Comune di Modena Settore Istruzione – Cde – Cdh Provveditorato agli Studi di Modena In collaborazione con Provincia di Modena Emilia Romagna Teatro 2° salone di idee progetti e servizi per la scuola Modena 6 – 10 settembre 1999 Esperienze in mostra 9 Questo catalogo È una raccolta di percorsi ed esperienze realizzati e documentati dalle scuole. È un insieme di informazioni-comunicazioni di progetti educativo-didattici e di servizi per i docenti. È uno strumento di lavoro per gli insegnanti che può offrire, idee, spunti e sollecitazioni per personali rielaborazioni. È anche una possibile mappa-inventario di quello che accade e si produce nelle scuole modenesi e che si vuole diffondere e far conoscere. È, ovviamente, anche una guida agli stand della mostra: le diverse schede, che compongono il catalogo, contengono indicatori di “leggibilità” delle diverse esperienze presenti. Sono indicatori di qualità, costruiti dagli insegnanti e dagli operatori del Cde/Cdh, che permettono di cogliere i fili sottili attraverso i quali si snodano le strategie didattiche e le azioni che costituiscono il percorsoprocesso che porta all’apprendimento. 10 Tecnologie e scuola Balsamo Anna Maria, Cantelli Anna, Saguatti Maria La natura in città Scuola elementare “S. Giovanni Bosco” VII Circolo Modena 1998/99 Classe/i IV A Area tematica Informatica - Scienze Contenuto tematico I parchi pubblici in città Obiettivo/i ∗ Fare riflettere gli alunni sulle manipolazioni positive e negative provocate dall’uomo nell’ambiente, riferendosi in particolare alla realtà della nostra città. ∗ Conoscere come l’uomo si è preso cura del territorio tramite la creazione di aree verdi in città e iniziative a salvaguardia dell’ambiente. ∗ Approfondire le relazioni che intercorrono fra le varie componenti dell’ambiente (animali, vegetali, uomo). Destinatario/i Alunni della classe Personale coinvolto Insegnanti di classe e insegnante esperta di informatica. Si è preso contatto con un volontario del WWF e con il personale degli uffici del Territorio del Comune di Modena che ha fornito grafici, piantine e si è prestato per un’intervista. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team più l’insegnante distaccata per il progetto informatica Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e motivazione Nel progetto di educazione ambientale era prevista la creazione di un giornalino relativo al rapporto uomo - altri esseri viventi. Poiché gli alunni avevano già utilizzato negli anni precedenti i computer per attività di videoscrittura e di programmazione con il linguaggio Logo, si è pensato di approfondire l’utilizzo del computer creando un ipertesto che desse la possibilità di organizzare le informazioni secondo una struttura non sequenziale. Articolazione delle fasi di attività Il progetto si è articolato in diverse fasi. a) Visite guidate: − ai Giardini Pubblici con intervista ad un tecnico dell’Ufficio del Comune di Modena; − all’Oasi della Piantata accompagnata da una volontaria del WWF; − al Parco Ferrari; Le visite sono state sempre preparate in classe coinvolgendo i bambini nella realizzazione dell’intervista e motivandoli all’osservazione dell’ambiente. b) Gli alunni hanno osservato e fatto considerazioni sui dati emersi dalla lettura dei grafici sul verde pubblico forniti dal Comune e sulla piantina della città; hanno utilizzato le conoscenze acquisite in scienze sull’inquinamento e sull’importanza del verde. L’esperta del WWF ha tenuto una lezione con l’ausilio di lucidi sulla storia della Piantata. c) Per organizzare il lavoro, i bambini hanno realizzato con l’aiuto delle insegnanti un cartellone illustrativo che visualizzava gli argomenti ed i collegamenti fra loro tramite frecce. Per ogni visita guidata hanno rielaborato il materiale raccolto integrandolo con notizie ricavate da testi, immagini, foto, disegni, prima collettivamente, poi a piccoli gruppi di 2/3 suddividendosi gli argomenti da trattare. Questo materiale è stato poi organizzato su foglio che riproduceva la pagina da riportare al computer. Tecnologie e scuola 11 d) Successivamente ogni gruppo ha realizzato la pagina preparata al computer, utilizzando lo scanner per riportare disegni e foto ed il programma NETSCAPE per creare le pagine HTML. Infine sono stati creati i LINK che hanno permesso di collegare le varie pagine fra loro. I bambini hanno avuto a disposizione le attrezzature del laboratorio di informatica. Il prodotto realizzato è un ipertesto, riportato poi su CD Rom. Risultati raggiunti Gli alunni hanno partecipato con molto interesse alle varie fasi dell’attività ed ai lavori di gruppo, realizzando prodotti significativi. L’interesse è stato notevolmente stimolato anche dalla previsione della realizzazione dell’ipertesto al computer. Al termine dell’esperienza gli alunni si sono dimostrasti autonomi nella gestione dello scanner e discretamente in grado di utilizzare il programmma NETSCAPE per comporre le pagine assegnate. La produzione dell’ipertesto al computer ha richiesto la presenza delle tre insegnanti per guidare il lavoro a piccoli gruppi. Si sono utilizzate due ore di compresenza settimanali da febbraio a maggio. Collocazione: Sc. 13 / VS 12 Tecnologie e scuola Bignardi Laura, Bonini Daniela, Carbonieri Rossella, Peccini Laura, Tabacchi Danilo La scuola ricorda Scuola elementare "Gasparotto" III Circolo di Carpi - Fossoli 1998/99 Classe/i Tutte Area tematica Informatica - Storia Abstract Il progetto interdisciplinare è stato finalizzato alla rivisitazione della memoria del Lager di Fossoli. L'itinerario di ricerca è stato motivato dai seguenti obiettivi: prendere coscienza della realtà che ci circonda e degli eventi che l'hanno determinata; riflettere sui significati della pace; acquisire l'abilità di trovare, organizzare gli strumenti validi per conoscere i fenomeni storici e sociali. Il CD Rom raccoglie i lavori degli alunni: produzione d'elaborati relativi all'espressione artistica (1° ciclo); raccolta di testimonianze orali (cl. terze); raccolta di documenti scritti e d'immagini (cl. quarte); analisi e organizzazione dei documenti, creazione dell'ipertesto (cl. quinte). Collocazione: St. 19 / VS 13 Tecnologie e scuola Barbolini Adriana, Ferrari Marinella “S. Maria delle Grazie” Dal progetto: “La scuola adotta un monumento” Scuola secondaria I grado “Lanfranco” Modena 1998/99 Classe/i III D Area tematica Informatica - Storia - Educazione Immagine Contenuto tematico La chiesa di Santa Maria delle Grazie Obiettivo/i L’obiettivo dell’itinerario è stato quello di creare un rapporto tra la storia della città e la vita di chi vi abita, in particolare dei nostri studenti sempre meno abituati, per diversi motivi ,a fare del centro storico punto di riferimento della loro esperienza quotidiana. Per questo, “fare proprio” un monumento e in particolare una chiesa posta in un angolo appartato e suggestivo della città, ha offerto questa opportunità ed insieme la possibilità di effettuare una ricerca storica e artistica articolata. Avere poi come scopo la divulgazione alla cittadinanza, in una data prestabilita, del sapere acquisito ha offerto agli studenti una spinta importante alla conoscenza consapevole di ciò di cui ci si andavano occupando. Destinatario/i Il percorso è adatto ad una classe terza che possibilmente abbia una qualche precedente esperienza di indagine storica. Personale coinvolto Insegnanti di lettere, artistica ed insegnanti esperti nell’elaborazione informatica. Hanno collaborato l’Archivio Storico del Comune di Modena per la ricerca su documenti d’epoca, la Confraternita di San Geminiano che ha fornito, oltre a una preziosa testimonianza orale anche testi, piante e fotografie della quadreria, il Comune di Modena che ha offerto una preziosa collaborazione per l’allestimento della mostra. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e motivazione Il progetto contiene varie opportunità didattiche e metodologiche: • offre un diverso approccio all’acquisizione del concetto di tempo, in questo caso attraverso lo studio della storia di un monumento. La possibilità di recuperare, consolidare, e potenziare una capacità che nei programmi di storia è affrontata in modo prevalentemente teorico e astratto; • approfondisce la conoscenza della storia locale partendo da una occasione offerta dall’esterno della scuola. Attraverso la grande quantità di documenti a disposizione porta a capire la difficoltà dello scrivere la storia e contemporaneamente l’importanza dell’interpretazione dei dati; • dà l’opportunità agli studenti di frequentare luoghi e persone altrimenti non raggiungibili, come l’archivio storico, che mette a loro disposizione documenti, schede interpretative e ogni materiale utile, e inoltre li aiuta a consultare carte antiche, a leggere testi d’epoca, stimolando entusiasmo, partecipazione, uniti alla consapevolezza di stare facendo qualcosa di nuovo e di diverso rispetto alla lezione in classe; • permette la ricostruzione di un interno non visitabile attraverso la sistemazione sulla pianta delle quadrerie. Risultati importanti sono stati il raggiungimento di una buona capacità di astrazione e immaginazione, nonché di una opportuna abilità di analisi e sintesi, finalizzate alla risistemazione pratica dei dati acquisiti; 14 Tecnologie e scuola • sviluppa la capacità di organizzare i materiali su computer per la creazione di un CD Rom e su schede per la creazione di un libro. L’esperienza è stata proposta nel mese di Maggio del 1998 ai genitori e agli studenti, che hanno aderito con curiosità e interesse. Articolazione delle fasi di attività Il progetto è stato così articolato: 1) Incontri e visite - incontro con il sindaco di Modena che ha attribuito alla classe un Certificato di Adozione; - visita alla canonica della chiesa di Santa Maria delle Grazie; - ripetuti incontri con l’esperto all’Archivio Storico del Comune di Modena; - ripetuti incontri con i confratelli della Confraternita di San Geminiano, proprietaria della chiesa. Gli incontri sono sempre stati preparati dall’insegnante, in ogni occasione gli studenti hanno preso appunti e di seguito in classe sono stati stesi testi via via stampati a computer. 2) Le lezioni sono state di tre tipi: sui contenuti storici, sugli aspetti architettonici e artistici, sui metodi di raccolta informatica. Storia: in collaborazione con l’Archivio Storico è stato possibile in un primo momento tracciare una metodologia di lavoro opportuna. In questa fase gli studenti si sono posti degli interrogativi che poi hanno raggruppati per una possibile ricerca sulle fonti a disposizione (vacchette, gridari, verbali della Comunità…). In un secondo momento si è passati alla stesura di testi sulla storia della chiesa e sulla Confraternita di San Geminiano. È possibile leggere un libro, risultato di questa fase di lavoro. Educazione artistica: utilizzando la pianta della chiesa e le fotografie dei quadri è stato ricostruito l’interno, più precisamente sono state posizionate le immagini là dove si trovano nella chiesa. Su alcuni quadri è stata fatta una ricerca ed è stata scritta una breve storia. Questa parte dell'attività è stata finalizzata alla costruzione del CD Rom. Laboratorio informatico: un esperto ha guidato i ragazzi nella raccolta dei dati per la elaborazione di un testo multimediale. Gli insegnanti di lettere e di educazione artistica sono stati aiutati nel lavoro da vari esperti che hanno fornito i materiali e le istruzioni necessarie. La metodologia utilizzata è stata quella della ricerca storica, basata su processi di ipotesi, raccolta dati, interpretazione, confronto. Sono stati frequenti gli incontri con persone che hanno arricchito l’indagine di testimonianze orali. Molto rilievo è stato dato a dubbi, a ciò che non si è riuscito a sapere, alla possibilità che sia sempre possibile rintracciare altri dati significativi. La raccolta delle informazioni è stata espressa in tipologie espositive diverse, il libro, il CD Rom, la pianta illustrata. Nelle due giornate conclusive dell’esperienza gli studenti hanno avuto la possibilità di partecipare sia a una mostra collettiva nei locali del Comune, sia di illustrare alla cittadinanza modenese il monumento adottato. Il CD Rom e la pianta illustrata sono stati sistemati anche nella canonica della chiesa e si sono rivelati indispensabili per una illustrazione ai visitatori che non potevano entrare nella chiesa resa inagibile dai danni provocati dal terremoto del 1996. La verifica sui contenuti e sul metodo è avvenuta nelle giornate finali quando ciascun studente della classe ha partecipato con entusiasmo e nella veste di giovane guida ha saputo trasferire al pubblico dei visitatori la propria conoscenza. Collocazione: St. 17 / VS 15 Tecnologie e scuola Demoliti Giuseppe, Gherardi Tonino, Trentini Patrizia Progetto “Archeologia” Scuola secondaria I grado “Gasparini” - Istituto Comprensivo di Novi 1998/99 Classe/i I A a tempo prolungato con Sperimentazione Ministeriale di Informatica Area tematica Informatica - Storia Contenuto tematico Archeologia del territorio Obiettivo/i L’obiettivo del progetto è quello di creare uno strumento innovativo per le metodologie didattico/curricolari proposte. Infatti la realizzazione del percorso multimediale ha costituito una modalità di trattare tematiche storiche tradizionali attraverso l’utilizzo delle tecnologie educative e di informazione richiedendo l’acquisizione, da parte dei ragazzi, di nuove abilità e competenze. Può rappresentare, inoltre, uno strumento per un primo approccio di studio alla storia locale. Destinatario/i Il percorso appare adatto per una classe prima, meglio se a tempo prolungato. Personale coinvolto Insegnante di lettere ed insegnanti esperti nell’elaborazione multimediale. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e motivazione Il progetto nasce dalla considerazione che, in seguito alla crescente importanza delle Tecnologie di produzione degli Ipertesti, lo sviluppo delle attività laboratoriali di informatica diverranno un fattore decisivo dell’innovazione educativa contemporanea. Articolazione delle fasi di attività Il percorso è articolato in tre momenti: 1. Visite di istruzione con il supporto di esperti, al termine di ogni esperienza si sono rielaborati i materiali raccolti, soprattutto in formato digitale. 2. Lezioni dell’insegnante di Storia con uso di materiale iconografico o scritto. Inoltre ci si è serviti di carte topografiche e mappe, schede di sintesi, laboratori e esercizi di simulazione, disegni e filmati. Infine si è ricorso all’intervento - lezione di esperti di storia locale. 3. Attività di laboratorio informatico per l’elaborazione di un percorso multimediale, con: − studio di base dell’ambiente ipertestuale; − tecniche di acquisizione di immagini, suoni e testi. Si è privilegiata una metodologia basata sul dialogo, l’ipotesi, l’esperienza, la manualità, prendendo spunto dal presente per risalire al passato. Le strategie utilizzate, soprattutto operative, hanno messo in evidenza le conoscenze possedute dai ragazzi. La realizzazione del progetto ha preso come spunto iniziale la mostra di reperti archeologici, ritrovati in alcuni siti novesi, organizzata dal Circolo Naturalistico Novese. Prodotto realizzato Il percorso multimediale, sviluppato in ambiente Toolbook II, viene proposto su CD rom, in modalità Autorun, perfettamente funzionante senza nessun altro supporto o software aggiuntivo. Tecnologie e scuola 16 Risultati raggiunti Gli alunni hanno partecipato con interesse all’attività, intervenendo con competenza durante le visite di istruzione ed i lavori di gruppo e realizzando prodotti significativi. In particolare si sono appassionati alle attività di laboratorio informatico: il numero delle strumentazioni presenti ha consentito ad ogni alunno di seguire individualmente il lavoro proposto e di realizzare percorsi personalizzati. L’utilizzo del linguaggio grafico, la lettura a viva voce di commenti e considerazioni, le attività di simulazione hanno stimolato una partecipazione attiva da parte dei ragazzi. Le ore destinate all’attività laboratoriali si sono rivelate insufficienti, pertanto si sono utilizzate le ore di compresenza del tempo prolungato. Collocazione: St. 16 / VS 17 Tecnologie e scuola Barbi Giovanni (a cura di), Michelini Fabio (autore) Verifica Finale di Storia Scuola Secondaria I grado “Gasparini” - Istituto Comprensivo di Novi 1998/1999 Classe/i II A Area tematica Informatica - Storia Abstract Si tratta di una serie di test (dotati d'autocorrezione e autovalutazione) che copre gran parte del programma di storia della classe seconda. Il lavoro si presenta come una verifica finale articolata in quesiti a risposta multipla. Al di là di quest'aspetto, l'importanza didattica del lavoro sta nel percorso che gli alunni hanno seguito per costruire l'applicazione. Particolarmente rilevanti l'interfaccia grafica e l'attenzione posta sull'interattività. Collocazione: St. 18 / VS 18 Tecnologie e scuola Bortolani Fregni Laura “Al còo dla sgavàtta” ITC “J. Barozzi” Modena 1996/97 - 1997/98 Classe/i II A Igea Area tematica Informatica - Scienze - Storia - Studi Sociali Contenuto tematico La situazione igienico - sanitaria di Modena dalla preistoria ad oggi. Obiettivo/i Sviluppare una “cultura ambientale”, stimolare le capacità potenziali dell’allievo; sviluppare capacità comunicative e creative; sviluppare abilità decisionali; favorire le relazioni con gli altri; sviluppare l’abitudine a lavorare anche con gli altri e per gli altri. Destinatario/i Alunni del biennio Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Motivazione Potenziare negli alunni la consapevolezza della loro interazione con l’ambiente e rispondere alla necessità di aperture verso l’esterno. Articolazione delle fasi di attività Strategie di insegnamento In aula lezioni - colloquio, discussione, selezione, manipolazione dei materiali portati dall’insegnante e dagli alunni, preparazione di scalette, di mappe concettuali, schedatura dei materiali, annotazioni di proposte, di considerazioni, di riflessioni, lettura e adattamento dell’ultima stesura degli elaborati scritti; stesura di testi di presentazione del lavoro prodotto (era previsto sin dall’inizio dell’esperienza che questa, una volta ultimata, fosse presentata in pubblico dagli alunni disponibili che, aiutati dai compagni, avrebbero scritto i testi di presentazione, adattandoli di volta in volta opportunamente); in laboratorio esercitazioni all’elaboratore per la costruzione dell’ipertesto in formato PPT. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti Schede bibliografiche, documenti, manuali, saggi, guide, dizionari, enciclopedie, riviste; computer, floppy, stampante, scanner, cd. Prodotto realizzato Ipertesto Risultati raggiunti A conclusione del percorso sono stati raggiunti i seguenti risultati: acquisizione di conoscenze; interesse per i problemi ambientali; consapevolezza delle proprie capacità individuali; motivazioni allo studio, propositività. L’esperienza, di durata biennale, è stata inizialmente approvata e condivisa da tutti gli studenti, che si sono interessati ed hanno collaborato sino al momento in cui ci si è scontrati con il compito, difficile, di dare una struttura compatta al lavoro riguardante i rifiuti. L’impegno da parte di alcuni è andato calando e così anche il lavoro a casa. Durante le vacanze estive, tra il primo ed il secondo anno scolastico, un gruppo di alunni, quegli stessi che si sono poi distinti per serietà e volontà, ha lavorato molto e bene, superando le aspettative dell’insegnante. L’esperienza è quindi ripresa speditamente, con la disponibilità totale degli “autori”, parziale ed in alcuni casi, rari, da sollecitare quella dei “collaboratori”, che, comunque, si sono adattati alle esigenze del gruppo classe. Le prove Tecnologie e scuola 19 di verifica dimostravano che non tutti avevano acquisito conoscenze sufficienti, che quasi tutti erano capaci di strutturare ipertestualmente materiali, anche mai visti prima, in funzione di un destinatario e di uno scopo dati. Per realizzare ipertesti divulgativi, su commissione, alcuni alunni hanno costituito, alla fine dell’anno scolastico 1997/98, con studenti del triennio impegnatisi, negli anni precedenti, in attività analoghe, il gruppo “Risorse integrate: multimedialità, cultura, ambiente”, che ha lavorato a scuola anche nel periodo estivo. L’iniziativa sta procedendo in modo soddisfacente, con la partecipazione di alunni che frequentano attualmente la prima e la seconda A I.G.E.A., di alunni di terza, di quarta, di quinta. Si sono dichiarati disponibili a presentare gli ipertesti anche studenti che hanno abbandonato la scuola. Documentazione allegata Ipotesi di area di progetto Collocazione: Sc. 12 / VS 20 Tecnologie e scuola Dallari Vanna, Meridiani Rita, Peroni Alessandra Il Commercio Equo e Solidale ITCG "Baggi" - Sassuolo 1997/98 Classe/i V A geom. Area tematica Informatica - Studi sociali Abstract L'argomento sviluppato nel CD Rom è introdotto da considerazioni sulle risorse globali e sui livelli di povertà del pianeta. Vengono poi indicate le motivazioni che hanno portato alla nascita e allo sviluppo del Commercio Equo e Solidale, sottolineando il ruolo degli organismi mondiali coinvolti. Sono descritti, infine, i meccanismi e l'organizzazione di questo commercio alternativo concludendo con argomentazioni relative alla nascita della Banca Etica. Collocazione: SS. 6 / VS 21 Tecnologie e scuola Selmi Claudia L'infanzia rubata ITCG "Baggi" Sassuolo 1998/99 Classe/i V C Amm. Area tematica Informatica - Studi Sociali Abstract Il CD Rom rappresenta il tentativo da parte degli studenti di dimostrare come la storia antica dei maltrattamenti e delle violenze nei confronti dei minori non sia cessata, anzi, essa rappresenti oggi uno dei sintomi della profonda crisi epocale che stiamo vivendo, nonostante l'affermazione dei diritti dei bambini in numerose Carte, Convenzioni, Costituzioni, Leggi ordinarie, di cui gli alunni fanno un puntuale e rigoroso elenco con relativa riproduzione dei testi legislativi. L'elaborato parte dagli elementi che caratterizzano il lavoro minorile di sfruttamento, mettendo in luce il connubio tra lo stesso e la violenza degli adulti e ricollegando tale fenomeno in particolare al periodo della Rivoluzione Industriale, in cui si diffuse l'ideologia tesa a dimostrare come il lavoro minorile fosse un bene se il bambino svolgeva il suo lavoro con fatica, onestà e dipendenza. La ricerca degli studenti continua poi dimostrando come il lavoro minorile sia sì la conseguenza della povertà, ma anche la causa della stessa e tenta di fornire alcune soluzioni a tale problema pur tenendo presente la complessità del fenomeno, i favori e le resistenze che suscitano certi rimedi. Collocazione: SS. 5 / VS 22 Tecnologie e scuola Grigioni M.A., Severi D., Tondi L. (con la collaborazione di PROMAPPENNINO - Zocca) "Innanzitutto...il Viaggio" ITC "Paradisi" Vignola 1997/98 Classe/i III A Igea Area tematica Informatica - Geografia - Scienze Abstract L'esperienza, nata nell'a.s. 1996/97 su proposta del Consiglio di classe della III A Igea, è la realizzazione di un'Area di Progetto, di durata triennale, inerente tematiche di carattere ambientale e basata sull'impianto metodologico "Progetto Interistituto". La proposta di collaborazione di un Committente esterno (PromAppennino di Zocca - MO) ha dato ulteriore specificità al percorso che è stato inserito nel progetto europeo LIFE "CITTA', CASTELLI, CILIEGI" a cura della Regione Emilia Romagna. L'esperienza ha favorito il rapporto con il territorio sia per l'interazione nei ruoli e nelle funzioni delle diverse componenti, sia per la volontà di conseguire obiettivi comuni. Quest'aspetto ha contribuito a rafforzare le motivazioni degli alunni che si sono sentiti impegnati in prima persona in attività concretizzabili nell'extra-scuola. Il prodotto finale dell'Area di Progetto è stata l'elaborazione di un itinerario turistico nella Valle tra il Reno e il Panaro, tradotto in ipertesto e rivolto ad un'utenza sia scolastica sia extra-scolastica. Collocazione: G. 5 / VS 23 Cde/Cdh/Itinerari Scuola-Città/Educazione degli adulti Scheda presentazione servizio Denominazione Centro Documentazione Educativa / Centro Documentazione Handicap Itinerari Scuola-Città / Educazione degli Adulti Ente / Associazione Comune di Modena - Settore Istruzione Sede Cde - Via Saragozza, 100 - Tel. 059.216212 - E-mail: [email protected] Cdh - via S. Geminiano, 3 - Tel. 059.219559 - E-mail: [email protected] Itinerari Scuola-Città - Via Galaverna, 8 - Tel. 059.206784 Orari di apertura Cde: dal lunedì al giovedì ore 15/18.45; orario estivo: lunedì, mercoledì, giovedì 9/12.30 Cdh: lunedì e mercoledì 15/18.30 - giovedì 9/12; orario estivo: lunedì, mercoledì, giovedì 9/12.30 Itinerari Scuola-Città: dal lunedì al sabato ore 8/13; il lunedì e il giovedì ore 14.30/17.30 Attività/ambiti di interventi Cde e Cdh sono due centri di servizi che offrono varie opportunità sia al mondo della scuola sia ai diversi soggetti che intervengono sull’handicap. I settori di lavoro sono: √ Documentazione √ Formazione e aggiornamento √ Informazione √ Consulenza √ Pubblicazioni Presentano molteplici risorse documentarie organizzate in banche dati consultabili anche su Internet, svolgono annualmente attività formative rivolte ai diversi ordini scolastici; pubblicano “Viaggio in terza classe”, periodico informativo su esperienze delle scuole e sui servizi dei centri; producono pubblicazioni inerenti percorsi educativo-didattici. Gli Itinerari Scuola-Città effettuano proposte per organizzare e mettere a disposizione della scuola i servizi, le istituzioni culturali, amministrative e ambientali della città. La città, come contenuto di conoscenza, deve anche potersi incontrare, relazionare e vivere in una realtà complessa. L’Educazione degli adulti, congiuntamente all’ambito interculturale, costituisce il servizio Educazione permanente, che offre opportunità aggiornamento, di informazione, di documentazione. Produce materiali tradotti in diverse lingue, gestisce personale volontario e non per attività di mediazione linguistico - culturale, svolge monitoraggi annuali sulla presenza dei minori stranieri nelle scuole e nei servizi educativi di Modena. Utenze Insegnanti di ogni ordine e grado, genitori, bambini, adolescenti, laureandi, ricercatori, operatori assistenziali, operatori culturali, educatori. Referente per Informazioni Cde - Cdh: Mauro Serra Itinerari Scuola-Città - Educazione degli adulti: Laura Stefani Modalità di richiesta o di accesso Libera Tariffe Gratuito Note Sito Cde: www.comune.modena.it/cde Sito Cdh: www.comune.modena.it/cdh 24 Integrazione scolastica Mancini Giuliano Come si fa ad andare alla scuola elementare? Il percorso visto - Il percorso sentito Scuola infanzia comunale Fossamonda - Modena 1998/99 Classe/i Sezione 5 anni Area Tematica Scuola Contenuto tematico Cecità, Integrazione scolastica, percezione uditiva, percezione spaziale Obiettivo/i Stabilire una buona relazione emotiva con il mondo esterno. Riconoscere alcuni aspetti distintivi del percorso Destinatario/i I compagni di classe Personale coinvolto Insegnante di sostegno Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione individuale Descrizione del percorso Di origine extra-comunitaria, nato a Modena, affetto da fibroplasia retro lenticolare, Y. È inserito in una sezione di cinque anni della Scuola dell’Infanzia Comunale Fossamonda con frequenza regolare. Dal punto di vista cognitivo il bambino non presenta particolari difficoltà; ma la situazione in cui si doveva operare, sia per il deficit, sia per l’ambiente di provenienza (difficoltà di linguaggio determinate dalla scarsa conoscenza della lingua italiana), ha fatto sì che si sia concentrata maggiormente l’attenzione su attività di studio e conoscenza di materiali e di percorsi di vario tipo e natura in ambienti diversi. I bambini di cinque anni sono all’ultimo anno di permanenza alla scuola dell’infanzia, dalla quale usciranno per entrare alla scuola elementare; avvertono la crescita (si sentono “più grandi” ), sono curiosi e spaventati per la novità dell’ambiente. Abbiamo pensato, per tentare di approfondire e riflettere su questo forte coinvolgimento emotivo, di proporre a tutti i bambini di sperimentare il percorso che porta dalla scuola dell’infanzia Fossamonda, alla scuola elementare Palestrina, molto vicine tra di loro. Inoltre la partecipazione ad un corso di aggiornamento di Matematica, organizzato dal Comune di Modena, poteva costituire un’occasione e un sostegno per la realizzazione di questo processo, in quanto poteva permettere il confronto e la verifica con altri insegnanti e con un esperto, conduttore del corso. La proposta educativa si colloca nel campo di esperienza “Lo spazio, l’ordine e la misura” e risponde ai seguenti obiettivi: 1. soddisfare il bisogno del bambino di conoscere e orientarsi nell’ambiente circostante; 2. stabilire una buona relazione emotiva con il mondo esterno: 3. riconoscere alcuni aspetti distintivi del percorso; 4. acquisire la capacità di osservare e stabilire relazioni spaziali sul piano fisico, sul piano grafico e sul piano sonoro. A tutti i bambini della sezione è stata fatta la proposta di costruire in modo “ingenuo”, secondo le loro idee e i loro pensieri, il tratto di strada compreso tra le due scuole. 25 Integrazione scolastica Successivamente, per verificare le loro ipotesi, ci siamo recati, a piccoli gruppi, a conoscere e osservare meglio il percorso. I bambini hanno, poi, ricostruito verbalmente il percorso, hanno individuato situazioni problematiche, hanno identificato punti di riferimento del loro orientamento, dei cambiamenti di direzione, delle distanze. Hanno tradotto graficamente tutto ciò in disegni, mappe e plastici, con il supporto anche di fotografie. Questi materiali sono stati raccolti in album che riproducono il “Percorso Visto”. Ci siamo posti il problema di far vivere anche a Y. la stessa esperienza. Il bambino, in passeggiata con l’insegnante di sostegno, si è recato alla scuola elementare e spontaneamente ha ritrovato dei punti di riferimento, degli indicatori spaziali costituiti non solo da oggetti o costruzioni, ma anche da rumori. Al ritorno in sezione, ha raccontato ai compagni, in grande gruppo, le sue scoperte. Si è formato un piccolo gruppo di bambini che, seguendo la traccia indicata da Y. e con la sua stessa presenza, è uscito per individuare quei rumori di vita quotidiana (le automobili, i motorini, l’apri cancello...) che possono aiutarlo a formulare una nuova e più particolareggiata traccia del percorso. Toccando, i bambini individuano anche oggetti che, da soli, non producono suono; è nata, quindi, l’idea di agire su di essi per far sì che producessero rumore, divenissero riconoscibili. Ad esempio: i paletti di recinzione, se percossi con un legnetto, producono un suono forte e metallico; il fruscio delle foglie della siepe, che si ottiene sfregandole con le mani, diventa più forte se queste si muovono velocemente. Si sono verificate anche situazioni particolari, tipo giungere ad un sottopassaggio dove le voci rimbombavano, creando divertimento e stupore da parte dei bambini. Lungo la strada si trova anche un parchetto con giochi da esplorare: oltre al divertimento, anche il cigolio delle giostre ha attratto la loro attenzione. Finalmente, piano piano, da lontano, abbiamo avvertito le voci dei bambini della scuola elementare che giocavano in cortile. Abbiamo seguito la loro provenienza... Di nuovo l’apri cancello... “TVZZZ” e siamo entrati nel cortile della scuola. Il PERCORSO VISTO, che ha richiesto la scelta di indicatori spaziali, la loro collocazione, che cosa viene prima, che cosa viene dopo, si è dimostrato un valido itinerario anche per il PERCORSO SENTITO. “Dov’è il sottopassaggio?” “...dopo due cantine...” “Che cos’è un marciapiede?” “...è poi un gradino...Si cade dentro alla strada, oppure si cade indietro sul marciapiede...” Per tracciare il percorso sonoro, è stata effettuata la registrazione su audiocassetta dei rumori. Abbiamo cercato di registrarli in modo conseguente, proprio per facilitare l’abbinamento evento sonoro - indicatore spaziale. Inutile dire che la registrazione, essendo stata realizzata all’aperto e con apparecchiature di qualità non troppo elevata, ha raccolto “disturbi” di ogni tipo; nonostante questo si è rivelata un buon espediente per fare percorrere e “vedere” la strada che separa le due scuole anche a Y. Le conversazioni dei bambini che, attraverso riflessioni, hanno ricostruito il percorso ci hanno fornito ulteriori idee sullo sviluppo dell’attività. “Le macchine che passano nella strada, sono tante o sono poche?” “Che tipo di rumore produce la macchina? • Passa lentamente e si ferma? • Passa e accelera? • Parcheggia? • Esce in retromarcia dal parcheggio?” Abbiamo ricostruito una parte dell’ambiente di via B. Marcello, in cui è ubicata la scuola elementare. Abbiamo riprodotto, con i disegni rialzati, i giochi del parchetto: la giostra girello, gli scivoli, l’altalena, gli alberi “come il rosmarino” (abeti). Anche per Y. è stato composto un album che raccoglie, oltre ai prodotti realizzati dai compagni del gruppo, l’audiocassetta che contiene tutti i suoni/rumori registrati. Alla fine dell’attività possiamo sostenere che questo PERCORSO SENTITO ha soprattutto la caratteristica di essere “raccontato”; sarebbero stati possibili allargamenti e approfondimenti più 26 Integrazione scolastica legati al campo di esperienza “Lo spazio, l’ordine e la misura” al quale fa riferimento. Ad esempio sarebbe stato possibile compiere misurazioni più dettagliate: • “Quanti passi misura il sottopassaggio?” • “Quanti paletti di metallo compongono la recinzione?” • “Le macchine che sono passate sono tante, sono poche?” • “Producono molto rumore, poco rumore?” In ogni caso questa attività a Y. è stata particolarmente gradita, poiché si è svolta, in gran parte, all’esterno; gli altri bambini, suoi compagni di sezione, hanno colto, meravigliati, quante cose conoscesse. Y., il quale ha provato il piacere di esprimersi in grande gruppo e, soprattutto, di utilizzare termini più personali. Collocazione: Sc D 21 27 Integrazione scolastica Benassi Emma, Bulgarelli Miria, Castellari Carla, Ciociola M.Grazia, Filomena Lina, La Deda Laura, La Deda Silva, Marongiu Beatrice, Petrillo Margherita, Spano Isabella. Carrozzina = Autonomia Scuola elementare “A. Gramsci” - XI Circolo Modena 1998/99 Classe/i II A - III D - V A Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Autonomia, Socializzazione, Identità, Apprendimento Obiettivo/i Riflettere sulla carrozzina elettrica come strumento che permette dei miglioramenti nel campo dell’autonomia, delle relazioni, dell’identità e facilita nuovi apprendimenti. Destinatario/i Insegnanti, compagni di classe Personale coinvolto Tutte le insegnanti delle classi in cui sono inseriti i bambini Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classi Descrizione percorso/processo Le insegnanti delle classi II C, III D, V A, della scuola elementare A. Gramsci, dove sono inseriti bambini con handicap psicofisici che usano la carrozzina elettrica, si sono poste in un atteggiamento di “ osservatore “ per cogliere l’autonomia e le dinamiche relazionali facilitate o ostacolate dall’uso della carrozzina. La carrozzina elettrica è un mezzo per spostarsi o per relazionarsi ? Spostarsi è relazionare con se stessi, con l’ambiente, con gli altri. Andare, muoversi è una forma d’espressione Esiste solo lo spazio che può essere dominato col pensiero o col movimento L’autonomia è anche un problema “ Non stanno più fermi “ Danno problemi perché possono abbandonare il loro accompagnatore Possono mettersi in pericolo Possono essere un pericolo per gli altri, possono venirti addosso con la carrozzina (sentire che posso far male e non solo subirlo può essere molto tranquillizzante ) La “loro” autonomia mostra i nostri problemi L’handicap evidenzia qualcosa ( un particolare ) che finisce per coprire, nascondere, mascherare il tutto, cioè la persona; così spesso si finisce col vedere l’handicap e non il bambino. Come questo mezzo entra nella storia di vita personale (Come ognuno l’adopera, lo trasforma, secondo i suoi bisogni, capacità, personalità ) MASSIMILIANO In Massimiliano è cambiata la percezione di sé nello spazio, con lo spazio; è un soggetto che si muove nel contesto. Come mezzo di movimento la carrozzina gli permette di provare a giocare a nascondino, quindi di relazionarsi in modo nuovo con gli altri. Integrazione scolastica 28 I suoi compagni avevano costruito con lui una relazione basata spesso su un accudimento che permetteva e prescriveva determinati comportamenti fornendo all’uno e agli altri determinati vantaggi e modalità relazionali. Permetteva ai compagni di andarsene in giro per la scuola con la scusa di accompagnare Massi; per Massi era un modo per “avere” i suoi compagni; ora si trovano spiazzati e ogni tanto spengono la carrozzina elettrica e rifanno il vecchio gioco dell’accompagnato e dell’accompagnatore. La carrozzina elettrica significa cambiare, modificare uno stile di relazione. Ora è un bambino che gioca, prima sembrava spesso triste, ora è curioso e vivo. Ha acquisito una buona conoscenza degli spazi scolastici e del loro uso; sa orientarsi. Nei suoi spostamenti non ha percezione degli arredi, non mette in atto delle strategie per evitare l’urto e non vede i pericoli, travolgendo oggetti e persone. Sono stati, pertanto, definiti alcuni obiettivi per migliorare il suo orientamento spaziale: 1. Sapersi muovere nello spazio secondo consegne precise. 2. Effettuare concretamente spostamenti su percorsi assegnati. 3. Descrivere oralmente percorsi assegnati Al bambino sono stati assegnati compiti precisi, del tipo: prelevare la posta, chiedere e prendere le chiavi dei vari laboratori dalle bidelle, richiedere materiale cartaceo dalla segreteria, ecc.; tutto questo per stimolarlo ad una conoscenza reale degli spazi, della loro collocazione e del loro uso nella scuola. Contemporaneamente si sono attivate delle strategie per migliorare la sua percezione dello spazio: • Evidenziare i pericoli dell’ambiente scolastico. • Cosa fare per evitarli. • Indurlo ad ipotizzare strategie per superare gli ostacoli. • Riflettere, attraverso conversazioni di classe, sull’uso degli interspazi e del cortile nei momenti di attività ricreative e sul comportamento più adeguato in tale situazione, con stesura di regole di “vita” condivise. • Dal punto di vista dell’autonomia: sviluppare una maggiore consapevolezza dell’ambiente esterno, stimolare il processo mentale al fine di acquisire abilità, compiere ipotesi per risolvere difficoltà. In questo è sostenuto anche dai compagni che lo aiutano nella formulazione delle ipotesi. GUIDO Guido usa la carrozzina per cercare le persone, come autopromozione, per farsi conoscere. Nei suoi giri ha modo di parlare con tutti e di interessarsi a quello che avviene: l’assenza di una bidella o l’arrivo di una nuova persona a lui non sfugge. Ha così sviluppato un linguaggio corretto e raffinato “ Sei impegnato, ripasso dopo ...” considerato che ha iniziato a parlare a 5 anni Quando si stanca di una situazione, aziona la levetta e se ne va. Mentre i bambini senza difficoltà possono uscire dall’aula con la scusa di andare in bagno, lui, che non ha questa possibilità, ha supplito a questa mancanza con una serie di richieste funzionali all’uscita e alla relazione, ma non al contenuto. È arrivato in I°, lo scorso anno scolastico, già con la carrozzina elettrica, che lascia a scuola durante le settimana e porta a casa il venerdì pomeriggio. Il percorso di riflessione sulla sua autonomia si è articolato nelle seguenti fasi: • Differenza tra casa e scuola durante la settimana - Considerazioni di Guido (cosa posso fare da solo a scuola e a casa. Per che cosa ho bisogno di aiuto a casa e a scuola). • Differenze di visuale. • Libertà di movimento. • Potere decisionale, pur nel rispetto delle regole della classe. • Partecipazione autonoma al lavoro della classe. Si riporta come esempio l’attività di geografia: “La costruzione della pianta della scuola” che ha visto Guido lavorare con i suoi compagni anche se alcune attività erano specifiche e differenziate, a causa delle sue difficoltà. Integrazione scolastica Itinerario della classe Itinerario di Guido 29 Disegna il percorso per andare in salone (a gruppi) Verifica Scrivi il percorso per andare in salone Verifica Disegno a gruppi Verifica Disegno della pianta della scuola su carta quadrettata Prova individuale su pianta “muta” Scrivere dove si trovano alcuni spazi della scuola: la classe II° A, il salone, gli uffici Caccia al tesoro Foto di Guido con i compagni Testo scritto con l’uso del PC Fotografie Fotografie Costruzione di un plastico Come si legge una pianta L’insegnante indica uno spazio e Guido lo denomina. Fotografie Guido partecipa insieme ai compagni al gioco. Fotografie ALBERTO Alberto possiede e usa magnificamente le sue abilità, si è da subito imposto prima come bambino che come alunno con handicap instaurando nel tempo, un rapporto alla pari con i compagni e una relazione profonda basata sulla richiesta / aiuto con le insegnanti nel rispetto dei suoi tempi. Alberto usa con sicurezza la carrozzina e finalizza ogni spostamento in modo mirato: per giocare con i compagni, per scegliersi l’attività da svolgere, per soddisfare la sua curiosità. È pienamente consapevole che questo mezzo gli permette un’autonomia che non aveva “prima” con la carrozzina a spinta. Le proposte rivolte ad Alberto, si sono concentrate, in particolare, su riflessioni e produzioni di testi scritti e commenti a fotografie sui cambiamenti che l’uso della carrozzina elettrica ha prodotto nella sua vita: a casa, a scuola, quando esce con la mamma e con il papà, nel gioco, in gita e quando si reca dagli amici. Questo ha comportato anche delle considerazioni sulle nuove possibilità di scelta che Alberto stesso può compiere: “Andare dove voglio, andare a chiamare un amico, andare via quando sono arrabbiato, giocare a pallone: sono il portiere, rendermi utile: distribuire i quaderni, avvicinarmi perché mi interessa quello che dici, fare degli scherzi, prendere la posta, scegliere la persona con cui rapportarmi, nascondermi...”. Accanto a questo lavoro ci sono i testi scritti dai compagni di classe. C’è qualcosa che li accomuna ? Sono tre bambini talmente diversi per età, interessi, possibilità che cercare aspetti comuni può portare a cadere nell’errore di guardarli per quello che li accomuna: l’handicap e la carrozzina e non per ciò che li contraddistingue, mille altre cose. Sono in classi diverse (contigue per ragioni contingenti ) e, come tutti i bambini hanno amicizie all’interno della loro classe. Per tutti la carrozzina è un mezzo che permette l’espressione di una parte della loro personalità Il linguaggio del prima e del dopo DA A PASSIVO ATTIVO ESSERE PORTATO ANDARE ACCETTARE SCEGLIERE Collocazione: Sc D 10 30 Integrazione scolastica Mambrini Maria Cristiana, Muracchini Maria Silvia. Gioca col tempo Scuola elementare “Don G. Andreoli” San Possidonio - D.D.di Concordia aprile / maggio 1999 Classe/i III tempo modulare Area tematica Scuola Contenuto tematico Consolidamento cognitivo, Competenza linguistica, Integrazione scolastica, Ritardo mentale Obiettivo/i Saper costruire una frase con concordanza Destinatario/i Insegnanti scuole elementari Personale coinvolto Insegnanti del team + insegnante di sostegno Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team Descrizione del percorso E. è una bambina di otto anni, inserita nella scuola elementare di San Possidonio, classe III A tempo modulare (alunni 18). Alla fine dello scorso anno scolastico E. è stata certificata dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile di zona per un totale di dodici ore settimanali, con la seguente diagnosi: serio disturbo generalizzato dell’apprendimento, con ridotte prestazioni intellettive. All’inizio dell’anno scolastico in corso E. ha ottenuto l’assegnazione di un insegnante di sostegno per un totaled i sei ore settimanali. Psicologicamente E. si presenta come una bimba più piccola, molto dolce ed affettuosa, ma anche altrettanto dipendente dall’adulto, dal quale ricerca continue conferme e rassicurazioni. L’attenzione è molto labiel e condiziona negativamente sia la capcità di concentrazione sia quella di memorizzazione. Il livello di autostima è basso, poiché E., anche se confusamente, percepisce le proprie difficoltà attraverso il confronto coi coetanei, dal quale si sente spesso penalizzata. A livello linguistico sono parzialmente acquisite la tecnica della letto/scrittura, mentre risultano compromesse la comprensione, l’esposizione e la produzione di semplici testi. L’idea del Gioco è nata in concomitanza con la necessità di offrire alla bambina una strategia che le permettesse di avvicinarsi al compito attraverso modalità di piacevole approccio. Il compito in questione era un’unità didattica sull’uso del tempo dei verbi nella composizione di frasi. Lo scopo era aiutarla a “comprendere” attraverso un processo lento d’assimilazione. Il percorso le avrebbe offerto la possibilità di fare esperienza coi verbi, i loro tempi e le funzioni delle altre parole che compongono una frase e le avrebbe permesso di acquisire con una certa autonomia operativa facendo riferimento anche al lavoro condotto sulle inferenze e sulla struttura come attivazione delle conoscenze pregresse. La prima fase dell’attività è stata una riflessione condotta sul significato delle azioni; la strategia d’insegnamento utilizzata è stata quella del laboratorio nel quale tramite letture dell’insegnante, agganci con l’esperienza della bambina e cartoncini colorati si è costruito un cartellone dove risultavano visivamente molto evidenti le categorie del tempo (ieri\oggi\domani). Nella seconda fase il lavoro ha assunto carattere di ricerca semantica con l’individuazione di un campo legato ad un termine (gatto), particolarmente significativo per E. dal punto di vista emozionale. I termini individuati nel campo sono stati “rappresentati” sia graficamente sia tramite parole scritte ed hanno costituito una banca di parole. Questa fase d’attività ha visto l’utilizzo dei laboratori d’informatica e d’immagine e la collaborazione con un gruppo di compagni. Integrazione scolastica 31 Sono nati così i cartoncini del gioco, questi successivamente sono stati contrassegnati da un colore a seconda della loro funzione di nomi, aggettivi, verbi, parole legame e poi sono stati collocati sotto un grande cartellone ( predisposto dalle insegnanti nel quale le categorie di tempo menzionate prima avessero una grossa presa sul sistema ricettivo\visivo). Il cartellone è stato utilizzato all’interno della classe ( in modo da assolvere alla funzione dell’integrazione e della socializzazione) come materiale per tutta una serie di giochi che avevano come fine ultimo quello della composizione di frasi di senso compiuto in concordanza con i tempi dei verbi ed anche con giochi di classificazione e di discriminazione delle varie funzioni assolte dalle parole. Il prodotto realizzato alla fine è stato una relazione, dove l’osservazione implicita e strutturata dei comportamenti unita alle competenze poste in essere hanno avuto una forte rilevanza. Sono state osservate le dinamiche del gruppo attraverso i giochi di squadra, il ruolo assunto in queste situazioni dalla bambina, le strategie messe in campo per giungere alla composizione di una frase e l’aderenza alle categorie temporali, l’uso appropriato delle parole come segmento fondamentale della frase, il passaggio dalla frase minima alla frase breve e la capacità di discriminare le varie tipologie dei termini. Il materiale ottenuto dall’osservazione, ha costituito la base per un progetto basato "sul saper fare per essere integrati" che sarà il percorso da utilizzare nel prossimo anno scolastico. Documentazione allegata • Materiale percorso • Progetto didattico\educativo per l’anno scolastico 1999/2000 • Profilo dinamico funzionale Collocazione: Sc D 12 32 Integrazione scolastica Giordano Saveria, Guicciardi Rossano, Pedrazzini Laura, Stefani Daniela. Integrare un bambino gravissimo: un’esperienza di plesso Scuola elementare “Bellini” II Circolo Sassuolo 1998/99 Classe/i IV A Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Tetraparesi spastica, Identità, Autostima, Collaborazione, Apprendimento Obiettivo/i Prendere coscienza del proprio modo di essere Destinatario/i Insegnanti e alunni del plesso Personale coinvolto Insegnanti del team, esperti esterni Progettazione (per istituto, per classe, per team...) Per classe e per plesso Descrizione del percorso Progettare e attivare un percorso per M., affetto da tetraparesi spastica con deficit cognitivo di base, ha significato inserire il lavoro scolastico in un ambito pù vasto, nel quale più agenti riuscissero ad operare sinergicamente. Motivazioni Le motivazioni che hanno determinato l'impostazione del percorso erano legate al modo di essere di M. in quanto scolaro e in quanto persona. Dopo un primo periodo di osservazione, determinato anche dalla presenza della nuova insegnante di sostegno, era apparso chiaro che M. aveva una serie di potenzialità sulle quali, ora, al 4° anno di scolarizzazione elementare, era possibile intervenire per svilupparle pienamente: M. era pronto per accogliersi e dare il meglio in un percorso formativo. Illustrazione del percorso Il percorso, di durata annuale, è stato caratterizzato da un primo momento di osservazione che ha consentito di definire da un lato il quadro aggiornato della situazione dello scolaro e del bambino e dall'altro di stabilire un ordine di priorità nella progettazione degli interventi. La progettazione, mirata prevalentemente su OB educativi/formativi, è stata costantemente rivista, adeguata nel corso dell'anno ed ha richiesto la condivisione e la compartecipazione di tutti i docenti del plesso, della famiglia, degli operatori U.S.L. e di quanti altri, in parte o in toto, potevano essere coinvolti nel percorso. Articolazione delle fasi Osservazione: i primi due mesi sono stati orientati sostanzialmente ad una verifica degli apprendimenti e ad un bilancio dello sviluppo potenziale del bambino. Si è anche provveduto a creare un adeguato spazio di lavoro in cui trasferire tutta la strumentazione hardware e software indispensabile per mediare la comunicazione. Tale spazio di lavoro, esterno alla classe, è stato attrezzato per ospitare un piccolo gruppo di alunni. Progettazione : a seguito dell’osservazione iniziale si sono venuti delineando gli ambiti d’intervento che miravano prevalentemente ad un discorso formativo ed educativo. Integrazione scolastica 33 Per poter condurre un’azione significativa in questo senso era indispensabile coinvolgere nel lavoro tutti i docenti e gli alunni del plesso. In sede d’interclasse si è dunque presentata l’ipotesi di un progetto allargato che voleva da un lato considerare tutte le opportunità formative che il plesso poteva offrire e dall’altro iniziare ad impostare un sistematico lavoro a classi aperte in piccolo gruppo. L’avvio dell’attività, condotta essenzialmente dall’insegnante di sostegno, ha reso possibile un intervento parallelo che riguardasse tutti gli ambiti di sviluppo del bambino. Riprogettazione: mensilmente l’interclasse di plesso ha provveduto ad effettuare un bilancio delle attività svolte e ad impostare o adeguare i successivi interventi. Settimanalmente, durante la programmazione di classe, si sono definiti gli interventi che coinvolgevano il gruppo classe e che disciplinarmente erano in linea con l’intervento su M. Ambiti d’intervento M. necessitava in generale di strumenti ed opportunità che gli consentissero di scoprire ed utilizzare al meglio le proprie potenzialità. L’intervento venne quindi impostato per alcuni ambiti di sviluppo: Ambito personale: guidarlo alla scoperta dei propri talenti, prendendo coscienza della propria identità, attraverso l’accettazione dei personali limiti oggettivi e l’esplicazione dei propri bisogni; Ambito delle relazioni: imparare a stare e fare insieme ad altri: compagni di classe, del plesso, di altre scuole, gruppi nell’extrascuola. A tale scopo è stata determinante la partecipazione al laboratorio d’affettività, al progetto di Circolo “Cantate con noi” e la frequenza ad un gruppo scout; Ambito dell’autonomia:conoscere ed agire in differenti contesti per essere parte colla borativa in ciascuno di essi; assumersi la responsabilità della cura e del benessere di altri esseri viventi; Ambito dell’apprendimento: condurlo a dare valore alla lingua scritta e orale come mezzo per comunicare le proprie esperienze, i propri sentimenti, una parte di sé. Strategie d’insegnamento - apprendimento Gli interventi sono stati sostanzialmente imperniati sul lavoro a piccolo gruppo (4 - 5 bambini) nello spazio laboratorio attrezzato. Si è cercato di impostare il lavoro partendo dalle conoscenze dei ragazzi, lasciando all’insegnante un compito di regia educativa. Nei momenti in cui il bambino era inserito in attività di classe, si è cercato gradualmente di scostarlo dall’insegnante di sostegno per consentirgli di agire in completa autonomia. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti M. ha utilizzato come strumento di mediazione dell’apprendimento e della comunicazione il computer. Ha potuto utilizzarlo in completa autonomia, in quanto dotato di una tastiera particolare ( Intelly Keys) adeguata e tarata per venire incontro alle difficoltà di coordinazione motoria di M. Le frequenti visite guidate sul territorio effettuate con diverse classi del plesso, sono state utilizzate sul piano didattico per favorire principalmente la comunicazione orale e scritta e l’intervento motorio, manualità. Uso di risorse esterne Considerando il percorso proiettato in un quadro di plesso, è stato possibile agganciarsi e programmare numerose attività stimolanti, utilzzando i laboratori proposti all’interno della scuola d’affettività e Prog. “Cantate con noi”) e all’esterno (Ceramica e biblioteca). Laboratori e progetti erano in gran parte condotti da personale esperto del Comune, del Circolo, o da figure esterne come l’operatore della Corale Puccini. Prodotto realizzato Tutto il percorso attivato con M. è stato documentato attraverso video e fotografie. I progressi dell’alunno sono riscontrabili nei cartelloni prodotti e nei quaderni di lavoro. Risultati attesi/raggiunti I risultati forse più evidenti sono stati raggiunti nell’area dell’identità: M. ha imparato ad essere partecipe e collaborativo, a riflettere su se stesso e sulle proprie difficoltà. Integrazione scolastica Anche sul piano didattico è stato possibile effettuare un salto di qualità: si è raggiunta la scrittura autonoma . 34 Durante l’a.s. si sono avuti alcuni momenti di “crisi” in cui M. sembrava regredire ad uno stato apatico o addirittura di rifiuto del lavoro propostogli; tali momenti hanno disorientato gli insegnanti. Le motivazioni di questi periodi di “stallo” sono probabilmente da ricercare nella consapevolezza del proprio essere ed in un desiderio di essere in qualche modo del tutto autonomo. In tali periodi si è cercato di non proporgli stimoli nuovi, ma di rivisitare con lui attività già effettuate nel rispetto della sua condizione temporanea. In queste circostanze è stato utile il supporto fornito dagli operatori dell’U.S.L. e dalla psicopedagogista del Circolo. Documentazione allegata Si fa riferimento alla programmazione annuale ed a quelle in itinere e ai documenti previsti dall’Accordo di programma. Per i laboratori ed i percorsi specifi si rimanda alla documentazione degli stessi. Collocazione: Sc D 11 35 Integrazione scolastica Fangareggi Cristina Animali, che passione! Scuola secondaria I grado “Martiri della Libertà” Zocca (Mo) - Succursale di Guiglia 1997/98 Classe/i I° D Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Ed. alla salute, Ed. civica, Ed. ambientale, Lingua italiana, Geografia, Scienze Obiettivo/i Comprendere che diversità se compresa e conosciuta, significa ricchezza. Destinatario/i Alunni e insegnanti Personale coinvolto Insegnante di lettere e di sostegno, esperti cinofili, operatori CSA e Lipu Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Il percorso di cui sopra è stato immaginato per un gruppo di ragazzi di prima media con problemi sociali e di inserimento scolastico. In particolare per uno di loro, più grande, collocabile, per caratteristiche comportamentali, nella fascia tipica della marginalità scolastica: Antonio. Motivazioni Il Progetto “Animali, che passione!” è nato, nella scuola media di Guiglia (Modena), per cercare di rispondere alle difficoltà che la nuova prima, dello scorso anno scolastico (1997/98), numerosa e piuttosto problematica proponeva, quotidianamente, agli insegnanti. Va detto che la classe era composta da ventisette ragazzi di cui diciassette femmine e dieci maschi. All’interno del gruppo maschile, di più difficile gestione, si collocavano un portatore d’handicap ma, soprattutto, quattro ragazzi ripetenti, di dodici e tredici anni, di cui tre immigrati dal sud Italia, un ragazzino del Marocco ed altri con problemi di relazione, comportamento, attenzione e di scarsissima motivazione. Illustrazione del percorso Il percorso, di durata biennale, è stato caratterizzato da una fase "osservativa" iniziale, dall'idea di rispondere ad obiettivi, prima di tutto, educativi e formativi non trascurando quelli cognitivi come la conoscenza diretta di linguaggi non verbali e/o lo sviluppo, sul concreto, del binomio osservazione/descrizione. La finalità di tutto il progetto, nei suoi due anni di attuazione con specifico riferimento al secondo, era comunque quella di "portare i ragazzi a capire che la 'diversità' è la vera ricchezza di questo nostro pianeta, l'unica caratteristica comune tra tutti gli esseri viventi; far assimilare loro il pensiero che essa non va temuta ma va compresa e conosciuta perché solo così si potrà giungere a un giusto rapporto tra uomo e uomo, tra uomo e animale, tra uomo e natura". Articolazione delle fasi Osservazione Osservando la classe e parlando coi ragazzi l’insegnante di lettere ha inteso, dopo poco dall’inizio dell’anno scolastico, che uno dei fattori forse di maggior interesse tra loro e, quindi, un canale di relazione positivo, preferenziale tra gli stessi ed il docente poteva essere quello del loro rapporto Integrazione scolastica 36 coi piccoli animali d'affezione: una delle poche relazioni positive e responsabili, per esempio, del tredicenne più critico della classe, a livello di disadattamento sociale, era proprio quella tra lui e i suoi cani. Progettazione Primo anno: L’insegnante ha pensato di iniziare a leggere un testo di narrativa che trattasse storie vere di animali, il più possibile attuali, che ha identificato nel libro di G.Carfagno, “Un lupo di nome Rush ed altre storie”, Ed. B. Mondadori. Successivamente è stato coinvolto anche un educatore cinofilo che si è reso disponibile, gratuitamente, a tenere lezioni settimanali e/o quindicinali, di un'ora, all'interno della classe. I contenuti dei suoi interventi hanno riguardato, in linea di massima, la conoscenza dell'animale dal punto di vista etologico, il suo linguaggio, la relazione corretta o distorta tra uomo e animale stesso. Più oltre sono stati invitati, per incontri su problematiche specifiche, diversi esperti quali: veterinari pubblici, privati, personale delle associazioni a tutela degli animali quali CSA, LAV, LIPU. Sono state previste due uscite sul territorio: una ai canili comunali ed una al Centro recupero rapaci della LIPU di Parma. Il progetto ha coinvolto, per i primi 4 mesi dell'anno, anche la prima delle due insegnanti di sostegno e, per tutto l'anno, le famiglie dei ragazzi, la psicologa della Comunità Montana, la neuropsichiatra infantile dello SMIEE. Secondo anno: Nel secondo anno si è operato su animali molto più "lontani" e sconosciuti quali gli insetti e la fauna selvatica locale. Ci si è appoggiati al Museo di Marano, ad esperti entomologi locali, al Servizio Faunistico della Provincia di Modena, con cui si è collaborato, ospitando nella scuola la loro mostra sul Bracconaggio. Si consideri che la zona, in cui è collocata la scuola, è critica in tal senso. Inoltre si è lavorato sulla pet therapy e sul cane come aiuto dell'uomo: è venuta a scuola la Guardia di Finanza coi cani antidroga, si è realizzato un convegno sulle terapie assistite con animali e la scuola, presenti i maggiori rappresentanti di settore italiani. In quest'anno scolastico si è aperta la collaborazione con la nuova docente di sostegno che, in precedenza, aveva vissuto un'esperienza di ippoterapia con una sua allieva. Lei ha portato la sua esperienza rendendola come lezione introduttiva alla pet therapy ed ha seguito i ragazzi nell'organizzazione della loro partecipazione al convegno come personale di sala. Ambiti d'intervento Facendo riferimento al soggetto più difficile della classe va detto che Antonio richiedeva percorsi scolastici operativi e fortemente coinvolgenti emotivamente. La gratificazione così prodotta corrispondeva ad un controllo su di sé maggiore e a una disponibilità alla relazione con l'adulto positiva. Ciò comportava anche un controllo indiretto, attraverso di lui, su tutto il gruppo maschile critico a livello di inserimento sociale. Gli ambiti di intervento sono quelli indicati in tabella e per ordine decrescente di priorità. Ambito Personale Caratteristiche 1. 2. 3. 4. 