Obesità
è. . . . pandemia ?
Nicola Fuiano MD
Dirigente Medico Specialista in Clinica Pediatrica
Responsabile Servizio di Allergologia Pediatrica
Membro dell’ European Childhood Obesity Group
Obesità in età pediatrica
• una epidemia globale ?
• è presente in tutto il mondo industrializzato,
• soprattutto in Europa, America, Nord Africa,
Medio Oriente;
• si sta diffondendo anche nei Paesi in via di
sviluppo;
• i dati di prevalenza documentano che l’ obesità
rappresenta la patologia cronica diffusa più dell’
asma bronchiale,
• nel breve e lungo termine si rendono necessari
programmi finalizzati alla prevenzione e alla
terapia di questa autentica “pandemia”.
Obesità
• Negli U.S.A. la prevalenza di sovrappeso e
obesità è raddoppiata negli ultimi 20 anni.
• In Canada nei ragazzi di età compresa tra
7 e 13 anni la prevalenza dell’ obesità è
passata dal 12% del 1981 al 30% del 1996.
• In Europa, al variare delle diverse realtà
socioeconomicoculturali, dello stile di vita e
delle abitudini alimentari,l’ obesità in età
pediatrica è stimata al 13% in Finlandia e
al 35% in Grecia.
Obesità
Il
In Italia ?
37,9% enfatizzato dai “media” è certamente
sovrastimato:
i dati del nostro territorio sono coerenti con le
conclusioni di altri studi condotti in Lombardia,
Veneto, Toscana:
Sono obesi l’ 11,1% dei maschi,
femmine;
il 13,2% delle
È dimostrata più elevata prevalenza di sovrappeso ed
obesità nelle famiglie a basso reddito, soprattutto
nelle Regioni del Sud.
Obesità
• Quale definizione ?
• normopeso ?
• sovrappeso ?
• obeso
?
 valutati peso corporeo ed altezza:
peso corporeo (in kg) =
altezza (in m²)
Body Mass Index (BMI)
 BMI
 BMI
 BMI
normopeso
sovrappeso
obeso
da 18 a 25
da 25 a 29
> 30
Obesità
Obesità ?
tra “Scilla” e “Cariddi”
ovvero…
tra ereditarietà e ambiente
Obesità
da New England Journal of Medicine (2003,20;348)
 una chiave di lettura:
l’obesità figlia di mutazione genetica:
 nel 5.8 % degli obesi studiati:
carenza del recettore dell’ ormone melanocortina 4
(MC4R) agonista per il legame con il recettore dell’
ormone anoressizzante alfa-melanocita-stimolante:
 comportamento compulsivo,
 desiderio incontrollato di mangiare,
 assoluta mancanza di sensazione di sazietà.
Obesità e “ambiente”: quando ?
Due sono i periodi della vita a reale
rischio di obesità:
Quello intrauterino secondario al sovrappeso
della gestante;
l’adolescenza.
C’ è una terza fase: tra i 3 e i 5 anni
che porta all’ obesità precoce.
Obesità: come ?
• la “marcia” verso l’ obesità inizia già nella vita
fetale ?
• la
•
•
•
•
formazione dei centri ipotalamici deputati alla
regolazione della fame e della sazietà inizia nel 1° e nel
2° trimestre di vita intrauterina;
nel 3° trimestre aumenta il numero degli adipociti;
gli errori alimentari materni durante la gravidanza
rappresentano il primo “step” dell’ obesità infantile;
un aumento medio di 9 – 11 kg in gravidanza assume ruolo
“protettivo” nel possibile sviluppo dell’ obesità in età
pediatrica;
l’incremento di peso oltre la soglia dei 9 – 11 kg e
l’ipernutrizione nel 3° trimestre di gravidanza sono
chiaramente adipogenetici per il feto.
Obesità: come ?
• tra “ambiente” e “ambiente”:
• il ruolo della famiglia:
entrambi i genitori obesi ?
• rischio di obesità nella prole = 34 %;
• uno solo dei genitori obeso ?
• rischio = 25 %;
• nessuno dei due genitori obesi ?
• la percentuale scende al 18 %.
•
obesità:
tra latte materno e latte vaccino
9 gr/l
proteine
36 gr/l
0,4:1
rapporto caseina/lattoglobuline
4,5:1
70 gr/l
lattosio
49 gr/l
340 mg/l
percentuale di calcio
1170 mg/l
2 gr/l
sali minerali
7 gr/l
Obesità
Obesità ?
è rischio cardiovascolare
è ipertensione arteriosa
è patologia respiratoria
è patologia gastrointestinale (epatosteatosi)
è patologia ortopedica (osteoartriti, ginocchio varo)
Obesità
Obesità ?
è ipercolesterolemia
è ridotta tolleranza al glucosio
è diabete di tipo 2
è sindrome “metabolica”
è minore produzione di anticorpi
Obesità
Obesità ?
è piacere meno ai coetanei
è essere sottoposti allo sfottò
è vivere sulla propria pelle il rifiuto del “branco”
è “bullismo” fisico, verbale, relazionale, sessuale

obesità in età pediatrica:
che fare ?
• l’approccio clinico deve cominciare da una
diagnosi adeguata fondata sul calcolo del BMI
categorizzato per età e sesso e basato sui dati di
riferimento del Territorio;
• ogni tentativo terapeutico deve limitarsi ai
bambini e alle famiglie disponibili a cambiare stile
di vita:
• aumento dell’ attività fisica,
• riduzione della sedentarietà,
• modifiche della dieta.

obesità in età pediatrica:
che fare ?
• l’approccio clinico deve cominciare da una
diagnosi adeguata fondata sul calcolo del BMI
categorizzato per età e sesso e basato sui dati di
riferimento del Territorio;
• ogni tentativo terapeutico deve limitarsi ai
bambini e alle famiglie disponibili a cambiare stile
di vita:
• aumento dell’ attività fisica,
• riduzione della sedentarietà,
• modifiche della dieta.
obesità in età pediatrica:
che fare ?... seguendo FAO e OMS

