“Investire in conoscenza
offre sempre il rendimento migliore”
(Benjamin Franklin)
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Le straordinarie occasioni della primavera 2014
Preparando i prossimi Aumenti di Capitale
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responsabilità dell’Editore e dell’Autore, che hanno posto comunque la
massima cura nell’elaborazione dei testi e dei grafici.
La presente pubblicazione ha esclusivamente finalità didattiche.
Non deve pertanto essere intesa in alcun modo come consiglio
operativo di investimento né come sollecitazione alla raccolta di
pubblico risparmio. I risultati presentati – reali o simulati – non
costituiscono
alcuna garanzia relativamente
a ipotetiche
performance future. L’attività speculativa comporta notevoli rischi
economici e chiunque la svolga lo fa sotto la propria ed esclusiva
responsabilità, pertanto l’Autore e l’Editore non si assumono alcuna
responsabilità circa eventuali danni diretti o indiretti relativamente
a decisioni di investimento prese dal lettore.
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Sommario
Perché è importante che Tu conosca
Pag. 4
gli Aumenti di Capitale
Pag. 6
Come ho guadagnato il 121%
con soli 7 Aumenti di Capitale nel 2013
Come ho trasformato le difficoltà in successi
Pag. 12
Dove sta la verità
Pag. 14
Cosa sono gli aumenti di capitale
Pag. 16
Il consiglio di un amico
Pag. 21
Accendiamo i motori
Pag. 23
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PERCHE’ E’ IMPORTANTE CHE TU CONOSCA
GLI AUMENTI DI CAPITALE
Ti è mai capitato di avere delle azioni di una Società ed un giorno ricevere a casa una
comunicazione da parte della tua Banca che ti informa della partenza di un’operazione
straordinaria sul capitale, come un Aumento di Capitale?
Cosa hai fatto? Hai sottoscritto le nuove azioni o hai ignorato
l’informazione perché ti è sembrata troppo complessa e
lontana dal tuo mondo e quindi hai delegato la responsabilità
della scelta alla tua Banca, sperando che ti informasse in
maniera adeguata e per tempo?
Il più delle volte, gli investitori rimangono a bocca aperta davanti a queste operazioni
complesse, che richiedono diverse abilità, non solo per guadagnare, ma anche per NON
vedere eroso in maniera apparentemente inspiegabile ed il più delle volte purtroppo
irrecuperabile il proprio investimento nel giro di pochi giorni.
La scarsa conoscenza della materia, fin troppo sottovalutata, induce solitamente alla
paralisi, al rinvio di qualunque decisione a data da definirsi.
Eppure, conoscendone anche solo i meccanismi basilari, si
possono innanzitutto evitare delle debacle irreparabili, se solo ci si
velocizza ad uscire dall’investimento, quando le caratteristiche dello
stesso lo suggeriscono.
Quello che rende così preziosi gli Aumenti di Capitale non è solo
evitare i cd. “bagni di sangue”, motivo che comunque già da solo è
un’ottima motivazione per studiarli più che seriamente, ma
è la possibilità di trasformare le dinamiche che si rilevano
distruttive per gli Azionisti che vivono queste operazioni in
maniera passiva, addirittura a proprio favore per chi invece
le affronta in maniera attiva!
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Sì, perché se affronti queste operazioni attivamente, più spesso di quanto immagini,
troverai delle opportunità grandiose, che nessun altro
strumento finanziario attualmente esistente sul mercato (e te
lo dice uno che negli ultimi 20 anni li ha provati tutti!) è in
grado
di
fornire,
soprattutto
in
termini
di
rapporto
rischio/rendimento e di velocità di realizzazione.
Se sei un risparmiatore, ti dimostrerò con dei semplici
accorgimenti tecnici riguardanti la gestione dei diritti come
evitare perdite a doppia cifra sulle azioni oggetto di aumento di capitale, come ad esempio
è accaduto recentemente agli azionisti di Banca Popolare di Milano o di Maire Tecnimont.
Ti insegnerò anche un trucco per ritrovarti alla fine dell’aumento di capitale con un
quantitativo nettamente maggiore di titoli rispetto a quanti ne avevi prima della partenza
dell’operazione, investendo sempre la stessa cifra, così da recuperare molto più
velocemente le perdite che magari ti stai trascinando da anni.
Se sei un investitore a caccia di buoni prezzi di ingresso per accumulare una posizione
da mantenere nel medio-lungo termine, scoprirai come sottoscrivere certe azioni sia un
buon affare, visto che spesso i prezzi di offerta rappresentano dei minimi di mercato che
rimangono tali per tanto tempo, ammesso ovviamente che i fondamentali dell’azienda
siano solidi. Basti pensare all’aumento di capitale di Unicredit del 2012, quando Unicredit
fece un minimo a 2,17 euro, che rimarrà inviolato a lungo e da cui è partito un movimento
rialzista che ha portato le quotazioni a oltre 6 euro (febbraio 2014).
