Poste Italiane S.p.A. - Spedizione A.P. D.L. 24/12/2003, n. 353, conv. in L. 27/02/2004 n. 46 - Cagliari · · Carbonia Anno XXIV numero 629 del 16 Maggio 2013 Euro 1,00 SETTIMANALE D’INFORMAZIONE DELLA PROVINCIA SULCIS-IGLESIENTE www.gazzettadelsulcis.it · e-mail: [email protected] CARBONIA-IGLESIAS IN TRENO Marco Massa I l percorso Carbonia-Iglesias in treno, da percorrere nel giro di un quarto d’ora, potrebbe presto diventare realtà. La Provincia ha attivato uno studio di fattibilità in tal senso, affidandone l’incarico al Centro Ricerche sui Modelli di Mobilità (CRiMM) - sezione del Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità (CIREM) dell’Università cagliaritana. In particolare, i due soggetti pubblici sottoscrittori dell’intesa, dovranno collaborare per eseguire uno studio finalizzato a riconoscere la fattibilità di una variante al tracciato ferroviario esistente fra Cagliari e i capoluoghi di provincia Carbonia e Iglesias e a definire un insieme articolato di studi necessari alla sua realizzazione, sulla base di alcuni elementi che giustifichino tale impegno. Il territorio della provincia di Carbonia Iglesias è già servito dalla linea ferroviaria Cagliari-Carbonia/Iglesias. La tratta è una linea a semplice binario che a Villamassargia si divide in due tracciati: uno per Carbonia e l’altro per Iglesias. La linea presenta un andamento planimetrico regolare che consente di raggiungere velocità e tempi di percorrenza più che competitivi rispetto a quelli del mezzo individuale e, quindi, attrarre nuovi utenti. IN PROVINCIA SI RIPARLA A fronte dei soli 50 km di linea (pari a poco più del 10% dello sviluppo complessivo regionale) sul corridoio ferroviario della provincia si svolge una quota considerevole dell’intero traffico regionale sia in termini di treni/giorno (circa il 35% della movimentazione in Sardegna) che di passeggeri transitanti (circa il 30% della domanda). Sul versante infrastrutturale è in corso, nell’ambito degli interventi già programmati, la velocizzazione (a 60 km/h) degli incroci esistenti (Villamassargia, Siliqua, ecc.) che consentiranno di raggiungere lo standard massimo per la linea a semplice binario e potranno consentire la riduzione del tempo di percorrenza dei treni di 2/4 minuti circa. Dagli studi del PTMP è risultato che il collegamento diretto Iglesias–Carbonia potrebbe migliorare i collegamenti intraprovinciali tra i due capoluoghi di provincia, elevando il livello di accessibilità ed assimilandolo ad uno di tipo urbano (bassi tempi di percorrenza e buone frequenze). Pagina 3 TRE PALE EOLICHE IN CAMBIO DI 164 POSTI DI LAVORO TUTTO PRONTO AL PORT.AL. (EX ILA) DI PORTOVESME DI PRIMO CONTRATTO D’AREA La Provincia Carbonia Iglesias riparla del primo Contratto d’Area nato quindici anni fa. Questo strumento, nato per arginare il depauperamento occupativo conseguente alla chiusura delle miniere metallifere, venne deliberato dal CIPE il 21 marzo 1997, ma sottoscritto in data 22 giugno 1999. Successivamente, in data 7 giugno 2001 venne stipulato il Primo Protocollo aggiuntivo, il quale a sua volta era stato oggetto di completamento nel 2005. Il Contratto, che in tutto comprendeva 27 iniziative imprenditoriali, aveva come obiettivo principale la realizzazione di un ambiente economico favorevole che consentisse la creazione di nuove iniziative e nuova occupazione. La concessione di finanziamenti in ragione del numero di occupati (piuttosto che in funzione della fattibilità e sostenibilità economica degli interventi) ha portato molti imprenditori a ipotizzare una occupazione difficilmente conseguibile e mantenibile nel medio periodo, con conseguente chiusura dell’attività nel quinquennio dal completamento dell’investimento. Ha inoltre pesato negativamente l’isolamento dell’area individuata rispetto al restante tessuto produttivo nazionale e internazionale, che non ha permesso il decollo di molti investimenti. Numerosi sono stati anche i fenomeni patologici legati ad un non corretto utilizzo dei fondi pubblici con conseguenti interventi delle autorità di recupero delle somme erogate. Pagina 5 Port. Al. Portovesme Tre torri eoliche, esclusivamente per autoproduzione e non per business, in cambio di 164 posti di lavoro. Questa CARBONIA PREMATURA SCOMPARSA DI ANTONELLO TUVERI è la realtà che vive Port.Al. di Portovesme (ex Ila) schiacciata dalla burocrazia che tutti sperano possa allentare quan- to prima la morsa e consentire alle maestranze, da oltre tre anni in cassa integrazione, la ripresa del proprio posto di la- voro. Per sbloccare l’impasse occorre solo la concessione dello Studio di Impatto Ambientale (Savi), il cui progetto è stato ufficialmente presentato, la scorsa settimana, nel Comune di Portoscuso. “Le tre torri eoliche, è stato chiaramente ribadito, serviranno a produrre corrente per il fabbisogno degli impianti nella produzione di laminati di alluminio e per la produzione di componentistica per nautica. La potenza massima sarà di 8,3 MW: gli aerogeneratori verranno ubicati all’interno dello stesso stabilimento di Portovesme”. Al di là, quindi, dell’aspetto produttivo comunque importante, vi è quello occupativo di 164 capifamiglia che dopo oltre tre anni di cassa integrazione potrebbero a breve rivarcare i cancelli dello stabilimento. Pagina 4 IGLESIAS NELL’URNA IL FUTURO DELLA CITTÀ FORMUFFICIO.IT Rag. Francesco Manca Concessionario Buffetti Forniture articoli per ufficio Libri giuridici e per corsi Vendita assistenza personal computer Via Gramsci, 31 - Carbonia Tel. 0781.671162 Fax 0781.675299 Antonello Tuveri Iglesias Pagina 9 Pagina 7 2 Regione numero 629 del 16 Maggio 2013 RAPPRESENTATI A ENRICO LETTA I PROBLEMI DELL’ISOLA DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE UGO CAPPELLACCI Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ha chiesto con una lettera un incontro al presidente del Consiglio Enrico Letta, per fare il punto sulle vertenze aperte con lo Stato, a cominciare da quella sulle Entrate e il Patto di Stabilità. Il Governatore sottolinea, tra l’altro, che da parte della Regione vi e’ stata sempre la massima e leale collaborazione con il Governo nazionale, ma a questo rispetto istituzionale “continua a non seguire una corrispondente risposta del Governo”. Questo il testo della lettera: “Caro Presidente, mi rivolgo a Lei con qualche motivo di speranza in più, rispetto al passato, confidando nel reciproco orgoglio per le nostre comuni origini sarde e nella sua riconosciuta attenzione e disponibilità, da sempre manifestata nei confronti della Sardegna. Come ho più volte rappresentato ai suoi predecessori, il governo regionale della Sardegna, dal suo insediamento, è impegnato a fronteggiare una crisi economica senza precedenti nella storia autonomistica e, nel contempo, con determinazione, ad individuare nuove prospettive di occupazione, crescita e sviluppo. La crisi però continua a mordere con effetti negativi gravissimi per l’occupazione, per il sistema economico, industriale e sociale di tutta l’Isola, la cui portata ha più volte superato il livello di guardia con rischi concreti per la pace sociale e lo stesso ordine pubblico. Spiace dover sottolineare che il Governo nazionale ha Enrico Letta avuto nel passato, e continua ad avere oggi, forti responsabilità: vi sono alcune importanti partite aperte, decisive per il futuro della nostra Isola che, purtroppo, non hanno ancora trovato soluzione. Profonde sono le conseguenze dei ritardi accumulatisi nel tempo per il non avere affrontato, entro i fondamentali principi dell’unità nazionale, i nodi storici e le cause strutturali che non assicurano ai sardi parità di diritti e condizioni rispetto al resto dei cittadini italiani, continuano ad ostacolare lo sviluppo e rendono sempre più difficile contrastare la dura crisi che oggi colpisce il tessuto sociale e produttivo. La nostra Regione, nel rispetto dei principi cardine della sua profonda e radicata cultura e tradizione autonomistica, non è mai venuta meno ai doveri di massima e leale collaborazione con il Governo nazionale. A questo profondo senso di rispetto istituzionale, continua però a non seguire una corrispondente risposta del Governo. Non è stato sufficiente neanche il prezioso e qualificato intervento del Presidente della Repubblica che, a seguito di una Sua recente visita in Sardegna, aveva favorito la “riapertura” del confronto con il Governo Monti sui temi centrali della cosiddetta “Vertenza Sardegna”. Un accurato dossier era stato PRONTO IL TESTO PER RIFINANZIAMENTO AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA “Sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga stiamo lavorando con le altre regioni per un accordo. A Roma, nel corso della IX Commissione “Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca” è stato approvato un testo che sarà sottoposto all’attenzione della Conferenza Stato Regioni e del ministro del Welfare, Enrico Giovannini”. Lo ha annunciato l’assessore regionale del lavoro, Mariano Contu. Il documento, oltre alla rimodulazione degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà, prevede la modifica dei requisiti per la conservazione dello stato di disoccupazione, la proroga dell’iscrizione alle liste di mobilità e il riassetto dei servizi e delle politiche attive per il lavoro. “In questa difficile congiuntura economica e occupazionale - ha aggiunto l’esponente dell’esecutivo - è necessario arrivare al più presto ad un accordo integrativo, per evitare ritardi o sospensioni nell’erogazione dell’unico sostegno al reddito per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie”. L’ABBONAMENTO A È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA da noi portato all’attenzione del Governo nazionale su questi temi prioritari riguardanti: la vertenza entrate e la ridefinizione del patto di stabilità; la continuità territoriale ed in particolare quella marittima; il riconoscimento della condizione di insularità, il federalismo fiscale e la zona franca; la riduzione dei divari infrastrutturali e lo sblocco delle risorse ex-FAS; le vertenze industriali di valenza strategica nazionale, come quelle del settore della chimica, della mineral-metallurgia (alluminio e carbone in particolare) e della produzione energetica. Quattro settimane dall’istituzione del tavolo del confronto Stato-Regione (avvenuta con apposito DPCM), era stato il tempo definito dallo stesso decreto per chiudere i lavori ed individuare le possibili soluzioni per risolvere in particolare la questione delle entrate e del patto di stabilità. Con grande rammarico abbiamo dovuto rilevare che, ancora una volta, nonostante i propositi originari, anche quel percorso si è risolto in un nulla di fatto. Caro Presidente, come Lei ben sa, essendo stato uno dei protagonisti che all’epoca si occuparono del caso, al nuovo regime delle entrate per la Sarde- gna si era pervenuti, dopo una pluriennale vertenza con lo Stato, proprio per sopperire alle gravi e palesi insufficienze determinatesi nel quadro finanziario regionale, come riconosciuto anche dall’Avvocatura dello Stato. Non è bastato, inoltre, che proprio sui temi delle entrate e del patto di stabilità, si sia recentemente pronunciata la Corte costituzionale che ha, in modo cristallino, riconosciuto le ragioni della Sardegna, sia sull’immediata percettibilità delle nuove entrate, sia sulla correttezza dell’iscrizione delle stesse nei nostri bilanci regionali, sia sul conseguente adeguamento proporzionale del patto di stabilità che il Governo deve riconoscere alla Sardegna. Pur in presenza, quindi, di queste importanti novità del quadro normativo di riferimento che riconosce le nostre ragioni, ancora una volta il Governo “tradisce” la Sardegna. Non rimaneva altra strada che intensificare, come abbiamo fatto, il ricorso alle vie giurisdizionali per la difesa della legalità e dei fondamentali principi della leale collaborazione istituzionale. Abbiamo anche dovuto procedere a notificare al Presidente del Consiglio dei Ministri un atto di diffida e contestuale messa in mora per l’attribuzione delle somme ancora dovute alla Sardegna. Un atto estremo, che sottolinea la gravità dello scontro in atto. La Sardegna non intende certo sottrarsi agli obblighi di risanamento dei conti pubblici, ma non si possono però chiedere alla nostra Regione sacrifici di gran lunga superiori a quelli richiesti alle altre Regioni. La Sardegna chiede soltanto che, una volta per tutte, sia riconosciuto quello che stabiliscono le leggi di questo Paese. Null’altro. Come ho più volte rappresentato ai massimi vertici dello Stato, mi permetto di richiamare in conclusione alcuni concetti da Lei ben conosciuti Presidente e per noi irrinunciabili. Il Popolo Sardo non cerca assistenzialismo. L’insularità è un fatto oggettivo e la specialità della Sardegna poggia su solide basi culturali, storiche ed identitarie. Nel solco della nostra tradizione autonomista, rivendichiamo solo ed esclusivamente il rispetto della nostra specialità, eguali opportunità e la rimozione delle disparità territoriali per quella reale coesione posta alla base dello stesso Trattato europeo. Caro Presidente, per le ragioni esposte e per una più puntuale rappresentazione dei possibili percorsi solutori che auspico possano essere condivisi, Le chiedo di poterLa incontrare con tutta la consentita urgenza. Nel rinnovato clima di collaborazione politica ed istituzionale di cui il nostro Paese ha forte bisogno, sono certo vi possano essere tutte le condizioni per ristabilire equilibrio e correttezza nei rapporti fra il Governo e la Regione”. IL CONSIGLIO REGIONALE ABBATTE L’IRAP BOCCATA D’OSSIGENO PER LE IMPRESE Il Consiglio regionale della Sardegna ha gettato le fondamenta per costruire un percorso unitario verso l’uscita dalla crisi che attanaglia l’Isola e che ha portato al collasso il suo sistema produttivo. Infatti, l’approvazione all’unanimità dell’emendamento che consentirà la riduzione del 70 per cento della aliquota Irap dovuta dai soggetti privati e dalle amministrazioni pubbliche locali e regionali è un primo passo significativo verso l’auspicata unità di intenti che conduca tutte le forze politiche regionali a privilegiare gli interessi del Popolo Sardo, superando steccati, barriere e divisioni di appartenenza e di colore politico”. È il commento a caldo della Presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, che esprime apprezzamento per l’unità di intenti dell’Assemblea regionale, dopo la votazione all’unanimità dell’emendamento che ha modificato l’articolo 1 della Legge Finanziaria all’esame dell’aula, introducendo l’abbattimento dell’imposta. “Il provvedimento – sottolinea la Presidente Lombardo – com- porta un’attesa boccata d’ossigeno per tutto il sistema produttivo dell’Isola, mediante una riduzione del costo di impresa, quindi favorendo un positivo clima per consentire il rilancio dell’occupazione. Un non irrilevante ulteriore effetto della sua applicazione si ottiene attraverso un sensibile risparmio dei costi della pubblica amministrazione regionale che, ad esempio, per il solo Consiglio regionale ammonta a circa 2 milioni di euro”. “Siamo consapevoli che non si tratta di una misura sufficiente a portare l’economia della Sarde- gna fuori dalle palude della crisi, ma – dichiara ancora la Presidente Lombardo – coltiviamo altrettanta consapevolezza che si sia intrapresa la strada giusta che, grazie a questo spirito unitario, ci consentirà di guardare al nostro futuro con rinnovata speranza e fiducia”. “Infine – conclude la Presidente – da sottolineare che si tratta di un provvedimento che esalta l’esercizio della nostra autonomia, in quanto libera risorse vitali senza richiedere aumento di spesa e soprattutto senza aiuti esterni da parte dello Stato”. Direttore Responsabile: MASSIMO CARTA e-mail: [email protected] www.gazzettadelsulcis.it Edizioni Sulcis di Salis Rosanna & C. sas Sede legale: Via Dalmazia 135 - Carbonia registrazione Tribunale Cagliari: decreto 15/1990 Iscriz. Registro Nazionale della Stampa n. 5184 del 10 Giugno 1996 ROC 3802 Settimanale del Sulcis - Iglesiente CCIAA Reg. Imprese REA 217220 - P. IVA 02691930925 Abbonamento Annuo (48 numeri) ITALIA: Euro 40 - PAESI CEE: Euro 80 - PAESI EXTRACOMUNITARI: Euro 160 CC. n° 43296169 Edizioni sulcis sas - Via Bandiera, 1 - 09010 CORTOGHIANA Hanno collaborato a questo numero: Gianni Podda, Alessandro Carta, Sergio Rombi, Armando Cusa, Marco Massa, Alfio Gessa, Elena Cossu, Sabrina Carta, Pino Piras, Giovanni Fiabane, Marcello Murru, Claudio Moica. Direzione - Redazione - Pubblicità: Via Gramsci, 199 - Carbonia (CA) Tel. 333.6077645 0781.675289 Fax 178.2282316 Foto e articoli inviati al giornale, anche via e-mail, sono da intendersi a titolo gratuito. 