Poste Italiane S.p.A. - Spedizione A.P. D.L. 24/12/2003, n. 353, conv. in L. 27/02/2004 n. 46 - Cagliari
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Carbonia Anno XXIV numero 629 del 16 Maggio 2013 Euro 1,00
SETTIMANALE D’INFORMAZIONE DELLA PROVINCIA SULCIS-IGLESIENTE
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CARBONIA-IGLESIAS
IN TRENO
Marco Massa
I
l percorso Carbonia-Iglesias
in treno, da percorrere nel
giro di un quarto d’ora, potrebbe presto diventare realtà.
La Provincia ha attivato uno
studio di fattibilità in tal senso,
affidandone l’incarico al Centro Ricerche sui Modelli di
Mobilità (CRiMM) - sezione
del Centro
Interuniversitario Ricerche
Economiche e Mobilità (CIREM) dell’Università cagliaritana.
In particolare, i due soggetti
pubblici sottoscrittori dell’intesa, dovranno collaborare per
eseguire uno studio finalizzato
a riconoscere la fattibilità di
una variante al tracciato ferroviario esistente fra Cagliari e i
capoluoghi di provincia Carbonia e Iglesias e a definire un insieme articolato di studi
necessari alla sua realizzazione, sulla base di alcuni elementi che giustifichino tale impegno. Il territorio della provincia
di Carbonia Iglesias è già servito dalla linea ferroviaria Cagliari-Carbonia/Iglesias. La
tratta è una linea a semplice binario che a Villamassargia si
divide in due tracciati: uno per
Carbonia e l’altro per Iglesias.
La linea presenta un andamento planimetrico regolare che
consente di raggiungere velocità e tempi di percorrenza più
che competitivi rispetto a
quelli del mezzo individuale e,
quindi, attrarre nuovi utenti.
IN PROVINCIA SI RIPARLA
A fronte dei soli 50 km di linea
(pari a poco più del 10% dello
sviluppo complessivo regionale) sul corridoio ferroviario
della provincia si svolge una
quota considerevole dell’intero
traffico regionale sia in termini
di treni/giorno (circa il 35%
della movimentazione in Sardegna) che di passeggeri transitanti (circa il 30% della domanda). Sul versante infrastrutturale è in corso, nell’ambito degli interventi già programmati, la velocizzazione (a
60 km/h) degli incroci esistenti
(Villamassargia, Siliqua, ecc.)
che consentiranno di raggiungere lo standard massimo per
la linea a semplice binario e
potranno consentire la riduzione del tempo di percorrenza
dei treni di 2/4 minuti circa.
Dagli studi del PTMP è risultato che il collegamento diretto
Iglesias–Carbonia potrebbe migliorare i collegamenti intraprovinciali tra i due capoluoghi
di provincia, elevando il livello
di accessibilità ed assimilandolo ad uno di tipo urbano (bassi
tempi di percorrenza e buone
frequenze).
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TRE PALE EOLICHE IN CAMBIO DI 164 POSTI DI LAVORO
TUTTO PRONTO AL PORT.AL. (EX ILA) DI PORTOVESME
DI PRIMO CONTRATTO D’AREA
La Provincia Carbonia Iglesias
riparla del primo Contratto
d’Area nato quindici anni fa.
Questo strumento, nato per arginare il depauperamento occupativo conseguente alla
chiusura delle miniere metallifere, venne deliberato dal CIPE il 21 marzo 1997, ma sottoscritto in data 22 giugno
1999. Successivamente, in data 7 giugno 2001 venne stipulato il Primo Protocollo aggiuntivo, il quale a sua volta
era stato oggetto di completamento nel 2005. Il Contratto,
che in tutto comprendeva 27
iniziative imprenditoriali, aveva come obiettivo principale la
realizzazione di un ambiente
economico favorevole che
consentisse la creazione di
nuove iniziative e nuova occupazione.
La concessione di finanziamenti in ragione del numero di
occupati (piuttosto che in funzione della fattibilità e sostenibilità economica degli interventi) ha portato molti imprenditori a ipotizzare una occupazione difficilmente conseguibile e mantenibile nel medio
periodo, con conseguente
chiusura dell’attività nel quinquennio dal completamento
dell’investimento.
Ha inoltre pesato negativamente l’isolamento dell’area
individuata rispetto al restante
tessuto produttivo nazionale e
internazionale, che non ha permesso il decollo di molti investimenti. Numerosi sono stati
anche i fenomeni patologici
legati ad un non corretto utilizzo dei fondi pubblici con conseguenti interventi delle autorità di recupero delle somme
erogate.
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Port. Al. Portovesme
Tre torri eoliche, esclusivamente per autoproduzione e
non per business, in cambio
di 164 posti di lavoro. Questa
CARBONIA
PREMATURA SCOMPARSA
DI ANTONELLO TUVERI
è la realtà che vive Port.Al. di
Portovesme (ex Ila) schiacciata dalla burocrazia che tutti
sperano possa allentare quan-
to prima la morsa e consentire
alle maestranze, da oltre tre
anni in cassa integrazione, la
ripresa del proprio posto di la-
voro. Per sbloccare l’impasse
occorre solo la concessione
dello Studio di Impatto Ambientale (Savi), il cui progetto
è stato ufficialmente presentato, la scorsa settimana, nel
Comune di Portoscuso. “Le
tre torri eoliche, è stato chiaramente ribadito, serviranno a
produrre corrente per il fabbisogno degli impianti nella
produzione di laminati di alluminio e per la produzione di
componentistica per nautica.
La potenza massima sarà di
8,3 MW: gli aerogeneratori
verranno ubicati all’interno
dello stesso stabilimento di
Portovesme”.
Al di là, quindi, dell’aspetto
produttivo comunque importante, vi è quello occupativo
di 164 capifamiglia che dopo
oltre tre anni di cassa integrazione potrebbero a breve rivarcare i cancelli dello stabilimento.
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IGLESIAS
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Iglesias
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2
Regione
numero 629 del 16 Maggio 2013
RAPPRESENTATI A ENRICO LETTA I PROBLEMI DELL’ISOLA
DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE UGO CAPPELLACCI
Il presidente della Regione
Sardegna, Ugo Cappellacci, ha
chiesto con una lettera un incontro al presidente del Consiglio Enrico Letta, per fare il
punto sulle vertenze aperte con
lo Stato, a cominciare da quella sulle Entrate e il Patto di
Stabilità. Il Governatore sottolinea, tra l’altro, che da parte
della Regione vi e’ stata sempre la massima e leale collaborazione con il Governo nazionale, ma a questo rispetto istituzionale “continua a non seguire una corrispondente risposta del Governo”.
Questo il testo della lettera:
“Caro Presidente, mi rivolgo a
Lei con qualche motivo di speranza in più, rispetto al passato, confidando nel reciproco
orgoglio per le nostre comuni
origini sarde e nella sua riconosciuta attenzione e disponibilità, da sempre manifestata
nei confronti della Sardegna.
Come ho più volte rappresentato ai suoi predecessori, il governo regionale della Sardegna, dal suo insediamento, è
impegnato a fronteggiare una
crisi economica senza precedenti nella storia autonomistica e, nel contempo, con determinazione, ad individuare
nuove prospettive di occupazione, crescita e sviluppo.
La crisi però continua a mordere con effetti negativi gravissimi per l’occupazione, per
il sistema economico, industriale e sociale di tutta l’Isola,
la cui portata ha più volte superato il livello di guardia con
rischi concreti per la pace sociale e lo stesso ordine pubblico. Spiace dover sottolineare
che il Governo nazionale ha
Enrico Letta
avuto nel passato, e continua
ad avere oggi, forti responsabilità: vi sono alcune importanti
partite aperte, decisive per il
futuro della nostra Isola che,
purtroppo, non hanno ancora
trovato soluzione.
Profonde sono le conseguenze
dei ritardi accumulatisi nel
tempo per il non avere affrontato, entro i fondamentali principi dell’unità nazionale, i nodi
storici e le cause strutturali che
non assicurano ai sardi parità
di diritti e condizioni rispetto
al resto dei cittadini italiani,
continuano ad ostacolare lo
sviluppo e rendono sempre più
difficile contrastare la dura crisi che oggi colpisce il tessuto
sociale e produttivo.
La nostra Regione, nel rispetto
dei principi cardine della sua
profonda e radicata cultura e
tradizione autonomistica, non
è mai venuta meno ai doveri di
massima e leale collaborazione
con il Governo nazionale. A
questo profondo senso di rispetto istituzionale, continua
però a non seguire una corrispondente risposta del Governo.
Non è stato sufficiente neanche il prezioso e qualificato intervento del Presidente della
Repubblica che, a seguito di
una Sua recente visita in Sardegna, aveva favorito la “riapertura” del confronto con il
Governo Monti sui temi centrali della cosiddetta “Vertenza
Sardegna”.
Un accurato dossier era stato
PRONTO IL TESTO PER RIFINANZIAMENTO
AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA
“Sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga stiamo lavorando con le altre regioni
per un accordo. A Roma, nel corso della IX Commissione “Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca” è stato approvato un testo che sarà sottoposto all’attenzione della Conferenza Stato Regioni e
del ministro del Welfare, Enrico Giovannini”. Lo ha annunciato l’assessore regionale del lavoro,
Mariano Contu. Il documento, oltre alla rimodulazione degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà, prevede la modifica dei requisiti per la conservazione dello stato di disoccupazione, la proroga dell’iscrizione alle liste di mobilità e il riassetto dei servizi e delle politiche attive
per il lavoro. “In questa difficile congiuntura economica e occupazionale - ha aggiunto l’esponente dell’esecutivo - è necessario arrivare al più presto ad un accordo integrativo, per evitare ritardi o sospensioni nell’erogazione dell’unico sostegno al reddito per migliaia di lavoratori e per le
loro famiglie”.
L’ABBONAMENTO A
È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA
da noi portato all’attenzione
del Governo nazionale su questi temi prioritari riguardanti:
la vertenza entrate e la ridefinizione del patto di stabilità; la
continuità territoriale ed in
particolare quella marittima; il
riconoscimento della condizione di insularità, il federalismo
fiscale e la zona franca; la riduzione dei divari infrastrutturali e lo sblocco delle risorse
ex-FAS; le vertenze industriali
di valenza strategica nazionale, come quelle del settore della chimica, della mineral-metallurgia (alluminio e carbone
in particolare) e della produzione energetica.
Quattro settimane dall’istituzione del tavolo del confronto
Stato-Regione (avvenuta con
apposito DPCM), era stato il
tempo definito dallo stesso decreto per chiudere i lavori ed
individuare le possibili soluzioni per risolvere in particolare la questione delle entrate e
del patto di stabilità. Con grande rammarico abbiamo dovuto
rilevare che, ancora una volta,
nonostante i propositi originari, anche quel percorso si è risolto in un nulla di fatto.
Caro Presidente, come Lei ben
sa, essendo stato uno dei protagonisti che all’epoca si occuparono del caso, al nuovo regime delle entrate per la Sarde-
gna si era pervenuti, dopo una
pluriennale vertenza con lo
Stato, proprio per sopperire alle gravi e palesi insufficienze
determinatesi nel quadro finanziario regionale, come riconosciuto anche dall’Avvocatura dello Stato.
Non è bastato, inoltre, che proprio sui temi delle entrate e del
patto di stabilità, si sia recentemente pronunciata la Corte costituzionale che ha, in modo
cristallino, riconosciuto le ragioni della Sardegna, sia sull’immediata percettibilità delle
nuove entrate, sia sulla correttezza dell’iscrizione delle stesse nei nostri bilanci regionali,
sia sul conseguente adeguamento proporzionale del patto
di stabilità che il Governo deve riconoscere alla Sardegna.
Pur in presenza, quindi, di
queste importanti novità del
quadro normativo di riferimento che riconosce le nostre ragioni, ancora una volta il Governo “tradisce” la Sardegna.
Non rimaneva altra strada che
intensificare, come abbiamo
fatto, il ricorso alle vie giurisdizionali per la difesa della
legalità e dei fondamentali
principi della leale collaborazione istituzionale.
Abbiamo anche dovuto procedere a notificare al Presidente
del Consiglio dei Ministri un
atto di diffida e contestuale
messa in mora per l’attribuzione delle somme ancora dovute
alla Sardegna. Un atto estremo, che sottolinea la gravità
dello scontro in atto.
La Sardegna non intende certo
sottrarsi agli obblighi di risanamento dei conti pubblici, ma
non si possono però chiedere
alla nostra Regione sacrifici di
gran lunga superiori a quelli richiesti alle altre Regioni. La
Sardegna chiede soltanto che,
una volta per tutte, sia riconosciuto quello che stabiliscono
le leggi di questo Paese. Null’altro.
Come ho più volte rappresentato ai massimi vertici dello
Stato, mi permetto di richiamare in conclusione alcuni
concetti da Lei ben conosciuti
Presidente e per noi irrinunciabili. Il Popolo Sardo non cerca
assistenzialismo. L’insularità è
un fatto oggettivo e la specialità della Sardegna poggia su solide basi culturali, storiche ed
identitarie. Nel solco della nostra tradizione autonomista, rivendichiamo solo ed esclusivamente il rispetto della nostra
specialità, eguali opportunità e
la rimozione delle disparità
territoriali per quella reale coesione posta alla base dello
stesso Trattato europeo.
Caro Presidente, per le ragioni
esposte e per una più puntuale
rappresentazione dei possibili
percorsi solutori che auspico
possano essere condivisi, Le
chiedo di poterLa incontrare
con tutta la consentita urgenza.
Nel rinnovato clima di collaborazione politica ed istituzionale di cui il nostro Paese ha
forte bisogno, sono certo vi
possano essere tutte le condizioni per ristabilire equilibrio e
correttezza nei rapporti fra il
Governo e la Regione”.
IL CONSIGLIO REGIONALE ABBATTE L’IRAP
BOCCATA D’OSSIGENO PER LE IMPRESE
Il Consiglio regionale della
Sardegna ha gettato le fondamenta per costruire un percorso unitario verso l’uscita dalla
crisi che attanaglia l’Isola e che
ha portato al collasso il suo sistema produttivo. Infatti, l’approvazione all’unanimità dell’emendamento che consentirà
la riduzione del 70 per cento
della aliquota Irap dovuta dai
soggetti privati e dalle amministrazioni pubbliche locali e regionali è un primo passo significativo verso l’auspicata unità
di intenti che conduca tutte le
forze politiche regionali a privilegiare gli interessi del Popolo Sardo, superando steccati,
barriere e divisioni di appartenenza e di colore politico”. È il
commento a caldo della Presidente del Consiglio regionale,
Claudia Lombardo, che esprime apprezzamento per l’unità
di intenti dell’Assemblea regionale, dopo la votazione all’unanimità dell’emendamento
che ha modificato l’articolo 1
della Legge Finanziaria all’esame dell’aula, introducendo
l’abbattimento dell’imposta.
“Il provvedimento – sottolinea
la Presidente Lombardo – com-
porta un’attesa boccata d’ossigeno per tutto il sistema produttivo dell’Isola, mediante
una riduzione del costo di impresa, quindi favorendo un positivo clima per consentire il rilancio dell’occupazione. Un
non irrilevante ulteriore effetto
della sua applicazione si ottiene attraverso un sensibile risparmio dei costi della pubblica amministrazione regionale
che, ad esempio, per il solo
Consiglio regionale ammonta a
circa 2 milioni di euro”. “Siamo consapevoli che non si tratta di una misura sufficiente a
portare l’economia della Sarde-
gna fuori dalle palude della crisi, ma – dichiara ancora la Presidente Lombardo – coltiviamo
altrettanta consapevolezza che
si sia intrapresa la strada giusta
che, grazie a questo spirito unitario, ci consentirà di guardare
al nostro futuro con rinnovata
speranza e fiducia”. “Infine –
conclude la Presidente – da
sottolineare che si tratta di un
provvedimento che esalta
l’esercizio della nostra autonomia, in quanto libera risorse vitali senza richiedere aumento
di spesa e soprattutto senza
aiuti esterni da parte dello Stato”.
Direttore Responsabile: MASSIMO CARTA
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Convegno Regionale
VERSO UN WELFARE GENERATIVO
I vincoli di finanza pubblica, a
livello statale e locale, accentuati dalla crisi economico-finanziaria degli ultimi anni
hanno evidenziato la difficile
sostenibilità dell’attuale sistema di welfare. Un sistema,
come quello attuale, che si limita a raccogliere e ridistribuire le risorse fiscali e contributive è inevitabilmente destinato a collassare. La sola
alternativa al decadimento del
sistema di protezione sociale è
un radicale ripensamento del
suo funzionamento, per renderlo capace di rigenerare le
risorse trasferite e massimizzarne il rendimento sociale,
responsabilizzando i fruitori
delle prestazioni. Di questo si
è discusso mercoledì scorso a
Cagliari nel corso del Seminario di studio sul tema «Verso
un welfare generativo, da costo a investimento», organizzato da Anci Sardegna, dall’Ordine degli Assistenti sociali, dalla Provincia di Cagliari e dal Comune di Cagliari. All’incontro ha partecipato,
tra gli altri, anche il Direttore
Scientifico della Fondazione
Zancan Dr. Tiziano Vecchiato
e l’Assessore Regionale della
Sanità e Assistenza Sociale
Simona De Francisci.
