privato Sociale, del Volontariato e degli Enti Pubblici che operano con gruppi
di adolescenti dell’area penale. L’iniziativa ha riscosso un significativo successo tanto da indurre il Ministero della Giustizia a sottoscrivere con l’associazione “Lions Quest Italia” un protocollo di intesa per una sempre più stretta collaborazione nell’ambito della formazione di tutti coloro che rivolgono il loro
impegno al recupero degli adolescenti in difficoltà.
In definitiva il numero totale dei corsi del “Progetto adolescenza” organizzati nel distretto 108L ammonta a n. 21, un valore accettabile rispetto ai 410
corsi tenuti nel nostro Paese.
Nonostante lo sforzo messo in atto dalla struttura organizzativa non si è riusciti a far comprendere appieno a tutti i soci lions l’efficacia della azione in
questo settore, una azione continuamente proposta dalla Sede Centrale anche
con aiuti di natura economica tramite la Lions Clubs International Foundation.
I positivi risultati raggiunti, soprattuto in realtà in cui il degrado sociale è
particolarmente rilevante, costituiscono una reale testimonianza della bontà del
“Progetto adolescenza” e debbono servire da stimolo per un sempre maggiore
impegno dei lions nell’insegnare ai giovani il “mestiere della vita”.
170
POSTER PER LA PACE
di Stefania Trincia Francioni
Il Lions Club International ha sempre rivolto una grande importanza al concetto di pace, e ancora di più oggi, in un momento così difficile per l’umanità,
in cui gli ideali di pace libertà, solidarietà e giustizia sociale tra i popoli del
mondo sembrano essere messi in pericolo.
Il service “Un poster per la pace”, che è particolarmente sentito, è stato istituito nell’anno 1988, con lo scopo di dare ai giovani l’opportunità di riflettere
sul concetto di pace nel mondo e di esprimere il proprio parere. Vi hanno partecipato quasi due milioni di ragazzi di circa 80 Paesi del mondo. Il concorso (si
tratta di far fare dei disegni sul tema della pace) è aperto ai ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 13 anni nelle comunità dove esiste un lions club che sponsorizzi l’ evento tramite scuole ed organizzazioni giovanili.
Vi sono vari livelli di selezione: distrettuale, multidistrettuale ed internazionale, in cui saranno scelti i 24 finalisti. Il vincitore si recherà con un viaggio
premio alla Convention Lions Internazionale, accompagnato dai familiari ed
avrà un premio di US$ 2.500. Gli altri 23 finalisti godranno di un premio di
US$ 500 ciascuno e di un certificato di merito.
I poster dei vincitori saranno esibiti in mostre che si terranno in varie parti
del mondo.
La partecipazione al concorso offre ai lions club l’occasione di instaurare
un dialogo con i giovani della propria comunità, e allo stesso tempo, di promuovere la propria attività. Ma, è anche un modo per i giovani di esprimere le
proprie qualità artistiche che possono essere condivise dalla comunità.
Ogni anno viene scelto un tema che possa aiutare i giovani a sviluppare la
loro fantasia. Il tema dell’ annata 2005-2006 è stato, ad esempio, “Una pace
senza confini”. L’espressione artistica, la tecnica e l’originalità sono i tre requisiti principali in base ai quali viene scelto il poster vincitore.
L’iniziativa ha avuto ed ha tuttora una valenza positiva per il messaggio che
trasmette ai ragazzi ed agli adulti. I poster rivelano una evoluzione culturale dei
vari temi che si sono succeduti di anno in anno e globalmente del concetto di
pace.
Nel distretto 108L il service ha avuto nel tempo un ottimo successo. Molti
club, sulla scia della prima esperienza, hanno trasformato l’iniziativa a service
permanente. La partecipazione degli istituti scolastici e degli studenti è andata
di anno in anno crescendo. Sono notevolmente aumentati i club che hanno aderito, le numerose scuole contattate hanno risposto con grande entusiasmo, si
sono moltiplicate iniziative e mostre nelle tre regioni che compongono il nostro
distretto.
Nel corso degli anni moltissimi club che hanno svolto il service hanno allestito mostre cui sono intervenute anche le autorità locali, e pubblicato libri con
gli elaborati dei ragazzi (vedi libro di Lorenzo Macone - Gaeta). I ragazzi stessi
presenti nelle varie manifestazioni hanno preso la parola trattando il tema della
171
pace. Il service ha sempre riscosso una grande partecipazione nelle quattro circoscrizioni del Lazio, e nella quinta, sarda. Nell’anno del governatorato di
Palmas il L.C. di Sassari Host si è classificato al primo posto nel multidistretto.
Complessivamente, dal 1988 ad oggi, oltre l’ottanta per cento dei club
hanno effettuato almeno una volta il concorso, di cui due terzi lo hanno attuato
per almeno 5-6 anni di seguito, alcuni per oltre 10 anni.
Si stima che globalmente 733 scuole abbiano aderito al service, con oltre
100 mila alunni concorrenti, con 1152 disegni selezionati dalle scuole e dai
club ed inviati al distretto per partecipare alla selezione distrettuale.
Particolarmente positivo è stato l’ andamento del concorso negli ultimi otto
anni: si è passati da 32 club nell’ annata lionistica1998 -1999, con 40 scuole
interessate, a 56 club nell’anno 2000-2001, con oltre 100 scuole, fino ad una
ottantina di club nel 2006 con ben 145 scuole coinvolte.
Molti ex Provveditorati agli Studi hanno ben apprezzato il nostro service;
alcuni, come ad esmpio quelli di Roma, Viterbo e Rieti, hanno inserito il concorso nelle loro programmazioni di studio.
Dal 1999 sono state allestite a Roma mostre a livello distrettuale con gli
elaborati dei ragazzi selezionati presso l’Oratorio Borromini, il Museo
dell’Arte Orientale, il Gran Teatro Tenda e Palazzo Barberini. Sono intervenuti
Assessori della Scuola della Provincia e del Comune e rappresentanti dell’ex
Provveditorato agli Studi di Roma.
Vari club, sulla scia del primo, Civita Castellana nel 1998, utilizzano i 12
migliori poster per realizzare il “Calendario Lions del Poster per la Pace”, che
poi viene in genere venduto per beneficenza. E sempre con grande successo!
Da qualche anno, i disegni più significativi vanno a costituire il frontespizio
della nostra rivista distrettuale “Lionismo”.
Da ultimo, riteniamo opportuno sottolineare come nel 2006 la Signora
Franca Ciampi, moglie del nostro Presidente della Repubblica, ricevendo la
coordinatrice del service, Stefania Francioni, abbia avuto parole di grande
apprezzamento per questo importante concorso lions.
Il concorso “Poster per la pace” è un bellissimo esempio di come lo slancio
dei lions possa coinvolgere gli esterni nella diffusione di valori positivi.
Una iniziativa degna di nota, che va a diffondere i grandi valori della pace
nel cuore di migliaia di giovani, con grande valenza culturale e spiccata ricaduta sociale.
172
ANZIANI
di Giuseppe Bellisario e Stefania Trincia Francioni
La nostra associazione da molti anni ha rivolto la sua attenzione ai problemi degli anziani.
L’argomento anziani rappresenta effettivamente un problema assai importante nei paesi sviluppati e industrializzati. È noto ad esempio come la popolazione italiana sia passata da un 12% di ultrasessantenni circa 20 anni fa (e ciò
veniva già considerato un problema) a quasi un 23% di ultrasessantacinquenni
attualmente. Purtroppo, la figura dell’anziano come saggio, come persona che
ha raggiunto completa maturità ed equilibrio e ancora capace di dare, si è oramai perduta nella società moderna, dato che il continuo progresso tecnologico
tende a considerare inservibile e inutile l’esperienza dell’anziano.
Negli organigrammi distrettuali lions vi sono stati sempre officer designati
a occuparsi del problema anziani. Da citare in particolare l’annata 1993-94,
governatore Antonello Tondo, in cui il service distrettuale fu proprio incentrato
su “Obiettivo anziani: il loro passato per il nostro presente; il nostro presente
per il loro futuro”. Esso fu svolto da 78 club su 95, sia dal punto di vista teorico, con conferenze di esperti, sia dal punto di vista pratico, con diverse iniziative a livello territoriale di numerosi club del Lazio, dell’Umbria e soprattutto
della Sardegna, azioni ben ricordate nella relazione congressuale del coordinatore del service, il Past Direttore Internazionale Giuseppe Taranto. Da segnalare
in particolare l’opera effettuata da alcuni lions, dalle loro consorti e da alcuni
leo, attraverso visite presso case di riposo, con assistenza e colloqui con i
degenti, offrendo loro la possibilità di esprimere i propri desideri, di trasmettere
le loro esperienze e le loro memorie. Si può senz’altro affermare che questa sia
stata la dimostrazione di una vera, effettiva operatività della nostra associazione.
In quello stesso anno fu conclusa, con l’Assessore alle Politiche Sociali del
Comune di Roma, dott. Amedeo Piva, un’intesa grazie alla quale medici specialisti lions hanno da allora operato presso le case di riposo di Roma 1 e Roma
3, svolgendo attività di consulenza specialistica ed evitando ai pazienti di allontanarsi dal loro domicilio, cosa che diventa molto difficile per i più anziani e gli
affetti da pluripatologie. Questo servizio volontario e qualificato è stato molto
apprezzato dagli utenti e tuttora viene proseguito presso la casa di riposo di
Roma 1.
Al congresso distrettuale di Perugia del maggio 1994, il PID Giuseppe
Taranto propose una mozione, approvata all’unanimità, volta ad effettuare una
campagna promozionale per la revisione integrativa della Costituzione, con
l’aggiunta di un articolo, il 34 bis, dal seguente tenore: “La Repubblica tutela
gli anziani e promuove le iniziative per evitarne la emarginazione e assicurare
loro una esistenza serena, dignitosa ed appagante del contributo dato dalla loro
generazione allo sviluppo della Nazione”.
Inoltre, la Regione Sardegna, in una delibera del 29 giugno 1994, ha recepi-
173
to e fatta propria la “Carta dei diritti dell’anziano”, elaborata a cura delle lions
Bianca Boy Pellegrini (Cagliari Karel) e Maria Luisa Pau Cogotti (Cagliari
Villanova), comprendendovi, oltre ai principi generali indicati nel documento,
nove articoli che individuano le diffuse attese degli anziani e costituiscono
delle mete per i servizi sociosanitari, siano essi pubblici o privati.
Il service è stato confermato, nell’annata 1994-95, dal governatore Bruno
Ferraro, proprio nell’intento di dare un contributo concreto alla soluzione di
alcuni problemi cui le istituzioni non sempre riescono a provvedere, primi tra
tutti la socializzazione ed i servizi volti ad eliminare l’emarginazione sociale
dell’anziano. Non c’è dubbio, infatti, che il progressivo isolamento e la caduta
di interesse per le relazioni comporta il pervenire ad uno stadio di completa
solitudine, che è il male principale degli anziani.
Il service è stato proseguito anche negli anni successivi. Tra l’altro, nell’anno sociale 1997-98, governatore Giuseppe Palmas, è stato redatto dalla lions
Stefania Francioni una pubblicazione intitolata “Ricette di cucina: massime e
proverbi”, un ponte tra l’anziano, contenitore di esperienze e il giovane proiettato nel futuro.
Tra le attività dei club è in modo particolare da segnalare quella del club di
Viterbo. Il 20 giugno 1986 fu istituita l’“Università dell’età libera Italo Sacchi”,
associazione costituita fra i soci del club tesa a stimolare e soddisfare gli interessi culturali in particolare degli anziani. Essa si articola in due sessioni di
corsi, autunnale e primaverile, che abbracciano discipline letterarie, storiche,
artistiche, sociologiche, biologiche, mediche, per circa 25-30 conferenze a sessione. Le attività sono completate con visite guidate a musei, istituzioni e luoghi d’arte. A tutt’oggi sono oltre 650 gli studenti immatricolati e quasi 1000 le
conferenze tenute nel ventennio, con oltre 100 allievi annualmente iscritti e una
presenza media del 50-70 %.
Inoltre, da oltre 20 anni viene portato avanti il sostegno agli anziani del
Gerontocomio Giovanni XXIII, soprattutto da parte delle consorti dei soci, con
visite pomeridiane agli anziani, nella loro camera per gli inabili, e con l’organizzazione di giochi, proiezioni, tombole e balli per gli altri. Nel 1998, infine, il
club di Viterbo istituì l’“Osservatorio Lions sulla terza età”, con uno studio
demoscopico sulle condizioni degli anziani autosufficienti a Viterbo e una serie
di azioni di sostegno ai vari centri sociali della città e dintorni. Il service è divenuto poi permanente, cambiando di anno in anno i centri interessati e le problematiche trattate (problemi medici quali vista, ipertensione, ecc.; problemi burocratici e legali per le pensioni, ecc).
Anche il club di Todi porta avanti ormai da un ventennio una “Università
del tempo libero”, denominata Unitre, con interventi di numerosi docenti e la
frequenza di oltre 100 persone l’anno.
Da ricordare inoltre l’attività che molti soci lions dei club di Lazio,
Sardegna ed Umbria svolgono nelle “Università della terza età” di diverse città,
collaborando fattivamente sia nella gestione che nell’ attività didattica.
Da segnalare infine un recente molto ben riuscito convegno organizzato e
174
presieduto dal responsabile del “Comitato Anziani” del dipartimento
“Solidarietà e Attività Sociali del Distretto 108 L”, prof. Alberto De Santis,
svoltosi a Roma l’11 marzo 2006, presso il palazzo della Regione Lazio, sul
tema “Solidarietà e tecnologia per migliorare la qualità della vita degli anziani
nella cultura dei Lions”, con intervento del governatore Agostino Inzaina e
relazioni dei PDG Ferdinando Antoniotti e Bruno Ferraro, dell’Assessore alle
Politiche Sociali del Comune di Roma, dott. Raffaella Milano, dei prof.ri
Vincenzo Marigliano, ordinario di Geriatria, e Guglielmo Bruno, docente di
Medicina Interna dell’Università di Roma La Sapienza, dell’ing. Leopoldo
Genovesi, Amm. Delegato della Telbios, del dott. Averardo Orta, responsabile
qualità RSA Villa Serena di Bologna e del dott. Piero Calandriello, segretario
generale dell’Associazione Nazionale Strutture Terza Età.
175
DISABILI
di Armando Di Giorgio
Il disabile nel linguaggio burocratico, sociologico, medico, notoriamente
nella generalità dei casi, è colui che presenta qualche menomazione fisica e/o
psichica anche se di grado non rilevante. Nell’uso comune del termine, vengono indicati disabili anche i portatori di handicap. Con altre parole, e più semplicemente, il disabile è un Essere Umano, un cittadino che, per cause naturali o
perché colpito da indesiderati eventi contingenti disabilitanti, è affetto da caratteristiche fisiche e/o psichiche che lo rendono non abile, secondo il significato
che normalmente a questo termine si attribuisce, ad operare correntemente nell’ambito della società, della comunità in cui egli vive.
La tematica è vasta e complessa ed investe molteplici settori sotto l’aspetto
medico e sociale. Il disabile non può considerarsi autosufficiente: per il suo
inserimento nella società, per essere in grado di vivere una vita di relazione
nella comunità, ha bisogno di supporto specifico, di assistenza, di sostegno da
parte della comunità sociale, con interventi diretti e con provvedimenti
normativi e legislativi da parte delle istituzioni, atti a consentire una vita di adeguato benessere.
In questo contesto, da cinquanta anni, sin dal 1955, sin dalla costituzione
del lions club Roma Host, il lionismo del distretto 108 L, nel quadro più ampio
dello scopo di “essere solidale con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti”, si adopera attivamente per incentivare ed attuare “service” ed iniziative, soprattutto a livello dei singoli club, con
lo specifico scopo di sensibilizzare con ogni mezzo l’opinione pubblica ed il
potere legislativo dello Stato per l’adozione di appropriate misure di intervento
in favore dello “status” dei disabili.
Sin dagli anni ’60 le attività di servizio del distretto e dei club, in tal senso,
sono orientate e si manifestano in larga misura con assistenza agli “handicappati”, ed in special modo ai non vedenti, e si estendono, gradualmente, al più
vasto campo degli aspetti della “disabilità”.
Il “Quaderno del Lionismo” n. 3, edito dal “Centro Studi” del distretto nel
1973, sul tema “Il recupero dei disadattati fisici e psichici”, pubblica le relazioni scientifiche di emeriti lions ricercatori, medici, sociologi, che mettono in evidenza e sottolineano la necessità di promuovere efficaci misure di prevenzione
e di cura per il recupero di “esseri umani”, di cittadini, in ogni caso ove ciò sia
attuabile; e nel caso specifico della prevenzione, a conclusione delle trattazioni, viene presentata, sostenuta ed illustrata nei contenuti, la proposta di una
“Legge Quadro” per l’istituzione di visite mediche prematrimoniali obbligatorie tese a ridurre, se non a evitare, il verificarsi di eventuali nascite di individui
tarati. È un primo passo!
All’impegno umanitario si affianca l’impegno civile di partecipazione attiva alla vita sociale. L’organigramma del distretto, a cominciare dal 1974/75, si
innova con la costituzione di appositi comitati distrettuali a far parte dei quali
176
vengono chiamati Soci qualificati per la trattazione delle problematiche umanitarie, sociali, economiche, istituzionali attinenti allo “status” del cittadino disabile con lo scopo di incentivare cure, assistenza e recupero e di sollecitare concrete iniziative di ordine medico, sanitario, terapeutico.
I club fin dagli anni ’60, e con continuità negli anni seguenti, si sono attivati per la realizzazione di ogni possibile forma di supporto in favore dei disabili.
Nel settore della riabilitazione vengono promossi e realizzati Centri
Terapeutici: su iniziativa del lions club Roma Capitolium, si costituisce a Roma
il “Centro di Rieducazione Equestre Capitolium” (C.R.E.C.) che offre agli handicappati motori, facendo un tutt’uno con il cavallo, una riabilitazione attraverso l’esercizio ippico, per una graduale ripresa degli arti menomati ma anche per
acquisire un senso di sicurezza, essenziale per una efficace riabilitazione; in
Umbria, su iniziativa di vari club (Trasimeno, Città della Pieve, Marciano,
Umbertide) nasce il “Centro di Rieducazione Equestre per Disabili” con sede
Rigonella; nel basso Lazio (Latina, Sabaudia) nasce il “Centro Pontino
Equestre”, tutti finalizzati alla riabilitazione degli handicappati con le pratiche
dell’ippoterapia. Nel settore della azione diretta si realizzano da parte dei club
raccolte di fondi, donazioni, collaborazioni assistenziali con Enti specializzati.
A titolo esemplificativo, non in ordine cronologico, porgendo le più ampie
scuse per involontarie omissioni, si citano alcune di queste iniziative: Sassari
Host attiva un service permanente di collaborazione con la casa di cura “Opera
Gesù Nazareno” per ragazzi con menomazioni psichiche; Anzio Nettuno raccoglie fondi per l’acquisto e l’addestramento di cani guida per i non vedenti,
sostiene l’organizzazione pro disabili “Centro per la vita” e si occupa di assistenza per i bambini disabili; Bracciano dona un pulmino attrezzato per trasporto di affetti da handicap e due computer alla comunità per disabili “Il
Melograno”; Cagliari Castello fa donazione di un automezzo alla comunità
disabili di Seleminis; Castelsardo istituisce un premio annuale intitolato
“dell’Etica”, per chi opera per i disabili; Ciampino promuove un service permanente in favore della comunità “Il chicco” per bambini portatori di handicap
fisici e mentali; Roma Palatinum istituisce in statuto, sin dal 1978, un contributo permanente all’Opera Don Guanella, che negli ultimi anni è di 500 euro;
Velletri dona un personal computer speciale ad una studentessa non vedente
dell’Istituto Magistrale locale; Terracina e Fondi affrontano la problematica
delle barriere architettoniche di impedimento per gli handicappati ed in particolare il L.C. Fondi tratta il tema editando il volume “Barriere architettoniche:
un problema da superare”; Civitavecchia Santa Marinella Host devolve fondi e
dona materiali terapeutici all’istituto cittadino “S.Lucia” per ragazzi subnormali; Foligno, anche con il contributo di altri club, realizza la “Casa accoglienza
per disabili” intitolata al PDG Giuseppe Palmas; Iglesias e Terni San Valentino,
promuovono e sostengono normative e leggi per l’inserimento dei non vedenti,
e più in generale dei disabili, nel mondo del lavoro; Oristano realizza un “percorso attrezzato” per disabili; Rieti Flavia Gens partecipa all’acquisto e addestramento di cani guida per i non vedenti; Roma Tiberis organizza corsi di ria-
177
bilitazione in piscina ed inoltre partecipa all’acquisto ed addestramento di cani
guida per i non vedenti e devolve contributi al CREC; Tempio Pausania organizza la “Festa del disabile”; Valle Tiberina organizza interventi di sostegno sia
per il CREC che per la comunità “Anni verdi” a favore dei disabili; Quartu
S.Elena fa dono di 12 carrozzelle alla organizzazione locale pro disabili; Roma
S.Paolo devolve contributi alla casa famiglia “il Carro” per bambini handicappati; San Gemini fa dono di un servoscala per disabili alla Scuola Media Statale
locale; Amatrice provvede all’acquisto ed addestramento di tre cani guida per
non vedenti; Carbonia devolve fondi all’ “Associazione Regionale Disabili e
Riabilitazione”; Macomer fa dono di attrezzature tecniche per disabili al
“Centro Servizi Sociali” locali e, in collaborazioni con i L.C Nuoro e Oristano,
provvede all’acquisto e contribuisce all’addestramento di cani guida per non
vedenti; Perugia Host opera attività di sostegno e collaborazione con la scuola
speciale “Mereu” per bambini disabili, organizza in sede locale la biblioteca del
“libro parlato” per i non vedenti, è parte attiva dell’associazione locale “Mano
nella mano” per handicappati; Perugia Augusta Perusia svolge attività di raccolta fondi e di sostegno a favore di istituti specializzati e l’associazione “Mano
nella mano”, cittadini, che operano a favore di disabili bambini ed adulti;
Perugia Concordia svolge attività di sostegno per l’associazione cittadina
“Mano nella mano”; Roma Appia Antica contribuisce all’acquisto ed addestramento di cani guida per non vedenti; Roma Tiberis oltre a contribuire all’acquisto ed addestramento di cani guida per non vedenti, eroga contributi a favore
del CREC; Tivoli d’Este svolge attività di sostegno per le strutture locali
“Villaggio don Bosco”, “Cieli Azzurri”, “Piccola Pietra” che, con competenza,
provvedono all’assistenza ai disabili.
Nell’anno Lionistico 1997/1998, nell’ambito della trattazione del service
nazionale sul tema “Fight Autism”, con la pubblicazione del “Quaderno del
Lionismo” n. 45 dal titolo “L’Autismo”, edito dal “Centro Studi”, il nostro
distretto 108 L promuove una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica per questo tipo di disabili e auspica una seria e concreta presa di posizione
da parte degli Enti istituzionalmente preposti perché si possano aprire nuovi
spiragli di speranza tanto per i sofferenti quanto per i genitori e, più in generale,
per le famiglie.
La raccolta di notizie ed informazioni riportate, da ritenere obiettivamente
incompleta anche per ovvie difficoltà di reperimento, dimostra come e quanto
sia stato vivo, serio, puntuale e concreto il lionismo del distretto 108L a favore
dei disabili in questi “Cinquanta Anni” trascorsi che si è attuato, realisticamente
al meglio, non solo attraverso l’opera dei lions club ma anche con la partecipazione solidale, particolarmente attiva sotto l’aspetto dell’assistenza diretta, dei
leo club del distretto leo 108 L, e continua ad attuarsi con immutati fervore,
solidarietà, sostegno ed assistenza.
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INTERVENTI NEL TERZO MONDO
INTERVENTI IN INDIA
di Jolao Farci
L’“Associazione Lions per il Terzo Mondo” - identificata dall’acronimo
ALITEMO - è frutto di esperienze maturate in tanti anni di lionismo, ed è germinata dal desiderio fortemente sentito di tradurre nel lionismo quell’ansia di
volontariato che anima tanti uomini generosi portati a vivere in pienezza di
verità quel principio del codice morale che ricorda di “essere solidali con il
prossimo mediante l’aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai
sofferenti”. È associazione riconosciuta dalla Sede Centrale di Oak Brook nel
novembre del 2002, dopo circa dieci anni di esperienza attiva; ha per motto
“Solidarietà”; è impegnata per statuto al pieno e completo rispetto delle norme
statutarie e regolamentari dell’International Association of Lions Club e del
distretto in cui opera; è, sotto ogni aspetto, associazione di volontariato riconosciuta “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” (ONLUS).
È frutto, in particolare, di esperienze che hanno portato al convincimento
che le norme statutarie internazionali regolano l’organizzazione dell’associazione, e quindi l’attività delle componenti associative, in ambiti - temporali ed
economici, culturali e ideali - entro i quali non sempre riescono a coniugarsi le
proposizioni programmatiche e le esigenze operative: ciò, soprattutto, in quelle
aree vivacizzate dai fremiti di antichi patrimoni culturali e animate dalla
coscienza di impellenti problematiche sociali.
L’annualità delle cariche che si succedono ai diversi livelli, con connessioni
che dovrebbero costituire una organica catena di collaborazioni a suggello di
una continuità operativa, è punto di forza del lionismo e garanzia di quella
libertà che esso propugna. La segmentazione che ne deriva in campo operativo,
però, può anche costituire un punto debole per quelle programmazioni che, per
peculiarità di indirizzi e ampiezza di previsioni, devono dilatarsi nel tempo: la
quale possibilità diventa realtà provata in quelle aree - soprattutto latine - nelle
quali l’individualismo dei vertici governatoriali porta, non di raro, a cambiamenti di “rotta” che soffocano iniziative necessitanti di largo respiro. È un
punto debole, questo, che limita le programmazioni a lungo termine, e che condiziona quelle attività di servizio che, per i fini che si propongono, terrebbero
ad assumere carattere permanente.
A questo si può sopperire nell’ambito di singoli club, dove l’adeguamento
di uno statuto può bastare a garantire nel tempo la coralità degli interventi programmatici e la continuità degli interventi operativi. Quando questi, però, non
possono non travalicare le possibilità di un club - per necessità di apporti propositivi ed economici, di peculiarità conoscitive e programmatiche, di disponibilità temporali e di capacità professionali - è risolvente soltanto un accordo
permanente tra lions che si riuniscano liberamente per sustanziare quelle opere
che ritengano degne di un sostegno permanente di forze disponibili e convinte e
179
generose: accordo da tradurre in un’associazione che in tutto rispetti le norme
dello statuto intenazionale, con il solo fine di portare aiuto ai deboli, soccorso
ai bisognosi, simpatia ai sofferenti.
Questo accordo permanente è stato sperimentato nell’intento di stabilire
rapporti durevoli con i Paesi del Terzo Mondo, definendo programmi di incontri, di scambi, di aiuti che siano interpretazione non paroliera e non velleitaria
di quella missione del Lions International che vuole “creare e promuovere uno
spirito di comprensione per i bisogni umanitari attraverso volontari servizi
coinvolgendo le comunità e la cooperazione internazionale”.
È nata, così, l’ “Associazione Lions per il Terzo Mondo”: frutto del desiderio di tradurre nel lionismo quell’ansia di volontariato che anima tanti uomini
generosi. È un’associazione che riunisce lions di club diversi e di circoscrizioni
diverse, formata attorno a centri operativi che, nel rispetto dello stesso statuto,
possono aver sede in località diverse e possono prefiggersi opere di volontariato volte all’aiuto di comunità diverse. È un’associazione aperta alla collaborazione di componenti esterne amiche, che vogliano prestare i loro aiuti alla crescita delle iniziative programmate dai lions. Raccoglie fondi dai soci che ne
partecipano e da donatori esterni: per liberalità di singoli e di gruppi, per lasciti,
per contribuzione di tutti quelli che, con quote e con iniziative diverse, vogliano liberamente offrire il loro aiuto.
L’aiuto che l’associazione si propone è volto a comunità particolarmente
povere del Terzo Mondo, e si estrinseca:
attraverso la costruzione di piccole scuole, di piccoli ospedali, di poliambulatori e dispensari, di laboratori, di piccoli acquedotti e di pozzi, di impianti
igienici di interesse collettivo e di piccole strade;
attraverso la cura di adozioni a distanza individualizzate, volte a consentire
una crescita assistita a bambini bisognosi, ai quali si garantisce anche la costituzione nel tempo di piccoli depositi di risparmio che li aiutino nella maggiore
età alla formazione di una dote o all’apertura di una propria piccola attività
lavorativa;
attraverso la concessione a “interesse zero” di micro prestiti, di entità non
superiore a 300 euro, destinati all’aiuto di donne bisognose che vogliano portare avanti attività di lavoro autonomo e si impegnino sulla parola, per quanto
possibile, alla restituzione del prestito ricevuto per consentire l’aiuto ad altre
donne bisognose.
La realizzazione delle opere e la gestione delle attività programmate vengono curate attraverso la collaborazione con missionari di diverse congregazioni e
fedi religiose, che garantiscano la conoscenza dei luoghi e dei problemi delle
comunità alle quali vanno destinati gli aiuti. Vengono seguite personalmente,
con verifiche adeguate ai diversi casi, da soci che annualmente - a proprie
spese, e soltanto a proprie spese - si recano in visita ai luoghi prescelti e alle
opere in corso di realizzazione.
Le opere realizzate dall’ALITEMO, alla data odierna, sono quelle qui ricordate:
180
- Padiglione ospedaliero ad Amayannoor (Kerala, India - 1996 - Sup. cop.
Mq 110);
- Ricerca d’acqua ad Amayannoor (Kerala, India - 1996 - Costruzione di un
pozzo);
- Poliambulatorio a Poothurai (Tamil Nadu, India - 1998 - Sup. cop. 120);
- Scuola elementare St. Albert (Kerala, India - 1998 - Sup. cop. 120);
- Poliambulatorio a Kolli Hill (Tamil Nadu, India - 2000 - Sup. cop.
140+30);
- Scuola materna a Kolayad (Kerala, India - 2000 - Sup. cop. 220) realizzata
con l’Operazione Speranza, sostenuta dal PDG Bruno Riitano;
- Poliambulatorio a Kolayad (Kerala,India -2002/2004- Sup. cop. Mq 180)
realizzato dal D. 108L (PDG Raffaele Gallus Cardia) con intervento
dell’ALITEMO al 50%.
- Scuola elementare St. Peter’s a Vaduthala (Kerala, India - 2005 - Sup. cop.
mq 160) realizzata con personale donazione del PDG Alberto Maria
Tarantino e con intervento dell’ALITEMO al 40%.
È in corso di costruzione avanzata una scuola media ad Amayannoor
(Kerala, India - Sup. cop. mq 280 circa).
Sono in corso trattative di acquisto di terreni (per conto delle organizzazioni missionarie) e preliminari di progettazione per la realizzazione di un centro
sociale a Raja Mandri (Andhra Pradesh - India), composto da una scuola, un
poliambulatorio, un laboratorio, un nucleo di servizi igienici pubblici.
Le opere elencate non sono molte e… non sono “grande cosa”. Sono rapporti con il Terzo Mondo, quelli illustrati, che ne hanno investito soltanto un
angolo limitato: con modestia, secondo le nostre disponibilità, le nostre capacità, le nostre reali possibilità. Sono rapporti che, certamente, non hanno coinvolto politici e ambasciate; che, certamente, non hanno spostato capitali nelle
farandole bancarie internazionali; che, certamente, non hanno sperperato risparmi preziosi in relazioni fantomatiche con un mondo “sconosciuto”. Sono, però,
espressioni di una fraternità sorridente che va radicandosi ogni giorno di più
con incontri gioiosi che testimoniano il fiorire dell’amicizia in una lievitante
crescita civile. Sono una realtà che vive in “calci e mattoni”, sempre riaffermando - come sottolinea la nostra divisa - che “noi non possiamo cambiare il
mondo, ma possiamo migliorarne una piccola parte”.
INTERVENTI NEI PAESI DELL’EST EUROPEO
di Raffaele Gallus Cardia
Da oltre dieci anni il nostro distretto ha attivato rapporti con i club ed i
Paesi dell’Est Europeo ed in particolare con la Bielorussia, l’Ucraina, la
Polonia, la Moldavia, la Georgia, la Romania e l’Armenia e con i club di
Mosca e San Pietroburgo.
Gli incontri con i soci lions dei Paesi dell’Est sono stati frequenti: molti di
loro sono stati ospiti dei nostri congressi distrettuali; diversi sono stati gli
181
incontri anche con i governatori pro tempore del nostro distretto,ad iniziare dal
governatore Pinti, che ha incontrato la presidente e i soci dei club di Mosca e di
San Pietroburgo e poi il governatore Pegoraro che ha avuto incontri con i soci
del club di Minsk Central e col governatore dell’Ungheria.
Frequenti sono state nei paesi dell’Est Europeo le visite del governatore
Raffale Gallus Cardia e del suo delegato.
Nel corso di questo decennio non solo sono stati frequenti gli incontri (convegni, conviviali, forum), ma sono stati anche predisposti ed in gran parte
attuati progetti di assistenza soprattutto a favore di minori, orfani, ammalati e
anziani.
In particolare fra i più incisivi si possono ricordare la donazione di due pulmini per il trasporto degli ammalati dal centro di Minsk (Bielorussia)
all’Ospedale Oncologico che è distante dalla città.
Sempre a favore dell’Ospedale di Minsk sono stati offerti televisori per i
reparti, un maxischermo all’ingresso e contributi per l’acquisto di medicinali
urgenti.
Il nostro distretto è ora impegnato a collaborare per la utilizzazione di una
vecchia ma funzionale struttura da adibire a casa di accoglienza per bambini
abbandonati e casa per anziani.
In Romania ed in Moldavia abbiamo sostenuto le spese per il completamento di alcune strutture sanitarie e offerto contributi per l’assistenza ai tantissimi
orfani ospitati in una casa di accoglienza gestita dalle suore dell’Ordine di Don
Orione: questa concreta collaborazione è in corso anche nell’annata lionistica
2005-2006.
Frequenti sono stati gli incontri anche con gli amici lions della Georgia, e
soprattutto con la Caritas di Tbilisi.
Sono stati offerti contributi attraverso i lions club locali ai bambini affetti
da una grave forma di diabete e per sostenere le colonie estive.
Sempre a Tbilisi siamo intervenuti nelle strutture assistenziali e sanitarie
gestite dalla Caritas con un ecografo, attrezzature mediche e contributi per le
urgenze.
È in atto un corso di lingua italiana per gli orfani dell’Ossezia, Georgia,
Cecenia ed Armenia ospiti delle scuole gestite dalla Caritas: l’apprendimento
della nostra lingua dovrebbe offrire ai ragazzi la possibilità di avere in Italia
maggiori occasioni di lavoro.
Il distretto è stato concretamente vicino ai bambini dell’Ossezia del Nord
dopo la terribile tragedia della scuola di Beslam, oggetto di una orrenda azione
terroristica.
Sicuramente non abbiamo risolto le gravi tragedie e sanato le ingiustizie di
cui sono vittime soprattutto le categorie più deboli (minori e anziani), ma
abbiamo cercato e tentiamo di essere solidali con i più bisognosi e di servire
nell’adempimento dei nostri scopi. Occorre adesso preservare: aiutiamoli a sperare in un mondo più giusto.
.
182
ATTIVITÀ SVOLTA IN ALTRI PAESI
di Raffaele Gallus Cardia
I lions del distretto 108L, soprattutto negli ultimi 30 anni, hanno frequentemente effettuato interventi nel continente africano, nonchè nella America del
Sud ed in Asia. Attuando le nobili finalità dei nostri scopi e nella concreta
osservanza del nostri principi etici, i lions hanno ivi, anche con generosità, prodotto azioni in favore delle categorie dei minori, degli anziani e degli ammalati,
realizzando ospedali, scuole, villaggi, case di accoglienza, orfanotrofi, nonché
pozzi per estrarre acqua dal sottosuolo, indispensabile elemento per la vita e
per le attività produttive.
Nel corso dell’annata 2000-2001, grazie al contributo di solidarietà che i
club avevano offerto in occasione della visita dell’allora governatore Raffaele
Gallus, Stefano Pecchioli (Coordinatore del tema di studio nazionale) promosse
la realizzazione di diversi pozzi in Eritrea ed in Etiopia. Nel corso del “Forum
del Mediterraneo” di Algeri, vari lions club della zona assicurarono Gallus che
tali pozzi erano ancora attivi: è stato per tutti un motivo di orgoglio ricordare
quella indispensabile realizzazione. Sempre con riferimento alla escavazione di
pozzi va ricordato quello realizzato nell’isola di Couffin (Guinea), che ha reso
possibile prelevare l’acqua in loco, mentre in precedenza era necessario camminare per diverse ore sotto un sole impietoso.
Analoghe iniziative sono state portate avanti in diverse regioni di paesi sottosviluppati, soprattutto dell’Africa, la zona più arida e soggetta a lunghi periodi
di siccità. Vanno ricordati le donazioni e le adozioni a distanza a favore dei bambini del Nicaragua, delle Filippine, dell’India, del Senegal e dello Zimbawe, il
grande progetto umanitario che ha consentito la vaccinazione di oltre 300.000
bambini in paesi sottosviluppati del centro Africa, nonché la raccolta fondi che
annualmente il club di Selargius (CA) organizza a favore dei bambini bisognosi
della Costa d’Avorio, dove sono state realizzate diverse aule scolastiche; scuole
sono state realizzate anche in Senegal ad opera dei nostri club.
