IL TEMPO DI QUARESIMA
IL TEMPO DI QUARESIMA
Ha una duplice caratteristica:
guida alla celebrazione del mistero
pasquale sia i catecumeni,
attraverso i diversi gradi
dell’iniziazione cristiana, sia i
fedeli, per mezzo del ricordo del
Battesimo e della Penitenza.
Il Concilio Vaticano II
mise in rilievo questa duplice dimensione
pasquale e battesimale della Quaresima:
«Il duplice carattere della quaresima –
quale soprattutto mediante il ricordo o la
preparazione al battesimo e mediante la
penitenza, invita i fedeli all’ascolto più
frequente della parola di Dio e alla
preghiera e li dispone così a celebrare il
mistero pasquale -, sia posto in maggiore
evidenza tanto nella liturgia quanto nella
catechesi liturgica.
si utilizzino più abbondantemente gli elementi
battesimali propri della liturgia quaresimale…
lo stesso si dica degli elementi penitenziali
. Quanto alla
catechesi poi, si
inculchi nell’animo
dei fedeli, insieme
con le
conseguenze
sociali del peccato,
quello aspetto
particolare della
penitenza che
detesta il peccato
come offesa di Dio.
Né si dimentichi il
ruolo della Chiesa
nell’azione
penitenziale e si
solleciti la
preghiera per i
peccatori» (SC
109).
Quaranta giorni
Il tempo di quaresima decorre dal mercoledì delle Ceneri
fino alla Messa della Cena del Signore esclusa, per un
totale di quaranta giorni.
Il numero quaranta ha una particolare rilevanza biblica:
Nell’AT
i quaranta giorni del diluvio universale (Genesi
7,4.12.17;8,6)
i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai (Esodo
24,18; Deuteronomio 9,9.11.18.25;10,10)
i quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per
esplorare la terra in cui sarebbero entrati (Numeri 13,25)
i quaranta giorni di cammino del profeta Elia per giungere al
monte Oreb (1Re 19)
i quaranta giorni di tempo che,
nella predicazione di Giona, Dio dà a
Ninive prima di distruggerla(Giona 3,4)
Quaranta giorni
Il numero quaranta ha una particolare rilevanza biblica:
Nel NT
ci sono alcuni passi chiave nei quali si parla di quaranta
giorni:
i quaranta giorni che Gesù passò nel deserto (Matteo 4,2;
Marco 1,13; Luca 4,2)
i quaranta giorni in cui Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la
resurrezione e l'Ascensione (Atti 1,3)
Un altro riferimento significativo sono i quaranta anni
trascorsi da Israele nel deserto (Deuteronomio 2,7): è il
tempo della prova a cui YHWH sottopone il popolo d'Israele,
tempo di purificazione, tempo in cui rinasce una nuova
generazione fedele a Dio
Storia della Quaresima
Il tempo di quaresima si è sviluppato e affermato nella
Chiesa lungo il secolo IV, partendo dalla consapevolezza
della grande importanza che riveste per i cristiani la
celebrazione della Pasqua, su cui si fonda tutta la fede
cristiana.
La celebrazione della Pasqua poté sempre contare su
una certa preparazione, che consisteva in un digiuno della
durata di due o tre giorni. Nell’antichità, si celebrava
l’Eucaristia solo nelle domeniche, ma si digiunava in tutti i
mercoledì e i venerdì dell’anno, fuorché nel tempo pasquale.
Assai presto, il digiuno che precedeva la solennità della
Pasqua, cominciato nel mercoledì precedente, arrivò ad
abbracciare la settimana intera.
Già nel secolo IV questo digiuno si estende ad
altre due settimane, lasciando libere le domeniche
nelle quali era proibito digiunare. Quel tempo
registrò il maggior splendore del catecumenato
degli adulti.
I battesimi si celebravano nella Veglia pasquale;
per i candidati al Battesimo (adulti) le ultime
settimane prima della Pasqua costituivano un
tempo di preparazione intensa sia sul piano della
catechesi che su quello della preghiera e
dell’ascesi personale.
Tutti i fedeli furono invitati ad “associarsi”in
qualche modo ai catecumeni, nel ripercorrere
spiritualmente il cammino del proprio Battesimo,
per rinnovare con maggiore fervore e coerenza di
vita la propria adesione di fede a Gesù Cristo.
