Comune di Agrigento Consiglio comunale del 19 Maggio 2008 PRESIDENTE CALLARI – Dopo l’appello siamo 16 presenti, 14 assenti, la seduta è valida. Cerco di comprendere la volontà da parte dei Consiglieri comunali nell’organizzare questo lavoro. Principalmente ringrazio gli intervenuti, la professoressa Camerata Scovazzo, Presidente del Consiglio del Parco, tutti gli altri intervenuti. Chiedo di dare ordine ai lavori. Ritengo che la cosa più corretta sia fare spiegare quali sono da parte dei rappresentanti del Consiglio Parco, ma anche della Presidente, questo importante Piano e dopo provvediamo con gli interventi da parte degli “esterni”, con interventi di 10 minuti, che ritengo che sono esaustivi del loro pensiero. Successivamente poi interveniamo noi Consiglieri comunali, rispettando il tempo di 10 minuti tutti, appunto per fare andare avanti questo Consiglio Comunale con la massima operatività e ascoltare noi Consiglieri comunali il parere di tutti quanti gli intervenuti. Se gentilmente prendete posto, anche i sindacati, così iniziamo la fase operativa di questa importante seduta del Consiglio Comunale. Il punto all’ordine del giorno è “Discussione in ordine alla viabilità nel Piano del Parco Archeologico”. È una seduta aperta. A noi quello che più preme è più che altro sulla viabilità, perché sui confini o su quant’altro abbiamo poco da dire. Presidente, le cedo volentieri la parola e la ringrazio della sua presenza. PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Ringrazio il Presidente del Consiglio con il quale abbiamo instaurato un colloquio operativo e attivo negli 1 ultimi 15 - 20 giorni. Sappiamo tutti come questo Piano del Parco scaturisca dalla Legge 20/2000, che è la legge di istituzione dell’Ente Parco archeologico di Agrigento, Parco Archeologico e paesaggistico. Quello che mi preme sottolineare è che tutte le scelte che sono state prese all’interno del Piano del Parco sono state condivise nell’ambito del Consiglio del Parco; Consiglio del Parco in cui era rappresentato il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, la Sovrintendenza, oltre i Consiglieri che hanno delle professionalità specifiche diverse. Questo è il primo punto. Io ho letto una nota su un giornale che era un atto di sfida verso il Consiglio del Parco, dice: vediamo se il Parco presenzierà a questa seduta. Non ho nessun problema a essere qui presente io e tutti i rappresentanti del Consiglio e dell’Ufficio, anche perché sono delle scelte che abbiamo tutti condiviso e sottoscritto nell’ambito di numerose sedute. Soprattutto una serie di sedute avvenute in questo ultimo anno dal momento che si è instaurato l’ultimo Consiglio, nel quale il Consiglio si è premurato di adattare questo Piano del Parco con le esigenze reali della comunità di Agrigento. Infatti c’erano delle scelte molto più pesanti che noi non abbiamo condiviso. A proposito della viabilità addirittura si prevedeva lo smantellamento delle strade. Cosa che noi abbiamo corretto. Tra l’altro questo Piano del Parco è stato seguito dalla Professoressa Teresa Cannarozzo, che è docente di Urbanistica, e dall’Architetto Sciarratta che mi dispiace non sia qua per illustrare questo Piano. Il tema rappresentato è il tema della viabilità, lo toccheremo. Ma a me sembra molto riduttivo definire e dire che questo Piano del Parco crea l’agitazione solo per la viabilità. Io vorrei un attimo che si capisse che cosa è il Piano del Parco. Il Piano del Parco è secondo me e secondo quelli che hanno elaborato questo Piano, e secondo anche il Legislatore 2 che l’ha voluto, è un Piano di sviluppo per questo territorio, in questo territorio in cui si cerca di attivare una sorta di sviluppo compatibile e un turismo compatibile al territorio. Riportare questo territorio a una cultura, alle culture agricole. C’è la possibilità di attivare delle piccole aziende agricole, di attivare anche dei luoghi di tipo bed and breakfast, si possono attivare questi piccoli posti di ristoro, si possono attivare una serie di itinerari all’interno dell’area archeologica e naturalistica e quindi, almeno nella mia utopia, perché poi oltretutto ognuno di noi deve avere una utopia nella sua mente e fare rifiorire questo territorio esaltandone le diverse specificità. Discendono da questo Piano tutta una serie di progetti norma, uno dei quali per esempio, che a me piace moltissimo, è il recupero della foce del fiume e di tutto il territorio circostante del recupero paesistico di questo territorio, che penso dovesse essere bellissimo, e dare la possibilità a chi arriva dalla costa e guarda verso Agrigento di capire quale fu l’Agrigento dei Coloni Greci e perché i Coloni Greci scelsero questo luogo, questo luogo che certamente dal mare si presenta fantastico, arroccato sulla sua collina. Quindi, il Piano del Parco è un Piano di sviluppo. E’ un Piano di sviluppo ed è anche un Piano di tutela. Non può certamente una Amministrazione che si occupa di tutela prescindere dagli elementi incongrui che ci sono all’interno di questo territorio, sono 1300 ettari, caratterizzati da una serie di bellezze archeologiche e paesaggistiche, ma purtroppo sciupati da alcuni elementi incongrui. Gli elementi incongrui sono le due strade panoramiche che suscitano tanta agitazione, giustamente, perché è chiaro che queste strade sono le strade di collegamento fra Agrigento e il suo mare. Falsamente leggo sui giornali: il Parco vuole chiudere le strade, il Parco vuole smantellare le strade. Non è vero. Dicevo, questa viabilità che naturalmente sta 3 a cuore agli agrigentini, ed è logico questo fatto, perché raccorda la città di Agrigento con la costa, con San Leone, eccetera. Ma d’altra parte un Piano di tutela quale è quello che fa il Parco, non può prescindere dalla valutazione di quegli elementi che sono elementi incongrui con il territorio e quindi li deve per forza prendere in esame. Presi in esame e valutati per quello che sono, noi abbiamo… anche bisogna tenere conto che cosa è un Piano del Parco. Il Piano del Parco è un Piano comunque territoriale, non è un Piano prescrittivo ma è un Piano di indirizzo. Allora l’indirizzo sarebbe, nell’utopia dei redattori del Piano del Parco e degli uomini di buona volontà, avere questo Parco nella sua integrità e nella sua bellezza. Nella sua integrità fisica, archeologica, con il Ginnasio che si raccorda con il Quartiere Ellenistico, con il Tempio di Asclepio e la tomba di Terone che non risultassero delle isole pedonali quasi, ma l’utopia sarebbe questa. È chiaro che noi non possiamo né vogliamo chiudere queste strade, contrariamente a quello che è stato scritto sui giornali. Veramente le chiuderemmo volentieri, ma non è possibile. E allora, nella normativa, con una aggiunta che noi abbiamo proprio messo nelle norme transitorie e finali c’è un indirizzo ben chiaro, che i cambiamenti di utilizzazione e gestione delle sedi di aree esistenti saranno attuati dopo la realizzazione di sistemi di accessibilità e viabilità alternativi. È chiaro che il Parco non può in alcun modo chiudere le strade né fare dei cambiamenti. Se questi cambiamenti o se qualsiasi decisione che è relativa a questa problematica è chiaro che va presa nell’ambito di una Conferenza di servizio con il Comune, con l’ANAS, con la Provincia, e si cercherà in un prossimo futuro di dare delle risposte a questo problema. Per il momento, e qui abbiamo l’indirizzo del Consiglio Comunale che è stato puntuale e chiaro, e ci trova perfettamente d’accordo, il problema va affrontato 4 cercando di snellire il traffico da queste strade. Uno snellimento di questo traffico può avvenire con l’apertura del parcheggio di Sant’Anna, che è già pronto, e con il parcheggio di Villaseta, che noi ora abbiamo fatto, poi ne parliamo, un progetto per attivarlo al più presto, quindi ci sarebbe un deflusso di buona parte del traffico verso i due grandi parcheggi. Grossomodo credo di avere detto le cose principali. Di progetti norma ne ho parlato. Uno dei progetti norma, proprio gli accessi, dà l’immagine di quello che può essere un Piano, cioè una fruizione integrata di questo Parco, ma, ripeto, il tutto va fatto sempre di comune accordo e con l’armonia di tutte le amministrazioni e anche dei cittadini che io prego di attivare le loro intelligenze perché noi una volta adottato il Piano del Parco, apriremo questo Parco a tutte le attività compatibili con il territorio in cui si trova. PRESIDENTE CALLARI – Il Consigliere Raccuia voleva leggere integralmente l’atto di indirizzo che questo Consiglio Comunale ha già espresso e votato all’unanimità, solo la lettura, affinché rimanga agli atti e venga vada contezza e conoscenza a tutti quanti. CONSIGLIERE RACCUIA – Signor Presidente, signor Sindaco, colleghi Consiglieri, un saluto da parte dei miei colleghi a tutti gli intervenuti. Il problema che è stato affrontato da questo Consiglio, che ha portato alla stesura di questo atto di indirizzo per il nostro Sindaco in qualità di componente del Consiglio del Parco, è nata da una visione degli elaborati tecnici. Non abbiamo noi attenzionato il Piano del Parco nella sua completezza, ma in merito alla viabilità, perché sono sorti dei dubbi, sia esaminando le tavole sulla viabilità, mi riferisco alla tavola 27 A e 27 B, sia alle norme di attuazione di questo Piano. Poco fa la, professoressa, lei accennava al discorso che non è prevista 5 nessuna dismissione, però c’è un problema che nelle norme di attuazione, sempre in riferimento alle norme che io vorrei un attimo leggere, proprio per attenzionarlo, in riferimento al progetto norma 2 viene precisato: “Il progetto non prevede, pertanto, un intervento radicale di dislocazione, ma propone una progressiva dismissione delle funzioni proprie della strada Statale, con la sua riduzione a strada di servizio interno del Parco, con un traffico a regime limitato ai mezzi di servizio”. Siamo all’Art. 41 progetto norma N. 2 “Sistemazione della via Sacra, accessibilità all’area archeologica, asservita dalla strada Statale 118”. Proseguo, ovviamente alcuni punti li salto, non perché non sono importanti, ma mi dedico ai punti principali: “Pertanto il progetto dispone la demolizione e trasporto a discarica di tutto il manto superficiale in bitume, di quota parte del sottofondo stradale, fino alla riduzione della sezione della strada a sentiero pedonale in terra battuta. La strada ridotta a sentiero potrà continuare a essere percorsa dai mezzi di servizio del Parco… fognatura acquedotto”. Se noi vediamo le tavole, guardando la testata, per le due strade che per la città di Agrigento in questo momento sono fondamentali, le due panoramiche, ne abbiamo avuto riprova quando ne abbiamo avuta una delle Panoramiche chiusa, la città è andata in tilt, anche perché non dobbiamo dimenticare che Agrigento ha una conformazione strutturata a forma di satellite, per cui non è che significa che chiudendo queste strade allontaniamo noi i cittadini dal centro, non li stiamo unendo. Perché ovviamente capite che i ragazzi che scendono al mare durante i mesi estivi dovranno andare a fare un giro allucinante per potere arrivare a San Leone. La stessa cosa vale per il Villaggio Mosè. Dalle tavole si vede e quindi si desume anche dalle norme tecniche il problema inerente la viabilità consiste in queste due panoramiche e poi il tratto fondamentale della 6 115 in cui si parla di dismissione, cioè dirottando il traffico veicolare proveniente da Sciacca, proveniente da Trapani, mi riferisco ai mezzi pesanti che verrebbero dirottati verso il centro di San Leone, verso il Villaggio Peruzzo, per salire la via Gela, via di Giardini. Sono strade che non sono adeguate da un punto di vista di norme. Le carreggiate non vanno bene per sopportare un traffico pesante. DOTTORESSA CAMERATA SCOVAZZO – Infatti è tutto superato da quella norma che le ho detto finale e transitoria, non è che lo stiamo dismettendo domani. (Intervento fuori microfono) CONSIGLIERE RACCUIA – Scusate, ma poi il problema che è sorto è stato un altro, nel senso che il Consiglio non è che dice: no, non va bene, non vogliamo noi tutelare questo Parco archeologico. Noi sappiamo cosa significa avere un Parco archeologico nella nostra città, il problema nasce pure dal fatto che già in Consiglio Comunale, in sede di redazione del Piano Regolatore Generale era stata espressa in qualche modo la volontà della cittadinanza, erano stati presentati gli emendamenti di cui non si è tenuto conto, proprio che dicevano: sì, va bene ridurre il traffico, ma non eliminare, possiamo consentire noi l’eliminazione del traffico pesante. Bellissima anche l’idea che è calata nel Parco dell’apertura del parcheggio che c’è vicino a Porta V, mi pare che si chiami. Quella sicuramente è già un’area che ridurrebbe quel traffico che solitamente noi vediamo nella parte del piazzale Hardicasle di fronte il Tempio. Quindi sicuramente quella è un’opera che credo tutti quanti siamo d’accordo e vada bene, ma il problema di andare a eliminare questa viabilità, queste due strade principali e il tratto della Statale 115 è un po’ una cosa che non riteniamo 7 giusta nei confronti della cittadinanza, nei confronti di chi sta a San Leone, di chi sta al Villaggio Mosè, chi sta a Villaseta. Io do lettura dell’atto di indirizzo che è stato votato dal Consiglio comunale giovedì scorso. È un atto di indirizzo che è stato redatto dalla II Commissione consiliare permanente, avendo preso in visione la bozza trasmessa dall’Ente Parco per le determinazioni di competenza del Consiglio Comunale e di cui al comma 7 dell’Art. 14 della legge 20 del 2000: “Tenuto conto che da un primo esame gli elaborati grafici, con particolare riguardo alla tavola 27, nonché alle norme tecniche di attuazione, è emerso che è stata riproposta la stessa viabilità interna al Parco, in mezzo alla quale il Consiglio Comunale, già in sede di approvazione e adozione del nuovo Piano Regolatore Generale, aveva modificato la viabilità proposta con apposito emendamento approvato dal Consiglio stesso; considerato che all’incontro congiunto con l’Ente Parco, tenutosi in data 05/05/2008 presso il Palacongressi, è stata accertata la volontà dell’Ente Parco a volere insistere nella graduale declassazione definitiva dismissione della rete viaria interna, prevedendo le opportune dislocazioni e interconnessioni funzionali; vista la legge regionale 20 del 2000 Art. 14, comma 3, nel quale vengono individuate le competenze dell’Ente Parco in ordine alla stesura del Piano del Parco, rientranti nella individuazione della destinazione d’uso del territorio e dei manufatti legalmente esistenti, non specificando alcuna competenza sulla viabilità, competenza di fatto assegnata ai Comuni in sede di redazione del PRG e della Legge Urbanistica 1150 del 17/08/42 Art. 7 che recita testualmente. Il Piano Regolatore Generale deve considerare la totalità del territorio comunale. Esso deve indicare essenzialmente la rete delle principali vie di comunicazioni stradali, ferroviarie e navigabili e relativi impianti; rilevato che la volontà del 8 Consiglio, già espressa in sede di adozione del PRG, nasce dall’avere interpretato la volontà della popolazione agrigentina, nonché dei vari suggerimenti arrivati dagli organi professionali, nonché dalle organizzazioni sindacali; per quanto sopra, tenuto conto, considerato, visto e rilevato, si propone al Consiglio Comunale il presente atto di indirizzo con il quale si impegna il Sindaco, nella qualità del Consiglio dell’Ente Parco, in rappresentanza dell’intera comunità agrigentina a volere rappresentare in sede di Consiglio dell’Ente Parco la volontà già espressa in sede di adozione del Piano Regolatore Generale, con la quale si modifica la viabilità interna al Parco, proponendo il mantenimento della stessa viabilità attualmente esistente, introducendo solo una limitazione per il traffico pesante ed extraurbano per le vie Panoramica dei Templi e Passeggiata archeologica”. Questo è l’atto di indirizzo. PROFESSORESSA CAMERATA SCOVAZZO – L’ho letto e lo condivido appieno. Soltanto devo farle notare, lei dice che la legge 20 Art. 3 dice: “I collegamenti viari carrabili o pedonali, il Parco si può occupare di questo, in quanto rispondenti ad accertate esigenze di fruizione del Parco, che devono essere progettati o potenziati in modo che il tracciato aderisca al massimo alle conformazioni naturali del terreno”. Poi all’articolo 14 dice che il Piano del Parco individua e definisce la destinazione d’uso del territorio, dei manufatti legalmente esistenti, nonché di tutti quegli elementi ritenuti indispensabili per una corretta e migliore fruizione del Parco. CONSIGLIERE RACCUIA – Sicuramente, però è previsto anche che ci sono degli atti di concertazione con gli Enti. Ma già il Comune si è espresso con un emendamento. 