Milano e il turismo dei grandi eventi di Magda Antonioli Corigliano* L’ Expo 2015: una opportunità per la città Una lettura di “Milano turistica”, città d’affari per eccellenza, capitale dell’industria e del terziario, non può non tener conto del ruolo degli eventi quale fattore catalizzatore di gran parte dell’offerta turistica, a partire dalle proprie strutture di accoglienza per pervenire alla sua organizzazione logistica (nel 2007, con oltre 10 milioni di visitatori, Milano si posiziona ai primi posti fra le attrattive turistiche italiane). La candidatura della città a sede dell’Expo 2015 col tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, tematica destinata a fornire una risposta a un problema attuale di livello mondiale (sia in termini di food safety sia di food security), attraverso una combinazione innovativa sul versante economico e ambientale il cui impatto, rafforza indubbiamente questa posizione. Gli effetti di questa candidatura, se vincente, si estenderanno sicuramente dal breve periodo (ricettività dei visitatori) a quello di medio e lungo, attraverso l’eredità culturale, infrastrutturale economica e umana che potrà lasciare al territorio. Un evento di grande portata (120 Paesi espositori, 10 organizzazioni internazionali, oltre alle Regioni tutte e ad attori del comparto industriale), dove sono attesi 21 milioni di partecipanti che apportare al territorio ricadute economiche stimate 3.7 miliardi di euro (produzione attivata) e circa 70 mila nuovi posti di lavo* Direttore MET, Università Bocconi, Milano. ro nell’arco temporale necessario alla realizzazione dell’evento. Da questo punto di vista è essenziale, quindi, valutare i flussi di visitatori e turisti che l’evento sarà in grado di generare e le cui ricadute – come si vedrà – si prevede andranno ben oltre il territorio milanese. Nelle pagine che seguono si fornisce una sintesi di alcune stime connesse agli aspetti turistici dell’evento condotte dal MET (Master in Economia del Turismo) dell’Università Bocconi, unitamente al Comitato Organizzatore e a Eurisko, nonché alcune considerazioni sulle opportunità che ne discenderanno per il territorio nel suo complesso. I flussi turistici connessi all’Expo Milano 2015 Il quadro emerso dalle indagini risulta molto articolato. La forza di attrazione di questo genere di eventi è normalmente di tipo gravitazionale, dove il coefficiente di attrazione sulla popolazione si modifica in relazione alla distanza dal luogo dell’evento e viene misurato in termini di costi e di tempi di percorrenza. L’analisi ha considerato diverse forze attrattive, ripartendole in tre differenti spazi territoriali: • l’area 1: il Nord Italia, da dove è possibile effettuare una visita in giornata all’evento, spostandosi in auto o in treno; [3 7 ]---------------------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 쏆 [ F O C U S ]- - - - - - - - - - - - - - - - - 쏆 - ------------------------------------ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - IL TURISMO A MILANO: UNA RISORSA ECONOMICA [ F O C U S ]- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --------------------------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -쏆 IL TURISMO A MILANO: UNA RISORSA ECONOMICA Tab. 1 - Flussi di visitatori attesi per l’evento Expo Milano 2015 Totali Area 1 Area 2 Area 3 Totali Di cui: Italiani Di cui: Europei Di cui: Resto del Mondo N. partecipanti attesi N. ingressi attesi N. ingressi medi N. ingressi medi/giorno N. partecipanti % N. Ingressi % 7.341.593 12.024.328 1.697.345 21.063.266 13.595.543 5.770.379 1.697.345 14.887.119 12.024.328 2.182.300 29.093.748 21.141.069 5.770.379 2.182.300 2,0 1,0 1,3 1,4 1,6 1,0 1,3 81.350 65.707 11.925 158.982 115.525 31.532 11.925 34,9% 57,1% 8,1% 51,2% 41,3% 7,5% 64,5% 27,4% 8,1% 72,7% 19,8% 7,5% Fonte: Elaborazioni a cura del MET dell’Università Bocconi su dati ISTAT, EIU, Regione Lombardia e altre fonti • l’area 2: il resto d’Italia e l’Europa, da dove è possibile arrivare all’area dell’Expo in meno di 3 ore di volo aereo (in questa zona vi è anche massiccia presenza di collegamenti low cost); • l’area 3, che considera il resto del mondo, pur con notevoli differenze interne a seconda delle varie aree. Ogni area ha richiesto delle specifiche metodologie di stima