Porto orizzonte 2012 La piattaforma multipurpose di Vado Ligure operativa tra 6 anni La Camera in Slala Non solo turismo e porto vengono pesantemente condizionati da una rete stradale e ferroviaria insufficiente. Se l'obiettivo è rendere competitive le imprese del Ponente ligure a livello europeo, è tutto il tessuto economico ad essere coinvolto in un processo di rilancio in cui la mobilità di persone e di cose assume rilevanza prioritaria. Il mercato sotteso alla Liguria Occidentale abbraccia una vasta area che comprende il Nord Ovest italiano e vaste zone del Centro Europa; pertanto è la rete dei collegamenti tra l’area centrale ligure e l'hinterland padano a costituire nell'Ue l'anello di congiunzione tra il Blue Banana (spina dorsale economica del Vecchio Continente, ovvero l'asse Londra, Rhineland, Zurigo e Milano) e la Sun Belt (tra Milano, Ponente Ligure, Co- segue a pag. 2 Avanti, ma con giudizio. Procede l'iter di aggiudicazione della piattaforma multipurpose di Vado Ligure dopo che Maersk Sealand, alla scadenza del bando, il 30 giugno scorso, ha avanzato la propria candidatura a diventare “soggetto attuatore” dell'iniziativa. I mesi estivi saranno utilizzati dall'Autorità Portuale a verificare la congruità della proposta sia dal punto di vista amministrativo, sia tecnico ed economico. Lo strumento operativo previsto dal bando è il “project financing”, ovvero chi si propone di gestire il terminal dovrà anche farsi carico di un rilevante cofinanziamento dell'opera, esborso da cui rientrerà sia attraverso sconti sui canoni sia con un allungamento della concessione stessa oltre l'orizzonte ventennale. Il tipo di meccanismo introdotto con la finanza di progetto prevede che, individuato il “soggetto promotore” (in questo caso Maersk qualora la verifica si concludesse con esito positivo), si passi ad un ban- do di seconda fase in cui, pubblicizzati i contenuti dell'offerta pervenuta, venga data la possibilità ad eventuali concorrenti di presentare una proposta migliorativa rispetto a quella del “soggetto promotore”. Se questo dovesse accadere, l'Autorità Portuale chiederà a Maersk di adeguare la propria offerta originaria a quella migliorativa e se il colosso amatoriale danese, numero uno al mondo, accettasse, avrebbe partita vinta. In caso contrario la progettazione, costruzione e gestione della piattaforma andrebbe all'impresa autrice del rilancio. Questo iter dovrebbe concludersi entro il tardo autunno, con la possibilità, quindi di aprire i cantieri e avviare i lavori nel 2007. Maersk partecipa al bando in associazione temporanea di impresa con Grandi Lavori Fincosit, specialista nella realizzazione di opere marittime, gruppo Gavio, leader italiano ed europeo nella logistica e Technital, società veneta di ingegneria che partecipa tra l'altro sia al progetto del Ponte di Messina sia al Mose di Venezia. Il terminal di Vado, secondo le prime anticipazioni ufficiose, potrà essere operativo nel 2012 Stile artigiano ligure a Finale DA PAG. 11 A PAG. 14 ma dispiegherà per intero le proprie potenzialità soltanto nel 2020, anche in relazione all'atteso incremento dei traffici tra il Far East ed il Mediterraneo. Già nel primo anno di attività, comunque, la piattaforma sarà in grado di movimentare 450 mila contenitori, che diventeranno 750 mila a regime. Gli occupati saranno inizialmente 458, di cui 58 amministrativi, 250 operativi e 150 nell'indotto, per salire poi a 665 (rispettivamente 65, 350 e 250) nel 2020. Il bando indica un investimento, per le opere in gara, di circa 150 milioni di euro, ma a queste spese vanno aggiunti gli impianti, i costi “di sistema” per migliorare l'efficienza complessiva dello scalo, gli investimenti necessari per mitigare l'impatto ambientale dell'opera e per dare esecuzione agli interventi richiesti, quale contropartita, dal Comune di Vado Ligure. Grande evidenza, sotto questi ultimi aspetti, rivestono le iniziative conteSEGUE A PAG. 2 2 N° 4 - 2006 da pag. 1, I colonna Le aree della Val Bormida nel sistema logistico Slala sta Azzurra, Barcellona e Valencia). Una funzione che diventerà quindi strategica per lo sviluppo se adeguatamente sostenuta e potenziata. E questo è quanto si prefigge la Società Logistica dell'Arco Ligure ed Alessandrino (Slala). “Un'autentica cabina di regia ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio, Giancarlo Grasso - in cui vengono esaminati problemi ed istanze di due regioni, Piemonte e Liguria. Anche perché le attese sono molteplici quanto diversificate, se si considera l'interesse di nuovi operatori del settore trasportistico e del relativo indotto e le esigenze dei tre porti internazionali liguri. In questo quadro il sistema infrastrutturale gioca un ruolo di primissimo piano”. Perciò la Camera di Savona ha aderito all'iniziativa Slala, diventandone socio nel corso dell'assemblea di fine giugno che ha definito la nuova compagine sociale con delibera di aumento del capitale e l'entrata di 6 nuovi enti locali: oltre alla CCIAA di Savona e alla Provincia, i Comuni di Tortona e di Casale Monferrato e soprattutto le Regioni Piemonte e Liguria, tramite la FinPiemonte e la FiLSE. Evento - ha dichiarato il Presidente di Slala, Fabrizio Palenzona - con cui “si conclude la fase pionieristica della società, diventata il punto di riferimento del sistema logistico dal punto di vista delle infrastrutture, dell'integrazione dei corridoi e della formazione professionale”. Dunque, un sostanziale passo in avanti rispetto ai lavori che avevano portato nel 2005 ad uno studio che configura la futura realizzazione della macro-area logistica Odone: occorre una legge sulle aree portuali remote “Slala è un'iniziativa importante per il sistema portuale GenovaSavona e per l'hinterland che va da Ceva a Tortona. Direi anzi che è l'unica soluzione logistica percorribile se vogliamo evitare alle merci delle rotture di carico oggi inaccettabili”. E' molto deciso, nel suo convincimento, Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, anch'essa socio della società logistica ligure-piemontese. L'occasione da cogliere, secondo Odone, è rappresentata da quei 10 milioni di contenitori che potranno percorrere le rotte Far East - Mediterraneo con il raddoppio del Canale di Suez. “Con questa prospettiva aggiunge - non sarà sufficiente avere un gran numero di banchine. Conterà invece del Nord Ovest e le potenzialità delle banchine remote disponibili appena al di là dell'Appennino. Savona Economica, nel numero 1/2006, ha illustrato la missione di Slala, che ha per obiettivi la promozione e l'ottimizzazione degli investimenti infrastrutturali, la realizzazione di attività di marketing territoriale e lo sviluppo delle funzioni di “Autorità” per la logistica ligure-piemontese. Perciò il Presidente Grasso, anche a nome del presidente della Port Authority Canave- avere delle aree attrezzate a ridosso dei porti. La speranza è che le due regioni facciano una legge ad hoc per ampliare le competenze territoriali delle Authority, in modo da poter inserire nei piani regolatori portuali anche delle aree extradoganali 'remote', come quelle indicate da Slala”. Il sistema logistico dell'arco ligure-piemontese assume una valenza ancora più rilevante se si tiene conto che nel 2007 sarà aperto il tunnel svizzero del Loetschberg, con la necessità che lungo questa direttrice siano disponibili degli interporti in grado di intercettare traffici sia in salita sia in discesa. “Il nostro obiettivo - sottolinea Paolo Odone - è di portare gli scali liguri nel cuore dell'Europa, giocandocela con i porti del Northern Range. Per fare questo dobbiamo potenziare la modalità ferroviaria, seguendo l'esempio di quanto sta facendo l'Authority di Savona, che si è comprata locomotori e tracce”. se e del presidente della Provincia Bertolotto ha chiesto che, con modifica dell'articolo 2 dello Statuto, venisse assicurato spazio anche alla Valle Bormida, laddove si legge: “L'attività della Società è mirata allo studio e alla promozione del sistema logistico del Nord Ovest dell'Italia, con particolare riferimento alle aree comprese nel territorio della provincia di Alessandria, collegato con i porti liguri e le aree a questi connesse …”. Alla fase di studio seguirà la redazione di un business plan da pag. 1, V colonna Quasi 700 posti di lavoro nel multipurpose di Vado nute nel “masterplan” di riassetto del fronte costiero, anche questo oggetto di un bando di concorso internazionale che si concluderà in ottobre e che prevede la realizzazione di una fascia di rispetto tra l'agglomerato urbano e le banchine, con aree verdi, impianti sportivi, parcheggi, contenitori culturali, mentre l'attuale via Aurelia diventerà strada di attraversamento urbano, vietata ai mezzi pesanti che saranno invece dirottati sull'Aurelia bis e la strada di scorrimento, fino al casello autostradale di Savona. Il “multipurpose” - che è tale perché oltre ai contenitori ospiterà anche gli attuali terminali per prodotti petroliferi, rinfuse minerali solide e cereali - occuperà lo specchio d'acqua compreso tra il pontile San Raffaele e il pontile Esso, allungandosi in mare per circa 700 metri, per una larghezza di circa 350 metri. Lo sporgente non sarà realizzato su terrapieno ma su palificazioni in cemento, a loro volta inserite in cassoni ancorati sul fondale. Il sistema di costruzione garantirà un minore impatto sull'ambiente marino, consentendo alle correnti di scorrere liberamente sotto costa. che preveda l'allestimento di una struttura organizzativa finalizzata a fornire ai soggetti che credono nel progetto Slala l'utilizzo di servizi, la garanzia di un sistema che prospetti soluzioni per il superamento dei nodi infrastrutturali che condizionano il trasporto; la costituzione di un consorzio di imprese a livello locale e nazionale (e, in futuro, internazionale) per favorire, da un lato, la crescita economica dei territori e, dall'altro, la formazione professionale. E' una sfida che gli enti pre- senti oggi in Slala propongono per affrontare con forza la concorrenza del Nord Europa, che va oltre il potenziamento della rete infrastrutturale, poiché finisce per toccare direttamente il governo del territorio nei suoi molteplici aspetti. Una sfida che il Savonese e le Bormide possono oggi accettare con maggiore fiducia, forti del coinvolgimento di enti regionali, provinciali e locali e di un sistema con capacità organizzativa, in grado di verificare necessità attuali del mercato e previsioni future. (s.r.) N° 4 - 2006 3 Un compleanno particolare per l'evento culturale savonese più prestigioso e conosciuto Verezzi 40 anni Nonostante le difficoltà organizzative, siamo riusciti a varare un buon cartellone. Il bilancio non può che essere positivo: com'era prevedibile, alcuni spettacoli hanno solleticato più la critica che il pubblico (è stato il caso della “Medea” di Seneca e de “Il custode” di Pinter), altri invece hanno maggiormente attirato lo spettatore, grazie anche alla presenza di nomi conosciuti dal nostro pubblico. Come sempre, accanto ai classici, ho voluto inserire anche qualche autore contemporaneo (oltre a Costanzo, il giallista Lucarelli) e non ho volutamente trascurato la musica, elemento fondamentale in un'occasione celebrativa, come quella del quarantennale. E direi che l'esperimento sia riuscito, visto l'indice di gradimento mostrato dagli spettatori per “Tenco e tempo di tango”, dove la bravura (e il fascino, la sensualità) di Mascia Foschi, unita alla simpatia di Adolfo Margiotta e alla classe di Alessandro Nidi e del suo complesso è stata accolta da un'autentica ovazione. Ho espressamente voluto che anche il Festival 2006 si chiudesse tra le note, e per questo ho invitato Gianluca Guidi a confezionare questo suo itinerario (un altro quarantennale, il suo, accanto a quello del Festival e a quello di Govi, cui era dedicata l'edizione) tra musica e teatro, destinato a fare calare il sipario virtuale in allegria e con il sorriso. Qua e là, accanto alla tradizione, compare qualche germe nuovo. L'impressione è che possa attecchire bene, perché il terreno è fertile. Stefano Delfino Direttore Artistico Protagonisti a Verezzi 2006. In alto Giuseppe e Micol Pambieri; sopra Maximilian Nisi, Paolo Sassanelli e Giacomo Rizzo; sotto Piazzetta S. Agostino; a destra Massimo De Rossi Nel 2006 il Festival teatrale di Borgio Verezzi ha compiuto quarant'anni. Lo ha fatto con un programma composto da sette spettacoli, tutti in “prima nazionale”, andati in scena nella storica piazzetta Sant'Agostino, sede naturale del Festival sin dal 1967, con la pubblicazione di un volume “In scena al chiaro di luna: 40 anni di teatro a Borgio Verezzi” e con un recital di poesia e musica offerto dall'Ente organizzatore del Festival, il Comune di Borgio Verezzi, agli amanti di teatro e poesia. Gli spettacoli innanzi tutto: Verezzi ha ospitato due messe in scena intriganti e moderne, “Tenco a tempo di tango” di Carlo Lucarelli interpretato dagli strepitosi Adolfo Margiotta e Mascia Foschi sotto la direzione di Gigi Dall'Aglio e “Il custode” del premio Nobel Harold Pinter nell'interpretazione magistrale di Giacomo Rizzo (caratterista napoletano recentemente assurto agli onori della cronaca grazie al ruolo di protagonista nell'ultimo film di Paolo Sorrentino, “L'amico di famiglia” presentato con successo a Cannes nel corso di quest'anno), Maximilian Nisi e Paolo Sassanelli sotto la guida sicura del giovane e più che promettente regista Pierpaolo Sepe. Oltre a questi due spettacoli, il festival ha poi pescato a piene mani nella tradizione classica aprendo la 40.ima edizione con la poco rappresentata “Medea” di Seneca, resa dall'interpretazione di Caterina Verteva, una Medea addolorata e sola di fronte all'egoismo di Giasone (Leonardo de Carmine). A seguire un classico moderno, il “Vuoti a rendere” di Maurizio Costanzo, che ha offerto il destro per una delle coppie storiche e più amate del teatro italiano, Valeria Valeri e Paolo Ferrari, di riprendere, sotto la guida di Giancarlo Zanetti, una commedia che negli anni ottanta era stato un loro esilarante cavallo di battaglia; di seguito “La scuola delle mogli” di Moliére con la coppia padre-figlia Giuseppe e Micol Pambieri assieme a Massimo De Rossi. E ancora la ripresa teatrale de “Sul lago dorato” di Ernest Thompson, con Erica Blanc e Arnoldo Foà alle prese con una commedia agrodolce sulla vita e lo scorrere del tempo. Per finire lo spettacolo musicale “La resistibile ascesa di Gianluca G.”, racconto semiserio dei primi quarant'anni di vita e di attività di un figlio d'arte assai famoso, Gianluca Guidi. L'ingresso del Festival negli “anta” è stato inoltre celebrato con un intenso recital di poesie e musica dal titolo “Ti invito al viaggio”, che ha fatto da splendida cornice alla presentazione del libro “In scena al chiaro di luna” sui 40 anni di teatro a Borgio Verezzi, pubblicazione-memoria delle più belle foto e dei più cari ricordi legati al Festival. “Una spinta a proseguire su questa strada di qualità e prestigio - dice Franco Zino, rappresentante camerale nel Comitato Organizzatore . La Camera di Commercio, che quest'anno, proprio perché era il Quarantennale, ha accresciuto il proprio impegno nella rassegna, sta pensando di istituire un Premio Speciale da assegnare alla migliore regìa o scenografia. Nello stesso tempo stiamo valutando l'idea del sindaco di Borgio, Bruno Vadora, rivolta a trasformare l'attuale Comitato in una vera e propria Fondazione alla quale partecipino tutti i soggetti che si sentano coinvolti con noi in questa avventura. La Camera - conclude crede nel Festival, che è uno dei pochi eventi culturali liguri di risonanza nazionale, in grado di dare alla Riviera un'alta immagine di qualità. La nostra linea è chiara: sostenere le manifestazioni in cui siamo presenti nella macchina organizzatrice. E' un modo per non disperdere risorse e fare vera attività promozionale”. Paola Maritano 4 N° 4 - 2006 Tempi rapidi, professionalità del personale, facilità di accesso Camere di Commercio “promosse” per i servizi Le Camere di Commercio raccolgono giudizi medio alti dalle imprese per i servizi resi. Su una scala di valori compresa tra 0 e 100, il dato relativo alla valutazione complessiva delle qualità dei servizi prestati dagli enti camerali è infatti risultato nel 2005 pari a 77,3, contro una media della pubblica amministrazione pari a 69,6. Questi sono i principali risultati di una indagine condotta da Unioncamere per conoscere il grado di soddisfazione delle imprese per i servizi resi dagli uffici pubblici. In particolare sono stati considerati: le Camere di Commercio, gli uffici periferici dell'Amministrazione