Molte sono state le attenzioni rivolte ai bambini per quanto riguarda la
istruzione scolastica onde favorire la formazione delle classi dirigenti del futuro. Da ricordare le iniziative rivolte alla realizzazione di strutture sanitarie,
quali l’ospedale pediatrico di Durazzo(Albania), al quale hanno contribuito, e
per diversi anni, quasi tutti i club del nostro distretto; un gabinetto dentistico
nel Camerun e interi villaggi in Madagascar in Zimbawe e in Senegal.
Meritano citazione ed apprezzamento le tempestive e concrete testimonianze di solidarietà che i club del nostro distretto hanno dimostrato in occasione di
purtroppo frequenti alluvioni, carestie, guerre, terremoti, tra cui si ricordano gli
interventi a favore dei terremotati in Messico (1985), in Armenia (1988), in
Turchia (1999), per gli alluvionati in Mozambico (2000), oppure per popolazioni comunque in difficoltà, quale quella del Kossovo (1999).
Dove vi sono state emergenze, noi siamo stati presenti, alleviando per
quanto era possibile le difficili situazioni dei paesi e delle popolazioni colpite.
183
L’ADOZIONE A DISTANZA
di Bruno Ferraro
L’adozione (rectius il sostegno) a distanza è entrata prepotentemente nella
filosofia dei service, di club e distrettuali, nell’anno del governatorato Ferraro
(1994-95), traendo spunto da chiare linee di tendenza emerse nella società civile ma, soprattutto, fondandosi sull’evidente sua conformità ai principi di internazionalità della nostra associazione (intervenire dovunque sia il bisogno per
far avvertire la presenza del nostro servizio in tutti gli angoli del pianeta).
Nel mondo, particolarmente in quello povero, esistono ancora tanti, troppi
bambini senza famiglia, abbandonati al loro destino, alla malvagità degli adulti;
bambini che vivono al di sotto della soglia della sopravvivenza in condizioni
disumane, senza la possibilità di istruirsi, senza avere il necessario per curarsi,
sfamarsi, crescere normalmente.
Ogni giorno circa 30.000 bambini muoiono per mancanza di cibo, di medicinali, per morte violenta. Ogni giorno l’egoismo, e l’indifferenza costruiscono,
lanciano, fanno esplodere una “bomba atomica’’ che silenziosamente spezza
tante vite di bambini innocenti.
Un bambino ogni tre minuti che muore è un problema planetario, certo, ma
ciò non ci esime dal proporre, agire, dare ciascuno come può e come sa.
La nostra proposta possiamo concretizzarla con la “adozione a distanza’’,
una iniziativa concreta, profondamente umana, alla portata di tutti.
L’adozione a distanza è un gesto di amore umano da parte di una o più persone che permette a un bambino a rischio di crescere, curarsi, istruirsi restando
nella propria terra, nel proprio contesto naturale, storico, culturale, affettivo.
L’adozione a distanza può essere fatta da persona singola, da più persone,
da un gruppo, da una parrocchia, da un consiglio di fabbrica, da una azienda, da
una scolaresca, da una associazione, da persona giuridica.
L’adozione è annuale; viene rinnovata di anno in anno.
Non si tratta di un impegno giuridico, bensì morale.
La continuità del finanziamento costituirebbe la garanzia della continuità
dell’azione di aiuto, ma l’impegno rimane comunque annuale, legato alle possibilità e alla scelta dell’adottante.
Per ogni tipologia di adozione viene indicato un contributo.
Il contributo varia secondo il Paese, le necessità del bambino, dove il bambino si trova (in famiglia, in casa famiglia, in famiglia “socialÈ’), il tipo di
aiuto che si intende dare (a copertura totale o parziale).
Il contributo indicato serve a coprire le necessità quotidiane primarie del
bambino: cibo, vestiario, salute e istruzione scolastica. Non comprende le spese
straordinarie, di personale, di gestione e manutenzione della struttura in cui è
ospitato, di viaggi, di mezzi di trasporto, di interventi chirurgici, di acquisto di
presidi ortopedici.
Fin qui l’essenza e le modalità di intervento con la adozione a distanza.
Forte vincolo morale, assenza di vincolo giuridico, nessuna aspettativa di ado-
184
zione nel senso giuridico del termine, tendenziale precarietà temporale del contributo, appagamento del proprio io sociale, coinvolgimento della famiglia
legittima, un fare concreto per gli altri.
Consapevole della bellezza e della probabile accettazione della proposta, il
governatore Ferraro operò su due fronti: invitando i club a sostituire il tradizionale omaggio al governatore in visita con un’offerta in danaro su apposito
conto corrente del distretto, allegando la scheda contenente i dati necessari
(Paese di intervento, somma stanziata, sesso del bambino, ente prescelto);
offrendo ai club ed ai singoli lions una concreta possibilità di scelta (ente religioso, ente laico, canale lionistico essendo i lions presenti nei Paesi di destinazione del contributo) per gli interventi autonomamente promossi.
Il successo fu strepitoso, racchiuso in queste cifre: 91 adozioni a distanza
effettuate dal governatore con i contributi ricevuti (si pensi che i club erano 96
e divennero 102 al termine dell’annata!) ed oltre 1500 adozioni a distanza realizzate autonomamente dai club (con una media di 15 definita assolutamente
sbalorditiva dal PDG Bruzio Pirrongelli responsabile per l’anno 1994 - 95 del
Progetto Famiglia).
L’adozione a distanza divenne un simbolo e quasi la carta di identità del
nostro distretto, come tale rappresentativa più di ogni altra della nostra stessa
identità nella mini cassetta che il Consiglio dei Governatori volle realizzare per
solennizzare al meglio lo stato del lionismo italiano nell’anno del primo (e
finora unico) presidente internazionale italiano (il nostro Giuseppe Grimaldi).
In seguito la spinta all’adozione, stando ai dati ufficiali, dovrebbe ritenersi
progressivamente attenuata nonostante inviti e sollecitazioni apparsi sulla rivista “Lionismo” (due articoli a firma dello scrivente e qualche informazione
nelle lettere al direttore). Si ha motivo invece di ritenere che non pochi lions
hanno continuato a farla indipendentemente dalla propria appartenenza lionistica. Qualche club l’ha mantenuta tra i propri obiettivi. Il Roma Pantheon ha
continuato a considerarla una scelta primaria, legando ad essa buona parte della
raccolta di fondi annuali.
Non a caso, riferendone in assemblea distrettuale ad Olbia il 26 marzo
2006, il responsabile del servizio Franco M. Sechi ha indicato che, a fronte di
risposte pervenute dal 45% dei club del distretto, contatti telefonici personalmente avviati hanno permesso di accertare che il service è attuato dal 65% dei
club, a prescindere dalle adozioni effettuate a titolo personale da singoli soci.
Se poi si considerano altre forme similari (es. adozione di interi villaggi o
scuole od ospedali), la percentuale è destinata a salire ulteriormente.
Da indagini effettuate per altri fini, e per questa stessa pubblicazione, è
risultato che il service in esame sarebbe realizzato, più o meno con carattere di
continuità, da solo sedici club.
Della stessa carenza di dati non sembrano essere immuni anche i club degli
altri distretti, se è vero che, ad una specifica richiesta dello scrivente, la segreteria nazionale, dopo accurate ricerche, ha comunicato di aver trovato indicazioni
positive molto scarse: precisamente, distretto 108 I B2 per l’anno 1999/00 (ser-
185
vice triennale distrettuale per cento bambini), club Cagliari Karel per l’anno
1993/94, “libro bianco” del distretto 108 L relativo all’anno del governatorato
Ferraro (1994 - 95).
Anche l’attenzione all’argomento sulla rivista “Lionismo” è andata progressivamente scemando dopo i vari servizi apparsi nelle annate 1994-95,
1995-96, 1996-97 (vedi A.M. Felicetti, “Progetto Famiglia”, adozione a distanza; B. Ferraro, dal “Progetto Famiglia” all’istituzione dell’osservatorio per i
problemi dei minori e della famiglia; B. Ferraro, conclusioni di un grande service?).
La scarsità e contraddittorietà delle notizie ufficiali ha indotto lo scrivente
ad un’azione di monitoraggio sulle 80 tabelle e schede di club pervenute alla
data del 5 aprile 2006, con risultati che confermano, sorprendentemente e ad un
tempo, la diffusione capillare del service e la trascuratezza degli interessati nel
darne adeguata notizia all’estemo.
I dati sono quanto mai eloquenti e possono così sintetizzarsi:
- club impegnati nell’adozione a distanza per uno o più anni n. 48;
- club che vi hanno fatto ricorso prima dell’annata 1994/95 in cui il service
fu per la prima volta adottato e lanciato come service del governatore (con
oscillazione da 1 a 4 per anno) n. 23;
- club che vi hanno fatto ricorso dopo il 1994/95 (con un massimo di 27 negli
anni 2002-2003 e 2003-2004 ed un minimo di 8 nel 2004-05); n. 177
- club che dichiarano di averlo scelto come service pluriennale senza indicazione di dati n. 5
- club che vi fanno ricorso da un gran numero di anni (Anzio Nettuno dal
1994-95, Cagliari Host dal 1996-97, Città di Castello dal 1994-95, Nuoro
Valverde dal 1994-95, Ozieri dal 1994-95 Perugia Augusta Perusia dal
1992-93, Roma Colosseum dal 1994-95, Roma Pantheon dal 1994-95,
Sangemini dal 1994-95, Tempio Pausania dal 1994-95, Tivoli D’Este dal
1994-95); n. 11
- primato assoluto di adozioni Tivoli D’Este: n. 550.
Dividendo il quadro per Regioni, il prospetto è il seguente:
- per il Lazio: Civitavecchia S. Marinella Host, Roma Castelli Romani,
Cerveteri Ladispoli, Bracciano, Roma Appia Antica, Roma Augustus,
Roma S. Paolo, Tivoli d’Este, Roma Tiberis, Fondi, Civita Castellana,
Roma Colosseum, Latina Host, Roma Castel S. Angelo, Passo Corese
Sabina Gens, Roma Capitolium, Roma Sistina, Rieti Flavia Gens, Sabaudia
San Felice Circeo, Palestrina, Ronciglione Sutri, Anzio Nettuno, Amatrice,
Val di Comino, Roma Pantheon; n. 25
- per la Sardegna: Selargius, Cagliari Villanova, Nuoro Host, Nuoro
Valverde, Porto Torres, Quartu S. Elena, Cagliari Host, Tempio Pausania,
Calangianus, Ozieri, Oristano, Ittiri, Cagliari Castello, La Maddalena
Caprera, Carbonia, Carloforte; n. 16
- Per l’Umbria: Gubbio Host, Perugia Augusta Perusia, Città di Castello,
Foligno, Perugia Host, Sangemini, Orvieto. N. 7
186
L’adozione a distanza certamente non ha peraltro perso il proprio fascino e
le proprie capacità di attrattiva nell’ambito della società civile, anche perché si
è da tempo avviata un’azione di ripensamento circa la validità e praticabilità
dell’adozione internazionale, che ha come sua caratteristica fondamentale lo
sradicamento del minore dalla realtà di origine (spesso terribile ed angosciosa)
ed il suo trasferimento nell’agiatezza della nostra società consumistica (in cui
abbondano i beni materiali ma sono quanto mai carenti e deficitari i valori,
anche a voler prescindere dagli effetti di un traumatico distacco dal proprio
humus naturale, ancorché povero ed angosciante).
Da più parti si continua a propugnare e praticare l’adozione a distanza
come fondamentale risposta alle grida di aiuto provenienti dai Paesi del terzo
mondo.
Quel che è certo è che è necessario fare di più, diffondere maggiormente lo
stile della carità cristiana che tante famiglie cominciano a realizzare. Ecco
infatti i genitori che, alla nascita di un figlio, preferiscono devolvere l’equivalente del valore dei doni che potrebbero ricevere ad altri bambini bisognosi di
tutto. Ecco gli sposi che, al posto dei regali di nozze, chiedono la somma in
denaro equivalente per aiutare una missione che ha tanti bambini da sfamare,
da curare e da alfabetizzare. Ecco i genitori e i nonni che in occasione di feste,
di compleanni, di successi conseguiti (laurea, promozione, ecc.), scelgono di
evitare l’accumulo di cose, cose, cose, per sostenere scuole, centri sanitari, case
di accoglienza per bambini di strada, laboratori professionali. È uno stile che ci
chiede di pensare agli altri e non solo a noi stessi, uno stile che ci dona serenità,
uno stile che aiuta bambini e ragazzi ad essere meno pretenziosi e quindi ad
andare incontro alla vita con la consapevolezza che non si può avere tutto quello che la pubblicità martellante ci fa intravedere come necessario per raggiungere la felicità.
Le adozioni a distanza dimostrano che ci sono svariate centinaia di migliaia
di famiglie all’opera su un progetto di solidarietà concreta, dove c’è solo luce,
niente ombre. E non si tratta di persone che mettono mani al portafoglio una
tantum, per un gesto sporadico di carità, ma gente che si coinvolge stabilmente
nella vita di un bambino in difficoltà, spesso dall’altra parte del mondo, e viene
indotta da questo rapporto a rimodellare anche il proprio stile di vita. Dal confronto con la povertà estrema, e con ciò che anche una modesta offerta continuativa può ottenere, scaturisce, quasi naturalmente, uno stile più sobrio, una
vita più attenta e capace di concentrarsi sull’essenziale. Un modo di comportarsi che educa i nostri figli più di qualsiasi discorso terzomondista confezionato
solo di parole.
Ed allora, continuiamo noi lions ad operare in questa direzione sicuri di realizzare con simili gesti le nostre aspirazioni all’internazionalità ed alla solidarietà! Ciò fatto, però, facciamolo sapere, sia per suscitare emulazioni, sia per
consentirne la conoscenza!
187
SANITÀ (*)
Fotoemoteca
di Mario Manganaro
Fin dagli anni ’70 era emersa evidente la cronica carenza di sangue. Fra le
varie cause di questa situazione la più importante era l’insufficiente disponibilità dei cittadini alla donazione di sangue. A fronte di questo contesto il distretto
108 L iniziò fin dal 1979 una campagna promozionale per la donazione di sangue. Lo strumento fu la creazione di fotoemoteche sia a livello di club sia, per
azione di questi, in diverse collettività (scuole medie inferiori e superiori,
comunità cittadine religiose e militari, stabilimenti industriali). La fotoemoteca
era un sistema nuovo, semplice e rapido, ormai usato in molti Paesi, per determinare il gruppo sanguigno e il fattore Rh di ciascun individuo. Era in pratica
un nuovo metodo per la tipizzazione di massa che permetteva ai cittadini di
conoscere il proprio gruppo sanguigno. A tre anni dall’inizio di questa campagna promozionale nel distretto 108 L, che nel 1981 comprendeva anche la
Toscana, erano state tipizzate 40.000 persone e le donazioni di sangue erano
aumentate di quasi il 100%. Questo messaggio si è poi diffuso a tutta l’Italia, il
che ha portato alla tipizzazione di quasi un milione di persone.
Trapianti
di Mario Manganaro
A partire dagli anni ’90 i lions del distretto 108 L hanno condotto una campagna promozionale nell’intento di favorire la creazione di una cultura della
donazione di organi per trapianti.Mentre in un primo tempo si è trattato di iniziative dei singoli club senza aver definito un bersaglio preciso su cui far convergere questa promozione, successivamente, negli anni ‘95-‘96, su consiglio
di psicologi esperti dell’età evolutiva, venne scelto come bersaglio di questa
azione la scuola media inferiore con l’avallo del Ministero della Pubblica
Istruzione. In questi anni nelle scuole di Roma e di tutti i capoluoghi di provincia del Lazio, Umbria e Sardegna vennero fatte oltre quaranta conferenze agli
alunni delle terze medie ottenendo un buon successo. La scelta di questo uditorio era dettata dal tentativo di usare il giovane alunno come “cavallo di Troia”
per portare il messaggio “donazione” nelle famiglie. Nel 1998 il multidistretto
scelse come service nazionale le donazione di organi e midollo osseo e il
distretto 108 L venne incaricato di organizzare a Roma un convegno per il
quale venne scelto un titolo che era già un messaggio: “Una battaglia per la
vita. I lions italiani a favore dei trapianti”. A questa manifestazione, oltre agli
operatori del settore - chirurghi e rianimatori di tutte le sedi nazionali - parteci-
(*) La sanità è sempre stata un settore privilegiato dell’associazione dei lions club ed a qualunque livello.
Anche il distretto 108 L non è stato da meno ed ha profuso energie e risorse a piene mani, in questo campo,
nei suoi cinquant’anni di vita. Proprio per la vastità dell’argomento in oggetto, nell’ampio panorama dei
service ad esso dedicati, si è preferito quì ricordarne solo alcuni a titolo meramente esemplificativo.
188
parono su invito di lions del 108 L anche bioetici, giornalisti e personaggi del
mondo politico Gli atti di questo convegno sono stati pubblicati sul n° 52 dei
“Quaderni del Lionismo”.
A seguito del convegno l’On. Marida Bolognesi, presidente della commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati, propose che i lions di tutto il
multidistretto collaborassero con il Ministero della Salute alla diffusione dei
contenuti della legge sui trapianti, legge che era in corso di approvazione nel
Parlamento, e che all’art 2 affermava l‘opportunità di istituire proprio a scopo
diffusione, collaborazioni con associazioni di volontariato. A questo fine e per
offrire ai lions una preparazione specifica sul tema trapianti, il distretto 108 L
organizzò in Campidoglio un corso a cui parteciparono due lions medici di ogni
distretto: a seguito della partecipazione a questo corso il direttore del “Centro
Nazionale Trapianti” affermò che i lions avevano in questo campo una preparazione che rispondeva perfettamente all’impostazione del Ministero per la diffusione su tutto il territorio nazionale del messaggio della legge sui trapianti. Per
tre anni, dal ’98 in poi, il distretto 108 L ha coordinato, a livello nazionale, la
campagna promozionale a favore di una cultura della donazione di organi per
trapianti. In questo ambito venne organizzato un convegno che con il titolo “ Il
termine della vita” metteva a fuoco il problema della morte cerebrale, eliminando paure non giustificate. Gli atti del convegno sono stati pubblicati sul n° 56
dei “Quaderni del Lionismo”. Conclusa la campagna nazionale, questa azione
di diffusione del messaggio della legge sui trapianti è continuata fino all’anno
lionistico 2005-2006, grazie all’attività di specifici comitati costituiti dai vari
governatori del distretto 1008 L che si sono succeduti.
Trauma cranico
di Mario Manganaro
Nell’anno lionistico 2001-2002 il distretto 108 L ha intensamente operato
per il service nazionale “Trauma Cranico”. Per diffondere il messaggio che
invitava alla prudenza nella guida di veicoli a due ruote, messaggio diretto fondamentalmente ai giovani, sono state organizzate numerose conferenze nelle
scuole, nelle collettività e anche nei club. Per rendere più incisiva la propaganda mirata a rendere sistematico l’uso del casco protettivo che evita i traumi cranici più gravi e invalidanti, ci si è avvalso anche di un filmato realizzato da un
lions milanese il cui figlio era rimasto paralizzato a causa di un trauma cranico
riportato guidando il suo ciclomotore senza casco. Questa pellicola è stata presentata ai giovani come un vero e proprio monito. Inoltre a Roma è stato organizzato un convegno a cui hanno partecipato oltre duecento giovani delle scuole superiori. Hanno collaborato a rendere più vivo l’argomento “trauma cranico” il responsabile del “Gruppo Radiomobile” dei Carabinieri e del 118, medici
traumatologi, neurofisiologi, rianimatori e specialisti della riabilitazione. Il
convegno si è svolto nell’aula conferenze del CONI e grazie alla collaborazione fra lions e l’associazione motociclistica italiana. Due ditte fabbricanti di
189
caschi di ultima generazione hanno fatto omaggio di cento caschi che sono stati
sorteggiati fra gli studenti partecipanti alla manifestazione. La stampa ha dato
una buona eco a questo avvenimento.
Diabete
di Giuseppe Bellisario
Nell’ambito dell’interesse della nostra associazione per i problemi sanitari,
ampio spazio per il suo enorme impatto sociale è stato dedicato al diabete, che
rappresenta una delle maggiori sfide poste al giorno d’oggi da malattie croniche. È una malattia potenzialmente devastante a causa delle sue complicanze; è
una malattia estremamente seria, molto comune e sempre più frequente, che
dura tutta la vita; può essere curata ma non guarita; è molto costosa e richiede
una attenta valutazione dell’organizzazione assistenziale per migliorarne la
qualità e ridurne l’impatto. Occorre tener ben presente che la terapia è in grado
non solo di aumentare la spettanza di vita (che è stata già ottenuta nei pazienti
diabetici), ma anche di prevenire o ritardare lo sviluppo delle complicanze.
Numerose sono state quindi le manifestazioni organizzate dai club sia come
meeting sia come convegni dedicati alle varie problematiche della malattia.
Molti meeting e convegni sono stati inoltre svolti nelle sedi istituzionali, quali
quelle dei Comuni,il che conferisce maggior prestigio e autorevolezza all’intervento della nostra associazione che si è avvalsa spesso di lions medici e docenti
universitari per conferenze e convegni.
Numerose sono inoltre le attività di servizio dei club sul territorio. Se ne
possono ricordare ad esempio solo alcune delle più significative che si sono
svolte nelle nostre tre regioni (Lazio,Sardegna ed Umbria).
Nel Lazio da ricordare l’attività del DO prof. Alessandro Ciammaichella
del lions club Roma Colosseum che ha organizzato diverse manifestazioni, tra
cui i convegni su “Diabete e sue complicanze” il 26.2.90, “Il Diabete Mellito”
il 10.2.91, “Diabete e gravidanza” il 21.3.95; e inoltre 1000 schede informative
sulla prevenzione e la terapia del diabete nel 1997 e 1000 cartoncini con
“Decalogo per il diabetico” nel 2003.
Da segnalare l’attività operativa del lions club Roma Mare sul territorio di
Ostia con screening sulla familiarità diabetica nelle scuole eseguita negli anni
‘91 e ‘92.
Anche il club Monti Parioli nell’annata ‘91-’92 ha eseguito una rilevazione
statistica sulla malattia diabetica in numerose scuole del 28° distretto scolastico
di Roma.
Un’altra bellissima iniziativa è stato il “Premio Galassi” istituito dalla compianta validissima lions Fabiola Brentazzoli Galassi e patrocinato dal suo club
Roma Monti Parioli a memoria del consorte Sergio deceduto il 19.5.1995 per
complicanze della malattia diabetica e consistente in un sostanzioso premio in
danaro per la tesi in diabetologia giudicata migliore in diversi anni accademici
presso l’Università di Roma La Sapienza. Il premio è stato conferito quattro
190
volte ed è stata l’occasione per un convegno di aggiornamento in diabetologia
al quale hanno partecipato alcuni dei più illustri docenti universitari e esperti
della materia quali i prof.ri Andreani, Brunetti, Di Mario.
Da menzionare il convegno tenutosi a Roma presso la sala della
Protomoteca in Campidoglio il 5 marzo 1993 e organizzato dalla 2° e 3° circoscrizione nell’ambito della campagna Sigth First su “Complicanze oculari legate al diabete”, con relatori i prof.ri G.Bellisario, G.Scuderi, C.Melchionda,
C.Balacco Gabrieli e R.Camusi.
In Sardegna, che è al secondo posto tra le regioni europee per prevalenza di
diabete giovanile insulino-dipendente, da segnalare un service a favore dei giovani diabetici da parte del lions club di Alghero grazie al contributo del proprio
socio diabetologo Torquato Frulio, con l’organizzazione di un “campus-scuola”
per giovani diabetici che nel 1995 si è svolto ad Alghero con bambini ed equipe
medica catalana. L’annata successiva è stato il club di Alghero a recarsi a
Barcellona con giovani diabetici e staff sanitario algherese coordinato dal lions
Frulio, ideatore dell’iniziativa,molto apprezzata anche da cariche lionistiche
internazionali.
In Umbria da ricordare innanzi tutto il dono nel lontano 1977 da parte del
lions club di Perugia al prof. Brunetti su proposta di Aldo Villani di un pancreas
artificiale,primo apparecchio del genere esistente allora in Italia e uno dei pochi
nel mondo.Con questa apparecchiatura è stato possibile pervenire ad una serie
acquisizioni sperimentali e cliniche che hanno permesso di impostare su basi
estremamente razionali quella che è la terapia del diabete mellito di tipo 1.
Fra i convegni da segnalare quello organizzato dal lions club di Terni insieme alla sezione Umbra della “Società Italiana di Diabetologia”,all’Università di
Perugia e alla U.S.L. della Conca Ternana e presieduto dal lions prof. Adolfo
Puxeddu,direttore della Clinica Medica Generale ® dell’Università di Perugia e
svoltosi a Terni il 24.2.90 presso l’aula magna del presidio ospedaliero su
“Attualità in tema di terapie del diabete mellito”, diviso in tre sessioni su: “terapia del diabete mellito di tipo 2”, moderata dai prof.ri Paolo Brunetti e Camillo
Valori, “terapia del diabete mellito di tipo 1” moderata dal prof. Adriano
Falorni, e nel pomeriggio una tavola rotonda su “diagnostica della arteriopatia
periferica diabetica e indirizzi terapeutici”, moderata dai prof.ri Fausto
Santeusanio e Giuseppe Bellisario.
Un’altra valida iniziativa è stata presa dal lions club di Foligno nell’annata
‘90-’91 con una tavola rotonda sul tema “La ricerca contro il diabete”, con relatori il prof.Paolo Brunetti, direttore dell’Istituto di Patologia Medica
dell’Università di Perugia, il prof.Mario Timio, primario medico dell’Ospedale
di Foligno, il prof. Massimo Massi Benedetti, l’assessore alla Sanità della
Regione Umbria Svedo Piccioni e Fiorella Cardarelli, presidente dell’associazione diabetici dell’Umbria. È intervenuto il Governatore Aldo Villani. Ancora
il club di Foligno nell’annata 2001-2002 organizza una tavola rotonda e promuove una campagna di sensibilizzazione sul diabete.
L’attività operativa culmina con la costituzione nel corso dell’anno 1990-91
191
dell’“Associazione Italiana Lions per il Diabete” (A.I.L.D.) patrocinata dal DG
Aldo Villani con lo scopo di fare opera di sensibilizzazione presso l’opinione
pubblica al problema del diabete ma soprattutto di fornire un supporto alla
ricerca scientifica finalizzata alla cura del diabete, finanziando progetti di ricerca e borse di studio per giovani ricercatori. È una iniziativa peculiare del
distretto 108 L e ha dimensione nazionale: è stata anche presentata al Forum
Europeo di Deauville per farla divenire internazionale. La meta è la creazione
di un “Centro Internazionale per la Ricerca sul Diabete” che sorgerà a Perugia.
Il Comune ha donato il terreno all’ A.I.L.D. con una solenne cerimonia avvenuta alla sala dei Notari a Perugia il 7 dicembre 2002. In tale sede è stato anche
presentato il progetto elaborato dall’architetto Vittorio Gregotti. L’auspicio di
tutti i lions è che tale impresa riesca, anche come giusto premio per l’impegno
costante e la passione profusi dal PDG Aldo Villani, presidente dell’A.I.L.D.
Melanoma
di Giuseppe Bellisario
Il melanoma maligno primitivo della cute è la principale causa di morte fra
tutte le malattie ad insorgenza cutanea. Pertanto è dovere di ogni medico, indipendentemente dalla sua specialità, di conoscere e rilevare le lesioni precoci.
Ogni volta che si abbia l’occasione di osservare l’intera superfice cutanea, si
deve eseguire una ricerca accurata di tutte le lesioni pigmentate sospette.
Le neoplasie a origine dalle cellule pigmentate rappresentano circa il 2% di
tutte le neoplasie, ma vi è stato un preoccupante aumento dell’incidenza del
melanoma primitivo della cute. La frequenza è raddoppiata negli ultimi anni,
forse in rapporto alla più frequente esposizione solare durante il fine settimana
da parte di strati sempre più vasti della popolazione. Inoltre il melanoma maligno cutaneo non risponde o risponde solo scarsamente alla chemioterapia o alla
terapia radiante, pertanto un miglioramento della sopravvivenza si ottiene solo
con l’exeresi chirurgica della lesione negli stati precocissimi, prima che si
abbia un’invasione in profondità. Quindi il problema del medico consiste nel
riconoscere precocemente il melanoma maligno primitivo e nell’individuare
quelle lesioni precancerose che evolveranno in melanoma maligno tra le numerose lesioni pigmentate presenti normalmente sulla cute.Attualmente si ritiene
relativamente facile diagnosticare con il solo esame clinico il melanoma maligno della cute anche negli stadi precoci. Di quì l’importanza pratica del service
“Campagna di Prevenzione del Melanoma” alla quale hanno in svariati modi
partecipato quasi l’80% dei club. Sono stati coinvolti anche grandi Ospedali
come i Policlinici Universitari Umberto I° e “Agostino Gemelli” di Roma,
l’Istituto Dermatologico dell’Immacolata, Cliniche Universitarie di Cagliari e
di Perugia e altri Ospedali situati nell’ambito del distretto,con molti medici che
si sono messi a disposizione per l’attuazione del service. Sono state visitate
migliaia di persone e alcuni sono stati i casi sospetti e altri poi accertati di
melanoma,probabilmente salvati da questa diagnosi precoce. Sono inoltre stati
192
distribuiti alle popolazioni delle tre Regioni oltre 100 mila tra depliant e opuscoli. In Sardegna opuscoli sono stati acquistati da alcune aziende e distribuiti
con le buste paga agli operai; anche ASL e Ospedali hanno distribuito opuscoli
nei loro ambulatori. Di questa iniziativa si è anche scritto in giornali nazionali e
soprattutto locali e se ne è parlato in radio e televisioni soprattutto locali. Si
può senz’altro concludere che questa iniziativa ha avuto un meritato successo.
Malattie rare
di Giuseppe Bellisario
Il problema delle malattie rare viene affrontato come service nazionale nell’annata 2002-2003 su proposta del distretto Ib4. Nasce dall’esperienza personale di un lions di Milano con un figlio affetto da una malattia molto rara e
invalidante che solo dopo anni è stata diagnosticata con conseguente avvio
verso una giusta terapia chirurgica (negli Stati Uniti) e riabilitativa,anche grazia
alla solidarietà dei lions di Milano. Questa esperienza ha indotto il lions club
Milano ai Martinitt a creare nel 2000 “aidweb.org”, un portale sulle malattie
rare utile a tutte le famiglie colpite da tali patologie, che raccoglie e distribuisce
informazioni su oltre 6000 patologie rare, l’80-90% delle quali è di origine
genetica, costituendo così una risorsa per il reperimento e lo scambio di informazioni e per la possibilità di ottenere risposta su centri specializzati in Italia e
all’estero. Le malattie rare sono per definizione in Europa patologie che hanno
una prevalenza non superiore ai 5 casi su 10000 mila abitanti, sono molto
numerose nel loro complesso come già riferito, per cui si calcola che in Italia vi
siano circa un milione di “malati rari”, il che già indica non solo la difficoltà e
il ritardo di una diagnosi che coinvolge tanti cittadini,ma anche e soprattutto il
problema per il reperimento di fondi per la ricerca sia di base che farmacologia.
I farmaci cosiddetti orfani sono quelli destinati a poche centinaia,se non poche
decine di persone,per cui è evidente che gli sforzi finanziari devono essere in
qualche modo agevolati per non discriminare questi malati nelle possibilità di
cura.
Nel nostro distretto è stata svolta un’attività prevalentemente informativa
del problema, usufruendo della preziosa collaborazione della responsabile del
“Centro Malattie Rare” dell’Istituto Superiore di Sanità, dott.Domenica
Taruscio, la maggior esperta in Italia del problema. L’argomento è stato illustrato nel 2003 (facendo riferimento anche al DM 18 maggio 2001 n.279 recante il
“regolamento di istituzione della rete nazionale della malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie”) in alcuni
club di Roma, a Viterbo in un convegno con i club della IV circoscrizione, a
Latina presso l’Ordine dei Medici con club della I° circoscrizione, a Città della
Pieve in un interclub della VIII° circoscrizione.
Si è partecipato inoltre nell’aprile 2003 a Catania al convegno nazionale
lions sulle malattie rare.
Quest’anno l’attività sulle malattie rare è stata ripresa in alcuni club puntan-
193
do alla divulgazione della prevenzione primaria di alcuni difetti congeniti
mediante somministrazione di acido folico, tema particolarmente sentito
all’Istituto Superiore di Sanità e promosso dalla stessa dott.Taruscio. Su questo
argomento sono stati preparati su suggerimento del Governatore alcune
migliaia di depliant illustrativi da distribuire negli ambulatori di ginecologi,
pediatri e medici di base.
Cellule staminali e cordone ombelicale
di Antonio Castellano
Il forte impatto sociale determinato dai primi risultati scientifici ottenuti
con l’impiego delle cellule staminali ha determinato nel nostro distretto a partire dall’anno lionistico 2001-2002 un forte impulso a trattare la tematica, inserendola a pieno titolo in tutte quelle attività atte a favorire la “cultura della
donazione”.
Il background delle nostre iniziative in tale direzione è individuabile, senza
dubbio alcuno, nella prospettiva etica dell’assistenza sanitaria nella quale,
come lions, fortemente crediamo ed il cui fondamento è la nozione di sacralità
della vita e la dignità della persona umana.
Privilegiando il momento culturale inteso come impegno di cultura per un
lionismo di proposte sociali, prestando attenzione al benessere dell’Uomo, utilizzando il criterio dell’intelligenza e della cultura, con un momento partecipativo alle istituzioni ed un’azione di pressione sulle stesse nel pieno rispetto
delle libertà individuali e del nostro codice etico, ci siamo posti di fronte alla
problematica come fini osservatori.
L’evoluzione della ricerca scientifica, l’utilizzo nella pratica clinica di tecnologie sempre più sofisticate e più puntuali, portano infatti la scienza a traguardi che non sono mai definitivi.
L’attenta osservazione dei fenomeni, accompagnata dall’approfondimento
culturale per poter adeguatamente informare, ci permette di essere, a pieno titolo, movimento di pressione.
Le cellule staminali come alternativa ai trapianti rivestono in campo scientifico e nell’immaginario collettivo una rilevanza notevole.
In particolare le cellule staminali del cordone ombelicale, di facile recupero, orientate prevalentemente alla linea ematologica, sembra possano, con
opportuni e sofisticati accorgimenti tecnici, essere indirizzate verso tutte le
linee cellulari, caratterizzandosi per una minore intensità della malattia del
rigetto nel soggetto trapiantato.
Le cellule staminali potrebbero rappresentare un punto di equilibrio tra
etica e clinica, una via mediana tra il rispetto della vita ed il diritto dei malati a
beneficiare dei progressi della medicina.
Come lions abbiamo privilegiato soprattutto la diffusione dell’informazione
con un’azione di sensibilizzazione costante ed aggiornata nel tempo, in linea
con l’evoluzione della scienza e delle tecnologie, con un’azione di pressione
194
sulle Istituzioni per un ampliamento dei centri di raccolta del sangue del cordone ombelicale, centri che devono rispondere ad imprescindibili esigenze di qualità.
In Italia, pur essendo presenti 15 delle 37 banche del cordone ombelicale
esistenti nel mondo, su circa 600.000 parti che avvengono annualmente dona il
cordone solo il 20-25% delle partorienti e si calcola che nel nostro Paese sono
circa 200 gli Ospedali in grado di raccogliere il sangue placentare.
L’impegno assunto dai lions nel sensibilizzare alla donazione del sangue
del cordone ombelicale, grazie all’azione di appositi comitati indicati dai
governatori del distretto 108L che negli anni si sono succeduti, si è realizzato e
continua a realizzarsi attraverso la piena e costante collaborazione con le
“Banche del Sangue” esistenti nel nostro distretto, con l’ADISCO, con l’associazione Elisa Fustaino, con l’ADMO e l’AVIS;
la promozione di corsi alle ostetriche per il prelievo del sangue del cordone
ombelicale
conferenze presso i club del distretto miranti all’approfondimento culturale
e ad un’azione di sensibilizzazione a farsi mediatori con le istituzioni per la
promozione di centri di raccolta;
conferenze in scuole superiori ed in centri di aggregazione giovanili per
educare sensibilizzando;
donazioni in termini di “strumentario” a possibili nuovi centri di raccolta o
a nuove banche del sangue istituite nel territorio;
produzione di opuscoli e depliant informativi;
promozione negli anni di convegni di alto valore scientifico che hanno visto
la partecipazione di eminenti specialisti con puntualizzazione dell’evoluzione
della ricerca, delle attuali possibilità di amplificazione in vitro delle cellule staminali ottenute dal prelievo di sangue cordonale e delle loro attuali applicazioni
cliniche.
