IL PRIMO
SOCCORSO IN
AZIENDA
Il primo soccorso in
azienda





Definizione
Regolamentazione
Organizzazione
Protocollo d’azione
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
IL PRIMO SOCCORSO
2
Il primo soccorso in
azienda
D.LGS 81/2008
 ART 36 – Informazione ai lavoratori
(comma 1 lettera a-b-c )
 ART 37 – Formazioni dei lavoratori e
dei loro rappresentanti (comma 9 )
 ART 45 – Primo soccorso (comma
1,2 )
IL PRIMO SOCCORSO
3
D. LGS 81/2008
ART. 36 – INFORMAZIONE AI LAVORATORI
Il datore di lavoro provvede affinchè ciascun lavoratore riceva
un’adeguata informazione:
a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro
connessi alla attivita' della impresa in generale
b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso,
la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di
lavoro;
c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare
le misure di cui all’ articolo 45
IL PRIMO SOCCORSO
4
D. LGS 81/2008
ART. 37 - FORMAZIONE DEI
LAVORATORI E DEI LORO
RAPPRESENTANTI
Il datore di lavoro assicura che ciascun
lavoratore riceva una formazione
sufficiente ed adeguata in materia di
salute e sicurezza,con particolare
riferimento a:
IL PRIMO SOCCORSO
5
D. LGS 81/2008 (art.37
comma 9)
 I lavoratori incaricati dell’attivita' di
prevenzione incendi e lotta
antincendio, di evacuazione dei luoghi
di lavoro in caso di pericolo grave ed
immediato, di salvataggio, di primo
soccorso e, comunque, di gestione
dell’emergenza devono ricevere
un’adeguata e specifica formazione e
un aggiornamento periodico
IL PRIMO SOCCORSO
6
D. LGS 81/2008
ART. 45 IL PRIMO SOCCORSO
 1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attivita e
delle dimensioni dell’azienda o della unita produttiva, sentito il
medico competente ove nominato, prende i provvedimenti
necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di
emergenza,tenendo conto delle altre eventuali persone presenti
sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi
esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.
 2. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i
requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in
relazione alla natura dell’attivita' , al numero dei lavoratori occupati
ed ai fattori di rischio sono individuati dal decreto ministeriale 15
luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali
IL PRIMO SOCCORSO
7
Il primo soccorso
COS’E’
E’ l’aiuto dato al soggetto infortunato o malato,da
personale aziendale addetto,in attesa
dell’intervento specializzato
PERSONALE AZIENDALE ADDETTO
Personale valutato dal medico competente dal punto
di vista:
 Psicologico
 Caratteriale
 Patologico
IL PRIMO SOCCORSO
8
Il primo soccorso in
azienda
REGOLAMENTAZIONE
DM 388/03 (pronto soccorso in
azienda):
 Classificazione aziende (art.1)
 Caratteristiche organizzative (art.2)
 Requisiti e formazione addetti (art.3)
 Attrezzature minime (art.4)
IL PRIMO SOCCORSO
9
DM 388/03
ART.1: CLASSIFICAZIONE DELLE
AZIENDE
1) Le aziende ovvero le unita' produttive
sono classificate, tenuto conto della
tipologia di attivita' svolta, del numero
dei lavoratori occupati e dei fattori di
rischio, in tre gruppi.
IL PRIMO SOCCORSO
10
DM 388/03 (art. 1)
 Gruppo A:
I) Aziende o unita' produttive con attivita' industriali, soggette all'obbligo di
dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto
1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli
articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230,aziende
estrattive ed altre attivita' minerarie definite dal decreto legislativo 25
novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di
esplosivi, polveri e munizioni;
II) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o
riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilita‘
permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali
INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun
anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale;
III) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato
del comparto dell'agricoltura.
IL PRIMO SOCCORSO
11
DM 388/03 (art.1)
 Gruppo B:
Aziende o unita' produttive con tre o
piu' lavoratori che non rientrano nel
gruppo A.
IL PRIMO SOCCORSO
12
DM 388/03 (art.1)
 Gruppo C:
Aziende o unita' produttive con meno di
tre lavoratori che non rientrano nel
gruppo A.
IL PRIMO SOCCORSO
13
DM 388/03 (art.1)
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE
2) Il datore di lavoro, sentito il medico competente,
ove previsto,identifica la categoria di appartenenza
della propria azienda od unita‘ produttiva e, solo
nel caso appartenga al gruppo A, la comunica
all'Azienda ... Sanitaria Locale competente sul
territorio in cui si svolge l'attivita' lavorativa, per la
predisposizione degli interventi di emergenza del
caso. Se l'azienda o unita' produttiva svolge
attivita' lavorative comprese in gruppi diversi, il
datore di lavoro deve riferirsi all'attivita‘ con indice
piu' elevato.
IL PRIMO SOCCORSO
14
Il primo soccorso in
azienda
La INFOTEL s.r.l. rientra nella categoria
di aziende B. così come stabilito dal
DM.388/03
IL PRIMO SOCCORSO
15
DM 388/03
ART 2:
 Cassetta pronto soccorso con
dotazione minima
 Mezzo di comunicazione idoneo ad
attivare rapidamente il servizio
d’emergenza del Servizio Sanitario
Nazionale
IL PRIMO SOCCORSO
16
DM 833/03
Allegato 1
CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
 Guanti sterili monouso (5 paia).
 Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
 Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3).
 Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
 Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
 Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
 Confezione di rete elastica di misura media (1).
 Confezione di cotone idrofilo (1).
 Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2).
 Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
 Un paio di forbici.
 Lacci emostatici (3).
 Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
 Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
 Termometro.
 Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
IL PRIMO SOCCORSO
17
DM 388/03
Art 3: Tempi e modi per la formazione
dei lavoratori in base alla categoria di
appartenenza dell’azienda
IL PRIMO SOCCORSO
18
DM 388/03
ALLEGATO 4
OBIETTIVI DIDATTICI E CONTENUTI MINIMI
DELLA FORMAZIONE DEI LAVORATORI
DESIGNATI AL PRONTO SOCCORSO PER
LE AZIENDE DI GRUPPO B






Allertare il sistema di soccorso
Riconoscere un’emergenza sanitaria
Attuare gli interventi di primo soccorso
Traumi
Patologie specifiche in ambiente di lavoro
Intervento pratico
IL PRIMO SOCCORSO
19
DM 388/03
ART 4 :Attrezzature minime per gli
interventi di pronto soccorso
 Il datore di lavoro garantisce le
attrezzature minime per gli interventi
di pronto soccorso
 Le attrezzature devono essere
appropriate rispetto ai rischi connessi
all’attività aziendale
IL PRIMO SOCCORSO
20
Organizzazione primo
soccorso
OBIETTIVI:
 Attivare il 118
 Proteggere la persona coinvolta
 Controllare l’incidente
 Evitare o contenere i danni ambientali
 Realizzare il primo soccorso in attesa
di personale qualificato
IL PRIMO SOCCORSO
21
Organizzazione primo
soccorso
TEMPISTICA
 Tempo necessario per valutare la situazione
 Tempo necessario per contattare il 118
 Tempo che impiega la Centrale Operativa
ad individuare il mezzo idoneo più vicino
 Tempo che impiega il mezzo di soccorso a
raggiungere il posto
 Tempo che impiega l’equipe a soccorrere
l’infortunato o il malato e a trasportarlo in
ospedale se necessario
IL PRIMO SOCCORSO
22
Protocollo d’azione
 PROTEGGERE
 AVVERTIRE
 SOCCORRERE
IL PRIMO SOCCORSO
23
Protocollo d’azione
PROTEGGERE:
 Se stessi :
 Mantenere la calma
 Osservare
 Accertarsi che non ci siano rischi per se stessi
 L’infortunato :






Dal freddo
Dal fuoco
Da fumi
Da gas
….
Spostarlo solo in caso di rischio evolutivo
IL PRIMO SOCCORSO
24
Protocollo d’azione
SPOSTARE L’INFORTUNATO SOLO IN CASO DI
RISCHIO EVOLUTIVO
Le tecniche possono essere distinte in due grandi
categorie
 Il trascinamento: soggetti in stato di incoscienza,
oppure molto pesanti o con fratture agli arti superiori
che gli impediscano di ancorarsi al soccorritore.
 Il caricamento:soggetti collaboranti, di corporatura
piccola o media, ma assolutamente vietato se vi è
sospetto di trauma spinale, al rachide o al bacino.
IL PRIMO SOCCORSO
25
Tecniche di trascinamento
Trascinamento per
le spalle
 distanze brevi
 superficie ruvida
 la testa
dell'assistito va
tenuta ferma con
gli avambracci.
IL PRIMO SOCCORSO
26
Tecniche di trascinamento
Trascinamento per
le caviglie
 distanze brevi
 superficie liscia.
IL PRIMO SOCCORSO
27
Tecniche di trascinamento
Trascinamento con
coperta
 Il soggetto va
collocato sopra
una coperta, che
deve poi essere
tirata da dietro la
testa.
IL PRIMO SOCCORSO
28
Tecniche di caricamento
Appoggio per
l'assistito in grado
di camminare
 Da utilizzare se una
gamba ha subito
lesioni.
 Si aiuta la vittima a
camminare sulla
gamba illesa mentre
il soccorritore
sostiene l'altra parte.
IL PRIMO SOCCORSO
29
Tecniche di caricamento
Trasporto in braccio
 Bambini e per adulti
di peso leggero
quando non sono in
grado di
camminare.
