Porto
orizzonte 2012
La piattaforma multipurpose
di Vado Ligure
operativa tra 6 anni
La Camera
in Slala
Non solo turismo e porto
vengono pesantemente condizionati da una rete stradale e ferroviaria insufficiente. Se l'obiettivo è rendere
competitive le imprese del
Ponente ligure a livello europeo, è tutto il tessuto economico ad essere coinvolto in un processo di rilancio in cui la mobilità di persone e di cose assume rilevanza prioritaria.
Il mercato sotteso alla Liguria Occidentale abbraccia
una vasta area che comprende il Nord Ovest italiano e
vaste zone del Centro Europa; pertanto è la rete dei
collegamenti tra l’area centrale ligure e l'hinterland padano a costituire nell'Ue l'anello di congiunzione tra il
Blue Banana (spina dorsale economica del Vecchio
Continente, ovvero l'asse
Londra, Rhineland, Zurigo
e Milano) e la Sun Belt (tra
Milano, Ponente Ligure, Co-
segue a pag. 2
Avanti, ma con giudizio. Procede l'iter di aggiudicazione
della piattaforma multipurpose di Vado Ligure dopo che
Maersk Sealand, alla scadenza del bando, il 30 giugno scorso, ha avanzato la propria candidatura a diventare “soggetto attuatore” dell'iniziativa. I
mesi estivi saranno utilizzati
dall'Autorità Portuale a verificare la congruità della proposta sia dal punto di vista amministrativo, sia tecnico ed
economico. Lo strumento operativo previsto dal bando è il
“project financing”, ovvero
chi si propone di gestire il terminal dovrà anche farsi carico di un rilevante cofinanziamento dell'opera, esborso da
cui rientrerà sia attraverso sconti sui canoni sia con un allungamento della concessione
stessa oltre l'orizzonte ventennale.
Il tipo di meccanismo introdotto con la finanza di progetto prevede che, individuato il
“soggetto promotore” (in questo caso Maersk qualora la verifica si concludesse con esito positivo), si passi ad un ban-
do di seconda fase in cui, pubblicizzati i contenuti dell'offerta pervenuta, venga data la
possibilità ad eventuali concorrenti di presentare una proposta migliorativa rispetto a
quella del “soggetto promotore”. Se questo dovesse accadere, l'Autorità Portuale chiederà a Maersk di adeguare la
propria offerta originaria a
quella migliorativa e se il colosso amatoriale danese, numero uno al mondo, accettasse, avrebbe partita vinta. In
caso contrario la progettazione, costruzione e gestione della piattaforma andrebbe all'impresa autrice del rilancio.
Questo iter dovrebbe concludersi entro il tardo autunno,
con la possibilità, quindi di
aprire i cantieri e avviare i lavori nel 2007. Maersk partecipa al bando in associazione
temporanea di impresa con
Grandi Lavori Fincosit, specialista nella realizzazione di
opere marittime, gruppo Gavio, leader italiano ed europeo nella logistica e Technital, società veneta di ingegneria che partecipa tra l'altro sia
al progetto del Ponte di Messina sia al Mose di Venezia. Il
terminal di Vado, secondo le
prime anticipazioni ufficiose,
potrà essere operativo nel 2012
Stile
artigiano
ligure
a Finale
DA PAG. 11 A PAG. 14
ma dispiegherà per intero le
proprie potenzialità soltanto
nel 2020, anche in relazione
all'atteso incremento dei traffici tra il Far East ed il Mediterraneo. Già nel primo anno
di attività, comunque, la piattaforma sarà in grado di movimentare 450 mila contenitori, che diventeranno 750 mila a regime. Gli occupati saranno inizialmente 458, di cui
58 amministrativi, 250 operativi e 150 nell'indotto, per salire poi a 665 (rispettivamente 65, 350 e 250) nel 2020.
Il bando indica un investimento, per le opere in gara, di circa 150 milioni di euro, ma a
queste spese vanno aggiunti
gli impianti, i costi “di sistema” per migliorare l'efficienza complessiva dello scalo, gli
investimenti necessari per mitigare l'impatto ambientale dell'opera e per dare esecuzione
agli interventi richiesti, quale
contropartita, dal Comune di
Vado Ligure. Grande evidenza, sotto questi ultimi aspetti,
rivestono le iniziative conteSEGUE A PAG. 2
2
N° 4 - 2006
da pag. 1, I colonna
Le aree della Val Bormida
nel sistema logistico Slala
sta Azzurra, Barcellona e Valencia). Una funzione che diventerà quindi strategica per
lo sviluppo se adeguatamente sostenuta e potenziata. E
questo è quanto si prefigge la
Società Logistica dell'Arco Ligure ed Alessandrino (Slala).
“Un'autentica cabina di regia ha sottolineato il presidente
della Camera di Commercio,
Giancarlo Grasso - in cui vengono esaminati problemi ed
istanze di due regioni, Piemonte e Liguria. Anche perché le
attese sono molteplici quanto
diversificate, se si considera
l'interesse di nuovi operatori
del settore trasportistico e del
relativo indotto e le esigenze
dei tre porti internazionali liguri. In questo quadro il sistema
infrastrutturale gioca un ruolo
di primissimo piano”.
Perciò la Camera di Savona
ha aderito all'iniziativa Slala,
diventandone socio nel corso
dell'assemblea di fine giugno
che ha definito la nuova compagine sociale con delibera di
aumento del capitale e l'entrata di 6 nuovi enti locali: oltre
alla CCIAA di Savona e alla
Provincia, i Comuni di Tortona
e di Casale Monferrato e soprattutto le Regioni Piemonte
e Liguria, tramite la FinPiemonte e la FiLSE.
Evento - ha dichiarato il Presidente di Slala, Fabrizio Palenzona - con cui “si conclude
la fase pionieristica della società, diventata il punto di riferimento del sistema logistico
dal punto di vista delle infrastrutture, dell'integrazione dei
corridoi e della formazione professionale”. Dunque, un sostanziale passo in avanti rispetto ai lavori che avevano portato nel 2005 ad uno studio che
configura la futura realizzazione della macro-area logistica
Odone: occorre una legge
sulle aree portuali remote
“Slala è un'iniziativa
importante per il sistema portuale GenovaSavona e per l'hinterland che va da Ceva a
Tortona. Direi anzi che
è l'unica soluzione logistica percorribile se
vogliamo evitare alle
merci delle rotture di
carico oggi inaccettabili”. E' molto deciso, nel suo convincimento, Paolo Odone, presidente della
Camera di Commercio di Genova, anch'essa socio della società logistica ligure-piemontese.
L'occasione da cogliere, secondo Odone, è
rappresentata da quei 10 milioni di contenitori che potranno percorrere le rotte Far
East - Mediterraneo con il raddoppio del
Canale di Suez. “Con questa prospettiva aggiunge - non sarà sufficiente avere un
gran numero di banchine. Conterà invece
del Nord Ovest e le potenzialità delle banchine remote disponibili appena al di là dell'Appennino.
Savona Economica, nel numero 1/2006, ha illustrato la
missione di Slala, che ha per
obiettivi la promozione e l'ottimizzazione degli investimenti infrastrutturali, la realizzazione di attività di marketing
territoriale e lo sviluppo delle
funzioni di “Autorità” per la logistica ligure-piemontese. Perciò il Presidente Grasso, anche a nome del presidente
della Port Authority Canave-
avere delle aree attrezzate a ridosso dei porti. La speranza è che le due regioni facciano una legge ad hoc per ampliare le competenze territoriali delle Authority, in modo da poter inserire nei piani regolatori portuali anche delle aree extradoganali 'remote', come quelle indicate da Slala”.
Il sistema logistico dell'arco ligure-piemontese assume una valenza ancora più
rilevante se si tiene conto che nel 2007
sarà aperto il tunnel svizzero del Loetschberg, con la necessità che lungo questa direttrice siano disponibili degli interporti
in grado di intercettare traffici sia in salita sia in discesa.
“Il nostro obiettivo - sottolinea Paolo Odone - è di portare gli scali liguri nel cuore
dell'Europa, giocandocela con i porti del
Northern Range. Per fare questo dobbiamo potenziare la modalità ferroviaria, seguendo l'esempio di quanto sta facendo
l'Authority di Savona, che si è comprata
locomotori e tracce”.
se e del presidente della Provincia Bertolotto ha chiesto
che, con modifica dell'articolo 2 dello Statuto, venisse assicurato spazio anche alla Valle Bormida, laddove si legge:
“L'attività della Società è mirata allo studio e alla promozione del sistema logistico del
Nord Ovest dell'Italia, con particolare riferimento alle aree
comprese nel territorio della
provincia di Alessandria, collegato con i porti liguri e le
aree a questi connesse …”.
Alla fase di studio seguirà la
redazione di un business plan
da pag. 1, V colonna
Quasi 700 posti di lavoro
nel multipurpose di Vado
nute nel “masterplan” di riassetto del fronte costiero, anche questo oggetto di un bando di concorso internazionale che si concluderà in ottobre
e che prevede la realizzazione di una fascia di rispetto tra
l'agglomerato urbano e le banchine, con aree verdi, impianti sportivi, parcheggi, contenitori culturali, mentre l'attuale via Aurelia diventerà strada di attraversamento urbano,
vietata ai mezzi pesanti che
saranno invece dirottati sull'Aurelia bis e la strada di scorrimento, fino al casello autostradale di Savona.
Il “multipurpose” - che è tale perché oltre ai contenitori
ospiterà anche gli attuali terminali per prodotti petroliferi, rinfuse minerali solide e
cereali - occuperà lo specchio
d'acqua compreso tra il pontile San Raffaele e il pontile
Esso, allungandosi in mare
per circa 700 metri, per una
larghezza di circa 350 metri.
Lo sporgente non sarà realizzato su terrapieno ma su palificazioni in cemento, a loro
volta inserite in cassoni ancorati sul fondale. Il sistema di
costruzione garantirà un minore impatto sull'ambiente
marino, consentendo alle correnti di scorrere liberamente
sotto costa.
che preveda l'allestimento di
una struttura organizzativa finalizzata a fornire ai soggetti
che credono nel progetto Slala l'utilizzo di servizi, la garanzia di un sistema che prospetti soluzioni per il superamento dei nodi infrastrutturali che
condizionano il trasporto; la costituzione di un consorzio di
imprese a livello locale e nazionale (e, in futuro, internazionale) per favorire, da un lato, la crescita economica dei
territori e, dall'altro, la formazione professionale.
E' una sfida che gli enti pre-
senti oggi in Slala propongono per affrontare con forza la
concorrenza del Nord Europa,
che va oltre il potenziamento
della rete infrastrutturale, poiché finisce per toccare direttamente il governo del territorio nei suoi molteplici aspetti.
Una sfida che il Savonese e le
Bormide possono oggi accettare con maggiore fiducia, forti del coinvolgimento di enti regionali, provinciali e locali e di
un sistema con capacità organizzativa, in grado di verificare necessità attuali del mercato e previsioni future. (s.r.)
N° 4 - 2006
3
Un compleanno particolare
per l'evento culturale savonese
più prestigioso e conosciuto
Verezzi
40 anni
Nonostante le difficoltà organizzative, siamo riusciti
a varare un buon cartellone. Il bilancio non può che
essere positivo: com'era
prevedibile, alcuni spettacoli hanno solleticato più la
critica che il pubblico (è stato il caso della “Medea” di
Seneca e de “Il custode” di
Pinter), altri invece hanno
maggiormente attirato lo
spettatore, grazie anche alla presenza di nomi conosciuti dal nostro pubblico.
Come sempre, accanto ai
classici, ho voluto inserire
anche qualche autore contemporaneo (oltre a Costanzo, il giallista Lucarelli) e non ho volutamente
trascurato la musica, elemento fondamentale in
un'occasione celebrativa,
come quella del quarantennale. E direi che l'esperimento sia riuscito, visto l'indice di gradimento mostrato dagli spettatori per “Tenco e tempo di tango”, dove la bravura (e il fascino,
la sensualità) di Mascia Foschi, unita alla simpatia di
Adolfo Margiotta e alla classe di Alessandro Nidi e del
suo complesso è stata accolta da un'autentica ovazione. Ho espressamente
voluto che anche il Festival 2006 si chiudesse tra
le note, e per questo ho invitato Gianluca Guidi a confezionare questo suo itinerario (un altro quarantennale, il suo, accanto a quello del Festival e a quello di
Govi, cui era dedicata l'edizione) tra musica e teatro, destinato a fare calare
il sipario virtuale in allegria
e con il sorriso. Qua e là,
accanto alla tradizione, compare qualche germe nuovo. L'impressione è che
possa attecchire bene, perché il terreno è fertile.
Stefano Delfino
Direttore Artistico
Protagonisti a Verezzi 2006.
In alto Giuseppe e Micol Pambieri;
sopra Maximilian Nisi, Paolo Sassanelli e Giacomo Rizzo;
sotto Piazzetta S. Agostino; a destra Massimo De Rossi
Nel 2006 il Festival teatrale di
Borgio Verezzi ha compiuto quarant'anni. Lo ha fatto con un programma composto da sette spettacoli, tutti in “prima nazionale”, andati in scena nella storica piazzetta Sant'Agostino, sede naturale del Festival sin dal
1967, con la pubblicazione di
un volume “In scena al chiaro
di luna: 40 anni di teatro a Borgio Verezzi” e con un recital di
poesia e musica offerto dall'Ente organizzatore del Festival, il
Comune di Borgio Verezzi, agli
amanti di teatro e poesia.
Gli spettacoli innanzi tutto: Verezzi ha ospitato due messe in
scena intriganti e moderne, “Tenco a tempo di tango” di Carlo
Lucarelli interpretato dagli strepitosi Adolfo Margiotta e Mascia Foschi sotto la direzione di
Gigi Dall'Aglio e “Il custode”
del premio Nobel Harold Pinter nell'interpretazione magistrale di Giacomo Rizzo (caratterista napoletano recentemente assurto agli onori della cronaca grazie al
ruolo di protagonista nell'ultimo film di Paolo Sorrentino,
“L'amico di famiglia” presentato con successo a Cannes nel
corso di quest'anno), Maximilian Nisi e
Paolo Sassanelli sotto la guida
sicura del giovane e più che promettente regista Pierpaolo Sepe.
Oltre a questi due spettacoli, il
festival ha poi pescato a piene
mani nella tradizione classica
aprendo la 40.ima edizione con
la poco rappresentata “Medea”
di Seneca, resa dall'interpretazione di Caterina Verteva, una
Medea addolorata e sola di fronte all'egoismo di Giasone (Leonardo de Carmine).
A seguire un classico moderno,
il “Vuoti a rendere” di Maurizio Costanzo, che ha offerto il
destro per una delle coppie storiche e più amate del teatro italiano, Valeria Valeri e Paolo Ferrari, di riprendere, sotto la guida di Giancarlo Zanetti, una
commedia che negli anni ottanta era stato un loro esilarante
cavallo di battaglia; di seguito
“La scuola delle mogli” di Moliére con la coppia padre-figlia
Giuseppe e Micol Pambieri assieme a Massimo De Rossi.
E ancora la ripresa teatrale de
“Sul lago dorato” di Ernest
Thompson, con Erica Blanc e
Arnoldo Foà alle prese con una
commedia agrodolce sulla vita
e lo scorrere del tempo.
Per finire lo spettacolo musicale “La resistibile ascesa di Gianluca G.”, racconto semiserio dei
primi quarant'anni di vita e di
attività di un figlio d'arte assai
famoso, Gianluca Guidi.
L'ingresso del Festival negli “anta” è stato inoltre celebrato con
un intenso recital di poesie e musica dal titolo “Ti invito al viaggio”, che ha fatto da splendida
cornice alla presentazione del libro “In scena al chiaro di luna”
sui 40 anni di teatro a Borgio Verezzi, pubblicazione-memoria
delle più belle foto e dei più cari ricordi legati al Festival.
“Una spinta a proseguire su questa strada di qualità e prestigio
- dice Franco
Zino, rappresentante camerale
nel Comitato
Organizzatore . La Camera di
Commercio,
che quest'anno,
proprio perché
era il Quarantennale, ha accresciuto il proprio impegno
nella rassegna,
sta pensando di
istituire un Premio Speciale da assegnare alla
migliore regìa o scenografia.
Nello stesso tempo stiamo valutando l'idea del sindaco di
Borgio, Bruno Vadora, rivolta
a trasformare l'attuale Comitato in una vera e propria Fondazione alla quale partecipino tutti i soggetti che si sentano coinvolti con noi in questa avventura. La Camera - conclude crede nel Festival, che è uno dei
pochi eventi culturali liguri di
risonanza nazionale, in grado di
dare alla Riviera un'alta immagine di qualità. La nostra linea
è chiara: sostenere le manifestazioni in cui siamo presenti
nella macchina organizzatrice.
E' un modo per non disperdere
risorse e fare vera attività promozionale”.
Paola Maritano
4
N° 4 - 2006
Tempi rapidi, professionalità del personale, facilità di accesso
Camere di Commercio
“promosse” per i servizi
Le Camere di Commercio raccolgono giudizi medio alti
dalle imprese per i servizi resi. Su una scala di valori compresa tra 0 e 100, il dato relativo alla valutazione complessiva delle qualità dei servizi prestati dagli enti camerali è infatti risultato nel 2005
pari a 77,3, contro una media
della pubblica amministrazione pari a 69,6.