 distribuzione percentuale delle calorie nella giornata
Colazione
15%
Spuntino mattutino
5%
Pranzo
40%
Spuntino pomeridiano
5%
Cena
35%
 Obesità e popolazione adulta
 da Arch Intern Med. 2004;164:2135-2140:
 secondo le stime del National Health and
Nutrition Examination Surveys, negli adulti
di età compresa tra 20 e 74 anni:
 dal 23.3 % del 1999
 al 30.9 % del 2000
 con quali costi pro capite per anno ?
 la popolazione non-obesa 333.24 USA$
 la popolazione obesa
585.44 USA$
Obesità: l’ anamnesi
•
•
•
•
•
•
•
•
storia del peso
abitudini alimentari e frequenza dei pasti
il fumo: quale rapporto ?
consumo di alcool
assunzione di farmaci
attività fisica attuale e pregressa
atteggiamento del paziente rispetto al peso
aspettative e motivazioni verso il calo
ponderale
Obesità: la clinica
•
•
•
•
•
•
•
peso corporeo
altezza
body mass index
circonferenza vita
plicometria
impedenziometria
pressione arteriosa
Obesità: quale classificazione ?
Obesità “androide” =
“mela” :
rapporto V/F > 0.85
 Obesità “ginoide”
= “pera” :
rapporto V/F < 0.78
Obesità: quale monitoraggio ?
•
•
•
•
•
•
•
•
glicemia a digiuno
colesterolemia totale e HDL
trigliceridemia
uricemia
transaminasi ALT
transaminasi AST
gamma-GT
P.A.
Psicopatologia dell’alimentazione
Anoressia
c’è
anoressia
e
anoressia
• Francesco d’Assisi,
• Mahatma Gandi,
• Simone Veil,
• e chi vive la spiccata
diminuzione o
la scomparsa del senso dell’appetito
accompagnata da sensazione di ripugnanza o
di nausea verso tutti gli alimenti o elettiva
per determinati cibi;
Psicopatologia dell’alimentazione
•
•
•
•
•
•
Anoressia ?
può colpire soggetti di tutte le età;
si distingue:
Anoressia spuria o falsa: dovuta ad ostacoli locali,
per lo più meccanici (labbro leporino, palatoschisi)
che condizionano, soprattutto in età pediatrica,
l’assunzione dell’alimento; ovvero patologie del
digerente, del fegato, di natura tumorale;
Anoressia vera:
Sintomatica: quando è un sintomo di altra patologia,
Idiopatica o essenziale: quando non è possibile
risalire a vere e proprie cause cliniche.
Psicopatologia dell’ alimentazione
• Anoressia, perché ?
• lo stress psicofisico, le preoccupazioni, l’ansia, la noia,
i traumi endocranici, le turbe psichiche a carattere
depressivo-emozionale, le psicosi, le alterazioni del gusto e
dell’ olfatto possono diminuire il senso dell’ appetito o
turbarne la ritmicità;
• Anoressia mentale, come ?
• cute atrofica e disidratata, acrocianosi, atrofia mammaria,
• bradicardia, ipotensione, ipotermia,
• ipertrofia delle parotidi e sottomandibolari secondarie al
vomito,
• anomalie della dentizione e perdita della dentina,
• diminuita densità ossea, fratture spontanee,
• all’ecg:
prolungamento del QT e segni d’ipotrofia ventricolare sx,
• alterazioni elettrolitiche: ipokaliemia, iponatriemia,
• anemia, leucopenia, neutropenia, trombocitopenia.
Psicopatologia dell’ alimentazione
• Iperfagia
• Devianza del comportamento caratterizzata da:
• assunzione alimentare eccessiva, priva del carattere accessuale tipico
della bulimia. Il soggetto ha la sensazione di non saziarsi mai.
• Bulimia
• Disturbo dell’istinto caratterizzata da:
• episodi ricorrenti di alimentazione parossistica, comportamenti
compensatori inadeguati, autostima eccessivamente influenzata dalla
forma fisica e dal peso,
• sensazione di fame abnorme, eccessiva e accessuale che determina il
bisogno di assumere una grande quantità di alimenti, non tenendo conto
della quantità degli stessi;
• l’assunzione compulsiva di cibo è ricorrente, 2 volte la settimana,
caratterizzata dalla mancanza di appetito.
• Si distinguono:
• night-eating sindrome: anoressia diurna, bulimia notturna, insonnia;
eating-binge: ingestione compulsiva di enorme quantità di cibo in un
tempo relativamente breve, seguita da disistima, disgusto, senso di
colpevolezza .
Psicopatologia dell’ alimentazione
i
disturbi del comportamento
negli adolescenti:
alimentare
 nell’ adolescenza i casi di anoressia e bulimia nervosa sono
rari:
 meno dell’1 % delle ragazze sono affette da bulimia o
anoressia;
 sono frequenti le sindromi anoressiche e bulimiche vere e
proprie:
 la loro incidenza è in relazione alla frequenza con la quale
gli adolescenti sono insoddisfatti del loro aspetto fisico,
riflettendo l’ideale sociale della magrezza:
 nelle femmine si segnalano percentuali dall’ 1 al 3, al 20 %,
 molto rari i casi nei soggetti di sesso maschile;
 il rischio che tali disturbi del comportamento alimentare,
psicologici e fisici persistano fino all’ età adulta è elevato.
Psicopatologia dell’ alimentazione
nell’ adolescente ?
anoressia e bulimia sono caratterizzate
da una comune sindrome:
disgusto del proprio aspetto fisico,
ossessivo timore di perdere l’autocontrollo
alimentare,
preoccupazione di veder aumentato il proprio
peso;
è possibile recuperare il peso normale mentre
persistono i disturbi psichiatrici.
Psicopatologia dell’ alimentazione
il ruolo del pediatra:
quali i segni, quali i sintomi da valorizzare ?
 rapido calo ponderale,
 continue variazioni di peso,
 irregolarità mestruali o amenorrea successiva a
cicli mestruali normali,
 ipertrofia delle parotidi,
 erosioni dello smalto dei denti,
 eccessiva preoccupazione per il peso,
 regimi dietetici pur in condizioni di sottopeso,
 digiuno,
 eccessivo esercizio fisico.
Corso teorico-pratico
di “scienza dell’ alimentazione”
dietologi
nutrizionisti
cultori
“esperti”
e c’ è anche la “vox populi… Vox Dei”….
ma ….l’ alimentazione è…fantasia collettiva
o disciplina scientifica ?
Corso teorico-pratico
di “scienza dell’ alimentazione”
 il metabolismo basale
 la termogenesi
 la spesa energetica
 il valore energetico dei singoli nutrienti
 la “lezione” dei LARN
 metabolismo basale
il metabolismo basale ( MB ) rappresenta
il dispendio energetico in condizioni postassorbitive, di riposo per almeno 24 ore,
il valore del MB dipende dalla massa magra
in funzione di età, sesso, funzionalità
tiroidea, ricambio proteico.
 metabolismo basale per 24 ore
determinato in funzione dei diversi mestieri (8
ore di lavoro/die)
Attività lavorativa
calorie per 24ore
Sarto
Calzolaio
Metallurgico
Giardiniere
Muratori manovali
Minatori di carbone
2.600
2.800
3.400
4.100
3.600
4.500
 termogenesi
 espressione della spesa energetica a riposo
eccedente il MB, secondaria:
all’esposizione al freddo,
a sostanze termogenetiche,
all’ assunzione di cibo:
quest’ultima richiede un “costo” finalizzato
alla digestione,
all’assorbimento,
alla metabolizzazione,
e all’immagazzinamento dei singoli nutrienti.
 spesa energetica
 spesa energetica per l’ esercizio fisico:
comporta mediamente un terzo del dispendio totale
quotidiano ed è condizionato dal peso corporeo, dalla
durata, dall’ intensità e dal tipo di esercizio fisico;
 spesa energetica per l’ accrescimento corporeo:
risente del costo energetico relativo al contenuto
energetico del tessuto neo-formato e dal dispendio
energetico per la sua sintesi.
 il “costo” delle varie attività
Attività
Calorie/kg/ora
 nel sonno
 nella veglia, fermi a letto
 seduti comodamente
 leggendo ad alta voce
 stando in piedi rilasciati
 guidando l’ auto
 scrivendo rapidamente a macchina
 spazzando
 camminando a 4 km l’ora
 camminando a 6 km l’ora
 scendendo le scale
 nuotando
 salendo le scale
0.93
1.10
1.43
1.74
1.50
1.90
2.00
2.41
2.86
4.28
5.20
7.14
15.80
il costo dell’attività della nutrice
• il “lavoro” della mamma che allatta ?
• è strettamente dipendente dalla quantità di latte
prodotto:
• se per ogni 100 g di latte prodotto la mamma
spende 87 kcal,
• di quante calorie necessita la stessa mamma
giornalmente?
• FABBISOGNO ENERGETICO DI BASE
• + SURPLUS ENERGETICO PER L’ ALLATTAMENTO
• dove il “surplus” stimato per 750 ml di latte al giorno
equivale a 650 calorie
Nutrizione
processo fondamentale ed esclusivo degli organismi viventi
finalizzato all’introduzione
delle sostanze necessarie alla sopravvivenza.
La nutrizione viene divisa in due classi:
nutrizione autotrofa
peculiare di alcuni esseri viventi in grado di sintetizzare le
molecole necessarie alla propria sopravvivenza partendo da
composti organici e/o inorganici;
nutrizione eterotrofa
propria dell’essere umano,
permette la sintesi di nuove strutture organiche a partire da
sostanze organiche preformate, introdotte dall’esterno;
è caratterizzata da una forte dipendenza dall’ambiente.