Penitenza pubblica dei peccati
In quel tempo ricevette un maggiore
impulso anche un’altra importantissima
istituzione pastorale della Chiesa: la
penitenza pubblica dei grandi peccati, con
il rito della riconciliazione dei penitenti la
mattina del giovedì santo.
Tutti i cristiani furono invitati a unirsi in
qualche modo ai penitenti, nel chiedere
perdono a Dio per i propri peccati e nel
cercare una più profonda “conversione” di
vita conforme agli insegnamenti del
Vangelo.
Alla fine del secolo IV, Roma aveva
già organizzato in questo modo la
Quaresima alla quale non
partecipavano solo i catecumeni e i
penitenti, ma l’intera comunità. È
certo che il rito dell’entrata nella
penitenza pubblica diede origine al
mercoledì delle ceneri.
Poiché la domenica non si digiunava, si cercò
nel V secolo di portare a 40 il numero dei
giorni effettivi di digiuno.
Ciò si ottenne in due fasi: dapprima, si
separarono il Venerdì e il Sabato santo dal
Triduo pasquale, e si giunse così al
numero di 36. presto si aggiunsero al
tempo di digiuno i quattro giorni feriali
precedenti la prima domenica di
Quaresima, e si arrivò così
all’attuale Mercoledì delle ceneri
come inizio della Quaresima.
Già nel secolo VII si trova
una Quadragesima – 40 giorni dalla I domenica di
Quaresima fino a quella di Pasqua
una Quinquagesima – 50 giorni contati dalla domenica che
precede la I di Quaresima a quella di Pasqua
una Sexagesima - 60 giorni che anticipano ancora di una
domenica e si concludono, molto sorprendentemente, il
mercoledì dell’ottava di Pasqua
una Septuagesima – 70 giorni a costo di anticipare ancora
d’una domenica e di concludere la II domenica di Pasqua.
Questa specie di Prequaresima, durante la quale si
usava il colore violaceo e si sopprimeva il Gloria e l’Alleluia,
durò fino alla promulgazione del nuovo Calendario romano
nel 1969.
Struttura attuale della Quaresima 1
Segni liturgici
Il tempo della Quaresima dura dal mercoledì delle Ceneri –
caratterizzato dall’imposizione delle ceneri a tutto il popolo di
Dio - fino alle prime ore del pomeriggio del giovedì santo. La
Messa della Cena del Signore appartiene già al Triduo
pasquale.
Nelle messe della quaresima non si canta l'Alleluia né
si recita il Gloria. Inoltre il carattere dei canti è più pacato, l'
organo non dovrebbe suonare se non per accompagnare il
canto, e si usa il colore viola per i paramenti liturgici, fatta
eccezione per la quarta Domenica, detta Laetare (dall'inizio
dell'introito in latino della messa) nella quale si può sceglie il
rosa.
Non è consentito ornare gli altari con fiori o con altre piante.
Tuttavia, se il tabernacolo è posto fuori dall’altare della
celebrazione, è bene conservare vicino al tabernacolo
stesso, insieme alla lampada, la presenza dei fiori.
Struttura attuale della Quaresima 2
La Quaresima è basata sulle sue domeniche, dette
rispettivamente I, II, III, IV, V di Quaresima. La sesta
domenica, in cui ha inizio la Settimana Santa, si chiama
«Domenica delle Palme e della Passione del Signore» .
Le ferie si susseguono
indipendentemente dalle domeniche,
sebbene conservino una certa relazione con esse nella
tematica liturgica. Per sottolineare l’importanza di queste
ferie, viene raccomandata una breve omelia.
Letture della Messa in quaresima
Si possono intravedere tre itinerari:
una Quaresima battesimale (anno A)
una Quaresima cristocentrica (anno
B)
una Quaresima penitenziale (anno C)
Il ciclo A (quello a più forte carattere
battesimale) può essere seguito ogni
anno secondo le esigenze pastorali di
ogni singola comunità.
Per mettere in rilievo gli elementi battesimali della
quaresima insieme con quelli penitenziali
è stato disposto che l’anno A sia come il
prototipo di quello che deve essere questo
tempo liturgico. Perciò, sono stati
conservati nella I e nella II domenica, i
temi tradizionali delle tentazioni del Signore
e della Trasfigurazione – per di più comuni
a tutti i tre cicli – ma sono stati recuperati,
per le domeniche III, IV e V, i Vangeli
classici della quaresima catecumenale: la
samaritana, il cieco nato e la risurrezione di
Lazzaro.