Questi sono i principali risultati di una indagine condotta
da Unioncamere per conoscere il grado di soddisfazione
delle imprese per i servizi resi dagli uffici pubblici. In particolare sono stati considerati: le Camere di Commercio,
gli uffici periferici dell'Amministrazione finanziaria, gli
uffici dell'INPS, dell'INAIL,
le ASL nonché gli uffici degli enti Comune, Provincia e
Regione.
Il rapporto tra le amministrazioni pubbliche e le imprese
si sta modificando: da un lato, infatti, emerge una maggiore consapevolezza di come l'efficienza
della pubblica
amministrazione sia un elemento indispensabile per la
competitività del
sistema economico; dall'altro
cresce l'esigenza di soddisfare, con modalità
adeguate, la domanda di servizi sempre più
avanzati da parte delle imprese.
La realizzazione dell'indagine testimonia la volontà del
sistema camerale di indagare ed approfondire i giudizi
sugli uffici pubblici da parte
delle imprese, ponendo in risalto il punto di vista di questa importante categoria di
utenti e, nel contempo, utilizzando le informazioni come
“input” per migliorare sempre più il livello dei servizi
delle Camere di Commercio.
La qualità dei servizi percepita dalle imprese intervistate è stata rilevata attraverso
tre indicatori: tempestività,
professionalità del personale, facilità di accesso ai servizi.
A livello nazionale, il giudizio globale delle imprese sui
diversi uffici vede le Came-
Nell'ambito
della Pubblica
Amministrazione,
le Camere
di Commercio
sono gli enti
più “gettonati”
dalle imprese
per quanto
riguarda
la validità
dei servizi resi
re di Commercio ottenere il
miglior risultato, seguite nell'ordine da ASL, Uffici IVA
e del Registro, Comune; per
tutti questi enti il giudizio sintetico si posiziona al di sopra
dei 70 punti.
Molto importanti sono le valutazioni sulla professionalità
del personale: in questo ambito i giudizi più favorevoli
sono espressi con maggiore
frequenza nei confronti delle Camere di Commercio
(81,1%) e degli uffici dell'INAIL (74,1%). Da notare altresì che rispetto all'analoga
indagine condotta nel 2003,
quando la percentuale era risultata 79,9%, si riscontra un
ulteriore miglioramento
nei giudizi
espressi sulla professionalità e competenza del
personale camerale.
Per quanto
riguarda la
tempestività
dell'espletamento delle
pratiche, il
giudizio più
favorevole si
conferma per
le Camere di
Commercio (74,1%), seguito dalle ASL (64,3%). Particolarmente apprezzate dalle
imprese risultano le procedure e le modalità di accesso ai
servizi erogati dalla pubblica
amministrazione: l'84,3% degli intervistati giudica semplice o abbastanza semplice
l'accesso ai servizi amministrativi, con valori più alti della media per le Camere di
Commercio (88,2%), per gli
Registro
Imprese
con lode
Nei primi sei mesi dell'anno
in corso l'Ufficio Registro Imprese ha ricevuto oltre settemila pratiche, di cui il 97,9%
evase. Tale percentuale pone l'Ufficio di Savona tra i primi venti in Italia.
Ancor più brillante risulta la
“performance” se si considera la percentuale di pratiche
evase entro i termini. In tal
caso, infatti, la percentuale
realizzata pone la Camera di
Commercio di Savona in ottava posizione in Italia, con
il 90,8% di pratiche evase entro i termini previsti.
uffici ASL (86,3%) e per gli
uffici IVA e Registro (85,5%).
La massiccia introduzione della telematica operata dagli uffici camerali in questi ultimi
anni trova dunque positivo riscontro anche nel giudizio
delle imprese.
L'analisi delle modalità di contatto tra imprese e amministrazione pubblica rileva come mediamente il 26% dei
rapporti con gli uffici considerati avvenga tramite soggetti esterni all'impresa.
L'informatizzazione della PA
e l'uso delle modalità telematiche per l'espletamento degli adempimenti amministrativi ha coinvolto oltre il 32%
delle imprese. Nel dettaglio,
il 7,3% dichiara di utilizzare
sempre procedure informatiche per la trasmissione di atti amministrativi, mentre una
impresa su quattro dichiara
di utilizzare modalità telematiche, ma saltuariamente.
Alle imprese intervistate è stato chiesto di
indicare i
costi complessivamente sostenuti per
l'espletamento degli
adempimenti amministrativi
nel corso
del 2005.
Nonostante
l'introduzione
dell'informatizzazione abbia reso più agevole l'accesso agli uffici della PA, la percezione delle imprese evidenzia (per il 33% dei casi) un
incremento rispetto al 2003
dei costi sostenuti per adempiere ai principali adempimenti burocratici.
Nel 2005 si stima che gli oneri amministrativi siano costati alle imprese oltre 13,7 miliardi di euro, pari all'1% del
PIL, con un costo medio per
impresa di circa 11.600 euro.
N° 4 - 2006
5
CONSIGLIO CAMERALE DEL 31 LUGLIO
Se l'Italia può essere paragonata ad una locomotiva
che sta rimettendosi in moto, l'economia savonese appare come un carro merci in
sosta. In attesa che qualcuno si metta in testa a trainarla. Il presidente Giancarlo Grasso ha usato, nella relazione di metà anno al Consiglio Camerale, una metafora cruda ed efficace. Anche
se aperta a spiragli di ottimismo fondati sui buoni risultati che stanno ottenendo le imprese che più hanno investito in innovazione
ed efficienza. Il messaggio
è che tutti, imprese, istituzioni, comunità locali, devono impegnarsi a fondo per
cogliere le opportunità di ripresa. “Savona Economica”
pubblica il testo della relazione del presidente.
L'incerto passaggio
tra vecchio e nuovo
L'economia savonese è ferma
sui binari, impossibilitata a muoversi se non riuscirà ad agganciarsi a qualche treno in transito. Lo dimostra il dato di crescita del 2005, calcolato tra lo
0 e lo 0,1 per cento. Sono sufficienti pochi indicatori statistici per confermare la brusca frenata dell'economia provinciale:
- il saldo di 130 imprese a fine
2005 (contro le 435 del 2004);
- le oltre 450 aziende poste in
liquidazione;
- la crescita del valore aggiunto pro-capite, già nel 2004 inferiore alle altre tre province
liguri e all'Italia nel suo complesso;
- il valore delle esportazioni che,
pure in crescita (circa 850
milioni di euro) è indice di
una debole
presenza sul
mercato internazionale;
- l'ulteriore
perdita di presenze ( - 5,1%
nel 2005) negli esercizi alberghieri, dopo
la forte caduta registrata nel
2004 (- 6,4%);
- il barometro dei consumi che
ha segnato livelli insoddisfacenti;
- gli investimenti fissi rivolti
principalmente al ramo delle
costruzioni;
- il sostanziale pareggio dei flussi d'investimento da e per l'estero.
Le valutazioni di metà anno
2006 lasciano intravedere, da
un lato, un territorio in attesa di
eventi in grado di superare una
fase congiunturale preoccupante e, dall'altro, un'inversione di
tendenza, ancorché debole, dovuta alle aziende che hanno perseguito la strada della qualità e
delle politiche di filiera.
Traguardi irrinunciabili - se si
vuole andare oltre le modeste
previsioni di crescita del Pil Provinciale tra il 2006 e il 2009 indicate dall'ufficio studi di Unioncamere - sono il rafforzamento
infrastrutturale, la formazione
professionale, l'aggregazione di
imprese, la progettazione del
territorio, il rapporto tra banche
e imprese, la coesione sociale.
Pertanto, hanno senso - quanto
appaiono necessari - analisi attente nei diversi ambiti territoriali,
- per cogliere e tradurre in progetti risorse territoriali e settori d'attività tradizionali,
- per riuscire a comprendere come sistemi e settori d'attività
siano in grado di reagire alle
trasformazioni di un'economia e di una cultura globalizzate.
Fermo restando che, pur in un
quadro di rallentamento della
produzione di valore aggiunto,
resta ancora elevata nelle nostre realtà la vocazione industriale, turistica, agricola e trasportistica, mentre al contrario
si colgono sfumature diverse in
un terziario debole nei servizi
legati alle imprese.
Uno scenario consolidato ma in
parte nuovo che implica dialoghi costruttivi sia tra economia
e società sia tra politica, istituzioni e rappresentanze del mondo del lavoro.
L'alternativa, a questo punto, è
semplice: il bivio è tra declino,
oppure sviluppo attraverso un
salto evolutivo, produttivo e culturale.
Non aiutano in questo processo
- né il quadro congiunturale degli ultimi anni;
- né la bassa quota di specializzazione terziaria;
- né il tasso di crescita, assai
contenuto, delle imprese atti-
ve, peraltro attribuibile alla filiera delle costruzioni.
Uno spiraglio s'intravede
1. nel prevenire qualsiasi processo di delocalizzazione delle nostre grandi industrie,
2. nel sostenere le piccole unità
locali agganciate alle filiere e
3. nel favorire le medie imprese in grado di competere sul
mercato globale per capacità di brevettazione ed innovazione.
Aspetti con cui le Istituzioni dovranno misurarsi
- in tema di utilities e governo
del territorio, da un lato;
- tramite proficui scambi di informazioni, dall'altro,
semplificando le procedure amministrative, riducendo gli sprechi, limitando gli oneri per le
aziende.
L'Europa ha ripreso a muoversi, l'Italia sembra risvegliarsi.
Ma la provincia di Savona, paradossalmente, corre un duplice pericolo: quello dell'isolamento e il rischio di subire nuove dèfaillance produttive.
Isolamento e dèfaillance produttive, quando non venga definitivamente affrontato il tema delle infrastrutture di trasporto, fattore determinante di
competitività territoriale, elemento fondamentale per la concorrenzialità e la crescita delle nostre aziende.
La realizzazione di grandi opere resta la priorità delle priorità
- per la sua trasversalità rispetto a tutte le attività di produzione e di servizio;
- per la ricchezza in valore aggiunto che la logistica nel suo
complesso è in grado di esprimere.
Pertanto, assumono valenza le
esigenze di poter disporre
- di un'autostrada di attraversamento dell'Appennino tra Albenga e Predosa in grado di
poter assicurare la percorribilità dei mezzi ogni giorno della settimana sull'Autofiori, inSEGUE A PAG. 6
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N° 4 - 2006
CONSIGLIO CAMERALE DEL 31 LUGLIO
terscambi veloci tra la Val Bormida e il Nord Ovest italiano
e soluzioni di mobilità sulla
costa in attesa dell'auspicata
Aurelia bis.
- di una ferrovia litoranea raddoppiata,
- di nuove piattaforme portuali,
- di autoporti,
- di un aeroporto da sviluppare.
Posticipare negli anni queste
opere potrebbe determinare nel
medio periodo una situazione
di isolamento della provincia e
quindi un'ulteriore fase di stallo dell'economia savonese.
E' il nostro, un sistema di imprese ricco nelle sue diversità:
- imprese di nicchia che mantengono posizioni di valore;
- piccole imprese che tentano la
strada della specializzazione;
- medie imprese che s'impongono sul mercato per innovazione e qualità;
- grandi imprese che primeggiano per prodotti ad alta tecnologia e di massa.
Si tratta di aziende che rappresentano la vitalità del nostro tessuto produttivo, punto di riferimento e di aggregazione in un
territorio che possiede risorse
per crescere, laddove iniziative
istituzionali s'innestino in progettualità di servizio.
C'è attesa nel Paese per liberalizzare, con riforme concertate, i settori protetti da monopoli ed operare un taglio mirato al cuneo fiscale, ma dinanzi al numero di piccole
aziende attive in provincia
identificabile in un 94 % e oltre sul totale del sistema, di
cui soltanto un 10% in grado
di esportare, c'è la necessità di
aiutare le PMI a crescere aggregandosi e a portare la ricerca e l'innovazione in casa della piccola imprenditoria.
Guardando, nel contempo con
attenzione, al passaggio generazionale; il che presuppone la
verifica diretta di un mondo di
ditte individuali e di società di
persone in cui forti si presentano gli elementi di personalizzazione; lo scopo è quello di evitare perdite di competenze sul
territorio causate da possibili
cessazioni d'attività.
Di qui, la proposta di interventi che s'innestano su due grandi direttrici di politica economica:
- l'internazionalizzazione delle
nostre imprese;
- il “Progetto Credito”, favorendo non solo la messa a disposizione di un fondo di garanzia, ma soprattutto il ricorso ad un azionariato pubblico-privato, che, attraverso la costituzione di un fondo di rotazione, preveda la
compartecipazione al capitale di rischio in settori e aziende da incentivare.
Al primo posto, il tema dell'aggregazione di imprese attive,
nell'ottica della costituzione di
sistemi di prodotto identificabili ad una prima analisi per la
“Subito l'autostrada per Predosa, raddoppio ferroviario, porti e autoporti”
La rete infrastrutturale è “bucata”
nostra provincia
- nella nautica da diporto,
- nel vetro-ceramica,
- nella floricoltura,
- nell’agroalimentare,
- nel turismo,
- nel trasporto,
attraverso la concessione di
contributi finalizzati al loro
rafforzamento competitivo sul
mercato, sia per consulenze gestionali, commerciali, finanziarie o legali richieste per l'ana-
lisi preventiva e l'assistenza in
itinere (consorzi, fusioni, accordi di partnership,….), sia
per spese notarili.
Un secondo intervento fa capo
alla previsione di un incubatore virtuale, strumento che può
costituire un primo volano per
sostenere nuovi progetti aziendali che:
- aggreghino o facciano crescere le imprese;
- ne elevino il grado di compe-
titività attraverso l'offerta di
un pacchetto di servizi integrati alle ditte/società che presentano progetti sia di innovazione tecnologica, sia di
qualificazione ed offerta di
servizi.
E se istruzione e formazione
professionale appaiono sempre
più indispensabili per la modernizzazione della provincia, altrettanto valore per il “Sistema
Savona” è da attribuire ai co-
sti energetici che pesano sui conti delle imprese. Esercizi alberghieri, aziende agricole, imprese artigiane, industrie manifatturiere sono particolarmente
condizionate dalla mancanza di
una politica locale di settore.
Situazione precaria da affrontare in provincia di Savona, di
fronte a grandi imprese legate a
bilanci strutturalmente condizionati dall'utilizzo di energia
elettrica, fors'anche costrette, dinanzi a nuovi aumenti, a processi di delocalizzazione produttiva, e a piccole-medie aziende
del turismo per l'ampliamento
della stagione estiva e della floricoltura per la raccolta di prodotti in tutto l'arco dell'anno.
Al fine di una maggiore competitività del “Sistema Savona”,
dovremo meglio riflettere sui
vantaggi che lo sviluppo della
produzione energetica potrebbe consentire alle nostre imprese e ad altre aziende potenzialmente insediabili.
Se c'è oggi un lumicino acceso
in fondo al tunnel, cui ci ha condotto la mancanza di coesione
tra istituzioni e tra queste e le
imprese, per superare l'attuale
congiuntura diventa centrale in
primo luogo l'azione degli enti
locali e di quelli di rappresenSEGUE A PAG. 7
N° 4 - 2006
7
CONSIGLIO CAMERALE DEL 31 LUGLIO
Foto di Luciano Rosso
Val Bormida: logistica
al fianco dell'industria
tanza delle categorie economiche: Camera di Commercio ed
Associazioni imprenditoriali e
sindacali.
Avendo, in proposito, ben chiaro che se agli enti locali compete la politica del territorio, è
altrettanto vero che Camera ed
Associazioni in quanto attori
del mercato - mercato che guida la crescita economica - hanno il compito di individuare le
strategie di politica economica,
la loro collocazione su territori diversi ed in tempi strategici
diversi a seconda della loro caratterizzazione in termini di risorse, idee, proposte.
L'obiettivo sta, dunque, nel disegnare una politica economica
di crescita della base produttiva mirata alla solidità e allo sviluppo delle imprese ed alla creazione di posti di lavoro e reddito ai cittadini, attraverso percorsi innovativi selezionati e gestiti con politiche di settore.
Partendo da questi presupposti
sono in corso di elaborazione documenti su due comprensori della provincia: il bacino industriale delle Bormide, oggi in maggiore difficoltà, a forte connotazione industriale; l'area albenganese, in cui turismo ed agricoltura contribuiscono in modo determinante alla formazione del
P.I.L. locale, malgrado un tasso
di crescita in de-accelerazione
in qualche distretto.
Si prospetta, in provincia, nei
prossimi mesi un confronto tra
le varie componenti del mondo
del lavoro per configurare strategie in ambiti comprensoriali
diversi, che, in quanto tali, presuppongono scelte diverse, nel-
l'intento di evitare visioni bucoliche e demonizzazione delle
ciminiere, nella convinzione che
- in Riviera c'è spazio non solo
per turismo e agricoltura, ma
altresì per attività portuali e
produttive ad alto contenuto
tecnologico;
- nelle zone interne anche per
soggiorni estivi e luoghi per
il week end.
Oltre tutto, proprio per le zone
interne non si potrà parlare di
sviluppo senza un progetto industriale e di logistica.
Pertanto, in un comprensorio in
difficoltà quale oggi è la Valle
Bormida, prima indicazione è
quella di una seria valutazione
sulle possibilità di istituire una
zona franca non generalizzata,
strumento che, come in Francia
e in Irlanda, consente alle aree
marginali di diventare poli di
attrazione.