la “lezione” dei LARN
il fabbisogno quotidiano dei nutrienti
• proteine:
l’apporto è inversamente proporzionale all’ età:
2 gr/kg/die nel neonato, 1.5 g/kg/die a 5 anni,
1.2 g/kg/die in età adolescenziale-adulta;
• lipidi:
l’apporto decresce col crescere dell’ età:
50% in corso di allattamento,36% nei primi due
anni di vita, 25-30% dopo i 2 anni;
• glucidi:
nei primi 6 mesi di vita il 48%;
dall’ infanzia il 55-65% del totale quotidiano.
 valore energetico dei nutrienti
GLUCIDI
1 gr. = 4 kcal
PROTIDI
1 gr. = 4 kcal
LIPIDI
1 gr. = 9 kcal
 i glucidi
 Costituiscono la quota più importante dell’ alimentazione:



•

il 50-60% della razione calorica giornaliera
vengono ossidati in condizioni di aerobiosi ed anaerobiosi,
fungono da combustibile di facile e pronto impiego,
forniscono l’ energia necessaria per tutti i processi di
biosintesi, regolazione, trasporto:
più della metà dell’ energia sviluppata dall’ organismo deriva
dall’ ossidazione del glucosio, unica molecola utilizzabile da
tutte le cellule;
il bisogno di energia cresce col crescere dell’ attività fisica
e mentale;
Partecipano alla formazione di acidi nucleici, lipidi
cerebrali, glicoproteine,
 i glucidi
• Si distinguono:
•
•
monosaccaridi: glucosio, fruttosio, galattosio, mannosio;
disaccaridi:
saccarosio (glucosio+fruttosio) nella barbabietola da zucchero e
nella canna da zucchero,
maltosio (due molecole di glucosio) nei cereali in germinazione,
lattosio (galattosio+glucosio) nel latte;
•
polisaccaridi:
glicogeno (di natura animale, costituito da numerose molecole di
glucosio) nel fegato e nei muscoli,
amido (di natura vegetale, costituito da glucosio) nei cereali, nelle
patate e nei legumi,
cellulosa (polisaccaride presente nelle piante; nutriente per animali
erbivori).
 i glucidi
Indice glicemico:
indica la velocità con la quale il glucosio entra nel
circolo ematico;
tanta più alta detta velocità, tanto maggiore la
quantità di insulina secreta dal pancreas per riportare
nella norma i valori di glicemia;
 alcuni zuccheri come il fruttosio entrano in circolo
più lentamente di carboidrati complessi (pasta, riso)
che hanno un indice glicemico più alto;

i glucidi
 dopo il transito nel circolo ematico,
 dopo aver fornito energia ?
 il glucosio in eccesso viene trasportato al
fegato e conservato sotto forma di glicogeno;
 esaurita la capacità di “deposito”, si passa alla
sintesi di trigliceridi che si “versa” nelle cellule
adipose.
 le proteine
 Presenti in tutti gli organismi viventi;
 funzione “plastica” : deputate alla costituzione di :
tessuti (+ quello muscolare),
enzimi,
ormoni;
funzione “energetica”: dal fegato, attraverso la
gluconeogenesi, forniscono glucosio in condizioni di
insufficiente apporto energetico a partire dai carboidrati
e dai lipidi.
 le proteine
 le proteine ?
 macromolecole costituite da 22 unità fondamentali
“AMINOACIDI” :
14 sintetizzati dall’organismo,
8 “essenziali” da apportare con l’ alimentazione
(leucina, isoleucina, lisina, metionina, vallina, treonina,
fenilalanina, triptofano),
2 “essenziali” nei primi 2 anni di vita
(arginina, istidina).
 le proteine
tra proteine e proteine:
proteine “ad alto valore biologico”:
di natura animale che contengono tutti gli
aminoacidi anche gli “essenziali” in
adeguata quantità;
• proteine “a basso valore biologico”:
di natura vegetale con scarso contenuto di
aminoacidi “essenziali”.
 le proteine:
quale il valore nutritivo ?
• 3 parametri per valutare la digeribilità e l’ utilizzazione a
livello metabolico:
• C.U.D. (coefficiente di utilizzazione digestiva):
dato dal rapporto tra azoto assorbito e azoto ingerito
(Na/Ni): alto per le proteine di origine animale, minore
per le proteine di origine vegetale;
• P.E.R. (protein efficiency ratio = coefficiente di efficacia
proteica): basato sullo studio delle curve di accrescimento
di lotti di animali alimentati con proteine: indica il
guadagno in peso corporeo/g di proteina ingerita;
• N.P.U. (net protein utilization = utilizzazione proteica
netta): esprime la digeribilità ed il valore biologico della
proteina.
 i lipidi
• Quali funzioni ?
• deposito energetico:
•
•
•
•
•
concentrati nel tessuto adiposo,
sottoposti ad idrolisi, legati alle albumine plasmatiche
raggiungono i tessuti ed i muscoli;
isolamento termico: il pannicolo adiposo ed il sottocutaneo
proteggono ed isolano organi vitali dall’ambiente esterno;
costituzione della membrana cellulare: fosfolipidi e
colesterolo costituiscono l’impalcatura delle membrane
cellulari;
veicolo per l’ assorbimento di vitamine e sostanze
liposolubili;
regolazione del centro della fame;
contributo alla palatabilità degli alimenti
 i lipidi
• Biologicamente distinti in:
• Saturi in presenza di molecole di carbonio legate tra loro
da legami semplici; si presentano solidi a temperatura
ambiente e sono di provenienza animale;
• Insaturi se all’ interno della molecola presentano uno o più
doppi legami; si presentano liquidi a temperatura ambiente
e sono di provenienza vegetale; differenziati in:
•
Poli-insaturi,
•
Mono-insaturi.
•
Fanno eccezione:
•
•
i grassi presenti nel pollo, nel pesce e nel suino: solidi a temperatura
ambiente, contengono in quantità rilevante poli-insaturi;
i grassi saturi presenti nell’olio di cocco, di origine vegetale, liquidi.
percentuali di acidi grassi presenti negli oli
oli
monoinsaturi
polinsaturi
saturi
girasole
24
65
11
mais
27
60
13
arachide
50
30
20
soia
22
63
15
colza
60
30
10
vinacciolo
16
72
12
oliva
75
10
15
 i lipidi: tra miseria…
 patatine fritte
+ alimenti da fast-food
+ uova in polvere
+ carne in scatola ?
….stress ossidativo…
….aterosclerosi !
 i lipidi: … e “nobililtà”
• AGE?
• acidi grassi “essenziali”:
• ac. linoleico
• ac.linolenico
• entrambi poli-insaturi, precursori di TROMBOSSANI,
PROSTAGLANDINE, LEUCOTRIENI (derivati dal ciclo
dell’ ac. arachidonico per l’ azione enzimatica di cicloossigenasi e lipo-ossigenasi),
• regolano il metabolismo del colesterolo,
• mantengono l’ integrità delle membrane cellulari, del
sistema nervoso, della retina,
• prevengono il deterioramento della cute e degli annessi ,
• esplicano attività antitrombotica e antiaterogena.
 le vitamine

