Comune di Agrigento
Consiglio comunale del 19 Maggio 2008
PRESIDENTE CALLARI –
Dopo l’appello siamo 16 presenti, 14 assenti, la
seduta è valida. Cerco di comprendere la volontà da parte dei Consiglieri
comunali nell’organizzare questo lavoro. Principalmente ringrazio gli
intervenuti, la professoressa Camerata Scovazzo, Presidente del Consiglio del
Parco, tutti gli altri intervenuti. Chiedo di dare ordine ai lavori. Ritengo che la
cosa più corretta sia fare spiegare quali sono da parte dei rappresentanti del
Consiglio Parco, ma anche della Presidente, questo importante Piano e dopo
provvediamo con gli interventi da parte degli “esterni”, con interventi di 10
minuti, che ritengo che sono esaustivi del loro pensiero. Successivamente poi
interveniamo noi Consiglieri comunali, rispettando il tempo di 10 minuti tutti,
appunto per fare andare avanti questo Consiglio Comunale con la massima
operatività e ascoltare noi Consiglieri comunali il parere di tutti quanti gli
intervenuti. Se gentilmente prendete posto, anche i sindacati, così iniziamo la
fase operativa di questa importante seduta del Consiglio Comunale. Il punto
all’ordine del giorno è “Discussione in ordine alla viabilità nel Piano del Parco
Archeologico”. È una seduta aperta. A noi quello che più preme è più che altro
sulla viabilità, perché sui confini o su quant’altro abbiamo poco da dire.
Presidente, le cedo volentieri la parola e la ringrazio della sua presenza.
PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Ringrazio il Presidente del
Consiglio con il quale abbiamo instaurato un colloquio operativo e attivo negli
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ultimi 15 - 20 giorni. Sappiamo tutti come questo Piano del Parco scaturisca
dalla Legge 20/2000, che è la legge di istituzione dell’Ente Parco archeologico
di Agrigento, Parco Archeologico e paesaggistico. Quello che mi preme
sottolineare è che tutte le scelte che sono state prese all’interno del Piano del
Parco sono state condivise nell’ambito del Consiglio del Parco; Consiglio del
Parco in cui era rappresentato il Comune, la Provincia, la Camera di
Commercio, la Sovrintendenza, oltre i Consiglieri che hanno delle
professionalità specifiche diverse. Questo è il primo punto. Io ho letto una nota
su un giornale che era un atto di sfida verso il Consiglio del Parco, dice:
vediamo se il Parco presenzierà a questa seduta. Non ho nessun problema a
essere qui presente io e tutti i rappresentanti del Consiglio e dell’Ufficio, anche
perché sono delle scelte che abbiamo tutti condiviso e sottoscritto nell’ambito di
numerose sedute. Soprattutto una serie di sedute avvenute in questo ultimo anno
dal momento che si è instaurato l’ultimo Consiglio, nel quale il Consiglio si è
premurato di adattare questo Piano del Parco con le esigenze
reali della
comunità di Agrigento. Infatti c’erano delle scelte molto più pesanti che noi
non abbiamo condiviso. A proposito della viabilità addirittura si prevedeva lo
smantellamento delle strade. Cosa che noi abbiamo corretto. Tra l’altro questo
Piano del Parco è stato seguito dalla Professoressa Teresa Cannarozzo, che è
docente di Urbanistica, e dall’Architetto Sciarratta che mi dispiace non sia qua
per illustrare questo Piano. Il tema rappresentato è il tema della viabilità, lo
toccheremo. Ma a me sembra molto riduttivo definire e dire che questo Piano
del Parco crea l’agitazione solo per la viabilità. Io vorrei un attimo che si
capisse che cosa è il Piano del Parco. Il Piano del Parco è secondo me e
secondo quelli che hanno elaborato questo Piano, e secondo anche il Legislatore
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che l’ha voluto, è un Piano di sviluppo per questo territorio, in questo territorio
in cui si cerca di attivare una sorta di sviluppo compatibile e un turismo
compatibile al territorio. Riportare questo territorio a una cultura, alle culture
agricole. C’è la possibilità di attivare delle piccole aziende agricole, di attivare
anche dei luoghi di tipo bed and breakfast, si possono attivare questi piccoli
posti di ristoro, si possono attivare una serie di itinerari all’interno dell’area
archeologica e naturalistica e quindi, almeno nella mia utopia, perché poi
oltretutto ognuno di noi deve avere una utopia nella sua mente e fare rifiorire
questo territorio esaltandone le diverse specificità. Discendono da questo Piano
tutta una serie di progetti norma, uno dei quali per esempio, che a me piace
moltissimo, è il recupero della foce del fiume e di tutto il territorio circostante
del recupero paesistico di questo territorio, che penso dovesse essere bellissimo,
e dare la possibilità a chi arriva dalla costa e guarda verso Agrigento di capire
quale fu l’Agrigento dei Coloni Greci e perché i Coloni Greci scelsero questo
luogo, questo luogo che certamente dal mare si presenta fantastico, arroccato
sulla sua collina. Quindi, il Piano del Parco è un Piano di sviluppo. E’ un Piano
di sviluppo ed è anche un Piano di tutela. Non può certamente una
Amministrazione che si occupa di tutela prescindere dagli elementi incongrui
che ci sono all’interno di questo territorio, sono 1300 ettari, caratterizzati da
una serie di bellezze archeologiche e paesaggistiche, ma purtroppo sciupati da
alcuni elementi incongrui. Gli elementi incongrui sono le due strade
panoramiche che suscitano tanta agitazione, giustamente, perché è chiaro che
queste strade sono le strade di collegamento fra Agrigento e il suo mare.
Falsamente leggo sui giornali: il Parco vuole chiudere le strade, il Parco vuole
smantellare le strade. Non è vero. Dicevo, questa viabilità che naturalmente sta
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a cuore agli agrigentini, ed è logico questo fatto, perché raccorda la città di
Agrigento con la costa, con San Leone, eccetera. Ma d’altra parte un Piano di
tutela quale è quello che fa il Parco, non può prescindere dalla valutazione di
quegli elementi che sono elementi incongrui con il territorio e quindi li deve per
forza prendere in esame. Presi in esame e valutati per quello che sono, noi
abbiamo… anche bisogna tenere conto che cosa è un Piano del Parco. Il Piano
del Parco è un Piano comunque territoriale, non è un Piano prescrittivo ma è un
Piano di indirizzo. Allora l’indirizzo sarebbe, nell’utopia dei redattori del Piano
del Parco e degli uomini di buona volontà, avere questo Parco nella sua integrità
e nella sua bellezza. Nella sua integrità fisica, archeologica, con il Ginnasio che
si raccorda con il Quartiere Ellenistico, con il Tempio di Asclepio e la tomba di
Terone che non risultassero delle isole pedonali quasi, ma l’utopia sarebbe
questa. È chiaro che noi non possiamo né vogliamo chiudere queste strade,
contrariamente a quello che è stato scritto sui giornali. Veramente le
chiuderemmo volentieri, ma non è possibile. E allora, nella normativa, con una
aggiunta che noi abbiamo proprio messo nelle norme transitorie e finali c’è un
indirizzo ben chiaro, che i cambiamenti di utilizzazione e gestione delle sedi di
aree esistenti saranno attuati dopo la realizzazione di sistemi di accessibilità e
viabilità alternativi. È chiaro che il Parco non può in alcun modo chiudere le
strade né fare dei cambiamenti. Se questi cambiamenti o se qualsiasi decisione
che è relativa a questa problematica è chiaro che va presa nell’ambito di una
Conferenza di servizio con il Comune, con l’ANAS, con la Provincia, e si
cercherà in un prossimo futuro di dare delle risposte a questo problema. Per il
momento, e qui abbiamo l’indirizzo del Consiglio Comunale che è stato
puntuale e chiaro, e ci trova perfettamente d’accordo, il problema va affrontato
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cercando di snellire il traffico da queste strade. Uno snellimento di questo
traffico può avvenire con l’apertura del parcheggio di Sant’Anna, che è già
pronto, e con il parcheggio di Villaseta, che noi ora abbiamo fatto, poi ne
parliamo, un progetto per attivarlo al più presto, quindi ci sarebbe un deflusso
di buona parte del traffico verso i due grandi parcheggi. Grossomodo credo di
avere detto le cose principali. Di progetti norma ne ho parlato. Uno dei progetti
norma, proprio gli accessi, dà l’immagine di quello che può essere un Piano,
cioè una fruizione integrata di questo Parco, ma, ripeto, il tutto va fatto sempre
di comune accordo e con l’armonia di tutte le amministrazioni e anche dei
cittadini che io prego di attivare le loro intelligenze perché noi una volta
adottato il Piano del Parco, apriremo questo Parco a tutte le attività compatibili
con il territorio in cui si trova.
PRESIDENTE CALLARI – Il Consigliere Raccuia voleva leggere
integralmente l’atto di indirizzo che questo Consiglio Comunale ha già espresso
e votato all’unanimità, solo la lettura, affinché rimanga agli atti e venga vada
contezza e conoscenza a tutti quanti.
CONSIGLIERE RACCUIA – Signor Presidente, signor Sindaco, colleghi
Consiglieri, un saluto da parte dei miei colleghi a tutti gli intervenuti. Il
problema che è stato affrontato da questo Consiglio, che ha portato alla stesura
di questo atto di indirizzo per il nostro Sindaco in qualità di componente del
Consiglio del Parco, è nata da una visione degli elaborati tecnici. Non abbiamo
noi attenzionato il Piano del Parco nella sua completezza, ma in merito alla
viabilità, perché sono sorti dei dubbi, sia esaminando le tavole sulla viabilità,
mi riferisco alla tavola 27 A e 27 B, sia alle norme di attuazione di questo
Piano. Poco fa la, professoressa, lei accennava al discorso che non è prevista
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nessuna dismissione, però c’è un problema che nelle norme di attuazione,
sempre in riferimento alle norme che io vorrei un attimo leggere, proprio per
attenzionarlo, in riferimento al progetto norma 2 viene precisato: “Il progetto
non prevede, pertanto, un intervento radicale di dislocazione, ma propone una
progressiva dismissione delle funzioni proprie della strada Statale, con la sua
riduzione a strada di servizio interno del Parco, con un traffico a regime limitato
ai mezzi di servizio”. Siamo all’Art. 41 progetto norma N. 2 “Sistemazione
della via Sacra, accessibilità all’area archeologica, asservita dalla strada Statale
118”. Proseguo, ovviamente alcuni
punti li salto, non perché non sono
importanti, ma mi dedico ai punti principali: “Pertanto il progetto dispone la
demolizione e trasporto a discarica di tutto il manto superficiale in bitume, di
quota parte del sottofondo stradale, fino alla riduzione della sezione della strada
a sentiero pedonale in terra battuta. La strada ridotta a sentiero potrà continuare
a essere percorsa dai mezzi di servizio del Parco… fognatura acquedotto”. Se
noi vediamo le tavole, guardando la testata, per le due strade che per la città di
Agrigento in questo momento sono fondamentali, le due panoramiche, ne
abbiamo avuto riprova quando ne abbiamo avuta una delle Panoramiche chiusa,
la città è andata in tilt, anche perché non dobbiamo dimenticare che Agrigento
ha una conformazione strutturata a forma di satellite, per cui non è che significa
che chiudendo queste strade allontaniamo noi i cittadini dal centro, non li
stiamo unendo. Perché ovviamente capite che i ragazzi che scendono al mare
durante i mesi estivi dovranno andare a fare un giro allucinante per potere
arrivare a San Leone. La stessa cosa vale per il Villaggio Mosè. Dalle tavole si
vede e quindi si desume anche dalle norme tecniche il problema inerente la
viabilità consiste in queste due panoramiche e poi il tratto fondamentale della
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115 in cui si parla di dismissione, cioè dirottando il traffico veicolare
proveniente da Sciacca, proveniente da Trapani, mi riferisco ai mezzi pesanti
che verrebbero
dirottati verso il centro di San Leone, verso il Villaggio
Peruzzo, per salire la via Gela, via di Giardini. Sono strade che non sono
adeguate da un punto di vista di norme. Le carreggiate non vanno bene per
sopportare un traffico pesante.
DOTTORESSA CAMERATA SCOVAZZO – Infatti è tutto superato da
quella norma che le ho detto finale e transitoria, non è che lo stiamo
dismettendo domani.
(Intervento fuori microfono)
CONSIGLIERE RACCUIA – Scusate, ma poi il problema che è sorto è stato
un altro, nel senso che il Consiglio non è che dice: no, non va bene, non
vogliamo noi tutelare questo Parco archeologico. Noi sappiamo cosa significa
avere un Parco archeologico nella nostra città, il problema nasce pure dal fatto
che già in Consiglio Comunale, in sede di redazione del Piano Regolatore
Generale era stata espressa in qualche modo la volontà della cittadinanza, erano
stati presentati gli emendamenti di cui non si è tenuto conto, proprio che
dicevano: sì, va bene ridurre il traffico, ma non eliminare, possiamo consentire
noi l’eliminazione del traffico pesante. Bellissima anche l’idea che è calata nel
Parco dell’apertura del parcheggio che c’è vicino a Porta V, mi pare che si
chiami. Quella sicuramente è già un’area che ridurrebbe quel traffico che
solitamente noi vediamo nella parte del piazzale Hardicasle di fronte il Tempio.
Quindi sicuramente quella è un’opera che credo tutti quanti siamo d’accordo e
vada bene, ma il problema di andare a eliminare questa viabilità, queste due
strade principali e il tratto della Statale 115 è un po’ una cosa che non riteniamo
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giusta nei confronti della cittadinanza, nei confronti di chi sta a San Leone, di
chi sta al Villaggio Mosè, chi sta a Villaseta. Io do lettura dell’atto di indirizzo
che è stato votato dal Consiglio comunale giovedì scorso. È un atto di indirizzo
che è stato redatto dalla II Commissione consiliare permanente, avendo preso in
visione la bozza trasmessa dall’Ente Parco per le determinazioni di competenza
del Consiglio Comunale e di cui al comma 7 dell’Art. 14 della legge 20 del
2000: “Tenuto conto che da un primo esame gli elaborati grafici, con particolare
riguardo alla tavola 27, nonché alle norme tecniche di attuazione, è emerso che
è stata riproposta la stessa viabilità interna al Parco, in mezzo alla quale il
Consiglio Comunale, già in sede di approvazione e adozione del nuovo Piano
Regolatore Generale, aveva modificato la viabilità proposta con apposito
emendamento approvato dal Consiglio stesso; considerato che all’incontro
congiunto con l’Ente Parco, tenutosi in data 05/05/2008 presso il Palacongressi,
è stata accertata la volontà dell’Ente Parco a volere insistere nella graduale
declassazione definitiva dismissione della rete viaria interna, prevedendo le
opportune dislocazioni e interconnessioni funzionali; vista la legge regionale 20
del 2000 Art. 14, comma 3, nel quale vengono individuate le competenze
dell’Ente Parco in ordine alla stesura del Piano del Parco, rientranti nella
individuazione della destinazione d’uso del territorio e dei manufatti legalmente
esistenti, non specificando alcuna competenza sulla viabilità, competenza di
fatto assegnata ai Comuni in sede di redazione del PRG e della Legge
Urbanistica 1150 del 17/08/42
Art. 7 che recita testualmente. Il Piano
Regolatore Generale deve considerare la totalità del territorio comunale. Esso
deve indicare essenzialmente la rete delle principali vie di comunicazioni
stradali, ferroviarie e navigabili e relativi impianti; rilevato che la volontà del
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Consiglio, già espressa in sede di adozione del PRG, nasce dall’avere
interpretato la volontà della popolazione agrigentina, nonché dei vari
suggerimenti arrivati dagli organi professionali, nonché dalle organizzazioni
sindacali; per quanto sopra, tenuto conto, considerato, visto e rilevato, si
propone al Consiglio Comunale il presente atto di indirizzo con il quale si
impegna il Sindaco, nella qualità del Consiglio dell’Ente Parco, in
rappresentanza dell’intera comunità agrigentina a volere rappresentare in sede
di Consiglio dell’Ente Parco la volontà già espressa in sede di adozione del
Piano Regolatore Generale, con la quale si modifica la viabilità interna al
Parco, proponendo il mantenimento della stessa viabilità attualmente esistente,
introducendo solo una limitazione per il traffico pesante ed extraurbano per le
vie Panoramica dei Templi e Passeggiata archeologica”. Questo è l’atto di
indirizzo.
PROFESSORESSA CAMERATA SCOVAZZO – L’ho letto e lo condivido
appieno. Soltanto devo farle notare, lei dice che la legge 20 Art. 3 dice: “I
collegamenti viari carrabili o pedonali, il Parco si può occupare di questo, in
quanto rispondenti ad accertate esigenze di fruizione del Parco, che devono
essere progettati o potenziati in modo che il tracciato aderisca al massimo alle
conformazioni naturali del terreno”. Poi all’articolo 14 dice che il Piano del
Parco individua e definisce la destinazione d’uso del territorio, dei manufatti
legalmente esistenti, nonché di tutti quegli elementi ritenuti indispensabili per
una corretta e migliore fruizione del Parco.
CONSIGLIERE RACCUIA – Sicuramente, però è previsto anche che ci sono
degli atti di concertazione con gli Enti. Ma già il Comune si è espresso con un
emendamento.
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PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO - Noi tutte queste cose le
abbiamo concertate in Consiglio. Io ho fatto delle sedute con i rappresentanti di
tutte le amministrazioni e sono atti di concertazione e sono verbalizzati. Quindi
non mi dica che io non ho concertato perché abbiamo verbali su verbali.
CONSIGLIERE
RACCUIA – Io non metto in dubbio, però la
preoccupazione nostra del Consiglio e della cittadinanza…
PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Noi l’abbiamo richiamato più
volte e ho trovato questo Piano fatto, era il Piano già fatto da un anno e noi lo
abbiamo ripreso e infatti la legge dice che il consulente deve essere consulente,
il progettista del PRG. E addirittura qui non fu consulente, fu progettista. È stata
una fatica bestiale perché loro si sono fissati su alcune posizioni e noi le
abbiamo fatte, perché noi abbiamo avuto tutta una serie di sedute con questi
progettisti proprio per far rilevare delle cose. Loro avevano previsto nel Piano
Regolatore una certa viabilità a omega, che dovrebbe by-passare tutto il Parco,
ma questi progettisti sono stati uguali per tutti e non si capisce perché da un lato
hanno detto una cosa e dall’altro un’altra.
CONSIGLIERE RACCUIA – Io ne prendo atto perché ho letto sia la legge
20, sia le norme di attuazione, avevo purtroppo delle perplessità che tutta la
cittadinanza si è chiesta e ovviamente si è rivolta a ogni singolo Consigliere
comunale. Era solo questo il motivo dell’intervento.
PRESIDENTE CALLARI – Ha chiesto di intervenire il Presidente
dell’Ordine degli Ingegneri, Ingegnere Di Rosa ne ha facoltà, prego.
INGEGNERE DI ROSA – Buonasera, signor Presidente, la ringrazio per la
parola. Questa finalmente è la prima occasione in cui noi abbiamo la possibilità
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di potere esporre quale è il nostro punto di vista su quello che è il Piano, perché
ne abbiamo la possibilità, perché tre giorni fa abbiamo avuto messi a
disposizione gli elaborati, nonostante li abbiamo chiesti con una nota del
gennaio del 2007. Noi abbiamo chiesto con una nota del gennaio 2007 al
Consiglio del Parco, nella persona del dottore Meli, di potere dare un contributo
che forse dato un mezzo fa poteva essere certamente più costruttivo di quanto
non lo sia oggi. Possibilmente si sarebbero evitate chissà quante critiche, che
magari tutti i cittadini o i Presidenti degli Ordini potranno fare su questo Piano.
Per cui noi già allora, sentendo quelle che erano le notizie frammentarie che
arrivavano da un po’ tutte le parti, ci siamo chiesti quali fossero i reali contenuti
del Parco, e nello spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinti,
volevamo avviare una interlocuzione proficua con quello che è l’Ente Parco e
chiedemmo questi elaborati.
