Frascati 15 febbraio 2012 SULLA VALUTAZIONE SCOLASTICA Riflessioni guidate da Michele Pellerey 1 Frascati 15 febbraio 2012 2 Prima riflessione Sulla natura pervasiva della valutazione Frascati 15 febbraio 2012 3 Il processo valutativo è un insieme di operazioni di ordine cognitivo, altamente influenzato da fattori di natura affettiva, che raggiunge elevati gradi di complessità e implica da parte di chi lo attua un grande impegno. Frascati 15 febbraio 2012 4 Nonostante la sua complessità, il processo valutativo è uno di quei processi che tendono a essere presenti in ogni nostro comportamento, in ogni nostra azione o comunicazione, in ogni nostra esperienza di lavoro o di incontro. Noi impegniamo sempre la nostra capacità di elaborare giudizi, anche se spesso essi rimangono interni, cioè non assumono forme di manifestazione esterna. Frascati 15 febbraio 2012 5 Inoltre il sistema di valutazione instaurato nella scuola, i suoi fini, i suoi metodi, il modo con cui vengono comunicati i giudizi agli alunni e ai genitori, tutto questo determina in gran parte l'atmosfera di base della scuola, i cui valori o disvalori vengono a poco a poco interiorizzati sia dall'individuo, sia dalla comunità locale, sia dalla società più in generale. Frascati 15 febbraio 2012 6 In questa prospettiva si può dire che la valutazione è implicata in ogni azione umana ed essa nella scuola non solo viene svolta dall'insegnante, ma anche dagli allievi stessi e, più in generale, da tutti i partecipanti alla comunità. . Frascati 15 febbraio 2012 7 Si tratta quindi di un processo di natura psicologica, perché tocca il giudizio che ciascuno ha di sé e la fiducia che in sé ripone, la percezione della propria competenza e il valore da dare a quanto si è in grado di realizzare. Ma è anche un processo di natura socio-politica perché porta a decisioni concernenti il presente e il futuro di chi entra nel sistema educativo scolastico, di chi lo dirige e lo mette in opera, dei contenuti e dei processi in esso presenti, della stessa società. Frascati 15 febbraio 2012 8 Oggi si insiste sul concetto di auto-valutazione della singola scuola e di valutazione esterna a essa, in quanto istituzione che svolge un servizio pubblico e che viene sostenuta anche finanziariamente dalla comunità e dalle famiglie. Frascati 15 febbraio 2012 Secondo riflessione Sulla natura del processo di valutazione 9 Frascati 15 febbraio 2012 10 • Valutare = attribuire valore, stimare. • Per far questo occorre stabilire in maniera adeguatamente chiara i criteri di riferimento. • Poi raccogliere informazioni affidabili, valide e pertinenti rispetto ai criteri definiti • Infine confrontare le informazioni raccolte con i criteri stabiliti al fine di giungere a un giudizio di merito. Frascati 15 febbraio 2012 11 • Ne deriva una distinzione fondamentale tra misurazione e valutazione. • Si nota infatti talora una certa confusione tra rilevazione di informazioni, loro rappresentazione ed elaborazione, loro interpretazione e valutazione e conseguente presa di decisioni. Frascati 15 febbraio 2012 12 Nella misurazione l'accento è posto sullo strumento di misurazione e sulla rappresentazione (numerica, alfabetica, per aggettivi, ecc.) che ne deriva. La qualità del metodo e dello strumento influiscono sul grado di affidabilità, validità e pertinenza dei dati raccolti. Frascati 15 febbraio 2012 13 La misurazione non basta; occorre adattare le esigenze della misurazione a un processo di valutazione fatto in riferimento a piani educativi esplicitati negli obiettivi che si intendono conseguire. La verifica va rivolta a verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti da ciascuno degli allievi. La valutazione di conseguenza non è comparativa rispetto ai propri compagni, bensì rispetto agli obiettivi. Frascati 15 febbraio 2012 14 Nella valutazione non è tanto importante il momento della rilevazione o misurazione dei dati, quanto la loro interpretazione, il giudizio e la decisione che su questa base deve essere preso, tutte cose che devono dipendere da criteri di riferimento di natura formativa e non solo di classificazione comparativa. Frascati 15 febbraio 2012 15 Distinguere cioè tra: - valutazione dell’apprendimento, cioè dei risultati ottenuti dai singoli nel loro apprendimento; - valutazione per