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Anno XXXI No. 47
8 luglio 2014
Il vostro
telegiornale
in lingua
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Cavo 4
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A VOI
LA
SCENA
Brasile-Germania, Olanda-Argentina
Per i Mondiali un finale da sogno
Nessuna sorpresa. La sfida a quattro
da cui usciranno le due finaliste del
Mondiale brasiliano è tutta tra volti
noti e senza outsider. La frizzante
Colombia, la sorprendente Costa
Rico, la promessa Belgio: tutte
fuori insieme alla Francia. In
Seminfinale c’è spazio solo per i
grandi. Così Brasile-Germania e
Olanda-Argentina si contendono la
qualificazione alla finalissima di
Rio de Janeiro. Due match da
brividi in cui saranno assenti
Neymar, beniamino di casa fuori
per la rottura di una vertebra e
virtualmente fuori dal Mondiale, e
Di Maria, finora perfetta spalla di
Messi e vittima di un infortunio
muscolare contro il Belgio. Due
perdite a cui si aggiunge la
squalifica di Thiago Silva, capitano
dei verdeoro. Ma anche senza loro,
lo spettacolo è assicurato: c’è da
scommeterci.
F1, si riaprono i giochi
Il 29enne pilota britannico della Mercedes
s’impone a Silverstone, sul circuito di
casa, e riapre la sfida mondiale.
...cRoNaCa...
Per un’ubriacatura...
Evacuati 500 ospiti
in un hotel vicino al Pearson
Circa 500 ospiti di un hotel vicino all'aeroporto Pearson
sono stati evacuati a causa di un singolare incidente
accaduto nelle prime ore di domenica.
I pompieri sono intervenuti all'Holiday Inn di Dixon
Road e Carlingview Drive per un incendio elettrico e
perdita d'acqua alle due del mattino perché un ospite, che
aveva bevuto, ha utilizzato senza ragione la manichetta
antincendio facendo partite il sistema antincendio e
causando un piccolo incendio.
Il 35enne è stato arrestato. Non ci sono stati feriti, ma si
sono registrati danni estesi su tre piani dell'hotel e gli
ospiti sono stati dirottati in strutture alternative, dato che
l'Holiday Inn dovrà rimaner chiuso per qualche giorno.
È saltato l'intero sistema elettrico, ancora da ristabilire.
Tutto per un'ubriacatura...
Arrestato il "bandito mummia",
dovrà rispondere di 36 capi
d'imputazione
Il rapinatore di banche che usava una maschera da
mummia durante i suoi colpi è stato arrestato dopo 16
furti, di cui dieci nel centro città di Toronto. Brandon
Smith, questo il suo nome, è stato
bloccato dalla polizia lo scorso
giovedì e ora dovrà rispondere di
36 capi d'imputazione, tra cui
rapina
a
mano
armata,
aggressione con arma da fuoco e
travestimento a fini illeciti. La
polizia lo ha definito il "bandito
mummia", il "bandito Joker" e il
"bandito
thriller",
perché
utilizzava maschere o makeup durante i suoi colpi,
anche se recentemente è stato pizzicato dalle telecamere
a volto scoperto. La dinamica delle rapine era sempre la
stessa: Smith andava direttamente alla cassa, tirava fuori
una pistola e un'arma contundente e chiedeva il denaro
con fare molto violento, anche se non ha fatto feriti.
Secondo la polizia il criminale potrebbe avere problemi
di abuso di sostanze.
Madre e figlio investiti
su Jane-Trethewey
Una donna e il figlioletto sono stati investiti all'incrocio
di Jane Street e Trethewey Drive, a sud di Lawrence
Avenue. L'incidente è successo venerdì mattina e i due
sono subito stati trasportati in ospedale, ma non si
conoscono le condizioni delle vittime.
Avviso ai lettori
Le edizioni del martedi’ di
SuperSport s’interrompono per il
periodo estivo
L’appuntamento con i lettori resta
puntuale con l’edizione del Venerdi’
Buona estate a tutti!
I GIOVANI CONTINUANO A MORIRE
PER USO DI OPPIACEI
SECONDO UNO STUDIO , 1 SU 8 MORTI DI PERSONE TRA I 25 E 34 ANNI E’ LEGATA ALL’USO DI TALI SOSTANZE
L'uso di oppiacei, come OxyContin
e codeina, è una delle principali
cause di morte nei giovani adulti.
A lanciare l’allarme sono i ricercatori che, in Ontario, hanno
esaminato i rapporti del medico
legale per un periodo di quasi 20
anni.
I tassi di decessi correlati agli
oppiacei sono in rapido aumento
nella provincia e sono concentrati
tra i giovani.
"Abbiamo scoperto che tra le
persone di età compresa tra i 25 ei 34
anni, circa uno su ogni otto decessi
e’collegatio ad overdose da oppiacei", ha detto l'autore dello studio
Tara Gomes, uno scienziato presso il
Li Ka Shing Knowledge Institute
Hospital St. Michael di Toronto .
” Davvero una delle principali cause
di morte in questi giovani adulti."
I risultati sottolineano l'urgente necessità di cambiare la percezione
sulla sicurezza dei farmaci.
Gomes e il suo team hanno
analizzato 5.935 decessi correlati
agli oppioidi in Ontario tra il 1991 e
il 2010 rivelando che si e’ passati da
12,2 morti per milione nel 1991 (127
morti ogni anno) a 41.6 morti per
milione nel 2010 (550 morti ogni
anno) - con un incremento del 242
per cento.
Istruttore di paracadutismo muore
in volo a Georgina
Era un istruttore di paracadutismo con più di duemila
lanci alle spalle l'uomo di 39 anni
morto sabato scorso a seguito di
un incidente in volo a Georgina,
vicino al lago Simco. Brad Vale
era una persona conosciuta e
rispettata da tutti nella Scuola di
paracadutismo di Toronto. Il
lancio a lui fatale sarebbe stato il
cosiddetto "Swoop landing", che
la vittima aveva provato più
volte: in questa particolare
pratica il soggetto tocca terra a
una velocità di 80 km/h.
Lo speciale paracadute ad alte
prestazioni di Vale si è aperto, ma
il limitato margine d'errore gli è
costato la vita. Un'opera-zione molto rischiosa, che però è esercitata in tutto
il mondo, ed è improbabile che sarà vietata in futuro nonostante la sua
pericolosità, come ha affermato Mabee, presidente della Scuola di
paracadutismo di Toronto.
E’ la terza vittima legata alla scuola nell'arco dell'ultimo anno: in maggio
una donna di 29 anni è morta per problemi con il suo paracadute, mentre un
incidente nel luglio 2013 ha portato via la vita a un uomo di 42 anni di
Etobicoke. John Gustafson, portavoce della Canadian Sport Parachuting
Association, ha detto che in media questo sport fa un morto all'anno,
aggiungendo che - in realtà - questo è uno sport con grandi rischi di fatalità.
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PAG. 2 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
Circa 1 su ogni 170 morti in Ontario
è ora legato al consumo di oppiacei.
Per oppiacei si intendono anche
potenti analgesici - usati per
mitigare il dolore, e che includono
morfina, oxycodone e derivati,
fentanyl ed hydromorphone.