finanziaria, gli uffici dell'INPS, dell'INAIL, le ASL nonché gli uffici degli enti Comune, Provincia e Regione. Il rapporto tra le amministrazioni pubbliche e le imprese si sta modificando: da un lato, infatti, emerge una maggiore consapevolezza di come l'efficienza della pubblica amministrazione sia un elemento indispensabile per la competitività del sistema economico; dall'altro cresce l'esigenza di soddisfare, con modalità adeguate, la domanda di servizi sempre più avanzati da parte delle imprese. La realizzazione dell'indagine testimonia la volontà del sistema camerale di indagare ed approfondire i giudizi sugli uffici pubblici da parte delle imprese, ponendo in risalto il punto di vista di questa importante categoria di utenti e, nel contempo, utilizzando le informazioni come “input” per migliorare sempre più il livello dei servizi delle Camere di Commercio. La qualità dei servizi percepita dalle imprese intervistate è stata rilevata attraverso tre indicatori: tempestività, professionalità del personale, facilità di accesso ai servizi. A livello nazionale, il giudizio globale delle imprese sui diversi uffici vede le Came- Nell'ambito della Pubblica Amministrazione, le Camere di Commercio sono gli enti più “gettonati” dalle imprese per quanto riguarda la validità dei servizi resi re di Commercio ottenere il miglior risultato, seguite nell'ordine da ASL, Uffici IVA e del Registro, Comune; per tutti questi enti il giudizio sintetico si posiziona al di sopra dei 70 punti. Molto importanti sono le valutazioni sulla professionalità del personale: in questo ambito i giudizi più favorevoli sono espressi con maggiore frequenza nei confronti delle Camere di Commercio (81,1%) e degli uffici dell'INAIL (74,1%). Da notare altresì che rispetto all'analoga indagine condotta nel 2003, quando la percentuale era risultata 79,9%, si riscontra un ulteriore miglioramento nei giudizi espressi sulla professionalità e competenza del personale camerale. Per quanto riguarda la tempestività dell'espletamento delle pratiche, il giudizio più favorevole si conferma per le Camere di Commercio (74,1%), seguito dalle ASL (64,3%). Particolarmente apprezzate dalle imprese risultano le procedure e le modalità di accesso ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione: l'84,3% degli intervistati giudica semplice o abbastanza semplice l'accesso ai servizi amministrativi, con valori più alti della media per le Camere di Commercio (88,2%), per gli Registro Imprese con lode Nei primi sei mesi dell'anno in corso l'Ufficio Registro Imprese ha ricevuto oltre settemila pratiche, di cui il 97,9% evase. Tale percentuale pone l'Ufficio di Savona tra i primi venti in Italia. Ancor più brillante risulta la “performance” se si considera la percentuale di pratiche evase entro i termini. In tal caso, infatti, la percentuale realizzata pone la Camera di Commercio di Savona in ottava posizione in Italia, con il 90,8% di pratiche evase entro i termini previsti. uffici ASL (86,3%) e per gli uffici IVA e Registro (85,5%). La massiccia introduzione della telematica operata dagli uffici camerali in questi ultimi anni trova dunque positivo riscontro anche nel giudizio delle imprese. L'analisi delle modalità di contatto tra imprese e amministrazione pubblica rileva come mediamente il 26% dei rapporti con gli uffici considerati avvenga tramite soggetti esterni all'impresa. L'informatizzazione della PA e l'uso delle modalità telematiche per l'espletamento degli adempimenti amministrativi ha coinvolto oltre il 32% delle imprese. Nel dettaglio, il 7,3% dichiara di utilizzare sempre procedure informatiche per la trasmissione di atti amministrativi, mentre una impresa su quattro dichiara di utilizzare modalità telematiche, ma saltuariamente. Alle imprese intervistate è stato chiesto di indicare i costi complessivamente sostenuti per l'espletamento degli adempimenti amministrativi nel corso del 2005. Nonostante l'introduzione dell'informatizzazione abbia reso più agevole l'accesso agli uffici della PA, la percezione delle imprese evidenzia (per il 33% dei casi) un incremento rispetto al 2003 dei costi sostenuti per adempiere ai principali adempimenti burocratici. Nel 2005 si stima che gli oneri amministrativi siano costati alle imprese oltre 13,7 miliardi di euro, pari all'1% del PIL, con un costo medio per impresa di circa 11.600 euro. N° 4 - 2006 5 CONSIGLIO CAMERALE DEL 31 LUGLIO Se l'Italia può essere paragonata ad una locomotiva che sta rimettendosi in moto, l'economia savonese appare come un carro merci in sosta. In attesa che qualcuno si metta in testa a trainarla. Il presidente Giancarlo Grasso ha usato, nella relazione di metà anno al Consiglio Camerale, una metafora cruda ed efficace. Anche se aperta a spiragli di ottimismo fondati sui buoni risultati che stanno ottenendo le imprese che più hanno investito in innovazione ed efficienza. Il messaggio è che tutti, imprese, istituzioni, comunità locali, devono impegnarsi a fondo per cogliere le opportunità di ripresa. “Savona Economica” pubblica il testo della relazione del presidente. L'incerto passaggio tra vecchio e nuovo L'economia savonese è ferma sui binari, impossibilitata a muoversi se non riuscirà ad agganciarsi a qualche treno in transito. Lo dimostra il dato di crescita del 2005, calcolato tra lo 0 e lo 0,1 per cento. Sono sufficienti pochi indicatori statistici per confermare la brusca frenata dell'economia provinciale: - il saldo di 130 imprese a fine 2005 (contro le 435 del 2004); - le oltre 450 aziende poste in liquidazione; - la crescita del valore aggiunto pro-capite, già nel 2004 inferiore alle altre tre province liguri e all'Italia nel suo complesso; - il valore delle esportazioni che, pure in crescita (circa 850 milioni di euro) è indice di una debole presenza sul mercato internazionale; - l'ulteriore perdita di presenze ( - 5,1% nel 2005) negli esercizi alberghieri, dopo la forte caduta registrata nel 2004 (- 6,4%); - il barometro dei consumi che ha segnato livelli insoddisfacenti; - gli investimenti fissi rivolti principalmente al ramo delle costruzioni; - il sostanziale pareggio dei flussi d'investimento da e per l'estero. Le valutazioni di metà anno 2006 lasciano intravedere, da un lato, un territorio in attesa di eventi in grado di superare una fase congiunturale preoccupante e, dall'altro, un'inversione di tendenza, ancorché debole, dovuta alle aziende che hanno perseguito la strada della qualità e delle politiche di filiera. Traguardi irrinunciabili - se si vuole andare oltre le modeste previsioni di crescita del Pil Provinciale tra il 2006 e il 2009 indicate dall'ufficio studi di Unioncamere - sono il rafforzamento infrastrutturale, la formazione professionale, l'aggregazione di imprese, la progettazione del territorio, il rapporto tra banche e imprese, la coesione sociale. Pertanto, hanno senso - quanto appaiono necessari - analisi attente nei diversi ambiti territoriali, - per cogliere e tradurre in progetti risorse territoriali e settori d'attività tradizionali, - per riuscire a comprendere come sistemi e settori d'attività siano in grado di reagire alle trasformazioni di un'economia e di una cultura globalizzate. Fermo restando che, pur in un quadro di rallentamento della produzione di valore aggiunto, resta ancora elevata nelle nostre realtà la vocazione industriale, turistica, agricola e trasportistica, mentre al contrario si colgono sfumature diverse in un terziario debole nei servizi legati alle imprese. Uno scenario consolidato ma in parte nuovo che implica dialoghi costruttivi sia tra economia e società sia tra politica, istituzioni e rappresentanze del mondo del lavoro. L'alternativa, a questo punto, è semplice: il bivio è tra declino, oppure sviluppo attraverso un salto evolutivo, produttivo e culturale. Non aiutano in questo processo - né il quadro congiunturale degli ultimi anni; - né la bassa quota di specializzazione terziaria; - né il tasso di crescita, assai contenuto, delle imprese atti- ve, peraltro attribuibile alla filiera delle costruzioni. Uno spiraglio s'intravede 1. nel prevenire qualsiasi processo di delocalizzazione delle nostre grandi industrie, 2. nel sostenere le piccole unità locali agganciate alle filiere e 3. nel favorire le medie imprese in grado di competere sul mercato globale per capacità di brevettazione ed innovazione. Aspetti con cui le Istituzioni dovranno misurarsi - in tema di utilities e governo del territorio, da un lato; - tramite proficui scambi di informazioni, dall'altro, semplificando le procedure amministrative, riducendo gli sprechi, limitando gli oneri per le aziende. L'Europa ha ripreso a muoversi, l'Italia sembra risvegliarsi. Ma la provincia di Savona, paradossalmente, corre un duplice pericolo: quello dell'isolamento e il rischio di subire nuove dèfaillance produttive. Isolamento e dèfaillance produttive, quando non venga definitivamente affrontato il tema delle infrastrutture di trasporto, fattore determinante di competitività territoriale, elemento fondamentale per la concorrenzialità e la crescita delle nostre aziende. La realizzazione di grandi opere resta la priorità delle priorità - per la sua trasversalità rispetto a tutte le attività di produzione e di servizio; - per la ricchezza in valore aggiunto che la logistica nel suo complesso è in grado di esprimere. Pertanto, assumono valenza le esigenze di poter disporre - di un'autostrada di attraversamento dell'Appennino tra Albenga e Predosa in grado di poter assicurare la percorribilità dei mezzi ogni giorno della settimana sull'Autofiori, inSEGUE A PAG. 6 6 N° 4 - 2006 CONSIGLIO CAMERALE DEL 31 LUGLIO terscambi veloci tra la Val Bormida e il Nord Ovest italiano e soluzioni di mobilità sulla costa in attesa dell'auspicata Aurelia bis. - di una ferrovia litoranea raddoppiata, - di nuove piattaforme portuali, - di autoporti, - di un aeroporto da sviluppare. Posticipare negli anni queste opere potrebbe determinare nel medio periodo una situazione di isolamento della provincia e quindi un'ulteriore fase di stallo dell'economia savonese. E' il nostro, un sistema di imprese ricco nelle sue diversità: - imprese di nicchia che mantengono posizioni di valore; - piccole imprese che tentano la strada della specializzazione; - medie imprese che s'impongono sul mercato per innovazione e qualità; - grandi imprese che primeggiano per prodotti ad alta tecnologia e di massa. Si tratta di aziende che rappresentano la vitalità del nostro tessuto produttivo, punto di riferimento e di aggregazione in un territorio che possiede risorse per crescere, laddove iniziative istituzionali s'innestino in progettualità di servizio. C'è attesa nel Paese per liberalizzare, con riforme concertate, i settori protetti da monopoli ed operare un taglio mirato al cuneo fiscale, ma dinanzi al numero di piccole aziende attive in provincia identificabile in un 94 % e oltre sul totale del sistema, di cui soltanto un 10% in grado di esportare, c'è la necessità di aiutare le PMI a crescere aggregandosi e a portare la ricerca e l'innovazione in casa della piccola imprenditoria. Guardando, nel contempo con attenzione, al passaggio generazionale; il che presuppone la verifica diretta di un mondo di ditte individuali e di società di persone in cui forti si presentano gli elementi di personalizzazione; lo scopo è quello di evitare perdite di competenze sul territorio causate da possibili cessazioni d'attività. Di qui, la proposta di interventi che s'innestano su due grandi direttrici di politica economica: - l'internazionalizzazione delle nostre imprese; - il “Progetto Credito”, favorendo non solo la messa a disposizione di un fondo di garanzia, ma soprattutto il ricorso ad un azionariato pubblico-privato, che, attraverso la costituzione di un fondo di rotazione, preveda la compartecipazione al capitale di rischio in settori e aziende da incentivare. Al primo posto, il tema dell'aggregazione di imprese attive, nell'ottica della costituzione di sistemi di prodotto identificabili ad una prima analisi per la “Subito l'autostrada per Predosa, raddoppio ferroviario, porti e autoporti” La rete infrastrutturale è “bucata” nostra provincia - nella nautica da diporto, - nel vetro-ceramica, - nella floricoltura, - nell’agroalimentare, - nel turismo, - nel trasporto, attraverso la concessione di contributi finalizzati al loro rafforzamento competitivo sul mercato, sia per consulenze gestionali, commerciali, finanziarie o legali richieste per l'ana- lisi preventiva e l'assistenza in itinere (consorzi, fusioni, accordi di partnership,….), sia per spese notarili. Un secondo intervento fa capo alla previsione di un incubatore virtuale, strumento che può costituire un primo volano per sostenere nuovi progetti aziendali che: - aggreghino o facciano crescere le imprese; - ne elevino il grado di compe- titività attraverso l'offerta di un pacchetto di servizi integrati alle ditte/società che presentano progetti sia di innovazione tecnologica, sia di qualificazione ed offerta di servizi. E se istruzione e formazione professionale appaiono sempre più indispensabili per la modernizzazione della provincia, altrettanto valore per il “Sistema Savona” è da attribuire ai co- sti energetici che pesano sui conti delle imprese. Esercizi alberghieri, aziende agricole, imprese artigiane, industrie manifatturiere sono particolarmente condizionate dalla mancanza di una politica locale di settore. Situazione precaria da affrontare in provincia di Savona, di fronte a grandi imprese legate a bilanci strutturalmente condizionati dall'utilizzo di energia elettrica, fors'anche costrette, dinanzi a nuovi aumenti, a processi di delocalizzazione produttiva, e a piccole-medie aziende del turismo per l'ampliamento della stagione estiva e della floricoltura per la raccolta di prodotti in tutto l'arco dell'anno. Al fine di una maggiore competitività del “Sistema Savona”, dovremo meglio riflettere sui vantaggi che lo sviluppo della produzione energetica potrebbe consentire alle nostre imprese e ad altre aziende potenzialmente insediabili. Se c'è oggi un lumicino acceso in fondo al tunnel, cui ci ha condotto la mancanza di coesione tra istituzioni e tra queste e le imprese, per superare l'attuale congiuntura diventa centrale in primo luogo l'azione degli enti locali e di quelli di rappresenSEGUE A PAG. 7 N° 4 - 2006 7 CONSIGLIO CAMERALE DEL 31 LUGLIO Foto di Luciano Rosso Val Bormida: logistica al fianco dell'industria tanza delle categorie economiche: Camera di Commercio ed Associazioni imprenditoriali e sindacali. Avendo, in proposito, ben chiaro che se agli enti locali compete la politica del territorio, è altrettanto vero che Camera ed Associazioni in quanto attori del mercato - mercato che guida la crescita economica - hanno il compito di individuare le strategie di politica economica, la loro collocazione su territori diversi ed in tempi strategici diversi a seconda della loro caratterizzazione in termini di risorse, idee, proposte. L'obiettivo sta, dunque, nel disegnare una politica economica di crescita della base produttiva mirata alla solidità e allo sviluppo delle imprese ed alla creazione di posti di lavoro e reddito ai cittadini, attraverso percorsi innovativi selezionati e gestiti con politiche di settore. Partendo da questi presupposti sono in corso di elaborazione documenti su due comprensori della provincia: il bacino industriale delle Bormide, oggi in maggiore difficoltà, a forte connotazione industriale; l'area albenganese, in cui turismo ed agricoltura contribuiscono in modo determinante alla formazione del P.I.L. locale, malgrado un tasso di crescita in de-accelerazione in qualche distretto. Si prospetta, in provincia, nei prossimi mesi un confronto tra le varie componenti del mondo del lavoro per configurare strategie in ambiti comprensoriali diversi, che, in quanto tali, presuppongono scelte diverse, nel- l'intento di evitare visioni bucoliche e demonizzazione delle ciminiere, nella convinzione che - in Riviera c'è spazio non solo per turismo e agricoltura, ma altresì per attività portuali e produttive ad alto contenuto tecnologico; - nelle zone interne anche per soggiorni estivi e luoghi per il week end. Oltre tutto, proprio per le zone interne non si potrà parlare di sviluppo senza un progetto industriale e di logistica. Pertanto, in un comprensorio in difficoltà quale oggi è la Valle Bormida, prima indicazione è quella di una seria valutazione sulle possibilità di istituire una zona franca non generalizzata, strumento che, come in Francia e in Irlanda, consente alle aree marginali di diventare poli di attrazione. Tanto più - anche in riferimento alla strategia di intervento che sta elaborando la Camera di Commercio di Milano - si aprirà nel breve periodo una grande opportunità di business offerta dal Sud del Mediterraneo. Oltre al fatto che dal 2010 il Mediterraneo diverrà un'area di libero scambio con 600 milioni di persone-consumatori; secondo esperti di settore è sufficiente sommare i costi di manodopera con quelli di trasporto per capire che, forse an- che meglio di Cina ed India, si aprono opportunità partendo dalle nazioni del Maghreb. E con una Valle Bormida sul percorso tra Nord Ovest/Centro Europa e porto di Savona, la verifica di nuove possibilità di crescita appare opportuna. In questo ambito, continua la presenza della Camera sul potenziamento del sistema infrastrutturale, promozionando - a tempi brevi, un progetto preliminare sull' AlbengaPredosa, - a tempi medi, la realizzazione dell'autostrada attraverso la formula di finanza di progetto, che cessa di essere un oggetto misterioso, ma di- venta (è il caso della bretella Prato-Signa, mentre si pensa al Corridoio Tirrenico) strumento indispensabile per dare corso ad opere indispensabili all'economia. Mentre si auspica da parte camerale - nell'industria dell'ospitalità e tempo libero una nuova governance basata sulla comunicazione, partendo da fiducia, cultura turistica, qualità e autenticità, integrazione e sostenibilità, veri pilastri guida per un Sistema competitivo; ma anche la soluzione di due problematiche centrali nella crescita del settore: provvidenze finanziarie finalizzate all’acquisizione di strutture ricettive da parte degli attuali conduttori e progetti per la realizzazione in project financing di aree a parcheggio, preferibilmente sotterranee; - nel commercio al dettaglio, negozi “nuovi”,aumento degli esercizi di vicinato e crescita di servizi, cambiando il modo di fare impresa, puntando sulla concorrenzialità attraverso alleanze e partnership, sui Centri Integrati di Via e su un maggiore equilibrio tra piccole e medio-grandi imprese; resta centrale il discorso di fondo, ovvero intese tra istituzioni e sistema delle imprese su regole chiare e tempi ridotti nei procedimenti di autorizzazione per le aziende che producono beni e servizi, rendendo sempre più semplice l'iter burocratico necessario ad aprire un'attività imprenditoriale. 