195
SCIENZA, TECNOLOGIA, INNOVAZIONE IN CINQUANT’ANNI
DEL DISTRETTO 108-L
di Renato Palumbo
Il tema della tecnologia, dell’innovazione, della ricerca ha rappresentato per
il distretto108L, nei cinquant’anni della sua vita associativa, un importante
argomento di studio, di analisi, di riflessione. Ogni club del distretto ha infatti
trattato in questi anni sotto tutte le angolature, in modo diretto o indiretto, le
problematiche legate in particolare allo sviluppo tecnologico. Una documentazione significativa, fondamentale di tale interesse per il tema è rimasta nei
“Quaderni del Lionismo”, quasi sempre resoconto di prestigiosi convegni lionistici o di congressi d’autunno.
Il primo corposo ed interessante documento dell’interesse per tale tematica
è riportato nel “Quaderno” n.14 edito nel 1978, in occasione dell’VIII convegno del Centro Studi del 18 febbraio in Perugia, governatore del 108L Osvaldo
de Tullio, intitolato: “la Scienza, conquista dell’Uomo o fonte della sua distruzione?”. La conclusione centrale dell’intero convegno fu che, se la scienza è al
servizio dell’Uomo, tutte le conquiste a cui essa giunge devono essere finalizzate al miglioramento delle condizioni economiche, materiali ma anche spirituali dell’uomo. Con questo incontro il lionismo del 108L riaffermò, sulla base
dei contenuti della propria etica, che anche di fronte alle conquiste scientifiche
l’uomo costituisce il centro dell’universo e che il lionismo attento custode di
questi principi avrebbe sempre difeso l’Uomo ed avrebbe sempre operato per
l’Uomo e mai contro l’Uomo.
Il convegno fu anche l’occasione per fare il punto sulla situazione della
ricerca nel mondo ed in particolare in Italia, sul ruolo della ricerca nello sviluppo economico e sociale della nazioni. Erano i tempi (circa trent‘anni fa) che in
un libro, edito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, intitolato “La ricerca
scientifica in Italia” si segnalava ufficialmente che la ricerca aveva in Italia
“un’esistenza stentata, circoscritta nel passato e nel chiuso ambito delle cittadelle universitarie, circondata dal disinteresse generale”. Nel corso del convegno del Centro Studi si sottolineò però che lo sviluppo tecnologico che negli
ultimi anni aveva raggiunto mete inattese, modificando sensibilmente la nostra
vita, aveva anche suscitato timori, diffidenze, polemiche. Si schierarono sul
tema, anche se da campi diversi, credenti, atei, moralisti, materialisti. Il convegno, dopo aver esaminato una serie di tematiche legate alle conquiste scientifiche, si chiuse con una proposta in tre punti che chiedeva che: 1) “lo scienziato e
le acquisizioni del suo lavoro fossero sottoposte a leggi, non solo morali, tali da
prevenire danni di qualsiasi genere all’umanità; 2) il lavoro dello scienziato ed i
prodotti del suo lavoro raggiungessero, per giuste vie, la più ampia divulgazione; 3) la ricerca in Italia potesse essere riportata a quei livelli che la nostra tradizione meritava”.
Negli anni successivi l’atteggiamento di disinteresse e di agnosticismo dell’opinione pubblica e dello Stato nei riguardi della ricerca mutò notevolmente
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per l’impegno e l’azione di ricercatori e studiosi illuminati,di rappresentanti del
mondo politico di elevato spessore culturale, di associazioni culturali e di servizio come la nostra, fino a giungere oggi ad un impegno corale per promuovere
la ricerca con un’azione sinergica dei cittadini, dello Stato, delle associazioni di
volontariato, dei mezzi d’informazione.
Il distretto 108L ha sempre tenuto comunque in grande considerazione l’evoluzione scientifica e le ricadute di essa sulla vita degli uomini. Il nostro
distretto ha analizzato il fenomeno del vertiginoso sviluppo della scienza mantenendo separati, in tutti i suoi convegni, il concetto della ricerca dalle sue
applicazioni tecnologiche, sottolineando il principio che la ricerca non può
essere fermata o messa sotto accusa perchè essa è sempre buona, poiché essa è
guidata dalla ricerca della verità, mentre è il suo cattivo uso che può essere
contrastato e condannato. Il lionismo distrettuale ha sempre sostenuto e valorizzato l’aspetto spirituale della conquiste scientifiche in linea con il pensiero di
Rostand che proclamava “non più lo scienziato tutto cervello e niente cuore”.
Negli anni successivi il dibattito nei club lions è diventato più stimolante, più
sentito, più partecipato perché è apparso chiaro a tutti che le applicazioni del progresso tecnico e scientifico coinvolgevano tutti gli uomini e segnavano il destino
dell’intera umanità. Sono man mano emersi però anche nuovi aspetti, soprattutto
sul piano dell’etica, legati allo sviluppo della tecnologia biomedica, al rischio di
superamento dei confini biologici, alla possibilità di manipolazione genetiche, di
clonazioni, di stravolgimento degli stessi concetti consolidati di vita e di morte. I
lions hanno su tali tematiche mantenuto sempre la barra nella direzione dell’uomo, nel rispetto della sua libertà e della sua vita materiale e spirituale.
Quasi dieci anni dopo, anni intessuti da incontri e convegni importanti,
riportati nei “Quaderni del Lionismo” (“Fonti energetiche alternative”,
“Quaderno” n. 21 del 1982 e “Per la salute del cittadino”, “Quaderno” n. 19 del
1981) si giunse nel 1987, “Quaderno” n. 27, a riprendere il tema della scienza e
tecnologia con approfondimenti sul futuro dell’Uomo in un periodo caratterizzato da rapidi cambiamenti sociali ed una elevata tecnologizzazione. Il convegno intitolato “Scienza e tecnologia fra sviluppo e sicurezza: la sfida degli anni
‘90, organizzato a Perugia dal “Centro Studi del Lionismo”, governatore
Franco Pampanini, affrontò le problematiche del grande cambiamento di una
società che passava dalle tecnologie agricole ed industriali a quelle informatiche e nel campo della medicina dalle tecnologie biomediche alle biotecnologie.
Affiorarono una serie di inquietanti interrogativi che oggi, a quindici anni
di distanza, appaiono in gran parte superati. I lions si domandavano se avremmo avuto la società del telelavoro, del teleacquisto, del teledivertimento, della
teleeducazione, del teleamore, della telediagnosi. Tutto ciò è oggi realtà soprattutto con la comparsa sulla scena internazionale di internet. Il convegno fece il
punto su una serie di nuove tecnologie d’immagine, sulle biotecnologie, sui trapianti d’organo, sulle nuove fonti energetiche per giungere poi alla conclusione
che l’homo tecnologicus doveva essere considerato come unità essenziale fra
anima, spirito e corpo.
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Nel convegno apparve chiaro ai lions che il governo della tecnologia era
necessario alla luce dei bisogni dell’uomo e della società e che il primo passo
dovesse essere la diffusione di informazioni corrette, aggiornate, non condizionate da ideologie. In questa operazione culturale il lionismo poteva e doveva
avere un ruolo notevole. Il lionismo infatti per la sua capillare organizzazione,
per la sua storia, la sua attività di servizio, per la ricchezza culturale dei suoi
soci poteva dare, a giudizio dei convegnisti, un reale contributo per una corretta
valutazione del ruolo delle nuove tecnologie sullo sviluppo economico e sociale della società e sui risvolti negativi sull’ambiente, gli ecosistemi, la salute,
l’occupazione e non ultimo l’etica.
Nel “Quaderno” n.31 del marzo 1990, nel convegno sulla donazione degli
organi “Quando cessa la vita?” ci si pose il problema difficile della certezza
della diagnosi di morte in un soggetto con battito e respiro assistiti ai fini trapiantologici.
Nel dicembre 1998 il congresso d’autunno a Roma, governatore Bruno
Riitano, affrontò un’aspetto particolare delle “Conquiste della scienza: il loro
uso distorto”. Fra i prestigiosi oratori del congresso prese la parola il prof.
Antonino Zichichi che espose una sua particolare visione della scienza, scienza
come espressione del disegno divino della creazione, scienza come ponte fra le
conquiste dell’uomo e l’ onniscienza di Dio. I lions parteciparono, animandolo
con una serie di interventi, al grande interrogativo, che oggi appassiona gli studiosi soprattutto degli USA, se il mondo e l’Uomo che in esso vive sono il prodotto di un lungo, incessante, inarrestabile processo di evoluzione darwiniana o
sono l’espressione di un progetto divino, un aspetto di un più ampio e straordinario disegno intelligente di un Essere Superiore. Il tema appassionante è aperto a tutti i contributi ma non è stato ancora ripreso dai lions, pur avendolo essi
anticipato, in maniera efficace.
Nel giugno 2001 si riesaminarono tematiche centrali per il lionismo con il
“Quaderno” n. 56 “Il termine della vita” e l’anno successivo con uno degli
aspetti più interessanti della tecnologia applicata alla vita con il “Quaderno” n.
57 “La donazione del sangue del cordone ombelicale “.
L’argomento venne poi proposto come tema distrettuale e quindi come service del distretto e la discussione che ne seguì favorì la consapevolezza dei cittadini e dell’intero mondo scientifico del valore della donazione del cordone
ombelicale e delle straordinarie prospettive delle cellule staminali in esso contenute.
Nel giugno 2004, con il “Quaderno” n. 61, che riporta uno straordinario
congresso d’autunno tenutosi a Viterbo nel novembre 2003, governatore
Renato Palumbo, si affrontò con una ricchezza di relatori di grande rilievo
scientifico il tema dominante per il lionismo: “ Tecnologia, innovazione e qualità della vita”. L’incontro spaziò su tutte le tematiche di maggiore interesse per
la società. Il congresso di altissimo valore scientifico e con un grande spessore
speculativo esaminò le possibilità dell’innovazione tecnologica nella prevenzione dei rischi idrogeologici (alluvioni, terremoti, frane), le sorprendenti pro-
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spettive sul piano terapeutico delle cellule staminali, la longevità fino a 130
anni, preludio all’immortalità, l’accanimento terapeutico e l’eutanasia, quest’ultimi valutati secondo l’etica cristiana, mussulmana ed ebraica, le conquiste
spaziali ed il volo verso Marte, le nuove fantascientifiche tecnologie della diagnostica per immagini ed in particolare la tomografia positronica (PET).
Ma il congresso valutò soprattutto la qualità della vita, l’impatto psicologico delle conquiste scientifiche, il rapporto fra etica lionistica e tecnologia. Nel
congresso di Viterbo si giunse alla conclusione che si possano e si debbano
applicare i principi dell’etica lionistica alla scienza ed alle sue applicazioni tecnologiche per una buona qualità della vita con il rispetto dell’uomo, della
libertà delle scelte, della sacralità dell’esistenza, dell’etica della ricerca. In sintesi il congresso d’autunno di Viterbo sancì “l’etica del rispetto”. Rispetto della
natura e dell’ambiente, rispetto della salute, rispetto della vita fin dal suo nascere, rispetto delle tradizioni e dei credo religiosi, rispetto della qualità della vita
e dei suoi valori spirituali. Il congresso decretò quindi la nascita di un nuovo
“umanesimo del lionismo”, con l’Uomo al centro dell’Universo, con la mediazione fra vantaggi e svantaggi dello sviluppo tecnologico, fra libertà e rispetto
della vita del singolo individuo.
Dopo un percorso ricco di tematiche tecnologiche trattate nel distretto 108L
con l’ottica dell’etica lionistica, in questi cinquantani di vita del distretto, la
conclusione è che la scienza, la tecnologia e comunque le sue conquiste debbano essere al servizio dell’uomo e portare comunque alla tutela del diritto alla
vita della persona e che la scienza deve umanizzarsi e deve contribuire ad umanizzare il ricercatore, il protagonista dell’evoluzione delle conoscenze perché,
come diceva Bergson,”il ricercatore È un uomo e toccherà all’uomo aggiungere
al progresso della conoscenza un supplemento di anima”.
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CASA DI ACCOGLIENZA DI CAGLIARI PER MALATI ONCOLOGICI
di Franco Pitzus
Dalle diverse zone della Sardegna ogni anno si recano a Cagliari
all’Ospedale Oncologico Regionale oltre 7000 persone per praticare cicli di
chemioterapia o radioterapia ambulatoriale, spesso necessari dopo l’intervento
chirurgico o dopo un procedimento diagnostico oncologico.
Per effettuare queste terapie debilitanti, devono sostenere disagi notevoli
per eventuali viaggi giornalieri o spese di soggiorno superiori alle loro possibilità economiche.
Dalla conoscenza di queste quotidiane realtà è nata l’idea di costruire una
“Casa di Accoglienza” per malati oncologici in terapia ambulatoriale e per i
familiari accompagnatori, per offrire loro un confortevole alloggio per il periodo della terapia e soprattutto il calore della solidarietà umana.
L’idea è nata nel 1990 tra i soci del club lions Cagliari Castello e si è subito
estesa ai club della città, della Sardegna e di tutto il distretto 108 L.
La prima pietra è stata posta il 30 aprile 1994 e l’inaugurazione è avvenuta
il 4 aprile 1998 da parte del governatore Giuseppe Palmas che ha voluto si
chiamasse “Casa Lions”.
La “Casa” è stata service del distretto 108 L per due anni lionistici consecutivi (1995-96 e 1996-97).
Nel 1996 la Fondazione Internazionale dei Lions (LCIF) ha deliberato un
contributo di 75000 dollari a favore della costruzione della “Casa”. La spesa
complessiva di edificazione e arredamento ha superato i 2500 milioni delle
vecchie lire.
Alla raccolta hanno partecipato, oltre ai lions del Lazio, Umbria e
Sardegna, istituti di credito, istituzioni pubbliche e privati cittadini (circa un
miliardo e mezzo di lire), in un generoso slancio di solidarietà.
L’opera sorge su un’area, di proprietà dell’Azienda USL 8 della Sardegna,
posta a lato dell’Ospedale Oncologico “ Armando Businco” di Cagliari in via
Jenner. L’edificio si sviluppa su due piani fuori terra, con una superficie totale
coperta di mq. 1592 a cui si aggiungono un’ampia mansarda praticabile, una
panoramica terrazza solarium, scantinati e spazi tecnici.
La “Casa Lions” è costituita da 26 unità residenziali, ciascuna dotata di
ingresso, ampia stanza a due letti e bagno autonomo. Esse sono 10 al piano
terra e 16 al primo piano; quattro delle stanze a piano terra sono predisposte per
disabili. Al piano terra vi sono: atrio-ricezione, uffici soggiorno-pranzo e bar,
cucina, cappella consacrata, servizi e magazzini.
La “Casa” è dotata di impianto di climatizzazione estivo ed invernale,
impianti di sicurezza a norma, ascensore-monta lettighe interno.
Nel giugno del 1990 si costituì a Cagliari un’associazione definita
“Solidarietà e Servizio”, braccio operativo dei club lions, che potesse assumere
le relative responsabilità civili nella fase di costruzione della “Casa”.
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Al termine dei lavori l’Azienda USL n.8 della Sardegna, diventata per
legge proprietà del terreno e dell’immobile, deliberò una concessione ventennale senza oneri a favore della stessa associazione che aveva edificato la “Casa” e
che nel frattempo, in base alle ultime leggi in materia, si era trasformata in
Onlus.
Dal 19 gennaio 1999 la “Casa Lions”, patrimonio ideale e tangibile del
distretto 108 L, riceve numerosi ospiti, che ad oggi ammontano a 15.172.
Il 5 febbraio 2000 i club lions della Sardegna, in riunione congiunta della
5° e 6° circoscrizione convocata presso l’aula consiliare della città di Macomer,
hanno votato: la “Casa di Accoglienza Lions” service permanente regionale.
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CASA DI ACCOGLIENZA “GIUSEPPE PALMAS”
di Gaudenzio Bartolini
Il 21 settembre 1997 una serie di forti scosse di terremoto gettarono nel
panico e nella disperazione le popolazioni di alcuni comuni umbri. Uno dei più
colpiti fu il comune di Foligno.
I club lions di tutta Italia si attivarono subito per una raccolta fondi da
destinare a queste zone così duramente colpite. Il “Consiglio dei Governatori”,
tramite il governatore del distretto 108L Giuseppe Palmas, chiese ai club della
zona interessata dal sisma di presentare progetti che riguardassero in modo particolare il sociale poiché in questa direzione doveva andare il nostro contributo.
È nel pieno rispetto di questa indicazione che è nata l’idea di quella che è
ora la “Casa di Accoglienza Giuseppe Palmas”.
Si disse allora che una comunità, in momenti di grande difficoltà come
quelli del dopo terremoto, se ha la capacità di occuparsi di coloro che nel disagio vivono quotidianamente, di coloro che non hanno nemmeno la forza di
chiedere, di coloro che “terremotati” lo sono da sempre, è sicuramente una
comunità che può guardare con fiducia al proprio futuro perché fonda la sua
rinascita su quei valori che sono le fondamenta di una società civile.
Non posso non ricordare l’impegno, la dedizione, il sostegno determinante
del governatore Giuseppe Palmas per la realizzazione di questa struttura. A lui
va il grande merito di aver capito che non c’era modo migliore per “servire”. In
molti oggi lo ringraziano e pregano per lui.
Sono già trascorsi 5 anni da quando abbiamo donato al comune di Foligno
questa struttura bella e funzionale e possiamo a ragione essere orgogliosi di
questo intervento.
La dottoressa Rita Zampolini, assessore ai servizi sociali del comune di
Foligno, è particolarmente soddisfatta per la funzione che la “Casa di
Accoglienza” ha avuto nello sviluppo e nel miglioramento dei servizi di tutto il
comprensorio.
“La Palmas”, come ormai tutti la chiamano a Foligno, è ora il punto di riferimento per tutte le associazioni e cooperative che si occupano di handicap; in
essa si concentrano la quasi totalità delle risorse disponibili per questo settore
del sociale e molto ampia ed articolata è la gamma dei servizi offerti.
• Attività socio-ricreative, educative, di aggregazione, di avviamento al lavoro;
• attività di laboratorio;
• residenzialità programmata a ciclo continuativo;
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• attivazione residenzialità sulle emergenze;
• attività formative;
• centro di soggiorno temporaneo per disabili provenienti dal territorio nazionale in visita in Umbria;
• centro di formazione.
Un pieghevole a colori stampato e distribuito dal comune di Foligno, completo di foto e di pianta, contiene precise indicazioni sui servizi offerti e sui
gestori.
La felice ubicazione e la disponibilità di spazi hanno reso possibile il coinvolgimento delle famiglie prima e della popolazione poi, con i vantaggi immaginabili per la comprensione e la gestione dei problemi legati all’handicap.
Sicuramente quello di “Casa Palmas” è stato un intervento di grande qualità
e perfettamente rispondente ai nostri principi guida.
203
A.I.L.D.
ASSOCIAZIONE ITALIANA LIONS PER IL DIABETE
di Aldo Villani
L’AILD - Associazione Italiana Lions per il Diabete - è nata il 12 marzo
1990. All’atto costitutivo erano presenti, oltre al presidente Aldo Villani, i lions
Paolo Brunetti, Osvaldo de Tullio, Fabiola Galassi, Pino Grimaldi, Umberto
Manucci, Vito Cilmi e Franco Pampanini. Sebbene il nucleo iniziale si sia formato nell’ambito del distretto 108L l’associazione ha individuato, come suo
terreno d’azione, l’area del Multidistretto Italy, chiamando a raccolta, per questa autentica battaglia di civiltà, tutti i lions italiani. Il logo recante il ben noto
simbolo del Lions International, la sigla e la denominazione dell’AILD e a
corona le stelle che alludono ai Paesi della Comunità Europea sintetizza l’internazionalità dell’associazione.
Nel corso degli anni l’AILD ha operato al fine di sensibilizzare l’opinione
pubblica sul problema diabete e sulla sua rilevanza non solo in termini di sofferenze individuali ma anche di costi sociali.
Ha instaurato rapporti con il mondo universitario, istituito borse di studio,
promosso concorsi nelle scuole, diffuso pubblicazioni illustrative, organizzato
convegni e sponsorizzato manifestazioni sportive volte alla raccolte di fondi.
Ha acquisito un testimonial di eccezione nel Maestro Riccardo Muti; certamente una delle figure della cultura e dell’arte italiana più conosciute nel
mondo.
È stato allestito un apposito stand durante la convention di Honolulu. Alla
parata internazionale svoltasi in tale occasione hanno partecipato, grazie alla
volontà del Past Presidente del Consiglio dei Governatori Benvenuto
Brambilla, otto sbandieratori di Gubbio, la cui presenza ha fatto guadagnare
all’Italia l’ambito premio Precision Demostration Units permettendo al nostro
Paese di classificarsi al secondo posto (dietro alla Cina) fra tutte le nazioni partecipanti. In tale occasione il neo eletto Presidente Internazionale Jean Behar
alla presenza del Direttore Internazionale Massimo Fabio, ha voluto indirizzare
un messaggio ai lions italiani assicurando il suo completo e convinto appoggio
ai progetti dell’AILD.
L’AILD ha ritenuto che per poter dare un decisivo contributo alla lotta al
diabete, oltre all’attività relativa alla informazione ed alla prevenzione occorresse rivolgere la propria attenzione verso la ricerca. Ed è per questo che, da
qualche anno, ha fatto convergere le proprie energie verso la realizzazione del
“Centro Internazionale per la Ricerca sul Diabete”.
Trattasi di un’opera di alta qualità a livello scientifico ed estremamente
complessa dal punto di vista architettonico.
Per tale motivo non senza comprensibili difficoltà., l’AILD si è avvalsa dell’alta professionalità dell’ arch. Vittorio Gregotti che ha dato vita al progetto di
tale importante struttura.
Il comune di Perugia, che ha da tempo appoggiato il progetto dell’AILD, ha
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voluto testimoniare la sua piena disponibilità donando il suolo su cui dovrà sorgere il “Centro”.
Sono in corso le complesse procedure burocratiche che precedono la posa
della prima pietra e che vedono impegnati: la Regione dell’Umbria, il comune
di Perugia, l’Università di Perugia e l’Azienda Ospedaliera.
È stato anche riconfermato all’AILD, da parte di enti pubblici e privati, il
finanziamento di 11 milioni di euro.
Si attende, con fiducia, che il sogno di molti lions italiani possa realizzarsi.
Sono stati, inoltre, avviati rapporti con prestigiose università statunitensi. Il
presidente Aldo Villani, in occasione della convention di Indianapolis, ha presentato l’AILD, in una conferenza stampa, ed ha avuto modo di contattare i
responsabili, rispettivamente americani ed europei della LCIF (La Fondazione
braccio operativo dei lions) e della “Eli Lilly” (importante industria farmaceutica internazionale produttrice di insulina) cointeressati ad un progetto per la prevenzione della retinopatia diabetica. In tale occasione ha esposto gli intendimenti dell’AILD trovando il massimo ascolto e gettando, in tal modo, le basi
per una futura collaborazione.
È quanto mai utile conoscere alcune delle molteplici, importanti, recenti
iniziative che l’AILD ha realizzato:
• sono state finanziate due borse di studio per 25 mila euro a favore di due
ricercatori impegnati in un progetto di grande interesse per la ricerca sul
trapianto di cellule staminali e di insule pancreatiche realizzato grazie alla
collaborazione tra l’Università di Perugia, e per essa il prof. Paolo Brunetti,
ed il “Centro di Ricerca Baschirotto” di Costozza di Longare - Vicenza.
I risultati saranno resi noti nel corso del 2006;
• è’ stato istituito da tempo, grazie all’iniziativa della compianta Fabiola
Galassi, socio fondatore dell’AILD e con la collaborazione dell’Università
“La Sapienza” di Roma il “Premio Sergio e Fabiola Galassi” (biennale) per
la consegna di una borsa di studio da 2.500,00 euro a neo laureati che
abbiano svolto la migliore tesi di laurea sul diabete;
• l’AILD ha provveduto alla fornitura di: 2.250 flaconi di insulina, 12.000
siringhe per insulina, 2.400 aghi sterili per penna insulina, 254 glucometri,
137 apparecchi per la misurazione della glicemia per un valore complessivo
di 44.577,00 euro ai quali va aggiunta la spesa, non trascurabile, per la spedizione del suddetto materiale a Tangeri per un importo di 2.650,00 euro.
Beneficiari di tale operazione sono i 270 bambini diabetici assistiti dalla
struttura ospedaliera “Centre de Sant Said Noussairi” di Tangeri. Il successo di tale importante operazione lo si deve anche alla preziosa collaborazione del prof. Paolo Brunetti, del past governatore Aron Bengio e del past
governatore dei lions del Marocco dr. Anouar Bennani. I 36 scatoloni contenenti il materiale sopra descritto sono giunti all’aeroporto di Tangeri e
consegnati ai responsabili del predetto ospedale il giorno del 30 novembre
2005. L’intera operazione sarà oggetto di una conferenza stampa, da realizzare a Roma, a cui parteciperanno le massime autorità lionistiche dello
205
Stato del Marocco e dei Ministeri italiani della Salute e degli Esteri;
• il 30 aprile 2005, in occasione del simposio internazionale “New
Technologies For Insulin Replacement Artificial Pancreas And It - Islet
Transplantation”, da parte dell’AILD sponsor ufficiale, è stato consegnato
al prof. Michael Albisser dell’Università della California, un premio alla
carriera di 7.500,00 euro per l’attività scientifica da lui dedicata a favore di
metodi e strumenti capaci di ottimizzare il controllo metabolico dei pazienti
diabetici di tipo 1. Infatti a lui si deve la realizzazione del “Pancreas
Endocrino Artificiale”. Un esemplare di tale apparecchio, il primo consegnato in Italia, giunse a Perugia e consegnato nelle mani del prof. Paolo
Brunetti direttore dell’Istituto di Patologia Medica della locale Università
grazie all’iniziativa del lions club “Perugia Host”, il 1 agosto del 1977;
Fonti di finanziamento dell’associazione sono le quote versate dai soci, i
contributi dei club, le sovvenzioni di enti ed istituti bancari.
La trasparenza è assicurata dalla pubblicazione dei bilanci sulla rivista
nazionale “The Lion” e dalla loro esposizione ed illustrazione in sede assembleare.
In conclusione: quanti sono direttamente impegnati in quest’impresa, pur
non nascondendoci le difficoltà e gli ostacoli che restano ancora da superare,
hanno fiducia che l’obiettivo finale possa essere presto raggiunto. Ma tanto più
questo risultato sarà a portata di mano, quanto più i lions lo sentiranno come
proprio e si impegneranno, ciascuno con le proprie forze, a perseguirlo ed a
sostenerlo. L’AILD resta una struttura aperta, pronta ad accogliere impegni e
contributi di qualsiasi tipo, desiderando che tutti i lions la sentano come la propria casa, da costruire mattone su mattone o come il terreno su cui coltivare
quello spirito di servizio che deve costantemente ispirare il loro agire.
La cura e lo scrupolo nel disporre ogni singola operazione relativa al conseguimento del prestigioso obiettivo deve dare ai lions italiani la possibilità di
essere additati, nei confronti dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale, tra coloro che avranno dato vita ad un’iniziativa in grado di garantire il più
alto contributo alla sconfitta della malattia diabetica.
206
ASPETTI LEGISLATIVI E PROBLEMI DELLA GIUSTIZIA
di Pietro Pegoraro
La legislazione rappresenta le regole alle quali la società deve attenersi,
mentre l’amministrazione della giustizia rappresenta la garanzia per tutti i cittadini che le regole vengano rispettate.
Giustizia, pertanto, è intesa come valore supremo della dignità dell’Uomo
che si estrinseca in concreto operando verso il cittadino nel contesto delle sue
relazioni socio-economiche-politiche a garanzia attuativa del principio di servizio sociale.
Si può dire che la giustizia rappresenta il grado di civiltà di un popolo.
Il Lions International, ed in particolare il distretto 108L Italy, da sempre è
attento al vivere sociale, finalizzato al miglioramento della qualità della vita.
Proprio per questo, e nella convinzione che sia la legislazione che l’amministrazione della giustizia sono particolarmente importanti e devono essere visti
come baluardo di garanzia per il vivere civile, il nostro distretto fin dalla sua
costituzione, risalente ormai a 50 anni or sono, ha rivolto una particolare attenzione a queste problematiche.
Problematiche che hanno visto la organizzazione e lo svolgimento di numerosi congressi, convegni, e comunque proposte di legge e tavole rotonde su tali
argomenti, sanciti per lo più nei “Quaderni del Lionismo”.
Giova ricordare che fin dalla costituzione del “Centro Studi del Lionismo”,
e in particolare fin dal primo numero dei “Quaderni”, risalente al lontano 1972,
a firma di Osvaldo de Tullio, quale direttore e con Giuseppe Taranto, delegato
alla presidenza, fu affrontato e sviluppato con la consueta preparazione e professionalità il tema “la certezza del diritto quale garanzia della libertà del
cittadino”.
Successivamente, questi argomenti furono affrontati e sviluppati in tutti gli
anni a venire, sempre con la consapevolezza dell’apporto che il lionismo doveva dare alla società civile, nello spirito di solidarietà e crescita intellettuale.
Sarebbe veramente troppo lungo e rischieremmo una sterile elencazione di
date, se ci limitassimo ad enumerare i numerosissimi convegni in cui queste
tematiche sono state trattate dai club.
Ne vogliamo però ricordare alcuni di particolare rilevanza sociale, che possono certamente dimostrare quanto questi problemi siano stati particolarmente
a cuore al nostro distretto.
Sempre nell’anno 1972, nel numero 2 dei “Quaderni del Lionismo”, sia
Osvaldo de Tullio che Agostino Frau Doneddu, nonché Giuseppe Taranto, continuarono la strada intrapresa, trattando il tema “la regolamentazione del
diritto di sciopero per il superamento della conflittualità tra le forze della
produzione e del lavoro”.
Nell’anno 1974, sempre attenti alla tematica della giustizia, si affrontò il
problema con un nuovo convegno su “la giustizia al servizio del cittadino:
prospettive di riforma”.
207
Risale infatti a molti anni addietro l’attenzione che i lions hanno posto su
tale tema, consapevoli delle carenze della giustizia vista non solo con l’occhio
dei lions ma anche e soprattutto finalizzata al servizio che la giustizia deve rendere al cittadino e quindi, esaminate le carenze sostanziali e procedurali, avanzavano prospettive di riforma, forti della consapevolezza della crisi della giustizia penale con l’aumento della criminalità, mediante proposte e suggerimenti di
riforma del processo penale, suggerimenti poi ripresi dal legislatore in sede di
riforma del giudizio, tanto è vero che nel convegno, svoltosi nei giorni 2 e 3
marzo 1973, al termine di approfonditi esami sul nuovo processo del lavoro e
sulla crisi della giustizia penale, i lions auspicavano:
- “che i problemi veramente drammatici che travagliano il mondo della giustizia siano affrontati e risolti con una legislazione ispirata a chiari ed univoci
criteri di scelta, in una visione globale, organica ed armoniosa dell’intero ordinamento;
- che l’amministrazione della giustizia, razionalmente e modernamente articolata, sia finalmente dotata di tutti gli stanziamenti necessari per il riordino
degli uffici, per assegnare agli uffici stessi il personale necessario e per dotarli
della attrezzatura idonee;
- che sia stimolato, attraverso la opportuna ed adeguata disciplina, l’impegno civile degli uomini chiamati ad operare per fornire giustizia credibile,
avvertendo che senza tale impegno a nulla possono servire le strutture più valide e le leggi più perfette”.
Come si può vedere già 30 anni or sono, i lions, come cittadini attenti, avevano individuato le carenze della giustizia e proponevano, auspicandone la realizzazione, riforme sostanziali per adeguarle alle necessità della società.
Tra gli altri convegni è stata esaminata approfonditamente la Costituzione
Italiana con un convegno nei giorni 1 e 2 marzo 1975 a Civitavecchia, edito sul
numero 7 dei “Quaderni del Lionismo”, sul tema “la Costituzione 30 anni
dopo”, con un esame dettagliato sui vari aspetti che la Costituzione stessa propone nella vita dei cittadini, così come è stata approfonditamente esaminata, a
distanza di ancora ulteriori 30 anni, la Costituzione Europea, tra l’altro, in un
convegno tenuto il 9 marzo 2006 a Roma presso la Camera dei Deputati, dal
titolo “dal Trattato di Roma alla Costituzione Europea”.
Sempre in tema di giustizia altro interessante convegno, riportato nel numero 22 dei “Quaderni del Lionismo”, ha trattato il tema “il Giudice nell’equilibrio dei poteri dello Stato”: anche in questo caso Osvaldo de Tullio ha, come
solito, approfondito il tema con un dettagliato esame della tematica che ha visto
il Giudice come imparziale referente.
Altrettanto validi contributi in tale convegno furono portati dal dott. Antonio
Martone, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, dal dott.
Carlo Sammarco, presidente del Tribunale di Roma, e da altri qualificati lions.
Un particolare contributo è stato dato dal distretto lions con un convegno su
“le riforme istituzionali” apparso sul numero 24 dei “Quaderni del lionismo”,
nel quale venivano dettagliatamente esaminate le realtà istituzionali e venivano
208
proposte adeguate riforme.
Nel numero 49 dei “Quaderni del Lionismo” veniva affrontata la tematica
del “Difensore Civico”, prendendo con ciò lo spunto per un dettagliato esame
dell’attività dello stesso, nell’interesse del cittadino ma anche e soprattutto esaminando quanto si può fare in unione con le istituzioni.
Giova a tal riguardo ricordare che i lions sono stati sempre particolarmente
vicini alle istituzioni con suggerimenti e stimoli ad agire nell’interesse superiore dei cittadini, in quello spirito dei principi lionistici che sempre li ispira.
A tal proposito dobbiamo evidenziare come i lions di quasi tutti i club del
distretto hanno partecipato alla stesura dello Statuto dei Comuni in collaborazione con le istituzioni: segno evidente di quanto è sentita da parte dei lions la
partecipazione attiva alla vita sociale informata a quei principi di solidarietà
intellettuale che permea il proprio operato.
Per tornare ai problemi della giustizia, ricordiamo tra gli altri ancora ulteriori convegni che hanno visto i lions impegnati su tale tematica.
In particolare, essendo attenti al mondo giovanile, nella consapevolezza che
per il miglioramento della vita per i giovani è necessario avere forte attenzione
al mondo del lavoro, merita ricordare il convegno tenuto a Pisa il 14 e 15 maggio 1981 sul tema “problemi e prospettive della occupazione giovanile”, che
ebbe una notevole partecipazione di pubblico, di autorità e di qualificati relatori.
Particolarmente approfondita la relazione del PDG Dario Pinti, quale incaricato del Centro Studi, che fu pubblicata, oltre che sul numero 20 dei
“Quaderni del Lionismo”, anche su giornali economici a tiratura nazionale.
In tale convegno fu affrontato, con documentata e circostanziata panoramica sul mondo del lavoro, il problema della scuola italiana con l’auspicio di
soluzioni equilibrate circa i carichi da ripartire ai vari componenti della società.
L’avv. Pinti svolse una serena ed approfondita analisi riguardante la presunta impreparazione dei giovani, i quali, arenatisi sulle proprie debolezze, venivano indirizzati nel serbatoio universitario al solo scopo di consentire alcuni anni
di riflessione ad un sistema impreparato ad accoglierli, e concludeva suggerendo soluzioni apprezzabili per intuizione e per impegno di concretezza in esse
riflesso e miranti al riequilibrio di certi valori.
La proposta scaturita dal convegno fu quella, superando la perplessità delle
forze sociali, di diminuire il costo del lavoro nel suo insieme, senza danneggiare l’occupazione, gli investimenti e la capacità di acquisto del salario reale.
A ciò la scuola poteva dare il suo contributo, sempre che le volontà politiche, che fanno da cerniera tra il diritto positivo e la sua applicazione pratica,
intendessero predisporre ed attuare un programma di lungo termine rivolto ad
una società con minori e sostanziali differenze economiche propedeutiche al
successivo inserimento nel mondo del lavoro.
Tale tematica, data la attualità di certi problemi e in considerazione che
certi suggerimenti di allora, pur a distanza di anni, si ritrovava e si ritrova nelle
leggi odierne, fu riproposta, nell’anno 1999, governatore Pietro Pegoraro, con
un convegno in relazione al service distrettuale “contributo dei lions club per
209
l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”.
L’interesse per le problematiche del lavoro giovanile fu affrontato con sensibilità ai problemi sociali della disoccupazione e fu svolto con approfondimento dei risvolti legislativi in merito alla “disoccupazione e lavoro: nuove strategie e formazione dei giovani del terzo millennio”.
Vi furono degli interventi, particolarmente approfonditi, di Vincenzo
Caianiello, presidente emerito della Corte Costituzionale, di Sergio Zoppis, sottosegretario del Ministero P.I., dell’ing. Catervo Cangiotti, della Confindustria,
dei lions Aldo Grassi, consigliere di Cassazione, degli I.D. Massimo Fabio e
Giuseppe Taranto, dei PDG Carlo Padula, Bruno Ferraro, Bruzio Pirrongelli,
ed altri e nelle conclusioni i lions evidenziarono che “dovremmo far capire e
capire anzitutto noi, che in una situazione di flessibilità continua e generale del
mercato non possiamo probabilmente più andare avanti con i vecchi modelli
del garantismo ad oltranza sancito dallo statuto dei diritti del lavoratore”.