5. Della relazione Dell'apprendimento 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. Portarlo a riflettere sul perché dei suoi comportamenti, sulle differenze degli stessi verso i vari soggetti che entravano in rapporto con lui; Portarlo a riconoscere le proprie positività; Guidarlo nella revisione del suo concetto di amicizia; Fargli scoprire come e dove la positività nei vari momenti di vita; Creargli condizioni per conferme, tranquillità personale e tali da portarlo a ricevere attenzione in quanto persona Creargli momenti di discussione e confronto reale con l'adulto; Renderlo capace di individuare modelli positivi ed alternativi di riferimento; Creargli condizioni di comunicazione reale, vera con l'esterno; Provare a farlo riflettere sul bisogno di regole personali e sociali; Fargli cercare regole personali positive e coniugabili con quelle maggiori della società; Farlo riflettere sulla possibilità negativa di certi rapporti amicali Fargli sviluppare una produzione scritta; Portarlo a conoscere e dare informazioni specifiche corrette; Portarlo a trovare uno spazio di riconoscimento delle proprie conoscenze personali pregresse Integrazione scolastica 37 È implicito che gran parte di ciò era valido anche per gli altri ragazzi a difficile inserimento scolastico Strategie di insegnamento e apprendimento Gli interventi sono stati di vario genere: dalla lezione dialogata, del docente o degli esperti, si è passati alla osservazione scientifica e reale degli animali, all' esperienza di fotografare i propri cani, a quella, recentissima, di allevare insetti in classe, dalle discussioni collettive ai giochi di ruolo, dalle verifiche orali alle "verifiche-gioco" scritte, ai racconti personali. Si è dato più spazio possibile all'incontro con animali d' affezione o di cortile, alla visita a strutture per la protezione degli animali, al lavoro di spiegazione del progetto (o di parti di esso) dei ragazzi suddetti verso elementi esterni alla scuola come i visitatori della mostra sul bracconaggio (quali i bimbi delle elementari) o come i partecipanti al convegno precedentemente citato. La produzione scritta del primo anno si è ottenuta tramite un lavoro di ricerca a piccoli gruppi su vari argomenti trattati durante il progetto e grazie ad un forte apporto individuale attraverso testi scritti per le varie uscite e/o incontri con gli esperti. Predisposizione ed uso di risorse esterne, materiali e strumenti Il "materiale" di maggior importanza ed uso è stato quello animale: esperti e ragazzi stessi hanno portato in visione ed in passeggiata finale i propri cani. Importantissima la presenza degli esperti esterni per il controllo di Antonio e per le loro gratificazioni che "valevano doppio", per lui. Molto importante la frequente presenza della telecamera che era un buon deterrente per i ragazzi più turbolenti e stimolo per i più timidi. Altro materiale fondamentale sono state le videocassette, le diapositive, le riviste di settore proposte da docente ed esperti, i testi antologici vari selezionati e quelli scientifici, le uscite didattiche. Essenziale la possibilità di realizzare un prodotto sull'esperienza vissuta da vendere a fine anno scolastico anche grazie ai mezzi informatici. Uso di risorse esterne Si veda punto precedente Prodotto realizzato Primo anno: 1- librino "Diversi ma felici" 2- bacheca di fotografie dei propri animali 3- nr.2 videocassette 4- cartelloni e poster 5- partecipazione c/o trasmissione RAI2-Roma Secondo anno: 1- convegno "I giovani, gli animali e la scuola" 2- atti del convegno in videocassetta Risultati attesi/raggiunti Risultati raggiunti nel primo anno: 1- il ragazzo più difficile ha creato, con la docente di lettere, un buon rapporto, che si mantiene anche oggi, tale da permettere, a quest'ultima, il controllo del soggetto stesso, 2- lo stesso ha trovato altri motivi, alternativi a quello della pura provocazione, per venire a scuola, 3- lui è apparso più tranquillo e disponibile, anche verso altri docenti, per i 3/4 dell'anno scolastico; 4- i restanti del gruppo critico hanno trovato spazi di lavoro personali e maggior soddisfazione; 5- per 3/4 dell'anno la classe ha risposto bene ed ha aiutato i ragazzi in difficoltà; 6- la classe ha sviluppato un forte senso di ascolto e tolleranza; 7- il progetto ha portato ad una collaborazione stretta tra doc.di lettere e famiglie dei discenti; 8- sviluppo di notevole collaborazione tra scuola ed enti territoriali Risultati non raggiunti nel primo anno: 1- promozione di Antonio 2- recupero e controllo del gruppo critico anche nelle ore non umanistiche Integrazione scolastica 38 Durante lo scorso anno scolastico si è avuto un grande momento di "crisi" del gruppo citato che, da quel momento in poi, si è comportato in termini molto negativi durante le varie ore curricolari ed anche all'esterno della scuola. Ciò è accaduto a marzo. Il legame di Antonio, anche con l'insegnante di lettere, pareva quasi interrotto. Successivamente è stato ripristinato ma ormai lui aveva scelto, di nuovo, la provocazione verso tutti i componenti della struttura scolastica. Antonio è stato, successivamente, non ammesso alla seconda classe. Risultati raggiunti nel secondo anno: 1. il gruppo degli allievi più critici (per demotivazione, disinteresse) hanno trovato spazi di interesse e lavoro personali adeguati realizzando maggiori soddisfazioni; 2. la classe ha risposto bene ed ha aiutato i ragazzi in difficoltà; 3. la classe ha sviluppato, ancor più e globalmente, un forte senso di ascolto e una discreta tolleranza; 4. il progetto ha portato ad una collaborazione stretta tra doc.di lettere e famiglie dei discenti; 5. ulteriore sviluppo di notevole collaborazione tra scuola ed enti territoriali. 6. recupero e controllo del gruppo critico anche nelle ore non umanistiche Quest'anno Antonio è stato riammesso, con un inserimento protetto del COISS, nella scuola. Pur risultando iscritto in prima, ha sempre frequentato la seconda. Il comportamento è stato corretto ma la frequenza molto alterna per cui, ancora una volta, non ha ottenuto il passaggio alla classe successiva. Documentazione allegata Si fa riferimento ai fascicoli relativi al progetto stesso negli anni 1997/98 e 1998/99, al materiale relativo alla presentazione ed alla promozione del convegno "I giovani, gli animali e la scuola". Collocazione: Sc D 13 39 Integrazione scolastica Ferri Enrico; Menozzi Ada; Possenti Vittorio L’ospedale dei fanatici Scuola secondaria I grado “Pio” Carpi (Mo) 1995/1997 Classe/i II E/S - II A/S Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Espressività, Lingua italiana, Teatro Obiettivo/i Potenziamento della comunicazione e delle capacità espressive Destinatario/i Alunni, genitori Personale coinvolto Insegnanti, alunni, regista Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Programmazione del Consiglio di classe e per classi parallele Descrizione del percorso La presenza in una classe prima di un’alunna con deficit sensoriale multiplo (sordità bilaterale neurosensoriale profonda e deficit visivo marcato, nistagmo, ipotonia e lassità ligamentosa da sospetta encefalopatia dismetabolica), associato a un disturbo relazionale, evidenziava gravi difficoltà di comunicazione . Il residuo visivo era sfruttato da C. con discreti risultati nell’utilizzo degli strumenti di lettura e scrittura, ma rappresentava una vicarianza ed un sostegno poco efficienti per la lesione uditiva, in parte a causa dell’elevato grado di deficit, in parte per un uso stereotipato della capacità visiva (guardare senza vedere). La comunicazione avveniva quasi esclusivamente mediante il linguaggio verbale; tuttavia, la lettura labiale era limitata a frasi brevi, con strutture sintattiche essenziali, ormai consolidate, relative a personali esperienze di routine; la produzione orale era poco comprensibile per la difficoltà di articolazione dei fonemi e per la carenza degli aspetti soprasegmentali, quali intonazione, enfasi, ritmo, per cui necessitava quasi sempre della presentazione scritta, a sua volta estremamente povera. La limitazione comunicativa coinvolgeva profondamente l’intera classe che, nel tentativo di stabilire un contatto, verificava quotidianamente la mancanza di strumenti d’approccio, vivendo così un senso di disagio e frustrazione. Il Consiglio di classe ha perciò formulato un intervento educativo a valenza biennale, mirato allo sviluppo della comunicazione globale, e che si esplicasse attraverso una reciproca e intenzionale ricerca comunicativa, mediante l’esplorazione e l’utilizzo di diverse modalità espressive. Anno scolastico 1995-’96 Attività di training di tipo espressivo-teatrale (10 ore con l’alunna, 10 con l’intera classe), basata sul metodo mimico di Orazio Costa, condotta dal regista Vittorio Possenti, diplomato all’Istituto di Studi musicali e teatrali dell’Università di Bologna. Docenti referenti sono stati l’insegnante di Lettere e l’insegnante di sostegno. Non è stata necessaria nessuna particolare strumentazione che esulasse da quella ordinariamente presente nella scuola. Risultati attesi: rottura degli stereotipi di comportamento; arricchimento delle capacità corporee; superamento dell’imbarazzo nel confronto con gli altri. Per l’alunna handicappata, in particolare, si trattava di esplorare e tracciare una mappa delle sue possibilità espressive. Integrazione scolastica 40 Per i ragazzi è stato particolarmente difficile superare l’influenza dei modelli televisivi nella mimica e nella impostazione gestuale e verbale; ma hanno migliorato l’attenzione, la consapevolezza dei processi sensoriali e mnemonici, l’accesso ai linguaggi e ai comportamenti analogici. Quanto all’alunna handicappata, i risultati ottenuti – in termini di sequenze espressive autonome o indotte – hanno mostrato come anche per lei fosse possibile una qualche via alla narrazione del sé e all’uso consapevole e modulato del proprio corpo. Essa ha potuto infatti effettuare momenti di concentrazione, mettendo al centro della propria attenzione un fenomeno conosciuto ed è stata in grado di immedesimarsi in modo ludico nei dati della memoria sensoriale che a quel fenomeno si riferivano. Ha potuto inoltre esprimere tali dati con alcuni movimenti circostanziati, con l’attività grafica e, infine, con una scelta di parole: dunque, se vi erano richieste d’attenzione, poteva esprimere in qualche misura il proprio vissuto con la partecipazione empatica del corpo. Anno scolastico 1996/97 Il percorso di integrazione è proseguito con l’allestimento di una rappresentazione teatrale, quale naturale conseguenza del corso di mimesi. Il progetto ha coinvolto una classe parallela (con la quale erano già state condivise varie attività didattiche) ed un altro ragazzo handicappato, all’ultimo anno di frequenza, per il quale si trattava di concludere, con un’esperienza collettiva gratificante e gioiosa, un triennio scolastico per molti versi faticoso. S. presentava un disturbo relazionale grave di tipo psicotico, con alterazioni del linguaggio e del comportamento. Il suo sviluppo intellettivo, affettivo e relazionale era totalmente condizionato da impulsi oppositivi, da comportamenti sociali importuni ed invadenti, da reazioni emozionali eccessive, da atti di autolesionismo, da stereotipie, gestuali e verbali, invasive e protratte nel tempo. I contatti interpersonali erano essenzialmente di tipo provocatorio e basati su approcci disturbanti. L’ottima memoria gli permetteva di trattenere informazioni e messaggi di ogni tipo che venivano, però, immagazzinati alla rinfusa e rievocati in momenti inopportuni: ripeteva ossessivamente parole, espressioni, discorsi rivolti a lui o uditi casualmente. La caratteristica di essere senza sosta il portaparola e l’identificazione proiettiva degli altri, nonché l’abitudine di parlare di sé in terza persona, facevano supporre che egli non fosse in grado di costituirsi come soggetto del proprio discorso e della propria vita. È stato rielaborato, in chiave moderna, con intermezzi musicali, un testo di anonimo spagnolo del Seicento “L’ospedale dei fanatici”, arricchito da citazioni di autori famosi. Oltre ai referenti degli anni precedenti, è stata interessata anche un’insegnante di educazione musicale. Non sono stati necessari strumenti o strategie particolari, se non la ricerca e il lavoro di gruppo; sotto la guida del regista e degli insegnanti, i ragazzi hanno ideato tutto: dalla scenografia alla sceneggiatura, alle musiche ai ruoli pensati e costruiti appositamente per i compagni handicappati. Per S., capace di reazioni imprevedibili, si trattava di imbastire un canovaccio non ben definito, che consentisse qualunque tipo di comportamento. Partendo da alcuni suoi interessi (il cibo, la musica, le filastrocche), gli è stato affidato il compito di attraversare la scena, nei panni di un aiuto cuoco, con un carrello di vivande, durante gli intermezzi musicali, libero di parteciparvi cantando e ballando. Per prevenire comunque eventuali, spiacevoli reazioni, gli sono stati affiancati un compagno a lui particolarmente gradito (che sosteneva il ruolo di un cuoco assillato dalla ricerca di un fantomatico ristorante), e l’operatore socio-assistenziale (nei panni di un grande pollo starnazzante). Per C. occorreva un ruolo in cui dovesse agire, compiere delle azioni dietro specifici segnali e attraverso il riconoscimento della situazione in atto. Le è stata così affidata la parte di un’infermiera (incaricata di redigere le cartelle cliniche, accompagnare i pazienti, ecc.), in coppia con una compagna, che aveva il compito di guidarla e darle gli input necessari. Il lavoro individualizzato con C. ha avuto lo scopo principale di renderla consapevole e partecipe di ciò che si stava preparando, dapprima attraverso la spiegazione di parole chiave, quali “fanatico”, “teatro”, “recitare”, “far finta”, “attore”, ecc.; poi con la conoscenza della trama semplificata della vicenda, del suo personaggio (chi è una infermiera e qual è il suo compito) e di quello degli altri; infine con la memorizzazione delle azioni da eseguire su determinati segnali. Entrambi i ragazzi hanno anche collaborato in qualche misura alla scenografia, disegnando, dipingendo, aiutando nell’allestimento. Integrazione scolastica La verifica finale, consistente nello spettacolo teatrale rappresentato pubblicamente, ha dimostrato la buona capacità di ideazione dei ragazzi; sul piano socio-affettivo, l’abitudine all’espressione di 41 una vasta gamma di sentimenti, in relazione ai personaggi, ha consentito di superare buona parte delle inibizioni e potenziare l’autostima. Benché non sia valutabile con precisione l’impatto emotivo nei due ragazzi handicappa- ti, si può comunque dire che essi hanno mostrato un comportamento sufficientemente adeguato alle situazioni sceniche, quindi integrato al contesto rappresentativo. In ogni caso è indubbio l’incremento della socializzazione acquisita dall’intera classe in un’esperienza che per definizione è collettiva. Collocazione: Sc D 20 42 Integrazione scolastica Cappelli Carlo Arteterapia: attività di laboratorio per l’handicap Scuola secondaria di I grado “Pio” - Carpi 1998/99 Classe/i Potenzialmente tutte le classi dell’istituto Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, comunicazione, espressività, disagio Obiettivo/i Potenziare le capacità espressive e comunicative personali; autonomia operativa; visualizzare il senso d’identità e l’appartenenza al gruppo. Destinatario/i Insegnanti, alunni. Personale coinvolto Insegnante responsabile del laboratorio, insegnante di sostegno, operatori socio-assistenziali Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team, in collaborazione con il capo d’istituto Descrizione del percorso Caratteristica fondamentale dell’intervento è dato dalla sua natura non selettiva, non giudicante e non qualificante. Il contesto ipotizzato sarà quello del piccolo gruppo omogeneo per esigenze ed età e / o quello del rapporto individualizzato fra facilitatore e ragazzo. Questo comunque non esclude la presenza di momenti d’intervento all’interno del contesto classe o di attività ancor più allargate, magari con momenti conclusivi o allestimenti. L’identità del laboratorio verrà a definirsi attraverso progetti mirati ed esperienze brevi, adeguati alle difficoltà dei soggetti coinvolti. Chiarendo ancor più il concetto, non si tratterà di una ripetizione, magari più approfondita delle attività svolte in aula o in momenti di acquisizione tecnico- artistico, ma di un’azione più orientata a valorizzare le potenzialità espressive individuali. Analisi dei bisogni L’attività curriculare nella scuola non sempre consente approfondimenti, riflessioni o soste ai “ragazzi in difficoltà”, i quali non solo, ma anche per questo vivono l’esperienza scolastica marginalmente e passivamente, per non parlare poi di quegli alunni che presentano diversi livelli di handicap, costretti a navigare nell’oceano dell’esperienza quotidiana manifestando apprendimenti a volte episodici e poco sedimentati. Anche i mezzi a disposizione, lo stesso orario e le inevitabili problematiche presenti in aule dal punto di vista relazionale, sono di effettivo ostacolo ad un’armonica maturazione personale. Inoltre nella prassi didattica quotidiana il lessico ricorrente, ridondante di termini quali potenziamento, recupero e consolidamento sottolinea il rischio di risposte standardizzate e poco efficaci nella logica comunicativa adulto-adolescente o adolescente-discente o anche adolescenteadolescente. Obiettivi Da qui le scelte di articolare una proposta indirizzata indifferentemente a ragazzi ed a adulti, educatori, formatori (con possibilità di coinvolgere i genitori) avente come obiettivo: per i ragazzi un percorso differente da quello prefissato dai programmi e concretizzato nella prassi di Ed. Artistica, ma nel contempo possibile di confronti ed integrazioni. La concreta possibilità di utilizzare strumenti e modalità “artistiche” seguendo finalità del tutto espressive e relazionali e non tanto per un’acquisizione tecnico - operativa. Per insegnanti e / o Integrazione scolastica 43 genitori, la possibilità di avvicinare consapevolmente forme e modalità non giudicanti e creative insite nella relazione educativa, ma non sempre esplorate. Sperimentare direttamente (su di sè) modalità espressive nuove ma proprie attraverso la comunicazione verbale, gestuale ed iconica all’interno di un gruppo di lavoro e soprattutto con esercitazioni pratiche. Valorizzare la diversità. Comprendere alcuni elementi strutturali di un processo terapeutico. Obiettivi generali sono: il potenziamento delle abilità individuali, il miglioramento dell’autonomia operativa, il raggiungimento di una più libera e personale capacità creativa, il riuscire a considerare le proprie impressioni e a valutare le proprie espressioni, ovvero conquistare un maggior senso di identità e consapevolezza, la possibilità di porsi nella relazione in modo più contenuto, adeguato e/o soddisfacente secondo le oggettive difficoltà di partenza. E’ invece da ricondurre agli obiettivi specifici tutto ciò che contempla il “saper fare” cioè: la conoscenza di tecniche e strumenti ed il loro relativo utilizzo; la attivazione e il potenziamento della sensibilità percettiva (tattile, visiva, motoria) il riconoscimento e l’intenzionalità da parte del fruitore di pratiche comunicative non verbali. La concreta possibilità di rapportarsi con se stessi e con gli altri con senso di maggior benessere. Modalità operative Vengono segnatamente previste e messi in calendario incontri settimanali della durata di due ore ciascuno. Nei primi di questi, individuali, si cerca di mettere in rapporto il ragazzo con il mezzo espressivo, facendolo, per così dire “navigare” con lo spazio bidimensionale del foglio (di grandi dimensioni) e successivamente con la visualizzazione della propria identità corporea. Si cercheranno poi di agevolare traduzioni più approfondite dal punto di vista simbolico. Il contesto del piccolo gruppo cercherà di agevolare attraverso un sistema relazionale complesso certi elementi legati al senso di appartenenza all’identità riflessa e all’accettazione dell’altro. Questo mediante opportuni esercizi di carattere interpersonale eseguiti con strumenti grafico pittorici. Parallelamente a ciò sono previsti momenti di formalizzazione dell’esperienza (relazioni periodiche...) e colloqui con gli operatori che seguono il ragazzo nonchè, soprattutto un adeguata verbalizzazione con il ragazzo stesso. Intervento indirizzato ad alunni in situazione di handicap Inserimento attivo di alunno portatore di handicap all’interno della classe. Migliorare il clima di collaborazione e di empatia fra il ragazzo ed i compagni nonchè fra i componenti della classe stessa. Viene predisposta l’aula liberandola dai banchi e disponendo le sedie a cerchio avendo premura di lasciare un posto vuoto. È importante uscire dalla situazione frontale docente/discente. Viene altresì disposta un’area dove ordinare in bella vista gli strumenti (colori vari, carte, cartoncini, bicchieri, piatti di carta, colla forbici, nastri adesivi ecc...) e dove lavorare liberamente: preferibilmente a terra o con i fogli disposti verticali sul muro. Sarebbe perciò opportuno prevedere un ulteriore spazio sotto forma di laboratorio, che non sia l’aula stessa. Ogni ragazzo viene invitato a presentarsi seguendo uno schema a rotazione. Si illustra brevemente in cosa consiste l’intervento e sinteticamente i suoi obiettivi (ad esempio migliorare il clima della relazione della classe); Si specifica anche la sua forma non giudicante, dopo di che si fa “presente” la presenza per l’appunto di un posto libero; di solito si enfatizza con una frase come: “C’è qualcuno che manca!” La fase successiva consiste nell’argomento proposto, in questo caso “la casa e l’ospite”. I ragazzi saranno invitati a rappresentare in due fogli diversi l’una e l’altro. E’ importante stabilire i tempi e far si che essi non risultino dilatati (meglio se brevi). Esaurita questa esecuzione si procede al feed back nel quale ogni partecipante spiegherà e interpreterà ciò che ha fatto. La funzione del gruppo sarà quella di accogliere quanto detto e partecipare facendo domande ed osservazioni all’esecutore. Un ulteriore fase consiste nella divisione, meglio se casuale, della classe in gruppi: orientativamente 5-6 ragazzi per gruppo e nell’illustrazione di un grande lavoro di accoglienza indirizzato all’ipotetico ospite al quale seguirà il relativo feed back. I lavori portati a termine vengono esposti preferibilmente nella parete dell’aula e rappresentano il prodotto realizzato, naturalmente associato alla relazione del conduttore, e comunque adeguatamente documentato mediante fotografie. Collocazione: Sc. D 18 44 Integrazione scolastica Benatti Umberto, Lugli Cristina, Menozzi Ada. Il mare Scuola secondaria I grado “Pio” Carpi 1998/99 Classe/i Gruppo di ragazzi in situazione di handicap Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Laboratori, Espressività, Comunicazione, Apprendimento, Ecologia Obiettivo/i Facilitare la comprensione, la successiva realizzazione dell’attività e lo sviluppo del tema con l’utilizzo di forme espressive alternative al disegno. Destinatario/i Concorso di disegno e fumetto Personale coinvolto Insegnante di sostegno e operatori socio-assistenziali Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per gruppo di lavoro (operatori e insegnante) Descrizione del percorso Il progetto “Laboratori per H” è stato determinato dalla presenza, a scuola, di alcuni alunni con pesanti disabilità mentali e psichiche, a causa delle quali era molto difficile trovare punti di contatto tra la programmazione curricolare, i loro interessi e il loro livello cognitivo. Promuovere la loro integrazione ha perciò significato, per i Consigli di Classe, innanzitutto saggiare le eventuali, latenti capacità e confrontarle con ciò che l’ambiente di vita quotidianamente richiede, anche a prescindere, in larga parte, dalle richieste che la frequenza ad una determinata classe pone. Del resto, anche nel mondo del lavoro, oggi, l’enfasi viene posta sulla competenza riferita, non tanto al possesso dei contenuti conoscitivi specifici, bensì alla corrispondenza con cui il soggetto si mette in relazione con le richieste del mondo lavorativo. Nell’ottica, dunque, di favorire attitudini e abilità prelavorative, sia nella sfera dell’apprendimento (comprendere istruzioni , memorizzare, concentrarsi...) sia in quella del comportamento (osservare le regole, operare in gruppo...), nell’a.s.1997/1998 sono stati aperti due laboratori, che proseguiranno negli anni successivi: 1. laboratorio di legatoria che prevede la costruzione di telai per la cucitura, impaginazione e rilegatura di libretti; 2. Laboratorio di arte e natura i cui obiettivi fondamentali: • comprendere semplici relazioni tra uomo e ambiente, • tradurre in gesti, fatti e parole, emozioni e pensieri, si realizzano attraverso l’esperienza diretta: lavori di giardinaggio, coltivazione dell’orto, conoscenza delle piante e degli animali del giardino, fotografie, ricerche sull’acqua... Le attività pratiche, dalla rilegatura all’uso della macchina fotografica, prevedono la conoscenza di elementi, situazioni elementari di causa-effetto, oggetti..., e l’utilizzo e l’acquisizione di nuove abilità. Ai laboratori vengono dedicate alcune ore del sabato e del lunedì mattina. L’occasione di compiere una ricerca sull’acqua è nata dalla possibilità di partecipare nell’a.s. 1998/99 al Concorso di disegno e fumetto: “Il Mare, anche l’acqua del nostro acquedotto, dopo un lungo viaggio, arriva al mare”. Il quesito, dunque, che si è posto il gruppo di lavoro è stato quello di raccogliere informazioni sul percorso che compie l’acqua, attraversando la città di Carpi, per arrivare al mare. Il percorso si è svolto in diverse fasi e i ragazzi, aiutati dagli operatori e dall’insegnante di sostegno, hanno partecipato alle seguenti attività: Integrazione scolastica 45 • hanno scattato alcune fotografie a luoghi della città, osservando e comprendendo che l’acqua scorre in tubi, grondaie, fontane, canali...; • hanno scattato fotografie ai diversi componenti del gruppo; • hanno sviluppato le fotografie in camera oscura; • hanno trasformato la fotografia in immagine grafica utilizzando lo scanner e il computer; • hanno unito, sovrapposto e rielaborato le loro immagini fotografiche a immagini di quadri e dei luoghi da loro fotografati; • hanno scritto le didascalie; • hanno creato e rilegato il libro. L’attività è servita, non solo ad arricchire le conoscenze sul percorso dell’acqua, ma ha permesso ai ragazzi di lavorare insieme, favorendo la socializzazione e migliorando talune abilità. Il gruppo è stato seguito da un’insegnante di sostegno e dagli operatori socio-assistenziali, a loro volta coadiuvati da alcuni alunni di altre classi. Questi ultimi, in situazione di disagio scolastico, proiettati in una condizione diversa dall’aula e dalla lezione frontale, hanno mostrato apprezzabili doti di umanità e solidarietà. Quanto ai risultati attesi, per gli alunni handicappati si tratta di cambiamenti che avvengono in tempi lunghissimi; di conseguenza, al momento, si può parlare di comportamenti emergenti: aumento dei tempi di attenzione e applicazione, non oppositività alla collaborazione, superamento di talune fobie (ad es.: sporcarsi le mani). Alla fine dell’anno scolastico, in occasione della festa di chiusura della scuola, è stata allestita una mostra con esposizione dei materiali raccolti e dei prodotti realizzati con l’uso dei mezzi multimediali (manifesti, diapositive, videocassette, fotografie...). La partecipazione al Concorso è stata un’altra tappa molto importante: il G.A.N., Gruppo Arte Natura della Scuola Media “A. Pio” di Carpi, con la presentazione del libro “Il Mare”, ha vinto il primo premio. Collocazione Sc D 19 46 Integrazione scolastica Cocchi Manuela, Scagliarini Mario, tutti i docenti ed il personale, interno ed esterno alla scuola, che con la loro presenza hanno collaborato e reso fattibile il progetto. Il Laboratorio Equestre IPSAA “Spallanzani” - Castelfranco Emilia 1998/99 Classe/i Il laboratorio ha coinvolto classi di scuola elementare, media e superiore, nonché singoli alunni in situazione di handicap. Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Educazione ambientale, Attività equestre, Autonomia Obiettivo/i Sfruttare l'attività ludico-sportiva dell'andare a cavallo per consentire a singoli studenti, piccoli gruppi o intere classi, occasione di apprendimento (approfondimenti disciplinari specifici) e per il conseguimento o il rafforzamento di aspetti socio - psicologici. Destinatario/i Insegnanti Personale coinvolto Per permettere l’attivazione dei percorsi sperimentali è indispensabile che siano presenti varie figure, che solo attraverso un lavoro di équipe rendono possibile una funzionale utilizzazione del laboratorio. Il Preside: che promuove il laboratorio ed avanza, a livello istituzionale, le collaborazioni necessarie tra Enti Locali e il Provveditorato agli Studi. L’istruttore: che si occupa della cura del cavallo e dei finimenti, dell’alimentazione, prepara e segue l’attività “in situazione” con gli alunni svolgendo così lezioni pratiche e teoriche. Il referente del laboratorio: che promuove l’attività sul territorio e funge da raccordo tra le scuole, o strutture coinvolte, cura l’accoglienza degli alunni che fruiscono del laboratorio, personalizza il percorso in funzione dei bisogni degli utenti, imposta l’attività insieme all’istruttore, verifica in itinere i percorsi progettati. Il docente tecnico pratico: che accompagna e struttura percorsi paralleli di ecologia e/o educazione ambientale I docenti che accompagnano le classi: che diventano protagonisti attivi nella realizzazione del percorso e possono sperimentare insieme agli alunni. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) L'Istituto ha provveduto a stendere e divulgare, sulla base delle risorse che di anno in anno venivano assegnate, un progetto che comprendesse tutte le possibili offerte formative del laboratorio. Successivamente il progetto veniva personalizzato sulla base delle richieste fatte dal destinatario. Descrizione del percorso L'Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e l’Ambiente "L. Spallanzani" di Castelfranco Emilia, a partire dall'anno scolastico 1994/95, ha predisposto presso la propria Azienda di Gaggio di Piano una struttura/laboratorio in grado di offrire percorsi sperimentali a studenti che intendono avvicinarsi all’attività equestre. Nell'azienda agricola l'Istituto produce, a scopo didattico, prodotti ricavati dalle coltivazioni effettuate in pieno campo, nel frutteto e nel vigneto. Una risorsa presente all'interno dell'azienda è rappresentata dal moderno allevamento di bovini, quasi interamente meccanizzato, ed il cui latte è utilizzato per la produzione di Parmigiano Reggiano realizzato sempre all'interno dell'Istituto, e dalla presenza di quattro cavalli. Integrazione scolastica 47 All'interno dell'azienda vengono, di norma, svolte le attività con gli alunni che frequentano l'Istituto, anche se negli ultimi tempi si è messo a disposizione del territorio l'ambiente curato e tutelato dal personale impegnato costantemente nella manutenzione e cura dell'azienda in tutti i suoi aspetti: ecologico, ambientale e produttivo. L'azienda agricola di Gaggio risulta quindi essere un laboratorio per le esercitazioni rivolto a studenti ed insegnanti interessati allo studio ed all'analisi del settore primario. All'interno dell'azienda di Gaggio, come già in precedenza citato, sono presenti quattro cavalli che bene si integrano nell'ambiente campestre. Questi animali furono acquistati con fondi assegnati per l'integrazione degli alunni in situazione di handicap e quindi, la frequenza da parte degli allievi, è stata da sempre limitata al settore dei disabili ed all'accrescimento delle loro competenze in rapporto ad un progetto di vita specifico. Dall'anno scolastico 1996/97 l'interesse per i cavalli, interesse manifestato sia dagli alunni normodotati che accompagnavano nei percorsi d'integrazione i compagni in situazione di handicap, che dagli insegnanti, hanno fatto crescere la consapevolezza delle potenzialità formative che l'azienda agricola poteva offrire alle classi esterne all'Istituto. Gli insegnanti che accompagnavano le classi iniziarono progressivamente a guardarsi intorno individuando, nell'ambiente circostante, la possibilità di studiare ed approfondire direttamente "sul campo" contenuti disciplinari legati alla conoscenza della natura e degli animali. Questo progetto ha cercato di creare percorsi sperimentali che dessero la possibilità agli alunni, in difficoltà e non, di esprimere il proprio sapere e le proprie abilità in un contesto di scambio di competenze. La proposta ha tenuto in considerazione diversi livelli di sviluppo dell'attività: attività equestre e di educazione ambientale come esperienza ed approfondimento disciplinare, momento di socializzazione e condivisione tra compagni che svolgono esperienze con attività di aiuto reciproco, personalizzazione ed individualizzazione dei percorsi, attività per classi, attività per piccoli gruppi, attività per singoli ragazzi, con particolare attenzione agli alunni in situazione di handicap. La metodologia usata dal docente che gestisce il laboratorio ha cercato di destrutturare la lezione tradizionale dove l'insegnante parla e l'alunno ascolta. Il laboratorio prevede infatti che l'alunno sia in grado di appropriarsi di apprendimenti disciplinari attraverso il “saper fare”. In questo contesto trovano ampio spazio gli alunni in situazione di handicap che in questo tipo di attività sperimentano il “provare a fare” secondo le proprie abilità e capacità. Nell'anno scolastico successivo, 1997/98, l'Istituto decise di realizzare un "Laboratorio equestre per un'educazione ambientale aperta a classi e ad alunni in situazione di disagio". L'iniziativa ha avuto molto successo, soprattutto tra le classi di scuola elementare, che hanno risposto all'iniziativa avvalendosi anche dell'organizzazione di percorsi ambientali svolti contemporaneamente con l'esperienza equestre. La metodologia seguita è stata quella di dividere la classe in due piccoli gruppi: • il primo gruppo realizzava il modulo sulla conoscenza del cavallo con l'istruttore • il secondo gruppo sviluppava, a scelta, uno dei moduli proposti dal docente tecnico pratico incaricato (Conoscere la natura e l'ambiente, Conoscere il ciclo di produzione del vino e del latte, Conoscere i bovini, Conoscere il cavallo). Per realizzare questo percorso è però stato necessario avvalersi di varie figure che potessero, in équipe, rispondere alle necessità manifestate dai destinatari del laboratorio equestre: docente referente, docente tecnico pratico, istruttore, personale preposto alla cura e custodia quotidiana degli animali. 1. Si è cercato di dare peso, oltre ai risultati dell'esperienza, anche alle fasi di: progettazione, documentazione del percorso, verifica. I parametri oggettivi di verifica, stabiliti durante la fase della progettazione, sono stati considerati su due livelli: a) in relazione all'organizzazione del percorso: • primi contatti con le scuole (modalità ed efficacia nelle relazioni) • definizione degli obiettivi e delle attività da svolgere con la classe (efficacia della fase di progettazione) • sviluppo del percorso (individuazione di fattori positivi e/o negativi) • verifica finale (congruenza tra la progettazione e la realizzazione, definizione degli obiettivi raggiunti) b) nel tipo di ricaduta riscontrata sugli alunni a livello di contenuti, abilità, interessi, crescita formativa Integrazione scolastica • test somministrati agli alunni dai propri docenti (livello di conoscenze) 48 • elaborati liberi degli alunni (livello di acquisizione e di consapevolezza) Le scuole, guidate dalla referente nei momenti di progettazione e verifica hanno quasi sempre presentato i documenti richiesti, più carente rimane la fase della produzione della documentazione. Sono stati prodotti: disegni, cartelloni, brevi testi principalmente dalla scuola elementare; risposte a questionari, approfondimenti di contenuti specifici (non forniti all'Istituto) per la scuola media e superiore. Nel corrente anno scolastico, 1998/99, il laboratorio, a causa dei problemi finanziari, il costo di gestione è infatti molto alto sia per il mantenimento dei cavalli che per la necessità di avvalersi di personale esterno, ha potuto sviluppare percorsi solo per i ragazzi interni all'istituto e per le scuole del solo territorio di Castelfranco Emilia. Nel corso di questi anni nonostante l'Ufficio Integrazione del Provveditorato, specialmente nei primi anni di vita del laboratorio, ed il Comune di Castelfranco E., presente ogni anno a sostenere l'Istituto a livello finanziario, abbiano ideologicamente e materialmente appoggiato la struttura, il laboratorio equestre necessita di personale esonerato a compiere le funzioni indicate in precedenza e di una collaborazione continua con le istituzioni locali e provinciali per continuare a fornire un servizio in grado di rispondere alle necessità formative dei destinatari che sempre chiedono percorsi alternativi, motivanti ed individualizzati. Documentazione allegata Proposta di laboratorio equestre per un'educazione ambientale aperta a classi e alunni in situazione di disagio. Collocazione: Sc D 24 49 Integrazione scolastica Passiatore Cosimo Creare un ipertesto IPSSCT “Cattaneo - Deledda” - Modena 1998/99 Classe/i III corso “Operatore della gestione sociale” Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Apprendimento, Informatica Obiettivo/i Incrementare l’attenzione e la comprensione di un argomento didattico. Saper creare un ipertesto. Destinatario/i Alunni disabili Personale coinvolto Insegnanti curriculari, insegnante di sostegno, educatori assistenziali Progettazione (per istituto, per classe, per team...) Per classi Descrizione del percorso La creazione dell’ipertesto è il risultato dell’esigenza di motivare degli alunni con deficit psichico di media gravità, frequentanti entrambi il terzo anno del corso di “Operatore della gestione aziendale” dell’Istituto Professionale “Cattaneo - Deledda” di Modena, ad un impegno piacevole e senza forzature, di favorire e incrementare i loro tempi di attenzione, rispettando i loro limiti, potenziando le loro capacità, tenendo anche presente i bisogni relativi alla necessità di affrontare gli esami di qualifica, seppur in forma differenziata rispetto ai compagni di classe, con una preparazione il più possibile adeguata. All’inizio dell’anno scolastico si era pensato di documentare su materiale cartaceo, sotto forma di piccole tesine, tutti gli argomenti più interessanti, trattati nelle diverse discipline, da consegnare ai docenti curriculari come riscontro del lavoro fatto, come materiale da utilizzare per le verifiche periodiche e per le prove strutturate e integrative, da affrontare alla fine dell’anno scolastico. L’intento era di utilizzare il contenuto degli argomenti didattici, proposti in classe, come mezzo per imparare l’uso di strumenti informatici multimediali come: computer, scanner, stampante, CD Rom, programmi di sistema (Windows ‘95-’98) e programmi applicativi utili a tale scopo (Word in particolare). Inoltre, un lavoro “di precisione” con il mouse poteva favorire il miglioramento della motricità fine, poteva aumentare il grado di motivazione e far nascere il piacere di realizzare un prodotto ben confezionato e rifinito, utilizzabile anche da altri. Tale attività ha consentito una migliore organizzazione delle ore di approfondimento, previste dal progetto ’92 per gli Istituti Professionali, e le ore in cui gli alunni erano esonerati dalla frequenza in classe. Successivamente è stato possibile svolgere delle lezioni in cui si insegnava agli alunni come mettersi in comunicazione con Internet: accendere il modem, il server, attivare il programma per collegarsi telefonicamente al provider locale e utilizzare i motori di ricerca (Internet Explorer e Netscape) utili per navigare. In questo modo gli alunni hanno potuto conoscere il mondo virtuale che anima Internet, hanno visitato i siti di Meta e Conad, dove effettuano il percorso misto “Scuola-Azienda”, siti di altre realtà locali, nazionali e internazionali. Hanno effettuato ricerche di siti tramite l’uso di parole chiave. Hanno osservato come sono strutturate le pagine web e hanno colto la possibilità di collegarsi da una pagina all’altra attraverso le parole attive (link). Hanno osservato le immagini, le animazioni che compongono le pagine web. Integrazione scolastica 50 Questo lavoro ci ha offerto l’opportunità di proporre agli alunni l’idea di presentare gli argomenti trattati nel trascorrere dei mesi, oltre che in forma scritta, anche in forma virtuale, costruendo un ipertesto, completo di immagini, video e animazioni, e producendo un CD-ROM da consegnare ai docenti e da conservare come documentazione di un anno di lavoro scolastico. Ogni argomento è stato prima proposto in classe dagli insegnanti curriculari, poi sintetizzato e adeguato alle reali capacità dell’alunno dall’insegnante di sostegno che, in collaborazione con le educatrici assistenziali, ha guidato l’alunno stesso alla trascrizione dell’argomento su computer, con l’uso di programmi specifici. Alcune attività sono state svolte a gruppi, altre coinvolgevano l’intera classe; gran parte del lavoro, comunque, è stato individuale. Attraverso questo lavoro i due ragazzi hanno potuto seguire meglio le materie di Informatica e Laboratorio di Informatica, previste nel corso scelto, e ha consentito loro di imparare sia in forma guidata sia in forma autonoma, l’uso di diversi strumenti informatici già precedentemente citati. In modo più specifico si riportano le attività che si sono realizzate: • Il computer ⇒ le caratteristiche hardware e software ⇒ le periferiche di input e output ⇒ i dispositivi di puntamento ⇒ la tastiera ⇒ il video ⇒ le interfacce utente ⇒ il sistema operativo ⇒ i programmi applicativi utilizzabili come Word e Excel • Lo scanner ⇒ la scelta del testo o dell’immagine su cui fare la scansione ⇒ la selezione e l’elaborazione della parte scansionata con il programma d’uso ⇒ la collocazione adeguata del materiale realizzato • La stampante ⇒ cura dell’anteprima di stampa ⇒ scelta del numero di copie e pagine ⇒ disposizione del foglio da stampare ⇒ il formato del foglio ⇒ l’eventuale stampa a colori • Cd-rom ⇒ programmi per la consultazione, ricerca ed eventuale copia di argomenti trovati su enciclopedie multimediali ⇒ programmi per l’intrattenimento , come ad es. i giochi ⇒ riviste • I programmi di sistema ⇒ i diversi sistemi operativi per computer come MS-DOS Windows 3.1, ’95, ’98 ⇒ i virus e gli antivirus ⇒ come copiare, formattare un disco • I programmi applicativi ⇒ programmi per la elaborazione di testi come Word ⇒ programmi per la elaborazione di dati in un foglio elettronico come Excel ⇒ programmi per la composizione di pagine web come Front Page In quanto ai risultati attesi e/o raggiunti, si può affermare che la realizzazione dell’ipertesto ha incrementato notevolmente i tempi di attenzione degli alunni per il piacere di fare qualcosa di proprio, realmente utilizzabile anche dagli altri. Questo ha prodotto una più ampia conoscenza degli argomenti relativi all’indirizzo scolastico scelto dagli allievi e, in prospettiva, sfruttabile nel percorso misto scuola-azienda.I problemi riscontrati sono legati essenzialmente alla trascrizione dei testi, fase esecutiva lenta, noiosa e meno creativa del progetto, per cui si è reso necessario aiutarli in tale compito, offrendo loro la possibilità di avere più tempo per progettare e creare, anche in autonomia, l’ipertesto.Due parole, infine, sulle strumentazioni che, essendo nuove ed estremamente sofisticate, hanno agevolato moltissimo il lavoro e la produzione sia dell’ipertesto sia del CD Rom. Collocazione: Sc D 22 51 Integrazione scolastica Zanasi Catia, i compagni di classe, gli insegnanti delle materie tecnico-professionali del Consiglio di classe, che con la loro presenza e i loro suggerimenti hanno collaborato e reso fattibile il progetto. Costruzione di album fotografici Istituto Statale d’Arte “Venturi“ - Modena 1997/98 e 1998/99 Classe/i I C sezione di grafica a.s. 1997/98 per i progetti a) e b) II C sezione di grafica a.s. 1998/99 per il progetto c) Area tematica Scuola Contenuto tematico Integrazione scolastica, Laboratori, Nozioni spazio-temporali, Aspetti relazionali Obiettivo/i - progetto a) Conoscere i propri compagni di classe attraverso fotografie ed interviste - progetto b) Documentare in modo non casuale la ristrutturazione di un luogo come il mercato di via Albinelli - progetto c) Raccogliere foto e documentare con didascalie i maggiori monumenti della città di Modena Destinatario/i Insegnanti e compagni di classe Personale coinvolto Insegnante di sostegno, tutor, insegnanti del Consiglio di Classe, compagni. Progettazione (per istituto, per classe, per team...) La progettazione è partita da un’idea dell’insegnante di sostegno che ha tentato di amalgamare in un’ottica di interdisciplinarietà le varie materie professionali dell’istituto. L’idea è poi stata discussa e definita con l’allievo e poi estesa ai docenti del Consiglio di Classe che si sono resi disponibili a una collaborazione più tecnica fornendo utili suggerimenti. La progettazione è riferita al gruppo classe e ai docenti di: laboratorio di fotografia e ripresa, sviluppo e stampa, tecniche grafiche, disegno professionale, fotoincisione e serigrafia. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Era necessario individuare qualcosa che tenesse impegnato l’allievo in mansioni a lui chiare e comprensibili ma finalizzate al percorso di studi e sfruttando i saperi e le abilità dimostrate, facendo leva sulla curiosità che è la molla che ci ha permesso di lavorare in modo efficace. Frequentando l’alunno il corso di grafica pubblicitaria si è cercato di utilizzare le abilità conseguite come: usare la macchina fotografica, scegliere i materiali utilizzati e impaginarli per ottenere degli album fotografici personalizzati e personali. I progetti sono stati scanditi secondo i seguenti obiettivi: - Costruzione di album fotografici in modo non casuale - Conoscenza ed uso dei materiali - Impaginazione del materiale prodotto - Conoscenza e applicazione dei vari caratteri di scrittura e videoscrittura - Conoscenza delle apparecchiature fotografiche e loro uso specifico - Conoscenza e confronto delle pellicole in bianco e nero e a colori - Conoscenza dei propri compagni di classe, percezione di gruppo come insieme (progetto a) - Conoscenza del concetto di restauro e di conservazione dei beni (progetto b) - Conoscenza del vecchio e del nuovo (progetto b) - Conoscenza dei monumenti della città ( progetto c) Integrazione scolastica 52 Se l’allievo era impegnato in qualcosa che comprendeva e sapeva fare si ridimensionavano notevolmente i problemi legati al comportamento che male si integravano con le normali regole scolastiche. Di fatto Roberto ha grande capacità di comprensione e di ragionamento legati a processi cognitivi che sono inusuali e sorprendenti solo mettendosi nella “ sua testa “; osservandolo con molta attenzione è possibile cogliere ciò che realmente sa fare ed è sorprendente verificare, in ogni momento, come i processi di memorizzazione e ragionamento legati a situazioni del proprio vissuto lo rendono di volta in volta ironico, un po' istrionico e molto simpatico. Tanto che è in grado a volte di ragionare criticamente, anche se istintivamente, su avvenimenti che lo riguardano personalmente e che riguardano i compagni, denotando grande attenzione e curiosità per ciò che lo circonda, anche se poi tende a fare solo ciò che lui vuole. Motivazione Seguendo il progetto di continuità da un grado all’altro tra la scuola Media Inferiore e la scuola Media Superiore, sì è pensato di iscrivere Roberto in questo istituto ( nel corso di Grafica ) per la grande passione dimostrata verso la fotografia. L’allievo evidenzia inoltre una straordinaria memoria visiva che gli permette di fotografare in modo estremamente reale e realistico ciò che più lo ha interessato, disegna con grande padronanza di particolari ( anche se scadente nell’esecuzione e nel segno grafico dovuto a una certa frettolosità ), sia cose viste che immaginate. Il disegno infatti rimane il mezzo espressivo attraverso il quale riesce meglio ad esprimersi e funziona come deterrente per i problemi comportamentali che si manifestano e si evolvono in negativo nei contesti di gruppo e in situazioni che non conosce, come affrontare una scuola con ambienti e persone nuove. Pertanto sono stati individuati alcuni progetti interdisciplinari da svolgere all’interno delle diverse materie scolastiche per dare continuità e significato alla permanenza a scuola di Roberto che, viste le difficoltà, è andato incontro a una programmazione strettamente individualizzata, scandita secondo i seguenti obiettivi: - Dare continuità al lavoro svolto attraverso un impegno costante - Rispettare i tempi del lavoro con consegne puntuali - Finalizzare una passione verso qualcosa di concreto - Fotografare in modo non casuale - Scelta non casuale delle foto - Scelta non casuale dei materiali e dei colori per la costruzione degli album - Scelta non casuale di caratteri di scrittura a mano e a computer - Accettare i suggerimenti degli insegnanti - Non intestardirsi su scelte personali La motivazione e la curiosità sono stati gli elementi fondamentali per lavorare con l’allievo, che da subito ha scelto gli insegnanti più disponibili e ha individuato quelli più ostici rifiutandosi di lavorare con loro e chiedendo ripetutamente di uscire dalla classe, cosa che non avveniva nei momenti di laboratorio o di attività a lui comprensibili e dotate di significato, come produrre qualcosa di tangibile e visionabile. In questo modo era poi possibile parlare con lui e discutere della validità del manufatto prodotto apportando a volte anche delle modifiche. La metodologia usata, infatti, dai docenti coinvolti è stata quella di produrre il più possibile del materiale che, impaginato in una prima fase di prova, è stato poi rivisto nella stesura definitiva anche se l’allievo è stato lasciato libero di fare scelte personali anche se graficamente sbagliate, poi insieme a lui nella verifica finale, legata alla votazione, gli è stato spiegato perché erano possibili scelte diverse da quelle attuate da lui. Bisogna affermare che Roberto raramente tornava sulle proprie decisioni e considerava il suo prodotto, anche se sbagliato e non eseguito in modo corretto, il migliore di tutti. Prioritario è stato instaurare con l’allievo un rapporto fiduciario gratificandolo per i buoni risultati raggiunti e facendogli capire il concetto di valutazione inteso come risultato positivo di un lavoro che deve svolgere con piacere ma anche per dovere verso un concreto impegno scolastico. Roberto ha dimostrato comunque grande sensibilità verso il giudizio positivo degli insegnanti riportando commenti, arrabbiandosi per i voti negativi e gioiendo in modo spropositato per quelli positivi, dimostrando in tal senso capacità critica di ricordare quanto gli veniva detto. Integrazione scolastica Articolazione delle fasi di attività 53 Per capire come è stato strutturato il progetto e capirne le fasi di realizzo bisogna fare una piccola premessa e spiegare in quale situazione è stato possibile realizzare questa attività. L’Istituto Statale d’Arte di Modena solo nell’anno scolastico 1997/98 ha accolto per la prima volta un allievo che andava incontro a programmazione completamente differenziata: negli anni precedenti l’inserimento di alunni con sostegno era stato molto limitato nei numeri e nella caratterizzazione dei casi tutti considerati lievi e con il conseguimento di diploma di qualifica e maturità. L’alunno è stato inserito in una classe di 26 allievi, alcuni dei quali ripetenti e quindi molto più grandi di lui; questa situazione ha reso il suo inserimento ancora più difficoltoso. Roberto non voleva abbandonare l’idea della scuola media inferiore e voleva ritrovare gli stessi riferimenti sia logistici che di persone, infatti ha molto faticato all’inizio per trovare un proprio spazio e un proprio ruolo e ha manifestato grande disagio disturbando spesso i compagni e gli insegnanti con interventi inopportuni e fastidiosi. Le nevrosi fobico ossessive certificate, tipiche del deficit, invece di rientrare in un normale iter di accettazione sono esplose mettendo spesso in difficoltà gli insegnanti curricolari che non sapevano bene come affrontare la situazione; questo ha creato notevoli tensioni che hanno inciso pesantemente sul percorso di integrazione. Roberto, quindi, si è affidato completamente all’insegnante di sostegno e al tutor costruendo un rapporto privilegiato con essi, all’interno comunque di schemi rigidi, prefissati che se venivano modificati aumentavano lo stato di ansia e i problemi connessi, portandolo, almeno per i primi tempi, ( quelli più delicati per l’inserimento ) a rifiutare di seguire le più elementari regole di comportamento scolastico. Tutto ciò ha messo a dura prova gli insegnanti del Consiglio di Classe che nonostante la mediazione dell’insegnante di sostegno non sempre hanno saputo accogliere adeguatamente l’allievo e hanno faticato parecchio ad accettare l’idea che ci sono processi cognitivi inusuali, che vanno riconosciuti e compresi, individuando abilità e saperi che possono essere altrettanto validi e spendibili, in un’ottica di formazione e maturazione della personalità, quanto apprendimenti più specificatamente didattici e nozionistici. La scuola, per le sue caratteristiche, possiede già all’interno un alto numero di laboratori dove svolgere delle attività tecniche-professionali. Pertanto essendo l’allievo discretamente dotato da un punto di vista grafico, l’insegnante di sostegno, anche per andare incontro ai colleghi completamente disorientati, ha pensato di individuare un manufatto da realizzare nell’arco dell’interno anno scolastico, che funzionasse da collante tra le varie discipline artistiche e che inglobasse abilità trasversali, sfruttando i suggerimenti metodologici e didattici impartiti agli altri allievi. I docenti, a volte in grave difficoltà a comprendere il Progetto sul Minore che si stava strutturando e quasi tutti impreparati nella formulazione di obiettivi differenziati e ridotti, hanno accettato la proposta ed ognuno ha collaborato in riferimento alle proprie competenze. Manufatto: Composti da: album fotografici foto colori e in bianco e nero cartoncino colorato didascalie titolo rilegatura Discipline interessate: Laboratorio di ripresa Ripresa delle immagini, scelta non casuale delle riprese da effettuare. Uso degli strumenti attraverso semplici riprese fotografiche con macchine manuali e macchine automatiche, la luce, i tempi di ripresa, le inquadrature. Persone, mezzi di trasporto, automobili ecc... in movimento, oggetti, monumenti ecc..., cose statiche. Laboratorio di sviluppo e stampa Sviluppo negativo del rullino fotografico, stampa a contatto del bianco e nero ( il colore a scuola non è possibile ), correzione dei difetti nella fase di stampa, tempi e modi della stampa in bianco e nero, scelta delle foto migliori. Integrazione scolastica Laboratorio di tecniche grafiche 54 Conoscenza dei vari tipi di carattere maggiormente in uso, dal punto di vista visivo-estetico ( non storico), applicazione in modo esteticamente corretto e non casuale dei caratteri studiati, uso dei caratteri trasferibili, uso dei caratteri a computer, stampa ingrandimento e ridimensionamento. Scelta dei caratteri, dimensioni, titolo ecc... per l’album fotografico. Laboratorio di foto-incisione e serigrafia Applicazione pratica, di concetti legati alla sperimentazione del linguaggio specifico della comunicazione visiva (segno-spazio-forma) dei materiali da assemblare. Trovare qual era il linguaggio più efficace per leggere bene gli album fotografici. Laboratorio di disegno professionale Impaginare tutto il materiale secondo regole precise di spazio, colore, foto e didascalie nel linguaggio migliore; creare una copertina per ogni album che avesse anche valore “artistico“ e non fosse solo un titolo. Scelta di piccoli riferimenti grafici di disegno (logo) per indicare ad esempio che un compagno si era ritirato da scuola. Raggiungere una consapevolezza degli spazi pieni e degli spazi vuoti. Italiano Scrivere correttamente le didascalie, posizionandole in modo corretto alla corrispondente foto, riuscire a fare un commento critico orale del lavoro svolto in riferimento alla produzione del manufatto e al contenuto degli album stessi. Matematica Seriare e catalogare le varie fotografie e immagini, collocandole negli appositi spazi dopo aver definito le pagine degli album, averle contate e numerate progressivamente. Storia e Storia dell’Arte Soprattutto per l’album sui monumenti si sono sviluppati i concetti di spazio e tempo, di vecchio e nuovo, il ricordo storico, perchè ricordiamo, che cosa ci evocano i ricordi, che cosa rappresenta la nostra storia passata, noi siamo la conseguenza di ciò che è avvenuto prima. Per fargli apprendere discipline con concetti astratti come la Storia è necessario per Roberto fare riferimento a delle esperienze concrete e vissute. Queste discipline sono state trattate andando a vedere ciò che è rimasto a livello di monumenti, spiegandogli perché esistono e perché si definiscono tali. La conoscenza del passato, la percezione del presente e la proiezione nel futuro possono contribuire fortemente alla formazione dell’identità personale di Roberto, per la cui formazione appare indispensabile anche la coscienza di appartenere ad una realtà in cui i mutamenti possono essere compresi e spiegati in modo da contenere i motivi di ansia. Roberto ha portato avanti questo progetto all’interno del gruppo classe, ma sostanzialmente ha svolto il lavoro da solo, con l’insegnante di sostegno che lo ha guidato in ogni fase. Le lezioni sono state effettuate frontalmente cercando di spiegargli ogni passaggio come ad esempio: cosa fotografare e perché, i monumenti, il mercato di via Albinelli, i compagni di classe. I temi sono stati individuati insieme e le raccolte di foto selezionate dopo un attento lavoro di osservazione. Progetto A: costruzione dell’album fotografico sui compagni di classe CONOSCENZA è stata la parola chiave per promuovere un’integrazione scolastica difficile da attuare. Roberto era spaventato dai compagni di classe perché non li conosceva e non riusciva ad accettarli, così che fotografarli e intervistarli ci ha permesso di farlo avvicinare a loro.Ha scelto da solo le inquadrature ( anche se non tutte sono riuscite bene ), ha deciso le domande da fare, ha scritto il questionario da proporre, ha fascicolato tutto il materiale. Le domande ci sono sembrate appropriate e molto interessanti; oltre ai dati e all’indirizzo, così da fare conoscere a Roberto luogo e data di nascita, ma anche comune di residenza, ha potuto individuare che tutti, vicini e lontani, venivano a scuola autonomamente con mezzi propri o pubblici ( lui accompagnato dai genitori in macchina). Infatti molti di loro si dovevano alzare molto presto e raggiungevano la scuola in bicicletta, scooter, autobus, corriera e anche treno. Con cartine geografiche sono poi stati individuati i vari luoghi e i tempi di percorrenza così da agire sulla sua straordinaria memoria visiva, per tentare di migliorare l’organizzazione spazio-temporale degli avvenimenti che risulta deficitaria. Sono state fatte domande sui cibi preferiti e perché piacevano questi invece di altri. Roberto ha paura di morire affogato, è molto sensibile agli odori e molto selettivo nel mangiare, non mangia niente che non sia confezionato e che non provenga esclusivamente da casa sua; è anche molto abitudinario nei gusti e negli orari. Ama molto gli animali soprattutto i gatti e ha chiesto ad ognuno se ne possedevano e come trascorrevano il tempo libero. Roberto è molto isolato, male si integra Integrazione scolastica con gli altri, ha spazi definiti invalicabili, soprattutto non accetta interferenze nello spazio casalingo. Tutti i compagni invece avevano hobby, amici, cose da fare. 55 Progetto B: costruzione dell’album fotografico sul Mercato di via Albinelli CURIOSITÀ (parola chiave) Dotato di grande curiosità e una straordinaria memoria visivafotografica, Roberto è subito rimasto affascinato dalla ristrutturazione del vecchio Mercato di via Albinelli, anche perché uno degli architetti addetti ai lavori era un suo vicino di casa e, dopo grande insistenza da parte dell’allievo, lo ha portato in cantiere con lui e gli ha permesso di fotografare i lavori dall’interno in zone non accessibili al pubblico. Questo lo ha molto gratificato anche perché a scuola era poi in grado di ridisegnare, pur se in modo grossolano, quanto visto con grande precisione di particolari. La documentazione fotografica è durata per gran parte dell’anno scolastico fino all’inaugurazione anche questa ampiamente fotografata; il capo cantiere, che ha visto spesso il giovane con l’insegnante di sostegno aggirarsi tra i lavori, ha poi chiesto le foto ed i negativi e lui è stato molto soddisfatto di tutto questo. Anche l’attigua piazza XX Settembre e stata ampiamente fotografata e descritta nella sua ristrutturazione. Progetto C: costruzione dell’album fotografico: Modena e i suoi monumenti BENI ARTISTICI (parola chiave) Cosa sono i monumenti? Perché ci sono? Cosa rappresentano? Come mai sono arrivati fino a noi? Quali funzioni avevano allora e oggi? Roberto non doveva fotografare casualmente, ma gli sono stati dati una serie di monumenti, in parte concordati, che lui ricordava e conosceva bene. Ognuno è stato spiegato nelle sue funzioni primarie e attuali, se erano cambiate, come ad esempio il Palazzo Ducale, oggi sede dell’ Accademia Militare. Girare per la città ci ha permesso di capire che nonostante non fosse autonomo negli spostamenti aveva ed ha grande capacità di orientamento e ricorda perfettamente anche i percorsi a ritroso. Guardando le foto sviluppate è stato poi in grado di ricordare piccoli particolari anche non visibili, ma che lui ricordava perfettamente dopo averli visti dal vero. Conclusioni Il lavoro svolto in équipe con gli insegnanti più disponibili si è rivelato molto utile al fine di calibrare gli interventi su Roberto ed è servito per “esplorare” e monitorare ciò che il ragazzo sapeva fare ed ha imparato a fare in itinere. Di fatto essendo il primo caso di programmazione differenziata su di un soggetto gestibile, ma non sempre contenibile, ci si è mossi un po' in modo “pionieristico”, cercando di utilizzare le risorse che pian piano venivano “scoperte” . Gli insegnanti per primi hanno dovuto ricredersi e dopo i primi mesi di disorientamento percependolo come un soggetto non necessariamente scolarizzabile, hanno modificato il giudizio e capito che soggetti come Roberto, se adeguatamente seguiti ponendosi in essere con loro e non contro di loro, sono in grado di apportare al gruppo classe una ventata di positivo ottimismo attraverso un esempio costante di crescita che è motivo di riflessione anche per l’intera classe. Pertanto si può affermare con certezza che questa esperienza ha permesso di raggiungere i seguenti traguardi: − tenere la posizione che gli veniva assegnata in relazione a necessità comprensibilmente logiche; − ha imparato ad agire in funzione della utilità degli altri, non solo per la sua; − ha imparato a caratterizzare e distinguere i tempi del parlato da quelli dell’ascolto; − ha imparato parzialmente ad intervenire solo quando è possibile o richiesto; − ha appreso le tecniche minime delle specifiche materie, indispensabili per realizzare un prodotto; − ha prodotto materiali su tematiche orientate, non solo scelte da lui, ma in collaborazione e su suggerimento di altri; − ha imparato in parte ad evolvere la propria capacità espressiva nella sfera di astrazione, rispetto alle sole forme note. La conclusione più interessante in questo contesto è che difficilmente Roberto raggiungerà dei traguardi specifici che lo riguardino in riferimento a possibilità artistiche spendibili, ma si è notato uno spirito emulativo, considerato da tutti i docenti molto positivo, traducibile in una volontà e desiderio di fare come gli altri e di mostrare a tutti compagni e professori quanto aveva prodotto. Collocazione: Sc D 23 56 Educazione interculturale Baracchi Antonella, Baronio Franca, Bortolamasi Luisa, Bulgarelli Annamaria, Catellani Antonella, Fantetti Floriana, Liberati M. Fabrizia, Massari Gisella Interculturalità: accoglienza, pluralità e valorizzazione delle differenze Scuola elementare “Bollitora” - II Circolo Carpi 1998/1999 Classe/i I - II - V A / B Area tematica Studi Sociali Contenuto tematico 1. I diritti del bambino 2. I giocattoli nelle varie culture 3. Alla scoperta della diversità Obiettivo/i 1.1 Conoscere e analizzare i Diritti Internazionali del Bambino (1959 ONU) 1.2 Conoscere la storia e l'evoluzione nel tempo dei Diritti Umani 1.3 Conoscere l'alterità culturale mediante la narrazione 2.1 Comprendere che il giocattolo è un "mezzo ludico di socializzazione e integrazione", "spazio intermedio", "luogo potenziale" 2.2 Costruire un vocabolario "ludico" interculturale 2.3 Realizzare mediante materiali di recupero alcuni giocattoli più diffusi nelle diverse culture 3.1 Riconoscere attraverso il gioco le differenze e le analogie nei volti 3.2 Acquisire consapevolezza di ciò che ci rende diversi. Destinatario/i Alunni del I ciclo e delle classi quinte Personale coinvolto Insegnanti di classe e insegnante preposta su progetto Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team di classi Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Presenza rilevante e in continua crescita di alunni provenienti da paesi stranieri e di cultura nomade: 1. India 2. Pakistan 3. Tunisia 4. Serbia 5. Zingari sinti Motivazione a) Inserimento attivo nel mondo delle relazioni interpersonali, sulla base dell'accettazione e del rispetto dell'altro b) Consapevolezza delle varie forme di "diversità e di emarginazione" allo scopo di prevenire e contrastare la formazione di stereotipi e pregiudizi; c) Ampliamento dell'orizzonte culturale e sociale, superando la realtà ambientale più prossima, per riflettere, anche attingendo agli strumenti della comunicazione sociale, sulla realtà culturale e sociale più vasta. (Rif. Programmi Ministeriali '85) Educazione interculturale 57 Descrizione sintetica del progetto Linee generali: Accoglienza Conoscenza Comunicazione Convivialità delle differenze Articolazione delle fasi di attività Individuazione per ogni fase di indicatori Classi V 1. Unità didattica: lettura, analisi, interpretazione della Carta redatta dall'ONU (1959) sui Diritti Internazionali del Bambino. Materiali e strumenti: testi, schede, immagini fotografiche. Metodologia didattica: conversazione "clinica", argomentazioni, ricerca di brani letterari e di testi musicali indicativi della realtà indagata. Organizzazione: gruppo classe, sottogruppi. 