IL PRIMO SOCCORSO
30
Tecniche di caricamento
Trasporto sulla spalla
 Lunghe distanze
 Solo se le lesioni della
vittima lo consentono
IL PRIMO SOCCORSO
31
Tecniche di caricamento
Trasporto sulla schiena
 Lunghe distanze
 Quando le lesioni della
vittima non consentono
il trasporto sulla spalla
IL PRIMO SOCCORSO
32
Protocollo d’azione
AVVERTIRE :
 IL 118
 L’addetto al pronto soccorso
 Dare tutte le informazioni necessarie
per facilitare l’arrivo dei soccorsi
 Rispondere con calma alle domande
della Centrale Operativa
IL PRIMO SOCCORSO
33
Protocollo d’azione
AVVERTIRE:
Comunicare alla Centrale Operativa:
 Nome infortunato
 Via
 Nome sul campanello
 Telefono
 Eventuali riferimenti per il percorso
 Sintomi dell’ infortunato
 Età dell’infortunato
 Chiedere conferma delle informazioni date
 Chiedere un recapito telefonico dove eventualmente poter
richiamare
IL PRIMO SOCCORSO
34
Protocollo d’azione
SOCCORRERE :
 Intervenire sulla persona solo se si è
sicuri delle proprie azioni
 Non compiere azioni che
compromettano la sicurezza del
soggetto o ne aggravino le condizioni
IL PRIMO SOCCORSO
35
Rischi e patologie più
frequenti nei luoghi di lavoro
DISTURBI DELLA RESPIRAZIONE:
 Soffocamento
 Asfissia
 Asma
IL PRIMO SOCCORSO
36
Disturbi della respirazione
SOFFOCAMENTO:
 Corpo estraneo penetrato nelle vie
respiratorie
 Patologie che provocano un
rigonfiamento acuto delle mucose
della gola
IL PRIMO SOCCORSO
37
Soffocamento
SINTOMI
 Difficoltà nel respirare e
parlare
 Colorito della pelle e delle
labbra bluastro
 Il soggetto porta le mani al
collo,afferrandolo
IL PRIMO SOCCORSO
38
Soffocamento
COSA FARE
 Far chinare il soggetto in avanti
 Colpire col palmo della mano diverse
volte la regione tra le scapole
 Se il corpo estraneo non viene espulso
praticare la manovra di Heimlich
IL PRIMO SOCCORSO
39
Manovra di Heimlich
(soggetto cosciente)
mettersi alle spalle del soggetto
agganciare le mani al di sotto della
gabbia toracica
tirare verso di voi con un colpo
secco, portando le mani verso di voi
e verso l’alto
provare questa manovra più volte
anche alternandola ai colpi sulla
schiena.
IL PRIMO SOCCORSO
40
Posizione laterale di
sicurezza (soggetto
incosciente)
 Se il soggetto perde
conoscenza porlo nella
posizione laterale di sicurezza
e colpirlo tra le scapole
 Se non riprende a respirare,
in posizione supina, praticare
delle compressioni del
diaframma e, appena ripreso il
respiro, rimetterlo in posizione
laterale di sicurezza.
 Nel frattempo, cercando di
non abbandonare il soggetto,
chiedere a qualcuno di
chiamare il soccorso con il
118.
IL PRIMO SOCCORSO
41
Disturbi della respirazione
ASFISSIA :
Si realizza quando l’aria inspirata è satura
di fumo (durante gli incendi),o di gas
tossici come per es. CO (ossido di
carbonio)
IL PRIMO SOCCORSO
42
Asfissia
SINTOMI
 Colorito bluastro della pelle e delle
mucose
 nell’asfissia da CO il colorito è rosso
accesso.
IL PRIMO SOCCORSO
43
Asfissia
COSA FARE
 Eliminate l’origine
dell’impedimento
alla respirazione
IL PRIMO SOCCORSO
44
Asfissia
COSA FARE
 Controllare se il
soggetto respira.
Se si, ed è
incosciente, porlo
in posizione
laterale di
sicurezza.
IL PRIMO SOCCORSO
45
Asfissia
COSA FARE
 Se non respira iniziare la
RESPIRAZIONE ARTIFICIALE e
chiamare il 118
 Se i vi è assenza di attività cardiaca
associare il MASSAGGIO
CARDIACO
IL PRIMO SOCCORSO
46
Respirazione artificiale







soggetto con la schiena a terra, togliere
dalla bocca ogni oggetto
mettendo due dita sotto il mento, sollevare
la mascella e mettere l’altra mano sulla
fronte, e portare bene la testa all’indietro,
per evitare che la lingua ricada all’indietro
mettere due dita a pinza sulle parti laterali
inspirare e mettere le vostre labbra a
ventosa sulla sua bocca
soffiare controllando che il torace si
sollevi a seguito dell’espansione dei
polmoni
togliere le labbra, aspettare che il torace
sia tornato in posizione normale
procedere ad una successiva insufflazione
con una frequenza di 10-12 atti al minuto.
IL PRIMO SOCCORSO
47
Massaggio cardiaco






porre il soggetto supino a terra e
inginocchiatevi
trovare con due dita il punto in cui le
ultime costole si uniscono allo sterno
appoggiare la base del palmo dell’altra
mano sullo sterno in corrispondenza
del punto suddetto, togliere le due dita
e porre la mano sopra l’altra,
intrecciando le dita
tendere le braccia e praticare una
compressione decisa; lo sterno dovrà
abbassarsi di 4-5cm
rilasciare la pressione senza spostare
le mani
ripetere poi le compressioni
regolarmente, con una frequenza di 4050 atti al minuto
IL PRIMO SOCCORSO
48
Le patologie polmonari
ASMA :
Difficoltà alla fuoriuscita dell’aria dai
polmoni causata dalla contrazione delle
vie aeree.
