La salute del cittadino al centro della governance Le reti integrate TerritorioOspedale ROMA 12, 13 GIUGNO 2015 Aspetti clinico assistenziali ed organizzativi del CAD e della Dimissione protetta A. Francescato Andamento età popolazione 1950 - 2050 Popolaz. Over 70 Previsione dell’invecchiamento della popolazione e dell’incidenza della disabilità 20.000 18.000 16.000 14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0 1999-2000 2010 2020 Popolazione prevista 65+ Fonte: Elaborazione Censis su dati Assr 2004 e Istat 2000 2030 2040 Numero disabili previsto 2050 Continuity needs ve e pa ra ss it a r ie % 5,0 en do tu sa cr m i ng ne or ue i e m e et or ab sis ga . ni te m l in a fa ne tic rv p i si os c o hi e ch or sis e g. te Se m a ns ci o rc ap o pa la to ra rio to ap di ge p. re ge nt n os e ito sa u m rin e al ar ar fo io tic rm o az la zio io ni ni co ng en it e tra um no i n de fin ite in fe tti stratificazione patologie in ADI (H3) 40,0 35,0 34,0 30,0 25,0 20,0 15,0 14,1 10,0 6,6 0,5 8,7 9,2 6,1 0,2 7,0 8,0 3,8 0,2 1,6 0,0 Cure Domiciliari • Mission: è la “Global care” = cura + assistenza continua e integrata ai singoli pazienti • Vision: Approccio bio-psico-sociale: approccio che tiene conto dei bisogni multidimensionali del paziente e della famiglia, della offerta dei servizi sanitari e sociali e del coinvolgimento attivo di paziente e famiglia per garantire “global care” continua e integrata • Metodo: – – – – – Valutazione multidimensionale del paziente nei luoghi di cura (domicilio, ambulatorio, ospedale, struttura) Stesura di un piano assistenziale personalizzato e integrato (PAI) intensivo, estensivo, di lungoassistenza Attivazione della partecipazione del paziente e della famiglia Sorveglianza clinico-assistenziale del paziente Verifiche periodiche di appropriatezza, efficacia, efficienza del PAI FONDAMENTI DELL’APPROCCIO BIO-PSICO-SOCIALE BISOGNI PAZIENTE – FAMIGLIA (centralità, supporto, partecipazione) OFFERTA Assessment dei bisogni E’ la rilevazione dei “bisogni di salute” del paziente: 1. Situazione sanitaria 2. Situazione socioassistenziale 3. Situazione ambientale e familiare Situazione clinica Situazione Ambient.ale e familiare Situaz. Socioassistenz. PIANO ASSISTENZIALE VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE MULTIDIMENSIONALE Da DGR 429/2012 Da DGR 429/2012 Personale adeguato qualitativamente e quantitativamente Mezzi quantitativamente adeguati Mezzi qualitativamente adeguati!! Strumenti adeguati adeguati!! Strumenti adeguati La Continuità ! A proposito della “continuità” Continuity: processo di cura condotto da un team di professionisti mediante una efficace e prolungata comunicazione di informazioni sanitarie” J Fam Pract. 2004 Dec;53(12):974-80. Does continuity of care improve patient outcomes? Cabana MD, Jee SH. continuity of care Il continuum of care è il combaciare di bisogni del paziente con un appropriato livello di servizi medici, assistenziali e sociali. Le fasi più delicate del percorso sono le INTERFACCIE, cioè i passaggi da un livello di responsabilità all’altro, da ospedale a territorio e viceversa, ma anche all’interno dello stesso livello di assistenza (R. Natangelo. QA.2000:2) Ministero della Salute – Presentazione della Finanziaria 2007 Continuità assistenziale (Patto per la Salute - punto 4.2) “Per rendere effettivo il diritto alla salute saranno realizzati interventi per garantire la continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio del cittadino/paziente; ……” J Fam Pract. 2004 Dec;53(12):974-80. Does continuity of care improve patient outcomes? Cabana MD, Jee SH. La continuità delle cure produce: -Miglioramento del grado di soddisfazione del paziente -Diminuzione dei ricoveri e degli accessi al Pronto Soccorso -Miglior recepimento degli interventi preventivi CONCLUSIONI: La continuità delle cure migliora la qualità dei servizi. Questo miglioramento è particolarmente evidente nei pazienti con malattie croniche. Programmi di promozione della continuità delle cure sono particolarmente efficienti se focalizzati su pazienti portatori di problemi cronici. Clinical Governance “It is essential to make a system of relationships which permits the promotion of virtuous professional behaviour (good quality)” R. Grilli,2004 Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organizations (Chicago, 1997): the continuity of care is an essential component of the health care quality the