della forza attrattiva in termini di flussi turistici. I risultati di sintesi sono evidenziati nella tab. 1. È importante sottolineare che questo evento, pur configurandosi prevalentemente come un evento legato al turismo business, manifesta importanti implicazioni anche su un turismo di stampo più tipicamente leisure. L’analisi condotta ha messo infatti in luce i seguenti target: • individui singoli o in gruppo la cui motivazione di spostamento è prevalentemente business: questa categoria costituisce indubbiamente la componente più rilevante di visitatori, come accade in generale nelle grandi fiere milanesi. Nella maggior parte dei casi, questo gruppo quota circa un 80% dei partecipanti, ma nelle fiere dove il tema riveste forti implicazioni per la vita quotidiana delle famiglie – come per lo SMAU o la BIT, entrambe manifestazioni con rilevanti connessioni con le attività leisure – il contributo scende sensibilmente, per attestarsi attorno al 50%; • la partecipazione delle famiglie sarà senza dubbio molto elevata, dato il tipo di evento; soprattutto nell’area del Nord Italia e di Milano allargata, la presenza di visite ripetute potrà risultare consistente. In altri termini, esiste un’elevata probabilità che le persone che partecipano all’evento per motivazioni business ritornino con le famiglie e/o amici in un’ottica più tipicamente leisure; • (questo segmento può essere considerato attorno al 30%); non è poi da trascurare la presenza dei gruppi organizzati, principalmente scolaresche, dell’associazionismo, terza età e organizzazioni varie. Questi rappresentano una quota sempre più significativa per eventi che mostrano una connessione significativa con aspetti di formazione e conoscenza strutturata. In tale ottica si è ipotizzato una quota attorno al 20% del totale dei partecipanti anche a gruppi legati all’articolato mondo. Anche adottando ipotesi di stima molto conservative, i flussi di partecipanti attesi per l’Expo Milano 2015 ammontano a circa 21 milioni, che, considerando anche gli ingressi ripetuti, corrispondono a un numero di visitatori pari a poco più di 29 milioni. Dal punto di vista del mix, le ipotesi formulate portano a una stima della ripartizione degli ingressi tra italiani e stranieri pari rispettivamente al 73% e 27%. Tale risultato è in linea con altri grandi eventi di successo paragonabili che hanno avuto luogo in Europa (es. Expo Siviglia 1992, Olimpiadi di Torino 2006). [3 8 ]---------------------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 쏆 Fig. 1 - L’area ricettiva per l’Expo Milano 2015 La sostenibilità dell’Expo Milano 2015 nell’ottica dell’offerta pari a un massimo di un’ora e 30 minuti di percorrenza in momenti di traffico normale. Ne consegue che, dal punto di vista geografico, l’area interessata è coUn evento di dimensione planetaria come l’Expo instituita, oltre alla provincia di Milano, dagli assi geoteresserà non solo le strutture di Milano, ma un’area grafici riportati schematicamente nella fig. 1. molto allargata al cui centro si colloca il polo milaneA livello di offerta ricettiva alberghiera, le province se. L’area di riferimento considerata per la capacità indicate mostrano una distribuzione dei posti letto ricettiva ha un raggio di 100 km dal centro di Milano, ben strutturata e ripartita in modo equilibrato tra le diverse categorie. Milano città mostra una netta propensione verso la ricettività di categoria Fig. 2 - Distribuzione posti letto alberghieri e complementari per asse geografico - Anno 2005 elevata (4 stelle e superiori) e fortemente orientata al business e ai congressi, caratteristiche che si riscontrano anche nelle città di Como, Brescia e Lodi. D’altro canto, Como, Brescia e Varese sono province caratterizzate da un turismo più tipicamente “leisure” (dovuto alla presenza di laghi e risorse culturali in generale) e mostrano importanti presenze di hotel di categoria compresa tra una e tre stelle. Anche le aree a Sud e Ovest di Milano (in particoFonte: ISTAT e Regione Lombardia 쏆 ----------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -[ 3 9 ] [ F O C U S ]- - - - - - - - - - - - - - - - - 쏆 - ------------------------------------ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - IL TURISMO A MILANO: UNA RISORSA ECONOMICA [ F O C U S ]- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --------------------------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -쏆 IL TURISMO A MILANO: UNA RISORSA ECONOMICA lare quella piemontese) registrano una maggiore presenza di strutture ricettive di categoria media. Le due città di Verona e Torino, hanno una connotazione simile a quella di Milano, pur con una maggiore concentrazione di strutture di categoria 3 stelle. La georeferenziazione dei posti letto assume quindi una struttura gravitazionale, che vede in Milano il polo attrattore principale. Un secondo polo gravitazionale è rappresentato da Brescia e dai due poli minori di Como e Bergamo. Va considerato, comunque, che l’area allargata di Como e Varese costituisce un polo di dimensione quasi pari a quello bresciano. In generale, i posti letto di categoria più elevata si concentrano nel polo milanese, dove i prezzi sono mediamente più alti, mentre le strutture alberghiere e complementari di categoria minore si concentrano nell’area più periferica o nei poli di Brescia e Como. La concentrazione dei posti letto è coerente con la distribuzione geografica degli accessi aeroportuali, stradali e ferroviari. Un altro fattore di particolare interesse è rappresentato dal fatto che in molte province la naturale transizione dalle strutture di categoria 1-2 stelle a quelle di 3-5 stelle è molto più accentuata rispetto alla media nazionale. In generale, il tasso di crescita dei posti letto alberghieri nel complesso delle province ha avuto una crescita media (CAGR) negli ultimi quindici anni pari a circa l’1% annuo. Inoltre si sta affermando con molta forza una ricettività di tipo complementare, costituita da strutture Bed & Breakfast, tanto su Milano e province limitrofe che nelle aree di Brescia e Lecco, oltre che forme di agriturismo e turismo rurale. A conclusione dei dati presentati, un aspetto di estrema rilevanza per l’analisi di un grande evento come l’Expo 2015, sta nel valutare se la capacità ricettiva e logistica che il polo milanese è in grado di attivare, sia sufficiente per sostenere l’impatto dei flussi turisti che verranno generati, o se richiederanno ulteriori investimenti più o meno consistenti. Le stime sui visitatori potenziali hanno messo in luce che coloro che dovranno pernottare saranno quelli provenienti dall’Area 2 e 3 (Centro/Sud Italia e estero), pari a circa 13,7 milioni di unità. Considerando una permanenza media di 2,5 giorni (si tratta di una permanenza stimata per eccesso, in quanto a Milano la permanenza media rilevata è inferiore ai 2 giorni), i partecipanti genereranno una domanda ricettiva pari a circa 34 milioni di presenze. Per calcolare la quota delle giornate letto disponibili nelle strutture ricettive delle province diverse da Milano, si è moltiplicato per ogni provincia il numero dei posti letto per il numero di giorni di durata dell’evento (183 giorni). In questo modo si sono ottenute le giornate letto potenzialmente disponibili. A questo valore sono state sottratte le presenze dei turisti per le province diverse da quella di Milano1, in modo da valutare quale fosse il numero di giornate letto disponibili per assorbire la domanda generata dai visitatori dell’Expo. Il dato è stato calcolato per il 2015, applicando l’ipotesi che il tasso di crescita della domanda sia proporzionale al tasso di crescita dei posti letto ricettivi (dati riportati in dettaglio nelle tab. 2). Come si può vedere, il totale delle giornate letto disponibili nell’area considerata è pari a circa 60 milioni, dimensione in grado di accogliere agevolmente una richiesta addizionale di circa 34 milioni. Questa differenza (oltre 25 milioni di giornate letto, pari al 43% della capacità disponibile a valle dell’assorbimento turistico ordinario) consente un buon grado di flessibilità: infatti, anche qualora la distribuzione dei Tab. 2 - Sintesi capacità ricettiva e sostenibilità della domanda di ricettività generata dall’Expo (stima al 2015) Aree Giornate letto Giornate letto Giornate letto disponibili assorbite dalla (capacità) (maggiodomanda residue per ottobre 2015) turistica totale Expo 2015 ordinaria (maggioottobre 2015) Milano Asse Nord Asse Sud Asse Est Asse Ovest Totale 14.329.260 21.057.930 6.921.261 47.801.390 18.403.520 108.513.362 – 