L’incontro aveva come obiettivo trasformare l’attuale sistema di «diritti individuali»
in uno basato sui «diritti sociali» mettendo in luce le condizioni di criticità in cui verte
il sistema sociale stesso, rigenerando le risorse economiche
e umane coinvolte e responsabilizzando molto di più i beneficiari. Si tratta di passare
da una logica di costo a una di
investimento capace di rendimento sociale.
Provincia Carbonia Iglesias
numero 629 del 16 Maggio 2013
3
PROVINCIA E UNIVERSITA’ DI CAGLIARI COLLABORERANNO
PER MIGLIORARE L’ASSETTO FERROVIARIO DEL TERRITORIO
Marco Massa
L’aattivazione dello studio di
fattibilità, per la variante della
linea ferroviaria Cagliari-Carbonia/Iglesias, è stata programmata dalla Provincia Carbonia
Iglesias e dall’Università di
Cagliari, Centro Ricerche sui
Modelli di Mobilità (CRiMM)
- sezione del Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità (CIREM), in attuazione del protocollo di intesa approvato con Deliberazione
della Giunta Provinciale adottata nel Dicembre 2010. In particolare, i due soggetti pubblici
sottoscrittori dell’intesa, dovranno collaborare per eseguire
uno studio finalizzato a riconoscere la fattibilità di una variante al tracciato ferroviario
esistente fra Cagliari e i capoluoghi di provincia Carbonia e
Iglesias e a definire un insieme
articolato di studi necessari alla
sua realizzazione, sulla base di
alcuni elementi che giustificano tale impegno. Il territorio
della provincia di Carbonia
Iglesias è già servito dalla linea
ferroviaria
CagliariCarbonia/Iglesias. La tratta è
una linea a semplice binario
che a Villamassargia si divide
in due tracciati: uno per Carbonia e l’altro per Iglesias. La linea presenta un andamento
planimetrico regolare che consente di raggiungere velocità e
tempi di percorrenza più che
competitivi rispetto a quelli del
mezzo individuale e, quindi, attrarre nuovi utenti.
A fronte dei soli 50 km di linea
(pari a poco più del 10% dello
sviluppo complessivo regionale) sul corridoio ferroviario
della provincia si svolge una
quota considerevole dell’intero
traffico regionale sia in termini
di treni/giorno (circa il 35%
della movimentazione in Sardegna) che di passeggeri transitanti (circa il 30% della domanda). Sul versante infrastrutturale è in corso, nell’ambito
degli interventi già programmati, la velocizzazione (a 60
km/h) degli incroci esistenti
(Villamassargia, Siliqua, ecc.)
che consentiranno di raggiungere lo standard massimo per
la linea a semplice binario e
potranno consentire la riduzione del tempo di percorrenza dei
treni di 2/4 minuti circa.
Dagli studi del PTMP è risultato che il collegamento diretto
Iglesias–Carbonia potrebbe migliorare i collegamenti intraprovinciali tra i due capoluoghi
di provincia, elevando il livello
di accessibilità ed assimilandolo ad uno di tipo urbano (bassi
tempi di percorrenza e buone
frequenze).
L’attuale collegamento ferroviario fra i due capoluoghi di
provincia, passante per il bivio
di Villamassargia, si sviluppa
per 31,4 km, senza consentire
un collegamento diretto (senza
trasbordo) fra le due stazioni
che distano appena 16,4 km
l’una dall’altra.
Per realizzare un collegamento
diretto (senza trasbordo) e migliorare i tempi di percorrenza
e il servizio offerto, il PTMP ha
proposto due varianti alternative: 1) una bretella corta a VM
per bypassare la relativa stazione di scambio di Villamassargia; 2) una variante più importante, su nuovo tracciato, che si
diramerebbe dalla linea RFI all’altezza di Barega, proseguendo verso nord in affiancamento
alla strada provinciale 85, sino
alla stazione di Iglesias. La seconda alternativa permetterebbe, rispetto alla prima, un miglioramento sostanziale del
servizio, per cui il PTMP ha
ipotizzato tre scenari differenti
(2 ferroviari e 1 tranviario): 1)
Collegamento ferroviario diretto Iglesias – Carbonia (via Barega) singolo binario + raddoppio penetrazione Iglesias (versante occidentale) – Motrici
diesel. Costo presunto 35 M€.
Tempi di percorrenza minimi
13-14 minuti. 2) Collegamento
ferroviario
diretto
Iglesias–Carbonia (via Barega)
singolo binario + raddoppio
penetrazione Iglesias (versante
orientale) – Motrici diesel. Costo presunto 30 M€. Tempi di
percorrenza minimi 15 minuti.
3) Collegamento tranviario diretto Iglesias – Carbonia (via
Barega) a singolo binario elettrificato a 750 Vdc costituito da
attuale tracciato ferroviario (da
elettrificare) + bretella Iglesias
– Barega. Motrici elettriche,
quindi meno inquinanti. Costo
presunto 45 M€. Tempo di percorrenza 19 minuti.
I tre scenari proposti dal PTMP
presentano costi diversi (da 30
a 45M€) e benefici differenti.
La linea metro tramviaria, per
esempio, avrebbe come fattore
di vantaggio quello di permettere il raggiungimento della
piazza centrale dal centro intermodale (rettilineo di circa 2,00
km lungo via Roma). Per evitare di elettrificare i tratti esistenti e realizzare comunque la penetrazione urbana di Carbonia
con il tram, il PTMP ha proposto una opzione tram–treno,
cioè un treno capace di viaggiare in modo (diesel) in ambito extraurbano e come tram
(elettrico) nel tratto urbano. In
quest’ipotesi si risparmierebbe
l’elettrificazione dell’intera
tratta, mentre si elettrificherebbe solo il prolungamento urbano. Lo studio di fattibilità si
propone come studio di carattere multi obiettivo per le diverse
funzioni che potrà assolvere,
andando oltre quella più elementare di collegamento diretto fra i due capoluoghi. Lo studio permetterà di valutare le
gravitazioni dirette e indirette
che potrebbero interessare l’intera area provinciale, area vasta
avente carattere di area metropolitana, tenendo conto che le
strutture amministrative della
Provincia sono ripartite tra i
due capoluoghi.
5) Lo studio dovrà evidenziare
le modalità per potenziare il
corridoio Cagliari – Iglesias –
Carbonia, in termini di capacità
e qualità dell’offerta, al fine di
costituire un’alternativa competitiva all’uso dell’autovettura
privata e rendere ancora di più
accessibili e indifferenti alla distanza, le relazioni tra le due
più importanti realtà insediative della Sardegna sudoccidentale.
Lo studio dovrà tener conto
BUONA LA PARTECIPAZIONE AL BANDO SULCIS
SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Ben centocinquantotto soggetti hanno presentato
proposte al Bando Sulcis. I proponenti sono Associazioni di cittadini, imprese, studi professionali,
gruppi di lavoratori. Molti sono sardi. C’è anche
un buon interesse oltre Tirreno. La buona partecipazione significa vitalità, soggetti che, proprio
nella crisi, indicano nuovi progetti di investimento. Questo è il volto positivo del Sulcis. All’insieme di questi soggetti, rivolgo, a nome della Provincia, il ringraziamento per la partecipazione attiva e il contributo concreto.
L’insieme delle proposte, a ben vedere, è riconducibile ad un concetto chiave: innovazione. Nei
settori di intervento, innanzitutto, con una grande
attenzione allo sviluppo delle risorse locali, ambiente, cultura, agroalimentare, turismo. Anche le
proposte, numerose, che riguardano l’industria,
chiedono innovazione, per esempio nelle forme di
della prossima entrata in funzione della nuova fermata ferroviaria di Elmas – aeroporto, i
cui lavori ferroviari sono stati
appaltati, mentre quelli sul lato
della stazione sono quasi terminati. La fermata ferroviaria dell’aeroporto consentirà ai servizi
di linea in partenza ed arrivo da
Carbonia ed Iglesias, specie
quelli in corrispondenza con le
fasce orarie di maggiore concentrazione di voli, di interconnettersi direttamente con l’aeroporto.
produzione dell’energia elettrica e di carburanti
derivati dai vegetali. C’e’anche una notevole sintonia con gli studi di base e con gli studi di fattibilità presentati dalla Provincia in accordo con i
Comuni. Ora spetta alle Istituzioni nazionali e
territoriali, non deludere il grande interesse suscitato. Innanzitutto, rispettando i tempi per la
classificazione delle proposte. Penso sia indispensabile coinvolgere, nella realizzazione, non esclusivamente i primi classificati, ma quanti hanno
presentato proposte. Questo coinvolgimento è
utile non solo in funzione di verifica, ma anche di
opportunità di fare impresa. In accordo con le altre Istituzioni che curano il Piano Sulcis, la Provincia promuoverà riunioni con i soggetti proponenti, per proseguire il lavoro futuro, secondo un
metodo partecipativo.
Salvatore Cherchi
OLTRE L’INFORMAZIONE
IN ABBONAMENTO O IN EDICOLA
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE
DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
Su Mannau
LA PISTA CICLABILE
CARBONIA – S. GIOVANNI S.
Sono stati consegnati i lavori per la realizzazione della pista ciclabile che collegherà Carbonia a San Giovanni Suergiu .Il progetto
della Provincia prevede un impegno finanziario di 700 mila euro,
che permetteranno la realizzazione dell’importante opera, destinata
a garantire la circolazione sicura degli appassionati della due ruote,
proprio sulle tracce dello storico percorso ferroviario. Espletate le
formalità di legge, la ditta darà il via al cantiere, compreso nel più
ampio progetto strategico della mobilità sostenibile e della salvaguardia dell’identità del territorio. Tre chilometri e mezzo è la lunghezza del tracciato, rilevante tassello per la valorizzazione naturalistica del paesaggio del Sulcis, attraverso un suggestivo sentiero
dal capoluogo provinciale sino al vicino paese, in passato raggiunto
tramite vagoni su rotaia. E’ inoltre previsto il raccordo con Sant’Antioco.
Con le ultime deliberazioni
della scorsa settimana, la
Giunta ha dato ulteriore impulso al programma di valorizzazione dei beni culturali e
ambientali del territorio, in
partenariato con i Comuni.
Per la sistemazione della strada di accesso all’importante
Grotta di Su Mannau, lo stanziamento della Provincia è
stato incrementato di cinquantamila euro, portandolo
a 300 mila euro, pari al 90%
del costo dell’opera. L’intervento è interamente affidato,
per la realizzazione, al Comune di Fluminimaggiore,
che contribuisce con le risor-
se necessarie per il completamento.
Per lo sviluppo del programma di scavi del Nuraghe Sirai, a Carbonia, la Giunta ha
assegnato 60 mila euro al Comune di Carbonia, da gestire
tramite apposita convenzione.
Il Nuraghe Sirai, imponente
nella dimensione, si segnala
soprattutto per la testimonianza di convivenza nello
stesso ambito delle popolazioni nuragica e fenicia.
Per rendere visitabile la notevole Grotta delle Lumache, a
Buggerru, sono stati assegnati 50 mila euro, da utilizzare
tramite convenzione con il
Comune.
Per l’accesso al Villaggio minerario di Orbai e alle circostanti aziende agricole, lo
stanziamento della Provincia
è stato portato a 200 mila euro. Il programma è gestito
dal Comune in convenzione
con la Provincia. L’Assessore
provinciale alla Cultura, Marinella Grosso, ha evidenziato
che, con queste ulteriori deliberazioni, si conferma che l
‘azione della Provincia è
concretamente indirizzata a
favorire la tutela e la fruizione dei beni culturali e ambientali del territorio. La Provincia agisce in collegamento con le Associazioni e i
soggetti imprenditoriali che
si occupano di questi beni.
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09013 Via Mazzini, 40 - Tel. 0781.6726 telefax 0781.6726
SEDE DI IGLESIAS
09016 Via Argentaria, 14 - Tel. 0781.6726
e-mail: [email protected]
Presidente: Salvatore Cherchi
ASSESSORI:
ALBERTO PILI: Politiche del lavoro-Attività Produttive-Form.Profes.
GUIDO VACCA: Pianificazione territoriale e settoriale
CARLA CICILLONI: Ambiente e Protezione civile
MARINELLA GROSSO: Turismo-Eventi-Sport
LUCA PIZZUTO: Politiche sociali e giovanili
ALESSANDRA PINTUS: Istruzione-Alta Formazione-Università
Posta elettronica certificata:
ANNA MARIA CONGIU (Dir. Servizi amministrativi)
[email protected]
SPERANZA SCHIRRU (Dir. Servizi per il lavoro, cultura e socialità)
[email protected]
FULVIO BORDIGNON (Dir. Servizio tecnico)
[email protected]
PALMIRO PUTZULU (Dir. Servizi ambientali)
[email protected]
MAURO MANCA (Resp. Servizi finanziari)
[email protected]
La Sede legale della Provincia è in Via Mazzini, 39 – 09013 Carbonia (CI)
4
Lavoro
numero 629 del 16 Maggio 2013
TRE PALE EOLICHE IN CAMBIO DI 164 POSTI DI LAVORO
TUTTO PRONTO AL PORT.AL. (EX ILA) DI PORTOVESME
Massimo Carta
Port. Al.
Tre torri eoliche, esclusivamente per autoproduzione e
non per business, in cambio di
164 posti di lavoro. Questa è
la realtà che vive Port.Al. di
Portovesme (ex Ila) schiacciata dalla burocrazia che tutti
sperano possa allentare quanto
prima la morsa e consentire alle maestranze, da oltre tre anni
in cassa integrazione, la ripresa del proprio posto di lavoro.
Per sbloccare l’impasse occorre solo la concessione dello
Studio di Impatto Ambientale
(Savi), il cui progetto è stato
ufficialmente presentato, la
scorsa settimana, nel Comune
di Portoscuso.
“Le tre torri eoliche, è stato
chiaramente ribadito, serviranno a produrre corrente per il
fabbisogno degli impianti nella produzione di laminati di alluminio e per la produzione di
componentistica per nautica.
La potenza massima sarà di
8,3 MW: gli aerogeneratori
verranno ubicati all’interno
dello stesso stabilimento di
Portovesme”.
Al di là, quindi, dell’aspetto
produttivo comunque importante, vi è quello occupativo di
164 capifamiglia che dopo oltre tre anni di cassa integrazione potrebbero a breve rivarca-
re i cancelli dello stabilimento.
“L’impianto, finalizzato all’autoproduzione, si legge in una
nota presentata alla Conferenza di Servizi al Comune di
Portoscuso, sarà costituito da 3
aerogeneratori della potenza
nominale massima di 8,3 MW,
risultante da 2 generatori da 3
MW e un terzo della classe da
2 MW che potrà arrivare fino
ad un massimo di 2,3 MW.
L’ubicazione degli aerogeneratori sarà interna a tre lotti industriali nella disponibilità del
proponente. La connessione
alla rete elettrica avverrà attraverso una cabina di media tensione da realizzare internamente al lotto dello stabilimento produttivo Port.Al. dove convergeranno i cavi provenienti dai singoli aerogeneratori”. “Contiamo di entrare in
possesso del Savi, ha spiegato
Ninetto Deriu titolare di
Port.Al., nel giro massimo i
due mesi, giusto il tempo dello
sviluppo dell’iter della pratica.
Una volta in possesso del Savi,
oltre ad attivarci per l’impianto degli aerogeneratori, richiameremo in stabilimento alcune
squadre di manutentori che dovranno riattivare i macchinari
dello stabilimento. In primis
occorrerà intervenire nella fon-
deria e contestualmente sulle
coperture (tetti) dell’impianto.
Sarà quindi la volta del caseggiato mensa, docce, spogliatoi
ecc. Se i tempi verranno rispettati, potremmo essere in
grado di ripartire con le prime
produzioni verso ottobre di
quest’anno”.
Ciò che depone positivamente
alla credibilità dell’imprenditore è che finora Ninetto Deriu
è intervenuto con fondi del
proprio bilancio, senza alcun
contributo pubblico. Condizione, che di questi tempi, non è
proprio quotidiana.
E che l’intenzione di questo
gruppo industriale sia credibile, lo dimostrano i lavori in
corso, nell’area portuale della
nuova banchina di Portovesme, dove sono in fase di
avanzata costruzione i capannoni del nuovo cantiere nautico cui la Port.Al. annette grandi prospettive. Infatti nella
fonderia ex Ila, oltre la produzione di laminati sottili d’alluminio, verranno prodotti anche
laminati di più consistente
spessore che saranno sagomati
per la nautica, sia locale che
estera.
Il cantiere nautico in costruzione, oltre a diventare polo
d’eccellenza per riparazioni e
rimessaggio, potrà portare
PER GARANTIRE MOBILITA’
OCCORRE UNA FLOTTA SARDA
“Prosegue la nostra battaglia di liberazione dei sardi dal giogo degli armatori”. Lo ha dichiarato il presidente Cappellacci
intervenendo in merito allo stanziamento in Finanziaria delle
risorse per la costituzione della compagnia con i quattro mori.