l’apprendimento, cioè per favorire la qualità del processo di apprendimento e il raggiungimento dei risultati; - valutazione come apprendimento, per sviluppare la capacità di autoregolazione nell’apprendimento Frascati 15 febbraio 2012 16 Terza riflessione Su che cosa, come, chi, quando, perché valutare Frascati 15 febbraio 2012 • Cioè: - oggetto della valutazione - metodi di valutazione - autore della valutazione - momenti fondamentali della valutazione - finalità della valutazione 17 Frascati 15 febbraio 2012 18 • Oggetto della valutazione: • Conoscenze (significative, stabili, fruibili) • fatti • concetti • teorie • Abilità (stabilmente e correttamente acquisite) • intellettuali • pratiche • Disposizioni interne stabili • atteggiamenti • Valori Torino Liceo Cavour 7 febbraio 2012 19 Un esempio la competenza linguistica in italiano Torino Liceo Cavour 7 febbraio 2012 20 La competenza nella comunicazione in lingua italiana viene descritta in questo modo nel contesto delle competenze chiave per l’apprendimento permanente. “Capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali, quali istruzione e formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero”. Torino Liceo Cavour 7 febbraio 2012 21 Conoscenze, abilità e atteggiamenti essenziali legate a tale competenza. La competenza comunicativa che risulta dall'acquisizione della madrelingua è intrinsecamente connessa con lo sviluppo della capacità cognitiva dell’individuo di interpretare il mondo e relazionarsi con gli altri. Torino Liceo Cavour 7 febbraio 2012 22 La comunicazione nella madrelingua presuppone che una persona sia a conoscenza del vocabolario, della grammatica funzionale e delle funzioni del linguaggio. Ciò comporta una conoscenza dei principali tipi di interazione verbale, di una serie di testi letterari e non letterari, delle principali caratteristiche dei diversi stili e registri del linguaggio nonché della variabilità del linguaggio e della comunicazione in contesti diversi. Torino Liceo Cavour 7 febbraio 2012 23 Le persone dovrebbero possedere le abilità per comunicare sia oralmente sia per iscritto in tutta una serie di situazioni comunicative e per sorvegliare e adattare la propria comunicazione a seconda di come lo richieda la situazione. Questa competenza comprende anche l’abilità di distinguere e di utilizzare diversi tipi di testi, di cercare, raccogliere ed elaborare informazioni, di usare sussidi e di formulare ed esprimere le argomentazioni in modo convincente e appropriato al contesto, sia oralmente sia per iscritto. Torino Liceo Cavour 7 febbraio 2012 24 Un atteggiamento positivo nei confronti della comunicazione nella madrelingua comporta la disponibilità a un dialogo critico e costruttivo, la consapevolezza delle qualità estetiche e la volontà di perseguirle nonché un interesse a interagire con gli altri. Ciò comporta la consapevolezza dell'impatto della lingua sugli altri e la necessità di capire e usare la lingua in modo positivo e socialmente responsabile. Frascati 15 febbraio 2012 25 Competenze Capacità di mettere in moto e di coordinare le risorse interne possedute (conoscenze, abilità, disposizioni interne stabili) e quelle esterne disponibili per affrontare positivamente una tipologia di situazioni sfidanti o un insieme di compiti chiaramente definiti. Frascati 15 febbraio 2012 26 Fronteggiare efficacemente richieste e compiti complessi comporta non solo il possesso di conoscenze e di abilità ma anche l’uso di strategie e di routines necessarie per l’applicazione di tali conoscenze e abilità, nonché emozioni e atteggiamenti adeguati e un’efficace gestione di tali componenti. Pertanto la nozione di competenze include componenti cognitive ma anche componenti motivazionali, etiche, sociali e relative ai comportamenti. (OCSE- Pisa) Frascati 15 febbraio 2012 27 Un obiettivo è un intento espresso in modo chiaro e non ambiguo, rispetto al quale è possibile verificare se un percorso o un processo è giunto al termine e valutare se è valido per giungervi. Sono solo conoscenze, abilità o anche atteggiamenti, competenze, abiti di lavoro? Frascati 15 febbraio 2012 28 Modelli di valutazione: a) Valutazione comparativa (in base a norma) si confrontano i comportamenti degli studenti tra di loro b) Valutazione rispetto agli obiettivi (In base a criteri) si