La perdita di vite umane causata da
overdose di oppiacei ha un peso
significativo sulla società, dal
momento che coloro che muoiono in
giovane età non possono essere
membri produttivi della società. In
particolare, i decessi correlati agli
oppioidi producono più di 20.000
anni di vita potenziale persi ogni
anno, superiore a quello a causa di
disturbi da uso di alcol, polmonite,
HIV / AIDS e influenza.
I ricercatori , alla luce dei nuovi dati,
sollecitano una strategia di intervento che comprenda anche un
diverso comportamento da parte
della classe medica che potrebbero
avere una percezione non reale delle
conseguenze letali dell’assunzione
di certi farmaci.
Barrie, trovati i resti
di tre persone in
un'auto carbonizzata
I resti di tre persone sono stati trovati
all'interno di un'auto carbonizzata.
La macabra scoperta è stata fatta
venerdì mattina dall'OPP, dopo che i
pompieri avevano domato le fiamme
che avevano avvolto il veicolo. Il
sinistro è successo verso le 5.45 am
su Holick Road, a nord di 4th Line a
Oro-Medonte. Il veicolo aveva targa
dell'Ontario, trasportato con i corpi
delle vittime al Centro forense di
Toronto.
Chi avesse informazioni utili sul
caso è pregato di chiamare l'OPP
all'888-310-1122.
VERSO LE SEMIFINALI - Vigilia con dubbi per Scolari, che ricorre alla psicologa. Luiz capitano
Brasile, caccia al sostituto di Neymar
In Brasile l’hanno già ribattezzata
“soluzione Chelsea” e sarebbe questa
l’idea tattica che Felipe Scolari tiene
maggiormente in considerazione per
sostituire il talento Neymar nella
semifinale di oggi a Belo Horizonte
contro la Germania: Willian in campo dal
1’ insieme a Oscar. I due si conoscono
bene, proprio per la loro militanza nella
squadra allenata da Jose Mourinho. A
caccia del nuovo Amarildo (l’uomo
decisivo in Cile nel 1962 dopo
l’infortunio di Pelè), il ct verdeoro, che sta
testando i titolari contro l’Under 20, deve
scegliere uno tra Willian e Bernard, con
opportune modifiche nelle posizioni in
campo, mentre sarà Dante del Bayern
Monaco a sostituire lo squalificato Thiago
Silva. Tutto questo a meno che la Fifa non
restituisca al Brasile, accogliendo il
ricorso della Federazione carioca, il suo
capitano, squalificato per l’ingenuità nella
semifinale con la Colombia che gli era
costata ammonizione e conseguente
squalifica. Improbabile. La Fifa ha deciso
il direttore di gara: sarà il messicano
Marco
Rodriguez,
assistito
dai
connazionali Marvin Torrentera e Marcos
Quintero, e con quarto uomo lo
statunitense Mark Geiger. Per Rodriguez,
40 anni, sarà il terzo match in questa
edizione della kermesse iridata: dopo
Belgio-Algeria, il messicano ha diretto
Italia-Uruguay, partita che segnò
l’eliminazione
degli
azzurri,
caratterizzata dalla discutibile espulsione
di Claudio Marchisio e, soprattutto, dal
morso di Luis Suarez a Giorgio Chiellini
non visto dalla terna arbitrale e
successivamente sanzionato dalla Fifa
con 4 mesi di squalifica.Intanto nel ritiro
di Teresopolis è riapparsa Regina
Brandao, la psicologa che da anni lavora Neymar, il grande assente della semifinale contro la Germania
QUARTI DI FINALE - Passo avanti dei Verdeoro verso l’Hexa
La Seleçao manda ko la Colombia
Thiago Silva, autore della prima rete del Brasile
Le lacrime di James
Rodriguez e la felicità
incontenibile dei brasiliani.
Sono le immagini che
rimangono del quarto di finale
di Fortaleza, in cui la Selecao
ha vinto 2-1 con il fiatone,
soffrendo fino alla fine contro
la Colombia, ma anche, come
ha detto Scolari, giocando con
il sangue agli occhi e
compiendo un altro dei suoi
sette passi verso l’Hexa. E’
stato un successo fortemente
voluto, ottenuto grazie anche
alla spinta di un incredibile
pubblico e costruito sulla
coppia che è la vera forza di
questo Brasile, quella dei
difensori centrali Thiago
Silva e David Luiz, leader in
campo e fuori, autentici
trascinatori nell’occasione
trasformatisi
anche
in
goleador. Il “Mostro” ex
milanista, lasciato troppo solo
dagli avversari, ha segnato
l’1-0 intervenendo con la
coscia sinistra sul calcio
d’angolo di Neymar – per lui
Mondiale finito per la rottura
di una vertebra - l’altro ha
realizzato il 2-0 con una
splendida punizione dal
limite, irresistibile come
quelle che tirava ai tempi del
Benfica. Il batticuore lo ha
fatto venire la fase finale del
match, infiammatosi dopo il
rigore trasformato da James
Rodriguez, sempre più
capocannoniere del torneo, e
concesso per un netto fallo di
Julio Cesar su Bacca.
PAG. 3 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
4
Reti siglate da Neymar
prima dell’infortunio subito
in semifinale contro la Colombia
nello scontro con Zuniga
al fianco di Scolari, per valutare e limitare
l’impatto nella rosa dell’infortunio di
Neymar e indirizzare il ct nella scelta del
capitano. Tre le possibilità: Julio Cesar,
David Luiz e Fred. Per la sfida di Belo
Horizonte è favorito il difensore, già due
gol in questo Mondiale. “Io e Oscar ci
conosciamo abbastanza bene – ha detto
Willian in conferenza stampa - Sappiamo
quali sono le nostre qualità e in questa
stagione al Chelsea abbiamo avuto tempo
per conoscerci bene. Io il nuovo
Amarildo? Ne ho sentito parlare, ma non
mi è passata per la mente questa ipotesi.
Non sono mai partito titolare nella
Selecao ed esserlo nella semifinale di un
Mondiale sarebbe incredibile per me”.
Willian è in ballottaggio con Bernard, il
fantasista dell’Atletico Mineiro assicura:
“Pur sapendo che manca Neymar,
dovremo dare il massimo - sottolinea il
25enne in forza alla squadra di MourinhoDobbiamo essere maturi e, anche se siamo
tristi per l’infortunio di Neymar, entrare in
campo per fare del nostro meglio. Se
siamo qui è perché abbiamo delle qualità.
Felipao sceglierà il meglio per la
Nazionale, ne sono certo”.
