Organizzazione interna e articolazione della rete Giuseppe Squeo 1 La struttura organizzativa interna Normalmente una banca è una azienda divisa che contempla una direzione generale ed una serie di filiali sparse sul proprio territorio di insediamento. La banca, soprattutto nel recente passato, ha adottato genericamente la formula organizzativa gerarchicoburocratica. Negli anni settanta-ottanta tale formula si è in parte cumulata con quella funzionale. L’evoluzione è ovviamente legata all’accentuazione della concorrenza. Di conseguenza l’organizzazione della banca moderna è molto più complessa e generalmente tende ad adottare una struttura funzionale complessa o divisionale (per area geografica, prodotto o per fasce di clientela). 2 La struttura organizzativa interna (2) • • • • • Come visto in precedenza, le banche svolgono una serie di attività, classificabili per lo più in: raccolta delle risorse finanziarie; investimento delle stesse in impieghi a clientela, titoli e partecipazioni; attività in valuta con una serie di collegamenti con l’estero; gestione della liquidità e della tesoreria per coordinare raccolta ed impiego di fondi; una serie di servizi per la clientela. 3 La struttura organizzativa interna (3) • • • • • La realizzazione di queste attività implicano una serie di funzioni che devono essere svolte: pianificazione e controllo direzionale, per stabilire gli obiettivi di breve e di lungo periodo della banca e il marketing mix adottato; promozione e sviluppo delle attività per garantire la crescita dei volumi, in funzione con gli obiettivi prefissati; controllo ispettivo per la verifica della correttezza formale e contabile delle operazioni effettuate; rilevazione sistematica delle informazioni per ricondurle ad unico schema contabile (PUMA); gestione delle risorse umane. 4 La struttura organizzativa interna (4) • • • • Nell’organizzazione della banca, normalmente, si individua: un’area di staff all’amministratore delegato ed agli organi collegiali, quali il servizio segreteria, l’ufficio studi, il servizio legale; un’area strategica in cui viene effettuata la pianificazione, il controllo degli obiettivi a livello macro ed ancora la gestione della tesoreria; un’area affari che sovraintende a tutte le operazioni che implicano rapporti di clientela e quindi fidi, estero, titoli, partecipazioni e sviluppo, quest’ultimo per indicare gli obiettivi di filiale, le politiche di marketing operativo ed il controllo sugli obiettivi rispetto alle filiali; un’area amministrativa cui fanno capo la contabilità, il Ced, l’organizzazione ed il personale. 5 La struttura organizzativa interna (5) Direzione Generale Area territoriale 1 Area territoriale 2 Sede 1 Sede 2 Sede 1 Sede 2 Sp. 1 Sp. 2 Sp. 1 Sp. 1 Sp. 1 Sp. 2 Sp. 1 Sp. 2 6 La struttura organizzativa funzionale Amministratore Delegato Studi Segreteria Direzione strategica Pianificazione Direzione Affari Fidi Estero Partecipazioni Titoli Sviluppo Rete filiali Marketing Tesoreria Direzione Amministrativa Contabilità Ced Personale Organizzazione 7 La struttura organizzativa divisionale per gruppi di clientela Amministratore Delegato Studi Segreteria Direzione strategica Pianificazione Direzione Privati Borsa e titoli Dep. e c/c Prestiti personali Servizi vari Marketing Enti pubblici Tesoreria Tesoreria Imprese Dep. e c/c Titoli Estero Fidi Servizi vari 8 Schema organizzativo di una Sede Contabilità Personale Sviluppo rapporti Direzione Amministrazione rapporti Segreteria AA. GG. Fidi Estero Operatori di sportello 9 La qualificazione del personale bancario • Dirigenti, svolgono mansioni di massimo rilievo, sovranintendendo alle strutture più complesse “aree”, “servizi”, “uffici autonomi” nell’ambito della direzione generale, oppure dirigono filiali autonome o sedi. • Funzionari o procuratori con responsabilità minori dei precedenti, attuano le direttive dei dirigenti o dirigono “uffici non autonomi” della DG oppure filiali minori. • Quadro, livello intermedio tra i funzionari e gli impiegati, attuano le direttive ricevute dai funzionari o dirigono le piccole filiali. • Impiegati, svolgono al gran parte del lavoro amministrativocontabile, svolgono prevalentemente il lavoro con il pubblico. • Ausiliari, svolgono funzioni di commessi, vigilanza, pulizia e mansioni “di fatica”. 