La Quaresima comprende anche i primi
quattro giorni della settimana santa
Questi giorni introducono alla celebrazione della
Passione del Signore, ma fa eccezione la Messa
del crisma nella quale si benedicono e si
consacrano gli oli, nella mattinata del giovedì
santo.
Questa Messa è una specie di parentesi, destinata
a mettere in rilievo come i sacramenti della Chiesa
sgorghino dal mistero pasquale. Essa è presieduta
dal Vescovo e concelebrata, possibilmente, da tutti
i presbiteri. In essa si manifesta la comunione dei
presbiteri con il vescovo e vengono rinnovate le
promesse sacerdotali.
Il mercoledì delle ceneri
Nelle sue origini era destinato ad introdurre
i penitenti nella penitenza pubblica con riti
che comprendevano, fra l’altro,
l’imposizione delle ceneri.
Il gesto è d’origine biblica e giudaica, ed è
segno di lutto e di dolore. Nel secolo IX,
quando la penitenza pubblica cominciò a
essere sostituita dalla confessione privata
e dall’assoluzione individuale dei fedeli, il
rito dell’imposizione delle ceneri fu esteso
a tutti i fedeli.
La cenere,
più che ricordare all’uomo che è polvere
(cfr. Gn 3,19), vuole essere segno della
volontà di conversione di rinnovamento
pasquale. A questo tende la nuova formula:
«Convertiti e cedi al Vangelo» (Mc 1,15:
questo gesto avviene dopo l’omelia, per
dimostrare che la conversione e la
penitenza nascono come risposta e
accoglienza della Parola di Dio.
Le letture contengono un forte invito
all’interiorizzazione delle opere penitenziali
della quaresima (Mt 6,1-6.16-18) e
all’autenticità della conversione (Gl 21,1218). La seconda lettura è un magnifico
proclama quaresimale: «Vi supplichiamo in
nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con
Dio… Ecco il momento favorevole, ecco il
giorno della salvezza».
Lo spirito che deve guidarci in questa
quaresima è sintetizzato dalla colletta:
O Dio, nostro Padre,
concedi al popolo cristiano
di iniziare con questo digiuno
un cammino di vera conversione,
per affrontare vittoriosamente
con le armi della penitenza
il combattimento contro lo spirito
del male.
1a domenica di Quaresima:
Cristo tentato dal diavolo
Lit.
della
Parola
I lettura
Salmo resp.
II lettura
Versetto
Vangelo
Anno A
Anno B
Anno C
Gn
2,7-9;
3,1-7
50
Rm 5,12-19
Mt 4,4
Mt 4,1-11
Gn 9,8-15
24
1Pt 3,18-22
Mt 4,4
Mc 1,12-15
Dt 24,4-10
90
Rm 10,8-13
Mt 4,4
Lc 4,1-13
1a domenica di Quaresima: Cristo tentato dal diavolo /2
L’episodio delle tentazioni proclamato dalla liturgia
di questa domenica non è solo un momento
decisivo nella vita di Gesù, ma è, più ancora, il
dramma di Adamo nel paradiso terrestre, di Israele
nel deserto e di ogni cristiano in questa vita.
Il prefazioni svela il senso di questa prima
domenica di quaresima: Egli (Gesù) consacrò
l’istituzione del tempo penitenziale con il digiuno di
quaranta giorni, e vincendo le insidie dell’antico
tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del
peccato, perché celebrando con spirito rinnovato il
mistero pasquale possiamo giungere alla Pasqua
eterna.
1a domenica di Quaresima: Cristo tentato dal diavolo /3
Gesù attraversò il Mar Rosso del suo battesimo
nel Giordano (cfr. Lc 4,1) e si addentrò nel deserto
nel quale fu tentato. Nel battesimo fu investito per
la sua missione, ma, prima, dovette superare la
prova del deserto, dove il tentatore voleva
distoglierlo dall’aderire al progetto di Dio, che
aveva come meta la croce.
È proprio questa l’esperienza del catecumeno e
del cristiano nel suo itinerario battesimale e
penitenziale dei sacramenti fino a giungere al
banchetto eucaristico che sigilla, nel primo,
l’iniziazione cristiana e, nel secondo, la
conversione e la riconciliazione con Dio.
1a domenica di Quaresima: Cristo tentato dal diavolo/ 4
Le letture dell’AT ci presentano i primi momenti
dell’uomo e del popolo di Dio, momenti di
tentazione e di caduta.