confrontano i comportamenti degli studenti con gli obiettivi Frascati 15 febbraio 2012 29 Triplice polarità POLARITÀ OGGETTIVA POLARITÀ SOGGETTIVA POLARITÀ INTERSOGGETTIVA consenso pubblico • confronto • accordo sul giudizio PER ottenere una maggiore affidabilità del giudizio Frascati 15 febbraio 2012 30 • Valutazione iniziale Mira a diagnosticare le condizioni di ingresso degli allievi al fine di impostare adeguatamente il programma formativo. • Valutazione formativa. Ha caratteri di continuità; mira a controllare la qualità del processo didattico rilevando sistematicamente i suoi effetti; suggerisce l'utilizzo delle informazioni raccolte con continuità e sistematicità al fine di adattare sempre meglio il progetto formativo alla situazione quale viene via via evolvendo. Frascati 15 febbraio 2012 31 • Valutazione sommativa. La valutazione sommativa è quindi sinonimo di valutazione finale, valutazione connessa con le decisioni circa la capacità o meno di passare alla classe successiva, di ottenere un titolo scolastico, di vedere riconosciuto un credito, ecc.. Frascati 15 febbraio 2012 32 Alcune questioni. Come si svolge la valutazione iniziale? Quale ruolo ha nella nostra pratica? La valutazione formativa o continua come si svolge? Che ruolo ha? Quale tipo di strumenti di valutazione vengono più spesso utilizzati? Perché? La valutazione sommativa o finale di quadrimestre o di anno come si svolge? Come vengono prese le decisioni? Chi le comunica e come? Frascati 15 febbraio 2012 33 • Per giungere a una valutazione valida ed efficace dal punto di vista informativo e formativo occorre ricordare che: • l'attività di insegnamento e quella di valutazione sono strettamente collegate; • gli insegnanti validi elaborano i loro giudizi con continuità e in modo informale, integrandoli poi con rilevazioni più formali; • la valutazione inserita nel contesto dell'attività didattica è una fonte importante di informazioni per le decisioni che devono essere prese dai singoli insegnanti come dai consigli e collegi dei docenti • gli studenti devono essere coinvolti nell'impostare le attività didattiche, ma soprattutto nella valutazione, attraverso forme di autovalutazione; Cecina 20 febbraio 2012 Quarta riflessione Valutare le competenze 34 Cecina 20 febbraio 2012 35 Su alcune tendenze europee a) I nuovi diritti degli studenti e dei lavoratori: vedere riconosciute le loro competenze comunque esse siano state raggiunte. b) Per questo, l’attenzione è spostata sui risultati dell’apprendimento (formale, non formale e informale) più che sull’età, i tempi e i percorsi seguiti nei processi formativi. Cecina 20 febbraio 2012 36 Le difficoltà incontrate: a) come valutare in maniera affidabile le competenze effettivamente raggiunte; b) come documentare pubblicamente (certificare) le competenze valutate; c) come garantire un riconoscimento pubblico e sociale delle certificazioni. Cecina 20 febbraio 2012 37 Osservazioni generali La valutazione implica processi che per loro natura coinvolgono aspetti cognitivi complessi con forti risonanze affettive. Valutare implica in primo luogo precisare a che cosa si intende dare valore, esaminando un oggetto, una particolare attività umana o un suo risultato. Cecina 20 febbraio 2012 38 Ad esempio, nella scuola, diversa è una valutazione dei risultati ottenuti al termine di un anno o di un ciclo scolastico sulla base di alcuni standard di riferimento, rispetto a una valutazione che, confrontando le condizioni iniziali con quelle finali, esprime un giudizio circa il miglioramento ottenuto nelle conoscenze o nelle abilità fatte proprie dal singolo studente. Cecina 20 febbraio 2012 39 Dal punto di vista delle competenze, non basta far vedere le proprie conoscenze (o i propri saperi), non basta dimostrare le proprie abilità: occorre evidenziare pubblicamente quanto si è in grado di utilizzare in modo consapevole, coerente e proficuo, le proprie risorse interne (e, se opportuno o necessario, anche quelle esterne disponibili) nell’affrontare situazioni o problemi di natura non ripetitiva, sapendo gestire se stessi in tale impresa. Cecina 20 febbraio 2012 40 È una prospettiva coerente con la tradizione pedagogica che assegna alla scuola l’impegno di collaborare con gli altri riferimenti educativi nella preparazione dei