8 N° 4 - 2006 Al Campus universitario di Savona, si è chiuso ufficialmente il corso sulla creazione d'impresa nel settore del turismo, al quale hanno partecipato una quindicina di studenti del corso di Economia del turismo. L'evento finale è stato caratterizzato dalla relazione del professor Amedeo Amato, presidente del corso di laurea in Economia e gestione dei servizi turistici e dalla consegna degli attestati agli studenti partecipanti da parte della professoressa Paola Massa, preside della facoltà di Economia e commercio dell'Ateneo genovese. L'iniziativa, organizzata dal polo universitario savonese in collaborazione con il Centro ligure per la produttività, ha visto anche il coinvolgimento della Camera di Commercio che ha ospitato una parte del programma delle lezioni, dedicate agli interventi finanziari a supporto della creazione d'impresa e alle fonti documentali e informative a disposizione degli aspiranti imprenditori. Il professor Amato ha sottolineato come l'obiettivo primario del progetto formativo sia stato quello di strutturare un percorso specialistico sul tema della creazione di nuove figure professionali e imprenditoriali nel settore turistico. «Il punto di partenza - ha spiegato il responsabile del corso - è stato quel- Campus e turismo alleati nella creazione di impresa lo di aver individuato nella drastica riduzione del tasso di formazione di nuove imprese una delle cause principali dei problemi che affliggono l'economia italiana e, in particolar modo, quella ligure». Al di là delle evidenti motivazioni di natura economica, finanziaria e fiscale, alla base di tutto è stata individuata una spiegazione di ordine anagrafico, consistente nella progressiva “estinzione” della fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni, nella quale si collocano le maggiori percentuali di nascita di nuove iniziative imprenditoriali. Per questa ragione, il polo universitario savonese ha ritenuto strategico in- vestire in questo percorso formativo, ideato per incentivare i giovani a valutare lo sbocco imprenditoriale come una reale opportunità per costruire il proprio futuro lavorativo. E questo, in modo particolare, in un settore trainante per l'economia ligure, come il turismo. Per Massimo Parodi, rappresentante del turismo nella Giunta della Camera di Commercio di Savona, «il comparto turistico ha davvero un grande bisogno di nuove vocazioni professionali, anche perché il mercato, che è ormai prossimo alla saturazione, impone agli stessi imprenditori con un’attività consolidata un radicale cambiamento culturale e di mentalità. “E' necessario - ha aggiunto Parodi - che le strutture si dotino di un management altamente qualificato, anche perché sta cambiando profondamente il sistema della domanda turistica e l'offerta deve quindi posizionarsi in modo adeguato per rispondere alle nuove esigenze”. All'incontro ha partecipato anche l'Assessore regionale al Turismo, Margherita Bozzano che, nel rimarcare l'importanza dell'iniziativa, ha sottolineato che, «come accade già da tempo nel turismo congressuale, anche altre attività di servizi turistici possono trovare nella loro piccola dimensione un fattore di successo». Luciano Moraldo Villanova “competitivo” con il doppio volo su Roma Foto di Luciano Rosso Dal 4 settembre, via libera al doppio volo giornaliero per Roma, con partenze da Villanova d'Albenga alle 6,45 e alle 17,15, e partenze da Fiumicino alle 8,55 e alle 19,30. Raddoppiando l'attuale offerta e offrendo orari diversi. Tempo di percorrenza un'ora e 20 minuti. Prezzo previsto del biglietto di andata e ritorno 180 euro, secondo i primi calcoli. Il risparmio, più che sul bi- glietto, dove la tariffa è fissa, è in tempo (“check in” rapido e anche elettronico) e in denaro (parcheggio gratuito, tasse ridotte). “Già oggi, con una sola coppia di voli giornalieri - sottolinea il vicepresidente della società di gestione dell'aeroporto, Franco Zino -, siamo molto competitivi. Se a questo si aggiungono i minori costi di trasporto per raggiungere lo scalo, non c'è dubbio che la scelta di utilizzare il 'Clemente Panero' per andare a Roma è conveniente per chi, persona o impresa, risiede nella Riviera di Ponente. Con l'aggiunta che poi, da Roma, si può proseguire per tutto il mondo”. Fondamentale per il successo dell'iniziativa è quindi una positiva risposta da parte del bacino d'utenza, dove queste nuove opportunità devono essere promozionate e pubblicizza- te. “Anche perché i voli da Albenga - aggiunge Zino - sono ormai consolidati e sicuri. Non c'è più la possibilità che l'aereo non ci sia o abbia dei ritardi abnormi. Oggi i voli partono anche con un solo passeggero a bordo. In verità è più facile, come accaduto in questi giorni d'estate, che si vada in overbooking, con il tutto esaurito”. Doppio volo con Roma, avvio di linee cargo, offerta di pacchetti turistici e trasferimento della Piaggio di Finale Ligure sulle aree aeroportuali di Villanova sono, a giudizio del vicepresidente di Ava e membro di Giunta della Camera di Commercio di Savona, le “chiavi di volta” per il consolidamento della società e lo svi- luppo dello scalo: “Stiamo lavorando per avviare un servizio merci dedicato alle piante in vaso ed ai fiori recisi, riflettendo sulle due opzioni: voli diretti per la destinazione finale, nel caso i quantitativi da inoltrare siano sufficienti a garantire l'economicità del trasporto, o voli di accentramento su Milano Malpensa o altri hub europei. E puntiamo anche a inserire lo scalo di Albenga nel circuito del golf e dei casinò, Sanremo ma anche Montecarlo, offrendo pacchetti su misura, di due-tre giorni, che comprendano il trasporto aereo e quello di trasferimento alla destinazione scelta. Nel caso dei casinò potrebbe trattarsi anche di un passaggio in elicottero”. N° 4 - 2006 9 Stage in azienda: convenzione tra scuole e Camera di Commercio Lavorando si impara E' stata firmata a Palazzo Ferrero Lamba Doria, con le istituzioni scolastiche coinvolte nel progetto, la convenzione che consentirà l'avvio dei nuovi percorsi di alternanza scuola lavoro per l'anno 20062007, cofinanziati dalla Camera di Commercio di Savona. “Con l'avvio di questa terza annualità - spiega il presidente Giancarlo Grasso - la Camera di Commercio di Savona conferma l'impegno avviato già nel 2004 per i tirocini e l'alternanza scuola lavoro, anche in considerazione dei positivi risultati ottenuti”. La nuova iniziativa è articolata sull'attivazione di cinque percorsi didattico-formativi che si svilupperanno nel prossimo anno scolastico, realizzati dal Liceo Classico “Calasanzio” di Carcare, dall'Istituto Tecnico Commerciale Statale “Boselli” di Savona, dall'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Falcone” di Loano, dal Liceo “Della Rovere” di Savona e dagli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore “Alberti - Da Vinci” e “Mazzini - Pancaldo - Martini” di Savona. Complessivamente queste iniziative coinvolgeranno un centinaio di studenti. L'impegno di Palazzo Lamba Doria, oltre che da una funzione tradizionalmente esercitata dal sistema camerale quale anello di congiunzione tra il mondo della formazione ed il tessuto produttivo, discende dall'articolo 4 della Legge 53/03 e dal relativo Decreto di attuazione, che assegnano alle Camere di Commercio un ruolo attivo nella progettazione, messa in atto e valutazione dei percorsi formativi collegati ai progetti di alternanza scuola-lavoro. Questa modalità di apprendimento, che prevede il ricorso a periodi di aula, attività pratiche ed esperienze aziendali coerenti, pienamente integrate nel curriculum, consente l'acquisizione di credi- ti spendibili ai fini del conseguimento di titoli o qualifiche e offre agli studenti l'opportunità di fare esperienza pratica in azienda. Si tratta di un percorso che, oltre a svolgere un ruolo importante dal punto di vista dell'orientamento e consentire un approccio “positivo” al mondo del lavoro, permette di acquisire fondamentali competenze di base, tecnico-operative e trasversali a carattere professionalizzante, realizzando una proficua e reale integrazione tra teoria e pratica, tra il “sapere” e il “saper fare”. Ed è questo uno degli aspetti che trovano maggiore condivisione e apprezzamento da parte delle aziende che partecipano all'iniziativa. “L'obiettivo dell'investimento che abbiamo deciso di confermare - conclude il presidente della Camera di Commercio - è quello di facilitare l'incontro tra i giovani ed il lavoro. La formazione in un contesto lavorativo rientra a pieno titolo tra quelle “reti informali” che costituiscono ancora il principale canale di reclutamento di personale utilizzato dalle aziende, in particolare di quelle di minori dimensioni che rappresentano gran parte del tessuto produttivo della provincia e che offrono buone opportunità di lavoro”. I PROGETTI DELLE SCUOLE Liceo Classico “Calasanzio” di Carcare Con il progetto “Il reporting ambientale: uno strumento per misurare l'ambiente”, gli studenti si impegnano a valutare le performance ambientali degli enti locali e delle aziende private coinvolte, aumentando la conoscenza e la consapevolezza sullo stato dell'ambiente locale. Lo stage è previsto presso: Comune di Carcare, Comunità Montana Alta Val Bormida e le imprese Saint Gobain, Torterolo e Re, Comparato. Istituto Tecnico Commerciale Statale “Boselli” di Savona Con il progetto “Consulenti per la privacy”, gli studenti approfondiranno la conoscenza della normativa sulla privacy e impareranno ad utilizzare gli strumenti informatici per la gestione dei servizi relativi al trattamento dei dati personali. Lo stage è previsto presso: PICO Srl , ditta Luca Di Leo, Associazione Bagni Marini di Savona. Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Falcone” di Loano Con il progetto “Realizzazione di una data base per la registrazione dei dati relativi alle aree percorse dal fuoco nel comune di Pietra Ligure”, gli studenti applicheranno e amplieranno le conoscenze informatiche acquisite realizzando un database di tipo professionale. Lo stage è previsto presso il Comune di Pietra Ligure. Liceo “Della Rovere” di Savona Con il progetto “Soccorso Sicuro”, gli studenti del liceo sociale, opzione sanitario, integreranno gli studi con competenze di base professionali acquisite con un corso di Primo Soccorso legge 626/94 con il determinante contributo di ASL, medici, persona- le infermieristico, operatori del settore del soccorso. Istituti di Istruzione Secondaria Superiore “Alberti - Da Vinci” e “Mazzini - Pancaldo - Martini” di Savona Con il progetto “Sulle orme di …Napoleone verso il Santuario di Savona”, gli studenti recupereranno cultura e tradizioni del comune di Savona e studieranno in particolare il Bosco di Savona, con l'obiettivo di predisporre un pacchetto turistico per la valorizzazione del territorio. Lo stage è previsto presso il Labter del Comune di Savona. 10 N° 4 - 2006 Giorgio Grillo, presidente CNA Alle imprese servono nuove regole “Questi primi passi verso la liberalizzazione delle attività professionali vanno nella direzione giusta, ma rischieranno presto di fermarsi se non sarà affrontata la riforma generale delle professioni”. Giorgio Grillo, presidente provinciale degli artigiani CNA, mette in guardia dai facili entusiasmi indotti da quella sensazione da “liberi tutti” incentivata dal Decreto Bersani prima e dalla concessione dell'indulto poi. “La riforma delle professioni - aggiunge - dovrà dare una nuova organicità all'intero settore senza cedere alle tentazioni di una liberalizzazione indiscriminata e senza regole e stabilendo regole stringenti che garantiscano la qualità delle prestazioni evitando che tutto venga guardato nell'ottica del costo più basso”. Preoccupazioni, quelle di Grillo, imprenditore edile, che trovano conferma nell'esperienza di tutti i giorni. “C'è da rimanere sconcertati quando si scopre che ci sono ditte individuali di ponteggiatori senza alcun dipendente. E' una situazione assurda, perché non si va a controllare? Purtroppo scontiamo la mancanza di dialogo tra Enti e Associazioni. Così capita che venga sanzionata per una sciocchezza una ditta che al 95% è in regola, ma che non si prendano provvedimenti contro chi è fuorilegge al 100 per cento”. Passano gli anni, ma il ritornello non cambia. Per tutelare le condizioni di competitività delle piccole e micro imprese è necessario prevenire e reprimere il lavoro abusivo, quelle attività autonome di produzione di beni o di prestazione di servizi, svolte senza obblighi fiscali, tecnici, professionali, ambientali ed amministrativi, che rappresentano forme di concorrenza sleale per chi invece rispetta le regole. “Che è un aspetto gravemente distorsivo del mercato, ma non l'unico - sottolinea il presidente della CNA savonese -. Il comparto delle costruzioni, la piccola impresa edile, è diventato il classico settore rifugio perché è l'unico che non prevede norme di accesso. Uno si iscrive, prende in mano gli attrezzi del mestiere e con un colpo di bacchetta magica è subito artigiano edile. Ma ci rendiamo conto? A parte le capacità professionali tutte da dimostrare, questo tipo di imprenditore è una bomba ad orologeria. Potrà anche mettere un mattone sopra l'altro ma cosa sa di gestione d'impresa, degli obblighi, di sana amministrazione e così via? Il forte rischio è che per non fallire finisca ai margini, in quella zona grigia di elusione che, da un lato, non offre prospettive e, dall'altro, danneggia le imprese sane”. Per limitare questo fenomeno la CNA ritiene che sia indispensabile coinvolgere il committente dei lavori, sollecitandone il senso di responsabilità. Come? Ad esempio creando un “contrasto di interessi” ai fini tributari fra il fornitore di servizi e l'utente, con l'introduzione di apposite deduzioni dal reddito imponibile delle somme pagate per le prestazioni regolarmente fatturate. Ma se questa è una partita aperta sul fronte legislativo, altri rischi, più pesanti, sono legati agli aspetti della salute e della sicurezza sui posti di lavoro. “Certamente - conviene Giorgio Grillo -. Il fatto è che in provincia ci sono 9 mila ditte artigiane, ma solo la metà è iscritta alle associazioni ed ha per così dire una 'coscienza associativa', che porta con sé la consapevolezza dei problemi, la cultura della professione e così via. Ho fatto l'esempio dei ponteggiatori, ma se ne potrebbero fare