GRUPPO CAFFÈ RI VENETO TORREFATTO TRI POSTE ITALIANE s.p.a. SPEDIZIONE IN A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB TS. - ANNO XXVI - N. 1 Gennaio 2015 Visti dallesterno gennaio 2015 Editoriale 3 Visti dallesterno Attualità 4 Qualità e innovazione 14 premiano i bar di successo Macchine da caffè versus bollitori casalinghi E DITORIALE Visti dallesterno Mercato Internazionale 6 La via coreana al caffè espresso 9 Borse del caffè: primo bilancio del 2014 Pillole dexport 8 Esportare in Ucraina Brevi 10 Lassemblea del 15 dicembre 10 Astoria sponsor ufficiale del Word Latte Art ... 11 Il saggio di interesse legale nel 2015 scende allo 0,5% Allergeni, quali obblighi 13 Tra Innovazione e Tradizione 12 Energia sostenibile dagli scarti Costume e cultura 15 Gli Alzheimer Caffè Fiere ed Eventi 16 A Marina di Carrara torna Tirreno CT Le Aziende informano 18 Presentazione Prontofoods SpA Paesi Produttori 20 Produzione caffeicola: il caso Guatemala (prima parte) Associazione Caffè Trieste 22 Trieste capitale del caffè conquista la stampa internazionale Rassegna stampa 23 Caffè e Salute. La donna ha più naso delluomo: lo dice il cervello Social Media 24 YouTube. Pubblicità non-convenzionale LAngolo del Consulente 25 Omaggi natalizi ai dipendenti Scadenzario Fiscale 26 Mese di gennaio 2015 Vita Associativa 26 Quota associativa 2015 26 Spazi pubblicitari 2015 Facendo una ricerca sul web, di recente, mi sono imbattuta casualmente in una pagina che lì per lì, e sempre più man mano che la leggevo, mi ha stupito. In alto una domanda: How did Italians develop such a rich coffee culture? e sotto una lunga argomentazione in inglese che spiega come Trieste e Napoli siano le due principali città del caffè italiane. A dire il vero viene dedicato molto più spazio a Trieste, snocciolando (quasi) tutti i punti che rendono il capoluogo giuliano un distretto di riferimento per il settore: viene citato il porto, ma poi anche il settore industriale, i caffè storici, lUniversità del Caffè, la fiera, il particolare lessico dedicato a questa bevanda. Di Napoli, invece, sono stati ricordati il caffè napoletano e la sua moka e la tradizione del caffè sospeso. Sono rimasta stupita in primis perché non mi sarei mai aspettata da un sito straniero generalista, quindi non da un blog o da una testata di settore, un quadro così dettagliato su tutte le possibili declinazioni che il caffè assume a Trieste, un luogo di certo non noto come le principali città italiane. Il sito su cui tutto questo è pubblicato si chiama Quora, una piattaforma che non conoscevo e che mi ha spinto a volerne sapere di più. Ho scoperto così che è una sorta di social network, una piattaforma di condivisione della conoscenza stile Wikipedia, ma non impostata in forma enciclopedica bensì Editore: GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ Aut. Trib. Trieste n. 772 del 24/01/1990 Amministrazione: CONSORZIO TORREFATTORI TRE VENEZIE 34141 TRIESTE - Via G. Ananian, 2 Tel. 040 390 044 - Fax 040 938 4589 www.gttc.it - info @ gttc.it Direttore responsabile: Susanna de Mottoni e.mail: s.demottoni @ me.com Grafica e fotocomposizione: Giuliana Naso Baiez e.mail: ginabi @ libero.it Stampa: ART GROUP S.r.l. - Via Malaspina, 1 - Trieste Tel. 040 828 382 - 040 828 384 in forma domanda-risposta alla Yahoo Answers, quindi con la possibilità per tutti gli utenti di porre domande, rispondere, aggiungere dettagli, commentare. Largomentazione, a dire il vero, ha presentato due poli del caffè più che spiegare come o perché gli italiani abbiano una così ricca cultura del caffè... ma poco importa, la risposta è stata gradita dagli utenti (e ve nerano ben 32 da tutto il mondo che erano curiosi e lattendevano). ...un aneddoto o poco più, ma a mio giudizio è sempre interessante scoprire che percezione hanno gli altri, dallesterno, di noi. Questo tema della percezione mi fa venire in mente una frase che ho letto in questo numero del Notiziario. ...il guaio è che caffè cattivo e buono vengono venduti allo stesso prezzo. A pronunciarla è stata Paola Goppion e racchiude una verità davanti agli occhi di tutti: una livellazione, che fra le varie conseguenze ha anche quella di non permettere a chi è allesterno e non ha altri mezzi per farlo - mi riferisco al semplice consumatore - di aver un segnale o elemento esteriore per distinguere il buono dal cattivo. Naturalmente non tutto quel che costa di più è necessariamente di qualità migliore. Ma dovrebbe essere anche naturale che a un prodotto di qualità sia riconosciuto il suo valore. Il Direttore responsabile Hanno collaborato a questo numero: Mattia Assandri, Antonio e Diego Franciosa, Alberto Gattegno, Giovanna Gelmi, Bernardino de Hassek, Maria Cristina Latini, Giacomo Mallano, Óscar René García Murga, Massimo Petronio, Lorenzo Polojac, Antonio Schiavon Fotografie: Archivio GT TC Pubblicità: In proprio CHIUSO in tipografia il 22 dicembre 2014 Il Notiziario Torrefattori non è responsabile dei contenuti degli annunci e degli spazi pubblicitari, della loro mancata pubblicazione o di loro inesattezze. Inoltre, la dirigenza, non si assume la responsabilità per gli articoli firmati. È vietata la riproduzione e lutilizzazione di quanto qui pubblicato, salvo espressa autorizzazione scritta rilasciata dallEditore. Informativa sulla legge che tutela la Privacy In conformità alla legge 675/96 provvederemo ad inserire nellarchivio informatico della Redazione i dati personali forniti, garantendone la massima riservatezza e utilizzandoli unicamente per linvio del periodico. Ai sensi dellart. 13 della legge 675/96, i dati potranno essere cancellati dietro semplice richiesta da inviare alla Redazione. 3 4 gennaio 2015 A TTUALITÀ Il bar oggi Qualità e innovazione premiano i bar di successo Paola Goppion sui risultati dellanalisi Confcommercio-Fipe di Mattia Assandri Mario, Paola, Sergio e Silvia Goppion Con oltre 20 milioni di frequentatori quotidiani il bar si conferma uno dei luoghi più apprezzati dai consumatori italiani. Lo dimostra una serie di studi e analisi condotta per Confcommercio e Federazioni Italiana Pubblici Esercizi raccolta nella guida Il Bar della collana Le Bussole. Lanalisi dimostra, però, anche le difficoltà che il settore sta attraversando e i cambiamenti imposti dai mutati stili di vita alle aziende del comparto, composto secondo i dati Istat da 126.549 attività, le quali danno lavoro a 360mila occupati generando 7 miliardi di euro di valore aggiunto e 500 milioni di transazioni commerciali. Considerando più nello specifico i dati, emerge come nel 2013 i bar che hanno abbassato definitivamente le serrande siano stati ben 13.025, portando così il saldo tra le imprese iscritte e quelle che hanno cessato lattività a un valore negativo di 4.295 unità. Inoltre, risulta in crescita addirittura del 50% rispetto al 2011 il numero di attività gestite da imprenditori stranieri (in particolare cinesi) e oggi sono oltre 18mila gli esercizi condotti da non italiani. Numeri che non possono essere spiegati semplicemente dallaggravarsi della crisi economica, che non allenta la propria la morsa, e nemmeno dallaumento dei costi di gestione e dellimposizione fiscale, ma che evidenziano come i mutamenti della abitudini dei consumatori impongano ai bar un costante rinnovo per seguire i trend del momento. Negli anni Ottanta nei grandi centri urbani per soddisfare la domanda di pasti rapidi di chi svolgeva lavori dufficio si è infatti sviluppato in maniera considerevole il lunch bar, mentre negli ultimi dieci anni ha assunto grande importanza lofferta serale dei locali pubblici e oggi sono 21mila gli esercizi che offrono intrattenimento in quella fascia oraria. Inoltre molti locali si sono attrezzati per offrire anche servizi aggiuntivi come la possibilità di giocare al Lotto e a Superenalotto, di pagare utenze e tasse, introducendo così ulteriori elementi attrattivi per i clienti. Sicuramente qualità, innovazione e accoglienza risultano elementi importanti per determinare il successo di un locale pubblico, ma lo sono anche la posizione e la capacità di comunicare e coinvolgere i clienti del titolare commenta Paola Goppion, responsabile comunicazione e marketing della Goppion Caffè Spa -. Il bravo barista deve infatti