I lions, particolarmente preoccupati nell’esaminare che la disoccupazione
colpiva e colpisce in modo particolare i giovani scolarizzati, ipotizzavano delle
possibili soluzioni, soluzioni però che presupponevano un percorso particolarmente complesso e che chiamava in causa e coinvolgeva profondamente non
soltanto i diretti interessati, ma anche e soprattutto i governanti e le parti sociali.
Tale percorso prevedeva la conoscenza approfondita del fenomeno, con il
compito di risolvere il problema e la disponibilità ad accettare con coerenza le
indicazioni che emergono dal mondo della produzione, da parte di chi cerca
lavoro.
È dunque necessario, da parte di questi ultimi, il superamento di ogni aspettativa per il cosiddetto “posto fisso” e l’adesione alla più ampia mobilità,
mirando piuttosto a dotarsi di un substrato tecnico-operativo sempre più aperto
alla polivalenza.
Ai governanti, invece, spetta il compito di realizzare le condizioni strutturali e legislative per rendere agibili le indicazioni che il mercato del lavoro esprime e alle parti sociali, scuola ed università, quello di approfondire sempre più il
colloquio in atto per meglio modulare la didattica alle esigenze reali del mondo
del lavoro.
Fu tale congresso particolarmente impegnativo ed interessante, anche per
l’accento posto sulla legislazione del mondo del lavoro.
È evidente, da tali osservazioni, come i lions, sempre attenti ai giovani,
abbiano dettagliatamente esaminato la legislazione ed i problemi che l’applicazione della giustizia in tale materia fosse particolarmente importante per il
lavoro giovanile.
Per tornare alla più specifica tematica dei problemi della giustizia, un interessantissimo convegno fu tenuto nell’anno 2000 su proposta del governatore
Pietro Pegoraro, sul tema “luci ed ombre del Giudice Unico e della provvisoria esecuzione delle sentenze”, riportato nel numero 54 dei “Quaderni del
Lionismo”.
Con eccezionale tempismo, segno della lungimiranza e dell’attenzione che i
210
lions rivolgono sempre all’attualità, fu approfondita in tale occasione la tematica della riforma giudiziaria, trattata con professionalità, competenza e completezza, dai PDG prof. Avv. Ermanno Bocchini, prof. avv. Eduardo Grasso, per i
problemi civilistici e da S.E. presidente dott. Corrado Carnevale e prof. avv.
Carlo Taormina per i problemi penalistici, con gli ulteriori interventi, tra gli
altri, dei lions avv.ti Italo Castaldi, Giorgio Gallone, Daria Grilli, Salvatore
Orestano, Luigi Scialla, e con una relazione di sintesi del consigliere di
Cassazione dott. Aldo Grassi, che pose in evidenza quanto risultante dal convegno ed in particolare quanto poteva incidere nella realtà sociale la riforma del
Giudice Unico e della provvisoria esecuzione delle sentenze.
Sui gravi, annosi e purtroppo ancora insoluti problemi della giustizia, negli
anni 2001 e 2002, governatore Raffaele Gallus Cardia, furono organizzati ben
tre convegni.
A Latina sul tema “la lentezza della giustizia è proprio un male inevitabile?”, coordinato dal prof. Osvaldo de Tullio, ha visto un dettagliato intervento del prof. Vincenzo Caianiello, presidente emerito della Corte Costituzionale,
ed è stato concluso in modo mirabile per la perfetta sintesi del consigliere di
Cassazione Aldo Grassi, conclusioni poi raccolte in un documento nel quale si
auspicava, relativamente al processo civile, che venisse riveduto l’art. 24 della
Costituzione devolvendo al legislatore ordinario la potestà di individuare rapporti sostanziali la cui tutela potesse essere affidata a forme e strumenti alternativi a quella giurisdizionale; non venisse ulteriormente incrementato il ricorso a
giudici onorari; venissero incentivati il ricorso al processo telematico e la cultura della conciliazione anche extragiudiziale; venisse anticipata alla fase iniziale
del contraddittorio la precisazione definitiva della domanda; relativamente al
processo penale, perché venisse ulteriormente incentivato il ricorso ai riti alternativi, prevedendo la immediata esecuzione delle sentenze emesse a conclusione di essi; venisse prevista la formazione, in sede di merito del giudicato parziale sui capi e punti delle decisioni non impugnati; venisse sospeso il corso
delle prescrizione dei reati, dopo la sentenza inappellabile di I° grado e quella
di appello nel corso di giudizio di legittimità; venissero drasticamente ridotte le
cause e i motivi di ricorso in sede di legittimità, specie con riferimento al vizio
di motivazione delle sentenze impugnate.
I lions, da sempre particolarmente attenti alla problematica della giustizia,
hanno proposto soluzioni per ovviare o quantomeno limitare le numerose
disfunzioni ad essa connesse.
Altro convegno, tenuto a Terni su “terrorismo internazionale: quale tutela?”, organizzato, introdotto e concluso dal lions Massimo Guerrini, Magistrato
di Cassazione, ha annoverato gli autorevoli interventi del prof. Antonio
Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, del dott. Giovanni
Canzia, consigliere di Cassazione, del dott. Ferdinando Imposimato, già parlamentare, e della dott.ssa Elena Sciso, ordinaria di Diritto Consolare e
Diplomatico.
Altro interessante convegno, tenuto a Cagliari, sul tema “la certezza del
211
diritto”, organizzato dai lions Alberto Lazzardi e Vincenzo Caredda, ha avuto
quali relatori l’avv. Luigi Concas, della università di Cagliari e l’On.
Gianfranco Anedda, presidente del “Comitato Legislativo del Parlamento” e
sottosegretario di Stato, si è incentrato su una condivisibile affermazione che la
“certezza del diritto è un traguardo che deve essere sempre perseguito, anche se
occorrerà realisticamente riconoscere che appare irraggiungibile”.
Ci preme richiamare, tra i numerosi altri, alcuni convegni che hanno
approfondito la tematica. Ci riferiamo in particolare a “un nuovo cittadino per
un nuovo Stato”, con l’esame approfondito della legge 7 agosto 1990 n. 241, a
“associazionismo e volontariato” che prendeva in esame la legge 11 agosto
1991 n. 266, a “disoccupazione e lavoro”, con il quale veniva esaminato il
vivere civile ed in particolare le tematiche conseguenti alla disoccupazione e al
lavoro di precariato.
Nel primo, veniva esaminato un nuovo rapporto tra amministratori e cittadini nel momento in cui, con la emanazione di tale legge, si può dire che venne
meno lo “strapotere” dello Stato.
I lions Massimo Fabio e Bruzio Pirrongelli, tra gli altri, trattarono gli aspetti associativi con argomenti approfonditi e meditati, con la consueta professionalità tecnico-giuridico-politica, perché questo è lo scopo di una associazione
di servizio come il Lions International, che mira a tracciare un sentiero di progresso che, con cautela, equilibrio, costanza, va percorso con tenacia per produrre risultati concreti.
Nel secondo, il PDG Osvaldo de Tullio e l’avv. A.M. Felicetti hanno posto
in evidenza come la nuova norma della legge 11 agosto 1991 n. 266, ponesse in
essere una funzione di tutela dei valori fondamentali di indipendenza e libertà
in una visione di associazionismo diverso ed internazionale, come è il lionismo,
per la differenziazione di certi valori nella società.
Come abbiamo sopra ricordato in questi 50 anni di lionismo nel distretto
108L Italy, il problema “Giustizia” è stato affrontato una infinità di volte da
molti lions, anche nell’ambito e in collaborazione con “iniziativa forense”,
fondata e presieduta con passione e professionalità dal PDG avv. Bruzio
Pirrongelli.
L’argomento e la problematica sono stati trattati non solo a livello distrettuale ma anche dai singoli club. Ricordiamo i convegni “alcolismo e droga”;
“difensore civico”; “droga - quale prevenzione”; “i problemi della giustizia
in Italia”; “prelievo e trapianto organi”; “trasparenza della Pubblica
Amministrazione”; “difesa dei diritti costituzionali”; “vivere la legalità nei
gesti quotidiani per costruire una nuova cultura della convivenza”; “riti
abbreviati nel nuovo processo penale”; “il diritto bancario: nuova frontiera”, e moltissimi altri.
Di particolare risonanza fu il convegno sulla giustizia a tutela della famiglia
e al sevizio del cittadino, organizzato e trattato da cinque club lions in collaborazione con sei club rotary, a dimostrazione dell’attenzione rivolta al problema,
bene unico per tutti i cittadini.
212
Ma i lions, ed in particolare il distretto 108L Italy, non si è limitato, se così
si può dire, a prendere in esame l’amministrazione della giustizia e le tematiche
ad essa connesse, ma anche e soprattutto si è resa parte diligente, esaminate le
problematiche sociali, ad avanzare proposte legislative nell’interesse dei cittadini.
Ricordiamo in particolare le proposte di legge sul “trapianto di cornea”,
frutto di un convegno lions nell’anno 1988; della “prevenzione della morte
improvvisa attraverso l’uso del defibrillatore”, a seguito di un lavoro di
ricerca di Bruno Ferraro e Giulio Cesare Papandrea; del “Tribunale della
Famiglia”, proposta di legge promossa dal gruppo di lavoro composto dai lions
Bruno Ferraro, Bruzio Pirrongelli, Gigliola Marchi.
Quest’ultimo argomento, ricordiamo, era stato già da tempo dibattuto tra i
lions con vari convegni, tra i quali “violenza sul minore e violenza del minore”; “convivenza more-uxorio e famiglia di fatto”; “giusto processo a tutela
della famiglia”.
Per finire, particolare attenzione è stata posta al problema della “ricerca”,
con sollecitazioni al Governo e al Parlamento al fine di ottenere la presentazione della proposta di legge di devolvere il 5 per mille a tale scopo.
Da questo breve esame, che non può certo essere esaustivo, delle numerosissime trattazioni svolte nell’ambito degli aspetti legislativi e dei problemi
della giustizia, si può notare come i lions del distretto 108L Italy siano stati e
siano sempre attenti al vivere civile, in quanto inseriti nella comunità nella
quale vivono, per il miglioramento della società e in quell’apporto nei principi
superiori che hanno da sempre ispirato il proprio agire, finalizzato, nella solidarietà intellettuale, al miglioramento della qualità della vita.
Ci auguriamo che i governanti, sollecitati dalla continua e attenta attività
dei lions, facciano propri i principi che ispirano il modo di essere della nostra
associazione, nel bene comune dei propri amministrati.
213
ECONOMIA E SOCIETÀ
di Fernando Giuseppetti
È semplice riscontrare come l’argomento da trattare si presenti multiforme,
poliedrico e variegato, certamente tale da aprirsi a molteplici punti di osservazione in un orizzonte così vasto da presentare concretamente il rischio della
distrazione dagli aspetti nodali della problematica di riferimento.
Si rende opportuno sottolineare, innanzi tutto, che le argomentazioni evidenziate dal tema in trattazione, pur potendo apparire, ad una disamina superficiale, come concetti separati e razionalmente distanti, sono tuttavia legate tra di
loro ed intrinsecamente connesse in un intreccio di sfaccettature ed aspetti che,
traducendosi in un reciproco scambio ed in un continuo concedersi, conducono
a forgiare una piena simbiosi.
È ben noto, infatti, che l’Uomo è calato nel sociale, vive la propria esistenza in un ambito di rapporti con gli altri uomini, che formano la società civile,
finalizzato a consentire la convivenza degli stessi su di un territorio secondo
regole di comportamento e di condotta che abbiano come primaria condizione
da realizzare il rispetto reciproco e verso le istituzioni.
È in questo contesto che l’economia sposa il sociale, che si fa contagiare
dagli aspetti della vita comune determinanti un risvolto economico rilevante ed
assumenti un rilievo politico importante: è in questo contesto ed in questo frangente che il lions, attento osservatore della realtà che lo circonda e delle vicende caratterizzanti la società nella quale è calato a pieno titolo, si fa fautore di
iniziativa e mette in atto un impegno di “spirito e di intelletto” volto ad evidenziare le problematiche di carattere sociale vessanti se stesso e la popolazione, a
suggerire i possibili rimedi e, soprattutto, a sollecitare, con i mezzi di cui dispone e forte della rilevanza assunta nella comunità, le pubbliche istituzioni affinché promuovano e realizzino quanto di loro competenza e quanto nelle loro
facoltà.
Tutto questo hanno fatto i lions del distretto in questi primi 50 anni di storia, si sono calati sempre di più nella vita sociale, ne hanno colto gli aspetti
economici che l’hanno caratterizzata e, tutt’ora, la caratterizzano, hanno sviluppato il loro osservatorio privilegiando la disamina delle attività imprenditoriali,
professionali e di lavoro che si pongono alla base dello sviluppo sociale e ne
condizionano fortemente l’economia.
Ecco dunque che già nell’anno 1975, governatore del distretto il mai
dimenticato avv. Giuseppe Taranto, si istituirono dei comitati distrettuali “di
partecipazione alla vita sociale”, atti a cogliere l’aspetto economico che su quest’ultima si riflette, aventi per scopo l’osservazione attenta e scrupolosa in ordine alle attività industriali, a quelle agricole ed al mondo del lavoro in genere
che tanto rilievo assume ed assumeva nello sviluppo socio-economico del
Paese.
Uno dei primi “Quaderni del Lionismo”, contraddistinto con il n. 9 e datato
1975, fu dedicato interamente al tema “Il lionismo come partecipazione alla
214
vita sociale” ed ha riguardato gli atti relativi a due importanti convegni distrettuali tenutisi durante l’anno lionistico 1974/75 circa la tematica innanzi citata.
Il primo di questi convegni, tenutosi ad Empoli il 5 aprile 1975, ha puntato
l’accento sull’aspetto agricolo-produttivo nel nostro Paese ed ha messo in luce
alcuni aspetti e peculiarità del ciclo legato alla produzione (agricola nella specie ma anche e soprattutto industriale) che ne evidenziano il continuo sviluppo
unitamente alla ricerca della migliore qualità del prodotto offerto: questa
costante evoluzione determina riflessi importanti in ordine ai mercati di riferimento e condiziona, in chiave economica e sociale, le politiche di sviluppo che,
nel periodo, si intendeva portare avanti.
Il secondo, tenutosi a Prato il 19 aprile 1975, ha curato particolarmente l’aspetto economico legato all’imprenditoria privata ed il difficile rapporto di quest’ultima con la pubblica amministrazione che ne controlla lo sviluppo e la crescita e ne regolamenta l’evoluzione: si parlò, infatti, dell’intervento “vigile”
dello Stato nell’economia del Paese, economia largamente ispirata ai concetti
della scuola cristiano-sociale, della positività di quest’intervento in quanto prendendo in prestito una similitudine musicale - ogni orchestra ha bisogno di
un direttore, di un maestro, qualificato, che si ponga alla sua guida.
A questo proposito è significativo il rilievo del prof. Renzo Marchi che
figura tra i relatori del convegno, il quale espressamente ha sottolineato “È
indubbio che … da oltre mezzo secolo, le cose nel campo dell’economia sono
notevolmente modificate; quella ispirazione cristiano-sociale che oggi regola la
nostra economia … si sostituisce alla ispirazione liberistica che … poteva avere
una sua valida collocazione nel secolo precedente. Non c’è dubbio che la forma
storica di organizzazione dell’impresa è la forma capitalistica la quale, attraverso il perfezionamento tecnologico e la creazione di quelle che si chiamano
oggi, con vocabolo unico, le tecnostrutture, ha creato anche delle disparità di
situazioni economiche, ha creato anche una certa calamitazione delle risorse,
per cui è stato necessario che lo Stato, come quel direttore d’orchestra di cui si
parlava prima, intervenisse per disciplinare, per esempio, la distribuzione delle
risorse e dei redditi”.
L’argomento fu pregnante ed i lions, nel distretto, se ne impossessarono in
tutta la sua pienezza e svilupparono in tutte le sue sfaccettature evidenziando,
in conclusione, l’importanza di uno Stato che controlli l’economia nazionale
che intervenga a condizionarla con le sue leggi, i suoi interventi le sue agevolazioni mirate, fino a regolamentarla in modo da eliminare le disuguaglianze economiche e sociali.
L’attività economica - si è sottolineato con attenta acutezza - ha “conseguenze e ripercussioni ragguardevoli in tutti i campi dell’attività umana, nel
sociale, in quello politico, da cui è condizionata ma che condiziona, in quello
ecologico, dell’arte, della cultura, dell’urbanistica; un po’ in tutti i settori si sentono i riflessi di quella che è l’attività economica”.
Per chiosare sull’argomento è da rammentare quanto proferì il PDG
Osvaldo de Tullio a proposito di detti convegni ed in relazione all’attività dei
215
lions circa questo ambito di osservazione “Che i lions abbiano trovato modo di
riunirsi per dibattere tanti importanti argomenti … testimonia della via che il
lionismo sta percorrendo e dell’impegno che esso mette nello scrutare l’oscura
realtà sociale che ci circonda per trarne quei principi di buon governo dei quali
il ns. Paese non può più, perentoriamente, fare a meno”.
Come è dato riscontrare i lions del distretto 108L hanno sempre posto uno
sguardo attento alle problematiche sociali operanti condizionamenti, in forma
diretta od indiretta, sull’equilibrio economico del Paese, degli enti locali e, in
subordine, dei cittadini e si sono dimostrati attenti nonché critici osservatori
anche nei confronti di fenomeni economici (riforme tributarie, normative e
riforme in tema di lavoro e previdenza, imprenditoria, agevolazioni per lo sviluppo di particolari settori, ecc.) che hanno riverberato i loro effetti sull’attività
sociale: le due componenti, come innanzi precisato, si trovano in costante rapporto e, perseguendo un disegno evolutivo che necessariamente le coinvolge,
prospettano un’alternanza di manifestazioni riconducibili, pur sempre, ad una
unità di intenti e ad un medesimo comun denominatore, consistente nel miglioramento delle condizioni di vita dell’essere umano quale cittadino della comunità sociale.
A questo proposito il 2 aprile del 1977, i comitati distrettuali per le attività
industriali, artigianali, commerciali ed agricole promuovono a Siena un importantissimo convegno sul tema “Istituzioni ed Economia” che ha visto la partecipazione, quale relatore principe, del prof. Romano Prodi nella veste di direttore
del “Centro di Economia e Politica industriale” dell’Università di Bologna.
L’argomento proposto dai lions del distretto 108L è tra i più accattivanti in
materia di “economia sociale” e coinvolge numerosi aspetti della stessa che
ineriscono all’impresa pubblica, all’intervento pubblico nell’economia, ai problemi della programmazione economica, ai ruoli delle forze sociali (che diventano, di fatto, istituzione pur non essendolo in ambito costituzionale): una pluralità di argomentazioni, queste, che si affacciano all’orizzonte di una realtà
economica nazionale in continua evoluzione e volta a sovvertire radicalmente
l’indirizzo economico che la tradizione culturale e politica aveva sempre coltivato.
È proprio il prof. Prodi che nella sua “requisitoria” di provocazione ha presentato un Paese, l’Italia, in fermento ed in continuo divenire economico, nel
quale l’agricoltura è in netto regresso (i dediti non superano il 13,14% degli
occupati) e non si pone obiettivi di sviluppo o logiche di investimento, nel
quale l’edilizia non si sviluppa secondo le leggi del mercato (domanda ed offerta) ma è controllata strettamente dall’intervento pubblico sia con la legislazione
urbanistica sia con l’edilizia pubblica che assume un ruolo sempre più preminente: in sostanza nell’economia di periodo il mercato assume un ruolo marginale nell’incentivazione di attività economiche ed il garantismo pubblico si presenta come la vera guida del meccanismo economico nazionale.
Ma il convegno, con la dotta esposizione del prof. Prodi, ha toccato anche
le tematiche del lavoro rilevando che l’imprenditoria italiana, al contrario di
216
quanto avviene nel resto dell’Occidente, non comprende di dover portare avanti
una missione che presenta forti risvolti socio-economici, ma vive il presente
con apprensione lasciandosi coinvolgere dalla lotta di classe e dalle rivendicazioni sindacali e salariali e lasciando che nel Paese si diffonda una cultura
antiimprenditoriale.
Si sottolinea che in Italia, in precedenza, si è determinato un grande sviluppo dell’impresa pubblica “la quale - evidenzia Prodi - ha assunto ormai la funzione continua di salvataggio e, quindi, si è burocratizzata in modo colossale
costituendo elemento di turbamento anche nei settori in cui essa agisce ed in
cui non è necessario che agisca.
Il sistema italiano nel ‘75 ha registrato un’enorme crisi, l’impresa pubblica
l’ha avuta più del resto del sistema e, mentre la piccola, media e grande impresa si sono rialzate, l’impresa pubblica è ormai come quei malati che non sentono più gli stimoli della rianimazione, non hanno più il ciclo economico corretto
ma tendono ad avere un trend diverso dal resto dell’economia”.
Il prof. Prodi conclude la sua relazione precisando che bisogna approfittare
della crisi economica in cui ci siamo imbattuti per capirne la lezione e per recuperare quegli spazi innovativi di movimento, di libertà, di responsabilizzazione,
senza i quali non è possibile risorgere a nuova vita: anche in America e in Gran
Bretagna hanno compreso l’errore portato avanti dagli economisti negli anni
‘60 auspicanti le fusioni imprenditoriali per il raggiungimento delle massime
dimensioni e della maggiore concentrazione possibile; per conseguenza hanno
rivalutato l’importanza della piccola e media impresa le quali, se adeguatamente responsabilizzate, possono proporre ed indirizzare il futuro prossimo dell’economia occidentale ed italiana in particolare.
È da rimarcare come i lions si sono sempre dimostrati attenti osservatori
degli sviluppi dell’economia e soprattutto dei grandi fenomeni che l’hanno
caratterizzata e che hanno condizionato il cammino evolutivo della società;
tutto ciò in quanto il lionismo nel distretto 108L ha sempre proposto un modello di partecipazione attiva alla vita sociale che ha perseguito il fine della ricerca
della verità e dell’interesse comune.
In siffatto contesto illustrativo giunge a proposito il richiamo alle parole del
PDG avv. Giuseppe Taranto che ebbe a precisare “in una società libera e democratica qual’è quella che emerge dalla nostra Costituzione sui rapporti economico - sociali improntati alla libera iniziativa, l’impresa privata rappresenta,
pur nell’ordinato equilibrio di reciproci diritti, una manifestazione delle libertà
dell’individuo che va rispettata e garantita in concreto …..”.
Sul tema in trattazione, del resto, i lions del distretto si sono dimostrati
sempre attenti ed attivi nel promuovere iniziative atte a conoscere e far conoscere i risvolti ed, ove possibile, le soluzioni alle problematiche economico sociali che in questo primo mezzo secolo di storia lionistica nel distretto si sono
affacciate alla ribalta e si sono poste all’osservazione comune: quanto sopra
rilevato hanno prodotto non perdendo di vista il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche sia a carattere locale che nazionale.
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In ragione di quanto precisato si evidenzia come nella rivista distrettuale
dell’ottobre del 1978, a firma Marcello Modiano quale presidente del comitato
nazionale piccoli imprenditori della Confindustria, nonché PDG del distretto
108 - TA, è stato trattato l’argomento, di grande valenza economica, relativo
all’impatto subito dalla piccola impresa italiana, che costituisce la spina dorsale
dell’imprenditoria interna, con l’introduzione della Comunità Economica
Europea C.E.E. e, soprattutto con i condizionamenti dalla stessa arrecati ai
mercati di settore ed all’ambiente produttivo in genere. Successivamente, nel
maggio del 1979 all’interno della rivista distrettuale, viene riportato il resoconto di un importante convegno tenutosi ad Empoli sul tema “Gli imprenditori
economici nell’Europa unita” che ha ripreso e sviluppato le argomentazioni di
attualità già oggetto del precedente intervento: si rilevano proposte e suggerimenti dei lions per individuare un profilo armonico della materia atto a conciliare tutte le parti interessate od in contrasto.
Ma i lions, come più volte ripetuto, sono attenti ad ogni più piccolo risvolto
della materia ed alla luce di questa acuta osservazione non hanno potuto mancare di mettere in evidenza “la mistificazione sociale” ossia le manovre ed i
sistemi che in ogni settore dell’economia e della vita sociale tendono a dare una
falsa rappresentazione della realtà per strumentalizzare, a soli fini particolaristici, la verità.
Questa argomentazione è stata trattata nell’anno 1979 e riportata, a fronte
di un’attenta disamina che ne ha messo in luce tutti gli aspetti, anche reconditi,
nella rivista distrettuale per evidenziare i pericoli che si corrono ad ascoltare
alcuni imbonitori.
I lions non conoscono soste alla loro fervente attività ed in data 8 marzo
1980 organizzano, governatore E. Bellini, un importante convegno su argomentazioni di carattere economico incentrato sul tema “Inflazione e categorie economiche”.
Il convegno che ha visto come principale relatore il prof. dott. Guido Carli,
già governatore della Banca d’Italia e presidente, uscente, della Confindustria,
si è svolto nella splendida cornice dell’aula magna della Facoltà di Economia e
Commercio dell’Università di Firenze ed ha messo in luce, con acuta sensibilità, gli aspetti caratterizzanti uno dei più gravi problemi che travagliano la collettività nazionale, l’inflazione, la quale, più di ogni altra configura, erode ricchezza ed abbatte risorse nei confronti di larghi strati di popolazione.
Quanto sopra è compendiato nella rivista distrettuale del maggio 1980 che
evidenzia come questo stato di cose apporti consistenti problemi anche alle attività professionali che con il “mostro” devono confrontarsi.
Tutti riconosciamo al lionismo la qualifica di “servizio a disposizione della
comunità”, tutti sappiamo che per anni il lionismo ha prodotto soprattutto assistenzialismo, ma non possiamo sottacere che la migliore espressione del medesimo l’abbiamo riscontrata quando si è proposto come “movimento di opinione” od, ancora, come “movimento di pressione” quando ha fatto proprie le problematiche sociali, ha cercato di conoscerle e di offrire alle medesime ventagli
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di possibili soluzioni quando si è posto in collaborazione stretta con le istituzioni e le pubbliche autorità per offrire la propria professionalità ed il proprio contributo di idee e conoscenze.
Ecco dunque che in questa ottica, nel 1981, il tema distrettuale ha trattato
l’argomento, complesso e scabroso, della “Necessità dell’inserimento di tutti i
ceti produttivi nel dialogo decisionale tra classe dirigente e organizzazioni sindacali”. Si auspica una partecipazione corale al dialogo per ottenere il superamento delle problematiche connesse e ridurre l’impatto economico di tali contrasti nel Paese.
Si istituì sull’argomento una tavola rotonda a Pistoia e se ne riportarono i
contenuti e gli sviluppi nelle riviste distrettuali del marzo e maggio 1981.
Un’altra bella pagina scritta dai lions sull’argomento socio-economico è
quella riportata nella rivista “Lionismo” del maggio 1982 nella quale vengono
illustrate le risultanze del seminario multidistrettuale tenutosi il 27 marzo del
1982 sul tema, attualissimo per il periodo storico, “Il degrado morale, politico,
economico degli anni 80”. Per restare all’aspetto economico, vengono messe in
luce le situazioni negative della condizione economica nazionale, anche se si
sostiene non esistere un vero e proprio degrado economico in quanto l’economia dimostra vivacità, progresso e iniziativa nonostante le contraddizioni che
l’affliggono le quali, a ben guardare, si dimostrano necessarie alla crescita economica.
Approdando a periodi più recenti si può riscontrare che l’attività dei lions
sull’argomento non si è certamente affievolita ed i riscontri di quest’affermazione li possiamo rintracciare nella disamina delle attività che i vari club del
distretto hanno profuso nel tempo fino alla attualità.
Il L.C. di Latina Host ha posto in essere una serie di convegni per evidenziare la crescita sociale economica e politica della città dai primordi degli anni
’60 (forse i migliori in relazione allo sviluppo manifestatosi in tutti i settori) al
passaggio attraverso gli anni ’70 ed ’80, pieni di innovazioni ma anche di fermento, fino a giungere agli anni ’90 ed alla stretta attualità che hanno evidenziato una radicale trasformazione cittadina con un minor sviluppo economico.
Sempre a carattere locale si presenta l’indagine economica e sociale condotta
da altri lions club quali Amatrice Comunità del Velino, Cassino, Nuoro Host,
Formia, Cagliari Host, indagine che a volte si allarga per seguire problematiche
e temi di ampio respiro quali “L’importanza di una politica comunitaria europea e l’adozione di una moneta unica”, “Maastricht ed il futuro dell’economia
italiana”, “Vantaggi e/o svantaggi dell’avvento dell’Euro nei nostri bilanci
domestici”, “Sistema del credito verso il 1992 e riflessi sull’economia italiana”,
“Borsa e mercati finanziari” ed ancora “Il circolo virtuoso della ripresa economica - I giovani, le loro ragioni, la scuola, il lavoro, le istituzioni, la società, le
banche: internet un nuovo modo di comunicare, conoscere, lavorare”, “Essere
un imprenditore italiano nell’epoca dell’euro”, “I problemi economici di attualità”, “Economia e globalizzazione”.
Hanno trattato le argomentazioni su esposte in altrettanti convegni e semi-
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nari i lions club di Formia, Cagliari Host, Spoleto, Civita Castellana,
Civitavecchia e S. Marinella Host, Viterbo, Tarquinia, Rieti, Rieti Host,
Cassino, Sassari Host e numerosi club di Roma.
Per scendere nel particolare si può far cenno all’iniziativa del L.C. Città
della Pieve che negli anni ’80 ha partecipato, invitato dall’amministrazione
comunale, ad un progetto per lo “Sviluppo economico del Comune” e negli
anni ’90 si è occupato del tema “Occupazione e mondo produttivo: prospettive
per un rilancio del territorio pievese”.
Come innanzi accennato molti sono stati i lions club del distretto che hanno
svolto l’argomento in trattazione e lo hanno fatto con l’apporto di rilievi, proposte e suggerimenti, ma, sovente, hanno limitato la prospettiva all’ambito territoriale di appartenenza perché hanno compreso che le prime problematiche da
evidenziare e da affrontare sono quelle che riguardano lo spazio vitale del quotidiano. Così si sono indirizzati i L.C. di Amatrice Comunità del Velino e
Trasimeno nonché i L.C. sardi di Oristano, Villacedro, Nuoro, Castelsardo,
Quartu Sant’Elena. In particolare quest’ultimo ha portato avanti il service
“Prendere attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della
comunità” organizzando una serie di seminari per analizzare i bisogni della
comunità, evidenziare i problemi economici della stessa anche in ragione delle
soluzioni prospettate. Secondo la stessa ottica ha operato il Roma Pantheon
quando, recentemente, nell’anno 2003/04, ha sottoscritto un “Protocollo d’ intesa” con il I Municipio di Roma (Centro storico) volto alla disamina ed alla
soluzione di problematiche legate al territorio di pertinenza, alla evidenziazione
di aspetti di carattere socio economico che lo condizionano ed alla proposizione di iniziative atte a migliorare le condizioni di vita degli occupanti ed a favorire la migliore penetrazione turistica nel territorio unitamente alla salvaguardia
delle espressioni artistiche che lo connotano.
Di fatto, poi, la grande maggioranza dei lions club del distretto si apre ciclicamente a considerare le tematiche socio-economiche di ampio respiro che
investono l’ambito nazionale o sopranazionale, soprattutto quando l’argomentazione si propone di stretta attualità. È questo il caso dei congressi sostenuti
dal Roma Castelli Romani, “Il sistema monetario europeo” nel 1979, “La
Banca d’Italia questa sconosciuta”, nel 1981, “Le partecipazioni statali oggi”,
nel 1985 come relazionato dall’On.le Clelio Darida, o il caso del convegno
“Economia liberale ed economia pianificata di fronte al problema etico per la
soluzione delle questioni sociali” organizzato nel ’62 dal Roma Capitolium, o
ancora il caso del Sassari Host che si è dedicato ad affrontare le tematiche connesse col “Mondo del lavoro” attraverso studi, conferenze e pubblicazioni che
ne ponessero in evidenza i riflessi sull’economia e, secondo quest’ultima, sulla
società.
L’attenzione dei lions al tema economico sociale non si arresta mai e incontra espressione concreta sia nel tema distrettuale di studio proposto per l’anno
2004/05 “Il lavoro etico e la responsabilità sociale di impresa”, tema che ha
riscosso il favore dell’intero movimento distrettuale e dei lions club tutti che lo
220
hanno svolto con riguardo e piena attenzione, sia nel tema del governatore per
l’anno 2003/04 incentrato su “Tecnologia, innovazione e qualità della vita” trattato specificamente nel congresso d’autunno, tenutosi a Viterbo nel novembre
2003 (atti del congresso contenuti nel n. 61 dei “Quaderni del Lionismo”).
Proprio nel citato congresso di autunno, a proposito del tema in trattazione,
si è posto l’accento sui quattro indicatori che qualificano la bontà della qualità
della vita e precisamente l’assenza di malattia, l’integrità psicofisica, il soddisfacimento dei bisogni primari e quello dei bisogni secondari. In tutti e quattro
gli indicatori primeggia l’osservazione dell’aspetto sociale, come sollevato
dalle problematiche connesse al tema di fondo, mentre negli ultimi due non può
non balzare ad evidenza l’importanza che assume l’aspetto economico di conserva con quello etico; entrambi prospettano la difficile coniugazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche con “l’etica del rispetto” e con l’economia
posta a base di un mondo in divenire che progredisce troppo in fretta rispetto ai
tempi della tradizione.
Interessante il riscontro sociologico, in questo contesto, che richiama al
rispetto dell’etica della salute (con il miglioramento della quantità e qualità
della produzione di beni di consumo), della qualità della vita (attraverso il primato dei valori della cultura umanistica oltreché di quella scientifica e tecnologica), delle tradizioni e dei “credi religiosi” (attraverso la reciproca comprensione tra popolazioni, etnie e confessioni religiose diverse), della vita
dell’Uomo (fin dal sorgere nell’embrione materno), della dignità dell’Uomo
(attraverso il perseguimento della finalità ultima di ogni attività umana ossia
quella rivolta a migliorare le condizioni di vita terrena senza impedire o limitare lo sviluppo della vita spirituale).
È altrettanto interessante rilevare, in tema di economia e socialità dei lions,
come la nostra azione e, soprattutto, quella dei lions del distretto, visto che di
questo ambito si tratta, si muove verso le istituzioni per realizzare una diretta
collaborazione con le Pubbliche Autorità atta a sviluppare quelle attività necessarie di informazione, di diffusione, di opinione affinché in uno Stato di diritto,
qual’è il nostro, si realizzi il giusto equilibrio tra diritti e doveri del cittadino da
una parte e diritti e doveri delle istituzioni dall’altra.
Il lionismo, in quest’ottica, ha agito come “movimento di opinione” ma si
presta e si apre ad agire come “movimento di pressione” secondo opportune ed
adeguate modalità di intervento. Questi aspetti rilevanti dell’attività lionistica
che si riflettono direttamente nella capacità dei lions di intervenire in ambito
sociale e condizionarne sia l’espressione dell’individuo sia quella economica,
sono stati dibattuti ampiamente nel congresso straordinario sul tema “Ruolo dei
lions club in un sistema di democrazia partecipativa” tenutosi, governatore
Bruno Ferraro, nel novembre 1994 a Rieti e conservati nel n. 40 dei “Quaderni
del Lionismo” costituenti la memoria “viva” del ns. distretto.
Altro rilevante momento di “economia sociale” lo si incontra negli atti del
convegno, conservati nel n. 51 dei “Quaderni del Lionismo”, sul tema
“Disoccupazione e lavoro” tenutosi a Terni nel 2001, governatore Pietro
221
Pegoraro, convegno che ha trattato gli aspetti della “Occupazione intellettuale:
problemi”, della “Politica dei lions verso i giovani”, dell’”Impresa dinanzi alla
globalizzazione”, della “Condizione giovanile tra disoccupazione e nuove
opportunità”. A questo proposito, in chiave economico sociale, si è rilevato che
il sistema produttivo mondiale si va sempre più rapidamente trasferendo dall’industria ai servizi e che, per conseguenza, è in atto un imponente fenomeno
di terziarizzazione dei sistemi produttivi i quali, trasferiti dalla catena di montaggio al computer, rendono sempre più marginale il lavoro non qualificato ed
esaltano quello qualificato. Di quanto sopra risente l’economia del ns. Paese
che non si pone sui livelli delle altre economie occidentali in quanto perde in
competitività per non essere riuscita a creare un’alta qualificazione professionale dei soggetti impegnati nel ciclo produttivo nazionale - i ns. lavoratori, dipendenti o autonomi, con alta qualificazione intellettuale e tecnica sono in numero
inferiore (22%) rispetto, ad esempio, alla Gran Bretagna (39%) od alla
Germania (28%) - e per non aver saputo creare i presupposti onde consentire
alle imprese di spendere qualcosa in più nella ricerca volta a ottimizzare la produzione: la spinta verso un miglioramento economico-sociale in questa ottica
deve partire dal mondo della produzione qualificando l’offerta di lavoro, mentre il mondo della formazione deve, a sua volta, riqualificarsi per essere pronto
a recepire tale migliore offerta.