9 PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO - Noi tutte queste cose le abbiamo concertate in Consiglio. Io ho fatto delle sedute con i rappresentanti di tutte le amministrazioni e sono atti di concertazione e sono verbalizzati. Quindi non mi dica che io non ho concertato perché abbiamo verbali su verbali. CONSIGLIERE RACCUIA – Io non metto in dubbio, però la preoccupazione nostra del Consiglio e della cittadinanza… PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Noi l’abbiamo richiamato più volte e ho trovato questo Piano fatto, era il Piano già fatto da un anno e noi lo abbiamo ripreso e infatti la legge dice che il consulente deve essere consulente, il progettista del PRG. E addirittura qui non fu consulente, fu progettista. È stata una fatica bestiale perché loro si sono fissati su alcune posizioni e noi le abbiamo fatte, perché noi abbiamo avuto tutta una serie di sedute con questi progettisti proprio per far rilevare delle cose. Loro avevano previsto nel Piano Regolatore una certa viabilità a omega, che dovrebbe by-passare tutto il Parco, ma questi progettisti sono stati uguali per tutti e non si capisce perché da un lato hanno detto una cosa e dall’altro un’altra. CONSIGLIERE RACCUIA – Io ne prendo atto perché ho letto sia la legge 20, sia le norme di attuazione, avevo purtroppo delle perplessità che tutta la cittadinanza si è chiesta e ovviamente si è rivolta a ogni singolo Consigliere comunale. Era solo questo il motivo dell’intervento. PRESIDENTE CALLARI – Ha chiesto di intervenire il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Ingegnere Di Rosa ne ha facoltà, prego. INGEGNERE DI ROSA – Buonasera, signor Presidente, la ringrazio per la parola. Questa finalmente è la prima occasione in cui noi abbiamo la possibilità 10 di potere esporre quale è il nostro punto di vista su quello che è il Piano, perché ne abbiamo la possibilità, perché tre giorni fa abbiamo avuto messi a disposizione gli elaborati, nonostante li abbiamo chiesti con una nota del gennaio del 2007. Noi abbiamo chiesto con una nota del gennaio 2007 al Consiglio del Parco, nella persona del dottore Meli, di potere dare un contributo che forse dato un mezzo fa poteva essere certamente più costruttivo di quanto non lo sia oggi. Possibilmente si sarebbero evitate chissà quante critiche, che magari tutti i cittadini o i Presidenti degli Ordini potranno fare su questo Piano. Per cui noi già allora, sentendo quelle che erano le notizie frammentarie che arrivavano da un po’ tutte le parti, ci siamo chiesti quali fossero i reali contenuti del Parco, e nello spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinti, volevamo avviare una interlocuzione proficua con quello che è l’Ente Parco e chiedemmo questi elaborati. Non ci fu data risposta. La settimana scorsa abbiamo aderito a un invito che ci fa l’Amministrazione comunale, nello specifico l’invito ci veniva rivolto dal Presidente del Consiglio Comunale che ci ha ricevuto e ci ha messo a disposizione gli elaborati che poi abbiamo avuto modo di constatare non sono uguali a quelli che voi avete depositato. Noi abbiamo avuto modo di constatare per grandi linee, e nonostante il poco tempo che abbiamo avuto a disposizione, che gli elaborati che sono stati messi a disposizione su CD dall’Amministrazione Comunale non corrispondono a quelli che sono stati depositati. Presidente Scovazzo, è realmente così, mancano tratti di viabilità, la viabilità che viene indicata in un posto e in un altro posto. Addirittura all’interno degli stessi elaborati, norme di attuazione e planimetria, allegato 27 A e 27 B, ci sono delle incongruenze notevoli, tant’è che la rotatoria che viene indicata in corrispondenza della strada per la Mosella nei pressi di 11 viadotto, immediatamente vicino, viene spostata di circa 300 metri più in su, probabilmente perché dove è indicata negli elaborati che noi abbiamo dal punto di vista tecnico infattibile, perché verrebbe aerea in una zona in frana, in una zona con problemi geotecnici notevolissimi, tant’è che quell’area di costone è stata oggetto recentemente di un grosso lavoro di consolidamento. Io sinceramente mi sono stupito per tutte quelle che sono le scelte progettuali fatte. Io non le voglio criticare, se non dal punto di vista tecnico fare delle osservazioni. Noi abbiamo avuto modo di notare le cose più immediate, visto il tempo piccolissimo che abbiamo avuto a disposizione e abbiamo avuto modo di notare le cose più visibili che sono quelle di una viabilità extraurbana che la si fa diventare urbana, tant’è che il traffico che proviene dalla 640 viene immesso su viale Emporium, poi su via Gela, poi di nuovo su viale Cannatello per essere portato nei pressi del ristorante Kokalos, dove ci sono i semafori, dove nonostante ci sia già un ponte, nonostante ci sia già una rotatoria, ne viene demolita questa che esiste e viene costruita una nuova rotatoria con un nuovo viadotto lungo ben tre volte di quello esistente. Questo lo possiamo indicare negli elaborati sia grafici che anche nella relazione che li accompagna. Nonostante si dica che si vuole tutelare questo territorio bellissimo, che tutto sommato è ancora in ottimo stato, nonostante le due ferite che sono state fatte, ma adesso rimarginate, visto che ormai sono viabilità consolidata, queste ferite già cauterizzate vogliono essere spazzate via come se si potesse fare con una gomma, ma ci vorranno chissà quanti lavori per demolire quello che già esiste, che è costato, per costruire un viadotto di circa 300 metri che porta per l’appunto il traffico dalla viabilità nazionale SS, alla viabilità urbana con costi, solo costi in questa fase di previsione di linee notevolissima sia a carico dello 12 Stato, sia a carico dei cittadini, i quali dovranno vedere, perché l’adeguamento che viene indicato sulla planimetria essere realizzato, dovranno vedere gran parte delle loro case demolite, probabilmente, perché per allargare una carreggiata da strada comunale, che è appena 8 metri, a viabilità nazionale di seconda categoria, come la SS 640 è, dovrà essere allargata di almeno 12 metri tra corsie, tra banchine, tra aree di rispetto, e questi 12 metri dovranno essere presi o dalle case o dai giardini delle persone. La via Gela, che in questo momento tutti conoscete, è larga appena quasi 8 metri, dovrà diventare oltre 18 metri. Questi altri 10 metri, pur mantenendosi in asse, dovranno essere tolti 5 a destra e 5 a sinistra, vuol dire che qualche Parrucchieria che esiste non ci sarà più, qualche rivendita non ci sarà più, qualche cactus di qualche cittadino che ha dentro il suo giardino non ci sarà più, vuol dire che tutte queste cose non ci saranno più. Forse i progettisti non si sono accorti, come non si sono accorti che la viabilità del Piano e quella del Parco erano due cose diverse. Forse non si sono accorti, dai sopralluoghi che avranno fatto, almeno spero, che tutte queste cose già esistono e insistono in questi posti. Queste incongruenze progettuali, tra l’altro veramente visibili, basta guardare le carte e vedere dove le viabilità vengono adeguate, dove ricadono i margini di adeguamento. Non bisogna essere tecnici per leggere una carta di questo tipo. Basta il semplice cittadino. Purtroppo il semplice cittadino non ha avuto a disposizione gli elaborati e non li ha mai potuti fare. Probabilmente se questi elaborati venivano resi a disposizione delle persone un po’ prima, tutto questo sarebbe stato osservato per tempo e probabilmente il progettista si sarebbe svegliato dal suo letargo e si sarebbe accorto delle cose che stava portando avanti. Quindi, portare avanti demolizioni di viabilità che esistono e sono quelle che vanno pressoché 13 dall’Hotel Villa Forgia alla rotatoria Giunone e 250 metri oltre sulla 640, demolizioni che vanno dalla casa Tamburello fino ad arrivare giù alla rotatoria Giunone, demolizioni che vanno da casa Valenti fino ad arrivare subito dopo quello che è l’ex mobilificio di Annense. Tutte queste demolizioni di viabilità che volenti o nolenti sono state fatte oltre 50 anni fa, prima della istituzione del Parco, prima della legge che istituisce il Parco, sono state assorbite pian pianino negli anni da quello che è la morfologia dei luoghi. Bene o male sono diventate non dico proprio accettate dal territorio ma certamente sono state accettate dalla cittadinanza. E in mancanza di una viabilità valida alternativa, se non quella di andare a girare dal Quadrivio Spinasanta, uno che proviene da Porto Empedocle per andarsene possibilmente a San Leone tramite La Mosella, con un incremento di inquinamento notevolissimo, perché più si cammina più si inquina, con un incremento dei costi per la cittadinanza impressionante, visto i costi dei carburanti oggi, con anche un pericolo maggiore, visto che le persone per recarsi ad appena un chilometro di distanza ne dovranno fare 15. Visto e considerate tutte queste cose, e considerato che non è facile, se non con una penna, con un pennarello, con una matita declassare una viabilità da nazionale a comunale, perché per declassarla bisogna adeguarla, e considerato che non la si adegua solamente con un colpo di pennarello, noi diciamo che forse alla luce di tutto questo è necessaria una profonda riprogettazione. E quindi noi non siamo prioritariamente contro la chiusura o contro comunque il Piano del Parco, ma tecnicamente noi vediamo che questa progettazione non ha i crismi della corretta progettazione, quantomeno stradale. Perché poi tra l’altro fra tutte le pieghe e tutte le tracce che vengono indicate sugli elaborati, mi accorgo che anziché tutelarlo questo Parco, lo appesantiamo con opere anche in prossimità 14 del cuore della Valle. Noi costruiamo viadotti in più. In prossimità della via Capitano, dove c’era il ristorante La Lucciola, c’è una esse che è nata quando le strade si progettavano con delle dimensioni che il regolamento sulle strade diceva che potevano essere ammissibili. Adesso il regolamento sulle strade è cambiato, quindi vanno adeguate con il regolamento di oggi; perché vengano adeguati ai raggi di curvatura è necessario togliere quelle due esse, quelle due curve, e si fa un bel viadotto. Quindi, si toglie una rotatoria, la si rifà 100 metri più avanti e naturalmente per equivalere il peso di una cosa tolta ne facciamo due chiaramente, due bei viadotti, bellissimi forse fatti… Probabilmente il progettista aveva inteso che per valorizzare il Parco occorreva spendere tanti soldi in area del Parco. Probabilmente voleva dire questo. Io penso che non sia così, io penso che valorizzare il Parco significa farlo diventare volano per quanto riguarda la vita di Agrigento. Valorizzare il Parco significa anche tutelarlo, ma al tempo stesso renderlo vivibile prima per gli agrigentini, oltre che per gli altri. Non bisogna mettere solo i cancelli nel Parco, bisogna che il Parco venga visto da tutti, senza che gli altri ne abbiano nocumento. E alla base di tutto ciò noi diciamo che fin tanto che non ci saranno soluzioni realmente valide, ben progettate, che possano consentire realmente la tutela, lo sviluppo e anche attrarre tutto quello che fino adesso non c’è stato. Noi abbiamo un posto che è la nostra Valle dei Templi, lo vogliamo mettere sotto una campana e dietro dei cancelli, giustificando tutto questo attraverso degli elaborati che invece dicono esattamente il contrario. Questi elaborati sembra che stiano togliendo quello che negli anni è stato invece approvato e non è stato approvato da me, è stato approvato da chi era ai vertici di certi enti, che hanno consentito la realizzazione di una 640, che hanno consentito la realizzazione della rotatoria 15 Giunone. Forse probabilmente erano le stesse persone che adesso ne vogliono la chiusura. E detto tutto ciò, io non riesco ancora a capire la filosofia che abbia guidato questi progettisti e mi stupisco tanto che i progettisti oggi non ci siano, in modo che ci possano spiegare il perché della loro progettazione in controtendenza a un Piano Regolatore Generale. Io ho avuto modo di osservare il 14 ottobre 2005, in un convegno che si è tenuto a casa San Filippo, dove l’invitato principe era il caro Ingegnere Giacobazzi, come mai l’Ingegnere Giacobazzi fosse il progettista del Piano del Parco, come mai fosse il progettista del Piano Regolatore e prevedeva per lo stesso Piano, per la stessa area, due cose completamente diverse. Probabilmente la mattina aveva fatto una cosa, il pomeriggio ne aveva fatto un’altra, non si era accorto di quello che aveva fatto la mattina e gli elaborati erano completamente opposti. Se noi avessimo avuto la possibilità di approvare quegli elaborati in quella maniera, secondo la viabilità del PRG ci saremmo fermati al bar a San Leone, secondo quello che diceva il Parco ci saremmo dovuti prendere il caffè a La Promenade. Forse era meglio informare il Vigile Urbano che era messo lì in modo che ci potesse dire se era possibile o non era possibile, a giorni alterni, scendere o meno dalla via Panoramica. Noi ne abbiamo due viabilità, una è la Panoramica e l’altra è la Passeggiata Archeologica. Credo che forse questo progettista o comunque il gruppo di progettazione una bella passeggiata doveva farla in questi posti, in modo da avere le idee più chiare e in modo di avere la possibilità di progettare con serenità tutto quello che hanno fatto. Spero che il mio intervento sia stato chiaro, che non è un intervento polemico nei confronti di nessuno, ma che è un intervento che, traendo origine da constatazioni tecniche, la dice chiara su quello che non è possibile fare in queste condizioni. Grazie. 16 PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Presidente, preferisce rispondere ora oppure all’ultimo? PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Innanzitutto volevo ringraziare il Presidente delle sue osservazioni, però volevo dire che gli Ordini, tutti noi abbiamo fatto delle sedute pubbliche a cui è stato invitato chiunque volesse venire. Qui alle case San Filippo è durata due giorni, abbiamo fatto due giorni di lavoro sul Piano, a Villa Aurea, ed è venuto chi voleva venire, quindi mi dispiace se qualcuno non è venuto. Sono a disposizione, sono a Villa Aurea gli elaborati, quindi chi li vuole vedere li vede. Sono state fatte queste sedute pubbliche che sono durate due giorni, a cui hanno presenziato i rappresentanti delle Amministrazioni, qualora gli Ordini fossero stati interessati sarebbe stato opportuno che presenziassero. Il dottore Leto Barone, che conosce la storia di questo Piano da ben prima di me, mi dice che ci sono stati diversi incontri su questo Piano. Uno forse era quello a cui alludeva il Presidente, il 2005. Noi l’abbiamo pubblicizzato e abbiamo invitato tutti e abbiamo invitato pure i progettisti e chi era interessato. PRESIDENTE CALLARI – Grazie Presidente. Ha chiesto di parlare l’Architetto Rino La Mendola, Presidente dell’Ordine degli Architetti, prego, ne ha facoltà. ARCHITETTO LA MENDOLA – Grazie Presidente, a nome degli Architetti vorrei ringraziare il Presidente del Consiglio e il Consiglio tutto per questa importante apertura nei confronti della società civile agrigentina in un momento particolarmente importante per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. Si tratta di una apertura che si colloca lungo un percorso già tracciato da diverso tempo, che ha già fatto registrare tappe importanti come quando prima 17 dell’adozione del Piano Regolatore gli Ordini professionali sono stati chiamati a dare il loro contributo, i Sindacati e un po’ tutte le varie componenti della società civile, alimentando un po’ quel processo di democrazia urbana, di pianificazione partecipata che, coinvolgendo nel dibattito per la gestione del territorio non soltanto le istituzioni preposte ma anche i professionisti e le varie componenti della società civile, assicura una corretta gestione del territorio. Gli strumenti di pianificazione vengono redatti per fare felici i cittadini, per migliorare la qualità della vita dei cittadini; certo, è ovvio, salvaguardando, tutelando, valorizzando le risorse del nostro territorio. Spesse volte le istituzioni preposte alla gestione del territorio impongono le loro decisioni calandole dall’alto e ne abbiamo tanti esempi di pianificazione fallita in tal senso, ma ce ne sono tanti in Italia. Facciamo un esempio qui ad Agrigento, per non andare molto lontano, parliamo dello strumento urbanistico precedente a quello che abbiamo già adottato. Quello strumento urbanistico prevedeva lo sviluppo della città a nord. Io credo che nel Codice genetico dei cittadini agrigentini non ci stia questa espansione della zona residenziale a nord. Il risultato quale è stato? Quello di avere costruito il quartiere di Fontanelle e ancora dopo 40 anni soffre di una disaffezione cronica dei cittadini che preferiscono il versante meridionale. Questo perché lo dico? Lo dico perché stare a sentire il cittadino, le sue aspirazioni, le sue inclinazioni, è propedeutico affinché uno strumento di pianificazione poi possa funzionare, altrimenti è fallito in partenza. Dobbiamo valorizzare anche il nostro territorio. Ma in tal senso la città, già nella fase che precedeva l’adozione al Piano Regolatore Generale, si è chiaramente espressa, gli Ordini professionali, i Sindacati, le categorie produttive, le varie componenti della società civile hanno espresso un 18 chiaro no alla chiusura al transito della Valle dei Templi, così tout court, ai cittadini. Hanno detto un no. Poi vediamo perché hanno detto un no. Io quando parlo qui, parlo a nome degli architetti, ma le garantisco che tra l’altro ci sarà il rischio che possa ripetere qualcosa che ha detto l’Ingegnere Di Rosa, perché questa è una posizione non soltanto degli architetti, è una posizione che riflette la società civile agrigentina e in particolare tutti i professionisti che sono stati chiamati ad esprimere il loro parere in una assise interprofessionale, che non c’era mai stata qui ad Agrigento. Hanno partecipato migliaia di professionisti, ma non soltanto architetti, ingegneri, geologi, agronomi, forestali, geometri, e hanno approvato un documento che io lì… e che chiaramente prende una posizione chiara. Poi cosa vogliamo dire? Quando il Consiglio comunale, checché se ne dica, non c’è Legge 20 che tenga, è l’organo principe per la gestione del territorio, non esiste al mondo, cioè l’organo preposto alla gestione del territorio, il primo è il Consiglio Comunale in assoluto, perché c’è la 1150, c’è la 71 del 78, ci sono una serie di leggi che lo dicono, comunque la Legge 20 è una legge speciale, lo sappiamo bene, dice che all’interno del Parco l’Ente ha quelle competenze, però, attenzione, non dice la Legge 20 è abrogata, la 1150, la 71 del 78, allorquando queste recitano che la competenza per quanto concerne la viabilità all’interno del territorio comunale è del Piano Regolatore. E quindi chi è che approva il Piano Regolatore? Il Consiglio Comunale. Questo lo voglio dire per incoraggiare il Presidente del Consiglio Comunale. Questo civico consesso ha una grande importanza checché ne possa dire la Legge 20, che dice che questo che esprimerà il Consiglio è un parere consultivo. Attenzione, è consultivo vero, noi non possiamo entrare nel merito delle decisioni sulla zonizzazione, è vero, ma per quanto concerne la viabilità non è 19 assolutamente vero, altrimenti sarebbe veramente assurdo che all’interno del Parco si possa determinare una viabilità completamente diversa a quella del Piano Regolatore. Non potrebbe funzionare, è una cosa logica, si capisce da sé, non c’è bisogno che andiamo a consultare le leggi. Entrando nel merito della chiusura del perché nasce questo no così forte dalla società civile agrigentina e di cui bisogna tenere conto? Io non sottovaluterei una cosa importante, non siamo disposti a che il cittadino agrigentino possa perdere il diritto di attraversare quotidianamente la valle beneficiando della sensazione di essere immerso delle bellezze storiche, ambientali che il territorio ci regala. La Valle dei Templi è patrimonio dell’umanità, ma è anche la Valle degli agrigentini. Noi ci siamo opposti al Piano Regolatore quando prevedeva sulla collinetta delle Dune 200 alberghi, come se le spiagge dovessero essere tutte lottizzate e affidate agli alberghi. Calma, gli alberghi devono avere le spiagge, ma gli agrigentini pure devono avere le spiagge e ci sembra veramente riduttivo tagliare così il transito nella Valle agli agrigentini. Peraltro, oltre a questi aspetti, il fatto che vorrei sottolineare ancora una volta è che vengono rimosse strade o tratti di strade che sono assolutamente storicizzate oramai, sono entrate nella storia, anche queste fanno parte della storia, belle, brutte, fanno parte della storia e se noi le rimuoviamo facciamo male, perché fanno parte della storia, sono storicizzate e fanno parte della storia. La storia non è soltanto quella, non si ferma a un certo punto, e la storia continua e queste strade sono presenti nel nostro territorio da secoli, sono state oramai assorbite in maniera indolore dalla morfologia della città di Agrigento. Noi che facciamo? Rimuoviamo questi tratti di strada e ne facciamo altri. Una curva che viene fatta in maniera speculare, ma perché? Per quale motivo devono togliere questo tratto e ne 20 devono fare un altro, e speculare dall’altro tratto, in un versante che è in frana tra l’altro? Dobbiamo tenere in mente un principio fondamentale, siamo nella Valle dei Templi. Siamo in un contesto ambientale per il quale il mondo si indigna se un privato sposta una finestra, siamo in un contesto in cui il mondo si indigna se un privato fa abusivamente un pergolato e noi ci permettiamo di dire: “Va bene, il pergolato lo demoliamo, questo lo demoliamo, però se siamo noi, qua possiamo rimuovere lo strade, ne facciamo altre, facciamo pure dei viadotti. Ma ricordo ancora le polemiche per la passerella, una passerella di quante ce ne sono a iosa all’interno del Parco. Le polemiche ci sono state. Forse le polemiche ci sono state perché era l’Ordine degli Architetti a proporla. Io non lo so, perché le polemiche ci sono state. Ci si indigna perché si vuole realizzare una passerella, una passerella, che se previsto nel Piano, è ottima, perché risolverebbe i problemi, perché svincolerebbe completamente la viabilità urbana dai percorsi turistici pedonali, anche dal transito dei pullman, sarebbe il toccasana per risolvere tutto. Qui ad Agrigento lo sappiamo benissimo, c’è sempre l’abitudine se uno pensa a una cosa, ci sarà un altro che dice: al posto di questo facciamo un’altra cosa, invece della passerella facciamo il sottopasso. Bene, il confronto ci sia, però purché questo non vada a condurre nella politica del non fare, dell’immobilismo, perché quando io dico al posto della passerella, faccio un’altra cosa, già io dico questa cosa non si farà mai. Fate quello che volete, la passerella, il sottopasso, però si può svincolare la viabilità urbana da quella turistica con poca spesa, senza questo sconvolgimento generale della viabilità agrigentina. Parlavo della passerella che congiungerebbe il Tempio di Giove con il Tempio di Ercole e che realizzerebbe un percorso pedonale 21 dall’ingresso sino all’uscita senza nessuna interferenza con il traffico urbano. Risolverebbe tutto, anziché fare questo macello di chiusura. PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Progetti norma, è previsto, ed è la riprova che non si vuole chiudere la strada… ARCHITETTO LA MENDOLA - Però quando abbiamo detto di questa passerella, guardi che da parte dell’Ente Parco sono arrivate molte polemiche. L’Ufficio Tecnico era d’accordo, ma poi c’è stata qualche polemica. Poi un altro paradosso quale è? Nell’epoca in cui tutte le città del mondo, le città sono preservate dal traffico extraurbano con raccordi anulari, tangenziali, tav, circonvallazioni. Noi che facciamo? Prendiamo il traffico interprovinciale e lo canalizziamo tutto in viale Emporium a San Leone, che già è invivibile da sé, soltanto con il traffico urbano, ora immaginiamo cosa succede quando arriva tutto il traffico che viene da Porto Empedocle, Ribera, Sciacca, da Trapani, che sono indirizzati verso Villaggio Mosè, Licata, Palma, Caltanissetta, Palermo, tutte queste direzioni saranno tutte convogliate in via Emporium. Ma quante corsie avrà via Emporium dieci corsie? È veramente assurda questa cosa qua. Io sinceramente ho grande stima del Consiglio dell’Ente Parco per i componenti che ci sono. Per il Presidente ho grande stima. Ho grande stima per il Vice Presidente Cannarozzo, è un luminare. Però chiaramente non posso fare a meno che sottolineare questi aspetti che non vengono da Rino La Mendola, non vengono dagli architetti, ma vengono dal mondo delle professioni. Noi crediamo che il cittadino non possa essere privato di una viabilità interna, perché il cittadino così verrà privato di una viabilità interna. Per andare ad Agrigento o scendere da Agrigento a San Leone dovrà mescolarsi con il traffico che proviene da Caltanissetta, da Palermo, da Gela, quindi perderà 22 questa prerogativa. Noi riteniamo che la Valle deve essere patrimonio dell’umanità ma prima deve essere dei cittadini e quando si redige un Piano urbanistico deve stare in capo ai nostri pensieri. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Il Presidente della Camera di Commercio dottor Vittorio Messina ha chiesto di parlare, ne ha facoltà. Prego. DOTTORE MESSINA – Io chiedo scusa al Presidente Scovazzo se intervengo, perché cortesia istituzionale voglia che, essendo presente il Presidente, i componenti del Consiglio dell’Ente Parco, io sono un componente del Consiglio dell’Ente Parco, non intervengano. Per me parla il Presidente Scovazzo. Però devo necessariamente intervenire perché io ho partecipato a tutte le riunioni del Consiglio dell’Ente Parco da quando è stato restituito, ho mancato solo in una, nell’ultima seduta, però mi sembra di avere perso qualche cosa. Noi abbiamo, e di questo bisogna dare atto al Presidente Scovazzo, io partecipo sempre a queste riunioni in modo critico, però devo dare atto alla Presidente Scovazzo che ha determinato una apertura, finalmente. Il progetto dell’Ente Parco è stato presentato, magari con un difetto di comunicazione per alcuni, però è stato presentato in una Due giorni a Porta Aurea, dove ci siamo effettivamente confrontati, se non acchiappati, come si dice in Siciliano, ma ancora di più ci siamo resi conto che la viabilità non andava. È stata organizzata una riunione a fine luglio, e lo ricordo perché percorro la via Sacra in giacca e cravatta, i turisti mi vedono e mi pigliano per folle. C’era un caldo da morire ed eravamo presenti il Presidente della Provincia Enzo Fontana, il Sindaco Marco Zambuto, l’allora Vice Sindaco, i due Assessori Calamita e Minacori e l’Architetto Noto Campanella. Si è addivenuti a una considerazione. Essendo questo Piano di viabilità inattuabile per una serie di considerazioni che sono 23 quelle che ha fatto l’Ingegnere Di Rosa e l’Architetto La Mendola, sono le stesse, si è deciso di lasciare tutto come stava. A questo punto a me è sfuggito qualche cosa, perché se si è deciso al momento di non potere intervenire perché è assurdo spostare la rotatoria Giunone alla Mosella, è assurdo determinare un cavalcavia che vada dalle ex case…, quelle nella curva, fino alla Mosella; siccome via Gela, siccome tra l’altro era anche previsto il potenziamento dell’ex strada di Maddalusa, cosa inattuabile oggi, si è deciso: lasciamo tutto come sta. Questa è stata la decisione assunta. Poi, un’altra cosa, e questo appunto lo muovo, che muove essenzialmente a me. Io ho partecipato a tutte le riunioni dell’Ente Parco, fatta eccezione all’ultima. Noi abbiamo visto, e lo possiamo dire e mi dispiace dirlo, la Provincia regionale ha partecipato a una sola riunione, una e mezza. Il Comune con la precedente Amministrazione l’abbiamo visto una volta sola. Il Comune, nuova Amministrazione, ha partecipato. Noi allora, perché una delle critiche che abbiamo mosso noi all’Ente Parco è stata quella: Ente Parco, non ti devi considerare Repubblica autonoma nel territorio di Agrigento, tu sei parte e sei inserita nel contesto agrigentino, ma noi agrigentini ce lo dobbiamo guadagnare questo, noi agrigentini dobbiamo partecipare e dobbiamo interessarci. La Camera di Commercio ha presentato un progetto, per quanto riguarda il Piano del Parco. Ci siamo confrontati, ci è stato quasi in toto bocciato, ma noi ci eravamo e il progetto è anno 2003. Noi c’eravamo. Allora, dobbiamo imparare noi agrigentini, noi istituzione, noi che rappresentiamo Agrigento, a essere molto più attenti e molto più precisi. È la legge che ha istituito l’Ente Parco che è sbagliata. Io ne sono convinto. Poi un altro atto di coraggio occorrerebbe. E io non ho questo coraggio, dico che occorrerebbe un atto di coraggio, ma dico 24 contestualmente che io questo coraggio non ce l’ho. La Passeggiata archeologica a mio avviso andrebbe chiusa. Io non sono tecnico, non sono ingegnere, non sono architetto, rappresento la Camera di Commercio, gli imprenditori che hanno l’interesse esattamente opposto, quello di lasciare aperte le strade, però l’atto di coraggio dovrebbe essere quella di chiuderla la via Passeggiata Archeologica, perché se io vado a Siracusa – Ortigia, il Centro storico è chiuso. Ieri sono stato a Mazara, c’è un centro storico arabo come quello nostro, solo che quello nostro è in collina, quello è pianura, è chiuso, è isola pedonale. Io dico che la via Passeggiata Archeologica chiusa darebbe quel di più di magico a questa Valle dei Templi che oggi perde 38.000 pernottamenti in meno, preoccupiamoci di questo. Questa è la nostra situazione. Il Piano del Parco deve prevedere necessariamente l’utilizzo commerciale del Parco. Utilizzare non significa svilire, non significa sfruttare, non significa distruggere, significa utilizzare. È necessario pervenire a un Piano commerciale del Parco della Valle dei Templi. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Dottore Pendolino Gaetano, Presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi. DOTTORE PENDOLINO – Grazie, Presidente, grazie per avere concesso a noi di partecipare come rappresentanti della filiera turistica di Agrigento. La ringrazio perché apre questo argomento alla trattazione soprattutto delle imprese. Io rafforzo quello che ha detto il Presidente Messina, nel senso che in effetti anche io personalmente ho partecipato alla Due giorni di cui parlava la dottoressa Scovazzo, quindi va riconosciuto questo, io ero presente, in effetti c’è stata questa Due giorni di presentazione. Probabilmente c’è stata una non efficiente comunicazione, per cui una parte della città non avrà sicuramente 25 ricevuto l’invito, quantomeno conosciuto che era presente questa opportunità di conoscere il Piano del Parco. Però una cosa mi preme dire, probabilmente le ipotesi di contestazione o quantomeno di non accettazione di questa proposta generica nasce anche da un altro fatto, al di là del fatto tecnico sul quale non entro perché non sono un tecnico, però nasce da un altro problema. La città ancora non ha visto i risultati di uno sviluppo turistico possibile attraverso il volano della Valle dei Templi. La città ha bisogno di conoscere come può svilupparsi attraverso il Piano del Parco e di questo purtroppo ancora non se ne è a conoscenza, anche se sarà certamente ricco il progetto di opportunità, ma la città non lo conosce. La città vede quotidianamente e costantemente diminuire le opportunità di sviluppo. Per mille situazioni diversificate, vuoi per una non corretta programmazione della promozione del territorio, vuoi per una disfunzione di condivisione tra il Parco, la Provincia, il Comune e la Soprintendenza, vuoi perché attorno a questa nascono altre ipotesi di sviluppo industriale che forse sono incompatibili con quella turistica, però certo è che la città ha bisogno di conoscere come può svilupparsi. Anche io sono convinto, come il Presidente Messina, che potremmo anche arrivare alla chiusura della Panoramica dei Templi. Però oggi dobbiamo parlare di priorità, non può essere oggi la priorità la chiusura della strada, quando non si pensa e non si valorizza il territorio della Valle stessa. Io sono convinto che al momento in cui la città avrà conoscenza e coscienza delle potenzialità, delle economie che questo volano potenziale ha in sé, saranno i cittadini stessi a chiedere queste e altre azioni di salvaguardia, di tutela, di migliore fruizione della Valle stessa. Allora, perché cominciare dalla parte peggiore? Quella di preclusione? Quella di chiusura? Perché pensare e iniziare un discorso dalla parte che il cittadino l’accetta meno 26 e non lasciare in un secondo momento, stralciando questa parte, perché quando ce ne sarà l’esigenza, a mio avviso, verrà spontaneo quello della chiusura. Ma non è oggi questa l’esigenza, oggi l’esigenza è un’altra, quella che attraverso la Valle dei Templi si possa ottenere lo sviluppo della città e delle aree limitrofe attorno alla Valle dei Templi, quindi area metropolitana della Valle dei Templi. Allora, oggi non possiamo parlare di chiusura, a mio avviso, ma dobbiamo parlare di una migliore fruizione del territorio e in esso anche della area di transito. Quindi secondo me è da escludere ogni ipotesi di chiusura o comunque di non percorribilità, tanto più se noi realizziamo realmente quello che poi hanno messo in evidenza i due tecnici, il Presidente Di Rosa e il Presidente La Mendola, se noi facciamo qualcosa come un chilometro e mezzo di strada complessiva per costruirne realmente forse 5, 6, 7, adesso non so quante, ma in zone assolutamente impraticabili in questa dimensione, perché significherebbe realmente andare a sconvolgere l’intero traffico cittadino, l’intero traffico extraurbano, per cui a mio avviso c’è una incongruenza tale che a mio avviso è opportuno che si stralci questa parte della viabilità, rinviandola a un secondo momento e oggi approvare il Piano del Parco nella parte che riguarda lo sviluppo dello stesso e soprattutto, prima ancora dell’approvazione, che si faccia un attuale e reale comunicazione dello stesso alla città. La città ha la necessità di conoscere cosa si può fare attraverso il Piano del Parco, cosa non si può fare, perché potrebbero essere ipotesi di sviluppo che potrebbero sicuramente giustificare domani altre iniziative di diversa natura. PRESIDENTE CALLARI – Grazie Dottore Pendolino. Prego, Consigliere Picarella, ne ha facoltà. 27 CONSIGLIERE PICARELLA – Signor Presidente, Consiglieri, personalità che sono qui presenti ad assistere questo dibattito relativamente all’approvazione del Piano del Parco. Io forse sono uno dei meno giovani e ricordo tutti i passaggi, fino ad arrivare alla conclusione di questo progetto di Parco. E ho ascoltato il Presidente Camerata Scovazzo dell’Ente Parco, di cui ho appreso cose molto gravi che si contraddicono, dove afferma che dice che tutte le decisioni sono state prese dal Consiglio del Parco e tutte le scelte sono state condivise. Io apprendo che i componenti del Parco hanno scelto e condiviso le scelte. Di contro poi si dice che le scelte erano più pesanti, si prevedeva lo smantellamento delle strade e il legislatore, non so chi sia questo legislatore, Scovazzo forse è il legislatore di questo Piano, ha voluto per vocazione riferire e calare il Parco secondo le sue indicazioni per la tutela. Io su queste affermazioni affermo e dico che risponde al vero che questo Piano del Parco non è che fu fatto ora con l’incarico del Consiglio del Parco, ma questo Piano era stato fatto molto prima sin dallo studio del Piano Regolatore Generale di Agrigento. Io siccome sono uno meno giovane degli altri, ho gli elaborati del 1999/2000, che sono la fotocopia di quello che le scelte dell’Ente Parco ha indirizzato per l’approvazione di questo. Io ho i disegni, ce li ho qua, non è che dico oppure bleffo. Sono gli stessi disegni con la stessa viabilità che l’Ingegnere Giacobazzi portò in visione ai capigruppo e ai Consiglieri, che ci fu un convegno a Santo Spirito, e gli stessi disegni oggi con la carpetta frontale, un po’ colorata, viene calato. Allora debbo dire, caro Presidente dell’Ente Parco, che i componenti di questo Ente Parco non scelgono e condividono, ma ratificano scelte fatte da altri in altre sedi, cioè ratificano un Piano già fatto tanto tempo prima. A che vale allora? Giustamente ho sentito il Presidente della 28 Camera di Commercio che è sbagliata la legge del Parco. La legge del Parco è sbagliata ebbe a dire. E allora oggi ci troviamo e mi ha fatto rammentare il Presidente Scovazzo che a Villa Aurea ci fu una seduta pubblica. Io ho partecipato. Ho affrontato personalmente questo progettista, dicendo quello che non andava, ma non serve a niente, perché poi restano tutti come erano. Come oggi, caro Presidente, a che serve? Quando finisce l’eco delle belle parole di ogni intervento che si fa, domani ci troviamo a tu per tu con la realtà dei fatti di questo Piano indecoroso che c’è in iter per la approvazione. È inutile che facciamo le passerelle. È già stabilito. Questo progettista non c’è, perché non ha la faccia di vedere solo a me, perché io ho avuto affronti personali a Roma, ad Agrigento, in tutte le sedi dicendoci che lui è un professore di università, io non ho la sua cultura, ma potrei fare il professore di università a questo progettista tecnico che fa questo Piano indecoroso e indegno e offende la nostra città. Questi sono i a fatti. Ed è strano che abbiamo, e ha fatto bene a rilevarlo il Presidente della Camera di Commercio, che noi abbiamo il Sindaco, il Presidente della Provincia che non sono mai presenti, cioè non c’è la presenza della città perché possano imporre i fatti. (Intervento fuori microfono) CONSIGLIERE PICARELLA – Prima dicevo, tu ci sei nella nuova Amministrazione. Ora dico, questo è un appello che faccio al Sindaco qui presente. Quando si discute di questo, fate aperto questo Consiglio del Parco in maniera che noi veniamo, e la città è stanca, e lo si vede che è stanca, che non ha più credibilità, non crede più a nessuno, e si constata dalla presenza, la città è assente in un problema così serio e grandioso, non vuole più partecipare, si sente abbandonata perché è stata presa in giro sempre da questo Parco, perché 29 quando le leggi c’è la discrezionalità, è la violazione della legge, io faccio quello che voglio perché c’è la discrezionalità. Io mi voglio riallacciare, quando vedo questo Piano, questa strada, io qua debbo pure dire che cosa c’è. Se voi constatate la strada di Bonamorone all’innesto della Statale 115, che c’è questa strada, che oggi si vuole chiudere una parte, ebbene, qua io affermo che è stata realizzata nel ‘58 dall’impresa Picarella Carmelo qui presente, Consigliere Comunale di questa città. Quella strada è stata realizzata da me come impresa pubblica, perché prima non si poteva scendere con l’innesto nella Statale 115, ho fatto una casetta dopo la curva per metterci il cemento e stava diventando una casa storica. Io facevo parte della storia, avevano problemi a non demolirla perché era costruita da me. Per vedere come vanno le cose in questa città. Oggi questa si vuole chiudere, si deve innestare in un’altra zona. E si è fatto tanto. Io ricordo che questo appalto fu fatto dal governo Milazzo, vedete se sono meno giovane di voi per dire le cose come stanno. Io mi riallaccio a quanto detto dal Presidente che ha parlato della storia dei Greci, dei Romani. Io non parlo così lontano, io parlo dei fatti de visu, constatati da me, io parlo sin dal 1966 che sono passati 42 anni, perché la città deve sapere, anche perché questi componenti del Consiglio del Parco che non sanno la storia, la vergogna, la vessazione contro questa città. Ed è giusto che lo sappiano. Nel ‘66 ci fu una frana nella nostra città di Agrigento che colpì la zona a sud - ovest della città. Ebbene, il governo della Repubblica che sin da allora non aveva la legge urbanistica, a causa di questa frana, allora il Ministro Mancini, ebbe ad avere un risalto enorme per questa città, con le accuse in questa città del disordine della città e ha fatto un decreto legge che fu trasformato in legge immediatamente e io siccome ricordo le cose, quel decreto legge, per questo dico che la città è 30 stata sempre martoriata da chi non abita in questa città, perché tanto i redattori sono di fuori, in questo Consiglio di Amministrazione ci sono 5 professori dell’università, non so di dove sono, comandano loro. Che cosa ebbe a dire? “Nonché di proporre i vincoli idrogeologici e urbanistici indispensabili fino all’approvazione del Piano Regolatore Generale”. Cioè la legge ha detto di mettere quei vincoli fino all’approvazione dei Piani Regolatori Generale. Ed è il Decreto Legge 30 luglio ‘66. Poi ebbe a dire nell’articolo 2 bis: “La Valle dei Templi è dichiarata zona archeologica di interesse nazionale”. E aggiunge: “Il Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro della Pubblica Istruzione si riservano di delimitare il perimetro e i vincoli di inedificabilità”. Guarda che legge vessatoria, cioè io legge dello Stato, Parlamento italiano, converto un decreto legge a legge e faccio la legge che la Valle è sacra e dico che il Ministro lo autorizzo con legge dello Stato a dire: tu Ministro, tu fai il perimetro a tua descrizione, come vuoi, fai il perimetro, io ti lascio la libertà e lo dice la legge. E allora che cosa avviene? Questa legge la città di Agrigento, chi non lo sa, era tranquilla, nessuno violava le leggi della Repubblica. Ma quando dice che il Ministro doveva delimitare quei vincoli, la legislazione stava per finire e il Ministro necessariamente doveva fare quel vincolo e allora, senza fare nome, il Sottosegretario Giglia di questa città, Sottosegretario ai Lavori Pubblici, ha delimitato il cosiddetto Parco, il cosiddetto zona A, zona B, zona C, cioè ha fatto in modo che la città si inchiodava e non poteva realizzare nessuna costruzione. Ma c’è di più, c’è il dolo, perché il decreto fu fatto il 16 maggio e non fu pubblicato. Il decreto non fu pubblicato perché gli agrigentini dovevano votare. E se lui pubblicava questo decreto, gli agrigentini non votavano o non votavano per lui. E allora non fu pubblicato. Il 18 sono state fatte le elezioni. 