Non ci fu data risposta. La settimana scorsa
abbiamo aderito a un invito che ci fa l’Amministrazione comunale, nello
specifico l’invito ci veniva rivolto dal Presidente del Consiglio Comunale che ci
ha ricevuto e ci ha messo a disposizione gli elaborati che poi abbiamo avuto
modo di constatare non sono uguali a quelli che voi avete depositato. Noi
abbiamo avuto modo di constatare per grandi linee, e nonostante il poco tempo
che abbiamo avuto a disposizione, che gli elaborati che sono stati messi a
disposizione su CD dall’Amministrazione Comunale
non corrispondono a
quelli che sono stati depositati. Presidente Scovazzo, è realmente così, mancano
tratti di viabilità, la viabilità che viene indicata in un posto e in un altro posto.
Addirittura all’interno degli stessi elaborati, norme di attuazione e planimetria,
allegato 27 A e 27 B, ci sono delle incongruenze notevoli, tant’è che la rotatoria
che viene indicata in corrispondenza della strada per la Mosella nei pressi di
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viadotto, immediatamente vicino, viene spostata di circa 300 metri più in su,
probabilmente perché dove è indicata negli elaborati che noi abbiamo dal punto
di vista tecnico infattibile, perché verrebbe aerea in una zona in frana, in una
zona con problemi geotecnici notevolissimi, tant’è che quell’area di costone è
stata oggetto recentemente di un grosso lavoro di consolidamento. Io
sinceramente mi sono stupito per tutte quelle che sono le scelte progettuali fatte.
Io non le voglio criticare, se non dal punto di vista tecnico fare delle
osservazioni. Noi abbiamo avuto modo di notare le cose più immediate, visto il
tempo piccolissimo che abbiamo avuto a disposizione e abbiamo avuto modo di
notare le cose più visibili che sono quelle di una viabilità extraurbana che la si
fa diventare urbana, tant’è che il traffico che proviene dalla 640 viene immesso
su viale Emporium, poi su via Gela, poi di nuovo su viale Cannatello per essere
portato nei pressi del ristorante Kokalos, dove ci sono i semafori, dove
nonostante ci sia già un ponte, nonostante ci sia già una rotatoria, ne viene
demolita questa che esiste e viene costruita una nuova rotatoria con un nuovo
viadotto lungo ben tre volte di quello esistente. Questo lo possiamo indicare
negli elaborati sia grafici che anche nella relazione che li accompagna.
Nonostante si dica che si vuole tutelare questo territorio bellissimo, che tutto
sommato è ancora in ottimo stato, nonostante le due ferite che sono state fatte,
ma adesso rimarginate, visto che ormai sono viabilità consolidata, queste ferite
già cauterizzate vogliono essere spazzate via come se si potesse fare con una
gomma, ma ci vorranno chissà quanti lavori per demolire quello che già esiste,
che è costato, per costruire un viadotto di circa 300 metri che porta per
l’appunto il traffico dalla viabilità nazionale SS, alla viabilità urbana con costi,
solo costi in questa fase di previsione di linee notevolissima sia a carico dello
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Stato, sia a carico dei cittadini, i quali dovranno vedere, perché l’adeguamento
che viene indicato sulla planimetria essere realizzato, dovranno vedere gran
parte delle loro case demolite, probabilmente, perché per allargare una
carreggiata da strada comunale, che è appena 8 metri, a viabilità nazionale di
seconda categoria, come la SS 640 è, dovrà essere allargata di almeno 12 metri
tra corsie, tra banchine, tra aree di rispetto, e questi 12 metri dovranno essere
presi o dalle case o dai giardini delle persone. La via Gela, che in questo
momento tutti conoscete, è larga appena quasi 8 metri, dovrà diventare oltre 18
metri. Questi altri 10 metri, pur mantenendosi in asse, dovranno essere tolti 5 a
destra e 5 a sinistra, vuol dire che qualche Parrucchieria che esiste non ci sarà
più, qualche rivendita non ci sarà più, qualche cactus di qualche cittadino che
ha dentro il suo giardino non ci sarà più, vuol dire che tutte queste cose non ci
saranno più. Forse i progettisti non si sono accorti, come non si sono accorti
che la viabilità del Piano e quella del Parco erano due cose diverse. Forse non si
sono accorti, dai sopralluoghi che avranno fatto, almeno spero, che tutte queste
cose già esistono e insistono in questi posti. Queste incongruenze progettuali,
tra l’altro veramente visibili, basta guardare le carte e vedere dove le viabilità
vengono adeguate, dove ricadono i margini di adeguamento. Non bisogna
essere tecnici per leggere una carta di questo tipo. Basta il semplice cittadino.
Purtroppo il semplice cittadino non ha avuto a disposizione gli elaborati e non li
ha mai
potuti fare. Probabilmente se
questi elaborati venivano resi a
disposizione delle persone un po’ prima, tutto questo sarebbe stato osservato per
tempo e probabilmente il progettista si sarebbe svegliato dal suo letargo e si
sarebbe accorto delle cose che stava portando avanti. Quindi, portare avanti
demolizioni di viabilità che esistono e sono quelle che vanno pressoché
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dall’Hotel Villa Forgia alla rotatoria Giunone e 250 metri oltre sulla 640,
demolizioni che vanno dalla casa Tamburello fino ad arrivare giù alla rotatoria
Giunone, demolizioni che vanno da casa Valenti fino ad arrivare subito dopo
quello che è l’ex mobilificio di Annense. Tutte queste demolizioni di viabilità
che volenti o nolenti sono state fatte oltre 50 anni fa, prima della istituzione del
Parco, prima della legge che istituisce il Parco, sono state assorbite pian pianino
negli anni da quello che è la morfologia dei luoghi. Bene o male sono diventate
non dico proprio accettate dal territorio ma certamente sono state accettate dalla
cittadinanza. E in mancanza di una viabilità valida alternativa, se non quella di
andare a girare dal Quadrivio Spinasanta, uno che proviene da Porto Empedocle
per andarsene possibilmente a San Leone tramite La Mosella, con un
incremento di inquinamento notevolissimo, perché più si cammina più si
inquina, con un incremento dei costi per la cittadinanza impressionante, visto i
costi dei carburanti oggi, con anche un pericolo maggiore, visto che le persone
per recarsi ad appena un chilometro di distanza ne dovranno fare 15. Visto e
considerate tutte queste cose, e considerato che non è facile, se non con una
penna, con un pennarello, con una matita declassare una viabilità da nazionale a
comunale, perché per declassarla bisogna adeguarla, e considerato che non la si
adegua solamente con un colpo di pennarello, noi diciamo che forse alla luce di
tutto questo è necessaria una profonda riprogettazione. E quindi noi non siamo
prioritariamente contro la chiusura o contro comunque il Piano del Parco, ma
tecnicamente noi vediamo che questa progettazione non ha i crismi della
corretta progettazione, quantomeno stradale. Perché poi tra l’altro fra tutte le
pieghe e tutte le tracce che vengono indicate sugli elaborati, mi accorgo che
anziché tutelarlo questo Parco, lo appesantiamo con opere anche in prossimità
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del cuore della Valle. Noi costruiamo viadotti in più. In prossimità della via
Capitano, dove c’era il ristorante La Lucciola, c’è una esse che è nata quando le
strade si progettavano con delle dimensioni che il regolamento sulle strade
diceva che potevano essere ammissibili. Adesso il regolamento sulle strade è
cambiato, quindi vanno adeguate con il regolamento di oggi; perché vengano
adeguati ai raggi di curvatura è necessario togliere quelle due esse, quelle due
curve, e si fa un bel viadotto. Quindi, si toglie una rotatoria, la si rifà 100 metri
più avanti e naturalmente per equivalere il peso di una cosa tolta ne facciamo
due chiaramente, due bei viadotti, bellissimi forse fatti… Probabilmente il
progettista aveva inteso che per valorizzare il Parco occorreva spendere tanti
soldi in area del Parco. Probabilmente voleva dire questo. Io penso che non sia
così, io penso che valorizzare il Parco significa farlo diventare volano per
quanto riguarda la vita di Agrigento. Valorizzare il Parco significa anche
tutelarlo, ma al tempo stesso renderlo vivibile prima per gli agrigentini, oltre
che per gli altri. Non bisogna mettere solo i cancelli nel Parco, bisogna che il
Parco venga visto da tutti, senza che gli altri ne abbiano nocumento. E alla base
di tutto ciò noi diciamo che fin tanto che non ci saranno soluzioni realmente
valide, ben progettate, che possano consentire realmente la tutela, lo sviluppo e
anche attrarre tutto quello che fino adesso non c’è stato. Noi abbiamo un posto
che è la nostra Valle dei Templi, lo vogliamo mettere sotto una campana e
dietro dei cancelli, giustificando tutto questo attraverso degli elaborati che
invece dicono esattamente il contrario. Questi elaborati sembra che stiano
togliendo quello che negli anni è stato invece approvato e non è stato approvato
da me, è stato approvato da chi era ai vertici di certi enti, che hanno consentito
la realizzazione di una 640, che hanno consentito la realizzazione della rotatoria
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Giunone. Forse probabilmente erano le stesse persone che adesso ne vogliono la
chiusura. E detto tutto ciò, io non riesco ancora a capire la filosofia che abbia
guidato questi progettisti e mi stupisco tanto che i progettisti oggi non ci siano,
in modo che ci possano spiegare il perché della loro progettazione in
controtendenza a un Piano Regolatore Generale. Io ho avuto modo di osservare
il 14 ottobre 2005, in un convegno che si è tenuto a casa San Filippo, dove
l’invitato principe era il caro Ingegnere Giacobazzi, come mai l’Ingegnere
Giacobazzi fosse il progettista del Piano del Parco, come mai fosse il progettista
del Piano Regolatore e prevedeva per lo stesso Piano, per la stessa area, due
cose completamente diverse. Probabilmente la mattina aveva fatto una cosa, il
pomeriggio ne aveva fatto un’altra, non si era accorto di quello che aveva fatto
la mattina e gli elaborati erano completamente opposti. Se noi avessimo avuto
la possibilità di approvare quegli elaborati in quella maniera, secondo la
viabilità del PRG ci saremmo fermati al bar a San Leone, secondo quello che
diceva il Parco ci saremmo dovuti prendere il caffè a La Promenade. Forse era
meglio informare il Vigile Urbano che era messo lì in modo che ci potesse dire
se era possibile o non era possibile, a giorni alterni, scendere o meno dalla via
Panoramica. Noi ne abbiamo due viabilità, una è la Panoramica e l’altra è la
Passeggiata Archeologica. Credo che forse questo progettista o comunque il
gruppo di progettazione una bella passeggiata doveva farla in questi posti, in
modo da avere le idee più chiare e in modo di avere la possibilità di progettare
con serenità tutto quello che hanno fatto. Spero che il mio intervento sia stato
chiaro, che non è un intervento polemico nei confronti di nessuno, ma che è un
intervento che, traendo origine da constatazioni tecniche, la dice chiara su
quello che non è possibile fare in queste condizioni. Grazie.
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PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Presidente, preferisce rispondere ora
oppure all’ultimo?
PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Innanzitutto volevo ringraziare
il Presidente delle sue osservazioni, però volevo dire che gli Ordini, tutti noi
abbiamo fatto delle sedute pubbliche a cui è stato invitato chiunque volesse
venire. Qui alle case San Filippo è durata due giorni, abbiamo fatto due giorni
di lavoro sul Piano, a Villa Aurea, ed è venuto chi voleva venire, quindi mi
dispiace se qualcuno non è venuto. Sono a disposizione, sono a Villa Aurea gli
elaborati, quindi chi li vuole vedere li vede. Sono state fatte queste sedute
pubbliche che sono durate due giorni, a cui hanno presenziato i rappresentanti
delle Amministrazioni, qualora gli Ordini fossero stati interessati sarebbe stato
opportuno che presenziassero. Il dottore Leto Barone, che conosce la storia di
questo Piano da ben prima di me, mi dice che ci sono stati diversi incontri su
questo Piano. Uno forse era quello a cui alludeva il Presidente, il 2005. Noi
l’abbiamo pubblicizzato e abbiamo invitato tutti e abbiamo invitato pure i
progettisti e chi era interessato.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie Presidente. Ha chiesto di parlare
l’Architetto Rino La Mendola, Presidente dell’Ordine degli Architetti, prego, ne
ha facoltà.
ARCHITETTO LA MENDOLA – Grazie Presidente, a nome degli Architetti
vorrei ringraziare il Presidente del Consiglio e il Consiglio tutto per questa
importante apertura nei confronti della società civile agrigentina in un momento
particolarmente importante per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. Si
tratta di una apertura che si colloca lungo un percorso già tracciato da diverso
tempo, che ha già fatto registrare tappe importanti come quando prima
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dell’adozione del Piano Regolatore gli Ordini professionali sono stati chiamati a
dare il loro contributo, i Sindacati e un po’ tutte le varie componenti della
società civile, alimentando un po’ quel processo di democrazia urbana, di
pianificazione partecipata che, coinvolgendo nel dibattito per la gestione del
territorio non soltanto le istituzioni preposte ma anche i professionisti e le varie
componenti della società civile, assicura una corretta gestione del territorio. Gli
strumenti di pianificazione vengono redatti per fare felici i cittadini, per
migliorare la qualità della vita dei cittadini; certo, è ovvio, salvaguardando,
tutelando,
valorizzando le risorse del nostro territorio. Spesse volte le
istituzioni preposte alla gestione del territorio impongono le loro decisioni
calandole dall’alto e ne abbiamo tanti esempi di pianificazione fallita in tal
senso, ma ce ne sono tanti in Italia. Facciamo un esempio qui ad Agrigento, per
non andare molto lontano, parliamo dello strumento urbanistico precedente a
quello che abbiamo già adottato. Quello strumento urbanistico prevedeva lo
sviluppo della città a nord. Io credo che nel Codice genetico dei cittadini
agrigentini non ci stia questa espansione della zona residenziale a nord. Il
risultato quale è stato? Quello di avere costruito il quartiere di Fontanelle e
ancora
dopo 40 anni soffre di una disaffezione cronica dei cittadini che
preferiscono il versante meridionale. Questo perché lo dico? Lo dico perché
stare a sentire il cittadino, le sue aspirazioni, le sue inclinazioni, è propedeutico
affinché uno strumento di pianificazione poi possa funzionare, altrimenti è
fallito in partenza. Dobbiamo valorizzare anche il nostro territorio. Ma in tal
senso la città, già nella fase che precedeva l’adozione al Piano Regolatore
Generale, si è chiaramente espressa, gli Ordini professionali, i Sindacati, le
categorie produttive, le varie componenti della società civile hanno espresso un
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chiaro no alla chiusura al transito della Valle dei Templi, così tout court, ai
cittadini. Hanno detto un no. Poi vediamo perché hanno detto un no. Io quando
parlo qui, parlo a nome degli architetti, ma le garantisco che tra l’altro ci sarà il
rischio che possa ripetere qualcosa che ha detto l’Ingegnere Di Rosa, perché
questa è una posizione non soltanto degli architetti, è una posizione che riflette
la società civile agrigentina e in particolare tutti i professionisti che sono stati
chiamati ad esprimere il loro parere in una assise interprofessionale, che non
c’era mai stata qui ad Agrigento. Hanno partecipato migliaia di professionisti,
ma non soltanto architetti, ingegneri, geologi, agronomi, forestali, geometri, e
hanno approvato un documento che io lì… e che chiaramente
prende una
posizione chiara. Poi cosa vogliamo dire? Quando il Consiglio comunale,
checché se ne dica, non c’è Legge 20 che tenga, è l’organo principe per la
gestione del territorio, non esiste al mondo, cioè l’organo preposto alla gestione
del territorio, il primo è il Consiglio Comunale in assoluto, perché c’è la 1150,
c’è la 71 del 78, ci sono una serie di leggi che lo dicono, comunque la Legge
20 è una legge speciale, lo sappiamo bene, dice che all’interno del Parco l’Ente
ha quelle competenze, però, attenzione, non dice la Legge 20 è abrogata, la
1150, la 71 del 78, allorquando queste recitano che la competenza per quanto
concerne la viabilità all’interno del territorio comunale è del Piano Regolatore.
E quindi chi è che approva il Piano Regolatore? Il Consiglio Comunale. Questo
lo voglio dire per incoraggiare il Presidente del Consiglio Comunale. Questo
civico consesso ha una grande importanza checché ne possa dire la Legge 20,
che dice che questo che
esprimerà il Consiglio è
un parere consultivo.
Attenzione, è consultivo vero, noi non possiamo entrare nel merito delle
decisioni sulla zonizzazione, è vero, ma per quanto concerne la viabilità non è
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assolutamente vero, altrimenti sarebbe veramente assurdo che all’interno del
Parco si possa determinare una viabilità completamente diversa a quella del
Piano Regolatore. Non potrebbe funzionare, è una cosa logica, si capisce da sé,
non c’è bisogno che andiamo a consultare le leggi. Entrando nel merito della
chiusura del perché nasce questo no così forte dalla società civile agrigentina e
di cui bisogna tenere conto? Io non sottovaluterei una cosa importante, non
siamo disposti a che il cittadino agrigentino possa perdere il diritto di
attraversare quotidianamente la valle beneficiando della sensazione di essere
immerso delle bellezze storiche, ambientali che il territorio ci regala. La Valle
dei Templi è patrimonio dell’umanità, ma è anche la Valle degli agrigentini.
Noi ci siamo opposti al Piano Regolatore quando prevedeva sulla collinetta
delle Dune 200 alberghi, come se le spiagge dovessero essere tutte lottizzate e
affidate agli alberghi. Calma, gli alberghi devono avere le spiagge, ma gli
agrigentini pure devono avere le spiagge e ci sembra veramente riduttivo
tagliare così il transito nella Valle agli agrigentini. Peraltro, oltre a questi
aspetti, il fatto che vorrei sottolineare ancora una volta è che vengono rimosse
strade o tratti di strade che sono assolutamente storicizzate oramai, sono entrate
nella storia, anche queste fanno parte della storia, belle, brutte, fanno parte della
storia e se noi le rimuoviamo facciamo male, perché fanno parte della storia,
sono storicizzate e fanno parte della storia. La storia non è soltanto quella, non
si ferma a un certo punto, e la storia continua e queste strade sono presenti nel
nostro territorio da secoli, sono state oramai assorbite in maniera indolore dalla
morfologia della città di Agrigento. Noi che facciamo? Rimuoviamo questi
tratti di strada e ne facciamo altri. Una curva che viene fatta in maniera
speculare, ma perché? Per quale motivo devono togliere questo tratto e ne
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devono fare un altro, e speculare dall’altro tratto, in un versante che è in frana
tra l’altro? Dobbiamo tenere in mente un principio fondamentale, siamo nella
Valle dei Templi. Siamo in un contesto ambientale per il quale il mondo si
indigna se un privato sposta una finestra, siamo in un contesto in cui il mondo si
indigna se un privato fa abusivamente un pergolato e noi ci permettiamo di dire:
“Va bene, il pergolato lo demoliamo, questo lo demoliamo, però se siamo noi,
qua possiamo rimuovere lo strade, ne facciamo altre, facciamo pure dei viadotti.
Ma ricordo ancora le polemiche per la passerella, una passerella di quante ce ne
sono a iosa all’interno del Parco.
Le polemiche ci sono state. Forse le
polemiche ci sono state perché era l’Ordine degli Architetti a proporla. Io non lo
so, perché le polemiche ci sono state. Ci si indigna perché si vuole realizzare
una passerella, una passerella, che se previsto nel Piano, è ottima, perché
risolverebbe i problemi, perché svincolerebbe completamente la viabilità urbana
dai percorsi turistici pedonali, anche dal transito dei pullman,
sarebbe il
toccasana per risolvere tutto. Qui ad Agrigento lo sappiamo benissimo, c’è
sempre l’abitudine se uno pensa a una cosa, ci sarà un altro che dice: al posto di
questo facciamo un’altra cosa, invece della passerella facciamo il sottopasso.