10 La relazione di clientela: i punti di contatto Con la liberalizzazione dell’attività bancaria e con lo sviluppo delle tecnologie, l’organizzazione della banca rivolta alla gestione del rapporto di clientela si è molto evoluta. Infatti, oggi è possibile colloquiare con il cliente: • face to face (viso a viso) utilizzando la rete di filiali o quella dei promotori (sviluppatori); • con il remote banking (banca a distanza) automatico (atm e pos) o interattivo (phone banking, internet banking, home e corporate banking); • con punti di contatto presso le proprie strutture (sportelli e atm) oppure presso terzi (grandi magazzini, aziende, etc.). 11 I canali di comunicazione Promotori Sedi di terzi Contatto diretto In store banking Presso proprie sedi Atm Sportelli TV interattiva Contatto remoto Internet banking Home e corporate banking Phone banking Pos 12 L’home ed il corporate banking L’home ed il corporate banking individuano la banca a distanza (si offre la possibilità di svolgere l'attività bancaria presso il domicilio del cliente o la sua sede aziendale) attraverso l’utilizzo di canali telematici dedicati della banca. Le operazioni che possono essere svolte sono di tipo informativo (richiesta saldi, estratto conto, etc.) o dispositivo (giroconti, addebiti sul proprio conto). La distinzione fra i due canali fa solo fa capo alla tipologia di utenti: la famiglia o micro imprese per per l’home banking; imprese medio-grandi e di enti per il corporate banking. E’ stato sostanzialmente soppiantato dall’internet banking. 13 Il phone banking E’ un canale di comunicazione che usa l’apparecchio telefononico come mezzo di contatto banca cliente, abbinandolo all'utilizzo di un codice segreto. Il grado di innovazione di questo canale dipende dalla tipologia del modello strategico adottato: semplice offerta di servizi informativi automatizzati; canale distributivo alternativo, dotato di operatori in grado di eseguire tutte le operazioni svolte in un qualsiasi sportello tradizionale; banca virtuale pura, che opera in assenza di sportelli e senza che vi sia il contato fisico con il cliente. Si utilizza lo strumento del call center che può essere a risposta automatica o con interlocutore. 14 L’in store banking. Collocazione di sportelli bancari all’interno di punti di vendita della grande distribuzione organizzata (gdo). Tra le motivazioni: minor costo di apertura delle filiali (circa l’80% in meno di quelle tradizionali); minori costi operativi (circa il 40% in meno); possibilità di usufruire di un canale che potenzia i rapporti con la clientela e attrae nuovi clienti; possibilità di indirizzare attraverso gli ATM molte operazioni a minor valore aggiunto verso sistemi automatizzati che consentono di sostituire in larga misura i compiti del cassiere. UniCredito Italiano ha realizzato una politica di in store banking attraverso l’alleanza con un importante partner, il gruppo PAM dotato di una rete di oltre 100 supermercati ed ipermercati. 15 L’internet banking I servizi offerti dalle banche attraverso la rete possono essere attualmente suddivisi in varie categorie. Servizi a carattere informativo generale: storia della banca, sedi esistenti, presentazione dei prodotti offerti e dei nuovi prodotti. Servizi a carattere informativo personalizzati: saldo c/c, estratto conto, situazione assegni, simulazione di rate di mutui, stato di ordine titoli, estratto conto titoli. Servizi a carattere dispositivo: trading on line (acquisto e vendita di titoli, azioni e obbligazioni), ordini di pagamento, effettuazione bonifici, effettuazione giroconti, pagamento delle bollette. Servizi di prenotazione: (ancora poco diffusi nella realtà italiana) prenotazione valuta, libri, prenotazione per l’apertura di conto corrente, richiesta di bancomat e di carta di credito, prenotazione di consulenze. Servizi di utilità: angoli commerciali e scaricamento software. 