17 NOVEMBRE 2015 MARTEDÌ - XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA Patrona del Terz'Ordine Francescano
UFFICIO DELLE LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.
Antifona
Venite, adoriamo il Signore:
la sua gloria risplende nei santi.
SALMO 66
Tutti i popoli glorifichino il Signore
Sia noto a voi che questa salvezza di Dio
viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano
tutti i confini della terra.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona
Venite, adoriamo il Signore:
la sua gloria risplende nei
santi.
Inno
La carità divina
congiunge santa Elisabetta
all'eterno convito
nel regno dei beati.
La fiamma dello Spirito
ha impresso nel suo cuore
il sigillo indelebile
dell'amore di Dio.
O sorella dei poveri,
intercedi per noi;
sostieni i nostri passi
nella via della pace.
Tu guidaci alla vetta
della santa montagna,
dove i miti possiedono
il regno del Signore.
Sia lode al Padre e al Figlio,
sia onore al Santo Spirito,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
1^ Antifona
Il Signore fa giustizia per i poveri.
SALMO 9 B 22-32 (I)
Preghiera e ringraziamento
Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio
(Lc 6, 20).
Perché, Signore, stai lontano, *
nel tempo dell'angoscia ti nascondi?
Il misero soccombe all'orgoglio dell'empio *
e cade nelle insidie tramate.
L'empio si vanta delle sue brame, *
l'avaro maledice, disprezza Dio.
L'empio insolente disprezza il Signore: †
«Dio non se ne cura: Dio non esiste» ; *
questo è il suo pensiero.
Le sue imprese riescono sempre. †
Son troppo in alto per lui i tuoi giudizi: *
disprezza tutti i suoi avversari.
Egli pensa: «Non sarò mai scosso, *
vivrò sempre senza sventure».
Di spergiuri, di frodi e d'inganni
ha piena la bocca, *
sotto la sua lingua sono iniquità e sopruso.
Sta in agguato dietro le siepi, *
dai nascondigli uccide l'innocente.
I suoi occhi spiano l'infelice, *
sta in agguato nell'ombra come un
leone nel covo. Sta in agguato per
ghermire il misero, * ghermisce il
misero attirandolo nella rete.
Infierisce di colpo sull'oppresso, *
cadono gl'infelici sotto la sua
violenza. Egli pensa:
«Dio dimentica, * nasconde il volto,
non vede più nulla».
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Il Signore fa giustizia per i poveri.
2^ Antifona
L'affanno e il dolore degli umili,
tu li vedi, o Signore.
SALMO 9 B 33-39 (II)
Preghiera e ringraziamento
Beati voi poveri, perché vostro è il regno
di Dio (Lc 6, 20).
Sorgi, Signore, alza la tua mano, *
non dimenticare i miseri.
Perché l'empio disprezza Dio *
e pensa: «Non ne chiederà conto» ?
Eppure tu vedi l'affanno e il dolore, *
tutto tu guardi e prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero, *
dell'orfano tu sei il sostegno.
Spezza il braccio dell'empio
e del malvagio; *
punisci il suo peccato e più non lo trovi.
Il Signore è re in eterno, per sempre: *
dalla sua terra sono scomparse le genti.
Tu accogli, Signore,
il desiderio dei miseri, *
rafforzi i loro cuori,
porgi l'orecchio
per far giustizia all'orfano e
all'oppresso; *
e non incùta più terrore l'uomo
fatto di terra.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
L'affanno e il dolore degli umili,
tu li vedi, o Signore.
3^ Antifona
Le parole del Signore sono pure,
argento raffinato nel fuoco.
SALMO 11
Preghiera nella persecuzione
Dio Padre si è degnato di mandare il suo
Figlio per noi, poveri (sant’Agostino).
Salvami, Signore! Non c'è più un uomo
fedele; * è scomparsa la fedeltà tra i figli
dell'uomo. Si dicono menzogne l'uno
all'altro, * labbra bugiarde parlano con
cuore doppio.
Recida il Signore le labbra bugiarde, *
la lingua che dice parole arroganti,
quanti dicono: «Per la nostra lingua
siamo forti, †
ci difendiamo con le nostre labbra: *
chi sarà nostro padrone?».