Se sei un trader più aggressivo, avrai l’imbarazzo della scelta su come operare in queste
occasioni, tramite le vendite allo scoperto e l’utilizzo degli strumenti derivati con la leva
finanziaria, per assumere posizioni al rialzo e/o al ribasso nettamente più grandi rispetto
alla liquidità del tuo conto.
Se sei un gestore, infine, troverai degli spunti molto interessanti per non farti sfuggire,
quando il mercato li consente, gli arbitraggi, il massimo che un operatore che gestisce
patrimoni importanti possa sperare di trovare, come è stato ad esempio il caso di
Finmeccanica nel 2008, che ha ufficialmente regalato un 6% privo di rischio in pochi giorni
a chiunque avesse un minimo di dimestichezza con questi meccanismi.
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COME HO GUADAGNATO IL 121% IN SOLI 7
AUMENTI DI CAPITALE NEL 2013
Maire Tecnimont, RCS, Nexans, Zucchi, Alcatel,
Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige.
Queste sono le Società che hanno effettuato o deliberato un aumento di capitale nel 2013
su cui ho operato e di cui trovi lo storico delle performances visibile sul mio sito
www.topalert.it, in cui sono riportate esattamente le quantità e le date in cui sono state
fatte le operazioni da me e dai miei Abbonati.
L’operazione su Maire Tecnimont partì obiettivamente molto male: dalla data della
delibera (novembre 2012) alla partenza effettiva passarono più di 6 mesi, periodo nel
quale l’azione raddoppiò incredibilmente, nonostante le condizioni economiche terribili.
Questo mandò in sofferenza chi, come me, aveva aperto delle posizioni al ribasso sul
titolo, confidando che l’operazione sarebbe partita non di certo dopo 6 mesi.
Shortare i titoli prima di sapere con certezza la data della partenza serve per assicurarsi il
prestito titoli dal Broker, ma in questo caso fu sbagliato, perché l’azione salì (d’altronde, il
prezzo è fatto dall’inesorabile legge dell’incrocio della domanda e dell’offerta!).
Quando finalmente partì l’operazione in giugno 2013, chi come me aveva pazientemente
aspettato senza arrendersi, fu abbondantemente ripagato in pochi giorni.
La conoscenza dell’analisi fondamentale mi suggerì un’ulteriore opportunità, stavolta al
rialzo, in coincidenza dei prezzi dell’offerta.
Dopo avere chiuso in abbondante gain la prima posizione al ribasso, mi girai al rialzo,
perché a quei prezzi la Società stava capitalizzando 20 milioni€, a fronte di un fatturato di
2 miliardi€, quindi il prezzo non rispecchiava minimamente il suo valore (cosa di cui un
analista tecnico non si può accorgere) e pertanto andava comprato ad occhi chiusi.
Ebbi un’ulteriore indicazione che confermava la mia aspettativa rialzista sul Titolo
dall’osservazione di forti e ripetuti acquisti nel book, che non potevano essere riconducibili
a dei semplici privati e quando le Mani forti comprano così decise, quasi senza neanche
preoccuparsi ci controllare a quale prezzo stiano comprando, non lo fanno di certo per
guadagnare una misera percentuale.
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Infatti, il titolo è cresciuto di circa il 420% dai minimi ed oggi, che siamo in aprile 2014, a
10 mesi dall’operazione, Maire Tecnimont quota circa 2,60 €.
Il messaggio di Maire Tecnimont è duplice:
-
Tecnicamente: soprattutto sui titoli sottili come
questo, è meglio aspettare la certezza della data della
partenza, perché in 6 mesi può succedere tutto ed il
contrario di tutto e, se si è sicuri di quello che si sta
facendo,
è
bene
conservare
delle
cartucce
per
incrementare lo short, in caso di risalita “irrazionale”;
-
Psicologicamente: ognuno reagisce alla propria maniera alle oscillazioni di mercato,
per cui è consigliabile investire una cifra che, anche se venisse dimezzata in poco
tempo, ci si possa permettere di perdere e che non stravolga i nervi, se si vede
l’operazione in rosso. Altrettanto importante: indipendentemente da eventuali errori
di timing, non demordere se le motivazioni che hanno portato all’apertura
dell’operazione NON sono MAI venute meno nel durante, come in questo caso.
Comprare i titoli al prezzo di offerta permette spesso guadagni facili e veloci: facili, perché
spesso si compra un titolo sui minimi, e veloci, perché solitamente nel giro di pochi giorni o
settimane il titolo recupera almeno in parte quanto perso prima dell’Aumento di capitale.
La mia indole, che è da scalper e non da cassettista, mi ha sempre fatto uscire
velocemente dalle posizioni, nel bene e nel male; se da una parte questo mio modus
operandi mi ha fatto risparmiare perdite su titoli che ora valgono circa la metà come
Banco Popolare e Banca Monte dei Paschi di Siena e dai quali ero uscito in gain nel giro
di pochi giorni nel 2011, dall’altra parte spesso mia ha fatto prendere solo le briciole di
movimenti esplosivi, come è stato con Unicredit nel 2012 e con RCS Risparmio e con
Maire Tecnimont nel 2013, tutti titoli che quotano oltre il doppio o il triplo dei loro minimi,
fatti proprio in occasione dell’aumento di capitale.