Bene, il confronto ci sia, però purché questo non vada a condurre nella politica
del non fare, dell’immobilismo, perché quando io dico al posto della passerella,
faccio un’altra cosa, già io dico questa cosa non si farà mai. Fate quello che
volete, la passerella, il sottopasso, però si può svincolare la viabilità urbana da
quella turistica con poca spesa, senza questo sconvolgimento generale della
viabilità agrigentina. Parlavo della passerella che congiungerebbe il Tempio di
Giove con il Tempio di Ercole e che realizzerebbe un percorso pedonale
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dall’ingresso sino all’uscita senza nessuna interferenza con il traffico urbano.
Risolverebbe tutto, anziché fare questo macello di chiusura.
PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Progetti norma, è previsto, ed è
la riprova che non si vuole chiudere la strada…
ARCHITETTO LA MENDOLA - Però quando abbiamo detto di questa
passerella, guardi che da parte dell’Ente Parco sono arrivate molte polemiche.
L’Ufficio Tecnico era d’accordo, ma poi c’è stata qualche polemica. Poi un
altro paradosso quale è? Nell’epoca in cui tutte le città del mondo, le città sono
preservate dal traffico extraurbano con raccordi anulari, tangenziali, tav,
circonvallazioni. Noi che facciamo? Prendiamo il traffico interprovinciale e lo
canalizziamo tutto in viale Emporium a San Leone, che già è invivibile da sé,
soltanto con il traffico urbano, ora immaginiamo cosa succede quando arriva
tutto il traffico che viene da Porto Empedocle, Ribera, Sciacca, da Trapani, che
sono indirizzati verso Villaggio Mosè, Licata, Palma, Caltanissetta, Palermo,
tutte queste direzioni saranno tutte convogliate in via Emporium. Ma quante
corsie avrà via Emporium dieci corsie? È veramente assurda questa cosa qua. Io
sinceramente ho grande stima del Consiglio dell’Ente Parco per i componenti
che ci sono. Per il Presidente ho grande stima. Ho grande stima per il Vice
Presidente Cannarozzo, è un luminare. Però chiaramente non posso fare a meno
che sottolineare questi aspetti che non vengono da Rino La Mendola, non
vengono dagli architetti, ma vengono dal mondo delle professioni. Noi
crediamo che il cittadino non possa essere privato di una viabilità interna,
perché il cittadino così verrà privato di una viabilità interna. Per andare ad
Agrigento
o scendere da Agrigento a San Leone dovrà mescolarsi con il
traffico che proviene da Caltanissetta, da Palermo, da Gela, quindi perderà
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questa prerogativa. Noi riteniamo che la Valle deve essere patrimonio
dell’umanità ma prima deve essere dei cittadini e quando si redige un Piano
urbanistico deve stare in capo ai nostri pensieri. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Il Presidente della Camera di Commercio dottor
Vittorio Messina ha chiesto di parlare, ne ha facoltà. Prego.
DOTTORE MESSINA – Io chiedo scusa al Presidente Scovazzo se
intervengo, perché cortesia istituzionale voglia che, essendo presente il
Presidente, i componenti del Consiglio dell’Ente Parco, io sono un componente
del Consiglio dell’Ente Parco, non intervengano. Per me parla il Presidente
Scovazzo. Però devo necessariamente intervenire perché io ho partecipato a
tutte le riunioni del Consiglio dell’Ente Parco da quando è stato restituito, ho
mancato solo in una, nell’ultima seduta, però mi sembra di avere perso qualche
cosa. Noi abbiamo, e di questo bisogna dare atto al Presidente Scovazzo, io
partecipo sempre a queste riunioni in modo critico, però devo dare atto alla
Presidente Scovazzo che ha determinato una apertura, finalmente. Il progetto
dell’Ente Parco è stato presentato, magari con un difetto di comunicazione per
alcuni, però è stato presentato in una Due giorni a Porta Aurea, dove ci siamo
effettivamente confrontati, se non acchiappati, come si dice in Siciliano, ma
ancora di più ci siamo resi conto che la viabilità non andava. È stata organizzata
una riunione a fine luglio, e lo ricordo perché percorro la via Sacra in giacca e
cravatta, i turisti mi vedono e mi pigliano per folle. C’era un caldo da morire ed
eravamo presenti il Presidente della Provincia Enzo Fontana, il Sindaco Marco
Zambuto, l’allora Vice Sindaco, i due Assessori Calamita e Minacori e
l’Architetto Noto Campanella. Si è addivenuti a una considerazione. Essendo
questo Piano di viabilità inattuabile per una serie di considerazioni che sono
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quelle che ha fatto l’Ingegnere Di Rosa e l’Architetto La Mendola, sono le
stesse, si è deciso di lasciare tutto come stava. A questo punto a me è sfuggito
qualche cosa, perché se si è deciso al momento di non potere intervenire perché
è assurdo spostare la rotatoria Giunone alla Mosella, è assurdo determinare un
cavalcavia che vada dalle ex case…, quelle nella curva, fino alla Mosella;
siccome via Gela, siccome tra l’altro era anche previsto il potenziamento dell’ex
strada di Maddalusa, cosa inattuabile oggi, si è deciso: lasciamo tutto come sta.
Questa è stata la decisione assunta. Poi, un’altra cosa, e questo appunto lo
muovo, che muove essenzialmente a me. Io ho partecipato a tutte le riunioni
dell’Ente Parco, fatta eccezione all’ultima. Noi abbiamo visto, e lo possiamo
dire e mi dispiace dirlo, la Provincia regionale ha partecipato a una sola
riunione, una e mezza.
Il Comune
con
la precedente Amministrazione
l’abbiamo visto una volta sola. Il Comune, nuova Amministrazione, ha
partecipato. Noi allora, perché una delle critiche che abbiamo mosso noi
all’Ente Parco è stata quella: Ente Parco, non ti devi considerare Repubblica
autonoma nel territorio di Agrigento, tu sei parte e sei inserita nel contesto
agrigentino, ma noi agrigentini ce lo dobbiamo guadagnare questo, noi
agrigentini dobbiamo partecipare e dobbiamo interessarci. La Camera di
Commercio ha presentato un progetto, per quanto riguarda il Piano del Parco.
Ci siamo confrontati, ci è stato quasi in toto bocciato, ma noi ci eravamo e il
progetto è anno 2003. Noi c’eravamo. Allora, dobbiamo imparare noi
agrigentini, noi istituzione, noi che rappresentiamo Agrigento, a essere molto
più attenti e molto più precisi. È la legge che ha istituito l’Ente Parco che è
sbagliata. Io ne sono convinto. Poi un altro atto di coraggio occorrerebbe. E io
non ho questo coraggio, dico che occorrerebbe un atto di coraggio, ma dico
24
contestualmente che io questo coraggio
non ce l’ho. La Passeggiata
archeologica a mio avviso andrebbe chiusa. Io non sono tecnico, non sono
ingegnere, non sono architetto, rappresento la Camera di Commercio, gli
imprenditori che hanno l’interesse esattamente opposto, quello di lasciare aperte
le strade, però l’atto di coraggio dovrebbe essere quella di chiuderla la via
Passeggiata Archeologica, perché se io vado a Siracusa – Ortigia, il Centro
storico è chiuso. Ieri sono stato a Mazara, c’è un centro storico arabo come
quello nostro, solo che quello nostro è in collina, quello è pianura, è chiuso, è
isola pedonale. Io dico che la via Passeggiata Archeologica chiusa darebbe
quel di più di magico a questa Valle dei Templi che oggi perde 38.000
pernottamenti in meno, preoccupiamoci di questo. Questa è la nostra situazione.
Il Piano del Parco deve prevedere necessariamente l’utilizzo commerciale del
Parco. Utilizzare non significa svilire, non significa sfruttare, non significa
distruggere, significa utilizzare. È necessario pervenire a un Piano commerciale
del Parco della Valle dei Templi. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Dottore Pendolino Gaetano, Presidente del
Consorzio Turistico Valle dei Templi.
DOTTORE PENDOLINO – Grazie, Presidente, grazie per avere concesso a
noi di partecipare come rappresentanti della filiera turistica di Agrigento. La
ringrazio perché apre questo argomento alla trattazione soprattutto delle
imprese. Io rafforzo quello che ha detto il Presidente Messina, nel senso che in
effetti anche io personalmente ho partecipato alla Due giorni di cui parlava la
dottoressa Scovazzo, quindi va riconosciuto questo, io ero presente, in effetti
c’è stata questa Due giorni di presentazione. Probabilmente c’è stata una non
efficiente comunicazione, per cui una parte della città non avrà sicuramente
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ricevuto l’invito, quantomeno conosciuto che era presente questa opportunità di
conoscere il Piano del Parco. Però una cosa mi preme dire, probabilmente le
ipotesi di contestazione o quantomeno di non accettazione di questa proposta
generica nasce anche da un altro fatto, al di là del fatto tecnico sul quale non
entro perché non sono un tecnico, però nasce da un altro problema. La città
ancora non ha visto i risultati di uno sviluppo turistico possibile attraverso il
volano della Valle dei Templi. La città ha bisogno di conoscere come può
svilupparsi attraverso il Piano del Parco e di questo purtroppo ancora non se ne
è a conoscenza, anche se sarà certamente ricco il progetto di opportunità, ma la
città non lo conosce. La città vede quotidianamente e costantemente diminuire
le opportunità di sviluppo. Per mille situazioni diversificate, vuoi per una non
corretta programmazione della promozione del territorio, vuoi per una
disfunzione di condivisione tra il Parco, la Provincia, il Comune e la
Soprintendenza, vuoi perché attorno a questa nascono altre ipotesi di sviluppo
industriale che forse sono incompatibili con quella turistica, però certo è che la
città ha bisogno di conoscere come può svilupparsi. Anche io sono convinto,
come il Presidente Messina, che potremmo anche arrivare alla chiusura della
Panoramica dei Templi. Però oggi dobbiamo parlare di priorità, non può essere
oggi la priorità la chiusura della strada, quando non si pensa e non si valorizza il
territorio della Valle stessa. Io sono convinto che al momento in cui la città avrà
conoscenza e coscienza delle potenzialità, delle economie che questo volano
potenziale ha in sé, saranno i cittadini stessi a chiedere queste e altre azioni di
salvaguardia, di tutela, di migliore fruizione della Valle stessa. Allora, perché
cominciare dalla parte peggiore? Quella di preclusione? Quella di chiusura?
Perché pensare e iniziare un discorso dalla parte che il cittadino l’accetta meno
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e non lasciare in un secondo momento, stralciando questa parte, perché quando
ce ne sarà l’esigenza, a mio avviso, verrà spontaneo quello della chiusura. Ma
non è oggi questa l’esigenza, oggi l’esigenza è un’altra, quella che attraverso la
Valle dei Templi si possa ottenere lo sviluppo della città e delle aree limitrofe
attorno alla Valle dei Templi, quindi area metropolitana della Valle dei Templi.
Allora, oggi non possiamo parlare di chiusura, a mio avviso, ma dobbiamo
parlare di una migliore fruizione del territorio e in esso anche della area di
transito. Quindi secondo me è da escludere ogni ipotesi di chiusura o comunque
di non percorribilità, tanto più se noi realizziamo realmente quello che poi
hanno messo in evidenza i due tecnici, il Presidente Di Rosa e il Presidente La
Mendola, se noi facciamo qualcosa come un chilometro e mezzo di strada
complessiva per costruirne realmente forse 5, 6, 7, adesso non so quante, ma in
zone assolutamente impraticabili in questa dimensione, perché significherebbe
realmente andare a sconvolgere l’intero traffico cittadino,
l’intero traffico
extraurbano, per cui a mio avviso c’è una incongruenza tale che a mio avviso è
opportuno che si stralci questa parte della viabilità, rinviandola a un secondo
momento e oggi approvare il Piano del Parco nella parte che riguarda lo
sviluppo dello stesso e soprattutto, prima ancora dell’approvazione, che si
faccia un attuale e reale comunicazione dello stesso alla città. La città ha la
necessità di conoscere cosa si può fare attraverso il Piano del Parco, cosa non si
può fare, perché potrebbero essere ipotesi di sviluppo che potrebbero
sicuramente giustificare domani altre iniziative di diversa natura.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie Dottore Pendolino. Prego, Consigliere
Picarella, ne ha facoltà.
27
CONSIGLIERE PICARELLA – Signor Presidente, Consiglieri, personalità
che
sono
qui
presenti
ad
assistere
questo
dibattito
relativamente
all’approvazione del Piano del Parco. Io forse sono uno dei meno giovani e
ricordo tutti i passaggi, fino ad arrivare alla conclusione di questo progetto di
Parco. E ho ascoltato il Presidente Camerata Scovazzo dell’Ente Parco, di cui
ho appreso cose molto gravi che si contraddicono, dove afferma che dice che
tutte le decisioni sono state prese dal Consiglio del Parco e tutte le scelte sono
state condivise. Io apprendo che i componenti del Parco hanno scelto e
condiviso le scelte. Di contro poi si dice che le scelte erano più pesanti, si
prevedeva lo smantellamento delle strade e il legislatore, non so chi sia questo
legislatore, Scovazzo forse è il legislatore di questo Piano, ha voluto per
vocazione riferire e calare il Parco secondo le sue indicazioni per la tutela. Io su
queste affermazioni affermo e dico che risponde al vero che questo Piano del
Parco non è che fu fatto ora con l’incarico del Consiglio del Parco, ma questo
Piano era stato fatto molto prima sin dallo studio del Piano Regolatore Generale
di Agrigento. Io siccome sono uno meno giovane degli altri, ho gli elaborati del
1999/2000, che sono la fotocopia di quello che le scelte dell’Ente Parco ha
indirizzato per l’approvazione di questo. Io ho i disegni, ce li ho qua, non è che
dico oppure bleffo. Sono gli stessi disegni con la stessa viabilità che l’Ingegnere
Giacobazzi portò in visione ai capigruppo e ai Consiglieri, che ci fu un
convegno a Santo Spirito, e gli stessi disegni oggi con la carpetta frontale, un
po’ colorata, viene calato. Allora debbo dire, caro Presidente dell’Ente Parco,
che i componenti di questo Ente Parco non scelgono e condividono, ma
ratificano scelte fatte da altri in altre sedi, cioè ratificano un Piano già fatto tanto
tempo prima. A che vale allora? Giustamente ho sentito il Presidente della
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Camera di Commercio che è sbagliata la legge del Parco. La legge del Parco è
sbagliata ebbe a dire. E allora oggi ci troviamo e mi ha fatto rammentare il
Presidente Scovazzo che a Villa Aurea ci fu una seduta pubblica. Io ho
partecipato. Ho affrontato personalmente questo progettista, dicendo quello
che non andava, ma non serve a niente, perché poi restano tutti come erano.
Come oggi, caro Presidente, a che serve? Quando finisce l’eco delle belle parole
di ogni intervento che si fa, domani ci troviamo a tu per tu con la realtà dei fatti
di questo Piano indecoroso che c’è in iter per la approvazione. È inutile che
facciamo le passerelle. È già stabilito. Questo progettista non c’è, perché non
ha la faccia di vedere solo a me, perché io ho avuto affronti personali a Roma,
ad Agrigento, in tutte le sedi dicendoci che lui è un professore di università, io
non ho la sua cultura, ma
potrei fare il professore di università a questo
progettista tecnico che fa questo Piano indecoroso e indegno e offende la nostra
città. Questi sono i a fatti. Ed è strano che abbiamo, e ha fatto bene a rilevarlo il
Presidente della Camera di Commercio,
che noi abbiamo il Sindaco, il
Presidente della Provincia che non sono mai presenti, cioè non c’è la presenza
della città perché possano imporre i fatti.
(Intervento fuori microfono)
CONSIGLIERE PICARELLA – Prima dicevo, tu ci sei nella nuova
Amministrazione. Ora dico, questo è un appello che faccio al Sindaco qui
presente. Quando si discute di questo, fate aperto questo Consiglio del Parco in
maniera che noi veniamo, e la città è stanca, e lo si vede che è stanca, che non
ha più credibilità, non crede più a nessuno, e si constata dalla presenza, la città è
assente in un problema così serio e grandioso, non vuole più partecipare, si
sente abbandonata perché è stata presa in giro sempre da questo Parco, perché
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quando le leggi c’è la discrezionalità, è la violazione della legge, io faccio
quello che voglio perché c’è la discrezionalità. Io mi voglio riallacciare, quando
vedo questo Piano, questa strada, io qua debbo pure dire che cosa c’è. Se voi
constatate la strada di Bonamorone all’innesto della Statale 115, che c’è questa
strada, che oggi si vuole chiudere una parte, ebbene, qua io affermo che è stata
realizzata nel ‘58 dall’impresa Picarella Carmelo qui presente, Consigliere
Comunale di questa città. Quella strada è stata realizzata da me come impresa
pubblica, perché prima non si poteva scendere con l’innesto nella Statale 115,
ho fatto una casetta dopo la curva per metterci il cemento e stava diventando
una casa storica. Io facevo parte della storia, avevano problemi a non demolirla
perché era costruita da me. Per vedere come vanno le cose in questa città. Oggi
questa si vuole chiudere, si deve innestare in un’altra zona. E si è fatto tanto. Io
ricordo che questo appalto fu fatto dal governo Milazzo, vedete se sono meno
giovane di voi per dire le cose come stanno. Io mi riallaccio a quanto detto dal
Presidente che ha parlato della storia dei Greci, dei Romani. Io non parlo così
lontano, io parlo dei fatti de visu, constatati da me, io parlo sin dal 1966 che
sono passati 42 anni, perché la città deve sapere, anche perché questi
componenti del Consiglio del Parco che non sanno la storia, la vergogna, la
vessazione contro questa città. Ed è giusto che lo sappiano. Nel ‘66 ci fu una
frana nella nostra città di Agrigento che colpì la zona a sud - ovest della città.
Ebbene, il governo della Repubblica che sin da allora non aveva la legge
urbanistica, a causa di questa frana, allora il Ministro Mancini, ebbe ad avere un
risalto enorme per questa città, con le accuse in questa città del disordine della
città e ha fatto un decreto legge che fu trasformato in legge immediatamente e
io siccome ricordo le cose, quel decreto legge, per questo dico che la città è
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stata sempre martoriata da chi non abita in questa città, perché tanto i redattori
sono di fuori, in questo Consiglio di Amministrazione ci sono 5 professori
dell’università, non so di dove sono, comandano loro. Che cosa ebbe a dire?
“Nonché di proporre i vincoli idrogeologici e urbanistici indispensabili fino
all’approvazione del Piano Regolatore Generale”. Cioè la legge ha detto di
mettere quei vincoli fino all’approvazione dei Piani Regolatori Generale. Ed è il
Decreto Legge 30 luglio ‘66. Poi ebbe a dire nell’articolo 2 bis: “La Valle dei
Templi è dichiarata zona archeologica di interesse nazionale”. E aggiunge: “Il
Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro della Pubblica
Istruzione si riservano di delimitare il perimetro e i vincoli di inedificabilità”.
Guarda che legge vessatoria, cioè io legge dello Stato, Parlamento italiano,
converto un decreto legge a legge e faccio la legge che la Valle è sacra e dico
che il Ministro lo autorizzo con legge dello Stato a dire: tu Ministro, tu fai il
perimetro a tua descrizione, come vuoi, fai il perimetro, io ti lascio la libertà e
lo dice la legge. E allora che cosa avviene? Questa legge la città di Agrigento,
chi non lo sa, era tranquilla, nessuno violava le leggi della Repubblica. Ma
quando dice che il Ministro doveva delimitare quei vincoli, la legislazione stava
per finire e il Ministro necessariamente doveva fare quel vincolo e allora, senza
fare nome, il Sottosegretario Giglia di questa città, Sottosegretario ai Lavori
Pubblici, ha delimitato il cosiddetto Parco, il cosiddetto zona A, zona B, zona C,
cioè ha fatto in modo che la città si inchiodava e non poteva realizzare nessuna
costruzione. Ma c’è di più, c’è il dolo, perché il decreto fu fatto il 16 maggio e
non fu pubblicato. Il decreto non fu pubblicato perché gli agrigentini dovevano
votare. E se lui pubblicava questo decreto, gli agrigentini non votavano o non
votavano per lui. E allora non fu pubblicato. Il 18 sono state fatte le elezioni.