31 Hanno vinto sempre gli stessi, pubblicano il Decreto Gui – Mancini, che fu pubblicato il 24 maggio. Che cosa avviene dopo il 24 maggio? La gente che aspettava, perché dice: io debbo costruire legalmente, e appena ha visto che nessuno poteva costruire, il famoso abusivismo nella città, perché zone, questo Piano ci voleva o non ci voleva? Ma quello che io intendo denunciare è l’eccesso di tutela di questo Piano, in cui sono incluse zone assolutamente non visibili, né da, né verso i templi. Questo eccesso di tutela ha finito con il paralizzare qualsiasi attività di sviluppo di Agrigento. Io, caro Presidente, devo fare l’excursus. Il 23 dicembre del ’68, subito dopo, ci fu un altro decreto, decreto 30 luglio ‘68, dove disciplina la tutela: in ogni caso doveva essere vietata la costruzione di edifici al altezza… al massimo 14 metri. Allora siccome è vincolato tutto 14 metri, il Piano Regolatore Generale è impostato per realizzare costruzioni, 14 metri. Ma basta che viene un costruttore qua improvvisato, fa un Piano costruttivo e già faccio 20 metri, e tutto viene risolto e capovolto. Ma c’è di più, viene il Centro storico, la legge sul Centro storico per la città di Agrigento, che richiama sempre la legge di Agrigento, gli assegna 3 miliardi euro per la città. La città non fa un Piano Particolareggiato per il Centro storico di Agrigento, e difatti noi l’abbiamo qua, il Comune di Agrigento, anche in rapporto alla finalità della legge del 28 settembre ’66 N. 700, la legge del decreto, assegna quelle somme. Ora il senso ridicolo lo devo portare alla conoscenza di questo Consiglio. La Regione siciliana fa una sanatoria stranissima e poi prende in giro la gente che qui non è presente e dice con l’Art. 25, dice che entro il 31 ottobre ‘85 il Presidente della Regione delimita il Parco archeologico della Valle dei Templi ed individua i confini del rione, cioè l’Art. 25 afferma che il Presidente della Regione delimita il Parco 32 archeologico della città di Agrigento. Io dico: se Parco archeologico nella città di Agrigento non ce n’è, che cosa delimita? Io dico, se non esiste un Parco archeologico, ma è una zona archeologica e delimita, per dire come sono state... Io posso affermare, poi ci fu un altro decreto del Presidente della Regione che aspettavano questo famoso perimetro, anziché di stringerlo, lo allarga, mette altre zone e altre cose. Oggi andiamo nella conclusione della legge della Regione. Io debbo o forse ho dimenticato qualche cosa, però vi dovevo confessare di dire a questa città… ritorno indietro un pochino. PRESIDENTE CALLARI – Le volevo ricordare il punto, che era discussione in ordine alla viabilità nel Piano del Parco Archeologico, no la storia legislativa del Parco, istitutiva, modificata. Ci confonde, Consigliere Picarella. CONSIGLIERE PICARELLA – Io vi debbo confessare che quando si parla della viabilità, io lo dico qua, ci sono Avvocati forse come Consiglio Comunale, come si fa a dire, dopo 40 anni che cosa vi confesso? Stasera a chi va a leggere questo decreto del ‘66 dico che il ponte Morandi è di proprietà del Comune di Agrigento. Io lo confesso oggi perché ho ritenuto opportuno non dirlo mai, perché il Comune non ha la capacità di fare la manutenzione e per questo dico: il Ministero dei Lavori Pubblici è autorizzato a provvedere a totale carico dello Stato all’espropriazione di aree comprese nel Piano di zona della città di Agrigento, adottato ai sensi dell’Art. 18 aprile ‘62 e anche di altre aree occorrenti per l’esecuzione di opere previste nel presente decreto, e dice: le aree espropriate per l’esecuzione di opere e impianti pubblici passano in proprietà del Comune, il quale si è trasferita la proprietà delle opere e degli impianti. Io non se questa è una doccia fredda. Il viadotto, lo spartitraffico a raso, quelli sono di proprietà del Comune. La strada 118 è di proprietà del Comune, come si 33 può permettere di arrogare il diritto di dire: questa strada la trasformiamo? Ma è fatta l’esecuzione dell’esproprio per dire questa strada ve la leviamo? Quella è la proprietà della città e prima di levarsi queste strade, bisogna fare un iter molto lungo e molto laborioso, perché le strade sono intestate alla città di Agrigento e per esso sono di proprietà dei cittadini. Andiamo alla legge 20. Io vorrei domandare a me stesso e al Presidente che dopo l’articolo 14 dice che entro sei mesi dovevano dare l’incarico e dopo un anno doveva essere completato il Piano del Parco. Ora, da otto anni un Consiglio di amministrazione del Parco che facciano il consuntivo di quello che hanno fatto, io dico che ha ragione il Presidente della Camera di Commercio, è inutile e dannoso. Questo è il fatto vero, non solo, ma noi vediamo l’Art. 18, che nessuno può fare la viabilità, la viabilità non può essere toccata e loro in questo nuovo Piano dove c’è la strada La Lucciola la rettificano come ritengono opportuno, la girano, l’allargano e dice la legge lo stesso articolo che non si possono fare costruzioni, non si possono toccare nemmeno le colture, non si possono fare scavi oltre 30 centimetri. Qua questo Piano serve come è servito per il Piano Regolatore di Agrigento per dare ingenti guadagni ai redattori, ma che nessuno abbia niente a che vedere che la città di Agrigento, che la vogliono isolare, noi dobbiamo avere invece queste strade che debbono essere potenziate al servizio della città in modo che il cittadino di Agrigento e chi viene da Agrigento possa scendere e vedere questo spettacolo unico al mondo e vedere la Valle di Templi, non di allontanare la città di Agrigento, perché la Valle oltre a essere di tutto il mondo, dell’umanità, è degli agrigentini. Questo è quello che noi dobbiamo affrontare, perciò io prego che questo non deve essere finito a se stesso, perché io ho appreso di questo problema del Parco dopo due mesi che 34 l’Ente Parco aveva scritto al Comune. Il discorso è veramente indecoroso, il Consiglio non sapeva niente, oggi veniamo qua. Io mi auguro che i grossi interventi possono dare uno sviluppo, un risultato a questi ingegneri che redigono questo Piano e siccome io ho l’esperienza che questo Consiglio Comunale, allora, quando fu elaborato il Piano Regolatore Generale, ha approvato all’unanimità un parcheggio al Piano San Gregorio, dove vi era uno spettacolo immenso di cui si appropriava la città e gli stranieri che venivano ad Agrigento: “Finalmente sono ad Agrigento, lo spettacolo si presenta ai nostri occhi in quel piazzale enorme”. Invece ora fanno un parcheggio nel deserto. Vediamo fra un anno che cosa ci sarà. Poi fanno due chioschi, tutto è veramente indegno. Questo porta ingenti guadagni ai redattori che fanno questo Piano, sicché quando ci sarà questo, Presidente, io lo faccio con invito, che quando ci sarà la riunione del Parco per valutare questo, io mi auguro che non vada con l’approvazione per i motivi miei e che questo mio intervento possa andare perché le strade non possono essere acquisite dal Parco se prima non c’è una espropriazione completa nel rispetto delle leggi, perché le leggi della Repubblica devono essere rispettate e sono turbate dal comportamento di questo Ente Parco, per cui chiedo che si faccia questo qua, perché le strade sono intestate al Comune e loro non si possono permettere di dire: noi prendiamo la strada. Debbono fare un iter con l’approvazione giuridica, con le cose che ci vogliono, perché le strade sono di proprietà del Comune, compreso la svincolo sotto il Tempio di Giunone, quello è di proprietà del Comune e di conseguenza nessuno si può permettere di dire: noi ce ne appropriamo come Parco all’interno, così come mi sono confessato per il viadotto Morandi. Io termino augurandomi che si levano dalla testa questi progettisti di chiudere le strade che 35 da Agrigento portano a sud verso il mare e verso il sole, perché come ha detto poco fa chi mi ha preceduto, che Agrigento è stata martoriata, portando la città a nord, io la chiamo zen, perché a Palermo si chiama zona espansione nord ed è zona espansione nord Agrigento, Fontanelle. Termino augurandomi che il mio intervento possa dare risultati positivi ai successivi interventi. PRESIDENTE CALLARI – Grazie. Il Consigliere Indelicato, prego. CONSIGLIERE INDELICATO – Grazie, signor Presidente, signori illustri ospiti, signori Assessori, colleghi Consiglieri. Io intervengo non in maniera tecnica perché già chi mi ha preceduto lo ha fatto molto bene, per cui non mi dilungo e non accenno al lato tecnico. Vado ad esprimere ciò che in questi giorni, una volta venuto a conoscenza da parte dei cittadini di Agrigento di questo Piano dell’Ente Parco, le reazioni che gli stessi cittadini mi hanno manifestato. E le reazioni non sono state per niente positive, massimo rispetto a coloro i quali rappresentano degnamente questo Ente Parco. Massimo rispetto a coloro i quali hanno dato pareri tecnici e si sono limitati a dare pareri tecnici e quindi a non essere intervenuti in maniera politica, però onestamente questo progetto di viabilità dell’Ente Parco mette in fibrillazione tutta la città di Agrigento. I cittadini veramente sono preoccupati, perché al solo pensare che un nostro figlio, un nostro studente, un nostro quattordicenne, un nostro quindicenne, nell’esuberanza della sua vivacità, nel distrarsi, malgrado i continui richiami di noi genitori, al solo pensiero che questi nostri giovani, questi nostri figli, per coloro che abitano ad Agrigento e devono scendere a mare a San Leone o meglio per coloro i quali abitano quotidianamente tutto l’anno a San Leone e devono salire ad Agrigento per frequentare le scuole, e molti di questi ragazzi in pieno inverno con la pioggia, con il vento, con il 36 freddo salgono sempre con il motorino. Al solo pensare che questi nostri giovani dovrebbero percorrere delle strade non statali, frequentate da mezzi pesanti, da macchine che corrono ad alta velocità, al solo pensare che devono raggiungere le loro scuole o i loro amici allungando di molto quello che è il loro percorso, veramente c’è da rabbrividire. È impensabile che un quattordicenne, nella esuberanza della sua vivacità, possa da San Leone avere due alternative o quella di andare sulla Statale 640 e quindi salire da Petrusa e arrivare al Quadrivio Spinasanta per immettersi in città e quindi noi tutti sappiamo quanto pericolosa è la 640, oppure andare sulla Statale che porta per Porto Empedocle e girare per Villaseta e in pieno inverno attraversare il ponte Morandi. Ma ci rendiamo conto? Capisco che voi avete fatto questo progetto, avete dato il compito ai vostri progettisti, i vostri progettisti lo hanno poi realizzato, ma è veramente allucinante, è assurdo che un nostro quattordicenne per venire ad Agrigento deve fare queste strade. Non è possibile. Ma vogliamo rendere queste strade piene di croci? Ma questo progettista, che peraltro è lo stesso progettista che ha redatto il Piano Regolatore di Agrigento, e che era a conoscenza di tutto il lavoro fatto dai miei colleghi Consiglieri, peraltro dove lui aveva dato parere favorevole agli emendamenti che apportavano le modifiche e le viabilità, ma questo progettista, quando ha redatto il vostro Piano e ve l’ha sottoposto, queste cose non ve le ha dette? Presidente, mi dispiace, questo glielo voglio dire, lei avrà ragione, avete fatto tante riunioni, tantissimi inviti, possibilmente c’è stata incuria da parte di chi doveva essere presente e non lo è stato, ma questo non vi giustifica a volere mettere in pratica un Piano che non esiste e che non può esistere. Non è possibile. Qua c’è di mezzo la vita dei nostri giovani, c’è di mezzo non dico noi che con la macchina possiamo fare 37 tutti i giri di questo mondo, ma i nostri giovani che già vivono tutto il disagio che hanno perché mancano strutture sportive, perché mancano luoghi ricreativi e quant’altro, non possono essere pure penalizzati ad attraversare la città per venire in città o scendere a casa, percorrendo queste strade. Non è possibile. La Valle dei Templi è uno scenario di una ricchezza incomparabile che non ha eguali nel mondo, ma non può e non deve essere riservato a pochi eletti. Non deve essere un luogo da non vivere assolutamente, ma bisogna veramente avere un rapporto ombelicale con l’interesse del nostro territorio. Poco fa il Presidente Messina, e questo mi duole dirlo, diceva: forse io voglio fare una proposta che non dovrei, però, pensando a Ortigia e qualche altro Centro storico, sono tutti centri storici chiusi al traffico veicolare. Però mi rendo conto, se io devo andare ad Ortigia e poi devo andare oltre Ortigia, trovo solo il mare. Ma se io da Agrigento devo scendere a San Leone, e dopo la Valle c’è San Leone, c’è la mia casa, c’è la casa di questi ragazzi, questi paragoni non possono essere fatti. E mi chiedo ancora: ma come è possibile che in alcune case dove possibilmente uno chiede, naturalmente insistono in luoghi protetti, ma che hanno tutti le autorizzazioni, un cittadino chiede possibilmente di potere ricostruire un muro di cinta per questioni di sicurezza, per questione di protezione della propria casa, e gli viene negato perché giammai si possa mettere una pietra o del cemento nella Valle dei Templi, mentre adesso con questo Piano si può fare di tutto e di più. Per cui concludo, facendo anche una domanda al Presidente: ma nel momento in cui voi domani mattina approvate questo Piano, noi non siamo d’accordo, che succede, voi chiudete le strade? Questa mia domanda è anche una provocazione. 38 PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Questa è una provocazione, ma lei non mi ha ascoltata. Io l’ho detto all’inizio. Le strade, ove si dovessero chiudere, si farà con l’accordo. Come lei ha detto le strade non sono nostre, quindi il Parco non è che domani piglia e va a mettere un divieto di sosta? Le dico fra l’altro che io non scrivo leggi, come lei ha erroneamente ha detto, ma le fa le leggi il Parlamento siciliano, questo per chiarirlo. Comunque, le strade se si troverà una viabilità alternativa, verrà adottata, se no resterà come è, ed è scritto nelle norme… (Intervento fuori microfono) PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Picarella, facciamo intervenire e poi facciamo intervenire gli altri. DOTTORESSA CAMERATA SCOVAZZO - Io l’ho detto questo, l’ho detto all’inizio, lo ripeto ora e basta, non lo ripeto più, perché pare che qui la voce comune e popolare è la disinformazione, dice: il Parco chiude le strade. Non è vero. Se si dovranno chiudere un domani, c’è stato l’esempio di Messina, io vi dico Atene ha chiuso tutte le sue strade ai piedi dell’Acropoli. Il futuro sarà questo, ma non sappiamo quando. Ma non possiamo essere tacciati come i demolitori, gli uccisori. PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Picarella, lei non può offendere questa Presidenza, perché io l’ho fatta parlare, ma adesso non faccia interventi dall’aula per favore. Presidente Camerata, se ha finito facciamo intervenire gli altri. L’Architetto Palazzotto, rappresentante delle guide turistiche ha chiesto di parlare, ne ha facoltà, prego. (Intervento fuori microfono) 39 PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Salsedo, faccia le sue valutazioni in silenzio, grazie. DOTTORESSA CAMERATA SCOVAZZO – Io veramente mi ritengo offesa dal suo intervento. PRESIDENTE CALLARI – Non ha fatto nessun intervento, perché di fatto ho detto io che non si deve intervenire, non ha parlato il Consigliere Salsedo, non ha detto nulla. Prego. ARCHITETTO PALAZZOTTO - Signor Presidente, signori Consiglieri, grazie per averci dato la parola in modo di intervenire. Come associazione guide turistiche noi siamo intervenuti qualche volta in merito a ciò che riguarda l’attività che noi svolgiamo all’interno del sito archeologico della Valle dei Templi. E i protagonisti da una ventina d’anni, almeno io in questa zona, conosciamo in linea di massima come funziona l’ingresso, come funziona la visita, quali sono i problemi e quali potrebbero essere le soluzioni per migliorare le condizioni all’interno del Parco Archeologico. Intanto c’è da dire che poche correzioni andrebbero fatte, una a quanto pare l’Ente Parco l’ha presa in considerazione ed è la passerella che collega il Tempio di Ercole con la zona antistante il Tempio di Zeus, e questo snellirebbe anche il processo di transito, di veicolizzazione, di fruizione del sito archeologico e non staremmo a interrompere continuamente con i passaggi da una sponda all’altra. Poi il discorso dell’attuale parcheggio Hardcasle, di fronte al Tempio di Ercole potrà essere risolto con la immediata apertura del parcheggio di Sant’Anna e poi quello di Villaseta. Quindi, anche il discorso delle auto che si immettono all’interno di questo parcheggio vicino al Posto di Ristoro, l’interruzione dei flussi veicolari potrebbe anche qui saltare. I tempi di percorrenza all’interno 40 della zona archeologica non sono gravi o così pesanti o così lunghi da giustificare a mio modo di vedere o a nostro modo di vedere una alternativa così drastica come quella delle strade esterne. Di solito si scelgono soluzioni alternative all’attuale quando c’è un miglioramento dei tempi di percorrenza della viabilità, quando si creano intasamenti tali da potere dare fastidio anche ai flussi di circolazione di tutta la città. Quindi non bisogna considerare solo lo spostamento tra Agrigento e San Leone e viceversa, ma quello che comporta poi nel sistema viario globale di tutta la città. A me è sembrata una esercitazione di urbanistica quella che è stata fatta dai progettisti, perché da sempre all’Università ci hanno insegnato a presentare gli elaborati fino a quando poi il professore ci dice va bene. Per quale motivo la contestazione dell’Ordine degli Ingegneri, la contestazione dell’Ordine degli Architetti non debba essere presa in considerazione, visto che sono state apportate delle soluzioni tecniche a questo modo di progettare, visto che comunque l’aggiungere e o il togliere qualche cosa all’interno di una viabilità esistente può compromettere anche da un punto di vista paesaggistico lo stesso Parco? A noi insegnano che l’aggiungere una finestra o togliere la finestra da un prospetto comunque varia il prospetto. L’aggiungere o togliere una strada all’interno del Parco comunque varia il Parco. L’intervento che è stato fatto dall’allora Ministro Paolucci, quello di considerare la Valle dei Templi come un bel quadro da intervenire soltanto con aggiustamenti, io lo tengo in considerazione, così come anche l’intervento fatto da sua eccellenza il Prefetto al Consiglio Comunale a Canicattì, dove diceva che comunque la Valle dei Templi è in uno stato perfetto, in buonissime condizioni. Non riesco a capire veramente quale è il fine ultimo. Se ci fosse un motivo di migliorare le condizioni, perché i tempi di percorrenza sono notevoli, 41 e allora io stesso dico: creiamo una situazione alternativa all’attuale viabilità e si vede come fare. Ma vorrei capire quale è il fine ultimo, quali miglioramenti può portare una trasformazione del territorio come quella che viene proposta dai progettisti. Io questo ancora non sono riuscito a capirlo. La Valle dei Templi è sempre stata utilizzata dai Greci dalle stesse strade che noi percorriamo. Lo stenopos, il cardo che ci porta dalla villa Atena fino alla chiesa San Nicola è da sempre esistito, la plateia, il decumano, la strada sulla quale si affaccia la casa cantoniera da sempre è esistita. Noi non facciamo altro che percorrere le stesse strade che hanno percorso 2500 anni fa gli abitanti di Akragas. Allora se vale questo discorso di chiudere, dovremmo chiedere al Sindaco Alemanno di Roma di chiudere la strada che va da piazza Venezia, quella dei Fori Imperiali che porta fino alla chiesa, che adesso mi sfugge. C’era un progetto ma non è stato preso in considerazione, non è stato fatto. Per quale motivo noi dobbiamo intervenire senza un progetto che fattivamente, tecnicamente può essere realizzato? Presentateci un progetto dove tecnicamente ci sono le vere soluzioni e poi si discuterà. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Il dottore Massimo Raso della C.G.I.L. ha facoltà di parlare. Prego. DOTTORE RASO – E lo faccio in pochissimi minuti perché mi rendo conto che siamo un po’ tutti stanchi. Giusto per ribadire la posizione del sindacato che ha condiviso e sostenuto, abbiamo avuto modo di dirlo sulla stampa, l’abbiamo detto nella riunione convocata dal Presidente del Consiglio, e abbiamo condiviso questa contrarietà alla ipotesi che ci viene sottoposta. Solo io eviterei almeno in questa sede fra di noi di fare delle rispettive posizioni una sorta di caricatura. Cioè noi non siamo i difensori di quegli elementi incongrui di cui 42 parlava la dottoressa Camerata Scovazzo all’inizio. Né penso che noi dobbiamo ragionare in questi termini. Io penso che noi dobbiamo ragionare confrontandoci e ritenendo che l’Ente Parco e il Comune di Agrigento, la città, le sue forze sociali, le sue forze economiche. Io ho condiviso molto l’intervento del dottor Pendolino e forse non è un caso che il Sindacato condivida buona parte dell’impostazione che lo stesso ha dato al suo intervento, perché io credo che appunto quello debba essere l’approccio, cioè l’approccio che dice: il Parco è una risorsa, non esistono ipotesi di sviluppo possibili in questa città che non partano o che prescindano dal Parco, dal suo sviluppo, facciamo sviluppare il Parco in tutte le sue componenti che non siano le strade, che non sia l’assetto viario, perché mi hanno condiviso in quella sede un modo di ribadire le cose che qui ci diceva l’Ingegnere Di Rosa e l’Architetto La Mendola dal punto di vista tecnico e quindi non sono in condizioni di scendere tecnicamente oltre le cose che loro qui ci hanno ripetuto, che però mi convincono e mi convincono parecchio, quindi il Parco sviluppi le sue potenzialità, partendo dalle altre cose, sarà poi il tempo a dire se avremo bisogno di ulteriori cose, cioè se avremo bisogno di arrivare… del resto poi in realtà, e io da questo punto di vista me ne vado incoraggiato, mi conforta sapere che la stessa dottoressa Camerata Scovazzo parlava di prescrizioni e quindi di indirizzo e non di prescrizioni, del fatto che non è in capo a questo Ente il potere di decidere la chiusura o no di queste arterie. Per fortuna, voglio dire, però io credo che noi dobbiamo uscire da questo tipo di… che mi sembrava almeno a me una sorta di caricatura di tutto questo dibattito. Noi ribadiamo e concludo, perché avevo promesso di essere brevissimo, ho detto che riteniamo l’ipotesi di sviluppo della Valle quale l’unica ipotesi di sviluppo possibile per questa città, tutto deve ruotare attorno 43 alla Valle. Riteniamo tuttavia legittimo e auspicabile l’alleggerimento di quelle arterie, l’abbiamo detto e lo ripetiamo, perché è giusto che il traffico pesante e lo stesso traffico turistico possa avere altre soluzioni, sono previste e le condividiamo. Ribadiamo la questione che a noi sembra conducente. E mi fa piacere che in uno di questi progetti norma è contenuta questa visione della passerella, che sembra una cosa, ma in realtà è una cosa importante, ma in definitiva io credo che lo spirito debba essere appunto quello della condivisione tra l’Ente Parco, il Comune e le forze sociali ed economiche, perché l’unica incongruenza che allo stato registriamo, che stasera eravamo chiamati a esprimerci solo sull’assetto viario, l’unica incongruenza che c’è, se c’è e c’è in maniera stridente, è appunto tra il progetto di Piano rispetto alla parte della viabilità che ci viene proposto e il Piano Regolatore Generale che questo Consiglio comunale nel bene e nel male, sbagliando o indovinando si è dotato e quindi non ci può essere questa sfasatura. Quindi, io credo che noi dobbiamo recuperare un maggiore dialogo reciproco tra l’Ente Parco e il Comune. Dobbiamo fare in modo che i progetti dell’Ente Parco siano resi noti, perché non è che bisogna per forza partecipare alle riunioni, bisogna anche avere la capacità dell’Ente stesso di comunicare meglio quelli che sono i suoi propositi rispetto alle prospettive di sviluppo dello stesso Parco, perché noi dobbiamo fare innamorare di questi buoni propositi la città. PRESIDENTE CALLARI – Grazie. Dottore Carlino Presidente degli agronomi ha chiesto di parlare, ne ha facoltà. DOTTORE CARLINO – Buonasera a tutti, Presidente, componenti del Consiglio comunale, Presidente del Parco, componenti del Parco e tutti quanti presenti. Io dopo avere sentito un po’ di colleghi, tecnici, di Consiglieri 44 comunali, vi dico che è molto difficile parlare in questo momento perché si è detto tutto e più di tutto. Noi come CUP, Comitato Unitario delle Professioni, avevamo fatto un documento illo tempore che riguardava il Piano Regolatore e ora ci ritroviamo a ragionare sul Parco con le stesse problematiche che c’erano inserite all’interno del Piano Regolatore Generale. Due strade che tra l’altro, se non ricordo male, ditemelo voi, l’ultima è stata riattata con spese di notevole entità poco tempo fa, che dovrebbero essere chiuse per andare a veicolare il traffico pesante su zone diverse, anche a traffico veicolo urbano. Io mi chiedo: ma la mobilità sostenibile non si può pensare di inserirla all’interno delle strade del Parco? Pensare di parlare di mobilità molte volte noi ce ne dimentichiamo, mobilità sostenibile, in modo che le strade continuino a essere utili, perché sono utili queste due strade al Comune di Agrigento, sono fondamentali, perché veicolano il traffico urbano, non quello extraurbano, non quello pesante, e andare a chiudere queste due strade significherebbe creare problemi di natura enorme ai cittadini agrigentini. A me piacerebbe che tutte e due le strade fossero piene di piante secolari di ulivo, ma ci sono e il paesaggio è questo. Molte volte noi dimentichiamo che il paesaggio è anche quello costruito dall’uomo. È questo è il nostro paesaggio, ce l’abbiamo da moltissimo tempo e dobbiamo tenercelo perché tutto sommato non è un paesaggio così pessimo, come qualcuno ce lo descrive senza conoscere assolutamente la Valle dei Templi. Quando vengono qua, vengono a vedere la Valle dei Templi, e Pendolino ne è testimone di questo, la gente si innamora della Valle dei Templi, perché la Valle dei Templi non è né urbanizzata, né sconquassata, nemmeno distrutta. E tra l’altro la viabilità non è che faccia chissà quale danno, chissà quale male. Pensiamo semplicemente a delle forme di mobilità all’interno dell’Ente Parco o 45 delle strade che attraversano il Parco in maniera differenziata, senza creare grandissimi problemi e senza creare nemmeno sconquassi. Sono d’accordo con quanto diceva il rappresentante della C.G.I.L., nel senso di ragionare pacatamente su questi problemi, senza né affannarsi, né essere in contrasto fra le professioni tecniche e l’Ente Parco o fra l’Ente Comunale e l’Ente Parco. Ragionare serenamente significa mettersi dietro un tavolo e cercare di trovare soluzioni condivise da parte di tutti quanti in maniera tranquilla e in maniera molto semplice. Per cui io chiedo a chi è interessato a questo contesto di cercare di trovare queste soluzioni che siano principalmente soluzioni idonee alla città di Agrigento e siano ovviamente condivise da tutti quanti, vi ringrazio. PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Il Consigliere Calabrese ha chiesto di parlare, ne ha facoltà, prego. CONSIGLIERE CALABRESE – Grazie Presidente, colleghi Consiglieri, signori tutti. Io già in precedenti occasioni ho manifestato la mia posizione su quelle che sono le previsioni del Parco. Alle cose che hanno aggiunto i miei colleghi volevo aggiungere qualche altra riflessione. E parto dal fatto che ci siamo soffermati sulla viabilità? Ci siamo soffermati sulla viabilità perché siamo rispettosi delle leggi. La legge 20 del 2000 dà un compito preciso all’Ente Parco, che è quello della destinazione d’uso del territorio e dei manufatti legalmente riconosciuti. Su quello noi non abbiamo nessuna competenza, quindi non possiamo entrare nel merito del progetto del Piano che prevede un bed and breakfast più che un ristorante o di un albergo. Quindi, ci siamo dovuti soffermare solamente sul discorso della viabilità che è una precisa competenza del Consiglio Comunale del Comune di Agrigento, competenza che 46 scaturisce dalla Legge 1150 del 1942 che istituiva i Piani Regolatori Generali. Partendo da questo dato già in sede di Piano Regolatore Generale ci siamo espressi su quella che era l’interpretazione non di un Consiglio avulso dalla città, ma di un Consiglio che recepiva la volontà di tutti i cittadini, perché prima di tutto vengono i cittadini, poi vengono i vari ordini professionali, tutta la società civile. Ma quello che è emerso è che l’intera popolazione agrigentina vuole questo stato di viabilità, perché fa parte integrante della loro vita, della nostra vita. Ciò detto, è chiaro che noi non camminiamo in modo disarticolato, perché già nella scorsa consiliatura, quando discutemmo del Piano del PIT, furono concepiti quei due famosi parcheggi proprio per andare incontro all’esigenza di alleggerire il traffico interno alla Valle dei Templi. E, consentitemi, una parola in favore dei nostri concittadini la voglio spendere, checché se ne dica quali siano state le campagne diffamatorie poste in questa città, l’agrigentino nella sua vera essenza, la Valle dei Templi l’ha rispettata perché integra, perché tutto quello che è stato realizzato in virtù di un indirizzo politico sbagliato, che non andava incontro alle esigenze e alla volontà del popolo agrigentino, indirizzo di tipo urbanistico, che prevedeva sviluppi a nord, quando nell’indole dell’agrigentino stesso c’è la volontà di andare verso il sud e verso il mare. Non gli ha dato l’opportunità per andare a costruire in maniera pulita e secondo il rispetto delle leggi, perché se quel famoso Piano Regolatore Generale del ’78, invece di prevedere quell’obbrobrio di quartiere dormitorio di Fontanelle, avesse previsto uno sviluppo a sud, oggi avremmo una situazione sicuramente meno inquinata da un punto di vista dell’abusivismo spontaneo che io definisco tale, nato dall’esigenza del cittadino di voler vivere il mare. Quindi, quando noi abbiamo previsto i due parcheggi, l’indirizzo era proprio questo: 47 volere gradualmente interdire il traffico pesante all’interno della Valle dei Templi, il traffico inquinante all’interno della Valle dei Templi e interdire i pullman extraurbani all’interno della Valle dei Templi e più su tutto come si fa in tutte le città, interdire i pullman dei turisti, perché in nessun posto del mondo è consentito attraversare le città, in tutti i posti del mondo sono previsti i parcheggi per i pullman. Le cose che facciamo ad Agrigento danno scandalo, quello che si fa negli altri paesi, nelle altre città è tutto lecito e legittimo. Tu vai a Firenze, parcheggi il pullman, devi pagare la sosta per il pullman. A Venezia non se ne parla. Se lo facessimo ad Agrigento, andremmo su tutti i quotidiani del mondo. Perché? Abbiamo istituito dei parcheggi, vediamo di attivarli subito. Vogliamo che la viabilità interna al Parco esista e continui ad esistere? Bene, potremmo anche dire al Sindaco: Sindaco, comincia a preparare le ordinanze di interdizione di questo traffico pesante. Ma non mi potete venire qua, cara dottoressa, a proporre la chiusura di 900 metri di viadotto della S. 640, perché altrimenti io tutti questi mezzi pesanti non so dove andarli a collocare. Quello che mi scrivete nelle norme transitorie e finali, aggiunte in un secondo tempo quando si è visto che vi era una certa situazione di sollevamento da parte del Consiglio comunale… (Intervento fuori microfono) CONSIGLIERE CALABRESE - Forse il Consiglio Comunale non aveva nessuna responsabilità, in quanto gli uffici probabilmente avevano delle difficoltà a capire quello che volevate fare, visto che non avete tenuto conto di quello che è stato fatto nel Piano Regolatore Generale. Dottoressa, io ho avuto la bontà di ascoltarla, se vuole facciamo un contraddittorio, non ci sono problemi, però se mi consente di finire il mio intervento, poi avrà la opportunità 48 di replicare. Quando voi mi proponete, caro Ingegnere Di Rosa, la chiusura del traffico su 900 metri di scorrimento, cioè chiudiamo 900 metri di scorrimento, questo è da ex villa Forgia alla rotatoria Giunone, cosa succede in questo caso? Questa è la proposta che fate in alternativa, mi proponete che tutto il traffico pesante, che mi viene da Sciacca, da Trapani e quant’altro deve scendere, quindi andiamo a costruire un altro viadotto in piena Valle dei Templi, cioè agli agrigentini li pigliamo a schiaffi, gli diciamo: stiamo facendo un’altra esatta… perché la storia è fatta di cicli e ricicli. Quello che è stato lo scempio che è stato fatto con il viadotto Morandi, oggi lo vogliamo riproporre andando a fare nuovamente svincoli, ponti e viadotti nella Valle. Aveva ragione l’Architetto La Mendola e l’Ingegnere Di Rosa. Andiamo a fare un viadotto, un ponte che scende sul viale Emporium, tutto il traffico pesante viene deviato su viale Emporium, entra per via Gela, arriva su viale dei Giardini per andarsi a ricollegare ai semafori dello Stoai. Ve li immaginate voi tutti questi pullman, tutti questi camion che devono attraversare la Valle in questo modo? Cosa diciamo a questa gente che abita…? Tutti abbiamo vissuto San Leone. Queste sono le proposte che ci viene a fare il nostro benamato Ingegnere Giacobazzi, al quale abbiamo già contestato in sede di Consiglio Comunale queste scelte e il quale Consiglio Comunale in sede di emendamenti aveva fatto una serie di emendamenti che vietasse queste cose, che sono state approvate e che sono agli atti. Quindi è chiaro che ben venga, dottoressa, caro Pendolino, il Piano del Parco, visto come volano di sviluppo commerciale. Nessuno discute questo, non siamo entrati nel merito, perché non è una nostra competenza. Non spetta a noi, la legge lo stabilisce, la Legge 20 del 2000, valorizzare quei territori e i manufatti legalmente riconosciuti. Questo recita la legge. Io non sono un 49 tecnico del turismo, chi è tecnico del turismo proporrà poi le migliori soluzioni per valutare queste cose. Non è che non siamo entrati nel merito del Piano del Parco perché ci siamo solo soffermati sulla viabilità perché abbiamo cecità, assolutamente, non abbiamo nessuna competenza che ci viene da nessuna legge. Come nessuna legge dice al Piano del Parco che è superiore alle leggi che lo Stato emana, alle leggi che la Regione siciliana recepisce, non è scritto da nessuna parte che la legge 20 del 2000 annulla la legge 1150 del 1942, quindi non è assolutamente un Piano superiore ad altri strumenti. Quindi, su questo io ritengo il Piano del Parco nella sua autorevolezza può approvare il Piano così come è, può decidere di fare tutto quello che vuole, ma un risultato è sicuro e scontato, che nel momento in cui si approverà il Piano così come è con queste cose, avrà contro l’intera città, perché l’intera città non vuole la chiusura di queste strade. L’intera città per bocca del suo Consiglio Comunale ha dichiarato che vuole le strade così come sono, alleggerite perché nemmeno a noi piace impiegare due ore da Agrigento per San Leone o per il Villaggio Mosè o per Villaseta, nemmeno a noi piace, alleggerito secondo le indicazioni che il Consiglio Comunale ha dato, quelle di interdire il traffico pesante, gli autobus extraurbani, imporre alla TUA di mettere degli autobus urbani, consoni con quelli che siano gli interessi della Valle dei Templi e dell’intera Comunità, meno inquinanti possibili e dopo consentire agli agrigentini o ai mezzi leggeri di potere continuare a vivere la città e la Valle per come l’abbiamo sempre vissuta, perché vero è che è patrimonio dell’umanità, patrimonio dell’Unesco, vero è, però prima ancora di essere patrimonio dell’umanità è patrimonio degli agrigentini, e mi ripeto, e in quanto tale questo patrimonio gli agrigentini lo hanno sempre riconosciuto, non avendo invaso di cemento la Valle dei Templi. 50 Negli anni che furono, si sarebbe potuto cementificare la Valle dei Templi, così come è successo in tutti gli altri posti del mondo. L’altra sera vedevo un servizio su Report, dove il Comune di Roma dà il nullaosta e le concessioni edilizie in Sanatoria nell’Appia antica. Hanno fatto vedere costruzioni murali trasformate, allargate, come diceva un amico mio quando ci andavano i Vigili Urbani, costruiva vicino a San Leone, ci andavano una prima volta e trovavano una piccola casetta, ci andavano dopo due mesi, la trovavano molto più allargata. E quell’amico mio gli rispondeva: non è colpa mia, è colpa dell’umidità che si è allargata. Nell’Appia antica è successo la stessa cosa. Ebbene, il Comune di Roma ha rilasciavo la concessione in sanatoria. Quindi, negli altri posti del mondo attraversano il Colosseo, ci entrano di sotto, di sopra, a Verona davanti l’Arena di Verona, in tutti i posti del mondo questo avviene. Vi immaginate cosa succede? Facciamo una rivoluzione, andiamo a Roma a dire: tutto l’EUR deve chiudere, tutta la viabilità intorno all’EUR deve chiudere perché il Colosseo non può essere più attraversato dal traffico. Andiamo a Verona e gli andiamo a dire: il traffico intorno all’Arena di Verona deve morire. Questo è. Ad Agrigento queste cose possono succedere. Perché? Perché ci portiamo nel nostro DNA il fatto che proveniamo e siamo tutti figli di tutte le invasioni che abbiamo subito? E chi viene, viene a comandare qua indisturbato? No, questo tempo è finito, almeno fino a quando ci sarà la volontà di un Consiglio che si spende in nome e per conto dei cittadini, caro Sindaco, ti debbo dire questa era di chi viene dall’alto delle montagne a non conoscere il territorio, a venire a dettare leggi è finito, perché faremo le barricate come hanno fatto a Napoli per la spazzatura, e allora faremo le barricate perché la viabilità all’interno della Valle dei Templi resta quella che la città di Agrigento 51 vuole e non mi basta che nelle norme transitorie dite tutto questo sarà realizzato quando vi sarà l’opportunità di poterle chiudere, perché mi sa tanto di presa in giro. Io non sono un tecnico, domando ai tecnici, quando un tecnico mi propone la modifica di una cosa già consolidata nei secoli, mi dovete venire a proporre, seduta stante, qual è l’alternativa, no poi vediamo, perché l’Art. 41 è secco ed scritto in italiano. L’Art. 41 è chiaro, dice che tutto sarà dismesso. Questa è la norma transitoria, però quando creeremo le alternative, chissà, forse perché non voglio offendere i progettisti perché come in tutte le categorie ci sono quelli buoni e ci sono quelli meno buoni; forse perché ai progettisti interessa andare a fare questi ponti e questi viadotti, dove andare a spendere milioni di euro, dove andare a prendere le parcelle per la progettazione e la direzione dei lavori e andiamo a modificare che? Ciò che ha funzionato per secoli per fare che? Per fare arricchire qualche progettista. Questo Consiglio Comunale ritengo che non sia contento di questa cosa e che non possa condividere queste scelte, quindi vi prego in sede di Ente Parco di evitare che la città si allontani ancora di più dall’Ente Parco e lo veda come un Ente contrario alle esigenze dei cittadini, come un Ente penalizzante per la città di Agrigento. Spendetevi per valorizzare il Parco dal punto di vista di rilancio turistico commerciale come avete detto, lasciate stare per quanto riguarda la viabilità che non è una vostra competenza. Grazie. VICE PRESIDENTE LAURICELLA – Grazie, al Consigliere Calabrese, la parola al Vice Presidente Marchetta. CONSIGLIERE MARCHETTA – Signor Sindaco, Presidente Camerata Scovazzo, signori Assessori, colleghi Consiglieri, io sarò diretto perché ormai l’argomento è stato ampiamente sviscerato. E voglio fare delle osservazioni. 