«Per l'oppressione dei miseri e il gemito
dei poveri, † io sorgerò, dice il Signore, *
metterò in salvo chi è disprezzato».
I detti del Signore sono puri, †
argento raffinato nel crogiuolo, *
purificato nel fuoco sette volte.
Tu, o Signore, ci custodirai, *
ci guarderai da questa gente
per sempre.
Mentre gli empi
si aggirano intorno, *
emergono
i peggiori tra gli uomini.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Le parole del Signore sono pure,
argento raffinato nel fuoco.
V. Il Signore guida gli umili nella giustizia, R. ai poveri in segna la sua via.
Prima Lettura: Dal libro del profeta Zaccaria 9,1-10,2 Promessa di salvezza per Sion
La parola del Signore è sulla terra di Cadrach e
si posa su Damasco, poiché al Signore
appartiene la perla di Aram e tutte le tribù
d'Israele; anche Camat sua confinante e
Sidone, che è tanto saggia. Tiro si è costruita
una fortezza e vi ha accumulato argento come
polvere e oro come fango delle strade. Ecco, il
Signore se ne impossesserà, sprofonderà nel
mare le sue ricchezze ed essa sarà divorata dal
fuoco. Ascalona vedrà e ne sarà spaventata,
Gaza sarà in grandi dolori, come anche
Accaron, perché svanirà la sua fiducia;
scomparirà il re da Gaza e Ascalona rimarrà
disabitata. Bastardi dimoreranno in Asdod,
abbatterò l'orgoglio del Filisteo. Toglierò il
sangue dalla sua bocca e i suoi abomini dai
suoi denti. Diventerà anche lui un resto per il
nostro Dio, sarà come una famiglia in Giuda ed
Accaron sarà simile al Gebuseo.
Mi porrò come sentinella per la mia casa contro
chi va e chi viene, non vi passerà più
l'oppressore, perché ora io stesso sorveglio con
i miei occhi. Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene
il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino, un
puledro figlio d'asina. Farà
sparire i carri da Èfraim e i
cavalli da Gerusalemme,
l'arco di guerra sarà
spezzato, annunzierà la
pace alle genti, il suo
dominio sarà da mare a
mare e dal fiume ai confini
della terra. Quanto a te,
per il sangue dell'alleanza
con te, estrarrò i tuoi
prigionieri dal pozzo
senz'acqua. Ritornate alla
cittadella, prigionieri della
speranza! Ve l'annunzio
fino da oggi: vi ripagherò
due volte.
Prima Lettura: Dal libro del profeta Zaccaria 9,1-10,2 Promessa di salvezza per Sion
Tendo Giuda come mio arco, Èfraim
come un arco teso; ecciterò i tuoi figli,
Sion, contro i tuoi figli, Grecia, ti farò
come spada di un eroe. Allora il Signore
comparirà contro di loro, come fulmine
guizzeranno le sue frecce; il Signore
darà fiato alla tromba e marcerà fra i
turbini del mezzogiorno. Il Signore degli
eserciti li proteggerà: divoreranno e
calpesteranno le pietre della fionda,
berranno il loro sangue come vino, ne
saranno pieni come bacini, come i corni
dell'altare. Il Signore loro Dio
in quel giorno salverà come un gregge il
suo popolo, come gemme di un
diadema brilleranno sulla sua terra.
Quali beni, quale bellezza! Il grano darà
vigore ai giovani e il vino nuovo alle
fanciulle. Chiedete al Signore la pioggia
tardiva di primavera; è il Signore che
forma i nembi, egli riversa pioggia
abbondante, dà il pane agli uomini, a
ognuno l'erba dei campi.
Poiché gli strumenti divinatori
dicono menzogne, gli indovini
vedono il falso, raccontano sogni
fallaci, danno vane consolazioni:
per questo vanno vagando come
pecore, sono oppressi, perché
senza pastore.
Responsorio
R. Ecco, a te
viene il tuo re, giusto e vittorioso;
umile, cavalca un asino, sopra un
puledro figlio d'asina. * Esulta
grandemente, figlia di Sion; giubila,
figlia di Gerusalemme. V. Gesù,
trovato un asinello, vi montò sopra,
come sta scritto. R. Esulta
grandemente, figlia di Sion; giubila,
figlia di Gerusalemme.