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La sola alternativa al decadimento del sistema di protezione sociale è un radicale ripensamento del suo funzionamento, per renderlo capace di rigenerare le risorse trasferite e massimizzarne il rendimento sociale, responsabilizzando i fruitori delle prestazioni. Di questo si è discusso mercoledì scorso a Cagliari nel corso del Seminario di studio sul tema «Verso un welfare generativo, da costo a investimento», organizzato da Anci Sardegna, dall’Ordine degli Assistenti sociali, dalla Provincia di Cagliari e dal Comune di Cagliari. All’incontro ha partecipato, tra gli altri, anche il Direttore Scientifico della Fondazione Zancan Dr. Tiziano Vecchiato e l’Assessore Regionale della Sanità e Assistenza Sociale Simona De Francisci. L’incontro aveva come obiettivo trasformare l’attuale sistema di «diritti individuali» in uno basato sui «diritti sociali» mettendo in luce le condizioni di criticità in cui verte il sistema sociale stesso, rigenerando le risorse economiche e umane coinvolte e responsabilizzando molto di più i beneficiari. Si tratta di passare da una logica di costo a una di investimento capace di rendimento sociale. Provincia Carbonia Iglesias numero 629 del 16 Maggio 2013 3 PROVINCIA E UNIVERSITA’ DI CAGLIARI COLLABORERANNO PER MIGLIORARE L’ASSETTO FERROVIARIO DEL TERRITORIO Marco Massa L’aattivazione dello studio di fattibilità, per la variante della linea ferroviaria Cagliari-Carbonia/Iglesias, è stata programmata dalla Provincia Carbonia Iglesias e dall’Università di Cagliari, Centro Ricerche sui Modelli di Mobilità (CRiMM) - sezione del Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità (CIREM), in attuazione del protocollo di intesa approvato con Deliberazione della Giunta Provinciale adottata nel Dicembre 2010. In particolare, i due soggetti pubblici sottoscrittori dell’intesa, dovranno collaborare per eseguire uno studio finalizzato a riconoscere la fattibilità di una variante al tracciato ferroviario esistente fra Cagliari e i capoluoghi di provincia Carbonia e Iglesias e a definire un insieme articolato di studi necessari alla sua realizzazione, sulla base di alcuni elementi che giustificano tale impegno. Il territorio della provincia di Carbonia Iglesias è già servito dalla linea ferroviaria CagliariCarbonia/Iglesias. La tratta è una linea a semplice binario che a Villamassargia si divide in due tracciati: uno per Carbonia e l’altro per Iglesias. La linea presenta un andamento planimetrico regolare che consente di raggiungere velocità e tempi di percorrenza più che competitivi rispetto a quelli del mezzo individuale e, quindi, attrarre nuovi utenti. A fronte dei soli 50 km di linea (pari a poco più del 10% dello sviluppo complessivo regionale) sul corridoio ferroviario della provincia si svolge una quota considerevole dell’intero traffico regionale sia in termini di treni/giorno (circa il 35% della movimentazione in Sardegna) che di passeggeri transitanti (circa il 30% della domanda). Sul versante infrastrutturale è in corso, nell’ambito degli interventi già programmati, la velocizzazione (a 60 km/h) degli incroci esistenti (Villamassargia, Siliqua, ecc.) che consentiranno di raggiungere lo standard massimo per la linea a semplice binario e potranno consentire la riduzione del tempo di percorrenza dei treni di 2/4 minuti circa. Dagli studi del PTMP è risultato che il collegamento diretto Iglesias–Carbonia potrebbe migliorare i collegamenti intraprovinciali tra i due capoluoghi di provincia, elevando il livello di accessibilità ed assimilandolo ad uno di tipo urbano (bassi tempi di percorrenza e buone frequenze). L’attuale collegamento ferroviario fra i due capoluoghi di provincia, passante per il bivio di Villamassargia, si sviluppa per 31,4 km, senza consentire un collegamento diretto (senza trasbordo) fra le due stazioni che distano appena 16,4 km l’una dall’altra. Per realizzare un collegamento diretto (senza trasbordo) e migliorare i tempi di percorrenza e il servizio offerto, il PTMP ha proposto due varianti alternative: 1) una bretella corta a VM per bypassare la relativa stazione di scambio di Villamassargia; 2) una variante più importante, su nuovo tracciato, che si diramerebbe dalla linea RFI all’altezza di Barega, proseguendo verso nord in affiancamento alla strada provinciale 85, sino alla stazione di Iglesias. La seconda alternativa permetterebbe, rispetto alla prima, un miglioramento sostanziale del servizio, per cui il PTMP ha ipotizzato tre scenari differenti (2 ferroviari e 1 tranviario): 1) Collegamento ferroviario diretto Iglesias – Carbonia (via Barega) singolo binario + raddoppio penetrazione Iglesias (versante occidentale) – Motrici diesel. Costo presunto 35 M€. Tempi di percorrenza minimi 13-14 minuti. 2) Collegamento ferroviario diretto Iglesias–Carbonia (via Barega) singolo binario + raddoppio penetrazione Iglesias (versante orientale) – Motrici diesel. Costo presunto 30 M€. Tempi di percorrenza minimi 15 minuti. 3) Collegamento tranviario diretto Iglesias – Carbonia (via Barega) a singolo binario elettrificato a 750 Vdc costituito da attuale tracciato ferroviario (da elettrificare) + bretella Iglesias – Barega. Motrici elettriche, quindi meno inquinanti. Costo presunto 45 M€. Tempo di percorrenza 19 minuti. I tre scenari proposti dal PTMP presentano costi diversi (da 30 a 45M€) e benefici differenti. La linea metro tramviaria, per esempio, avrebbe come fattore di vantaggio quello di permettere il raggiungimento della piazza centrale dal centro intermodale (rettilineo di circa 2,00 km lungo via Roma). Per evitare di elettrificare i tratti esistenti e realizzare comunque la penetrazione urbana di Carbonia con il tram, il PTMP ha proposto una opzione tram–treno, cioè un treno capace di viaggiare in modo (diesel) in ambito extraurbano e come tram (elettrico) nel tratto urbano. In quest’ipotesi si risparmierebbe l’elettrificazione dell’intera tratta, mentre si elettrificherebbe solo il prolungamento urbano. Lo studio di fattibilità si propone come studio di carattere multi obiettivo per le diverse funzioni che potrà assolvere, andando oltre quella più elementare di collegamento diretto fra i due capoluoghi. Lo studio permetterà di valutare le gravitazioni dirette e indirette che potrebbero interessare l’intera area provinciale, area vasta avente carattere di area metropolitana, tenendo conto che le strutture amministrative della Provincia sono ripartite tra i due capoluoghi. 5) Lo studio dovrà evidenziare le modalità per potenziare il corridoio Cagliari – Iglesias – Carbonia, in termini di capacità e qualità dell’offerta, al fine di costituire un’alternativa competitiva all’uso dell’autovettura privata e rendere ancora di più accessibili e indifferenti alla distanza, le relazioni tra le due più importanti realtà insediative della Sardegna sudoccidentale. Lo studio dovrà tener conto BUONA LA PARTECIPAZIONE AL BANDO SULCIS SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA Ben centocinquantotto soggetti hanno presentato proposte al Bando Sulcis. I proponenti sono Associazioni di cittadini, imprese, studi professionali, gruppi di lavoratori. Molti sono sardi. C’è anche un buon interesse oltre Tirreno. La buona partecipazione significa vitalità, soggetti che, proprio nella crisi, indicano nuovi progetti di investimento. Questo è il volto positivo del Sulcis. All’insieme di questi soggetti, rivolgo, a nome della Provincia, il ringraziamento per la partecipazione attiva e il contributo concreto. L’insieme delle proposte, a ben vedere, è riconducibile ad un concetto chiave: innovazione. Nei settori di intervento, innanzitutto, con una grande attenzione allo sviluppo delle risorse locali, ambiente, cultura, agroalimentare, turismo. Anche le proposte, numerose, che riguardano l’industria, chiedono innovazione, per esempio nelle forme di della prossima entrata in funzione della nuova fermata ferroviaria di Elmas – aeroporto, i cui lavori ferroviari sono stati appaltati, mentre quelli sul lato della stazione sono quasi terminati. La fermata ferroviaria dell’aeroporto consentirà ai servizi di linea in partenza ed arrivo da Carbonia ed Iglesias, specie quelli in corrispondenza con le fasce orarie di maggiore concentrazione di voli, di interconnettersi direttamente con l’aeroporto. produzione dell’energia elettrica e di carburanti derivati dai vegetali. C’e’anche una notevole sintonia con gli studi di base e con gli studi di fattibilità presentati dalla Provincia in accordo con i Comuni. Ora spetta alle Istituzioni nazionali e territoriali, non deludere il grande interesse suscitato. Innanzitutto, rispettando i tempi per la classificazione delle proposte. Penso sia indispensabile coinvolgere, nella realizzazione, non esclusivamente i primi classificati, ma quanti hanno presentato proposte. Questo coinvolgimento è utile non solo in funzione di verifica, ma anche di opportunità di fare impresa. In accordo con le altre Istituzioni che curano il Piano Sulcis, la Provincia promuoverà riunioni con i soggetti proponenti, per proseguire il lavoro futuro, secondo un metodo partecipativo. Salvatore Cherchi OLTRE L’INFORMAZIONE IN ABBONAMENTO O IN EDICOLA PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI Su Mannau LA PISTA CICLABILE CARBONIA – S. GIOVANNI S. Sono stati consegnati i lavori per la realizzazione della pista ciclabile che collegherà Carbonia a San Giovanni Suergiu .Il progetto della Provincia prevede un impegno finanziario di 700 mila euro, che permetteranno la realizzazione dell’importante opera, destinata a garantire la circolazione sicura degli appassionati della due ruote, proprio sulle tracce dello storico percorso ferroviario. Espletate le formalità di legge, la ditta darà il via al cantiere, compreso nel più ampio progetto strategico della mobilità sostenibile e della salvaguardia dell’identità del territorio. Tre chilometri e mezzo è la lunghezza del tracciato, rilevante tassello per la valorizzazione naturalistica del paesaggio del Sulcis, attraverso un suggestivo sentiero dal capoluogo provinciale sino al vicino paese, in passato raggiunto tramite vagoni su rotaia. E’ inoltre previsto il raccordo con Sant’Antioco. Con le ultime deliberazioni della scorsa settimana, la Giunta ha dato ulteriore impulso al programma di valorizzazione dei beni culturali e ambientali del territorio, in partenariato con i Comuni. Per la sistemazione della strada di accesso all’importante Grotta di Su Mannau, lo stanziamento della Provincia è stato incrementato di cinquantamila euro, portandolo a 300 mila euro, pari al 90% del costo dell’opera. L’intervento è interamente affidato, per la realizzazione, al Comune di Fluminimaggiore, che contribuisce con le risor- se necessarie per il completamento. Per lo sviluppo del programma di scavi del Nuraghe Sirai, a Carbonia, la Giunta ha assegnato 60 mila euro al Comune di Carbonia, da gestire tramite apposita convenzione. Il Nuraghe Sirai, imponente nella dimensione, si segnala soprattutto per la testimonianza di convivenza nello stesso ambito delle popolazioni nuragica e fenicia. Per rendere visitabile la notevole Grotta delle Lumache, a Buggerru, sono stati assegnati 50 mila euro, da utilizzare tramite convenzione con il Comune. Per l’accesso al Villaggio minerario di Orbai e alle circostanti aziende agricole, lo stanziamento della Provincia è stato portato a 200 mila euro. Il programma è gestito dal Comune in convenzione con la Provincia. L’Assessore provinciale alla Cultura, Marinella Grosso, ha evidenziato che, con queste ulteriori deliberazioni, si conferma che l ‘azione della Provincia è concretamente indirizzata a favorire la tutela e la fruizione dei beni culturali e ambientali del territorio. La Provincia agisce in collegamento con le Associazioni e i soggetti imprenditoriali che si occupano di questi beni. SEDE DI CARBONIA 09013 Via Mazzini, 40 - Tel. 0781.6726 telefax 0781.6726 SEDE DI IGLESIAS 09016 Via Argentaria, 14 - Tel. 0781.6726 e-mail: [email protected] Presidente: Salvatore Cherchi ASSESSORI: ALBERTO PILI: Politiche del lavoro-Attività Produttive-Form.Profes. GUIDO VACCA: Pianificazione territoriale e settoriale CARLA CICILLONI: Ambiente e Protezione civile MARINELLA GROSSO: Turismo-Eventi-Sport LUCA PIZZUTO: Politiche sociali e giovanili ALESSANDRA PINTUS: Istruzione-Alta Formazione-Università Posta elettronica certificata: ANNA MARIA CONGIU (Dir. Servizi amministrativi) [email protected] SPERANZA SCHIRRU (Dir. Servizi per il lavoro, cultura e socialità) [email protected] FULVIO BORDIGNON (Dir. Servizio tecnico) [email protected] PALMIRO PUTZULU (Dir. Servizi ambientali) [email protected] MAURO MANCA (Resp. Servizi finanziari) [email protected] La Sede legale della Provincia è in Via Mazzini, 39 – 09013 Carbonia (CI) 4 Lavoro numero 629 del 16 Maggio 2013 TRE PALE EOLICHE IN CAMBIO DI 164 POSTI DI LAVORO TUTTO PRONTO AL PORT.AL. (EX ILA) DI PORTOVESME Massimo Carta Port. Al. Tre torri eoliche, esclusivamente per autoproduzione e non per business, in cambio di 164 posti di lavoro. Questa è la realtà che vive Port.Al. di Portovesme (ex Ila) schiacciata dalla burocrazia che tutti sperano possa allentare quanto prima la morsa e consentire alle maestranze, da oltre tre anni in cassa integrazione, la ripresa del proprio posto di lavoro. Per sbloccare l’impasse occorre solo la concessione dello Studio di Impatto Ambientale (Savi), il cui progetto è stato ufficialmente presentato, la scorsa settimana, nel Comune di Portoscuso. “Le tre torri eoliche, è stato chiaramente ribadito, serviranno a produrre corrente per il fabbisogno degli impianti nella produzione di laminati di alluminio e per la produzione di componentistica per nautica. La potenza massima sarà di 8,3 MW: gli aerogeneratori verranno ubicati all’interno dello stesso stabilimento di Portovesme”. Al di là, quindi, dell’aspetto produttivo comunque importante, vi è quello occupativo di 164 capifamiglia che dopo oltre tre anni di cassa integrazione potrebbero a breve rivarca- re i cancelli dello stabilimento. “L’impianto, finalizzato all’autoproduzione, si legge in una nota presentata alla Conferenza di Servizi al Comune di Portoscuso, sarà costituito da 3 aerogeneratori della potenza nominale massima di 8,3 MW, risultante da 2 generatori da 3 MW e un terzo della classe da 2 MW che potrà arrivare fino ad un massimo di 2,3 MW. L’ubicazione degli aerogeneratori sarà interna a tre lotti industriali nella disponibilità del proponente. La connessione alla rete elettrica avverrà attraverso una cabina di media tensione da realizzare internamente al lotto dello stabilimento produttivo Port.Al. dove convergeranno i cavi provenienti dai singoli aerogeneratori”. “Contiamo di entrare in possesso del Savi, ha spiegato Ninetto Deriu titolare di Port.Al., nel giro massimo i due mesi, giusto il tempo dello sviluppo dell’iter della pratica. Una volta in possesso del Savi, oltre ad attivarci per l’impianto degli aerogeneratori, richiameremo in stabilimento alcune squadre di manutentori che dovranno riattivare i macchinari dello stabilimento. In primis occorrerà intervenire nella fon- deria e contestualmente sulle coperture (tetti) dell’impianto. Sarà quindi la volta del caseggiato mensa, docce, spogliatoi ecc. Se i tempi verranno rispettati, potremmo essere in grado di ripartire con le prime produzioni verso ottobre di quest’anno”. Ciò che depone positivamente alla credibilità dell’imprenditore è che finora Ninetto Deriu è intervenuto con fondi del proprio bilancio, senza alcun contributo pubblico. Condizione, che