altri. Nella stessa edilizia cominciano ad affacciarsi imprese femminili. C'è l'esigenza di un grande lavoro di formazione, ma se mi guardo intorno non vedo strutture adeguate ad erogarla”. La sicurezza sul lavoro è tema di grande attualità e anche se le statistiche indicano che gli infortuni sul lavoro sono progressivamente in diminuzione, i titoli dei telegiornali ci ricordano che si può ancora morire cadendo da un ponte in costruzione. “Sì, anche se poi i telegiornali dimenticano di dire che si può morire anche cadendo da un'impalcatura mal sistemata osserva il presidente CNA -. Fa comunque piacere che gli infortuni diminuiscano. Sarebbe anche giusto che diminuissero le tariffe che gli imprenditori artigiani versano all'Inail per sé, per i propri coadiutori e per i dipendenti. Si tratta di contributi tre volte superiori rispetto alle prestazioni ricevute dall'Istituto. La riduzione è tanto più doverosa se si considerano i positivi risulta- ti dell'impegno delle imprese artigiane per garantire la sicurezza sul lavoro”. Confronto a tutto campo, quindi, con Governo e Parlamento, ma un occhio di riguardo, anche, su quanto si sta muovendo a livello locale e sui rapporti con le istituzioni liguri, provinciali e comunali. Con la Regione il confronto è aperto sulle misure in grado di facilitare l'accesso al credito per le imprese dell'artigianato. “E' fondamentale - sottolinea Grillo -. Si rischia di dire sempre le stesse cose, ma non bisogna mollare la presa. Per consolidare un'impresa occorre un rapporto diverso con le banche, dei finanziamenti più corposi e un trattamento personalizzato, da studiare assieme, magari anche con la ricerca di garanzie diverse da quelle tradizionali fondate sulla patrimonializzazione dell'azienda”. “Quanto ai Comuni - conclude il presidente provinciale di CNA - ci vuole maggiore collaborazione, da entrambe le parti. Voglio fare solo un esempio, che riguarda Finale Ligure. Per raggiungere la zona artigianale di Finalborgo, lungo la via per Calice, i mezzi pesanti devono passare su un ponte medievale. Poteva essere accettabile finché non c'erano attività, ma oggi, con tutte le imprese insediate, siamo al limite del collasso. Ecco, Finale va sui giornali solo per la Piaggio, ma ci si dimentica che ci sono 500 aziende artigiane che vogliono e chiedono di lavorare. Ma forse è colpa nostra se non riusciamo a farci sentire, né a destra né a sinistra”. N° 4 - 2006 11 Le Giornate dello Stile Artigiano hanno trasformato per un lungo fine settimana gli austerii chiostri di Santa Caterina in una preziosa vetrina di quanto la Liguria offre in fatto di creatività e unicità Patrimonio artistico e culturale, capacità professionali e artigianali, servizi turistici, qualità nelle strutture ricettive sono strumenti che interagiscono nella valorizzazione economica delle località. Tutto ciò è confluito nelle “Giornate dello stile artigiano”, una manifestazione che nell'arco di un weekend di fine giugno ha movimentato la splendida località di Finale Ligure, mettendo in evidenza il prezioso centro storico della cittadina, completamente restaurato e dotato di tutte quelle attrezzature e servizi che hanno restituito vitalità e vivacità al Borgo. Sede adatta, quindi, alla valorizzazione dell'artigianato non solo locale, ma di tutta la Regione Liguria. Il progetto nasce dalla considerazione che l'evoluzione ha portato a nuove identità commerciali, alla grande distribuzione, che coniuga efficienza, concentrazione, specializzazione, così che un sottile filo lega cento, mille città, in una omologazione che mostra le stesse cose, gli stessi oggetti, lo stesso modo di offrirli. Cosa manca? Manca la creatività, la soggettività, la sensazione di poter avere qualcosa che sia stato fatto appositamente e solo per noi. Regione Liguria, Camera di Commercio e Provincia di Savona, Comune di Finale Ligure, tutti insieme, hanno promosso l'iniziativa che rilancia, se ce ne fosse bisogno, l'attività artigianale, che esteriorizza cultura, creatività, capacità tecnica, che si rivolge ad un consumatore più sollecitato dal desiderio che dal bisogno, un consumatore che acquista un prodotto non solo per appropriarsene, ma per acquisire i valori che quel prodotto porta con sé. Servizi a cura di Anna Maroscia La manifestazione di Finalborgo esalta il “made in Liguria” Ideazione artigiana Una cornice di grande suggestione, un palco, una passerella, e, nel buio, fasci di luce accompagnano figure elegantemente vestite che quasi scivolano sulla pedana, muovendosi in armonia con la musica di sottofondo: è la grande magia di una sfilata di moda, che attrae, conquista, incanta, fa sognare un po' tutti….. Ma quanto lavoro dietro uno spettacolo che si consuma solo in due ore! Ne parliamo con Carla Cordara, titolare della ditta Poliedrica che nei Chiostri di Santa Caterina, a Finalborgo, ha gestito l'organizzazione della sfilata per la manifestazione “Giornate dello stile artigiano”. Carla ha iniziato come indossatrice; poi nel 79 ha creato un'Agenzia che si occupa di eventi, ma anche di formazione di giovani che vogliano diventare professionisti delle sfilate. A lei l'incarico di scegliere i capi, abbinarli agli accessori, ideare le coreografie, coordinare il sincronismo delle luci, e poi individuare le pettinature o i trucchi più adatti. Tutto per presentare al meglio la Moda, anzi la MODA LIGURE. Cosa sia la moda, lo sanno tutti; non tutti, forse, ricordano che la moda italiana è nata intorno agli anni cinquanta: prima l'indiscussa capitale era Parigi, dove i sarti italiani si recavano in coincidenza della presentazione delle collezioni per acquistare i modelli dei sarti francesi. Dopo la seconda guerra mondiale, proprio per l'alto costo dei modelli e l'impossibilità di acquisirli, nacque una vera e propria moda nazionale. I materiali erano poveri, come gioielli di paglia e rafia di Fratti, borse di velluto di Roberta di Camerino, calzature di sughero e cellophane di Ferragamo, ma creatività, gu- sto, originalità del nostro stile, da allora si imposero al mondo intero. Il percorso della moda italiana continuò: al sistema sartoriale si sostituirono nuove formule che si chiamarono alta moda pronta, pret-à-porter; i sarti vennero soppiantati dagli stilisti: Albini, Capucci, Armani, Versace, Ferrè, Dolce e Gabbana, Moschino… La moda ormai si era sposata con l'industria e le lavorazioni, per restare competitive, furono trasferite in Paesi a basso costo di manodopera. Ma la capacità artigianale in Italia esiste ancora, esistono ancora sarti che amano esprimere nell'abbigliamento e negli accessori la loro creatività, che perseguono la cura dei dettagli, la scelta di tessuti e materiali di pregio, che sono in grado di offrire capi e lavorazioni più belle che in ogni altro Paese al mondo. Ne è esempio l'Associazione Sarti della Superba con sede a Genova, che ha fatto sfilare a Finalborgo completi maschili di ottimo taglio e tessuti: abiti interi o spezzati, colori classici e stoffe di grande pregio; così come la ditta CLOF Gioielli, che per l'occasione ha creato monili, collane, bracciali di sapore etnico, o CREATTIVANDO, un laboratorio artigianale che ha utilizzato inserti del tradizionale e splendido pizzo abbinandolo a capi modernissimi, creando combinazioni di grande effetto. ANNA VIGLIAROLO di Bordighera ha realizzato bellissime borse dipinte a mano con inserti in pietre dure e LA MELINA di Luisa Conti di Genova ha presentato abiti per donna o bambina abbelliti da pittura su teSEGUE A PAG. 12 12 N° 4 - 2006 la. La Casa di alta moda DAPHNE' ha caratterizzato tutti gli abiti con sciarpe e piccoli dettagli tricolore: un particolare dettato da patriottismo e amore per lo sport, che è riuscito a dare un tocco di originalità in più. Per le amanti dello stile minimalista, invece,LO SPAVENTAPASSERI di Genova, con abiti di garza, canapa, cotone,lino, quindi tessuti assolutamente ecologici, abbinati a modelli semplici e destrutturati e un'intera bellissima gamma di beige, con qualche tocco di arancio. Di gran classe la presentazione delle cravatte e foulards GINO MARINI, una ditta artigianale ormai mitica che, anche in assenza del titolare, continua a stupire per creatività e qualità nelle abili mani della moglie Pina. Giovane, insolita, frizzante, una vera sorpresa lo stile PUELLA di Savona: ogni abito un po' superato o triste può essere impreziosito da borse, bijoux, spille della giovane stilista che firma la collezione. Last, but not least, la sartoria MANGANO di Genova.Qui la firma è a quattro mani: Marisa disegna e confeziona abiti femminili, con una marcata predilezione per quelli da sposa; Aurelio si occupa dei capi uomo, di cui cura ogni particolare, compresi accessori quali camicie e cravatte, perché la raffinatezza non vada compromessa da dettagli sbagliati. Ma la perfezione della sfilata, il risalto dell'eleganza, dello chic che in passerella risulta oltremodo apprezzabile, deve essere attribuito in parte al gruppo GALA di Savona, una scuola che promuove corsi di maquillage e acconciature, da quelle più fresche e spiritose, alle storiche acconciature indispensabili per sfilate o recite teatrali. Tra gli ospiti d'onore di Stile Artigiano 2006 anche una dele Sfilate, mostre e botteghe Certo, non capita tutti i giorni di essere invitati in un Paese straniero, anche se per motivi di lavoro, e trovarsi poi nel bel mezzo di esposizioni, sfilate, festival di acconciature. E' quello che devono aver pensato i quindici buyers russi, invitati in Italia dall'ICE di Roma, l'Istituto per il Commercio Estero che, nell'ambito di un accordo con Confartigianato, ha fatto sì che responsabili di ditte importatrici russe avessero l'occasione di vedere i nostri splendidi prodotti, frutto di inventiva e raffinato design. Niente di meglio, dunque, che far visitare loro i Chiostri di Santa Caterina, uno dei luoghi storici più ricchi di fascino della nostra Riviera, dove, per l'appunto, erano concentrate una ventina di ditte artigiane per esporre gli oggetti frutto della propria abilità. Tre i settori di interesse degli ospiti russi: abbigliamento, arredamento, agroalimentare. Se l'abbigliamento maschile fa leva, solitamente, su taglio rigoroso, ottimi tessuti, perfetta esecuzione, da riscontrare nei capi di Nobile di Finale Ligure e Scaringi di Savona, in campo femminile si cer- ca di stupire con l'estro e la fantasia. Fra gli accessori più accattivanti, le creazioni di Puella, uno studio che può fare affidamento sulla confezione accurata di un atèlier, impreziosito dall'estro e l'inventiva dei suoi stilisti. La denominazione della bottega fa riferimento alla gioventù, per- ché le creazioni nascono per servire una clientela di adolescenti: collane e spille realizzate quasi esclusivamente con tessuti; borse e pochettes morbide e portabilissime che, in più, hanno la caratteristica di essere allegre, solari, giusto un soffio di giovinezza. Non per nulla è dimostrato che so- no molto graditi anche alle signore che hanno compiuto gli ..anta. Nell'oggettistica, la provincia di Savona non è seconda a nessuno: ceramica e vetro qui sono i pezzi forti dell'artigianato. Lo studio Ernan nasce nel 1974, sede nella famosa bot- N° 4 - 2006 La “tre giorni” di Finalborgo ha costituito anche un'importante occasione per mettere le basi di una collaborazione commerciale di nicchia ad alto valore aggiunto. Con notevoli ricadute turistiche egazione di 15 importatori russi e tra i chiostri Nella foto, in primo piano, da sinistra: Flaminio Richeri, Sindaco di Finale Ligure; Giancarlo Grasso, Presidente della Camera di Commercio e Carlo Scrivano, Assessore Provinciale alle Attività Produttive tega dei Pacetti, ceramisti dal 1920 ad Albisola Superiore, realizzando un felice incontro fra estro e creatività dei due titolari: Anna Maria Pacetti e Tino Canepa. Gli og- getti dipinti da Anna Maria ricalcano le forme e gli stili tradizionali albissolesi, ma Anna Maria è anche una sensibile artista che realizza autonomamente sue creazioni. Tino Canepa continua ad ampliare la tipologia dei manufatti, realizzando suppellettili per giardini o addirittura arredi urbani, curando restauri per importanti strutture pub- bliche, quali l'Acquario di Genova, il mercato della “Condamine” di Montecarlo, la cupola della chiesa russa ortodossa di Sanremo. Entrambi, lavorando da sempre in un laboratorio d'arte, impiegano la collaborazione di grandi artisti contemporanei per creare bellissime opere in un apposito spazio dell'azienda. Paolo Bertocci prima liceo scientifico, poi Università, visitando per diletto lo studio di Luigi Casarini, ormai famoso a Savona per il suo atèlier frequentato da grandi artisti, accettò di buon grado di trascorrere qualche ora in bottega, per aiutare ma anche per apprendere quelle affascinanti tecniche artigianali. Fu tutt'uno innamorarsi di quel mestiere e, quando Casarini si 13 trasferì a Milano, Paolo prese il suo posto a Savona, in via Famagosta. Le principali lavorazioni sono quelle del vetrofuso e della legatura a piombo, utilizzate di volta in volta, a seconda che si vogliano realizzare opere di artisti moderni, o recuperare vetrate tradizionali. E la laurea in scienze turistiche? Paolo assicura che è preferibile gestire un'attività in proprio e soprattutto lavorare con Lorenzini, Parini, Giannici, Caminati…….. Francesca Martino ha vissuto la sua giovinezza in Francia, a Montèlimar, un paese alle porte della Provenza. Lì Francesca ha compiuto gli studi classici e si è appassionata all'arte, cosa abbastanza scontata, vivendo vicina a luoghi straordinari come Nimes, Avignon, Montpellier. Finita la scuola, fece apprendistato presso uno studio di arredamento, che le trasmise il gusto per gli oggetti particolari, le belle stoffe, i colori. Fu così che, trasferitasi in Italia, pensò di utilizzare queste capacità avviando il laboratorio “Lumi e Paralumi” in via Untoria a Savona. Qui offre un vero e proprio lifting a lampade e supporti di ogni genere per trasformarle, ringiovanirle, abbinarle all'arredo delle case. Attività particolare è il restauro di appliques, lampadari, lampade antiche che presuppone la ricerca di pezzi e materiali nei più vari bric-à brac. L'agroalimentare è specialità rinomata della provincia di Savona: basta ricordare olio e composte di verdure, pesce azzurro in salamoia e funghi essiccati, oppure vini bianchi e rossi, leggeri e profumati, da abbinare ad una cucina dietetica e ricca di aromi. A Finale Ligure erano presenti produzioni insolite. Minuto Caffé è un'azienda artigiana con solide radici nella tradizione savonese. La ditta cominciò ad operare nella nostra città addirittura nel 1850: l'attività partiva dall'importazione, continuava con la torrefazione e proseguiva con la distribuzione del caffè, tanto nelle confezioni per famiglia che quelle per i bar. La filosofia dell'azienda è stata sempre quella di valorizzare alimenti genuini e non sofisticati; infatti la ditta Minuto è l'unica in Liguria a far parte del Consorzio dei Caffé Speciali e può fregiarsi della certificazione ISO9001/2000. All'interno dell'azienda la parte tecnica è affidata all'abilità dei SEGUE A PAG. 14 14 N° 4 - 2006 da pag. 1, V colonna fratelli Roberto e Pierluigi,mentre il giovane Giacomo cura in particolare le forme di marketing più innovative. Alessi Giovanni è titolare di un laboratorio artigiano in Cengio, dove vengono realizzati dolci che non prevedono l'utilizzo di conservanti. La tipologia è molto varia: biscotti, amaretti, tartufi, nuvole, torte. Gli ingredienti, oltre a quelli classici, prevedono la normale farina di grano tenero,quella di mais, la fecola di patate. E, siccome Cengio è al confine con il Piemonte, se ne sente l'influenza nel considerevole utilizzo di nocciole: le migliori, quelle di Saliceto e Cortemilia. Per produrre vino bisogna esser proprietari di ricchi vigneti. In mancanza, c'è chi produce birra, che, peraltro, è oggi un'attività quasi “di moda”. Il Burrificio Scarampola di Cairo Montenotte, deri- va il suo nome dal Palazzo della nobile Famiglia Scarampi, sede del laboratorio. L'attività è iniziata da circa due anni sulla scia del birrificio di Piozzo, che ha contagiato molti amatori ed è ormai famoso a livello internazionale. Piero Francia, uno dei soci, spiega che, oltre ad acqua e orzo germogliato, nella loro birra hanno introdotto i chinotti, frutti tipicamente savonesi; ora sono alla ricerca di altri ingredienti, che rendano la loro birra diversa nel gusto e nell'aroma. Stravaganza a tutti i costi? Assolutamente no: Francia spiega che la produzione di birra era detenuta da poche aziende industriali e quindi assolutamente omologata; la moltitudine di lavorazioni