dimostrare passione, credere in quello che vende e raccontare non solo la storia di un prodotto ma di una scelta. La stretta letale dei pesantissimi costi di gestione può essere superata solo con limpegno costante e la continuità. Inoltre, una sorta di sensibilità e responsabilità dovrebbe spingere noi torrefattori, come categoria, a scegliere tra i tantissimi buoni caffè disponibili sul mercato al fine di gennaio 2015 La Goppion, poco fuori Treviso produrre caffè buoni se non eccellenti. Questo è il primo orientamento che il torrefattore dovrebbe avere, anche se ovviamente quel tipo di caffè costa. Il torrefattore consapevole della qualità del proprio prodotto può infatti consigliare al bar di aumentare il costo della tazzina di qualche centesimo per dare una spinta alla gestione quotidiana del locale nella certezza che il consumatore apprezzerà un prodotto di buon livello. Dallo studio della Fipe si evince infatti che oggi il bar non è più considerato dai clienti come un mero luogo di consumo, ma soprattutto come un luogo nel quale trascorrere del tempo di qualità. Nonostante la contrazione dei consumi, gli italiani ricercano maggiormente rispetto agli altri europei la qualità e premiano i locali che offrono prodotti di buon livello o particolari, come miscele di caffè esclusive e pasticceria tradizionale. Il guaio di oggi è che caffè cattivo e buono vengono venduti allo stesso costo - spiega ancora Paola Goppion -. Il caffè che noi produciamo, e ora intendo la categoria, finisce nello stomaco dei consumatori. Deve essere buono, dolce e non spiacevolmente amaro, fenico, brusco e astringente. Dunque dovremmo aiutare il consumatore a capire che il caffè buono deve essere profumato e intenso, persistente, dai sentori di cacao o agrumati o di vaniglia, ma al contempo essere delicato e lasciare il desiderio di essere bevuto di nuovo. Considerando che nei bar italiani (con lesclusione dei lunch bar) le bevande calde e il caffè in particolare rappresentano il 36,6% delle vendite totali la cultura del caffè è quindi destinata ad assumere un peso sempre maggiore nei prossimi anni. 6 gennaio 2015 M ERCATO INTERNAZIONALE Peculiarità e punti di forza del mercato asiatico La via coreana al caffè espresso Non più un fenomeno, ma parte del DNA dei coreani Ha ormai formato una propria cultura dellespresso e sta influenzando paesi vicini neofiti e maturi: uno spaccato sulla Corea del Sud nellintervista a Bruno Pignattelli, Export director Middle&Far East del Gruppo Cimbali. di Antonio Schiavon Il recente Cafè Show di Seoul ha confermato linteresse da parte di tutti gli operatori italiani che vedono nel mercato coreano una grande opportunità e una rapida crescita, grazie anche al positivo trend delle vendite. Tuttavia non tutti lo stanno approcciando in maniera strutturata e organizzata e questo fatto, nel medio-lungo termine, potrà rivelarsi un boomerang per i loro equilibri commerciali e industriali. Il paragone con i vicini mercati della Cina e del Giappone sorge immediato, ma credo si debba fare un profondo distinguo non solo per il tipo di caffè consumato e dei menù offerti ma anche per lo strumento usato per la sua preparazione. In Corea cè una lunga tradizione del filter coffee/americano e del caffè espresso, la macchina per lespresso è solitamente di tipo tradizionale, manuale automatica, e il barista è un professionista appassionato. Il mercato giapponese ha anchesso una forte cultura del filter coffee con lutilizzo prevalente di macchine superautomatiche. Il caffè espresso e lutilizzo della macchina tradizionale manuale hanno un peso modesto con un rapporto Tradizionali /Superautomatiche 1 a 10. Quali sono i tratti distintivi del mercato coreano rispetto ad altre realtà asiatiche, in particolare Cina e Giappone? La grande professionalità del barista si affianca alla funzionalità e alla praticità degli operators/bar tenders per le superautomatiche. Perché il mercato coreano è interessante per gli operatori italiani? gennaio 2015 Il mercato cinese, invece, in questo momento sta imparando e assorbendo le influenze dei vicini di casa, cercando di tradurre e far suoi stili e gusti per poi formulare una propria ricetta che solo fra qualche anno avrà una propria autonoma identità e forse anche di tendenza. Da quanti anni siete attivi sul mercato coreano e come è cambiato nel frattempo? Siamo presenti in Corea del Sud da quasi 20 anni, prima con il solo marchio LaCimbali poi anche con Faema e da 3 anni con il marchio Casadio. Il mercato è cambiato non solo in termini di volumi, più che raddoppiati negli ultimi 5 anni, ma anche in termini di cultura del caffè e di tendenze. Nel settore siamo alla seconda generazione di imprenditori: giovani professionisti, preparati, appassionati e con voglia di emergere e di affermarsi. La cultura dellespresso come convive con il caffè porzionato e come vede cambiare le abitudini del consumatore in Corea? In Corea del Sud il caffè espresso è molto apprezzato dai giovani, sia come solo sia come base dei menù lattes. I momenti di consumo sono frequenti e i luoghi di consumo, i coffee shops, sono ovunque e alla portata di tutti. Il caffè porzionato sta iniziando ad avere un certo seguito ma penso sia ancora presto per poterlo definire fenomeno trendy o realtà in crescita. Si cominciano a delineare i tratti distintivi di una via coreana al caffè espresso capace di collocarla come bevanda quotidiana? Concordo, i coreani hanno assimilato i valori e gli standard Inei e SCAE e li hanno uniti alla professionalità, passione e simpatia tipica della loro cultura. Oggi in Corea del Sud si contano molte centinaia di Coffee Academy certificate per la formazione di baristi qualificati e professionali e per linsegnamento della cultura del caffè e delle diverse tecniche di confezionamento. La cultura del caffè espresso non è più un fenomeno ma è parte del DNA dei coreani. È interessante constatare come oggi lo stile coreano stia avendo tanti riconoscimenti e che la Corea del Sud sia diventata un paese esportatore di cultura di caffè, influenzando non solo mercati maturi come il Giappone, ma anche mercati neofiti come la Cina. Che ruolo ha il produttore di macchine da caffè in questo scenario? Il produttore di macchine per caffè sta ponendo molta attenzione a questo mercato. Gruppo Cimbali Spa negli anni ha adattato il proprio business model alle diverse e nuove esigenze, lavorando molto sul posizionamento dei marchi LaCimbali, Faema e Casadio e mantenendo costanti quei valori che da sempre caratterizzano la nostra offerta: qualità, tecnologia e innovazione, design. Negli anni abbiamo cercato di ascoltare e cogliere i segnali trasformandoli in risposte concrete di prodotto, come con la M100 HD, che riesce a coniugare un design moderno ed accattivante con il massimo della tecnologia disponibile. 8 gennaio 2015 E PILLOLE D XPORT UCRAINA LUcraina è uno stato dellEuropa orientale. Ha uno sbocco sul Mar Nero a sud e confina con la Russia ad est, la Bielorussia a nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia ad ovest. Capitale: Kiev Prefisso telefonico nazionale: 380 Valuta: Grivnia ucraina Popolazione: 45,59 milioni (2012) Banca Mondiale Prodotto interno lordo: 176,3 miliardi USD (2012) Banca Mondiale ESPORTTARE IN UCRAINA ESPOR Nota 1: secondo la normativa ucraina, lo sdoganamento viene effettuato dallimportatore-persona giuridica ucraina; poiché tale procedura prevede la presentazione della documentazione , incluso le autorizzazioni in loco ed i certificati ove necessari (vedi nota), di solito tali documenti vengono ottenuti con lappoggio del cliente locale. Nota 2: poiché la normativa ucraina è molto complicata e variabile, viene regolamentata da diversi leggi, delibere, ecc. (in caso di perizia sanitario-epidemiologica si tratta di 17 atti normativi) è consigliabile che il cliente locale ucraino, contattasse in anticipo la dogana regionale dove si sdoganerà la merce per ottenere la risposta definitiva alla questione. Nota 3: per lo sdoganamento della merce occorre anche la conclusione positiva della perizia sanitario-epidemiologica (vedi nota) che dovrà essere fatta prima delloperazione di import. La conclusione positiva naturalmente può essere rilasciata solo