Altre operazioni tra le sopracitate del 2013, come Zucchi, Nexans ed Alcatel non sono
state niente di spettacolare da cambiare la vita a nessuno, però nella loro semplicità e
velocità hanno fatto il loro dovere, senza mai dare preoccupazioni e senza mai comportare
grandi rischi.
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Questi esempi portano un altro insegnamento: mai denigrare le operazioni più piccole.
Al di là del fatto che con gli Aumenti di Capitale non si sa mai quale sorpresa possa
apparire dietro l’angolo, è controproducente fissarsi con l’operazione “del secolo”, perché
non è detto che quando questa si presenterà (SE si presenterà), si sarà tempestivamente
pronti a coglierla, mentre sommare tante operazioni relativamente piccole alla fine
dell’anno, senza neanche accorgersene, può portare risultati complessivamente eccellenti.
Solo in gennaio 2014, ad ulteriore dimostrazione di quanto tante
piccole gocce formino il mare, c’è stato l’aumento di capitale di
Gabetti, una Società che sta navigando già da anni in pessime
acque (è il terzo aumento di capitale in soli 4 anni, è una brutta
media, vuole dire che brucia tutti i soldi che gli Azionisti continuano
a darle alla velocità della luce, infatti come motivazione delle sue
richieste porta sempre la “continuità aziendale”).
Questa è una società da cui è consigliabile stare lontano, eppure ha dato anch’essa la
possibilità di fare un’operazione “mordi e fuggi” molto profittevole.
Durante il suo ultimo Aumento di Capitale, io ho chiesto e trovato il prestito titoli, ne ho
shortate 300.000 per un controvalore di poco più di 13.000 € e ho guadagnato più di
2.500€ in meno di 3 settimane.
Tuttavia, anche chi non ha trovato il prestito titoli, è caduto in piedi perché, sottoscrivendo i
diritti comprati nell’ultimo giorno di negoziazione, poteva vendere contestualmente i titoli,
facendo in tal modo un arbitraggio del 7-8% del tutto privo di rischio.
Chi invece ha sottoscritto i diritti ed è rimasto long sul titolo ha fatto altrettanto bene: subito
dopo l’Aumento di Capitale, ne è partito un altro riservato alle Banche, come da prospetto
informativo, e questo significava che molto probabilmente ci sarebbe stata un’opera di
sostegno sul titolo, così che le Banche stesse potessero rivenderlo a dei prezzi buoni.
Non a caso Gabetti, finito l’Aumento di Capitale, ha realizzato un +40% in 1 sola
settimana, come ci riporta la testimonianza di Andrea, che ha beneficiato del rialzo,
confidando nella mia analisi e nel fatto che il titolo è sempre stato sopra al suo prezzo di
carico.
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" Sono sempre stato appassionato di mercati finanziari
fin dall'università, leggendo perlopiù riviste o quotidiani
economici. Ma è solo negli ultimi anni che ho
approfondito la materia prima con le obbligazioni poi
con l'analisi tecnica. Gli aumenti di capitale mi hanno sempre affascinato ma vuoi per il tempo vuoi
per le trattazioni troppo accademiche dei libri non ho mai approfondito la materia.
Le cose sono cambiate quando ho conosciuto Giovanni Borsi, una persona con una passione ed
un entusiasmo incredibili che mi hanno subito contagiato. Mi sono così messo a studiare per
capire approfonditamente le dinamiche di questi AdC tramite i suoi video chiari e semplici.
Finora la mia prima esperienza è stata con l'AdC di Gabetti (febbraio 2014) dove su consiglio di
Giovanni ho acquistato i diritti in chiusura nell'ultimo giorno di negoziazione convertendoli poi in
azioni che ho rivenduto dopo pochi giorni con un 40% di gain! Ora detto così sembra tutto facile
ma se non ci fosse stato Giovanni con i suoi consigli pratici tutto questo non sarebbe stato per me
possibile. Grazie Giovanni sono solo all'inizio "
Tanti altri come Andrea negli ultimi 10 anni ricordano con piacere le operazioni da me
postate e da loro eseguite su Reti Bancarie, Alitalia, Finmeccanica, Safilo, Unipol e
Fondiaria, solo per citare le più eclatanti.
Del resto, con le mie 10 operazioni migliori ho guadagnato almeno 800.000€ e la migliore
in assoluto di queste addirittura trasformò un investimento di 18.000€ in oltre 300.000€ in
poco meno di 10 giorni!