Tanto più - anche in riferimento alla strategia di intervento che
sta elaborando la Camera di Commercio di Milano - si aprirà nel
breve periodo una grande opportunità di business offerta dal
Sud del Mediterraneo.
Oltre al fatto che dal 2010 il
Mediterraneo diverrà un'area
di libero scambio con 600 milioni di persone-consumatori;
secondo esperti di settore è
sufficiente sommare i costi di
manodopera con quelli di trasporto per capire che, forse an-
che meglio di Cina ed India, si
aprono opportunità partendo
dalle nazioni del Maghreb. E
con una Valle Bormida sul percorso tra Nord Ovest/Centro
Europa e porto di Savona, la
verifica di nuove possibilità di
crescita appare opportuna.
In questo ambito, continua la
presenza della Camera sul potenziamento del sistema infrastrutturale, promozionando
- a tempi brevi, un progetto
preliminare sull' AlbengaPredosa,
- a tempi medi, la realizzazione dell'autostrada attraverso
la formula di finanza di progetto, che cessa di essere un
oggetto misterioso, ma di-
venta (è il caso della bretella Prato-Signa, mentre si pensa al Corridoio Tirrenico)
strumento indispensabile per
dare corso ad opere indispensabili all'economia.
Mentre si auspica da parte camerale
- nell'industria dell'ospitalità e
tempo libero una nuova governance basata sulla comunicazione, partendo da fiducia, cultura turistica, qualità
e autenticità, integrazione e
sostenibilità, veri pilastri guida per un Sistema competitivo; ma anche la soluzione
di due problematiche centrali nella crescita del settore:
provvidenze finanziarie finalizzate all’acquisizione di
strutture ricettive da parte degli attuali conduttori e progetti per la realizzazione in
project financing di aree a
parcheggio, preferibilmente
sotterranee;
- nel commercio al dettaglio,
negozi “nuovi”,aumento degli esercizi di vicinato e crescita di servizi, cambiando il
modo di fare impresa, puntando sulla concorrenzialità attraverso alleanze e partnership, sui Centri Integrati di Via
e su un maggiore equilibrio
tra piccole e medio-grandi imprese;
resta centrale il discorso di fondo, ovvero intese tra istituzioni e sistema delle imprese su regole chiare e tempi ridotti nei
procedimenti di autorizzazione
per le aziende che producono
beni e servizi, rendendo sempre più semplice l'iter burocratico necessario ad aprire un'attività imprenditoriale.
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N° 4 - 2006
Al Campus universitario di Savona, si è chiuso ufficialmente
il corso sulla creazione d'impresa nel settore del turismo, al
quale hanno partecipato una
quindicina di studenti del corso di Economia del turismo. L'evento finale è stato caratterizzato dalla relazione del professor Amedeo Amato, presidente del corso di laurea in Economia e gestione dei servizi turistici e dalla consegna degli attestati agli studenti partecipanti da parte della professoressa
Paola Massa, preside della facoltà di Economia e commercio dell'Ateneo genovese.
L'iniziativa, organizzata dal polo universitario savonese in collaborazione con il Centro ligure per la produttività, ha visto
anche il coinvolgimento della
Camera di Commercio che ha
ospitato una parte del programma delle lezioni, dedicate agli
interventi finanziari a supporto
della creazione d'impresa e alle fonti documentali e informative a disposizione degli aspiranti imprenditori.
Il professor Amato ha sottolineato come l'obiettivo primario del progetto formativo sia
stato quello di strutturare un percorso specialistico sul tema della creazione di nuove figure professionali e imprenditoriali nel
settore turistico. «Il punto di
partenza - ha spiegato il responsabile del corso - è stato quel-
Campus e turismo alleati
nella creazione di impresa
lo di aver individuato nella drastica riduzione del tasso di formazione di nuove imprese una
delle cause principali dei problemi che affliggono l'economia italiana e, in particolar modo, quella ligure».
Al di là delle evidenti motivazioni di natura economica, finanziaria e fiscale, alla base di
tutto è stata individuata una
spiegazione di ordine anagrafico, consistente nella progressiva “estinzione” della fascia
di età compresa tra i 20 e i 40
anni, nella quale si collocano
le maggiori percentuali di nascita di nuove iniziative imprenditoriali. Per questa ragione, il polo universitario savonese ha ritenuto strategico in-
vestire in questo percorso formativo, ideato per incentivare
i giovani a valutare lo sbocco
imprenditoriale come una reale opportunità per costruire il
proprio futuro lavorativo. E questo, in modo particolare, in un
settore trainante per l'economia
ligure, come il turismo.
Per Massimo Parodi, rappresentante del turismo nella Giunta della Camera di Commercio
di Savona, «il comparto turistico ha davvero un grande bisogno di nuove vocazioni professionali, anche perché il mercato, che è ormai prossimo alla
saturazione, impone agli stessi
imprenditori con un’attività consolidata un radicale cambiamento culturale e di mentalità.
“E' necessario - ha aggiunto Parodi - che le strutture si dotino di
un management altamente qualificato, anche perché sta cambiando profondamente il sistema della domanda turistica e l'offerta deve quindi posizionarsi in
modo adeguato per rispondere
alle nuove esigenze”.
All'incontro ha partecipato anche
l'Assessore regionale al Turismo,
Margherita Bozzano che, nel rimarcare l'importanza dell'iniziativa, ha sottolineato che, «come
accade già da tempo nel turismo
congressuale, anche altre attività
di servizi turistici possono trovare nella loro piccola dimensione
un fattore di successo».
Luciano Moraldo
Villanova “competitivo”
con il doppio volo su Roma
Foto di Luciano Rosso
Dal 4 settembre, via libera al
doppio volo giornaliero per
Roma, con partenze da Villanova d'Albenga alle 6,45 e alle 17,15, e partenze da Fiumicino alle 8,55 e alle 19,30. Raddoppiando l'attuale offerta e
offrendo orari diversi. Tempo
di percorrenza un'ora e 20 minuti. Prezzo previsto del biglietto di andata e ritorno 180
euro, secondo i primi calcoli.
Il risparmio, più che sul bi-
glietto, dove la tariffa è fissa,
è in tempo (“check in” rapido
e anche elettronico) e in denaro (parcheggio gratuito, tasse
ridotte). “Già oggi, con una
sola coppia di voli giornalieri
- sottolinea il vicepresidente
della società di gestione dell'aeroporto, Franco Zino -, siamo molto competitivi. Se a questo si aggiungono i minori costi di trasporto per raggiungere lo scalo, non c'è dubbio che
la scelta di utilizzare il 'Clemente Panero' per andare a Roma è conveniente per chi, persona o impresa, risiede nella
Riviera di Ponente. Con l'aggiunta che poi, da Roma, si può
proseguire per tutto il mondo”.
Fondamentale per il successo
dell'iniziativa è quindi una positiva risposta da parte del bacino d'utenza, dove queste nuove opportunità devono essere
promozionate e pubblicizza-
te. “Anche perché i voli da Albenga - aggiunge Zino - sono
ormai consolidati e sicuri. Non
c'è più la possibilità che l'aereo non ci sia o abbia dei ritardi abnormi. Oggi i voli partono anche con un solo passeggero a bordo. In verità è più
facile, come accaduto in questi giorni d'estate, che si vada
in overbooking, con il tutto
esaurito”.
Doppio volo con Roma, avvio
di linee cargo, offerta di pacchetti turistici e trasferimento
della Piaggio di Finale Ligure sulle aree aeroportuali di
Villanova sono, a giudizio del
vicepresidente di Ava e membro di Giunta della Camera di
Commercio di Savona, le “chiavi di volta” per il consolidamento della società e lo svi-
luppo dello scalo: “Stiamo lavorando per avviare un servizio merci dedicato alle piante
in vaso ed ai fiori recisi, riflettendo sulle due opzioni: voli
diretti per la destinazione finale, nel caso i quantitativi da
inoltrare siano sufficienti a garantire l'economicità del trasporto, o voli di accentramento su Milano Malpensa o altri
hub europei. E puntiamo anche a inserire lo scalo di Albenga nel circuito del golf e
dei casinò, Sanremo ma anche
Montecarlo, offrendo pacchetti su misura, di due-tre giorni, che comprendano il trasporto aereo e quello di trasferimento alla destinazione scelta. Nel caso dei casinò potrebbe trattarsi anche di un passaggio in elicottero”.
N° 4 - 2006
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Stage in azienda: convenzione tra scuole e Camera di Commercio
Lavorando si impara
E' stata firmata a Palazzo Ferrero Lamba Doria, con le istituzioni scolastiche coinvolte nel progetto, la convenzione che consentirà l'avvio dei
nuovi percorsi di alternanza
scuola lavoro per l'anno 20062007, cofinanziati dalla Camera di Commercio di Savona.
“Con l'avvio di questa terza
annualità - spiega il presidente Giancarlo Grasso - la Camera di Commercio di Savona conferma l'impegno avviato già nel 2004 per i tirocini e l'alternanza scuola lavoro, anche in considerazione dei positivi risultati ottenuti”. La nuova iniziativa è
articolata sull'attivazione di
cinque percorsi didattico-formativi che si svilupperanno
nel prossimo anno scolastico, realizzati dal Liceo Classico “Calasanzio” di Carcare, dall'Istituto Tecnico Commerciale Statale “Boselli” di
Savona, dall'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore
“Falcone” di Loano, dal Liceo “Della Rovere” di Savona e dagli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore “Alberti - Da Vinci” e “Mazzini
- Pancaldo - Martini” di Savona. Complessivamente queste iniziative coinvolgeranno un centinaio di studenti.
L'impegno di Palazzo Lamba Doria, oltre che da una
funzione tradizionalmente
esercitata dal sistema camerale quale anello di congiunzione tra il mondo della formazione ed il tessuto produttivo, discende dall'articolo 4
della Legge 53/03 e dal relativo Decreto di attuazione,
che assegnano alle Camere
di Commercio un ruolo attivo nella progettazione, messa in atto e valutazione dei
percorsi formativi collegati
ai progetti di alternanza scuola-lavoro.
Questa modalità di apprendimento, che prevede il ricorso a periodi di aula, attività
pratiche ed esperienze aziendali coerenti, pienamente integrate nel curriculum, consente l'acquisizione di credi-
ti spendibili ai fini del conseguimento di titoli o qualifiche e offre agli studenti l'opportunità di fare esperienza
pratica in azienda. Si tratta
di un percorso che, oltre a
svolgere un ruolo importante dal punto di vista dell'orientamento e consentire un
approccio “positivo” al mondo del lavoro, permette di acquisire fondamentali competenze di base, tecnico-operative e trasversali a carattere
professionalizzante, realizzando una proficua e reale integrazione tra teoria e pratica, tra il “sapere” e il “saper
fare”. Ed è questo uno degli
aspetti che trovano maggiore condivisione e apprezzamento da parte delle aziende
che partecipano all'iniziativa.
“L'obiettivo dell'investimento che abbiamo deciso di confermare - conclude il presidente della Camera di Commercio - è quello di facilitare l'incontro tra i giovani ed
il lavoro. La formazione in
un contesto lavorativo rientra a pieno titolo tra quelle
“reti informali” che costituiscono ancora il principale canale di reclutamento di personale utilizzato dalle aziende, in particolare di quelle di
minori dimensioni che rappresentano gran parte del tessuto produttivo della provincia e che offrono buone opportunità di lavoro”.
I PROGETTI
DELLE SCUOLE
Liceo Classico “Calasanzio” di Carcare
Con il progetto “Il reporting ambientale: uno strumento per misurare l'ambiente”, gli studenti si impegnano a valutare le performance ambientali degli enti
locali e delle aziende private coinvolte, aumentando la conoscenza e la consapevolezza sullo stato
dell'ambiente locale. Lo stage è previsto presso:
Comune di Carcare, Comunità Montana Alta Val Bormida e le imprese Saint Gobain, Torterolo e Re, Comparato.
Istituto Tecnico Commerciale Statale “Boselli”
di Savona
Con il progetto “Consulenti per la privacy”, gli studenti approfondiranno la conoscenza della normativa sulla privacy e impareranno ad utilizzare gli strumenti informatici per la gestione dei servizi relativi
al trattamento dei dati personali. Lo stage è previsto presso: PICO Srl , ditta Luca Di Leo, Associazione Bagni Marini di Savona.
Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Falcone” di Loano
Con il progetto “Realizzazione di una data base per
la registrazione dei dati relativi alle aree percorse
dal fuoco nel comune di Pietra Ligure”, gli studenti
applicheranno e amplieranno le conoscenze informatiche acquisite realizzando un database di tipo
professionale. Lo stage è previsto presso il Comune di Pietra Ligure.
Liceo “Della Rovere” di Savona
Con il progetto “Soccorso Sicuro”, gli studenti del liceo sociale, opzione sanitario, integreranno gli studi con competenze di base professionali acquisite
con un corso di Primo Soccorso legge 626/94 con
il determinante contributo di ASL, medici, persona-
le infermieristico, operatori del settore del soccorso.
Istituti di Istruzione Secondaria Superiore “Alberti - Da Vinci” e “Mazzini - Pancaldo - Martini”
di Savona
Con il progetto “Sulle orme di …Napoleone verso il
Santuario di Savona”, gli studenti recupereranno cultura e tradizioni del comune di Savona e studieranno in particolare il Bosco di Savona, con l'obiettivo
di predisporre un pacchetto turistico per la valorizzazione del territorio. Lo stage è previsto presso il
Labter del Comune di Savona.
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N° 4 - 2006
Giorgio Grillo, presidente CNA
Alle imprese
servono
nuove
regole
“Questi primi passi verso la liberalizzazione delle attività professionali vanno nella direzione
giusta, ma rischieranno presto di
fermarsi se non sarà affrontata
la riforma generale delle professioni”. Giorgio Grillo, presidente provinciale degli artigiani
CNA, mette in guardia dai facili entusiasmi
indotti da quella sensazione
da “liberi tutti” incentivata
dal Decreto
Bersani prima
e dalla concessione dell'indulto poi. “La
riforma delle
professioni - aggiunge - dovrà
dare una nuova organicità all'intero settore senza cedere alle tentazioni di una liberalizzazione
indiscriminata e senza regole e
stabilendo regole stringenti che
garantiscano la qualità delle prestazioni evitando che tutto venga guardato nell'ottica del costo
più basso”.
Preoccupazioni, quelle di Grillo, imprenditore edile, che trovano conferma nell'esperienza
di tutti i giorni. “C'è da rimanere sconcertati quando si scopre che ci sono ditte individuali di ponteggiatori senza alcun
dipendente. E' una situazione
assurda, perché non si va a controllare? Purtroppo scontiamo
la mancanza di dialogo tra Enti e Associazioni. Così capita
che venga sanzionata per una
sciocchezza una ditta che al
95% è in regola, ma che non si
prendano provvedimenti contro chi è fuorilegge al 100 per
cento”.
Passano gli anni, ma il ritornello non cambia. Per tutelare le condizioni di competitività delle piccole e micro imprese è necessario prevenire e reprimere il lavoro abusivo, quelle attività autonome di produzione di beni o di
prestazione di servizi, svolte senza obblighi fiscali, tecnici, professionali, ambientali ed amministrativi, che rappresentano forme di concorrenza sleale per chi
invece rispetta le regole.
“Che è un aspetto gravemente
distorsivo del mercato, ma non
l'unico - sottolinea il presidente
della CNA savonese -. Il comparto delle costruzioni, la piccola impresa edile, è diventato il
classico settore rifugio perché è
l'unico che non prevede norme
di accesso. Uno si iscrive, prende in mano gli attrezzi del mestiere e con un colpo di bacchetta magica è subito artigiano edile. Ma ci rendiamo conto? A parte le capacità professionali tutte
da dimostrare, questo tipo di imprenditore è una bomba ad orologeria. Potrà anche mettere un
mattone sopra l'altro ma cosa sa
di gestione d'impresa, degli obblighi, di sana amministrazione
e così via? Il forte rischio è che
per non fallire finisca ai margini, in quella zona grigia di elusione che, da un lato, non offre
prospettive e, dall'altro, danneggia le imprese sane”.
Per limitare questo fenomeno la
CNA ritiene che sia indispensabile coinvolgere il committente
dei lavori, sollecitandone il senso di responsabilità. Come? Ad
esempio creando un “contrasto
di interessi” ai fini tributari fra
il fornitore di servizi e l'utente,
con l'introduzione di apposite
deduzioni dal reddito imponibile delle somme pagate per le prestazioni regolarmente fatturate.
Ma se questa è
una partita aperta sul fronte legislativo, altri rischi, più pesanti, sono legati agli
aspetti della salute e della sicurezza sui posti di
lavoro. “Certamente - conviene Giorgio Grillo -. Il fatto è che
in provincia ci
sono 9 mila ditte artigiane, ma
solo la metà è
iscritta alle associazioni ed ha
per così dire una 'coscienza associativa', che porta con sé la
consapevolezza dei problemi, la
cultura della professione e così
via. Ho fatto l'esempio dei ponteggiatori, ma se ne potrebbero
fare altri. Nella stessa edilizia cominciano ad affacciarsi imprese
femminili. C'è l'esigenza di un
grande lavoro di formazione, ma
se mi guardo intorno non vedo
strutture adeguate ad erogarla”.