nel caso in cui le caratteristiche del prodotto (incluso etichetta) corrispondano alla normativa locale. NORME CHE REGOLANO LIMPOR IMPORTTAZIONE IN UCRAINA Per importare in Ucraina i prodotti alimentari bisogna ottenere Conclusione positiva (un certo tipo di certificato) della perizia sanitario-epidemiologica del prodotto effettuata presso un Centro autorizzato. P.E.: a Kiev Istituto di Ecoigiene e Tossicologia: http://www.medved.kiev.ua - e-mail: [email protected]; Tel. (044) 5269700; Fax (044) 5269643; esistono anche altri istituti. Per la perizia bisogna presentare la seguente documentazione: specificazione, dati sulla registrazione e certificati del paese produttore, istruzioni duso, etichetta (vedi sotto voce etichettatura), standard per la produzione, ecc. e i campioni. Il termine per la perizia di nuovi prodotti alimentari è di 90 giorni lavorativi. Il costo della perizia: 250 circa. Dopo aver effettuato perizia, la Conclusione viene messa nel Registro delle Conclusioni per un periodo di 5 anni. Il richiedente della Conclusione può essere sia il produttore, che altro soggetto (per esempio, limportatore locale). Se la Conclusione è rilasciata al produttore, gli importatori non sono obbligati ad effettuare ulteriori perizie. Oltre della certificazione della partita, esiste anche la certificazione della produzione dellazienda estera (per evitare la necessità della certificazione di ogni singola partita della ditta). Quindi in questo caso è necessario: - presentare la domanda; decisione sulla certificazione; creazione della commissione; elaborazione del programma della certificazione; ispezione ed attestazione dellazienda estera, certificazione del sistema di qualità; selezione dei campioni e la prova; analisi dei risultai e formalizzazione della conclusione; elaborazione del programma della supervisione tecnica; formalizzazione e registrazione dei certificati. DOCUMENTI DI TRASPORTO TRASPOR TO I seguenti documenti devono essere presentati alle autorità doganali per lo sdoganamento delle merci allimport: la dichiarazione doganale delle merci; i documenti di trasporto (CIM, Air Waybill, Bill of Loading, ecc.); fattura / invoice o altro documento che determina il valore della merce; il contratto di compravendita internazionale; la Conclusione positiva (per tutti i generi alimentari); in casi particolari possono essere richiesti anche altri documenti secondo la legislazione vigente (per esempio, certificato fitosanitario se si tratta di prodotti di regno vegetale, certificato veterinario se si tratta di prodotti regno animale, ecc.). ETICHETTA ETICHETT ATURA Tutti i generi alimentari che si vendono e si utilizzano in Ucraina, si etichettano nella lingua ufficiale dellUcraina e contengono le seguenti informazioni esposte in modo chiaro per lutilizzatore: 1) nome del prodotto; 2) nome, lindirizzo completo e numero del telefono del produttore, lindirizzo della fabbrica (luogo della produzione) e per prodotti importati - nome, lindirizzo completo e numero del telefono dellimportatore; 3) peso netto del prodotto; 4) composizione del prodotto (miscela di caffè torrefatto). 5) caratteristiche nutrizionali per 100 grammi del prodotto (no albumi, carboidrati e grassi); 6) data di produzione e scadenza del termine per la consumazione; 7) numero di partita della produzione; 8) condizioni di conservazione; 9) preavviso a tutela di certe categorie di popolazione (bambini, donne incinte, persone di età anziana, sportivi, malati), se la consumazione del prodotto può fare male alla loro salute; 10) lesistenza o assenza in prodotto di organismi geneticamente modificati (OGM) deve essere evidenziata sulletichetta con diciture con OGM o senza OGM. Fonte: ICE Kiev, febbraio 2014 gennaio 2015 M ERCATO INTERNAZIONALE Impor tazione Caf fè Milds di Altura Il caffè in novembre-dicembre Borse del caffè: primo bilancio del 2014 di Alberto Gattegno Mentre scrivo mancano una manciata di giorni (borsisticamente parlando) alla fine dellanno e ritengo che si possa fare senzaltro un primo bilancio dellandamento di questi 12 mesi. Le Borse a termine del caffè si sono mosse su e giù, anche vistosamente, e ci hanno dato qualche vivace emozione. In cifre, lanno è iniziato con la borsa di Londra dei caffè robusta a 1625 Doll/ton e ieri era a 1896, con un aumento di circa il 16,5%. Da sottolineare che il massimo si è avuto il 12 marzo, quando la quotazione ha toccato 2251 Doll/ton con una differenza di 38,5% sul minimo di inizio anno. Daltra parte, anche la borsa di New York per gli arabica iniziava lanno con la quotazione più bassa dellanno, pari a 111 cents/lb e ieri segnava 174,7, con un bellaumento del 57%. In questo mercato il massimo dellanno si era avuto il 14 ottobre, con la quotazione record di 221,9 cents/lb, pari al doppio del valore di inizio anno. Bisogna anche ricordare che sempre questanno il Dollaro è aumentato del 10% sulleuro. Malgrado i forti aumenti di cui abbiamo parlato, la vivacissima concorrenza sul mercato interno italiano ha consentito di mantenere sempre sotto controllo i prezzi e di ciò va riconosciuto il merito agli operatori sia del caffè crudo che del tostato, che sul mercato interno sono riusciti a difendere i consumi, mentre continuano a far lievitare le esportazioni. Per quanto concerne la produzione nei Paesi coltivatori, mentre il Brasile pare aver superato il disagio per la siccità dei primi mesi dellanno e si avvia a un raccolto che dovrebbe aggirarsi sui 50 milioni di sacchi, il Vietnam sembra galoppare verso i 30 milioni. Dal canto suo, lIndonesia dovrebbe attestarsi sugli 11 milioni di sacchi, più o meno alla pari con la rinata Colombia. Caf fè Indonesiani: Indone siani: Sumatra, Sulawesi, Flores, Java Caf fè Cer tificati: Biologici, Fair trade, RFA, UTZ, U TZ, NOP Caf fè Decaf feinati: CO2, Water Process Mexico Me xico Robusta Robus ta Via Carlo Cat taneo, 19 a/b 74121 Taranto +39 099 2 31 0948 +39 347 311 5311 +39 340 390 5932 10 gennaio 2015 B REVI Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale Lassemblea del 15 dicembre Lunedì 15 dicembre 2014 si è tenuta lAssemblea del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale nel corso della quale il Presidente Giorgio Caballini di Sassoferrato, con soddisfazione, ha informato i Soci presenti del grande interesse che la mission del Consorzio sta avendo nel mondo della torrefazione e non solo. Presente allincontro il professor Pietro Laureano della società Ipogea che sta seguendo la candidatura per il riconoscimento di bene immateriale del caffè italiano tradizionale presso lUnesco. Il Consorzio, ha comunicato il professor Laureano, è titolare di uniniziativa importante per affermare un marchio, unidea, un modo di vivere. Ritiene molto importante, per portare avanti e proteggere la candidatura, che il progetto venga quanto prima integrato con un disciplinare che stabilisca delle regole alle quali tutti i Soci dovranno attenersi. Disciplinare che è stato in parte già ipotizzato nei suoi punti principali nel corso di un lungo dibattito. Una volta definito questo documento i Soci sono certi che sarà la carta vincente per lottenimento della candidatura. Astoria sponsor ufficiale del World Latte Art e World Coffee in Good Spirits Championship Astoria, azienda leader nella produzione di macchine professionali di qualità per caffè espresso, sarà official sponsor dei campionati World Latte Art e World Coffee in Good Spirits. Plus4You, la top di gamma Astoria, sarà la macchina ufficiale dei due eventi targati World Coffee Events le cui finali mondiali si svolgeranno a Göteborg, in Svezia, in occasione di World of Coffee 2015. Organizzati da World Coffee gennaio 2015 Events (WCE) fondata dalla Speciality Coffee Association of Europe (SCAE) e Specialty Coffee Association of America (SCAA) allo scopo di promuovere eventi legati alla filiera del caffè i campionati World Latte Art e World Coffee in Good Spirits rappresentano per i baristi una sfida tutta speciale: tradurre larte del caffè in unautentica espressione artistica dove tecnica e originalità, capacità desecuzione e creatività convivono in un mix perfetto. Come quello che lega latte + caffè, e caffè + drink, quando la sapienza del professionista e il massimo