Occasioni così esplosive ovviamente non capitano
tutti i giorni, ma la volta che esce l’Aumento di
Capitale con le caratteristiche giuste, fosse anche solo
1 all’anno, bisogna assolutamente essere pronti a
coglierlo senza esitazioni ed è proprio per questo che
ho ideato il servizio Platino all’interno del mio portale
www.aumentidicapitale.it per dare la possibilità a
questi utenti di seguirmi in diretta, vedendo quello che
faccio e potendolo replicare in tempo reale così come è capitato venerdì 16 maggio
durante il webinar relativo a Popolare Milano (ultimo giorno di trattazione dei diritti) e
Isagro (primo giorno di quotazione dell’azione Isagro Sviluppo) con due perle spettacolari,
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l’acquisto del diritto di Banca Popolare Milano (+40% intraday) e l’acquisto delle azioni
Isagro Sviluppo (+10% intraday) ed è una grande soddisfazione ricevere poi questa email:
" Caro Giovanni, sono un commerciante quasi
cinquantenne, da sempre appassionato di trading,
passione che a causa della crisi economica che ha
colpito tanti negozi come il mio è diventata quasi un
secondo lavoro. Per questo ho deciso di avvalermi
dei tuoi servizi (sono utente PLATINO). Volevo ringraziarti per l'ottimo livello di professionalità
raggiunto. In particolare la giornata di ieri, venerdì 16 maggio, da sola valeva l'abbonamento
annuale.Ero collegato in WEBINAR per seguire con te l'apertura dei diritti Popolare Milano,
essendo l'ultimo giorno di trattazione. Replicando la tua operatività, ho acquistato 150000 diritti in
apertura a 0,033 spendendo 4950 euro. Ne ho venduti 75000 alle 9,11 a 0,042 e 75000 alle 9,12 a
0,041 con un guadagno di 1254 euro. Il 25% in 12 minuti. In verità, tu consigliavi di vendere metà e
tenere gli altri fino a chiusura e, ascoltandoti, avrei guadagnato ancora di più. Ma quando vedi
certe cifre in così poco tempo… Ma non è tutto!
Essendo ieri il primo giorno di quotazione
dell'azione ISAGRO SVILUPPO e concordando con la tua puntuale analisi fatta sul titolo per cui
l'azione sarebbe dovuta valere almeno quanto l'ordinaria ho acquistato 10000 titoli in apertura a
1,7. Ne ho venduti 5000 a 1,779 1850 a 1,8 e 3150 a 1,88 con un ulteriore guadagno di 1132
euro!! Se penso quanti dubbi avevo prima di abbonarmi al tuo servizio… Sai cosa mi ha chiesto
un mio amico? “Se Giovanni Borsi abitasse qua vicino a te e al mattino passasse nel tuo negozio
a dirti come pensa di operare nella giornata, saresti disposto a offrirgli un caffè?” Ed io ho risposto:
“Certo!” E allora lui mi ha fatto notare che il tuo servizio in realtà costava poco più di un caffè al
giorno. Con questo non voglio dirti di aumentare i prezzi! Grazie ancora, Giorgio “
Ma anche ricevere una email come questa mi riempie di gioia, non per il guadagno in sé
dell’abbonato, ma per il fatto che sta cominciando a capire da solo le dinamiche di queste
operazioni ottenendo dei risultati eccezionali senza più dover per forza seguire le mie
“dritte” :
“ Ciao Giovanni, voglio condividere un’altra vittoria
con il mio maestro… Venerdi’ 9 Maggio ho comprato
una manciata di diritti Mediacontech a 0,6365 € ( tipo
50 diritti al costo di 31,8 € ), anche se i fondamentali
della società non sono dei migliori, ma avendo
imparato da te di cosa è capace la speculazione ho
provato lo stesso, visto che sul prezzo di allora c’era un margine di guadagno del 34% circa tra il
costo azione + diritto, considerando sempre che il mio rischio massimo era di solo 31,80€. Oggi
Giovedì 15 Maggio ho venduto le azioni a 1,5 € realizzando un guadagno del 20% circa, poiché le
azioni rivenenti la sottoscrizione dei diritti li pago 1,21 € circa ( costo diritto 0,6365 / 9=0,07 + 1,14
=1,21 ). Quindi il mio guadagno è stato di 1,5 – 1,21 = 0,29 € * 450 (azioni) = 130 €. Anche se la
somma guadagnata è piccola, il guadagno percentuale sul capitale rischiato è stato superiore al
400%, si perché ho sottoscritto i diritti solo conoscendo già il mio guadagno, altrimenti se
l’operazione non fosse stata conveniente avrei abbandonato i diritti perdendo di fatto solo 32 €,
quindi un’operazione con rapporto rischio/rendimento assolutamente “strepitoso”.
Grazie
ancora…. Gaetano
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Non perdere dunque le altre occasioni che a breve ci riserverà il mercato, tra cui Banca
Monte dei Paschi di Siena, Banca Carige, Banca Popolare dell’Emilia Romagna,
Italcementi e all’estero Deutsche Bank, vuoi che tra queste non ce ne sia almeno un’altra
o altre due come quelle su Isagro e Popolare di Milano, è bene arrivarci il più preparati
possibile!
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COME HO TRASFOMATO LE DIFFICOLTA’ IN
SUCCESSI
Nessuno mi ha mai insegnato ad operare con gli Aumenti di Capitale, li ho imparati da solo
sviscerando decine di casistiche sulla mia pelle nell’arco degli ultimi 20 anni.