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Hanno vinto sempre gli stessi, pubblicano il Decreto Gui – Mancini, che fu
pubblicato il 24 maggio. Che cosa avviene dopo il 24 maggio? La gente che
aspettava, perché dice: io debbo costruire legalmente, e appena ha visto che
nessuno poteva costruire, il famoso abusivismo nella città, perché zone, questo
Piano ci voleva o non ci voleva? Ma quello che io intendo denunciare è
l’eccesso di tutela di questo Piano, in cui sono incluse zone assolutamente non
visibili, né da, né verso i templi. Questo eccesso di tutela ha finito con il
paralizzare qualsiasi attività di sviluppo di Agrigento. Io, caro Presidente, devo
fare l’excursus. Il 23 dicembre del ’68, subito dopo, ci fu un altro decreto,
decreto 30 luglio ‘68, dove disciplina la tutela: in ogni caso doveva essere
vietata la costruzione di edifici al altezza… al massimo 14 metri. Allora
siccome è vincolato tutto 14 metri, il Piano Regolatore Generale è impostato per
realizzare costruzioni, 14 metri.
Ma basta che viene un costruttore qua
improvvisato, fa un Piano costruttivo e già faccio 20 metri, e tutto viene risolto
e capovolto. Ma c’è di più, viene il Centro storico, la legge sul Centro storico
per la città di Agrigento, che richiama sempre la legge di Agrigento, gli assegna
3 miliardi euro per la città. La città non fa un Piano Particolareggiato per il
Centro storico di Agrigento, e difatti noi l’abbiamo qua, il Comune di
Agrigento, anche in rapporto alla finalità della legge del 28 settembre ’66 N.
700, la legge del decreto, assegna quelle somme. Ora il senso ridicolo lo devo
portare alla conoscenza di questo Consiglio. La Regione siciliana fa una
sanatoria stranissima e poi prende in giro la gente che qui non è presente e dice
con l’Art. 25, dice che entro il 31 ottobre ‘85 il Presidente della Regione
delimita il Parco archeologico della Valle dei Templi ed individua i confini del
rione, cioè l’Art. 25 afferma che il Presidente della Regione delimita il Parco
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archeologico della città di Agrigento. Io dico: se Parco archeologico nella città
di Agrigento non ce n’è, che cosa delimita? Io dico, se non esiste un Parco
archeologico, ma è una zona archeologica e delimita, per dire come sono
state... Io posso affermare, poi ci fu un altro decreto del Presidente della
Regione che aspettavano questo famoso perimetro, anziché di stringerlo, lo
allarga, mette altre zone e altre cose. Oggi andiamo nella conclusione della
legge della Regione. Io debbo o forse ho dimenticato qualche cosa, però vi
dovevo confessare di dire a questa città… ritorno indietro un pochino.
PRESIDENTE CALLARI – Le volevo ricordare il punto, che era discussione
in ordine alla viabilità nel Piano del Parco Archeologico, no la storia legislativa
del Parco, istitutiva, modificata. Ci confonde, Consigliere Picarella.
CONSIGLIERE PICARELLA – Io vi debbo confessare che quando si parla
della viabilità, io lo dico qua, ci sono
Avvocati forse come Consiglio
Comunale, come si fa a dire, dopo 40 anni che cosa vi confesso? Stasera a chi
va a leggere questo decreto del ‘66 dico che il ponte Morandi è di proprietà del
Comune di Agrigento. Io lo confesso oggi perché ho ritenuto opportuno non
dirlo mai, perché il Comune non ha la capacità di fare la manutenzione e per
questo dico: il Ministero dei Lavori Pubblici è autorizzato a provvedere a totale
carico dello Stato all’espropriazione di aree comprese nel Piano di zona della
città di Agrigento, adottato ai sensi dell’Art. 18 aprile ‘62 e anche di altre aree
occorrenti per l’esecuzione di opere previste nel presente decreto, e dice: le aree
espropriate per l’esecuzione di opere e impianti pubblici passano in proprietà
del Comune, il quale si è trasferita la proprietà delle opere e degli impianti. Io
non se questa è una doccia fredda. Il viadotto, lo spartitraffico a raso, quelli
sono di proprietà del Comune. La strada 118 è di proprietà del Comune, come si
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può permettere di arrogare il diritto di dire: questa strada la trasformiamo? Ma è
fatta l’esecuzione dell’esproprio per dire questa strada ve la leviamo? Quella è
la proprietà della città e prima di levarsi queste strade, bisogna fare un iter
molto lungo e molto laborioso, perché le strade sono intestate alla città di
Agrigento e per esso sono di proprietà dei cittadini. Andiamo alla legge 20. Io
vorrei domandare a me stesso e al Presidente che dopo l’articolo 14 dice che
entro sei mesi dovevano dare l’incarico e dopo un anno doveva essere
completato il Piano del Parco. Ora,
da otto anni un Consiglio di
amministrazione del Parco che facciano il consuntivo di quello che hanno fatto,
io dico che ha ragione il Presidente della Camera di Commercio, è inutile e
dannoso. Questo è il fatto vero, non solo, ma noi vediamo l’Art. 18, che
nessuno può fare la viabilità, la viabilità non può essere toccata e loro in
questo nuovo Piano dove c’è la strada La Lucciola la rettificano come ritengono
opportuno, la girano, l’allargano e dice la legge lo stesso articolo che non si
possono fare costruzioni, non si possono toccare nemmeno le colture, non si
possono fare scavi oltre 30 centimetri. Qua questo Piano serve come è servito
per il Piano Regolatore di Agrigento per dare ingenti guadagni ai redattori, ma
che nessuno abbia niente a che vedere che la città di Agrigento, che la vogliono
isolare, noi dobbiamo avere invece queste strade che debbono essere potenziate
al servizio della città in modo che il cittadino di Agrigento e chi viene da
Agrigento possa scendere e vedere questo spettacolo unico al mondo e vedere la
Valle di Templi, non di allontanare la città di Agrigento, perché la Valle oltre a
essere di tutto il mondo, dell’umanità, è degli agrigentini. Questo è quello che
noi dobbiamo affrontare, perciò io prego che questo non deve essere finito a se
stesso, perché io ho appreso di questo problema del Parco dopo due mesi che
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l’Ente Parco aveva scritto al Comune. Il discorso è veramente indecoroso, il
Consiglio non sapeva niente, oggi veniamo qua. Io mi auguro che i grossi
interventi possono dare uno sviluppo, un risultato a questi ingegneri che
redigono questo Piano e siccome io ho l’esperienza che questo Consiglio
Comunale,
allora, quando fu elaborato il Piano Regolatore Generale, ha
approvato all’unanimità un parcheggio al Piano San Gregorio, dove vi era uno
spettacolo immenso di cui si appropriava la città e gli stranieri che venivano ad
Agrigento: “Finalmente sono ad Agrigento, lo spettacolo si presenta ai nostri
occhi in quel piazzale enorme”. Invece ora fanno un parcheggio nel deserto.
Vediamo fra un anno che cosa ci sarà. Poi fanno due chioschi, tutto è veramente
indegno. Questo porta ingenti guadagni ai redattori che fanno questo Piano,
sicché quando ci sarà questo, Presidente, io lo faccio con invito, che quando ci
sarà la riunione del Parco per valutare questo, io mi auguro che non vada con
l’approvazione per i motivi miei e che questo mio intervento possa andare
perché le strade non possono essere acquisite dal Parco se prima non c’è una
espropriazione completa nel rispetto delle leggi, perché le leggi della
Repubblica devono essere rispettate e sono turbate
dal comportamento di
questo Ente Parco, per cui chiedo che si faccia questo qua, perché le strade sono
intestate al Comune e loro non si possono permettere di dire: noi prendiamo la
strada. Debbono fare un iter con l’approvazione giuridica, con le cose che ci
vogliono, perché le strade sono di proprietà del Comune, compreso la svincolo
sotto il Tempio di Giunone, quello è di proprietà del Comune e di conseguenza
nessuno si può permettere di dire: noi ce ne appropriamo come Parco
all’interno, così come mi sono confessato per il viadotto Morandi. Io termino
augurandomi che si levano dalla testa questi progettisti di chiudere le strade che
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da Agrigento portano a sud verso il mare e verso il sole, perché come ha detto
poco fa chi mi ha preceduto, che Agrigento è stata martoriata, portando la città
a nord, io la chiamo zen, perché a Palermo si chiama zona espansione nord ed è
zona espansione nord Agrigento, Fontanelle. Termino augurandomi che il mio
intervento possa dare risultati positivi ai successivi interventi.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie. Il Consigliere Indelicato, prego.
CONSIGLIERE INDELICATO – Grazie, signor Presidente, signori illustri
ospiti, signori Assessori, colleghi Consiglieri. Io intervengo non in maniera
tecnica perché già chi mi ha preceduto lo ha fatto molto bene, per cui non mi
dilungo e non accenno al lato tecnico. Vado ad esprimere ciò che in questi
giorni, una volta venuto a conoscenza da parte dei cittadini di Agrigento di
questo Piano dell’Ente Parco, le reazioni che gli stessi cittadini mi hanno
manifestato. E le reazioni non sono state per niente positive, massimo rispetto a
coloro i quali rappresentano degnamente questo Ente Parco. Massimo rispetto a
coloro i quali hanno dato pareri tecnici e si sono limitati a dare pareri tecnici e
quindi a non essere intervenuti in maniera politica, però onestamente questo
progetto di viabilità dell’Ente Parco mette in fibrillazione tutta la città di
Agrigento. I cittadini veramente sono preoccupati, perché al solo pensare che un
nostro figlio, un nostro studente, un nostro quattordicenne, un nostro
quindicenne,
nell’esuberanza della sua vivacità, nel distrarsi, malgrado i
continui richiami di noi genitori, al solo pensiero che questi nostri giovani,
questi nostri figli, per coloro che abitano ad Agrigento e devono scendere a
mare a San Leone o meglio per coloro i quali abitano quotidianamente tutto
l’anno a San Leone e devono salire ad Agrigento per frequentare le scuole, e
molti di questi ragazzi in pieno inverno con la pioggia, con il vento, con il
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freddo salgono sempre con il motorino. Al solo pensare che questi nostri
giovani dovrebbero percorrere delle strade non statali, frequentate da mezzi
pesanti, da macchine che corrono ad alta velocità, al solo pensare che devono
raggiungere le loro scuole o i loro amici allungando di molto quello che è il loro
percorso, veramente c’è da rabbrividire. È impensabile che un quattordicenne,
nella esuberanza della sua vivacità, possa da San Leone avere due alternative o
quella di andare sulla Statale 640 e quindi salire da Petrusa e arrivare al
Quadrivio Spinasanta per immettersi in città e quindi noi tutti sappiamo quanto
pericolosa è la 640, oppure andare sulla Statale che porta per Porto Empedocle e
girare per Villaseta e in pieno inverno attraversare il ponte Morandi. Ma ci
rendiamo conto? Capisco che voi avete fatto questo progetto, avete dato il
compito ai vostri progettisti, i vostri progettisti lo hanno poi realizzato, ma è
veramente allucinante, è assurdo che un nostro quattordicenne per venire ad
Agrigento deve fare queste strade. Non è possibile. Ma vogliamo rendere
queste strade piene di croci? Ma questo progettista, che peraltro è lo stesso
progettista che ha redatto il Piano Regolatore di Agrigento,
e che era a
conoscenza di tutto il lavoro fatto dai miei colleghi Consiglieri, peraltro dove
lui aveva dato parere favorevole agli emendamenti che apportavano le
modifiche e le viabilità, ma questo progettista, quando ha redatto il vostro Piano
e ve l’ha sottoposto, queste cose non ve le ha dette? Presidente, mi dispiace,
questo glielo voglio dire, lei avrà ragione, avete fatto tante riunioni, tantissimi
inviti, possibilmente c’è stata incuria da parte di chi doveva essere presente e
non lo è stato, ma questo non vi giustifica a volere mettere in pratica un Piano
che non esiste e che non può esistere. Non è possibile. Qua c’è di mezzo la vita
dei nostri giovani, c’è di mezzo non dico noi che con la macchina possiamo fare
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tutti i giri di questo mondo, ma i nostri giovani che già vivono tutto il disagio
che hanno perché mancano strutture sportive, perché mancano luoghi ricreativi
e quant’altro, non possono essere pure penalizzati ad attraversare la città per
venire in città o scendere a casa, percorrendo queste strade. Non è possibile. La
Valle dei Templi è uno scenario di una ricchezza incomparabile che non ha
eguali nel mondo, ma non può e non deve essere riservato a pochi eletti. Non
deve essere un luogo da non vivere assolutamente, ma bisogna veramente avere
un rapporto ombelicale con l’interesse del nostro territorio. Poco fa il Presidente
Messina, e questo mi duole dirlo, diceva: forse io voglio fare una proposta che
non dovrei, però, pensando a Ortigia e qualche altro Centro storico, sono tutti
centri storici chiusi al traffico veicolare. Però mi rendo conto, se io devo andare
ad Ortigia e poi devo andare oltre Ortigia, trovo solo il mare. Ma se io da
Agrigento devo scendere a San Leone, e dopo la Valle c’è San Leone, c’è la mia
casa, c’è la casa di questi ragazzi, questi paragoni non possono essere fatti. E mi
chiedo ancora: ma come è possibile che in alcune case dove possibilmente uno
chiede, naturalmente
insistono in luoghi protetti, ma che hanno tutti le
autorizzazioni, un cittadino chiede possibilmente di potere ricostruire un muro
di cinta per questioni di sicurezza, per questione di protezione della propria
casa, e gli viene negato perché giammai si possa mettere una pietra o del
cemento nella Valle dei Templi, mentre adesso con questo Piano si può fare di
tutto e di più. Per cui concludo, facendo anche una domanda al Presidente: ma
nel momento in cui voi domani mattina approvate questo Piano, noi non siamo
d’accordo, che succede, voi chiudete le strade? Questa mia domanda è anche
una provocazione.
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PRESIDENTE CAMERATA SCOVAZZO – Questa è una provocazione, ma
lei non mi ha ascoltata. Io l’ho detto all’inizio. Le strade, ove si dovessero
chiudere, si farà con l’accordo. Come lei ha detto le strade non sono nostre,
quindi il Parco non è che domani piglia e va a mettere un divieto di sosta? Le
dico fra l’altro che io non scrivo leggi, come lei ha erroneamente ha detto, ma le
fa le leggi il Parlamento siciliano, questo per chiarirlo. Comunque, le strade se
si troverà una viabilità alternativa, verrà adottata, se no resterà come è, ed è
scritto nelle norme…
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Picarella, facciamo intervenire e poi
facciamo intervenire gli altri.
DOTTORESSA CAMERATA SCOVAZZO - Io l’ho detto questo, l’ho detto
all’inizio, lo ripeto ora e basta, non lo ripeto più, perché pare che qui la voce
comune e popolare è la disinformazione, dice: il Parco chiude le strade. Non è
vero. Se si dovranno chiudere un domani, c’è stato l’esempio di Messina, io vi
dico Atene ha chiuso tutte le sue strade ai piedi dell’Acropoli. Il futuro sarà
questo, ma non sappiamo quando. Ma non possiamo essere tacciati come i
demolitori, gli uccisori.
PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Picarella, lei non può offendere
questa Presidenza, perché io l’ho fatta parlare, ma adesso non faccia interventi
dall’aula per favore. Presidente Camerata, se ha finito facciamo intervenire gli
altri. L’Architetto Palazzotto, rappresentante delle guide turistiche ha chiesto di
parlare, ne ha facoltà, prego.
(Intervento fuori microfono)
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PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Salsedo, faccia le sue valutazioni in
silenzio, grazie.
DOTTORESSA CAMERATA SCOVAZZO – Io veramente mi ritengo offesa
dal suo intervento.
PRESIDENTE CALLARI – Non ha fatto nessun intervento, perché di fatto ho
detto io che non si deve intervenire, non ha parlato il Consigliere Salsedo, non
ha detto nulla. Prego.
ARCHITETTO PALAZZOTTO
- Signor Presidente, signori Consiglieri,
grazie per averci dato la parola in modo di intervenire. Come associazione
guide turistiche noi siamo intervenuti qualche volta in merito a ciò che riguarda
l’attività che noi svolgiamo all’interno del sito archeologico della Valle dei
Templi. E i protagonisti da una ventina d’anni, almeno io in questa zona,
conosciamo in linea di massima come funziona l’ingresso, come funziona la
visita, quali sono i problemi e quali potrebbero essere le soluzioni per
migliorare le condizioni all’interno del Parco Archeologico. Intanto c’è da dire
che poche correzioni andrebbero fatte, una a quanto pare l’Ente Parco l’ha presa
in considerazione ed è la passerella che collega il Tempio di Ercole con la zona
antistante il Tempio di Zeus, e questo snellirebbe anche il processo di transito,
di veicolizzazione, di fruizione del sito archeologico e non staremmo a
interrompere continuamente con i passaggi da una sponda all’altra. Poi il
discorso dell’attuale parcheggio Hardcasle, di fronte al Tempio di Ercole potrà
essere risolto con la immediata apertura del parcheggio di Sant’Anna e poi
quello di Villaseta. Quindi, anche il discorso delle auto che si immettono
all’interno di questo parcheggio vicino al Posto di Ristoro, l’interruzione dei
flussi veicolari potrebbe anche qui saltare. I tempi di percorrenza all’interno
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della zona archeologica non sono gravi o così pesanti o così lunghi da
giustificare a mio modo di vedere o a nostro modo di vedere una alternativa così
drastica come quella delle strade esterne. Di solito si scelgono soluzioni
alternative all’attuale quando c’è un miglioramento dei tempi di percorrenza
della viabilità, quando si creano intasamenti tali da potere dare fastidio anche ai
flussi di circolazione di tutta la città. Quindi non bisogna considerare solo lo
spostamento tra Agrigento e San Leone e viceversa, ma quello che comporta poi
nel sistema viario globale di tutta la città. A me è sembrata una esercitazione di
urbanistica quella che è stata fatta dai progettisti, perché da sempre
all’Università ci hanno insegnato a presentare gli elaborati fino a quando poi il
professore ci dice va bene. Per quale motivo la contestazione dell’Ordine degli
Ingegneri, la contestazione dell’Ordine degli Architetti non debba essere presa
in considerazione, visto che sono state apportate delle soluzioni tecniche a
questo modo di progettare, visto che comunque l’aggiungere e o il togliere
qualche cosa all’interno di una viabilità esistente può compromettere anche da
un punto di vista paesaggistico lo stesso Parco? A noi insegnano che
l’aggiungere una finestra o togliere la finestra da un prospetto comunque varia il
prospetto. L’aggiungere o togliere una strada all’interno del Parco comunque
varia il Parco. L’intervento che è stato fatto dall’allora Ministro Paolucci, quello
di considerare la Valle dei Templi come un bel quadro da intervenire soltanto
con aggiustamenti, io lo tengo in considerazione, così come anche l’intervento
fatto da sua eccellenza il Prefetto al Consiglio Comunale a Canicattì, dove
diceva che comunque la Valle dei Templi è in uno stato perfetto, in buonissime
condizioni. Non riesco a capire veramente quale è il fine ultimo. Se ci fosse un
motivo di migliorare le condizioni, perché i tempi di percorrenza sono notevoli,
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e allora io stesso dico: creiamo una situazione alternativa all’attuale viabilità e
si vede come fare. Ma vorrei capire quale è il fine ultimo, quali miglioramenti
può portare una trasformazione del territorio come quella che viene proposta dai
progettisti. Io questo ancora non sono riuscito a capirlo. La Valle dei Templi è
sempre stata utilizzata dai Greci dalle stesse strade che noi percorriamo. Lo
stenopos, il cardo che ci porta dalla villa Atena fino alla chiesa San Nicola è da
sempre esistito, la plateia, il decumano, la strada sulla quale si affaccia la casa
cantoniera da sempre è esistita. Noi non facciamo altro che percorrere le stesse
strade che hanno percorso 2500 anni fa gli abitanti di Akragas. Allora se vale
questo discorso di chiudere, dovremmo chiedere al Sindaco Alemanno di Roma
di chiudere la strada che va da piazza Venezia, quella dei Fori Imperiali che
porta fino alla chiesa, che adesso mi sfugge. C’era un progetto ma non è stato
preso in considerazione, non è stato fatto. Per quale motivo noi dobbiamo
intervenire senza un progetto che fattivamente, tecnicamente può essere
realizzato? Presentateci un progetto dove tecnicamente ci sono le vere soluzioni
e poi si discuterà. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Il dottore Massimo Raso della
C.G.I.L. ha facoltà di parlare. Prego.