“Mentre attendiamo il via libera dell’Unione Europea - prosegue Cappellacci - creiamo le condizioni per passare, nello spirito della legge approvata dal Consiglio regionale, dalla sperimentazione ad una soluzione stabile per garantire quel diritto
alla mobilità che qualcuno vorrebbe ridurre a benevola e solo
eventuale concessione. E’ una scelta determinata sulla quale
auspichiamo - ha aggiunto il presidente- che si possa raggiungere anche nella politica sarda quel livello di condivisione che
riscontriamo fuori dalle mura del palazzo. Occorre il coraggio
di portare avanti l’unica iniziativa che ha interrotto decenni di
passiva accettazione di un “sistema Tirrenia” che rappresenta
una vergogna nazionale.
Ninetto Deriu
avanti dei propri progetti di
costruzione di imbarcazioni e
piccoli traghetti che hanno uno
stimolante mercato a livello
europeo.
“Anche in questo caso, ha confermato Ninetto Deriu, l’inve-
stimento con fondi propri sarà
di circa un milione e mezzo, al
quale si legheranno nuove occasioni occupative. Però occorre allentare la morsa della
burocrazia che condiziona in
maniera disarmante”.
RICERCA SU VITIGNI AUTOCTONI
Agris Sardegna invita le imprese viticole e vitivinicole a manifestare interesse per la collaborazione ad attività di ricerca
e sviluppo finalizzate alla valorizzazione dei vitigni autoctoni.
La collaborazione si svilupperà
nell’ambito del progetto Akinas
(Antigas kastas de ide pro novas arratzas de inu de Sardinna), previsto dal piano di intervento sulla filiera vitivinicola e
volto al recupero di prodotti
enologici tradizionali o alla
creazione di nuovi prodotti, caratterizzando i vitigni e i vini
minori di Sardegna. Le imprese
che aderiranno all’iniziativa dovranno, in particolare, consentire prove di microvinificazione
di vitigni minori, sia permettendone la realizzazione presso la
loro sede sia fornendo le uve
per effettuare le prove presso la
cantina sperimentale di Agris a
Villasor. Possono aderire all’in-
vito le aziende situate nel territorio regionale che presentino
almeno una delle seguenti caratteristiche:
a) producano vini, in tutto o in
parte, con vitigni minori autoctoni;
b) siano localizzate in un’area
geografica in cui sono presenti
vitigni minori autoctoni;
c) possiedano vitigni minori autoctoni con un numero di ceppi
sufficiente per effettuare le microvinificazioni.
IRAP E PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
PRIORITA’ ASSOLUTE DELLA POLITICA REGIONALE
“Ridurre sensibilmente l’IRAP
a carico del sistema delle imprese regionali costituirebbe un
passo in avanti decisivo verso
una politica di reale sostegno al
mondo produttivo sardo”.
Secondo il Presidente degli Industriali sardi, Alberto Scanu,
all’indomani dell’audizione in
Commissione Bilancio del
Consiglio Regionale, è auspicabile che Giunta, maggioranza
ed opposizione trovino un accordo per rendere fattiva nel
corso dell’anno la riduzione di
questa tassa iniqua che grava
sulle imprese, impendendo loro
di sostenersi, specie in un momento di così grande difficoltà.
“Per le imprese contano i soldi
veri, non quelli virtuali o complementari. Un intervento non
residuale sull’IRAP sarebbe un
segnale importante, una risposta concreta della politica sarda
alle difficoltà del mondo produttivo” ha precisato Scanu.
Alberto Scanu
“Siamo vicini ad un obiettivo
importante che potrebbe aprire
la strada ad una vera fiscalità di
vantaggio e creare i presupposti
per costruire un rapporto diverso con lo Stato. Credo che questa opportunità vada sfruttata
anche a costo di rinunciare a
qualcosa per assicurare la copertura finanziaria di questo intervento. Ecco perché abbiamo
chiesto ai consiglieri regionali
di fare, tutti, uno sforzo per su-
perare divisioni e valutazioni di
parte e lavorare uniti per conseguire questo obiettivo”.
“Ai politici sardi dico che si deve contribuire a ridurre i costi a
carico delle aziende e assicurare loro risorse finanziarie che
possono essere impiegate per
sostenere la stabilità, la crescita
e l’occupazione. Questa è la
strada maestra per aiutare la domanda e spingere i consumi che
si traducono in sviluppo per
l’economia. Non ci sono altre
scorciatoie: lo sviluppo passa
dalle imprese e dalla loro sopravvivenza” ha proseguito il
Presidente di Confindustria
Sardegna.
“Ecco perché, insieme alla riduzione del cuneo fiscale, guardiamo con altrettanta attenzione
e con aspettative crescenti al
problema del pagamento dello
stock di debiti commerciali, per
il quale riteniamo urgente conoscere l’entità del debito com-
plessivo (Regione, Province e
Comuni) e la strategia che la
Regione ha deciso di adottare
per provvedere alla copertura
del rimborso delle anticipazioni
di liquidità. Ricordiamo a tale
proposito che il DL 35/2013
prevedeva precise scadenze per
Regioni, Province e Comuni in
merito alle comunicazioni e alla
successiva gestione. A tutt’oggi
non è dato sapere se e in che
termini la Regione abbia provveduto per la parte di propria
competenza e quale sia l’impostazione che intende seguire nel
coordinare con le autonomie locali l’intera materia”. “Cuneo
fiscale e pagamenti della pubblica amministrazione sono due
aree dove la Regione può dare
un contributo concreto e non
virtuale per le imprese, invece
di stare dietro a proposte di
dubbia percorribilità e di nessun aiuto immediato per il nostro sistema produttivo”.
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Lavoro
TEMPI STRETTI PER CARBOSULCIS
IMPEGNO A TROVARE SOLUZIONI
“Ho consapevolezza dell’emergenza rappresentata
dalla Carbosulcis, perciò sono impegnato nell’individuare una soluzione per accelerare l’erogazione dei 10 milioni
di euro stanziati dal Consiglio regionale per la sicurezza della miniera.” Lo ha detto
l’assessore dell’Industria,
Antonello Liori, durante un
incontro coi rappresentanti
sindacali e della Rsu della
Società mineraria.
“L’esistenza di una procedura
di infrazione ed il dettato della legge approvata in Consiglio hanno creato qualche intoppo sull’immediata spendibilità dello stanziamento - ha
aggiunto Liori - Perciò, oltre
a cercare una soluzione per
l’immediato, siamo pronti a
confrontarci con Bruxelles
per dimostrare che non si
tratta di aiuti di Stato, bensì
di fondi destinati al buon governo della miniera ed alla sicurezza degli impianti, che
peraltro rappresentano obblighi di legge. Per quanto riguarda il futuro della società,
capisco che il trascorrerre del
tempo possa preoccupare i lavoratori, ma il dialogo con il
Governo nazionale non è mai
cessato. Fortunatamente, nel
Governo Letta è stato riconfermato il sottosegretario De
Vincenti, che finora ha seguito personalmente la vicenda.
Proprio oggi, mi ha garantito
che nei prossimi giorni riferirà al ministro per lo Sviluppo
economico, Flavio Zanonato,
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numero 629 del 16 Maggio 2013
Antonello Liori
sul problema Carbosulcis e
sulle soluzioni prospettate.”
“Alla luce dell’incontro avuto recentemente al Mise sono
ottimista - ha concluso l’assessore Liori - In quell’occasione, oltre ad aver chiesto il
sostegno del Governo nel
confronto con Bruxelles per
sbloccare i 10 milioni di euro, abbiamo affrontato anche
le problematiche legate alle
opere previste dal Piano Sulcis e le prospettive legate alla
creazione del Polo tecnologico ad energia pulita e del
Progetto Ccs Sulcis e c’è stato l’impegno del Sottosegretario di stilare un protocollo
d’intesa da far sottoscrivere a
Ministero e Regione. L’obiettivo è quello di dare una risposta concreta al disagio sociale che deriva dalla crisi.
Un’importante ed urgente risposta alle legittime richieste
di un territorio in forte crisi
che necessita di azioni concrete per confidare in una ripresa economica”.
LA REGIONE PROVVEDA SU CARBOSULCIS
INTERROGAZIONE DI GIORGIO LOCCI (PdL)
«La Legge regionale n.7 del 29
marzo 2013, attraverso la quale
si stanziano 10 milioni di euro
necessari per dare esecuzione
agli obblighi relativi al possesso delle miniere, quindi alla
messa in sicurezza, alla sua
manutenzione e quanto altro
necessario onde evitare danni a
cose o a terzi, ad oggi, è inapplicata». La denuncia è del
consigliere regionale del PdL,
Giorgio Locci, che ha presentato una interrogazione al Presidente della Regione e all’Assessore dell’Industria.
Per questo motivo, l’esponente
politico chiede di conoscere se
corrisponda al vero che questa
situazione, come pare, sia dovuto a pareri difformi della dirigenza dell’Assessorato all’Industria, e se non ritenga, la Regione, di intervenire con sollecitudine per far si che ci sia
l’immediata applicazione della
legge anche per evitare i rischi
legati alla sicurezza, senza considerare il disagio sociale che
questa situazione sta determinando nelle maestranze della
miniera che rischiano di non
percepire gli emolumenti mensili già dal mese in corso.
Il tutto, è conseguenza di una
diversa interpretazione della
normativa sulle comunicazioni
all’Unione europea che, relativamente alla legge regionale
7/2013, non è applicabile il
comma 3 dell’articolo 108 del
testo unico in quanto non si
tratterebbe di “progetti diretti a
istituire o modificare aiuti”, ma
a dar corso alla normativa nazionale relativa agli obblighi di
BUROCRAZIA-CONDIZIONI AMBIENTALI E SCARSA IMPRENDITORIALITA’
HANNO PENALIZZATO IL PRIMO CONTRATTO D’AREA SULCIS IGLESIENTE
LA PROVINCIA TENTA DI RECUPERARE I FONDI NON ANDATI A BUON FINE
Sergio Rombi
Il vecchio Contratto d’Area del SulcisIglesiente, nato per arginare il depauperamento occupativo conseguente alla chiusura delle miniere metallifere, venne deliberato dal CIPE il 21 marzo 1997, ma sottoscritto in data 22 giugno 1999. Successivamente, in data 7 giugno 2001 venne stipulato il Primo Protocollo aggiuntivo, il quale a sua volta era stato oggetto di completamento nel 2005.
Il Contratto, che in tutto comprendeva 27
iniziative imprenditoriali, aveva come
obiettivo principale la realizzazione di un
ambiente economico favorevole che consentisse la creazione di nuove iniziative e
nuova occupazione. Per capire la portata
sociale che detto Contratto andava ad assumere, è da ricordare che l’area del SulcisIglesiente subì, a partire dalla fine degli anni’70, un forte processo di deindustrializzazione che ha riguardato prevalentemente
il comparto minerario e metallurgico, con
forte penalizzazione del numero degli occupati e sull’intero sistema socio-economico dell’area. Il Contratto sottoscritto nel
1999 si prefiggeva, quindi, la realizzazione
di 14 nuove iniziative imprenditoriali in
grado di determinare la creazione di 370
nuovi posti di lavoro a regime, mediante
investimenti che ammontavano a 116 miliardi di lire (poco meno di 60 milioni di
euro), dei quali 67 da erogarsi mediante
contributi pubblici (60 a valere sui fondi
CIPE). Con il Primo Protocollo aggiuntivo
veniva prevista la realizzazione di ulteriori
11 nuove iniziative imprenditoriali, con investimenti per 71,74 milioni di euro, di cui
44,05 milioni di euro di contributi pubblici, e una occupazione a regime di 440 unità. Il Completamento al Primo Protocollo
aggiuntivo, sottoscritto nel 2005, riguarda
2 iniziative produttive per 14,67 milioni di
euro di investimento, di cui 9,60 milioni di
euro di contributi pubblici e con l’obbiettivo di creare 64 nuovi posti di lavoro.
Complessivamente, quindi, erano state
stanziate risorse pubbliche per euro
84.607.802 (a fronte di investimenti per
complessivi 137.273.727) al fine di conseguire un incremento occupazionale a regi-
Carbosulcis
chi possiede siti minerari.
Per questo, la normativa superiore, vale a dire il Regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443 e
il decreto del Presidente della
Repubblica 9 aprile 1959, n.
128 con i quali si impongono
alla Regione i servizi di pubblico interesse relativi alle attività
di messa in sicurezza e custodia della miniera, hanno prevalenza su tutto il resto.
La preoccupazione del Consigliere regionale è quella di conoscere «se corrisponde a verità che il Servizio attività estrattive dell’Assessorato dell’Industria abbia provveduto ad effettuare le opportune verifiche ed
approfondimenti di merito, rilasciando apposito parere formale (prot.5943 del 7 marzo
2013) su cui verrebbe evidenziato che, un’eventuale immediata e prolungata interruzione
dell’attività estrattiva, pur tecnicamente fattibile, non verrebbe giudicata idonea in relazione all’alto rischio di insorgenza
di fenomeni di autocombustione in frana e relative instabilità
del fronte di coltivazione».
«Inoltre – prosegue Giorgio
Locci – chiedo di verificare se
vi siano responsabilità o inadempienze da parte dei dirigenti nell’applicazione della legge
in oggetto».
COMUNE DI PORTOSCUSO
PROV. Carbonia Iglesias
AVVISO ESPLORATIVO
PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA NEGOZIATA PER L’ AFFIDAMENTO DELL’ APPALTO DEI LAVORI DI
“ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI VIABILITÀ E
ACCESSIBILITÀ VEICOLARE ALLA FRECCIA LITORANEA DI PUNTA S’ALIGA”.
Importo lavori: 94.425,16 oltre IVA e oneri per l’ attuazione dei
Piani di Sicurezza, ed incluso ogni prestazione ed onere che
rientri nell’appalto.
La domanda contenente la manifestazione di interesse a partecipare alla procedura negoziata, da redigere preferibilmente utilizzando apposito modulo, deve pervenire, a pena di esclusione,
entro e non oltre le ore 12,00 del 22.05.2013.
Il Responsabile del Procedimento
Ing. Gianfranco Mulas
ZIR Iglesias - Cardnet
me di 781 unità. A fronte dei sopra indicati investimenti, sono state oggetto di revoca (per problemi di varia natura verificatisi in sede di attuazione dell’iniziativa)
8 interventi e 2 sono stati oggetto di rinuncia. Complessivamente non sono andati a
buon fine contributi pubblici per
66.337.306,79 con una perdita occupazionale potenziale di 499 unità.
I dati sopra esposti, anche alla luce del medesimo andamento constatato negli altri
contratti d’area, hanno dimostrato una
scarsa funzionalità del sistema di finanziamento.
Nel caso specifico le principali criticità sono derivate dalle carenze infrastrutturali
delle aree individuate per la realizzazione
delle iniziative e dai tempi, assolutamente
inadeguati, necessari per il rilascio delle
autorizzazioni amministrative preliminari
alla realizzazione degli insediamenti. In
particolare le problematiche connesse alla
caratterizzazione ed alla bonifica delle aree
si sono rivelate determinanti per il fallimento di molti investimenti. Questa criticità è peraltro presente a fronte di qualunque
iniziativa che si debba insediare nelle zone
del territorio del Sulcis Iglesiente per le
quali è prevista la caratterizzazione ed
eventuale bonifica del sito prescelto. Si
tratta di un costo aggiuntivo, spesso elevatissimo, del quale le aziende non sempre
sono a conoscenza. La circostanza che il
piano di caratterizzazione debba essere approvato dal Ministero dell’Ambiente, pregiudica ulteriormente il rapido insediamento delle iniziative, compromettendo, a volte definitivamente, il business plan delle
aziende. La concessione di finanziamenti
in ragione del numero di occupati (piuttosto che in funzione della fattibilità e sostenibilità economica degli interventi) ha portato molti imprenditori a ipotizzare una occupazione difficilmente conseguibile e
mantenibile nel medio periodo, con conseguente chiusura dell’attività nel quinquennio dal completamento dell’investimento.
Ha inoltre pesato negativamente l’isolamento dell’area individuata rispetto al restante tessuto produttivo nazionale e internazionale, che non ha permesso il decollo
di molti investimenti.
Numerosi sono stati anche i fenomeni patologici legati ad un non corretto utilizzo
dei fondi pubblici con conseguenti interventi delle autorità di recupero delle somme erogate.
6
Politica
numero 629 del 16 Maggio 2013
LA PROMOZIONE DELLE ECCELLENZE
L’ISOLA NEI “SARDEGNA STORE”
La Regione dà avvio tramite i
Sardegna Store a nuove attività di promozione coordinata
dei territori per accrescere i
flussi turistici, specie in bassa
stagione, per commercializzare le eccellenze dell’agroalimentare e dell’artigianato e
per attrarre investimenti nell’Isola. L’agenzia regionale
Sardegna Promozione, infatti,
ha pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione di progetti finalizzati alla promozione e valorizzazione coordinata
e unitaria dell’offerta turistica
e culturale e delle eccellenze
produttive artigianali e agroalimentari delle regioni storiche
della Sardegna, nei ‘Sardegna
Store’ di Roma, Milano e Berlino.