Ho preso tanti abbagli, ho fatto errori inizialmente anche
grossolani dettati a volte dall’inesperienza, a volte dalla
fretta, a volte dalla superficialità ed a volte dall’ingordigia, gli
errori tipici di chiunque
si sia trovato
coinvolto in
un’operazione finanziaria.
Senza dubbio, la passione e la determinazione, uniti ad una grandissima voglia di
imparare, di riuscire e di rialzarmi dopo le inevitabili batoste senza mai arrendermi, sono
stati i motivi che mi hanno reso ad oggi il maggiore esperto sul tema in Italia.
Ho perso occasioni talvolta irripetibili come è stato con Tiscali nel
2009, ma la mia forza è sempre stata quella di cogliere da ogni
esperienza,
positiva
o
negativa
che
fosse,
un
piccolo
insegnamento di cui fare tesoro.
Insomma, l’esperienza diretta è stata la mia unica maestra, tanto
severa, quanto efficace.
“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile.
Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione”
(Oscar Wilde)
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Non credere che arrivare a questo livello di competenza
per me sia stato rapido e semplice; come per tutte le
materie complesse, per capire a fondo gli Aumenti di
Capitale, mi sono dovuto impegnare a lungo con
costanza, dedizione ed umiltà, osservando, studiando e
sperimentando.
La materia è talmente vasta ed articolata che non ci si
può permettere l’arroganza e la presunzione di essere
arrivati. E forse questo è proprio il suo bello!
Oggi, non posso fare altro che ringraziare tutta questa
esperienza, altrimenti adesso non sarei diventato così efficiente
nell’analisi di queste operazioni e Tu adesso non avresti questo
materiale da studiare e tutto quello che ho preparato per Te.
Oramai, mi basta leggere poche pagine del Prospetto
Informativo, che già ho capito i pro ed i contro dell’operazione e
come sfruttarla a mio vantaggio.
Infatti, è per questo che vengo regolarmente intervistato dalle
principali testate finanziarie o dal canale televisivo Class Cnbc,
perché sanno che dopo poche ore che è stata resa pubblica la
notizia di un’operazione straordinaria (Aumento di Capitale, IPO,
OPA o SPIN OFF), io l’ho già sviscerata e so come muovermi e
come fornire delle piccole perle ai Lettori ed ai Telespettatori.
In tutti questi anni, ho lasciato numerose tracce di queste mie operazioni, dapprima sui siti
con cui collaboravo in passato, come il lombardreport.com, in cui tuttora si possono
leggere nei loro archivi, mettendo il nome dell’Aumento di Capitale ed il mese e l’anno in
cui si è svolto (seppure hanno cancellato il mio nome per evitarmi pubblicità gratuita), molti
articoli di come ho impostato tante operazioni ed in seguito sui miei siti personali.
Questo mi ha portato a ricevere ancora adesso numerosissime mail di ringraziamento da
parte di Lettori che hanno seguito i miei ragionamenti ed i miei insegnamenti.
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DOVE STA LA VERITA’
Molti credono che bisogna essere un Guru o avere le “dritte giuste” per cavalcare con
profitto gli Aumenti di Capitale.
La verità è che dovrai solo armarti di pazienza per capire i
meccanismi, innanzitutto psicologici, che stanno dietro a queste
operazioni e che, seppur con inevitabili varianti, tendenzialmente si
ripetono e farti trovare pronto alla prossima occasione d’oro, che
potrebbe essere sempre dietro l’angolo.
Ti dimostrerò anche che non serve necessariamente avere una laurea in economia, anzi,
basta solo sapere dove prendere le informazioni che contano; io mi baso su notizie di
dominio pubblico che trovo nei Prospetti Informativi che sono a disposizione di tutti.
Quindi, come le posso leggere io, le puoi leggere anche tu.
La differenza che fa davvero la differenza è che so perfettamente cosa leggere, dove
trovarlo, come interpretarlo e quando intervenire nei minimi dettagli.
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“Soldo chiama soldo”? E’ innegabile, ma con gli Aumenti di Capitale non è indispensabile
un grosso capitale di partenza: nel 1994 con l’aumento di capitale di Ciga, investii 80.000
delle vecchie lire comprando i diritti e guadagnai ben 30 milioni di vecchie lire in meno di 2
settimane.
Questo caso è stato senza dubbio eclatante e non si è più ripetuto in questi termini, ma è
significativo di cosa si possa fare con gli aumenti di capitale!
Potrei elencare veramente tanti casi che hanno portato a percentuali di guadagno stellari:
primo in assoluto quello che tuttora rimane la mia migliore operazione di sempre, ossia
l’Aumento di Capitale di Reti Bancarie, in cui trasformai 18.000 € in 360.000 € in 10 giorni,
ma anche chi investì in questa operazione solo 300-400€ ne guadagnò 6-7.000€!