In questo contesto il relatore del tema “L’impresa dinanzi alla globalizzazione” ing. Catervo Cangiotti, presidente della Formazione Professionale della
Confindustria, ha dato atto ai lions del distretto della loro lungimiranza per aver
individuato un tema, quale quello che si svolge nel congresso, di grande valenza sociale oltre che economica ed ha precisato come “sia indifferibile creare
nuovi modelli di formazione e lavoro in quanto tutti i modelli tradizionali sono
entrati in crisi perché non più adattabili alla società di oggi”.
È stato calcolato che nei prossimi 10 anni nasceranno 200 professioni ad
oggi sconosciute e, come ha sostenuto il sociologo ed economista americano
Peter Drucker, nel 2010 meno del 10% degli occupati del mondo industriale
sarà adibito a fare o spostare cose, cioè al lavoro materiale, mentre tutti gli altri
saranno adibiti al terziario, cioè alla gestione del tempo libero, alla importantissima gestione della tutela dell’ambiente, in una parola a reggere le fila di una
società sempre più complessa e dematerializzata, postindustriale, postmoderna,
cioè di una società che nasce da quell’immane e travolgente progresso dell’informatica, delle telecomunicazioni, della tecnologia e che ha portato a quei
fenomeni, a tutti noti, della globalizzazione”.
“Una tale rivoluzione - sostiene Cangiotti - non è solo di tipo economico e
tecnologico, ma impatta proprio sulla società e sui modelli di vita. Anzi i valori
sociali mai come adesso si intrecciano con quelli economici; questo porta ad
una rivoluzione o ad un profondo cambiamento che avverrà già nei prossimi 5
anni. Non siamo neanche noi oggi in grado di capire esattamente cosa succederà nei prossimi 5 anni, ma accadranno cose incredibili, si vedrà l’importanza
delle società telematiche ed il valore che assumerà il commercio elettronico che
222
sta rivoluzionando tutto, anche la vita di ciascuno di noi nella propria casa:
siamo appena all’inizio di qualcosa di veramente incredibile che può essere terrificante ma anche foriera di grande sviluppo”.
Mai previsione economico-sociale ha sollevato il nostro interesse e, contemporaneamente, la nostra apprensione come quella declamata nel recente
convegno di Terni, ma, credendo di interpretare il desiderio di tutti noi cittadini
di una società in continua e macroscopica crescita tecnologica, ci si augura che
i tempi di questo incommensurabile progresso si dilatino convenientemente per
consentirci di renderci conto che stiamo portando avanti un percorso di esistenza terrena quali uomini tra gli uomini e di assimilare il concetto che la nostra
vita, d’ora in poi, sarà condizionata e regolamentata dalla tecnologia la quale,
come una spirale senza controllo, si avvilupperà al nostro corpo soffocandolo
nei movimenti e condizionandolo nella psiche.
Vogliamo vivere, nonostante tutto, nella speranza che il nostro prossimo
futuro non appaia così infausto come ci viene dipinto e tratteggiato ma, soprattutto, vogliamo farlo credendo fortemente che il condizionamento tecnologico
non riuscirà mai a sopraffare lo spirito dell’uomo libero che è in noi e ci permetterà di conservare le nostre tradizioni, di salvaguardare la nostra cultura, di
destinare i nostri spazi vitali a ciò che abbiamo di più caro.
223
PROTEZIONE CIVILE
di Jolao Farci
Sino al 1935 gli interventi di “Protezione Civile” in Italia erano assolti
dall’Esercito e dai Corpi Municipali dei Vigili del Fuoco. Nel 1939 fu istituita
la direzione generale del “Servizio antincendi” e fu creato il Corpo Nazionale
dei Vigili del fuoco.
Nell’ottobre del 1963 sopraggiunse il disastro del Vajont - con un bilancio
di 2000 vittime - e, dopo la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta, gli organi governativi previdero il potenziamento dei servizi di protezione
civile.
Soltanto l’8 febbraio 1970, sotto la spinta emotiva determinata dal terremoto del Belice, che causò 316 vittime, fu approvata (relatore Giuseppe
Zamberletti) la legge 996, che per la prima volta introdusse nel nostro ordinamento il concetto di “Protezione Civile” nella duplice accezione di “organizzazione” a carattere permanente e di “attività” con fini preminentemente sociali,
diretta soprattutto alla protezione di soccorso e di assistenza in caso di calamità, ma tuttavia tesa anche allo studio, alla individuazione e alla prevenzione
degli eventi calamitosi.
Questa legge, con la quale sembrò che l’Italia si fosse allineata con i più
civili paesi del mondo, non fu subito applicata nei suoi contenuti essenziali. Le
norme per la sua applicazione furono pubblicate undici anni dopo; i previsti
“Comitati Regionali” per anni non funzionarono o non furono mai costituiti;
non furono impostati piani protezionali seri e articolati e, quando si giunse a
giuste programmazioni (indagine De Marchi), non si giunse a fasi attuative;
non venne assolutamente curata l’organizzazione del volontariato.
Quando nel settembre del 1976 il terremoto dilaniò le contrade del Friuli
causando 927 vittime, l’On. Zamberletti, investito della carica di Commissario
Governativo - come dichiarò più tardi (1979, Centro Alti Studi Militari) “dopo aver fatto una legge” si ritrovò “nelle condizioni di doverla applicare…
senza programmi, senza piani al di fuori di quelli settoriali… assistito soltanto
dalla fortuna…”
Nell’anno sociale 1976-1977, questa era la situazione della Protezione
Civile in Italia quando, dopo la tragedia del Friuli, fu portato allo studio dei
lions del Multidistretto 108 ITALY il tema operativo nazionale “Studio per l’organizzazione e attuazione dei soccorsi in caso di calamità naturali con ristrutturazione dell’attuale Protezione Civile”. Fu l’inizio di un esaltante servizio, che
unì per un decennio i distretti italiani, portando sicuramente a risultati di grande
rilievo. Fu l’inizio di una serie di incontri con l’On. Zamberletti (primo tra tutti
a Perugia nell’inverno del 1977) che assisté e incoraggiò il crescere delle nostre
attività di volontariato. Al XXV congresso nazionale di Gardone (27-29 maggio
1977) fu approvata la mozione presentata dal distretto 108L, che richiamava gli
organi pubblici al dovere di adottare tutte le cautele atte a garantire un’adeguata
prevenzione e al dovere di attuare le norme sancite dalla legge n° 996, impe-
224
gnando i lions italiani, a tutti i livelli, ad affiancare la Direzione Generale per la
Protezione Civile nei “Comitati Regionali” previsti e nelle organizzazioni di
volontariato.
Nell’anno sociale 1977-1978, al XXVI congresso nazionale di Rimini (2728 maggio 1978), lamentando l’apatia dimostrata dal multidistretto al rispetto
della mozione approvata al congresso di Gardone, il distretto 108L sostenne la
necessità di strutturare un Centro Studi o Comitato Permanente per la
Protezione Civile e annunciò l’organizzazione di un convegno nazionale sulla
“Protezione Civile in Italia”, da tenersi a Cagliari sotto il patrocinio della
Regione Autonoma Sardegna, e chiese la collaborazione e l’aiuto di tutti i
distretti italiani: collaborazione che venne entusiasticamente prestata.
Il convegno si tenne nei giorni 8 e 9 luglio 1978, con larga partecipazione
di politici e di studiosi eminenti, e con larga eco nella stampa nazionale. La
rivista mensile “L’Europa” (VIII/78, Roma, anno XIII, n° 3) arrivò a pubblicare
integralmente ben sette relazioni ritenute di particolare interesse. Gli atti del
convegno furono pubblicati nel n° 17 dei “Quaderni del Lionismo”.
Al XXVII congresso nazionale di Bologna (30-31 maggio 1979), su presentazione del distretto 108L, fu approvata una mozione volta al riconoscimento
della costituzione di una “Commissione Multidistrettuale Permanente per la
Protezione Civile”. Questa commissione si riunì per la prima volta a Roma,
presso l’Hotel Majestic, il 28 luglio 1979. A questa riunione molte altre ne
seguirono, con una media di tre all’anno, a Roma, a Prato, a Napoli, a San
Miniato, a Milano.
Il 12 ottobre 1979, al Forum di Vienna, nell’Hofburg, il distretto 108L
(nella persona di Jolao Farci), a nome del Multidistretto 108 ITALY, portò una
relazione che proponeva “Un servizio per tutti i lions del mondo”. Con detta
relazione, preso atto dell’insufficienza dello Stato nell’affrontare i grandi problemi posti dall’incombere di eventi disastrosi, si proponeva ai lions di “dare
una mano allo Stato” con prestazioni volontaristiche di rilievo e di verifica, di
studio e di assistenza negli ambiti dei club. La proposta non fu approvata: le si
preferì la raccomandazione ai club di mettere a dimora, ogni anno, almeno una
ventina di alberi e di ripulire, ove possibile, almeno 500 metri di rive fluviali.
Il 23 febbraio 1980, a Civitavecchia, si tenne un convegno sulla
“Protezione Civile”, con la partecipazione del Prefetto di Roma e di numerosi
alti funzionari del Ministero degli Interni, appositamente convenuti. A questo
convegno fecero seguito, in quell’anno e nel successivo, diversi incontri di studio e tavole rotonde in numerose città del distretto 108L (Roma, Firenze,
Cagliari, Prato, Empoli, Terni, Pistoia, Perugia tra le maggiori) e in altre del
multidistretto (Genova, Torino, Milano, Verona, Bari, Napoli e altre).
Il 16, 17 e 18 maggio 1980, a San Miniato, si svolse un convegno internazionale sul tema “Protezione civile e protezione dell’ambiente: operatività e
legislazione nei paesi europei”, con la partecipazione di specialisti tedeschi e
svizzeri.
Nell’anno sociale 1980-81, interessate dagli studi, dai convegni, dai dibatti-
225
ti accesi dai club lions, le Prefetture di Frosinone, Arezzo, Cagliari, Massa
Carrara, Nuoro, Oristano, Terni, Pisa, Livorno, Viterbo e Perugia si aprirono
alla partecipazione dei lions allo studio, alla redazione e alla predisposizione
dei “Piani di Protezione Civile”.
Nell’ottobre del 1981 il Prefetto Rappresentante del Governo presso la
Regione Autonoma Sardegna chiamò un rappresentante del distretto 108L a far
parte del “Comitato Regionale” per la Protezione Civile.
Al XXIX congresso nazionale di Milano, chiamato dal Presidente del
Consiglio dei Governatori, un rappresentante del distretto 108L svolse la relazione ufficiale sul tema operativo nazionale “Volontariato, espressione di
libertà: contributo dei lions nella protezione dell’ambiente e nella Protezione
Civile”.
Il 24 gennaio 1982, in preparazione del congresso distrettuale del distretto
108L, si svolse a Pontedera un importante convegno sul tema “Protezione
Civile: un’esigenza da non procrastinare”.
Il 27 marzo dello stesso anno si tenne un altro importante convegno a
Pistoia sul tema “La Protezione Civile oggi”.
Il 3-4 giugno, sempre 1982, al XXX congresso distrettuale di Montecatini,
per l’annata 1982-1983 fu votato il service “Protezione Civile: un’esigenza da
non procrastinare”.
Gli anni sociali 1982-1983 e 1983-1984 furono dedicati, nelle diverse sedi
distrettuali e della Commissione Multidistrettuale Permanente della Protezione
Civile, allo studio della “difesa ambientale”, vista come capitolo fondamentale
della Protezione Civile e delle sue possibilità d’intervento. Si indirizzarono i
club alla individuazione e allo studio delle “situazioni di pericolo” rilevabili nei
territori di pertinenza, al censimento delle locali organizzazioni volontaristiche
ed al censimento dei mezzi d’intervento privati disponibili per affiancare le
strutture ufficiali dello Stato in casi di calamità naturali.
Nell’anno sociale 1984-1985, con la collaborazione dell’Ispettorato
Ripartimentale Foreste di Nuoro e dell’Istituto di Botanica dell’Università di
Cagliari, e con il contributo della Regione Autonoma Sardegna, della Regione
Umbria e dei club del distretto 108L, fu pubblicato a Cagliari un “Quaderno”
intitolato “ Boschi e incendi boschivi”. Il volumetto fu accompagnato da una
lusinghiera presentazione dell’On. Giuseppe Zamberletti, diventato Ministro
del Dicastero per la Protezione Civile che - finalmente! - era stato costituito
anche in Italia. Fu pubblicato in 100.000 copie e fu diffuso nelle scuole della
Sardegna, del Lazio, della Toscana e dell’Umbria. Fu ripubblicato qualche anno
più tardi in 50.000 copie e, in seguito ad un accordo con i lions club della
Corsica, fu tradotto e diffuso in quella regione e nella Costa Azzurra.
Negli anni sociali 1985-1986 e 1986-1987 si portò avanti nelle scuole la
diffusione dell’opuscolo “Boschi e incendi boschivi”, accompagnandola con
conversazioni e proiezioni. In questi anni fu pubblicato dal club di Pontassieve
“Il mio primo libro di pronto soccorso”, curato dal club di Pontassieve e destinato ai giovanissimi. Furono pubblicati, inoltre, gli atti del convegno nazionale
226
su “La telemedicina per la prevenzione dei rischio della salute umana in mare”,
che si tenne a Macomer il 26 aprile 1987.
Nell’anno sociale 1987-1988, nei giorni 15, 16, 17 aprile, a Cagliari, si
svolse un convegno internazionale su “I boschi e il fuoco nel bacino del
Mediterraneo”, i cui atti sono stati pubblicati nel n. 29 dei “Quaderni del
Lionismo”. Intervennero al convegno, con relazioni specialistiche, funzionari
del Ministero Agricoltura e Foreste della Repubblica Jugoslava, dei “Sapeurs
Pompiers” francesi, della Facoltà di Ingegneria Agricola Technion d’Israele,
dell’Università di Trabzon (Turchia), del Ministero dell’Agricoltura di Spagna,
del Centro Studi “L. Embeger” di Montpellier, oltre che l’Ambasciatore del
Principato di Monaco, politici e studiosi di diverse Università italiane. Al termine del convegno fu votata una mozione indirizzata agli Organi Legislativi
della Comunità Europea volta all’ adozione di misure comuni per la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi.
Negli anni seguenti, con il consolidarsi delle strutture statali della
Protezione Civile, la commissione multidistrettuale relativa andò gradatamente
rallentando la sua attività fino a concluderle agli inizi degli anni ‘90. Fu un
errore perché i club avrebbero potuto essere indirizzati verso lo studio delle
situazioni locali di pericolo, con la stesura e con l’aggiornamento delle “mappe
dei rischi”, che costituiscono un supporto fondamentale per una Protezione
Civile operante.
Mi piace concludere questa “rivisitazione” del servizio “Protezione Civile”
prestato nell’arco di un decennio ricordando quegli Amici che mi furono vicini,
membri solerti del “Comitato Multidistrettuale Permanente”, e che più di tutti
sicuramente hanno “teso una mano allo Stato” nell’aiutarlo a realizzare anche
in Italia degne strutture protezionali: Piero Pallavicini del distretto 108 IB (che
curò nel 1983 e 1987 la pubblicazione di un “Manuale di Protezione Civile”,
con la collaborazione dell’Ordine Nazionale dei Geologi Italiani), Michele
Berardo del distretto 108 IA, Giampiero Capriotti del distretto 108 IA, Renzo
Scossiroli del distretto 108 TB, Achille Valentini del distretto 108 A, Francesco
Maria Serra del distretto 108 L.
227
AMBIENTE
di Naldo Anselmi
Il distretto 108L, come in verità tutti gli altri del nostro Paese, ha sempre
tenuto in alta considerazione l’ambiente, in particolare a partire dagli anni ’70,
quando cominciarono ad emergere le prime significative problematiche ecologiche. Da allora le azioni lions sull’argomento sono andate progressivamente
aumentando, con una particolare intensificazione negli ultimi anni, nell’intento
di poter in qualche modo contribuire contro le gravi situazioni ambientali che
stiamo vivendo, sia a livello locale che planetario. Sebbene talora trattati nell’
ambito del service “Protezione civile”, con cui presentano indubbi aspetti
comuni, i temi più squisitamente ecologici hanno per lo più goduto di un service specifico, con comitato proprio. Molto spesso, poi, vari aspetti ambientali
sono stati affrontati anche operando in altri service, quali quelli riguardanti gli
aspetti agricoli, turistici, industriali, energetici, urbanistici, tutti settori con
importanti riflessi ecologici. L’ ecologia, peraltro, è stata oggetto di rilevante
attività anche a livello internazionale, sia nei Forum europei (insieme a protezione civile), con il gruppo di lavoro “Protezione dell’ ambiente”, sia nei “convegni del Mediterraneo” (dal 1992, denominate”Conferenze”), con l’apposita
sessione “Ambiente”.
Negli anni ’60, i richiami all’ ambiente del distretto 108L, quantunque sporadici, derivarono da settori nevralgici per il nostro Paese, quali quelli energetici (L.C.Roma Host, 1960:Energia nucleare, prospettive di applicazioni pratiche) e quelli agricoli (L.C.Viterbo, 1961: Problemi dell’ agricoltura).
Negli anni ‘70, l’attenzione dei lions verso l’ambiente fu testimoniata dalla
scelta, nel 1974, dell’ ecologia come tema congressuale nazionale e, nel 1975,
al congresso di Taormina, addirittura dall’approvazione di un comitato interdistrettuale permanente ad hoc. Nella sua prima riunione, il 15 novembre a
Montecatini, preso atto della grande complessità dell’ argomento e dell’ impossibilità di poter intervenire globalmente, a livello nazionale(legislativo), detto
comitato suggerisce azioni soprattutto a livello locale.
Le attività dei club del nostro distretto sull’ argomento furono di tutto
rispetto, con analisi dei più vari aspetti ecologici, dagli aspetti urbanistici, all’uso dei fitofarmaci in agricoltura, dal trattamento delle acque reflue e dei rifiuti,
alla situazione ecologica dei laghi, dei fiumi e del mare (un esempio per tutti a
quest’ultimo riguardo: “Il caso Cavtat nel contesto dei problemi ecologici italiani” al L.C.Roma, riferito alla nave Cavtat, che affondò di fronte ad Otranto,
perdendo 400 bidoni di cloruro di etile) o, ancora, al problema delle energie
alternative.
La viva riflessione ecologica di quegli anni spinse taluni club a presentare
ai propri soci le due principali associazioni ambientalistiche nazionali, Italia
Nostra (es. al L.C. Roma Host, 1977) e WWF (es.al L.C.Roma Parioli, 1978).
Agli inizi degli anni ’80, le considerazioni dei lions verso gli aspetti ecologici, già in più casi manifestati con le attività dedicate al tema di studio nazio-
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nale “Il contributo dell’ associazione nella valorizzazione delle vocazioni agricole, turistiche ed artigianali italiane...”, furono particolarmente intense con il
service nazionale” (I lions, con i giovani, nella comune difesa del nostro
mondo”) entrambi approvati a Fiuggi, nel 1980. In tale decennio, l’ attenzione
fu soprattutto rivolta ai problemi dell’ inquinamento e all’ importanza delle aree
protette, aspetti che stavano assumendo sempre maggiore importanza.
Nell’annata 1985-1986, si affrontò il service “ Per ogni lions un albero in
più”, con un fiorire di promozioni di feste degli alberi e, comunque, di piantumazioni di piante forestali, in genere in collaborazione con il Corpo Forestale
dello Stato. Detta iniziativa divenne poi legge dello Stato, tradotta in “Per ogni
bambino nato, un albero in più”. In questo decennio, la grande sensibilità dei
lions del nostro distretto per l’ambiente si concretizza con ben due “Quaderni
del Lionismo” dedicati a temi con carattere ambientale: “Fonti energetiche
alternative”, nel 1982, e “I boschi ed il fuoco nel bacino del Mediterraneo” nel
1988, nonché, nell’annata 1988-1989, con il service distrettuale “Difesa dei
valori ambientali”, che si andò ad unire al tema nazionale “Ambiente, sviluppo
e qualità della vita”, votato nel 1988 al congresso di Taormina. Ampie azioni
sugli aspetti ambientali, riferiti soprattutto ai centri urbani, trovarono spazio
anche in quelle serie di service nazionali su “Ama di più la tua città”, svolte dal
1988 al 1992, da noi peraltro ripetute nelle annate 1994-1995, 1995-1996, con
“Il nostro Comune”, 1996-1997 con “Progetto città” e 1999-2000 con “Insieme
città facendo”.
Anche per questo, gli anni ’90 furono caratterizzati da un fiorire di attività
dei club sugli aspetti ecologici. Nel biennio 1991-1992 da sottolineare l’ iniziativa dei club sardi, che promossero “la settimana ecologica sarda”, curata da
Francesco Serra, con visite guidate delle scuole all’ Orto Botanico di Cagliari,
riaperto al pubblico da pochi mesi (Cagliari Host, Cagliari Castello, ecc.), campagne di educazione ambientale nelle scuole (Macomer, Nuoro, ecc.), escursioni naturalistiche (Cagliari Villanova, Iglesias,ecc.), messa a dimora di alberi
(Carbonia, Oristano, Porto Torres, ecc.), piantumazioni peraltro promosse da
numerosi altri club anche nel Lazio ad in Umbria.
Un particolare elemento di dibattito ambientale fu rappresentato dalle fonti
energetiche, che dopo l’abbandono (per referendum) del nucleare, divennero
una preoccupazione molto sentita, in particolare nel nostro distretto dove, a
Montalto di Castro, si ebbe l’ insediamento di una centrale termo-elettrica (in
luogo di quella nucleare). Il problema, già in passato dibattuto in vari club limitrofi a tal sito (es. conferenze nel 1976 sull “Impatto delle centrali nucleari sull’
ambiente”nel 1976 al L.C. di Civitavecchia S.M. e nel 1988, al L.C.di
Tarquinia, su “Centrali elettronucleare, obiettivo sicurezza”), culminò con due
temi di studio nazionali, sull’“Emergenza elettrica in Italia” (Montecatini,
1992) e su “Ritornare al nucleare per garantire al Paese più autonomia….”
(Napoli, 1994). Con essi vennero promossi innumerevoli meeting, i cui contenuti finivano sempre per richiamare o confrontare l’impatto ambientale delle
varie scelte energetiche. Tra i vari altri temi ecologici affrontati nel decennio si
229
ricordano: l’impatto ambientale sulle aree costiere (L.C. Civitavecchia
P.T.,1991), gli aspetti idrogeologici (L.C.Rieti Flavia Gens, 1998), i rapporti
bosco-ambiente (es. al L.C.Viterbo); i rapporti “ambiente e città” (Civita
Castellana, 1996), gli inquinanti (L.C. Civitavecchia P.T.,1991;. L.C.Rieti
Varrone, 1998); l’agricoltura biologica (es. al L.C.Montefiascone), i rifiuti
urbani, le aree protette. Una menzione particolare meritano il lavoro sui rifiuti
urbani condotto nell’ annata 1997-1998, coronato con l’interessante volumetto
“Un servizio in favore dell’ ambiente: manualetto sulle discariche”, ed il convegno distrettuale di Città Ducale su “Ambiente e protezione civile” nel 1998.
Nelle annate 1999-2000, numerosi club svolsero service sull’ ambiente, con
inchieste (es. L.C. Ciampino), concorsi scolastici (es. L.C.Città di Castello),
conferenze (es.Gestione dei rifiuti e raccolta differenziata, L.C. Città di
Castello; “Le centrali a carbone: pro e contro”, L.C Civitavecchia P.T;
“Desertificazione, il caso Sardegna”, L.C. Oristano), convegni (es. club della
VI circoscrizione sui “Parchi naturalistici della Sardegna”).
Al congresso di Milano 2001 fu approvato il tema di studio nazionale
“Sorella acqua per il 2000: conoscerla per salvarla”, che il 12 dicembre ottenne
il premio Merli dall’associazione “Movimento azzurro”. Nel nostro distretto la
partecipazione dei club fu quasi unanime (90%), con un 60% delle azioni rivolte a sottolineare il problema carenza o inquinamento dell’acqua e le connessioni con il problema desertificazione, povertà e sanità nel terzo mondo. Le attività, efficacemente coordinate da Stefano Pecchioli, coinvolsero numerosissimi
esperti, tecnici ed istituzioni e furono coronate dalla pubblicazione di un interessante volume in cui vennero riportate tutte le azioni più significative portate
avanti nel distretto, nonché dalla realizzazione di alcuni pozzi per l’ acqua potabile in Eritrea ed in Etiopia.
In quegli anni, lions del nostro distretto intervennero tangibilmente sui problemi ambientali anche alle “Conferenze del Mediterraneo”, come il PID
Giuseppe Taranto a Taormina, nel 2001, a cui venne affidata la presidenza della
sessione ambiente (Lionismo n.4, 2001), ed il PDG Enrico Cesarotti a Tangeri,
nel 2002, che presentò una relazione su “La desertificazione: problematiche e
strategie di difesa. Il ruolo dei lions”, preparata in collaborazione con Anselmi
(“The Lion”, maggio 2002).
Gli emergenti scottanti argomenti desertificazione, carenza idrica, cambiamenti climatici e protocollo di Kyoto sono stati più volte ripresi da soci del
distretto, nell’ultimo quinquennio, con brevi note sulle riviste “The Lion”
(maggio 2003, settembre 2005) e “Lionismo” (n° 1 e n° 4 del 2000; n° 1 e 4 del
2002; n° 1 del 2003; n° 2 del 2005). Essi hanno avuto un particolare approfondimento il 23 gennaio 2003, con un Forum sulla desertificazione, a cura della
rivista “Lionismo”, magistralmente organizzato e coordinato dal direttore della
medesima, PDG Osvaldo de Tullio, con la collaborazione di Anselmi, i cui testi
furono raccolti in un fascicolo ad hoc di 12 pagine nel n° 5 della rivista dell’annata (Vi presero parte ricercatori o tecnici tra i più esperti nel settore, come il
prof. P. Gagliardo dell’Università di Cosenza, il dott. Mario Sciortino
230
dell’Enea, i proff. Ervedo Giordano e Riccardo Valentini dell’Università della
Tuscia di Viterbo, oggi presidente del comitato internazionale contro la desertificazione).
Nell’annata 2000-2001, il distretto affrontò un altro importante problema
ambientale, con un tema distrettuale sulle “Radiazioni elettromagnetiche”, presentato al congresso di Foligno dalla zona B della IV circoscrizione.
Ottimamente coordinato da Sergio Gigli, il tema vide l’adesione di numerosissimi club, con conferenze, convegni ed interessanti approfondimenti sul problema.
Un altro importante argomento a spiccata valenza ambientale (ma anche
etica, sanitaria, sociale), di particolare attualità, verso cui già qualche club
aveva in passato rivolto l’attenzione (Rieti Host, 1989; Perugia Augusta
Perusia, 2000; Todi, 2001; Civita Castellana, 2003), riguardò gli Organismi
Geneticamente Modificati (OGM), affrontato come tema distrettuale di studio
nell’annata 2003-2004. Il tema riscosse attenzione da parte di oltre 100 club,
con numerose conferenze, interclub, convegni e con la partecipazione di una
sessantina di ricercatori ed esperti del settore, pro e contro gli OGM. Esso fu
coronato da una monografia del coordinatore Anselmi, inserita come supplemento nel “Il Messaggero” del 5 luglio 2004, e da un convegno distrettuale a
Viterbo (16 Marzo 2004), con la partecipazione di oltre 600 persone, di cui
circa 350 non lions, e con l’intervento di una decina di ricercatori ed esperti,
dei presidenti nazionali delle tre principali associazioni degli agricoltori e del
Ministro dell’Agricoltura, On. Alemanno.
Negli ultimi 5 anni, diversi altri importanti aspetti ambientali sono stati trattati presso club del distretto, sia come conferenze (due esempi su aspetti emblematici: “Conoscere i rischi per la salute dell’inquinamento urbano”, L.C.Fondi,
PDG Padula; Formia 2003; “L’era dell’Idrogeno è veramente dietro l’angolo”,
L.C. Civitavecchia S.M.), sia come relazioni a convegni (es., l’intervento
“L’uomo e l’ambiente” al convegno “Tecnologia, Innovazione e Qualità della
vita” organizzato dal L.C. Rieti Varrone a Rieti, il 22 novembre 2003, presente
il Ministro dell’Agricoltura), sia come veri e propri convegni (es. nel 2004,
sull’Agricoltura a Perugia, organizzato dal prof. Mennella; su “Energia e
Natura” a Rieti, ad opera del L.C. Rieti Host, presente il Ministro
dell’Ambiente, On. Mattioli; nel 2005, sulla raccolta e sullo smaltimento dei
rifiuti solidi urbani, a Bracciano).
Merita attenzione una interessante ed appassionata nota di Marcello
Marinelli, sul primo numero di “Lionismo” 2002-2003, con proposta di un
Forum sui rifiuti ed un tema su “I rifiuti urbani: da rischio per l’ambiente a
risorse”, proposta che dovremmo prendere in attenta considerazione.
Si cita da ultimo un intervento di Anselmi sulle “Emergenze ambientali nel
nuovo millennio”, al congresso d’autunno organizzato il 20 dicembre 2005 a
Fiuggi dal governatore Agostino Inzaina. Con esso sono state sottolineate le
numerose problematiche che oggi attanagliano l’ambiente (deforestazione,
deficit idrico, desertificazione, Global change, inquinamento idrico e dell’aria
231
rifiuti e discariche, urbanizzazione, riduzione della biodiversità, pesticidi) e le
relative interconnessioni e sono stati offerti spunti sulle attività che i lions
potrebbero intraprendere per contribuire a ridurne l’impatto (in particolare nel
campo dei rifiuti e, soprattutto, dei cambiamenti climatici e della desertificazione, anche attraverso il protocollo di Kyoto, entrato in vigore il 5 febbraio
2005).
Da quanto precedentemente illustrato, emerge come le attività svolte dai
lions sull’ambiente sieno state numerose, intense e molto sentite. Nel cinquantennio si stima che siano state intraprese circa un migliaio di iniziative su problemi ambientali a livello di club, singolarmente o di interclub, affrontando
decine di aspetti diversi, coinvolgendo scuole, istituzioni, cittadini, promuovendo informazione, crescita culturale, misure preventive, sollecitazioni presso le
amministrazioni. La salvaguardia dell’ ambiente rappresenta oggi uno dei più
inquietanti problemi dell’ umanità. L’Uomo, con le sue smisurate azioni di sviluppo, troppo spesso rischiose, è andato a creare alterazioni ecologiche veramente inquietanti.
Noi lions, che ne abbiamo seguito attentamente l’evoluzione, non ne siamo
indifferenti!.
232
PROMOZIONE ARTISTICA
(1981-2006) a cura di Angelo Prosciutti e Maria Grazia Massari
A metà degli anni ’80 con il governatore Jolao Farci è stato istituito il 1°
Dipartimento Beni Culturali con rappresentanti sia per ogni circoscrizione che
per i club lioness.
Negli anni successivi il comitato è stato sempre confermato, dando possibilità ai vari componenti, di attivare una vasta azione promozionale nell’ambito
distrettuale ed una assistenza tecnico-operativa per le iniziative culturali dei
club soprattutto nel settore del restauro e della conservazione di beni culturali.
È opportuno quindi segnalare la più significativa realizzazione nei 25 anni
di attività lionistica distrettuale:
* La Sistina: il restauro del secolo. Dall’inizio degli anni ’80 e fino alla
vigilia del grande giubileo 2000 per i lions (soprattutto romani) il grande privilegio di avere a disposizione i protagonisti del “grande restauro del secolo nella
Cappella Sistina”: i maestri restauratori Gianluigi Colalucci (affreschi di
Michelangelo nella Volta e nel Giudizio Universale), Maurizio De Luca (i
dipinti murali dei Quattrocentisti) ed il dott. Nazzareno Gabrielli (direttore del
Gabinetto di ricerca scientifica dei Monumenti Musei e Gallerie Pontificie).
È stato seguito anno per anno l’iter operativo degli interventi con visite guidate alla Sistina e solo alcuni fortunati sono saliti sul famoso “ponte” che era la
base di lavoro per i restauratori della Volta. I seminari sono stati effettuati in
diversi club della Capitale, della provincia di Roma ed a Viterbo,
Civitavecchia, Cagliari e Sassari.
* Gite culturali. Visite guidate con storici dell’arte ed esperti culturali in
tutto il territorio distrettuale ad antichi palazzi, Chiese, monasteri ed a mostre di
dipinti. Non sono mancate gite culturali anche in altre regioni: in Campania
(Pompei, Ercolano ed Oplontis), Abruzzo (Alba Fucens), Umbria, Marche,
Toscana…. e in occasione delle grandi mostre a Firenze, Venezia, Ferrara,
Bologna e Napoli.
Inoltre, sono state affrontate tematiche culturali specifiche come per
L.C.Roma Nomentanum con il barocco romano e i monasteri nel Lazio.
* Da Exporestauri (Viareggio 1991) al progetto del museo multimediale
beni culturali. A Viareggio nel maggio del 1991 è stata presentata la mostra
“Exporestauri lions” con 55 pannelli espositivi contenenti la documentazione
fotografica e le relazioni tecniche relative agli interventi di restauro di opere
d’arte finanziate dai club del vecchio distretto 108/L. Inoltre, un ampio servizio
stampa sui restauri effettuati nel distretto è stato presentato in due inserti speciali della rivista “Lionismo” (nn. 1 e 3 del 1995) con documentazione illustrativa e relativo commento tecnico delle operazioni conservative. Questa notevole attività lionistica di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico nelle
233
regioni del Lazio, Umbria e Sardegna troverà nei prossimi anni una definitiva
collocazione espositiva nel “museo multimediale beni culturali” dei siti internet
dei club. La sperimentazione del primo museo è stata effettuata con il Roma
Sistina nell’anno lionistico del governatore Alberto Tarantino con il restauro
dei 24 ritratti dei Presidenti del Conservatorio di S. Eufemia con la collaborazione dell’Istituto Italiano Arte Artigianato e Restauro di Roma. Sono in fase di
avanzata realizzazione (ma per l’anno 2006/07) i progetti museali dei L.C.
Roma Colosseum, Tivoli d’Este e Palestrina.
* Le sponsorizzazioni di restauri di opere d’arte e di monumenti. Gli interventi di restauro finanziati dai club sono stati numerosi, dai dipinti su tela,
dipinti su tavola ed opere lignee, affreschi, organi…. fino alle “cinquecentine”
di Tivoli d’Este. L’elenco è disponibile nel sito del distretto tra i services dei
club. Tra i programmi pluriennali di restauro da segnalare i club: Narni,
Cagliari Host, Orvieto, Foligno, Palestrina, Tivoli Host, Tivoli d’Este,
Trasimeno, Roma Eur, Viterbo, Gubbio Piazza Grande e Roma Quirinale.
* Il gioiello trasteverino: l’antica spezieria di S. Maria alla Scala. La
Farmacia è chiusa da ormai oltre 30 anni ed è visitabile eccezionalmente soltanto su richiesta e con l’accompagnatore unico il carmelitano scalzo P.
Gaetano. I lions romani nel 2005 hanno partecipato al concorso”luoghi del
cuore” del FAI inviando oltre 1500 segnalazioni sulla “spezieria chiusa” e risultando primi nella classifica delle preferenze romane per i luoghi dimenticati.
Ampi servizi sull’evento sono stati pubblicati sulla stampa romana e nazionale
e trasmessi nelle reti televisive. Il FAI nelle giornate di primavera del 20 e 21
marzo 2005, con l’interessamento dei lions, ha ottenuto l’apertura della spezieria con la presenza di oltre 5000 visitatori.
Al Forum Europeo di Firenze, nell’anno del Grande Giubileo 2000, è stato
presentato l’itinerario religioso della Via Francigena da Aosta a Roma, con l’esposizione di tutti i “guidoncini” dei club lions delle città attraversate dalla
antica strada dei pellegrini
* Convegni e seminari. Con il past governatore Umberto Manucci è stato
organizzato nel 1986 “Fermi tutti… è un furto d’arte” con la partecipazione del
Generale Conforti responsabile del nucleo tutela del patrimonio artistico dei
Carabinieri. E nel 2002 “Raffaello a Roma” con relatori la dott.ssa M. Pia
Dorazio (ispettrice della SPAE del Lazio) Paolo Violini (restauratore dei Musei
Vaticani) ed Alberto Tagliaferri (storico dell’arte). Numerosi sono stati i seminari dei club su tematiche storico-artistiche soprattutto in occasione della conclusione degli interventi di restauro di opere d’arte e di monumenti.
Nel novembre 2005 incontro a Roma con il Ministro dei Beni ed Attività
Culturali on. Rocco Bottiglione sul tema “La funzione dell’associazionismo per
il recupero, ripristino e restauro del patrimonio artistico archeologico a supporto delle istituzioni preposte”.
234
* Pubblicazioni. Al termine di ogni intervento di restauro sono stati realizzati dei libri informativi sulle diverse fasi conservative con documentazione
fotografica, relazioni tecniche e ricerche storico-artistiche sulle opere d’arte
restaurate (Orvieto, Terni Host, Gubbio Host, Ciampino…). Inoltre sono da
evidenziare le iniziative editoriali di L.C. Sistina: “Itineraria” mini-libretto di
informazione culturale sulle passeggiate archeologiche nei rioni romani (alla
quinta edizione); L. C. Roma Quirinale: ricerca iconografica sui “leoni” nei
monumenti storici della città di Roma.