di questi tempi, non è proprio quotidiana. E che l’intenzione di questo gruppo industriale sia credibile, lo dimostrano i lavori in corso, nell’area portuale della nuova banchina di Portovesme, dove sono in fase di avanzata costruzione i capannoni del nuovo cantiere nautico cui la Port.Al. annette grandi prospettive. Infatti nella fonderia ex Ila, oltre la produzione di laminati sottili d’alluminio, verranno prodotti anche laminati di più consistente spessore che saranno sagomati per la nautica, sia locale che estera. Il cantiere nautico in costruzione, oltre a diventare polo d’eccellenza per riparazioni e rimessaggio, potrà portare PER GARANTIRE MOBILITA’ OCCORRE UNA FLOTTA SARDA “Prosegue la nostra battaglia di liberazione dei sardi dal giogo degli armatori”. Lo ha dichiarato il presidente Cappellacci intervenendo in merito allo stanziamento in Finanziaria delle risorse per la costituzione della compagnia con i quattro mori. “Mentre attendiamo il via libera dell’Unione Europea - prosegue Cappellacci - creiamo le condizioni per passare, nello spirito della legge approvata dal Consiglio regionale, dalla sperimentazione ad una soluzione stabile per garantire quel diritto alla mobilità che qualcuno vorrebbe ridurre a benevola e solo eventuale concessione. E’ una scelta determinata sulla quale auspichiamo - ha aggiunto il presidente- che si possa raggiungere anche nella politica sarda quel livello di condivisione che riscontriamo fuori dalle mura del palazzo. Occorre il coraggio di portare avanti l’unica iniziativa che ha interrotto decenni di passiva accettazione di un “sistema Tirrenia” che rappresenta una vergogna nazionale. Ninetto Deriu avanti dei propri progetti di costruzione di imbarcazioni e piccoli traghetti che hanno uno stimolante mercato a livello europeo. “Anche in questo caso, ha confermato Ninetto Deriu, l’inve- stimento con fondi propri sarà di circa un milione e mezzo, al quale si legheranno nuove occasioni occupative. Però occorre allentare la morsa della burocrazia che condiziona in maniera disarmante”. RICERCA SU VITIGNI AUTOCTONI Agris Sardegna invita le imprese viticole e vitivinicole a manifestare interesse per la collaborazione ad attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla valorizzazione dei vitigni autoctoni. La collaborazione si svilupperà nell’ambito del progetto Akinas (Antigas kastas de ide pro novas arratzas de inu de Sardinna), previsto dal piano di intervento sulla filiera vitivinicola e volto al recupero di prodotti enologici tradizionali o alla creazione di nuovi prodotti, caratterizzando i vitigni e i vini minori di Sardegna. Le imprese che aderiranno all’iniziativa dovranno, in particolare, consentire prove di microvinificazione di vitigni minori, sia permettendone la realizzazione presso la loro sede sia fornendo le uve per effettuare le prove presso la cantina sperimentale di Agris a Villasor. Possono aderire all’in- vito le aziende situate nel territorio regionale che presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: a) producano vini, in tutto o in parte, con vitigni minori autoctoni; b) siano localizzate in un’area geografica in cui sono presenti vitigni minori autoctoni; c) possiedano vitigni minori autoctoni con un numero di ceppi sufficiente per effettuare le microvinificazioni. IRAP E PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PRIORITA’ ASSOLUTE DELLA POLITICA REGIONALE “Ridurre sensibilmente l’IRAP a carico del sistema delle imprese regionali costituirebbe un passo in avanti decisivo verso una politica di reale sostegno al mondo produttivo sardo”. Secondo il Presidente degli Industriali sardi, Alberto Scanu, all’indomani dell’audizione in Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, è auspicabile che Giunta, maggioranza ed opposizione trovino un accordo per rendere fattiva nel corso dell’anno la riduzione di questa tassa iniqua che grava sulle imprese, impendendo loro di sostenersi, specie in un momento di così grande difficoltà. “Per le imprese contano i soldi veri, non quelli virtuali o complementari. Un intervento non residuale sull’IRAP sarebbe un segnale importante, una risposta concreta della politica sarda alle difficoltà del mondo produttivo” ha precisato Scanu. Alberto Scanu “Siamo vicini ad un obiettivo importante che potrebbe aprire la strada ad una vera fiscalità di vantaggio e creare i presupposti per costruire un rapporto diverso con lo Stato. Credo che questa opportunità vada sfruttata anche a costo di rinunciare a qualcosa per assicurare la copertura finanziaria di questo intervento. Ecco perché abbiamo chiesto ai consiglieri regionali di fare, tutti, uno sforzo per su- perare divisioni e valutazioni di parte e lavorare uniti per conseguire questo obiettivo”. “Ai politici sardi dico che si deve contribuire a ridurre i costi a carico delle aziende e assicurare loro risorse finanziarie che possono essere impiegate per sostenere la stabilità, la crescita e l’occupazione. Questa è la strada maestra per aiutare la domanda e spingere i consumi che si traducono in sviluppo per l’economia. Non ci sono altre scorciatoie: lo sviluppo passa dalle imprese e dalla loro sopravvivenza” ha proseguito il Presidente di Confindustria Sardegna. “Ecco perché, insieme alla riduzione del cuneo fiscale, guardiamo con altrettanta attenzione e con aspettative crescenti al problema del pagamento dello stock di debiti commerciali, per il quale riteniamo urgente conoscere l’entità del debito com- plessivo (Regione, Province e Comuni) e la strategia che la Regione ha deciso di adottare per provvedere alla copertura del rimborso delle anticipazioni di liquidità. Ricordiamo a tale proposito che il DL 35/2013 prevedeva precise scadenze per Regioni, Province e Comuni in merito alle comunicazioni e alla successiva gestione. A tutt’oggi non è dato sapere se e in che termini la Regione abbia provveduto per la parte di propria competenza e quale sia l’impostazione che intende seguire nel coordinare con le autonomie locali l’intera materia”. “Cuneo fiscale e pagamenti della pubblica amministrazione sono due aree dove la Regione può dare un contributo concreto e non virtuale per le imprese, invece di stare dietro a proposte di dubbia percorribilità e di nessun aiuto immediato per il nostro sistema produttivo”. Bar Ristorante Pizzeria Argentaria di Cosimo e Giovanni Cui NUOVI LOCALI CON SALA RICEVIMENTI SINO A 300 POSTI (Matrimoni - Sala da Thé - Convegni - Riunioni di vario genere) Tabacchi - Lotto - Totocalcio ARGENTARIA - Via Tasso Goldoni - Tel. 0781.30216 - IGLESIAS (angolo retro Ospedale CTO) Lavoro TEMPI STRETTI PER CARBOSULCIS IMPEGNO A TROVARE SOLUZIONI “Ho consapevolezza dell’emergenza rappresentata dalla Carbosulcis, perciò sono impegnato nell’individuare una soluzione per accelerare l’erogazione dei 10 milioni di euro stanziati dal Consiglio regionale per la sicurezza della miniera.” Lo ha detto l’assessore dell’Industria, Antonello Liori, durante un incontro coi rappresentanti sindacali e della Rsu della Società mineraria. “L’esistenza di una procedura di infrazione ed il dettato della legge approvata in Consiglio hanno creato qualche intoppo sull’immediata spendibilità dello stanziamento - ha aggiunto Liori - Perciò, oltre a cercare una soluzione per l’immediato, siamo pronti a confrontarci con Bruxelles per dimostrare che non si tratta di aiuti di Stato, bensì di fondi destinati al buon governo della miniera ed alla sicurezza degli impianti, che peraltro rappresentano obblighi di legge. Per quanto riguarda il futuro della società, capisco che il trascorrerre del tempo possa preoccupare i lavoratori, ma il dialogo con il Governo nazionale non è mai cessato. Fortunatamente, nel Governo Letta è stato riconfermato il sottosegretario De Vincenti, che finora ha seguito personalmente la vicenda. Proprio oggi, mi ha garantito che nei prossimi giorni riferirà al ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, 5 numero 629 del 16 Maggio 2013 Antonello Liori sul problema Carbosulcis e sulle soluzioni prospettate.” “Alla luce dell’incontro avuto recentemente al Mise sono ottimista - ha concluso l’assessore Liori - In quell’occasione, oltre ad aver chiesto il sostegno del Governo nel confronto con Bruxelles per sbloccare i 10 milioni di euro, abbiamo affrontato anche le problematiche legate alle opere previste dal Piano Sulcis e le prospettive legate alla creazione del Polo tecnologico ad energia pulita e del Progetto Ccs Sulcis e c’è stato l’impegno del Sottosegretario di stilare un protocollo d’intesa da far sottoscrivere a Ministero e Regione. L’obiettivo è quello di dare una risposta concreta al disagio sociale che deriva dalla crisi. Un’importante ed urgente risposta alle legittime richieste di un territorio in forte crisi che necessita di azioni concrete per confidare in una ripresa economica”. LA REGIONE PROVVEDA SU CARBOSULCIS INTERROGAZIONE DI GIORGIO LOCCI (PdL) «La Legge regionale n.7 del 29 marzo 2013, attraverso la quale si stanziano 10 milioni di euro necessari per dare esecuzione agli obblighi relativi al possesso delle miniere, quindi alla messa in sicurezza, alla sua manutenzione e quanto altro necessario onde evitare danni a cose o a terzi, ad oggi, è inapplicata». La denuncia è del consigliere regionale del PdL, Giorgio Locci, che ha presentato una interrogazione al Presidente della Regione e all’Assessore dell’Industria. Per questo motivo, l’esponente politico chiede di conoscere se corrisponda al vero che questa situazione, come pare, sia dovuto a pareri difformi della dirigenza dell’Assessorato all’Industria, e se non ritenga, la Regione, di intervenire con sollecitudine per far si che ci sia l’immediata applicazione della legge anche per evitare i rischi legati alla sicurezza, senza considerare il disagio sociale che questa situazione sta determinando nelle maestranze della miniera che rischiano di non percepire gli emolumenti mensili già dal mese in corso. Il tutto, è conseguenza di una diversa interpretazione della normativa sulle comunicazioni all’Unione europea che, relativamente alla legge regionale 7/2013, non è applicabile il comma 3 dell’articolo 108 del testo unico in quanto non si tratterebbe di “progetti diretti a istituire o modificare aiuti”, ma a dar corso alla normativa nazionale relativa agli obblighi di BUROCRAZIA-CONDIZIONI AMBIENTALI E SCARSA IMPRENDITORIALITA’ HANNO PENALIZZATO IL PRIMO CONTRATTO D’AREA SULCIS IGLESIENTE LA PROVINCIA TENTA DI RECUPERARE I FONDI NON ANDATI A BUON FINE Sergio Rombi Il vecchio Contratto d’Area del SulcisIglesiente, nato per arginare il depauperamento occupativo conseguente alla chiusura delle miniere metallifere, venne deliberato dal CIPE il 21 marzo 1997, ma sottoscritto in data 22 giugno 1999. Successivamente, in data 7 giugno 2001 venne stipulato il Primo Protocollo aggiuntivo, il quale a sua volta era stato oggetto di completamento nel 2005. Il Contratto, che in tutto comprendeva 27 iniziative imprenditoriali, aveva come obiettivo principale la realizzazione di un ambiente economico favorevole che consentisse la creazione di nuove iniziative e nuova occupazione. Per capire la portata sociale che detto Contratto andava ad assumere, è da ricordare che l’area del SulcisIglesiente subì, a partire dalla fine degli anni’70, un forte processo di deindustrializzazione che ha riguardato prevalentemente il comparto minerario e metallurgico, con forte penalizzazione del numero degli occupati e sull’intero sistema socio-economico dell’area. Il Contratto sottoscritto nel 1999 si prefiggeva, quindi, la realizzazione di 14 nuove iniziative imprenditoriali in grado di determinare la creazione di 370 nuovi posti di lavoro a regime, mediante investimenti che ammontavano a 116 miliardi di lire (poco meno di 60 milioni di euro), dei quali 67 da erogarsi mediante contributi pubblici (60 a valere sui fondi CIPE). Con il Primo Protocollo aggiuntivo veniva prevista la realizzazione di ulteriori 11 nuove iniziative imprenditoriali, con investimenti per 71,74 milioni di euro, di cui 44,05 milioni di euro di contributi pubblici, e una occupazione a regime di 440 unità. Il Completamento al Primo Protocollo aggiuntivo, sottoscritto nel 2005, riguarda 2 iniziative produttive per 14,67 milioni di euro di investimento, di cui 9,60 milioni di euro di contributi pubblici e con l’obbiettivo di creare 64 nuovi posti di lavoro. Complessivamente, quindi, erano state stanziate risorse pubbliche per euro 84.607.802 (a fronte di investimenti per complessivi 137.273.727) al fine di conseguire un incremento occupazionale a regi- Carbosulcis chi possiede siti minerari. Per questo, la normativa superiore, vale a dire il Regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443 e il decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128 con i quali si impongono alla Regione i servizi di pubblico interesse relativi alle attività di messa in sicurezza e custodia della miniera, hanno prevalenza su tutto il resto. La preoccupazione del Consigliere regionale è quella di conoscere «se corrisponde a verità che il Servizio attività estrattive dell’Assessorato dell’Industria abbia provveduto ad effettuare le opportune verifiche ed approfondimenti di merito, rilasciando apposito parere formale (prot.5943 del 7 marzo 2013) su cui verrebbe evidenziato che, un’eventuale immediata e prolungata interruzione dell’attività estrattiva, pur tecnicamente fattibile, non verrebbe giudicata idonea in relazione all’alto rischio di insorgenza di fenomeni di autocombustione in frana e relative instabilità del fronte di coltivazione». «Inoltre – prosegue Giorgio Locci – chiedo di verificare se vi siano responsabilità o inadempienze da parte dei dirigenti nell’applicazione della legge in oggetto». COMUNE DI PORTOSCUSO PROV. Carbonia Iglesias AVVISO ESPLORATIVO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA NEGOZIATA PER L’ AFFIDAMENTO DELL’ APPALTO DEI LAVORI DI “ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI VIABILITÀ E ACCESSIBILITÀ VEICOLARE ALLA FRECCIA LITORANEA DI PUNTA S’ALIGA”. Importo lavori: 94.425,16 oltre IVA e oneri per l’ attuazione dei Piani di Sicurezza, ed incluso ogni prestazione ed onere che rientri nell’appalto. La domanda contenente la manifestazione di interesse a partecipare alla procedura negoziata, da redigere preferibilmente utilizzando apposito modulo, deve pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 12,00 del 22.05.2013. Il Responsabile del Procedimento Ing. Gianfranco Mulas ZIR Iglesias - Cardnet me di 781 unità. A fronte dei sopra indicati investimenti, sono state oggetto di revoca (per problemi di varia natura verificatisi in sede di attuazione dell’iniziativa) 8 interventi e 2 sono stati oggetto di rinuncia. Complessivamente non sono andati a buon fine contributi pubblici per 66.337.306,79 con una perdita occupazionale potenziale di 499 unità. I dati sopra esposti, anche alla luce del medesimo andamento constatato negli altri contratti d’area, hanno dimostrato una scarsa funzionalità del sistema di finanziamento. Nel caso specifico le principali criticità sono derivate dalle carenze infrastrutturali delle aree individuate per la realizzazione delle iniziative e dai tempi, assolutamente inadeguati, necessari per il rilascio delle autorizzazioni amministrative preliminari alla realizzazione degli insediamenti. In particolare le problematiche connesse alla caratterizzazione ed alla bonifica delle aree si sono rivelate determinanti per il fallimento di molti investimenti. Questa criticità è peraltro presente a fronte di qualunque iniziativa che si debba insediare nelle zone del territorio del Sulcis Iglesiente per le quali è prevista la caratterizzazione ed eventuale bonifica del sito prescelto. Si tratta di un costo aggiuntivo, spesso elevatissimo, del quale le aziende non sempre sono a conoscenza. La circostanza che il piano di caratterizzazione debba essere approvato dal Ministero dell’Ambiente, pregiudica ulteriormente il rapido insediamento delle iniziative, compromettendo, a volte definitivamente, il business plan delle aziende. La concessione di finanziamenti in ragione del numero di occupati (piuttosto che in funzione della fattibilità e sostenibilità economica degli interventi) ha portato molti imprenditori a ipotizzare una occupazione difficilmente conseguibile e mantenibile nel medio periodo, con conseguente chiusura dell’attività nel quinquennio dal completamento dell’investimento. Ha inoltre pesato negativamente l’isolamento dell’area individuata rispetto al restante tessuto produttivo nazionale e internazionale, che non ha permesso il decollo di molti investimenti. Numerosi sono stati anche i fenomeni patologici legati ad un non corretto utilizzo dei fondi pubblici con conseguenti interventi delle autorità di recupero delle somme erogate. 