Nutrienti non calorici, richiesti in piccole dosi, coinvolti
in numerosi processi
 metabolici,
 energetici,
 immunitari.
Si distinguono in:
 Idrosolubili (complesso B, vit C),
 Liposolubili ( A, D, E, K ),
 tutte “essenziali” per evitare:
 desaturazione dei tessuti,
 lesioni biochimiche,
 manifestazioni cliniche.
 le vitamine idrosolubili

non sono cumulabili, richiedono apporto quotidiano
B 1 (tiamina)
 B 2 (riboflavina)
 B 3 (PP o nicotinamide)
 B 5 (ac. pantotenico)
 B6
 B 8 (H o biotina)
 B12
 ac. folico
 C (ac. ascorbico)

carne,pesce,uova,legumi,cereali
carne,pesce,uova,latte,cereali
carne,pesce,uova,the,caffè,cereali
tuorlo d’uovo,fegato,grano,legumi
carne,pesce,uova,latte,cereali
pesce,fegato,tuorlo,nocciole
carne,pesce,uova
carne,pesce,uova,latte,frutta
cavolfiori,rape,spinaci,peperoni
prezzemolo,frutta acida
 la vitamina C

Una storia di “fragilità”:
 aria, luce, temperatura sono in grado di impoverire il prodotto
alimentare del suo contenuto in vitamina C,
 i fagiolini freschi sacrificano 1/3 della loro “C” appena dopo il primo
giorno,
 nei piselli il livello di “C” diminuisce, a temperatura ambiente, del 10%
ogni giorno,
 negli spinaci freschi, conservati per 7 giorni,a 4°C, rimane solo il 20%
della dote totale in “C”,
 gli spinaci surgelati trattengono l’ 80% del patrimonio di “C” anche a
3 mesi di conservazione,
 il lavaggio prolungato di verdure e ortaggi, la cottura, un successivo
riscaldamento riducono drasticamente la presenza della “C”:
 Verdure e ortaggi ? Sì, freschi o surgelati, purché
consumati subito !
 le vitamine liposolubili
 sono cumulabili, possono costituire una “riserva”
vit. A (retinolo)
uova,pesce,carote
latte e derivati, fegato, carne,
vit. D
latte e derivati, tuorlo d’uovo,
pesce azzurro, olio di fegato di merluzzo; raggi ultravioletti
vit. E (tocoferoli)
olii vegetali, grano, germi di
frumento, ortaggi a foglia verde (broccoli, cavoli, spinaci)
vit. K
ortaggi a foglia verde, frutta
acida; flora batterica intestinale
 i minerali
 Costituiscono il 4 % del peso corporeo,
 Sono distribuiti ovunque,
 Sono
necessari per i processi metabolici ed il
mantenimento dell’ equilibrio osmotico, devono essere
introdotti con l’ alimentazione per compensare le perdite
con le feci, le urine, il sudore;
 Si distinguono:
“principali”: idrogeno, carbonio, ossigeno, azoto, fosforo,
zolfo, sodio, potassio, magnesio, calcio, cloro (necessari in
grammi),
“in traccia”: zinco, rame, ferro (necessari in milligrammi),
“in ultratraccia”: cromo, manganese, cobalto, nichel,
silicio, arsenico, molibdeno, boro, iodio, fluoro, selenio.
 tenore calorico di alcuni alimenti
(calorie per 100 gr. di alimento)
farinacei
frutta
verdure/legumi
Pane
270 Mela, pera
40
Lattuga
20
Riso
350 Uva
70
Pomodori
25
Pasta
360 Banana
100
Broccoli
30
Grissini
375
Castagne
200
Carote
40
Biscotti
450
Fichi secchi
270
Carciofi
70
Datteri
300
Patate
80
Piselli
100
Fagioli
140
 tenore calorico di alcuni alimenti
(calorie per 100 gr. di alimento)
carni
pesce
altri
Abbacchio
100 Sogliola
70
Crudo
350
Agnello
130 Baccalà
180
Cotto
400
Coniglio
175
Salmone
200
Insaccati
450
Tacchino
180
Anguilla
250
Panna
340
Maiale
300
Sardine
300
Mascarpone
460
Bue
330
Cioccolato
550
Oca
350
Burro
750
Olio
900
 nutrizione:
come ? cosa ? quante volte ?
carni
pollo, tacchino, vitello, coniglio,
maiale magro
3-4 volte/sett
insaccati
prosciutto crudo magro,
prosciutto cotto, bresaola
1-2 volte/sett
pesci
merluzzo, nasello, sogliola, pesce 3 volte/sett
azzurro, salmone, pesce spada,
dentice,orata
uova
n ° 2 /sett
latte e yogurt
parzialmente scremati
ogni giorno
formaggi
mozzarella, scamorza, etc.
2-3 volte/sett
frutta e verdura
pane, pasta e
cereali in genere
piatto unico
ogni giorno, più
volte al giorno
privilegiare gli alimenti integrali,
possibilmente da agricoltura
biologica
ogni giorno
1-2 volte /sett
 contenuto di colesterolo negli alimenti
(espresso in mg/100 g)
Latte e derivati
Mozzarella
97
Maiale
62
Latte intero
14 Reggiano
95
Pollo
98
Latte scremato
3
101
Vitello
71
51
Fegato
300
Provolone
Yoghourt
10
Ricotta
Asiago
90 Robiola
90 Salumi
Caciocavallo
90 Stracchino
90
Certosino
90
Uova (n.1)
257
Emmenthal
100
Carni
Formaggino
93
Agnello
71
Gorgonzola
87
Coniglio
65
Bresaola
108
Cotto
64
Crudo
92
Salame
60
 contenuto di colesterolo negli alimenti
(espresso in mg/100 g)
Pesci
Acciuga
Aragosta
Ostrica
98
Condimenti
70 Palombo
70
Burro
250
70
Margarina
105
140
Olio di arachide
0
50
Olio di girasole
0
164 Pesce spada
Cefalo
70 Polpo
Cernia
36 Rombo
Calamaro
Dentice
222
70
Sgombro
100
Olio di mais
0
Sogliola
157
Olio d’oliva
0
Gambero
154 Tonno
52
Lardo
Merluzzo
46 Triglia
70
Pancetta
108 Anguilla
117
Mitilo
95
215