SOGGETTI COINVOLTI.
Possono presentare i progetti
soggetti pubblici quali enti locali, Gal, Camere di commercio, Sistemi turistici locali,
centri commerciali naturali,
consorzi turistici o altri organismi pubblici o privati locali
portatori di interessi diffusi
che abbiano uno specifico radicamento nel territorio, come
associazioni di categoria e datoriali, associazioni ambientaliste e culturali, università,
centri di ricerca e altri attori
dello sviluppo. L’agenzia regionale selezionerà un numero
di progetti tale da coprire l’intero territorio regionale nell’arco di un anno e garantirà
agli attuatori dei progetti la disponibilità degli spazi dei Sardegna Store e il relativo supporto logistico attraverso il
personale e i servizi disponibili nei punti espositivi.
PROMOZIONE
TERRITORIO
I Sardegna Store si pongono
come luogo favorito per lo
svolgimento di azioni di promozione e di marketing delle
attività istituzionali dell’Amministrazione regionale e anche di tutti i portatori di interesse che intendano cogliere
l’opportunità di promuovere
in modo coordinato i prodotti
e le specificità dei territori di
riferimento. Il modello di sviluppo degli store si basa sulla
valorizzazione delle differenze
che, nell’ambito della storia,
Sardegna Promozione, viale
Trieste 115, 09123 - Cagliari,
oppure via pec all’indirizzo:
[email protected].
Eventuali informazioni e richieste di chiarimenti sull’avviso, potranno essere presentate all’indirizzo e-mail [email protected], fino a tre giorni prima della data di scadenza per
La crisi del turismo sardo non
è solo nei numeri, pure importanti e significativi, della
presenza e degli arrivi, come
pure del PIL del settore che
non esprime certo una performance entusiasmante. Secondo alcuni osservatori il PIL
del turismo non supera il 7/8
per cento che, seppure ap-
Sardegna Stone Milano
della cultura, dell’ambiente,
dell’arte e della lingua, caratterizzano l’unicità del territorio isolano e costituiscono un
valore aggiunto all’offerta di
sviluppo economico.
PARTECIPAZIONE.
La proposta, redatta, sottoscritta, timbrata e corredata
della documentazione richiesta, deve pervenire a mano o a
mezzo raccomandata A/R all’indirizzo: Agenzia Regionale
la ricezione delle proposte. Le
risposte saranno rese via email al richiedente (e rese
pubbliche settimanalmente,
senza alcun riferimento alle
generalità dei richiedenti) nello spazio FAQ in apposita sezione del sito istituzionale
www.regione.sardegna.it (Sardegna Promozione - ‘Bandi e
gare’). Si raccomanda di inserire nell’oggetto della e-mail
‘FAQ Territori Sardegna Store
proposte’.
IL COMUNE DI CARBONIA CONFERMA L’ATTENZIONE
PER IL SOCIALE: IMPEGNATO UN TERZO DEL BILANCIO
Alessandro Carta
Che Carbonia abbia mantenuto una particolare attenzione
verso i ceti socialmente disagiati lo testimoniano i dati del
Consuntivo Servizi Sociali
2012 presentati nei giorni
scorsi dal Sindaco Giuseppe
casti e dall’Assessore Maria
Marongiu. Questi i dati essenziali: poco meno di 10 milioni
di spesa a favore di 2.711 beneficiari. Un dato impressionante che focalizza lo stato
sociale della città e al quale il
Comune, da solo, non può
continuare a tener testa. “Si
tratta di fondi del nostro Bilancio, ha detto il Sindaco Casti. Ma in molti casi siamo costretti ad anticipare, per interventi di primo livello, i fondi
della Regione che storicamente arrivano in ritardo, malgrado si tratti di situazioni
d’emergenza”.
L’analisi del Consuntivo 2012
dettaglia 3.533.000 di euro
per anziani e disabili (beneficiari 888); 1.207.000 euro per
l’infanzia (beneficiari 305);
1.100.000 euro per interventi
contro la povertà (beneficiari
676); 53.000 euro per aggregazione e sostegno volontariato; 1.341.000 euro per leggi di
settore nefropatici-talassemici- oncologi- handicappatimalati di mente (beneficiari
842); 2.709.000 euro per servizi gestiti in forma associata
di cui il Comune di Carbonia
è capofila dei progetti.
DIBATTITO
SUL TURISMO IN SARDEGNA
Giuseppe Casti
“I servizi in argomento, ha
puntualizzato ancora il Sindaco Giuseppe Casti, viaggia ad
un ritmo d’incremento di spesa di almeno il 10% annuo,
mentre le risorse dei Comuni
subiscono costanti tagli. Appare fin troppo evidente che
di fronte a tanti drammi siamo
obbligati ad intervenire. Però
non possiamo non denunciare
pubblicamente che la situazione potrebbe diventare da
emergente ad esplosiva se i
Comuni non verranno messi
in condizioni di calarsi nella
realtà locale”.
Ciò che è stato evidenziato
durante la conferenza stampa
di presentazione del Consuntivo Servizi Sociali 2012 ha riguardato la progettualità messa in campo di “piani personalizzati” e progetti speciali che
vanno a carico della Regione.
“Tutti gli interventi, ha aggiunto l’Assessore Maria Marongiu, sono stati integralmente riproposti nel programma 2013 perché non potevamo fare altrimenti, tanta è
l’emergenza in questo settore”.
prezzabile, non riesce ad imprimere al sistema produttivo
sardo quella spinta necessaria
per rilanciare lo sviluppo e
l’occupazione. Aspetto a cui
guardiamo con attenzione,
anche perché di lavoro qui
abbiamo bisogno.
La crisi del turismo è proprio
legata alle difficoltà del sistema Sardegna.
Promana essa dall’assenza di
una visione strategica capace
di indicare in modo chiaro
quale assetto debba avere il
settore e come esso si debba
intersecare con i settori propri della Sardegna. In particolare con l’agroalimentare,
con l’artigianato, con i segmenti tradizionali del Made
in Sardegna.
La gran parte delle regioni
meridionali compete con noi
in condizione di vantaggio.
La Campania, la Calabria, la
Sicilia, esprimono valori in
termini di PIL e di occupati
nettamente superiori ai nostri.
Certo, le avvantaggia la continuità territoriale, ma le sostiene anche una concezione
unitaria del settore che qui è
venuta meno o, forse, non è
mai esistita.
Si parla di turismo siciliano,
campano etc., mentre qui alle
varie rassegne internazionali
vi partecipiamo esaltando i
localismi.
Forse è il caso di sedersi a riflettere, e invece di attendere
chissà quale soluzione miracolistica, provare ad andare
incontro al cambiamento con
un approccio più dinamico.
Condizione questa che solo
una visione d’insieme, un vero e proprio piano di settore,
insomma, può garantire può
garantire e che oggi invece
manca. E manca perché
l’idea di turismo cha abbiamo
appare più indotta da fattori
esterni e non da azioni matu-
rate in loco.
La Regione, la politica e le
istituzioni, nel ragionare di
industria turistica, dovrebbero partire da queste constatazioni. Intanto attrezzare un
percorso che parli di sistema
Sardegna e che individui ambiti, ruoli, competenze, funzioni istituzionali, formazione, etc. Gli ingredienti necessari insomma affinchè il settore assuma una significativa
valenza economica per l’intera regione.
Il turismo può diventare volano dell’economia sarda se
riesce a traguardare obiettivi
di lungo periodo superando
gli steccati che sinora l’hanno
connotato.
In questo la Giunta regionale
ha una grande responsabilità
e deve attrezzarsi con coraggio ad affrontare in modo deciso l’intera tematica. Certo,
ci sono i problemi strutturali
ostativi a qualunque ipotesi
di sviluppo; i trasporti, da
tempo onerosi e insufficienti,
come anche tutte le infrastrutture necessarie a supportare il settore.
Ma non è con i proclami né
con gli esorcismi che si rovescia il contesto negativo.
Bensì con una nuova progettualità, con un concerto di
misure e comportamenti innovativi.
La CISL sarda è pronta a misurarsi in tal senso. Attendiamo l’occasione opportuna.
Giovanni Matta
Segretario regionale Cisl
IL PARCO GEOMINERARIO SI TRASFERISCE
PROVVISORIAMENTE A BELLAVISTA (AUSI)
In virtù di una convenzione stipulata tra l’AUSI ed il Consorzio del
Parco Geominerario, i prossimi
giorni avrà luogo il trasferimento
della sede del Parco negli uffici di
Palazzo Bellavista a Iglesias. Il
Parco Geominerario potrà così ottemperare agli impegni assunti nei
confronti del Comune di Iglesias in
ordine agli interventi di ristrutturazione di Villa Pertusola, come da
accordi a suo tempo sottoscritti.
La permanenza a Bellavista degli
uffici dell’Ente si limiterà al periodo necessario per il compimento
dei lavori di ristrutturazione. Si sottolinea che il Parco Geominerario ha particolarmente gradito l’invito rivoltogli dall’AUSI che a
suo tempo aveva manifestato la disponibilità ad accoglierlo nella propria sede. Tale iniziativa sicuramente favorirà sinergie e attività in una prospettiva comune.
Politica
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numero 629 del 16 Maggio 2013
IGLESIAS
LA CAMPAGNA ELETTORALE E’ ENTRATA NEL VIVO
DUE GLI SCHIERAMENTI STORICI: SINISTRA E DESTRA
Pino Piras
A giudicare dal grado di tensione che si respira nelle vie
cittadine, c’è da credere che la
corsa alla conquista della carica di Sindaco di Iglesias sia
mezzo spenta, salvo che gli
schieramenti non abbiano
scelto di animare la campagna
elettorale nell’ultima parte
che precede la fase del voto.
La città è già tappezzata di
policromi manifesti, mentre le
tipografie non fanno che sfornare “santini” dei 216 candidati a Consigliere. Quattro,
comunque sono in corsa per la
carica di Sindaco: Emilio Gariazzo per il centrosinistra;
Gian Marco Eltrudis per il
centrodestra; Dario Carbini
per la lista Identità Iglesiente;
Sandro Esu in quota sardista.
Le liste in campo sono dieci
(sei in meno delle ultime elezioni comunali), segno evidente che la contesa interessa
solo pochi settori di cittadini.
Emilio Gariazzo ha al suo
fianco sei liste che rispetto
agli avversari appare come
una corazzata disposta per
vincere al primo turno. Due le
liste che fiancheggiano Gian
Marco Eltrudis: Mentre Dario
Carbini e Sandro Esu possono
contare su una lista a testa
nelle quali figurano appena 18
candidati.
Appare evidente che la partita
se la giocheranno Gariazzo ed
Eltrudis, anche se l’elettorato
sembra orientato a riversare la
propria preferenza sulla persona, piuttosto che sull’area
politica. L’importante, per
ognuno dei candidati, è che la
città di Iglesias riconquisti
una Amministrazione espressione del popolo, in grado di
riprendere in mano la gestione
della cosa pubblica, programmando servizi, che devono essere adeguati al ruolo che la
città intende sviluppare. A
nessuno sfugge che in questo
frangente di Sindaco-Commissario-Sindaco-CommissaIglesias
rio la città abbia sofferto di
anonimato e di scarsa progettualità, il tutto aggravato dalla
condizione di debole tenuta
dell’economia locale.
Né questa volta il Commissario Antonio Ghiani ha recitato
al meglio l’incarico assegnatogli dalla Regione, venendo
meno all’entusiasmo che
l’aveva caratterizzato nella
precedente gestione della città. Al suo attivo può essere
ascritto il miglioramento del
servizio Tarsu, mentre per gli
altri aspetti non lascerà alcun
rimpianto.
Forse quest’ultimo giudizio
potrebbe rivelarsi prematuro,
perché anche in altre occasioni il rimedio di Sindaco-Giun-
ta s’è rivelata peggiore del
male-Commissario.
Comune di Domusnovas
Provincia di Carbonia Iglesias
P.zza Caduti di Nassirya, 1 - Tel. 0781 70771 - Fax 0781 72368
SINDACO
0781.887811
(Prov. Carbonia Iglesias)
Vice SINDACO
0781.887828
UFFICIO TURISMO
SERVIZI SOCIALI
SPORT SPETTACOLO
0781.887813
UFFICIO ASSESSORI
0781.887827
CALASETTA - Piazza Belly - Centralino - 0781.88780 www.comune.calasetta.ca.it
COMUNE DI CARLOFORTE
Sede Comunale: Via Garibaldi, 72 - 09014 - Tel. 0781.8589200 Fax 0781.855808
Sito Ufficiale del Comune (official website): www.comune.carloforte.ca.it
GCS srl - Sa Stoia - 09016 Iglesias (CI) - Tel. 0039.0781.260031 - 260074 Fax 0039.0781.260765
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Realtà Locale
numero 629 del 16 Maggio 2013
CARBONIA
BANDO
COMUNE DI IGLESIAS
PER ASSEGNAZIONE CASE
ISPIRATE ALLA BIOARCHITETTURA E AL RISPARMIO ENERGETICO
CONSEGNATE 23 NUOVE ABITAZIONI COMUNALI
A CANONE SOCIALE
Marco Massa
Consegna abitazioni
Da città razionalista a città supertecnologica. Così il Comune
di Carbonia ha stabilito un nuovo primato: nella persona del
Sindaco Giuseppe Casti, sono
stati consegnati 23 nuovi appartamenti ad altrettante famiglie
in evidente condizione di disagio sociale ed economico. Tuttavia il carattere sensazionale di
tale gesto, ad assegnatari titolari
di graduatoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale,
è nella tipologia delle case costruite con tecniche modernissime e dotate di tutti i criteri atti
ad economizzare al massimo
sia l’energia elettrica che l’acqua. Il progetto di queste case,
redatto dall’architetto Claudio
Lanciano, era risultato al primo
posto in campo nazionale, in
base ad una graduatoria stabilita
da Ancitel per l’edilizia di case
popolari.
Lorella Piras
Le abitazioni, costate circa 2,5
milioni di euro e costruite nel
rione di Carbonia Sud (tra via
Angioy, via Carducci e via
Manzoni), sono concentrate in
cinque corpi per complessivi 25
alloggi ( due non sono stati assegnati perché bisognevoli di
qualche ritocco). Il patrimonio è
del Comune che aveva strappato il finanziamento al Ministero
Lavori Pubblici (fondi Cer per
l’edilizia residenziale di quartiere) e ne aveva seguito l’intero
processo di costruzione. “Siamo
particolarmente contenti di consegnare le chiavi di queste case
a famiglie che hanno bisogno di
un tetto, ha sottolineato il Sindaco Giuseppe Casti. Contiamo
di consegnarne altre 20 in fase
di costruzione in via Costituente. Un altro lotto di 10 alloggi è
già a buon punto. Purtroppo, ha
commentato il Sindaco Casti, la
graduatoria dei richiedenti abi-
tazione è formata da circa 300
concittadini verso i quali Area
finora non ha mostrato quell’attenzione che sarebbe stata necessaria. Ci auguriamo che anche Area voglia quanto prima
prendersi a cuore questo problema”. La prima a ricevere le
chiavi della nuova abitazione è
stata Lorella Piras che ha subito
voluto fare una ricognizione
nell’appartamento. “Prima di
occupare questi alloggi, ha spiegato l’ingegnere capo del Comune di Carbonia Giampaolo
Porcedda, occorrerà che ogni
assegnatario faccia le conven-
zioni con Enel e Abbanoa, dopodiché potrà fisicamente vivere nella sua nuova dimora”.
Queste case sono state costruite
secondo i criteri dell’edilizia
sperimentale, basata sui principi
della bioarchitettura e del risparmio energetico. Ogni caseggiato è dotato d’impianto fotovoltaico, di ascensore, di scale antincendio, di sistema coibentante e di stufe al pellet, capace di sfruttare il calore eccessivo per riscaldare una capace
riserva per gli usi sanitari familiari. In poche parole le abitazioni sono state costruite ad
emissione zero di CO2, e con
risparmio energetico notevole
perché gli appartamenti sfrutteranno l’energia solare.
Altro importante criterio di queste abitazioni sarà il recupero
delle acque bianche. Nella parte
esterna ci sono spazi sufficienti
per realizzare “orti sociali” cui
le nuove tendenze stanno dando
ampio riscontro.
“Abbiamo consegnato un gioiello di abitazioni, ha raccomandato il Sindaco Casti. Ci auguriamo che esse vengano gestite
e utilizzate nel miglior modo
possibile e si evitino abusi sia
dentro che fuori casa. Questo
esperimento contiamo di trasferirlo anche nelle altre periferie
cittadine, perché rappresentano
il meglio per le famiglie”.
Un’ultima annotazione: qualche
famiglia pagherà il canone sociale di 20 euro mensili.
Il Comune di Iglesias ha pubblicato il bando di assegnazione
di 9 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Gli alloggi sono
ubicati in via Segni e vanno dai 45 ai 95 mq. Le domande
dovranno essere presentate al Comune di di Iglesias entro il
2 luglio 2013.