6 Politica numero 629 del 16 Maggio 2013 LA PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE L’ISOLA NEI “SARDEGNA STORE” La Regione dà avvio tramite i Sardegna Store a nuove attività di promozione coordinata dei territori per accrescere i flussi turistici, specie in bassa stagione, per commercializzare le eccellenze dell’agroalimentare e dell’artigianato e per attrarre investimenti nell’Isola. L’agenzia regionale Sardegna Promozione, infatti, ha pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione di progetti finalizzati alla promozione e valorizzazione coordinata e unitaria dell’offerta turistica e culturale e delle eccellenze produttive artigianali e agroalimentari delle regioni storiche della Sardegna, nei ‘Sardegna Store’ di Roma, Milano e Berlino. SOGGETTI COINVOLTI. Possono presentare i progetti soggetti pubblici quali enti locali, Gal, Camere di commercio, Sistemi turistici locali, centri commerciali naturali, consorzi turistici o altri organismi pubblici o privati locali portatori di interessi diffusi che abbiano uno specifico radicamento nel territorio, come associazioni di categoria e datoriali, associazioni ambientaliste e culturali, università, centri di ricerca e altri attori dello sviluppo. L’agenzia regionale selezionerà un numero di progetti tale da coprire l’intero territorio regionale nell’arco di un anno e garantirà agli attuatori dei progetti la disponibilità degli spazi dei Sardegna Store e il relativo supporto logistico attraverso il personale e i servizi disponibili nei punti espositivi. PROMOZIONE TERRITORIO I Sardegna Store si pongono come luogo favorito per lo svolgimento di azioni di promozione e di marketing delle attività istituzionali dell’Amministrazione regionale e anche di tutti i portatori di interesse che intendano cogliere l’opportunità di promuovere in modo coordinato i prodotti e le specificità dei territori di riferimento. Il modello di sviluppo degli store si basa sulla valorizzazione delle differenze che, nell’ambito della storia, Sardegna Promozione, viale Trieste 115, 09123 - Cagliari, oppure via pec all’indirizzo: [email protected]. Eventuali informazioni e richieste di chiarimenti sull’avviso, potranno essere presentate all’indirizzo e-mail [email protected], fino a tre giorni prima della data di scadenza per La crisi del turismo sardo non è solo nei numeri, pure importanti e significativi, della presenza e degli arrivi, come pure del PIL del settore che non esprime certo una performance entusiasmante. Secondo alcuni osservatori il PIL del turismo non supera il 7/8 per cento che, seppure ap- Sardegna Stone Milano della cultura, dell’ambiente, dell’arte e della lingua, caratterizzano l’unicità del territorio isolano e costituiscono un valore aggiunto all’offerta di sviluppo economico. PARTECIPAZIONE. La proposta, redatta, sottoscritta, timbrata e corredata della documentazione richiesta, deve pervenire a mano o a mezzo raccomandata A/R all’indirizzo: Agenzia Regionale la ricezione delle proposte. Le risposte saranno rese via email al richiedente (e rese pubbliche settimanalmente, senza alcun riferimento alle generalità dei richiedenti) nello spazio FAQ in apposita sezione del sito istituzionale www.regione.sardegna.it (Sardegna Promozione - ‘Bandi e gare’). Si raccomanda di inserire nell’oggetto della e-mail ‘FAQ Territori Sardegna Store proposte’. IL COMUNE DI CARBONIA CONFERMA L’ATTENZIONE PER IL SOCIALE: IMPEGNATO UN TERZO DEL BILANCIO Alessandro Carta Che Carbonia abbia mantenuto una particolare attenzione verso i ceti socialmente disagiati lo testimoniano i dati del Consuntivo Servizi Sociali 2012 presentati nei giorni scorsi dal Sindaco Giuseppe casti e dall’Assessore Maria Marongiu. Questi i dati essenziali: poco meno di 10 milioni di spesa a favore di 2.711 beneficiari. Un dato impressionante che focalizza lo stato sociale della città e al quale il Comune, da solo, non può continuare a tener testa. “Si tratta di fondi del nostro Bilancio, ha detto il Sindaco Casti. Ma in molti casi siamo costretti ad anticipare, per interventi di primo livello, i fondi della Regione che storicamente arrivano in ritardo, malgrado si tratti di situazioni d’emergenza”. L’analisi del Consuntivo 2012 dettaglia 3.533.000 di euro per anziani e disabili (beneficiari 888); 1.207.000 euro per l’infanzia (beneficiari 305); 1.100.000 euro per interventi contro la povertà (beneficiari 676); 53.000 euro per aggregazione e sostegno volontariato; 1.341.000 euro per leggi di settore nefropatici-talassemici- oncologi- handicappatimalati di mente (beneficiari 842); 2.709.000 euro per servizi gestiti in forma associata di cui il Comune di Carbonia è capofila dei progetti. DIBATTITO SUL TURISMO IN SARDEGNA Giuseppe Casti “I servizi in argomento, ha puntualizzato ancora il Sindaco Giuseppe Casti, viaggia ad un ritmo d’incremento di spesa di almeno il 10% annuo, mentre le risorse dei Comuni subiscono costanti tagli. Appare fin troppo evidente che di fronte a tanti drammi siamo obbligati ad intervenire. Però non possiamo non denunciare pubblicamente che la situazione potrebbe diventare da emergente ad esplosiva se i Comuni non verranno messi in condizioni di calarsi nella realtà locale”. Ciò che è stato evidenziato durante la conferenza stampa di presentazione del Consuntivo Servizi Sociali 2012 ha riguardato la progettualità messa in campo di “piani personalizzati” e progetti speciali che vanno a carico della Regione. “Tutti gli interventi, ha aggiunto l’Assessore Maria Marongiu, sono stati integralmente riproposti nel programma 2013 perché non potevamo fare altrimenti, tanta è l’emergenza in questo settore”. prezzabile, non riesce ad imprimere al sistema produttivo sardo quella spinta necessaria per rilanciare lo sviluppo e l’occupazione. Aspetto a cui guardiamo con attenzione, anche perché di lavoro qui abbiamo bisogno. La crisi del turismo è proprio legata alle difficoltà del sistema Sardegna. Promana essa dall’assenza di una visione strategica capace di indicare in modo chiaro quale assetto debba avere il settore e come esso si debba intersecare con i settori propri della Sardegna. In particolare con l’agroalimentare, con l’artigianato, con i segmenti tradizionali del Made in Sardegna. La gran parte delle regioni meridionali compete con noi in condizione di vantaggio. La Campania, la Calabria, la Sicilia, esprimono valori in termini di PIL e di occupati nettamente superiori ai nostri. Certo, le avvantaggia la continuità territoriale, ma le sostiene anche una concezione unitaria del settore che qui è venuta meno o, forse, non è mai esistita. Si parla di turismo siciliano, campano etc., mentre qui alle varie rassegne internazionali vi partecipiamo esaltando i localismi. Forse è il caso di sedersi a riflettere, e invece di attendere chissà quale soluzione miracolistica, provare ad andare incontro al cambiamento con un approccio più dinamico. Condizione questa che solo una visione d’insieme, un vero e proprio piano di settore, insomma, può garantire può garantire e che oggi invece manca. E manca perché l’idea di turismo cha abbiamo appare più indotta da fattori esterni e non da azioni matu- rate in loco. La Regione, la politica e le istituzioni, nel ragionare di industria turistica, dovrebbero partire da queste constatazioni. Intanto attrezzare un percorso che parli di sistema Sardegna e che individui ambiti, ruoli, competenze, funzioni istituzionali, formazione, etc. Gli ingredienti necessari insomma affinchè il settore assuma una significativa valenza economica per l’intera regione. Il turismo può diventare volano dell’economia sarda se riesce a traguardare obiettivi di lungo periodo superando gli steccati che sinora l’hanno connotato. In questo la Giunta regionale ha una grande responsabilità e deve attrezzarsi con coraggio ad affrontare in modo deciso l’intera tematica. Certo, ci sono i problemi strutturali ostativi a qualunque ipotesi di sviluppo; i trasporti, da tempo onerosi e insufficienti, come anche tutte le infrastrutture necessarie a supportare il settore. Ma non è con i proclami né con gli esorcismi che si rovescia il contesto negativo. Bensì con una nuova progettualità, con un concerto di misure e comportamenti innovativi. La CISL sarda è pronta a misurarsi in tal senso. Attendiamo l’occasione opportuna. Giovanni Matta Segretario regionale Cisl IL PARCO GEOMINERARIO SI TRASFERISCE PROVVISORIAMENTE A BELLAVISTA (AUSI) In virtù di una convenzione stipulata tra l’AUSI ed il Consorzio del Parco Geominerario, i prossimi giorni avrà luogo il trasferimento della sede del Parco negli uffici di Palazzo Bellavista a Iglesias. Il Parco Geominerario potrà così ottemperare agli impegni assunti nei confronti del Comune di Iglesias in ordine agli interventi di ristrutturazione di Villa Pertusola, come da accordi a suo tempo sottoscritti. La permanenza a Bellavista degli uffici dell’Ente si limiterà al periodo necessario per il compimento dei lavori di ristrutturazione. Si sottolinea che il Parco Geominerario ha particolarmente gradito l’invito rivoltogli dall’AUSI che a suo tempo aveva manifestato la disponibilità ad accoglierlo nella propria sede. Tale iniziativa sicuramente favorirà sinergie e attività in una prospettiva comune. Politica 7 numero 629 del 16 Maggio 2013 IGLESIAS LA CAMPAGNA ELETTORALE E’ ENTRATA NEL VIVO DUE GLI SCHIERAMENTI STORICI: SINISTRA E DESTRA Pino Piras A giudicare dal grado di tensione che si respira nelle vie cittadine, c’è da credere che la corsa alla conquista della carica di Sindaco di Iglesias sia mezzo spenta, salvo che gli schieramenti non abbiano scelto di animare la campagna elettorale nell’ultima parte che precede la fase del voto. La città è già tappezzata di policromi manifesti, mentre le tipografie non fanno che sfornare “santini” dei 216 candidati a Consigliere. Quattro, comunque sono in corsa per la carica di Sindaco: Emilio Gariazzo per il centrosinistra; Gian Marco Eltrudis per il centrodestra; Dario Carbini per la lista Identità Iglesiente; Sandro Esu in quota sardista. Le liste in campo sono dieci (sei in meno delle ultime elezioni comunali), segno evidente che la contesa interessa solo pochi settori di cittadini. Emilio Gariazzo ha al suo fianco sei liste che rispetto agli avversari appare come una corazzata disposta per vincere al primo turno. Due le liste che fiancheggiano Gian Marco Eltrudis: Mentre Dario Carbini e Sandro Esu possono contare su una lista a testa nelle quali figurano appena 18 candidati. Appare evidente che la partita se la giocheranno Gariazzo ed Eltrudis, anche se l’elettorato sembra orientato a riversare la propria preferenza sulla persona, piuttosto che sull’area politica. L’importante, per ognuno dei candidati, è che la città di Iglesias riconquisti una Amministrazione espressione del popolo, in grado di riprendere in mano la gestione della cosa pubblica, programmando servizi, che devono essere adeguati al ruolo che la città intende sviluppare. A nessuno sfugge che in questo frangente di Sindaco-Commissario-Sindaco-CommissaIglesias rio la città abbia sofferto di anonimato e di scarsa progettualità, il tutto aggravato dalla condizione di debole tenuta dell’economia locale. Né questa volta il Commissario Antonio Ghiani ha recitato al meglio l’incarico assegnatogli dalla Regione, venendo meno all’entusiasmo che l’aveva caratterizzato nella precedente gestione della città. Al suo attivo può essere ascritto il miglioramento del servizio Tarsu, mentre per gli altri aspetti non lascerà alcun rimpianto. Forse quest’ultimo giudizio potrebbe rivelarsi prematuro, perché anche in altre occasioni il rimedio di Sindaco-Giun- ta s’è rivelata peggiore del male-Commissario. Comune di Domusnovas Provincia di Carbonia Iglesias P.zza Caduti di Nassirya, 1 - Tel. 0781 70771 - Fax 0781 72368 SINDACO 0781.887811 (Prov. Carbonia Iglesias) Vice SINDACO 0781.887828 UFFICIO TURISMO SERVIZI SOCIALI SPORT SPETTACOLO 0781.887813 UFFICIO ASSESSORI 0781.887827 CALASETTA - Piazza Belly - Centralino - 0781.88780 www.comune.calasetta.ca.it COMUNE DI CARLOFORTE Sede Comunale: Via Garibaldi, 72 - 09014 - Tel. 0781.8589200 Fax 0781.855808 Sito Ufficiale del Comune (official website): www.comune.carloforte.ca.it GCS srl - Sa Stoia - 09016 Iglesias (CI) - Tel. 0039.0781.260031 - 260074 Fax 0039.0781.260765 www.maredigrano.com - [email protected] - [email protected] 8 Realtà Locale numero 629 del 16 Maggio 2013 CARBONIA BANDO COMUNE DI IGLESIAS PER ASSEGNAZIONE CASE ISPIRATE ALLA BIOARCHITETTURA E AL RISPARMIO ENERGETICO CONSEGNATE 23 NUOVE ABITAZIONI COMUNALI A CANONE SOCIALE Marco Massa Consegna abitazioni Da città razionalista a città supertecnologica. Così il Comune di Carbonia ha stabilito un nuovo primato: nella persona del Sindaco Giuseppe Casti, sono stati consegnati 23 nuovi appartamenti ad altrettante famiglie in evidente condizione di disagio sociale ed economico. Tuttavia il carattere sensazionale di tale gesto, ad assegnatari titolari di graduatoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, è nella tipologia delle case costruite con tecniche modernissime e dotate di tutti i criteri atti ad economizzare al massimo sia l’energia elettrica che l’acqua. Il progetto di queste case, redatto dall’architetto Claudio Lanciano, era risultato al primo posto in campo nazionale, in base ad una graduatoria stabilita da Ancitel per l’edilizia di case popolari. Lorella Piras Le abitazioni, costate circa 2,5 milioni di euro e costruite nel rione di Carbonia Sud (tra via Angioy, via Carducci e via Manzoni), sono concentrate in cinque corpi per complessivi 25 alloggi ( due non sono stati assegnati perché bisognevoli di qualche ritocco). Il patrimonio è del Comune che aveva strappato il finanziamento al Ministero Lavori Pubblici (fondi Cer per l’edilizia residenziale di quartiere) e ne aveva seguito l’intero processo di costruzione. “Siamo particolarmente contenti di consegnare le chiavi di queste case a famiglie che hanno bisogno di un tetto, ha sottolineato il Sindaco Giuseppe Casti. Contiamo di consegnarne altre 20 in fase di costruzione in via Costituente. Un altro lotto di 10 alloggi è già a buon punto. Purtroppo, ha commentato il Sindaco Casti, la graduatoria dei richiedenti abi- tazione è formata da circa 300 concittadini verso i quali Area finora non ha mostrato quell’attenzione che sarebbe stata necessaria. Ci auguriamo che anche Area voglia quanto prima prendersi a cuore questo problema”. La prima a ricevere le chiavi della nuova abitazione è stata Lorella Piras che ha subito voluto fare una ricognizione nell’appartamento. “Prima di occupare questi alloggi, ha spiegato l’ingegnere capo del Comune di Carbonia Giampaolo Porcedda, occorrerà che ogni assegnatario faccia le conven- zioni con Enel e Abbanoa, dopodiché potrà fisicamente vivere nella sua nuova dimora”. Queste case sono state costruite secondo i criteri dell’edilizia sperimentale, basata sui principi della bioarchitettura e del risparmio energetico. Ogni caseggiato è dotato d’impianto fotovoltaico, di ascensore, di scale antincendio, di sistema coibentante e di stufe al pellet, capace di sfruttare il calore eccessivo per riscaldare una capace riserva per gli usi sanitari familiari. In poche parole le abitazioni sono state costruite ad emissione zero di CO2, e con risparmio energetico notevole perché gli appartamenti sfrutteranno l’energia solare. Altro importante criterio di queste abitazioni sarà il recupero delle acque bianche. Nella parte