Più recentemente, con Finmeccanica (2008), Safilo e Unipol (2010), Fondiaria Sai (2011),
Unipol, Fondiaria Sai e Juventus (2012), Rcs Risparmio e Maire Tecnimont (2013),
quando è andata male, ho raddoppiato il capitale.
Ogni operazione è a sé stante; magari per tanto tempo
non esce niente di potenzialmente esplosivo, ma se
uno tiene gli occhi aperti, prima o poi un’occasione
bella ghiotta arriva ed è per questo che ritengo che la
primavera 2014 con così già tante operazioni in
cantiere, mi darà almeno un’altra o altre 2 occasioni
da poter ricordare negli anni.
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COSA SONO GLI AUMENTI DI CAPITALE
Entriamo nel vivo della materia e vediamo cos’è e come funziona un Aumento di Capitale.
Un Aumento di Capitale è un’operazione con cui una
Società chiede ai propri Azionisti di versare nuovo
denaro, che andrà a confluire nel nuovo capitale sociale.
Esistono anche gli aumenti di capitale gratuiti, ma la
maggioranza
sono
a
pagamento
e
comportano
l’emissione di nuove Azioni, che vanno ad aggiungersi
alle precedenti e che vengono offerte ad un determinato
prezzo (solitamente più basso del prezzo corrente,
altrimenti non ci sarebbe convenienza ad aderire
all’operazione e chiunque potrebbe comprare le Azioni direttamente sul mercato).
A volte, gli Aumenti di Capitale sono un grande affare che possono arricchirti
enormemente in pochissimi giorni, mentre altre volte sono una grande fregatura: se si
hanno le Azioni oggetto di Aumento di Capitale in portafoglio, è quasi sempre meglio NON
guardare il proprio prezzo di carico ed uscire velocemente dall’operazione perché, finito
l’Aumento di Capitale, potrebbero non esserci più possibilità di recupero.
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Per ogni Aumento di Capitale, la Società è tenuta a stilare un
documento, che deve essere approvato dalla Consob, ossia
l’Organo di Vigilanza, che prende il nome di Prospetto
Informativo, solitamente di qualche centinaio di pagine
(tranquillo che non le devi leggere tutte, ti dirò io cosa c’è da
sapere e dove trovarlo e cosa invece è del tutto superfluo).
Prima di tutto, bisogna distinguere tra gli Aumenti di Capitale positivi, che vengono emessi
per motivi di crescita (solitamente significa che gli affari stanno andando bene e può avere
senso investire od incrementare la propria partecipazione nella Società), dagli Aumenti di
Capitale negativi (cioè quando la Società li emette per motivi finanziari o, ancora peggio,
perché non ha alternative e questo è l’unico modo che ha per sopravvivere).
Non che in questi ultimi casi non si possano trovare occasioni di business, ma devono
essere limitati esclusivamente a delle “toccata e fuga” molto rapide, se non si vuole
rimanere con il cd. “cerino in mano”.
Quando ho parlato all’inizio di “velocità di realizzazione”,
intendevo dire che queste operazioni si sviluppano nell’arco di 2
settimane (3, nel caso delle Banche Popolari), anche se possono
passare anche diversi mesi da quando viene deliberata
l’operazione a quando questa si realizza sul mercato.
Gli Amministratori comunicano al mercato il prezzo di offerta delle nuove Azioni e degli
altri eventuali strumenti ad esse legati, come obbligazioni convertibili o warrants, al
venerdì sera, a mercati chiusi e la partenza è il lunedì successivo.
Il lunedì, chi era Azionista al venerdì sera precedente, si trova in portafoglio, oltre al titolo
ad un prezzo rettificato, un numero equivalente di diritti di opzione; la somma dei due
valori ammonta al prezzo dell’azione del venerdì precedente e, da questo momento in
avanti, i due strumenti proseguiranno separatamente e potranno essere negoziati l’uno
indipendentemente dall’altro.
Nelle successive 2 settimane, se l’Azionista decide di non aderire all’Aumento di Capitale,
vende i diritti in suo possesso, incassandone il controvalore, così da venire compensato
della riduzione percentuale della sua quota, mentre chi non è Azionista può comprare i
diritti per aderire all’operazione, sottoscrivendo e versando il nuovo denaro.
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Al termine delle contrattazioni del diritto, chi è rimasto in possesso dei diritti e li esercita
mantiene la stessa percentuale di Azioni che possedeva prima dell’Aumento di Capitale.
Per questo, si dice che gli Aumenti di Capitale comportano un effetto diluitivo cioè, se
viene offerta ad esempio 1 azione ogni 1 posseduta, la diluizione è del 50% ed, in
mancanza di sottoscrizione, la quota posseduta verrà dimezzata rispetto a prima.
Le vendite di chi decide di non investire nuovo denaro nell’azienda generano
inevitabilmente una debolezza sulle quotazioni dell’Azione ed è per questo motivo che è
altamente consigliato liberarsi in fretta delle Azioni, se si è Azionisti prima dell’inizio
dell’Aumento di Capitale, dal momento che il titolo, più soldi la Società chiede al mercato e
più solitamente è destinato a scendere!