IL PRIMO SOCCORSO
49
Asma
SINTOMI
 Difficoltà respiratoria
 Prolungamento della fase espiratoria,
accompagnata da un sibilo o fischio
 Colorito bluastro delle labbra
 Il soggetto appare angosciato, ansioso.
IL PRIMO SOCCORSO
50
Asma
COSA FARE
 Rassicurare il
soggetto
 Far sedere il
soggetto con la testa
e il torace piegati
leggermente in
avanti
IL PRIMO SOCCORSO
51
Asma
COSA FARE
 Controllare la
frequenza del respiro
ed il polso
 Se la difficoltà
respiratoria è notevole
chiamare il soccorso
118.
IL PRIMO SOCCORSO
52
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
DISTURBI DELLA CIRCOLAZIONE :
 Lipotimia o svenimento
 Shock
IL PRIMO SOCCORSO
53
Disturbi della circolazione
LIPOTIMIA O SVENIMENTO
Momentanea perdita di conoscenza dovuta
ad una temporanea riduzione di afflusso
di sangue al cervello
CAUSE
 Emozione intensa
 Riduzione della pressione arteriosa
 Caldo intenso.
IL PRIMO SOCCORSO
54
Lipotimia o svenimento
SINTOMI
 Pallore
 Lieve sudorazione
 Polso lento.
IL PRIMO SOCCORSO
55
Lipotimia o svenimento
COSA FARE
 mettere il soggetto
a terra, tenendo le
gambe in alto,
afferrandolo alle
caviglie
IL PRIMO SOCCORSO
56
Lipotimia o svenimento
COSA FARE
 rassicurare il soggetto
 dopo alcuni minuti metterlo a sedere
 far alzare in piedi il soggetto solo quando
si è sicuri che si sia ripreso.
 se il soggetto non riprende conoscenza,
chiamare il soccorso 118.
IL PRIMO SOCCORSO
57
Disturbi della circolazione
SHOCK
Nello shock il sistema cardiocircolatorio è
incapace a fornire una adeguata quantità di
sangue a tutto l’organismo.
CAUSE
 meccanismo di pompa del cuore non adeguato
 diminuzione del volume sanguigno
 gravi reazioni allergiche a farmaci, a punture
d’insetto ecc.
IL PRIMO SOCCORSO
58
Shock
SINTOMI
 il soggetto è pallido con sudorazione
fredda;
 il polso è “debole”, ma molto frequente
 progressiva debolezza fino alla perdita di
conoscenza
 respirazione difficoltosa e frequente.
IL PRIMO SOCCORSO
59
Shock
COSA FARE
 Porre il soggetto a terra in posizione supina,
con le gambe sollevate, come per lo
svenimento
 Se perde conoscenza utilizzare la posizione
laterale di sicurezza, sempre però tenendo gli
arti inferiori sollevati.
 Chiamare il 118
 Controllare polso e respiro, e se necessario
iniziare la rianimazione (respirazione artificiale,
massaggio cardiaco)
IL PRIMO SOCCORSO
60
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro




CONTUSIONE
DISTORSIONE
LUSSAZIONE
FRATTURA
IL PRIMO SOCCORSO
61
Contusione
A seguito di un urto contro una superficie
dura, lo strato tra la parte superiore della
cute e la superficie ossea sottostante,viene
schiacciato e si può avere così la
formazione di ecchimosi ovvero di
ematoma a seconda dell’entità della
fuoriuscita di sangue dai vasi del derma. In
tali condizioni,non vi è alcuna lesione
ossea.
IL PRIMO SOCCORSO
62
Contusione
CARATTERISTICHE
 Dolore
 Gonfiore
 Limitazione nei movimenti
IL PRIMO SOCCORSO
63
Contusione
COSA FARE
 Applicazione locale di
ghiaccio sulla parte
colpita dal trauma
 Bendaggio
 Mantenere l’arto in
posizione sollevata
IL PRIMO SOCCORSO
64
Distorsione
Se il trauma colpisce un distretto
articolare, vi può essere
l’interessamento della capsula
articolare e dei legamenti di rinforzo
della capsula stessa, senza che si
determini contemporaneamente una
perdita dei rapporti articolari.
IL PRIMO SOCCORSO
65
Distorsione
CARATTERISTICHE
 Dolore
 Gonfiore
 Limitazione nei movimenti
IL PRIMO SOCCORSO
66
Distorsione
COSA FARE
 Applicazione locale di ghiaccio sulla
parte colpita dal trauma
 Bendaggio
 Mantenere l’arto in posizione sollevata
IL PRIMO SOCCORSO
67
Lussazione
Perdita dei normali rapporti articolari a
causa della fuoriuscita dei capi ossei
dalla capsula che li conteneva in
precedenza.