contenuto di sodio negli alimenti
(espresso in mg/100 g)
bistecca
bistecca surgelata
filetto di maiale
salsiccia
pollo
lardo
salmone fresco
salmone affumicato
passera, sogliola
sardine al pomodoro
ostrica
capa santa surgelata
cavolo
crauti
asparago
60
1300
290
1100
50
68
48
520
80
40
73
206
20
750
2
pomodoro
ketchup
piselli
piselli in scatola
arachide
burro di noccioline
patata
patate fritte
cipolla
cipolle all’aceto
pop-corn naturale
pop-corn salato
riso soffiato
latte intero di mucca
latte materno
3
1040
1
230
5
600
3
1000
10
1420
3
1940
360
50
16
Corso teorico-pratico
di “scienza dell’alimentazione”
 alimentazione:
una “storia” per due
(tra gravidanza e allattamento)
 il ruolo degli additivi
 una vicenda di “complicità”
Corso teorico-pratico
di “scienza dell’alimentazione”

alimentazione:
una “storia” per due
(tra gravidanza e allattamento)
Alimentazione:da mamma a bimbo
• Tra gravidanza e allattamento: che fare ?
• Acidi grassi: il fabbisogno di omega-3 e omega-6 aumenta
già dalla decima settimana di gravidanza;
dove ?
tonno fresco, anguilla, salmone fresco, sarde fresche,
orata, aringa, spigola, cefalo
• Calcio e vit. D: occorre fronteggiare le richieste per la
formazione dello scheletro del nascituro:
vit. D ?
10 mcg/die
calcio? 1200 mcg/die
dove ?
latte e latticini, uova, pesce azzurro, salmone, tonno,
cereali integrali, legumi, verdure verdi
Alimentazione:da mamma a bimbo
• Tra gravidanza e allattamento: che fare ?
•
ferro: l’ aumentato apporto di Fe è necessario per la
qualità di vita del feto e del neonato; talvolta la sola
alimentazione non è del tutto sufficiente a garantire i
reali fabbisogni e si rende utile la supplementazione.
come ?
carni anche quelle “bianche”, uova, legumi, cereali
integrali, verdure verdi;
• folati e ac. folico: in periodo periconcezionale e in
gravidanza si rendono necessari per un’ adeguata
formazione degli eritrociti e prevengono i difetti del
tubo neurale del nascituro (spina bifida).
ac. Folico ? 200 mcg/die,
come ?
lievito, verdure verdi, cereali integrali, fegato.
Alimentazione:da mamma a bimbo
• Tra gravidanza e allattamento: che fare ?
•
•
•
•
proteine: stiamo “costruendo” una nuova vita: il
fabbisogno è chiaramente aumentato:
nella donna dai 18 anni in su 53 gr/die,
in gravidanza
60 gr/die,
per la nutrice
70 gr/die;
Vit. C: utile per l’ assorbimento del ferro;
? Pomodori, peperoni, insalate, frutta acidula;
Vit. B 12: per la formazione dei globuli rossi;
? Uova, fegato, carni, formaggi;
magnesio
? Cereali integrali, verdure verdi
Alimentazione: da mamma a bimbo
cosa evitare ?
alcoolici, birra, caffè,
crostacei, frutti di mare, molluschi,
carne di oca, cacciagione, selvaggina, insaccati,wurstel,
aglio, cipolla, erba cipollina,
cavoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, porri, verza,
asparagi, carciofi,
caciocavallo, provolone, pecorino, roquefort, cheddar,
stilton, groviera, gorgonzola, brie, provola affumicata,
noci, noccioline, mandorle, arachidi, pistacchi, pinoli,
dadi per brodo, scatolame, peperoncino
alimentazione: da mamma a bimbo

anche le mamme hanno…sete:
 quale acqua per la futura mamma ?
 un razionale apporto idrico in
gravidanza
richiede acqua bicarbonato calcica leggermente
gasata per neutralizzare le “nausee”;
 e in corso di allattamento ?
 acqua oligominerale, a basso tenore di sodio,
senza…”bollicine”, con nitriti in quantità non
superiore a 10 mg/l.
alimentazione: da mamma a bimbo
 anche i piccoli hanno i propri diritti:
 da Kramer MS et al. Cochrane Database Syst Rev 2002, 1:
“le attuali evidenze scientifiche dimostrano che
non vi sono evidenti rischi nel raccomandare,
come regola generale, l’allattamento esclusivo al
seno per i primi sei mesi di vita, sia nei Paesi in
via di sviluppo sia in quelli sviluppati”
 alimentazione e bambino
 divezzamento precoce: quali i rischi ?
 riduzione dell’ effetto protettivo dell’ allattamento
sulla nutrice;
 sbilanciamento della dieta del lattante verso una
alimentazione iperglucidica e ipolipidica;
 diarrea;
 sensibilizzazione allergica;
 eccessivo carico renale di soluti.
 alimentazione e bambino
 sensibilizzazione allergica ?

latte
uovo
pesce
cereali
carni
frutta

soja





(betalattoglubulina, caseina, alfalattoalbumina)
(albume, tuorlo)
(merluzzo)
(grano, mais, avena, orzo, riso)
(pollo, vitello, coniglio, cavallo, agnello)
(arachide, mandorla, noce, nocciola, pesca,
albicocca, banana, mela, pera)
 alimentazione e bambino
 alimentazione: in pratica ?
Età
mesi
1
3
4
6-12
13-18
Calorie
Kcal/kg/die
Proteine
g/kg/die
115
100
96
96
95
2.6
1.84
1.5
1.4
1.2
Corso teorico-pratico
di “scienza dell’alimentazione”

il ruolo degli additivi
gli additivi
• Decreto Ministeriale n.209 del 27.02.1996:
• Additivo
alimentare:
qualsiasi
sostanza,
normalmente non consumata come alimento in
quanto tale e non utilizzata come ingrediente
tipico degli alimenti, indipendentemente dal
fatto di avere un valore nutritivo, aggiunta
intenzionalmente ai prodotti alimentari per un
fine tecnologico nelle fasi di produzione,
trasformazione, preparazione, trattamento,
imballaggio, trasporto o immagazzinamento
degli alimenti

classificazione degli additivi
• conservanti:
benzoato di sodio (E211),
paraossibenzoato di metile (E 219),
sodio bisolfito (E222);
• coloranti:
a) naturali: clorofille, carotenoidi, antocianine, rosso
carminio;
b) sintetici: giallo di tartrazina (E102), eritrosina(E127),
giallo arancio (E110), oriana annatto (E160);
• esaltatori di sapidità: glutammati;
• altri:
addensanti e gelificanti, tensioattivi, emulsionanti,
edulcoranti
 sodio benzoato E 211
bibite
(aranciata,coca), vini, salse
confezionate (maionese), formaggini,
margarine, patatine fritte in busta,
marmellate,
gelatine,
caramelle,
cioccolatini ripieni, conserve ittiche,
caviale, pesce affumicato, dentifrici
colorati.
 ? orticaria, angioedema,asma,rinite.

eritrosina E 127
 bibite,liquori,sciroppi,pasticceria,gelati,
caramelle, ghiaccioli, frutta candita,
budini pronti confezionati, mostarda,
miscele per torta,polveri effervescenti,
prodotti farmaceutici (gocce,compresse,
sciroppi)
 ? orticaria, angioedema.

glutammatomonosodico 621
carni
conservate e preparate, cereali e riso
soffiati, cibi pronti a base di carne e di
pesce, frutta secca tostata,pesce in scatola
o sottovetro, ravioli, tortellini, salatini,
crackers, sale da tavola, semi tostati, dadi
per brodo, wurstel.