Le seconde letture completano il messaggio
facendoci riflettere sul peccato, sul battesimo e
sulla fede.
Il Vangelo contiene il racconto delle tentazioni,
ogni anno secondo un evangelista diverso.
Il cristiano vincerà la tentazione solo se terrà
sempre presente il grande avvertimento, valido
per l’intera Quaresima e per tuta la vita: «Non di
solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce
dalla bocca di Dio» (Mt 4,4 = Dt 8,3).
2a domenica di Quaresima:
Cristo è strasfigurato
Lit. della Parola
I lettura
Salmo resp.
II lettura
Versetto
Vangelo
Anno A
Gn 12, 1-4
32
2Tm 1, 8-10
Mc 9,7
Mt 17,1-9
Anno B
Anno C
Gn 22,1-2.9.10-3.15-8
115
Rom 8,31-34
Mc 9,7
Mc 9,2-10
Gn15,5-12.17-18
26
Fil 3,17-4,1
Mc 9,7
Lc 9,28-36
Facendoci contemplare Cristo,
la liturgia e ci mostra in lui il mistero
della nostra trasformazione interiore
per mezzo dei sacramenti.
2a domenica di Quaresima: Cristo è strasfigurato /2
Gesù, battezzato per la missione salvatrice,
superata la tentazione che voleva ostacolare la
sua adesione al progetto del Padre, è trasfigurato
dalla propria gloria di Verbo divino e confermato
dalla nube luminosa dello Spirito e dalla voce del
Padre in vista del sacrificio pasquale della sua
morte e risurrezione.
I credenti sono chiamati ad ascoltare con
maggiore fedeltà la Parola, così che anch’essi,
battezzati e confermati attraverso l’esperienza
penitenziale della Quaresima, possano avviarsi
verso la loro perfetta identificazione col Cristo
glorioso (cfr. 1Cor 15,49-57; Ef 4,22-24
2a domenica di Quaresima: Cristo è strasfigurato /3
Il Prefazio ricorda come Cristo
… dopo aver dato ai discepoli l’annunzio della
sua morte, sul santo monte manifestò la sua gloria
e chiamando a testimoni la legge e i profeti, indicò
agli apostoliche solo attraverso la passione
possiamo giungere al trionfo della risurrezione.
Le prime letture ci presentano Abramo,
disposto a sacrificare il suo unico figlio – figura del
Cristo – e depositario della prima alleanza.
Le seconde letture ci parlano della nostra
futura trasformazione gloriosa a immagine di
Cristo e dell’amore infinito che Dio ha per noi.
Le domeniche III, IV e V dell’anno A:
i segni della vita
Sono consacrate alla iniziazione dei sacramenti che
consacrano l’inizio della vita cristiana.
Lit. della Parola
III domenica IV domenica
V domenica
I lettura
Salmo resp.
II lettura
Versetto
Vangelo
Es 17,3-7
94
Rm 5,1-2.5-8
Gv 4,42
Gv 4,5-42
Ez 37,12-14
129
Rm 8,8-11
Gv 11,25.26
Gv 11,1-45
1Sam 16,1.4.6-7.10-13
22
Ef 5,8-14
Gv 8,12
Gv 9,1-41
I Vangeli della samaritana, del cieco nato e
della risurrezione di Lazzaro facevano parte
delle Messe degli scrutini quaresimali
dei candidati al battesimo.
La III domenica
– samaritana rivolge la sua attenzione al simbolismo
dell’acqua del battesimo, cioè dello Spirito
che è stato effuso nei nostri cuori (II lett.),
la sorgente di acqua che zampilla per la
vita eterna (Vang.), per appagare
completamente la sete dell’uomo (I lett. e
sal. resp.).
Il prefazio ricorda che Cristo, quando
chiese dell’acqua alla samaritana, aveva
già infuso in lei la grazia della fede.
La IV domenica
- cieco nato propone un altro bel simbolismo battesimale: la luce che
guarisce la cecità dell’umanità, cecità dal momento della
nascita. Per questo il Battesimo fu chiamato dai Padri della
Chiesa sacramento dell’illuminazione.
La prima lettura evoca l’elezione di Davide, figura di
Cristo, Buon Pastore che guida il suo popolo.
La seconda lettura ci invita a camminare come figli
della luce.