IL PRIMO SOCCORSO
68
Lussazione
CARATTERISTICHE
 Dolore
 Deformazione a carico dell’articolazione
dell’arto colpito
 Limitazione ovvero assenza di movimenti
a carico di quel distretto articolare
IL PRIMO SOCCORSO
69
Lussazione
COSA FARE
 Non cercare di ridurre la lussazione
 Attendere personale medico
IL PRIMO SOCCORSO
70
Fratture
E’ un’improvvisa interruzione della continuità di un
osso, determinatasi generalmente a seguito
dell’urto contro un oggetto o ad un violento trauma
Possono essere
 Composte (le parti dell'osso fratturato rimangono
accostate, mantenendo la continuità dell'osso )
 Scomposte (le parti dell'osso fratturato sono
staccate una dall'altra e non più allineate )
 Esposte (i monconi dell’osso fratturato diventano
visibili all’esterno; danni a carico della cute )
 Chiuse (la superficie cutanea rimane integra
IL PRIMO SOCCORSO
71
Fratture
IL PRIMO SOCCORSO
72
Fratture
CARATTERISTICHE
 Dolore violento, localizzato a livello
dell’osso fratturato;
 Impossibilità di effettuare movimenti nel
distretto colpito
 Gonfiore
IL PRIMO SOCCORSO
73
Fratture
COSA FARE
 Immobilizzare l’arto
fratturato con molta
cautela, cercando di
lasciare libere le
dita
IL PRIMO SOCCORSO
74
Fratture
IL PRIMO SOCCORSO
75
Fratture
COSA FARE
Utilizzare solo bende
sterili per le fratture
esposte perchè si
infettano con molta
facilità
IL PRIMO SOCCORSO
76
Fratture
COSA FARE
 Se l’infortunato è in stato di incoscienza effettuare le
manovre rianimatorie d'urgenza (BLS)
 Tagliare gli indumenti che coprono la parte traumatizzata per
valutare l'eventuale presenza di frattura esposta
 Tamponare eventuali emorragie se presenti
 Immobilizzare l'arto (o gli arti) fratturati con gli appositi
immobilizzatori
 In mancanza degli immobilizzatori, effettuare un bendaggio
d'emergenza utilizzando stecche
 Coprire il soggetto con una coperta
 Mettere del ghiaccio sulle ecchimosi e sulle ferite non gravi
IL PRIMO SOCCORSO
77
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
FERITE
Lesione che lacera la cute e i tessuti
sottostanti, i cosiddetti tessuti molli.
La gravità di una ferita dipende dalla
sua estensione e dalla sua profondità.
IL PRIMO SOCCORSO
78
Ferite
 Abrasioni: pulire con cura e coprire con garza sterile
 Ferite superficiali: ripulire le cute, disinfettare,coprire con garza
sterile
 Ferite profonde : comprimere la ferita con garze sterili
 Ferite lacero-contuse :eliminare eventuali corpi
estranei,detergere con acqua ossigenata, disinfettare con
amuchina,coprire con garza sterile e cerotto.
 Ferite penetranti : prevenire lo shock facendo distendere
l'infortunato, coprendolo con una coperta e posizionandolo sul
fianco in posizione di sicurezza nel caso che perda conoscenza,
tenere costantemente la mano sul polso del ferito e controllare la
sua attività respiratoria per essere pronti ad avviare la ventilazione
artificiale ed il massaggio cardiaco se ve ne fosse bisogno.
IL PRIMO SOCCORSO
79
Ferite
Pulizia piccole ferite
IL PRIMO SOCCORSO
80
Ferite
Medicazione piccole ferite
IL PRIMO SOCCORSO
81
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
 EMORRAGIE
Per emorragia si intende la fuoriuscita
di sangue dal torrente circolatorio.La
fuoriuscita del sangue può avvenire
all’esterno del corpo attraverso una
ferita
(emorragie esterne) o all’interno
(emorragie interne)
IL PRIMO SOCCORSO
82
Emorragie
 L'emorragia arteriosa si
distingue perché il
sangue che viene fuori
dal vaso arterioso
danneggiato è di colore
rosso vivo ed è spinto
fuori a getti intermittenti
che hanno la stessa
frequenza del polso.
IL PRIMO SOCCORSO
83
Emorragie
 L'emorragia venosa
è differente da quella
arteriosa perché il
sangue esce dalle
vene in maniera
continua e perché il
suo colore è rosso
scuro.
IL PRIMO SOCCORSO
84
Emorragie
 Nell'emorragia
capillare, invece, il
sangue cola lentamente
dalla ferita e, siccome
tende a coagulare da
solo quasi subito,
l'emorragia è di breve
durata e non pericolosa
per l'infortunato
IL PRIMO SOCCORSO
85
Emorragie
Le emorragie possono essere interne o
esterne.
Nei due casi l'intervento d'urgenza prevede
trattamento differente.