della tecnologia agiscono in sinergia per creare la combinazione ideale. Siamo particolarmente orgogliosi che World Coffee Events abbia scelto di affidarsi alla tecnologia Astoria per assicurare a queste due competizioni un elevato standard tecnico dice Stefano Stecca, Astoria Commercial Director. Astoria è da sempre impegnata nel promuovere la professionalità dei baristi e sposa ai massimi livelli la missione di World Coffee Events, diffondere la cultura dello specialty coffee premiando in tutto il mondo eccellenza tecnica e know-how. Decreto MEF Il saggio di interesse legale nel 2015 scende allo 0,5% Il Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze 11 dicembre 2014, che modifica il saggio di interesse legale di cui allarticolo 1284 del codice civile, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 2014, n. 290. Per effetto della sopra citata novità normativa, a partire dal 1° gennaio 2015 il saggio di interesse legale è fissato allo 0,5% in ragione danno (il saggio di interesse per il 2014 era pari all1%). Prossimamente verrà indicato dal Ministero dellEconomia e delle Finanze il tasso dinteresse da applicare per il primo semestre 2015 per i ritardati pagamenti dei prodotti alimentari come stabilito da D.L. 1/2012. 11 12 gennaio 2015 E TRA INNOVAZIONE TRADIZIONE In Nicaragua inaugurato impianto pilota a biogas Energia sostenibile dagli scarti Una ONG olandese lancia un programma per lutilizzo delle acque reflue del trattamento dei chicchi Fonte: Wikipedia, Impianto tipo di biogas A San Ramon de Matagalpa, in Nicaragua, si trova la cooperativa di caffè La Hermandad. È da qui che è partito lambizioso progetto della Organizzazione Non Governativa UTZ Certified di produrre biogas dalle acque di scarto della lavorazione del caffè. Dal 2002, suo anno di fondazione, questa ONG olandese agisce a livello mondiale per limplementazione della produzione agricola sostenibile del cacao, del caffé e del tè. Il programma proposto da UTZ è molto diffuso a livello internazionale: già nel 2012, il 13% della produzione di cacao mondiale (equivalente a 4.4 miliardi di tavolette di cioccolato) e l8% dellintero raccolto di caffè (equivalenti a 22.6 miliardi di tazze di caffè) sono stati prodotti da agricoltori certificati UTZ e il logo UTZ è oggi diffuso in 104 Paesi (tra gli altri anche IKEA ha scelto di vendere nei suoi store solo caffè certificato UTZ). Ma tornando al progetto in America Latina, come sappiamo il trattamento dei chicchi ha bisogno di grandi quantitativi dacqua che poi viene sversata nei fiumi arrecando un danno ambientale alla popolazione che vive lungo le rive, che ci fa il bagno o la usa per lavare i panni. Queste acque di scarto sono ricche del metano prodotto dalla fermentazione del caffè e hanno un potere inquinante altissimo. Si calcola che solo in Nicaragua, dove vengono prodotti 1,3 milioni di sacchi di caffè, linquinamento atmosferico dato dalla lavorazione del caffè è pari a quello di 20.000 automobili. Limpianto pilota è invece in grado di recuperare il metano presente nelle acque reflue e utilizzarlo per alimentare la produzione di biogas, con il triplice vantaggio di ridurre linquinamento dei fiumi, produrre gas che verrà utilizzato per generare energia termica ed elettrica e ridurre sostanzialmente il consumo di acqua: alla cooperativa Hermandad hanno stimato che ora si risparmia l80% di acqua per il trattamento dei chicchi. I biogas sono una miscela di vari tipi di gas composti principalmente da metano, prodotti dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici provenienti da residui vegetali o animali. Costruendo impianti di biogas, lagricoltura offre un importante contributo alla distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili e allo smaltimento dei rifiuti organici. Sottoprodotto della produzione di biogas sono i digestati, che possono essere a loro volta utilizzati come fertilizzante di alta qualità. Il biogas è prodotto allinterno di un fermentatore a tenuta stagna che trasforma i materiali organici in biogas utilizzando un processo biologico complesso a circa 38-55 °C. Più della metà del gas risultante da questo processo è costituito da metano (CH4), mentre il resto è anidride carbonica (CO2). Una centrale termoelettrica a blocco (CHP) con un generatore trasforma il gas metano in corrente e calore. Il biogas è completamente ecologico e non influisce sulla gennaio 2015 quantità delle emissioni di CO2. Il processo di produzione genera solamente la quantità di CO2 assorbita dalle piante tramite fotosintesi. In questo modo il ciclo ecologico si chiude. Il costo dellintero progetto, iniziato nel 2010 e da poco concluso, è stato finanziato al 75% dal governo olandese e al 25% dalle comunità rurali e nonostante lo scetticismo iniziale da parte dei coltivatori i risultati sono radicalmente migliorativi per lambiente e per la popolazione. Questo in Nicaragua è solo linizio: UTZ ha intenzione di estendere la produzione di biogas nel prossimo futuro a 19 cooperative in Honduras, in Perù, in Brasile e in Colombia con la prospettiva di arrivare sino al Kenya e al Vietnam. fm Etichettatura Allergeni, quali obblighi Molti lettori ci hanno chiesto se corre lobbligo di indicare sulle etichette delle confezioni del caffè le possibili allergie. Dal Regolamento UE 1169/11 sulletichettatura entrato in vigore il 13 dicembre 2014 troviamo larticolo 9 che cita: ... qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nellallegato II... che provochi allergie. Nellallegato 2° del Regolamento UE 1169/2011 si trova un elenco di Sostanze e prodotti che provocano allergie e intolleranze. Il caffè e sostanze riconducibili al caffe non compaiono. Inoltre larticolo 19 Omissione dellelenco degli ingredienti recita: per i seguenti alimenti non è richiesto un elenco degli ingredienti: punto c.: alimenti che comprendono un solo ingrediente a condizione che la denominazione dellalimento: 1. sia identica alla denominazione dellingrediente; oppure 2. consenta di determinare chiaramente la natura dellingrediente. Pertanto il dubbio sollevato dai lettori se va indicata la presenza di allergeni nei prodotti di caffè tostato: NON VA INDICATA. Questa comunque è una legge comunitaria non è escluso che qualche Paese extra UE possa richiedere indicazioni sulle allergie anche per il caffè. 13 14 gennaio 2015 A TTUALITÀ Lanalisi di Euromonitor rivela nuovi trend Macchine da caffè versus bollitori casalinghi La macchina da caffè tra gli elettrodomestici più venduti al mondo di Giovanna Gelmi La guerra è guerra, bollitori addio! A casa come al bar, ossia espresso, oppure a casa ma caffè lungo in cialda morbida, non si discute: il caffè è home made con macchinetta. Le macchine da caffè, in particolare le macchine a cialde, presentano anche questanno, come del resto da diversi anni, un trend di crescita verso lalto, anzi sono tra gli elettrodomestici più venduti al mondo degli ultimi tre anni. Secondo Euromonitor nel 2014 sono state vendute più di 29 milioni di macchine da caffè, in crescita dell11% rispetto allanno precedente. La categoria di macchine a cialde è cresciuta così enormemente e così in fretta, che sta avendo un impatto non indifferente su altre categorie di elettrodomestici, in particolare i bollitori. Secondo lanalisi di Euromonitor è stata Nespresso con il lancio della sua macchina da espresso a creare un divario tra il caffè solubile e il caffè fresco, in particolare sul mercato australiano (e il buon George, dove lo mettiamo?). Infatti prima del lancio di Nespresso e altre macchine da caffè in cialda, il mercato delle macchine da caffè di tutto il mondo era in gran parte un mercato di sostituzione e la preparazione di un espresso casalingo era vista come una attitudine un po snob. Le dinamiche verso la preparazione dellespresso casalingo sono diverse a seconda della preesistente cultura del caffè, che varia da paese a paese (e vorrei ben vedere!), ma la tendenza generale era a favore di formati di bevande calde che richiedono luso di bollitori, un apparecchio che sta diventando sempre meno essenziale. Questo è stato particolarmente evidente in Australia, dove i consumatori erano tradizionalmente più propensi a bere il caffè istantaneo, per il quale era