Seconda Lettura: Dalla «Lettera» scritta da Corrado di Marburgo, direttore spirituale di santa
Elisabetta (Al pontefice, anno 1232; A. Wyss, Hessisches Urkundenbuch I, Lipsia 1879, 31-35)
Elisabetta conobbe ed amò Cristo nei poveri
Elisabetta incominciò presto a distinguersi
in virtù e santità di vita. Ella aveva sempre
consolato i poveri, ma da quando fece
costruire un ospedale presso un suo
castello, e vi raccolse malati di ogni
genere, da allora si dedicò interamente
alla cura dei bisognosi. Distribuiva con
larghezza i doni della sua beneficenza
non solo a coloro che ne facevano
domanda presso il suo ospedale, ma in
tutti i territori dipendenti da suo marito.
Arrivò al punto da erogare in beneficenza
i proventi dei quattro principati di suo
marito e da vendere oggetti di valore e
vesti preziose per distribuirne il prezzo ai
poveri. Aveva preso l'abitudine di visitare
tutti i suoi malati personalmente, due volte
al giorno, al mattino e alla sera. Si prese
cura diretta dei più ripugnanti. Nutrì
alcuni, ad altri procurò un letto, altri portò
sulle proprie spalle, prodigandosi sempre
in ogni attività di bene, senza mettersi
tuttavia per questo in contrasto con suo
marito.
Dopo la morte di lui, tendendo alla
più alta perfezione, mi domandò
con molte lacrime che le
permettessi di chiedere
l'elemosina di porta in porta.
Un Venerdì santo, quando gli altari
sono spogli, poste la mani
sull'altare in una cappella del suo
castello, dove aveva accolto i Frati
Minori, alla presenza di alcuni
intimi, rinunziò alla propria volontà,
a tutte le vanità del mondo e a
tutto quello che nel Vangelo il
Salvatore ha consigliato di
lasciare. Fatto questo, temendo di
poter essere riassorbita dal rumore
del mondo e dalla gloria umana, se
rimaneva nei luoghi in cui era
vissuta insieme al marito e in cui
era tanto ben voluta e stimata,
volle seguirmi a Marburgo,
sebbene io non volessi.
Seconda Lettura: Dalla «Lettera» scritta da Corrado di Marburgo, direttore spirituale di santa
Elisabetta (Al pontefice, anno 1232; A. Wyss, Hessisches Urkundenbuch I, Lipsia 1879, 31-35)
Elisabetta conobbe ed amò Cristo nei poveri
Quivi costruì un ospedale ove raccolse i
malati e gli invalidi e servì alla propria
mensa i più miserabili ed i più derelitti.
Affermo davanti a Dio che raramente ho
visto una donna così contemplativa
come Elisabetta, che pure era dedita a
molte attività. Alcuni religiosi e religiose
constatarono assai spesso che, quando
ella usciva dalla sua preghiera privata,
emanava dal volto un mirabile
splendore e che dai suoi occhi uscivano
come dei raggi di sole. Prima della
morte ne ascoltai la confessione e le
domandai cosa si dovesse fare dei suoi
averi e delle suppellettili. Mi rispose che
quanto sembrava sua proprietà era tutto
dei poveri e mi pregò di distribuire loro
ogni cosa, eccetto una tunica di nessun
valore di cui era rivestita, e nella quale
volle esser seppellita. Fatto questo,
ricevette il Corpo del Signore.
Poi, fino a sera, spesso ritornava
su tutte le cose belle che aveva
sentito nella predicazione. Infine
raccomandò a Dio, con
grandissima devozione, tutti
coloro che le stavano dintorno, e
spirò come addormentandosi
dolcemente.
Responsorio
R. Elisabetta, di stirpe regale,
trionfa nel cielo, decorata di una
triplice corona di meriti, * avendo
lasciato sublimi esempi di virtù in
ogni stato di vita. V. Come
vergine, come sposa e come
vedova camminò nell'innocenza,
senza inciampare nella colpa; R.
avendo lasciato sublimi esempi di
virtù in ogni stato di vita.
Orazione
O Dio, che a sant'Elisabetta
hai dato la grazia di riconoscere e onorare Cristo nei poveri,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di servire con instancabile carità
coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Scarica

ufficio letture - Atma-o