Il prefazio ci mostra gli effetti della redenzione di Cristo:
«Nel mistero della sua incarnazione, egli si è fatto guida
dell’uomo che camminava nelle tenebre, per condurlo alla
grande luce della fede. Col sacramento della rinascita, ha
liberato gli schiavi dall’antico peccato per elevarli alla dignità
di figli».
La V domenica
- con la risurrezione di Lazzaro parla della vita che è Cristo stesso nel mistero
pasquale in virtù dello Spirito Santo.
Prima e seconda lettura: Questo Spirito
risuscitò Gesù, come rimise in piedi il popolo di
Israele sepolto sotto le sue disgrazie.
Nel battesimo e nella penitenza, il Cristo
«vero uomo come noi, pianse l’amico Lazzaro; Dio
e Signore della vita, lo richiamò dal sepolcro», per
dimostrare come, «con i suoi sacramenti», riporta
gli uomini a una vita nuova (Pref. ).
Le domeniche III, IV e V degli anni B e C
Anche le domeniche degli anni B e C, pur potendosi usare per motivi
pastorali le letture e i vangeli dell’anno A, hanno un’unità propria
indicata dal vangelo, al quale sono adattate le due prime letture.
Anno B
III domenica
IV domenica
V domenica
I lettura
Salmo resp.
II lettura
Versetto
Vangelo
Es 2,1-17
18
1Cor 1,22-25
Gv 3,16
Gv 2, 13-25
2Cr 36,14-16.19-23
136
Ef 2,4-10
Gv 3,16
Gv 3,14-21
Ger 31,31-34
50
Eb 5,7-9
Gv 12, 26
Gv 12,20-33
anno C
III domenica
IV domenica
V domenica
I lettura
Salmo resp.
II lettura
Versetto
Vangelo
Es 3,1-8.13-15
102
1Cor 10,1-6.10-12
Mt 4,17
Lc 13,1-9
Gs 5,9.10-12
33
2Cor 5,17-21
Lc 15,18
Lc 15,1-3.11-32
Is 43,16-21
125
Fil 3,8-14
Ez 33,11
Gv 8,1-11
I temi dell’anno B, presi dal Vangelo di Giovanni
propongono aspetti del mistero
pasquale prendendo come base i
paragoni che il Signore fa del tempio
(dom III), del serpente
di bronzo innalzato da Mosè nel
deserto (dom. IV) e del grano di
frumento che cade in terra e che deve
morire per dare
frutto (dom. V).
I temi dell’anno C, presi dal Vangelo di Luca
– eccetto l’ultimo che è di Giovanni -
–girano intorno alla bontà divina per
il peccatore: atteggiamenti di Gesù
di fronte ad alcuni fatti pietosi
(dom. III), il figlio prodigo (dom. IV)
e il perdono accordato all’adultera
(dom. V).
La colletta esprime i sentimenti di Cristo
alla vigilia degli avvenimenti centrali della
sua vita: Vieni in nostro aiuto, Padre
misericordioso, perché possiamo vivere e agire in
quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la
vita per noi.
La domenica delle Palme e della
Passione del Signore.
È l’ultima domenica della Quaresima,
vera celebrazione domenicale
della Passione e,
allo stesso tempo,
commemorazione
dell’ingresso trionfale
di Gesù in Gerusalemme.
La domenica delle Palme e della Passione del Signore. /2
La processione con i rami d’ulivo, rito d’entrata
della Messa, cominciò ad essere praticata a
Gerusalemme ( come scrisse la pellegrina
galiziana Eteria nel suo Diario di viaggio scritto
verso il 380). Più tardi si estese a tutto l’Oriente,
alla Spagna (sec. VII), alla Gallia e, finalmente a
Roma (sec. XI o XII). La processione è preceduta
dalla benedizione dei rami e dalla proclamazione
del Vangelo dell’entrata di Gesù a Gerusalemme.
Poiché la liturgia non si limita a ricordare i fatti
passati, ma attualizza e rivive quello che ricorda,
con questo gesto, i fedeli accolgono e acclamano
realmente Cristo, rappresentato dal vescovo o dal
sacerdote che presiede la comunità.
La Passione del Signore è il gran tema che la Chiesa
medita in tutto il corso di questa domenica:
Nella Colletta chiediamo: «abbiamo presente il grande
insegnamento della passione».
La Prima lettura si concentra sul terzo canto del Servo di
Javhè (Is 50,4-7)
La Seconda lettura con il bellissimo inno della lettera ai
Filippesi presenta il mistero dell’annientamento di Cristo e
della sua susseguente esaltazione (Fil 2,6-11).