IL PRIMO SOCCORSO
86
Emorragie
Nelle emorragie interne il sangue che
esce dai vasi sanguigni, in maniera
spontanea o per un trauma, resta
all'interno del corpo, nelle sue cavità
naturali come l'addome o il torace
oppure si raccoglie all'interno di un
organo come i polmoni, lo stomaco,
l'intestino o la vescica
IL PRIMO SOCCORSO
87
Emorragie
COSA FARE
 Coprire l’infortunato con
una coperta per evitare
la dispersione termica
 Porlo in posizione di
sicurezza sul fianco per
evitare che, in stato di
incoscienza, possa
vomitare e che il
materiale vomitato possa
andare a finire nelle vie
respiratorie
IL PRIMO SOCCORSO
88
Emorragie
Nel caso di una emorragia esterna il
sangue fuoriesce dal corpo attraverso
una ferita ed è facile valutarne la
quantità e individuare se si tratta di una
emorragia arteriosa o venosa
IL PRIMO SOCCORSO
89
Emorragie
COSA FARE
Se si tratta di emorragia venosa:
 Cercare di arrestare il
sanguinamento facendo
pressione sulla ferita con
garze sterili (o con un
fazzoletto pulito)
 Quando l'emorragia
diminuisce o cessa del tutto
fasciare la zona lesa
esercitando una certa
compressione affinché il
sanguinamento non
riprenda
IL PRIMO SOCCORSO
90
Emorragie
COSA FARE
Se si tratta di emorragia
arteriosa:

Ricercare a monte della ferita
(quindi verso il cuore) la
pulsazione dell'arteria che,
essendo stata recisa, è causa
del sanguinamento

Una volta individuata l'arteria,
cercare di comprimerla con le
dita o con il palmo della mano
fino a quando il flusso di
sangue rallenta
IL PRIMO SOCCORSO
91
Emorragie
 Effettuare una
fasciatura molto
stretta nel punto di
fuoriuscita, in modo
da comprimere il
vaso
IL PRIMO SOCCORSO
92
Emorragie
 Se il tentativo di bloccare l'emorragia risulta
inefficace, stringere un laccio emostatico a monte
della ferita (ad esempio, all'altezza della coscia per
una ferita al livello del ginocchio o della gamba)
 Allentare il laccio per qualche minuto ogni tre
quarti d'ora per evitare i rischi di ischemia, cioè
della mancanza di circolo e di ossigenazione di
tutta la zona che non riceve sangue. (Se ci si deve
allontanare dall'assistito, lasciare in evidenza un
appunto con l'ora nella quale è stato posizionato il
laccio)
IL PRIMO SOCCORSO
93
Emorragie
 Laccio emostatico
IL PRIMO SOCCORSO
94
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
EPISTASSI
Il sanguinamento dal
naso,può essere
sia di origine
traumatica che non
traumatica.
IL PRIMO SOCCORSO
95
L’epistassi
COSA FARE
 Mettere l’infortunato in
posizione seduta, con il
volto leggermente piegato
in avanti per evitare rischi
di vomito dovuto
all'ingestione di sangue
IL PRIMO SOCCORSO
96
Epistassi
COSA FARE
 Se l'assistito si sente
mancare, poggiare un
panno intriso di acqua
fredda o ghiaccio sulla
sua fronte
IL PRIMO SOCCORSO
97
Epistassi
COSA FARE
 Fargli comprimere le
narici con il pollice e
l'indice della mano
IL PRIMO SOCCORSO
98
Epistassi
COSA FARE
 Se l'emorragia non si
arresta, introdurre un
tampone di garza nella
narice da cui fuoriesce il
sangue, lasciandolo
sporgere fuori in modo
da poterlo ritirare senza
difficoltà
IL PRIMO SOCCORSO
99
Epistassi
COSA FARE
 Fargli comprimere di nuovo le narici e
fargli mantenere la compressione per 5
minuti circa
 Se il sanguinamento non si arresta
portare il soggetto al Pronto Soccorso
IL PRIMO SOCCORSO
100
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
USTIONI
Lesioni della cute e dei tessuti sottostanti
causate dal calore (fiamme, liquidi o oggetti
caldi, raggi solari), da elettricità o da
sostanze chimiche (causticazioni).
La gravità di un'ustione dipende dalla sua
estensione, dalla profondità delle lesioni e
dalla parte del corpo colpita.
IL PRIMO SOCCORSO
101
Ustioni
PROFONDITA’:
 ustioni di 1° grado:
arrossamento della cute
 ustioni di 2° grado: la
pelle cosparsa di
vescicole e bolle di
diversa grandezza
 ustioni di 3° grado:
distruzione della
superficie cutanea.
IL PRIMO SOCCORSO
102
Ustioni (da fuoco)
COSA FARE
 Soffocare con coperte o altro mezzo le fiamme
che avvolgono il soggetto
 Effettuare una valutazione primaria: nel caso di
incoscienza e assenza di respiro iniziare le
manovre di BLS
 Raffreddare per non più di un minuto la zona
ustionata
 Coprire le lesioni con garze sterili o con teli
asciutti (mai umidi o bagnati)
IL PRIMO SOCCORSO
103
Ustioni (da agenti chimici)
COSA FARE




Rimuovere l'agente con attenzione
Togliere all'infortunato gli abiti intrisi
Lavare le parti colpite con acqua abbondante e per
un tempo prolungato, evitando che l'agente chimico
si sparga sulle zone del corpo non interessate
dall'ustione
Nel caso siano interessati gli occhi, aprire le palpebre
dell'infortunato (ma senza forzare) e sciacquare a
lungo
IL PRIMO SOCCORSO
104
Ustioni
COSA FARE
IL PRIMO SOCCORSO
105
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
FOLGORAZIONE
Passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo
perché inavvertitamente si è toccato un conduttore
elettrico non isolato (elettrocuzione) o perché il
corpo è diventato esso stesso conduttore verso la
terra dell'elettricità atmosferica (folgorazione
propriamente detta).