16 TV interattiva La TV interattiva consiste in un sistema che permette all'utente di interagire con il contenuto dei programmi televisivi. Questo canale ha l'indubbio vantaggio di basarsi su uno strumento altamente diffuso presso il pubblico e che quindi non necessita di un computer o di altro strumento di comunicazione complesso o nuovo per l’utente. Tuttavia esso è poco diffuso, data: • la complessità degli standard tecnologici da utilizzare e le difficoltà di interazione spinta; • la recente possibilità di accedere ad Internet tramite TV. 17 ATMs e POS Le Automatic Teller Machine (ATM) sono macchine che consentono al di fuori della banca e, sostanzialmente in ogni ora, di fare prelevamenti o altri piccoli servizi (caricare la scheda telefonica) e ottenere informazioni sul proprio conto corrente, utilizzando una carta detta Bancomat. I Point of Sale (POS) sono macchine che consentono di addebitare il proprio conto corrente a favore di un negoziante dotato di tale apparecchiatura, utilizzando sia carte di credito sia il Bancomat. Tali strumenti rientrano nell'ambito dei servizi bancari a distanza, hanno, come visto, la funzione prevalente di rendere disponibili i mezzi di pagamento in luoghi diversi dalla sede della banca. Costituiscono il canale remoto più facilmente accettato dall'utenza bancaria. Non richiedono un grado particolarmente elevato di cultura informatica. 18 Sportelli automatici e pos nel 1999 un confronto internazionale Paesi Sportelli automatici POS numero abitanti numero abitanti per atm Francia 32.445 Germania 46.200 Usa 227.000 Gran Bretagna 26.065 144.811 Giappone Italia 30.203 34.349 Italia 2001 per pos 1.870 1.777 1.203 647.681 300.682 2.350.000 38 55 116 2.102 875 1.908 700.000 … 42 … 435.176 132 1.678 748.294 77 Fonte: Dati estratti da Relazione Governatore 2001 - Appendice 19 La banca a distanza (dati al 2001) Carte credito in circolazione Carte di debito Atm Pos Remote banking Fonte Abi 19.996.000 22.848.000 34.350 748.000 3.495.204 20 Diffusione strumenti pagamento diversi dal contante (composizione % nel 1999) Paesi Germania Gran Bretagna Usa Italia Italia 2001 Finlandia Lussemburgo assegni bonifici 4,0 29,0 68,6 23,4 50,5 17,6 3,2 19,8 0,2 34,2 58,8 0,4 0,0 38,1 addebiti carte preautoriz. pag.mento 40,2 5,3 18,9 34,6 1,7 26,2 20,0 20,9 18,5 25,1 4,4 36,7 8,4 91,2 Fonte: Dati estratti da Relazione Governatore 2001 - Appendice 21 La rete territoriale La rete di filiali è lo strumento operativo tradizionale utilizzato dalle banche nei rapporti “face to face” con i clienti. La rete è articolata sulle filiali, che sono luoghi propri della banca in cui avvengono i rapporti con i clienti. Rapporti volti a fornire i servizi bancari. In generale la rete è lo strumento operativo con cui la banca opera ed interagisce con il cliente. Essa si articola su più tipi di sportello in funzione: • della sua autonomia • dell’ampiezza delle operazioni che si svolgono. In tal senso si possono individuare quattro diverse tipologia di punti operativi: ampia gamma e ampia autonomia; bassa gamma e ampia autonomia; ampia gamma e bassa autonomia; bassa gamma e bassa autonomia. 