esterna ci sono spazi sufficienti per realizzare “orti sociali” cui le nuove tendenze stanno dando ampio riscontro. “Abbiamo consegnato un gioiello di abitazioni, ha raccomandato il Sindaco Casti. Ci auguriamo che esse vengano gestite e utilizzate nel miglior modo possibile e si evitino abusi sia dentro che fuori casa. Questo esperimento contiamo di trasferirlo anche nelle altre periferie cittadine, perché rappresentano il meglio per le famiglie”. Un’ultima annotazione: qualche famiglia pagherà il canone sociale di 20 euro mensili. Il Comune di Iglesias ha pubblicato il bando di assegnazione di 9 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Gli alloggi sono ubicati in via Segni e vanno dai 45 ai 95 mq. Le domande dovranno essere presentate al Comune di di Iglesias entro il 2 luglio 2013. Via Su Pranu, 12 09010 Santadi (CA) tel. 0781.950127 fax 0781.950012 www.cantinasantadi.it COSACEM • INGEGNERIA - FORNITURE • ENGINEERING - SUPPLIES • MONTAGGI MECCANICI ED ELETTROSTRUMENTALI • MECHANICAL AND ELECTRICAL INSTRUMENTATION ASSEMBLIES • MANUTENZIONI • MAINTENANCE • GLOBAL SERVICE • GLOBAL SERVICES Costruttori soc. coop. PORTOSCUSO Zona Industriale Strada per Paringianu Tel. +39.0781.510065 - Fax +39.0781.510604 e-mail: [email protected] Realtà Locale numero 629 del 16 Maggio 2013 CARBONIA UN GRANDE IMPEGNO DEL COMUNE PER LA RIUSCITA DELLE CARTONIADI Sergio Rombi Carbonia L’Amministrazione comunale di Carbonia non vuole recitare un ruolo di secondo piano alla manifestazione delle Cartoniadi Sardegna 2013 cui la città è stata ammessa. Si tratta di una manifestazione indetta dal Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e dalla Regione Sardegna. Nel mese di maggio Carbonia sfiderà altre otto città della Sardegna nella migliore raccolta differenziata, in termini qualitativi e quantitativi, di carta e cartone. L’iniziativa si concluderà venerdì 31 maggio 2013. Vincerà il Comune che otterrà il maggior punteggio totale, in base alla somma tra un bonus iniziale (ottenuto da Carbonia per l’ottima percentuale raggiunta nella raccolta differenziata), l’incremento del quantitativo conferito per abitante nel mese di gara e un bonus legato alla qualità della carta, cartone e cartoncino raccolti. Tutte le famiglie, le scuole e gli uffici potranno scendere in campo e contribuire alla vittoria di Carbonia nella sfida con le altre città in gara. “L’Amministrazione comunale, ha spiegato l’Assessore Franco Manca, invita tutta la popolazione a partecipare con un conferimento eccezionale di carta e cartone. Partecipare è molto semplice, basta approfittare del mese di maggio per pulire gli archivi e liberarsi di giornali, riviste, carta e cartone che si conservano da anni, liberando spazio in casa e negli scaffali. La carta e il cartone saranno conferiti con le stesse modalità sin ora seguite: depositando il contenitore giallo il martedì nella zona rossa e il venerdì nella zona blu”. Si possono conferire: sacchetti, giornali, riviste, libri, quaderni, opuscoli e fogli in genere, scatole, scatoloni e cartoni per bevande (come le confezioni del latte e dei succhi di frutta), confezioni in cartone e cartoncino come quelle di riso, pasta, sale e altri alimenti, quelle del dentifricio e altri prodotti per l’igiene personale e per l’igiene della casa. Per una raccolta di qualità è necessario ricordarsi di: eliminare nastri adesivi, punti metallici e altri materiali non cellulosici (ad esempio il sacchetto in cellophane che avvolge le riviste); appiattire le scatole e comprimere gli scatoloni; non inserire gli imballaggi con residui di cibo; non inserire i fazzoletti di carta usati, né gli scontrini e neppure la carta oleata (ad esempio la carta per affettati, formaggi e focacce) o sporca di sostanze velenose (esempio vernici, solventi etc.). L’Amministrazione comunale di Carbonia ha deciso di partecipare alla competizione per continuare a sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata e della tutela dell’ambiente e per investire l’eventuale premio (30.000 euro per il primo classificato) nell’acquisto di attrezzature e materiali ecocompatibili per le scuole e nella riqualificazione di alcune aree con l’installazione di giochi per bambini e attrezzature per la raccolta differenziata realizzati con materiale riciclato e con processi a basso impatto ambientale. CON LA SCOMPARSA DI ANTONELLO TUVERI CARBONIA HA PERDUTO UN VERO ARTISTA Massimo Carta Era grande ed era maturato nel silenzio, in quell’ambiente dove l’arte diventa silenziosa testimonianza della personale creatività. Questo era Antonello Tuveri che è immaturamente deceduto, ghermito da un male che non gli ha dato tregua fino alla consumazione dei suoi giorni. Di lui, “Gazzetta del Sulcis Iglesiente”, di recente aveva scritto che “è un artista a tutto tondo”. Poco più di sessant’anni, nato artisticamente come pittore, nel tempo si era fatto trascinare dalla creazione manuale delle ceramiche, alle quali aveva rivolto gran parte degli ultimi anni. “Non ho abbandonato la pittura, aveva tenuto a precisare”. Resta il fatto, però, che se lo si andava a trovare nel laboratorio che si apriva in uno dei locali della Grande Miniera di Serbariu di Carbonia, il suo impegno era dedicato prevalentemente alla ceramica. Ma anche in questo genere d’arte Antonello Tuveri riesciva a plasmare, con impegno quasi certosino, forme e finiture che affondavano in quella sensibilità che si collegava a forme e disegni con cui si caratterizzarono gli antichi Sardi. Si trattava, all’attento osservatore, di cerami- pannelli e nei bassorilievi. Di fronte ad una di queste opere, Antonello Tuveri era capace di parlare per ore, però spesso preferiva stare ad ascoltare che etniche che non s’identificavano nel “falso autentico”, ma ne coglievano l’anima e la trasferivano nelle nuove architetture fisiche. Un pathos artistico che si coglieva nei piatti, nelle anfore, nei il giudizio, più o meno competente, che il visitatore esprimeva di fronte ad ogni suo singolo pezzo. “I Nuragici non hanno lasciato scrittura, o almeno si pensa così, aveva confidato nell’ul- Antonello Tuveri CARBONIA “CONCERTO DI PRIMAVERA” DELLA BANDA BELLINI IL PROSSIMO 19 MAGGIO AL TEATRO CENTRALE Nuovo appuntamento con i musicisti della Banda musicale Vincenzo Bellini al Teatro Centrale di Carbonia, che li vedrà impegnati, guidati dalla Maestra Caterina Casula, nel tradizionale “Concerto di Primavera”. Assistere al concerto, il 19 maggio alle ore 19, sarà un’ottima occasione per constatare i progressi che i componenti della banda cittadina compiono, di esibizione in esibizione, attraverso lezioni individuali e prove corali. Recentemente i musicisti hanno superato una prova teorica ed una pratica, ognuno col pro- prio strumento, durante gli esami di fine corso musicale della Scuola di Musica organizzata dalla Banda cittadina (20122013), che si sono tenuti in data 4 maggio, presso la Grande Miniera di Serbariu. La Scuola di Musica insegna a suonare tutti gli strumenti “bandistici”, quali clarinetto, flauto, sassofono, tromba, trombone e percussioni ed è bene ricordare che le iscrizioni sono sempre aperte. La commissione d’esame era composta dall’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Carbonia, Lucia Amorino, dal Presidente della Banda Bellini, Massimo Sciascia, dal Segretario del complesso bandistico, Giuseppe Airi e dalla Direttrice e docente della scuola di musica, Caterina Casula. Alla fine delle prove, ciascun allievo ha ricevuto l’attestato di partecipazione al corso musicale. Gli esaminandi si sono esibiti in un ’’assaggio” del concerto di Primavera: “l’esibizione e la preparazione dei corsisti è stata eccellente, l’intensità della loro esecuzione è stata davvero entusiasmante. La Scuola di Musica che la Banda Bellini è riuscita ad organizzare continua a formare elementi di assoluto valore individuale che portano ad uno splendido risultato d’orchestra” ha dichiarato l’Assessore Lucia Amorino. Venendo al concerto, ad ingresso libero e della durata di circa un’ora e trenta, verterà in due tempi: il primo sarà dedicato esclusivamente alla musica classica e vedrà protagonisti Verdi e Wagner, in occasione del bicentenario dalla loro nascita (1813), con l’esecuzione di brani di notevole pregio e difficoltà tecnica. Il secondo tempo sarà, invece, dedicato ad interessanti brani del repertorio bandistico. 9 timo recente incontro con “Gazzetta” l’artista che ora appartiene ai più.. Cerco, attraverso lo studio dei manufatti e di quanto essi hanno tramandato, di idearmi i loro segni e decori. Li trasferisco sulle mie ceramiche e riesco a dialogare con esse. Mi danno una grande forze interiore, perché lo sforzo che compio è fortemente stimolante e mi gratificano le creazioni che talvolta si formano, senza alcun progetto ideale, ma semplicemente durante la manipolazione della massa d’argilla che si lascia plasmare”. Ecco la vera essenza dell’arte di Antonello Tuveri. Un uomo di cultura che Carbonia ha pianto perché alla città aveva dato tanto di se stesso. Non lo si vedeva mai reclamizzando i suoi lavori. Era modesto come uomo, ma era grande come artista. Esso “riesciva ad imprimere nelle sue opere frammenti della sua anima modellando, in tal modo, non semplici oggetti, ma nuove entità che raccontavano stralci del passato, rompendo il silenzio artistico attuale che scuote la sensibilità dei Sardi con l’antica forza che risiede in ognuno di essi”. Come già detto, Antonello Tuveri decifrava, attraverso una soggettiva interpretazione e rivisitazione, il pensiero mitologico dei Popoli della sua terra, infondendo nei suoi lavori, una spiritualità che trasudava dalle forme e dai tratti del decoro. 10 Per quanto riguarda gli aspetti naturalistici, il Basso Sulcis rappresenta sicuramente una delle zone meno conosciute della Sardegna, inserita in stupendi paesaggi dove sono incluse importantissime testimonianze storico-archeologiche, che evidenziano nel territorio l’avvicendamento dell’ uomo dalla preistoria sino ai giorni nostri. Nelle campagne tra i comuni di Nuxis e Narcao sono presenti inoltre fabbricati che testimoniano l’intensa attività industriale di tipo minerario che ha influenzato l’economia locale, ed in particolare le strutture di principale interesse di Rosas-Sa Marchesa con altre limitrofe concessioni. In questi luoghi si possono percorrere alcuni tracciati storiconaturalistici, tra i quali uno dei più interessanti è sicuramente quello che attraversa il sito minerario di Truba Niedda. Partendo da Acquacadda si giunge nella collinetta di Su Montixeddu che ospita i resti dell’attività estrattiva di Sa Marchesa. Sono qui presenti le strutture minerarie restaurate, di cui fanno parte il “Pozzo dei Polacchi” profondo oltre 200 metri, attualmente sigillato da una soletta in calcestruzzo, il torrino per l’approvvigionamento idrico, gli uffici, la mensa, il magazzino, ed è previsto l’allestimento di un museo multime- Realtà Locale numero 629 del 16 Maggio 2013 IL PERCORSO NATURALISTICO MINERARIO ACQUACADDA - BEGA TROTTA TRA I COMUNI DI NARCAO E NUXIS Roberto Curreli bile notare il bellissimo viadotto costruito in muratura noto come “Su Ponti de Arriu ‘e Fundu”, costituito da stupendi archi, alto oltre 20 m. La ferrovia del Sulcis, come ricorda Sabrina Sabiu nel libro “Rosas. Una miniera nella Sardegna contemporanea” venne inaugurata il 13 maggio del 1926 e rimase attiva sino alla metà degli anni settanta del XX secolo. La strada ferrata si sviluppava per 113 km, 80 per il tragitto Siliqua-Calasetta e 33 sulla diramazione Palmas Suergiu-Iglesias. I lavori furono affidati alla ditta “Durando e Tommasini” per conto della Società Anonima Ferrovie Meridionali Sarde. La linea aveva una scartamento di 95 cm. e le quote altimetriche principali erano di 54 metri sul livello del mare a Siliqua e 287 a Campanasissa, di 2 metri a Sant’Antioco, 12 a Palmas Suergiu e 178 ad Iglesias, e furono realizzati inoltre 14 ponti in ferro 29 viadotti e ponti in muratura tra cui il ponte sul Rio Mannu. Proseguendo lungo la strada sterrata si arriva una “decauville”(ferrovie industriali a scartamento ridotto costituite da prefabbricati che possono essere smontati e rimontati velocemente, utilizzate quasi esclusivamente per il trasporto merci tra cui minerali) lunga 2,5 km. Nel 1926 iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova laveria da 50 tonnellate al giorno oltre che la messa in opera di una strada di 3 km che collegasse la miniera alla stazione ferroviaria di Terrubia. Nel 1927 la miniera passò temporaneamente alla Société Civile Francaise de recherches et exploration des Miniéres en Sardaigne che cercò di migliorare il trattamento del minerale nella laveria, costruendo un impianto di flottazione che serviva anche per trattare la galena ed i solfuri misti di Mitza Sermentus; Venne inoltre edificato un serbatoio da 200 metri cubi, con due bacini di decantazione, una teleferica a sei campate tra Fenu- diale. Nella stessa collina si apre una cavità carsica denominata “Grotta di Su Montixeddu” che contiene testimonianze preistoriche, documentate dal ritrovamento di frammenti osteologici e ceramici appartenenti alle culture di Monte Claro (2500 a.C.) e Bunannaro (1800 a.C.). Nelle vicinanze vi è un bellissimo forno per la produzione di calce, in ottimo stato di conservazione. Proseguendo lungo una carrareccia si giunge ai ruderi delle Case Maccioni, per poi proseguire nel rilievo di “Costa Su Monti” in cui siaprono le “Miniere dei Francesi” costituite da quattro grossi pozzi minerari e dalla galleria di Medau Ciccu. A ridosso di questo sito si possono osservare, oltre che due tramogge metalliche in buono stato di conservazione, alcune strutture minerarie che comprendono sei vasche di flottazione, i resti di una laveria e alcuni piloni in muratura che ospitavano il tracciato dell’acquedotto che portava l’acqua da “Su Corroppu de S’Ega de Is Fogus”, lungo l’alveo del Rio Mannu alla laveria. Proseguendo verso Nord, lungo la strada sterrata di Concali Arrubiu, si attraversa un tratto ferroviario della “Ferrovia del Sulcis”, dove si può osservare un bellissimo ponte in pietra, mentre a poca distanza è possi- alla miniera di Truba Niedda. Questa venne concessa nel 1894, come riportato in Miniere di Sardegna all’Ing. Albero Enrile e al Sig. Vincenzo Comi per la ricerca di minerali di piombo e argento per un’area di 280 ettari, per poi passare due anni dopo alla Società Asproni. Nel 1898 la miniera divenne proprietà della Società belga Anonyme Miniere di Liegi, comprendendo anche le miniere di Sa Marchesa, Rosas e i permessi di Terrubia e Benatzu Rosas; tutto il complesso minerario venne pagato 550.000 lire cui si aggiunsero gli importi di altri investimenti per la costruzione delle infrastrutture principali delle miniere dell’area. Nel 1911 tutta la concessione di Rosas passò all’Ing. Karl William Wright il quale affittò la miniera di Truba Niedda alla Société Civile Francaise che già possedeva quella di Mitza Sermentus; quest’ultima venne concessa nel 1903 al rappresentante della società, il Sig. Carlo Alberto Libois. Nel 1924 la Società Anonima Miniere di Domusnovas, cambiò nome in Società Anonima delle Miniere di Rosas e investi importanti somme anche nella miniera di Truba Niedda, installando un frantoio elettrico che alimentava due crivelli inglesi. Nella miniera di Mitza Sermentus venne costruita una laveria e gu e Bega Trotta. Nel 1934 Truba Niedda in piena autarchia, rientrò in possesso della Società Miniere di Rosas che riorganizzo i cantieri e riattivò la laveria fino al secondo conflitto mondiale, periodo in cui entrò in crisi tutto il comparto minerario sardo. Nel 1951 ci fu una graduale ripresa, in contemporanea all’avvenimento della guerra di Corea in base alla quale ci fu la riapertura delle gallerie Giorgio e Simone,a Mitza Sermentus e Sulcis a Truba Niedda. Nel 1962 vi fu la fusione tra la Società Miniere di Rosas e l’AMMI SpA che ereditò tutte le concessioni minerarie in un periodo di grande crisi. Nei primi anni ’80 fu inevitabile la chiusura delle miniere del gruppo Rosas sotto la gestione della SAMIM SpA del gruppo ENI. Il giacimento è costituito