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Realtà Locale
numero 629 del 16 Maggio 2013
CARBONIA
UN GRANDE IMPEGNO DEL COMUNE
PER LA RIUSCITA DELLE CARTONIADI
Sergio Rombi
Carbonia
L’Amministrazione comunale
di Carbonia non vuole recitare
un ruolo di secondo piano alla
manifestazione delle Cartoniadi Sardegna 2013 cui la città è
stata ammessa. Si tratta di una
manifestazione indetta dal Comieco (Consorzio Nazionale
Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e
dalla Regione Sardegna. Nel
mese di maggio Carbonia sfiderà altre otto città della Sardegna nella migliore raccolta differenziata, in termini qualitativi e quantitativi, di carta e cartone. L’iniziativa si concluderà
venerdì 31 maggio 2013. Vincerà il Comune che otterrà il
maggior punteggio totale, in
base alla somma tra un bonus
iniziale (ottenuto da Carbonia
per l’ottima percentuale raggiunta nella raccolta differenziata), l’incremento del quantitativo conferito per abitante nel
mese di gara e un bonus legato
alla qualità della carta, cartone
e cartoncino raccolti.
Tutte le famiglie, le scuole e
gli uffici potranno scendere in
campo e contribuire alla vittoria di Carbonia nella sfida con
le altre città in gara.
“L’Amministrazione comunale, ha spiegato l’Assessore
Franco Manca, invita tutta la
popolazione a partecipare con
un conferimento eccezionale di
carta e cartone. Partecipare è
molto semplice, basta approfittare del mese di maggio per
pulire gli archivi e liberarsi di
giornali, riviste, carta e cartone
che si conservano da anni, liberando spazio in casa e negli
scaffali. La carta e il cartone
saranno conferiti con le stesse
modalità sin ora seguite: depositando il contenitore giallo il
martedì nella zona rossa e il
venerdì nella zona blu”. Si
possono conferire: sacchetti,
giornali, riviste, libri, quaderni,
opuscoli e fogli in genere, scatole, scatoloni e cartoni per bevande (come le confezioni del
latte e dei succhi di frutta),
confezioni in cartone e cartoncino come quelle di riso, pasta,
sale e altri alimenti, quelle del
dentifricio e altri prodotti per
l’igiene personale e per l’igiene della casa. Per una raccolta
di qualità è necessario ricordarsi di: eliminare nastri adesivi,
punti metallici e altri materiali
non cellulosici (ad esempio il
sacchetto in cellophane che avvolge le riviste); appiattire le
scatole e comprimere gli scatoloni; non inserire gli imballaggi con residui di cibo; non inserire i fazzoletti di carta usati,
né gli scontrini e neppure la
carta oleata (ad esempio la carta per affettati, formaggi e focacce) o sporca di sostanze velenose (esempio vernici, solventi etc.). L’Amministrazione
comunale di Carbonia ha deciso di partecipare alla competizione per continuare a sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata e della tutela dell’ambiente e per investire l’eventuale
premio (30.000 euro per il primo classificato) nell’acquisto
di attrezzature e materiali ecocompatibili per le scuole e nella riqualificazione di alcune
aree con l’installazione di giochi per bambini e attrezzature
per la raccolta differenziata
realizzati con materiale riciclato e con processi a basso impatto ambientale.
CON LA SCOMPARSA DI ANTONELLO TUVERI
CARBONIA HA PERDUTO UN VERO ARTISTA
Massimo Carta
Era grande ed era maturato
nel silenzio, in quell’ambiente dove l’arte diventa silenziosa testimonianza della personale creatività. Questo era
Antonello Tuveri che è immaturamente deceduto, ghermito da un male che non gli
ha dato tregua fino alla consumazione dei suoi giorni.
Di lui, “Gazzetta del Sulcis
Iglesiente”, di recente aveva
scritto che “è un artista a tutto tondo”.
Poco più di sessant’anni, nato
artisticamente come pittore,
nel tempo si era fatto trascinare dalla creazione manuale
delle ceramiche, alle quali
aveva rivolto gran parte degli
ultimi anni. “Non ho abbandonato la pittura, aveva tenuto a precisare”. Resta il fatto,
però, che se lo si andava a
trovare nel laboratorio che si
apriva in uno dei locali della
Grande Miniera di Serbariu
di Carbonia, il suo impegno
era dedicato prevalentemente
alla ceramica.
Ma anche in questo genere
d’arte Antonello Tuveri riesciva a plasmare, con impegno quasi certosino, forme e
finiture che affondavano in
quella sensibilità che si collegava a forme e disegni con
cui si caratterizzarono gli antichi Sardi. Si trattava, all’attento osservatore, di cerami-
pannelli e nei bassorilievi. Di
fronte ad una di queste opere,
Antonello Tuveri era capace
di parlare per ore, però spesso preferiva stare ad ascoltare
che etniche che non s’identificavano nel “falso autentico”, ma ne coglievano l’anima e la trasferivano nelle
nuove architetture fisiche. Un
pathos artistico che si coglieva nei piatti, nelle anfore, nei
il giudizio, più o meno competente, che il visitatore
esprimeva di fronte ad ogni
suo singolo pezzo.
“I Nuragici non hanno lasciato scrittura, o almeno si pensa
così, aveva confidato nell’ul-
Antonello Tuveri
CARBONIA
“CONCERTO DI PRIMAVERA” DELLA BANDA BELLINI
IL PROSSIMO 19 MAGGIO AL TEATRO CENTRALE
Nuovo appuntamento con i
musicisti della Banda musicale
Vincenzo Bellini al Teatro
Centrale di Carbonia, che li vedrà impegnati, guidati dalla
Maestra Caterina Casula, nel
tradizionale “Concerto di Primavera”. Assistere al concerto, il 19 maggio alle ore 19, sarà un’ottima occasione per
constatare i progressi che i
componenti della banda cittadina compiono, di esibizione
in esibizione, attraverso lezioni individuali e prove corali.
Recentemente i musicisti hanno superato una prova teorica
ed una pratica, ognuno col pro-
prio strumento, durante gli esami di fine corso musicale della
Scuola di Musica organizzata
dalla Banda cittadina (20122013), che si sono tenuti in data 4 maggio, presso la Grande
Miniera di Serbariu. La Scuola
di Musica insegna a suonare
tutti gli strumenti “bandistici”,
quali clarinetto, flauto, sassofono, tromba, trombone e percussioni ed è bene ricordare
che le iscrizioni sono sempre
aperte. La commissione d’esame era composta dall’Assessore alla Pubblica Istruzione del
Comune di Carbonia, Lucia
Amorino, dal Presidente della
Banda Bellini, Massimo Sciascia, dal Segretario del complesso bandistico, Giuseppe
Airi e dalla Direttrice e docente della scuola di musica, Caterina Casula. Alla fine delle
prove, ciascun allievo ha ricevuto l’attestato di partecipazione al corso musicale. Gli esaminandi si sono esibiti in un
’’assaggio” del concerto di Primavera: “l’esibizione e la preparazione dei corsisti è stata
eccellente, l’intensità della loro esecuzione è stata davvero
entusiasmante. La Scuola di
Musica che la Banda Bellini è
riuscita ad organizzare continua a formare elementi di assoluto valore individuale che
portano ad uno splendido risultato d’orchestra” ha dichiarato l’Assessore Lucia Amorino. Venendo al concerto, ad ingresso libero e della durata di
circa un’ora e trenta, verterà in
due tempi: il primo sarà dedicato esclusivamente alla musica classica e vedrà protagonisti
Verdi e Wagner, in occasione
del bicentenario dalla loro nascita (1813), con l’esecuzione
di brani di notevole pregio e
difficoltà tecnica. Il secondo
tempo sarà, invece, dedicato ad
interessanti brani del repertorio
bandistico.
9
timo recente incontro con
“Gazzetta” l’artista che ora
appartiene ai più.. Cerco, attraverso lo studio dei manufatti e di quanto essi hanno
tramandato, di idearmi i loro
segni e decori. Li trasferisco
sulle mie ceramiche e riesco
a dialogare con esse. Mi danno una grande forze interiore,
perché lo sforzo che compio
è fortemente stimolante e mi
gratificano le creazioni che
talvolta si formano, senza alcun progetto ideale, ma semplicemente durante la manipolazione della massa d’argilla che si lascia plasmare”.
Ecco la vera essenza dell’arte
di Antonello Tuveri. Un uomo di cultura che Carbonia
ha pianto perché alla città
aveva dato tanto di se stesso.
Non lo si vedeva mai reclamizzando i suoi lavori. Era
modesto come uomo, ma era
grande come artista. Esso
“riesciva ad imprimere nelle
sue opere frammenti della
sua anima modellando, in tal
modo, non semplici oggetti,
ma nuove entità che raccontavano stralci del passato,
rompendo il silenzio artistico
attuale che scuote la sensibilità dei Sardi con l’antica forza che risiede in ognuno di
essi”.
Come già detto, Antonello
Tuveri decifrava, attraverso
una soggettiva interpretazione e rivisitazione, il pensiero
mitologico dei Popoli della
sua terra, infondendo nei suoi
lavori, una spiritualità che
trasudava dalle forme e dai
tratti del decoro.
10
Per quanto riguarda gli aspetti
naturalistici, il Basso Sulcis
rappresenta sicuramente una
delle zone meno conosciute
della Sardegna, inserita in stupendi paesaggi dove sono incluse importantissime testimonianze storico-archeologiche,
che evidenziano nel territorio
l’avvicendamento dell’ uomo
dalla preistoria sino ai giorni
nostri. Nelle campagne tra i comuni di Nuxis e Narcao sono
presenti inoltre fabbricati che
testimoniano l’intensa attività
industriale di tipo minerario
che ha influenzato l’economia
locale, ed in particolare le
strutture di principale interesse
di Rosas-Sa Marchesa con altre limitrofe concessioni. In
questi luoghi si possono percorrere alcuni tracciati storiconaturalistici, tra i quali uno dei
più interessanti è sicuramente
quello che attraversa il sito minerario di Truba Niedda. Partendo da Acquacadda si giunge
nella collinetta di Su Montixeddu che ospita i resti dell’attività
estrattiva di Sa Marchesa. Sono qui presenti le strutture minerarie restaurate, di cui fanno
parte il “Pozzo dei Polacchi”
profondo oltre 200 metri, attualmente sigillato da una soletta in calcestruzzo, il torrino
per l’approvvigionamento idrico, gli uffici, la mensa, il magazzino, ed è previsto l’allestimento di un museo multime-
Realtà Locale
numero 629 del 16 Maggio 2013
IL PERCORSO NATURALISTICO
MINERARIO ACQUACADDA - BEGA TROTTA
TRA I COMUNI DI NARCAO E NUXIS
Roberto Curreli
bile notare il bellissimo viadotto costruito in muratura noto
come “Su Ponti de Arriu ‘e
Fundu”, costituito da stupendi
archi, alto oltre 20 m. La ferrovia del Sulcis, come ricorda
Sabrina Sabiu nel libro “Rosas.
Una miniera nella Sardegna
contemporanea” venne inaugurata il 13 maggio del 1926 e rimase attiva sino alla metà degli
anni settanta del XX secolo. La
strada ferrata si sviluppava per
113 km, 80 per il tragitto Siliqua-Calasetta e 33 sulla diramazione Palmas Suergiu-Iglesias. I lavori furono affidati alla
ditta “Durando e Tommasini”
per conto della Società Anonima Ferrovie Meridionali
Sarde. La linea aveva una scartamento di 95 cm. e le quote
altimetriche principali erano di
54 metri sul livello del mare a
Siliqua e 287 a Campanasissa,
di 2 metri a Sant’Antioco, 12 a
Palmas Suergiu e 178 ad Iglesias, e furono realizzati inoltre
14 ponti in ferro 29 viadotti e
ponti in muratura tra cui il ponte sul Rio Mannu. Proseguendo
lungo la strada sterrata si arriva
una “decauville”(ferrovie industriali a scartamento ridotto
costituite da prefabbricati che
possono essere smontati e rimontati velocemente, utilizzate
quasi esclusivamente per il trasporto merci tra cui minerali)
lunga 2,5 km. Nel 1926 iniziarono i lavori per la costruzione
di una nuova laveria da 50 tonnellate al giorno oltre che la
messa in opera di una strada di
3 km che collegasse la miniera
alla stazione ferroviaria di Terrubia. Nel 1927 la miniera passò temporaneamente alla Société Civile Francaise de recherches et exploration des Miniéres en Sardaigne che cercò
di migliorare il trattamento del
minerale nella laveria, costruendo un impianto di flottazione che serviva anche per
trattare la galena ed i solfuri
misti di Mitza Sermentus; Venne inoltre edificato un serbatoio da 200 metri cubi, con due
bacini di decantazione, una teleferica a sei campate tra Fenu-
diale. Nella stessa collina si
apre una cavità carsica denominata “Grotta di Su Montixeddu” che contiene testimonianze preistoriche, documentate dal ritrovamento di frammenti osteologici e ceramici
appartenenti alle culture di
Monte Claro (2500 a.C.) e Bunannaro (1800 a.C.). Nelle vicinanze vi è un bellissimo forno per la produzione di calce,
in ottimo stato di conservazione. Proseguendo lungo una
carrareccia si giunge ai ruderi
delle Case Maccioni, per poi
proseguire nel rilievo di “Costa
Su Monti” in cui siaprono le
“Miniere dei Francesi” costituite da quattro grossi pozzi
minerari e dalla galleria di Medau Ciccu. A ridosso di questo
sito si possono osservare, oltre
che due tramogge metalliche in
buono stato di conservazione,
alcune strutture minerarie che
comprendono sei vasche di
flottazione, i resti di una laveria e alcuni piloni in muratura
che ospitavano il tracciato dell’acquedotto che portava l’acqua da “Su Corroppu de S’Ega
de Is Fogus”, lungo l’alveo del
Rio Mannu alla laveria. Proseguendo verso Nord, lungo la
strada sterrata di Concali Arrubiu, si attraversa un tratto ferroviario della “Ferrovia del
Sulcis”, dove si può osservare
un bellissimo ponte in pietra,
mentre a poca distanza è possi-
alla miniera di Truba Niedda.
Questa venne concessa nel
1894, come riportato in Miniere di Sardegna all’Ing. Albero
Enrile e al Sig. Vincenzo Comi
per la ricerca di minerali di
piombo e argento per un’area
di 280 ettari, per poi passare
due anni dopo alla Società
Asproni. Nel 1898 la miniera
divenne proprietà della Società
belga Anonyme Miniere di Liegi, comprendendo anche le miniere di Sa Marchesa, Rosas e i
permessi di Terrubia e Benatzu
Rosas; tutto il complesso minerario venne pagato 550.000 lire
cui si aggiunsero gli importi di
altri investimenti per la costruzione delle infrastrutture principali delle miniere dell’area.
Nel 1911 tutta la concessione
di Rosas passò all’Ing. Karl
William Wright il quale affittò
la miniera di Truba Niedda alla
Société Civile Francaise che
già possedeva quella di Mitza
Sermentus; quest’ultima venne
concessa nel 1903 al rappresentante della società, il Sig.
Carlo Alberto Libois. Nel 1924
la Società Anonima Miniere di
Domusnovas, cambiò nome in
Società Anonima delle Miniere
di Rosas e investi importanti
somme anche nella miniera di
Truba Niedda, installando un
frantoio elettrico che alimentava due crivelli inglesi. Nella
miniera di Mitza Sermentus
venne costruita una laveria e
gu e Bega Trotta. Nel 1934
Truba Niedda in piena autarchia, rientrò in possesso della
Società Miniere di Rosas che
riorganizzo i cantieri e riattivò
la laveria fino al secondo conflitto mondiale, periodo in cui
entrò in crisi tutto il comparto
minerario sardo. Nel 1951 ci fu
una graduale ripresa, in contemporanea all’avvenimento
della guerra di Corea in base
alla quale ci fu la riapertura
delle gallerie Giorgio e Simone,a Mitza Sermentus e Sulcis
a Truba Niedda. Nel 1962 vi fu
la fusione tra la Società Miniere di Rosas e l’AMMI SpA che
ereditò tutte le concessioni minerarie in un periodo di grande
crisi. Nei primi anni ’80 fu inevitabile la chiusura delle miniere del gruppo Rosas sotto la
gestione della SAMIM SpA del
gruppo ENI. Il giacimento è
costituito da una massa lenticolare brecciata mineralizzata a
galena con ganga baritica, attraversata da filoncini di limo-
nite. La genesi riconducibile a
fluidi idrotermali che hanno
mineralizzato le brecce calcaree. I minerali principalmente
coltivati, erano galena (solfuro
di piombo) e blenda (solfuro di
zinco). Proseguendo lungo la
strada sterrata si arriva in prossimità di uno spiazzo da cui si
può osservare Il Medau Cadeddu, bella struttura in cui si
svolge l’allevamento caprino.