8.413.162 2.365.966 31.705.931 6.036.413 48.521.471 14.329.260 12.644.769 4.555.295 16.095.460 12.367.107 59.991.891 N. visitatori N. medio notti N. di giornate N. giornate letto italiani e di permanenza letto assorbite residue stranieri che da Expo (Margine pernottano disponibile per l’assorbimento di eventuali picchi di domanda % giornate letto residue (Margine disponibile per l’assorbimento di eventuali picchi di domanda 2,50 13.721.673 34.304.182 25.687.709 43% Fonte: Elaborazioni MET dell’’Università Bocconi su dati ISTAT e Regione Lombardia [4 0 ]---------------------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 쏆 flussi non risultasse omogenea nell’arco della durata dell’Expo Milano 2015, ma si verificassero dei “picchi” temporali in cui si concentra un maggior numero di visitatori, la capacità di Milano sarebbe comunque in grado di far fronte a queste oscillazioni. Conclusioni L’analisi condotta sull’evento Expo 2015 ha messo in luce come l’area milanese si riveli già allo stato attuale in grado di far fronte a grandi eventi di questa dimensione e come Milano possa quindi proporsi sul mercato internazionale con una qualifica di assoluto rilievo sul territorio nazionale. Questo genere di capacità si riflettere non solo su eventi come l’Expo, ma anche sulle attività fieristiche e congressuali, vocazione altrettanto importante per il suo territorio. In tal direzione, tuttavia si rende necessaria un’ulteriore fase di riqualificazione, soprattutto in termini dimensionali MILANO DEVE di alcune strutture priPORSI SUL marie (centro congressi). Le ricadute positive MERCATO dell’Expo, tuttavia, non IN MANIERA devono limitarsi al peCOMPETITIVA riodo di svolgimento dello stesso, né esclusiGARANTENDO vamente a marcare ulteEFFICACIA riormente il ruolo di Milano quale catalizzatore ED EFFICIENZA di grandi eventi, immaALLE AZIONI gine questa in sintonia INTRAPRESE E con l’importanza della città e che la pone in diFACENDO SCELTE retta competizione con CORRENTI DI altri importanti centri urbani internazionali. Le POSIZIONAMENTO esperienze di rilancio tuSTRATEGICO ristico e di ulteriore cre- 쏆 scita del settore in conseguenza di grandi eventi, insegnano che varie sono le strategie da perseguire accanto all’organizzazione e promozione della manifestazione, anche se essa di per sé costituisce un’occasione di prim’ordine da ottimizzare il più possibile. Per ragionare sul futuro turistico di Milano in tal senso, ma non solo, è indispensabile rifarsi a concetti di segmentazione della domanda e di immagine turistica della città, inclusi gli elementi di qualità della vita e di intrattenimento che ne delineano i contorni. Fattori che in buona parte, oltre ad assolvere a una funzione turistica specifica, sono elementi di valore in primis per i residenti. Milano deve porsi sul mercato in maniera competitiva garantendo efficacia ed efficienza alle azioni intraprese e facendo scelte coerenti di posizionamento strategico, che prevedano interventi volti a rafforzare l’identità e l’immagine turistica del territorio – a oggi sicuramente elemento critico – rendendo giustizia alla ricchezza dell’offerta della città. L’obiettivo è di diversificare il portafoglio turistico attraverso l’individuazione dei possibili segmenti target, mettere a rete risorse, servizi e strutture, potenziando quindi l’organizzazione e la fruibilità della città e creando così “il sistema turistico milanese”. Bibliografia Antonioli M., Milano anche per i turisti, Quaderni ARICOM, Milano, 1997. Antonioli M., L’Osservatorio Turistico: obiettivi, metodologie, strumenti, Milano, EGEA, 2000. Antonioli M., Fabbri N., Vigano G., Methodological work on tourism statistics (Directive on tourism Statistics 95/57/EC), Satellite Accounts, Report for European Commission - Eurostat, MIMEO, 2004. Brent Ritchie J.R., Crouch G.I., The Competitive Destination, CABI Publishing, Cambridge, 2003. Goldblatt J., Special Events: Events Leadership for a New World, J. Wiley & Son Inc., Hoboken, New Jersey, 2005. ----------------------- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -[ 4 1 ] [ F O C U S ]- - - - - - - - - - - - - - - - - 쏆 - ------------------------------------ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - IL TURISMO A MILANO: UNA RISORSA ECONOMICA