VERSO LE SEMIFINALI - Il centrocampista del Bayern presenta il match contro il Brasile
Schweinsteiger: “Sarà sfida tra ct”
La chiamano “Bralemanha” e le hanno
assegnato l’oscar della simpatia, peraltro
finora ampiamente meritato, ma prima o
poi doveva arrivare il momento della resa
dei conti. Rivale nella semifinale
mondiale del Brasile che continua a
inseguire il sogno dell’Hexa sarà quella
Germania stanca di sfide per il terzo e
quarto posto. Finora c’è stato solo il
confronto diretto della finale per il titolo
del 2002 a Yokohama, e Scolari, che c’era
anche allora, spera che vada a finire allo
stesso modo. Se poi Felipao dovesse
anche
conquistare
la
Coppa,
eguaglierebbe il record di partite vinte da
tecnico ai Mondiali: appartiene proprio a
un tedesco, il leggendario Helmut Schoen,
che ne vinse 16. Spetta al suo successore
di tanti anni dopo, Jogi Loew, impedire
che ciò accada, del resto il ct ci crede visto
che ripete da giorni che la su Germania
“ha tutte le qualità per arrivare fino in
fondo”. Intanto, ma solo fino al match di
martedì a Belo Horizonte, si è già
guadagnata l’ affetto di milioni di
brasiliani, fra capoeira e danza Lepo Lepo
dei tedeschi sulla spiaggia del ritiro
baiano, o foto di Neuer, Schweinsteiger e
Podolski (innamoratosi perdutamente,
come twitta, del Brasile e della sua gente)
vestiti con le maglie del Bahia e del
Flamengo, quest’ultima quasi uguale, per
Bastian Schweinsteiger, 29enne del Bayern Monaco
una precisa strategia di marketing, a
quella che i tedeschi indosseranno nel
match del Minerao. Ci sono state foto,
autografi e selfie per i tifosi, Podolski si è
perfino avvolto in una bandiera del paese
ospitante per seguire Brasile-Cile dalla
televisione, ora però la Selecao è
diventata l’avversaria da battere per il
“Mannschaft” del record della quarta
semifinale iridata consecutiva, e quindi
bisogna concentrarsi nel modo giusto.
Quindi si festeggia di meno, e si vede di
più il Brasile come un ostacolo, anche se
alla viglia Bastian Schweinsteiger non ha
rinunciato a parole affettuose e sfoggio di
fairplay. “Prima di tutto fatemi dire – ha
esordito domenica in conferenza stampa che siamo tutti molto tristi per il fatto che
Neymar non possa giocare contro di noi.
A perdere sarà prima di tutto lo
spettacolo: i migliori dovrebbero sempre
poter stare sul campo, perché è il posto
più adatto a loro”. Ma la perdita del suo
campione può essere anche la scossa che
serve al Brasile. “Adesso che ha perso
Neymar – ha aggiunto Schweinsteiger immagino che la nazionale brasiliana si
compatti e unisca ancor di più le proprie
forze attorno a due tecnici di valore come
Scolari e Parreira. Si tratta di allenatori
che hanno anche grande esperienza, e
penso che quella di martedì sarà una sfida
non solo sul campo ma anche fra le
panchine. Vincerà chi giocherà la partita
più intelligente. Il fattore campo? E’ un
vantaggio per loro, unito alle grandi doti
tecniche che hanno. Ma ripeto che il
confronto più da seguire, e che può
risultare decisivo, sarà tra i due
allenatori”. Teoria interessante, e
stimolante per un Loew che sembra aver
riequilibrato la squadra riportando Lahm
nell’ antico ruolo di terzino. Ora gli serve
solo di capire se confermare in avanti lo
spento Klose del Maracanà contro la
Francia, puntare su Schurrle o tornare alla
formula del falso nove, rimettendo dentro
Goetze dall’inizio. Intanto il solito
Podolski trova ancora il modo di
scherzare, postando le sue foto accanto a
Ronaldo Fenomeno e Ronaldinho: “Meno
male per noi che i miei due idoli non
giocano”, è la considerazione finale,
segno di una Germania che si avvicina a
questa grande sfida libera da pressioni
particolari.
QUARTI DI FINALE - Una Francia spenta si arrende ai tedeschi
Germania, basta Hummels
Mats Hummels, match winner nel successo contro i francesi
La Germania è stata la prima
nazionale a conquistare la
semifinale del Mondiale
brasiliano. C’è riuscita al
termine di una partita
fortemente condizionata dal
meteo (28 gradi con l’80% di
umidità) in cui è stata abile e
fortunata a passare in
vantaggio dopo 13 minuti,
con un colpo di testa
dell’ottimo Hummels, e che
poi si è limitata a controllare.
La Francia torna a casa in
quanto
incapace
di
affondare, anche se Benzema
ha avuto qualche spunto
pericoloso e recrimina sulla
grande occasione avuta nel
recupero, al 93’, quando
Neuer con una parata
decisiva ha evitato i tempi
supplementari. Per il ct
tedesco Joachim Loew è la
conferma di una regolarità di
rendimento impressionante,
cominciata quando era
ancora
l’assistente
di
Klinsmann, quindi nel 2006,
e che ha sempre visto la sua
Germania piazzata fra le
prime quattro ai Mondiali e
agli Europei. Sarà così anche
stavolta, e meritatamente in
“National
quanto
il
Mannschaft” rappresenta un
calcio e un campionato
all’avanguardia e in grande
salute. Non che al Maracanà
si sia visto uno spettacolo
esaltante, ma la partita non ha
comunque annoiato anche se
giocata sotto ritmo per via del
caldo e soprattutto perché la
Germania, dopo l’1-0 (colpo
di testa di Hummels ad
anticipare Varane dopo una
punizione di Kroos dalla
sinistra), più che spingere si
è limitata a controllare
facendo ricorso alle proprie
capacità di palleggio e
circolazione della palla,
vogliosa di preservare
energie dopo la fatica fatta
contro l’Algeria quando
aveva
vinto
soltanto
all’extra-time.
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VERSO LE SEMIFINALI - Dopo il successo contro il Belgio, la squadra di Sabella è la nuova favorita
L’Argentina crede al sogno mondiale
Ora che l’incantesimo che la voleva fuori
dalle semifinali mondiali da 24 anni è stato
sfatato e che anche il Pipita Higuain si è
sbloccato ritrovando la via smarrita del gol.
Ora, insomma, che anche i bookmakers
danno l’Argentina come la favorita per la
vittoria finale, per gli uomini di Sabella
diventa difficile nascondersi. L’euforia dopo
la vittoria sul Belgio è solo in parte appannata
dall’infortunio ai flessori subito da Angel Di
Maria che priva l’Albiceleste di una pedina
importante. Ma viene da sorridere se si pensa
che fino alla gara di quarti di finale
l’obiezione principale che veniva mossa ai
sudamericani era quella di essere Messidipendenti: come se non fosse una squadra
con tante frecce all’arco. Mercoledì, nella
semifinale contro l’Olanda, il ct Sabella con
ogni probabilità riproporrà la squadra che ha
affrontato il Belgio, sopperendo all’assenza
del talento del Real Madrid inserendo Perez a
centrocampo e avanzando il raggio d’azione
del Pocho Lavezzi al fianco di Gonzalo
Higuain. “Angel - si rammarica Sabella - è
molto importante per noi, con lui la squadra è
molto equilibrata, ma abbiamo tante
soluzioni”. Ma proprio il Pipita, in ombra fino
alla rete contro i Diavoli Rossi, potrebbe
essere l’arma in più dei biancocelesti nelle
battute finali del torneo. Il suo guizzo da
opportunista ha deciso il quarto con il Belgio
24
Sono gli anni attesi
dalla nazionale Albiceleste
per disputare la semifinale
della Coppa del Mondo
Gonzalo Higuain, autore della rete decisiva nella sfida contro il Belgio
PAG.5 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
regalando all’Argentina l’ennesima vittoria di
misura in questo Mondiale, prova di un team
che sa unire ai fronzoli dei suoi solisti anche il
cinismo e la solidità delle grandi squadre. “Io
già penso alla semifinale - ha detto il puntero
del Napoli - abbiamo ancora due partite per
passare alla storia”. Tutta la stampa argentina
ha esaltato il successo sul Belgio e inneggia al
sogno Mundial. “Addio alla maledizione – ha
scritto il Clarin - per la prima volta in 24 anni,
è tra le prime quattro”. Mentre per la Nacion
è “ Più vicino il sogno di un terzo trionfo dopo
il 1978 e il 1986”. Il popolare “Cronica” ha
avvisa i prossimi avversari in semifinale e in
un ipotetica finale: “Adesso arrivano olandesi
e brasiliani: possono tremare”, a
dimostrazione di un certo ottimismo.
