Macchine per la gestione dell’interfilare ing. Maines Fernando Fondazione E.Mach – C.I.F. Indice • Macchine per la lavorazione meccanica del terreno; • macchine per la gestione dell’inerbimento dell’interfilare: o o seminatrici; macchine per il taglio dell’erba. • irroratrici per diserbo: o o o attrezzature spalleggiate; macchine di medie dimensioni; macchine standard. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 2 Introduzione • o Diverse sono le tecniche per gestire il terreno del vigneto con coltura in atto (una lavorazione secondaria del terreno): lavorazione meccanica: • • • o o o aratura: rompere e rivoltare il terreno per circa 50cm; ripuntatura (abbinata all’aratura in terreni argillosi pesanti): fino 80 – 90 cm per lo sgrondo delle acque; vangatura: interrare residui vegetali ed evitare formazione di suolo di lavorazione inerbimento; diserbo chimico; pacciamatura con film plastico o con materiali di origine organica. • la scelta dipende da moltissimi fattori: o o o o o o o la forma di allevamento; le caratteristiche pedologiche del terreno; le caratteristiche climatiche locali; l’andamento altimetrico; il vitigno ed il portainnesto; la disponibilità idrica; la disponibilità e la qualità della manodopera. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 3 Tecniche miste • Spesso si combinano diverse strategie: o o o lavorazione meccanica sulla fila con inerbimento dell’interfila; diserbo chimico sulla fila con lavorazione meccanica dell’interfila; diserbo chimico sulla fila con inerbimento dell’interfila. • precauzioni: o scelta delle attrezzature non è facile né immediata: • • o non esistono attrezzature e tecniche ottimali; variabilità all’interno del singolo appezzamento. ricerca di ridurre le lavorazioni del terreno, e di adottare tecniche alternative o più semplificate; • 20/09/2009 riduzione dei costi. ing. Maines Fernando meccanica viticola 4 Lavorazione meccanica 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 5 Premesse agronomiche (1) • Tutte le lavorazioni più o meno condizionano la produzione del vigneto in quanto influiscono sulla: o o o • nutrizione delle piante; disponibilità idrica; crescita degli apparati radicali. le lavorazioni del terreno possono essere distinte in funzione della profondità e del periodo d’esecuzione: o autunno-inverno, soprattutto nei climi caratterizzati da una bassa piovosità, vengono effettuate lavorazioni profonde (15 - 20 cm): • • o primavera-estate, aratura del terreno più superficiale (5 - 10 cm): • • per interrare concimi e ammendanti organici; per incrementare riserve idriche del suolo ed eliminare le malerbe. eliminare le infestanti e di ridurre l’evaporazione dell’acqua. interventi nell’anno ridotti a soli tre o quattro (primavera-estate): o troppe lavorazioni peggiorano la struttura del terreno; importante intervenire con le lavorazioni più importanti nel momento in cui il terreno è in tempera. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 6 Premesse agronomiche (2) • Fino a 6 o 7 lavorazioni all’anno: o rincalzatura mediante aratro (15 – 20 cm profondità): • o o o o o o per proteggere il ceppo dal freddo in post vendemmia nelle regioni settentrionali. interramento concimi (P - K), mediante aratro ripuntatore (in autunno); aratura-fresatura su fila, per controllo infestanti , in inverno interramento eventuale sovescio in fine inverno; scalzatura su fila (12 - 15 cm) in primavera; aratura per controllo infestanti (10-15 cm) che sottraggono calore; aratura estiva (5 – 10 cm) per contrastare fenomeno di compattamento suolo e concorrenza idrica infestanti. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 7 Vantaggi • Viene mantenuto sgombro il terreno dalle piante infestanti in competizione trofica con la vite : o o • • • • • • si evita la sottrazione di acqua e di elementi nutritivi: in particolare nei terreni poveri e/o siccitosi; si facilita l’infiltrazione delle acque piovane e si impedisce l’evaporazione per risalita capillare; viene arieggiato lo strato agrario migliorando la vitalità delle piante; interrando i concimi organici e minerali si favorisce una rapida mineralizzazione; migliore assorbimento del calore da parte del suolo; si favorisce l’azione disgregatrice degli agenti esterni e la nitrificazione (trasformazione dell’azoto organico in nitrico); viene contrastata la formazione di una crosta dura e favorire l’approfondimento dell’apparato radicale delle viti. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 8 Svantaggi • Viene danneggiata la struttura del suolo e, particolarmente nel caso delle fresatrici, si crea la suola di lavorazione; • risultano favoriti i fenomeni di erosione; • riduzione della porosità del suolo; • vengono danneggiate le radici superficiali (le più efficienti); • aumentano i rischi di gelate poiché la maggiore evaporazione contribuisce ad abbassare la temperatura in vicinanza del suolo; • si contrasta l’accumulo spontaneo di sostanza organica; • risultano maggiori, rispetto alle altre tecniche, il fabbisogno di manodopera e di energia. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 9 Macchine per lavorazione terreno • • • • • • • • Aratri a dischi; aratro ripuntatore; aratro rotativo; scarificatore; vangatrici leggere; fresatrici; coltivatori leggeri; erpici: o o o a denti rotanti; a denti elastici; a dischi; • lama interceppi. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 10 Aratri a dischi (1) • Attrezzature con una struttura modulare: o • telaio portante, saldato e resistente alle torsioni: o • possibile impostare diverse larghezze di lavoro (1,20 ÷ 2,00 m). altezza da terra sufficiente (50 ÷ 70 cm) per garantire un passaggio sicuro anche in presenza di una grande quantità di materiale organico. alcune serie di dischi in acciaio speciale: • • • • • o diametro attorno ai 50 cm; bordo liscio e/o dentellato; 8 per ogni metro; attaccati al telaio con dei gusci di fissaggio muniti di quattro elementi in gomma di protezione; dischi esterni possono essere regolati in altezza per impedire la formazione di terrapieni. prima serie collocata molto vicino al trattore: • • 20/09/2009 la lunghezza totale della struttura, compresi i rulli a trascinamento, non supera i 2,0 m; struttura corta è una caratteristica essenziale per assicurare stabilità ed efficienza operativa. ing. Maines Fernando meccanica viticola 11 Aratri a dischi (2) • Possono essere classificati in: o aratri standard: • • o massimo 6 corpi lavoranti; dischi sono montati folli su perni assiali paralleli, inclinati rispetto al terreno e alla direzione di avanzamento; aratri verticali: • • 20/09/2009 caratterizzati da un numero maggiore di corpi (da 4 a 15); dischi flangiati sullo stesso asse orizzontale, parallelo al terreno ed inclinato rispetto alla direzione di avanzamento. ing. Maines Fernando meccanica viticola 12 Aratro ripuntatore • Macchina costituita da: o 2 ÷ 4 aratri convenzionali: • o la lavorazione del terreno dello strato più superficiale (20 ÷ 30 cm); una serie di 3 ÷ 7 ancore: • effettuano il dirompimento degli strati più profondi (30 ÷ 50 cm): – – • favorire l’arieggiamento del terreno ed una più efficiente circolazione delle acque; ancore con altezza compresa tra 0,6 e 0,7 m, di diversa forma e massa; distanza tra le ancore 30-60 cm. • lavorazione a due strati necessita: o o un successivo passaggio con idoneo attrezzo per la rottura delle zolle (erpice rotante, fresatrice, …); pareggiamento del terreno mediante rullo per eliminare il solco lasciato dall’aratro (principale limite all’utilizzo dell’aratro per la lavorazione del terreno nell’interfilare). 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 13 Aratri rotativi (1) • E’ una macchina portata in grado di effettuare la completa lavorazione in un solo passaggio; • profondità di lavoro attorno ai 20 cm; • zolle di ridotte dimensioni: o grado di affinamento delle zolle: • • proporzionale alla velocità di rotazione; inversamente proporzionale alla velocità di avanzamento. • no suola di lavorazione; • utilizzo possibile in qualsiasi condizione di terreno. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 14 Aratri rotativi (2) • • Organi lavoranti sono costituiti da ancore o da buri ricurve e vomeri; rotori azionati da trasmissioni meccaniche o idrauliche, che ruotano in senso concorde all’avanzamento. o o • • velocità di rotazione 30-80 giri/min; non prevedono il rovesciamento delle zolle, ma solo il rimescolamento. regolazione profondità con ruote oppure con slitte laterali; intensità di lavorazione varia al variare della velocità di avanzamento, del regime di rotazione del rotore e regolando il carter posteriore. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 15 Scarificatori • Utilizzati al posto dell’aratro per dissodare il terreno con una certa zollosità: o • telaio: o o • senza sconvolgerne la stratigrafia e senza portare in superficie terreno inerte, lasciando residui e sostanza organica negli strati superficiali. da 1 a 4 traverse diritte porta ancore opportunamente collegate tra loro; telaio a V in cui le ancore aggrediscono in terreno progressivamente e migliorano l’aderenza del trattore. presentare 3, 5 o 7 denti facilmente registrabili e smontabili: o all’aumentare del numero di denti: • o • aumenta anche il fabbisogno di potenza erogata dalla trattrice (da 40 a 110 CV). operano fino ad una profondità di 20 ÷ 40 cm; possono essere muniti di: o o ali laterali per effettuare un diserbo meccanico; rullo posteriore (di tipo dentato) per frantumare le zolle più grosse e lasciare il terreno rifinito e pianeggiante. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 16 Vangatrici leggere (1) • • Presentano 2, 3, 5 o 7 vanghe facilmente registrabili e smontabili; è portata da una trattrice mediante attacco a tre punti: o o • all’aumentare del numero di vanghe: o • • generalmente posteriormente; anche anteriormente. aumenta anche il fabbisogno di potenza erogata dalla trattrice (da 40 a 110 CV). operano fino ad una profondità di 20 ÷ 30 cm; possono essere munite di: ali laterali per effettuare un diserbo meccanico; o rullo posteriore (di tipo dentato) per frantumare le zolle più grosse e lasciare il terreno rifinito e pianeggiante. velocità vanghe 100 -180 giri / min. o • 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 17 Vangatrici leggere (2) • Non consentono di raggiungere elevate profondità di lavoro: o vanghe che non incidono il terreno verticalmente ma secondo un angolo di 45°: • • vanghe staccano la zolla di terreno e la lanciano in senso opposto al movimento della trattrice: o • l’angolo di inclinazione con il quale opera la vanga dipende dalla strutturazione del cinematismo adottato sul parallelogramma articolato per fornire il movimento. la zolla viene parzialmente rovesciata, consentendo l’ interramento dello strato superficiale. diffuse per la lavorazione di frutteti e vigneti: o consentono la lavorazione in un solo passaggio: • • • • o decompatta il suolo rispettando la struttura; elimina malerbe; incorpora la sostanza organica; favorisce microporosità e macroporosità; operando in modo agronomicamente corretto: • • • • viene ripristinata in modo ottimale la struttura lacunare del terreno senza compattarlo; si evita la suola di lavorazione; lasciano il terreno sempre pianeggiante, condizione essenziale per la riuscita delle successive lavorazioni; unico inconveniente è la necessità di ripetere l’operazione 3 ÷ 4 volte all’anno. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 18 Vangatrici leggere (3) • Viticoltura sono frequentemente utilizzati modelli: o o portati in posizione latero-posteriore; dotati di opportuni organi tastatori che consentono di operare anche sui filari fra una vite e l’altra: • il movimento può essere effettuato con un sistema: – – – • • ad azionamento meccanico a parallelogramma (indicato per vigneti o colture con alberi a chioma ridotta); con pistone idraulico per lo spostamento laterale del timone di traino e regolazione elettronica; possono essere comandati anche manualmente dal trattorista, per mezzo di un distributore idraulico posto sulla postazione di guida. lo spostamento (che può giungere fino a 40 cm); una molla di contrasto riporta il tastatore a riposo. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 19 Vangatrici leggere (4) • Cofano con bandelle di sfioramento o puntoni: o o posteriormente, per la finitura del terreno; registrabili sia in altezza dal terreno che in distanza dagli organi lavoranti; • presa di potenza posteriore per collegamento ad un’altra macchina. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 20 Zappatrici o frese (1) • • • Portati di norma posteriormente (più raramente anteriormente) ; in grado di lavorare anche in presenza di copertura vegetale molto sviluppata; le testate fresanti; o o di lunghezza variabile da 50 a 90 cm; munite di: • • • o • sistema di ammortizzazione per attutire i colpi più violenti; di pistoni idraulici per la regolazione della angolazione del timone di traino; sistema di traslazione o rotazione della testa fresante comandata da tastatore; operare sulla fila in impianti con distanza fra i ceppi di almeno 50 cm. modelli maggiormente utilizzati per gli interventi interfilare: o o potenza 70-120 hp; modelli versatili e maneggevoli. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 21 Zappatrici o frese (2) • Si possono distinguere tre tipi fondamentali di zappatrici: o o o zappatrice lavorante centrale; zappatrice lavorante lateralmente; zappatrice a comando idraulico: • • quest’ ultima tipologia è utilizzata per lavori nell’interfilare (zappatrice a intraceppi); sistema automatico di spostamento trasversale per consentire il lavoro tra le piante. – – 20/09/2009 gli spostamenti trasversali massimi sono attorno ai 40 cm. comandato da un tastatore. ing. Maines Fernando meccanica viticola 22 Zappatrici o frese (3) • Lo spostamento dura fino a quando il tastatore tocca la pianta: o • molla di contrasto riporta il tastatore a riposo. difetto principale: o o determinano la formazione di una suola di lavorazione; sminuzzano eccessivamente il terreno: • • aspetto particolarmente negativo in quanto favorisce il fenomeno dell’erosione nei terreni collinari. la profondità di lavoro: o o fino ad un massimo di 15 cm; è regolata mediante due slitte poste alla base del telaio per l’aggancio all’attacco a tre punti. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 23 Coltivatori leggeri • Caratterizzati da un elevato numero di ancore rigide (chisel) o elastiche: o o operano nei primi 10 ÷ 15 cm di suolo (all’occorrenza fino a 25 ÷ 30 cm). distanza tra un’ancora e l’altra all’interno dello stesso rango: • superiore ai 70 ÷ 80 cm (possibile solo su attrezzi a 3 ranghi): – • è possibile operare la sarchiatura (lavorazione ed eliminazione delle infestanti) dell’intero interfilare: o disponibili macchine con: • • • per evitare “l’effetto rastrello”. telaio a larghezza regolabile; rullo posteriore utilizzato per regolare il terreno lavorato. Sono necessarie trattrici da 40 a 100 CV; coltivatori chisel presentano cinque, sette o nove ancore (munite di bullone di sicurezza o con sistema di sicurezza idraulico) ed un rullo posteriore frangiterra. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 24 Erpici • Gli erpici più utilizzati nella lavorazione dell’interfilare in viticoltura sono: o o o erpici a dischi; erpici a denti elastici; erpici rotanti. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 25 Erpici a dischi (1) • Utilizzati per: o o operazioni d’affinamento del terreno; frantumazione e interramento della sostanza organica; • si utilizzano erpici leggeri (40-50 kg/disco e 300 - 400kg/m) o erpici medi. • profondità di lavoro 10 - 25 cm: o profondità maggiori sono raggiunte aumentando l’inclinazione dei dischi. • incremento del grado interramento residui vegetali:aumentando la velocità d’avanzamento dell’erpice stesso. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 26 Erpici a dischi (2) • Dischi dentati penetrano meglio nel terreno e hanno azione più incisiva di taglio sui residui vegetali: o vengono solitamente montati sugli assi anteriori. • dischi “a lobi” e/o dischi “a lame”: o maggior penetrazione e grado di “rovesciamento” del terreno. • dischi sono inclinati: o o rispetto alla direzione di avanzamento (angolo di attacco),; mai nei confronti della normale alla superficie del terreno. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 27 Erpici a denti elastici • Denti flessibili disposti su più ranghi: o • • • il telaio in lavoro si trova sempre a 250 - 350 mm da terra; velocità di avanzamento dell’ordine di 8-10 km/h in viticoltura si utilizzano versioni portate: o o o o o o • allestiti in modo diverso a seconda delle esigenze, profondità variata attraverso il sollevatore o ruote di profondità; munite di rulli posteriori; larghezze di lavoro fino a 2,5 – 3 m; profondità di lavoro di 20 - 25 cm; caratteristiche che si adattano meglio a terreni leggeri, o comunque di medio impasto. tali modelli richiedono da 50 a 120 CV; il grado di affinamento e la qualità della lavorazione dipende da: o o o o o diversi angoli di incidenza sul terreno; numero di organi lavoranti per metro di larghezza; velocità d’avanzamento; tipo e forma dell’organo lavorante; presenza di attrezzature complementari. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 28 Erpici a denti elastici: denti e utensili 1. semplice curvatura; 2. doppia curvatura; 3. ricurvo reversibile; 4. elastico dritto; 5. canadese. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 29 Gli erpici rotanti • Detti anche coltivatori: o sono collegati anch’essi all’attacco a tre punti e permettono la lavorazione dell’interfilare: • o • • a differenza delle fresatrici interfilare, i coltivatori interceppi non creano solchi o suole di lavorazione durante il loro passaggio. serie di rotori ad asse verticale rotanti in senso alternativo al rotore vicino e provvisti di una coppia di denti variamente conformata. o • molto efficaci in terreni medio-pesanti e con un alto tenore in scheletro e con erba molto sviluppata. regime di rotazione è di oltre 150 - 300 giri/min. profondità di lavoro regolata tramite rullo posteriore e ruote di profondità; grado di affinamento modificabile con velocità d’avanzamento e regime di rotazione dei rotori. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 30 Denti 1. 2. 3. 4. Denti a lama; denti a sezione quadrata; denti a sezione triangolare; denti inclinati. • esistono nuove soluzioni tecniche: o erpici rotanti orizzontali. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 31 Caratteristiche tecniche (1) • Le versioni intraceppi sono dotate di due rotori indipendenti: o possono ruotare in modi differenti: • • o entrambi in senso orario o in senso antiorario; indipendentemente l’uno dall’altro, nei due sensi opposti. possono lavorare con distanze tra i ceppi che non devono essere inferiori ai 50 cm. • la macchina è dotata di un impianto idraulico totalmente indipendente da quello del trattore: o n serbatoio da 65 litri d’olio con uno scambiatore di calore che ha il compito di evitarne il surriscaldamento e permette ad esso di effettuare cicli di lavoro continui. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 32 Caratteristiche tecniche (2) • La macchina ha larghezze di lavoro che vanno dai 100 ai 200 cm; o può effettuare uno spostamento dal centro del trattore fino a 2 m. • può essere dotato di joystick per comandare molteplici funzioni della macchina: o o o la traslazione laterale all’interno del filare; la profondità di lavoro (generalmente intorno ai 20 cm); il senso di rotazione di ogni singolo rotore. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 33 Condizioni del terreno alla lavorazione • eseguono un buon lavoro di livellamento: o notevole produzione di terra fine distribuita omogeneamente su tutto lo strato lavorato; • sistemi di lavorazione adatti per terreni tenaci dove l’azione del clima è poco sentita. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 34 Lama interceppi • Consente di eliminare le erbe infestanti fra le piante: o mediante una lama: • • • • • • montata, di solito, anteriormente alla trattrice (è possibile anche l’aggancio posteriore o ventrale); può essere affiancata da: organo scalzatore (lama, vomere o gruppo di dischi mossi da gruppo idraulico); alcuni dischi che ripristinano il livello del terreno. munita di organo tastatore che comanda un sistema idraulico per la traslazione del gruppo lavorante sulla fila. la velocità di avanzamento è di circa 8 ÷ 10 km/h. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 35 Dispositivi complementari: rulli. 1. 2. 3. 4. 5. 6. a gabbia; packer; a barrette; cambridge; stellato; spirale. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 36 Seminatrici da vigneto 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 37 Premesse agronomiche • L’inerbimento: o mantenere su una superficie coltivata a vigneto una vegetazione erbacea spontanea o seminata, che ne migliora alcune caratteristiche. • alla buona riuscita della semina concorrono diverse condizioni dipendenti da: o o o modalità distribuzione; condizioni ambientali; caratteristiche genetiche e agronomiche delle sementi. • aspetti da considerare sono quindi: o o o corretta distribuzione dei semi; giusta profondità di posa del seme; preparazione del letto di semina: • caratteristiche di un corretto letto di semina: – – – 20/09/2009 assenza in superficie di zolle con dimensioni superiori a 5 cm di diametro; letto senza zolle con dimensioni superiori a 1 cm di diametro; assenza di suola di lavorazione. ing. Maines Fernando meccanica viticola 38 Vantaggi • • Viene ridotto fortemente il fenomeno dell’erosione superficiale nel caso di terreni collinari; viene migliorata la struttura fisico-chimica del suolo e la sua portanza: o • • • • • • • • minor compattamento indotto dal passaggio delle macchine agricole; consente alle macchine di entrare in campo anche nei periodi piovosi; vengono ridotti i fenomeni di ristagno idrico nei terreni con eccessiva umidità; contribuisce a limitare (eventualmente) la vigoria delle viti e favorisce allegazione e maturazione; consente un miglior sviluppo dell’apparato radicale negli strati superficiali; favorisce la traslocazione in profondità del fosforo e del potassio; diminuisce il potere clorosante per la minor presenza di calcare attivo (la cui percentuale aumenta con lo sminuzzamento del terreno indotto dalle lavorazioni meccaniche); migliora il tenore di sostanza organica del terreno indotta dallo sfalcio; determina minori perdite di acqua per evaporazione per l’azione pacciamante svolto dall’erba lasciata in campo dopo il taglio. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 39 Strategie di inerbimento • Di contro l’inerbimento determina: o o o perdita significativa di acqua nel periodo estivo; in primavera aumenta gli effetti delle gelate; può contribuire allo sviluppo di infezioni di peronospora o di botrytis. • necessaria attenta analisi strategie: o in ambienti con precipitazioni < 400 mm/anno: • inerbimento temporaneo (autunno e inverno) e irrigazioni in estate; – – o ambienti con 700 - 800 mm/anno: • inerbimento permanente; – – – o azione antierosiva in mesi piovosi; evito competizione acqua in estate. più difesa contro erosione; minor dilavamento elementi nutritivi; miglior infiltrazione acqua. inerbimento a filari alterni. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 40 Classificazione • In base alla modalità di distribuzione: o o seminatrici a spaglio; seminatrici a righe. • in base alla modalità di lavoro: o o seminatrici meccaniche; seminatrici pneumatiche. • in base all’operazione svolta: o o seminatrici semplici: effettuano la sola operazione di semina; seminatrici combinate: in grado di svolgere operazioni accessorie: • • • semina; concimazione localizzata; distribuzione di antiparassitari. • in base al rapporto con la trattrice: • • • 20/09/2009 portate; semiportate; trainate. ing. Maines Fernando meccanica viticola 41 Elementi generali • In viticoltura si adotta l’inerbimento dell’interfilare: o o messa a dimora dei semi più vari, in particolare di quelli delle foraggere; non è richiesta particolare precisione (sia in senso trasversale che longitudinale): • macchine più semplici sia nella costituzione che nel funzionamento e di dimensioni più contenute: – • ad esclusione di un certo controllo della dose distribuita. le seminatrici per vigneto: o o o generalmente di tipo meccanico (a differenza di quelle a righe o di precisione che possono anche avere organi di distribuzione a funzionamento pneumatico); portate o semiportate. presentano: • • larghezze tra 0,50 m e 2,50 m; forza di trazione tra 2 – 3 KW per metro di larghezza di lavoro. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 42 Seminatrici a spaglio • Sono macchine di tipo portato; • sono adattamenti di comuni spandiconcime centrifughi: o o uniformità di distribuzione piuttosto approssimativa; generalizzata a tutta la superficie. • costituiti da: o tramoggia a forma tronco-piramidale o tronco-conica: • o coclea per il movimento del seme posta sul fondo; distributore con disco rotatore che getta il seme a una certa distanza: • • azionato da PTO; per ridurre deriva: – o mescolamento semi con sabbia o ghiaino. erpice o rullo compressore posteriormente per successivo interramento. • quantità distribuita: 80 - 110 kg/ha di seme. • velocità di avanzamento: 5 - 10 km/h. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 43 Seminatrici a righe • Per la viticoltura sono state messe a punto seminatrici derivanti dai modelli a righe; • elementi costitutivi: o o o o o o o telaio portante dotato di ruote; tramoggia con relativi agitatori-alimentatori; organi di distribuzione; sistema di adduzione; organi assolcatori; organi per il ricoprimento dei semi; organi di regolazione. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 44 Telaio • Elemento trasversale sul quale sono montati: o o o o o • • sostenuto da due ruote pneumatiche; anteriormente: o • apparato distributore; trasmissione; cambio di velocità, organi di attacco alla trattrice (attacco a tre punti); altri accessori. possono essere montati degli elementi per smuovere il terreno compatto dal passaggio delle ruote del trattore; posteriormente: o può esserci una pedana di servizio per le operazioni di riempimento della tramoggia o per il controllo in lavoro. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 45 Tramoggia (1) • Destinata a contenere il seme: o o o capacità di 80 ÷ 120 litri per metro di lunghezza della tramoggia generalmente forma troncoconica o prismatica a sezione trapezia; superiormente dotata di coperchio. • agitatore rotativo o oscillante: o o nella parte inferiore; funzione di rimescolare continuamente il seme; • mantenere costante l’alimentazione dei sottostanti distributori, attraverso luci di alimentazione regolabili mediante saracinesche di chiusura. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 46 Tramoggia (2) • Setti trasversali per evitare spostamenti laterali del seme e per dare maggior resistenza meccanica al sistema; • sistemi per controllo della quantità di seme nella tramoggia: o o bande trasparenti su parte anteriore; dispositivi a galleggiante con indicatori esterni. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 47 Organi di distribuzione • Posti in corrispondenza di apposite aperture sul fondo della tramoggia. • di tipo meccanico a distribuzione forzata per assicurare una buona distribuzione. • distributori più diffusi: o o o a cilindri scanalati: a rulli dentati; a cilindri alveolati: • sulla superficie 3 o 4 serie di alveoli di varia forma e dimensione: – • 20/09/2009 per distribuire semi di varie dimensioni. possono scaricare i semi dal basso (distribuzione forzata) oppure dall’alto (distribuzione libera). ing. Maines Fernando meccanica viticola 48 Organi di distribuzione: cilindri scanalati (1) • Presentano scanalature assiali o elicoidali per rendere più uniforme la distribuzione; • ogni cilindro è contenuto in una scatola di distribuzione sotto la tramoggia e comunicante con apertura regolabile (saracinesca); • possono scaricare i semi dal basso (distribuzione forzata) oppure dall’alto (distribuzione libera). 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 49 Organi di distribuzione: cilindri scanalati (2) • Scatole con fondo mobile incernierato ad un’estremità per evitare danneggiamenti ai semi e per rapido svuotamento della tramoggia. • i cilindri possono essere traslati assialmente per variare la lunghezza di lavoro e la quantità di semi. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 50 Organi di distribuzione (2) • Per variare quantità di seme da distribuire: o o modificare grandezza scanalature; variare velocità di rotazione del cilindro: • cambi di velocità: – discontinui, mediante ingranaggi; – continui: » sistemi a cinghia su pulegge a gola variabile; » sistemi di tipo idraulico. • trasmissione moto ai distributori: o o movimento di un rullo; PTO. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 51 Organi assolcatori • Tracciano il solco in cui verrà poi depositato il seme: o rulli collegati al telaio con appositi bracci: • anteriormente ai distributori: – – – • posteriormente: – • • rottura zolle; interramento sassi; preparazione letto di semina. interramento seme a una profondità di 1-3 cm. Per favorire contatto seme-terreno e impedire evaporazione: • rulli costipatori a superficie liscia metallica o gommata. per regolare la profondità: o variare tensione di molle a pressione spostando il punto di appoggio della loro estremità inferiore. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 52 Organi di regolazione • Consentono: o o la variazione dose e profondità di semina; controllo di eventuali anomalie o malfunzionamenti della seminatrice. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 53 Trasmissione del moto • La trasmissione agli elementi rotanti può derivare da: • • • o macchine semiportate e trainate: una o entrambe le ruote portanti; macchine portate: PTO; macchine semoventi: ruote motrici. per mezzo di: • • • • catene; cinghie trapezoidali; ingranaggi; alberi cardanici. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 54 Seminatrici combinate • Permettono di eseguire, contemporaneamente alla semina, altre operazioni: o lavorazione del terreno: • • o concimazione: • o o • o diserbo; trattamenti insetticidi. riduzione qualità del lavoro svolto; riduzione capacità produttiva. vantaggio più importante : o • sono presenti due tramogge. possono presentare problemi di ordine tecnico-operativo: o • erpice a denti rigidi o flessibili, oppure a denti oscillanti o rotanti; zappatrice rotativa, dotata anteriormente di ancore dissodatrici. riduzione del tempo di lavoro: circa 1,5-2 h/ha. aspetti negativi: o o o molto pesanti; poco flessibili; molto costose. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 55 Seminatrici: esempi 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 56 Manutenzione • Pulizia tramoggia ogni volta che si termina un lavoro; • pulizia organi distributori per evitare incrostazioni e ruggine; • ingrassaggio periodico organi movimento, fuselli delle ruote e ingranaggi. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 57 Macchine per il taglio dell’erba 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 58 Premesse agronomiche • Scopo delle macchine per lo sfalcio: o • mantenere il cotico erboso ad un livello tale da permettere un’esecuzione comoda e sicura delle operazioni di campo. in viticoltura l’inerbimento è una delle pratiche per la gestione dell'interfilare: o differentemente dalla foraggicoltura non è richiesta nettezza di taglio; • o • anzi un ricaccio ritardato diventa un effetto positivo poiché riduce il numero di interventi. generalmente in viticoltura si effettuano dai 2 ai 4 sfalci che vanno dalla tarda primavera fino al periodo precedente alla raccolta. questa categoria comprende un’ampia fascia di macchine agricole: o o dispositivi di taglio rotativi (rotanti); dispositivi di taglio con moto rettilineo alternato (barre falcianti) 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 59 Collegamento con la trattrice • Le macchine per lo sfalcio sono macchine generalmente portate: o l’attrezzo può essere adattato in modo facile e veloce a diversi tipi di trattori. • molto più raramente si utilizzano versioni semoventi: o telai a due ruote (operatore segue a piedi) o a 4 ruote. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 60 Macchine a movimento rotante • Sono le macchine più utilizzate in viticoltura; • provvedono allo sfalcio del foraggio per effetto dell’elevata velocità con la quale i coltelli investono gli steli: o o generalmente portate posteriormente alla trattrice. meno diffuse quelle portate anteriormente (anche se offrono una miglior visibilità): • • 20/09/2009 richiedono PTO e attacco a tre punti anteriore (che non tutte le trattrici dispongono); più pericolose per l’operatore se non protetto da cabina. ing. Maines Fernando meccanica viticola 61 Vantaggi e svantaggi • Vantaggi: o o o o perfetta regolarità di taglio; scarso pericolo di ingolfamento; dispone direttamente il foraggio in andane (per effetto della spinta che gli steli ricevono in seguito al taglio); grande capacità di lavoro: • grazie alle possibilità di avanzare con velocità pari a 10÷12 km/h. • svantaggi: o frequenza d’affilatura dei lamini da 3 a 6 volte superiore a quella propria dei modelli alternativi: • o teoricamente ogni 0,4 ÷0,5 ha falciati; possono provocare forti maltrattamenti sul foraggio raccolto e sulle piantine. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 62 Struttura • La struttura fondamentale delle falciatrici è costituita da diversi elementi: o o o o o telaio portante; apparato falciante; organi di trasmissione; organi di regolazione; organi di manovre. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 63 Telaio portante (1) • Di fondamentale importanza per ottenere un adattamento perfetto alle irregolarità del terreno: o attacco a 3 punti con giunti sferici ed il terzo punto telescopico: • o permettono alla macchina di muoversi liberamente adattandosi al terreno. poggia sul terreno mediante ruote di piccolo diametro e/o un rullo metallico: • 20/09/2009 tramite una regolazione di tali ruote è possibile regolare l'altezza di taglio. ing. Maines Fernando meccanica viticola 64 Telaio portante (2) • Il telaio è inoltre un supporto agli organi di: o o • deve avere ridotti ingombri in altezza: o • • trasmissione del moto all’elemento falciante; regolazione e manovra. per passare al di sotto della vegetazione. munito anche da un sistema idraulico che fa si che si possa traslare la rotante; anteriormente il carter presenta una serie di catene verticali o lamine in materiale plastico: o svolgono un compito protettivo sia nei confronti dell'operatore che dei pneumatici. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 65 Apparato falciante (1) • E’ costituito da : o o 2- 4 dischi orizzontali in acciai; • di forma ellittica, circolare o triangolare; • controrotanti di diametro che va da 50 ai 80 cm sui dischi sono ancorati 2-3 coltelli con bordi particolarmente induriti. • la traiettoria delle lame deriva dalla combinazione di due moti: o o moto rotatorio dei rotori; moto di avanzamento della macchina (supposto rettilineo uniforme): • tale combinazione dà luogo a una cicloide allungata. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 66 Apparato falciante (2) • Sono alimentati dalla PTO rotante a 450-540 giri/min: o ruotano attorno al proprio asse verticale con velocità molto elevate, comprese tra 1500 3000 giri/min: • o l’azione di taglio avviene per effetto dell’energia cinetica posseduta dai lamini: • o corrispondenti a velocità periferiche dei lamini a 60÷90 m/s. contro la parte basale degli steli in grado di opporre maggiore resistenza alla flessione. l’elevata velocità riduce il pericolo di ingolfamento. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 67 Apparato falciante (3) • L'altezza di taglio viene regolata agendo: o o sui rotori a mezzo di comandi a vite; sul sollevatore. • la larghezza per macchine da vigneto va da 0,3 m (1 rotore) a 2 m (4 rotori): o le versioni con 1 rotore vengono utilizzate collegate ad bracci appositi (posizionati lateralmente): • • 20/09/2009 per sfalcio sulla fila o su rampe (appezzamenti terrazzati); presentano dei tastatori che si ritirano in presenza di ostacoli e successivamente riprendono la loro posizione e funzione di taglio. ing. Maines Fernando meccanica viticola 68 Tipologie tastatori • Due tipologie: o o meccanica; idraulica (ormai lo standard). 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 69 Tastatori meccanici o Tipologia meccanica: • la forza di scatto richiesta è regolabile tramite un gruppo elastico con molle a tazza: – – 20/09/2009 due innesti si ingranano e si distaccano prontamente in caso di sovraccarico. per la circolazione stradale si toglie la sicura stando sul trattore muovendo il perno di bloccaggio, dopo di che si può ruotare la barra. ing. Maines Fernando meccanica viticola 70 Tastatori idraulici • Il dispositivo di protezione contro gli ostacoli e il dispositivo di rotazione sono integrati in un unico sistema: o o in caso di sovraccarico od ostacoli il gruppo falciante si sposta all'indietro; il distributore idraulico consente poi di riportarlo nella posizione di lavoro. • possibile bloccare il gruppo falciante in posizione ruotata. o per circolare su strada in modo sicuro. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 71 Sicurezza (1) • Rischi connessi al lancio di terra, di legno, di sassi, di frammenti di lama: o i rotori sono contenuti in un carter rigido che isola l’area di taglio dall’esterno: • • protezioni fisse di costruzione robusta in grado di trattenere e far cadere a terra il materiale proiettato; anteriormente il carter presenta una serie di catene verticali o di lamine in materiale plastico: – – o per consentire l’entrata dell’erba ed una alimentazione corretta dei rotori); svolgono un compito protettivo sia nei confronti dei pneumatici della trattrice che dell’operatore. necessario prestare attenzione all’ingrassaggio degli organi in movimento e all’affilatura periodica delle lame 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 72 Sicurezza (2) • Norme di sicurezza (così come molte altre attrezzature agricole che ricevono potenza dalla trattrice mediante PTO e distributori idraulici): 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. guaina di protezione del giunto cardanico della PTO e altri organi di trasmissione (pulegge, cinghie, catene); codice di riconoscimento per gli innesti rapidi e le prese olio della trattrice; guaine di protezione per i tubi idraulici flessibili; supporto per il giunto cardanico scollegato e dispositivo per riporre i tubi; pittogrammi e protezioni per le parti mobili della macchina; i comandi manuali secondo le norme di sicurezza (collocazione, forze di azionamento e segni grafici); dispositivi di supporto per la macchina quando non collegata alla trattrice. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 73 Attrezzi combinati • Nel caso di gestione differenziata del sottofilare (con diserbo chimico): o o serbatoio di erbicida; sistema di distribuzione su fila singola o doppia: • pompa a membrana distribuisce una piccola quantità di prodotto solo nei pressi del fusto attraverso appositi ugelli: – – 20/09/2009 in continuo …; … oppure nel momento di ritiro dell’organo mobile. ing. Maines Fernando meccanica viticola 74 Organi di trasmissione • Catena cinematica: o o o albero cardanico; invio angolare; insieme di ingranaggi in bagno d'olio che riducono la rumorosità. • organi mobili sono alimentati da cinghia o da sistema idraulico; • Sono inoltre presenti: o o dispositivi meccanici (gruppo elastico con molle a tazza, frizione di sovraccarico a dischi, …) o idraulici per la protezione contro ostacoli o sovraccarichi sistema di sganciamento automatico della barra in caso di urti violenti contro ostacoli, in modo da limitare fortemente i danni più gravi. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 75 Capacità operative • Le rotanti possono operare: o o o a velocità di avanzamento di 10-12 km/h; con una capacità operativa media di 1 ha/ora per metro di larghezza; richiedono una potenza di 6 - 12 kW per metro di lavoro: • o a causa anche del peso: attorno ai 200 kg per metro di larghezza. l’alta velocità di rotazione dei dischi e la ridotta altezza del carter garantiscono un intenso sminuzzamento dell’erba: • questa generalmente è lasciata nell’interfilare: – distribuita in modo omogeneo anche grazie ad un rullo metallico: » – 20/09/2009 utilizzato anche per la regolazione dell'altezza. spinta, tramite dei deflettori regolabili con delle molle, nel sottofila in modo tale da creare uno strato pacciamante. ing. Maines Fernando meccanica viticola 76 Trinciasarmenti • Nate per la frantumazione dei residui di potatura invernale; • utilizzata anche per lo sfalcio dell’erba in assenza di macchinari più adatti come alternativa alla rotante: o ammortamento più rapido e minori costi di acquisto. • provoca un’azione di taglio più incisiva con maggior indice di danneggiamento del cotico erboso: o albero orizzontale in forte rotazione portante dei “martelli” (per ulteriori informazioni vedere la specifica paragrafo). 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 77 Motofalciatrici a barra falciante (1) • Utilizzata nei casi di piccole aziende o vigneti in pendenza, in cui l’ingresso con la trattrice è reso difficoltoso se non impossibile: o sono operatrici semoventi monoasse con motore da 5 - 10 kW. • telaio portante: o o o poggia su 2, 3 o 4 ruote; compito di portare il motore, la trasmissione, gli organi di guida e quelli di regolazione e trasmissione agli organi di lavoro; costruito in modo tale da: • • compensare le sollecitazioni prodotte dall’apparato falciante; restare stabile anche se parcheggiato con pendenze fino al 8,5% in qualsiasi direzione; 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 78 Motofalciatrici a barra falciante (2) • Apparato falciante è costituito da una barra falciante che può essere: o o o a lama oscillante con controlama fissa; a lama oscillante con controlama oscillante; a doppia lama oscillante; • caratteristiche tecniche: o o o la velocità media delle lame è di 2,5 m/s la corsa di 76 mm; la larghezza della barra falciante: • • o da 0,8 a 1,8 per i semoventi; fino a 3m per le barre falcianti la potenza assorbita va da 1,5 a 2,5 kW per m di larghezza. • completano la macchina: o organi di regolazione: • sistemi meccanici per: – – o la regolazione in altezza della barra; suo sollevamento in posizione verticale in fase di trasferimento. organi di manovra. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 79 Movimento della barra • Nelle falciatrici portate: o o è derivato da una trasmissione che consiste in un manovellismo di spinta deviato (biella e manovella) azionato dalia PTO; in alcuni casi deriva da un sistema idraulico. • nelle motofalcitrici: o quasi sempre con soluzioni a snodi sferici e testa oscillante: • il sistema di azionamento della lama può essere: – – – 20/09/2009 con punto d’innesto laterale; con punto d’innesto a una estremità della barra; con punto d’innesto al centro della barra stessa. ing. Maines Fernando meccanica viticola 80 Lama oscillante e controlama fissa (1) • Barra su cui sono fissate sezioni di lama trapezoidali (parte mobile): o versioni con controdenti a distanza: • • • o normale: 76 mm l'uno dall'altro; semifitta: 52 mm; fitta: 36 mm. scorre all’interno di denti paralama (parte fissa); • movimento alternativo: o o velocità pari a 2,4-2,6 m/s; la larghezza della base dei denti è pari a 76,2 ± 0,1 mm; 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 81 Lama oscillante e controlama fissa (2) • Il sistema di taglio deriva dalla composizione fra: o o o • moto rettilineo alternativo della lama; moto di avanzamento della macchina. l’ampiezza della corsa risulta, in genere, pari a 76,2 mm; i denti paralama: o o suddividono l'erba in piccoli fasci; forniscono la base di appoggio per la lama durante il taglio: • • o l’azione di taglio solo 50% dell'area complessiva della barra falciante: • • • una prima fase di compressione; una seconda di taglio vero e proprio. la velocità di avanzamento ottimale è di circa 4 - 7 km/h; con valori maggiori si hanno rischi d'ingolfamento. capacità operativa: o compresa fra 5000 e 7000 mq/h per m di larghezza. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 82 Lama e controlama oscillanti • Detta anche barra a doppio elemento oscillante: o una lama scorre con moto rettilineo alternato entro una controlama a denti oscillante ma con moto opposto; • vantaggi : o o o o maggiori velocità di avanzamento: 8 - 10 km/h; aumento dell'area effettiva di taglio: 70 - 75% (N.B.: nelle rotanti è del 100%); riduzione degli ingolfamenti e delle vibrazioni per compensazione dei moti alterni; maggior leggerezza costruttiva. • capacità operativa: o compresa fra 3000 e 4000 mq/h per m di larghezza. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 83 Doppia lama oscillante • In questa tipologia è assente la barra portalama: o azione di taglio è assicurata da due identiche lame che si muovono alternativamente in maniera contrapposta; 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 84 Premesse agronomiche (1) • • Il diserbo è un’ importante tecnica colturale utilizzata per eliminare le malerbe. Con il termine di “infestanti” ci si riferisce a quelle piante che , in qualche modo, alterano il rendimento delle colture. Gli effetti negativi prodotti da tali erbe sono molteplici: o o o o o o o • diserbo provoca però: o o • diminuzione della luce; sottrazione di sostanze nutritive; assorbimento di acqua nei periodi estivi; minor spazio disponibile; Influenza sull’aspetto estetico dell’appezzamento; asfissia; diminuzione impollinazione (nei frutteti). Crescita infestanti Compattamento/ erosione del suolo nell’interfila quindi PER QUESTO MOTIVO, è NECESSARIO illustrare le possibili TECNICHE ALTERNATIVE. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 85 Irroratrici per diserbo 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 86 Premesse agronomiche (1) • Il diserbo è un’importante tecnica colturale utilizzata per eliminare le malerbe: o quelle piante che, in qualche modo, alterano il rendimento delle colture: • • • • • • diminuzione della luce; sottrazione di sostanze nutritive; assorbimento di acqua nei periodi estivi; minor spazio disponibile; influenza sull’aspetto estetico dell’appezzamento; asfissia. • vettori di diffusione (oltre a quelli naturali): o o il letame, se non maturo, contiene molti semi che gli animali hanno mangiato; acque di irrigazione: necessario utilizzare degli impianti di irrigazione con filtro. Davide Tonazzolli classe IV S ITA an. sc. 2008-2009 87 •87 Premesse agronomiche (2) • Le piante infestanti si propagano attraverso quasi tutti i metodi di riproduzione: o o sono diffuse in quasi tutti i terreni. specie facilmente presenti nei vigneti: • Parietaria officinalis, Ortica dioica, Artemisia vulgaris, Chenopodium album , … . • molte ospitano agenti di malattie della vite: o la necessità di combatterne la diffusione. • la tecnica del diserbo: o particolarmente necessaria nei momenti in cui le esigenze idriche delle viti sono massime (primavera-estate): • 20/09/2009 si evita la competizione trofica. ing. Maines Fernando meccanica viticola 88 Premesse agronomiche (3) • Metodi per contrastarne la diffusione: o strategie di controllo integrato delle malerbe • • • • • o agronomici (letamazioni, sementi selezionati, …); meccanici (aratura, sarchiatura, falciatura, ...); fisici (calore, luce, acqua); biologici (antagonisti naturali); chimici (diserbanti). pacciamatura del vigneto. • nei vigneti è spesso si utilizzano mezzi meccanici lungo l’interfilare e mezzi chimici lungo la fila: o si riducono i tempi di lavoro di circa 20 40 ore ad ettaro. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 89 Premesse agronomiche (4) • I prodotti per il diserbo chimico si possono classificare in base alle modalità di azione: • • • • per assorbimento radicale; per assorbimento fogliare; per contatto; penetrazione nella pianta (sistemici). • possono essere utilizzati: o o per prevenire il problema; in seguito alla diffusione delle erbe infestanti. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 90 Tipologie di macchinari • Esistono essenzialmente quattro tipi di macchinari: o o o attrezzature spalleggiate; irroratrici di piccole dimensioni; irroratrici per diserbo : • barre per il diserbo localizzato. • si caratterizzano per la continua evoluzione: o i modelli più recenti presentano una sempre maggiore componente elettronica. Davide Tonazzolli classe IV S ITA an. sc. 2008-2009 91 •91 Attrezzature spalleggiate (1) • Sono macchine costituite da una pompa a spalla composta da: o o o o o o o o serbatoio, generalmente di 15 l, fatto in materiali termoplastici (polietilene); pompa in ottone (6 bar); tubo flessibile; polverizzatore regolabile; lancia; campana per il diserbo localizzato, fatta con materie plastiche; coperchio a vite; meccanismo di azionamento. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 92 Attrezzature spalleggiate (2) 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 93 Attrezzature spalleggiate (3) • Queste macchine possono essere azionate in tre modi: o o o a mano (dall’operatore); elettricamente; motore a carburazione. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 94 Irroratrici di piccole dimensioni (1) • Sono macchine simili alle precedenti per quanto riguarda la componentistica: o o l’unica differenza sta nel modo in cui vengono movimentate; serbatoio e la pompa sono posizionate su telai con semoventi. • utilizzate soprattutto nella “viticoltura eroica”: o anche in versione cingolata. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 95 Irroratrici di piccole dimensioni (2) 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 96 Irroratrici di piccole dimensioni (3) • Queste macchine si caratterizzano per i seguenti aspetti: o o o o o costo ridotto; buona affidabilità; elevato grado di sicurezza; utilizzo in condizioni difficoltose; dimensioni ridotte. • queste attrezzature possono essere munite anche di un motore a scoppio o elettrico. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 97 Irroratrici standard • • Rappresentano la tipologia di macchinari più diffusa; i mezzi di distribuzione possono essere: o barre meccaniche aperte (campo aperto): • • o • un lato; due lati. barre per il diserbo localizzato (viticoltura). sono macchine semiportate o portate dalla trattrice (più raramente trainate); 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 98 Irroratrici standard: schema funzionale 1. Aspirazione con filtro; 2. filtro in linea; 3. pompa a membrana; 4. serbatoio di plastica; 5. manometro; 6. regolatore di pressione; 7. premiscelatore; 8. filtro a cestello; 9. agitatore; 10. valvole; 11. ugelli di diserbo. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 99 Irroratrici standard: componenti principali • Queste macchine sono costituite da vari elementi. o o o o telaio; serbatoio; circuito di trasporto della soluzione; pompa: • • o o o o a bassa pressione a membrana ; ad alta pressione a membrana o a pistoni (20 - 60 bar); gruppo di comando; serbatoio con acqua pulita per il lavaggio delle mani barre per il diserbo; ugelli. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 100 Telaio • Cambia a seconda che la macchina sia trainata o meno dalla trattrice; • ha in ogni caso la funzione di sostenere la struttura della macchina: o può essere in ferro o in acciaio trattato e zincato. • costituito da un sistema idraulico o da dei martinetti che ne regolano la posizione. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 101 Serbatoio (1) • Può essere costruito o in vetroresina o in plastica. (polietilene): o o o • capacità da 200 a 1000 litri; nella parte superiore è presente un coperchio a vite; al suo interno vi è un filtro ed un sistema miscelatore. serve per contenere la soluzione acquosa con il prodotto per diserbare. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 102 Serbatoio (2) • Il serbatoio può essere costituito anche dai seguenti elementi: o o indicatore di livello; serbatoi supplementari • • • o o lavamani; lavaimpianto; lavabottiglie. agitatori; manometri. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 103 Filtri • Posizionati prima della pompa e/o prima della barra: o o o maglie di dimensioni appropriate e decrescente dal serbatoio all’ugello; facilmente smontabile; possibilmente autopulente. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 104 Sistema di miscelazione • Devono assicurare l’uniformità della concentrazione della miscela ed evitare il formarsi di depositi; • possono essere di diverso tipo: o o o meccanici; pneumatici; idraulici. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 105 Componenti per il controllo e la regolazione • Manometro: o o o o o • indispensabile per regolare la corretta pressione all’ugello; deve essere robusto, preciso, durevole e di grande diametro (minimo 63 mm); da posizionarsi in modo visibile per una comoda lettura; con una scala di intervalli adeguati alla pressione di impiego (per irroratrici che operano a basse pressioni, da 1 a 4 bar, la scala di lettura deve adottare intervalli di 0,5 bar); deve inoltre essere del tipo a bagno di glicerina (riduce l’effettto delle vibrazioni favorendo la leggibilità). circuito di trasporto. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 106 Pompa • Ha il compito di prelevare la soluzione acquosa dal serbatoio e di caricarla di energia cinetica: o pompa a membrana (più utilizzate): • • buone portate e molta inerzia chimica; occorrono pressioni dell’ordine delle 13 atm, a seconda del tipo di ugelli utilizzato: – – o o ugelli a specchio: 1-2 atm; ugelli a ventaglio: 2-3 atm. a lobi; a pistoni. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 107 Funzionamento pompa a membrana 1. 2. 3. 4. 5. Stantuffo; menbrana; aspirazione; mandata; compensatore pneumatico; 6. valvole. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 108 Barra erogatrice • Le macchine portate dalla trattrice possono essere utilizzate per: o le colture a pieno campo: • o sono dotate di più ugelli e sono generalmente doppie. colture su filare. • attenzione alla regolazione della barra: o per evitare sovrapposizione fra i getti. .arra. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 109 Barra erogatrice per pieno campo 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 110 Barre per diserbo localizzato (1) • Per diserbo localizzato nel sottofila: o 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola mediante un meccanismo di polverizzazione meccanica con getto proiettato. 111 Barre per diserbo localizzato (2) • La barra porta degli ugelli ed è costituita da un telaio metallico: o o questo sostiene le tubazioni di alimentazione. spesso dotato anche di due martinetti che ne regolano la posizione sul terreno. • esistono vari tipi di barre: o o o o o barra interfilare double; barra interfilare classica; barra interfilare doppia; barra interfilare a ruota; barra double idraulica. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 112 Barre per diserbo localizzato (3) • Barra interfilare double: o o montata davanti alla trattrice, è dotata di movimenti telescopici che ne regolano la larghezza. è composta da due campane girevoli con bande verticali sovrapposte. • barra interfilare classica: o o dotata di due getti, uno dei quali è regolabile. il raggio di diserbo è pari ad un metro. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 113 Barre per diserbo localizzato (4) • Barra interfilare doppia: o o è formata da due ugelli e da uno snodo a molla per contrastare gli urti; è possibile regolare la larghezza e l’altezza. • barra interfilare a ruota: o o utile durante gli stadi giovanili delle piante; la ruota, infatti ne evita il danneggiamento. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 114 Barre per diserbo localizzato (5) • Barretta double idraulica: o o dotata di protezione a campana e di molle di appoggio: larghezza di lavoro: 2.40 – 3.50 m. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 115 Ugelli (1) • • Sono gli organi di distribuzione del prodotto. ne esistono di tre tipi: o ugelli a ventaglio: hanno un foro di uscita a fessura: • • o o producono gocce di medie dimensioni e non sono soggetti a deriva; devono avere un’inclinazione di 4-8 gradi rispetto al piano verticale della barra; ugelli a specchio: il prodotto viene sparato su un piano verticale che lo devia verso il basso; ugelli ad induzione di aria: le gocce di prodotto sono grosse e contengono dell’aria: • in questo modo, quando vanno a contatto con l’obiettivo, esplodono in piccole goccioline. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 116 Ugelli (2) • Hanno il compito di determinare la polverizzazione meccanica della miscela: o o le gocce ottenute non devono essere né troppo grandi ma neanche troppo piccole; devono rimanere sull’bersaglio: • uso dei bagnanti. • materiali usati: • • • o plastici: polietilene, copolimeri; metalli: ottone (ormai poco usato), acciaio inossidabile; ceramiche sinterizzate: steatite, allumina,carburo di tungsteno. devono assicurare resistenza all’erosione e alle incrostazioni nel tempo. • condizioni di lavoro dipendono dalla scelta del tipo di ugello e della distanza sulla barra. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 117 Ugelli ad induzione di aria • Vengono prodotte gocce grosse (non risentono della deriva): o piene di goccioline di aria: • esplodono in tantissime goccioline piccole quando arrivano a bersaglio. • elementi costitutivi: o o o o o o o o raccordo; adattatore filettato; piastrina dosatrice; foro di aspirazione aria; camera di induzione; zona di turbolenza; polmone compensatore; ugello terminale. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 118 Ugelli (3) • Sugli ugelli sono poste delle sigle che identificano le loro caratteristiche fondamentali 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 119 Evoluzione tecnologica • Continua evoluzione dal punto di vista tecnologico: o riduzione dell’impatto ambientale: • • • distribuzione localizzata, schermature, barre a contatto, … elettronica (distribuzione proporzionale all’avanzamento); georeferenziazione (GPS), agricoltura di precisione, …; • normativa che determina i parametri di verifica e manutenzione di queste macchine. Si punta, infatti, sempre più a ridurre i fenomeni di deriva e a salvaguardare il terreno dall’inquinamento chimico. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 120 •120 Macchine combinate • Spesso il diserbo viene effettuato in contemporanea ad altri interventi: o o con il taglio dell’erba; la lavorazione del terreno. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 121 Metodiche e prescrizioni (1) • • Essenziale adottare opportune precauzioni e metodiche per ridurre rischi per l’ambiente, l’operatore e i consumatori. preparazione della miscela: o o o leggere attentamente l’etichetta; preparare miscela all’aperto possibilmente in prossimità delle colture da trattare; utilizzare le dosi (ad ettaro o ad ettolitro) indicate dal produttore in etichetta: • • • • o o riferite alla quantità d’acqua (grammi o centimetri cubici di formulato in 100 litri); espresse in percentuale (es. 0,30% che equivale a 300 g in 99,700 L d’acqua); rapportate alla quantità di formulato per unità di superficie (g/ha); importante ricordare che nel passaggio dal volume normale di riferimento a volumi più bassi o più alti, la dose ad ettaro rimane uguale variando quindi la concentrazione della miscela. impiegare le vasche premiscelatrici; lavare, prima dell’ultima distribuzione, tutti gli strumenti impiegati per la preparazione della miscela e recuperare le acque di lavaggio nel serbatoio dell’irroratrice. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 122 Metodiche e prescrizioni (2) • distribuzione della miscela: o o o o o o o o o o o o o effettuare i trattamenti tenendo conto della effettiva presenza e dello stadio di sviluppo delle infestanti; accertarsi che il prodotto diserbante che si intende impiegare sia consentito per la coltura che si vuole trattare; attenersi al numero di trattamenti eventualmente prescritti in etichetta e ripetere il trattamento solo dopo che è trascorso il periodo di tempo indicato eventualmente in etichetta; non operare in presenza di vento per non contaminare altre colture o i bacini idrici (nella tabella successiva viene descritta la correlazione fra le condizioni di vento in e la possibilità di trattare con barra irroratrice); attenersi scrupolosamente alle particolari modalità di impiego indicate in etichetta; provvedere ad allontanare dalla zona del trattamento persone ed animali eventualmente presenti; rispettare le necessarie misure di protezione ivi inclusi i periodi d’attesa o gli intervalli di agibilità oppure i tempi di rientro eventualmente riportati in etichetta; mantenere la velocità di avanzamento costante; controllare il buon funzionamento degli ugelli; mantenere l’agitazione per evitare precipitati nella miscela; controllare che la barra sia parallela al terreno; evitare sovrapposizioni e zone non trattate; al termine dell’impiego della macchina è opportuno svuotare completamente il serbatoio e lavare serbatoio, pompa e barra con acqua pulita. Per un accurato lavaggio è bene riempire il serbatoio con acqua e addizionare specifiche soluzioni (ammoniacali, aceto, appositi detergenti) in base ai prodotti utilizzati. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 123 Metodiche e prescrizioni (3) • la manutenzione: o o o o o o o lavare accuratamente, dopo ogni utilizzo, la macchina; verificare ed eventualmente sostituire le parti più soggette ad usura (pompa, ammortizzatore a membrana, manometro, filtri, guarnizioni e barra); verificare che la pressione di carica dell’ammortizzatore a membrana non sia superiore a quella della pressione di esercizio degli ugelli (ad esempio per una pressione di esercizio 3,0 bar di deve adottare una pressione del compensatore di 2,5 bar); verificare la taratura del manometro affinché possa fornire indicazioni precise e leggibili; controllare l’integrità della intelaiatura metallica che costituisce il telaio tubolare della barra, lubrificare gli snodi e i movimenti a cremagliera, verificare la tenuta del sistema idraulico; controllare il livello di usura degli ugelli per poter verificare la portata e confrontarla con i valori degli ugelli nuovi. prima del rimessaggio invernale, svuotare i circuiti dell’acqua di lavaggio. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 124 Metodiche e prescrizioni (4) • taratura (da effettuarsi prima di utilizzare l’irroratrice) in base al tipo di trattamento, alle condizioni operative ed ambientali, al grado di frantumazione delle goccioline irrorate, al volume da distribuire, alla modalità (se solo sulla fila o se anche nell’interfilare), allo sviluppo della coltura e delle infestanti: o o o • il volume da distribuire è generalmente compreso tra 150 ÷ 200 l/ha per il diserbo in postemergenza, 400 ÷ 500 l/ha per trattamenti in copertura (si può giungere a 1000 L/ha nel caso di diserbo su tutta la superficie); la pressione di esercizio da utilizzare è in funzione della dimensione delle gocce, della turbolenza e dalla polverizzazione che meglio soddisfano il trattamento; la velocità di avanzamento, normalmente compresa fra i 3 ÷ 8 km/h, va individuata in base alle condizioni di lavoro (natura del terreno, sviluppo vegetativo, …). Scelta la velocità di lavoro si deve individuare la marcia in grado di garantire un numero di giri del motore, tale da poter azionare la presa di potenza intorno ai 500 giri al minuto. Questo è importante quando si utilizzano irroratrici con agitatore idraulico, in quanto un numero minore di giri della p.d.p. determina una portata minore della pompa, con un ritorno di flusso ridotto nel serbatoio insufficiente per l’agitazione del prodotto. A titolo di esempio, con ugelli a specchio o a ventaglio, ad una pressione di 1,5 atm ed una velocità di avanzamento di 3 ÷ 4 km/h si distribuiscono 200 ÷ 300 litri/ettaro. 20/09/2009 ing. Maines Fernando meccanica viticola 125