* Orientagiovani nei beni culturali. Il Roma Castelli Romani ha organizzato
per diversi anni seminari di orientamento formativo e professionale per future
scelte di studio e lavoro nel settore del restauro e della conservazione di beni
culturali nei licei del territorio castellano. Inoltre “borse di studio” sia di orientamento che di formazione sono state messe a disposizione di studenti liceali da
Narni e Roma Castelli Romani.
* Il “vatican day” per il campo internazionale giovanile “Amicitia”. Da 10
anni i giovani stranieri partecipanti al “Campo Amicizia” sono impegnati nella
tradizionale giornata culturale in Vaticano “spasseggiando dalla Galleria delle
Carte Geografiche verso la Cappella Sistina e la Basilica di S. Pietro” accompagnati da alcuni dei protagonisti dei grandi restauri per il Giubileo 2000.
* Il Cinquecentenario della istituzione dei Musei Vaticani e della nuova
fondazione della Basilica di S. Pietro in Vaticano (1506-2006).
Visite guidate coordinate da Rodolfo Riva per il nostro distretto (Corciano,
Cagliari Host, Orvieto, Città della Pieve…) ed il multidistretto (Genova…).
Convegno a Todi del 30/03/2006 con relatore Nazzareno Gabrielli.
Ma ancora più incisivo e di larga diffusione territoriale dovrebbe risultare
l’impegno lionistico per il futuro non solo nella promozione culturale ma nella
difesa, recupero e valorizzazione del patrimonio artistico. Inoltre, per dimostrare quanto effettivamente è stato concretizzato nel passato, sarà determinante
l’attivazione definitiva del “Museo Multimediale Beni Culturali” con l’esposizione della documentazione fotografica e grafica, nonché delle relazioni tecniche e della rassegna stampa dei diversi interventi conservativi promossi dai
club.
(1951/80) a cura di Manuela Cascianelli
Nella “culla” del patrimonio artistico mondiale quale è l’Italia intera, i club
del distretto 108 L hanno mostrato una significativa partecipazione verso la
tutela del patrimonio culturale e della tradizione, ben identificato nell’articolo
II dello statuto, tra le finalità dell’associazione: “prendere attivo interesse al
bene civico, culturale, sociale e morale della comunità”.
Vero è che lo slancio verso le attività di promozione artistica, attualmente
235
diffuse in tutti i club, hanno preso forza a partire dagli anni ‘80 sotto l’impulso
del tema trattato nei congressi nazionali “Ama la tua città”.
Nei decenni precedenti, dal ’55 all’80, l’attenzione è stata rivolta particolarmente verso i problemi sociali, gli interventi nel campo del disagio, della scuola, dell’aiuto alle strutture di assistenza.
Nondimeno le attività operate nel campo culturale, seppure episodiche o
limitate nella continuità a qualche club, si sono identificate nella tutela e nella
conservazione del patrimonio locale architettonico, pittorico, storico-letterario.
A cominciare dalla ristampa dell’opera “Il Perugino” (Città della Pieve), dalla
stampa di “Vecchia Nuoro”, una pubblicazione di documentazione fotografica e
testi a commento ed uno studio su G. Deledda e G. Satta (Nuoro 1970), la
riproduzione dei registri parrocchiali (La Maddalena, tra i services continuativi), la pubblicazione “Le edicole del Trasimeno” (Trasimeno, tra le attività pluriennali), la stampa dell’opuscolo sui cenni storici del porticciolo di Caposele ai
fini della sua ristrutturazione (Formia), le pubblicazioni “Ozieri e il suo territorio dal neolitico all’età romana” (Ozieri 1977/78), “Viterbo e le sue acque termali” (Viterbo 1978/79) in collaborazione con l’EPT, i volumi I e II dell’epistolario di V. Cardarelli (Tarquinia 1979/81).
Particolare rilievo merita la pregevole pubblicazione di Roma Host sulle
“Edicole sacre restaurate” (1975) in occasione del ventennio dalla fondazione
del club. Il concorso all’esecuzione del restauro durante l’Anno Santo ha manifestato lo spirito di servizio dei lions verso la collettività per conservare un
aspetto singolare e tipico dell’antica città di Roma, quelle edicole caratteristiche che illuminavano di notte la vita popolare almeno fino al secolo XIX.
L’attenzione al locale è stata anche di Todi, che ha celebrato il suo campione cristiano nel volume divulgativo “Iacopone da Todi”, storia e leggenda attraverso stralci di pubblicazioni note e inedite.
L’attività di promozione artistica si è anche concretizzata nell’organizzazione di incontri con relatori autorevoli sui temi dell’architettura, della pittura,
della musica; sono state organizzate mostre di pittura e filateliche; è stata proposta l’istituzione di premi e la costituzione di musei civici e biblioteche. Ma è
nell’opera di restauro, nell’individuazione dei siti da valorizzare e recuperare
che i club hanno svolto un’azione di volano: il restauro del portale monumentale dell’Oliveto “Cabitza” e la facciata della chiesa della SS. Trinità (Oristano);
la facciata della chiesa di S. Croce (Tempio Pausania 1975/76); la promozione
dei lavori di recupero delle cumbessias della basilica di S. Gavino (Porto Torres
1978/79); la sistemazione del borgo medievale di Bracciano; la riscoperta e il
restauro dello “scoglio di S. Francesco” sull’isola maggiore del Trasimeno nel
750° anno dalla morte del Santo (Trasimeno 1976/77); il restauro dei testi del
cinquecento di Baldo degli Ubaldi all’Università di Perugia (1971); lo studio
attento e minuzioso sulla parte storica, corredata da ampio materiale documentario sul quale si è basato il restauro con fondi pubblici della cattedrale di Assisi
(Assisi 1974); il restauro della parte lignea della Cappella del Coro d’Inverno
nella Cattedrale di Rieti (Rieti Varrone); il restauro dell’affresco del Buonemico
236
(1225) all’interno della chiesa di S. Prospero con avvio del progetto di recupero
della struttura risalente al VII secolo (Perugia 1976).
Molte attività legate alla tutela dei Beni Culturali sono quelle di Città della
Pieve, come il consolidamento dell’opera muraria all’interno dell’Oratorio di S.
Maria dei Bianchi, il restauro del sagrato del Duomo, il concorso a diversi altri
restauri, l’illuminazione dell’affresco del Perugino “L’adorazione di Magi”, la
collaborazione al ripristino dei colori, l’illuminazione appropriata del centro
strorico.
Altro club attento, nel primo trentennio di storia lionistica, alla salvaguardia
del patrimonio è Ozieri, che ha approfondito il tema dell’archeologia sarda
attraverso la valorizzazione delle Grotte di S. Michele (ricognizione, organizzazione del convegno e dibattito, produzione di materiale multimediale distribuito
anche alle scuole) ed ha preso contatto con l’amministrazione comunale ed i
diversi organi istituzionali per la salvaguardia del patrimonio archeologico di
Pont’Ezzu, antico ponte romano, di cui ha proposto la pulizia, l’istituzione di
un museo archeologico dove raccogliere reperti dispersi presso privati e musei
di altre città, ha organizzato conferenze su testimonianze archeologiche della
regione eh ha promosso la formazione di cooperative di giovani finalizzate al
censimento del patrimonio (1980).
237
PROMOZIONE UMANISTICO-LETTERARIA
di Liana Nannetti Polverino
L’espressione letteraria è frutto della ricchezza interiore dell’Uomo ed esige
un sostegno culturale. La creatività del singolo, che è pur sempre un grande
patrimonio, necessita del supporto della formazione e dell’informazione, di
preparazione filosofica per addivenire a quel sapere che è coscienza, che
amplia la visione del mondo, che eleva l’individuo stesso e lo rende non solo
migliore per sé, ma capace di divulgare il suo sapere. E non è questo forse un
grande fine del lionismo?
I lions si dedicano alla società, di cui loro stessi sono una componente, per
migliorarla, sollevarla dalle ambascie, renderla più aperta alle problematiche
che la limitano, consapevole dei valori fondamentali della vita. Non basta essere buoni e generosi per collaborare a risolvere i problemi dell’umanità, per
agire serve anche conoscere l’Uomo, la sua natura, le sue aspirazioni, i meccanismi della sua psiche, scandagliare la sua anima e usare il giusto linguaggio.
Maggiore sarà la capacità di penetrazione nel contesto se l’Uomo sarà stato
arricchito da quel patrimonio di cultura che lo salva, lo rende consapevole della
sua razionalità. La produzione umanistico-letteraria nell’ambito del distretto
108L non è mancata, anzi se ne è compresa l’importanza sin dall’inizio, dalla
fondazione dei primi club. Di certo, dalla fine degli anni settanta è ingigantita
l’attività nello specifico campo. Oggi di quegli esordi rimane, in generale, più
che una completa documentazione, il ricordo di tempi eroici per il lionismo.
Sono trascorsi cinquant’anni, (chi è nato allora è già oltre la maturità) ma il
ricordo di come sia iniziata l’avventura lionistica c’è e l’orgoglio pure. “Le
cose del passato fanno lume alle future” scrive Guicciardini. Ce lo riferisce
Luciano de Filippis del club Roma Host, il primo del distretto nel 1955.
Abbiamo detto non tanto numerosi inizialmente i club, ma già vivaci nei primi
due decenni come si può rilevare dalle schede pervenute nelle quali sono sicuramente prevalsi gli orientamenti preferenziali attuali. Ne vediamo una sintesi
indicativa qui di seguito.
1960/1970. Un ventennio importante, di sviluppo e di ricerca. Ricerca di
una identità operativa che non sia il pur sempre indispensabile contributo di
aiuto immediato dettato dallo slancio spirituale. Numerose le conversazioni in
riunioni conviviali esclusive e riservate in cui si affrontano argomentazioni letterarie (Cagliari Host e Nuoro Host con Salvatore Satta e Grazia Deledda Ozieri con il premio di poesia). All’insegna del nostro impegno, primeggiano
problematiche esistenziali e sociali che vanno oltre il limite dell’assistenzialismo. Ne è una dimostrazione l’intervento di Giuseppe Taranto al club Cagliari
Host sulle responsabilità di genitori, insegnanti e governanti nel conflitto fra
responsabilità e libertà; come per le giornate di studio del club Rieti Host
incentrate sulla “nuova forma mentis della cultura”. Non mancano introspezioni di carattere spirituale e religioso come “L’Uomo e il bisogno di Dio” (Roma
Capitolium): ne parlano il Rabbino E. Toaff, Spiazzi e Rea.
238
Negli anni ottanta si incrementa il numero dei club e dei soci lions, più
ampio è il contributo di menti, di intellettuali che contribuiscono ad aprire
nuove strade; si estendono gli spazi operativi. Si intensificano le scelte, vengono invitati personaggi del mondo culturale e della letteratura in particolare, nei
convegni opportunamente organizzati e nelle conviviali di club, per un apporto
sempre più elevato; si aprono le porte ai rappresentanti del giornalismo, se ne
vuol comprendere a fondo la funzione legata all’evolversi della società. I club
si fanno anche editori, pubblicano e sponsorizzano volumi meritevoli di attenzione.
Gli anni novanta sono una esplosione di produzioni, le più svariate. Si può
ragionevolmente affermare che non c’è club che non dedichi uno spazio alla
cura dell’intelletto, che non soddisfi l’esigenza di dare risposte meditate e corali ai problemi dell’essenza della vita umana. Ciò si riscontra assai bene nella
esposizione che segue: nel periodo 1980/1999, si rafforza il volontariato nella
società e i lions ne affermano l’espressione di libertà (a Carbonia). Si evidenziano sempre più la crisi della famiglia (si trattano “I suoi nuovi modelli” al
club Passo Corese Sabina Gens) e della scuola (la funzione socio-umanitaria
della scuola è affrontata dai sodalizi Augusta Perusiae-Trasimeno). Particolare
attenzione al potere della carta stampata nel mondo attuale. Il giornalismo, con
le sue tecniche, le sue strategie, la sua evoluzione al passo con i tempi, è argomento di interessanti ed importanti convegni (Marcello Lambertini al Roma
Capitolium, Giuliano Santus al Carbonia, Everardo Della Noce al Perugia
Volumnia, Alessandro Caprettini per “Reale libertà di informazione” al Roma
Tyrrenum). Da ricordare per la coincidenza degli accadimenti, l’intervento del
direttore di “Lionismo” Osvaldo de Tullio sui legami tra il giornalismo e l’etica
degli uomini politici. Affermate teorie scientifiche e biogenetiche vengono riesaminate in chiave critica (a Rieti il prof. Sermonti parla de “L’Uomo al di là
dell’evoluzione e gli aspetti di bioetica sulla vita nascente”). Sempre più presenti le problematiche esistenziali di carattere etico e morale: Luciano de
Filippis, del Roma Host, illustra ad un occasionale interlocutore interessato, la
spiritualità dei lions; Colomba Antoniotti Calcagni per il club Roma Colosseum
parla di “Crisi esistenziale dell’uomo e problema della solitudine”, incentrando
la tematica sull’attuale cedimento dei valori morali. Non mancano i ritorni culturali e letterari: “La fede nella cultura oggi” (ne parla l’allora S.E. Rev.
Cardinale Joseph Ratzinger per il Rieti Host) - “Contus e Cantus” la raccolta di
poesie in “limba” del Selargius - I premi di poesia dialettale del club di Sora (a
Giulio Solinas) - La commemorazione di Bonaventura Tecchi a Orvieto - La
vita e le Opere di Sebastiano Satta illustrate dal poeta Raimondo Manelli per il
club Cagliari Villanova - “Miracoli metropolitani” a Todi (I cinque racconti di
Maria Palma Capobianco Migliorini scritti con mano felice e prosa asciutta per
accadimenti non occasionali avvolti in un sottile gioco metafisico”) - “La cultura della memoria” a Iglesias (Il convegno di carattere filosofico per la presentazione del restauro delle pergamene del ‘500 della Diocesi per l’intervento del
club locale - La originale fatica letteraria di Bruzio Pirrongelli che ha rivisitato
239
le abitudini alimentari poco invitanti degli antichi romani. Primeggiano nella
produzione lionistica (e qui se ne da un breve saggio) le rivisitazioni e le indagini storiche allo scopo lionistico di favorire la migliore comprensione del
mondo attuale: “La riscoperta di un mondo da salvare (Lioness Club di
Cagliari) - Un bel discorso dell’allora Vice Presidente Internazionale Giuseppe
Grimaldi “Troviamo nel linguaggio dei padri le radici della nostra cultura”
(Roma Eur) - Le rimembranze autobiografiche in Su Grifone Becciu dell’allora
VDG Raffaele Gallus - Al club di Todi viene presentato il libro di memorie di
Mario Castellacci che racconta la storia di giovani che aderirono alla
Repubblica di Salò restando fedeli a certi valori come la Patria e l’onore.- ll
Roma Augustus e il Valle Tiberina anticipano i tempi rispettivamente con
“Orientamento e Spiritualità nel mondo Islamico” e “Islam, Ebraismo e
Cristianesimo”. La vastità della produzione è tanta e tale da fornire una visione
globale degli interessi lionistici per la società contingente, nel campo specifico
qui trattato.
I primi anni del nuovo secolo sono subito intensi per profondità di contenuti degli argomenti in oggetto. È ovvio che la vastità degli stessi, scelti dai
lions, il loro spaziare in campi disparati e le problematiche esistenziali che
comportano, rendono difficile una enucleazione specifica e completa nella
vasta produzione del distretto 108 L. Ma è indubbio che in questi ultimi anni
vengono affrontati aspetti umanistico-letterari di grande impatto. Alcuni club
propongono scenari su personalità di cui solo in seguito se ne occuperanno le
pagine culturali dei grandi quotidiani e magazine (vedi la grande polemica su
Giordano Bruno. “Giordano Bruno nel IV centenario della morte” al Rieti Host
- S.E. Paul Poupard ha ripercorso la vita irrequieta e tumultuosa del grande
pensatore condannato dal tribunale dell’inquisizione per le sue dottrine erronee
ed arso vivo in piazza dei Fiori a Roma. Per parlarne invitano personalità di
grande spicco. È breve la rassegna che segue, ma è indicativa: Dal 2000 al
2005. Di alto profilo intellettuale e religioso il “Processo e morte di Gesù.
Visioni a confronto” al club Città della Pieve - La riflessione del prof. Vincenzo
Durante, al di là dell’analisi filologica e storica, lascia indenne il significato
antropologico e teologico dello straordinario evento. Ma non mancano le analisi sull’andamento della scuola italiana. Al club Roma Capitolium il prof.
Finocchiaro parla del “Tramonto della cultura umanistica” e definisce eccessiva
la modernizzazione della didattica delle materie umanistiche nei licei italiani.
Molta attenzione viene dedicata alla condizione femminile. È giunto il tempo di
dare, con questo richiamo, il giusto risalto alle donne che operano con tanta
passione nell’ambito del lionismo. Interessante il convegno su “Ma quant’è
forte il sesso debole” (Perugia Host, Perugia Fonti di Veggio) in cui si affronta
lo sviluppo della condizione femminile secondo l’ottica di Renato Palumbo.
Altra tesi coinvolgente “Il diritto è donna?” (Roma Accademia, Capitolium e
Sistina) - Per la dott.ssa Angela Rivellese, in Italia, l’evoluzione della donna è
stata rallentata dalla sua condizione di angelo del focolare. Nel quinquennio è
ancor più vivo l’interesse per la carta stampata (meno si parla di televisione). Il
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club Perugia Host realizza una tavola rotonda con autorevoli rappresentati della
stampa. Si disamina su “L’informazione, strumento di circolazione del pensiero
- Stampa nazionale e locale - come raccontare l’Italia di oggi” in un convegno
con giornalisti della Rai e della stampa nazionale - Il giornalista Rai Angelo
Sferruzza presenta (Perugia Concordia) tre modelli giornalistici: l’indipendente
americano, il filo governativo europeo e il comunista governato dallo stato,
oggi globalizzati in un’unica dimensione commerciale. Ancora sul
“Multigiornalismo” (Roma Tiberis): “Le tecniche, le strategie e l’organizzazione manageriale della grande industria dell’informazione” esposte da Giuseppe
Cervone, amministratore delegato de “Il sole 24 ore”. Sempre sentito l’impegno etico in tutti i suoi aspetti che è primario nelle finalità lionistiche. E lo
riscontriamo in alcune scelte quali “Verità e ragionevolezza” (Basilio Perugini
per il Roma Capitolium) - “Il rispetto alla vita” (sostiene tale valore Giuseppe
Biggio all’Iglesias) - “Nell’embrione l’inizio della vita eterna” (Perugia
Augusta Perusia). La profondità di tali argomentazioni esprime ed avvalora il
grado di attualità delle preferenze dei sodalizi e la loro intima sensibilità culturale. Sono espressioni raffinate le scelte letterarie in cui primeggiano le presentazioni di testi interessanti e sempre opportunamente focalizzati allo spirito
della nostra associazione. Da citare: “Le Torri di Porto Torres” - “La Bibbia in
sardo” del Nuoro Host - “Le cronache di Giorgio Falchi” al club Castelsardo;
anche un convegno per “Novelle dalla Sicilia”di Salvatore Cianci, procuratore
generale onorario della Corte di Cassazione, presentato dal PDG Osvaldo de
Tullio e da Pippo Baudo. Rimane sempre viva nella vita dei club la cultura
della memoria storica per il recupero della lingua degli avi o l’annuale memorial day per i caduti dei bombardamenti del ’43 a Cagliari (Ignazio Toxiri, presidente del Cagliari Host, presenzia all’Albero della Vita, al cimitero di S.
Michele, alla cerimonia commemorativa). Non mancano anche analisi storiche
per ricostruire verità e rinnovare parentesi culturali quali “La lunga notte di
Mussolini (Roma Capitolium) - la ricerca su “Le reliquie di S. Agostino a
Cagliari e i movimenti eretici dell’epoca del grande Padre della Chiesa” (Karel)
- “La storia della biblioteca S. Satta” (Nuoro Valverde).
La presente esposizione, che vuole essere solo un saggio e pertanto non la
si può considerare completa, ma solo indicativa della capacità di concretizzazione dei lions, ha trovato, per gli ultimi venti anni, il maggior supporto nei
numeri di “Lionismo” la rivista del distretto 108L, il termine di riferimento più
completo. Va considerata anche la possibilità che i club, nella compilazione sintetica delle schede, abbiano privilegiato alcune realizzazioni lasciando in ombra
altre, forse dimenticate, ma che oggi potrebbero apparire più significative e in
grado di evidenziare, per i loro contenuti, la sensibilità ed il livello culturale del
sodalizio. Si è potuto constatare che, nella parte che riguarda i service dei club,
compaiono delle note assai interessanti e focalizzanti sul mondo ampio e variegato dell’operare dei lions. Pur tuttavia, non è agevole interpretare il senso di
una manifestazione senza averla vissuta, se non attraverso la descrizione avara
di poche righe. Un percorso affascinante, ma di difficile individuazione.
241
La promozione umanistica può essere palese o celarsi negli anfratti di un service. I club sono stati scarni nelle notizie, meno sintetici laddove era necessario
citare i nominativi dei relatori ed i personaggi autorevoli presenti, eccedendo
talora per questi ultimi Quì si è ritento di evitare l’elencazione dei nominativi e
dare spazio ai contenuti a favore della gradevolezza della lettura e dell’interesse
da parte di coloro, i lions ed i cittadini in generale, a cui è destinato questo
lavoro, tassello del mosaico dell’imponente service del governatore Agostino
Inzaina.
242
SPORT
di Eraldo Millotti e Natale Fiorentini
L’attività di promozione dello sport nel nostro distretto, sebbene abbia
sempre trovato quà e là piccole iniziative, ebbe un significativo impulso negli
anni ’80, soprattutto ad opera di Eraldo Millotti, del club di Orvieto. Egli,
facendo parte in quel periodo della Federazione Italiana Tennis, ebbe modo di
incontrare nei vari tornei numerosi amici lions, che fecero nascere in lui l’idea
di dar vita al gruppo lions di giocatori di tennis.
Il 26 marzo 1988, a Todi, fu così costituito il “Gruppo Lions Amatori
Tennis 108L”. Negli anni a seguire ebbero inizio numerose altre iniziative,
dimostrando come lo sport fungesse da interessante coagulo per molti lions,
migliorando i legami di amicizia, di solidarietà, di spirito lionistico. Oltre al
tennis, le attività sportive in cui i lions del distretto 108L si sono cimentati
riguardano la motonautica, l’automobilismo, il calcio, il calcetto, la podistica,
la pallavolo e, recentemente, il ciclismo.
Gruppo lions amatori tennis 108L
Vi aderirono vari club del Lazio e dell’Umbria, ai quali in seguito si unirono alcuni lions della Toscana e della Sardegna, fino a raggiungere circa 70 aderenti. A questi vennero aggiunti i past-governatori come soci onorari.
Per facilitare il riconoscimento da parte della “Sede Centrale” della
“International Association of Lions Clubs”, su suggerimento del governatore
Dario Pinti, il Gruppo venne sciolto e fu immediatamente rinnovato prendendo
il nome di “Lions Tennis Societas 108L”. La nuova “Societas” fu approvata dal
congresso di Perugia, il 7 maggio 1994; il 22 giugno 1995 ebbe il riconoscimento da parte della “Sede Centrale”.
Forte di questo riconoscimento il “Tennis 108L” non solo seguitò nella sua
attività con tornei ed iniziative collaterali, ma offrì spesso la propria collaborazione ai club interessati a manifestazioni tennistiche.
Nell’ ambito di tale “Societas”, nel 1986 il club di Tarquinia diede vita ai
tornei estivi di tennis, che si susseguirono per ben 12 anni, praticamente dal
1986 al 1997. Questi tornei (maschili e femminili) erano aperti ai lions ed ai
leos di tutto il distretto 108L ed ai giovani residenti nella zona di Tarquinia.
Fu un periodo molto importante per l’attività tennistica!
Dopo questa felice esperienza, nel 1988 la “Lions Tennis Societas 108L”
diede vita al campionato a squadre da disputare nelle tre Regioni del distretto
108L (Lazio, Sardegna e Umbria) in occasione dei congressi distrettuali. Alla
squadra vincitrice veniva assegnata la Targa del Governatore. Si susseguirono
6 edizioni: 1°, 1998, governatore Palmas; 2°, 1999, governatore Riitano; 3°,
2000, governatore Pegoraro; 4°, 2001, governatore Cesarotti; 5°, 2002, governatore Gallus Cardia; 6°, 2004, governatore Palumbo.
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TROFEO TRIENNALE LIONS-FORZE ARMATE
È stato organizzato in Orvieto dal “Gruppo Lions Amatori Tennis”, con la
collaborazione della Scuola Militare di Educazione Fisica S.M.E.F. di Orvieto.
Ebbe luogo nei tre anni 1988, 1989 e 1991. Il Trofeo fu assegnato al “Gruppo
Lions Amatoriale Tennis 108L”, vincitore di DUE edizioni (1988 e 1991) contro una (1989) della squadra delle FF.AA.
TORNEO “CITTÀ DI ORVIETO”
Avviato nel 2001, aperto ai lions, leos, FF.AA., panathlon e rotary, è un torneo che viene annualmente organizzato dalla “Lions Tennis Societas 108L”,
con la collaborazione del club di Orvieto.
ALTRE ATTIVITÀ NEL SETTORE DEL TENNIS
Nel corso degli ultimi 10 anni si sono svolte varie altre manifestazioni tennistiche, tra le quali si citano, come esempio, quelle organizzate dai club di
Roma Nomentanum e Cagliari Castello.
In questo lungo periodo, oltre all’attività sui campi da tennis, sono state
svolte conferenze sul tennis e sulla interessante storia della Coppa Davis, dalla
sua costituzione al 1976, anno in cui l’Italia si aggiudicò il titolo portando in
Italia l’“Insalatiera”.
MOTONAUTICA E AUTOMOBILISMO
Il lions Luciano de Filippis socio dal 1980 del club di Roma Host, il 19
novembre 1990, ha stabilito tre record mondiali di velocità in motonautica,
tuttora imbattuti, strappandoli all’australiano Briker e precisamente: classe
Fuoribordo Sport senza limiti di cilindrata, record mondiali delle “Due Ore”,
“Tre Ore” e “Quattro Ore”.
Nel 1992, come presidente del comitato rapporti e sviluppo dello sport, ha
organizzato manifestazioni nel campo della nautica, quale la coppa del governatore riservata alle classi FD.
Passato nel 1995 alle competizioni automobilistiche, nel 2000 lo stesso De
Filippis si aggiudicato il trofeo che il Porsche Club Italia assegna al socio che
durante l’anno partecipa a tutte le gare con impegno e sportività. Nel 2003 ha
vinto il trofeo Endurance della Targa Tricolore Porsche.
CALCIO E CALCETTO
Varie sono le competizioni lions su queste attività sportive, generalmente a
carattere occasionale e locale. Tra le competizioni a livello distrettuale, per il
calcio si citano i due “tornei giovanili del Pulcinotto” tra le squadre di Lazio,
Sardegna ed Umbria, organizzati nel 1991 e 1992 dal lions Angelo Prosciutti, le
cui finali si svolsero rispettivamente a Viareggio ed a Pescia, in occasione dei
relativi congressi distrettuali.
Quanto al calcetto, degni di nota i due tornei organizzati dal club di Todi
nel 2002 e 2003, con la partecipazione di vari club umbri.
244
MARATONA
Il club di Città di Castello, dal 2001 organizza il campionato di
Mezzamarathon con il club Marathon di Città di Castello. Con l’edizione del
2006 siamo alla 6° edizione.
Numerosi soci lions partecipano, più o meno ricorrentemente, a note maratone nazionali ed internazionali. Merita menzione il club di Città di Castello
che, attraverso vari suoi soci (Girelli Lucio e consorte Egle, Giorgi Giuliano,
Migliorotti Sergio, Biagioni Massimo e consorte Milena e Pacciarini Aldo), ha
partecipato (a tutte o in parte) alle maratone di Roma, Venezia, Firenze, Capri,
Torino, Reggio Emilia, Assisi, Fano, Napoli, New York, Vienna, Valencia,
Parigi, Budapest, Boston, Berlino, nonché alle ultramaratone del Passatore100
chilometri, di Pistoia, dell’ Abetone 53 chilometri e del Trasimeno 60 chilometri.
PALLAVOLO
Si ricorda la finale del torneo di pallavolo femminile, terzo trofeo di serie
A, nel dicembre 2004, organizzato dal club di Marciano, con la collaborazione
dell’AILD e di altre associazioni di servizio.
LIONS CICLISTICA SOCIETAS 108L
Nel giugno 2003, nel corso della riunione del Gabinetto distrettuale convocato in Todi, un gruppo di lions decisero di dare vita ad una associazione ciclistica. Ne è seguita una gita ciclituristica intorno al lago di Vico, magistralmente
organizzata dal club di Viterbo, a favore del service “Infanzia negata”. Sulla
scia del successo del raduno, a cui hanno partecipato i clubs di Viterbo, Perugia
Volumnia, Montefiascone, Roma Sistina, in data 11 dicembre 2004, presso il
ristorante “La Piazzetta” di Terni, nacque l’“Associazione Lions Ciclistica
Societas 108L”. Detta associazione è stata ufficialmente riconosciuta dal
distretto al congresso distrettuale di Ostia del maggio 2005 e, successivamente,
dalla sede americana.
La prima riunione ufficiale dell’ associazione si è avuta a Tuoro, sul lago
Trasimeno, il 28-29 maggio 2005, con la partecipazione dei club di Viterbo,
Perugia Volumnia, Montefiascone, Roma Sistina, Trasimeno.
Durante il pranzo sociale, una ricca lotteria ha contribuito a raccogliere
fondi a favore del service “Infanzia negata”. In chiusura, tutti i partecipanti, in
particolare le sportivissime Signore, sono state festosamente premiate.
A Montefiascone, nei giorni 26 e 27 novembre 2005, il lions Giuseppe
Caprio ha organizzato il convegno “Sport Meeting Ciclismo”, negli stupendi
locali della Rocca dei Papi, per trattate l’alimentazione del ciclista e la metodologia d’allenamento, con gli interventi del prof. Ivo Pulcini, medico sportivo, e
del prof. Giuseppe Massara, ergonomo sportivo.
Il 13-14 maggio, a Norcia, con la collaborazione dei club Valnerina, Viterbo
e Perugia Volumnia, in occasione della visita al club locale del governatore
Agostino Inzaina, è stata organizzata la “Giornata dell’Amicizia”. Sono state
245
attuate escursioni in bicicletta, passeggiate a piedi, gita ai Monti Sibillini, tornei
di tennis, calcetto, bocce, carte, ecc.., aperti a tutti i lions del distretto, loro
familiari, amici e leos.
BORSE DI STUDIO, CONVEGNI, CONFERENZE
Nel marzo del 1981, il lion onorario Gen.le M.O.V.M. Giuseppe Cimicchi,
del club di Orvieto, istituisce una borsa di studio a favore degli studenti di
scuola media inferiore di Orvieto e di Castelviscardo (suo paese d’origine), che
durante l’anno scolastico si sono distinti nelle discipline sportive. Con questi
“Premi” egli ha voluto ricordare il periodo in cui fu docente di Educazione
Fisica nelle scuole superiori di La Spezia e L’aquila, prima di iniziare la sua
stupenda carriera di Ufficiale Pilota. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1992, la
consorte, signora Francesca, ha voluto proseguire nel mandato intrapreso dal
marito. Ogni anno il club di Orvieto organizza infatti la “Giornata del Premio
Cimicchi”.
Tra le altre attività sportivo-culturali, si ricordano:
gennaio 1996 (governatore Migliorini), sala conferenze dello Stadio
Olimpico: grande convegno su “Sport e solidarietà”, organizzato da alcuni club
lions e leos di Roma, con la collaborazione del lions Angelo Prosciutti e della
compianta lions Massari Maria Grazia. Presenti l’assessore allo sport del comune di Roma e altre autorità sportive;
dicembre 2001, partecipazione di vari lions al convegno nazionale “Scienze
Motorie, educazione fisica e sportiva, un impegno per il futuro”. Organizzato
da insegnanti di educazione fisica e laureati in scienze motorie di tutta Italia (la
lions Patrizia Marini Novarina, del club di Roma Augustus, è stata attiva collaboratrice nella organizzazione del convegno);
aprile 2002, convegno su “Il calcio verso i mondiali coreani”, organizzato
dal club Roma Sistina;
marzo 2004, club di Velletri Host: consegna della Pallade d’Oro all’associazione Ginnastica Velitrae per il centenario dell’associazione;
febbraio 2005, convegno su “No al doping per uno sport sano” al club di
Marsciano;
maggio 2005, convegno su “No al doping per uno sport sano e aspetti patologici delle sostanze dopanti”, al club Città della Pieve.
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MANIFESTAZIONI PATRIOTTICHE
di Eraldo Millotti
I lions club del distretto 108L hanno frequentemente promosso manifestazioni in onore delle Forze Armate, dei Corpi di Polizia, del Tricolore e della
Patria, qualcuno con ricorrenza quasi annuale.
Si può affermare che tutti i club del distretto, fin dalla loro costituzione,
hanno ricordato la giornata del 4 novembre, partecipando a manifestazioni
organizzate dai comitati cittadini e da Enti Militari. Numerosi club hanno eretto
lapidi a ricordo di decorati o caduti di guerra, consegnato targhe di benemerenza a militari distintisi nel loro lavoro, donato una bandiera tricolore a comuni,
scuole od altre istituzioni. Buona parte dei club del distretto hanno svolto meeting o conferenze su resoconti patriottici, personalità, attività, strategie militari.
Meritano particolare menzione i club di Orvieto e di Viterbo, che grazie alla
presenza di Enti Militari, hanno avuto modo di organizzare conferenze ed
incontri a carattere patriottico e di servizio, consolidando i buoni rapporti tra i
lions e le FF.AA.
II club di Viterbo, da vecchia data, ogni anno depone dei fiori ai monumenti
della città e rende omaggio nelle varie caserme: C.A.E., SARVAM e Scuola
Sottufficiali.
Tra le numerose cerimonie organizzate dal club di Orvieto, quasi sempre
con interventi di autorità civili, militari e religiose, si ricordano:
- marzo 1972, serata in onore di Piloti Medaglie d’Oro al Valore Militare
della nostra Aeronautica Militare, della prima e seconda Guerra Mondiale, con
consegna di medaglia ricordo: lions Gen. Giulio Cesare Graziani, lions Gen.
Giuseppe Cimicchi, Gen. Federico Zappelloni, Col. Fulvio Setti, Ten. Col.
Giovanni Del Vento e Cap. Luigi Gorrini;
- maggio 1981, in occasione di un convegno dei club Umbri, organizzato
dal presidente di circoscrizione Villani (presente il governatore Antoniotti),
ospiti del 3° Btg. “Guardie”, il Gen. Amisano, comandante della Brigata
Granatieri di Sardegna, fece intervenire il famoso Carosello Storico dei
Granatieri, con grande ammirazione da parte di tutti gli intervenuti;
- aprile 1982, consegna della bandiera nazionale al Commissariato di
Pubblica Sicurezza di Orvieto (presente il governatore Papandrea);
- dicembre 1983, serata in onore dei Cavalieri di Vittorio Veneto, con consegna di medaglie ricordo;
- giugno 1984, consegna della bandiera nazionale al Comando del
Distaccamento della Polizia Stradale Auto-Sole;
- febbraio 1986, consegna di una stele, sormontata da un’aquila e dallo
stemma dei lions, alla caserma dell’aeronautica di Orvieto;
- novembre 1989, serata in onore dei 13 lions ex combattenti, ai quali fu
consegnata un medaglia ricordo. La stessa medaglia fu donata, in occasione
della sua visita, al governatore Pirrongelli, in quanto Ufficiale Combattente del
secondo conflitto mondiale;
247
- maggio 2000, consegna alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma di
una bandiera nazionale, deposta nel Sacrario ai Caduti nella Chiesa di S.
Francesco;
- ottobre 2001, visita del consiglio direttivo del club al Sindaco della città,
con la consegna del volume sul “Tricolore” al Sindaco Cimicchi ed a tutti i
Consiglieri;
Ricorrenti manifestazioni patriottistiche hanno caratterizzato numerosi altri
club. Al club di Roma Mare, ad esempio, è consuetudine commemorare, all’aeroporto di Fiumicino, i caduti di Kindue, deponendo una corona al monumento
eretto in loro ricordo, mentre un picchetto armato rende gli onori militari. Al
club di Anzio, unitamente all’omonimo comune ed a quello di Nettuno, ogni
anno viene commemorato lo sbarco di Anzio.
Varie cerimonie, sempre molto toccanti, sono state organizzate in occasione
dei congressi distrettuali, quali in particolare quelle:
- del maggio 1999, in apertura del congresso distrettuale di Orvieto, dove il
governatore Riitano, accompagnato dalle Autorità Civili, Militari e da molti
lions, depose una corona al monumento ai Caduti;
- del maggio 2001, al congresso distrettuale di Foligno, con la deposizione
di una corona al Monumento dei Caduti, alla presenza del governatore
Cesarotti, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma con labaro, di un picchetto armato dell’Esercito e di varie autorità militari e civili.