giovani ad affrontare le varie sfide dell’esistenza umana e un apprendimento che si distenda lungo tutto l’arco della vita. Cecina 20 febbraio 2012 41 Valutazione come processo e come risultato a) Il concetto di competenza e le difficoltà valutative conseguenti (cfr. indagini nel mondo di lingua tedesca e in seno al Cedefop); b) la competenza come variabile latente della cui presenza e livello si può solo inferire a partire da alcuni indicatori (misurabili); c) la valutazione di conseguenza non è mai un giudizio assoluto, ma relativo alla qualità del processo e degli strumenti usati. Cecina 20 febbraio 2012 42 Senza una buona base di conoscenze comprese e organizzate in maniera congruente e lo sviluppo di abilità di natura cognitiva e pratica, è impossibile evidenziare qualsiasi competenza. Di qui una prima indicazione operativa: un primo passo può essere costituito da una valutazione della qualità delle conoscenze e delle abilità effettivamente disponibili in relazione alla tipologia di compiti da svolgere o di situazioni sfidanti che devono essere affrontate. Cecina 20 febbraio 2012 43 D’altra parte una competenza non è direttamente rilevabile, ma è possibile solo inferirne la presenza sulla base di un insieme di sue manifestazioni o prestazioni particolari, che assumono il ruolo di base informativa utile a ipotizzarne l’esistenza e il livello raggiunto. Cecina 20 febbraio 2012 44 Non è agevole, e molte volte impossibile, infatti, decidere se un soggetto possieda una competenza, e a quale livello, sulla scorta di una singola prestazione. Solo nel caso di abilità elementari che mettano in gioco schemi d'azione di tipo ripetitivo, oppure assai semplici applicazioni di regole e principi, è possibile valutarne l'acquisizione osservando un'unica prestazione. Cecina 20 febbraio 2012 45 Il metodo della «triangolazione» dei dati. Si tratta di raccogliere informazioni pertinenti, valide e affidabili, utilizzando molteplici fonti e modalità di rilevazione, almeno tre di natura differente (di qui viene il termine «triangolazione»), che permettono di sviluppare, mediante il confronto tra di loro e con l’obiettivo di riferimento, la loro interpretazione e l’elaborazione di un giudizio che siano fondate e sufficientemente conclusive. Cecina 20 febbraio 2012 46 Nel nostro se ne possono citare tre principali: l’osservazione sistematica, l’autovalutazione, l’analisi delle prestazioni e della loro qualità Osservazione sistematica Autovalutazione Analisi delle prestazioni La valutazione delle competenze esige la considerazione di una pluralità di fonti di informazione e di metodi di rilevazione Cecina 20 febbraio 2012 47 La raccolta sistematica delle informazioni e la loro lettura e interpretazione permettono di inferire se lo studente abbia raggiunto un certo livello di competenza in un ambito di attività specifico. Tuttavia, una competenza ben difficilmente può essere oggetto di accertamenti assoluti. Si tratta piuttosto di esprimere un giudizio che sia sufficientemente suffragato da evidenze o riscontri utili a convalidarlo. Cecina 20 febbraio 2012 48 Per evitare soggettivismi pericolosi ci si appoggia a forme di consenso, cioè a valutazioni che hanno carattere intersoggettivo. Ciò è del resto presente in buona parte dei casi nei quali si debba valutare una prestazione di buono o alto livello in ambiti di competenza complessa e tesa alla perfezione, come in certi sport, in opere musicali, teatrali, d’arte, in produzioni culinarie ed enologiche, ecc. Ma anche negli esami scolastici e universitari più impegnativi. Cecina 20 febbraio 2012 49 Sulla qualità del processo valutativo: a) la scelta degli indicatori e la loro funzionalità rispetto al processo valutativo; b) la utilizzazione operativa degli indicatori; c) il processo inferenziale a partire dagli indicatori ; d) il consenso raggiunto sulla presenza e il livello della competenza; e) la descrizione della competenza e del suo livello. Cecina 20 febbraio 2012 50 • Valorizzare una pluralità di fonti • Tener conto di una pluralità di manifestazioni • Integrare aspetti soggettivi, oggettivi e intersoggettivi • Valorizzare analogie con metodi diversificati come quello sperimentale e quello giudiziale • Ricordare che valutare non è misurare e calcolare, anche se misurare e calcolare è utile.