Qualora il possessore dei diritti non esprima alla sua Banca alcuna volontà entro l’ultimo
giorno di trattazione dei diritti, la Banca stessa venderà “al meglio” i diritti per lui in asta di
apertura nell’ultimo giorno di negoziazione, motivo per cui di solito i diritti raggiungono il
minimo delle loro quotazioni proprio l’ultimo giorno di negoziazione; non a caso, chi vuole
comprare i diritti per sottoscrivere, spesso aspetta proprio questo momento per comprarli.
Dopo la fine della negoziazione dei diritti, chi li ha comprati ha in genere 1 settimana di
tempo per decidere se esercitarli o meno; in caso di mancata sottoscrizione, perde
interamente il controvalore investito.
Il diritto è a tutti gli effetti un’opzione call, cioè un diritto di acquistare una determinata
quantità di una determinata Azione ad un prezzo prestabilito entro una data scadenza.
Questa è una call molto particolare, non includendo nel suo prezzo il cd. decadimento
temporale e non potendo essere shortata, ossia venduta allo scoperto.
Se vuoi approfondire la conoscenza delle opzioni, scrivimi a [email protected]
18
Sono tantissimi i motivi per cui bisogna cogliere al volo gli Aumenti di Capitale; tra tutti,
spicca la possibilità di mettere in piedi degli arbitraggi, ossia delle operazioni che per
definizione sono totalmente prive di rischio e in cui
il guadagno è pertanto garantito.
Non sono ovviamente occasioni che capitano tutti i
giorni e la loro riuscita dipende dalla disponibilità
che offre il Broker nel prestare i titoli oggetto di
Aumento di Capitale, per far sì che l’investitore
possa andare al ribasso sul titolo (destinato a
scendere) e contestualmente comprare il numero
esatto di diritti, che servono per sottoscrivere il
quantitativo di azioni di cui si è al ribasso, così da
blindare l’operazione e conoscere a priori con
certezza il gain.
Riporto ora uno splendido esempio di arbitraggio, avvenuto su Finmeccanica nel 2008: è
stata un’operazione del tutto free risk di ben il 6% e per di più su un titolo liquidissimo,
perciò un’operazione che poteva essere implementata anche
su
capitali
importanti;
sarebbe
stata
una
bellissima
operazione per un Fondo Comune di Investimento, se solo i
Gestori l’avessero colta.
Io ho seguito i volumi e gli scambi di tutti gli strumenti che ho
negoziato legati a Finmeccanica (stock futures ed opzioni
put) e, non senza stupore, ho notato che gli ingressi sui book
erano praticamente solo i miei e quelli dei miei Lettori!
Ecco perché predico tanto l’educazione finanziaria indipendente!
Questo aumento di capitale coincise con un periodo tragico per le Borse, essendo
avvenuto poco dopo il fallimento di Lehman Brothers e fu il primo dopo il provvedimento
della Consob che aveva vietato le vendite allo scoperto, per timore che la speculazione
ribassista affossasse ancora di più i listini.
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La mia conoscenza approfondita dei mercati finanziari mi permise,
tramite l’utilizzo degli strumenti derivati, di creare posizioni short
sul titolo, pur senza shortare tecnicamente il titolo, così da
ottenere il mio obiettivo nel pieno rispetto delle regole vigenti.
Una volta aperta la posizione ribassista sul sottostante, le strade erano due:
1. si compravano i diritti che permettevano di comprare le azioni ad un 6% in meno
della loro quotazione corrente per chiudere il rischio e portare a casa un 6% pulito;
2. si lasciava aperta la posizione short nuda e cruda, supportata dall’ipotesi che le
quotazioni fossero destinate a crollare impietosamente.
Io optai per la seconda soluzione e la mia analisi si rivelò perfettamente corretta, tanto che
realizzai sulla liquidità impegnata la bellezza del 150%.
Tuttavia, chi non voleva rischiare poteva garantirsi un 6% senza nessuno sforzo.
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IL CONSIGLIO DI UN AMICO
Penso che non ripeterò mai abbastanza che qualunque Investitore, dal risparmiatore più
prudente al trader più speculativo, debba prendersi la responsabilità delle proprie azioni e
anche delle proprie inazioni, senza fare troppo affidamento sui consigli spesso di parte
delle varie Banche.
Mai come durante gli Aumenti di Capitale, che sono operazioni
dalla durata limitata di 2 o 3 settimane, sono richieste una certa
prontezza decisionale ed una gestione sempre ATTIVA, sia per chi
è già Azionista, sia per chi è flat (senza posizioni sul mercato) e
sta cercando occasioni più o meno speculative per sfruttare queste
dinamiche.
Analizziamo quello che successe in occasione dell’Aumento di Capitale della Banca
Popolare di Milano nell’ottobre del 2011: ante aumento, il titolo quotava 1,80€ e l’offerta
era di 138 Azioni nuove ogni 25 Azioni vecchie possedute a 0,30€, perciò con un effetto
diluitivo molto forte e un prezzo bassissimo rispetto alle quotazioni correnti.