Il Salmo è quello che Gesù recitò sulla croce: «Dio mio, Dio
mio! Perché mi hai abbandonato?» (Sal 21). Gesù, infatti, è il Giusto
perseguitato dagli empi, che muore per dare loro la vita, come recita
il Prefazio: «Egli che era senza peccato, accettò la
passione per noi peccatori, e, consegnandosi ad un’ingiusta
condanna, portò il peso dei nostri peccati. Con la sua morte
lavò le nostre colpe e con la sua risurrezione ci acquistò la
salvezza».
Le ferie della Quaresima
Nella liturgia romana, il tempo della Quaresima era
l’unico che aveva formulari propri per la Messa e la
Liturgia delle Ore d’ogni giorno. Questa eredità è
passata agli attuali libri liturgici.
Nella Messa le prime letture appartengono all’AT e
sono in armonia con il Vangelo.
Dal lunedì della IV settimana, ci è offerta una lettura
semicontinua del Vangelo di Giovanni. Tale Vangelo,
tranne qualche giorno della settimana santa e dell’ottava
di Pasqua, sarà presente fino alla domenica di
Pentecoste.
Nelle settimane III, IV e V, sono stati previsti alcuni
formulari di lettura a scelta, così che, in qualsiasi giorno
delle settimane degli anni B e C, possano essere letti i
Vangeli della samaritana, del cieco nato e della
risurrezione di Lazzaro, che sono letti solo nelle
domeniche corrispondenti dell’anno A .
Spiritualità della Quaresima
«La Quaresima è il tempo privilegiato del
pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte
della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui
stesso ci accompagna attraverso il deserto della
nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso
la gioia intensa della Pasqua» (Benedetto XVI,
Messaggio per la Quaresima 2006).
La quaresima è il tempo favorevole per la
conversione a Cristo (2 Cor 6,2). Perciò si richiede
un più attento e prolungato ascolto della Parola di
Dio perché è questa Parola che illumina la nostra
vita, ci fa prendere coscienza del nostro peccato e
guida il nostro ritorno a Dio.
Dimensione battesimale
Questo tempo liturgico non solo
prepara i catecumeni al Battesimo,
ma è il tempo in cui la Chiesa e tutti i
fedeli sono chiamati a vivere
maggiormente questo sacramento
mediante una più profonda
conversione. Battesimo e Penitenza
sono così i misteri propri
della Quaresima.
Dimensione ecclesiale
La Quaresima è il tempo della grande
convocazione di tutta la Chiesa perché si
lasci purificare da Cristo suo sposo.
La penitenza ha sempre come effetto la
riconciliazione non solo con Dio, ma anche
con i fratelli, che a causa del peccato
sempre hanno subito un danno. La
penitenza quaresimale è quindi per la
chiesa non soltanto interna ed individuale,
ma anche esterna e sociale.
Le opere della penitenza quaresimale
Anche se limitato al Mercoledì
delle ceneri e al Venerdì santo, il
digiuno è anzitutto astinenza dal
peccato.
È anche autodominio,
libertà dai bisogni, fame e sete di
giustizia,impegno di condivisione.
Non in vista di un risparmio, ma
per la solidarietà.
La legge del digiuno
obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non
proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera.
L'astinenza dalle carni il venerdì:
.
era al principio segno di povertà, essendo nell'antichità il pesce più
economico che la carne. È segno dell'abbandono del lusso per vivere una
vita più essenziale. L’astinenza proibisce l’uso delle carni, non però l’uso
delle uova e dei latticini.
Al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta
incominciati;
all'astinenza dalla carne, i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni.
anche coloro che non sono tenuti all'osservanza del digiuno, i bambini e i
ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.
La preghiera
È prima di tutto ascolto di
Dio che parla. È legata
molto strettamente alla
conversione, per lasciare
sempre più spazio a Dio.
Preghiera individuale e
comunitaria.
La Carità
la Quaresima è tempo di più forte
impegno di carità verso i fratelli. Non
c'è vera conversione a Dio senza
conversione all'amore fraterno.
La chiesa insegna che queste
opere devono essere compiute nella
consapevolezza del loro valore di
segno in vista della conversione, e
non fine a sé stesse.
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IL TEMPO DI QUARESIMA - Pie Discepole del Divin Maestro