artigianali che s'impegnano in questo campo darà la possibilità di mettere sul mercato produzioni eccellenti. (a.m.) Una dimostrazione d'alta scuola affidata a dieci “maestre artigiane” liguri, impegnate su un doppio tema: una pettinatura da giorno e una da sera o per occasioni importanti. Tutto in mezz'ora Le gare, si sa, rischiano di suscitare diatribe fra i giurati, scontento fra i partecipanti, soprattutto di dividere in fazioni gli spettatori, ma se, in un pomeriggio di inizio estate, in un luogo incantevole come i Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, si svolge una competizione fra dieci eccellenti maestri acconciatori che hanno a disposizione dieci belle modelle, prevale il piacere di guardare e restare incantati dalla destrezza e abilità che viene sfoggiata. La gara è stata organizzata dal gruppo Performa di Genova, un istituto che cura la formazione in questo campo di servizi. Abbiamo scoperto, anzi, che le denominazioni sono cambiate. Piazza pulita di “parrucchiere”, sia da donna che da uomo o unisex, via anche “barbiere” che, se può dimostrare di avere determinate capacità, diventa anche lui, come gli altri, “acconciatore”. Al di là dei nomi, interessa l'abilità e il dilemma è sempre lo stesso: sono più brave le donne o gli uomini, e, poi, come mai i parrucchieri famosi, quelli delle dive, sono sempre al maschile? E' un po' lo stesso discorso degli stilisti di moda, dei cuochi, degli artisti… I pareri sono discordi: Berto Pizzorno, del Gala, ritiene che, nato come mestiere maschile, lo scettro degli acconciatori, secondo lui, dovrebbe andare alle donne. Per Giovanna Geri, sempre del Gala, succede come in tutte le professioni: le donne non hanno la possibilità di dedicarsi solo al lavoro, per cui diventa difficile raggiungere eccellenza e fama. Una sfida di abilità e fantasia, poi la passerella finale Acconciatori in gara Per la gara disputata a Finalborgo, tuttavia, i partecipanti erano tutti al femminile. A Giuseppe Graci, presidente del Performa, il compito di illustrarne le modalità: un primo spazio per colore, taglio, piega, adatti a una pettinatura da giorno; un secondo spazio per cimentarsi in una acconciatura più elaborata, da sfoggia- re in una serata elegante. Poco più di mezz'ora il tempo a disposizione per ogni prova e infine, sfilata sulla passerella. Come giuria, gli esperti Vincenzo Nappi e Gian Andrea Amari e tre “osservatori” Giorgio Grillo per la Camera di Commercio, Simonetta Poggi della Regione Liguria e Angelo Berlangeri, assessore al turismo del Comune di Finale Ligure. Partecipanti Antonella Pedullà, Valentina Molinari, Katia Mauric, Sabrina Nativo, Valentina Mandorla per le acconciature da giorno. Per realizzare le acconciature di gran gala, al lavoro Giovanna Duraccio, Antonella Pedullà, Valentina Molinari, Lirijana Budaj, Valentina Mandorla, Lina Vullo. Nella prima gara coppa a Valentina Mandorla per l'esecuzione di una fresca testa bionda con mèches, di bel taglio e ariosa acconciatura; nella seconda gara coppa a Giovanna Duraccio, capelli neri raccolti in grossi riccioli impreziositi da piccole barrette di strass. Questo, tanto per la cronaca, ma in realtà tutta l'organizzazione dell'evento ha avuto più il carattere dell'incontro, del confronto, che della competizione. N° 4 - 2006 Il maggior intervento promozionale per rilanciare l'immagine turistica La Riviera torna in Europa Successo del concorso “Compra una pianta e vinci una vacanza” I vistosi tagli dell'ultima legge finanziaria verso azioni di pubblicizzazione dei nostri prodotti in Italia e all'estero tramite i mass media, non ha impedito alla Camera di Commercio di Savona di lanciare l'immagine della Riviera di Ponente in tutta Europa, promozionando il turismo ed il marchio “d'Albenga”. Un'iniziativa che esperti di marketing turistico hanno condiviso per le grandi potenzialità che avrebbe potuto esprimere ed i risultati attesi. Anche perché ad esserne coinvolti sono settori portanti dell'economia savonese. Parliamo di industria dell'ospitalità che tra esercizi ricettivi e case private registra nell'arco di un anno quasi 50 milioni di presenze, ma anche di florovivaismo di cui un'indagine espletata direttamente dalla Camera di Commercio ne ha prospettato una produzione di oltre 110 milioni di vasi, la maggior parte venduti all'estero. Coniugando mercati turistici di riferimento ed esportazioni di fiori, aromatiche e piante verdi ornamentali, sono emerse le grandi potenzialità di un'azione rivolta alla potenziale clientela dei prodotti di riferimento, ma che al fine ha finito per assumere la veste di un'operazione di marketing territoriale a largo raggio. Di qui, la realizzazione del concorso a premi “Compra una pianta e vai in vacanza, promosso dalla Camera d'intesa con il Consorzio Alberghiero PalmHotels, le Associazioni dei commercianti floricoli Acea e dei produttori Floras. In sostanza, attraverso un veicolo di per sé gradito qual è il fiore e la pianta aromatica che specie nel Nord Europa non manca in ogni casa, si è raggiunto l'obiettivo di promozionare in modo originale e significativo l'offerta turistico-ricettiva della nostra Riviera. “ E' questa nostra azione - ha sottolineato il Presidente della Camera di Commercio, Giancarlo Grasso - l'esempio concreto di quel Sistema Turistico di Prodotto che il nostro ente lanciò all'epoca della legge re- gionale sui Sistemi Turistici Locali come punto di riferimento per azioni di marketing. Un esempio di come si possano coinvolgere produzioni, ma soprattutto soggetti economici diversi nell'ottica di ottimizzare differenti potenzialità, mettendole a sistema”. Al Centro di Sperimentazione ed Assistenza Agricola di Albenga della Camera di Commercio sono state raccolte le adesioni di quanti hanno acquistato piante aromatiche e deciso di concorrere all'offerta premio di uno dei 100 soggiorni di cinque giorni per due persone messi in palio. “Un'iniziativa che ha coinvolto molti dei nostri funzionari, a Savona come ad Albenga - ha ricordato Ennio Fazio, Presidente del Centro e rappresentante in Giunta camerale dell'agricoltura -. Un'operazione cui i floricoltori albenganesi hanno inteso offrire il loro contributo mettendo a disposizione milioni di vasi, ognuno dei quali conteneva un messaggio pubblicitario e le modalità di partecipazione al concorso”. Le adesioni sono arrivate da tutta Europa con esempi anche dalla Russia, Lituania e vari paesi dell'Est, a dimostrazione che questi mercati cominciano a manifestare interesse per i nostri prodotti di qualità e curiosità di conoscere la celebrata Riviera italiana. “Possiamo affermare - ha proseguito Massimo Parodi, rappresentante in Giunta camerale dell'industria dell'ospitalità che siamo per la prima volta dinanzi ad un'operazione sinergica, oltre che di grande rilevanza. Mai in passato, con un unico intervento, si era giunti a sollecitare mercati tradizionali e nuovi in modo così massiccio. Il 20 luglio con l'estrazione dei premi si è conclusa la prima fase del concorso. Infatti, la Camera ha intenzione di utilizzare il canale dei mass media per divulgare l'esito dell'iniziativa, promuovendo nel contempo l'immagine di una Riviera aperta alla clientela nordica anche nella media e bassa stagione”. 15 Forte intervento promozionale per rilanciare il Ponente Ligure. Un'alleanza sinergica tra produttori e commercianti del settore del florovivaismo e imprenditori dell'industria dell'ospitalità e del tempo libero “Segnale forte di qualità” Un'idea buona quanto originale, in linea con il lavoro che la Camera di Commercio di Savona sta portando avanti. Così Giancarlo Grasso ha presentato il concorso “Compra una pianta e vinci una vacanza. “Si riteneva - ha aggiunto - che il coinvolgimento dei produttori e dei commercianti di piante ornamentali, e di aromatiche soprattutto, con il Sistema Turismo avrebbe portato ad un'efficace azione di co-marketing. E il collocamento, in Europa, di milioni di vasi, nel ricordo di piacevoli soggiorni nell'unica, vera Riviera Italiana, tramite un messaggio benaugurante qual è una pianta, un'aromatica, mi induce a pensare che lo scopo primario sia stato raggiunto”. La Riviera dispone alle sue spalle di un mercato, grande per numero di abitanti, ricco per disponibilità di spesa pro-capite. Un mercato che comprende il Nord Ovest Italiano, il Centro e il Nord Europa, cui stanno aggiungendosi gli Stati dell'Est, Russia compresa. Un mercato sottoposto però a continui, allettanti richiami: ieri di sirene, oggi di siti concorrenziali, di organizzazioni collaudate. E mentre altri, nel corso degli ultimi vent’anni, correvano a cercare clientela, la Riviera si è distinta per la sua staticità. “Dopo 2 anni di flessioni nel numero delle presenze e di una clientela da week end, - ha proseguito Grasso - abbiamo motivo di preoccuparci e dobbiamo trovare soluzioni in grado di riportarci su livel- li di competitività con altre realtà nazionali e mediterranee. Perciò in attesa di sviluppare azioni di marketing territoriale a promozione delle eccellenze della provincia, abbiamo provato ad attirare l'attenzione di quanti già ci conoscono e di altri che coltivano il sogno di passare le vacanze in Italia. Siamo partiti dal comparto florovivaistico, biglietto da visita importante per la grande e davvero ottima produzione, e abbiamo pensato di abbinarlo con il turismo di qualità”. Qualità, quindi, che è il minimo comune denominatore di ogni “sistema locale” se si vuole provare a vincere la sfida competitiva. E molti sono gli esercizi alberghieri ed extralberghieri che hanno profuso energie e risorse finanziarie, che hanno proceduto al miglioramento delle strutture. “Ma occorre fare di più, con risolutezza - ha proseguito il presidente della Camera di Commercio -. Basta un piccolo neo, è sufficiente che aziende di qualsiasi comparto non rispettino l'offerta perché tutta la filiera si ritrovi compromessa. In questo caso abbiamo avuto la possibilità di utilizzare le piante come semplice “media”, inserendo nel vaso un cartoncino con un messaggio e la messa in palio di premi soggiorno. Sul terreno del marketing, il passo successivo ci vedrà più coordinati, più determinati nel coinvolgimento dei potenziali clienti con una programmazione che migliorerà la pianificazione dei tempi e degli investimenti”. 16 N° 4 - 2006 Il disegno di legge di modifica della normativa sui sistemi produttivi locali e sui distretti industriali è stato approvato dal Consiglio Regionale ligure ed è quindi diventato legge della Regione. Quando una legge esistente e già applicata viene modificata, succede qualcosa di simile a quando si annuncia la formazione della nazionale di calcio: tranne nei rari casi in cui si vincano i campionati del mondo, tutti si sentono in grado di dire che avrebbero saputo fare di meglio, scegliendo questo e tralasciando quest'altro. Savona Economica si è occupata con puntualità dell'argomento, a partire dalla LR 33 del 2002 fino al DDL n. 179 dell'aprile di quest'anno, cercando di evitare le parafrasi dei testi e provando, invece, ad offrire un contributo ai policy makers per l'ottenimento del migliore impatto di queste politiche sullo sviluppo locale. Per questo, e per aver già dato atto all'esecutivo regionale di aver dimostrato onestà intellettuale e politica, crediamo di poter proseguire nella valutazione - e nelle critiche - dell'impianto normativo, anche all'indomani delle modifiche, senza timore di essere fraintesi. Il legislatore regionale, confermando che i distretti industriali e i sistemi produttivi locali sono quelli definiti dall'art. 36 della legge n. 317/1991, mostra di non essersi ancora liberato - come altre regioni hanno invece fatto - da quella che in letteratura si chiama pittorescamente “ossessione dei confini” e degli indicatori statistici di specializzazione, ai quali è affidato il compito di scovare “al di là di ogni ragionevole dubbio” gli addensamenti di imprese ed occupati che possano essere definiti come proxies di distretto. Il problema, sia chiaro, riguarda ancora la maggior parte delle leggi regionali sull'argomento, in cui l'ossessione analitica dei ricercatori impegnati a disegnare i confini “fisici” dei territori ospitanti un distretto, si salda con l'ossessione “normativa” dei responsabili delle politiche pubbliche, ispirata da una logica amministrativa tradizionale che, a sua volta, si basa troppo spesso sulla riduzione di responsabilità del decisore, a partire dalla costruzione di adeguate basi “scientifiche” di interpretazione del bene collettivo. Tutti i numerosi tentativi di ricognizione effettuati negli anni, a livello nazionale e del- Approvate le modifiche alle norme sui sistemi produttivi locali Distretti, atto secondo le singole regioni, si sono tuttavia scontrati con almeno due problemi difficilmente risolvibili: - la natura dei dati statistici relativi al territorio impedisce la rilevazione di “processi economici” che non siano rigorosamente collocabili all'interno di confini amministrativi e merceologici predefiniti. Se un gruppo di attori partecipa quindi al processo costituente di un territorio produttivo o distretto, ma continua a declinare “generalità statistiche” incompatibili con un'unica denominazione merceologica e territoriale, non c'è verso che possa essere “oggettivamente” riconosciuto come parte del medesimo La nuova legge regionale appare ancora troppo preoccupata dal problema di dare un'identità geografica alle varie specializzazioni industriali, generando delle forzature interpretative distretto; - l'unidimensionalità del dato statistico impedisce di registrare l'eventuale partecipazione di ciascun attore a “processi economici” differenti: vi sono cittadini produttivi ed imprese di uno specifico territorio amministrativo che appartengono a diversi sistemi economici nello stesso tempo (“nodi ponte” tra diversi processi di innovazione e sistemi di mercato). Proprio questa identità multipla e la compresenza in varie reti consentono a questi attori di diventare vettori di contaminazione tra sistemi diversi: proprio questa funzione è riconosciuta come la base dell'innovazione e la forza dei distretti. Ma se l'analisi statistica per definizione scarta la possibilità di registrare posizioni “ambigue”, essa rinunzia di fatto a ricono- scere le “reti di relazioni” che sono la sostanza stessa del territorio produttivo. I rischi sono cospicui e declinabili in due versioni ugualmente gravi: - per fare l'esempio più noto, la regione Emilia Romagna a suo tempo si rifiutò di applicare la Legge 317/1991, poiché contraria alla metodologia di regolazione politica dello sviluppo locale ad essa sottesa, ancora centralistica, che imponeva di applicare i criteri statistici forniti dal decreto attuativo, secondo i quali, tra l'altro, uno dei distretti storici come quello della ceramica di Sassuolo non veniva riconosciuto, in quanto non rientrava nella definizione standard di distretto industriale fornito dalla norma; - oppure si attribuisce il titolo di distretto ad un territorio produttivo che non ha mai saputo di essere tale, come se si potesse prescindere dalla coscienza degli operatori della propria vocazione e della propria funzione strategica nell'economia regionale: per restare vicino a noi, le difficoltà incontrate dal distretto savonese del vetro-ceramica fanno inevitabilmente pensare a quel personaggio di Moliére, che aveva sempre fatto della prosa senza saperlo! Paolo Milani CONTINUA CON IL NUMERO 5/2006 N° 4 - 2006 17 Acna pronta per nuovi insediamenti La reindustrializzazione dell'ex Acna è ufficialmente iniziata con la firma, nella sede della Filse, di un'intesa quadro tra il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. “Dall'accordo siglato oggi con Eni per la reindustrializzazione del sito di Cengio partirà una riflessione complessiva riguardante la presenza della società in tutta la Liguria e in particolare per altre aree strategiche come Quiliano, Vado Ligure e Fondeva, a Pegli”. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando nel corso della presentazione, a fine luglio, del protocollo d'intesa per la reindustrializzazione del sito ex Acna di Cengio, in Valle Bormida siglato tra le Regione Liguria, la società Syndial del gruppo ENI (che ha “ereditato” l'area industriale), la Provincia di Savona, il Comune di Cengio e il commissario delegato per la bonifica, il prefetto Giuseppe Romano. L'intesa stabilisce sia i tempi della bonifica del sito che, nel rispetto degli obiettivi fissati, verrà completata entro il dicembre 2007 sia l'iter che porterà alla sua reindustrializzazione. Le prime aree per nuovi insediamenti saranno disponibili già a partire da settembre di quest'anno. L'accordo firmato a Genova avvia alla chiusura quella che è considerata la “ferita storica” dell'Acna di Cengio, liberando 20 ettari di territorio e dando il via ad un'operazione di risanamento importante e unica in Italia che si concluderà in tempi brevi e certi. Lo ha assicurato il prefetto di Genova, Giuseppe Romano, che vigila come commissario sul- La suddivisone dell'ex Acna a bonifica completata. La zona rossa è l'area dei lagoons che accoglierà il materiale della discarica di Pian Sottano; la zona verde è la fascia di rispetto tra la fabbrica e il Bormida. In blu le aree per nuovi insediamenti la bonifica a partire dal gennaio 2005 e ha garantito “la sua conclusione entro il dicembre 2007 e nelle sue linee generali e complessive al massimo entro il giugno 2008”. Per l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni “con questo accordo su cui Eni ha investito 200 milioni di euro si ripara ad una ferita che la nostra società si è trovata a dover gestire e si dà il via ad un dialogo con la Regione Liguria per impostare la nostra presenza sul territorio”. Attraverso gli investimenti attivati da Eni, 200 milioni tra il 1989 e il 2000 e successivamente altri 200 milioni, è stato infatti possibile, come ha ricordato Carmine Cuomo, amministratore delegato della Syndial SpA, trasferire 120 mila tonnellate di sali sodici essiccati in miniere abbandonate nell'ex Germania Orientale, utilizzando 170 treni e 2.600 vagoni fer- roviari. “Una complessa operazione di bonifica - ha continuato Cuomo - per la quale sono state utilizzate aziende prevalentemente locali e 240 addetti che hanno prodotto un fatturato di 30 milioni di euro di cui il 30% con una ricaduta territoriale”. E a proposito degli addetti impiegati da Eni nella bonifica, il presidente della Regione Liguria, Burlando ha auspicato “il mantenimento dell'occupazione,altamente qualificata nel settore delle bonifiche, che si è creata in questi anni”. Positivi anche i commenti dei rappresentanti degli Enti locali, a cominciare dall'assessore provinciale all'Ambiente Enrico Paliotto e da Ezio Billia, sindaco di Cengio. “Questo accordo - ha detto Billia - testimonia dell'impegno profuso dalla Regione Liguria e degli Enti locali che hanno dato un impulso positivo alla sua rea- lizzazione, favorendo una veloce conclusione. Adesso ci attende un compito non meno fondamentale, perché si tratta di progettare il futuro di queste aree”. Per le quali esiste già un interesse, come anticipato dal presidente Burlando, “da parte di un gruppo imprenditoriale della Valle Bormida”. E nelle prossime settimane sarà avviata una riflessione - da concludersi entro sei mesi - sul valore delle aree, che saranno acquisite da Filse e dalla società Sviluppo Cengio, e messe successivamente sul mercato. Burlando ha confermato la sua convinzione che una parte consistente delle aree - quelle utilizzabili per nuove attività sono solo una parte dei 70 ettari complessivi - dovrebbe essere messa a disposizione della logistica portuale, diventando un polo di stoccaggio, distribuzione e anche lavorazione delle merci, con presenza della Do- gana, al servizio dello scalo di Savona-Vado ma anche di Voltri. La destinazione logistica rappresenterebbe una forte saldatura tra le attività portuali, sicuramente in espansione con l'intensificarsi degli scambi con l'Estremo Oriente, e quelle industriali. Un elemento determinante (e discriminante) è rappresentato dal trasporto delle merci tra le banchine e l'“inland terminal” di Cengio e viceversa: la “modalità” da utilizzare è stata individuata nella ferrovia, utilizzando i servizi di spola garantiti dall'Autorità Portuale con propri mezzi e proprie “tracce”, che rappresentano un'estensione territoriale delle manovre ferroviarie portuali. Un sistema che la Regione Liguria intende proporre anche per Genova, in modo da ridurre i gravi problemi di agibilità che rischiano di compromettere l'efficienza dei servizi portuali. 18 N° 4 - 2006 Sette milioni a disposizione delle imprese Camera di Commercio e Unione Industriali hanno organizzato a metà giugno un seminario per presentare alle imprese della provincia le opportunità offerte dal nuovo bando della legge 488/92, il principale strumento di agevolazione per gli investimenti aziendali nelle aree depresse del Paese. Le novità significative introdotte nel 2006 sono state illustrate da Luciano Musumeci, responsabile del settore agevolazioni alle imprese di Banca Carige. Dal 1996, anno di prima applicazione della legge sono state complessivamente 1191 le imprese liguri che hanno beneficiato degli incentivi della “488”, le cui agevolazioni, rivolte inizialmente solo alle imprese del comparto manifatturiero e dei servizi alla produzione, sono state progressivamente estese anche ai settori del turismo e del commercio. Gli investimenti agevolati sono stati complessivamente di 1.683 milioni di euro, a fronte dei quali sono stati corrisposti contributi per 247 milioni di euro. Il 75% dei beneficiari è rappresentato da imprese di piccola dimensione, il 15% da imprese di media dimensione e il 10% dalle grandi imprese. «Pur non essendo disponibili dati disaggregati per provincia, - ha osservato il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Grasso - si può ipotizzare che, in media, la consistenza delle do- mande presentate dalle imprese savonesi si sia attestata intorno al 30% delle domande complessive per ogni bando. Per cui si può ritenere, con sufficiente approssimazione che, nella provincia di Savona, siano state non meno di 350 le domande agevolate nei vari bandi della 488». Tre elementi sono stati individuati come essenziali per il completo raggiungimento degli obiettivi previsti. Il primo è la comunicazione. «E’ determinante - ha aggiunto il Presidente Grasso - far arrivare alle imprese, alle associazioni, ai consulenti le informazioni più rapidamente possibile. Il sistema camerale, in collaborazione con le associazioni di categoria, ha assolto il proprio compito attraverso l'organizzazione di incontri e varie iniziative di comunicazione. II secondo fattore di successo è quello dell'assistenza alle imprese, e qui giocano un ruolo fondamentale le associazioni di categoria, le banche e i consulenti che devono garantire ai propri associati e clienti tutto il supporto necessario. Il terzo “ingranaggio” del meccanismo, forse il più importante, è rappresentato dalle imprese che beneficiano degli incentivi, le quali devono impegnarsi seriamente nella realizzazione dei progetti per i quali vengono attivate risorse pubbliche di notevole entità». l.m. Registrazione: Tribunale di Savona al numero 129 del 17 ottobre 1957 Direttore: Anna Rosa Gambino Vice direttore: Sergio Ravera Redazione e amministrazione: 17100 Savona, Via Quarda Inferiore Casella postale 224, Telefono 019.83.141 con dieci linee automatiche Abbonamento: tariffa annuale euro 2,58, da versare sul c/c postale numero 211177 Giunta camerale: Giancarlo Grasso (presidente), Silvio Accinelli, Paolo Campostano, Carlo Decia, Ennio Fazio, Gianluigi Granero, Massimo Parodi, Franco Zino (componenti), Maurizio Scaiola (segretario generale) Grafica e stampa: Le Officine Creative di Matteo Fossati [email protected]; DG di Daniele Griggio - Albenga - [email protected] Stabilimento Tipografico Fabbiani S.p.A. 0187.51.85.82 - [email protected] Diffusione: il periodico è inviato gratuitamente alle unità locali iscritte nel Registro delle Imprese di Savona, Enti pubblici ed Associazioni di categoria. Tiratura: l’Editore attesta la produzione di 28.000 copie a numero. Delle opinioni espresse in articoli e rubriche sono responsabili i singoli Autori. E’ fatto divieto a chiunque riprodurre parte della pubblicazione senza espressa autorizzazione scritta della Direzione. Il nuovo bando della legge 488 TERRITORI Piccola Impresa Media Impresa Grande Impresa Contributo in conto capitale Finanziamento agevolato Contributo in conto capitale Finanziamento agevolato Contributo in conto capitale Finanziamento agevolato Comuni centro/nord in deroga 87.3.c 13,7% 15% 11,1% 15% 7,1% 15% Comuni centro/nord e sostegno transitorio 10% 15% 4,2% 15% Non ammesse Non ammesse Quasi 7 milioni di euro per le imprese liguri. A tanto ammonta la dotazione finanziaria della legge 488/92, il principale strumento di agevolazione nazionale che ha preso il via con la pubblicazione (sul supplemento ordinario n. 134 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31/05/2006) del decreto 15/05/2006 con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha sbloccato, di fatto, l’accesso ai finanziamenti. La presentazione delle domande, originariamente fissata al 31 luglio, è stata prorogata al 15 settembre. Dei 6,7 milioni di euro stanziati per la Liguria, la ripartizione dei fondi vede quasi 3,5 milioni a disposizione delle imprese del settore industriale, oltre 2,2 milioni per il turismo, 550 mila per l'artigianato e 456 mila euro per il commercio. La domanda, redatta utilizzando il modello che riporta il numero di progetto pre-assegnato, dovrà essere inoltrata, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, a una delle banche concessionarie. L'istanza dovrà essere poi trasmessa al ministero dello Sviluppo Economico, esclusivamente con modalità informatiche e, in fotocopia, anche alla Regione di competenza. Il software per l'elaborazione dei progetti è disponibile sul sito web del Ministero. Gli aiuti consistono in un contributo in conto capitale ed un finanziamento a tasso agevolato. Per le aree del centro-nord le misure massime di aiuto concedibili, espresse in percentuale dell'investimento ammissibile, sono riportate nel prospetto pubblicato in pagina. L'impresa beneficiaria deve garantire inoltre un apporto di mezzi propri non inferiore al 25% degli investimenti ammissibili. Il finanziamento agevolato, stipulato al tasso dello 0,50% annuo, prevede un piano di ammortamento di durata compre- sa tra i 6 ed i 15 anni. Al sostegno degli investimenti concorrono adesso tre diverse modalità di intervento che agiscono in modo congiunto: il finanziamento a tasso agevolato, il finanziamento ordinario e il contributo in conto capitale. All'impresa beneficiaria è concessa la possibilità di rinunciare in tutto o in parte al contributo a fondo perduto, incrementando ulteriormente la quota di finanziamento a tasso agevolato. Anche gli indicatori previsti per la formazione delle graduatorie e la conseguente ammissione alle agevolazioni hanno subito un deciso «restyling». Sono stati eliminati gli indicatori suscettibili di scostamenti oltre i limiti consentivi dalla normativa, come il parametro della ricaduta occupazionale. Sono inoltre previsti possibili incrementi di valore (cumulabili) da applicare a ciascun indicatore. Le imprese che nell'ultimo triennio hanno investito in ricerca e sviluppo possono avvalersi di un aumento fino all'1,5%; le imprese costituite da non più di un anno alla data di presentazione della domanda possono beneficiare di un aumento dell'1%, così come le imprese che hanno registrato un aumento del fatturato derivante dall'export. Le aziende con certificato ambientale ISO 14001 o EMAS o che risultino costituite da operazioni di fusione perfezionate nei 12 mesi precedenti alla domanda possono contare su un incremento di mezzo punto percentuale. Premiate pure (con un +0,25% del punteggio) le imprese che hanno investito nel «fattore umano», sia effettuando stages di almeno tre mesi finalizzati all'inserimento lavorativo dei laureati sia realizzando nell'unità produttiva strutture adibite ad asili nido. SOGGETTI BENEFICIARI I soggetti ammissibili alle agevo- lazioni sono le imprese, appartenenti ai settori manifatturiero (industria e servizi), del turismo, del commercio e dei servizi regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, che promuovono programmi di investimento nelle aree sottoutilizzate del territorio nazionale di cui all'art. 61 della Legge 27/12/02 n. 289. PROGRAMMI AMMISSIBILI Le agevolazioni sono concesse in relazione ad un programma di investimenti destinati alla realizzazione di nuovi impianti produttivi ovvero all'ampliamento, all'ammodernamento, alla riconversione, alla riattivazione ed al trasferimento di impianti produttivi esistenti. Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento comportanti spese ammissibili non superiori a 50 milioni di euro e non inferiori a 400 mila euro per il settore industria; 100 mila euro per l'artigianato; 150 mila euro per servizi e commercio e 300 mila euro per il settore turistico. SPESE AMMMISSIBILI Sono ammissibili al contributo le spese relative a: progettazione e direzione lavori, studi di valutazione economico-finanziaria e di impatto ambientale, oneri per concessioni edilizie e collaudi di legge; suolo aziendale, sue sistemazioni ed indagini geognostiche; infrastrutture aziendali; macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica; programmi informatici (tranne per le grandi imprese); brevetti; spese finalizzate all'introduzione di sistemi di qualità e certificazione ambientale; quote iniziali di contratti di franchising; realizzazione, nell'ambito dell'unità produttiva interessata, di asili nido. Non sono ammesse le spese sostenute per l'acquisto di mezzi di trasporto targati, le spese notarili, quelle relative a imposte e tasse, scorte, attrezzature usate e le spese di gestione. Rosella Ricci CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE C.C.I.A.A. DI SAVONA N. 4/2006 Camera di Commercio, Acea e Floras saranno a Mosca dal 31 agosto Qualche difficoltà per la filiera floricola, ma il futuro è aperto «L’unione fa la forza», «Seppur complessa, è necessaria l’apertura verso i mercati dell’Est», «Ci sono segnali interessanti provenienti sia dalla Francia che dall’Inghilterra» L a filiera delle piante in vaso esce con qualche difficoltà dalla stagione appena conclusa ma getta le basi per ripartire con vigore in vista della prossima annata. E gli attori economici attivi nella produzione, nell’esportazione e nella vendita di fiori, aromatiche e piante ornamentali concordano sulla necessità di aprire il settore a nuovi mercati. Internazionalizzare è diventata la parola d’ordine, condivisa da Giorgio Delfino (presidente dell’Acea, l’associazione dei commercianti ed esportatori agricoli albenganesi), Gerolamo Calleri (presidente della Floras, associazione dei produttori floricoli) e Marco Ansaldi (presidente del Distretto florovivaistico del ponente e della cooperativa L’Ortofrutticola). “Il mercato quest’anno è partito male, a causa delle temperature rigide registrate nel Nord Europa”, spiega Giorgio Delfino. “Abbiamo perso quasi tutto il mese di marzo e non è poco, se si considera che rappresenta quasi il quaranta per cento del fatturato totale. Alla fine abbiamo recuperato e ci siamo attestati su una piccola perdita percentuale rispetto all’anno scorso”. Delfino guarda con interesse alle esportazioni verso l’Europa orientale: “Come Acea abbiamo fatto partire quattro treni di fiori per la Russia. Insieme a Floras, Camera di Commercio e Liguria International, dal 31 agosto al 4 settembre saremo a Mosca per l’esposizione Flower 2006 e alla conclusione ci fermeremo altri tre giorni perché abbiamo già in agenda quattro appuntamenti con altrettanti grossisti russi che vogliono incontrarci. In Russia la produzione di reciso e vasi copre il dieci per percento del fabbisogno interno, mentre il restante novanta è importato”. Ma non c’è solo la Russia nel mirino degli esportatori. “Una trentina di camion è partita alla volta di Polonia, Ungheria, Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca. Non sono grossi volumi di vendita, ma ogni A sinistra: ■ la Fiera a Mosca del 2005 Sotto, da sinistra: ■ Gerolamo Calleri (presidente della Floras); ■ Ennio Fazio (componente della Giunta camerale). Fazio afferma: «La produzione ha saturato le richieste del Nord Europa»; ■ Marco Ansaldi (presidente della Cooperativa l’Ortofrutticola); ■ Giorgio Delfino (presidente dell’Acea) anno aumentano in modo esponenziale. Se riusciamo a sottrarre merce al mercato abituale, abbiamo più possibilità di guadagno e di creare la richiesta da parte dei clienti tradizionali”, conclude il dirigente dei commercianti. Gerolamo Calleri sottolinea l’esigenza di allungare la stagione: “Ancora a inizio agosto, si sarebbe potuto fare qualche carico. In passato si arrivava a stento alla Festa della Mamma, adesso si dovrà trovare una nuova collocazione in particolare alle piante aromatiche, che si possono vendere tutto l’anno perché non devono finire in giardino”. Il rappresentante dei floricoltori racconta l’esperienza positiva