La sicurezza sul lavoro è tema
di grande attualità e anche se le
statistiche indicano che gli infortuni sul lavoro sono progressivamente in diminuzione, i titoli
dei telegiornali ci ricordano che
si può ancora
morire cadendo
da un ponte in
costruzione. “Sì,
anche se poi i
telegiornali dimenticano di dire che si può
morire anche
cadendo da
un'impalcatura
mal sistemata osserva il presidente CNA -.
Fa comunque
piacere che gli
infortuni diminuiscano. Sarebbe anche
giusto che diminuissero le tariffe che gli imprenditori artigiani
versano all'Inail per sé, per i propri coadiutori e per i dipendenti. Si tratta di contributi tre volte superiori rispetto alle prestazioni ricevute dall'Istituto. La riduzione è tanto più doverosa se
si considerano i positivi risulta-
ti dell'impegno delle imprese artigiane per garantire la sicurezza sul lavoro”.
Confronto a tutto campo, quindi, con Governo e Parlamento,
ma un occhio di riguardo, anche,
su quanto si sta muovendo a livello locale e sui rapporti con le
istituzioni liguri, provinciali e
comunali. Con la Regione il confronto è aperto sulle misure in
grado di facilitare l'accesso al
credito per le imprese dell'artigianato. “E' fondamentale - sottolinea Grillo -. Si rischia di dire sempre le stesse cose, ma non
bisogna mollare la presa. Per
consolidare un'impresa occorre
un rapporto diverso con le banche, dei finanziamenti più corposi e un trattamento personalizzato, da studiare assieme, magari anche con la ricerca di garanzie diverse da quelle tradizionali fondate sulla patrimonializzazione dell'azienda”.
“Quanto ai Comuni - conclude il presidente provinciale di
CNA - ci vuole maggiore collaborazione, da entrambe le parti. Voglio fare solo un esempio,
che riguarda Finale Ligure. Per
raggiungere la zona artigianale di Finalborgo, lungo la via
per Calice, i mezzi pesanti devono passare su un ponte medievale. Poteva essere accettabile finché non c'erano attività,
ma oggi, con tutte le imprese
insediate, siamo al limite del
collasso. Ecco, Finale va sui
giornali solo per la Piaggio, ma
ci si dimentica che ci sono 500
aziende artigiane che vogliono e chiedono di lavorare. Ma
forse è colpa nostra se non riusciamo a farci sentire, né a destra né a sinistra”.
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Le Giornate dello Stile Artigiano
hanno trasformato per un lungo
fine settimana gli austerii chiostri di
Santa Caterina in una preziosa
vetrina di quanto la Liguria offre
in fatto di creatività e unicità
Patrimonio artistico e culturale, capacità professionali e artigianali, servizi turistici, qualità nelle strutture ricettive sono
strumenti che interagiscono nella valorizzazione economica
delle località. Tutto ciò è confluito nelle “Giornate dello stile artigiano”, una manifestazione che nell'arco di un weekend di fine giugno ha movimentato la splendida località di
Finale Ligure, mettendo in evidenza il prezioso centro storico della cittadina, completamente restaurato e dotato di tutte
quelle attrezzature e servizi che hanno restituito vitalità e vivacità al Borgo.
Sede adatta, quindi, alla valorizzazione dell'artigianato non
solo locale, ma di tutta la Regione Liguria. Il progetto nasce
dalla considerazione che l'evoluzione ha portato a nuove identità commerciali, alla grande distribuzione, che coniuga efficienza, concentrazione, specializzazione, così che un sottile
filo lega cento, mille città, in una omologazione che mostra
le stesse cose, gli stessi oggetti, lo stesso modo di offrirli. Cosa manca? Manca la creatività, la soggettività, la sensazione
di poter avere qualcosa che sia stato fatto appositamente e solo per noi.
Regione Liguria, Camera di Commercio e Provincia di Savona, Comune di Finale Ligure, tutti insieme, hanno promosso
l'iniziativa che rilancia, se ce ne fosse bisogno, l'attività artigianale, che esteriorizza cultura, creatività, capacità tecnica,
che si rivolge ad un consumatore più sollecitato dal desiderio che dal bisogno, un consumatore che acquista un prodotto non solo per appropriarsene, ma per acquisire i valori che
quel prodotto porta con sé.
Servizi a cura di Anna Maroscia
La manifestazione di Finalborgo esalta il “made in Liguria”
Ideazione artigiana
Una cornice di grande suggestione, un palco, una passerella, e, nel buio, fasci di luce accompagnano figure elegantemente vestite che quasi scivolano sulla pedana, muovendosi in armonia con la musica di
sottofondo: è la grande magia
di una sfilata di moda, che attrae, conquista, incanta, fa sognare un po' tutti…..
Ma quanto lavoro dietro uno
spettacolo che si consuma solo in due ore!
Ne parliamo con Carla Cordara, titolare della ditta Poliedrica che nei Chiostri di Santa Caterina, a Finalborgo, ha gestito l'organizzazione della sfilata per la manifestazione “Giornate dello stile artigiano”. Carla ha iniziato come indossatrice; poi nel 79 ha creato un'Agenzia che si occupa di eventi, ma anche di formazione di
giovani che vogliano diventare professionisti delle sfilate.
A lei l'incarico di scegliere i capi, abbinarli agli accessori,
ideare le coreografie, coordinare il sincronismo delle luci,
e poi individuare le pettinature o i trucchi più adatti. Tutto
per presentare al meglio la Moda, anzi la MODA LIGURE.
Cosa sia la moda, lo sanno tutti; non tutti, forse, ricordano
che la moda italiana è nata intorno agli anni cinquanta: prima l'indiscussa capitale era Parigi, dove i sarti italiani si recavano in coincidenza della presentazione delle collezioni per
acquistare i modelli dei sarti
francesi. Dopo la seconda guerra mondiale, proprio per l'alto
costo dei modelli e l'impossibilità di acquisirli, nacque una
vera e propria moda nazionale. I materiali erano poveri,
come gioielli di paglia e rafia
di Fratti, borse di velluto di
Roberta di Camerino, calzature di sughero e cellophane di
Ferragamo, ma creatività, gu-
sto, originalità del nostro stile, da allora si imposero al mondo intero.
Il percorso della moda italiana
continuò: al sistema sartoriale
si sostituirono nuove formule
che si chiamarono alta moda
pronta, pret-à-porter; i sarti vennero soppiantati dagli stilisti:
Albini, Capucci, Armani, Versace, Ferrè, Dolce e Gabbana,
Moschino…
La moda ormai si era sposata
con l'industria e le lavorazioni,
per restare competitive, furono trasferite in Paesi a basso
costo di manodopera.
Ma la capacità artigianale in
Italia esiste ancora, esistono ancora sarti che amano esprimere nell'abbigliamento e negli
accessori la loro creatività, che
perseguono la cura dei dettagli, la scelta di tessuti e materiali di pregio, che sono in grado di offrire capi e lavorazioni
più belle che in ogni altro Paese al mondo.
Ne è esempio l'Associazione
Sarti della Superba con sede a
Genova, che ha fatto sfilare a
Finalborgo completi maschili
di ottimo taglio e tessuti: abiti
interi o spezzati, colori classici e stoffe di grande pregio; così come la ditta CLOF Gioielli, che per l'occasione ha creato monili, collane, bracciali di
sapore etnico, o CREATTIVANDO, un laboratorio artigianale che ha utilizzato inserti del tradizionale e splendido
pizzo abbinandolo a capi modernissimi, creando combinazioni di grande effetto. ANNA
VIGLIAROLO di Bordighera
ha realizzato bellissime borse
dipinte a mano con inserti in
pietre dure e LA MELINA di
Luisa Conti di Genova ha presentato abiti per donna o bambina abbelliti da pittura su teSEGUE A PAG. 12
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N° 4 - 2006
la. La Casa di alta moda DAPHNE' ha caratterizzato tutti gli
abiti con sciarpe e piccoli dettagli tricolore: un particolare
dettato da patriottismo e amore per lo sport, che è riuscito a
dare un tocco di originalità in
più. Per le amanti dello stile
minimalista, invece,LO SPAVENTAPASSERI di Genova,
con abiti di garza, canapa, cotone,lino, quindi tessuti assolutamente ecologici, abbinati a
modelli semplici e destrutturati e un'intera bellissima gamma di beige, con qualche tocco di arancio.
Di gran classe la presentazione delle cravatte e foulards GINO MARINI, una ditta artigianale ormai mitica che, anche in
assenza del titolare, continua a
stupire per creatività e qualità
nelle abili mani della moglie
Pina.
Giovane, insolita, frizzante, una
vera sorpresa lo stile PUELLA di Savona: ogni abito un
po' superato o triste può essere impreziosito da borse, bijoux,
spille della giovane stilista che
firma la collezione.
Last, but not least, la sartoria
MANGANO di Genova.Qui la
firma è a quattro mani: Marisa
disegna e confeziona abiti femminili, con una marcata predilezione per quelli da sposa; Aurelio si occupa dei capi uomo,
di cui cura ogni particolare,
compresi accessori quali camicie e cravatte, perché la raffinatezza non vada compromessa da dettagli sbagliati.
Ma la perfezione della sfilata,
il risalto dell'eleganza, dello
chic che in passerella risulta
oltremodo apprezzabile, deve
essere attribuito in parte al
gruppo GALA di Savona, una
scuola che promuove corsi di
maquillage e acconciature, da
quelle più fresche e spiritose,
alle storiche acconciature indispensabili per sfilate o recite
teatrali.
Tra gli ospiti d'onore di Stile Artigiano 2006 anche una dele
Sfilate, mostre e botteghe
Certo, non capita tutti i giorni di essere invitati in un Paese straniero, anche se per motivi di lavoro, e trovarsi poi
nel bel mezzo di esposizioni, sfilate, festival di acconciature.
E' quello che devono aver pensato i quindici buyers russi,
invitati in Italia dall'ICE di
Roma, l'Istituto per il Commercio Estero che, nell'ambito di un accordo con Confartigianato, ha fatto sì che responsabili di ditte importatrici russe avessero l'occasione
di vedere i nostri splendidi
prodotti, frutto di inventiva e
raffinato design.
Niente di meglio, dunque, che
far visitare loro i Chiostri di
Santa Caterina, uno dei luoghi storici più ricchi di fascino della nostra Riviera, dove,
per l'appunto, erano concentrate una ventina di ditte artigiane per esporre gli oggetti
frutto della propria abilità.
Tre i settori di interesse degli
ospiti russi: abbigliamento,
arredamento, agroalimentare.
Se l'abbigliamento maschile
fa leva, solitamente, su taglio
rigoroso, ottimi tessuti, perfetta esecuzione, da riscontrare nei capi di Nobile di Finale Ligure e Scaringi di Savona, in campo femminile si cer-
ca di stupire con l'estro e la
fantasia. Fra gli accessori più
accattivanti, le creazioni di
Puella, uno studio che può fare affidamento sulla confezione accurata di un atèlier, impreziosito dall'estro e l'inventiva dei suoi stilisti. La denominazione della bottega fa riferimento alla gioventù, per-
ché le creazioni nascono per
servire una clientela di adolescenti: collane e spille realizzate quasi esclusivamente con
tessuti; borse e pochettes morbide e portabilissime che, in
più, hanno la caratteristica di
essere allegre, solari, giusto
un soffio di giovinezza. Non
per nulla è dimostrato che so-
no molto graditi anche alle signore che hanno compiuto gli
..anta.
Nell'oggettistica, la provincia di Savona non è seconda
a nessuno: ceramica e vetro
qui sono i pezzi forti dell'artigianato.
Lo studio Ernan nasce nel
1974, sede nella famosa bot-
N° 4 - 2006
La “tre giorni” di Finalborgo ha
costituito anche un'importante occasione per mettere le basi di una collaborazione commerciale di nicchia
ad alto valore aggiunto. Con
notevoli ricadute turistiche
egazione di 15 importatori russi
e tra i chiostri
Nella foto, in primo piano, da sinistra:
Flaminio Richeri,
Sindaco di Finale Ligure;
Giancarlo Grasso,
Presidente della Camera di Commercio
e Carlo Scrivano,
Assessore Provinciale
alle Attività Produttive
tega dei Pacetti, ceramisti dal
1920 ad Albisola Superiore,
realizzando un felice incontro fra estro e creatività dei
due titolari: Anna Maria Pacetti e Tino Canepa. Gli og-
getti dipinti da Anna Maria
ricalcano le forme e gli stili
tradizionali albissolesi, ma
Anna Maria è anche una sensibile artista che realizza autonomamente sue creazioni.
Tino Canepa continua ad ampliare la tipologia dei manufatti, realizzando suppellettili per giardini o addirittura
arredi urbani, curando restauri per importanti strutture pub-
bliche, quali l'Acquario di Genova, il mercato della “Condamine” di Montecarlo, la cupola della chiesa russa ortodossa di Sanremo. Entrambi,
lavorando da sempre in un laboratorio d'arte, impiegano la
collaborazione di grandi artisti contemporanei per creare
bellissime opere in un apposito spazio dell'azienda.
Paolo Bertocci prima liceo
scientifico, poi Università, visitando per diletto lo studio di
Luigi Casarini, ormai famoso a Savona per il suo atèlier
frequentato da grandi artisti,
accettò di buon grado di trascorrere qualche ora in bottega, per aiutare ma anche per
apprendere quelle affascinanti tecniche artigianali. Fu tutt'uno innamorarsi di quel mestiere e, quando Casarini si
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trasferì a Milano, Paolo prese il suo posto a Savona, in
via Famagosta. Le principali lavorazioni sono quelle del
vetrofuso e della legatura a
piombo, utilizzate di volta in
volta, a seconda che si vogliano realizzare opere di artisti
moderni, o recuperare vetrate tradizionali. E la laurea in
scienze turistiche? Paolo assicura che è preferibile gestire un'attività in proprio e soprattutto lavorare con Lorenzini, Parini, Giannici, Caminati……..
Francesca Martino ha vissuto la sua giovinezza in Francia, a Montèlimar, un paese
alle porte della Provenza. Lì
Francesca ha compiuto gli studi classici e si è appassionata
all'arte, cosa abbastanza scontata, vivendo vicina a luoghi
straordinari come Nimes, Avignon, Montpellier.
Finita la scuola, fece apprendistato presso uno studio di
arredamento, che le trasmise
il gusto per gli oggetti particolari, le belle stoffe, i colori. Fu così che, trasferitasi in
Italia, pensò di utilizzare queste capacità avviando il laboratorio “Lumi e Paralumi” in
via Untoria a Savona. Qui offre un vero e proprio lifting a
lampade e supporti di ogni genere per trasformarle, ringiovanirle, abbinarle all'arredo
delle case. Attività particolare è il restauro di appliques,
lampadari, lampade antiche
che presuppone la ricerca di
pezzi e materiali nei più vari bric-à brac.
L'agroalimentare è specialità
rinomata della provincia di
Savona: basta ricordare olio
e composte di verdure, pesce
azzurro in salamoia e funghi
essiccati, oppure vini bianchi
e rossi, leggeri e profumati,
da abbinare ad una cucina dietetica e ricca di aromi.
A Finale Ligure erano presenti produzioni insolite.
Minuto Caffé è un'azienda artigiana con solide radici nella tradizione savonese. La ditta cominciò ad operare nella
nostra città addirittura nel 1850:
l'attività partiva dall'importazione, continuava con la torrefazione e proseguiva con la
distribuzione del caffè, tanto
nelle confezioni per famiglia
che quelle per i bar. La filosofia dell'azienda è stata sempre quella di valorizzare alimenti genuini e non sofisticati; infatti la ditta Minuto è l'unica in Liguria a far parte del
Consorzio dei Caffé Speciali
e può fregiarsi della certificazione ISO9001/2000. All'interno dell'azienda la parte tecnica è affidata all'abilità dei
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fratelli Roberto e Pierluigi,mentre il giovane Giacomo cura
in particolare le forme di
marketing più innovative.
Alessi Giovanni è titolare di
un laboratorio artigiano in
Cengio, dove vengono realizzati dolci che non prevedono l'utilizzo di conservanti. La tipologia è molto varia: biscotti, amaretti, tartufi, nuvole, torte. Gli ingredienti, oltre a quelli classici, prevedono la normale farina di grano tenero,quella di
mais, la fecola di patate. E,
siccome Cengio è al confine con il Piemonte, se ne sente l'influenza nel considerevole utilizzo di nocciole: le
migliori, quelle di Saliceto e
Cortemilia.
Per produrre vino bisogna esser proprietari di ricchi vigneti. In mancanza, c'è chi produce birra, che, peraltro, è oggi un'attività quasi “di moda”. Il Burrificio Scarampola di Cairo Montenotte, deri-
va il suo nome dal Palazzo
della nobile Famiglia Scarampi, sede del laboratorio. L'attività è iniziata da circa due
anni sulla scia del birrificio
di Piozzo, che ha contagiato
molti amatori ed è ormai famoso a livello internazionale. Piero Francia, uno dei soci, spiega che, oltre ad acqua
e orzo germogliato, nella loro birra hanno introdotto i chinotti, frutti tipicamente savonesi; ora sono alla ricerca di
altri ingredienti, che rendano
la loro birra diversa nel gusto e nell'aroma. Stravaganza a tutti i costi? Assolutamente no: Francia spiega che la
produzione di birra era detenuta da poche aziende industriali e quindi assolutamente omologata; la moltitudine
di lavorazioni artigianali che
s'impegnano in questo campo darà la possibilità di mettere sul mercato produzioni
eccellenti.