Di fronte agli edifici sono presenti affioramenti calcarei in
cui si aprono alcune cavità naturali di cui una a pozzo per
circa venti, comunicante con
una galleria mineraria,e un’altra denominata“Grotta Medau
Cadeddu” avente uno sviluppo
di circa 25 metri. Questa cavità
è geologicamente interessante,
in quanto impostata in formazioni calcaree paleozoiche del
Cambriano Inferiore (circa 570
M.a.), poggianti tettonicamente
su formazioni terrigene metamorfiche dell’Ordoviciano Superiore (circa 440 M.a.), settore cui lo Speleo Club Nuxis assieme al Centro Iglesiente Studi Speleo Archeologici
(C.I.S.S,A.) stanno effettuando
esplorazioni e studi . All’interno, la grotta è caratterizzata
dalla presenza di una sala unica
impostata su una frattura (diaclasi) orientata N30°, dove sono presenti piccole ma incantevoli stalattiti, concrezioni coralloidi e minuscole mineralizzazioni a barite, ossidazioni di
ferro e manganese di colore
bruno scuro; sul pavimento sono presenti grossi massi di
crollo depositatisi durante
l’evoluzione della cavità. Dal
punto di vista faunistico sono
stati osservati alcuni esemplari
di ragni del genere Meta e alcuni pipistrelli. Sotto l’aspetto
geomorfologico l’area di Bega
Trotta accoglie numerose testimonianze dell’attività mineraria, tra cui numerose gallerie ,
ruderi degli impianti, della laveria e del villaggio, e sono
inoltre visibili le discariche di
sterili abbancate lungo i versanti delle valli dei Rii Truba
Niedda e Concali Arrubiu. La
vegetazione è caratterizzata
dalla presenza di ginepro rosso,
lecci, filliree, lentischi, olivastri e altre specie appartenenti
alla macchia mediterranea. Il
fascino di questo percorso è sicuramente dovuto alla combinazione di stupendi paesaggi
minerari e naturali.
Realtà Locale
11
numero 629 del 16 Maggio 2013
IGLESIAS
LA CRONOSCALATA IGLESIAS-SANT’ANGELO
DEGNA PROMOZIONE DEL TERRITORIO SARDO
Alessandro Carta
Provincia del Sulcis Iglesiente, Comune di Iglesias, Regione Sardegna, Parco Geominerario della Sardegna e
Aci Cagliari, sono stati gli organizzatori della ventinovesima cronoscalata Iglesias-Sant’Angelo, che, come ogni anno, ha rappresentato una eccezionale occasione per la
promozione del territorio Sud
Occidentale sardo.
“L’appuntamento, ha tenuto
a sottolineare l’assessore provinciale Marinella Grosso, oltre gli aspetti puramente sportivi, riesce sempre a promuovere il Sulcis Iglesiente, territorio che è diventato palcoscenico gettonato dal grande
pubblico. Il binomio sportterritorio, sottolinea l’assessore Grosso. è sempre stato il
fronte privilegiato di intervento promozionale della
Provincia, impegnata nella
valorizzazione strategica del
sud-ovest della Sardegna con
iniziative che sanno mettere
in vetrina questo insieme di
ricchezze naturalistiche, garantendo loro una visibilità ed
una conseguente valorizzazione, anche al fine del sostegno del ricettivo”.
Sotto il profilo dei risultati
portivi, la gara è stata vinta
dal fiorentino Simone Faggioli, tornato alla vittoria dopo quattro anni dall’ultimo
successo nella gara dell’Aci
Cagliari, al volante dell’Osella FA30 Zytek da 3000cc.
Con questa vittoria Faggioli
ha inaugurato il CIVM 2013
festeggiando sul podio sardo
con al fianco il giovane umbro Michele Fattorini, secondo con la Lola-Zytek di
F.3000, e il trentino Diego De
Gasperi, terzo assoluto con lo
stesso modello monoposto
del vincitore sul quale era all’esordio.
La classifica di gara-1, subito
dietro a Faggioli, Fattorini e
De Gasperi ha premiato il
“padrone di casa” Omar Magliona, autore di una prestazione da leader nel gruppo dei
prototipi CN e tra le vetture
motorizzate 2000 con l’Osella PA21 Evo Honda, tra l’altro ad appena tre decimi dal
podio assoluto. Podio che invece è sfuggito alla nuovissima Osella PA2000 di Christian Merli, migliore prestazione nelle prove ufficiali. Alla fine il trentino si è classificato soltanto al nono posto
assoluto e terzo del gruppo
E2/B, vinto da un altro sardo,
Antonio Lasia, quinto assoluto con l’Osella PA20 Bmw.
Altri due piloti dell’isola in
sesta e settima posizione:
Marco Satta, vincitore in passato a Iglesias, con la LolaZytek e Auro Siddi con la
Lucchini Alfa Romeo, seguiti
da un’altra Lola-Zytek, quella
del trentino Adolfo Bottura,
ottavo. Detto di Merli nono,
un altro trentino, Gino Pedrotti, ha chiuso la top-ten
con una F.Renault 2000.
Tra le auto a ruote coperte e
vincitore del gruppo delle elaborate vetture del gruppo E1
Italia la sorpresa sarda Giacomo Grussu al volante della
Renault Clio Cup, che ha approfittato del testacoda occorso poco dopo il via al dominatore in prova tra le E1 Fulvio Giuliani con la Lancia
Delta Evo. Bellissima la gara
delle Ferrari nel gruppo delle
Gran Turismo: a imporsi il
padovano Roberto Ragazzi
con la 458 davanti alla F430
di un altro veneto, Bruno Jarach. Il bolzanino Rudi Bicciato ha invece dominato il
gruppo A con la Mitsubishi
Lancer Evo, mentre in gruppo
N si è imposto l’altro alto atesino Armin Hafner, che ha
preceduto di poco più di un
secondo il sardo Marco Canu,
entrambi ancora su Mitsu
Lancer Evo. La sfida tra le
vetture turbo delle vetture più
vicine alla serie, quelle del
gruppo Racing Start, è stata
vinta dal giovane bresciano
Nicola Novaglio con la Mini
Cooper S davanti all’esperto
bergamasco Mario Tacchini
con l’Opel Corsa Opc. Il toscano Stefano Silvestrelli si è
invece aggiudicato il gruppo
delle Racing Start aspirate al
volante della Suzuki Swift
Sport.
“Con il senso più genuino
dell’accoglienza, ha ripreso
l’assessore provinciale, Marinella Grosso, abbiamo dato il
benvenuto a tutti coloro che,
anche in questa occasione,
hanno scelto il Sulcis Iglesiente per un break all’insegna del sano divertimento,
dell’impagabile relax negli
scorci naturali e della vacanza
attiva. Un benvenuto che si
trasforma in investimento, ha
aggiunto Marinella Grosso,
nella consapevolezza che la
promozione del nostro territorio è valore aggiunto in grado
di creare un’economia non
più soltanto stagionale, ma
aperta agli eventi di tutto
l’anno”.
Omar Magliona
COMUNE DI IGLESIAS
PROV. CARBONIA IGLESIAS
BANDO DI GARA
“SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA DELLA CITTÀ DI IGLESIAS PER ALUNNI E DOCENTI DELLA SCUOLA D’INFANZIA E SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO
INCLUSO IL RIPRISTINO DEL CENTRO COTTURA DI PROPRIETÀ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE - ANNI SCOLASTICI DAL 2013/2016”.
Quantitativo o entità totale: € 1.377.376,00 IVA 4% esclusa con un costo medio a pasto di:
€ 5,71 più IVA al 4% per la scuola d’infanzia;
€ 6,23 più IVA al 4% per la scuola primaria;
€ 6,70 più IVA al 4% per la scuola secondaria di 1° grado.
Termine per la presentazione delle offerte: Entro le ore 11,00 del 14.06.2013.
Modalità di apertura delle offerte: Data 18.06.2013 ore 09,30 presso la Sala Riunioni del Centro
Direzionale Amministrativo sita in Via Isonzo n° 5, IGLESIAS (CI).
Dirigente: Dott. Michele Cuccu
L’ABBONAMENTO A
È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA
Simone Faggioli
FISSATE LE DATE DEGLI ESAMI
DEI BANDI PROFESSIONI TURISTICHE
Bosa
Un aumento del 100%, dalle
253 domande del 2007 alle
511 (delle quali 462 ammesse)
di quest’anno: le richieste di
iscrizione agli imminenti esami per professioni turistiche si
sono raddoppiate rispetto a
quelle per gli esami precedenti. L’assessorato regionale del
Turismo ha reso pubblici i numeri dei partecipanti alle prove
per guida turistica (GT), per
guida ambientale - escursionistica (GAE) e per direttore tecnico di agenzia (DT), bandite
nello scorso dicembre, e ha ufficializzato sedi e date degli
esami che si terranno, rispettivamente: per DT, il 15 maggio
(alle 11), a Olbia, all’interno
dell’aeroporto ‘Costa Smeralda’; per GT, il 25 maggio (alle
11), a Oristano, nella sede del
Consorzio Uno; per GAE, il
29 maggio (alle 16), a Nuoro,
nella sede del ‘Consorzio per
la promozione studi universitari nella Sardegna centrale’.
NUOVE OPPORTUNITA’
PROFESSIONALI. “La volontà di incentivare nuove opportunità lavorative nel turismo ha avuto successo - spiega l’assessore del Turismo
Luigi Crisponi - da 5 anni non
erano stati più indetti esami di
abilitazione all’esercizio delle
tre professioni turistiche, i numeri delle aspiranti guide e direttori d’agenzia testimoniano
che la nostra iniziativa risponde in pieno alle istanze di territori ‘vocati’ a figure di alta
specializzazione e al mercato
che richiede qualità e professionalità dell’offerta. “Con
l’iscrizione all’albo regionale aggiunge Crisponi - tanti giovani potenziali professionisti
di valore avranno l’occasione
di proporsi nel settore”.
I NUMERI DEGLI ESAMI.
Delle 511 domande pervenute
all’assessorato del Turismo
ben 462 sono risultate positive:
209 per guida turistica (rispet-
to alle 111 del 2007); 81 per
guida ambientale (rispetto alle
68 del 2007); 161 per direttore
di agenzia (contro le 59 del
2007); 11, invece, sono i candidati per l’esame integrativo
per guida turistica (riservato a
coloro che sono già guide, ma
in altre regioni italiane o stati
dell’Ue), che non era stato
bandito in precedenza. Dai dati
resi noti dall’assessorato è possibile fare anche un’analisi sulla provenienza delle domande
per province: 128 provengono
dalla provincia di Cagliari
(quasi la metà sono aspiranti
direttori di agenzia), 112 da
quella di Sassari (più della metà per guida turistica), 73 dalla
Gallura (39 per GT e 30 per
DT), 69 dalla provincia di Oristano (22 per GAE), 53 dalla
provincia di Nuoro, 34 dal
Medio Campidano, 28 dal Sulcis (7 per GAE), 14 dall’Ogliastra.
COMUNE DI SARDARA
PROV. MEDIO CAMPIDANO
AVVISO PUBBLICO
DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE
AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI ORGANIZZAZIONE DEL CONVEGNO, MOSTRA FOTOGRAFICA E DI DISEGNO, CREAZIONE BLOG PER L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO
“NOI CE LA BEVIAMO”.
L’importo del servizio posto a base di gara è pari ad € 6.611,57 al netto di IVA (soggetto a
ribasso).
Il servizio dovrà essere realizzato tenendo conto del seguente calendario: 14 e 15 giugno: convegno settembre/ottobre: laboratori e mostra 30 novembre: chiusura delle attività.
Gli interessati possono presentare istanza di partecipazione, utilizzando il modello allegato, entro
il termine perentorio delle ore 13:00 del giorno 16/05/2013 . La richiesta, a mezzo raccomandata
postale, o posta celere, o tramite corriere, o a mano dovrà essere inoltrata, in plico chiuso, al seguente indirizzo: Comune di Sardara – Piazza Gramsci, 1 – 09030 SARDARA – VS.
Il Responsabile del servizio AA.GG.II.
F.to Dott.ssa Claudina Malloci
12
Realtà Locale
numero 629 del 16 Maggio 2013
“ASCOLTARE LA PIETRA”
MOSTRA DI PINUCCIO SCIOLA
ORGANIZZATA DALLA FASI A PADOVA
SPAZIO AGLI EMIGRATI
EMANUELE LACONI
DALLA SARDEGNA A TORONTO IN CANADA
TOCCARE IL CIELO CON UN DITO
Massimiliano Perlato
Pinuccio Sciola
“Condivido e apprezzo l’impegno della FASI e
del circolo culturale sardo Eleonora d’Arborea
nella diffusione e nella valorizzazione dei nostri
artisti fuori dall’isola e nella promozione della
nostra cultura. Ringrazio il comune di Padova
per aver accolto questa mostra in luoghi importanti della città, rinsaldando una cooperazione
culturale che dura da decenni”. Con queste parole l’assessore regionale del lavoro, Mariano Contu, è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione
della mostra “Ascoltare la pietra” dell’artista
sardo Pinuccio Sciola, organizzata dalla F.A.S.I.
(Federazione delle Associazioni Sarde in Italia),
dal circolo culturale sardo “Eleonora d’Arborea” e dal Comune di Padova, con il contributo
della Regione Sardegna. Erano presenti all’evento, oltre l’artista Sciola, anche Serafina Mascia,
presidente della F.A.S.I, Gianni Mattu, presidente
del circolo culturale Eleonora D’Arborea di Padova, Andrea Colasio, assessore beni culturali
del Comune di Padova. “Pinuccio Sciola si è imposto nel mondo grazie alla sua genialità, ma per
amore non ha mai abbandonato la Sardegna, tra-
sformando il suo paese natale, San Sperate, in un
laboratorio culturale a cielo aperto - ha aggiunto
l’assessore Contu -. La sua terra per lui è stata
come una grande scuola. Non a caso alla sua arte si riconosce il valore della sardità e dell’universalità. Oggi le sue opere sono diventate un
simbolo della nostra tradizione, sono le ambasciatrici della nostra cultura nel mondo, testimoniano una delle potenzialità più alte della pietra
di Sardegna”. La mostra del celebre scultore sardo, completamente gratuita, apre al grande pubblico della città di Padova, non solo agli appassionati delle esposizioni d’arte, ma anche ai curiosi, ai turisti, alla cittadinanza, le opere emblematiche che hanno reso l’artista famoso nel mondo. Dal 4 al 30 maggio 2013, a Padova negli spazi distribuiti tra il Sagrato della Cappella degli
Scrovegni, nei Giardini dell’Arena, nella Sala
Eleonora presso la sede del Circolo Culturale
Sardo in via delle piazze 22 e sul Listòn nello spazio antistante Palazzo Moroni e il Bò, si potranno
ammirare gli enormi Monoliti, i Semi della Pace,
la Città Sonora e le Colonne.
Narcao - Rosas
Per le prenotazioni telefonare al servizio visite:
tel. 0781.491300 - fax 0781.491395
o via e-mail: [email protected]
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Ancora oggi mi soffermo a pensare e rifletto sul punto da
cui sono partito. Rimugino sul giorno che temerariamente
lasciai la Sardegna per rincorrere un grande sogno che rischiava seriamente di rimanere una chimera perché non
avevo certo la più pallida idea di come concretizzarlo.
Forse l’orgoglio sardo e la tenacia che mi contraddistingue mi hanno portato sino a qui, dall’altra parte dell’Oceano. A parlare è Emanuele Laconi, originario di Sassari ma da diverso tempo residente a Toronto in Canada. Il
nostro primo incontro, seppur superficialmente approfondito si è svolto a Chia qualche anno fa durante il Meeting InEmanuele Laconi
ternazionale dei giovani emigrati sardi. Emanuele, faceva
parte della comitiva proveniente dal Canada guidata dal
Consultore Alberto Mario DeLogu. Poi l’amicizia come solitamente si usa dire nei social network, è maturata su facebook, attraverso qualche “like” ed impressioni su degli articoli letti su TOTTUS IN PARI. Emanuele comincia a raccontarci della sua vita, partendo dalla origini e di quell’isola che ogni giorno gli riempie il cuore pur vivendo a migliaia di chilometri di distanza. Oggi che del Canada ha pure la cittadinanza, è
forte il desiderio di rimarcare come sia sempre la Sardegna la sua vera Patria.
L’isola mi manca perche una parte di me è misteriosamente legata a quei posti. Ogni volta che rientro avverto un senso di pace e di ritorno alle origini. Vado a camminare per la campagna, a parlare con quei pastori che salutavo ogni volta che andavo a correre. Sto con gli amici più cari e con la mia famiglia .Sento la
mia sardità ancora forte anche se appartengo ormai ad un altro mondo. I miei figli sono esposti alla cultura sarda che cerco loro di trasmettere. Anche se Sofia ed Eli hanno solo 3 anni, ascoltiamo insieme i tenores, i Tazenda e tanto altro che fa parte del patrimonio musicale dell’isola. Giocano con degli oggetti di sughero portati dalla Sardegna da mia moglie Vicki che è molto attenta affinché loro crescano apprezzando le
origini del padre. Emanuele Laconi è nato a Sassari dove ha vissuto i primi 10 anni della sua vita. Mio padre – racconta con enfasi e un pizzico di malinconia - che lavorava presso i beni culturali, fu trasferito a
Cagliari e noi andammo a vivere a Dolianova dove i miei genitori nel frattempo avevano costruito una casa. Ricordo molto bene quegli anni. Furono molto complicati per mamma e papà. Tre figli da allevare, ed
una abitazione che avanzava piano piano a seconda delle risorse economiche che faticosamente si potevano accumulare. Ma alla base di tutto c’era dignità, tenacia e quel gran desiderio di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Cominciamo a parlare della tua grande passione. Quando è sbocciata? Frequentavo la quinta elementare: era il 1986 e la scuola organizzò una visita guidata all’aeroporto di Decimomannu. Quelli erano gli
anni di grande tensione tra la Libia e i Paesi che facevano parte della N.AT.O. Dall’Italia ed in particolar
modo da Decimomannu partivano aerei ogni 10 minuti per esercitazioni, missioni e monitoraggio dei cieli.