? sindrome da ristorante cinese, asma,
tachicardia,cefalea, meteorismo addominale,
vertigini.

tartrazina E 102

Bibite (aranciata, coca), sciroppi,
liquori, caramelle, frutta candita,
mostarda, gelati, ghiaccioli, polveri
effervescenti, pasticceria, miscele
per torte, budini pronti confezionati,
medicinali (sciroppi, gocce, compresse).

? orticaria, rinite, broncospasmo.

giallo tramonto E 110

bibite analcooliche, budini, caramelle,
caviale(succedanei),formaggi, margarina,
conserve vegetali, sott’aceti e sott’olio;
chewing-gum, confetti, torrone, creme
per pasticceria, gelati, frutta candita.

? orticaria, gastroenterite.
 butilato di idrossianisolo E 320
butilato di idrossitoluolo E 321
Chewing-gum,
patatine fritte, ravioli,
tortellini, farina e fiocchi di patate,
margarina.

? orticaria, angioedema.

•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
sindromi reattive da additivi
tra mito e realtà
quanto il consumo ?
in Italia, mediamente, 5 kg pro capite all’ anno
quale la prevalenza della patologia ?
nella popolazione generale: 0.03 – 0.15 %
la clinica ?
sindrome orticaria-angioedema
reazioni esantematiche
dermatiti da contatto
rinite ed asma bronchiale
manifestazioni intestinali (nausea, vomito, diarrea,
dolori addominali, disturbi dispeptici)
Corso teorico-pratico
di “scienza dell’alimentazione”
 una vicenda di “complicità”
tra pollini ed alimenti: vicende
(SOA, oculorinite, asma) di…complicità
betullacee
pera, fragola,lampone,prugna, pesca,
albicocca, ciliegia, mandorla, sedano,
finocchio, carota, prezzemolo, kiwi,
arachide, noce, nocciola;
graminacee frumento, anguria, melone, prugna,
pesca, albicocca, ciliegia, mandorla,
kiwi, limone, arancia, pomodoro,
arachide;
tra pollini ed alimenti: vicende
(SOA, oculorinite, asma) di…complicità
urticacee
composite
gelso, basilico, pisello, melone, ciliegia,
pistacchio;
miele di girasole o di tarassaco, olio
e semi di girasole, camomilla, genepy,
margarina,dragoncello, lattuga, sedano,
cicoria, finocchio, carota, prezzemolo,
mela, banana, anguria, melone, noce,
castagna, nocciola, arachide, pistacchio
tra pollini ed alimenti: vicende
(SOA, oculorinite, asma) di…complicità
assenzio
miele
dermatophagoides lumaca, molluschi, gamberi
latex
albicocca, ananas, arancia, kiwi,
avocado, banana, castagna, fico, uva,
mandorla, mango, mela, passiflora,
melone, papaya, frutti della passione,
pera, pesca, pomodoro, patata
tra pollini ed alimenti: vicende
(SOA, oculorinite, asma) di…complicità
Complicità ?
meglio, reattività crociata:
il meccanismo prevede che epitopi allergenici
comuni siano localizzati su proteine allergeniche
apparentemente estranee tra loro, ed il contatto
con una riveli la presenza della sensibilizzazione
verso l’altro allergene cross-reagente

alimentazione e attività sportiva
 La corretta, adeguata nutrizione è importante per
chiunque pratichi sport a livello agonistico e
dilettantistico;
 Particolare attenzione meritano i ragazzi e gli adolescenti
per:
° ridotta
capacità di controllare la temperatura
corporea;
° superficie corporea più estesa in rapporto al peso;
° più bassa capacità di sudorazione;
° più bassa portata cardiaca;
° più bassa capacità di termoregolazione alle
alte
temperature.

alimentazione e attività sportiva
 Che fare ?
 Linee guida per il ricambio dei liquidi negli adolescenti:
distribuzione dei tempi
quantità
tipo di bevanda
Prima dell’attività
1 – 2 ore
500 – 700 ml
Acqua fresca
Durante l’ attività
ogni 15 – 20 minuti
250 – 300 ml
Acqua fresca
Dopo l’ attività
iniziare
immediatamente
reintegrare ogni 500 g
di peso corporeo perso
sorseggiando 500 ml
di liquido
Acqua fresca
 alimentazione e attività sportiva
 vitamine idrosolubili ?
no, perché eliminate rapidamente con le urine;
 vitamine liposolubili ?
no, perché immagazzinate nel corpo;
 Na, K ?
sono sufficienti quelli dell’ alimentazione basale.
 Attenzione invece a:
ematuria,
emorragia gastrointestinale,
perdita di ferro con la sudorazione,
emolisi intravascolare da traumi.

menopausa: come integrare ?
• all’ aumentare dell’ età si assiste a minore
capacità di assorbimento di calcio a livello
intestinale;
• la perdita del tessuto osseo richiede il quotidiano
apporto di calcio e vit. D non sempre compensati
adeguatamente dall’ alimentazione;
• sono sufficienti 15 minuti di esposizione
quotidiana ai raggi solari per mantenere livelli
ottimali di vit. D;
• e’ opportuno integrare o supplementare il calcio
il cui fabbisogno è pari a 10 mcg/die.

Alimentazione e cardiopatie
 dall’ iperglicemia del diabetico alla vasculopatia,
 dall’ alimentazione ipercalorica all’ obesità e
al rischio cardiovascolare,
 dall’ ipercolesterolemia alla coronaropatia,
all’ infarto, alla morte improvvisa.
 Quali le chances di prevenzione ?
 la sovralimentazione
 il consumo di grassi e colesterolo