L’Azionista che non ha mosso un dito si è visto vendere in automatico dalla propria Banca
i diritti a neanche un centesimo di euro e oggi (siamo in aprile 2014), con l’azione che vale
circa 0,72€, nonostante un rialzo dell’Azione dai minimi registrati appunto durante
l’Aumento di Capitale di ben oltre l’140%, è ancora sotto di un 60% dai propri prezzi di
carico e ci vuole, a partire da adesso, un ulteriore rialzo di oltre il 150% solo per fari pari!
E a breve lo aspetta un’ulteriore aumento di capitale!
Il risparmiatore attivo, invece, non ha minimamente fatto caso al proprio prezzo di carico,
anche se abbondantemente in perdita, e ha venduto le Azioni a 1,80€ prima della partenza
della ricapitalizzazione, per rientrare con la stessa cifra alla fine dell’Aumento di Capitale,
comprandone però ben 6 volte tanto, avendo venduto a 1,80€ e comprato a 0,30€.
Risultato: oggi, con l’azione a 0,72€, anziché -60% avrebbe (0,72x6) 4,32€, con un gain di
oltre il 140% rispetto a 1,80€ ante-aumento.
Direi che vale la pena studiare un po’ gli aumenti di capitale; non è magia, è solo
matematica e purtroppo questo non è un esempio così raro, anzi, anche con Maire
Tecnimont nell’estate 2013 è successo qualcosa di analogo, ancora più ingigantito!
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Maire Tecnimont prima dell’Aumento di Capitale valeva circa 3€.
La gestione passiva avrebbe generato un incasso di soli 0,15€ dalla vendita forzosa del
diritto e avrebbe comportato, ad oggi, una perdita di oltre l’8%, ma dopo essere stato sotto
di oltre il 70%.
La gestione attiva, con la vendita delle azioni a 3€ il venerdì ante aumento ed il riacquisto
delle stesse nell’ultimo giorno di trattazione del diritto a 0.50€ di un quantitativo pari anche
in questo caso a ben 6 volte il quantitativo precedente, avrebbe permesso al risparmiatore
attivo di avere oggi addirittura più di 15 euro, valendo adesso il titolo circa 2,60€
Insomma, anziché essere sotto dell’8%, sarebbe sopra di oltre il 500%!
Sembra incredibile, ma da un’operazione che può sembrare ad uno sguardo poco attento
poca cosa, vengono fuori a distanza di pochi mesi queste distanze chilometriche!
Ricordati sempre che “decidere di non fare nulla è già di per sé una decisione”, le cui
conseguenze sono spesso gravissime.
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ACCENDIAMO I MOTORI
Mi auguro di averti aperto la mente a dinamiche sicuramente molto complesse, ma che
possono fare la differenza nella gestione del Tuo patrimonio.
La materia è molto vasta, quindi in un solo eBook non è possibile trasferire tutto quello che
so sull’argomento, ma se vuoi, ho raccolto tutta la mia ventennale esperienza e l’ho
confezionata in un portale assolutamente unico in Italia, innovativo e completo con circa
45 video, suddivisi tra video puramente didattici ed esempi concreti molto approfonditi di
come ho affrontato decine di operazioni negli ultimi 20 anni.
Ma non voglio che tu mi creda sulla parola!
Visto che io stesso preferisco di gran lunga vedere coi miei occhi prima di prendere una
qualunque decisione, per farti toccare con mano cosa ho costruito, ho pensato di farti
accedere GRATIS al mio portale tramite l’accesso ARGENTO, con cui potrai vedere alcuni
video didattici ed un altro eBook sull’argomento, oltre a trovare le informazioni per
seguirmi e partecipare in diretta ai miei webinar, che terrò in occasione dei maggiori
Aumenti di Capitale.
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Ho intitolato questo eBook “Le straordinarie occasioni della primavera 2014” proprio
perché questa primavera sarà ricchissima di Aumenti di Capitale che sto aspettando da
tempo, su alcuni ho già fatto ottime cose come su Isagro e Banca Popolare di Milano, su
altri ho già le idee chiare delle opportunità che mi potranno dare.
Mi aspetto delle operazioni importanti, alcune sono ancora in piedi e le trovi sul mio sito
www.topalert.it, quindi, se anche Tu vuoi essere dei nostri, mandami una mail all’indirizzo
[email protected] chiedendomi le password per l’accesso Argento GRATIS, così ti fai
un’idea concreta di come è impostato il mio progetto didattico e dopo potrai scegliere
come proseguire con la mia assistenza in questo mondo così affascinante.
Seguimi e Ti mostrerò tutto quello che Ti serve sapere ed il processo da seguire.
Aspetto di leggere i Tuoi commenti dentro al video-corso ed anche dentro al gruppo su
facebook “Vivere di opzioni” interamente dedicato alle Opzioni ed agli Aumenti di Capitale.
Giovanni Borsi
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cosa sono gli aumenti di capitale