(a.m.)
Una dimostrazione d'alta scuola
affidata a dieci “maestre artigiane”
liguri, impegnate su un doppio
tema: una pettinatura da giorno e
una da sera o per occasioni importanti. Tutto in mezz'ora
Le gare, si sa, rischiano di suscitare diatribe fra i giurati,
scontento fra i partecipanti,
soprattutto di dividere in fazioni gli spettatori, ma se, in
un pomeriggio di inizio estate, in un luogo incantevole come i Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, si svolge una
competizione fra dieci eccellenti maestri acconciatori che
hanno a disposizione dieci belle modelle, prevale il piacere
di guardare e restare incantati dalla destrezza e abilità
che viene sfoggiata.
La gara è stata organizzata
dal gruppo Performa di Genova, un istituto che cura la
formazione in questo campo
di servizi. Abbiamo scoperto,
anzi, che le denominazioni sono cambiate. Piazza pulita di
“parrucchiere”, sia da donna
che da uomo o unisex, via anche “barbiere” che, se può dimostrare di avere determinate capacità, diventa anche lui,
come gli altri, “acconciatore”.
Al di là dei nomi, interessa
l'abilità e il dilemma è sempre
lo stesso: sono più brave le
donne o gli uomini, e, poi, come mai i parrucchieri famosi, quelli delle dive, sono sempre al maschile? E' un po' lo
stesso discorso degli stilisti di
moda, dei cuochi, degli artisti…
I pareri sono discordi: Berto
Pizzorno, del Gala, ritiene che,
nato come mestiere maschile, lo scettro degli acconciatori, secondo lui, dovrebbe
andare alle donne.
Per Giovanna Geri, sempre
del Gala, succede come in tutte le professioni: le donne non
hanno la possibilità di dedicarsi solo al lavoro, per cui diventa difficile raggiungere eccellenza e fama.
Una sfida di abilità e fantasia, poi la passerella finale
Acconciatori in gara
Per la gara disputata a Finalborgo, tuttavia, i partecipanti
erano tutti al femminile. A Giuseppe Graci, presidente del
Performa, il compito di illustrarne le modalità: un primo
spazio per colore, taglio, piega, adatti a una pettinatura da
giorno; un secondo spazio per
cimentarsi in una acconciatura più elaborata, da sfoggia-
re in una serata elegante. Poco più di mezz'ora il tempo a
disposizione per ogni prova e
infine, sfilata sulla passerella.
Come giuria, gli esperti Vincenzo Nappi e Gian Andrea
Amari e tre “osservatori” Giorgio Grillo per la Camera di
Commercio, Simonetta Poggi della Regione Liguria e Angelo Berlangeri, assessore al
turismo del Comune di Finale Ligure.
Partecipanti Antonella Pedullà, Valentina Molinari, Katia
Mauric, Sabrina Nativo, Valentina Mandorla per le acconciature da giorno. Per realizzare
le acconciature di gran gala,
al lavoro Giovanna Duraccio,
Antonella Pedullà, Valentina
Molinari, Lirijana Budaj, Valentina Mandorla, Lina Vullo.
Nella prima gara coppa a Valentina Mandorla per l'esecuzione di una fresca testa bionda con mèches, di bel taglio
e ariosa acconciatura; nella
seconda gara coppa a Giovanna Duraccio, capelli neri
raccolti in grossi riccioli impreziositi da piccole barrette
di strass.
Questo, tanto per la cronaca, ma in realtà tutta l'organizzazione dell'evento ha
avuto più il carattere dell'incontro, del confronto, che
della competizione.
N° 4 - 2006
Il maggior intervento promozionale per rilanciare l'immagine turistica
La Riviera torna in Europa
Successo del concorso “Compra una pianta e vinci una vacanza”
I vistosi tagli dell'ultima legge finanziaria verso azioni di
pubblicizzazione dei nostri prodotti in Italia e all'estero tramite i mass media, non ha impedito alla Camera di Commercio di Savona di lanciare
l'immagine della Riviera di Ponente in tutta Europa, promozionando il turismo ed il marchio “d'Albenga”.
Un'iniziativa che esperti di marketing turistico hanno condiviso
per le grandi potenzialità che
avrebbe potuto esprimere ed i
risultati attesi. Anche perché ad
esserne coinvolti sono settori
portanti dell'economia savonese. Parliamo di industria dell'ospitalità che tra esercizi ricettivi e case private registra nell'arco di un anno quasi 50 milioni
di presenze, ma anche di florovivaismo di
cui un'indagine espletata
direttamente
dalla Camera
di Commercio ne ha prospettato una
produzione di
oltre 110 milioni di vasi,
la maggior
parte venduti
all'estero.
Coniugando
mercati turistici di riferimento ed
esportazioni di fiori, aromatiche e piante verdi ornamentali, sono emerse le grandi potenzialità di un'azione rivolta alla potenziale clientela dei prodotti di riferimento, ma che al
fine ha finito per assumere la
veste di un'operazione di marketing territoriale a largo raggio.
Di qui, la realizzazione del concorso a premi “Compra una
pianta e vai in vacanza, promosso dalla Camera d'intesa con il
Consorzio Alberghiero PalmHotels, le Associazioni dei commercianti floricoli Acea e dei
produttori Floras.
In sostanza, attraverso un veicolo di per sé gradito qual è il
fiore e la pianta aromatica che
specie nel Nord Europa non
manca in ogni casa, si è raggiunto l'obiettivo di promozionare in modo originale e significativo l'offerta turistico-ricettiva della nostra Riviera.
“ E' questa nostra azione - ha
sottolineato il Presidente della
Camera di Commercio, Giancarlo Grasso - l'esempio concreto di quel Sistema Turistico
di Prodotto che il nostro ente
lanciò all'epoca della legge re-
gionale sui Sistemi Turistici Locali come punto di riferimento
per azioni di marketing. Un
esempio di come si possano
coinvolgere produzioni, ma soprattutto soggetti economici diversi nell'ottica di ottimizzare
differenti potenzialità, mettendole a sistema”.
Al Centro di Sperimentazione
ed Assistenza Agricola di Albenga della Camera di Commercio sono state raccolte le
adesioni di quanti hanno acquistato piante aromatiche e deciso di concorrere all'offerta premio di uno dei 100 soggiorni di
cinque giorni per due persone
messi in palio.
“Un'iniziativa che ha coinvolto molti dei nostri funzionari,
a Savona come ad Albenga - ha
ricordato Ennio Fazio, Presidente del
Centro e rappresentante in
Giunta camerale dell'agricoltura -.
Un'operazione cui i floricoltori albenganesi hanno
inteso offrire
il loro contributo mettendo a disposizione milioni di vasi,
ognuno dei
quali conteneva un messaggio pubblicitario e le modalità di partecipazione al concorso”.
Le adesioni sono arrivate da tutta Europa con esempi anche dalla Russia, Lituania e vari paesi dell'Est, a dimostrazione che
questi mercati cominciano a
manifestare interesse per i nostri prodotti di qualità e curiosità di conoscere la celebrata
Riviera italiana.
“Possiamo affermare - ha proseguito Massimo Parodi, rappresentante in Giunta camerale dell'industria dell'ospitalità che siamo per la prima volta dinanzi ad un'operazione sinergica, oltre che di grande rilevanza. Mai in passato, con un unico intervento, si era giunti a sollecitare mercati tradizionali e
nuovi in modo così massiccio.
Il 20 luglio con l'estrazione dei
premi si è conclusa la prima fase del concorso. Infatti, la Camera ha intenzione di utilizzare il canale dei mass media per
divulgare l'esito dell'iniziativa,
promuovendo nel contempo
l'immagine di una Riviera aperta alla clientela nordica anche
nella media e bassa stagione”.
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Forte intervento
promozionale per rilanciare
il Ponente Ligure.
Un'alleanza sinergica
tra produttori e commercianti
del settore del florovivaismo
e imprenditori dell'industria
dell'ospitalità e del
tempo libero
“Segnale forte di qualità”
Un'idea buona quanto originale, in linea con
il lavoro che la Camera di Commercio di Savona sta portando avanti. Così Giancarlo
Grasso ha presentato il concorso “Compra
una pianta e vinci una vacanza. “Si riteneva - ha aggiunto - che il coinvolgimento dei
produttori e dei commercianti di piante ornamentali, e di aromatiche soprattutto, con
il Sistema Turismo avrebbe portato ad un'efficace azione di co-marketing. E il collocamento, in Europa, di milioni di vasi, nel ricordo di piacevoli soggiorni nell'unica, vera Riviera Italiana, tramite un messaggio
benaugurante qual è una pianta, un'aromatica, mi induce a pensare che lo scopo primario sia stato raggiunto”.
La Riviera dispone alle sue spalle di un
mercato, grande per numero di abitanti,
ricco per disponibilità di spesa pro-capite.
Un mercato che comprende il Nord Ovest
Italiano, il Centro e il Nord Europa, cui stanno aggiungendosi gli Stati dell'Est, Russia compresa. Un mercato sottoposto però
a continui, allettanti richiami: ieri di sirene,
oggi di siti concorrenziali, di organizzazioni collaudate. E mentre altri, nel corso degli ultimi vent’anni, correvano a cercare
clientela, la Riviera si è distinta per la sua
staticità.
“Dopo 2 anni di flessioni nel numero delle presenze e di una clientela da week
end, - ha proseguito Grasso - abbiamo
motivo di preoccuparci e dobbiamo trovare soluzioni in grado di riportarci su livel-
li di competitività con altre realtà nazionali e mediterranee.
Perciò in attesa di sviluppare azioni di marketing territoriale a promozione delle eccellenze della provincia, abbiamo provato ad
attirare l'attenzione di quanti già ci conoscono e di altri che coltivano il sogno di passare le vacanze in Italia. Siamo partiti dal
comparto florovivaistico, biglietto da visita
importante per la grande e davvero ottima
produzione, e abbiamo pensato di abbinarlo con il turismo di qualità”.
Qualità, quindi, che è il minimo comune denominatore di ogni “sistema locale” se si
vuole provare a vincere la sfida competitiva. E molti sono gli esercizi alberghieri ed
extralberghieri che hanno profuso energie
e risorse finanziarie, che hanno proceduto
al miglioramento delle strutture. “Ma occorre fare di più, con risolutezza - ha proseguito il presidente della Camera di Commercio -. Basta un piccolo neo, è sufficiente che
aziende di qualsiasi comparto non rispettino l'offerta perché tutta la filiera si ritrovi
compromessa. In questo caso abbiamo avuto la possibilità di utilizzare le piante come
semplice “media”, inserendo nel vaso un
cartoncino con un messaggio e la messa
in palio di premi soggiorno. Sul terreno del
marketing, il passo successivo ci vedrà più
coordinati, più determinati nel coinvolgimento dei potenziali clienti con una programmazione che migliorerà la pianificazione dei
tempi e degli investimenti”.
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N° 4 - 2006
Il disegno di legge di modifica della normativa sui sistemi produttivi locali e sui
distretti industriali è stato approvato dal Consiglio Regionale ligure ed è quindi diventato legge della Regione.
Quando una legge esistente
e già applicata viene modificata, succede qualcosa di simile a quando si annuncia la
formazione della nazionale
di calcio: tranne nei rari casi in cui si vincano i campionati del mondo, tutti si sentono in grado di dire che
avrebbero saputo fare di meglio, scegliendo questo e tralasciando quest'altro.
Savona Economica si è occupata con puntualità dell'argomento, a partire dalla LR
33 del 2002 fino al DDL n.
179 dell'aprile di quest'anno,
cercando di evitare le parafrasi dei testi e provando, invece, ad offrire un contributo ai policy makers per l'ottenimento del migliore impatto di queste politiche sullo sviluppo locale.
Per questo, e per aver già dato atto all'esecutivo regionale di aver dimostrato onestà
intellettuale e politica, crediamo di poter proseguire nella valutazione - e nelle critiche - dell'impianto normativo, anche all'indomani delle
modifiche, senza timore di
essere fraintesi.
Il legislatore regionale, confermando che i distretti industriali e i sistemi produttivi
locali sono quelli definiti dall'art. 36 della legge n.
317/1991, mostra di non essersi ancora liberato - come
altre regioni hanno invece fatto - da quella che in letteratura si chiama pittorescamente “ossessione dei confini” e
degli indicatori statistici di
specializzazione, ai quali è
affidato il compito di scovare “al di là di ogni ragionevole dubbio” gli addensamenti di imprese ed occupati che
possano essere definiti come
proxies di distretto.
Il problema, sia chiaro, riguarda ancora la maggior parte delle leggi regionali sull'argomento, in cui l'ossessione analitica dei ricercatori
impegnati a disegnare i confini “fisici” dei territori ospitanti un distretto, si salda con
l'ossessione “normativa” dei
responsabili delle politiche
pubbliche, ispirata da una logica amministrativa tradizionale che, a sua volta, si basa
troppo spesso sulla riduzione di responsabilità del decisore, a partire dalla costruzione di adeguate basi “scientifiche” di interpretazione del
bene collettivo.
Tutti i numerosi tentativi di
ricognizione effettuati negli
anni, a livello nazionale e del-
Approvate le modifiche alle norme sui sistemi produttivi locali
Distretti, atto secondo
le singole regioni, si sono tuttavia scontrati con almeno
due problemi difficilmente
risolvibili:
- la natura dei dati statistici
relativi al territorio impedisce la rilevazione di “processi economici” che non
siano rigorosamente collocabili all'interno di confini
amministrativi e merceologici predefiniti. Se un gruppo di attori partecipa quindi al processo costituente di
un territorio produttivo o distretto, ma continua a declinare “generalità statistiche”
incompatibili con un'unica
denominazione merceologica e territoriale, non c'è
verso che possa essere “oggettivamente” riconosciuto
come parte del medesimo
La nuova legge regionale appare ancora troppo preoccupata dal problema di
dare un'identità geografica alle varie
specializzazioni industriali, generando
delle forzature interpretative
distretto;
- l'unidimensionalità del dato statistico impedisce di registrare l'eventuale partecipazione di ciascun attore a
“processi economici” differenti: vi sono cittadini produttivi ed imprese di uno
specifico territorio amministrativo che appartengono a diversi sistemi economici nello stesso tempo (“nodi ponte” tra diversi processi di innovazione e sistemi
di mercato). Proprio questa
identità multipla e la compresenza in varie reti consentono a questi attori di diventare vettori di contaminazione tra sistemi diversi:
proprio questa funzione è riconosciuta come la base dell'innovazione e la forza dei
distretti. Ma se l'analisi statistica per definizione scarta la possibilità di registrare posizioni “ambigue”, essa rinunzia di fatto a ricono-
scere le “reti di relazioni”
che sono la sostanza stessa
del territorio produttivo.
I rischi sono cospicui e declinabili in due versioni ugualmente gravi:
- per fare l'esempio più noto, la regione Emilia Romagna a suo tempo si rifiutò
di applicare la Legge
317/1991, poiché contraria alla metodologia di regolazione politica dello sviluppo locale ad essa sottesa, ancora centralistica, che
imponeva di applicare i criteri statistici forniti dal decreto attuativo, secondo i
quali, tra l'altro, uno dei distretti storici come quello
della ceramica di Sassuolo
non veniva riconosciuto, in
quanto non rientrava nella
definizione standard di distretto industriale fornito
dalla norma;
- oppure si attribuisce il titolo di distretto ad un territorio produttivo che non
ha mai saputo di essere tale, come se si potesse prescindere dalla coscienza degli operatori della propria
vocazione e della propria
funzione strategica nell'economia regionale: per restare vicino a noi, le difficoltà incontrate dal distretto savonese del vetro-ceramica fanno inevitabilmente pensare a quel personaggio di Moliére, che aveva
sempre fatto della prosa senza saperlo!
Paolo Milani
CONTINUA CON IL NUMERO 5/2006
N° 4 - 2006
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Acna pronta
per nuovi
insediamenti
La reindustrializzazione dell'ex Acna è ufficialmente iniziata con la firma, nella sede
della Filse, di un'intesa quadro tra il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. “Dall'accordo siglato oggi con Eni
per la reindustrializzazione del
sito di Cengio partirà una riflessione complessiva riguardante la presenza della società
in tutta la Liguria e in particolare per altre aree strategiche
come Quiliano, Vado Ligure e
Fondeva, a Pegli”. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Liguria, Claudio
Burlando nel corso della presentazione, a fine luglio, del
protocollo d'intesa per la reindustrializzazione del sito ex
Acna di Cengio, in Valle Bormida siglato tra le Regione Liguria, la società Syndial del
gruppo ENI (che ha “ereditato” l'area industriale), la Provincia di Savona, il Comune
di Cengio e il commissario delegato per la bonifica, il prefetto Giuseppe Romano. L'intesa stabilisce sia i tempi della bonifica del sito che, nel rispetto degli obiettivi fissati,
verrà completata entro il dicembre 2007 sia l'iter che porterà alla sua reindustrializzazione. Le prime aree per nuovi insediamenti saranno disponibili già a partire da settembre di quest'anno.