da una massa lenticolare brecciata mineralizzata a galena con ganga baritica, attraversata da filoncini di limo- nite. La genesi riconducibile a fluidi idrotermali che hanno mineralizzato le brecce calcaree. I minerali principalmente coltivati, erano galena (solfuro di piombo) e blenda (solfuro di zinco). Proseguendo lungo la strada sterrata si arriva in prossimità di uno spiazzo da cui si può osservare Il Medau Cadeddu, bella struttura in cui si svolge l’allevamento caprino. Di fronte agli edifici sono presenti affioramenti calcarei in cui si aprono alcune cavità naturali di cui una a pozzo per circa venti, comunicante con una galleria mineraria,e un’altra denominata“Grotta Medau Cadeddu” avente uno sviluppo di circa 25 metri. Questa cavità è geologicamente interessante, in quanto impostata in formazioni calcaree paleozoiche del Cambriano Inferiore (circa 570 M.a.), poggianti tettonicamente su formazioni terrigene metamorfiche dell’Ordoviciano Superiore (circa 440 M.a.), settore cui lo Speleo Club Nuxis assieme al Centro Iglesiente Studi Speleo Archeologici (C.I.S.S,A.) stanno effettuando esplorazioni e studi . All’interno, la grotta è caratterizzata dalla presenza di una sala unica impostata su una frattura (diaclasi) orientata N30°, dove sono presenti piccole ma incantevoli stalattiti, concrezioni coralloidi e minuscole mineralizzazioni a barite, ossidazioni di ferro e manganese di colore bruno scuro; sul pavimento sono presenti grossi massi di crollo depositatisi durante l’evoluzione della cavità. Dal punto di vista faunistico sono stati osservati alcuni esemplari di ragni del genere Meta e alcuni pipistrelli. Sotto l’aspetto geomorfologico l’area di Bega Trotta accoglie numerose testimonianze dell’attività mineraria, tra cui numerose gallerie , ruderi degli impianti, della laveria e del villaggio, e sono inoltre visibili le discariche di sterili abbancate lungo i versanti delle valli dei Rii Truba Niedda e Concali Arrubiu. La vegetazione è caratterizzata dalla presenza di ginepro rosso, lecci, filliree, lentischi, olivastri e altre specie appartenenti alla macchia mediterranea. Il fascino di questo percorso è sicuramente dovuto alla combinazione di stupendi paesaggi minerari e naturali. Realtà Locale 11 numero 629 del 16 Maggio 2013 IGLESIAS LA CRONOSCALATA IGLESIAS-SANT’ANGELO DEGNA PROMOZIONE DEL TERRITORIO SARDO Alessandro Carta Provincia del Sulcis Iglesiente, Comune di Iglesias, Regione Sardegna, Parco Geominerario della Sardegna e Aci Cagliari, sono stati gli organizzatori della ventinovesima cronoscalata Iglesias-Sant’Angelo, che, come ogni anno, ha rappresentato una eccezionale occasione per la promozione del territorio Sud Occidentale sardo. “L’appuntamento, ha tenuto a sottolineare l’assessore provinciale Marinella Grosso, oltre gli aspetti puramente sportivi, riesce sempre a promuovere il Sulcis Iglesiente, territorio che è diventato palcoscenico gettonato dal grande pubblico. Il binomio sportterritorio, sottolinea l’assessore Grosso. è sempre stato il fronte privilegiato di intervento promozionale della Provincia, impegnata nella valorizzazione strategica del sud-ovest della Sardegna con iniziative che sanno mettere in vetrina questo insieme di ricchezze naturalistiche, garantendo loro una visibilità ed una conseguente valorizzazione, anche al fine del sostegno del ricettivo”. Sotto il profilo dei risultati portivi, la gara è stata vinta dal fiorentino Simone Faggioli, tornato alla vittoria dopo quattro anni dall’ultimo successo nella gara dell’Aci Cagliari, al volante dell’Osella FA30 Zytek da 3000cc. Con questa vittoria Faggioli ha inaugurato il CIVM 2013 festeggiando sul podio sardo con al fianco il giovane umbro Michele Fattorini, secondo con la Lola-Zytek di F.3000, e il trentino Diego De Gasperi, terzo assoluto con lo stesso modello monoposto del vincitore sul quale era all’esordio. La classifica di gara-1, subito dietro a Faggioli, Fattorini e De Gasperi ha premiato il “padrone di casa” Omar Magliona, autore di una prestazione da leader nel gruppo dei prototipi CN e tra le vetture motorizzate 2000 con l’Osella PA21 Evo Honda, tra l’altro ad appena tre decimi dal podio assoluto. Podio che invece è sfuggito alla nuovissima Osella PA2000 di Christian Merli, migliore prestazione nelle prove ufficiali. Alla fine il trentino si è classificato soltanto al nono posto assoluto e terzo del gruppo E2/B, vinto da un altro sardo, Antonio Lasia, quinto assoluto con l’Osella PA20 Bmw. Altri due piloti dell’isola in sesta e settima posizione: Marco Satta, vincitore in passato a Iglesias, con la LolaZytek e Auro Siddi con la Lucchini Alfa Romeo, seguiti da un’altra Lola-Zytek, quella del trentino Adolfo Bottura, ottavo. Detto di Merli nono, un altro trentino, Gino Pedrotti, ha chiuso la top-ten con una F.Renault 2000. Tra le auto a ruote coperte e vincitore del gruppo delle elaborate vetture del gruppo E1 Italia la sorpresa sarda Giacomo Grussu al volante della Renault Clio Cup, che ha approfittato del testacoda occorso poco dopo il via al dominatore in prova tra le E1 Fulvio Giuliani con la Lancia Delta Evo. Bellissima la gara delle Ferrari nel gruppo delle Gran Turismo: a imporsi il padovano Roberto Ragazzi con la 458 davanti alla F430 di un altro veneto, Bruno Jarach. Il bolzanino Rudi Bicciato ha invece dominato il gruppo A con la Mitsubishi Lancer Evo, mentre in gruppo N si è imposto l’altro alto atesino Armin Hafner, che ha preceduto di poco più di un secondo il sardo Marco Canu, entrambi ancora su Mitsu Lancer Evo. La sfida tra le vetture turbo delle vetture più vicine alla serie, quelle del gruppo Racing Start, è stata vinta dal giovane bresciano Nicola Novaglio con la Mini Cooper S davanti all’esperto bergamasco Mario Tacchini con l’Opel Corsa Opc. Il toscano Stefano Silvestrelli si è invece aggiudicato il gruppo delle Racing Start aspirate al volante della Suzuki Swift Sport. “Con il senso più genuino dell’accoglienza, ha ripreso l’assessore provinciale, Marinella Grosso, abbiamo dato il benvenuto a tutti coloro che, anche in questa occasione, hanno scelto il Sulcis Iglesiente per un break all’insegna del sano divertimento, dell’impagabile relax negli scorci naturali e della vacanza attiva. Un benvenuto che si trasforma in investimento, ha aggiunto Marinella Grosso, nella consapevolezza che la promozione del nostro territorio è valore aggiunto in grado di creare un’economia non più soltanto stagionale, ma aperta agli eventi di tutto l’anno”. Omar Magliona COMUNE DI IGLESIAS PROV. CARBONIA IGLESIAS BANDO DI GARA “SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA DELLA CITTÀ DI IGLESIAS PER ALUNNI E DOCENTI DELLA SCUOLA D’INFANZIA E SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO INCLUSO IL RIPRISTINO DEL CENTRO COTTURA DI PROPRIETÀ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE - ANNI SCOLASTICI DAL 2013/2016”. Quantitativo o entità totale: € 1.377.376,00 IVA 4% esclusa con un costo medio a pasto di: € 5,71 più IVA al 4% per la scuola d’infanzia; € 6,23 più IVA al 4% per la scuola primaria; € 6,70 più IVA al 4% per la scuola secondaria di 1° grado. Termine per la presentazione delle offerte: Entro le ore 11,00 del 14.06.2013. Modalità di apertura delle offerte: Data 18.06.2013 ore 09,30 presso la Sala Riunioni del Centro Direzionale Amministrativo sita in Via Isonzo n° 5, IGLESIAS (CI). Dirigente: Dott. Michele Cuccu L’ABBONAMENTO A È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA Simone Faggioli FISSATE LE DATE DEGLI ESAMI DEI BANDI PROFESSIONI TURISTICHE Bosa Un aumento del 100%, dalle 253 domande del 2007 alle 511 (delle quali 462 ammesse) di quest’anno: le richieste di iscrizione agli imminenti esami per professioni turistiche si sono raddoppiate rispetto a quelle per gli esami precedenti. L’assessorato regionale del Turismo ha reso pubblici i numeri dei partecipanti alle prove per guida turistica (GT), per guida ambientale - escursionistica (GAE) e per direttore tecnico di agenzia (DT), bandite nello scorso dicembre, e ha ufficializzato sedi e date degli esami che si terranno, rispettivamente: per DT, il 15 maggio (alle 11), a Olbia, all’interno dell’aeroporto ‘Costa Smeralda’; per GT, il 25 maggio (alle 11), a Oristano, nella sede del Consorzio Uno; per GAE, il 29 maggio (alle 16), a Nuoro, nella sede del ‘Consorzio per la promozione studi universitari nella Sardegna centrale’. NUOVE OPPORTUNITA’ PROFESSIONALI. “La volontà di incentivare nuove opportunità lavorative nel turismo ha avuto successo - spiega l’assessore del Turismo Luigi Crisponi - da 5 anni non erano stati più indetti esami di abilitazione all’esercizio delle tre professioni turistiche, i numeri delle aspiranti guide e direttori d’agenzia testimoniano che la nostra iniziativa risponde in pieno alle istanze di territori ‘vocati’ a figure di alta specializzazione e al mercato che richiede qualità e professionalità dell’offerta. “Con l’iscrizione all’albo regionale aggiunge Crisponi - tanti giovani potenziali professionisti di valore avranno l’occasione di proporsi nel settore”. I NUMERI DEGLI ESAMI. Delle 511 domande pervenute all’assessorato del Turismo ben 462 sono risultate positive: 209 per guida turistica (rispet- to alle 111 del 2007); 81 per guida ambientale (rispetto alle 68 del 2007); 161 per direttore di agenzia (contro le 59 del 2007); 11, invece, sono i candidati per l’esame integrativo per guida turistica (riservato a coloro che sono già guide, ma in altre regioni italiane o stati dell’Ue), che non era stato bandito in precedenza. Dai dati resi noti dall’assessorato è possibile fare anche un’analisi sulla provenienza delle domande per province: 128 provengono dalla provincia di Cagliari (quasi la metà sono aspiranti direttori di agenzia), 112 da quella di Sassari (più della metà per guida turistica), 73 dalla Gallura (39 per GT e 30 per DT), 69 dalla provincia di Oristano (22 per GAE), 53 dalla provincia di Nuoro, 34 dal Medio Campidano, 28 dal Sulcis (7 per GAE), 14 dall’Ogliastra. COMUNE DI SARDARA PROV. MEDIO CAMPIDANO AVVISO PUBBLICO DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI ORGANIZZAZIONE DEL CONVEGNO, MOSTRA FOTOGRAFICA E DI DISEGNO, CREAZIONE BLOG PER L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO “NOI CE LA BEVIAMO”. L’importo del servizio posto a base di gara è pari ad € 6.611,57 al netto di IVA (soggetto a ribasso). Il servizio dovrà essere realizzato tenendo conto del seguente calendario: 14 e 15 giugno: convegno settembre/ottobre: laboratori e mostra 30 novembre: chiusura delle attività. Gli interessati possono presentare istanza di partecipazione, utilizzando il modello allegato, entro il termine perentorio delle ore 13:00 del giorno 16/05/2013 . La richiesta, a mezzo raccomandata postale, o posta celere, o tramite corriere, o a mano dovrà essere inoltrata, in plico chiuso, al seguente indirizzo: Comune di Sardara – Piazza Gramsci, 1 – 09030 SARDARA – VS. Il Responsabile del servizio AA.GG.II. F.to Dott.ssa Claudina Malloci 12 Realtà Locale numero 629 del 16 Maggio 2013 “ASCOLTARE LA PIETRA” MOSTRA DI PINUCCIO SCIOLA ORGANIZZATA DALLA FASI A PADOVA SPAZIO AGLI EMIGRATI EMANUELE LACONI DALLA SARDEGNA A TORONTO IN CANADA TOCCARE IL CIELO CON UN DITO Massimiliano Perlato Pinuccio Sciola “Condivido e apprezzo l’impegno della FASI e del circolo culturale sardo Eleonora d’Arborea nella diffusione e nella valorizzazione dei nostri artisti fuori dall’isola e nella promozione della nostra cultura. Ringrazio il comune di Padova per aver accolto questa mostra in luoghi importanti della città, rinsaldando una cooperazione culturale che dura da decenni”. Con queste parole l’assessore regionale del lavoro, Mariano Contu, è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione della mostra “Ascoltare la pietra” dell’artista sardo Pinuccio Sciola, organizzata dalla F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), dal circolo culturale sardo “Eleonora d’Arborea” e dal Comune di Padova, con il contributo della Regione Sardegna. Erano presenti all’evento, oltre l’artista Sciola, anche Serafina Mascia, presidente della F.A.S.I, Gianni Mattu, presidente del circolo culturale Eleonora D’Arborea di Padova, Andrea Colasio, assessore beni culturali del Comune di Padova. “Pinuccio Sciola si è imposto nel mondo grazie alla sua genialità, ma per amore non ha mai abbandonato la Sardegna, tra- sformando il suo paese natale, San Sperate, in un laboratorio culturale a cielo aperto - ha aggiunto l’assessore Contu -. La sua terra per lui è stata come una grande scuola. Non a caso alla sua arte si riconosce il valore della sardità e dell’universalità. Oggi le sue opere sono diventate un simbolo della nostra tradizione, sono le ambasciatrici della nostra cultura nel mondo, testimoniano una delle potenzialità più alte della pietra di Sardegna”. La mostra del celebre scultore sardo, completamente gratuita, apre al grande pubblico della città di Padova, non solo agli appassionati delle esposizioni d’arte, ma anche ai curiosi, ai turisti, alla cittadinanza, le opere emblematiche che hanno reso l’artista famoso nel mondo. Dal 4 al 30 maggio 2013, a Padova negli spazi distribuiti tra il Sagrato della Cappella degli Scrovegni, nei Giardini dell’Arena, nella Sala Eleonora presso la sede del Circolo Culturale Sardo in via delle piazze 22 e sul Listòn nello spazio antistante Palazzo Moroni e il Bò, si potranno ammirare gli enormi Monoliti, i Semi della Pace, la Città Sonora e le Colonne. Narcao - Rosas Per le prenotazioni telefonare al servizio visite: tel. 0781.491300 - fax 0781.491395 o via e-mail: [email protected] www.igeaspa.it Ancora oggi mi soffermo a pensare e rifletto sul punto da cui sono partito. Rimugino sul giorno che temerariamente lasciai la Sardegna per rincorrere un grande sogno che rischiava seriamente di rimanere una chimera perché non avevo certo la più pallida idea di come concretizzarlo. Forse l’orgoglio sardo e la tenacia che mi contraddistingue mi hanno portato sino a qui, dall’altra parte dell’Oceano. A parlare è Emanuele Laconi, originario di Sassari ma da diverso tempo residente a Toronto in Canada. Il nostro primo incontro, seppur superficialmente approfondito si è svolto a Chia qualche anno fa durante il Meeting InEmanuele Laconi ternazionale dei giovani emigrati sardi. Emanuele, faceva parte della comitiva proveniente dal Canada guidata dal Consultore Alberto Mario DeLogu. Poi l’amicizia come solitamente si usa dire nei social network, è maturata su facebook, attraverso qualche “like” ed impressioni su degli articoli letti su TOTTUS IN PARI. Emanuele comincia a raccontarci della sua vita, partendo dalla origini e di quell’isola che ogni giorno gli riempie il cuore pur vivendo a migliaia di chilometri di distanza. Oggi che del Canada ha pure la cittadinanza, è forte il desiderio di rimarcare come sia sempre la Sardegna la sua vera Patria. L’isola mi manca perche una parte di me è misteriosamente legata a quei posti. Ogni volta che rientro avverto un senso di pace e di ritorno alle origini. Vado a camminare per la campagna, a parlare con quei pastori che salutavo ogni volta che andavo a correre. Sto con gli amici più cari e con la mia famiglia .Sento la mia sardità ancora forte anche se appartengo ormai ad un altro mondo. I miei figli sono esposti alla cultura sarda che cerco loro di trasmettere. Anche se Sofia ed Eli hanno solo 3 anni, ascoltiamo insieme i tenores, i Tazenda e tanto altro che fa parte del patrimonio musicale dell’isola. Giocano con degli oggetti di sughero portati dalla Sardegna da mia moglie Vicki che è molto attenta affinché loro crescano apprezzando le origini del padre. Emanuele Laconi è nato a Sassari dove ha vissuto i primi 10 anni della sua vita. Mio padre – racconta con enfasi e un pizzico di malinconia - che lavorava presso i beni culturali, fu trasferito a Cagliari e noi andammo a vivere a Dolianova dove i miei genitori nel frattempo avevano costruito una casa. Ricordo molto bene quegli anni. Furono molto complicati per mamma e papà. Tre figli da allevare, ed una abitazione che avanzava piano piano a seconda delle risorse economiche che faticosamente