2. Unità didattica: studio dei momenti storici che hanno rappresentato un passaggio, un cambiamento e un'espressione dei Diritti dell'Uomo. Analisi dei Documenti Internazionali (ONU 1948). Materiali e strumenti: testi storici e schede. Metodologia didattica: visita alla Mostra "El Ventaglio del Tiempo", verso un nuovo incontro fra generazioni, popoli e culture. Rielaborazione dell'esperienza. Analisi di alcuni testi storici e loro interpretazione. I ciclo 1. Unità didattica: comprendere il concetto di gioco. Materiali e strumenti: conversazioni, questionario. Metodologia didattica: verificare che cosa i bambini conoscono del gioco attraverso un questionario o ponendo delle domande mediante conversazioni "strutturate". 2. Unità didattica: comprendere che esistono diversi tipi di giochi e giocattoli. Materiali e strumenti: schede, cartellone. Metodologia didattica: classificazione dei giochi e dei giocattoli attraverso determinati criteri. Per esempio, giochi che si possono fare da soli e giochi da svolgere con due o più giocatori, ecc. Creazione di un cartellone su cui riportare la classifica. 3. Unità didattica: confronto fra i giochi e i giocattoli di ieri e di oggi e loro evoluzione. Materiali e strumenti: scheda questionario, cartellone. Metodologia didattica: compilazione di un questionario da fare insieme ai genitori e/o i nonni. Sintesi e trascrizione dei dati su un cartellone. Conoscenza dei nomi dei giochi e dei giocattoli in lingua originale. 4. Unità didattica: cogliere le analogie e le differenze tra i nostri giocattoli e quelli dei bambini provenienti da Paesi diversi. Materiali e strumenti: conversazione, materiale lettura, fotografie, schede. Metodologia didattica: esaminare le differenze e le analogie tra i giochi e i giocattoli italiani e quelli appartenenti alla cultura extracomunitaria e zingara. 5. Unità didattica: costruzione di alcuni giocattoli con materiali riciclati. Materiali e strumenti: materiali di riciclo (pezzetti di legno, cassette di frutta, scatole, pezzi di stoffa, lana, ecc.) Metodologia didattica: costruzione di almeno un giocattolo per bambino o per gruppi di bambini scegliendone tra quelli di derivazione indiana, tunisina, serba, ecc. Organizzazione: sottogruppi di classi. Classi I 1. Unità didattica: rielaborazione del volto Materiali e strumenti: foto, fogli, forbici, colla, simboli di vari oggetti. Metodologia didattica: l'insegnante sceglie un ambito di diversità su cui lavorare (il gioco, la scuola, la casa, ecc.) Poi, in base ad alcune domande prestabilite, i bambini incollano i simboli a disposizione, per sostituire alcune parti del volto. Si evidenziano così, attraverso un punto di osservazione, le differenze e le analogie. Organizzazione: sottogruppi di classe parallele. Il monitoraggio, effettuato mediante l'individuazione di alcuni indicatori di qualità, ha rilevato il seguente scarto tra il risultato atteso e quello raggiunto. Educazione interculturale Fattori positivi 58 L'attuale esperienza ha permesso: • Di organizzare un incontro rivolto, inizialmente ai docenti del plesso e in seguito anche ai genitori, sul tema dell'interculturalità, al fine di raggiungere una condivisione culturale e un linguaggio comune, negoziato, su tale argomento; • La revisione dell'organizzazione oraria, della formazione dei gruppi, del ruolo dell'insegnante "mediatore" e delle sue modalità di intervento. Ciò per rendere efficace, reale, funzionale, il percorso di integrazione; • Il potenziamento delle strumentalità linguistiche (arricchimento lessicale, costruzione delle strutture sintattiche, lettura, scrittura); • La facilitazione della comunicazione all'interno del gruppo (dialogo, conversazione, narrazione); • Il confronto e lo scambio di esperienze (conoscenza-relazione). Fattori problematici • Difficoltà nel costruire un percorso educativo-didattico comune basato sulla selezione di alcune capacità da far acquisire (mancanza di unitarietà); • Parziale delega sugli interventi da effettuare; • Difficoltà nella definizione del proprio ruolo e funzione (insegnante preposta sul progetto); • Difficoltà di individuare un raccordo tra l'intervento esterno e quello interno delle insegnanti di classe. Specificamente: a) nel delineare l'interazione del curricolo, previsto nella classe, e del percorso differenziato; b) nel favorire l'integrazione dell'alunno in un contesto più ampio (gruppo classe) e nel piccolo gruppo. Si ritiene necessario effettuare tra i docenti preliminarmente , un confronto sul concetto di "integrazione" in modo da esplicitare i giudizi di ognuno, le credenze, i valori, per raggiungere ad una definizione condivisa e negoziata. In seguito sarà possibile progettare un percorso educativodidattico maggiormente efficace. Collocazione: SS. 51 / RA 7 59 Educazione interculturale Eumenidi Daniela, Nicolini Giuliana, Piccinno M. Elisa Il mio nome e il tuo... Scuola elementare "Collodi" - II Circolo Sassuolo 1997/1998 Classe/i Prima a modulo Area tematica Studi sociali Contenuto tematico La conoscenza di sé: nome, aspetto fisico, emozioni, abilità, preferenze. Obiettivo/i Aumentare la consapevolezza di sé, scoprire ciò che ci accomuna e ciò che ci differenzia; apprezzare le differenze individuali come ricchezza per il gruppo Destinatario/i Alunni della classe prima elementare. Personale coinvolto Insegnanti della classe, insegnante su progetto. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione di circolo e sviluppo del percorso per team. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Individuare un tema sviluppabile in un percorso didattico che permettesse al bambino di fare esperienza di concetti quali diversità, uguaglianza, valorizzazione delle differenze. Motivazione In ogni cultura il nome è la "sintesi" della storia affettiva, relazionale, culturale della persona; inoltre rende visibile la sua appartenenza alla comunità. In prima elementare la scrittura autonoma del proprio nome diviene una chiara espressione di sé, della propria individualità e peculiarità. Il tema del nome stimola nei bambini una prima consapevolezza della propria identità e favorisce la conoscenza reciproca. Articolazione delle fasi d'attività Il percorso didattico ha avuto inizio nel secondo quadrimestre quando i bambini padroneggiavano meglio l'uso della scrittura, questo ha permesso ad ogni bambino di trattenere sul proprio quaderno ciò che veniva fatto. Prima fase Si è ritenuto importante partire da una prima conoscenza di sé, legata al qui e ora: il proprio nome, il proprio corpo, le proprie emozioni, le proprie abilità. Questo, per aiutare il bambino a prendere maggior consapevolezza di sé e per dare valore a ciò che è e a ciò che sa fare. Durante le attività, i bambini hanno lavorato anche a coppie e in un piccolo gruppo per favorire un maggior coinvolgimento e ascolto reciproco. Realizzazione della carta d'identità: ogni bambino ha disegnato se stesso e ha scritto le proprie caratteristiche fisiche. Ogni carta d'identità è stata poi attaccata ad un cartellone per visualizzare la composizione del gruppo classe e riflettere su di esso: quanti siamo, quali differenze notiamo e quali somiglianze. Lettura di alcuni racconti per spostare l'attenzione dall'aspetto fisico alla conoscenza delle emozioni. Sono state prese in considerazione soprattutto le emozioni meglio definibili come la felicità, la tristezza, la rabbia, la paura: i bambini si sono raccontati episodi in cui hanno provato le Educazione interculturale 60 emozioni individuate; queste sono state raccolte in un grafico che evidenziava il fatto che l'emozione è un aspetto dell'essere umano che è comune a tutti gli individui ma che le situazioni esterne che le determinano possono variare. Individuazione delle proprie peculiarità: "le cose che mi piacciono", "le cose che non m i piacciono", "ciò che so fare", "cosa vedono di me i miei compagni". Realizzazione di un grafico che evidenzia gli aspetti di sé presi in considerazione riferito a ciò che ci accomuna e ciò che ci differenzia: tutti possediamo un nome ma ogni nome è diverso, il nostro aspetto fisico è diverso, tutti proviamo delle emozioni ma in situazioni che possono essere diverse, tutti abbiamo delle abilità ma alcune di queste sono diverse. Seconda fase L'attività si è spostata sulla conoscenza della storia del proprio nome, del suo significato... Questa parte del percorso ha permesso al bambino di prendere contatto con un aspetto della propria storia, di raccontarla e di confrontarla con quella dei propri compagni. Ha permesso di affrontare e valorizzare le diversità culturali e linguistiche, presenti nella classe, che emergevano, in un clima di rispetto e curiosità reciproca influenzato anche dall'attività precedente. Gioco della moscacieca per scoprire che il nome corrisponde a un'idea dell'oggetto che ho nella mente e che contraddistingue la persona come unica e irripetibile. Questionario ai genitori per raccogliere le informazioni relative al proprio nome e confronto dei dati raccolti. Individuazione dei paesi di provenienza dei due bambini stranieri presenti in classe, sulla carta geografica. Incontro con i genitori dei due bambini Scrittura dei nomi nelle tre diverse lingue: italiano, polacco, arabo. Risultati raggiunti Il percorso è risultato essere molto coinvolgente per i bambini; i concetti di diversità e uguaglianza non sono rimasti concetti astratti ma sono stati vissuti come elementi facenti parte delle loro esperienze e caratteristiche personali e familiari. L'incontro con i genitori "stranieri" ha incuriosito e affascinato i bambini, che hanno soddisfatto molte delle loro curiosità. Il bambino iraniano è apparso molto contento di avere la possibilità di poter portare nella classe anche il suo mondo. Collocazione: SS. 48 / RA 6 61 Educazione interculturale Guidetti Anna Maria Dalla Cina all'Italia Scuola secondaria I grado "Bursi" Spezzano 1998/1999 Classe/i II A Area tematica Studi Sociali / Lingua Italiana Contenuto tematico Progetto d'alfabetizzazione e integrazione di un alunno cinese Obiettivo/i Apprendimento della lingua come mezzo per comunicare e soddisfare bisogni Destinatario/i Ragazzo cinese di 14 anni Personale coinvolto Consiglio di classe Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Il progetto è stato realizzato in una seconda media a T.P., dove è stato inserito un ragazzo cinese di quattordici anni, arrivato direttamente dalla Cina e completamente privo di nozioni linguistiche di italiano o di un'altra lingua con alfabetico fonetico, Da qui la necessità di un percorso d'inserimento nella classe e d'alfabetizzazione, avente come obiettivo fondamentale l'apprendimento della lingua come mezzo di comunicazione per soddisfare i bisogni fondamentali. La classe è composta di 22 alunni, tra cui un alunno affetto da tetraplegia. Articolazione delle fasi di attività Il ragazzo cinese segue un'attività individualizzata di educazione linguistica per 12 ore settimanali, come da progetto (per lo più nelle ore di Lettere e Francese), segue in classe le lezioni delle varie Educazioni e di Matematica. Con l'insegnante di Matematica è stato concordato un programma per la verifica dei prerequisiti, per il recupero dei contenuti già acquisiti in Cina e per l'acquisizione dei contenuti nuovi, attraverso la mediazione linguistica e la semplificazione del testo da parte dell'insegnante del progetto, durante il lavoro individualizzato e, quando è possibile, in compresenza con l'insegnante di Matematica. L'alunno partecipa inoltre ad attività annuali programmate del Consiglio di Classe: Produzione di uno spettacolo teatrale Visite guidate Gita scolastica di due giorni Attività di Educazione Interculturale. La presenza dell'insegnante mediatore è indispensabile per la comprensione e l'acquisizione dei contenuti minimi. I contenuti presentati nel progetto sono scaturiti dalla rilevazione dei bisogni fondamentali dell'alunno: 1. Bisogno di acquisire gli elementi di base della lingua italiana che gli consentano di iniziare a mettersi in relazione con gli altri; 2. Bisogno di una sia pure iniziale socializzazione e consapevolezza di conoscere e agire conseguibile attraverso: l'avvio alla capacità di comunicare verbalmente Educazione interculturale 62 una prima conoscenza dell'ambiente e della società italiana, per poter partecipare alla vita sociale e quindi, parallelamente, per poter acquisire una maggiore consapevolezza della cultura d'origine un'elementare capacità di informarsi, capire e analizzare le situazioni proposte, definire semplici progetti organizzarsi e integrarsi nel modo migliore. 3. Bisogno di recuperare ciò che già conosce e sa fare. Obiettivi specifici che il progetto ha voluto conseguire • comprendere semplici istruzioni • collegare parole e/frasi alle relative immagini • riconoscere il significato di parole/frasi/consegne semplici • comprendere semplici e brevi dialoghi relativi a situazioni simulate o presenti nelle videocassette del corso di lingua adottato • saper chiedere spiegazioni su termini, istruzioni, messaggi non capiti • completare o continuare un dialogo in situazione nota, leggere immagine con domande guida scritte a lato • rispondere a semplici domande in modo affermativo e negativo • discriminare i fonemi di una parola scritta in stampato maiuscolo e minuscolo • leggere parole e frasi semplici associate ad immagini • leggere e capire semplici brani relativi a situazioni note, con uso di terminologia conosciuta • memorizzare progressivamente la terminologia nuova inserendola in un contesto comunicativo • scrivere in stampato maiuscolo • completare parole e frasi in un contesto noto • scrivere in modo sufficientemente corretto, sotto dettatura o autonomamente, parole e frasi, semplici note • rispondere a questionari a scelta multipla/chiusa/aperta su testi "controllati o semplificati" • imparare ad utilizzare gli articoli e le preposizioni semplici e articolate, i verbi al tempo presente, passato prossimo e futuro • scrivere autonomamente un semplice testo con l'aiuto di domande guida e di materiale. Procedure didattiche-attività Nell'apprendimento linguistico, si è sempre partiti dalla motivazione delle necessità concrete della vita quotidiana e dell'esperienza scolastica del ragazzo, che solo nell'ambiente scuola entra in contatto con la lingua italiana. Scuola, ambiente, classe, famiglia, lavoro, paese, cibo, vestiario, spesa, relazioni tra persone, amicizia, animali, la giornata, le feste, i luoghi vicini e lontani, le esperienze scolastiche, sono stati gli argomenti via via trattati. Si è proceduto accostando sempre i riferenti iconografici, esperienzali alle parole o alle situazioni comunicative e ai dialoghi presentati orlai e scritti. Sono state organizzate attività di accoglienza per l'inserimento in classe e nel corso dell'anno l'alunno è stato coinvolto in tutte le situazioni di vita della classe (compleanni, pranzi insieme, visite guidate e le altre esperienze scolastiche prima citate). L'insegnante ha cercato materiale didattico sulla Cina per aiutare l'allievo a far emergere il proprio vissuto: in particolare testi sulla cucina e sulle usanze cinesi, poesie, libri della biblioteca sulla Cina. Risultati attesi raggiunti Di fondamentale importanza è stato il buon rapporto instaurato con i compagni che lo hanno stimolato e aiutato a esprimersi, con il graduale superamento della reticenza iniziale molto accentuata. In particolare le attività insieme alla classe lo hanno spinto a cercare di acquisire sempre più strumenti linguistici, accelerando il suo ritmo di apprendimento e l'impegno. L'insegnante ha sempre invitato l'allievo a usare il dizionario cinese italiano per verificare il significato ipotizzato o sconosciuto delle parole ascoltate o lette. L'alunno ha raggiunto tutti gli obiettivi cognitivi e strumentali prefissi, conseguendo buoni risultati. Ha, infatti, lavorato con interesse e applicazione costanti, mantenendo un buon ritmo di apprendimento e di memorizzazione dei termini e degli elementi utili alla comprensione sufficiente di un messaggio semplice, ascoltato o letto, e alla comunicazione di una frase elementare chiara, oralmente e per iscritto, nell'ambito di un contenuto noto. Ha acquisito la cosiddetta lingua per la sopravvivenza. Educazione interculturale 63 Strumenti Sono stati utilizzati: filmati, audiovisivi, cassette registrate dall'insegnante, autoregistrate, o relative a corsi di italiano per stranieri; fotografie tratte da libri, giornali e riviste, o prodotte nelle esperienze scolastiche in itinere, visualizzazione di alcune esperienze significative su cartelloni, dizionari visuali, rubriche per il lessico. Il materiale prodotto è stato raccolto in quaderni. Sono stati utilizzati i seguenti testi scolastici. P. Casi, L'ITALIANO PER ME, Eli ed. AAVV, IN ITALIANO, Corso di lingua italiana per stranieri, testo + 10 videocassette + 4 audiocassette Favaro, Bettinelli, Piccardi, INSIEME, testo + audiocassetta, La Nuova Italia Favaro, ANCHE IN ITALIANO, vol. 1° - 2° Nicola Ed. LA GRAMMATICA DI BASE, materiale dell'Ufficio Scuola del Comune di Modena Filastrocche, poesie, testi sulla cultura cinese, di matematica e scienze tratti da varie Antologie. Libro di testo e libri della biblioteca, semplificati dall'insegnante Il materiale utilissimo fornito dal prof. Gabriele Pallotti dell'Università di Bologna, nell'ambito del Corso di Aggiornamento sull'Ed, Interculturale, organizzato dal Comune di Sassuolo Collocazione: SS. 53 / RA 7 64 Educazione interculturale Ugolini Caterina, Zini Umberto La diversità ITIS "Volta" - Sassuolo (MO) 1996/97 Classe/i II B - II D - II F Area tematica Studi Sociali Contenuto tematico Costruzione storico-letteraria del concetto di diversità Obiettivo/i Sviluppo della capacità di analizzare la complessità della realtà indagandola e muovendosi sul territorio Destinatario/i Studenti dell'Istituto e cittadinanza in genere Personale coinvolto Insegnanti delle classi esperti nelle varie discipline toccate dal progetto Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione per classi Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Il Progetto nasce dalla necessità di avviare con i ragazzi una riflessione sul concetto di "diversità" inteso come presupposto teorico dei comportamenti razzisti sempre più diffusi e attualmente accentuati dall'intenso flusso immigratorio oltre che dalla cospicua presenza di comunità di "diversi" sul nostro territorio. Il lavoro ha voluto far acquisire ai ragazzi consapevolezza della realtà, fornire loro strumenti d'indagine sul problema, favorire in ognuno l'"accettazione" dell'altro. Articolazione delle fasi d'attività La realizzazione del progetto è avvenuta in due momenti: ricerca e riflessione. La ricerca ha previsto un'attività articolata nelle seguenti fasi: 1. indagine storico-letteraria tesa al reperimento di testimonianze della scoperta dell'altro, del "diverso"; 2. ricerca sul campo con lo scopo di redigere una mappatura delle comunità presenti sul territorio di Sassuolo; 3. raccolta di testimonianze di storie personali di diversità, di varia origine e provenienza (raccolte sia tra i componenti delle comunità che tra i locali) e di materiale fotografico; 4. raccolta di testimonianze d'usi e costumi "diversi" relativi ai momenti fondamentali della vita (nascita, matrimonio, morte) 5. drammatizzazione di una situazione o di un testo letterario appartenente ad una cultura "diversa". La ricerca ha condotto ad una riflessione sulle seguenti domande: 1. I "diversi" perché sono considerati "diversi"? 2. La loro "diversità" è causa d'intolleranza e d'incomunicabilità? 3. In che modo la "diversità" sta alla base di una società multietnica? Tale riflessione è stata approfondita anche dalla visione e discussione comune (delle tre classi) di film tesi ad evidenziare aspetti salienti della diversità: "The Elephant Man" di Lynch che tratta della diversità più immediata, estetica "Il ragazzo selvaggio" di Truffaut che tratta della diversità in senso socio-educativo Educazione interculturale 65 "Jungle Fever" di Spike Lee che tratta della diversità razziale "La ruota spezzata" di Marcello Casarini, un documentario sulla comunità nomade di CorreggioCarpi. Prodotti realizzati dai ragazzi 1. Per illustrare la loro ricerca ai compagni: ⇒ dati raccolti e tabulati all'interno di griglie appositamente elaborate; rappresentati tramite l'utilizzo di tabelle e diagrammi; ⇒ contenuti elaborati in relazioni comprendenti un testo redatto in videoscrittura, lucidi esplicativi, immagini, rappresentazioni cartografiche, tabelle, ecc. La comunicazione orale si è avvalsa dello studio delle tecniche della comunicazione e di strumenti audiovisivi, quali la lavagna luminosa, il proiettore dia, ecc.. 2. Per illustrare la loro riflessione sui dati raccolti: ⇒ contenuti organizzati in una relazione redatta in classe in un momento posteriore rispetto a quello dell'illustrazione generale dei contenuti delle ricerche e che dovrà necessariamente tenere conto dell'esperienza condotta dagli altri gruppi e dagli interventi degli esperti. Nel corso del lavoro ci si è avvalsi di diverse risorse: Interne: biblioteca scolastica, lavagna luminosa, computer, proiettore per diapositive, televisore e videoregistratore, aule speciali (aula di disegno, laboratori) e insegnanti della scuola. Esterne: biblioteca comunale, ufficio immigrazione, centro di prima accoglienza e referenti delle comunità, esponenti delle comunità ed esperti di storia e delle problematiche relative all'immigrazione. Collocazione: SS. 52 / RA 7 66 Promozione alla lettura Sola Dania Dal libro alla scenografia Scuola infanzia comunale “Modena Est” - Modena 1997/98 Classe/i Sezione 5 anni Area tematica Lingua Italiana - Educazione Immagine Contenuto tematico La lettura come occasione di riflessione e ampliamento, quale la rappresentazione teatrale. Obiettivo/i Favorire l’ascolto e la comprensione del testo; sviluppare un atteggiamento creativo in relazione ad ampliamenti o rielaborazioni del testo stesso. Destinatario/i Bambini di 5 e 3 anni Personale coinvolto Insegnanti di sezione dei 5 e 3 anni Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Di sezione, di scuola Descrizione del percorso Motivazione Il libro e la lettura che, come fatti quotidiani permeano la vita della scuola, si prestano, in alcune occasioni, a possibili momenti di riflessione e ampliamento, quale la rappresentazione teatrale. Obiettivi generali • favorire l’ascolto e la comprensione del testo nei bambini; • sviluppare un atteggiamento creativo in vista di possibili ampliamenti o rielaborazioni del testo stesso Obiettivi specifici • individuare i personaggi e le loro caratteristiche; • analizzare le “parole” caratteristiche del testo; • analizzare da un punto di vista “grafico/percettivo” la scrittura delle “parole” caratteristiche; • individuare gli elementi che permettono la trasformazione del testo in rappresentazione teatrale; • individuare alcune scenografie necessarie alla rappresentazione teatrale; • riflettere attorno ai generi dello spettacolo: tragico, comico, ecc....individuando il genere più idoneo allo scopo. Articolazione delle fasi di attività ∗ lettura a più riprese del libro “Anna è furiosa”; ∗ osservazione e descrizione dei comportamenti di Anna; ∗ osservazione delle parole scritte significative per connotare gli stati d’animo di Anna; ∗ scrittura di diverse parole, attribuibili a diversi stati d’animo, da parte dei bambini, utilizzando un tipo di scrittura che mantenga elementi percettivi, tali da essere immediatamente comunicabili anche a chi non legge o, comunque, in grado di potenziare gli aspetti evocativi delle parole; ∗ discussioni attorno alla trasformazione del testo in spettacolo teatrale; ∗ costruzione di cartelloni scenografici; ∗ rappresentazione teatrale dei bambini di cinque anni ai bambini di tre anni. Metodologie di lavoro ⇒ a grande, piccolo gruppo ⇒ a coppia Promozione alla lettura 67 ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ individuale ascolto tentativi di scrittura rielaborazione del testo traduzione in testo teatrale costruzione di cartelloni per scenografie prove e spettacolo teatrale da parte dei bambini Documentazione allegata Produzione dei bambini Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 68 Promozione alla lettura Bertoli Marisa L’amicizia Scuola infanzia comunale “Saliceto Panaro” - Modena 1998/99 Classe/i Sezione 4 anni Area tematica Lingua Italiana - Studi Sociali Contenuto tematico I sentimenti in particolari contesti, quali l’amicizia. Obiettivo/i Conoscere meglio se stessi e la specificità del linguaggio poetico. Destinatario/i Bambini della scuola Personale coinvolto Insegnanti di sezione Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e Motivazione Partendo da un contesto emotivamente forte, i rapporti di amicizia che stavano emergendo e rafforzandosi tra i bambini, si è cercato di riflettere sul concetto di amicizia, individuandone atteggiamenti e parole. In questo contesto si sono lette, analizzate e costruite poesie, che già dall’anno precedente venivano “regalate” ai bambini in occasione di avvenimenti particolari (es. la nascita di un fratellino, un compleanno...) Obiettivi generali ♦ costruire rapporti positivi tra i bambini; ♦ riconoscere emozioni; ♦ esprimere verbalmente stati d’animo. Obiettivi specifici ♦ cogliere la specificità del linguaggio poetico in relazione la linguaggio narrativo; ♦ co-costruire una poesia. Articolazione delle fasi di attività ♦ conversazioni attorno all’amicizia: sentimenti, gesti, parole; ♦ lettura di un racconto sull’amicizia: “Alessandro e il topo meccanico” tratto da “Le favole di Federico” di L. Liommi; ♦ raccolta di impressioni e riflessioni dei bambini; ♦ lettura di poesie sull’argomento, cercando di coglierne il significato più profondo legato alle sensazioni ed ai sentimenti; ♦ individuazione, tramite conversazioni/discussioni, della specificità del linguaggio poetico, sottolineando le differenze con il linguaggio narrativo; ♦ co-costruzioni di poesie da parte dei bambini e individuazione di un titolo. Metodologia di lavoro • conversazioni / discussioni orali; • lettura di racconti e poesie; • invenzione / co-costruzione di poesie; • rappresentazioni grafiche; Promozione alla lettura 69 • invenzione spontanea di poesie e relativa rappresentazione grafica da parte dei bambini in un percorso individuale. Organizzazione del lavoro L’attività è stata realizzata in una sezione di 4 anni composta da 20 bambini, in cui è inserito un bambino portatore di handicap. Lo svolgimento dell’attività ha impegnato le insegnanti per un periodo di due mesi circa (febbraio marzo 1999) ed ha previsto momenti di lavoro a grande gruppo, a piccolo gruppo e a casa. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 70 Promozione alla lettura Messori Giovanna Giochiamo a rubabandiera: istruzioni e regole Scuola infanzia comunale “Don Minzoni” - Modena 1998/99 Classe/i Sezione 5 anni, in collaborazione con le sezioni di 3 e 4 anni Area tematica Lingua Italiana - Studi Sociali Contenuto tematico Riflessioni attorno ai “giochi” del quotidiano Obiettivo/i Individuare regole e strategie di comunicazione per giocare insieme agli altri. Destinatario/i Bambini di 3, 4, 5 anni Personale coinvolto Insegnanti di sezione Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Di scuola Descrizione del percorso Motivazione L’esperienza nasce in una sezione di 5 anni, che, da tempo riflette attorno al gioco e alle relative modalità di apprendimento e trasmissione. Il lungo lavoro di riflessione dei bambini di 5 anni si inserisce, comunque, in un progetto di intersezione che coinvolge l’intera scuola. Si individua perciò un percorso che vede le conoscenze dei bambini farsi via via più sofisticate, precise e documentate, tanto da divenire comunicabili anche ad altri. Obiettivi generali Sviluppare comportamenti di osservazione e comprensione, all’interno di una esperienza diretta di gioco, in questo caso, rubabandiera. Obiettivi specifici ♦ imparare a giocare correttamente; ♦ cogliere le regole fondamentali del gioco; ♦ sintetizzare e documentare le regole individuate; ♦ puntare a strategie di “scrittura del gioco”; ♦ confrontare scritture diverse; ♦ comunicare ad altri regole, istruzioni, dinamiche del gioco. Articolazione delle fasi di attività Partendo dalla naturale voglia dei bambini di giocare a rubabandiera, si individuano diverse fasi in cui si articola l’esperienza. 1° momento - si gioca più volte a rubabandiera; 2° momento - si comincia a discutere attorno a possibili istruzioni di gioco per coinvolgere i bambini di 3 e 4 anni; 3° momento - si individuano regole e se ne tenta una trascrizione scritta; 4° momento - discussione confronto attorno alle scritture spontanee dei bambini; 5° momento - si costruisce con i bambini un cartellone riassuntivo delle regole-istruzioni per giocare a Rubabandiera; Promozione alla lettura 71 6° momento - si individuano le azioni fondamentali del gioco e se ne tenta la scrittura, utilizzando scritture spontanee dei bambini, abbinate a simboli compresibili e condivisi, su cui continuare a discutere e riflettere, sino alla composizione di una intera frase, leggibile, anche per chi non sa leggere; 7° momento - si gioca a Rubabandiera,coinvolgendo i bambini di diverse età, esplorando comportamenti di tutoraggio. Organizzazione del lavoro L’esperienza è stata condotta lavorando con i bambini, a grande gruppo e piccolo gruppo, prevedendo momenti di incontro con i bambini di altre sezioni ed in collaborazione con le colleghe della sezione e della scuola. Documentazione allegata Produzione dei bambini Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 72 Promozione alla lettura Andreozzi Pasquale, Bottazzi Antonella, Cavoli Antonella, Chierici Mara, Iattici Patrizia, Maccaferri Sandra, Rolla Franca, Sirotti Marina “Maestra posso leggere?” Scuola elementare “Rodari” - IX Circolo Modena 1998/99 Classe/i IA-IB-IC-ID Area tematica Lingua Italiana - Educazione Immagine Contenuto tematico Lettura individuale e ai compagni, comprensione, illustrazione di un libro Obiettivo/i Favorire la motivazione alla lettura ed all’ascolto Destinatario/i Alunni delle classi interessate Personale coinvolto Tutti i docenti delle classi coinvolte Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classi parallele Descrizione del percorso Finalità Motivare alla lettura e all’ascolto: l’aspetto emotivo del leggere per altri, la fatica nel sostenere un impegno, il confronto ed il coinvolgimento con altri e di altri. Obiettivi • Riconoscere alcuni elementi di un breve testo narrativo (inventariare personaggi, luoghi, tempi, azioni...). • Strutturare ed utilizzare proficuamente lo spazio/pagina (rapporto testo/illustrazione). • Selezionare gli elementi da illustrare (rapporto significati/illustrazione). • Scegliere tecniche di illustrazione adatte a “quel” testo. • Preparare la lettura per una platea di ascoltatori (aspetto emotivo del “mettersi in gioco”). Strategie di insegnamento/apprendimento L’illustrazione di un proprio libro e la sua lettura in classe è stato momento di forte impegno personale di ciascun bambino sia sul piano della produzione grafica, sia su quello della capacità di lettura. Ogni settimana tre bambini della classe, a turno, ricevevano un compito speciale: leggere, illustrare, preparare la lettura di un piccolo libro che gli veniva affidato personalmente dall’insegnante. I testi narrativi sono in parte stati scelti, ridotti ed adattati attingendo dalla letteratura per l’infanzia e in parte prodotti dagli stessi insegnanti in modo da tener conto delle singole abilità tecniche dei bambini in quel momento dell’anno scolastico. Ogni aula è dotata di uno spazio/lettura ben connotato (tappeto, cuscini, leggio, espositori per libri secondo l’ampiezza dell’aula) e accessibile da parte dei bambini sia in momenti specifici, sia in momenti liberi da consegne collettive e che i bambini gestiscono con appositi incarichi (riordino, classificazione...). Al termine del proprio compito, e una volta alla settimana, i bambini leggevano alla platea dei compagni e mostravano il proprio lavoro, rispondendo a domande e dando spiegazioni. Prodotti realizzati L’esperienza ha portato alla realizzazione di una serie di libri che sono entrati a far parte delle biblioteche di classe e sono stati letti e presi a prestito dai compagni. 73 Promozione alla lettura Risultati raggiunti La scelta della lettura ed illustrazione di libri per sé e per gli altri come incentivo al leggere ha costituito uno stimolo importante alla conquista di una soddisfacente capacità di leggere, mantenendo vivo quel piacere iniziale prodotto dal riconoscimento delle prime parole, delle prime brevi frasi; ha mantenuto viva e costante la voglia di leggere e di farsi ascoltare (“Posso leggere?” “Quando me lo dai il compito speciale?”…); si è tradotto in “rinforzo positivo tra pari”: riconoscimento dell’impegno e della fatica, applausi, complimenti, …”me lo presti?”…; ha permesso il misurarsi con la propria emotività e la progettazione, insieme ai bambini, di alcuni possibili sviluppi dell’esperienza per l’anno successivo. Collocazione: LI. 95 / RA 11 74 Promozione alla lettura Arcuri Rosa, Beccantini Loretta, Bonomi Milena, Cavallari Christine, Fanara Stefano, Fulgeri Alfonsina, Lombardi M. Adele, Matteuzzi Stefania, Mazzoli Franca, Romaniello Anna Costruiamo un libro Scuola elementare “Rodari” - IX Circolo Modena 1998/99 Classe/i II A - II B - II C - II D Area tematica Lingua Italiana - Educazione Immagine Contenuto tematico Ideazione, illustrazione, costruzione personale di un libro. Obiettivo/i Favorire la motivazione alla lettura ed al piacere di leggere. Destinatario/i Alunni delle classi interessate Personale coinvolto Tutti i docenti delle classi coinvolte Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classi parallele Descrizione del percorso Motivazione L’esperienza nasce dall’intenzione di suscitare negli alunni la motivazione alla lettura e il piacere di leggere mediante la costruzione personale di un libro. L’obiettivo principale è stato dunque quello di rendere ogni bambino protagonista in prima persona dell’ideazione, dell’illustrazione e della costruzione di un libro. Tale esperienza si colloca come proseguimento di un progetto effettuato l’anno scorso intitolato “Sulle ali della lettura”, coordinato dalle due esperte Cosetta Amadori ed Irene Patara dove, nella prima fase, i piccoli autori hanno assistito alla narrazione attiva della storia in rima della piccola zebra Diana, e, in un secondo momento, sono stati guidati nell’illustrazione del racconto. Nella fase finale si è curata la numerazione delle pagine, il posizionamento del titolo, dell’indice e della dedica personale ad ogni piccolo autore, per giungere infine all’assemblaggio mediante l’utilizzo di materiali di recupero. Poiché questa esperienza si è rivelata molto positiva e coinvolgente per i bambini, le insegnanti hanno pensato di riproporla durante questo anno scolastico. La costruzione di libri è dunque diventata un filo conduttore che ha interessato diverse discipline ed abilità presupponendo una programmazione interdisciplinare delle attività. Obiettivi - stimolare la motivazione e l’interesse verso la lettura; - produrre testi individuali e collettivi di diverso tipo (narrativo, descrittivo, scientifico); - analizzare, rielaborare e riscrivere testi poetici; - giocare con le parole (acrostico, poesia visiva, rime); - utilizzare tecniche espressive diverse con vari materiali quali: carta crespa, velina, collage, vellutina, riciclata e diversi tipi di colori; - utilizzare in modo creativo materiali di recupero (elastici, lana, sassolini, bottoni, ritagli di giornale) per composizioni ed effetti espressivi; - conoscere le tecniche di organizzazione spaziale del foglio con particolare attenzione al taglio dell’immagine, al posizionamento delle illustrazioni e del testo; - utilizzare programmi di videoscrittura e di grafica del computer; - conoscere semplici tecniche di assemblaggio di un libro. Promozione alla lettura 75 Strategie di insegnamento/apprendimento La costruzione dei diversi libri si è articolata durante tutto l’anno scolastico in lezioni organizzate in base alle diverse fasi del lavoro. La scelta dei temi e dei soggetti per ogni libro è stata spesso legata alle esperienze ed alle attività effettuate dalle singole classi. Il momento dell’ideazione è stato organizzato in modi diversi, secondo il tipo di libro da realizzare: sia con l’intero gruppo classe con invenzione o rielaborazione collettiva delle vicende e delle poesie, sia a piccoli gruppi, sia con lavoro individuale. L’illustrazione è stata spesso curata da ogni singolo bambino che ha potuto esprimere individualmente la propria creatività. Per l’assemblaggio si sono effettuate lezioni con tutta la classe in cui sono stati particolarmente necessari la supervisione e il supporto degli insegnanti. Essendo un’esperienza di tipo interdisciplinare, gli insegnanti hanno spesso lavorato in compresenza e comunque in continuo raccordo. Più volte infatti un’attività effettuata nell’ambito linguistico è stata ripresa, rielaborata e illustrata dagli insegnanti dell’ambito matematico e viceversa. Predisposizione ed uso dei materiali e strumenti “Costruiamo un libro?” ha posto la necessità di reperire materiali di diverso tipo ed in una certa quantità per permettere la produzione di libri per ogni alunno. A tutti i bambini e alle loro famiglie è stato richiesto di portare da casa materiali di recupero (bottoni, elastici, cotone, fili e stoffa, giornali, conchiglie...), mentre i cartoncini colorati, i fogli di carta vellutina, crespa o da collage facevano parte della dotazione fornita dalla scuola; la carta alimentare è stata fornita dal personale ausiliario. Ci si è poi serviti del laboratorio d’informatica presente nella scuola per redigere i testi con il computer o anche per produrre piccoli disegni (si è così presentata un’ulteriore opportunità di familiarizzare con il laboratorio allestito solo di recente). Prodotti realizzati L’esperienza si è concretizzata con la realizzazione di una serie di libri. Tutte le classi si sono poste l’obiettivo di coinvolgere i bambini nella costruzione in prima persona di libri colorati, simpatici e strani. Sono nati così testi “che stanno in piedi”, testi di forme varie, testi in lingua inglese. Classe II A La classe 2A ha prodotto la “Collana dei Babau” che ha origine da una progettazione all’interno dell’area linguistica e che nasce dall’esigenza di smitizzare remote paure e “dominare”, tramite l’invenzione di storie fantastiche, i Babau. I due testi di carattere scientifico “Da un chicco di grano…” e “L’acqua è…” sono stati realizzati per unire esperienze effettuate in corso d’anno. “Natale è…” è un libro in cui ciascuna pagina affronta un aspetto proprio del Natale personalizzato da ogni alunno. Classe II B La classe II B ha prodotto due tipi di libri: “Goccioloni e nuvole marine” e “L’albero magico”. Il primo ha tratto spunto dal tema “Il mare e il cielo” utilizzato come sfondo integratore per la programmazione di lingua italiana per la prima parte dell’anno scolastico. Il secondo libro “L’albero magico” si è configurato come libro “che sta in piedi” ed è stato prodotto come regalo di Natale da offrire ai genitori. Classe II C La classe II C ha prodotto quattro tipi di libri. “Il castello incantato” ha preso spunto da un testo letto dai bambini al quale è stato cambiato il finale. “Quack, papero senza famiglia” è un racconto inventato in classe prima su richiesta degli alunni, che quest’anno è diventato libro. “Il libro della fantasia” è un gioco di parole: tra le diverse frasi in rima inventate dai bambini ne sono state scelte alcune da pubblicare e illustrare. Il quarto libro “Il lungo viaggio di gocciolina” nasce dall’osservazione scientifica del ciclo dell’acqua, attraverso esperimenti effettuati in classe. Classe II D Ogni alunno della classe II D ha realizzato due tipi di libro: “Poetando” e “Little Red Riding Hood”. Promozione alla lettura 76 Il primo consiste nella raccolta di alcuni testi prodotti, rielaborati ed illustrati dai bambini a conclusione di un percorso di educazione linguistica relativo all'uso della rima nelle poesie e nelle filastrocche. Il libro “Little Red Riding Hood” è stato realizzato in lingua inglese. Prima della costruzione del libro, la storia di Cappuccetto Rosso è stata ricostruita attraverso le strutture linguistiche apprese nel corso dell’anno, poi drammatizzata. Risultati raggiunti L’esperienza è stata sicuramente positiva e coinvolgente per tutte le quattro classi. I bambini, memori dell’esperienza del libro della “Zebra Diana”, sono stati subito conquistati dall’idea di produrre altri libri e sono stati motivati a seguire con attenzione tutte le indicazioni per la loro realizzazione. Hanno così acquisito nuove tecniche grafiche e pittoriche o esercitato quelle già possedute. Hanno soprattutto potuto esercitare la loro creatività poiché molto spesso, pur essendo guidati dagli insegnanti, hanno avuto la possibilità di esprimersi in modo personale ed originale. Tutti hanno comunque raggiunto la maggior parte degli obiettivi che ci si era posti e ciò si è potuto verificare sia osservando il risultato dei manufatti, sia vedendo che le tecniche acquisite sono state riutilizzate in contesti diversi. Esse sono infatti divenute patrimonio dell’abilità espressiva degli alunni. I momenti di ideazione e di creazione collettiva o in piccolo gruppo hanno permesso a tutti di apportare il proprio contributo in base alle proprie capacità. Oltre a questi obiettivi, si è sicuramente raggiunto quello di stimolare e sviluppare l’interesse alla lettura. Ogni piccolo autore ha infatti letto più volte il proprio libro spinto dal fatto di esserne l’artefice. Questo lo ha motivato a superare anche le difficoltà di decifrazione che la lettura spesso comporta. I bambini hanno così potuto constatare che il libro può essere uno scrigno pieno di tesori e che dunque vale la pena affrontare tutte le difficoltà che la lettura richiede. Molto positivo è stato anche l’approccio all’uso del computer non solo come strumento di gioco, ma anche come mezzo utile per le diverse opportunità di scrittura e di grafica. Un ulteriore motivo d’orgoglio per i bambini è dato dal fatto che i loro libri, insieme a quelli prodotti dagli alunni delle classi prime, sono stati esposti sia alla “Fiera del Libro” di Bologna svoltasi nell’aprile del 1999, sia alla manifestazione promossa dal Comune di Modena “Libranch’io” il 15 e 16 maggio 1999. Collocazione: LI. 96 / RA 11 77 Promozione alla lettura Beggi Miani Licia, Moncalieri Nicoletta Leggere insieme Scuola secondaria I grado “Paoli” Modena 1996/97 - 1997/98 - 1998/99 Classe/i I E - II E - III E Area tematica Lingua Italiana - Storia - Educazione Immagine Contenuto tematico I segni della comunicazione dell’uomo: parola, forma, gesto; dalla fruizione alla produzione di libri. Obiettivo/i Promozione della lettura di testi ed immagini. Destinatario/i Alunni Personale coinvolto Docenti, alunni, genitori Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Motivazione “Perché questo è la scrittura: un segno che chiama il pensiero. E la lettura è il pensiero che risponde” “...Quanto al resto della storia...ognuno può immaginarlo ed inventarlo...può conoscerlo nella sua mente...” Roberto Piumini Il progetto ha offerto ampie opportunità di promozione del piacere di leggere per sé e per gli altri ed ha creato significative occasioni di rielaborazione personale e di rivisitazione originale dei contenuti. Tutta l’esperienza si è articolata in diversi momenti interdisciplinari (italiano - storia - educazione artistica) ed è stata caratterizzata da un unico punto di partenza: lettura di scritture e di immagini per lasciare poi ampia libertà alla fantasia, alla suggestione, all’emozione ed alla creatività. Nel corso dl progetto i testi e le immagini si sono trasformate da fonti di conoscenza e “di sapere” in occasione di rielaborazione e realizzazione personali e in momenti “di saper fare”. Articolazione delle fasi di attività Tre i percorsi di lettura sui quali si è snodata tutta l’attività: ⇒ la solidarietà e l’amicizia - classe I a.s. 1996/97 ⇒ la natura e il bosco - classe I a.s. 1998/99 ⇒ la storia, l’uomo, la mentalità del tempo - classe II III a.s. 1997/98 - 1998/99 Esperienza di ampio respiro e di fluide connessioni come dall’allusivo ed intrigante titolo: Leggere insieme... Leggere attraverso le parole, segni denotativi e connotativi del comunicare. Leggere attraverso le immagini, segni di comunicazione visiva. Leggere attraverso i gesti, segni di un mondo interiore, propri del teatro-danza. La realizzazione, per quanto riguarda l’area linguistica, è stata attuata con differenti strategie di intervento didattico: ⇒ “lettura viva-voce” realizzata da esperti, dall’insegnante, dagli alunni; ⇒ “ascolto“ registrazioni; ⇒ corso di fonetica, dizione, lettura espressiva, con “Piacere, io leggo...”, momento conclusivo di lettura viva-voce, attuata nell’aula magna della scuola e tenuta dagli alunni per un pubblico formato da compagni, genitori, insegnanti. ⇒ “Piacere, io scrivo...”, incontro con l’autore, momento di grande emozione, spazio per un personale approccio con il mondo dello scrivere. ⇒ “incontro con l’editore” 78 Promozione alla lettura Particolarmente stimolante si è rivelato il percorso di lettura relativo all’Uomo Medioevale di fine millennio con le sue paure e le sue credenze. La lettura di testi letterari (storia - agiografia - mito) si è strettamente connessa a quella dei “libri di pietra” (sculture romaniche) propri del tempo ed è diventata occasione di un recupero di consapevolezza storica e di un consolidamento della dimensione locale, pur contestualizzata in parametri più ampi. Ad esemplificazione si riportano alcune tematiche relative ai contenuti affrontati: √ storia della città di Modena e del suo territorio negli anni di passaggio tra l’Alto ed il Basso Medioevo; √ il Romanico a Modena (Lanfranco, Wiligelmo); √ il Romanico a Verona; √ l’iconografia delle sculture dei portali (Modena, Verona); √ la struttura architettonica della facciata del Duomo, sua interpretazione e rivisitazione con il “vedere” degli artisti del ‘900; √ l’iconografia del lavoro dell’uomo nel portale della Pescheria (Modena) e di S. Zeno (Verona). “Calendari di pietra”, interpretazione e rivisitazione degli alunni attraverso la voce e le parole dei poeti; √ l’iconografia del mondo animale nei portali romanici, nell’ottica fantastica e mitologica del tempo e nell’eco di miti lontani nello spazio e nel tempo. Prodotto realizzato Parole, segno, linea, colore hanno strettamente interagito nei vari momenti di realizzazione del progetto ed hanno contribuito alla promozione dell’interesse per la lettura e per i “segni” prodotti dall’uomo. Dagli alunni è stata particolarmente apprezzata la fase di ideazione, progettazione e realizzazione dei “libri d’arte” in esemplare unico, sul modello del libro - oggetto, prodotto dalla avanguardie artistiche negli anni ’60. La classe ha partecipato all’iniziativa “Libranch’io” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena. Collocazione LI. 93 / RA 11 79 Promozione alla lettura Tassi Sandra Lettore e studente: una scommessa didattica alla scuola superiore Come nasce un “progetto coadiuvato” Liceo classico “San Carlo”- Modena 1996/97 - 1997/98 - 1998/99 Classe/i II del biennio superiore Area tematica Lingua Italiana Contenuto tematico I progetti coadiuvati di lettura sperimentano l’ingresso, in termini pedagogicamente autorevoli, della letteratura contemporanea italiana e straniera all’interno dell’offerta formativa della scuola attraverso metodologie di innovazione didattica. Obiettivo/i Il traguardo è quello della acquisizione, dell’apprendimento e della fruizione di contenuti e metodi utili alla crescita culturale e personale degli adolescenti nel campo del leggere motivato e gratificante. Destinatario/i Docenti coinvolti nel progetto e studenti. Personale coinvolto Il team di lavoro è costituito da un coordinatore scientifico (bibliotecario scolastico-pedagogista) e da un gruppo di docenti di materie letterarie appartenenti al medesimo Istituto o ad Istituti differenti che intendano sviluppare un itinerario di lettura per l’intero anno scolastico. Progettazione (per istituto, per classi, per team) La progettazione conosce due momenti: una prima fase di progettazione generale che coinvolge i docenti di tutte le classi, ed una seconda fase di progettazione più mirata utile ad identificare i percorsi più idonei che -fedeli all’impianto comune- sappiano rispondere ai bisogni dei singoli gruppi classe. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni È il monitoraggio di ciascun docente riguardo l’interesse verso la lettura dei propri studenti che lo sollecita alla sperimentazione del progetto coadiuvato. Motivazione La motivazione ad impegnarsi in questa nuova proposta didattica è molto forte: il docente, infatti, è consapevole dell’importanza della legittimazione pedagogica e didattica di un’esperienza che parzialmente sovverta il consueto modello didattico dell’insegnamento dell’italiano e assegni validità a questo modulo di lavoro, che si presenta ad un tempo “formativo” per la propria professionalità e immediatamente spendibile nella pratica didattica con precise indicazioni di giustificazione teorica, di linee metodologiche e di modalità di verifica. In secondo luogo, il docente sa di lavorare, nella sperimentazione concreta, con altri docenti, con tutto quel che significa in termini di scambio e reciproca condivisione delle singole esperienze di insegnamento. I docenti, inoltre, riflettono sull’impossibilità pratica di poter condurre un’esperienza di lettura che poggi sulla letteratura contemporanea, dato l’impegno didattico quotidiano nel loro aggiornamento disciplinare di “routine”: di qui la necessità di integrare i propri strumenti di docenti con le competenze di chi si occupa, nello specifico, dell’analisi della produzione letteraria proponibile ai giovani adolescenti. Infine, i docenti considerano l’opportunità di condurre un’esperienza nel tempo con la finalità di poterla rendere “documentabile”, e cioè esperibile da altri gruppi di docenti: l’opportunità, in altre parole, di “andare a scuola di documentazione”. Promozione alla lettura 80 Articolazione delle fasi di attività 1^ fase: INDIVIDUAZIONE TEMATICA Strategia metodologica: RICERCA nel LAVORO DI GRUPPO Si tratta di prendere come punto di partenza sondaggi di natura sociologica che indaghino gli ambiti di interesse, o di disagio, o gli stili di vita e i modelli di comportamento prevalenti tra i giovani, al fine di offrire un centro tematico di lettura che renda i ragazzi protagonisti dell’atto del leggere medesimo: gli studenti si possono immedesimare o, all’opposto, opporre ai personaggi che vivono grazie al testo. 2^ fase: INDIVIDUAZIONE DEI LIBRI DELL’ITER DI LETTURA Strategia metodologica: RICERCA nel LAVORO DI GRUPPO Si tratta di considerare i romanzi italiani e stranieri degli ultimi anni analizzando se e come trattano il tema prescelto, sulla base di indicatori di indagine di tipo psicologico (la psicologia del giovane lettore e il mondo del suo immaginario) e di tipo letterario (modalità di crescita del “gusto” e della “cultura”, in senso lato, del giovane lettore). 3^ fase: INDIVIDUAZIONE DEL “LIBRO ESCA” Strategia metodologica: RICERCA nel LAVORO DI GRUPPO Si tratta di scegliere con oculatezza psico-pedagogica il libro che, tra quelli selezionati, può fungere da elemento scatenante l’interesse e la curiosità al leggere: si tratta di “lanciare” il tema del percorso di lettura in modo che possa risultare accattivante e carico di forti aspettative. 4^fase: LAVORO DEI SINGOLI INSEGNANTI NELLE RISPETTIVE CLASSI • lettura individuale degli studenti • scheda di gradimento dopo la fruizione del libro 5^ fase: PREDISPOSIZIONE DELLE ATTIVITÀ DI RI-LETTURA Strategia metodologica: LABORATORIO del team dei docenti Si tratta di cogliere i “nodi” del testo che possano essere recuperati per una seconda lettura, al fine di rendere gli studenti più consapevoli dello spessore del contenuto e/o della forma (scelta stilistica, lessico, struttura, ecc…) del romanzo letto. Il laboratorio è condotto dal coordinatore scientifico, e il lavoro tiene conto di esperienze didattiche pregresse, già valutate. 6^ fase: VALUTAZIONE Strategia metodologica: LABORATORIO del team dei docenti Si tratta di predisporre modalità di controllo sull’operato dei docenti e sul grado di ricezione dell’esperienza da parte dei singoli e della classe, sia in itinere che a percorso ultimato. Lo sforzo del coordinatore consiste nel rendere “valutabile” l’esperienza, senza snaturarla del suo significato (accattivante per gli alunni) di completa “gratuità”. Certamente, la direzione prescelta dovrà essere sempre quella che risponde allo slogan “la lettura si verifica con la lettura”, mettendo al bando ogni scheda-libro. Materiali e strumenti In ogni fase sono stati utilizzati: 9 bibliografia a tema 9 bibliografia per autore 9 dossier di documentazione di esperienze analoghe Prodotto realizzato Nel corso dell'itinerario di lavoro vengono raccolti: 9 Materiali prodotti dagli studenti 9 Relazioni sintetiche dei docenti 9 Grafici di valutazione/controllo Al termini del progetto possono essere redatti: 9 Pubblicazione 9 Dossier di documentazione Collocazione: LI. 97 / RA 12 81 Educazione ambientale Bertoni Tullia, Salsi Emanuela, Squillace Rosalba, Malaguti Anna Vivere sulla terra, vivere nell'aria Scuole infanzia comunale “Cimabue”, “Simonazzi”, “Barchetta”, “Costa” - Modena 1998/99 Classe/i Sezioni 5 anni Area tematica Scienze Contenuto tematico Vivere sulla terra, vivere nell'aria Obiettivo/i Confrontare modi di essere e di vivere rilevabili negli animali che vivono in ambienti diversi Destinatario/i I bambini delle sezioni Personale coinvolto Insegnanti Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione in sezione e in intersezione Descrizione del percorso Obiettivo generale: prendere contatto con esseri viventi; accorgersi delle varietà delle forme di vita; prendersi cura di esseri viventi Obiettivi specifici • Osservare e confrontare come sono fatti, come si comportano; • individuare i bisogni e i modi per rispondervi; • guardare da diversi punti di vista il mondo dei viventi; • costruire modelli generalizzanti. Articolazione delle fasi di attività Piccolo allevamento di pulcini: ⇒ come cambiano crescendo (conversazioni e disegni); ⇒ come sono fatti (caratteristiche da pulcini, da galline); ⇒ costruzione di un piccolo pollaio; ⇒ come nascono i pulcini (osservazione del periodo in incubatrice); ⇒ cosa succede nell'uovo (immaginazioni, conversazioni, disegni); ⇒ come si trasforma la zona del giardino abitata dalle galline. Animali che volano: uccelli e api − Allestimento di nidi negli alberi del giardino; − Arrivano gli uccelli (da cosa vengono attirati); − Come sono fatti (costruzione di strutture di uccelli) − Conversazioni, disegni, pitture − Il volo delle api (osservazioni) − Come vivono in società Metodologie di lavoro ∗ osservazione degli animali; ∗ individuazione di movimenti caratteristici e rappresentazioni grafiche; ∗ conversazioni; ∗ costruzioni con legni e materiali vari (modelli di animali) e di ambienti; ∗ uso di sussidi audiovisivi (episcopio). Educazione ambientale 82 Prodotti realizzati Conversazioni, discussioni; Disegni e pitture; Scheletri di uccelli con materiali di recupero; Arnie Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 83 Educazione ambientale Bertoli Marisa, Facchini Magda Esplorazioni in giardino. Approfondimento sugli alberi Scuole infanzia comunali “Saliceto Panaro”, “Tamburini” - Modena 1998/99 Classe/i Sezioni 4 anni Area tematica Scienze Contenuto tematico Fenomeni naturali, eventi di cambiamento, forme di vita diverse. Obiettivo/i Sviluppare comportamenti di osservazione e comprensione connesse con la natura Destinatario/i I bambini della sezione Personale coinvolto Insegnanti della sezione, ricercatore Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per sezione Descrizione del percorso L'esperienza nasce dalle curiosità dei bambini nei confronti dell'ambiente naturale.Lo sviluppo del percorso riguarda: caratteristiche delle zone verdi del giardino e mondo animale e vegetale che lo abita, eventi di cambiamento, forme di vita diverse. Obiettivo del lavoro è sviluppare comportamenti di osservazione e comprensione di fenomenologie connesse con la natura. Obiettivi specifici Riflettere su morfologia di elementi vegetali e animali; interpretare fenomeni secondo categorie spazio-temporali; sviluppare comportamenti di ricerca e rappresentare. I bambini naturalmente curiosi di esplorare e guardare comportamenti degli esseri viventi, partecipano ad attività collettive, di gruppo e individuali. Articolazione delle diverse fasi di attività L'esperienza si articola in: 1° momento: osservare e ricercare in giardino quello che colpisce l'attenzione: zone di vegetazione, cambiamenti stagionali, elementi particolari e globali; 2° momento: rappresentare mappe di distribuzione della vegetazione (rada e fitta, luce e buio, umidità e soleggiatura); 3° momento: individuare e definire dove stanno gli animali: (bisogni e comportamenti), differenze di condizioni ambientali, costruzione di habitat; 4° momento: la vita dell'albero (cicli e cambiamenti stagionali); diversità delle chiome; modalità di alimentazione, ecc.... Metodologie di lavoro: esplorazioni spontanee; conversazioni e discussioni orali; rappresentazioni di mappe e rappresentazioni grafiche; attività costruttive, manuali; uso di sussidi visivi (lenti, microscopio....); fonti: libri; esperimenti di verifica e di ampliamento; visite ad un ambiente più complesso (casse d'espansione). Documentazione allegata Produzioni dei bambini. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 84 Educazione ambientale Andreoli Ioletta, Cestari Rossella, Gandolfi Annarita, Magri Riccardo, Papa Federica, Tabacchi Danilo Aula verde all'aperto: "mangiatoia vivente" Scuola elementare "Collodi" - III Circolo di Carpi 1997/1998 Classe/i 10 classi a modulo in parallelo Area tematica Scienze Contenuto tematico Studio di un ambiente naturale: la siepe. Obiettivi Studiare in modo attivo un ambiente naturale, prendersene cura, capirne le componenti, le interrelazioni fra di esse, il funzionamento, i mutamenti, gli elementi che ne influenzano la vita, applicare una metodologia di ricerca scientifica, anche se semplice, esercitare attività manuali, progettare un lavoro e programmarne le varie fasi, coinvolgere i ragazzi. Destinatario/i Gli alunni delle 10 classi Personale coinvolto Alunni, insegnanti, genitori, dott. D. Rustichelli del C.E.A. di Carpi, L.I.P.U., W.W.F. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team in collaborazione con il C.E.A. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e Motivazione L'idea di realizzare tale progetto è scaturita dall'esigenza di fornire ai ragazzi informazioni, tecniche, e sensibilità di cui essi si possono servire per il rapporto con l'ambiente fisico a vantaggio del benessere proprio e sociale. Attraverso questa esperienza gli alunni possono studiare in modo attivo un ambiente naturale. È un itinerario didattico di scoperta fra gioco e divertimento che porta i ragazzi a comprendere con un gesto concreto che cosa significa proteggere l'ambiente Trasmettere informazioni, tecniche e sensibilità agli alunni perché se ne possano servire nel rapporto con l'ambiente fisico a vantaggio del benessere proprio e sociale. Il Progetto prevede lo studio delle piante e degli animali nel piccolo ecosistema e in particolare si occupa della siepe. L'agricoltura intensiva infatti ha determinato, negli ultimi decenni, la scomparsa di alberi e di siepi, un tempo parte integrante del nostro paesaggio rurale di pianura e di campagna. Assieme ad elementi così caratteristici, sono scomparse decine di specie animali e vegetali, veri e propri microcosmi indispensabili all'equilibrio generale di tutto l'ambiente che li circondava. Con questo progetto si vuole invertire questa tendenza ricreando, almeno in parte, un paesaggio diversificato che includa "aree di rifugio" per flora e fauna. Prendersi cura di una siepe significherà per i ragazzi proteggere l'ambiente attraverso un gesto concreto, conoscere la natura e le sue leggi attraverso un itinerario didattico di scoperta fra gioco e apprendimento, che renderà la parola “ambiente” un dato vivo da conoscere, osservare e preservare nel suo valore. - 1° anno a ottobre-novembre messa a dimora; - 2° anno verifica ed eventuale ripristino di piante; - 3° anno creazione, in collaborazione con LIPU e WWF, di mangiatoie. Articolazioni delle fasi In una prima fase dopo un confronto sui presupposti dell'azione: − Si sono determinati gli obiettivi − Si sono definite le risorse disponibili e gli spazi dove realizzare il progetto − Si sono analizzate le esperienze pregresse nell'ambito dell'educazione ambientale Educazione ambientale 85 − − Sulla base di tale analisi, si sono ipotizzati i bisogni cognitivi e formativi per ogni ciclo Si sono definiti in generale la struttura, i contenuti, le modalità di attuazione e gli obiettivi generali. In una seconda fase l'équipe degli insegnanti, in collaborazione con il C.E.A., ha programmato la realizzazione concreta del progetto e ha programmato l'attività formativa definendo gli obiettivi e i sottoobiettivi, la metodologia, e le modalità di verifica da svolgersi sul campo ed in laboratorio. Nel secondo anno di attuazione del progetto è stato realizzato un ipertesto che mette in evidenza le varie fasi del progetto proponendo esperienze attuate sul campo e parallelamente in laboratorio. Questa sicuramente è stata ed è un'esperienza estremamente positiva e coinvolgente che fornisce ai ragazzi gli strumenti di base necessari per una corretta ed attiva "educazione ambientale". Collocazione: Sc. 38 / RA 5 86 Educazione ambientale Nerbano Manuela Escursione al parco fluviale del Secchia: aspetti naturalistici Scuola elementare “Palestrina” - X Circolo Modena 1997/1998 Classe/i III C Area tematica Scienze Contenuto tematico Riconoscimento della flora e della fauna dell'ambiente fluviale e loro rapporto interattivo: le catene alimentari. Obiettivi Cognitivi: 1) riconoscere in un ambiente determinate caratteristiche specifiche 2) classificare animali e vegetali in base a criteri generali 3) conoscere le relazioni che intercorrono fra diversi elementi di un ambiente Metodologici: 1) apprendere una metodologia dell'indagine scientifica, attraverso un percorso che prevede una problematizzazione, una formulazione d'ipotesi, la raccolta dei dati sul campo attraverso l'abitudine ad un'osservazione mirata, comunicazione dei dati raccolti e verifica delle ipotesi 2) saper lavorare per gruppi usando una strumentazione d'indagine specifica. Destinatario/i Bambini e genitori della classe Personale coinvolto Insegnanti di Scienze delle tre classi parallele Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classi parallele, nell'ambito della programmazione di laboratorio scientifico. Descrizione del percorso Motivazione Questo percorso, come altri seguiti e che seguiranno nella classe, nasce dall'intenzione di avviare i bambini ad un'educazione nei confronti dell'ambiente, che può nascere solo attraverso una conoscenza dei meccanismi che sottendono il "funzionamento" di un ecosistema. Per questo s'intende intervenire con percorsi disciplinari d'area scientifica. Articolazione delle fasi di attività Procedure didattiche/attività Per realizzare ad un'indagine conoscitiva equilibrata e ben strutturata, si è proceduto in laboratorio scientifico a: 1. individuazione delle preconoscenze riguardo all'ambiente fiume e ai suoi aspetti naturalistici. 