necessario un bollitore. Ora molti precedenti consumatori di caffè istantaneo si sono orientati verso il caffè fresco in cialde, attratti dalla comodità che offre. Una tendenza simile si è evidenziata anche in Gran Bretagna, dove cè una preferenza ben nota per il tè, che richiede comunque un bollitore. Dal 2009 al 2014 i consumi di tè hanno registrato un calo costante a favore del caffè fresco in cialda. Man a mano che i consumatori si spostano dal caffè solubile o dal tè al caffè in cialda abbandonano lacquisto di bollitori a favore delle ben più pratiche macchinette da espresso. I più giovani quando acquistano casa o si spostano da una casa allaltra non portano più con sè il bollitore ed è un addio definitivo. Le vendite di bollitori sono passate da poco più di 12 milioni nel 2010 a poco più di 11 milioni nel 2014, si è verificata la stessa tendenza in Australia. Ma pare che subiscano il fascino delle macchine espresso anche i galli impenitenti; in Francia infatti le vendite di bollitori sono crollate a picco nel 2012. Ma i bollitori non sono lunica vittima: vogliamo parlare dei macinini da caffè? Un disastro: dal 2012 a oggi in calo costante. Insomma bollitori e macinini in soffitta? Pare proprio di si, anche oltre oceano lera della macchine a cialde è definitivamente iniziata. gennaio 2015 E COSTUME Uniniziativa sociale presente anche in Italia Gli Alzheimer Caffè Locali pubblici che potrebbero avere un ruolo ufficiale di Bernardino de Hassek Linvecchiamento della popolazione, dovuto al notevole allungamento della vita media avvenuto negli ultimi 30 anni, ha già assunto nei paesi ricchi notevoli proporzioni richiedendo grandi risorse in termini di necessari sostegni socio-sanitari. In prospettiva, i dati proiettati sono ancora più preoccupanti in quanto si prevede che nel 2050 una persona su tre sarà pensionata e non parteciperà più allo sviluppo economico e alla formazione delle risorse. Aumentano anche le malattie più frequenti negli anziani, come per esempio lAlzheimer. Questa patologia degenerativa, che colpisce prevalentemente dopo i 65 anni con forme di demenza, ha oggi unincidenza media di 2,5 casi ogni 1000 persone ma è in forte crescita. Lincidenza infatti aumenta notevolmente con letà (40,2 casi su 1000 persone fra gli 85 e 89 anni) con un costo sociale che tende a superare quello sostenuto per i tumori. Con questi presupposti in Olanda già alcuni anni fa sono nati gli Alzheimer Caffè, che oggi assommano a ben 220. Si tratta di un vero e proprio locale pubblico in cui i malati di demenza, i loro familiari e figure professionali si incontrano una volta al mese. Cibi e bevande, come caffè e tè, sono a disposizione e si può ascoltare anche buona musica, ma soprattutto trovare qualcuno che ascolta chi vuole parlare delle proprie esperienze e difficoltà. Questi locali si sono successivamente sviluppati in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e anche nelle Antille olandesi. Nel nostro Paese ci sono 117 Alzheimer Caffè con una concentrazione nel Nord-Est, al servizio dei circa 600 mila italiani che soffrono di questa patologia. In Emilia Romagna liniziativa è stata addirittura inserita nel Progetto regionale demenze. Creare un Alzheimer Caffè è abbastanza semplice. Bastano spazio e un minimo di arredo. Lobiettivo è mantenere la relazione fra malato e famiglia. Gli incontri si svolgono in una data e a un orario calendarizzato e si basa su un formato standard. La maggior parte dei locali esistenti in Italia sono allocati allinterno di residenze sanitarie assistenziali o spazi comunali o parrocchiali e sono organizzati e gestiti da associazioni di volontariato, cooperative sociali o sindacati. La partecipazione è gratuita salvo il pagamento della quota di iscrizione allassociazione. Naturalmente lattività di sostegno ai malati viene svolta da figure professionali ben individuate. DallAlzheimer non si può guarire ma attraverso queste attività si possono offrire ai pazienti supporti per un miglioramento dei disturbi comportamentali e ai familiari un sostegno al peso psicologico che devono sopportare per lassistenza al congiunto che quasi sempre non li riconosce più. Ma cè anche un peso finanziario. È stato calcolato che il costo medio annuo sostenuto dalle famiglie per assistere un malato di Alzheimer supera i 50mila Euro. Il Caffè è sinonimo di luogo in cui sostare per sorbire una calda bevanda, rilassarsi, riflettere e socializzare. Nel caso dei locali destinati agli incontri dei malati di Alzheimer non poteva essere scelto un nome migliore. Non un ospedale in cui rinchiudere le povere persone colpite dal male ma un ambiente amico, aperto, a contatto con gli altri. Un ambiente in cui possano trascorrere alcune ore serenamente, magari anche ballando, senza trattamenti violenti o estenuanti terapie farmacologiche. CULTURA 15 16 gennaio 2015 E FIERE ed VENTI Carrara Fiere 35ª edizione di un evento storico tutto made in Italy A Marina di Carrara torna Tirreno CT Levento dedicato allospitalità, appuntamento importante per il mercato del sud Italia di Maria Cristina Latini Si continua a parlare di caffè anche a Tirreno CT, storica fiera giunta alla sua 35ª edizione, che si svolgerà a Marina di Carrara dal 22 al 26 febbraio. Levento, promosso da Tirreno Trade in collaborazione con la Camera di Commercio di Massa Carrara, è focalizzato sul settore dellospitalità e attende fra gli operatori professionali oltre 50mila visitatori provenienti da tutta Italia. Allinterno dei padiglioni di Carrara Fiere intere aree ospiteranno le ultime novità del settore: dalle forniture per alberghi, a quelle per ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e strutture ricettive in genere. Nei trentamila metri quadrati dello spazio fieristico messo a disposizione per levento saranno oltre trecento gli espositori presenti, in rappresentanza di più di seicento marchi commerciali. Lincontro qualificato tra domanda e offerta del settore dellospitalità è il biglietto da vista di Tirreno CT che promuove lo scambio commerciale che ne sta alla base e che risponde ad un giro daffari di notevole impatto per leconomia del nostro Paese. Levento rappresenta anche un importante riferimento per il mercato del sud Italia, dal momento che si qualifica come il più importante appuntamento del settore dellItalia centrale. Ad animare i padiglioni di Carrara Fiere saranno presenti le tante associazioni di categoria: barman, gelatieri, maitres e ancora non mancheranno i panificatori, i pasticceri, i pizzaioli, i sommelier e non in ultimo i cuochi. Queste sono solo alcune delle categorie professionali che in fiera saranno impegnate nellorganizzazione di dimostrazioni, convegni e concorsi come le nuove edizioni dei campionati nazionali ed internazionali di cucina promossi dalla Federazione italiana cuochi (Fic) e i campionati internazionali di pasticceria promossi dalla Federazione italiana pasticceri (Fip) che richiameranno a Marina di Carrara centinaia fra cuochi e pasticceri da tutto il mondo. Da segnalare a Tirreno CT, inoltre, lampia rappresentanza riservata al made in Italy agroalimentare, con le principali associazioni dei settori del wine and food che presenteranno le loro eccellenze territoriali in abbinamento alla tecnologia che distingue lItalia nel mondo. Nella scorsa edizione dellevento alla presenza di una nutrita schiera di associazioni professionali si sono svolti numerosi concorsi, primo fra tutti gli Internazionali dItalia di Cucina, evento promosso dalla Fic che ha visto in lizza oltre cinquecento chef provenienti da tutta Italia e non solo e che rendono questo evento uno dei principali nel nostro Paese. Grande rilevanza anche per la tappa del GiroPizza dEuropa, concorso internazionale per pizzaioli, e per il Campionato Italiano di Cake Design. Pur non essendo - al momento previsto a Tirreno CT lo svolgimento di competizioni riguardanti il caffè collegate ai circuiti internazionali (e che negli ultimi anni ci siamo abituati a vedere con lo stesso format un po in tutto il mondo) il settore del chicco sarà comunque presente a Marina di Carrara con diversi marchi italiani: dai torrefattori ad aziende che producono macchine per fare il caffè espresso, segno positivo che dimostra come il made in Italy abbia voglia di continuare a promuoversi riconoscendo il valore di un evento tradizionale tutto italiano. 