si potevano accumulare. Ma alla base di tutto c’era dignità, tenacia e quel gran desiderio di raggiungere gli obiettivi prefissati. Cominciamo a parlare della tua grande passione. Quando è sbocciata? Frequentavo la quinta elementare: era il 1986 e la scuola organizzò una visita guidata all’aeroporto di Decimomannu. Quelli erano gli anni di grande tensione tra la Libia e i Paesi che facevano parte della N.AT.O. Dall’Italia ed in particolar modo da Decimomannu partivano aerei ogni 10 minuti per esercitazioni, missioni e monitoraggio dei cieli. Per un bambino dell’età che avevi tu, sicuramente un’esperienza forte.. Infatti quel giorno, al rientro da quella gita, tornai con una persuasione: da grande avrei fatto il pilota di aerei. La maggior parte dei bambini a quell’età sogna di diventare un supereroe magari pilotando proprio uno di questi aerei. (Emanuele sorride) Quando compii 14 anni manifestai ai miei genitori il desiderio di frequentare l’istituto tecnico aeronautico di Forlì. A malincuore dovetti rinunciare perche non potevano permettersi di mantenermi gli studi fuori dall’isola. E cosi frequentai l’istituto tecnico industriale di Cagliari G. Marconi. Ma la mia testa era sempre in aria! Non c’era giorno che non leggessi qualcosa d’attinente agli aerei. Il mio tormento prosperava sempre più. A quando la sterzata Emanuele? A 18 anni partecipai al concorso per l’Accademia Aeronautica e lì per la prima volta mi resi conto che in Italia non bastava avere passione e volontà purtroppo. Necessitano raccomandazioni ovunque e qualche Santo in Paradiso da scomodare per l’occasione. E tu? Io, non li avevo. Cosi, una volta che pervenni al diploma, mi iscrissi a Giurisprudenza sempre a Cagliari frequentando i corsi per circa tre anni. Ma il chiodo fisso era sempre quello di riuscire a volare. Fu un periodo di profonda crisi esistenziale. Mi rendevo conto che la vita aveva preso una direzione che non mi soddisfaceva. Lasciai l’Università e divenni a tutti gli effetti un emigrato. Partii prima per il Veneto e poi per Firenze per lavorare il più possibile con mansioni disparate con il solo obiettivo di racimolare qualche soldo per prendere parte alla scuola di volo. Raccontaci quando effettivamente la tua vita cambiò. Un giorno, mentre ero a Firenze e lavoravo come cameriere, successe qualcosa che cambio per sempre il corso della mia esistenza. Quell’opportunità che ti capita una o due volte nella vita e che devi avere l’accortezza di identificare e prendere, ironia della sorte, al volo. In quel ristorante conobbi un comandante della Meridiana Fly. Iniziai a discorrere e lui mi propose di andare in America presso la scuola di volo che aveva frequentato. Non so come e forse nemmeno il perché ma nel settembre 2001, quello famigerato che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti, mi ritrovai a Dallas Fort Worth per iniziare la scuola di volo. Un sogno che si realizzava, quindi. Non proprio: quel settembre 2001 e gli attacchi terroristici a New York e Washington penalizzarono anche il mio tragitto professionale. Nonostante tutto riuscii a conseguire la licenza di pilota commerciale. Ma le autorità americane revocarono tutti i permessi di studio per i piloti non americani e cosi dovetti rientrare in Italia. Sembrava che il mondo mi fosse crollato addosso. Rientrai mestamente in Sardegna rassegnato e sconfitto. Andai a lavorare in un ristorante come lavapiatti. Non c’era notte che non ripensavo agli avvenimenti della mia vita e a quel sogno frantumato che mi frustrava all’infinito. Ricordo la sensazione di inadeguatezza e di profonda confusione. Ed ecco che si profila all’orizzonte la seconda ed ultima opportunità che la vita propone... Conobbi Vicki che si trovava in Sardegna per lavoro. Una ragazza canadese che non parlava neanche una parola d’italiano. Per stare al mio fianco lei rimase in Italia. Ma dopo due anni progettammo di trasferirci in Canada. Giunto in quel Paese dovetti affrontare difficoltà burocratiche enormi: non avevo permessi di lavoro. Una sera di novembre, mentre fuori nevicava ed io prendevo un caffè seduto in una caffetteria italiana ed ascoltavo la storia di alcuni immigrati italiani, decisi di rispolverare quel sogno nel cassetto di cui da qualche parte avevo conservato la chiave. Volevo fare il pilota. Emanuele sei proprio un vero sardo eh? Testardo all’inverosimile. E’ quando decidi veramente –sorride - allora, quasi per magia, tutto inizia a muoversi nel verso giusto. Contattai un istituto aeronautico di Toronto. Trovai intanto dei lavori in nero, visto che senza documenti non potevo professare in regola. La mattina cucinavo le uova e il bacon per una tavola calda e al pomeriggio facevo il cameriere in un altro ristorante. La notte studiavo. Diventai istruttore di volo. Insegnavo a volare presso la più grande scuola di volo a Toronto. Qualcosa stava cambiando veramente. Dopo due anni di istruttore venni assunto per volare su un piccolo bimotore nella regione del Manitoba, a due ore di aereo da Toronto. Lasciai i miei due figli di un anno per andare a volare altrove e fare l’esperienza indispensabile. E non fu facile per niente. Sono senza parole Emanuele. Penso al fatto di essere papà anch’io di un bambino di poco più di un anno e che una cosa del genere probabilmente non riuscirei a farla. Tremendamente difficile. Facevo il postino aereo per dei posti remoti del Canada. Ma la mia esperienza aumentava. Il mio curriculum si arricchiva notevolmente. La compagnia mi offri un posto come primo ufficiale per una nuova rotta su un aeromobile più capiente. Trasportavamo i nativi d’America nelle loro riserve. Feci questo per due anni. Infine tornai a Toronto per stare più vicino ai bambini e a mia moglie nella speranza di trovare un’occupazione più consona. Ma non fu cosi? L’offerta che mi arrivò in concreto era di un posto in Newfoundland o isola di Terranova vicino alla Groenlandia. Facevo il guardia costiera. Un’esperienza meravigliosa che porterò sempre nel cuore. Eseguivamo pattugliamento del confine marittimo canadese. Trasvolai sopra il punto dove affondò il Titanic: tutti voli a bassa quota. Ricordo lo spettacolo delle balene che saltavano quasi ad esibirsi in una danza. Gli iceberg più grandi di un campo da calcio. Rimembro quando mi mandarono nella zona di Vancouver. Volavo in mezzo alle Rocky Mountains. Paesaggi mozzafiato. Dopo un altro anno e mezzo finalmente arrivò la telefonata che per tanto tempo avevo atteso. Una delle più grosse compagnie canadesi mi chiamò per una interview per una posizione a Toronto. Passo il colloquio, visite mediche, test psicoattitudinali e vengo assunto. Ho pianto. Come un bambino: ero arrivato dove volevo. Tornavo a casa dalla mia famiglia. Grande Emanuele. Ho i brividi perché le tue parole, i tuoi racconti trasmettono una grande emozione.. Oggi trasporto passeggeri per il nord America e presto voleremo in Europa. Un pensiero finale per la Sardegna? Vorrei trasmettere un pensiero ai miei conterranei che vivono momenti molto difficili: non mollate, mai! Anche quando tutto può sembrare perduto, è giusto non rassegnarsi ma guardare sempre avanti. Con fiducia. Storia e Personaggi numero 629 del 16 Maggio 2013 GIANLUCA COTZA: IL VERO QUINTOMORO Claudio Moica Il “Quintomoro sardinentale”: così ama definirsi Gianluca Cotza, cantautore di origini sarde nato e cresciuto a Torino, dove tuttora vive. Profondamente attaccato alle proprie radici, Gianluca è da sempre appassionato di tutto ciò che riguarda la propria terra: storia, cultura, tradizioni, letteratura, lingua e, soprattutto, musica. Ha collaborato attivamente con varie riviste di musica e cultura sarda e anche in terra sabauda non perde occasione di promuovere la Sardegna ed esternare la propria appartenenza all’isola. Ha al suo attivo numerose partecipazioni a Festival musicali Sardi, trasmissioni televisive e radiofoniche. Ha pubblicato nel 2009 il suo primo cd intitolato “Quintomoro”. D: Lei nasce a Torino da genitori Sardi. Quando è scoccata la passione per la musica in lingua Sarda? R: Sin da piccolissimo, trascorrevo le mie vacanze estive a S. Giovanni Suergiu, dalla mia nonna paterna. Quelle estati hanno fatto esplodere in me l’amore profondo per tutto ciò che riguarda la nostra isola: storia, cultura, tradizioni, lingua e, ovviamente, musica. Ero un ragazzino “anomalo”: i (pochi!) soldini che avevo in tasca, invece che sperperarli tutti in gelati o giostre, spesso li “investivo” in cassette o libri rigorosamente sardi! D: Lei ha coniato il termine “Sardinentale”. Quanta voglia di Sardegna c’è tra gli emigrati e secondo Lei quanta Sardità esiste in Sardegna? R: Eh si! ”Sardinentale” è stata un’ottima intuizione: durante i miei spettacoli nei vari circoli sardi sparsi per l’Italia e l’Europa, sono moltissimi gli spettatori che ci si rispecchiano in pieno. Adoro andare a cantare nei circoli: ascoltare mille storie, così uguali ma così diverse tra loro…e constatare che fuori dall’isola, spariscono i campanilismi: si è tutti sardi allo stesso modo! I nostri emigrati sono molto attaccati alle proprie radici: forse per quella strana legge della natura umana che ci fa apprezzare maggiormente le cose soltanto dopo essercene allontanati, o peggio:dopo averle perse. E i sardi non fanno eccezione: la sardità, ahimè, è molto più accentuata nei sardi emigrati, che in quelli rimasti in patria. Mi piange il cuore, quando torno “in patria”, sentire i cosiddetti “sardi” (che sminuiscono la mia sardità, affermando che io, a differenza loro, non sia sardo, ma “continentale”) vergognarsi di parlare in limba, oppure ignorare completamente la storia sarda, non avere un briciolo di cultura isolana, disprezzare tutto ciò che riguarda il loro territorio ed aprire le braccia per accogliere tutto ciò che viene da fuori. Mi piange il cuore vedere bravissimi artisti ed uomini di cultura del nostro territorio venire disprezzati o addirittura derisi. Vittime probabilmente di quel sentimento così diffuso dalle nostre parti, denominato “invidia”…Che tristezza! D: Lei è conosciuto dal suo pubblico come “Quintomoro”. Ultimamente ha vinto una causa perché era stato defraudato del marchio da un’associazione politica. Ci spieghi i risvolti della storia. R: Premetto che per me “Quintomoro” rappresenta gli sforzi di quasi una vita: prima di tutto, è una canzone che scrissi quasi vent’anni fa e che – purtroppo – tuttora molto attuale. Poi è diventato il mio soprannome e il mio nome d’arte. In seguito, è nato l’omonimo sito web,ed il profilo myspace. “Quintomoro” è anche il titolo del mio primo cd, uscito a fine 2009. Non ultimo, è anche un marchio: l’ho creato nel 1997, ed è comparso in pubblico ed in tv la prima volta a giugno 1998, al primo “festival della canzone sarda “ di Sestu, dove vinsi il premio della critica per il testo di “quinto moro”, appunto. Tornando al marchio: visti i numerosi tentativi di imitazione subiti, nel 2008 decisi di registrarlo, sotto svariate categorie merceologiche (a proposito: a breve verrà messa in commercio una serie di prodotti- bevande alcoliche e nonmarchiate “Quintomoro”!). L’estate scorsa, iniziai a ricevere email, foto e segnalazioni varie dai miei sostenitori in Sardegna: mi dicevano che stava nascendo un movimento politico che usava nome e marchio identici ai miei. Il “battage” pubblicitario era imponente: enormi tir con scritte e loghi giganteschi circolavano per l’isola; volantini, conferenze stampa, convegni, tg vari, articoli sui quotidiani. Mi informai, e lo constatai di persona, anche perché, come già detto, i mass media isolani diedero molto risalto alla notizia della nascita del nuovo partito. Non potevo certo tollerare che i miei sforzi di una vita venissero vanificati da un movimento politico! Anche se sapevo bene che mi stavo mettendo contro a dei “giganti” (la paternità del marchio in questione veniva reclamata nientepopodimeno che dal Maestro Gavino Sanna) , decisi comunque di fare causa a chi, secondo me, stava utilizzando un marchio mio. Mi affidai all’Avvocato Alberto Appeddu, sardo e pieno di passione per il proprio lavoro. Il 3 Aprile scorso, la sentenza: il marchio è mio! Il movimento politico dovrà cambiare nome e simbolo. Una piccola, grande vittoria “sociale”: Davide a quanto pare ha battuto Golia. D: Quali sono i suoi progetti futuri? R: Sto lavorando a nuove canzoni, l’intenzione è quella di pubblicare un secondo album, anche se ormai i cd non li compra più nessuno. Ma l’arte non si può certo fermare di fronte a queste spietate “leggi di mercato”: io l’album lo realizzerò comunque, fosse anche STORIA E STORIE DEGLI EBREI SARDI STORIA DELLA FAMIGLIA CARCASSONA L’8 Maggio scorso, nella sala consigliare del Palazzo Regio di Cagliari, c’è stato un nuovo appuntamento con la rassegna ALJAMAS (storia e storie degli ebrei sardi) organizzata dall’associazione d’amicizia Sardegna Israele CHENABURA – Sardos pro Israele. L’8 Maggio, giorno in cui in Israele si celebrava Yom haYerushalaim, ‘la giornata di Gerusalemme’, data della riunificazione della Città allo Stato Ebraico, l’incontro si è sdoppiato in due. Nella prima parte Cristiano Quesada, studioso della storia della Sardegna, ha ripercorso le vicende degli ebrei sardi, a partire dalla loro tragica cacciata dall’Isola, con una Lectio Magistralis sulle vicende della Famiglia Carcassona, il cognome è largamente presente anche a Carbonia. I Carcassona furono, prima importanti e influenti esponenti della Aljamas (la Comunità) ebraica cagliaritana, poi dopo la loro “conversione” al cattolicesimo, al vertice della nobiltà spagnola in Sardegna. Un percorso, quello dei Carcassona, probabilmente seguito da un certo numero di ebrei sardi, colpiti dalle leggi emanate nel 1492 dei “re cattolicissimi” di Spagna che decisero la cacciata dalle terre del loro regno di tutti gli ebrei. Le Aljamas sarde furono così cancellate. I pochissimi ebrei che riuscirono a salvarsi , furono costretti all’abiura e alla conversione. Il tema della lezione di Cristiano Quesada ha seguito quindi per intero queste terribili vicende, la cacciata degli ebrei dal Regno di Sardegna, la fine di un’intera Comunità, e le scelte di alcune (poche) famiglie di rimanere nell’Isola a ogni costo.... Subito dopo, e a chiusura dell’incontro, Tore Pirino dell’associazione Chenàbura – sardos pro Israele, ha ripercorso velocemente le vicende che hanno portato alla Yom haYerushalaim e alla proclamazione di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele. Cristiano Quesada è un conosciuto e apprezzato un cultore di storia locale, di studi genealogici, di araldica e si occupa di Famiglie che si sono distinte in vari campi. Ha pubblicato su questi temi diversi articoli e interventi in riviste locali e nazionali. E’ autore del pamphlet “I Sardi? Rudi, Rozzi e Straccioni” , il titolo è un famoso giudizio dei Savoia sui sardi, in cui traccia un divertente e caustico ritratto dei re italiani. Tore Pirino è vicepresidente dell’associazione Chenàbura, e organizzatore culturale di eventi dedicati alla cultura israeliana L’ABBONAMENTO A È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA solo per mia soddisfazione personale. Sto cercando di migliorarmi, impegnandomi molto in questo senso: visto che la voce è sicuramente il mio punto debole, sto prendendo lezioni di canto, e ogni tanto partecipo a qualche “workshop”, per cercare di migliorare anche la mia presenza sul palco. E intanto scrivo, scrivo e scrivo: è la mia passione. Una curiosità: in qualche canzone del prossimo album, canterò anche in dialetto piemontese. Sono curioso per natura, e voglio sperimentare la fusione anche musicale della mia essenza “sardinentale”. D: Tra Quintomoro e Gianluca Cotza chi dei due prevale? R: Domanda difficile. Anzi no, facilissima: non potrei e non saprei più scindere l’uno dall’altro. Sono assolutamente complementari: Gianluca Cotza, senza la sua parte “Quintomoro”, cioè la sua identità sarda, sarebbe come …”snaturato”. Ed allo stesso modo, Quintomoro senza Gianluca, non avrebbe modo di esistere. Potrei quindi affermare che fanno parte di un’unica, inscindibile entità. Dall’essenza sardissima! Gianluca Cotza 13 14 