Mercoledì sera, contro l’Olanda, per
l’Argentina sarà anche un amarcord
benaugurante: le due squadre, infatti, si
affrontarono in una indimenticabile finale nei
Mondiali del 1978 vinta dai padroni di casa
sudamericani, in un 3-1 con Mario Kempes
mattatore. Il remake, 36 anni dopo, vedrà in
campo altri protagonisti. Uno su tutti si
candida a ripercorrere quelle gesta: si chiama
Leo Messi, uno - come ha detto Sabella capace di “portare l’acqua anche nel deserto”.
Parole da leader sono arrivate da un vero
trascinatore in campo come Javier
Mascherano: “Erano 24 anni che l’Argentina
sognava di arrivare in semifinale, per questo
vivo questo momento con grande euforia". Il
centrocampista dell’Albiceleste è pronto alla
super sfida con l’Olanda, che mette in palio
un posto per la finalissima. “Non sarà facile –
ha spiegato il giocatore del Barcellona perché gli Orange hanno il sangue agli occhi
per la finale persa in Sudafrica contro la
Spagna e vorranno vendicarsi. Vogliamo
qualificarci per la finale al Maracanà – ha
dichiarato con sicurezza il giocatore a lungo
corteggiato dal Napoli di Benitez - ma
l’Olanda è la squadra con il miglior
contropiede e per batterla non dovremo
concedere spazi dove farla correre: loro sono
più veloci di noi”.
VERSO LE SEMIFINALI - Gli Orange pronti per l’esame Messi dopo la “trovata” Krul
Genio Van Gaal, non sbaglia un colpo
racconta il futuro allenatore del
Manchester - Ma non abbiamo detto
niente a Cillessen perchè non abbiamo
voluto interferire con i suoi preparativi e
la sua concentrazione”. “Tuttavia aggiunge Van Gaal - non abbiamo nessun
dubbio, Cilissen sarà il titolare nella
prossima partita. È stato soltanto in quella
occasione che abbiamo creduto che Krul
sarebbe stata la scelta migliore e abbiamo
avuto ragione. Siamo andati bene su tutti i
calci di rigore”. Krul svela altri dettagli:
“Li ho seguiti contro la Grecia - ha detto
riferendosi ai giocatori del Costarica - li
ho studiati e ho detto a ognuno di loro che
sapevo come avrebbero tirato per
innervosirli un po’. Forse ha funzionato,
era successo quando mi sono trovato
davanti Franck Lampard: gli ho detto che
sapevo e ho parato. Ci ho provato di
nuovo, e sono davvero contento che abbia
funzionato”. “Adesso studierò l’
Argentina - conclude Krul - Abbiamo
studiato e pianificato quello che avremmo
fatto prima di ogni partita con tutti i
portieri e l’allenatore dei portieri, lo
faremo anche questa volta”. Ma la mossa
geniale e azzardata di Van Gaal non è
piaciuta a tutti. Critico l’ex capitano dei
campioni d’Italia del 2006, Fabio
Cannavaro, oltre a parte della stampa
britannica. Cannavaro parla di mancanza
di rispetto nei confronti del portiere
titolare, che rischia ora di giocare
chiedendosi se ha davvero la fiducia del
suo ct. Il Guardian si chiede se nel suo
giochino intimidatorio Tim Krul non si sia
spinto troppo in là, non rispettando la
sacrosante regole del fair play.
Ancora una volta il grande vecchio dalla
chioma leonina, Louis Van Gaal, il
commissario tecnico dell’Olanda, ha
azzeccato con un lampo di genio una
partita difficile e decisiva, portando gli
Oranje direttamente in semifinale, dove
incontreranno l’Argentina di Lionel
Messi. Per battere i tenaci calciatori del
Costarica, che lasciano il torneo a testa
alta non avendo perso una sola partita e
incassando solo due reti, Van Gaal ha
sostituito il portiere titolare Jasper
Cillessen con il più alto e fresco Tim Krul
al momento dei rigori, parandone due e
regalando la vittoria per 4-3 all’Olanda.
Non è la prima mossa inconsueta (e
geniale) di Van Gaal in questi Mondiali:
l’ex allenatore dell’Ajax e del Barcellona,
che la stampa britannica ha addirittura
paragonato a Rembrandt per la sua
versatilità, aveva vinto a sorpresa 5-1
contro la Spagna adottando una formula
flessibile, cambiando di continuo il
modulo di gioco passando da difensivo a
offensivo a seconda del momento della
gara. Ai quarti di finale contro il Messico,
il ct ha fatto tirare un rigore decisivo a
Klaas Jan Huntelaar, appena entrato in
campo, quasi fosse un anticipo del Krul
show (ma alla rovescia). Gli stessi Van
Gaal e Krul hanno raccontato i retroscena
della decisione, presa dal ct diversi minuti
prima della fine del secondo
supplementare. A più riprese, le
telecamere della tv brasiliana hanno
infatti inquadrato Krul che si scaldava con
il preparatore dei portieri. “Abbiamo detto
a Tim che sarebbe stato il migliore
portiere per i rigori perché è più alto - Il ct dell’Olanda Louis Van Gaal
L’OPINIONE - L’ex portiere non ha dubbi
Toldo: “Gli olandesi
hanno imparato da noi”
“Sono convinto che gli
olandesi abbiano imparato
la lezione da quella
semifinale degli Europei
del 2000 in cui io parai loro
tutti
quei
rigori,
eliminandoli...”. Francesco
Toldo, una carriera divisa
tra Fiorentina, Inter e
Nazionale, oggi è un ex (“E
non vorrei proprio più
parlare di calcio, ho deciso
di staccare con l’ambiente
e mi sembra coerente
starne lontano anche
dialetticamente”)
ma
l’orgoglio per quella serata
magica non lo abbandona.
Ha assistito in tv alla mossa
di Van Gaal, che ha inserito
Krul, vero eroe a sorpresa,
pochi istanti prima dei
rigori tra Olanda e
Costarica e ha avuto
un’illuminazione: “Non ho
dubbi - ha rivelato all’Ansa
- Loro nel Campionato
europeo
del
2000
accusarono il colpo in
quella
partita
di
Amsterdam e subito dopo
si sono messi a studiare la
figura di un portiere
specializzato nel parare i
PAG.6 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
Francesco Toldo, portiere azzurro a Euro 2000
rigori, che in quel caso ero
stato io. Hanno elaborato le
loro conoscenze e sono
arrivati a questo Mondiale
con la decisione già presa:
al momento di andare ai tiri
dal dischetto, in campo
sarebbe andato il portiere
grande e grosso molto più
adatto a pararli. Il risultato
li ha premiati. Come quella
volta premiò noi”.