52 Anzitutto mi preme ringraziare l’Ingegnere Di Rosa e l’Architetto La Mendola perché in maniera chiara oggi ci hanno edotto su delle tematiche progettuali che indubbiamente, Presidente, suscitano delle perplessità. E questo suo atteggiamento, almeno dagli interventi estemporanei, dalle interruzioni estemporanee manifestate non credo che siano conducenti per dare al Parco quella funzione di sviluppo che tutti ci proponiamo, perché mi sembra che ci sia un atteggiamento di chiusura quando tutto il Consiglio Comunale, i Sindacati, tutti gli ordini professionali manifestano delle perplessità e credo che, allorquando, seppur ci sono state delle riunioni, seppur ci sono state delle concertazioni, credo che allorquando si manifestano delle problematiche, credo che l’atteggiamento preferenziale da parte di chi svolge anche una funzione di indirizzo pubblico della nostra città debba essere quella del confronto e non quella di chiusure di ipotesi progettuali, perché mi sembra che finora l’atteggiamento sia stato questo, quello di una chiusura nei confronti di una società civile che forse è stata disattenta, che forse poteva partecipare alle riunioni indette, però mi sembra che delle manifestazioni di chiusura siano veramente incongrue, Presidente Camerata Scovazzo. Io voglio riportare la discussione su un Piano che sia appunto di interlocuzione vera tra questo Consiglio, tra l’Ente Parco, tra gli ordini professionali, quindi non sono così passionale, sanguigno come il collega che mi ha preceduto, però di una cosa ci sono due paletti che indubbiamente vorrei fare evidenziare, in primo luogo si è ribadito che la viabilità è competenza del Comune e del Consiglio Comunale, nel senso che mi sembra di capire anche la Legge speciale 40 non ha derogato a queste prerogative da parte del Consiglio Comunale. Noi ci siamo espressi con un Piano Regolatore Generale, poi qui è vero che poi ad Agrigento viviamo 53 sempre le realtà e gli psicodrammi pirandelliani, quel Pirandello che spesso, cara Presidente Camerata Scovazzo, molte volte bene ha descritto quello che era l’ambiente del Parco archeologico, un ambiente che nell’800 era un ambiente vivo, un ambiente dove gli agricoltori operavano. Io mi ricordo da bambino quando mi affacciavo nella mia casa al viale, vedevo una valle bianca, piena di mandorli, perché non era iniziato un Piano di espropri, che spesso credo che possa essere, qui me ne può forse dare pure testimonianza il Marchese Giambertoni. Prima la Valle dei Templi era veramente coltivata, era viva, i mandorli erano numerosi e fiorivano. Poi un giorno ci fu un Piano di espropriazione a cavallo tra gli anni 67 e 71 e si è tentato anche a mummificare questi 1300 ettari. Probabilmente se non ci fossero stati i piani di espropri, non faccio ammenda a lei, Presidente, ci mancherebbe altro, probabilmente ancora le aziende agricole esistenti all’interno del Parco archeologico sarebbero sopravvissute, probabilmente si sarebbero evolute in quei bed and breakfast di agriturismo, di cui lei parlava, in maniera spontanea. Invece noi abbiamo avuto l’espropriazione di tutti questi terreni ai proprietari, naturalmente non c’è stata più la estensione che permetteva degli investimenti in campo agricolo, c’è stata la mummificazione di questo Piano. Ci fu un errore programmatico di programmazione. Lei parlava di indirizzi, ci fu un errore di programmazione. Ora mi sembra che anche qui ci possa essere un errore di programmazione. Io credo che il buon senso deve prevalere. Io spero che non vi siano delle brusche accelerazioni da parte di Enti, accelerazioni che contrastino con quella che è la volontà popolare degli eletti di questo Comune di Agrigento. Noi ci esprimeremo giovedì, giovedì approveremo il nostro ordine del giorno e faremo sentire la nostra volontà, perché mi sembra che seppur nell’ambito di un 54 indirizzo programmatico, mi sembra che non vi siano delle alternative valide. Allora, siccome siamo in tempo, dobbiamo cercare con il buon senso, con il confronto, di poter vedere di portare quelle che sono delle correzioni, fermo restando che tutti vogliamo che questo Parco archeologico diventi volano di sviluppo per la nostra città, ma volano sviluppo del Parco archeologico qui me lo può dare pure il mio amico, noi facciamo parte del club dei nati del ‘62, abbiamo una associazione turistica. Il turismo significa anche sistema. La scommessa di Agrigento è quella di trasformare il nostro turismo da turismo mordi e fuggi, abbiamo sempre detto questo, al turismo che sia un turismo quantomeno di 3 giorni. Dottoressa Scovazzo, non credo che noi raggiungiamo questo obiettivo, scoordinando un’area di 1300 ettari con tutto il resto, quindi con il mare, e quindi la viabilità, è importante il collegamento. Per cui io chiaramente alla luce anche dei chiarimenti che mi hanno dato i Presidenti degli Ordini professionali, manifesto delle perplessità. Credo che la tematica vada approfondita, credo che sia quantomeno poco conducente, se non avventuroso che vi siano delle accelerazioni, che cercano di imporre delle scelte, perché poi ci sarà la reazione di chi ritiene che queste scelte siano sbagliate, con ordini del giorno, con istanze al Presidente della Regione, con istanze all’Assessore ai Beni Culturali, perché noi vogliamo che si pervenga a una concertazione condivisa veramente fra gli organi competenti. Non chiediamo altro perché poi si istituirà un tavolo tecnico, ne faranno parte Ordini dei professionisti, i nostri tecnici del Comune. Questo progettista il cui atteggiamento mi sembra pirandelliano, perché è vero che “Uno, nessuno e centomila”, non per niente Agrigento, si vede che anche il buon emiliano, venendo a respirare l’aria di Agrigento, si vede che ha fatto questo effetto, appunto di uno sdoppiamento di 55 personalità, da Uno, nessuno e centomila, tanto che in un Piano dice una cosa e in un altro Piano invece norma altro. Ad Agrigento può capitare questo. Quindi, io volevo fare un appello al signor Sindaco affinché alla riunione di domani si faccia latore dell'indirizzo del Consiglio comunale. Noi come MpA credo che prepareremo un ordine del giorno in cui spingeremo alla concertazione tra ordini professionali, Ente Parco, Comune, per vedere, analizzare innanzitutto lo status progettuale, vedere se ci sono punti di incongruenza. Un Presidente degli Stati Uniti parlava di elementi inappropriati e poi addivenire a quella che è una ipotesi progettata condivisa, concordata, che tenga conto che non è un caso che ci sono queste due vie, che storicamente ha ragione, ne abbiamo testimonianza storica, è stato sempre così. Io naturalmente comprendo che è bello che chi viene dalla foce deve vedere… non comprendo poi cosa si debba fare, è bello, cioè sotto un aspetto utopistico forse è anche irrealizzabile ormai visto lo status delle costruzioni, è bello chi viene dal mare, poter rivivere il percorso che devono, gli antichi viaggiatori oppure la visione pindarica di Agrigento. Purtroppo però siamo in tempi diversi. C’è stata una evoluzione urbanistica della città. C’è una analisi di costi e benefici che si deve fare e quindi credo che su questo occorra un serio e sano confronto per pervenire ad una soluzione che sia concordata, che possa essere valida sia per lo sviluppo del Parco archeologico, sia per la vivibilità degli agrigentini, perché noi in Consiglio non dobbiamo dimenticarci che siamo stati eletti da questa città e dobbiamo cercare di migliorare le condizioni di sicurezza, di viabilità e di vivibilità dei nostri cittadini. Quindi, contemplando tutte queste considerazioni, questi elementi, addiveniamo a quella che può essere una ipotesi conclusiva che sia idonea. Accelerazioni mi sembrano inopportune, così 56 come mi sembrano inopportune delle chiusure a un dibattito che suscita perplessità, a un dibattito che suscita anche delle idee critiche, a uno scenario progettuale che invece tutti, ognuno per le proprie competenze, hanno criticato. VICE PRESIDENTE LAURICELLA – Ho iscritto Arnone. Se non si iscrive più nessuno chiudiamo il dibattito. Quindi se qualcuno si vuole ancora iscrivere siete ancora in tempo. Consigliere Salsedo. CONSIGLIERE SALSEDO – Grazie Presidente, colleghi Consiglieri, gentili componenti del Consiglio del Parco. In merito alla tematica di questa sera molto importante per il futuro della città di Agrigento avevo a riguardo dei dubbi, ma penso che questa sera torno a casa con delle certezze. Torno a casa con molta amarezza e molto deluso. La certezza è data nel vedere uno sguardo sereno, tranquillo, rilassato della dottoressa Scovazzo perché, parliamoci chiaro e con molta franchezza, Ingegnere Di Rosa, il Piano è stato fatto, ormai la decisione è stata presa da parte del Parco, è scritto lì, quello è Vangelo, un ignorante che legge quelle carte e legge: “Tratti stradali da dismettere in modo programmatico”, stasera qui non noi ci prendiamo in giro, e qui viene fuori la differenza da un Consiglio comunale eletto democraticamente e in modo legittimo dal popolo sovrano e quindi che ha a cuore i problemi della città e da un organo nominato con decreto che possibilmente sconosce la realtà di Agrigento e sconosce le strade di Agrigento. Io sono convinto, è un mio pensiero legittimo, che la dottoressa Scovazzo sconosce via Emporium, via Gela, viale dei Giardini, sono pronto a scommettere che la dottoressa Scovazzo sconosce totalmente questa zona. E sono deluso e amareggiato di un silenzio assurdo, assordante, di un giurgintano purosangue che ha fatto la storia di Agrigento, che è citato anche nelle canzoni dell’amico Giovanni Moscato. Il 57 silenzio del Professore Melisenda Giambertoni che oggi dovrebbe gridare allo scandalo di quello che si vuole fare all’interno della Valle dei Templi. Allora, siamo contro il rigassificatore, Dottoressa Busetta, io la seguo, la stimo, ogni giorno la leggo sui giornali. Dobbiamo avere anche un poco di coerenza, dobbiamo autorizzare i viadotti nella Valle, dottoressa Scovazzo, e poi siamo contro il rigassificatore? Un poco di coerenza ci vuole. Noi non possiamo permettere nella maniera più assoluta, e voi non potete pensare che il turismo e lo sviluppo di Agrigento passi con la chiusura delle strade, è la Panoramica dei Templi della strada di San Nicola. Vi siete sbagliati di grosso. Il problema sacrosanto è che chi sconosce il territorio, purtroppo, oggi arriva a questo punto e guai a contraddirli perché quello che loro scrivono deve essere Vangelo e basta. Il Consiglio Comunale , che è organo sovrano nel decidere la destinazione urbanisticamente anche delle strade, oggi viene scavalcato da un organo nominato per legge, quindi sono tutti sottogoverni nominati da Assessori regionali, Presidenti abbastanza remunerati, che sconoscono le zone interessate e torno a dirlo ancora e non mi vergogno a dirlo, la dottoressa Scovazzo sconosce viale Emporium, dove c’è il supermercato Pendolino, sconosce la via Gela quanto è larga, quanto è lunga, sconosce viale dei Giardini, già sono invivibili da ora, da oggi, ora che inizia la stagione estiva, fino ad ottobre sono invivibili. Pensate voi i tir che vengono dalle cementerie di Porto Empedocle, i tir che vengono dalla zona di Castelvetrano, di Trapani, che devono andare a Gela. Un giorno cosa diranno che è stato il Consiglio comunale a fare queste cose o è stato l’Ente Parco? Io stasera torno a casa con una certezza: che loro la decisione l’hanno presa, senza ombra di dubbio, la decisione è stata presa. Norme transitorie a destra, norme transitorie… sono tutte bufale. Loro la loro 58 decisione l’hanno già presa, devono togliere tutto, strade, asfalto, deve diventare terra allo stato brado, questa è la verità. Noi che siamo abituati da generazioni a generazioni ad attraversare la Valle dei Templi, noi che siamo abituati a vedere la valle imbiancata, noi che siamo abituati a sentire i sapori, gli odori della Valle, ci vengono a togliere anche questo. Io da Agrigento per andare a mare e per andare a prendere un gelato a San Leone devo scegliere quale strada fare, se fare 15 chilometri, se fare 20 chilometri, se io devo andare a mare alle Dune, devo partire per tempo da casa, mi devo organizzare, bisogna fare il giro della morte per andare a mare, perché non posso attraversare più dalla Valle dei Templi. Io, come tanti agrigentini, tutti gli agrigentini, e poi parliamo della Valle dei Templi che è conosciuta in tutto il mondo, parliamo di questo, parliamo di quello e poi dobbiamo mettere anche nel conto che vogliono continuare a mettere i chiodi nella Valle dei Templi. La prima vergogna è successa nel ‘94 per i mondiali, dottoressa Scovazzo, forse lei non si ricorda i mondiali di ciclismo, si vietò di far passare le biciclette con le ruote gomme, le ruote di gomma, no le ammiraglie, le macchine. Tutto il mondo ci guardava, forse anche dall’al di là, forse. Le biciclette, no le ammiraglie, perché rovinavano la via Sacra e non poteva essere. Solo le biciclette. Oggi il risultato reale è questo, che non solo si sconosce il territorio, si sconoscono i tratti interessati alle nuove modifiche stradali, si ha per giunta il capriccio di venire qui a dire che ci possono essere momenti di convergenza; ma convergenza su che cosa? Se già la decisione l’avete presa, siete venuti qua a prenderci in giro? Perché questa è la verità. Io politicamente e penso assieme all’intero gruppo consiliare noi faremo le guerre, faremo le barricate, faremo tutto quello che è possibile fare, tutelando gli interessi degli agrigentini, della città di Agrigento. 59 Questo senza ombra di dubbio. Presidente, io ho finito e vi ringrazio per l’attenzione, grazie. PRESIDENTE CALLARI – Prego Consigliere Arnone, ha chiesto di parlare, ne ha facoltà. CONSIGLIERE ARNONE – Io innanzitutto mi scuso con gli illustri ospiti, con i cittadini presenti, con i colleghi Consiglieri, per non avere partecipato sin dall’inizio ai lavori del Consiglio Comunale. La ragione è di tutta evidenzia, sono impegnato negli adempimenti conclusivi relativi alla mia candidatura a Presidente della Provincia per il prossimo 15 giugno. E ritengo di ricollegare il mio intervento all’evento del 15 giugno perché credo che la larga parte degli agrigentini oggi non si riveda e ne avremo probabilmente prova il 15 giugno come ne avemmo prova nel ‘93 nelle posizioni estreme, esasperate, che ho udito questa sera qui. Io ritengo che noi dobbiamo distinguere due livelli di discussione: una di principio che mi pare quella prioritaria, un’altra di dettaglio. La discussione di principio è quella che inerisce la prospettiva della tutela della Valle dei Templi, prospettiva che mi pare perfettamente disegnata dalle norme transitorie che contiene il Piano del Parco. A me pare che questo Piano del Parco sul punto esprima considerazioni ovvie, direi quasi intrise di ovvio buon senso. Io mi mantengo bene, spesso dico grazie al calcetto domenicale, però appartengo per fascia di età a quella generazione che poteva parcheggiare l’automobile di sera innanzi al Tempio di Giunone, innanzi al Tempio della Concordia e aveva un suo fascino parcheggiare di sera l’automobile nel cuore della Valle dei Templi e intrattenersi gradevolmente. Poi l’evoluzione della tutela del territorio ha comportato che la cosiddetta via Sacra venisse interdetta al traffico automobilistico. Lì per lì sembrava chissà quale grande ferita 60 all’orgoglio degli agrigentini, invece era un normale atto, dovuto atto di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio. E allora, rispetto alla ulteriore valorizzazione del cuore della Valle dei Templi, questo Piano cosa prevede? Che quando sarà realizzata una diversa viabilità coerente con le necessità della città, coerente con lo sviluppo turistico, coerente con la nostra economia, allora, finalmente si potrà ripristinare l’antico cardo all’interno del cuore della Valle dei Templi, si potrà circolare con veicoli a motore elettrico e quindi non inquinanti, con cavalli e carrozze possibilmente, e non dovremo vedere le scene non proprio gradevoli, ad esempio, delle auto in doppia o in tripla fila a La Promenade, nel cuore della Valle dei Templi, o il distributore a pochi passi dal Quartiere Ellenistico Romano e a fianco all’area monumentale prospiciente il museo. Certo, a me oggi appare un’offesa che vi sia un distributore di benzina lì. Quando l’hanno realizzato forse si pensava che fosse il progresso. Ma tanto progresso non era. E io devo spezzare una lancia nei confronti di chi ha tutelato la Valle dei Templi e che in questa sede è stato oggetto anche questa sera di valutazioni non necessariamente illuminate dalla via Minerva, se vogliamo rimanere sul terreno classico. Già, noi abbiamo i sovrintendenti che hanno dato tanto, tantissimo ad Agrigento, e sono Pietro Griffo. Mi onoro di avere realizzato con Pietro Griffo un libro, ed è una delle cose più belle della mia… si dovrebbe intitolare il Museo a Pietro Griffo, vedremo se riusciremo a farlo, intitolare il Museo a Pietro Griffo. Una delle cose più commoventi, dal mio punto di vista, della mia molto vissuta ed entusiasmante esistenza è stata proprio la realizzazione del libro di Griffo. Griffo aveva già 80 anni quando mi venne a trovare con le pagine dattiloscritte. Da anni vi erano i computer, ma il libro di Griffo era scritto con la macchina da scrivere e corretto a penna, 61 dicendomi: può essere che lei riesce ad aiutarmi a pubblicare questo libro? Ci ho lavorato tanto. È la opera più importante della mia carriera. E io mi impuntai e come dice qualcuno, inizialmente le cose che penso di fare, questa del libro in fin dei conti può definirsi una cosa minore, una sciocchezza, ma le cose che penso di fare nella fase iniziale vengono prese per cose da pazzi. Con la Sovrintendente Camerata Scovazzo abbiamo battuto il megacarcere di Favignana. È uno dei ricordi più belli a proposito di ricordi che ho è una riunione al Ministero della Giustizia, in via Arenula, ove di fronte avevo i Direttori Generali e un Sottosegretario ai Lavori Biblici Bargone e uno alla Giustizia Aiala, perché quel carcere si dovesse assolutamente fare. La posizione contraria al carcere la rappresentava l’Avvocato Arnone, neanche il Sottosegretario Mattioli, era stata delegata a me la battaglia. Abbiamo vinto. E come con il libro di Griffo, il libro di Griffo poi si è stampato, è l’opera più bella che riguarda la Valle dei Templi e per me è stato anche oggetto di orgoglio e commozione vedere due anziani uomini, mio padre, che ha realizzato le fotografie, e Griffo nel salone di casa di mia madre sul tavolo nero, lucido, lavorare per ore e ore ad assemblare didascalie, pagine, fotografie per realizzare quelle opere. Ma dicevo, dei sovrintendenti possiamo andare orgogliosi, del Consiglio Comunale no. E lo dice il primo eletto, chi ne fa parte da quasi 20 anni, chi ha dedicato un pezzo della sua vita a questo Consiglio Comunale. Sovrintendenti che hanno realizzato ville