L'accordo firmato a Genova
avvia alla chiusura quella che
è considerata la “ferita storica” dell'Acna di Cengio, liberando 20 ettari di territorio e
dando il via ad un'operazione
di risanamento importante e
unica in Italia che si concluderà in tempi brevi e certi. Lo
ha assicurato il prefetto di Genova, Giuseppe Romano, che
vigila come commissario sul-
La suddivisone dell'ex Acna a bonifica
completata. La zona rossa è l'area
dei lagoons che accoglierà il materiale
della discarica di Pian Sottano;
la zona verde è la fascia di rispetto
tra la fabbrica e il Bormida.
In blu le aree per nuovi insediamenti
la bonifica a partire dal gennaio 2005 e ha garantito “la sua
conclusione entro il dicembre
2007 e nelle sue linee generali e complessive al massimo
entro il giugno 2008”.
Per l'amministratore delegato
dell'Eni, Paolo Scaroni “con
questo accordo su cui Eni ha
investito 200 milioni di euro si
ripara ad una ferita che la nostra società si è trovata a dover gestire e si dà il via ad un
dialogo con la Regione Liguria per impostare la nostra presenza sul territorio”. Attraverso gli investimenti attivati da
Eni, 200 milioni tra il 1989 e
il 2000 e successivamente altri 200 milioni, è stato infatti
possibile, come ha ricordato
Carmine Cuomo, amministratore delegato della Syndial SpA,
trasferire 120 mila tonnellate
di sali sodici essiccati in miniere abbandonate nell'ex Germania Orientale, utilizzando
170 treni e 2.600 vagoni fer-
roviari. “Una complessa operazione di bonifica - ha continuato Cuomo - per la quale sono state utilizzate aziende prevalentemente locali e 240 addetti che hanno prodotto un fatturato di 30 milioni di euro di
cui il 30% con una ricaduta territoriale”. E a proposito degli
addetti impiegati da Eni nella
bonifica, il presidente della Regione Liguria, Burlando ha auspicato “il mantenimento dell'occupazione,altamente qualificata nel settore delle bonifiche, che si è creata in questi
anni”.
Positivi anche i commenti dei
rappresentanti degli Enti locali, a cominciare dall'assessore
provinciale all'Ambiente Enrico Paliotto e da Ezio Billia,
sindaco di Cengio. “Questo accordo - ha detto Billia - testimonia dell'impegno profuso
dalla Regione Liguria e degli
Enti locali che hanno dato un
impulso positivo alla sua rea-
lizzazione, favorendo una veloce conclusione. Adesso ci attende un compito non meno
fondamentale, perché si tratta
di progettare il futuro di queste aree”. Per le quali esiste già
un interesse, come anticipato
dal presidente Burlando, “da
parte di un gruppo imprenditoriale della Valle Bormida”.
E nelle prossime settimane sarà
avviata una riflessione - da concludersi entro sei mesi - sul valore delle aree, che saranno acquisite da Filse e dalla società
Sviluppo Cengio, e messe successivamente sul mercato.
Burlando ha confermato la sua
convinzione che una parte consistente delle aree - quelle utilizzabili per nuove attività sono solo una parte dei 70 ettari
complessivi - dovrebbe essere
messa a disposizione della logistica portuale, diventando un
polo di stoccaggio, distribuzione e anche lavorazione delle
merci, con presenza della Do-
gana, al servizio dello scalo di
Savona-Vado ma anche di Voltri. La destinazione logistica
rappresenterebbe una forte saldatura tra le attività portuali,
sicuramente in espansione con
l'intensificarsi degli scambi con
l'Estremo Oriente, e quelle industriali. Un elemento determinante (e discriminante) è rappresentato dal trasporto delle
merci tra le banchine e l'“inland terminal” di Cengio e viceversa: la “modalità” da utilizzare è stata individuata nella ferrovia, utilizzando i servizi di spola garantiti dall'Autorità Portuale con propri mezzi
e proprie “tracce”, che rappresentano un'estensione territoriale delle manovre ferroviarie
portuali. Un sistema che la Regione Liguria intende proporre anche per Genova, in modo
da ridurre i gravi problemi di
agibilità che rischiano di compromettere l'efficienza dei servizi portuali.
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N° 4 - 2006
Sette milioni
a disposizione
delle imprese
Camera di Commercio e Unione Industriali hanno organizzato a metà giugno un seminario
per presentare alle imprese della provincia le opportunità offerte dal nuovo bando della legge
488/92, il principale strumento di
agevolazione per gli investimenti aziendali nelle aree depresse
del Paese. Le novità significative introdotte nel 2006 sono state illustrate da Luciano Musumeci, responsabile del settore agevolazioni alle imprese di Banca
Carige.
Dal 1996, anno di prima applicazione della legge sono state complessivamente 1191 le imprese
liguri che hanno beneficiato degli incentivi della “488”, le cui agevolazioni, rivolte inizialmente solo alle imprese del comparto manifatturiero e dei servizi alla produzione, sono state progressivamente estese anche ai settori del turismo e del commercio.
Gli investimenti agevolati sono
stati complessivamente di 1.683
milioni di euro, a fronte dei quali sono stati corrisposti contributi per 247 milioni di euro. Il 75%
dei beneficiari è rappresentato
da imprese di piccola dimensione, il 15% da imprese di media
dimensione e il 10% dalle grandi imprese.
«Pur non essendo disponibili dati disaggregati per provincia, - ha
osservato il presidente della Camera di Commercio Giancarlo
Grasso - si può ipotizzare che,
in media, la consistenza delle do-
mande presentate dalle imprese savonesi si sia attestata intorno al 30% delle domande complessive per ogni bando. Per cui
si può ritenere, con sufficiente
approssimazione che, nella provincia di Savona, siano state non
meno di 350 le domande agevolate nei vari bandi della 488».
Tre elementi sono stati individuati come essenziali per il completo raggiungimento degli obiettivi
previsti. Il primo è la comunicazione. «E’ determinante - ha aggiunto il Presidente Grasso - far
arrivare alle imprese, alle associazioni, ai consulenti le informazioni più rapidamente possibile.
Il sistema camerale, in collaborazione con le associazioni di categoria, ha assolto il proprio compito attraverso l'organizzazione
di incontri e varie iniziative di comunicazione. II secondo fattore
di successo è quello dell'assistenza alle imprese, e qui giocano un ruolo fondamentale le associazioni di categoria, le banche e i consulenti che devono
garantire ai propri associati e
clienti tutto il supporto necessario.
Il terzo “ingranaggio” del meccanismo, forse il più importante, è rappresentato dalle imprese che beneficiano degli incentivi, le quali devono impegnarsi seriamente nella realizzazione dei progetti per i quali vengono attivate risorse pubbliche
di notevole entità».
l.m.
Registrazione: Tribunale di Savona al numero 129 del 17 ottobre 1957
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Campostano, Carlo Decia, Ennio Fazio, Gianluigi Granero, Massimo Parodi,
Franco Zino (componenti), Maurizio Scaiola (segretario generale)
Grafica e stampa: Le Officine Creative di Matteo Fossati
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delle Imprese di Savona, Enti pubblici ed Associazioni di categoria.
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autorizzazione scritta della Direzione.
Il nuovo bando della legge 488
TERRITORI
Piccola Impresa
Media Impresa
Grande Impresa
Contributo in conto
capitale
Finanziamento
agevolato
Contributo in conto
capitale
Finanziamento
agevolato
Contributo in conto
capitale
Finanziamento
agevolato
Comuni
centro/nord
in deroga 87.3.c
13,7%
15%
11,1%
15%
7,1%
15%
Comuni
centro/nord
e sostegno
transitorio
10%
15%
4,2%
15%
Non
ammesse
Non
ammesse
Quasi 7 milioni di euro per le
imprese liguri. A tanto ammonta la dotazione finanziaria della legge 488/92, il principale
strumento di agevolazione nazionale che ha preso il via con
la pubblicazione (sul supplemento ordinario n. 134 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del
31/05/2006) del decreto
15/05/2006 con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha sbloccato, di fatto, l’accesso ai finanziamenti. La presentazione delle domande, originariamente fissata al 31 luglio, è stata prorogata al 15 settembre. Dei 6,7 milioni di euro
stanziati per la Liguria, la ripartizione dei fondi vede quasi 3,5
milioni a disposizione delle imprese del settore industriale, oltre 2,2 milioni per il turismo, 550
mila per l'artigianato e 456 mila euro per il commercio.
La domanda, redatta utilizzando il modello che riporta il numero di progetto pre-assegnato, dovrà essere inoltrata, a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento, a una delle banche concessionarie. L'istanza
dovrà essere poi trasmessa al
ministero dello Sviluppo Economico, esclusivamente con
modalità informatiche e, in fotocopia, anche alla Regione di
competenza. Il software per l'elaborazione dei progetti è disponibile sul sito web del Ministero. Gli aiuti consistono in un
contributo in conto capitale ed
un finanziamento a tasso agevolato.
Per le aree del centro-nord le
misure massime di aiuto concedibili, espresse in percentuale dell'investimento ammissibile, sono riportate nel prospetto pubblicato in pagina.
L'impresa beneficiaria deve garantire inoltre un apporto di mezzi propri non inferiore al 25%
degli investimenti ammissibili.
Il finanziamento agevolato, stipulato al tasso dello 0,50% annuo, prevede un piano di ammortamento di durata compre-
sa tra i 6 ed i 15 anni.
Al sostegno degli investimenti concorrono adesso tre diverse modalità di intervento che
agiscono in modo congiunto: il
finanziamento a tasso agevolato, il finanziamento ordinario
e il contributo in conto capitale. All'impresa beneficiaria è
concessa la possibilità di rinunciare in tutto o in parte al contributo a fondo perduto, incrementando ulteriormente la quota di finanziamento a tasso agevolato.
Anche gli indicatori previsti per
la formazione delle graduatorie e la conseguente ammissione alle agevolazioni hanno subito un deciso «restyling». Sono stati eliminati gli indicatori
suscettibili di scostamenti oltre
i limiti consentivi dalla normativa, come il parametro della ricaduta occupazionale.
Sono inoltre previsti possibili
incrementi di valore (cumulabili) da applicare a ciascun indicatore. Le imprese che nell'ultimo triennio hanno investito in
ricerca e sviluppo possono avvalersi di un aumento fino
all'1,5%; le imprese costituite
da non più di un anno alla data di presentazione della domanda possono beneficiare di
un aumento dell'1%, così come le imprese che hanno registrato un aumento del fatturato derivante dall'export. Le aziende con certificato ambientale
ISO 14001 o EMAS o che risultino costituite da operazioni di
fusione perfezionate nei 12 mesi precedenti alla domanda possono contare su un incremento di mezzo punto percentuale. Premiate pure (con un
+0,25% del punteggio) le imprese che hanno investito nel
«fattore umano», sia effettuando stages di almeno tre mesi
finalizzati all'inserimento lavorativo dei laureati sia realizzando nell'unità produttiva strutture adibite ad asili nido.
SOGGETTI BENEFICIARI
I soggetti ammissibili alle agevo-
lazioni sono le imprese, appartenenti ai settori manifatturiero
(industria e servizi), del turismo,
del commercio e dei servizi regolarmente iscritte al Registro
delle Imprese, che promuovono
programmi di investimento nelle aree sottoutilizzate del territorio nazionale di cui all'art. 61 della Legge 27/12/02 n. 289.
PROGRAMMI AMMISSIBILI
Le agevolazioni sono concesse
in relazione ad un programma
di investimenti destinati alla realizzazione di nuovi impianti produttivi ovvero all'ampliamento,
all'ammodernamento, alla riconversione, alla riattivazione ed al
trasferimento di impianti produttivi esistenti. Sono ammissibili
alle agevolazioni i programmi di
investimento comportanti spese ammissibili non superiori a
50 milioni di euro e non inferiori a 400 mila euro per il settore
industria; 100 mila euro per l'artigianato; 150 mila euro per servizi e commercio e 300 mila euro per il settore turistico.
SPESE AMMMISSIBILI
Sono ammissibili al contributo
le spese relative a: progettazione e direzione lavori, studi di valutazione economico-finanziaria e di impatto ambientale, oneri per concessioni edilizie e collaudi di legge; suolo aziendale,
sue sistemazioni ed indagini
geognostiche; infrastrutture aziendali; macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica; programmi informatici (tranne per
le grandi imprese); brevetti; spese finalizzate all'introduzione di
sistemi di qualità e certificazione ambientale; quote iniziali di
contratti di franchising; realizzazione, nell'ambito dell'unità produttiva interessata, di asili nido.
Non sono ammesse le spese
sostenute per l'acquisto di mezzi di trasporto targati, le spese
notarili, quelle relative a imposte e tasse, scorte, attrezzature usate e le spese di gestione.
Rosella Ricci
CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E
ASSISTENZA AGRICOLA
AZIENDA SPECIALE
DELLA CAMERA DI COMMERCIO
DI SAVONA
AZIENDA SPECIALE
DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA
PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E
LA PROMOZIONE TECNOLOGICA
E COMMERCIALE
C.C.I.A.A. DI SAVONA
N. 4/2006
Camera di Commercio, Acea e Floras saranno a Mosca dal 31 agosto
Qualche difficoltà per la filiera
floricola, ma il futuro è aperto
«L’unione fa la forza», «Seppur complessa, è necessaria l’apertura verso i mercati dell’Est»,
«Ci sono segnali interessanti provenienti sia dalla Francia che dall’Inghilterra»
L
a filiera delle piante in
vaso esce con qualche
difficoltà dalla stagione appena conclusa ma
getta le basi per ripartire
con vigore in vista della
prossima annata. E gli attori economici attivi nella
produzione, nell’esportazione e nella vendita di
fiori, aromatiche e piante
ornamentali concordano
sulla necessità di aprire il
settore a nuovi mercati.
Internazionalizzare è diventata la parola d’ordine, condivisa da Giorgio
Delfino (presidente dell’Acea, l’associazione dei
commercianti ed esportatori agricoli albenganesi),
Gerolamo Calleri (presidente della Floras, associazione dei produttori
floricoli) e Marco Ansaldi
(presidente del Distretto
florovivaistico del ponente e della cooperativa
L’Ortofrutticola).
“Il mercato quest’anno è partito male, a causa delle temperature rigide registrate nel
Nord Europa”, spiega Giorgio
Delfino. “Abbiamo perso quasi tutto il mese di marzo e non
è poco, se si considera che rappresenta quasi il quaranta
per cento del fatturato totale.
Alla fine abbiamo recuperato
e ci siamo attestati su una
piccola perdita percentuale
rispetto all’anno scorso”.
Delfino guarda con interesse
alle esportazioni verso l’Europa orientale: “Come Acea abbiamo fatto partire quattro
treni di fiori per la Russia. Insieme a Floras, Camera di
Commercio e Liguria International, dal 31 agosto al 4
settembre saremo a Mosca
per l’esposizione Flower 2006
e alla conclusione ci fermeremo altri tre giorni perché abbiamo già in agenda quattro
appuntamenti con altrettanti
grossisti russi che vogliono
incontrarci. In Russia la produzione di reciso e vasi copre
il dieci per percento del fabbisogno interno, mentre il restante novanta è importato”.
Ma non c’è solo la Russia nel
mirino degli esportatori. “Una
trentina di camion è partita
alla volta di Polonia, Ungheria, Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca. Non sono grossi volumi di vendita, ma ogni
A sinistra:
■ la Fiera a Mosca del 2005
Sotto, da sinistra:
■ Gerolamo Calleri
(presidente della Floras);
■ Ennio Fazio (componente
della Giunta camerale).
Fazio afferma:
«La produzione ha saturato
le richieste
del Nord Europa»;
■ Marco Ansaldi
(presidente della
Cooperativa l’Ortofrutticola);
■ Giorgio Delfino
(presidente dell’Acea)
anno aumentano in modo
esponenziale. Se riusciamo a
sottrarre merce al mercato
abituale, abbiamo più possibilità di guadagno e di creare
la richiesta da parte dei clienti tradizionali”, conclude il dirigente dei commercianti.
Gerolamo Calleri sottolinea
l’esigenza di allungare la
stagione: “Ancora a inizio
agosto, si sarebbe potuto fare qualche carico. In passato
si arrivava a stento alla
Festa della Mamma, adesso
si dovrà trovare una nuova
collocazione in particolare
alle piante aromatiche, che
si possono vendere tutto
l’anno perché non devono
finire in giardino”.
Il rappresentante dei floricoltori racconta l’esperienza
positiva di Euroflora: “Insieme alla Camera di Commercio e alle tre associazioni di
categoria abbiamo rappre-
«NON RIUSCIAMO A FARE UNA POLITICA DEI PREZZI»
Camera di Commercio e Cersaa (Centro
Regionale di Sperimentazione e Assistenza
Agricola) stanno accompagnando le aziende sui mercati dell’Est. L’opera di penetrazione commerciale è descritta da Ennio Fazio, membro della giunta camerale: “Con la
collaborazione di Liguria International stiamo elaborando progetti per confrontarci
con quelle particolari realtà economiche,
capire i loro usi e costumi e studiare prodotti che si inseriscano adeguatamente
nella filiera, soppesando eventuali problemi logistici. Le nostre attività si compiono
in condizioni di partnerariato per promuovere il territorio e i prodotti liguri. Guardiamo con interesse alle iniziative promozionali nell’Europa orientale perché ci rendiamo conto che la produzione ha saturato le
richieste del Nord Europa. La produzione è
alta ma non si riesce a fare una politica dei
prezzi, che da dieci anni sono fermi. I margini di ricavo per le aziende si sono assottigliati in modo preoccupante e senza utile la
prima voce ad essere tagliata sarà quella
degli investimenti, con ripercussioni negative per lo sviluppo”.
sentato la floricoltura savonese, presentandoci collettivamente. Il risultato è stato
ottimo, grazie ai duemila
metri quadrati di stand.