Nella 4a circoscrizione, in occasione della consueta “Festa dell’amicizia”
annualmente organizzata dal presidente di circoscrizione unitamente a tutti i
club, per numerosi anni l’avvenimento è stato incentrato su cerimonie e riconoscimenti nei riguardi di corpi militari o di militari caduti nel corso delle loro
attività:
- 1974-1975 (presidente di circoscrizione G. Sansonetti, lions club
Civitavecchia), premio alla figlia di un caduto delle forze dell’ordine nell’adempimento del proprio dovere;
- 1975-1976 (T. Arzilli, Rieti), onorata la memoria di un militare della
Guardia di Finanza deceduto per motivi di servizio;
- 1977-1978 (G. Ricci, Viterbo), borsa di studio alla figlia di un agente di
custodia caduto nell’adempimento del proprio lavoro;
- 1978-1979 (D. Pinti, Civitavecchia), borsa di studio al figlio di un carabiniere caduto nell’adempimento del dovere;
- 1979-1980 (M. Curatolo, Bracciano), premiazione per operazioni dei militari della Guardia di Finanza;
- 1980-1981 (C. Mozzetti, Rieti), onorato il Raggruppamento Antares della
base ALE di Viterbo, distintosi per i numerosi interventi di soccorso in favore
di popolazioni colpite da calamità naturali e di singoli cittadini;
- 1982-1983 (R. Parenti, Viterbo), targa ricordo al dott. Francesco Pasanisi,
comandante del Presidio di Polizia presso la S.C.V., a testimonianza dell’apprezzamento per la preziosa opera di soccorso a S.S. Giovanni Paolo II dopo
l’attentato del maggio;
248
- 1987-1988 (E. Velia, Rieti), targa ai reparti militari di Bracciano;
- 1988-1989 (C. Breccia, Tarquinia), monumento al Paracadutista in
Tarquinia;
- 1989-1990 (L. De Sio, Civitavecchia S.M.), monumento al Granatiere in
Civitavecchia, in onore della Brigata Motorizzata Granatieri di Sardegna;
- 1990-1991 (G. Anelli, Viterbo), donazione di uno stemma con la costellazione Antares all’omonima Caserma Militare di Viterbo;
- 1994-1995 (P. Meoli, Civitavecchia P.T), onorata la Scuola di Guerra, con
lapide nell’atrio dell’aula magna;
- 1996-1997 (A. Di Giorgio, Civitavecchia S.M.), lapide all’ingresso della
Capitaneria di porto di Civitavecchia, in onore della Guardia Costiera;
- 1997-1998 (E. Brunelli, Amatrice), monumento in onore del Corpo
Forestale dello Stato, presso la Scuola Forestale di Città Ducale;
- 1999-2000 (S. Giannone, Passo Corese). Celebrazione militare in onore
dell’Esercito;
Particolarmente significativa la solenne cerimonia all’Altare della Patria,
nel maggio 1998, nella quale il governatore Palmas ha deposto una corona al
Milite Ignoto. Rese gli onori militari un picchetto dell’Aeronautica mentre
risuonavano le note del silenzio fuori ordinanza fra la commozione dei numerosi lions e leo non soltanto romani, ma giunti dai vari club del distretto.
Nell’ultimo decennio, un particolare impulso alle attività patriottiche è stato
dato dal compianto Sergio Campani, scomparso nel maggio 2006, di cui è a
tutti nota la sua appassionata azione di promozione del significato del
“Tricolore”, a nome dei lions, presso scuole ed istituzioni varie. Tra le varie
manifestazioni promosse dal Campani, si citano:
- febbraio 2000, cerimonia dell’alzabandiera alla scuola “Corrado Alvaro”
di Ciampino, organizzata dal delegato di zona Paolini;
- annata 2000, club La Maddalena, organizzate dall’ officer distrettuale
Acciaro: febbraio, manifestazione in ricordo dell’Eroe Nazionale Domenico
Millelire, prima M.0.V.M. della Marina Militare; giugno, manifestazione alla
Tomba dell’Eroe Nazionale Giuseppe Garibaldi;
- novembre 2000, club Montefiascone, consegna della Bandiera Nazionale
all’istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Carlo Alberto della Chiesa”;
- 2002, club Roma Nomentanum, grandioso AIR SHOW con l’eccezionale
PAN delle Frecce Tricolori;
- 2003, club di Villacidrio, cerimonia dell’alzabandiera nell’anniversario
del Tricolore;
- 2005, club di Ciampino, cerimonia dell’alzabandiera con una rappresentanza dell’Aeronautica Militare.
A partire dal 1999, il Campani si prodigò con grande slancio nella diffusione del libro “II Tricolore, due secoli di Storia”. Autore e patrocinatore della edizione del libro, egli ha compiuto numerosissime visite nelle scuole del Lazio e
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dell’Umbria, tra le quali quelle di Anzio, Nettuno, Ciampino, Roma Eur, San
Venanzo di Terni. In ogni visita, dopo aver illustrato agli studenti la storia e
l’alto significato della Bandiera, Campani ha donato a ciascuno di essi una
copia della pubblicazione.
Da segnalare due importanti, recenti, manifestazioni.
La prima, nel maggio 2005, a Roma, presso la Casa Madre del Mutilato di
Guerra, in occasione del 1° Convegno degli aderenti alla Fondazione
dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, alla presenza di
nuomerosi lions figli, nipoti e pronipoti di Mutilati. La manifestazione si è conclusa al Quirinale, dove tra gli altri, ha preso la parola la lions Silvia Pacciarini,
figlia del Vice Presidente Nazionale dell’Associazione, lions Aldo, entrambi
soci del club di Città di Castello. Il brillante intervento, che ha suscitato grande
emozione, è stato molto apprezzato dal Presidente della Repubblica Ciampi,
anch’Egli Invalido di guerra.
La seconda, il 19 aprile 2006, in occasione della Giornata della Pace, sotto
gli auspici del Presidente della Repubblica, alla presenza di numerosi lions provenienti da varie parti del distretto, con la deposizione da parte del governatore,
Agostino Inzaina, e del Generale dei Carabinieri, Livio Nobile, di una corona
di alloro davanti al Sacello del Milite Ignoto.
250
UNIVERSITÀ APERTE A TUTTI, LE BORSE DI STUDIO,
I CONCORSI, I PREMI
di Armando Di Giorgio
Il lionismo che si è sviluppato, diffuso ed evoluto nel nostro distretto 108 L
nei trascorsi 50 anni, sin dalla costituzione del lions club Roma nel 1955, ed
ancora oggi, senza soluzione di continuità, è stato ed è promotore di impegno
civico e di impegno umanitario, per dare, nello spirito e nella lettera, pratica e
concreta attuazione ad uno dei più importanti dei suoi scopi, quello di prendere
attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità realizzando, da parte dei club in sede locale, “attività service” con la partecipazione
attiva dei soci, di norma persone di spicco sia nei settori imprenditoriale ed
industriale che in quelli intellettuale e culturale.
Da qui, nasce l’interesse a sviluppare un concreto rapporto di scambio di
idee, di opinioni, di incentivazione, di proposta, di conoscenza, tra lionismo e
società, comunità, istituzioni, “mondo” degli anziani e dei giovani; nasce l’interesse a realizzare un intervento attivo del lionismo rivolto all’approfondimento
delle tematiche e problematiche della società nell’intento di svolgere tanto una
fattiva collaborazione propositiva e di sostegno, quanto dare sviluppo, diffusione, ottimizzazione, concretezza, nel più ampio quadro delle attività sociali, alla
“presenza lionistica” che costituisce uno dei principali obiettivi della poliedrica
attività “service” del lionismo del distretto 108 L, nell’ottica e nello spirito
della “dottrina” indicata dai principi dell’etica e dalle finalità degli scopi.
Nel contesto prende concretamente forma il contributo di collaborazione
che i club ed i soci, con attività personali in relazione alle professionalità, svolgono nel settore delle “Università aperte a tutti”, anziani e giovani, con la finalità mirata a stimolare e soddisfare gli interessi culturali nell’ambito dell’utilizzo del tempo libero, indipendentemente da anno di nascita e titolo di studio,
con particolare riguardo all’anziano che intende essere partecipe attivo tanto
nel rendersi ancora utile alla società quanto nel conoscere e nell’apprendere ed
inoltre si inquadrano, anche, le incentivazioni che i club propongono e realizzano con l’istituzione di “Borse di studio”, di “Premi” e l’organizzazione di specifici “Concorsi” nei vari settori dell’arte e della cultura.
Varie le iniziative realizzate e si citano, a titolo di esempio: “L’Università
dell’Età Libera” costituita dal LC Viterbo nel giugno 1986, service permanente,
intitolata al socio Italo Sacchi, aperta a tutte le fasce anagrafiche, per creare
nuove sinergie sul terreno culturale tra anziani e giovani e per diffondere la più
ampia socializzazione dell’anziano. I corsi annuali sono suddivisi in due sessioni, primaverile ed autunnale che comprendono conferenze su discipline letterarie, mediche, storiche, biologiche, artistiche, sociologiche oltre che visite guidate a musei e città di vario intresse culturale; la “Libera Università Popolare”
costituita dal L.C. Fondi, ed operativa con grande successo, aperta a tutti indipendentemente da età e titolo di studio, con la finalità di sviluppare interessi
culturali nell’ambito dell’utilizzo del tempo libero, promuovendo la conoscen-
251
za delle arti, delle lettere, delle scienze, della storia, con svolgimento di corsi
nei settori della letteratura, economia e diritto, filosofia, medicina, storia delle
religioni, archeologia, tenuti da qualificati professori con una adeguata didattica e rigore scientifico.
È da sottolineare, inoltre, la collaborazione che molti club del Lazio,
dell’Umbria e della Sardegna svolgono da molti anni, con propri soci, con le
“Università della Terza Età” di varie località sia nella gestione che nell’attività
didattica: a Todi, il club ne fu promotore 18 anni fa, il presidente è il lions PDG
Domenico Mammoli, direttrice la Signora Paola Foglietti, e, con continuità,
ancora oggi, soci vi collaborano e tengono corsi in vari campi di interesse.
L’Università conta un buon numero di “studenti” che frequentano i corsi di studio e di apprendimento storico e culturale, partecipando anche con interesse
alle gite organizzate sempre collegate ad eventi culturale e/o sociali; il lions
prof. Carlo Patatu del L.C. Castelsardo, collabora con le “Università della Terza
Età” di Ozieri, Olbia e La Maddalena con conferenze tematiche, molto partecipate, inerenti la società, la scuola, la famiglia, le istituzioni; a Civitavecchia, il
lions prof. Filippo Tricomi, del L.C. Civitavecchia Santa Marinella Host, è presidente della locale “Università della Terza Età” ed i soci lions, dello stesso
club, prof. Alfredo Wiel Marin e dott. Carlo De Lollis ricoprono i ruoli, rispettivamente, di Rettore - Docente e di Docente. Il corpo docente svolge conferenze
monotematiche che riscuotono larga partecipazione ed interesse da parte degli
iscritti, delle più diverse categorie ed età, su discipline che riguardano i settori
sociale, economico, amministrativo, educativo, sanitario, giuridico e trattano
argomenti di storia e di storia delle religioni. Vengono organizzate, inoltre visite guidate a musei, città d’arte, siti e scavi archeologici.
Ma l’impegno civico nella attività di collaborazione alla diffusione, incentivazione ed approfondimento di cultura, il lionismo del distretto 108 L lo realizza, fin dai primi anni della sua costituzione, oltre che con la partecipazione attiva di soci dei club negli Organismi Culturali e Università libere locali, anche,
più in generale, con la istituzione ed assegnazione da parte dei club di “Borse
di Studio” e di “Premi” a studenti, giovani laureati ed artisti locali, meritevoli
di stima ed apprezzamento ed, inoltre con la promozione di “Concorsi” mirati
nei settori della grafica, della letteratura, dell’arte, della musica, riservati, in
particolare ai giovani.
In questo quadro generale, si ricordano, fra le tante, le “Borse”, intitolate al
lions Antonio Pellegrino ed allo studente universitario Giovanni Patatu, assegnate, nei vari anni, dal L.C. Castelsardo a studente meritevole iscritto al primo
anno di Università e la “Borsa” intitolata al lions Costantino Sanna assegnata,
nell’ambito della Scuola di Musica di Castelsardo, a promettente giovane musicista; la “Borsa di studio di perfezionamento” istituita ed assegnata dal L.C.
Cagliari Host ai primi tre classificati al “Concorso Biennale di Musica” denominato “Golfo degli Angeli” riservato a giovani musicisti provenienti dai
Conservatori di Musica di Cagliari e Sassari; la “Borsa di studio” assegnata
ogni due anni dal LC Cagliari Villanova ai migliori giovani allievi cantanti liri-
252
ci nell’ambito del service “Un palcoscenico per giovani cantanti” nel contesto
di un master di perfezionamento tenuto dalla lions soprano Giusy Devinu; le
“Borse”assegnate dal L.C. Orvieto in varie occasioni, a vario titolo, a studenti
meritevoli e dal L.C. Città della Pieve a riconoscimento ed apprezzamento
della trattazione del tema della pace a giovani studenti dei Licei Scientifici ed
Istituti Professionali; la “Borsa”, istituita come service pluriennale, del L.C.
San Gemini da assegnare alla migliore tesi di laurea in Medicina e Chirurgia
elaborata e trattata presso l’Università di Terni ed inoltre il “Concorso” internazionale di pianoforte intitolato a “Mascia Masini”; le “Borse” istituite dal L.C.
Quartu Sant’Elena per vari “Concorsi di grafica” riservati agli studenti delle
scuole medie,attinenti a vari temi quali la città, la comunità multirazziale, la
moneta Euro; la “Borsa Buscicchi” da assegnare al giovane cittadino miglior
laureato in giurisprudenza e la “Borsa Silvio Gori” da assegnare al giovane cittadino miglior diplomato geometra, istituite dal L.C. Civitavecchia Santa
Marinella rispettivamente negli anni 1972/1973 e 1978/1979, sono state per
molti anni successivi premio ed incitamento per molti giovani promettenti professionisti.
Ed ancora, nel settore “Concorsi” è da sottolineare la partecipazione di
quasi tutti i club del distretto al concorso “Un Poster Per La Pace” che, con
continuità, ogni anno con impegno lodevole i club svolgono coinvolgendo sul
tema della pace e della non violenza giovani studenti delle scuole medie inferiori locali di età compresa tra gli 11 e 13 anni e, di riflesso le famiglie, ed in
questo contesto, va segnalata una nota di merito per il LC Civita Castellana che
nell’ambito del distretto, nelle due ultime annate, ha avuto riconosciuto, rispettivamente per due alunni delle scuole medie cittadine, il primo posto del concorso.
È da segnalare, anche, la “Rassegna Nazionale Giovani Musicisti”, riservata a studenti di età compresa tra i 5 ed i 25 anni divisi in 5 categorie, che il LC
Viterbo, ogni anno organizza in collaborazione con l’Associazione Giovanile
Musicale; alle 6 competizioni sino ad oggi tenute hanno partecipato oltre 250
concorrenti provenienti da ogni parte d’Italia e sono state assegnate in totale
trenta borse di studio oltre a premi quali coppe, diplomi, targhe e medaglie.
Inoltre sono da citare due premi entrambi istituiti dal LC Cagliari Host, che
hanno un particolare significato di apprezzamento: quello biennale, il “Lions
d’oro”, da assegnare ad una personalità cagliaritana di origine o di adozione
che abbia onorato la città di Cagliari con il suo impegno, la sua professionalità
ed il suo lavoro; l’altro, la “Maschera Punica”, da assegnare ad un Sardo che, al
di fuori della Sardegna, abbia onorato e fatto conoscere la sua Terra nel mondo
con le sue opere e il suo lavoro.
Quanto sopra descritto è certamente una esposizione ridotta delle molte,
reali e diversificate attività service che i lions club del distretto 108 L hanno
effettivamente realizzato nei trascorsi 50 anni e continuano ad attuare nei settori oggetto della presente trattazione. Tuttavia dalla ricerca delle notizie, purtroppo non completa, e dalle informazioni che si sono potute raccogliere emer-
253
ge, inequivocabilmente, il tanto impegno che i lions club, i soci lions, il distretto 108 L hanno profuso negli anni passati e profondono con continuità nel
sostegno della cultura della “Comunità” nel più ampio quadro della sociale ed
umana solidarietà.
UNA TESI DI LAUREA SUL LIONISMO
Si ritiene opportuno ricordare, a questo punto, la pubblicazione della tesi di
laurea della dr.ssa Marilena Baioni sulla Associazione Internazionale dei Lions
Clubs che costituisce un’ampia ed attenta indagine speculativa, filosofica e
sociale del lionismo innestata nell’ampia valutazione storica del fenomeno dell’associazionismo.
La tesi è stata integralmente pubblicata nel n. 58 anno 2003 dei “Quaderni
del Lionismo” sia perché è stata la prima volta che il “Lions International “ è
entrato in sede universitaria per diventare argomento di tesi di laurea sia per la
completezza dell’opera.
——————
Di volontariato in generale si è occupata la tesi di laurea della dr.ssa
Alessandra Cheli, pubblicata nel n. 33 dei “Quaderni del Lionismo”, vincitrice
del premio “Lao Cottini” per la migliore tesi di laurea sul volontariato.
Altra tesi di laurea vincitrice del medesimo concorso è quella della dr.ssa
Marina Ruggiero dal titolo “Volontariato tra Pubblico e Privato” pubblicata nel
n. 30 anno 1989 dei “Quaderni del Lionismo”.
254
L.C.I.F. - LIONS CLUBS INTERNATIONAL FOUNDATION
di Enrico Cesarotti
COSA È LA FONDAZIONE
La Fondazione è un Ente Pubblico Senza Scopo di Lucro, incorporata nel
1968. “Essa è il braccio caritatevole dell’Associazione Internazionale”. È il
mezzo attraverso il quale si ricevono contribuzioni, siano esse ingenti o modeste, che vengono poi distribuite per aiutare i lions in tutto il mondo nel loro
impegno di servizio umanitario.
La Missione
Per meglio assistere l’Opera dei Lions Club nel mondo nel Servire le
Proprie Comunità, così come le Comunità nel mondo, attraverso il Servizio
Umanitario, il Soccorso per Disastri ed i Programmi di Assistenza
Professionale.
I COMPITI DELLA FONDAZIONE
La Fondazione raggiunge i propri obiettivi attraverso i diversi Programmi
di Elargizione Sussidi di diverse tipologie: Sussidi Standard, di Emergenza, per
Maggiori Disastri, per l’Assistenza Internazionale, del Programma Core 4, per
Maggiori Programmi Internazionali di Servizio e Sussidi per tutte le attività
connesse con la Campagna Sight First.
Con l’approvazione del Consiglio Fiduciario, la Fondazione del Lions
Clubs International è autorizzata ad effettuare delle “Campagne di Raccolta
Fondi” su larga scala, sollecitando donazioni da parte dei lions o da altre organizzazioni ed assegnare il ricavato a favore delle “Iniziative Maggiori” della
LCIF, intendendosi per tali le iniziative di raccolta di fondi con l’obiettivo di
raggiungere un importo minimo di US $ 10.000.000 in donazioni vincolate.
La Fondazione potrà condurre questo tipo di campagna solamente in relazione ai programmi ed alle iniziative legate agli obiettivi ed ai servizi principali
della LCIF oppure in supporto a delle iniziative internazionali di grande importanza del Lions Clubs International.
Le donazioni derivanti da queste campagne, compresi gli utili ricavati dagli
investimenti, dovranno essere utilizzati esclusivamente a favore dei programmi
e per gli scopi per i quali esse sono stati sollecitati.
La Fondazione potrà inoltre fare accordi con altre organizzazioni internazionali o locali che accettino di condividere la missione della Fondazione del
Lions Clubs International.
Tali accordi di collaborazione dovranno individuare specifici e comuni
obiettivi da raggiungere in un periodo non superiore a tre anni, sempre che tale
periodo non sia esteso per decisione del Comitato Esecutivo della LCIF.
CARATTERISTICHE DEI SUSSIDI
Sussidi d’Emergenza
Su richiesta del governatore distrettuale, per il primo soccorso (generi ali-
255
mentari, capi di vestiario, medicinali, coperte,..) in caso di calamità naturali
(alluvioni, terremoti, uragani,..).
Sussidi fondi fino a 10.000 US$ entro 24 ore dalla richiesta.
Sussidi Standard
Per i progetti di service umanitario su larga scala (centri anziani, banche
degli occhi, cliniche oculistiche,…). Il progetto deve essere rivolto ad un gran
numero di persone e deve oltrepassare i normali service dei club.
I sussidi che si possono ottenere possono arrivare fondi al 50% dell’ammontare necessario con un massimo di 75.000 US$.
Sussidi per Maggiori Disastri
Finalizzati al soccorso delle vittime di disastri naturali a livello internazionale (alluvioni, terremoti, uragani,..) con sussidi fino ad un massimo di
1.000.000 US$.
Sussidi per l’Assistenza Internazionale
Finalizzati al finanziamento paritario (50/50 %) di progetti umanitari svolti
da lions di almeno due Paesi in cui il distretto sponsor raccoglie i fondi ed il
distretto ospitante effettua la realizzazione dell’opera (pozzi per acqua potabile,
assistenza sanitaria, addestramento professionale, assistenza handicappati, …).
Sono possibili sussidi per importi fra 5.000 e 30.000 US$.
Sussidi Programma Core 4
Finalizzati al finanziamento di importanti progetti nelle seguenti aree: conservazione della vista, lotta agli handicap, promozione della salute e servizio ai
giovani (Lions Quest) con sussidi fino al 75 % dell’ammontare necessario con
un massimo di 200.000 US$ per progetti a livello di multidistretto.
Sussidi per Maggiori Programmi Internazionali di Servizio
Finalizzati al finanziamento di importanti service (ricerche sul diabete,
SightFirst)
COME FUNZIONA LA FONDAZIONE
La Fondazione è amministrata da un Consiglio Fiduciario (Board of Trustees) composto da membri con diritto di voto del Consiglio d’Amministrazione
del Lions Clubs International e da due ulteriori lions incaricati dal presidente di
tale associazione, uno dei quali dovrà essere un past presidente internazionale del
lions. Questi due membri aggiuntivi dovranno essere nominati dal presidente del
Lions Clubs International con il consenso del Consiglio Fiduciario della LCIF e
dovranno essere membri con diritto di voto di detto Consiglio Fiduciario.
I Funzionari Esecutivi della Fondazione saranno un chairperson (presidente)
nella persona dell’Immediato Past Presidente Internazionale della Associazione
Internazionale dei Lions Clubs; ed un Vice Chairperson, un Segretario ed un
Tesoriere.
I Costi per la Gestione della Fondazione sono coperti dagli interessi sul
capitale. Il Capitale è la riserva di fondi mantenuta per erogare i sussidi e
garantire la stabilità della Fondazione stessa.
L’Ammontare Annuale dei Sussidi Elargibili è pari al 60 % delle entrate
256
non designate (contributi non designati più interessi generati dal capitale) diminuito dei costi amministrativi e promozionali dell’anno.
Questo ammontare non include i sussidi per i “Maggiori Programmi
Internazionali di Servizio “ (fino ad un milione di dollari).
COME SI ACCEDE AI SUSSIDI
Per i Sussidi Standard, la richiesta, su apposito modulo, deve essere presentata dal governatore distrettuale sponsor e dal presidente del Consiglio dei
Governatori che ne certificano l’importanza sociale, la fattibilità, il sostegno
finanziario del distretto e l’equità del sussidio richiesto. In particolare si deve
evidenziare che l’iniziativa tende a soddisfare un importante bisogno umanitario, genera benefici a lungo termine, serve un gran numero di persone od un
vasto territorio, prevede il coinvolgimento dei lions in prima persona, è chiaramente identificata come un “Progetto Lions” e prevede l’impegno dei lions a
raccogliere fondi in misura significativa.
La richiesta viene valutata dal “Dipartimento Sussidi” della LCIF ed inviata
all’approvazione del Board LCIF.
Se approvata ne viene data comunicazione al distretto richiedente il cui
governatore è responsabile della gestione e della contabilità del sussidio.
Una relazione finale testimonierà dell’avvenuto investimento e dovrà dimostrarne anche la validità sociale con ritagli di giornale, fotografie, ecc.
COME SI CONTRIBUISCE
I maggiori contribuenti sono i lions club, i singoli lions, gli enti privati e le
Fondazioni ed individui non lions.
La LCIF non riceve alcuna parte delle “Quote Pro Capite” pagate alla Sede
Centrale.
Le donazioni possono essere: Donazioni Non Designante (non destinate ad
uno Specifico Progetto) o Donazioni Designate (Fondi usati dalla LCIF a nome
del donatore per uno scopo specifico)
Il PROGRAMMA AMICO DI MELVIN JONES (MJF)
La Melvin Jones Fellowship è il massimo riconoscimento della Fondazione
- rilasciato unicamente a singoli individui - per l’impegno dimostrato nel servizio umanitario e sulla base di qualità umane riscontrabili nell’azione umanitaria
della persona destinataria della MJF.
Questo riconoscimento è rilasciato agli individui (lions o non lions ed
anche alla memoria) che contribuiscono personalmente, o a nome dei quali
viene effettuata una donazione di 1.000 US$ alla Fondazione, in un unico versamento od in rate di almeno 100US$ con il completamento della cifra entro un
massimo di cinque anni.
La richiesta deve esser gestita da un lions club anche in caso di donazione
individuali. Il lions club si rende garante del possesso dei requisiti umanitari
richiesti da parte della persona destinataria della MJF.
257
GEMELLAGGI
di Carlo Padula
Se tra i princìpi ispiratori del lionismo si annoverano, a giusto titolo, valori
quali lo spirito di comprensione tra i popoli del mondo e la collaborazione, il
“Gemellaggio”, rappresentandone l’espressione più limpida, si pone come uno
dei service primari della nostra associazione.
D’altra parte, l’animo speculativo dell’Uomo, ed il suo desiderio di conoscenza e di confronto, inevitabilmente conduce a contatti di questo tipo, che
favoriscano, cioè, più o meno durevolmente, occasioni di scambio e di rapporto
con gli altri.
Ciò spiega da che cosa scaturisce il bisogno di gemellarsi, ovvero suggellare con un patto un reciproco convincimento, quello di riconoscersi nell’altro.
Il gemellaggio, nazionale o internazionale, ha sempre avuto una particolare
attrattiva per i club lions del distretto 108 L. Infatti, sin dagli albori, non c’è
anno ove non ne sia stato realizzato qualcuno. È noto che, per evidenti difficoltà intrinseche (vedi la lingua, le distanze, le comunicazioni, ecc…), molti
gemellaggi nel tempo siano stati dismessi, ma il desiderio continuo di volersi
confrontare con altre culture è segno di grande vitalità del 108 L.
La nazione con la quale si è più frequentemente stabilito un rapporto è
stata, ed è, la Francia. L’Europa è l’obiettivo preferito dai club per instaurare un
gemellaggio e, così, al secondo posto per preferenza troviamo la Spagna (assieme alla Turchia). Seguono Germania e Malta. Ad oggi, si contano 70 club
gemellati su un totale di 118 club, con una percentuale del 59,3 %. Tra le otto
circoscrizioni del 108 L, quella che ha in corso più gemellaggi è la III (13 club
gemellati su 15 - percentuale dell’86,6 %). Seguono la VI (8 su 11 - percentuale
del 72,7 %) e la II e IV (11 su 18 - percentuale del 61,1 %). C’è da dire che la
Sede Centrale riconosce validamente soltanto i gemellaggi internazionali e,
così, la tendenza dei club è leggermente maggiore verso questi ultimi. Infatti i
club gemellati solo con club internazionali sono 26, mentre quelli gemellati
solo con club nazionali sono 21. In aggiunta, i club che hanno intrapreso
entrambe le vie sono 22, i club gemellati con più di un club internazionale sono
17, mentre quelli gemellati con più di un club nazionale sono 16.
È interessante ricordare che nel 1995 fu inviato ai presidenti dei 95 club di
allora un questionario al fine di stabilire la reale situazione distrettuale nel
campo dei gemellaggi internazionali e di valutarne la qualità. Risultò che erano
gemellati 53 club su 95 (55,7 %) e che, di questi gemellaggi, il 49% (26 su 53)
erano internazionali.
258
ELENCO LIONS CLUB DEL DISTRETTO 108 L GEMELLATI (al 2005)
1. Alghero
2. Antrodoco
3. Anzio-Nettuno
4. Arzachena
5. Bracciano
6. Cagliari Castello
7. Cagliari Host
Leones Catalunya Barcellona (E),Genova Sturla
Rincon de La Victoria (E)
Los Realejos Tenerife
Ajaccio (F), Rive Sud Golfe d’Ajaccio (F)
L’Aigle (F)
Bucarest (R), Napoli Maschio Angioino
Belgrado, BuenoAires (Ar),Bastia Doyen (F),Tunisi
Cartage,Torino Superga
8. Cagliari Karel
Catherine Siguraine Nizza (F)
9. Calangianus
Ajaccio (F)
10. Campagnano-Nepi Roma Tyrrhenum
11. Carbonia
Civita Castellana
12. Cassino
Ortona,Valnerina, Rieti Varrone
13. Castelsardo
Valinco (Corse - F)
14. Cerveteri - Ladispoli Livry Sevignè (F), Rimini Malatesta,Mesagne
15. Ciampino
China Town New York (USA)
16. Città della Pieve
Roma Pantheon
17. Città di Castello
Bari Levante
18. Civita Castellana
Carbonia
19. Civitavecchia P.T. Olbia
20. Civitavecchia Host Ercolano Reggia di Portici
21. Foligno
Mainz Gutemberg (D),Contarina Delta Po
22. Fondi
Manosque (F), Dachau (D)
23. Formia
Napoli Mergellina - Caserta Host
24. Gaeta
Bristol Brunel (GB)
25. Gubbio Host
Pergola Valcesano
26. Latina Mare
Euridice Plovdiv (Bulgaria)
27. Nuoro Host
Lomellina Host
28. Olbia
Civitavecchia P.T.
29. Oristano
Marsala, Sondrio Masegra
30. Ozieri
Santa Manza (F)
31. Palestrina
Recanati-Loreto,Tangeri,Tarquinia
32. Perugia Host
Perouges (F)
33. Perugia Volumnia Auxerre (F)
34. Porto Torres
Mugello
35. Quartucciu
Millennium Bucarest
36. Rieti Varrone
Roissy Pays de France, Roma Castelli Romani,
Cassino
37. Roma Accademia Bucarest Curtea Veche
38. Roma Amicitia
Sibenik (Croazia)
39. Roma Augustus
Lisboa, Ascoli Piceno, Capri, Pompei, Taormina,
Pula(Croazia), Selargius
259
40. Roma Aurelium
Malta,Barcellona Layetano,Praga,Rimini,Matera Host
41. Roma Capitolium Francoforte,Paris Nord,Istanbul,Balok,Fano,Crotone
42. Roma Castelli Romani Versailles Doyen, Castellana Madrid, Amalfi,
Due Torri, Rieti Varrone
43. Roma Claudia Gens Medina (Malta)
44. Roma Colosseum Tunisi Doyen, Ferrara Estense, Napoli Partenope
45. Roma EUR
Vienna, Wienheim(D), Istanbul, Espoire Casablanca
46. Roma Host
Paris Doyen, Gerusalemme Host, Monaco(F),
Montevideo, Boston, Rio de Janeiro
47. Roma Mare
Siracusa Host
48. Roma Monte Parioli Bastia, Madras Est (India), Torino, Rio de Janeiro (Br)
49. Roma Nomentanum Paris Etoile, Empoli,Casablanca,Lecce Rudiae
50. Roma Palatinum
Istanbul, Lisbona, Vienna, Taormina
51. Roma Pantheon
Sliema (Malta), Sciacca, Città della Pieve
52. Roma Parioli
Locarno,Saint Cyprien, Torino,Colli Spezzini
53. Roma Sistina
Nice Victoire, Avezzano
54. Roma Tyrrhenum
Atene, New York Melville (USA), Termoli,
Campagnano
55. Roma Urbe
Victory Beirut, London Host (GB), ALUB Roma,
Link Campus Università Malta
56. Sabaudia S.F. Circeo Sofia Sredetz
57. Sassari Host
Biella Bucella Civitas
58. Selargius
Dovina Bratislava, Cagaloglu Istanbul, Roma Augustus
59. Sora
Alcamo
60. Tarquinia
Palestrina
61. Terni Host
Potenza Host,Locarno
62. Terni S.Valentino
Valle del Savio
63. Terracina
Pecs (Ungheria), Cirò Krimisa, Szechenyi (Budapest)
64. Tivoli Host
S. Sebastiano al Vesuvio
65. Todi
Dreux (F), Noto
66. Trasimeno
Tunis Carthage, Avezzano, Lentini
67. Valle Tiberina
Saint Denis Basilique (F)
68. Valnerina
Cassino
69. Velletri
Puteaux (F)
70. Viterbo
Viterbo (Colombia), Rodi (Grecia)
260
I° Circoscrizione
II°
“
III°
“
IV°
“
V°
“
VI°
“
VII°
“
VIII° “
STATISTICA
8 club gemellati su 16
11 club gemellati su 18
13 club gemellati su 15
11 club gemellati su 18
8 club gemellati su 15
8 club gemellati su 11
6 club gemellati su 16
5 club gemellati su 9
TOTALE = 70 Club gemellati su 118 = 59,3 %
Club gemellati solo con club internazionali
Club gemellati solo con club nazionali
Club gemellati sia con club naz. che intern.
Club con più di un gemellaggio
Club gemellati con più di un club internazionale
Club gemellati con più di un club nazionale
50 %
61,1 %
86,6 %
61,1 %
53,3 %
72,7 %
37,5 %
50,8 %
26
21
22
33
17
16
NAZIONI ESTERE CON CUI SI È INTRAPRESO UN GEMELLAGGIO
Francia
Spagna
Turchia
Germania
Malta
Tunisia
USA
Romania
Marocco
Gran Bretagna
Grecia
Argentina
Portogallo
Austria
Brasile
Ungheria
Svizzera
Cecoslovacchia
Croazia
Bulgaria
(23 gemellaggi)
(5)
(5)
(4)
(4)
(3)
(3)
(3)
(3)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
(2)
261
Colombia
India
Libano
Principato di Monaco
Israele
(1)
(1)
(1)
(1)
(1)
Nel 1993 è stato inviato ai Presidenti dei 95 club del Distretto 108 L un
questionario al fine di stabilire la reale situazione distrettuale nel campo dei
gemellaggi internazionali e di valutarne la qualità. I risultati furono questi
appresso elencati:
Club gemellati
53 su 95
Club gemellati in campo internazionale
26 su 53
Club gemellati che non hanno mantenuto rapporti
19 su 26
Club gemellati che non hanno intenzione di effettuare altri G. 17 su 26
Club non gemellati che hanno intenzione di gemellarsi
17 su 27
- Solo 8 club gemellati non risposero al questionario -
262
55,7%
49 %
73 %
65 %
63 %
ARCHIVIO STORICO
di Vito Cilmi
Al congresso nazionale dell’anno sociale 1956-1957, svoltosi a Roma il 31
maggio 1957 venne deliberato di creare un Archivio del Distretto Unico 108
con sede a Milano.
Il Consiglio dei Governatori nella riunione del 30 settembre 1961 deliberò
di assegnare l’Archivio Storico alla Segreteria Centrale del Multidistretto 108
Italy.
Al congresso nazionale dell’anno sociale 1968-1969 svoltosi a Stresa il 1°
giugno 1969, a seguito della chiusura della Segreteria Centrale, fu deliberato di
istituire un Archivio Storico Nazionale con sede a Roma. Su designazione del
nostro distretto fu nominato “Addetto all’Archivio” il lions Enrico Imbert del
club Roma Tyrrenum.
Al congresso nazionale di Bologna, svoltosi nel maggio del 1984, volendo
valorizzare l’Archivio in quanto custode delle tante ed importanti documentazioni del lionismo italiano, l’assemblea deliberò all’unanimità una radicale
ristrutturazione dell’Archivio preponendo ad esso un “Conservatore
dell’Archivio Storico Nazionale” (fu contemporaneamente eletto il primo
Conservatore nella persona di Vito Cilmi) con l’incarico di creare un archivio
moderno selezionando e catalogando tutto il materiale esistente e quello che
sarebbe in prosieguo di tempo pervenuto.
Il materiale esistente era costituito da raccolte parziali della rivista nazionale e di alcune distrettuali, pubblicazioni di vario genere, natura, e mole nonché
una raccolta incompleta di annuari e di atti di congressi nazionali.
I dati identificativi del materiale esistente, dopo esaminato, selezionato e
catalogato, furono riportati in specifiche schede e quindi inserite in un programma informatico che frattanto era stato predisposto.
Nel 1991 l’Archivio è stato incorporato nella Segreteria Nazionale e dunque le sue funzioni, nonché il materiale raccolto, sono stati a questa trasferiti.
Nell’ anno 2005-2006 è stato per la prima volta costituito un Archivio
Storico del distretto 108L al quale è stato preposto il lions Fernando
Giuseppetti.