continuum of care needs coordination between the operators and the organizations for all the time. Word Health Organization: The continuity of care is one of the most sensitive indicators of good National Healt Service performance Dalle Home-page di 2 diversi ospedali: • ….La dimissione protetta è un meccanismo di tutela della persona "fragile". È questo un termine con cui si individuano le persone "a rischio" – sia per le condizioni cliniche precarie – che per la mancanza di un adeguato supporto di reti famigliari, amicali o parentali che, a volte, per inadeguatezza socio-economica. • …Se necessario, il medico può decidere, al momento della dimissione, di lasciare aperta la cartella clinica per effettuare ulteriori accertamenti legati al ricovero che non necessitano di degenza. Tale sospensione del ricovero iniziale è definita Dimissione Protetta (codice 5 SDO) e ha la durata massima di 30 giorni. Essendo parte integrante del ricovero, tutti gli esami eseguiti in codice 5 non prevedono il pagamento di alcun ticket. NORMATIVA • Normativa di riferimento legge 328/00 • deliberazione del CC di Roma n.35 del 2004 • Azienda ULSS 20 di Verona, Azienda Ospedaliera di Verona, Conferenza dei Sindaci Procedura Presa in Carico Dimissioni Protette (approvazione Piano di Zona dei servizi alla persona e alla comunità ) 24.02.2004. • Legge regionale Piemonte 8 gennaio 2004 n. 1 “Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento”. • Linee Guida Regionali (DGReg.Veneto 5273/1998 e segg.) • Progetto “Dimissioni Protette” Delibera di Giunta Regionale Marche n. 923 del 2009 e successivo inserimento nel Piano Sanitario Regionale 2010 – 2012 • Protocollo di intesa tra Azienda Sanitaria Locale di Lodi / Azienda Ospedaliera di Lodi / Medici di Medicina Generale / Medici IDR – Medici RSA per il miglioramento continuo della qualità dell'assistenza ai cittadini dell'A.S.L. di Lodi (versione 2011) nel rispetto delle indicazioni regionali di cui all’allegato n° 17.E della DGR IX/937 del 1/12/2010) Normativa di riferimento Lazio – Legge regionale 80/88. – Piano Sanitario Regionale 2008-2010, cap. 6 prevede la diffusione delle Dimissioni Protette per realizzare la continuità assistenziale ospedale- territorio. – Delibera RL 433 del 15.6.2007 “Indicazioni e interventi per la realizzazione di iniziative tese ad integrare le attività sociosanitarie. Incentivazione dei processi di deospedalizzazione” – Decreto commissario ad acta n°18 del 5/09/2008 Approvazione della “Programmazione per l’integrazione sociosanitaria nella Regione Lazio” e delle “Linee guida per la stesura del Piano Attuativo Locale triennale 2008-2010”. – DGR n. 326/2008 “ottimizzazione del modello regionale di assistenza sanitaria domiciliare”: diagramma 2: flusso del processo di dimissione protetta. • Allegato tecnico - “Indicazioni e interventi per la realizzazione di iniziative tese ad integrare le attività sanitarie e sociosanitarie. Incentivazione dei processi di deospedalizzazione”. – 6. Continuità assistenziale e dimissioni protette DGR n. 326/2008 In ogni caso di “Dimissione protetta” IN-PATIENT stabilization ipotesi di dimissione protetta Valutazione di fattibilità + Contatto con i servizi territoriali Home Care Planing dimissione Gestione domiciliare Example: discharge of a patient with amyotrophic lateral sclerosis (ALS) / modified. A. Francescato, M. Cozzolino. - “Care processes: hospital-territory relations” – in Home Care course on respiratory home care. Roma, Public Health Agency of Lazio. Genuary 2005 FEASIBILITY ASSESSMENT A. Francescato, M. Cozzolino. - “Care processes: hospital-territory relations” – in Home Care course on respiratory home care. Roma, Public Health Agency of Lazio. Genuary 2005 •Patient suitability: stable life parameters •No severe malnutrition •No pressure ulcers •No respiratory and/or urinary complications •Familiars suitability •Motivation •Availability to active managing co-operation •Learning assessment about necessary co-operation •Local suitability •Home care resources •Home hygiene •Possible welfare home support •Electrical installations conformity Cost-efficacy assessment Coordination between hospital and home care unit (care plan) •Protocols •Coherent professional behaviour into the network JAMA 2007, 297, 831 Deficits in communication and information transfer between Hospital-based and Primary Care Physicians Kripalani S, LeFevre F, Phillips CO, Williams