FIGC - Carlo Tavecchio, alla guida dei Dilettanti, è il candidato più accreditato alla successione
Settimana calda per il dopo-Abete
Giancarlo Abete, presidente dimissionario della Figc
Tra tre settimane esatte, il 27 luglio,
scadranno i termini per presentare le
candidature per la presidenza della
Federcalcio, “acefala” a seguito delle
dimissioni di Giancarlo Abete appena
dopo il ko azzurro ai Mondiali e in questo
weekend si sono infittiti i conciliaboli tra
le cordate a sostegno dei possibili
candidati, che nella prossima settimana
muoveranno le loro pedine. Il lavorio più
intenso riguarda al momento Carlo
Tavecchio, il presidente della Lega
Dilettanti che è sul punto di dare la
propria disponibilità all’investitura.
Come
annunciato
all’Ansa,
verosimilmente lo farà domani, quando si
riunirà il direttivo. Al momento sarebbe
forte di un fronte di appoggio che va,
ovviamente, dalla sua Lega, a quella di
Serie A - che non è unita ma vede una
netta maggioranza a suo favore -, e anche
alla Lega Pro. Tra i “grandi elettori” di
Tavecchio ci sono l’amministratore
delegato del Milan, Adriano Galliani, e il
presidente della Lazio, Claudio Lotito.
Proprio a Forte dei Marmi, dove il
dirigente rossonero è in vacanza, avrebbe
incontrato in questi giorni vari presidenti
e dirigenti, tra i quali lo stesso numero uno
biancoceleste, quelli del Genoa, Enrico
Preziosi, e del Torino, Urbano Cairo, e
anche l’ad del Sassuolo di Squinzi,
Giovanni Carnevali. Obiettivo di tanto
impegno, oltre alle trattative di mercato,
pianificare una strategia atta a far
confluire il maggior numero possibile di
soggetti sull’esperto dirigente dei
Dilettanti. Alcuni club di serie A, guidati
dalla Juve di Andrea Agnelli, così come
l’Assocalciatori e l’Assoallenatori, sono
comunque alla ricerca di un contraltare
credibile, ma nessuno, in realtà, vorrebbe
arrivare a una spaccatura che renderebbe
oltremodo difficili i due anni di gestione
del prossimo presidente della Figc.
Mercoledì si tiene poi l’assemblea della
Lega di Serie B, che ha vari punti
all’ordine del giorno (tra i quali le date
della prossima stagione), ma si parlerà
anche e soprattutto di politica sportiva. I
cadetti guidati da Abodi sono di solito
legati a filo doppio alle decisioni della
Serie A, che farà la sua assemblea
all’incirca una settimana dopo, anche in
vista del varo del calendario 2013/14. A
quel punto, la situazione sarà più chiara.
ISTANBUL - L’ex ct azzurro riparte dal ricco contratto con i turchi
Prandelli sceglie il Galatasaray
Guai a chiamarlo imperatore.
Cesare Prandelli assumerà la
guida del Galatasaray con la
stessa umiltà di quando
accettò la chiamata della
Fiorentina o del Parma. La
sua sarà una panchina con
vista Bosforo, ma l’ex ct
azzurro - reduce dal
fallimento in Brasile - non
vuole ostentare l’arroganza
del generale ottomano. Il suo
obiettivo non è fuggire
dall’Italia, che si lecca le
ferite rimediate oltreoceano,
ma restituire titoli e successi
alla squadra più blasonata di
Turchia.
Nell’antica
Costantinopoli, Prandelli
avrà innanzi tutto il compito
di sostituire Roberto Mancini
che, per uno strano scherzo
del
destino,
potrebbe
ricambiargli il favore,
prendendosi la panchina
della Nazionale. Prandelli
avrebbe rifiutato anche le
avance del Tottenham,
scegliendo la strada che porta
verso oriente. L’offerta dei
turchi era davvero seducente:
triennale da 4,5 milioni, più
500 mila di bonus in caso di
conquista dello scudetto e
altri 500 mila se riuscisse a
qualificarsi per i quarti di
Champions. Resta poi un
milione da dividere tra i suoi
collaboratori,
che
lo
seguiranno sulle rive del
Bosforo. Prandelli dovrà
plasmare una squadra alle
prese con i nuovi regolamenti
federali (cinque stranieri in
campo e tre in panchina),
ridare luce a qualche stella
apparsa
appannata
Cesare Prandelli, nuovo allenatore del Galatasaray
ultimamente.
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PAG.7 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
MERCATO - L’attaccante dell’Uruguay passa ai catalani. Juventus e Milan a duello per Iturbe
Suarez al Barcellona, Roma su Cole
Fumata bianca per Luis Suarez al
Barcellona. Secondo i media spagnoli,
l’attaccante uruguaiano ha infatti firmato
per il club blaugrana dopo che è stato
raggiunto l’accordo col Liverpool. Un
anno dopo la grande operazione che aveva
portato al Camp Nou il brasiliano
Neymar, il Barca mette quindi a segno un
altro colpo di mercato. Il trasferimento,
secondo il Mundo Deportivo, avverrà
sulla base di 65 milioni, più altri 15 di
bonus. Per il quotidiano catalano, nel suo
contratto col Liverpool Suarez aveva tre
clausole rescissorie: una per i club di
Premier, una più specifica per Manchester
United, City, Chelsea e Arsenal, e una
terza col resto del mondo, stimata in 70
milioni di sterline, circa 88 milioni di
euro. Il Barcellona farà firmare
all’attaccante un contratto di 5 anni. Per lo
stesso quotidiano, inoltre, Alexis Sanchez
non entrerà nell’operazione, anche se
dovrebbe comunque fare le valigie
permettendo di incassare 40 milioni. Sul
cileno, che piace alla Juventus, è molto
attivo l’Arsenal. I bianconeri, invece,
sembrano ormai aver ripiegato su Iturbe:
per l’esterno argentino, conteso dal Milan,
la prossima settimana dovrebbe essere
quella decisiva. Stesso discorso per Evra,
33enne terzino sinistro con cui è stata
trovata un’intesa di massima (contratto
biennale), mentre manca ancora l’ok del
Manchester United, con cui andrà in
scadenza nel 2015. A centrocampo,
invece, il nome caldo è quello di Rabiot,
su cui però è piombata anche l’Inter. Il
contratto del 19enne del Paris Saint Luis Suarez, qui a Liverpool, nella prossima stagione vestirà la maglia del Barcellona
Germain scade nel 2015, e potrebbe essere
acquistato per circa 5 milioni. Intanto, per
l’inizio della prossima settimana, i
nerazzurri contano di sistemare gli ultimi
dettagli per l’arrivo di M’Vila (svincolato
dalla cessione di Taider al Rubin Kazan).
E’ invece arrivato nella Capitale Salih
Ucan, seguito dopo appena 24 ore da
Ashley Cole. La Roma infatti continua a
muoversi sul mercato dei parametri zero
e, per accontentare le richieste di Garcia,
ha individuato nel terzino sinistro
svincolatosi dal Chelsea di Mourinho
l’uomo giusto a cui affidare la fascia
mancina (che potrà contare anche su
Emanuelson, giunto dal Milan sempre a
fine contratto). I contatti tra le parti sono
in corso e il 33enne inglese è a un passo
dal vestire il giallorosso. Per lui è sul
tavolo un contratto biennale (da 2,3
milioni più bonus), con opzione per il
terzo anno. In dirittura d’arrivo, per
rinforzare l’attacco, anche l’acquisto
dell’esterno belga del Monaco Carrasco,
mentre dalla cessione o meno di Benatia
dipenderà l’affondo su Cuadrado (in
un’operazione in cui potrebbe rientrare
anche Florenzi, che piace molto a
Montella e alla Fiorentina). Fumata
bianca vicina infine tra Alberto Gilardino
e il Guangzhou di Lippi. C’è l’accordo tra
il club cinese e il Genoa, che ha accettato
l’offerta da 5 milioni di euro. A Gilardino
andranno 10 milioni di euro per 2 anni, più
bonus. Manca solo l’ok del giocatore. Già
pronto il sostituto, che Preziosi ha
individuato in Matri (prestito), in cambio
al Milan andrà Vrsaljko.