La gravità degli effetti dannosi dipende soprattutto
dall'intensità della corrente, dalla durata del
contatto e dal percorso compiuto dalla corrente
attraverso il corpo umano
IL PRIMO SOCCORSO
106
Folgorazioni
COSA FARE





Nel caso di folgorazione da contatto
con un cavo elettrico o con
apparecchiatura in tensione
interrompere immediatamente la
corrente togliendo la tensione
Evitare ogni contatto con il folgorato
finché non si è certi che sia isolato dal
contatto con la corrente
Se non si riesce a interrompere
immediatamente la corrente, cercare di
allontanare il folgorato dal conduttore
aiutandosi con un bastone di legno o
con qualsiasi altro mezzo isolante
Valutare le condizioni del soggetto
relativamente allo stato di coscienza e
alla presenza di attività respiratoria e
cardiaca. In caso di arresto
cardiocircolatorio iniziare
immediatamente le manovre di BLS
Valutare la presenza di lesioni termiche
(ustioni)
IL PRIMO SOCCORSO
107
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
INGESTIONE SOSTANZE TOSSICHE









farmaci
disinfettanti
insetticidi
topicidi
antiparassitari
detersivi
prodotti vegetali
combustibili.
ecc.
IL PRIMO SOCCORSO
108
Ingestione di sostanze
tossiche
SINTOMI
 dolore alla deglutizione
 ustioni alla bocca e alle mucose della faringe e della
laringe
 salivazione eccessiva
 nausea e vomito
 diarrea.
In particolare le ustioni alla bocca possono indicare al
soccorritore la gravità della situazione.
IL PRIMO SOCCORSO
109
Ingestione di sostanze
tossiche
COSA FARE




2 - 3 bicchieri di acqua per diluire il tossico (TOSSICI NON
CAUSTICI E CORROSIVI )
albume d'uovo miscelato con acqua (TOSSICI CAUSTICI E
CORROSIVI
mezzo bicchiere di olio di oliva per rallentare l'assorbimento
(PETROLIO E DERIVATI )
Provocare il vomito, ma solo se l’infortunato è cosciente e non
ha ingerito sostanze caustiche, schiumogene o derivati del
petrolio (in questo caso si aggraverebbe la situazione). Se il
vomito compare spontaneamente, posizionare l'intossicato sul
fianco in PLS, possibilmente col capo declive, in maniera da
utilizzare la gravità come elemento utile ad allontanare il
materiale espulso dalla via digestiva e ridurre quindi il rischio di
sua inalazione
IL PRIMO SOCCORSO
110
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
INALAZIONE SOSTANZE TOSSICHE
 gas
 combustibili
 detergenti come l'acido muriatico o la soda
caustica
 reagenti
 solventi
 colle.
IL PRIMO SOCCORSO
111
Inalazione di sostanze
tossiche
SINTOMI
 bruciore agli occhi
 irritazione delle vie respiratorie (bruciore a bocca, naso, gola)
 tosse e senso di soffocamento
 insufficienza respiratoria
 cianosi.
Le intossicazioni da sostanze gassose rappresentano la causa
più frequente di intossicazione a carattere collettivo e
necessitano pertanto di interventi in forze. In genere
avvengono in ambienti chiusi.
IL PRIMO SOCCORSO
112
Inalazione di sostanze
tossiche
COSA FARE
 Se l’ambiente è ancora pericoloso, prima di intervenire
munirsi di idonei e specifici sistemi di protezione
 Trasportare rapidamente l'intossicato al di fuori dell'ambiente
pericoloso
 Se l'intossicato è cosciente, porlo in posizione seduta o
semiseduta; altrimenti porlo in posizione supina e iniziare le
manovre rianimatorie di base (BLS)
 Se il soggetto respira, somministrare ossigeno
IL PRIMO SOCCORSO
113
Rischi e patologie più
frequenti nei luoghi di lavoro
CRISI IPERTENSIVA
 rialzi pressori improvvisi
 primo evento di una sindrome ipertensiva
CAUSE
 Il soggetto è rosso in viso
 Congestione
 Mal di testa
 Vertigini
IL PRIMO SOCCORSO
114
Crisi ipertensiva
COSA FARE
 Evitare sforzi
 Tranquillizzare il soggetto
 Porlo in una posizione semiseduta con
ghiaccio sulla testa
IL PRIMO SOCCORSO
115
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
COLPO DI CALORE
Eccessivo accumulo di calore nel corpo
umano con fenomeni di malessere
generalizzato sino perdita di coscienza.
IL PRIMO SOCCORSO
116
Colpo di calore
SINTOMI






Malessere
Stordimento
Cefalea
Colorito rosso acceso
Profonda sudorazione
Nausea
 Vomito
 Stato di shock con calo
della pressione
 Polso piccolo e
frequente
 Pallore
 Respiro superficiale
IL PRIMO SOCCORSO
117
Colpo di calore
COSA FARE
 trasportare il soggetto in ambiente fresco e ventilato
 porre impacchi freddi,evitando bruschi raffreddamenti
 se cosciente, far bere piccoli sorsi acqua leggermente
salata
In caso di shock
Porre il soggetto in posizione laterale di sicurezza con
gambe sollevate.