Speciale Parco Geominerario numero 629 del 16 Maggio 2013 LA MINIERA DI SAN GIOVANNI Alberto Monteverde A pochi chilometri dall’abitato di Iglesias, quasi innanzi ai fanghi rossi di Monteponi, si trovano i notevoli impianti della Miniera di San Giovanni. Che la zona fosse ricca di galena, contenente anche argento nativo, era già ben noto in età medievale, come attestano antiche gallerie, pozzi anche assai profondi e tracce di coltivazioni condotte con tecniche primitive. I primi seri tentativi di coltivazione dell’area, nota ai Pisani con il nome di Monte Barlao, risalgono al 1554 e furono opera del Genovese Antonio Massimo Marti. Tuttavia, fu solo nella metà del XIX secolo che eb- bero inizio sistematiche campagne di ricerca nella zona, presupposto per l’avvio di una razionale attività di coltivazione. Nel 1859 l’Ingegner Keller otteneva un permesso di ricerca, poi ceduto alla Gonnesa Mining Company Limited la quale nel 1867 si assicurava la concessione per lo sfruttamento della miniera. Con un notevole investimento si avviava la coltivazione di una consistente sacca di calamina mista a galena argentifera che prendeva il nome di Santa Barbara. La considerevole produttività degli impianti fu migliorata da George Henfrey, principale azionista della Socie- tà inglese, il quale fece costruire una laveria meccanica ed una fonderia per trattare i minerali di San Giovanni e della vicina miniera di Monteponi. Alla fine dell’800 la miniera di San Giovanni era ormai la terza della Sardegna per la produzione di calamine dopo Malfidano e Monteponi. Nel 1904 il diritto di sfruttamento della miniera passava alla Società Pertusola, di proprietà di Lord Thomas Alnutt Brassey. Questi perseguì l’ammodernamento degli impianti con la costruzione di nuovi forni di calcinazione del minerale di zinco, la predisposizione di un San Giovanni Miniera e Bindua Laveria LA GROTTA SANTA BARBARA Grotta Santa Barbara Nel 1952, durante lo scavo di un pozzo all’interno della Miniera di San Giovanni, alcuni minatori compivano una delle più straordinarie scoperte della geologia isolana. Ai loro occhi si manifestava in tutta la sua imponenza un cavità naturale dalle pareti tappezzate di cristalli tabulari di barite bruno scuro. La grotta si apre tra lo strato roccioso di calcare ceroide e la dolomia gialla silicizzata Si tratta di formazioni del Cambrico inferiore che risalgono a circa 500 milioni di anni. Intitolato a Santa Barbara, patrona dei minatori, il monumento naturale è oggi una importante meta raggiunta ogni anno da migliaia di visitatori. La magnificenza delle tonalità e delle colorazioni assunte dalla roccia è enfatizzata dal nuovo impianto illuminotecnico realizzato dall’IGEA S.p.A. con il contributo del Parco Geominerario. CONSORZIO DEL PARCO GEOMINERARIO STORICO E AMBIENTALE DELLA SARDEGNA Via Monteverdi, 16 - 09016 Iglesias (CI) Tel. +39 0781 255066 - Fax. +39 0781 255065 www.parcogeominerario.eu - E-mail: [email protected] innovativo sistema di eduzione delle acque mediante un complesso di pompe azionate da un potete motore a vapore, la realizzazione di una nuova e più moderna laveria, di un impianto per la produzione di energia elettrica e di una teleferica che partiva dai cantieri Normann e Henege, attivi nella parte alta della montagna. Nel 1918 veniva scoperta una nuova, imponente massa mineralizzata cui era attribuito il nome di Idina, in onore della moglie del proprietario della Pertusola. Una nuova e funzionale laveria fu inaugurata infine nel 1923, anch’essa intitolata alla diletta Idina. Frattanto prendeva corpo il villaggio minerario articolato in due agglomerati residenziali: a valle, attorno al piazzale Taylor, erano ubicate le abitazioni delle maestranze, a monte si ergeva invece il cosiddetto Villaggio Normann, riservato agli impiegati ed ai dirigenti. Nel 1930 la miniera di San Giovanni poteva contare su impianti all’avanguardia con oltre 600 occupati. Due importanti giacimenti di solfuri misti e ossidati, relativamente facili da coltivare, garantivano al complesso notevoli livelli di produttività. Nel 1938 il radicale ammodernamento della Laveria “Idina” permetteva un nuovo processo di flottazione. Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno del 1940, le attività produttive della miniera conobbero un primo significativo rallentamento. Le continue interruzioni nella fornitura di energia elettrica durante gli anni di guerra provocarono il periodico blocco degli impianti. Il termine del conflitto consentì la ripresa delle attività estrattive e delle lavorazioni con la piena funzionalità degli impianti. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la produzione passò da 20.000 a 426.000 tonnellate, anche in virtù dell’introduzione di nuove e più moderne attrezzature. I decenni successivi videro il lento declino della grande miniera, determinato dal mutare dello scenario economico internazionale ma anche dall’inarrestabile lievitare dei costi energetici. Nel 1967, dopo quasi ottanta anni di attività in Sardegna, la Società Pertusola lasciava l’Isola. La Società Piombo Zincifera Sarda ne rilevava attività e beni. Tra la fine degli anni Settanta e i primi degli anni Ottanta, con il passaggio alla Samim S.p.A., quindi alla Società Italiana Miniere, si avviava la progressiva fermata degli impianti. Nel 1985 cessava ogni attività anche nella storica laveria “Idina”. Cultura SARDEGNA IN LIBRERIA GABRIELLA SORO E’ RITORNATA... IN CUCINA PROPONENDO “IL PIACERE DI MANGIARE SARDO” Alessandro Carta I suoi libri, pur contenendo ricette di cucina, non sono ricettari. Sono dei piccoli capolavori d’arte culinaria che si accompagnano con fotografie di rara efficacia, nelle quali la “sardità” della cucina emerge e colpisce prima di tutto gli occhi e quindi l’immaginario dei profumi e del gusto. In questo “La cucina di Lella”, così di autodefinisce la maestra Gabriella Soro, è frutto di lunga esperienza, nata dalla passione e consolidata in tanti anni di corsi cui hanno preso parte centinaia di aspiranti amanti della cucina. Amanti della cucina perché gli allievi di Gabriella Soro non sono necessariamente cuochi o aspiranti tali. Per la verità, la maggior parte finora sono state 15 numero 629 del 16 Maggio 2013 donne di famiglia che hanno inteso apprendere qualche segreto di cucina, oppure approfondire conoscenze imparate dalle mamme o dalle nonne. Pochi allievi per volta, così da crearsi una “famiglia di apprendisti cuochi”, che hanno imparato le fondamentali nozioni, cui si è affiancata la pratica presso la “Sulcis Scuola” che la Soro gestisce con la collaborazione del marito. Sono corsi, programmati di volta in volta, su dolci sardi, ma anche d’alta pasticceria. Non manca neppure la gelateria. Ma il “forte” della Soro sono i piatti della cucina sarda (oppure nazionale), senza farsi mancare la panificazione, le pizze e la focaccia. L’ultimo libro s’intitola “Il piace- re di mangiare sardo”, ammesso che esso possa ritagliarsi o specificarsi come fosse un dialetto. Certo, quando si parla di “culurgiones”, “pane frattau”, “Zapuedus”, “panada”, “freula”, “cordula” appare evidente che si sta parlando, in senso culinario, in sardo stretto. Se poi certuni di questi piatti si combinano con “ravioli di ricotta e carciofi”, oppure di “favette in umido”, o anL’Associazione Culturale Sardi in Toscana ha festeggiato quest’anno “Sa die de Sa Sardigna” nella propria sede di Piazza S.Croce a Firenze, domenica 28 aprile. In apparenza sembrerebbe che si sia trattato di un modo tradizionale di celebrare la ricorrenza, ma dopo molti anni in cui si era scelta la presenza in spazi aperti della città, è stato invece privilegiato il rapporto diretto e personale con gli iscritti, i loro familiari ed i molti amici toscani che si sono avvicinati all’associazione grazie alle iniziative di promozione e ai servizi offerti. Si sono così voluti valorizzare i locali sociali, che si affacciano su uno dei più bei luoghi di incontro della città e già accolgono tante iniziative nel corso dell’anno, per condividere la forte preoccupazione per il rischio che non si possa in futuro poter continuare a disporre di una sede propria a causa delle perduranti incertezze di finanziamento ai circoli da parte della RAS. Come ha sottolineato la neo-presidente Fiorella Maisto, il circolo fiorenti- cora “agnello e carciofi”, non fa che allietare anche “il gusto della lettura” del libro di Gabriella Soro. Quanto finora presentato viene classificato come “primi e secondi di terra”. Si, perché c’è anche “primi e secondi di mare”. E qui la culinaria diventa musica, soprattutto in chi, infilando le ginocchia sotto il tavolo, si concentra con atteggiamento rituale per onorare la sapienza e l’arte della combinazione dei vari ingredienti. Anche nei piatti di mare ritorna in campo “sa freula sarda”, oppure i mai indigesti “spaghetti alle cozze” o alla “polpa di ricci”, o al “sugo di granchi”. Ma ci sono anche le “seppie arrosto e in umido”, la regina “zuppa di pesce”, e persino le comunissime “sardine gratinate”. Senza voler profanare la bocca allietata da certe pietanze, Gabriella Soro ha voluto rassicurare che un buon dolce sardo è un po come “tutti salmi finiscono in gloria”. Tanto meglio se, a pietanze e dolci, si alternano moderati sorsi della pluripremiata “Cantine A.Argiolas”. Ma la grande sorpresa di chi prenda in mano “Il piacere di mangiare sardo” di Gabriella Soro, scaturisce dal fatto che l’Autrice ha presentato piatti abbastanza comuni in Sardegna, ma elaborati e presentati in forma eccezionalmente semplice. Né essi presentano difficoltà di sorta, se non, accompagnando gli ingredienti con amore per la cucina, mai affidarsi alla fretta, usare prodotti locali e di sicura provenienza, non aver paura di sbagliare. E’ il segreto che Gabriella Soro porta alla prima lezione dei suoi allievi e che è racchiuso nelle pagine del suo ultimo libro. NON E’ UN COSTO MA UN INVESTIMENTO A FIRENZE PER MANTENERE UN PUNTO D’INCONTRO Daniele Gabbrielli no è sempre andato ben oltre l’attività ricreativa e di incontro tra i soci, ponendosi con forte determinazione l’obiettivo di garantire un concreto sostegno all’economia della Sardegna, promuovendo le produzioni agricole, artigianali e l’offerta turistica, ma anche accogliendo i molti giovani che dall’isola si recano in Toscana per seguire gli studi universitari. “Sa die de Sa Sardigna” è stata l’occasione per illustrare le iniziative del programma di attività del corrente anno, che prosegue nella positiva esperienza di ponte tra le due regioni e l’impegno per convogliare in favore dell’isola le migliori intelligenze e passioni: un tempo erano gli emigranti a dover essere aiutati nel percorso di inserimento, oggi sono loro che utilizzano il patrimonio di relazioni che hanno saputo costruire in Toscana in favore della loro terra di origine. Nel dibattito, animato da soci autorevoli, è emerso che il sostegno ai circoli non può essere visto come un costo, divenuto insostenibile per la RAS, ma un prezioso investimento, ancor più giustificato oggi per la crisi, in quanto destinato a ritornare moltiplicato verso l’isola, come avviene sicuramente per il circolo fiorentino. La proposta emersa dai numerosi interventiè che i circoli siano sostenuti esclusivamente in base al loro impegno documentato in progetti verso la Sardegna, ma se ciò non fosse purtroppo possibile, che almeno sia assicurato un essenziale finanziamento per mantenere aperte le sedi senza le quali verrebbe a mancare un essenziale punto di incontro, non solo di persone, ma soprattutto di volontà, esperienze ed energie. Una interessante considerazione è venuta circa la “virtualizzazione” dei circoli: nonostante il forte investimento in tecnologie fatto dall’ACSIT per sfruttare tutte le potenzialità della rete (come lo streaming di seminari in congiunta con la Sardegna ed il progetto di radio web gestito dagli studenti universitari), la visibilità deve essere ancora affidata a strutture fisiche dove le persone possano incontrasi e conoscersi di persona. L’Associazione Culturale Sardi in Toscana, grazie all’affidabilità dimostrata da molti anni, vanta ottimi e proficui rapporti con le amministrazioni del territorio, ma la crisi si è fatta sentire anche nei bilanci degli enti locali toscani restringendo al minimo le possibilità di cofinanziamento e di messa a disposizione gratuita di spazi pubblici. Un’ultima forte rivendicazione, emersa dal dibattito, è l’importanza da riconoscere ai corpi intermedi per sostenere la partecipazione dei cittadini in un momento di forte crisi di credibilità delle istituzioni, ma anche per contrastare gli effetti dell’enfasi attribuita per decenni all’individualismo che ha minato la solidarietà e la convivenza sociale: considerare in modo arrogante l’associazionismo come una sovrastruttura da eliminare per privilegiare il diretto contatto tra i cittadini, si è dimostrato per la politica un investimento palesemente fallimentare, a cui porre urgente rimedio apprendo una nuova fase di condivisione paritaria di progetti di ricostruzione e sviluppo. Come si vede è stata una giornata caratterizzata dalla riflessione e dalla concretezza, ma certamente non è venuta assolutamente meno la fraterna accoglienza ai vecchi e nuovi amici che hanno colto l’occasione per sottoscrivere l’adesione all’Associazione, apportando un piccolo, ma significativo contributo all’autofinanziamento del circolo. In serata sono stati poi i giovani universitari ad incontrare i loro coetanei e compagni di studi anche nell’imminenza, per alcuni di loro, dell’agognato termine del ciclo di studi, con l’augurio che dopo la laurea si mantenga un solido e produttivo legame tra Firenze e la Sardegna. CHIESE E CASTELLI DELLA SARDEGNA MEDIEVALE APPRODANO A “SU NURAGHE” DI PARABIAGO Piero Ledda Nella sede del circolo sardo di Parabiago si è svolta la conferenza “Chiese e castelli della Sardegna Medievale”, facente parte del progetto “Le strade del tempo” , portato avanti dallo storico dell’arte Francesco Ledda e dalla giornalista Mariella Cortes. Un folto pubblico ha seguito la narrazione del vastissimo panorama di chiese e castelli, con le loro relative dinamiche storico-culturali, presenti in terra sarda. Tanti i temi toccati: dalla nascita dei giudicati e delle città fortificate di Sassari, Cagliari, Alghero e Oristano, alla descrizione delle oltre 170 chiese romaniche disseminate sul territorio, passando per episodi legati alla monetazione e testimonianze cartacee ancora in possesso. Si è trattato, per molti soci del circolo, di una serata di scoperta che ha rivelato le tante testimonianze della Sardegna Medievale sparse sul territorio e le vicende umane che vi si sono svolte. È il caso dei signori dei Malaspina, dei Doria, proprietari di un gran numero delle fortificazioni presenti in Sardegna; del Conte Ugolino della Gherardesca, di Michele Zan- che e Frate Gomita, ricollocati da Dante Alighieri, nella sua Commedia, tra i barattieri; ancora della Giudicessa Adelasia di Torres, la cui vicenda umana, complessa e intricata, sancirà la fine del giudicato di Torres. Il regno di Adelasia è stato ancora protagonista nella parte della conferenza dedicata alla presentazione della guida “I castelli del Giudicato di Torres”, opera a cura di Francesco Ledda e Mariella Cortes, edita dalla Taphros. SULCIS - IGLESIENTE:TURNI DEL 18 & 19 MAGGIO 2013 FARMACIE: IGLESIAS: SPADA, corso Matteotti, tel. 0781.22262 CARBONIA: SORU, via Lubiana, tel. 0781.670284 CARLOFORTE: LODDO, via Garibaldi, tel. 0781.854006 SANT’ANTIOCO: BASCIU, piazza Italia, tel. 0781.83003 CALASETTA: SITZIA, via Solferino, tel. 0781.88446 MUSEI: DIANA, via Enrico Fermi, tel. 0781.71822 S.GIOVANNI SUERGIU: CINCOTTI, via Portobotte, tel. 0781.68018 BENZINAI: IGLESIAS: SOLO SERVIZIO 24ORE CARBONIA: Q8-PINNA, via Dalmazia ESSO-MELIS, via Nazionale IP-MAGGI, via della Vittoria VILLAMASSARGIA: Q8-PAU, provinciale per Carbonia GONNESA: ESSO-DEMURO, via Iglesias SANT’ANTIOCO: AGIP-PINNA, via Nazionale CARLOFORTE: Q8-LUXORO, corso Cavour PORTOSCUSO: TAMOIL-MARONGIU, via Giulio Cesare S. GIOVANNI SUERGIU: AGIP-MASSENTI, statale 126 SANTADI: TAMOIL-MELE, strada provinciale n°1