2. Preparazione dei bambini a tecniche di indagine per: a) la flora: quali elementi sono necessari per riconoscere una pianta; b) la fauna: quali tracce possono lasciare e come riconoscerle 3. Organizzazione dei bambini per gruppi di lavoro con compiti specifici, per cogliere in modo più approfondito i vari aspetti da osservare e per motivare alla "comunicazione" del risultato della propria indagine. Educazione ambientale Strumenti utilizzati: 87 − − schede operative "Taccuini del Tasso" edite dal Museo di Ecologia e Storia Naturale di Marano videocassette documentarie sull'ambiente fluviale in generale e in specifico sul Parco del Secchia − libri di consultazione con chiave dicotomica per il riconoscimento di flora e fauna. Uso di risorse esterne: − una guida, messa a disposizione dal Centro Ambiente del Parco Prodotto realizzato − materiale grigio; elaborati dei bambini e schede operative che descrivono il percorso dell'Unità didattica. Collocazione: Sc. 41 / RA 6 88 Educazione ambientale Insegnanti della scuola Il territorio di Serramazzoni: emergenze, trasformazioni, problematiche Scuola secondaria I grado "Cavani" - Serramazzoni 1997/1998 Classe/i Corsi A, B, C Area tematica Storia - Scienze - Educazione Immagine Contenuto tematico Studio del territorio circostante sotto il profilo ambientale e artistico; analisi delle problematiche e valorizzazione/recupero delle emergenze. Obiettivo/i Conoscenza dell'ambiente circostante: sensibilizzazione nei confronti della tutela e preservazione del paesaggio (bellezze naturali, storiche, artistiche), motivazione all'impegno e al senso di appartenenza. Destinatario/i Cittadinanza e amministratori del Comune di Serramazzoni Personale coinvolto Tutti gli indegnanti della scuola Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per istituto: il progetto è stato ideato dalle commissioni salute e ambiente. Descrizione del percorso Motivazioni e obiettivi del progetto Il progetto è stato ideato dalla Commissione Salute e dalla Commissione Ambiente della scuola. Le motivazioni che hanno stimolato la realizzazione di questo lavoro sono scaturite da circostanze diverse, alcune di tipo organizzativo, nell'ambito del concorso "Ceramica Serra", altre di tipo formativo, nell'ambito dell'educazione alla salute. Infatti la prospettiva di allestire una mostra riguardante il territorio di Serramazzoni, ha attivato riflessioni che sono emerse dal riscontro del degrado di alcune emergenze naturali ed artistiche presenti in esso; è nato perciò il bisogno di educare gli alunni ad avere rispetto e consapevolezza di tali testimonianze, attraverso un percorso didattico interdisciplinare e operativo. Obiettivo prioritario è quindi stato quello di insegnare ai ragazzi a osservare l'ambiente in cui vivono con occhio critico, per poi assumere nei suoi confronti atteggiamenti corretti che prendano avvio dalla conoscenza, dal rispetto, dalla tutela, dalla valorizzazione. In questo senso ha avuto una funzione di rilievo anche l'opera del Consiglio Comunale dei Ragazzi che ha approntato un progetto di recupero di un'area verde da trasformare in parco attrezzato per attività sportive e ricreative. Ci si è inoltre valsi degli strumenti suggeriti dal P.E.I., dove, riguardo all'educazione alla salute è esplicitamente espresso il concetto che "star bene" significa star bene con se stessi e gli altri in un ambiente positivo e gratificante, all'interno del quale si possano esprimere le potenzialità di ogni individuo. Le attività di educazione ambientale si sono saldate con quelle di tipo affettivo e relazionale, come è accaduto nelle classi prime dove il lavoro di accoglienza ha avuto come traccia: "io mi presento per conoscere e farmi conoscere: la famiglia, la scuola, il paese, la sua storia, i suoi problemi". Articolazione delle varie fasi di attività − In ogni classe gli insegnanti hanno presentato le problematiche da affrontare, discutendo con gli alunni gli aspetti più significativi e le modalità di realizzazione del progetto. Dal momento che il concorso prevedeva una mostra come momento conclusivo, si è deciso di realizzare dei pannelli e di costruire oggetti significativi da un punto di vista ecologico. Educazione ambientale 89 − Sono stati invitati alcuni esperti (storici locali, naturalisti, ambientalisti, amministratori del Comune di Serramazzoni) che hanno tenuto lezioni, utilizzando sussidi specifici (fotografie, lucidi, video). − La Commissione ambiente ha organizzato uscite sul territorio con l'obiettivo di sensibilizzare direttamente i ragazzi alle emergenze individuate (visita al bosco di Faeto, agli alberi monumentali della zona, alle ofioliti di Pompeano - con castello - di Varana, di Sassomorello, al castello di Monfestino e alle cascate del Bucamante, alla torre della Bastiglia, al depuratore comunale). Durante le escursioni sono state scattate fotografie, si è raccolto materiale documentario e sono stati fatti rilievi di tipo scientifico. − I dati raccolti sono stati sottoposti a una prima elaborazione, utilizzando il laboratorio informatico e quello scientifico. − Le classi sono state riunite in modo parallelo e si sono formati tre macro gruppi (classi prime, seconde, terze). A ciascun gruppo gli insegnanti hanno presentato materiali diversi da approfondire; documenti, immagini, testi giornalistici, schede, pubblicazioni, carte della zona...oltre a ciò che era stato raccolto nel corso delle uscite. Gli alunni divisi in piccoli gruppi hanno scelto aspetti del percorso individuato nella fase preliminare e, usando tecniche disparate, hanno approntato i pannelli per la mostra. Risultati attesi / raggiunti Il bilancio del lavoro è positivo riguardo il coinvolgimento e la partecipazione degli alunni, in quanto tutti hanno lavorato e hanno contribuito in relazione all'interesse e alle capacità. La sensibilizzazione verso i problemi del paese ha avuto riscontro nel diffondersi di un forte desiderio di impegnarsi direttamente alla loro soluzione; tuttavia non è stato facile trasformare in atteggiamenti positivi il senso di frustrazione provato dagli alunni di fronte ai problemi praticoburocratici che si frappongono in molti casi al programma di recupero/valorizzazione del territorio. Collocazione: Sc. 42 / RA 6 90 Educazione ambientale Grigioni Maria Angela, Maisani Monica, Severi Deanna, Slanzi Luciana, Consigli di classe Il Parco dei Sassi di Roccamalatina ITC "Paradisi" Vignola 1997/98 Classe/i III A igea, IV B igea, II A igea. Area tematica Scienze Descrizione del percorso Motivazione: L'argomento, oltre a risultare particolarmente gradito agli studenti, risulta pertinente agli obiettivi del Progetto Educativo d'Istituto relativamente all'educazione ambientale e all'apertura della scuola al territorio. In particolare l'esperienza ha potuto rappresentare un momento di collaborazione fra la scuola e un committente esterno (il Parco dei Sassi di Roccamalatina), sia nell'interazione dei ruoli e delle funzioni fra le diverse componenti sia nella volontà di conseguire obiettivi comuni. Articolazione delle fasi di attività 1° FASE: classe III A igea "Due passi nel Parco dei Sassi di Roccamalatina (breve indagine conoscitiva sugli aspetti storico - naturalistici di un Parco del nostro territorio).” Introduzione sugli aspetti storico-naturalistici del parco al fine di meglio inquadrare l'area d'indagine per l'attività delle classi IV Bi e II Ai. Individuazione dei contenuti: La classe ha affrontato l'argomento relativo al sistema dei parchi regionali, individuando le specificità del Parco dei Sassi di Roccamalatina sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista naturalistico. Sono state inoltre acquisite informazioni relative agli aspetti gestionali (servizi offerti) del Parco, confrontandoli con le informazioni provenienti da altri Parchi nazionali ed europei. 2° FASE: classe IV B igea "Definizione dei costi reali dei servizi a domanda individuale del Parco dei Sassi di Roccamalatina" Attività d'applicazione di conoscenze di Economia aziendale e di nuovi metodi d'indagine economica finalizzata all'individuazione e classificazione dei costi dei servizi a domanda individuale offerti dal Parco (in particolare: visite guidate e salita al Sasso della Croce) e al tentativo di determinare il valore complessivo del parco stesso in termini di "benefici ambientali". Individuazione dei contenuti: Il tema assegnato dal Parco ha offerto per la prima volta ad una classe di un Istituto superiore di applicare metodi di indagine del tutto nuovi e riferibili ad una branca molto recente dell'economia denominata "Economica Ecologica". La classe ha inoltre utilizzato le proprie conoscenze di una disciplina dell'area professionale per la soluzione di un problema riferito ad un'area protetta. In sintesi i contenuti trattati durante l'area di progetto: • Il sistema dei Parchi regionali e la relativa legislazione • Aspetti storico-naturalistici e gestionali del Parco dei Sassi di Roccamalatina • Studio del bilancio del Parco e analisi dei costi • Principi generali di "economia ecologica" • Definizione di "costo e beneficio ambientale". 3° FASE: classe II A igea "Monitoraggio delle acque dei rii Frascara e Vallecchie. Attività di carattere scientifico finalizzata al monitoraggio delle acque dei rii Frascara e Vallecchie. Individuazione dei contenuti La classe ha applicato le proprie conoscenze scientifiche per l'individuazione delle cause della progressiva scomparsa del gambero di fiume dai Rii che attraversano il territorio del Parco. In sintesi i contenuti trattati durante l’Area di progetto sono: • Il sistema dei Parchi regionali Educazione ambientale 91 • Aspetti storico-naturalistici del Parco dei Sassi di Roccamalatina • Analisi della qualità delle acque mediante monitoraggio dei macroinvertebrati. Strategie di insegnamento/apprendimento L'Area di progetto ha attivato una rete di classi dello stesso Istituto e si è basata sull'impianto metodologico del Progetto Interistituto elaborato dall'I.T.I. "Cobianchi" di Verbania alla cui realizzazione hanno collaborato docenti dei tre Consigli di classe coinvolti. La metodologia adottata è stata la seguente: • Full immersion: n. 7 o 15 gg. dedicati esclusivamente all'Area di progetto con interruzione delle attività curricolari, con flessibilità di orario scolastico e compresenza tra docenti ed esperti. • Lezione frontale e/o interattiva con uso di lavagna luminosa e discussione in classe. • Lavoro di gruppo, finalizzato all'autoapprendimento nonché alla comunicazione delle conoscenze - apertura dei gruppi - con elaborazione di schemi, sintesi, grafici, cartelloni, sui materiali forniti dai docenti e dagli esperti su consegne fornite dai docenti. • Presentazione di un Capitolato, definito con il Committente che esplica le specifiche, gli obiettivi, i contenuti, i tempi... e favorisce la partecipazione costante ed attiva dei discenti. • Utilizzo di strumenti multimediali. • Il team degli insegnanti è composto da: un docente coordinatore (per tutte le classi), un docente organizzatore (per ogni classe), docenti "tutor" (per le aree disciplinari coinvolte) e tutti i docenti del Consiglio di classe (per l'osservazione e la rilevazione delle schede di valutazione degli obiettivi cognitivi e comportamentali). • Produzione e aggiornamento del "quadernone di gruppo" (storyboard). • Lavoro sul campo. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti L'attività didattica si è avvalsa di diverse tipologie di materiali e strumenti: dalla lezione frontale all'intervento di esperti, dall'uso di laboratori al lavoro sul campo. Particolare valenza formativa ha avuto lo stage di 15 gg. Che quattro alunni della classe 4B igea hanno svolto presso l'Amministrazione del Parco al fine di acquisire dati e informazioni utili per la realizzazione del prodotto finale. In sintesi qui di seguito i materiali e gli strumenti utilizzati dalle tre classi: • Materiali forniti da alcuni Parchi Nazionali ed Europei • Testi storici, normativi, scientifici, economici, geografici, guide, schede di rilevamento analisi macroinvertrebati, bilancio di verifica del parco e listino tariffe. • Ipertesto elaborato da un'altra classe dell'Istituto • Questionari • Laboratorio informatico (per elaborazione dati, navigazione in Internet, visione di ipertesto), laboratorio scientifico • Visione di video • Visita guidata al Parco • Stage presso l'amministrazione del Parco. Uso di risorse esterne • Esperti di: Servizio Parchi e Riserve Regione E.R., Responsabile finanziario del Parco, ARPA) • Biblioteche comunali della zona • Committente (Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina) • Enti di gestione di alcuni Parchi Nazionali ed Europei Prodotti realizzati III A igea: Lucidi, cartelloni IV B igea: Relazione sintetica II A igea: Relazione sintetica. Verifica e valutazione Per quanto concerne la verifica dell'apprendimento, ci si è avvalsi: di un questionario multidisciplinare (classi 3A e 4B igea) e di un questionario sulla disciplina oggetto dell'attività di progetto (classe 2A igea). Per la valutazione sono state utilizzate le schede del "Progetto Interistituto": • scheda di valutazione del processo (docenti e alunni) • scheda di valutazione del prodotto finale (docenti e alunni) Educazione ambientale 92 • scheda di valutazione degli atteggiamenti (docenti e alunni) con relative schede riassuntive di comparazione. Riflessioni finali L'esperienza ha avuto una particolare importanza per i rapporti con il territorio. I temi trattati, infatti, si caratterizzano per la loro concretezza e rilevanza locale ed hanno consentito di aprire la scuola a problemi emergenti nel territorio. Gli studenti delle tre classi hanno realizzato prodotti "commissionati" dal Parco dei Sassi di Roccamalatina e si sono pertanto impegnati al massimo per rispondere alle richieste avanzate da un soggetto "esterno" alla scuola, lavorando in gruppo con entusiasmo, fantasia e spirito di collaborazione. I punti di forza dell'esperienza possono riassumersi nella "rete di classi", nel lavoro di gruppo, nelle tematiche trattate (una delle quali dell'area professionale finalizzata all'educazione ambientale), nella motivazione degli alunni, nella committenza (esecuzione di un compito per un soggetto esterno alla scuola), nell'attività di stage svolto presso il Parco da quattro alunni dell'Istituto e nell'impianto metodologico utilizzato. I punti di debolezza sono stati invece riscontrati nell'eccessiva rigidità della struttura scolastica (tempi ristretti per la realizzazione del prodotto, tempi lunghi per la programmazione), nella difficoltà di accesso ai laboratori (soprattutto quelli di informatica), nello scarso coinvolgimento di alcuni docenti e delle famiglie. Collocazione: Sc. 40 / RA 5 93 Educazione ambientale Scheda presentazione servizio Denominazione Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina - Centro Parco "Il Fontanazzo" - Centro visita Borgo dei Sassi Ente-Associazione Consorzio di Enti Pubblici Sede Centro "Il Fontanazzo" Via Pieve di trebbio, 1287 -Roccamalatina Tel. 059-795721 - Fax 059 -795044 Attività Il Parco organizza visite guidate per osservare − aspetti naturalistici e storici (flora, vegetazione spontanea e non, fauna, architettura e storia locale, ecc.); − aspetti gestionali ed economici dell'area protetta nei rapporti con la gente e l'economia locale. Il Parco offre i seguenti itinerari: − La traversata del Parco − Intorno alle rupi − Boschi, campi e torri; − Storia e ambienti del Parco; − Percorso del bosco e dell'antico Mulino; − Sulle rive del Rio Frascara; − Cima Cà Spazzavento; − Il percorso facile; − Visita guidata alla Pieve di Trebbio "L'orto degli odori": percorso breve adatto a bambini di scuola materna e 1° ciclo elementare, dove si possono osservare e toccare diverse piante aromatiche di uso comune (menta, origano, ecc.); L'itinerario del Carbonaio"; itinerario a tappe sulla storia e sull'arte dei carbonai con illustrazioni permanenti sulle diverse fasi di costruzione di una carbonaia (inserite nel contesto del bosco dove, in passato, si praticava questo affascinante mestiere). Il Parco organizza inoltre corsi di aggiornamento per gli insegnanti autorizzati dal Provveditorato agli studi di Modena. Ulteriori informazioni sul Parco sono reperibili sul sito Internet: "PARCHI IN RETE" Il nuovo Centro Parco "Il Fontanazzo" svolge funzioni di: informazione e assistenza ai visitatori del Parco; educazione e documentazione ambientale per le scuole e i cittadini (Sportello verde e Centro di Educazione Ambientale). Il Centro Parco è dotato di una completa mostra espositiva sugli ambienti del Parco una piccola biblioteca naturalistica e un laboratorio didattico. Presso "Il Fontanazzo" è presente il centro di Educazione Ambientale (C.E.A.), appartenente alla rete provinciale. Al suo interno , è attivo il servizio di "Sportello verde", che fornisce consulenza didattica ambientale agli insegnanti di scuola Materna Elementare, Media Inferiore e Superiore mettendo a disposizione per la consultazione e il prestito testi, materiali ed elaborati di educazione ambientale per la preparazione di unità didattiche, progetti o escursioni a carattere prevalentemente naturalistico. Il Centro Visita Rocca di Sopra - Borgo dei Sassi offre assistenza ai visitatori del Parco presso un centro d'informazione comprendente un piccolo allestimento. Punto di partenza per la salita "Salita al Sasso della Croce". Orari di apertura Il Centro Parco è aperto tutti i giorni escluso il lunedì. Il Centro educazione ambientale e lo Sportello Verde sono aperti il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Il Centro Visite Borgo dei Sassi è aperto al pubblico da Febbraio a Novembre nei giorni festivi e prefestivi. 94 Educazione ambientale Scheda presentazione servizio Denominazione Centro di Educazione Ambientale L'AIRONE Gestione Il Centro di educazione Ambientale L'AIRONE, aperto dal 23 settembre 1996, è gestito direttamente dal Consorzio casse di espansione del fiume Secchia. Operatori incaricati dal Consorzio medesimo sono a disposizione dell'utenza in qualità di consulenti ed accompagnatori per le attività didattico/informative che si possono realizzare. Sede Il Centro, situato nei locali al piano terreno della Casa Corradini (ex Carnevali) posta nelle immediate vicinanze della Riserva naturale orientata "Casse di espansione del fiume Secchia", si trova in località Fontana di Rubiera (RE) ed è raggiungibile da via del Rivone, laterale della Strada Provinciale n. 85 che collega Rubiera con Campogalliano (MO). Tel. 0522.626662 E-mail: [email protected] Orari di apertura • Da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 • pomeriggi e sere della settimana, sabato e domenica aperto su prenotazione e/o per iniziative • chiuso mese di agosto, dal 1° al 15 gennaio e dal 15 al 31 dicembre • accesso/fruizione delle attrezzature/materiali: assistito Attività ∗ Laboratori didattici ∗ Prodotti didattici ∗ Aree di progetto ∗ Corsi di aggiornamento per docenti ∗ Visite guidate ∗ Gioco ecologico ∗ Produzione materiali ∗ Assistenza didattica ∗ Documentazione ∗ Sportello informativo / didattico (Servizio Sportello Parco) ∗ Museo floro - faunistico ∗ Allestimento di mostra a tema ∗ Punto di informazione per i visitatori della Riserva naturale orientata “Casse di espansione del fiume Secchia” Aree tematiche Aspetti naturalistici (biologici, geologici) e antropici del territorio della Riserva naturale orientata “Casse di espansione del fiume Secchia” e zone limitrofe e tematiche generali connesse a tale realtà: ambiente fluviale, conservazione e ripristino ambientale, territorio e sue trasformazioni, bioindicatori ed inquinamento. Risorse e materiali a disposizione dell’utenza ⇒ Biblioteca didattico / naturalistica (circa 750 volumi) ⇒ Videoteca ( circa 50 unità) ⇒ Archivio ⇒ Monografie ⇒ Attrezzature e supporti multimediali (CD Rom) ⇒ Enciclopedie naturalistiche e di cultura generale ⇒ Attrezzature da laboratorio ⇒ Pressa per realizzazione di piccoli erbari ⇒ Plastico funzionante e raffigurante il sistema idraulico delle casse di espansione 95 Educazione ambientale Materiali prodotti ♦ Dossier / rassegne ♦ Schede didattiche ♦ Materiale informativo ♦ Guide ♦ Video ♦ Documentazione sulle attività svolte ♦ Audiovisivi ♦ CD Rom ♦ Mostre interattive Utenze √ Insegnanti dei vari ordini scolastici √ Scuole materne, elementari , secondarie di I e II grado √ Studenti √ Centri estivi √ Cittadinanza √ Associazioni varie √ Ricercatori √ Università 96 Progettazione educativo-didattica Colistra Anna, Piccinini Angela, Pellegrini Maria Verso l’autonomia: “Progetto Carta” Scuole materne “Andersen“, “Boccherini“, “Carbonieri“ - VII Circolo Modena 1998/99 Classe/i Tutte le sezioni dei plessi Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Strategie di programmazione: nuova organizzazione di spazi, tempi ed interventi educativi. Obiettivo/i Lavorare in intersezione, promuovere le relazioni interpersonali. Destinatario/i Team docenti, bambini. Personale coinvolto Tutte le insegnanti del circolo Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team Descrizione del percorso In preparazione al regime di autonomia è nata la necessità di sperimentare una nuova organizzazione didattica per migliorare l’offerta formativa. Analisi dei bisogni Le scuole del Circolo sono organizzate a sezioni chiuse, costituite da bambini omogenei per età. In ogni sezione operano due insegnanti con una compresenza di due ore. I momenti comuni ai bambini delle altre sezioni sono vissuti solo occasionalmente all’entrata, in giardino e in refettorio. Motivazione Da qui la necessità di progettare momenti di intersezione per consentire il miglioramento degli apprendimenti, delle relazioni fra i bambini e del confronto fra i docenti. La sperimentazione in oggetto prevede un diverso assetto organizzativo e strutturale della scuola (superamento dell’organizzazione a sezioni chiuse) che consente l’instaurarsi di una dinamica formativa più arricchente rispetto a quella tradizionale. Caratteristiche del progetto Questo progetto si caratterizza per: 1) una forte progettazione itinerante per team basata sull’osservazione; 2) un controllo costante degli apprendimenti; 3) una modalità progettuale per mappe concettuali. Articolazione delle fasi di attività Strategie di insegnamento e apprendimento Fase iniziale - Il team ha individuato il contenuto del progetto: “la carta”, ha progettato la situazione stimolo strutturando due spazi fortemente connotati per stimolare un approccio di tipo sia corporeo, sia sensoriale e per permettere al bambino di operare in modo diretto con il materiale. In questo modo gli insegnanti hanno potuto osservare e valutare, attraverso la compilazione di una scheda, le conoscenze già in possesso dei bambini e quindi progettare il percorso di lavoro con la costruzione di una mappa concettuale. Progettazione educativo-didattica 97 Fase operativa - Successivamente sono stati organizzati i gruppi di bambini e gli spazi di lavoro. Tutti i gruppi hanno operato in laboratori (manipolazione e costruzione con la carta, topologia, drammatizzazione) costituiti dalle sezioni in cui hanno lavorato i gruppi omogenei e da spazi individuati all’interno della scuola dove hanno agito i gruppi eterogenei. Durante le attività sono state rilevate le dinamiche relazionali che si sono attivate all’interno dei gruppi attraverso la compilazione di una scheda di osservazione “in itinere”. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti Schede di osservazione da compilare nella fase iniziale i cui risultati sono serviti per la progettazione. Schede di osservazione “in itinere” per verificare le dinamiche che si sono attivate all’interno dei gruppi sia omogenei, sia differenziati per età. Prodotti realizzati Quadernoni che raccolgono le diverse fasi del progetto e documentano la fase operativa attraverso fotografie e alcuni prodotti realizzati dai bambini. Sono state realizzate pannellature con esposizione del percorso e dei prodotti dei bambini come documentazione rivolta ai genitori. Risultati attesi/raggiunti I gruppi eterogenei non sono stati caratterizzati dagli atteggiamenti di tutela, collaborazione e imitazione secondo le attese iniziali, ma hanno favorito e ampliato le relazioni tra bambini; inoltre la pluralità degli interventi (partecipazione al lavoro di tutte le insegnanti del plesso e l’utilizzo di spazi diversi dalla sezione) ha stimolato la curiosità e l’interesse del bambino “nel fare”. Per quanto riguarda gli insegnanti del Circolo condividere un progetto comune ha permesso il confronto collettivo, lo scambio delle conoscenze individuali, una riflessione attenta sull’osservazione sistematica come elemento portante per la progettazione. L’esperienza ha costituito un importante momento di autoformazione. Collocazione: Pr. 31 / RA 3 98 Progettazione educativo-didattica Barlotta Maria, Bartoli M. Chiara, Collini Edera, Panigadi Claudia, Piersantini Luciana, Rebecchi Barbara, Santa Carlotta, Sacco Elia Il pifferaio magico Scuola materna “Lippi” - VIII Circolo Modena 1998/99 Classe/i Sezioni 3 - 4 - 5 anni Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Strategie di programmazione: nuova organizzazione di spazi, tempi ed interventi educativi. Obiettivo/i Per gli insegnanti: lavorare insieme per costituirsi in team cooperativo. Per i bambini: acquisire la capacità di operare insieme in gruppi disomogenei per età e competenze. Destinatario/i Insegnanti, bambini, personale Ada, genitori. Personale coinvolto Insegnanti, personale Ada, genitori, esperti. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team Descrizione del percorso Analisi dei bisogni La scuola è costituita da tre sezioni omogenee per età. È ubicata in città ed ha un bacino d’utenza con buona situazione socio-economica. L’arrivo di due nuove insegnanti ha reso necessario costruire in tempi brevi un nuovo team cooperativo. Motivazione Tutte le docenti hanno espresso la disponibilità al confronto e alla ricerca di valori condivisi da sperimentare insieme nell’ottica dello star bene a scuola. Ciò ha richiesto una riflessione comune su alcune parole-chiave quali la relazione, la corresponsabilità educativa, la diversità come risorsa, la professionalità. Il tentativo è stato quello di sperimentare tempi di apprendimento distesi e modalità operative per gruppi eterogenei al fine di dare risposta ad una più raffinata analisi dei bisogni dei bambini e dei loro stili e modi di apprendere. Il progetto Il progetto di intersezione si è articolato in questo modo: una volta alla settimana per un’ora e mezza circa sono stati costituiti tre gruppi disomogenei per età (comprensivi di bambini di tre, quattro e cinque anni) coordinati da due insegnanti di sezioni diverse. La struttura dei gruppi è stata inalterata durante l’anno per consentire ai bambini relazioni stabili con gli amici di altre età. Ciascun gruppo di bambini ha lavorato, a turno, in un ambito specifico. Ogni gruppo, alla fine dell’esperienza, ha potuto operare in tutti gli ambiti del progetto. Il racconto de “Il pifferaio magico” ha costituito il filo conduttore di tutta l’esperienza. Questa storia è, in qualche modo, diventata luogo da cui si è potuti uscire per recarsi nel mondo del “reale”, e in cui si è potuti rientrare per rituffarsi nel mare infinito della magia, della fantasia, del possibile. Articolazione delle fasi di attività • Lettura del testo originale. Analisi di ambienti e personaggi. Ipotesi per cambiare il finale della storia. Sequenze narrative. Banca delle parole. Riflessioni sui valori emergenti dal racconto. Progettazione educativo-didattica 99 L’intento fondamentale di un lavoro con i bambini sul testo è stato quello di far loro scoprire il racconto come luogo aperto di comunicazione tra lettore (il bambino) e narrante (colui che ha scritto la storia). Molto importante, infatti, per formare l’attitudine e il piacere per la lettura è scoprire la ricchezza del testo che evoca vicende e desideri, che può risvegliare mondi interiori e saperi Oltre al lavoro di analisi del testo non potevamo non proporre di “cambiare il finale della storia”. Ciò ha permesso non solo di soddisfare l’immaginazione e la fantasia, ma anche e soprattutto di sentirsi rassicurati e fiduciosi: il “nostro” pifferaio, alla fine, ricondurrà i bambini alle loro case e il sindaco disonesto meriterà una giusta punizione. Altro momento iniziale è stato quello di individuare nella storia sei nuclei narrativi principali. Si è poi proceduto a delineare, attraverso inferenze o immagini fantastiche, le caratteristiche più importanti dei personaggi e dei luoghi del racconto. • Giochi dei genitori con ricerca tramite questionario. Giochi dei bambini: di relazione; di ruolo; imitativi di animali, persone, cose; con regole. Nella storia de “Il pifferaio magico” si racconta della presenza, nella città di Hamelin, di molti bambini la cui attività preferita era presumibilmente il gioco, o meglio, i giochi. Per avere un’ampia gamma di attività ludiche da sperimentare, ci siamo rivolti ai genitori, chiedendo loro di ricordare e raccontarci per iscritto i giochi che facevano da piccoli. Dopo l’attività di gioco, i bambini erano invitati a riprodurre graficamente quanto fatto in salone. • Uso del linguaggio del corpo per esprimere i contenuti della storia: gli ambienti, i personaggi e le loro azioni. Costruzioni di stereotipi fondamentali. I bambini, in salone, hanno reinterpretato la storia attraverso il loro vissuto, attribuendo un significato personale a quanto ascoltato. Il linguaggio del corpo, che qui è stato predominante, è risultato per il bambino immediato e ricco di potenziale comunicativo. • Ricerca scientifica: “il topo” com’è, cosa fa, dove vive, cosa mangia. Gli ambienti: “la città di Hamelin”, “il mare”, “la montagna con la grotta”. I topi sono “attori” di importanza basilare nella nostra storia. Da qui è nata l’esigenza di approfondire l’argomento, di cercare sui testi e, possibilmente, nella realtà qualcosa che ci dicesse di più su questi inquietanti animali. Si è cercato di analizzarli, andando oltre lo stereotipo, da un punto di vista “scientifico” attraverso libri, immagini, documenti. Si è così costruito un dossier sul topo, fatto sequenze grafiche, analizzandone gli aspetti più importanti. Riteniamo che la costruzione di un atteggiamento scientifico nel bambino sia fondamentale non solo sul piano cognitivo, ma anche sul piano sociale ed etico-morale. • Rappresentazione teatrale: la ricerca sonoro musicale di brani descrittivi degli ambienti, dei personaggi, dei movimenti; costruzione scenica. Dopo aver “giocato” con il corpo si è arrivati alla definizione, insieme, di una storia nuova e originale da presentare ai genitori in occasione della tradizionale Festa di fine anno. Nella ricerca di musiche, rumori, sonorità un grosso aiuto ci è stato dato dall’insegnante di musica, anche lei coinvolta nel progetto. • Produzioni “artistiche”: le sequenze narrative; la scatola della storia; la scatola degli ambienti; la scatola dei personaggi. Libri: “Il topo”; “Giro girotondo stiamo insieme per il mondo”. Il racconto è stato proposto ai bambini senza il supporto di immagini. Ciò ha permesso di evocare immagini mentali. La costruzione di un plastico ha messo in gioco molti concetti e molte competenze matematiche (collocazione e relazioni spaziali). Dopo la costruzione dell’ambiente si è reso quasi indispensabile collocarvi i personaggi. I genitori ci hanno aiutato nella loro costruzione e si sono realizzati piccoli pupazzi raffiguranti i topi, il pifferaio, il sindaco, i bambini... Per poter illustrare la narrazione, si è scelto di creare alcune singole tavole che rappresentassero i momenti fondamentali della storia. Ogni bambino ha collaborato al racconto iconico complessivo rappresentando personaggi e situazioni concordate con i compagni e le insegnanti, attraverso l’uso di svariate tecniche. Si è poi pensato di realizzare gli ambienti descritti dalla vicenda (la città, il mare, la montagna) utilizzando scatole da scarpe. Una delle strategie utilizzate è stato l’ascolto empatico, passivo ed attivo, come strumento di ricerca per verificare le conoscenze già in possesso dei bambini e, permettendo loro di esplicitarle, suscitare e confermare l’interesse al tema. Tale strumento è necessario per permettere al bambino di confermare la propria individualità, riconoscere le proprie competenze ed avviarsi ad una relazione libera evitando i meccanismi della dipendenza. Stabilita la relazione, è possibile proporre l’attività da svolgere in gruppo in situazioni di laboratorio. Progettazione educativo-didattica 100 Prodotto realizzato A conclusione del lavoro è stata allestita una mostra, all’interno della scuola, che ha raccontato il lavoro dei bambini sia attraverso l’esposizione dei lavori prodotti, sia attraverso una documentazione fotografica delle varie tappe del progetto. Il lavoro che i bambini hanno compiuto a gruppi in salone è confluito in una grande rappresentazione collettiva della storia, che è stata proposta a genitori e amici in occasione della Festa di fine anno scolastico. Risultati attesi/raggiunti Durante i primi incontri di programmazione, diversi dubbi sono stati fonte di preoccupazione da parte degli insegnanti: come sarebbe stato operare con la collega di un’altra sezione, il piacere di lavorare insieme avrebbe prevalso sul timore del giudizio? Come avrebbero reagito i bambini? Il personale ausiliario avrebbe accettato di mettere in atto quei meccanismi di flessibilità necessari per mantenere il “clima giusto”? I genitori avrebbero collaborato? La storia scelta avrebbe ostacolato o favorito il percorso progettato? A conclusione dell’esperienza si sono riscontrati i seguenti risultati: relazione fra bambini: i bambini più grandi si sono presi cura dei piccoli accudendoli, incoraggiandoli a superare le difficoltà e rassicurandoli. C’è stata, per tutti, la presa di coscienza di una situazione di gruppo diversa dal gruppo sezione ed egualmente rassicurante. In alcune situazioni i bambini dei diversi gruppi si sono scambiati le informazioni ricevute, elaborandole in assoluta autonomia dalle figure adulte; relazione insegnanti/bambini: le insegnanti hanno rilevato che lo scambio di considerazioni sui bambini ha permesso loro di sperimentare punti di vista differenti per riflettere sul tipo di relazione adottata; ciò ha reso possibile, poi, di modificare pensieri e comportamenti e di migliorare la relazione con alcuni alunni; relazione fra insegnanti: si sono verificati sentimenti di soddisfazione; la riscoperta della passione per il proprio lavoro e dei legami di amicizia con le colleghe ha contribuito a creare un clima positivo in cui le insegnanti “stavano bene a scuola”; relazione con le famiglie: i genitori hanno riscontrato sia il rispetto e l’attenzione riservate ai bambini che li hanno aiutati a sentirsi più sicuri di sé e liberi di esprimersi, sia un ambiente sereno di lavoro; la maggioranza delle famiglie ha collaborato attivamente alla buona riuscita della Festa. Collocazione: Pr. 40 / RA 5 101 Progettazione educativo-didattica Cassiani Tamara, Cipolli Mirella Un anno con Teodora Scuola materna “S. Carlo Borromeo” - II Circolo Sassuolo 1997/98 Classe/i Sezione 5 anni Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Progetto didattico per sfondo integratore in cui l’elemento magico conduce il percorso. Obiettivo/i Ricerca di strategie differenziate di insegnamento / apprendimento Destinatario/i Bambini di 5 anni Personale coinvolto Dott.ssa Daniela Tiné, psicopedagogista II Circolo di Sassuolo, insegnanti. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progetto di team Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Il gruppo sezione presentava un forte calo di interesse all’apprendimento e le insegnanti, di rimando, erano colpite da crisi motivazionale. Motivazione I bambini avevano esigenza di trovare stimoli forti ed un filo conduttore per le loro attività. Da parte delle insegnanti era nata l’esigenza di un rinnovamento professionale che permettesse loro di rivedere il proprio modo di lavorare. Così è cominciato il progetto per sfondo integratore caratterizzato da un elemento magico, la strega Teodora, che si è protratto per l’intero anno scolastico. Articolazione delle fasi di attività Strategia di insegnamento / apprendimento √ Conversazioni (iniziale ed in itinere) a grande gruppo per formulare ipotesi √ Attività a grande gruppo √ Attività a piccolo gruppo √ Laboratorio grafico, pittorico, plastico Predisposizione ed uso di materiali e strumenti √ Libri di racconti inerenti agli argomenti trattati √ “Una scuola, uno sfondo” - Canevaro - Lippi - Zanelli √ Materiali del corso di aggiornamento “Una, tante programmazioni” (di Circolo) √ Videocamera e fotocamera Uso di risorse esterne √ Ufficio postale √ Castello di Spezzano per la festa finale Prodotto realizzato √ Dispensa con formalizzazione del progetto / percorso √ Quaderno attività e conversazioni dei bambino √ Videocassetta Progettazione educativo-didattica 102 Risultati raggiunti Il desiderio di rinnovamento professionale è stato positivamente raggiunto attraverso la realizzazione di questo percorso. L’esigenza di creare situazioni “motivanti” per un gruppo sezione che presentava diversi casi problematici riguardo a comportamento e apprendimento, è stata soddisfatta seguendo i reali interessi del bambino. Il gruppo sezione si è consolidato e il livello cognitivo dei bambini ha avuto una leggera evoluzione positiva. La mancanza di supporto teorico forte che consentisse la verifica del lavoro in itinere e la mancanza di confronto con un’esperienza analoga già consolidata nel tempo, ha lasciato aperti dubbi, domande, crisi che ancora oggi attendono risposta. Strumenti e modalità di verifica sono quelli descritti dalla pratica dello Sfondo Integratore e sono ampliamente illustrati all’interno del progetto. Documentazione allegata √ Corso d’aggiornamento “Una, tante programmazioni” √ Materiale prodotto: un pannello di legno, pupazzi, un libro che raccoglie le attività ed esperienze dei bambini, videocassetta. Lo Sfondo Integratore Programmare per sfondo integratore ci ha consentito di proporre ai bambini un tipo di itinerario aperto che valorizzava le loro conoscenze e li considerava parte attiva del processo di insegnamento - apprendimento. Motivazione Abbiamo deciso di sperimentare la programmazione per sfondo in alternativa alla programmazione per OB, in quanto da un lato come insegnanti avvertivamo la necessità di rivedere il nostro modo di lavorare, di rimetterci in discussione e riprogettare la nostra professionalità, e dall’altro il gruppo sezione, “problematico” fin dal primo anno di frequenza, presentava un forte calo di interesse e necessitava dunque di stimoli forti. Definizione dello sfondo Essendo i bambini ancora molto attratti dal fantastico e dal magico, abbiamo pensato di utilizzare come struttura connettiva lo sfondo fantastico dentro al quale far muovere, come elemento magico e figura mediatrice dell’apprendimento, la strega Teodora. Articolazione Il percorso, di durata annuale, è stato caratterizzato da un primo momento di progettazione al quale hanno fatto seguito successivi momenti di riprogettazione, nell’ottica di una modalità di programmazione e attività in costante divenire. Ogni momento di progettazione si è articolato in due fasi: un’analisi della situazione (I fase) ed un’elaborazione progettuale (II fase). Input / Situazione stimolo Questo primo momento di avvio dell’attività è stato proposto da noi insegnanti. Abbiamo fatto apparire in sezione, affinché i bambini ne fossero incuriositi, il personaggio magico: la strega Teodora. I Fase: analisi della situazione A seguito della comparsa di Teodora, sono state attivate alcune conversazioni fra i bambini i quali, formulando ipotesi legate al personaggio, ci hanno consentito di effettuare una prima raccolta di tracce, cioè quegli interessi, quelle proposte su cui poi impostare la fase di elaborazione progettuale. II Fase: elaborazione progettuale La raccolta delle ipotesi e degli interessi dei bambini ci ha consentito di individuare le piste di lavoro ed i nodi dell’apprendimento sollecitati (vedi mappa ipertestuale degli apprendimenti per la Scuola Materna). Individuate quindi le direzioni verso le quali muoverci, abbiamo definito i campi d’esperienza coinvolti in questo primo momento di progettazione e, all’interno di ciascuno, gli OB da raggiungere. È a questo punto che abbiamo potuto formulare le nostre proposte contenutistiche e predisporre lo sfondo istituzionale (spazi, tempi, modalità...). Progettazione educativo-didattica La fase di progettazione si è quindi concretizzata nella formalizzazione discorsiva del nucleo progettuale che rappresenta una unità del progetto in cui OB, percorsi, attività diverse sono 103 strettamente intrecciati, ma consentono di procedere con una certa flessibilità, lasciando spazio a situazioni educative aperte. La fase di elaborazione progettuale si è quindi conclusa, dopo circa un mese, con un momento di bilancio (controllo e feed-back) che, sulla base di ciò che inizialmente era stato previsto e di ciò che era emerso durante l’unità di lavoro, costituiva la base su cui fondare la successiva riprogettazione. Riprogettazione Sulla base degli elementi emersi in fase di bilancio conclusivo del 1° nucleo, abbiamo potuto affrontare l’impostazione della nuova unità di lavoro ripercorrendo tutte le fasi del percorso. Il percorso completo è risultato composto da quattro momenti di progettazione / riprogettazione che si sono conclusi a giugno con la presentazione, in carne ed ossa, di Teodora, la quale ha invitato i bambini ad una festa nel suo castello (castello di Spezzano). Teodora ha rappresentato dunque, in corso d’anno, l’elemento mediatore dell’apprendimento, ma non solo; essendo anche il personaggio utilizzato nel progetto ponte di continuità con la scuola elementare, ha rappresentato anche la figura d’accompagnamento e di inserimento all’ingresso nelle classi I elementari. Collocazione: Pr. 28 / RA 3 104 Progettazione educativo-didattica Insegnanti del plesso Inventiamoci il domani 2 Scuola elementare “Don Milani” - III Circolo Carpi 1998/99 Classe/i Otto classi del primo e secondo ciclo Area tematica Progettazione / Programmazione - Studi Sociali Contenuto tematico Riflessioni semiserie dei bambini su “Scuola e dintorni”. Obiettivo/i Far riflettere gli alunni sulla loro realtà di “utenti-attori” di una scuola che li prepara alla vita e che avrà una forte incidenza sul loro futuro. Destinatario/i Genitori, insegnanti, ragazzi. Personale coinvolto Tutte le insegnanti del plesso Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per istituto, per classi, per team. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e motivazione L’interclasse docenti ha ritenuto opportuno proseguire ed integrare il progetto già realizzato lo scorso anno scolastico (“Inventiamoci il domani”: desideri, sogni, idee, suggerimenti proposti dai bambini agli adulti per rendere migliore il mondo di domani), in quanto valutato molto positivo il riscontro osservato sugli alunni; questi hanno infatti avuto modo di prendere consapevolezza di alcune problematiche del mondo infantile, ricercando il modo di risolverle e proponendo agli adulti concrete soluzioni. Si è inoltre avvertita l’esigenza di proseguire un’attività di plesso come importante occasione di collaborazione e di confronto al fine di migliorare la qualità dell’insegnamento. Sintesi del progetto La finalità principale è quella di far riflettere gli alunni sulla loro realtà di “utenti-attori” di una scuola che li prepara alla vita e che avrà una forte incidenza sul loro futuro. In questa proiezione “verso il futuro”, gli alunni hanno riflettuto in modo critico sulla loro esperienza scolastica, elaborando testi, poesie, storie di vario genere, fotostorie, consigli pratici e regole utili...per affrontare con successo la scuola elementare ed uscirne “vincitori”. I percorsi didattici, a carattere interdisciplinare, spaziano dall’italiano all’immagine, dall’informatica agli studi sociali ed ambientali, in un percorso operativo che ha consentito agli alunni di esplorare in modo critico ed analitico una vasta gamma di tematiche e di aspetti della scuola e della società in cui viviamo e che debbono conoscere per affrontare in maniera positiva il loro futuro. Si è partiti da un questionario - indagine che ha analizzato l’esperienza scolastica vissuta dagli alunni del plesso. Mantenendo finalità comuni, il progetto è stato realizzato con contenuti diversi a seconda delle esigenze e delle programmazioni specifiche di ogni singola classe. “La nostra scuola nei colori, nelle parole, nei pensieri” (classi prime) che ha esplorato il mondo dei colori e delle emozioni, fino ad immaginare la “scuola ideale”; “La scuola di Fantasiopoli” (classe II A) e “Una scuola fantastica” (classe II B), che raccolgono storie inventate, filastrocche e poesie in un fantasioso viaggio nel pianeta scuola; “Africa: suoni, colori, immagini, parole...” (classe terza), che ha trattato il valore della diversità, come esperienza viva e scambio concreto di conoscenza; “La scuola...in un giornalino” (classe quarta), che, attraverso un’indagine sociologica sulla scuola attuale in Italia ed all’estero, ha ipotizzato in chiave ironica una scuola “senza materie” e ha Progettazione educativo-didattica 105 realizzato una fotostoria sulla scuola ideale; “Scuola e dintorni” - “LIBRIamoci” (classi quinte), che, prendendo spunto da un questionario - indagine sul mondo della scuola, ha condotto alla produzione (in chiave ironica) di 10 libri di vario genere attinenti all’argomento. Pur salvaguardando gli stili diversi, si è scelto di articolare la documentazione secondo criteri comuni (fase di lavoro, modalità, tempi, strumenti, prodotto finale, considerazioni). La realizzazione del progetto ha condotto all’allestimento di un’edicola che ha esposto il materiale prodotto da tutte le classi. “La scuola...in un giornalino” (classe quarta) Bellei Franca, Pini Orianna Articolazione delle fasi di attività L’attività si è articolata in cinque fasi di lavoro. 1) Dopo l’illustrazione dell’iniziativa proposta dalla scuola, a ciascun alunno è stato sottoposto il questionario per indagare in modo critico e provocatorio su come la scuola viene vissuta dai bambini. I dati raccolti, tabulati in istogrammi, hanno permesso di ricavare osservazioni oggettive. Considerazioni: sono stati apprezzati dagli alunni la possibilità di esprimere un parere personale sulla scuola e l’anonimato del questionario; si è rivelata troppo concentrata e ripetitiva la tabulazione dei dati. 2) In compresenza le insegnanti, attraverso una conversazione guidata, hanno analizzato l’istogramma relativo alla domanda “Quale materia ti piace di più?” (maggior numero di preferenze per educazione motoria). Insieme agli alunni si è poi riflettuto su di una scuola senza italiano, matematica, geografia, lingua straniera...Sono state quindi individuate alcune situazioni paradossali che si potrebbero verificare di conseguenza e rappresentate attraverso immagini di ambienti e personaggi ricavati da riviste e didascalie. Considerazioni: è stata positiva la motivazione che hanno espresso i bambini nelle attività; per alcuni è risultato complesso un appropriato abbinamento immagine - didascalia. 3) Confronto del sistema scolastico italiano riferito alla scuola elementare con quello di Francia e Marocco, sia perché in classe da diversi anni viene proposto l’insegnamento della lingua francese, sia perché da quest’anno è iscritto un bambino marocchino. Sono stati analizzati e confrontati la durata del corso, dell’orario settimanale, delle vacanze e le materie; per quanto riguarda le informazioni del sistema scolastico marocchino, sono state illustrate da una mediatrice culturale araba che segue l’alunno nell’apprendimento della lingua italiana. Considerazioni: si sono riscontrati interesse ed attenzione, da parte dei bambini, nella riscoperta di differenze, soprattutto con il paese di cultura araba. 4) Gli alunni, attraverso una conversazione, hanno discusso sul tipo di scuola che vorrebbero: “una scuola di fantasia”, non realizzabile nell’immediato futuro, nella quale imparano attraverso viaggi spazio-temporali che li rendono protagonisti in prima persona. Sono state individuate le fasi di una fotostoria (scienze “viaggio nell’acqua”; matematica “viaggio tra i numeri decimali”; italiano “viaggio nelle avventure di Pinocchio”; storia “viaggio tra gli Egizi”). Gli alunni, divisi in gruppi omogenei, hanno scritto i quattro racconti due dei quali sono stati suddivisi in sequenze, le parti discorsive trasformate in fumetti. I bambini hanno illustrato gli ambienti e i personaggi più significativi dei viaggi fantastici. Sono state selezionate le fotografie fatte ai ragazzi e agli insegnanti durante diversi momenti di vita scolastica e realizzati i fotomontaggi inserendo le fotografie e i fumetti negli ambienti già preparati. Considerazioni: i tempi di realizzazione sono stati superiori a quelli preventivati, motivo che ha portato ad abbreviare la fotostoria. Gli alunni sono stati inoltre aiutati nell’attività di fotomontaggio. 5) A gruppi sono stati prodotti cruciverba e rebus, ricordate barzellette, inventate pubblicità sull’argomento “scuola” e inseriti in Pegaso, il giornalino che ha raccolto tutte le attività svolte. Considerazioni: si è dovuto selezionare il materiale in quanto la produzione degli alunni è stata notevole. Nota. Tutte le fasi di lavoro con obiettivi, modalità, considerazioni e gli allegati più significativi sono stati raccolti nel fascicolo di documentazione “Inventiamoci il domani 2”, comprensivo di tutte le attività del plesso, insieme ad una copia di ciascun giornalino. Progettazione educativo-didattica “Scuola e dintorni” - “LIBRIamoci” (V A - V B) 106 Bosi Raffaella, Corsatto Margherita Articolazione delle fasi di attività 1. Questionario da sottoporre agli alunni per indagare su come la scuola sia da loro vissuta e su come essa inciderà sul loro futuro. 2. Elaborazione di regole pratiche per affrontare con successo la scuola elementare ed uscirne vincitori. 3. Riflessione sulla realtà scolastica vissuta dagli alunni 4. Produzione di storie inventate su “la scuola che verrà”, di genere giallo, horror, fantascientifico, romantico, poetico, alfabetico-problematico. 5. Stampa dei libri con utilizzo del laboratorio di informatica. Considerazioni. Motivazioni di sfondo Il progetto specifico delle classi quinte, di carattere prettamente linguistico, raccoglie i frutti delle attività linguistico-espressive svolte negli anni precedenti. La realizzazione finale (dieci libri di diverso genere) è frutto di analisi condotte precedentemente sui generi letterari, di laboratori sul “far poesia”, di giochi linguistici, di studi ed uso della lingua in funzione creativa. Ci ha condotto a tale produzione anche la scelta dei libri alternativi al libro di testo (effettuata a partire dalla classe prima), che ha cambiato l’ottica di approccio alla lettura, avvicinando gli alunni al mondo della narrativa, dove hanno familiarizzato con autori, generi letterari, stili linguistici diversi, affinando il gusto e lo stile personale. Riflessione critica su “Scuola e dintorni” Parte centrale del nostro percorso è stata la riflessione sulla scuola, con particolare riferimento all’incidenza che si ritiene possa avere sul futuro socio-lavorativo-professionale; questa fase di riflessione ha indagato sull’esistenza negli alunni della consapevolezza che, oltre il dovere, vi sia effettivamente un valore in ciò che la scuola offre, per una realizzazione futura, anche in ambito lavorativo. Il lavoro di gruppo a classi aperte ha sviluppato la consapevolezza critica che la scuola è anche veicolo di inserimento sociale, perché favorisce ed approfondisce il rapporto con gli altri, il lavoro collaborativo in cui si misurano capacità, abilità e limiti. Dalla riflessione all’ironia Dalla riflessione, riteniamo sia stato molto importante passare all’ironia, come strumento critico ed autocritico di analisi, come mezzo per sdrammatizzare i problemi e superare le difficoltà e gli ostacoli. Al di là del prodotto finale, è questo, per noi, il significato più profondo del nostro progetto: ciò che non è possibile toccare con mano, ma che, speriamo, abbia lasciato una traccia profonda nell’interiorità di ciascuno. Collocazione: SS. 54 / RA 7 107 Progettazione educativo-didattica Ascari M. Paola, Brancolini Licia, Bruschi Chiara, Forghieri Susi, Ori Ezio, Barbi Franca, Ferrari Lilia, Gualtieri Emilio La Continuità tra scuola elementare e scuola media “Inventiamo insieme un racconto fantastico in lingua inglese” Scuole elementari “Bollitora”, “Giotto”, “Da Vinci”, “Manzoni”, “Rodari” - II Circolo Carpi Scuola secondaria I grado “Fassi” Carpi 1997/98 Classe/i Tutte le classi V del II Circolo di Carpi e le classi I della scuola Secondaria I grado “Fassi” di Carpi Area tematica Progettazione / Programmazione - Lingua Straniera - Studi Sociali Contenuto tematico Esperienza di continuità didattica attraverso la lingua inglese Obiettivo/i a )Obiettivi generali del progetto: • prevenire il disagio e l’insuccesso scolastico, favorendo il momento critico del passaggio da un ordine di scuola a quello successivo, affrontando il tema della continuità verticale; • realizzare il raccordo curricolare, metodologico e didattico in Lingua Inglese fra gli anni ponte rappresentati dalla classe V elementare e dalla classe I media b) Obiettivi generali della lingua straniera, intesa come linguaggio che contribuisce a: • allargare la visione del mondo; • acquisire consapevolezza dell’esistenza di modi diversi di vedere la realtà e di codificare il pensiero; • promuovere la capacità di comprensione degli altri e di accogliere il diverso; • arricchire le possibilità di rapporti comunicativi; c) Obiettivi specifici dell’educazione linguistica: • sviluppo della capacità di comprensione, di produzione e di comunicazione sia in lingua italiana che in lingua straniera; • padronanza del linguaggio iconico. d) Obiettivi trasversali • sviluppo di capacità logiche • stimolo alla creatività • avvio consapevole al confronto culturale Destinatario/i Alunni Personale coinvolto Docenti di Lingua Inglese del II Circolo e della scuola secondaria I grado “Fassi” di Carpi, team docenti delle classi V delle scuole elementari del II Circolo, docente elementare con particolari competenze nel linguaggio grafico-pittorico, operatore culturale del Comune di Carpi esperto in grafica. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Gruppo di lavoro costituito da docenti di Lingua Inglese dei due ordini scolastici coordinati dalla Direttrice Didattica del II Circolo di Carpi Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Il progetto del II Circolo di Carpi è nato dalla riflessione su alcuni nodi problematici del disagio scolastico e sulle possibili iniziative di promozione del successo rispettivamente in ordine ai seguenti due aspetti. 1) Aspetto strutturale del nostro sistema scolastico: Progettazione educativo-didattica 108 − constatazione della discontinuità e segmentazione fra i vari ordini di scuola e conseguente momento critico del passaggio da un ordine di scuola a quello successivo 2) Aspetto caratterizzante l’odierna società: − consapevolezza della sua dimensione multiculturale, che si riflette nella comunità scolastica ed il conseguente rischio di un approccio negativo o colpevolizzante delle diversità Motivazione 1) Esigenza di affrontare il tema della continuità verticale e delle modalità di un possibile raccordo fra gli anni ponte; 2) Considerazione della diversità, come risorsa e sua valorizzazione, attraverso iniziative di educazione interculturale, che non tendono a cancellare le differenze, ma attivano il confronto, la presa di coscienza ed il rispetto dell’identità di ciascuno in un clima di dialogo e di solidarietà. Pertanto il progetto si è articolato lungo tre filoni di sviluppo, ricchi tra di loro di connessioni, riguardanti rispettivamente: − la continuità tra scuola materna e scuola elementare − la continuità tra scuola elementare e scuola media (che ha dato origine all’esperienza presentata) − l’educazione interculturale. I linguaggi, intesi sia nella loro specificità disciplinare, sia come opportunità di espressione personale e di comunicazione sociale, sono stati il filo conduttore ed unificante delle tematiche. Per il raccordo curricolare fra scuola elementare scuola media è stata scelta la lingua straniera e, nel caso specifico, la Lingua Inglese, perché diffusa in tutte le classi del II ciclo delle scuole elementari del II Circolo e nella scuola media “G. Fassi”, collocata come il Circolo, nella zona sud di Carpi. Articolazione delle fasi di attività Tema: Inventiamo insieme un racconto fantastico in lingua inglese. Ambito: Educazione linguistica Discipline: Lingua italiana, Lingua inglese, Educazione all’immagine Obiettivi generali: capacità di comprensione, di produzione e di comunicazione, sia in lingua italiana che in lingua straniera, padronanza del linguaggio iconico. Obiettivi trasversali: sviluppo di capacità logiche, stimolo alla creatività, avvio consapevole al confronto culturale. Progettazione educativo-didattica Scuola elementare 109 Obiettivi specifici 1) comprendere il testo di un brano di L2 2) individuare le strutture fondamentali della lingua 3) individuare gli elementi costitutivi del racconto 4) riconoscere come la storia possa variare cambiando un elemento (ad esempio un problema diverso del protagonista) 5) dividere il racconto in sequenze logico-temporali 6) rappresentare le sequenze con attività graficopittoriche 7) individuare per ogni sequenza un messaggio in L2 da tradursi nel linguaggio del fumetto e/o della didascalia 8) ricostruire il testo inventato, ordinando le sequenze, in una successione logico-temporale Attività a) lettura del docente b) lettura silenziosa degli alunni c) spiegazione di parole difficili a) sottolineatura del testo b) trascrizione di strutture linguistiche a) conversazione ed analisi di: − protagonista − ambiente − problema del protagonista − l’amico − l’antagonista − la soluzione b) attività grafico - pittorica in piccolo gruppo: − disegno del protagonista − disegno di un secondo personaggio − ambientazione dei personaggi c) confronto disegni, scelta di un disegno per il ritaglio delle sagome a) discussione collegiale b) invenzione di una storia con gli stessi personaggi ritagliati, utilizzando le strutture linguistiche conosciute* a) discussione collegiale a) organizzazione di 5 gruppi b) assegnazione delle sequenze c) distribuzione delle sagome del viso e del corpo dei personaggi a ciascun gruppo d) attività grafico-pittorica con utilizzo stesse sagome e produzione fantastica altri elementi a) discussione collegiale b) stesura, in piccolo gruppo, del testodella sequenza assegnata a) lettura collegiale b) domande del docente per la verifica del livello di comprensione * Nota: per alcune classi, a questo punto, invenzione dei personaggi, disegno e ritaglio delle sagome Scuola media. Concluso il loro compito, gli alunni delle classi quinte elementari delle scuole del II Circolo hanno inviato agli alunni delle classi prime della scuola media “Fassi” le loro storie illustrate con vivaci colori e raccontate in lingua inglese tramite il fumetto e la didascalia. Obiettivi specifici Attività 1) comprendere il significato della storia inventata a) discussione collegiale dagli alunni di V elementare 2) individuare le strutture linguistiche utilizzate a) come sopra o riscritte alla lavagna 3) individuare gli elementi costitutivi del racconto a) come sopra 4) integrare i testi, in continuità logica, metodologica, a) produrre ulteriori sequenze dei racconti, con didattica ed organizzativa stesse sagome dei personaggi e invenzione Strategie di insegnamento / apprendimento − lettura - stimolo; − esperienza integrale fra i vari linguaggi: dimensioni grafico-pittorica associata a situazione narrativa in Lingua Inglese correlata alla Lingua Italiana; − utilizzo della tecnica del fumetto e della didascalia; − lavoro di gruppo. Progettazione educativo-didattica Predisposizione ed uso di materiali e strumenti − utilizzo di libri di narrativa in lingua inglese; − utilizzo del registratore; 110 − utilizzo del materiale e del locale adibito a laboratorio grafico-pittorico; − disegno di diversi bozzetti prima della scelta definitiva dei personaggi e delle ambientazioni. Uso di risorse esterne − ricorso alla biblioteca comunale per prestito di testi di narrativa infantile in lingua inglese; − ricorso alla consulenza di un operatore culturale del Comune di Carpi esperto in grafica. Prodotto realizzato Un libro che raccoglie le sette storie inventate dagli alunni, che sono state illustrate mediante sequenze di immagini a vivaci colori e narrate con gli strumenti linguistici del fumetto e della didascalia. Gli alunni della scuola media si sono inseriti, con i loro quadri, usando gli stessi strumenti pittorici e linguistici, nel mezzo o alla fine dei racconti creati dai compagni delle scuole elementari e ne hanno cambiato il percorso o solo il finale oppure si sono posti all’inizio, come davanti alla televisione, e si sono lasciati incantare dall’intreccio fantastico delle trame. Risultati attesi/raggiunti Tutte le quinte classi classi delle scuole elementari del Circolo hanno realizzato delle storie di lunghezza superiore rispetto ai 5 fogli richiesti, arrivando anche alla stesura di 10/12 fogli di larghezza A3. Tutti gli alunni sono stati coinvolti ed hanno partecipato con interesse e piacere alle attività didattiche, sostenuti da un impegno straordinario dei docenti, che hanno prestato anche ore aggiuntive di insegnamento. La qualità del prodotto è altissima e documenta un’esperienza educativa incisiva nella direzione degli obiettivi prefissati, relativi a: − capacità di comprensione, di produzione e di comunicazione in Lingua italiana e Lingua inglese; − padronanza delle abilità e delle capacità di rappresentazione proprie del linguaggio iconico; − capacità logiche trasversali e creatività. Occorre, inoltre, mettere in evidenza lo sviluppo di: − comportamenti socio-affettivi, che vengono stimolati dal lavoro di gruppo, come la collaborazione, lo scambio di idee e di materiali, l’aiuto reciproco, l’impegno ad eseguire il proprio compito e la tensione verso il raggiungimento di un obiettivo comune; − atteggiamenti culturali, che vengono sollecitati dal contatto con una lingua straniera, come la curiosità, il desiderio di scoperta e di apertura verso il nuovo e, pertanto, la disponibilità a ad accettare il diverso come arricchimento personale e come ulteriore strumento di comunicazione sociale. A questa esperienza, infatti, si è data la responsabilità educativa di rendere gli alunni consapevoli, disponibili e attenti al confronto culturale e quindi di avviarli a riconoscere le specificità, le diversità e le equivalenze tra lingue e culture differenti. Gli alunni delle classi I della scuola media hanno manifestato interesse e partecipazione. I loro docenti hanno curato lo sviluppo degli obiettivi fissati sia in ambito orale, che in quello scritto, pur disponendo di tempo scarso e concentrato nell’ultimo periodo dell’anno scolastico. Resta solo il rammarico di non aver potuto dar luogo, per mancanza di tempo, alla realizzazione dell’ultima fase del progetto, e cioè all’incontro di gruppi misti di alunni dei due ordini scolastici per una lettura collegiale dei racconti, per uno scambio di opinioni, per una conoscenza reciproca diretta e per una maggiore socializzazione dell’esperienza. Documentazione allegata Fascicolo costituito da due parti: • la prima, redatta dalla Direttrice Didattica del II Circolo di Carpi, illustra il progetto nella sua globalità e disegna il percorso di sviluppo, in continuità dalla scuola elementare alla scuola media, dell’unità didattica dal tema: “Inventiamoci insieme un racconto fantastico in Lingua Inglese”; • la seconda raccoglie le sette storie prodotte dagli alunni dei due ordini scolastici. Collocazione: Pr. 39 / RA 5 111 Progettazione educativo-didattica Zucchellini Maurizio La collezione dei legni incisi della Galleria Estense Dal progetto “La scuola adotta un monumento” Scuola secondaria di I grado “Ferraris” Modena 1998/99 Classe/i III D - III H Area tematica Progettazione / Programmazione - Educazione Immagine - Arte Contenuto tematico Rivisitazione, attraverso l’incisione e la stampa a rilievo su linoleum, di parte di un’importante collezione del territorio. Obiettivo/i Conoscenza di importanti opere d’arte del territorio, attraverso la centralità “del fare”. Destinatario/i Alunni coinvolti, cittadini (i prodotti sono stati esposti in una mostra in Piazza Grande). Personale coinvolto Insegnante. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classi parallele Descrizione del percorso Storia del laboratorio di incisione Il laboratorio di incisione della scuola media “Ferraris” di Modena si concretizza e diventa attivo con un gruppo di alunni nel 1996. Diversi gli scopi dell’esperienza didattica e formativa, in primo luogo acquisire conoscenza ed esperienza attraverso la centralità “del fare”. La pratica dell’incisione si linoleum, derivata dalla più antica xilografia, diventa così oggetto divulgativo delle primarie forme di stampa. Parallelamente alle sensibilità degli alunni ed a una loro progressiva maturazione tecnico/espressiva, veniva tracciato e proposto un percorso tematico, affinché si potessero rivisitare ed illustrare importanti opere d’arte, patrimonio della città. Nel primo anno di sperimentazione, furono prodotte circa quaranta matrici e stampe che riproducevano motivi scultorei e plastici del Duomo di Modena ad opera del Wiligelmo e del Maestro delle Metope. Nell’anno seguente, con una parte di alunni già avviati all’esperienza ed altri che partecipavano per la prima volta, si affrontò una rivisitazione dell’opera dei grandi plasticatori modenesi, Guido Mazzoni e Antonio Begarelli. Nell’anno scolastico 1998/99, aderendo al progetto “La scuola adotta un monumento”, è stato naturale rivolgere il nostro interesse alla collezione dei legni incisi della Galleria Estense. Obiettivi ⇒ Il laboratorio ha avuto come obiettivi: ⇒ conoscere alcuni beni artistici del territorio; ⇒ apprendere antiche tecniche di espressione grafico/visiva; ⇒ educare alla strutturalità dei momenti operativi, riconoscendo valore espressivo e creativo ad operazioni apparentemente meccaniche; ⇒ mettere in atto l’immaginazione e il pensiero visivo/cognitivo in ogni fase di lavorazione. Articolazione delle fasi di attività I soggetti delle quaranta incisioni e relative stampe raccolte successivamente in un volume, sono state tratte dal catalogo Mucchi Editore del 1986. Progettazione educativo-didattica 112 Le immagini scelte, prima ingrandite a piacere per facilitare il lavoro degli alunni, sono state, dopo un’operazione di rilevamento e studio dei segni negativi e positivi trasportate su lastre di linoleum e seguentemente incise. È stato un lavoro duro, un esercizio all’impegno e di notevole difficoltà, necessariamente lento per le caratteristiche tecniche di esecuzione; non sono mancati da parte degli alunni momenti di scoramento e di profonda noia, anche se comunque l’impegno e la disponibilità hanno prevalso. Alcune tavole sono state affrontate con caparbia e notevole perizia tecnica. Nei momenti di rifinitura, alcuni alunni hanno voluto cimentarsi nell’uso del bulino, strumento assai difficile e sofisticato. Altre incisioni sono state interpretate e trasformate in forme più libere, ma anche se espresse in modo meno consapevole, non mancano di una loro efficacia espressiva. Molto occorrerebbe riflettere sull’uso di questa tecnica artistica, anche in termini formativi e pedagogici, poiché per sua strutturazione implica lentezza, precisione e rigore espressivo del bianco e nero. Più dell’esercizio didattico, sento di affermare che scavare con semplici strumenti una matrice per trarne una figura diventa un esercizio allo scavarsi dentro, nella miniera dei propri pensieri, esperienze e desideri per trarne poi con l’atto della stampa l’immagine riflessa di se stessi messa a conoscenza degli altri. Collocazione: EI. 33 / RA 5 113 Progettazione educativo-didattica Bocchetti Caterina, Borghi Giorgio, Magelli Gianna, Nowaczick Ursula, Svampa Serenella, Taglini Enrica La chiesa di S. Lazzaro Dal progetto "La scuola adotta un monumento" Scuola secondaria I grado “Ferraris” Modena 1998/99 Classe/i II E, II H, gruppi di III A, III B, III G, II F Area tematica Progettazione / Programmazione - Storia - Educazione Immagine - Arte - Educazione Tecnica Religione Contenuto tematico Il patrimonio artistico e storia del territorio. Obiettivo/i Uno degli obiettivi generali era quello di comprendere l'importanza di contestualizzare il passato locale entro parametri più ampi e, contemporaneamente, comprendere come la storia generale sia incompleta senza l'apporto delle storie locali. Erano prefissati anche gli obiettivi specifici di ogni disciplina coinvolta, oltre alla conoscenza della tecnica dell’affresco Destinatario/i Le classi II E, II H e un gruppo composto da ragazzi di classi seconde e terze. I prodotti sono stati esposti in parte alla mostra di Piazza Grande e, in parte, utilizzati dai visitatori della chiesa di S. Lazzaro, una domenica di fine anno scolastico. Personale coinvolto • Due insegnanti di lettere • Due insegnanti di educazione artistica • Un insegnante di tecnica distaccato su un progetto sullo “svantaggio” • Un’insegnante di religione • Un esperto sugli affreschi di S. Lazzaro • Un esperto della tecnica dell’affresco • Un esperto costruttore di modelli • Un falegname • Alcuni genitori Progettazione (per istituto, per classi, per team...) per team. Descrizione del percorso Motivazione L'aver aderito al progetto "La scuola adotta un monumento" è stata occasione per condurre una serie di attività multidisciplinari e di laboratorio che, attraverso la centralità "del fare", sono state stimolanti anche per quei ragazzi che difficilmente sono coinvolti in un normale iter scolastico. Inoltre si volevano creare opportunità di: utilizzare, da parte dei ragazzi, strumenti informatici per produrre documenti e materiale didattico da lanciare eventualmente in rete; fare esperienze dirette legate alla manualità con la consulenza di persone qualificate; sperimentare il rilievo sul campo e la rappresentazione di ciò che si è rilevato; comunicare ad altri il frutto del proprio lavoro (iniziative della mostra e della giornata di visita alla chiesa); lavorare su prodotti audio-video con i mezzi specifici. Progettazione educativo-didattica 114 Articolazione delle fasi di attività Dopo la discussione in collegio docenti, si sono riuniti gli insegnanti disponibili ad aderire al progetto che si articolava secondo quattro filoni : • attività di ricerca, di rielaborazione e produzione testi e materiale audio e audiovisivo; • produzione affreschi; • produzione di un libro di immagini con tecnica a tempera; • costruzione di un modello in scala della chiesa. Si è passati alla ricerca di materiale e alla produzione di una documentazione da parte degli insegnanti che hanno anche partecipato a una visita guidata da un esperto (Sandro Vesce). La prima parte è stata condotta dagli insegnanti di lettere, in II E, II H, attraverso ricerche, lezioni specifiche, lavoro di gruppo in classe e a casa, visite guidate per poi produrre testi attraverso l’uso del computer (laboratorio di informatica), prodotti audio, fotografie (con la consulenza di alcuni genitori), piccoli audiovisivi (laboratorio video). Per gli affreschi sono state prima realizzate alcune lezioni da un insegnante dell’Istituto d'Arte "Venturi" a cui hanno partecipato alunni delle seconde e delle terze, l'esperto ha poi anche seguito i ragazzi nella realizzazione pratica (laboratorio di artistica); anche questa attività è stata accompagnata da visite guidate e da una lezione, condotta dagli insegnanti di educazione artistica, di approfondimento sulla storia degli affreschi. Sono stati realizzati17 affreschi (70x90) che riproducono quelli della chiesa. Laboratori per il contenimento e la prevenzione del disagio scolastico Il terzo lavoro è stato realizzato da un gruppo di ragazzi demotivati ad un impegno scolastico. Si inserisce all’interno di un progetto, sostenuto dal Provveditorato, condotto da un insegnante di tecnica, distaccato, per condurre attività di laboratorio in favore dei ragazzi più problematici. Obiettivi Gli obiettivi prioritari sono stati favorire la crescita dell'autostima, la motivazione al lavoro e l'integrazione nella vita scolastica, oltre a quelli specifici delle attività come eseguire rilievi, rappresentazioni in scala, seguire sequenze di lavoro. Articolazione delle fasi di attività Si è iniziato con una osservazione minuziosa della chiesa da tutti i punti di vista ritenuti necessari e la realizzazione dei relativi schizzi, che sono poi serviti per i rilievi veri e propri. Questa è stata occasione per venire a contatto con strumenti nuovi come il tubo per creare i livelli e la “stadia” per le altezze e con gli strumenti più comuni come la cordella metrica, il filo a piombo e il filo da “muratore”. Si è poi proceduto alla rappresentazione delle diverse viste in scala 1:50, alla scelta dei materiali, che un falegname (Giulio Benatti) ci ha preparato, e, sotto la guida di un esperto (Giorgio Generali), alla realizzazione del modello nella stessa scala. Sono stati usati tutti gli strumenti tipici del falegname, e sono stati impiegati vari materiali ognuno dei quali richiedeva una sua tecnologia. La disponibilità dei ragazzi si è mantenuta a un buon livello (sono venuti anche 4 pomeriggi volontariamente per poter finire il lavoro) e gli alunni di terza hanno stilato un minimo di relazione che costituisca possibile tema di discussione all’esame. Il prodotto finale è un bel modello scala 1:50 della chiesa di S. Lazzaro. Il lavoro (più di 40 ore) ha richiesto il diretto contatto con la comunità di S. Lazzaro. La comunità ospita malati in fase terminale di AIDS. Il contatto con questa realtà problematica si è rivelato una importante esperienza umana, è stata occasione di discussione e confronto con genitori e ragazzi che hanno dimostrato responsabilità e disponibilità. Tutti i prodotti (nel caso dei documenti scritti solo le sintesi) sono poi stati esposti alla mostra “La scuola adotta un monumento" in Piazza Grande; una delegazione dei ragazzi ha partecipato alla inaugurazione ufficiale. Inoltre un gruppo di ragazzi, coadiuvati dagli insegnanti, ha poi organizzato le visite guidate alla chiesa proponendosi come guida diretta o offrendo ai visitatori registratori magnetici con nastri preregistrati. L’iniziativa ha incontrato molti consensi per la qualità dei servizi offerti. Collocazione: Pr. 33 / RA 3 115 Progettazione educativo-didattica Collegio dei docenti, Consiglio di Istituto Laboratori pomeridiani Scuola secondaria I grado “Volta” Bomporto 1998/99 Classe/i Tutte le classi della scuola Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Laboratori: linguistico-espressivi / tecnico-operativi / motori / nuove tecnologie Obiettivo/i Gli obiettivi, in modo analitico, sono indicati nell’articolazione delle diverse fasi delle attività; in questa sede possiamo individuare le finalità generali: ∗ La valenza formativa e culturale dei laboratori consiste nella “costruzione di saperi, di metodi e di comportamenti” da parte dei ragazzi. ∗ Le metodologie didattiche debbono essere diversificate per favorire la motivazione e l’interesse personale. ∗ La programmazione didattica dei docenti non può prescindere dalla finalità che ogni alunno viva la scuola come gruppo-comunità, nella quale tutti i componenti, pur nella diversificazione dei ruoli, condividono obiettivi, regole e attività. ∗ L’estensione delle offerte formative finalizzate alla conoscenza e all’uso delle nuove tecnologie, l’uso di software specifico nel laboratorio informatico mira a stimolare interessi e a vivacizzare o momenti scolastici. ∗ Consapevoli che le ultime disposizioni ministeriali limitano la possibilità di estendere a tutti gli alunni lo studio di una seconda lingua straniera (per tre ore settimanali),per l’anno scolastico 1998/99 si è prevista l’offerta della seconda lingua straniera (inglese) alle classi prime con lingua francese curricolare, per tre ore settimanali, al pomeriggio, con frequenza volontaria. I Laboratori di Lingua inglese favoriranno l’apprendimento strumentale della lingua comunitaria, privilegiando l’aspetto della comunicazione attraverso una didattica interattiva nel laboratorio linguistico audio-attivo-comparativo di cui la scuola è dotata. Destinatario/i Gli alunni della scuola Personale coinvolto I docenti in relazione alle competenze disponibili richieste Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per Istituto, per gruppi di lavoro monodisciplinari e da parte di ogni docente interessato. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Da alcuni anni la scuola ha avviato una approfondita riflessione sui risultati della sua azione educativa e sulle esigenze di cambiamento sollecitate dai mutamenti sociali in atto e dalle aspettative provenienti dal territorio. Tali problematiche sono confluite nella stesura e nella distribuzione di un questionario, rivolto agli insegnanti ed ai genitori, che prevedeva l’analisi della situazione della scuola e la possibilità di suggerire proposte di miglioramento in vista dell’elaborazione di un Progetto di sperimentazione dell’autonomia. In sintesi ci sembra di poter così riassumere i dati rilevati dal questionario e discussi dagli organi collegiali. Limiti dell’attuale offerta scolastica secondo genitori ed insegnanti: ⇒ molti ragazzi risultano in difficoltà sul piano dell’autonomia, dell’organizzazione e della responsabilità personale; ⇒ sono poco motivati a seguire il processo di apprendimento e a sentire propria la preparazione culturale che pure la scuola è in grado di dare; Progettazione educativo-didattica 116 ⇒ frequentemente non sono coinvolti in prima persona a vivere la scuola come comunità che cresce e chiede regole e partecipazione per migliorare. Genitori ed insegnanti rilevano che l’attuale curricolo scolastico, pur garantendo nozioni, informazioni di base, adeguate competenze, non prevede l’apprendimento di una seconda lingua comunitaria, che ormai è universalmente riconosciuta come non derogabile. Genitori ed insegnanti auspicano un uso ancor più generalizzato e capillare delle nuove tecnologie. Motivazione Per intervenire sulla base dei bisogni rilevati, occorre predisporre l’offerta di molteplici occasioni culturali, all’interno delle quali sia più facile accompagnare il ragazzo in un percorso individualizzato; una didattica individualizzata permette all’insegnante di scoprire interessi e attitudini dei ragazzi, e quindi va valorizzata anche per la sua valenza orientativa. La pluralità delle proposte vista da parte degli utenti dovrebbe consentire inoltre a ciascun alunno sia di scoprire e assecondare i propri interessi e le proprie attitudini, ma anche di valorizzare le proprie abilità e migliorare in termini di autostima. In particolare l’attività motoria, sul piano metodologico, deve privilegiare l’aspetto ludico-motorio, lo sviluppo psico-fisico, la conoscenza di sé, anziché perseguire finalità di tipo agonistico-competitivo. Articolazione delle fasi di attività I laboratori programmati hanno consentito ai ragazzi di: realizzare progetti, formulare ipotesi e verificarle; sviluppare capacità di osservazione, collaborazione, socializzazione; apprendere attraverso il fare; acquisire nuove conoscenze e competenze; analizzare e rielaborare materiali; favorire lo sviluppo di un metodo di lavoro. I contenuti proposti nei diversi laboratori sono stati: lingua inglese avviamento al latino cineforum teatro animazione sulla lettura chitarra organo fotografia pasta di sale ceramica-creta falegnameria elettricità prepariamo una festa murale pittura ad olio avviamento alla pallavolo avviamento alla pallamano avviamento all’orienteering internet videoscrittura linguistico-espressivi tecnico-operativi motori nuove tecnologie Risultati attesi/raggiunti Nell’anno scolastico 1998/99 sono stati realizzati 22 laboratori distribuiti in due pomeriggi la settimana e organizzati con cadenza settimanale di due ore, con pacchetti orario mediamente di 40 ore o 20 ripetibili, eccezion fatta per quello di lingua inglese, per cui si sono utilizzate 70 ore. Le adesioni sono state di 320 alunni su 380. I ragazzi hanno scelto sul ventaglio di proposte in elenco e l’articolazione delle attività ha consentito a ciascuno (tutti quelli che non hanno frequentato i corsi di lingua inglese) la scelta di più di un laboratorio, sia nella settimana che in periodi successivi dell’anno scolastico. L’Ente Locale ha organizzato la mensa ed il trasporto. Nel corrente anno scolastico i risultati di ogni laboratorio sono stati registrati sulla scheda di valutazione degli alunni, al fine di valorizzare l’attività in riferimento alla programmazione curricolare. Documentazione allegata CD Rom sull’attività dei laboratori, scheda dettagliata di ogni laboratorio realizzato. Collocazione: Pr. 32 / RA 3 117 Educazione alla salute e adolescenza Clerici Donata Maria Pia, Dorati Giuseppe, Taddia Ilia, Venturini Patrizia Tam tam sessualità ITAS “Selmi” - Modena 1996/97 - 1997/98 - 1998/99 Classe/i IV A / IV C - II dell’ITAS “Selmi” e anche di altri Istituti superiori modenesi. 6. Area tematica Studi Sociali - Scienze Contenuto tematico Educazione alla sessualità Obiettivo/i • Prevenire le malattie sessualmente trasmesse; • considerare la sessualità come un aspetto positivo della personalità; • sperimentare una nuova modalità di intervento (educazione tra pari). Destinatario/i Studenti (n. 150) Personale coinvolto Docenti, esperto esterno (Dott. Vacondio), Clinica Virologia e Malattie Infettive Progettazione (per istituto, per classe, per team) Per istituto e per classe Descrizione del percorso Motivazione Questo progetto è nato dall’esigenza di fare prevenzione nei riguardi delle malattie sessualmente trasmesse non più e soltanto per mezzo del normale curriculum delle materie di indirizzo della scuola, ma anche attraverso un “intervento organico” di informazione che vede gli studenti dei primi anni come partecipanti attivi. Inoltre si è voluto dare una nuova opportunità di tirocinio, per alcuni alunni del quarto anno, da svolgere all’interno della scuola. Questo progetto ha sviluppato anche le tematiche relative alla sessualità nei suoi vari aspetti per rispondere alle esigenze del vissuto degli adolescenti, per fornire loro strumenti utili al fine di vivere meglio con se stessi e con gli altri e di migliorare le relazioni interpersonali. Tale approfondimento si è reso indispensabile per trattare, in modo più completo, il tema delle malattie sessualmente trasmesse. Articolazione delle fasi delle attività Obiettivi • Arricchire gli studenti di conoscenze relative ai campi bio-medico, psicologico, sociologico attraverso l’approfondimento dei contenuti specifici relativi alle malattie sessualmente trasmesse; • indurre a modificare atteggiamenti e comportamenti che possono essere considerati a rischio; • abituare gli studenti a considerare la sessualità come un aspetto positivo della personalità; • fornire strumenti per vivere meglio in generale e, in particolare, con maggiore consapevolezza la propria sessualità attraverso la conoscenza di sé e degli altri; • sperimentare una nuova modalità di intervento che sia mediato anche dai coetanei (educazione fra pari); • sviluppare negli alunni un maggior senso di responsabilità, solidarietà ed accettazione. Contenuti Gli argomenti affrontati relativi alla sessualità sono stati: l’apparato riproduttivo femminile e maschile (anatomia, fisiologia e profilo igienico-sanitario); aspetto riproduttivo, ludico e relazionale del rapporto sessuale; i ruoli sessuali; gravidanza, parto e contraccettivi; malattie sessualmente trasmesse ed AIDS; prostituzione; omosessualità; violenza e perversioni. Le tematiche sono state trattate nella loro complessità e nel rispetto delle varie convinzioni etico-religiose. Educazione alla salute e adolescenza 118 Strategie di insegnamento/apprendimento Sono state adottate varie metodologie didattiche, dalla discussione di gruppo alla lezione frontale, dal brain-storming all’ascolto attivo, dalla simulazione al circle-time per instaurare un clima sereno, di fiducia e di ascolto reciproco. Ogni argomento è stato trattato nei vari aspetti (biologico, epidemiologico, preventivo, socioaffettivo) e condotto da docenti con diversificate competenze, compresenti a tutti gli incontri. Gli insegnanti hanno partecipato e sono intervenuti a seconda delle necessità e delle esigenze, realizzando una interazione costante. Il progetto si è strutturato in varie fasi: un primo momento (circa 20 ore) di informazione/formazione generale sui diversi contenuti nelle due classi quarte coinvolte dove, poi, si sono individuate le équipes di ragazzi che avrebbero dovuto tenere l’attività di educazione tra pari nelle classi seconde. Come ulteriore momento formativo (altre 20 ore), le équipes hanno svolto un tirocinio sia interno alla scuola, seguiti dai diversi docenti, in cui hanno approfondito i contenuti e strutturato i materiali dell’intervento di educazione tra pari, sia esterno presso la clinica di Virologia e di Malattie Infettive. I ragazzi delle équipes hanno poi condotto direttamente l’intervento in tutte le classi seconde, trattando i diversi argomenti e rispondendo a dubbi, perplessità e curiosità sollevate dai compagni. Come conclusione dell’esperienza vissuta, ogni studente “formatore” ha elaborato una tesina a carattere sperimentale da presentare e discutere il prossimo anno scolastico in sede di esame di maturità. Sono state inoltre organizzate attività di supporto al progetto che hanno coinvolto tutte le classi interessate (seconde e quarte): una visita al consultorio, l’intervento di un esperto esterno che ha approfondito l’aspetto socio-affettivo delle problematiche relative al vissuto delle persone sieropositive. Predisposizione e uso di materiali e strumenti A supporto delle attività sono stati impiegati lucidi, fotocopie, diapositive, video cassette, personal computer; è stato attrezzato uno spazio per l’autoinformazione con a disposizione un personal computer, CD Rom, materiale audiovisivo, testi e riviste. In occasione della giornata mondiale sull’AIDS è stato allestito uno spazio con distribuzione di vario materiale informativo ed esposizione di lavori prodotti dai ragazzi sia all’interno della scuola, sia durante un presidio nel centro della città insieme all’associazione ASA ’97. La scuola intende aprire un sito Internet relativo al tema “Prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse” dove inserire il materiale del progetto. Collocazione: SS. 55 / RA 7 119 Educazione alla salute e adolescenza Scheda presentazione servizio Denominazione Educazione alla salute Ente/Associazione Azienda USL di Modena attraverso i propri Servizi Distrettuali Sede e orari di apertura L’attività educativa e formativa viene svolta da Ottobre a Maggio in aule didattiche delle sedi AUSL o presso aule gentilmente concesse dalle scuole. Attività/ambiti di intervento L’Azienda USL offre alla Scuola diversi progetti di educazione alla salute descritti nella Guida “Sapere & Salute” pubblicata e diffusa all’inizio di ogni anno scolastico. I corsi di formazione per il personale della scuola sono in genere autorizzati con Decreto del Provveditore agli Studi. Hanno lo scopo di migliorare le competenze per quanto attiene alla funzione di educatori di prevenzione. L’attività formativa è coadiuvata da diversi interventi educativi ed informativi che coinvolgono gli studenti, nell’ambito della classe, e le famiglie. Gli argomenti trattati riguardano il benessere psicofisico e relazionale, le problematiche connesse al disagio adolescenziale, l’affettività e la sessualità, i comportamenti di abuso, l’alimentazione, la prevenzione oncologica, delle malattie infettive e dell’AIDS. Gli insegnanti che intendono realizzare interventi di educazione alla salute con la classe o con i genitori possono usufruire della consulenza degli operatori sociosanitari e richiedere materiale didattico ed informativo. È possibile inoltre organizzare visite guidate presso gli Spazi giovani per favorire il contatto degli studenti con le strutture sanitarie e con i professionisti sui temi della salute in adolescenza. Utenza Personale docente e non docente della scuola, studenti e genitori. Referente per informazioni DIST. 1. Carpi: Katia Bonetti tel. 059/659923 Via Peruzzi, 2 - Carpi DIST. 2. Mirandola: Vilma Diazzi tel. 0535/84190 - Via Garibaldi, 2 - S. Felice S.P. DIST. 3. Modena: Francesca Ballardini tel. 059/252221 - Via Nonantolana, 685/s Modena DIST. 4. Sassuolo: Daniela Marverti tel. 0536/863637 - Via F. Cavallotti, 136 - Sassuolo DIST. 5. Pavullo: Claudia Iacconi tel. 0536/29235 - Via Matteotti, 5 - Pavullo DIST. 6. Vignola: Renata Baldaccini tel. 059/777058 - Via Libertà, 799 - Vignola DIST. 7. Castelfranco: Ermanna Campana tel. 059/909190 - P.zza Gramsci, 3 - Castelfranco E. A.USL. Educazione alla Salute: Gherardi Maurizia tel. 059/435686 - Via S. Giovanni del Cantone, 23 -Modena Modalità di richiesta o di accesso I soggetti interessati alle proposte contenute nella guida “Sapere & Salute” compilano i moduli di adesione per la formazione del personale della scuola e per i progetti rivolti a studenti e genitori, pubblicati nella guida, e li inviano, al referente del proprio Distretto, sopra citato. I referenti di Distretto sono comunque a disposizione per tutto l’anno scolastico per fornire informazioni ed indirizzare, per specifiche problematiche, ai servizi competenti. Tariffe I costi del servizio, gratuito per l’utenza, sono a carico del Sistema Sanitario. 120 Educazione alla salute e adolescenza Scheda presentazione servizio Denominazione Spazio Giovani (centro di informazione ed educazione alla salute e alla sessualità) Ente/Associazione Azienda USL di Modena attraverso i Consultori familiari dei Distretti di Carpi, Modena, Sassuolo e di Vignola Sede e orari di apertura • Modena viale Molza, 3 (c/o Consultorio familiare), tel. 059/435366 il mercoledì e il venerdì dalle 14.30 alle 18.30 • Carpi via Don Sturzo, 21, tel. 059/688666 tutti i lunedì dalle 14.30 alle 18.00 • Sassuolo viale Cavallotti, 136, tel. 0536/863628 tutti i giovedì dalle 14.00 alle 19.00 • Spilamberto viale Marconi, 4, tel. 059/7574528 tutti i lunedì dalle 15.00 alle 18.00 Attività/ambiti di intervento L’équipe di operatori qualificati offre informazioni, chiarimenti e consulenze su ciò che riguarda la salute e la vita sessuale ed affettiva, garantendo la riservatezza. L’ostetrica: spiega in cosa consiste una corretta igiene personale e si occupa dell’educazione alla salute; illustra i diversi metodi contraccettivi e insegna ad utilizzarli; esegue il pap-test; insegna l’autopalpazione al seno; assiste, in équipe con il ginecologo, la gravidanza. Il medico: fornisce a ragazze e ragazzi informazioni e spiegazioni su problemi relativi alle modificazioni del corpo nel periodo della pubertà e dell’adolescenza; aiuta a capire le tappe fondamentali dello sviluppo fisico; risponde ai problemi di carattere sessuale e sulla contraccezione. Lo psicologo: lavora in stretta collaborazione con gli altri operatori. Fornisce consulenze su diverse tematiche: il corpo che cambia, le relazioni con il partner, con i pari, con i genitori, la sessualità, la scelta contraccettiva, la gravidanza, il parto. Il dietologo: presente solo presso lo Spazio Giovani di Modena, è un medico che, attraverso l’insegnamento di una corretta alimentazione, aiuta a prevenire i danni conseguenti ad abitudini alimentari scorrette. Tutti gli operatori sono impegnati nella formulazione e realizzazione di programmi di educazione alla salute ed alla sessualità rivolti alla Scuola ed alle aggregazioni giovanili. Utenza Giovani al di sotto dei 20 anni. Referente per informazioni Per lo Spazio Giovani di Carpi, Dott.ssa Raffaella Andresini Per lo Spazio Giovani di Modena, Dott.ssa Fabia Businco Per lo Spazio Giovani di Sassuolo, Dott.ssa Cristina Florini Per lo Spazio Giovani di Spilamberto, Sig.ra Mara Bettelli Modalità di richiesta o di accesso Accesso libero, senza appuntamento ad eccezione dei piccoli gruppi. Si può richiedere consulenza telefonica oppure attraverso il sito: www.stradanove.net, nella rubrica “sesso e volentieri” a cura del Coordinamento Regionale degli Spazi Giovani. Tariffe I costi del servizio, gratuito per l’utenza, sono a carico del Sistema Sanitario. 121 Educazione alla salute e adolescenza Scheda presentazione servizio Denominazione Free entry - punto di ascolto per adolescenti (Carpi, Mirandola, Sassuolo) Centro di ascolto per adolescenti (Modena) Ente/Associazione Azienda USL di Modena, attraverso i servizi: Tossicodipendenze, Neuropsichiatria infantile, Servizio distrettuale di psicologia, di Salute mentale e Consultorio giovani. Sede e orari di apertura • Modena viale Molza, 3 (c/o Consultorio familiare), tel. 059/435366 il mercoledì e il venerdì dalle 14.30 alle 18.30 • Carpi via De Amicis, 59 (ex macello), tel. 059/649274 il martedì dalle 15.00 alle 18.00; segreteria telefonica 24 ore su 24 • Mirandola via Cesare Battisti, 53 (vicino al Consultorio familiare), tel. 0535/27525 il martedì dalle 14.30 alle 17.30; segreteria telefonica 24 ore su 24 • Sassuolo piazzale Avanzini (vicino alla Biblioteca), tel. 0536/863658 il martedì dalle 14.30 alle 17.30; segreteria il lunedì e giovedì dalle 14.30 alle 17.30 Attività/ambiti di intervento Offre informazioni e sostegno su dubbi e domande, l’opportunità d’imparare a riflettere sulla natura di problemi adolescenziali quali: noia, solitudine, difficoltà nei rapporti con gli altri (partner, amici, famiglia, scuola), droghe, trasgressioni... Affianca ed integra l’attività dei C.I.C. degli Istituti scolastici. Il Centro di ascolto per adolescenti di Modena, in cui opera un’équipe di psicologi psicoterapeuti, si connota per la particolare modalità di intervento: sono condotti interventi terapeutici di breve durata per singoli utenti, seguiti da uno stesso psicologo. Al termine del percorso clinico, se necessario, viene facilitato l’accesso ad altri servizi specialistici. In tutte le attività è garantita l’assoluta riservatezza. Tutti gli operatori sono impegnati nei programmi di educazione alla salute rivolti alle scuole ed alle aggregazioni giovanili. Utenza Adolescenti di età compresa tra i 14 e i 21 anni; genitori ed insegnanti che intendono affrontare problematiche legate all’adolescenza. Referente per informazioni Per il Free entry di Carpi, Dr. Fiorello Ghiretti Per il Free entry di Mirandola, Dott.ssa Gabriella Sessa Per il Free entry di Sassuolo, Dr. Claudio Annovi Per il Centro d’ascolto di Modena, Dott.ssa Elisabetta Neri Modalità di richiesta o di accesso Possono accedere direttamente senza appuntamento singoli, gruppi di amici e coppie. Tariffe I costi del servizio, gratuito per l’utenza, sono a carico del Sistema Sanitario. 122 Educazione alla salute e adolescenza Scheda presentazione servizio Denominazione Laboratori socio - educativi Ente/Associazione Servizio età evolutiva e genitorialità Comune di Modena - Assessorato alle politiche sociali e sanitarie Sede Modena Centrale. Via Galaverna, 8 - tel. 059.206887 Territoriali: Polo 1 - Via F. Selmi - tel. 059.225686 Polo 2 - Via S. G. Bosco - tel. 059.372081 Polo 3 - Via Viterbo - tel. 059.375311 Polo 4 - Via Newton - tel. 059.381311 Orari di apertura Autunno / Inverno / Primavera: ore 14 - 18 Estate: ore 9 -18 Attività/ambiti di intervento Organizzazione di spazi laboratoriali, gestiti in collaborazione con gli artisti componenti l’archivio “Giovani d’Arte”, che offrano occasioni di significative relazioni educative mediante il fare creativo, per agevolare una positiva crescita della personalità. Utenze Preadolescenti in situazioni di disagio e non. Referente per Informazioni Giovanni Finali - tel. 059.305431 E-mail: [email protected] Modalità di richiesta o di accesso Su progetto dell’équipe territoriale Tariffe Il servizio è gratuito Note Sito web: www.comune.modena.it/minori/laboratori 123 Educazione alla salute e adolescenza Scheda presentazione servizio Denominazione Centro documentazione e studi sulla condizione giovanile Ente/Associazione Comune di Modena - Assessorato Politiche Giovanili Sede Modena - via Schedoni, 27 - tel. 059/206639, fax 059/222106 e-mail: [email protected] Orari di apertura Da lunedì a sabato dalle 8.45 alle 12.45; il lunedì e il giovedì dalle 15.15 alle 17.45 Attività/ambiti di intervento 1. Centro di documentazione sulla condizione giovanile 2. Osservatorio sulle caratteristiche della popolazione giovanile 3. Promozione e collaborazione alla realizzazione di ricerche/intervento sulla condizione giovanile 4. Collaborazione alla promozione di attività formative Utenza Studenti universitari, insegnanti, laureandi, studenti scuole secondarie II grado, scuole, assessorati. Referente per informazioni Sergio Ansaloni Modalità di richiesta o di accesso Accesso libero. Tariffe Il servizio è gratuito. 124 Educazione alla salute e adolescenza Scheda presentazione servizio Denominazione Lo Sportello Ente/Associazione CEIS: Centro Solidarietà di Modena - Area Prevenzione Sede Modena - via Toniolo, 125 - tel. 059/315331 Orari di apertura Il martedì e il venerdì dalle 9.00 alle 12.30; il giovedì dalle 15.00 alle 18.00 Attività/ambiti di intervento Attività di counseling (ascolto/consulenza) individuale, non a carattere terapeutico, su problematiche adolescenziali, relazionali ed educative dove è possibile progettare percorsi mirati in cui si aiuta l’utente a fare chiarezza sul proprio vissuto, a riconoscere le proprie risorse e a metterle in campo. Elaborazione di progetti rivolti alle famiglie: questi interventi nelle scuole che prevedono corsi per genitori sono svolti in collaborazione con il Provveditorato agli Studi e il Centro Famiglie del Comune. Generalmente l’esperienza prosegue con la formazione di gruppi di autoaiuto che si incontrano presso le scuole, supportati periodicamente da conduttori ed esperti messi a disposizione dal Ceis - Area prevenzione. Si realizzano anche interventi su singole classi con o senza insegnanti su problematiche relative all’adolescenza e alla crescita in genere (comunicazione, identità personale, relazioni...). Le richieste vengono direttamente dai C.I.C. delle scuole o da singoli consigli di classe. La potenzialità di intervento appare ampia se coniugata ad una maggiore capacità di integrazione e comunicazione fra Enti. Utenza Adolescenti e giovani (in genere dai 17 anni ai 27 anni circa), insegnanti e genitori. Referente per informazioni Franca Ghidoni e Roberto Scarabelli Modalità di richiesta o di accesso Su appuntamento telefonico. Tariffe Il servizio è gratuito. 125 Teatro a scuola Bussoli Sandra, insegnanti delle classi I del VII Circolo di Modena Corso di teatro "Il teatro dei bambini" Scuole elementari “S. Agnese“, “S.G. Bosco“, “Graziosi“ - VII Circolo Modena 1997/98 Classe/i I Area tematica Educazione Immagine Contenuto tematico Attività teatrale basata sull'analisi dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco Obiettivo/i Offrire un'opportunità di espressione dell'immaginario, delle proprie emozioni e sensazioni attraverso il linguaggio del corpo, per favorire il processo d'inserimento in continuità con la scuola dell'infanzia Destinatario/i Alunni delle classi I Personale coinvolto Docenti, operatrice teatrale Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per Circolo Didattico Descrizione del percorso Analisi dei bisogni In sede di Collegio dei Docenti gli insegnanti rilevano il disagio dei bambini delle classi prime conseguente all'inserimento e la necessità di proporre attività in continuità metodologica con la scuola dell'infanzia. Obiettivi generali: • favorire la continuità con la scuola dell'infanzia • incentivare la fantasia e la creatività • favorire la socializzazione e la partecipazione attiva Obiettivi specifici: • Sviluppare il senso ritmico e motorio • migliorare la motricità sviluppando le capacità di usare i movimenti del corpo in situazioni espressive • imparare a giocare e divertirsi • sviluppare la fantasia e il mondo immaginario • sapersi orientare meglio nello spazio • stimolare la creatività • imparare ad esprimersi liberamente • sviluppare il pensiero divergente • saper ascoltare se stessi e gli altri • sapersi concentrare • ricercare l'autocontrollo • migliorare la capacità discriminativa-uditiva • affinare i vari concetti topologici • effettuare percorsi seguendo istruzioni verbali • ricercare l'autonomia e la sicurezza. Teatro a scuola 126 Articolazione delle fasi di attività Il progetto comincia con un momento di programmazione tra le insegnanti e l'esperta per cercare di stabilire gli argomenti che gli insegnanti stessi ritengono opportuno trattare in un momento così libero e giocoso. L'operatrice indica i grandi temi che verranno trattati durante le lezioni: • ELEMENTO ARIA: studio sulla leggerezza basato su elementi del corpo, sulla voce, sulla costruzione di personaggi e animali d'aria; • ELEMENTO TERRA: studio sulla pesantezza basato su elementi del corpo, sulla voce, sulla costruzione di personaggi e animali di terra (la statuaria e le espressioni del corpo) • ELEMENTO ACQUA: studio sulla sinuosità basato sull'identificazione fisica e vocale con tale elemento, fino ad arrivare alla costruzione di personaggi e animali d'acqua • ELEMENTO FUOCO: studio sulla discontinuità di tale elemento basato su metamorfosi e riconoscimento dei ritmi di personaggi e animali di fuoco, con cenni di acrobatica. La realizzazione del progetto vede coinvolte le seguenti discipline: Educazione motoria, Educazione al Suono e alla Musica, Educazione all'Immagine, Lingua Italiana. I cinque incontri con l'esperta sono basati sulla realizzazione di giochi psicomotori, attività mimicomotorie, giochi di ruolo. Ogni insegnante, poi, riprende le tematiche affrontate con l'esperta, per varie attività di classe, data la forte interdisciplinarietà del progetto. L'esperienza teatrale è stata ripercorsa dagli insegnanti, nelle varie discipline, utilizzando altri canali espressivi: DISCIPLINE ATTIVITÀ Educazione all'Immagine il disegno per rappresentare l'espressione corporea vissuta precedentemente linguaggio verbale per creare una storia fantastica, rime, filastrocche, calligrammi, giochi di parole sviluppare lo schema corporeo con giochi effettuare un percorso seguendo istruzioni verbali sviluppare le capacità di orientarsi nello spazio riconoscimento di spazi interni ed esterni riprodurre il senso ritmico motorio muoversi seguendo il ritmo della musica affinare l'ascolto e gli elementi che caratterizzano il suono Lingua Italiana Educazione Motoria Educazione Musicale Verifica La realizzazione del progetto ha favorito la gradualità dell'inserimento degli alunni delle classi 1°, ha consentito agli insegnanti una prima conoscenza delle competenze espressive dei bambini e un recupero multidisciplinare dell'esperienza. Per i bambini è stato un momento di coinvolgimento totale, ha aiutato i più timidi ad avere maggiore fiducia in se stessi e ha sollecitato i più esuberanti alla ricerca di un maggiore autocontrollo. Collocazione: EI. 29 / RA 5 127 Teatro a scuola Bussoli Sandra, insegnanti delle classi IV del VII Circolo di Modena, gli alunni. Corso di teatro "Diverso come me" Scuole elementari “S. Agnese“, “S.G. Bosco“, “Graziosi“ - VII Circolo Modena 1998/99 Classe/i IV Area tematica Educazione Immagine Contenuto tematico Attività teatrale. Obiettivo/i Superare le diversità individuali per sapere interagire nel gruppo Destinatario/i Alunni delle classi IV Personale coinvolto Docenti, operatrice teatrale Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per Circolo Didattico Descrizione del percorso Analisi dei bisogni In sede di Collegio dei docenti gli insegnanti rilevano il disagio degli alunni delle classi 4°, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà relazionali e l'accettazione di sé. Il Collegio approva la realizzazione di un progetto teatrale che prevede l'intervento di un esperto che interviene 2 ore per quattro incontri sulle classi. Il progetto prevede, poi, una continuità con l'attività didattica proposta dalle insegnanti in classe. Obiettivi generali • Favorire la socializzazione e la partecipazione attiva; • approfondire la conoscenza e l'uso dei linguaggi non verbali; • promuovere negli alunni interessi di più vasto respiro e di grande spessore storico-culturale e sociale. Obiettivi specifici • Stimolare la fiducia in sé e nel gruppo; • Ascoltare, comprendere e intervenire correttamente nelle discussioni; • rispettare gli altri e le opinioni degli altri e saper interagire nel gruppo; • collaborare per la realizzazione di un progetto comune; • cogliere le potenzialità dell'altro valorizzandole; • comprendere e utilizzare più canali di comunicazione anche non verbali; • ascoltare e comprendere una sequenza d'istruzioni; • potenziare la creatività e sviluppare le potenzialità espressive del proprio corpo; • potenziare le capacità d'ascolto attivo. Articolazione delle fasi di attività Il progetto comincia con un momento di incontro di programmazione delle attività tra le insegnanti e l'esperta. Si decide che ad ogni incontro con l'operatrice teatrale deve seguire un lavoro da svolgere in classe che porti alla realizzazione di uno spettacolo teatrale. L'operatrice indica alcuni elementi che devono obbligatoriamente essere contenuti nella storia: • VIAGGIO • BOSCO • MONTAGNA • CITTÀ Teatro a scuola 128 • DESERTO • MARE • RITORNO A LIETO FINE Vengono inoltre date le seguenti indicazioni relative alla struttura morfologica: INIZIO Descrizione dell'ambiente Presentazione del protagonista/i AVVENTURA Presentazione dell'antagonista VIAGGIO Nasce un problema RITORNO A LIETO FINE Risoluzione del problema Sconfitta dell’antagonista La realizzazione del progetto vede coinvolte le seguenti discipline: Lingua Italiana, Educazione al Suono e alla Musica, Informatica, Educazione all'immagine, Educazione Motoria I quattro incontri con l'esperta sono basati sulla realizzazione di giochi psicomotori, attività mimicomotorie, giochi di ruolo. L'attività prosegue in classe con le insegnanti per la realizzazione del seguente itinerario metodologico. Contenuti Individuazione di uno spazio-ambiente per la progettazione teatrale e dei relativi personaggi A partire dal plastico realizzato quale elemento-stimolo, creazione di una storia-canovaccio per la rappresentazione teatrale Divisione in sequenze della storia e titolazione didascalica di ogni sequenza Elaborazione dei dialoghi relativi ad ogni sequenza Realizzazione grafico pittorica dei bozzetti scenici e personaggi Caratterizzazione di ambienti e personaggi Costruzione di una carta d'identità di ciascun personaggio contenente dati personali, caratteri somatici, fisici, comportamentali. Produzione di un testo scritto di presentazione di ogni personaggio dal suo punto di vista Ricerca di brani musicali appropriati alle varie scene Studio della gestualità, della mimica, dell'espressività relativa ai personaggi e alle situazioni della trama teatrale. Allestimento coreografico Produzione di un invito allo spettacolo rivolto alle famiglie Attività Giochi psicomotori Attività mimico-motorie Giochi di ruolo Attività manipolativa Organizzazione Grande gruppo Elaborazione del testo narrativo Grande gruppo (tecnica: brainstorming) Sintesi del testo narrativo Grande gruppo • Comprensione del testo sequenza • Costruzione di messaggi verbali corretti, significativi ed efficaci • Uso del discorso diretto Produzione di messaggi non verbali con tecniche pittoriche • Produzione di un testo descrittivo • Utilizzazione di un punto di vista diverso dal proprio Piccolo gruppo eterogeneo Attività individuale Attività individuale Riflessione collettiva su: • Stati d'animo • emozioni • luoghi • personaggi • scelta dei brani appropriati all'interno di un ventaglio di proposte • Uso dei linguaggi non verbali mimico-gestuali • Memorizzazione di sequenze ritmiche gestuali relativi ai balli • Progettazione del testo/invito • Realizzazione con computer e stampa Teatro a scuola 129 Grande gruppo Grande gruppo Grande gruppo Piccolo gruppo Verifica In relazione all'esperienza condotta dalle classi 4° del 7° Circolo di Modena con il "progetto teatro" si pone in evidenza quanto segue: l'intervento della specialista, nella persona di Sandra Bussoli, ha consentito attività di progettazione e realizzazione teatrale efficaci e funzionali agli obiettivi fissati dal progetto; ha fornito inoltre strumenti di lavoro con forti valenze transdisciplinari. Le competenze dell'esperta hanno inoltre permesso lo sviluppo di attività mimico gestuali finalizzate alla comunicazione non verbale, favorendo forti esperienze socializzanti ed un generale rafforzamento della sfera emotiva degli alunni. Per quanto riguarda le attività-gioco di carattere psico-motorio finalizzate agli obiettivi di tipo relazionale, si pone in evidenza, come limite del progetto, la mancanza di tempo reale che ha impedito lo sviluppo delle stesse secondo tempi e modalità idonee, essendo diventato poi prevalente l'evento teatrale rispetto a queste ultime. Collocazione: EI. 30 / RA 5 130 Teatro a scuola Bendandi Maria Carlotta, Rabitti Maurizia L'interrogazione spettacolo Liceo "Allegretti" - Vignola 1998/99 Classe/i IV Ginnasio A, V Ginnasio A, I Liceo classico B, III Scientifico Sperimentale B, II Liceo classico A, IV Scientifico sperimentale B, III Liceo classico A, V Scientifico sperimentale B Area tematica Educazione Immagine Contenuto tematico Le tecniche della comunicazione orale. Obiettiv0/i Potenziamento delle capacità espositive ed espressive; educazione ai linguaggi non verbali ed alla creatività; sperimentazione pratica di un modello di didattica integrata fra attività curricolari ed extracurricolari; raggiungimento del livello di qualificazione europeo per la presenza del teatro nelle scuole. Destinatario/i Docenti e studenti di tutto l'Istituto Personale coinvolto Docenti, studenti ed esperti esterni. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Curata da un team interclasse. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e Motivazione Dai questionari distribuiti agli insegnanti che hanno seguito il corso d'aggiornamento biennale sul teatro, organizzato dalla Scuola negli anni scolastici 1996/97 e 1997/98, è emerso il desiderio di ancorare sempre più saldamente il teatro scolastico alla normale attività curricolare, anche mediante l'elaborazione di unità didattiche e moduli. L'entusiasmo poi sempre dimostrato dai ragazzi per il corso pomeridiano di teatro a frequenza facoltativa, attivato da quattro anni proprio su richiesta degli studenti, ha evidenziato la possibilità di utilizzare il "gruppo teatrale" ormai stabile, creatosi per aggregazione spontanea fra i partecipanti ai corsi, come primo nucleo per sperimentare una collaborazione fra docenti di diverse discipline e di diversi corsi di studio, che consentisse di moltiplicare le occasioni di confronto e di elaborare progetti superando la tradizionale articolazione delle programmazioni per consigli di classe. Articolazione delle fasi di attività 1. Il gruppo di docenti coinvolto nel progetto ha collettivamente scelto esempi di testi scritti per la fruizione orale, rappresentativi dei tre tradizionali generi dell'oratoria (giudiziale, deliberativa, epidittica) rintracciabili nei libri di testo in adozione nell'Istituto per le discipline di italiano, latino, greco, storia, filosofia, lingua straniera. 2. I testi sono stati argomento di lezione alla mattina, all'interno della normale attività curricolare delle varie discipline. Gli esperti esterni che gestiscono il laboratorio teatrale pomeridiano hanno realizzato, grazie a lezioni frontali e lavori di gruppo con i ragazzi, esempi pratici di resa orale, davanti ad un pubblico, dei testi scelti. Gli esempi oratori disponibili sono stati utilizzati per far rimarcare i problemi fondamentali della comunicazione orale, come l'identificazione precisa del destinatario, l'importanza dei tratti soprasegmentali del testo, la necessità di resa fonica delle figure retoriche, la comprensione della fondamentale influenza dell'atteggiamento fisico e della gestualità negli esiti effettivi della comunicazione. Il lavoro è stato poi propedeutico per l'allestimento dello spettacolo che ha concluso le attività di laboratorio. Teatro a scuola 131 Per esempio, l'affrontare l'orazione funebre di Antonio per la morte di Cesare nel "Giulio Cesare" di Shakespeare ha consentito di fare sperimentare ai ragazzi atteggiamenti fisici ed artifici vocali tipicamente attoriali, sensibilmente più marcati rispetto ai precedenti esercizi, eseguiti su testi puramente oratori. Una seconda parte del lavoro ha utilizzato l'orazione di Antonio per esaminare alcuni dei più collaudati meccanismi del comico teatrale. Gli studenti sono stati spinti ad inserire elementi, anche mimici, di disturbo. Un incongruo rumore fuori scena, il passaggio rapido di un personaggio non previsto dal copione davanti o alle spalle del serissimo ed impegnato Antonio di turno... L'esito degli interventi risultava del tutto spiazzante rispetto alle attese del pubblico, e per questo riusciva inevitabilmente a suscitare una risata. 1. Gli studenti che partecipano al laboratorio teatrale hanno riprodotto in classe al mattino, per i compagni, la "performance" elaborata nel pomeriggio, considerata valida come verifica formativa soggetta a valutazione per "l'attore" e come approfondimento per il resto della classe, alla quale è poi stata sottoposta una verifica scritta relativa al testo preso in esame. Materiali e strumenti Sono state utilizzate, sia nelle lezioni del mattino che durante lo svolgimento del laboratorio pomeridiano, registrazioni di filmati relative ai testi prescelti. Gli esperti esterni hanno provveduto a fornire il materiale e l'assistenza tecnica necessaria alla video-registrazione dell'incontro conclusivo del laboratorio pomeridiano. Prodotto realizzato Alla fine dell'esperienza è stato prodotto dai docenti un "dossier" che comprende brevi schede di presentazione del lavoro di laboratorio teatrale, i testi utilizzati per l'esperienza e i testi delle verifiche, relative a tutte le discipline coinvolte, destinate alle classi,. Gli esperti esterni hanno curato il montaggio professionale della video-registrazione dell'ultimo appuntamento pomeridiano. I risultati Le verifiche in classe hanno evidenziato un'ottima ricaduta didattica, per quel che riguarda gli studenti. La collaborazione fra i docenti si è rilevata molto proficua ed appagante per il clima amichevole che l'ha caratterizzata, ma terribilmente difficoltosa, rispetto alle aspettative, per quel che riguarda l'organizzazione puramente logistica delle attività. "Lavorare insieme", al di fuori della normale attività, ha presentato diversi problemi, primo fra tutti quello di rintracciare momenti in cui riunirsi. Documentazione allegata I materiali prodotti: dossier "L'interrogazione-spettacolo" Video cassetta "La retorica mussoliniana: la dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940" Collocazione: EI. 37 / RA 6 132 Teatro a scuola Bertazzoni Maria Manuela, Feltri Francesco Maria, Neri Franca I giovani e la memoria Laboratorio teatrale ITGS "Guarini" - Modena 1996/'97 - 1997/'98 - 1998/ 99 Classe/i Alunni di varie classi Area tematica Educazione Immagine Contenuto tematico Teatro - Storia - Letteratura Obiettivo/i Laboratorio teatrale Destinatario/i Tutti gli alunni dell'istituto Personale coinvolto 4 docenti Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team ed istituto Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e Motivazione Necessità di incentivare negli studenti l'espressività personale attraverso attività diverse dalla ordinaria prassi didattica. La specificità del nostro istituto è caratterizzata da proposte inerenti essenzialmente le materie tecniche e professionali che occupano buona parte delle attività curricolari ed extracurricolari. Obiettivi didattici ed educativi Rappresentare testi teatrali (letterari e storici) per rendere gli alunni consapevoli del concetto di "lunga durata" valido anche nel campo della storia delle idee. Rendere gli alunni consapevoli, di fatto, che anche i testi letterari nel caso specifico testi teatrali, possano essere validamente utilizzati come fonti per lo studio e l'apprendimento. Promuovere l'educazione alla tolleranza delle diversità. Promuovere l'educazione al rispetto dei diritti umani. Promuovere la riflessione sul concetto d'uguaglianza, pilastro fondante la costituzione italiana. Strategie di insegnamento/apprendimento Il laboratorio teatrale è stato incentrato sul lavoro di gruppo. Alunni ed insegnanti hanno lavorato insieme alla realizzazione delle scenografie e dei costumi. Gli alunni hanno apportato contributi significativi sia nella fase progettuale che in quell'operativa. Altresì hanno contribuito con suggerimenti ed indicazioni alla rielaborazione e all'interpretazione del testo. Risultati raggiunti ⇒ Miglioramento della relazione insegnamento/apprendimento nello svolgimento delle normali attività didattiche; ⇒ constatazione di una maggiore sensibilizzazione nei confronti degli obiettivi educativi perseguiti; ⇒ miglioramento delle relazioni interpersonali; ⇒ raggiungimento di un reale clima collaborativo tra docenti e discenti; ⇒ ottimi risultati dei lavori di gruppo. Collocazione: EI. 32 / RA 5 133 Teatro a scuola Sala Filippo, Soli Loretta (Scuola IPSIA “Ferrari” di Maranello, Modena) Romeo Rossella, Sammartino Eduardo, Manzella Gianni (Ente Emilia Romagna Teatro, Teatro Stabile Regionale, Modena) Collaboratori alla realizzazione del progetto: Gabriella Rondelli (Scuola IPSIA “Ferrari”) Dini Memo, Manchisi Marco, Montagna Roberto, Siti Magda, Vercelli Stefano (esperti teatrali) Il Teatro delle Macchine / Le Macchine del Teatro Itinerario tra lavoro, immaginazione e produzione IPSIA “Ferrari” - Maranello 1998/99 Classe/i II A / II B / II C (Progetto sperimentale 2002 - biennio unico), I A, / V A, alcuni studenti delle classi terze Area tematica Educazione Immagine Contenuto tematico Teatro e macchine Obiettivo/i Promuovere l'incontro e l'integrazione tra teatro e scuola, valorizzare l'esperienza teatrale quale spazio di comunicazione, di rapporto, di partecipazione e di rimotivazione, oltre che spazio di progettualità, di lavoro operativo o di spettacolarizzazione. Sperimentare l'uso di mezzi e linguaggi diversi. Destinatario/i I diretti destinatari sono stati gli studenti e i docenti dell'IPSIA “Ferrari” di Maranello. In momenti diversi dell'esperienza sono stati coinvolti docenti e studenti di altre scuole (Scuola secondaria I grado “Cavedoni” di Sassuolo e ITAS “Selmi” di Modena) All'ultima fase del progetto (rappresentazione dello spettacolo teatrale) ha partecipato un pubblico numeroso di parenti, amici, compagni di scuola e più in generale la popolazione di Maranello. Destinatari potenziali sono docenti e studenti di altre scuole, interessati ad applicare il modulo sul teatro all'interno dell'attività didattica. Personale coinvolto I docenti della scuola, esperti teatrali, il personale di Emilia Romagna Teatro, il Comune di Maranello. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Gruppo di lavoro (vedi autori) Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Con l'inserimento in un Istituto Professionale di un processo di sensibilizzazione al teatro si è inteso valorizzare il pensiero creativo, potenziare l'espressività, la comunicazione, l'operatività, la socializzazione dei ragazzi e intervenire sul problema dell'abbandono scolastico. Per Emilia Romagna Teatro è rilevante una finalità di diffusione della cultura teatrale sul territorio, fra i compiti istituzionali propri dell'Ente, nonché un interesse specifico di favorire l'avvicinamento del pubblico più giovane alle proprie attività, con particolare attenzione agli ambiti scolastici in cui la sensibilità verso il teatro appare meno scontata. Motivazioni L'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato "Ferrari" di Maranello ed Emilia Romagna Teatro, Teatro Stabile regionale hanno stipulato un'apposita convenzione per la progettazione e l'attuazione di un programma di sperimentazione dei rapporti che si possono attivare tra il mondo del teatro e della scuola. Teatro a scuola 134 Sono state stabilite alcune linee di orientamento che tengono conto dell'indirizzo formativo della Scuola e delle competenze che Emilia Romagna Teatro può attivare in quest'ambito specifico. In particolare, secondo un punto di vista privilegiato del progetto, si prevede uno studio del teatro come meccanismo sostenuto, nella sua complessità, da precise regole di funzionamento. Indicazioni derivanti dalla Direttiva n. 305 del 12-06-97 del Ministero della Pubblica Istruzione "Educazione ai linguaggi artistici ed audiovisivi". Articolazione delle varie fasi di attività Strategia di insegnamento e apprendimento Prima fase: Formazione degli insegnanti - attività laboratoriale e incontro con esperti di teatro Seconda fase: Formazione degli insegnanti - elaborazione di un percorso di lavoro avente come oggetto il teatro Terza fase: Sperimentazione delle classi. Guidati dagli insegnanti e dagli operatori teatrale, gli studenti sono stati indirizzati a seguire un percorso di crescita personale e di acquisizione di conoscenze finalizzate a: • scoprire peculiari risorse atte a far emergere la soggettività dell'io, a esprimerla, a comunicarla, superando maschere e convenzioni • sperimentare la trasversalità e il sincretismo tra i linguaggi in una formazione integrata a tutto campo • fare teatro per vedere di più il teatro • costruire macchine e scenografie per il teatro • rappresentare il teatro (storie, narrazioni, vissuti...) • osservare per capire il teatro (rappresentazioni) Quarta fase: allestimento e rappresentazione di uno spettacolo teatrale Metodologie di lavoro lezioni frontali e sperimentazione di altre modalità didattiche, lavoro di gruppo, attività laboratoriale anche in orario extrascolastico, sollecitazioni ad esprimere particolari capacità personali e collettive finalizzate al raggiungimento degli obiettivi previsti, interventi di esperti teatrali. Predisposizione ed uso di, materiali e strumenti La predisposizione di materiali di lavoro ha rappresentato da una parte fondamentale per la realizzazione del progetto, in quanto si è arrivati all'elaborazione originale di un materiale didattico che ha come oggetto il teatro. A questo scopo, le prime fasi di lavoro con gli insegnanti hanno tracciato un percorso di avvicinamento e approfondimento del linguaggio teatrale (Fare/Guardare il teatro) con lo scopo di fornire degli orientamenti di lavoro da sperimentare poi nelle classi. Queste tracce di lavoro si sono formalizzate in un modulo sul teatro caratterizzato dall'uso di strumenti interdisciplinari e da un metodo multidisciplinare. Si è inoltre cercato di mettere in risalto, come qualità fondamentale, la partecipazione attiva dell'insegnante allo svolgimento e alla crescita dell'esperienza. A questo scopo è stata fatta una ricerca sul materiale esistente utile ad essere integrato con il modulo (Video e bibliografia) e sono stati sperimentati percorsi di lavoro guidati e dimostrazioni di lavoro (ad es. come nasce uno spettacolo teatrale). Dal punto di vista organizzativo, per la realizzazione del progetto sono state impiegate modalità diverse: adattamento calendario scolastico, flessibilità orario, articolazione flessibile gruppi classe, insegnamenti integrativi facoltativi ecc. Uso di risorse esterne Esperti teatrali; uso di spazi esterni alla scuola, il Comune di Maranello; per la realizzazione dello spettacolo finale "Bara/Onda" (inserito all'interno della rassegna di spettacoli prodotti dalle Scuole Teatro di Classe) è stata stabilita un'attività di collaborazione con la Scuola Media Cavedoni di Sassuolo (MO) ed è stata richiesta la partecipazione dell'ITAS Selmi di Modena. Prodotto realizzato Modulo interdisciplinare-pluridisciplinare sul linguaggio teatrale, spettacolo di teatro di strada "Bara/Onda", materiale di documentazione video. Teatro a scuola Risultati raggiunti ⇒ documentazione del progetto attraverso la realizzazione del modulo sul teatro; 135 ⇒ costituzione di un modello e di un metodo di lavoro che ha come soggetto il teatro, applicabile con modalità flessibili anche in altre tipologie di scuole ed istituti; ⇒ allestimento e realizzazione di uno spettacolo, coinvolgendo gli studenti in un'esperienza teatrale non convenzionale; ⇒ utilizzo delle competenze formative proprie della scuola per la realizzazione della messa in scena, con un percorso di scuola-lavoro; ⇒ potenziamento e stimolazione dell'espressività individuale e collettiva; ⇒ valorizzazione del lavoro di gruppo per il raggiungimento di un obiettivo; ⇒ visibilità sul territorio rispetto all'attività teatrale svolta. Allo stato attuale non sono state ancora applicate alcune modalità di lavoro previste, a causa del concentramento del modulo in un unico anno scolastico, mentre si presterebbe ad essere trattato nell'arco di un biennio. Saranno probabili obiettivi della sperimentazione che sarà attuata nel corso del prossimo anno scolastico 1999-2000: • Questionario di autovalutazione dell'esperienza per studenti e insegnanti • Questionario di valutazione dell'itinerario percorso • Compilazione di un eventuale modello di certificazione delle competenze acquisite Possibili sviluppi del progetto ⇒ Approfondimento degli aspetti più tecnici delle professionalità che concorrono all'evento teatrale ⇒ Stimolare scambi e collaborazioni tra diverse scuole del territorio ⇒ Elaborazione di un materiale multimediale a scopo divulgativo. Documentazione che potrà essere allegata ⇒ Modello di convenzione tra ERT e IPSIA “Ferrari” ⇒ Modello di progetto sul teatro sulla base degli orientamenti della convenzione ⇒ Programma del corso di aggiornamento Fare/guardare... ⇒ Modulo interdisciplinare-pluridisciplinare sul teatro ⇒ Documentazione dell'esperienza attraverso foto e video. Collocazione: EI. / RA 5 136 Lingua straniera Verati Francesca, La Cara Sandy Drammatizzare una storia “The Magic Box” Scuole dell’infanzia comunale “Tamburini”, “Edison” - Modena 1998/99 Classe/i Sezione 4 anni Area Tematica Lingua Straniera Contenuto tematico L’esperienza teatrale nasce dal bisogno di creare un contesto di lingua inglese in cui sperimentare una situazione comunicativa. Obiettivo/i • Introdurre parole e frasi di lingua inglese. • Stimolare alla comprensione del testo. • Costruire una situazione comunicativa attraverso i ruoli dei vari personaggi. • Memorizzare parole e frasi. Obiettivi specifici del lavoro ∗ apprendimento lessicale: il nome di alcuni strumenti musicali, inverno, freddo, caldo, dentrofuori; ∗ alcune espressioni di uso corrente: cos’è questo / cosa c’è nella scatola; ∗ apprendere l’espressione “io sono”. Descrizione del percorso Articolazione delle diverse fasi di attività 1. L’insegnante drammatizza le storie dando evidenza ai gesti e alle espressioni, introducendo anche le parole. I bambini comprendono il senso globale della storia. 2. I bimbi imitano i gesti osservati, cominciano a memorizzare alcune parole sostenuti dall’insegnante. 3. I bambini hanno memorizzato tutti i gesti e le parole, comprendendone il significato. L’insegnante abbozza i gesti, dà alcuni input linguistici, ma lascia ampio spazio ai bambini. 4. Si prova la storia distribuendo i vari ruoli. 5. Ai bambini viene proposto un verbal test per verificare la memorizzazione e comprensione del lessico. Si propone una scheda per ampliare la conoscenza degli strumenti musicali. Metodologie di lavoro - imitazioni di gesti molto mirati e significativi; - ripetizione di parole e frasi; - ascolto della cassetta per imparare il canto; - lettura del libro con immagini per arricchire il significato delle parole; - giochi motori e da tavolo, altre storie per rinforzare il significato del lessico proposto nella storia per generalizzarlo con nuovi contesti. Documentazione allegata - Fotografie della drammatizzazione; - Verbal test; - Musical Istruments. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 137 Lingua straniera Verati Francesca, La Cara Sandy, Umoh Patrick Gabriel, Cristiano Antoinette Momento di vita della scuola “La colazione e il pranzo” Scuole dell’infanzia comunale “Tamburini“, “Edison“, “Marconi“, “Villaggio Giardino“ - Modena 1998/99 Classe/i Sezione 4 anni Area Tematica Lingua Straniera Contenuto tematico L’insegnante di inglese conduce con i bambini una attività consueta per la scuola dell’infanzia: la preparazione della tavola, una colazione, il gioco dei camerieri, il gioco del ristorante. Dentro a queste situazioni si introduce il lessico di lingua inglese in forma comunicativa. Obiettivo/i ∗ Insegnare vocaboli e frasi inerenti al contesto dell’alimentazione; ∗ Inserire l’attività di lingua 2 in un contesto molto conosciuto dai bambini; ∗ Creare una situazione di scambio linguistico; ∗ Proporre una colazione all’inglese per conoscere aspetti della cultura inglese. Obiettivi specifici ∗ apprendere i nomi degli oggetti della tavola: forchette, coltello, cucchiaio, piatto, bicchiere, tovaglia, tovagliolo, bottiglia; ∗ apprendere il nome dei cibi più comuni, dando risalto ad alcuni cibi consumati in Inghilterra: the, corn-flakes, pancetta, hot-dog, sandwich; ∗ apprendere alcune espressioni come: “che cosa desidera da mangiare” - ”mi piace” - “non mi piace“ - “per favore“ - “grazie“. Descrizione del percorso Apparecchiatura 1. I bambini apparecchiano la tavola dicendo il nome degli oggetti che usano. 2. L’insegnante distribuisce la colazione del mattino, chiede se desiderano latte, torta o biscotti, i bambini chiedono quello che desiderano e ringraziano. 3. L’insegnante propone una colazione all’inglese con corn-flakes, latte, uova con pancetta, succo di frutta; 4. L’insegnante allestisce un ristorante nell’angolo simbolico della casa. I camerieri debbono dire quale è il menù, chiedere cosa desiderano i clienti. Gli altri bambini dicono cosa desiderano e ringraziano. Metodologie di lavoro ∗ ricreare un contesto realistico; ∗ uso di parole e frasi pertinenti al contesto con l’aiuto dell’insegnante che si alterna nei ruoli suggerendo i vocaboli; ∗ riproposizione delle situazioni (apparecchiature, colazione, pranzo, ristorante) distribuendo i ruoli tra i bambini. Documentazione allegata Fotografie dei bambini nei vari momenti: • apparecchiature; • colazione; • colazione inglese; • ristorante. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 138 Lingua straniera Gambari Franca Festa di Halloween Scuole dell’infanzia comunale “Sanremo”, “Simonazzi” - Modena 1997/98 - 1998/99. Classe/i Sezioni di 5 e 4 anni con coinvolgimento della sezione di 3 anni. Area tematica Lingua Straniera - Studi Sociali Descrizione del percorso Preparazione della festa Con la piena collaborazione delle insegnanti di sezione, abbiamo chiesto ai genitori di portare a scuola - per ogni bambino - un lenzuolo bianco da cui ricavare, poi, l’abito da fantasma. Abbiamo preparato coi bambini delle mascherine di Halloween ed abbiamo addobbato la scuola con festoni, immagini di zucche e palloncini raffiguranti l’immagine di Hallowen. I genitori hanno procurato, inoltre, i dolcetti tipici di questa festa. Le insegnanti di sezione, dopo aver parlato di Hallowen ai bambini, spiegando loro che avrebbero ricevuto una visita speciale, hanno spento le luci creando così un clima “magico” di attesa. Svolgimento della festa L’insegnante di inglese è entrata nella sezione di cinque anni indossando un abito da fantasma e portando in mano una zucca precedentemente preparata con una candela accesa al suo interno. Si è avvicinata ai bambini ed ha pronunciato le parole d’obbligo in questa occasione: “Trick or treat?” lasciando loro decidere se dare un dolcetto o accettare uno scherzo. Successivamente, sono stati i bambini ad avvicinarsi,a loro volta, ad Halloween per porre la stessa domanda. Dopo un certo periodo lasciato a questo gioco, in modo da favorire la familiarità del bambino col nuovo personaggio, l’insegnante di inglese si è recata in visita, alle sezioni di quattro e tre anni. In queste sezioni, ogni volta, la festa ricominciava, con la presenza di bambini più grandi che aiutavano i piccoli a comprendere meglio cosa stava accadendo e, perciò, a vivere bene questo momento. La festa è terminata, poi, con musica, giochi e merenda in intersezione. Approfondimento della festa Durante le lezioni successive sono state presentate ai bambini le fotografie scattate durante la festa, sono state commentate con loro e ne è stato addobbato un pannello in intersezione. Utilizzando gli oggetti della festa, le fotografie e le flash cards ad essa relative, coi giochi del “touch” (tocca), “find” (trova) e “point to” (indica), abbiamo voluto stimolare l’apprendimento del nuovo lessico, inserendolo in strutture morfologiche già conosciute. Documentazione allegata Fotografie scattate durante queste feste. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 139 Lingua straniera Verati Francesca, La Cara Sandy, Umoh Patrick Gabriel Nenie - Filastrocche - Canti Scuole dell’infanzia comunale “Marconi”, “Tamburini”, “Villaggio Giardino” - Modena 1998/99 Classe Sezioni 4 - 5 anni Area tematica Lingua Straniera - Educazione Musicale Contenuto tematico Propone filastrocche, nenie per apprendere espressioni e parole valorizzando il ritmo e la sonorità. Obiettivo/i ∗ Ascoltare filastrocche, nenie appartenenti ad un’altra cultura. ∗ Memorizzare e comprendere i testi di filastrocche e nenie. Obiettivi specifici ∗ Fare l’appello del mattino sulla musica di “Fra Martino campanaro”, i bambini cantano: Hello Davide? How are you? Very Well Thank you? Good for you. Filastrocca ∗ Conta Eeny Meeny Miney Mo per contare a chi tocca Filastrocca ∗ Rain Rain per imparare il nome dei compagni Descrizione del percorso 1) L’insegnante racconta le filastrocche; 2) I bambini ripetono le parole comprendendo alcuni significati; 3) I bambini usano le filastrocche nelle situazioni mirate. Metodologie di lavoro ∗ ascolto delle filastrocche; ∗ ripetere le frasi e le parole; ∗ usare nei contesti giusti, come l’appello, le filastrocche. Documentazione allegata Testi delle filastrocche Fotografie. Collocazione. Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 140 Lingua straniera Bonfà Sandra, Umoh Patrik Gabriel Riflessioni sulla lingua Scuole dell’infanzia comunale “Costa”, “Villaggio Giardino” - Modena 1998/99 Classe/i Sezioni 4 - 5 anni Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Proporre situazioni di gioco o di conversazione che permettono ai bambini di esprimere le loro ipotesi sulla seconda lingua, le regole che pensano di aver individuato, le somiglianze con la lingua italiana. Obiettivo/i ∗ Anticipazione del lessico della seconda lingua; ∗ Ricerca del significato; ∗ Condivisione del gruppo sull’uso di alcune espressioni linguistiche. Obiettivi specifici del lavoro ∗ I bambini giocano con la tombola degli animali, ricercano il nome degli animali discutendone con i compagni; ∗ Leggendo a gruppo i libri delle storie drammatizzate i bimbi ne condividono il significato. Descrizione del percorso Si propone ai ragazzi la tombola degli animali per cui chi conduce la tombola deve pronunciare il nome dell’animale estratto aiutato dagli amici. Si propone la lettura di immagini di un breve testo. I bambini si confrontano e discutono, si scambiano competenze. Metodologie di lavoro ∗ discussione a piccoli gruppi; Documentazione allegata ∗ discussione dei bambini. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 141 Lingua straniera La Cara Sandy, Gardner Andrea La compravendita: il negozio di abbigliamento, il negozio di giocattoli Scuole dell’infanzia comunale “Marconi”, “San Damaso” - Modena 1998/99 Classe/i Sezione 5 anni Area tematica Lingua Straniera - Studi Sociali Contenuto tematico Contesto di compravendita (negozio, giocattoli e vestiti) per apprendere lessico ed espressioni pertinenti. Obiettivo/i ∗ Creare contesto di gioco relazionale. ∗ Apprendere ed usare la terminologia adeguata alla situazione della compravendita. Obiettivi specifici del lavoro ∗ apprendere il nome dei giocattoli conosciuti; ∗ apprendere il nome dei vestiti; ∗ apprendere le frasi: “Buongiorno, mi dà un...” “grazie arrivederci”; “si mi piace...”; “no non mi piace...”; ∗ usare i numeri appresi in altri contesti; ∗ usare il plurale di nomi nuovi. Descrizione del percorso 1° Allestimento dei 2 negozi facendo portare da casa giochi o proponendo immagini cartonate di abiti; 2° l’insegnante è il venditore e i bambini si alternano per gli acquisti; 3° un bambino è il venditore gli altri si alternano per gli acquisti; 4° l’insegnante propone giochi come il domino o la tombola dei numeri per focalizzare l’attenzione sui numeri e sul plurale di alcuni oggetti. Metodologie di lavoro ∗ Si costruisce un contesto di scambio verbale; ∗ l’insegnante si alterna nei ruoli fungendo da esempio per i bambini; ∗ i bambini svolgono autonomamente i ruoli. Documentazione allegata ∗ Fotografie delle varie fasi di gioco; ∗ gli ampliamenti proposti. Collocazione: Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 142 Lingua straniera Guarda Silvia e Read Jane (autrice del testo teatrale) Fare Teatro in L2: esperienza di apprendimento globale Scuola elementare parificata “Sacro Cuore” - X Circolo Modena 1998/99 Classe/i V Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Il teatro in lingua inglese come esperienza di apprendimento globale. Obiettivo/i Produzione Orale Destinatario/i Gli alunni Personale coinvolto Insegnante di L2 Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e Motivazione L’idea del progetto si è sviluppata dopo la partecipazione ad un corso LEND durante il quale la relatrice inglese Jane Read ha presentato un copione, “Cinderella”, da lei adattata al secondo ciclo della scuola elementare. Nella realizzazione di questa esperienza si è tenuto conto del bisogno degli interlocutori, i bambini, di mettersi in relazione, bisogno sostenuto dalla spinta all’azione tipica della loro stagione evolutiva. Si è trattato, pertanto, di attuare una diversa strategia di insegnamento della lingua inglese, la comunicazione - coinvolgimento, che aprisse ad un numero maggiore di strumenti e di linguaggi, quali il musicale, il corporeo, il gestuale e il mimico. Sulla spinta delle moderne teorie della neurolinguistica applicata alla glottodidattica, ampiamente espresse da Caterina Cangià nel suo “L’altra glottodidattica”, si è desiderato verificarne la praticabilitàin un contesto forse troppo legato alla tradizionale programmazione didattica. L’apprendimento di una lingua straniera ha come finalità, tra le altre, quella di arricchire lo sviluppo cognitivo del bambino e il “fare” in lingua straniera è diffusamente considerato un metodo efficace per un migliore apprendimento. La metodologia utilizzata dal teatro si basa sui principi della comunicazione e dell’azione e stimolare la comunicazione attraverso un uso di lingua in situazioni concrete, contestualizzate, significa permettere al bambino di sperimentare una vasta gamma di usi della lingua e di produrre enunciati sulla base di quanto appreso; in altre parole significa produrre apprendimento. Sorprendente, forse perché inaspettata, è stata la risposta degli alunni nonché quella dei loro genitori che, di buon grado, si sono resi disponibili a collaborare alla realizzazione delle scenografie. Il termine “edutainment” (education - entertainment) risuona spesso tra coloro che si occupano di L2 a diversi livelli e l’aspetto, importante è che “l’entertainment” implica l’uso di tutti i linguaggi oltre il verbale investendo appieno il mondo delle sensazioni. Marcel Danesi afferma, a tal proposito, che vi è un legame affettivo tra il linguaggio e il mondo sensoriale e che su questo si può intervenire per rendere la lingua straniera uno strumento di comunicazione più familiare e personalizzato. È pertanto importante basare l’apprendimento linguistico su un modello neurologico “bimodale” che contempla l’attività integrata dei due emisferi cerebrali. L’emisfero sinistro, infatti, controlla la lettura e la scrittura, è analitico nel senso che scompone la realtà ai fini di analizzare i rapporti che intercorrono tra i suoi elementi; è la porzione di cervello deputata alla riflessione, al ragionamento, alla logica. Lingua straniera 143 L’emisfero destro è olistico, coglie la realtà nel suo insieme sotto forma di percezione globale e di impressioni; è la porzione di cervello deputata all’immaginazione, all’intuizione, alla fantasia e al sogno. L’emisfero sinistro è dominante per il linguaggio verbale, quello destro per i linguaggi non verbali: iconico, mimico, gestuale... I due lati del cervello, pur avendo modalità percettive diverse, sono da considerarsi in rapporto complementare: fare teatro permette di sfruttare al massimo la collaborazione emisferica dando origine ad una maggiore e migliore crescita cognitiva e personale. Articolazione delle fasi di attività • Presentazione del progetto agli alunni. • Lettura del testo teatrale da parte dell’insegnante. • Lettura “espressiva” del testo da parte dell’insegnante. • Analisi delle strutture linguistiche. • Lettura dei bambini con variazione dei ruoli. • Analisi diretta ai personaggi: discussione e rappresentazione grafica. • Assegnazione dei ruoli. Non vi è stato intervento dell’insegnante: ciascun alunno ha dichiarato quale ruolo avrebbe desiderato interpretare e, per quanto possibile, ogni richiesta è stata accolta. Questo modo di operare riserva sorprese di cui si farà cenno più avanti. Tuttavia, vi sono stati alunni che non hanno compiuto alcuna scelta, ma anch’essi hanno trovato una loro collocazione occupandosi degli aspetti più tecnici quali tecnico delle luci, direttore di quinta e quant’altro. • Scelta della colonna sonora: discussione. • Scelta dei costumi: discussione legata alla precedente relativa all’analisi dei personaggi. Si è cercato il più possibile di utilizzare materiale di recupero (per evitare aggravi di spesa) sia per quanto riguarda i costumi sia per la attrezzature di scena. Questo ha permesso attività di laboratorio: manici di scopa, sedie, cartoncini colorati trasformati in scettri, troni e corone. • Realizzazione delle scenografie con il prezioso contributo dei genitori. • Esercizi - gioco che permettono di imparare a guardare, a camminare, a gesticolare, a respirare, imitare, mimare ecc. Essi sono descritti dettagliatamente in “L’altra glottodidattica” dell’autrice C. Cangià, precedentemente citata. Risultati raggiunti Si è creata una spinta motivazionale notevole soprattutto per quei bambini solitamente meno produttivi nel corso di lezioni frontali le quali, a volte, limitano la possibilità di “mettersi in gioco” e poco agiscono sul coinvolgimento globale. Si sono rilevate, inoltre, positive inferenze linguistiche: strutture grammaticali apprese nel testo teatrale sono state trasferite, non richieste, in produzioni orali e scritte. Il fatto che più ha soddisfatto è stato il rilevare quanto gli allievi si siano impegnati per la buona riuscita di questo progetto, quanta collaborazione vi sia stata tra di loro nel fornirsi costumi, nel darsi suggerimenti, nel rendersi disponibili ad ascoltarsi a vicenda e a suggerirsi gli atteggiamenti e i toni richiesti dalla battuta. Se anche solo uno di questi bambini dopo l’esperienza amerà un po' di più la lingua e amerà un po' più il “fare” in lingua allora l’esperienza potrà dirsi veramente positiva. Collocazione: Sezione L2. 9 144 Lingua straniera Baraldi Luisa, Di Falco Concetta L’animal fantastique Scuola elementare “Collodi” - XI Circolo - Modena 1998/99 Classe/i IV A - IV B Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Attività di laboratorio Obiettivo/i Consolidare la conoscenza del nome degli animali. Chiedere / dare informazioni relative a un personaggio Destinatario/i Alunni Personale coinvolto Insegnante di laboratorio Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per laboratorio Descrizione del percorso Articolazione delle fasi di attività I tempi utilizzati sono: 3 lezioni di 2 ore. Il gruppo di laboratorio è organizzato in gruppetti di 3 alunni aiutati da 2 insegnanti. L’attività è articolata in tre momenti: 1. - L’animal fantastique Gli alunni hanno a disposizione un cartellone che presenta gli animali più conosciuti (nome ed immagine), e ogni gruppo ha un foglio piegato in 3 parti. Il primo alunno del gruppo disegna sulla parte superiore del foglio la testa dell’animale che ha pensato, piega il foglio e lo passa al secondo che disegna il corpo dell’animale che ha pensato lui, piega il foglio e lo passa al terzo che disegna le zampe. Si apre il foglio, si ritocca l’animale risultante per farne un animale completo, si scrive su ogni parte del foglio il nome dei tre animali che l’anno composto, si colora. 2.- Le nom Si osservano i disegni, si vota il più simpatico..., si scartano gli animali che non possono stare insieme (ad esempio quadrupedi con serpenti); ogni gruppo dà il nome al proprio animale scegliendo fra le sillabe che compongono i tre nomi quelle che “suonano meglio insieme” per formare il nome dell’animale fantastico. Es. é-lé-phant, gi-ra-fe, tor-tue_______ELEGITOR Si possono fare diversi tentativi per comporre il nome più adatto. 3.- La carte d’identité Si compila la carta d’identità dell’animale inventato con l’aiuto dell’insegnante e si prepara l’intervista. Elégitor Es. Comment t’appelles-tu? Parce que j’ai la tête d’un éléphant, le corps Pourquoi? d’une girafe, les pattes d’une torture. Tu vis où? Dans la jungle. Le feuilles des arbres Qu’est-ce que tu manges? Oh non! Je marche lentament avec ma cuirasse. Tu cours vite? Osservazioni: L’insegnante conduce le attività in francese, gli alunni intervengono come sanno, gli interventi in italiano sono ripresi in LS. Collocazione: Sezione L2. 10 145 Lingua straniera Baraldi Luisa, Di Falco Concetta Asterix le gaulois Scuola elementare “Collodi” - XI Circolo Modena 1998/99 Classe/i IV A - IV B Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Conoscenza di aspetti della storia francese. Obiettivo/i Lingua straniera: - conoscere le origini del popolo francese; - leggere e comprendere brevi testi; - rispondere a semplici domande su contenuti noti. Obiettivi interdisciplinari Ed. immagine: decodificare un video; descrivere, disegnare personaggi secondo caratteristiche date. Ed. storica: approfondire alcuni aspetti dell’espansione romana in Gallia; prendere coscienza dei punti di vista insiti nella narrazione di eventi storici. Destinatario/i Alunni Personale coinvolto Insegnante di classe Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per classe Descrizione del percorso Motivazione In un progetto educativo unitario è opportuno cogliere tutte le occasioni per sviluppare i contenuti programmati in modo interdisciplinare, l’insegnamento della lingua francese trova maggior legittimità in un lavoro molto motivante, ben inserito nella programmazione di classe, e che sottolinei i punti d’incontro, peraltro frequenti, fra la cultura francese e la nostra. Tempi: 2 settimane, 3 lezioni di 2 ore di francese, 2 ore di storia, 2 ore di educazione all’immagine. Articolazione delle fasi di attività Tutte le attività sono condotte dall’insegnante dell’area linguistica (che comprende: italiano, lingua straniera, storia e immagine) in lingua francese, gli alunni intervengono come sanno, le risposte date in italiano sono riprese in LS. 1. Visione della videocassetta Asterix il gallico (in italiano), conversazione libera. 2. Sistemazione delle informazioni raccolte, elaborazione di una tabella di confronto Galli/Romani relativi a: abitazioni, strategie militari ed armi, qualità dei personaggi. 3. I personaggi di Asterix, lettura di brevi didascalie illustrative, osservazioni sui nomi dei personaggi, ipotesi sull’origine del loro finale in -ix comune a tutti, disegni. 4. Breve sunto di storia della Francia antica, la Gallia nella cartina dei territori occupati dai Romani nel periodo di massima espansione. 5. Conversazioni e riflessioni sull’esperienza (in italiano): − i Romani visti dai Galli, i Galli (barbari) visti dai Romani; − personaggi storici che ispirano personaggi fantastici nei fumetti. 6.Verifica orale: domande sui contenuti di Civilisation in LS. Collocazione: Sezione L2. 12 146 Lingua straniera Moretti Sandra, Pedarzini Annalisa Esperienza di “Storytelling”: “Where’s my baby?” Scuole elementari “Dalla Chiesa” - Massa Finalese, “Castelfranchi” - Finale Emilia - Circolo di Finale Emilia Classe/i IV A / IV B di Massa Finalese e IV D di Finale Emilia Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Una storia semplice e divertente in rima con un finale insolito: Mamma Mostro ha perso il suo bambino; lo cerca disperatamente. Obiettivo/i • Obiettivi linguistici generali − Ascolto: comprendere il significato globale e specifico di una storia. − Parlato: ripetere e riutilizzare in modo consapevole e gradatamente più autonomo il vocabolario e le frasi presentate nella storia. − Lettura: riconoscere il vocabolario e le frasi della storia. − Scrittura: usare il lessico della storia attraverso il codice scritto e riproporlo anche in contesti diversificati. • Obiettivi Linguistici Traversali Nell’ambito del percorso si sono potuti individuare diversi legami con le altre discipline: i “curriculum links” riguardano la matematica, le scienze, l’educazione all’immagine, gli studi sociali e gli aspetti culturali, l’educazione musicale e alla drammatizzazione. Destinatario/i Gli alunni delle classi IV. Personale coinvolto Personale docente di Lingua Straniera Inglese e delle classi interessate. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team docente di Lingua Straniera Inglese. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Dall’osservazione in classe degli alunni sono emersi la voglia e il desiderio di leggere libri e fumetti in Lingua 2 di diverso genere e complessità, legati al vissuto personale e alle esperienze di vita dei bambini oltreché alle tematiche socio-affettive tipiche dell’età infantile. Motivazione Partendo dal fatto che le storie sono motivanti e che i bambini hanno un costante bisogno di storie, il narrare apre una prospettiva molto stimolante per un’insegnante in quanto offre una maggiore e costante risorsa di esperienza linguistica. Nella prospettiva di ascoltare e leggere storie è essenziale saper scegliere il momento giusto in cui i bambini siano pronti a recepire non solo le strutture e il vocabolario ma anche il significato intrinseco della storia. Gli alunni ricercano nelle storie la globalità della comprensione: in questo modo essi ascoltano con uno scopo e un bisogno linguistico reale di comunicazione e di comprensione. Quando scoprono il significato sono ancor più motivati a sviluppare le proprie abilità di comprensione. L’ascolto delle storie migliora diversi aspetti dell’apprendimento della lingua inglese come la fluency e la consapevolezza linguistica e rappresenta uno stimolo per le attività di scrittura e di conversazione. Lingua straniera 147 Obiettivi linguistici specifici • Ascolto: far comprendere a livello generale la storia attraverso delle chiavi visive e tramite il riconoscimento di parole-chiave mentre la storia viene raccontata, per raccogliere in seguito informazioni specifiche attraverso il dialogo. • Parlato: ripetere e utilizzare consapevolmente il vocabolario e le frasi presentati all’interno di dialoghi guidati e successivamente sempre più autonomi, tramite domande e risposte, canzoni, “rhymes”, giochi linguistici. • Lettura: riconoscere il vocabolario riguardante i colori, le parti del corpo e i “qualifiers”. • Scrittura: etichettare e numerare le parti del corpo; collegare attraverso semplici frasi e periodi via via più complessi, descrivere i personaggi della storia e i personaggi di loro invenzione, ricomporre la storia nella sequenza giusta e inventare una nuova storia, mantenendo invariata la struttura originale. Obiettivi trasversali • Educazione all’immagine: disegnare, colorare, costruire mostri dati e di fantasia; • Matematica: numeri; • Scienze: parti del corpo; • Studi Sociali e Aspetti Culturali: accettazione e integrazione del diverso, di sè e degli altri; • Educazione Musicale e Drammatizzazione: creare e cantare canzoni e filastrocche, role-plays, miming e dramatisation. Funzioni linguistiche 1. Funzione interpersonale: − richiamare l’attenzione − chiedere e dare informazioni personali 2. Funzione personale: − esprimere disaccordo − esprimere accordo − esprimere stati d’animo 3. Funzione referenziale: − chiedere e dare informazioni e spiegazioni su persone, dimensione e quantità 4. Funzione metalinguistica: − chiedere come si dice − chiedere come si scrive Strategie di insegnamento e apprendimento Allo sviluppo del progetto sono state dedicate sei ore circa di insegnamento, utilizzando varie tipologie di strategie: dalla lezione frontale delle prime fasi al lavoro individuale, a coppie, di gruppo, di classe e a squadre delle ultime tappe. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti Il punto di partenza è ovviamente stato il libro di lettura graduata “Where’s my baby?”, Edizioni Longman, per poi passare all’utilizzo di materiale fotocopiato, di schede appositamente costruite dalle insegnanti, di flashcards dei mostri, di cartellini di frasi tagliate per ricomporre il racconto, di flashcards di frasi descritte per il riconoscimento dei personaggi della storia. Per ciò che concerne gli strumenti ci si è avvalsi del registratore e di cassette audio su cui incidere gli interventi dei bambini, della videocamera per riprenderli durante le attività, della lavagna, di colori di vario tipo, di strumenti improvvisati costruiti con oggetti della classe. Prodotto realizzato Al termine delle attività si è giunti all’elaborazione di un nuovo testo sia orale sia scritto creato dai bambini in cui si mantengono intatti le strutture e il significato globale della storia, con la variazione di alcuni elementi fondanti del racconto (8 mostri e di conseguenza le battute dei dialoghi). Risultati attesi/raggiunti Il piacere di leggere in quanto obiettivo principale dell’attività è stato pienamente raggiunto, tanto è vero che i bambini hanno a più riprese richiesto di leggere altri libri dell’angolo-biblioteca di inglese. Lingua straniera 148 La storia proposta si collega a una tematica presentata nel libro di testo di classe e ne ha favorito così il consolidamento sia dal punto di vista del lessico che delle strutture linguistiche esposte. Si è potuto constatare inoltre che alcuni alunni hanno migliorato notevolmente la pronuncia, l’intonazione e la fluency del materiale linguistico in oggetto. Spunti di riflessione • si poteva prevedere un’ulteriore fase dedicata alla costruzione di altri prodotti inerenti alla storia come mostri di carta, “puppets” e teatrino di burattini; • si poteva dedicare uno spazio più ampio alla creazione di “rhymes” tramite gli aggettivi riscontrati nella storia, adeguatamente ampliati e potenziati attraverso il lessico già conosciuto dai bambini o suggerimenti ulteriori da parte dell’insegnante. Collocazione: Sezione L2. 11 149 Lingua straniera Terzi Elena “The Very Hungry Caterpillar” Scuola elementare “Castelfranchi” Finale Emilia - Circolo di Finale Emilia 1998/99 Classe/i III C Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Una storia semplice e ripetitiva che racconta l’avventura di un bruco “mangione” destinato a trasformarsi in farfalla. Obiettivo/i Obiettivi linguistici: - listening: ascoltare e comprendere il senso generale di una storia, ascoltare e comprendere il significato di parole e/o frasi; - speaking: ripetere semplici parole e/o frasi durante la lettura della storia, recitare un breve dialogo, rispondere a semplici domande, formulare semplici domande; - reading: abbinare parole e figure, rispondere a semplici domande di comprensione, leggere immagini; - writing: copiare semplici parole. Obiettivi traversali: - confrontare, classificare, fare previsioni, rimettere in sequenza, memorizzare. Obiettivi socio-affettivi: - vivere piacevolmente il momento della lettura di una storia in L2 anche se non si comprende tutto quanto viene letto, creare nella classe un ambiente idoneo all’aiuto reciproco nella costruzione di flashcards e di un piccolo libricino personale. Destinatario/i Alunni al I anno di studio della lingua inglese Personale coinvolto Il docente di L2 Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Il docente di L2 della classe e in un secondo momento il team dei docenti di L2 Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Nell’aula-laboratorio di inglese è presente un angolo-lettura con libri e fumetti in L2 di vario genere e complessità. Agli alunni del I anno non è consentito il prestito dei libri, tuttavia durante il corso dell’anno scolastico sono previsti momenti in cui è possibile guardare e/o leggere da soli o in piccoli gruppi i libri esposti. È così che, osservando i bambini durante queste attività “libere”, è emerso il loro desiderio di farsi raccontare delle storie. Motivazione Le storie in generale sono motivanti e rappresentano per il bambino l’occasione di “assaporare” atti linguistici autentici. Le storie esercitano la fantasia e l’immaginazione e stimolano, soprattutto se raccontate in L2, la capacità di fare previsioni, di inferire il significato di parole sconosciute dal contesto e dall’apparato iconografico nonché dal tono della voce con cui viene raccontata e dai gesti che spesso accompagnano tali racconti. Ascoltare una storia significa allo stesso tempo condividere un’esperienza. Da un punto di vista più strumentale la lettura di storie in lingua originale permette una certa riflessione di tipo linguistico, la possibilità di esercitare pronuncia, intonazione e fluidità del linguaggio. Le storie possono anche rappresentare un buon stimolo dal punto di vista comunicativo, sia orale sia scritto. Lingua straniera Articolazione delle fasi di attività 150 L’attività è stata pensata per 3 interventi di un’ora e mezza ciascuno in una classe che già conosceva colori, numeri e giorni della settimana. Attraverso il racconto di “The Very Hungry Caterpillar” oltre a perseguire gli obiettivi linguistici, traversali e socio-affettivi sopra indicati, si è così avuto modo di vedere strutture linguistiche e parole già note riutilizzate in un contesto diverso.Ciascuna lezione è stata programmata con attività di warm-up, di presentazione e pratica linguistica che coinvolgessero, possibilmente, sia la vista che il tatto che il movimento.Le lezioni hanno tutte avuto luogo nell’aula-laboratorio di L2; l’insegnante ha utilizzato, oltre al libro, flashcards appositamente costruite (sia figure che parole). 1. Prima lezione. Sono stati proposti giochi (visivo-percettivi, tattili, di movimento) per il ripasso dei giorni della settimana, dei colori e dei numeri e allo stesso tempo per introdurre il nuovo lessico relativo ai frutti. La lezione inizialmente è stata di tipo frontale, poi pian piano ha visto un maggior coinvolgimento da parte dei bambini sia nella costruzione di piccole flashcards (cestino dei frutti) che nel partecipare al “racconto” della storia. L’aspetto forse più significativo di questa prima lezione è stato il coinvolgimento che i bambini hanno mostrato durante il racconto e il loro desiderio di esprimere un’ipotetico finale per la storia che era stata narrata solo in parte. 2. Seconda lezione. Con le stesse modalità della prima lezione è stato introdotto il nuovo lessico (flashcards nel frigorifero) e una volta raccolte le varie ipotesi dei bambini relative al finale della storia siamo andati a leggerla per intero. L’indicatore più significativo è risultato il costante piacere degli alunni di ripetere e ripetere una storia soprattutto in coro condividendo pause, gesti, espressioni, risate, ecc. 3. Terza lezione. La storia è stata ri-narrata per l’ennesima volta. I bambini hanno utilizzato i materiali prodotti (flashcards) per interrogarsi a vicenda, per esprimere gusti e preferenze. L’attività che più ha incontrato il loro favore, in questa fase, è stata la costruzione di un libricino (uno per ciascun allievo) da illustrare ripercorrendo la sequenza del racconto. I bambini hanno trovato piacevole il poter “costruire” qualcosa, e all’interno della classe non sono mancati momenti di aiuto reciproco fra gli alunni. Risultati attesi/raggiunti L’obiettivo principale del “piacere di ascoltare” è stato sicuramente raggiunto; i bambini hanno chiesto di poter ripetere l’esperienza con altri libri già presenti nell’angolo-lettura e hanno anche ipotizzato la costruzione di altri prodotti inerenti la storia. Per quanto riguarda gli obiettivi prettamente linguistici c’è stato sicuramente un consolidamento del lessico acquisito in precedenza e, per alcuni alunni, c’è stata anche una positiva ricaduta nella pronuncia, intonazione e fluency. Spunti di riflessione: − opportunamente programmata con l’insegnante di scienze si poteva prevedere un’osservazione diretta della trasformazione del bruco in farfalla; − si poteva lavorare di più sulla drammatizzazione della storia stessa coinvolgendo i bambini nella costruzione di semplici maschere. Documentazione allegata Si allega il Progetto Didattico articolato nelle tre lezioni. Collocazione: Sezione L2. 13 151 Lingua straniera Borghi Patrizia, Reggiani Rita “Trick or treat?” - Halloween party Scuole elementari “Bersani” Albareto, “Gramsci” - XI Circolo Modena 1998/99 Classe/i IV A “Bersani”; V C “Gramsci” Area tematica Lingua Straniera - Studi Sociali Contenuto tematico Halloween: un’esperienza ludica Obiettivo/i a) Formativi Favorire e sviluppare: − la motivazione ad esprimersi e comunicare in L2; − la conoscenza e la socializzazione tra alunni di classi diverse; − abilità relazionali; − atteggiamenti responsabili attraverso la progettazione dell’esperienza. b) Cognitivi Favorire e sviluppare: ⇒ la ricerca selettiva di informazioni librarie e audiovisive relative al tema; ⇒ l’estrapolazione di conoscenze specifiche dalle documentazioni messe in comune; ⇒ la riflessione sulle implicazioni socio-culturali e religiose della ricorrenza anglosassone; ⇒ il confronto con tradizioni italiane (Carnevale e Festa di Ognissanti). c) Linguistici Acquisire: ∗ forme linguistiche, inerenti le seguenti funzioni comunicative:presentarsi, presentare gli altri; ∗ vocaboli relativi alla festa di Halloween. Destinatario/i ♦ Alunni, insegnanti e famiglie delle classi coinvolte ♦ Alunni e insegnanti delle classi di Albareto ♦ Abitanti della zona limitrofa alla scuola Gramsci Personale coinvolto Insegnanti di L2. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Le due insegnanti specializzate di L2 si incontrano per progettare l’esperienza nelle sue diverse fasi e per formalizzare il coinvolgimento delle famiglie, all’interno delle assemblee di classe. Descrizione del percorso Motivazione • L’esperienza realizzata coglie e sviluppa gli interessi manifestati dagli alunni relativamente ai temi dell’horror e della paura; • intende rendere consapevoli gli alunni degli aspetti storico e socio-culturali della festività, ormai entrata nella nostra cultura, solamente, però, a livello consumistico; • si propone di coinvolgere più attivamente le famiglie, attraverso la realizzazione dei costumi e dei “dolcetti” da offrire agli alunni ospiti, durante il party. Lingua straniera 152 Articolazione delle fasi di attività 1° Fase: Programmazione • ricerca di informazioni relative alla festività, a livello individuale e di piccolo gruppo, con successiva rielaborazione e messa in comune; • riflessione collettiva sulla documentazione raccolta; • lavoro per piccoli gruppi finalizzati all’allestimento dell’aula e alla realizzazione dei costumi. 1. attività di preparazione alla festa 2. momenti della festa Attività Scenografia − Arrivo della classe V ad Albareto, entrata in − buio totale, gli alunni di IV, travestiti, sparsi classe IV per l’aula libera da arredi, e precedentemente addobbata − musica “Una notte sul monte Calvo” di Mussorgskij − formazione di gruppi alunni in base al tipo − si ripristina la luce nella classe di maschera e presentazione in L2 del − il gruppo applaude e acclama con gags, travestimento (“I’m a ghost, she’s a witch”) precedentemente provate (es.: L’insegnante declama: “One...Two... Three... Four...”, gli alunni completano con “...midabile” per complimentarsi con la maschera. − gli alunni si presentano (I’m.../My name’s...) − gli alunni disposti in cerchio − buffet con dolciumi e bevande offerti dagli − tavoli, agli angoli dell’aula, precedentemente alunni imbanditi − gli alunni di IV e V si scambiano “songs and − gli alunni disposti in righe frontali chants”: Winnie the witch, Ten witches in the sky. − lettura da parte delle insegnanti del testo di − buio con candele accese disposte nell’aula Tim Burton: “The nightmare before − zucca intagliata illuminata Chrisstmas” edito da R.C.S. Libri, Milano, − alunni seduti a terra in cerchio intorno 1994 all’insegnante − saluto ai bambini di V che ritornano alle − uscita dall’aula e utilizzo degli spazi della Gramsci in autobus e sfilata per le classi scuola del plesso − gli alunni di V, al termine delle lezioni, − territorio limitrofo alla scuola Gramsci. insieme a insegnante e genitore, porgono il “trick or treat” agli abitanti del quartiere 3. rielaborazione − illustrazione e denominazione inglese dei personaggi e degli oggetti-simbolo della festività − conversazione collettiva, guidata sull’esperienza vissuta − documentazione dell’esperienza con elaborazione per gruppi di un cartellone con foto e frasi descrittive dell’esperienza (Our Halloween Party - We are reparing the classroom. We are ready shortly our friends are going to arrive from Gramsci. Our penfriends party at “Don Milani” School) − visione del video relativo al testo letto − corrispondenza sull’esperienza Lingua straniera 153 2° Fase: Attuazione Vedi schema progettazione precedente. 3° Fase: Valutazione Le insegnanti, unitamente ai genitori, hanno valutato positivamente l’esperienza, sia a livello di socializzazione, sia a livello di apprendimento. Infatti si è rilevata una notevole ricaduta in diversi contesti: ⇒ a livello scolastico, gli alunni hanno riutilizzato le strutture linguistiche e il lessico acquisito, spontaneamente e su richiesta, in contesti ludici e di apprendimento ed hanno manifestato interesse ad approfondire le tematiche affrontate; ⇒ a livello extrascolastico, gli alunni hanno riproposto a familiari ed amici i giochi, le attività e le gags svolte durante la festa. Si ritiene opportuno prendere in considerazione la progettazione di altri momenti ludici e socializzanti, all’interno dell’insegnamento di L2, tra classi diverse, al fine di esperire tradizioni tipicamente anglosassoni. Collocazione: Sezione L2. 14 154 Lingua straniera Tonolo Renzo Percorso per l’apprendimento ed il rinforzo linguistico del tedesco Scuola elementare “Marconi” - Circolo di Castelfranco Emilia 1998/1999 Classe/i IV e V Area tematica Lingua Straniera Contenuto tematico Lettura, scrittura e produzione orale in L2 Obiettivo/i Apprendimento individuale o per piccolo gruppo di una lingua straniera Destinatario/i Gli alunni di classe Personale coinvolto L’insegnante di classe Progettazione (per istituto, per classe, per team) L’insegnante di classe in collaborazione con altri insegnanti di Lingua Straniera Descrizione del percorso Analisi dei bisogni e Motivazione Contesto socio-culturale L’insegnamento del tedesco nella Scuola elementare “Marconi” del Comune di Castelfranco Emilia è stato introdotto nel 1994. Dal corrente anno scolastico il tedesco è la seconda lingua straniera, a scelta facoltativa, nella locale Scuola media. Nell’Istituto Tecnico Agrario “Spallanzani”, che ha sede sempre a Castelfranco Emilia, grazie alla presenza tra gli insegnanti di un lettore madrelinguista, gli studenti possono seguire corsi di lingua e cultura germanica. Nel 1997, con la firma del documento di gemellaggio ufficiale tra i Comuni di Castelfranco E. e Marktredwitz, si sono poste le basi, tra le due Amministrazioni, per una azione permanente di scambi anche di tipo culturale. Forte motivazione alla conoscenza della lingua tedesca è determinata da un interesse di tipo economico della nostra realtà territoriale, in virtù delle consolidate sinergie commerciali verso la Germania. Anche le famiglie degli alunni e degli studenti, frequentanti le tre Scuole menzionate, sono state maggiormente informate e, seppur con atteggiamenti diversi, dimostrano di aver accettato positivamente tale insegnamento; è stato ormai acquisito che, in un prossimo futuro, per le nuove generazioni sarà necessario conoscere e padroneggiare più Lingue straniere oltre l’inglese. Articolazione delle fasi di attività Organizzazione del lavoro in classe Si prevede un’attività giornaliera di 30-40 minuti. Si lavora prevalentemente a piccoli gruppi e l’eventuale ripetitività, nel corso di un mese delle stesse attività ludiche, costituisce un rinforzo ed un perfezionamento delle competenze linguistiche necessarie agli alunni per superare in abilità, gli altri compagni. Nei vari “angoli”, lo Schedario presentato, può essere utilizzato come un percorso-Kermesse, con una sequenza di “stazioni”, che ogni piccolo gruppo di alunni deve effettuare per superare i propri antagonisti nel gioco. La durata di ogni gioco-stazione è relativamente breve (10-15 minuti). I giochi proposti sono utilizzabili anche per l’apprendimento precoce di una lingua straniera diversa da quella tedesca. Le schede operative si dividono in unità tempo, unità scuola e riflessione linguistica. Lingua straniera 155 L’unità tempo si riferisce alle condizioni meteorologiche, ai giorni della settimana, ai mesi dell’anno e alle ore. Tramite giochi ed attività ludiche come: domino, associazione delle immagini, coloritura..., gli alunni si sperimentano nella lettura-comprensione, nel porre domande e nel rispondere in lingua tedesca. In ognuna delle cinque attività proposte, si possono leggere anche le verifiche per l’autocorrezione. Nell’unità sono raccolte le seguenti schede: domino, Einordnen und zusammenstellen, die Monate, die Tage, wie spat ist es?. Nell’unità tempo risulta essere caratteristica la scheda “Einordnen und zusammmenstellen”. Gli alunni ricevono due fogli: sul primo sono dattiloscritte brevi frasi, che si riferiscono ad attività ricreative svolte durante la settimana, sul secondo sono raffigurate immagini relative alle frasi stesse. Gli alunni devono far corrispondere correttamente ogni frase con un’immagine, dimostrando di averne compreso il significato. L’unità scuola tramite attività quali percorsi all’interno della scuola, indovinelli sugli oggetti della classe, battaglia navale con le parole, il dettato di corsa, penitenze e scioglilingua si stimolano gli alunni ad imparare e memorizzare il genere dei sostantivi. Dell’unità scuola fanno parte sei schede: Schulräume; Ratespiele, der die oder das (Kärtchen); Wörterfiscen; Laufdiktat; Auftragsröllchen; Zungerbrecher-Kartei. Il dettato di corsa (Laufdiktat) si organizza affiggendo alla lavagna un foglio, formato A4, dove sono dattiloscritte sei frasi. Gli alunni si alzano dal posto e corrono a leggerle. Devono trascriverne correttamente almeno tre. Di regola possono alzarsi dal banco solo due volte per ogni frase trascritta. Inizialmente questo gioco genera confusione che gradualmente si riduce nel tempo. L’unità riflessione linguistica è la più ricca, presenta infatti ben 10 attività che portano l’alunno all’elaborazione della frase minima, all’uso del tempo del verbo appropriato ed alla coniugazione dell’indicativo, ad una pertinente aggettivazione, all’uso di preposizioni ed alla formazione dei nomi composti. Tutto questo semplicemente tramite attività di gioco sui colori, puzzle; domino, individuazione di relazioni, completamento di testi. Viene presentato infine un grande coccodrillo di cartone che “divora” le parti del corpo scritte su una striscia che l’insegnante fa scorrere mentre i ragazzi indicano ciò che viene “mangiato”. Scopo del gioco è guidare gli alunni alla memorizzazione di parole riferite al corpo umano. Di questa unità fanno parte: Lies und mal, Was tun die kinder?, Wie ist das?, Was ist richtig?, Lückentext, Konjugationsschieber, Welche puzzle-teile passen zusssammen?, Saltzmaschine, Domino, Körperteile. Was tun die kinder? è una raccolta di immagini dove sono raffigurati bambini che compiono varie azioni (si lavano, si pettinano, mangiano...). Gli alunni devono elaborare la frase minima leggendola al gruppo di cui non fanno parte. Inclusa alla scheda vi sono i modelli a cui attenersi o il controllo. Fa parte dello Schedario una videocassetta relativa ad una esperienza svoltasi in una scuola elementare di Darmstad del 1994, che si riferisce al tema del piacere di essere a scuola. I bambini partecipano alle lezioni, prenotano i pasti e pernottano nell’edificio scolastico: Projetwoche. Valutazione dell’esperienza L’utilizzazione dello schedario ha rafforzato, individualmente e nel piccolo gruppo una maggiore autonomia nell’organizzazione del lavoro in classe. È opportuno tuttavia mettere in conto, nella fase iniziale di impostazione dell’uso dello schedario, una inevitabile fase di transizione necessariamente un po' “chiassosa”, in cui il gruppo classe sperimenta quotidianamente le modalità di gioco via via più proficue, più efficaci e più congeniali. Gli alunni, anche quelli più in difficoltà, sviluppano tecniche di apprendimento e di comunicazione personali. Le abilità maggiormente richieste nello svolgimento dei vari percorsi ludici sono quelle mnemoniche e di automatizzazione delle procedure. Nella comunicazione orale gli alunni perfezionano la formulazione di richieste e la comprensione nel contesto di vocaboli non noti. È stata constatata anche la graduale sostituzione della gestualità nemica con espressioni verbali più precise, un interesse nuovo nella consultazione dei testi scritti in adozione ed una maggiore curiosità verso la lingua straniera. Collocazione: Sezione L2. 15 156 Lingua straniera Scheda presentazione servizio Denominazione Sezione L2 Ente-Associazione Comune Modena - Centro Documentazione Educativa Provveditorato agli Studi - Direzione Didattica I Circolo di Modena Sede C.D.E. Via Saragozza, 100 - Modena tel. 059/216212 - fax 059/206855 E-mail: [email protected] Orari di apertura Il martedì e il mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 19.00 Attività/ambiti di intervento La sezione, nata dalla convenzione tra il CDE e il I Circolo didattico di Modena, Circolo "Polo" per la lingua straniera offre, relativamente alla lingua inglese, francese, tedesca e spagnola, servizi di: Documentazione Formazione Consulenza Informazione materiali linguistici esperienze realizzate nelle scuole raccolte e dossier, monografie, riviste corsi di aggiornamento iniziative pubbliche gruppo di studio e di lavoro seminari progettazione di percorsi formativi e unità didattiche Produzioni in commercio nazionali e internazionali Utenza La sezione si rivolge principalmente agli insegnanti di scuola materna ed elementare. Referente Cde: Tiziana Gibertini I Circolo di Modena: Nilla Campari, Milena Lupetti Tonolo Renzo Modalità di accesso Libera Tariffa Il servizio è gratuito 157 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Gruppo insegnanti sperimentatori: 7 insegnanti di ESM (Educazione al Suono e alla Musica) 7 insegnanti di altre discipline 2 insegnanti di sostegno 1 Coordinatrice, proposta dal Direttore Didattico e designata dal Collegio Sperimentazione “Progetto Muse: Musica e Suono nella Scuola Elementare” Scuola elementare “Verdi” S. Cesario - Circolo di Spilamberto La sperimentazione, in stretto rapporto con i ricercatori del C.E.D.E., si è svolta negli anni scolastici 1996/97 e 1997/98. Analisi della situazione di partenza Il gruppo degli insegnanti, all’inizio della sperimentazione, era costituito da docenti dei quattro plessi di scuola elementare del II Circolo di Castelfranco Emilia. In seguito all’intervento della riorganizzazione della rete scolastica, attuato nell’a.s. 1997/98, il plesso di S. Cesario è stato aggregato alla Direzione Didattica di Spilamberto, mentre gli altri tre plessi sono stati aggregati all’unico Circolo costituito sul territorio di Castelfranco Emilia. Questo fatto, tuttavia, non ha modificato la composizione del gruppo degli insegnanti sperimentatori. Tra i docenti sperimentatori pochi conoscevano il computer come strumento didattico. Non tutti avevano una formazione disciplinare approfondita sull’educazione al Suono e alla Musica, che, sull’intero Circolo, veniva svolta nei limiti orari previsti dalla normativa (2 ore settimanali) e la programmazione prevedeva, in generale, agganci e/o interventi pluridisciplinari, progettati con lo scopo di integrare non solo le attività curriculari tra loro, ma il curricolo stesso. Area tematica Educazione Musicale - Formazione - Progettazione / Programmazione Contenuto tematico L’educazione al Suono e alla Musica in un ottica di educazione integrata: Progetto Muse. Obiettivo/i Sperimentare nell’ottica della ricerca-azione Sperimentare le nuove tecnologie in un percorso di autoformazione in servizio Svolgere il lavoro di autoformazione in un’ottica di multidisciplinarietà intesa come metodo di lavoro come contemporanea presenza di molteplici competenze disciplinari nel gruppo di lavoro. Destinatario/i Gli insegnanti del gruppo sperimentale; gli alunni. Descrizione del percorso Motivazione In seguito ad un rilevamento sulle risorse informatiche svolto a livello nazionale, nel luglio 1995 la prof.ssa Lida Branchesi, coordinatrice del Progetto Muse presso il C.E.D.E., ha contattato la Direzione Didattica del II Circolo di Castelfranco Emilia per recepire la disponibilità alla partecipazione alla sperimentazione del Progetto Muse. La Direzione ha lasciato la decisione all’insegnante che, a S. Cesario (unico plesso dotato di postazioni multimediali), collaborava col collega distaccato della locale scuola media per la sperimentazione in atto sul comune laboratorio di informatica. Le motivazioni che hanno spinto questa insegnante a dare la disponibilità alla sperimentazione di Muse sono state diverse, ma tutte basate sulla sua conoscenza della realtà del Circolo: − la presenza consolidata di una psicopedagogista aveva creato una base comune di formazione professionale, ma soprattutto un’abitudine al confronto tra docenti che poteva essere un ottimo substrato ad una formazione a distanza, così come era stata delineata la sperimentazione del Progetto Muse; − la formazione professionale sulle tre Educazioni era abbastanza deficitaria; l’opportunità di ampliare le proprie competenze sulle competenze disciplinari e didattiche relative all’Educazione al Suono e alla Musica non poteva essere persa; Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 158 − l’utilizzo di strumenti informatici consentiva di sfruttare a pieno il patrimonio tecnologico che si andava accrescendo nel laboratorio del plesso di S. Cesario e poteva offrire uno strumento in più − per lavorare sulla continuità educativo-didattica, oggetto della sperimentazione comune alla scuola elementare e media di S. Cesario; − l’utilizzo di strumenti informatici poteva fornire uno stimolo molto forte all’ampliamento della conoscenza e dell’uso del computer come strumento della didattica, esigenza ormai irrinunciabile della scuola di base. Questo fatto avrebbe potuto suscitare interesse anche negli altri plessi del Circolo per la progettazione e la richiesta di finanziamenti finalizzati alla informatizzazione delle scuole elementari. Nel giugno 1996 i primi 100 Circoli coinvolti nella sperimentazione, e tra questi anche il II Circolo di Castelfranco Emilia, sono stati chiamati al C.E.D.E. per la consegna del pacchetto formativo e per la sua presentazione. La sperimentazione è iniziata nel settembre 1996. In seguito, il Circolo è stato coinvolto dal C.E.D.E. nel Progetto Amavi Muse che vedeva la costituzione di un gruppo ristretto di approfondimento di 10 Circoli sperimentatori di Muse in Italia. Amavi Muse era un progetto di ricerca sulla sperimentazione nazionale, monitoraggio, valutazione e supporto scientifico all’innovazione in un’ottica di educazione integrata ai vari linguaggi, di continuità del curricolo e in prospettiva europea. La sperimentazione col diretto supporto dei ricercatori del C.E.D.E. si è conclusa nel giugno del 1998. Progettazione Al momento della consegna del pacchetto formativo e della sua presentazione non sono state fornite istruzioni precise sulla sperimentazione, ma è stata data ampia libertà ai 100 Circoli di procedere nel modo che si ritenesse più consono alla realtà di scuola in cui il Progetto Muse veniva calato. Pertanto, l’insegnante che aveva ricevuto il pacchetto e che è diventata la “figura ponte” di raccordo col C.E.D.E., e la futura coordinatrice del gruppo sperimentatore hanno visionato preventivamente il progetto, ne hanno approfondito la conoscenza dal punto di vista teorico e pedagogico, hanno comunicato quanto appreso alle colleghe che avevano aderito al gruppo sperimentale, hanno condotto insieme un primo approccio a Muse. Infine sono state condivise le linee progettuali del primo anno di sperimentazione che prevedeva 30 ore di formazione. Ciò che qui è importante riportare è l’articolazione delle ore di formazione e le modalità di verifica e documentazione del progetto, perché si sono rivelati elementi di formazione essi stessi. Articolazione del progetto a. s. 1996/97: 10 ore finalizzate all’impatto con la macchina e con alcune semplici funzioni di controllo, con un prodotto ipermediale, e alla libera navigazione in Muse per averne una conoscenza globale ; 20 ore finalizzate all’autoformazione. “ Si formeranno gruppi di due (o tre) docenti per ciascuna postazione, secondo questi criteri: particolari esigenze di formazione; utilizzo-studio di parti del Progetto Muse attinenti al lavoro programmato per la propria classe nel corrente a. s., anche nell’ottica della multidisciplinarietà; necessità di imparare a strutturare un percorso didattico coerente, proiettato verso l’azione futura di insegnamento. In questo paragrafo non si elencano gli obiettivi, in quanto ogni gruppo assumerà quelli previsti per i singoli libri del Progetto.” (dal Progetto di attuazione del Progetto Muse – a. s. 1996/97 – pag. 3 ) Occorre precisare che, nel corso dell’attività, le tematiche emerse dal confronto all’interno dei gruppi di lavoro, dalle osservazioni condotte dalla coordinatrice, dal tipo di coinvolgimento che le veniva richiesto dai corsisti hanno imposto l’esigenza di trovare strumenti di verifica rispondenti al lavoro del gruppo sperimentale. La coordinatrice e la “figura-ponte” perciò, hanno modificato ad hoc il test “finale di gradimento” IRRSAE E.R. ‘96. Questo strumento è stato compilato individualmente e discusso collegialmente sia al termine della prima, sia della seconda fase di lavoro, facendo emergere problematiche e nuclei di discussione/approfondimento su cui si è sviluppata la progettazione del secondo anno di formazione e l’intera attività di sperimentazione dell’autoformazione con Muse. Quali strumenti di verifica molto significativi, non solo in ordine all’applicazione didattica della formazione che si stava acquisendo, ma anche per l’impianto sperimentale, sono risultate le unità di lavoro realizzate nell’a. s. 1996/97: la loro analisi condotta collegialmente, basata sul confronto tra i corsisti, ha chiarito i termini del nodo problematico che il gruppo ha poi sviluppato nell’ambito del Progetto Amavi Muse: il rapporto tra programmazione per obiettivi e programmazione per mappe nello sviluppo di progetti di lavoro interdisciplinari a partire dall’ESM, in un’ottica di educazione integrata. Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 159 Articolazione del progetto a. s. 1997/98 (allegato ): 15 ore finalizzate alla consultazione, a grande gruppo e col supporto della coordinatrice, di un libro di Muse scelto collegialmente: Strumenti a barre; 15 ore finalizzate al lavoro per piccoli gruppi secondo le modalità dell’a. s. precedente. L’impianto progettuale richiedeva, inoltre, che tutti i corsisti sperimentassero un’unità di lavoro in classe. Gli strumenti di verifica sono stati forniti dal C.E.D.E. stesso, uguali per tutto il territorio nazionale, nella duplice versione per i coordinatori e per i corsisti. I risultati: descrizione critica L’attuazione del progetto di formazione per insegnanti, attivato con la sperimentazione di Muse, ha immesso i partecipanti in un percorso che ha “innescato” metodologie di apprendimento e tipologie di procedure innovative tali da consentire una vera e propria formazione con caratteristiche nuove. Interagire con Muse ha significato praticare un lavoro di autoformazione: l’insegnante ha costruito il proprio itinerario di apprendimento, positivamente condizionato dalle conoscenze-competenze, dalle esperienze nel contesto comunicativo del piccolo gruppo di lavoro e nel contesto comunicativo sotteso all’ipermedialità del pacchetto formativo, ma sempre in rapporto diretto con i contenuti e gli argomenti oggetto di studio. La possibilità offerta dagli strumenti informatici di ripercorrere il lavoro svolto, ogni volta che lo si ritenesse necessario, ha fornito il feed-back d’apprendimento sul quale fare il punto della situazione virtuale, impostare approfondimenti, “viaggiare oltre” l’ESM in altri campi di conoscenza per poter prevedere situazioni di insegnamento/apprendimento con diversi punti di vista disciplinari. L’insegnante si è inserito, cioè, in una logica progettuale di tipo multidisciplinare applicabile, in prima istanza all’ESM, in seguito assumibile per tutte le discipline. Progettare in tal senso, infatti, ha significato attivare sulla propria formazione esperienziale una riflessione che ha consentito: di scoprire e definire i nodi concettuali inerenti alla disciplina dell’ESM e le abilità, le competenze a cui, nella pratica didattica, essi sono finalizzati; di acquisire competenza nell’individuazione della trasversalità degli apprendimenti messi in atto; di comprendere le connessioni di tipo reticolare che collegano nodi concettuali, abilità disciplinari e trasversali per realizzare “progetti” interdisciplinari. Il pacchetto formativo stesso, proprio perché ipermediale, ha offerto la possibilità di “navigare” secondo una logica di consultazione lineare ad una di tipo trasversale, da una registrazione del percorso legata ad una scansione per obiettivi ad una definizione del percorso stesso in una programmazione per mappe. La ricaduta di un simile percorso si è dimostrata duplice: sulla programmazione di team: lavorare con progetti interdisciplinari, impostati su una programmazione per mappe ha condotto alla definizione e alla condivisione delle abilità cognitive da sviluppare nei bambini. L’azione educativo-didattica, perciò ha mirato all’acquisizione di modelli cognitivi che consentissero agli alunni stessi di organizzare le proprie esperienze e conoscenze, di acquisire l’abilità di trasferire competenze da un ambito disciplinare all’altro; sul rapporto tra il percorso di formazione e la documentazione del percorso stesso: lavorare in questo contesto ha portato prioritariamente alla necessità di registrare il proprio percorso di lavoro per poter poi riflettere sulla propria esperienza e poterla validare nel confronto con gli altri. Questo fatto è stato vissuto e considerato, in certo qual modo, la premessa metodologica per l’attuazione didattica di percorsi, che trovano validazione nella stessa loro realizzazione in classe, ma anche in un contesto più ampio e non meno importante per l'azione educativo-didattica: il confronto con altri possibili percorsi attivati a partire dallo stesso nucleo concettuale, la socializzazione del lavoro stesso con altri per operarne una revisione critica ed un più saldo inquadramento epistemologico e pedagogico. Documentazione allegata Raccolta di tutti i documenti a supporto della documentazione del percorso, in successione cronologica . Collocazione: EM. 14 / RA 3 160 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Capacchione Diana, D'Angelo Adele, Garofalo M. Giuseppa, Garuti Tiziana, Lodi Maria, Martelli Rosanna, Ruggiero Caterina, Suriano Clementina, Tonolo Renzo, Zecchi Paola "Erminia ed il magico Alvermann" Costruzione di un ipertesto mediante la rappresentazione grafica e la sonorizzazione di una storia inventata Scuola elementare “Marconi” - Circolo di Castelfranco Emilia 1998/99 Classe/i IA-IB-IC-ID Area tematica Educazione Musicale - Lingua Italiana - Educazione Immagine. Contenuto tematico Storia inventata, rappresentata graficamente e sonorizzata, sul mondo fantastico degli gnomi. Obiettivo/i Seguire e riprodurre semplici ritmi binari e ternari. Produrre immagini di un personaggio e di un ambiente relativi ad un testo letto. Destinatario/i Alunni delle classi coinvolte Personale coinvolto Insegnanti delle classi interessate Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Nell’ambito del corso di auto-formazione Progetto Muse Descrizione del percorso Motivazione La motivazione principale che ha mosso gli insegnanti è stata quella di sollecitare entusiasmo, interesse e coinvolgimento negli alunni in questo loro primo anno di frequenza alla scuola elementare. Si ritiene, infatti, che la realizzazione, nella sua globalità, del nostro ipertesto abbia avuto un impulso positivo nell'apprendimento della lettura. Obiettivi Nella programmazione degli ambiti disciplinari maggiormente coinvolti (educazione linguistica, educazione all'immagine ed educazione al suono e alla musica) sono stati prefissati i seguenti obiettivi: • memorizzare un breve testo verbale; • seguire e saper riprodurre un semplice ritmo binario e ternario con un strumento ritmico; • produrre immagini relative ad un testo letto; • cogliere particolari lessicali di un personaggio, di un ambiente, di un discorso e riprodurne le immagini; • utilizzare adeguatamente segni e colore. Articolazione delle fasi di attività La storia inventata ha come protagonista Erminia Schatz, una bambina che vive nell'isola dell'Arcobaleno e che, grazie alle magie dello gnomo Alvermann, riesce a materializzare i sogni dei bambini di tutto il mondo. Alessandro Zampieri, il terzo personaggio della storia, è il nonno di Erminia. Egli incoraggerà la nipotina a non arrendersi alle prime sconfitte e alle prime delusioni della vita, la conforterà e la indurrà a riporre fiducia nelle sue fantasie e nei suoi sogni. La storia, divisa in otto parti corrispondenti ad altrettante scene, è stata riprodotta graficamente dai bambini delle classi prime con oltre un centinaio di disegni. Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 161 Una parte dei disegni correda l'ipertesto, un'altra la mostra rivolta ai genitori degli alunni, esplicativa dell'esperienza. Parallelamente all'attività grafico-pittorica è stata realizzata una sonorizzazione della storia di Erminia Schatz. Gli insegnanti si sono valsi, per la realizzazione di questo specifico percorso, delle indicazioni desunte dalla lettura multimediale dei libri "La mia voce", "Filastrocche" e "Strumenti a barre" presenti nel CD Rom "Progetto MUSE", e degli specifici suggerimenti di lavoro in essi contenuti. Organizzazione delle attività Inizialmente, nell'arco di circa due settimane, le insegnanti hanno presentato sotto forma di lettura la storia di "Erminia ed il magico Alvermann" nelle loro rispettive classi. Successivamente i 92 alunni delle classi prime sono stati suddivisi, in modo eterogeneo, in otto piccoli gruppi, per la realizzazione delle attività grafico-pittoriche nel laboratorio di pittura, e per la pratica dello strumentario Orff nel laboratorio musicale. Le attività di cui sopra si sono svolte regolarmente il lunedì mattina ed il martedì pomeriggio, dal mese di gennaio fino al mese di aprile. Le modalità e le strategie di insegnamento/apprendimento privilegiate sono state la lezione frontale ed il lavoro di concretizzazione nel gruppo per classi aperte e di rinforzo occasionale con gli alunni più in difficoltà. Prodotto realizzato I prodotti realizzati dagli alunni, visionabili nell'ipertesto, sono filastrocche e conte "nonsense", utilizzando impostazioni ed intonazioni diverse della voce, esecuzioni di accompagnamenti ritmici e melodici, riproduzione coreutica di semplici ritmi con lo strumentario Orff ed elaborati graficopittorici. Risultati raggiunti Le attività proposte nelle classi e nei singoli gruppi sono state accolte con entusiasmo ed in maniera positiva. La partecipazione motivata ha permesso ai bambini di raggiungere i risultati prefissati, in quanto durante il percorso sono stati utilizzati canali di formazione/informazione, spazi di lavoro e materiali strutturati vari e diversi tra loro. Si sottolinea il positivo sostegno ed il contributo di tutti i genitori, soprattutto nella fase di allestimento della scenografia e della mostra esplicativa dell'ipertesto. Modalità di verifica È avvenuta principalmente mediante l'osservazione diretta nel momento dello svolgimento dell'attività specifica, nella produzione degli elaborati verbali e grafico-pittorici e nella pratica strumentale. In sede di verifica gli insegnanti hanno segnalato la mancanza del riconoscimento giuridico ed economico di un adeguato numero di ore finalizzate alla programmazione ed al controllo in itinere dello svolgimento dell'esperienza. Collocazione: EM. 12 / RA 2 162 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Buccio Carmen, Cagna Daniela, Giovannini Grazia, Preti Cristina, Tartari Barbara Filastroccando Elaborazione di filastrocche, di testi "nonsense" e sonorizzazione ritmica Scuola elementare “Marconi” - Circolo di Castelfranco Emilia 1998/99 Classe/i II A- II B e IV A -IV B - IV C - IV D Area tematica Educazione Musicale - Lingua Italiana - Educazione Immagine - Educazione Fisica Contenuto tematico Scansione ritmica di conte, filastrocche, “nonsense”. Obiettivo/i Seguire un ritmo e saperlo riprodurre con coerenza; produrre ed elaborare testi di conte, filastrocche, “nonsense”. Destinatario/i Alunni delle classi coinvolte Personale coinvolto Insegnanti delle classi interessate Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Nell’ambito del corso di auto-formazione Progetto Muse Descrizione del percorso Motivazione Una delle motivazioni prioritarie è stata quella di specificare e qualificare maggiormente l’intervento degli insegnanti nell'ambito dell'educazione al suono e alla musica. Questo nuovo atteggiamento professionale si è sviluppato nel corso degli ultimi anni scolastici, grazie al contributo auto-formativo offerto dall'opera multimediale MUSE. Tra gli stimoli maggiormente riscontrati dagli insegnanti nella navigazione ipertestuale, vi sono i suggerimenti relativi alla progettazione di un percorso da proporre in classe, dei suoi intrecci interdisciplinari e della organizzazione dei nuovi saperi per mappe concettuali. Obiettivi Gli ambiti disciplinari coinvolti nel progetto "Filastroccando" sono stati: la lingua italiana per la elaborazione dei testi, l'educazione all'immagine per la rappresentazione grafica degli elaborati, l'educazione motoria per la traduzione sul piano motorio dei ritmi appresi e l'educazione al suono e alla musica per la percezione dei vari ritmi. I principali obiettivi previsti nella programmazione sono stati: • elaborare testi di conte e filastrocche; • memorizzare un testo; • seguire un ritmo e saperlo riprodurre con coerenza; • saper riprodurre un ritmo con semplici strumenti musicali. Articolazione delle fasi di attività Le insegnanti hanno privilegiato, nel corso di auto-fomazione avente per titolo ProgettoMUSE, la lettura multimediale del libro "Filastrocche". In esso sono presenti utili indicazioni di lavoro in ordine alla modalità di elaborazione di testi "nonsense", della loro accentazione tonica e della sonorizzazione ritmica. Alcune pagine del libro, accuratamente selezionate dalle insegnanti, sono state proposte agli alunni a titolo esemplificativo per la realizzazione di un possibile prodotto finale. Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 163 L'attività più complessa per gli alunni è stata la elaborazione dei testi verbali la cui sillabazione è stata costantemente vincolata e limitata da una coerente accentazione ritmica. I ritmi prescelti sono stati in 3/4, in 4/4, in 2/4 ed in 6/8. Il primo approccio alla consapevolezza delle varie percezioni ritmiche è avvenuto attraverso la pratica diretta utilizzando lo strumentario Orff. L'insegnante proponeva una semplice cellula ritmica, con metro sia binario, sia ternario agli alunni che la riproducevano con voce, mani e strumenti. Le attività sonore proposte sono state rinforzate con l'introduzione di vari giochi sonori: un gruppo eseguiva la pulsazione, un altro i successivi accenti complementari; altra possibilità l'alternanza di tutte le suddivisioni individuate, indicate dal ritmo binario o ternario prescelto, con l'accentazione metrica; attività ad eco o in forma domanda/risposta. Organizzazione delle attività Le classi IV e II sono state coinvolte nel progetto "Filastroccando" per circa due mesi. Le attività sono state calendarizzate settimanalmente. Utile è stata la suddivisione degli alunni in piccoli gruppi nelle attività di pratica strumentale nel laboratorio musicale. Gli incontri venivano preceduti dall'insegnante di lingua che proponeva di volta in volta esercitazioni linguistiche sul significato di rime, onomatopee, sillabazione e metrica. Risultati raggiunti Risulta ancora da affinare l'abilità di elaborare coerentemente il testo verbale con i suoi accenti tonici e la coincidenza con la metrica imposta dal ritmo prescelto. Ulteriori difficoltà si riscontrano nella pratica coreutica con gli strumenti, soprattutto nell'esecuzione dei ritmi più complessi. Collocazione: EM. 11 / RA 2 164 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Bellini M. Grazia, Piccolo Giuseppina, Stradi Monica Progetto Muse: “La mia voce” Scuola elementare “Buon Pastore” - I Circolo Modena 1998/99 Classe/i Tre classi seconde Area Tematica Educazione Musicale Contenuto tematico Uso della voce Obiettivo/i Padroneggiare le capacità fonetiche, articolatorie ed espressive del proprio parlato; esprimere intenzionalmente sentimenti diversi attraverso il parlato. Destinatario/i Insegnanti e alunni classi seconde Personale coinvolto Insegnanti di classe e insegnante referente Progetto Muse Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team Descrizione del percorso Analisi dei bisogni L’idea è nata dalla scelta di alcuni insegnanti del plesso di provare a lavorare insieme mettendo in comune le proprie esperienze ed innestare su di esse possibili percorsi didattici relativi al Suono e alla Musica attraverso cui attuare confronti ed approfondimenti. Motivazione Una delle motivazioni fondamentali è la convinzione che l’Educazione al Suono e alla Musica possa svolgere un ruolo importante nello sviluppo del bambino, in un’ottica di formazione integrata ai vari linguaggi. Articolazione delle fasi di attività Il percorso si è così strutturato: • Analisi degli organi dell’apparato fonatorio e del loro uso in relazione alla produzione di suoni vocali. I bambini, ponendo l’attenzione su come si dispongono gli organi dell’apparato fonatorio, sono stati guidati in esercitazioni sull’emissione dei suoni, in particolare delle sette vocali, includendo le vocali e - o sia aperte, sia chiuse e di alcune consonanti: labiali, palatali, liquide ecc... Nel “vocaliere” i bambini si sono divertiti nell’inventare nonsense e acrostici basati su una sola vocale. • Riproduzione vocale di una realtà sonora. Attraverso una breve storia che vedeva le rane come personaggi, i bambini hanno descritto con l’uso della voce le caratteristiche sonore dell’ambiente stagno; l’argomento è stato poi ripreso durante l’attività di scienze dove gli alunni hanno ricostruito su cartellone lo stesso ambiente. Altra situazione sonora riprodotta è stata quella dei fuochi d’artificio. • Il bestiario. Partitura di una semplice composizione utilizzando i versi degli animali precedentemente individuati. Prima i bambini hanno rappresentato graficamente la composizione, poi, seguendo la partitura così ottenuta, l’hanno eseguita vocalmente rispettando una pulsazione data. Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 165 • Espressioni vocali. I bambini hanno intonato in modi diversi una breve frase cercando di trasmettere, intenzionalmente, vari stati d’animo. Inversamente, ascoltando l’intonazione della frase eseguita dai compagni, dovevano capire quale era lo stato d’animo rappresentato. • Produzione vocale in relazione ai parametri del suono. I bambini hanno eseguito filastrocche melodiche e giochi cantati in modi diversi: forte/piano, veloce/lento, grave/acuto... • Produzione strumentale di semplici accompagnamenti. Usando gli strumenti a percussione, i bambini hanno accompagnato filastrocche melodiche e giochi cantati con ostinati ritmici. Il percorso è stato attuato attraverso varie modalità: nella fase di ricerca dei suoni i bambini sono stati divisi in piccoli gruppi di lavoro, mentre nelle attività di laboratorio la classe è stata generalmente suddivisa in due soli gruppi di circa dieci - dodici bambini. I gruppi erano generalmente misti, costituiti da bambini di classi diverse, ciò anche per favorire una maggiore interazione e uno scambio più ampio di esperienze. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti La predisposizione e l’uso di materiali e strumenti ha previsto, oltre all’uso di schede pre-strutturate e/o costruite dai bambini, anche l’utilizzo dello strumentario Orff nella esecuzione di ostinati ritmici. È stato utilizzato varie volte il registratore per la raccolta di suoni di varia natura e per la creazione di una piccola banca-suoni da utilizzare in futuro. La disponibilità di un’aula attrezzata ha consentito ampia libertà di movimento, le pareti sono servite come sfondo per “percorsi murali” visivamente molto importanti. Prodotto realizzato Il prodotto realizzato è un fascicolo che raccoglie le principali attività del percorso didattico diretto agli alunni di un primo ciclo dato il tipo di approccio ludico all’uso della voce. Risultati raggiunti Gli elementi che hanno favorito il raggiungimento degli obiettivi sono stati: privilegiare la produzione che scaturisce dagli atteggiamenti creativi della rielaborazione e dell’invenzione rispetto alla semplice esecuzione di oggetti musicali pre-strutturati; valorizzare le esperienze sonore possedute dai bambini; fare in modo che ogni esperienza di manipolazione musicale diretta si concretizzasse sempre in un’esperienza esplorativa (improvvisazione); inserire questo percorso in un progetto in stretta connessione con altri linguaggi; avere la disponibilità di uno spazio attrezzato per le attività di Educazione al Suono e alla Musica; operare con piccoli gruppi grazie all’apertura delle classi. Un elemento che ha limitato la realizzazione degli obiettivi e, in parte, dello stesso percorso è stato rappresentato dalla necessità di tempi di programmazione piuttosto ampi da dedicare alla stesura di mappe per i collegamenti interdisciplinari. Documentazione allegata Un fascicolo che raccoglie le principali attività del percorso didattico. Collocazione: EM. 10 / RA 2 166 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Callegari Monica, Cappelletti I. Lucia, De Giacomo Maria, Fratti Antonietta, Morselli Olga Progetto Muse: “Le filastrocche” Scuole elementari di Crociale, “Menotti” di Spezzano, “Ferrari” di Fiorano Circolo di Fiorano Modenese 1997/98 Classe/i IV A e IV B modulo di Spezzano, III C e III D modulo di Fiorano, IV A e IV B tempo pieno di Fiorano, II A tempo pieno di Crociale Area tematica Educazione Musicale - Lingua Italiana - Educazione Fisica Contenuto tematico Scoperta del ritmo nelle filastrocche e in alcune danze di animazione Obiettivo/i • usare individualmente e collettivamente la scansione verbale ritmata di conte, ninne nanne e filastrocche; • imparare a riconoscere, a strumentare alcuni ritmi elementari. Destinatario/i Alunni del circolo Personale coinvolto Insegnanti titolari delle classi Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione per classi diverse e per diversi plessi nell’ambito dell’auto-aggiornamento sul progetto Muse. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Alcuni insegnanti, impegnati nella progettazione di un percorso sulle “Filastrocche” che era legato all’attività di autoaggiornamento Muse, hanno individuato la necessità di collegare l’Educazione al Suono e alla Musica con altre discipline: lingua, teatro, educazione motoria. Sintesi corso di aggiornamento I docenti, che hanno aderito al Progetto Muse, hanno sviluppato gli obiettivi specifici in itinere in quanto visionavano prima il CD Rom (libro “Filastrocche”) e poi adeguavano i contenuti e le attività in modo interdisciplinare, privilegiandone alcuni aspetti. Il gruppo è stato fondamentale per progettare le diverse attività e per reperire il materiale necessario. Obiettivi Durante il corso di autoaggiornamento sono stati identificati diversi obiettivi su cui lavorare: scoprire il ritmo della parola; acquisire suoni verbali nuovi e suoni di parole di altri linguaggi (dialetti); riconoscere il ritmo di un canto e rispettare le indicazioni di tempo; avviarsi alla percezione e alla consapevolezza del ritmo; riconoscere il ritmo binario e ternario e applicarli nell’accompagnamento di canti; eseguire una semplice danza. Articolazione delle fasi di attività Attività di lingua/teatro/motoria/musica Le classi quarte di Spezzano e Fiorano hanno evidenziato maggiormente la struttura ritmica delle filastrocche nelle loro varie funzioni: - filastrocche per divertire (non-sense); - filastrocche per dormire (ninne-nanne); - filastrocche per contare (conte); - filastrocche per ricordare (i nomi dei mesi, dei giorni della settimana...). Successivamente si è individuato il ritmo in conte e filastrocche utilizzando le mani e gli strumenti. Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 167 Poi sono stati elaborati diversi schemi di gesti e passi per seguire il ritmo di alcune danze di animazione. Inoltre, nelle classi IV A e IV B di Spezzano il Progetto Muse si è inserito all’interno del progetto teatrale preesistente, sfruttando rime e ritmi delle filastrocche per inventare canzoni e scegliere sottofondi musicali da adeguare al copione teatrale “I musicanti di Brema”. Attività di lingua/motoria/musica Le classi terze di Fiorano hanno collegato il Progetto Muse ad Educazione motoria. Si è sempre partiti dalle filastrocche e dalle conte per capire le loro caratteristiche più importanti: la rima e il ritmo. Poi attraverso esercizi-gioco con i nomi dei bambini e i gesti del corpo sia in classe, sia in palestra, si sono ricercati i ritmi del movimento della parola. Successivamente sono stati abbinati i ritmi delle filastrocche ai movimenti del corpo e si è individuato il ritmo della musica attraverso l’interpretazione di semplici canzoni e l’ascolto di alcuni brani. Anche la classe seconda di Crociale ha impostato il percorso valorizzando l’aspetto ludico e motorio. È stata data un’importanza rilevante all’ascolto del ritmo più che alla produzione scritta di conte e filastrocche inventate dai bambini. Si è voluto rendere consapevoli gli alunni che la musica è un insieme di ritmi organizzati. Fra i diversi strumenti e materiali predisposti, il registratore e il videoregistratore sono stati quelli maggiormente utilizzati. Prodotto realizzato È stato realizzato un fascicolo cartaceo che riproduce i punti più salienti riguardanti la realizzazione del percorso “Le filastrocche”, mentre per l’attività teatrale descritta è stato allestito lo spettacolo “I musicanti di Brema” documentato in una videocassetta. Risultati attesi/raggiunti La specificità dell’insegnamento dell’educazione al Suono e alla Musica rende possibile il realizzare un sistema di valutazione fondato su un’ottica osservativa che utilizzi anche gli stessi momenti di lavoro come primi atti di verifica. Le modalità di controllo in itinere e in situazione hanno permesso di verificare la partecipazione alle attività, la capacità di lavorare in gruppo e di utilizzare consapevolmente il corpo nel seguire il ritmo di alcune danze di animazione. Le fasi più salienti sono state videoriprese. Di particolare importanza, come momento di autoverifica da parte dei bambini, è stata la possibilità di potersi rivedere durante le attività e rendersi conto delle difficoltà incontrate nell’esecuzione di alcune danze: diversi bambini risultavano molto impacciati e insicuri nei movimenti. Quasi tutti hanno, però, partecipato in modo attivo. Documentazione allegata Si allega la documentazione cartacea riguardante il percorso “Le Filastrocche”. Collocazione: EM. 9 / RA 2 168 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Insegnanti del corso di autoaggiornamnento Muse, insegnanti Classi II C / II D “Prima recitiamo e poi...cantiamo” Tre percorsi didattici sulla mia voce Circolo di Maranello. 1998/99 Classe/i II C / II D Area tematica Educazione Musicale - Lingua Italiana - Educazione Immagine Contenuto tematico Uso della voce. Obiettivo/i Riuscire ad usare la voce e la musica in modo espressivo. Destinatario/i Alunni del circolo Personale coinvolto Insegnanti, esperta teatrale (per realizzazione attività nelle classi) Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione per classi diverse e per diversi plessi nell’ambito dell’autoaggiornamento su progetto Muse. Progettazione per team. Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Alcuni insegnanti impegnati nella progettazione di un percorso sulla voce legato all’attività di autoaggiornamento Muse, hanno individuato la necessità di legare il discorso musicale ad altre attività espressive (soprattutto immagine, lingua e teatro) che si sarebbero svolte nelle classi di appartenenza tenendo presente che la finalità era quella di riuscire ad usare la voce e/o la musica in modo espressivo. Obiettivi Nel percorso “Prima recitiamo e poi...cantiamo” erano stati identificati diversi obiettivi interdisciplinari su cui lavorare, tra questi si sono scelti: ⇒ Esplorare e allenare la fonazione e le capacità articolatorie ⇒ Leggere con espressività un semplice brano conosciuto ⇒ Arricchire il testo (sinonimi, contrari, aggettivi, avverbi...) ⇒ Associare un’espressione vocale a un’espressione figurativa che la suggerisca e viceversa ⇒ Riuscire tramite il disegno a rappresentare alcuni stati d’animo ⇒ Riconoscere il contributo che una musica porta ad un’immagine ⇒ Riuscire a compiere ed associare espressioni mimico facciali con intonazioni espressive Articolazione delle fasi di attività Attività di lingua/immagine/musica Parallelamente al percorso “Prima recitiamo e poi...cantiamo” che si proponeva la rilettura di una canzone/filastrocca esprimendo diversi stati d’animo, in lingua italiana/educazione immagine è stato presentato il signor Simplicio, buffo personaggio che spesso cambia espressione (è triste, annoiato, furioso...) I bambini hanno imparato nuove parole, arricchendo il proprio vocabolario e, copiando il personaggio, hanno potuto osservare che il disegnatore aveva usato segni particolari per caratterizzare graficamente i diversi stati d’animo di Simplicio, segni utilizzati nella realizzazione di maschere in cartapesta. Anche la musica li poteva caratterizzare meglio? Dove si poteva sentire musica mentre i personaggi con i loro visi esprimevano sensazioni diverse? Nei film, nei cartoni animati si sente della musica? 169 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Dopo aver ascoltato le risposte dei bambini sono stati presentati momenti particolari di tre film per ragazzi utilizzando per ognuno le seguenti modalità di lavoro: - prima si sono guardate le immagini senza sonoro individuando dall’espressione, dal disegno (nei cartoni animati) quali sentimenti voleva trasmettere il personaggio; - si sono fatte ipotesi di come poteva essere la musica che l’accompagnava (quali caratteristiche avrebbe potuto avere); - è stato rivisto lo spezzone di film con il sonoro, verificando l’esattezza delle ipotesi; - si è provato ad abbinare lo spezzone del film a musiche diverse e a scegliere quella più adatta per rappresentare lo stato d’animo del personaggio. Attività di teatro/lingua/musica I bambini di alcune classi che hanno svolto il percorso “Prima recitiamo e poi... cantiamo” sono impegnati dallo scorso anno in un laboratorio teatrale tenuto da un’esperta esterna. Lo scorso anno hanno lavorato alla realizzazione di uno spettacolo sulle ombre cinesi, quest’anno hanno lavorato sull’uso della voce, sull’espressione mimico facciale per poi realizzare uno spettacolo teatrale. Con l’insegnante di lingua e teatro, i bambini hanno provato prima a leggere e poi a recitare in modo espressivo il copione, hanno provato i movimenti e le posizioni da assumere nello spettacolo. Con l’insegnante di musica hanno inventato il testo di una filastrocca e provando a canticchiarla ne hanno inventato la melodia. Individuati poi alcuni punti dello spettacolo sono stati scelti insieme ai bambini alcuni brani musicali che dovevano esprimere particolari stati d’animo. Predisposizione e uso di materiale e strumenti Sono stati usati diversi tipi di strumenti e materiali: - registratore, videoregistratore, i film “Il re leone”, ” Aladin”, “Matilde sei mitica”, schede con i personaggi dei film, schede rappresentanti il signor Simplicio, brani musicali, cartapesta, colori, trucchi, stoffe e materiale di recupero per travestirsi. Uso di risorse esterne Per quanto riguarda le attività di teatro le classi interessate erano impegnate in un progetto teatrale finanziato dal Comune. Lo spettacolo è stato rappresentato nell’auditorium Ferrari e nell’ambito del Giugno maranellese. Prodotto realizzato I percorsi progettati nell’ambito dell’autoaggiornamento Muse e la realizzazione di un percorso sono stati documentati in un fascicolo cartaceo, mentre l’attività teatrale e lo spettacolo allestito in una videocassetta. Risultati attesi/raggiunti In sede di programmazione del percorso sulla voce erano stati evidenziati solo alcuni obiettivi da poter verificare: la partecipazione alle attività, la capacità di lavorare in gruppo (“in coro“) e lo sviluppo della capacità di usare la propria voce ed il proprio corpo per esprimere sentimenti e stati d’animo. Le insegnanti hanno cercato di coinvolgere tutti i bambini e di renderli protagonisti attivi nelle attività proposte. Il lavoro ha trovato la maggior parte dei bambini interessati e partecipi sia per quanto riguarda l’esperienza musicale sia per quella teatrale, hanno cercato di dare il meglio di sé, anche se non tutti sono riusciti ad utilizzare le tecniche, i modi migliori per esprimere sentimenti e stati d’animo. Alcuni bambini davanti ad un pubblico che li ascoltava e da cui si sentivano “giudicati” (insegnanti, compagni, genitori) hanno fatto fatica a rilassarsi e spesso hanno assunto atteggiamenti che esprimevano soltanto...paura. Nonostante la paura di alcuni, a molti bambini l’essere stati protagonisti è piaciuto molto. Documentazione allegata Documentazione cartacea dei “tre percorsi didattici sulla mia voce” con cassetta che raccoglie una tombola sonora e brani musicali; materiale cartaceo sulla realizzazione del percorso “Prima recitiamo e poi ...cantiamo” in una classe seconda e la videocassetta dello spettacolo. Collocazione: EM. 13 / RA 2 170 Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare Catellani Giulia, Dignatici Patrizia, Germalli Debora “Le quattro stagioni” Scuola elementare “Palmieri” Magreta - II Circolo Formigine 1998/99 Classe/i IA/IB Area tematica Educazione Musicale - Lingua Italiana - Educazione Immagine Contenuto tematico Le quattro stagioni e i cinque sensi Obiettivo/i Caratterizzare le diverse stagioni utilizzando suoni, musiche, immagini, colori, balli, testi... Destinatario/i Alunni Personale coinvolto Insegnanti Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per team Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Dopo le prime settimane di scuola, con il contributo dell’attività di autoaggiornamento, è maturata tra le insegnanti l’esigenza di realizzare percorsi didattici interdisciplinari, per aprire le classi (due prime a modulo) ed offrire ai bambini momenti più ricchi ed espressivi, insieme alla possibilità di conoscersi meglio. Obiettivi − Ripetere con parole proprie un testo letto − Sperimentare tecniche espressive di vario genere − Usare linee, forme, colori, suoni e canti per esprimersi − Osservare i fenomeni e osservarne i processi − Cogliere le periodiche trasformazioni dell’ambiente naturale − Padroneggiare abilità motorie diverse − Acquisire il concetto di successione nel tempo e la terminologia relativa alla scansione temporale dell’anno − Acquisire il concetto di spazio − Acquisire atteggiamenti di disponibilità alla collaborazione − Distinguere tra suono e silenzio − Comunicare oralmente o graficamente le sensazione provate ascoltando un brano musicale − Individuare in un brano elementi che rappresentano determinate situazioni (le diverse stagioni) Articolazione delle fasi di attività Siamo partiti dalla lettura, da parte dell’insegnante, del libro “Bandiera” di Mario Lodi, al termine di ogni capitolo i bambini hanno realizzato un disegno, utilizzando diverse tecniche e diversi materiali. Dopo essersi soffermati su piccoli brani del libro che descrivessero le stagioni si chiedeva ai bambini di immaginare quali caratteristiche dovesse avere una musica per rappresentarle, poi dopo averne ascoltate alcune se ne sceglieva una (es. “Il mattino” per la primavera, una danza africana per l’estate...). Ogni musica è stata poi interpretata liberamente con il corpo, richiamando un aspetto della stagione (es. le foglie che nascono). Gli alunni hanno rappresentato le quattro stagioni anche con gli strumenti; sono stati proposti loro quadri, poesie e letture sullo stesso argomento. Progetto Muse. Musica e suono nella scuola elementare 171 Partendo dalla successione delle stagioni, si è affrontato l’argomento dei mesi: le classi sono state suddivise in 12 gruppi, ogni gruppo ha ideato un vagone del “Treno dei dodici mesi”. Al termine dell’anno scolastico è stato allestito uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal libro “Bandiera”. Si è lavorato molto dividendo i bambini in piccoli gruppi. Predisposizione ed uso di materiali e strumenti Sono stati utilizzati diversi tipi di: − materiali (colla, forbici, colori a dita, carta velina, pongo, carta stagnola, tempere, acquerelli, cotone, giornali, stoffe e carta crespa per travestirsi) − strumenti (registratore, strumenti ritmici, poster con quadri di Van Gogh, Mirò..., testi, poesie...) Prodotto realizzato Ogni alunno ha realizzato un libretto illustrato, il progetto è stato verificato su materiale cartaceo, l’attività teatrale è documentata su videocassetta. Risultati raggiunti La realizzazione di un progetto come “Bandiera” ci ha dato la possibilità di “inventare” un modo di lavorare insieme; la discussione sul come realizzare le diverse tappe è stata continua. Riteniamo che questo progetto sia stato utile per la crescita dei bambini anche perché si sono dovuti “mettere in gioco” davanti agli altri ballando, suonando e recitando. Per i bambini lavorare in piccoli gruppi è stato piacevole, ma in alcuni momenti faticoso, perché hanno dovuto proporre idee, discutere e accordarsi senza l’aiuto dell’adulto. Collocazione: EM. 8 / RA 2 172 Autonomia scolastica Barbi Giuliana, Baronio Franca, Burgio Gabriella, Catellani Antonella, Corradini Paola, Forgione Chiarina, Grossi Gioietta, Liberati Fabrizia, Magnani Elisabetta, Marri Loretta Standard di qualità e progetto di miglioramento della compresenza. Scuole elementari "Bollitora" - “Rodari” (II Circolo Didattico di Carpi); “Martiri della Libertà” (IV Circolo di Carpi) - Istituto Comprensivo di Novi. 1998/99 Classe/i II - III - IV -V Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Individuazione di standard di qualità per un utilizzo efficace ed efficiente della compresenza Obiettivo/i Ottimizzazione dell'intervento e del risultato Destinatario/i Insegnanti della scuola elementare e della scuola media Personale coinvolto Insegnanti del circolo di appartenenza - Esperti IRRSAE E.R. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Progettazione per team composto da insegnanti di circoli diversi Descrizione del percorso * Analisi dei bisogni: * Motivazione: − − − − − Screening all'interno del gruppo di lavoro Distribuzione della realtà scolastica territoriale Acquisire una metodologia di ricerca-azione fattibile, trasferibile in altri contesti e da applicare per risolvere un problema rilevato. Utilizzare in modo funzionale le risorse e le competenze. Qualificare l'attività professionale nella scuola dell'autonomia. Articolazioni delle fasi di attività * Strategia di insegnamento - apprendimento: lavoro di gruppo - ricerca * Predisposizione ed uso di materiali e strumenti: sussidi - questionario - tabelle - grafici - mappe concettuali − Fascicolo contenente l'iter attuato − Progettazione − Ricerca − Realizzazione − Verifica e valutazione * Descrizione dei risultati attesi - raggiunti ⇒ Capacità di lavorare in gruppo, rispettando i tempi e le consegne operative ⇒ Confronto su problematiche diverse e negoziazione su decisioni assunte ⇒ Acquisizione di una metodologia di ricerca ⇒ Acquisizione di conoscenze e modalità necessarie per progettare il miglioramento di una prestazione, di un servizio, di una relazione, per qualificare l'attività professionale nella scuola dell'autonomia ⇒ Acquisizione di strategie di regolazione necessarie a ridurre lo scarto tra il progettato e il realizzato e di strumenti adatti a controllare il processo * Prodotto realizzato Autonomia scolastica 173 ⇒ Pianificazione del setting: tempi, spazi, strumenti, risorse, per ridurre i costi, aumentare i benefici, qualificare il prodotto. * Limiti organizzativi: − Ampia e impegnative la fase di progettazione; troppo ridotta quella di realizzazione e di controllo − Necessità di selezionare i progetti da attuare, a causa della loro ridondanza − * Modalità di verifica - Obiettivi - Organizzazione Necessità di avere un confronto più ampio con i colleghi, al fine di incidere maggiormente sulla qualità della scuola − Predisposizione di uno specifico strumento di controllo da utilizzare nel team Esso prevede voci basilari per l'autoregolazione: − Formulazione - congruenza - responsabilità fattibilità − Modalità di verifica - problemi rilevati - decisioni prese * Documentazione allegata progetto - cartelloni Collocazione: PR. 30 / RA 3 174 Autonomia scolastica Insegnanti della scuola Progetto Autonomia: a) b) c) d) Il cantiere delle parole e delle immagini Ambientiamoci 2: le radici della nostra storia e libertà Animali: un mondo da difendere Dall’ipertesto al libro multimediale Percorsi di geografia e di scienze e) Scuola secondaria di I grado “Guinizelli” - Castelfranco Emilia 1998/99 Classe/i Tutte Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Attività organizzate nell’ambito dell’autonomia scolastica. Obiettivo/i Far proprie le finalità e le indicazioni ministeriali sull’autonomia scolastica e le considerazioni formulate dalla commissione dei saggi sui saperi: flessibilità come arricchimento dei percorsi formativi - sfoltimento dei contenuti disciplinari - trasversalità - molteplicità e complessità dei saperi. Destinatario/i Ragazzi Personale coinvolto Insegnanti Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Per istituto I testi scelti dalla scuola per documentare l’esperienza di autonomia didattica organizzativa fanno tutti parte di un progetto più ampio e complesso. Sono stati scelti come esemplificativi del percorso per le seguenti caratteristiche : ♦ sono pluridisciplinari ♦ sono stati progettati e condotti collegialmente ♦ fanno parte integrante del curricolo ♦ sono finalizzati a motivare gli alunni all’apprendimento: sviluppando la espressività e creatività (Il cantiere delle parole e delle immagini) favorendo la riflessione consapevole sulle proprie esperienze (Ambientiamoci 2: le radici della nostra storia e libertà - Animali: un mondo da difendere) sviluppando l’autonomia ed il metodo attraverso il gusto e il piacere della ricerca. (Dall’ipertesto al “libro multimediale (percorsi di geografia e di scienze). Il progetto complessivo è nato dal bisogno condiviso da docenti, genitori ed alunni di fare rivivere la scuola attraverso un processo di innovazione metodologico didattico ed organizzativo, che permettesse di ritrovarne e condividerne il significato. Ad esemplificazione del progetto si descrive in modo più articolato l’arte relativa a “I caratteri delle parole e delle immagini”. 175 Autonomia scolastica a) Antolini Giancarlo, Baroni Maria Grazia, Bernardi Anna, Berselli Giovanna, Bonetti Marco, Caponcelli Giuseppe, Casagrande Graziella, Contesi Maurizia, Iotti Paola, Lucchi Marco, Nicoletti Lucia, Palmieri Paola, Patelli Maria Rosa, Secchi Chiara, Severi Paola, Spinelli Luisa, Tirone Ombretta I cantieri delle parole e delle immagini Classe/i I A / I B / I C / I D / I E / II D / II E / III E Area tematica Lingua Italiana / Educazione Immagine Descrizione del percorso Si tratta di una scelta di testi creativi (filastrocche, fiabe, invenzioni) di oggetti artistici, spettacoli teatrali (documentati con videocassette) e musiche, prodotti dagli studenti nell’ambito di in un più ampio progetto di autonomia didattica e organizzativa della scuola. Per le classi prime le attività si sono svolte in laboratori che hanno spezzato, per quattro ore alla settimana, il concetto di classe e di cattedra. Tutte le attività presentate fanno parte del curricolo e sono finalizzate a sviluppare il pensiero creativo. Hanno partecipato a questa parte del progetto sette docenti di lettere e tre di Educazione Artistica, tre di Educazione Musicale, due di Educazione Fisica ed uno di Educazione Tecnica. I laboratori “Giochiamo con la lettura” e i laboratori teatrali si sono realizzati con la collaborazione di Nexus - Centro Teatro e Comunicazione. Strategia di insegnamento/apprendimento Le attività sono state organizzate in forma laboratoriale, rompendo lo schema classe ed il concetto di cattedra. Gli alunni hanno lavorato a piccoli gruppi (gruppi equieterogenei di ragazzi appartenenti a tutte le classi), partecipando, a rotazione, a ciascuno dei tre moduli. Ogni modulo ha avuto la durata di 18 ore ed è stato condotto da docenti di gruppi di docenti, indipendentemente dalle classi di appartenenza. 1° Modulo: Laboratorio “giochiamo con la lettura” Risorse interne Docenti di lettere, educazione artistica, musicale, fisica Risorse esterne Nexus - Centro teatro e comunicazione Motivazioni Il successo di una pedagogia della lettura è direttamente connesso con l’instaurazione di una pedagogia del silenzio e dell’ascolto che renda possibile recuperare significati di interiorità ed intimità, reagendo al predominio del “rumore”. Il laboratorio ha offerto agli alunni un percorso per conoscere la propria voce, le sue caratteristiche e le sue possibilità espressive e di sperimentare il rapporto tra linguaggio scritto e linguaggio verbale. 2° modulo: Laboratorio “giochiamo con la scrittura” Risorse interne Docenti di lettere Motivazioni L’esperienza proposta riguarda il rapporto tra i valori affettivi del bambino e l’atto della scrittura. Attraverso la scrittura individuale praticata all’interno del gruppo i ragazzi hanno dato voce e parole a tale rapporto. Ogni alunno ha trovato un proprio percorso di scrittura partendo dallo stimolo “sapore” ed utilizzandolo come strumento di percezione e conoscenza imparando a valorizzare la propria esperienza personale e a dare ad essa spessore e visibilità. Autonomia scolastica 176 Ha imparato ad essere fonte della propria storia, scoprendo ricchezze di stili espressivi sconosciuti in sé e negli altri, trovando nel gruppo idee, stimoli, spunti ed il piacere di fare. 3° Modulo: Laboratorio d’Arte Risorse interne Docenti di Educazione Artistica Motivazioni Le attività di questo laboratorio sono finalizzate, in collegamento con due precedenti laboratori, a sviluppare le capacità creative ed espressive dei ragazzi favorendo le elaborazioni personali e fantastiche. Nel laboratorio sono stati prodotti molti dei materiali utilizzati negli altri due moduli. Prodotti realizzati dai laboratori Testi creativi (filastrocche, fiabe, invenzioni), di oggetti artistici, spettacoli teatrali (documentati con videocassette) e musiche (CD). Risultati attesi/raggiunti Il monitoraggio delle attività ha evidenziato la complessiva positività dell’esperienza sia per i docenti che per gli alunni. I risultati ottenuti sono stati positivi e coerenti con le aspettative in particolare gli alunni sono stati capaci di esprimere ricchezza di idee ed è migliorata la competenza relazionale. b) Amato Daniela, Antolini Giancarlo, Bonetti Marco, Caponcelli Giuseppe, Contesi Maurizia, Dorello Francesco, Pazzaglia Giampiero, Tirone Valeria Ambientiamoci 2: Le radici della nostra storia e libertà Classe/i III G / II E / II C Area tematica Storia - Educazione Immagine - Informatica Abstract I tre ipertesti presentati si collocano nella parte del progetto di autonomia della scuola riguardante la collaborazione con il territorio. Sono frutto della ricerca, finalizzata al riconoscimento delle proprie radici, che ha portato all’adozione di tre monumenti: il monumento dei caduti, il castello di Panzano e il Forte Urbano. Gli ipertesti sono stati realizzati dagli studenti guidati nel lavoro di gruppo dai docenti. Hanno partecipato al progetto tre docenti di lettere, una docente di Educazione Artistica, tre di Educazione Musicale ed uno di educazione Tecnica. c) Amato Daniela, Bonetti Marco, Contesi Maurizia, Dorello Francesco, Pazzaglia Giampiero, Reggiani Madda Animali: un mondo da difendere Classe/i IG Area tematica Lingua Italiana - Educazione Immagine - Informatica Abstract L’ipertesto, prodotto da alunni di prima media guidati dai docenti di lettere, di educazione artistica, di educazione tecnica e di musica, presenta favole, filastrocche, giochi di parole: è finalizzato ad esemplificare, anche per le altre classi un possibile percorso interdisciplinare con il computer che motivi maggiormente gli alunni allo sviluppo delle abilità proprie delle varie discipline. Questa attività è parte integrante del curricolo ed è inserita nelle attività laboratoriali a carattere metacognitivo del progetto di autonomia delle classi prime. Autonomia scolastica d) Vignoli Ariodante Dall’ipertesto al libro multimediale 177 Classe/i III A Area tematica Geografia - Informatica Abstract Il testo multimediale ha come contenuto una ricerca sugli equilibri dei continenti nello sviluppo socio economico. Gli alunni hanno ricostruito in modo partecipativo, partendo da materiali vari, un percorso di geografia, gestendosi autonomamente: l'insegnante ha assunto il ruolo di consulente esperto. e) Rimini Vittorio, Tirone Ombretta Le origini dell’Universo Class/7i III C / III E Area tematica Scienze - Geografia - Informatica Abstract Il testo multimediale ha come contenuto una ricerca, in ambito scientifico e geografico, sull’evoluzione dell’universo e la formazione del pianeta terra. Gli alunni hanno ricostruito in modo partecipativo, partendo da materiali vari, il percorso di studio da proporre ai loro compagni, gestendosi autonomamente, gli insegnanti hanno assunto il ruolo di consulenti esperti. Collocazione: Pr. 38 / RA 4 178 Autonomia scolastica Collegio Docenti Tempo Flessibile-Modulare-Opzionale (Progetto Autonomia) Scuola secondaria I grado "Montanari" Mirandola 1998/99 Classe/i I Area tematica Progettazione / Programmazione Contenuto tematico Autonomia, Flessibilità, Modularità, Opzionalità Obiettivo/i ♦ Aumentare il successo scolastico ♦ Favorire l'integrazione di tutti gli alunni ♦ Prevenire il disagio e la dispersione scolastica ♦ Attivare iniziative di formazione e aggiornamento rivolte a tutte le componenti ♦ Acquisire una maggiore capacità di progettazione ♦ Attuare processi d'orientamento e d'innovazione efficaci Destinatario/i Alunni classi prime Personale coinvolto Docenti e Personale A.T.A. Progettazione Istituto classi prime Descrizione del percorso Analisi dei bisogni rilevati tramite questionari di gradimento e assemblee a) Difficoltà d'apprendimento b) Abilità di base disomogenee c) Richiesta di formazione potenziata d) Competenze linguistiche e inserimento degli alunni stranieri e) Classi equieterogenee Analisi delle motivazioni a) Rispondere concretamente ai bisogni di formazione e integrazione sociale b) Arricchire l'offerta formativa c) Introdurre lo studio di una seconda lingua straniera d) Diversificare l'itinerario formativo e) Favorire una partecipazione più attiva e motivata f) Valorizzare la professionalità dei docenti Articolazioni delle fasi di attività Strategie di insegnamento • Forte programmazione collettiva • Sviluppo della mentalità laboratoriale e di ricerca • Disponibilità allo scambio di esperienze, materiali, risorse acquisite • Predisposizione di schede di analisi, rilevazione ed elaborazione dati • Costruzione di itinerari didattici personalizzati • Individuazione delle trasversalità rilevanti • Valorizzazione del contributo delle famiglie Aree di intervento • Contenitore della competenza linguistica (approccio ad una seconda lingua straniera; laboratori di ascolto, lettura, produzione di testi e di soggetti teatrali). Autonomia scolastica 179 • • • Contenitore delle attività espressivo-motorie (Esperienze di psico-motricità, danza, drammatizzazione, canto, musica, pratica sportiva). Contenitore della competenza logico-operativa (Laboratori di giochi di logica, informatica e di educazione ambientale). Contenitore delle attività espressivo-manipolative (Esperienze d'arte visiva o plastica, realizzazione di oggetti, progettazione e realizzazione di scenografie). Area di formazione • Area della salute (Igiene, alimentazione, sicurezza) • Area della formazione e del lavoro (Orientamento, studio, lavoro) • Area della cultura e del tempo libero (Attività sportive, culturali, hobbies, viaggi) • Area delle responsabilità sociali (Vita familiare, sociale, iniziative per la qualità della vita) Predisposizione ed uso di materiali e strumenti Schede, fonti documentarie, sussidi informatici ed audio-visivi, testi alternativi. Uso di risorse esterne Enti ed associazioni culturali, esperti. Prodotti realizzati Spettacoli teatrali, concerti, saggi musicali, testi vari, tornei sportivi, modellini, maschere in cartapesta, murales, video. Valutazione del progetto sperimentale • Prove disciplinari ed osservazioni sistematiche • Valutazione del progetto da parte dei Dipartimenti disciplinari e dei Consigli di classe • Prove di Istituto per la misurazione degli standard qualitativi • Test e questionari di gradimento degli alunni e dei genitori Documentazione allegata Progetto d'Istituto Collocazione: Pr. 34 / RA 4 180 Autonomia scolastica Commissione autonomia ITCG “Baggi” Autonomia per l’innovazione ITCG “Baggi” - Sassuolo 1998/99 Classe/i Il progetto autonomia è articolato in molteplici progetti disciplinari, pluridisciplinari, orientanti che coinvolgono tutte le classi dell’Istituto. In particolare, il progetto presentato per la formalizzazione è stato sperimentato nelle otto classi quarte dell’Istituto. Area tematica Progettazione / Programmazione - Orientamento Contenuto tematico Sperimentazione dell’autonomia Obiettivo/i 1. Riconoscere la centralità della scuola come luogo formativo, relazionale e culturale, fondamentale per la formazione dell’individuo: valorizzare il protagonismo giovanile. 2. Ridurre la dispersione scolastica. 3. Migliorare la qualità dell’offerta formativa, anche in ambito organizzativo gestionale, nell’ottica della qualità totale. 4. Istituire rapporti permanenti di collaborazione con le altre scuole, con il mondo del lavoro, con il territorio. 5. Autovalutare il servizio scolastico; documentare e diffondere le esperienze più significative. Destinatario/i Studenti, genitori, personale docente e non docente dell’Istituto Personale coinvolto Tutti i docenti e il personale non docente Progettazione (per istituto, per classi, per team) Collegio dei docenti, Consiglio d'Istituto, Commissione autonomia, Team di progetto Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Il Collegio dei docenti e il Consiglio d'Istituto si sono impegnati in un’attenta analisi dei bisogni, con la finalità di elevare la qualità e il successo formativo. Sono state, dunque, attivate le varie componenti sociali per dar vita ad un progetto organico e condiviso, in grado di rispondere alle richieste provenienti dal territorio e dal mercato del lavoro, rinnovando e qualificando l’offerta formativa. I bisogni emersi dalla consultazione sono, pertanto i seguenti: Nuovo scenario sociale: gli alunni appartengono ad un contesto socio-culturale-economico di tipo eterogeneo e multietnico; Costante bisogno d'ascolto e monitoraggio del disagio giovanile Contesto territoriale fortemente industrializzato e ad ampia densità lavorativa: conseguente necessità della scuola di rispondere continuamente alle richieste del mercato del lavoro; Inclusione nell’“area a rischio” in relazione alla dispersione scolastica. Motivazione Il progetto autonomia nel suo complesso rinnova profondamente la scuola sul piano didattico ed organizzativo. Nella didattica le motivazioni prevalenti sono di tipo innovativo: aggiornare gli strumenti, le metodologie, i saperi in ambito disciplinare e pluridisciplinare per dare la possibilità allo studente di raggiungere nuove competenze che gli permettano di navigare in modo flessibile e sicuro all’interno di una società sempre più complessa. Autonomia scolastica 181 Sul piano organizzativo realizzare la flessibilità, la diversificazione, raggiungendo maggior efficienza ed efficacia nel servizio scolastico, un migliore utilizzo delle risorse e delle strutture, un più attivo coordinamento con il contesto sociale. Il progetto autonomia è molto esteso perché coinvolge tutti i servizi primari, complementari ed accessori dell’Istituto. È stata scelta come esemplificativa un’esperienza progettuale che valorizza la storia e la tradizione del nostro Istituto nell’ambito delle attività d'orientamento alla scelta postdiploma: il “Progetto personale di scelta classi quarte”. Contenuti Il progetto rappresenta un esempio validato di come sia necessario, nella scuola dell’autonomia, rafforzare l’orientamento alla scelta post-diploma, riconosciuto come una componente strutturale dei processi scolastici. Lo sviluppo delle capacità decisionali viene attuato all’interno del percorso curricolare e rafforzato dagli apprendimenti specifici disciplinari in modo sinergico, con l’apporto dei docenti dei Consigli delle classi quarte. Il modulo, potenziando le abilità descritte, offre allo studente la possibilità di riflettere sulle proprie inclinazioni, verificarne le potenzialità per costruire un percorso autonomo di formazione, propedeutico al futuro inserimento lavorativo. Il modulo si articola in tre unità: IO E IL FUTURO = ORE 2 IO E IL LAVORO = ORE 2 IL MIO PROGETTO PERSONALE DI SCELTA = ORE 2 Obiettivo generale Rendere lo studente autonomo e in grado di sviluppare capacità decisionali Obiettivi specifici ♦ Rendere lo studente consapevole dell’importanza dei comportamenti comunicativi e del proprio stile relazionale. ♦ Rendere lo studente consapevole delle possibilità offerte dal mondo del lavoro e accademico, al fine di realizzare un progetto personale di scelta. Procedure didattiche / attività (v. progetto allegato) Strategia d'insegnamento / apprendimento Il progetto si avvale di metodologie attive: dalla mappa delle aspettative, al contratto formativo, al lavoro di gruppo, all’autovalutazione, al problem solving. I docenti referenti che seguono direttamente l’esperienza progettuale come tutor sono stati debitamente formati in corsi interni d'aggiornamento riguardo all’utilizzo di queste metodologie ed appartengono, solitamente, alle aree giuridico-economica ed umanistica. Predisposizione ed uso dei materiali e strumenti Oltre ai materiali inclusi nel progetto sono state distribuite: schede aggiornate per la preparazione del curriculum; materiali informativi forniti dalla Provincia, dalle Università e dallo sportello Orientamento; schede sul colloquio di lavoro; materiali aggiornati riguardanti: − l’organizzazione del personale; − la funzione del personale e l’assunzione del medesimo; − l’addestramento e formazione del personale in funzione del corretto inquadramento nei livelli salariali e nel piano delle carriere; − le nuove forme di lavoro dipendente; l’amministrazione del personale, il costo del lavoro, gli aspetti fiscali e giuridici. Tempi Settembre/Ottobre dopo le tre settimane trascorse dagli studenti in stage (nell’ambito del progetto d'alternanza scuola/lavoro) Prodotto realizzato Pacchetti formativi che compongono il progetto Dispense elaborate dagli studenti e riguardanti le varie aree formative descritte nel progetto Autonomia scolastica Risultati attesi / raggiunti 182 Il progetto per le classi quarte è stato sperimentato a partire dall’a.s. 1995/96, in rete con l’istituto Vallauri di Carpi. Sul piano della formazione ha richiesto il coinvolgimento di tutti i docenti dei Consigli di classe e l’assunzione attiva del ruolo di riferenti da parte di due docenti, scelti all’interno d'ogni consiglio di classe che hanno diffuso e sostenuto il progetto. La docente distaccata per la qualità e il successo formativo ha assicurato un’assistenza tutoriale continua delle attività poste in essere e ha predisposto, oltre ai materiali, momenti interni di formazione ed aggiornamento in servizio, specificatamente rivolti ai colleghi delle classi quarte. Le finalità del progetto sono state progressivamente assunte dagli insegnanti coinvolti in modo sempre più partecipe e mirato, comprendendone in itinere la valenza orientativa ed innovativa. La fase dell’attivazione ha comportato spazi di discussione rispetto alle finalità del modulo e alla nuova professionalità che l’implementazione del progetto richiede. In particolare la pianificazione di specifiche strategie d'orientamento e lotta alla dispersione, il forte impegno nel reperimento ed aggiornamento di materiali specifici e la successiva validazione, il lavoro di rivisitazione ed adeguamento dei curricoli, sono stati i perni fondamentali dell’intervento. Ora il corso progetto personale di scelta per le classi quarte, dopo quattro anni di sperimentazione, è stato assunto come attività orientante in ambito curricolare ed è divenuto parte integrante del percorso d'alternanza scuola/lavoro, attivato a partire dall’a.s. 1997/98 e concordato con i Centri di formazione. Documentazione allegata: Il corso “Progetto personale di scelta - Classi quarte. Modulo “Progetto Personale di Scelta” Classi IV UNITÀ I: IO E IL FUTURO ATTIVITÀ N° I: “La mappa delle aspettative e il contratto formativo” Gli alunni ricevono un biglietto post-it sul quale concludono la frase “PARTECIPO A QUESTO CORSO...”. L’insegnante raccoglie i biglietti sul cartellone e li legge ad alta voce, stimolando una prima discussione con la classe, poi presenta agli studenti le finalità del modulo e gli argomenti che verranno trattati. TEMPO: 15 minuti ATTIVTÀ N° 2: “Il futuro per me / per noi” L’insegnante prepara un altro cartellone che ha per titolo “IL FUTURO”. Ogni alunno riceve alcuni cartoncini -- sui quali sono scritte, rispettivamente, le parole stimolo: COLORI / AVVENIMENTI / DESIDERI / ATTESA – e viene invitato a completare lo stimolo con una frase, in maniera anonima. TEMPO: 10 minuti I cartoncini vengono mescolati dall’insegnante e successivamente ridistribuiti ai ragazzi, i quali leggono ad alta voce i contenuti. Sul cartellone vengono raccolti gli spunti più significativi emersi dalla riflessione. (Problematiche sollecitate: dimensione affettiva, eventi desiderati o temuti, partecipazione attiva o passiva alla costruzione del futuro...) TEMPO: 25 minuti ATTIVITÀ N° 3: “L’autovalutazione” Ogni ragazzo riceve la griglia “COSTRUISCO IL MIO PROFILO PERSONALE”, composta dalle schede: n° I “Descrizione caratteristiche individuali”; n° 2 “Analisi competenze e abilità”; n° 3 “Curricolo scolastico”; n° 4 “Interessi nell’ambito professionale”; n° 5 “Il mio profilo personale”. Individualmente gli alunni prendono in esame separatamente le cinque parti e le completano seguendo l’ordine suddetto. TEMPO: 20 minuti Autonomia scolastica ATTIVITÀ N° 4: “La presentazione dei profili” A coppie i ragazzi si scambiano le risposte offerte alle schede e confrontano i rispettivi profili personali. Ogni componente della coppia ha a disposizione due o tre minuti per presentare 183 sinteticamente il compagno alla classe e all’insegnante, che stimolerà la discussione sull’attività effettuata. TEMPO: 30 minuti TEMPO TOTALE: Ore 2 “Il Mio Profilo Personale” Le caratteristiche, le conoscenze, gli interessi, cui hai attribuito un punteggio compreso tra 4 e 5, rappresentano le tue risorse e i tuoi punti di forza; al contrario, le caratteristiche o le competenze cui hai attribuito un punteggio compreso tra 1 e 2 rappresentano i tuoi punti di difficoltà e d'auspicabile miglioramento. Ora sei in grado di costruire il tuo profilo personale, completando la scheda: Punti forti (risorse, certezze...) --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Punti deboli (difficoltà, incertezze, aspetti critici...) ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Collocazione: Pr. 37 / RA 4 184 Autonomia scolastica Ruggero Sassi (ideatore) Pugliese Patrizia (Coordinamento) Team di n. 20 Docenti di diversa area disciplinare (Stesura progetto) Scuola ad alta frequenza IPSIA “Vallauri” - Carpi 1998/99 Classe/i Classi I e II Area tematica Progettazione / Programmazione - Orientamento Contenuto tematico Allestimento stazione radio. Creazione del team di docenti/studenti responsabili del palinsesto e delle trasmissioni Obiettivo/i − Valorizzare le potenzialità formative/orientanti del biennio della scuola superiore. − Promuovere un clima comunicativo favorevole all'apprendimento, al fine di evitare disagi e cadute motivazionali − Promuovere il lavoro in teams di docenti − Favorire l'apertura delle classi e la collaborazione tra studenti Destinatario/i Progetto: tutte le classi prime e seconde dell'istituto Stazione radio: l’intero Istituto Vallauri Personale coinvolto Progettazione/supervisione: team di n. 20 docenti di diversa area disciplinare Realizzazione: consigli delle classi prime (a.s. 1998/99) e seconda (a.s. 1999/2000) Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Team di n. 20 docenti di diverse aree disciplinari Descrizione del percorso Analisi dei bisogni Riflessione sui reali bisogni dell'utenza in entrata quale risultato di un'esperienza ormai quinquennale di promozione del successo formativo e di lotta al disagio e alla dispersione. Motivazione Valorizzazione delle potenzialità in termini di professionalità docente, utilizzo delle attrezzature, specificità dell'indirizzo di studi tipiche dell'Istituto Vallauri. Articolazione delle fasi d'attività Il progetto "Scuola ad alta frequenza" è composto di tre sezioni: ascoltare, capire, parlare. Sezione 1 Ascoltare Classe: I A indirizzo meccanico-termico Composta di 22 alunni, due dei quali presentano deficit d'apprendimento legati a problemi relazionali. Le lezioni ammontano a 40 ore settimanali, 4 delle quali riservate all'area di recuperoapprofondimento. Discreto livello motivazionale e buone relazioni interpersonali nel gruppo-classe. Contenuto Articolazione della sezione "Ascoltare" in 4 moduli, che tiene conto dello sviluppo di modalità comunicative attinenti l'area immaginativa, logica e procedurale: • ascoltare l'ambiente; • ascoltare le parole; • la radio; Autonomia scolastica 185 • ascoltare se stessi nel silenzio. Obiettivi specifici • Ascoltare consapevolmente rumori e suoni; • ascoltare consapevolmente musica (armonia e disarmonia); • ascoltare consapevolmente le parole delle canzoni italiane; • ascoltare l'interpretazione della canzone; • ascoltare consapevolmente le parole di un brano di prosa; • ascoltare consapevolmente le parole di un testo poetico; • avvicinare i ragazzi alla radio; • creare le condizioni per ascoltare il "Non Udibile": le onde radio; • ascoltare la propria corporeità e l'ambiente nel silenzio. Procedure didattiche/attività Le proposte didattiche rivolte alla classe si sono incentrate sul contributo multidisciplinare alla realizzazione delle attività comprese nei 4 moduli della sezione "Ascoltare". Il campo delle relazioni formative si è allargato a docenti d'altre classi e indirizzi e a figure di esperti ed operatori esterni. Si sono utilizzati spazi scolastici differenti e funzionali alle attività svolte (aula, sala video, laboratorio d'elettrotecnica, palestra), così come si sono frequentati luoghi esterni alla scuola (lo spazio cittadino, la sede dell'Associazione Radioamatori Italiani di Carpi). Attività d'ascolto • Ascolto della registrazione effettuata dalla classe lungo un percorso cittadino segnato da dieci luoghi significativi; • ascolto di suoni e rumori provenienti dal mondo della natura - "Musical instruments from prehistory - The paleolithic" - e dalla realtà industriale - "Les tambours du bronx"-; • ascolto di brani musicali - Mahler, Beethoven, Miles Davis; • lettura ed ascolto delle parole di alcune canzoni italiane suddivise per genere "demenziale", amore, impegno e modelli giovanili; • Ascolto della lettura espressiva di brani tratti da testi letterari - C. Dikens, L.F. Celine, O. Soriano; • ascolto della recitazione di testi poetici - Leopardi, Pascoli, Palazzeschi, Saba, Ungaretti, Montale; • ascolto di segnali radio in seguito alla realizzazione del ricevitore a galena; • ascolto di un dialogo fra radioamatori; • ascolto della propria corporeità in fase di rilassamento. Dopo le varie fasi d'ascolto, hanno fatto seguito momenti più propriamente operativi e creativi, tesi alla produzione individuale e/o di gruppo di materiale scritto, oggi patrimonio della classe. Nello specifico a titolo esemplificativo: dopo l'ascolto di brani musicali, i ragazzi hanno associato le emozioni suscitate dalla musica a colori, sentimenti, pubblicità e suggestioni cinematografiche, attraverso il gioco del "se fosse", hanno inoltre prodotto testi di canzoni e, dopo l'ascolto della recitazione di testi poetici, ha preso corpo una poesia frutto dell'unione delle parole-sonorità ritenute più cariche di suggestione. Lezioni-dimostrazioni − lezione sul rapporto musica-matematica (P. Violi-Fonoteca Comunale); − lezione sul funzionamento dell'apparato vocale (docente di scienze); − interpretazione dal vivo di canzoni (cantante M. Benatti); − conferenza sulla storia della comunicazione - dai segnali di fumo a Marconi - corredata da apparecchiature ricostruite secondo i criteri dell'epoca (R. Pizzi e F. Dondolin dell'Associazione Radioamatori di Carpi); − conferenza presso la sede dell'Associazione Radioamatori sull'attività del centro (V. Po dell'ARI). La radio Costruzione in laboratorio di un ricevitore passivo modello a galena. Ogni alunno ha prodotto il proprio apparecchio ricevente e ne ha verificato il funzionamento mediante antenna sospesa a palloncini gonfiati con elio (docente d'esercitazioni pratiche e studenti tutor di II classe). Autonomia scolastica 186 Strumenti utilizzati ⇒ fotocopie ⇒ registratore a cassette ⇒ video-registratore; ⇒ cassette audio e video ⇒ materiali e strumenti del laboratorio d'elettrotecnica. Organizzazione della classe La classe ha svolto l'attività di progetto nelle sue ore d'approfondimento, che rientrano nell'orario curricolare del docente di lettere. Tuttavia per rendere operative le finalità del progetto, creare momenti d'attività comune fra studenti delle classi maschili e femminili, al di fuori degli indirizzi d'appartenenza e favorire la codocenza di insegnanti di discipline diverse, si è talvolta organizzato un orario più flessibile e superato lo schema classe. Tempi L'intera sezione del progetto dedicata all'ascolto si è svolta fra novembre 1998 e aprile 1999 e ha impegnato la classe in 30 ore totali d'attività così distribuite: • ascoltare l'ambiente ore 8 • ascoltare le parole ore 10 • la radio ore 8 • ascoltare se stessi nel silenzio ore 2 • monitoraggio nella classe con raccolta del materiale prodotto ore 1 • verifica formativa sull'intera sezione attraverso un questionario ore 1 Prodotto realizzato Sono stati realizzati testi di vario genere, radio galene, musicassette di diversi generi musicali, spettacolo teatrale filmato su videocassetta, abiti delle diverse epoche storiche, stazione radio... Risultati attesi/raggiunti Per gli alunni maggiore sensibilità e consapevolezza nell'ascolto di suoni, rumori, testi di canzoni italiane, di brani musicali di vario genere, dell'"inafferrabile" ("Radio Galena"). Per i docenti: maggiori competenze nel lavoro in équipe (monitoraggio, fasi progetto, classi aperte, codocenze...). Punti critici: ⇒ Necessità di un maggior coinvolgimento paritetico dell'intero C.d.C. Collocazione: Pr. 36 / RA 4 187 Autonomia scolastica Nicosia Emanuela, Santi Manuela e Collegio docenti Progetto di Sperimentazione dell'Autonomia Liceo Scientifico "Fanti" - Carpi 1998/99 Classe/i Tutte (42) Area tematica Progettazione / Programmazione Analisi dei bisogni − Il Progetto di sperimentazione dell'autonomia è nato per rispondere ad esigenze ⋅ del territorio carpigiano, ⋅ del bacino d'utenza del liceo "Fanti", ⋅ dell'utenza reale dell'Istituto. − Tali esigenze sono state rilevate attraverso: ⋅ l'analisi del contesto socioeconomico, ⋅ specifiche richieste rivolte alla scuola dagli enti locali e dalle strutture presenti, ⋅ recenti indagini sull'aggregazione giovanile nel carpigiano, ⋅ la riflessione sui dati relativi al successo scolastico degli studenti al liceo "Fanti". Contenuto tematico Il Progetto di sperimentazione dell'autonomia illustrata nello schema del cartellone centrale si articola in 5 sezioni: 1. Innovazione metodologico-didattica 2. Potenziamento dell'offerta formativa 3. Innalzamento del successo scolastico 4. Formazione 5. Documentazione Nei restanti cartelloni è esemplificato un aspetto qualificante dell'innovazione metodologicodidattica: la didattica modulare (3 moduli disciplinari e 1 interdisciplinare svolti in orario curricolare progettati e realizzati da: Antonella Kubler - Giuseppe Mazzoli - Anita Pavesi - Manuela Santi Letizia Viola - Milva Zanasi). LA DIDATTICA MODULARE Obiettivo/i Realizzare percorsi formativi flessibili che: − sostengano gli alunni nel recupero dei prerequisiti e degli obiettivi non raggiunti tenendo conto dei diversi ritmi e dei diversi stili cognitivi − forniscano occasioni di potenziamento delle abilità e di approfondimento dei contenuti favorire soluzioni alternative al gruppo classe, più funzionali all'apprendimento (cfr. ad esempio: suddivisione della classe in occasione del recupero e del potenziamento: gruppi trasversali rispetto alle classi per le attività pomeridiane di recupero di metodo) Destinatario/i 21 classi dell'indirizzo tradizionale e dei corsi sperimentali (moduli disciplinari e interdisciplinari svolti in orario curricolare) tutte le classi dell'istituto (moduli relativi a metacompetenze, competenze trasversali, conoscenze o abilità necessarie alla formazione generale) Personale coinvolto In orario curricolare per la realizzazione di moduli monodisciplinari e pluridisciplinari: 20 insegnanti In orario curricolare ed extracurricolare per la realizzazione di moduli relativi a metacompetenze, competenze trasversali, conoscenze a abilità necessarie alla formazione generale: 25 insegnanti circa Autonomia scolastica 188 Progettazione (per istituto, per classi, per team...) − Moduli disciplinari: programmazione di grande gruppo (20 insegnanti); di piccolo gruppo (tandem o gruppi di tre insegnanti impegnati su classi parallele) o individuale. − Moduli relativi a metacompetenze, competenze trasversali, conoscenze o abilità necessarie alla formazione generale: programmazione di grande gruppo; di piccolo gruppo (due/tre insegnanti impegnati sulla stessa classe); individuale. Descrizione del percorso Strategie di insegnamento/apprendimento Nei diversi moduli sono stati attivate strategie didattiche diversificate in relazione agli obiettivi disciplinari, metodologici, formativi da raggiungere. In generale tuttavia si può affermare che è stato notevolmente ridotto lo spazio dedicato alle lezioni frontali a favore di un maggiore coinvolgimento operativo degli studenti che sono stati impegnati individualmente, in coppia o a gruppi nella ricerca di informazioni, nell'elaborazione di procedure, nella socializzazione dei risultati, in attività di recupero e di potenziamento. Attività (individuali, e/o di coppia e/o di gruppo) guidate per: acquisire, consolidare, recuperare abilità Lezione dialogica o interattiva semistrutturata per: acquisire/consolidare abilità di produzione orale verificare la comprensione e l'apprendimento monitorare in itinere il processo di apprendimento educare alla molteplicità dei punti di vista, alla complessità, all'autonomia abituare a formulare giudizi e opinioni personali argomentati abituare a formulare ipotesi e misurarsi con problemi aperti Correzione di elaborati per: chiarire concetti acquisire/consolidare e/o recuperare abilità acquisire/consolidare strumenti di autovalutazione Lezione frontale per: presentare quadri di sintesi definire/spiegare concetti e/o contestualizzazione eventi illustrare ed esemplificare metodologie Predisposizione di materiali: Nella realizzazione dei percorsi individuati dai moduli sono stati utilizzati generalmente i materiali offerti dai libri di testo in adozione o proposti da altri testi, nonché materiali audiovisivi o informatici a disposizione nella scuola. In alcuni casi, invece, sono stati predisposti dagli insegnanti strumenti di lavoro per gli studenti tra cui ad esempio: − mappe che illustrano i percorsi dei moduli o delle U.U.D.D. − schede di lavoro: ⋅ scheda - guida di supporto allo studio individuale ⋅ schede di sintesi ⋅ schede di esercizi − verifiche − materiale per il recupero e il potenziamento. Strumenti e modalità di verifica dell'apprendimento La didattica modulare si caratterizza per il monitoraggio dei processi dell'apprendimento. La valutazione formativa vuole essere, infatti, uno strumento per individuare tempestivamente gli obiettivi non raggiunti. Ciò serve allo studente come stimolo all'autovalutazione e permette all'insegnante di realizzare le attività di recupero non appena si rendono necessarie. Poiché, però, un monitoraggio così assiduo richiede tempi lunghi che possono risultare incompatibili con il monte-ore di alcune discipline, la sperimentazione ha previsto la possibilità di sostituire le prove orali con prove scritte oggettive o semistrutturate anche nel caso di materia tradizionalmente considerate orali, qualora non sia possibile o opportuno fare diversamente. Autonomia scolastica Tuttavia, nella convinzione che la scuola debba educare lo studente alla padronanza degli strumenti espressivi per la produzione orale, gli insegnanti hanno previsto molteplici occasioni per 189 esercitare tali abilità (cfr. ad esempio: lezioni dialogiche, discussioni, presentazione di lavori individuali o di gruppo, ecc.). Mentre le prove conclusive delle U.U.D.D., mirano ad accertare la conoscenza dei contenuti e il raggiungimento degli obiettivi dell'U.D. stessa, la verifica finale del modulo riguarda i contenuti e gli obiettivi di tutte le U.U.D.D. che lo compongono. La collaborazione all'apprendimento, al recuperare e al potenziamento è stata verificata con la correzione dei compiti domestici e l'osservazione del comportamento in classe (cfr. ad esempio: gli interventi spontanei e/o richiesti, l'attenzione alle spiegazioni e alle correzioni, la correzione spontanea dei propri elaborati durante le correzioni collettive ecc.). Prospetto dei tempi e degli strumenti di verifica Tempi Strumenti che l'insegnante può utilizzare Almeno una verifica scritta alla fine di ogni U.D. per • Prove oggettive accertare il raggiungimento degli obiettivi dell'U.D. • Prove semistrutturate Una verifica di recupero o di potenziamento alla fine di ogni U.D. qualora ci siano allievi che non hanno • raggiunto gli obiettivi) • Una verifica scritta alla fine di ogni modulo per • accertare il raggiungimento degli obiettivi dell'intero • modulo Verifiche orali continue per accertare: • le competenze relative alla produzione orale • la collaborazione all'apprendimento • Verifica frequente di elaborati scritti per accertare: le competenze relative alla produzione scritta la collaborazione all'apprendimento • • Prove oggettive Prove semistrutturate Prove oggettive Prove semistrutturate Risposte a domande orali Interventi spontanei durante le lezioni/discussioni Presentazione di lavori individuali e/o di gruppo svolti a scuola o a casa Correzione di lavori individuali e/o di gruppo svolti a scuola o a casa Correzione di materiali elaborati a scuola o a casa (ad es.: quaderni, appunti, compiti, ecc,) Prodotto realizzato La didattica modulare prevede un lavoro di programmazione e di documentazione da parte degli insegnanti, ma non implica necessariamente la produzione di materiali da parte degli studenti (ad eccezione di quelli funzionali allo studio, al ripasso, alla riattivazione di prerequisiti, ecc.). In alcuni casi, tuttavia, gli allievi hanno prodotto elaborati che è stato possibile presentare nella mostra (cfr. U.D. di italiano sulla poesia e U.D. interdisciplinare di tecnologia e chimica). Valutazione dell'esperienza La verifica e la valutazione della realizzazione di moduli disciplinari e interdisciplinari è avvenuta, in due fasi: 1. individualmente e all'interno dei piccoli gruppi (quando gli insegnanti hanno lavorato in tandem e in gruppi di tre); 2. nel grande gruppo composto dai 20 docenti impegnati nella programmazione. La verifica e la valutazione della realizzazione di moduli relativi a metacompetenze, competenze trasversali, conoscenze o abilità necessarie alla formazione generale è avvenuta attraverso: a) questionari sottoposti agli studenti; b) confronto tra insegnanti (ed eventuali operatori esterni) impegnati nella programmazione e nella realizzazione delle attività; c) analisi delle esperienze nell'ambito delle commissioni preposte alle diverse attività. Punti "forti" L'impostazione modulare della didattica favorisce: A. Per quanto riguarda gli allievi − Lo studio per la padronanza: le verifiche più frequenti e rigorose hanno sollecitato gli alunni ad uno studio più regolare e sistematico. Autonomia scolastica − Il raggiungimento degli obiettivi minimi da parte di un numero più elevato di studenti: il sistema delle verifiche formative e sommative e del recupero immediato degli obiettivi non raggiunti consente un intervento tempestivo sulle situazioni di insufficienza. 