DOTTORE RASO – E lo faccio in pochissimi minuti perché mi rendo conto
che siamo un po’ tutti stanchi. Giusto per ribadire la posizione del sindacato che
ha condiviso e sostenuto, abbiamo avuto modo di dirlo sulla stampa, l’abbiamo
detto nella riunione convocata dal Presidente del Consiglio, e abbiamo
condiviso questa contrarietà alla ipotesi che ci viene sottoposta. Solo io eviterei
almeno in questa sede fra di noi di fare delle rispettive posizioni una sorta di
caricatura. Cioè noi non siamo i difensori di quegli elementi incongrui di cui
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parlava la dottoressa Camerata Scovazzo all’inizio. Né penso che noi dobbiamo
ragionare in questi termini. Io penso che noi dobbiamo ragionare
confrontandoci e ritenendo che l’Ente Parco e il Comune di Agrigento, la città,
le sue forze sociali, le sue forze economiche. Io ho condiviso molto l’intervento
del dottor Pendolino e forse non è un caso che il Sindacato condivida buona
parte dell’impostazione che lo stesso ha dato al suo intervento, perché io credo
che appunto quello debba essere l’approccio, cioè l’approccio che dice: il Parco
è una risorsa, non esistono ipotesi di sviluppo possibili in questa città che non
partano o che prescindano dal Parco, dal suo sviluppo, facciamo sviluppare il
Parco in tutte le sue componenti che non siano le strade, che non sia l’assetto
viario, perché mi hanno condiviso in quella sede un modo di ribadire le cose
che qui ci diceva l’Ingegnere Di Rosa e l’Architetto La Mendola dal punto di
vista tecnico e quindi non sono in condizioni di scendere tecnicamente oltre le
cose che loro qui ci hanno ripetuto, che però mi convincono e mi convincono
parecchio, quindi il Parco sviluppi le sue potenzialità, partendo dalle altre cose,
sarà poi il tempo a dire se avremo bisogno di ulteriori cose, cioè se avremo
bisogno di arrivare… del resto poi in realtà, e io da questo punto di vista me ne
vado incoraggiato, mi conforta sapere che la stessa dottoressa Camerata
Scovazzo parlava di prescrizioni e quindi di indirizzo e non di prescrizioni, del
fatto che non è in capo a questo Ente il potere di decidere la chiusura o no di
queste arterie. Per fortuna, voglio dire, però io credo che noi dobbiamo uscire
da questo tipo di… che mi sembrava almeno a me una sorta di caricatura di
tutto questo dibattito. Noi ribadiamo e concludo, perché avevo promesso di
essere brevissimo, ho detto che riteniamo l’ipotesi di sviluppo della Valle quale
l’unica ipotesi di sviluppo possibile per questa città, tutto deve ruotare attorno
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alla Valle. Riteniamo tuttavia legittimo e auspicabile l’alleggerimento di quelle
arterie, l’abbiamo detto e lo ripetiamo, perché è giusto che il traffico pesante e
lo stesso traffico turistico possa avere altre soluzioni,
sono previste e le
condividiamo. Ribadiamo la questione che a noi sembra conducente. E mi fa
piacere che in uno di questi progetti norma è contenuta questa visione della
passerella, che sembra una cosa, ma in realtà è una cosa importante, ma in
definitiva io credo che lo spirito debba essere appunto quello della condivisione
tra l’Ente Parco, il Comune e le forze sociali ed economiche, perché l’unica
incongruenza che allo stato registriamo, che stasera eravamo chiamati a
esprimerci solo sull’assetto viario, l’unica incongruenza che c’è, se c’è e c’è in
maniera stridente, è appunto tra il progetto di Piano rispetto alla parte della
viabilità che ci viene proposto e il Piano Regolatore Generale che questo
Consiglio comunale nel bene e nel male, sbagliando o indovinando si è dotato e
quindi non ci può essere questa sfasatura. Quindi, io credo che noi dobbiamo
recuperare un maggiore dialogo reciproco tra l’Ente Parco e il Comune.
Dobbiamo fare in modo che i progetti dell’Ente Parco siano resi noti, perché
non è che bisogna per forza partecipare alle riunioni, bisogna anche avere la
capacità dell’Ente stesso di comunicare meglio quelli che sono i suoi propositi
rispetto alle prospettive di sviluppo dello stesso Parco, perché noi dobbiamo
fare innamorare di questi buoni propositi la città.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie. Dottore Carlino Presidente degli
agronomi ha chiesto di parlare, ne ha facoltà.
DOTTORE CARLINO – Buonasera a tutti, Presidente, componenti del
Consiglio comunale, Presidente del Parco, componenti del Parco e tutti quanti
presenti. Io dopo avere sentito un po’ di colleghi, tecnici, di Consiglieri
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comunali, vi dico che è molto difficile parlare in questo momento perché si è
detto tutto e più di tutto. Noi come CUP, Comitato Unitario delle Professioni,
avevamo fatto un documento illo tempore che riguardava il Piano Regolatore e
ora ci ritroviamo a ragionare sul Parco con le stesse problematiche che c’erano
inserite all’interno del Piano Regolatore Generale. Due strade che tra l’altro, se
non ricordo male, ditemelo voi, l’ultima è stata riattata con spese di notevole
entità poco tempo fa, che dovrebbero essere chiuse per andare a veicolare il
traffico pesante su zone diverse, anche a traffico veicolo urbano. Io mi chiedo:
ma la mobilità sostenibile non si può pensare di inserirla all’interno delle strade
del Parco? Pensare di parlare di mobilità molte volte noi ce ne dimentichiamo,
mobilità sostenibile, in modo che le strade continuino a essere utili, perché sono
utili queste due strade al Comune di Agrigento, sono fondamentali, perché
veicolano il traffico urbano, non quello extraurbano, non quello pesante, e
andare a chiudere queste due strade significherebbe creare problemi di natura
enorme ai cittadini agrigentini. A me piacerebbe che tutte e due le strade fossero
piene di piante secolari di ulivo, ma ci sono e il paesaggio è questo. Molte volte
noi dimentichiamo che il paesaggio è anche quello costruito dall’uomo. È
questo è il nostro paesaggio, ce l’abbiamo da moltissimo tempo e dobbiamo
tenercelo perché tutto sommato non è un paesaggio così pessimo, come
qualcuno ce lo descrive senza conoscere assolutamente la Valle dei Templi.
Quando vengono qua, vengono a vedere la Valle dei Templi, e Pendolino ne è
testimone di questo, la gente si innamora della Valle dei Templi, perché la
Valle dei Templi non è né urbanizzata, né sconquassata, nemmeno distrutta. E
tra l’altro la viabilità non è che faccia chissà quale danno, chissà quale male.
Pensiamo semplicemente a delle forme di mobilità all’interno dell’Ente Parco o
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delle strade che attraversano il Parco in maniera differenziata, senza creare
grandissimi problemi e senza creare nemmeno sconquassi. Sono d’accordo con
quanto diceva il rappresentante della C.G.I.L., nel senso di ragionare
pacatamente su questi problemi, senza né affannarsi, né essere in contrasto fra
le professioni tecniche e l’Ente Parco o fra l’Ente Comunale e l’Ente Parco.
Ragionare serenamente significa mettersi dietro un tavolo e cercare di trovare
soluzioni condivise da parte di tutti quanti in maniera tranquilla e in maniera
molto semplice. Per cui io chiedo a chi è interessato a questo contesto di
cercare di trovare queste soluzioni che siano principalmente soluzioni idonee
alla città di Agrigento e siano ovviamente condivise da
tutti quanti, vi
ringrazio.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Il Consigliere Calabrese ha chiesto
di parlare, ne ha facoltà, prego.
CONSIGLIERE CALABRESE – Grazie Presidente, colleghi Consiglieri,
signori tutti. Io già in precedenti occasioni ho manifestato la mia posizione su
quelle che sono le previsioni del Parco. Alle cose che hanno aggiunto i miei
colleghi volevo aggiungere qualche altra riflessione. E parto dal fatto che ci
siamo soffermati sulla viabilità? Ci siamo soffermati sulla viabilità perché
siamo rispettosi delle leggi. La legge 20 del 2000 dà un compito preciso
all’Ente Parco, che è quello della destinazione d’uso del territorio e dei
manufatti legalmente riconosciuti.
Su quello noi non abbiamo nessuna
competenza, quindi non possiamo entrare nel merito del progetto del Piano che
prevede un bed and breakfast più che un ristorante o di un albergo. Quindi, ci
siamo dovuti soffermare solamente sul discorso della viabilità che è una precisa
competenza del Consiglio Comunale del Comune di Agrigento, competenza che
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scaturisce dalla Legge 1150 del 1942 che istituiva i Piani Regolatori Generali.
Partendo da questo dato già in sede di Piano Regolatore Generale ci siamo
espressi su quella che era l’interpretazione non di un Consiglio avulso dalla
città, ma di un Consiglio che recepiva la volontà di tutti i cittadini, perché prima
di tutto vengono i cittadini, poi vengono i vari ordini professionali, tutta la
società civile. Ma quello che è emerso è che l’intera popolazione agrigentina
vuole questo stato di viabilità, perché fa parte integrante della loro vita, della
nostra vita. Ciò detto, è chiaro che noi non camminiamo in modo disarticolato,
perché già nella scorsa consiliatura, quando discutemmo del Piano del PIT,
furono concepiti quei due famosi parcheggi proprio per andare incontro
all’esigenza di alleggerire il traffico interno alla Valle dei Templi. E,
consentitemi, una parola in favore dei nostri concittadini la voglio spendere,
checché se ne dica quali siano state le campagne diffamatorie poste in questa
città, l’agrigentino nella sua vera essenza, la Valle dei Templi l’ha rispettata
perché integra, perché tutto quello che è stato realizzato in virtù di un indirizzo
politico sbagliato, che non andava incontro alle esigenze e alla volontà del
popolo agrigentino, indirizzo di tipo urbanistico, che prevedeva sviluppi a nord,
quando nell’indole dell’agrigentino stesso c’è la volontà di andare verso il sud e
verso il mare. Non gli ha dato l’opportunità per andare a costruire in maniera
pulita e secondo il rispetto delle leggi, perché se quel famoso Piano Regolatore
Generale del ’78, invece di prevedere quell’obbrobrio di quartiere dormitorio di
Fontanelle, avesse previsto uno sviluppo a sud, oggi avremmo una situazione
sicuramente meno inquinata da un punto di vista dell’abusivismo spontaneo che
io definisco tale, nato dall’esigenza del cittadino di voler vivere il mare. Quindi,
quando noi abbiamo previsto i due parcheggi, l’indirizzo era proprio questo:
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volere gradualmente interdire il traffico pesante all’interno della Valle dei
Templi, il traffico inquinante all’interno della Valle dei Templi e interdire i
pullman extraurbani all’interno della Valle dei Templi e più su tutto come si fa
in tutte le città, interdire i pullman dei turisti, perché in nessun posto del mondo
è consentito attraversare le città, in tutti i posti del mondo sono previsti i
parcheggi per i pullman. Le cose che facciamo ad Agrigento danno scandalo,
quello che si fa negli altri paesi, nelle altre città è tutto lecito e legittimo. Tu vai
a Firenze, parcheggi il pullman, devi pagare la sosta per il pullman. A Venezia
non se ne parla. Se lo facessimo ad Agrigento, andremmo su tutti i quotidiani
del mondo. Perché? Abbiamo istituito dei parcheggi, vediamo di attivarli subito.
Vogliamo che la viabilità interna al Parco esista e continui ad esistere? Bene,
potremmo anche dire al Sindaco: Sindaco, comincia a preparare le ordinanze di
interdizione di questo traffico pesante. Ma non mi potete venire qua, cara
dottoressa, a proporre la chiusura di 900 metri di viadotto della S. 640, perché
altrimenti io tutti questi mezzi pesanti non so dove andarli a collocare. Quello
che mi scrivete nelle norme transitorie e finali, aggiunte in un secondo tempo
quando si è visto che vi era una certa situazione di sollevamento da parte del
Consiglio comunale…
(Intervento fuori microfono)
CONSIGLIERE CALABRESE - Forse il Consiglio Comunale non aveva
nessuna responsabilità, in quanto gli uffici probabilmente avevano delle
difficoltà a capire quello che volevate fare, visto che non avete tenuto conto di
quello che è stato fatto nel Piano Regolatore Generale. Dottoressa, io ho avuto
la bontà di ascoltarla, se vuole facciamo un contraddittorio, non ci sono
problemi, però se mi consente di finire il mio intervento, poi avrà la opportunità
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di replicare. Quando voi mi proponete, caro Ingegnere Di Rosa, la chiusura del
traffico su 900 metri di scorrimento, cioè chiudiamo 900 metri di scorrimento,
questo è da ex villa Forgia alla rotatoria Giunone, cosa succede in questo caso?
Questa è la proposta che fate in alternativa, mi proponete che tutto il traffico
pesante, che mi viene da Sciacca, da Trapani e quant’altro deve scendere,
quindi andiamo a costruire un altro viadotto in piena Valle dei Templi, cioè agli
agrigentini li pigliamo a schiaffi, gli diciamo: stiamo facendo un’altra esatta…
perché la storia è fatta di cicli e ricicli. Quello che è stato lo scempio che è stato
fatto con il viadotto Morandi, oggi lo vogliamo riproporre andando a fare
nuovamente svincoli, ponti e viadotti nella Valle. Aveva ragione l’Architetto La
Mendola e l’Ingegnere Di Rosa. Andiamo a fare un viadotto, un ponte che
scende sul viale Emporium, tutto il traffico pesante viene deviato su viale
Emporium,
entra per via Gela, arriva su viale dei Giardini per andarsi a
ricollegare ai semafori dello Stoai. Ve li immaginate voi tutti questi pullman,
tutti questi camion che devono attraversare la Valle in questo modo? Cosa
diciamo a questa gente che abita…? Tutti abbiamo vissuto San Leone. Queste
sono le proposte che ci viene a fare il nostro benamato Ingegnere Giacobazzi, al
quale abbiamo già contestato in sede di Consiglio Comunale queste scelte e il
quale Consiglio Comunale in sede di emendamenti aveva fatto una serie di
emendamenti che vietasse queste cose, che sono state approvate e che sono agli
atti. Quindi è chiaro che ben venga, dottoressa, caro Pendolino, il Piano del
Parco, visto come volano di sviluppo commerciale. Nessuno discute questo, non
siamo entrati nel merito, perché non è una nostra competenza. Non spetta a noi,
la legge lo stabilisce, la Legge 20 del 2000, valorizzare quei territori e i
manufatti legalmente riconosciuti. Questo recita la legge. Io non sono un
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tecnico del turismo, chi è tecnico del turismo proporrà poi le migliori soluzioni
per valutare queste cose. Non è che non siamo entrati nel merito del Piano del
Parco perché ci siamo solo soffermati sulla viabilità perché abbiamo cecità,
assolutamente,
non abbiamo nessuna competenza che ci viene da nessuna
legge. Come nessuna legge dice al Piano del Parco che è superiore alle leggi che
lo Stato emana, alle leggi che la Regione siciliana recepisce, non è scritto da
nessuna parte che la legge 20 del 2000 annulla la legge 1150 del 1942, quindi
non è assolutamente un Piano superiore ad altri strumenti. Quindi, su questo io
ritengo il Piano del Parco nella sua autorevolezza può approvare il Piano così
come è, può decidere di fare tutto quello che vuole, ma un risultato è sicuro e
scontato, che nel momento in cui si approverà il Piano così come è con queste
cose, avrà contro l’intera città, perché l’intera città non vuole la chiusura di
queste strade. L’intera città per bocca del suo Consiglio Comunale ha dichiarato
che vuole le strade così come sono, alleggerite perché nemmeno a noi piace
impiegare due ore da Agrigento per San Leone o per il Villaggio Mosè o per
Villaseta, nemmeno a noi piace, alleggerito secondo le indicazioni che il
Consiglio Comunale ha dato, quelle di interdire il traffico pesante, gli autobus
extraurbani, imporre alla TUA di mettere degli autobus urbani, consoni con
quelli che siano gli interessi della Valle dei Templi e dell’intera Comunità,
meno inquinanti possibili e dopo consentire agli agrigentini o ai mezzi leggeri
di potere continuare a vivere la città e la Valle per come l’abbiamo sempre
vissuta, perché vero è che è patrimonio dell’umanità, patrimonio dell’Unesco,
vero è, però prima ancora di essere patrimonio dell’umanità è patrimonio degli
agrigentini, e mi ripeto, e in quanto tale questo patrimonio gli agrigentini lo
hanno sempre riconosciuto, non avendo invaso di cemento la Valle dei Templi.
50
Negli anni che furono, si sarebbe potuto cementificare la Valle dei Templi, così
come è successo in tutti gli altri posti del mondo. L’altra sera vedevo un
servizio su Report, dove il Comune di Roma dà il nullaosta e le concessioni
edilizie in Sanatoria nell’Appia antica. Hanno fatto vedere costruzioni murali
trasformate, allargate, come diceva un amico mio quando ci andavano i Vigili
Urbani, costruiva vicino a San Leone, ci andavano una prima volta e trovavano
una piccola casetta, ci andavano dopo due mesi, la trovavano molto più
allargata. E quell’amico mio gli rispondeva: non è colpa mia, è colpa
dell’umidità che si è allargata. Nell’Appia antica è successo la stessa cosa.
Ebbene, il Comune di Roma ha rilasciavo la concessione in sanatoria. Quindi,
negli altri posti del mondo attraversano il Colosseo, ci entrano di sotto, di sopra,
a Verona davanti l’Arena di Verona, in tutti i posti del mondo questo avviene.
Vi immaginate cosa succede? Facciamo una rivoluzione, andiamo a Roma a
dire: tutto l’EUR deve chiudere, tutta la viabilità intorno all’EUR deve chiudere
perché il Colosseo non può essere più attraversato dal traffico. Andiamo a
Verona e gli andiamo a dire: il traffico intorno all’Arena di Verona deve
morire. Questo è. Ad Agrigento queste cose possono succedere. Perché? Perché
ci portiamo nel nostro DNA il fatto che proveniamo e siamo tutti figli di tutte le
invasioni che abbiamo subito? E chi viene, viene a comandare qua indisturbato?
No, questo tempo è finito, almeno fino a quando ci sarà la volontà di un
Consiglio che si spende in nome e per conto dei cittadini, caro Sindaco, ti debbo
dire questa era di chi viene dall’alto delle montagne a non conoscere il
territorio, a venire a dettare leggi è finito, perché faremo le barricate come
hanno fatto a Napoli per la spazzatura, e allora faremo le barricate perché la
viabilità all’interno della Valle dei Templi resta quella che la città di Agrigento
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vuole e non mi basta che nelle norme transitorie dite tutto questo sarà realizzato
quando vi sarà l’opportunità di poterle chiudere, perché mi sa tanto di presa in
giro. Io non sono un tecnico, domando ai tecnici, quando un tecnico
mi
propone la modifica di una cosa già consolidata nei secoli, mi dovete venire a
proporre, seduta stante, qual è l’alternativa, no poi vediamo, perché l’Art. 41 è
secco ed scritto in italiano. L’Art. 41 è chiaro, dice che tutto sarà dismesso.
Questa è la norma transitoria, però quando creeremo le alternative, chissà, forse
perché non voglio offendere i progettisti perché come in tutte le categorie ci
sono quelli buoni e ci sono quelli meno buoni; forse perché ai progettisti
interessa andare a fare questi ponti e questi viadotti, dove andare a spendere
milioni di euro, dove andare a prendere le parcelle per la progettazione e la
direzione dei lavori e andiamo a modificare che? Ciò che ha funzionato per
secoli per fare che? Per fare arricchire qualche progettista. Questo Consiglio
Comunale ritengo che non sia contento di questa cosa e che non possa
condividere queste scelte, quindi vi prego in sede di Ente Parco di evitare che
la città si allontani ancora di più dall’Ente Parco e lo veda come un Ente
contrario alle esigenze dei cittadini, come un Ente penalizzante per la città di
Agrigento. Spendetevi per valorizzare il Parco dal punto di vista di rilancio
turistico commerciale come avete detto, lasciate stare per quanto riguarda la
viabilità che non è una vostra competenza. Grazie.