18 gennaio 2015 Stabilimento PRONTOFOODS di Montichiari (Brescia) spazio publiredazionale Presentazione PRONTOFOODS S.p.A. La Prontofoods S.p.a., operando da oltre 40 anni nel settore dei prodotti alimentari istantanei, ha acquisito una specializzazione che lha resa azienda di primaria importanza a livello nazionale. Il marchio ristora è leader nel tè istantaneo, ma la Prontofoods significa anche cioccolato, latte granulare, camomilla, caffè speciali istantanei, tè, tisane e camomilla in filtri, edulcoranti in bustine, dessert e altri prodotti, presenti in quasi tutti i canali di vendita. È lazienda leader in Italia nel settore della distribuzione automatica, con oltre l80% del mercato per cioccolato, latte e tè istantanei, opera nel Catering, è fornitrice delle Forze Armate Italiane e di linee aeree. Lattività, che è iniziata più di 40 anni fa in quella che era una nicchia di mercato, ha avuto un notevole sviluppo e diversificazione; non cè canale distributivo in cui la Prontofoods non sia presente. I suoi prodotti sono esportati in più di sessanta paesi nel mondo. Gli uffici si trovano a Montichiari (Brescia). I siti produttivi sono tre, due a Montichiari con una superficie coperta di 70.000 m² e uno a S. Olcese (Genova) dove la superficie è di 5.800 m². Gli addetti sono duecentoventi. Lazienda dispone di più di 200 linee produttive e di confezionamento della migliore tecnologia esistente, adatte a soddisfare qualsiasi esigenza. Il fatturato 2013 della Prontofoods è stato di 126 milioni di Euro. I continui investimenti in nuove tecnologie e ricerca, permettono allAzienda di caratterizzarsi come una delle migliori aziende del settore alimentare per qualità, prezzi, servizi e puntualità nelle consegne. Lattenzione posta in ogni stadio del processo produttivo e la cura nella scelta delle materie prime sono rafforzate da scrupolosi controlli igienico-sanitari. Nel laboratorio interno incaricato del Controllo Qualità operano 10 persone di cui 2 Dottori laureati in Scienze e tecnologie alimentari e 8 tecnici di laboratorio. Il Personale di laboratorio esegue mensilmente più di 1.200 test e analisi, con cui si garantisce la costanza degli standard qualitativi, la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti , nuove formulazioni. Negli anni la Prontofoods ha ottenuto il bollo CEE per il latte in polvere e i prodotti a base di latte; sta applicando le procedure richieste per lHACCP e dispone di certificazione IFS Food e per prodotti Bio. Alla qualità del prodotto deve corrispondere altrettanta qualità nel servizio. Lazienda è da sempre orientata verso il cliente, con una flessibilità che deriva anche dalla valida collaborazione di tutti gli addetti. Questo ha permesso a Prontofoods di diventare negli anni uno dei fornitori di riferimento per i prodotti accessori al caffè destinati ai Torrefattori, con possibilità di personalizzarli a marchio del cliente. Orzo solubile e in cialde, caffè al ginseng e al guaranà, preparati per creme al caffè, dolcificante in bustine, cioccolata in tazza densa in bustine e barattoli, Tè, Camomilla e Infusi in filtri, capsule compatibili per tutti i tipi di macchine da caffè (Lavazza, Nespresso) con prodotti solubili. Lacquisizione da Chimab S.p.a. di Campodarsego (PD) del ramo dazienda Magica Ciok rientra in questa strategia per fornire ai Torrefattori una scelta ancora più ampia di prodotti, formulazioni, formati e gusti. In merito a questa acquisizione riportiamo le dichiarazioni del Dott. Antonio Agostini di Chimab ex titolare del marchio Magica Ciok: Colgo loccasione per ringraziare tutti i Torrefattori che in questi anni ci hanno dato fiducia, scegliendoci come fornitore e partner. Volevo precisare che il marchio Magica Ciok, le formulazioni, gli impianti e i nostri prodotti sono stati ceduti in esclusiva alla Prontofoods S.p.a. di Montichiari (BS) nel 2014, che con la sua esperienza nel settore saprà sicuramente valorizzarli. Esperienza, tecnologia, qualità, servizio, competitività, e comunicazione: un team vincente per le grandi sfide del futuro. 20 gennaio 2015 PAESI P RODUTTORI Pubblicazioni a confronto Produzione caffeicola: il caso Guatemala Coltivazione ad ombra vs al sole (prima parte) di Óscar René García Murga Ho letto lo scorso settembre un articolo che diceva: nelle piantagioni monoculturali intensive che foraggiano il grosso del commercio mondiale. Il caffè dovrebbe crescere allombra, ma in queste piantagioni intensive è esposto al sole, con lutilizzo dinput esterni così forti da stressare tantissimo le piante e il suolo. Proprio questo metodo di coltivazione innaturale pare che sia allorigine dellepidemia di ruggine fogliare (la roya) che ultimamente sta devastando le coltivazioni in Centro e Sud America . . stiamo selezionando caffè selvatici da proteggere attraverso i progetti dei Presidi dalla Sierra Leone al Mozambico, dallUganda allEtiopia, affiancandoli alle esperienze più orientate alla difesa delle comunità che li producono, contrastando le speculazione commerciali, come in Guatemala e in Honduras. Ho scritto allautore dellarticolo, in quanto la produzione del Guatemala non è: intensiva al sole e perché il discorso della Roya (Hemileia Vastatrix) è molto antico e ha una storia. Nel 1876 colpì le piantagioni di Ceylon quasi fino lannientamento. Nel 1880 distrusse tutti i cultivar originari dal Typica in Indonesia (Sumatra e Java). Soltanto 2 varietà sopravvissero: Bergkendal e Sidikalang. In breve questo fungo raggiunse lIndia. Gli inglesi sostituirono la produzione di caffè con il tè e lAmerica Latina divenne il grande fornitore. Fino al 1970, con attenti controlli e quarantene obbligate, la Roya non colpì lAmerica Latina, finché venne scoperta la sua presenza in Brasile. Trasportata dalle correnti del vento minacciava tutti i Paesi produttori tranne le Hawaii. Lautore non mi ha mai risposto e non ho più pensato allarticolo finché una cara signora triestina, molto competente in materia, non mi ha inviato dal Brasile un articolo in lingua portoghese dal titolo: Guatemala valuta varietà brasiliane di caffè Arabica. Linterazione tra i paesi volti a espandere il caffè arabica di qualità, pubblicato il 18 novembre 2014 a Belo Horizonte. Nellarticolo si parla della collaborazione che dal 2007 cè tra la Società di Progetti di Ricerca Agricola e di Allevamenti di Minas Gerais (Epamig) e lUniversità San Carlos del Guatemala (USAC) per valutare dei cultivar di caffè arabico e materiali genetici del Programma Statale di Ricerca nella produzione di caffè in diverse regioni del Guatemala. Tra i materiali testati, sette hanno mostrato risultati promettenti. Questi sono i genotipi produttivi più resistenti alla ruggine, malattia primaria del caffè Arabica ha spiegato lo scienziato di Epamig, Gladyston Carvalho Rodrigues che nel mese dottobre ha parlato allUSAC sui risultati della ricerca del miglioramento genetico e la lavorazione caffeicola del Brasile. gennaio 2015 Lo scienziato ha pure visitato i campi dove si svolgono degli esperimenti condotti dal professor Edin Francisco Orozco Miranda dellUSAC. Gladyston ha segnalato le tecnologie disponibili ponendo laccento sul miglioramento genetico, lo spaziamento e la meccanizzazione. Il Guatemala possiede una buona produzione di caffè e il potenziale caffeicolo può svilupparsi ulteriormente per aumentare la redditività e la qualità della vita dei produttori. Rubrica a cura di: Larticolo parlava anche dellAssociazione Nazionale del Caffè del Guatemala (Anacafé) come di uno degli enti che sviluppano la politica nazionale del caffè sia nel Paese sia a livello internazionale e che rappresenta più di 90.000 agricoltori. Sono rimasto molto colpito dichiara Gladyston dalla motivazione dei piccoli e grandi produttori, dallorganizzazione e dalla serietà di Anacafé e dallimpegno dellUSAC con lo sviluppo e la valutazione delle tecnologie caffeicole della Nazione. [segue] Ing. Óscar René García Murga Consulente allesportazione Settore Meccanico-Industriale e Agro Alimentare. Ricerca e analisi di mercato. Ricerca e analisi di prodotto. Organizzazione vendita e