190 − − Il potenziamento delle competenze da parte di tutti gli alunni: la diversificazione dei percorsi di apprendimento fornisce opportunità di approfondimento a quegli allievi che dimostrano di aver raggiunto gli obiettivi previsti al momento della verifica formativa. La valorizzazione della competenza rispetto ai contenuti: la didattica modulare consente e richiede di operare tagli quantitativi sui programmi e di attraversarli secondo percorsi opportunamente individuati. B. Per quanto riguarda gli insegnanti − La prassi del lavoro collegiale. − La valorizzazione delle competenze. − L'economia delle risorse. Punti "deboli" − L'esperienza ha evidenziato alcuni limiti legati al fatto che, in via sperimentale, la programmazione di moduli disciplinari e interdisciplinari ha coinvolto, all'interno del Consiglio di Classe, solo alcuni docenti. Per questo, nonostante gli evidenti vantaggi che si sono registrati, è stato possibile usufruire solo in parte delle opportunità che la metodologia in sé offre, soprattutto per quanto riguarda la flessibilità dell'orario e la destrutturazione dei gruppi-classe. − In assenza di indicazioni ministeriali sui contenuti minimi ritenuti essenziali per ciascuna disciplina, l'opportunità di operare tagli quantitativi sui programmi e di lavorare per percorsi (che è uno dei punti qualificanti della didattica modulare) non si armonizza agevolmente con la necessità di preparare gli studenti del triennio ad affrontare le prime due prove dell'esame di stato. Collocazione: Pr. 35 / RA 4 191 Arti in indirizzo: Istituto Venturi/Scuole dell’infanzia comunali Brigo Fiorella, Bigi M. Angela, Bellucci Martina, Quartieri Paola, Bonazzi Simonetta, Gibertini Anna, Ferrari Milena, Manicardi Patrizia, Goldoni Rina Educazione all'arte Scuole comunali dell’infanzia “Costa” - “Saluzzo” - “San Damaso“ - “Saliceto Panaro“ - “Villaggio Zeta“ - “Modena Est“ - “Villaggio Artigiano“ - “Don Minzoni“ - Modena 1998/99 Classe/i Sezioni 3 - 4 - 5 anni Area tematica Educazione Immagine Contenuti tematici − Aspetti della natura: alberi, particolari di alberi (cortecce, foglie), cieli, suoli, i piccoli animali; − Il volto sia nei suoi aspetti somatici e fisionomici sia nelle sue possibilità di esprimere emozioni e sentimenti. Obiettivo/i Sviluppare rappresentazioni frutto di osservazioni, ricerche, confronti con l'arte e gli artisti; spingersi nella direzione di "controllare" gli elementi che intervengono nella composizione: in particolare come si comporta il colore e come interagiscono i colori tra di loro. Destinatario/i I bambini di 3, 4, 5 anni attraverso attività individuali, di piccolo gruppo, a coppie, collettive. Descrizione del percorso 1) Si individua un contenuto su cui far convergere la curiosità dei bambini, si progettano modalità per aiutare i bambini a "concentrarsi" su qualcosa di cui ci si vuole occupare. "Concentrarsi" non tanto per crearsi dei "vincoli" quanto per poter scegliere, centrare l'attenzione su una parte della realtà. 2) Si mettono in atto procedure in cui sono ugualmente importanti e non in successione: a) l'osservare, anche con strumenti di amplificazione visiva; b) sperimentare tutte le possibilità sensoriali, percettive ed emotive che riescono a mettere in contatto con l'oggetto di osservazione; c) conversare, discutere, individualmente o in gruppo per esplicitare immagini e significati dell'esperienza; d) produrre con l'interazione di materiali, strumenti e tecniche, rappresentazioni personali; e) padroneggiare procedure quali: fare prove, fare schizzi, disegnare dal vero, rappresentare con materiali evocativi dell'esperienza ecc...; f) confrontarsi con opere d'arte sia per trarne indicazioni per lo sviluppo del lavoro, sia per interpretare soluzioni adottate dall'artista stesso attraverso: contornamenti, completamenti, ampliamenti, spaesamenti, smontaggi, copie, utilizzazioni di soluzioni analoghe a quelle degli artisti, sperimentazione di tecniche, ecc.... Documentazione allegata Itinerari condotti con i bambini Collocazione. Coordinamento scuole dell’infanzia comunali 192 Arti in indirizzo: Istituto Venturi/Scuole dell’infanzia comunali Ballotta Marilena, Bonacini Teresa, Dallai Daniele Forme vegetali: realtà, rappresentazione, interpretazione Istituto d'Arte "Venturi" Modena 1997/98 Classe/i II D / III D grafica / II H corso sperimentale Area tematica Arte Contenuto tematico Conoscenze scientifiche sul mondo vegetale, storia botanica locale. Obiettivo/i Aiutare i ragazzi a stimolare e sviluppare quella facoltà dell'osservazione che sta alla base di ogni rapporto tra uomo e natura; aprire lo sguardo consapevole sul mondo circostante e creare un rapporto con la realtà naturale che ci circonda. Maturare il linguaggio nell'espressione figurativa, rappresentare la realtà con spontaneità, aprire lo spirito creativo, sviluppare le capacità immaginative e creare elaborati originali e personali. Destinatario/i Il percorso è adatto per le classi II e III Personale coinvolto Insegnanti, assistenti, docenti dell'orto botanico. Descrizione del percorso In occasione dell'VIII settimana della cultura scientifica e tecnologica presso gli orti botanici dal 23 al 29 marzo 1998, ci sono state varie iniziative promosse dal Ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica. A Modena in quella settimana ci sono stati percorsi di immagini naturalistiche e realizzazioni pittoriche, grafiche e fotografiche tratte dal vero che si sono snodati negli ambienti e nelle architetture dell'orto. L'iniziativa è proseguita oltre il termine delle settimane della cultura, per concludersi a fine maggio con l'esposizione delle opere realizzate dagli alunni del nostro istituto e con una mostra di antiche iconografie botaniche provenienti dalla biblioteca dell'orto. Articolazione delle fasi di attività L'esperienza si è articolata in diverse fasi: Fase di ricerca − Analisi e studio delle forme naturali − Visite all'orto botanico e raccolte di materiali − Osservazione dal vero: disegni, fotografie − Selezione di libri con iconografie scientifiche − Recensioni sull'argomento Osservando dal vero o anche attraverso alcune immagini, studiando le diverse tipologie di forme e colori, gli allievi hanno analizzato oltre alla varietà del soggetto, le singole parti che lo compongono e infine l'insieme; questo ha permesso loro di penetrare nel mistero della natura provocando sensazioni e stati d'animo. Fase esecutiva Raffigurazione espressiva e reinvenzione fantastica del reale. Ogni forma vegetale raffigurata non esiste in natura, anche se le strutture essenziali già richiamano il vero. L'universo vegetale da cui si è partiti per la rielaborazione grafico-pittorica è stato trasformato dalle capacità individuali dei ragazzi, i quali attraverso le molteplici possibilità espressive (linea, colore, composizione ecc...) hanno ridefinito un mondo parallelo a quello naturale altrettanto spettacolare. Il risultato di questo processo ha dato luogo ad elaborati diversificati per tecniche e dimensioni. Arti in indirizzo: Istituto Venturi/Scuole dell’infanzia comunali 193 Fase espositiva Mostra. Comunicazione, trasmissione delle proprie sensazioni al pubblico. I pannelli prodotti sono stati esposti all'interno della mostra insieme ad altre esperienze maturate nello stesso istituto fornite dalle sezioni di ceramica (manufatti plastici in ceramica ispirati al mondo animale) di grafica (studio del logo dell'orto botanico, riproduzioni fotografiche macro e audiovisivo sullo stesso tema). Tutti gli elaborati hanno concorso ad arricchire l'esposizione, dimostrando come l'Istituto d'Arte A. Venturi riesca per capacità e risorse a rispondere alle esigenze provenienti dal territorio. Gli allievi hanno partecipato con entusiasmo e curiosità all'attività proposta realizzando elaborati personali. Risultati raggiunti Sono stati raggiunti risultati più che apprezzabili sia dal punto di vista tecnico espressivo, sia dal punto di vista dell'approfondimento delle conoscenze suggerite dal tema. Senza questa esperienza probabilmente non sarebbero emerse le reali potenzialità creative nascoste di ogni singolo partecipante. Il coinvolgimento a questa iniziativa ha necessitato però di tempi più lunghi rispetto a quelli stabiliti, richiedendo ulteriori ore pomeridiane e sacrificando così in parte la partecipazione attiva alle altre discipline. Collocazione: EI. 38 / RA 6 194 Arti in indirizzo: Istituto Venturi/Scuole dell’infanzia comunali Canova Paolo, Caselli Antonio Aula aperta Istituto d'Arte "Venturi" Modena 1998/99 Classe/i Allievi dell'Istituto d'Arte Area tematica Arte Contenuto tematico Ricerche tecnico espressive individuali nel campo pittorico e plastico. Obiettivo/i Ricercare / individuare un percorso tecnico e metodologico proprio delle arti visive. Destinatario/i Circa 20 allievi che volontariamente (in ore extrascolastiche) hanno partecipato alle attività. Personale coinvolto Due docenti rispettivamente di discipline pittoriche e discipline plastiche. Progettazione (per istituto, per classi, per team...) Azione di sperimentazione rientrante nel progetto di autonomia. Descrizione del percorso Sperimentazione dell'autonomia didattica per l'ampliamento dell'offerta formativa dell'Istituto per l'anno scolastico 1998/99. Il progetto "AULA APERTA" nasce dall'idea che la formazione e lo sviluppo della creatività nelle arti visive non possa prescindere da un reale e fisico contatto con i materiali, le metodologie e le tecniche della produzione artistica. La rigida divisione degli insegnamenti artistici, l'elevato numero delle materie di studio, la struttura del quadro orario e la progressiva omogeneizzazione e omologazione dell'offerta formativa degli istituti scolastici superiori costringe oggi ad una riflessione sull'opportunità di ristabilire finalità e prassi dell'istruzione e della formazione offerta ai nostri allievi. Obiettivi Questa sperimentazione si è posta come proprio obiettivo quello di restituire alla pratica e all'esperienza individuale un percorso di apprendimento e di studio degli aspetti tecnici e metodologici propri delle arti visive. Il progetto "AULA APERTA" ha risposto ai bisogni di espressività creativa degli allievi che in più occasioni erano state verificate nel corso dell'esperienza didattica. L'aula aperta ha voluto essere un tempo e uno spazio a disposizione per lo sviluppo di un'esperienza personale di ogni allievo partecipante e oltre a ciò ha costituito un ampliamento dell'offerta formativa dello stesso Istituto d'Arte. La presenza in contemporaneità di due insegnanti, uno di discipline plastiche (Antonio Caselli) e uno di discipline pittoriche (Paolo Canova), si è tradotta nella possibilità di offrire una visione globale delle potenzialità espressive insite nei due medium (pittura e scultura). Per ragioni logistiche e didattiche, gli allievi partecipanti non sono potuti essere in numero superiore a venti. È stata intenzione degli insegnanti di lasciare però, la possibilità ad altri interessati di assistere alle azioni in aula e di rendersi disponibili per consulenze e discussione critica su elaborati personali presentati. Modalità operative dell'intervento Sono stati previsti incontri pomeridiani a cadenza settimanale, nel corso dei quali gli allievi, dopo aver compreso le diverse possibilità operative, hanno potuto affrontare sia esperienze di carattere pittorico che plastico. L'apprendimento delle abilità tecniche non è fine a se stesso ma finalizzato allo sviluppo dell'espressività individuale, allo scambio e al confronto delle esperienze personali. 195 Arti in indirizzo: Istituto Venturi/Scuole dell’infanzia comunali Abituati come tutti siamo a considerare l'immagine e la forma come il derivato di un'applicazione meccanica di questa o di quella tecnica, è necessario, in particolar modo nell'ambito delle arti visive, recuperare il valore della qualità dell'immagine e della forma. La creazione è un processo complesso, spesso frutto del corto circuito tra gli elementi della conoscenza e quelli dell'operatività in genere ed artistica in particolare; compito degli insegnanti, quindi, è stato quello di fornire gli aiuti e gli stimoli necessari per far intraprendere agli allievi una reale esperienza creativa. Gli argomenti conduttori degli incontri, per quanto riguarda le esperienze bidimensionali, sono stati: 1) i supporti pittorici e la loro preparazione; 2) acquerello, acrilico, tempera, pastello, tecniche miste; 3) valenze espressive delle tecniche impiegate; 4) osservazione guidata di esempi tratti dalla storia dell'arte; 5) osservazione-discussione critica e confronto degli elaborati prodotti. Le esperienze della tridimensionalità sono state condotte a partire da: 1) osservazione dei problemi della costruzione; 2) le possibilità espressive offerte da alcuni materiali (argilla, gesso, ferro, cera); 3) le caratteristiche dei materiali e delle strutture (plasticità, elasticità, resistenza); 4) impiego delle tecniche di modellazione, sbozzatura, formatura. I diversi argomenti sono stati affrontati seguendo il criterio base della valutazione dei livelli di complessità, di applicazione e delle relazioni intercorrenti tra loro. Tempi dell'intervento La sperimentazione è durata cinque mesi, da Gennaio a Maggio. Gli incontri pomeridiani, di tre ore ciascuno hanno avuto cadenza settimanale. Il totale delle ore di insegnamento per ogni docente è stato di 60. Monitoraggio e verifica È stata prevista la formazione di "focus group" fra i fruitori dell'iniziativa, attraverso la somministrazione di una traccia guida che si è basata sia sui desiderata, sia su quanto hanno effettivamente percepito dall'esperienza e dai contenuti della stessa. La partecipazione a quest'esperienza è stata tenuta in considerazione ai fini dell'assegnazione del credito formativo poiché, oltre a dimostrare l'interesse degli allievi per le discipline dell'area caratterizzante, ha offerto, di fatto, elementi di conoscenza e di approfondimento della loro formazione. Gli elaborati grafici e plastici prodotti dagli allievi potranno costituire un corpo di opere da proporre in una pubblica esposizione che, affiancate dalla documentazione fotografica, in quell'occasione restituirebbero il senso dell'intera esperienza. Collocazione: EI. 39 / RA 6 196 Arti in indirizzo: Istituto Venturi/Scuole dell’infanzia comunali Artioli Alberto, Bergamini Mauro Modello tridimensionale del castello di Canossa. Istituto d'Arte "Venturi" Modena 1998/99 Classe/i IV H sezione di architettura Area tematica Arte Abstract La realizzazione del modello tridimensionale, che ricostruisce in scala il castello medievale, richiesto da un Ente esterno alla scuola per essere esposto nell’ambito di un convegno matildico a R.E. ha costituito l’esperienza didattica di una classe di architettura per quasi l’intero anno scolastico. L’esperienza si è sviluppata inizialmente con una fase di RICERCA attraverso lo studio di fonti documentarie, quali rilievi grafici e fotografici, video illustrativo, forniti da personale esterno all’Istituto e rivolta ad una prima conoscenza del manufatto architettonico dal punto di vista storico artistico, tipologico e del contesto naturalistico e ambientale di riferimento. La fase di PROGETTAZIONE è stata caratterizzata dalla trasposizione in scala dei vari livelli planimetrici e dei rispettivi prospetti, mentre il rilievo del territorio circostante è stato restituito tramite lo studio delle curve di livello. Infine la fase ESECUTIVA, realizzata grazie alle attrezzature di laboratorio e di sezione, ha portato alla costruzione del modello tridimensionale in legno le cui dimensioni sono di mt 2.30 x 1.00 x 0.85 circa. Il lavoro nei diversi momenti è stato affrontato a gruppi guidati dagli insegnanti coordinatori. 197 198 Esperienze segnalate 199 200 Cittadino Maria Beatrice, Fronti Cecilia Alla scoperta del corpo Scuola materna “Berengario” - IV Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezione 3 anni Area tematica Educazione Fisica - Scienze Abstract In questo itinerario movimento, musica, comunicazione in genere hanno interagito continuamente per potenziare le capacità psicomotorie, espressive e cognitive del bambino. L’esperienza è stata arricchita dal contributo dell’esperto di psicomotricità esterno alla scuola. Fra gli obiettivi principali del progetto: conoscere il corpo e le sue parti; sviluppare e riconoscere capacità senso-percettive, capacità di adattamento ai diversi ambienti degli schemi dinamici posturali (camminare, correre, saltare, lanciare...), capacità di coordinazione dei movimenti. Il fascicolo raccoglie le motivazioni pedagogiche, la programmazione, e, per le diverse fasi di attività, documentazione fotografica e prodotti realizzati dai bambini. Collocazione: EF. 5 / RA 2 Insegnanti della scuola Un mantello, una palla, un tegamino...l’infinito del gioco Scuola materna “Berengario” - IV Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezioni 3, 4, 5 anni Area tematica Educazione Fisica - Studi Sociali - Educazione Immagine Abstract Il progetto vuole rispondere al bisogno che il bambino ha di esprimersi, comunicare ed apprendere attraverso il gioco; valorizzare le strutture, gli spazi e le occasioni che il territorio offre; approfondire culturalmente i temi proposti e compiere una riflessione comune tra insegnanti e genitori; esplorare e conoscere rispettando le forme e le modalità delle attività ludiche infantili. La realizzazione del progetto, che ha privilegiato il gioco tradizionale e la costruzione di giocattoli, ha contemplato anche l’intervento di un esperto di psicomotricità, una serata di incontro tra i genitori ed una pedagogista. Il fascicolo raccoglie le motivazioni pedagogiche, una documentazione scritta e fotografica delle attività, articoli di approfondimento ed una raccolta di giochi popolari descritti dai genitori. Collocazione: EF. 4 / RA 2 201 Gallicchio Pasqualina, Malpezzi Elisabetta Alla scoperta dell’ambiente Scuola materna “Berengario” - IV Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezione 4 anni Area tematica Geografia - Scienze - Educazione Immagine Abstract Il percorso non intende sviluppare un itinerario naturalistico di educazione ambientale, ma piuttosto tiene presente il concetto di “ambiente” come “spazio vissuto” e cioè gli ambienti-spazi della quotidianità. Fra gli obiettivi del percorso: iniziare a formare atteggiamenti ed abilità di tipo scientifico (osservazione, ipotesi, sperimentazione) in relazione agli ambienti considerati: mare, montagna, scuola, città; percepire le caratteristiche dello spazio e la sua organizzazione; regolare il proprio comportamento rispetto agli altri ed all’ambiente; sviluppare il linguaggio iconografico. “Contesto” per interagire ed accompagnare i bambini nelle attività proposte sono state storie lette e inventate con personaggi “sfondo”. Il fascicolo raccoglie la metodologia e la scelta educativa, la programmazione, e, per le diverse fasi di attività, documentazione fotografica e prodotti realizzati dai bambini. Collocazione: G. 13 / RA 2 Cardullo Stefania, Lombisani Isabella Sulla strada...Noi e la sicurezza! Scuola materna “Magazzeno” - III Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezione 5 anni Area tematica Studi Sociali Abstract Il fascicolo presenta, oltre al progetto, attività educative relative ai rapporti con se stessi e con gli altri nell’ambito di un sistema di vita organizzato che coinvolge l’aspetto etico, affettivo, sociale e civile della persona. Dopo diversi incontri, ricerche, conversazioni, uscite con i vigili urbani, i bambini hanno avuto l’opportunità di sperimentare direttamente quanto analizzato in un percorso ciclabile allestito in un’area verde appositamente attrezzata Collocazione: SS. 42 / RA 5 202 Freddi Angela, Ganzerli Antonella Le avventure dei Barbapapà Scuola materna “Magazzeno” - III Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezione 3 anni Area tematica Studi Sociali Abstract Il fascicolo propone, assieme al progetto, un lavoro che si inserisce nel campo di esperienza “Il sé e l’altro” e offre ai bambini la possibilità di percepire alcune norme civiche su cui si fonda l’organizzazione sociale e la presenza in essa di diverse culture e modi di vita. Il “contenuto” Barbapapà diventa anche uno stimolo per guidare i bambini a distinguere forme e colori, a classificare, a inventare storie, a giocare e ad utilizzare differenti forme espressive, comunicative e di socializzazione. Collocazione: SS. 43 / RA 6 Marri Gloria, Storchi Gianna Guardando Kandinsky Scuola materna “Magazzeno” - III Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezione 4 anni Area tematica Educazione Immagine Abstract Il progetto e l’attività didattica sono raccolti in un fascicolo e si realizzano attraverso la lettura di favole abbinate a dipinti di Kandinsky, la riproduzione singola e collettiva di quadri dell’autore e l’interpretazione soggettiva delle sue opere d’arte. I bambini esplorano in questo modo il mondo iconografico e sperimentano diversi mezzi, tecniche e strumenti espressivi. Collocazione: EI. 27 / RA 5 203 Ciriello Incoronata, Semellini Alberta In viaggio con Pilù Scuola materna “Cibeno Pile” III Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Sezione 4 anni Area tematica Progettazione / Programmazione Abstract Il progetto (raccolto in un fascicolo assieme alle diverse attività didattiche) è basato su uno sfondo integratore e riprende l’esperienza educativa svolta con gli stessi bambini l’anno precedente. Viene quindi utilizzato lo stesso personaggio chiave che ha accompagnato i bambini per tutto il primo anno: Pilù. Il ruolo di Pilù diventa così quello di guidare a scoprire, conoscere, esplorare situazioni e paesi attraverso l’uso prioritario del gioco. Collocazione: Pr. 25 / RA 2 Chiossi Maurizia, Fassio Anna, Rossi Manuela, Suor Orielda I giochi di Calimero Scuola materna “Andersen”, scuola materna privata “S. M. Assunta”, Scuola elementare “Mazzini” Bastiglia - Circolo di Bomporto 1998/99 Classe/i Sezione 5 anni - I elementare Area tematica Matematica - Progettazione / Programmazione Abstract Il progetto continuità ha favorito il passaggio fra i due ordini scolastici e la conoscenza tra i bambini delle due scuole materne. Ha sperimentato un confronto fra le programmazioni dell’area logicomatematica per evitare la ripetizione in prima elementare di UU.DD. già sviluppate e consolidate nelle scuole materne. Le insegnanti hanno concordato un progetto ponte relativo all’area analizzata e si è identificato in Calimero il personaggio di transizione che sarà utilizzato. La documentazione raccoglie le finalità del progetto, le programmazioni delle scuole elementare e materne, relative all’area trattata, gli elementi emersi dal confronto, il fascicolo con proposte operative “I giochi di Calimero”. Collocazione: M. 32 / RA 5 204 Corradini Vanna, Pellacani Rita Io: la vista - il colore. Dal micro al macro Scuola elementare “Martiri per la libertà” - IV Circolo Budrione di Carpi 1997/98 Classe/i I Area tematica Educazione Immagine - Lingua Italiana - Matematica Abstract Il percorso si inserisce in un progetto di plesso dal titolo “Dal micro al macro” teso ad esplicitare come possa essere sviluppato l’indicatore ”osservare, porre domande, fare ipotesi e verificarle” in modo interdisciplinare e verticale. L’obiettivo del percorso è stato di guidare i bambini attraverso un percorso di ricerca e interazione nei “meandri dell’osservazione” diretta ed indiretta (acquisizione di concetti logici-geometrici-spaziali-topologici legati ad una reale osservazione “della realtà”), privilegiando come canale guida il senso della vista. Si è partiti dalle esperienze manipolative effettuate con i colori primari, secondari, caldi, freddi, complementari ed agli esperimenti con lo spettro cromatico, ad alcuni principi della luce ed ai suoi “suggestivi inganni” (illusioni ottiche) per arrivare ad osservare con gli occhi della fantasia (interpretazione dell’immagine - trasfigurazione poetica). I materiali ai quali è allegato il progetto, raccolgono schede operative e produzioni realizzate dai bambini. Collocazione: EI. 28 / RA 5 Contini Giuliana, Loschi Annamaria I paesaggi italiani. Dal micro al macro Scuola elementare “Martiri per la libertà” IV Circolo Budrione di Carpi 1997/98 Classe/i III Area tematica Geografia - Lingua Italiana - Educazione Immagine Abstract Il percorso si inserisce in un progetto di plesso dal titolo “Dal micro al macro” teso ad esplicitare come possa essere sviluppato l’indicatore ”osservare, porre domande, fare ipotesi e verificarle” in modo interdisciplinare e verticale. All’interno dell’attività curricolare geografica sono state previste visite sia nella regione, sia al mare, sia in montagna per osservare direttamente l’ambiente. Inoltre la lettura di testi e dati informativi, le relazioni scritte, la costruzione di plastici di un vulcano e di cartelloni dei diversi ambienti conosciuti, hanno reso possibile la realizzazione di un filmato conclusivo che contenesse sia parti didascaliche, sia frammenti visivo-musicali. I materiali raccolgono l’itinerario didattico, l’organizzazione metodologica, la documentazione delle escursioni vissute, considerazioni e produzioni realizzate dai bambini. Collocazione: G. 14 / RA 2 205 Belluti Reggiani Lorena, Betti Bianca Terra - acqua - cielo. I fenomeni atmosferici. Dal micro al macro Scuola elementare “Martiri per la libertà” IV Circolo Budrione di Carpi 1997/98 Classe/i IV Area tematica Scienze - Lingua Italiana Abstract Il percorso si inserisce in un progetto di plesso dal titolo “Dal micro al macro” teso ad esplicitare come possa essere sviluppato l’indicatore ”osservare, porre domande, fare ipotesi e verificarle” in modo interdisciplinare e verticale. I contenuti trattati sotto l’aspetto scientifico con la collaborazione dell’esperto dell’ufficio ambiente sono i fenomeni naturali: nuvole, vento, pioggia. L’osservazione diretta di eventi, l’elaborazione di ipotesi per spiegare il fenomeno e/o prevederne le conseguenze, la raccolta sistematica di dati e la loro tabulazione utilizzando diversi tipi di grafico, la costruzione e l’utilizzo di differenti strumenti scientifici fanno parte della metodologia seguita. Sotto l’aspetto linguistico-espressivo si sono effettuate letture approfondite, consultazione, selezione e rielaborazione di materiale relativo agli argomenti trattati. Si è inoltre favorita un’integrazione delle conoscenze e dei linguaggi acquisiti nelle diverse discipline ed un loro utilizzo in elaborati personali. I materiali, ai quali è allegato il progetto, raccolgono schede esplicative, elaborati dei bambini e la descrizione degli esperimenti effettuati. Collocazione: Sc. 36 / RA 5 Maturo Carmela, Romagnoli Valeria Il fuoco Scuola elementare “Bellini” II Circolo Sassuolo 1997/98 Classe/i III Area tematica Studi Sociali Abstract Il fascicolo allegato al progetto documenta un’esperienza che vuole stimolare i ragazzi a prendere contatto con il proprio vissuto personale per valorizzare e rispettare i diversi vissuti culturali. L’acqua, l’aria, la terra ed il fuoco rappresentano da sempre oltre che elementi di vitale importanza per la stessa esistenza dell’uomo, una chiave per penetrare un mondo ricco di storie, leggende, immagini e musica della nostra cultura, ma anche di altre culture. Presentare questo tema sottolineando il suo aspetto antropologico e culturale può avere quindi il significato di offrire ai bambini la possibilità di riallacciare un contatto stretto con acqua, aria, terra e fuoco. Collocazione: SS. 44 / RA 6 206 Cucchi Deanna, Gandolfi Loredana, Guerzoni Agnese, Righi Maria, Vaccari Sandra La casa nel mondo Scuola elementare “Sorelle Luppi” Solara - Circolo di Bomporto 1997/98 Classe/i I - II Area tematica Studi Sociali Abstract Il progetto e le immagini allegate documentano un’attività realizzata nel laboratorio di manipolazione, dove, utilizzando materiale di recupero e dopo una adeguata ricerca, sono stati costruiti plastici che riproducono vari tipi di abitazione. L’attività è stata proposta all’interno di un progetto di educazione interculturale che ha voluto dare risposte a problemi di comunicazione e di inserimento a ragazzi provenienti da diverse parti del mondo. Collocazione: SS. 45 / RA 6 Celano Michelina, Colamassaro Maria, Tagliavini Anna, Canevari Olga, Capezzera Luciana, Reginato Marcella Accogliamo un bambino bielorusso Scuole elementari “Da Feltre” e “Collodi” - II Circolo Sassuolo 1998/99 Classe/i III “V. da Feltre” - IV “C. Collodi” Area tematica Studi Sociali Abstract Il fascicolo raccoglie un’esperienza realizzata presso due scuole dello stesso circolo didattico con un gruppo di bambini provenienti dalla Bielorussia. Il progetto prevede due percorsi didattici la cui finalità è quella di fare interagire il gruppo classe con il gruppo dei bambini colpiti dalle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl, per favorire la conoscenza reciproca rendendo l’esperienza significativa per entrambi. Per perseguire le finalità educative sono state programmate attività che utilizzano anche linguaggi non strettamente correlati al codice linguistico: laboratorio di informatica, attività motoria, educazione musicale, attività grafico-pittorica. Il lavoro si è basato poi sul confronto di diversi aspetti delle due culture: elementi del vissuto personale, l’organizzazione socioeconomica dei due paesi con particolare riferimento alle attività produttive, e le feste principali. Collocazione: SS. 46 / RA 6 207 Filomena Lina, Frascaroli Mirella, Molinari Marina, Reggiani Rita Un libro per accogliere Scuola elementare “Gramsci” - XI Circolo Modena 1998/99 Classe/i VA-B-C-D Area tematica Lingua Italiana - Educazione Immagine - Orientamento Abstract Esperienza di accoglienza di quattro classi quinte rivolta a quattro classi prime effettuata mediante la costruzione, da parte dei bambini, di libri. Sono state previste attività sia in relazione alla scrittura delle storie, sia alla costruzione concreta del libro che ha richiesto l’uso di materiali fra i più vari ed un vero e proprio lavoro di progettazione pensato e fatto tenendo continuamente conto del referente a cui i libri sarebbero poi stati donati. Il dono è stato portato da gruppetti di bambini ad altri per leggere insieme ciò che era stato prodotto. Collocazione: LI. 92 / RA 11 Pedroni Maria Rosa, Taddia Ilia Scoprirsi bambini, scoprirsi bambine Scuole elementari di Campogalliano, Nonantola e Limidi, “S.G. Bosco” - VII Circolo Modena 1998/99 Classe/i Secondo ciclo della scuola elementare Area tematica Scienze - Studi Sociali Abstract Obiettivi principali del progetto, condotto da due biologhe e proposto nelle scuole elementari, sono considerare la sessualità come un aspetto positivo, naturale ed importante della vita di un individuo; favorire un dialogo aperto e sereno su tematiche sessuali con insegnanti e genitori; rispondere ai bisogni conoscitivi dei ragazzi. Il percorso si articola in diverse fasi: momenti informativi e formativi attraverso l’attivazione di discussioni di gruppo; costruzione, da parte dei bambini, di un quaderno personale mediante la raccolta e la rielaborazione di schede sui contenuti affrontati (differenze fra maschio e femmina, importanza del corpo, dei suoi bisogni e dell’affettività, la riproduzione, pubertà ed aspetti fisiologici e psicologici); coinvolgimento e collaborazione fra le diverse componenti: ragazzi, insegnanti, genitori. Collocazione: Sc. 39 / RA 5 208 Mailli M. Angela La nostra scuola nel tempo 1443-1998 Scuola elementare “Fanti” - IV Circolo Carpi 1997/98 Classe/i IV A Area tematica Storia Abstract L’esperienza,condotta in un laboratorio di storia locale, ha consentito ai ragazzi di “fare storia dal vivo” poiché la disciplina è stata affrontata attraverso lo studio di documenti. Il lavoro si è sviluppato stimolando i ragazzi a trarre informazioni dal confronto delle diverse fonti e facendo scaturire le notizie utili dall’analisi diretta dei materiali. Sono stati così analizzati la storia urbana di Carpi ed i cambiamenti di uso subiti dall’edificio scolastico dalla sua fondazione. Lo studio della storia locale ha avuto anche l’intento di aiutare a capire tutta “l’altra” storia. Collocazione: St. 35 / RA 4 Barbi Giuliana, Baronio Franca, Liberati Fabrizia, Notardonato Mirella Progetto per la promozione della lettura e utilizzo della biblioteca scolastica Scuola elementare “Bollitora” II Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Tutte Area tematica Lingua Italiana Abstract Le iniziative avviate a livello di plesso vogliono attivare e valorizzare la lettura all’interno di una scuola che da anni attua un progetto di sperimentazione per l’acquisto e l’uso di materiale librario alternativo alla lettura ministeriale. Il progetto propone pertanto nuove modalità di approccio al testo: ricerca e mescolamento di incipit ed epiloghi, anagrammi e cruciverba, costruzione di libri, indovina la fiaba, i buoni ed i cattivi, costruzione di ipertesti, torneo di lettura, la settimana del libro, collegamenti con la biblioteca comunale, visite alle librerie ed a mostre di libri. Verranno inoltre contattati scrittori, illustratori e fumettisti per attivare ulteriori iniziative didattiche. Collocazione: LI. 91 / RA 11 209 Baronio Franca, Forghieri Susi, Liberati M. Fabrizia Progetto Europeo Comenius (Progetto Europeo: Italia - Francia - Belgio - Svezia) Scuola elementare “Bollitora” - II Circolo Carpi 1997/98 Classe/i IV Area tematica Lingua italiana - Educazione Immagine - Educazione Fisica - Lingua Straniera - Progettazione / Programmazione Abstract Il fascicolo documenta le attività relative allo scambio culturale con paesi partners del progetto europeo “Comenius”, che ha interessato anche alcune classi del plesso. Filo conduttore ed elemento di condivisione che ha permesso lo scambio è stato il gioco. Sono indicati gli obiettivi didattici trasversali, attività e metodologie di lavoro, verifiche. Il percorso ha riguardato: la conoscenza e l’esecuzione di giochi, la costruzione di giocattoli, la produzione di vari tipi di testo; la lettura e la produzione grafico-pittorica. Il fascicolo è accompagnato dalla scheda di formalizzazione. Collocazione: LI. 87 / RA 10 Goldoni Nadia Io leggo! Tu leggi? Scuola elementare “Saltini” III Circolo Carpi 1997/98 Classe/i Tutte Area tematica Lingua Italiana Abstract Il progetto è finalizzato a favorire nei ragazzi l’acquisizione del piacere di leggere e di ascoltare leggere. Coinvolge tutte le discipline, tutti i docenti e gli alunni del plesso che lavorano per classe, a piccoli gruppi, a classi aperte in orizzontale e verticale. Propone itinerari di lavoro, giochi e proposte di animazione per classe. Per la classe I: dalla decifrazione dei segni alla scoperta delle storie Per la classe II: dal racconto al libro...dal libro letto al libro prodotto Per la classe III: “Un vampiro con gli occhiali a farfalla” di Fabio Daddi Per la classe IV: “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi Per la classe V: “Marcovaldo” di Italo Calvino Collocazione: LI. 94 / RA 11 210 Sant’Unione Patrizia Progetto Calamaio Scuola elementare “Foscolo” - Circolo di Pavullo 1997/98 Classe/i II C - II E Area tematica Integrazione Scolastica Abstract Il progetto, attraverso l’incontro diretto dei bambini con alcune persone in situazione di handicap ed il racconto di fiabe come sfondo integratore, ha lo scopo di produrre conoscenza, eliminare pregiudizi, realizzare una migliore integrazione attraverso il riconoscimento della diversità e l’interpretazione di questa come valore. L’esperienza è stata rielaborata in vari modi, secondo la programmazione di varie discipline, per giungere a sviluppare e realizzare attività concrete e riflessioni sul tema dell’amicizia e sul binomio diversità / uguaglianza. Collocazione: Sc D 26 Contri Cristina, Girgenti Giorgio, Righi Simona, Tesauro Jolanda “Viaggi e viaggi”. Percorso multidisciplinare sul viaggio Scuola elementare “Mazzini” - Circolo di Vignola 1998/99 Classe/i IV C - tempo pieno Area tematica Informatica - Progettazione / Programmazione Abstract Percorso annuale strutturato in 6 macro unità didattiche: il viaggio per noi; viaggi fantastici e avventurosi; in viaggio alla scoperta degli altri; mappe e carte per viaggiare; grandi viaggi storici; viaggio in teatro. Il viaggio è l’unità tematica attorno alla quale si svolgono attività multidisciplinari successivamente inserite e riorganizzate in un CD ROM. Il percorso termina con la realizzazione di uno spettacolo teatrale che raccoglie i temi affrontati. È presente un’ampia documentazione ed il CD ROM prodotto. Collocazione: Pr. 1 / VS 211 Calice Mario, Corti Carla, Vannozzi Stefano Introduzione alla storia attraverso l’archeologia Scuole elementari IV Circolo Carpi 1998/99 Classe/i Tutte le classi III Area tematica Storia Abstract Il progetto ha voluto approfondire in modo scientificamente preciso l’evoluzione dal mondo preistorico alle civiltà classiche tenendo continuamente presente la storia del territorio in cui la scuola opera. Sono stati proposti: lo studio delle tematiche fondamentali dell’archeologia; lo studio della civiltà egizia; lo studio della civiltà etrusca; lo studio della civiltà romana. I percorsi sono stati elaborati dando notevole rilievo “al fare” degli alunni, che hanno svolto attività di scavo archeologico simulato, attività di laboratorio, visite guidate, divulgazione dei risultati. Tutto il materiale è stato presentato in una mostra dove i ragazzi faranno visite guidate. Collocazione: St. 37 / RA 5 Sandonà Mariagiulia Evento e biografia. Considerazioni sulle figure di Odoardo Focherini e Dante Sala Scuola secondaria I grado “Focherini” Carpi 1997/98 Classe/i III Area tematica Storia Abstract Il fascicolo presenta il progetto, la ricerca e indicazioni bibliografiche sulla vita e la figura di Odoardo Focherini e Dante Sala. Il lavoro si pone l’obiettivo di guidare i ragazzi a riconoscere l’importanza attribuita alle scritture memorialistiche ed alla loro interpretazione ai fini del lavoro storiografico e recuperare esempi di memoria collettiva attraverso la lettura critica del genere biografico. Tutta l’attività è stata condotta attraverso la lettura e l’interpretazione dei documenti come fonti dirette nella ricerca storica. Collocazione: St. 34 / RA 4 212 Beltrami Donatella, Sandonà Mariagiulia Galasso Alghisi: la vita e le opere Scuola secondaria I grado “Focherini” Carpi 1997/98 Classe/i II C Area tematica Storia Abstract Il fascicolo riporta una ricerca realizzata in un laboratorio di storia sulla vita e le opere del carpigiano Galasso Alghisi. L’impianto metodologico proposto ha consentito ai ragazzi l’approccio diretto al documento e quindi alla fonte storiografica, mentre sul piano contenutistico è stato favorito l’approfondimento nell’ambito locale (microstoria) di tematiche generali (macrostoria): il Rinascimento, la città rinascimentale, le Signorie, la Corte, e le armi da fuoco. Collocazione: St. 32 / RA 4 Vampi Paola L’arazzo di Bayeux (ovvero la conquista dell’Inghilterra) Scuola secondaria I grado “Pio” Carpi 1997/98 Classe/i II B Area tematica Storia - Lingua Italiana - Educazione Immagine Abstract Contenuto dell’esperienza è stata la storia della conquista normanna dell’Inghilterra quale è stata tramandata dall’arazzo; gli obiettivi: affinare la capacità di osservazione, analizzare una fonte primaria, sviluppare la fantasia. Sono state esaminate immagini e parole dell’arazzo e tratte informazioni su una serie di aspetti indicati in schede apposite (abbigliamento, armature ed armi, fortificazioni...), ricostruiti avvenimenti, confrontati con la versione degli storici e inseriti nel contesto più vasto. Nel laboratorio di educazione artistica l’arazzo è stato riprodotto integralmente in scala. Un fascicolo prodotto dai ragazzi raccoglie la composizione di testi narrativi a commenti suddivisi in cinquantotto paragrafi quante le scene della “tapisserie”. Collocazione: St. 38 / RA 5 213 Ferri Enrico, Menozzi Ada Lo sviluppo dell’economia carpigiana Scuola secondaria I grado “Pio” Carpi 1997/98 Classe/i III E Area tematica Storia Abstract Argomento trattato è stato il decollo industriale di Carpi e le nuove prospettive di sviluppo ,attraverso l’analisi di documenti e le testimonianze dirette dei protagonisti. In tal modo i ragazzi hanno sperimentato l’utilizzo di strumenti alternativi al libro di testo e si sono avvicinati alla ricerca storica. Gli studenti hanno intervistato la responsabile del Museo Etnografico sul passaggio dall’agricoltura al truciolo, al tessile - abbigliamento; due industriali sulle loro esperienze imprenditoriali; due sindacalisti sui rapporti all’interno della fabbrica negli anni del boom economico e sulle prospettive future di sviluppo. Suddivisi in gruppo hanno poi trascritto e sistemato le interviste, riunendole in una dispensa. Collocazione: St. 39 / RA 5 Ferri Enrico, Menozzi Ada Necessità della memoria Scuola secondaria I grado “Pio” Carpi ( 1997/98 Classe/i III E Area tematica Storia - Lingua Italiana Abstract Argomento trattato è stata la persecuzione degli Ebrei, il loro sterminio e, per contro, l’eroismo di quanti hanno cercato di salvarli. L’U.D., durata tutto l’anno, si è articolata in tre filoni. Rielaborazione della storia del Novecento con linguaggi e codici alternativi: il fumetto è stato prodotto un libro a fumetti dal titolo “Il signor Novecento, il secolo breve”. Approfondimento della conoscenza di una figura eroica carpigiana: Odoardo Focherini, attraverso la testimonianza diretta di una figlia e di una ebrea, salvata dall’organizzazione che a lui faceva capo; le interviste sono state trascritte e rielaborate dai ragazzi , poi raccolte in un opuscolo “I bambini mi capiranno”. Approfondimento del fenomeno dei campi di concentramento e sterminio, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e l’esperienza diretta di una visita a Mauthausen; sono state realizzate due videocassette con le conferenza dei due reduci dai campi di concentramento ed il documentario, tratto dal viaggio a Mauthausen, a cura dell’Istituto Storico della Resistenza. Collocazione: St. 40 / RA 6 214 Allegretti Anna, Bonfatti Lucia Com’è bella la mia terra Scuola secondaria I grado “Gasparini” Istituto Comprensivo di Novi 1998/99 Classe/i IB Area tematica Scienze - Geografia Abstract Obiettivi del progetto sono: osservare l’ambiente circostante con “occhio ecologico” e riconoscerne i segni dell’evoluzione fisica, economica ed antropica; assumere la consapevolezza dei limiti e delle potenzialità del territorio, ritrovare in esso le proprie radici. Ha richiesto attività e tempi di potenziamento per offrire un ampliamento dei contenuti e per promuovere visite guidate. Il progetto specifica gli obiettivi educativi, cognitivi, i percorsi delle discipline interessate, i luoghi, i metodi e le fasi del laboratorio di didattica dell’ambiente. Sono allegate schede esemplificative degli itinerari di scienze e geografia. Collocazione: Sc. 35 / RA 5 Insegnanti di scuola elementare e di secondaria I grado della Commissione “Continuità nella scuola dell’obbligo” Percorsi sul fiume Scuola secondaria I grado “Volta” Bomporto 1997/98 Classe/i Dalla I elementare alla III media Area tematica Progettazione / Programmazione Abstract La progettazione affronta prioritariamente i temi dell’educazione ambientale dalla prima elementare alla terza media, sviluppando quindi un curricolo verticale che vuole evitare la ripetitività e la dispersione. Le attività proposte nel fascicolo riguardano la semina, la fattoria, gli animali, i mestieri e gli attrezzi dei contadini, le api, il fiume Panaro, l’oasi di Nonantola, la vendemmia, le pianure alluvionali e la riproduzione per la scuola elementare; mentre per la scuola media i temi affrontati in chiave interdisciplinare sono: il fiume, le case rurali nella zona di Ravarino - Bomporto, le prospettive per il fiume. Collocazione: Pr. 27 / RA 3 215 Benatti Luisa, Zanasi Marinella Sii...viaggiare IPSS “Deledda” coordinato con IPSSCT. “Cattaneo” Modena 1998/99 Classe/i VA Area tematica Studi Sociali Abstract Il fascicolo presenta la moda “out door”, oggetto di uno studio interdisciplinare che ha toccato temi inerenti il disegno professionale e l’educazione fisica. Collocazione: SS. 50 / RA 6 Benatti Luisa, Zanasi Marinella Ai cari amici uomini, donne, ragazzi, bambini. Via della Prevenzione, 1. Buonasalute. Italia. Sii...viaggiare IPSS “Deledda” coordinato con IPSSCT. “Cattaneo” Modena 1998/99 Classe/i I II III A - II III B - II III L - IV V A Area tematica Studi Sociali Abstract Il fascicolo vuole far capire ai ragazzi la problematica di patologie legate a stili di vita poco corretti. È realizzato graficamente in bianco e nero per essere colorato in modo da stimolare chi lo legge ad imparare ciò che il disegno vuole trasmettere. Collocazione: SS. 49 / RA 6 216 Barbieri Barbara, Bianchi Roberta, Busani Adriano, Sacchi Iliana, Tallarigo Nicola Progetti di laboratorio nella scuola secondaria di II grado IPSSCT “Cattaneo” Carpi 1998/99 Classe/i Tutte le classi in cui è inserito un alunno con handicap Area tematica Integrazione Scolastica Abstract Si raccolgono diversi progetti di laboratori nella scuola secondaria di II grado che, finalizzandosi soprattutto sui linguaggi extra-verbali, considerano l’espressività come momento fondamentale nella formazione dell’adolescente sia per quanto riguarda lo sviluppo dell’identità e dell’autostima, sia lo sviluppo cognitivo. In particolare si propongono gli obiettivi e le linee metodologico-strutturali dei laboratori di: arteterapia, musicoterapia, yoga, ludoteca e teatro. Quest’ultimo si è realizzato in una serie di interventi specifici, condotti da un esperto esterno in alcune classi del plesso, che hanno avuto come titolo “Piacere, Teatro!” e “Star bene a scuola”. Alla progettazione metodologico-strutturale si accompagnano le relazioni finali dell’esperto stesso. Collocazione: Sc D 25 Braglia Giovanna Emilia Romagna: 1) Parchi di collina e biodiversità 2) Parchi di collina e sviluppo sostenibile IPSSCT “Cattaneo” Modena 1998/99 Classe/i II Area tematica Informatica - Scienze - Geografia Abstract Il lavoro multimediale si riferisce all’uso applicativo dei programmi di video scrittura e di trattamento delle immagini. Sono state riprese le tematiche di educazione ambientale (la collina) affrontate dalle classi interessate per consentire ulteriori approfondimenti e la produzione di un CD-ROM. Il lavoro si è articolato in diversi momenti: ricerca di materiale informativo su internet utilizzando motori di ricerca; organizzazione del materiale con impaginazione appropriata, scansione e gestione delle immagini; inserimento di segnalibri e di collegamenti ipertestuali per “navigare” all’interno del documento; trasferimento su CD-ROM. Collocazione: Sc. 14 / VS 217 Verzelli Angela Spallanzani anni 90. Nomi, cifre, volti di otto anni di vita scolastica IPSAA “Spallanzani” Vignola 1997/98 Classe/i II A - II B Area tematica Storia Abstract Il volume, che ricostruisce la vita dell’I.P.S.A.A. Spallanzani di Vignola dal 1990 ad oggi, è frutto di un lavoro di consultazione e analisi di vari tipi di fonti ed archivi ufficiali, della tabulazione di dati raccolti, e delle considerazioni relative alle notizie emerse nel corso della ricerca. Collocazione: St. 36 / RA 5 Leotta Gabriella Storia delle realtà agricole locali dal 1930 ai giorni nostri IPSAA “Spallanzani” Vignola 1997/98 Classe/i IV A Area tematica Storia Abstract L’esperienza, raccolta nel fascicolo, è il frutto di una ricerca effettuata su diversi argomenti: la cultura contadina con particolare riferimento alla famiglia, all’alimentazione, al ruolo della donna; le tecniche e le culture più diffuse nella fascia pedecollinare che corre lungo la Vignolese; l’architettura rurale e la storia dei lavoratori agricoli. Il periodo esaminato è quello che precede la II guerra mondiale. Il lavoro è stato realizzato attraverso la consultazione di diverse fonti oltre al libro di testo: biblioteche, sindacati, testimoni diretti, catasto... L’esperienza ha voluto sollecitare i ragazzi a riflettere sul fatto che non esiste solo la storia dei “grandi uomini” e che attraverso la ricerca personale di ognuno è possibile costruire un pezzo del percorso scolastico. Collocazione: St. 33 / RA 4 218 Rinaldi G.Luigi La sicurezza in base al D.L. 626/94 e al D.L. 382/98 ITG “Guarini” Modena 1998/99 Classe/i Tutte Area tematica Studi Sociali Abstract Il manuale operativo proposto vuole costituire una base informativa destinata agli studenti, ai docenti e ai non docenti. Affronta contenuti relativi alla sicurezza ed al soccorso, adeguati principalmente alla realtà in cui opera l’Istituto. Collocazione: SS. 47 / RA 6 Fati Nicola, Melandri Francesco Esercitazioni di cantiere ITG “Guarini” Modena 1980/81 - 1998/99 Classe/i III IV V A - III IV V D Area tematica Orientamento Abstract Il progetto nasce dell’esigenza di far conoscere ai ragazzi le attività lavorative che si effettuano in cantiere e di avvicinarli così ad alcuni dei possibili luoghi di lavoro in cui svolgeranno la loro professione. Dopo una serie di incontri con istruttori ed esperti, i ragazzi realizzano, ormai da molti anni, manufatti in cemento armato e in muratura e si impegnano in lavori socialmente utili. Collocazione: Or. 9 / RA 2 219 Insegnanti della scuola Orientamento al lavoro e educazione all’imprenditorialità ITC “Meucci” Carpi 1998/99 Classe/i IV B Area tematica Orientamento Abstract Il progetto vuole soddisfare nei ragazzi il bisogno di sviluppare la conoscenza di sé intesa come analisi delle proprie aspettative e delle proprie potenzialità in un futuro contesto lavorativo, oltre che favorire la crescita orientata all’autoimprenditorialità. Il corso che scaturisce dal progetto affronta conseguentemente argomenti relativi a come orientarsi nel lavoro, a cosa è e come funziona un’impresa, a quali sono le imprese nel territorio di Carpi, al rapporto impresa - Europa. Collocazione: Or. 10 / RA 2 Insegnanti della scuola Percorso in alternanza scuola - lavoro ITC “Meucci” Carpi 1998/99 Classe/i VB Area tematica Orientamento Abstract Il progetto di alternanza scuola - lavoro viene realizzato da diversi anni su sollecitazione di aziende, associazioni di categoria, enti pubblici. Il percorso prevede un corso della durata di 140 ore articolate in 100 ore di stage aziendale e 40 ore di aula. Durante i lavori vengono affrontati i temi relativi all’organizzazione, ai ruoli ed alle funzioni delle aziende; alle opportunità offerte dalle imprese; alle scelte dell’imprenditore ed alle forme di selezione Collocazione: Or. 11 / RA 2 220 Consiglio di classe e docenti esterni Progetto formativo integrato relativo al triennio ITC “Meucci” Carpi 1998/99 Classe/i III A IGEA Area tematica Orientamento Abstract Il progetto, attuato in adesione ad un bando regionale, nasce dalla necessità della scuola di una formazione integrata, quindi in stretto raccordo con la formazione professionale e l’Università, al fine di facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. All’interno del percorso curricolare sono stati inseriti moduli relativi a competenze di base trasversali e tecnico-professionali con l’obiettivo di creare un sistema formativo aderente alla realtà socio-economica locale. Ogni modulo prevede una dichiarazione delle competenze acquisite. Al termine del triennio la certificazione delle competenze verrà rilasciata dalla Regione Emilia Romagna. Collocazione: Or. 12 / RA 2 Artioli Alberto, Canova Paolo, Caselli Antonio Guscio Istituto d’Arte “Venturi” Modena 1997/98 Classe/i III C – V F – V A M Area tematica Arte Abstract L’esperienza scolastica, frutto della collaborazione con gli organizzatori della Mostra Mercato Nazionale del Vivere Country (Country Life 97), si è sviluppata con una serie di iniziative sperimentali, che hanno dimostrato come sia possibile aggiornare i metodi di insegnamento alla luce delle nuove tecnologie e dei nuovi strumenti oggi a disposizione. Gli allievi hanno compiuto un intervento non più basato su una generica decorazione degli spazi, ma articolato in diverse sezioni esemplificative delle potenzialità della scuola. Il momento più importante è stata la progettazione architettonica (realizzata in Istituto) e l’allestimento di una struttura fissa in legno a pianta ellittica : il “GUSCIO” appunto. Essa, contenendo al suo interno una serie di materiali ed elementi evocativi sul tema della vita, della terra e della natura, ha offerto al pubblico del Country Life una esperienza emotiva e sensoriale di grande suggestione. Contemporaneamente in un piccolo laboratorio delle terre è stato possibile lasciare la propria impronta a testimonianza del passaggio “nell’area Venturi”, che è stato inoltre animato scenicamente da alcuni studenti del laboratorio teatrale della scuola. Infine erano presenti alcune postazioni sparse all’interno dei padiglioni, dove sono stati realizzati, in estemporanea tra il pubblico, elaborati di disegno, nonché decorazioni di ceramica. Collocazione: EI. 34 / RA 6 221 Lega Marco, Lupo Donata, Notarangelo Filomena Segno/scrittura. Progetto didattico multidisciplinare Istituto d’Arte “Venturi” Modena 1998/99 Classe/i V G sezione di grafica Area tematica Arte Abstract Il modulo ha teso a favorire l’approfondimento di un ambito della comunicazione, quello del segno/scrittura, coinvolgendo più discipline che hanno sviluppato lo stesso tema secondo le singole specificità. In Progettazione sono state utilizzate e sperimentate le tecniche di “scrittura” e diverse metodologie progettuali e creative; in Educazione Visiva si è analizzato il segno/opera come comprensione dell’espressione e del contenuto della comunicazione; in Storia dell’Arte si è effettuato un percorso mirato a sottolineare il segno e la scrittura quali elementi emergenti della espressione artistica di alcune opere e autori dal Post-Impressionismo alle Avanguardie Storiche. Il progetto ha coinvolto gli studenti dell’ultimo anno di corso e ha costituito attività propedeutica alla terza prova del nuovo esame di stato. Sono state realizzate prove di verifica intermedie come simulazione per la terza prova scritta (quesiti a risposta singola) e finale come verifica di modulo (quesiti a risposta multipla), inoltre sono stati prodotti elaborati grafici, pittorici, plastici che gli allievi hanno presentato come approfondimenti individuali al momento del colloquio dell’Esame di stato. Collocazione: EI. 36 / RA 6 Beltrami Maurizio Arte nel decoro e decoro nell’arte. Partecipazione al concorso e mostra internazionale Istituto d’Arte “Venturi” Modena 1996/97 Classe/i IV F sezione di architettura Area tematica Arte Abstract L’esperienza didattica realizzata da una classe di architettura, presente insieme ad altre classi delle sezioni di ceramica e grafica dello stesso istituto, è stata dettata dall’obiettivo di partecipare attivamente ad un concorso internazionale. L’iniziativa ha previsto oltre alla Mostra degli elaborati del concorso (valutati da un apposito Comitato di esperti) nelle sale del Castello di Spezzano, dal 20 Aprile al 18 Maggio, altre attività culturali collaterali quali dibattiti sulle tematiche specifiche, dimostrazioni di tecniche ceramiche alternative (raku), animazioni teatrali con gli studenti del laboratorio teatrale del Venturi. Il rapporto con l’esterno è stato il fattore più significativo dell’intervento, sia nel confronto formativo con altre istituzioni scolastiche italiane e straniere, sia nel rapporto con la realtà produttiva ceramica, settore tipico del territorio modenese. Il percorso didattico è iniziato con una ricerca storica preliminare sul settore ceramico e sulle esperienze precedenti, con visite ad aziende del settore e rapporti con esperti. La progettazione ha portato alla produzione di tavole con prototipo e ambientazione e varianti cromatiche di decori su coordinati (piastrella e listello) per rivestimenti. Il lavoro è stato realizzato a gruppi e gli alunni hanno partecipato anche all’allestimento della mostra, guidati dall’insegnante. Dal punto di vista didattico l’esperienza ha dimostrato che gli allievi sono stati in grado di applicare e trasferire, in modo efficace (hanno vinto tre premi) le loro capacità anche in un settore diverso da quello di appartenenza, come appunto quello del decoro ceramico, pur non essendo specialisti del settore. Collocazione: EI. 35 / RA 6 222 Stefani Paola Ecosystem Press 2000: come risolvere il problema della raccolta differenziata a livello familiare Liceo classico e sperimentale scientifico “Allegretti” Vignola 1998/99 Classe/i IV A Liceo scientifico sperimentale Area tematica Scienze Abstract La classe ha partecipato al concorso indetto dal Museo della Bilancia di Campogalliano (Mo): “Riciclaggio: nessuna bilancia ne pesa il vantaggio” e si è classificata al 1° posto. L’Ecosystem Press 2000 è il progetto di una macchina nata per risolvere il problema della raccolta differenziata dei rifiuti domestici quali: vetro, plastica, latta, carta, pile, medicinali e rifiuti organici. L’apparecchio non si limita a permettere una semplice raccolta differenziata, ma attua una vera e propria funzione pressatrice. Grazie ad una serie di meccanismi, le dimensioni dei rifiuti vengono drasticamente ridotte, permettendone così una maggiore raccolta. Inoltre ogni persona, indipendentemente dalla propria forza fisica e, di riflesso, dalla propria età, sarà in grado di attuare una raccolta differenziata prolungata nel tempo, godendo degli incentivi al riciclaggio e della possibilità di diminuire la frequenza dei “viaggi” dall’abitazione al cassonetto dei rifiuti o al centro di raccolta. Gli studenti hanno lavorato a gruppi. In un primo tempo è stato fatto un lavoro di ricerca di materiale documentario (Decreto “Ronchi”, dossier sulla raccolta differenziata prodotti da Enti pubblici - Comune, Provincia). Successivamente sono stati ideati la macchina, i simboli dei materiali riciclati da inserire nella macchina, il nome della macchina. Attraverso l’uso del computer si è prodotto il materiale finale: disegni tecnici, disegni animati, relazione riassuntiva del lavoro svolto. Infine alcuni studenti hanno voluto realizzare il modello della macchina in compensato (depositato al Museo della Bilancia di Campogalliano). Collocazione: Sc. 37 / RA 5 223 224