alimentazione come prevenzione
della malattia cardiovascolare
usare meno grassi di condimento (burro, pancetta, lardo,
panna) privilegiando l’ olio extravergine d’oliva;
moderare il consumo di carni e insaccati eliminando
il grasso visibile;
scegliere carni magre (coniglio, pollo, tacchino);
consumare latte parzialmente scremato e formaggi
magri (mozzarella, ricotta, scamorza);
aumentare il consumo di fibre solubili (pectina, nella
frutta) utili nel regolare la glicemia e la colesterolemia;
consumare almeno 2 porzioni settimanali di:
pesce azzurro, pesce spada, salmone, tonno
per incrementare l’ assunzione di omega-3 (alfalinolenico,
eicosopentaenoico, docosaesaenoico) migliorando la qualità
di vita dell’endotelio dei vasi e delle fibre contrattili del
miocardio deputate alla stabilità elettrica.
 alimentazione e patologia tumorale
 Numerose ricerche
epidemiologiche dimostrano che
nella razza umana esistono strette
relazioni
tra
l’alimentazione e la cancerogenesi: il 40% delle neoplasie
umane presenta correlazione con le abitudini alimentari.
 Certi tumori sono più frequenti in alcuni Paesi e meno
in altri.
 Si è pure documentato che
in popolazioni che
migrano da un’area all’altra, l’incidenza di tumori tende
a livellarsi sui valori usuali delle nuove localizzazioni
fornendo
una prova indiretta dell’importanza della
genetica e dei fattori socioeconomici ed alimentari.
 Nessuno degli alimenti è stato però individuato
come protettivo o causale: l’unica eccezione sembra
quella dell’alcol nella cancrocirrosi epatica, tra consumo
dei grassi e tumore della mammella nella donna e
carcinoma del colon sia nel maschio che nella femmina.
 Tumori del tratto gastrointestinale
Tumori
Fattori di rischio
Esofago
Alcool ( vino rosso e birra) e soprattutto
superalcolici;
carenza di vit. C, Ferro, Zinco; Nitrati
Stomaco
Nitrosammine presenti nei cibi ( i nitrati
contenuti in cibi essiccati, affumicati e
salati vengono trasformati in nitriti
cancerogeni)
Colon e retto
Eccesso di calorie, di proteine della carne,
di olii e grassi;
supplementi di calcio e/o carenza di fibre
nella dieta
Pancreas
Alcool
 Tumori del tratto gastrointestinale
 Quali i sistemi di difesa ?
 evitare eccessi calorici;
 ridurre l’ apporto percentuale di grassi, sia saturi che
insaturi dal 40 al 30%;
 integrare la dieta giornaliera con alimenti ricchi di
vitamine (agrumi, vegetali a contenuto in carotene,
ortaggi) e fibre vegetali specie quelle insolubili (cellulosa,
lignina);
 limitare l’ assunzione di sostanze alcooliche;
 limitare l’ apporto di NaCl al di sotto degli 8 gr/die;
 ridurre significativamente il consumo dei cibi conservati,
soprattutto mediante salatura o affumicatura;
 evitare cibi fritti, preparati ad elevate temperature,
a fuoco vivo (barbecue).
Corso teorico-pratico
di “Scienza dell’ alimentazione”
 tra “teorie” e pratica:
 dieta mediterranea,








dieta “VEGA”,
dieta “Scarsdale”,
dieta macrobiotica,
dieta dissociata,
dieta punti,
dieta “zona”,
dalle “teorie” alla pratica,
per tornare alla “Scienza”.

dieta mediterranea
c’è scoperta e scoperta:
il navigatore Colombo scopre l’America…
..un nutrizionista americano scopre la bontà della nostra
tavola :
la cucina “povera” dell’area mediterranea ( Francia, Grecia,
Italia, Spagna) basata su:
pane, pasta, ortaggi, frutta, olio d’oliva,
e in quantità moderate:
latte, carne magra, pesce,
comporta minore incidenza di patologia cardiovascolare
rispetto alla dieta “ricca” delle società industriali.

dieta “VEGA”
 “VEGA”: per vegetariana:
alto contenuto di fibre
presenza di carboidrati complessi
bassa densità calorica
mancato apporto di aminoacidi (lisina, metionina, treonina)
carenza di:
Vit D
Vit B12
riboflavina
calcio
ferro
zinco
carnitina
 Risultato?
 bassa statura
 peso inferiore alla media






dieta “Scarsdale”
“ideata” per cardiopatici
ipocalarica, sbilanciata,
prevede 2 fasi:
la prima di 2 settimane
( 1000 kcal/die:
proteine 43%,
grassi 22,5%,
carboidrati 34,5%),
la seconda meno rigida
di durata variabile
da alternare alla precedente.
_________________________
 non soddisfa il fabbisogno
di carboidrati,
sali,
fibre,
vitamine.
alimenti sì
carne magra
condimenti
(aceto, limone)
pesce magro
crostacei
uova
formaggi magri
pane integrale
pane alla soia
verdura e frutta
fresca di stagione
thè, caffè
(senza zucchero)
acqua
alimenti no
insaccati
condimenti grassi
(olio, burro)
pasta
riso
patate
pane non integrale
latticini
dolci e zucchero in
generale
bevande alcooliche

dieta macrobiotica
nell’ottica della filosofia e delle religioni orientali
 basata sulle associazioni alimentari
derivanti da coltivazioni biologiche
nel rispetto del principio “fondamentale”
dell’equilibrio tra cibi Yin e Yang;
 i pasti sono costituiti da:
soia, riso integrale ,cereali e pesce;
 vietati: latticini e carne;
 la cottura delle verdure è quasi obbligatoria;
 i limiti:
non semplice da seguire,
per essere equilibrata necessita di continue modifiche.

dieta dissociata
 la digestione delle proteine
è favorita da una maggiore acidità gastrica,
 la digestione dei carboidrati
richiede ambiente basico;
 la compresenza di carboidrati e proteine deteminerebbe
un livello di acidità insufficiente per le proteine,
eccessivo per i carboidrati con una presunta difficoltà
nei processi digestivi.
 Sarebbe finalizzata ad un regime alimentare meno ricco
e alla perdita di peso.

dieta punti
prevalentemente proteica
drastica riduzione di:
pane, pasta, riso, legumi, frutta e verdure
finalizzata a
ridurre la produzione di insulina,
incrementare la mobilizzazione dei grassi dai depositi,
conseguente dimagramento.
I diversi alimenti sono “raccomandati” in funzione del numero di “punti” :
 0 punti ?
100 gr di dentice,merluzzo,salmone, tonno sott’ olio,
100 gr di olio,
500 gr di anatra,
3 tazzine di caffè;
 5 punti ?
10 gr di fette biscottate integrali,
100 gr di albicocca,
1/2 bicchier di vino secco da tavola.
 “zona” ?
dieta zona
 inventata dal biochimico statunitense Barry Sears,
 “rivisitata” dall’ italiano Paolo Pierucci,
 presuppone che ogni pasto della giornata sia composto dal
40 % di carboidrati,
30 % di proteine,
30 % di grassi.
 perché ?
 il ridotto apporto glucidico ridimensiona la produzione di
insulina,
 la componente proteica ,finalizzata alla produzione di
glucagone, determina maggiore consumo dei grassi.
dieta zona
 “zona”:
 come ?
 con la “logica dei blocchi”:
 ogni “blocco” è composto da:
 7 gr di proteine
 9 gr di carboidrati

1,5 gr di grassi
 divisi in 5 pasti
 distribuiti nelle 24 ore con intervalli di tempo
non inferiore a 2 ore e non superiore a 5 ore,
 curando l’ integrazione di “omega 3” con olio
di pesce.
dieta zona: … per esempio
 colazione (entro 1 ora dalla sveglia)
200 gr. di yoghourt o latte magri,
40 gr. di bresaola
1 mela
9 mandorle
 pranzo (entro 5 ore dalla colazione)
90 gr. di petto di pollo o tacchino alla griglia,
1 piatto abbondante di verdura mista
1 mela
1 cucchiaino di olio d’oliva
 spuntino (entro 5 ore dal pranzo)
20 gr.di pane integrale,
30 gr. di salmone
dieta zona: … per esempio
 cena (entro 2-3 ore dallo spuntino)
120 gr.di pesce alla griglia o al vapore
1 piatto abbondante di verdura mista
1 pera
1 cucchiaino di olio d’oliva
 spuntino (45-60 minuti prima di coricarsi)
80 gr. di ricotta
170 gr. di fragole
al di là della medicina tradizionale
Medicina omeopatica?
Fitogemmoterapia?
Medicina omeopatica?
 Fitogemmoterapia?