acquisto. Controllo idoneità CE. Lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Italiano. Studio: Via Gasser 4 - 34142 Trieste (TS) - Italy Tel/Fax: 0039 040 943632 - Mobile: 0039 340 7085 337 - E.mail: [email protected] 21 22 gennaio 2015 A SSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE Il caffè di Trieste sui media stranieri Trieste capitale del caffè conquista la stampa internazionale Dal National Geographic olandese a ORF e France3 di Susanna de Mottoni Trieste, la città in cui cercare il miglior caffè. A dirlo è ledizione olandese del National GeographicTraveller che con un servizio di dieci pagine dedica alla nostra città unampia e suggestiva presentazione. Una città portuale, spazzata dalla Bora, sospesa tra il suo passato Austro-Ungarico e la tradizione mitteleuropea, legata ai suoi rituali, come quello dellespresso. Il giornalista Ralf Groothuizen accompagna i suoi lettori in una visita della città da cui emergono la sua storia e numerose immagini di vita quotidiana, legate al caffè ma non solo. Mentre beve il suo nero al Tommaseo, non può far a meno di osservare gli altri avventori, dalluomo daffari con il calice di prosecco al giovane che ordina lo spritz. E così lungo tutto il suo percorso di scoperta della città, accompagnato in qualità di speciale cicerone dallassaggiatore e giornalista Gianni Pistrini. Groothuizen correda il suo articolo con unimmancabile glossario per non trovarsi impreparati al bancone del bar: spiega le differenze tra nero, capo, capo in b, deca, insomma tutta la declinazione lessicale da cui traspare la passione dei triestini per il caffè. Un servizio costruito grazie a un soggiorno di diverse giornate lo scorso marzo e apparso sul numero 4-2014, appunto, del National Geographic-Traveller olandese. Ma Trieste e il caffè recentemente sono state oggetto dellinteresse anche di altre prestigiose testate internazionali. A partire dalla vicina ORF, la rete televisiva nazionale austriaca, scesa nel capoluogo giuliano in occasione dellinaugurazione di TriestEspresso Expo. La tv ha mandato in onda il primo weekend di novembre un ampio servizio, nel programma Servus, Srecno, Ciao, partendo dai padiglioni della fiera per poi entrare nei caffè e nelle pasticcerie storiche della città. TriestEspresso ha richiamato anche la RAI francese ovvero France3 per un servizio che andrà in onda questo febbraio in una trasmissione che mette a confronto due paesi europei attorno a un medesimo tema. Il tema era il caffè, i paesi europei scelti il Portogallo e lItalia e Trieste è stata scelta per rappresentare il mondo e la tradizione del caffè italiano. La troupe è entrata nel porto, per assistere allarrivo e allo sbanchinamento del caffè, ha visitato i caffè storici, ha parlato con gli operatori presenti a TriestEspresso, ha visitato alcune delle più rappresentative realtà aziendali locali. ...insomma, sembra che sempre più, anche allestero, se si vuole parlare di caffè, il posto giusto sia Trieste. gennaio 2015 S S RASSEGNA CAFFÈ e La donna ha più naso delluomo: lo dice il cervello Percepiscono un maggior numero di odori e sono più brave a distinguere fragranze simili. Le donne hanno in media nasi più sensibili rispetto agli uomini. Finora le analisi non erano riuscite a svelare la ragione di questa spiccata capacità femminile, per molti studiosi collegata a fattori emotivi o cognitivi più che a particolari strutture anatomiche. Ora uno studio dellUniversità federale di Rio de Janeiro su gruppi di uomini e donne da cui erano esclusi nasi particolari - come quelli dei cuochi e degli assaggiatori di caffè - rivela che il genere femminile ha effettivamente un vantaggio. Grazie alla nuova tecnica del frazionatore isotropico, uno strumento che conta con precisione le cellule, i ricercatori hanno scoperto infatti che le donne possiedono un numero maggiore di neuroni allinterno del bulbo olfattorio, la centrale recettiva delle informazioni sugli odori nel cervello. Lesame si è svolto sul cervello di 7 uomini e 11 donne morti, tutti di 55 anni, e ha evidenziato che le donne hanno in media il 43% delle cellule in più degli uomini nei bulbi olfattivi. Contando i neuroni in modo preciso, la differenza arriva a quasi il 50% in più. Rimane la questione però se questo numero maggiore di cellule spieghi la diversa sensibilità olfattiva tra i sessi. In generale, cervelli più grandi hanno un maggior numero di neuroni, ha quindi senso pensare che più neuroni ci sono nei bulbi olfattivi femminili, maggiore è la loro sensibilità agli odori. I ricercatori hanno ipotizzato la possibilità che le donne nascano già con questo numero di cellule extra. Resta da capire se il naso fino delle donne possa aver avuto un ruolo nellevoluzione e nei comportamenti: lipotesi è che questa abilità olfattiva Rubrica a cura di: Dottor Lorenzo Polojac Psicologo e Commercial Director IMPERATOR S.r.l. Tel.: +39 (0)40 - 3720115 - Fax: +39 (0)40 - 3402046 TRIESTE - Italy - www.imperator.cc possa essere stata legata a comportamenti riproduttivi, utile nei legami di coppia e nel riconoscimento dei familiari. Fonti: 1) Il Venerdì di Repubblica (21 novembre 2014) 2) Plos One, November 05, 2014 Sexual Dimorphism in the Human Olfactory Bulb: Females Have More Neurons and Glial Cells than Males, R. Lent e coll. TAMPA ALUTE 23 24 gennaio 2015 M SOCIAL EDIA YouTube Pubblicità non-convenzionale Senza dubbio YouTube è entrato di diritto nella lista dei social media che unazienda deve attivare quando sceglie di promuoversi sul web. La storia recente di questa piattaforma, specializzata nella condivisione di video online, racconta di attività commerciali, anche molto piccole, che grazie a una buona idea si sono fatte notare da centinaia di migliaia di persone. Tutto è successo magari attraverso un solo video che, una volta pubblicato online, ha raccolto il consenso del popolo del web, unapprovazione misurata in visualizzazioni, in condivisioni, in mi piace. Un contenuto in grado di coinvolgere le persone, di far parlare di sé, di essere in una parola sola: virale. Come nasce un video di questo tipo? Vi forniremo in questa rubrica alcuni spunti per aiutarvi a trovare lidea vincente. Innanzitutto evitare di pensare a uno spot televisivo tradizionale, dove il vostro marchio è al centro, dove vengono raccontate le caratteristiche del vostro prodotto o servizio. Ormai tutto ciò non funziona più, soprattutto sul web, dove le persone vanno alla ricerca di contenuti innovativi, inaspettati, sorprendenti e non convenzionali. Il pubblico del vostro video non deve capire che sta guardando una pubblicità, ma il messaggio e il nome della vostra attività devono arrivare in maniera quasi subliminale. Voi condividereste sul vostro profilo facebook uno spot televisivo tradizionale? Dove una voce accompagnata da immagini vi racconta che il prodotto in questione è il migliore di tutti? Siamo certi che questa tipologia di video non può in nessun modo avere un riscontro dal pubblico di di Massimo Petronio YouTube. Per quanti sforzi, anche economici, possiate impiegare nella realizzazione, non potrà mai raggiungere un buon numero di persone e quindi di potenziali clienti. Quante volte invece vi è capitato di condividere, sui social network, video che vi hanno fatto divertire o che vi hanno sorpreso oppure emozionato. Spesso dietro a questi piccoli capolavori ci sono dei brand che lavorano nella creazione di storie che possano avere appeal nel web. Video in cui il marchio compare nel momento giusto, e non frena colui che lo guarda, dal desiderio di condividerlo con tutti i suoi amici di facebook, o di inviarlo per mail allamico oppure di linkarlo sul proprio sito personale. Sembra scontato, ma un video deve soprattutto piacere. E tante troppe volte lavori autoreferenziali, che ad esempio mettono al centro lazienda invece del cliente, non raggiungono neanche il centinaio di visualizzazioni, quindi sono assolutamente inutili. Il pubblico devessere coinvolto, tenuto sulle spine dal primo secondo del video. Perché basta un piccolo calo di attenzione che lutente sceglierà di guardare uno degli altri contenuti della piattaforma (ogni minuto vengono caricate su YouTube 100 ore di video). Lobiettivo del vostro video deve essere la condivisione sui social network. È questa la base di partenza della viralità di un messaggio. Il video verrò visto e, se colpisce lutente, verrà a sua volta condiviso. Un fenomeno esponenziale che catturerà lattenzione di sempre più persone che non potranno fare a meno di notare la vostra attività. gennaio 2015 C LANGOLO DEL ONSULENTE Vademecum Omaggi natalizi ai dipendenti Cosa e come può essere detratto In occasione delle feste natalizie è consuetudine omaggiare ai propri dipendenti dei beni in natura generalmente non rientranti nellattività dimpresa. A tal proposito lart. 19 bis1, co. 1, lett. h), D.P.R. 633/1972, come modificato dallart. 