Evitare di far scendere bruscamente la temperatura
sotto i 39°: potrebbe provocare collasso.
IL PRIMO SOCCORSO
118
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
CONVULSIONI (ATTACCO EPILETTICO)
Evento acuto ed improvviso che colpisce il
sistema nervoso centrale:
 fenomeni motori involontari
 perdita di coscienza.
Le convulsioni possono essere prodotte da
piccole lesioni celebrali (epilessia primaria)
o da altre cause
IL PRIMO SOCCORSO
119
Convulsioni (attacco
epilettico)
 Crisi di grande male - fenomeni convulsivi generalizzati
 Crisi di piccolo male - perdita transitoria di coscienza e da
eventuali piccole scosse muscolari
 Stato di male epilettico - la crisi convulsiva si protrae per più di
cinque minuti, o quando subentrano crisi ripetute tra loro
ravvicinate senza ripresa dello stato di coscienza. Lo stato di
male epilettico richiede un pronto intervento medico.
IL PRIMO SOCCORSO
120
Convulsioni (attacco
epilettico )
COSA FARE
 non cercare di impedire la crisi, ma evitare che
il soggetto nella caduta possa procurarsi
lesioni traumatiche.
 controllare polso e respiro, assicurandosi che
le vie aeree siano libere.
 evitare, se possibile,il morso della lingua
 slacciare cravatte o cinture.
 non abbandonare il soggetto da solo.
IL PRIMO SOCCORSO
121
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
TRAUMI DELL’OCCHIO
 Traumi accidentali
 Penetrazione di un corpo estraneo
 ustioni
IL PRIMO SOCCORSO
122
Traumi dell’occhio
SINTOMI
 Vivo dolore all’occhio interessato
 Arrossamento,
 Lacrimazione,
 Ipersensibilità alla luce
 Impossibilità alla visione.
 Brusco rallentamento della frequenza cardiaca
in seguito a riflessi nervosi a partenza
dall’occhio leso ( stimolazione del
parasimpatico).
IL PRIMO SOCCORSO
123
Traumi dell’occhio
COSA FARE
 Non permettere alla persona di strofinarsi,
 Non tentare l’apertura delle palpebre
 Non cercare di rimuovere l’oggetto (anche le
lenti a contatto!!!).
 Se l’oggetto si sposta liberamente nell’occhio,
bisogna asportarlo con adeguato lavaggio
oculare.
IL PRIMO SOCCORSO
124
Traumi dell’occhio
COSA FARE
 Mettere a riposo
l’occhio sano
coprendolo con un
fazzoletto pulito o
delle garze
IL PRIMO SOCCORSO
125
Traumi dell’ occhio
COSA FARE
 Aprire bene l’occhio
leso e versare per
10/15 minuti acqua
tiepida dall’angolo
interno (regione
nasale) all’angolo
esterno in modo che
defluisca dall’occhio
dopo averlo deterso
per intero
IL PRIMO SOCCORSO
126
Rischi e patologie più
frequenti negli ambienti di
lavoro
TRAUMI DELL’ORECCHIO
 Traumi accidentali
 Otorragia
 Penetrazione di corpi estranei
IL PRIMO SOCCORSO
127
Traumi dell’orecchio
SINTOMI
 Dolore nella sede del trauma
 Vertigini
 Deficit dell’udito
 Perdita di sangue.
IL PRIMO SOCCORSO
128
Traumi dell’orecchio
COSA FARE
 Controllare lo stato di coscienza del soggetto e
i parametri vitali. In assenza di rischiare la
rianimazione (respirazione
artificiale,massaggio cardiaco)
 Muovere il meno possibile l’infortunato.
 Non cercare di fermare l’otorragia
 Tamponare eventuali ferite
 Porre del ghiaccio nella sede della lesione.
 Non cercare di estrarre l’oggetto
IL PRIMO SOCCORSO
129
Il soggetto psichiatrico
Le situazioni in cui si deve sospettare
l'esistenza di una crisi psichiatrica acuta
sono:
 comportamento aggressivo o irrazionale
 stato di irrequietezza non giustificato o
sproporzionato
 comportamento assente: l'individuo appare
estraniato e non risponde a stimoli pur
essendo vigile
 stato depressivo
 stato delirante
 stato allucinatorio
IL PRIMO SOCCORSO
130
Il soggetto psichiatrico
COSA FARE
 Raccogliere informazioni
 Agire con la massima cautela
 Stabilire - se possibile - un
rapporto verbale con il soggetto
 Prestare attenzione ad eventuali
problemi legati al disturbo
psichiatrico, quali ferite da
autolesionismo
 Preoccuparsi della propria
sicurezza
IL PRIMO SOCCORSO
131
Il primo soccorso
Il primo soccorso non sostituisce il
trattamento medico. Esso consiste
soltanto nel dare un’assistenza
temporanea finché non giunge
un'adeguata assistenza medica (qualora
si riveli necessaria) o finché non si è
sicuri della possibilità di un recupero
senza l’intervento di un medico
IL PRIMO SOCCORSO
132
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Il primo soccorso