Per un bambino dell’età che avevi tu, sicuramente un’esperienza forte.. Infatti quel giorno, al rientro da
quella gita, tornai con una persuasione: da grande avrei fatto il pilota di aerei. La maggior parte dei bambini a quell’età sogna di diventare un supereroe magari pilotando proprio uno di questi aerei. (Emanuele
sorride) Quando compii 14 anni manifestai ai miei genitori il desiderio di frequentare l’istituto tecnico aeronautico di Forlì. A malincuore dovetti rinunciare perche non potevano permettersi di mantenermi gli studi fuori dall’isola. E cosi frequentai l’istituto tecnico industriale di Cagliari G. Marconi. Ma la mia testa
era sempre in aria! Non c’era giorno che non leggessi qualcosa d’attinente agli aerei. Il mio tormento prosperava sempre più.
A quando la sterzata Emanuele? A 18 anni partecipai al concorso per l’Accademia Aeronautica e lì per
la prima volta mi resi conto che in Italia non bastava avere passione e volontà purtroppo. Necessitano raccomandazioni ovunque e qualche Santo in Paradiso da scomodare per l’occasione. E tu? Io, non li avevo.
Cosi, una volta che pervenni al diploma, mi iscrissi a Giurisprudenza sempre a Cagliari frequentando i
corsi per circa tre anni. Ma il chiodo fisso era sempre quello di riuscire a volare. Fu un periodo di profonda
crisi esistenziale. Mi rendevo conto che la vita aveva preso una direzione che non mi soddisfaceva. Lasciai
l’Università e divenni a tutti gli effetti un emigrato. Partii prima per il Veneto e poi per Firenze per lavorare
il più possibile con mansioni disparate con il solo obiettivo di racimolare qualche soldo per prendere parte
alla scuola di volo.
Raccontaci quando effettivamente la tua vita cambiò. Un giorno, mentre ero a Firenze e lavoravo come
cameriere, successe qualcosa che cambio per sempre il corso della mia esistenza. Quell’opportunità che ti
capita una o due volte nella vita e che devi avere l’accortezza di identificare e prendere, ironia della sorte,
al volo. In quel ristorante conobbi un comandante della Meridiana Fly. Iniziai a discorrere e lui mi propose
di andare in America presso la scuola di volo che aveva frequentato. Non so come e forse nemmeno il perché ma nel settembre 2001, quello famigerato che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti, mi ritrovai a Dallas
Fort Worth per iniziare la scuola di volo. Un sogno che si realizzava, quindi. Non proprio: quel settembre
2001 e gli attacchi terroristici a New York e Washington penalizzarono anche il mio tragitto professionale.
Nonostante tutto riuscii a conseguire la licenza di pilota commerciale. Ma le autorità americane revocarono tutti i permessi di studio per i piloti non americani e cosi dovetti rientrare in Italia. Sembrava che il
mondo mi fosse crollato addosso. Rientrai mestamente in Sardegna rassegnato e sconfitto. Andai a lavorare in un ristorante come lavapiatti. Non c’era notte che non ripensavo agli avvenimenti della mia vita e a
quel sogno frantumato che mi frustrava all’infinito. Ricordo la sensazione di inadeguatezza e di profonda
confusione.
Ed ecco che si profila all’orizzonte la seconda ed ultima opportunità che la vita propone... Conobbi
Vicki che si trovava in Sardegna per lavoro. Una ragazza canadese che non parlava neanche una parola
d’italiano. Per stare al mio fianco lei rimase in Italia. Ma dopo due anni progettammo di trasferirci in Canada. Giunto in quel Paese dovetti affrontare difficoltà burocratiche enormi: non avevo permessi di lavoro.
Una sera di novembre, mentre fuori nevicava ed io prendevo un caffè seduto in una caffetteria italiana ed
ascoltavo la storia di alcuni immigrati italiani, decisi di rispolverare quel sogno nel cassetto di cui da qualche parte avevo conservato la chiave. Volevo fare il pilota.
Emanuele sei proprio un vero sardo eh? Testardo all’inverosimile. E’ quando decidi veramente –sorride
- allora, quasi per magia, tutto inizia a muoversi nel verso giusto. Contattai un istituto aeronautico di Toronto. Trovai intanto dei lavori in nero, visto che senza documenti non potevo professare in regola. La mattina cucinavo le uova e il bacon per una tavola calda e al pomeriggio facevo il cameriere in un altro ristorante. La notte studiavo. Diventai istruttore di volo. Insegnavo a volare presso la più grande scuola di volo
a Toronto. Qualcosa stava cambiando veramente. Dopo due anni di istruttore venni assunto per volare su
un piccolo bimotore nella regione del Manitoba, a due ore di aereo da Toronto. Lasciai i miei due figli di un
anno per andare a volare altrove e fare l’esperienza indispensabile. E non fu facile per niente. Sono senza
parole Emanuele. Penso al fatto di essere papà anch’io di un bambino di poco più di un anno e che
una cosa del genere probabilmente non riuscirei a farla. Tremendamente difficile. Facevo il postino aereo per dei posti remoti del Canada. Ma la mia esperienza aumentava. Il mio curriculum si arricchiva notevolmente. La compagnia mi offri un posto come primo ufficiale per una nuova rotta su un aeromobile più
capiente. Trasportavamo i nativi d’America nelle loro riserve. Feci questo per due anni. Infine tornai a Toronto per stare più vicino ai bambini e a mia moglie nella speranza di trovare un’occupazione più consona.
Ma non fu cosi? L’offerta che mi arrivò in concreto era di un posto in Newfoundland o isola di Terranova
vicino alla Groenlandia. Facevo il guardia costiera. Un’esperienza meravigliosa che porterò sempre nel
cuore. Eseguivamo pattugliamento del confine marittimo canadese. Trasvolai sopra il punto dove affondò il
Titanic: tutti voli a bassa quota. Ricordo lo spettacolo delle balene che saltavano quasi ad esibirsi in una
danza. Gli iceberg più grandi di un campo da calcio. Rimembro quando mi mandarono nella zona di Vancouver. Volavo in mezzo alle Rocky Mountains. Paesaggi mozzafiato. Dopo un altro anno e mezzo finalmente arrivò la telefonata che per tanto tempo avevo atteso. Una delle più grosse compagnie canadesi mi chiamò per una interview per una posizione a Toronto. Passo il colloquio, visite mediche, test psicoattitudinali e
vengo assunto. Ho pianto. Come un bambino: ero arrivato dove volevo. Tornavo a casa dalla mia famiglia.
Grande Emanuele. Ho i brividi perché le tue parole, i tuoi racconti trasmettono una grande emozione.. Oggi
trasporto passeggeri per il nord America e presto voleremo in Europa.
Un pensiero finale per la Sardegna? Vorrei trasmettere un pensiero ai miei conterranei che vivono momenti molto difficili: non mollate, mai! Anche quando tutto può sembrare perduto, è giusto non rassegnarsi
ma guardare sempre avanti. Con fiducia.
Storia e Personaggi
numero 629 del 16 Maggio 2013
GIANLUCA COTZA: IL VERO QUINTOMORO
Claudio Moica
Il “Quintomoro sardinentale”:
così ama definirsi Gianluca
Cotza, cantautore di origini
sarde nato e cresciuto a Torino,
dove tuttora vive. Profondamente attaccato alle proprie radici, Gianluca è da sempre appassionato di tutto ciò che riguarda la propria terra: storia,
cultura, tradizioni, letteratura,
lingua e, soprattutto, musica.
Ha collaborato attivamente con
varie riviste di musica e cultura sarda e anche in terra sabauda non perde occasione di promuovere la Sardegna ed esternare la propria appartenenza
all’isola. Ha al suo attivo numerose partecipazioni a Festival musicali Sardi, trasmissioni
televisive e radiofoniche. Ha
pubblicato nel 2009 il suo primo cd intitolato “Quintomoro”.
D: Lei nasce a Torino da genitori Sardi. Quando è scoccata
la passione per la musica in
lingua Sarda?
R: Sin da piccolissimo, trascorrevo le mie vacanze estive
a S. Giovanni Suergiu, dalla
mia nonna paterna. Quelle
estati hanno fatto esplodere in
me l’amore profondo per tutto
ciò che riguarda la nostra isola:
storia, cultura, tradizioni, lingua e, ovviamente, musica.
Ero un ragazzino “anomalo”: i
(pochi!) soldini che avevo in
tasca, invece che sperperarli
tutti in gelati o giostre, spesso
li “investivo” in cassette o libri
rigorosamente sardi!
D: Lei ha coniato il termine
“Sardinentale”. Quanta voglia
di Sardegna c’è tra gli emigrati
e secondo Lei quanta Sardità
esiste in Sardegna?
R: Eh si! ”Sardinentale” è stata
un’ottima intuizione: durante i
miei spettacoli nei vari circoli
sardi sparsi per l’Italia e l’Europa, sono moltissimi gli spettatori che ci si rispecchiano in
pieno. Adoro andare a cantare
nei circoli: ascoltare mille storie, così uguali ma così diverse
tra loro…e constatare che fuori
dall’isola, spariscono i campanilismi: si è tutti sardi allo stesso modo! I nostri emigrati sono molto attaccati alle proprie
radici: forse per quella strana
legge della natura umana che
ci fa apprezzare maggiormente
le cose soltanto dopo essercene
allontanati, o peggio:dopo
averle perse. E i sardi non fanno eccezione: la sardità, ahimè,
è molto più accentuata nei sardi emigrati, che in quelli rimasti in patria. Mi piange il cuore, quando torno “in patria”,
sentire i cosiddetti “sardi” (che
sminuiscono la mia sardità, affermando che io, a differenza
loro, non sia sardo, ma “continentale”) vergognarsi di parlare in limba, oppure ignorare
completamente la storia sarda,
non avere un briciolo di cultura isolana, disprezzare tutto ciò
che riguarda il loro territorio
ed aprire le braccia per accogliere tutto ciò che viene da
fuori. Mi piange il cuore vedere bravissimi artisti ed uomini
di cultura del nostro territorio
venire disprezzati o addirittura
derisi. Vittime probabilmente
di quel sentimento così diffuso dalle nostre parti, denominato “invidia”…Che tristezza!
D: Lei è conosciuto dal suo
pubblico come “Quintomoro”.
Ultimamente ha vinto una causa perché era stato defraudato
del marchio da un’associazione politica. Ci spieghi i risvolti
della storia.
R: Premetto che per me “Quintomoro” rappresenta gli sforzi
di quasi una vita: prima di tutto, è una canzone che scrissi
quasi vent’anni fa e che – purtroppo – tuttora molto attuale.
Poi è diventato il mio soprannome e il mio nome d’arte. In
seguito, è nato l’omonimo sito
web,ed il profilo myspace.
“Quintomoro” è anche il titolo
del mio primo cd, uscito a fine
2009. Non ultimo, è anche un
marchio: l’ho creato nel 1997,
ed è comparso in pubblico ed
in tv la prima volta a giugno
1998, al primo “festival della
canzone sarda “ di Sestu, dove
vinsi il premio della critica per
il testo di “quinto moro”, appunto. Tornando al marchio:
visti i numerosi tentativi di
imitazione subiti, nel 2008 decisi di registrarlo, sotto svariate categorie merceologiche (a
proposito: a breve verrà messa
in commercio una serie di prodotti- bevande alcoliche e nonmarchiate “Quintomoro”!).
L’estate scorsa, iniziai a ricevere email, foto e segnalazioni
varie dai miei sostenitori in
Sardegna: mi dicevano che stava nascendo un movimento politico che usava nome e marchio identici ai miei. Il “battage” pubblicitario era imponente: enormi tir con scritte e loghi giganteschi circolavano per
l’isola; volantini, conferenze
stampa, convegni, tg vari, articoli sui quotidiani. Mi informai, e lo constatai di persona,
anche perché, come già detto, i
mass media isolani diedero
molto risalto alla notizia della
nascita del nuovo partito. Non
potevo certo tollerare che i
miei sforzi di una vita venissero vanificati da un movimento
politico! Anche se sapevo bene
che mi stavo mettendo contro a
dei “giganti” (la paternità del
marchio in questione veniva
reclamata nientepopodimeno
che dal Maestro Gavino Sanna) , decisi comunque di fare
causa a chi, secondo me, stava
utilizzando un marchio mio.
Mi affidai all’Avvocato Alberto Appeddu, sardo e pieno di
passione per il proprio lavoro.
Il 3 Aprile scorso, la sentenza:
il marchio è mio! Il movimento politico dovrà cambiare nome e simbolo. Una piccola,
grande vittoria “sociale”: Davide a quanto pare ha battuto
Golia.
D: Quali sono i suoi progetti
futuri?
R: Sto lavorando a nuove canzoni, l’intenzione è quella di
pubblicare un secondo album,
anche se ormai i cd non li
compra più nessuno. Ma l’arte
non si può certo fermare di
fronte a queste spietate “leggi
di mercato”: io l’album lo realizzerò comunque, fosse anche
STORIA E STORIE DEGLI EBREI SARDI
STORIA DELLA FAMIGLIA CARCASSONA
L’8 Maggio scorso, nella sala consigliare del Palazzo Regio di Cagliari, c’è stato un nuovo appuntamento con la rassegna ALJAMAS (storia e storie degli ebrei sardi) organizzata dall’associazione d’amicizia Sardegna Israele CHENABURA – Sardos pro Israele.
L’8 Maggio, giorno in cui in Israele si celebrava Yom haYerushalaim, ‘la giornata di Gerusalemme’, data della riunificazione della Città allo Stato Ebraico, l’incontro si è sdoppiato in
due. Nella prima parte Cristiano Quesada, studioso della storia della Sardegna, ha ripercorso
le vicende degli ebrei sardi, a partire dalla loro tragica cacciata dall’Isola, con una Lectio Magistralis sulle vicende della Famiglia Carcassona, il cognome è largamente presente anche a
Carbonia. I Carcassona furono, prima importanti e influenti esponenti della Aljamas (la Comunità) ebraica cagliaritana, poi dopo la loro “conversione” al cattolicesimo, al vertice della nobiltà spagnola in Sardegna.
Un percorso, quello dei Carcassona, probabilmente seguito da un certo numero di ebrei sardi,
colpiti dalle leggi emanate nel 1492 dei “re cattolicissimi” di Spagna che decisero la cacciata
dalle terre del loro regno di tutti gli ebrei.
Le Aljamas sarde furono così cancellate. I pochissimi ebrei che riuscirono a salvarsi , furono
costretti all’abiura e alla conversione.
Il tema della lezione di Cristiano Quesada ha seguito quindi per intero queste terribili vicende,
la cacciata degli ebrei dal Regno di Sardegna, la fine di un’intera Comunità, e le scelte di alcune (poche) famiglie di rimanere nell’Isola a ogni costo....
Subito dopo, e a chiusura dell’incontro, Tore Pirino dell’associazione Chenàbura – sardos pro
Israele, ha ripercorso velocemente le vicende che hanno portato alla Yom haYerushalaim e alla
proclamazione di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele.
Cristiano Quesada è un conosciuto e apprezzato un cultore di storia locale, di studi genealogici, di araldica e si occupa di Famiglie che si sono distinte in vari campi. Ha pubblicato su questi temi diversi articoli e interventi in riviste locali e nazionali. E’ autore del pamphlet “I Sardi? Rudi, Rozzi e Straccioni” , il titolo è un famoso giudizio dei Savoia sui sardi, in cui traccia
un divertente e caustico ritratto dei re italiani.
Tore Pirino è vicepresidente dell’associazione Chenàbura, e organizzatore culturale di eventi
dedicati alla cultura israeliana
L’ABBONAMENTO A
È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE
SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA
solo per mia soddisfazione personale. Sto cercando di migliorarmi, impegnandomi molto in
questo senso: visto che la voce
è sicuramente il mio punto debole, sto prendendo lezioni di
canto, e ogni tanto partecipo a
qualche “workshop”, per cercare di migliorare anche la mia
presenza sul palco. E intanto
scrivo, scrivo e scrivo: è la mia
passione. Una curiosità: in
qualche canzone del prossimo
album, canterò anche in dialetto piemontese. Sono curioso
per natura, e voglio sperimentare la fusione anche musicale
della mia essenza “sardinentale”. D: Tra Quintomoro e
Gianluca Cotza chi dei due
prevale?