263
LA FORMAZIONE
di Carlo Padula
“….Promuovere la crescita del sodalizio è fondamentale affinché i lions
possano continuare a realizzare la visione del proprio fondatore…. Crescita del
sodalizio significa fare il possibile per mantenere l’attuale livello di qualità dei
soci, invitare nuovi soci ad unirsi, formare nuovi club……………… ”
Così si è espressa nel tempo la “Sede Centrale” del Lions Club International,
da sempre interessata a promuovere non soltanto la crescita associativa ma
anche la qualità dei soci e la loro preparazione lionistica, nella consapevolezza
che il raggiungimento di mete ambiziose non può prescindere da una informazione e formazione capillare dei suoi aderenti.
Attualmente il comitato MERL rappresenta l’ultimo strumento politico
individuato dalla “Sede Centrale” per favorire la crescita, il rafforzamento ed il
miglioramento di tutta la struttura associativa. Articolato nelle varie sezioni
(Membership, Retention, Extention, Leadership), il MERL costituisce il risultato di un lungo percorso di individuazione della migliore strategia da attuare per
centrare l’obiettivo dichiarato.
Abbiamo detto l’ultimo. Infatti la storia ci ricorda varie fasi di questa ricerca, iniziatasi molti anni addietro con l’obbligo di inserimento in ogni organigramma distrettuale di due specifici comitati (il comitato soci: incremento e
sviluppo dei soci - il comitato Estensione: organizzazione di nuovi club nell’ambito del distretto) e l’emanazione di direttive per sessioni di orientamento
per nuovi soci. Il programma internazionale aveva lo scopo di far sì che ogni
lions comprendesse appieno cosa comporta la sua affiliazione al lionismo. Gli
obiettivi possono essere così semplificati:
• Generare in ogni lions una più profonda consapevolezza del proprio ruolo.
• Fornire sufficienti informazioni sul lionismo in modo che ogni socio possa
operare attivamente nell’ambito del proprio club.
Riconoscendo l’importanza di sviluppare le doti di leadership, nel 1987 il
Consiglio di Amministrazione Internazionale istituì la carica di “Presidente del
Comitato Distrettuale Sviluppo Leadership”, con il compito di organizzare e
svolgere seminari distrettuali sulla leadership e corsi per officer di club.
Ma già nel 1982 la “Sede Centrale” aveva studiato un programma molto
dettagliato e complesso incentrato su Formazione e Formazione dei Formatori
(Train the Trainer), giunto in Italia qualche anno più tardi e che si inserì nel più
articolato programma di “sviluppo leadership” (anche detto “sviluppo dirigenziale”) sopra accennato.
La terminologia adottata dai governatori che si sono succeduti, per istituire
i comitati inerenti all’argomento, è stata, nel tempo, quanto mai varia. Così
come furono diversificati i contenuti e le metodologie adottate.
Un primo timido accenno lo troviamo nell’anno sociale ’85-’86 (governatore Braccini) in cui furono nominati due distinti officer distrettuali: Bruzio
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Pirrongelli alla “Preparazione e Formazione sionistica” e Giulio Marranci alla
“Formazione Dirigenziale”. L’anno successivo (’86-’87, governatore Manucci)
vennero nominati Franco Pozzolini (“Formazione ed Azione lionistica”) e
Luigi Perotti (“Sviluppo doti dirigenziali”). L’anno sociale ’87-’88 (governatore Farci) pur vedendo due distinti officer con due diverse qualifiche e senza
comitato (Domenico Giglio alla “Formazione Dirigenziale” e Gualberto del
Roso alla “Estensione Lions Club/Incremento e Formazione soci”), fu l’anno
della svolta: vede la luce in modo appropriato il programma “Formazione e
Formazione dei Formatori”, con la nomina di Luigi Perotti a Formatore distrettuale e la sua partecipazione al 1° “Corso Multidistrettuale per Formatori
Distrettuali” - giugno 1988). C’è da dire che il primo corso internazionale di
Formazione per Formatori Multidistrettuali (MD 108 - E.Beltrami, P. Bernardi)
si tenne nel dicembre 1987 in Roma. Beltrami e Bernardi ricoprirono l’incarico
di Formatori MD per il triennio 1° gennaio 1988 - 31 dicembre 1990.
Prima di proseguire in questa lunga ed avvincente cronistoria, è necessario
soffermarsi sui significati, sui valori, sulle differenze che tutto l’argomento
Formazione sottende. In quegli anni non fu fatta sufficiente chiarezza e ciò provocò incomprensioni, sospetti, remore, fino alla anticipata soppressione dell’intera struttura, che pur tanto lodevolmente aveva operato, ed alla sua sostituzione con organismi più ordinari e meno sofisticati.
Orbene, dicono i sacri testi che le nozioni possono essere fornite attraverso
processi di due tipi: formativo ed informativo.
L’intervento informativo è di norma rappresentato da un processo di comunicazione unidirezionale. In esso, cioè, non esiste alcun rapporto diretto tra l’emittente ed il destinatario, a cui il messaggio giunge in maniera passiva, non
avendo egli minimamente partecipato né alla sua formulazione né, soprattutto,
all’analisi critica del suo contenuto. Questo tipo di intervento ha un’efficacia di
norma modesto e, comunque, fortemente sproporzionata, per difetto, all’impegno organizzativo ed economico che richiede. Infatti la sua efficacia dipende,
in maniera proporzionale, dal livello di cultura generale e specifica posseduta
dal soggetto ricevente, sia per la corretta comprensione del messaggio, sia per
la necessaria analisi critica del suo contenuto. Cosicché, paradossalmente, l’intervento informativo si rivela efficace su chi ne ha meno necessità, mentre è di
scarsa utilità per chi abbisogna maggiormente di essere “educato”.
Il processo formativo, invece, rappresenta un tipico esempio di comunicazione bidirezionale. In esso, infatti, il destinatario non può né deve assumere il
ruolo di ricevitore passivo del messaggio, bensì partecipare alla sua elaborazione
o quantomeno alla sua analisi mediante uno scambio attivo con l’emittente. Solo
così è possibile ottenere quell’appropriazione critica che costituisce la base insostituibile di una solida coscienza. L’efficacia degli scambi sarà tanto maggiore
quanto più sarà sviluppata la capacità di comunicazione. A tal fine, è indispensabile assicurarsi, in primo luogo, la partecipazione convinta del destinatario che
deve essere adeguatamente stimolato a collaborare rendendo disponibili le sue
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capacità e la sua esperienza. Il processo informativo, quindi, deve essere considerato solo come di supporto o di completamento ad un adeguato processo formativo di base, che rappresenta pertanto il pilastro portante dell’attività educativa. In tali condizioni, può esplicare gran parte della sua efficacia potenziale.
Agendo, infatti, su soggetti già parzialmente educati, serve a rinforzare la
memoria delle nozioni acquisite, ampliandone e perfezionandone i contenuti.
Tornando alla “storia”, nell’anno sociale ’88-’89 (governatore Pizza) si
intravede il primo vero abbozzo di Formazione. In quell’anno fu preparata la
prima edizione delle dispense del MD 108 di formazione lionistica. Il governatore Pizza istituì il “Dipartimento Sviluppo e Formazione” ed in esso vennero
inseriti i comitati “Formazione dei Formatori” (officer:Perotti e Collalti) e
“Formazione ed incremento soci” (officer: Serena Zavataro). La “Formazione
dei Formatori” fu la vera novità. Si articolava attraverso la preparazione di quegli officer che negli anni successivi avrebbero avuto il compito di condurre
seminari nei singoli club. La struttura comprendeva Formatori multidistrettuali,
distrettuali e circoscrizionali. Ognuno veniva “addestrato” dal livello superiore
e “addestrava” il livello inferiore, in una scala di competenze molto rigida ma
funzionale. Nell’attività di formazione dei formatori venivano erogati ai candidati conoscenze formative incentrate particolarmente sulle dinamiche di gruppo, sul ruolo, sulla leadership, sull’apprendimento, sull’efficacia e sulle metodiche della comunicazione, sulla strumentazione e metodologie formative (casi,
incidents, lavagne luminose, diapositive ecc..).
I Formatori circoscrizionali, periferico scalino dell’intera struttura, erano
quelli che intervenivano nei club per l’attività di formazione lionistica affrontando, con i soci, temi quali la storia, l’organizzazione, obiettivi dell’associazione, avvalendosi delle tecniche, delle modalità, delle strumentazioni formative a suo tempo acquisite.
I Formatori multidistrettuali provenivano da corsi per Formatori (Train the
Trainer) organizzati dalla “Sede Centrale” e vi partecipavano lions segnalati dal
Consiglio dei Governatori. Il primo corso, come già detto, ebbe luogo nel
dicembre 1987 e fu frequentato da Bernardi e Beltrami che ricoprirono l’incarico di Formatori MD per il triennio 1° gennaio 1988 - 31 dicembre 1990. Il
secondo corso avvenne nell’anno sociale ’90-’91 (dicembre 1990 - Atene), e fu
frequentato da Potenza, Perotti e Folli che ricoprirono l’incarico per il triennio
1° gennaio 1991 - 31 dicembre 1993. Il terzo corso (’94-’95) vide impegnati.
Da Farra ed Alagna che operarono nel triennio 1° gennaio 1994 - 31 dicembre
1996. Per il triennio ’97 - ’99 fu designato Giorgio Folli.
I corsi multidistrettuali per Formatori distrettuali si tennero nel giugno 1988
a Roma (primo corso); nel febbraio 1990 a Bologna (secondo corso); nel
novembre 1991 a Torgiano (terzo corso).
Tutto il programma, comunque, nonostante gli ottimi risultati ottenuti, testimoniati dalle attestazioni di apprezzamento dei lions partecipanti ai seminari,
nel nostro distretto ebbe vita abbastanza breve e, se vogliamo, confusa. Non si
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puntò decisamente sulla Formazione e ad essa vennero affiancate nel tempo
altre formulazioni fino alla definitiva cancellazione del progetto originario, previa una sua progressiva denaturazione. Gli anni d’oro andarono all’incirca dal
1990 al 1994. Quattro anni contrassegnati da vistosi successi operativi ma
anche da contraddittorie scelte di campo. Vediamone i particolari:
• 1989-90 Governatore Pirrongelli - Comitato Incremento e Formazione Soci:
Presidente L. Perotti - Membri: Giannetti, Cocchini, Raia, Romano
• 1990-91 Governatore Villani - Comitato Sviluppo Dirigenziale (Formazione
dei Formatori): Presidente L.Perotti - Formatori Distrettuali: Albo, Padula,
Perotti - Formatori Circoscrizionali: Del Roso, Rocco, Cialdi, Barsotti,
Bellavista, Valentini, Breccia, Murace, Marino, Tamponi, Lixi
• 1991-92 Governatore Fenzi - Comitato Sviluppo Informazione e Sodalizio:
Presidente L. Perotti - Comitato Sviluppo Dirigenziale e Formazione:
Presidente C. Padula - Formatori Distrettuali: Albo, Campani, Del Roso,
Padula - Formatori Circoscrizionali: Franchi, Rocco, Cialdi, Barsotti,
Bellavista, Margiacchi, Breccia, Murace, De Filippis, Marino, Tamponi,
Staico Todde
• 1992-93 Governatore Pinti - Formatore MD: Perotti - Formatori
Distrettuali: Coordinatore C.Padula - Formatori: Campani, Murace, Staico
Todde
• 1993-94 Governatore Tondo - Formatore MD Perotti - Comitato
Leadership: Presidente Barletta - Formatori: Campani, Murace, Peddis,
Foglietti
Gli anni che seguirono furono caratterizzati da un’alternanza di sigle e
comitati che, pur perseguendo gli stessi obiettivi, persero però la strategia operativa e funzionale della Formazione in senso stretto.
• 1994-95 Governatore Ferraro - Comitato Orientamento Lionistico - Capo
equipe: de Tullio - Membri: Mammoli, Manucci, Pinti, Tondo,Villani
• 1995-96 Governatore Migliorini - Comitato Formazione - Presidente:
Manucci - Membri: Ferraro, Mammoli, Tondo
• 1996-97 Governatore Padula - Comitato Formazione - Leadership Presidente: Mammoli. Membri: Tondo, Pirrongelli
• 1997-98 Governatore Palmas - Comitato Leadership, Informazione ed
Orientamento lionistico - Presidente: Tondo - Membri: Cardarello,
Tarantino, Castellano, Di Giorgio, Mura, Carrera, Mennella, Esposito
• 1998-99 Governatore Riitano - Comitato Sviluppo Leadership ed
Informazione lions - Presidente: Manucci - Membri: Farci, Ferraro,
Migliorini
• 1999-00 Governatore Pegoraro - Comitato Leadership, Informazione ed
Orientamento lionistico - Coordinatore: Tondo - Componenti: Mammoli,
Manucci
• 2000-01 Governatore Cesarotti - Comitato Sviluppo Leadership -
267
Presidente: de Tullio - Componenti: Migliorini, Tondo - Addetti organizzativi: Di Giorgio, Carloni, Mura
• 2001-02 Governatore Gallus - Comitato Sviluppo Leadership-Presidente:
Tondo - Componenti: de Tullio, Migliorini, Pau, Dori, Rosso, Bigio, Di
Giorgio
• 2002-03 Governatore De Sio - Comitato Formazione Orientamento
Sviluppo Leadership - Coordinatore: Tondo - Componente: Padula
Nell’anno 2002-2003, accanto al comitato sopracitato, vede la luce un
nuovo programma proveniente dalla “Sede Centrale”. È un acronimo. È il
MERL. Con esso termina l’antica Formazione e la confusione terminologica
successiva. Nasce un nuovo soggetto che il gentile Lettore avrà la bontà di leggere nel capitolo apposito.
Quale che sia lo strumento da adottare, gli obiettivi rimangono identici:
incentivare la professionalità nell’espletamento, arduo ma gratificante, delle
finalità lionistiche. Purtuttavia, la strada della professionalità, indipendentemente dal ruolo, è lunga e faticosa. Le tappe obbligate sono sempre le stesse e
passano attraverso il sapere, il saper fare ed il saper essere. Ma, soprattutto, non
esistono scorciatoie.
268
MERL (Membership, Extention, Ritention, Leadership)
di Alberto Maria Tarantino
Il M.E.R.L. è uno strumento posto in atto dalla “Sede Centrale” nel 20022003 per il rafforzamento ed il consolidamento dell’associazione attraverso il
potenziamento della qualità del socio. È un contenitore di ogni iniziativa vecchia e recente che mira a migliorare i soci leader, creandone al contempo nuovi,
al fine di migliorare tutta l’organizzazione dell’associazione dei lions club.
Il MERL è nato quando la “Sede Centrale” ha tentato di risolvere il grave
problema del progressivo aumento del numero delle dimissioni con un programma innovativo di mantenimento soci. Si dovevano eliminare le lacune che
erano causa o concausa delle dimissioni. Lacune presenti sopratutto in alcune
aree geografiche che nel numero superavano quelle più efficienti come quella
europea e in particolare del 108L Italy. La qualità dei soci spesso era insufficiente, i padrini non sempre all’altezza del compito, molti comitati soci parzialmente attivi, il censore non adatto o mal informato della sua funzione. Scarsa
l’informazione ai nuovi soci sull’etica, gli scopi, la storia e l’organizzazione del
lionismo, insufficiente il coinvolgimento dei nuovi soci alla vita di club e/o di
distretto. Mancavano a volte quadri dirigenziali efficienti, una adeguata progettualità di programmi di estensione soci e club e di realizzazione dei service.
C’era insomma un’insufficiente politica di coinvolgimento, preparazione e
aggiornamento dei nuovi soci, di quelli più anziani e di formazione di leader
per portare il club e l’intera associazione su standard di efficienza operativa
concreta al passo con i tempi.
Di fronte a questo quadro non proprio positivo, la “Sede Centrale” giudicò
superati i programmi di formazione nati intorno agli anni 82-83 che per alcune
aree forse non erano stati neppure utilizzati e per altre male applicati o modificati in maniera distorta.
Nacque così il nuovo programma chiamato MERL che è l’acronimo delle
parole Membership, Extention, Ritention e Leadership. Un programma che
mirava a dare uniformità di informazione e formazione a tutti i soci. Oggi il
MERL è operante e discretamente funzionante.
Il coordinamento è affidato al vice governatore. Dall’anno fiscale 20062007 potrà essere incaricato dal governatore anche un lions esperto e qualificato.
Le quattro sezioni sono affidate a 4 lions con esperienza, accertata e magari riconosciuta ufficialmente. L’incarico dura 3 anni e può essere revocato dal
DG solo per motivi giustificati, comunicati alla “Sede Centrale” e da questa
accettati. I responsabili sono coadiuvati da un numero di collaboratori stabilito
dal DG che durano in carica un anno ma possono essere riconfermati. La scelta
dei responsabili e dei membri del MERL è uno dei punti cardine per il buon
funzionamento di questo strumento di crescita dell’associazione. Il DG ha un
compito delicato per dare impulso al MERL che, se non ben usato e gestito,
può anche generare confusione e perplessità. La stessa confusione e perplessità
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che si è sentita nel primo anno di attività. Un anno che ha obbligato i VDG in
carica ad un lavoro sopratutto di chiarificazione presso i club e i distretti.
Qualsiasi innovazione fa nascere un senso di sorpresa e di dubbio ed in alcuni
genera addirittura sfiducia. Per questo qualcuno qualificò il MERL come un
“salto nel buio”.
Ma salto nel buio non era. Dopo il primo anno 2002- 2003 il MERL cominciò il suo vero cammino. Si stilarono programmi e finalmente si iniziarono i
primi incontri con i soci a livello delle riunioni di circoscrizione prima, delle
zone poi. Non sono mancate tuttavia le deficienze, le omissioni, i rifiuti e le
lamentele.
Nel 2002-2003 nel nostro distretto il VDG Renato Palumbo, come primo
coordinatore del MERL, ha combattuto una battaglia difficile per far accettare
la necessità di uniformarsi alle decisioni della “Sede Centrale” e ad applicare
quanto indicato, consigliato e fortemente voluto. Il suo è stato un lavoro ingrato, da pochi conosciuto, spesso frenato da dubbi e rifiuti più o meno velati.
Il VDG Tarantino, più fortunato, ha lavorato, nell’anno successivo, su un
tessuto umano che aveva in parte accettato, se non proprio capito, il programma
MERL. Fu un anno di sviluppo durante il quale i responsabili ed i membri
MERL elaborarono un programma omogeneo ed uniforme da applicare in tutto
il distretto. Occorreva evitare che si seguissero ed applicassero personali programmi. Nelle circoscrizione dunque si cominciò a parlare di appartenenza, di
etica e scopi, di obiettivi raggiungibili, di comitati soci,di leader e della loro
formazione. Era un primo passo che non risolveva tuttavia i tanti problemi del
MERL e sopratutto non chiariva come raggiungere non solo i nuovi soci ma
tutti i membri dei club. Inoltre rimaneva il dubbio se la “Formazione” dovesse
essere scorporata dal Merl oppure in essa compresa. Fu un anno in cui 6 su 8
circoscrizioni svolsero sedute MERL coinvolgendo intorno al 60% dei club. La
strada era aperta ma il coinvolgimento ancora insufficiente, molti non credevano che attraverso il MERL fosse possibile creare leader ed una leadership capace di coordinare e trovare il consenso della maggioranza su progetti condivisi.
Altri non ritenevano necessaria la costruzione della catena: preparazione e
informazione del socio > acquisizione di soci di qualità > formazione di leader = diminuzione delle dimissioni. Questo era il ciclo virtuoso cui mirava
l’equipe MERL che voleva al centro di ogni situazione l’Uomo lions. Nella sua
relazione sul Merl al congresso di Gubbio il VDG Tarantino affermò:
“Qualunque cosa facciamo nell’associazione, tutto dipende dai soci, dai
singoli. Se non c’è questa corrispondenza allora è inutile avere strumenti, formule, statuti. È sempre l’Uomo che fa le cose. Il lionismo lo fanno i lions, il
lionismo è un’idea ma l’idea la realizzano sempre gli Uomini”.
Il 2004-2005 fu l’anno in cui l’equipe MERL sotto la guida del VDG
Inzaina e lo stimolo del DG che ebbe la delega del MERL, fece un salto di qualità assoluto. L’equipe MERL costruì un programma moderno, in certi casi anticipatore che fugava definitivamente dubbi e riserve, che forniva strumenti,
idee, esempi e motivazioni e che basava gli incontri sul dibattito e non sulla
270
conferenza. Fu preparato un CD così esaustivo che trasformava di fatto il
MERL da programma in progetto (CD che fu portato al consiglio dei
Governatori dal DG delegato al MERL). Fu accolto con grande entusiasmo
sopratutto da alcuni distretti che cominciarono ad applicarlo adattandolo alle
esigenze dei propri soci e club. Diceva il coordinatore MERL VDG Inzaina al
congresso di Ostia:
“...quello che abbiamo fatto non è sufficiente a risolvere i problemi della
nostra associazione e del nostro distretto.....ma comunque le cose rispetto al
passato stanno migliorando perché c’è un’inversione di tendenza e il rapporto
fra soci che escono e soci che entrano si sta avvicinando alla parità..” Il MERL
aveva ottenuto un primo concreto risultato. Al congresso nazionale di Taormina
il DG delegato al MERL Tarantino lanciò il progetto MERL dicendo fra le altre
cose:
“Il MERL è ormai un progetto, non più una proposta e come progetto deve
entrare nel cuore dell’associazione, nel club. Come ogni progetto ha un obiettivo:
miglioramento della membership e leadership, aumento della extention e diminuzione della ritention. Mette in campo le risorse: coordinatore + equipe MERL
+presidenti di club+ comitati soci e censori. Ha una strategia: almeno una volta
l’anno incontri-dibattito e non conferenze nei club. Tempi: continuativo.
...Se il nostro capitale spendibile sul mercato del servizio sono i soci, bisogna dare loro valenza di lions spendibili, far conoscere loro il lionismo nelle
sue regole e pieghe, dare loro indirizzi, stimoli e fantasie per fare salti innovativi in avanti, abbandonare alcuni campi incolti per raggiungere invece frontiere
di servizio più efficaci ed efficienti.”
Il 2005-2006 è stato un anno dove il lavoro del VDG Panusa ha dato buoni
frutti perché le riunioni MERL sono state portate in tutto il distretto con incontri-dibattito in ogni zona nel tentativo, in gran parte riuscito, di coinvolgere i
comitati soci e censori che hanno un ruolo fondamentale e non sono più strutture di facciata ma strumenti efficaci per lo sviluppo dei club e dell’associazione.
Ma un altro elemento positivo è emerso in questo quarto anno di attività. Il rapporto fra il coordinatore ed il governatore è diventato stretto, segno che lo strumento del Merl è oggi una struttura portante i cui obiettivi non sono più eludibili. Si è pure fatta chiarezza sulla formazione, infatti durante il corso multidistrettuale per i VDG sul MERL il presidente del Consiglio dei Governatori
Scerbo ha dichiarato “..per volontà della Sede Centrale la formazione non esiste più come struttura a se stante ma è stata immessa nel contenitore del
MERL”
Fin qui la storia ed il significato del MERL in questi primi 4 anni di attività,
fin qui quanto fatto e realizzato nel nostro distretto. Molto ancora il cammino
da percorrere.
271
FILATELIA
di Vittorio Mariotti
Il Lions International Stamp Club (LISC) è un prestigioso, utilissimo strumento di propaganda dell’attività svolta dai lions di tutto il mondo.
Nel nostro distretto 108L il primo lions ad iscriversi al LISC, nel 1979, fu
Luciano Braccini del lions club. Pisa (allora e fino al 1992-93 facente parte del
108 L, ed ora 108 LA).
Il primo presidente del Filatelico Italiano fu, invece, Giuseppe Sansonetti,
del lions club Civitavecchia - S. Marinella, nel 1986.
Il nostro distretto 108L ha avuto ben 3 presidenti nazionali: Luciano
Braccini 1986-87; Enrico Cesarotti 1996-97; Vittorio Mariotti 2001-2002, e 2
presidenti internazionali: Enrico Cesarotti 1998-99; Vittorio Mariotti 20042005), che avrebbero potuto essere 3 con Luciano Braccini (1996-97) se la
Toscana non non si fosse costituita in distretto 108 LA
Particolare non del tutto inerente alla filatelia, ma importante ai fini della
celebrazione del nostro: l’unico Presidente del Consiglio dei Governatori
espresso dal 108 L è stato proprio Luciano Braccini nel 1986-87, quando la
Toscana era ancora parte di esso. Questi 3 soci citati sono stati protagonisti
della filatelia lionistica a livello nazionale e mondiale:
1. Luciano Braccini, con la sua grande esperienza particolarmente negli annulli di tutto il mondo;
2. Enrico Cesarotti, con la sua perfetta conoscenza della lingua inglese, ha
fatto conoscere al mondo lionistico il nostro “Chapter 8 Italy” (la nostra
organizzazione filatelica è divisa in “chapter” e il n. 8 è l’Italia);
3. Vittorio Mariotti, con la sua passione per le statistiche è riuscito a far sapere
cosa collezionavano i soci sia italiani (quando era segretario del presidente
nazionale Cesarotti, e nel proprio anno di presidenza), che stranieri (durante
la sua presidenza internazionale). Questo risultato è stato ottenuto con l’invio di un Form da compilare, che facilita anche gli eventuali scambi tra i
soci.
Un altro socio lions che, pur non essendo stato presidente, ha dato un grande contributo all’associazione è Paolo Spigarelli, che è riuscito ad ottenere che
lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta) emettesse un francobollo celebrativo di un nostro service permanente: “Un dolce sorriso”.
Altra vittoria importante è stata quella di riparare ad un errore commesso
dall’ufficio ONU di Vienna, incaricato di emettere 6 francobolli su un altro
importante service permanente - Poster per la Pace - ufficio che, a suo gusto,
aveva scelto 6 disegni senza, però, tener conto di quello vincitore che quell’anno era di una ragazza italiana della Liguria. Quest’anno, a settembre 2005, è
stato “reso il maltolto” dando il giusto lustro alla bellissima creazione della
nostra giovane “artista”.
Il club filatelico italiano è presente in quasi tutte le manifestazioni sionistiche distrettuali e multidistrettuali: Forum Europeo, convegno del mediterraneo,
272
oltre alla convention internazionale. Nel Forum Europeo del 2004, svoltosi a
Roma, un nostro stand è stato presente per tutta la durata
della manifestazione, ed ha avuto anche la visita dell’allora presidente
internazionale Clement F. Kusiak, che ha molto elogiato il lavoro svolto dai
filatelici del nostro 108 L.
273
LIONESS CLUB
di Vito Cilmi
Con l’intento di coinvolgere le donne nelle attività lionistiche, nel 1975 fu
avviato il “programma lioness”.
Fino alla convention di Taipei dell’anno 1987 all’Associazione
Internazionale dei Lions Club venivano ammessi solo uomini. Nell’anno 1975
si escogitò dalla “Sede Centrale” una formula che consentisse, nonostante la
limitazione sopraindicata, di avvalersi dell’opera anche delle donne. Tale formula fu la creazione, nell’ambito dei singoli club che lo volessero, di una sorta
di “sezione” femminile che veniva a costituire un “programma” d’attività del
club lion, che rimaneva, dunque, rigorosamente maschile. Queste signore costituirono così una particolare categoria di club, che vennero denominati “Club
Lioness”. Le appartenenti davano luogo ad una particolare categoria d’iscritte:
si distinguevano dai lions (uomini) per non godere del diritto di elettorato né
attivo né passivo. Cioè non potevano essere elette ad alcuna carica sociale e
non potevano votare per le cariche sociali.
L’iniziativa ebbe un buon risultato per l’impegno delle lioness a realizzare
nuovi progetti elaborati autonomamente o in collaborazione con i club lions.
Il primo club lioness omologato dalla “Sede Centrale”, in data 9 marzo
1976, fu il club di Roma Host.
Gli inizi del lioness club non furono facili perché in mancanza di statuto e
di regole certe, le prime socie dovettero, giorno per giorno, inventarsi iniziative
e service. Nonostante queste difficoltà il lioness club di Roma Host, sotto la
guida della presidente Lilian Zafred e delle successive presidenti, catalizzò per
lungo tempo tutta l’attività femminile romana in ambito lionistico fino a raggiungere il considerevole numero di 54 socie, numero che non fu più superato
in quanto nel 1986 dette vita al lioness club Roma Aurelium e nel 1988 al
Roma Augustus.
Numerose sono state le imprenditrici, le professioniste e le docenti che
hanno lavorato instancabilmente per le attività del club. Fra loro non possiamo
dimenticare la prof.ssa Ombretta Fumagalli Carulli, membro del Consiglio
Superiore della Magistratura, la sorella del prof. Bachelet e la sorella del Gen.
Galvaligi, i cui fratelli, scomparsi prematuramente, furono vittime dei propri
ideali. Fra i numerosi service meritano di essere ricordati l’impegno in favore
dei non vedenti dell’Istituto S.Alessio di Roma, del gerontocomio Santa
Margherita, l’acquisto di apparecchiature per la dialisi infantile per l’Ospedale
Bambin Gesù e l’assistenza e l’ospitalità a favore di una bambina greca affetta
da una grave malattia che, grazie a questo intervento, riuscirà a guarire. Erano
talmente presenti le lioness nella città che il Santo Padre Paolo VI dedicò loro
un saluto particolare durante un’udienza in S. Pietro ed il Sen. Cossiga, presidente del Senato le ricevette a Palazzo Giustiniani apprezzando molto il dono
ricevuto del cofanetto contenente la raccolta dei “Quaderni del Lionismo”.
Seguirono nell’anno 1975-76 il club di Firenze Host, nell’anno 1977-78 il
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club di Frosinone, nell’anno 1978-79 il club di Bagno a Ripoli, nell’anno 198081 il club di Roma Parioli, nell’anno 1983-84 il club di Firenze Pitti, nell’anno
1984-85 i club di Roma Nomentanum e Cortona-Corito, nell’anno 1985-86 i
club di Apuania-Massa, di Rieti, di Perugia Augusta Perugia, di Roma
Aurelium, di Arezzo e di Cagliari, nell’anno 1986-87 il club di Latina raggiungendo il numero complessivo di 15 club e 441 socie che, alla data del 30 giugno 1987, rappresentavano il 12,82% ei club lions che erano 117 e il 7.96% dei
soci lions che erano 5.537.
I club lioness, durante gli anni della loro vita, hanno dimostrato un lodevolissimo impegno in tutti i settori d’attività del lionismo, distinguendosi, peraltro, ad esempio, per la loro operatività contro la violenza, per l’assistenza agli
anziani, ed ai bambini affetti da malattie gravi. Con raccolte di fondi, con una
feconda attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e con la presenza
attiva in ogni programma di rilevanza umana e sociale il contributo da essi
offerto durante la loro storia può senza ombra di dubbio considerarsi non inferiore né meno efficace di quello offerto da club lions (maschili).
Con la deliberazione della convention di Taipei nel luglio del 1987 le donne
furono ammesse alla Associazione Internazionale dei Lions Club in situazione
di piena parità di diritti e di doveri e quindi tutti i club lions divennero aperti a
persone di ambedue i sessi. Fu allora consentito ai club lioness che lo avessero
voluto di trasformarsi in club lions. A quelli che non lo vollero fu tuttavia concesso di rimanere nella forma di appartenenza originaria.
Nel nostro distretto tutti i club lioness gradualmente operarono la trasformazione in club lions ad eccezione del lioness club Cagliari, sempre molto e
validamente attivo, che il 7 aprile 2006 ha festeggiato “Il ventennale” dalla
costituzione”. Questo club, nel ventennio della sua attività, ha sempre operato
nell’ambito delle iniziative del club lions padrino Cagliari Host e con iniziative
proprie tra le quali va ricordato il service permanente “Premio Donna Sarda”
che viene conferito, ogni anno, ad una donna sarda che abbia dato onore e
lustro alla Sardegna nel campo della cultura, dell’arte, della scienza e della professione.
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276
INDICE
Introduzione del Governatore Agostino Inzaina . . . . .
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50 anni di lionismo di Giuseppe Grimaldi . . . . . . . . “
Cinquant’anni di lionismo di Sergio Maggi . . . . . . . . “
Codice dell’etica lionistica . . . . . . . . . . . . . “
Scopi del lionismo di Osvaldo de Tullio . . . . . . . . . “
Storia ed evoluzione del pensiero lionistico di Osvaldo de Tullio . . “
Storia ed evoluzione della società italiana dal 1955 al 2005:
il terreno su cui si trovò ad operare il lionismo di Osvaldo de Tullio “
La struttura organizzativa di Enrico Cesarotti . . . . . . . “
Congressi distrettuali di Vito Cilmi . . . . . . . . . . . “
Temi di studio di Vito Cilmi . . . . . . . . . . . . . “
Service nazionali e distrettuali di Vito Cilmi . . . . . . . . “
I leo di Stefano Sartoris . . . . . . . . . . . . . . “
Quaderni del lionismo - impegno civico di Dario Pinti . . . . . “
Il centro studi “Giuseppe Taranto” di Bruno Ferraro . . . . . “
Trenta anni della rivista “Lionismo” di Osvaldo de Tullio . . . . “
Rapporti con le istituzioni di Basilio Perugini . . . . . . . “
Impegno sociale - culturale di Vincenzo Mennella . . . . . . “
Pari opportunità - diritti delle donne di Ida Panusa Zappalà . . . “
Famiglia e minori di Carlo Patatu . . . . . . . . . . . “
Attività verso i giovani di Francesco Migliorini . . . . . . . “
Lionismo sociale per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro
di Giuseppe Tito Sechi . . . . . . . . . . . . . “
Scambi giovanili - campi della gioventù di Pierluigi Garberini . . “
Lions quest di Francesco Migliorini . . . . . . . . . . “
Poster per la pace di Stefania Trincia Francioni . . . . . . . “
Anziani di Giuseppe Bellisario e Stefania Trincia Francioni . . . “
Disabili di Armando Di Giorgio . . . . . . . . . . . . “
Interventi nel il terzo mondo di Jolao Farci e Raffaele Gallus Cardia “
L’adozione a distanza di Bruno Ferraro . . . . . . . . . “
Sanità di Mario Manganaro, Giuseppe Bellisario e Antonio Castellano “
Scienza, tecnologia, innovazione in cinquant’anni del distretto 108 L
di Renato Palumbo . . . . . . . . . . . . . . “
Casa di accoglienza di Cagliari.per malati oncologici di Franco Pitzus “
Casa di accoglienza “Giuseppe Palmas” di Gaudenzio Bartolini . . “
A.I.L.D. Associazione Italiana per il Diabete di Aldo Villani . . . “
Aspetti legislativi e problemi della giustizia di Pietro Pegoraro . . “
Economia e società di Fernando Giuseppetti . . . . . . . “
Protezione civile di Jolao Farci . . . . . . . . . . . p.
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Ambiente di Naldo Anselmi . . . . . . . . . . . . .
Promozione artistica
(1981-2006) a cura di Angelo Prosciutti e Maria Grazia Massari
(1951/80) a cura di Manuela Cascianelli . . . . . . . .
Promozione umanistico-letteraria di Liana Nannetti Polverino . .
Sport di Eraldo Millotti e Natale Fiorentini . . . . . . . .
Manifestazioni patriottiche di Eraldo Millotti . . . . . . .
Università aperte a tutti, borse di studio, i concorsi, i premi
di Armando Di Giorgio . . . . . . . . . . . . .
L.C.I.F. - Lions Clubs International Foundation di Enrico Cesarotti
Gemellaggi di Carlo Padula . . . . . . . . . . . .
Archivio storico di Vito Cilmi . . . . . . . . . . . .
La formazione di Carlo Padula . . . . . . . . . . . .
MERL (Membership, Extention, Ritention, Leadership)
di Alberto Maria Tarantino . . . . . . . . . . . .
Filatelia di Vittorio Mariotti . . . . . . . . . . . . .
Lioness club di Vito Cilmi . . . . . . . . . . . . .
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AVVERTENZA PER IL LETTORE
Talvolta la carenza di idonee fonti di documentazione della immensa attività svolta dai club e dal Distretto durante i cinquanta anni che sono oggetto e
contenuto di questo volume ha implicato un notevole sforzo di ricerca da parte
degli autori dei singoli capitoli. Né i ricordi personali dei Lions più anziani
potevano sufficientemente surrogare la carenza documentativa. Sono stati invece utili per indirizzare, spesso con buoni risultati, l’indagine.
E dunque deve avvertirsi il lettore che la citazione delle attività descritte nel
testo non obbedisce e non esaurisce alcun criterio di sistematicità e di completezza anche in tematiche in cui esse sono state molto ricche. In molti casi ci si è
limitati a riferire sulle iniziative per le quali si era in possesso di idoneo e sufficiente materiale documentativo tralasciando altre pur certamente numerose attività congeneri non precisamente ed esaurientemente documentabili.
Gli autori dei singoli capitoli ed il comitato di coordinamento confidano
tuttavia di essere riusciti a dare, al lettore che si avvicina all’opera del tutto
digiuno di conoscenze sul fenomeno lionistico, una nozione abbastanza chiara
sulla sua natura, nonché sugli scopi e sul lavoro compiuto in un cinquantennio
in Italia - ed in particolare nelle regioni che oggi fanno parte del Distretto 108
L - Lazio, Umbria, Sardegna - dalla Associazione internazionale dei Lions club,
che è la più grande Associazione di servizio del mondo, nata nel 1917 ed oggi
diffusa, con circa unmilionequattrocentomila soci in 193 Paesi del mondo.
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Quaderno on-line - Centro Studi del Lionismo