abusive nella Valle dei Templi non ne conosco, Sindaci che hanno realizzato ville abusive nella Valle dei Templi ne conosco. Sovrintendenti che hanno sbancato aree costiere abusivamente non ne conosco, Sindaci che hanno sbancato aree costiere abusivamente ne conosco e ne ho fatti condannare come Sindaci che hanno realizzato ville abusive nella 62 Valle dei Templi. Allora noi come Consiglio Comunale dovremmo apprestarci a gustare uno spirito di moderazione e di collaborazione con le altre Istituzioni. La dottoressa Camerata Scovazzo ha ereditato l’elaborazione di questo Piano del Parco, certamente per come la conosco non è bravissima ad allocare e progettare strade e viadotti, non mi pare che sia la sua materia, e per quello che è il mio ricordo le strade e i viadotti di cui stiamo parlando e che appartengono alla fase del dettaglio che in qualsiasi momento si può rivedere, sono precedenti al suo insediamento alla Presidenza del Consiglio del Parco archeologico. Allora, il punto quale può essere? L’indirizzo politico da condividere che l’esigenza di tutela del cuore della Valle dei templi richiede soluzioni che limitino progressivamente l’attraversamento automobilistico, i pullman, le automobili, qualsiasi tipo di automobili, le file e poi nel dettaglio le soluzioni relative al traffico andiamo anche a vedere progressivamente quali possono essere. Questa città deve uscire dalla logica del muro contro muro, che è sempre una logica perdente. Deve accedere alla logica del merito, alla logica della capacità di confrontarsi. Confrontarsi comporta per l’uomo una difficoltà, perché chi si confronta deve scendere nel merito dei problemi, deve mostrare una preparazione, deve costruirsi una preparazione, deve avere una idea delle cose mediante le quali accedere alle idee che hanno gli altri; scontrarsi, invece, consente di utilizzare vie molto più brevi, si dicono un bel po’ di male parole, si fa un bel po’ di bolsa retorica, si alza il tono della voce, si abbassa la qualità del pensiero e alla fine si risolve molto, molto poco. E su questo terreno io credo che noi dovremmo approcciarci alle questioni anche della viabilità, dialogare. Cosa dice il Piano, che andremo a togliere l’asfalto su un gioiello archeologico che è il cardo che attraversa la Valle dei Templi, per capirci, dalla Promenade a 63 sud, solo dopo che avremo delle soluzioni di viabilità alternativa, che molti di noi hanno già imparato a praticare. Io molto spesso per andare a San Leone prendo dalla Statale per Caltanissetta e da via Papa Luciani. Dobbiamo ulteriormente migliorare queste soluzioni. Dobbiamo avere raccordi a maggior tasso di efficienza nella zona di Villaseta, ma questo è l’indirizzo progressivo che dobbiamo avere, senza violenze nei confronti di alcuno, senza posizioni precostituite e senza imposizioni, con la capacità di dialogo e poi, appunto, andare a rivedere. Possiamo anche lanciare un concorso di idee cittadino, quali possono essere soluzioni concrete migliorative della viabilità di via Gela. Io via Gela la conosco. Caricare via Gela di ulteriore traffico non mi sembra affatto una idea geniale, come non mi sembra affatto una idea geniale caricare il viale delle Dune di ulteriore traffico. Ma tutte queste cose sono cose sulle quali un esercizio serio, migliorativo, noi possiamo andarlo a porre in essere, con tutta la collettività, con tutte le risorse che abbiamo, con gli ordini professionali, con gli architetti, con gli ingegneri, uscendo dalla logica del muro contro muro che non consente di pervenire ad alcun utile risultato. Questo è l’itinerario che io ritengo su questo terreno si debba venire a praticare, questo, non un itinerario diverso. Accedere a criteri generali e poi applicarli nel modo migliore questi criteri generali, in una massima disponibilità reciproca da parte del Consiglio del Parco e da parte nostra. Se non ho mal capito, e se ho mal capito qualcuno mi corregga, la norma transitoria è frutto di una attività di mediazione recente che dà larga contezza a quelle che sono le ragioni prospettate dal Consiglio Comunale, dà larga contezza. Sarà la mia particolare esperienza politica, ma io penso che sia sempre molto più opportuno rivendicare e utilizzare i risultati ottenuti che non sminuirli. Io sarò candidato alle elezioni provinciali, non avrò 64 la lista del mio partito né il simbolo del mio partito. In compenso ho avuto un intervento di Roma che diceva, ragazzi, correte alle elezioni, andate a votare, i cittadini sceglieranno quale è il candidato che preferiscono all’interno della cultura del Partito Democratico e poi il 15 giugno vedremo chi ha torto e chi ha ragione. E i torti e le ragioni le daranno gli elettori. Io avrei potuto dire: ah, sono sconfitto, non ho il simbolo del partito, non ho le liste del partito. No, ho acceduto a una linea diversa, l’ho avuto vinta. Mi si voleva impedire di candidarmi, mi si voleva impedire di candidarmi in nome del sistema di valori al quale in Italia appartengo, e invece questo mi è stato pienamente garantito, sconfiggendo la logica delle abiure e delle scomuniche. Lo stesso discorso vale per noi. Abbiamo contestato quello che era l’aspetto più negativo della vicenda di cui ci occupiamo, la rigidezza, la tassatività, l’assenza di disponibilità alla valutazione di esigenze altre che non fossero quelle rigide della tutela a scapito di tutti. Abbiamo una soluzione flessibile che invece offre piena contezza e soddisfazione alle ragioni che ci avevano mosso. Quindi, io la vedrei come una vittoria delle istanze del Consiglio Comunale, come una vittoria della volontà di ragionare del Consiglio Comunale per cogliere obiettivi da parte di questo Consiglio Comunale, non come una sconfitta che deve portarci a imprecare contro gli organi di tutela. Io mi sento vittorioso, appunto perché sono parte anche trainante, significativa, incisiva, di un Consiglio Comunale che ha ottenuto rispetto al problema della viabilità del Consiglio del Parco un risultato assolutamente positivo ed importante. Questo è il mio modo di vedere e su questo terreno io sollecito l’intero Consiglio Comunale ed esprimo il pieno apprezzamento per le personalità dal già Rettore Marchese Giambertoni Melisenda, alla Sovrintendente Camerata Scovazzo e a tutte le altre personalità 65 che sono qui presenti con noi per arricchire il dibattito di questo Consiglio Comunale e con esso per arricchire il profilo culturale, la capacità di riflessione, la capacità di analisi e di proposta dell’intera città. Vi ringrazio. PRESIDENTE CALLARI – Professoressa Busetta, prego. PROFESSORESSA BUSETTA - Buonasera a tutti. Mi rendo conto che siamo un poco stanchi. Del resto come voi avete potuto vedere io sono stata qui durante tutto questo Consiglio. Sono stata presente perché l’ho ritenuto un mio dovere quale Consigliera del Parco, in un primo, e cittadina di questa città ovviamente, perché sono Consigliera ma sono anche una cittadina di questa città. Vi dico di più, sto arrivando direttamente da Milano perché sono stata quindici giorni fuori. Mio figlio come tutti i giovani oggi lavorano fuori. Ma questo è un altro discorso o per meglio dire è lo stesso discorso, perché io come cittadina di Agrigento, oltre che come Consigliera, ho a cuore le sorti di questa città e ce le ho in una maniera enorme, cioè sono accorata veramente, perché questa città cresca. Quindi, credetemi, nel momento in cui io un anno e mezzo fa circa ho accettato di fare parte del Consiglio del Parco, l’ho fatto con un unico obiettivo, che è quello di potere aiutare, se mi è possibile, questa città a trovare nel Parco il volano di sviluppo, perché di questo si tratta. Noi dobbiamo credere in questa cosa e fare diventare la nostra Valle con 1400 ettari volano di sviluppo. Ma se io sono qui da un anno e mezzo, la stessa cosa è per la Presidente. Infatti io in un primo momento avevo deciso di non intervenire, ma sono stata chiamata in causa e ritengo che sia mio dovere intervenire non solo come componente chiamata in causa, ma anche come cittadina di Agrigento. Ebbene, io penso che questa sera la nostra Presidente sia stata un po’ il parafulmine di tutto quello che in questi anni è successo in questa città e di cui 66 lei non ha alcuna colpa, come del resto voglio dirlo non ce l’ho io, perché come tutti sanno io provengo dalla società civile, sono una cittadina che per 35 anni ha fatto l’insegnante, non ho mai fatto politica, quindi purtroppo di quello che è successo in questa città non posso dar conto, però devo dire che ho sempre seguito tutto in quanto questo per me era importante in quanto cittadina che segue i problemi. E’ chiaro che avendo la nostra Presidente, così come tutto il nuovo Consiglio, perché è un Consiglio quasi per intero rinnovato, c’è solo un componente, uno o due, che faceva parte, ebbene, noi siamo qui, ma la Presidente soprattutto, ovviamente, parafulmine di una situazione e devo dire abbiamo ascoltato penso anche sicuramente la nostra Presidente, ascoltato con molta attenzione. Io ho ascoltato con molta attenzione e devo dire che ho colto prima di tutto con quanto grande interesse questa città guardi al Parco. Penso che questo è un fatto positivo, al di là di tutto quello che è stato detto, al di là anche degli attacchi, se attacchi ci sono stati, ma non siamo arrivati a tanto, io penso che la discussione in se stessa è stata estremamente positiva, è stata una discussione che aiuterà tutti a portare avanti quello che è l’interesse comune, l’interesse del Consiglio comunale, l’interesse del Consiglio del Parco, far crescere questa città, farla diventare una città in cui il turismo sia una cosa seria. Ho ascoltato tutti e io dinanzi ai numeri dati dal dottore Pendolino ho tremato, perché per me è gravissimo, c’è la crisi del turismo che riguarda tutto il mondo e l’Italia in particolar modo. Il nostro turismo qui a sud ha subito un contraccolpo ancora maggiore e non è difficilmente spiegabile, considerato oltretutto che noi siamo Agrigento, è così marginale. Però a noi quei numeri ci terrorizzano. E allora quale deve essere il nostro obiettivo, il nostro scopo? Il nostro scopo deve essere quello di fare in modo che il Piano del Parco diventi 67 veramente questo volano di sviluppo per questa città che ha nella valle intatta, in 1400 ettari di Parco, una ricchezza talmente grande da fare tremare le vene ai polsi. In che senso? Anche in senso di responsabilità. A questo punto vorrei fare un cenno al Consigliere Salsedo, il quale mi ha detto: Professoressa, io la seguo, ho sentito, ho visto, ho letto un po’ le sue cose. Io circa venti giorni fa, proprio prima di partire, avevo scritto qualcosa che riguardava la viabilità e la fruibilità della Valle dei Templi, perché ovviamente avevo seguito con estremo interesse quello che è successo dal 20 di marzo fino a 15 giorni fa. Mi sono perduta le ultime battute perché ovviamente a Milano non avevo né il Giornale di Sicilia né La Sicilia con le pagine di Agrigento. Che cosa posso dire? Posso dire che in questa lettera che io avevo scritto alla Presidente del FAI, avevo detto delle cose ben precise. Questa lettera è stata inviata per e-mail alla Presidente del FAI, ne è stata data ampia diffusione, per cui c’è stato un settimanale che l’ha riportato, è stato riportato in molti giornali online che abbiamo qui ad Agrigento. In questa lettera io riprendevo l’appunto che la Presidente del FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, aveva fatto proprio al Sindaco e a questo Consiglio comunale. Era una intervista che lei aveva avuto fatto prima dal “La Sicilia”, pagine regionali e poi dalla “Repubblica”, pagine regionali. Quindi, La Sicilia regionale e poi invece la Repubblica, le pagine di Palermo. Allora, rivolgendosi al Comune e al Sindaco in primo luogo, aveva detto: “Sindaco, lei è giovane, so che il vostro Consiglio Comunale è fatto da gente molto giovane, vi chiedo fortemente un atto di coraggio, chiudete la Statale 118 o Passeggiata archeologica”. Al che io, dopo avere visto che la prima intervista aveva anche rifatto la stessa proposta con Repubblica che ha una diffusione ancora maggiore, ho scritto questa e-mail spiccatissima e ho detto: “Gentile Presidente, 68 sa cosa le dico?”, però in termine molto elegante, “che lei non ha diritto di parlare di quello che è bene o male per la nostra città e sa perché? Perché lei ha perso di credibilità, perché un anno fa lei ha detto che il rigassificatore non andava fatto e poi ha fatto quello che tutti i nostri cittadini agrigentini hanno ritenuto che fosse un volta faccia e che non ha un altro modo di…”. E allora a quel punto dico che lei sta mettendo il dito in una cosa importante che è quello della viabilità. Lei dice che questa strada Statale 118, già storicizzata in un certo senso, come ama dire l’Architetto La Mendola è una strada e una ferita. Ma io le dico che questa è ben poca cosa, perché se è vero che questa strada oggi è molto trafficata, è anche vero però che può essere risolto, è una situazione molto reversibile, tutto sommato si possono trovare i modi per risolvere il problema, mentre sul rigassificatore lei, appunto, non ha saputo portare fino in fondo questa posizione. Questa è stata la mia lettera che poi, però, è stata ampliata e ho detto come risolvere il problema. A parte il fatto che per me la mappa che noi abbiamo qui è superata, almeno per quello che so io e per i lavori che abbiamo avuto all’interno del Parco, non è questo il problema, io dico che questo Piano va approvato. E sapete perché va approvato il Piano del Parco? Va approvato perché in questa maniera noi diamo viluppo alla nostra città, possiamo estrapolare determinate cose e su questo non ci piove. Ad esempio, qui in questo momento è presente il nostro Sindaco. Io lo chiamo il nostro Sindaco, perché al di là del fatto che io l’abbia votato o meno, per noi è il nostro Sindaco. E io dico in questa maniera: Noi possiamo, e già in quella lettera aperta lo dicevo, noi possiamo risolvere il problema in questa maniera. È vero che in questo momento la Statale 118 è eccessivamente trafficata, è un fatto che vediamo tutto. C’è stato un Consigliere che ha detto: a volte siamo 69 costretti a stare incolonnati non so quanto. Benissimo, sono stati fatti i parcheggi. Il parcheggio di Sant’Anna e il parcheggio di Villaseta hanno questa valenza. In questi parcheggi devono restare gli autobus che portano i turisti e che come noi abbiamo visto intasano in quella maniera. Del resto, lasciando i turisti nel parcheggio ad esempio Sant’Anna, attivando la porta quinta, immediatamente si entra nella zona di Giove e si passa ad Hardicasle, uscendo. Ovviamente, se nel frattempo costruiremo in fretta anche la passerella, sarà un fatto estremamente positivo e valido. E il Parco non ha mai detto no alla passerella. Non ha detto questo, mai. Bene, allora noi attiviamo i parcheggi di Sant’Anna e successivamente il parcheggio di Villaseta. Quindi, gli autobus si fermano lì, snellendo enormemente il traffico e i turisti proprio dinanzi al parcheggio Sant’Anna si trovano dinanzi a uno di quei famosi cancelli che questa sera ho visto tanto biasimare, quel cancello aperto che li porta immediatamente nell’area di Zeus, quindi passaggio ad Hardicasle, dove è il Posto di Ristoro, il passaggio al Posto di Ristoro finché non sarà costruita la passerella. Dopo di che il traffico nella Statale 118, che va da Bonamorone fino al piazzale Hardicasle, questa continua a essere una strada in un certo senso a traffico limitato, perché noi avremo tolto gli autobus, e avremo sicuramente lasciato i cittadini agrigentini che vivono quella strada come un qualcosa di molto importante, anche come questa possibilità giornaliera di potere godere di tutto quello scenario e non vi nego che io sono la prima a godere di questo scenario e a volerlo. Ebbene, noi scendiamo con le automobili meno inquinanti, le famose automobili euro 4. Certo, se c’è la macchina scassatissima noi glielo impediremo, ma è un fatto di inquinamento importantissimo, di sicurezza, di tutto quello che volete. Quindi, diventa a traffico limitato ma nel senso che 70 possono transitare tutte le macchine dei cittadini euro 4 e dopo di che, che cosa succede? Succede che quella arteria lì che spesso noi troviamo ingolfatissima, diventa molto, ma molto più libera, transitabile e vivibile. Quindi esistono i sistemi per potere fare in modo che il turista possa venire e continuare a godere questa città e noi cittadini che siamo cittadini di questa città e che l’amiamo e che vogliamo proprio possederla per certi versi, transitando anche in quella strada, è ovvio, noi lo dobbiamo continuare a fare con i mezzi giusti, non inquinanti, con un traffico con i Vigili sempre presenti, con tutti quegli accorgimenti che ti permettono di fruire di quello scenario incantevole a cui non dobbiamo rinunciare e però contemporaneamente impedire quello che succede oggi e che porta un grande fastidio al turismo, perché noi vogliamo che questa città diventi seriamente turistica e per diventarlo anche la viabilità ha una sua importanza, ha una importanza enorme, rendendo la viabilità scorrevole ma non togliendola ai cittadini di Agrigento. Quindi usiamo i parcheggi, nella Valle passeranno le macchine euro 4 dei cittadini agrigentini o di chi viene a trovarci e poi ovviamente passeranno tutte le macchinette elettriche che già sono in funzione nella zona del Parco. E in questa maniera noi risolviamo il problema senza espropriare i cittadini di un qualcosa che non solo è storicizzato, ma che come diceva un padre di famiglia comporterebbe chissà quali giri e quali preoccupazioni per quei genitori che stanno a San Leone. Quindi, stiamo attenti, non siamo radicali, non prendiamo atteggiamenti così di chiusura. Voi siete il Parco e volete fare questo. Noi siamo i cittadini di Agrigento. No, è vero, nel Consiglio del Parco ci sono parecchi che non sono di Agrigento, ma credo che tutti siano bene informati di come è questa città, e comunque ci sono anche dei cittadini di Agrigento, come lo sono io. E allora è importantissimo 71 che noi troviamo le soluzioni più giuste perché questa città cresca, perché credo che in tutti noi ci sia il desiderio che finalmente questa città cresca, perché la città è eccezionale, è incredibile, però dipende da noi farne quel tesoro che noi ne vogliamo fare, piuttosto che altro. Allora praticamente il Piano del Parco va approvato. Sapete perché va approvavo il Piano del Parco? Perché il Consiglio del Parco avrebbe dovuto approvarlo entro due anni. L’ente Parco nasce nel 2000, siamo nel 2008, è da otto anni che questo Piano andava approvato. Comunque avevano dato un anno, ebbene, già da sette anni questo Piano sarebbe dovuto essere approvato. Allora, a questo punto non lo è. E voi cosa pensate che dobbiamo ancora procrastinare? Non è corretto, non è giusto. Noi non dobbiamo procrastinare ulteriormente l’adozione del Piano. L’adozione del Piano aiuta, è necessaria, la città crescerà e potrà crescere in grande armonia solo che lo vogliamo, solo se non faremo le barricate. Noi dobbiamo capire quale è l’interesse della città e di noi cittadini che ci viviamo giorno dopo giorno e che adoro tutte le mattine passare, visto che ormai non sono più un’insegnante a tempo fisso, nel senso che sono in pensione come insegnante, quindi la mattina, se voglio, posso benissimo andare a San Leone e vi dico che è uno spettacolo passare dalla Statale 118. Voglio dirvi solo una cosa: nel 1976, forse, io ero Presidente di Italia Nostra ad Agrigento e ho lavorato moltissimo perché fosse chiusa al traffico la via Sacra. La via Sacra è stata chiusa e tutto il mondo ci ha elogiati perché era veramente un qualcosa di delittuoso far passare le macchine dinanzi ai Templi. Oggi io dico che la Statale 118 storicizzata come è, e per quello che noi sappiamo è questa città, va lasciata aperta. Ho il coraggio di dirlo ad alta veloce, però con un traffico regolamentato. Quello che succede non conviene a nessuno. Io che tutte le mattine scendo a San Leone è 72 una pena vedere quegli autobus incolonnati, i turisti che vengono spesso scaraventati, le cronache dei giornali lo dicono, e poi il traffico che si blocca. Non parlo dell’estate perché fortunatamente io l’estate non sono qui. Però questo succede in primavera inoltrata, eccetera. E allora facciamola questa cosa, rendiamo quella strada vivibile continuando a passarci noi agrigentini perché è un nostro diritto con le automobili giuste non inquinanti euro 4, mi pare che solo i Marocchini hanno le macchine che buttano dalle marmitte quel ben di Dio che voi vedete. Quindi, le macchine euro 4 continueranno a passare, i parcheggi faranno stare a Sant’Anna e successivamente in fretta anche a Villaseta gli autobus, ci saranno anche dei bus navetta elettrici, e a questo punto cosa succede? Il problema è risolto, senza interdire agli agrigentini la possibilità che hanno giornalmente di immergersi nell’incanto della Valle. La prima io ne soffrirei e mi dispiacerebbe. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Il Professore Melisenda Giambertoni. PROFESSORE MELISENDA GIAMBERTONI – Grazie, Presidente. Sarò brevissimo, non toglierò tempo al Consiglio perché si è fatto tardi. Voglio ringraziare il Consigliere Salsedo che non ho il piacere di conoscere da vicino, ma soprattutto l’ho seguito in queste attività che io riesco da Palermo a seguire per le trasmissioni che ne fa Teleacras. Ho sempre apprezzato i suoi interventi acuti e abbastanza fruttuosi. Questa volta l’intervento è rivolto a me, forse perché si augurava che io questa sera potessi risultare più visibile attraverso un intervento nel merito del problema. Io il problema lo conosco da poco tempo e penso che per intervenire nel merito di un problema bisogna averlo conosciuto con maturazione sino in fondo. Però quello che però al Consigliere Salsedo 73 devo ricordare è che il Consiglio sta esaminando il Piano, ma non l’ha approvato. Allora considerare le nostre conversazioni come le previsioni del Piano come già assodati, come se ci fosse una mano segreta nelle attività che riguardano il Parco, che approva al di là delle attività degli organi collegiali delle idee progettuali o dei risultati progettuali, è una circostanza che un componente del Consiglio deve fermamente respingere, perché torna a disdoro della nostra onorabilità. Chi sta nel Consiglio vive la vita del Consiglio dopo una lunga fase istruttoria dei problemi e alla fine decide, fa parte di questa lunga istruttoria l’avere accolto l’invito della Presidente qui presente di accompagnarla alla partecipazione ai lavori del Consiglio, che ho fatto in silenzio perché volevo ascoltare le vostre osservazioni e non portare contributi di merito che ancora non sono nella condizione di dare. Certamente quello che vi posso assicurare è stato detto qui sulla mia posizione nei confronti dei problemi agrigentini mi conforta e mi trova in qualche maniera soddisfatto del pensiero che hanno i miei concittadini della mia agrigentinità, perché io amo questa città dove sono nato, dove sono sempre ritornato tutte le volte che ho potuto farlo con risultati che hanno lasciato anche un segno della mia presenza in Agrigento. Spero che questo segno possa restare pure nel mio contributo offerto ai lavori del Consiglio del Parco archeologico, poiché riguarda la città, riguarda un’area della città a cui sono personalmente e straordinariamente affezionato, riguarda anche la mia posizione ammirata nei confronti dell’ambiente naturale agrigentino e dell’ambiente costruito 2000 e più anni fa e dell’attività svolta da un organo collegiale come il Consiglio Comunale che lavora per Agrigento e in Agrigento. Quindi il silenzio assordante che l’amico Salsedo ricordava non è casuale, deriva dal fatto che non sono venuto qui per 74 avere visibilità, ma unicamente per apprendere la vostra posizione, le vostre considerazioni, le posizioni degli Ordini professionali che sono convenuti in questa riunione, appunto perché sono elementi importantissimi per l’atteggiamento che i componenti del Consiglio del Parco potranno assumere in ordine all’approvazione del testo attuale o del testo emendato del documento progettuale che attualmente è all’esame del Consiglio medesimo. Ringrazio il Presidente per avermi concesso questa brevissima replica e mi compiaccio per l’affezione dimostrata da questo Consiglio, da ogni singolo componente del Consiglio per questo problema come per tutti gli altri problemi che riguardano la nostra città. PRESIDENTE CALLARI – Sono io che ringrazio lei e cedo la parola al Consigliere Gramaglia. Prego. CONSIGLIERE GRAMAGLIA – Signor Sindaco, professoressa Scovazzo, spetta a me chiudere questo vivace dibattito consiliare, che non è nato per caso, è nato da una esigenza dimostrata al Presidente del Consiglio dal sottoscritto come capogruppo dell’UDC, che essendo un po’ pragmatico nelle sue posizioni, e ormai anche l’esperienza di vita consiliare, è da 3 legislature che faccio il Consigliere Comunale, mi è capitato spesso di vedere dibattiti del genere. Ero presente come Consigliere Comunale quando è stata fatta la famosa Legge sul Parco Adragna – Capodicasa, non so quanti anni sono passati. Da questa legge ci aspettavamo tanto, ma tanto come agrigentini, ma come vede, diceva bene del suo intervento la professoressa Busetta, sono passati tanti anni però ha ragione il Consigliere Salsedo che qualche volta l’agrigentino comune, in modo particolare i Consiglieri, perdiamo anche entusiasmo nell’affrontare le problematiche. Questa discussione di questa sera ha messo sul tavolo due 75 tendenze, la tendenza un po’ nichilista, cioè di ostruire completamente il Piano sul Parco archeologico che voi state per adottare domani, e una tendenza un po’ più moderatrice, e io penso di rappresentare questa tendenza, che è quella di trovare la teoria del dialogo, la teoria della concertazione, la teoria del confronto. Di confronto ce ne è stato abbastanza. Anche le ultime frasi che diceva la professoressa Busetta mi hanno fatto capire un altro aspetto, cioè l’aspetto non della chiusura totale alle nostre esigenze di Consiglieri comunali. Noi Consiglieri comunali se siamo qua non lo dobbiamo perché siamo bravi ma perché dobbiamo rappresentare determinati interessi, interessi dei cittadini di Agrigento che ci hanno dato il consenso. Se voi permettete, membri del Consiglio, noi dobbiamo rappresentare le loro istanze e voi che vi trovate a decidere sull’adozione del Piano del Parco, dovete avere anche rispetto delle nostre esigenze. Nessuna preclusione dunque su questo Piano. Una preclusione la dobbiamo fare sulle iniziative che Imbesi purtroppo ha fatto con questo Piano del Parco. Diceva Calabrese, perché siccome noi l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle, in modo personale le devo dire quando abbiamo fatto questi emendamenti che prevedevano la non apertura totale del traffico veicolare proveniente da Porto Empedocle e Siculiana con i mezzi pesanti da via Gela e che le ricordo io avevo fatto precedentemente un intervento alla sala Zeus del Palacongressi e glielo ho detto, cara Presidente. Addirittura c’era nel progetto di Imbesi la distruzione di circa 30 ville che dovevano permettere questa strada di via Gela, che doveva arrivare in viale Cannatello. Noi allora ci siamo opposti in maniera forte, in maniera vivace e grazie alla collaborazione dell’Architetto Noto Campanella questa tesi non l’abbiamo fatta passare. Siamo qua disponibili alle vostre prerogative, però avete parlato voi nella sala Zeus di flessibilità, cioè che 76 non si farà niente se non ci sono alternative, ma le alternative devono essere valide e sicuramente devono essere apprezzate da tutti, perché, per esempio, io citavo l’esempio, allora al Palacongressi per quanto riguarda questa benedetta situazione ambientale del Parco nella zona di Giunone, dove qualcuno voleva fare un parcheggio. Mi dispiace che il Consigliere Picarella se ne è andato, ma ormai è cambiata tanta di quella zona per quella zona, professoressa Busetta, che io da cattolico e che credo in quello che faccio, io quella località la vedo come un momento sacro, perché è venuto Papa Giovanni Paolo II, ha dato un messaggio mondiale: “Convertitevi, mafiosi”. Non possiamo fare a meno di tipizzare quel momento particolare che c’è stato il maggio del 1985 se non ricordo male. Quindi bisogna cercare di fare entrare i vostri progetti con i progetti degli agrigentini, perché come la professoressa Busetta, anche a me piace attraversare il viale alberato. Ma quanta pace, quanta serenità mi può dare. E se noi riusciamo a coniugare le vostre tesi con il rispetto di quella che è la voglia degli agrigentini a proposito della viabilità, che in questo momento resta così come è, e l’atto che abbiamo promulgato dai membri della II Commissione, primo fra tutti il Consigliere Calabrese, ma anche il Consigliere Raccuia, si propongono proprio questo. Il Sindaco che fa parte di questo Consiglio deve avere a cuore che in questo momento deve rimanere lo status quo per quanto riguarda la viabilità. Per quanto riguarda le altre prerogative, allora utilizzate l’adozione del Parco, ma mettetevi come cappello, e questo ve lo chiediamo a tutti i Consiglieri comunali a viva voce, che la viabilità per la Panoramica e per la via Sacra non deve essere tolta, al limite limitare l’attraversamento dei mezzi pesanti, questo sì, ma agli agrigentini non toglieteci questa possibilità, perché altrimenti sarò costretto a dire, come diceva il Consigliere Salsedo, 77 che dovremmo fare le barricate. E siccome fra istituzioni, prima di tutto ci deve essere un rapporto di democratico intento e di collaborazione, perché tutti siamo per questa idea dello sviluppo della città, soprattutto facendo delle proposte serie e che consentono lo sviluppo medesimo, allora noi saremo d’accordo, quindi una adozione del Piano fatta con lo status quo per quanto riguarda la viabilità. Questo è quello che penso io come capogruppo dell’UDC. Penso di essere interprete anche delle altre esigenze dei Consiglieri comunali. E un’altra raccomandazione le voglio fare, se mi permette da questo microfono, non toglieteci nemmeno la possibilità di godere di quel panorama immenso e incommensurabile che è il Tempio di Giunone, soprattutto quando facciamo quelle serate che hanno brillantemente organizzato anche operatori commerciali e turistici del nostro agrigentino, che ci hanno permesso non solo di creare occupazione, ma soprattutto di usufruire di una località che da un punto di vista turistico e di osservazione archeologica è sicuramente meraviglioso. Il sito, la location di quello che è il Parco nella zona del Tempio di Giunone è meraviglioso. Io faccio il pediatra, Presidente. Una volta ho organizzato un convegno dove ho fatto venire degli studiosi internazionali, pediatri americani e argentini dell’America Centrale che hanno cenato allo Stoai, e quando si sono affacciati da quelle finestre e guardavano il Tempio di Giunone sospeso, perché con l’oscurità si vede l’illuminazione del Tempio, dicevano: “Questo è un paese incommensurabile e di valore inestimabile”. Dobbiamo contribuire voi responsabili del Parco e noi come cittadini ad evitare che possano succedere alterazioni a questo tipo di sistema. Solamente così possiamo dire di avere reso un servizio alla nostra società”. 78 PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei, Consigliere Gramaglia. Le conclusioni del Sindaco. SINDACO - Signor Presidente del Consiglio Comunale, carissima Presidente Scovazzo, Eccellentissimo Magnifico, Consiglieri del Parco, Consiglieri comunali tutti. Intervengo, volendo essere estremamente breve, ma volendo fare un attimo la sintesi rispetto agli interventi che questa sera si sono manifestati e che per il fatto di essere nella casa comunale, nella sala del Consiglio Comunale, nella sala deputata a discutere delle vicende che riguardano la città, assume una particolare rilevanza. E assume una particolare rilevanza il fatto che ad esprimere la loro opinione siano stati gli Ordini professionali, siano stati oltre agli eletti della città. Ho apprezzato enormemente l'iniziativa che è venuta fuori da parte del Presidente del Consiglio Comunale e che ha voluto raccogliere una volontà da parte della Presidente del Parco e del Parco tutto per ragionare e discutere rispetto a una vicenda, diciamocelo in maniera molto chiara, che riguarda il futuro della nostra città, rispetto al quale futuro della nostra città io comprendo che ci sono stati dei ritardi che sicuramente non sono attribuibili a questa gestione del Consiglio del Parco, però non possono essere i ritardi che ci sono stati a farci fare momenti di rottura che a mio modo di vedere possono assolutamente essere evitati, ed essere evitati perché? Devo ricordare come dal momento del mio insediamento, nel nostro insediamento ad oggi, questo progetto del Piano del Parco ha avuto delle modifiche importanti a seguito delle riunioni che sono state fatte, però alla luce del dibattito che questa sera è venuto fuori, io ritengo che ci sia bisogno di un approfondimento della vicenda, e di un approfondimento della vicenda relativo soprattutto alla viabilità rispetto al quale io da qui a qualche minuto farò una proposta e la 79 sottoporrò al Consiglio Comunale e a tutte le parti. Perché faccio questa proposta? Perché io sono convinto di una cosa, rispetto a questo tema in questa città ci siamo divisi, cioè il tema dell’area, della zona del Parco archeologico, ci siamo divisi per tanto tempo e la divisione poi ha portato solamente, come portano sempre tutte le divisioni e tutte le guerre, a dei vincitori, ai vinti, ma soprattutto le lacerazioni comportano fratture e portano solamente male alla città. Questa che è una area rispetto alla quale, negli interventi che sono venuti da parte di tutti e che ognuno di noi ritiene che può rappresentare veramente il futuro di questa città, vediamo come organizzarlo questo futuro e credo che rispetto a questo la pensiamo tutti alla stessa maniera. Se il tema è oggi il momento del contrasto, il momento della non condivisione, è proprio quello relativo alla viabilità, io propongo, e tenuto conto che oggi da questa sede sono arrivati notevoli segnali in questa direzione da parte di Consiglieri comunali, da parte degli Ordini, io ritengo che il prossimo Consiglio Comunale debba discutere proprio con la delibera sul Piano del Parco, ebbene, noi possiamo stralciare, e questa può essere la proposta che farò domani al Presidente del Parco, spero che venga condivisa, la facciamo anche insieme, e anche questo è un segnale importante di chi vuole costruire insieme un fatto importante per la città, stralciare le tavole relative alla viabilità del Parco e ragionare nella prossima seduta del Consiglio Comunale proprio sulle tavole relative alla funzionalità, a come immaginiamo questo Parco debba crescere, che cosa si immagina venga realizzato in questo Parco. Quindi stralciare la viabilità e ragionare sulle tavole relative al Parco stesso. È venuto fuori anche da alcuni interventi. Questo anche per vedere perché questa sera ognuno di noi ha avuto anche il pregiudizio di partecipare alla seduta, valutando solamente queste 80 coordinate relative alla viabilità. Poi in realtà rispetto a quello che è previsto sulla prospettiva e sul futuro del Parco, non mi sembra che ci siamo confrontati molto. Siccome io ritengo che questo può essere invece un momento e un terreno sul quale si ci può confrontare veramente serenamente e si possono trovare momenti di condivisione, il fatto dello stralcio della viabilità aiuta enormemente per trovare momenti di condivisione. Io ritengo che questo può essere un terreno sul quale confrontarci, che anche rispetto alle scelte che ha fatto il Consiglio Comunale sul tema della viabilità, in sede di Piano Regolatore Generale non pregiudica, quindi possiamo noi trovare un terreno di confronto rispetto a questo… (Intervento fuori microfono) SINDACO - Siccome sono convinto del fatto che su un tema come questo è verosimile che si apra una lacerazione rispetto alla quale facciamo tornare le lancette dell’orologio in questa città indietro di anni, allora se è possibile realizzare momenti di confronto su terreni che vedono una condivisione, io ritengo che sia quantomeno da praticare. Io nell’intervento stavo andando a dire alcune cose che noi già stiamo realizzando e che realizzeremo a breve, perché la immediata apertura dei parcheggi di Villaseta e di Sant’Anna che, per quanto riguarda la nostra competenza, andremo a gestire con nostro personale, con il quale alleggeriamo la strada Statale 118 e anche il Posto di Ristoro. Alleggeriamo il Posto di Ristoro, portiamo tutti i mezzi al parcheggio a Villaseta e a Sant’Anna con la predisposizione di un servizio di bus navetta. Già tutto questo l’abbiamo messo in cantiere con l’Assessore al Traffico che sta predisponendo tutto, anche poi per quanto riguarda le vicende di questo Comune, con l’utilizzazione del nostro personale, rispetto al quale le entrate del 81 parcheggio ci serviranno per la integrazione oraria del personale nostro. Gli uffici già, a seguito di una riunione che abbiamo avuto stamattina, hanno quantificato, anche queste cose poi le valuteremo insieme dentro il bilancio comunale. Io mi sentivo di fare questo tipo di intervento perché diversamente, alla luce di quanto è emerso questa sera in Consiglio Comunale, domani mattina la mia posizione non può che essere contraria al Piano, non per non cortesia nei suoi confronti, rispetto al quale il rapporto è sempre di grande chiarezza e cordialità. (Intervento fuori microfono) SINDACO – Questo non mi pare che non sia emerso, perché nelle riunioni che abbiamo avuto abbiamo fatto sempre venire avanti e io ritengo che notevoli passi avanti sono stati fatti, però ritengo anche che ci sia di bisogno di un momento in più di comunicazione, un momento in più di apertura alla città, rispetto alla quale io penso che ci sono comunque tutti i termini per potere arrivare a un confronto costruttivo e sereno. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Presidente Camerata Scovazzo, ho avuto il piacere di conoscerla in quel contrasto incontro – scontro che è finito. Non potevo immaginare di avere l’onore di dare la parola al Professore qui presente. Ha avuto modo di vedere come lavora questo Consiglio comunale, abbiamo accelerato al massimo, abbiamo prodotto tutte quelle conoscenze, ci siamo confrontati, un libero confronto democratico, quasi non era mai successo che due Enti che prima litigavano sempre, oggi siano riuniti a quest’ora tarda per parlare di Agrigento. Credo che anche questa riunione farà storia. Quindi, io la invito da Presidente di attenzionare quanto ha detto il Sindaco proprio perché dobbiamo continuare ad andare avanti, dobbiamo produrre tutto quanto è il bene 82 possibile per gli agrigentini. Lei ha ascoltato le volontà dei Consiglieri Comunali, che loro dicono non ci sono cittadini presenti. I cittadini siamo noi, noi rappresentiamo gli agrigentini e abbiamo questa grande responsabilità. La prego di prendere in seria considerazione ciò che ha detto il Sindaco che è il frutto e la sintesi dell’intero Consiglio Comunale. Ringrazio tutti i presenti. 83