R: Domanda difficile. Anzi
no, facilissima: non potrei e
non saprei più scindere l’uno
dall’altro. Sono assolutamente
complementari: Gianluca Cotza, senza la sua parte “Quintomoro”, cioè la sua identità sarda, sarebbe come …”snaturato”. Ed allo stesso modo,
Quintomoro senza Gianluca,
non avrebbe modo di esistere.
Potrei quindi affermare che
fanno parte di un’unica, inscindibile entità. Dall’essenza sardissima!
Gianluca Cotza
13
14
Speciale Parco Geominerario
numero 629 del 16 Maggio 2013
LA MINIERA DI SAN GIOVANNI
Alberto Monteverde
A pochi chilometri dall’abitato
di Iglesias, quasi innanzi ai fanghi rossi di Monteponi, si trovano i notevoli impianti della Miniera di San Giovanni.
Che la zona fosse ricca di galena, contenente anche argento
nativo, era già ben noto in età
medievale, come attestano antiche gallerie, pozzi anche assai
profondi e tracce di coltivazioni
condotte con tecniche primitive.
I primi seri tentativi di coltivazione dell’area, nota ai Pisani
con il nome di Monte Barlao,
risalgono al 1554 e furono opera del Genovese Antonio Massimo Marti. Tuttavia, fu solo nella metà del XIX secolo che eb-
bero inizio sistematiche campagne di ricerca nella zona, presupposto per l’avvio di una razionale attività di coltivazione.
Nel 1859 l’Ingegner Keller otteneva un permesso di ricerca,
poi ceduto alla Gonnesa Mining
Company Limited la quale nel
1867 si assicurava la concessione per lo sfruttamento della miniera. Con un notevole investimento si avviava la coltivazione
di una consistente sacca di calamina mista a galena argentifera
che prendeva il nome di Santa
Barbara. La considerevole produttività degli impianti fu migliorata da George Henfrey,
principale azionista della Socie-
tà inglese, il quale fece costruire
una laveria meccanica ed una
fonderia per trattare i minerali
di San Giovanni e della vicina
miniera di Monteponi. Alla fine
dell’800 la miniera di San Giovanni era ormai la terza della
Sardegna per la produzione di
calamine dopo Malfidano e
Monteponi.
Nel 1904 il diritto di sfruttamento della miniera passava alla Società Pertusola, di proprietà di Lord Thomas Alnutt Brassey. Questi perseguì l’ammodernamento degli impianti con
la costruzione di nuovi forni di
calcinazione del minerale di
zinco, la predisposizione di un
San Giovanni Miniera e Bindua
Laveria
LA GROTTA SANTA BARBARA
Grotta Santa Barbara
Nel 1952, durante lo scavo di un pozzo
all’interno della Miniera di San Giovanni, alcuni minatori compivano una delle più straordinarie scoperte della geologia isolana. Ai loro occhi si manifestava in tutta la sua imponenza un cavità naturale dalle pareti tappezzate di cristalli tabulari di barite bruno scuro.
La grotta si apre tra lo strato roccioso di calcare ceroide e la dolomia gialla silicizzata Si
tratta di formazioni del Cambrico inferiore
che risalgono a circa 500 milioni di anni. Intitolato a Santa Barbara, patrona dei minatori,
il monumento naturale è oggi una importante
meta raggiunta ogni anno da migliaia di visitatori. La magnificenza delle tonalità e delle
colorazioni assunte dalla roccia è enfatizzata
dal nuovo impianto illuminotecnico realizzato
dall’IGEA S.p.A. con il contributo del Parco
Geominerario.
CONSORZIO DEL PARCO GEOMINERARIO STORICO
E AMBIENTALE DELLA SARDEGNA
Via Monteverdi, 16 - 09016 Iglesias (CI)
Tel. +39 0781 255066 - Fax. +39 0781 255065
www.parcogeominerario.eu - E-mail: [email protected]
innovativo sistema di eduzione
delle acque mediante un complesso di pompe azionate da un
potete motore a vapore, la realizzazione di una nuova e più
moderna laveria, di un impianto
per la produzione di energia
elettrica e di una teleferica che
partiva dai cantieri Normann e
Henege, attivi nella parte alta
della montagna.
Nel 1918 veniva scoperta una
nuova, imponente massa mineralizzata cui era attribuito il nome di Idina, in onore della moglie del proprietario della Pertusola. Una nuova e funzionale
laveria fu inaugurata infine nel
1923, anch’essa intitolata alla
diletta Idina.
Frattanto prendeva corpo il villaggio minerario articolato in
due agglomerati residenziali: a
valle, attorno al piazzale Taylor,
erano ubicate le abitazioni delle
maestranze, a monte si ergeva
invece il cosiddetto Villaggio
Normann, riservato agli impiegati ed ai dirigenti. Nel 1930 la
miniera di San Giovanni poteva
contare su impianti all’avanguardia con oltre 600 occupati.
Due importanti giacimenti di
solfuri misti e ossidati, relativamente facili da coltivare, garantivano al complesso notevoli livelli di produttività. Nel 1938 il
radicale ammodernamento della
Laveria “Idina” permetteva un
nuovo processo di flottazione.
Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno del 1940, le attività produttive della miniera conobbero un primo significativo
rallentamento. Le continue interruzioni nella fornitura di
energia elettrica durante gli anni
di guerra provocarono il periodico blocco degli impianti. Il
termine del conflitto consentì la
ripresa delle attività estrattive e
delle lavorazioni con la piena
funzionalità degli impianti. Tra
gli anni Cinquanta e Sessanta la
produzione passò da 20.000 a
426.000 tonnellate, anche in
virtù dell’introduzione di nuove
e più moderne attrezzature.
I decenni successivi videro il
lento declino della grande miniera, determinato dal mutare
dello scenario economico internazionale ma anche dall’inarrestabile lievitare dei costi energetici. Nel 1967, dopo quasi ottanta anni di attività in Sardegna, la
Società Pertusola lasciava
l’Isola. La Società Piombo Zincifera Sarda ne rilevava attività
e beni. Tra la fine degli anni
Settanta e i primi degli anni Ottanta, con il passaggio alla Samim S.p.A., quindi alla Società
Italiana Miniere, si avviava la
progressiva fermata degli impianti. Nel 1985 cessava ogni
attività anche nella storica laveria “Idina”.
Cultura
SARDEGNA IN LIBRERIA
GABRIELLA SORO E’ RITORNATA... IN CUCINA
PROPONENDO “IL PIACERE DI MANGIARE SARDO”
Alessandro Carta
I suoi libri, pur contenendo ricette di cucina, non sono ricettari.
Sono dei piccoli capolavori d’arte culinaria che si accompagnano
con fotografie di rara efficacia,
nelle quali la “sardità” della cucina emerge e colpisce prima di
tutto gli occhi e quindi l’immaginario dei profumi e del gusto. In
questo “La cucina di Lella”, così
di autodefinisce la maestra Gabriella Soro, è frutto di lunga
esperienza, nata dalla passione e
consolidata in tanti anni di corsi
cui hanno preso parte centinaia
di aspiranti amanti della cucina.
Amanti della cucina perché gli
allievi di Gabriella Soro non sono necessariamente cuochi o
aspiranti tali. Per la verità, la
maggior parte finora sono state
15
numero 629 del 16 Maggio 2013
donne di famiglia che hanno inteso apprendere qualche segreto
di cucina, oppure approfondire
conoscenze imparate dalle mamme o dalle nonne. Pochi allievi
per volta, così da crearsi una “famiglia di apprendisti cuochi”,
che hanno imparato le fondamentali nozioni, cui si è affiancata la pratica presso la “Sulcis
Scuola” che la Soro gestisce con
la collaborazione del marito. Sono corsi, programmati di volta in
volta, su dolci sardi, ma anche
d’alta pasticceria. Non manca
neppure la gelateria. Ma il “forte” della Soro sono i piatti della
cucina sarda (oppure nazionale),
senza farsi mancare la panificazione, le pizze e la focaccia.
L’ultimo libro s’intitola “Il piace-
re di mangiare sardo”, ammesso
che esso possa ritagliarsi o specificarsi come fosse un dialetto.
Certo, quando si parla di “culurgiones”, “pane frattau”, “Zapuedus”, “panada”, “freula”, “cordula” appare evidente che si sta
parlando, in senso culinario, in
sardo stretto. Se poi certuni di
questi piatti si combinano con
“ravioli di ricotta e carciofi”, oppure di “favette in umido”, o anL’Associazione Culturale Sardi
in Toscana ha festeggiato quest’anno “Sa die de Sa Sardigna”
nella propria sede di Piazza
S.Croce a Firenze, domenica 28
aprile. In apparenza sembrerebbe che si sia trattato di un modo
tradizionale di celebrare la ricorrenza, ma dopo molti anni in
cui si era scelta la presenza in
spazi aperti della città, è stato
invece privilegiato il rapporto
diretto e personale con gli iscritti, i loro familiari ed i molti
amici toscani che si sono avvicinati all’associazione grazie alle iniziative di promozione e ai
servizi offerti. Si sono così voluti valorizzare i locali sociali,
che si affacciano su uno dei più
bei luoghi di incontro della città
e già accolgono tante iniziative
nel corso dell’anno, per condividere la forte preoccupazione
per il rischio che non si possa in
futuro poter continuare a disporre di una sede propria a
causa delle perduranti incertezze di finanziamento ai circoli da
parte della RAS. Come ha sottolineato la neo-presidente Fiorella Maisto, il circolo fiorenti-
cora “agnello e carciofi”, non fa
che allietare anche “il gusto della
lettura” del libro di Gabriella Soro. Quanto finora presentato viene classificato come “primi e secondi di terra”. Si, perché c’è anche “primi e secondi di mare”. E
qui la culinaria diventa musica,
soprattutto in chi, infilando le ginocchia sotto il tavolo, si concentra con atteggiamento rituale
per onorare la sapienza e l’arte
della combinazione dei vari ingredienti. Anche nei piatti di mare ritorna in campo “sa freula
sarda”, oppure i mai indigesti
“spaghetti alle cozze” o alla
“polpa di ricci”, o al “sugo di
granchi”. Ma ci sono anche le
“seppie arrosto e in umido”, la
regina “zuppa di pesce”, e persino le comunissime “sardine gratinate”. Senza voler profanare la
bocca allietata da certe pietanze,
Gabriella Soro ha voluto rassicurare che un buon dolce sardo è
un po come “tutti salmi finiscono
in gloria”. Tanto meglio se, a pietanze e dolci, si alternano moderati sorsi della pluripremiata
“Cantine A.Argiolas”.
Ma la grande sorpresa di chi
prenda in mano “Il piacere di
mangiare sardo” di Gabriella Soro, scaturisce dal fatto che l’Autrice ha presentato piatti abbastanza comuni in Sardegna, ma
elaborati e presentati in forma
eccezionalmente semplice. Né
essi presentano difficoltà di sorta, se non, accompagnando gli
ingredienti con amore per la cucina, mai affidarsi alla fretta,
usare prodotti locali e di sicura
provenienza, non aver paura di
sbagliare. E’ il segreto che Gabriella Soro porta alla prima lezione dei suoi allievi e che è racchiuso nelle pagine del suo ultimo libro.
NON E’ UN COSTO MA UN INVESTIMENTO
A FIRENZE PER MANTENERE UN PUNTO D’INCONTRO
Daniele Gabbrielli
no è sempre andato ben oltre
l’attività ricreativa e di incontro
tra i soci, ponendosi con forte
determinazione l’obiettivo di
garantire un concreto sostegno
all’economia della Sardegna,
promuovendo le produzioni
agricole, artigianali e l’offerta
turistica, ma anche accogliendo
i molti giovani che dall’isola si
recano in Toscana per seguire
gli studi universitari. “Sa die de
Sa Sardigna” è stata l’occasione
per illustrare le iniziative del
programma di attività del corrente anno, che prosegue nella
positiva esperienza di ponte tra
le due regioni e l’impegno per
convogliare in favore dell’isola
le migliori intelligenze e passioni: un tempo erano gli emigranti
a dover essere aiutati nel percorso di inserimento, oggi sono
loro che utilizzano il patrimonio
di relazioni che hanno saputo
costruire in Toscana in favore
della loro terra di origine. Nel
dibattito, animato da soci autorevoli, è emerso che il sostegno
ai circoli non può essere visto
come un costo, divenuto insostenibile per la RAS, ma un prezioso investimento, ancor più
giustificato oggi per la crisi, in
quanto destinato a ritornare
moltiplicato verso l’isola, come
avviene sicuramente per il circolo fiorentino. La proposta emersa dai numerosi interventiè che i circoli siano sostenuti
esclusivamente in base al loro
impegno documentato in progetti verso la Sardegna, ma se
ciò non fosse purtroppo possibile, che almeno sia assicurato un
essenziale finanziamento per
mantenere aperte le sedi senza
le quali verrebbe a mancare un
essenziale punto di incontro,
non solo di persone, ma soprattutto di volontà, esperienze ed
energie. Una interessante considerazione è venuta circa la “virtualizzazione” dei circoli: nonostante il forte investimento in
tecnologie fatto dall’ACSIT per
sfruttare tutte le potenzialità
della rete (come lo streaming di
seminari in congiunta con la
Sardegna ed il progetto di radio
web gestito dagli studenti universitari), la visibilità deve essere ancora affidata a strutture fisiche dove le persone possano
incontrasi e conoscersi di persona. L’Associazione Culturale
Sardi in Toscana, grazie all’affidabilità dimostrata da molti anni, vanta ottimi e proficui rapporti con le amministrazioni del
territorio, ma la crisi si è fatta
sentire anche nei bilanci degli
enti locali toscani restringendo
al minimo le possibilità di cofinanziamento e di messa a disposizione gratuita di spazi pubblici. Un’ultima forte rivendicazione, emersa dal dibattito, è
l’importanza da riconoscere ai
corpi intermedi per sostenere la
partecipazione dei cittadini in
un momento di forte crisi di
credibilità delle istituzioni, ma
anche per contrastare gli effetti
dell’enfasi attribuita per decenni
all’individualismo che ha minato la solidarietà e la convivenza
sociale: considerare in modo arrogante l’associazionismo come
una sovrastruttura da eliminare
per privilegiare il diretto contatto tra i cittadini, si è dimostrato
per la politica un investimento
palesemente fallimentare, a cui
porre urgente rimedio apprendo
una nuova fase di condivisione
paritaria di progetti di ricostruzione e sviluppo. Come si vede
è stata una giornata caratterizzata dalla riflessione e dalla concretezza, ma certamente non è
venuta assolutamente meno la
fraterna accoglienza ai vecchi e
nuovi amici che hanno colto
l’occasione per sottoscrivere
l’adesione all’Associazione, apportando un piccolo, ma significativo contributo all’autofinanziamento del circolo. In serata
sono stati poi i giovani universitari ad incontrare i loro coetanei
e compagni di studi anche nell’imminenza, per alcuni di loro,
dell’agognato termine del ciclo
di studi, con l’augurio che dopo
la laurea si mantenga un solido
e produttivo legame tra Firenze
e la Sardegna.
CHIESE E CASTELLI DELLA SARDEGNA MEDIEVALE
APPRODANO A “SU NURAGHE” DI PARABIAGO
Piero Ledda
Nella sede del circolo sardo di
Parabiago si è svolta la conferenza “Chiese e castelli della
Sardegna Medievale”, facente
parte del progetto “Le strade
del tempo” , portato avanti dallo storico dell’arte Francesco
Ledda e dalla giornalista Mariella Cortes. Un folto pubblico
ha seguito la narrazione del vastissimo panorama di chiese e
castelli, con le loro relative dinamiche storico-culturali, presenti in terra sarda. Tanti i temi
toccati: dalla nascita dei giudicati e delle città fortificate di
Sassari, Cagliari, Alghero e
Oristano, alla descrizione delle
oltre 170 chiese romaniche disseminate sul territorio, passando per episodi legati alla monetazione e testimonianze cartacee ancora in possesso. Si è
trattato, per molti soci del circolo, di una serata di scoperta
che ha rivelato le tante testimonianze della Sardegna Medievale sparse sul territorio e le vicende umane che vi si sono
svolte. È il caso dei signori dei
Malaspina, dei Doria, proprietari di un gran numero delle
fortificazioni presenti in Sardegna; del Conte Ugolino della
Gherardesca, di Michele Zan-
che e Frate Gomita, ricollocati
da Dante Alighieri, nella sua
Commedia, tra i barattieri; ancora della Giudicessa Adelasia
di Torres, la cui vicenda umana, complessa e intricata, sancirà la fine del giudicato di
Torres. Il regno di Adelasia è
stato ancora protagonista nella
parte della conferenza dedicata
alla presentazione della guida
“I castelli del Giudicato di Torres”, opera a cura di Francesco
Ledda e Mariella Cortes, edita
dalla Taphros.
SULCIS - IGLESIENTE:TURNI DEL 18 & 19 MAGGIO 2013
FARMACIE:
IGLESIAS: SPADA, corso Matteotti, tel. 0781.22262
CARBONIA: SORU, via Lubiana, tel. 0781.670284
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CARBONIA-IGLESIAS IN TRENO - Gazzetta del Sulcis Iglesiente