30 del D.Lgs. semplificazioni fiscali (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), dispone che lIVA relativa allacquisto di beni destinati a essere omaggiati, non rientranti nellattività dimpresa, ricompresi fra le spese di rappresentanza in base al D.M. 19.11.2008: è detraibile se il costo unitario dellomaggio è inferiore a 50,00; è indetraibile se il costo unitario dellomaggio è superiore a 50,00. Si ricorda che ai fini IVA (C.M. 34/E/2009), per lindividuazione degli omaggi da ricomprendere tra le spese di rappresentanza, è necessario fare riferimento a quanto disposto dallart. 1, D.M. 19 novembre 2008; in particolare, è necessario che le spese: siano sostenute con finalità promozionali e di pubbliche relazioni; siano ragionevoli in funzione dellobiettivo di generare benefici economici; siano coerenti con gli usi e le pratiche commerciali del settore. Per quanto riguarda gli omaggi ai dipendenti, questi ai fini Iva non possono essere considerate spese di rappresentanza, in quanto prive del requisito di sostenimento per finalità promozionali. LIVA relativa ai beni destinati ai dipendenti è da considerare indetraibile per mancanza di inerenza con lesercizio dellimpresa. Gli omaggi ai dipendenti di beni che non rientrano nellattività dellimpresa ai fini delle imposte dirette sono da ricomprendere tra le erogazioni liberali (spese per prestazioni di lavoro sostenute in denaro o in natura a titolo di liberalità) a favore dei lavoratori concesse in occasioni di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti, le quali beneficiano della deducibilità dal reddito dimpresa (art. 95 del Tuir). Per i lavoratori autonomi, detti costi sono deducibili ai sensi dellart. 54, comma 1, Tuir, avente una portata applicativa analoga a quella dellart. 95 del Tuir. Ai fini IRAP, le spese per gli acquisti di omaggi da destinare ai dipendenti rientrano nei costi del personale, che ai sensi degli artt. 5 e 5-bis, D.Lgs. n. 446/97 non concorrono alla formazione della base imponibile IRAP, ancorché gli stessi siano contabilizzati in voci diverse dalla B.9 del Conto economico. Di conseguenza, le spese in esame sono indeducibili ai fini IRAP indipendentemente dalla natura giuridica del datore di lavoro. Anche per i lavoratori autonomi, le spese in esame sono indeducibili ai fini IRAP, in quanto gli stessi determinano la base imponibile IRAP ai sensi dell art. 8, comma 1, D.Lgs. n. 446/97 quale differenza tra lammontare dei compensi percepiti e lammontare dei costi sostenuti inerenti allattività esercitata [...] esclusi gli interessi passivi e le spese per il personale dipendente. Gli omaggi ricevuti dai dipendenti producono, in taluni casi, imponibilità in capo ai dipendenti stessi. Tale imponibilità va verificata alla luce del disposto dellart. 51, comma 3, Tuir. In base alla citata disposizione: le erogazioni liberali in denaro concorrono sempre (a prescindere dallammontare) alla formazione del reddito del dipendente e quindi sono assoggettate a tassazione; le erogazioni liberali in natura se di importo: non superiore ad 258,23 nel periodo dimposta non concorrono alla formazione del reddito; superiore a 258,23 nel periodo dimposta concorrono per lintero ammontare alla formazione del reddito del dipendente (non solo per la quota eccedente il limite). I contenuti del presente articolo vanno assunti come meramente informativi, non utilizzabili in alcun modo quale consulenza/opera professionale; ogni interpretazione ivi contenuta è meramente indicativa e non assume valore di parere professionale. Rubrica a cura di: Dottor Giacomo Mallano Commercialista E-mail: [email protected] Studio Tributario Cattelan-Verni-Mallano & Associati Sede di Bologna 25 26 gennaio 2015 S CADENZARIO FISCALE gennaio 2015 a cura di Diego Franciosa Entro lunedì lunedì 12 gennaio 2015 12 gennaio 2015 INPS - PERSONALE DOMESTICO - Versamento contributi previdenziali per il personale domestico (trimestre precedente). FONDO M. NEGRI, M. BESUSSO E A. PASTORE - Versamento dei contributi previdenziali e di assistenza integrativa. Entro giovedì giovedì 15 gennaio 2015 15 gennaio 2015 MODELLO 730 ASSISTENZA FISCALE - Il sostituto dimposta comunica ai propri dipendenti lintenzione di prestare assistenza fiscale diretta. Entro venerdì venerdì 16 gennaio2015 2015 16 gennaio RITENUTE - Versamento ritenute su redditi da lavoro dipendente e V GESTIONE SEPARATA INPS COLLABORATORI - Versamento dei contributi previdenziali per i collaboratori a progetto, occasionali e associati in partecipazione corrisposti nel mese precedente. assimilati, lavoro autonomo, provvigioni nonché su corrispettivi per contratti dappalto nei confronti dei condomini (mese precedente). IVA LIQUIDAZIONE MENSILE - Liquidazione nonché versamento dellimposta eventualmente a debito relativa al mese precedente. IVA DICHIARAZIONE DINTENTO (mensile) - Invio delle comunicazioni dintento in relazione alle quali sono state emesse fatture senza applicazione dellIVA registrate per il mese precedente. CONTRIBUTI INPS MENSILI - Versamento allINPS da parte dei datori di lavoro dei contributi previdenziali a favore della generalità dei lavoratori dipendenti, relativi alle retribuzioni maturate nel mese precedente. CONTRIBUTI INPS - GESTIONE EX ENPALS MENSILI - Termine per il versamento contributi previdenziali a favore dei lavoratori dello spettacolo. CONTRIBUTI INPGI - Versamento dei contributi previdenziali dei giornalisti professionisti relativi alle retribuzioni maturate nel mese precedente. ITA ASSOCIATIVA Entro martedì martedì 20 gennaio 2015 20 gennaio 2015 PREVINDAI E PREVINDAPI - Versamento dei contributi previdenziali integrativi a favore dei dirigenti di aziende industriali relativi alle retribuzioni maturate nel trimestre precedente. Entro lunedì lunedì 26 gennaio 2015 26 gennaio 2015 ELENCHI INTRASTAT (contr. mensili e trimestrali) - Presentazione contribuenti mensili e trimestrali. Le informazioni contenute nello scadenzario sono soggette a clausola di esclusione di responsabilità per quanto riguarda le informazioni in esso contenute e per i danni o i problemi legali derivanti dall uso delle stesse. Esse vanno assunte come meramente informative e non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Le indicazioni riportate potrebbero risultare non aggiornate e/o incomplete. Redazione, Segreteria del Gruppo e del Consorzio SPAZI PUBBLICITARI www.gttc.it - mail: [email protected] PEC: [email protected] dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 cell. 331 658 5552 Spazi pubblicitari ancora disponibili per lanno 2015 tel.: 040 390 044 - fax: 040 938 45 89 201 5 Q U O TA A S S O C I AT I VA 2ª, 3ª e 4 ª di Copertina 210x297 mm La quota sociale del GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ per lanno 2015 è: SOCI ORDINARI 280,00 Mezza pagina orizzontale 201 5 (soci del triveneto) SOCI SOSTENITORI 140,00 (soci altre Regioni) che potrà essere versata a favore del: GRUPPO TRIVENETO TORREFATTORI DI CAFFÈ tramite bollettino di C/C postale n. 44519700 oppure con bonifico sul medesimo C/C postale: Cin L - Abi 07601 - Cab 02200 IBAN: IT 10 L 07601 02200 000044519700 Pagine interne Pagina intera Mezza pagina verticale Box quadrato Box rettangolare Piedino orizzontale (216x303 mm) 210x297 mm (216x303 mm) 210x148 mm (216x154 mm) 96x297 mm (102x303 mm) 70x70 mm 70x140 mm 210x70 mm (216x76 mm) La Segreteria del GTTC è a disposizione per chiarimenti tel.: 040 390 044 - fax: 040 938 45 89 www.gttc.it - mail: [email protected] PEC: [email protected] dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 cell. 331 658 5552