E per la prima volta la nostra provincia ha superato
quella di Imperia, grazie ai
centoventidue riconoscimenti raccolti”.
Calleri chiosa con un augurio: “Dobbiamo continuare
su questa strada: abbiamo
visto che l’unione fa la forza
e che soprattutto può fare la
differenza rispetto agli altri
mercati”.
Da Marco Ansaldi arriva
un’analisi dell’andamento
produttivo: “È andata peggio
dell’anno scorso e abbiamo
avuto casi di merce invenduta a marzo. La ripresa successiva è stata conseguente
ad un aumento dei quantitativi venduti ma non dei prezzi e a fine stagione è mancato il prodotto da mettere sui
camion. Poi abbiamo riscontrato fenomeni anomali, come il crollo nelle vendite di
mente e gazzanie”. E sul tema dell’internazionalizzazione Ansaldi dichiara: “È importante aprirsi verso l’Est,
ma è anche un’operazione
complessa. Paghiamo il periodo di stasi e incertezza nell’economia tedesca, ma segnali interessanti ci arrivano
dalla Francia e dall’Inghilterra. Speriamo di avere un
buon autunno. I ciclamini sono indietro perché stanno soffrendo il caldo, anche se fortunatamente non abbiamo
disagi legati alla siccità”.
Angelo Fresia
N° 4/2006
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CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA
AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE
Il cantiere per la ristrutturazione è stato aperto il 14 aprile di quest’anno
Laboratori e azienda
più ampi e funzionali
La consegna dei lavori, dell’importo complessivo di un milione
di euro avverrà alla fine dell’agosto 2007. Un investimento impegnativo
I
niziati il 14 aprile
scorso, i lavori di ristrutturazione e ampliamento della struttura camerale, che ospita
ad Albenga i laboratori
chimico microbiologico
e fitopatologico e l'azienda agraria sperimentale e dimostrativa,
devono concludersi in
cinquecento giorni e
terminare quindi entro
26 agosto del 2007.
Tutto procede secondo i programmi senza difficoltà di
rilievo, ma mentre si svolgono i lavori le diverse attività
del Centro devono proseguire e questo comporta qualche disagio e un grande impegno da parte di tutti.
È stato necessario spostare
uffici e laboratori in allocazioni provvisorie, è stato necessario rinunciare temporaneamente alla sala convegni per utilizzare diversamente lo spazio, si è dovuto rinunciare a più della
metà dei posteggi disponibili in attesa di crearne dei
nuovi e i laboratori (am-
bienti delicati per definizione) continuano a lavorare secondo irrinunciabili
parametri di qualità, lottando con le polveri e le vibrazioni che connotano tutti i cantieri edili.
L'importo complessivo dei
lavori ammonta a un milione quattrocento trentuno
mila euro, dei quali un mi-
Nelle due foto:
I vista da est e
I da sud, una simulazione
di come verrà il Centro
Sperimentale della Camera
di Commercio di regione
Rollo ad Albenga, quando
sarà ultimato il progetto
di ampliamento, compreso
un nuovo corpo di fabbrica
destinato alla didattica
avanzata (con aula magna
da 300 posti)
lione sessantasette a base
d'appalto e trecento sessantaquattro mila a disposizione della stazione appaltante. Un ulteriore investimento camerale sul territorio ingauno di non trascurabile rilevanza, non solo
per il comparto agricolo.
Riccardo Galbussera
N° 4/2006
CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA
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AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE
Da aprile sono in vigore sostanziali innovazioni della normativa di controllo
Dopo quattordici anni cambiano
le norme della “Dop”, “Igp” e “Stg”
Pubblicati i nuovi regolamenti CEE inerenti il sistema delle denominazioni di origine,
indicazioni geografiche e specialità tradizionali. Introdotte semplificazioni nei riconoscimenti
D
al 20 aprile scorso
sono in vigore i due
regolamenti CE 509
e 510/2006, che portano
sostanziali innovazioni
nella normativa di controllo e tutela, rispettivamente, delle specialità tradizionali garantite (STG) e delle indicazioni geografiche e
denominazioni di origine protette (DOP e IGP)
dei prodotti agricoli e
alimentari.
Dopo quattordici anni di
(onorevole) vigenza i due
precedenti analoghi regolamenti CE 2082 (STG) e
2081 (DOP e IGP) del 14 luglio 1992, rimaneggiati nel
corso degli anni, sono stati
abrogati e sostituiti.
Le nuove norme traggono
origine da ricorsi di Stati
Uniti e Australia, in parte
accolti dall'Organizzazione
mondiale del commercio
(WTO) con una decisione
dello scorso 2004.
Ai Paesi terzi è quindi riconosciuta la possibilità di trasmettere alla Commissione
UE domande di registrazione di proprie denominazioni
e di opporsi (con motivazioni) a quelle comunitarie.
In altre parole la UE può
riconoscere i prodotti di un
Paese terzo già protetti da
una denominazione locale.
Altre innovazioni rilevanti
sono una generale semplificazione delle procedure di
riconoscimento, interventi
sul sistema dei controlli,
più chiari riferimenti alla
normativa nella etichettatura dei prodotti, ma anche
la possibilità di una tassa
che gli Stati membri possono esigere a fronte dei costi
procedurali.
In riferimento allo specifico
caso dei quattro prodotti orticoli "d'Albenga" (Asparago violetto, Carciofo spinoso, Pomodoro cuor di bue e
Zucca trombetta), attualmente all'attenzione del Ministero per le Politiche Agricole, l'entrata in vigore della nuova normativa comporterà fatalmente qualche
ritardo dovuto alla necessità di norme transitorie
inerenti le richieste pendenti, e (forse) la necessità
di integrare o riformulare
le domande. Si farà quanto
necessario e quanto verrà
richiesto.
Riccardo Galbussera
CONOSCERE I MERCATI DELL’EST EUROPEO
Gli operatori commerciali della filiera
floricola savonese sono sempre (per
loro formazione professionale) alla
ricerca di nuove occasioni di vendita, sia frugando i piccoli spazi ancora
liberi nei mercati tradizionali, sia cercando nuove aree in Paesi non ancora raggiunti.
Oggi sono argomento del giorno i
Paesi dell'Est, all'interno
e all'esterno della Comunità europea, dove non
si è ancora arrivati con
quantità significative di
prodotti floricoli liguri,
dove i fattori climatici limitano lo sviluppo della
produzione interna, dove
il benessere economico
cresce progressivamente e con esso il desiderio
di soddisfare necessità
non più primarie.
Per impostare progetti
di penetrazione (tanto
più con prodotti molto
particolari come quelli
floricoli) occorre però
conoscere quanto più e
possibile di questi mercati: le loro dimensioni
economiche e il gradiente di crescita; la stagionalità, il deficit di autoproduzione e le fonti
attuali di approvvigionamento; i sistemi logistici
e commerciali; il comportamento e gli orientamenti dei consumatori; gli usi e le
tradizioni locali ecc.
Studi preliminari, indagini e valutazioni che consentono di programmare meglio le azioni necessarie, nei
tempi opportuni e con le giuste modalità, evitando pericolosi errori sempre causa di insuccessi, ritardi e maggiori costi.
Per realizzare queste indispensabili
azioni propedeutiche di analisi la Camera di Commercio di Savona ha evi-
denziato le necessità del comparto
floricolo savonese a Liguria International, la società azionaria consortile
per l'internazionalizzazione delle imprese, sollecitandone l'intervento in
progetti specifici, nell'ambito del suo
piano operativo 2006.
Liguria International ha sede a Genova e uffici a Bengasi in Libia, a Ekate-
cativa presenza di prodotti ed operatori della filiera floricola savonese alla mostra Flowers 2006 di Mosca, che
gli esperti commerciali giudicano
molto importante; uno studio preliminare approfondito sul mercato dei
prodotti floricoli in aree campione
dell'Est; uno studio operativo finalizzato alla realizzazione di una piat-
rinburg nella Federazione Russa e a
Sofia in Bulgaria, e opera sviluppando progetti di promozione, secondo
gli indirizzi della Regione Liguria e
del sistema camerale, nel quadro di
accordi con il Ministero delle Attività
Produttive e con l'Istituto Italiano
Commercio Estero.
Le prime proposte portate all'attenzione di Liguria International dalla
Camera di Commercio di Savona, riguardano una consistente e signifi-
taforma logistica per i prodotti floricoli, in una idonea posizione del quadrante Nord Est, che consenta l'invio
di automezzi con carichi completi e
la successiva rottura e ridistribuzione dei carichi in piccole partite (pochi carrelli per volta) agli operatori
commerciali del posto, caratterizzati
da dimensioni economiche mediopiccole.
Riccardo Galbussera
N° 4/2006
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CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA
AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE
L’epidemia, iniziata dal basso Piemonte e Liguria, provoca forti riduzioni delle produzioni
È del 2003 l’allarme peronospora
Un progetto per salvare il basilico
Nei due anni di durata dello studio sono state predisposte prove dimostrative in campo
per illustrare i sintomi della malattia, la gravità degli attacchi e le strategie di lotta
D
al mese di settembre
del 2003, una grave
epidemia, causata da
Peronospora sp., ha colpito le coltivazioni di basilico di basso Piemonte e
Liguria, diffondendosi rapidamente, eccettuato un
breve periodo invernale,
in Toscana, Lazio e Sardegna e sud della Francia,
causando gravi danni alle
coltivazioni, una forte riduzione delle produzioni
e, soprattutto in Liguria
dove si concentra una porzione consistente della
produzione nazionale di
basilico, una grave crisi
occupazionale degli addetti al settore.
Si tratta di un patogeno che
non era mai stato osservato
su coltivazioni da reddito di
basilico dopo la sua prima individuazione nel 1932 in
Uganda e che, dopo alcune,
casuali osservazioni in Svizzera, su basilico proveniente
dall’Africa, si è manifestato
con rapidità e dannosità su
coltivazioni piemontesi e liguri tra loro anche molto distanti in termini di localizzazione territoriale, diverse per
ambienti e per tecniche di
coltivazione.
Sono state immediatamente
avviate attività di ricerca volte alla soluzione del problema ed in pochi mesi è stata
compiuta una prima, rapida
determinazione del parassita, sono state indagate le caratteristiche biologiche in
grado di influenzarne la diffusione e sono state effettuate prove di lotta, al fine di verificare l’efficacia dei prodotti
autorizzati sulla coltura, ottenendo anche l’estensione di
etichetta di un prodotto altamente efficace per il contenimento della malattia.
I Nella foto, diffusi attacchi
di peronospora sp. su
basilico in serra.
La causa della malattia
della saporita pianticina
verde sono principalmente
dovuti al generalizzato
utilizzo da parte degli
orticoltori di pochissime
selezioni di basilico.
Va ricordato che un
importante patogeno
della coltura del basilico
è trasmesso mediante
semi infetti.
Quali obiettivi
Il progetto dimostrativo “Difesa del basilico a basso impatto ambientale per il contenimento di Peronospora
sp.” si è proposto di trasferire, attraverso prove dimostrative e incontri di formazione, i risultati ottenuti dalla ricerca in questi ultimi
anni. L’esigenza più importante per gli agricoltori è,
infatti, rappresentata da un
lato dalla capacità di riconoscimento rapido e sicuro dei
sintomi della malattia, e dall’altro dall’illustrazione dei
sistemi e delle strategie di
lotta al patogeno, sia con
l’applicazione di mezzi chimici, sia mediante l’adozione di mezzi agronomici, fisici e biologici per il contenimento della diffusione della
malattia tra le piante in coltivazione e nel terreno.
Nei due anni di durata del lavoro progettuale sono state
predisposte prove dimostrative in campo, mediante le quali illustrare i sintomi della
malattia, la gravità degli attacchi, i sistemi e le strategie
di lotta e la capacità di trasmissione per seme; sono stati illustrati i risultati in campo ed in laboratorio, attraverso momenti di incontro e
di discussione sia presso le
strutture del CeRSAA, sia,
secondo necessità, presso
aziende agricole liguri produttrici di basilico; infine, è
stata fatta formazione in aula per l’illustrazione della biologia del parassita e degli
strumenti di lotta, indicando
le più opportune strategie
chimiche ed integrate applicabili in relazione alla gravità degli attacchi.
Negli articoli seguenti si illustrano alcuni dei principali
risultati divulgati alle imprese agricole, raggiunti grazie anche all’impegno della
Regione Liguria, con l’appoggio delle Organizzazioni Sindacali degli Agricoltori e con
i suggerimenti degli stessi
basilicoltori.
Giovanni Minuto
È IL SEME INFETTO LA CAUSA DELL’INFEZIONE
È stata ormai confermata anche sperimentalmente l’ipotesi della diffusione degli
‘’agenti’’ patogeni mediante seme.
L’esplosione epidemica degli attacchi di peronospora osservati repentinamente e contemporaneamente in Liguria e poi in altre regioni
italiane non potevano non fare sospettare che
la fonte dell’infezione potesse essere legata
all’impiego di materiale riproduttivo infetto, visto, soprattutto il generalizzato utilizzo da parte degli orticoltori di pochissime selezioni di
basilico.
Peraltro, non risulta che, oltre al materiale propagativo, altri fattori produttivi possano essere
considerati quale fonte di inoculo. Inoltre le
aree ove l’alterazione è stata osservata inizialmente sono fisicamente poste in zone geograficamente differenti e distanti tra 50 e 150 km
in linea d’aria.
L’ipotesi della diffusione mediante seme infetto
di Peronospora sp., è stata confermata sperimentalmente dai ricercatori di Agroinnova dell’Università di Torino, che hanno osservato un
basso livello di contaminazione (< 0,02 %), più
che sufficiente a spiegare la rapida diffusione
del patogeno, grazie anche alla notevole densità di coltivazione (5.000 – 10.000 semi/m2),
che consente di avere almeno 1-2 semi infetti
per ogni metro quadrato di superficie coltivata.
In letteratura sono peraltro noti altri esempi di
diffusione, mediante seme, di agenti di peronospora: tra questi si può citare Plasmopara
nivea su prezzemolo.
Restando su basilico, si ricorda che un altro
importante patogeno di questa coltura, Fusarium oxysporum f. sp. basilici, è trasmesso
mediante semi infetti.
(g.m.)
N° 4/2006
CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA
I
mezzi chimici di lotta applicabili per il contenimento
del parassita sono pochi e alcuni di questi sono attualmente
in fase di revisione ai sensi della
direttiva 91/414/CE. Per frenare l’attacco epidemico di Peronospora sp. su basilico, sono state
compiute numerose prove di valutazione destinate a favorire
l’estensione di etichetta di nuovi
formulati, più efficaci di quelli
autorizzati. Per alcuni dei prodotti non autorizzati, infatti, sono state intraprese azioni destinate ad ottenere un’estensione
di etichetta, in base a quanto
stabilito dal D.L. 17/03/1995 n.
194 (DIR. CE 91/414). Tra i prodotti saggiati sono stati compresi anche formulati esclusi da obbligo di registrazione ai sensi
del DPR n. 290 del 23/04/2001.
Quali risultati
Le prove effettuate hanno messo in evidenza l’ottima efficacia
di metalaxyl M + rame
ossicloruro e di azoxystrobin
(tabella 1). Grazie alle prove
effettuate, questi due prodotti
sono stati recentemente autorizzati sulla coltura di basilico,
il primo in pieno campo ed il secondo sia in pieno campo, sia in
ambiente protetto.
Tra i prodotti da più lungo tempo autorizzati su basilico, sol-
· 23
AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE
Attacchi ridotti con la riduzione delle temperature medie
Nelle foto, da sinistra:
Oltre la difesa chimica
contro la peronospora
I figura 1: clorosi fogliare
su piante di basilico
naturalmente infette
da Peronospora sp.;
I figura 2: evidente
fruttificazione di
Peronospora sp. sulla
lamina fogliare inferiore;
I figura 3: alterazioni
necrotiche di tessuti
fogliari di basilico infetto
da Peronospora sp.
osservate dopo un giorno
di conservazione a 6° C
all’interno di un sacchetto
in plastica sigillato;
I figura 4: fruttificazione
di Peronospora sp.
prelevate da tessuti
di basilico naturalmente
infetti e osservate
al microscopio.
Il trattamento di miscela polvere di roccia e
scheletri di diatomee non ha protetto la coltura
tanto il thiram e lo ziram hanno
manifestato un’attività discreta,
anche se non costante. Il propamocarb e i due formulati a base
di rame saggiati non sono stati
in grado di contenere gli intensi
attacchi di peronospora osservati; anzi, tre-quattro trattamenti
fogliari con i rameici hanno fortemente imbrattato le foglie,
rendendo non commerciabili le
piante.
Quando, infine, i prodotti a base
di rame sono rimasti molto a
lungo in fase liquida sulla superficie fogliare hanno anche
provocato diffuse ustioni sulla
lamina, con grave danno alla
coltura. Il prodotto a base di polvere di roccia, impiegato da alcuni produttori liguri di basilico
nel tentativo di contenere la malattia senza il ricorso all’impiego
di mezzi chimici di sintesi, non
ha affatto protetto la coltura.
mantenuti valori termici diurni sempre inferiori a 20°C.