Inter, nuovo logo: via la stella JUVENTUS - Proposto lo scambio al Real. Intanto firma Coman
L’Inter cambia logo. Il nuovo stemma dei nerazzurri, che da
oggi accompagnerà tutte le attività del club, è stato svelato
attraverso il sito ufficiale. A realizzare il progetto grafico è
stato lo studio di design Leftloft. Nel nuovo logo non compare
la stella, conquistata dopo la vittoria del decimo scudetto nel
‘66, che rimarrà solo sulle maglie da gioco.
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Pogba-Di Maria: si può fare
Secondo il quotidiano
francese L’Equipe, la
Juventus avrebbe proposto
al Real Madrid uno scambio
tra Paul Pogba e Angel Di
Maria.
L’attaccante
sudamericano è un vecchio
pallino di Antonio Conte: il
tecnico sarebbe disposto a
sacrificare
il
gioiello
francese, in scadenza nel
2016 e non intenzionato a
rinnovare, pur di avere in
rosa
l’argentino.
Le
Merengues, che avrebbero
già pensato a Toni Kroos e
James Rodriguez per
un’eventuale sostituzione,
avrebbero però fatto sapere
che Di Maria non lascerà i
campioni d’Europa per
meno di 50 milioni di euro.
La Juve, che ha già messo gli
occhi su Sanchez e Morata,
considerera Di Maria una
priorità. Intanto, i bianconeri
pescano ancora in Francia e Paul Pogba, 21 anni
PAG.8 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
chiudono con un 18enne dal
futuro luminoso. Kingsley
Coman, parigino classe
1996,
centrocampista
offensivo dal talento
cristallino, arriva a Torino
con
un
contratto
quinquennale. Dopo essere
cresciuto calcisticamente
nel Psg, Coman muove i
primi passi nel MoissyCramayel, ma presto
approda nella squadra della
capitale e, dopo la trafila
nelel giovanili, fa la sua
prima apparizione in Ligue
1 il 17 febbraio 2013,
quando ha appena 16 anni, 8
mesi e 4 giorni, divenendo il
più giovane esordiente nella
storia del club. Giocatore
tecnico e fantasioso, Coman
vanta una potenza atletica
fuori dal comune, al pari del
suo tiro dalla distanza e di
una notevole visione di
gioco.
FORMULA 1 - A Silverstone s’impone il pilota britannico della Mercedes. E il Mondiale si riapre
Hamilton è il re d’Inghilterra
Un trionfo nella gara di casa e il titolo
mondiale di nuovo a portata di mano. Non
poteva andare meglio il Gran Premio
d’Inghilterra per Lewis Hamilton che,
oltre a salire sul trono della sua
Silverston, riaccende la lotta per il titolo
piloti, portandosi a soli quattro punti di
distanza dal leader del campionato Nico
Rosberg. Il suo compagno di squadra alla
Mercedes al 30esimo giro, mentre era al
comando della corsa, si è dovuto
arrendere per problemi al cambio,
chiudendo mestamente la gara sul prato
del circuito inglese. Podio meritato per la
Williams del finlandese Valtteri Bottas,
secondo
davanti
all’onnipresente
australiano della Red Bull Daniel
Ricciardo, ancora una volta capace di
precedere il campione del mondo in
carica Sebastian Vettel, giunto quinto
dopo un avvincente duello con la Ferrari
di Fernando Alonso. Lo spagnolo, sesto
al traguardo, lotta come può fin dal via,
cioè dalla seconda partenza dietro alla
safety-car resasi necessaria dopo lo
spaventoso incidente tra le monoposto di
Kimi Raikkonen e Felipe Massa.
Collisione avvenuta al primo giro in
seguito a un testacoda del finlandese.
Raikkonen è uscito zoppicando dalla sua
F14 T completamente distrutta, ma
fortunatamente se l’è cavata solo con
qualche escoriazione e una botta alla
caviglia sinistra. Una corsa nata
malissimo per la Rossa di Maranello, con
il botto da paura di Raikkonen, e finita
con un bel po’di frustrazione per la sfidaspettacolo, con in palio solo il quinto
posto, persa da Alonso contro il rivale
degli ultimi anni Vettel a pochi giri dalla
bandiera a scacchi. Un sorpasso subito Lewis Hamilton, 29 anni
che mette nell’ombra la coraggiosa prova
dell’asturiano, nonostante i cinque
secondi di penalizzazione al pit-stop
rimediati per l’errato posizionamento
sulla griglia di partenza. Alonso, che
scattava dalla retrovie, è riuscito a
portarsi velocemente in zona punti dando
la sensazione di poter lottare anche per il
podio, visto che la sua F14 T è stata a
lungo la terza monoposto più veloce in
pista dopo le due Mercedes. Ma, col
passare dei giri, la rincorsa del ferrarista
ha perso d’intensità, frenata da una buona
McLaren guidata da Jenson Button
(giunto quarto a pochi decimi da
Ricciardo) e frustrata da un Vettel non
certo irresistibile come una volta. Di un
altro pianeta, com’era prevedibile, le
Mercedes, con Nico Rosberg fermato
solo dal cambio nella corsa all’ennesimo
sigillo e Lewis Hamilton pronto a
prendersi tutto, dagli applausi alle
rinnovate speranze di poter portare a casa
il titolo iridato. L’inglese, partito dalla
sesta posizione dopo le deludenti
qualifiche di sabato, riesce a restare
sempre nella scia del compagno di
squadra che ora, perso quasi l’intero
vantaggio in classifica (prima della
partenza aveva 29 punti di distacco)
dovrà rifare i suoi conti per diventare
campione del mondo con la Mercedes. E
di conti ne dovrà fare anche la Ferrari
dopo l’ennesima gara da dimenticare con
una F14 T che sembra andare avanti a
intermittenza, incapace di offrire finora
qualche soddisfazione sia ad Alonso che
ai tanti cuori in rosso, che non possono far
altro che attendere tempi miglior: dal
2015 in poi.
WIMBLEDON - Le azzurre trionfano nel doppio
Impresa Errani-Vinci
ecco il Career Slam
Trionfo
azzurro
a
Wimbledon nel doppio
femminile. Sara Errani e
Roberta Vinci hanno battuto
nettamente 6-1, 6-3 la
coppia
formata
dall’ungherese
Timea
Babos e dalla francese
Kristina Mladenovic. Le
tenniste italiane, che nel
secondo turno del torneo
londinese avevano annullato
ben cinque match-ball alle
gemelle ucraine Lyudmyla e
Nadiia Kichenok, si sono
imposte in meno di un’ora di
gioco.