22 La rete territoriale (2) • ampia gamma e ampia autonomia. Normalmente sono grandi filiali poste localizzate in centri economicamente e demograficamente importanti; • bassa gamma e ampia autonomia. Normalmente sono filiali dedicate a segmenti di clientela importante, come la private o la corporate; • ampia gamma e bassa autonomia. Sono sportelli che gerarchicamente dipendono da una Sede e sono collocati in centri economicamente e demograficamente minori; ; • bassa gamma e bassa autonomia, costituiti o dagli sportelli di città o da filiali particolarmente piccole e localizzate in aree economicamente non di rilievo o presso entità aziendali. 23 Lo sportello bancario Canale tradizionale e più usato tra i canali distributivi dei servizi finanziari. E’ storico il ruolo svolto dallo sportello, soprattutto fino a quando non è stato prima integrato e poi, a volte, anche sostituito da strumenti automatici di servizio alla clientela o dalla banca a distanza. Si distinguono tre principali forme di sportello: • lo sportello multifunzionale, • lo sportello specializzato, • lo sportello leggero. 24 Lo sportello bancario multifunzionale Tende a rappresentare in periferia la struttura della banca; è caratterizzato per l’offerta indifferenziata ed il rapporto diretto con l’utente. Risente di un marcato orientamento al prodotto, anche se ora le aree commerciali hanno più spazio. Sta mutando l’atteggiamento verso i clienti e le strutture organizzative, per favorire il contatto e la personalizzazione delle relazioni. Le potenzialità commerciali sono notevoli, anche se importanti sono la tecnologia e l’informatica, centrale resta il fattore umano. Le potenzialità commerciali si esprimono con l’attività promozionale e con la struttura interna che deve favorire il contatto e la confidenzialità. 25 Lo sportello bancario multifunzionale (2) • I costi di investimento e di gestione sono rilevanti, variando in relazione alla dimensione ed al ruolo strategico dello sportello. Tra i costi di gestione sono importanti quelli del personale e della sicurezza. • Molto importante è la flessibilità di adattamento alle esigenze specifiche del territorio cui è dedicato. • La principale rigidità è legata agli orari di apertura, alla localizzazione rispetto alla domanda, alla scarsa rapidità di esecuzione delle operazioni elementari, alle limitate competenze tecnico-finanziarie di numerosi addetti. • L’impiego di sportelli bancari integrati ed altri canali, come, ad esempio quello elettronico, può consentire il superamento delle citate rigidità. 26 Lo sportello bancario specializzato • Presenta il vantaggio di unire le dimensioni più limitate alle politiche commerciali e tecniche operative mirate, quindi più efficaci. Si possono classificare in: sportelli specializzati per prodotto o per segmento di clientela. • La specializzazione per prodotto, consente di sfruttare la congiunzione commerciale (accomunamento delle modalità di erogazione e degli strumenti di promozione), la congiunzione produttiva (sfruttamento economie di scala e di scopo poiché i prodotti commercializzati provengono dallo stesso processo produttivo), la congiunzione tecnica (richiedono competenze ed strumenti di erogazione uguali). 27 Lo sportello bancario specializzato (2) Lo sportello specializzato per segmento, poco diffuso nella realtà bancaria, è rivolto: • alle imprese, privilegia la rapidità ed il costo di nelle operazioni elementari e la competenza nelle operazioni complesse; • alle famiglie, privilegia i fattori costo/rendimento; • ai grandi investitori, privilegia i fattori rendimento e competenza. 28 Lo sportello bancario leggero Lo sportello leggero è dotato di soluzioni organizzative snelle e con poco personale, mirato a privilegiare le categorie di utenza dell’area di insediamento. Il break-even point è un importante fattore discriminante. Mentre per gli altri due sportelli esso è prevalentemente legato alla dinamica dei volumi acquisiti, nello sportello leggero è invece soprattutto legato alla dinamica ed al contenimento dei costi. Esso si avvantaggia della scomparsa del back office, in parte inserito nel lavoro degli addetti ed in altra delegato alla centrale. Si avvale normalmente della ATM e dei cash dispenser e altri canali elettronici. 