di Euroflora: “Insieme alla Camera di Commercio e alle tre associazioni di categoria abbiamo rappre- «NON RIUSCIAMO A FARE UNA POLITICA DEI PREZZI» Camera di Commercio e Cersaa (Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola) stanno accompagnando le aziende sui mercati dell’Est. L’opera di penetrazione commerciale è descritta da Ennio Fazio, membro della giunta camerale: “Con la collaborazione di Liguria International stiamo elaborando progetti per confrontarci con quelle particolari realtà economiche, capire i loro usi e costumi e studiare prodotti che si inseriscano adeguatamente nella filiera, soppesando eventuali problemi logistici. Le nostre attività si compiono in condizioni di partnerariato per promuovere il territorio e i prodotti liguri. Guardiamo con interesse alle iniziative promozionali nell’Europa orientale perché ci rendiamo conto che la produzione ha saturato le richieste del Nord Europa. La produzione è alta ma non si riesce a fare una politica dei prezzi, che da dieci anni sono fermi. I margini di ricavo per le aziende si sono assottigliati in modo preoccupante e senza utile la prima voce ad essere tagliata sarà quella degli investimenti, con ripercussioni negative per lo sviluppo”. sentato la floricoltura savonese, presentandoci collettivamente. Il risultato è stato ottimo, grazie ai duemila metri quadrati di stand. E per la prima volta la nostra provincia ha superato quella di Imperia, grazie ai centoventidue riconoscimenti raccolti”. Calleri chiosa con un augurio: “Dobbiamo continuare su questa strada: abbiamo visto che l’unione fa la forza e che soprattutto può fare la differenza rispetto agli altri mercati”. Da Marco Ansaldi arriva un’analisi dell’andamento produttivo: “È andata peggio dell’anno scorso e abbiamo avuto casi di merce invenduta a marzo. La ripresa successiva è stata conseguente ad un aumento dei quantitativi venduti ma non dei prezzi e a fine stagione è mancato il prodotto da mettere sui camion. Poi abbiamo riscontrato fenomeni anomali, come il crollo nelle vendite di mente e gazzanie”. E sul tema dell’internazionalizzazione Ansaldi dichiara: “È importante aprirsi verso l’Est, ma è anche un’operazione complessa. Paghiamo il periodo di stasi e incertezza nell’economia tedesca, ma segnali interessanti ci arrivano dalla Francia e dall’Inghilterra. Speriamo di avere un buon autunno. I ciclamini sono indietro perché stanno soffrendo il caldo, anche se fortunatamente non abbiamo disagi legati alla siccità”. Angelo Fresia N° 4/2006 · 20 CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE Il cantiere per la ristrutturazione è stato aperto il 14 aprile di quest’anno Laboratori e azienda più ampi e funzionali La consegna dei lavori, dell’importo complessivo di un milione di euro avverrà alla fine dell’agosto 2007. Un investimento impegnativo I niziati il 14 aprile scorso, i lavori di ristrutturazione e ampliamento della struttura camerale, che ospita ad Albenga i laboratori chimico microbiologico e fitopatologico e l'azienda agraria sperimentale e dimostrativa, devono concludersi in cinquecento giorni e terminare quindi entro 26 agosto del 2007. Tutto procede secondo i programmi senza difficoltà di rilievo, ma mentre si svolgono i lavori le diverse attività del Centro devono proseguire e questo comporta qualche disagio e un grande impegno da parte di tutti. È stato necessario spostare uffici e laboratori in allocazioni provvisorie, è stato necessario rinunciare temporaneamente alla sala convegni per utilizzare diversamente lo spazio, si è dovuto rinunciare a più della metà dei posteggi disponibili in attesa di crearne dei nuovi e i laboratori (am- bienti delicati per definizione) continuano a lavorare secondo irrinunciabili parametri di qualità, lottando con le polveri e le vibrazioni che connotano tutti i cantieri edili. L'importo complessivo dei lavori ammonta a un milione quattrocento trentuno mila euro, dei quali un mi- Nelle due foto: I vista da est e I da sud, una simulazione di come verrà il Centro Sperimentale della Camera di Commercio di regione Rollo ad Albenga, quando sarà ultimato il progetto di ampliamento, compreso un nuovo corpo di fabbrica destinato alla didattica avanzata (con aula magna da 300 posti) lione sessantasette a base d'appalto e trecento sessantaquattro mila a disposizione della stazione appaltante. Un ulteriore investimento camerale sul territorio ingauno di non trascurabile rilevanza, non solo per il comparto agricolo. Riccardo Galbussera N° 4/2006 CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA · 21 AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE Da aprile sono in vigore sostanziali innovazioni della normativa di controllo Dopo quattordici anni cambiano le norme della “Dop”, “Igp” e “Stg” Pubblicati i nuovi regolamenti CEE inerenti il sistema delle denominazioni di origine, indicazioni geografiche e specialità tradizionali. Introdotte semplificazioni nei riconoscimenti D al 20 aprile scorso sono in vigore i due regolamenti CE 509 e 510/2006, che portano sostanziali innovazioni nella normativa di controllo e tutela, rispettivamente, delle specialità tradizionali garantite (STG) e delle indicazioni geografiche e denominazioni di origine protette (DOP e IGP) dei prodotti agricoli e alimentari. Dopo quattordici anni di (onorevole) vigenza i due precedenti analoghi regolamenti CE 2082 (STG) e 2081 (DOP e IGP) del 14 luglio 1992, rimaneggiati nel corso degli anni, sono stati abrogati e sostituiti. Le nuove norme traggono origine da ricorsi di Stati Uniti e Australia, in parte accolti dall'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) con una decisione dello scorso 2004. Ai Paesi terzi è quindi riconosciuta la possibilità di trasmettere alla Commissione UE domande di registrazione di proprie denominazioni e di opporsi (con motivazioni) a quelle comunitarie. In altre parole la UE può riconoscere i prodotti di un Paese terzo già protetti da una denominazione locale. Altre innovazioni rilevanti sono una generale semplificazione delle procedure di riconoscimento, interventi sul sistema dei controlli, più chiari riferimenti alla normativa nella etichettatura dei prodotti, ma anche la possibilità di una tassa che gli Stati membri possono esigere a fronte dei costi procedurali. In riferimento allo specifico caso dei quattro prodotti orticoli "d'Albenga" (Asparago violetto, Carciofo spinoso, Pomodoro cuor di bue e Zucca trombetta), attualmente all'attenzione del Ministero per le Politiche Agricole, l'entrata in vigore della nuova normativa comporterà fatalmente qualche ritardo dovuto alla necessità di norme transitorie inerenti le richieste pendenti, e (forse) la necessità di integrare o riformulare le domande. Si farà quanto necessario e quanto verrà richiesto. Riccardo Galbussera CONOSCERE I MERCATI DELL’EST EUROPEO Gli operatori commerciali della filiera floricola savonese sono sempre (per loro formazione professionale) alla ricerca di nuove occasioni di vendita, sia frugando i piccoli spazi ancora liberi nei mercati tradizionali, sia cercando nuove aree in Paesi non ancora raggiunti. Oggi sono argomento del giorno i Paesi dell'Est, all'interno e all'esterno della Comunità europea, dove non si è ancora arrivati con quantità significative di prodotti floricoli liguri, dove i fattori climatici limitano lo sviluppo della produzione interna, dove il benessere economico cresce progressivamente e con esso il desiderio di soddisfare necessità non più primarie. Per impostare progetti di penetrazione (tanto più con prodotti molto particolari come quelli floricoli) occorre però conoscere quanto più e possibile di questi mercati: le loro dimensioni economiche e il gradiente di crescita; la stagionalità, il deficit di autoproduzione e le fonti attuali di approvvigionamento; i sistemi logistici e commerciali; il comportamento e gli orientamenti dei consumatori; gli usi e le tradizioni locali ecc. Studi preliminari, indagini e valutazioni che consentono di programmare meglio le azioni necessarie, nei tempi opportuni e con le giuste modalità, evitando pericolosi errori sempre causa di insuccessi, ritardi e maggiori costi. Per realizzare queste indispensabili azioni propedeutiche di analisi la Camera di Commercio di Savona ha evi- denziato le necessità del comparto floricolo savonese a Liguria International, la società azionaria consortile per l'internazionalizzazione delle imprese, sollecitandone l'intervento in progetti specifici, nell'ambito del suo piano operativo 2006. Liguria International ha sede a Genova e uffici a Bengasi in Libia, a Ekate- cativa presenza di prodotti ed operatori della filiera floricola savonese alla mostra Flowers 2006 di Mosca, che gli esperti commerciali giudicano molto importante; uno studio preliminare approfondito sul mercato dei prodotti floricoli in aree campione dell'Est; uno studio operativo finalizzato alla realizzazione di una piat- rinburg nella Federazione Russa e a Sofia in Bulgaria, e opera sviluppando progetti di promozione, secondo gli indirizzi della Regione Liguria e del sistema camerale, nel quadro di accordi con il Ministero delle Attività Produttive e con l'Istituto Italiano Commercio Estero. Le prime proposte portate all'attenzione di Liguria International dalla Camera di Commercio di Savona, riguardano una consistente e signifi- taforma logistica per i prodotti floricoli, in una idonea posizione del quadrante Nord Est, che consenta l'invio di automezzi con carichi completi e la successiva rottura e ridistribuzione dei carichi in piccole partite (pochi carrelli per volta) agli operatori commerciali del posto, caratterizzati da dimensioni economiche mediopiccole. Riccardo Galbussera N° 4/2006 · 22 CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE L’epidemia, iniziata dal basso Piemonte e Liguria, provoca forti riduzioni delle produzioni È del 2003 l’allarme peronospora Un progetto per salvare il basilico Nei due anni di durata dello studio sono state predisposte prove dimostrative in campo per illustrare i sintomi della malattia, la gravità degli attacchi e le strategie di lotta D al mese di settembre del 2003, una grave epidemia, causata da Peronospora sp., ha colpito le coltivazioni di basilico di basso Piemonte e Liguria, diffondendosi rapidamente, eccettuato un breve periodo invernale, in Toscana, Lazio e Sardegna e sud della Francia, causando gravi danni alle coltivazioni, una forte riduzione delle produzioni e, soprattutto in Liguria dove si concentra una porzione consistente della produzione nazionale di basilico, una grave crisi occupazionale degli addetti al settore. Si tratta di un patogeno che non era mai stato osservato su coltivazioni da reddito di basilico dopo la sua prima individuazione nel 1932 in Uganda e che, dopo alcune, casuali osservazioni in Svizzera, su basilico proveniente dall’Africa, si è manifestato con rapidità e dannosità su coltivazioni piemontesi e liguri tra loro anche molto distanti in termini di localizzazione territoriale, diverse per ambienti e per tecniche di coltivazione. Sono state immediatamente avviate attività di ricerca volte alla soluzione del problema ed in pochi mesi è stata compiuta una prima, rapida determinazione del parassita, sono state indagate le caratteristiche biologiche in grado di influenzarne la diffusione e sono state effettuate prove di lotta, al fine di verificare l’efficacia dei prodotti autorizzati sulla coltura, ottenendo anche l’estensione di etichetta di un prodotto altamente efficace per il contenimento della malattia. I Nella foto, diffusi attacchi di peronospora sp. su basilico in serra. La causa della malattia della saporita pianticina verde sono principalmente dovuti al generalizzato utilizzo da parte degli orticoltori di pochissime selezioni di basilico. Va ricordato che un importante patogeno della coltura del basilico è trasmesso mediante semi infetti. Quali obiettivi Il progetto dimostrativo “Difesa del basilico a basso impatto ambientale per il contenimento di Peronospora sp.” si è proposto di trasferire, attraverso prove dimostrative e incontri di formazione, i risultati ottenuti dalla ricerca in questi ultimi anni. L’esigenza più importante per gli agricoltori è, infatti, rappresentata da un lato dalla capacità di riconoscimento rapido e sicuro dei sintomi della malattia, e dall’altro dall’illustrazione dei sistemi e delle strategie di lotta al patogeno, sia con l’applicazione di mezzi chimici, sia mediante l’adozione di mezzi agronomici, fisici e biologici per il contenimento della diffusione della malattia tra le piante in coltivazione e nel terreno. Nei due anni di durata del lavoro progettuale sono state predisposte prove dimostrative in campo, mediante le quali illustrare i sintomi della malattia, la gravità degli attacchi, i sistemi e le strategie di lotta e la capacità di trasmissione per seme; sono stati illustrati i risultati in campo ed in laboratorio, attraverso momenti di incontro e di discussione sia presso le strutture del CeRSAA, sia, secondo necessità, presso aziende agricole liguri produttrici di basilico; infine, è stata fatta formazione in aula per l’illustrazione della biologia del parassita e degli strumenti di lotta, indicando le più opportune strategie chimiche ed integrate applicabili in relazione alla gravità degli attacchi. Negli articoli seguenti si illustrano alcuni dei principali risultati divulgati alle imprese agricole, raggiunti grazie anche all’impegno della Regione Liguria, con l’appoggio delle Organizzazioni Sindacali degli Agricoltori e con i suggerimenti degli stessi basilicoltori. Giovanni Minuto È IL SEME INFETTO LA CAUSA DELL’INFEZIONE È stata ormai confermata anche sperimentalmente l’ipotesi della diffusione degli ‘’agenti’’ patogeni mediante seme. L’esplosione epidemica degli attacchi di peronospora osservati repentinamente e contemporaneamente in Liguria e poi in altre regioni italiane non potevano non fare sospettare che la fonte dell’infezione potesse essere legata all’impiego di materiale riproduttivo infetto, visto, soprattutto il generalizzato utilizzo da parte degli orticoltori di pochissime selezioni di basilico. Peraltro, non risulta che, oltre al materiale propagativo, altri fattori produttivi possano essere considerati quale fonte di inoculo. Inoltre le aree ove l’alterazione è stata osservata inizialmente sono fisicamente poste in zone geograficamente differenti e distanti tra 50 e 150 km in linea d’aria. L’ipotesi della diffusione mediante seme infetto di Peronospora sp., è stata confermata sperimentalmente dai ricercatori di Agroinnova dell’Università di Torino, che hanno osservato un basso livello di contaminazione (< 0,02 %), più che sufficiente a spiegare la rapida diffusione del patogeno, grazie anche alla notevole densità di coltivazione (5.000 – 10.000 semi/m2), che consente di avere almeno 1-2 semi infetti per ogni metro quadrato di superficie coltivata. In letteratura sono peraltro noti altri esempi di diffusione, mediante seme, di agenti di peronospora: tra questi si può citare Plasmopara nivea su prezzemolo. Restando su basilico, si ricorda che un altro importante patogeno di questa coltura, Fusarium oxysporum f. sp. basilici, è trasmesso mediante semi infetti. (g.m.) N° 4/2006 CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA I mezzi chimici di lotta applicabili per il contenimento del parassita sono pochi e alcuni di questi sono attualmente in fase di revisione ai sensi della direttiva 91/414/CE. Per frenare l’attacco epidemico di Peronospora sp. su basilico, sono state compiute numerose prove di valutazione destinate a favorire l’estensione di etichetta di nuovi formulati, più efficaci di quelli autorizzati. Per alcuni dei prodotti non autorizzati, infatti, sono state intraprese azioni destinate ad ottenere un’estensione di etichetta, in base a quanto stabilito dal D.L. 17/03/1995 n. 194 (DIR. CE 91/414). Tra i prodotti saggiati sono stati compresi anche formulati esclusi da obbligo di registrazione ai sensi del DPR n. 290 del 23/04/2001. Quali risultati Le prove effettuate hanno messo in evidenza l’ottima efficacia di metalaxyl M + rame ossicloruro e di azoxystrobin (tabella 1). Grazie alle prove effettuate, questi due prodotti sono stati recentemente autorizzati sulla coltura di basilico, il primo in pieno campo ed il secondo sia in pieno campo, sia in ambiente protetto. Tra i prodotti da più lungo tempo autorizzati su basilico, sol- · 23 AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE Attacchi ridotti con la riduzione delle temperature medie Nelle foto, da sinistra: Oltre la difesa chimica contro la peronospora I figura 1: clorosi