quale il “razionale” ?
 L’inquadramento del paziente richiede i canoni classici
della medicina tradizionale;
 L’ approccio terapeutico è complementare e necessita di:
corretto regime dietetico,
norme di igiene di vita,
regolare e adeguata attività fisica.
 Ogni tentativo non potrà mai comunque stravolgere
radicalmente la struttura del singolo soggetto.
 Resta fondamentale la valutazione della “bioreattività”
del singolo soggetto valorizzando:
fame, sete, sonno, alvo, diuresi, mestruazioni.

omeopatia: le cupressacee
 19 generi,
 130 specie,
 nelle regioni a clima temperato:
 Cupressus, Tetraclinis, Juniperus,
 e a scopo ornamentale:
 Libocedrus,
 Cupressocyparis,
 Chamaecyparis,
 Thuja.
 Thuja occidentalis
 Arbusto o albero con rami diffusi che raggiunge gli 8 m. di
altezza, a foglie squamate, fortemente aromatiche se
schiacciate;
 Parti utilizzate: sommità e giovani rami;
 È uno stimolante della sudorazione e della escrezione
urinaria,
 Indicato:
 nella cistite, nell’ ipertrofia della prostata, nell’
incontinenza urinaria,
 nella rinite cronica e mucopurulenta,
 nelle diarree e nel meteorismo;
 nelle foruncolosi,nelle emorroidi, nei papillomi e condilomi,
 nella cellulite;
Thuja occidentalis: una chance per l’ obeso
 Nell’ obesità androide:
 l’accumulo di massa grassa è diffuso a tutto il corpo:
 il rapporto vita/fianchi è a favore della circonferenza
vita;
 la funzione tiroidea è il più delle volte alterata;
 in una prima fase l’aumento di peso è a carico del
distretto tronculare con rallentamento iniziale delle
funzioni di alvo e diuresi;
 nella seconda fase i fenomeni di ritenzione sono più
evidenti, con alvo e diuresi decisamente rallentati,
sovraccarico ponderale più diffuso;
 la terza è la fase dei grandi obesi con interessamento
prevalente del distretto superiore.
 Nux vomica
 della famiglia delle Loganiacee ( India, Sri Lanka,
Australia), simile ad una grossa arancia,
 a contenuto in strycnos nux vomica (già nota nella
Londra vittoriana e adoprata come “tonico”),
 in grado di aumentare la secrezione gastrica e
bilio-pancreatica,
 indicata per:
 infiammazioni e stati spastici della muscolatura liscia,
 malattie del parenchima epatico, coliche addominali,
 gastroenterite acuta e cronica,
 stipsi,
 meteorismo.
 Nux Vomica: quale soggetto trattare ?
 il soggetto che
tende a introdurre alimenti e bevande senza alcun
limite,
necessita di migliorare l’ assimilazione alimentare,
candidato a:



dislipidemie,
cardiopatie,
ipertensione.
 Lycopodium clavatum
 Lycopodiacea, pianta non tossica;
 dalle spore si estrae: nicotina, licoclavina e
licopodina;
 rimedio adoprato per la diatesi psorica e
luesinica,
 agisce


da diuretico,
da stimolante della funzionalità epatocolecistica
(anticolangitica, anticolelitiasica, lassativa).

Lycopodium clavatum
 Quale il soggetto “lycopodium” ?
 il soggetto che
 ingrassa facilmente per cattive abitudini di vita,
 vive un cattivo metabolismo dei grassi,
presenta:
insufficiente assorbimento intestinale,
alterazioni della tolleranza al glucosio,
iperlipidemia,
difficoltà digestive, addome meteorico.
 Natrium Sulfuricum
 Quale il soggetto “Natrium Sulfuricum” ?
 quello che si presenta
 con “obesità ginoide”,
 con rapporto vita/fianchi a favore dei fianchi,
 con
sovrappeso generalizzato (+ agli arti
inferiori),
 che soffre tendenzialmente di:
 stipsi alternata a scariche diarroiche (+mattutine),
 irregolarità mestruali,
 insufficienza circolatoria.
 helicobacter pylori: duro a..morire
 helicobacter pylori:
 gram-negativo;
 a distribuzione ubiquitaria, sia nei Paesi
occidentali industrializzati (5-10% in età
pediatrica; oltre il 50 % nella popolazione adulta),
sia nei Paesi in via di sviluppo (50 % in età
infantile, più del 90 % dopo i 30 anni d’ età);
trasmissione per contatto interumano (saliva,
feci) o a causa di interventi medici (prelievi,
terapie odontoiatriche, endoscopie);
 helicobacter pylori: duro a..morire
 la patologia:









gastrite cronica antrale,
ulcera duodenale,
ulcera gastrica,
dispepsie non ulcerose,
neoplasie gastriche;
i sintomi ?
dolore in sede epigastrica,
distensione epigastrica,
nausea, sensazione di pienezza, sazietà precoce.
 helicobacter pylori: duro a..morire
 tra terapia e terapia:




amoxicillina,
claritromicina,
metronidazolo/tinidazolo,
inibitori di pompa;
 eradicazione dell’ h. p. : 80 %,





nux vomica-Heel con:
nux vomica-Homaccord,
lymphomyosot,
coenzyme compositum Ampullen,
ubichinon compositum,
 netta riduzione della sintomatologia, assoluta mancata
eradicazione dell’ h. p. (medicina biologica, 2003, gennaiomarzo: 5-11)

fitogemmoterapia
 basata sulla somministrazione di sostanze
fitoterapiche derivate da piante medicinali a
contenuto in :




tannini,
flavonoidi,
alcaloidi,
oligoelementi,
allo stato embrionale,
adoprati il più delle volte singolarmente,
se in associazione non nella stessa somministrazione.
 fitogemmoterapia
 Fucus vesicolosus:
 alga, della famiglia delle fucacee,
 manifesta trofismo elettivo per la tiroide, il tessuto
adiposo, il sistema osteoarticolare,
 è indicato nel trattamento della cellulite e della
ritenzione idrica.
 Pilosella hieracium:
 detta orecchio di topo, della famiglia delle composite,
possiede attività diuretica, antiurica, antisettica,
 trova indicazione per la cellulite e la ritenzione idrica.
 Centella asiatica:
 o ginseng indiano, della famiglia delle ombrellifere,
 stimola le fibre collagene del connettivo sottocutaneo,
 si propone per il trattamento di smagliature, cellulite,
insufficienza venosa.
Corso teorico-pratico
di “Scienza dell’ alimentazione”
due sessioni, come queste vissute insieme,
non possono ovviamente consentire di
trattare in maniera esaustiva tutta la
problematica dell’ alimentazione,
ho cercato di presentare alcuni temi,
resta tanto ancora da dirsi,
chiedo scusa per l’incompletezza delle
relazioni e ringrazio Tutti dell’attenzione
prestatami,
nicola fuiano, MD
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Scienza dell`alimentazione