Quello
del
prestigioso sui campi in erba
dell’All England Lawn
Tennis and Croquet Club
era l’unico titolo dello Slam
che mancava alle “Cichis”,
grazie al quale centrano così
il Career Grand Slam. Ed è
la prima volta che un
azzurro vince il torneo più
prestigioso del mondo a
livello professionistico. Le
due azzurre vantano in tutto
otto finali negli ultime 11
prove dello Slam, giocate
nell’arco di appena due anni
e mezzo. Da Melbourne
2012 a oggi, hanno
Sara Errani e Roberta Vinci
conquistato cinque titoli:
Roland Garros e Us Open
nel 2012, Australian Open
nel 2013 e nel 2014, più il
successo appena centrato a
Wimbledon. Inoltre hanno
giocato e perso altre tre
finali: Australian Open nel
2012 e Roland Garros nel
2013 e nel 2014. Grazie alla
vittoria sull’erba londinese,
le due italiane ritrovano
inoltre la prima posizione
del ranking internazionale
Wta riservato al doppio
femminile.
PAG.9 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
CHIESA - Il Papa: “Abusi pesano sulla coscienza della chiesa”
ROMA - Folle corsa, poi lo schianto
Pedofilia, mea culpa di Francesco Incidente fatale
Mezz’ora di ascolto attento e
partecipe della storia di dolore di
ognuno. Denuncia pubblica degli
abusi, “atti esecrabili”, “culto
sacrilego”, che pesano sulla coscienza
della Chiesa e che in molti casi alla
sofferenza hanno aggiunto la perdita
di speranza o di fede. Questi i binari
su cui il papa Bergoglio ha vissuto il
primo incontro del suo pontificato
con vittime di violenza di preti, e,
sulla scia di Benedetto XVI, ha messo
al primo posto le vittime. Oltre infatti
al colloquio individuale con ciascuno,
ad ascoltarne il dolore, la vergogna, il
peso sulla vita quotidiana, il cammino
di rinascita dopo l’abuso subito da
bimbo o bimba, in una omelia a metà
tra la maledizione biblica e gli
obiettivi dell’uomo di governo ha
ricordato il pianto delle vittime che ha
“contagiato la nostra coscienza”, e
chiesto “aiuto” per “stabilire
politiche” antiabuso sempre più
efficaci. Dalle 9 alle 12,20 circa, dopo
la messa e la colazione a Santa Marta,
colloqui individuali con le sei vittime
adulte - tre uomini e tre donne, - da
Irlanda, Germania e Gran Bretagna,
giunti a Santa Marta, e che già aveva
salutato all’ora di cena, nel refettorio.
“All’uscita ho parlato brevemente
con loro - ha raccontato padre
Federico Lombardi - e posso
Morti 4 ragazzi
Bergoglio ha incontrato le vittime degli abusi
testimoniare la profonda gratitudine e
anche la commozione di queste
persone, per aver avuto un incontro
ampio e approfondito, e per la
percezione di essere ascoltati con
molta
attenzione
e
molta
disponibilità”. Gli incontri con le
vittime non erano affatto scontati
prima di papa Ratzinger, quando
molti preferivano la “ragion di
Chiesa” e preferivano girare lo
sguardo, non riconoscendo a chi
aveva subito neppure la giustizia di
essere riconosciuto vittima.
Stavano tornando a casa
dopo un sabato sera passato
con gli amici. Abitavano
tutti in zona, a Lunghezza,
poco fuori Roma. Hanno
perso il controllo dell’auto
e si sono schiantati contro
un albero, travolgendo una
palina dell’autobus. Uno
schianto fatale, costato la
vita a quattro giovani, due
22enni e due 17enni.
Andrea,
Emanuele,
Alessio e Jacopo: si erano
visti con la comitiva, poi,
intorno alle 2.30, avevano
deciso di tornare a casa.
Andrea, uno dei due
22enni, era alla guida
quando ha perso il
controllo della Ford Focus
ed è finito fuori strada. Lui,
Emanuele e Alessio sono
morti sul colpo, mentre
Jacopo è stato trasportato al
policlinico di Tor Vergata
dove però è deceduto poco
dopo. I vigili urbani,
intervenuti sul posto, non
hanno rilevato segni di
frenata sull’asfalto, anche
se bisognerà attendere la
fine dei rilievi per capire
meglio
la
dinamica
dell’incidente.
Al
momento la causa più
accreditata
è
quella
dell’alta velocità, come
dimostrano le condizioni
dell’auto, accartocciata su
se stessa.
IL GIALLO - Si indaga sull’agguato di giovedì scorso
Camilluccia, caccia ai killer
Giovanni Ceniti non parla,
ma qualcuno potrebbe
minacciarlo o farlo tacere per
sempre. Polizia e carabinieri
sorvegliano 24 ore su 24 al
Policlinico Gemelli l’ex
militante di CasaPound ferito
giovedì scorso a Roma nella
sparatoria in cui è stato ucciso
Silvio Fanella, cassiere della
“banda Mokbel”. Il 29enne
genovese, considerato un
membro del commando
entrato in casa della vittima,
potrebbe
dare
agli
investigatori informazioni
fondamentali, se deciderà di
collaborare quando le sue
condizioni lo permetteranno.
Ferito a un gluteo da un colpo
di pistola, Ceniti sarà sentito
in settimana dai Pm. Intanto
prosegue la caccia agli altri
componenti del gruppo
entrato nell’appartamento del
broker
nella
zona
residenziale
della
Camilluccia: altri due
giovani, oltre a Ceniti,
secondo quanto ricostruito
finora. In tre si sono spacciati
per finanzieri per farsi aprire
la porta. Volevano rapire
Fanella. Poi la colluttazione,
la sparatoria, la morte del
cassiere e il ferimento dell’ex
militante CasaPound. Una
delle ipotesi è che i tre,
trasformatisi da rapitori in
assassini, siano venuti da
lontano, come Ceniti da
Verbania alcuni giorni prima,
mentre sarebbero di Roma i
loro complici, che gli hanno
PAG.10 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
Polizia scientifica e forze dell'Ordine in via della Camilluccia
permesso di cambiare auto
dopo l’azione. I tre del
commando hanno lasciato
tracce di ogni tipo - impronte,
sangue, bossoli, i volti
impressi nelle immagini delle
telecamere di sorveglianza - e
gli investigatori le stanno
analizzando. Le indagini si
concentrano nel mondo
dell’estrema destra, quello di
Ceniti, ma anche della banda
di
Gennaro
Mokbel.
CasaPound ripete che il
giovane da tempo non aveva
più
rapporti
con
il
movimento. All’interno della
galassia di truffatori e
riciclatori della “banda
Mokbel” si rivolgono le
attenzioni degli inquirenti
anche nella ricerca dei
mandanti dell’azione in casa
di Fanella, condannato a nove
anni per la “stangata” da 2
miliardi di euro a Fastweb e
Telecom. Chi aveva interesse
a far parlare il cassiere per
ritrovare il tesoro del gruppo?
Molti sapevano dei diamanti
e del denaro che Fanella
custodiva, in parte ritrovati
poche ore dopo in Ciociaria.
Il contributo decisivo
potrebbe darlo Ceniti,
inchiodato in un letto
d’ospedale, fino a giovedì
scorso uno sconosciuto
incensurato, ma da allora
accusato di omicidio.