Alcune osservazioni
I risultati
Appare interessante osservare come gli attacchi del parassita si siano fortemente ridotti quando le temperature medie in serra, tra la metà di dicembre e la fine di gennaio,
sono scese sotto la soglia dei
20°C. Probabilmente a causa
di questo fenomeno, la capacità di diffusione del patogeno
si è ridotta e le foglie formatesi dopo i primi giorni di dicembre non sono state più interessate dall’attacco del patogeno e la gravità della malattia sulla coltura si è ridotta.
Osservazioni analoghe sono
state fatte da numerosi produttori liguri di basilico, nelle
cui serre riscaldate sono stati
La scelta di saggiare metalaxyl
M in miscela con rame ossicloruro e azoxystrobin per la lotta
antiperonosporica del basilico è
stata dettata dalla necessità di
fornire agli agricoltori mezzi efficaci e rapidi per la difesa delle
loro colture, gravemente compromesse in Liguria. Con l’adozione degli strumenti previsti
dal D.L. 17/03/1995 n. 194, attuazione della Direttiva
91/414/CE, è stato possibile richiedere l’estensione dei due
prodotti, con l’intenzione, operando secondo quanto previsto
dal medesimo D.L., di ottenere
l’estensione di etichetta del primo anche in ambiente protetto
– come inizialmente previsto –
rispettando le regole dell’armonizzazione europea dei residui
degli agrofarmaci.
Probabilmente, la difesa chimica del basilico non rappresenta
la soluzione ai molteplici e gravi problemi fitopatologici del
basilico, ma può risultare utile
nel contenimento dei gravi fenomeni epidemici osservati nel
caso della diffusione di questa
peronospora.
Giovanni Minuto
Tabella 1 - Effetto dei trattamenti sulla incidenza (% di piante colpite) e gravità (% di foglie colpite per pianta) di peronospora su basilico.
Trattamento °
% piante infette a diversi stadi di sviluppo
Prime foglie vere
Otto foglie
Sedici foglie
Pianta a fine ciclo
Testimone non trattato 6,8 abc*
20,2 bc
54,6 bc
37,9 ab
Propamocarb
6,9 abc
18,5 abc
45,9 abc
25,2 ab
Azoxystrobin
0,0 a
0,4 a
0,0 a
0,4 ab
Metalaxyl M+Cu
0,0 a
0,0 a
0,0 a
0,0 a
Thiram
2,0 ab
3,8 ab
15,0 ab
11,4 ab
Ziram
4,5 abc
8,1 abc
13,9 ab
14,5 ab
Mancozeb
6,5 abc
6,1 abc
44,0 abc
14,2 ab
Ossicloruro di rame
6,5 abc
17,5 abc
70,9 c
44,7 ab
Ossicloruro di rame
6,2 abc
24,3 c
72,6 c
36,0 ab
Ossicloruro di rame
11,5 c
21,6 bc
69,5 c
38,6 ab
Fosetil alluminio
9,6 bc
16,0 abc
49,3 abc
18,7 ab
Polvere di roccia**
7,2 abc
16,9 abc
72,5 c
46,8 b
° Numero trattamenti: 3.
* Le medie della medesima colonna
1
2
% foglie colpite per pianta a diversi stadi di sviluppo
Prime foglie vere
Otto foglie
Sedici foglie Pianta a fine ciclo
3,2 abc
6,8 bcd
18,7 bcd
12,8 b
3,2 abc
4,5 abcd
12,2 abcd
7,2 ab
0,0 a
0,2 a
0,0 a
0,1 a
0,0 a
0,0 a
0,0 a
0,0 a
1,0 ab
1,1 ab
4,7 abc
3,3 ab
1,8 abc
2,9 abcd
4,2 ab
4,5 ab
3,3 abc
2,0 abc
12,1 abcd
4,2 ab
3,1 abc
6,4 abcd
18,5 bcd
11,5 b
3,2 abc
9,0 d
19,5 cd
9,7 ab
5,3 c
7,7 cd
19,6 cd
10,1 ab
4,2 bc
5,4 abcd
14,7 abcd
4,9 ab
3,6 abc
5,3 abcd
20,7 d
10,7 ab
3
4
seguite dalla stessa lettera non
differiscono significativamente tra
di loro con una probabilità del 5%
secondo il test di Duncan.
** Miscela di polvere di roccia e scheletri di diatomee.
I SINTOMI DELLA MALATTIA E LA MANIFESTAZIONE DEL PATOGENO
La Peronospora è un nuovo parassita del basilico che, dall’autunno del 2003, ha iniziato a
diffondersi rapidamente e gravemente nelle
coltivazioni liguri, prodotte in ambiente protetto (serra ferro e vetro, o tunnel) ed in pieno
campo (tabella 2).
In serra, l'alterazione si presenta diffusa inizialmente a macchie e successivamente, dopo 3-4 giorni, si estende rapidamente ad ampie aree, poste generalmente al centro delle
serre, ma, comunque, non soggette a particolari fenomeni di condensazione. In alcuni casi
dopo circa 7-8 giorni superfici anche molto
ampie (2000 - 2500 m2) possono essere interessate dall'alterazione. Il primo sintomo fogliare consiste in una leggera clorosi, in genere limitata dalle nervature fogliari (figura 1),
da cui, dopo 2-3 giorni, si evidenzia, sulla pagina fogliare inferiore, ma sporadicamente
anche sulla pagina fogliare superiore, un'ab-
Tabella 2 - Superficie coltivata a basilico in Liguria e in Italia (m2).
Aree di coltivazione
Superficie coltivata
in ambiente protetto
Italia
Liguria
170.120
Genova
32.770
Imperia
34.350
La Spezia
13.200
Savona
89.800
Fonte: statistiche ISTAT 2004.
Superficie coltivata
in pieno campo
234.600
4.600
8.900
155.000
66.100
Totale
1.063.300
404.720
37.370
43.250
168.200
155.900
bondante ed evidente evasione micelica di
colore grigio olivastro, anche molto intenso,
costituita da un feltro molto uniforme e tale da
nascondere quasi completamente la lamina
fogliare (figura 2).
L’attacco non si limita alla sola coltivazione in
campo; esso, infatti, procede anche nella fase
di post-raccolta. Le fasi di lavorazione del basilico successive alla raccolta prevedono, infatti, almeno nel caso di confezionamento del
prodotto per il consumo fresco, l'imballaggio
delle piante vive o di porzioni di esse in sacchetti e/o vaschette in materiale plastico, all’interno delle quali si generano condizioni microclimatiche di scarsa se non assente ventilazione del prodotto stesso. In tali condizioni,
anche a basse temperature (4-6 °C) il fogliame delle piante infette in campo può degenerare nel giro di sole 12-24 ore, presentando
sulla lamina fogliare superiore ed inferiore necrosi dei tessuti di colore nero idropico, dai
contorni non regolari e, comunque, non delimitati dalle nervature fogliari, ma sempre osservabili in corrispondenza delle già citate
aree clorotiche e delle fruttificazioni
(figura 3).
In campo l’attacco del parassita avviene in
presenza, in ambiente protetto, di temperature dell'ambiente variabili da 16 a 35°C oscillanti in media tra 20 e 26°C e di umidità relativa variabile dal 30 al 100% con valori medi
compresi tra 50 e 80% .
Il patogeno: come è fatto e come si
diffonde
Osservando un preparato al microscopio, ottenuto a partire dall'efflorescenza micelica fogliare, è possibile osservare un’abbondantissima presenza di rami conidiofori abbondantemente ramificati di colore tendente al bruno
al cui apice viene portato un singolo conidio
grigiastro di forma ellissoidale (figura 4).
(g.m.)
24 · N° 4/2006
CENTRO DI SPERIMENTAZIONE E ASSISTENZA AGRICOLA AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI SAVONA
AZIENDA SPECIALE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E LA PROMOZIONE TECNOLOGICA E COMMERCIALE
Sono strettamente collegati alla vocazione produttiva delle singole province
La rete dei laboratori camerali è
costituita in Italia da 26 presidi
Quello della Camera di Savona (regione Rollo, Albenga) è stato realizzato sin dal 1994.
L’obiettivo prioritario è l’adeguamento del “Sistema qualità” per un controllo costante
RETE DEI LABORATORI
CAMERALI
Dall'inizio del secolo scorso i laboratori chimico-merceologici
delle Camere di Commercio
sono cresciuti in numero e qualità. Attraverso un progetto denominato LAB - coordinato da
Unioncamere e cofinanziato
dal Fondo Europeo di Sviluppo
regionale e dal Ministero dell'Industria - è stata potenziata
l'area del Sud d'Italia, con la
costruzione di nuovi laboratori
e il potenziamento di quelli già
esistenti. Oggi vi sono ventisei
laboratori che offrono ad imprese e consumatori un ampio
spettro di analisi e prove per i
settori agroalimentare, ambientale, industriale e per l'oreficeria. Alcuni di essi si caratterizzano per una spiccata specializzazione, come nel caso del
Laboratorio della Camera di
Milano ( gemmologia ), del laboratorio della Camera di Trieste ( caffè ), di quelli di Vicenza
ed Arezzo ( metalli preziosi).
Pur fortemente legati alla vocazione produttiva delle rispettive province, i laboratori camerali sono integrati in una
rete nazionale, basata su convenzioni e sostenuta da un collegamento in rete telematica
attraverso Internet.
Tutto ciò permette di offrire al
"cliente impresa" non soltanto
le prove del singolo laboratorio, ma anche quelle attivate
presso le altre strutture della
rete e, al tempo stesso, consente agli utenti che necessitano della contemporanea esecuzione di prove in più punti
del territorio nazionale, di attivare contatti con un solo laboratorio e di interloquire con
un unico responsabile finale
dei risultati. Il portafoglio di
servizi dei laboratori delle Camere di Commercio non prevede solo analisi e prove, ma
offre anche attività di assistenza tecnico-promozionale agli
utenti con l’obiettivo di:
G individuare i problemi e
trovarne una soluzione,
G interpretare ed applicare
i risultati delle analisi
effettuate,
G implementare i sistemi di
monitoraggio ambientale,
G controllare i punti critici
dei processi del settore alimentare,
G effettuare l’etichettatura
dei prodotti,
G effettuare le necessarie certificazioni per l'export, ecc.
Il ruolo pubblico super-partes
impone ai laboratori camerali
un ineludibile rispetto dei
principi della qualità, con la
consapevolezza che sovente i
propri rapporti di prova costituiscono un punto di riferimento ufficiale. L’impegno
per la qualità garantita è dimostrato anche dal progressivo accreditamento dei laboratori camerali da parte del
SINAL (Sistema Nazionale
Accreditamento Laboratori),
che certifica la loro conformità
alla norma europea UNI CEI
EN ISO/IEC 17025. L’accreditamento garantisce:
a) la competenza tecnica del
personale;
b) l'imparzialità di giudizio;
c) l'impiego di un sistema organizzativo a garanzia della qualità;
d) l'utilizzo di strumentazione
adeguata e tarata in riferimento a campioni del Sistema Nazionale di Taratura;
e) l'adozione di metodiche di
prova validate.
Questa certificazione della
qualità di sistema e tecnicooperativa rende automaticamente validi, in quattordici
nazioni oltre all’Italia (Australia, Danimarca, Finlandia,
Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Irlanda,
Norvegia, Nuova Zelanda,
Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera), i certificati emessi dai
laboratori accreditati.
Il primo laboratorio camerale
accreditato è stato il CATAS
della Camera di Udine ( 1992
- accreditamento n. 27 ) ed oggi i laboratori camerali accreditati sono la quasi totalità.
La convinzione nel conseguire obiettivi di qualità è confermata inoltre dalla partecipazione volontaria di tutti i
laboratori ai confronti interlaboratorio (ring test), attraverso i quali ciascuna struttura confronta i propri risultati analitici con quelli ottenuti dagli altri e provvede così ad una costante autoverifica delle proprie capacità di
analisi e prova.
IL LABORATORIO
CHIMICO
DELLA CAMERA
DI COMMERCIO
DI SAVONA
Il Laboratorio è stato realizzato nel 1994, fortemente voluto dalla Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Savona,
d’intesa con tutti i settori
I Nella foto:
un tecnico
del laboratorio
del Cersaa al lavoro.
produttivi della provincia.
È inserito nell’ambito dell’Azienda Speciale per la formazione professionale e la promozione tecnologica e commerciale fa parte della Rete
Nazionale dei Laboratori Camerali, coordinata dall´Unione Italiana delle Camere di
Commercio Industria Artigianato Agricoltura.
La determinazione di residui
di fitofarmaci su prodotti ortofrutticoli è stato il primo campo di applicazione a cui si sono
in breve tempo aggiunte
un´ampia gamma di analisi
chimiche, microbiologiche e
sensoriali. Per quest’ultime
dispone di una sala di assaggio, progettata e realizzata in
conformità a quanto previsto
dalla normativa internazionale in termini di analisi organolettiche sugli alimenti (olio,vino,olive,conserve, ecc.).
I principali utilizzatori dei servizi del Laboratorio sono i consumatori, le imprese, le istituzioni pubbliche e private, e le
associazioni di categoria.
PRIORITÀ ED IMPEGNI
DEL LABORATORIO
Gli obiettivi prioritari sono i
seguenti:
G realizzazione ed adeguamento del “Sistema qualità” che garantisce il controllo costante di ogni attività del laboratorio;
G impiego di personale specializzato e costantemente
aggiornato;
G utilizzo di strumentazione
aggiornata;
G adozione di metodi di analisi ufficiali o riconosciuti
a livello internazionale;
G partecipazione a circuiti
interlaboratorio nazionali
ed internazionali;
G gestione di servizi di campionamento e prelievo
presso i clienti;
G consegna dei risultati
analitici (Rapporti di
Prova) in tempi rapidi e
G
G
predeterminati;
offerta di servizi on-line
dedicati ai clienti convenzionati;
garanzia assoluta della
tutela della privacy dei
clienti.
ANALISI CHIMICHE
I campi analitici, in cui opera
più frequentemente il Laboratorio della CCIAA di Savona
sono i seguenti:
Alimentare:
Il Laboratorio è in grado di soddisfare le necessità del cliente
nel campo dell’analisi degli alimenti. In particolare può soddisfare la richiesta delle seguenti determinazioni:
G aspetti nutrizionali (lipidi,
glucidi, protidi, vitamine,
ecc.);
G analisi chimiche per la ricerca dei residui di fitofarmaci in matrici alimentari
in genere ed in particolare
nei prodotti ortofrutticoli;
G additivi;
G metalli pesanti.
La ricerca dei residui di fitofarmaci è una delle principali
attività del laboratorio che in
questo settore ha raggiunto
un elevato grado di specializzazione, sia riguardo al numero di fitofarmaci determinabili
sia per le matrici analizzabili
(vegetali, acque, oli vegetali
ed alimenti in genere).
L'intero settore delle analisi
di residui di fitofarmaci è sottoposto ad accreditamento nel
rispetto della norma UNI CEI
EN ISO/IEC 17025.
Analisi dei vini:
G Determinazioni ufficiali nel
settore vitivinicolo e certificati di analisi per la esportazione dei vini, compresi i
Paesi ove è previsto il marchio INE.
G Vengono effettuati, secondo
le metodiche ufficiali, i principali saggi sui vini (grado
alcolico, acidità totale e volatile, anidride solforosa,
estratto secco ecc.) e altre
analisi più specifiche (glicerina, zuccheri, ecc.).
Tali analisi assumono una
particolare rilevanza nelle
pratiche di riconoscimento
della D.O.C.
Analisi degli oli di oliva:
G Il Laboratorio effettua, secondo le metodiche ufficiali,
le principali analisi chimiche di caratterizzazione di
olio di oliva (numero di perossidi, acidità, saggio spettrofotometrica ecc.).
G Possono essere eseguite determinazioni specifiche
quali, ad esempio, la composizione acidica per via gascromatografica, ecc.
Tali analisi assumono una
particolare rilevanza nelle
pratiche di riconoscimento
della D.O.P. “Riviera Ligure”.
Agronomico:
G Il Laboratorio è anche specializzato nelle analisi dedicate al settore agronomico (caratterizzazione di terreni, concimi, fertilizzanti,
terricci e soluzioni nutritive di uso agricolo).
G Si effettuano analisi chimiche che forniscono un
supporto fondamentale all’agricoltore che desidera
adoperarsi per ottenere il
massimo rendimento nel
proprio lavoro.
Ambientale:
Particolare attenzione è posta
nelle indagini del settore
ambientale:
G acque superficiali, sotterranee, potabili, reflue ed
irrigue;
G classificazione delle acque
reflue;
G classificazione dei rifiuti;
G inquinanti aereodispersi.
Il laboratorio esegue analisi
mirate alla classificazione delle acque secondo la vigente legislazione, applicando metodiche ufficiali.
Alessandro Frumento
SECONDA PARTE
Pubblichiamo, in questa pagina, la seconda e penultima puntata della relazione del dottor
Alessandro Frumento che evidenzia il collegamento fra le attività delle Camere di Commercio, la Rete dei Laboratori
Camerali e il Laboratorio della
Camera di Commercio di Savona.
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