VICE PRESIDENTE LAURICELLA – Grazie, al Consigliere Calabrese, la
parola al Vice Presidente Marchetta.
CONSIGLIERE MARCHETTA – Signor Sindaco, Presidente Camerata
Scovazzo, signori Assessori, colleghi Consiglieri, io sarò diretto perché ormai
l’argomento è stato ampiamente sviscerato. E voglio fare delle osservazioni.
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Anzitutto mi preme ringraziare l’Ingegnere Di Rosa e l’Architetto La Mendola
perché in maniera chiara oggi ci hanno edotto su delle tematiche progettuali
che indubbiamente, Presidente, suscitano delle perplessità. E questo suo
atteggiamento, almeno dagli interventi estemporanei, dalle interruzioni
estemporanee manifestate non credo che siano conducenti per dare al Parco
quella funzione di sviluppo che tutti ci proponiamo, perché mi sembra che ci
sia un atteggiamento di chiusura quando tutto il Consiglio Comunale, i
Sindacati, tutti gli ordini professionali manifestano delle perplessità e credo che,
allorquando, seppur ci sono state delle riunioni, seppur ci sono state delle
concertazioni, credo che allorquando si manifestano delle problematiche, credo
che l’atteggiamento preferenziale da parte di chi svolge anche una funzione di
indirizzo pubblico della nostra città debba essere quella del confronto e non
quella di chiusure di ipotesi progettuali, perché mi sembra che finora
l’atteggiamento sia stato questo, quello di una chiusura nei confronti di una
società civile che forse è stata disattenta, che forse poteva partecipare alle
riunioni indette, però mi sembra che delle manifestazioni di chiusura siano
veramente incongrue, Presidente Camerata Scovazzo. Io voglio riportare la
discussione su un Piano che sia appunto di interlocuzione vera tra questo
Consiglio, tra l’Ente Parco, tra gli ordini professionali, quindi non sono così
passionale, sanguigno come il collega che mi ha preceduto, però di una cosa ci
sono due paletti che indubbiamente vorrei fare evidenziare, in primo luogo si è
ribadito che la viabilità è competenza del Comune e del Consiglio Comunale,
nel senso che mi sembra di capire anche la Legge speciale 40 non ha derogato a
queste prerogative da parte del Consiglio Comunale. Noi ci siamo espressi con
un Piano Regolatore Generale, poi qui è vero che poi ad Agrigento viviamo
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sempre le realtà e gli psicodrammi pirandelliani, quel Pirandello che spesso,
cara Presidente Camerata Scovazzo, molte volte bene ha descritto quello che
era l’ambiente del Parco archeologico, un ambiente che nell’800 era un
ambiente vivo, un ambiente dove gli agricoltori operavano. Io mi ricordo da
bambino quando mi affacciavo nella mia casa al viale, vedevo una valle bianca,
piena di mandorli, perché non era iniziato un Piano di espropri, che spesso
credo che possa essere, qui me ne può forse dare pure
testimonianza il
Marchese Giambertoni. Prima la Valle dei Templi era veramente coltivata, era
viva, i mandorli erano numerosi e fiorivano. Poi un giorno ci fu un Piano di
espropriazione a cavallo tra gli anni 67 e 71 e si è tentato anche a mummificare
questi 1300 ettari. Probabilmente se non ci fossero stati i piani di espropri, non
faccio ammenda a lei, Presidente, ci mancherebbe altro, probabilmente ancora
le aziende agricole esistenti all’interno del Parco archeologico sarebbero
sopravvissute, probabilmente si sarebbero evolute in quei bed and breakfast di
agriturismo, di cui lei parlava, in maniera spontanea. Invece noi abbiamo avuto
l’espropriazione di tutti questi terreni ai proprietari, naturalmente non c’è stata
più la estensione che permetteva degli investimenti in campo agricolo, c’è stata
la mummificazione di questo Piano. Ci
fu un errore programmatico di
programmazione. Lei parlava di indirizzi, ci fu un errore di programmazione.
Ora mi sembra che anche qui ci possa essere un errore di programmazione. Io
credo che il buon senso deve prevalere. Io spero che non vi siano delle brusche
accelerazioni da parte di Enti, accelerazioni che contrastino con quella che è la
volontà popolare degli eletti di questo Comune di Agrigento.
Noi ci
esprimeremo giovedì, giovedì approveremo il nostro ordine del giorno
e
faremo sentire la nostra volontà, perché mi sembra che seppur nell’ambito di un
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indirizzo programmatico, mi sembra che non vi siano delle alternative valide.
Allora, siccome siamo in tempo, dobbiamo cercare con il buon senso, con il
confronto, di poter vedere di portare quelle che sono delle correzioni, fermo
restando che tutti vogliamo che questo Parco archeologico diventi volano di
sviluppo per la nostra città, ma volano sviluppo del Parco archeologico qui me
lo può dare pure il mio amico, noi facciamo parte del club dei nati del ‘62,
abbiamo una associazione turistica. Il turismo significa anche sistema.
La
scommessa di Agrigento è quella di trasformare il nostro turismo da turismo
mordi e fuggi, abbiamo sempre detto questo, al turismo che sia un turismo
quantomeno di 3 giorni. Dottoressa Scovazzo, non credo che noi raggiungiamo
questo obiettivo, scoordinando un’area di 1300 ettari con tutto il resto, quindi
con il mare, e quindi la viabilità, è importante il collegamento. Per cui io
chiaramente alla luce anche dei chiarimenti che mi hanno dato i Presidenti degli
Ordini professionali, manifesto delle perplessità. Credo che la tematica vada
approfondita, credo che sia quantomeno poco conducente, se non avventuroso
che vi siano delle accelerazioni, che cercano di imporre delle scelte, perché poi
ci sarà la reazione di chi ritiene che queste scelte siano sbagliate, con ordini del
giorno, con istanze al Presidente della Regione, con istanze all’Assessore ai
Beni Culturali, perché noi vogliamo che si pervenga a una concertazione
condivisa veramente fra gli organi competenti. Non chiediamo altro perché poi
si istituirà un tavolo tecnico, ne faranno parte Ordini dei professionisti, i nostri
tecnici del Comune.
Questo progettista il cui atteggiamento mi sembra
pirandelliano, perché è vero che “Uno, nessuno e centomila”, non per niente
Agrigento, si vede che anche il buon emiliano, venendo a respirare l’aria di
Agrigento, si vede che ha fatto questo effetto, appunto di uno sdoppiamento di
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personalità, da Uno, nessuno e centomila, tanto che in un Piano dice una cosa e
in un altro Piano invece norma altro. Ad Agrigento
può capitare questo.
Quindi, io volevo fare un appello al signor Sindaco affinché alla riunione di
domani si faccia latore dell'indirizzo del Consiglio comunale. Noi come MpA
credo che prepareremo un ordine del giorno in cui spingeremo alla
concertazione tra ordini professionali, Ente Parco, Comune, per vedere,
analizzare innanzitutto lo status progettuale, vedere se ci sono punti di
incongruenza. Un Presidente degli Stati Uniti parlava di elementi inappropriati
e poi addivenire a quella che è una ipotesi progettata condivisa, concordata, che
tenga conto che non è un caso che ci sono queste due vie, che storicamente ha
ragione, ne abbiamo testimonianza storica, è stato sempre così. Io naturalmente
comprendo che è bello che chi viene dalla foce deve vedere… non comprendo
poi cosa si debba fare, è bello, cioè sotto un aspetto utopistico forse è anche
irrealizzabile ormai visto lo status delle costruzioni, è bello chi viene dal mare,
poter rivivere il percorso che devono, gli antichi viaggiatori oppure la visione
pindarica di Agrigento. Purtroppo però siamo in tempi diversi. C’è stata una
evoluzione urbanistica della città. C’è una analisi di costi e benefici che si deve
fare e quindi credo che su questo occorra un serio e sano confronto per
pervenire ad una soluzione che sia concordata, che possa essere valida sia per lo
sviluppo del Parco archeologico, sia per la vivibilità degli agrigentini, perché
noi in Consiglio non dobbiamo dimenticarci che
siamo stati eletti da questa
città e dobbiamo cercare di migliorare le condizioni di sicurezza, di viabilità e
di vivibilità dei nostri cittadini. Quindi, contemplando tutte queste
considerazioni,
questi elementi, addiveniamo a quella che può essere una
ipotesi conclusiva che sia idonea. Accelerazioni mi sembrano inopportune, così
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come mi sembrano inopportune delle chiusure a un dibattito che suscita
perplessità, a un dibattito che suscita anche delle idee critiche, a uno scenario
progettuale che invece tutti, ognuno per le proprie competenze, hanno criticato.
VICE PRESIDENTE LAURICELLA – Ho iscritto Arnone. Se non si iscrive
più nessuno chiudiamo il dibattito. Quindi se qualcuno si vuole ancora iscrivere
siete ancora in tempo. Consigliere Salsedo.
CONSIGLIERE SALSEDO – Grazie Presidente, colleghi Consiglieri, gentili
componenti del Consiglio del Parco. In merito alla tematica di questa sera molto
importante per il futuro della città di Agrigento avevo a riguardo dei dubbi, ma
penso che questa sera torno a casa con delle certezze. Torno a casa con molta
amarezza e molto deluso. La certezza è data nel vedere uno sguardo sereno,
tranquillo, rilassato della dottoressa Scovazzo perché, parliamoci chiaro e con
molta franchezza, Ingegnere Di Rosa, il Piano è stato fatto, ormai la decisione è
stata presa da parte del Parco, è scritto lì, quello è Vangelo, un ignorante che
legge quelle carte e legge: “Tratti stradali da dismettere in modo
programmatico”, stasera qui non noi ci prendiamo in giro, e qui viene fuori la
differenza da un Consiglio comunale eletto democraticamente e in modo
legittimo dal popolo sovrano e quindi che ha a cuore i problemi della città e da
un organo nominato con decreto che possibilmente sconosce la realtà di
Agrigento e sconosce le strade di Agrigento. Io sono convinto, è un mio
pensiero legittimo, che la dottoressa Scovazzo sconosce via Emporium, via
Gela, viale dei Giardini, sono pronto a scommettere che la dottoressa Scovazzo
sconosce totalmente questa zona. E sono deluso e amareggiato di un silenzio
assurdo, assordante, di un giurgintano purosangue che ha fatto la storia di
Agrigento, che è citato anche nelle canzoni dell’amico Giovanni Moscato. Il
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silenzio del Professore Melisenda Giambertoni che oggi dovrebbe gridare allo
scandalo di quello che si vuole fare all’interno della Valle dei Templi. Allora,
siamo contro il rigassificatore, Dottoressa Busetta, io la seguo, la stimo, ogni
giorno la leggo sui giornali. Dobbiamo avere anche un poco di coerenza,
dobbiamo autorizzare i viadotti nella Valle, dottoressa Scovazzo, e poi siamo
contro il rigassificatore? Un poco di coerenza ci vuole. Noi non possiamo
permettere nella maniera più assoluta, e voi non potete pensare che il turismo e
lo sviluppo di Agrigento passi con la chiusura delle strade, è la Panoramica dei
Templi della strada di San Nicola. Vi siete sbagliati di grosso. Il problema
sacrosanto è che chi sconosce il territorio, purtroppo, oggi arriva a questo punto
e guai a contraddirli perché quello che loro scrivono deve essere Vangelo e
basta. Il Consiglio Comunale , che è organo sovrano nel decidere la
destinazione urbanisticamente anche delle strade, oggi viene scavalcato da un
organo nominato per legge, quindi sono tutti sottogoverni nominati da Assessori
regionali, Presidenti abbastanza remunerati, che sconoscono le zone interessate
e torno a dirlo ancora e non mi vergogno a dirlo, la dottoressa Scovazzo
sconosce viale Emporium, dove c’è il supermercato Pendolino, sconosce la via
Gela quanto è larga, quanto è lunga, sconosce viale dei Giardini, già sono
invivibili da ora, da oggi, ora che inizia la stagione estiva, fino ad ottobre sono
invivibili. Pensate voi i tir che vengono dalle cementerie di Porto Empedocle, i
tir che vengono dalla zona di Castelvetrano, di Trapani, che devono andare a
Gela. Un giorno cosa diranno che è stato il Consiglio comunale a fare queste
cose o è stato l’Ente Parco? Io stasera torno a casa con una certezza: che loro la
decisione l’hanno presa, senza ombra di dubbio, la decisione è stata presa.
Norme transitorie a destra, norme transitorie… sono tutte bufale. Loro la loro
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decisione l’hanno già presa, devono togliere tutto, strade, asfalto, deve diventare
terra allo stato brado, questa è la verità. Noi che siamo abituati da generazioni a
generazioni ad attraversare la Valle dei Templi, noi che siamo abituati a vedere
la valle imbiancata, noi che siamo abituati a sentire i sapori, gli odori della
Valle, ci vengono a togliere anche questo. Io da Agrigento per andare a mare e
per andare a prendere un gelato a San Leone devo scegliere quale strada fare,
se fare 15 chilometri, se fare 20 chilometri, se io devo andare a mare alle Dune,
devo partire per tempo da casa, mi devo organizzare, bisogna fare il giro della
morte per andare a mare, perché non posso attraversare più dalla Valle dei
Templi. Io, come tanti agrigentini, tutti gli agrigentini, e poi parliamo della
Valle dei Templi che è conosciuta in tutto il mondo, parliamo di questo,
parliamo di quello e poi dobbiamo mettere anche nel conto che vogliono
continuare a mettere i chiodi nella Valle dei Templi. La prima vergogna è
successa nel ‘94 per i mondiali, dottoressa Scovazzo, forse lei non si ricorda i
mondiali di ciclismo, si vietò di far passare le biciclette con le ruote gomme, le
ruote di gomma, no le ammiraglie, le macchine. Tutto il mondo ci guardava,
forse anche dall’al di là, forse. Le
biciclette, no le ammiraglie, perché
rovinavano la via Sacra e non poteva essere. Solo le biciclette. Oggi il risultato
reale è questo, che non solo si sconosce il territorio, si sconoscono i tratti
interessati alle nuove modifiche stradali, si ha per giunta il capriccio di venire
qui a dire che ci possono essere momenti di convergenza; ma convergenza su
che cosa? Se già la decisione l’avete presa, siete venuti qua a prenderci in giro?
Perché questa è la verità. Io politicamente e penso assieme all’intero gruppo
consiliare noi faremo le guerre, faremo le barricate, faremo tutto quello che è
possibile fare, tutelando gli interessi degli agrigentini, della città di Agrigento.
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Questo senza ombra di dubbio. Presidente, io ho finito e vi ringrazio per
l’attenzione, grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Prego Consigliere Arnone, ha chiesto di parlare,
ne ha facoltà.
CONSIGLIERE ARNONE – Io innanzitutto mi scuso con gli illustri ospiti,
con i cittadini presenti, con i colleghi Consiglieri, per non avere partecipato sin
dall’inizio ai lavori del Consiglio Comunale. La ragione è di tutta evidenzia,
sono impegnato negli adempimenti conclusivi relativi alla mia candidatura a
Presidente della Provincia per il prossimo 15 giugno. E ritengo di ricollegare il
mio intervento all’evento del 15 giugno perché credo che la larga parte degli
agrigentini oggi non si riveda e ne avremo probabilmente prova il 15 giugno
come ne avemmo prova nel ‘93 nelle posizioni estreme, esasperate, che ho udito
questa sera qui. Io ritengo che noi dobbiamo distinguere due livelli di
discussione: una di principio che mi pare quella prioritaria, un’altra di dettaglio.
La discussione di principio è quella che inerisce la prospettiva della tutela della
Valle dei Templi, prospettiva che mi pare perfettamente disegnata dalle norme
transitorie che contiene il Piano del Parco. A me pare che questo Piano del
Parco sul punto esprima considerazioni ovvie, direi quasi intrise di ovvio buon
senso. Io mi mantengo bene, spesso dico grazie al calcetto domenicale, però
appartengo per fascia di età a quella generazione che poteva parcheggiare
l’automobile di sera innanzi al Tempio di Giunone, innanzi al Tempio della
Concordia e aveva un suo fascino parcheggiare di sera l’automobile nel cuore
della Valle dei Templi e intrattenersi gradevolmente. Poi l’evoluzione della
tutela del territorio ha comportato che la cosiddetta via Sacra venisse interdetta
al traffico automobilistico. Lì per lì sembrava chissà quale grande ferita
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all’orgoglio degli agrigentini, invece era un normale atto, dovuto atto di tutela e
valorizzazione del nostro patrimonio. E allora, rispetto alla ulteriore
valorizzazione del cuore della Valle dei Templi, questo Piano cosa prevede?
Che quando sarà realizzata una diversa viabilità coerente con le necessità della
città, coerente con lo sviluppo turistico, coerente con
la nostra economia,
allora, finalmente si potrà ripristinare l’antico cardo all’interno del cuore della
Valle dei Templi, si potrà circolare con veicoli a motore elettrico e quindi non
inquinanti, con cavalli e carrozze possibilmente, e non dovremo vedere le scene
non proprio gradevoli, ad esempio, delle auto in doppia o in tripla fila a La
Promenade, nel cuore della Valle dei Templi, o il distributore a pochi passi dal
Quartiere Ellenistico Romano e a fianco all’area monumentale prospiciente il
museo. Certo, a me oggi appare un’offesa che vi sia un distributore di benzina
lì. Quando l’hanno realizzato forse si pensava che fosse il progresso. Ma tanto
progresso non era. E io devo spezzare una lancia nei confronti di chi ha tutelato
la Valle dei Templi e che in questa sede è stato oggetto anche questa sera di
valutazioni non necessariamente illuminate dalla via Minerva, se vogliamo
rimanere sul terreno classico. Già, noi abbiamo i sovrintendenti che hanno dato
tanto, tantissimo ad Agrigento, e sono Pietro Griffo. Mi onoro di avere
realizzato con Pietro Griffo un libro, ed è una delle cose più belle della mia…
si dovrebbe intitolare il Museo a Pietro Griffo, vedremo se riusciremo a farlo,
intitolare il Museo a Pietro Griffo. Una delle cose più commoventi, dal mio
punto di vista, della mia molto vissuta ed entusiasmante esistenza è stata
proprio la realizzazione del libro di Griffo. Griffo aveva già 80 anni quando mi
venne a trovare con le pagine dattiloscritte. Da anni vi erano i computer, ma il
libro di Griffo era scritto con la macchina da scrivere e corretto a penna,
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dicendomi: può essere che lei riesce ad aiutarmi a pubblicare questo libro? Ci
ho lavorato tanto. È la opera più importante della mia carriera. E io mi impuntai
e come dice qualcuno, inizialmente le cose che penso di fare, questa del libro in
fin dei conti può definirsi una cosa minore, una sciocchezza, ma le cose che
penso di fare nella fase iniziale vengono prese per cose da pazzi. Con la
Sovrintendente Camerata Scovazzo
abbiamo battuto il megacarcere di
Favignana. È uno dei ricordi più belli a proposito di ricordi che ho è una
riunione al Ministero della Giustizia, in via Arenula, ove di fronte avevo i
Direttori Generali e un Sottosegretario ai Lavori Biblici Bargone e uno alla
Giustizia Aiala, perché quel carcere si dovesse assolutamente fare. La posizione
contraria al carcere la rappresentava l’Avvocato Arnone, neanche il
Sottosegretario Mattioli, era stata delegata a me la battaglia. Abbiamo vinto. E
come con il libro di Griffo, il libro di Griffo poi si è stampato, è l’opera più
bella che riguarda la Valle dei Templi e per me è stato anche oggetto di orgoglio
e commozione vedere due anziani uomini, mio padre, che ha realizzato le
fotografie, e Griffo nel salone di casa di mia madre sul tavolo nero, lucido,
lavorare per ore e ore ad assemblare didascalie, pagine, fotografie per realizzare
quelle opere. Ma dicevo, dei sovrintendenti possiamo andare orgogliosi, del
Consiglio Comunale no. E lo dice il primo eletto, chi ne fa parte da quasi 20
anni, chi ha dedicato un pezzo della sua vita a questo Consiglio Comunale.