La Madonna si “inchina” al boss
Nozze finiscono in disgrazia
In breve
CALABRIA - La processione saluta il capo clan; scatta l’indignazione
Un deltaplano è precipitato ieri pomeriggio a S. Vittore
di Cingoli (Macerata) vicino al ristorante “La Selva”
dove era in corso un matrimonio. Una delle due persone
a bordo, Maurizio Ferranti, 56 anni, di Jesi (Ancona) è
morto, mentre l’altro, 21 anni, sembra sia rimasto
praticamente illeso. I due, che sono cugini, volevano fare
una sorpresa agli sposi con un getto di confetti e petali di
rosa, ma il velivolo ha perso quota per cause ancora in
corso di accertamento ed è finito sopra una pianta. Non è
stato ancora stabilito chi lo stesse pilotando. Sul posto,
Carabinieri e Vigili del fuoco.
Non è bastata la scomunica del Papa ai
mafiosi per fermare le ingerenze della
‘ndrangheta nei riti religiosi in Calabria.
L’ultimo episodio, a 15 giorni dalle dure
parole del Pontefice, è avvenuto a
Oppido Mamertina dove la processione
della Madonna delle Grazie della
frazione Tresilico si è fermata davanti
all’abitazione del presunto boss della
‘ndrangheta
Peppe
Mazzagatti,
condannato all’ergastolo e ai domiciliari
per motivi di salute. La processione è
partita dalla piccola chiesa di Tresilico
con in testa amministratori comunali,
sacerdoti e carabinieri. Giunti nei pressi
dell’abitazione di Mazzagatti, l’effige
della Madonna si è fermata per 30
secondi con un tentennamento, chiamato
inchino, in segno di saluto. Quando il
comandante della stazione dei
carabinieri si è accorto di quanto stava
accadendo è uscito dalla processione e ha
avviato le procedure per l’identificazione
delle persone che stavano partecipando
al rito. E’ stato, inoltre, realizzato un
video, in modo da poter avere uno
strumento di identificazione in più.
L’inchino è stato rivolto al boss
Mazzagatti, ritenuto uno dei principali
protagonisti di una delle più sanguinose
faide della ‘ndrangheta di Oppido
Mamertina verificatasi negli anni ‘90. Il
vescovo di Oppido-Palmi lo ha definito
“un fatto gravissimo”. Il segretario della
Cei e vescovo di Cassano allo Jonio,
mons. Nunzio Galantino, ha affermato
che “ai malavitosi si sono inchinati
coloro che portavano la statua e non certo
La processione della Madonna delle Grazie
la Madonna”.
Antonio Murgia, un pizzaiolo di 38 anni, residente a
Certosa, nel Pavese, è stato fermato dai carabinieri della
compagnia di Corsico (Milano) con l’accusa di aver
ucciso Davide Caccamo, 35 anni, accoltellato a morte a
Cesano Boscone, nel Milanese. L’uomo è morto venerdì
scorso in ospedale. L’omicidio sarebbe scaturito al
culmine di una lite. Secondo i carabinieri il movente
sarebbe di tipo passionale, ma non è escluso che tra i due
possa esserci stato un debito di droga. Murgia, infatti, ha
precedenti ed è un noto spacciatore, mentre la vittima era
un assiduo consumatore.
IL CASO - Spara alla ex e al figlio di due anni, poi tenta il suicidio
Anziano travolto da moto
Crolla ponte, paura in Sicilia
Sono quattro i feriti, tra i quali una donna incinta, della
catena di incidenti verificatisi per il crollo di una campata
- in contrada Petrulla in territorio di Licata (AG), lungo
la statale 626 - del ponte che collega con Campobello di
Licata, Ravanusa, Canicattì. Il cedimento strutturale del
ponte ha fatto sì che le carreggiate si siano piegate verso
il basso, toccando il fondo, da un’altezza di circa quattro
metri. Al momento del crollo, una Fiat Punto - con a
bordo due donne - si trovava a passare sul cavalcavia. La
donna che era al volante, accelerando, è però riuscita a
risalire portandosi dall’altra parte del cedimento. I feriti
sono lievi.
Omicidio nel Milanese
Tragedia familiare a Perugia
Il colpo di pistola sparato dal
padre lo ha raggiunto mentre
era in braccio alla mamma,
dopo una discussione tra i
genitori ormai separati,
sull’auto di un’amica della
donna con la quale dovevano
recarsi in piscina, a Perugia.
Ora il piccolo, di poco più di
due anni, è in condizioni
gravi all’ospedale Meyer di
Firenze. Gravi anche le
condizioni della donna,
mentre
l’uomo
è
clinicamente morto. L’uomo
ha tentato di suicidarsi con la
stessa arma dalla quale è
partito anche il proiettile che
ha ferito l’amica dell’ex
convivente. Tutto è successo
nel giro di pochi minuti in
una piccola via di Ponte
Valleceppi, quartiere della
periferia perugina. L’uomo,
carrozziere 32enne del posto,
incensurato, ha sparato
Inquirenti sul luogo della sparatoria
quattro colpi con una Beretta
semiautomatica
calibro
nove regolarmente detenuta.
Tra lui e la ex compagna,
dalla quale si era separato a
settembre, c’è stata una
discussione a causa di una
telefonata alla quale la
donna non avrebbe risposto,
ma tra i due c’erano stati in
passato degli screzi legati
anche al mantenimento del
figlio e per il fatto che
l’artigiano non accettava la
separazione. Dopo la
mancata risposta alla
telefonata l’uomo è riuscito
a sapere che l’ex compagna
sarebbe andata in piscina
con l’amica e l’ha seguita
fino a casa di quest’ultima.
Ha parcheggiato la sua
Punto poco distante dalla
casa dell’appuntamento e
quando l’altra donna è scesa
ha trovato l’ex coppia che
stava discutendo. Bambino,
madre e amica sono saliti
sulla Citroen di quest’ultima
e a quel punto sono partiti i
colpi di pistola. L’uomo si è
poi puntato la pistola alla
testa e ha nuovamente fatto
fuoco.
PAG.11 LO SPECCHIO - 8 LUGLIO 2014
Un uomo di 85 anni, Angelo Vozza, travolto domenica
sera da una moto mentre attraversava la strada all’angolo
tra via Giovinazzi e via Principe Amedeo, a Taranto, è
morto ieri mattina in ospedale a causa delle gravi ferite
riportate. Dopo l’incidente, il centauro è fuggito senza
fermarsi per prestare soccorso all’anziano, che è stato
sbalzato sull’asfalto. Sul posto è intervenuta
un’ambulanza del 118 che ha trasportato l’85enne
all’ospedale “Santissima Annunziata”. I rilievi
dell’incidente sono stati compiuti dagli agenti della
Polizia municipale, che hanno avviato le indagini per
identificare il motociclista pirata.
Morti due escursionisti
Due escursionisti, un uomo e una donna, sono morti
durante una escursione al Pizzaccio, in una valle laterale
della Valchiavenna. L’incidente è avvenuto domenica, a
quota 2.400 metri, in una zona impervia, nel territorio
comunale di San Giacomo Filippo (Sondrio). Il recupero
dei corpi è ancora in corso. Sono stati investiti da una
scarica di sassi mentre erano impegnati nell’ascensione
al Pizzaccio, in Val di Drogo, laterale della
Valchiavenna. Colpiti alla testa dai sassi, hanno perduto
l’equilibrio sul sentiero che stavano percorrendo
precipitando nel vuoto per circa 150 metri, quando erano
ormai vicini alla vetta.
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