29 La politica degli sportelli Fino al 1990 le banche non avevano libertà di aprire gli sportelli, ma ci voleva un’autorizzazione della Banca d’Italia, che veniva data su base discrezionale, in funzione della “economicità di piazza.” Ora l’unico vincolo è rappresentato dalla compatibilità tra dimensione organizzativa e patrimoniale e rete di sportelli. La politica degli sportelli implica, generalmente, due problemi: • scelta dell’area di insediamento; • compiti da attribuire allo sportello. Le determinanti del primo punto, rispondono, oltre che a logiche di presidio delle piazze, anche a quella di minimizzare i “costi di trasferimento” del cliente. 30 La politica degli sportelli (2) In generale si tende a localizzare lo sportello nell’area dove è massimo il movimento della gente: centri commerciali, centri economicamente importanti, etc. Quanto al secondo punto è evidente che l’ampiezza delle operazioni che può fare uno sportello, implicando maggiori costi, è correlata alla relativa domanda. Per cui, in funzione dei compiti che dovrà svolgere, in funzione del grado di specializzazione sarà riservata una ampiezza più o meno grande di operazioni. Gli sportelli lontani dalla rete, ovviamente, avranno autonomia e ampiezza massima delle operazioni. Uno sportello di città, che gerarchicamente dipende dalla Sede di quella città, avrà autonomia molto limitata. 31 La crescita degli sportelli bancari operativi Sportelli bancari operativi in Italia nel periodo 1970-2001 30000 25000 sportelli 20000 15000 10000 5000 0 1970 1972 1974 1976 1978 1980 1982 1984 1986 1988 1990 1992 1994 1996 1998 2000 anno 32 Oltre la propria rete di sportelli La gestione del rapporto di clientela può essere effettuata anche con: le reti di vendita esterne (promotori); accordi distributivi con altri intermediari; altri accordi distributivi. 33 Le reti di vendita esterne Il ricorso a reti esterne di vendita consente di esternalizzare i costi e/o di suddividerli con altre istituzioni. In tal modo, la parziale trasformazione in costi variabili degli oneri di vendita, aumenta il grado di flessibilità del network distributivo. Le competenze specifiche del personale e la modularità e articolazione dei prodotti offerti dovrebbero garantire uno standard qualitativo elevato dell’offerta. Importante è il rapporto con la rete, se la banca è proprietaria di maggioranza o di minoranza. Da tenere presenti i costi elevati della creazione di una rete di vendita, che possono essere minimizzati solo con l’aumento del fatturato. 34 Accordi distributivi con altri intermediari Si fa riferimento: • alle reti di corrispondenza, di contenuto puramente distributivo, ove il corrispondente sostituisce l’ente emittente, solo nell’erogazione del servizio, il cui contratto di base è stato già sottoscritto tra banca e cliente; • gli accordi distributivi (franchise), un ente si impegna a commercializzare i servizi prodotti da un’altra banca verso il corrispettivo di una commissione o provvigione commisurata ai volumi complessivamente erogati. La facilità o difficoltà di imitazione del prodotto rende più o meno rischioso questo tipo di distribuzione. (fondi comuni venduti tramite piccole banche). 35 Accordi distributivi: canali minori Ultimamente sono aumentati gli utilizzi di strumenti di pagamento al di fuori dell’assegno. • La carta di credito, oltre che un canale di vendita di servizi finanziari (strumento di pagamento e prodotti connessi), può diventare, soprattutto sfruttando l’invio dell’estratto conto, uno strumento di promozione. L’invio dell’estratto conto rappresenta lo strumento di direct mailing, mediante il quale offrire nuovi prodotti. • Le reti commerciali, altro canale distributivo esterno ma utilizzabile anche ai fini finanziari. Soprattutto se collegati alla vendita collegata al credito al consumo. 36