Sovrintendenti che hanno realizzato ville abusive nella Valle dei Templi non ne
conosco, Sindaci che hanno realizzato ville abusive nella Valle dei Templi ne
conosco. Sovrintendenti che hanno sbancato aree costiere abusivamente non ne
conosco, Sindaci che hanno sbancato aree costiere abusivamente ne conosco e
ne ho fatti condannare come Sindaci che hanno realizzato ville abusive nella
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Valle dei Templi. Allora noi come Consiglio Comunale dovremmo apprestarci
a gustare uno spirito di moderazione e di collaborazione con le altre Istituzioni.
La dottoressa Camerata Scovazzo ha ereditato l’elaborazione di questo Piano
del Parco, certamente per come la conosco non è bravissima ad allocare e
progettare strade e viadotti, non mi pare che sia la sua materia, e per quello che
è il mio ricordo le strade e i viadotti di cui stiamo parlando e che appartengono
alla fase del dettaglio che in qualsiasi momento si può rivedere, sono precedenti
al suo insediamento alla Presidenza del Consiglio del Parco archeologico.
Allora, il punto quale può essere? L’indirizzo politico da condividere che
l’esigenza di tutela del cuore della Valle dei templi richiede soluzioni che
limitino progressivamente l’attraversamento automobilistico, i pullman, le
automobili, qualsiasi tipo di automobili, le file e poi nel dettaglio le soluzioni
relative al traffico andiamo anche a vedere progressivamente quali possono
essere. Questa città deve uscire dalla logica del muro contro muro, che è sempre
una logica perdente. Deve accedere alla logica del merito, alla logica della
capacità di confrontarsi. Confrontarsi comporta per l’uomo una difficoltà,
perché chi si confronta deve scendere nel merito dei problemi, deve mostrare
una preparazione, deve costruirsi una preparazione, deve avere una idea delle
cose mediante le quali accedere alle idee che hanno gli altri; scontrarsi, invece,
consente di utilizzare vie molto più brevi, si dicono un bel po’ di male parole, si
fa un bel po’ di bolsa retorica, si alza il tono della voce, si abbassa la qualità del
pensiero e alla fine si risolve molto, molto poco. E su questo terreno io credo
che noi dovremmo approcciarci alle questioni anche della viabilità, dialogare.
Cosa dice il Piano, che andremo a togliere l’asfalto su un gioiello archeologico
che è il cardo che attraversa la Valle dei Templi, per capirci, dalla Promenade a
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sud, solo dopo che avremo delle soluzioni di viabilità alternativa, che molti di
noi hanno già imparato a praticare. Io molto spesso per andare a San Leone
prendo dalla Statale per Caltanissetta e da via Papa Luciani. Dobbiamo
ulteriormente migliorare queste soluzioni. Dobbiamo avere raccordi a maggior
tasso di efficienza nella zona di Villaseta, ma questo è l’indirizzo progressivo
che dobbiamo avere, senza violenze nei confronti di alcuno, senza posizioni
precostituite e senza imposizioni, con la capacità di dialogo e poi, appunto,
andare a rivedere. Possiamo anche lanciare un concorso di idee cittadino, quali
possono essere soluzioni concrete migliorative della viabilità di via Gela. Io via
Gela la conosco. Caricare via Gela di ulteriore traffico non mi sembra affatto
una idea geniale, come non mi sembra affatto una idea geniale caricare il viale
delle Dune di ulteriore traffico. Ma tutte queste cose sono cose sulle quali un
esercizio serio, migliorativo, noi possiamo andarlo a porre in essere, con tutta la
collettività, con tutte le risorse che abbiamo, con gli ordini professionali, con gli
architetti, con gli ingegneri, uscendo dalla logica del muro contro muro che non
consente di pervenire ad alcun utile risultato. Questo è l’itinerario che io ritengo
su questo terreno si debba venire a praticare, questo, non un itinerario diverso.
Accedere a criteri generali e poi applicarli nel modo migliore questi criteri
generali, in una massima disponibilità reciproca da parte del Consiglio del
Parco e da parte nostra. Se non ho mal capito, e se ho mal capito qualcuno mi
corregga, la norma transitoria è frutto di una attività di mediazione recente che
dà larga contezza a quelle che sono le ragioni prospettate dal Consiglio
Comunale, dà larga contezza. Sarà la mia particolare esperienza politica, ma io
penso che sia sempre molto più opportuno rivendicare e utilizzare i risultati
ottenuti che non sminuirli. Io sarò candidato alle elezioni provinciali, non avrò
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la lista del mio partito né il simbolo del mio partito. In compenso ho avuto un
intervento di Roma che diceva, ragazzi, correte alle elezioni, andate a votare, i
cittadini sceglieranno quale è il candidato che preferiscono all’interno della
cultura del Partito Democratico e poi il 15 giugno vedremo chi ha torto e chi ha
ragione. E i torti e le ragioni le daranno gli elettori. Io avrei potuto dire: ah, sono
sconfitto, non ho il simbolo del partito, non ho le liste del partito. No, ho
acceduto a una linea diversa, l’ho avuto vinta. Mi si voleva impedire di
candidarmi, mi si voleva impedire di candidarmi in nome del sistema di valori
al quale in Italia appartengo, e invece questo mi è stato pienamente garantito,
sconfiggendo la logica delle abiure e delle scomuniche. Lo stesso discorso vale
per noi. Abbiamo contestato quello che era l’aspetto più negativo della vicenda
di cui ci occupiamo, la rigidezza, la tassatività, l’assenza di disponibilità alla
valutazione di esigenze altre che non fossero quelle rigide della tutela a scapito
di tutti. Abbiamo una soluzione flessibile che invece offre piena contezza e
soddisfazione alle ragioni che ci avevano mosso. Quindi, io la vedrei come una
vittoria delle istanze del Consiglio Comunale, come una vittoria della volontà di
ragionare del Consiglio Comunale per cogliere obiettivi da parte di questo
Consiglio Comunale, non come una sconfitta che deve portarci a imprecare
contro gli organi di tutela. Io mi sento vittorioso, appunto perché sono parte
anche trainante, significativa, incisiva, di un Consiglio Comunale che ha
ottenuto rispetto al problema della viabilità del Consiglio del Parco un risultato
assolutamente positivo ed importante. Questo è il mio modo di vedere e su
questo terreno io sollecito l’intero Consiglio Comunale ed esprimo il pieno
apprezzamento per le personalità dal già Rettore Marchese Giambertoni
Melisenda, alla Sovrintendente Camerata Scovazzo e a tutte le altre personalità
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che sono qui presenti con noi per arricchire il dibattito di questo Consiglio
Comunale e con esso per
arricchire il profilo culturale, la capacità di
riflessione, la capacità di analisi e di proposta dell’intera città. Vi ringrazio.
PRESIDENTE CALLARI – Professoressa Busetta, prego.
PROFESSORESSA BUSETTA - Buonasera a tutti. Mi rendo conto che siamo
un poco stanchi. Del resto come voi avete potuto vedere io sono stata qui
durante tutto questo Consiglio. Sono stata presente perché l’ho ritenuto un mio
dovere quale Consigliera del Parco, in un primo, e cittadina di questa città
ovviamente, perché sono Consigliera ma sono anche una cittadina di questa
città. Vi dico di più, sto arrivando direttamente da Milano perché sono stata
quindici giorni fuori. Mio figlio come tutti i giovani oggi lavorano fuori. Ma
questo è un altro discorso o per meglio dire è lo stesso discorso, perché io come
cittadina di Agrigento, oltre che come Consigliera, ho a cuore le sorti di questa
città e ce le ho in una maniera enorme, cioè sono accorata veramente, perché
questa città cresca. Quindi, credetemi, nel momento in cui io un anno e mezzo
fa circa ho accettato di fare parte del Consiglio del Parco, l’ho fatto con un
unico obiettivo, che è quello di potere aiutare, se mi è possibile, questa città a
trovare nel Parco il volano di sviluppo, perché di questo si tratta. Noi dobbiamo
credere in questa cosa e fare diventare la nostra Valle con 1400 ettari volano di
sviluppo. Ma se io sono qui da un anno e mezzo, la stessa cosa è per la
Presidente. Infatti io in un primo momento avevo deciso di non intervenire, ma
sono stata chiamata in causa e ritengo che sia mio dovere intervenire non solo
come componente chiamata in causa, ma anche come cittadina di Agrigento.
Ebbene, io penso che questa sera la nostra Presidente sia stata un po’ il
parafulmine di tutto quello che in questi anni è successo in questa città e di cui
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lei non ha alcuna colpa, come del resto voglio dirlo non ce l’ho io, perché come
tutti sanno io provengo dalla società civile, sono una cittadina che per 35 anni
ha fatto l’insegnante, non ho mai fatto politica, quindi purtroppo di quello che è
successo in questa città non posso dar conto, però devo dire che ho sempre
seguito tutto in quanto questo per me era importante in quanto cittadina che
segue i problemi. E’ chiaro che avendo la nostra Presidente, così come tutto il
nuovo Consiglio, perché è un Consiglio quasi per intero rinnovato, c’è solo un
componente, uno o due, che faceva parte, ebbene,
noi siamo qui, ma la
Presidente soprattutto, ovviamente, parafulmine di una situazione e devo dire
abbiamo ascoltato penso anche sicuramente la nostra Presidente, ascoltato con
molta attenzione. Io ho ascoltato con molta attenzione e devo dire che ho colto
prima di tutto con quanto grande interesse questa città guardi al Parco. Penso
che questo è un fatto positivo, al di là di tutto quello che è stato detto, al di là
anche degli attacchi, se attacchi ci sono stati, ma non siamo arrivati a tanto, io
penso che la discussione in se stessa è stata estremamente positiva, è stata una
discussione che aiuterà tutti a portare avanti quello che è l’interesse comune,
l’interesse del Consiglio comunale, l’interesse del Consiglio del Parco, far
crescere questa città, farla diventare una città in cui il turismo sia una cosa seria.
Ho ascoltato tutti e io dinanzi ai numeri dati dal dottore Pendolino ho tremato,
perché per me è gravissimo, c’è la crisi del turismo che riguarda tutto il mondo
e l’Italia in particolar
modo.
Il nostro turismo qui a sud ha subito un
contraccolpo ancora maggiore e non è difficilmente spiegabile, considerato
oltretutto che noi siamo Agrigento, è così marginale. Però a noi quei numeri ci
terrorizzano. E allora quale deve essere il nostro obiettivo, il nostro scopo? Il
nostro scopo deve essere quello di fare in modo che il Piano del Parco diventi
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veramente questo volano di sviluppo per questa città che ha nella valle intatta,
in 1400 ettari di Parco, una ricchezza talmente grande da fare tremare le vene ai
polsi. In che senso? Anche in senso di responsabilità. A questo punto vorrei fare
un cenno al Consigliere Salsedo, il quale mi ha detto: Professoressa, io la seguo,
ho sentito, ho visto, ho letto un po’ le sue cose. Io circa venti giorni fa, proprio
prima di partire, avevo scritto qualcosa che riguardava la viabilità e la fruibilità
della Valle dei Templi, perché ovviamente avevo seguito con estremo interesse
quello che è successo dal 20 di marzo fino a 15 giorni fa. Mi sono perduta le
ultime battute perché ovviamente a Milano non avevo né il Giornale di Sicilia
né La Sicilia con le pagine di Agrigento. Che cosa posso dire? Posso dire che in
questa lettera che io avevo scritto alla Presidente del FAI, avevo detto delle cose
ben precise. Questa lettera è stata inviata per e-mail alla Presidente del FAI, ne
è stata data ampia diffusione, per cui c’è stato un settimanale che l’ha riportato,
è stato riportato in molti giornali online che abbiamo qui ad Agrigento. In
questa lettera io riprendevo l’appunto che la Presidente del FAI, Giulia Maria
Mozzoni Crespi, aveva fatto proprio al Sindaco e a questo Consiglio comunale.
Era una intervista che lei aveva avuto fatto prima dal “La Sicilia”, pagine
regionali
e poi dalla “Repubblica”, pagine regionali. Quindi, La Sicilia
regionale e poi invece la Repubblica, le pagine di Palermo. Allora, rivolgendosi
al Comune e al Sindaco in primo luogo, aveva detto: “Sindaco, lei è giovane, so
che il vostro Consiglio Comunale è fatto da gente molto giovane, vi chiedo
fortemente un atto di coraggio, chiudete la Statale 118 o Passeggiata
archeologica”. Al che io, dopo avere visto che la prima intervista aveva anche
rifatto la stessa proposta con Repubblica che ha una diffusione ancora
maggiore, ho scritto questa e-mail spiccatissima e ho detto: “Gentile Presidente,
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sa cosa le dico?”, però in termine molto elegante, “che lei non ha diritto di
parlare di quello che è bene o male per la nostra città e sa perché? Perché lei ha
perso di credibilità, perché un anno fa lei ha detto che il rigassificatore non
andava fatto e poi ha fatto quello che tutti i nostri cittadini agrigentini hanno
ritenuto che fosse un volta faccia e che non ha un altro modo di…”. E allora a
quel punto dico che lei sta mettendo il dito in una cosa importante che è quello
della viabilità. Lei dice che questa strada Statale 118, già storicizzata in un certo
senso, come ama dire l’Architetto La Mendola è una strada e una ferita. Ma io
le dico che questa è ben poca cosa, perché se è vero che questa strada oggi è
molto trafficata, è anche vero però che può essere risolto, è una situazione molto
reversibile, tutto sommato si possono trovare i modi per risolvere il problema,
mentre sul rigassificatore lei, appunto, non ha saputo portare fino in fondo
questa posizione. Questa è stata la mia lettera che poi, però, è stata ampliata e
ho detto come risolvere il problema. A parte il fatto che per me la mappa che
noi abbiamo qui è superata, almeno per quello che so io e per i lavori che
abbiamo avuto all’interno del Parco, non è questo il problema, io dico che
questo Piano va approvato. E sapete perché va approvato il Piano del Parco? Va
approvato perché in questa maniera noi diamo viluppo alla nostra città,
possiamo estrapolare determinate cose e su questo non ci piove. Ad esempio,
qui in questo momento è presente il nostro Sindaco. Io lo chiamo il nostro
Sindaco, perché al di là del fatto che io l’abbia votato o meno, per noi è il
nostro Sindaco. E io dico in questa maniera: Noi possiamo, e già in quella
lettera aperta lo dicevo, noi possiamo risolvere il problema in questa maniera. È
vero che in questo momento la Statale 118 è eccessivamente trafficata, è un
fatto che vediamo tutto. C’è stato un Consigliere che ha detto: a volte siamo
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costretti a stare incolonnati non so quanto. Benissimo, sono stati fatti i
parcheggi. Il parcheggio di Sant’Anna e il parcheggio di Villaseta hanno
questa valenza. In questi parcheggi devono restare gli autobus che portano i
turisti e che come noi abbiamo visto intasano in quella maniera. Del resto,
lasciando i turisti nel parcheggio ad esempio Sant’Anna, attivando la porta
quinta, immediatamente si entra nella zona di Giove e si passa ad Hardicasle,
uscendo. Ovviamente, se nel frattempo
costruiremo in fretta anche la
passerella, sarà un fatto estremamente positivo e valido. E il Parco non ha mai
detto no alla passerella. Non ha detto questo, mai. Bene, allora noi attiviamo i
parcheggi di Sant’Anna e successivamente il parcheggio di Villaseta. Quindi,
gli autobus si fermano lì, snellendo enormemente il traffico e i turisti proprio
dinanzi al parcheggio Sant’Anna si trovano dinanzi a uno di quei famosi
cancelli che questa sera ho visto tanto biasimare, quel cancello aperto che li
porta immediatamente nell’area di Zeus, quindi passaggio ad Hardicasle, dove
è il Posto di Ristoro, il passaggio al Posto di Ristoro finché non sarà costruita la
passerella. Dopo di che il traffico nella Statale 118, che va da Bonamorone fino
al piazzale Hardicasle, questa continua a essere una strada in un certo senso a
traffico limitato, perché noi avremo tolto gli autobus, e avremo sicuramente
lasciato i cittadini agrigentini che vivono quella strada come un qualcosa di
molto importante, anche come questa possibilità giornaliera di potere godere di
tutto quello scenario e non vi nego che io sono la prima a godere di questo
scenario e a volerlo. Ebbene, noi scendiamo con le automobili meno inquinanti,
le famose automobili euro 4. Certo, se c’è la macchina scassatissima noi glielo
impediremo, ma è un fatto di inquinamento importantissimo, di sicurezza, di
tutto quello che volete. Quindi, diventa a traffico limitato ma nel senso che
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possono transitare tutte le macchine dei cittadini euro 4 e dopo di che, che cosa
succede? Succede che quella arteria lì che spesso noi troviamo ingolfatissima,
diventa molto, ma molto più libera, transitabile e vivibile. Quindi esistono i
sistemi per potere fare in modo che il turista possa venire e continuare a godere
questa città e noi cittadini che siamo cittadini di questa città e che l’amiamo e
che vogliamo proprio possederla per certi versi, transitando anche in quella
strada, è ovvio, noi lo dobbiamo continuare a fare con i mezzi giusti, non
inquinanti, con un traffico con i Vigili sempre presenti, con tutti quegli
accorgimenti che ti permettono di fruire di quello scenario incantevole a cui
non dobbiamo rinunciare e però contemporaneamente impedire quello che
succede oggi e che porta un grande fastidio al turismo, perché noi vogliamo che
questa città diventi seriamente turistica e per diventarlo anche la viabilità ha una
sua importanza, ha una importanza enorme, rendendo la viabilità scorrevole ma
non togliendola ai cittadini di Agrigento. Quindi usiamo i parcheggi, nella
Valle passeranno le macchine euro 4 dei cittadini agrigentini o di chi viene a
trovarci e poi ovviamente passeranno tutte le macchinette elettriche che già
sono in funzione nella zona del Parco. E in questa maniera noi risolviamo il
problema senza espropriare i cittadini di un qualcosa che non solo è storicizzato,
ma che come diceva un padre di famiglia comporterebbe chissà quali giri e
quali preoccupazioni per quei genitori che stanno a San Leone. Quindi, stiamo
attenti, non siamo radicali, non prendiamo atteggiamenti così di chiusura. Voi
siete il Parco e volete fare questo. Noi siamo i cittadini di Agrigento. No, è
vero, nel Consiglio del Parco ci sono parecchi che non sono di Agrigento, ma
credo che tutti siano bene informati di come è questa città, e comunque ci sono
anche dei cittadini di Agrigento, come lo sono io. E allora è importantissimo
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che noi troviamo le soluzioni più giuste perché questa città cresca, perché credo
che in tutti noi ci sia il desiderio che finalmente questa città cresca, perché la
città è eccezionale, è incredibile, però dipende da noi farne quel tesoro che noi
ne vogliamo fare, piuttosto che altro. Allora praticamente il Piano del Parco va
approvato. Sapete perché va approvavo il Piano del Parco? Perché il Consiglio
del Parco avrebbe dovuto approvarlo entro due anni. L’ente Parco nasce nel
2000, siamo nel 2008, è da otto anni che questo Piano andava approvato.