fogliare su piante di basilico naturalmente infette da Peronospora sp.; I figura 2: evidente fruttificazione di Peronospora sp. sulla lamina fogliare inferiore; I figura 3: alterazioni necrotiche di tessuti fogliari di basilico infetto da Peronospora sp. osservate dopo un giorno di conservazione a 6° C all’interno di un sacchetto in plastica sigillato; I figura 4: fruttificazione di Peronospora sp. prelevate da tessuti di basilico naturalmente infetti e osservate al microscopio. Il trattamento di miscela polvere di roccia e scheletri di diatomee non ha protetto la coltura tanto il thiram e lo ziram hanno manifestato un’attività discreta, anche se non costante. Il propamocarb e i due formulati a base di rame saggiati non sono stati in grado di contenere gli intensi attacchi di peronospora osservati; anzi, tre-quattro trattamenti fogliari con i rameici hanno fortemente imbrattato le foglie, rendendo non commerciabili le piante. Quando, infine, i prodotti a base di rame sono rimasti molto a lungo in fase liquida sulla superficie fogliare hanno anche provocato diffuse ustioni sulla lamina, con grave danno alla coltura. Il prodotto a base di polvere di roccia, impiegato da alcuni produttori liguri di basilico nel tentativo di contenere la malattia senza il ricorso all’impiego di mezzi chimici di sintesi, non ha affatto protetto la coltura. mantenuti valori termici diurni sempre inferiori a 20°C. Alcune osservazioni I risultati Appare interessante osservare come gli attacchi del parassita si siano fortemente ridotti quando le temperature medie in serra, tra la metà di dicembre e la fine di gennaio, sono scese sotto la soglia dei 20°C. Probabilmente a causa di questo fenomeno, la capacità di diffusione del patogeno si è ridotta e le foglie formatesi dopo i primi giorni di dicembre non sono state più interessate dall’attacco del patogeno e la gravità della malattia sulla coltura si è ridotta. Osservazioni analoghe sono state fatte da numerosi produttori liguri di basilico, nelle cui serre riscaldate sono stati La scelta di saggiare metalaxyl M in miscela con rame ossicloruro e azoxystrobin per la lotta antiperonosporica del basilico è stata dettata dalla necessità di fornire agli agricoltori mezzi efficaci e rapidi per la difesa delle loro colture, gravemente compromesse in Liguria. Con l’adozione degli strumenti previsti dal D.L. 17/03/1995 n. 194, attuazione della Direttiva 91/414/CE, è stato possibile richiedere l’estensione dei due prodotti, con l’intenzione, operando secondo quanto previsto dal medesimo D.L., di ottenere l’estensione di etichetta del primo anche in ambiente protetto – come inizialmente previsto – rispettando le regole dell’armonizzazione europea dei residui degli agrofarmaci. Probabilmente, la difesa chimica del basilico non rappresenta la soluzione ai molteplici e gravi problemi fitopatologici del basilico, ma può risultare utile nel contenimento dei gravi fenomeni epidemici osservati nel caso della diffusione di questa peronospora. Giovanni Minuto Tabella 1 - Effetto dei trattamenti sulla incidenza (% di piante colpite) e gravità (% di foglie colpite per pianta) di peronospora su basilico. Trattamento ° % piante infette a diversi stadi di sviluppo Prime foglie vere Otto foglie Sedici foglie Pianta a fine ciclo Testimone non trattato 6,8 abc* 20,2 bc 54,6 bc 37,9 ab Propamocarb 6,9 abc 18,5 abc 45,9 abc 25,2 ab Azoxystrobin 0,0 a 0,4 a 0,0 a 0,4 ab Metalaxyl M+Cu 0,0 a 0,0 a 0,0 a 0,0 a Thiram 2,0 ab 3,8 ab 15,0 ab 11,4 ab Ziram 4,5 abc 8,1 abc 13,9 ab 14,5 ab Mancozeb 6,5 abc 6,1 abc 44,0 abc 14,2 ab Ossicloruro di rame 6,5 abc 17,5 abc 70,9 c 44,7 ab Ossicloruro di rame 6,2 abc 24,3 c 72,6 c 36,0 ab Ossicloruro di rame 11,5 c 21,6 bc 69,5 c 38,6 ab Fosetil alluminio 9,6 bc 16,0 abc 49,3 abc 18,7 ab Polvere di roccia** 7,2 abc 16,9 abc 72,5 c 46,8 b ° Numero trattamenti: 3. * Le medie della medesima colonna 1 2 % foglie colpite per pianta a diversi stadi di sviluppo Prime foglie vere Otto foglie Sedici foglie Pianta a fine ciclo 3,2 abc 6,8 bcd 18,7 bcd 12,8 b 3,2 abc 4,5 abcd 12,2 abcd 7,2 ab 0,0 a 0,2 a 0,0 a 0,1 a 0,0 a 0,0 a 0,0 a 0,0 a 1,0 ab 1,1 ab 4,7 abc 3,3 ab 1,8 abc 2,9 abcd 4,2 ab 4,5 ab 3,3 abc 2,0 abc 12,1 abcd 4,2 ab 3,1 abc 6,4 abcd 18,5 bcd 11,5 b 3,2 abc 9,0 d 19,5 cd 9,7 ab 5,3 c 7,7 cd 19,6 cd 10,1 ab 4,2 bc 5,4 abcd 14,7 abcd 4,9 ab 3,6 abc 5,3 abcd 20,7 d 10,7 ab 3 4 seguite dalla stessa lettera non differiscono significativamente tra di loro con una probabilità del 5% secondo il test di Duncan. ** Miscela di polvere di roccia e scheletri di diatomee. I SINTOMI DELLA MALATTIA E LA MANIFESTAZIONE DEL PATOGENO La Peronospora è un nuovo parassita del basilico che, dall’autunno del 2003, ha iniziato a diffondersi rapidamente e gravemente nelle coltivazioni liguri, prodotte in ambiente protetto (serra ferro e vetro, o tunnel) ed in pieno campo (tabella 2). In serra, l'alterazione si presenta diffusa inizialmente a macchie e successivamente, dopo 3-4 giorni, si estende rapidamente ad ampie aree, poste generalmente al centro delle serre, ma, comunque, non soggette a particolari fenomeni di condensazione. In alcuni casi dopo circa 7-8 giorni superfici anche molto ampie (2000 - 2500 m2) possono essere interessate dall'alterazione. Il primo sintomo fogliare consiste in una leggera clorosi, in genere limitata dalle nervature fogliari (figura 1), da cui, dopo 2-3 giorni, si evidenzia, sulla pagina fogliare inferiore, ma sporadicamente anche sulla pagina fogliare superiore, un'ab- Tabella 2 - Superficie coltivata a basilico in Liguria e in Italia (m2). Aree di coltivazione Superficie coltivata in ambiente protetto Italia Liguria 170.120 Genova 32.770 Imperia 34.350 La Spezia 13.200 Savona 89.800 Fonte: statistiche ISTAT 2004. Superficie coltivata in pieno campo 234.600 4.600 8.900 155.000 66.100 Totale 1.063.300 404.720 37.370 43.250 168.200 155.900 bondante ed evidente evasione micelica di colore grigio olivastro, anche molto intenso, costituita da un feltro molto uniforme e tale da nascondere quasi completamente la lamina fogliare (figura 2). L’attacco non si limita alla sola coltivazione in campo; esso, infatti, procede anche nella fase di post-raccolta. Le fasi di lavorazione del basilico successive alla raccolta prevedono, infatti, almeno nel caso di confezionamento del prodotto per il consumo fresco, l'imballaggio delle piante vive o di porzioni di esse in sacchetti e/o vaschette in materiale plastico, all’interno delle quali si generano condizioni microclimatiche di scarsa se non assente ventilazione del prodotto stesso. In tali condizioni, anche a basse temperature (4-6 °C) il fogliame delle piante infette in campo può degenerare nel giro di sole 12-24 ore, presentando sulla lamina fogliare superiore ed inferiore necrosi dei tessuti di colore nero idropico, dai contorni non regolari e, comunque, non delimitati dalle nervature fogliari, ma sempre osservabili in corrispondenza delle già citate aree clorotiche e delle fruttificazioni (figura 3). In campo l’attacco del parassita avviene in presenza, in ambiente protetto, di temperature dell'ambiente variabili da 16 a 35°C oscillanti in media tra 20 e 26°C e di umidità relativa variabile dal 30 al 100% con valori medi compresi tra 50 e 80% . Il patogeno: come è fatto e come si diffonde Osservando un preparato al microscopio, ottenuto a partire dall'efflorescenza micelica fogliare, è possibile osservare un’abbondantissima presenza di rami conidiofori abbondantemente ramificati di colore tendente al bruno al cui apice viene portato un singolo conidio grigiastro di forma ellissoidale (figura 4). (g.m.) 24 · N° 4/2006 CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE Sono strettamente collegati alla vocazione produttiva delle singole province La rete dei laboratori camerali è costituita in Italia da 26 presidi Quello della Camera di Savona (regione Rollo, Albenga) è stato realizzato sin dal 1994. L’obiettivo prioritario è l’adeguamento del “Sistema qualità” per un controllo costante RETE DEI LABORATORI CAMERALI Dall'inizio del secolo scorso i laboratori chimico-merceologici delle Camere di Commercio sono cresciuti in numero e qualità. Attraverso un progetto denominato LAB - coordinato da Unioncamere e cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo regionale e dal Ministero dell'Industria - è stata potenziata l'area del Sud d'Italia, con la costruzione di nuovi laboratori e il potenziamento di quelli già esistenti. Oggi vi sono ventisei laboratori che offrono ad imprese e consumatori un ampio spettro di analisi e prove per i settori agroalimentare, ambientale, industriale e per l'oreficeria. Alcuni di essi si caratterizzano per una spiccata specializzazione, come nel caso del Laboratorio della Camera di Milano ( gemmologia ), del laboratorio della Camera di Trieste ( caffè ), di quelli di Vicenza ed Arezzo ( metalli preziosi). Pur fortemente legati alla vocazione produttiva delle rispettive province, i laboratori camerali sono integrati in una rete nazionale, basata su convenzioni e sostenuta da un collegamento in rete telematica attraverso Internet. Tutto ciò permette di offrire al "cliente impresa" non soltanto le prove del singolo laboratorio, ma anche quelle attivate presso le altre strutture della rete e, al tempo stesso, consente agli utenti che necessitano della contemporanea esecuzione di prove in più punti del territorio nazionale, di attivare contatti con un solo laboratorio e di interloquire con un unico responsabile finale dei risultati. Il portafoglio di servizi dei laboratori delle Camere di Commercio non prevede solo analisi e prove, ma offre anche attività di assistenza tecnico-promozionale agli utenti con l’obiettivo di: G individuare i problemi e trovarne una soluzione, G interpretare ed applicare i risultati delle analisi effettuate, G implementare i sistemi di monitoraggio ambientale, G controllare i punti critici dei processi del settore alimentare, G effettuare l’etichettatura dei prodotti, G effettuare le necessarie certificazioni per l'export, ecc. Il ruolo pubblico super-partes impone ai laboratori camerali un ineludibile rispetto dei principi della qualità, con la consapevolezza che sovente i propri rapporti di prova costituiscono un punto di riferimento ufficiale. L’impegno per la qualità garantita è dimostrato anche dal progressivo accreditamento dei laboratori camerali da parte del SINAL (Sistema Nazionale Accreditamento Laboratori), che certifica la loro conformità alla norma europea UNI CEI EN ISO/IEC 17025. L’accreditamento garantisce: a) la competenza tecnica del personale; b) l'imparzialità di giudizio; c) l'impiego di un sistema organizzativo a garanzia della qualità; d) l'utilizzo di strumentazione adeguata e tarata in riferimento a campioni del Sistema Nazionale di Taratura; e) l'adozione di metodiche di prova validate. Questa certificazione della qualità di sistema e tecnicooperativa rende automaticamente validi, in quattordici nazioni oltre all’Italia (Australia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Irlanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera), i certificati emessi dai laboratori accreditati. Il primo laboratorio camerale accreditato è stato il CATAS della Camera di Udine ( 1992 - accreditamento n. 27 ) ed oggi i laboratori camerali accreditati sono la quasi totalità. La convinzione nel conseguire obiettivi di qualità è confermata inoltre dalla partecipazione volontaria di tutti i laboratori ai confronti interlaboratorio (ring test), attraverso i quali ciascuna struttura confronta i propri risultati analitici con quelli ottenuti dagli altri e provvede così ad una costante autoverifica delle proprie capacità di analisi e prova. IL LABORATORIO CHIMICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA Il Laboratorio è stato realizzato nel 1994, fortemente voluto dalla Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Savona, d’intesa con tutti i settori I Nella foto: un tecnico del laboratorio del Cersaa al lavoro. produttivi della provincia. È inserito nell’ambito dell’Azienda Speciale per la formazione professionale e la promozione tecnologica e commerciale fa parte della Rete Nazionale dei Laboratori Camerali, coordinata dall´Unione Italiana delle Camere di Commercio Industria Artigianato Agricoltura. La determinazione di residui di fitofarmaci su prodotti ortofrutticoli è stato il primo campo di applicazione a cui si sono in breve tempo aggiunte un´ampia gamma di analisi chimiche, microbiologiche e sensoriali. Per quest’ultime dispone di una sala di assaggio, progettata e realizzata in conformità a quanto previsto dalla normativa internazionale in termini di analisi organolettiche sugli alimenti (olio,vino,olive,conserve, ecc.). I principali utilizzatori dei servizi del Laboratorio sono i consumatori, le imprese, le istituzioni pubbliche e private, e le associazioni di categoria. PRIORITÀ ED IMPEGNI DEL LABORATORIO Gli obiettivi prioritari sono i seguenti: G realizzazione ed adeguamento del “Sistema qualità” che garantisce il controllo costante di ogni attività del laboratorio; G impiego di personale specializzato e costantemente aggiornato; G utilizzo di strumentazione aggiornata; G adozione di metodi di analisi ufficiali o riconosciuti a livello internazionale; G partecipazione a circuiti interlaboratorio nazionali ed internazionali; G gestione di servizi di campionamento e prelievo presso i clienti; G consegna dei risultati analitici (Rapporti di Prova) in tempi rapidi e G G predeterminati; offerta di servizi on-line dedicati ai clienti convenzionati; garanzia assoluta della tutela della privacy dei clienti. ANALISI CHIMICHE I campi analitici, in cui opera più frequentemente il Laboratorio della CCIAA di Savona sono i seguenti: Alimentare: Il Laboratorio è in grado di soddisfare le necessità del cliente nel campo dell’analisi degli alimenti. In particolare può soddisfare la richiesta delle seguenti determinazioni: G aspetti nutrizionali (lipidi, glucidi, protidi, vitamine, ecc.); G analisi chimiche per la ricerca dei residui di fitofarmaci in matrici alimentari in genere ed in particolare nei prodotti ortofrutticoli; G additivi; G metalli pesanti. La ricerca dei residui di fitofarmaci è una delle principali attività del laboratorio che in questo settore ha raggiunto un elevato grado di specializzazione, sia riguardo al numero di fitofarmaci determinabili sia per le matrici analizzabili (vegetali, acque, oli vegetali ed alimenti in genere). L'intero settore delle analisi di residui di fitofarmaci è sottoposto ad accreditamento nel rispetto della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Analisi dei vini: G Determinazioni ufficiali nel settore vitivinicolo e certificati di analisi per la esportazione dei vini, compresi i Paesi ove è previsto il marchio INE. G Vengono effettuati, secondo le metodiche ufficiali, i principali saggi sui vini (grado alcolico, acidità totale e volatile, anidride solforosa, estratto secco ecc.) e altre analisi più specifiche (glicerina, zuccheri, ecc.). Tali analisi assumono una particolare rilevanza nelle pratiche di riconoscimento della D.O.C. Analisi degli oli di oliva: G Il Laboratorio effettua, secondo le metodiche ufficiali, le principali analisi chimiche di caratterizzazione di olio di oliva (numero di perossidi, acidità, saggio spettrofotometrica ecc.). G Possono essere eseguite determinazioni specifiche quali, ad esempio, la composizione acidica per via gascromatografica, ecc. Tali analisi assumono una particolare rilevanza nelle pratiche di riconoscimento della D.O.P. “Riviera Ligure”. Agronomico: G Il Laboratorio è anche specializzato nelle analisi dedicate al settore agronomico (caratterizzazione di terreni, concimi, fertilizzanti, terricci e soluzioni nutritive di uso agricolo). G Si effettuano analisi chimiche che forniscono un supporto fondamentale all’agricoltore che desidera adoperarsi per ottenere il massimo rendimento nel proprio lavoro. Ambientale: Particolare attenzione è posta nelle indagini del settore ambientale: G acque superficiali, sotterranee, potabili, reflue ed irrigue; G classificazione delle acque reflue; G classificazione dei rifiuti; G inquinanti aereodispersi. Il laboratorio esegue analisi mirate alla classificazione delle acque secondo la vigente legislazione, applicando metodiche ufficiali. Alessandro Frumento SECONDA PARTE Pubblichiamo, in questa pagina, la seconda e penultima puntata della relazione del dottor Alessandro Frumento che evidenzia il collegamento fra le attività delle Camere di Commercio, la Rete dei Laboratori Camerali e il Laboratorio della Camera di Commercio di Savona.