MV, Basaviah P, Baker DW -Una comunicazione diretta fra medici dell’Ospedale e delle Cure Primarie non è frequente (3-20%) -La disponibilità di una relazione esaustiva dopo la dimissione non supera il 12-34%. -Questo fatto peggiora la qualità della cura e contribuisce al burn out dei medici delle cure primarie http://www.aslromah.it/informaz ione/tutor/protezione.php Anamnesi socio ambientale a) DP con valenza prevalentemente sanitaria (continuità terapeutiche tecnicamente realizzabili in setting non ospedaliero) b) DP con valenza prevalentemente sociale (soggetto non autosufficiente con situazione di marcato svantaggio socio-familiare, ad es. solitudine o convivenza con atro anziano ultra-75enne, e difficoltà al riaccoglimento in casa) Non basta scrivere sulla lettera di dimissione “rivolgersi al CAD” Occorre riflettere seriamente prima di dimettere malati cronici non autosufficienti dall’ospedale senza una alternativa di cura adeguata alle peculiari condizioni cliniche, cosa che si realizza anche quando “la persona è affidata a soggetti inidonei (magari perché anziani anche loro) a provvedere adeguatamente alla sua custodia ed alla cura o, comunque, insufficienti allo scopo”. Per garantire l’alternativa non basta la dizione “rivolgersi al CAD” che si legge in molte lettere di dimissioni; ma occorre che ci sia stato un contatto preliminare da parte del reparto e che il CAD abbia dato assenso formale alla presa in carico. Lettere di dimissioni siffatte sono del tutto inefficaci e non impegnano il CAD a fornire un assistenza immediata che oggettivamente non può dare. Le lettere per tali pazienti debbono precedere la dimissione e debbono essere complete ed esaustive sulle condizioni reali ed i bisogni dell’assistito. I CAD non possono fare questa fine!! Le trappole non finiscono mai! Protocolli diagnostico-terapeutici x la gestione del rischio clinico Dimissione incauta di soggetto fragile Il reato di abbandono di persone incapaci previsto dall’articolo 591 del codice penale è uno dei delitti contro la vita e l’incolumità individuale, esso interessa più diffusamente gli anziani malati cronici non autosufficienti. Per la sussistenza di questo delitto, non è necessario che si verifichi un danno ma basta che, in conseguenza dell’abbandono, si verifichi un pericolo per la incolumità personale del soggetto incapace che viene abbandonato da chi ne ha la custodia o ne debba avere cura, quindi anche il reparto ospedaliero che non cura nel modo dovuto una dimissione veramente protetta. Autore del reato in questione è – infatti - la persona che ha in custodia (anche in via occasionale e temporanea) La Corte di Cassazione: …ha chiarito che la condotta criminosa di abbandono di incapace «consiste nel lasciare la persona in balia di se stessa o di soggetti inidonei a provvedere adeguatamente alla sua custodia ed alla cura o, comunque, insufficienti allo scopo, in modo tale che derivi un pericolo per la incolumità personale». …attenzione!! Attenzione ai mezzi di pressione psicologica! I mezzi di pressione psicologia usati nei confronti di familiari di malati cronici non autosufficienti ricoverati in ospedale per “di accelerare la dimissione” oltreché cinici sono illegali. Infatti, la legge penale vieta l’uso di minacce contro una persona al fine di costringerla a fare qualcosa. L’art. 610 del codice penale prevede che «chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa commette il delitto di violenza privata». Questo delitto è previsto proprio allo scopo di tutelare la libertà psichica dell’individuo nella sua volontaria esplicazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la violenza e la minaccia sono punibili a norma dell’articolo 610 del codice penale anche quando con esse si voglia costringere altri ad adempiere ad un dovere giuridico o ad astenersi da una condotta genericamente illecita o immorale. A maggior ragione, quindi, la violenza e la minaccia sono punibili nel caso in cui il familiare di un malato cronico non autosufficiente venga costretto ad accettare la dimissione ospedaliera del proprio congiunto, visto che un familiare non ha alcun obbligo giuridico di accettare l’anzidetta dimissione, e che il suo comportamento non è neppure moralmente censurabile se il congiunto malato non autosufficiente non può essere curato ed assistito adeguatamente a domicilio. L’Ospedale con porta girevole (REVOLVING DOOR) Ospedale Home Care [email protected]