Comunque avevano dato un anno, ebbene, già da sette anni questo Piano
sarebbe dovuto essere approvato. Allora, a questo punto non lo è. E voi cosa
pensate che dobbiamo ancora procrastinare? Non è corretto, non è giusto. Noi
non dobbiamo procrastinare ulteriormente l’adozione del Piano. L’adozione del
Piano aiuta, è necessaria, la città crescerà e potrà crescere in grande armonia
solo che lo vogliamo, solo se non faremo le barricate. Noi dobbiamo capire
quale è l’interesse della città e di noi cittadini che ci viviamo giorno dopo
giorno e che adoro tutte le mattine passare, visto che ormai non sono più
un’insegnante a tempo fisso, nel senso che sono in pensione come insegnante,
quindi la mattina, se voglio, posso benissimo andare a San Leone e vi dico che è
uno spettacolo passare dalla Statale 118. Voglio dirvi solo una cosa: nel 1976,
forse, io ero Presidente di Italia Nostra ad Agrigento e ho lavorato moltissimo
perché fosse chiusa al traffico la via Sacra. La via Sacra è stata chiusa e tutto il
mondo ci ha elogiati perché era veramente un qualcosa di delittuoso far passare
le macchine dinanzi ai Templi. Oggi io dico che la Statale 118 storicizzata
come è, e per quello che noi sappiamo è questa città, va lasciata aperta. Ho il
coraggio di dirlo ad alta veloce, però con un traffico regolamentato. Quello che
succede non conviene a nessuno. Io che tutte le mattine scendo a San Leone è
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una pena vedere quegli autobus incolonnati, i turisti che vengono spesso
scaraventati, le cronache dei giornali lo dicono, e poi il traffico che si blocca.
Non parlo dell’estate perché fortunatamente io l’estate non sono qui. Però
questo succede in primavera inoltrata, eccetera. E allora facciamola questa cosa,
rendiamo quella strada vivibile continuando a passarci noi agrigentini perché è
un nostro diritto con le automobili giuste non inquinanti euro 4, mi pare che
solo i Marocchini hanno le macchine che buttano dalle marmitte quel ben di
Dio che voi vedete. Quindi, le macchine euro 4 continueranno a passare, i
parcheggi faranno stare a Sant’Anna e successivamente in fretta anche a
Villaseta gli autobus, ci saranno anche dei bus navetta elettrici, e a questo
punto cosa succede? Il problema è risolto, senza interdire agli agrigentini la
possibilità che hanno giornalmente di immergersi nell’incanto della Valle. La
prima io ne soffrirei e mi dispiacerebbe. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Il
Professore Melisenda
Giambertoni.
PROFESSORE MELISENDA GIAMBERTONI – Grazie, Presidente. Sarò
brevissimo, non toglierò tempo al Consiglio perché si è fatto tardi. Voglio
ringraziare il Consigliere Salsedo che non ho il piacere di conoscere da vicino,
ma soprattutto l’ho seguito in queste attività che io riesco da Palermo a seguire
per le trasmissioni che ne fa Teleacras. Ho sempre apprezzato i suoi interventi
acuti e abbastanza fruttuosi. Questa volta l’intervento è rivolto a me, forse
perché si augurava che io questa sera potessi risultare più visibile attraverso un
intervento nel merito del problema. Io il problema lo conosco da poco tempo e
penso che per intervenire nel merito di un problema bisogna averlo conosciuto
con maturazione sino in fondo. Però quello che però al Consigliere Salsedo
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devo ricordare è che il Consiglio sta esaminando il Piano, ma non l’ha
approvato. Allora considerare le nostre conversazioni come le previsioni del
Piano come già assodati, come se ci fosse una mano segreta nelle attività che
riguardano il Parco, che approva al di là delle attività degli organi collegiali
delle idee progettuali o dei risultati progettuali, è una circostanza che un
componente del Consiglio deve fermamente respingere, perché torna a disdoro
della nostra onorabilità. Chi sta nel Consiglio vive la vita del Consiglio dopo
una lunga fase istruttoria dei problemi e alla fine decide, fa parte di questa
lunga istruttoria l’avere accolto l’invito della Presidente qui presente di
accompagnarla alla partecipazione ai lavori del Consiglio, che ho fatto in
silenzio perché volevo ascoltare le vostre osservazioni e non portare contributi
di merito che ancora non sono nella condizione di dare. Certamente quello che
vi posso assicurare è stato detto qui sulla mia posizione nei confronti dei
problemi agrigentini mi conforta e mi trova in qualche maniera soddisfatto del
pensiero che hanno i miei concittadini della mia agrigentinità, perché io amo
questa città dove sono nato, dove sono sempre ritornato tutte le volte che ho
potuto farlo con risultati che hanno lasciato anche un segno della mia presenza
in Agrigento. Spero che questo segno possa restare pure nel mio contributo
offerto ai lavori del Consiglio del Parco archeologico, poiché riguarda la città,
riguarda un’area della città a cui sono personalmente e straordinariamente
affezionato, riguarda anche la mia posizione ammirata nei confronti
dell’ambiente naturale agrigentino e dell’ambiente costruito 2000 e più anni fa e
dell’attività svolta da un organo collegiale come il Consiglio Comunale che
lavora per Agrigento e in Agrigento. Quindi il silenzio assordante che l’amico
Salsedo ricordava non è casuale, deriva dal fatto che non sono venuto qui per
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avere visibilità, ma unicamente per apprendere la vostra posizione, le vostre
considerazioni, le posizioni degli Ordini professionali che sono convenuti in
questa riunione, appunto
perché sono elementi importantissimi per
l’atteggiamento che i componenti del Consiglio del Parco potranno assumere in
ordine all’approvazione del testo attuale o del testo emendato del documento
progettuale che attualmente è all’esame del Consiglio medesimo. Ringrazio il
Presidente per avermi concesso questa brevissima replica e mi compiaccio per
l’affezione dimostrata da questo Consiglio, da ogni singolo componente del
Consiglio per questo problema come per tutti gli altri problemi che riguardano
la nostra città.
PRESIDENTE CALLARI – Sono io che ringrazio lei e cedo la parola al
Consigliere Gramaglia. Prego.
CONSIGLIERE GRAMAGLIA – Signor Sindaco, professoressa Scovazzo,
spetta a me chiudere questo vivace dibattito consiliare, che non è nato per caso,
è nato da una esigenza dimostrata al Presidente del Consiglio dal sottoscritto
come
capogruppo dell’UDC, che essendo un po’ pragmatico nelle sue
posizioni, e ormai anche l’esperienza di vita consiliare, è da 3 legislature che
faccio il Consigliere Comunale, mi è capitato spesso di vedere dibattiti del
genere. Ero presente come Consigliere Comunale quando è stata fatta la famosa
Legge sul Parco Adragna – Capodicasa, non so quanti anni sono passati. Da
questa legge ci aspettavamo tanto, ma tanto come agrigentini, ma come vede,
diceva bene del suo intervento la professoressa Busetta, sono passati tanti anni
però ha ragione il Consigliere Salsedo che qualche volta l’agrigentino comune,
in modo particolare i Consiglieri, perdiamo anche entusiasmo nell’affrontare le
problematiche. Questa discussione di questa sera ha messo sul tavolo due
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tendenze, la tendenza un po’ nichilista, cioè di ostruire completamente il Piano
sul Parco archeologico che voi state per adottare domani, e una tendenza un po’
più moderatrice, e io penso di rappresentare questa tendenza,
che è quella di
trovare la teoria del dialogo, la teoria della concertazione, la teoria del
confronto. Di confronto ce ne è stato abbastanza. Anche le ultime frasi che
diceva la professoressa Busetta mi hanno fatto capire un altro aspetto, cioè
l’aspetto non della chiusura totale alle nostre esigenze di Consiglieri comunali.
Noi Consiglieri comunali se siamo qua non lo dobbiamo perché siamo bravi ma
perché dobbiamo rappresentare determinati interessi, interessi dei cittadini di
Agrigento
che ci hanno dato il consenso. Se voi permettete, membri del
Consiglio, noi dobbiamo rappresentare le loro istanze e voi che vi trovate a
decidere sull’adozione del Piano del Parco, dovete avere anche rispetto delle
nostre esigenze. Nessuna preclusione dunque su questo Piano. Una preclusione
la dobbiamo fare sulle iniziative che Imbesi purtroppo ha fatto con questo Piano
del Parco. Diceva Calabrese, perché siccome noi l’abbiamo vissuto sulla nostra
pelle, in modo personale le devo dire quando abbiamo fatto questi emendamenti
che prevedevano la non apertura totale del traffico veicolare proveniente da
Porto Empedocle e Siculiana con i mezzi pesanti da via Gela e che le ricordo io
avevo fatto precedentemente un intervento alla sala Zeus del Palacongressi e
glielo ho detto, cara Presidente. Addirittura c’era nel progetto di Imbesi la
distruzione di circa 30 ville che dovevano permettere questa strada di via Gela,
che doveva arrivare in viale Cannatello. Noi allora ci siamo opposti in maniera
forte, in maniera vivace e grazie alla collaborazione dell’Architetto Noto
Campanella questa tesi non l’abbiamo fatta passare. Siamo qua disponibili alle
vostre prerogative, però avete parlato voi nella sala Zeus di flessibilità, cioè che
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non si farà niente se non ci sono alternative, ma le alternative devono essere
valide e sicuramente devono essere apprezzate da tutti, perché, per esempio, io
citavo l’esempio, allora al Palacongressi per quanto riguarda questa benedetta
situazione ambientale del Parco nella zona di Giunone, dove qualcuno voleva
fare un parcheggio. Mi dispiace che il Consigliere Picarella se ne è andato, ma
ormai è cambiata tanta di quella zona per quella zona, professoressa Busetta,
che io da cattolico e che credo in quello che faccio, io quella località la vedo
come un momento sacro, perché è venuto Papa Giovanni Paolo II, ha dato un
messaggio mondiale: “Convertitevi, mafiosi”. Non possiamo fare a meno di
tipizzare quel momento particolare che c’è stato il maggio del 1985 se non
ricordo male. Quindi bisogna cercare di fare entrare i vostri progetti con i
progetti degli agrigentini, perché come la professoressa Busetta, anche a me
piace attraversare il viale alberato. Ma quanta pace, quanta serenità mi può dare.
E se noi riusciamo a coniugare le vostre tesi con il rispetto di quella che è la
voglia degli agrigentini a proposito della viabilità, che in questo momento resta
così come è, e l’atto che abbiamo promulgato dai membri della II Commissione,
primo fra tutti il Consigliere Calabrese, ma anche il Consigliere Raccuia, si
propongono proprio questo. Il Sindaco che fa parte di questo Consiglio deve
avere a cuore che in questo momento deve rimanere lo status quo per quanto
riguarda la viabilità. Per quanto riguarda le altre prerogative, allora utilizzate
l’adozione del Parco, ma mettetevi come cappello, e questo ve lo chiediamo a
tutti i Consiglieri comunali a viva voce, che la viabilità per la Panoramica e per
la via Sacra non deve essere tolta, al limite limitare l’attraversamento dei mezzi
pesanti, questo sì, ma agli agrigentini non toglieteci questa possibilità, perché
altrimenti
sarò costretto a dire, come diceva il Consigliere Salsedo,
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che
dovremmo fare le barricate. E siccome fra istituzioni, prima di tutto ci deve
essere un rapporto di democratico intento e di collaborazione, perché tutti
siamo per questa idea dello
sviluppo della città, soprattutto facendo delle
proposte serie e che consentono lo sviluppo medesimo, allora noi saremo
d’accordo, quindi una adozione del Piano fatta con lo status quo per quanto
riguarda la viabilità. Questo è quello che penso io come capogruppo dell’UDC.
Penso di essere interprete anche delle altre esigenze dei Consiglieri comunali. E
un’altra raccomandazione le voglio fare, se mi permette da questo microfono,
non toglieteci nemmeno la possibilità di godere di quel panorama immenso e
incommensurabile che è il Tempio di Giunone, soprattutto quando facciamo
quelle serate che hanno brillantemente organizzato anche operatori commerciali
e turistici del nostro agrigentino, che ci hanno permesso non solo di creare
occupazione, ma soprattutto di usufruire di una località che da un punto di vista
turistico e di osservazione archeologica è sicuramente meraviglioso. Il sito, la
location di quello che è il Parco nella zona del Tempio di Giunone è
meraviglioso. Io faccio il pediatra, Presidente. Una volta ho organizzato un
convegno dove ho fatto venire degli studiosi internazionali, pediatri americani e
argentini dell’America Centrale che hanno cenato allo Stoai, e quando si sono
affacciati da quelle finestre e guardavano il Tempio di Giunone sospeso, perché
con l’oscurità si vede l’illuminazione del Tempio, dicevano: “Questo è un
paese incommensurabile e di valore inestimabile”. Dobbiamo contribuire voi
responsabili del Parco e noi come cittadini ad evitare che possano succedere
alterazioni a questo tipo di sistema. Solamente così possiamo dire di avere reso
un servizio alla nostra società”.
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PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei, Consigliere Gramaglia. Le
conclusioni del Sindaco.
SINDACO - Signor Presidente del Consiglio Comunale, carissima Presidente
Scovazzo, Eccellentissimo Magnifico, Consiglieri del Parco, Consiglieri
comunali tutti. Intervengo, volendo essere estremamente breve, ma volendo fare
un attimo la sintesi rispetto agli interventi che questa sera si sono manifestati e
che per il fatto di essere nella casa comunale, nella sala del Consiglio
Comunale, nella sala deputata a discutere delle vicende che riguardano la città,
assume una particolare rilevanza. E assume una particolare rilevanza il fatto che
ad esprimere la loro opinione siano stati gli Ordini professionali, siano stati
oltre agli eletti della città. Ho apprezzato enormemente l'iniziativa che è venuta
fuori da parte del Presidente del Consiglio Comunale
e che ha voluto
raccogliere una volontà da parte della Presidente del Parco e del Parco tutto per
ragionare e discutere rispetto a una vicenda, diciamocelo in maniera molto
chiara, che riguarda il futuro della nostra città, rispetto al quale futuro della
nostra città io comprendo che ci sono stati dei ritardi che sicuramente non sono
attribuibili a questa gestione del Consiglio del Parco, però non possono essere i
ritardi che ci sono stati a farci fare momenti di rottura che a mio modo di vedere
possono assolutamente essere evitati, ed essere evitati perché? Devo ricordare
come dal momento del mio insediamento, nel nostro insediamento ad oggi,
questo progetto del Piano del Parco ha avuto delle modifiche importanti a
seguito delle riunioni che sono state fatte, però alla luce del dibattito che questa
sera è venuto fuori, io ritengo che ci sia bisogno di un approfondimento della
vicenda, e di un approfondimento della vicenda
relativo soprattutto alla
viabilità rispetto al quale io da qui a qualche minuto farò una proposta e la
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sottoporrò al Consiglio Comunale e a tutte le parti. Perché faccio questa
proposta? Perché io sono convinto di una cosa, rispetto a questo tema in questa
città ci siamo divisi, cioè il tema dell’area, della zona del Parco archeologico, ci
siamo divisi per tanto tempo e la divisione poi ha portato solamente, come
portano sempre tutte le divisioni e tutte le guerre, a dei vincitori, ai vinti, ma
soprattutto le lacerazioni comportano fratture e portano solamente male alla
città. Questa che è una area rispetto alla quale, negli interventi che sono venuti
da parte di tutti e che ognuno di noi ritiene che può rappresentare veramente il
futuro di questa città, vediamo come organizzarlo questo futuro e credo che
rispetto a questo la pensiamo tutti alla stessa maniera. Se il tema è oggi il
momento del contrasto, il momento della non condivisione, è proprio quello
relativo alla viabilità, io propongo, e tenuto conto che oggi da questa sede sono
arrivati notevoli segnali in questa direzione da parte di Consiglieri comunali, da
parte degli Ordini, io ritengo che il prossimo Consiglio Comunale debba
discutere proprio con la delibera sul Piano del Parco, ebbene, noi possiamo
stralciare, e questa può essere la proposta che farò domani al Presidente del
Parco, spero che venga condivisa, la facciamo anche insieme, e anche questo è
un segnale importante di chi vuole costruire insieme un fatto importante per la
città,
stralciare le tavole relative alla viabilità del Parco e ragionare nella
prossima seduta del Consiglio Comunale proprio sulle tavole relative alla
funzionalità, a come immaginiamo questo Parco debba crescere, che cosa si
immagina venga realizzato in questo Parco. Quindi stralciare la viabilità e
ragionare sulle tavole relative al Parco stesso. È venuto fuori anche da alcuni
interventi. Questo anche per vedere perché questa sera ognuno di noi ha avuto
anche il pregiudizio di partecipare alla seduta, valutando solamente queste
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coordinate relative alla viabilità. Poi in realtà rispetto a quello che è previsto
sulla prospettiva e sul futuro del Parco, non mi sembra che ci siamo confrontati
molto. Siccome io ritengo che questo può essere invece un momento e un
terreno sul quale si ci può confrontare veramente serenamente e si possono
trovare momenti di condivisione, il fatto dello stralcio della viabilità aiuta
enormemente per trovare momenti di condivisione. Io ritengo che questo può
essere un terreno sul quale confrontarci, che anche rispetto alle scelte che ha
fatto il Consiglio Comunale sul tema della viabilità, in sede di Piano Regolatore
Generale non pregiudica, quindi possiamo noi trovare un terreno di confronto
rispetto a questo…
(Intervento fuori microfono)
SINDACO - Siccome sono convinto del fatto che su un tema come questo è
verosimile che si apra una lacerazione rispetto alla quale facciamo tornare le
lancette dell’orologio in questa città indietro di anni, allora se è possibile
realizzare momenti di confronto su terreni che vedono una condivisione, io
ritengo che sia quantomeno da praticare. Io nell’intervento stavo andando a dire
alcune cose che noi già stiamo realizzando e che realizzeremo a breve, perché la
immediata apertura dei parcheggi di Villaseta e di Sant’Anna che, per quanto
riguarda la nostra competenza, andremo a gestire con nostro personale, con il
quale alleggeriamo la strada Statale 118 e anche
il Posto di Ristoro.
Alleggeriamo il Posto di Ristoro, portiamo tutti i mezzi al parcheggio a
Villaseta e a Sant’Anna con la predisposizione di un servizio di bus navetta.
Già tutto questo l’abbiamo messo in cantiere con l’Assessore al Traffico che sta
predisponendo tutto, anche poi per quanto riguarda le vicende di questo
Comune, con l’utilizzazione del nostro personale, rispetto al quale le entrate del
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parcheggio ci serviranno per la integrazione oraria del personale nostro. Gli
uffici già, a seguito di una riunione che abbiamo avuto stamattina, hanno
quantificato, anche queste cose poi le valuteremo insieme dentro il bilancio
comunale. Io mi sentivo di fare questo tipo di intervento perché diversamente,
alla luce di quanto è emerso questa sera in Consiglio Comunale, domani mattina
la mia posizione non può che essere contraria al Piano, non per non cortesia nei
suoi confronti, rispetto al quale il rapporto è sempre di grande chiarezza e
cordialità.
(Intervento fuori microfono)
SINDACO – Questo non mi pare che non sia emerso, perché nelle riunioni che
abbiamo avuto abbiamo fatto sempre venire avanti e io ritengo che notevoli
passi avanti sono stati fatti, però ritengo anche che ci sia di bisogno di un
momento in più di comunicazione, un momento in più di apertura alla città,
rispetto alla quale io penso che ci sono comunque tutti i termini per potere
arrivare a un confronto costruttivo e sereno. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Presidente Camerata Scovazzo, ho avuto il
piacere di conoscerla in quel contrasto incontro – scontro che è finito. Non
potevo immaginare di avere l’onore di dare la parola al Professore qui presente.
Ha avuto modo di vedere come lavora questo Consiglio comunale, abbiamo
accelerato al massimo, abbiamo prodotto tutte quelle conoscenze, ci siamo
confrontati, un libero confronto democratico, quasi non era mai successo che
due Enti che prima litigavano sempre, oggi siano riuniti a quest’ora tarda per
parlare di Agrigento. Credo che anche questa riunione farà storia. Quindi, io la
invito da Presidente di attenzionare quanto ha detto il Sindaco proprio perché
dobbiamo continuare ad andare avanti, dobbiamo produrre tutto quanto è il bene
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possibile per gli agrigentini. Lei ha ascoltato le volontà dei Consiglieri
Comunali, che loro dicono non ci sono cittadini presenti. I cittadini siamo noi,
noi rappresentiamo gli agrigentini e abbiamo questa grande responsabilità. La
prego di prendere in seria considerazione ciò che ha detto il Sindaco che è il
frutto e la sintesi dell’intero Consiglio Comunale. Ringrazio tutti i presenti.
83
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19 Maggio 2008 - Comune di Agrigento